Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 337 MARZO 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità ... è ri- Alla Vittima pasquale s’innalzI, oggi, il sacrificio di lode! L’Agnello ha redento il Suo gregge, l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre! Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa! «Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?». «La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli Angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea»! Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto! Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza! (Sequenza alla liturgia della “Domenica di Pasqua”) «FIDES CHRISTIANORUM RESURRECTIO CHRISTI EST»! (Sant’Agostino) Il nostro augurio... «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo, assiso 2 A tutti: Amici, Abbonati, Lettori i più fervidi Auguri di santa PASQUA! “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 ASSISI - BIS 24 Gennaio 2002 Ecumenismo massonico luciferino sac. dott. Luigi Villa I rapporti tra Chiesa cattolica e Islam sono tornati alla ribalta di nuovo dopo l'annuncio di Giovanni Paolo II per una seconda riunione con “i rappresentanti delle altre religioni del mondo” per “un incontro di preghiera per la pace”, come l'aveva già fatto il 27 ottobre 19861. Le considerazioni che faremo in questo nostro articolo, hanno la loro importanza, in questo tempo post-conciliare, in cui si taccia di “integralismo” la Fede di chi è ancora cattolico e rimane nella sua pietà religiosa di ante Vaticano II. 11 SETTEMBRE 2001 Gli avvenimenti che sono venuti dopo quell'11 settembre 2001 ci hanno fatto ricordare, tra l'altro, anche quella celebre frase: “il XX° secolo sarà religioso”, ma non certo nel modo d'Assisi, anche se molti lo credono un gesto legittimo, data la grave situazione politicasociale in cui si trova tutto il genere umano. Comunque, io non credo che sarà davvero quello spettacolo di Assisi, con quelle 12 religioni (?), a manifestare al mondo il viso autentico dell'uomo religioso! Si può davvero dubitarne!.. Il gesto di Giovanni Paolo II non è scevro di ambiguità di fondo mediatico. Ed è senz'altro un po' anche spettacolo questo caos di religioni che si attaccano al carro trionfale del Papa! Ma al di là di questa impressione che non pochi hanno, al di là di ogni preconcetto del fatto, questo gesto papale muove un inquietante problema di teologia e di pastorale che non va minimizzato. Il Papa l'aveva comunque, già detto in un suo discorso alla Curia di Roma il 22 dicembre 1986, quando manifestò "l'unità radicale, basilare e determinante del genere umano”, per cui - secondo Lui in questa prospettiva, le religioni non cristiane sarebbero come delle “limitazioni dell'unico disegno divino di salute”. 1 La Basilica di Assisi. Secondo Giovanni Paolo II, cioè, l'unità del genere umano fu immediatamente e di fatto soprannaturale; tutte le religioni, perciò, sarebbero in qualche modo - che lo sappiano o che l'ignorino, che l'accettino o che lo rifiutino - delle manifestazioni incomplete del Mistero cristiano. È facile pensare, qui, che questa linea teologica è un tutt'uno con la teoria del “cristiano anonimo” dell'eretico gesuita Karl Rahner, per il quale ogni uomo sarebbe un “cristiano”, anche se egli lo ignora. In ogni uomo, quindi, ci sarebbe, preesistente, un germe già soprannaturale. Se questo fosse vero, però, ci potremmo chiedere: che cosa ha da dire, allora, il predicatore del Vangelo?.. e quale “Buona Novella” dovrebbe apportare al mondo?.. e di quale “novità” la Fede cristiana sarebbe segno efficace? E se tutti gli uomini sono già “cristiani”, anche senza saperlo, perché, allora, Gesù ha insistito per la nostra conversione? E la nuova nascita, quella che viene dall'Alto e dallo Spirito Santo, ha ancora un senso in questo nuovo quadro di teologia? E l'infusione della Grazia Santificante, vera partecipazione alla vita trinitaria, quale utilità avrebbe in questa nuova versione teologica?.. Son domande imbarazzanti, certo, ma che non hanno ancora avuto alcuna risposta. Rimane, perciò, sempre valida la verità del Vangelo: “chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo. Chi non crederà, sarà condannato” (Mc. XVI, 16). Mentre sul piano pastorale ogni tentativo di spiegare sarebbe inadeguato e inaccettabile. Infatti: se tutte le religioni si uniscono, nessuna di esse può pretendere di liberarsi da quello che Cristo chiama “la verità tutt'intera” (Jo. V, 13), perché ciascuno si presenta ad Assisi come “una parte” di verità, come “un modo” di incarnare la verità spirituale universale. Ma allora, come si potrà esigere che la gente abbandoni la sua vita privata, le sue convinzioni personali, i suoi punti di vista particolari, per proclamare delle verità parziali? Forse che l'appartenere a una religione si realizza a tappe, come l'immagina anche il card. Ratzinger? E un cattolico, può essere una mezza fede o averne solo un quarto? Così, allora, si cadrebbe nel soggettivismo; ma allora, il giudizio sgorgherebbe delle proprie impressioni, dalle proprie opinioni, che poi volano via!.. Può, forse, l’“esperienza spirituale privata” rimpiazzare la Fede, così da poter dire: “ciascuno ha la sua fede”! o anche: “ciò dipende dalle varie fedi”?.. Un tale procedere farebbe sparire l'Assoluto per una credenza tutta relativa, o non potrebbe essere che un punto di vista tra tanti altri!.. Quindi, il raduno di Assisi, sia quello del Cfr. “L'Osservatore Romano”, 27-28 gennaio 1986. “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 3 In “Terra Santa”, Giovanni Paolo II, dalla sommità del Monte Nebo, guarda verso la valle di Moab. 1986 che quello del 2002, non può essere che un segno negativo, anzi, un segno di morte: ossia, l'abbandono, da parte delle religioni, dell'Assoluto, che solo giustifica la loro esistenza, il che, per il cattolico, sarebbe perdere l'unica via della salvezza! L'Assoluto del cristiano, infatti, è il Dio d'Amore, venuto per salvare chi era perduto, donando la propria vita per riscattare l'uomo dal peccato. È questo che distingue il Dio vero dagli altri “dei”, o demoni, come lo afferma la stessa Sacra Scrittura: “... omens dii Gentium daemonia” (Salmo 95). Ora, qesto, è ancora peggio che protestantizzare la Chiesa cattolica! Ma direi di più: la si sta dissolvendo, per arrivare a formare quella “Super-Ecclesia Universale”, voluta dall'ebraismo massonico, e già in esecuzione dagli USA! Da ricordare: la preparazione a questa fusione delle religioni si iniziò con Paolo VI. Prima, col concedere al clero di vestirsi col clergimen protestante; poi, si passò a permettere, tacitamente, un vestirsi da borghese, anche in maglione, al fine di sopprimere la separazione tra prete e laico; il prete non guida più, predisseguo! In seguito, si mise una tavola al posto dell'altare, come fu fatto nella Riforma protestante nel 1548, dall'arcivescovo Thomas Cranmer e questo perché l'altare richiamava il Santo Sacrificio, mentre la tavola, richiama la Cena e introduce questa grande inversione: il prete che celebra la Messa con la faccia verso il popolo, voltando la schiena a Dio! L'umanismo di Paolo VI era anche questo! Seguì subito la soppressione del “latino”. La Chiesa cattolica di rito latino, così perse la sua unità e la sua immutabilità della sua dottrina. La Chiesa cattolica, così, entrò nell'area della “democrazia universale”! Infatti, le “traduzioni” variano da paese a paese, e questo fu persino imposto! Mentre il latino era l'unico mezzo per far comunicare assieme tutti i fedeli e tutte le Nazioni nella stessa Fede, senza il latino, invece, la Chiesa fu sfasciata in molte “sètte” e in molte “chiese di base”, che furono veri scismi!.. Dopo tutto questo fu più facile dar battaglia ai dogmi, vale a dire alle Verità rivelate! Per far piacere ai protestanti si è attaccato, soprattutto, il Culto dell'Eucarestia, perché i protestanti non credono, in maggioranza, alla “Presenza Reale”. E così, i tabernacoli furono rimossi dall'altare e portati in luoghi sempre più separati, come pure furono aboliti tutti i segni di adorazione (genuflessioni, inchini, incensazioni...) e tutte le azioni di grazie!.. Alla fine ecco arrivare la “nuova Messa”! Ma a stendere la “nuova liturgia” vennero chiamati cinque protestanti (cosa mai vista nella Chiesa cattolica!): due anglicani (uno, inglese; l'altro, americano), un membro della Federazione Mondiale Luterana; un membro del Consiglio Mondiale delle Chiese, e un luterano di Taizé. Alla fine del lavoro, Paolo VI volle persino essere fotografato in mezzo a loro! Alla sua destra aveva Frère Max Thurian, di Taizè. Ora, questo, provava che Paolo VI aveva fatto del suo meglio per protestantizzare la Messa cattolica, anche se fece di tutto per nascondere il suo gioco, secondo la sua tattica abituale dei due passi in avanti e uno indietro!.. Il passo in avanti fu la “Institutio generalis”, d'ossatura prettamente protestante. Basta leggere il primo testo di Paolo VI: “La CENA del Signore, o messa, è l'assemblea o l'assembramento del popolo di Dio che si riunisce assieme, sotto la presidenza di un prete, per ce- 2 chrétienne” di Montréal, Vol. I, 1967. 5 Cfr: Gv. VIII, 6-9. 6 Cfr. San Gv. I.a Lettera, 2-23. 7 Cfr. San Gv. XIV, 11-30. 8 È una “mens” che è ormai congestionata in Cfr: “Lettera” dei cardinali Bacci-Ottaviani a Sua Santità Paolo VI; dal titolo “Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae”. 3 Cfr. Novembre-Dicembre 1969, p. 72. 4 Cfr. Maggio 1962. È citata in “Restauration 4 lebrare il MEMORIALE DEL SIGNORE”. È chiaro: la Messa non sarebbe più altro che una cerimonia comunitaria, e non più il SACRIFICIO incruento della Croce, con la PRESENZA di Nostro Signore nell'OSTIA! Il “passo indietro” di Paolo VI - dopo il deciso intervento dei cardinali Bacci e Ottaviani - Paolo VI lo fece nel “Proemio”, dove aggiunse un larvato Santo Sacrificio, ma senza cambiare altro nel contenuto della Messa. Un “contenuto”, comunque, che “s'allontana in modo impressionante, nell'assieme, come nel dettaglio, dalla teologia cattolica della Santa Messa”2. *** Entreremmo in un vero ginepraio se avessimo spazio, quì, per trattare sul contenuto di quella “nuova Messa” di Paolo VI, imbevuta di naturalismo calvinista, (come: “questo pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo” ... “questo vino, frutto della vigna e del lavoro dell'uomo”), e di auto-critica da democrazia popolare (“confesso ai nostri fratelli”... ) ecc... Comunque, questo, - a Dio piacendo! - lo documenteremo in un altro specifico libro sulla Santa Messa! Però, anche qui, bisogna pur riconoscere che Paolo VI riuscì nel suo intento di “Riforma protestante” perché lo stesso “Osservatore Romano” del 13 ottobre 1969 ebbe a scrivere: “La riforma liturgica ha fatto un passo notevole in avanti: essa si è avvicinata alle forme liturgiche della Chiesa luterana”: perfetto! Quindi, per Paolo VI, non erano più i protestanti che si dovevano convertire al cattolicesimo, ma erano i cattolici che si dovevano “protestantizzare”!.. Ora, questo, è proprio quello che l'ebraimolte teste di frati e di preti. A Bordeaux, (Francia) per esempio, i Francescani hanno già una loro Rivista del titolo: “Apostolat de l'Eglise Universelle”. “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 smo massonico voleva; indebolire la Fede; dividere la Chiesa in chiese nazionali in sètte, come lo sono i protestanti... perché così sarebbe stato più facile integrarle in una “Super-Ecclesia” di tutti le religioni. Ma è anche un'opera luciferina, già sognata da Lutero: “L'ora verrà, in cui noi potremo celebrare insieme la Cena di Gesù Cristo”! Il che significa che, in quel momento, la vera Chiesa di Cristo avrebbe finito di esistere! E questo dovrebbe essere proprio il risultato dell'ecumenismo in atto! UN ECUMENISMO MASSONICO A conferma di ciò, cito un estratto dal periodico “HUMANISME” del “Centro di Documentazione del Grand'Oriente di Francia”3: “... Non è il patibolo che attende il Papa, ma la proliferazione delle chiese locali che si organizzano democraticamente, rifiutando le barriere tra clerici e laici, creando dei loro propri dogmi, vivendo in una completa indipendenza dai rapporti con Roma”. Il che significa: confondersi, in piena anarchia, con le sètte protestanti. Collegialità nazionali che approdano in una religione sintetica, la famosa O. R. U. (Organizzazione delle Religioni Unite). Un'altra conferma la si può avere anche da un’altra rivista massonica, il “SIMBOLISMO”4, dove si legge: «Non lasciamo dire, miei fratelli, che la framassoneria è l'AntiChiesa; questo non è che una frase di Circostanza; fondamentalmente, la framassoneria vuole una “Super-Ecclesia” che le riunirà tutte». E così la Chiesa cattolica sarà anch'Essa alla pari con le altre religioni! Per questo, Paolo VI, il 23 giugno 1970, fece questa dichiarazione: «... mentre che i contatti con i rappresentanti delle altre religioni si fanno più frequenti, specialmente con i giudei, i musulmani e i buddisti, un dialogo difficile, complesso e delicato (però condannato da tutti i Papi! ndr.) si annoda anche con diversi rappresentanti dell'Umanismo». Ora, questo umanismo non è altro che una delle tante maschere con cui si trasforma la framassoneria! Ebbene di questo “Umanismo Umanitario” si tenne, a Bièvres, l'8 aprile 1970, una viva Sessione. In “Carrefour” del 17 marzo 1971, c'era questa informazione: «La riunione ecumenica di Montgeron, con l'accordo dell'Arcivescovo di Parigi, ebbe come simbolo la croce, la mezzaluna, una iscrizione ebraica e lo stemma con falce e martello»!.. Ancora: nel maggio 1970, a Ginevra, s'era tenuto un altro Congresso per la “Organizzazione delle Religioni Unite”, durante il quale, tutti i congressisti si riunirono nella cattedrale San Pietro per pregare insieme, perché “i credenti di tutte le religioni erano invitati a coesistere nel culto del medesimo Dio”. Il che significava chiaramente che i cristiani devono rinunciare a credere nella SS, Trinità e in Gesù Cristo, la seconda Persona della SS. Trinità, che s'è incarnato per portarci la Rivelazione e, mediante essa, salvarci! Un tradimento della nostra Fede, quindi! In effetti, per mettere insieme il Giudaismo, l'Islamismo e il Cristianesimo, bisognerebbe credere che Cristo ha mentito quando ci ha detto: “Chi ha visto Me, ha visto il Padre”; “Nessuno viene al Padre se non per Me”5; “Chiunque nega il Figlio, non ha più il Padre”6; “Io e il Padre siamo Uno”7... Di conseguenza, è falso affermare che il Giudaismo, l'islamismo hanno lo stesso Dio come noi cristiani!.. come pure è errato far credere che i Giudei e i musulmani, senza convertirsi, possono essere in comunione con noi cristiani nel culto di un medesimo Dio!.. Perciò, per realizzare un ecumenismo “Super-Confessionale”, bisogna sopprimere tutti i dogmi della nostra religione cattolica! Il che sarebbe un autentico tradimento della nostra Fede! Eppure fu Paolo VI che ha permesso il Congresso di Bruxelles (settembre 1970) in cui si cercò proprio di abbattere i dogmi della Chiesa cattolica. Quel Congresso era presieduto dal card. Suenens, massone (che, poi, fu anche invitato da un rabbino della loggia B'naîBrith, nemica dichiarata della Chiesa!); ed era animato dall'eretico domenicano, padre Schillebeekx, il quale dichiarò che “la teologia deve ridursi a un umanesimo sociale”. Basta dogmi, quindi! Per questo, Paolo VI aveva già sostituito il “docete” (=insegnate) di Cristo, con il “dialogo”, che met-te tutto in stato di “ricerca”, ma che è un eretico pretesto per poter attaccare e demolire ogni dogma, uno dopo l'altro; per cui anche la Chiesa cattolica potrà entrare nella “CHIESA UNIVERSALE”8. Una Chiesa Universale, però, che sarà forzatamente nelle mani del “GOVERNO MONDIALE”, quello che stanno già preparando con questa “inutile” e “criminale” guerra che è in corso, mascherata con l'islamico “terrorismo”!.. Ma noi di Chiesa Viva combattiamo per questo: in difesa della nostra vera Fede, che il nemico-demonio vuol mescolare con le altre religioni e annullarla per sempre! Il “Nuovo DIRITTO CANONICO” scomunica più nessuno, (come già l'aveva voluto Paolo VI!): non più scomuniche per la “massoneria”, ben vista ormai anche dalla Gerarchia attuale; non più scomunica per gli apostati, per gli eretici, per gli scismatici..., e si arriverà anche a una generale amnistia per tutti gli scomunicati del tempo passato, come Lutero, Calvino, Huss, ecc., quando ci sarà (ben presto!) quella “SUPER-CHIESA” senza dogmi, senza Messa, senza alcun impegno di Fede!.. Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - L. 20.000) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 5 SUPPLICA AL SANTO PADRE di giovani cattolici “Non c'è nulla che sia più rivoluzionario della verità”! (card. Giacomo Biffi) C hiaravalle (AN), li 7 ottobre 2001 Madonna del Rosario, Regina delle Vittorie Beatissimo Padre, prostrati ai piedi della Santità Vostra, nella devozione al soglio di Pietro, Vi assicuriamo delle nostre preghiere in questi giorni gravi, così pesanti per l'umanità e così dolorosi ed amari al cuore di Vostra Santità. L'aveva detto la Madonna - e Voi stesso Vi siete identificato con il Papa di Fatima! - che, se gli appelli del Cielo fossero caduti nel vuoto, il Santo Padre avrebbe avuto molto da soffrire. L'amaro calice Voi non l'avete alle spalle, Padre Santo, ma ancora davanti, e la pietà filiale ne soffre: è un fiele che Voi stesso vi siete apparecchiato, e che continuate altresì a versare nei cuori dei figli. Beatissimo Padre, si degni Vostra Santità, che tanti “mea culpa” ha fatto su pretese responsabilità altrui, di fare il più coraggioso: prendere atto del fallimento del proprio pontificato e riscattarli in extremis! Nostro Signore Gesù Cristo ha fondato la Sua Chiesa su Pietro, Voi avete basato la Chiesa su Simone; sicché dobbiamo oggi pregare, come narrano gli Atti degli Apostoli, per Pietro imprigionato. Voi avete messo l'autorità incomparabile, che Vi è stata data, a servizio del Vostro sogno ecumenico: Santità, con quali frutti? La pace idolatrata, che non è manifestamente “la pace di Cristo nel regno di Cristo” - una pace indistinguibile da quella del mondo! - vedete che tutti i calcoli umani, tutti gli sforzi diplomatici e verbali non riescono a realizzare. Il mondo secolarizzato non vuol saperne di abbandonare quella “cultura della morte”, che Vostra Santità ha tante volte deplorato, per abbracciare l'Umanesimo religioso da Voi vagheggiato; il mondo Vi applaude, Santo Padre, ma non Vi segue; e mentre riduce il successore di Pietro a cappellano della massoneria, continua a rigettare il regnare di Colui che il 6 Giovanni Paolo II. Papa rappresenta in terra, servendosi della persona del Suo Vicario. Voi avete chiamato gli “ortodossi” “uno dei due polmoni della Chiesa in Russia”, riproponendo l'eresia e la «bestialità» della “Chiesa diversa”, espressamente condannata dal Vostro predecessore Pio XI nella “Mortalium animos”; Voi avete esposto il primato di giurisdizione di Pietro ad essere impugnato: ma, nonostante tutte le captatio benevolentiae, i “fratelli separati”, considerati più vicini, non hanno voluto Vostra Santità a Mosca. Per i protestanti, emblematico un fatto dell'anno scorso: veniamo alle manifestazioni del Giubileo, ma continuiamo a rifiutare, ad esempio, la dottrina (rivelata da Dio) delle indulgenze. Voi avete detto che noi cattolici abbiamo lo stesso Dio dei musulmani, annullando i primo articolo del “Credo”, rinnegando 2000 anni di cristianesimo, a partire dalla Sacra Scrittura: «Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre», violando pubblicamente il 1° Comandamento del Decalogo; Voi avete sostanzialmente taciuto, anzi siete andato in visita ad una moschea, mentre gli islamici massacravano i Vostri figli; stiamo vedendo la risposta dell'Islam all'ecumenismo: la “guerra santa”. Mentre il mondo cattolico, accecato, non capisce più la realtà dell'Islam (per sentire un po' di parole vere e schiette su questo pericolo tocca leggere scrittori laico-radicali! “Segno dei tempi”, come si diceva gli anni dell'ultimo Concilio?), i musulmani più franchi dicono, negli incontri ecumenici islamo-cristiani, che ci disprezzano, perché, ai loro occhi, «la Chiesa cede sempre più». Come avete potuto Voi, primo servo del «Dio geloso», baciare il Corano? Oggi, è venuto fuori che persino la Basilica di San Pietro è in pericolo, e Voi Vi eravate dichiarato “lieto” della moschea nella Città Sacra di Roma! Beatissime Pater, sic transit gloria mundi! DegnateVi di liberarVi da questa zavorra, che ancora lo potete, e di entrare, con Gesù Crocefisso, nella luce del Getsemani. Com'è possibile, Santità, che prima del Concilio Vaticano II (benché in Europa fosse veramente diffusa una fede diminuita ed una diminuzione del fervore), ogni anno c'erano migliaia e migliaia di conversioni al cattolicesimo, di pagani e di protestanti, sia in Africa che in America, e oggi, al contrario, ogni anno migliaia e migliaia di cattolici apostatano? Questa debacle dipende soltanto dai tempi, dal mondo secolarizzato? Ma il Vostro predecessore Giovanni XXIII non aprì il Concilio con la presa di distanza dai “profeti di sventura” - inclusa la Madonna di Fatima? - perché si stavano profilando un ordine migliore e tempi buoni? “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 Vostra Santità, domenica scorsa, ha chiesto di recitare insistentemente il Santo Rosario per avere la pace, “affinché il mondo sia preservato dall'iniquo flagello del terrorismo”. Di questa indicazione ringraziamo Vostra Santità; ma, oltre a temere che andrà in gran parte perduta nel fiume dei Vostri pronunziamenti - per avere il giusto rilievo, si sarebbe dovuto disporre che una richiesta, in tal senso di Vostra Santità, fosse letta in tutte le chiese - supplichiamo e scongiuriamo il Pastore della Chiesa universale di ricorrere congiuntamente anche agli altri mezzi collegati, se è la via soprannaturale che infine si vuole battere (diversamente, si finirebbe per essere “a Dio spiacenti e a li nimici sui”; e soltanto illudere e paralizzare i buoni). Si degni, Vostra Santità, di ordinare al clero la più grande propagazione dei “primi cinque sabati del mese”, richiesti dalla Madonna per avere pace. Si degni, Vostra Santità, di consacrare la Russia, specificamente la Russia, e di ordinare ai Vescovi di tutto il mondo di farlo anch'essi in unione con Vostra Santità - al Cuore Immacolato di Maria: perché la Madonna ha chiesto precisamente questo per ottenere un miracolo decisivo, e a questa richiesta bisogna fiduciosamente attenersi, non a lettere interpretative, scritte cinque anni dopo consacrazioni dubbie e proprio mentre i regimi dell'Est crollavano! Si degni, Vostra Santità, di gridare forte al mondo, come l'angelo della visione: «Penitenza, Penitenza, Penitenza!». Perché, dalla bocca del Papa, sentiamo le parole della massonica ONU, piuttosto che quelle di Nostro Signore Gesù Cristo: - «Se non vi convertite - perirete tutti» - richiamate dalla Sua e nostra Madre «Dio sta per castigare il mondo per le sue colpe, per mezzo della guerra, della fame...», perché? Perché non dite al mondo che è sotto l'ira di Dio? Perché, tra le tante sventure sulle quali continuamente Voi richiamate l'attenzione, omettete di indicarne in tal maniera una, la più propria della Vostra funzione, la prima mostrata dalla Madonna a Fatima, la somma, la meno presente e più obliata dal mondo: l'inferno? Infine, si degni Vostra Santità di ordinare la pubblicazione integrale di tutti i messaggi che la Madonna ha dato a Fatima. Che senso ha tenere nascoste delle parole che il Cielo ha voluto rivolgerci? Perché non permettete che tutti le conoscano? Cos'è che non si vuole far sapere? Se Voi lo voleste, se venisse meno l'ostinato impedimento nell'animo di Vostra Santità, e la Grazia trovasse un libero arbitrio che non pone blocchi, persino impedendoVi di riconoscere nei tanti attentati dei quali siete stato fatto, o progettato oggetto, degli assaggi di castigo, ovvero dei pazienti avvertimenti, forse ancora non è tardi per impedire o diminuire le prove che verranno: la causa della pace è nelle mani di Vostra Santità. Che anche su di Voi, Santità, accada quel che, alla fine, Nostro Signore Gesù Cristo aveva detto a Pietro: da giovane andavate dove volevate, ora che siete vecchio e prossimo al redde rationem, Un Altro Vi porti dove Voi non volete. Noi preghiamo per il Sommo Pontefice secondo la preghiera stessa del Signore: «ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». Vogliate gradire, Padre Santo, l'attestazione dei nostri incrollabili sentimenti filiali in Gesù e Maria! I GOVERNI CAMBIANO, LA SCUOLA NO! della prof. Rita Calderini P er quel che riguarda la scuola, la Storia si ripete! Senza scomodare Giovanbattista Vico, basta osservare quanto è accaduto con i due Ministri dell’Istruzione, espressi dal centrodestra nel 1994 e nel 2001. Ambedue le volte l’attesa di rinnovamento da parte dell’elettorato si è dissolta in disinganno. Per riparare i guasti della politica precedente, occorre dare segnali forte di cambiamento. Tutti si aspettavano che si incominciasse a parlare di impegno, di merito, di responsabilità, di competenza, di serietà nell’impostazione agli studi, di ordine e di rispetto reciproco nella scuola e nell’insegnamento. Tutti speravano che chi ne aveva l’autorità dicesse con chiarezza: «Ragazzi, basta con le okkupazioni e con le autogestioni; chi non ha voglia di studiare se ne stia a casa e non disturbi tutti gli altri che vogliono farsi una cultura e prepararsi alla vita. Basta con la cuccagna del tutti promessi senza merito. Ciascuno si assume la sua responsabilità e si metta al lavoro». Dopo di che, la scuola non si sarebbe di certo trasformata, miracolosamente, in una serena e stimolante pade“Chiesa Viva” *** Marzo 2002 stra di bravi figlioni e di straodinari docenti, ma almeno sarebbe stato lanciato un segnale significativo alla gente che aveva votato per il cambiamento. E invece, Francesco D’Onofrio, nel breve corso del suo incarico, non trovò di meglio da inventare, per passare alla storia, della soppressione degli esami di riparazione, e cosa che la sinistra aveva da sempre bramato, ma mai osato pretendere, neppure al massimo delle sue capacità di pressione politica. Quanto alla signora Letizia Moratti, che pur tanto aveva fatto sperare, dopo aver piazzato in cattedra ed in ruolo migliaia e migliaia di docenti, spesso senza una reale garanzia di preparazione adeguata, si è chiusa in un regale riserbo, dal quale esce in talune occasioni pubbliche con dichiarazioni vaghe, buone per qualsiasi interpretazione. È vero, ha raccomandato di osservare un minuto di silenzio a commemorazione dalla tragedia delle “Torri gemelle”, ma poi non si è più ricordata di prendere la parola, neppure di fronte allo spettacolo indecoroso delle okkupazioni o delle autogestioni degli studenti delle superiori, che continuano a fare una gaz- zarra d’inferno, più forte addirittura di quella cui erano abituati sotto i governi di centro-sinistra. E la gente dice: «Che cosa c’è di diverso nella scuola rispetto a ieri?». Torme di ragazzi continuano a scorrazzare per le città con un pretesto qualsiasi. Quanti giorni di scuola effettiva hanno fatto dall’inizio dell’anno scolastico? A chi spetta verificare? E non parliamo delle voci sulla futura riforma che sarà proposta dalla “Casa delle Libertà”, voci purtroppo supportate da documenti pubblici. A parte qualche dettaglio numerico, nei cicli, sembra di intravedere una scuola addirittura meno liberale di quella prefigurata dall’accoppiata Luigi Berlinguer e Tullio De Mauro. Basta ricordare un solo particolare: dodici anni di obbligo scolastico, invece degli attuali otto. Una gabbia-parcheggio assurda per chi dovrebbe avere in cima ai pensieri il rispetto della libertà dei singoli. Ma l’onorevole di “Forza Italia”, Valentina Aprea, ci ha risollevato, facendoci sperare che il Crocifisso possa rimanere al suo posto. Che vogliamo di più? (da: C.N .A.D.S.I.) 7 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Nel 1895, i fratelli «Paul e Max Warburg, non ancora trentenni, assunsero la direzione della banca Warburg. (...) Insieme, essi avrebbero fatto della M. M. Warburg & Co. la principale banca privata di Amburgo, all’avanguardia, in campo creditizio, dei cambi esteri e dei titoli»1. Dopo alcuni anni, con suo fratello Felix, a New York, e socio della Kuhn-Loeb & Co. dal 1897, Paul Warburg si trasferì a New York nel 1902, diventando anche lui socio della Kuhn-Loeb & Co., con uno stipendio di 500.000 dollari all’anno, e facendo annoverare la M. M. Warburg & Co. tra le principali banche della Germania. Prima di associarsi alla Morgan-Drexel, la Kuhn-Loeb si era schierata con la famiglia Harriman e quella dei Rockefeller: «Schiff aveva stretto un patto d’alleanza con un magnate delle ferrovie, Edward H. Harriman, un ometto trasandato di eccezionale scaltrezza e notevole ambizione e, nel 1901, i due si schierarono con i Rockefeller e la “National City Bank” in una burrascosa lotta per sottrarre alla J. P. Morgan il controllo della “Northern Pacific Railroad”. Il loro titanico scontro sul mercato azionistico portò, alla fine, ad una tregua tra Morgan e Schiff»2. L’affiliazione tra la Morgan-Drexel e la Kuhn-Loeb, del 1901, quindi, creava un unico gruppo che associava le famiglie: Morgan, Davison, Schiff, Warburg, Harriman, e tutti i loro associati, sotto la direzione dei Rothschild! «Per saggiare la potenza acquisita con la loro nuova affiliazione, la Morgan-Drexel e la Kuhn-Loeb & Co organizzarono il “panico” del 1907. La reazione pubblica, a questi metodi di “gangsterismo finanziario legalizzato”, fu così violenta che il Governo dovette intervenire creando una “Commissione Monetaria Nazionale” che doveva trovare una legislazione finanziaria atta ad impedire il ricorrere di questi crolli finanziari. Il Senatore Nelson Aldrich, lo “zar del Partito Repubblicano”, fu nominato presidente della Commissione. La scelta non poteva essere peggiore! Infatti, dopo aver trascorso due anni in Europa, per studiare come i banchieri europei (cioè i Rothschilds) controllavano le economie dei vari Paesi, tornò in patria, concludendo che non era riuscito a scoprire alcun sistema che potesse prevenire i crolli finanziari e i disastri che l’economia americana aveva subìto dalla fine della Guerra di Secessione. Le parentele e le amicizie di Aldrich, però, erano interessanti: sua figlia, Addy, si sposò con J. D. Rockefeller Jr., mentre prima di partire per l’Europa, Aldrich si era consultato con Paul Warburg»3. «Dal 1908, quando inoltrò la richiesta per ottenere la cittadinanza americana, Paul Warburg 8 Paul Warburg. Jacob Schiff. divenne il più stretto consigliere del senatore Aldrich»4. Allora, per formulare una proposta di legge finanziaria, Aldrich scelse un’altra strada: «Nella notte del 22 novembre 1910, una carrozza ferroviaria privata attendeva, nella stazione di Hoboken, New Jersey, i suoi ospiti: il Senatore Nelson Aldrich, il suo segretario privato, Sheldon, il segretario del Tesoro, A. Piatt Andrews, Frank Vanderlip, presidente della “City Bank” di New York (che rappresentava gli interessi petroliferi dei Rockefeller e quelli ferroviari della Kuhn-Loeb & Co.), H. P. Davison, senior partner della J. P. Morgan & Co., Charles D. Norton, presidente della “First National City Bank” di New York, Paul Warburg e Benjamin Strong, l’uomo famoso per essere un esecutore senza scrupoli degli ordini ricevuti dai suoi padroni. Agganciata la carrozza al treno, in partenza, Vanderlip si schiarì la voce e disse: “Stiamo andando a trascorrere un quieto week-end”. Ci vollero anni per sapere quello che era successo in quella riunione segreta di banchieri, tenuta a Jekyll Island, Georgia, nel 1910. Questo luogo appartato era di proprietà di J. P. Morgan e di un ristretto gruppo di finanzieri suoi amici. L’argomento discusso in quell’incontro aveva il titolo eloquente: “Metodi e mezzi per assicurarsi che la proposta legislazione per arginare la manipolazione monetaria negli U.S.A. sia sabotata e sostituita con una legislazione favorevole agli interessi dei partecipanti all’incontro segreto”. Alla fine della riunione, venne chiesto a Paul Warburg di esporre i suoi suggerimenti, e i suoi consigli furono accettati. Fu così che Aldrich, Warburg e Company stilarono il testo della legge finanziaria, il “PIano Aldrich”, che lo stesso Aldrich presentò al Congresso come se fosse stato il lavoro compiuto dalla “Commissione Monetaria Nazionale”»5. 1 2 3 4 5 Ron Chernow, “I Warburg”, Rizzoli ed. 1993, p. 89. Idem, p. 108. Guy Carr, “Pawns in the game”, CPA Book Pubblisher, pp. 60-61. Ron Chernow, op. cit., p. 157. Guy Carr, op. cit., pp. 61-62. “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 OCCHI SULLA POLITICA LETTERA APERTA A SAN GIOVANI BOSCO Carissimo Don Bosco, ma che fai, In Paradiso, con la Mazzarello!? Non vedi, sulla terra, che macello, Quale non credo si sia visto mai? Ascolta MEDIASET oppur la RAI, E, in breve, avrai coscienza del livello Di questa Società fatta bordello, E schifo e compassione proverai! La tua Torino è piena di massoni, Come ai tuoi tempi; sètte assatanate Ed altre strane e oscure associazioni! Le cose, come vedi, son cambiate In peggio, chiaramente, e le ragioni Il SILLABO le aveva anticipate! Prof. Arturo Sardini Chiosa Se fossi - non sgridarmi - il Padreterno, Ti dico, per assurdo, che farei Il “diavolo a quattro, ed anche a sei”, Contro le oscure forze dell’inferno! Non voglio dar consigli al Creatore, Ma, se Lo incontri, diGli, a nome mio, Che sulla terra domina il giudìo, D’intesa con il “franco muratore”! Se fossi Papa, sol per un momento, Il Vecchio Testamento ridarei Ai figli del Demonio: i farisei! E il mondo ne trarrebbe giovamento! La gioventù, che tanto avesti a cuore, Da tempo, s’alimenta nel porcile Di questo nostro mondo mercantile, Siccome sanno Preti, Frati e Suore! Chiusa Per conoscenza, mando questa rima, Al Santo Padre, con affetto e stima, E a mia sorella, Suora Salesiana, Ahimè, di nome Sara..., ma cristiana! “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 Appunti di Dottrina Sociale della Chiesa (da: Milizia dell’Immacolata - Palermo) IL SOCIALCOMUNISMO Il socialcomunismo enfatizza l’aspetto comunitario e vuole una società dove tutto è programmato dallo Stato: diritti e doveri, beni di consumo e iniziativa economica. Ovviamente, per regolare un traffico così complesso di interessi, competenze, beni e bisogni, ci vuole una forte centralizzazione, ovvero la Dittatura del Proletariato, in cui lo Stato è padrone di tutto, il Partito non può essere che essere unico, l’uomo è ridotto a rotella di ingranaggio e non può che obbedire, consumare quanto gli viene dato, e condividere quanto già deciso. Tale aberrazione politica ha già governato e schiacciato milioni di uomini sotto il proprio tallone, lasciando una scia sanguinosa, quale nella storia non si è mai vista! Come è potuto accadere tutto ciò? Bastava guardare le premesse, pensate dai filosofi, e poi confermate ed applicate dai politici: l’uomo è soltanto materia; la storia è soltanto scontro tra le classi con fini esclusivamente economici; il lavoro ha fatto evolvere l’uomo fino a farlo pensare; la proprietà è un furto in qualunque caso e va, quindi, abolita; la famiglia è una sovrastruttura, nata per consolidare la proprietà e va peraltro eliminata. E ancora: la religione è l’oppio dei popoli e va quindi perseguitata; la morale è relativa alle strutture economico-sociali e non ha quindi fondamenta durevoli; la storia andrà necessariamente verso la Dittatura del Proletariato a cui seguirà, una volta eliminati Dio, Patria, famiglia e proprietà; l’Anarchia Universale, un mondo, cioè, senza strutture e senza ingiustizie, dove tutti faranno i bravi ragazzi. La Chiesa cattolica ha sempre messo in guardia da tali deliri, condannandoli pubblicamente, combatendoli dottrinalmente, comminando la scomunica (mai abrogata) ai promotori e fiancheggiatori di essi, subendo il martirio di un numero immenso di fedeli. Uno studio più approfondito di tali princìpi ci fa capire perché essi abbiano partorito il regime più criminale della storia e come i frutti non potevano essere che quelli che sono stati. Altro che incidente di percorso! (continua) 9 Documenta-Facta tri” di igiene mentale. In testa alla lista risultano i consumatori di cannabis (23%), seguiti a ruota dagli eroinomani (14,7%) e cocainomani (23%). È provato, inoltre, che la droga non solo brucia il cervello, ma provoca anche fatti psicotici nel 73,5% dei casi. E persino i bambini, ormai, dai 10 ai 17 anni, abituati alle “droghe leggere”, il 77% iniziano quelle “pesanti”. Così, in Italia, più di 300.000 sono gli eroinomani. Un vero massacro di intelligenze e di coscienze!.. CATTOLICI, ALLA RISCOSSA! LA DONNA IN IRAN Nel giro di un anno, 113.000 donne sono state arrestate in Iran con l’accusa di essere “malvelate”. L’80% delle donne iraniane sono passate almeno una volta sotto arresto. Il regime sottopone le “malvelate” a 74 colpi di frusta e le rilascia dietro pagamento di una multa. Al secondo arresto viene anche prolungata la detenzione. Al terzo arresto la legge prevede che possono essere uccise. Perchè? La donna, avvolta in abiti lunghi e oscuri, non deve apparire senza velo, sotto pena di arresto, anche se i capelli svolazzano fuori del foulard. Recentemente, a Teheran, si è svolta una manifestazione dei “pasdaran” contro le donne malvelate. Un altro episodio a Teheran: una ragazza si ferma con la madre a telefonare in una cabina. Un “pasradan” si accorge che ha un po’ di capelli scoperti e l’aggredisce con insulti. Le due donne reagiscono. La ragazza si toglie il foulard in gesto di sfida e viene uccisa sul posto. Le donne iraniane, immigrate in Italia e in altri paesi, sono controllate dagli agenti politici del regime iraniano. L’associazione di donne iraniane, “DV Press”, lotta, in Italia, contro questa violazione dei diritti fondamentali della donna, che in Iran non ha alcuna voce per parlare o scegliere. «Ogni volta che si vuole opprimere di più la gente, si comincia dalle donne, che sono le vittime principali del regime». Non hanno diritti minimi, devono solo obbedire agli uomini e non possono uscire di casa. Sull’au- 10 tobus è riservato loro un piccolo reparto, in fondo, di cinque o sei posti. Non possono accedere a tutte le attività professionali, e molte sono senza lavoro. In vari casi sono costrette per fame a prostituirsi, rischiando di essere lapidate. In questo paese musulmano, che fu di Kohmeini, specialmente nella regione di Khorasan, ogni giorno si danno fuoco, perché non hanno altro modo di far sentire la propria voce. (Riassunto dall’intervista in “DW Press”, riportata da “Galassia”, ottobre 1995, pp. 35s) UN ENNESIMO MASSACRO ISLAMICO È avvenuto il 28 ottobre 2001, a Bahawalpur. Diciotto protestanti pakistani, mentre si trovavano in una chiesa Cattolica per assistere a una funzione religiosa, furono massacrati da un commando islamico. È un ennesimo gesto di questa pseudo-religione di Maometto che comanda la “guerra santa”, sine intermissione, contro i cristiani! LO SPINELLO FA DAR DI VOLTA AL CERVELLO Anche le “droghe leggere” sono più pericolose di quello che i politici vogliono far credere. La nuova ricerca “Eurispes” sulle droghe, in una sua pubblicazione dell’ottobre 2001, comprova la pericolosità di quelle cosidette “droghe leggere”. I tossicomani, ormai, sono classificati in tanti “Cen- La multinazionale del cinema “Disney-Miramax”, l’anno scorso aveva annunciato che, entro il maggio 2000, avrebbe fatto il lancio del film blasfemo “Dogma” (cfr. “Tradizione Famiglia Proprietà”, novembre 1999). Ma per sei mesi, le scrivanie della “Disney-Miramax” furono inondate da migliaia e migliaia di scritti di protesta, inviati dai cattolici argentini indignati. Passarono mesi e mesi, ma del film blasfemo non si sentì più parlarne. È la prova che quando i cattolici hanno il coraggio della loro Fede, possono intervenire per farsi ascoltare, e ottenere anche quello che la Gerarchia cattolica, ormai, non sa più fare! CRITICHE EPISCOPALI AL SINODO Sono state non poche! Durante lo svolgersi del Sinodo in Vaticano, nell’ottobre 2001, non pochi Vescovi hanno denunciato le grave crisi che sta travolgendo la Chiesa cattolica del post-Concilio. Lo stesso cardinal Ruini ha dovuto ammettere anche “la grande difficoltà nell’esercizio dell’autorità ecclesiastica dopo il Concilio Vaticano II” (Ma occorreva arrivare ad oggi per ammettere tra i denti il fallimento del Vaticano II su tutta la linea?..). MUORE MONS. PEI, VESCOVO DI PECHINO, AGLI ARRESTI DOMICILIARI Roma (Fides) - Il pomeriggio della viglia di Natale, 24 dicembre, alle ore 14,30 è morto, all’età di 83 anni, il vescovo non ufficiale di Pechino, mons. Mattia Pei Shangde. Mons. Pei è deceduto nell’ospedale Shengxing di Zhangjiakou (provincia dell’Hebei), dove era stato ricoverato da mesi per disfunzioni renali. Dall’aprile 2001 era agli arresti domiciliari. La polizia lo aveva sotto controllo anche in ospe- “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 dale, piantonando il suo letto durante il giorno. Pur essendo gravemente malato (doveva essere sottoposto periodicamente a dialisi), egli non ha mai smesso di occuparsi della pastorale nella zona di Pechino ed Hebei. I funerali di mons. Pei furono celebrati il 2 gennaio 2002, nel suo paese di origine, nella parrocchia di Zhangjiapu (distretto di Zhuo lu). La messa era presieduta da alcuni sacerdoti locali. I fedeli del villaggio avevano preparato una cerimonia solenne, con canti e musiche. La polizia ha invece ordinato che il funerale avesse un basso profilo. Molti fedeli dell’Hebei e di Pechino volevano partecipare ai funerali, ma la polizia ha vietato la parteci- “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 pazione ai non residenti nel villaggio. (da Agenzia Internazionale Fides - 4 gennaio 2002). UNA NUOVA AGGRESSIONE EBRAICA IN TERRA SANTA L’abbiamo letta su l’Agenzia vaticana “Fides”: “Studenti della scuola “Terra Santa” di Giaffa, sono stati picchiati a sangue da un folto gruppo di giovani ebrei”. Avvenne il 25 ottobre 2001, a Ber Sheva. Un gruppo di ragazzi, tra i 14 e i 15 anni, aveva fatto sosta in un “fast food” durante una loro gita scolastica. Poco dopo, sopraggiunsero 6-7 autobus, carichi di studenti di una scuola israeliana, all’ultimo anno di liceo. Questi giovani ebrei, quando seppero della presenza di studenti cattolici, intimarono loro di andarsene. Al loro diniego, li hanno selvaggiamente aggrediti con bastoni e coltelli. Furono gravemente feriti cinque ragazzi cristiani e un sesto fu ricoverato in ospedale in condizioni disperate. L’Agenzia vaticana “Fides” scrive che «nè gli insegnanti, nè le guardie di scorta che accompagnavano la comitiva ebraica, sono intervenuti per fermare il pestaggio. All’arrivo della polizia, un insegnate cattolico ha insistito perché gli aggressori venissero identificati, ma gli agenti israeliani si sono rifiutati». (Semper... idem!). 11 LA MONETA, LA BANCA E L’USURA - La Costituzione tradita Presentazione del libro: “La moneta, la Banca e l’usura” di Sua ecc.za dott. Bruno Tarquini, stampato dalla Casa Editrice “Controcorrente”, Via Carlo de Cesare 11 - 80132 Napoli - Tel.: 081 421349 - Fax: 081 5520024. Bruno Tarqini è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948, presso l’Università di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. È stato Pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come Presidente; nel 1986, è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’Aquila, dove ha svolto le funzioni di Presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado; infine, nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello. a cura del dott. Franco Adessa 2 N Finora si è più volte accennato al fatto che la Banca Centrale, nel mettere in circolazione le proprie banconote mediante operazioni di prestito al Tesoro dello Stato e di anticipazione al sistema bancario, in sostanza le addebita al popolo. Siccome questo fatto rappresenta il punto focale di tutto il problema monetario, è necessario che esso sia reso di agevole comprensione anche per il lettore completamente a digiuno di tale problema nei suoi numerosi profili. el vuoto dell’abdicazione dello Stato in campo monetario, la Banca Centrale si appropria di tutta la moneta della Nazione ed a pagare sono i cittadini. Sebbene nessun testo legislativo dichiari a chi appartenga la proprietà della moneta al momento della sua emissione, tuttavia la Banca d’Italia agisce come se ne fosse il proprietario, dandola in prestito al sistema economico nazionale e, quindi, addebitandogliela: infatti il mutuo di un bene fungibile, qual è il denaro, dietro corrispettivo di un interesse è facoltà di chi ne ha (o ne vanta) la proprietà. Inoltre, si è fatto notare che, ciò nonostante, l’Istituto Centrale iscrive arbitrariamente l’importo della moneta data in prestito tra le poste passive del suo bilancio, invece che tra quelle attive, alterando, in tal modo, a proprio vantaggio il bilancio stesso in misura evidentemente rilevante: infatti, è norma indiscutibile per una corretta contabilità che il prestito di denaro debba essere contabilizzato come credito, da inserire quindi all’attivo, insieme con gli interessi pattuiti. Infine, si è anche posto in evidenza come l’inserimento della moneta, all’atto della sua immissione nella circolazione, tra le poste passive del bilancio della Banca d’Italia sia la conseguenza capziosa, e perciò ingannevole, di rappresentare la banconota come una cambiale (vale a dire come un debito, come una passività) in virtù della nota formula sopra impressavi (“pagabile a vista al portatore”) che non ha più alcuna ragione di esistere, perché, essendo forzoso il corso delle 12 L’indebitamento dello Stato comporta una differenza soprattutto qualitativa dei debiti contratti sia con i cittadini sia con la Banca Centrale. banconote (non più garantite da alcun tipo di riserva, tanto meno aurea), esse non possono essere convertite (“pagate”) in oro; cosicché, nonostante quella ormai inutile formula, la banconota non può essere considerata come cambiale, rappresentativa di un inesistente debito della Banca Centrale. Detto in modo molto schematico, accade che lo Stato, per il perseguimento dei propri fini istituzionali di carattere generale (difesa, pubblica istruzione, sanità, giustizia, ecc.) e di carattere particolare (opere pubbliche), ha naturalmente bisogno di notevoli risorse finanziarie. Per procurarsi tali risorse ricorre o alla vendita dei propri beni patrimoniali (mediante le privatizzazioni) o demaniali (mediante le sdemanializzazioni), oppure al prestito (...) che costituisce una fonte di finanziamento costante e generale. Esso si rivolge, detto in modo molto semplificato, in due direzioni: la prima, verso gli stessi cittadini, ai quali vengono offerti titoli di credito statali fruttiferi (buoni del Tesoro, bot, ecc.) in cambio di moneta; la seconda, verso la Banca d’Italia che, per garantire allo Stato le necessarie risorse finanziarie, provvede a creare la moneta da mettere in circolazione. La differenza tra i due tipi di prestito con“Chiesa Viva” *** Marzo 2002 tratti dallo Stato non è tanto di natura quantitativa, quanto di natura qualitativa, se cosi si può dire: infatti, mentre la Banca Centrale dà in prestito allo Stato moneta creata dal nulla - moneta cioè priva di quel valore che solo la circolazione potrà conferirle, e della quale essa si arroga, senza alcun fondamento giuridico, la proprietà - i cittadini, in cambio dei titoli di Stato, forniscono invece i propri risparmi, costituiti da moneta di cui sono proprietari perché, essendo stata da loro accettata a titolo di pagamento, in essa è incorporato il sudore del loro lavoro. Quindi, mentre il prestito concesso dai cittadini è frutto della loro fiducia nello Stato e senza dubbio rappresenta per loro un rischio che potrebbe vanificare anni di lavoro, invece, quello fornito dall’Istituto di Emissione è soltanto segno della sudditanza dello Stato nei suoi confronti e del concreto esercizio di quella sovranità monetaria cui lo Stato ha incredibilmente abdicato. L’insensato indebitamento dello Stato nei confronti della Banca Centrale trasferisce a questo istituto il potere di governo su tutta la politica monetaria. Tralasciamo ogni riferimento al primo dei suddetti due tipi di prestito, quello cioè contratto dallo Stato con i propri cittadini mediante l’emissione di titoli di credito fruttiferi. In tale operazione, infatti, non entra direttamente in gioco o in discussione la sovranità dello Stato, poiché si tratta in definitiva di operazioni di natura civilistica compiute da parti che, sebbene su piani diversi, agiscono ciascuna nell’ambito di una propria autonomia e, soprattutto, della propria opportunità e convenienza economica. (...). Nel rapporto che viene a stabilirsi tra lo Stato e la Banca Centrale, con l’emissione della moneta bancaria (banconota), invece, si coglie in tutta la sua drammaticità la rinuncia da parte dello Stato alla sovranità monetaria ed al conseguente esercizio del potere di “battere moneta”; si avverte soprattutto la stranezza di una situazione che poteva trovare una valida giustificazione in altri tempi, quando la moneta aveva un proprio valore intrinseco perché costituita da pezzi coniati in metalli pregiati, o quando essa, pur rappresentata da simboli cartacei, aveva tuttavia una copertura nelle riserve auree o argentee delle banche: allora era frequente che il re o il principe (cioè lo Stato), non avendo a propria disposizione risorse finanziarie (metallo pregiato) per sostenere, ad esempio, le spese di una guerra, ricorresse ai banchieri per ottenere i necessari prestiti. Ma nell’attuale momento storico, in cui la moneta è costituita soltanto da un supporto cartaceo, privo di qualunque copertura aurea o valutaria, non si comprende la ragione per la quale lo Stato debba richiedere ad un apposito istituto bancario privato il mutuo, sempre oneroso, di banconote create dal nulla e prive quindi di ogni valore intrinseco, trasferendogli in tal modo, con la sovra“Chiesa Viva” *** Marzo 2002 nità monetaria, non solo il potere di emettere moneta, ma anche il governo di tutta la politica monetaria, attraverso il quale, come si è già esposto, non può non influirsi in maniera assolutamente determinante su tutta la politica economico-sociale del Governo, nato dalla volontà popolare. Per ricorrere ad una esemplificazione estrema, ma, comunque sia, idonea a far comprendere l’entità del problema, non si capisce perché non possa essere posta in circolazione moneta statale loro immissione in circolazione. Questo dimostra, dunque, che lo Stato avrebbe i mezzi tecnici per esercitare, in concreto, il potere di emettere moneta e per riappropriarsi quella sovranità monetaria che gli permetterebbe di svolgere una politica socio-economica non limitata da influenze esterne, ma soprattutto liberandosi di ogni indebitamento. (...). «Il nostro Diritto risiede nella forza. La parola “Diritto” è un pensiero astratto che non prova nulla. Io scopro un nuovo Diritto... attaccare col Diritto del forte e spargere al vento tutte le forze esistenti dell’Ordine e della Legge, per ricostruire le istituzioni esistenti e diventare il Signore sovrano di tutti quelli che ci hanno consegnato i DIRITTI e i loro poteri, per averli deposti volontariamente col loro “Liberalismo”». Ma se si contraggono debiti, la conseguenza è che essi debbano essere pagati; e che il denaro ricevuto in prestito debba essere restituito, naturalmente con gli interessi. Ma come fa lo Stato ad adempiere tale obbligazione? In quale modo si procura il denaro necessario per restituire quanto dovuto alla Banca Centrale? Oltre ai soliti modi, dei quali si è fatta già menzione, vale a dire le operazioni di vendita dei beni patrimoniali e di dismissione di quelli demaniali e l’emissione di titoli di credito fruttiferi, quello più efficace e sicuro, quello da cui ritrae il maggior gettito consiste nella imposizione fiscale a carico dei cittadini: le imposte, dirette e indirette, sono infatti le vie attraverso le quali lo Stato riesce ad introitare tutto, o quasi tutto, il denaro da restituire all’Istituto di Emissione. Questo significa allora che il pagamento del debito viene sopportato in massima parte dai cittadini, cioè dal popolo. (...). Cioè è il popolo che si indebita ed è Il popolo che, in definitiva, deve pagare. (...). Bisogna anche mettere nella dovuta evidenza che la moneta che il popolo è obbligato a pagare come imposta, non è la stessa moneta che, a suo tempo, la Banca aveva prestato allo Stato: beninteso, le due monete sono costituite dallo stesso supporto cartaceo, contengono gli stessi simboli ed hanno lo stesso valore facciale; nondimeno hanno una diversa impronta qualitativa e soprattutto morale, perché, mentre la moneta prestata dall’Istituto di Emissione allo Stato viene creata dal nulla, la moneta pagata dal popolo è l’effetto delle attività lavorative dei cittadini, costituendone il compenso. Se il costo della prima è quindi rappresentato soltanto dalla carta e dalla stampa, il costo della seconda è rappresentato dal lavoro del popolo: la prima non ha, al momento della sua immissione nella circolazione, alcun valore e puzza solo di inchiostro; la seconda, al contrario, è moneta vera perché, circolando, ha acquistato valore e odora pure della fatica dei cittadini. (Amschel Mayer Rothschild, Francoforte 1773) (biglietto di Stato) anziché moneta bancaria (banconota), dal momento che, tanto, sia l’una sia l’altra non sono garantite da alcuna riserva aurea o valutaria. Eppure, lo Stato, anche se in misura modesta, conia già moneta, e lo fa senza indebitarsi con la Banca Centrale. È bene sapere che lo Stato, oggi, per mezzo dei propri stabilimenti della Zecca, provvede alla creazione ed alla messa in circolazione di tutta la monetazione metallica, del cui ammontare (anche se di modestissimo valore rispetto a tutto il circolante cartaceo di banconote) esso non è debitore di nessuno, tanto meno della Banca d’Italia. Cosi come, fino a pochi anni fa, provvedeva, nello stesso modo, alla creazione ed alla messa in circolazione di carta moneta di “cinquecento lire” e, prima ancora, anche di “mille lire” neanche in relazione delle quali ovviamente sorgeva in capo allo Stato alcuna obbligazione di restituzione né di pagamento di interessi, poiché di esse lo stesso Stato non si indebitava, provvedendo direttamente alla loro creazione ed alla Il risultato dell’indebitamento dello Stato verso la Banca Centrale è che sono i cittadini a ripagarlo attraverso l’imposizione fiscale. Ma i cittadini pagano alla Banca Centrale anche un altro debito... Ma esiste un’altra via, attraverso la quale i cittadini sono soggetti, quasi sempre inconsapevolmente a sopportare una posizione debitoria nei confronti della Banca d’Italia. (...). 13 Per far fronte ad esigenze od emergenze personali, familiari o imprenditoriali, i cittadini sono costretti a ricorrere a mutui bancari. È naturale che costoro debbano pagare il prezzo di tali operazioni, sotto forma di un interesse, (...), ma questo interesse contiene in sé anche una quota, la cui legittimità non può sufficientemente sostenersi: è la quota di interesse che corrisponde al tasso di sconto (TUS) che la Banca d’Italia, di sua iniziativa, determina per le anticipazioni fornite alle banche commerciali, che queste debbono quindi pagare alla stessa Banca Centrale, ma che, a volte anche oltre la soglia dell’usura, grava sul cliente della banca, e cioè sui cittadini. L’unica soluzione è un intervento all’origine: non “addebitare” la moneta al popolo, ma “accreditarla”. La “moneta” è ciò che, per convenzione, viene usato come “misura di valore” e, conseguentemente, come mezzo di scambio e che, attualmente, per accettazione comune, è costituita da “carta-moneta”, cioè il simbolo cartaceo sul quale è impresso un valore facciale, e che è creato dalla Banca Centrale dal nulla e senza essere sostenuta da alcuna riserva aurea, o argentea, o valutaria. Quindi, la moneta attuale, pur priva di ogni valore intrinseco, viene tuttavia unanimemente considerata dalla collettività nazionale come “misura del valore”, vale a dire come unità misuratrice del valore delle cose; ogni cosa del mondo sensibile e materiale ha un “valore” che è rapportato alla moneta in corso legale, cioè ad una misura che è uguale per tutte. Ne deriva, che la “moneta”, essendo, per “convenzione”, la comune “unità di misura del valore” funge anche da “strumento” per lo scambio dei beni. Si può obiettare che anche il “metro”, anch’esso privo di valore intrinseco, per “convenzione”, “misura” la lunghezza; ma la differenza con la “moneta” è che, pur materializzandosi anch’esso in uno strumento di metallo, di legno o di tela, il “metro” misura un’unica dimensione, mentre la moneta misura il valore di tutte le cose esistenti nel mondo fisico (a volte anche in quello morale) e di tutti i servizi, ossia di tutto ciò che viene prodotto per il consumo, assolvendo essa anche all’ulteriore funzione di “mezzo di scambio” e, come punto comune di riferimento per ogni operazione, essa circola come “strumento omogeneo” per gli scambi. La differenza vera e sostanziale, quindi, tra il “metro” e la “moneta” va ricercata nella loro origine e nelle loro vicende: il “metro”, una volta creato dal pensiero umano, è rimasto sempre identico a se stesso e inalterato nel tempo e nello spazio, mentre la moneta deve essere, invece, sempre continuamente creata e destinata a circolare tra i cittadini. Il problema da risolvere, dunque, è stabilire chi debba creare e mettere in circolazione la moneta. 14 Questo non è che il problema della “sovranità monetaria”, la quale non dovrebbe entrare in conflitto (o in competizione) con la “sovranità popolare”, enunciata e garantita dalla nostra Costituzione del 1948. Qualunque riforma di natura sociale si volesse attuare nel Paese o non avrebbe alcuna possibilità di successo o «Il potere delle nostre risorse deve rimanere invisibile fino al momento in cui avrà raggiunto una tale forza che nessuna astuzia o forza potrà minarlo». «Nei tempi antichi, siamo stati noi a mettere le parole “Libertà”, “Uguaglianza” e “Fraternità” sulla bocca delle masse... parole ripetute fino ai giorni nostri dagli stupidi pappagalli; parole dalle quali anche il più saggio dei Goyim non potrebbe cavar nulla dalla loro astrattezza... Sulle rovine dell’aristocrazia naturale e genealogica dei Goyim, noi abbiamo sovrapposto un’aristocrazia del DENARO. La limitazione di quella aristocrazia è la RICCHEZZA che è in mano nostra». (Amschel Mayer Rothschild, Francoforte 1773) avrebbe vita molto breve, se non venisse attuata la riforma più importante e preliminare a tutte le altre: la riforma della politica monetaria con il ritorno della relativa sovranità allo Stato, e perciò al popolo. Tutti i problemi di assistenza sociale verrebbero meno e sarebbe forse definitivamente superata quella lotta di classe, o di categorie corporative, che ancora oggi contribuisce ad una conflittualità permanente. Infatti, con la riappropriazione della “sovranità popolare”, lo Stato non solo riacquisterebbe il potere di emettere moneta, ma sarebbe in condizione di attuare una politica socio-economica libera da qualunque interferenza esterna e nel rispetto più assoluto delle norme previste, in questo campo, dalla vigente Costituzione. (...). Al di là della forma con la quale questa riappropriazione possa avvenire, essa potrà realizzarsi efficacemente soltanto dopo una incisiva educazione della classe politica, della classe imprenditoriale, dei sindacati, dei cittadini, perché prendano finalmente coscienza che, attraverso il ritorno della “sovranità monetaria” al suo titolare originario, che negli Stati democratici è il Popolo, la moneta, necessaria a funzionare come unità di misura del valore e come strumento di scambio, deve essere, non addebitata, ma accreditata ai cittadini. Ma in che cosa consisterebbe questo accreditamento? Come potrebbe essere attuato concretamente? Quali vantaggi ne avrebbe il cittadino? Se lo Stato, per munirsi delle risorse finanziarie da destinare al perseguimento dei propri scopi di istituto, creasse direttamente la moneta occorrente, sotto forma di biglietti di Stato, e la mettesse in circolazione, perché adempisse la propria funzione di strumento di scambio dei beni prodotti dal sistema produttivo nazionale, non sorgerebbe alcun debito a suo carico e, di conseguenza, a carico dei cittadini: ciò significa che, in linea di massima, non sarebbe più necessario il prelievo fiscale! Certamente se lo Stato, per costruire un ospedale, deve ricorrere al prestito della moneta necessaria, e quindi ad un debito, il problema si pone; ma se lo Stato, riprendendosi la sovranità monetaria e, con essa, il pieno governo della politica socio-economica, mettesse in circolazione una propria moneta per la costruzione di un ospedale, per un importo pari al valore del bene prodotto (valore comprensivo sia del materiale utilizzato sia del lavoro umano impiegato), la comunità si vedrebbe arricchita della nuova opera pubblica senza indebitarsi. Con l’attuale sistema (che, come si è già detto, non trova nessun sostegno nella Costituzione repubblicana) il volume del nostro mezzo di scambio (che corrisponde approssimativamente al cosiddetto “circolante”) può subire espansioni o contrazioni, ad opera della Banca Centrale, che governa la politica monetaria in base a criteri “suoi” e che, in ogni caso, non tengono mai conto dell’effettivo volume dei beni reali che si possono e si vogliono produrre e distribuire. Cosicché si crea una artificiosa rarità di moneta, che impedisce al popolo, nel suo insieme, di avvalersi di questo mezzo di scambio per acquisire i beni prodotti dal sistema economico nazionale. Con la conseguenza che i negozi appaiono ricolmi di merce invenduta. Ed è a questo punto che viene affacciato lo spauracchio dell’inflazione, che dovrebbe intimidire i cittadini, convincerli che un maggior volume di circolante provocherebbe un aumento dei prezzi, e rassicurarli sui benefici di una politica monetaria cosi “rigorosa”, che essi, peraltro, riferiscono al Governo e non alla Banca Centrale. Ma parlare di pericolo di inflazione in una “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 situazione economica, qual è quella attuale in Italia, significa davvero ingannare la gente e nasconderle la sete di dominio politico che contraddistingue l’autorità monetaria. Dopo aver chiarito l’arbitrarietà dei criteri scelti per definire il livello d’inflazione e dopo aver sciolto il nodo dell’errata assunzione di un legame inscindibile tra inflazione ed aumento dei prezzi, questo capitolo termina con la seguente citazione del Santoro: “Inflazione significa denaro senza cose, rappresentante senza rappresentato; ma se le cose ci sono e c’è denaro che le rappresenta, dov’è l’inflazione? Se cresce la popolazione (e, quindi, la spesa), se cresce la produzione (e, quindi, la spesa), è chiaro che deve crescere anche - a parità di velocità di circolazione - il volume di denaro che circola. L’inflazione c’è soltanto quando alla crescita della circolazione - a parità di velocità - non corrisponde una crescita proporzionata della produzione”. Il libro continua respingendo l’obiezione che, restituendo la sovranità monetaria allo Stato ed affidando, quindi, alla classe politica il governo della moneta, si favorisca l’inflazione. Un perfetto funzionamento del sistema monetario impone il rispetto assoluto di alcune regole fondamentali. La prima regola è che il volume totale del circolante deve essere costantemente in rapporto con il volume dei beni che il sistema economico nazionale ha prodotto ed è pronto a distribuire. Attualmente succede, invece, che il volume della moneta oscilla in un senso o nell’altro senza alcuna scientifica relazione con la massa dei beni reali, già prodotti o che si vogliono produrre, oppure si dà vita all’attuale situazione economica, nella quale domina una anomala scarsità della moneta ed una stagnazione del commercio, incapace, peraltro, di determinare una significativa riduzione dei prezzi, a causa degli alti costi e della pressione fiscale. La seconda regola, anch’essa irrinunciabile, è che il rapporto tra il volume della moneta circolante e quello dei beni prodotti deve essere calcolato, sorvegliato ed eventualmente corretto da un organismo statale o parastatale, formato da scienziati della finanza e dell’economia, eletti a vita dal Parlamento, e per ciò autonomi e indipendenti dal Governo e sottratti ad ogni tipo di coinvolgimento di natura politica, e che rispondono del loro operato soltanto ai rappresentanti del popolo. Tale organismo deve avere a disposizione, naturalmente, tutti i dati della produ- zione dei beni (quelli prodotti e quelli programmati, secondo l’indirizzo politico-sociale liberamente scelto dal Parlamento e dal Governo) e della circolazione monetaria. In tal modo, mediante rilevazioni statistiche molto ravvicinate nel tempo, esso dovrebbe essere in grado di fornire al Governo, in termini scientificamente esatti, le indicazioni sul volume del circolante sufficiente e necessario perché possa funzionare, a favore dei cittadini, come mezzo di scambio dei beni. Di conseguenza, il Governo può immettere nella circolazione la “propria” moneta nella quantità scientificamente utile per la collettività, e può, all’occorrenza, a seconda dell’andamento della produzione, aumentare il volume di moneta circolante o ridurlo. Solamente in questo ultimo caso il Governo può procedere ad un prelievo fiscale nei limiti della contrazione programmata ed a carico, possibilmente, di quelle fasce di cittadini maggiormente capaci di sopportarlo. Nel calcolo della popolazione si deve tener conto di tutti i cittadini: non solo di quelli produttivi, di coloro, cioè, cui è certamente destinata una quota-parte della moneta circolante come corrispettivo della loro attività di lavoro, di qualunque natura sia, ma anche di quelli che, per una ragione o l’altra, sono privi di reddito, come possono essere i disoccupati, i malati, gli anziani, i bambini. (continua) IL PROBLEMA “GIUSTIZIA” del dott. Arrigo Muscio I n questi giorni si è scatenata una bagarre sul problema giustizia, ampiamente riportata da tutti i mass media. È un problema che ci coinvolge in quanto, da cattolici, conosciamo l’importanza della giustizia (definita da S. Agostino “uno dei cardini della società”), il cui corretto esercizio viene spesso rammentato nella Sacra Scrittura. Ne siamo talmente convinti che abbiamo pubblicato sul nostro sito il “dossier giustizia ”http://digilander.iol.it/arrigomuscio/dossier%20g iustizia.htm che invitiamo a leggere quanti interessati. Ciò premesso, desideriamo solo porre, con questa nostra lettera aperta, alcune semplici domande a quanti (autorità comprese) saranno in grado di fornire una risposta. Premessa. In base a quanto riferito dai mass media, circa il 96% dei furti che avvengono nel nostro Bel Paese risultano impuniti; altri reati (soprattutto quelli che colpiscono le famiglie, come le rapine, le aggressioni, gli stupri, la pedofilia ecc.) subiscono la stessa sorte dei primi; molte “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 condanne non vengono eseguite, ecc. I giornali riportano spesso le gesta di pluridenunciati che circolano tranquillamente ed insistono a compiere reati. I cittadini (basta effettuare dei sondaggi) sono sempre più impauriti in quanto i delinquenti, (nazionali e d’importazione) la fanno da padroni nel nostro Stato “all’avanguardia”! Vari programmi televisivi sono infarciti di sesso, di violenza, di volgarità e di offese alla religione cattolica, anche durante la fascia di tutela dei minori, nonostante le numerose proteste che cadono nel vuoto! Lo stesso dicasi di certi giornali, senza che si provveda in merito. 2) Come mai circolano tranquillamente delinquenti recidivi? Come mai il nostro paese è diventato il Ben Godi della delinquenza internazionale? 3) Come mai il sindaco Giuliani (ex magistrato) è riuscito ad ottenere il rispetto della legge, a New York, (che non è certo un paesino!) mentre da noi è una chimera? 4) Come mai in Italia i processi sono cronicamente lunghi, al punto da meritare spesso ripetute condanne da parte della Corte di Giustizia Europea? DOMANDE 1) Di chi è la colpa di tale andazzo? Dei politici che hanno promulgato leggi permissiviste e garantiste (per i delinquenti!) e/o dei politici che le mantengono? Dei magistrati che non le applicano o dei magistrati che non possono applicarle? Delle forze dell’ordine che non catturano i delinquenti? Queste sono le domande che tutti i cittadini estranei ai giochi politici si pongono e pongono, ed alle quali vorrebbero una risposta da parte delle Autorità lautamente pagate (anche dalle vittime delle violazioni delle leggi) per provvedere in merito. Cordiali saluti Il Presidente Dr. Arrigo Muscio 15 IL “GOVERNO MONDIALE” nel “piano” di A. M. Rothschild del 1773 Estratto dal libro di Guy Carr: “Pawns in the game”, CPA Book Pubblisher, pp. 26-31 1 U n orefice ebreo, Amschel Moses Bauer, stanco di vagare nell’Europa dell’Est, decise, nel 1750, di stabilirsi a Francoforte sul Meno, in Germania. Egli aprì una bottega di contabilità, nel distretto ebraico e, sopra la porta di questa bottega, pose, come simbolo della sua attività, una Targa rossa. Questo fatto assume una grande importanza, poiché gli Ebrei, nell’Europa dell’Est, che appartenevano al Movimento Rivoluzionario, fondato sul terrorismo, avevano adottato anch’essi la Bandiera Rossa come loro emblema, e questo perché il rosso rappresentava il sangue! Amschel Moses Bauer, con un figlio nato nel 1743, di nome Amschel Mayer, morì nel 1754 quando questi aveva solo undici anni. Il ragazzo, a cui il padre aveva insegnato quanto aveva potuto sui princìpi rudimentali dell’attività dei prestatori di denaro, mostrò subito una grande abilità ed una straordinaria intelligenza. Qualche anno dopo la morte del padre, Amschel Mayer Bauer fu assunto, come impiegato, presso la Banca Oppenheimer e, per la sua abilità naturale nell’attività bancaria subito dimostrata, venne promosso alla posizione di socio junior della Banca. In seguito, Amschel tornò a Francoforte dove si assicurò la proprietà e il controllo dell’attività che era stata fondata da suo padre nel 1750. La Targa rossa spiccava ancora sopra la porta e, conoscendo il significato segreto di questo simbolo, Amschel Mayer Bauer decise di adottare un nuovo nome di famiglia. “Targa rossa”, in tedesco si dice “Roth Schild”, e così nacque “La Casa dei Rothschild”. Amschel Mayer Bauer visse fino al 1812 ed ebbe cinque figli, tutti educati e addestrati per divenire dei Capitani dell’alta finanza. Nathan, uno dei figli, dimostrò un’abilità eccezionale e, all’età di ventun’anni, andò in Inghilterra con lo scopo ben preciso di assicurarsi il controllo 16 La casa della “Targa rossa” (“Rothen Schild”), nella quale nacque Amschel Mayer Rothschild, nel 1743, e dove egli tenne, nel 1773, una riunione a dodici persone ricche e influenti alle quali espose il suo “piano” per un Governo Mondiale. della Banca d’Inghilterra, con la finalità, poi, di collaborare col padre e coi fratelli, per fondare e consolidare un Monopolio Bancario in Europa. La ricchezza cumulativa di questo Consorzio Internazionale Bancario poteva, poi, essere utilizzato per agevolare le segrete ambizioni che il padre aveva comunicato ai suoi figli. Per provare la sua abilità, Nathan Rothschild aveva moltiplicato le 20.000 sterline, che gli erano state affidate, in 60.000 sterline, in soli tre anni. Nello studio del Movimento Rivoluzionario Mondiale, è importante ricordare che la Bandiera Rossa era stato il simbolo della Rivoluzione Francese come pure di tutte le rivoluzioni che l’hanno seguita. Ancor più significativo, inoltre, è il fatto che quando Lenin, finanziato dai Banchieri Internazionali, rovesciato il Governo Russo, stabilì la prima Dittatura Totalitaria, nel 1917, i simboli usati erano una Bandiera Rossa, con una Falce e Martello, con impressa la Stella giudaica a cinque punte. Nel 1773, all’età di soli trent’anni, Mayer Rothschild invitò, a Francoforte, dodici uomini ricchi e influenti, con lo scopo di convincerli del fatto che, se avessero unito le loro risorse, essi avrebbero potuto finanziare e dirigere il Movimento Rivoluzionario Mondiale, e usarlo come il loro Manuale d’azione per prendere il controllo delle ricchezze, delle risorse naturali e della forza lavoro di tutto il mondo. Rothschild rivelò come la Rivoluzione Inglese fosse stata organizzata e mise in risalto gli errori che erano stati commessi. Il periodo rivoluzionario era stato troppo lungo; l’eliminazione dei reazionari non era stata eseguita con sufficiente rapidità e spietatezza; il programmato “regno del terrore”, col quale si doveva ottenere la rapida sottomissione delle masse, non era stato messo in pratica in modo efficace. Malgrado fossero stati commessi tutti questi errori, lo scopo della Rivoluzione era stato raggiunto. I banchieri, che avevano istigato la rivoluzione, avevano stabilito il loro controllo sull’economia nazionale inglese ed avevano consolidato il debito nazionale. Con l’intrigo, attuato su scala internazionale, essi avevano, poi, gradualmente aumentato il debito nazionale, prestando soldi per combattere le guerre e le rivoluzioni che essi avevano fomentato sin dal 1694. Basando il suo argomento sulla logica e su solidi argomenti, Mayer Rothschild “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 aveva mostrato che i risultati finanziari ottenuti con la Rivoluzione Inglese non sarebbero stati da paragonare a quelli che si potevano ottenere con la Rivoluzione Francese, a condizione che i presenti si unissero per mettere in pratica il Piano rivoluzionario che egli aveva studiato e aggiornato con grande cura. Raggiunto l’accordo secondo il quale questo “Piano” sarebbe stato sostenuto da tutto il potere che poteva essere comprato con le loro risorse unificate, Mayer Rothschild svelò il suo “Piano Rivoluzionario”. Con una sottile manipolazione consentita dalla loro ricchezza unificata, sarebbe stato possibile creare condizioni economiche di tale gravità da ridurre, con la disoccupazione, le masse a condizioni di fame e miseria. Con l’uso di un’accorta propaganda, poi, sarebbe stato facile far ricadere la colpa di questa tragedia sul Re, sulla sua Corte, sui Nobili, sulla Chiesa, sugli industriali e sui datori di lavoro. I loro propagandisti ben pagati, quindi, avrebbero avuto facile gioco nel fomentare sentimenti di odio e di vendetta nei confronti delle classi dominanti, esponendo tutti i casi, reali o presunti, di sperpero, condotta licenziosa, ingiustizia, oppressione e persecuzione. Essi avrebbero inventato infamie per infangare altri che, se lasciati agire, avrebbero potuto interferire col loro piano globale. Dopo questa introduzione generale, fatta per suscitare un ascolto entusiasta al piano che egli stava per svelare, Rothschild prese un manoscritto e procedette a leggere un piano d’azione accuratamente preparato. Quanto segue è una versione succinta di ciò che mi è stato assicurato essere stata l’esposizione del complotto che aveva lo scopo di controllare le ricchezze, le risorse naturali e la forza-lavoro di tutto il mondo. 1. Il relatore iniziò a svelare il “Piano”, dicendo che, poiché la maggioranza degli uomini erano inclini al male piuttosto che al bene, il miglior risultato che si poteva ottenere nel governarli poteva essere raggiunto con l’uso della violenza e del terrorismo e non con discussioni accademiche. Egli continuò dicendo che, agli inizi, la società umana era soggetta alla forza bruta e cieca, la quale, col tempo, fu tramutata in LEGGE. Egli affermò che la LEGGE era un mascheramento della FORZA. Egli disse che era logico concludere che: “Per le leggi della Natura, il diritto si fonda sulla forza”! 2. Subito dopo, egli affermò che la libertà politica è solo un’idea e non un fatto. Egli disse che per usurpare il potere politico, tutto ciò che era necessario era di predicare il “Liberalismo”, cosicché l’elettorato, per amor di un’idea, avrebbe concesso parte del suo potere e preroga- tive che i complottatori avrebbero riunito nelle loro mani. 3. Rothschild affermò che il Potere di Dio aveva usurpato il potere dei governanti liberali, persino a quel tempo, nel 1773. Egli ricordò alla sua udienza che vi era stato un tempo in cui la FEDE aveva dominato, ma disse che, una volta che la LIBERTÀ avesse sostituito la FEDE, la gente non avrebbe saputo usarla con moderazione. Egli sostenne che per questo fatto, era logico assumere che il popolo avrebbe usato l’idea della LIBERTÀ per sfociare nella LOTTA DI CLASSE. Egli indicò che era indifferente, per il successo del suo piano, che i Governi legittimi fossero distrutti da nemici interni o esterni, poiché il vincente, per necessità, doveva sempre chiedere l’aiuto del “Capitale”, il quale “è interamente nelle nostre mani”! 4. Rothschild aggiunse che l’uso di ogni mezzo, per raggiungere il loro scopo finale, era giustificato sulla base che il regnante, che governava attraverso un codice morale, non era un politico competente perché si trovava in una posizio- “Rothschild”, in una vignetta di C. Léandre Francia 1898. ne di vulnerabilità e di instabilità sul suo trono. Egli disse: “Quelli che desiderano governare devono ricorrere all’astuzia e devono essere convinti che le grandi qualità nazionali, come la franchezza e l’onestà, sono invece vizi, in politica”. 5. Egli affermò che “Il nostro diritto risiede nella forza. La parola DIRITTO è un pensiero astratto e non prova nulla. Io scopro un nuovo DIRITTO... attaccare col DIRITTO del forte, e spargere al vento tutte le forze esistenti dell’ordine e della legge, per ricostruire tutte le istituzioni esistenti e diventare il Signore sovrano di tutti quelli che ci hanno consegnato i DIRITTI e i loro poteri, per averli deposti volontariamente col loro ‘Liberalismo’”. 6. Egli, poi, ammonì i suoi ascoltatori con queste parole: “Il potere delle nostre risorse deve rimanere invisibile fino al momento in cui avrà raggiunto una tale forza che nessuna astuzia o forza potrà minarlo”. Egli li avvertì che ogni deviazione dalla LINEA del piano strategico, che egli stava tracciando, avrebbe rischiato di far naufragare “Il lavoro di secoli”. 7. Rothschild, poi, sostenne l’uso della “Psicologia della plebaglia” per ottenere il controllo delle masse. Egli spiegò che la potenza della plebaglia è cieca, priva di sensi, senza ragione e sempre alla mercé di suggestioni provenienti da ogni parte. Egli affermò: “Solo un governante dispotico può governare la plebe con efficacia, perché senza un dispotismo assoluto non vi può esistere una civiltà che è condotta NON dalle masse ma dalla loro guida, chiunque sia questa persona”. Egli li mise in guardia: “Il momento in cui la plebaglia prenderà la LIBERTÀ nelle sue mani, la trasformerà, immediatamente, in anarchia”. 8. Rothschild, poi, sostenne che l’uso di alcool, droghe, corruzione morale ed ogni altra forma di vizi, fosse utilizzato, in modo sistematico, dai loro “Agentur”1, per corrompere la moralità della gioventù delle nazioni. Egli raccomandò di usare “Agentur” speciali addestrati come tutori, valletti, istitutori, contabili, e le nostre donne nei luoghi di dissipazione frequentati dai Goyim. Egli aggiunse: “Nel numero di questi ultimi, io conto anche le cosiddette donne di mondo che diventano seguaci degli altri nella corruzione e nella lussuria. Noi non dobbiamo fermarci davanti al ricatto, all’inganno e al tradimento, quando questi servono per raggiungere i nostri fini”. 9. Rivolgendosi alla politica, Rothschild rivendicò il loro DIRITTO di prendere le proprietà con ogni mezzo e senza esitazione se, nel far questo, essi si assicuravano sottomissione e sovranità. Egli dichiarò: “Il nostro STATO, marciando lungo il sentiero della conquista pacifica, ha il DIRITTO di rimpiazzare gli orrori delle guerre con le meno evidenti ma più efficaci sentenze di morte, necessarie a mantenere il “terrore” che genera la cieca sottomissione”. (continua) 1 La parola “Agentur” significa un corpo completo e organizzato di agenti-spia, contro-spie, ricattatori, sabotatori, ed ogni cosa o persona che, al di fuori della Legge, sia capace di aiutare, avvantaggiare o far avanzare i piani segreti e le ambizioni dei cospiratori internazionali. “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 17 MA SAN GIOVANNI BATTISTA AVEVA “DUE TESTE”? la tradizione islamica è falsa! A questa strana domanda, risponde il “Generale” Enrico Borgenni, dopo aver letto il nostro libro: “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? No!”. «Mi permetto di rilevare – circa la “Appendice III: un Papa in moschea”, là dove viene descritta la visita di S.S. Giovanni Paolo II, fatta alla grande moschea di Damasco il 6 maggio 2001, e posare la mano sul cenotafio di S. Giovanni Battista, che anche l’Islam venera come profeta, e che, secondo la tradizione locale islamica, custodisce la testa del Santo – quanto segue. 1. La testa di S. Giovanni Battista è conservata e venerata in apposito reliquiario nella Basilica romana di “S. Silvestro in Capite” (nell’omonima Piazza di S. Silvestro, come risulta dalla carto- San Giovanni Battista battezza Gesù. lina che Le allego, dal XII secolo. Attualmente, il reliquiario è in restauro, e il cranio del Santo è conservato in una tela trasparente con alla base una scritta inequivocabile “Caput Sancti Joannes Baptistae, praecursoris Domini Jesu Christi”. Quindi, il cenotafio della Moschea non contiene tale reliquia e 2. Il termine “cenotafio” stesso definisce un monumento funebre vuoto, in onore di un morto illustre (come quello di Dante nella Chiesa di S. Croce, in Firenze). L’usanza dei cenotafi risale ai tempi omerici ed ebbe notevole diffusione nel mondo antico, greco e romano1. Non sono a conoscenza di come la testa del Battista sia pervenuta a Roma, ma ritengo che la tradizione cattolica di oltre nove secoli sia più attendibile di una tradizione locale islamica! Infine, non posso non rilevare che Sua Santità, per onorare il Precursore di Gesù, poteva più comodamente attraversare il Tevere e recarsi nella Basilica di “S. Silvestro in Capite” senza alcuna necessità di entrare in una moschea; fatto che, come cattolico, mi ha profondamente addolorato! 1 2 Cfr. Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana; Arch. Roberto Gabetti Ord. Politecnico di Torino, Grande Dizionario Enciclopedico UTET, vol. IV. Questa lettera è tratta (come indicano le note 219, 223 2 224) dal libro di C. Milanesi “Il sacco di Roma del XCXXVII. Narrazioni di contemporanei”, Firenze 1867, alle pagine 171-190 e 484, 485 e 504. 18 “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 *** Ed ecco un’ulteriore “prova” storica della plurisecolare esistenza della reliquia nella citata Basilica: La Banca Toscana di Firenze ha pubblicato, quale strenna natalizia, per il 2002, un libro sul condottiero mediceo “Giovanni dalle bande nere”, da me avuto da un amico. Nella descrizione del sacco di Roma (a pag. 86), sono riportati degli stralci di una lettera del Vescovo di Como dell’epoca, Cardinale Scaramuccia Trivulzio, con la quale, il 24 maggio 1527, egli informava il Suo segretario sugli esiti del saccheggio: “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 Urna contenente il “Capo” di S. Giovanni Battista. «... Il capo di S. Giovanni Battista, quale era in S. Silvestro, spogliato dell’argento e gettato il capo a terra»2. Evidentemente, la profanazione descritta dal Cardinale Trivulzio, nel maggio 1527, conferma la presenza in Roma, nella stessa chiesa di oggi, del capo del Precursore di Gesù. Le unisco alcune fotocopie probanti, tratte dal libro in questione, relative alla parte d’interesse nonché alla nota in calce. Nel rinnovarLe la mia stima profonda, Le porgo il mio saluto! Generale Enrico Borgenni 19 Lettere alla Direzione Natale. Che il Santo Bambino apra gli occhi di chi non vuol vedere, e conceda LUI la Sua pace!.. dev.ma (G. Z. - TN) *** Rev.do Padre Villa, (...) che il Nuovo Anno Le sia foriero di bene e successo nelle sua affermazioni e scritture religiose!.. (M. C. - BS) MARZO Grazie per il volume: “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!”. Ne farò tesoro! Auguri e Benedizioni cordiali per tutti! (un Arcivescovo) SOMMARIO ASSISI - BIS Egregio Direttore, sono a ringraziarLa vivamente del libro: “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!”, che ho molto gradito! Colgo l’occasione per porgerLe gli auguri di Buon Anno, ricordandola nella preghiera e con la benedizione del Signore! Cordialmente! (un Vescovo) 2 Buona Pasqua! 3 Assisi bis - 24 gennaio 2002 Ecumenismo massonico luciferino del sac. dott. Luigi Villa 6 Supplica al Santo Padre di giovani cattolici 7 I governi cambiano, la scuola no! della dott.ssa R. Calderini 8 Conoscere la Massoneria 9 Occhi sulla politica *** *** Gentili Operaie di Maria Immacolata, vorrei mi inviaste 4 libri del sac. Luigi Villa: “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!”. Io, e i miei tre figli, vogliamo sentirci vicini e consolati dalle chiare esposizioni e profonde penetrazioni di questo sacerdote, verso un argomento così subdolo, quali le tre religioni che si raccolgono in preghiera, ad Assisi, riconoscendosi tutti in un medesimo Dio. Ci vuole molto volontà a conser- varci nella Fede che non è più quella che ci propone, oggi, la Chiesa attuale, accondiscendente e incline a far di tutte le erbe un fascio!.. Vi auguro, gentili Operaie, di poter fare molto bene, diffondendo queste sante verità, affinché i giovani aprano gli occhi alle verità vere e sante nella ricerca del nostro difficile cammino spirituale!.. Il Signore Vi benedica! (Sig.a A. L. M. - Bologna) *** Rev.de Operaie di Maria Immacolata, ringrazio vivamente per il libro: “Islam alla riscossa...”. Colgo l’occasione per formulare a Loro e al benemerito P. Villa i più vivi auguri di lieto e Santo RAGAZZE e SIGNORINE in cerca voczionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – siain terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettrvi incontatto, scrivendo, telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 20 N. 337 24 gennaio 2002 ECUMENISMO MASSONICO LUCIFERINO *** Auguri vivissimi per il Santo Natale, e che Gesù Bambino Le dia ancora tanta salute, forza e benedizione per la lodevole opera che sta svolgendo a pro della Sacra Verità! dev.ma in Cristo Gesù Nostro Signore (firmata) 2002 10 Documenta-Facta 12 La moneta, la banca e l’usura (2) Libro del dott. Bruno Tarquini (a cura di F. Adessa) 16 Il “Governo mondiale”nel piano di A. M. Rothschild del 1773 (1) estratto dal libro: “Pawns in the game” 18 Ma San Giovanni Battista aveva “due teste”? del generale E. Borgenni 20 Lettere alla Direzione SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli Anno A (Dalla VI Domenica di Pasqua alla X Domenica del Tempo Ordinario) “Chiesa Viva” *** Marzo 2002 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 338 APRILE 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). 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Perché non c’è pace per il peccatore, l’empio, (“non est pax impiis, dicit Deus” Is. 22, 57-21); per ritrovarla, il peccatore deve rinnovellarsi con Cristo e riconciliarsi, con Cristo, coi fratelli. Di conseguenza, la pace, o la guerra, dipendono dalle relazioni dirette che si hanno con Dio. La pace, cioè, non dipende dai risultati di avvenimenti umani, né da sviluppi e relazioni di società umane, ma solo da un dono, da una disposizione interiore verso Dio, da un atto d’amore che si ha verso Dio! La pace, quindi, si può dire che è una emanazione della spiritualità dell’uomo! LA PACE: UN PROBLEMA La “pace” è certo l’aspirazione di tutti i popoli. È un’aspirazione naturale, ingenita, profonda, in ogni persona; e con essa vuole il Progresso, la Libertà, la Scienza... È un sentire cristiano, soprattutto, perché il Cristo è “principe della pace”. Fin dal suo nascere su questa terra, gli Angeli la proclamarono: “pace agli uomini di buona volontà!”. Perciò, Pio XI poté dire: 1 Cfr. “Radio Messaggio di Natale” del 24 dicembre 1951: “Già per la decima terza volta“. Act. Ap. Sed., t. XLIV, 1952, pp. 5-15. 2 persuasione è, per eccellenza, un dovere della Chiesa»2. Cristo e la Pace, quindi, si identificano tra loro, perché la pace è come impregnata di LUI, per cui è da stolto laicismo cercare di accaparrare e incanalare sul proprio terreno politico l’aspirazione popolare della pace; una nozione, invece, che appartiene solo al patrimonio più prezioso della Chiesa. E la Chiesa, per questo, non ha mai mancato di parlarne chiaramente e a voce alta. È un suo dovere. E lo fece soprattutto attraverso la voce dei Papi. Da Leone XIII a Pio XII e a Giovanni Paolo II, i Papi hanno elevato la loro voce sempre più alta. I loro appelli alla pace si sono moltiplicati, sempre più pressanti. La dottrina della Chiesa sulla Pace si è fatta più precisa, e gli impulsi dati ai cattolici sono stati fatti sempre più forti. Benedetto XV, ad esempio, nella sua “Esortazione alla pace”3 del 1° agosto 1917, formulava i princìpi di un regolamento internazionale conforme alla giustizia. Al tempo della seconda guerra mondiale, Pio XII anticipò, su la “Carte de l’Atlantique” 4, che è del 14 agosto 1941, e su la “Carte des NationsUnies” del 26 giugno 1945, e su la La rivolta dei demoni contro l’ordine stabilito da Dio. “Declaration universelle des droits de l’home”5 del 1948; ma aveva già parlato con la sua “Allocution de Noel au Collège des cardinaux” del 24 dicembre 1939 e del 24 dicembre «Principe e Fondatore della pace, tale 1940. è il carattere del Salvatore e Redentore Anche durante la guerra, e dopo, in occadi tutto il genere umano. La sua alta e sione del Natale, Pio XII parlò sempre divina missione è di stabilire la pace delle condizioni per la pace. tra ciascun uomo e Dio, tra gli uomini Certo, questa pace cristiana non apparstessi e tra i popoli»1. tiene solo al mondo sopra-terrestre, perQuindi, senza LUI, il CRIST0, anche la “paché non è estranea alle aspirazioni degli ce è impossibile. Lo disse pure Pio XII: uomini. La Chiesa, per la sua essenza, è «Il nodo del problema della pace è sopra-nazionale, ma questa sua soprad’ordine spirituale... Ispirare una tale 2 3 Cfr. Pio XII, op. cit., p. 2111 s. Cfr. Benedetto XV, “Exhortation à la paix aux chefs des peuples belligèrants, dès le début”. Testo francese ufficiale in Act. Ap. Sed., t. IX, 1917, pp. 417-420. “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 nazionalità non la rende inaccessibile e intangibile e al di sopra delle Nazioni; al contrario, come Cristo che scese tra gli uomini, la Chiesa pure si trova in mezzo agli uomini di tutti i popoli, e contiene in Essa tutto ciò che è autenticamente umano per farne una sorgente di forza soprannaturale che lo salva. Ma le idee penetrano lentamente, anche oggigiorno. I Papi sanno che anche tra i cristiani è lenta la loro comprensione verso i loro doveri internazionali. Il grosso della truppa, poi, non segue nemmeno! Comunque, c’è un problema della “pace” anche per i cristiani, e nessuno può sottrarsi! LA DOTTRINA CRISTIANA DELLA PACE La questione internazionale della “pace” e della “guerra” è una questione pratica, ma che, tuttavia, non può essere disgiunta dalla metafisica, né tanto meno dalla dottrina religiosa. E questo anche perché il detto problema, come un qualunque altro problema morale, oltre che metafisico è pure frutto delle circostanze in cui è nato, per cui è impossibile ignorarne l’esistenza e neppure sbarazzarsene. Ora, “il problema della pace”, o “la pace come problema”, è nato nel VI° e V° secolo avanti Cristo, nel periodo della democrazia greca, formulato dai sofisti. Infatti, indebolitasi la gerarchia tradizionale, Atene si trovò nelle mani di faziosi, e le altre città, private ormai di un potere centrale, capace di imporre l’unità, per evitare lo smembramento delle forze dovettero cercare un accordo pacifico tra loro per non finire con una guerra che sarebbe stata la distruzione e la rovina di tutti. In Occidente, oggi, siamo allo stesso punto: si pone il problema politico della pace; ed ecco, allora, sorgere il “Concert des Nations Européennes”; poi, la “Sociètè des Nations”; poi, le “Nations-Unies”, l’ONU... tutte, però, con la prevenzione massonica contro ogni ingerenza religiosa in quelle Organizzazioni che pretesero e pretendono tuttora di essere per la “pace”! cale. La Bibbia, infatti, pur parlando molto della pace, non è mai sulla linea della democrazia greca. La parola è la medesima, ma il contenuto, no! Quella laica è più astratta, superficiale; essa corrisponde a uno stato d’equilibrio che è raro e precario, perché deve subire tutti gli impulsi che hanno i Partiti, non sempre equilibrati. Le forze che generano le guerre, sono sempre in attesa di esplodere, sia per le aspirazioni dei popoli, i bisogni materiali e non, le rivendicazioni, le passioni e le varie civilizzazioni che vogliono vivere o sopravvivere. Quindi, non è solo questione di discutere, né di buon senso. Il problema politico della pace, cioè, ha sempre di fronte aspetti morali e religiosi, per cui le ricette, solo pratiche e tecniche, non hanno sufficiente presa per arrivare a una pace vera, giusta e definitiva. Per questo, la pace cristiana deve contemplare anche la pace temporale e politica. L’oggetto proprio della teologia della pace, perciò, è il pensiero che Dio ha su tale soggetto, ed è sul “come” Dio agisce sul mondo da Lui creato. È ovvio che la “pace”, nell’idea cristiana, è di tutt’altro genere di quello in senso lai4 Cfr. Testo in “Droit international et histoirediplomatique. Documents choisis da Ch. - A. Colliard”, 3a ediz., t. I, Paris, 1955, pp. 441-443. “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 I TESTI BIBLICI SULLA “PACE” Ora, la Chiesa, che Egli ha introdotto nel corso della storia, è l’espressione del Suo disegno che la modifica e la trasforma. La Sua Chiesa, quindi, deve influenzare, necessariamente, le relazioni internazionali. Essa deve aggiustare le altre forze umane. Solo il giorno in cui il mondo intero sarà cristiano, tutte le questioni saranno risolte, in chiave evangelica. La Chiesa, perciò, deve apportare i suoi orientamenti e i suoi impulsi per la realizzazione del “Regno di Dio” attraverso la realizzazione concreta della Volontà divina, come Pio XII l’aveva ripetuto con insistenza. La nostra Fede in un solo Dio, Creatore e Redentore, ci obbliga a cercare e trovare ogni convergenza tra le aspirazioni umane autentiche e le parole del Vangelo. Quindi, tra la dottrina della Chiesa e i movimenti della storia non ci può essere che Ne ho raccolti, dalla Bibbia, oltre 300 e la lettura di essi ci obbliga a riflettere sui princìpi teologici di quella “pace” che tutti ansiosamente invocano da Dio! Il Concilio di Trento ci dice che la Bibbia è “la sorgente di tutte le verità che conducono alla salvezza e di tutta la formazione morale”6. Tuttavia si deve fare una esegesi che sia giusta sul pensiero degli Scrittori sacri e sul senso ispirato delle Sacre Scritture, come lo vuole l’enciclica “Divino Afflante Spiritu” di Pio XII sugli studi biblici7. La Bibbia contiene un senso che vale per tutti i tempi della storia umana. Perciò, noi possiamo usare le parole della Bibbia anche per i problemi attuali della pace. È innegabile che il Nuovo e l’Antico Testamento recitano frequentemente la parola “pace”, benché il termine ebraico “shalôm” e “eiréne” non abbiano esattamente il medesimo senso. Infatti, spesse volte, nei due Testamenti, il lor significato non è di “pace”, ma bensì di totalità, di universalità, di martirio, di pazienza, di povertà, ecc. Comunque, è nella Bibbia che troviamo i princìpi per una “teologia della pace”, i cui temi, però, sono più teologici che esegetici, perché sorpassano la stessa conoscenza degli Autori. Essi sono: il tema della pace perpetua; il tema dell’universalità della salvezza; il tema della potenza di Dio, oltre la debolezza degli uomini. È solo la Bibbia, quindi, che ha creato l’idea di una pace perpetua, come ideale progettato nel futuro, concreto, possibile, perché non è né sogno né utopia. Così pure è della Bibbia l’idea di una riunione di tutte le nazioni, eguali tra loro, seppur differenti, chiamate ad una medesima vocazione. Ed è anche della Bibbia l’idea che la potenza di Dio è infinitamente superiore alla debolezza umana! Ora, tutto questo costituisce una dottrina teologica, quale fu già elaborata e giustificata specialmente da Pio XII. Il che ci incoraggia a dire che l’azione della Chiesa, anche in campo sociale-politico, è una continuità dei princìpi biblici, i quali consolidano i lavori dei teologi sui fondamenti solidi e indistruttibili delle Sacre Scritture! 5 6 introduite et commentée par L. Cerfaux”, Bruxelles, 1945, p. 56 s. IL DECALOGO LA “PACE” NELLA BIBBIA complementarietà, non solo nel credere ma anche nell’agire. 5° Comandamento: Non uccidere! Ibid., pp.299-324. “Fontem omnis et salutaris veritatis et morum disciplinae”, D.B., n. 783. 7 Cfr. “Encyclique sur les études bibliques, 3 IL SENSO DELLA PAROLA “PACE” Solo nella Bibbia la parola “pace” ha il significato di “shalôm” e di “eiréne”, come abbiamo già detto. La versione latina si è allineata al termine ebraico-greco, ed anche le versioni moderne hanno usato il termine “pace” in tale senso: “Va in pace!”, “La pace sia con te!”, “l’alleanza della pace”, ecc. Ma questa “pace” significa uno stato di tranquillità, di riposo, di calma, uno stato d’animo: la pace dell’anima, la pace eterna. I moralisti definiscono la “pace” sulla scia di Sant’Agostino: “la tranquillità nell’ordine”, ossia nella giustizia, e “la concordia nell’ordine”8. Ora, questa è una definizione di pace ideale, di pace da considerare come valore. Il linguaggio corrente, però, non è così preciso, perché esso impiega il termine “pace” per indicare solamente uno stato di tranquillità e nient’altro, uno stato, in fondo, di natura politico, non di grazia, non un “dono”. Ricorda quella “Pax Romana” che era piuttosto un simbolo dell’unità dell’Impero Romano. Nella Bibbia, invece, si trova che questa idea di una pace definitiva, stabile, perpetua, è una possibilità, e non costituisce affatto un accessorio della religiosità, benché intimamente legato al dinamismo della religione biblica. Il libro del “Deuteronomio” è il più incisivo su questo: l’ideale della “pace”, cioè, farebbe parte della costituzione stessa d’Israele9. Nelle sue pagine, possiamo dire che vi si trovano, però, se non il contenuto, almeno le strutture fondamentali dell’idea cristiana della pace. Il Nuovo Testamento s’appoggia, quindi, sull’Antico con le stesse forme di pensiero. Esso, infatti, parla di pace, sia pure senza definirla, ma ne parla come di una cosa ben conosciuta, riferendosi, in effetti, alla pace dell’Antico Testamento10. Da notare, poi, che la pace della Bibbia è una pace nella storia, ma non una pace della storia. La Bibbia, cioè, non si aspetta la pace né dalla politica, né dalla evoluzione dei fattori storici, ma bensì solo da Dio, quale Maestro della storia e di tutti i popoli. Perciò, la Bibbia ammette e conferma il pessimismo profondo dell’antichità, dove trasuda dappertutto l’aspirazione alla pace come una nostalgia inestirpabile, anche se smentita di continuo dall’esperienza di una serie di cadute, di miserie, di rovine11. Da dove arriva, allora, questa idea della “pace” se non da un tempo irrimediabilmente passato? Il “Paradiso terrestre” ha lasciato nell’uomo la sua traccia di ogni bene perduto!.. La Storia, perciò, è divenuta tragica, dominata da queste fatalità d’una “caduta” (il “pecca- 8 Cfr. S. Agostino, “De Civitate Dei”, L.XIX, c. 13 (Corp. Christian., t. XLVIII, p. 679), Comp. S. Thom. “Summa Thelogica” 2a2ae, q. XXIX, art. I, ad Ium. 9 Cfr. Deut. VII, 6-144 XXVIII, 2-10; XXVIII, 15-34. 10 Cfr. WW. Foerster, art. “eiréne” in “Théol. 4 to originale”) che si trascina dietro, causa di tutte le sue personali “cadute” nel peccato, che può portare fino all’empietà, sì che la divina Rivelazione ebbe a dire: “Non est pax impiis!” (Is. 22, 5721). Per questo, l’ideale della “pace” biblica non potrà mai avere una qualsiasi realizzazione storica; resterà sempre e solo un futile progetto e, soprattutto, un desiderio e una continua speranza È ovvio, allora, chiedersi: i documenti della Chiesa ci permettono di dire che Gesù ha espresso un suo “messaggio di pace” durante la sua vita terrena?.. Gli Apostoli di Gesù hanno estratto dalle parole di Gesù una dottrina di pace?.. Soprattutto, Gesù ha parlato espressamente di “pace” sì da costituire per la sua Chiesa una norma irrevocabile?.. Non è facile dare una risposta a queste domande. Certo, il Vangelo è pregno di pace, è tutto in una atmosfera di pace, tuttavia la parola “pace” raramente vien detta esplicitamente, anche se, implicitamente, il Vangelo, specie la predicazione di Gesù in Galilea costituisce un vero fondamento per una dottrina di pace. Tutti i “pacifisti” si appoggiano su quei testi12; anche Gandhi ha tolto da essi la sua dottrina della “non-violenza”. Gesù, però, ha parlato di pace, sì, ma non fu mai il tema dominante nella sua predicazione, che annunciava il regno di Dio e che fu il messaggio specifico di Gesù Cristo durante la sua attività13. San Marco, nel suo Vangelo, scrive: “Gesù venne in Galilea predicando il Vangelo di Dio”; e mostra il Regno di Dio moltiplicando i miracoli, che sono essenzialmente dei segni della presenza del Regno di Dio, che è l’avvenimento dell’amore, della misericordia, della pace, della giustizia e del ristabilimento di ogni cosa14. “Va in pace!”, dirà Gesù guarendo una donna afflitta da un flusso di sangue. “Va in pace!”, dirà ancora Gesù a una donna peccatrice, alla quale Egli aveva rimesso i peccati, in casa di Simone il fariseo15. “La tua fede t’ha salvata, va in pace!”16. Questo saluto “va in pace!” era una formula di congedo usuale ai tempi di Gesù; una formula che aveva tutto il sapore del nostro “arrivederci!.. State bene!”, ma che, presso i giudei, aveva un significato religioso più marcato del nostro saluto laicizzato. Comunque, quella “pace” che Gesù formulava a tutti i poveri, agli ammalati, ai bisognosi di perdono perché peccatori, i suoi Discepoli erano incaricati di trasmetterla e di comunicarla, poi, agli altri più lontani, quando mandati da Lui percorrevano i villaggi di Galilea, pronunciando le medesime parole di annuncio del regno di Dio, portando il saluto di Gesù a chiunque li ascoltavano. “In qualunque città o villaggio in cui voi entrate, cercate chi sia degno di ricevervi e restate là fino alla vostra partenza. Entrando in questa casa, salutatela. Se questa casa è degna, che la vostra pace venga su di essa; se non è degna, che la vostra pace ritorni a Voi”17!.. “In qualsiasi casa voi entrate, dite dapprima: Pace a questa casa! E se lì si trova un figlio della pace, la vostra pace andrà a riposare su lui; se no, essa ritornerà a voi”18! È chiaro che gli Apostoli, andando ad annunciare il regno di Dio e operando anche miracoli, dovevano far parte della loro missione. Quel loro “shalôm” era un segno della potenza e della forza del Regno di Dio che essi trasportavano; un segno della vita e del rinnovamento di vita che il regno di Dio portava all’umanità. Ovviamente, quei segni di pace, Gesù non li voleva limitati alle città e ai villaggi della Galilea, come sembrerebbe da alcuni testi del Vangelo: “Non andate dai pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; andate piuttosto alle pecore perdute della casa di Israele”19. Gesù stesso aveva detto di Sè: “Non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa di Israele”20; ma questa limitazione di Gesù non era che provvisoria; una Wôrt.”, t. II, p. 410. 11 Cfr. W. Nestle, “Der Friedensgedanke in der antiken Welt”, p. 76. 12 Cfr. R. Régamey, “Non-violence et conscience chrétienne”, Paris, 1958. 13 Cfr. J. Bonsirven, “Le Règne de Dieu”, Paris, 1957, p. 7. 14 15 16 17 18 19 20 LA “PACE” NEL VANGELO Cfr. J. Bonsirven, op. cit., p. 29. Cfr. Lc. VII, 50. Cfr. Mc. V, 34; Lc, VII, 50; VIII, 48. Cfr. Mt. X, 11-15. Cfr. Lc. X, 5-7. Cfr. Mt. X, 5-6. Cfr. Mt. XV, 24. “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 semplice fase nell’economia della salute. Gesù, cioè, prevedeva e annunciava che altri (popoli) sarebbero venuti da lontano a rimpiazzare il posto dei giudei, a costituire, così, i quadri della Chiesa universale; e Lui stesso si rivelerà a una Samaritana21; loderà la fede del centurione romano22, che dichiarerà superiore a quella da Lui trovata in Israele, e gli guarirà il figlio; libererà la “posseduta” (dal demonio) di Gerasa23 e l’incaricherà di annunciare ai suoi la misericordia del Signore. Di più: preparerà i suoi Apostoli a un apostolato universale, annunciando a loro persecuzioni e danni da tutte le parti. Inoltre, annuncerà, sempre più chiaramente, l’entrata dei pagani nel regno di Dio24: “Vi dico che molti verranno dall’Oriente e dall'Occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli”25. Il che significa che il “regno di Dio” doveva oltrepassare i confini d’Israele per una realtà universalistica più grande. Ma senza date. La Storia seguirà i suoi corsi umani, e niente ci autorizza a pensare che Dio entrerà nella Storia umana con un miracolo o con una catastrofe apocalittica, ma seguirà, invece, il dinamismo delle forze che Egli ha introdotto con la creazione. E userà sempre della Sua Chiesa per sorpassare, trascendere e trasfigurare la sua creazione fino a trasformarla in un “mondo nuovo”. Noi sappiamo che Egli verrà e installerà la sua pace tra gli uomini; e quella “pace” sarà la conclusione della loro storia, anzi di tutte le storie che gli uomini stanno interpretando e si collocano in rapporto ad esse. Allora, la Storia sfocerà nel “Regno di Dio”! La venuta di Gesù, quindi, non fu per proclamare la pace, ma per fondarla: dapprima nei suoi discepoli, poi, attraver- dove c’è invidia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di male. Ma la sapienza che viene dall’alto, anzitutto è pura; poi, pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace, per coloro che si dedicano alla pace”26! È in questo senso che Gesù concluse il suo discorso: “E vivete in pace gli uni con gli altri” 27! È certo una regola d’oro per la vita comune! Vale a dire che, questa pace, è un vero fermento per fondare il regno di pace di Dio nel mondo. Cristo, quindi, ha apportato al mondo un nuovo tipo d’uomo, capace di attitudini nuove che possono rovesciare il corso ordinario della vita umana. Invece di lasciarsi trascinare dai loro istinti inferiori e dai desideri umani, l’uomo nuovo, che vive già in un clima di pace, saprà anche convivere con tutti gli altri uomini in pace, perché convinto del messaggio evangelico! so loro, formando i gruppi, le assemblee e i popoli. L’iniziale piccolo gruppo al quale Gesù disse: “Beati i pacifici!”, recepì e comprese il “messaggio” di Cristo, e con loro nasceva il “nuovo tipo d’uomo” che San Giacomo spiegherà nella sua Lettera: “C'è tra voi un uomo saggio e di esperienza? Che egli mostri con la buona condotta le sue opere, in mansuetudine e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore dell’invidia amara e spirito di contesa, non gloriatevi e non mentite contro la verità. Questa non è sapienza che viene dall’alto: è terrena, carnale, diabolica. Là, (continua) NOTE 21 22 23 24 Cfr. Jo. IV, 9 ss. Cfr. Lc. VII, 2-9; Mt. VIII, 5-10, 13. Cfr. Mc. V, 18, 19; Lc. VIII, 38-39. Cfr. J. Bonsirven, “Le Règne de Dieu”, Paris, 1957, p. 31 ss. 25 Cfr. Mt. VIII, 11. Cfr. Joach. Jeremias, “Jesu Verheissung fûr die Vôlker”, p. 47 ss. 26 Cfr. Giac. III, 13-18; e anche IV, 1-3. 27 Cfr. Cfr. Mc. IX, 50; cfr. V. Taylor, “The Gospel according to St. Mark”, Londres, 1953, p. 414. Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 5 I VOLTI DELLA PERSECUZIONE di A. Z. M ai nella sua storia millenaria la Chiesa è stata perseguitata in maniera così vasta e cruenta, con un disegno anticristiano che dura da secoli. È in atto: – una persecuzione diretta, che produce, ogni anno, una trentina di uccisioni di missionari e migliaia di vittime dell’odio contro il Cristianesimo; – una persecuzione indiretta, che crea condizioni di difficoltà all’azione della Chiesa; – e anche una persecuzione indolore, impercettibile, ma più dannosa di tutte, che produce peccato e apostasia. Dissolta la dittatura comunista, attualmente il martirio è provocato, soprattutto, dall’Islam che invade l’Europa per un disegno di globalismo massonico di fondere nazioni, culture, costumi e le stesse religioni sotto l’alta ispirazione esoterica, esigendo dalla Chiesa la rinuncia alla sua fisionomia salvifica. La persecuzione ha registrato punte di inasprimento anticristiano, giunte fino alla crocifissione dei cristiani (Filippine...) e al genocidio (Armenia, Sudan...). Il Grande Disegno 1° - È in atto da secoli una persecuzione indiretta e non meno sanguinosa, data dal susseguirsi da rivoluzioni e guerre che vanno attuando il piano massonico di ridurre l’area cristiana fino a soffocare totalmente la Chiesa. È il Grande Disegno, elaborato fin dal Rinascimento, nel movimento rosacrociano (Komenius...) e poi trasmesso alle massonerie, strumento dell’ebraismo e del protestantesimo, che hanno provocato le sanguinose rivoluzioni di questi ultimi secoli, da quella francese in poi, e le grandi guerre mondiali, volute per modificare gli assetti politici e religiosi dell’Europa. Come era stato escogitato dalle logge (Lord Palmerston, Mazzini, ecc.), dalla prima guerra mondiale uscì distrutto quanto rimaneva dell’antico romano impero (Impero Austro-Ungarico) e lo zarismo russo, e, con la rivoluzione di otto6 bre, nacque il comunismo; dalla Seconda Guerra mondiale, uscì, rafforzato, il protestantesimo, ed ebbe espansione mondiale il comunismo, colossale strumento massonico di persecuzione dei cristiani, che ha provocato 220 milioni di morti, in Russia, Cina, Cambogia, Vietnam, Cuba e in molte altre parti dei mondo. Altre guerre e persecuzioni hanno indebolito le aree cristiane di periferia: l’Armenia, con il massacro di due milioni di cristiani da parte dei turchi (1914); la Spagna, con la rivoluzione comunista ( 1935-39); il Libano, ridotto a Stato musulmano (anni 1975-89); infine, i Balcani, con le guerre recenti. Si pensi al peso di vite umane di tante guerre: la Rivoluzione Francese, con 740.000 vittime; le guerre napoleoniche, durate un ventennio, che portarono al fronte milioni di soldati (nel 1799 scesero in campo 170.000 soldati di Napoleone contro 300.000 alleati dell’Austria; lo scontro di Eylau, nel 1805, lasciò sul campo 27.000 morti russi, e 20.000 francesi. Si pensi alle battaglie della Marna, in cui le ondate di soldati si succedevano sotto il tiro delle mitraglie, per i puntigli dei generali. Si pensi alle asprezze delle guerre di trincea, o nel deserto di Alamein. Tutti giovani cristiani, stesi a profusione sui campi di combattimento per guerre provocate dall’orgoglio umano! La Prima Guerra mondiale fece, in Italia, 360.000 morti; la seconda, 50 milioni, nel mondo. E ora, avanza terribile la minaccia dell’Islam, strumento massonico di invasione dell’Europa, che ci ha dato un saggio della sua crudeltà anche nelle Due Torri Gemelle di New York. Per i padroni della guerra ha più valore una vita umana o un carro armato? I giovani che disobbediscono a Dio e abbandonano la Chiesa non rischiano di dover obbedire a simili padroni, che li armano di mitra per massacrarsi tra loro? 2° - La persecuzione, che si identifica globalmente nella rivoluzione anticristiana, ha radici molto lontane e si sviluppa, soprattutto, mediante le società segrete. Fin dal quattrocento agivano i Rosacroce, che preparavano le varie ribellioni e i movimenti di dissidenza protestanti: Lutero, (1517) risulta munito di un anello di rosacroce; Enrico VIII, agisce sotto suggestione ebraica; il rosacroce Comenius († 1671) delinea una nuova ecumene, opposta alla Chiesa; con il protestantesimo, la ribellione contro la Chiesa priva l’intero nord-Europa dei sacramenti di salvezza: Confessione, Eucaristia... L’Unione Europea nasce apostata dal Cristianesimo all’insegna della stella a cinque punte. La moneta italiana dell’Europa esce con l’insegna dell’Adam-Kadmon, simbolo dell’uomo nuovo emancipato da Dio. Leggi persecutorie Il punto di arrivo della rivoluzione è lo stato agnostico, gestito da atei che umiliano la religione con le leggi ingiuste e immorali. “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 La fede cattolica, anzitutto, con la “parificazione delle religioni” del nuovo Concordato, non considera più il cattolicesimo come religione dell’Italia, ma pone le varie confessioni sullo stesso piano. I musulmani avanzano la pretesa di cambiamenti giuridici in loro favore; ad esempio con il riconoscimento della poligamia e l’eliminazione dei crocifissi. Perfino il satanismo fruisce dei diritto di cittadinanza, in un paese di millenaria storia cattolica! La massoneria si è battuta per le varie liberalizzazioni immorali, riguardanti il divorzio, l’aborto, la pornografia, l’omosessualità, l’eutanasia, ecc. La laicizzazione della scuola discrimina la scuola privata, che, in Italia, non è finanziata dallo Stato: coloro che vogliono educare i figli in scuole cattoliche, oltre a pagare come gli altri le tasse allo Stato, con il diritto di una scuola paritaria, sono costretti a stipendiare ulteriormente la scuola privata dei propri figli. Altre offese alla fede risultano nell’insegnamento religioso, nei programmi scolastici (riduzione della memoria storica alla sola modernità), nell’eliminazione dei crocifissi, ecc. (v. anche sotto). La “Legge Mancino” fornisce ai nemici della Chiesa perfino un’arma giuridica per la persecuzione dei cristiani1. L’attuale ordinamento giuridico appare più permissivo a favore dell’esaltazione del male (cortei di gay, G8, ecc.), che nella difesa della moralità e nella promozione dei bene della famiglia e della persona. te anche per salvare le spiagge dalle incursioni islamiche; l’inquisizione, che, nonostante gli inevitabili difetti umani, ha salvato l’Europa; la conquista dell’America Latina, che ha liberato i popoli dagli orridi sacrifici umani (l’ultimo nel Messico, fu di 80.000 vittime); il caso Galileo e altri episodi sono sfruttati con intenti scandalistici contro ogni obiettività storica. Uno degli ambiti più contesi, per la mistificazione culturale, è la scuola, cominciando dalla materna, nella quale elementi comunisti hanno dato pessima pro- La persecuzione culturale Le persecuzioni politiche anticristiane sono abitualmente precedute da persecuzioni culturali. “Calunniate, calunniate: qualche cosa resterà!” diceva il massone Voltaire, uno squallido personaggio assurto, oggi, a modello di certi divulgatori culturali, foraggiati da poteri anticristiani. Il terreno alla rivoluzione francese fu arato dall’Enciclopedia e dai venditori ambulanti di libelli volterriani che diffamavano la Chiesa... L’avanzata comunista ha sempre dato importanza enorme alla propaganda, e ha privilegiato la classe degli intellettuali e la figura gramsciana del pensatore “organico” integrato nel sistema. Attualmente, la mentalità anticristiana è alimentata dal concerto dei “media”, giornali, riviste, spettacoli, e, soprattutto, quello strumento di suggestione popolare che è la TV, conclamano la mentalità nuova, decisamente ostile al Cristianesimo. Sotto l’affrettata etichetta di postcristiano, è in atto una squallida mistificazione di fatti storici, e non aiuta certo l’obiettività dei giudizi la richiesta di perdono di errori passati, giudicati fuori dal loro contesto storico: le Crociate, condot- 1 Cfr. C. A. Agnoli, “Legge-Mancino n° 122” - Come trasformare gradualmente l’Italia in un grande campo di concentramento”, Ed. Civiltà, Brescia 1995. “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 Bambini cristiani sudanesi ridotti allo stremo. va di sé. Basti consultare i libri scolastici per accorgerci delle manipolazioni in atto con la riforma Berlinguer, che ha depennato dall’insegnamento della storia tutto il passato anteriore alla Rivoluzione Francese, per dimenticare la storia della Chiesa, e al problema del l’insegnamento religioso, che declassa la religione cristiana al rango delle altre religioni. Molti insegnanti battezzati sono, di fatto, apostati che tolgono il crocifisso dalle scuole con il pretesto di non offen- 2 Enrico Delassus, “Il problema dell’ora presente”, Desclée e C; Tipografi-Editori, Roma 1907, vol. I, p. 611. 3 Cfr. Dalla Vedova, “I padrini della porno- dere gli alunni musulmani, o non ammettono il presepio, né simboli natalizi, né altri riferimenti cristiani. La persecuzione dell’immoralità La diffusione dell’immoralità e delle strutture del peccato è uno strumento di persecuzione che mira a soffocare l’anima cristiana. Nella massonica Alta Vendita, l’alto iniziato Volpe, in data 9 agosto 1938, scriveva al suo collega Nubius: «Il Cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di uno stile bene affilato, ma queste due basi dell’ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non istanchiamoci mai di corrompere. Tertulliano diceva, a ragione, che il sangue dei martiri era il seme dei cristiani. Ora, é deciso nei nostri consigli che non vogliamo più cristiani: non facciamo, dunque, dei martiri, ma rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Fa d’uopo che lo respirino coi cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici»2. Si comprende come massoneria, comunismo, socialismo, radicalismo e altre istituzioni massoniche facciano di tutto per creare strumenti di corruzione: pornografia, in Italia, nelle mani dei socialisti3, che inviavano ogni settimana un tir di stampe pornografiche in Spagna. Poi, la droga, le discoteche, le liberalizzazioni... Il Piano Malthusiano massonico “gestisce da decenni la strategia della corruzione” perché, come sentenziò Malthus, «il modo migliore per controllare socialmente e demograficamente l’umanità è la diffusione del vizio e dell’immoralità»4. Ricordiamo il sessantotto con la contestazione giovanile, a base di droga sesso, controcultura, preparato a lungo dal massonico Istituto Tavistock di Londra e da ben individuati centri americani. I nostri giovani avevano tra le mani il “libretto rosso degli studenti”, il fascicolo radicale “Contro la famiglia” e altri scritti affini, istigatori di ribellione e di impurità, e attualmente sono sedotti dai Centri Sociali e dalle sètte sataniche. Discoteche, sale a luci rosse e altri ambienti di corruzione si sono moltiplicati per influsso di radicali, socialisti, comunisti. Gli infiltrati Un’altra arma persecutoria sono le infiltrazioni all’interno della Chiesa. La massoneria, che opera nell’occulto, ha sempre tentato di insinuarsi nei ranghi della Chiesa per portarvi sconcerto. Alle origini dei Modernismo troviamo mas- grafia”. 4 Cfr. “Crescita Demografica Zero”, ecc. 7 soni, quali l’abate Roca. La critica alla storicità dei Vangeli (Reimarius, Harnack, Bultimann...) è stata il primo colpo di piccone per introdurre il modernismo nella Chiesa e l’ultima picconata per estinguere la Fede dello stesso protestantesimo. È risultato che, fin dagli anni trenta, nei seminari e nelle strutture ecclesiastiche operavano infiltrati per suscitare contestazioni e suggestionare lo stesso clero in senso modernista. Il comunismo è penetrato più volte nella Chiesa con le sue quinte colonne. Grande influsso ebbe al tempo dei Concilio il “Movimento Pax”, fondato su commissione di Mosca da M. Piasecki, che agiva come suggestione modernista mediante le pubblicazioni di I.DOC (Chenu, ecc.), e che lanciò la “teologia della liberazione” nell’America Latina5. Ricordiamo anche i vari “Preti della Pace”, suscitati nei paesi dell’Est e in Cina, per creare un clero politicamente asservito al comunismo e dividere la Chiesa dall’interno. Anche attualmente, il governo comunista cinese sostiene i “Preti della Pace” e perseguita il clero fedele al Papa. La massoneria non cessa di infiltrare nella Chiesa i suoi adepti, fino ai ranghi più alti del clero (Vescovi e Cardinali massoni, fino in Vaticano). mentendo, diranno di voi ogni male per causa mia. Gioite ed esultate, perché grande sarà la vostra ricompensa nei Cieli. Così, del resto, hanno perseguitato i Profeti che furono prima di voi”10. “Perseguiteranno anche voi” Di fronte a questo uragano di persecuzioni che mira a distruggere la Chiesa, quale sarà la nostra difesa? L’armatura di Dio: “Rivestitevi dell’armatura di Dio per poter resistere agli assalti del diavolo”6. Non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte al vero orchestratore della lotta contro Dio, “colui che viene chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto l’orbe abitato”7. La Fede ha un fondamento granitico e non teme gli assalti della ragione, perché il dono di Dio ci viene dato tramite l’intelligenza e la volontà. Teme il peccato e la debolezza del cuore che si lascia suggestionare dal male. La persecuzione è un fatto inscindibile dalla vita della Chiesa. Gesù ha detto: “Hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi”8. Anzi, più a monte, segna fin dalle origini la demarcazione tra il bene e il male, tra Dio e Satana. Fa parte del mistero della “Luce che illumina ogni uomo e le tenebre che non l’hanno compresa”9, del mistero della libertà umana. Gesù ha beatificato i perseguitati per la giustizia portandoli al vertice delle Beatitudini: “Beati siete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e, 5 Cfr. “Gnosi e Rivoluzione”, 6 Cfr. Ef. 6, 15. 7 Cfr. Ap. 12, 9. 8 Cfr. Gv. 15, 20. 9 Cfr. Gv. 1 1, 5. 1 0 Cfr. Mt 5, 10 ss. 8 pp. 69 ss. La condizione del cristiano di fronte al mondo non è facile, e Gesù ci avverte: “Ecco, Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe. Guardatevi dagli uomini, poiché vi 11 Cfr. Mt. 10, 16s; v. anche Mt. 24, 9s; Lc. 2 1, 12 ss. 1 2 Cfr. Lc. 33. 1 3 Cfr. Mt. 10, 23. 1 4 Cfr. Mt. 5, 44. 1 5 Cfr. Mt. 24, 15 ss. tradurranno in tribunale, e nelle loro sinagoghe vi flagelleranno, e sarete per causa mia condotti davanti a governatori e re per rendere testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi avranno tradotti davanti a loro, non vi date pensiero di come parlerete o di quel che direte, poiché, in quel momento, vi sarà dato quel che dovrete dire, non essendo voi quelli che parlate, ma lo Spirito del Padre mio che parla in voi. Il fratello consegnerà il fratello perché sia messo a morte, e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato sino a la fine sarà salvo”11. È un avvertimento chiarissimo, con altre esortazioni di Gesù per le situazioni estreme, in cui non ci sarà altra via di uscita che fidarsi a occhi chiusi della grazia di Dio, una grazia che il Signore darà certamente a chi confida in Lui. È il momento in cui chi ama la propria vita la perde, e chi non rinuncia a tutto, anche alla propria vita, non può essere discepolo di Gesù12. Con questo, non dobbiamo esporci in modo imprudente e presuntuoso alle persecuzioni, ma essere semplici come colombe e prudenti come serpenti (v. sopra); e quando siamo perseguitati in una città, andare in un’altra13. Infine, Gesù ci invita a “pregare per i persecutori”14 perché si convertano, come fece Paolo che, grazie al martirio di Stefano, divenne grande apostolo. Gesù annuncia grandi tribolazioni per la fine dei tempi, ma anche nel procedere della storia annunzia un’abominazione desolante 15 , e gli Apostoli mettono in guardia dall’Anticristo che si oppone a tutto ciò che è di Cristo16, di “defezione per il manifestarsi dell’uomo dell’empietà e figlio di perdizione, l’avversario che si innalza al di sopra di quanto viene chiamato Dio ed è oggetto di venerazione fino ad assidersi nel tempio di Dio proclamando di essere Dio lui stesso”17. Questa situazione non è forse attuale nel momento in cui la massoneria sembra al termine della sua lunga marcia per imporre a tutti l’umanesimo ateo? La moneta fondamentale dell’euro italiano porta l’emblema dell’Adam-Kadmon (disegno di Leonardo da Vinci) assunto dalla massoneria come simbolo del nuovo umanesimo anticristiano e ateo, annunziato chiaramente fin dal 1865 dall’alto iniziato Lafargue: “La rivoluzione è il trionfo dell’uomo su Dio” 18 . Ma che ci dice l’Apostolo Giovanni? “Tutto ciò che è generato da Dio vince il mondo e l’arma invincibile che ha vinto il mondo è questa: la nostra Fede”19! 1 1 1 1 6 7 8 9 Cfr. 1 Gv. 4, 1 ss. Cfr. 1 Ts 2, 3 ss. Cfr. Enrico Delassus, op. cit. vol I, p. 32. Cfr. 1 Gv 5, 4. “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 OCCHI SULLA POLITICA TRAGICO CARNEVALE Appunti di Dottrina Sociale della Chiesa (da: Milizia dell’Immacolata - Palermo) Maschere dappertutto! Ogni paese Il proprio Carnevale ha preparato; Come che sia, così.., senza pretese E senza aspirazioni da primato! Quante fotografie, quante riprese Di questo nostro mondo mascherato! Ma, dietro il riso, tragiche sorprese Potrebbero celarsi! Esagerato? Non credo! Mentre impazza il Carnevale, Il mondo sta finendo nelle mani Della Consorteria Internazionale! Ebrei, massoni ed anglo-americani Ci ridurranno in schiavitù globale, Se Roma non “mobilita” i cristiani! Prof. Arturo Sardini Chiosa Il cristiano, se sa, non può tacere! Diversamente è complice di Giuda, Ovvero del Sinedrio del potere, Mentre, nell’“orto”, Cristo sangue suda! Quel che avviene nel mondo è cosa nota! Lo sanno tutti, o quasi! Ed il cristiano Non può avallare il perfido Iscariota, Tacendo o seguitando a far l’indiano! Chiusa Scendiamo in campo! Presto, amici miei! Ed eleviamo al Cielo la protesta! Oppure all’Anti-Cristo dei giudei Il mondo intero chinerà la testa! “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 CONCLUSIONE È fin troppo evidente come il tentativo di svincolarsi della Regalità di Colui che è “mite ed umile di cuore” comporta, automaticamente, nuove e bestiali schiavitù e l’annichilimento della persona umana. L’uomo e la società, infatti, sottraendosi alla regalità divina, cercano altrove l’origine dell’autorità, ergendosi ad idoli in nome dell’auto-sufficienza. Venendo, però, meno il comune denominatore tra gli uomini, ovvero il Padre comune, non è più possibile intendersi, e nascono, così, conflitti dolorosi e sanguinosi. È la storia di Babele; è la storia delle ideologie e dei movimenti ad esse collegati; è la storia, soprattutto, del XX secolo. Tale processo si è sviluppato nel tempo, facendo leva sulle tendenze meno nobili dell’uomo; ha poi fornito motivazioni “razionali” che supportassero il suo orgoglio e la sua sensualità. Esso è, infine, esploso in eventi storici definiti che hanno, progressivamente, portato il mondo allo stato attuale. Tale processo partì dal cuore dell’uomo con la rivolta che il Maligno organizzò nell’Eden; complici Adamo ed Eva. Ma la Passione e la Resurrezione di N. S. Gesù Cristo produssero frutti così benefici che, nel corso dei secoli, non solo fiorì la santità dei singoli, ma si edificarono società ispirate ai valori del Vangelo, le Cristianità. Esse, pur limitate dalle imperfezioni di ogni opera umana, rimasero un punto di riferimento e di vanto dell’umanità tutta. Per distruggerle, per distruggere ogni uomo, ogni bellezza, ogni giustizia, si è scatenato il processo rivoluzionario. Lentamente, seguendo un disegno organico, si iniziò a negare il Magistero della Chiesa, nel 1517, con Martin Lutero e la Pseudo-Riforma Protestante. Si spezzò, allora, il legame con Dio che passava attraverso la Chiesa, i suoi Sacramenti, la sua interpretazione della Sacra Scrittura, e l’uomo si trovò abbandonato al soggettivismo religioso. Tolta, così, l’influenza della Chiesa dalla vita pubblica, il Principe si trovò ad essere il solo padrone: è il trionfo del pensiero di Machiavelli, è l’assolutismo regio, anticamera di assolutismi peggiori. La Rivoluzione francese del 1789 spezzò i legami tra l’uomo e il corpo sociale, eliminando i corpi intermedi, l’autonomia delle realtà locali, gli usi e le costumanze degli avi, riducendo il potere politico alla mercé di mutevoli maggioranze parlamentari, manovrate da astute, e spesso occulte, minoranze, che finirono per legiferare anche su ciò che era di competenza divina. L’uomo si trovò abbandonato al soggettivismo politico, che lo farà decidere su tutto (votando ogni 4 anni per un Partito sulle cui scelte non può incidere), ma non gli permetterà di essere niente; Dio diventerà una disquisizione accademico-sentimentale, una vaga opinione! (continua) 9 Documenta-Facta SOMALIA: LO STATO CHE NON C’È (1991-2001) Superficie: km2 637.600 (due volte l’Italia); Popolazione: circa 10 milioni di abitanti; Lingua: somalo; Religione: musulmana. 1960: Indipendenza; lo Stato si forma dalla fusione dell’ex colonia italiana con l’ex colonia inglese, il Somaliland. 1991: Il presidente-dittatore Siad Barre costretto ad abbandonare il potere a Mogadiscio. Scoppia la guerra civile di tutti contro tutti. 1992: Inizia l’intervento dell’Onu e degli Usa. 1994: Ritiro del contingente Onu. 1995: Il generale mohamed Farah Aidid, a giugno, si autoproclama presidente della Somalia, controllando in realtà non più del 15% del territorio. Anche il rivale Mohamed Ali Mahdi si proclama presidente. Continua la guerra. 1996: Aidid muore in combattimento; gli succede il figlio Hussein Mohamed Farah. 1996-97: Trattative di pace senza esito tra i vari signori della guerra. 2000: Si insedia il nuovo Governo, il primo dopo il 1991, in seguito ai lavori della lunga conferenza di Arta (Gibuti): il presidente è Abdulqasim Salat Hassan, il primo ministro Ali Khalif Galaydh (ottobre). PUNTLAND: LO STATO È IN TRAVAGLIO È il territorio dei Darod, dichiaratosi autonomo da Mogadiscio nel 1997 per sfuggire allo stato di disintegrazione cronica. A giugno 2001, il presidente Abdulahi Yusuf rifiuta di lasciare il proprio posto a fine mandato. Parte la conflittualità politica e armata. Yusuf impedisce al neonominato, Yusuf Haji Nur, presidente della cor- 10 te suprema, di insediarsi. Ci vogliono oltre due mesi per trovare un nuovo leader, Jama Alì Jama, nominato il 19 novembre. Ma Yusuf non lo accetta e alla fine del mese occupa la “capitale”, Garoe, dopo una cruenta battaglia. SOMALILAND: LO STATO C’È MA NON SI VEDE Il Somaliland è un’entità autonoma da 10 anni, con un “presidente”, Mohammed Ibrahim Egal (rieletto per altri 5 anni il 23 febbraio 1997), una propria amministrazione, una polizia, un’economia molto attiva. Ma non ha alcun riconoscimento internazionale, per paura che questo segni l’inizio di una proliferazione di ministati. Un referendum, il 31 maggio 2001, ha deciso che il paese dev’essere indipendente. Le città principali sono Berbera e Hargeisa, la “capitale”. SUDAN: UNA DONNA CRISTIANA DA LAPIDARE Dopo il “caso Safiya Hussaini”, nigeriana, ha portato all’attenzione internazionale per l’applicazione della “sharìa” (la legge che si basa sugli insegnamenti del Corano), ossia la pena di morte, un altro “caso” di donna sudanese, condannata a morte per lapidazione, perché rimasta incinta senza essere sposata. Si chiama Abok Alfa Akok, di 18 anni, appartenente alla popolazione dei Dinka della regione del Sud Darfur, nel Sudan occidentale. La giovane è cristiana, ma è stata giudicata sui princìpi islamici della “sharìa” da parte di un tribunale penale che l’ha condannata alla morte per lapidazione. In passato, il Governo di Khartoum aveva più volte affermato che i cristiani non sarebero stati sottoposti alla “sharìa”; ma, oggi, hanno anch’essi introdotto le norme coraniche del Codice Penale, anche per persone che professano fedi differenti. Da notare, poi, che ilprocesso si è svolto in lingua araba, che non è la lingua dell’imputata, e senza alcun servizio di traduzione. Non solo: la giovane non poté avere neppure un’assitenza legale, nonostante che ci fosse la certezza che la gravidanza fu dovuta a violenza sessuale. Quale sarà, adesso, la sentenza in appello? Chi conosce l’Islam non si fa certo alcuna illusione sui regìmi musulmani che si richiamano espressamente all’Islam! BAMBINI IN PROVETTA: “PARTI DI RICAMBIO” Una coppia britannica, con un bambino di tre anni colpito da una grave malattia genetica, è stata autorizzata ad usare la tecnica della fecondazione in provetta per generare un bambino con l’esatto tipo di cellule per cercare di salvare, con un trapianto di midollo osseo, il primo figlio della coppia. Chi è colpito da questa malattia non ha nel sangue sufficiente emoglobina, a causa dei globuli rossi difettosi, prodotti dal midollo osseo, con conseguente formazione di anemia che può portare alla morte. Di fronte a questo quadro, i medici del Park Hospital di Nottingham hanno ritenuto possibile percorrere una strada che aiuti a generare un bambino, non solo sano, ma che abbia anche caratteristiche genetiche compatibili con quelle del fratellino già nato, rendendo possibile un trapianto di midollo osseo. È la prima volta che questa autorizzazione viene data in Gran Bretagna dall’Autorità per la fecondazione umana e l’embriologia, mentre già altri casi erano stati registrati negli Stati Uniti. I giornali hanno dedicato ampio spazio alla notizia e numerose sono le preoccupazioni che vengono evidenziate, di ordine scientifico, etico e religioso. Ma soprattutto c’è il timore che questa autorizzazione apra la strada a bambini “commissionati” su misura per curare o fornire “parti di ricambio”. Come si sentirà il bambino quando nasce - si chiedono in molti - come reagirà quando verrà a sapere di non essere stato la scelta di un atto di amore, ma di utilità? Per il vescovo anglicano Michel Nazir-Ali, presidente del comitato etico dell’Autorità che ha autorizzato la fecondazione, si tratta di “minimizzare i danni e massimizzare gli aspetti positivi” e non c’è rischio di bambini generati per trarne “parti di ricambio”. (Giornale di BS, 24. 02. 2002). “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 MA... È QUESTA LA MADONNA? Il Vescovo di Balsas (Brasile), comboniano, facendo una sua “fantasiosa intervista” a Marria SS., in un suo libretto, edito da “EMI” (= Editrice Missionaria Italiana), presenta la Madonna come una qualsiasi ragazza che «nel suo cuore accarezzava un grande sogno: sposarmi con Giuseppe... perché “ero troppo innamorata di Lui!.. Il mio Giuseppe era così bello, dolce e lavoratore. Lui e io volevamo metter su una bella famiglia, avere molti figli...”. Invece, Dio sconvolse tutti i suoi piani!». È proprio così che scrive in quel suo libretto che i Missionari comboniani presentano e offrono ai loro lettori quale “sussidio per alimentare la loro spiritualità” (!!). Incredibile!.. Forse, quel Vescovo “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 missionario (!), per non sembrare un sorpassato, ha “sorpassato” Lui stesso, ossia è passato sopra al Magistero di sempre della Chiesa sulla “Mariologia”, per farne una “nuova esegesi” (fantasiosa!) di sapore, però, protestante, tacciando quasi di “mariolatria” (Congar) il tradizionale culto mariano. Parrebbe proprio così un allinearsi ai maneggi ecumenici umanisti di oggigiorno! Ma siamo seri!.. Questo modo di parlare su Maria SS. non è certo un voler diffondere la devozione mariana in senso soprannaturale. Invitiamo, perciò, quel Vescovo missionario a rileggersi e a rimeditare le pagine evangeliche su l’Annunciazione dell’Angelo alla Vergine Maria!.. 1) «Ti saluto, o piena di grazia!.. Il Signore è con Te» (Lc. 1, 28). 2) «Ecco, concepirai nel tuo seno 3) 4) 5) 6) e darai alla luce un Figlio, che chiamerai Gesù» (Lc. 1, 31). «Come potrà avvenire questo, se Io non conosco uomo?» (Lc. 1, 34). «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Lc. 1, 30). «Lo Spirito Santo scenderà su di Te e la Potenza dell’Altissimo Ti coprirà con la sua ombra; per questo, Colui che nascerà sarà santo, sarà chiamato Figlio di Dio» (Lc. 1, 35). Eccomi, sono la serva del Signore, mi avvenga secondo la tua parola!» (Lc. 1, 38). Qui, è proprio il caso di cantare: «Tota pulchra es, Maria, et macula originalis non est in Te!».. Sì, perché solo l’IMMACOLATA CONCEZIONE poteva diventare la “MADRE DI DIO”! 11 LA MONETA, LA BANCA E L’USURA - La Costituzione tradita Presentazione del libro: “La moneta, la Banca e l’usura” di Sua ecc.za dott. Bruno Tarquini, stampato dalla Casa Editrice “Controcorrente”, Via Carlo de Cesare 11 - 80132 Napoli - Tel.: 081 421349 - Fax: 081 5520024. Bruno Tarqini è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948, presso l’Università di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. È stato Pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come Presidente; nel 1986, è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’Aquila, dove ha svolto le funzioni di Presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado; infine, nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello. a cura del dott. Franco Adessa 3 L a realizzazione pratica del programma della “moneta del popolo“ incontrerebbe sicuramente accani-te opposizioni... La sua attuazione costituirebbe una rivoluzione epocale, che porrebbe fine a quelle ben radicate posizioni di dominio che potentissime centrali finanziarie hanno gradatamente conquistato nel corso del XIX e del XX secolo, realizzando un piano minutamente concepito e pervicacemente perseguito. Dominio che, attualmente, si concretizza non solo nei singoli Stati (compreso naturalmente quello italiano), ma anche su dimensione mondiale, attraverso il fenomeno della cosiddetta globalizzazione, che costituisce “l’obiettivo pratico e deliberato che uomini concreti, tramite organizzazione con tanto di nome e sede legale, sistemi informativi massmediali ed editoriali - a servizio di forze oscure ed imperscrutabili dell’universo - vogliono raggiungere per il proprio tornaconto personale e di gruppo”. Ed è intuitivo che, conseguendo questo loro obiettivo, i protagonisti della finanza mondiale estendono il loro dominio dall’area prettamente economica e monetaria a quella politica e culturale, aiutati, in ciò, da una enorme schiera di “servitori”. (...). Perciò, è facilmente comprensibile come la restituzione allo Stato della sua originaria sovranità monetaria non possa essere gradita alle onnipotenti centrali finanziarie, e come possa essere, perciò, di difficile attuazione. Anche perché si deve tenere nel debito conto, oltre alle complicità ed alle collusioni esistenti nei settori della società che contano (compresi quel12 Tutto ciò, però, non significa che, anche nell’attuale situazione nazionale ed europea, non si possano adottare dei provvedimenti idonei quanto meno a ridurre, da un lato, il debito pubblico e, dall’altro, la scarsità monetaria. Il debito pubblico nel nostro Paese è superiore al reddito prodotto; e l’ammontare degli interessi, gravanti su tale debito, supera a sua volta quello dell’accrescimento annuo del reddito. Cosa si può fare? li della comunicazione), anche la stratificata ignoranza generale e la rassegnata indifferenza, anch’essa colpevole, sulle questioni inerenti alla moneta. Né devono trascurarsi le certamente non lievi difficoltà rappresentate dalla nuova dimensione europea assunta dal problema monetario, quale è stato finora delineato nei suoi vari profili. Se lo Stato fosse veramente interessato ad intervenire nel settore monetario, al fine di invertire la tendenza del debito pubblico a gonfiarsi e del circolante a restringersi, potrebbe operare non solo utilizzando gli imponenti “residui passivi”, oppure orientandosi più proficuamente nel terreno delle privatizzazioni, ma soprattutto programmando la trasformazione in moneta legale dei titoli del Tesoro (o di una loro quota), posseduti dai risparmiatori privati, al momento della loro scadenza. “In altri termini, quote predeterminate di titoli in scadenza non saranno più rimborsati nello stesso tipo di moneta con cui sono stati acquistati, bensì diverranno essi stessi moneta”, munita dello stesso illimitato potere liberatorio che assiste gli altri tipi di moneta cartacea esistenti sul mercato, come le banconote della Banca d’Italia, gli assegni di conto corrente e gli effetti cambiari commerciali. (...). Riportando testualmente quanto scritto dal Santoro: “La trasformazione di titoli in moneta base (... ) permette allo Stato di appropriarsi della potestà monetaria crescendo in prestigio, autorità ed in effi“Chiesa Viva” *** Aprile 2002 cacia di governo. Inoltre tale provvedimento andrebbe concretamente nella direzione del tanto auspicato e mai seriamente perseguito obiettivo di far svolgere, ai fini produttivi, il risparmio dei cittadini e delle imprese (per la quota di titoli del Tesoro acquistati dalle imprese) favorendo, per quanto riguarda queste ultime, il cosiddetto autofinanziamento ossia il reinvestimento nella stessa impresa della parte non distribuita degli utili. accorgerci; o si decide di recuperare la sovranità attraverso il controllo della creazione monetaria internazionale, oppure rischiamo che esploda”; la soluzione “è tecnicamente possibile”, ma “occorre la volontà politica”. Sulla stessa lunghezza d’onda, sembra porsi addirittura il Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, il quale, dando atto che il sistema finanziario e monetario mondiale “ancora non è sotto controllo, nonostante i ripetuti e tentati La trasformazione di titoli in moneta base assolverebbe a svariati compiti... Raggiungendo il duplice scopo di ridurre sia il debito pubblico sia l’attuale penalizzante rarità monetaria, e senza violare la legislazione o la prassi vigenti, lo Stato, emettendo una propria moneta, sotto forma di “biglietti di stato”, che circoli parallelamente alle banconote emesse dall’Istituto di Emissione, metterebbe a disposizione della collettività un ulteriore volume di “unità di misura di valore” da aggiungersi alla massa di moneta già circolante. In questo modo, anche se limitatamente a questa quota di circolante rappresentata da moneta statale, lo Stato, e per esso il popolo, riacquisterebbe la propria originaria e fondamentale sovranità monetaria; e la moneta diverrebbe veramente proprietà del popolo, realizzando, sia pure in misura parziale, il principio della “moneta del popolo”. Tutto questo, inoltre, costituirebbe il solo mezzo di difesa per il popolo, se dovesse avverarsi la previsione che, prima o poi, potrebbero sopraggiungere tempi di emergenza, come effetto di quella globalizzazione che rappresenta un fenomeno dai molteplici aspetti: uno di questi è l’attuale eccessiva espansione di liquidità che non trova alcuna corrispondenza reale con la produzione e con i consumi. Una liquidità, beninteso, del tutto fittizia e virtuale, che ha determinato una altrettanto fittizia e virtuale moltiplicazione della moneta. Cosicché, oggi, si assiste ad una evidente contraddizione tra una finanza globalizzata ed incontrollata, che, pur basata sul nulla, è capace di spostare, con la semplice pressione di un tasto, enormi capitali da un punto all’altro del globo e di provocare disastrose crisi economiche, dove e quando la speculazione internazionale vuole, ed una economia reale (quella che interessa la gente) stagnante per rarità di moneta, che non consente agli uomini del mondo “occidentale” il consumo di tutti i beni prodotti, ed a quelli del “terzo mondo” addirittura di sfamarsi. Questa enorme contraddizione, ingiusta ed immorale, impone una urgente riforma dell’attuale sistema monetario e creditizio, e conforta che l’esigenza di una tale riforma sia sostenuta da diverse parti dello stesso mondo finanziario, cui ha fatto eco anche l’economista italiano Paolo Savona, il quale, in una intervista sul quotidiano “Il Tempo” del 17 marzo 1997, non ha esitato a lanciare un inquietante allarme contro la speculazione finanziaria internazionale: “Siamo seduti su una polveriera e fingiamo di non “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 «La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma di dirigere le Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere». (Amschel Mayer Rothschild, Francoforte 1773) sforzi”, e che necessita “un’àncora con l’economia reale”, perché invece l’universo della finanza marcia “con una sua autonomia”, auspica che i paesi poveri non diventino più poveri e che non si ripetano disastri finanziari come quello che colpì il Messico nel 1995. Un attacco alla Banca Centrale Europea è stato portato anche da Franco Modigliani, premio Nobel per l’Economia, quando ha dichiarato: “Non è tollerabile che una banca Centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l’obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione, mentre i governi stanno zitti”; “il vero limite della BCE (Banca Centrale Europea) è quello di non capire qual è il problema dell’Europa: dovrebbero lasciare andare l’inflazione, che non c’è e non conta, e concentrarsi, invece, su come dare forza agli investimenti”; ma per fare questo è necessario che “l’autorità eletta abbia un’influenza decisiva sulla politica della Banca Centrale”. (...). Ed è contro i moderni e ben più pericolosi speculatori della finanza internazionale, liberi di agire soltanto per il loro tornaconto, in un mercato globalizzato e connotato dal più selvaggio liberismo, che lo Stato dovrebbe attuare un intervento (...), per contrastare la speculazione internazionale, con la programmazione di un piano diretto a far fronte a tutte le evenienze possibili: sia ad una inflazione, sia ad una ancora più accentuata rarefazione della moneta; evenienze, queste, che dipendono solamente da una scelta arbitraria, operata dalle centrali finanziarie e non controllabili dalle singole autorità nazionali. Contro, quindi, il pericolo che la moneta circolante perda ogni valore (in caso di inflazione) o che non possa essere spesa (in caso di scarsità artificiale), deve essere garantito ad ogni cittadino un “potere di acquisto” attraverso uno strumento di scambio diverso dalle banconote emesse dalla Banca Centrale (nazionale o europea), vale a dire attraverso una moneta emessa dallo Stato in virtù di una sovranità cui ha sempre diritto e che, anzi, costituisce il suo connotato essenziale. La “moneta del popolo” è persino prevista dalla Costituzione Italiana... L’articolo 42, secondo comma della vigente Costituzione repubblicana, nel riconoscere e garantire la proprietà privata, assicura la funzione sociale della “moneta del popolo” e il suo accesso a tutti i cittadini. (...). Ciò che viene riconosciuta e garantita è la proprietà di ogni bene, sia immobile che mobile, e quindi non può non ritenersi inclusa, nella norma costituzionale, anche la proprietà degli strumenti o mezzi di produzione. Inoltre, una interpretazione di quella norma, che voglia essere non solo completa, ma soprattutto efficace ed utile, non può prescindere dal prendere in considerazione i princìpi fondamentali del diritto sociale. Vale a dire di quella parte dell’ordinamento giuridico che ravvisa nella norma lo scopo di fornire non solo una tutela giuridica ma anche, e soprattutto. il contenuto economico del diritto. Fino ad ora, tutte le scuole politiche si sono limitate a proporre come contenuto economico del diritto sociale soltanto beni reali, dando luogo cosi non solo ad una divisione del corpo sociale tra una destra ed una sinistra economica, ma anche, su un piano più concreto, o ad una pianificazione dei consumi, come conseguenza della pianificazione della produzione, oppure alla realizzazione di un malsano clientelismo politico che pretende di spacciare, sotto una parvenza di diritto sociale, quella che è soltanto elemosina di Stato. Ecco dunque perché, nella previsione della norma costituzionale in esame, deve essere ricompresa, tra i beni alla cui proprietà è assicurato l’accesso di tutti i cittadini, anche la moneta all’atto della sua emissione, nel senso che invece di essere loro “addebitata” (come avviene attualmente), essa sia loro “accreditata”, cosicché sia possibile dare ad ogni cittadino, invece dei beni reali, il denaro per comprarli a titolo di “reddito di cittadinanza”. In ciò consiste il principio, sotto il profilo meramente giuridico, della “proprietà 13 popolare della moneta”, come conseguenza di quella geniale intuizione del professore Giacinto Auriti sulla teoria del “valore indotto”, che ha dimostrato come la moneta sia una fattispecie giuridica, perché, come ogni unità di misura, è causata dalla “convenzione”: la moneta è, sì, “misura del valore” (come il metro è misura della lunghezza), ma è anche “valore della misura” (come non lo è il metro) che è appunto il “valore indotto”, cioè il suo “potere d’acquisto”. Il “valore indotto” è un puro valore giuridico - afferma Auriti - e la moneta, quindi, come “contenitore del valore della misura deve considerarsi un bene reale oggetto di scambio”. “Nella moneta - ha scritto il giurista abruzzese - si verifica un fenomeno analogo a quello dell’induzione fisica. Come nella dinamo l’energia meccanica causa energia elettrica, così, nella moneta, la convenzione causa il valore indotto del simbolo. Pertanto, la moneta è un bene collettivo, in quanto creato dalla convenzione sociale, ma di proprietà privata individuale perché attribuita al portatore del simbolo, in virtù dell’induzione giuridica”. Il riconoscimento della “proprietà popolare della moneta”, secondo i principi enunciati da Auriti, costituisce, quindi, un doveroso adempimento del dettato costituzionale. Il libro termina con l’“esperimento di Guardiagrele”: un esempio pratico di attuazione del pricìpio della “proprietà popolare della moneta” del professore Giacinto Auriti. sembra che la dimostrazione tentata da Auriti stia conseguendo un ampio successo, se è vero che, come riporta la stampa locale, “l’operazione economica ha rivitalizzato il commercio, prima sopito, del paese”, “come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato”, ha affermato Auriti, cui di certo non è ignoto il messaggio cristiano, contenuto un ente dotato di potere pubblico, come potrebbe essere, se non lo Stato, il Comune. Deve anche aggiungersi che l’esperimento di Auriti ha sollecitato l’attenzione non solo delle forze politiche italiane, oltre che della stampa nazionale, ma anche di numerosi organi di informazione stranieri, a dimostrazione dell’interesse destato dalla nuova rivoluzionaria formula monetaria, che soddisfa il bisogno di usare la moneta come strumento di diritto sociale. In ogni caso, non può non destare sorpresa, oltre che, naturalmente, soddisfazione, il fatto che l’esperimento monetario di Guardiagrele sia riuscito ad imporsi all’attenzione nazionale ed internazionale nonostante che sia ancora limitato ad una collettività tutto sommato molto ristretta. Questa, peraltro, ha fornito la prova come il popolo abbia la forza di creare, per proprio conto, valori convenzionali di moneta locale, pur senza invadere le competenze della Banca Centrale, e nel rispetto della circolazione della banconota legale. Per quanto riguarda le modalità con le quali si articolerà l’esperimento di Guardiagrele, lo stesso Auriti ha posto in evidenza come il progetto debba essere realizzato in due fasi: - la prima, che si può denominare dell’“avviamento”, serve perché il SIMEC possa conseguire “quel valore indotto che lo oggettivizza come un bene reale, oggetto di proprietà del portatore”, e che lo distinguerà dalla moneta corrente non più soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente; - la seconda fase dovrebbe consentire ai Comuni di “beneficiare del servizio econometrico predisposto dal SAUS (Sindacato anti-usura), mediante un Assessorato per il Reddito di Cittadinanza, che avrebbe il compito di promuovere, anche culturalmente, l’iniziativa, controllarla e attuare la distribuzione dei SIMEC tra i cittadini”. Della “moneta del popolo” si è fatto (ed è ancora in corso) un esperimento scientifico in una cittadina abruzzese, Guardiagrele, ad opera dell’infaticabile professor Auriti, il quale, verso la fine del luglio 2000, nella sua qualità di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato antiusura), ha messo in circolazione i SIMEC (simboli econometrici di valore indotto), di esclusiva proUnica critica, apparentemente seprietà del portatore (come è espliria, che, in teoria, può muoversi citamente stampato sui biglietti). contro l’esperimento di GuardiaScopo di questo esperimento della grele, riguarda il problema della teoria del “valore indotto” (che Au“riserva”: potrebbe infatti sosteriti propugna da trentacinque anni) nersi che il SIMEC può venire acè quello di verificare “in corpore cettato dai cittadini, per essere vili” che i cittadini possono, per speso nei negozi convenzionati convenzione, creare il valore (cioè aderenti all’iniziativa), in della moneta locale senza alcun quanto esso è garantito dalla Lira, intervento né dello Stato né del vale a dire dalle somme di moneta sistema bancario; l’obiettivo ulticorrente che il cittadino deposita mo è quello di sostituire alla so- Alcune taglie dei biglietti Simec, protagonisti dell’esperimento di per avere in cambio la moneta lovranità illegittima della Banca Guardiagrele (CH), messi in circolazione dal Sindacato Anti-Usu- cale; con la conseguenza che verd’Italia la proprietà della mone- ra, il cui Presidente è il prof. Giacinto Auriti. rebbe a crearsi una ben singolare ta, quale prerogativa dello Stasituazione che vede, da una parte, to, a favore dei singoli cittadini. la banconota della Banca d’Italia, A mio avviso, rappresenterebbe la quale, pur avendo l’apparenza già un successo enorme, che apporrebbe nella enciclica “Quadragesimo anno”. di una cambiale, e cioè di un titolo di creun punto fermo in materia monetaria, l’acIn realtà, non può dubitarsi che l’iniziativa dito, non è tuttavia pagabile per difetto di certamento sul piano pratico e fattuale del giurista abruzzese costituisce un imriserva; e dall’altra parte, il SIMEC, il quadel principio che il “valore” è dato alla portante riscontro scientifico di sociologia le, pur avendo l’apparenza di un biglietto moneta solo da chi l’accetta sulla base di giuridica ed economica senza precedenti di proprietà del portatore, è tuttavia conuna “convenzione”, non importa se solo in Italia, soprattutto perché proviene da vertibile nelle lire che ne costituiscono la implicita. E almeno, sotto questo profilo, un’associazione privata (SAUS) e non da “riserva”. 14 “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 La critica è suggestiva, ma infondata. Se si ponesse, infatti, la dovuta attenzione alla storia della moneta, cosi come si è dipanata nel corso dei secoli, si avvertirebbe subito che, in definitiva, il SIMEC, cosi come è stato concepito dal suo ideatore, ha iniziato a percorrere quella storia dalla sua fase iniziale, quando tutte le banconote erano convertibili in oro, dapprima in misura integrale e, poi, in misura percentuale; e che, ad un certo momento, quelle banconote continuarono ad essere accettate e, quindi, a circolare nonostante la soppressione della convertibilità. Tutto ciò, proprio per effetto di quel “valore indotto”, intuito e scoperto da Auriti, che ha consentito alla moneta legale, sebbene a corso forzoso, di mantenere il proprio potere d’acquisto. Riguardo poi alla rilevata contrapposizione tra la banconota della Banca d’Italia ed il SIMEC, non può minimamente dubitarsi che, nel raffronto, è la prima che fa una ben misera figura, perché, proprio a causa della sua apparenza di falsa cambiale, la Banca Centrale (come è stato già dimostrato) esercita la tirannia dell’usura, che dà ingresso anche a quella politico-sociale. D’altra parte, della propria attuale riserva (in Lire) il SIMEC potrebbe fare a meno se, invece che da una associazione privata, fosse posta in circolazione, come “reddito di cittadinanza”, da un ente pubblico, come potrebbe essere il Comune o, ancora meglio, lo Stato, in modo che alla sicurezza, offerta da una riserva, si sostituisse quella offerta dal potere dell’autorità. Il libro si conclude con la domanda provocante: Ma si troverà mai un cameriere che si ribelli al suo Padrone? 22. 11. 1910 Il 22. 11. 1910 è la data di nascita della Riserva Federale americana. Paul Warburg ed altri 7, tra politici e finazieri, partono per l’isola di Jekyll, dove definiscono il “Piano” che porterà alla creazione della Banca Centrale americana sotto il loro controllo. Gli obiettivi principali di J. F. Kennedy, prima della sua morte, erano: – liberarsi di J.B. Johnson; – liberarsi J.H. Hoover, capo dell’FBI; – sostituire la CIA con un’altra agenzia; – terminare la guerra del Vietnam; – prendere il controllo della moneta della nazione, togliendola dalle mani delle Banche della Federal Reserve. Si noti la scritta, in cima alla banconota: UNITED STATES NOTE Il 4 giugno 1963, tornando alla Costituzione, che dava al Congresso il compito di stampare e regolare la moneta, con l’Ordine Esecutivo E.O. 11110, J.F. Kennedy ordinò l’emissione, da parte del Tesoro, di 4.292.893.815 dollari, con banconote che non riportavano più la scritta “Federal Reserve Note”, ma quella, invece, di “United States Note”! 22. 11. 1963 J. F. Kennedy é assassinato a Dallas. Foto dell’autopsia di J.F. Kennedy. – La ferita al capo – Foto dell’autopsia di J.F. Kennedy. – La ferita al collo – Dopo l’assassino di J.F.Kennedy, il Vicepresidente, J.B. Johnson, presta il giuramento (foto a destra) per assumere la carica di Presidente degli Stati Uniti. Subito dopo, J.B. Johnson ordina il ritiro di tutte le banconote fatte stampare da Kennedy col suo Ordine Esecutivo 11110 del 4 giugno 1963! Per impedire una commissione d’inchiesta, libera e indipendente, sull’assassinio di Kennedy, J.B. Johnson e il capo dell’FBI, J. H. Hoover, crearono la “Commissione Warren” per fornire e avvalorare la versione ufficiale sull’assassinio. Di questa Commissione fece parte anche J. McCloy, un uomo senza esperienza nel campo del crimine, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale, ma che era, però, il Presidente della Chase Manhattan Bank. Perché la presenza di un banchiere nella Commissione Warren? “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 Si noti la scritta, in cima alla banconota: FEDERAL RESERVE NOTE 15 IL “GOVERNO MONDIALE” nel “piano” di A. M. Rothschild del 1773 Estratto dal libro di Guy Carr: “Pawns in the game”, CPA Book Pubblisher, pp. 26-31 2 10. Trattando il tema dell’uso degli “slogan”, Amschel Mayer Rothschild disse: “Nei tempi antichi, siamo stati noi i primi a mettere le parole “Libertà”, “Uguaglianza” e “Fraternità” sulla bocca delle masse. (...) parole ripetute fino ai giorni nostri dagli stupidi pappagalli; parole dalle quali anche il più saggio dei Goyim non potrebbe cavar nulla dalla loro astrattezza, e senza neppure notare la contraddizione del loro significato e inter-relazione”. Egli affermò che queste parole hanno portato sotto la loro direzione e controllo intere “legioni” “che hanno portato le nostre bandiere con entusiasmo”. Egli spiegò che non vi è alcun posto in natura per “Equaglianza”, “Libertà” o “Fraternità”. Egli disse “Sulle rovine dell’aristocrazia naturale e genealogica dei Goyim, noi abbiamo sovrapposto un’aristocrazia del DENARO. La limitazione di quella aristocrazia è la RICCHEZZA che è in mano nostra”. rimarrebbero nell’ombra e al sicuro da ogni attribuzione di colpa, senza curarsi delle ripercussioni causate dalla pubblicazione di libelli, calunnie o falsità. Egli disse: “Grazie alla nostra Stampa, noi abbiamo avuto l’oro nelle nostre mani nonostante il fatto che noi abbiamo dovuto raccoglierlo da oceani di lacrime e sangue... Ma siamo stati ripagati anche se abbiamo dovuto sacrificare molti della nostra gente. Ogni nostra vittima vale mille Goyim”. 14. Egli, in seguito, spiegò la necessità che i loro “Agentur” venissero allo scoperto ed apparissero in scena, quando le condizioni fossero giunte al loro punto più basso, e le masse fossero state già soggiogate con le privazioni e col terrore. Egli indicò che quando fosse giunto il tempo di restaurare l’ordine, essi avrebbero dovuto agire in modo che le vittime fossero indotte a credere di essere state depredate da criminali e da irresponsabili. Egli aggiunse: “Con l’esecuzione dei criminali e dei fanatici, dopo che essi hanno portato a termine il nostro pianificato ‘regno del terrore’, noi dobbiamo apparire come i salvatori degli oppressi ed i campioni dei lavoratori”. Il relatore continuò: “Noi siamo, invece, interessati proprio all’opposto... alla riduzione e all’uccisione dei Goyim”! 11. Egli, poi, espose la sua teoria riguardo la guerra. Nel 1773, egli stabilì un princìpio che i Governi della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, pubblicamente, annunciarono come loro politica comune, nel 1939. Rothschild af- La casa della “Targa rossa” (“Rothen Schild”), nella fermò che la politica dei presenti dove- quale nacque Amschel Mayer Rothschild, nel 1743, e va essere quella di fomentare guerre, dove egli tenne, nel 1773, una riunione a dodici persone ma di dirigere le Conferenze di Pace, ricche e influenti alle quali espose il suo “piano” per un in modo che nessuna delle due parti Governo Mondiale. del conflitto potesse ottenere guadagni 15. Rothschild parlò di come provocaterritoriali. Egli aggiunse che le guerre re la depressione industriale e il padovevano essere dirette in modo tale gnosi e ben addestrati, che noi instaurenico finanziario e come utilizzarli per che le nazioni, coinvolte in entrambi gli remo dietro le quinte dei Governi, per agiservire i loro fini, e spiegò: “La disoccupaschieramenti, sprofondassero sempre re come consiglieri ufficiali”. Egli, poi, agzione forzata e la fame, imposta alle masdi più nel loro debito e, quindi, sempre giunse: “Gli uomini che noi ‘designeremo’ se, col potere che noi abbiamo di creare di più sotto il potere dei loro “Agentur”. come ‘Consiglieri’ dovranno essere allescarsità di cibo, creerà il diritto del Cavati, coltivati e addestrati sin dalla fanciulpitale di regnare in modo più sicuro di 12. Poi, fu la volta dell’Amministrazione. lezza, in sintonia con le nostre idee, per quanto non fosse quello della vera aristoRothschild disse ai presenti che dovevadirigere gli affari del mondo intero”. crazia e dell’autorità legale dei Re”. Egli no usare la loro ricchezza per favorire affermò che, avendo i loro Agentur il conl’elezione, in posti pubblici, di candidati 13. Poi, venne il turno della propaganda, trollo della plebaglia, la plebe potrebbe che fossero “servili e obbedienti ai nostri e Rothschild spiegò come la loro ricchezessere usata per spazzar via tutti quelli comandi, in modo da essere usati come za riunita potesse controllare tutte le fonche oserebbero intralciare il loro piano. ‘pedine’ nel nostro gioco da uomini ingeti di informazione pubblica, mentre essi 16 “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 16. L’infiltrazione della Frammassoneria fu discussa in modo estensivo. Rothschild disse che il loro scopo era quello di sfruttare i vantaggi che offriva il segreto massonico. Egli affermò che essi potevano organizzare le loro Logge del Grande Oriente all’interno della Massoneria Azzurra, in modo da continuare le loro attività sovversive e nascondere la vera natura del loro lavoro, sotto la copertura della filantropia. Egli disse che tutti i membri affiliati alle Logge del Grande Oriente dovevano essere usati per il proselitismo e per la diffusione della loro ideologia ateo-materialistica tra i Goyim. Egli terminò questa fase della sua presentazione con queste parole: “Quando suonerà l’ora dell’incoronazione del nostro Signore sovrano di tutti i Mondi, queste stesse mani spazzeranno via tutto ciò che potrebbe frapporsi al suo cammino”. 17. Egli espose il valore dell’inganno sistematico, dicendo che i loro agentur dovevano essere addestrati all’uso di frasi altisonanti e di slogan popolari. Essi avrebbero dovuto fare alle masse le promesse più prodighe. Egli osservò: “L’opposto di quello che è stato promesso può essere sempre dato in seguito... e senza conseguenze”. Egli argomentò che, facendo uso delle parole Indipendenza e Libertà, i Goyim potevano essere mossi ad un fervore patriottico tale da farli combattere persino contro le Leggi di Dio e della Natura. Egli aggiunse: “E per questa ragione, dopo aver ottenuto il controllo, il vero NOME DI DIO verrà cancellato dal ‘lessico della vita’”. 18. Egli, poi, dettagliò i piani per la guerra rivoluzionaria; l’arte della battaglia di strada; e delineò il modello del “Regno del Terrore” che - egli insisteva - doveva accompagnare ogni sforzo rivoluzionario “perché è il mezzo più economico per portare la popolazione ad una rapida sottomissione”. 19. Venne poi il turno della Diplomazia. Rothschild disse che, dopo ogni guerra, si deve insistere sulla diplomazia segreta “in modo che i nostri agentur, camuffati da consiglieri ‘politici’, ‘finanziari’ ed ‘economici’, possano portare a termine i nostri ordini, senza timore di esporre “il vero Potere Segreto” dietro gli affari nazionali e internazionali”. Rothschild disse ai presenti che, attraverso la diplomazia segreta, essi dovevano ottenere un tale controllo “che le nazioni non dovevano poter pervenire persino ad un irrilevante accordo privato, senza che i nostri agentur non vi avessero parte”. 20. Il Governo Mondiale come scopo finale. Per raggiungere questo obiettivo Rothschild disse: “Sarà necessario creare dei monopoli immensi e riserve di tale ric- chezza colossale che persino le ricchezze più grandi dei Goyim dipenderanno da noi, in tale misura che essi raggiungeranno il fondo, insieme al credito dei loro Governi, NEL GIORNO DOPO LA GRANDE CATASTROFE POLITICA”. Il relatore poi aggiunse: “Voi, gentlemen qui presenti, che siete economisti, potete avere un’idea del significato di questa combinazione”. 21. Guerra economica. Vennero discussi i piani per spogliare i Goym delle loro proprietà terriere e industriali. Rothschild propugnò una combinazione di tasse elevate e competizione sleale per portare alla rovina economica i Goyim nei loro interessi finanziari nazionali e nei loro investimenti. In campo internazionale, egli disse che potevano essere spinti fuori mercato. Questo poteva essere ottenuto con un accurato controllo delle materie prime, con agitazioni organizzate dei lavoratori per avere una riduzione dell’ora- «Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta, principalmente, dall’alta finanza ebraica, attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773». (“Times” del 10 marzo 1920) rio di lavoro, ma con aumenti salariali, e con la sovvenzione dei loro concorrenti. Rothschild ammonì i suoi cospiratori che essi dovevano fare in modo che “gli aumenti salariali, ottenuti dai lavoratori, non dovevano beneficiarli in alcun modo”. 22. Armamenti. Fu suggerito di lanciare una corsa agli armamenti in modo tale che i Goyim potessero distruggersi a vicenda, ma su una scala così colossale che alla fine “non rimarranno solo che masse di proletariato nel mondo, con pochi milionari devoti alla nostra causa... e forze di polizia e militari sufficienti a proteggere i nostri interessi”. 23. Il Nuovo Ordine. I membri del Governo Mondiale verranno designati dal Dittatore. Egli sceglierà uomini tra gli scienziati, economisti, finanzieri, industriali, e dai milionari, perché “in sostanza, tutto verrà regolato dal problema dei numeri”. 24. Importanza della gioventù. Rothschild enfatizzò l’importanza di catturare l’interesse della gioventù ammonendo che “I nostri Agentur dovranno infiltrarsi in tutte le classi, a tutti i livelli della società e del Governo, per raggirare, confondere e corrompere i membri più giovani della società, insegnando loro teorie e princìpi che noi sappiamo essere falsi”. 25. Le Leggi Nazionali e Internazionali non devono essere modificate, ma usate come sono per distruggere la civilizzazione dei Goyim “semplicemente col torcerle nella contraddizione dell’interpretazione che prima maschera la legge, e poi la nasconde completamente. Il nostro scopo finale è quello di sostituire l’ARBITRATO alla LEGGE”. Mayer Rothschild, poi, disse alla sua udienza: “Voi potrete pensare che i Goyim si solleveranno contro di noi con le armi, ma, nell’OCCIDENTE, contro questa possibilità, noi abbiamo un’organizzazione di un tale terrore terrificante da far tremare anche i cuori più gagliardi... gli “Underground”... i “Metropolitani”.. i corridoi sotterranei... questi saranno creati nelle capitali e nelle città di tutti i paesi, ancor prima che questo pericolo ci possa minacciare”. *** La parola “OCCIDENTE”, usata da Amschel Mayer Rothschild, è di estrema importanza. Questo chiarisce che Rothschild stava rivolgendosi a uomini che avevano aderito al “Movimento Rivoluzionario Mondiale”, che ebbe inizio con il “Pale of Settlement”1 (= confine di insediamento) nell’EST. A questo proposito, si deve ricordare che, prima che Amschel Moses Bauer si stabilisse a Francoforte sul Meno (Germania), egli aveva esercitato il suo mestiere di orefice e argentiere, viaggiando estensivamente nell’Est europeo dove egli, indubbiamente, aveva incontrato gli uomini ai quali suo figlio Amschel Mayer si era rivolto, dopo esser cresciuto da presta-denaro a banchiere, e dopo aver stabilito “la Casa dei Rothschild” nella Judenstrasse, proprio il luogo in cui fu tenuto questo incontro, nell’anno 1773. 1 Il “Pale of Settlement”, o “Confine di insediamento”, era una zona geografica, situata nella parte occidentale della Russia, che si stendeva dal Mar Baltico, a nord, fino al Mar Nero, a sud, e dove la maggior parte degli Ebrei, migrati nell’Europa dell’Est, erano stati costretti a risiedere e confinati, a partire dall’anno 1772. La maggioranza erano Ebrei Khazari, noti per la loro cultura yiddish e per le loro pratiche rapaci in campo finanziario, e per la loro mancanza di etica nelle transazioni commerciali. (Cfr. Guy Carr, op. cit., pp. 18 e 63). “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa La proposta di legge sulla fodazione della Banca Centrale americana, (Federal Reserve Bank), però, non fu popolare, infatti: «La sfiducia popolare nei confronti della confraternita bancaria era al culmine (...). Anche se si indicava come principale imputato J. P. Morgan, Schiff e la KuhnLoeb & Co. chiudevano il breve elenco dei nemici: gli unici banchieri ebrei importanti»1. Per superare questa ostilità popolare, «Nel gennaio 1912, Paul Warburg si unì ad altri venti tra banchieri ed economisti per ottenere l’appoggio di Teddy Roosevelt. (...). Quando un economista espresse dei dubbi circa il fatto che ci fossero in America uomini con l’esperienza sufficiente a dirigere una Banca Centrale, Roosevelt si appoggiò allo schienale della poltrona ridendo: “Perché non affidiamo l’incarico al signor Warburg? Lui sarebbe il capo della finanza, io il capo della politica, e potremmo governare il paese insieme”»2. Ma il 1912 era un anno di campagna elettorale e «quando fu presentato al Congresso democratico, il “Piano Aldrich” fece fiasco; ma molte delle idee di Paul Warburg erano destinate a sopravvivere nel “Federal Reserve Act.” Durante la campagna elettorale del 1912, Woodrow Wilson, il candidato democratico, evitò prudentemente l’argomento ma, una volta eletto, Paul Warburg venne incaricato di preparare un abbozzo di centralizzazione bancaria, compatibile con la piattaforma democratica. (...). Paul si trovò coinvolto nella stesura vera e propria del “Federal Reserve Act”, tramite il più stretto collaboratore di Wilson, il colonnello House, che costituiva il collegamento dietro le quinte con Wall Street»3. Il 23 dicembre 1913, nel periodo delle vacanze natalizie, approfittando dell’assenza dei congressisiti contrari, la Legge sulla banca centrale fu approvata sotto il nome di “Federal Reserve Act of 1913”, e fu firmata dal presidente W. Wilson. «Paul Warburg considerò l’approvazione di questa legge come un trionfo e, sulla dichiarazione del suo più grande avversario, Carter Glass, che affermava che il “Federal Reserve Act” non somigliava minimamente al “Piano Aldrich”, paragonando passo per passo i due decreti, dimostrò la loro sorprendente affinità»4. «La maggioranza degli americani pensava che la “Federal Reserve Act”, stilata da Paul Warburg e approvata nel 1913, proteggesse i loro interessi: nulla era più lungi dalla verità! Nel 1914, il “Federal Reserve System” era costituito da 12 Banche che avevano acquistato il valore di 134.000 dollari dello Stock della Riserva Federale. Secondo un Rapporto del Congresso del 24 maggio 1939, i banchieri della “Federal Reserve” avevano già totalizzato un profitto di 23.141.456.197 dollari. Nel 1940, il patrimonio della Federal Reserve era di 5 miliardi di dollari che, nel 1946, saliva a 45 miliardi di dollari. Rapporti del Congresso, inoltre, dimostrarono che le banche affiliate alla Federal Reserve facevano profitti illegali, tanto che, nel 1922, la “Federal Reserve Act” fu ammendata per porre un freno all’illegalità di questi profitti! (...). 18 Paul Warburg. Jacob Schiff. Il sistema della Federal Reserve non andava a beneficio della popolazione e del Governo degli Stati Uniti, ma beneficiava solamente i banchieri americani che erano legati ai banchieri internazionali europei (capeggiati dai Rothschild n.d.r.). La delusione sulla vera attività e finalità della Riserva Federale è messa in luce dalle statistiche: nei primi quarant’anni, circa, di attività della Federal Reserve, ben 14.000 banche americane fallirono e milioni e milioni di risparmiatori videro svanire i loro sudati risparmi»5. Nel descrivere l’operato della Federal Reserve, il congressista Louis T. McFadden, il 10 giugno del 1932, davanti al Congresso disse: «Signor Presidente, noi abbiamo in questo Paese una delle più corrotte istituzioni che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco alla “Federal Reserve Board” e alla “Federal Reserve Bank” che hanno sottratto al Governo e alla popolazione degli Stati Uniti somme di denaro sufficienti a ripagare più volte il debito nazionale. Questa malvagia istituzione ha impoverito e mandato in rovina il popolo degli Stati Uniti; è andata lei stessa in bancarotta, trascinandovi insieme il Governo...»6. Ma vi era dell’altro ancor più grave su questa istituzione: «i controllori della Federal Reserve System, in collaborazione con i banchieri affiliati europei, posero i loro uomini, in America e in Europa, in posizioni dalle quali riuscirono a provocare e dirigere la Prima Guerra Mondiale»7. Questa era la prima delle tre guerre che, nel “Piano” di Mazzini e del Pike, serviva per “abbattere il potere degli Zar e trasformare questo Paese nella fortezza del comunismo ateo” che doveva essere, poi, utilizzato “per distruggere altri Governi e indebolire le religioni”. 1 2 3 4 5 6 7 Ron Chernow, “I Warburg”, Rizzoli ed. 1993, p. 158. Idem, p. 159. Idem, pp. 159-160. Idem, pp. 161-162. Guy Carr, “Pawns in the game”, CPA Book Pubblisher, p. 62. Congressional Record, House, pp. 1295 e 1296 del 10. 6. 1932. Guy Carr, op. cit., p. 62. “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 In Libreria Lettere alla Direzione Rev.mo e illustre Monsignore, benché Lei non abbia certamente bisogno delle felicitazioni del povero sottoscritto, sento però il dovere, e anche il piacere, di esprimerLe il mio fervido plauso per il Suo nuovo saggio: “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio ? NO!” - Editrice Civiltà, Brescia 2001. È una esemplare confutazione dell’“ecumenico” luogo comune in causa. Il quale, come lei denuncia, fu già diffuso, oltre un secolo fa, da un prete apostata (cf. p. 7). Ma è almeno agghiacciante che la stessa bestemmia, apostatica, più ancora che ereticale, venga oggi ripetuta e propagandata da non pochi “vertici” ecclesiastici! Come Lei dimostra da pari Suo, il solo fatto che tanto gli ebrei anticristiani quanto i musulmani odiano e combattono sia il dogma della SS. Trinità sia quello del Teandrismo di Gesù Redentore - ovvero i primi due fondamenti della nostra Fede - questo solo fatto -ripeto - è più che sufficiente a smascherare la radicalissima falsità del luogo comune in accusa. Che dire, poi, dell’attribuzione giudaicoislamica, nientemeno, che a Dio, persino del male commesso dall’uomo?! E che dire, poi, della sostanziale negazione, giudaico-islamica essa pure, dell’autentica libertà di ciascuno?! (Cf. pp. 23-75). Di qui, il terrorismo costitutivo tanto dell’ebraismo cabalistico-talmudico quanto dell’ islamismo. Lei fa benissimo, poi, a citare il profondo rilievo dell’insigne teologo domenicano P. Garrigou-Lagrange, secondo cui le mezze verità presenti nelle pseudo-religioni non sono affatto l’anima di esse, ma esclusivamente le vassalle dell’ errore (cf. p. 47). È, quindi, sacrosanto il Suo rilievo secondo cui il “dio” di Maometto è fabbricato su dottrine e tradizioni ebraiche, che Maometto ha conosciute e fatte sue ...(p. 52; cf. pp. 45, 78 s.). Perciò, l’islamismo è “una sètta di stampo giudaico...” (p. 118). Ecco la spiegazione di tutto! Ed è, quindi, sacrosanto il Suo monito, conforme a cui “la Carità vera non si esercita mai in danno della verità!” (p. 63). Meglio sorvolare, infine, sugli allucinanti complimenti “ecumenici” che l’islami“Chiesa Viva” *** Aprile 2002 “Una casa senza biblioteca è come una fortezza senza armeria”. (antico detto monastico) SEGNALIAMO: IL BRIGANTE di Pompeo Onesti Controcorrente, NA, pp. 194, £20.000. smo ha ricevuti da chi, meno di tutti, avrebbe dovuto tributarglieli!!! (Cf. pp. 110-127). Sono convinto, pertanto, che il Suo magistrale saggio offre un’ulteriore, irrecusabile prova - per dirla con uno dei più benemeriti teologi - del sostanziale fallimento dell’ecumenismo e della sua celebrata metodologia. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti... Non è ... decoroso, non è tollerabile, il balletto su una mattonella, quello dei passi inconcludenti. Se esso fosse voluto come tale, le responsabilità del fallimento avrebbero ben individuati genitori”(Cf. Gherardini, “Una sola Fede - Una sola Chiesa La Chiesa cattolica dinanzi all’ecumenismo”, Casa Mariana Editrice, Castelpetroso (Isernia) 2000, pp. 303 s.; cf. ivi, pp.319 s.). A questo punto, viene pressoché spontaneo ricordare che San Gregorio Nazianzeno equiparava l’ebraismo anticristiano all’ateismo (cf. Or., 2, 37; PG, 35, 444 s.). Senonché, l’ islamismo, come Lei dimostra, “sorge” in “sostanza” (molto spinoziana), proprio da siffatto ebraismo. Dunque, il conto “torna”; anzi: torah (cabalisticamente profanata ed ecumenicamente incensata!). Con la somma stima, e con la devota gratitudine di sempre, in unione costante di preghiere, Le invio i migliori ossequi. (Un docente universitario) La struggente narrazione che si dipana tra le righe del volume ripropone la storia di un giovane nel nostro Sud che si improvvisa “brigante” per soddisfare la sua sete di giustizia, tradita dai soprusi dei prepotenti padroni liberali, alleatisi con gli invasori piemontesi. Si distingue nell’assedio della piazzaforte, sventando un traditore che aveva fatto saltare in aria la polveriera e rimane ferito. In ospedale, riceve la visita della sovrana, Maria Sofia, che lo riempie di commozione. Antonino, più tardi, divenuto capitano del ricostituito esercito borbonico, lotta per il suo Re, spodestato dai giochi delle super-potenze massoniche dell’Europa di allora, per un avvenire migliore della sua terra e della sua gente. Da che parte sta il bene del popolo meridionale? Certo non dalla parte dei nuovi arricchiti con le ruberie operate a danno della Chiesa che, invece, ha sempre assistito la povera gente! Il valoroso capo degli insorgenti, Antonino Luongo, si batte con coraggio, perché è convinto di queste verità e non ha mai creduto ai denigratori del suo mite Re Francesco, a quelli che all’arrivo del furfante in camicia rossa strombazzavano i grandi benefici garibaldeschi per i popoli dell’antico Regno di Ruggero. Antonino li aveva già conosciuti nella difesa di Gaeta i liberatori piemontesi con i loro cannoni rigati, con l’ostentata prepotenza di chi vuol fare da padrone in casa altrui e non rispetta neppure i patti dell’onore militare, bombardando la fortezza fin dopo la resa e deportando in massa, nelle tetre prigioni del nord, tutti coloro che rifiutavano di aderire allo Stato unitario. (...) Ecco chi fu Antonino Luongo: un brigante per gli invasori, adusi a criminalizzare chiunque si ribellasse al loro giogo, per noi, per coloro che vogliono leggere la Storia seriamente, la nobile figura di un cavaliere dell’insorgenza cattolica e legittimista. Il libro si conclude tragicamente con la morte del giovane combattente, appena ventiquattrenne, catturato e ucciso con l’inganno, ma che lascia anche il suo bimbo da poco concepito che, con la mamma, riesce a imbarcarsi su una nave per l’America: Questa sarà la sorte di molti figli del glorioso Sud, appassionatamente amanti della loro terra, costretti all’emigrazione per sfuggire alle angherie, ai plotoni d’esecuzione e alla miseria, elargita a piene mani dai nuovi padroni venuti dal Nord della penisola! (Don Bruno Lima) 19 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo I 233 MARTIRI DELLA PERSECUZIONE CONTRO LA CHIESA NELLA SPAGNA REPUBBLICANA (1931-1939) Treantadue appartenenti alla Società di San Francesco di Sales (continua) APRILE 2002 SOMMARIO N. 338 IL PROBLEMA DELLA PACE 2 Il problema della Pace (1) del sac. dott. Luigi Villa 6 I volti della persecuzione di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La moneta, la banca e l’usura (3) Libro del dott. Bruno Tarquini (a cura di F. Adessa) 15 L’assassinio di J.F. Kennedy 16 Il “Governo mondiale”nel piano di A. M. Rothschild del 1773 (2) estratto dal libro: “Pawns in the game” 18 Conoscere la Massoneria RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 20 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli Anno A (XI Domenica del Tempo Ordinario) “Chiesa Viva” *** Aprile 2002 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 339 MAGGIO 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità IL PROBLEMA DELLA “PACE” 2 IL PROBLEMA DELLA “PACE” sac. dott. Luigi Villa 2 LA “PACE” NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI Mentre gli altri tre evangelisti parlano di un kerigma di pace per tutti gli uomini, anche non cristiani, il quarto evangelista, invece, parla della “pace” durante il mistero della Passione e della Risurrezione in quanto concerne i discepoli di Gesù. È una rivelazione di Gesù ai suoi discepoli e, quindi, è Dio che rivela, qui, la “pace” che nasce nella Chiesa. Questo avviene nel discorso dopo la Cena, che si conclude con un augurio di pace; «IO vi lascio la mia pace!. IO vi dono la mia pace! IO non ve la dono come la dona il mondo!»1. «Vi ho detto queste cose perché abbiate la pace in Me. Nel mondo voi avrete tribulazioni, ma abbiate fiducia: IO ho vinto il mondo!»2. Poi: la sera della risurrezione, Gesù si presenta ai suoi discepoli riuniti, e per prima cosa dice: “Pace a voi!”, poi, per una seconda volta, dice ancora: “Pace a voi!”, “Come il Padre ha mandato Me, così IO mando voi!”. Otto giorni dopo, presente anche Tommaso, Gesù riappare un’altra volta e dice. “Pace a voi!”3. Fanno riflettere questa parole di “pace” dette da Gesù! Furono le sue ultime parole prima della sua “Passione”, e furono le prime parole dopo la Passione. Non sono semplice parole di saluto, secondo l’uso di ogni persona educata, ma sono parole di Gesù-Dio che vengono animate di una vita nuova ed hanno una risonanza straordinaria. Lo fanno comprendere le Sue stesse parole che indicano una sua intenzione del tutto particolare: «IO vi dono una pace; Io ve la dono non come ve la dà il mondo!». Il contesto di queste parole, infatti, ci portano a riflettere che furono dette dopo il discorso dell’ultima Cena, dopo che Gesù aveva parlato loro delle “persecuzioni” che avrebbero avuto per causa sua, quasi che esse costituissero una loro condizione abituale. «Voi avrete tribula- zioni nel mondo»4. «Viene l’ora che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere ossequio a Dio»5. Con questo, Gesù intendeva dire che le persecuzioni che subiranno non saranno che la continuazione delle persecuzioni che Lui stesso ha subito: «Se il mondo vi odia, sapete bene che, prima di voi, ha odiato Me... Se hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi»6. Come ad annunciare il mistero della sua morte e quella dei suoi discepoli! Un solo, medesimo mistero! Per questo, Gesù moltiplica il suo incoraggiamento: «Non rimanga turbato il vostro cuore...» «Queste cose vi ho detto perché non abbiate a scandalizzarvi»... «Vi ho detto queste cose perché, quando ne giungerà l’ora, vi ricordiate che ve ne ho parlato»7. Coraggio, quindi, perché, nonostante le Sua passione e morte, anzi proprio per esse, Gesù ha vinto il mondo, per cui le Sua “pace” sarà il frutto sicuro della partecipazione alla vittoria del Maestro con la Risurrezione. “La pace a voi!” Dopo il cammino della prova ci sarà quella “pace”, che più nessuno ci potrà togliere! Questo destino della Chiesa di Cristo appare, non in astratto, anche nell’Apocalisse dello stesso Autore del Quarto Vangelo, San Giovanni, in cui si parla chiaramente di un mondo persecutore e della Chiesa perseguitata8. I suoi membri vengono martirizzati, messi a morte, ma la Chiesa continua a sopravvivere, a risuscitare, ad avere dimora in mezzo al mondo, assieme al Regno di Dio. Ovunque, è sempre il Cristo che muore, ma che pure risuscita. E anche la Donna9; attaccata dal Drago- 1 Cfr. Gv. XIV, 27; conclusione del discorso: XIII, 31-XIV, 31. 2 Cfr. Gv. XVI, 33; termine discorso XV, I XVI, 33. 3 Cfr. Gv. XX, 26. 4 5 6 7 8 pse”, in “Etudes bibliques”, 4.a ed. Paris, 1933, p. CXCIX-CCXXII. 9 Cfr. Apoc. XII-XIII; cfr. Feuillet, “Le messie et sa Mère d’après le chapitre XII de l’Apocalypse”, in “Revue biblique”, t. LXVI, 2 La statua del Cristo a Rio de Janerio - Brasile. Cfr. Gv. XVI, 33. Cfr. Gv. XVI, 2; XVI, 1-4; XV, 18-25; XIV, 29. Cfr. Gv. XV, 18-20. Cfr. Gv. XVI, 1, 4; XCVI, 22 s. Cfr. E. B. Allo, “Saint Jean. L’Apocaly- “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 ne, è pur sempre la Chiesa. E anche i 144.000 che accompagnano l’Agnello sul monte Sion, usciti dalle persecuzioni e dalle umiliazioni, sono anch’essi la Chiesa.10. Come pure i vincitori della Bestia, che cantano il canto di Mosè, all’uscita del paese della prova11, e “i campi dei Santi e la città diletta”, assalita dalle forze congiunte dell’inferno e della terra, e che Dio ha preservata con un atto perentorio12. Alla fine, cioè, la città assediata si trasfigura nella nuova Gerusalemme, e “la morte non ci sarà più, né ci sarà più dolori né sofferenze, perché tutto quello che prima c’era, sarà finito”13. La pace di Cristo, quindi, sarà alla fine dei tempi; ossia, la Sua pace sarà dopo la risurrezione. Il suo prezzo, però, è sempre la Sua Croce. Perciò, anche il cammino della Chiesa di Cristo è e sarà sempre la “via Crucis”! L’universalità del Vangelo si riattacca alla Croce. “Quando IO sarò elevato da terra, attirerò tutto a Me”14. La “pace” del mondo, quindi, sarà nel Cristo risuscitato. Il ruolo del cristiano, perciò, sta nel testimoniare, soffrire, morire. Ma la sua vittoria è già sicura; la pace è già data da Lui! “IO non ve la dono come il mondo...”, il quale non la dà, ma solo la promette, mentre Gesù la dona realmente ed è una pace che non inganna. Egli giudica e divide tra il suo Regno e quello del mondo. Noi sappiamo dal discorso di “missione”, di San Matteo, che la pace di Gesù è ben differente da quella del mondo. “Non pensiate che Io sia venuto a portare la pace sulla terra: Io non sono venuto a portare la pace, ma la spada”15. Gesù, quindi, pensava già alle persecuzioni che gli Apostoli e i suoi successori avrebbero dovuto subire dai suoi nemici, mondo e demonio, come pure le divisioni, senza farsi alcuna illusione. “Chi non prende la sua croce per venire al mio seguito, non è degno di Me”16. Ossia: la Chiesa deve testimoniare, soffrire le persecuzioni, sopportare, attendere, perseverare, accettare di essere umiliata, messa a morte; prender parte, quindi, al medesimo destino che fu di Gesù, l’Agnello, il Servitore, il Servo di Dio. E sarà, poi, a questo prezzo, che Dio mediatore donerà la Sua pace a tutta l’umanità! dipende dalla pace con Dio. Quindi: non c’è pace per il peccatore! Mentre, per l’uomo moderno, la pace è un diritto che si può rivendicare non solo dagli uomini, ma anche dalla vita, dalla società, dalla storia, per San Paolo, invece, prima del diritto degli uomini alla pace, c’è il diritto di Dio al suo onore. Nelle creature, quindi, tutto è un rapporto alla gloria divina. Nelle scienze sociali moderne, invece, Dio e la religione non hanno alcuna parte, alcun ruolo negli aspetti tecnici della questione, anche se, al contrario, facendo la sintesi del problema, si nota che non è possibile fare alcuna astrazione del problema dall’onore di Dio. Il peccato, perciò, non è affatto solo un aspetto interiore dell’uomo, un ordine suo intimo, co- Nelle epistole di San Paolo, la parola “pace” appare ben 43 volte. Noi la vedremo, soprattutto, in riguardo al nostro tema: nella sua dialettica del peccato e della giustificazione. La pace, cioè, che me lo è una malattia, una manìa qualsiasi. Vale a dire: il peccato non è un fatto d’ordine personale e privato, che riguarda solo i suoi rapporti personali con Dio; il peccato, cioè, non è socialmente una qualità e quantità da trascurare, bensì è un fatto sociale fondamentale che deve essere preso in causa, prima d’ogni altro cosa, perché senza la soluzione del peccato, niente vi può essere di risoluto. Quindi, anche sul mondo di oggi è sospeso, come una spada di Damocle, il giudizio di Dio, e nessuno lo può ignorare o mettere in una parentesi, come se il mondo possa farne senza!.. E il giudizio di Dio è questo: “Tribulazione e angoscia su chiunque opera il male...”17. E ancora: “La soluzione della carne è la morte; la soluzione dello Spirito è la 1959, p. 55-86. 10 Cfr. Apoc. XIV, 1-5. 11 Cfr. Apoc. XV, 2-4. 12 Cfr. Apoc. XX, 4-6, 9. Cfr. E. Lohmeyer, “Die Offenbarung des Johannes”, 2.a ed. Tubigue, 1953; L. Cerfaux-J. Cambier, “L’Apoclypse de saint Jean lue aux chrétiens”, Pariws, 1955. 13 Cfr. Apoc. XXI, 4; Is. XXV, 8; XXXV, 10. 14 Cfr. Apoc. I, 8. 15 Cfr. Mt. X, 34; Lc. XII, 51. 16 Cfr. Mt. X, 38; Mt. X, 16-39; Lc. XII, 51-53. LA “PACE” NELLA DOTTRINA PAOLINA “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 vita e la pace”18. Da notare che il senso della parola “pace”, qui, è determinato dai termini paralleli: vita, (VIII, 6) immortalità, (II, 7) e dai termini opposti: morte, (VIII, 6) angoscia, collera, tribulazioni (II, 8-9). Quindi, su questa linea paolina è impossibile fare una dottrina sulla pace senza tener conto che la storia del mondo è una storia stracciata, e che il mondo è un mondo in frantumi; e questo non per errori accessori e perciò riparabili, perché il mondo è frantumato dalle fondamenta, per cui non potrà mai raggiungere la pace, né averla, proprio perché tutta l’umanità è sotto la legge del peccato. Certo, non solo per il “peccato originale”, ma anche per gli altri peccati che ne sono seguiti e tuttora seguono l’agire dell’uomo. È un fatto oscuro, misterioso, ma non per questo da potersi negare. Scrive ancora San Paolo: «Abbiamo dimostrato che... tutti siamo sotto il peccato, come sta scritto: Non c’è nessun giusto, neanche uno solo, non c’è sapiente, non c’è chi compia il bene, non ce n’è neanche uno. La loro gola è un sepolcro spalancato; tramano inganni con la loro lingua; veleno di serpenti è sotto le loro labbra, la loro bocca è ripiena di maledizione e di amarezza. I loro piedi sono veloci a versare il sangue; strage e rovina è sul loro cammino; la via della pace non la conoscono. Nessun timore di Dio sta davanti ai loro occhi»19. Anche Isaia scriveva: “Essi non conoscono il cammino della pace”20. È, dunque un’illusione pretendere di raddrizzare le relazioni umane come se al fondo di esse non esistessero i rapporti dell’uomo con Dio. Perciò, è ben strano che anche in casa della Chiesa cattolica si continui a pensare alla pace tra gli uomini, quando invece sarebbe da pensare, in primis, alla pace con Dio, la cui giustizia non è affatto sottomessa, né legata, né subordinata alle leggi umane. La Sua giustizia è onnipotente. E per Lui, solo “chi è giusto per la Fede, vive”21, mentre, invece, “l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia di uomini che soffocano nell’ingiustizia la verità”. Col peccato, quindi, si è nemici di Dio. Solo la riconciliazione con Lui può dare uno stato di pace agli uomini. Il peccato, cioè, non è solo un errore, quasi un atto facoltativo alla libera disposizione dell’uomo. Il peccato urta la collera di Dio, perché la santità di Dio è incompatibile con il male, perché nessun male può entrare in Dio. Per avere la pace, quindi, non c’è altro da fare che far pace con Dio! E per fare questo è assolutamente necessario accogliere, per intero, tutto il “messaggio” evangelico con tutte le sue implicazioni! 17 Cfr. Rom. II, 9-10. 18 Cfr. Rom. VIII, 6. 19 Cfr. Rom. III, 10-17; Ps. XIV, 1-3; CXL, 4; Is. LIX, 7 s. 20 Cfr. Is. LIX, 8. 21 Cfr. Rom. I, 16 s. 3 Il Cristo solo, dunque, è la nostra pace! Lui solo può distruggere ogni muro che divide i popoli tra loro, separati da Dio per i loro peccati, per inserirli nel Cristo risuscitato, unificatore del genere umano. È solo da qui, la certezza di raggiungere la pace, perché, Cristo e solo Cristo è la nostra pace! Ed Egli pacifica formando un “popolo nuovo”, la cui entità non può essere che religiosa. Il popolo di Dio, infatti, non può essere che un popolo di costruzione spirituale. Anche quando si colora di politica. San Paolo in un suo contesto, traccia immagini di comparazione col mondo militare e politico. Scrive: «State saldi, dunque, cinti i fianchi con la verità, rivestiti della corazza della giustizia e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per il Vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del Maligno. Prendete l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio»... Come si vede, è una allegoria che identifica tutte le parti essenziali della vita cristiana a elementi di un’armatura di soldato. Come si vede, la pace di Cristo è frutto del Suo sacrificio cruento, col quale ha attirato a Sè tutte le anime, riunendo tutto ciò che era separato. La pacificazione di Gesù, quindi, non è come quella che può fare un Re, un Imperatore. Essa non deriva, cioè, da una conquista, ma da un Sacrificio. E non la impone con la violenza, e i suoi messaggeri non avranno armi né altri mezzi temporali, ma solo la Parola di Dio sarà l’arma per offrire la pace! Da notare che San Paolo, parlando della pace con Dio, che ne è il fondamento e che forma l’oggetto della speranza messianica, non perde mai di vista che questo si rapporta alla Chiesa di Cristo, quel- la che Egli costruisce a formare mediante il lavoro apostolico. Il Regno di Dio, cioè, è già un fatto storico nella Sua Chiesa attuale, immagine di ciò che sarà in avvenire. Ma oggi, La Chiesa di Cristo è solo «Pensate che Io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione»! (Lc. 12, 51) *** «Roma... da capitale del Cattolicesimo è diventata ricettacolo d’ogni genere di empietà!». (Pio IX) l’anticipazione dello stato finale dell’umanità. Quindi, la Chiesa deve essere, per la Storia, un faro e un polo d’attrazione, e per questo deve continuamente trasfigurarsi per essere il polo di convergenza secondo i disegni di Dio, che vuole riunire tutta la Sua creazione in una nuova terra e in un nuovo popolo. «... la c’è la Provvidenza!» – S. Giuseppe Benedetto Cottolengo – sac. dott. Luigi Villa (pp. 180 - € 10) Nell’epistola ai Colossesi, San Paolo scrive: «Lui è l’immagine di Dio invisibile, primogenito di ogni creatura; poiché in Lui sono state create tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, le visibili e le invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state mediante Lui e per Lui»22... Ma questa vittoria del Cristo sul mondo della creazione non si manifesta ancora visibilmente, tuttavia, la Sua vittoria sulla morte, con la risurrezione e i Suoi miracoli, ci hanno indicato chiaramente la sovranità del Cristo sull’universo, anche se non la esercita ancora pienamente. E il mondo, perciò, non potrà mai sfuggire al suo destino. Benché tuttora abbia come perso la giusta direzione, un giorno, si vedrà che tutto sarà riunito per comporre il Regno di Dio, dopo esser stata ricomposta anche la riconciliazione tra gli uomini. Il Cristo, cioè, farà rientrare ogni cosa nell’ordine e nella pace. “Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui. Lui è il capo del corpo, cioè della Chiesa; il princìpio, il primogenito dei morti, onde avere il primato di tutto. Poiché piacque a Dio di fare abitare in Lui tutta la pienezza, e per mezzo di Lui riconciliare a Sè tutte le cose, e della terra e del cielo, stabilendo la pace con il sangue della Sua Croce, per mezzo di Lui, sia sulla terra che nei cieli”23. (continua) 22 Cfr. Col. I, 15 ss. - Cfr. L. Cerfaux, “La théologie de l’Egmise suivant saint Paul”, p. 233 ss.: “Le Christ dans la théologie de Saint Paul”, p. 298-301. 23 Cfr. Col. I, 17-20. NOV ITÀ Riscrivere, in corti capitoli, con stile piano e familiare, la vita di S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Santo della Provvidenza Divina, all’inizio di questo nuovo millennio, è stato per me uno stimolo efficace per far rivivere la Fede in Dio-Provvidente in questo tempo di senza o poca Fede, in cui gli uomini credono solo alle “previdenze umane” e non pensano più a invocare quella Provvidenza divina che, dopo averci creati, provvede a nutrirci, come nutre gli uccelli del cielo e a vestirci come i gigli del campo... S. Giuseppe Cottolengo è noto per la sua vita spesa per i poveri e gli ammalati, assistito e foraggiato di tutto il necessario, giorno per giorno, dalla Divina Provvidenza! Questo Santo attrae subito l’anima cristiana per la sua esistenza, vissuta con amore assoluto a Cristo e alle persone che a Lui sono ordinate, espressa da concreti e continui atti di virtù, professati con la Fede profonda di un vero autentico sacerdote di Cristo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 4 “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 LA COMUNIONE “SUB UTRAQUE SPECIE” – Follìa ecclesiastica e nuovi orrori liturgici – del prof. dott. Dante Pastorelli N el suo Inferno, Dante ci presenta, nel cerchio in cui sono puniti i lussuriosi, la regina Semiramide, che, rotta ad ogni genere di turpitudini erotiche, “libito fé licito in sua legge/ per torre il biasmo in che era condotta”: legalizzò, cioè, ogni vizio, per quanto ributtante, per impedire d’essere biasimata per la sua vita dissoluta. Questa immagine, pur nella sua innegabile brutalità, mutatis mutandis - con gli opportuni adattamenti e distinzioni, cioè può ben attagliarsi a certi ormai quarantennali comportamenti della Chiesa, casta meretrice, secondo la definizione di S. Agostino: pura nella divina natura, meretrice nella sua struttura umana contaminata dal peccato, per la fiacchezza della carne frutto della colpa originale. È di questi giorni la notizia, sparata dalla stampa, che, a breve, tutti i fedeli potranno accedere, durante la S. Messa, alla Comunione sub utraque specie - ordinariamente riservata, in Occidente, ai soli sacerdoti - con prospettive che si stagliano inquietanti in un panorama religioso già di suo oltremodo fosco. Solo gli ingenui possono stupirsi, ove si considerino i precedenti e gli obiettivi, palesi ed occulti. Non è la prima volta, certo, che la S.Sede, proprio come la Seramìs dantesca, prende atto del radicamento di illecite prassi e, per sanare i “fatti compiuti”, ad arte messi in essere da avanguardie progressiste e dissacratrici (episcopati e clero dell’Europa del Nord, in particolare Svizzera, Germania, Paesi Bassi, oltre all’immancabile Francia!), abilissime a forzare la mano anche dei settori meno “aperturisti” della Curia Romana, dà il suo “via libera” a ciò che, invece, avrebbe dovuto reprimere energicamente, con Decreti delle competenti Congregazioni romane, improvvisati, inopportuni, devastanti, perché forieri di nefaste conseguenze, ma promulgati per non dispiacere al mondo. Si cominciò con la “nuova” Messa di Paolo VI. Il Vaticano II, nel raccomandare una revisione dei libri liturgici, cautamente ammo- “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 dernatrice, ma sempre nella traccia della Tradizione, che non escludeva I’introduzione, se e dove necessario, della lingua volgare nella Liturgia della Parola, aveva ordinato che il latino rimanesse Ia lingua ufficiale della S.Messa, specie nella sua parte centrale, il Canone; che il canto gregoriano mantenesse il posto d’onore nella musica sacra; che sempre fosse curato il canto polifonico e quello popolare nobilitato da lunga consuetudine; che fosse cura dei vescovi e dei sacerdoti di adoprarsi alacremente affinché i fedeli fossero istruiti in modo tale da poter recitare e cantare in latino le parti dell’ordinario ad essi riservate. Quel che accadde, di lì a poco, è una nera pagina di storia, la storia della più grave crisi attraversata dalla Chiesa nella sua bimillenaria vita! Paolo VI, constatando, fra l’altro, che, in più luoghi, la S. Messa veniva celebrata totalmente o quasi in volgare dai novatori, impregnati di spirito razionalistico protestante, o tesi a realizzare una sciagurata “inculturazione”, decise di venire incontro al popolo “ignorante”, che nessuna riforma aveva mai chiesto, affinché più pienamente e consapevolmente potesse partecipare alle sacre funzioni (ma, in realtà, Egli volle imprimere una svolta modernista ed erroneamemente ecumenica al Cattolicesimo), “inventò” la sua Messa, quella in vigore, impedendo, con tracotanza, senza mai averla abrogata, la celebrazione della S. Messa secondo il Rito Romano Antico, detto di S.Pio V. Una “nuova” Messa da celebrarsi nelle lingue nazionali o addirittura nei dialetti tribali - il che comportò la frantumazione dell’unità visibile della Chiesa - con accompagnamento non degli antichi venerandi canti modulati sulla elevante musica d’organo, ma di moderne ed insulse cantilene, sostenute da ritmici batter di mani e dai fastidiosi rumori di strumenti profani, batterie e tamburi compresi, per non parlare di quelle movenze sensuali e di quegli ondeggiamenti equivoci di preti, suore e fedeli, che hanno raggiunto il colmo dell’oscenità in S. Pietro, teatro, in più d’una occasione, di esibizioni folcIoristiche di cattolici africani, religiosi e laici, in processione a passi di danza, tipica espressione dell’erotismo e della cultura magico-demoniaca di quelle terre. Una “nuova” Messa che, come ebbero ad affermare i cardinali Ottaviani e Bacci, nella loro nota petizione al S. Padre, era la negazione dell’autentica Fede, quella fissata in ogni suo aspetto, una volta per tutte, a Trento, dove fu riordinato l’intero edificio della sacra dottrina della Chiesa Cattolica, e spazzava via i quattro pilastri portanti della vera S. Messa di sempre: Sacrificio della Croce, che si rinnova in modo incruento sull’altare; Sacrificio di lode alla S.S. Trinità; Sacrificio propiziatorio per vivi e defunti; Presenza Reale di Cristo nell’Ostia e nel Vino, dopo la Consacrazione. 5 Il metodo della “presa d’atto”, e relative riforme, continuò ad essere utilizzato con imperterrita costanza dalla Curia Romana, ed investì anche i Sacramenti, per cui furono predisposti rituali in volgare e a qualcuno dei quali fu mutato il nome, intaccandone, talora, pure l’essenza. Così, se la Penitenza (Confessione) divenne “Sacramento della riconciliazione”, senza sostanziali effetti negativi (ove si escluda l’abuso di assoluzioni collettive, in assenza di necessità concreta), l’Estrema Unzione ha cambiato nome e destinazione: l’odierna “unzione degli infermi”; infatti, non è più riservata ai moribondi, ma è stata estesa a tutti gli anziani, anche in buona salute, perché, evidentemente, si pensa che l’età avanzata sia una grave malattia! Questo “nuovo” Sacramento, inoltre, può essere ricevuto più volte, ad arbitrio del parroco o dell’assistente ecclesiastico di gruppi ed associazioni. Quanto alla Cresima, la sua formula, da più di qualcuno, è ritenuta invalida, o per lo meno equivoca, e sarebbe opportuno rimediarvi. Lo stesso avvenne per il cosiddetto “Canone svizzero” della “nuova” Messa, il quinto, che così recita: “Noi ti glorifichiamo Padre santo (...) manda il Tuo Spirito su questo pane e su questo vino, perché il Tuo Figlio sia presente in mezzo a noi col Suo corpo e col Suo sangue”. In questa Preghiera Eucaristica non compare una sola parola che accenni alla transustanziazione, al mutamento sostanziale, cioè, del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo e, per questo, fu stigmatizzata come eretica da un grande teologo da poco defunto, il padre passionista Enrico Zoffoli, professore nelle Pontificie Università ed autore di opere di altissimo livello. Questi denunciò, ad alta voce, ed in tutte le sedi, l’impressionante errore che ivi si esprime e su cui grava la scomunica del Concilio di Trento; Concilio dalle cui definizioni dogmatiche non ci si può allontanare in nessun modo, pena l’estrema condanna della Chiesa. Grande fu lo scandalo di Cardinali, Vescovi e Sacerdoti di tutto mondo che, come il Papa tuttora regnante, si dimostrarono decisamente ostili all’introduzione di questo Canone innovativo, o, meglio, eversivo, già peraltro utilizzato arbitrariamente in Svizzera e altrove. Successivamente, gli animi si placarono, ed anche il Pontefice, incredibilmente e malauguratamente, non si sa dietro quali pressioni, si adeguò, e dette la sua augusta autorizzazione, consentendo, in tal modo, la celebrazione di Messe su cui pesa il dubbio della validità: Messe non più integralmente cattoliche, bensì protestanti nell’essenza, e comunque ambigue, tanto che le sètte luterane, anglicane e calviniste celebrano il loro “culto” con il nuovo rito cattolico recitando il Canone in questione. Il che è molto significativo, illuminante, dato che esse non ammettono la transustanziazione e la Presenza Reale di Cristo nell’Ostia e nel Vino consacrati, giacché, 6 per loro, la Messa è solo un semplice memoriale dell’Ultima Cena. È stato così, pure, per la “Comunione nella mano”, a cui, in un primo momento, Paolo VI fu costretto a negare l’ingresso nella liturgia cattolica per la contrarietà della stragrande maggioranza dell’episcopato, ma poi, non ebbe la forza di resistere sino in fondo (più esattamente, non volle resistere affatto!) ai ripetuti assalti delle Conferenze episcopali più “avanzate”, e cedette, tra l’universale incredulità e reazioni sacrosante, e la permise, sia pure demandando ai Vescovi residenziali l’ufficiale concessione: la politica dello scaricabarile, dietro Lanciano: Particolare dell’Ostensorio-Reliquiario contenete la Carne miracolosa (VII secolo). «L’uso, che solo il sacerdote dia la Comunione con le sue mani consacrate, è tradizione apostolica»! (Concilio di Trento) cui si celano appoggio ed incoraggiamento! Con la tecnica dei “piccoli passi”, che si trasformano presto in marce forzate, inaugurata da Giovanni XXIII e prose- guita da Paolo VI, oggi, quest’uso, che doveva restar facoltativo, ha completamente soppiantato quello venerando, che consisteva nel ricevere, devotamente, l’Ostia in ginocchio e sulla lingua, introdotto dalla Chiesa, nella sua antica splendida saggezza, sin dai primi secoli della sua vita, onde evitare abusi e profanazioni, e dimostrare la debita riverenza e l’umiltà con cui ci si deve accostare al nostro Salvatore. Troppi sono i sacerdoti che, da parecchio tempo, impongono “la Comunione nella mano”, addirittura con protervia agli ormai pochi fedeli recalcitranti, anche pubblicamente, ed inutili sono risultati i numerosi ricorsi agli Ordinari che, per complicità o quieto vivere, lasciano fare, lasciano passare, senza rendersi conto delle enormi responsabilità che si assumono davanti a Dio! Gli esiti sono noti: furti di Ostie consacrate per la celebrazione di “messe nere” da parte delle sètte sataniche che proliferano; oltraggio a Cristo, realmente presente nella Particola che viene depositata su mani sudicie; frammenti - ciascuno dei quali, è bene ricordare, per quanto infinitesimale, contiene l’intero corpo di Gesù - che cadono in terra e vengono calpestati. Un autentico, oggettivo sacrilegio, con approvazione dei Superiori! Ora, la “Congregazione per il culto divino e i sacramenti” legalizza, come accennato all’inizio, un’altra prassi molto diffusa, ma illecitamente, perché ammessa, in un recente passato, soltanto in particolari occasioni e con tutti gli accorgimenti necessari per tutelare la dignità del S.S. Sacramento ed il rispetto dovutoGli: la Comunione sotto le due specie, col pane e col vino. Non è proprio una novità assoluta questa apertura della Congregazione del culto divino. Nel clima di un “ritorno alla Chiesa primitiva”, o presunta tale, (un ritorno che, sappiamo, fu condannato da Pio XII come “insano archeologismo”!), Papa Montini volle restaurare l’antico uso della Comunione sotto le due specie, dimenticando che, già nei primi anni della sua vita, nella Chiesa vigeva anche l’uso di comunicarsi con il solo pane, e talvolta, con il solo vino, e che, sin dai tempi di Papa Gelasio I (492-96) e Gregorio Magno (590-604), la Comunione col solo pane era molto comune e caldamente raccomandata, e che almeno a partire dall’XI secolo, divenne del tutto prevalente nella Chiesa latina, tanto da restare l’unica modalità di somministrazione di fatto e di diritto, sia per motivi pratici ed igienici (facilità di portare l’Eucarestia ai malati ed il Viatico ai moribondi; pericolo d’infezione collegato al bere in tanti dallo stesso calice o con la stessa cannuccia; l’avversione naturale di parecchi per il vino, ecc.) sia, e più segnatamente, per gravi motivi teologici e di riverenza verso il Re dei Re (pericolo che il Vino consacrato, se conservato a lungo, potesse inacidire, nella volontà di combattere contro la tesi eretica che Gesù non fosse tutto intero sotto ciascuna delle due specie, paura che il “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 Preziosissimo Sangue potesse cadere in accolito, o con l’aiuto di un cuc2) Si offrirà l’Ostia ai fedeli dopo averterra). chiaino. E come si salvaguarda la intinta nel vino, (Comunione per Questa prudente pratica fu ratificata in quell’igiene, che tanto stava a cuore a intinctio), come spesso accade anmodo solenne, definitivo e vincolante chi questa prassi interdisse, e sbanche oggi. Quante stille, quanti framdai Concili di Costanza e di Trento, e le dierando la quale si introdusse, dopo menti molli si distaccheranno dalmotivazioni che supportano la decisione il Vaticano II, la prassi della “Comul’Ostia e si disperderanno in terra, dadi abolire la Comunione sub utraque nione nella mano”? (Questa fu la to che l’apposito piattino di un tempo specie, che abbiamo menzionato, e della più comune e banale, quanto falsa, è del tutto scomparso, venduto forse, cui ragionevolezza nessuno può dubitadelle giustificazioni addotte, che nacon tante altre sacre suppellettili, da re, sono riportate nel Catechismus Roscondevano, come trasparenti foglie preti avidi ed insensati? Le esperienze manus. di fico, altri fini, il primo dei quali era negative di questi anni, evidentemenPaolo VI, non si sa se per cautela o per la volontà di assestare un duro colpo te, non sono valse ad ottenere una calcolo, benché motivatamente si possa alla distinzione tra sacerdozio minipiù attenta riflessione e a sconsigliare propendere per quest’ultima il procedere su tale peripotesi, dati gli imprevisti niciosa china. ostacoli incontrati e che lo turbarono o, più probabil3) Si metteranno, a dimente, lo indispettirono, sposizione di tutti i fenell’“Institutio Missalis deli, piccoli calici (o Romani” e, in seguito, cucchiaini). Saranno nell’Istruzione “Sacramendi metallo dorato all’intali Comunione” (1970), literno, come da precise mitò ad una ventina di occaprescrizioni liturgiche sioni la possibilità di comututtora vigenti? O sanicarsi sotto le due specie, ranno distribuiti calici di tra le quali cito: gli adulti cristallo? Si farà, forse, che ricevono il Battesimo anche il “cin cin”? (Non o la Cresima; gli Sposi scherzo affatto: non è nella S. Messa del loro mapiena la “nuova Mestrimonio; i Sacerdoti, nel sa” di gesti quotidiani e giorno della loro ordinaziosalottieri, inseriti a piacine; l’Abbadessa, nella cerimento del celebrante monia della sua benedizio“creativo”? La maggior ne; i Professi, nel giorno in parte di noi non immacui emettono i voti; piccoli gina neppure cosa sucMonzambico. Un catechista distribuisce l’Eucarestia durante la Messa. gruppi, in grandi solennità; cede, in Italia e sopratfedeli, in pellegrinaggio. tutto all’estero, durante I gruppetti minoritari dei nole celebrazioni dei “cavatori, ottenuta l’entrata dalla porta di rismatici” e dei “neo-catecumeservizio, hanno astutamente spalancato il nali”, o durante le cosiddette “mesportone centrale in numerose diocesi. I se” interconfessionali). E come vescovi, finti ciechi, si son dichiarati mesarà possibile, al termine della ComuLa Chiesa è minacciata ravigliati dell’ampiezza della pratica illenione, purificare sull’altare decine o gittima, perché da loro non approvata, centinaia di piccoli calici (o cucchiaidalla più diabolica ma hanno, ovviamente, preso atto della ni), perché non vada perduta neppudelle congiure, perché situazione e “non hanno potuto fare a re una goccia del Sangue divino, che, meno” (!!) di concedere la facoltà di cocome l’Ostia, è da ribadire, contiene si sta tramando contro municarsi con le due specie. l’intero Corpo del Signore? L’EUCARESTIA! A questo punto, interviene la Congregazione romana che ammanta di legalità 4) Si doteranno i sacerdoti o tutti i feciò che legale non era. E il tristo gioco si deli di cannucce. A parte il fatto che concluderà con la trasformazione della la sicurezza igienica non viene ugualsemplice facoltà in obbligo permanenmente garantita, chi purificherà, e cote. La Tradizione viene ribaltata, la Rime, centinaia di cannucce nelle quali voluzione vince! resterà necessariamente qualche, sia Intendiamoci: una disposizione pastorale steriale e sacerdozio comune del pur minima, traccia del sangue di Geo una legge liturgica può essere modifipopolo di Dio!). sù? cata dalla competente autorità ecclesiaPericolose per la salute le dita del stica, ma esclusivamente se finalizzata sacerdote, innocui i microbi lasciaLe preoccupazioni di vario ordine ad una più certa santificazione delle aniti da centinaia di bocche? Potrà sciespresse dai padri conciliari a Costanme e senza il minimo pregiudizio per la volare lungo il calice qualche goccia za e a Trento sono tuttora valide, anzi, sacralità del rito interessato. È questo il del sacro Sangue, o no? Come presono valide oggi più che mai, considerate caso di cui trattiamo? Vediamo. venire il verificarsi di tale iattura? Col’atmosfera di desacralizzazione domiSi discute, nella Curia romana, stando a me raccogliere il Sangue che cola, o nante nei fedeli praticanti e nella Gerarquanto riferito dalla stampa, sulle modamacchia le mani dei fedeli? Con un chia ecclesiastica e l’indifferenza dinnanlità con cui potrà essere somministrata fazzolettino di carta, o stoffa personazi ai valori più nobili che abbiamo eredital’Eucarestia in questa sua nuova forma. le, che poi sarà riposto in tasca, in atto dai nostri avi. Tutto è sotto i nostri ocCome bere il Vino, Sangue di Gesù tesa di disfarsene o di lavarlo a casa, chi: basta voler vedere! Cristo? Sono state formulate alcune proper proseguire a servirsene per i più Un altro orribile sacrilegio è alle porte, poste, che, invero, non devono essere noti usuali scopi? E, qualora il sacerdunque. costate troppa fatica mentale ai legislatodote o il comunicando dovessero serPerché, a ciò che di negativo o preoccuri, perché erano indicate per filo e per sevirsi di un cucchiaino, quali le consepante abbiamo sin qui segnalato, deve gno nell’“Institutio Missalis Romani” di guenze di un improvviso, anche caaggiungersi la facile previsione che, senPaolo VI. suale, tremito della mano o del bracza ombra alcuna di dubbio, i calicini, i 1) I fedeli berranno, ad uno ad uno, cio, magari provocato da una lieve bicchierini o i cucchiaini, e le cannucce, direttamente dal calice loro porto spinta da parte dei fedeli che si accalse di carta o plastica, come prima o poi dal sacerdote, dal diacono o da un cano? saranno per esecrabile comodità e per “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 7 ovviare alle diffilcoltà d’una degna custodia, verranno gettati fatalmente nella pattumiera! E con essi nella pattumiera finiranno le Sacre Specie, il Redentore! In ciascuno dei modi sopra descritti di comunicarsi, in ogni caso, e senza possibilità d’essere smentiti, il pericolo prossimo - intenzionale o meno non importa! - ma pur sempre colpevole, della profanazione del Signore appare inevitabile! Inutile nascondere la testa dentro la sabbia, come gli struzzi, e crearsi illusioni! I cattolici, una volta informati del pericolo di diventare strumento o autori di un così perfido sacrilegio, meditino profondamente prima di accettare imposizioni che contrastano con una tradizione benedetta da una lunghissima serie di Papi e di Santi. Dopo, non avranno scusanti di sorta davanti a Dio e agli uomini! La Santa Chiesa Cattolica, purtroppo, nella sua parte visibile, e massime nelle sfere elevate della sua Gerarchia, di giorno in giorno acuisce e dilata il rinnegamento di se stessa e della sua storia, si annulla in un cupio dissolvi, in una volontà autodistruttrice che sembra inarrestabile, invincibile, umanamente parlando. Troppi sono i nefasti attentati all’integrità della sua dottrina e della sua essenza che partono dal suo stesso seno!.. Adesso, si arriva a ridurre il Sangue di Cristo alla stregua di una coca-cola, ghiacciata o a temperatura ambiente, da sorseggiare dilaccati su di una sedia a sdraio sulla spiaggia, magari di lusso, esotica, con una bella e discinta hawaiana che rende più sopportabile l’afa sventolando una palima (l’inculturazione docet!) o all’ombra di una pineta in montagna! Farsa e tragedia si mescolano in un composto sconfortante, mostruoso: farsa blasfema è la nuova liturgia!.. Tragedia, per chi mantiene intatta la vera Fede, è la desacralizzazione di ciò che di più alto ed intoccabile è stato donato all’uomo: il Sacrificio della Croce, che si rinnova sull’altare per la salvezza delle anime, e l’unione ineffabile dell’uomo col suo Dio attraverso l’Eucaristia. Non si poteva rivolgere al Creatore un’offesa più atroce ed imperdonabile: ingratitudine, bestemmia, disprezzo, rifiuto totale dell’adorazione a Lui dovuta, perché da Lui comandata quale segno del nostro amore di figli e della nostra obbedienza di “servi inutili”! La resistenza a questo suicida e sacrilego corso dell’autorità religiosa, diventa obbligatoria, una autentica battaglia da combattere a viso aperto, costi quel che costi, per aiutare la Chiesa Cattolica Romana a continuare ad essere, come è stata e dovrebbe ancora essere, Madre e Maestra, guida spirituale, ferma, senza compromessi, senza tentennamenti, e roccia di Verità che nessuna tempesta può scuotere o intaccare. La nostra diserzione o una nostra debole reazione consentirebbe ai nemici interni della Sposa di Cristo di raggiungere la mèta che perseguono con ostinata perseveranza: l’abbattimento delle ultime assi dello steccato tra il ministero sacerdotale e quello dei fedeli, per l’instaurazione, di seguito, ineludibilmente, l’eliminazione dell’indole sacrificale della S. Messa, a tutto vantaggio di quella “conviviale un unico ministero, protestante nella forma e nella sostanza, a cui farà”, al fine di immolare il fulcro del Cattolicesimo - sacerdozio, S. Messa e Papato - sul luciferino altare di un ecumenismo di impronta chiaramente massonica! UN ESPOSTO ALLA GIUSTIZIA del dott. Arrigo Muscio Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia Via M. Fanti, 1 42100 Reggio Emilia (RE) In data 18 ottobre 2001, il settimanale “Tempi” (N. 42 del 18 al 24 novembre 2001), allegato al quotidiano “Il Giornale”, ha pubblicato, nell’Editoriale “Cari lettori”, una lettera (vedere allegata fotocopia) dal seguente contenuto: «Caro direttore, il fatto che Le sto per raccontare è accaduto in provincia di Reggio Emilia, la ricca e tollerante provincia emiliana. Siamo in una scuola media, esattamente in una terza classe, verifica in classe di matematica. Una ragazzina, prima di accingersi a svolgere il compito, si fa il segno della croce. L’insegnate vede il gesto, va su tutte le furie, la redarguisce dicendole che non deve più permettersi di fare certe cose in classe perché incutono paura e disagio negli altri. La ragazzina replica dicendo, con coraggio (bisogna ammetterlo), che siamo in Italia e che c’è la libertà di religione. Non è stato sufficiente. L’insegnante, for8 te del suo ruolo, ha replicato dicendo che quella non è religione e per punirla le ha imposto di cambiare banco e di sedersi vicino a compagni di classe con i quali lei fa fatica...». Ciò premesso, e tenuto conto dell’art. 21 Cost. “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione...” - dell’art. 3 Cost. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali...” dell’art. 9 L. 4 agosto 1955, n. 848 (Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali) “Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee...”, chiedo a codesta Autorità Giudiziaria di verificare se il gravissimo comportamento adottato dall’insegnante in oggetto: a) con particolare riferimento anche alla sua delicata qualità di educatrice; con il compito, quindi, d’insegnare il rispetto dei valori (la religione cattolica è, grazie a Dio, ancora professata nel nostro Paese ed è riconosciuta anche da molti storici come la base costitutiva del modello occidentale di libertà); b) tenuto conto che non viviamo in una dittatura; c) tenuto conto della giovane età dell’alunna e della presenza dei compagni di classe, costituisca violazione degli art. 323 - 572 C. P. Chiedo inoltre di accertare se l’atteggiamento dell’insegnante in oggetto costituisca atto discriminatorio ai sensi dell’art. 1 comma a) del D. L. 26 aprile 1993, N. 122, convertito nella L. 25 giugno 1993, N. 205 che punisce “chi commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi”. Nell’ipotesi di violazioni normative indicate o di altre non citate, domandiamo si proceda secondo legge. Chiedo, inoltre, d’essere avvisato ai sensi dell’art. 408 C. P. P., nell’eventuale ipotesi di archiviazione. In fede Il Presidente Dr. Arrigo Muscio Brescia, 18 ottobre 2001 “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 OCCHI SULLA POLITICA PINOCCHIO Appunti di Dottrina Sociale della Chiesa (da: Milizia dell’Immacolata - Palermo) Caro Pinocchio, nelle tue “avventure” Straordinarie, in ogni parte note, Non una chiesa, un Cristo, un Sacerdote, Un Santo, una Madonna, ma figure Stranissime: esoteriche creature, Al posto delle immagini devote, Di cui le belle pagine son vuote, Sicuramente, per ragioni “oscure”. Dimmi, Pinocchio, il conosciuto Autore Del volumetto tanto fortunato, Era un “fratello-franco-muratore”? Ed anche tu, Pinocchio, eri “affiliato”? Rispondi, Burattino, per favore, Se la Massoneria non t’ha stregato! Prof. Arturo Sardini Post scriptum Attendo una risposta, e non mentire, Perché il tuo naso ti potrà smentire! Pinocchio, non mentire! oppure il naso Raggiungerà le cime del Parnaso! Chiusa Il più “straordinario” Burattino Era, al pensarci bene, un massoncino! Morale della favola: il massone Ha avuto sempre in mano l’istruzione! Chiosa Il “sillabario” dell’educazione Che strano! - è la dottrina del Massone! Il Burattino cresce e si trasforma Senza la Chiesa di cui manca l’orma! Domanda Perché la Santa Chiesa non protesta, Di fronte all’incursione disonesta? Perché la Santa Chiesa non s’oppone A tale “oscura” massonizzazione? “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 CONCLUSIONE La Rivoluzione comunista del 1917 spezzò i legami tra le cose e l’uomo, rendendo quest’ultimo schiavo dello Stato, tubo digerente e rotella d’ingranaggio, negando l’esistenza di Dio. Vediamo, ai giorni nostri, come tale processo assuma connotati sempre più sovvertitori. È il legame dell’uomo con se stesso che viene oggi spezzato; con la propria psiche (uso delle droghe), con la propria identità sessuale (omosessualità), con la propria genitalità (pansessualismo, pornografia), con la propria infanzia (pedofilia), con il proprio corpo (traffico d’organi), con la propria intelligenza (spontaneismo in tutte le scelte, sentimentalismo al massimo grado, istintualità come norma direttiva di comportamento), con la stessa vita biologica sempre più minacciata da un’esistenza colma o di disordini (alimentari, sessuali, respiratori, da stress) che hanno nell’impazzimento delle cellule cancerogene il loro corollario, o di peccati contro natura che preparano il crollo delle difese immunitarie (AIDS). E, su questo sfondo apocalittico, già si intravede la prossima mossa del Nemico: essere adorato al posto di Dio! E si vedono già le avvisaglie di tale mossa: magìa, parapsicologia, esoterismo, occultismo, satanismo. Tutto ciò va valutato con realismo e serenità. “Io ho vinto il mondo”, “Le porte degli inferi non prevarranno”: è parola d Dio. E Dio non mente! “Infine il mio cuore trionferà”! È parola della Madonna a Fatima. E Maria è il profeta per eccellenza dei nostri tempi. Senza indulgere a pessimismi, vittimismi o cedimenti, senza false ingenuità, che sanno di comode diserzioni, il compito dei cattolici rimane: 1) santificarsi, innanzittutto con i Sacramenti, la sana dottrina, l’osservanza della retta morale, la preghiera; 2) santificare il mondo con l’evangelizzazione della società, il buon esempio, la carità operosa; 3) restaurare tutto in Cristo, comprese le leggi, le istituzioni e la società, perché il benessere materiale e spirituale di quest’ultima - lo ripetiamo ancora una volta - non ha orgine diversa da quella dell’uomo. Dio, poi, saprà fare certamente la “Sua parte”! (fine) 9 Documenta-Facta ISLAM: UCCISA DAL PADRE IN NOME DELLA “SHARIA” La storia di Fadine Sahindal, curda svedese di 26 anni. Uccisa dal padre Rahami che non voleva perdere la faccia davanti alla comunità islamica. Le aveva imposto un marito, ma lei non lo aveva accettato, sfidando, così, “l’onore della famiglia”. Un colpo di pistola alla nuca ha posto fine alla sua esistenza. Fadine si era recata alla polizia denunciando di essere minacciata. Tutto inutile. Nella moderna e liberale Svezia aveva creduto, invano, di trovare una via di scampo, ma non è servito a nulla! (Libero, 9. 3. 2002). ISLAM: UN MANUALE SUL COME PESTARE LE PROPRIE MOGLI L’opinione pubblica spagnola è stata di recente urtata da episodi come quello del famoso Imam di Fuengirola, autore di un libro sulla “Donna nell’islam” in cui insegna agli immigrati musulmani l’arte di pestare la propria moglie senza lasciare segni rintracciabili dalla polizia degli “infedeli”. (Libero, 9. 3. 2002) lefonicamente, si è rifiutata di commentare i fermi. Le fonti riferiscono che la tensione è molto alta in quest’ultimo periodo, con rinnovate pressioni perché il clero e fedeli della “chiesa del silenzio” entrino a far parte della chiesa ufficiale “patriottica”, controllata dal Partito Comunista. Liao Haiqing, 71 anni, ha già passato 17 anni in carcere negli anni Cinquanta e dal 1980 al 1990. Negli ultimi anni, è stato sovente fermato e rilasciato dopo periodi più o meno lunghi di “rieducazione”. In Cina, ci sono dieci milioni di cattolici, divisi tra la chiesa ufficiale e quella clandestina. (Giornale di Brescia, 12. 7. 2001). CINA: CRISTIANI E BUDDISTI CONDANNATI AD ANNI DI LAGER Secondo fonti dell’agenzia vaticana “Fides”: «nell’ultimo mese, la politica cinese verso la Chiesa e le religioni si è indurita». Fides denuncia che alcuni preti sono stati condannati ad anni di lager nel Jiangxi, che cristiani di Pechino sono stati espropriati delle loro case e che alcuni buddisti sono stati imprigionati. L’agenzia del dicastero vaticano per le missioni, che ha diffuso una lista con 33 nomi di preti e vescovi prigionieri, ha coinvolto 600 monasteri di clausura italiani in una preghiera per la liberazione dei cattolici detenuti in Cina. (Libero, 15. 3. 2002). L’ISLAM E I “PATRIMONI DELL’UMANITÀ” DELL’UNESCO Dal 13 giugno 1999 sono quasi 40 le chiese serbo-ortodosse distrutte o gravemente danneggiate da estremisti albanesi, nel Kosovo. Cinque di esse erano strutture risalenti al tredicesimo secolo e inserite nella lista dell’UNESCO come “patrimonio dell’umanità”! Si tratta del Patriarcato di Pec, il monastero di Decani, il monastero di Granica, la chiesa della Madre di Dio, a Ljeviska, e quella situata nel villaggio di Velika Hoca. In compenso, l’UNESCO - attraverso il suo rappresentante per la BosniaErzegovina, Colin Kaiser, e su suggerimento dell’architetto Carlo Blasi - ha deciso di stanziare 500 mila marchi tedeschi per la ristrutturazione della moschea di Decani. Stando a Blasi, lo stanziamento per la moschea è doveroso, in relazione “alla grande importanza storica e religiosa dell’edificio”. Non una parola sulle chiese ortodosse né sulla loro esclusione dal programma di finanziamento e protezione. CINA: ARRESTATI 16 PRETI DELLA “CHIESA DEL SILENZIO” La polizia cinese ha fermato l’altra notte, nella regione del Jiangxi, sedici sacerdoti della chiesa cattolica clandestina, perseguitata per la sua fedeltà al Papa. Un numero imprecisato di agenti ha prelevato, alle due di notte, dalla sua abitazione, Padre Liao Haiqing della diocesi di Yujiang. Due ore dopo, altri agenti hanno fatto incursione in una riunione di studio di 15 sacerdoti, nello stesso distretto, e li hanno condotti via - riferiscono le fonti. La polizia locale, interpellata te- 10 “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 Ancor più inquietante è la dichhiarazione rilasciata dal rappresentante delle opere d’arte in Kosovo, Horst Goedicke: «Ho contattato l’UNESCO a proposito della protezione dei siti religiosi nella primavera del 2000, ma la loro risposta mi è sembrata molto poco interessata al riguardo». Le chiese e i monasteri, formalmente, sono, ora, sottoposti a controlli armati da parte delle truppe Kfor. Formalmente, dicevamo, visto che il monastero di Granica è sorvegliato da un solo ufficiale svedese! (Libero, 14. 3. 2002). fiancandosi, spesso, a Stati cattolici e musulmani contrari all’estensione del concetto di “genere” e di “famiglia” agli omosessuali. Alle Nazioni Unite, la Santa Sede è osservatore permanente, insieme con la Svizzera; per degradarne lo status è necessaria una decisione dell’Assemblea Generale a maggioranza assoluta e certo non basterà questa campagna, sia pur serrata e agguerrita, per raggiungere tale risultato. ONG: FUORI IL VATICANO DALL’ONU Oltre 400 adesioni, nel giro di un anno: continua ad ottenere consensi l’incredibile campagna portata avanti da un gruppo di Organizzazioni non governative (Ong) per espellere il Vaticano dalle Nazioni Unite. «Un risultato scontato, che testimonia solo la buona capacità di organizzarsi e di rendere la vita difficile non solo al Vaticano, ma anche ad ogni singolo Vescovo che difende la dottrina morale della Chiesa», ha commentato, a “Fides”, Padre Bernard Przewozny, consultore del “Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace”. Il gruppo di Ong che ha lanciato la proposta di privare la Santa Sede del suo Osservatorio permanente presso l’ONU, sta raccogliendo adesioni attraverso una vasta campagna pubblicitaria su internet e con annunci sui principali media mondiali. Tra i promotori la Inte rnational Planned Parenthood Federation (IPPF), una “Ong” tra le più potenti, tenace sostenitrice di un rigido controllo demografico e dell’aborto, che è riuscita a coalizzare tre gruppi fondamentali: le Ong abortiste, quelle favorevoli al controllo delle nascite e quelle ostili alla religione cattolica. Leader della campagna, denominata “See change”, è Frances Kissling, presidente dell’Ong “Catholic for a free choice” che chiede il superamento della dottrina sociale della Chiesa su aborto e contraccezione. «Non si comprende - ha spiegato la Kissling, con discutibile ironìa e altrettanta approssimazione - un ente con 100 ettari di terra e qualche attrazione turistica, con una cittadinanza che esclude donne e bambini, debba sedere al tavolo con i Governi e stabilire politiche che riguardano proprio la sopravvivenza di donne e bambini». In realtà, a disturbare è il fatto che la Santa Sede è stata finora la principale oppositrice all’espansione della politica abortista nei documenti ONU, af- “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 11 LA “TELA DI RAGNO” – PLAGIO PSICOLOGICO NEL CAMMINO NEO-CATECUMENALE – di Augusto Faustini «Ci sono prigioni che hanno le sbarre: solide sbarre che si vedono e si possono segare. Ci sono prigioni, che hanno le sbarre invisibili - che non possono essere afferrate e scosse con rabbia; mentre sorridendo vi dicono: “Ma siete liberi!!! La porta è aperta... aperta! Potete uscire!”» (Claud Buffet). 1 I n questi mesi ho ricevuto numerosissime testimonianze da ogni parte d’Italia e del mondo e da ogni ceto sociale. Le più attese e gradite sono state quelle dei Vescovi. Nelle testimonianze di chi era appena uscito o stava per uscire dal “Cammino”, ho avvertito tanta insicurezza e paura, ma anche il bisogno d’una parola di chiarimento e di sicurezza. Ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una “tela di ragno”, d’una tarantola che avvelena tutto ciò che irretisce: persone, famiglie, Chiesa, società. L’ADESIONE NON E FRUTTO D’UNA SCELTA LIBERA Quanto dirò è frutto d’esperienza personale vissuta nel Cammino Neo-catecumenale. Le mie riflessioni non hanno pretese. Voglio rendere di pubblico dominio una realtà che a me è sembrata frutto d’una tecnica del “lavaggio del cervello”, atta a spersonalizzare, messa in opera ai danni di tante persone semplici che, in buona fede, hanno intrapreso un “Cammino” per riscoprire la loro Fede o semplicemente per approfondirne i contenuti. Sembra quasi che al giorno d’oggi sia diventato così impegnativo e faticoso pensare che si preferisce ricorrere a semplificazioni e ci si schieri senza prima aver fatto un autentico cammino di conoscenza e di discernimento. Anziché ascoltare l’altro, si preferisce rinsaldare la propria posizione, difendendola ad ogni costo. Troppi errori teologici hanno fatto defini- 12 re “non cattolico”, ma “eretico”, questo Movimento. Io faccio solo dei cenni, lasciando ai sacerdoti e teologi, che se ne sono occupati, l’approfondimento dell’argomento (v. Bibliografia). Molte tecniche di plagio, usate in questa sètta, sono usate anche in altre sètte segrete, sia dentro che fuori del cristianesimo, come abbiamo potuto constatare ultimamente nel caso del povero Arcivescovo Milingo, manipolato dalla sètta di Moon. Mentre, però, dalle sètte riconosciute come altamente pericolose (come i Testimoni di Geova o le sètte sataniche) ci si può difendere perché la Chiesa e la società civile aiutano e informano; da questa, invece, che prospera dentro la Chiesa Cattolica, non ci si può difendere perché opera in una situazione subdola ed equivoca della quale non esistono informazioni. Tanti sacerdoti, pur fermamente contrari, evitano di parlarne perché temono di infangare la Chiesa. Io, invece, ritengo che la Chiesa debba purificarsi e disfarsi di quanti si propongono come super apostoli, ma che, in realtà, approfittano di persone semplici e disponibili, ricche d’idealità che sperano di potenziare in questo “Cammino” che suppongono benedetto da Dio. Dedico queste riflessioni nella speranza che tanti aprano gli occhi e riconoscano la “Tela del ragno” nella quale sono cascati e dalla quale sono stati completamente avviluppati e irretiti. Tutti crediamo che chi ha intelligenza ed una buona cultura (magari laureato), chi ha i piedi ben saldi in terra, non possa mai finire in una sètta religiosa segreta. Nulla di più sbagliato! Nessuno può ritenersi sicuro da plagi e da lavaggi di cervello! Nel corso della vita, tutti attraversiamo periodi di maggiore vulnerabilità, dovuti a sconfitte, gravi malattie, forti dispiaceri o a mancanza d’ideali. Tutti abbiamo bisogno di sentirci “compresi“,“accettati”, “amati’ e, pertanto, frequentiamo ambienti che facilitano tale situazione. I capi delle sètte organizzano scientificamente ogni attività, troncando i rapporti col mondo esterno per far mancare ogni “confronto”, cosicché chi li frequenta non s’accorga dei lenti ma costanti cambia“Chiesa Viva” *** Maggio 2002 menti che, pian piano, avvolgeranno l’adepto in un’invisibile “Tela di Ragno”. Le “Comunità Neo-catecumenali” nascono dopo un “Annuncio”. Semplici laici si presentano al parroco e chiedono di poter fare una catechesi per adulti. I “catechisti” fanno le catechesi, bombardando con concetti pseudo-protestanti, senza far capire la loro appartenenza ad un’organizzazione e, “soprattutto”, senza avvertirli che per loro sta iniziando un impegno che durerà almeno vent’anni. Nonostante numerose “stonature” (che solo i pochi ben formati nella dottrina della Chiesa avvertono!) solitamente tutti rimangono ad ascoltare fiduciosi e rassicurati dalla presenza del parroco che fa da garante e dà sicurezza che si tratti pur sempre d’una proposta Cattolica. Tutti sono magnetizzati dalle catechesi che proclamano con fermezza. Fanno credere che ciò che propongono non sia frutto d’una preparazione a tavolino e, soprattutto, che sia l’unico modo autentico d’esser cristiaini. Certe affermazioni dei catechisti fanno nascere dubbi e sorprese, ma essi assicurano sempre di godere l’appoggio incondizionato del Papa. Solo pochi scoprono che la Chiesa Cattolica non li ha mai ufficialmente approvati, anche se cercano sempre di nasconderlo, illudendo con falsi proclami. Come avviene in tutte le Sètte, al momento opportuno fanno scoppiare quella che gli psicologi chiamano la “Iove Bomb” (la bomba d’amore), creando artificialmente un momento di raccoglimento gioioso che dia l’impressione d’una situazione d’amicizia, di concordia e d’amore. Tale situazione (spesso preparata con l’aiuto di digiuni mirati, seguiti dall’assunzione di dolci e di vino) crea un’atmosfera che vorrebbe essere la prova concreta che si tratti d’un gruppo privilegiato da Dio. Si tratta, invece, d’una tecnica di “uncinamento” per agganciare e trattenere il neòfita1. Chi frequenta il Cammino Neo-catecumenale, nel corso degli anni si rende conto della potenza persuasiva dei capi e di come, tra di loro, la concezione della famiglia sia ben diversa da quella classica cristiana. Nel “Movimento” si realizza un’unica grande famiglia di 40-50 persone, che vengono guidate da un capo-famiglia: il Catechista. La progettualità di coppia scompare. Al suo posto subentra quella che viene ispirata direttamente dal fondatore, Kiko Arguello! Anche chi si sforza di conservare la sua autonomia di giudizio, si rende conto che i capi monopolizzano totalmente la vita privata delle singole persone attraverso gli impegni di gruppo (sempre più frequenti), con l’aumento naturale delle amicizie tra i membri del gruppo e col controllo psicologico esercitato attraverso le “Confessioni pubbliche”, le “Risonanze” e i cosiddetti “Giri di esperienze”. In questi tre momenti, si è forzati a rac- 1 contare (anche nei particolari più intimi) tutti i segreti della propria vita e i peccati commessi nel passato. Questi segreti intimi devono essere esternati davanti a tutta la Comunità. Diventeranno, Kiko Argüello e Carmen Hernandez, fondatori del Movimento Neo-catecumenale. del malcapitato, sostituendosi, di fatto, al confessore o al padre spirituale. Tutto ciò avviene senza che vi sia l’obbligo del segreto confessionale, perché non sono sacerdoti, ma semplici laici. Convincono le persone che la loro organizzazione è perfetta ed ispirata direttamente da Dio. Pertanto, chi si permettesse, anche solo minimamente, di criticare i loro metodi, viene considerato un “Demonio” o un “Faraone”, e quando qualcuno (anche sacerdote o Vescovo) muove obiezioni all’Organizzazione, ogni singolo membro deve trattarlo come un nemico personale. Sin dai primi incontri, preannunciano misteriosi pericoli, ammonendo che: - devono guardarsi da chiunque voglia dir loro cose diverse da quelle che i “Responsabili” insegnano; - che, nella stessa Chiesa cattolica, ci sono molti che li “odiano”, perché loro sono “i veri” e autentici scopritori del cristianesimo dei primi secoli; - che molti, in futuro, sentiranno il desiderio d’abbandonare quella esperienza, ma “mai nessuno avrà convenienza a farlo”, perché “fuori del Cammino non può esserci che perdizione ed infelicità”. Alcuni prendono il coraggio a due mani e fuggono da questa esperienza, ma molto spesso si “pentono d’essersi pentiti”, perché non hanno più la capacità di vivere una vita autonoma. Approfittando delle reali difficoltà che, al giorno d’oggi, si presentano nel fare e mantenere le amicizie, essi costringono i neòfiti a frequentarsi solo tra loro e li coinvolgono in incontri sempre più numerosi, in modo che, per anni, non abbiano altre vere amicizie esterne. Fanno credere che questa esperienza è l’unica cosa al mondo che abbia importanza e, pian piano, inducono gli adepti a non provare più interesse per la cultura, per l’arte, per lo sport, per la politica, ecc. Tutto diventa secondario! Fin dall’inizio, i “capi responsabili” insinuano nei neòfiti il sospetto che i cattolici, che vanno alle “Messe normali”, siano cristiani di serie “B”, e lo affermano chiaramente chiamandoli “cristiani della domenica”. Invitano a liberarsi degli affetti, fino a convincere che anche le persone più care, se non si riesce a trascinarle in Comunità, È MEGLIO PERDERLE! SCELTA MATRIMONIALE, SACERDOTALE O RELIGIOSA, FORZATA! quindi, una spada di Dàmocle che impedirà loro, per sempre, di lasciare il gruppo stesso. I Capi delle Comunità e, soprattutto, il Catechista responsabile di tutte le Comunità della Parrocchia, vogliono conoscere, anche nei dettagli più scabrosi, tutti i particolari delle problematiche individuali, in modo da avere “in pugno” la psiche Obbligo singolare (quanto ingiusto!) è di imporre a tutti o la soluzione matrimoniale (controllata dal Movimento) o la consacrazione sacerdotale, o monacale, imposta dai Catechisti e, in ultima analisi, da Kiko Arguello (scapolo) e da Carmen Hernàndez (ex suora). Col passare degli anni, gli adepti diventano un gruppo fisso, granitico. Si arriva a imporre l’obbligo di sposarsi nel gruppo Osservazioni del Prof. Mastronardi, titolare di Psicopatologia all’Università “La Sapienza” di Roma. “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 13 (“Endogamìa”), dicendo esplicitamente: “sposate le figlie di Israele”. Chi si fidanza con una ragazza o con un ragazzo esterno, non viene lasciato in pace fintanto che non costringerà l’altro, o l’altra,a a entrare nel “Cammino”. Se non riescono nell’intento, saranno costretti a scegliere tra l’abbandonare il “paradiso Neocatecumenale”, o abbandonare il loro “amore”. Ciò comporta atroci sofferenze psicologiche perché, nel frattempo, avranno convinto l’“adepto” che solo coi Neo-cateumenali ci può essere il vero cristianesimo! Stessa cosa avviene per gli sposati. Pensavo che, di fronte alla sacralità e all’indissolubilità del matrimonio, avrebbero consigliato il coniuge dubbioso di scegliere sempre il salvataggio del matrimonio, di fronte a qualsiasi dilemma. Invece, no! Uno dei Capi più potenti tra i Neo-catecumenali, l’Avvocato Franco Voltaggio, dopo aver promesso a diversi Vescovi che, per salvare un matrimonio, avrebbero volentieri rimandato a casa il coniuge da loro eccessivamente “entusiasmato”, in seguito, ha dato prova evidente che ciò che diceva era falso. Infatti, quando uno dei due coniugi è stato reso fanaticamente schiavo della loro organizzazione (cosa che accade più spesso di quanto non si creda!) arrivano persino a farli vivere separati a vita (Divorzio di fatto! citando 1 Cor 7,15!) se l’altro coniuge non apprezza la “Comunità”. Questo è successo anche a me. Il 27 aprile 1992, alle ore 17, nella Chiesa di San Leonardo Murialdo, in via Pincherle (traversa di via Marconi), l’allora parroco P. Domenico Paiusco mi ordinò di vivere il resto dei miei giorni lontano da casa mia, dai miei figli e da mia moglie, perché, con la mia opposizione all’organizzazione Neo-catecumenale, mi ero messo contro la Chiesa Cattolica! La decisione era stata presa dai “massimi catechisti” della diocesi di Roma, ed era irrevocabile! Feci presente che il mio (e suo) Vescovo lo aveva pregato di fare il contrario. Lui, però, dichiarò d’obbedire solo alla sua coscienza (ma, in realtà, obbediva ai dirigenti Neo-catecumenali). Nessuno ebbe allora il coraggio d’opporsi a tale decisione: né mia moglie, né i miei figli, né Mons. Riva, che era allora il Vescovo del nostro settore! Io ho cercato di mantenere la mia autonomia di giudizio, ma mi sono accorto che i membri della mia famiglia (prima, unita), col tempo, sono stati coinvolti in molteplici impegni a seconda delle varie “Comunità”. Tornando, la sera, stanco del lavoro, mi accorgevo che tutti erano usciti: chi per la “Liturgia della Parola”, chi per preparare gli incontri, chi per preparare i canti. Cenavo solo come un cane e constatavo come avevano realmente distrutto la no14 stra comunità familiare! Si vantano d’essere cattolici, ma quando c’è conflitto tra il partecipare alle loro riunioni, o a qualche sacramento, essi fanno sempre prevalere la superiorità della partecipazione alle loro riunioni! Manco si discute, poi, quando l’alternativa è con impegni di studio, o impegni sociali, artistici, sportivi, d’amore, di politica o della “odiata cultura”! Secondo i Catechisti tutti questi impegni sono “IDOLI”! Momenti topici della vita, affrontati con ottuso fanatismo! In occasione della morte di mia madre (avvenuta il 1° ottobre 1992) ho chiesto inutilmente a mia moglie neo-catecumenale di pregare insieme a me. La sua risposta è stata: “Io prego solo con i miei fratelli di comunità, che sono la mia vera ed unica famiglia in Cristo!”. Il fanatismo li porta a dire e a credere che vare qualche dubbio, o di formulare qualche critica, o fare anche solo delle proposte, subito viene accusato di “mormorazione”. L’accusa è considerata una colpa tremenda e sarà discussa nel “giro d’esperienze”. Il povero fratello dovrà accusarsene pubblicamente dinanzi alla Comunità. Il malcapitato sarà terrorizzato con la minaccia di non poter superare lo “Scrutinio” successivo. Questo distrugge l’intelligenza, l’auto-stima e il senso critico della persona. In tanti anni di “Cammino” ci si trova a parlare, quasi sempr e unicamente, con lo stesso gruppo di persone, e a fare delle scelte integraliste. Quando, poi, ti dicono che sbagli, subito, senz’avere il tempo di analizzare il tuo pensiero, o di vagliare le motivazioni che l’hanno generato, ti convinci di sbagliare. Chi non ha vissuto quest’esperienza, non può rendersi conto del fanatismo che questo Movimento infonde nell’animo degli adepti, creando tanti “fondamentalisti”, pseudo cattolici, simili ai deprecati “integralisti islamici”. I metodi sono diversi, ma i risultati sono molto, molto simili: discredito della religione, pericolo per la società civile, rovina degli individui che maturano determinazione irrazionale, rigidità mentale e caparbietà fanatica. Gli integralisti afghani, che fanaticamente eseguono le direttive di Bin Laden, sono quegli stessi che per anni, da bambini, sono stati formati nei campi profughi Pakistani alla luce del solo Corano, senza la minima istruzione sulla cultura e sulla dimensione laica della vita. Ricordo, con orrore, le Pasque vissute in quegli anni, precedute da due giorni di digiuno rigorosissimo, obbligatorio ed assoluto; tutti permeati di fanatismo; culminanti con un’intera Kiko conla chitarra in un raduno neo-catecumenale. nottata di canti; totalmente isolati dalla Comunità parrocchiale, che dovrebbe essere, inverealmente quest’organizzazione sia emace, la Comunità di tutti. Alle sei del mattinazione diretta di Cristo. no c’era una “àgape” (un pranzo) con Un giorno, feci notare che il primo dei abbondanti pietanze e vino in quantità. miei figli non mi ascoltava per niente e Alcuni arrivavano ad ubriacarsi, altri ad reclamavo, come padre, il diritto d’essere avere conati di vomito per lo stomaco almeno ascoltato. Mi sentii allora risponriempito con enormi quantità di cibo. Poi, dere: ‘“Ma come, a volte non ascolta si dormiva tutta la giornata di Pasqua, neppure i catechisti, come pretendi senza aver la possibilità di trascorrere che ascolti il padre?”. Ciò mi fece capineppure mezz’ora con familiari ed amici re all’evidenza il reale capovolgimento non Neo-catecumenali! Agli altri si faceva dei ruoli e la forza del potere assoluto dei credere che, in quella notte, toccavamo catechisti. le vette più sublimi dell’ascesi! I giovani sposi vengono spinti (con la L’integralismo fanatico è stato decisascusa dell’apertura alla vita) ad una prolimente respinto da Gesù che disse: “Date ficità irresponsabile. Arrivano a far genea Dio quello che è di Dio e a Cesare rare nuovi figli per sciocco esibizionismo, quello che è di Cesare!”. più che spinti da autentico amore! Tra i tanti insegnamenti, proclamati in Nonostante che gli impegni occupino tomodo martellante, quelli più ripetuti eratalmente le giornate e vi sia una totale no: “Solo Dio deve essere veramente manipolazione delle menti, tuttavia c’è amato” (dove per “Dio” s’intendeva il losempre qualcuno che riesce a conservaro “Movimento”). “Se il tuo coniuge ti re la propria libertà di pensiero e ad usaè d’impaccio, odialo! Lo stesso farai re la propria testa. con chiunque altro voglia separarti da Quando, però, questi si permette di sollenoi: figli, fratelli e genitori compresi!”. “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 Molte coppie hanno avuto il matrimonio rovinato per sempre da questa strana organizzazione, molto simile ad una “SÈTTA”! L’intimità affettiva e psicologica, unite alla progettualità, dovrebbero essere i cardini su cui basare qualsiasi rapporto di coppia. Per decenni, invece, tutto ciò era vissuto e trattato da persone estranee alla coppia stessa! Ognuno può immaginare quali effetti distruttivi scaturiscano in una simile situazione. La maggior parte delle coppie sono rovinate. Coloro che prendono coscienza della realtà, escono da questa esperienza catastrofica; ma, avendo maturato la convinzione che il Cammino Neo-catecumenale era la vera espressione del cristianesimo, molti perdono la Fede per sempre e; di loro, la Chiesa perde le tracce. I Catechisti del Cammino Neo-catecumenale dicono che gli aderenti sono milioni! Nessuno, però, ha mai calcolato che i fuoriusciti sono dieci volte tanto! Né quanta sofferenza si portino addosso, o se abbiano conservata la fede! lardo, di Palermo; i Vescovi di Brescia, Bruno Foresti; di Ivrea, Mons. Bettazzi, e quelli di Novara, di Trieste, di Foligno, di Perugia, di Catania e tanti altri, hanno evidenziato la seria pericolosità di questa organizzazione. Nel 1988, Mons. Cesare Pagani, vescovo di Perugia, morì d’infarto dopo un’animata discussione, avuta coi capi di questo Movimento. Essi allora, anziché riflettere sul proprio fanatismo, osarono parlare di “punizione divina”. Nel gennaio del 1996, in Inghilterra, a Clifton, il Vescovo cattolico Mervyn Alexander, ha avviato un’indagine sul Cammino Neo-catecumenale e, quando s’è conclusa, ha vietato loro di reclutare nuovi membri in quella diocesi! L’Assistente Nazionale della “Azione Cattolica“, Mons. Agostino Superbo, ASSOLUTA MANCANZA D’IDENTIFICAZIONE NELLA CHIESA Non vogliono esser definiti “Movimento” per far credere che i veri cristiani sono solo quelli che stanno nel Cammino. Essi dicono: “Siamo quelli della Verità, non siamo una organizzazione”! Fin dall’inizio, proibiscono che si faccia riferimento a qualsiasi tipo di organizzazione. Non sono una Associazione, non sono una Congregazione, non sono un Movimento, non sono un Club, non sono una Comunità di base, non sono un Ordine religioso! La loro luciferina strategia è quella di non apparire! Vogliono impadronirsi della Chiesa Cattolica, ma in maniera subdola e nascosta! Secondo la tecnica del lavaggio del cervello, i neologismi ed il gergo dei Neo-catecumenali portano i membri ad accettare le nuove idee, anche senza alcuna garanzia d’attendibilità! Il linguaggio particolare crea senso di fortunata appartenenza ad un gruppo elitario, di dipendenza e di obbedienza cieca! Indagando sulla loro struttura, si scopre che, mentre vogliono dare a tutti l’impressione di essere dei gruppi innocui e spontanei, guidati solo dallo Spirito di Dio, sono invece organizzati come “Chiesa nella Chiesa”! Hanno i “Responsabili” d’ogni singola Comunità; i Capi dei responsabili dell’insieme di Comunità delle parrocchie dove sono presenti: i “Catechisti” (che contano molto più del parroco!); i Capi settore (che contano più dei Vescovi!); strutture regionali e nazionali che segretamente si sovrappongono alle strutture della Chiesa ufficiale! Ultimamente ho scoperto che i Neo-catecumenali (senza che nulla traspaia al di fuori dagli ambienti ecclesiastici) sono contrastati da vari ecclesiastici: i Cardinali Carlo Maria Martini, di Milano; Silvano Piovanelli, di Firenze; Giovanni Saldarini, di Torino; Salvatore Pappa“Chiesa Viva” *** Maggio 2002 Battesimo Neo-catecumenale. Vescovo pugliese, insieme ad altri 19 Vescovi della regione (tutti d’accordo, nessuno escluso), nel dicembre del 1996 ha indirizzato ai preti della regione una nota pastorale, nella quale si sostiene che il Cammino Neo-catecumenale “mette a rischio la comunione nella Chiesa Cattolica” (“Jesus”, febbraio 1997, p. 36). A Vicenza, hanno creato non pochi problemi! Ho saputo che a Scandicci, vicino Firenze e a S. Giorgio di Nogaro (UD), le parrocchie hanno vissuto una lacerante scissione per colpa dei neo-catecumenali. Perché dovremmo assistere ancora ad altri dolorosi piccoli scismi? Uno dei motivi per cui quest’organizzazione è sospettata da certa parte della Chiesa, risiede nel fatto che i Neo-catecumenali tradiscono completamente tutte le aperture di na- tura sociale, tutti i tentativi di realizzare nel mondo la “teologia della giustizia”, tutto l’interesse ecclesiale per i poveri e gli emarginati! Tradiscono lo stesso Concilio Ecumenico Vaticano II! D’altra parte, a coloro che hanno a cuore la conservazione della giusta dottrina (che ha permesso alla Chiesa di rimanere integra lungo i duemila anni di storia) non sfuggono le gravi eresie degli insegnamenti, che sono scritti nel catechismo Neo-catecumenale, e che vengono tenuti rigidamente segreti anche agli adepti, privi di cariche specifiche! Solo il primo volume: “Orientamenti alle équipes dei catechisti per la fase di conversione” consta di ben 373 pagine. I responsabili, però, ne hanno sempre negato l’esistenza! Molte affermazioni, espresse in questi Orientamenti, sono di origine luterana, come queste: - la fede ci fa annullare completamente i peccati! Le opere non contano! - La libera interpretazione delle Scritture è fondamento d’ogni morale! - Vero sacerdozio è “l’insieme dei fedeli”. - Il prete deve solo “presiedere”! - Sacrifici, digiuni, voti e pellegrinaggi: sono tutte cose inutili! - Il S. Rosario è screditato ed emarginato! - Il Sacrificio Eucaristico è negato; - la Transustanziazione è ridotta a simbolo! - Il Sacerdozio Ministeriale è soppresso!.. TUTTO CIO E LUTERANESIMO, NON CATTOLICESIMO! - “L’uomo non può fare il bene, perché si è separato da Dio” perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente ed incapace in balia dei demoni. “È rimasto schiavo del Maligno. Il Maligno è il suo Signore.” E QUESTO È GIANSENISMO, NON CATTOLICESIMO! - Si deride la pratica di conservare il Santissimo nel tabernacolo. Per loro, la presenza del corpo di Cristo nel pane e nel vino consacrati, cessa con la fine della celebrazione. In base ai miei modesti ricordi personali, il primo che lanciò l’allarme sulla pericolosità dei Neo-catecumenali fu Padre Virginio Rotondi, che, nei seguitissimi articoli sul quotidiano “IL TEMPO”, denunciò che quel “popolo eletto” si ostina a non voler riconoscere che “Dio non ci parla solo attraverso le Sacre Scritture, ma anche tramite gli insegnamenti della Chiesa”. E ancora: “Le Scritture non devono essere ammantate d’un alone di ‘magia’”! Altri sacerdoti, poi, si accorsero della pericolosità dei Neo-catecumenali. Ricordo, innanzitutto, il grande e dotto teologo passionista Padre Enrico Zoffoli, che scrisse interi libri di testimonianze ed altri di studio teologico accurato. I suoi studi furono proseguiti da Don Gino Conti, brillante polemista, da Don Guglielmo Fichera di Foggia e dal coraggioso parroco pescarese Don Elio Marighetto. (continua) 15 MONDIALISMO E ALIMENTAZIONE del prof. Francesco Cianciarelli 1 T ra le molte ricerche da me fatte per tanti anni sul Mondialismo, ne aggiungo, oggi, un’altra non meno importante per descrivere il nesso che esiste tra il Mondialismo e l’alimentazione. Sì, perché bisogna sapere che purtroppo per noi - non c’è nessun settore dove manchi la “presenza di coloro che detengono il Potere Mondiale”; perché i “Pensatoi” del Sistema stanno elaborando addirittura nuove, diverse ed inquietanti regole di vita per l’uomo nuovo, per l’Umanità di domani. Già! Perché l’Uomo di oggi oltre ad essere: no volti a ben altri obiettivi, infischiandosene altamente dei drammi che vivono molte popolazioni. Io mi domando: come abbiano potuto fare questi “giganti della malavita” a ridurre alcuni paesi nello stato in cui versano, quando da autosufficienti ed esportatori che erano, come l’Africa, l’Asia e l’America Latina, ora non solo sono costretti ad importare “cereali”, ma sono indebitati fino al collo, ed ogni giorno di più. Già quattro anni fa, sfioravano un debito pari a 4.000 milioni di miliardi, quindi impagabile ed ovviamente eterno! Geograficamente: Transnazionale; Biologicamente: Transessuale; Fidelisticamente: Transreligioso; Politicamente: Trasversale; Scientificamente: Transgenico! D’altronde, chi ci comanda è razza pervertita e depravata! Vogliamo qualche esempio? Vediamolo subito. Quasi 1 miliardo e 600 milioni di persone vive peggio di 20 anni fa1. Con la tanto decantata e declamata “globalizzazione”, non c’è la correlazione tra i bisogni di un Paese e gli investimenti in loco. Privatizzare, liberalizzare, deregolamentare, far rispettare le pesanti condizioni dettate dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale per ottenere prestiti in progetti vari, con conseguenti tagli alle spese pubbliche, riduzioni del personale, e così via. Ed ancor peggio, si sta verificando l’aumento della fame nel Sud del mondo, ma non per penuria di cibo, ma per mancanza di soldi per acquistarlo. Infatti, sono oltre 800 i milioni di ettari ad essere coltivati nel Sud del pianeta; e quanto affermo è stato riconosciuto anche dallo stesso Direttore della FAO, John Lupien, quando dice: «C’è cibo per ogni uomo, ogni giorno. Il vero problema è, invece, l’accesso al cibo!»; e, dall’alto funzionario della FAO, 16 C’È UNA POVERTÀ ESTREMA! Benaiss, laddove sostiene che: «Anche in un Paese che soffre la fame, ci sono silos e magazzini strapieni di derrate alimentari. Questa è la prova - continua - del fallimento morale e della morte per fame in mezzo a tanta abbondanza». Fin dalla stessa fondazione della FAO (fondata a Quebec nel 1945) il suo primo Direttore, Lord John Body, presentò una proposta - che fu prontamente respinta “per creare una riserva alimentare in caso di emergenza”, ed “un Fondo per finanziare le eccedenze dei prodotti alimentari verso quei paesi che più ne avessero bisogno”. D’altronde, è bene ricordare che tutti gli organismi Internazionali, sedicenti umanitari, come la FAO, che si dice pronta (ma solo a parole) a combattere la fame, ed altri, creati solo per salvare le apparenze e per spillare soldi da tutte le nazioni, so- Eccovi qualche esempio: In BRASILE, vivono, per strada, oltre 10 milioni di bambini (= i meninos de rua) vengono usati come prodotti “biologici”: il migliore offerente acquista e fa asportare il fegato, un rene, o gli occhi, e, dopo la degenza, li ributtano per strada. Ma il mercato degli organi è florido ed è presente in tante nazioni, principalmente in Russia, in Pakistan, Nepal, Bangladesh. Con le adozioni internazionali, poi, c’è un mercato immenso, ed oggi più che mai attraverso Internet. Nello SRI LANKA, uomini e donne vivono dentro le baracche-carceri, a ridosso delle piantagioni di thè, dove, per tutto il giorno, lavorano per meno di 1.000 lire. O come in GUATEMALA dove le donne lavorano in Multinazionali tessili (quali la Phillips Van Heusen e la Lucasan) per meno di un dollaro al giorno; e subendo continui abusi sessuali dai caporali, ed un paio di volte al mese sono messe in fila e colpite alla pancia per scoprire chi è incinta; e chi lo è, viene licenziata in tronco. E se tutte si ribellano, la fabbrica viene chiusa e trasferita altrove. In INDIA, una bambina di 9 anni, di Dac“Chiesa Viva” *** Maggio 2002 ca, che lavora per una fabbrica USA 2, racconta «Inizio a lavorare alle 8 del mattino e finisco di solito alle 10 di notte, ma, diverse volte, fino alle 3 di notte; se poi, al mattino seguente, rimango addormentata sul pavimento, a fianco dove lavoro, il responsabile mi picchia e mi toglie la paga. Se ritardo di un minuto, mi toglie 1/3 della paga. E, nella fabbrica, oltre la metà sono tutti bambini, e non prendono nemmeno 10.000 lire al mese!». In THAILANDIA, si lavora, in fabbrica di borse ed altro, per 14-16 ore al giorno; ci si ferma solo per mangiare e per riposare un po’, per poche lire, anche ammalati, con continui morsi della fame. Purtroppo, queste anime giovani ed innocenti, spesse volte, sono strappate dalle famiglie con i soldi o con la forza, ed hanno in quei “miserrimi” lavori, la sola cosa che esiste tra loro e la morte! Non conoscono l’infanzia. Non conoscono il sorriso. Non conoscono l’affetto di una madre. Non sanno leggere né scrivere. Non possono nemmeno ribellarsi, perché verrebbero picchiati. E se scappano, si ritroverebbero dalla padella alla brace, ovvero nelle mani di criminali senza scrupoli! Sulla terra, ogni giorno, ogni ora, si consumano degli episodi a dir poco aberranti, inenarrabili, irripetibili, incredibili. Eppoi, ci vengono a parlar male del Medioevo! Quell’epoca, dinanzi a taluni misfatti, è stata un’epoca d’oro! Secondo fonti ufficiali, fornite da “Lorsignori” e, quindi, al di sopra di ogni sospetto ed attraverso le “loro” Istituzioni Umanitarie, quali la FAO, l’UNICEF, l’ONU et similibus - in America Latina ci sono oltre 150 milioni di poveri assoluti; in Africa, 250 milioni, ed in Asia addirittura 1 miliardo; se invece guardiamo i “dati” forniti dalla Banca Mondiale, arriviamo a ben 3 miliardi, dei quali circa 60-70 milioni all’anno muoiono per fame, cioè, a dire - dal momento che il giorno è composto di 86.400 secondi ogni secondo, muoiono 2 persone per mancanza di cibo! È davvero una vergogna!!! Basterebbe semplicemente nutrire questi derelitti della Terra con le “eccedenze” del latte che ci sono nella sola Europa, che, nel 1996 - ad es. sono state di 587.000 tonnellate di litri, trasformati, poi, in polvere, per destinarlo al consumo animale. Senza poi considerare che l’Unione Europea ha istituito, per gli agricoltori, il “Premio Abbattimento” per i bovini. Ovvero, l’eliminazione dei vitellini entro il 10° giorno di vita, onde recuperare le “carcasse”, per poi destinarle - attraverso trasformazione biochimica - al consumo di cani, gatti, polli ed altri animali. Sono milioni i capi abbattuti. Senza poi aggiungere - iniquità delle iniquità! - l’im“Chiesa Viva” *** Maggio 2002 posizione agli Stati di favorire l’aborto. In testa alla classifica, c’è la “Rockefeller Foundation”, con il suo nefastissimo programma “crescita zero”. Di proprietà di quel John David Rockefeller che già nel 1913, negli USA, aveva un patrimonio di ben 400.000 miliardi di lire odierne3, oltre ai 1.000 immobili, sparsi nel mondo, che hanno attualmente gli eredi. Ma in questa miseria mondiale - in mezzo a tanta abbondanza - non si salva nemmeno la nazione più potente del mondo. viene assassinato un bambino; ogni ora e mezza, ne viene ucciso uno con un’arma da fuoco; 120.000 bambini non hanno un tetto dove ripararsi; 135.000 vanno a scuola armati. Eppoi, oltre il 60% della popolazione usa “psicofarmaci” (sono escluse le droghe), cioè a dire che poche persone reggono all’urto di questo tipo di società, di sistema, men che mai dopo l’abbattimento delle due Torri Gemelle di New York dell’11 settembre scorso. Nella grande mela, simbolo del capitalismo e della democrazia nel mondo, vigono più che mai: l’insicurezza, falsi modelli, errati valori, mancanza di fede, sfascio della famiglia, disoccupazione, sfiducia nelle istituzioni e nel futuro. Gli USA l’hanno trasformata in uno “Stupefacente” complesso industrial-carcerariomanicomiale! Desidero leggervi due compiti di matematica, assegnati ai loro alunni, ai quali si ispirano i professori americani: “Johnny ha un mitra AK-47 con caricatore da 80. Se non centra il bersaglio 6 volte su 10 e spara 13 raffiche consecutive, quante raffiche può sparare prima di ricaricare?” Oppure: “Billy ha due once di cocaina. Vende un 8-ball a Jackson per 320 dollari, e due grammi a Abraham a 85 dollari al grammo. Qual è il prezzo di strada della cocaina non tagliata?” Ed intanto, in tutta questa desolazione spirituale e materiale dell’uomo, prospera solo la Globalizzazione, la Mondializzazione, preoccupata soltanto di allargare i mercati, di essere presente dovunque e dovunque, senza alcuna preoccupazione del “caos” che genera, degli spostamenti biblici delle popolazioni, dell’abbattimento delle tradizioni, della radicale modificazione delle abitudini e latitudini di tanti popoli. Senza poi aggiungere che, ogni giorno di più, l’economia di carta, o virtuale, o finanziaria, ruba risorse finanziarie dalle vere attività produttive o di servizio, per poi impiegarlo nelle speculazioni borsistiche, stimolando i cittadini ad una vera e propria corsa ai mercati azionari, ai titoli o all’acquisto e vendita di valute. Oggi: tutti possono ACQUISTARE SENZA PAGARE O VENDERE SENZA POSSEDERE! Che umanità microcefala! (continua) 1 Infatti, negli USA, vivono, in totale povertà, circa 20 milioni di bambini. Ogni 8 ore, muoiono 3 bambini per abusi; ogni 4 ore, si suicida 1 bambino; ogni 2 ore, Cfr. “Le Monde” in “Internazionale”, 13. 06. 1997, p. 16. 2 Cfr. “Geografia del Supermercato Mondiale”, Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 1996, p. 93. 3 Cfr. “Guinness World Record 2001”, p. 54. 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Ma chi era quel Colonnello House, “il più stretto collaboratore di Wilson, che costituiva il collegamento dietro le quinte con Wall Street”, col quale Paul Warburg si trovò coinvolto nella stesura del “Federal Reserve Act”, per la creazione della Banca Centrale degli Stati Uniti? Il suo vero nome era: Colonnello Edward Mandell House (1858-1938). Nel suo “Carteggio intimo del Colonnello House”, il professore di storia di Yale, Charles Seymour, membro del massonico CFR (Council of Foreign Relations), massone del clan dei Morgan e biografo di House, scrisse «... non si possiede che un’insignificante documentazione sulla carriera e sull’opera del Colonnello. Esistono pochi uomini - se mai sono esistiti - che hanno esercitato una tale influenza politica, ma su cui, però, si sia così poco informati»1. «Suo padre, Thomas House, era un mercante inglese che arrivò nel Texas negli anni 1830, e che, durante la Guerra di Secessione americana, non parteggiò per l’Unione contro gli Stati secessionisti, ma, da cittadino britannico, fece una fortuna, contrabbandando armi dall’Inghilterra al Texas, attraverso gli Stati dell’Unione. A guerra finita, Thomas House ritornò in Inghilterra dove fece educare il figlio Edward a Bath. Anni dopo, Edward House tornò negli Stati Uniti per dirigere la piantagione paterna; egli mantenne sempre una fiera lealtà all’Inghilterra, disprezzando gli Stati Uniti, che egli considerava come una terra nemica. Questo fu il Colonnello House che diresse la politica estera e gran parte degli affari interni degli Stati Uniti durante l’amministrazione del Presidente Woodrow Wilson»2. «Il Presidente W. Wilson, eletto nel 1912, elesse Robert Lansing capo consigliere del Dipartimento di Stato, mentre il populista Wiliam Jennings Bryan divenne Segretario di Stato. (...). Allen e John Foster Dulles entrarono al Dipartimento di Stato come agenti di intelligence del loro zio Robert Lansing, poco prima che gli Stati Uniti entrassero nella Prima Guerra mondiale. (...). Quando l’Europa entrò in guerra nel 1914, il Governo Wilson dichiarò la neutralità americana e lo stesso Presidente annunciò il suo deciso impegno per porre fine a questo conflitto. Una potente combinazione di personaggi pubblici americani, però, agì nell’interesse britannico di trascinare gli Stati 18 Col. Edward Mandell House Paul Warburg. Uniti in guerra come alleato. Questi personaggi furono: 1) Il precedente Presidente americano Theodore (Teddy) Roosevelt, il quale, per i suoi legami familiari e inclinazioni personali, era filo-britannico fino al midollo; 2) Il Senatore del Massachusetts, Henry Cabot Lodge, il bramino anglofilo di Boston che, con Teddy Roosevelt, aveva provocato la guerra Ispano-americana del 1898; 3) Il consigliere speciale del presidente Wilson, il Colonnello Edward House (...) che, al suo ritorno negli Stati Uniti, divenne il capo politico del Texas, stringendo alleanza con la famiglia Harriman; 4) Robert Lansing, che aveva sposato la figlia dell’anglofilo ex Segretario di Stato, John Watson Foster, ed era divenuto lo zio di Allen e John Foster Dulles. Mentre Teddy Roosevelt e H. C. Lodge facevano una campagna diretta per l’ingresso americano in guerra, il Colonnello House e R. Lansing, più sottilmente, tradirono e mentirono al presidente Wilson, spacciandosi per neutrali, mentre, in realtà, con l’inganno, lo trascinarono in guerra. (...). Quando i tedeschi si lamentarono dell’uso che veniva fatto del transatlantico Lusitania, nel trasporto di armi, la nota di protesta, inviata al Governo americano fu ignorata da Robert Lansing, il quale, però, dopo l’affondamento del Lusitania, da parte tedesca, usò toni incandescenti per protestare contro “l’assassinio a sangue freddo” di centinaia di passeggeri americani. La manipolazione che ne seguì portò alle dimissioni di W. J. Bryan, il quale venne sostituito da Robert Lansing alla Segreteria di Stato. Lansing ed i suoi alleati ebbero, così, facile gioco nel trascinare il presidente Wilson e gli Stati Uniti nella Prima Guerra mondiale»3. 1 Cfr. Charles Seymour, “The intimate papers of Colonel House”, Houghton Mifflin, Boston 1926, p. 23. 2 Anton Chatkin,”Treason in America”, New Benjamin Franklin House, New York 1985, p. 259. 3 Idem, pp. 525-526. “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 Lettere alla Direzione Mio carissimo don Luigi, ho qui sul mio tavolo “L’Islam alla riscossa”..., per il quale ho ringraziato il Signore! Che il Signore benedica chi lo ha compilato e scritto! Era tempo che apparisse un libro del genere, e ti dico perché. Intanto, ti voglio dire che dal 1946 sono in possesso di una copia del Corano, che ho comperato a Londra, prima di venire in Africa: l’ho letto e annotato. Certo, io non mi sentirei di baciarlo, perché Gesù è ridotto dall’Autore a “profeta minore”, e Dio stesso Gli chiede: «Gesù, è vero che tu ti sei dichiarato Figlio dio Dio?». E Gesù risponde: «Io non ho mai profferito simile menzogna!..». Poi, a morire per noi non è Gesù, ma un suo sosia! (E Maria, Giovanni e le donne non se ne accorgono?)... Non c’è amore più grande di chi dà la vita per gli amici: quindi, Gesù non ci ama, e non ci ama neppure il Padre, che gioca ai bussolotti, scambiando il Figlio con un altro! (E se l’altro era un uomo autentico, cosa aveva fatto per dover morire in croce?). Maometto ammette che Gesù ha fatto miracoli; e lui, invece, non ne aveva fatti!.. Poi, si corregge dicendo che l’aver scritto il Corano (quindi, “opera sua”, non di Dio!) è un miracolo più grande di quelli che enumera per Gesù!.. Il Corano esclude, esplicitamente, il “Dialogo religioso”, scrivendo: «Non discutete con la gente del Libro (ebrei e cristiani): vi metteranno in sacco! (Quindi, conosceva che, nel Corano, nulla è probante!) Il Corano ammette la predestinazione; quindi, non si è liberi! Quindi, stando al Corano, non esiste la Redenzione! Gesù non risorge e, quindi, la nostra religione è vana! (Cfr. S. Paolo). Siamo perduti, perché non crediamo nel “RASHUL ALLAH”, un uomo debosciato che ruba la moglie di Haziz, suo figlio d’adozione, (suo fratello, infatti, glielo aveva consegnato, alla morte, perché lo allevasse), perché gli ebrei di Quariza si erano rifiutati di dargli una loro ragazza, che lui aveva visto al mercato. Allora, egli manda il suo esercito, li accerchia e ammazza 800 uomini, prendendo, come schiavi, le donne e i giovani. (Uno solo di loro, per paura, diventa musulmano, e il Corano, trionfante, esclama: anche un ebreo si è fatto musulmano!)... “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 Alcuni anni fa, sul TIME (quindi, una rivista prestigiosa!), era apparso un articolo, scritto da un gruppo di scienziati, esperti in materia, che, tra le altre conclusioni, era arrivato anche a questa: Maometto (e non solo lui, infatti l’articolo riguardava anche altri famosi personaggi) era epilettico! In uno dei numeri seguenti, un musulmano aveva scritto una lettera di protesta al Direttore, affermando: «Non è vero che Maometto (che Dio l’abbia in gloria!) fosse epilettico». Ma la brevissima risposta fu questa: «MAOMETTO era epilettico! Altro che estasi! Trance epilettica; quindi, quella notte, del 620, quando Mohammed era andato al... “settimo cielo”!..». *** *** È vero che, nel Corano, ci sono squarci di Bibbia, ma sono spesso ridotti a storielle infantili; è addirittura romanzata, a modo suo!.. Ancora: dalla Bibbia trae dei precetti (circoncisione, non mangiare carne suina, etc.). Insiste molto sull’elemosina (Tassa = elemosina) anche perché lui stesso, non avendo altre entrate, non sapeva come sbarcare il lunario; lui e il suo Harem. Poi, ci sono ripetizioni all’infinito, tra cui predomina il concetto di “punizione” per chi non crede: la parola “inferno”, si trova centinaia di volte, come minaccia! Dio stesso interviene, prendendo i dannati per il ciuffo, prendendoli anche in giro!.. Siccome nel Corano è assente l’idea di amare, c’è solo e sempre “carota e bastone”! Poi: Dio è spesso vendicativo al massimo; ed è un Dio senza misteri e, quindi, un’invenzione di una mente malata! La sua tomba è ancora a Medina, visitata dai pellegrini: Non si può aprirla; ma, se si facesse, di sicuro si troverebbero le sue ossa!.. Dante l’ha messo all’inferno!.. Venti anni fa, circa, pochi anni prima della fondazione della missione di Mike, era capitato un caso emblematico circa la risurrezione dei musulmani: In una località non lontana, i musulmani, non sapendo come fare adepti, avevano fatto circolare la voce che loro, al terzo giorno dopo la morte, risuscitavano, uscivano dalla tomba e se ne andavano in cielo per ricevere la ricompensa d’essere musulmani. (7 ragazze, le “Uhri”!). La cosa indispettì gli aderenti della sètta “Sudan interior mission SIM”, che decisero di smascherarli. Un giorno, arrivarono in forze e, chiamato il capo musulmano, gli dissero: «È vero che voi, al terzo giorno, dopo la morte, andate in paradiso?». «Certo!.. e anche voi, se vi farete musulmani, farete la stessa esperienza». Allora, i SIM dissero: «Abbiamo portato zappe e badili; apriamo quella tomba di un nostro fedele sepolto 30 anni fa, e vediamo». I musulmani non se l’aspettavano; volevano impedirglielo, ma i SIM, decisi, cominciarono a scavare. Ben presto apparvero le ossa... (altro che UhrI! E questo anche per Maometto!). *** Invece, c’è una storica tomba, vuota, a Gerusalemme: quella della quale, dopo la sepoltura, Gesù ne era uscito e apparso, al terzo giorno, a centinaia di testimoni, sua Madre compresa (e anche a S. Tommaso!)!.. *** Se ci fosse una impietosa biografia di quel ladro di carovane, di quell’assassino della gente di Quraiza, al Nadhir, ecc., di quell’adultero poligamo e sensuale, quale fu Maometto, magari tradotto in inglese (quel che auguro per il tuo libro!), o magari in arabo, smarcherebbe un ipocrita che si pareggia a Dio: “Allah allah, Mohammed Rashul Allah!”. (p. Giuseppe Calvia - Comboniano) 19 Conoscere il Comunismo Tre laici contro Dio - contro l’uomo I 233 MARTIRI DELLA PERSECUZIONE CONTRO LA CHIESA NELLA SPAGNA REPUBBLICANA (1931-1939) Religiosa della Congregazione di Maria Immacolata, Missionarie Claretine Un sacerdote di Valencia, 5 Fratelli delle Scuole Cristiane, 24 Religiose Carmelitane della Carità, 6 Religiose dell’istituto delle Scuole Pie Figlie di Maria, 3 Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, 2 Religiose della Congregazione degli Anziani abband. MAGGIO 2002 SOMMARIO N. 339 IL PROBLEMA DELLA PACE 2 Il problema della Pace (2) del sac. dott. Luigi Villa 5 Comunione ‘sub utraque specie” – Follìa ecclesiastica e nuovi orrori liturgici – del prof. dott. D. Pastorelli 8 Un esposto alla Giustizia del dott. Arrigo Muscio 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La “tela di ragno” (1) - Plagio psicologico nel Cammino Neo-catecumenale di A. Faustini 16 Mondialismo e alimentazione (1) del prof. F. Cianciarelli 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XII Domenica del Tempo Ord. alla XV Domenica del Tempo Ord. ) 20 “Chiesa Viva” *** Maggio 2002 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 340 GIUGNO 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità In copertina: Altare Maggiore della Chiesa parrocchiale di Clusane (BS7). 2 “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 A PADRE LUIGI VILLA NEL 60° ANNIVERSARIO DELLA SUA ORDINAZIONE SACERDOTALE Una riflessione del prof. Arturo Sardini er il sessantesimo di te, dottrinale, nel modo più Messa di Don Villa, deleterio possibile, mirante fondatore e Direttore alla svendita della civiltà di “Chiesa viva”, non trocristiana, in diversi modi, vo di meglio di quanto ha propinando il tutto sotto le scritto per il suo 50°, in mentite spoglie di un ecumodo insuperabile, dal menismo planetario, nel Dottor Carlo Alberto Agnoquale si cela il più sacrileli, con l’aggiunta di un intego sincretismo, dal quale è ressante decennio, pieno escluso, stranamente, il di articolate attività, con di“popolo eletto” che, solo, versi scritti e pubblicazioni, conserva la sua superiodi pressante attualità, inrità, DOC, confermata nel torno alla Dottrina CattoliTalmùd, sull’appiattimento ca, a sostegno della Barca generale delle altrui idendi Pietro, in preda a terrifitità, per la realizzazione del canti marosi giudaico-masmondialismo-panschiasonici post-conciliari, forse vismo, ormai in atto, sulcon la complicità di oscuri l’esempio dell’antico Egitto, timonieri, che potrebbero il mondo di allora, al temfarLa affondare se non ci po del Vice-Faraone Giufosse, al disopra degli uoseppe Ebreo (Genesi 47): mini e delle istituzioni, Crialtra cosa dal “ut unum sto, il grande Nocchiero sint” auspicato da Cristo, il della Chiesa e della Storia, Buon Pastore, che mise in che non si farà annebbiare guardia dal subdolo e crudalla inflazione dei Santi, dele Mercenario! né dagli istrioni ad effetto. La figura di un Sacerdote, Padre Luigi Villa La pagina del Dottor Agnoquale Don Villa si è dimoconsacrato sacerdote di Cristo li è degna di una attenta ristrato, emerge chiaramenil 29 giugno 1942. lettura, perché ancor più te, in questa Babilonia invalida e veritiera oggi; fernale, come un valido quasi una illimitata profepunto di riferimento, per zìa, sul comportamento quanti non intendono farsi travolgere dai flutti micidella Chiesa post-conciliare nei confronti di quei diali dell’AntiCristo incombente che ha scatenato, pochi Sacerdoti - fortunatamente cresciuti, nel purtroppo, forse, l’ultima battaglia, per distruggere tempo! - che non si sono adeguati al piatto conforla Santa Chiesa, con l’aiuto, purtroppo, di molti mismo del più inculcato, farisaicamente, dalle poIscarioti, nascosti nelle “sacre stanze” dei “sacri tenzialità negative, insite nello stesso Concilio, appalazzi”, non solo romani. parentemente solo pastorale, ma, sostanzialmenUn punto di riferimento, dicevo per quanti non in- P “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 3 tendono tradire Cristo, ridotto - al di là dei suggebonum certamen del cristiano che lotta per la Barstivi istrionismi quasi quotidiani - ad uno dei tanti ca di Pietro, nella tempesta dell’infernale modernipiù o meno profeti-sognatori, da una qualche resmo e del materialismo ateo, che hanno ridotto il gìa occulta, per fini oscuri, ignoti alle “masse ciepianeta un immenso baccanale, un immorale letache e profonde” di cui parlava il povero Don Luigi maio, in cui sguazzano gli adoratori del Vitello Cozzi. d’Oro, alias “MammoLa Chiesa Ufficiale dona”, e della “Dea Ravrebbe far tesoro delgione”! le denunce di Don VilCiò che scrivo su PaA DON VILLA la, se oneste, e dei dre Villa, lungi dall’esFONDATORE E DIRETTORE suoi collaboratori, cosere adulazione, cosa me il mio conterraneo, da cui rifuggo come da DI “CHIESA VIVA” nel bene e nel male, peste, è semplicemenSisto V non esitò, note un leale e sincero rinostante l’editto, ad conoscimento - penso Il sessantennio in campo, lancia in resta, accettare, con umiltà condiviso da tutti i letD’un combattente, qual tu sei stato, ed intelligenza, il sagtori di “Chiesa viva” Dev’essere, Don Villa, ricordato, gio consiglio: “acqua della sua opera meriBrindando al suon delle campane a festa! alle corde” del capitatoria, che ha fornito e no genovese, Brasca seguita a fornire ai criHai combattuto una battaglia onesta, si San Remo, poi ristiani una particolarisIn difesa di Cristo, ora assediato compensato per aver sima scialuppa di salDall’AntiCristo, sempre più adirato, impedito la caduta delvataggio morale e reliCon rabbia demoniaca manifesta! l’obelisco: cosa grave, gioso, non facilmente sì, ma non confrontabireperibile, pur nella Rallegramenti e auguri, al Monsignore, le con il pericolo che la superproduzione nauPer tanta attività Sacerdotale, Chiesa sta correndo tica del nostro tempo Ed anche al Fondatore-Direttore attualmente. Se infontecnologico, che navidate e fuorvianti, doga incoscientemente Di “CHIESA VIVA”, foglio dottrinale, vrebbero essere converso l’abisso. Atteso, febbrilmente, dal lettore, dannate, apertis verCon altra metafora, Che, con le Suore, grida: Salve, Vale! bis, al fine di evitare potrei dire che Don VilProf. Arturo Sardini danni e confusione tra la è uno di quei pastori i cristiani. Ma la Chieche cerca di radunare sa tace, ignora, isola o lo smarrito gregge di fa finta di niente. Et “si Cristo, munto, tosato, Nota personale parva licet compònere trafficato e, all’occasiomagnis”, penso che, ne, macellato dai sanAuguri, salve, vale, grido anch’io, se tornasse Cristo, i guinari mercenari mulDi tutto cuore, e t’accompagni Iddio! suoi nemici non Lo ticolori di turno, al serLa guerra contro Cristo, cominciata crocifiggerebbero vizio degli antichi merDa vecchio Erode, non è ancor cessata! più, per non farne una canti del Tempio, o figli vittima, un eroe: lo del Demonio, per inPovero Cristo! Bètlem assediata! ignorerebbero soltenderci: cosa diversa, La Vegince Maria, cannoneggiata! tanto! ribadisco, dal popolo Anche in questo millennio, i farisei Sia chiaro che non è ebreo. L’hanno ancora con Cristo, l’Agnus Dei! mia intenzione impoQuesto merito credo stare il processo di gli sia riconosciuto anL’hanno con Cristo e con la Santa Chiesa, “beatificazione” di Pache da quanti, in buoChe gli Iscarioti spingono alla resa! dre Villa, che stimo e na fede, si sono trovati Carissimo Don Villa, l’AntiCristo che conobbi tramite avvolti dal “fumo di È entrato in Vaticano, e mi rattristo! l’amico carissimo Don Satana”, entrato in VaEdgardo Berni, ex ticano, non per caso, Cappellano militare a ma per un preciso diVillafranca Veronese, segno diabolico bimilma sottolineare la valilenario, al fine di scardità dei suoi scritti, dodinare, dal di dentro, la cumentati, e delle sue argomentazioni, per una cittadella della Cristianità, anche mediante l’inflaziobattaglia sacrosanta, con la Croce e per la Croce: il ne dei Santi e le continue recitazioni a soggetto dei 4 “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 nostri “sommi sacerdoti”, che hanno trasformato sferitosi sulla stessa Barca di Pietro, per farla mela Chiesa in un ibrido Circo-Sinedrio-Loggia, che glio naufragare tra i flutti, sempre più minacciosi, tace, però, sostanzialmente, sullo sfrontato assequantunque è scritto “non praevalebunt”, come dio della Natività, da parte dei “fratelli maggiori”, pure che l’Immacolata - venerata dalle Suore delaccaniti, tramite l’oscuro terrorismo islamico, conla “Pia Opera”, canonicamente eretta dal Vescotro Cristo e la Chiesa, per la globale dominazione. vo Monsignore Bosio, come da tutta la cristianità Le denunce di questo Sacerdote, che ha rischiato schiaccerà, sotto il Suo tallone, l’Antico Tentatore e pagato di persona la sua Fede e la militanza degli avi nostri. contro i nemici di Cristo e della Chiesa - esterni ed Quanto sta accadendo nel mondo, induce il cristiainterni - possono essere taciute solo dalla insipienno ad una semplice riflessione. Duemila anni di za o dalla ipocrisia di chi vorrebbe trarne consiglio “dispersione e di persecuzione” dovrebbero eso condannarle, apertis verbis, come “cervellotisere visti come una precisa strategìa di infiltrazioche eresie” di un povero prete vaneggiante sulla ne, negli Stati e nelle Istituzioni, da parte dei “fraderiva della Chiesa post-conciliare, non smentite, telli maggiori”, anche tramite la Massoneria, loro ahimé, ma confermate dai fatti quotidiani, in linea creatura - cosa venuta, in qualche modo, anche con le anticipazioni dei “Protocolli dei Savi di prima dell’èra cristiana - e, fatto ancor più grave, Sion”, da taluni detti con varie infiltrazioni “falsi”, nonostante i nella Chiesa, ovvero dettagliati riscontri nelle alte stanze di nella realtà. Papi “aperturisti”, riIl “misconoscimenpeto, o filo-ebrei to” da parte della specie dopo il misteChiesa nei confronti ro-Luciani, Papa mordi Padre Villa, e delto nel 33° giorno di la sua opera, autoriz“regno”. za, quanto meno, il I “fratelli maggiori”, dubbio sull’incapacità assediato Cristo, ovufficiale di leggere la vero il mondo, con storia o quello della prospettive apocalitintenzionale emargitiche, mentre la Chienazione, per non dare sa post-conciliare tarisalto alle denunce ce, stranamente, suldocumentate, che fala Massoneria e sui rebbero certamente “mercanti del temrumore nella stessa pio”, o “figli del DeChiesa, condannate o monio”, cosa diveraccettate. sa, ripeto, dal popolo La “congiura del siebreo. lenzio”, quindi, semConcludo, invitando brerebbe studiata e tutti a constatare le confermata, se ve ne oscure o, quanto mefosse bisogno, dalla no strane concomi“attenzione” per tanze: documenti pon“Chiesa viva” e, natifici filo-ebraici; il preturalmente, viene da testo delle Torri, per pensare, anche per il lo sconvolgimento del suo Direttore ed i colMedio Oriente ed il Padre Luigi Villa laboratori più impesoggiogamento del gnati, da parte della pianeta; l’assedio delMaggiore Organizzazione Ebraica, con sede a la Natività, da parte dei “fratelli maggiori”; la esalLondra. tazione cinematografica di Papa Roncalli e la criIl “misconoscimento”, l’“isolamento” e la “conminalizzazione di Papa Pacelli; la condanna, progiura del silenzio”, come scritto dal Dottor Agnoprio in questo momento, con grande risonanza li, per il cinquantesimo d Messa di Don Luigi Villa multimediatica, della pedofilìa nella Chiesa, etc. cui rinnoviamo i più fervidi auguri di lunga vita e di etc. etc. nuove battaglie, per la Chiesa e per Cristo! Qui habet aures audienti, audiat! rafforzano il sospetto, sopra esposto, di un grave Auguri carissimi, Padre Villa, e avanti con Cristo! inquinamento nella Chiesa, che mai, come in quest’ora, subisce l’attacco dell’Inferno, in parte traProf. Arturo Sardini “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 5 IL SACERDOZIO del sac. dott. Luigi Villa gni anniversario (nella Chiesa) è un invito a fare “memoria” di un avvenimento del passato, non semplicemente per circordarne ma per renderlo presente, per riattualizzarne le grazie. In questo senso, l’anniversario di questo mio 60mo di “ordinazione sacerdotale” è dunque anche per me l’occasione per fare “memoria” del “Sacerdozio”. Quindi, non sono io il protagonista di questa “memoria”, bensì il primo “Sacerdozio” in sè stesso, di cui Gesù Cristo ne fu il Fondatore. Colgo, perciò, questa opportunità per una riflessione su questo “Sacramento” dell’Ordine sacro sacerdotale... onde ne approfondiate il perenne suo significato, perché esso è il mistero più profondo che avvolge il nostro “essere preti”! La Chiesa primitiva ci guiderà alla scoperta del valore del sacerdozio medesimo. Il sacerdozio antico, legato alla Legge e al culto, con l’avvento di Cristo vide la sua fine. L’Incarnazione del Verbo Divino, infatti, ha dato l’unico, eterno sacerdozio in Gesù Cristo. Nell’epistola agli Ebrei, San Paolo lo definisce “arwireus”, cioè: “Sommo Sacerdote”. Egli, con il suo Corpo (“tenda non fatta da uomo”) è entrato, così, una volta per sempre, nel Santuario, non col sangue dei capri e dei vitelli, ma col proprio sangue (Ebrei IX, 11-12). Gesù, quindi, è Sacerdote e Vittima in una realtà unica e irripetibile. Ebbene, il nostro sacerdozio è in riferimento al Suo: siamo operatori di ricchezze divine che ci superano, e nella potenza dello Spirito, perché chi agisce è LUI, LUI solo. Noi preti siamo dei suoi “mandati”. Nel IV Evangelo, troviamo per ben 29 volte questa espressione: il Padre è “Colui che manda”. E O 6 Cristo - il “mandato per noi” - è Colui che ci manda: “Come il Padre ha mandato Me, così IO mando voi” (Jo. XX, 21). Egli, ha scelto i “dodici” per farli “pescatori di uomini”, e ha dato loro il comandamento di andare per tutto il mondo (Mt. XXVIII, 19) per questo. Questo è il “prete”: un “chiamato” da Dio per assolvere un “mandato”; un “mandato” di salvezza per tutti gli uomini. Nel mistero eucaristico, il sacerdote ripete ed attua (“fate questo in memoria di Me” (Lc. XXII, 19), la pacificazione con Dio nel Suo Sangue; rinnova un’alleanza che Cristo ha detto “nuova”, perché rinnovatrice dell’uomo nell’amicizia con Dio-Padre. Infatti: è solo il “prete” che può perdonare ogni peccato e ridare all’uomo l’unica vera libertà (“chi fa il peccato è schiavo del peccato”, Jo. VIII, 34). È solo il “prete” che, nello Spirito Santo e nell’acqua, ci apre - resi figli di Dio - la vita del Regno, e ci dona il pegno della futura resurrezione. È solo il “prete” che consacra l’amore, per cui “viene comandato e può chiamarsi santo”, come scrive il Manzoni. È solo il “prete” che è posto tra Cielo e Terra. Lui porta il peso delle sue mediocrità, ma rivela le verità soprannaturali. Lui sente il suo limite, ma parla di Dio. Lui perdona ai fratelli, ma ha bisogno anche lui di essere perdonato. Tutto è mistero nel “prete”! A un giovane proclamatosi ateo, ed incontrato nel raduno al “Parco dei Principi”, a Parigi, nel suo viaggio in Francia di Papa Giovanni Paolo II, a questo giovane che Gli chiedeva quale fosse il senso della sua vita, il Papa così gli ha risposto: «Io vi dirò questo: da due anni sono Papa; da venti sono vescovo; sempre, per me, la cosa più im- “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 portante è stata di essere prete. Posso celebrare, ogni giorno, l’Eucarestia; posso rinnovare il sacrificio di Cristo, rendendo tutte le cose a Lui e al Padre: il mondo, l’umanità e me stesso. Io ho inteso l’appello di Cristo al sacerdozio. Questo è il mio essere!». È chiaro, quindi: occorre che il “prete” dìa di continuo un senso alla propria vita, radicandosi nell’unica grandiosa realtà del proprio sacerdozio. Non è facile, però, cogliere sempre il profilo della sua interiorità. C’è in lui, comunque, sempre un profondo amore alla Chiesa; ed Egli soffre quando vede uno sconsiderato e ingiustificato progressismo modernismo che calpesta o rifiuta i valori secolari della Tradizione cristiana. Perché coglie, soprattutto Lui, con animo sofferente, lo sbandamento della gioventù alla ricerca di un qualcosa che non riesce a trovare, in una insaziabile sete di godimento. E sa che bisogna presentare ancora ai giovani i grandi valori della Fede cristiana; che occorre riaffermare ancora la ricchezza della preghiera, della castità, del dono di sè ai fratelli, se si vuole superare quest’ora così incerta e avvolta da tanto egoismo, se non si vuole tradirli! È questo il nostro “mandato”. È questa la nostra “missione” e, perciò, la nostra “testimonianza” («Vos teste mihi eritis... - Atti, 1-8 - et nos testes sumus” - Atti 5, 32), perché Gesù stesso ci ha detto: “Voi siete i testimoni!” (Lc. XXIV, 48). Testimonianza di verità, di certezze di Fede, di carità operosa, di evangelizzazione senza inquinamenti umani. Solo così siamo veri “Ministri” di Dio, veri testimoni di Cristo con coraggiosa continua coerenza. Qualche anno fa, uscì un libro che fece un certo rumore: “C’è un domani per il prete?”. L’interrogativo è certo inquietante ed esige una risposta. E questa risposta sarà positiva solo se vi saranno preti “alter Christus”, cioè: poveri preti di preghiera, preti al servizio delle anime, preti capaci di proclamare la Verità-Cristo, senza compromessi; preti disposti a salire con Gesù anche sulla Croce, per completare “quel che manca ai patimenti di Cristo e a vantaggio del Suo Corpo, che è la Chiesa” (Col. 1, 24). *** Prima di chiudere questo mio scritto, voglio ringraziare di tutto cuore tutti coloro che mi sono stati più vicini, per tutto quello che hanno fatto per me, assicurandoli di tenerli tutti presenti, ogni giorno, innanzi a Dio. E per me, prego Gesù-Sacerdote di conservarmi, fino alla fine della mia vita, quel povero “prete di trincea” che mi ha voluto, conservandomi “lievito” nella massa e “sale” spirituale sulle anime del Suo “Corpo Mistico”, la Sua Chiesa! QUELLO CHE IL “CURATO D’ARS” DICEVA DEL “PRETE” «Se Noi non avessimo il sacramento dell’Ordine, Noi non avremmo Nostro Signore. – – – – Chi l’ha messo là, nel tabernacolo? Il prete. Chi è che ha ricevuto la vostra anima alla sua entrata nella vita? Il prete! Chi l’ha nutrita per darle la forza di fare il suo pellegrinaggio? Il prete! Chi la preparerà a presentarsi davanti a Dio, lavando la sua anima, per l’ultima volta, nel sangue di Gesù Cristo? Il prete, sempre il prete! – E se quest’anima viene a morire (per il peccato grave), chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il prete! – Voi non potete citare un solo beneficio di Dio senza incontrare, a fianco di questo ricordo, l’immagine del prete! Andate Voi a confessarvi dalla Santa Vergine o da un Angelo, Vi assolerebbbero? No! Vi darebbero il Corpo e il Sangue di Nostro Signore? No! La Santa Vergine non può far discendere il suo divin Figlio nell’Ostia. Voi potete avere anche duecento Angeli, ma Essi non potrebbero assolvervi! Un prete, per quanto semplice, lo può. Egli può dirvi: “Andate in pace! Io Vi perdono!”. “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 7 «... la c’è la Provvidenza!» – S. Giuseppe Benedetto Cottolengo – sac. dott. Luigi Villa (pp. 180 - € 10) NOV ITÀ Riscrivere, in corti capitoli, con stile piano e familiare, la vita di S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Santo della Provvidenza Divina, all’inizio di questo nuovo millennio, è stato per me uno stimolo efficace per far rivivere la Fede in Dio-Provvidente in questo tempo di senza o poca Fede, in cui gli uomini credono solo alle “previdenze umane” e non pensano più a invocare quella Provvidenza divina che, dopo averci creati, provvede a nutrirci, come nutre gli uccelli del cielo e a vestirci come i gigli del campo... S. Giuseppe Cottolengo è noto per la sua vita spesa per i poveri e gli ammalati, assistito e foraggiato di tutto il necessario, giorno per giorno, dalla Divina Provvidenza! Questo Santo attrae subito l’anima cristiana per la sua esistenza, vissuta con amore assoluto a Cristo e alle persone che a Lui sono ordinate, espressa da concreti e continui atti di virtù, professati con la Fede profonda di un vero autentico sacerdote di Cristo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 P. Bruno Cornacchiola di La Spezia I NOSTRI LUTTI P. Gino Zucchelli di Morlaix (Francia) Don Mariano GIannetti di Ripatransone (AP) P. Benedetto Gratton di Rovereto (TN) Sig.ra Flora Zilianti di Abbadia S. Salvatore (SI) Sig. Egidio Bidoia di Torino 8 Tutti di “Chiesa viva” raccomandiamo le Loro anime alla preghiera dei nostri lettori. “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 OCCHI SULLA POLITICA LE “VERGOGNE” DELLA FALLACI Oriana, chiudi il becco, ovvero taci! “Molto sa, chi non sa, se sa tacere”. Ma quelli che non sanno son loquaci, Siccome, spesso, è dato di vedere! Le tue “vergogne”, Oriana, son fallaci, Ma son sicuro che faran piacere Ai ciambellani, ipocriti e mendaci, Della segreta Loggia del potere! Se vuoi, puoi giudicarmi antisemita, Perché la verità fa questo effetto! E chi non è massone o israelita, È uomo che non merita rispetto. Ma io per un ebreo darei la vita, Come per un goym, “lurido insetto”! Prof. Arturo Sardini Chiosa Oriana, leggi il Vecchio Testamento Stermini, genocidi, porcherie, Menzogne, latrocini, ipocrisie E proverai vergogna e turbamento! La DIASPORA EBRAICA è strategia, Per infiltrarsi in tutte le Nazioni, D’intesa con le Logge dei Massoni: Non è soltanto un’opinione mia. Il sedicente popolo del “patto”, Al di sopra di tutti si ritiene; Dice e disdice, come gli si conviene, Ed usa la shoà come ricatto! È strano che gli ebrei “perseguitati”, Siano ad un passo, ormai, dal globalismo, Che sta a significare il panschiavismo, Di noi, “persecutori” battezzati! Chiusa Io trovo molto strana la vergogna, Espressa per i “poveri” epuloni, Che a Guantanàmo mettono alla gogna I talebani, Lazzari straccioni! Due terzi del pianeta - è risaputo Vivon di stenti oppur muoion di fame, Ma il mondo farisaico resta muto, Perché per il Tàlmud sono letame! “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) L’EDUCAZIONE NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA Dell’educazione sociale della famiglia si parla nel capitolo IX dell’enciclica “Inscrutabili Dei Consilio” del 1878 ed anche in “Nobilissima Gallonum gens” del 1884. Anche Pio XI, nella sua “Ubi arcano” del 1922 si sofferma sui problemi scolastici, ma la Magna Charta cattolica, per tutto ciò che concerne l’educazione, è rappresentata, ancora oggi, dall’enciclica dello stesso Pio XI “Divini Illius Magistri” del 1931, ritenuta ancora pienamente valida al Concilio Vaticano II che la cita, nell’apposito documento sull’educazione, per ben 10 volte. Le linee maestre che vengono espresse ed indicate sui grandi princìpi, in effetti, sono le stesse ed univoche risposte che vengono fornite ai quattro grandi quesiti che sono stati sempre posti intorno a questo tema: 1) A chi spetta educare? 2) Chi è e come è il soggetto dell’educazione? 3) Qual è l’ambiente dell’educazione? 4) A quali fini tende l’educazione? A CHI SPETTA EDUCARE? Tre sono le società nelle quali nasce e vive l’uomo: la famiglia, la società e la Chiesa. In questi tre ambiti si sviluppa il rapporto educativo e si utilizza l’educazione che spetta, prima di tutto ai genitori, i quali, per aver generato, nell’amore e per amore, una nuova persona, si assumono il compito di aiutarla a crescere fisicamente e moralmente. Essi partecipano, così, all’opera creatrice di Dio. «Il diritto-dovere educativo dei genitori - recita l’Esortazione apostolica “Familiaris Consortio” - si qualifica come ESSENZIALE, connesso com’è con la trasmissione della vita umana; come ORIGINALE E PRIMARIO, rispetto al compito educativo di altri, per l’unicità del rapporto d’amore che sussiste tra genitori e figli; come INSOSTITUIBILE ED INALIENABILE e che, pertanto, non può essere totalmente delegato ad altri, né da altri usurpato». Si tratta, quindi, di un diritto anteriore a qualsiasi diritto della società civile e dello Stato ed inviolabile da parte di ogni potestà o autorità. Tanto che persino la Chiesa, ad esempio, evita, proprio per rispettare questo diritto naturale, di battezzare figli di non credenti e di proporre un modello educativo in contrasto con le volontà dei genitori. In questa ottica, è illecito ogni monopolio educativo e scolastico ed ogni imposizione che costringa, ope legis, o di fatto, o surrentiziamente, i genitori a scegliere un’educazione piuttosto che un’altra, una scuola dello Stato piuttosto che una scuola libera. (continua) 9 Documenta-Facta GLI IMMIGRATI IN ITALIA SECONDO LA CARITAS (“DOSSIER 2001”) Sono 1.388.000 gli immigrati registrati e 1.688.000 quelli effettivamente residenti in Italia. L’incidenza è di quasi il 3% sulla popolazione nazionale. La diffusione investe l’intero paese, con maggiori concentrazioni nel Nord (55%); Centro, Sud e Isole accolgono rispettivamente il 31%, 10% e 4% degli stranieri. La composizione è variegata: europei 40%, africani 28%, asiatici 20%, americani 12%. Quanto a religione, cristianesimo 48%, islam 37%, religioni orientali 8%, varie 7%. Forte è la tendenza all’inserimento stabile. Il 61% è presente per lavoro, il 27% per la famiglia, il 12% per altre ragioni. Si tratta in prevalenza di giovani e individui mediamente efficienti. In maggioranza sono sposati (676.000); però solo un quarto ha la prole con sé e spesso non ha il coniuge vicino. Dati i figli sempre più numerosi che nascono in Italia (25.000) e di quelli provenienti dall’estero, i minori sono aumentati (278.000) come anche quelli iscritti a scuola (140.000). L’immigrazione richiama processi di integrazione. In Italia ci sono segnali positivi, ma anche intoppi. I matrimoni misti sono 13.000 (pochi, rispetto ad altri paesi). I 9.500 “cittadini italiani” rappresentano, rispetto alla media europea, un tasso tre volte inferiore. L’associazionismo ha subìto uno stop dai primi anni ‘90. La ricerca di una casa, riserva amare sorprese. Nel 2000, contro gli immigrati si è commesso un atto di violenza ogni 25 ore. È cresciuto il peso degli immigrati sul mercato lavorativo: gli 840.000 autorizzati a lavorare costituiscono il 3,6% della forza-lavoro italiana (23,5 milioni); dimostrano disponibilità allo spostamento geografico; c’è gran- 10 de bisogno delle loro prestazioni, dato che in un anno ne sono stati assunti 512.000, contro 410.000 licenziati. In Italia, ogni 10 nuovi lavoratori assunti 1 è immigrato. È consolante constatare che i disoccupati sono meno di 90.000, cioè 1 su 10 (circa il tasso fra gli italiani); inoltre sono meno numerosi quelli che perdono il posto di lavoro rispetto a quanti lo trovano. Ma non bisogna dimenticare gli immigrati che lavorano in nero (350-400.000), una grave anomalia tipicamente italiana. L’Italia è divisa di fronte agli immigrati: c’è chi li rifiuta e chi li accetta. Alle due visioni si intrecciano pure le contrapposizioni tra gli schieramenti partitici. Tuttavia, “sull’immigrazione non siamo all’anno zero e sono molti i punti da considerare patrimonio comune”. Un progetto valido deve porre le differenze in un quadro unitario di valori fondamentali, che salvaguardi la sostanza della nostra cultura e religione e riesca ad accettare altre culture e religioni, chiedendo a tutti di inserirsi, senza contrapposizioni, in un quadro pluralista. È questo il concetto di “società laica”, aperta a tutte le differenze. Per alcuni, la convivenza è possibile, però non con i musulmani: l’“11 settembre” e i proclami di Bin Laden sembrano aver accentuato tale convinzione. Ma c’è chi pensa che la comune umanità possa unire i vari popoli con valori, doveri e diritti condivisi da tutti e che dell’Islam si possa dare un’interpretazione non chiusa al confronto: questa, ad esempio, è la posizione di Giovanni Paolo II. Si spera che i leaders musulmani, formatisi nell’immigrazione, contribuiscano a ridimensionare le spigolosità. È in esame IL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO BERLUSCONI “Modifica alla normativa in materia di immigrazione e asilo”. Il disegno, proposto da Fini-Bossi, e approvato dal Senato il 28 febbraio scorso, desta gravi preoccupazioni. ISLAM: ORRORE IN AULA AL PROCESSO Sgozzati, impiccati, sfregiati: corpi inerti sconsacrati, issati come stracci, frugati nel vuoto di orbite e di bocche spalancate. E bagliore di carri in fiamme, crepitare di copi, urla di eccitata paura. Tutto impastato dallo struggimento di cori militari e nenie religiose, stomachevole commento ad uno spettacolo di morte. Trentacinque minuti di proiezione nel silenzio della quinta penale che rimarranno, se non la peggiore, l’accusa più suggestiva contro tre tunisini della cellula milanese. E non perché ne siano protagonisti, piuttosto perché, ogni sera, per ore, questa, o cassette simili, erano svago e breviario per reclute del terrorismo. Né li aiuta Gianluca Maris, il difensore, quando ricorda che alla ferocia di quei mujaeddin scuri e tutti rigorosamente barbuti, s’era già opposta quella degli uomini biondi e tutti rigorosamente rasati, che erano i giovanissimi soldati russi in Cecenia. Né che video come questi si acquistano fuori e si proiettano dentro le moschee di Londra e di Milano, come hanno appena urlato gli imputati. Né giova a tutti la testimonianza del poliziotto che monitorò, per mesi, l’appartamento-covo di Gallarate, dove furono tutti presi. Visto che ai pacchi di documenti falsi, ai volantini di rivendicazione, alle liste di medicinali e di ferri chirurgici, ha documentato, tra tante, le “visite” di Tarek Maartoufi, responsabile del Centro di Cultura islamica a Buxelles, ideologo dei salafiti, coinvolto nella preparazione all’assassinio di Massoud, mitico comandante in Afghanistan dell’Alleanza del Nord. (Libero, 29. 03. 2002). ISLAM: 14 TERRORISTI AL RIPARO DI UNA MOSCHEA A NAPOLI La moschea del centralissimo Corso Arnaldo Lucci, a Napoli, era la base operativa di una cellula integralista del Gruppo islamico armato, la stessa legata a Osama Bin Laden. Proprio da quella sede venivano diramati ordini e si organizzavano strategie per il traffico d’armi tra il Nord Africa e l’Europa. Lo ha confermato la sentenza di condanna, emessa ieri dalla settima sezione del Tribunale di Napoli, nei confronti di quattordici algerini del Fronte Islamico di salvezza. Secondo i giudici, gli arrestati, tra cui il vice Iman, erano dediti alla falsificazione di documenti e allo smercio di armi. (LIbero 24. 03. 2002). “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 11 LA “TELA DI RAGNO” – PLAGIO PSICOLOGICO NEL CAMMINO NEO-CATECUMENALE – di Augusto Faustini «Ci sono prigioni, che hanno le sbarre: solide sbarre che si vedono e si possono segare. Ci sono prigioni, che hanno le sbarre invisibili - che non possono essere afferrate e scosse con rabbia; mentre sorridendo vi dicono: “Ma siete liberi!!! La porta è aperta... aperta! Potete uscire!”» (Claud Buffet). 2 TECNICHE E CAMPI D’INFLUENZA FAMIGLIA I “catechisti” Neo-caecumenali ripetono continuamente gli stessi concetti in modo martellante ed ossessivo, ottenendo una trasformazione della personalità che arriva ad un vero e proprio lavaggio del cervello. Tutto diventa normale e consequenziale, come il versamento della “decima” sulle entrate familiari (che tutti, anche i più poveri, devono versare), e mettere a disposizione i propri beni patrimoniali e immobiliari (praticamente una tangente del 10%). CLERO, SEMINARI E CENTRI DI POTERE Il clero che li tiene a distanza viene bollato ed insultato con gli epiteti di “Faraone” (contro cui il popolo di Dio deve lottare), “Demonio”, “Giuda”. Mentre i parroci ed i Vescovi che li accolgono vengono premiati finanziariamente. Le “offerte mensili” (stipendio fisso e puntuale) vengono date in base al numero di “Comunità” che agiscono nella parrocchia, o nella Diocesi. Il clero è psicologicamente condizionato! Come potrebbe, infatti, rinunciare a questi lauti stipendi? Ciò spiega il condizionamento economico, che a volte intorpidisce la volontà dei parroci che li hanno accolti, e spiega anche il moltiplicarsi dei seminari dei Neocatecumenali (più di quaranta) che creano sacerdoti (oltre 1700), che di cattolico hanno ben poco. Costoro obbediranno ai capi del Movi12 mento, più che ai Vescovi! Con strategia assai somigliante a quella attuata dalla Massoneria, hanno realizzato l’occupazione di tutti i punti nevralgici e decisionali degli strumenti di comunicazione di massa, per poter velocizzare l’ampliamento e lo sviluppo della loro organizzazione. Si sono fatti anmici alcuni psicologi (fra cui il presidente nazionale); molti giomalisti, come il Dr. Roberto Piermarini di Radio Vaticana; direttori di Radio pubbliche e private; alcuni vaticanisti delle redazioni di quotidiani e settimanali; alcune Banche (come la Banca di Roma, ecc.) Sin dai primi incontri, viene detto agli aderenti che il Matrimonio, la famiglia, il lavoro, i figli, gli averi, sono “idoli” che vanno odiati. Kiko fa dire ai suoi catechisti che “la famiglia è un mito terribile quando diventa religione. La Cristianità la deve distruggere!”. Bisogna, quindi, mettere al primo posto la “Comunità”! Se la moglie è innamorata di suo marito, o il marito della moglie, dicono che si sono fatti un idolo!... bisogna odiarlo! Negli “scrutini” s’insiste sul fatto che il legame tra genitori e figli sia spezzato e che i figli vengano offerti alla Comunità (“figli della Comunità”). Dicono: “I figli sono idoli” e soffrono vedendo l’amore umano e nevrotico dei genitori! (Kiko è convinto che i genitori siano tutti “nevrotici” perché non desideravano i loro figli!). Ho constatato personalmente che la figura del genitore viene calpestata ed annullata. I genitori devono fare la confessione pubblica davanti ai figli che, quindi, vengono a conoscenza di particolari scabrosi e vergognosi della loro vita intima, col risultato della distruzione della figura genitoriale. I ragazzi, totalmente coinvolti nel Cammino Neo-catecumenale, vengono privati d’ogni interesse giovanile: amicizie esterne, divertimento, libertà, cultura contemporanea, opportunità di ragionare e di scegliere da soli! Le attività politiche, sociali, e persino quelle caritative, sono, per loro, una perdita di tempo. Vent’anni di “Cammino” creano cristiani di serie. I cambiamenti hanno luogo in momenti “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 precisi, fissati dai catechisti (né prima, né dopo). Non c’é posto per la Grazia con le sue meravigliose sorprese! La Fede arriva solo alla fine del Cammino, col rinnovamento dei voti battesimali. È la sètta che stabilisce le date di quando devono avvenire i “cambiamenti profondi”. SEGRETO E RITI ARCANI Con riti arcani e conoscenze segrete, il Cammino Neo-catecumenale richiama furbizie dell’antico “Gnosticismo” e dell’attuale “Massoneria”. È un misticismo a poco prezzo che presenta l’incontro col Movimento come il fatto più importante dopo la venuta di Cristo! Tra i ricordi più vivi e conturbanti degli anni trascorsi in Comunità, ricordo che presentavano sempre la vita vissuta prima d’incontrare il Cammino Neo-catecumenale in maniera negativa, vuota, disperata, inconcludente; e l’incontro con i Neocatecumenali come la soluzione luminosa di tutti i problemi! Chi non si adeguava a questa visione collettiva e obbligatoria, veniva compatito come uno che ancora non aveva incontrato il Cristo! Chi invece, rinunciando alla propria personalità, ai propri desideri e alle proprie idee, si sottometteva all’autorità del Catechista, riceveva sempre maggiori responsabilità! Prevedendo che qualcuno potesse aprire gli occhi e potesse resistere al “lavaggio del cervello”, allertavano gli adepti dicendo: “Se vostro padre, vostra madre, vostro marito, dubiteranno della bontà e santità del Cammino Neo-caecumenale, vuol dire che è il demonio che parla in loro: non ascoltateli!”. Il modo di parlare, i termini linguistici, i movimenti del corpo e delle braccia, lo sguardo... tutto, in breve tempo, è omologato e inizia una situazione di perenne incomunicabilità col mondo esterno. I giovani fanno a gara per vestire o nel lasciarsi crescere la barba come Kiko, il loro santone. Stando dentro le Comunità non ci si rende conto dei piani segreti coi quali orchestrano tutto (persino le emozioni) per cui ciò che è esterno alla Comunità, pian piano perde valore ed interesse! Le “liturgie notturne” (lunghe e stancanti), fiaccano il corpo e la mente e indeboliscono a tal punto che tutto ciò che viene imposto dai responsabili è accettato ciecamente da tutti! L’intorpidimento della mente fa parte del processo di indottrinamento. L’adepto, viene inebetito e ubriacato a tal punto da non riuscire più a dare senso alla sua vita, se non nel Cammino Neo-catecumenale. I “Responsabili” fanno provare a tutti le stesse sensazioni quasi a dimostrazione della presenza forte dello Spirito di Dio! Ne consegue una convinzione tale che quando uno si trova in altri ambienti, si sente così vulnerabile da rischiare la depressione perché, ormai, è così legato ai fratelli che non può più fare a meno di essi: solo loro sono la sua famiglia! Il segreto è una cosa ossessiva. Nessuno deve fare domande su ciò che seguirà: non si possono rivelare i particolari “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 del “Cammino” agli estranei e neppure ai membri di livello inferiore; non deve trapelare nulla di ciò che accade all’interno! I Capi ripetono spesso con sguardo ispirato che solo nei “passaggi” successivi avranno accesso ad una vicinanza maggiore alle meraviglie di Dio: l’importante è fidarsi del “Cammino” (cioè di loro) e ringraziare di non essere “cristiani della domenica”! Ti portano a vivere la vita solo entro il recinto della Comunità, quasi che il mondo sia tutto infettato. Gli interessi esterni, la cultura, la scuola, la politica, l’arte, la filosofia, persino i preti e i Vescovi non Neo- paura, il senso di colpa e di dipendenza sono enormi: un vero e proprio terrorismo psicologico. Una seria organizzazione internazionale, che ha studiato le sètte religiose nel mondo (la FAIR) ha osservato: “Le sètte usano tecniche sofisticate che causano la distruzione dell’io, la modificazione del pensiero e la dipendenza psicologica. Le sètte possono mantenere i membri in uno stato di elevata suggestionabilità attraverso la mancanza del sonno, apposite alimentazioni o digiuni, esercizi spirituali, il continuo indottrinamento e con esperienze di gruppo controllate”. I responsabili del Cammino Neo-catecumenale arrivano ad avere il pieno controllo di tutti con una manipolazione personale, esercitata col controllo dell’ambiente; creando atmosfere rarefatte; strumentalizzando le confessioni pubbliche e lo scambio sorvegliato d’esperienze, e I’uso d’un gergo esclusivo; fino ad arrivare ad influenzare anche i loro desideri futuri. È risaputo, infatti, che restringendo il vocabolario usato, vengono ridotte in uguale misura le capacità di pensare e di sentire. Trasformano l’immagine che ogni individuo ha di se stesso attraverso il riesame di tutte le vicende precedentemente vissute. “Prima”, tutta la vita era brutta, “dopo”, l’incontro con i Neo-caecumenali, la vita diventerà luminosa perché ci sarà sempre qualcuno che dirà cosa si deve fare! TRUCCHI E RICATTI Kiko con la chitarra. catecumenali, possono contaminarti e farti allontanare da quella che (senza che te n’accorga) è divenuta la tua prigione. Sin dal Primo Scrutinio ti ricordano che hai messo la tua firma sul “Libro della Vita” (la “Bibbia della Comunità”) e quindi non puoi “tradire”... “Gesù è passato questa volta per te..., potrebbe non passare più!... Gesù sta agendo tramite i Catechisti”. Con queste ed altre espressioni simili riescono a condizionare anche le menti più aperte e libere. Emblematica è la somiglianza tra il rito della firma sulla “Bibbia della Comunità”, con gli impegni solenni che si richiedono agli adepti della Massoneria e della Mafia! Per bloccare le fughe, cercano di spaventare i membri, giocando sulla loro paura d’essere “rifiutati dalla Comunità”. La Vengono utilizzate delle tecniche suggestive per formare quanti in coppia, andranno, di casa in casa, a cercare la gente, per portarla alle prime catechesi. Si presentano con sicurezza, recitando un discorso imparato a memoria, forzatamente carico d’entusiasmo, con voce alterata e sicura, e dandosi il cambio in punti prestabiliti. Le “Confessioni pubbliche” sono usate per cementare tra loro i membri di una Comunità e per controllarli nell’intimo. Nelle “Convivenze” di tre-quattro giorni che fanno nei “fine-settimana” i membri delle Comunità vengono controllati col “Giro di esperienze” e sottoposti a pressione psicologica. In occasione, poi, delle varie tappe che devono superare, saranno sottoposti a degli “Scrutini” che si rivelano come esami terribili, nei quali i Capi (che sono dei laici) inquisiscono i poveri “fratelli”, ostentando l’autorità di poter stabilire il grado di crescita nella Fede di ciascuno di loro. Si arriva, in pratica, a confessarsi da un laico! Il sacerdote, ridotto al ruolo di presbitero che fa solo da comparsa, serve solo a dare l’illusione che ciò che essi fanno sia voluto e permesso dalla Chiesa. Talvolta, si usano artifizi psicologici, come l’oscurità totale (il così detto “Lucernario”) unita a lunghi silenzi, che ottengono un impatto travolgente su quelle povere menti stressate. Tutte queste cose sono state preparate e predisposte meticolosamente da Kiko Arguello nel libro segreto: “Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversio13 ne”. In quel libro, Kiko presenta in modo dettagliato i rituali, pensati apposta per creare il massimo impatto psicologico al fine di drammatizzare ogni situazione. DISTRUZIONE DELLA PERSONALITÀ Uno degli obiettivi maggiormente perseguiti dai Capi Neo-catecumenali è la distruzione della personalità individuale. Essi ripetono con insistenza: “Devi morire a te stesso, annientare te stesso!”. Al povero “fratello” non resta che aggrapparsi al Movimento e vivere dei suoi trionfi, delle sue lotte, delle sue raccolte di soldi. Gli amici del Cammino divengono suoi amici; i critici o gli oppositori del Cammino divengono suoi nemici! Ognuno perde la sua indipendenza ed il suo modo di pensare: niente ha più valore se non quello che propone il Cammino. Insegnano a non reagire ai torti che vengono fatti per assicurarsi l’acquiescenza dei membri e la dipendenza dai Capi! Inducono ad odiare tutto ciò che possa essere oggetto d’attaccamento affettivo o d’amore (coniuge, passatempo, carriera, orologio, libri ... ), perché li presentano come “idoli”, quasi fossero concorrenti alla Comunità. I Catechisti aumentano le richieste d’obbedienza, completa e irrazionale, nella misura che diminuisce il senso critico dei membri, arrivando a dire che “I Catechisti hanno il Carisma e possono pretendere obbedienza cieca”! Le risorse individuali, incoraggiate nelle Associazioni Cattoliche (Scout, Caritas, Azione Cattolica, S. Vincenzo, ecc.), vengono represse tra i Neo-catecumenali. In occasione di nuove catechesi, danno l’incarico di avvicinare parenti e amici, bombardandoli con espressioni mutuate dai Testimoni di Geova: “Vieni a conoscere i nostri amici! Vieni e vedrai! Poi capirai! Nessuno può capirlo, se non lo vive”. Ripetono a tutti: “Tu non puoi giudicare”, impedendo a chiunque di formulare anche la più piccola obiezione. Lo hanno gridato in faccia anche ai Vescovi che si sono permessi di obiettare qualcosa! Qualsiasi dialogo è pressoché impossibile! Coloro, poi, che avendo fatto questa “meravigliosa esperienza”, si mostrano critici, vengono presentati come inattendibili per il fatto di non aver completato tutta l’esperienza, o perché sono un caso limite, o non hanno mai incontrato il Cristo. Qualsiasi tentativo di dialogo viene stroncato dicendo: “Pregheremo per te!”, come a dire: “Tu non capisci nulla. Noi siamo sempre nel giusto”. I loro “Responsabili” devono solo predicare, mai dare spiegazioni! Per vent’anni (e più) di Cammino, i membri sono tenuti in stato di sottomissione assoluta, ripetendo costantemente il messaggio di peccato e di corruzione. Per poter andare avanti, è fondamentale ingi14 gantire la coscienza dello stato di peccato, annientando così ogni personalità! La Grazia non esiste! L’uomo non può che peccare, quindi non si sente responsabile! Tutti devono sentirsi grandi peccatori, completamente dipendenti dai Catechisti che, con la forza data loro dallo Spirito Santo, annunciano la Salvezza! Alcuni concetti sono ripetuti continuamente: “Se non siete in QUESTA PAROLA, siete perduti, perché fuori di essa c’è Paolo VI con Kiko. solo morte!”. “Vi libererete completamente dalla schiavitù in Egitto! Iniziate il Cammino con una Comunità! Ricevete il Messia che viene a liberarvi! Affidatevi a lui ed Egli vi guiderà! Accade che alcuni lascino il Cammino Neo-catecumenale abbandonando Mosè (Kiko) e il Faraone li attacca e li distrugge!”. Il Cattolico poco praticante o il laico non preparato, non riescono a distinguere ciò che le Sacre Scritture affermano (riferito ad un contesto storico ben definito) da quello che i Catechisti vogliono far credere come riferito al loro Movimento. Tutto ciò serve per tenere le persone soggiogate a loro! Gradualmente inducono ad accettare espressioni assurde, come: “I Catechisti hanno il Carisma! I catechisti parlano a nome di Dio! Se dici di no ad un Catechista, dici di no a Dio!”. I Neo-catecumenali (come tutte le organizzazioni settarie) considerano traditore chi abbandona e lo additano a chi resta, come la quintessenza del demonio, ingenerando negli altri paura e sottomissione maggiore. Il senso fortissimo di identificazione nel gruppo fa scoppiare potenti sensi di colpa in coloro che vorrebbero allontanarsi, perché hanno insegnato loro che chi lascia i Neo-catecumenali, lascia Dio! Del resto, come si possono lasciare coloro che conoscono i tuoi segreti più intimi? Come si potrebbe tornare semplice “cristiano della domenica”? Spesso, anche i pochi che riescono a liberarsi, restano col desiderio di rientrare nel Cammino che li ha resi dipendenti e insicuri, non più capaci di vivere una vita autonoma! E pensare che sostengono di formare cristiani ADULTI! Dopo tanto trionfalismo tra i Neo-catecumenali, la vita in una parrocchia sembra meno bella (anche se è più vera). I Catechisti impongono lunghi periodi di digiuno, accompagnati da buio, letture bibliche, confessioni pubbliche umilianti e compromettenti, alle quali, al momento opportuno fanno seguito, pranzi festosi (agapi) che fanno andare i “Fratelli di Comunità” al settimo cielo, facendoli sentire illusoriamente vicini a Dio. Raramente i Catechisti danno proibizioni esplicite perché non sono necessarie, dal momento che ogni comportamento individuale e collettivo è omologato fin dall’inizio. Nessuno potrà permettersi variazioni o deroghe. La vita nel Cammino Neo-catecumenale è qualcosa di totalizzante: ogni sacramento è preparato e celebrato nella Comunità; i figli ricevono il battesimo nella Comunità; fin da bambini devono assistere alle risonanze negli scrutini e alla liturgia eucaristica (anche quella della Notte di Pasqua); da ragazzi, riceveranno le catechesi; da giovani faranno le scelte di vita guidati dai loro Catechisti e attraverso loro, verrà ricattato l’eventuale coniuge recalcitrante. Ho sentito dire da alcuni dei loro Capi che, nei prossimi decenni, con la prolificità forzata ed irresponsabile che inculcano, potrebbero arrivare ad impadronirsi della Chiesa... e alcuni azzardano... anche del Mondo! Nel corso del Cammino viene operato un depauperamento di personalità, sfasciate famiglie, distrutta la vita delle parrocchie e promanate eresie in quantità con diversi cicli di catechesi che durano 2-3 anni ciascuna: “Annuncio”, “Shemà”, “Preghiera”, “Traditio Symboli”, “Redditio Symboli”, “Padre Nostro”, “Elezione”, “Rinnovamento delle promesse battesimali”! Il tempo libero è assorbito completamente da impegni di comunità. Ciò fa crescere amicizie esclusive interne al gruppo e influenza stabilmente le persone, tagliando i ponti col mondo esterno. Le attività della Comunità sono così totalizzanti che s’impadroniscono totalmente “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 dell’individuo, fino a trasformarlo in un “integralista” che non ha più la capacità di dialogare serenamente con gli estranei, perché divenuto incapace d’accettare qualsiasi compromesso. Viene ripetuto loro in continuazione: “Questo è sicuramente giusto! Questo è sbagliato!”. “Chi l’ha detto? Dio!” (che parla per mezzo del Catechista). E la mente abituata a muoversi sui binari del fondamentalismo religioso, diventa inflessibile. Ogni rapporto o convivenza con soggetti esterni alla Sètta diviene impossibile, perché il Neo-catecumenale non può più prendere in considerazione d’avere un comportamento diverso da quello che gli è stato instillato all’interno della sua Comunità. Nella misura in cui passano i mesi e gli anni, con cerimonie collettive trionfalistiche, il soggetto è convinto dai Catechisti che la sua spiritualità ed il suo Cammino di Fede sono in grande crescita (mentre, in realtà, cresce il lui il fanatismo). Abilmente suggestionato è convinto di migliorare continuamente, mentre in realtà peggiora a vista d’occhio. I Neo-catecumenali, non solo considerano il compromesso come una bestemmia, ma esigono che l’obbedienza ai loro Capi sia cieca, risoluta, completa e messa in pratica “alla lettera”. Chi (illuso, come il sottoscritto) ha pensato di creare una situazione di compromesso che potesse rendere possibile un rapporto con loro, ha avuto dei risultati catastrofici! Gli adepti vengono isolati e si sentono soli, insicuri, diffidenti di tutti coloro che, non essendo del Movimento non possono capire. Non si confidano con nessuno e si isolano completamente. Per impedire ogni defezione, i Catechisti convincono tutti che se hanno dei problemi o dei dubbi, non devono esporli ai sacerdoti o ai Vescovi perché non capirebbero. Parlo per esperienza diretta: a marzo 1993 ho avuto modo di esternare i miei dubbi ai miei figli e a qualche ex fratello del Cammino, dando la testimonianza, avallandola col supporto di qualche libro di critica cattolica al Cammino Neo-catecumenale e dicendo: “Rifletti e chiedi aiuto a qualche buon sacerdote che non sia Neo-catecumenale”. Subito, il figlio maggiore è andato dai Catechisti che esplicitamente gli hanno detto che io ero il Demonio in persona! Questi, anche se mi aveva promesso di leggerli, dopo cinque minuti li gettò nel cassonetto delle immondizie, con grande soddisfazione dei fratelli di Comunità. In alcuni casi, il desiderio di avere figli che siano lo specchio dei catechisti, fa sì che si concepiscano figli (sia pure fisicamente con il proprio marito) sapendo e sperando che vengano educati e cresciuti dal Catechista. Questi diventa il vero padre dal punto di vista psicologico ed educativo. Avviene un vero e proprio tradimento psicologico nei confronti del coniuge e la tradizionale famiglia scompare: la famiglia non esiste più! “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 Tutti credono ciecamente a ciò che dicono i Capi supremi di questo Movimento settario che dimostrano d’essere così esaltati da dichiarare esplicitamente: “Noi abbiamo il Carisma! Kiko è ispirato direttamente da Dio”! Per avere un’influenza maggiore, si servono anche di psicologi. Interi gruppi familiari vengono così inghiottiti in questo baratro nella maniera più naturale del mondo, quasi attratti da un pifferaio magico. La rigidità mentale è dovuta all’acquisizio- cumenato, li coinvolgono con minacce e promesse di nuove mirabolanti rivelazioni come:”Stanotte la Chiesa vi darà la Croce gloriosa”. Quasi gareggiando tra loro, alcuni raccontano le disgrazie capitate a coloro che si sono allontanati dal ”Cammino”, o che anche solo hanno pensato di farlo! Ogni Comunità è convinta di aver avuto da Dio il compito di salvare la Chiesa Cattolica che sta morendo. Ognuno deduce, quindi, che la salvezza può essere trovata solo tra i Neo-catecumenali! Pian piano, cominciano ad usare il termine “Chiesa” come sinonimo dell’insieme delle “Comunità Neo-catecumenali”! Il cattolico non appartenente al Movimento, anche se praticante, è compatito ed etichettato come: “bigotto”, “collotorto”, “pagano”! Il cristiano normale è senza valore! Intimoriti e sottomessi i poveri membri non potranno più uscire dalla “Comunità” se non altro perché si stabilisce un legame indissolubile con quel gruppo di persone che, attraverso le “Confessioni pubbliche” è a conoscenza dei segreti e delle paure più nascoste! DANNI IRREVERSIBILI Paolo VI con Carmen. ne di numerosi concetti obbliganti, senza che si possano discutere. I poveretti che ci cascano non possono neppure immaginare soluzioni diverse da quelle che vengono proposte dalla Sètta. La povertà intellettuale e culturale, unite alla potenza corruttrice del danaro, fanno il resto. È risaputo che le sètte realizzano la “riforma del pensiero” inducendo nelle persone una convinzione tale da cambiare la concezione della vita e da far credere che solo chi appartiene alla sètta conosce la verità. Nelle confessioni pubbliche e nelle “risonanze” si è psicologicamente obbligati (per dimostrare d’essere in linea con gli insegnamenti della Sètta) a dire le cose che i capi vogliono che siano dette... e con quelle stesse parole che i capi vogliono che siano dette! L’auto-stima è completamente annullata per inculcare l’idea che solo il Cammino Neo-catecumenale può dar loro dei benefici, portandoli così ad una totale dipendenza. Nei primi due anni di pre-cate- Danni permanenti ed irreversibili riportano i bambini, figli di genitori “in Cammino”. Per capire quanto accade, è opportuno ricordare l’esperienza di laboratorio conosciuta come la “benda del gattino”. Se per un po’ di tempo, ad un gattino appena nato, gli si pone una benda su di un occhio, quando la si toglie, quell’occhio resterà parzialmente atrofizzato e non più in condizione di acquistare le normali capacità visive, neppure con energiche rieducazioni. I bambini cresciuti in una sètta religiosa, non possono uscirne, né sono in grado di assumersi responsabilità in settori che richiedono iniziativa autonoma, fantasia, cultura, tolleranza interconfessionale o conoscenza dei pensiero contemporaneo, ecc. Quando manca un rapporto continuo e vitale col mondo esterno, manca il ricambio di linfa intellettuale. Ciò facilita l’intorpidimento del cervello anche nelle persone più intelligenti. Infatti, se una mosca si posa su di un quadro, non potrà mai vederlo bene. Per ammirarlo completamente dovrà “uscire” ed allontanarsi dal quadro stesso. Così, accade a chi entra in una sètta: mai potrà valutare l’ambiente che lo circonda in modo obiettivo, fintanto che non riprenderà la sua libertà di giudizio. Solo allora potrà confrontarsi con altri che siano ancora estranei alla sua realtà e valutare nel modo giusto la realtà che sta vivendo. Ma, per fare ciò, ci vuole umiltà, onestà di pensiero e una bella dose di coraggio! (continua) 15 MONDIALISMO E ALIMENTAZIONE del prof. Francesco Cianciarelli 2 O gni giorno, nel mondo si registrano oltre 2 milioni e mezzo di miliardi in speculazioni finanziarie, che corrispondono a 40 volte di più di tutte le transazioni commerciali. Come possiamo intuire, i mercati finanziari poco o nulla hanno a che fare con i bisogni reali della popolazione mondiale. Senza poi aggiungere che, con i mercati finanziari prospera - e di molto - l’illegalità, dove può meglio “mimetizzarsi” e “confondersi” fino a diventare “legale”. Prendiamo, ad es., il riciclaggio del denaro sporco, l’usura, le frodi, le truffe, il traffico d’armi, ecc. Pensate che alcuni grossi speculatori dispongono di maggior denaro che alcune nazioni; ma l’aspetto più inquietante è quello che nessuno mai è venuto a dirci se e come possono eliminarsi queste “strutture” e “storture” economiche! Tutti ce le presentano come inevitabili, ineluttabili! Ci vengono a dire, o ci mandano a dire, che bisogna rinunciare alla propria nazione, alle proprie abitudini, che dobbiamo essere competitivi, che dobbiamo aprirci al mondo, essere figli del tempo, non contare più sull’aiuto dello Stato, per giunta corrotto e contrario ai nostri interessi; anzi, al contrario, dobbiamo smantellarlo, privatizzarlo; ed a tal fine, ci ha pensato anche la Banca Mondiale, creando la “Transparency International” (= TI) con 60 sedi nel mondo e 70.000 iscritti, tra i quali, in Italia, annoveriamo, come “capofila”, i giudici mila4 nesi Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo, ecc. Adesso, capite il perché della nascita di “Mani Pulite” ed il perché di tante “Privatizzazioni”1! I “Globalisti” stanno proponendo ed imponendo ogni giorno di più la mobilità di persone e capitali con il cosiddetto “Liberascambismo”. Ci dicono che ci sarà un sacrificio iniziale da parte di tutti, ma che, in futuro, ci saranno i vantaggi, e si vedranno soprattutto per le generazioni che verranno. Insomma, domani tutto sarà meraviglioso, nel miglior stile messianico-apocalittico: ai momentanei sacrifici odierni, seguirà la felicità eterna della globalizzazione. Basta fidarsi di loro! È solo questione di tempo. Ma, in realtà, sappiamo benissimo che ci vogliono far diventare delle pure astrazioni, delle semplici entità virtuali, senza forza, senza pulsioni né passioni, senza coraggio, morale, cuore, fede, famiglia! Forze inafferrabili e potenze invisibili, e potenze invisibili, e per giunta estranee alle nostre nazioni e tradizioni, ci vogliono soggiogare! Le grandi multinazionali ad esempio - non solo sono onnipresenti ed influenti, ma poco sanno di FISCO. I loro scambi - infatti - avvengono attraverso i “Transfer Pricing”, od i “Transfer Trading”; ovvero, comprano e vendono beni e servizi tra società appartenenti allo stesso gruppo della multinazionale. L’evasione fiscale, avviene così: applicano prezzi molto più alti di quelli veri, i quali, mediante false fatturazioni, vengono poi detratti dal reddito imponibile sotto forma di spese. Senza poi contare le immense agevolazioni, o addirittura esenzioni pluriennali, che gli Stati ospitanti sono costretti a concedere loro, per mantenere un po’ di occupazione lavorativa. Ecco perché mi viene una profonda angoscia ed un immenso dolore, quando, tra la gente della strada, ci si azzuffa tra un partito di destra e un partito di sinistra, Cfr. “Predoni Padroni Planetari”, ed. Due Emme. 16 “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 per poi, alla fine, diventare due correnti di un’unica idea: essere a favore dei mercati finanziari. Chi difende l’istanza sociale, chi il contenuto economico, chi la tradizione, chi il progresso. Ma poi finiscono per essere dei rami dello stesso “albero mondialista”! Eppoi, volete che non mi indigni con le multinazionali, con l’alta finanza, con le grandi banche, dove il loro obiettivo - come abbiamo già detto - non è quello di arricchire la nazione dove operano, ma solo i loro soci. Le multinazionali, nel mondo, sono circa 40.000, con 200.000 filiali. I primi “100” maggiori bilanci del mondo non sono delle nazioni più ricche, perché, oltre la metà, sono di questi Colossi Internazionali, che controllano il 100% del commercio mondiale di: banane, cacao, caffè, cotone, grano, juta, mais, tabacco, thè, zucchero. Così, come la bauxite, il cuacciù, il ferro, lo stagno, l’oro, il platino ed i diamanti. Anche in ITALIA, abbiamo dei “luminosi” esempi di monopolio. Eccone due: – alla UNILEVER (degli ebrei-olandesi Lever) appartengono: l’Astra Olearia, l’Algida, l’Atkinson, Bertolli, Clavè, Cif, Coccolino, Dove, Durban’s, olio Dante, el Dorado, Friol, Genepesca, Gibbs, Gradina, Olio, Iglo, The Lipton, Lux, Maya, Mentadent, Omo, Rama, Sorbetteria Ranieri, Rexona, Surf e Vim. Quindi, quasi tutti gli alimenti i gelati ed i surgelati, i prodotti per la casa e per l’igiene, sono nelle loro “mani”! – La NESTLÈ (fondata a Vevey, in Svizzera), invece, possiede: Buitoni, Pezzulo, Faemino, Hag, Nescafè, Nesquik, Orzoro, sanbitter, ed un’infinità di dolci: Motta, Alemagna, Perugina, la Cremeria, Gelateria del Corso, Galak, Kit Kat, Quality Street, Polo, Rozentree, Toffee, e Smarties. Così come ben “11” importanti Acque Minerali, come: Acqua Vera, Claudia, Fiuggi, Levissima, Panna, Pejo, Perrier, Recoaro, San Bernardo, San Pellegrino e Vittel. Comunque, tante altre e di altri settori le ho elencate sul mio libro “Predoni Padroni Planetari”, che va già alla 4.a edizione. Ma dopo aver descritto alcuni importanti aspetti e settori che occupa e preoccupa il mondialismo, desidero soffermarmi su uno che mi indigna particolarmente: quello dell’alimentazione. Le multinazionali alimentari-chimiche-agricole-farmaceutiche, mentre da una parte stanno facendo mettere sotto accusa la Cucina Mediterranea - e qui appresso lo dimostrerò dall’altra, stanno preparando un cibo nuovo per un uomo nuovo. Eccovi qualche esempio... “edificante”: L’alimentazione si è aggiornata, “globalizzata”, è entrata nell’èra del tutto, dovunque, e subito. – I polli sono agli “antidepressivi” che, dopo essere stati allevati in piccolissimi spazi, con farine provenienti da carcasse di animali morti, vengono, dopo solo 5/6 settimane, messi in vendita. – Le galline sono riempite di “ansiolitici” contro l’angoscia e di “antibiotici” “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 contro le infezioni, per fare il loro “uovo” quotidiano. – I vitelli sono incatenati a 50/60 centimetri di larghezza, non vedono mai la luce del sole, sono nutriti un paio di volte al Pecore e mucche giganti, topi con placente abnormi, maiali malati di cuore: tutti gli animali clonati manifestano difetti genetici o fisici. Lo dice lo scienziato britannico Ian Wilmut, uno dei creatori della pecora “Dolly”, il primo mammifero ad essere stato clonato da una cella adulta. «I problemi che presentano i cloni sono così generalizzati che c’è da chiedersi se ne esiste uno interamente normale. Nessuno dovrebbe provare a clonare un bambino!» ha detto Wilmut al “Sunday Times”. La pecora “Dolly”soffre di artrite ed ha un difetto cromosomico che la espone all’invecchiamento. Wilmut ha registrato pecore e mucche afflitte da gigantismo, con problemi polmonari e disfunzioni del sistema immunitario: topi con placente abnormi, altri che ingrassano a dismisura; maiali malati con difetti cardiaci e polmonari. Un vitello clonato, dopo 51 giorni, è morto perché non riusciva a produrre globuli bianchi; un agnello è stato abbattuto a 12 giorni perché i muscoli intorno ai polmoni erano così spessi che non riusciva a respirare..... (Giornale di Brescia 30 aprile 2002) dì con sfarinati di cui non si conosce la provenienza, oltreché con estrogeni ed anabolizzanti per poter essere abbattuti dopo solo 2 o 3 mesi. Ma il “rosario” continua all’infinito. Abbiamo, quindi, che: i prosciutti provengono da maiali stressati; i pomodori, ormai, crescono senza terra; l’insalata è ai pesticidi, sotto gas o sotto tendoni; i purè di patate sono ai solfati e le patatine fritte ai funghicidi e antigerminativi; il formaggio passa dal latte alla pasta in meno di due ore; il succo d’arancia è al peptidase; la mela con a volte 20 trattamenti con pesticidi; e - “dulcis in fundo” le paste, vengono preparate industrialmente. Ed infine, l’acqua? Niente paura, essa viene trattata abbastanza bene. Non importa se durante il percorso del fiume c’è qualche residuo di pesticida, proveniente dalle zone agricole ed un po’ di nitrato o qualche residuo di piombo delle vecchie tubature, o di qualche topo morto nei depositi. Il nostro corpo-pattumiera assorbe tutto. E, se poi non ce la fa, beh! pazienza, muore di cancro! Qual è il problema? Veleno più, veleno meno: che cosa può fare al nostro organismo, ormai abituato a cibarsi di animali malati, anemici, mutilati, erbivori, resi carnivori ed a volte cannibali, con alimenti senza fibre e provenienti dai laboratori-killer? Invece, per chi - come noi - caparbiamente ed onestamente vorrebbe ancora alimentarsi in modo il più naturale e genuino possibile, non ha vita facile. Volete il PANE fatto solo di farina, acqua e lievito? Non si può, perché - per Lorsignori - per pane deve intendersi qualsiasi “prodotto” fatto di amidi, erbe, enzimi vari, o pane precotto o surgelato. Se no, le Multinazionali del “freddo” che ci stanno a fare? Volete la PASTA fatta con il grano duro? Non è più obbligatorio l’impiego del grano. Ma se poi proprio lo volete, il rischio è quello radioattivo. Volete - di domenica mangiare la PASTA FRESCA, fatta in casa? Beh! È sconsigliata perché l’alta umidità può produrre cancro! Volete assaggiare un pezzo di buon Parmigiano? Non c’è più bisogno di acquistare quello proveniente da Parma; ora, c’è anche “parmesanen”, e chissà quante altre marche usciranno! Dopo aver descritto e denunciato tutto ciò, potreste pensare che ormai si è toccato il fondo. E invece, no! Perché è apparsa all’orizzonte una nuova ed inquietante minaccia, avente una vocale: la “O”, seguita da due consonanti “GM”! Sono gli “OGM”, gli ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI! Vediamoli un po’ più da vicino; se non altro perché riguarda la nostra salute e condizionerà l’avvenire dei nostri figli. Stiamo assistendo ad una rivoluzione tecnologica che, da quando è apparso il primo uomo sulla terra, non ha precedenti! Le giganti multinazionali agro-chimiche-alimentari modificheranno irreversibilmente non solo l’ecosistema naturale - il che già sarebbe grave! - ma addirittura l’UOMO stesso, nella sua composizione biofisica, il suo comportamento, modo di pensare, di agire, di vivere, e, quindi, il suo CERVELLO! Tutto ciò è semplicemente DIABOLICO! (continua) 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Le responsabilità per l’affondamento del transatlantico inglese Lusitania vengono presentate dallo storico Anthony C. Sutton con queste parole: «Gli interessi dei Morgan (principale agente dei Rothschilds negli Stati Uniti - ndr), in concerto con Winston Churchill, tentarono di trascinare gli Stati Uniti nella Prima guerra mondiale sin dal 1915, ma ebbero successo solo nel 1917, con l’affondamento del Lusitania. (...). Colin Thompson dimostrò che il presidente Woodrow Wilson sapeva quattro giorni prima che il Lusitania avrebbe trasportato un carico di sei milioni di munizioni più esplosivi e, quindi, i passeggeri che erano a bordo della nave erano stati fatti salpare in violazione dello statuto della Nazione. La Commissione d’inchiesta, sotto la direzione di Lord Mersey, fu istruita dal Governo Britannico “di considerare come un espediente politico quello di accusare il capitano Turner, comandante del Lusitania, come il principale responsabile del disastro”. In realtà, data l’evidenza dei fatti esposti da Colin Thompson, la colpa sarebbe stato più giusto addossarla al Presidente Wilson, al Colonnello House, a J. P. Morgan e a Winston Churchill, questa élite di cospiratori che avrebbe dovuto essere processata per volontaria negligenza, se non addirittura per tradimento. L’indiscutibile merito di Lord Mersey fu che, dopo aver compiuto il suo “dovere”, sotto le istruzioni del Governo di Sua Maestà, nel far ricadere la colpa del disastro sul capitano Turner, egli diede le dimissioni, respinse il suo compenso e, da quel momento, si rifiutò di accettare qualsiasi incarico del Governo britannico. Lord Mersey agli amici, che gli chiedevano dell’affare Luistania, diceva solamente che si era trattato di un “lavoro sporco”!»1. L’interessamento del Colonnello House nel precipitare gli Stati Uniti nella Prima Guerra mondiale e il ruolo che egli ebbe nel plasmare il nuovo ordine internazionale che seguì al conflitto, viene messo in luce dalle seguenti considerazioni e citazioni: Il 28 giugno 1914, l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando venne assassinato a Serajevo ad opera dell’israelita Gavrilo Princip e di altri sei attentatori, tutti e sette appartenenti alla “Mlada Bosna” (= “Giovine Bosnia”). Sull’Enciclopedia Britannica, si precisa che: «Princip fu indirizzato al terrorismo dalla società segreta serba coosciuta come “Mano nera”.... guidata dal Colonnello Dragutin Dimitrijevic... leader della “Mano nera”... una società segreta che pianificò l’assassinio e armò Princip (e diversi altri)»2. Alberto Mouset, nel suo libro “L’Attentat de Serajevo”, tratto dal resoconto stenografico del processo svoltosi nell’ottobre seguente, riferisce che Gavrilo Princip e N. Cabrinovic dichiararono che Francesco Ferdinando era stato condannato a morte dalla Massoneria3. Notizia che coincide con le rivelazioni del colonnello Paty de Clam e pubblicate da mons. Jouin, a Parigi: «Può darsi che un giorno si faccia luce su queste parole di un alto massone svizzero circa l’erede al trono d’Austria: “Ha delle qualità, 18 Col. Edward Mandell House Paul Warburg. peccato che sia condannato; morrà sui gradini del trono”4». Ma la dichiarazione più sorprendente provenne dal colonnello Edward Mandell House che prediceva l’assassinio dell’arciduca d’Austria, Francesco Ferdinando, con ben quattro mesi d’anticipo!5 «House era un alto iniziato della Massoneria sinarchica dei “Master of Wisdom” (= Maestri di Saggezza), co-fondatore delle istituzioni massoniche: Pilgrims Society, Round Table e CFR (Council of Foreign Relations); egli fu l’alter ego, dapprima, del presidente americano Woodrow Wilson e, poi, del presidente e 33° grado del Rito Scozzese Franklin Delano Roosevelt. House aveva potentissime relazioni coi banchieri internazionali; relazioni che, secondo Charles Bonnamaux, erano spiegabili col fatto che il suo vero nome sarebbe stato “Mendel-Haus”»6. «L’alto iniziato House era la stessa persona che passava per ardente pacifista e per essere l’uomo che aveva tentato ogni via per impedire la guerra, mentre, invece, era impegnato, a tempo pieno, a “educare” il presidente Wilson, per trascinarlo in guerra, adossandogli la completa responsabilità di questo passo. House, infatti, era un segreto sostenitore della guerra la quale, secondo lui, “doveva trasformare l’organizzazione internazionale, facendo penetrare nello spirito del popolo la necessità di un nuovo standard di morale internazionale”»7. (continua) 1 Antony Sutton, “Wall Street and the rise of Hitler”, Seal Beach California, p. 175. 2 Cfr. Encyclopedia Britannica - Micropaedia, Vol. VIII, 1975, p. 216. 3 Albert Mouset, “L’Attentat de Serajevo”, Ed. Pajot, Parigi 1930. 4 Cfr. “La Revue Internationale des Sociétés secrètes”, n° 5 del 15 settembre 1912, pp. 787-788 - Avenue Portalis 8, Paris. 5 Cfr. Y. Moncomble, “Le vrais responsables de la Troisiéme Guerre mondiale”, Ed. Faits et Documents, 1982, p. 83. 6 Cfr. Moncomble, “L’irresistible expansion du mondialisme” Ed. Faits et Documents, 1980, p. 191, n. 26. 7 Cfr. Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, Litografia Amorth, Trento, pp. 244-245. “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: IL MISTERO DELLA SINAGOGA BENDATA di Enrico Maria Radaelli Molto Rev.do e carissimo Don Villa, ho ricevuto il Suo ultimo libro: “Cristiani, Ebrei, Musulmani, hanno lo stesso Dio? NO!” e La ringrazio moltissimo!.. Mi complimento, poi, vivamente con Lei perché si tratta di un saggio chiaro e sintetico che si legge con facilità. Si dovrebbe, ora, curarne la diffusione in quanto doverosa opera di carità cristiana, al fine di non lasciare nell’errore tanti buoni cattolici così tenacemente fuorviati dalla diabolica propaganda ecumenica. Con i più rispettosi saluti, dev.mo (G. G. - Losanna - CH) *** Carissimo Don Villa, La ringrazio nuovamente per il prezioso, indispensabile, anche se incompreso, lavoro di difesa della Fede cristiana. La saluto fraternamente! Il Signore Gesù e la Mamma celeste ci proteggano e benedicano! (dott. G. A. - Biella) *** Rev.mo e caro Don Villa, - “In Nativitate Domini” Auguri - toto corde! - a Lei grandissimo Defensor Dei et Ecclesiae, e alle bravissime Suore! Vostro indimenticabile (prof. F. C. - Teramo) *** Caro Monsignore, grazie del nuovo studio sull’Islam, come sempre molto chiaro! Le auguro un lieto 2002! Con deferenza (p. V. D. B. - Milano) *** Gentilissimo don Villa, I suoi scritti aumentano di volta in volta la mia Fede, mi aprono “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 gli occhi alla conoscenza della vera Fede, e al pericolo di Apostasia in cui si va incontro. I suoi scritti sono un FARO nella notte buia e tempestosa, un punto di riferimento per la salvezza della nostra Fede Cattolica. Sento il bisogno, di tanto in tanto, di scriverLe, perché un sacerdote così come Lei difficilmente lo si trova, e allora scrivo a Lei per complimentarmi, perché provo gioia quando mi INDOTTRINO attraverso la Sua Rivista. E anche attraverso i suoi libri che sono magnifici! Questa è vera Fede, questo è il modo di essere Cattolici e servitori di Gesù Cristo!.. Voglia il Signore, benedirla, custodirla, proteggerla e assisterla in questa lotta che Lei svolge contro il male e i nemici della Chiesa. Pregherò per Lei affinché Dio-Padre sia il suo sostegno, e il Cuore di Maria il suo rifugio. Fortemente la saluto, augurandoLe ogni bene da Gesù e dalla Vergine Maria. Suo amico, devoto lettore. (R. G. - Grosseto) Queste pagine sono la raccolta di alcuni scritti sul tema decisivo della relazione tra Gesù Cristo e gli Ebrei, e della successiva relazione, disegnata dalla dottrina quae dicitur della sostituzione, tra costoro e la Chiesa. Lo scioglimento di una dottrina in un’altra dottrina, la migrazione di un’essenza in altra essenza, la perdita di identità della Chiesa, sono cose tutte talmente pericolose da sconvolgere non solo, strettamente, la civitas domini ma, di seguito, anche tutta quella civitas hominis di cui, non bisogna dimenticarlo, la prima dovrebbe essere forma e princìpio. Il primo fine di queste pagine, quindi, è duplice: rafforzare nella Fede il già cristiano e convèrtere a cristificarsi anche l’ebreo. Il secondo fine è quello di contribuire a un certo riassetto dottrinale, a partire dalla fattispecie del tema studiato, provando a riannodarlo all’ermeneutica primigenia, perenne, indefettibile. Quella, se possibile, incisa da san Vincenzo di Lérins nel motto celebrato dal Vaticano I: in suo dumtaxat genere, in eodem scilicet dogmate, eodem sensu eadem sententia. E qui si viene alla irreligiosità delle odierne posizioni. Da quanto detto si può già arguire la conclusione in ordine all’aspetto religioso, che è questa: ammettere la fragranza di più di una religione è inammissibile su tutti i piani, e non solo su quelli ora visti, ma anche e massimamente sul piano strettamente dell’adorazione, perché il regno di Cristo non può non estendersi a tutti gli uomini della terra. Un’adorazione, un culto umano di uomini che hanno conosciuto il Cristo, che non includa l’adorazione del Messia crocefisso costituisce certamente, come sempre ha costituito, un’espressione ingiuriosa contro Dio: «Ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio» (I Joan. 4, 2): per la Scrittura è quindi una bestemmia. Gli uomini di Chiesa e tutta la cattolicità sono impegnati moralmente ad insegnare il Cristo crocefisso. Questo è l’unico insegnamento capace di realizzare la persona umana, partecipandola all’unico concetto di persona mai emerso in tutta la storia, non astratto ma reale, vicino, di Dio, essendo l’Insegnamento stesso, misteriosamente, coincidente in una Persona. Per richieste: Prof. Enrico Maria Radaelli Via S. Sisto, 3 23123 Milano - Tel. 02 86462779 19 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo cattolici, con metodi scientificamente folli, inumani. Sono eloquenti le biografie dei 27 martiri greco-cattolici che Giovanni Paolo II ha beatificato a Lviv, il 27 giugno scorso, durante il viaggio apostolico in Ucraina. SUOR TARSYKIA, UCCISA A 25 ANNI DA UN SOLDATO SOVIETICO Suor Tasykia è stata uccisa, il 17 luglio 1944, da un soldato sovietico, che si è poi vantato di aver fatto fuori “una monaca”. L’ha uccisa a bruciapelo, con diabolica freddezza. Non era ubriaco. O meglio, era ubriacato dalla ignobile propaganda ateista, tanto che cercava una religiosa solo per il gusto di ucciderla! GIUGNO 2002 SOMMARIO Padre Severijan Baranyk. INORRIDITI DI FRONTE ALLE CRUDELTÀ DEI COMUNISTI SOVIETICI CONTRO PADRE SEVERIJAN BARANYK I comunisti hanno bollito Padre Severijan Baranyk in un calderone e lo hanno distribuito ai compagni di carcere di Drohobych come minestra! Si resta senza fiato nel leggere le dichiarazioni dei testimoni. La prima reazione è, indignati e inorriditi, di chiudere il fascicolo dei documenti che riguardano il martirio del Religioso basiliano ucraino, Padre Baranyk, avvenuto tra il 27 e il 28 giugno 1941. Ci sono crimini impossibili da raccontare. Ma sono crimini che consentono di comprendere la storia. La diabolica persecuzione ordita dai sovietici contro la Chiesa greco-cattolica ucraina si è spinta a gesti RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 20 NEL 60° ANNIVERSARIO DELL’ORDINAZIONE SACERDOTALE DI PADRE LUIGI VILLA Suor Tarsykia. ignobili che sconvolgono, però non sorprendono. L’odio implacabile che ha alimentato la feroce persecuzione sovietica contro la Chiesa greco-cattolica ha, infatti, provocato una strage di proporzioni impossibili da calcolare. Chi mai potrà stabilire il numero delle persone ammazzate, incarcerate, impaurite, private dei più elementari diritti? Quanti sono stati i martiri? E di questi martiri non si conosce il nome, né la testimonianza, sepolti dalla violennza comunista? I testimoni raccontano che Padre Baranyk venne bollito in un calderone e poi distribuito come minestra. Ciò che rende più impressionante questo fatto è che, sicuramente, non è stato un episodio isolato. È con brutalità che gli aguzzini sovietici si sono scagliati contro i sacerdoti greco- “Chiesa Viva” *** Giugno 2002 N. 340 2 A Padre Luigi Villa nel 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale del prof. A. Sardini 6 Il Sacedozio del sac. dott. Luigi Villa 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La tela del ragno (2) di A. Faustini 16 Mondialismo e alimentazione (2) del prof. F. Cianciarelli 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XVI Dom. del Tempo Ord. alla XX Domenica del Tempo Ord. ) Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 341 LUGLIO-AGOSTO 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità IL PROBLEMA DELLA “PACE” 3 ASSISI BIS 24 gennaio 2002 sac. dott. Luigi Villa 3 P urtroppo, è da più di 40 anni che la Gerarchia cattolica non fa che promuovere una inspiegabile “apertura” verso tutte le altre presunte “religioni” che non conoscono o non riconoscono Gesù Cristo, ponendolo, per di più, alla stessa stregua degli “idoli” di quelle false religioni, e che tali sono perché l’unico Dio Rivelato è il nostro Dio, Uno nella Sua Trinità. Quindi, il gesto di Giovanni Paolo II di radunare ad Assisi le maggiori religioni del mondo - in primis quella musulmana - per una preghiera per la pace, è stato, indubbiamente, un gesto che ha provocato una profonda indignazione e riprovazione in chi sa rendersi conto del grave significato di questo gesto papale. Perché fu un’offesa a Dio nel Suo primo comandamento; perché quel gesto ha negato l’unicità della Chiesa e della sua missione salvatrice; perché quel gesto ha aperto decisamente all’indifferentismo i fedeli cattolici; perché quel gesto ha anche ingannato gli infedeli adepti delle altre religioni. Il problema, comunque, non sta nel vole2 L’incontro di Assisi del 24 gennaio 2002. re la pace, nel cercare di stabilire tra i popoli la pace, ma bensì nell’invito che il Vicario di Cristo, unico Mediatore tra Dio e gli uomini, ha fatto alle altre religioni (?) di trovarsi ad Assisi con Lui per pregare a fine di ottenere la pace. È vero, per evitare ogni sincretismo, ogni religione è stata messa in sale distinte, ma questo non giustifica né dissipa il malessere e la confusione che ne è venuta da questa riunione. Il fatto di averle invitate tutte in un solo luogo, Assisi, per un medesimo fine, dimostra che ci fu una decisa volontà di unione, e l’averle separate per la pre- ghiera, mostra che c’era contraddizione e impossibilità di raggiungere, assieme, quel progetto. Comunque, rimane pur sempre una specie “communicatio in sacris”, per cui il suo carattere sincretico non può essere stato evitato, perché non si trattava di una preghiera individuale dell’uomo che cerca una sua adesione personale con Dio, Creatore e Santificatore, ma bensì di preghiere di diverse religioni coi loro riti, e rivolte alle loro proprie divinità. Ora, è dottrina di sempre della Chiesa cattolica che Dio non accetta se non la preghiera di Colui che è il solo Mediatore tra Lui e gli uomini, e che questa preghiera non può esserci che nella vera ed unica religione, in quella, cioè, di Gesù Cristo! Quindi, come si può pretendere che le false religioni possano ottenere da Dio qualcosa? San Paolo non dice, forse, che questi falsi “dèi” sono degli angeli decaduti, ossia i demoni?.. quindi, “... quello che sacrificano, lo sacrificano ai demoni e non a Dio. Ora - continua S. Paolo - io non voglio che voi entriate in comunione con i demoni. Non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni; non potere partecipa“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 re alla tavola del Signore e alla tavola dei demoni”1. Quindi, invitare quelle false religioni per un atto che Dio riprova e che condanna nel primo Comandamento: “adorerai un solo Dio!”, si è indotto all’errore anche gli adepti di quelle presunte religioni, facendoli credere che anche la loro preghiera è utile ad ottenere la pace, mentre San Paolo ha scritto con chiarezza: “Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli! Quale rapporto ci può essere tra la giustizia e l’empietà, o quale comunione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Belial? Quale associazione tra un fedele e un infedele? Quale accordo tra il Tempio di Dio e gli idoli?”2. Possibile che un Vicario di Cristo non ricordasse più il richiamo del primo Papa, San Pietro: “Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale possiamo avere la salvezza”?3 Com’è possibile ridurre a una semplice fede soggettiva questa necessità della pace, quando non c’è che un solo Dio, per cui sono “inescusabili coloro che l’ignorano”4, come non c’è che un solo Mediatore5, Cristo, e un solo Ambasciatore accetto a Dio, che intercede di continuo per noi 6 . Quindi, le religioni che escludono la divinità di Gesù, come il Giudaismo e l’Islam, sono religioni che pregano certamente invano. “Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Messia? Questi è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio! Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre”7. Questa è la fede della Chiesa di Cristo, insegnata e creduta da sempre. Non è questione, quindi, di intolleranza, ma solo rigore di verità. “Nessuno viene al Padre se non per mezzo mio”8. Com’era possibile, allora, radunare quelle false religioni, sapendo che non sarebbero state certamente esaudite da Dio?.. Eppure, la giornata di Assisi fu giustificata da Giovanni Paolo II e a più riprese. «Ogni preghiera autentica - disse - viene dallo Spirito Santo che abita misteriosamente in ciascun cuore». Ma, allora, sarebbe una preghiera autentica anche quella del buddista davanti all’idolo di Budda, e anche quella del mago che ha fumato il calumeto della pace e quella dell’animista? Dirle una “preghiera autentica” sarebbe un qualificare come autentica anche la preghiera al demonio, e anche sarebbe autentica la preghiera del terrorista islamico che, prima di schiantarsi col velivolo contro la torre di Man-hattan, ha gridato: “Allah è grande!” È vero, invece, che un sentimento religioso soggettivo non basta per diventare autentico preghiera! La seconda parte, poi, dell’affermazione di Giovanni Paolo II che “lo Spirito Santo abita misteriosamente in ciascuna anima”, è certamente falsa! Nella Sacra Scrittura - e, quindi, anche nella Teologia cattolica! - l’abitazione nell’anima dello Spirito Santo è legata necessariamente al ricevimento della Grazia santificante. Ne fa testo il Battesimo; all’inizio della cerimonia battesimale, infatti, il sacerdote ordina al demonio di lasciare l’anima per far posto allo Spirito Santo. Un rito che indica chiaramente che lo Spirito Santo non abitava, prima, in quell’anima. Il “dialogo” con le religioni non cristiane, perciò, è solo un sofisma, perché fa perno sulla non distinzione tra ordine naturale e ordine sopran- 1 2 3 4 5 6 7 8 Cfr. I Cor. 20-21. Cfr. II Cor. 6, 14-16. Cfr. Atti, 4-12. Cfr. Rom. 1, 20. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 co” di stabilire un grande Tempio di fraternità universale, al di sopra di tutte le religioni e credenze. È la meta del “New Age”. È il “globalismo mondiale”! Si rilegga quello che scrisse il Gran Maestro Armando Corona, della Grande Loggia dell’Equinozio di Primavera”9: «Il Nostro inter-confessionalismo ci è valso la scomunica, ricevuta nel 1738 da parte di Clemente XI. Ma la Chiesa era certamente nell’errore se è vero che, il 27 ottobre 1986, l’attuale Pontefice ha riunito ad Assisi uomini di tutte le confessioni religiose per pregare insieme per la pace. E che cercavano d’altro i nostri fratelli quando essi si riunivano nei templi, se non l’amore tra gli uomini, la tolleranza, la solidarietà, la difesa della dignità della persona umana, considerandosi eguali, al di sopra del credo politico, del credo religioso e del colore della pelle?». Eccoci arrivati, quindi, a questo fricandeaux di culture e di religioni, volute dall’ebraismo-massonico, ormai dominante anche nelle organizzazioni cattoliche, per cui siamo arrivati anche a provocare i giusti castighi di Dio! UNA PREGHIERA INUTILE PER LA PACE! Giovanni Paolo II. naturale. Cioè: quel bene che c’è in quelle presunte religioni, è solo un bene naturale che l’anima ha avuto dal Creatore. Perciò, la pretesa del Vaticano II di superare questa distinzione tra ordine naturale e ordine della Grazia, ha portato solo frutti disastrosi, e ha generato una confusione d’idee, facendo pensare che ogni religione può ottenere qualsiasi grazia dal buon Dio. Ma è, invece, un errore grottesco, che riporta il “piano massoni- Cfr. I Tim. 2, 5. Cfr. Ebrei, 7, 5. Cfr. I Gv. 2, 22-23. Cfr. Gv. 14, 6. Ad Assisi, dunque, Giovanni Paolo II ha convocato ben 250 delegati ufficiali delle 12 maggiori Religioni del mondo per una seconda “giornata mondiale di preghiera per la pace nel mondo”10. Il Papa vi andò in treno, partendo dalla Città del Vaticano. Nelle varie carrozze, oltre il Papa e una trentina di Cardinali, vi erano i delegati delle varie Chiese e religioni. Per le Chiese ortodosse: il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I; quello greco di Antiochia e di tutto l’Oriente, Ignace IV Hazim. Altri dignitari rappresentavano i patriarcati di Alessandria, di Gerusalemme, di Mosca, di Serbia, di Romania, di Bulgaria, e le Chiese di Cipro, di Polonia e di Albania. V’erano anche esponenti delle antiche Chiese Orientali: l’armena, la sira, la copta. Tra gli ortodossi, la più gradita al Vaticano era quella di Pitirin, metropolita di Volokolamsk e Juriev, vicario patriarcale di Mosca. Assenti, invece, ad Assisi, le Chiese ortodosse di Georgia e di Grecia, nonostante che Giovanni Paolo II, nel 1999 avesse incontrato, a Tilisi, il cattolico-patriarca Ilia II, e nel maggio 2001, in Grecia, si fosse incontrato con l’arcivescovo d’Atene, Christodoulos. Presente, ancora, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), Konrad Raiser. Inoltre, c’erano 13 Rabbini e personalità del mondo ebraico, provenienti da Israele 9 Cfr. Hiram-organo del Grand’Oriente d’Italia, aprile 1987. 10 La prima fu dal 9 e 10 gen. 1993. Cfr. “L’Osservatore Romano” del 27 ottobre 1985. 3 Un momento dell’incontro di Assisi del 24 gennaio 2002. e dalla diaspora (ma il Rabbino-capo d’Israele non c’era, come pure il sefardita e l’ashkenazita). C’era, però, anche il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Amos Luzzatto. Le personalità islamiche dei vari Paesi del Medio Oriente, dalle Filippine, degli Stati Uniti, dell’Europa (Italia compresa) erano una trentina. Infine, c’erano rappresentanti del Buddismo, del Tenrikyo (religione giapponese), dello Shintoismo, del Confucianesimo, del Giainismo, del Sikhismo, dello Zoroastrismo e delle religioni tradizionali africane. Un supermarket, insomma, di religioni, riuniti sotto una tenda, collocata sul piazzale della Basilica Inferiore di San Francesco. E qui, in mattinata, furono lette varie “testimonianze” (?!), concluse con il discorso di Giovanni Paolo II, il quale ha affermato: «È doveroso che le persone e le comunità religiose manifestino il più netto e radicale ripudio della violenza, di ogni violenza, a partire da quella che pretende di ammantarsi di religiosità, facendo addirittura appello al nome sacrosanto di dio per offendere l’uomo». Al discorso papale, è seguita una preghiera dei vari gruppi religiosi; non coralmente, ma separata, gruppo per gruppo, onde evitare - fu detto - “sincretismi” e “relativismi”. All’agape fraterna, nel “sacro Convento”, vi partecipò anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Terminato l’agape, tutti i leader si sono riuniti di nuovo, esprimendo, ciascuno, una serie di “impegni” per fare ogni sforzo per favorire la pace, la giustizia e la riconciliazione del mondo. Il Papa ha concluso con queste parole: «Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo! In nome di Dio, ogni religione porti sulla terra la giustizia e la pace, il perdono e la vita, e l’amore!». 4 *** IL DECALOGO DI ASSISI PER LA PACE Il Santo Padre ha inviato, ad un mese dall’incontro di Assisi del 24 gennaio, una lettera a tutti i Capi di Stato, o di Governo, per far conoscere il “Decalogo di Assisi per la Pace”. . Ci impegniamo a proclamare la nostra ferma convinzione che la violenza e il terrorismo si oppongono al vero spirito religioso e, condannando qualsiasi ricorso alla violenza e alla guerra in nome di Dio o della religione, ci impegniamo a fare tutto il possibile per sradicare le cause del terrorismo. 1 . Ci impegniamo a educare le persone al rispetto e alla stima reciproci, affinché si possa giungere a una coesistenza pacifica e solidale tra i membri di etnìe, di culture e di religione diverse. 2 Dopo questa seconda riunione con i “rappresentanti delle altre religioni del mondo”, per “un incontro di preghiera per la pace”, le considerazioni che ora faremo avranno una loro importanza, specialmente in questo tempo post-conciliare, in cui si taccia di “integralismo” la Fede di chi è ancora rimasto cattolico e rimasto nella sua pietà religiosa dell’ante-Vaticano II. Gli avvenimenti che sono venuti dopo quell’11 settembre 2001, ci hanno fatto ricordare, tra l’altro, anche quella celebre frase: «il XX secolo sarà religioso, ma non certo nel modo che si fa in Assisi, anche se molti lo rendono un gesto legittimo, data la grave situazione politica sociale in cui si trova tutto il genere umano». Io, però, non sono incline a credere che quello spettacolo delle 12 religioni (?!) valga a manifestare per davvero al mondo il volto autentico dell’uomo religioso! Si può dubitarne! Il gesto di Giovanni Paolo II, infatti, non è scevro di ambiguità di fondo mediatico. E fu senz’altro anche un po’ spettacolo quel caos di religioni che si attaccarono al carro trionfale del Papa! Ma al di là di questa impressione che non pochi hanno avuto! - al di là di ogni preconcetto del “fatto”, questo gesto papale muove un inquietante problema di teologia e di pastorale che non va minimizzato. Giovanni Paolo II, l’aveva già detto nel suo discorso alla Curia di Roma, il 11 dicembre 1986, in cui manifestò “l’unità radicale basilare e determinante del genere umano”. Secondo Giovanni Paolo II, cioè, l’unità del genere umano fu immediatamente e di fatto soprannaturale; tutte le religioni, perciò, sarebbero, in qualche modo, sia che lo sappiano o che l’ignorano, sia che si accettino o che si rifiutano! - delle manifestazioni incomplete del Mistero cristiano. È facile pensare, “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 perciò, che questa linea teologica è un tutt’uno con la teoria del “cristiano anonimo” dell’eretico gesuita Karl Rahner, per il quale ogni uomo sarebbe un “cristiano”, anche se egli lo ignora. In ogni uomo, cioè, ci sarebbe, preesistente, un germe già soprannaturale. Se questo fosse vero, però, ci potremmo chiedere: che cosa ha da dire, allora, un predicatore del Vangelo?.. e quale “buona Novella” dovrebbe portare al mondo?.. e di quale “novità” la Fede cristiana sarebbe segno efficace?.. e se tutti gli uomini sono già “cristiani”, anche senza saperlo, perché, allora, Gesù ha insistito per la nostra conversione?.. E la nuova nascita, quella che viene dall’Alto e dallo Spirito Santo, ha ancora un senso in questo nuovo quadro di teologia? E l’infusione della Grazia Santificante, vera partecipazione alla vita trinitaria, quale l’esperienza spirituale privata rimpiazzare la Fede, così da poter dire: “ciascuno ha la sua fede!”, o anche: “ciò dipende dalle varie fedi!”.. Ora, un tale procedere farebbe sparire l’Assoluto per una cre- . Ci impegniamo a promuovere la cultura del dialogo, affinché si sviluppino la comprensione e la fiducia reciproche fra gli individui e fra i popoli, poiché tali sono le condizioni di una pace autentica. 3 . Ci impegniamo a difendere il diritto di ogni persona umana a condurre un’esistenza degna, conforme alla sua identità culturale, e a fondare liberamente una propria famiglia. 4 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!». 5 . Ci impegniamo a perdonarci reciprocamente gli errori e i pregiudizi del passato e del presente, e a sostenerci nello sforzo comune per vincere l’egoismo e l’abuso, l’odio e la violenza, e per imparare dal passato che la pace senza la giustizia non è una pace vera. 6 utilità avrebbe in questa nuova versione teologica?.. Son domande imbarazzanti, certo, ma che non hanno ancora avuto alcuna risposta. Rimane, perciò, sempre valida la verità del Vangelo: “chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo. Chi non crederà, sarà condannato”11. E anche sul piano pastorale, ogni tentativo di spiegare è inadeguato e inaccettabile. Infatti: Se tutte le religioni si uniscono, nessuna di essa può pretendere di liberarsi da quello che Cristo chiama “la verità tutt’intera”12, perché ciascuno si presenterà ad Assisi come “una parte di verità”, come “un modo” di incarnare la verità spirituale universale. Ma allora, come si potrà esigere che la gente abbandoni la sua vita privata, le sue convinzioni personali, i suoi punti di vista particolari, per proclamare delle verità parziali? Forse che l’appartenere a una religione si realizza a tappe, come lo immagina anche il cardinale Ratzinger?.. Ma un cattolico può essere una mezza-fede o averne un solo quarto?.. Si cadrebbe nel soggettivismo e il giudizio sgorgherebbe dalle proprie impressioni, dalle proprie opinioni, che poi volano via!.. E può, forse, Cfr. Mc. XVI, 16. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 «Pensate che Io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione». . Ci impegniamo a dialogare con sincerità ciò che ci separa come un muro insormontabile, ma, al contrario, riconoscendo che il confronto con la diversità degli altri può diventare un’occasione di maggiore comprensione reciproca. (Lc. 2, 14) 11 denza tutta relativa, la quale non potrebbe essere che un punto di vista tra tanti altri! Quindi, il raduno di Assisi del 1986, come quello del 2002, non possono essere che dei segni negativi, anzi, dei segni di morte! L’abbandono dell’assoluto da parte delle religioni, che solo può giustificare la loro esistenza, per un cattolico non sarebbe altro che un perdere l’unica via della propria salvezza! L’Assoluto del cristiano, infatti, è il Dio d’Amore venuto a salvare chi era perduto, donando la propria vita per riscattare l’uomo dal peccato. È questo che distingue il “DIO” vero dagli altri “dèi-demoni”, come lo afferma la stessa Sacra Scrittura: “... omnes dii Gentium, daemonia”13. Ma allora, con questo Vaticano II si vuole . Ci impegniamo a stare accanto a quanti soffrono per la miseria e l’abbandono, facendoci voce di quanti non hanno voce e operando concretamente per superare simili situazioni, convinti che nessuno possa essere felice da solo. 7 12 Cfr. Jo. V, 13. (Lc. 12, 51) proprio protestantizzare anche la Chiesa cattolica, o, persino, peggio ancora, si vuole dissolverla per formare quella “Super-Ecclesia-Universale”, voluta dall’ebraismo-massonico e già in esecuzione sul piano universale? Forse è utile ricordare di nuovo, qui, che la preparazione a questa fusione delle religioni si iniziò con Paolo VI: all’inizio, col concedere al clero di indossare il clergimen protestante; poi, si passò a permettere, tacitamente, col vestirsi da borghese, così da sopprimere la separazione tra il “laico” e il “prete”, e non più guida, ma semplice “presidente”. In seguito, si cambiò l’Altare in una “tavola”, come s’era già fatto durante la Riforma Protestante del 1548 dall’arcivescovo Thomas Crammer; e questo perché la “tavola” richiamava la “Cena”, mentre l’Altare richiamava il “Santo Sacrificio”. E così avvenne la grande inversione: il “prete” dovette voltare la schiena a Dio per celebrare la Messa con la faccia verso il popolo! Ma non era finita! Si passò alla soppressione della lingua latina, facendo perdere, così, alla Chiesa cattolica di rito latino, la sua unità e, quindi, l’immuta- 13 Cfr. Salmo 95. 5 bilità della sua dottrina; facendo entrare, di conseguenza, la Chiesa cattolica nell’area della “democrazia universale”. Infatti, si fecero “traduzioni-tradimenti” - imposte! - da paese a paese, per cui, mentre il “latino”, prima, era stato il tre-d’union per far comunicare assieme tutti i fedeli e tutte le Nazioni nella stessa Fede, ora, senza più il “latino”, la Chiesa fu come sfasciata in tante “sètte” e in tante “chiese di base”, autentici scismi! Infine, dopo tutto questo sfascio dogma- «Vi lascio la mia pace, vi dò la mia pace. Non come la dà il mondo. Io la dò a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore!». (Jo. 14, 27) lebrare il MEMORIALE DEL SIGNORE”. Quindi, la Messa non era più altro che una cerimonia comunitaria, ossia . Ci impegniamo a fare nostro il grido di quanti non si rassegnano alla violenza e al male, e desideriamo contribuire con tutte le nostre forze a dare all’umanità del nostro tempo una reale speranza di giustizia e di pace. 8 . Ci impegniamo a incoraggiare qualsiasi iniziativa che promuova l’amicizia tra i popoli, convinti che, se manca un’intesa solida fra i popoli, il progresso tecnologico espone il mondo a crescenti rischi di distruzione e di morte. 9 . Ci impegniamo a chiedere ai responsabili delle nazioni di compiere tutti gli sforzi possibili affinché, a livello nazionale e a livello internazionale, sia edificato e consolidato un mondo di solidarietà e di pace fondato sulla giustizia. 10 forme liturgiche della Chiesa luternana!”. Perfetto! Quindi, per Paolo VI, non sono più i protestanti che si devono convertire al cattolicesimo, ma sono i cattolici che si devono “protestantizzare”!.. Ed è proprio quello che l’ebraismo massonico voleva; indebolire la Fede; dividere la Chiesa in chiese nazionali, in sètte, come lo sono i protestanti... perché così sarebbe stato più facile integrarle tutte in una “Super-Ecclesia” di tutte le religioni. Ma questa opera luciferiana era già «Ci saranno stranieri a pascere i vostri greggi, e i figli di stranieri saranno i vostri contadini e vignaiuoli». (Isaia) tico liturgico-legale, non fu più difficile dare battaglia ai dogmi, verità rivelate! Ed ecco che, per far piacere ai protestanti, si è attaccato il culto dell’Eucarestia, perché i protestanti, in maggioranza, non credono alla “Presenza Reale”; e così, i “tabernacoli” furono tutti rimossi dall’Altare e portati in luoghi sempre più separati; e vennero aboliti tutti i segni di adorazione (genuflessioni, inchini, incensazioni...) e tutte le azioni di grazia!.. Il finale di tutto fu la “nuova Messa”, a stendere la quale vennero chiamati cinque protestanti (cosa mai vista nella Chiesa cattolica!): due anglicani (uno, inglese; l’altro, americano); un membro della Federazione Mondiale Luterana; un membro del Consiglio Mondiale delle Chiese, e un luterano di Taizé. Alla fine di questo scempio liturgico, Paolo VI volle persino essere fotografato in mezzo a loro, ponendo alla sua destra Frère Max Thurian, di Taizé! Fu una evidente prova che Paolo VI aveva fatto del suo meglio per protestantizzare la Messa Cattolica, anche se fece di tutto per nascondere il suo gioco, secondo la sua tattica abituale dei due passi in avanti e uno indietro!.. Il passo in avanti fu la “Institutio generalis”, d’ossatura prettamente protestante: basta leggere il primo testo di Paolo VI: “La CENA del Signore, o messa, è l’assemblea, o l’assembramento del popolo di Dio che si riunisce assieme, sotto la presidenza di un prete, per ce- non era più il SACRIFICIO incruento della Croce con la “PRESENZA di Nostro Signore” nell’OSTIA consacrata! Dopo il deciso intervento dei cardinali Bacci e Ottaviani, Paolo VI fece un passo indietro, nel “Proemio”, dove aggiunse un larvato Santo Sacrificio, ma senza cambiare altro nel contenuto della Messa! Un “contenuto”, comunque, che “s’allontana in modo impressionante, nell’assieme, come nel dettaglio, dalla teologia cattolica della Santa Messa”14. Però, anche qui bisogna pur riconoscere che Paolo VI riuscì nel suo intento di dare una impronta protestante, se lo stesso “Osservatore Romano” (del 13 ottobre 1969) ebbe a scrivere: “La riforma liturgica ha fatto un passo notevole in avanti: essa si è avvicinata alle A conferma di questo, cito un estratto dal periodico “HUMANISME” del “Centro di Documentazione del Grand Oriente di Francia”15: «... Non è il patibolo che attende il Papa, ma la proliferazione delle chiese locali che si organizzano democraticamente, rifiutando le barriere tra clerici e laici, creando dei loro propri dogmi, vivendo in una completa indipendenza dai rapporti con Roma». Il che significa: confondersi, in piena anarchia, con le sètte protestanti. Collegialità nazionali che approdano in una religione sintetica, la famosa O. R. U. (“Organizzazione delle Religioni Unite”). Un’altra conferma la si può avere anche da un altra rivista massonica, il “SIMBOLISMO”16, dove si legge: «Non lasciamo dire, miei fratelli, che la framassoneria è l’Anti-Chiesa; questo non è che una fase di Circostanza; fondamentalmente, la framassoneria 14 Cfr. “Lettera” dei cardianli Bacci-Ottaviani a Sua Santità Paolo VI; dal titolo “Bre- ve Esame Critico del Novus Ordo Missae”. 15 Cfr. Novembre-Dicembre 1969, p. 72. 16 Cfr. Maggio 1962. E, citata in “Restauration chrétienne” di Montréal, Vol. 1, 1967. 6 stata sognata da Lutero quando scrisse: «L’ora verrà in cui noi potremo celebrare insieme la Cena di Gesù Cristo»! Ora questo significava che, in quel momento, la vera Chiesa di Cristo avrebbe finito di esistere! E questo doveva essere proprio il risultato di questo massonico ecumenismo in atto! UN ECUMENISMO MASSONICO 24 gennaio 2002 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 vuole una “Super-Ecclesia” che le riunirà tutte». E così la Chiesa cattolica sarà alla pari con le altre religioni. Per questo, Paolo VI, il 23 giugno 1970, fece questa dichiarazione: «... mentre che i contatti con i rappresentanti delle altre religioni si fanno più frequenti, specialmente con i giudei, i musulmani e i buddisti, un dialogo difficile, complesso e delicato, però, (condannato da tutti i Papi! - ndr.) si annoda anche con diversi rappresentanti dell’Umanismo». Ora, questo umanismo non è altro che una delle tante maschere con cui si trasforma la framassoneria! E di questo “Umanismo Umanitario” si tenne, a Bièvres, l’8 aprile 1970, una viva Sessione. In “Carrefour” del 17 marzo 1971, c’era questa informazione: «La riunione ecumenica di Montgeron, con l’accordo dell’Arcivescovo di Parigi, ebbe come simbolo la croce, la mezzaluna, una iscrizione ebraica e lo stemma della falce e del martello»!.. E ancora, nel maggio 1970, a Ginevra, s’era tenuto un altro Congresso per la “Organizzazione delle Religioni Unite”, durante il quale tutti i congressisti si riunirono nella cattedrale, San Pietro, per pregare insieme, perché “i credenti di tutte le religioni erano invitati a coesistere nel culto del medesimo Dio”. Il che significava chiaramente che i cristiani devono rinunciare a credere nella SS. Trinità e a Gesù Cristo, la seconda Persona della SS. Trinità, che s’è incarnato per portarci la Rivelazione e, mediante essa, salvarci! Un tradimento della nostra Fede, quindi! In effetti, per mettere insieme il Giudaismo, l’Islamismo e il Cristianesimo, bisognerebbe credere che Cristo ha mentito quando ci ha detto: «Chi ha visto Me, ha visto il Padre»; «Nessuno viene al Padre se non per Me» 17 ; «Chiunque nega il Figlio, non ha più il Padre»18; «Io e il Padre siamo Uno»19... Di conseguenza, è falso affermare che il 17 18 19 20 È una “mens” che è ormai congestionata in molte teste di frati e di preti. A Bordeaux, (Francia) per esempio, i Francescani hanno Cfr. Jo. VIII, 6-9. Cfr. San Gv. I.a Lettera, 2-23. Cfr. San Gv. XIV, 11-30. «State in guardia perché il vostro cuore non si lasci sedurre e voi vi allontaniate, servendo degli altri dèi, o prostrandovi davanti a loro». (Deuteronomio 11-16) Giudaismo, l’islamismo hanno lo stesso Dio come noi cristiani!.. come pure è errato far credere che i Giudei e i musulmani, senza convertirsi, possono essere in comunione con noi cristiani nel culto di un medesimo Dio!.. Perciò, per realizzare un ecumenismo “Super-Confessionale”, bisognerebbe sopprimere tutti i dogmi della nostra religione cattolica! Il che sarebbe un autentico tradimento della nostra Fede! Eppure, Paolo VI ha permesso il Con- gresso di Bruxelles (settembre 1970) in cui si cercò proprio di abbattere i dogmi della Chiesa cattolica. Quel Congresso era presieduto dal card. Suenens, massone, (che, poi, fu anche invitato da un rabbino della loggia B’naîBrith, nemica dichiarata della Chiesa!), ed era animato dall’eretico domenicano padre Schillebeekx, il quale dichiarò che “la teologia deve ridursi a un umanesimo sociale”. Basta dogmi, quindi! Per questo, Paolo VI sostituì il “docete” (insegnate) di Cristo, con il “dialogo”, che mette tutto in stato di “ricerca”, ma che è un eretico pretesto per poter attaccare e demolire ogni dogma, uno dopo l’altro; per cui, non essendoci più dogmi, anche la Chiesa cattolica potrà entrare nella “CHIESA UNIVERSALE”20. Una Chiesa Universale, però, che sarà forzatamente nelle mani del “GOVERNO MONDIALE”, quello che stanno già preparando con questa “inutile” e “criminale” guerra che è in corso, mascherata con l’islamico “terrorismo”!.. Ora, noi combattiamo per questo: in difesa della nostra vera Fede, che il nemicodemonio vuol mescolare con le altre religioni per annullarla per sempre! Il “Nuovo DIRITTO CANONICO” non scomunica più nessuno (e questo già lo voleva Paolo VI!). Non più scomuniche per la “Massoneria”, ormai ben vista anche dalla Gerarchia attuale; non più scomunica per gli apostati, per gli eretici, per gli scismatici..., per arrivare, così, a una generale amnistia per tutti gli scomunicati del tempo passato, come Lutero, Calvino, Huss, ecc., e avere - e ben presto! - una “SUPER-CHIESA” senza dogmi, senza Messa, senza alcun impegno di Fede!.. già una loro Rivista dal titolo: “Apostolat de l’Eglise Universelle”. Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 7 «In un colloquio, avuto con (Giovanni Paolo II) nel suo appartamento privato (...), capii, o credetti di capire, che quel Papa, intenso e inteso a frugare dentro se stesso, avrebbe lasciato dietro di sè un cumulo di macerie: quelle della struttura autoritaria e piramidale della curia romana. Ora, mi sembra di capire che quella intuizione vagamente catastrofica peccava, sì, ma per difetto: quelle che PAPA WOJTYLA SI LASCERÀ DIETRO NON SONO LE MACERIE SOLTANTO DELLA CURIA, MA DELLA CHIESA, o almeno di quella che da duemila anni siamo abituati a considerare tale e ci portiamo, anche noi, laici, nel sangue». (Indro Montanelli - “Corriere della Sera”, 9 marzo 2000) 8 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 OCCHI SULLA POLITICA IL PENTIMENTO EBRAICO LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Le scuse del Pontefice Romano, Ovverosia i “mèa culpa” della Chiesa, Accettati dal popolo cristiano Con più d’una riserva, nell’attesa Che anche il giudeo, non certo puritano, Benché d’essere giusto abbia pretesa, Il petto si battesse, con la mano, Avendo fatto a Cristo grande offesa, Hanno, alla fine, indotto al “pentimento” Il bonario Sharòn, che ha dichiarato, In linea col Vecchio Testamento, D’esser pentito e molto amareggiato, Perché vent’anni fa - bel sentimento! Quel “boia” d’Arafat non ha ammazzato! Prof. Arturo Sardini Chiosa L’Illuminismo e la Rivoluzione, Napoleone ed il Risorgimento, Ottobre Rosso e sangue a profusione Sono ispirati al Vecchio Testamento! Ora, la prepotenza in Palestina Dovrebbe aprire gli occhi a noi cristiani Ed anche quel che accade in Argentina Per non doverci mordere le mani! Chiusa Ebraismo, marxismo e massonismo Sono la “trinità” dei farisei! E noi cristiani, poveri babbei, Sponsorizziamo ancora l’ebraismo! “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 A CHI SPETTA EDUCARE? Il diritto-dovere educativo dei genitori, però, non deve essere inteso come dispotico o assoluto, perché il loro compito educativo si configura come un vero e proprio servizio nell’interesse, prima di tutto, dei figli, e poi della società e della religione, tanto da essere sottoposto alla vigilanza ed alla tutela giuridica dello Stato ed al giudizio ed all’autorità della Chiesa. Il compito educativo, poi, spetta alla società ed allo Stato, dal momento che la famiglia non è una società perfetta e non dispone sempre e dovunque dei mezzi necessari per esercitarlo. In questi casi, in base al princìpio di sussidiarietà, laddove manchi l’iniziativa delle famiglie e delle altre società, senza mai sostituirsi ad esse, lo Stato promuove l’educazione della gioventù, rimuove gli ostacoli che la impediscono, aiuta le iniziative di associazioni, enti e comunità, completa l’opera delle famiglie, istituisce scuole ed istituti propri. È proprio per questa impostazione che Pio XI, nell’enciclica “Non abbiamo bisogno”, e successivamente nella “Mit Brennender Sorge”, riaffermò con forza che: «Una concezione dello Stato che gli fa appartenere le giovani generazioni interamente e senza eccezioni dalla prima età fino all’età adulta, non è conciliabile, per un cattolico, con la dottrina cattolica e neanche è conciliabile con il diritto naturale della famiglia!». L’educazione, infine, spetta alla Chiesa. Come società umana, anch’essa, come lo Stato, ha “l’obbligo di dare alla famiglia tutti gli aiuti possibili affinché possano adeguatamente esercitare i loro compiti educativi” (Cost. Apost. “Familiaris Consortio”). Come società soprannaturale, la Chiesa ha il compito di annunciare a tutti gli uomini la via della salvezza: «Andate, dunque, ammaestrate tutte le genti... Ed ecco Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Matteo XXVIII, 18-20). Questa azione, che è di vera e propria evangelizzazione, viene esercitata, o direttamente con la catechesi, dentro l’orbita della Chiesa stessa, o indirettamente, nella società civile, con accordi presi con i singoli Stati o con la creazione di Scuole cattoliche. Ma... chi è e com’è il soggetto dell’educazione? (continua) 9 Documenta-Facta tengo che con il tacere non si renda testimonianza della propria Fede! (G. Gallini - CH) DIO TRINO E DIO NON TRINO SONO IL MEDESIMO DIO? UNA LETTERA A SUA ECC.ZA REVERENDISSIMA MONS. GIUSEPPE PITTAU, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA - ROMA Eccellenza Reverendissima, ho letto con vivo interesse l’intervista da Lei concessa sulla questione islamica, apparsa su “Il Tempo” del 31 dicembre 2001 scorso, e non Le nascondo che quanto da Lei affermato mi ha profondamente amareggiato. Da quarant’anni, la Gerarchia non fa che promuovere “aperture” verso tutte le altre religioni che non riconoscono il Cristo, come si può rilevare dalla proluvie di documenti partoriti dal Vaticano II; aperture che, inevitabilmente, pongono Nostro Signore, Re del Cielo e della Terra, Creatore di tutte le cose, alla stessa stregua degli idoli delle altre “religioni”, che vere religioni non possono essere, dato che l’Unico Dio Rivelato è Uno nella Sua Trinità. E tra queste, l’Islamismo, inventato dal Rabbino della Mecca e supportato dall’ebraismo dell’epoca, gelosi di vedere tante anime aderire alla nuova religione cristiana, predicata in terra d’Arabia dagli Apostoli. La diffusione, poi, di questa dottrina fu affidata alla ferocia di Maometto. Si può definire “religione” un movimento, sostenuto con la violenza nei confronti dei propri adepti, che predica lo sterminio non soltanto dei cristiani, ma di tutti coloro che la pensano diversamente? Un movimento che vuole la sottomissione della specie umana e propugna la conquista del mondo mediante una “guerra” che loro chiamano “santa”? In passato, la civiltà occidentale, che può identificarsi nella civiltà cristiana, ha saputo difendersi dalle numerose invasioni delle orde musulmane succedutesi nei secoli, combattendo eroicamente tante sanguinose battaglie. Da quarant’anni a questa parte, invece, grazie alle “aperture” conci- 10 liari, in nome di un non ben precisato “dialogo” e con l’ausilio dei diversi poteri massonici, tendenti alla instaurazione del loro Governo Mondiale, si è consentita una massiccia immigrazione che ha portato alla costruzione di ben 2,500 moschee in tutta Europa, risultate poi veri e propri potenziali centri di terrorismo! Ricordo la cerimonia dell’inaugurazione della moschea di Roma, la più grande d’Europa, alla quale intervenne, oltre al potere politico, anche - molto compiaciuta! - una Delegazione Vaticana in rappresentanza dello stesso Pontefice. Oggi, Lei lancia l’allarme: “Se i cristiani non prenderanno posizioni coscienziose, l’Italia sarà islamizzata”; ma con quale credibilità possiamo prendere delle posizioni se la cristianità è avvilita e colpevolizzata proprio da Chi questa cristianità dovrebbe difendere! - per non si sa bene quali colpe di cui deve continuare a chiedere perdono a tutti? E prosegue: «Fate sentire la vostra voce»; ma se i nostri Pastori tacciono ed il Santo Padre rende visita alle moschee e si lascia fotografare perfino nell’atto di baciare il Corano, che cosa vuole che facciano questi poveri cristiani, ai quali è stato tolto il supporto della Vera Fede nel Dio Vivente e vengono sollecitati a credere solo nell’uomo, esortati ad un ecumenismo che tutto consente e che porta solo ad un irrazionale sincretismo religioso?.. E parla, poi, della “applicazione del principio di reciprocità”; ma quale reciprocità si può sperare da un massa di fanatici che, in nome del loro “dio” (... ma quale?) distrugge tutti i simboli di qualsiasi religione che non si accordi con i propri punti di vista e continua a massacrare i cristiani in tutti i Paesi sotto il loro dominio, perfino crocefiggendoli sulle porte delle chiese?.. È storia di tutti i giorni! Eccellenza, forse questa mia esternazione Le sarà sembrata poco diplomatica; ma, esortato anche dal Pensiero di San Tommaso d’Aquino, ri- Per i maomettani, specialmente per i quali San Tommaso ha scritto la “Summa contra Gentiles” vale la pena di conoscere il pensiero autorevole del nostro angelico Dottore (L. I, c. VI): «Coloro che introdussero sètte erronee procedettero per vie del tutto contrarie alla fede, come è evidente nel caso di Maometto, il quale allettò i popoli con la promessa di piaceri carnali, ai quali loro sono già propensi per la concupiscenza della carne. «Inoltre diede precetti conformi a codeste promesse, sciogliendo le briglie alle passioni del piacere in cui è facile farsi obbedire dagli uomini carnali. (...). Le verità stesse che egli insegnò sono mescolate a favole e a dottrine falsissime. E neppure si servì di miracoli soprannaturali, che costituiscono la sola testimonianza adeguata della rivelazione divina (...). Ma disse di essere stato inviato con le armi: il quale contrassegno non manca neppure ai briganti e ai tiranni. «Inoltre a lui inizialmente non credettero uomini pratici delle cose divine e umane, ma bestiali abitanti del deserto, del tutto ignari delle cose di Dio; e servendosi poi del loro numero, egli costrinse gli altri ad accettare la sua legge con la forza delle armi. E neppure ebbe anteriormente la testimonianza dei profeti precedenti; anzi, egli guasta tutti gli insegnamenti del Vecchio Testamento, per non essere tacciato di falsità con racconti favolosi, come risulta dalla lettura della sua legge. «Ecco perché, con astuzia, egli proibisce ai suoi seguaci di leggere i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento, per non essere tacciato di falsità. Perciò è evidente che coloro che credono in lui compiono (oggettivamente) un atto di leggerezza». Per tutte queste ragioni, l’Aquinate, ovviamente, nega ogni parentela tra il nostro Dio, che è vero, e il loro, che è falso e, specialmente, inesistente! Bisogna dire che per San Tommaso i maomettani sono per antonomasia “gli infedeli”, mentre gli ebrei sono spesso chiamati semplicemente “increduli”, non avendo creduto al Cristo, loro Re e Messia. Tutta la Tradizione è con lui: fedeli propriamente sono i cristiani, unici a obbedire alla Fede. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 11 LA “TELA DI RAGNO” – PLAGIO PSICOLOGICO NEL CAMMINO NEO-CATECUMENALE – di Augusto Faustini «Ci sono prigioni che hanno le sbarre: solide sbarre che si vedono e si possono segare. Ci sono prigioni, che hanno le sbarre invisibili - che non possono essere afferrate e scosse con rabbia; mentre sorridendo vi dicono: “Ma siete liberi!!! La porta è aperta... aperta! Potete uscire!”» (Claud Buffet). 3 CONQUISTA DELLE PARROCCHIE Insensibilmente e subdolamente essi inducono a credere e a considerare come loro vera famiglia la Comunità Neo-catecumenale, adottando i termini di “fratello” e “sorella” per riconoscersi tra membri. Sostituiscono il termine sacerdote con quello di presbitero. Sparano parole forti e incomprensibili agli estranei, come “kérygma”, “koinonìa”, “kénosis”, “esistenziale”, “òntico”’ “Servo di Jahvè”, “Croce gloriosa”, per fare impressione sulla gente semplice, quasi a far credere d’avere sempre Dio in tasca! S’impadroniscono della parrocchia “in esclusiva”: con maliziosa gradualità, fanno le “monizioni” alla Letture della Messa; scelgono i canti; insegnano il catechismo ai comunicandi e ai cresimandi; preparano la liturgia pasquale, estromettendo quanti fossero loro contrari, e sostituendosi ad ogni altra associazione. Il Parroco perde così il controllo della situazione. Nei rari casi in cui il parroco riesce ad allontanarli, dovrà aspettarsi una reazione terribile. Allora, esploderà tutto il loro fanatismo. Il poveretto, incontrerà grandi difficoltà a sostituirli in maniera pacifica e conveniente; non potrà certo rimpiazzare l’entrata considerevole dell’offerta mensile (avendo rinunciato a quella del Cammino Neo-catecumenale) e nemmeno difendersi da offese e calunnie che costoro metteranno in giro. Così, avvenne ad un parroco della provincia di Roma: come riuscì a liberarsi dei Neo-catecumenali, immediatamente si trovò solo, 12 perché d’un colpo, gli portarono via, quasi tutti i fedeli! L’ARMA DEL DANARO Altro fortissimo condizionamento è dato dal DANARO. Ogni adepto deve versare almeno il 10% delle sue entrate al movimento. Ciò avviene dopo il “secondo passaggio”. Questo danaro, anziché andare ai poveri, va ai cosiddetti “catechisti itineranti”, che andando in giro per l’Europa e per il mondo a diffondere il Movimento, non devono mancare di nulla, dal vestia- rio all’automobile, dalla casa alla baby sitter. Questi Catechisti itineranti, sono spinti a licenziarsi dal posto di lavoro per vivere, da quel momento e per tutta la vita, a totale carico della Sètta, insieme a tutta la famiglia, senza che manchi loro nulla, in paesi stranieri, completamente spesati. Quante volte ho pensato a loro, ed al lusso in cui vivono, quando, cacciato di casa fui costretto a dormire in automobile! Le somme rastrellate da questa sètta sono un qualcosa di gigantesco e difficilmente valutabile. Esse comprendono il 10% di tutti i guadagni di lavoro dipendente o professionale e le entrate di pensioni, donazioni, eredità; le offerte fatte per dimostrare d’essere distaccati dal danaro con rinuncia ai beni personali e familiari. Le frequenti raccolte di danaro vengono effettuate con un sacco di plastica nera (il sacco per le immondizie) che viene fatto girare. Ognuno vi mette dentro danaro od oggetti di valore. Il danaro serve per l’acquisto ed il mantenimento di lussuose residenze, di Seminari, e per pagare gli stipendi a quei parroci e a quei Vescovi che si sono mostrati bravi nel facilitare l’espansione dei Cammino. Naturalmente, tali stipendi, pur riconducibili ad un unico tariffario nazionale, sono dati in proporzione del numero delle “Comunità” esistenti nel territorio, e non sono chiamati “stipendi”, ma “offerte”. La sostanza, comunque, non cambia. Altro danaro viene speso per le pubbliche relazioni e per farsi una bella immagine nel mondo cattolico. Solo in piccola parte è utilizzato a favore di fratelli di Comunità più bisognosi, ma viene dato come frutto “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 di grandi sacrifici ed è fonte di continui ricatti e di debiti di riconoscenza. In pratica: prima, impoveriscono le famiglie con una prolificità irresponsabile, e poi le tengono legate col ricatto del danaro. Il danaro è il bene cui tengono di più i capi del Movimento. Tra breve, potrebbe servire anche a condizionare il prossimo Conclave, in concorso con altri Movimenti, sorti negli ultimi tempi all’interno della Chiesa. Il fiume di danaro che entra ininterrottamente nelle casse del Movimento, non è dato solo dalle offerte “spontanee”, ma anche dalla vendita di migliaia d’oggetti di culto col marchio esclusivo di Kiko. Mi riferisco a leggii, croci, tovaglie per altare, tappeti, portafiori, stole, tuniche, ecc. Tutti questi oggetti sono costruiti in una loro fabbrica, firmati dal loro santone, venduti a prezzi “esclusivi”, unicamente nel loro negozio. Persino il rito finale del battesimo nel fiume Giordano è celebrato indossando una costosa tunica “griffata”, con viaggio e alloggio organizzato dalla Sètta. “Siccome sono venuti a mancare i fondi internazionali”, a maggio dello scorso anno (2001), Kiko ha chiesto a tutte le Comunità che avevano fatto il 2° Passaggio, di versare con urgenza (anche a costo di fare una fidejussione) la somma di l0 milioni per poter ultimare la costruzione della “Domus Calileae”, “la più grande opera del genere in Palestina!”. Dai dati forniti all’agenzia di stampa “Adnkronos”, veniamo a sapere che nel mondo ci sono 17mila comunità (4.500 in Italia). Se la cifra corrisponde al vero, quanti miliardi avranno raccolto con questa chiamata, e come li useranno veramente? Certo, Kiko ha un forte senso degli affari e sa camuffare molto bene, proponendo la sua alta spiritualità. E gli illusi, pieni d’entusiasmo per lui, credono e pagano. RICATTO PERSECUTORIO I Neo-catecumenali dicono sovente di subire “persecuzioni”, ma quando qualcuno, come me, denuncia i frutti disastrosi del Cammino, è offeso, dileggiato, compatito; stigmatizzato come “Giuda”, “traditore” “demonio”, “Faraone”. Nelle Comunità, poi, esultano quando qualcuno li critica, perché ritengono che le critiche siano “persecuzioni” che provano la loro “santità” e la giustezza della loro esperienza. Ma le vere persecuzioni le subiscono altri. A me è stata tolta la famiglia, i figli, “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 l’amore dei nipoti, la casa, ecc. Spesso sento storie da far accapponare la pelle: persone bloccate nella loro carriera o sul lavoro da superiori e dirigenti che sono Catechisti Neo-catecumenali; professori danneggiati a scuola; Vescovi trasferiti; parroci cacciati e molte altre situazioni del genere. Come mai i Vescovi non intervengano in una questione così grave? Provo ad ipotizzare delle risposte: - Alcuni obbediscono acriticamente agli ordini che vengono dall’alto; - Altri sono colpiti dal successo e dalle calorose partecipazioni dei Neo-catecumenali agli eventi organizzati dal Papa; - Alcuni non possono più fare a meno degli stipendi mensili della Sètta; Tutti però dovranno fare i conti con la loro coscienza e col giudizio di Dio. Perché, poi, i poteri civili non intervengono? Cerimonia neo-catecumenale. L’unica norma penale che poteva essere chiamata in causa è quella sul “plagio psicologico” (art. 603 C. P) che, purtroppo, nel 1981 è stata dichiarata incostituzionale perché non chiara. La Corte Costituzionale, raccomandò che si provvedesse al più presto ad una sua riformulazione. La richiesta di incostituzionalità fu fatta da varie Sètte religiose italiane e straniere. Come mai da 20 anni la sua riformulazione è ferma alla Commissione? Affari Costituzionali della Camera? Non so proprio cosa rispondere. Ricordo, però, che diversi avvocati Neo-catecumenali mi hanno riso in faccia dicendomi: “Lei non può farei nulla, perché in Italia il plagio non esiste più”! MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA Il Movimento Neo-catecumenale è un gruppo cristiano di spirito settario. Come tutte le sètte, usa un atteggiamento di in- tolleranza, unito ad un proselitismo aggressivo. Impone il suo modo particolare di pensare, di sentire, di agire, mentre la Chiesa chiede all’uomo un consenso personale, convinto e responsabile. La “costrizione” è latente e non è facilmente riconoscibile. La Chiesa Cattolica, nella Nota Pastorale della CEI del 30 Maggio 1993, a cura del Segretariato per l’Ecumenismo e il dialogo, accenna al “lavaggio del cervello” in questi termini: “A ragion veduta si può osservare che le sètte e i nuovi movimenti religiosi normalmente appaiono chiusi al dialogo, protesi come sono all’annuncio con metodi di propaganda che si servono della pressione psicologica tendendo a soggiogare l’interlocutore in modo da raggiungere un’adesione acritica e totale, fino a produrre, in taluni casi, il plagio della personalità”. E ancora: “A volte accade che gli adepti a una sètta vengano vincolati attraverso forme di coercizione e vigilanza, fino ad arrivare a vere e proprie limitazioni della libertà personale. In questi casi, ci si trova di fronte ad un successo imposto e tutelato”. In tale documento si fa esplicito riferimento al fatto che in alcuni gruppi sono presenti sistemi di pressione psicologica che non rispettano le persone. Nel Movimento neocatecumenale vi sono delle scelte che sembrano libere, ma che in realtà non lo sono. Ciò succede anche al termine della “Convivenza” che conclude il ciclo delle quindici catechesi che introducono i partecipanti al pre-catecumenato. Coloro che accettano di iniziare il Cammino Neo-catecumenale, da quel momento, senza accorgersene, lasciano di fatto la Chiesa Cattolica per aderire ad un nuovo culto, la cui dottrina e prassi sono in antitesi con la fede precedente, pur rimanendo convinti d’essere nell’ortodossia, della quale si fa garante la figura passiva del sacerdote-presbitero. Chi entra a far parte della Comunità Neocatecumenale, ignora il meccanismo che lentamente, ma inesorabilmente, lo porterà a farsi convertire, e i metodi di formazione cui sarà sottoposto fino a raggiungere una totale adesione dogmatica e acritica ai principi di fede e all’ideologia religiosa proposta dal Cammino neo-catecumenale che lo porterà ad un plagio totale della sua personalità. Alcuni elementi conferiscono al Movimento Neo-catecumenale il sapore d’una sètta. Essi sono: la stratificazione gerarchica; i riti d’accesso e di “passaggio”; la verifica costante dell’orto13 dossia; l’impegno totalizzante; il proselitismo. L’appartenenza al gruppo è così esclusiva da essere inconciliabile con la partecipazione ad ogni altra espressione della vita sociale. Il processo d’indottrinamento praticato nel Movimento non è compatibile con la Fede cattolica e si serve d’una pressione psicologica che fa uso di sofisticati meccanismi che non rispettano la persona, la quale, inconsapevole e ignara di cosa le stia succedendo, accetta tutto passivamente. Le conseguenze di questo condizionamento sulle persone sono deleterie e permangono anche quando il catecumeno ha abbandonato il gruppo, segnando in modo irreversibile la salute psichica dei più deboli. L’espressione “lavaggio dei cervello” è stata introdotta agli inizi degli anni ‘50 da Edward Hunter Jr., giornalista corrispondente da Hong Kong per un quotidiano di Miami, per tradurre un termine cinese (brain-washing) che significa “pulizia della mente”. Si trattava di un sistema di persuasione, usato per liberare la mente dei cinesi dalle vecchie credenze e “convertirli” agli ideali e ai programmi comunisti. Tre erano le fasi del processo: “scongelamento”, col quale mettevano in dubbio tutti i loro princìpi, fino al punto da volerli abbandonare; “modificazione”, che aveva luogo quando il prigioniero cominciava a intravedere i lati positivi nell’ideologia comunista e a mettersi sulla scìa di altri che l’avevano accettata; “ricongelamento”, che consisteva nel convincerli della bontà delle nuove idee che così venivano accettate definitivamente. Poi, per farli sentire più sicuri, li mettevano in condizione di preparare la loro difesa, nel caso fossero attaccati. Così preparati, difficilmente avrebbero potuto lasciarsi influenzare da altri che avessero messo in discussione la nuova posizione nella quale s’erano adagiati. Stessa tecnica viene usata dal Movimento Neo-catecumenale nel suo reclutamento. Le quindici catechesi introduttive, in cui viene proclamato il Kerygma, corrispondono alla fase cinese dello “scongelamento”. Nella fase dello “scongelamento”, si tende a demolire le certezze che i membri possiedono, specialmente se sono cattolici praticanti. Si dice che “La Chiesa, sacramento di salvezza, oggi, nelle parrocchie, non si vede da nessuna parte; piuttosto sono degli uffici, dove la gente va a Messa, al battesimo, però non sono un sacramento di salvezza” (1°SCR, p. 31). E ancora: “Di quelli che noi chiamiamo cristiani sono scandalo per quelli che non vengono più in chiesa” (1°SCR, P. 62). Vengono ridicolizzate le spiritualità raccomandate dal Magistero: “Attenti con certi concetti di “Dio Buono” che è tutto misericordia... tipo “Sacro Cuore”, 14 con la manina così e la faccia tutta ritoccata, tutto zucchero e miele, tutto soavino e tenerino...” (OR, p. 115). “La Chiesa Cattolica è piena di paganesimo e di idolatria” (PR, p. 34). “...a Roma con i cardinali, la curia... “ognuno fa i fatti suoi; li, non c’è pastorale vera: in Roma........ mai stata una pastorale. È la peggio terra del mondo” (PR, p. 183). “Vogliamo formare nella parrocchia una comunità che sia segno. Questa comunità, alla lunga, cambia la pastorale e la struttura della parrocchia” (OR, p. 28). Questi messaggi vengono ben recepiti dai deboli di fede e dai delusi dalla Chiesa cattolica che cominciano a credere Giovanni Paolo II con Kiko e Carmen. che la vera Chiesa stia nella Comunità. Dice Kiko: “Le Comunità Neo-catecumenali sono la chiesa stessa che è qualcosa di molto diverso dal gruppetto delle signore della S. Vincenzo, da un gruppo di Azione Cattolica... è un cammino che ha la Chiesa perché se voi scoprite che l’Azione Cattolica non dà frutto, e non sapete dove andare, voi potete, in questo cammino, incontrare la fede” (1°SCR, p. 55). “Pensate quando sarete scrutati che state davanti a Gesù Cristo, anche se io sono un imbecille, una canaglia, un idiota; quando starai seduto parlando con me, in quel momento starai parlando con Gesù Cristo; noi facciamo un servizio nel suo nome e Dio c’ispira” (2°SCR,p. 90). Nella fase della “modificazione”, i membri incominciano a scorgere gli aspetti positivi della vita comunitaria: interesse e attenzione a chi mostra di avere qualche problema che lo assilla; clima di cordiale e festosa accoglienza; “convivenze” con cadenze mensili che vengono accolte con entusiasmo dagli adepti, come evasione dalla “routine” quotidiana. La Comunità è vista come cosa buona e accettata e fatta propria. Colui che comincia a farne parte, inizia a percorrere quella spirale che qualche studioso ha identificato e collegato al processo di affiliazione alle sètte. L’individuo si allontanerà sempre più dal suo retroterra (affetti familiari, legami sociali, valori vitali). A mano a mano che si partecipa al Movimento, si discende di spira in spira, perdendo di vista ogni altro riferimento, vedendo solo la realtà proposta dal gruppo. Terzo stadio dei processo: “ricongelamento”. All’inizio, la scelta d’entrare nel Movimento poteva essere in qualche modo libera e consapevole, ma quando uno è entrato, viene trascinato in un vortice dal quale non riuscirà più a liberarsi e la comunità diventerà la cosa più importante della sua vita. Kiko dice: «Quando siete entrati nella comunità, anche voi eravate politeisti e per voi la verità e la vita erano il lavoro, la famiglia, l’affermazione di voi stessi, i figli, la società, la macchina, e fra tutte queste cose avevate anche la Comunità. A questo punto del Cammino, dopo quattro anni, le cose sono un po’ diverse, e ora, poiché siete convinti che queste cose non vi danno affatto felicità, ora il Signore può dirvi: “Ascolta Israele, io sono l’amico, gli altri non sono dei”» (SH, p. 72). “C’è molta gente cui dà fastidio l’andare in comunità, ma non la possono lasciare, perché la Parola gli ha aperto la verità dei mondo e ormai non si possono più alienare perché... dove andrebbero? Se il sale perde il suo sapore ormai non serve a niente altro se non ad essere calpestato dagli uomini. Diventerai un uomo disgraziato, non servirai a niente, perché se almeno fossi come quelli che non hanno conosciuto il catecumenato e non sanno nulla, allora ti alieneresti con la T.V. o diventeresti socio della Roma e te ne andresti con grande illusione a vederla giocare ogni domenica. MA TU SEI STATO MARCATO A FUOCO E QUESTO NON TE LO PUO’ TOGLIERE NESSUNO” (SH,p. 103). Con queste parole Kiko inchioda per sempre al Cammino gli adepti e non si fa scrupolo di lanciare maledizioni su quelli che, svegliandosi dall’incantesimo, in un momento di lucidità, volessero tornare indietro: “ ... Fratello mio, tu puoi tornare indietro: però, attento! Attenti, fratelli, perché Dio vi ha inviato dei catechisti concreti, che vi hanno detto che hanno visto Gesù Cristo. SE ANDATE VIA, IL SANGUE DI GESU’ CRISTO PER LA NOSTRA TESTIMONIANZA RICADRA “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 SU DI VOI”! (PR,p. 412). Se l’adepto mostra qualche segno di tentennamento, i catechisti lo “sorreggono” ricordandogli che ha messo la sua firma sul “Libro della Vita”, cioè la copia della “Bibbia della Comunità”, nella cerimonia nota come “Primo Scrutinio”. Allora gli fu detto che era libero di non firmare e interrompere il “Cammino”; firmare, voleva dire salvezza assicurata, non firmare perderla per sempre. “Ora, mettendo il vostro nome, direte il vostro sì alla scelta che Dio ha fatto nei vostri confronti dall’eternità. Gioite per una cosa sola: i vostri nomi sono scritti in Cielo”! (1°SCR,p. 143). Il gruppo diventa così la prigione in cui tutti, a sentire i catechisti, sono liberi, ma nella realtà moralmente “incatenati”. In questo clima di terrorismo psicologico, si svolgono gli “Scrutini”, condotti da semplici laici, che si sostituiscono al sacerdote, e si erigono a confessori dei fratelli, dai quali pretendono di sapere le cose più intime della loro vita che, in questo modo, diventa patrimonio di tutta la comunità. Sotto l’effetto del “lavaggio del cervello”, i catecumeni vengono forzati a donare i propri beni. “L’uomo cerca la vita nei beni. Per questo, nelle comunità venderete i beni. Questo non ditelo alla gente perché se ne andrebbero tutti di corsa” (OR,p. 50). “ ... Se in paese corre voce che per entrare in questa comunità bisogna vendere i beni, nessuno viene più alle catechesi” (20 SCR,p. 97). “In molte convivenze, la gente si ribella e non intende vendere i propri beni e pensa che deve fare una elemosinuccia... non capite” (SH,p. 96). Nella tappa che i Neo-catecumenali chiamano “Secondo Scrutinio”, Kiko arriva a chiedere ai catechisti di scrutare le persone secondo questi criteri: 1) se hanno cambiato mentalità; 2) se si sono provati con i beni; 3) se hanno fatto il Cammino. Si può concludere che il problema nel Movimento Neo-catecumenale non stia solo nei contenuti (decisamente incompatibili con la Fede cattolica), ma anche nei metodi e nelle tecniche di indottrinamento, tendenti all’annientamento della personalità e al plagio delle persone divenute psicologicamente deboli. APPELLO FINALE Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare, noi, vittime degli inganni del Movimento Neo-catecumenale, prima che la Congregazione per la Dottrina della “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 Fede si decida ad emanare un documento che possa fermare Kiko, Carmen e i loro catechisti, che continuano a diffondere la loro falsa dottrina, spadroneggiando nelle parrocchie, con la presenza passiva di “presbiteri” che “garantiscono” l’ortodossia delle loro catechesi anche se sentono pesanti accuse rivolte alla Chiesa Cattolica? Fino a quando permetterete, col vostro silenzio, che continuino a distruggere parrocchie e famiglie? Perché lasciare che i Neo-catecumenali dicano che il Santo Padre li approva e li benedice, quando sapete bene che dicono il falso? E se il Papa sa quello che tutti hanno scoperto, perché lasciare che sia molti devono subire, come la perdita di identità, l’insicurezza e le forme depressive che qualche volta portano al suicidio? Quelli che vorrebbero abbandonare il Cammino non possono. Come uno entra nel gruppo viene travolto dagli impegni e dai compromessi e, pertanto, subisce, tace e ubbidisce ciecamente ai Catechisti che con maledizioni e minacce intimoriscono chi dia segni di tentennamento. Quelli che sono usciti chiedono aiuto alla Chiesa, denunciando gli abusi, ma sono considerati dei lebbrosi e nessuno li ascolta. Con la vostra reticenza, voi screditate la figura del Sommo Pontefice e vi rendete responsabili di tanti peccati di persone che, deluse dal vostro atteggiamento, perdono la fede. Dopo più di trent’anni si conosce ormai la dottrina di Kiko. Il segreto è stato svelato per merito di zelanti uomini di Chiesa che Voi conoscete bene e i cui libri sono stati messi dagli stessi nelle vostre mani. I tempi sono ormai maturi. A che serve tacere, coprire, aspettare? È forse lo scandalo che volete evitare? Dobbiamo fare i conti con Dio, prima che con gli uomini di questa terra. Dinanzi al Suo tribunale dovremo tutti comparire: Papa, Vescovi e Cardinali compresi. Basterebbe, senza creare scandalo, che tutti i Vescovi proibissero: - Le catechesi di Kiko e Carmen nelle parrocchie, a porte chiuse, con il loro pseudo-catechismo: il Vangelo va “gridato dai tetti”; il Catechismo che la Chiesa ha consegnato ai fedeli è uno solo! - La celebrazione eucaristica il sabato sera. Voi sapete che i Neo-catecumenali celebrano varie messe contemporaneamente, una per ogni gruppo. Ciò è contro le norme che avete emanato. Nella Nota pastorale della CEI, 15 luglio 1984, “Il giorno del Signore”, invitate a “non moltiplicare, oltre il giusto, il numero delle messe domenicali e, qua e là, anche delle messe festive del sabato sera”, perché questa prassi di “messe contemGiovanni Paolo II in una “Messa neo-catecumenale” poranee risulta di grave pregiudizio per la cura pastorale e rischia di compromettere la verità della celebraziocompromesso con errori dogmatici disne festiva”. seminati nelle “catechesi” di Kiko e - Lo svolgimento del loro programma paCarmen, di chiaro sapore ereticale, fistorale: obbligandoli a seguire il programloprotestanti, impartite da laici privi ma pastorale diocesano o parrocchiale. d’una adeguata preparazione teologica, È giunto il tempo che ci diate delle riin ore anche notturne e in un clima di sposte chiare! massima segretezza, con una tecnica Noi siamo stanchi d’aspettare! psicologica di indottrinamento tendente Affrettatevi ad intervenire, prima che ad umiliare le persone, abbassando l’ausia troppo tardi! to-stima in modo da renderle recettive e Non vogliamo pensare d’essere stati più malleabili alle idee del Movimento? traditi dai nostri Pastori! E che dire delle gravissime conseQUALE VERGOGNA SE TRADITE CRIguenze spirituali e psicologiche che STO, PER FAVORIRE KIKO! 15 MONDIALISMO E ALIMENTAZIONE del prof. Francesco Cianciarelli 3 I niziamo col dire che in alcuni Paesi, per l’esattezza gli USA (in considerevole percentuale) ed in CINA (all’80%), sono già presenti sul mercato gli “OGM”. Da qualche tempo a questa parte, sento parlare di BIOTOCNOLOGIE, ma qui, non si tratta di ciò, bensì di MANIPOLAZIONI GENETICHE. Perché con la Biotecnologia, per es., si può fare la birra, l’aceto, il vino o lo yogurt; e, quindi, la Biotecnologia non è certamente una novità. La novità, invece, consiste nel cambiare “parti” di informazioni genetiche, corrispondenti ai geni, per trasferire da una specie ad un’altra. Da qui, giustamente, la parola: “transgenesi”, appunto. Già in Europa è stata “autorizzata” l’immissione su cinque vegetali: mais, soia, colza, cicoria e tabacco, pur se debbono contenere sull’etichetta la frase: “prodotto (con “mais”, p. es.) geneticamente modificato”. Mentre nessuna “etichettatura” è prevista per i “mangimi” degli animali. I rischi sono tanti: 1) La trasmissione del gene nuovo ad altre piante non modificate, sia attraverso gli insetti che tramite l’aria; 2) la difficoltà di sradicare, poi, l’invasione della crescita; 3) la pericolosità delle piante transgeniche verso gli altri esseri viventi; 4) la resistenza agli antibiotici; 5) l’aumento delle allergie; 6) la tossicità di certi “OGM”; 7) l’uso incontrollato degli erbicidi nelle piante resistenti. E questa tecnologia è ancor più devastante dal momento che è nelle mani di potenti multinazionali agro-chimiche-farmaceutiche, che tendono a brevettare tutto di tutti! Ma, mentre i “diritti” di proprietà sono garantiti, esse non sono “responsabili” dei danni che causeranno. Tant’è che le stesse ASSICURAZIONI non sono disposte ad assicurare questo tipo di rischi, per cui questo la dice lunga sulla loro dannosità! 16 Le multinazionali, per giustificare la macroscopica truffa, normalmente usano le seguenti scuse: 1) l’uomo - affermano - ha sempre modificato l’ambiente. E la biotecnologia è antica quanto l’uomo. Noi rispondiamo: l’uomo avrà pur modificato le varietà vegetali che ha coltivato, ma solo incrociando fra loro le specie interfertili; nessuno ha mai superato il “muro” delle SPECIE, e tanto meno dei REGNI! Come - p. es. - introducendo geni di pesci nella carota, ed il tabacco nella medusa, e così via. Sono azioni criminali, di gran lunga superiori all’abbattimento delle Torri Gemelle di New York! 2) Se vogliamo sfamare la popolazione mondiale, dobbiamo sviluppare la tecno- logia per produrre maggiore cibo. Noi rispondiamo: solo gli imbecilli possono pensare che le multinazionali si occupano delle necessità altrui, anziché delle proprie! Anzi, mentre prima i Paesi del Sud avevano autosufficienza alimentare, le multinazionali gliel’hanno tolta con l’inganno, con la forza o con i prestiti. Sappiamo bene, d’altronde, che, con i SEMI “TERMINATOR”, non si combatterà la fame nel mondo, bensì tutta l’agricoltura del pianeta dipenderà completamente dal settore sementiero che starà nelle mani di poche multinazionali! 3) Con le biotecnologie si può ridurre l’impiego chimico in agricoltura. Noi rispondiamo: peccato che si emettano tante verità. Una tra tante: la resistenza agli erbicidi va in direzione completamente opposta. E, quindi, non è affatto vero! 4) Se le autorità americane hanno autorizzate gli “OGM”, vuol dire che non c’è di che preoccuparsi. Noi rispondiamo: quando la FDA (= Food and Drugs Administration) ha permesso gli “OGM” in commercio, il responsabile legale della Monsanto era presidente della commissione del FDA. Dopo il suo “benestare” sulla innocuità degli “OGM”, è andato a lavorare per la Monsanto, primo colosso chimico mondiale. Che strana coincidenza! Inoltre, ancora nessuno ci informa come un batterio degli “OGM” stia causando diversi morti e migliaia di invalidi. Si tratta della sindrome di mialgìa cosinofila. 5) Con gli “OGM” ci saranno piante-medicinali, e così i poveri potranno curarsi. Rispondiamo: non vediamo come il povero, che già non ha accesso al cibo, possa domani acquistare un cibo-medicamentoso. A parte, poi, non penso sia buono diffondere medicine nell’ambiente. Già diffido di prendere quelle esistenti, figuriamoci quelle future! Inoltre, affermano o fanno dire a personalità scientifiche, istituzionali o premi nobel “file-OGM”, quali, la Montalcini, un Dulbecco, un Prodi, un Veronesi 1, che i progressi scientifici, nel corso della storia, sono stati sempre difficili; si sono affermati con molta difficoltà; hanno sempre “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 trovato pregiudizi e resistenze da parte della gente. Rispondiamo: peccato davvero che questo sia solo un modo per non entrare nel merito del singoli aspetti. Certo è che, spesso, mi chiedo se certi “professoroni” siano dei venduti o degli emeriti imbecilli! È mai possibile che questi “soloni” della scienza non capiscano che, dopo milioni di anni di evoluzione, non avviene mai che i geni di una specie si trasferiscano in un’altra specie vivente? Certo, mi si dirà, ma nel nostro Paese non è ammessa la produzione degli “OGM”. Questo è vero, ma intanto ci sono - per ora - già dei terreni “sperimentali”; ed è, però, permesso importarli! Per giunta, non c’è nessuna indicazione sulle “etichette”, e quindi possiamo ingerire ingredienti assolutamente nuovi, senza essere stati informati, e senza saperlo! Eppoi, quali sono i tanto “decantati” vantaggi per gli agricoltori? Al contrario: le sementi non solo costeranno di più, ma - il colmo dei colmi! - si pagheranno - vita natural durante - i “diritti” alle multinazionali, anche se dovessero usarsi i semi prodotti successivamente in proprio, in quanto saranno sempre coperti da “brevetti”. Il contadino non potrà tenersene una parte, né potrà scambiarli con altri contadini. Perché non ci dicono Lorsignori - ad esempio - che numerosi contadini, nello Stato Indiano del Karnataka, si sono suicidati per questo tipo di “politica”?.. Riassumendo: gli “OGM” non avranno migliori qualità nutrizionali; danneggeranno l’ambiente; recheranno gravi danni alla salute dell’uomo; non se ne conoscono i rischi che produrranno. Infatti, i geni della resistenza agli antibiotici sono sempre presenti negli “OGM”, che trasferendosi ai batteri, causeranno inevitabilmente le malattie, e, quindi, non potremo più curarci con gli antibiotici. Ma non solo gli “OGM” produrranno - a detta di onesti studiosi della Medicina danni al sistema immunitario e cambiamenti ai vari organi, finanche al cervello! Perché non dicono che la produzione mondiale di CIBO è sufficiente, mentre, almeno un terzo della popolazione mondiale non ha denaro per comprarlo? Vergogna!.. Mi auguro che, dopo la morte, esistano davvero il Paradiso e l’Inferno. Il primo, riservato a chi soffre ingiustamente in questo mondo; ma soprattutto il secondo, per questi loschi individui che ormai stanno “plasmando” la natura per fare una “fauna-flora-bio-industriale”; ovvero, una fusione tra l’agricoltura, la farmacia e la chimica! Ci sarà, ad esempio, la trasformazione degli animali domestici in laboratori, per produrre i farmaci. Saranno animali “bioindustriali” DOC! I profitti (e solo questi!) per le multinazionali saranno immensi. Altro che fondare una banca! Già, oggi, i proventi del mercato dell’ingegneria Genetica si aggirano sui 70.000 miliardi di lire; e, tra 3-4 anni, si calcola che questa somma sarà quintuplicata. La Monsanto, con le sole piante transge“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 niche, guadagnerà circa 15.000 miliardi di lire. Con quest’ORO VERDE del 21° secolo - come l’hanno “battezzato” - 15 multinazionali (13 delle quali sono degli “States”) metteranno “le mani” sul nostro PATRIMONIO GENETICO!!! Potrà sembrare una follìa; ed invece no, non lo è, in quanto stanno ormai esten- La ditta australiana “Stem Cell Sciences” e la statunitense “Biotransplant” hanno richiesto un brevetto per la clonazione di embrioni, compresi quelli umani. Nella richiesta di brevetto, le due aziende rivelano di aver prodotto degli embrioni incrociando due specie, utilizzando cociti di maiali rimuovendone il nucleo e sostituendolo con quello prelevato da feti umani! (WO 99/21415 - 6 maggio 1999) «Il motivo per cui molti uomini saranno portati a non credere più al progresso scientifico sarà l’attitudine superba dei dottori che lavorano alla realizzazione d’una creatura uscita da un incrocio tra l’uomo e l’animale. Gli uomini avvertiranno nel più profondo del loro cuore che tutto questo è ingiustificabile. In un primo tempo, nessuno si opporrà alla creazione di questi mostri, ma gli scienziati saranno finalmente cacciati come si caccia un branco di lupi!» (Madonna di Lourdes, nel 5° Messaggio) dendo la “Brevettabilità” su tutto il MONDO VIVENTE! Basta dirvi che già il “PTO” (= Patents and Trademark Office), che è l’equivalente americano dell’Ufficio Brevetti italiano, ha “decretato” che tutti gli organismi viventi multi-cellulari - animali inclusi sono brevettabili! E già ci sono molti animali brevettati. La Monsanto, Novartis, Du Pont, Rhone, Poulene, Lafarge, Coppe, ne sanno qualcosa. Ancora: la “OMPI” (= l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale), già alcuni anni fa informava che, in Africa, “Lorsignori” detenevano il 95% dei brevetti; in America Latina l’85%; in Asia, il 70%. Anche nel Vecchio Continente c’è una direttiva sulla protezione giuridica delle invenzioni tecnologiche, che autorizza a brevettare interi organismi, nonché parti, organi e geni di qualsiasi essere vivente, uomo compreso! Alcune nazioni Europee si sono opposte, ma, com’era prevedibile, senza esito. Già due anni fa, all’Ufficio Europeo di brevetti, con sede a Monaco, e sotto il N° EP 695 354, è stato “registrato” un brevetto per manipolare EMBRIONI UMANI! Purtroppo, dobbiamo amaramente constatare che la Biosfera, il patrimonio naturale e culturale di milioni di anni di evoluzione biologica, e di millenarie pratiche agricole, non è più dell’UMANITÀ, ma è di PROPRIETÀ PRIVATA!!! Oggi, si vuole clonare tutto e tutti! Piante, animali e perfino gli uomini. Sì! Perché si presentano grandi e nuove prospettive, sia commerciali che scientifiche, clonando l’uomo! Questo sarà il grande “business” del futuro! Da una parte, si “animalizzerà” l’uomo (già lo stanno facendo in campo morale) e, in pari tempo, si “umanizzeranno” gli animali; rendendoli più simili all’uomo. Scimmie e maiali, in primis. Non ultimo, a fini di trapianti. Con la BIOTECNOLOGIA è nata, ormai, la BIOPIRATERIA, la BIOPAZZIA, il BIOMANICOMIO! Geni di una specie passeranno ad un’altra specie completamente diversa: geni animali - per esempio - in batteri o piante; geni umani, negli animali, e così via!.. Non c’è più la selezione di una variante, ma addirittura l’invenzione di più varianti possibili! Le multinazionali degli “OGM” hanno ormai il diritto di brevetto e lo pretendono non solo sugli organismi da loro geneticamente modificati, ma anche sui geni (o parti) di organismi viventi (uomo compreso) da loro scoperti! In una sola parola: BREVETTARE MATERIALE BIOLOGICO ED ORGANISMI, significa accreditarsi come inventori, cioè come CREATORI DELLA VITA!!! Stiamo per entrare ormai in un’èra dove l’uomo non sarà più libero di decidere del suo futuro; non sarà più protagonista ed autore delle sue scelte, perché una nuova forma di PROPRIETÀ sta per abbattersi su di lui: quella di essere, oltreché suddito, schiavo, autòma, anche proprietà di una MONSANTO o di una DU PONT!!! Ma noi, a squarciagola, diciamo e diremo: IL PATRIMONIO GENETICO NON È IN VENDITA! L’UOMO NON È IN VENDITA! 1 Cfr. www.rifondazione.it. 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa In un’altra fonte, si legge che il colonnello House, in realtà, era figlio “di un finanziere che curava gli interessi economici inglesi negli Stati meridionali”1. Educato in Inghilterra, House fu autore del libro “Philip Dru: Administrator”, pubblicato nell’autunno 1912, DOVE SI DESCRIVEVA LA NASCITA DI UN RAGGRUPPAMENTO INTERNAZIONALE DI POTERE CHE AVEVA LO SCOPO DI INSEDIARE IL SOCIALISMO “COME LO SOGNAVA CARLO MARX”! L’esistenza di questo «Raggruppamento internazionale di potere che aveva lo scopo di insediare il socialismo “come lo sognava Carlo Marx” non può che farci venire alla mente il vero fondatore del Comunismo: Giuseppe Mazzini, Capo d’Azione politica della Massoneria Universale, la stessa persona che, negli anni 1870-71, insieme ad Albert Pike, Pontefice Massimo della Massoneria Universale, aveva tre stilato il piano di tre Guerre Mondiali da scatenarsi nel secolo XX, col fine di porre fine al potere spirituale della Chiesa cattolica e della civiltà cristiana! Il Colonnello House dà egli stesso, nelle sue memorie, un piccolo saggio della manipolazione di cui furono vittime la Germania e l’Occidente, quando furono precipitati nella Prima Guerra mondiale; il 15 aprile 1915, vale a dire due anni prima dell’intervento USA in guerra, egli scriveva: «Mi chiedo spesso quali siano le cause della guerra. Non mi pronuncio giammai, ma, qui, posso dire cosa ne penso. Non credo che il Kaiser abbia voluto la guerra e, in realtà, non se l’aspettava che scoppiasse. Con mossa assai imprudente , egli permise all’Austria di entrare in conflitto con la Serbia con l’idea che, se la Germania sosteneva il suo alleato, la Russia si sarebbe tenuta ad energiche proteste, e che avrebbe agito in egual maniera allorché l’Austria si fosse annessa la Bosnia e l’Erzegovina... egli (il Kaiser) si rifiutava di ammettere che l’Inghilterra potesse prendere le armi di fronte ad un incidente nel teatro balcanico... le relazioni anglo-tedesche erano, in quel momento, improntate a grande cordialità, il Kaiser non poteva supporre che l’Inghilterra avrebbe sostenuto la Russia e la Francia fino al punto di prendere le armi a loro favore e marciare contro la Germania...»2. «Il 14-15 gennaio 1917 si tenne a Locarno la riunione delle alte massonerie, avendo come oggetto il Nuovo Ordine del mondo da instaurare alla fine della Prima Guerra mondiale. (...). Parallelamente, venne designato in USA, nel settembre 1916, ad opera del Colonnello House, un Comitato di circa 150 professori, giuristi, economisti, politici e altri, in cui spiccavano i membri della Pilgrims e della Round Table, come Walter Lippman, Norman Thomas, Allen e John Foster Dulles, ecc.. incaricato di redigere un progetto di condizioni di pace in Europa e di elaborare la “Carta” della futura Società delle Nazioni»3. Nel 1918, il Colonnello House nomina i plenipotenziari negoziatori a Versailles, tutti, nessuno escluso, apparte- 18 Col. E. Mandell House Paul Warburg. nenti alla Massoneria, alla Round Table o alla Pilgrims Society, con la sponsorizzazione dell’Alta finanza, posta allora sotto il controllo delle grandi famiglie ebraiche. Ci si potrebbe chiedere: ma... il Colonnello House aveva un superiore? Nel libro “Dope Inc.”, trattando della Swiss-Israel Trade Bank di Ginevra, legata agli interessi dei Rothschild, troviamo una citazione che getta luce su questo aspetto: «Sin dal 1922, dopo il suo servizio di ufficiale di contro-spionaggio dell’Esercito americano durante la Prima Guerra mondiale, il Generale Julius Klein, manager della Swiss-Israel Trade Bank, fu ingaggiato da Sir William Wiseman, il capo dei Servizi Segreti britannici negli Stati Uniti per tutto il periodo della Prima Guerra mondiale (...), e posto al servizio del Colonnello House, il consigliere speciale del presidente Woodrow Wilson, che diresse il gruppo americano durante le negoziazioni del Trattato di Versailles. Il consigliere speciale House RARAMENTE AVEVA PRESO UNA DECISIONE POLITICA SERIA SENZA PRIMA CONSULTARE SIR WILLIAM WISEMAN»4. In un’altra pagina, si legge che «Sir William Wiseman divenne socio “senior” della banca Kuhn and Loeb. (...)»5. Nel libro “Il Lusitania” di Colin Simpson, si afferma che William Wiseman, alto dignitario massonico e capo dei servizi segreti britannici per l’emisfero atlantico, fu uno dei principali promotori dell’ “affair” del Lusitania, e che, alla fine della guerra, Willaim Wiseman fu promosso a ruolo di alto funzionario della banca Kuhn and Loeb6. Risulta, quindi, che il capo dei Servizi Segreti britannici negli USA, Sir William Wiseman, superiore diretto del Colonnello Edward Mandell House, a sua volta consigliere speciale del presidente W. Wilson e poi del presidente F. D. Roosevelt, era di casa alla Kuhn and Loeb, dove erano soci anche Jacob Shiff, Felix Warburg e Paul Warburg, l’artefice della Legge sulla “Federal Reserve Bank”! 1 2 Cfr. C. Skousen, “Il capitalista nudo”, Ed. Armando 1978, p. 34. Cfr. Charles Seymour, “The intimate papers of Colonel House”, Houghton Mifflin, Boston 1926, p. 79. 3 Cfr. Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, Litografia Amorth, Trento, pp. 239-240. 4 EIR Editors, “Dope Inc. - Boston bankers and Soviet Commissars”, New Benjamin Franklin House, New York 1986, pp. 439440. 5 Idem, p. 77. 6 Colin Simpson, “Il Lusitania”, Ed. Rizzoli 1974. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Gent. Don Luigi, la ringrazio moltissimo di avere esaudito la mia richiesta. Ora riceviamo regolarmente la Vs. interessante ed utile Rivista “Chiesa Viva”, e tutta la famiglia ne è edificata. Mia figlia, che è al terzo anno d’Università, ne trae spunto per analisi e riflessioni, arricchendo le ricerche e gli studi già iniziati con altre buone pubblicazioni. Mio figlio, che è ancora piccolino, si ritroverà una bella biblioteca da consultare. Quindi, un grosso grazie da parte mia e di mia moglie, unitamente al nostro augurio di buon proseguimento nella battaglia intrapresa. Tenendo sempre alta la qualità dei testi proposti. So che non deve essere cosa facile a realizzarsi, unitamente agli impegni sacerdotali, ma sappiamo anche che non è solo, ma assistito dalle Suore e da altri collaboratori cui pure va il nostro sincero riconoscimento. Preghiamo l’Arcangelo San Michele e Milizie Celesti che vi scaccino gli spiriti sparsi nell’aria sempre in agguato e che la Vergine Santa Vi assista e protegga tutti!. Sia lodato Gesù Cristo!. (P. F. - St. Michael’s Field 3/11/01) *** Rev.mo e illustre Monsignore, benché io non sia teologo ma l’ultimo dei fedeli davvero credenti (se non presumo troppo), sento il dovere di rivolgerLe il più intenso plauso per il Suo ottimo saggio: “Eresie nella dottrina neo-catecumenale”, Ed. Civiltà, Brescia 2000. In questo saggio Lei, teologo di perfetta ortodossia cattolica, di autentica genialità e di vasta e profonda cultura, smaschera l’apostasia di tutti quei sovversivi; e ci rie- sce - ardisco dire col massimo rispetto ancor più e meglio del pur validissimo e compianto P. Prof. Zoffoli. Tanto è vero che Lei fa vedere da “chi” (Kyrie eléison!) quei “Brigatisti rossi” dello spirito sono “protetti”. Peggio di “quelle”. Cf. Pp. 6-16, 99-101. Infatti si tratta di una enorme prostituzione spirituale (per una pallida approssimazione si pensi all’8 luglio u. s.): appunto come denuncerebbero specialmente i Santi Profeti Isaia, Geremia, Ezechiele; ma, soprattutto, nostro Signore (cf. Mt., 7, 6; ivi, 15, 18-20; ivi, 23, 1-39; Gv., 8, 44; Ap., 2, 9; ivi, 3, 9). E dopo la più convincente dimostrazione dell’apostasia radicale di quella sètta (pp. 17-91), Lei mette a fuoco la schiavesca dipendenza di essa dall’ebraismo cabalistico-talmudico e dal soggettivismo protestantico che coinvolge all’interno di sé tanto la superbia gnostica quanto la stoltezza fideistica, il più scatenato immoralismo e persino la barbarie marxistica (cf. pp. 91 s. V. Altresì l’agghiacciante tabella riassuntiva di quelle eresie: pp. 9598). Il Signore La benedica e rimeriti anche per le altre Sue opere che tanto degnamente si affiancano a questa. Mi permetta, dunque, di concludere col rilievo seguente. Giacché in una “massima” del La Rochefoucauld si legge che “il ridicolo disonora più del disonore” - e questo detto proviene da vari testi biblici (cf. 1 Re, 9, 4-9; Ez., 22, 1-5) -, mi sembra conseguirne che i “neo-catecumenali” ma, prima e peggio, i loro potentissimi “protettori” vanno bollati e scherniti come “Mao-sinagogali”. In unione costante di preghiere, La ringrazio di quanto ci ha insegnato e La ossequio toto corde in Christo Rege. (Un sostenitore di “Chiesa viva”) IL SENSO DELLA VITA IL DESTINO DELL’UOMO di Claudio Fauci Sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori questo profondo testo di riflessione sulla Storia della dottrina di S. Gregorio I, vescovo di Roma, onorato, poi, col titolo di “Magno”, rimasta ancora non adeguatamente esplorata e approfondita. La sua figura, infatti, è stata studiata, prevalentemente, in un’ottica storica, o ecclesiastica, o esegetica, o spirituale, specialmente di stampo monastico, essendo egli stesso monaco e biografo del padre della vita cenobitica in Occidente; San Benedetto da Norcia. Ma San Gregorio è anche un fine teologo. Il presente studio del Dottor Claudio Fauci è un’analisi circoscritta alle lettere e alle prediche di Papa Gregorio I, il cui merito principale è di aver inteso colmare questa lacuna della teologia e della storia e, insieme, della teologia di Gregorio, e di approfondire le idee filosofiche ad essa collegate, integrando i motivi ascetici, liturgici, pastorali. Ci auguriamo, perciò, che questo studio sia accolto con interesse e profitto da tutti coloro ai quali è cara l’età patristica nel suo interessante contesto. (Prof. Bazyli Degòrski O.S.P.D.E.) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 19 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo I PRIMI DUE MARTIRI DELLA CINA COMUNISTA accascia all’indietro, ma un aggressore continua a percuoterlo e, nel tentativo di prendere Maria, viene impedito dal Vescovo al qual la ragazza si aggrappa per resistere. Allora, egli viene percosso ancora fino a quando è costretto a lasciare la presa. Trascinati a terra i due missionari, e dopo aver frugato nelle loro tasche, rubando il denaro e l’orologio, i soldati li conducono nel folto di un bosco di bambù. Le ragazze, fatte sedere poco lontano, racconteranno: «Don Caravario, chinato il capo, parlava sottovoce al Vescovo. Credo che si confessassero a vicenda. Trascianti i missionari più avanti nel bosco, e fatte allontanare le ragazze, poco dopo, si odono rintronarre nell’aria cinque colpi di fucile. I soldati rientrano ed uno di loro dice: “Abbiamo visto morire tanti uomini e tutti hanno avuto paura. Questi, invece, sono morti contenti!”». LUGLIO-AGOSTO Il 1° ottobre dell’Anno Giubilare, sono stati proclamati Santi i due missionari salesiani, martiri in Cina: Mons. Luigi Versiglia e don Callisto Caravario. Già nella solenne cerimonia della beatificazione in Piazza San Pietro, il 15 maggio 1989, Giovanni Paolo II li aveva dichiarati “Protomarrtiri della Congregazione Salesiana”: «Il sangue dei due Beati sta alle fondamenta della Chiesa cinese, come il sangue di Pietro è alle fondamenta della Chiesa di Roma». Il 23 giugno 1887, Luigino Versiglia era stato prescelto per leggere il componimento di augurio per l’onomastico di Don Bosco. Dopo la lettura, il Santo lo aveva chiamato a sè e gli aveva sussurrato: “Vieni a trovarmi, ho una cosa da dirti”. Forse il Santo, che da alcuni anni aveva iniziato a mandare i suoi salesiani in Cina, aveva visto in Luigino il futuro apostolo della Cina e forse - nel sogno del calice ricolmo di sangue - il primo martire. Tutto si sarebbe compiuto attraverso le tappe segnate da un lavoro apostolico senza respiro, a partire dal 19 gennaio 1906, quando egli fu messo a capo della prima spedizione missionaria in Cina. Iniziò il lavoro a Macao, con la fondazione di un orfanatrofio, poi, incalzato dalla “rivoluzione dei giovani cinesi”, curò lo sviluppo di varie comunità cristiane in teritorio cinese, ormai controllato dai bolscevichi. Il 19 gennaio 1921, venne consacrato Vescovo e nominato Vicario apostolico del Kwangtung. Qui, il 18 maggio 1929, ordinò sacerdote Don Callisto Caravario, giunto in Cina nel 1924, con tappe a Hong Kong, Shangai e all’isola di Timor. Intanto le violenze xenofobe, favorite dai bolscevichi, si erano fatte sempre più frequenti finché, nel 1928, dopo la formazioe dell’Armata Rossa, era scoppiata una violenta guerra civile con feroci persecuzioni contro i cristiani e, in particolare, contro i missionari. 20 Il 13 febbraio 1930, don Caravario è a Shiuchow per accompagnare il Vescovo nella visita pastorale alla sua missione di Linchow. Pochi giorni dopo, partono prestissimo, in treno, insieme a tre alunne della missione: Maria Thong, 22 anni, maestra e segretaria della gioventù femminile; Clara, 22 anni, catechista, e Paola 16 anni che rtornava a casa dopo gli studi. Dopo il treno, il viaggio prosegue in barca. Ad un tratto, dalla riva viene lanciato un grido “Fermate la barca!”. Subito appaiono uomini armati, ed uno di essi grida: “Non andrete avanti se non pagate 500 dollari!”. Una somma spropositata, ma non era quella che volevano quegli uomini armati; infatti gradarono: “Fate uscire i diavoli europei!”, e immediatamente scaricano le armi sulla fiancata della barca. I barcaioli accostano a riva ed alcuni pirati saltano a prua e, viste le ragazze, uno di loro grida: “Portiamo via le loro mogli!”. “Sono le nostre alunne spiega don Caravario - e voi non dovete toccarle!”. Ma quelli urlano: “Uscite! Scendete tutti a terra!”. Viste le intenzioni dei soldati, i due missionari si piazzano all’ingresso della barca e chiudono con il loro corpi l’entrata. Allora, i soldati cominciano a percuoterli con pesanti bastoni, sulle braccia, sulle spalle, sulla testa; infine, li colpiscono col calcio del fucile. Mons. Versiglia, per la furia dei colpi si SOMMARIO 2002 N. 341 ASSISI BIS 24 gennaio 2002 2 Assisi bis 24 gennaio 2002 del sac. dott. Luigi Villa 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La “tela di ragno” (3) - Plagio psicologico nel Cammino Neo-catecumenale di A. Faustini 16 Mondialismo e alimentazione (3) del prof. F. Cianciarelli 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XXI Dom. del Tempo Ord. alla XXIV Domenica del Tempo Ord. ) “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2002 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 342 SETTEMBRE 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità il dramma della “fame” IL DRAMMA DELLA “FAME” sac. dott. Luigi Villa «Tu dai del pane a chi ha fame, ma quanto sarebbe meglio che nessuno avesse fame!» (Sant’Agostino) I NUMERI DELLA FAO “U n uomo discendeva da Gerusalemme a Gerico; cadde nelle mani di briganti che lo svaligiarono, lo riempirono di botte e poi lo abbandonarono mezzo morto. Un prete discendeva sulla medisima strada. Vide il ferito, ma passò oltre. Il medesimo fece un levita... Ma un Samaritano venne a passare da quelle parti, e la vista di quel ferito lo commosse a pietà. Si chinò su di lui, curò le sue ferite...” Ecco il nostro “prossimo”. Oggi, sono più di un miliardo di persone che muoiono di fame. Continueremo anche noi a fare come quel prete e quel levita?.. In verità, noi, oggi, abbiamo da fare assai di più di quello che fece il Samaritano. La fame di cui soffrono interi popoli richiede da noi non più solo dei gesti personali, ma bensì uno sforzo deciso e costante per una vasta organizzazione di aiuto pubblico. È il primo passo che si deve fare per una seria riflessione sulla gravità di questo problema della fame che esige una messa in opera gigantesca per lottare contro questa “fame” che devasta una metà del mondo! In questi giorni, ho seguito, con fremito spirituale crescente, l’inchiesta sulla FAO su tutti i suoi vergognosi e criminali lussi, che costituiscono un autentico affronto alla paternità di Dio e a tutta quella povera gente che muore di fame! Su “Internet” sono stati visti due documenti, in inglese e in francese, con i punti fondamentali della risoluzione finale di quest’ultimo incontro del vertice della FAO. Vi è espressa la volontà politica di combattere la fame nel mondo, come lo si era detto già tante altre volte. Ma la FAO ha sempre mangiato miliardi in 2 BUDGET DEL BILANCIO 2000/2001 (il programma di lavoro): 1.500 miliardi; – Politiche e direzione generale: 120 miliardi; – Servizi legali: 5 miliardi; – Conferenze e Congressi: 17 miliardi; – Ufficio del Direttore generale: 13 miliardi; – Servizi per conferenze: 15 miliardi; – Audizioni e ispezioni: 12 miliardi; – Relazioni esterne: 25 miliardi; – Spese per i rappresentanti FAO: 130 miliardi; – Servzi di supporto (amministrazione/ informazione): 135 miliardi; – Servizi comuni: 90 miliardi. (Fonte: “Bilancio FAO”) È un quadro che dovrebbe far riflettere, come quest’altro: burocrazia e Convegni. Solo l’Ufficio di Direzione generale costa 13 miliardi ai suoi 130 rappresentanti! In un anno solo, la FAO si mangia 250 miliardi! Megastipendi, convegni e burocrazia bruciano i fondi che vengono dati per aiuti. La non precisata voce “servizi comuni” comporta un esborso, per le casse dell’ente, di 90 miliardi! Vedete, ora, questo specchietto per farvene un’idea precisa: I NUMERI DELLA FAME – 1,3 miliardi di persone vivono con meno di 1 dollaro al giorno (1,13 euro); – 2,8 miliardi di persone (quasi metà della popolazione mondiale) vivono con meno di 2 dollari al giorno. – 3 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a cure mediche. “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 Nei Paesi poveri, su 1.000 bambini nati, 159 muoiono prima del 5 anni; (nei Paesi ricchi, 5). – 899 milioni di persone non hanno abbastanza cibo. – In 59 Paesi il reddito è più basso, oggi, di 20 anni fa: qui, 130 milioni di bambini non ricevono alcuna educazione. – La somma che i Paesi dell’Africa subsahariana spendono ogni settimana per pagare gli interessi del debito esterno, è sui 40 milioni di euro. lità, e l’uomo può lottare con ampia sicurezza contro di essa. Chi conosce la storia sa che anche l’Europa ha conosciuto, non poche volte, la fame e il suo corteggio di miseria, tanto da poter dire che l’Europa è stata un “paese della fame”! *** Allora, come non può essere vergognosa e scandalosa questa Istituzione della FAO, creata sotto il patronato dell’ONU, che continua a sperperare migliaia di miliardi, impiegando la maggior parte dei fondi a sua disposizione per gestire le proprie strutture e in favore di migliaia di dipendenti con a seguito familiari, amici e amici degli amici, concedento ai suoi delegati della lotta alla fame di passare “notti brave” negli alberghi - 7 milioni a notte! - di nutrirsi di caviale e champagne a gogò, e poi passare un periodo di riposo (?) alle Bahamas, quasi ignorassero persino le foto di milioni di bambini denutriti che piluccano qualche granello di riso in ciotole di legno, piene di mosche e di sudiciume, mentre ai figli dei loro funzionari la FAO passa il 75% della retta da 24 milioni all’anno, in uno degli Istituti chich della capitale, con tanto di campus interno, art studios, mediacentrer e weekend tutto pagato! E potremmo dire ancora molto altro sul giro di malaffare all’interno di quella istituzione, fondata nel 1945 con lo scopo di aiutare i popoli contro la fame e la malnutrizione, e di organizzare l’agricultura dei Paesi in via di sviluppo, mediante una dipendenza, per questo, di oltre tremila tecnici specializzati. C’è, dunque, una vera “fame di pane”, ma anche “fame di giustizia”! E così parve crederla anche il papa Giovanni XXIII, con la sua solita bonarietà, sì da elogiare la FAO persino nella sua enciclica “Mater et Magistra”, dove la dichiara addirittura “altamente benemerita... nell’alleviare il disagio delle popolazioni che scarseggiano di alimenti”. È proprio il caso di dire: “veder per credere!”. Difatti, questo tema della “fame nel mondo” è sempre stato, finora, relegato ai margini di ogni dibattito politico, uscendo dall’ombra solo nei casi che interessano noi occidentali, quali i temi della “mucca pazza”, del “pollo alla diossina” o del “pesce al mercurio”. Comunque, il problema della “fame” è, prima di tutto, un problema di formazione delle coscienze: se i giovani di oggi verranno educati anche su questo problema, che tocca anche loro e che impegna, perciò, la loro vita, potremmo stare certi che esso verrà risolto tra non molti anni. Anche perché la “fame” non è una fata- Si legga, ad esempio, un discorso di San Vincenzo de Paoli, scritto nel 1643, alle “Figlie della Carità” di Parigi: «Sotto questo aspetto, si mangia ben raramente del pane. In Limousin e in altri luoghi, si vive, per lo più, di pane fatto 1 2 Cfr. Gen. 29-30. “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 di castagne. Nel paese dove mi trovo, ci si nutre di un piccolo grano, detto miglio, che si fa cuocere in un vaso; all’ora del pasto, viene versato in un vaso, e quelli della casa si nutrono di questo e poi vanno al lavoro». L’ingegnere militare di Luigi XIV, così discrive in quali condizioni di vita viveva il “basso-popolo”, che costituiva la quasi totalità del popolo francese: «Il popolo comune beve ben raramente del vino; mangia solo due-tre volte all’anno un po di carne, e usa pochissimo sale...; tre quarti del popolo vestono - estate e inverno - con tele consumate, stracciate, e calzano zoccoli, dove i piedi sono nudi tutto l’anno...». Una vera sotto-alimentazione, quindi, alla quale si aggiungeva, in certi anni, delle vere “carestie”. In Francia, per esempio, dal 970 al 1040, ce ne furono ben quarant’otto. Fino al 1700, ci furono da 10 a 15 “carestie” in ogni secolo. In Italia, la “carestia” del 1347 vide morire i due terzi della popolazione. L’Inghilterra, nel secolo XIII, conobbe ben 23 anni consecutivi di miseria!.. Fu dal XVIII e XIX secolo che l’Europa riuscì a liberarsi, a poco a poco, dalla fame. Il progresso tecnico e le riforme sociali hanno permesso lo sviluppo della produzione agricola. Ancora oggi, però, si potrebbe dire che due uomini su tre soffrono la “fame”! È la situazione attuale. Almeno due terzi della popolazione mondiale è ancora sotto i morsi della fame. Il problema della fame, quindi, è il problema più grave ed esplosivo che esiste sulla faccia della terra, dove una esigua minoranza di ricchi detiene immense ricchezze, mentre un’immensa maggioranza di poveri muore di fame. Nel XIX secolo ben 100 milioni di Cinesi sono morti di fame; e, dal 1870 al 1900, sono morti più di 20 milioni d’Indiani! Lo sterminio della fame, quindi, è assai superiore a quello delle guerre e delle epidemie. Su 60-70 milioni di morti annuali, più di 30-40 milioni muoiono di denutrizione, quasi alla pari del numero delle vittime delle seconda guerra mondiale, che durò cinque anni! Eppure, sulla terra, esistono enormi distese di terre incolte per mancanza di mano d’opera, mentre, altrove, vivono milioni di uomini senza un pezzo di terra. Alcuni esempi: il Brasile, con le sue enormi risorse agricole, potrebbe nutrire ben 500 milioni di uomini, mentre, invece, ne ha solo circa 50 milioni, quasi tutti indigenti. L’Argentina, il Canadà, gli Stati Uniti, la Russia, l’Australia, per mancanza di mano d’opera, non riescono a sfruttare le loro immense risorse agricole e industriali, mentre altri Nazioni, come il Giappone, l’India e la Cina, stentano a contenere le loro popolazione in confini assai limitati! Di fronte a questa situazione di squilibrio di averi e di possessi, politici e privati, si comprendono meglio i perché di tanti disordini e di tante guerre, quali avvengono nei paesi poveri e sottosviluppati. Cfr. Gen. III, 2. 3 Ora, il cristiano, di fronte a questa situazione, non deve fare considerazioni di “tattica”, ma deve vedere, soprattutto, un suo gravissimo problema di coscienza, perché in un mondo in cui DIO-PADRE ha profuso immense ricchezze per il bene di tutti i suoi figli, il fatto di questa ecatombe di morti per fame, in tutto il mondo, costituisce non solo un delitto ed una ingiustizia palese che sa di criminalità, ma costituisce anche un “fatto” che la sua coscienza cristiana non potrà mai nè giustificare nè tanto meno accettare! LA RELIGIONE CRISTIANA E LA FAME L’uomo, creato da Dio, ha bisogno di nutrizione: “Dio disse: Io vi dono tutte le erbe, con le loro semenze, che sono su tutta la superficie della terra, e tutti gli alberi che hanno fruti e semenza: questo sarà per il vostro nutrimento”1. Così, tanto Adamo che Eva non ebbero mai alcuna difficoltà per la loro alimentazione. “Noi possiamo mangiare dei frutti degli alberi del giardino”2. Quindi, tutti i beni materiali che Dio ha profuso nel mondo sono destinati all’uomo, affinché possa vivere e svilupparsi fisicamente e spiritualmente. Perciò, la destinazione universale dei beni sparsi sulla terra, Dio non l’ha lasciata al capriccio e ad altre decisione arbitrarie dell’uomo. I beni della terra sono cose “oggettive”, non “soggettive”, che corrispondono alla natura dell’uomo, e quindi sono “universali”; cioè: tutte le ricchezze materiali sono destinate da Dio a servire tutta la specie umana, in toto, ossia: tutti i beni della terra sono per tutti gli uomini, per cui anche quei beni che si trovano concentrati sui vari punti della terra, non sono esclusivi di coloro che occupano quelle terre, ma devono venire elargiti a tutti i popoli. Perciò, una struttura politica economica che impedisce la distribuzione e la destinazione universale di quei beni, o la limita o la falsa a vantaggio di una classe, o di una razza o di un continente, pecca contro l’uomo e contro il mondo, ma sopratutto contro Dio Creatore che, nella sua Provvidenza, ha voluto che tutto il mondo fosse suo: “Siate fecondi e moltiplicatevi. Siate numerosi sulla terra e dominatela”3. E allora, perché queste anti-umane sperequazioni?.. Certo, è ben visibile il fatto che i beni della terra non sono distribuiti in equal modo. Ci sono terre fertili e terre sterili e desertiche; ci sono sottosuoli ricchi e altri poveri; ci sono climi temperati e climi tropicali, e altri, polari. Tutto questo è vero. Ma è anche vero che un’altra causa di queste sperequazioni dipendono dalla volontà umana. E questo si riferisce alla “proprietà privata”, in sè legittima e 3 4 Cfr. Gen. IX, 7. necessaria, perché, diversamente, si negherebbe che i beni della terra non sono di vantaggio per tutti, mentre, invece, la funzione assoluta della proprietà va vista come funzione sociale della proprietà privata. Che la proprietà privata, quindi, debba esserci, è evidente dal fatto che, senza di essa, i beni non arriverebbero mai a destinazione di altri, e questo perché i beni materiali esigono che siano lavorati, trasformati, per essere, poi, divisi tra gli uomini e messi in valore. Per questo, l’appropriazione di essi. Ad esempio: un campo, perché renda, deve essere lavorato; occorre, perciò, che ci sia un proprietario di quel campo, che possa fare delle “riserve”, per assicurare l’avvenire della sua famiglia, e per passare, poi, alla comunità umana quell’altra parte di beni che servono per il bene di tutti. Lo stesso dicasi dell’industria e di ogni altra impresa, sia sul piano nazionale che internazionale, i cui loro compiti sono appunto quelli della produzione, della distribuzione per il consumo della comunità. Purtroppo, se la proprietà privata è legittima, sono troppi gli abusi che si fa di essa per soddisfazioni egoistiche, persino criminali, come abbiamo accusato all’inizio di questo nostro scritto, servendosi anche della forza delle armi per schiacciare popoli interi, riducendoli ai propri bestiali voleri, mettendo al primo posto la loro ricchezza, e non la necessità, oltre che il diritto, delle masse dei consumatori, moltissimi dei quali mancano persino del necessario! Si forma, così, un ciclo infernale, in cui enormi ricchezze vengono concentrate in poche mani - sia di privati che di Stati! riducendo all’estrema povertà e miseria immense moltitudini! Ora, la proprietà privata è legittima, sì, ma solo “nella misura” in cui essa realizza l’effettiva destinazione dei beni a tutti gli uomini, mentre diventa ingiusta e illegittima quando si fa accapparamento egoistico e di sfruttamento, non più, certo, in funzione sociale! Quindi, la “proprietà privata”, pur essendo di diritto naturale, è però solo un “diritto naturale secondario”, mentre la destinazione dei beni a tutto il genere umano è di “diritto naturale primario”. Nel radio-messaggio di Pentecoste 1941, in occasione del 50° della “Rerum Novarum” di Leone XIII, Pio XII ha ribadito che, nella vita sociale ed economica, il «punto fondamentale consiste nell’affermazione della inderogabile esigenza che i beni, da Dio creati per tutti gli omini, equamente affluiscano a tutti, secondo i principii della giustizia e della carità». E continua: «Ogni uomo, quale vivente dotato di ragione, ha infatti dalla natura il diritto fondamentale di usare dei beni materiali della terra, pur essendo lasciato alla volontà umana ed alle forme giuridiche dei popoli di regolarne la pratica attuazione. Tale diritto individuale non può essere, in alcun modo, soppresso, neppure da altri diritti certi e pacifici sui beni materiali. Senza dubbio, l’ordine naturale, derivante da Dio, richiede anche la proprietà privata ed il libero reciproco commercio dei beni con scambi e donazioni, come pure la funzione regolatrice del potere pubblico su entrambi questi istituti. Tutto ciò, non di meno, rimane subordinato allo scopo naturale dei beni materiali, e non potrebbe rendersi indipendente dal diritto primo e fonadamentale che a tutti ne concede l’uso, ma piuttosto deve servire a farne possibile l’attuazione in confromità con il suo scopo. Così solo si potrà e si dovrà ottenere che proprietà ed uso del beni materiali portino alla società pace feconda e consistenza vitale, non già costituiscono condizioni precarie, generatrici di lotte e gelosie, e abbandonate in balìa dello spietato gioco della forza e della debolezza»4. *** Ora, questi principii cristiani devono valere non solo sul piano nazionale, ma anche sul piano internazionale, nei rapporti, cioè, tra Paesi ricchi e Paesi poveri, Paesi economicamente forti e Paesi deboli e sottosviluppati. I Paesi ricchi, cioè, hanno l’obbligo morale gravissimo, imposto dalla giustizia sociale, di aiutare i Paesi poveri a sviluppare in essi condizioni di vita più umane, migliorandone il livello in ogni settore. Un tempo, questi Paesi poveri erano quasi del tutto ignoti ai popoli in migliori condizioni, ma oggi, però, questo 4 Cfr. AAS. XXXIII (1941), p. 199. “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 non è più possibile. I popoli, coi mezzi di comunicazioni sociali, possono essere messi in condizione di conoscere esattamente le condizioni di vita dei popoli poveri e bisognosi. E oggi, con la tecnica, è possiblie rendere salubri terre inospitali, irrigare terre desertiche, scavare pozzi di petrolio, dare lavoro sul posto, dare istruzione a tutti, insegnare come valorizzare i beni e le ricchezze che si trovano nei rispettivi territori per migliorare enormemente la situazione miserabile in cui ancora si trovano i popoli. Perciò, alla vista di tanta miseria umana, è ovvio che ci si interroghi: come si può creare un ordine giusto? Non basta sentire pietà se non si passa all’azione concreta per migliorare quelle condizioni umane. Ebbene, a questo immane problema la società può trovare risposta ascoltando appunto gli insegnamenti sociali della Chiesa. Nell’articolo II° della questione 66 della Somma Teologica (II e IIa) di San Tommaso d’Aquino, si trova questa duplice affermazione: L’uomo può possedere qualcosa in proprio, sia da gestire che da disporre, (questo crea il diritto di proprietà), sì, ma il possessore, però, deve considerarsi come un “amministratore”, posto da Dio per il maggior bene della comunità umana. E così ha sempre predicato e fatto la Chiesa durante i secoli. Prima del Cristianesimo, il bambino era abbandonato; l’ammalato era senza cure; il vecchio era isolato, abbandonato; la maggior parte della gente moriva di fame. Dopo il Cristianesimo, si cominciò a riconoscere, per tutti gli uomini, il diritto di vivere. La Chiesa contribuì subito al progresso sociale e tecnico: la schiavitù cominciò a sparire. All’epoca delle invasioni dei barbari, i “Monaci” introdussero i migliori metodi agricoli, prima sconosciuti; diedero ai nuovi lavoratori della terra il rispetto verso il lavoro dei campi; inventarono anche strumenti agricoli (come gli erpici, ecc.). Fu pure la Chiesa ad essere la prima a fondare scuole di agricultura, le Casse di Credito ruarle, le prime Cooperative, ecc. E furono i Missionari a trapiantare i viviai di piante e di animali utili, trasformando, così, regioni intiere, attraverso tutti i secoli me possiamo, noi, organizzarci per aiutare quei popoli?.. Perchè non diamo direttamente ai “MISSIONARI” che meritano mille volte di più della FAO un forte appoggio finanziario, invece di versare denaro a quegli scrocconi di quella istituzione assolutamente inutile, visto che dal 1945 ad oggi, la fame nel mondo non è affatto diminuita, nonostante le migliaia di miliardi di dollari versati nel suo fondo perduto?.. *** *** A questo punto domandiamoci: visto che la “FAO” non è che un “inutile carozzone burocratico”, che non ha mai risolto, “neppure lontanamente”, i problemi della fame - ragione per la quale era stata fondata 56 anni fa! - e che è ancora una “organizzazione-mostro” con 3.500 dipendenti la cui esistenza è dovuta ai contributi di 179 Paesi! e che, con i soldi destinati alla lotta alla povertà, organizza per i suoi funzionari - come dicevamo - dallo yoga ayurvedico al pingpong, dal bridge al golf, alle danze caraibiche, alle sfilate nei carnevali di Viareggio, ecc. ecc., invece di occuparsi del problema più scottante qual è la denutrizione e la morte per fame di milioni e milioni di persone, domandiamoci: co- Noi, qui, abbiamo di nuovo suonato la tromba su un tema che è ormai d’obbligo per ogni Nazione, pur non facendoci illusioni, perché le parole possono anche graffiare, far sperare, ma esse, da sole, certamente non costruiscono. Sono pietre anch’esse, sì, anche appuntite, ma non sono, però, né farina per pane, né mattoni per costruire. Ora, però, le nostre parole vogliono essere, per lo meno, una miccia per tante energie spirituali che ancora circolano nelle vene di chi ha ancora fede in DIO e fiducia nell’uomo, per cui dovrebbero incontrarsi per una giusta e santa causa, sia per sostenerla, sia per aiutarla, sia per realizzarla! Invece di finanziare la FAO, quindi, o altri organismi più o meno pantagruelici, si cerchi di aiutare direttamente i “Missionari” che vivono in quelle terre martoriate dal virus sociale della fame! Potete scegliere, ad esempio, anche la nostra Organizzazione Internazionale: “PRO FIDE CATHOLICA ET CARITATE”, che lavora di già anche su questa strada dell’aiuto spirituale e materiale ai popoli, bisognosi sia della “FEDE CRISTIANA, per l’anima, sia del pane materiale, per il corpo5. È un altro piccolo segnale per i nostri lettori di “Chiesa Viva”, sicuri di una loro personale e concreta risposta! Per questo, tolgo dal libro manzoniano, “I Promessi Sposi”, queste parole di vita che sono la sintesi di questa angosciosa tragedia: «La vita non è già destinata ad essere un peso per molti e una festa per alcuni, ma per tutti è un impiego del quale ognuno dovrà rendere conto»! 5 Riceverete con ogni numero di “Chiesa viva”, il Contocorrente postale, qui allegato, intestato a Movimento “Pro Fide Catholica et Caritate”, Via G. Galilei 121, 25125 Brescia. “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 5 DUE LIBRI CHE SI INTEGRANO del dott. Romeo Sgarbanti conoscete: noi adoriamo ciò che conosciamo” (Gv. 4,22). Sotto questa affermazione di Cristo ricadono i musulmani: essi adorano ciò che non conoscono. Nell’adorare il Dio uni-trino, che si conosce come vero Dio, è implicata la salvezza dell’uomo. Chi, conoscendo la verità la accoglie, riceve la salvezza: “Il Padre ama il figlio e tutto ha posto nelle sue mani. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna: ma chi non crede nel Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio sta su di lui” (Gv. 3, 35-36). In questo vi è tutta la distinzione, e la separazione, tra cristianesimo ed ebraismo (postcristiano), tra cristianesimo ed islamismo. Dopo essersi attestato, in opposizione al Corano, sulla verità evangelica, Luigi Villa pone due ordini di argomentazioni di forte rilievo: il primo, concerne la diversità delle concezioni ontologiche soggiacenti all’idea di Dio nell’islamismo e nel cristianesimo, la quale fa del dio coranico un dio irriducibile al Dio cristiano; il secondo, riguarda la falsa supposizione del monoteismo quale categoria fondativa di un’eguale idea di Dio. I l nuovo saggio di Luigi Villa, “Cristiani, musulmani, ebrei hanno lo stesso Dio? No”, integra e completa la precedente monografia, “L’Islam alla riscossa. Cos’è. Cosa vuole”. Nell’“Islam alla riscossa”, Egli con tratti vigorosi, ha messo in luce la vera natura dell’islam ed ha preso posizione contro luoghi comuni sull’islam, che non trovano riscontro nella realtà storica del passato, come nella realtà politica del presente, fornendone un’immagine fuorviante. Molti europei, assorbendo una rappresentazione edulcorata dell’islam, credono possibile l’integrazione degli immigrati, sorvolano sulla inammissibilità nei paesi islamici della libertà religiosa e si illudono sulla convertibilità dell’islam al sistema democratico. L’Europa, pertanto, anche con l’ammissione della Turchia nell’Unione Europea, resta esposta al rischio di una progressiva penetrazione islamica, preludio ai futuri tentativi di dominio totalitario. Nel nuovo saggio, dianzi citato, Luigi Villa sfata un altro luogo comune: quello che l’Allah dei musulmani sia lo stesso Dio dei cristiani. L’autore pone a fondamento della sua dissertazione la Scrittura biblica. Soltanto nell’autorivelazione divina in Cristo è dato di conoscere il vero Dio, uno e trino, accedendo al mistero del Padre e del Figlio che, in comunione con lo Spirito Santo, sono uniti in un vincolo di conoscenza vicendevole e di reciproco amore, a cui associano l’uomo con il dono della figliolanza. Questa verità è respinta dall’islam. Tale deviazione dal dato rivelato non ha a suo favore una giustificazione storica, ammissibile per esperienze religiose, prima della venuta di Cristo, sul presupposto, solo razionale o solo mistico, di una intuizione del divino. Dopo Cristo, vero Dio e vero Uomo, potranno sorgere soltanto falsi profeti (Mt. 24,11), ma le loro rivelazioni restano ingannevoli referenze. Anche la così detta rivelazione coranica rientra in questa casistica. Il Corano non è altro che un’auto-rappresentazione di Dio, dettata da Maometto, che, dopo aver plagiato giudaismo e cristianesi6 Il dott. Romeo Sgarbanti. mo, ritorce contro i cristiani (e gli ebrei) l’accusa di aver falsificato le rivelazioni divine. Nella storia vi sono stati e permangono movimenti religiosi e correnti filosofiche orientati verso l’ammissione di un Dio unico, ma dire unico Dio non significa di per sé vero Dio. A questa distinzione, che ha un fondamento scritturale, si attiene l’autore. Infatti, Cristo non ha negato alla Samaritana di credere nel Dio unico, ma, nella risposta data, ha creato uno spartiacque nella storia: con la sua venuta è arrivata l’ora in cui “i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. Il Padre vuole tali adoratori. Dio è spirito, e i suoi adoratori devono adorarlo in spirito e verità” (Gv. 4, 23-24). Sempre rivolto alla Samaritana: “Voi adorate ciò che non Relativamente alla prima questione, l’autore evidenzia l’impoverimento ontologico dell’islam nella concezione di dio e dell’uomo, per la circostanza che il concetto di persona gli è estraneo; di conseguenza, esso non percepisce Dio come Amore, e perciò non intravede la paternità divina sull’uomo. Allah è concepito come un’istanza di volontà, cui l’uomo fatalisticamente deve sottomettersi. Allah è un predestinatore, non il redentore dell’uomo dal peccato, aprendolo alla salvezza eterna, per il fatto che l’islam sostituisce al peccato originale una fittizia testimonianza originale. Secondo questa inventata tradizione, quando Allah ha creato l’umanità, ha radunato gli uomini chiedendo loro di testimoniarlo nel mondo come musulmani. Sono stati gli uomini a farsi ebrei e cristiani contro la volontà di Allah, che li vuole tutti musulmani. Opportunamente, Luigi Villa, che, nel suo saggio, ha disquisito da teologo sull’islam, ha citato la medesima conclusione cui è per“Chiesa Viva” *** Settembre 2002 venuto Gianni Baget-Bozzo. (“Di fronte all’islam”, Genova 2001, p. 40) dopo una rigorosa e convincente lettura filosofica detta dottrina islamica: “Il Dio coranico non è il Dio dell’Antico Testamento e del Nuovo Testamento, è un altro Dio”. Questa convinzione, peraltro, era propria della cristianità ortodossa bizantina, che vide sorgere l’islam. Il patriarcato di Costantinopoli emise un formale anatema avverso al dio di Maometto, basandosi anche, ovviamente, non soltanto su uno dei nomi attribuiti ad Allah. La teologia bizantina traduceva, in greco, la qualifica di “samad”, data dai maomettani ad Allah come “holosphyros”, cioè il “dio denso”. Questa definizione, secondo il pensiero bizantino, contaminava la purezza spirituale ed inficiava la trascendenza dell’essere divino inclinando gli uomini verso un’idea naturalistica di dio, in quanto la compattezza o densità è una caratteristica materiale. I bizantini ritenevano questa credenza come assunta pari pari dal paganesimo pre-islamico. L’ambiguità dell’attributo islamico è evidenziato dalla circostanza che tuttora non vi è una traduzione concorde. Esso viene inteso con significati diversi, per quanto simili: come un’unità assoluta impenetrabile, oppure compatta, oppure densa, oppure omogenea, oppure senza vuoto, oppure senza mancanza di sorta. Questa difficoltà di significato, l’islam odierno ha tentato di superarla adottando la dizione di “eterno”. Resta pur sempre incancellabile la disputa storica sul termine, e, quindi, ineliminabile la valutazione bizantina. Le enunciazioni di Luigi Villa non lasciano spazio ad equivoci. Un “Dio naturale”, egli afferma, “è una concezione puramente umana senza fondamento nella realtà” (p. 9); e per quanto attiene al singolo credente mette in evidenza l’inconciliabilità tra la fede musulmana e la fede cristiana: «La Fede non è un vero atto morale, ma ontologico, che modifica la stessa natura umana, “la nostra vita divina”, immettendo, in chi ha questa Fe- Non vi è altra divinità all’infuori di Allah. «In verità, Allah è il mio e il vostro Signore, adorateLo, dunque! Questa è la retta via». (Corano XIX: 36) de, una vita “cristica” nella sua pienezza divina e trinitaria» (p. 71). Relativamente alla seconda questione, l’autore respinge le recenti elaborazioni dottrinali su un “monoteismo comune” alle così dette tre religioni monoteistiche, che si risolvono o in una operazione gno- stica, come tre versioni di una tradizione originaria, oppure in un’operazione politica di fronte comune dei monoteisti. Egli denuncia la confusione ecumenica di queste impostazioni, che conducono a gravi errori, quali: “il relativismo, il sincretismo, il calo del senso del sacro, la confusione immanentistica tra naturale e soprannaturale, l’agnosticismo, le abiure, l’infedeltà, il rinnegamento reale della nostra religione…” (p. 71). La posizione assunta da Luigi Villa è plausibile. Infatti, se un comune denominatore fra cristianesimo, ebraismo ed islamismo fosse ammissibile, ciò renderebbe possibile un processo di osmosi fra queste tre confessioni religiose, invece così differenti nei loro fondamenti fideistici da essere alternative l’una all’altra. La convergenza di ciascuna nell’altra potrebbe essere soltanto il frutto di una duplice manipolazione ideologica, gnostica e massonica contemporaneamente: in primo luogo, ciascuna confessione nel dichiarare di riconoscersi nello stesso dio, dovrebbe regredire le diversità sostanziali a fraintendimenti storici od a puri simbolismi religiosi non più discriminanti in quanto modalità intellettuali per intendere lo stesso dio; in secondo luogo, le tre confessioni dovrebbero darsi reciprocamente atto che Mosè, Cristo e Maometto sono semplici referenti della Rivelazione divina, intervenuta in successive fasi storiche, per riportare l’umanità verso la rivelazione primordiale dell’essere perfettissimo. Il mistero viene sostituito dall’assurdo, e l’assurdo resta confinato nell’impossibilità. Ma, nel frattempo, si andrebbe a determinare una nuova Babele, cioè la confusione prevista da Luigi Villa, nel tentativo di scardinare la fede nel vero Dio uni-trino. L’Autore, inoltre, valutando, in partenza da San Tommaso d’Aquino, la religione islamica come religione naturale, senza misteri senza, dogmi, senza mediazioni Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 7 salvifiche, pone il problema se si possa parlare di un monoteismo assoluto e rigoroso, quale generalmente viene attribuito all’Islam. Il dubbio merita di essere raccolto, quanto meno dagli studiosi cattolici. Qualche motivazione, al riguardo, verso un doveroso approfondimento sembrerebbe non mancare. Erich Przywara ha rilevato come nella mistica islamica circoli “una metafisica dell’eros in cui traspare chiaramente il manicheismo segreto dell’Islam, che, nonostante ogni fede nell’unità di Allah, trova tuttavia in Iblis il suo “oppositore invidioso di Dio”: sicchè ogni male mostra, nel suo profondo, un bene nascosto, e ogni bene contiene nel suo abisso un male” (Idem, “L’uomo”, Milano 1968, p. 439). Un’altra crepa si apre nella supposta rigorosità del monoteismo islamico, nella cui tradizione il Corano è supposto increato. L’insegnamento del Corano increato, come un assoluto, appare poco conforme alla dottrina dell’unicità di Dio. Secondo Maometto ed i suoi discepoli, l’essenza del Corano è increata ed eterna: essa è da considerare “ab aeterno” affiancata ad Allah, o preesistente nell’essenza stessa della divinità? L’imprecisione nelle formulazioni islamiche lascia adito ad una ambiguità interpretativa. Si sovrappone, inoltre, una concezione che materializza il Corano in un testo originario, che solo Allah conserva nel suo intero contenuto, riguardante il passato, il presente e il futuro del mondo. Gli islamici accettano alla lettera tutto questo, ma i non islamici hanno libertà di riflessione critica per valutarne tutte le incongruenze. Resta, inoltre, da considerare l’imputazione all’Islam di aver fatto del monoteismo un progetto politico tendente al monismo sociale. La tesi è stata ancora ripresa di recente da Bartolomeo Pirone (Rivista “Per la filosofia”, n. 50/2000, p. 68), il quale ammette trattarsi “di un monismo teologico religioso ed etico”, che costituisce l’islam in una strutturale «... la c’è la Provvidenza!» – S. Giuseppe Benedetto Cottolengo – sac. dott. Luigi Villa (pp. 180 - € 10) unicità, una sola ed unica “dar alislam” (terra dell’Islam) radicalmente separata dalla “dar al-kufr” (terra dell’empietà): essa pone la superiorità dell’islam sopra ogni altra religione e, quindi, sopra ogni altra civiltà. “Il monismo religioso ed etico” si trasforma, pertanto, in “monismo sociale”. Sono gli stessi islamici a valutare che Maometto, attraverso l’Islam, ha fondato la prima società ideologica nota all’uomo, la Ummah, che è un assolutismo tanto religioso quanto politico, affinchè su tutto il mondo si instauri il dominio di Allah. Cioè, l’islam, ante litteram, è il primo totalitarismo politico, che si è sempre sottratto a tale comprensione, poiché a base del suo totalitarismo non ha messo il partito unico (fascismo), non ha messo la razza (nazismo), non ha messo la classe (comunismo), bensì la religione. Siccome il monismo è altro dal monoteismo, per abbracciare questi due aspetti, anche Henry Corbin, (“Il paradosso del monoteismo”, Genova 1986, p. 5) pur con alcune circospezioni, introduce per l’islam il termine di “teomonismo”. Quanto ha obiettato Luigi Villa sul monoteismo islamico non è, dunque, frutto di un preconcetto, ma ripropone all’attenzione universale questa ambigua bivalenza dell’Islam, oscillante fra i due poli, quello monoteista e quello monista, che ne fornisce una più chiara individuazione del suo porsi nella storia come un movimento sempre in bilico tra fatalismo religioso e fanatismo ideologico sempre proteso con la violenza armata alla conquista del mondo: in definitiva, tanto un assolutismo religioso quanto un totalitarismo politico, un pericolo permanente alla libertà ed alla pace. NOV ITÀ Riscrivere, in corti capitoli, con stile piano e familiare, la vita di S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Santo della Provvidenza Divina, all’inizio di questo nuovo millennio, è stato per me uno stimolo efficace per far rivivere la Fede in Dio-Provvidente in questo tempo di senza o poca Fede, in cui gli uomini credono solo alle “previdenze umane” e non pensano più a invocare quella Provvidenza divina che, dopo averci creati, provvede a nutrirci, come nutre gli uccelli del cielo e a vestirci come i gigli del campo... S. Giuseppe Cottolengo è noto per la sua vita spesa per i poveri e gli ammalati, assistito e foraggiato di tutto il necessario, giorno per giorno, dalla Divina Provvidenza! Questo Santo attrae subito l’anima cristiana per la sua esistenza, vissuta con amore assoluto a Cristo e alle persone che a Lui sono ordinate, espressa da concreti e continui atti di virtù, professati con la Fede profonda di un vero autentico sacerdote di Cristo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 OCCHI SULLA POLITICA IRRIMEDIABILMENTE LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Nel ventinove, fatto il Concordato, Benito Mussolini e il Cardinale Pietro Gasparri disser: non è male, A ben guardare, quel che abbiam firmato! Avevano risolto e sistemato La “Questione Romana” e il “Temporale” Con gradimento, quasi generale, Di Santa Madre Chiesa e dello Stato! Ed in virtù della Conciliazione, Il Crocifisso, a scuola, nuovamente Tornò... tornò la Santa Religione. E il Sacerdote, ancor liberamente, Poté insegnarvi! Ed or la Revisione Cancella tutto, irrimediabilmente! Prof. Arturo Sardini *** IL “CITTADINO” CRISTO Or, con la conclamata revisione Del Concordato, a scuola avrà lo sfratto Il “cittadino” Cristo: operazione Che vede il mangia-preti soddisfatto. Fu grande cosa la Conciliazione, Elaborata con saggezza e tatto, Nel solco della nostra tradizione. Diabolico e meschino, il nuovo “patto”! Oggi, l’ambigua e subdola genìa Di ciechi iconoclasti giacobini Dà l’ostracismo - s’è in democrazia! Al “cittadino ” Cristo! O buon Parini, O schietto sacerdote di Talìa, Siam ritornati ai tempi cisalpini!!! Prof. Arturo Sardini “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 CHI È, COME È IL SOGGETTO DELL’EDUCAZIONE? Si è già visto, in altre occasioni, che la Dottrina Sociale Cattolica riporta al centro di ogni discorso l’uomo e le sue esigenze materiali e spirituali. Questo é ancora più vero quando si parla di educazione, di compiti educativi e di processi educativi, al centro dei quali vi é, appunto, il bambino, il giovane, l’uomo. Ma dobbiamo chiederci: chi é questo bambino, questo giovane, questo uomo? Certamente non quello delineato dalla pedagogia razionalista di Rousseau, che suppone l’uomo buono per natura e su questa premessa imposta tutti i discorsi educativi. E nemmeno quello desiderato dalla pedagogia idealista che individua nello spirito universale il vero maestro dello spirito individuale che in esso si realizza. Il soggetto dell’educazione, nella Dottrina Sociale Cattolica, é l’uomo tutto intero, spirito e corpo, irripetibile ed integrale, con tutte le sue facoltà naturali e sovrannaturali, come ce lo ha fatto conoscere, da un canto, la scienza, dall’altro, la Rivelazione. Un uomo, quindi, decaduto per il peccato originale, ma redento da Cristo, che ne ha fatto un suo fratello ed un figlio di Dio. Essendo, perciò, stato intaccato nella sua natura, l’uomo resta debole nella volontà, offuscato nell’intelletto, imperfetto nella morale. Di qui la necessità di un’educazione che tenda appunto al rafforzamento della volontà, all’illuminazione della mente mediante la conoscenza della Verità, allo sviluppo del senso etico. Per tutto ciò, ogni uomo ha diritto ad un’adeguata educazione che gli consenta un’esistenza veramente umana «alla quale egli accede con lo sviluppo delle sue facoltà di conoscenza, delle sue vitù morali, delle sue capacità di relazione con i suoi simili, delle sue attitudini a produrre opere utili e belle» (S. Congregazione per la dottrina della fede, “Libertà cristiana e liberazione”). QUAL È L‘AMBIENTE NATURALE DELL’EDUCAZIONE? Si é già detto del diritto-dovere dei genitori, per cui ne viene di conseguenza che il primo ambiente naturale e necessario dell’educazione é la famiglia, nella quale i figli vengono orientati ai valori essenziali della vita, in base ai quali conta più l’essere che l’avere. È proprio nella famiglia che viene adottato uno stile di vita caratterizzato da spirito di solidarietà, da senso dell’onore, da disponibilità, da amore per il prossimo. In questo ambito, che la “Familiaris Consortio” chiama “la prima scuola di virtù sociali”, i figli incominciano a conoscere ed a sperimentare che l’uomo é tale solo se vive in una dimensione comunitaria. Infatti, «la comunione e la partecipazione quotidianamente vissuta nella casa nei momenti di gioia e di difficoltà, rappresenta la più concreta ed efficace pedagogia per l’inserimento attivo, responsabile e fecondo dei figli nel più ampio orizzonte della società» (Giovanni Paolo II, “Familiaris Consortio”). (continua) 9 Documenta-Facta ha affermato anche il vescovo della diocesi austriaca di Linz, S. E. Mons. Maximilian Aichern. LA DURA CONDANNA DELLA PEDOFILIA DA PARTE DEL PAPA UNA NUOVA GNOSI AMERICANA BENEDETTA DAL CARD. JEANMARIE LUSTIGER È un Movimento che ruota attorno agli “gnostici di Princeton”. Risale agli anni ‘70 ed è nata nella università di Princeton. Vi appartengono anche vescovi anglicani della High Church, oltre che numerosi ebrei e cristiani. La motivazione più segreta è la “riconversione” del cristianesimo alle sue origini, cioè al giudaismo (cfr. R. Ruyer: “La Gnose di Princeton”, Parigi, 1974). Da qui quell’insistenza di non pochi Prelati cattolici sulla comune origine abramitica delle tre religioni monoteiste, privilegiando quella giudaica, il che è inammissibile sul piano teologico: se è accettabile sul piano cronologico, non lo è affatto sul piano teologico e neppure storico. Come si vede, questo sodalizio degli “gnostici di Princeton” si è manifestato quale esso sia, per esempio, già il 28 luglio 1991 nella cattedrale di Nôtre Dame, a Parigi, sotto gli auspici del cardinale JEAN-MARIE LUSTIGER, di origine ebraica, fattosi cattolico nel 1940, a 16 anni. Nel 1981 fu nominato arcivescovo di Parigi, e nel 1983 ebbe la porpora cardinalizia. Ebbene, come non poteva essere consapevole, questo Cardinale, del carattere sacrilego di quello che fu eseguito nella sua cattedrale? Un redattore della Rivista “30 GIORNI” (marzo 1992) così descriveva quell’evento a porte chiuse: «Nella cattedrale erano presenti 300 delegati che partecipavano al IV Congresso delle comunità cristiana di base. Ad accoglierli solennemente, con una omelia di saluto, c’era padre René Martin, primo cappellano di Nôtre Dame. La liturgia si è svolta di sera e ha ben presto assunto i connotati di un rito femminista. Terminata la lettura, a voce altissima, di titoli e pubblicità, apparsi su “Le Monde”, di passi del Deuteronomio e di una lettera dell’apostolo Giacomo, un gruppo di donne percorre la navata get- 10 tando “grida insopportabili” che servono ad esprimere “le situazioni insopportabili che esse hanno incontrato nel proprio lavoro”. Alla fine, una “nera” si accuccia sui gradini dell’altare e lancia urla isteriche, amplificate dal microfono. Dopo la lettura di un Midrash, storiella edificante in uso nell’ebraismo, il rito prosegue con la preghiera delle donne a Maria, composta da un gruppo di teologhe olandesi, dove la Madonna diventa la “folle madre del tuo figlio rivoluzionario” e in cui ci si rivolge al “volto del Dio-Donna che canta la canzone degli oppressi”. Segue un giramondo (sic!) di ragazzini che ai lati dell’altare hanno innalzato due grandi quadri su cui hanno incollato fogliettini che recano “piccoli segni e gesti di speranza”. L’happening si conclude con l’impegno dei partecipanti di spedirsi reciprocamente, un anno dopo, delle cartoline con notizie di sè, “come ricordo e segno di fraternità”». Fu un vero sabba. Di certo, dai tempi della Rivoluzione Francese, ossia dai tempi della “Dea Ragione”, Nôtre Dame non aveva più visto, né ascoltato nulla di simile!.. (Invitiamo tutti i nostri lettori a riflettere sulla situazione religiosa (?!) in cui è arrivata la Chiesa del Vaticano II!..). QUATTRO DONNE ORDINATE “SACERDOTI” La cerimonia è avvenuta sulla motonave fluviale “Ms Passau”, celebrata sul Danubio dall’arcivescovo argentino Romolo Braschi e concelebrata dall’austriaco Ferdinand Regelsberger, ordinato “vescovo” recentemente dallo stesso Arcivescovo Braschi, appartenente alla dissidente “Chiesa cattolica apostolica carismatica di Gesù Re”. Le donne consacrate “sacerdoti” il 29 giugno 2002, sono sette: quattro tedesche, due austriache e una statunitense. Ovviamente, una tale ordinazione, in base al Codice Canonico, comporta automaticamente la scomunica, sia per le donne, sia per i due vescovi. Lo «La gente deve sapere che nel sacerdozio e nella vita religiosa non c’è posto per chi potrebbe far del male ai giovani. Deve sapere che i Vescovi e i sacerdoti sono totalmente impegnati a favore della pienezza della verità cattolica nelle questioni riguardanti la moralità sessuale, verità fondamentale, sia per il rinnovamento del sacerdozio e dell’episcopato, sia per il rinnovamento del matrimonio e della vita familiare». Con queste parole il Santo Padre ha affermato con chiarezza evangelica che non ci deve essere posto nella Chiesa per i preti pedofili. Con la seguente affermazione ha inoltre dichiarato che alcuni errori d’intervento sono stati causati da certe consulenze mediche «È vero che una mancanza di conoscenza generalizzata della natura del problema, e talvolta anche le consulenze di esperti medici, hanno portato i Vescovi a prendere decisioni che gli eventi successivi hanno dimostrato essere sbagliate. Ora state lavorando per stabilire criteri più affidabili, al fine di assicurare che simili errori non vengano ripetuti». Nel lodare l’encomiabile coraggio di Giovanni Paolo II, ci permettiamo di suggerire analogo atteggiamento da parte delle Autorità Civili nei casi di abuso sui minori da parte di medici, insegnanti, bidelli ecc. A prescindere da un doveroso ed auspicabile inasprimento delle pene da applicare a quanti si macchiano dell’orrendo crimine «L”abuso che ha causato questa crisi è sbagliato secondo ogni criterio ed è giustamento considerato un crimine dalla società; è anche un peccato orrendo agli occhi di Dio. Alle vittime e alle loro famiglie, ovunque si trovino, esprimo il mio profondo senso di solidarietà e sollecitudine» (Giovanni Paolo II), è altresì auspicabile che le Autorità Civili, sull’esempio del papa, allontanino dalle posizioni di lavoro a contatto con i giovani coloro che sono stati condannati per pedofilia (anche mediante il patteggiamento; che dovrebbe essere abolito in tale caso!). Infatti, anche in campo medico, scolastico ecc. non dev’esserci posto per i pedofili! Non è, ad esempio, accettabile, tra l’altro, dopo una risibile pena, il semplice spostamento di un insegnante pedofilo da una scuola all’altra! (Dott. Arrigo Muscio) “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 11 LA FALSA TOLLERANZA MASSONICA – Il direttore della “Nazione”, Umberto Cecchi offende i lettori e non pubblica le repliche – del prof. Dante Pastorelli N. B.: L’articolo è stato scritto prima che avvenisse il cambio al vertice del “QN - La Nazione” di cui Cecchi, non più direttore, resta uno dei principali opinionisti. U mberto Cecchi, direttore de “La Nazione - QN”, è giornalista colto, acuto e vivace: era così anche da giovane, quando, baldo e sorridente, si aggirava per i corridoi dell’Università di Firenze dove lo conobbi nei primissimi anni ‘60, ma non ci siamo mai frequentati. La sua carriera è stata brillante e meritata: non ho motivo di credere, nel suo caso, a voci di appoggi interni od esterni da parte di organizzazioni potenti, più o meno occulte, o solo in parte palesi, che controllano la più grossa fetta della vita politica, economica e culturale d’Italia e del mondo intero. Io do volentieri a ciascuno il suo. Talvolta, tuttavia, se un lettore esprime pareri contrari ai suoi, egli, dimostrando di ignorare alcuni principii fondamentali della deontologia professionale, o calpestandoli se li conosce, nella sua quotidiana rubrica di lettere e risposte, senza neppur badare, come sarebbe suo dovere, alla correttezza della controparte, perde le staffe, azzanna, nei suoi commenti, con ironia e scherno, evidenziando il gusto di demolire non tanto le tesi quanto la personalità stessa del contraddittore che, evidentemente ha toccato, anche involontariamente, qualche nervo scoperto. E ciò in contrasto con la sua giornalmente sbandierata tolleranza, con le sue continue professioni di rispetto e civiltà, di auspicio di un pluralismo ideologico e di posizioni pratiche conseguenti. Uno di questi nervi scoperti che gli fanno rizzare testa e coda è la Massoneria; e, avendo osato io, in due occasioni, l’ultima è quella di cui parlo in questo articolo, non condividere le sue affermazioni, mi sono da lui visto svillaneggiare pubblicamente. Quando si dice buona educazione! 12 Stemma del 30° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, sintesi del programma massonico dell’abbattimento delle monarchie cattoliche e del potere temporale e spirituale della Chiesa cattolica. Io non capisco le ragioni di una reazione così scomposta: oltre tutto, io non l’ho mai accusato d’esser affiliato alla Massoneria (ma, se lo fosse, non dovrebbe esserne orgoglioso?) e solo una volta ho di- chiarato che in certe sue argomentazioni notavo uno spirito di impronta massonica, spirito, del resto, assai diffuso nella stampa come in tanti altri settori della vita pubblica, civile e religiosa. Tanto diffuso che la maggior parte della gente non se ne accorge più neppure. E proprio qui è il pericolo: quando non s’avverte più il male, è segno ch’esso ha addormentato le coscienze e parole che il Gran Maestro Giordano Gamberini premette all’opuscolo celebrativo del primo centenario della Loggia Sabazia, a Savona il 15 giugno 1969: «La massoneria ha un solo modo di vincere: quando il mondo profano accoglie i suoi principi, quando questi divengono patrimonio definitivo e inalienabile dell’intera umanità, quando anche gli avversari si contraddicono e li professano come propri». (MASSV, 5 Grafica L. P., Genova, 1969). Quale la mia grave colpa? Tempo addietro, durante la mia quotidiana lettura mattutina della fiorentina “Nazione” - un rito che celebro da un cinquantennio sul far dell’alba, benché questo foglio abbia perduto lo smalto giornalistico e linguistico degli anni ‘50-70, zeppo com’è di articoli mediocri, di gravissimi errori grammaticali, ortografici e lessicali mi colpì una risposta del Cecchi ad un lettore, nella quale, dopo aver magnificato l’incommensurabile apporto dell’associazione massonica alla nascita della democrazia americana e alla democrazia tout-court, e dopo averne esaltato gli altri valori di tolleranza, libertà, solidarietà, affermava che, per il suo “ecumenismo” umanistico, tendente a realizzare un mondo migliore e privo di steccati confessionali, la sopra citata “Istituzione” (così tanti affiliati definiscono la “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 loro associazione) era stata combattuta dal comunismo totalitario e dalla Chiesa Cattolica. Quanto a quest’ultima, il Cecchi molto semplicisticamente sosteneva che la sua condanna era da ricondursi all’opera della Massoneria a favore dell’unità italiana e contro il potere temporale del Papa: a motivi, cioè, di carattere unicamente politico risalenti al 1800. Il che non è, professando la Massoneria una filosofia - se così si può definire un coacervo affastellato e disarticolato di opzioni intellettuali - assolutamente incompatibile con il Cristianesimo, il Cattolicesimo in particolare. Prese carta e penna, o, meglio, acceso il computer, scrissi al Signor Direttore del quotidiano fiorentino la seguente lettera: «Caro Cecchi, Lei fa torto alla Sua intelligenza ed alla Sua cultura, oltre che a quelle dei lettori, quando attribuisce la condanna della Massoneria (con scomunica per gli affiliati) da parte della Chiesa a motivi meramente politici, tra cui la formazione dello stato nazionale e la fine del Papa-Re. Sono, in realtà, oltre duecento i documenti di condanna della Chiesa contro la “sètta”, a partire dal 1738 (Clemente XII, In eminenti), sino ai nostri giorni, prima e dopo, quindi, le temperie e gli episodi storici da lei citati. E se, in un primo momento, la condanna era comminata solo per il carattere segreto dell’istituzione e per il richiesto giuramento di obbedienza assoluta ed incondizionata a persone e fini sconosciuti, ritenuti a buon diritto immorali, in un secondo tempo, conosciutala bene, la condanna investì la dottrina della Massoneria, (Leone XIII, Humanum genus), la quale nega il soprannaturale, la verità rivelata, il Dio personale, basandosi, nel migliore dei casi, su di un vago deismo, su di un naturalismo panteistico, e, di peggio in peggio, su di un razionalismo scientista, sull’ateismo più crudo, per finire, in alcuni casi, addirittura nel satanismo. Sempre e comunque la Massoneria è stata ed è anti-cattolica, perché intrinsecamente tende ad una religione universale, fondata sull’indifferentismo religioso e sul sincretismo, contro cui la Chiesa, almeno sino a Pio XII, è stata un invincibile baluardo. Successivamente, lo spirito ed i tentacoli massonici, da due secoli in marcia, sono arrivati al vertice della Sposa di Cristo, deturpandone l’immagine, per debolezza o complicità della gerarchia ecclesiastica. Potrei citare autori, testi e riviste, di parte massonica e non, per confermare quanto ho sostenuto, ma lo spazio riservato ai lettori è, purtroppo, minimo. Cordiali saluti.». Seguono firma e data. Giudichi il lettore circa la quasi asettica correttezza di questa lettera nella quale mi limitavo a sottolineare i motivi ben più profondi che sono alla base della scomunica comminata dalla Chiesa, che sono di ordine squisitamente religioso, con ovvi riflessi nella vita dei singoli e delle Nazioni in cui questa “peste”, inimica vis, per usare la definizione di Papa Leone XIII, lavora alacremente per raggiungere i “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 suoi scopi. Una contestazione precisa certo, per quanto sintetica, ma espressa in termini sereni, e tutta incentrata, ripeto, sull’aspetto eminentemente storico-religioso del problema. Nessun accenno o attacco personale (e perché, poi?), nessuna polemica politica, nessuna rivisitazione della storia europea e mondiale alla luce delle trame, esiziali, della Massoneria, che è, peraltro, oggetto di molti interessanti studi, antichi e recenti. Eppure Umberto Cecchi, pubblicando il mio scritto mutilato di qualche passaggio cruciale, alcuni giorni appresso, vi appone un lungo commento intingendo la sua coda in un inchiostro livoroso e velenosetto. Eccolo: «È sempre difficile parlare di massoneria o di problemi di carattere esoterico, se non lo si fa togliendosi di dosso un’animosità che in Italia è per alcuni molto forte. Altrove la massoneria è un soggetto accettato che opera liberamente e apertamente e che ha contatti e dibattiti con Leo Taxil, il massone francese che finse una conversione al cattolicesimo e che scrisse libri sui rituali satanici del Grande Oriente di Francia, per poi ritrattare tutto nel 1897, al fine di discreditare le “memorie” di Clotilde Bersone, la quale, da “Eletta del Dragone” si convertì realmente al cattolicesimo, testimoniando la realtà satanica del Grande Oriente di Francia e chiamando la Massoneria: “Tempio dell’assassinio”. l’intera società. In Inghilterra, il duca di Kent è il capo della massoneria, e intrattiene rapporti con la chiesa anglicana e la corona. La Dichiarazione di indipendenza americana fu scritta da quattro massoni, e fu un massone italiano, Filippo Mazzei, a volerci inserire il passo che dice: ogni uomo ha diritto di andare alla ricerca della felicità. In Italia non è così: la massoneria si sviluppa sulla cultura filosofica dei lumi - come anticlericale, e così come in Francia con la Rivoluzione, apre un contenzioso forte con la Chiesa. Che fin dall’inizio del ‘700 l’aveva condannata. La storia del rapporto fra Chiesa e massoneria è complessa: l’ha illustrata molto bene un sacerdote, padre Esposito, che non manca di criticare la Chiesa stessa per certi atteggiamenti. Ma senza entrare nel merito di condanne o assoluzioni, vorrei ripetere, come dicevo nella lettera alla quale lei si riferisce, che, sia pure per colpe dell’una e dell’altra parte, in Italia la massoneria e la chiesa sono state nemiche acerrime. Pur non sapendo, spesso, cosa fosse davvero questa istituzione. E vedo che anche lei scivola su una serie di errori grossolani, accusando prima i massoni di sincretismo religioso - l’attuale pontefice ha inviato per anni a considerare le altre religioni come sorelle, non nemiche - poi di ateismo. In realtà un massone può esser tale solo se non ateo. Per quanto, poi, riguarda i tentacoli arrivati fino al vertice della Sposa di Cristo, lei mi impressiona davvero: attribuisce alla massoneria un peso che non credo abbia, e alla Chiesa una debolezza che non esiste. Ha mai provato a pensare a quanto sarebbe migliore il mondo se lei permettesse ai massoni di essere liberamente massoni, e si i massoni permettessero a lei di essere liberamente clericale? Cosa che mi sembra si stia avverando: ogni livore nel cassetto e un briciolo di liberalismo e tolleranza in più verso gli altri non fa male. Soprattutto, per favore, senza più roghi, ne quelli religiosi in piazza, ne quelli massonici fra le colonne.” Ho voluto riportare per intero la “risposta” di Cecchi, benché non ne valesse la pena, vista l’inconsistenza del contenuto, che i lettori di questa rivista sono in grado di ben individuare giacché il tema “massoneria” da molto tempo vi è trattato con ampiezza e competenza, sia per motivi deontologici, che anche in questa circostanza il direttore de “La Nazione” non ha dimostrato, sia perché appaiono chiari alcuni lati del suo carattere, del suo stile e della sua cultura. Mi si permetta di sottolinearne solamente due o tre fra i più appariscenti: 1) L’impudente “sufficienza” propria di chi, sentendosi un grande intellettuale al vertice (di che?) sale in cattedra per impartire lezioni ad un povero sprovveduto o presunto tale. 2) L’arroganza nell’uso, a piene mani, dell’arma di un sarcasmo acre quanto gratuito nel dichiararsi “impressionato” dalle mie asserzioni circa la penetrazione della massoneria nella gerarchia ecclesiastica e la sua “potenza”, alle quali lui, il sapiente, non può consentire, sforzandosi vanamente, perché non porta giustificazione alcuna, di sminuire l’influenza della sètta, quasi a volerla far apparire come un’associazione culturale, filosofica, di volontariato e mutuo soccorso, di alto profilo morale, uno dei tanti sodalizi, confessionali o laici, insomma, che si impegnano spassionatamente per il bene comune, e attribuendomi, oltre ad una taccia dispregiativa di clericalismo, degli 13 scivoloni che mai mi sono occorsi e che esistono solo nella sua mente in quel momento evidentemente alquanto ottenebrata. Del resto anche Omero di tanto in tanto dormicchia! A meno che, come si dice in Sicilia, per la mafia, (absit iniuria verbis), “quando mamma chiama, picciotto risponde”. Ognuno ha la mamma che si merita, in senso metaforico. Ma mi auguro che così non sia e che il Cecchi quella mattina fosse, come ho già detto, poco lucido o forse di cattivo umore, magari per un’improvvisa insonnia. 3) Infine, segnalo, che, appoggiandosi anche a scritti di qualche pretonzolo “dialogante” e ammiratore della Massoneria, l’Umberto fiorentino condisce il suo mal riuscito soufflé con la stucchevole salsa, ch’egli suole ammannire troppo spesso a romaiolate colme, della necessità di superare le divisioni ideologiche e religiose del passato, evitando gli errori da una parte e dall’altra, della tolleranza, del rispetto reciproco: buone intenzioni che lui per primo non mette in essere, e nelle quali, gratta gratta, si nasconde la trappola per gli ingenui, perché coloro che abboccano a quest’amo di “comprensione” e di “volemose bene” presentato in linguaggio mellifluo, finiscono per perdere la propria identità, rinunciando ad affermare la loro visione della vita e della storia per “non offendere gli altri”, i quali, nel frattempo, una manciata allo scoperto, la gran massa al coperto, fanno leva sulle crepe già evidenti della difesa cattolica per raggiungere la vittoria definitiva. Quello del direttore de “La Nazione” è lo stile “pubblico” dell’attuale Gran Maestro Gustavo Raffi che ho avuto la ventura, o sventura, di conoscere anni fa, quando era ancora un avvocato del ravennate, durante un incontro del movimento politico “Nuova Repubblica”, in cui ho militato per anni, e di sentirne le parole in privato, assi diverse da quelle che suole oggi pronunciare, in un crescendo inarrestabile, nel corso di interviste e discorsi non riservati. E furono proprio quelle parole che imposero alla mia coscienza, come ben sa qualche mio amico, la scelta di staccarmi definitivamente da un benemerito gruppo che aveva elaborato interessanti tesi istituzionali, politiche ed economiche con il laico Randolfo Pacciardi, amico personale, peraltro, dell’arcivescovo Pintonello e di De Gasperi, che ne facevan grande stima per il suo equilibrio e per la sua dedizione alla causa italiana, ed uomo di rara comprensione per le altrui convinzioni religiose (difese, in vari articoli, mons. Lefebvre dalle condanne vaticane) e con i cattolicissimi sen. Prof. Giuseppe Caronia, Piero Fossi, scrittore ed opinionista de La Nazione, il giornalista e storico Giano Accame ecc. Dinnanzi a tanta scortesia e finta ignoranza, ché l’amico, oltre che colto, come già detto, è anche furbetto, giudicando opportuno avvalermi del diritto di replica gli scrissi un’altra lettera, esplicativa ed informativa che sotto riporto: «Caro Cecchi, col coltello dalla parte del manico, Lei può rispondere piegando alle Sue esi14 genze le lettere dei semplici cittadini tagliuzzandole a dovere e usando un modo offensivo l’arma dell’ironia: lo ha fatto anche con me, per cui mi permetta una replica, nel rimpianto di Mattei e Bartoli (precedenti direttori della “Nazione”: n.d.r.) che mi onoravano della loro considerazione e mai stravolsero i miei scritti. Altri e più corretti tempi! Albert Pike, Conosciuto dai Capi dei Supremi Consigli, dalle Grandi Logge e dai Grandi Orienti come “Sovrano Pontefice della Massoneria”, in un discorso del 1889, enunciò la dottrina: «La Religione massonica dovrebbe essere mantenuta, da tutti noi iniziati degli alti gradi, nella urezza della dottrina luciferiana». 1) Sono cattolico, apostolico, romano, ma non clericale. Non rimpiango il sacro romano impero né il potere temporale; credo che la repubblica sia il miglior sistema politico fra quelli sino ad oggi sperimentati (sono stato amico fraterno del repubblicano Pacciardi) ove lo si sorregga con spirito cristiano, e spesso richiamo al loro dovere i singoli ecclesiastici, la gerarchia nel suo complesso, o parte di essa, quando reputo in piena coscienza che si allontanino dall’insegnamento perenne della Chiesa. 2) La Chiesa ha condannato la Massoneria nella sua essenza quando l’ha conosciuta; prima di conoscerla l’ha condannata per la sua segretezza e per il previsto giuramento d’obbedienza a persone e per fini sconosciuti giudicandoli immorali: quest’ultima fondamentale precisazione Lei l’ha eliminata, con “clericale” astuzia, per poter poi commentare che la Chiesa ha condannato l’istituzione massonica senza conoscerla. 3) Lei mi accusa di “grossolani scivoloni” perché sostengo che i massoni mirano al sincretismo e nello stesso tempo sottolineo il loro ateismo. Non sarò raffinato come Lei, ma la Massoneria è fenomeno complesso e contraddittorio, privo com’è di una unica dottrina: io indicavo solo i suoi innegabili diversi orientamenti, che, appunto, vanno dal deismo, al naturalismo, all’ateismo. Lei si dice sicuro che Massoneria e ateismo sono del tutto incompatibili. Può Lei negare che nel 1912 l’obbedienza di palazzo Giustiniani fu definita irregolare dalle autorità massoniche internazionali perché “prevalentemente ateistica”? (Cfr. “Avviamento alla Massoneria”, del “fratello” G. Porciatti, ed. Atànor, Roma, s.d.). Jacques Mitterand, gran Maestro del “Grande Oriente di Francia” scrive: “Esistono, in seno al Grande Oriente di Francia, le scelte più diverse che vanno dalla religione all’ateismo e al marxismo. Io stesso sono materialista ateo” (AAVV, “La Massoneria e i suoi segreti”, Ed. Civiltà, Brescia, 1998). Ricorda, ancora, caro Cecchi, il Pater, l’Ave, il Credo di Ampelio Magni, venerabile della Loggia “Concordia” di Firenze? “Credo nell’eterna Materia Madre (...) e nell’Uomo il quale dalla Materia fu concepito (...); Ave, alma Terra, piena di grazia, la eterna Materia è teco” (V. Longo, “La massoneria speculativa”, ed. Passicomo, Genova 1986). Se Lei offrisse qualche colonna del Suo giornale, non a me, trascurabile “grossolano”, ma a menti ben più alte da me suggerite, sarebbe sepolto sotto una valanga di simili citazioni di parte massonica. Ma io son certo che Lei le conosce già! Io non dubito della Sua cultura. 4) Il padre paolino Esposito (sempre i paolini, con “Famiglia cristiana” in testa, in prima linea contro la Verità!), che Lei sembra tanto stimare, è membro onorario della Loggia “Gaetano Ruffo” di Roccella Jonica, per sua stessa pubblica ammissione, e si professa “massone nel profondo dell’animo” (“Corriere Partenopeo”, Luglio 1991). Quale credibilità può avere? 5) Lei minimizza la potenza massonica e la sua influenza sugli uomini di Chiesa. Il Gran maestro Di Bernardo, invece, così si espresse sul “Corriere della sera” (23 marzo 1991): “Reagiremo agli attacchi del Papa; tra noi ci sono alti prelati”. È un millantatore? Il Cardinal Siri temeva l’elezione di un papa massone o condizionato dalla massoneria curiale. Era un visionario? Legga Inimica Vis, in cui Ennio Innocenti riporta gli impressionanti elenchi dei membri del clero, vescovi compresi, affiliati alla massoneria tra 1700 e 1800, consegnatigli dal Gran Maestro Gamberini: poi potremo riparlare di tale argomento. Dio volesse che la Gerarchia ecclesiastica fosse così forte come Lei la presenta. I cattolici non avrebbero di che preoccuparsi. Ed invece di motivi ne hanno a bizzeffe. Perché, infine, la Massoneria non pubblica i nomi dei prelati iscritti? Le famose liste più volte apparse sulla stampa corrispondono a verità? Ci sono o no logge coperte? È molto comodo dare addosso soltanto alla P2 ed ai suoi squallidi protagonisti. Col Suo minimalismo, Lei mi ricorda le parole di Baudelaire: “La più grande astuzia del Diavolo è quella di far credere che non esiste”. 6) Lei invoca a suo sostegno il Papa re“Chiesa Viva” *** Settembre 2002 gnante che, a Suo dire, chiama “sorelle” tutte le religioni (idolatriche e politeiste comprese?). Beh, io ho dalla mia tutti i Papi, almeno sino a Pio XII e il Vangelo in cui Cristo è esplicito: “O con Me o contro di Me”. Tertium non datur. 7) Lei predica libertà e tolleranza: anch’io. Per il bene, non per il male, per la luce, non per le tenebre. Amore per gli uomini che sbagliano, intransigenza contro l’errore pernicioso e contro quel Satana, comunque camuffato, la cui azione malvagia fra noi, il Papa (finalmente!) ha richiamato pochi giorni fa. Caro Cecchi, pubblichi integralmente questa mia: qui si parrà la Sua nobilitate. Cristiani saluti.” Il tollerante, ecumenico e dialogante Cecchi non ha pubblicato una sola riga: evidentemente questi sono la democrazia, la libertà di stampa, lo spazio da offrire alle opinioni dei dissidenti, la libertà tout court dei massoni e dei laici di spirito massonico impregnati. Ogni ulteriore chiosa è inutile. Qui tengo a precisare che la mia replica era necessariamente non esaustiva. Avrei potuto affrontare il tema della massoneria in Inghilterra, e della cappa che stende sulla “confessione anglicana”, di quella americana e dei suoi rapporti con l’alta finanza e le lobbies di potere di vario genere; avrei potuto citare scritti di famosi capi massoni d’ogni “obbedienza” da tre secoli in qua, almeno, che illustrano il loro programma, ordini segreti ai membri della sètta, confessioni di ex-affiliati anche in ordine all’aspetto satanico di certe frange della Massoneria, tema quest’ultimo che il Cecchi si è ben guardato dal contestarmi. Basti menzionare i massoni Carducci col suo “Inno a Satana” e Rapisardi col suo poema “Lucifero”. E “Lucifero” e “Ateo” sono i titoli di giornali che di questa “cultura” sono i banditori. Ascoltate, ancora, cosa scrive Eugenio Robert: «è tempo che il libero pensiero, il cui principio è la ribellione contro l’autorità del dogma e della Rivelazione (...) esclami: Dio è morto! Viva il Diavolo». E Oswald Wirth: «Sulla terra nessuno può regnare se non fa alleanza con il principe di questo mondo». Si tratta di noti “fratelli”. Avrei potuto indicare a iosa testi autorevoli di parte cattolica e massonica dai quali emergono organizzazione, metodi, mezzi, gruppi collaterali e complicità di cui l’associazione si avvale, il suo contributo alla rivoluzione francese, a quella comunista di Lenin ed al sostegno offerto persino al nazismo. Ma, anche adesso, non voglio addentrarmi oltre, per motivi di spazio. Mi si permetta solo di ricordare che accanto a Logge prevalentemente atee e razionaliste, possiamo trovarne di vagamente religiose, alcune delle quali, come l’Obbedienza di Piazza del Gesù, vorrebbero una collaborazione aperta con la Chiesa Romana, che resta assolutamente impossibile, altre per cui la vera unica religione è il pensiero massonico, religione in cui il Grande Architetto dell’universo non è nessuna ed è tutte le divinità adorate dagli uomini, mentre le religioni tradizionali, specie il Cattolicesimo, possiedono teorie false ed assurde: ciò si legge nella rivista fiorentina “La Massoneria” (1945). Ma le diverse direttrici lungo le quali si sviluppa questa società segreta convergono, tra sorrisi e ghigni, in un unico fondamentale obbiettivo: la lotta senza quartiere, fino alla sua distruzione, contro la Chiesa Cattolica, il nemico da estirpare in ogni suo più fragile capillare, con la violenza e, ove possibile, con una manovra avvolgente in un abbraccio asfissiante. Scrive la massona Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica: «Nostro scopo (...) è cancellare il Cristianesimo dalla faccia della terra». Ed ecco il pro- gramma di Voltaire, che Cecchi considera un maestro di tolleranza: «è necessario percorrere le strade per distruggere il Cristianesimo, come i missionari corrono terra e mare per propagarlo (...) si deve tutto ardire, tutto sacrificare per demolirlo: schiacciamo, schiacciate l’Infame!» (lettera del 14 dicembre 1974). Potrei riportare migliaia di titoli, una bibliografia sterminata d’ambo le parti, a conferma delle mie affermazioni, dal Delassus, al santo padre Massimiliano Kolbe, al Gili-Nardi, al Del Noce, al Giantulli, al de Poncins, al Marammarco, al Farina, al Lenzi, al Lemmi, a Garibaldi e via citando, alle riviste massoniche che spesso sono più eloquenti e sincere dei grandi “maestri”. Non posso, tuttavia, tacere, a proposito della nobiltà morale della Massoneria, il suo piano per la corruzione dei costumi della gioventù, della donna, della famiglia, del clero, perché il Cattolicesimo “non col ragionamento può esser vinto, ma unicamente col pervertimento dei costumi” (citato da S. M. Kolbe, in Scritti di M. K.). E quanto alla penetrazione della Massoneria nella Chiesa, sentiamo cosa dice il maestro 33° grado Yves Marsaudon a proposito del Concilio Vaticano II in suo libro sull’ecumenismo del 1964 con dedica a Giovanni XXIII e a Paolo VI: «Si può veramente parlare di rivoluzione che, partita dalle nostre Logge, si è estesa magnificamente sotto il duomo di S. Pietro». Umberto Cecchi ignora tutto ciò? È inimmaginabile, almeno per me, ma mi piacerebbe che così fosse. In caso contrario non potrei sfuggire al dubbio ch’egli, allievo dell’eretico prete Ernesto Balducci, abbia fatto suo il motto di Voltaire: «Bisogna mentire come un demonio, non timidamente e solo di sfuggita, ma arditamente e sempre» (lettera a Thiriot del 21 ottobre 1736). Una nomina SCANDALO! Dossier del Centro Studi Cattolici “Mater Ecclesiae” - (pp. 24 - € 2) NOVITÀ Dopo la “Notizia” della nomina di S. Ecc.za Mons. Francesco Marchisano, pubblicata, ufficialmente, dall’Osservatore Romano, abbiamo sentito la necessità di una nostra protesta scritta, che non vuol essere polemica ma solo un richiamo severo ad uno stralcio di “Storia” da Noi già pubblicata sul nostro volume “Paolo VI processo a un Papa”. Qualcuno avrà pur notato che la ricerca della verità e il desiderio di chiarire l’attuale “scandalo della pedofilìa”, che ha coinvolto tanti sacerdoti degli Stati Uniti e di tante altre parti del mondo, non ci porta affatto a prendere la strada del pettegolezzo, bensì quella dei “fatti”, che superano certamente l’ambito dei rapporti tra le persone per entrare nelle vicende della cristianità post-conciliare, portandoli di nuovo alla conoscenza della Gerarchia ecclesiale responsabile. Non sono, certo, pagine edificanti, ma serviranno, però, ad “edificare” una futura “nuova Gerarchia cattolica” che ravvivi la Fede non più nell’uomo - “maledictus homo qui confidit in homine!” - ma solo nel Fondatore dell’unica Chiesa Cattolica, quella di CRISTO GESU REDENTORE! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 15 UNA PROFEZIA DI PIO XII di N. N. «A l conte Enrico Pietro Galeazzi, che doveva diventare uno dei suoi più intimi collaboratori e che gli rendeva visita per regolare i dettagli del suo soggiorno in America, il cardinal Pacelli (allora Segretario di Stato di Pio XI) fece una confidenza: «Supponete, caro amico, che il comunismo non sia che il più visibile degli organi di sovversione contro la Chiesa e contro la Tradizione della Rivelazione Divina; assisteremmo, allora, all’invasione di tutto ciò che è spirituale, la filosofia, la scienza, il diritto, l’insegnamento, le arti, la stampa, la letteratura, il teatro, la religione. Io sono assillato dalle confidenze della Vergine alla piccola Lucia a Fatima. Questa ostinazione della Buona Signora davanti al pericolo che minaccia la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio che rappresenterebbe l’alterazione della Fede, nella sua liturgia, nella sua teologia e nella sua anima». Il futuro Pio XII si fermò un momento. «Sento intorno a me dei novatori che vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti, procurarle il rimorso per il suo passato storico. Ebbene, mio caro amico, ho la convinzione che la Chiesa di Pietro debba appropriarsi del proprio passato, altrimenti si scaverà lei stessa la tomba». “Per organizzare il seminario delle Missioni, mons. Pacelli ha fatto aprire un credito che l’“alta amministrazione” del Vaticano ha rischiato di non concedergli. – Voi pensate troppo in grande per dei sottosviluppati... - critica un cardinale della Curia. – Questi sottosviluppati salveranno la Chiesa, Eminenza. Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato. Sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che Suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia come tante altre, e nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta, come la peccatrice che gridò davanti alla tomba: Dove l’hanno messo? » (Mons. Roche - P. Saint Germain, “Pie XII devant l’histoire”, cit. In D. Leroux, “Pietro mi ami tu?”, ed. Gotica, Ferrara, 1989. Il ritratto che il futuro Pio XII ci offre del mondo e della Chiesa attuali è impressionante nella sua tragica realtà. 16 Papa Pio XII. Per chi abbia occhi per vedere e orecchie per sentire reputiamo superfluo ogni commento, per sottolineare, punto per punto, l’apostasia del mondo moderno, la crisi nella Chiesa, il diffondersi di eresie, scismi latenti ed immoralità a cui le Autorità competenti non riescono a reagire nei fatti (e, talora, neppure solo verbo) con forza adeguata al cancro devastatore, affondando il bisturi lì dov’è la radice del male, le deviazioni dottrinali cioè, troppo a lungo tollerate (il fumo di Satana di montiniana memoria) col conseguente prevalere di una visione orizzontale-sociologica della Chiesa, che ha soffocato ogni anelito alla trascendenza e prodotto uno sconvolgimento liturgico che è andato, e continua ad andare, nonostante alcune timide prese di posizione, peraltro inascoltate, del card. Ratzinger, troppo oltre la volontà del Vaticano II, ed un pauroso rilassamento dei costumi nel clero e nel “popolo di Dio” e relativa perdita del senso del peccato e della necessità di ricorrere al Sacramento della Penitenza. Qui, noi vogliamo dichiarare che non intendiamo, con l’aiuto di Dio, farci sopraffare dalle forze del Maligno, contro cui in- vochiamo S. Michele Arcangelo, e per questo restiamo aggrappati alle Verità che la Chiesa, mater et magistra, ha sempre insegnato, senza deviare per pascoli tossici, senza, cioè, cedere alle lusinghe delle false filosofie, delle false forme di “spiritualità”, il cui proselitismo riscuote un successo incredibile in Italia e nel mondo tra le file dei cattolici ingenui, impreparati e mal formati (di chi la responsabilità?), o consapevolmente aperti a tutte le “esperienze” e di un ecumenismo falsamente irenico il quale, ove non riconosca a chiare lettere che l’unica vera religione è la Cattolica e l’unica certa arca di salvezza è la nostra Santa Chiesa, non può non rotolare, fatalmente, giù per la china di un indifferentismo e di un sincretismo di marca massonica. E vogliamo anche affermare ad alta voce che non ci vergogniamo di nessuna pagina della storia della Chiesa, che è percorso bimillenario di santità, martirio, carità, conquista di anime a Dio, aiuto ai bisognosi d’ogni parte del mondo, vero pensiero, vera cultura, vera arte, vera civiltà, insomma. Se, in comunione col Papa e con i vescovi, come istantemente ci si invita a fare, di molte colpe dobbiamo umilmente chiedere perdono a Dio e all’umanità, sempre che di colpe effettive si tratti e non di interessati travisamenti della storia, e che, comunque, abbisognano di un inquadramento storico non inficiato da pregiudizi ed ideologie nullificanti per essere valutate con spirito di giustizia, sia inequivocabile la nostra convinzione che autori ne sono gli uomini di Chiesa, ecclesiastici e laici, poveri peccatori, e non la Chiesa che è santa: santa perché fondata da Cristo e su di Lui eretta; santa perché Essa sola possiede e dispensa i mezzi di santificazione: Sposa di Cristo senza macchia né ruga. Pronti a riconoscere la nostra personale fragilità e limitatezza, i nostri peccati, anche di omissione, (per cui è necessario che spesso, sempre più spesso, ci gettiamo ai piedi d’un sacerdote onde ottenerne, in purità di pentimento, la remissione) e ad abbracciare i fratelli feriti, non siamo disponibili, tuttavia, a farci sommergere e schiacciare da sensi di colpa che ci vengono lanciati addosso come macigni da giustizieri ipocriti il cui scopo non è di ristabilire la verità su avvenimenti remoti e recenti, ma di “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 screditare e distruggere, in ogni modo e con ogni mezzo, comprese le menzogne più spudorate, la Chiesa Cattolica la cui “missionarietà” si vuole arrestare per tacitare la voce di Gesù e degli Apostoli. A questi diabolici tentativi, che non potranno avere esito finale positivo, giacché Cristo ha promesso la Sua indefettibile assistenza, noi opponiamo, senza iattanza, senza orgoglio, con docilità priva di melliflui piagnistei e conformistici “mea culpa” e con la fierezza della nostra “cattolicità”, la nostra Fede integra, le nostre certezze, le nostre preghiere, in un autentico sforzo di elevazione, singola e collettiva, e di testimonianza, che non preclude la via alla predicazione ed alla prudente correzione fraterna, entro l’ambito a noi laici consentito, nel nome del nostro Redentore e con l’ausilio della Vergine Maria, Corredentrice e Mater Ecclesiae. Infine, onde la Chiesa (meglio, la gerar- chia ecclesiastica e di conseguenza i fedeli) non abbia a dubitare mai (o mai più, ove lo avesse fatto) come Pietro ha dubitato, ricordiamoci di recitare fiduciosi quotidianamente le Litaniae Sanctorum e con maggiore intensità la seguente invocazione: “Ut Domnum Apostolicum et omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris, Te rogamus, audi nos”. (da: “Una Voce dicentes”, Bollettino interno Gennaio-maggio 2002). IL MATRIMONIO È INDISSOLUBILE R iprendiamo da “L’Osservatore Romano” del 28/29 gennaio 2002 la parte essenziale del discorso che S. S. Giovanni Paolo II ha rivolto ai Prelati Uditori, agli Officiali e agli Avvocati nel corso dell’Udienza al Tribunale della Rota Romana in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. di Giovanni Paolo II L e proprietà essenziali del matrimonio - l’unità e l’indissolubilità1 - offrono l’opportunità per una proficua riflessione sullo stesso matrimonio. Perciò oggi, riallacciandomi a quanto ebbi modo di trattare nel mio discorso dell’anno scorso circa l’indissolubilità2, desidero considerare l’indissolubilità quale bene per gli sposi, per i figli, per la Chiesa e per l’intera umanità. È importante la presentazione positiva dell’unione indissolubile, per riscoprirne il bene e la bellezza. Anzitutto, bisogna superare la visione dell’indissolubilità come di un limite alla libertà dei contraenti e pertanto come di un peso, che talora può diventare insopportabile. L’indissolubilità, in questa concezione, è vista come legge estrinseca al matrimonio, come “imposizione” di una norma contro le “legittime” aspettative di un’ulteriore realizzazione della persona. A ciò s’aggiunge l’idea abbastanza diffusa, secondo cui il matrimonio indissolubile sarebbe proprio dei credenti, per cui essi non possono pretendere di “imporlo” alla società civile nel suo insieme. Per dare una valida ed esauriente risposta a questo problema occorre partire dalla parola di Dio. Penso concretamente al brano del Vangelo di Matteo che riporta il dialogo di Gesù con alcuni farisei, e poi con i suoi discepoli, circa il divorzio3. Gesù supera radicalmente le discussioni “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 di allora sui motivi che potevano autorizzare il divorzio affermando: “Per la durezza del vostro cuore, Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così”4. Secondo l’insegnamento di Gesù, è Dio che ha congiunto nel vincolo coniugale l’uomo e la donna. Certamente tale unione ha luogo attraverso il libero consenso di entrambi, ma tale consenso umano verte su di un disegno che è divino. In altre parole, è la dimensione naturale dell’unione, e più concretamente la natura dell’uomo plasmata da Dio stesso, a fornire l’indispensabile chiave di lettura delle proprietà essenziali del matrimonio. Il loro rafforzamento ulteriore nel matrimonio cristiano attraverso il sacramento5 poggia su un fondamento di diritto naturale, tolto il quale diventerebbe incomprensibile la stessa opera salvifica e l’elevazione che Cristo ha operato una volta per sempre nei riguardi della realtà coniugale. A questo disegno divino naturale si sono conformati innumerevoli uomini e donne di tutti i tempi e luoghi, anche prima della venuta del Salvatore, e vi si confermano dopo la sua venuta tanti altri, anche senza conoscerlo. La loro libertà si apre al dono di Dio, sia al momento di sposarsi sia durante tutto l’arco della vita coniugale. Sempre sussiste, tuttavia, la possibilità di ribellarsi contro quel disegno d’amore: si ripresenta allora quella “durezza del cuore”6 per la quale Mosè permise il ripudio, ma che Cristo ha definitivamente vinto. A tali situazioni bisogna rispondere con l’umile coraggio della Fede, di una Fede che sostiene e corrobora la stessa ragione, per metterla in grado di dialogare con tutti alla ricerca del vero bene della persona umana e della società. Considerare l’indissolubilità non come una norma giuridica naturale, ma come un semplice ideale, svuota il senso dell’inequivocabile dichiarazione di Gesù Cristo, che ha rifiu- tato assolutamente il divorzio perché “da principio non fu così”7. Il matrimonio “è” indissolubile: questa proprietà esprime una dimensione del suo stesso essere oggettivo, non è un mero fatto soggettivo. Di conseguenza, il bene dell’indissolubilità è il bene dello stesso matrimonio; e l’incomprensione dell’indole indissolubile costituisce l’incomprensione del matrimonio nella sua essenza. Ne consegue che il “peso” dell’indissolubilità ed i limiti che essa comporta per la libertà umana non sono altro che il rovescio, per così dire, della medaglia nei confronti del bene e delle potenzialità insite nell’istituto matrimoniale come tale. In questa prospettiva, non ha senso parlare di “imposizione” da parte della legge umana, poiché questa deve riflettere e tutelare la legge naturale e divina, che è sempre verità liberatrice8. Questa verità sull’indissolubilità del matrimonio, come tutto il messaggio cristiano, è destinata agli uomini e alle donne di ogni tempo e luogo. Affinché ciò si realizzi, è necessario che tale verità sia testimoniata dalla Chiesa e, in particolare, dalle singole famiglie come “chiese domestiche”, nelle quali marito e moglie si riconoscono mutuamente vincolati per sempre, con un legame che esige un amore sempre rinnovato, generoso e pronto al sacrificio. Non ci si può arrendere alla mentalità divorzista. 1 2 3 4 5 6 7 8 Cfr. CIC can. 1056; CCEO, can 776§3. Cfr. AAS, 92 (2002), pp. 350-355. Cfr. Mt. 19, 3-12. Cfr. Mt. 19, 8. Cfr. Can. 1056. Cfr. Mt. 19, 8. Cfr. Mt. 19, 8. Cfr. Gv. 8, 32. 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa «Su “B’nai B’rith News” del maggio 1920, l’allora presidente dell’Ordine, Adolphe Kraus, riporta l’intervento di un personaggio nel corso di un incontro svoltosi tra il conte Witte, rappresentante dello Zar di Russia a Portsmouth (USA) e un Comitato di cui faceva parte nell’agosto 1903: «Se lo Zar non vuole dare al nostro popolo la libertà desiderabile, allora una rivoluzione instaurerà la repubblica attraverso la quale si otterranno questi diritti!». Il personaggio in questione altri non era che Jacob Schiff, membro della Pilgrims Society, capo della potentissima banca Kuhn and Loeb di New York (legata ai finanzieri, Morgan Warburg e Rothschild) grande finanziatrice della rivoluzione russa»1. In un’altra opera si legge: «A partire dal 1905, la banca Khun and Loeb iniziò a sostenere finanziariamente la rivoluzione russa, fornendo, da un lato, appoggio a Lenin (il cui vero nome era Ulianov), Trotzkij (Bronstein), Zinoviev (Apfelbaum), Kamenev (Rosenfeld), Bodganov (Silberstein), Parvus (Israel Gelphant), Radek (Sobelsohn), Litvinov (Finkelstein), e dall’altro, sobbillando con agenti provocatori i prigionieri russi in Giappone. Incaricati della distribuzione del denaro, proveniente oltre che da Jacob Schiff anche da suo genero Felix Warburg, Otto Kahn, Mortimer Schiff (figlio di Jacob), Max Breitung, Jerome H. Hanouer, Guggenheim (tutti membri dell’Alta Massoneria ebraica dei “B’nai B’rith”), furono due membri della “Pilgrims Society” inglese e della “Round Table”: i massoni Lord Alfred Milner e l’ambasciatore britannico a Mosca, Sir George Buchanan, in ciò autorizzati dal Governo britannico”2. I finanziamenti dalla Germania provenivano da un «Consorzio ebraico guidato dal magnate del carbone, Kirkdorf, la banca Warburg e Co. di Amburgo e la Speyer di Francoforte (...). Partecipavano inoltre: la banca ebraica Gunzburg con sedi a Pietroburgo, Tokio e Parigi e la banca Lazard Frères di Parigi»3. In un’altra pagina, leggiamo: «Fin dal 1914 i tedeschi sovvenzionarono la rivoluzione russa sia direttamente attraverso la Reichsbank - il cui governatore era Max Warburg, fratello di Paul e di Felix Warburg - sia per intermediazione della Banca Warburg e Co. di Amburgo, che faceva pervenire i fondi ai rivoluzionari tramite le sue sedi in Svezia»4. A questo punto è utile ricordare che: 1. 2. 3. 4. 18 Il gruppo finanziario Morgan-Drexel era stato eletto nel 1893 a Londra, come rappresentante capo degli interessi Rothschild in America. Abraham Kuhn e suo cognato Solomon Loeb erano i fondatori della banca Kuhn and Loeb; La banca Kuhn and Loeb si affilia agli interessi finaziari dei Rockefeller e degli Harriman. Nel 1901, la banca Kuhn and Loeb si affilia al gruppo Morgan-Drexel associando il potere finanziario delle famiglie: Rothschild, Morgan, Davison, Schiff, War- Col. E. Mandell House Paul Warburg. burg, Rockefeller, Harriman. Jacob Schiff era già imparentato coi Warburg. Sara Warburg, infatti, aveva sposato Paul Schiff il quale, con i soldi dei Rothschild, nel panico finanziario del1857, aveva salvato la ditta di cambia valute dei Warburg trasformandola in una vera Banca. Legato da lungo tempo ai Rothschild, Jacob Schiff, nel 1975, sposa Therese Loeb, figlia di Solomon Loeb e diventa il vero capo della banca Kuhn and Loeb, secondo solo, per potenza finanziaria, a J. P. Morgan. Dal 1883 Schiff finanzia il Movimento terrorista in Russia fino alla rivoluzione bolscevica del 1917. 6. Nel 1895, Paul Warburg e suo fratello Max Warburg (che diventerà, poi, Governatore della banca centrale tedesca, Reichsbank) dirigono la Banca Warburg di Amburgo. 7. Nel 1895, Felix Warburg sposa la figlia di Jacob Schiff, Frieda, e diventa socio della Kuhn and Loeb nel 1987. 8. Nello stesso anno, Paul Warburg sposa Nina Loeb, figlia di Solomon Loeb e diventa socio della Kuhn and Loeb nel 1902. 9. La madre di Paul, Felix e Max Warburg, Charlotte, apparteneva alla famiglia Oppenheim, mentre la nonna materna era una Goldschmidt; famiglia imparentata con i Rothschild. 10. Otto Kahn emigrato in America come Paul Warburg, diventa socio della Kuhn and Loeb, dopo aver sposato la nipote di Mr. Wolf, uno dei fondatori della Kuhn and Loeb.5 11. Nel 1897 Jacob Schiff ed Edward H. Harriman (padre di Averell Harriman) si uniscono nella “Union Pacific”, “un’operazione finaziaria che fece epoca”. 12. Nel 1907 la Morgan-Drexel e al Kuhn and Loeb organizzano il “panico” finanziario che porterà alla formazione, nel 1913, della Federal Reserve Bank americana, sotto il controllo di Paul Warburg. 5. 1 Cfr. Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, Litografia Amorth, Trento, p. 213. 2 Cfr. Epiphanius, op. cit., p. 214. 3 Idem, p. 214. 4 Idem, p. 464. 5 Cfr. Guy Carr, “Pawns in the game”, CPA Book Publisher, p. 91. “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 Lettere alla Direzione A Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Giuseppe Pittau Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica Roma Eccellenza Reverendissima, ho letto con vivo interesse l’intervista da Leistione islamica, apparsa su “Il Tempo” del 31 dicembre 2001, e non Le nascondo che quanto da Lei affermato mi ha profondamente amareggiato. Da quarant’anni, la Gerarchia non fa che promuovere “aperture” verso tutte le altre religioni che non riconoscono il Cristo, come si puà rilevare dalla proluvie di documenti partoriti dal Vaticano II; aperture che, inevitabilmente, pongono Nostro Signore, Re del Cielo e della Terra, Creatore di tutte le cose, alla stessa stregua degli idoli delle altre “religioni”, che vere religioni non possono essere, dato che l’Unico Dio Rivelato è Uno nella Sua Trinità. E tra queste, l’islamismo, inventato dal Rabbino della Mecca e supportato dall’ebraismo dell’epoca, gelosi di vedere tante anime aderire alla nuova religione cristiana, predicata in terra d’Arabia dagli Apostoli. La diffusione, poi, di questa dottrina fu affidata alla ferocia di Maometto. Si può definire “religione” un movimento, sostenuto con la violenza nei confronti dei propri adepti, che predica lo sterminio non soltanto dei cristiani, ma di tutti coloro che la pensano diversamente? Un movimento che vuole la sottomissione della specie umana e propugna la conquista del mondo mediante una “guerra” che loro chiamano “santa”? In passato, la civiltà occidentale, che può identificarsi nella civiltà cristiana, ha saputo difendersi dalle numerose invasioni delle orde musulmane succedutesi nei secoli, combattendo eroicamente tante sanguinose battaglie. Da quarant’anni a questa parte, invece, grazie alle “aperture” conciliari, in nome di un non ben precisato “dialogo” e con l’ausilio dei diversi poteri massonici, tendenti alla instaurazione del loro Governo Mondiale, si è consentita una massicia immigrazione che ha portato alla costruzione di ben 2.500 moschee in tutta Europa, risultate poi veri e propri potenziali centri di terrorismo! Ricordo la cerimonia dell’inaugurazione della moschea di Roma, la più grande d’Europa, alla quale intervenne, oltre al potere politico, anche, - molto compiaciuta! - una Delegazione Vaticana in rappresentanza dello stesso Pontefice. Oggi, Lei lancia l’alarme: «Se i cristiani non prenderanno posizioni coscenziose, l’Italia sarà islamizzata», ma con quale credibilità possiamo prendere delle posizioni se la cristianità è avvilita e colpevolizzata - proprio da Chi questa cristianità dovrebbe difendere! - per non si sa bene quali colpe di cui deve continuare a chiedere perdono a tutti? E prosegue: «Fate sentire la vostra voce», ma se i nostri Pastori tacciono ed il Santo Padre rende visita alle moschee e si lascia fotografare perfino nell’atto di baciare il Corano, che cosa vuole che facciano questi poveri cristiani, ai quali è stato tolto il supporto della Vera Fede nel Dio Vivente e vengono sollecitati a credere solo nell’uomo, esortati ad un ecumenismo che tutto consente e che porta solo ad un irrazionale sincretismo religioso?.. E parla, poi, della “applicazione del principio di reciprocità”; ma quale reciprocità si può sperare da una massa di fanatici che, in nome del loro “dio” (... ma quale?) distrugge tutti i simboli di qualsiasi religione che non si accordi con i propri punti di vista, e continua a massacrare i cristiani in tutti i Paesi sotto il loro dominio, perfino crocifiggendoli sulle porte delle chiese?.. È storia di tutti i giorni! Eccellenza, forse questa mia esternazione Le sarà sembrata poco diplomatica; ma, esortato anche dal Pensiero di San Tommaso d’Aquino, ritengo che con il tacere non si renda testimonianza della propria Fede! (Lettera firmata) *** Caro Mons. Villa, solo poche righe per dirLe quanto Le sono grato per spedirmi “Chiesa Viva”, che attendo con ansia. Quanta confusione! Solo il Buon Dio ci può salvare! La sua Rivista è un po’ di aria pura in tanta nebbia!.. Coraggio e avanti! Mi benedica e oremus ad invicem! (R. S. SDB Calcutta) *** Molto Rev.do e carissimo Don Villa, ho ricevuto il Suo ultimo libro: “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!”. Mi complimento vivamente con Lei perché si tratta di un saggio chiaro e sintetico che si legge con facilità. Dovremo, ora, curarne la diffusione, in quanto doverosa opera di carità cristiana, al fine di non lasciare nell’errore tanti buoni cattolici così tenacemente fuorviati dalla diabolica propaganda ecumenica. Con i più rispettosi saluti! Nev.mo (G. G. - Losanna - CH.) *** Ringrazio nuovamente e auguro ogni bene e Grazia e Fortezza celesta per il prossimo Avvenire densissimo di martirio, e speranze santificanti per i perseveranti. Maranatá! - Vieni, o Signore Gesù! (E. - Venezuela) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 19 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Pietro Sanz (1680-1747), dopo lunghe peripezie e per risparmiare altre sofferenze ai cristiani ,, si consegnò spontaneamente alle autorità. Condannato a morte, venne decapitato il 26 maggio 1747. Con lui erano stati incarcerati altri cinque suoi confratelli domenicani, che fuono messi a morte il 28 ottobre 1748. (continua) MARTIRI IN CINA SETTEMBRE 2002 di Giancarlo Politi SOMMARIO N. 342 TAPPE DI STORIA CRISTIANA È del VII secolo il primo incontro del cristianesimo con la Cina. Di esso rimangono pochissimi ricordi . Un decreto dell’imperatore Wu Zong dell’anno 845 mise al bando le religioni allora considerate “straniere”: buddismo, manicheismo, islam e cristianesimo. In quell’occasione furono distrutti 4.600 templi ridotti ad uso civile 40.000 monasteri e 265.000 monache e monaci furono secolarizzati. Di questi ultimi, ben 3.000 erano stranieri. Circa 400 anni più tardi, durante la dominazine mongola della dinastia Yuan, il cristianesimo entrò di nuovo in Cina. Dopo alcune missioni diplomatiche a Karakorum, inviate da Papa Innocenzo IV e dal Re di Francia Luigi IX, nel 1294 arrivò a Khanbalik (vicino a Pechino) il francescano fra Giovanni da Montecorvino. Questo secondo incontro del cristianesimo con la Cina finì con la caduta della dinastia Yuan nel 1368. Non vi furono persecuzioni, ma i cristiani vennero alontanati dalle loro comunità d’origine e dispersi nel territorio. Si dovette attendere la fine del cinquecento per vedere un uovo e definitivo contro del cristianesimo con l’arrivo, a Macao, dei gesuiti Alessandro Valignano e Matteo Ricci. Ebbe così inizio la presenza cristiana in Cina che durerà fino ai nostri giorni. LE OCCASIONI DI MARTIRIO È durante questo terzo periodo che si svolgono i drammi riguardanti i “martiri”. Tre sono i momenti in cui i cristiani hanno conosciuto difficoltà estreme che hanno condotto al martirio: 20 IL DRAMMA DELLA FAME 1. Il primo periodo giunge fino agli ultimi anni dellOttocento ed è caratterizzato da difficoltà locali conpersecuzioni che non si estendono all’intero territorio nazionale. 2. Il secondo periodo è costituito dall’estate del 1900 in cui, in pochi giorni, il numero dei cristiani uccisi in questa furia xenofoba superò i 30.000. 2 Il dramma della fame del sac. dott. Luigi Villa 6 Due libri che si integrano del dott. R. Sgarbanti 3. Il terzo periodo, il più drammatico, copre l’intero XX secolo. Nel travaglio dei primi decenni i martiri sono numerosi, ma ancora si tratta di casi sporadici e separati gli uni dagli altri. Dagli anni Quaranta, invece, la persecuzione diventa sistematica, parte di un progetto perverso che intende pervenire alla soppressione ed eliminazione della religione e, quindi, anche della Chiesa, assumendo, in un primo tempo, forme di violenza estrema e, dagli anni Novanta, una modalità più raffinata, ma non per questo meno distruttiva e dolorosa. 9 Occhi sulla politica *** Il primo martire fu un sacerdte spagnolo, il domenicano Francesco Fernando De Capillas, decapitato il 15 gennaio 1648. I Dominicani avevano iniziato il loro lavoro apostolico nella provincia di Fujian soltanto quindici anni prima ed avevano avuto grandi successi, ma, alla caduta della dinastia Ming (1368-1644) gli intrusi Manciù decisero di arginare la popolarità dei nuovi venuti cattolici. Cento anni dopo, nella stessa provincia, vennero uccisi altri cinque religiosi domenicani, beatficati il 14 maggio 1893 da Leone XIII. Il vescovo, mons. 10 Documenta-Facta 12 La tolleranza massonica: Il Direttore della “Nazione”, Umberto Cecchi, offende i lettori e non pubblica le repliche del prof. D. Pastorelli 16 Una profezia di Pio XII da: “Una vox dicentes” gennaio-maggio 2002 17 Il matrimonio è indissolubile di Giovanni Paolo II 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XXV Dom. del Tempo Ord. alla XXX Domenica del Tempo Ord. ) “Chiesa Viva” *** Settembre 2002 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 343 OTTOBRE 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità 40 anni di Vaticano II Ottobre mese del Santo Rosario «Vede, padre, la Santissima Vergine ha voluto dare, in questa fine dei tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del “Santo Rosario”. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o soprattutto spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie del mondo, delle comunità religiose, o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario». (Suora Lucia , nella famosa lettera al padre Fuentes, 1957) «Recitate il Rosario tutti i giorni!». (La Madonna, a Fatima, ripetutamente) Il ROSARIO è la preghiera che piace di più alla Madonna. A Lourdes e a Fatima, Ella stessa lo recitò e ne raccomandò la diffusione. È un dolce colloquio con la Madre celeste per dirLe che Le vogliamo bene. E mentre si recitano le “Ave Maria”, si meditano gli episodi della vita di Gesù e della Madonna che sono ricordati nei misteri. Vi è tutta la storia della nostra salvezza. Recitiamolo in famiglia coi nostri cari! Portiamo sempre con noi la corona; teniamola cara; prendiamola in mano nei momenti di urgenti necessità. È l’arma più sicura per vincere le tentazioni. Il Rosario, poi, è la preghiera più potente per ottenere da Dio la conversione dei peccatori, la pace nelle famiglie e nel mondo, il trionfo della Chiesa. 2 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 40 ANNI DI VATICANO II - Ottobre 1962 - Ottobre 2002 sac. dott. Luigi Villa S ono 40 anni, 40 anni di vita! Li compie il Vaticano II, l’ultimo presunto Concilio della Chiesa cattolica. Non è per festeggiarlo, però, che scriviamo queste righe, anche se, per un “Concilio” (?!), 40 anni di vita non sono pochi, sia pure di debolina costituzione. Certo, “Chiesa Viva” non è un gigante, ma non è neppure più un nanetto se ha visto la luce 31 anni fa, sopportando tanti guai, ma sempre resistendo, però, ad ogni tipo di intemperie e sempre rinforzandosi con l’aiuto di Dio! Non intendo, comunque, di riproporre, qui, le nostre peripezie, facendone una specie di antologia del pianto. No! Sarebbe come darsi arie... inutili! Approfittiamo, invece, di questa circostanza di quarantennale anniversario per sottosegnare, un’ennesima volta, le nostre idee di sempre, quelle che esprimono il nostro attaccamento alla vera Fede, insegnataci da Cristo e tramandataci dagli Apostoli e dalla Tradizione di due mila anni. Sì, perché anch’io, membro della “Ecclesia credens”, ho il dovere-diritto di mantenere l’insegnamento che ho ricevuto come dottrina eterna e universale, irriformabile e infallibile della “ECCLESIA DOCENS”, ossia dell’autentico Magistero cattolico. Tutti devono essere sottomessi a questa Fede, anche Voi, Gerarchia! Perché anch’io non posso non vedere, constatare né ignorare che oggi, dopo il Vaticano II, ci sia una violenta e formale contraddizione tra quello che ci è stato insegnato “ante Vaticano II” e quello che ci viene insegnato oggi nel nome della “novità”, del “cambiamento”, che sono espressioni ormai abituali, ma infamanti, dell’eresia, dello scisma e dell’apostasia. Più che “il fumo di satana” entrato nella Chiesa, ammesso dallo stesso Paolo VI, Una veduta del Concilio Vaticano II. è Satana in persona che ha fatto irruzione nella Chiesa. E questo è avvenuto proprio per Paolo VI, come io l’ho già dimostrato, con documenti vivi, nel mio libro: “Paolo VI... beato?” Si, fu Lui il principale responsabile, il complice e il collaboratore unitamente ai membri delle più alte sfere della Gerarchia che Lui stesso aveva nominato e voluto. Mai, nel passato, storico era avvenuto una tale Riforma nella Chiesa, nel Corpo stesso delle Verità Divine che esprimono il “deposito della Rivelazione”. La Chiesa, ora, però, non può più continuare a vivere in una simile tensione. Il “processo” da Lui elogiato, doveva prendere in esame tutta la questione e pronunciarsi in tale senso. L’onore di Dio, il bene della Chiesa, la salvezza delle anime, dovevano prevalere su tutti gli altri sentimenti prettamente umani. Una Chiesa cattolica in “auto-demolizione”, come lo confessò esplicitamente lo stesso Paolo VI, il 7 dicembre 1968, e, una Chiesa in “apostasia immanente”, come lo scrisse intelligentemente J. Maritain, è avvenuta solo dalla “Riforma montiniana”, che ci ha richiamato, così, il detto di Gesù (in Matteo 7, 16): “Li riconoscerete dai loro frutti”! Quando salì sulla Cattedra di S. Pietro, nel 1963, Paolo VI aveva trovato una Chiesa da sempre in difesa costante della Religione di Cristo contro quell’altra religione riformista che cercava di soppiantare. Non è qui il caso di ripetere quello che già scrissi in quel mio libro: “Paolo VI... beato?” nel primo capitolo (pp. 27 ss.). Certo, dopo quel secolo e mezzo di lotte papali, nel 1963 non ci fu uno scoppio improvviso, quasi per generazione spontanea, perché tutto già esisteva da tempo e premeva sulla Chiesa in ogni modo. La gravità, però, fu di averlo tollerato e poi perfino accettato dalla Chiesa conciliare, mentre prima era sempre stato respinto e condannato! Quindi, la “novità” ha una data e un nome. La data è l’11 ottobre 1962, quando Papa Giovanni XXIII pronunciò il discorso d’apertura del Vaticano II1; un discorso che aprì le porte di S. Pietro a tutte le “novità” del mondo! Già il 20 ottobre, si ebbe il primo atto, la prima vittoria di quello “spirito nuovo”, 1 Il “discorso”, però, fu redatto dall’allora Arcivescovo di Milano, Gian Battista Montini. Cfr. La “Testimonianza di Mons. Colombo”, pubblicata da Juffè: Paolo VI, p. 129. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 3 con il “Messaggio al Mondo”, votato per acclamazione! Il Cardinal Montini ne era stato uno dei più ardenti promotori. Più tardi, ne farà persino un elogio ditirambico: «Gesto insolito, ma mirabile. Si direbbe che il carisma profetico della Chiesa sia improvvisamente esploso»2. Poi, venne la “Pacem in terris”, e fu subito un altro coro osannante delle sinistre e progressiste per quello scritto giovanneo, tutto ispirato alla “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo”, cioè di libertà, di pace universale, in accordo completo con i princìpi massonici. E fu subito un documento strumentalizzato, in tutto il mondo, appunto per le sue “idee oltranziste” di stampo laicale. Potrei segnalare anche quel “testo segreto” del padre Karl Rahner, proposto ai Padri conciliari come un compendio della “nuova teologia” che la Riforma avrebbe dovuto adottare! Comunque, alla morte di Papa Giovanni XXIII, si discusse se era il caso di sospendere il Concilio o di proseguire la sua opera di riforme, accettando ciò che la Chiesa e il Mondo contenevano di nuovo. Tutto sarebbe dipeso dal nuovo eletto al Pontificato. Venne eletto Paolo VI, sulla promessa di continuare il Concilio. Ma Lui, il 7 giugno 1963, nel Duomo di Milano, lo aveva già assicurato: «Egli (Giovanni XXIII) ha tracciato davanti a noi una strada che sarà saggio non solo ricordare, ma seguire». E così fu. I Discorsi d’apertura e di chiusura della II.a Sessione, Paolo VI li impregnò proprio di quello “spirito nuovo”, pur oscillando - come suo uso! - sottilmente, ma con audacia, tra estremi e contraddizioni. Cito un solo esempio: quello che disse sulla Curia Romana: «Questo attivo e fedele strumento... a torto sarebbe reputato invecchiato, inetto, egoista e corrotto... Non vogliamo con questo escludere che anche la Curia Romana abbia bisogno di perfezionamenti»3. E così avvenne quella predetta “Rivoluzione d’ottobre” con le votazioni del 30 ottobre 1963! Anche la Sua prima Enciclica “ECCLESIAM SUAM” del 6 agosto 1964, già adombrata nel suo Discorso del 29 settembre 1963, fu illuminante, pur usando sempre il suo atteggiamento equivoco tra i due estremi. Vi parla, infatti, di “esperienza vitale... ma fede”; di “Rinnovamento... ma Tradizione”; di perfezionamento spirituale; di “Dialogo... ma predicazione”... Era l’inizio della “Nuova Religione” che tutti i Papi suoi antecessori avevano respinto. E fu la sua scelta definitiva: Riforma, Ot- timismo, Dialogo, Apertura al Mondo... scelte che Paolo VI, di giorno in giorno, consolidò, fissò, aggravò, facendo uscire gli “schemi” più pericolosi, promulgati solennemente, nonostante tutte le opposizioni!.. E poi, andò all’ONU, pronunciando quel discorso aberrante - che io ho denunciato nel mio libro! - il 7 dicembre 1965, in cui promulgò la “Dichiarazione sulla Libertà Religiosa” e la “Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo d’oggi”. In quel giorno, pronunciò anche quel “Discorso alla gloria dell’Uomo che si fa Dio”; un discorso di uno stile e contenuti che non aveva avuto precedenti! Eppure, nella assemblea conciliare, nessuno aveva battuto ciglio!.. Così, da quel momento, la “Tradizionale Religione” era virtualmente abbandonata!.. La massa dei fedeli fu sedotta dal “nuovo” e fu costretta a una cieca obbedienza! Certo, durante il Suo Pontificato, Paolo VI tenne anche discorsi più edificanti, in cui, però, il “nuovo” prevale sempre, anche li, sul tradizionale; in cui c’è sempre una linea più pratica che dottrinale, ossia una vera “eteroprassi”, che coincide esattamente con il neologismo, ortoprassi, di Schillebeeckx. Si legga, per questo, la Sua “Dichiarazione sulla Libertà Religiosa”, che impose quasi con autorità infallibile. Ma non potendola dimostrare contenuta nel “Deposito della Rivelazione”, né conservata nella “Tradizione della Chiesa Romana”, ne fece solo fuggevoli cenni «come di un altro diritto fondamentale dell’uomo» 4 , e l’8 dicembre 1965, a chiusura del Concilio, la coniò come uno dei “diritti legittimi e sacri, dovuti a tutti gli uomini onesti”. E poi, inaudito, Egli la proclamò, ancora prima che il Concilio si pronunciasse, davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, di fondazione e di ispirazione massonica, dicendo: «Perché voi, qui, proclamate i diritti e i doveri fondamentali dell’uomo, la sua dignità, la sua libertà e, per prima, la libertà religiosa. Noi sentiamo da voi interpretata la sfera superiore della sapienza umana e, aggiungiamo: la sua sacralità. Perché si tratta, innanzi tutto, della vita dell’uomo: e la vita dell’uomo è sacra: nessuno può osare di offenderla!». Io vorrei ricordare, qui, che i predecessori di Paolo VI chiamarono questa presunta “saggezza” con un nome: “delirio”! Paolo VI, comunque, questo suo nuovo liberalismo l’aveva già esposto nel suo Radio-messaggio del Natale 1964, e nella sua Allocuzione del 26 giugno 1965. Disse: «Questa dottrina capitale si sintetizza in due affermazioni fondamentali: in materia di fede, nessuno sia impedito, nessuno sia costretto... Nemo impediatur, nemo cogatur». Divenne come una dottrina del Vaticano II, pur profondamente diviso su questo punto perché sempre condannata dai Papi precedenti! E per esercitare questo suo “liberalismo” che dichiarava l’uomo libero in materia religiosa, Paolo VI, il 29 settembre 1963, distoglieva il Concilio dal promulgare “definizioni dogmatiche”, “formule solenni”, spiegando questa rinuncia in questo modo: «Non vogliamo fare della nostra fede un motivo di polemica con i fratelli separati»!! Pure nella Sua enciclica “Ecclesiam Suam” aveva detto di non voler imporre niente d’autorità: «La presente Enciclica non vuole avere un carattere solenne e propriamente dottrinale, né proporre insegnamenti determinati di ordine morale e sociale»... «Essa vuole essere semplicemente un messaggio fraterno e familiare». Anche i suoi più solenni insegnamenti dogmatici e morali li emetterà sempre con formule restrittive che attenuano, o addirittura annullano, il carattere obbligatorio e normativo. Di fatto, il 30 giugno 1968, Paolo VI reciterà il “Credo”, ma senza renderlo infallibile5. E il 25 luglio 1968, emanerà la “Humanae Vitae”, ma senza obblighi né sanzioni. Anche il 9 dicembre 1972, in una sua allocuzione ai giornalisti italiani condannò l’aborto, sì, ma senza alcuna condanna degli infanticidi e senza scomuniche contro quei teologi che si dichiararono partigiani e garanti religiosi di esso! Insomma, Paolo VI non voleva più parlare in nome di Dio, per non ledere la libertà di pensiero e d’azione dell’uomo! Per questo, abrogò anche il “Giuramento anti-modernista”, prescritto da San Pio X, e la “Professione di fede” del Concilio di Trento, prescritta da Pio IV, per mettervi quel Suo “Credo” sopra. 2 Cfr. Discorso del 29 sett. 1963; Discorso al Concilio, edz. Centurion, N° 6, p. 118. 3 4 ne del Concilio. 5 Cfr. Luigi Villa, “Paolo VI... beato?”. 4 Cfr. Discorso del 18 novembre 1965. Cfr. Discorso d’apertura della II.a Sessio- “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 Sotto il suo Pontificato, quindi, i fedeli furono liberi di pensare quello che volevano, a tutti i livelli, anche di Gerarchia! La conciliazione tra obbedienza e libertà individuale, perciò, si trovò non più nell’Autorità divina, né nella Verità infallibile della Dottrina, ma bensì nell’amore. Lo disse il 16 ottobre 1968; un dire, però, che rientra senz’altro nel campo dell’immanentismo! Di più: proclamando la “Libertà religiosa” come un diritto dell’uomo, tolse al Sommo Pontefice - con questo Suo non voler più condannare! - ogni potere legislativo, giudiziario e coercitivo. Nella Sua “Ecclesiam Suam”, infatti, ha scritto: «Ora, non si tratta più di estirpare dalla Chiesa questa o quella specifica eresia o disordini generalizzati... grazie a Dio, non ne esistono più nel seno della Chiesa» (?!). Certo, «la Chiesa potrebbe... proporsi di estirpare i mali che vi potessero allignare e lanciare contro di essi anatemi e promuovere contro di essi delle crociate. Ci sembra, al contrario, che il rapporto della Chiesa con il mondo, senza fermarsi ad altre legittime forme, possa esprimersi meglio in forma di dialogo». Anche il 17 febbraio 1969, quando dovette ammettere che nella Chiesa c’erano numerosi e gravi errori e disordini, pure preferì non intervenire, dicendo: «Sarebbe facile e potrebbe essere forse nostro dovere rettificare... ma...» lasciò «il buon popolo di Dio farlo da solo». E perché? Al Clero di Roma disse: «Vogliate avvertire, carissimi come lo stile del Nostro governo ecclesiastico voglia essere pastorale... paterno e fraterno e umile nel sentimento e nelle forme. Sotto questo aspetto, se il Signore ci aiuta, vorremmo essere amati». E al 9 luglio seguente, annunciò una nuova liberazione della disciplina ecclesiastica: «Stiamo per vivere un periodo di grandissima libertà nella vita della Chiesa e, di conseguenza, di ciascuno dei suoi figli. Questa libertà significherà meno obblighi legali e meno inibizioni interne. La disciplina formale sarà allentata, ogni arbitrio abolito... Saranno ugualmente abolite ogni intolleranza, tutti gli assolutismi»6. Ecco come Paolo VI, in tempi di piena anarchia, iniziava nella Chiesa una “società permissiva”, in cui ciascuno doveva attenersi alla propria coscienza, distruggendo, per primo, il Sant’Uffizio, e poi, il 15 giugno 1966, sopprimendo anche l’Indice. Il tempo degli “interdetti” e delle “scomuniche” era finito! Cominciava, però, la rovina generale di una Chiesa che per 20 secoli aveva lottato e respinto con forza, e condannato, definitivamente, quello che il Vaticano II, invece, ha riesumato e accettato in toto, e che veniva demolita dall’implacabile piccone di Paolo VI! *** 6 Cfr. Documentation Catholique 7 Cfr. “Ecclesiam Suam” 1081. 69, 705. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 Da allora, Paolo VI incominciò la nuova forma di un Pontificato che scioglierà ogni parvenza di autorità, di gerarchia, di obbligo, introducendo come nuova formula il “dialogo”, ossia uno scambio di opinioni del tutto umano, libero e fraterno. E questa “nuova forma” la definirà, addirittura, nella “Ecclesiam Suam”, come “la sola legittima”, perché «questa arte di comunicazione Papa Paolo VI. spirituale... non è comandamento e non procede in modo imperioso». Ma Paolo VI, nell’affermare questo, alterava addirittura il Vangelo, scrivendo: «Il dialogo della salvezza non costringe nessuno ad accettarlo; esso rappresentò una formidabile domanda d’amore che, se costituì una pesante responsabilità per coloro ai quali è diretta (Mc. 10, 21), li lasciò liberi di corrisponderle o di respingerla... Del pari, se la nostra missione è annuncio di verità indiscutibili e di necessaria salvezza, essa non si presenterà armata di esteriori coercizioni, ma dalle sole vie legittime dell’educazione umana, della persuasione interiore, della conversazione corrente; essa offrirà il suo dono di salvezza, sempre nel rispetto della libertà personale degli uomini civili»7. Ora, per dire questo, Paolo VI altera addirittura il Vangelo, dando una erratissima interpretazione al testo di S. Marco (10, 8 9 Ibid. 1082. Cfr. “Ecclesiam Suam”. 21), perché non c’è e non ci può essere una parità nel proporre “verità indiscutibili” e “salvezza eterna”, ricorrendo a una normale conversazione puramente umana. Ma Paolo VI insiste: «Questa forma di rapporto... esclude la condanna a priori... la polemica offensiva... divenuta abitudine... I vani apriorismi e le espressioni invariabili...»8. Sono affermazioni che condannano chi dovrebbe parlare come testimone di Gesù Cristo e come Apostolo che dovrebbe ardere di zelo per le anime! Anche a Betlemme, Paolo VI, in un suo discorso, aveva osato dire: «Noi non chiediamo niente, se non la libertà di professare e di proporre, a chi vuole accoglierla, questa religione, questo nuovo legame stabilito tra gli uomini e Dio, attraverso Gesù Cristo Nostro Signore». Ecco il Suo “liberalismo religioso”, che non fa più della nostra Religione una Religione rivelata, necessaria per la salvezza (“Chi non crederà, sarà condannato” - Mc. 16, 16) perché, per Paolo VI, anche la nostra religione deve diventare solo possibile, una tra le altre! Perciò, per Paolo VI, anche la religione può scomparire di fronte alla “libertà dell’uomo”! Infatti, se la Chiesa diventa “dialogo”, dove se ne va l’autorità divina? Dov’è più l’assoluto della Rivelazione cristiana? Quel Suo “anzitutto avvicinarsi e comunicare... prima di convertire e per convertire”9, invece di far conoscere l’obbligo di credere, fatto a tutti sotto pena di dannazione, si ferma a un puro scambio umano di libere opinioni, che possono declassare e la Grazia e la Verità Divina! Prima di Paolo VI, la nostra Fede era un assoluto, e l’incredulità una causa di dannazione. Chi credeva in Gesù Cristo Crocifisso, all’inferno eterno, alla Beatitudine celeste, non discuteva sui misteri divini. Si insegnava la “dottrina” con autorità, si combatteva l’eresia, si usavano le leggi ecclesiali anche per far conoscere la verità e per salvare la Fede, per aiutare a convertirsi, per vivere nelle virtù... Dopo il “culto della libertà umana” di Paolo VI, sono spariti i “diritti di Dio”; la religione cristiana è diventata, in pratica, un’opinione tra le altre, è sfumata la sua oggettività, e il Paradiso, l’Inferno, la Grazia, la maledizione, la Pietà, l’empietà, tutto, insomma, ha perso consistenza, per cui riesce male-sonans anche l’altro Suo dire: «L’irenismo e il sincretismo sono, in fondo, forme di scetticismo verso la forza e il contenuto della parola di Dio che dobbiamo predicare»10. La Chiesa, così, ha cominciato a vacillare proprio dal giorno in cui il “dialogo” di Paolo VI è stato voluto come mezzo legittimo, obbligato, nell’apostolato di nuovo genere. Invece di essere Dio che giudica, è l’uomo che Lo giudica e decide. È una vera etero-prassi che ha generato una eterodossia del “culto dell’uomo”! 10 Ibid. 5 IL CULTO DELL’UOMO Nei suoi discorsi alla IV Sessione del Concilio, questa sua volontà di ammirare e lavorare per l’uomo, divenne un vero “culto dell’uomo”. Dio rimane ai margini di tutta la Sua azione, come un testimone inerme, come un coronamento superfluo. Il 14 settembre 1965, infatti, Paolo VI disse: «Che cosa faceva in quel momento la Chiesa cattolica? Domanderà lo storico. Amava! Sarà la risposta... Il Concilio offre alla Chiesa, a noi specialmente, la visione panoramica del mondo: potrà la chiesa, potremo noi fare altrimenti che guardarlo ed amarlo?11 Sarà questa contemplazione uno degli atti principali dell’incipiente Sessione del nostro Concilio: ancora, e soprattutto, amore; amore agli uomini di oggi, quali sono, dove sono, a tutti. Il Concilio è un atto solenne di amore per l’umanità. Cristo ci assista affinché davvero sia così»! Da notare, anche qui, che il passo citato di S. Marco (10, 21) è un altro falso riferimento. Gesù ama il giovane ricco perché fedele alla Legge di Dio, e perciò gli propone una superiore perfezione spirituale, quella dei Consigli Evangelici; ma questo non è proprio il caso del mondo d’oggi, per cui il Concilio dovesse adularlo a quel modo!.. Invece, Paolo VI lo fece, proclamando, poi, la “Libertà religiosa”, quasi diritto fondamentale e assoluto dell’uomo. E questo darà corso, poi, alla famigerata pastorale: “La Chiesa nel Mondo d’oggi”, la “Gaudium et Spes”, “che rappresenterà il coronamento dell’opera del Concilio”, e che Paolo VI dirà ispirata alla religione dell’Uomo, “centro e capo del mondo”12. Ora, questo trascinò Paolo VI a predicare la “fiducia” nell’uomo, la “fede” nell’uomo; come lo fece a Sidnay il 2 dicembre 1970, dichiarando ai giornalisti: «Noi abbiamo fiducia nell’uomo, crediamo in questo fondo di bontà che esiste in ciascun cuore; conosciamo i motivi di giustizia, di verità, di rinnovamento, di progresso, di fraternità, che sono all’origine di tante belle iniziative e perfino in tante contestazioni, e, disgraziatamente, talvolta, in tante violenze!.. Sta a voi non lusingare l’uomo, ma fargli prendere coscienza di ciò che egli vale e di ciò che egli può. Siate i seminatori di un ideale autentico non per raggiungimento di interessi egoistici che, in definitiva, non possono che abbassarlo e talvolta lo degradano - ma di un ideale che lo faccia crescere secondo la sua vera statura di creatura fatta a somiglianza di Dio, che lo spinga a superarsi senza posa 11 6 Cfr. Mc. 10, 21. per edificare insieme la città fraterna alla quale tutti aspirano e tutti hanno diritto. La Chiesa cattolica, soprattutto dopo la nuova spinta del suo “aggiornamento conciliare”, va incontro a questo stesso uomo che voi ambite servire». È tutto uno sproloquio senza alcun accenno agli aiuti necessari di Dio, e immemore del detto biblico: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e fa suo braccio la carne, e il suo cuore rifugge dal Signore»13. E, più ancora, immemore del detto di Gesù: «Senza di Me non potete nulla» (Jo. 15, 5)! E il 7 dicembre 1965, davanti a tutta l’assemblea conciliare, Paolo VI riaffermò la sua fede nel “culto dell’Uomo”, dicendo: «La Chiesa del Concilio, è vero... si è assai occupata dell’uomo, dell’uomo quale oggi, in realtà si presenta: l’uomo vivo, l’uomo tutto occupato di sè, l’uomo che non si fa soltanto centro di ogni interesse, ma osa dirsi princìpio e ragione di ogni realtà... L’umanesi- predecessori, i quali non si inginocchiarono mai davanti al Goliath del Mondo, nemico di Dio. Paolo VI, invece di lottare, come David, contro l’avversario, si dichiara pieno d’amore per lui, e pretende di superare gli umanisti atei d’oggi, pieno d’orgoglio, col suo “nuovo umanesimo” che lo ha fatto “cultore dell’uomo”!.. Basta rileggere quel Suo “Inno alla Gloria dell’Uomo” che intonò, dopo un viaggio spaziale, durante l’Angelus del 7 febbraio 1971: «ONORE ALL’UOMO - ONORE AL PENSIERO! ONORE ALLA SCIENZA! - ONORE ALLA TECNICA! ONORE AL LAVORO! ONORE ALL’ORDINAMENTO UMANO! ONORE ALLA SINTESI DELL’ATTIVITÀ SCIENTIFICA E ORGANIZZATIVA DELL’UOMO CHE, A DIFFERENZA DI OGNI ALTRO ANIMALE, SA DARE STRUMENTI DI CONQUISTA ALLA SUA MENTE E ALLA SUA MANO! - ONORE ALL’UOMO RE DELLA TERRA ED ORA ANCHE PRINCIPE DEL CIELO! - ONORE ALL’ESSERE VIVENTE CHE NOI SIAMO, IL QUALE IN SÉ RISPECCHIA IL VOLTO DI DIO E, DOMANDO LE COSE, OBBEDISCE ALL’ORDINE BIBLICO: CRESCI E DOMINA!». Ma già prima, il 13 luglio 1969, aveva detto: «L’uomo ci si rivela gigante. Ci si rivela divino (!). Ci si rivela divino non in sé, ma nel suo princìpio e nel suo destino. Onore all’uomo, onore alla sua dignità, al suo spirito, alla sua vita!». *** mo laico e profano, alla fine, è apparso nella sua terribile statura ed ha, in un certo senso, sfidato il Concilio. La religione di Dio che si è fatto uomo, si è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Cosa è avvenuto? Uno scontro, una lotta, un anatema? Poteva essere, ma non è avvenuto. L’antica storia del samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. La scoperta dei bisogni umani - e tanto maggiori sono quanto più grande si fa il figlio della terra (sic!) - ha assorbito l’attenzione del nostro Sinodo. Dategli merito di questo almeno, voi, umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell’uomo!». Una visione, questa, chiaramente in contrasto con tutti gli insegnamenti dei suoi Se questo è il succo del Vaticano II, Noi continueremo ad opporci, con tutte le nostre forze, al liberal-modernismo e al falso integrismo del nuovo cattolicesimo, ormai tutto squallido di grigiore. Contro i nemici di dio e della Sua Chiesa, contro chi vuole abbattere l’UNICO VERO DIO, per porre l’uomo sull’altare e farlo adorare insieme alle opere delle sue mani, siamo arrivati al momento in cui bisogna decisamente scegliere se essere con Gesù o con Belial, senza più reticenze, né sotterfugi. I modernisti, aiutati dalle Logge internazionali ebreo-massoniche, stanno attuando il loro “piano di guerra” per abbattere gli ultimi baluardi del cattolicesimo, ma Noi li combattiamo, sicuri di vincere perché l’Immacolata Vergine Maria ha già schiacciato la testa dell’antico serpente e dei suoi satelliti; gli eresiarchi e i nemici della Chiesa d’ogni tempo e d’ogni specie, frutti di quella iniquità che fa pensare a quell’apostasia universale tra i credenti che San Paolo esplicitamente ha predetto, insistendo col dire che questo sarà il preludio della comparsa culminante dell’Uomo che sarà l’Anticristo! 12 13 Cfr. “Gaudium et Spes”, N° 12. Cfr. Geremia, 17, 5. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 LA QUESTIONE TURCA del prof. Romeo Sgarbanti Qualora sia condiviso il dossier sulle “Situazioni ostative all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea”, si rende quanto mai opportuno un approfondimento delle modalità per evitare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Un diplomatico polacco, Cristoforo Warszewicki, nel 1593, osservò argutamente, ma con acutezza, che l’Europa non era capace di vincere i Turchi, poiché essa somigliava al drago della favola dotata di una sola coda e di diverse teste, mentre il Turco era il medesimo drago, ma dotato di più code (per colpire) e di una sola testa (una unica e coerente strategia), di guisa che tutte le sue code dovevano andare sempre dietro l’unica testa. L’osservazione mantiene una sua attualità e la questione turca merita di essere valutata nelle forme odiernamente assunte. Le considerazioni, che seguono, sono da considerare tracce per opportuni approfondimenti politici. - Un primo ordine di problemi riguar1 da le argomentazioni, o per essere più precisi, l’unica argomentazione per cui la Turchia dovrebbe entrare in Europa: il suo ingresso servirebbe a garantire la stabilità e la pace nell’area sudorientale. Questa funzione di baluardo orientale è venuta meno dopo il processo di dissoluzione dell’U.R.S.S., in partenza dal 1989. Il 1990 è l’anno della svolta radicale nella politica mondiale americana. Le sei repubbliche islamiche del Centro Asia si rendono indipendenti da Mosca. Le stime americane valutano che i giacimenti petroliferi di quest’area potrebbero superare quelli del Medio Oriente. La Turchia diventa strategica per gli USA, essendo intermedia tra i due grandi bacini petroliferi del Medio Oriente e del Caspio. Le basi americane in Turchia sono strategiche per tenere sotto controllo militare il Medio Oriente, e la Turchia diventa ulteriormente indispensabile agli USA per porsi in alternativa alla Russia nell’influenza politica sulle repubbliche centro asiatiche, musulmane e turcofone, così da essere agevolata nell’ottenere lo sfruttamento delle risorse petrolifere in consociazione con tali regimi turcofoni. In Turchia soffiano i venti dello sciovinismo panturco, e la classe militare politica rinviene, in questa circostanza, l’occasione storica per ristabilire la propria influenza, già dell’impero ottomano, nei Balcani e nel Centro Asia. L’interesse della Tur“Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 Il prof. Romeo Sgarbanti. chia ha il placet dell’OCI, Organizzazione della Conferenza Islamica, il blocco politico di tutti gli Stati e le entità politiche musulmane, che già nella Conferenza di Lahore del 1974 si era proposta una progressiva azione di islamizzazione dell’Europa, approfittando delle libertà democratiche e delle aperture economiche europee indotte dal petrolio, per trasformare in invasione demografica l’iniziale contenuta immigrazione di musulmani. Scatta un asse politico-militare tra Turchia ed USA, la quale accetta, in cambio della sua egemonia mondiale sulle risorse petrolifere, di favorire, con il disegno sciovinista panturco, anche la tragica conseguenza dell’islamizzazione d’Europa. Questa svolta radicale degli USA ribalta il rapporto con gli Stati d’Europa, la quale da alleata passa al rango subalterno di protettorato politico militare: “La dominazione americana dell’Europa è assiomatica” (Zbigniew Brzezinski). L’Europa incomincia a subire le imposizioni americane di cui, strano a dirsi, il politico che ne intuì, con lungimiranza, gli effetti devastanti, fu il defunto presidente francese François Mitterand, che, in un’intervista al giornalista Georges Mare Benamon, ebbe a dichiarare: «La Francia non sa, ma noi siamo in guerra con l’America. Sì, una guerra permanente, una guerra economica, una guerra senza morti. Sì, sono molto duri gli americani, sono voraci; essi vogliono un potere da non dividere con altri. Una guerra sconosciuta, una guerra permanente, senza morti apparentemente, pur tuttavia uccide! Gli americani vogliono mandare i Turchi a bombardare i Serbi». Ma poi, essi hanno dovuto farlo direttamente, coinvolgendo, attraverso la Nato, gli stessi europei, per non creare un ostacolo politico insormontabile all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. L’Europa, per essere costretta al suo ruolo subalterno politico-militare, viene condizionata economicamente dagli USA con le armi della finanza. Inutile, quindi, fingere di non vedere: “caro petrolio” e “caro dollaro”, salvo intermittenti armistizi, sono i segni del sotterraneo conflitto USAEuropa. L’asse di ferro USA-TURCHIA, con le sue ripercussioni anti-europee, parte con la legge 101-513 per lo stanziamento di fondi per operazioni internazionali conseguenti a tale accordo. Il 5 novembre 1990, il Congresso degli Stati Uniti, approvando tale legge, ha dato il via alle iniziative capaci di provocare lo smembramento della repubblica federale socialista di Jugoslavia, onde aprire la strada alla creazione di entità politiche balcaniche filo-turche, ben sapendo di dover provocare sanguinose guerre civili. Le azioni impostate hanno avuto, infatti, una forza dirompente dell’unità iugoslava, sfruttando le contrapposizioni nazionalistiche ed etnico-religiose. In breve, ciò che è stato operato in forza dei dispositivi della legge 101-513: a) immediatamente, senza alcun preavviso, si è tagliato ogni aiuto, credito e prestito degli Stati Uniti, provocando l’interruzione di crediti e prestiti anche da parte della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e di altre istituzioni finanziarie internazionali, strangolando così l’economia di un Paese indebitato e privo di moneta forte; b) richiesta di elezioni separate in ognuna delle sei repubbliche federate, e l’approvazione delle procedure elettorali e dei risultati prima di ripristinare aiuti non più allo stato federale, bensì ad ogni singola Repubblica; c) solo le forze, valutate dal Dipartimento di Stato USA come “democratiche”, avrebbero ricevuto finanziamenti. Queste operazioni, movimentando i piccoli partiti nazionalisti favoriti dai fondi americani, e 7 organizzando apertamente le milizie islamiche in Bosnia e Kosovo, si sono proposte l’affondo della Serbia che si opponeva allo smembramento. La storia della frantumazione iugoslava è da riscrivere dal momento che gli Stati europei sono intervenuti successivamente per timore di contraccolpi, restando estranei all’intervento americano che, a sua volta richiedeva, dopo aver innescata la deflagrazione iugoslava, la copertura europea. Gli Stati europei si sono così assoggettati ad un’operazione politica, che, come è stata svolta, ha destabilizzato i Balcani e vi ha introdotto la Turchia come potenza regionale balcanica contro gli interessi europei. Gli USA, non contenti di ciò, hanno premuto e stanno premendo per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. I Governi europei, seguendo una linea iniziale prudente, si sono limitati a concedere l’ingresso alla Turchia nell’Unione Doganale Europea, consentendo la libera circolazione di prodotti e di servizi nell’area europea. Questa apertura è da considerare un limite, oltre cui non andare, se l’Europa non vuole essere balcanizzata e libanizzata. Ammesso che i politici non credano alla finzione di “cavallo di Troia” della Turchia per un disegno di prevalenza islamica in Europa, non possono però disattendere altri riflessi del panturchismo turco destabilizzanti per l’Europa. Riguardo alla Cecenia, la Russia ha accusato ripetutamente la Turchia di appoggiare i guerriglieri ceceni, addebitando in diversi episodi una indulgenza sospetta di favoreggiamento. Ed anche di aver fornito ai ceceni impianti con tecnologia americana per la costruzione di quattro raffinerie clandestine. Peraltro, un esponente turco, Muharrem Karsli, ha dichiarato senza ricorso ad eufemismi: «I ceceni si battono per noi turchi, essi, in questa guerra, lavorano più per noi che per loro stessi». Infine, vi sono in essere gli scottanti problemi dei curdi e della situazione cipriota: questioni laceranti che l’Europa finirebbe per portarsi in casa accettando la Turchia nell’Unione Europea. non esiste una libera circolazione di idee e di dottrine alternative all’Islam politico. Non è uno Stato democratico, poiché la laicità, come autonomia nella formazione della volontà generale dello Stato da assolutismi ideologici e confessionali, è rigettata dal diritto islamico, la cui fonte primaria è il Corano, ed esso costituisce un diritto parallelo e fondamentale superiore al diritto costituzionale. La Turchia ha firmato fittiziamente i trattati europei sui diritti umani, che regolarmente non trovano applicazione al suo interno in ciò che contrastano le concezioni islamiche: come la non uguaglianza tra uomo e donna, tra fedele islamico ed infedele cristiano, la precedenza della norma coranica sulla norma positiva nei comportamenti individuali, ed altro ancora. In definitiva, l’applicazione dei criteri di Copenaghen alla Turchia rischia di tradursi in un tradimento dei principi, scritti e non scritti, che sono alla base dei trattati europei. Infatti, si sta tentando di varare una colossale operazione di ipocrisia formale sulla base di una “convenzione politica”’ (frutto di diplomazia segreta tra U.S.A. ed U.E.), che porta a considerare democratica la Turchia, non perché lo sia, e nemmeno perché lo possa diventare, ma nella direzione di una “democrazia inclusiva”, ovvero di un processo di inglobamento di norme senza che abbiano possibilità di essere efficacemente applicate. Cioè, ci si accontenta che la democrazia turca sia una democrazia intenzionale, ovvero che sia almeno un regime “decente”, le cui istituzioni rispettino certe condizioni di giustizia politica, come l’abolizione della pena di morte. Queste valutazioni restano confermate dagli stessi esponenti turchi. Il Premier Búlent Ecevit ha dichiarato che la Turchia islamica entra in Europa senza subire un condizionamento politico (vale a dire il cambiamento da un regime islamico a quello democratico), lasciando al Vice presidente Sevket Búlent Yahnici completarne il senso: «L’islam sunnita è consunstanziale all’identità turca». - Un secondo ordine di problemi ri- Un terzo ordine di problemi concer2 guarda i criteri stabiliti a Copena3 ne le gravi incompatibilità che impeghen (giugno 1993) per l’ingresso discono l’ingresso della Turchia in Euronell’Unione Europea, che sono da considerare selettivi soltanto per l’ammissione di paesi dell’Europa orientale, cioè dell’Europa continentale, con i quali, pur nella diversità di tradizioni storiche intervenute, permane secolare affine civiltà. Lo Stato turco, oltre alla non appartenenza territoriale all’Europa continentale, è uno stato islamico. L’aggettivo islamico non è un attributo superfluo, poiché qualifica una condizione di totalitarismo politico sulla base di un assolutismo religioso. La Turchia non è e mai potrà essere (salvo ripudio dell’Islam) uno Stato di diritto ed uno Stato democratico. Non è uno Stato di diritto, poiché in Turchia non c’è libertà di coscienza, non c’è libertà religiosa, non c’è libertà di opinione, non c’è libertà artistica, 8 pa. Una insormontabile difficoltà è data dall’appartenenza della Turchia all’OCI, Organizzazione della Conferenza islamica. L’OCI è il blocco politico di tutti gli stati islamici, nel cui ambito vengono fissati obiettivi politici comuni, come quello definito a Lahore, nel 1974, di islamizzare l’Europa, considerata l’area chiave da conquistare per procedere verso un’egemonia universale dell’Islam. Dopo l’abolizione della carica di califfo (1924), si è formato nell’Islam un movimento di opinione per rinvenire una forma sostitutiva, di cui l’OCI è il risultato, occupandosi non solo di tutti i problemi religiosi e politici del mondo islamico, ma altresì delle minoranze islamiche in Stati non islamici. Pertanto l’OCI rinverdisce le funzioni del califfo, assumendone l’eredità nella forma di struttura collettiva, simbolo dell’unità dei musulmani e loro guida. L’OCI-Califfato opera in stretta unione con la “Lega del mondo islamico”, cui sono affidati funzioni rientranti nel “progetto panislamico” (cioè l’ideologia del panislamismo sottesa all’Ummah musulmana) in collegamento con il “Consiglio internazionale supremo per le moschee”. Dall’OCI-Califfato dipendono il “Fondo islamico di solidarietá”, la “Banca islamica di sviluppo” e la “IINA-Agenzia islamica internazionale di stampa”. Il mondo islamico preme perché, come sua espressione unitaria, all’OCI sia riservato un seggio nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. L’OCI-Califfato non è una semplice alleanza a rilevanza internazionale, ma è il vertice dell’Ummah, la cupola del blocco politico islamico. Un’altra insormontabile difficoltà è il carattere totalitario dell’Islam, di cui la Turchia è parte inscindibile. I canoni ideologici, che sono costitutivi dell’identità turca sono il turchismo, cioè una distinta identità etnica turca e l’islamismo, ovvero l’adesione comune all’Ummah quale comunità mondiale dell’Islam. Turchificazione e islamizzazione sono elementi inseparabili. Si deve evidenziare il drammatico rischio nell’accogliere una nazione come la Turchia, impregnata di un’ideologia che ha coniugato islamismo e nazionalismo. Il suo nazionalislamismo, pur con tutte le contraffazioni di facciata, subordina ogni ordine e piano nella società ad un potere ideologicamente dispotico, che ad esso si sovrappone. È venuto, quindi, il momento di prendere atto dell’ipoteca totalitaria islamica sull’Europa, in quanto il nazional-islamismo turco è irreformabile e irreversibile, assolutamente antitetico alla civiltà politica dei popoli europei: e lo ha crudelmente confermato pochi decenni fa nell’occupazione parziale di Cipro, distruggendo tutte le chiese cristiane ed ogni segno della civiltà europea, uccidendo e scacciando la popolazione indigena per colonizzare il territorio con immigrati dell’Anatolia, imponendo con la forza l’assolutismo islamico. In definitiva, relazioni economiche e militari non bastano da sole a creare una fusione tra popoli. Il Giappone ha sicuramente assimilato elementi del progresso e della civiltà europei in misura ampiamente maggiore della Turchia. Eppure, nessuno penserebbe di cooptare il Giappone nell’Unione Europea per le influenze ricevute dall’occidente, poiché la mentalità e la civiltà giapponesi restano tipicamente asiatiche. Il discorso vale, in forma più marcata, per la Turchia, che resta collocata storicamente e culturalmente nell’Islam, cioè in una cultura ed in una forma mentis che respinge ogni forma di integrazione, nonché elementi derivabili dalla cultura dei popoli europei, avvertiti come una contaminazione dell’Islam. Chi fa parte dell’Europa deve condividere valori e civiltà: la Turchia non avrà mai il senso di appartenenza ad un progetto comune! “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 OCCHI SULLA POLITICA UN RARO PRETE LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (Don Luigi Cozzi) (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Carissimo Don Cozzi, sto leggendo, Con santa rabbia, alcuni tuoi libretti, Talune mie intuizioni riscoprendo, Manifestate, spesso, nei sonetti. Ti sarò sempre grato, Reverendo, Perché i tuoi scritti, coraggiosi e schietti, Testimoniano Cristo. Ed ora attendo Che mi spedisca gli altri volumetti. Se tutti i religiosi - preti e frati di Santa Madre Chiesa, e cardinali E monsignori e vescovi e prelati Leggessero i tuoi testi “sapienziali”, I farisei e i massoni assatanati Starebbero nei baratri infernali! Prof. Arturo Sardini Chiusa Se fossi Papa, ti darei il galéro, Per rieducare il decaduto Clero. Dio ti conservi, caro Don Luigi, A questi nostri tempi tanto grigi: Un eufemismo, per non dire oscuri, Blasfemi, neopagani ed insicuri. Tutto è corrotto, tutto è degradato, E l’Anticristo compra a buon mercato. Il Vitulo d’Aronne spadroneggia Ed aggredisce la cristiana greggia. Speriamo che il Pontefice Romano Non cada nella rete del marrano! “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 QUAL È L’AMBIENTE NATURALE DELL’EDUCAZIONE? Sui compiti educativi della Chiesa va aggiunto che il suo ambiente educativo è rappresentato, oltre che da tutti quei riti e quelle liturgie che tanta forza ed efficacia conferiscono alla Grazia, anche da tutte quelle opere e movimenti e associazioni e scuole che dipendono direttamente o indirettamente da essa. E qui veniamo al terzo ambiente educativo che è la scuola in generale. Il Vaticano II, nella Dichiarazione: Gravissimum Educationis, distingue due generi di scuole: quelle cattoliche e quelle istituite e gestite dallo Stato. Lo Stato, infatti, come la Chiesa, ha l’obbligo di promuovere un sistema d’istruzione che consenta a tutta la gioventù di avere un’adeguata educazione scolastica, integrando, supplendo, ceando quelle istituzioni e quelle attività che le famiglie giustamente richiedono, in base al già riferito princìpio di sussidiarietà. E questo intervento dello Stato dovrà essere tanto più efficace e massiccio quanto più le famiglie si mostrino insufficienti e incapaci ad assolvere al loro dovere-diritto educativo. Le scuole dello Stato, perciò, tra tutti gli strumenti educativi, rivestono per la Chiesa un’importanza particolare tanto che vengono ritenute un luogo privilegiato della sua azione che viene esplicata da moltissimi insegnanti cattolici, sia sacerdoti che laici. È vero che scuole prescindono dalla religione ed hanno come fine generale solamente lo sviluppo intelletuale, la trasmissione del patrimonio culturale e la preparazione professionale, ma non per questo la Chiesa si sottrae al dovere gravissimo di curare diligentemente l’educazione morale e religiosa di questi figli che frequentano le scuole non cattoliche. Le scuole cattoliche, invece, includono tutti gli scopi assegnati alla scuola dello Stato, ma li superano, li integrano e li completano, come è scritto nela Dichiarazione conciliare, aiutando “l’educando a svolgere la propria persona secondo la nuova creatura nata dal Battesimo”, coordinando l’insieme “della cultura umana con il messagio della salvezza, sicché la conoscenza del mondo, della vita, dell’uomo, che gli alunni via via acquistano, sia illuminata dalla Fede”. E questo compito di istituire e gestire scuole fa parte, come dicevamo, dell’azione essenziale e costitutiva della Chiesa checché ne dicano certi cattolici affetti da complessi di inferiorità che, non solo non riaffermano e non rivendicano quessta azione, ma anzi cercano di limitarla e rinchiuderla nell’ambito di una funzione di complementarietà e di supplenza della scuola statale con le motivazioni più azzardate ed infondate. Come quella in base alla quale la scuola cattolica mal si concilierebbe con la civiltà contemporanea, improntata al pluralismo ed avversa ad ogni ghetto, o quella in base alla qualle la scuola cattolica sarebbe costretta ad isolarsi perché tende a dare sicurezze agli spiriti, creando metodi e culture da serre, o quella ancora per la quale essa confessionalizzerebbe la scienza. (continua) 9 Documenta-Facta confusione nel mondo cattolico aggrava e rende più difficilmente sanabile, anche sul piano civile, la crisi della nostra civiltà...». *** UOMINI POLITICI PIU CATTOLICI DI MOLTI ECCLESIASTICI A fine giugno c.a. si è tenuto, a Piacenza, su iniziativa di “Migrantes” (organo della CEI!), la quinta edizione della “Festa dei popoli”, comprensiva d’un “incontro di preghiera” interreligioso. Nei giorni successivi, gli onorevoli Massimo Polledri e Federico Bricolo (della Lega Nord) hanno preso posizione contro l’iniziativa, tramite un comunicato dal titolo “Pensiero cattolico o pensiero massonico?”, del quale riportiamo alcuni passi particolarmente significativi. «(...) religiosi e associazioni ufficialmente cattolici confondono il pensiero cattolico con quello massonico e marxista, di cui sono succubi. (...) Secondo quanto riferito da “Libertà” del 22 giugno, nel suddetto incontro è stata recitata anche una preghiera in comune tra cattolici, ortodossi, protestanti e musulmani: la “preghiera del cuore”. In tal caso, questo atto ecumenico sarebbe giunto addirittura al sincretismo, andando oltre le giornate di Assisi, alle quali l’iniziativa piacentina si è appellata. Ciò confermerebbe la pericolosità di quell’incontro, sul quale tanti distinguo non sono, e non possono essere, uniformemente compresi. Nell’incontro interreligioso piacentino, spiccava una grande assenza: quella di Gesù Cristo. (...) se le diverse religioni, in quanto tali, possono ottenere da Dio il dono della “Pace”, allora Gesù Cristo non è più l’unico mediatore tra Dio e gli uomini: è un optional! Se uomini di Chiesa non si attengono più al mandato di Cristo: «Andate e ammaestrate tutti i popoli, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho insegnato» e preferiscono una pace purchessia, allora essi manifestano di avere a cuore più la pace e l’unità che Nostro Signore Gesù Cristo e tutto ciò che è proprio della religione da Lui fondata. Non è, questa, idolatria? (E per di più, idolatria di un miraggio che si scontra quotidia- 10 namente con la situazione dei cristiani che vivono nei Paesi islamici, sulla quale gli ecumenisti cercano di mantenere la “congiura del silenzio”). Da anni, ambienti contro corrente denunciano che l’attuale immigrazione di massa è un fenomeno pilotato e favorito da alcune centrali di potere, soprattutto massoniche e finanziarie, secondo un preciso disegno ideologico e politico (...), che manovalanze ingannate, rosse e bianche, servono senza rendersene conto (...). In questo quadro, i settori illuministico-progressisti del mondo cattolico, dietro la copertura di una fumosa ed ideologica “solidarietà”, che ha preso il posto della carità cristiana, ingannano di fatto persone generose ma non informate dei reali movimenti “dietro le quinte”. Sappiamo che, per dirla con Santa Giovanna d’Arco, “gli uomini di Chiesa non sono la Chiesa”, mistica realtà millenaria. Ciò non toglie che la Già al tempo dell’incontro di Assisi gennaio 2002 -, gli onorevoli Polledri e Bricolo avevano fatto sentire la loro voce, parlando di “confusione multireligiosa”. Successivamente, i medesimi parlamentari hanno presentato un’interrogazione alla Camera dei deputati, sostanzialmente sul genocidio in Sudan, operato dai musulmani (sotto la copertura del regime islamico) soprattutto nei confronti dei cristiani (ne avevamo dato notizia in “Chiesa viva”). L’onorevole Bricolo ha preso anche altre importanti iniziative, quali: la proposta di legge per fissare l’obbligo di esposizione del Crocifisso negli edifici pubblici; l’intervento contro il disegno di legge (predisposto dai Governi dell’Ulivo e portato avanti dal Governo attuale) cosidetto sulla “libertà religiosa”, o meglio sulla parificazione di tutti i “culti” al cattolicesimo che, se approvato, avrebbe conseguenze (sia di princìpio che pratiche) dirompenti; la proposta di “chiudere al massimo tutti quei centri islamici e quelle moschee frequentati da possibili fiancheggiatori del terrorismo e ridurre al massimo i visti d’entrata nel nostro Paese per i cittadini musulmani” (Cfr. “Il Giornale” - 8 agosto 2002) (dott. Solideo Paolini) “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 LA BASILICA DELLA SANTA CASA DI LORETO RIDOTTA AD UN BIVACCO! N ella notte tra il 15 e il 16 settembre 2001, si è tenuta nella basilica della Santa Casa, a Loreto, una veglia di preghiera dei giovani in occasione del “meeting della due sponde dell’Adraitico”, organizzata dal Centro Pastorale Giovanile “Giovanni Paolo II”. Ad un certo punto, quando gli “esterni” se ne erano già andati, alcuni giovani hanno continuato a vegliare e pregare, altri - sotto gli occhi dei sacerdoti e religiosi che li guidavano hanno tirato fuori sacchi a pelo, materassini, coperte... e li hanno distesi nella basilica, mettendosi a letto - promiscuamente - peggio che ad un campeggio. Uno spettacolo allucinante! Immediatamente, ho documentato, tramite fotografie, la profanazione locale e le ho inviate, con una relazione, alla Congregazione romana competente, la Sacra Congregazione del Culto Divino. Non ho avuto nessun cenno di riscontro: silenzio! È, questa, una situazione normale nella Chiesa? Chiaramente, non ce l’ho con quei poverissimi giovani, ma con l’empietà dei sacerdoti loro “educatori”, che “grida vendetta” al cospetto del “Re di tremenda Maestà”: non prese, il Buon Gesù, la frusta del Tempio perché, sta scritto: «Lo zelo della Tua Casa mi divora?». Parimenti sono sdegnato con quelli che, investiti d’autorità, non intervengono neppure in casi tanto macroscopici, neppure davanti all’evidenza dell’“abominio della desolazione nel luogo santo”. Però, magari, hanno l’ipocrisia di tirare in ballo la loro autorità e appellarsi all’ubbidienza per piegare i “tradizionalisti”: qui, intervengono! È lo stesso fariseismo per cui gli ecclesiastici ammodernati si fanno scudo dell’essere ubbidienti e allineati al Papa, poi, viene fuori che, ad esempio, l’episcopato francese, l’anno scorso, ha ricattato la Santa Sede, minacciandola di realizzare uno scisma se l’accordo con la Fraternità di san Pio X e la liberalizzazione ufficiale ed universale della Messa tradizionale fossero andati in porto. *** Trasmetto queste fotografie (quali altre strade avrei?) anche a vergogna dei tanti ignavi che, pur disapprovando, non vogliono incomodi. A questi, che in un certo senso sono i peggiori (Ap. 13, 15), calza benissimo quel vomito di cui sta scritto (Ap. 3, 16). Come quella frase, evangelicamente dura, di santa Caterina da Siena che, nella sua vera fedeltà (franca, forte, ardente: e perciò anche indignata) ammonì: «Maledetto tu che tacesti!». Basilica della Santa Casa di Loreto (Esterno e interno) Sotto l’altare di San Francesco di Paola (navata destra). “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 (Dott. Solideo Paolini) “Riposo organizzato”, in fondo alla Basilica (lato sinistro). 11 “ANTE PRAEVISA MERITA” Approvati i Neo-catecumenali (?!) di A. Z. 1 cenni vanno pervertendo, nella comunità cristiana, dottrina e costumi? Nel discorso del cardinale James Francis Stafford non mancano cenni allusivi agli “errori” del Movimento, che corrispondono esattamente alle critiche di coloro che denunziano apertamente la pericolosità di questo Cammino. Ma allora, perché non dire con chiarezza, perché coprire sotto la coltre dell’approvazione, sia pure “ad quinquennium”, tale cumulo di devastazioni? Che il Cammino sia un fatto ormai inarrestabile? Gesù, che è la Verità, ha fondato la Chiesa sul fondamento incrollabile della Verità. Oggi, assistiamo a un progressivo cedimento degli stessi vertici della Chiesa verso il compromesso, in netto contrasto con i detti di Gesù: «Non potete servire a due padroni... Chi non è con Me, è contro di Me... Il vostro dire: sia “sì sì, no no”: il di più è del Maligno»... “Chiesa Viva” ha documentato a più riprese gli errori del Cammino. Rimandiamo ai suoi scritti e articoli. N ella festa degli Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno 2002, ha colto tutti la penosa sorpresa del Decreto di approvazione degli Statuti del Cammino Neo-Catecumenale, presentato “a servizio dei vescovi e del parroci come itinerario di educazione permanente nella fede, proposto ai fedeli che desiderano ravvivare nella loro vita la ricchezza dell’iniziazione cristiana, percorrendo questo cammino di conversione e di catechesi”1. 1. Questa approvazione “ante praevisa merita”, (se non “contra praevisa mèrita!”) data la mole delle critiche suscitate dal movimento e pubblicate in una serie di libri, di articoli e altri scritti, ha suscitato forti perplessità e interrogativi, anzitutto sugli organismi vaticani preposti a discernere in materia di fedeltà alla dottrina della Chiesa. Chi ha occhi per vedere, in primo piano Vescovi e sacerdoti, è da anni sorpreso che i responsabili della Chiesa non abbiano provveduto a diffidare per tempo un movimento che va diffondendo errori teologici e comportamenti deviati nell’area cristiana. È paradossale il fatto che lo stesso cardinal Martini (forse per dissipare il sospetto che il “Cammino” sia un fatto di infiltrazione massonica?) non li abbia mai accettati nella diocesi ambrosiana. Schiaffo più umiliante non potevano ricevere tutti coloro che da decenni vanno denunziando, documenti alla mano, gli errori dottrinali e le malefatte operative di un movimento che, nell’attuale clima di ecumenismo spensierato, minaccia di diffondersi nella Chiesa, intaccando le radici stesse della fede cattolica. L’effetto immediato di questo inspiegabile provvedimento è la perdita di credibilità dei vertici centrali della Chiesa stessa: non esiste più una dottrina e una ortodossia cattolica che regoli l’operato degli L’ex comunsta Kiko Argüello. organismi del Vaticano? È scomparsa la distinzione tra vera Fede ed eresia e apostasia? Siamo entrati nel pieno relativismo religioso, perseguito dall’infiltrazione massonica negli stessi vertici della Chiesa? Quali interessi pecuniari, offerti dal ricchissimo Movimento, hanno provocato tanto cedimento? Quale barriera sarà possibile porre a coloro che da de- 2. “Il Cammino - dice il Decreto - si attua secondo le linee contenute nel direttorio catechetico Cammino Neo-Catecumenale, orientamenti alle équipes di catechisti... soggetto all’approvazione congiunta della Congregaqione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Clero e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti”. Stupisce assai il fatto che l’approvazione sia basata su un documento che è un magma interminabile di affermazioni, dalle quali si può trarre tutto e il contrario di tutto, e non secondo un documento teologicamente e giuridicamente ben definito, in cui ogni espressione è precisata in modo che non restino vie di uscita a sorprese aberranti. Molte espressioni di Kiko, del resto, consentono di cogliere un animus luterano, 1 “Decreto di Approvazione degli Statuti del Cammino Neo-Catecumenale” da parte del Pontificio Consiglio per i Laici, a firma del suo Presidente Francis Card. Stafford, “Ossavatore Romano”, 1° luglio 2002. 12 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 che ispira gli atteggiamenti di fondo del sistema neo-catecumenale. Ne diamo un breve saggio, sufficiente a fondare il sospetto di una dipendenza dissidente, tutt’altro componibile con l’affermazione di un asserito “radicalismo evangelico e di straordinario slancio missionario” che porterebbe, “nella vita dei fedeli laici, nelle famiglie, nelle comunità parrocchiali”, e “la ricchezza delle vocazioni suscitate alla vita sacerdotale e religiosa, valida per la società e per i tempi moderni”. Se tali sono le radici, si pone anche il grosso problema dei frutti sacerdotali e religiosi di simile formazione!.. Ma, prima, premettiamo qualche cenno sulle origini del movimento e la personalità del suo fondatore. ALLE ORIGINI DEL CAMMINO «Io sono Giovanni Battista in mezzo a voi. Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino. Io sono testimone di Cristo con la mia vita. Nessuna comunità fondata da noi è fallita: vi assicuro che qui c’è Dio!». Modestia a parte, ci attendevamo da Kiko un linguaggio di maggiore misura. Affiora, invece, un linguaggio drastico e intransigente, tipico dei convertiti da militanza aberranti. Kiko, infatti, viene dall’area comunista, e l’esperienza del suo passato lo porta a espressioni perentorie, tipiche di chi non ha un conveniente equilibrio evangelico. Grandi convertiti, come Saulo di Tarso, Ignazio di Loyola, Paolo della Croce, e altri, insegnano che il convertito non passa improvvisamente dall’errore alla verità piena: le performazioni mentali e morali errate, accumulate dall’uomo, non si cancellano in un attimo. L’equilibrio evangelico si raggiunge un po’ alla volta con un paziente lavorìo di purificazione del cuore e della mente, sotto una buona guida spirituale. Le espressioni perentorie di Kiko, temperamento artistico di attore, esercitano un influsso notevole su persone influenzabili e prive di dottrina, le quali finiscono per seguire il loro leader anche nei suoi errori, più per il suo fascino personale che per una sequela evangelica informata da una esatta conoscenza e pratica della Fede. L’ESPERIENZA SPIRITUALE Il Movimento Neo-Catecumenale è sorto nelle baracche di “Palomeras Altas”, al“Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 la periferia di Madrid, nel 1964, dall’esperienza spirituale del pittore Francesco (Kiko) Arguello, uscito da una crisi esistenziale che lo spinse all’orlo del suicidio, e approdato alla conversione (- quale? -) attraverso i cursillos de Cristindad. Ben presto, nelle sue catechesi improvvisate, con Bibbia e chitarra, fu affiancato dalla ex suora Carmen Hernandez. Ne nacque una piccola comunità di zingari, raccolti intorno alla celebrazione eucaristica di un sacerdote. Giunto a Roma, sotto Paolo VI, il Movimento si è esteso in una settantina di nazioni con centinaia di migliaia di aderenti!.. Un manuale segreto Le idee di Kiko, trasmesse dapprima su nastri magnetici, sono state raccolte, nel 1972, nel volume di “Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione”, trasmesso in fotocopie, con aggiunte varie, per via riservata, ai catechisti dal “Centro neo-catecumenale Servo di Jahve” di piazza San Salvatore in Campo, 00186 Roma. La segretezza in cui il volume venne trasmesso, con la raccomandazione di non dire nulla dei suoi contenuti, fece presto sorgere il sospetto di indottrinamenti non corrispondenti alla purezza della Fede, come, infatti, sono venuti gradatamente alla luce. Il cammino di conversione, proposto da Kiko in varie tappe, dura dai sette ai dodici anni, sulla base di letture Neo-catecumenali ad un raduno. bibliche, riunioni frequenti per un dialogo di salvezza, accentuazione comunitaria, convivenze mensili di gruppo, ecc. Nonostante l’affermazione che “non si tratta di plagiare nessuno, perché non si fa alcun lavaggio di cervello”, il sistema di coinvolgimento settario risulta dal segreto che avvolge i successivi passi del cammino di conversione sotto la direzione fortemente autoritaria dei catechisti. Eccentricità dottrinali Kiko, in particolare, non entra in campo conversivo con una dotazione dottrinale pulita. Porta in sé idee sbagliate e le immette nel “Cammino”, senza il correttivo di guide ben preparate a setacciargli gli errori che, in lui, sono tali da distruggere le stesse fondamenta della Fede. L’assenza di una solida dottrina si rivela deleteria anche in altri movimenti, e stupisce il fatto che molti Pastori siano stati così poco intelligenti nel dare eccessivo affidamento ad aggregazioni fondate piuttosto sull’elemento emotivo e su carismatismi inconsistenti che su una dottrina solida. Il pressapochismo dottrinale di base di molti movimenti odierni, rispecchia lo smarrimento dottrinale di uomini di una Chiesa alle prese col neo-modernismo postconciliare!.. LE RADICI LUTERANE La dottrina trasmessa da Kiko al Movimento è infetta di errori gravissimi che scardinano la Fede e la pratica cristiana. Riportiamo, alcune espressioni sue, in corsivo: Antropologia luterana Kiko afferma: «L’uomo, separatosi da Dio, è rimasto radicalmente impotente a fare il bene». La concezione fatalistica dell’uomo, predestinato da Dio al paradiso o all’inferno, e che non sarebbe in grado di “orientare il proprio destino evitando il male”, è assolutamente contraria alla Fede e alla dichiarazione del Concilio Tridentino (VI, c. 22), e disimpegna dallo sforzo di miglioramento morale. Se il peccato è una fatalità ineluttabile, cade naturalmente ogni responsabilità personale! Ma un’altra stranezza dottrinale è dichiarare che Dio, in quanto infinito, «non perderebbe nulla se offeso dall’uomo; quindi, il mio peccato non può offendere Dio e neppure Gesù». Cade, quindi, l’obbligo di chiedere perdono dei propri peccati. «La gente è molto sentimentale quando pensa di aver offeso Gesù coi propri peccati. L’uomo non può fare a meno di rubare o litigare: se lo fa, non ha colpa, perché è schiavo di Satana, che lo manipola come vuole. Se l’uomo non può fare a meno di peccare, siamo tutti perdonati per qualsiasi caduta: per giustificarsi è sufficiente riconoscersi peccatore». Se il peccato è una fatalità, «non ha 13 senso il pentirsi, e neppure il confessarsi prima della Comunione, come accade fino ai nostri giorni». Oltre che inutile, la confessione cade, quindi, anche la confessione frequente come mezzo di santificazione; cade la direzione spirituale, il pentimento per i peccati veniali. Kiko ci confida: «È successo anche a me di confessare simili stupidaggini (le venialità). Ma non dite nulla di questo alla gente: creereste un mucchio di problemi». Il sacramento della penitenza sarebbe un inutile “surrogato del Battesimo”, che non risalirebbe alle origini della Chiesa. mondo si è salvato non in virtù della sua morte in croce, ma della sua risurrezione». LA GRAZIA Dice Kiko: «Per un cristiano come san Luigi, col suo morire piuttosto che peccare, è fondamentale essere in grazia, non perdere questa grazia, perseverare. Ma la “grazia” non si sa bene che cosa sia, che si ha dentro, con cui bisogna morire. “Grazia” è vivere nella gratuità. Il cristianesimo è l’invito ad accogliere l’annuncio del perdono gratuito dei nostri peccati. Il cristianesimo non è un moralismo. Lo Spirito Vivificante è ben lontano dallo spingere al perfezionismo, alle opere buone, alla fedeltà al Cristo morto.» LA “REDENZIONE” L’ECCLESIOLOGIA Come viene intesa dalla Chiesa, nella mentalità di Kiko non ha senso, data la fatalità del peccato. «Il cristianesimo non è un appello all’onestà, ma l’invito ad accogliere l’annuncio del perdono gratuito di tutti i nostri peccati. Il cristianesimo non esige nulla da nessuno: regala tutto. Al più peccatore, al più vizioso, regala la vita eterna. Lo Spirito vivificante è ben lontano dallo spingere al perfezionismo, alle buone opere, alla fedeltà al Cristo morto». Ed ecco altre espressioni di Kiko sulla Redenzione: «Forse che Dio ha bisogno del sangue del suo Figlio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio del suo Figlio, alla maniera degli dèi pagani? Le idee sacrificali sono entrate nell’Eucaristia per condiscendenza, suggerita dal momento storico, alla mentalità pagana. Del resto, col rinnovamento teologico del Concilio, non si è più parlato di dogma della Redenzione, ma di mistero di Pasqua di Gesù. Il «La Chiesa - la detta di Kiko - non è una società gerarchicamente istituita, ma carismatica, con un sacerdozio unico, quello battesimale», che incorpora con Cristo, unico sommo Sacerdote. Ma non è necessario appartenere alla Chiesa per salvarsi. Gesù Cristo, suo fondatore, «non può essere nostro modello di vita», come pensa la gente: «Non ti sembra che sarebbe meglio un modello più umano, dato che il modello di Gesù è irraggiungibile? Come possiamo imitarlo se abbiamo una natura umana decaduta?». «La vera Chiesa non è quella pre-conciliare, deviata dal cesaro-papismo e inaridita in un gretto giuridismo dal Concilio Tridentino, responsabile del suo decadimento». «Messa domenicale, prima Comunione, non ammazzare, non rubare ed espressioni simili, che schifo! Dio ci ha convocati per iniziare un Catecumenato verso la rinascita e il regno di Dio sulla terra». La ex suora Carmen Hernandez. Oltre a ignorare il Concilio, Kiko dimentica che la Redenzione, operata dalla morte di Gesù in croce, è uno dei due misteri principali della Fede! Per lui, «alla fine dei tempi, tutti saranno salvi in virtù della misericordia di Dio!». Una nomina SCANDALO! Dossier del Centro Studi Cattolici “Mater Ecclesiae” - (pp. 24 - € 2) NOVITÀ Dopo la “Notizia” della nomina di S. Ecc.za Mons. Francesco Marchisano, pubblicata, ufficialmente, dall’Osservatore Romano, abbiamo sentito la necessità di una nostra protesta scritta, che non vuol essere polemica ma solo un richiamo severo ad uno stralcio di “Storia” da Noi già pubblicata sul nostro volume “Paolo VI processo a un Papa”. Qualcuno avrà pur notato che la ricerca della verità e il desiderio di chiarire l’attuale “scandalo della pedofilìa”, che ha coinvolto tanti sacerdoti degli Stati Uniti e di tante altre parti del mondo, non ci porta affatto a prendere la strada del pettegolezzo, bensì quella dei “fatti”, che superano certamente l’ambito dei rapporti tra le persone per entrare nelle vicende della cristianità post-conciliare, portandoli di nuovo alla conoscenza della Gerarchia ecclesiale responsabile. Non sono, certo, pagine edificanti, ma serviranno, però, ad “edificare” una futura “nuova Gerarchia cattolica” che ravvivi la Fede non più nell’uomo - “maledictus homo qui confidit in homine!” - ma solo nel Fondatore dell’unica Chiesa Cattolica, quella di CRISTO GESU’ REDENTORE! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 14 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 «Risorgere con Cristo è avere lo stesso sangue redentore di Cristo. Dobbiamo noi pure divenire Spirito vivificante e manifestare ad ogni generazione ciò che è avvenuto sul Calvario, lasciandoci uccidere. Nel “pre-catecumenato” si dovranno vendere tutti i beni, non potendo altrimenti entrare nel Regno e neppure nel Catecumenato». La Bibbia non ha bisogno di essere interpretata dal magistero, ma “il vero senso è conoscibile mediante i parallelismi”. Interpreti autentici sono Kiko e Carmen. L’EUCARISTIA La Chiesa afferma da sempre tre aspetti dell’Eucaristia: è Sacrificio, è Comunione, è Presenza. Questi tre aspetti sono totalmente stravolti dai Neo-catecumenali. Presenza reale di Cristo? Secondo Kiko, la “Presenza” permanente è stata affermata in opposizione al protestantesimo: «non bisogna insistervi. La Chiesa cattolica è ossessionata dalla presenza reale: per essa, è tutto. Le discussioni sulla presenza reale (o transustanziazione) fanno ridere. Non è questione di briciole o non briciole. Se Gesù avesse voluto affermare la presenza permanente, non si sarebbe dichiarato presente nel pane e nel vino, ma si sarebbe dichiarato presente in una pietra, che non va a male. Anche l’adorazione è subentrata contro i protestanti. Come Dio era presente nella Pasqua, cioè nella liberazione dall’Egitto, così Gesù è presente col suo spirito risuscitato da morte. Abbiamo trasformato l’Eucaristia, che era un canto al Cristo risorto, nel divino prigioniero del tabernacolo!»... Sacrificio? La salvezza non viene dalla morte in croce, ma dalla risurrezione. Gesù non ha offerto alcun sacrificio: l’idea del sacrificio viene dal paganesimo. La Messa è solo memoriale della Pasqua di Gesù, che «viene sul carro di fuoco per introdurci nella sua gloria. Le idee sacrificali di Israele erano delle impalcature: ora che l’edificio è stato costruito - lamenta Kiko - si è tornati a tali impalcature, alle idee sacrificali e sacerdotali del paganesimo. Le discussioni medioevali sul sacrificio riguardavano cose che non esistevano nell’Eucaristia primitiva, non essendovi in essa alcun sacrificio cruento, nessuno che si sacrifica. C’era solo un sacrificio di lode per comunicare il passaggio del Signore dalla morte alla risurrezione». L’offertorio rievoca «l’idea pagana di portare le offerte per placare Dio. Si è giunti all’enormità di offrire a Dio il giorno che comincia, il tuo lavoro». Sacerdozio Kiko non ammette il sacerdozio dei preti e la loro esclusività nel consacrare. «Il sacramento è il pane e il vino, e l’Eucaristia sgorga dall’assemblea. Quindi, non ha senso celebrare in privato». Il rito eucaristico è solo commemorativo; il sacerdote è solo il presidente dell’assemblea; la Messa è un banchetto di esultanza. Dalla Messa vanno tolti: “Gloria”, perché è una preghiera del mattino; il “Credo”, perché risale ai tempi delle eresie; l’“Offertorio”, perché non si offre nulla. Comunione «Ricevendo la sola ostia di pane senza il vino è come raccogliere la pioggia con un canestro di vimini». Quindi, i Neo-catecumenali ricevono sempre la Comunione sotto le due specie. E la ricevono seduti. «È inconcepibile astenersi dalla Comunione, ove si va per un banchetto». Occorre, quindi, eliminare dalla Messa gli atteggiamenti di adorazione, contemplazione, raccoglimento, ringraziamento, dopo la Comunione. Di conseguenza, perde significato tutto ciò che accompagna il culto cattolico dell’Eucaristia: Comunione frequente, visite, adorazioni, benedizioni, processioni, congressi eucaristici, prime Comunioni, osservanza delle rubriche liturgiche, basiliche grandiose, esortazioni alla riverenza verso l’Eucaristia, ecc.: tutte «cose che riempiono le liturgie di idee pagane». Tutto vecchiume preconciliare! Ammonisce Kiko! DEVIAZIONI NELLA PRASSI Le deviazioni nella prassi neo-catecumenale trovano un’autorevole conferma implicita nel discorso, tenuto a Porto San Giorgio, dal cardinale Stafford, in occasione della presentazione del documento di approvazione ai catechisti itineranti. Ascoltiamo le parole del Cardinale: «La Santa Sede ha molto insistito su alcuni aspetti fondamentali e sui quali vorrei ora richiamare la vostra attenzione. I rapporti dei cristiani tra loro sono governati dalla grande legge dataci da san Paolo: “Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” (Ef. 5, 21). Questo principio dottrinale e morale, radicato nella dignità di ogni battezzato, governa i rapporti tra tutti i cristiani. Nell’ultima parte del quinto capitolo della sua lettera, san Paolo applica questo principio al particolare rapporto esistente nell’ambito della Chiesa». (continua) I NOSTRI LUTTI On. Maria Pia Dal Canton di Treviso Don Giuseppe Dester di Brescia Gen. Renzo Rizzo di Pratovecchio (AR) “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 A tutti i lettori di “Chiesa viva” raccomandiamo le Loro anime alla loro preghiera. 15 I DUE CORPI DI PIO IX E GIOVANNI XXIII quei 38 anni di sepoltura. Infatti, nel 1963, il dottore M. Gennaro Goglia, allora “Assistente” presso la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, aveva iniettato, nelle spoglie mortali di Giovanni XXIII, poche ore dopo la sua morte, un liquido, di sua invenzione, che poteva bloccare il processo di decomposizione del cadavere. E furono quei 10 litri del liquido prodigioso che “fermarono il tempo”, mantenendo intatto il corpo di Giovanni XXIII per tutto La salma del Beato Papa Giovanni XXIII traslata, il 3 giugno 2001, dalle Grotte Vaticane all’altare di San Girolamo, nella Basilica di San Pietro. 1° – IL “CORPO” DI PAPA GIOVANNI XXIII Dopo 38 anni dalla sua morte, avvenuta il 3 giugno 1963, Papa Giovanni XXIII fu deposto nell’urna sotto l’altare di S. Girolamo, Padre della Chiesa. Giovanni Paolo II diede ordine di riesumare la sua salma. Era tumulato nella grotta vaticana, in triplice cassa. La riesumazione avvenne il 16 gennaio 2001, alla presenza dei cardinali Sodano e Noè, allora Presidente della Fabbrica di San Pietro, i quali verificarono che il suo corpo era ancora intatto. Si sa che non sarebbe la prima volta che i corpi di vari Santi e Sante siano stati trovati incorrotti. Si pensi alla santa Bernardetta Soubirous, la veggente di Lourdes; si pensi alla santa Giacinta Marto, veggente di Fatima; si pensi alla santa Margherita da Cortona, al santo Curato d’Ars, e via via fino al santo Pio IX, co16 me vedremo poi. In quel giorno, a Roma e altrove, ci fu una esplosione di apoteosi per papa Giovanni XXIII, mentre per il Papa Pio IX non ci fu mai un accenno sulla sua incorruzione corporale. Perché?.. Diciamo in breve come starebbero, invece, le cose. La salma di papa Giovanni XXIII, rivestito con l’abito pontificale, aveva il volto coperto da un leggero strato protettivo di cera. Il cosiddetto “miracolo” della conservazione del suo corpo sarebbe invece spiegabile con un “segreto” che fu tenuto nascosto per tutti “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 quel periodo di 38 anni. Ed ecco come avvenne il fatto. Alla vigilia dell’esposizione delle spoglie mortali di Giovanni XXIII, il professore Goglia - che, oggi, ha 78 anni! - in una sua intervista a “Famiglia cristiana” (N° 22/2002), esternò il suo “segreto”, che aveva sempre mantenuto, anche con la sua sposa, dicendo che Giovanni XXIII aveva dato al professore Valdoni, che lo curava, e al prof. Mazzoni, assistente e collaboratore di Valdoni, uno scritto in cui affidava a loro il compito della conservazione del suo corpo. Questi lasciarono fare al prof. Goglia, il quale preparò, in pochi giorni, assieme ad un altro medico, il dott. Cassano, un liquido che permetteva di conservare il corpo intatto. Il pomeriggio del giorno in cui morì il Papa - il 3 giugno 1063 - il dottor Goglia avvertì la sua famiglia di non aspettarlo per il pranzo. Alle 7 della sera, lo andò a prendere una vettura del Vaticano, su cui caricarono tutto il materiale che portarono nell’appartamento papale, ove trovarono Giacomo Manzu, occupato a prendere una maschera d’argilla del volto del Papa. C’era presente anche il fratello Gusso, valet de chambre del Papa, e il prof. Mazzoni. L’operazione finì alle 5 del mattino, il 4 giugno. Il liquido aveva ormai bloccato il processo di decomposizione. Nell’addome del Papa, distrutto dal cancro, venne gettato qualche litro di quel liquido, a fine di annientare tutti i batteri. Ora, il corpo di Giovanni XXIII fu esposto alla venerazione dei fedeli sotto l’altare di San Girolamo. È un segno d’onore e un privilegio che fu riservato, finora, solo a Papa Innocenzo XI e a San Pio X. Questo, di papa Giovanni XXIII, però, non autorizza alcuno a credere che sia dovuto ad un fatto soprannaturale! *** “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 2° – Papa Pio IX. Pio IX il Papa dell’Immacolata. che, con la promulgazione della Lettera Apostolica del 1854, dava la definizione dogmatica della Immacolata Concezione della beatissima Vergine Maria. IL “CORPO” DI PIO IX La morte di Pio IX è avvenuta il 7 febbraio 1878. Il 13 luglio 1881 fu tumulato nella cripta della Basilica di San Lorenzo, al Verano. Il 4 aprile del 2000, in quella stessa cripta s’è svolta la funzione per il riconoscimento del corpo dell’allora Venerabile Papa Pio IX. Alla cerimonia di quell’atto di riconoscimento del corpo di Pio IX, c’erano presenti: Mons. Carlo Liberati, postulatore della causa di beatificazione; Mons. Brunero Gherardini; Sua Em.za il cardinale Jorge Arturo Medina Estevez, prefetto della Congregazione per il culto divino; Mons. Odo Fusi Pecci, vescovo emerito di Senigallia, e alcuni rappresentanti della Curia romana, e anche sacerdoti e Religiosi venuti dall’estero. Mons. Carlo Liberati, dopo l’atto di riconoscimento del corpo del Beato, scrisse su l’Osservatore Romano: «Pio IX, conservato quasi perfettamente, dopo l’ultimo riconoscimento, fatto sotto Pio XII, dal 25 ottobre al 24 novembre 1956, è apparso in tutta la serenità della sua umanità, come la documentazione fotografica ne ha conservato il ricordo, quale è l’iconografia tradizionale, fissata grazie alla descrizione conservata negli Atti di procedura...». Se ci è permesso di far riferimento alle analisi di Autori e agiografi moderni di gran valore, quali l’indimenticabile Piero Bargellini e il padre Domenico Mondrone, s.j., fatte per edificare e invitare alla santità, noi lo possiamo definire come un uomo di grande umanità e d’una impressionante dignità, resa ancor più significativa per la serenità del viso, intatto, nella maestà silenziosa della morte» (Cfr. “Correspondance Européenne”, n° 49 10 settembre 2000). 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa 13. La famiglia Speyer era imparentata con i Warburg. La sorella di Paul Warburg, Olga, sposò Paul Kohn Speyer, socio in affari di Ernest Goldschmidt, che era ritenuto il parente più importante per la Banca Warburg e Co., dopo gli stessi Paul e Felix Warburg1. 14. La famiglia di banchieri ebrei russi Gunzburg era imparentata con i Warburg. Siegmund Warburg, zio di Paul, sposò Théophilie Rosenberg, proprietari di foreste in Russia, mentre la sorella di Théophlie, Anna, sposò il Barone Horace de Gunzburg. I rispettivi figli si sposarono, unendo direttamente le famiglie Warburg e Gunzburg2. 15. Guy Carr ci informa che «Il Barone von Bleichreeder di Berlino e i Warburg erano i rappresentanti dei Rothschild in Germania, mentre, in Russia, i Weinsteins, di Odessa, assistevano i Gunzburg di Pietroburgo, a curare gli interessi dei Rothschild»3. 16. Robin de Ruiter, nel suo libro “El Anticristo”, scrive: «È cosa nota che questo istituto (la Federal Reserve Bank) nel quale partecipano i Rothschilds col 53% (203.053 azioni), non è mai stato sotto il controllo del Governo o del Parlamento americano»4. 17. Sempre Robin de Ruiter, nello stesso libro, scrive: «Max Warburg (1867-1946) iniziò il suo apprendistato nella casa dei Rothschilds, a Londra, e rimase totalmente legato alla loro politica. A partire dal 1903, egli divenne il consigliere dell’imperatore tedesco per gli affari finanziari. Più tardi, gli fu offerta la posizione di Ministro delle finanze e Ambasciatore a Washington. Max Warburg non solo fu uno dei capi della Deutsche Bank (Banca centrale tedesca), ma divenne persino il Capo del Servizio segreto tedesco. Cinque giorni dopo la firma dell’armistizio dell’11 novembre 1918, il nuovo Governo tedesco nominò Max Warburg capo di una Commissione per i negoziati di pace di Versailles»5. 18. Il Colonnello House, che diresse la politica estera del presidente Wilson, che fu consigliere speciale del presidente F. Delano Roosevelt, che nominò i plenipotenziari americani negoziatori a Versailles, legato ai Warburg, agli Harriman e alle dipendenze di William Wieseman, socio della Kuhn and Loeb e Capo dei servizi segreti britannici in America, aveva un segreto: il suo nome era “Mandel”. Guy Carr, nel suo libro “Pawns in the game”, parlando del padre del Colonnello House, scrive: «Nelle conferenze preliminari (di Versailles) G. Mandel (il cui vero nome era Rothschild) era il segretario privato del Sig. Clemenceau di Francia»6. 18 Georges Mandel (Jeroboam Rothschild) e il suo “pupazzo”, il Premier francese Paul Reynaud. 19. Georges Armstrong, nel suo libro “Rothschild Money Trust”, svela il segreto del padre del Colonnello House scrivendo: «Jeroboam Rothschild, alias Georges Mandel (...) risulta essere l’attuale capo della Casa parigina della fortuna dei Rothschild, e tale è la sua posizione di potere nel 1918, quando il Trattato di Pace di Versailles è stato firmato. Vi è una sua fotografia insieme al suo pupazzo, Paul Reynaud, il Premier di Francia, riportata dal “Time Magazine”, del 27 maggio 1940. (...). Noi non sappiamo perché egli abbia cambiato nome da Jeroboam Rothschild a Georges Mandel, a meno non sia la stessa ragione per la quale gli ebrei cambiano i loro nomi: per ingannare. (...) L’Autore di “The Hidden Hand” afferma che Edward Rothschild di Parigi era, al tempo della pubblicazione del suo libro nel 1925, il capo della fortuna Rothschild. Io non accetto questa versione perché Jeroboam Rothschild, a quel tempo, prima e dopo, era un membro influente del Gabinetto francese, essendo anche il Consigliere di Clemenceau quando il Trattato di Pace di Versailles fu firmato»7. 1 Cfr. Ron Chernow, “I Warburg”, Rizzoli, 1993, p. 98. 2 Idem, p. 29. 3 Cfr. Guy Carr, “Pawns in the game”, CPA Book Publisher, p. 91. 4 Cfr. Robin de Ruiter, “El Anticristo”, Ed. San Pablo, 2002, Av. Taxqueña 1792-Deleg. Coyoacàn-04250 México, D.F., p. 98. Idem, p. 100. Cfr. Guy Carr, op. cit., pp. 101-102. Cfr. Geroge Armstrong, “Rothschild Money Trust”, CPA Book Publisher 1940, pp. 32-33. 5 6 7 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo e caro don Villa, mi è giunto, già da qualche settimana, il volume di Nicolino Sarale: “S. Tommaso d’Aquino, oggi” e lo sto leggendo con vivo interesse! La ringrazio vivamente! Anni fa, in occasione del primo centenario dell’Enciclica di Leone XIII, “Aeterni Patris”, che raccomandava lo studio della Filosofia e Teologia tomista, come difesa contro l’invadente Modernismo (condannato poi da Pio X), fu tenuto un Convegno di studio, a Roma, al Palazzo della Cancelleria Apostolica, al quale fui presente anch’io, perché mi interessavano le CINQUE VIE di dimostrazione dell’esistenza di Dio. Erano in programma, ma poi non se ne fece nulla. I Teologi e gli Esegeti sono andati per la loro strada, tranne i Cattolici della più pura Ortodossia. Mi giunge da Bologna una Rivista della Teologia dell’Evangelizzazione (RTE). Questa contiene articoli, scritti con uno stile e con un linguaggio (per fortuna) incomprensibili. Vi si parla di “conscio”, “inconscio”, “sottoconscio”, “profondo”. Anche il “profondo” entra in ballo. È il vecchio modernismo che torna a galla. Del Tomismo neanche l’idea. Ma, qual che è peggio, la Tradizione Patristica appare abbandonata. Si capisce: se si prescinde dalla Tradizione, si scalza meglio il Vangelo. Nessuno, che io sappia, protesta, corregge o rettifica o alza la voce contro queste aberrazioni. Un’osservazione. Dal tempo di San Tommaso ad oggi corrono sette secoli, durante i quali sono sorte e si sono sviluppate le Scienze, che hanno rivoluzionato tutto: in particolare, i concetti e le parole. Intendo dire che la Filosofia tomista ha bisogno di una profonda revisione: L’ossatura resta, ma il rivestimento concettuale ed espressivo dovrebbe ammodernarsi. Penso che la Teologia sia già stata messa al corrente dal Tanquerey che resta valido anche oggi, ma credo che non sia più seguito. La ringrazio del libro; che serve a rinfrescarmi le idee e La prego accogliere i miei più cordiali saluti e i miei auguri per il Suo coraggioso lavoro. (Lettera firmata) *** Rev.mo Mons. Villa, mi congratulo con Lei per il bellissimo libro su “S. Giuseppe Cottolengo” e la ringrazio. Lo leggerò al più presto... Malgrado la mia età ormai avanzata, le mie idee rimangono ben chiare e precise e, come sempre, in pieno accordo con Lei. Sentitamente grato, La saluto cordialmente coi migliori auguri di ogni bene per la Sue splendide attività! In unione di preghiere! (P.P.B. - Modena) *** Egregio Monsignore, La ringraziamo per i Suoi articoli e libri in difesa della vera Fede, oggi in pericolo. Continuate così, Lei e i suoi collaboratori, e Dio ve ne renderà merito per le vostre buone battaglie. Cordiali saluti! (A. e S.C. - Firenze) IL PAESE DELL’UTOPIA del prof. Giacinto Auriti (90 pagine) - Euro 6 È un libretto che si legge d’un fiato! Diviso in due parti, quest’opera affronta il tema della “moneta del popolo” rispondendo, nella prima parte, alle cinque domande poste da Ezra Pound ed a cui non aveva ancora risposto nessuno: moneta, credito, interesse, usura e circolazione; mentre, nella seconda, offre una serie di spunti e di contributi sulla moneta, come: la filosofia del valore; l’Euro, moneta scomoda e coloniale; la falsa contrapposizione tra Confindustria e Sindacati, i problemi monetari che ci attendono dietro l’angolo e di cui abbiamo già avuto alcuni saggi con la crisi dell’Argentina e quella nostrana della FIAT. Il libretto termina con la proposta del “Disegno di legge per la proprietà popolare dell’Euro”. Il libro che, sotto lo stendardo della “ricerca della verità a qualunque costo”, cerca di colmare la grande lacuna che la nostra tradizione cristiana mantiene sull’argomento “moneta”, è pervaso da uno spirito combattivo e da una carica impaziente di scatenare quella “guerra del sangue contro l’oro” che si può comprendere, nella sua essenza, solo quando si ricordano le parole orribili di Amschel Mayer Rothschild, pronunciate nel 1773: «Grazie alla nostra stampa, noi abbiamo l’oro nelle nostre mani, anche se abbiamo dovuto raccoglierlo da oceani di lacrime e di sangue»! Per richieste Casa Editrice Tabula fati Gruppo editoriale S.A.GR.AB. Srl 66100 Chieti C. P. 34 Tel. 087163210 - Fax 0871404798 E-mail: tabulafati@yahoo.it RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 19 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA di Giancarlo Politi Su Matteo Giovane sacerdote, diocesano, ordinato l’8 maggio 1948. Aveva circa 30 anni, essendo nato il 10 settembre 1920. Fu imprigionato nell’estate del 1950 e rinchiuso in prigione per la sua opposizione al movimento di riforma. Era stato assegnato alla missione di Fanchang, dove venne arrestato. Morì in prigione il 24 giugno 1952. (continua) OTTOBRE Diocesi di Bengbu Staccata dal vicariato apostolico di Wuhu il 21 febbraio 1929 ed affidata ai gesuiti spagnoli della provincia di Leòn, ora sede Arcivescovile. Staccata dal vicariato apostolico di Wuhu il 21 febbraio 1929 e affidata ai gesuiti di Torino. Avito Ismael Sacerdote gesuita. Nato in Spagna il 4 febbraio 189.5 Entrato nella Compagnia di Gesù in giugno 1911, venne ordinato sacerdote il 29 luglio 1925. Sparì nel 1932, e di lui nonsi seppe più nulla. Lopez Dositheus Sacerdote, gesuita dal settembre 1927. Nato il 4 dicembre 19899, in Spagna, fu ordinato sacerdote intorno al 1924. Venne ucciso (probabilmente) nel novembre 1934, in una zona della provincia di Hubei. Ma Seminarista e membro della Legione di Maria. Originario di Chuxian, Anhui. Nato intorno al 1930. Venne gioustiziato il 12 maggio 1952. Jia Paolo Sacerdote (ex novizio trappista). Ordinato sacerdote nel 1950, a Shanghai, venne giustiziato nella stessa città nel marzo o aprile 1953. Liu Jingshu Giovanni Battista Sacerdote. Nato verso il 1921 e ordinato sacerdote a Shanghai nel 10949. Venne fucilato nell’aprile del 1953. 2002 SOMMARIO MARTIRI IN PROVINCIA DI ANHUI Diocesi di Anqing gna. Nato il 22 maggio 1879 ed entrato nella Compagnia di Gesù il 3 settembre 1879, fu ordinato sacerdote il 30 luglio 1911. Venne fucilato nell’agosto 1940, a Jingxian, diocesi di Wuhu. 40 ANNI DI VATICANO II 2 3 Ottobre: mese del Santo Rosario 40 anni di Vaticano II Ottobre 1962 - Ottobre 2002 del sac. dott. Luigi Villa 7 La questione turca del prof. Romeo Sgarbanti 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 “Ante praevisa merita” Approvati i Neo-catecumenali (1) di A. Z. 16 I due corpi di Pio IX e di Giovanni XXIII Martinez Manrique Sacerdote gesuita. Venne ucciso ad Anqing il 6 aprile 1935. Diocesi di Wuhu 18 Conoscere la Massoneria Catechista Uccisa nella diocesi di Anqing il 6 aprile 1935. Staccata dal vicariato apostolico di Nanjing l’8 agosto 1931 e affidata ai gesuiti della provincia di Castiglia. 19 Lettere alla Direzione In Libreria Soria Giacomo Sacerdote gesuita. Ferito a morte nella città assediata, morì il 12 settembre 1938, a Tsienshan. Esteban Tomaso Sacerdote gesuita, originario della Spagna. Nato il 23 settembre 1879, entrò nella Compagnia di Gesù il 5 aprile 1909. Fu ordinato sacerdote nel 1904. Morì in prigione nel dicembre 1933, a Geyuan, Jangxi. Ma Jianli Giuseppe Catechista, impiegato dello Stato, nativo di Chuxian, Anhui. Venne giustiziato il 3 agosto 1951, nella città di Anqing. Era nato nel 1898. 20 Ponsol Riccardo Sacerdote gesuita. Originario della Spa- N. 343 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XXX Dom. del Tempo Ordin. alla Festa di Cristo Re) “Chiesa Viva” *** Ottobre 2002 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) UN “CAMMINO” NELL’ERESIA ANNO XXXII - N° 344 NOVEMBRE 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità CAMMINO “NEO-CATECUMENALE” – Piaga cancerogena nella Chiesa Cattolica – del sac. dott. Luigi Villa L a fondazione dei “neo-catecumenali” dello spagnolo Francesco Argüello (detto: Kiko!) è certamente il Movimento più radicalmente permissivo che esista nella Chiesa del Vaticano II. Ed è da anni che Noi denunciamo questo “Movimento” eretico in seno alla Chiesa, perché è certamente una delle più gravi e pericolose deviazioni dalla dottrina cattolica, e anche la più insidiosa “eresia” che minaccia la Fede cattolica dopo il Vaticano II. E Noi perciò continueremo ancora a denunciarlo, a condannarlo, sia a livello dogmatico che morale e ligurgico, per la sua evidente e palese protestantizzazione-calvinista dei suoi adepti che costituiscono, ormai, una autentica “chiesa parallela” a quella dataci da Gesù Cristo e insegnataci da due mila anni dal Magistero di sempre, mentre, invece, quella fondata da Kiko non è affatto diretta dal Magistero ecclesiale né dal sacerdozio ministeriale, bensì da un geloso segreto dottrinale (?!), comunicato, con assoluta incompetenza dottrinaria, dai due fondatori del “Cammino”, Kiko e Carmen, alle équipes dei loro presunti catechisti! Di questo, ci è ancora di sostegno la “mancata approvazione”, da parte dei cinque organismi centrali della Chiesa agli “Statuti”, del Movimento, e cioè: dalla “Congregazione per la Dottrina della Fede”, del “Culto Divino”, del “Clero”, dell’“Educazione e Consiglio per i Laici”, in occasione dell’incontro del 27-29 maggio 1998 sui Movimenti Laicali; come pure ci sono di sostegno tutti coloro che hanno combattuto gli “errori” di questo squilibrato Movimento neo-catecumenale, o almeno segnalato da Pastori e da sacerdoti dotti e competenti, come, ad esempio, l’intelligente prof. Padre Enrico Zoffoli. Comunque, non mi si venga a dire che i neo-catecumenali hanno avuto ora, un “Decreto” che ha dato via libera al 2 Kiko Argüello. S. O. S. – Lo sai che la Chiesa Cattolica è compromessa dalla crescita, nel suo interno, di una sètta religiosa segreta, chiamata “Cammino Neo-Catecumenale”? – Lo sai che questa sètta religiosa annulla la personalità individuale, limita la libertà delle persone e distrugge le famiglie, impadronendosi psicologicamente degli aderenti? – Lo sai che questa sètta fornisce insegnamenti religiosi filo protestanti? – Lo sai che questa sètta religiosa segreta manovra centinaia di miliardi senza controlli di alcun tipo, obbligando gli aderenti a versare il 10% di tutti i loro guadagni? – Lo sai che questa sètta religiosa uccide la Fede, creando fanatismo e pericolosi fondamentalismi?.. loro Statuto, perché se il “Cammino catecumenale” non è una Associazione né un Movimento, ma solo un “itinerario di fede”, anche stando al Codice di Diritto Canonico (can. 788 & 3), dovevano essere le varie Conferenze Episcopali nazionali a stendere gli “Statuti” per l’attuazione di quel “Cammino”. Infatti, nello “Statuto” non si fa alcun riferimento ad alcuna delle tipologie previste dal Codice di Diritto Canonico per quanto riguarda le aggregazioni laicali. Per questo, lo stesso “Pontificio Consiglio” avrebbe nessuna giuridica competenza a vigliare sul Cammino, contrariamente a quanto ha sostenuto il card. Francis Stafford, e come è stabilito nello Statuto stesso. (Cfr. Disposizione finale). Ma allora, se non serviva uno Statuto, approvato addirittura dal Vaticano, perché si è attesa cinque anni questa approvazione pontificia, che pure aveva lottato contro il “Direttorio catechtico” sub judice? Certamente, questa discutibilissima approvazione vaticana è stata un’autentica vittoria da parte di Kiko e dei suoi catechisti, evidentemente approfittando della miserevole situazione in cui si trova il Papa, per riuscire ad avere, oltre che l’appoggio morale anche una firma di approvazione, e così porre termine alle polemiche che duravano da oltre 40 anni su quella inacettabile e discutibilissima esperienza ecclesiale del suo così detto “Cammino”. Difatti, a moltissimi Vescovi e Sacerdoti, questa frantumazione e automizzazione delle parrocchie in piccole comunità, si mostra come una nuova forma misticheggiante che unisce libertà (da ogni autorità!), come soggettività a una proiezione che vuole essere spirituale, verso un nuovo mondo aperto, sì, al senso religioso, ma solo come complemento della soggettiva esperienza umana. È un altro modo di pensare, quindi, anche a una nuova forma di Chiesa “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 del futuro. Difatti, la sua religiosità è libera, svincolata da ogni autorità, perché soggettiva e a carattere piuttosto trasgressivo. È un Movimento, cioè, che sta modificando, lentamente, la dissoluzione di una Tradizione di due mila anni, fatta credere statica, compiendo attraversamenti e sconfinamenti che lo fa debordare e uscire da tutti gli argini della Tradizione cattolica. Di conseguenza, sta rendendo usuale e familiare ogni suo “cammino” con una aggressività e una infiltrazione che, purtroppo, nessuno, dall’alto riesce (o non vuole?) controllare e fermare. Il discorso del card. Stafford ha alluso, sì, anche chiaramente, agli “errori dogmatici” contenuti nel Movimento, ma non si può esserne soddisfatti, perché non si approvano le ambiguità che segnano la via del compromesso. Dopo più di dieci bozze, presentate in una atmosfera di duri scontri tra i Discateri del Vaticano e i fondatori del “Cammino neo-catecumenale”, ci si aspettava che, nel documento, venisse risolta la questione della figura giuridica del “Cammino”, perché uno “Statuto” serve sopratutto per questo. Invece, niente! Come abbiamo già detto, i “neo-catecumenali” non sono né un’Associazione, né un Movimento, e neppure un altro tipo di aggregazione laicale. All’articolo § 1 dello Statuto, infatti, viene ripresa la famosa “lettera”, inviata nell’agosto del 1990 a mons. Paul Josef Cordes, allora presidente del “Pontificio Consiglio per i Laici”, in cui Giovanni Paolo II scriveva che il “neo-catecumenismo” di Kiko Argüello era “un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi moderni”. Un dire, questo, comunque, che non definisce che cosa sia il “Cammino”, ma solo quello che il “Cammino” fa. Ora, questo mancato inquadramento del “Cammino”, noi lo vediamo come la volontà stessa dei Fondatori! e cioè: di voler mantenere questa loro voluta esperienza proprio al di fuori da ogni schema canonico, con ampi spazi di autonomia dal controllo ecclesiale. Ad ogni modo, le ombre tenebrose dottrinarie sul “Cammino” sono gigantesche, fino a farci dire che questo indrottinamento (?!) neo-catecumenale è, forse, la più grande sintesi di eresie «... Anche gli eretici sembrano avere Cristo con sè; nessuno rinnega il nome di Cristo, ma rinnega Cristo chi non riconosce tutto quanto è proprio di Cristo». (S. Ambrogio) del nostro secolo. E questo illumina, tra l’altro, anche il perché non sia stato chiarito quale sia il giudizio reale, definitivo, della “Congregazione per la Dottrina della Fede”, né di quella del “Culto Divino”, né di quello per la “Disciplina dei Sacramenti”, né di quella del “Clero”, sulla “catechesi neo-catecumenale”, rimasta finora ancora segretissima per la massa degli itineranti. Infatti, i materiali di questa “catechesi kikiana”, - in 12 voluni! - sono ancora allo studio (?!) di quelle suddette Congregazioni, le quali, finora non hanno saputo emettere un pronunciamento ufficiale! Lo stesso cardinale James Francis Stafford (Presidente attuale del “Ponti- CHIESA CATTOLICA ficio Consiglio dei Laici”), nel corso della cerimonia di approvazione del “Cammino”, rivolgendosi agli stessi neocatecumenali, ebbe a dire che l’approvazione della catechesi “sarà il prossimo passo da fare”, e che Lui: “vi sarà vicino” e “vi accompagnerà con sollecitudine” (!!). Incredibile! Dopo averli lasciati liberi, e persino protetti, nella diffusione delle loro evidentissime “eresie”, che hanno rovinata la Chiesa cattolica per oltre 40 anni, adesso, il cardinale osa dire: «Nel pieno rispetto della vostra identità ecclesiale e dei vostri modi apostolici propri», (tutt’altro che inclini a sottomettersi nel tessuto ecclesiale! - n.d.r.), «oggi, inizia una nuova tappa nella vostra storia, in cui i rapporti con la Sede di Pietro si fanno più stretti», e che l’approvazione dello Statuto «non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza per il “Cammino”». Nelle parole del Cardinale e nel contenuto dei comunicati vaticani si può vedervi anche un impegno (?) a vigliare sul “Cammino” da parte della Gerarchia, ma, in realtà, si lascia carta bianca al loro procedere catechetico che è solo una sentina e un vulcano di “errori” antichi e nuovi, sia dogmatici che morali, liturgici e disciplinari, oltre che essere un vulcano anche di contraddizioni da cui non si può dedurne una qualsiasi logica di verità, e neppure dedurne un sistema di errori! Un vulcano, insomma, che non ha nemmeno una qualsiasi originalità, perché è solo una ripetizione di aberrazioni teologiche d’ogni tipo, che il Magistero solenne della Chiesa di sempre aveva rigettato!.. *** Vediamo ora, qui, in una breve sintesi, i principali “errori” già raccolti e pubblicati nel 1991, in appendice, sul libro: “Eresie del Movimento neo-catecumenale” - saggio critico del grande padre dott. Enrico Zoffoli. NEO-CATECUMENALI 1. Cristo ha redento il mondo. Cristo non ha operato nessuna redenzione. 2. Fondamentale premessa dell’opera redentrice di Cristo è la realtà storica del “peccato”. Il peccato non è possibile, perché l’uomo non può evitarlo. 3. La Grazia, pur essendo necessaria, tuttavia rispetta la libertà umana. Non si dà alcun problema sui rapporti tra Grazia e libero arbitrio, perché l’uomo non può non peccare. 4. Gesù ha soddisfatto la giustizia di Dio quale Mediatore della famiglia umana peccatrice. Gesù non può aver soddisfatto la giustizia di Dio, essendo Egli soltanto misericordia che perdona. “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 3 CHIESA CATTOLICA 4 NEO-CATECUMENALI 5. Gesù ha soddisfatto la giustizia di Dio offrendosi liberamente come Vittima dei peccati del mondo sull’altare della croce. Gesù non si è offerto come Vittima dei peccati del mondo: sulla croce non ha compiuto alcun “sacrificio”. 6. Gesù ha salvato il mondo per i meriti della sua “passione e morte”. Gesù ha salvato il mondo in virtù della sua risurrezione. 7. Gesù continua la sua opera salvifica mediante la Chiesa quale società visibile e “gerarchica”. La Chiesa non è una società gerarchica giuridicamente costituita, ma carismatica. 8. La Chiesa compie la sua missione in virtù del sacerdozio che fonda la Gerarchia, distinguendo il “sacerdozio” dei ministri del culto, ricevuto per il Sacramento dell’Ordine, dal “sacerdozio” dei semplici fedeli incorporati al Cristo per il Battesimo. Nella Chiesa non si dà un sacerdozio derivato dal Sacramento dell’Ordine, bastando il Battesimo per incorporare tutti al Cristo, unico e sommo sacerdote. 9. La Chiesa, all’altare, celebra un vero e proprio “sacrificio” quale “sacramento” dell’unico e perfettissimo offerto da Gesù sulla croce. All’altare non si offre alcun “sacrificio”, come da Gesù non è stato mai celebrato. 10. La Messa è un vero Sacrificio, celebrato da Cristo mediante il suo ministro visibile, indipendentemente dalla presenza e partecipazione dei fedeli... «Non c’è Eucaristia senza l’assemblea che la proclama (...). È da questa assemblea che sgorga l’Eucaristia». 11. Il Sacrificio eucaristico è condizionato essenzialmente alla distinta consacrazione del pane e del vino transustanziati nel corpo e Sangue di Cristo. La “transustanziazione” non è un dogma di fede, ma un puro tentativo dei teologi, volto a spiegare il “modo” della presenza di Cristo. 12. La Chiesa adora Cristo veramente, realmente e sostanzialmente presente in corpo, sangue, anima e divinità, sotto le specie del pane e del vino consacrati. La presenza vera e reale e sostanziale di Cristo nell’Eucaristia non può accettarsi, come non è credibile il presunto prodigio della “transustanziazione”: le briciole che avanzano o cadono dall’altare non contengono “presenza”, né quindi sono “adorabili”. 13. La presenza eucaristica insegnata dalla Chiesa giustifica il culto del SS.mo, donde la pratica della Comunione frequente, le visite, le benedizioni, le processioni, le adorazioni solenni, i congressi; come pure il dovere di osservare le rubriche riguardanti il contegno da tenersi alla presenza di Cristo, e ogni norma volta a coltivare la sensibilità eucaristica dei fedeli, ecc.. Negata la presenza eucaristica, tutte le pratiche relative al culto che ne conseguono sono vane e ridicole. 14. Il sacramento della Penitenza è realmente distinto da quello del Battesimo. La Penitenza si riduce al sacramento del Battesimo: la distinzione dell’una dall’altro non risale alla Chiesa primitiva. 15. La “conversione” del peccatore, che precede il sacramento della penitenza, è un fatto eminentemente personale. «La Chiesa (...) gesta e conduce alla conversione». 16. Dio concede il perdono dei peccati mediante l’assoluzione del sacerdote... «L’importante non è l’assoluzione...». «Il valore essenziale (...) del sacramento della penitenza è quello comunitario ed ecclesiale». 17. L’accusa dei peccati è segreta, auricolare... La confessione è pubblica, comunitaria. 18. La Chiesa crede nella realtà dell’inferno, minacciato ai peccatori ostinati in punto di morte. In virtù della misericordia di Dio, alla fine dei tempi, tutti saranno salvi. “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 CHIESA CATTOLICA NEO-CATECUMENALI 19. Fuori della Chiesa non ci dà salvezza. Per salvarsi: non è necessario che tutti appartengano alla Chiesa e si dispongano ad entrarvi come nell’unico ovile di Cristo. 20. Gesù, com’è l’unico Redentore e Maestro, così è l’unico Modello di santità che i credenti devono sforzarsi di imitare. Egli non si è presentato come “Modello” di vita. 21. Il Concilio Vaticano II non è in opposizione con quello di Trento, le cui definizioni sono irreformabili. Il Vaticano II è il solo Concilio valido per la Chiesa d’oggi e di domani, mentre quello di Trento rappresenta un’involuzione nella vita della Chiesa. 22. Soltanto il Magistero della Chiesa può interpretare autorevolmente la Bibbia. «La Bibbia si interpreta da se stessa attraverso parallelismi». Questa elencazione sugli “errori” teologici della catechesi che si tiene nelle adunanze neo-catecumenali, non è totalitaria, ma più che mai bastevole a dare la misura dello smarrimento dottrinale di questo Movimento kikiano che, purtroppo, ha trovato, incredibilmente, persino l’approvazione e l’appoggio di una vasta Gerarchia cattolica... irresponsabile! Sì, perché la Gerarchia avrebbe dovuto rendersi conto dei numerosi e gravi punti di coincidenza della presunta “dottrina” (?!) di Kiko con quella protestante, tutta in antitesi col Concilio di Trento e con tutta la Tradizione cattoli- ca, mostrandosi parallela se non addirittura superiore a quella cattolica, e mostrando, con cerimonie spettacolari e con l’interesse della stampa, della radio, della TV e del Clero, che non esistevano altre istituzioni con forme e metodi di vita apostolica così benemerite nella propagazione del messaggio evangelico, come quella del “Cammino neo-catecumenale. E così pure la Gerarchia poteva benessimo conoscere la “dottrina” (?) del “Cammino”, la sua singolare prassi liturgica, la legge del suo “segreto”, la dura disciplina imposta ai loro fedeli!.. Nè poteva ignorare l’accentuato prose- litismo e le forme intimidatorie dei “Catechisti” per non abbandonare più il “Cammino”, proclamato da loro come “unica possibilie via di salvezza”!.. E come potevano sottovalutare il livellamento del sacerdozio dei “presbiteri” con quello dei fedeli semplicemente battezzati?.. E come non vedere l’autorità attribuita ai loro “catechisti”, superiore persino a quella della Gerarchia?.. E come potevano non sapere della pratica neo-catecumenale della “pubblica accusa” dei peccati, anche gravi, contraria al naturale istinto del pudore e al diritto della propria fama, oltre ad essere anche Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 5 causa di disgregazione delle famiglie e di subbugli nelle varie comunità parrocchiali?.. E come non sapere dell’obbligo che i neo-catecumenali hanno di vendere i propri beni, per versarne, poi, la “decima”, la cui gestione veniva affidata, in modo incontrollabile, ai “Catechisti”?.. E come ignorare che la loro “Messa” è declassata a semplice “banchetto”, così che il Santissimo subisce inevitabili profanazioni, specie con la “Comunione sulla mano”, un traguardo diabolico voluto dalla Massoneria?.. Ed è possibile che la Gerarchia non si sia resa conto che i “neo-catecumenali itineranti” non sono affatto da equiparare all’opera dei missionari cattolici, che hanno rinunciato a tutto - parenti, averi, comodi, ecc., fino al martirio! - per dedicarsi all’evangelizzazione del mondo, come voluta da Cristo (“... euntes docete... evangelizzantes omnes populi”...), mentre i mandati da Kiko vanno all’estero ben equipaggiati e foraggiati dalle comunità d’origine, assieme alle loro rispettive famiglie?.. E per chiudere, possibile che i Vescovi non si siano mai domandati quali garanzie di validità possono avere le ordinazioni sacerdotali che avvengono nei Seminari di Kiko, addottrinati con tutti quegli “errori” dottrinali che contiene la sua “presunta dottrina”, che costituisce, sicuramente, una delle peggiori minacce per la Chiesa cattolica di oggi e di domani, perché è una delle più temibili insidie per la Fede, anche per la potenza organizzativa ed economica del Movimento?.. Giovanni Paolo II celebra coi Neo-catecumenali Ora, Noi di “Chiesa Viva” diciamo che è necessaria e urgente, ormai, un’operazione chirurgica su questa opera dei fondatori del “Cammino neo-catecumenale”, se la Chiesa vuole conservare la propria credibilità e impedire i casi di apostasia di quanti attendono, con impazienza, l’autorevole intervento del Magistero di sempre della Chiesa. Diversamente e inesorabilmente, la posizione della Chiesa peggiorerà davanti al mondo intero!.. “ABOMINATIO DESOLATIONIS” (Dn. 9, 27) di A.Z. «Nessuno vi inganni in alcun modo. Bisogna che prima venga la defezione e che si manifesti l’uomo dell’empietà, il figlio della perdizione, l’avversario, che si innalza al di sopra di quanto è chiamato Dio o è oggetto di venerazione, fino ad assidersi nel tempio di Dio, proclamando di essere Dio lui stesso» (2 Ts. 2, 3s). E non ci siamo? Non parliamo di ateismo, che pretende di divinizzare l’uomo al posto di Dio. Parliamo di ciò che avviene all’interno della Chiesa. Si sa che il modernismo, o progressismo, è sostanzialmente un ateismo larvato: lo si vede nelle sue origini protestanti e nel suo sbocco storico attuale. É partito dalla negazione del Vangelo, si è incanalato nei meandri della contestazione ecclesiale, si è infine alleato e confuso con la massoneria e il comunismo che ne alimentano la linfa. Appare, inoltre, sempre più evidente che la riforma liturgica, con l’emarginazione dei tabernacoli, le riduzione del Sacrificio a “mensa comunitaria”, le molte spensieratezze nel trattamento dell’Eucaristia, tendenti a dissolvere la fede nella “Presenza Reale”, si è snodata in piena sinto- 6 nia con il modernismo, di cui è il frutto maturo. Che vediamo, oggi, nelle nostre chiese? Il tabernacolo emarginato e il celebrante al suo posto; l’uomo assiso al posto di Dio, nel centro della celebrazione liturgica; tolto di mezzo il “Santo dei Santi”, e, al suo posto, povere nullità dall’intelletto ottuso che non avvertono la portata del sacrilegio compiuto, e, forse, mostri di apostasia che vogliono proporsi sacrilegamente al posto del Dio vivo! La Scrittura prosegue: «Il mistero dell’empietà sta già vigorosamente operando, in attesa soltanto che sia tolto di mezzo chi pone ostacolo. Allora, si manifesterà l’empio, che il Signore Gesù distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà con il fulgore della sua venuta; quell’empio la cui venuta, in forza dell’influsso di Satana, sarà accompagnata da ogni genere di portenti, di prodigi e di prestigi menzogneri, e da ogni sorta di inique seduzioni su coloro che si perdono per non avere accolto l’amore della Verità che li avrebbe salvati. Perciò, Dio manda loro una potenza seduttrice, così che credono alla menzogna, e siano condannati...» (2 Ts. 2, 7s). “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 MONS. ANTONIO ROMEO teologo-biblista profeta del satanico cataclisma neo-modernistico – del prof. Andrea Dalledonne 1 IL PROFETICO ARTICOLO DI MONS. ROMEO Il dott. prof. Antonino prof. Romeo, teologo-biblista (1902-1979); fu un grande campione della difesa dell’ortodossia cattolica, nell’esegesi biblica. Fu un vero profeta della più apocalittica sciagura, quale fu l’esplosione della peste neo-modernista. Sui suoi meriti in campo dell’esegesi biblica, si legga l’illuminante articolo dell’altro grande esegeta biblico, Mons. Francesco Spadafora, su “Palestra del Clero”, 21, 1979, pp. 1321-1327, in cui illustra la geniale soluzione data, in piena ortodossia, sui problemi esegetici, occasionati dai due testi di S. Paolo sull’escatologia, che Mons. Romeo aveva pubblicati sul suo volume: “Il presente e il futuro nella Rivelazione Biblica”, Roma-Parigi-Tournai-New York 1964, pp. 33-106. Ma i suoi scritti sui temi biblici spaziano innumerevoli, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, sia su “L’Enciclopedia Cattolica”, sia in altri Editori e numerose Riviste scientifiche. Ed ecco un rilievo dottrinalmente decisivo sulla personalità di Mons. Romeo: «In tutto il suo lavoro esegetico, accanto agli strumenti della critica testuale e letteraria, della filologia e della sintassi... teneva presente il criterio dogmatico, enunciato dal Concilio di Trento... e ripetutamente richiamato dal Magistero: nei brani attinenti al dogma e alla Morale, è da ritenere quale senso della Sacra Scrittura quello stabilito da sempre dalla Santa Madre Chiesa (“sensus quem tenuit ac tenet Sancta Mater Ecclesia”), alla quale soltanto compete lo stabilire il vero senso della Sacra Scrittura». All’ultra-sovversivo storicismo gnostico-immanentistico e pseudo-biblico, ora accennato, in questo suo articolo, Mons. Romeo oppone un chiarimento che, da solo, basterebbe a debellare quell’aberrazione, la quale invece, oggi, si manifesta come sempre più esondante perché, in fondo, “protetta”. Dice magistralmente Mons. Romeo: «Tutti i Documenti Pontifici, e in prima linea la “Divino Afflante Spiritu”, insegnano che l’esegeta cattolico, se è sacerdote, non è un mero filologo, ma è anche un teologo. Come per gli altri rami della teologia, l’esegesi biblica di un credente... è scienza che presuppone la Fede; non è parallela alla Fede in modo da non incontrarla, ma si illumina della Fede che accetta quale “principio e fondamento”»1. E contro lo storicismo, intrinsecamente gnostico-immanentistico, degli pseudoesegeti neo-modernisti, il nostro teologobiblista osserva anche: «In ogni generazione umana rinasce, con la vanteria dei “tempi nuovi”, il presuntuoso orgoglio dell’invariabile “gnosi”, la qua- 1 Cfr. ROMEO, “L’Enciclica Divino Afflante Spiritu”, cit., p. 424. Cf. Ivi, p. 453, nota 147. 2 Ibidem, p. 430. Cf. Ivi, p. 448. “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 le, oltre tutto, è mortalmente monotona, convenzionale e vacua»2. E dopo aver contestato a fondo l’agghiacciante storicismo neo-modernistico, per cui gli esegeti progressisti dicevano e dicono che la Chiesa deve sempre ripensare il proprio contenuto dottrinale in funzione della mentalità di oggi (!), e che, quindi, gli Autori sacri e ispirati vanno interpretati conforme non già a quanto scrissero ma a quanto scriverebbero e direbbero oggi (!) - il che significa, com’è evidente, rinnegare a priopri le verità eterne 3 4 Ibidem, pp. 434-439. Ibidem, cit., pp.438 s. Rilievi esattissimi non foss’altro perché la stregoneria della specie del Cristianesimo 3 - il Romeo denuncia e lamenta che «questa esegesi “moderna”, basata sul disprezzo o la trascuranza o l’ignoranza della Tradizione, dei tesori di sapienza e di conoscenza lasciati alla Chiesa dai Padri e dai geni del passato, è una gravissima minaccia non solo per la Fede, ma anche per la scienza... Così fanno i boscímani: non essendo in grado di elevarsi al di sopra della contingenza di tempo e di spazio che li rinchiude, rappresentano la divinità come un loro odierno stregone, coperto di terribili o ridicoli aggeggi»4. Sembra, pertanto, che le seguenti proposizioni dello Spadafora sintetizzino egregiamente l’intera questione: «1) Nessun battezzato, ancor meno se ecclesiastico o religioso, può negare o mettere in dubbio, scientemente, l’ispirazione, l’inerranza assoluta della Sacra Scrittura (anche in argomenti di Fede e di morale; ed è dogma!), il dovere di attenersi, nelle questioni bibliche che abbiano attinenza con la Fede e con la Morale, al senso che di quei sacri testi ha sempre tenuto la Chiesa, senza incorrere nell’eresia; 2) un’interpretazione della Sacra Scrittura più gnostica (cf. D. - S., 2058-3458) è pars magna della pseudo-esegesi neo-modernistica. 7 che di queste tre verità non faccia nessun conto non è più un’esegesi cattolica, ma un’esegesi ereticale. E tale è la “nuova esegesi”»5. Assolutamente al contrario, perciò, delle aberrazioni gnostico-storicistiche in accusa, è «necessario, anzi vitale, il “consensus Evangelistarum” (come scrisse S. Agostino), negato il quale, crolla il fondamentale principio dell’inerranza (assoluta della Sacra Scrittura, in quanto tutta divinamente ispirata - cf. 2 Tim., 3, 16)»6. All’inverso, la modernistica e poi - peggio ancora - neo-modernistica “immanenza vitale”, ovvero lo gnostico antropocentrismo immanentistico della pseudo-filosofia moderno-contemporanea, anatematizzata dal Beato Pio IX durante il Concilio Vaticano I (1869-1870), e nuovamente condannata dall’incomparabile S. Pio X nell’apostolica Enciclica “Pascendi” (1907), nonché la progessiva infiltrazione di questi errori-orrori nel mondo sedicente “cattolico”, hanno prodotto questa situazione demoniaca: «... Tutti gli elementi del sacro deposito della Fede cattolica sono messi in questione»7. Il che è sinarchicamente correlativo alla «spaventosa corruzione dei costumi che si sta diffondendo nel mondo intero... Si è così arrivati, oggi, alla “teologia nuova”, ispirata agli slogans del momento; alla “morale nuova”, che vuol soddisfare le passioni umane e abolire la nozione e il senso del peccato; alla “storia nuova”, che consacra lo storicismo o il trionfo del fatto; al “diritto nuovo”, che proclama la libertà del male e di quelli che sono abbastanza potenti per potersi tutto permettere (politici di qualsiasi mafia o brigata); alla “psicologia nuova”, basata sulla psicanalisi pansessuale; alla “pedagogia nuova”, che soddisfa tutti gl’istinti; all’“arte sacra nuova”, che esalta il surrealismo e concettualismo dei ciarlatani. Il vocabolo, una volta tanto in uso, “princípii”, sta scomparendo dalla circolazione»8. Perciò, il “doppio postulato gnostico” sulla falsa libertà, cabalisticamente confusa con lo scatenamento dei peggiori egoismi, e sul progresso umano, falsato in funzione dell’ottimismo immanentisticodeterministico, secondo cui tutto va di bene in meglio - enorme inganno che gli eventi quotidiani smentiscono di continuo! - perciò, appunto, il suddetto doppio postulato gnostico “divinizza la labile contin- genza del nostro volere individuale e del nostro esterno fluire collettivo verso un futuro ignoto, facendone il surrogato dell’Assoluto (si pensi alla irrefrenabile mitomanìa odierna del “terzo millennio”, fondatamente sospettabile di riesumazione mascherata dell’eresia del “millenarismo”, condannata dal Magistero della vera Chiesa)...»9. Da queste diaboliche ribellioni, davvero pluralistico-mondialistiche, a Dio, da parte della superbia prometeica, dell’ipocrisia farisaica e dell’immoralità indicibile di troppi - coinvolti parecchi “altolocati”, sedicenti cristiano-cattolici! - non poteva nascere che la situazione “ecumenica”, così profetizzata - quarantadue anni fa! - 5 Cfr. SPADAFORA, “La ‘nuova esegesi’...”, cit., p. 37. Cf. Ivi, pp. 53-297, 319-335. 6 Cfr. ROMEO, “L’Enciclica...”, cit., p. 436, nota 116. Circa l’assoluta inerranza, conseguente alla divina ispirazione, della Sacra Scrittura, cf. ID., “L’Ispirazione Biblica”, in AA. VV., “Il Libro Sacro...”, cit., pp. 55-189. Sull’imprescindibile importanza, al riguardo, della Tradizione dottrinale costitutiva, v. ID., ivi, pp. 185-189., “L’Enciclica...”, cit., pp.408432. V., infine, la v. “Tradizione”, in “Enciclopedia Cattolica”, vol. Xii, coll. 397-401. 7 Ibidem, p.445. 8 Ibidem, p.446 s. 8 da Mons. Romeo: «... Il grave, lo spaventoso pericolo d’oggi è che si attestino, all’interno della Chiesa, teorie o tendenze che minacciano di sovvertire i fondamenti della dottrina cattolica, come si esprime angosciosamente, fin dal titolo, il Papa Pio XII nell’Enciclica “Humani generis” (1950, sette anni dopo la “Divino Afflante Spiritu”). Tutto un incessante lavorio di tèrmiti, agitantisi nell’ombra, a Roma e in tutte le parti del mondo, costringe ad intuire la presenza attiva di un piano completo di aggiramento e di sgretolamento delle dottrine di cui si forma e si alimenta la fede cattolica. Sempre più numerosi indizi, da varie parti, attestano il graduale svolgersi di un’ampia progressiva manovra, diretta da abilissimi capi, apparentemente piissimi, tendente a togliere di mezzo il Cristianesimo finora insegnato e vissuto per 19 secoli, per sostituirgli il Cristianesimo “dei tempi nuovi». La religione predicata da Gesù e dagli Apostoli, intensamente attuata da S. Agostino, da S. Benedetto, da S. Domenico, da S. Francesco, da S. Ignazio di Loyola, viene febbrilmente corrosa perché scompaia, onde in sua vece s’imponga una nuova religione, la religione vagheggiata dagli gnostici di tutti i tempi, che già viene denominata, qui o là, “il Cristianesimo adatto ai tempi nuovi” (cf. tra la sterminata colluvie degli errori odierni, la mania, spiritualmente paranoide, del “terzo millennio”, il quale sarebbe, ipso facto, molto migliore di qualsiasi epoca precedente. “Risultato”, di hegeliana memoria, del rifiuto gnostico-deterministico-storicistico della vera libertà). Il Cristianesimo dei “tempi nuovi” sarà basato sulla divinità cosmica e sui diritti dell’uomo; avrà per dogmi del suo “Credo” il monismo evoluzionista col progresso indefinito, la libertà umana senza limiti (cioè la legalizzazione di ogni peccato, sacrilegio, delitto e impurità) e l’uguaglianza universale (cf. Gli odierni, ultratirannici populismi, intrisi di materialismo massonico-bolscevico, nei quali, come diceva il Romeo, la persona singola viene considerata “meno di un’ombra”), con venature di “fede” scientista, teosofica e occultista che varieranno a seconda degli ambienti. Avrà per morale obbligatoria l’“adattamento”, cioè il “conformismo”, con la proibizione di ogni “frustrazione” e il dovere di soddisfare tutti gl’istinti e gl’impulsi; la finalità ultima della vita eterna verrà rimossa (cf., fra l’immenso altro, il “famigerato e infame”, per il suo storicismo materialistico, “nuovo catechismo olandese”, mirabilmente contestato dai Mons. Spadafora e Landucci) e ad essa si sostituiranno le “realtà terrestri” (cf. L’odierna, neo-modernisticamente intoccabile, “secolarizzazione”, servile variante della “fede nel mondo”, propria degli ebrei cabalisti-talmudisti)... In questo Cristianesimo “nuovo”, Gesù, gli Apostoli, le definizioni e direttive del Magistero della Chiesa dei 19 secoli, rimarranno solo come ricordi, con valori unicamente “storico e apologetico”: anelli dell’evoluzione indefettibile che si fermerà soltanto quando l’uomo, divenuto l’Essere perfettissimo, si riassorbirà nell’infinità del Tutto...»10. Perciò, nella nota corrispondente al suo testo ora citato, il Romeo denuncia che, secondo i neo-modernisti, “tutto il Cristianesimo è da rifare”11. (continua) 9 Ibidem, p.449. Contro l’eresia in causa, v. PIOLANTI, “Millenarismo,” in “Enciclopedia Cattolica”, vol. VIII, coll. 1008-1011; ID., “La Comunione dei Santi”..., cit., pp. 621-625. 10 Cfr. ROMEO, “L’Enciclica...”, cit., p.454 s. 11 Ibidem, p.455, nota 150. “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 OCCHI SULLA POLITICA COMPLOTTO CONTRO LA CHIESA LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Per caso, in questi giorni, ho ritrovato, Tra le mie carte, un testo messicano, Con tanto di IMPRIMATUR, circolato Tra i membri del Concilio Vaticano Concilio che la Chiesa ha scardinato! Nel quale si dimostra che il marrano Avrebbe dalla Spagna agevolato L’esercito invasore musulmano, Sperando che l’Islamica invasione, Con qualche altro diabolico tranello, Portasse nell’Europa confusione, Contro la Santa Chiesa. Ma il “Cammello” Fu fermato a Poitiers, con decisione, Dal Franco Condottier Carlo Martello! Prof. Arturo Sardini Nota Traduco queste pagine di storia, Perché i cristiani facciano memoria! ESAU’ Vendé Esaù la primogenitura, Un dì, a Giacobbe, per un vilepiatto Di misere lenticchie: la Scrittura Ci riferisce, chiaramente, il fatto. La “civiltà” moderna, ben più oscura Di quella antica, replica il baratto, Con l’incoscienza e la disinvoltura D’un mondo imbarbarito e mentecatto. Il secol nostro l’anima ha venduto, Non al Demonio della tradizione, Dimenticato e quasi sconosciuto, Ma al Nuovo, che l’induce in tentazione Con un menù più ricco ed evoluto, Facendolo crepar d’indigestione! “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 QUAL È L’AMBIENTE NATURALE DELL’EDUCAZIONE? Non ci si può attardare su posizioni di retroguardia, perché è proprio la società pluralista, oggi, a giustificare la presenza di scuole che abbiano un preciso progetto educativo e siano sostenute da comunità di cittadini che rivendicano una propria identità religiosa e culturale. Come pure è proprio la crisi attuale delle ideologie e l’affermarsi del cosiddetto “pensiero debole” ad esigere uomini di carattere e di tempra che trovino sicurezza di sè e certezza di princìpi in una fede vissuta. Come del resto è proprio l’estrema parcellizzazione dello scibile e la sfrenata specializzazione della scienza a pretendere una fonte di verità oggettiva che sia al di fuori di tutto, e tutte le illumini senza, però, naturalmente, declassarle o schiavizzarle. Indipendentemente da ciò, è evidente che queste scuole così come quelle dello Stato, svolgono un vero e proprio servizio pubblico a favore delle famiglie che lo desiderano, per cui lo Stato ed i “pubblici poteri, a cui incombe la tutela e la difesa della libertà dei cittadini, nel rispetto della giustizia distributiva, debbono preoccuparsi che le sovvenzioni pubbliche siano erogate in maniera che i genitori possano scegliere le scuole per i propri figli in piena libertà, secondo la loro coscienza” (Dichiarazione conciliare “Gravissimum Educationis”). Non è qui, la sede per ricordare che, invece, in Italia, a differenza di quasi tutti gli altri Stati europei, nonostante il dettato costituzionale, esistono ancora forti discriminazioni che impediscono a milioni di genitori di esercitare, in concreto, il loro diritto di scelta educativa. E siamo arrivati, così, all’ultima domanda: A QUALI FINI TENDE L’EDUCAZIONE E QUELLA CRISTIANA IN PARTICOLARE? Si è detto, prima, che centro del rapporto educativo è l’uomo, aggiungendo anche che quest’uomo è visto dalla Dottrina Sociale Cattolica in tutta la sua integralità. Per questo, l’educazione cristiana “comprende tutto l’àmbito della vita umana, sensibile e spirituale, intellettuale e morale, individuale, domestica e sociale, non per menomarla, ma per elevarla, regolarla e perfezionarla secondo gli esempi e la dottrina di Cristo” (Enciclica “Divini illius magistri”). Un’educazione di tal fatta, perciò, promuoverà la formazione della persona umana, non solamente in vista del suo fine ultimo ma anche per il bene delle varie società delle quali fa parte, alle quali le virtù cristiane non potranno non portare grande giovamento. In pratica, in una prospettiva educativa di questo tipo, la Fede intende porsi di fronte alla cultura “come una forza critica e profetica, che relativizza ogni pretesa totalizzante delle ideologie e aiuta a discernere i germi di verità, per una visione autentica dell’uomo e del suo destino” (CEI, “La scuola cattolica, oggi, in Italia”). (continua) 9 Documenta-Facta Questo è quanto denunciava ieri l’on. Mario Borghezio, deputato della Lega Nord, con un comunicato stampa: «Fondi pubblici, quindi - continuava il comunicato - ad un ormai notissimo propagandista del Fondamentalismo islamico, che solo qualche giorno fa, a “Porta a Porta”, non ha esitato a giustificare i kamikaze palestinesi». (Libero, 13. 04. 2002). SPESE MILITARI USA E DEI 25 PAESI MEGLIO ARMATI (in miliardi di dollari) AIDS: IL FLAGELLO DELL’AFRICA I malati. Nell’Africa subsahariana, i sieropositivi e i malati di AIDS hanno raggiunto i 28,1 milioni, secondo l’ultimo rapporto dell’Unaids. Nel mondo, in totale, i colpiti dal virus sono 40 milioni. Le vittime. Nel 2001, in Africa, l’AIDS ha ucciso 2 milioni e 300mila persone. I nuovi casi d’infezione sono 3 milioni e 400mila. I Paesi più colpiti. La situazione più drammatica si registra in Botswana, Malawi, Monzambico e Swaziland, dove l’aspettativa di vita alla nascita non supera i 40 anni. Il Sudafrica, invece, detiene il record dei sieropositivi: 4 milioni e 700mila, secondo stime ufficiali (quindi in difetto). Le terapie. La maggior parte di chi ha contratto il virus non ha accesso ai farmaci antiretrovirali. Nel ‘99, 1 milione e 700mila bambini hanno perso un genitore o entrambi a causa dell’AIDS. ISLAM IRAN: PADRE DECAPITA LA FIGLIA PERCHÈ ERA STATA STUPRATA DALLO ZIO Teheran - Una bambina di sette anni è stata decapitata dal padre sotto gli occhi dei suoi fratellini. La sua colpa: essere stata la presunta vittima di uno stupro, soltanto sospettato dal genitore, da parte dello zio materno. Lo scrive, oggi, il quotidiano “Hayat-e Now”, aggiungendo che, in base alla legge, l’assassino non potrà essere condannato a morte proprio perché padre della vittima. L’uomo, infatti, in quanto padre della bimba, secondo la legge iraniana, ha su di lei anche il diritto di vita e di morte. E questo nonostante il fatto 10 che la madre avesse chiesto l’esecuzione dell’uomo in base al princìpio dell’ ”occhio per occhio, dente per dente”. L’episodio è avvenuto ad Abadan, nel sud dell’Iran. Sospettando che il cognato avesse appunto violentato la bambina, il padre ha pensato di sfogare la sua rabbia sulla stessa presunta vittima, colpevole, ai suoi occhi, di non essere “intatta”. Ora - scrive il giornale - gli altri bambini, che hanno assistito all’uccisione, sono assaliti dagli incubi ogni notte e nel sonno implorano il padre di risparmiare la vita della sorellina. «Qual è il crimine commesso da mia figlia, che si stava preparando ad andare per la prima volta a scuola?», ha chiesto la madre della bambina. «Anche se resta in prigione - ha aggiunto la donna - continuo ad essere terrorizzata da mio marito e dalla sua famiglia». (Libero, 19. 09. 02). IN 10 ANNI: 236 ASSASSINII, COMPIUTI DA MINORENNI Sono avvenuti dal 1992 ad oggi. Alcuni per calcolo; altri per essere più liberi, per avee più soldi, per avidità. Son tutti al di sotto dei 18 anni. La maggior parte degli omicidi sono stati per rapina (48), per vendetta e per questioni passionali (17), per droga (11)... Una media di 23 omicidi l’anno. Nel 1995, ben 32 omicidi! ISLAM: FONDI PUBBLICI ALL’IMAN DI TORINO «È alquanto singolare che un consistente finanziamento pubblico - di circa 40 milioni - sia stato generosamente elargito a favore delle attività commerciali di macelleria, facenti capo all’Iman di Porta Palazzo Boucha, nello stesso noto quartiere di Torino». (da: Thierry Meyssan, “La terribile menzogna”, Editions Carnot 2002, Fandando libri, Roma 2002, p. 111). “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 11 “ANTE PRAEVISA MERITA” Approvati i Neo-catecumenali (?!) di A. Z. 2 di precisare negli Statuti il peso da dare alla figura del parroco, nonché di valorizzare la presenza, nella Comunità neo-catecumenale, del presbitero e del suo compito di governo, di insegnamento e di santificazione; così, come di porre l’accento sul rispetto dovuto alla vocazione dei chierici e alla disciplina dei religiosi che percorrono il Cammino». 1. IL PRINCIPIO VA APPLICATO ANZITTUTTO NEI RAPPORTI CON LA GERARCHIA DELLA CHIESA «I primi catechisti nella Chiesa sono i Vescovi, successori degli Apostoli, consacrati da Dio e assistiti dallo Spirito Santo per essere buoni Pastori del loro gregge, a capo delle diverse Chiese locali, incaricati, quindi, della delicata e pressante responsabilità di annunciare il Vangelo di Cristo, di essere i dispensatori dei divini misteri, di insegnare la verità della fede e della sicura dottrina e di presiedere su tutti i fedeli, radunati nell’unità della carità. Ai Vescovi, quindi, uniti al Santo Padre nel Collegio apostolico, dovete fare sempre rispettoso e ubbidiente riferimento. Nulla senza il Vescovo! Lo Statuto è dato ai Vescovi - come viene detto del Decreto - quale “importante sostegno” nel loro “paterno e vigile accompagnamento delle Comunità Neo-catecumenali”2. Lo Statuto è strumento al servizio della comunione e perciò è “strumento al servizio dei Vescovi”3. Ci piace ricordare ed applicare qui quanto diceva il Santo Padre nella sua Lettera Enciclica “Redemptoris Missio”, quando, al numero 72, chiedeva ai Vescovi cordialità e magnanimità nell’accoglienza delle nuove realtà presenti nelle diocesi e a quelle un vero spirito di umiltà nel proporre e seguire il proprio cammino, inserendosi nel tessuto vivo e multiforme delle comunità cristiane. È vero che l’approvazione degli Statuti da parte della Santa Sede è come un invito e una garanzia perché l’esperienza del Cammino continui a svilupparsi in molte nuove diocesi, fermo restando che, come dicono gli Statuti stessi, tocca ad ogni Vescovo “autorizzare l’attuazione del Cammino Neo-catecumenale nella diocesi” (art. 26) perché proceda nelle parrocchie dove è stato espressamente invitato. Lo Statuto, quindi, investe i Vescovi di grande responsabilità. “Siate sottomes- 2 Cfr. “Decreto del Pontificio Consiglio” per 12 3. GARANTIRE LA LLIBERTÀ DI SCELTA Molto sentita è stata la forte affermazione della salvaguardia del “foro interno” delle persone, intesa non a restringere il “cammino” di conversione secondo la pedagogia propria della comunità, bensì a garantire la libera scelta delle persone, al contempo valorizzando sempre di più il sacramento della Penitenza, secondo quanto recentemente indicato dal Santo Padre nel Motu proprio “Misericordia Dei”. Moltre sono state le osservazioni incorporate nel testo e in tutto ciò devo dare atto agli iniziatori del Cammino di aver accolto con ubbidienza ed intelligenza quanto proposto, che secondo loro corrisponde alla vera natura e prassi del Cammino stesso. *** L’ex comunsta Kiko Argüello. si gli uni agli altri nel timore di Cristo”: questo principio governa i rapporti tra i Vescovi e tutti coloro che appartengono al Cammino». L’esortazione a “garantire la libertà di sceltà” conferma le insistenti accuse di “plagio”, mosse da molti osservatori al Cammino, plagio sulle persone, sulle famiglie e sulle comunità parrocchiali. Ecco alcuni episodi. Il plagio alle persone. «La Santa Sede si è anche preoccupata Il neo-catecumenismo rivela l’indole di una sètta, in cui l’individuo diventa strumento cieco, intruppato del gruppo dal i Laici, 29 giugno 2002. 3 2. E NON SOLO AI VESCOVI... Cfr. Art. 5 degli Statuti. “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 quale non riesce a liberarsi se non a fatica con conseguenze pesanti, dato il sistema di stretta obbedienza alla volontà dei capi. I Neo-catecumenali vengono iniziati “per gradi” tramite una serie di coinvolgimenti progressivi. Il catechista, tra i neo-catecumenali, è maestro indiscusso, al quale si deve obbedienza cieca. Un catechista ha confessato: Noi abbiamo vincolato tua madre all’obbedienza e le abbiamo ordinato di cacciarti via di casa. L’adepto si trova chiuso in un sistema di controllo garantito dal dovere di delazione. “La confessione pubblica dei propri peccati” diventa, per il Neo-catecumenali uno strumento di ricatto nel caso che l’individuo voglia staccarsi dal gruppo: I suoi peccati passati, diventano di pubblica conoscenza, per cui l’adepto rimane imbrigliato nel movimento per il timore che le sue malefatte vengano rese pubbliche. Un laico, che riuscì a liberarsi dal plagio, afferma: «Ero magnetizzato dalla loro catechizzazione e dalle loro certezze». Il Movimento gli veniva presentato come “l’unico modo autentico di essere cristiani”... Il fanatismo dei capi responsabili ha fatto prendere decisioni folli e irresponsabili a mia moglie, senza consultare il marito. Eravamo destinati a diventare una fabbrica di aborti... I capi assicuravano di avere l’appoggio incondizionato del Papa, ma non mi sembra che l’insegnamento neo-catecumenale sia la stessa cosa che insegna il Papa. Nei tre anni che frequentai il Movimento, mi resi conto della potenza persuasiva dei capi e che la loro concezione della famiglia ha ben poco a vedere con quello che insegna la Chiesa cattolica. Loro, attuano una sola famiglia di trenta o quaranta persone, guidate dal capofamiglia che è il catechista... Col moltiplicarsi degli impegni di gruppo, con l’aumento naturale delle amicizie tra i membri del gruppo e, soprattutto, col controllo psicologico dovuto alle confessioni pubbliche negli incontri, mi resi conto che i loro capi riescono a monopolizzare anche la vita privata della singole persone. Quasi per premunirci da misteriosi pericoli futuri, fin dall’inizio ci è stato insegnato che ci saremmo dovuti ben guardare da chiunque ci avesse detto cose diverse da quelle insegnate dai responsabili...». Il plagio alle famiglie. L’egemonia più odiosa riguarda la Famiglia. Il catechista afferma il dovere di obbedire a lui più ancora che ai familiari, coniugi, e genitori compresi. L’educazione dei figli, più che ai genitori è affidata al gruppo dei neo-catecumenali. Il plagio, in tal senso, provoca situazioni paradossali, come la donna che ha concepito 7 figli, e gli ultimi 4 li ha sottratti al padre per farli educare dal catechista; oppure, la madre di uno psichiatra che, non avendo ottenuto l’adesione del marito al Movimento, è stata costretta a dividersi da lui. Altre testimonianze accusano il Movimento di esercitare una pressione perché gli adepti sposino appartenenti al “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 gruppo. Libere scelte, vengono impedite. Anche l’unione tra gli sposi viene sconvolta fino a provocare la rottura del vincolo coniugale col coniuge che non aderisce alla sètta. «Solo Dio dev’essere amato: se il tuo coniuge o altri ti è di impaccio, rifiutalo». Un altro elemento di distruzione della vita di famiglia è il coinvolgimento asfissiante agli incontri e alle iniziative neo-catecumenali: l’adepto non appartiene più alla famiglia ma al Movimento, fuori del quale ogni altro affetto è considerato idolatirico. In certe occasioni, come nelle feste pasquali, i Neo-catecumenali vengono sequestrati dalla famiglia per gli impegni comunitari. Si è giunti perfino ad assistere una ammalata all’ospedale per impedire che, in un momento di debolezza, riprendesse i rapporti col marito. Né favorisce l’armonia coniugale l’obbligo alle famiglie neo-catecumenali di “versare un’alta percentuale delle entrate al Movimento”, per sostenerne, l’azione. Quanto ai sacerdoti, Kiko ammonisce: «Non facciano discorsi alla gente». Un aspetto dottrinale preoccupante riguarda il rapporto “sacerdoti e laici” nella ecclesiologia di Kiko. Egemonia ambientale. In particolare modo, tengo a sottolineare, qui, l’aspetto fondamentale rappresentato dalla vostra piena apertura di spirito e fattiva disponibilità ad essere inseriti nelle comunità cristiane parrocchiali e diocesane al servizio non solo di coloro che percorrono il “Cammino”, ma di tutta la comunità, offrendo i doni e i talenti che il Signore vi ha dato e al contempo apprezzando e valorizzando tutto ciò che lo Spirito suscita nella vita dei fedeli attraverso diversi itinerari di formazione cristiana e di modalità di espressione del Suo mistero di santità e di comunione. San Paolo “fa culminare le sue esortazioni, che descrivono una vita pervasa dallo Spirito, con la richiesta rivolta a tutti i credenti di sottomettersi gli uni agli altri... Inoltre i doveri sono elencati come doveri reciproci: “Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” (C.S. Keenan). A Firenze, i Neo-catecumenali sono entrati in una parrocchia con queste espressioni: «Siamo gli angeli del Signore. Con noi sta passando Gesù Cristo. Prendete al volo questa proposta, perché potrebbe non passare più!». L’accusa è che, quando entrano in una struttura ecclesiale, i Neo-catecumenali si impongono come dominatori, egemonizzando tutte le attività, senza lasciare spazio ad altri gruppi, o iniziative, che non siano loro. 4. IL TRATTAMENTO DELL’EUCARISTIA La celebrazione eucaristica del “Cammino” vuole ispirarsi al mistero della Croce; ma si tratta di una Croce Gloriosa, per cui scivola in secondo piano la Croce Dolorosa; e il “senso sacrificale della Messa” come ha istituito Gesù, cede al “senso conviviale”, erroneamente esaltato da molta liturgia post-conciliare. Giustamente, il cardinale Stafford esorta: «A chiunque abbia conosciuto il Cammino Neo-catecumenale è familiare la rappresentazione della croce gloriosa, che alcuni hanno anche a casa loro. Nella catechesi per la convivenza del primo scrutinio, Kiko Arguello proclama: “La croce gloriosa è il segreto profondo dei cristianesimo... La croce è proprio il cammino della nostra salvezza”. È la croce di Gesù che informa il Decreto e gli Statuti, la cui approvazione celebriamo oggi. Il mistero della croce, nel quale ogni cristiano è stato battezzato, è un unico mistero, il mistero dell’amore del Padre e del Figlio. Fino alla fine del suo pellegrinaggio terreno, il Figlio si è abbandonato in amore obbediente a Dio: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc, 23, 46). In questi anni in cui camminerete insieme nell’applicazione di questi Statuti, vi chiedo di essere attenti a tutte le strade che portano a Dio, indicate dall’amore obbediente di Colui che è morto in croce. L’accettazione e l’applicazione fedele degli Statuti, nonché l’obbedienza al Santo Padre e ai Vescovi della Chiesa, sono centrali nella ricompensa promessa a coloro che seguono la strada segnata dalle Beatitudini: “Una buona misura versata nel vostro grembo, pigiata, scossa e traboccante” (Lc. 6, 38). L’amore obbediente richiede la povertà che informa le Beatitudini. Mediante l’amore obbediente sarete sempre più condotti nel mistero della pienezza della gloria di Dio rivelata nella croce di Gesù». Uno degli elementi che maggiormente scandalizza gli osservatori del “Cammino” è il “trattamento dell’Eucaristia”, nel quale i fatti confermano le deviazioni della dottrina. Leggete questa lettera: «Riceviamo da una nostra cara amica di Roma la seguente descrizione di una celebrazione eucaristica dei neo-catecumenali. Il 15 ottobre sono stata avvertita che nel pomeriggio si sarebbe svolta, in San Giovanni in Laterano, la solita ordinazione dei Diaconi neo-catecumenali, presieduta dal card Ruini. Allora, sono andata per rendermi conto personalmente, come ho sempre fatto. Solo al vedere come era sistemata la Basilica c’era da piangere. La funzione si svolgeva tra l’altare della Confessione e l’abside. L’altare della Confessione era coperto con un panno, e, appoggiate di spalle, vi erano le poltrone del cardinal Ruini e di altri tre vescovi. Erano presenti circa trecento e più sacerdoti. Non volevano che io fossi presente, perché ci voleva il biglietto di invito; ma io, nonostante la loro insistenza, sono rimasta, trattandosi di chiesa pubblica... (Il rito si è svolto) senza Veni Creator, senza Gloria, senza Credo, tutti in piedi per l’Elevazione. Al posto delle ostie, c’erano delle pizze rotonde. Alla Comunione, tutti rimasero seduti; 13 mangiarono il primo boccone tutti insieme col card. Ruini, consumando il resto a più riprese. Tutti bevettero nelle coppe. I canti del gran capo Kiko erano da bettola. Ma la cosa più grave fu vedere con quale leggerezza venne trattata l’Eucaristia: sembrava che mangiassero dei pasticcini con una certa indifferenza. Volevo andar via, ma mi sono avvicinata a quella tavola che funge da altare, e ho visto alcune donne che prendevano i fiori e mettevano in bocca le briciole che stavano tra i fiori e sulla tovaglia. Allora, mi sono permesso di prendere alcune briciole che stavano per terra, non più di tante, perché non sapevo dove metterle e non volevo fare sacrilegi su sacrilegi. Ne ho preso a sufficienza per testimoniare la dispersione, e le ho messe in un bicchiere di vetro, e insieme con alcuni documenti le ho consegnate a un monsignore del Santo Ufficio. Egli ha ritirato tutto, e mi ha detto che ho fatto bene a documentare questi fatti. Sono andata via contenta di aver fatto qualche cosa, ma ho l’impressione che tali denunce servono solo a rinforzare i modernisti e i neo-catecumenali!.. Testimoni fidati ci informano sulle “liturgie”, dirette dal cardinale Ruini nella basilica di San Giovanni in Laterano, per l’ordinazione di sacerdoti o diaconi neo-catecumenali. Il cardinale è stato informato sugli errori neo-catecumenali da p. E. Zoffoli, eppure...! – 25 aprile 1991. Per la prima volta, in San Giovanni in Laterano, l’altare è stato sostituito con una tavola, sostenuta da cavalletti. L’Eucaristia è stata consumata secondo lo stile neo-catecumenale. – Ottobre - novembre 1991. Liturgia senza ritegno. Si è anche ballato. Proteste di vari sacerdoti e laici4. – 24 aprile 1992. È stata buttata della cera per confonderla con le briciole consacrate e impedire che fossero raccolte. C’è stato ancora il ballo. I neo-catecumenali dichiarano di essere una potenza e che bisogna dimenticare i dogmi. Un sacerdote è stato inviato, dal cardinale, a p. Zoffoli, per impedire la pub- cri. Le briciole furono buttate in uno scatolone. Minacce alle donne che osservavano, per riferire. – 10 ottobre 1996. Come al solito. – ecc. ecc. ecc. PIAGA CANCEROGENA NELLA CHIESA? Kiko Argüello. blicazione di ciò che è avvenuto. – 21 ottobre 1992. Persone buone raccolgono frammenti di ostie consacrate, per documentare in Curia. – 19 ottobre 1993. Il corpo di guardia cerca di impedire la raccolta di frammenti eucaristici, obbligando a mangiarle. Fatte foto documentative. – 12 ottobre 1994. Come al solito. – 10 ottobre 1995. Osservati sacerdoti che buttavano, disinvoltamente, le briciole eucaristiche rimaste nei vasi sa- La documentazione sugli errori del Neocatecumenato potrebbe proseguire indefinitamente, sulla base dei loro scritti e delle innumerevoli testimonianze raccolte da persone di ogni categoria. Per una conoscenza più estesa, rimandiamo alle documentazioni raccolte da p. Enrico Zoffoli, in “Verità sul cammino neocatecumenali”, “Catechesi neocatecumenali”, ecc. Ma già il nostro umile saggio consente di concludere che il neo-catecumenismo si radica in una teologia schizofrenica; è un vulcano di errori e contraddizioni che scardinano radicalmente la Fede e finiscono con l’allontanare gli stessi suoi adepti dalla pratica religiosa. Come fondare, inoltre, un “diritto canonico” dei “seminari (?!) neo-catecumenali “Redemptoris Mater” su simili basi teologiche?5. Ma ciò che più addolora è la cecità di ecclesiastici che accettano il neo-catecumenali, o peggio ancora, li gratificano del loro appoggio incondizionato!.. La gravità degli errori e l’estensione del Movimento costituiscono, per la Chiesa Cattolica, una piaga cancerogena che potrebbe diventare inguaribile, come il protestantesimo, se non si riccorre, senza indugi, a smascherarne l’insidia e alla condanna!.. 4 Cfr. Zoffoli E., “Magistero del Papa e catechesi di Kiko”, p. 95. 5 Cfr. B. Esposito, “Un nuovo tipo di seminario?”. Quaderni di diritto ecclesiale, n. 12, 1999. Una nomina SCANDALO! Dossier del Centro Studi Cattolici “Mater Ecclesiae” - (pp. 24 - € 2) Dopo la “Notizia” della nomina di S. Ecc.za Mons. Francesco Marchisano, pubblicata, ufficialmente, dall’Osservatore Romano, abbiamo sentito la necessità di una nostra protesta scritta, che non vuol essere polemica ma solo un richiamo severo ad uno stralcio di “Storia” da Noi già pubblicata sul nostro volume “Paolo VI processo a un Papa”. Qualcuno avrà pur notato che la ricerca della verità e il desiderio di chiarire l’attuale “scandalo della pedofilìa”, che ha coinvolto tanti sacerdoti degli Stati Uniti e di tante altre parti del mondo, non ci porta affatto a prendere la strada del pettegolezzo, bensì quella dei “fatti”, che superano certamente l’ambito dei rapporti tra le persone per entrare nelle vicende della cristianità post-conciliare, portandoli di nuovo alla conoscenza della Gerarchia ecclesiale responsabile. Non sono, certo, pagine edificanti, ma serviranno, però, ad “edificare” una futura “nuova Gerarchia cattolica” che ravvivi la Fede non più nell’uomo - “maledictus homo qui confidit in homine!” - ma solo nel Fondatore dell’unica Chiesa Cattolica, quella di CRISTO GESU’ REDENTORE! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 14 “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 IL DISEGNO DI LEGGE SULLA “LIBERTÀ RELIGIOSA” – completamento dell’apostasia in Italia – del dott. Solideo Paolini L’ITER DELLA PROPOSTA Rivelazione, consenta di uscire dai luoghi comuni illuministico-massonici. A giugno di quest’anno è approdato alIn realtà, tale progetto, di fortissima imla Camera dei deputati un disegno di pronta massonica (da logge sinarchilegge, detto “sulla libertà religiosa” che), è piuttosto per la “parità dei culche, se approvato, costituirebbe un atti”: nel senso di un livellamento delto molto grave sul piano di princìpio (e le religioni, le quali, sottomesse simbolico) ed avrebbe conseguenze all’ideologia egualitarista e relativirovinose su quello pratico. sta, sarebbero forzatamente poste Approntato sotto i Governi delle sinitutte assolutamente alla pari. stre che, naturalmente, continuano a Di fatto, il ddl “finirebbe con l’equicaldeggiarlo e ad avanzare proposte in parare tutte le confessioni”2, il Cattal senso, il provvedimento è stato ritolicesimo con l’Islam e, perché no? preso dal Governo, diciamo moderato, con il satanismo (che, sulla china di attualmente in carica (è bipartisan, coquell’impostazione, non potrà essere me la Massoneria!). In particolare il un culto “discriminato”): favorendo peCcd-Cdu e Alleanza Nazionale, che raltro le sètte d’ogni sorta. raccolgono la maggior parte dei voti È un provvedimento che, giustificato in dei cattolici non progressisti, non hannome del liberalismo e del democratino avuto nulla da ridire; anzi, sono cismo (alla cui logica erronea effettivastati zelanti nel mostrarsi allineati ai mente risponde), va massicciamente canoni neo-totalitari del politically coroltre le posizioni pratico-operative del rect (il presidente Casini, addirittura è liberalismo moderato e del senso cointervenuto, in quei giorni, ad un Conmune della grande maggioranza dei vegno apposito, organizzato dal verdenon praticanti; scavalca a sinistra il radicale on. Luigi Manconi, e zeppo vecchio laicismo (anche quello in fordi frammassoni, vantando la “traverma anticlericale) per giungere ad un sale attenzione politica” sul tema). modus operandi giacobino e radicalSennonché la Lega - in particolare mente socialisteggiante, liberal-marxil’on Bricolo - si è risolutamente sta. Una posizione tanto apertamente schierata contro il disegno di legge ideologista da fare a pugni, oltre che (soprattutto paventando il rischio di faprimariamente con la Santa Fede Catvorire un’infiltrazione islamica civilmen- Rappresentazione simbolico massonica della sintesi di tolica (per cui un cattolico, che accette pericolosa), trovando, a quanto pa- tutte le religioni, all’insegna dell’ebraismo esoterico. tasse questo, diverrebbe un apostata: re, qualche eco in Forza Italia (benè roba da Giuda!), persino con le semché quest’ultimo sia il Partito cui applici considerazioni naturali e buonsenpartiene il relatore del provvedimento, siste, d’ordine storico-popolare, sulle on. Bondi), e riuscendo di fatto a fernostre radici, e infine con la prudenza sare un disegno ideologico dirompente: marne l’avanzata. Almeno per il momenpolitica (calcoli elettorali e similitudini di non mi sembra, infatti, che in Italia i to1. meccanismi inclusi): tutto rinnegato. non cattolici (testimoni di Geova, musulPiù ampiamente: è - ci torneremo - la mani, atei) manchino attualmente di listrada deviata e in discesa che condubertà civile (semmai, sono i cattolici non IL SUO CONTENUTO ce dal liberalismo al social-comuniallineati che potrebbero correre qualche smo, dalla libertà religiosa all’uguarischio). Neppure mi sembra sia diffusa Circa il merito della “proposta” in cantieglianza irreligiosa, dalla perdita della una riflessione filosofica e dottrinale che, re, va posto in evidenza il nome equivoco Fede all’oscuramento del buonsenso e con il discernimento, la chiarezza dei tered ingannevole sotto cui si vuole far pasdella ragione, dal rifiuto, o dalla perdimini e la luce soprannaturale della divina 1 Cfr. Tutta la stampa del 26 giugno e “Il Gior- “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 nale” dell’8 agosto, oltre a fonti personali. 2 Cfr. “Libero”, 26 giugno 2002. 15 ta di vista del soprannaturale, alla crisi e alla perdita dei valori naturali: un processo a gradi e stadi, tipo una palla immessa in una discesa, ma fondamentalmente unitario. SIGNIFICATO E POTENZIALI CONSEGUENZE Per dare l’idea della portata del provvedimento in oggetto, pensiamo a ciò che qualora disgraziatamente andasse in porto - significherebbe e prevedibilmente comporterebbe: il completamento ufficiale dell’apostasia dell’Italia. Sotto il lato di principio, la nostra Patria non sarebbe più, in qualche modo un Paese formalmente cattolico. Certo, la scristianizzazione degli ultimi decenni, materialmente, e il nuovo Concordato Craxi-Casaroli, formalmente, hanno fatto sì che questo sia un processo già molto avanzato: l’esito favorevole della proposta di legge sarebbe un altro duro colpo, forse il colpo di grazia. Coi vari segni d’impazzimento generale, l’11 settembre e i rumori di guerra, si osa ancora sfidare l’ira di Dio? Per dirla con il beato Pio IX: «guai, guai, guai!» a chi sosterrà questa empietà ed agli ignavi che non vi si opporranno con forza. È il secondo castigo di Fatima: il peccato sociale della ribellione radicale e pubblica al Regno di Cristo, con la perdita della Fede fino all’apostasia diffusa, attira sul mondo, in particolare sull’Europa e sulle Nazioni ingrate, i castighi divini; particolarmente il flagello del comunismo, frusta che sentiranno sonoramente... Sotto il lato operativo, pratico, sarebbe la fine di quel po’ di cattolicesimo che, bene o male (poco e male), è rimasto a livello pubblico e sociale: e la vita pubblica diverrebbe completamente atea. Porto un paio d’esempi per illustrare la dinamica di certi grimaldelli e le conseguenze di una linea che, se non nasce con questo disegno di legge, nondimeno ne troverebbe una grossa pezza d’appoggio. – “Libero”, quotidiano liberale, ostentatamente filo-americano e anti-comunista, pubblicava, il 13 agosto di quest’anno, un interessante articolo, significativamente stigmatizzando l’accaduto. «Sante Licheri, il giudice per le famiglie, il più popolare, le cui sentenze hanno comunque un valore inappellabile (..) ha deciso che è finito un mondo. (...) È molto importante quello che è successo ieri in televisione (...) La storia è presto detta. Una signora napoletana (...) è stata spinta da due invalidi che non possono uscire di casa, a organizzare una messa mensile nel cortile del condomino (...) Mezz’oretta al mese. Una signora, cristiana anch’essa (!), in nome della tolleranza per altrui religioni, si oppone. “C’è una famiglia di musulmani nel palazzo: si sentono esclusi”. Licheri ha dato ragione a lei. (...) “Non si può” (...). In quasi tutta Italia, in Lombardia capillarmente, il mese di maggio prevede rosario e messe pellegrinanti con altarini preparati dalle donne (...) D’ora in poi, ci vuole la decisione dell’assemblea, e basta un musulmano 16 per palazzo (...) e questa tradizione è finita. Dev’essere questa la libertà?..». Il laico-pragmatico “Libero”, che non è certo dei nostri, commenta: «Formalmente, è una perfetta decisione di tipo liberaloccidentale, in pratica, somigliamo un po’ di più a Cuba». Morale: in nome della “libertà religiosa”, a due invalidi viene di fatto impedito - in un Paese che dal cristianesimo ha ricevuto tutto - di ascoltare la Messa! E a dare man forte ai giudici comunisti, arrivano queste proposte di legge. Mi chiedo - poiché i nemici del cattolicesimo sono molto più coerenti dei cattolici moderni - che fine faranno l’ora di religione, le immagini sacre nei luoghi pub- ca, che pertanto dev’essere - anche se non si hanno l’onestà e il coraggio intellettuali di dirlo in modo aperto, esplicito rigorosamente atea. È il fallimento dell’ecumenismo attuale sul suo stesso terreno, in relazione al suo calcolo: gli ecumenisti si illudevano che l’interreligiosità contrastasse più efficacemente la secolarizzazione, l’irreligione, l’ateismo e, invece, l’apertura a tutte le religioni (non contrastata, ed anzi positivamente favorita come scelta ideologica fondamentale) fa il gioco di... nessuna religione! I “cattolici tradizionalisti” lo dicevano da tempo. IL DOVERE DI DAR BATTAGLIA «I mussulmani diranno: eh, guardate quella gente lì, questi cani di cristiani: non hanno nemmeno un Dio, poiché (...) non costruiscono un edificio della loro religione, ma costruiscono una moschea. Sono proprio dei cani». (Generale Desonni, che conosceva bene i musulmani e se ne guadagnò il rispetto) blici... giacché presuppongono un posto non paritario della Religione cattolica e perciò, in tale ottica, una “discriminazione” tout court?.. Chissà quanti, del centinaio di deputati (quasi tutti del centrodestra) che ha sottoscritto il progetto di legge leghista per il ripristino del Crocefisso nei luoghi pubblici, si son avveduti del contrasto con la proposta di cui stiamo parlando, che brucerebbe il terreno a quella cosa buona! Dalle mie parti, è rimasta l’usanza, in occasione di cerimonie pubbliche, inaugurazioni e simili, di chiamare il parroco per la benedizione o la Santa Messa: con la parità irreligiosa, anche questi scampoli di cattolicesimo rischiano di venir meno. Significativo un episodio del quale sono venuto personalmente a conoscenza: il Direttore del giornale d’un ente pubblico, si è rifiutato (almeno in prima battuta) di pubblicare, nella “posta dei lettori”, una lettera su temi cattolici, dicendo: se pubblico questa, per non fare discriminazioni, dovrei pubblicare eventuali lettere di ogni religione che mi venissero inviate: questo non sarebbe praticabile, anche per motivi di spazio, perciò, non pubblichiamo nessuna lettera su argomenti religiosi. E si noti che il Direttore in questione non è un arrabbiato anticlericale, bensì un pragmatico molto sensibile all’aria che tira. Morale: concretamente, via la questione della religione dalla vita pubbli- È evidente che la gravità del “provvedimento” comporta il dovere di coscienza, davanti a Nostro Signore Gesù Cristo, rex et salus Italiae, e per il bene della nostra cara terra, di opporci con determinazione e zelo. Urge mobilitarsi: in primo luogo, con le armi della preghiera (soprattutto del Santo Rosario, che ci ottenne la vittoria a Lepanto) e della penitenza; in secondo luogo, sensibilizzando alla questione tutti coloro che possiamo, soprattutto le persone influenti che si avesse la possibilità di raggiungere. È grave dovere di coloro che lo possono, supplicare il Sommo Pontefice, primate d’Italia, di intervenire esplicitamente. I vescovi italiani, che dicono ad alta voce la loro, praticamente, su ogni fatto politico e sociale, taceranno (o si limiteranno a qualche timida osservazione) proprio su questo? Non ci sarà qualche vescovo o cardinale che perorerà, presso la Conferenza episcopale italiana, un vigoroso intervento e, in ogni caso, leverà ben udibile la sua voce? Ad ostacolare una netta presa di posizione c’è, peraltro, il nodo che ora anche da noi giunge al pettine, della dichiarazione del Concilio Vaticano II, “Dignitatis humanae”, appunto sulla “libertà religiosa”: la quale – contra factum non valet argomentum – non è valsa a fermare solidamente le persecuzioni violente, comuniste e islamiche, mentre è stata efficace nel favorire fattivamente la laicizzazione dei residui Stati Cattolici (ci sono esempi di casi in cui ad essa si è esplicitamente richiamata la parte ecclesiastica per “rubare il ruolo” ai laicisti). Tuttavia, prescindendo in questo dalle riserve teologiche su tale contrastato e “pastorale” documento, e benché effettivamente non faciliti, ad esempio, l’opposizione alla costruzione di moschee, è da dire che, nel caso, invocarne il dettato a sostegno, comunque a resa davanti al disegno di legge che porta lo stesso nome, sarebbe abbastanza arbitrario e impugnabile. Infatti, il “Proemio” della “Dignitatis humanae”, inquadrando più precisamente l’oggetto ed il contenuto del testo conciliare, afferma “E poiché la libertà religiosa (…) riguarda l’immunità dalla coercizione nella società civile, essa lascia intatta la dottrina tradizionale cattolica sul dovere morale dei singoli “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 e delle società verso la vera religione e l’unica Chiesa di Cristo”, definizione della libertà religiosa come “l’immunità da coercizione” - ripetuta più volte, e nel caso (così spinto) del progetto di legge non si vede quale coercizione a danno degli acattolici sarebbe da rimuovere. In ogni caso, non si dice ufficialmente che il “Concilio” va letto, va inteso, va ricevuto “alla luce della Tradizione”? Ecco una facile occasione (è evidente persino al buon senso puramente naturale!) per mostrarlo con le applicazioni che se ne fanno. Infine, tutti coloro che possono raggiungere dei governanti, delle persone investite di responsabilità politiche, hanno il dovere morale di farsi sentire, con determinazione adeguata (benché, se la situazione è così grave che anche nella Chiesa, pur continuando ovviamente a sussistere, al momento è eclissata – l’aveva profetizzato la Madonna a La Salette – come attendersi molto dai politici?). Certamente, non sappiamo se riusciremo a ottenere qualcosa; forse, anche qui, dobbiamo bere l’amaro calice sino in fondo. Ma, realisticamente premesso di non contarci troppo, ciò non toglie che dobbiamo combattere la nostra battaglia e, sottolineo, fare una battaglia cattolica, poggiata sulla roccia della Fede (non soltanto su considerazioni d’ordine naturale e mai su altre forme di menzogna, ad esempio su un filone non giacobino del medesimo laicismo o su un farraginoso compromesso tra l’ideologia e il buon senso). Se si portasse via un terrenuccio, tutti lo difenderebbero “con le unghie e con i denti”: ci si porta via quel po’ di cattoli- cesimo che è rimasto nella vita pubblica e sociale, e lasciamo fare come se nulla fosse? E come pretendiamo che i musulmani, gelosissimi della loro religione, non ci disprezzino e detestino ancor di più? «Per questo il mio corpo si consuma: per la cristianità che va in rovina». (Il poeta Paul Claudel, “L’annunzio a Maria”) LA FUNZIONE DEI SINTOMI Una considerazione che meriterebbe d’essere sviluppata, e che immediatamente va presa sul serio dedicandole una profonda riflessione, è la necessità primaria, davanti a tali frutti, in cui il guasto è più evidente, di non fermarsi ad essi (per lamentarsene o anche per combatterli), ma coerentemente rigettare la pianta che li ha generati e risalire alle loro radici. Le rovine del post-moderno, infatti, sono pesanti (e ancor più lo saranno se continua la sordità spirituale universale), ma, al contempo, hanno anche un risvolto po- sitivo: agli spiriti non superficiali o sclerotizzati palesano, con maggiore evidenza, la velenosità della pianta, l’erroneità della strada che sarebbe terribile stoltezza ostinarsi a percorrere. Questo non vuol dire che sia in sé sbagliato il cercare di evitare il peggio o alcune singole storture, ma sempre nella lucida consapevolezza che, se si uccide la pianta, prima o poi muoiono anche i frutti… c’è da essere lucidi sulla rigorosa coerenza della realtà, per cui, crollata la civiltà cristiana, i suoi resti sono tutti a rischio. Come si pretende che la civiltà, nata dal Cattolicesimo, regga se non si riaccende nei “lontani” e non si rinvigorisce nei “vicini” la fiamma della Fede? Andando in profondità, si capisce il rischio di opporre ad un errore un altro errore: magari in una forma meno estrema, magari ad uno stadio più moderato, ma figlio della stessa matrice, animato dal medesimo princìpio; e accettarlo per l’apparente contrapposizione. Si capisce che se non si va alle radici, ciò potrebbe sembrare più pratico, più realistico, più di successo, ma, in realtà, non si costruisce solidamente. Si capisce che con una “lunghezza d’onda” di mero contenimento dei danni è sterile, e che, davanti alle enormità, è altresì coinvolto l’itinerario che ha condotto ad esse, spingendo ad un cambiamento di prospettiva strutturale. Se si coglie questo, allora, “dal male viene un bene” (meravigliosa Provvidenza del Dio d’infinite misericordie!). se si reagisce così, il disastro non è stato vano. Cor Iesu, adveniat regnum tuum! Adveniat per Mariam! VAGLIA POSTALE DA USARE ANCHE PER OFFERTE PER LE “MISSIONI” Per le offerte indirizzate alle nostre Missioni (Ecuador, Cairo, Sudan), è sufficiente specificare, alla causale: ALTRO, la voce: OFFERTA MISSIONI Attenzione: Conservate la ricevuta, sia postale, sia bancaria delle vostre offerte per le Missioni: potrete utilizzarla per la prossima dichiarazione dei redditi, nei limiti previsti dalla legge. “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa 20. «Durante la Prima Guerra mondiale, nel periodo tra il 1915-1916, per nessuna ragione plausibile, la Gran Bretagna, d’improvviso, si trovò a corto di quei prodotti chimici necessari per la fabbricazione di esplosivi. Le munizioni erano così scarse che furono razionate. Il Governo Asquith fu accusato di incompetenza in campo militare. Ma questa inspiegabile contingenza ebbe un effetto disastroso su un altro fronte: la Russia zarista si trovò disarmata, perché la promessa di armi e munizioni, fatta dalla Gran Bretagna alla Russia alleata, non poté materializzarsi! Esaminiamo, ora, i fatti. “Sionisti di spicco possedevano la maggior parte, se non tutte le maggiori industrie belliche della Gran Bretagna. La ditta Brunner & Mond era stata incaricata di fare il possibile per risolvere la situazione critica della scarsità di esplosivi. Usando fondi governativi, essa costruì un enorme impianto chimico a Silvertown. Sir Alfred Mond fu nominato da Sua Maestà Commissario dei Lavori. Egli divenne, poi, il capo dell’Agenzia Ebraica in Palestina! I lavori di costruzione ebbero un forte impulso. L’impianto entrò in produzione a tempi di record tanto che complimenti, ringraziamenti e onori furono rivolti e conferiti ai ricchi finanzieri sionisti, che si pensava stessero impegnandosi al massimo per lo sforzo militare britannico. Avvenne però che, non appena l’impianto di Silvertown entrò in produzione, esplose in aria facendo 40 morti. Più di 800 edifici e case furono demoliti in quell’esplosione! Per l’impossibilità della Gran Bretagna di inviare armi e munizioni alla Russia, come era stato promesso, il Fronte Orientale subì una disfatta militare. I giornali riportavano le notizie delle truppe russe che combattevano con dei bastoni e con i pugni nudi fino a farsi massacrare dalle truppe tedesche ben equipaggiate e armate»1. 21. «Una lettera, scritta dal Professor Bernard Pares (che fu, poi, nominato Cavaliere) a Lloyd George chiarirebbe che le armi e le munizioni promesse al Governo Imperiale Russo erano state trattenute, deliberatamente, per creare le condizioni favorevoli alla Rivoluzione Russa, che si stava pianificando a Ginevra e a New York dai banchieri internazionali”. La lettera del professore Pares, in parte affermava: “Devo sottoporle la mia forte convinzione che l’increscioso fallimento della società Vickers-Maxim & Co. di fornire alla Russia le armi e le munizioni arrivate in questo Paese cinque mesi fa, sta mettendo in pericolo le relazioni delle due Nazioni e, in particolare, la loro cooperazione nello sforzo bellico della presente guerra… MI E STATO RIFERITO CHE, FINO AD OGGI, NESSUNA FORNITURA HA 18 Georges Mandel (alias Jeroboam Rothschild, capo della Casa parigina dei Rothschild) e suo figlio, il Colonnello Mandel House. RAGGIUNTO LA RUSSIA”. David Lloyd George, al tempo in cui fu scritta la lettera, era Ministro delle Finanze e del Tesoro, e, quindi, responsabile dei finanziamenti di guerra. La ditta Vickers-Maxim & Co. era controllata da Sir Ernest Cassels, associato della Kuhn-Loeb & Co. di New York che, a sua volta, era affiliata ai Rothschild e ai banchieri internazionali d’Inghilterra, di Francia e di Germania, ecc..»2. «Per provare che la Vickers-Maxim & Co. era, a quel tempo, sotto l’influenza della Kuhn-Loeb & Co, Boris Brazel ci informa che: “Il 4 febbraio 1916 il ‘Partito della Rivoluzione Russa’ in America organizzò un incontro a New York con la partecipazione di 62 delegati… Fu rivelato che rapporti segreti, appena giunti dalla Russia, designavano il momento come favorevole… l’assemblea venne assicurata che ampi fondi sarebbero stati messi a disposizione da persone simpatizzanti... In questo contesto, il nome di Jacob Schiff fu menzionato ripetutamente”. Jacob Schiff, a quel tempo, era uno dei massimi dirigenti della Kuhn-Loeb & Co, e approssimativamente 50 dei 62 delegati presenti all’incontro, del 4 febbraio 1916, erano uomini che avevano avuto una parte attiva nella Rivoluzione Russa del 1905»3. 22. «Il potere di questi banchieri internazionali è messo in luce da un fatto che accadde durante le Conferenze preliminari (al Trattato di Versailles) tenute a Parigi nel 1919. I negoziati tendevano ad allontanarsi dalla politica dettata dai banchieri internazionali allora, Jacob Schiff, di New York, spedì al presidente Wilson - che era presente alla Conferenza di Parigi - un telegramma di duemila parole col quale “istruiva” il presidente degli Stati Uniti su cosa fare circa il Mandato In Palestina, le Riparazioni di Guerra tedesche, l’Alta Slesia, il corridoio di Danzica e Fiume. Il telegramma era datato 28 marzo 1919 e Schiff lo aveva spedito a nome dell’Associazione della “Lega delle Nazioni Libere”»4. 1 Cfr. W. Guy Carr, “Pawns 2 Idem, pp. 88-89. 3 Idem, p. 89. 4 Idem, pp. 102-103. in the game”, CPA Pubblisher. p. 88. “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.m.mo Don Luigi Villa, leggendo la “Padania” del 24-25 giugno scorso, ho avuto la sorpresa di leggere il paginone dedicato a Lei e alla Sua opera di informazione, nel dire ciò che tutti tacciono, e nel gridare sui tetti ciò che solo certuni sussurrano nel profondo degli scantinati... (dott. R. S. - Verona) *** Rev.do e caro Mons. Villa, ho avuto particolare intenzione nel Santo Sacrificio per il Suo “sessantesimo” di Sacerdozio. Sessant’anni e più, segnati da un amore grande e concreto per la Chiesa, e da un singolare discernimento e coraggio nel combattere i nemici di Cristo Signore. I suoi anni di azione sacerdotale hanno attraversato il pericolo più burrascoso della Cristianità, aggredita all’interno e ciò che è peggio tradita dai suoi stessi figli, anche ai vertici! Ha pagato eroicamente di persona, e Gesù Le è particolarmente grato! Le auguro ogni bene, avendo io stesso fruito a lungo della Sua esperienza, cultura e testimonianza. Gesù La rimeriti con tanta generosità! Con tanta gratitudine e deferenza, Suo dev.mo (p. V. D. B.) *** Egr. Direttore, sono un assiduo lettore, da molti anni, del Suo mensile “Chiesa viva”, di cui apprezzo immensamente i contenuti, descritti sempre con scrupolosità, professionalità e massima libertà di pensiero. Ieri, ho sentito al telegiornale che, nel prossimo anno, sarà proclamato Santo, oltre a Padre Pio, anche il fondatore dell’Opus dei, il Sac. Osè Maria Scrivà, e sono rimasto esterrefatto, in quanto, nel passato, lessi un articolo negativo su di lui nel mensile “Chiesa viva”. Come può il Vaticano, se conosce il Suo articolo (e non può essere il contrario), dare questa notizia? Le porgo i più sinceri auguri per il Santo Natale. (A. R. - Roma) *** Rev.mo Don Villa, la famiglia Cianciarelli giubila con Lei i 60 anni sacerdotali, costellati da continue battaglie morali. *** Egregio Monsignore, ho letto attentamente la Sua ultima pubblicazione “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!”. Le esprimo il mio più vivo plauso per aver difeso con coraggio e profonda dottrina la Fede e l’unico vero Dio, Uno e Trino, di fronte alla dilagante considerazione e valorizzazione di religioni false a aberranti. Non capisco né potrò mai capire perché, in nome di un dialogo inutile e dannoso, si mette in disparte Gesù Cristo, Dio Figlio di Dio, pietra angolare della Fede e della Chiesa. Nell’apprezzare i Suoi sforzi per tener alta la fede nell’unico vero Dio,Uno e Trino, e nella Santissima Madre Maria, Le porgo il mio più vivo e devotosaluto. (E. B. - FI) LA CROCE E LA MEZZALUNA di Antonio Caruso L’assalto subìto dalla Chiesa sul piano culturale, orchestrato dai sinistri (squallidi agenti della sinistra rivoluzionaria) ha dell’incedibile. Uno dei pezzi forti di cannone, per diffamare la Chiesa, riguarda le Crociate, per le quali il complesso di colpa dei cristiani ha portato masse di ignoranti a battersi il petto altrui, come nel caso dell’Inquisizione, della conquista dell’America Latina, di Galileo, di Lutero, della shoà e, ultimamente di Pio XII. Basterebbe una cultura storica da liceali per capire come realmente sono andate le cose, ma l’ignoranza fa sì che persecutori accaniti, che da millenni aggrediscono la Chiesa, passino per perseguitati. Gli ebrei fanno gran chiasso sulla shoà per dissipare il ricordo di mezzo millennio di aggressioni che hanno portato, mediante le loro massonerie, alle rivoluzioni e alle tragiche guerre di questi ultimi secoli. Si sa: gli ebrei hanno in mano l’intero sistema informatico attuale e hanno buon gioco sull’ignoranza delle masse. Nella diffamazione delle Crociate, si dimenticano i tredici secoli di aggressione dei musulmani alle coste europee, e gli insistenti tentativi guerreschi di portare l’Islam fino al nord dell’Europa e nello stesso centro della Cristianità. Senza le Crociate, l’Europa sarebbe, oggi, musulmana. Sono secoli di barbarie e di sangue a non finire, che finalmente vengono messi in luce, in maniera essenziale ed esauriente da uno storico di valore, il padre Antonio Caruso, s.j., in questo volumetto: “La croce e la mezzaluna”. L’Islam è presentato nelle sue molteplici sfaccettature di falsa religione, di pensiero e, soprattutto, di storia, in modo che non è più possibile illudersi sule finalità distruttive della “Guerra Santa” islamica contro l’Occidente, mediante la tragica complicità dell’Alta Massoneria che, nelle Due Torri ha fatto leva sui musulmani come strumenti efficaci a servizio del globalismo massonico. Per richieste Edizioni “Vivere in”, Roma Acque Salvae I A, 00142, Roma Tel. e Fax: 06.59.43.323 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 19 Conoscere il Comunismo 1938, giunse in Cina nel giugno 1947. Venne imprigionato a Pechino il 25 luglio 1951; morì in prigione alla fine del 1951 o agli inizi del 1952. Jiang Laico sposato, di circa 27-29 anni, della città di Beijing. È stato giustiziato a Beijing nel 1952. contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA di Giancarlo Politi Li Giuseppe Sacerdote diocesano. Nato intorno al 1898, era stato ordinato nella diocesi di Beijing nel 1924. È morto in una prgione della città, nel 1953. (continua) NOVEMBRE 2002 SOMMARIO N. 344 UN “CAMMINO” NELL’ERESIA MARTIRI IN PROVINCIA DI BEIJING Diocesi di Beijing Divenne sede vescovile il 10 aprile 1960, con un’ampia giurisdizione sulla Mongolia, Manciuria, Corea e molte altre regioni della Cina. Fu soppressa il 30 dicembre 1856, ed il suo territorio diviso in tre vicariati. Il 3 dicembre 1924, venne creato il vicariato apostolico di Pechino. Dall’aprile 1946, è sede arcivescovile metropolitana. Fan Giuseppe (Joseph Marie-Adon) Fratello Marista delle Scuole. Nato a Beijing nel 1874. Aveva emesso i primi voti religiosi l’11 agosto 1879. Ucciso durante, o dopo, l’attacco all’orfanatrofio di Zhala, a Beijng, avvenuto il 17 giugno 1900. Ren Paolo Fratello Marista delle Scuole (postulante). Nato in un villaggio vicino a Beijing. Ucciso durante, o dopo, l’attacco all’orfanatrofio di Chala, a Beijing, avvenuto il 17 giugno 1900. Planche Joseph (Frère Joseph Félicité) Fratello Marista delle Scuole. Nato a Etable (Chambéry, Savoia) il 4 febbraio 1872. Aveva emesso la professione perpetua il 13 agosto 1893. Ucciso alla Beitang, a Beijing, il 18 luglio 1900. Brun Marie Auguste (Frère Jules André) Fratello Marista delle Scuole. Nato a S. Vincent (Rhone) il 17 luglio 1863. Aveva emesso i voti perpetui il 16 settembre 1884. Ucciso a Beijing, alla Beitang, nel sessantesimo giorno d’assedio, 12 agosto 1900. 20 Li Xizhe Giuseppe Sacerdote, di anni 52, della Congregazione della Missione (lazzarista). Nato il 2 aprile 1892, era entrato tra i lazzaristi il 19 agosto 1911. È stato ucciso il 15 febbraio 1948, a colpi di pistola vicino a Houjiazhuang, Paoti, 70 Km ad est di Beijing. Per umiliarlo, assieme al suo confratello Simone Li, prima di essere ucciso, fu fatto marciare per i villaggi vicini per diversi giorni. La data della morte è il 18 gennaio 1948. Li Zhangming Simone Sacerdote di 44 anni, della Congregazione della Missione (lazzarista). Era nato a Beijing il 21 ottobre 1906. Professo lazzarista il 17 settembre 1927, era stato ordinato sacerdote il 16 febbraio 1934. È stato ucciso il 15 febbraio 1948, anche lui a colpi di pistola e dopo giorni di umiliazione trascorsi nei villagg vicini. Sun Zhankui Pietro Sacerdote, Superiore provinciale vincenziano, 46 anni. Era nato il 18 ottobre 1905 a Xuanhua. Entrato nei lazzaristi il 1° settembre 1925, era stato ordinato prete il 21 febbraio 1932. Venne arrestato il 25 luglio 1951. Di lui non si ebbero più notizie. La sua tomba fu trovata per caso in una località vicino alla capitale. Dopo diverse richieste, la polizia ammise che il religioso era morto in prigione nel “mese di agosto” del 1951 (il 12 agosto). Era stato arrestato a Beijing il 25 luglio 1951. Sohier Albert Sacerdote, Auxiliaires des Missions. Nato il 19 luglio 1915, era stato ordinato nel 2 Cammino neo-catecumenale piaga cancerogena nella Chiesa del sac. dott. Luigi Villa 7 Il teologo-biblista mons. Antonino Romeo: profeta del satanico cataclisma neo-modernista (1) del prof. Andrea Dalledonne 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 “Ante praevisa merita” Approvati i Neo-catecumenali (2) di A. Z. 15 Il disegno di legge sulla “libertà religiosa”: completamento dell’apostasia dell’Italia del dott. Solideo Paolini 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dalla I Domenica di Avvento alla IV Domenica di Avvento) “Chiesa Viva” *** Novembre 2002 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. A n n o d i G r a z i a 2 0 0 2 «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXII - N° 345 DICEMBRE 2002 Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità S A N T O N A T A L E VECCHIO PRESEPIO NATALE Un tempo.., quando c’era la miseria, La gente era più buona e solidale; Più religiosa e, forse, un po’ più seria, Aveva chiaro il senso del Natale, Mutatosi, purtroppo, in una feria Paganeggiante e sempre più immorale: Benessere, egoismo, cattiveria, E tanta povertà spiriturale. Così va il mondo, caro Bambinello, Che il Grande Avvenimento ha snaturato! Chi va a Sestriere, chi sull’Adamello, E chi “all’inferno” un posto ha prenotato! Io resto con il bove e l’asinello, A farTi compagnia, Bambino amato! Prof. Arturo Sardini Qualche corteccia, con la vellutina, Raccolta per i fossi, con amore, Serviva ad allestir la capannina, In cui nascer dovea Nostro Signore. Era di muschio pure la collina, Da cui scendeva il gregge, col pastore, ben ritagliati da una cartolina, O dallo schizzo d’un “disegnatore” Ancora in erba; e poi la Madonnina, E San Giuseppe, e il caro Bambinello, Illuminato da una candelina; La stella, i Magi, il bove e l’asinello; Un angioletto, e neve di farina: Povere cose.., e tutto era più bello! Prof. Arturo Sardini PENSIERI SU NATALE Caro Gesù Bambino, il Tuo Natale S’è trmutato in una operazione Turistico-alberghiero-commerciale, Lontana un miglio dalla tradizione. Si va a Cortina, al Passo del Tonale, In Svizzera, in America, in Giappone.., E tra una cosa e l’altra è naturale Che ci si scordi dell’INCARNAZIONE. E la famiglia, già sì disgregata, Nel tempo natalizio si frantuma, Con questa o quella gita organizzata. E il vecchio ceppo piange e si consuma Sull’ampia aròla, muta e desolata, Cui stare intorno più non si costuma. CHIESA VIVA Prof. Arturo Sardini Il Direttore e i Collaboratori augurano a tutti Santo Natale e Felice Anno nuovo 2003! 2 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 ECUMENISMO: – Lettere di un sacerdote (milanese) al card. Walter Kasper – del sac. dott. Luigi Villa M i è arrivato un carteggio tra un sacerdote e il card. Kasper, che qui riportiamo in visione per i nostri lettori. C’è materia da riflettere! Il sacerdote Il card. Walter Kasper A Sua Eminenza il card. Walter Kasper Roma Eminenza reverendissima, ho assistito alla conferenza che Lei ha tenuto Lunedì 8 aprile presso il Centro Paolo VI di Milano. Al termine, ho rinunciato ad intervenire con la domanda che ora Le rivolgo per iscritto, avendo giudicato inopportuno mettere in pubblico queste mie osservazioni. Conosco il grande lavoro che Lei svolge per favorire l’Unità dei Cristiani, ed è proprio per questo che oso esprimerLe un mio dubbio. Se ho ben capito, leggendo i Suoi scritti e seguendo la Sua azione ecumenica, Lei vede il cammino verso l’Unità (poniamo tra la Chiesa Cattolica e la Luterana) come un approfondimento che ogni Chiesa deve compiere della propria tradizione, fino a che le due Chiese vedranno le loro tradizioni in una nuova luce, ossia non più come contraddittorie ma come complementari tra loro. A me pare che questa via sia impercorribile perché postula, da parte della Chiesa Cattolica, la rinuncia a verità definite. A meno che “l’approfondimento della tradizione” avvenga solo da parte della Chiesa Luterana, fino a vedere la propria tradizione “in una nuova luce”, ossia conforme alla tradizione cattolica. Ma questo non sarebbe altro che un “Ecumenismo del ritorno”, ecumenismo che Lei giudica superato ed abbandonato dalla Chiesa Cattolica dopo il Concilio Vaticano II. Le invio, a parte, un piccolo lavoro che ho pubblicato qualche mese fa (col mio solito pseudonimo di JeanMarie de la Croix) e che - l’assicuro - non ha nessun intento polemico, ma solo quello di contribuire a un “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 Reverendo Don... Ho ben ricevuto la sua lettera in data del 9 aprile scorso, nella quale Ella mi esponeva i suoi dubbi nei confronti del cammino che la Chiesa deve compiere verso l’Unità. In riferimento a quanto Ella scrive, tengo a ribadire, come ho già detto più volte, che la rinuncia a verità definite è impossibile e inimmaginabile. Tuttavia, dobbiamo ricordare che il Concilio Vaticano II ha sottolineato che lo Spirito Santo guida la Chiesa affinché essa comprenda sempre più la verità che già detiene. Secondo la dottrina cattolica, vi è un continuo approfondimento della conoscenza della verità ed uno sviluppo dogmatico (cfr. Dei Verbum, # 5). Nella speranza di aver potuto contribuire a chiarire i suoi interrogativi, Le porgo cordiali saluti nel Signore. Walter Cardinale Kasper Il card. Walter Kasper. Il sacerdote A Sua Eminenza il card. Walter Kasper Roma chiarimento che, non solo da me, è giudicato improcrastinabile per un proseguimento realistico nel cammino verso l’Unità. RingraziandoLa per la risposta che vorrà dare ai miei interrogativi, l’assicuro delle mie povere preghiere per la Sua persona e per la grande missione che Dio Le ha affidato nella Chiesa. Dev.mo N. N. Eminenza reverendissima, La ringrazio per la gentilezza ch’Ella ha avuto nel rispondere, il 23 aprile u.s., alla mia lettera del 9 aprile. La irrinunciabilità alle Verità definite dalla Chiesa Cattolica è - come Lei dice - il fondamento di ogni azione ecumenica. Ciò premesso, Lei asserisce che la via che conduce all’Unità è la comprensione sempre più profonda delle Verità rivelate, ossia quel che in teologia è chiamato “lo sviluppo nella comprensione dei dogmi da parte della Chiesa”. 3 Sappiamo che tale sviluppo (che sempre c’è stato e sempre ci sarà, come affermano il Vaticano I al n° 4 della Costituzione “De Fide Catholica” e il Vaticano II al n° 5 della “Dei Verbum”) non può cambiare o negare la Verità già posseduta, ma solo svilupparne la comprensione. Come sarà, allora, possibile un riavvicinamento dottrinale con i “Fratelli Separati”, per questa via? Considerando, per esempio, la Verità di Fede cattolica della Presenza Reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia, anche dopo la “manducazione”, come sarà possibile, approfondendo questo Mistero, arrivare alla conclusione che “dopo la ‘manducazione’, Cristo non è più presente”, come affermano i Luterani? Non Le pare che l’unica via possibile per raggiungere l’Unità sia il “ritor- no”, la “riunione” del “Fratelli separati” alla Verità Cattolica da loro condivisa per secoli e poi abbandonata? Certamente, tale azione ecumenica va condotta con la massima carità, e deve essere sostenuta dalla preghiera e dal dialogo, come già si fa da tempo da parte di tutti, ma non si deve dimenticare che lo Spirito Santo ci condurrà all’Unità solo attraverso l’unica via che non richiede alla sua Chiesa «la impossibile e inimmaginabile rinuncia alle verità definite». La ringrazio ancora per l’attenzione che mi concede, assicurandoLe la preghiera di un povero prete ottantenne che desidera solo quel che Lei stesso desidera, anche se in una visione (penso) diversa dalla Sua. *** Come si vede, lo scambio di lettere tra il suddetto sacerdote milanese e il cardinale Walter Kasper, riguardano il tema “ecumenismo”, un tema che Noi di “Chiesa Viva” abbiamo trattato in varie occasioni e opportunità1, proprio perché 1 4 Rev. Don... È ben pervenuta la sua cordiale lettera in data del 10 maggio c.m. e La ringrazio di cuore. La sua preoccupazione per l’unità dei cristiani, come voluta dal Signore, è encomiabile e la sua preghiera sarà a Lui gradita! Nell’assicurarLa del mio personale ricordo a nostro Signore, Le auguro ogni bene. Walter Cardinale Kasper Presidente Dev.mo N. N. *** Fin qui il carteggio tra il sacerdote milanese e il cardinale Kasper, inviatomi da un altro sacerdote, pure milanese, il quale, alla lettura della sopra riportata corrispondenza, così ne commenta il contenuto: «È come dire, ad esempio: la Chiesa Cattolica professa la Fede nella Presenza Reale di Cristo nel Sacrificio Eucaristico e nella Comunione, mentre i Luterani non vi credono affatto. Siccome si tratta di un dogma, la Chiesa non rinuncerà mai alla Fede ricevuta dalle origini, come ammette il Cardinale, mentre i Luterani, scrutando più a fondo nel proprio credo, si troveranno in pieno accordo con i Cattolici, pur non rinunciando alla propria negazione della “Presenza Reale”. Probabilmente, il discorso non tiene conto di quanto avviene in matematica: “due più due fa quattro”, ma se si indaga in profondità, col tempo si scoprirà che “due più due fa tre”. Allora, tutte le banche si accorderanno a scambiarsi i valori in base a un’aritmetica ambivalente che consentirà a coloro che professano il “due più due fa tre” di arricchirsi dei valori di chi crede che “due più due fa quattro”, e a quelli che credono che “due più due fa quattro”, di entusiasmarsi di perdere moneta a vantaggio degli altri. L’Ecumenismo sta diventando magìa. O admirabile commercium!..». Il card. Walter Kasper Il card. Walter Kasper col card. Joseph Ratzinger. impegnano a fondo la nostra Fede di cristiani cattolici in una sfida fondamentale per il Cristianesimo. Anche questo scambio di lettere tra il Cardinale e il Sacerdote è una opportuna occasione per riparlarne, anche per chiarire quello che il Cardinale non ha saputo fare, per iscritto, con il suo interlocutore. Ovviamente, ci dovremo tenere strettamente sui testi riportati, e cioè: su l’ecumenismo come viene concepito oggi, dopo il Vaticano II. Ma è bene sapere, sia pure summatim, chi è il Cardinale Walter Kasper, e quale sia la sua “mens” dottrinale. Dunque: il cardinale Walter Kasper è nato il 5 maggio 1933 a Heidenheim (Brenz). Fu ordinato sacerdote nel 1957. Cfr. “Chiesa Viva”, nn° 289, 290, 291, 292, 293, 294, 295, 316, 317, 337, 341. Studiò presso l’Università di Tubinga. Si laureò nel 1960. Fu Ripetitore nel Seminario maggiore “Whelmsstift” di Tubinga e Assistente alla Facoltà teologica dell’Università di Munster. Nel 1971 divenne titolare della stessa cattedra a Tubinga. Fu consacrato Vescovo di Rottenburg-Stoccarda nel 1989. Il 3 marzo 2000 fu nominato Presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Per lunghi anni era già stato “consultore” e, alla fine, “segretario”. Da allora, fu uno dei protagonisti più ascoltati dell’ecumenismo di oggi, specie all’interno del mondo protestante. Il Segretario Generale della Federazione luterana mondiale (Flm), il pastore Ishmael Noko, accolse con “grande soddisfazione” la sua nomina, nella consapevolezza che egli “continuerà ad essere un promotore fermo dell’ecumenismo nella Chiesa cattolica romana”. Kasper succederà, poi, nel suo incarico al cardinale Cassidy, col quale, il 31 ottobre 1999, sottoscriverà assieme la “Dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione”2, un evento disse allora il pastore Noko - «che ha cambiato il panorama delle relazioni ecumeniche». E fu davvero - purtroppo! - un documento che ha riaperto uno dei problemi dottrinali più importanti che aveva portato, nel Cinquecento, alla Riforma e poi alla Contro-riforma; quello appunto della “giustificazione”! Ora, qui, Noi non possiamo tacere o nascondere il vero volto di questo cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani che, pur avendo insegnato e continuando ad insegnare da modernista gli errori liberali, non fu mai, condannato, ma, anzi, scandalosamente rivestito di onori eminenti! Difatti, Kasper fu il responsabile principale del “Catechismo Tedesco per Adul2 Cfr. “Chiesa Viva”, n° 316 e n° 317. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 ti”, pieno di manchevolezze, di inesattezze, di errori. In esso si legge persino che “i dogmi possono essere unilaterali, superficiali ostinati (nel volere avere sempre ragione!), stupidi e prematuri!”. Né si può dimenticare che Kasper, già nel 1972, aveva firmato il famoso e scandaloso “Manifesto” dei 32 teologi, e se non firmò l’altro dei “163” del 1989, fu solo perché già sapeva della sua nomina a vescovo. Così pure va ricordato che fu anche condirettore, per la sezione “ecumenismo”, della famigerata Rivista “Concilium”, su cui scrisse, fin dall’inizio, “La Chiesa sotto la Parola di Dio”, una introduzione a una nuova dogmatica rinnovata secondo il Vaticano II, la cui strategìa fu quella di suggerire che “un uomo moderno non può credere, perché incontra ostacoli che non riesce a superare, per cui deve accettare questa impossibilità”. Il che significa che l’uomo moderno non crede più perché... non può credere!.. E via dicendo di tanti altri scritti in cui si dice che “la fede la si può soltanto testimoniare, non ‘dimostrare’”; concetto che Kasper ha esposto nel suo libro: “Introduzione alla fede”, edito da Queriniana di Brescia. Ora, il Cardinale di oggi è ancora quello che ha insegnato gli “errori” dei razionalisti e modernisti, e sempre con estrema imprudenza. Nella monografia: “Ateismo e linguaggio”, il salesiano prof. Luigi Bogliolo, (1974), scriveva che la Fede stessa, “secondo il Kasper, non è più praticabile per arrivare a Dio, né la via ontologica della tradizionale filosofia cristiana sulla base della sola esperienza, perché l’uomo ha trasformato il mondo in materiale della sua libertà, né la via delle esigenze interiori della coscienza, che reclama a Dio come postulato, al modo di Kant” (p. 14). Il che significherebbe - secondo Kasper - che “dall’uomo e dal mondo non si può più risalire a Dio” (ivi). Ma, questo è in contrasto con la stessa Rivelazione, la quale dice: «Stolti tutti quegli uomini involti nell’ignoranza di Dio, che dai beni visibili non seppero intendere Colui che è... poiché dalla grandezza e beltà delle creature, argomentando, se ne intuisce il primo fattore» (Sapienza, 13, 1-5). E San Paolo ai Romani (!, 20): «Gli attributi invisibili di Lui (Dio) diventarono visibili dopo che ebbe creato il mondo, perché si intravedono nelle stesse cose create. Tra questi attributi conoscibili v’è anche la sua eterna potenza e la sua divinità, di modo che coloro (che lo negano e Lo offendono) restano senza scusa». E poi segue (Rom. 2, 14 ss.): «I pagani che non hanno leggi (positive) quando compiono con la legge (naturale) quelle opere che sono prescritte dalla legge (mosaica), sono legge a se stessi, pur non avendo una legge (cioè: a loro è legge la coscienza). Essi fanno, cioè, vedere scritta nei loro cuori la nozione di ciò che è lecito o proibito». Ora, quell’agnosticismo filosofico, insegnato anche da Kasper, fu condannato anche dal Vaticano I°: «Se qualcuno dirà che l’unico e vero Dio, Creatore e Signore nostro, non può essere conosciuto col lume naturale della ragione, attraverso le cose create, sia scomunicato» (Dz. 1806). Il cardinale Walter Kasper, comunque, ha sempre negato questo, infischiandosene anche del Magistero infallibile e dei suoi anatemi, affermando che l’intelligenza umana moderna non può conoscere Dio, prima e fuori della Fede. Siamo in pieno modernismo! Quindi, anche la “cristologia rinnovata” di Kasper, doveva e dovrebbe essere condannata dagli anatemi, perché Il Cardinale è ancora il Kasper di ieri, docente di teologia dogmatica nell’università, ma che non credeva nella divinità di Cristo. Infatti: 3 4 5 Cfr. “Gesù il Cristo”, Queriniana, Brescia, p. 223. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 1) Per Kasper: Gesù non è il Figlio Dio. «Questa confessione di Gesù Cristo Figlio di Dio - affermava - ... anche oggi viene accolta con notevole diffidenza da parecchi fedeli (sic!). Secondo l’obiezione più corrente, che è poi anche la più importante (!!), qui ci troveremmo di fronte a un residuo di mentalità mitica, passivamente accettata»3. 2) Per Kasper: non ci sono “miracoli” nel Vangelo, perché, in gran parte, sono “leggende”, “racconti” non storici. Per Lui, cioè, i “miracoli” sono «un problema che rende piuttosto strana e difficilmente comprensibile all’uomo moderno l’attività di Gesù4.... I racconti miracolosi del N. T. sono strutturati in modo analogo a quelli che già conosciamo nell’antichità»... «si ha, quindi, l’impressione che il N. T. abbia arricchito la figura di Gesù di numerosi motivi extra-cristiani, per sottolinearne la grandezza e l’autorità» (p. 117). ... «Molte storie miracolose riferiteci dai Vangeli devono essere considerate leggendarie»... E afferma addirittura che i miracoli, nei Vangeli, «possono essere interpretati anche come opera del demonio. In se stessi non sono poi così chiari e non costituiscono necessariamente una prova della divinità di Gesù» (p. 129). Può bastare!.. Ma ricordiamo, però, anche l’anatema del Vaticano I: «Se qualcuno dirà che i miracoli non sono possibili e che perciò tutti i racconti miracolosi contenuti anche nella Sacra Scrittura devono essere relegati tra le leggende e i miti, o che i miracoli non possono giammai essere conosciuti con certezza, né con essi si può debitamente dimostrare l’origine divina della religione cristiana, sia scomunicato»!5 Cfr. “Gesù il Cristo”, p. 115, Morcelliana. Cfr. Dz. 1813; cfr. 1790. 3) Per Kasper: non c’è risurrezione corporea di Cristo. Scrive: «Nessun testo neo-testamentario asserisce di aver visto Cristo risorgere». E continua: «Gli enunciati della tradizione neo-testamentaria della risurrezione di Gesù non sono affatto neutrali: sono confessioni e testimonianze prodotte da gente che crede» (p. 176). E della scoperta del sepolcro vuoto scrive: «dobbiamo supporre che non si tratti di cenni storici, ma soltanto di artifizi stilistici, escogitati per richiamare l’attenzione e creare “suspence” (p. 172) ...» «in ciò su cui si vuole richiamare l’attenzione non è il sepolcro vuoto; si annuncia la resurrezione, e il sepolcro viene considerato soltanto come segno di questa fede» (p. 173). E scrive altre stupidità di questa nuova “esegesi biblica”, nonostante l’anatema del Vaticano I°, anche su questo: «Se qualcuno dirà che la Rivelazione divina non possa essere fatta credibile da segni esterni, e che perciò gli uomini non devono essere mossi dalla fede se non da sola interna esperienza, o privata ispirazione, sia scomunicato»!6 4) Per Kasper: non ci fu ascensione in cielo di Cristo, e nessuna apparizione di Gesù. E questa “non ascensione al cielo” non ci fu per il semplice motivo che non ci fu mai una sua discesa, per cui i discepoli Lo avevano visto solo “nello Spirito”. Di conseguenza, l’ascensione va interpretata solo come una narrazione pasquale. «Queste nubi che sottraggono Gesù allo sguardo di discepoli attoniti, non sono un fenomeno metereologico, ma un simbolo teologico» (p. 203). Quindi, niente “apparizioni”: «Questi racconti vanno interpretati - egli scrive - alla luce di quanto essi vogliono esprimere», per chi “dove si parla di un Risorto che viene toccato con le mani e che consuma i pasti coi Il card. Walter Kasper. 6 Cfr. Dz. 1812; cfr. 1790, e anche l’enciclica “Pascendi” contro il modernismo. 5 discepoli”7, “non vanno presi alla lettera” (p. 192), anche se «a prima vista, potrebbero sembrare delle affermazioni piuttosto grossolane (!!) che rasentano i limiti delle possibilità teologiche e che corrono il pericolo di giustificare una fede pasquale troppo rozza» (ivi). Ecco come Kasper liquida tutto il Vangelo delle apparizioni!.. 5) Per Kasper salta anche tutta la Mariologia. Difatti, “nota 69”, a pagina 353, scrive dei “difficili problemi teologici-biblici che la tematica (?!) del concepimento verginale solleva”, per cui la verginale maternità di Maria è “ancora aperta sul piano biblico”. Perciò, difende Nestorio, il negatore della divina maternità di Maria, bollato dal Concilio di Efeso col titolo di “Giuda redivivo”; ma Kasper scrive: «Oggi, però, in seguito alla ricerche condotte dalla teologia storica (quale?..) si è propensi alla riabilitazione» (ivi) (!!). 6) Per Kasper: non c’è l’infallibilità della Chiesa. Kasper, infatti, non crede a una Chiesa che sia custode infallibile della Divina Rivelazione. Per Lui, la Chiesa apostolica ha alterato la persona di Gesù Cristo, così da non sapere più cosa ci sia di storicamente certo nelle fonti della Rivelazione (Sacra Scrittura e Tradizione), e cosa sia “Puro frutto di una teologia della comunità”. Ormai, dopo il Vaticano II, i “nuovi teologi” sono loro il “nuovo verbo”, sono loro che possono sproloquiare “ex cattedra” e che noi dovremmo ascoltare e seguire, anche se “ripudiano il Magistero e l’autorità della Chiesa”8!.. *** Credo che quello che ho detto sopra possa bastare per poter dire che il cardinale Kasper non abbia più la Fede cattolica. Purtroppo, dopo il Vaticano II, gli “errori” sulla Fede non vengono più né condannati né anatematizzati, ma solo “dichiarati”; e così gli “erranti” li vediamo protetti dall’alto e persino promossi, come lo fu questo eretico teologo, Walter Kasper, fino a lasciarlo eleggere “teologo” del Sinodo speciale del 1985, e poi a eleggerlo, prima, come “consulente” del “Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani” e poi addirittura “Presidente” del medesimo Pontificio Consiglio che, il 31 ottobre 1999, tramite l’allora Presidente, il cardinale Edward Cassidy e il vescovo luterano Christian Krause, si firmò la “Dichiarazione comune tra luterani e cattolici sulle dottrina della giustificazione”, uno dei problemi più importanti e gravi che aveva portato, nel Cinquecento, alla “Riforma” e, poi, alla “Contro-Riforma”. Un documento, comunque, da Noi trattato 9, in quanto ambiguo ed erroneo, perché il problema sulla “giustificazione” fu uno delle maggiori pietre di scandalo che oppongono tuttora la dottrina cattolica all’eresia luterana, la quale afferma che ci si giustifica con la sola Fede, senza che siano necessarie anche le opere. E fu l’eresia divulgata a suo tempo da Lutero! Ora, questa “Dichiarazione congiunta” tra Chiesa Cattolica e Federazione Luterana Mondiale sulla Dottrina della “giustificazione”, ha voluto come svuotare e annullare le “condanne” a Lutero che gli aveva inflitto il grande Concilio trentino “de fide”, quasi volendone rinnegare l’infallibilità e riabilitare il rinnegato monaco ed eretico Lutero! Il nostro ragionamento su questo argomento della “giustificazione” lo potete (ri) trovare su “Chiesa Viva” (N° 317, pp. 3 e ss.), per cui non è necessario ripeterci. Troverete anche una sufficiente risposta alle due “lettere” che il cardinale Kasper ha inviato a quel sacerdote milanese, senza aver saputo dare una chiara ed esauriente risposta teologica, quale esigevano le “domande” del sacerdote. Ma come si poteva pretendere questo da un vescovo-cardinale, quale è Kasper la cui teologia eretica fu attaccata, ripetutamente, dai veri teologi, come lo fece, ad esempio, il prof. George May? Certo, di vera “cultura” cattolica e di “scientifico”, in questo conclamato luminare di Tubinga, c’è ben poco nelle sue opere (?), ma invece molto fumo per i deboli cervelli già annebbiati dal Vaticano II, permeato di idealismo, di immanentismo, di esistenzialismo e di tutte le altre aberrazioni delle filosofie moderne. Quello che è grave è la spudorata impunità goduta da questi filistei della teologia moderna da parte di chi avrebbe il sacrosanto dovere di conoscere e di condannare ogni eresia teologica, vere mine vaganti per la distruzione delle Fede cattolica in tutto il mondo! Al contrario, la sua elezione all’episcopato fu vista dal card. Ratzinger così: «per la Chiesa cattolica in Germania, in un periodo turbolento, Lei è un dono prezioso»10, mentre, invece, quella nomina a vescovo non dava alla Chiesa di Rottenburg-Struttgart un successore degli Apostoli, ma bensì un vescovo che non aveva affatto la Fede degli Apostoli! Per noi sacerdoti, quindi, non resta che continuare a pregare, affinché il Signore abbia a illuminare le menti di quei tanti presunti “Pastori” che, invece, non sono altro che devianti mercenari che fanno solo sbandare il povero gregge di Cristo! 7 8 9 Cfr. Lc. 24, 38 ss.; Jo. 20, 26 ss. Cfr. Leone XIII in “Vigilantiae”. Cfr. “Chiesa Viva”, N° 316 e N° 317, sotto il titolo: “Cattolici e Luterani sulla ‘Giustificazione‘”. 10 Cfr. “30 Giorni”, maggio 1989. Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 6 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 LA CHIESA È L’EUCARISTIA di A. Z. C he cos’è la Chiesa? Il Catechismo di San Pio X ne dà una definizione giuridica, fondata sull’idea di società: «La Chiesa Cattolica è la società di tutti i battezzati, che vivendo sulla terra professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice». La Chiesa, però, è una realtà tanto complessa che consente prospettive molteplici: di Corpo Mistico, di Comunione dei Santi, di Popolo di Dio, di Mistero visibile dell’Unità Salvifica, come la definisce il Concilio (Lg 9d). Al di là della risposta data dal Catechismo, che rimane sempre valida, e partendo dal suo Capo, il Verbo fatto Carne che l’ha fondata e ne è la realtà centrale, diciamo: la Chiesa è Gesù, realmente presente nell’Eucaristia sino alla fine dei tempi, per unire a Sé i credenti a rendere gloria a Dio e salvare l’umanità. È una definizione che corrisponde alla dottrina dell’Apostolo Paolo sul Corpo Mistico incentrato nell’Eucaristia: “Un solo corpo siamo noi, quantunque molti, perché partecipiamo tutti di uno stesso Pane“ (1 Cor. 10, 17) e “siamo imbevuti di uno stesso Spirito” (1 Cor. 12, 13). Questa affermazione ci porta nel cuore del mistero cristiano di “Comunione” con il Figlio di Dio, realmente presente nel Sacrificio Eucaristico come Sommo ed Eterno Sacerdote; nella Comunione, come Pane di Vita, nei nostri Tabernacoli, come Pastore e Guida della sua Chiesa. Insomma, è essenziale comprendere la Chiesa come presenza reale di Gesù tra gli uomini, per cui si può dire nel modo più conciso: la Chiesa è l’Eucaristia. La scissione di Cafarnao Nel discorso di Cafarnao sul Pane di Vita, Gesù ha posto la chiara alternativa: «In verità, in verità vi dico: se non mangerete la carne del Figlio dell’Uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in Me, e Io in lui. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 Come il Padre, il Vivente, ha mandato Me, e Io vivo per il Padre, così pure chi mangia di Me vivrà per Me» (Gv. 6, 53s). A questa promessa seguono le parole dell’istituzione: «Il Signore Gesù, la notte in cui fu tradito, prese del pane, rese grazie, lo spezzò e disse “Questo è il mio corpo dato per voi: fate questo in memoria di Me”. Così pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue: fate questo, tutte le volte che lo berrete, in ricordo di Me”. Ogni volta, dunque, che voi mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore fino a quando Egli venga» (I Cor. 11, 23s e Parr. Evangelici). Dall’insieme dell’insegnamento evangelico si deduce chiaramente che la Presenza Reale è il nodo della questione eucaristica, e, di riflesso, della natura della Chiesa. E questo si è rivelato fin dalle origini, nello stesso discorso di Cafarnao. Là, è avvenuta la frattura tra coloro che hanno creduto nella Presenza Reale, e coloro che non hanno creduto: è nata la Chiesa e anche la prima Dissidenza. Il testo evangelico non ammette dubbi sul realismo del discorso di Gesù: «Molti dei suoi discepoli... dissero: “È duro questo parlare, e chi lo può sentire?”... Da allora molti dei suoi discepoli si ritrassero indietro e non andavano più con Lui». Gesù non grida: «Calma, calma! Mi spiego meglio! Non intendo parlare in senso reale, ma in senso simbolico...». No, Gesù rincara la dose, e «rivolto ai dodici dice loro: “Volete andarvene anche voi?”. Appare, quindi, chiarissimo che non avrebbe esitato a rimanere solo, pur di non retrocedere dalla sua promessa. (Il realismo della promessa eucaristica è dimostrato magistralmente dal santo Dottore della Chiesa Roberto Bellarmino. L’apostolo Pietro, su cui Gesù ha fondato la sua Chiesa, ha risposto: «Signore, da chi andremo noi? Tu hai parole di vita eterna, e noi crediamo e sappiamo che Tu sei il Santo di Dio» (Gv. 6, 68s). La sua fede ha dato inizio alla Fede della Chiesa Cattolica. La scissione tra credenti e non credenti nella “Presenza Reale” ha accompagnato la storia della Chiesa dall’inizio fino al sorgere delle eresie di Berengario, Lutero e gli altri fratelli separati; infine, dei modernisti attuali. Gesù con noi Sacerdote e Vittima Mediante la sua “Presenza Reale” nell’Eucaristia, Gesù si insedia nel cuore della Chiesa come Sommo Sacerdote della Nuova ed Eterna Alleanza e ci unisce al suo Sacrificio, offerto sulla Croce, per rendere la gloria dovuta a Dio e per la redenzione del mondo. li Concilio riassume questa realtà citando la celebre descrizione di S. Agostino: «Tutta la città redenta, ossia la riunione e società dei santi (Ecclesia), si offre a Dio come sacrificio universale per mezzo del Gran Sacerdote, il quale ha pure offerto se stesso per noi con la sua passione per farci diventare corpo di sì eccelso Capo» (PO 2). È dal Sacrificio della Croce che nasce la Chiesa come Eucaristia: “Ex Corde 7 scisso Ecclesia, Christo jugata, nascitur: Dal Cuore trafitto di Cristo nasce la Chiesa sua Sposa“ (Inno della festa del Sacro Cuore). Il Concilio traduce: «L’inizio e la crescita della Chiesa sono significati dal sangue e dall’acqua che uscirono dal costato aperto di Gesù crocifisso “ (SC 3); “Dal costato di Cristo dormiente sulla Croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa» (SC 5). Queste affermazioni del Concilio alludono all’amore infinito che sta all’origine di tutto il mistero cristiano, come afferma il Vangelo di Giovanni nell’introdurre il racconto della Passione: «Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino all’estremo» (Gv. 13, ls.). Questo amore ha trovato l’espressione più alta nel Sacrificio Eucaristico, nel quale la Passione e la Morte di Cristo in Croce vengono rinnovate in modo incruento sino alla fine del mondo. Nella celebrazione eucaristica, Gesù non si offre da solo, ma con il suo intero Corpo Mistico. Ci accomuna alla sua azione di Mediatore tra Dio e gli uomini (1 Tm. 2, 5), sia pure in modo distinto tra i presbiteri, designati dalla Chiesa al sacerdozio ministeriale per rinnovare il Sacrificio, sia tra i semplici cristiani partecipi del sacerdozio battesimale. Sia i presbiteri che i semplici fedeli sono esortati a riprodurre in sé le disposizioni con cui Gesù stesso si offrì sulla croce: (v. Pio XII, encicl. “Mediator Dei”). Gesù, in noi, Pane di Vita Mediante il Sacrificio Eucaristico, Gesù si insedia nella sua Chiesa, comunità dei credenti, come sorgente della Comunione ecclesiale. La Chiesa è comunione con Cristo. Gesù rigenera incessantemente la Chiesa offrendosi a noi come Pane di Vita, si fa più intimo del nostro intimo superando divinamente ogni barriera di incomunicabilità del cuore umano. E si dona per trasformarci in Sé. La Comunione non è solo un mistero di unione, ma di unione trasformante: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in Me, e Io in lui... Come Io vivo per il Padre, così chi mangia di Me, vivrà per Me» (Gv. 6, 56s). Il Concilio ricorda l’affermazione di San Leone Magno: «La partecipazione al corpo e al sangue di Cristo altro non fa che trasformarci in Colui che prendiamo» (Lg 26a). A questo proposito, occorre ripensare tutta la dottrina teologica della Grazia come partecipazione alla divina natura (2 Pt. 1, 4), meritata a noi dalla Redenzione. Operando l’unione di ogni credente con Sé, Gesù fa di tutti Uno (v. Gv. 17, 21), un solo Corpo (v. 1 Cor. 10, 17), il Corpo Mistico, la Comunione dei Santi, una realtà che non lega i credenti nei rapporti di superficie, ma nella profondità della Vita Divina. Gesù, con noi, Pastore e Guida Nell’Eucaristia e nella Chiesa, Gesù si insedia come suo Buon Pastore e Guida. Tutto il cammino del Popolo di Dio è sorretto dalla sua presenza e guida infallibile. Lo ha promesso Lui stesso: «Ecco, Io sono con voi sino alla fine del mondo» (Mt. 28, 20). La Chiesa passerà attraverso tempeste burrascose, ma Gesù ha promesso che “le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa” (Mt. 16,18). Questa Presenza del Buon Pastore esercita un influsso rassicurante sui singoli credenti che adorano Dio in Spirito e Verità (Gv. 4, 23), alternandosi davanti al Tabernacolo, attratti dall’amore di Cristo e dal suo invito «Venite a Me voi tutti che siete affaticati e stanchi, e Io vi consolerò. Imparate da Me che «... la c’è la Provvidenza!» sono mite ed umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime, perché il mio giogo è soave e il mio peso è leggero» (Mt. 11, 30). «E Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a Me!» (Gv. 12, 32). Gesù costruisce, ogni giorno, la sua Chiesa, offrendosi soprattutto ai piccoli nel silenzio del Tabernacolo, che, come fonte del villaggio, disseta al suo costato aperto coloro che vanno ad adorarlo, ringraziarlo, confidarGli le proprie pene e difficoltà, chiederGli grazie per sé e per gli altri. Grandi pratiche di fede nella “Presenza Reale” sono, oltre la Messa e la Comunione, soprattutto le ore di adorazione, le visite all’Eucaristia. Gesù si rende perennemente disponibile a coloro che lo cercano con amore, e dal Tabernacolo dispensa le grazie più squisite alle anime elette che lo ritengono come loro Amico Divino. È ai piedi dell’Eucaristia che spuntano le vocazioni. Condiscendenza di Amore Non cessa di stupire la familiarità con cui Gesù si offre a noi: annienta se stesso (davvero exinanivit semetipsum) in una fragilissima ostia di Pane, facilmente esposta a tutte le forme di dissacrazione di cui l’insipienza umana è capace (e oggi lo vediamo, ogni giorno, nelle stesse storture della liturgia banalizzatrice, invalsa per influsso modernista); moltiplica i luoghi e le occasioni di presenza dalle maestose cattedrali alle sperdute chiesette di campagna, per giungere a tutti, ogni ora del giorno, senza le complicazioni di pellegrinaggi ai luoghi santi; si abbassa in modo umilissimo alla disponibilità di chi lo cerca, ponendo come unica condizione per riceverlo lo stato di grazia, facilmente acquisibile mediante il sacramento della Confessione; è giunto a dire a qualche (continua a pag. 16) – S. Giuseppe Benedetto Cottolengo – sac. dott. Luigi Villa (pp. 180 - € 10) Riscrivere, in corti capitoli, con stile piano e familiare, la vita di S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Santo della Provvidenza Divina, all’inizio di questo nuovo millennio, è stato per me uno stimolo efficace per far rivivere la Fede in Dio-Provvidente in questo tempo di senza o poca Fede, in cui gli uomini credono solo alle “previdenze umane” e non pensano più a invocare quella Provvidenza divina che, dopo averci creati, provvede a nutrirci, come nutre gli uccelli del cielo e a vestirci come i gigli del campo... S. Giuseppe Cottolengo è noto per la sua vita spesa per i poveri e gli ammalati, assistito e foraggiato di tutto il necessario, giorno per giorno, dalla Divina Provvidenza! Questo Santo attrae subito l’anima cristiana per la sua esistenza, vissuta con amore assoluto a Cristo e alle persone che a Lui sono ordinate, espressa da concreti e continui atti di virtù, professati con la Fede profonda di un vero autentico sacerdote di Cristo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 OCCHI SULLA POLITICA AL POSTO DEGLI ALPINI IO, VESCOVO ESORCISTA VESCOVO ANDREA GEMMA, complimenti, Per lo splendido libro sul Demonio, Con cui la “civiltà” fa mercimonio, Come dimostran tanti avvenimenti Premesso che non amo il mondialismo, Massonico-giudaico-americano, Disegno antico, demoniaco, arcano, Del gran Sinedrio e del Fariseismo, Del nostro tempo, e gli stravolgimenti, Che nell’Apocalisse hanno preconio, Mentre Pastori senza comprendonio Incustoditi lasciano gli armenti! Al fin di realizzare il panschiavismo, Siccome con il popolo egiziano, Fece Giuseppe, amato dal cristiano, Che più non ha riletto il catechismo, Ti sapevo poeta, Monsignore, “Voci Del Mio Silenzio” avendo letto, Con l’interesse vivo e con diletto! Al posto degli Alpini io manderei Un’altro tipo di arrampicatori: Il corpo dei servili cicisbei, Ora,ti scopro gran fustigatore Del perfido AntiCristo, mentitore, Cui questo nostro mondo è ancor soggetto! Vermi striscianti, vili adulatori, Ed in Afghanistàn li lascerei, Se avessi il nulla-osta dei lettori! Prof. Arturo Sardini Prof. Arturo Sardini Nota Nota Vescovo Andrea Gemma, bene, bravo, Per questo tuo carisma, che ignoravo! Sarà contento pure San Michele, Per le tue giuste e sante lamentele! E chiunque questo libro leggerà, Sull’argomento molto imparerà! Con questo mio sonetto, intendo dire Che ripudio la guerra e che detesto, In modo molto chiaro e manifesto, Gli oscuri intrighi: facile a capire! Poi, tra Saddàm e Bush, un parallelo: La pagliuzza e la trave del Vangelo! LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) QUAL È L’AMBIENTE NATURALE DELL’EDUCAZIONE L’educazione intende porsi al servizio dell’uomo, per avviare un processo di liberazione, soprattutto per i meno dotati, gli emarginati, i poveri, i disadattati, i portatori di handicap. Si tratta, come si vede, di un’educazione integrale estesa ad ogni genere di doveri, anche quelli che riguardano le attività economiche e sociali. Proprio per questo, derivando grandi vantaggi anche alla società, nessun danno potrà derivare ai diriti ed all’autorità dello Stato che, pertanto, non potrà pretendere di relegare la religione nell’ambito di pratiche individuali ed intime e di non riconoscerle una rilevanza pubblica. Ed in particolare, la religione cattolica che è parte integrante della cultura, della storia, della vita del nostro popolo. «Non siamo estranei alla vita - aveva risposto il grande combattente della Fede, Tertulliano, ai pagani del tempo che, allora, come oggi, contestavano ai cristiani la presen- “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 za nella società e mettevano in discussione la concretezza dell’educazione - ci ricordiamo bene di dover riconoscenza a Dio Signore Creatore; nessun frutto delle opere sue noi rifiutiamo; soltanto ci moderiamo, per non usarne smodatamente o malamente. E così non senza il foro, non senza il macello, non senza i bagni, le case, le botteghe, le stalle, i mercati vostri e gli altri traffici, noi abitiamo in questo mondo. Noi pure con voi mangiamo e militiamo, coltiviamo i campi e negoziamo, e perciò ci scambiamo i lavori e mettiamo a vostra disposizione le nostre opere. Come mai possiamo sembrare inutili ai vostri affari, coi quali e dei quali viviamo, davvero non vedo». Ed anche oggi, molti vorrebbero che i cattolici si limitassero ad essere buoni cittadini, buoni lavoratori e buoni padri di famiglia, senza, però, incidere da protagonisti nel mondo e nella società e senza disturbare il manovratore che ci sta portando, sempre più, verso una società atea e scristianizzata! (continua) 9 Documenta-Facta ISLAM: 2.000 UOMINI DI AL QAEDA NASCOSTI IN ITALIA «Dar al hard»: teniamole a mente queste parole. Vogliono dire «casa o territorio di guerra». E per i mujahidin islamici stiamo diventando questo. Sarebbero almeno duemila quelli che, dopo essere andati ad addestrarsi nei campi di Al Qaeda, in Afghanistan, sono rientrati in Italia. Duemila guerriglieri preparati militarmente “a distruggere una città grande come Londra in 24 ore”, che vivono immersi nella nostra società dando meno nell’occhio che possono a costo di tenere il volto rasato, di bere, di mangiare qualunque cosa. Lo dice Abdul Qadir Fadi Allah Mamour, l’iman senegalese della moschea di Carmagnola che, come titolare della FadlAllah Islmaic Investment Company (una società sospetta di ambigui contatti finanziari) e promotore della rivista “Al Mujahidah” (diretta da Aisha Barbara Farina, la moglie milanese), si è in qualche modo proposto, negli ultimi anni, come l’“ambasciatore” dei talebani afghani e di Osama Bin Laden nel nostro Paese. La rivelazione è in un libro che arriva, oggi, nelle librerie: “Bin Laden in Italia”. Un viaggio attraverso la penisola alla ricerca dei focolai del fondamentalismo islamico, compiuto per Mondadori, da Magdi Allam. Tappa dopo tappa, Allam ha parlato con tutti i protagonisti (i palesi si intende!) del radicalismo islamico. E il quadro che ne esce fa accapponare la pelle.! «Quando tiene i sermoni in moschea - chiede il giornalista a Mamour - inviti i fedeli ad arruolarsi per andare a fare la Jihad?». Risposta: «Se non lo facessimo non manterremmo l’impegno preso con Dio; (...) Noi cerchiamo di compiacere il nostro Signore che ci ha creati. La 10 Jihad è un obbligo per ogni musulmano». Soprattutto nel caso dell’Afghanistan: «Era l’unico Stato islaminco che esisteva». Peccato, spiega, che a causa degli accordi tra l’America e i Paesi dell’area, dopo l’11 settembre non ci si possa più andare (...) Prima dell’attentato a Manhattan, invece, il flusso era ininterrotto: in questi ultimi cinque anni, almeno 1.500 o 2.000 persone sono andate dall’Italia in Afghanistan. Loro non ci andavano con la loro identità normale; era meglio andare in Afghanistan senza lasciare tracce. E cioé con i documenti falsi? «L’80% non andava con i propri documenti». E andare nei campi di Osama? «Si, si, nei campi di sheikh Usama, che Dio lo conservi»! Sono tornati: «Sono qui, hanno la loro famiglia». Hanno imparato a maneggiare esplosivi, a compiere sabotaggi, a fare azioni di guerriglia. E se ne stanno tranquilli in disparte, secondo il modello di Mohammed Atta: «Possono anche bere l’alcool, andare con le donne di strada...». Tutto permesso: «Sono in guerra..». Questo si chiama “taqiya”: occultamento. Le autorità itaiane vogliono arrestarli? Mamour lancia la sfida: «Allora dico loro: costruite nuove carceri!». Spiega però l’iman, che sulla sua rivista saluta Osama come “l’Emiro dei combattenti islamici” e dice di pregare solo “dove c’è gente che vuol morire per la Jihad”, che, per ora, non c’è problema: «Noi siamo in Italia solo di passaggio». E tutti intorno, gli esponenti del radicalismo islamico giurano con Bourichi Bouchta, l’iman di tre moschee torinesi, di ritenere impossibile un attentato in italia... Però, spiega Allam, ricostruendo con pazienza i frammenti del mosaico, qualcosa si è rotto. I “duri” hanno cominciato a lanciare anatemi e ad accusare i moderati di complicità col nemico cristiano, a delle “fatwa” verso coloro che non si allineano alle torie più estremiste, secondo cui l’Italia avrebbe violato il patto «in base al quale gli islamici radicali si astenevano dall’attività terroristica sul suolo italiano, in cambio della tolleranza di un’attività logistica a sostegno della Jihad». Come la complice indifferenza verso l’alleanza tra la camorra e i mujahidin, che si servivano della malavita napoletana per procurarsi tutti i documenti falsi e immaginabili. Certo, spiega Adel Smith, il presidente dell’Unione Musulmani d’Italia, anche se il nostro paese appoggiando la guerra in Afghanistan può essere considerato “Dar al harb” (territorio di guerra) le regole sono chiare: i buoni musulmani non possono colpire a tradimento, dentro il paese che li ha accolti: «Devono uscire e dichiarare le loro intenzioni. C’è chi, a Londra, però, ha già trovato la soluzione al problema. È Omar Muhannad Bakri, il leader del “Fronte Internazionale Islamico”, che ai terroristi in sonno ha già offerto, col suo “responso giuridico”, la via d’uscita: «Oggi, l’Italia è un “Dar al Harb” per i musulmani residenti al difuori dell’Italia o anche per i musulmani entrati in Italia clandestinamente e che, non avendo visto, non hanno sottoscritto alcun patto; sono liberi di promuovere degli attacchi contro l’Italia in quanto nemico dell’Islam» (“Corriere della sera” 8. 10. 2002). “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 ISLAM: TRE EGIZIANI ARRESTATI PER DETENZIONE DI ARMI ED ESPLOSIVI «Siamo stati incastrati: il tritolo e la pistola, in casa, l’hanno messa i carabinieri». Si difendono così i tre egiziani arrestati, ai primi di ottobre ad Anzio, sul litorale vicino a Roma, con il sospetto di essere terroristi. Il gip di Roma ha convalidato il fermo e ha, poi, firmato un’ordinanza di custodia in carcere, contestando l’eversione internazionale e la detenzione abusiva di armi. Nell’appartamento, oltre a due chili di esplosivo, divisi in sette panetti e a una pistola, sono state sequestrate piantine della città dove erano evidenziati il cimitero americano di Nettuno e alcuni McDonald’s. Adesso, anche l’FBI indaga sulla vicenda. Agenti americani stanno collaborando con i carabinieri per verificare se i tre stranieri abbiano avuto contatti con la rete di Bin Laden. Per questo stanno esminando le centinaia di numeri telefonici e indirizzi che gli egiziani avevano nelle loro agende. (“Corriere della sera” 8. 10. 2002). La conclusione dell’inchiesta, che si è tenuta a porte chiuse, a Melbourne, dal 30 setembre al 4 ottobre, dichiara di non aver potuto accertare la fondatezza delle accuse, affermando di aver tenuto conto delle difficoltà legali incontrate dalla difesa a causa del lungo periodo di tempo trascorso. (“Libero” 17 ottobre 2003). OMOSESSUALI: IO LI SPOSO IN CHIESA DAL 1978 Don Franco Barbero celebra i matrimoni in Chiesa anche per le coppie gay, sin dal 1978! «Ho cominciato dal 1978 - afferma Don Franco - su richiesta di coppie che si amavano e che volevano vivere la loro unione nella fede. Da allora, ne ho sposato una quarantina. Prima di celebrare, mi ero consultato con diversi teologi, e abbiamo capito che non c’era nulla di male (!!). Bisogna infrangere i tabù della nostra cultura e guardare alla sostanza delle unioni: l’amore. La prima coppia sposata, dopo 24 anni, vive ancora unita». «Ma lei non era stato scomunicato?». «Non ho mai ricevuto nulla dal Vescovo (di Pinerolo). Così, continuo il mio operato! Sposo le coppie etero sessuali e omosessuali. E faccio ricerche teologiche insieme alle altre 120 comunità cristiane di base, sparse per l’Italia, per una Chiesa che dia spazio a più voci». «Un po’ trasgressivo il suo comportamento...». «Lo ritengo più un’anticipazione. Sposiamo queste coppie perché la Chiesa diventi più “spaziosa”. Come dice il Primate della Chiesa anglicana: si tratta di un normale riconoscimento dell’amore tra due persone». (“Libero”, 22 ottobre 2003). (Ma la dottrina della Chiesa lo vieta e lo condanna!). 12 PRETI ACCUSATI DI PEDOFILIA CAUSA DA 300 MILIONI DI DOLLARI Torna alla ribalta, negli USA, lo scandalo dei sacerdoti pedofili; e ci torna con una richiesta di megarisarcimento da 300 milioni di dollari, presentata davanti ad una corte del Queens, uno dei quartieri di New York, a nome di 42 asserite vittime di abusi sessuali, contro 12 preti cattolici della diocesi di Brooklyn. Alcuni dei casi denunciati risalgono a oltre mezzo secolo fa. Nell’accusa, si sostiene che la Gerarchia cercò di coprire gli “incidenti”; offrendo riparazioni alle famiglie in cambio del silenzio e trasferendo i preti da una parrocchia all’altra. La denuncia, depositata dall’avvocato Michael Dowd, chiama pure in causa la diocesi di Brooklyn (1,6 milioni di di cattolici) e il suo vescovo dal 1990, mons. Thomas Daily, già al centro di polemiche, nei mesi scorsi, per il ruolo che avrebbe avuto nel trasferimento da una parrocchia all’altra di preti pedofili, quand’era ancora coadiutore alla diocesi di Boston. Per una causa che si apre, un’altra se n’è chiusa, altrettanto scottante, per la Chiesa cattolica. L’arcivescovo cattolico di Sydney, mons. George Pell, è stato scagionato da accuse di abusi sessuali che avrebbe commesso nel 1961, quando era ancora seminarista, ai danni di un ragazzino di 12 anni durante un campo estivo per chirichetti. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 11 MONS. ANTONINO ROMEO teologo-biblista profeta del satanico cataclisma neo-modernistico – del prof. Andrea Dalledonne 2 – Quel profetico articolo di Mons. Romeo fu pubblicato in “Divinitas” 3, 1960, pp. 387-456 – ra: è vero o no che, súbito dopo la fine del Concilio Vaticano II, i neo-modernisti più sovversivi e potenti propagandarono, col loro sistematico trionfalismo storicistico-deterministico, che era stata “superata” la differenza - “integralistica”, s’intende! - tra Dio e l’uomo?! Non si trattò, forse, della più “ecumenica” esplosione ed esternazione del funesto “umanesimo integrale” che continua a fare, dappertutto, branchi di vassalli caninamente pedissequi?! Ecco perché i neo-modernisti più coerenti non si vergognano di voler far credere che il Cristianesimo nacque dopo: anzi, in séguito alla fine del Concilio Vaticano II. Prima, infatti, ci sarebbero state solo “trame nere dalla parvenza religiosa”!.. Tale situazione, unica nella storia della Chiesa, fu prevista dal Monsignore anche nella sua critica degli «apriorismi di chi pretende rinchiudere uomini ed eventi nel cosiddetto corso fatale della storia (negazione radicale, daccapo, della libertà autentica), poggiante sugli schemi preconcetti dei suoi filosofemi (evoluzionismo, monismo, immanentismo, relativismo, naturalismo e umanesimo integrale), mirante alla distruzione della storia e della scienza, oltre che di ogni fede e vita spirituale»12. Si giunge, così, alla - tanto grave quanto fondata - denuncia, ad opera del Romeo, della “prima radice” - per dirla con S. Tommaso e con Dante - della catastrofe neo-modernistico-ecumenica: «Forse, bisogna spiegare come contatti ideologici le simpatie ognora crescenti, in questi ultimi 15 anni, da parte di vari cattolici e Religiosi nei riguardi della massoneria che è... “la gnosi” e lavora da sempre a rovesciare il Cristianesimo tradizionale per inaugurare il Cristianesimo “nuovo”, la religione cioè dell’umanità, al posto del Cristianesimo di Dio, “omnia in omnibus”»13. Senza questo “compromesso storico”, indicibilmente apostatico, non si potrebbe né capire né spiegare alcunché della situazione “ecumenica” odierna, la quale è in continuo, umanamente inarrestabile, peggioramento da ormai quasi mezzo secolo. E diversi “altolocati”, col loro immancabile ottimismo, ci ridono sopra!14 Anzi: una delle più convincenti controprove della veridicità dei presenti rilievi strazianti, si rinviene proprio nel “bacchico” (cf. Hegel) ottimismo che siffatta gente impone a tanti giovani: alcuni dei quali, ben intenzionati, ma tutti degni della più caritatevole commiserazione. Infatti, questi giovani, per dirla con un altro valoroso e compianto teologo, non potrebbero essere, più di così, “cinicamente ingannati»15. Sono queste, con molta probabilità, le ragioni per cui il sublime S. Padre Pio, dopo averci fatto conoscere l’estremo dolore di Gesù per colpa di vari ecclesiastici sacrilegamente traditori, scrisse che «Gesù continuò ancora; ma quello che disse non potrò giammai rivelarlo a creatura alcuna di questo mondo...»16. e nella nota seguente si legge: «I puntini 12 Cfr. ROMEO, “L’Ispirazione Biblica”, in AA. VV., “Il Libro Sacro”..., cit., p. 174. Contro il sovversivismo dell’“umanesimo integrale” non solo dell’insidioso Maritain, ma soprattutto dei “potenti” ancora peggiori, v. Il capitale lavoro dell’eroica teologo argentino Mons. J. Meinvielle, “De Lamennais à Maritain”, Buenos Aires 1945, citato dal Romeo alla fine del sua v. “Anticristo” in “Enciclopedia Cattolica”, vol. I, coll. 1433-1440. 13 Cfr. ROMEO, “L’Enciclica...”, cit., p.455, nots 151. Cf. Ivi, p. 465 e nota 152. 14 Sulla schiavesca dipendenza della masso- neria dall’ebraismo anticristiano. V. F. Giantulli, “L’essenza della massoneria italiana: il naturalismo”, Firenze 1973; C. A. Agnoli, “Concilio Vaticano II. Donde viene e dove ci porta?”, Brescia 1987; O. Nardi, “Il vitello d’oro. L’altra faccia della storia”, Milano 1989; AA. VV., “La massoneria”, a cura di L. Villa, Brescia 1994, 1995, 1998, 3 voll.; Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, Albano Laziale (Roma) 1996; Meinvielle, “De la cabale au progressisme”, tr. Fr. Di M. BrosselardFaidherbe, Avrillé 1998, pp. 25-107, 343-386. 15 Cfr. Mons. U. Lattanzi, “Occidente in pericolo”, Bologna 1953, passim. Sulla gravità delle rovine cagionate dal razionalismo, cabalistico-ecumenicamente combinato col fideismo più superstizioso, v. ID., “Il Primato Romano”, Brescia 1961, p. 13, nota 6. Cf. Spadafora, “Razionalismo, Esegesi Cattolica e Magistero”, Rovigo 1962; Card. G. Siri, “Getsemani. Riflessioni sul movimento teologico contemporaneo”, Roma 1980. 16 Cfr. Padre Pio da Pietrelcina, “Epistolario”, a cura di AA. VV., Lettera 123, San Giovanni Rotondo (Foggia) 1987, vol. I, p. 351. O 12 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 sono del Padre Pio. Non è possibile determinare quale sia stato l’oggetto di questa rivelazione»17. Si tratta di quel grandissimo Santo che, contro ogni crimine storicistico - fustigato da Mons. Romeo anche molto prima del suo articolo profetico18, riecheggia l’insegnamento ininterrotto, e dunque infallibile, della Chiesa, circa la “difesa dell’eterna Verità che mai si cambia col mutar dei tempi”19. Così rimangono confutati, smascherati, svergognati “gli Sganarelli” della 2a metà del sec. XX (e, aggiungiamo pure, del super-mitizzato “terzo millennio”)”, regolarmente idolatri anche del nefasto femminismo20. Da quanto precede, si può ricavare specialmente che: «Per riprendersi occorre una scossa folgorante (= miracolosa) dello spirito, almeno doppia rispetto alle distruzioni: occorre, soprattutto, un’azione di ricupero in tutte le sfere della dottrina e della disciplina...»21. Sono, infatti, i peggiori peccati i padri dei più orrendi errori dottrinali: teologici, esegetici, filosofici. Ed è, quindi, ovvio che ciò, a cui l’umanesimo immanentistico mena, fa vedere ciò da cui esso sorge. In breve: esclusivamente, lo strepitoso miracolo che il Signore, prima o poi, “dovrà” compiere, potrà far piazza pulita e bruciata di siffatta babilonia “ecumenica” che sempre più grida vendetta al cospetto di Dio! Ciò che Mons. Romeo previde nel suo grande articolo si sta avverando, da ormai quarant’anni, con una precisione che qualcuno chiamerebbe “cronometrica”. Si deve, quindi, lamentare, in modo più esplicito, che troppi esegeti “cattolici” seguono, più o meno acriticamente, il sistema della cosiddetta “storia delle forme” (Formegeschichte) il quale fa capo, soprattutto, al protestante-ateo-esistenzialista Rudolf Bultmann. Senonché, come osserva il Monsignore, siffatto apriorismo storicistico, filosoficamente assurdo, appunto perché gnostico-nichilistico, e dunque violentatore della stessa verità storica, fu quanto mai avversato financo da un notevole teologo luterano22. Ma coi neo-modernisti è impossibile proprio l’autentico “dialogo” (cioé quello insegnato dai Santi Giustino martire, Gregorio Magno e Caterina da Siena); e ciò avviene soprattutto quando si adducono i più validi argomenti contro le pluralistiche bestemmie della loro sètta mondiale. Basta pensare al fatto - da essi o minimizzato o allegramente taciuto che tale e tanto “scempio della Bibbia”23 “ha fatto... perdere la fede anche a professori cattolici di esegesi (sic...)”24. Questi i “frutti” dell’“albero” neo-modernisticoecumenico, in “crescita continua” verso il “terzo millennio”25. Davvero, e tre volte: Kyrie eléison! o Góspodi pomílui!.. Non parliamo, poi, delle innumerevoli e scandalosissime devastazioni che il neomodernismo perpetra, a danno di quasi tutte le anime ubique terrarum, tramite la cosiddetta “morale nuova”, più volte condannata dal Magistero della Chiesa di sempre26. Ma il presente discorso diverrebbe addirittura interminabile se si rammentassero le allucinanti aberrazioni del neo-modernismo sul piano filosofico e su quello politico. Queste seconde furono previste da Mons. Romeo già nei primi anni cinquanta; e contro di esse tentò di scrivere un volume, di cui, però, sono sopravvissute soltanto le schede, molto elaborate. “Risultato” della “libertà” concessa da questo sistema politico che non ha... nemmeno un difetto! Quanto alle mostruosità neo-modernistiche sul piano filosofico, è più che sufficiente notare che, secondo il neo-modernismo, le “altre correnti filosofiche”, ossia altre rispetto al tomismo - quindi, anche il social-comunismo e l’esistenzialismo ateo coi suoi cascami più recenti -, “debbono essere considerate come alleate naturali della filosofia di San Tommaso, e come partners (sic!) degni di attenzione e di rispetto...”27. «Numi, che roba!», esclamerebbe l’ancor pagano Carducci, il quale già allora parlava del «fango che sale»28. Tornando, di sfuggita, al piano politico, si può dire che è «ormai risaputa l’appartenenza massonica... di non pochi ecclesiastici influenti... Ed è altrettanto nota la strumentalizzazione comunista del comportamento di quei sedicenti cristiani che, sul piano politico, tradiscono sistematicamente il Cristianesimo e persino l’etica naturale: come dimostrano con evidenza la legalizzazione, dapprima, del leninistico (nonché staliniano) “odio di classe” (aprile 1974); la legalizzazione, súbito dopo, del divorzio (maggio 1974); la legalizzazione, poi, del crimine dell’aborto (maggio 1978); l’effettiva liberalizzazione, inoltre (e per ora), dell’uso della droga... Di Mons. Romeo, pertanto, tutti dovrebbero conoscere anche le critiche, spietate ma giustissime, contro l’inqualificabile operato dei suddetti politicanti. Chi, come il sottoscritto, ha avuto per vari anni l’onore della sua amicizia, ricorda anche l’indicibile angoscia - dovuta unicamente alla sua carità evangelica - con cui egli trattava l’argomento»29. 17 Ivi, nota 2. Ma cf. Spadafora, “Fatima e la peste del socialismo”, Roma 1978. 18 Cfr. Romeo, “Dio nella Bibbia (Vecchio Testamento), in AA. VV., “Dio nella ricerca umana”, a cura di G. Ricciotti, Roma 1950, pp. 279 s., nota 76 e pp. 403-413. 19 Cfr. G. Scarale, “Padre Pio nel cuore”, Milano 1998, p. 240. 20 Cfr. Romeo, “L’Enciclica...”, cit., p.449 e 454. V., quindi, 2 pt., 2, 1-22; Gd., 3-23.. 21 Cfr. Fabro, “L’avventura della teologia progressista”, cit., p. 311. Cfr. Ivi, p. 309; Id., “Libertà e peccato”, in AA. VV., “Ortodossia e ortoprassi”. Ati del 1° Convegno Internazionale di studio del movimento “Chiesa Viva”, a cura di L. Villa, Brescia 1975, pp. 205-219; Id., “Vangeli delle Domeniche”, cit., p. 317: “... L’unica vera libertà è la vittoria sul peccato...”. V., insieme, Romeo, vv. “Satana e Satanismo”, in “Enciclopedia Cattolica”, vol. X, coll. 1948-1961; Sac. G. Tomaselli, “Il mondo di oggi sotto la schiavitù di Satana”, Palermo s.d. (1985 circa). 22 Cfr. Romeo, “L’Enciclica...”, cit., pp. 417 s. Si tratta di Paul Althaus di cui l’insigne teologo-ecclesiologo Mons. Bruenero Gherardini tradusse in italiano il saggio, citato ivi dal Romeo: “Il cosiddetto Kerygma e il Gesù della storia. Per una critica dell’odierna teologia del Kerygma”, in “Quaderni di Divinitas”, Roma 1962. Sul carattere, superato persino sul piano scientifico, dei capricci e delle fantasie della “Formgeschichte”, v. L. Vagaggini - F. Spadafora, “Forme (Storia delle)”, in AA. VV., “Dizionario Biblico”, a cura di F. Spadafora, Roma 1963, coll. 253B -225b; Spadafora, “La Risurrezione di Gesù”, cit., pp. 23-67. Anche il compianto Prof. Eugenio Zolli, splendida figura di convertito nientemeno che dal “Rabbinismus” (per dirla con l’esegeta A. Rohling), nella sua ultima opera: “Guida all’Antico e Nuovo Testamento”, Milano 1956, pp. 155 s., accusa i barbarici apriorismi della “Formgeschichte” di un “soggettivismo pulsante di vita e di passione”. Per un ampio sviluppo della tematica, v. Gherardini, “La seconda Riforma. Uomini e scuole del protestantesimo moderno”, Brescia 1966, vol. II, pp. 366-496. 23 Cfr. Hilarius (= Mons. Spadafora), “Errori e deviazioni post-conciliari”, Brescia 1969, pp. 115-161. 24 Cfr. Landucci, “Miti e realtà”, cit., p. 287. 25 Cfr. Mt., 7, 6-23. A tale storicismo-nichilismo si deve opporre, sul piano teoretico, il “tomismo essenziale”, radicato e fondato (cfr. Ef., 3, 17-19) nell’emergenza metafisica dell’esse ut actus rispetto ad ogni altra perfezione (cfr. Fabro, “Partecipazione e causalità secondo S. Tommaso d’Aquino”, Torino 1960; ID., “Introduzione a San Tomaso. La metafisica tomista e il pensiero moderno” Milano 1997). Ma daccapo: casi pietosi a parte, i neo-modernisti non vogliono saperne della verità dell’Essere in quanto tale; e perciò peccano contro lo Spirito Santo di deliberata impugnazione della verità conosciuta: nella filosofia, nella teologia, sia dogmatica sia morale, e nell’esegesi biblica. 26 Cfr. Romeo, “L’Enciclica...”, cit., p. 415, nota 132. Contro questa infamia, quanto mai ripugnante (cfr. Ap., 17, 1-18; Inf., c. 19, vv. 106-108), v. I seguenti lavori di altri due grandi e compianti teologi-moralisti: E. Lio, “Morale perenne” e “Morale nuova” “nella formazione ed educazione della coscienza”, Roma 1979; D. Composta, “La nuova morale e i suoi problemi. Critica sistematica alla luce del pensiero tomistico”, Città del Vaticano 1990. 27 Cfr. AA. VV., “Le ragioni del tomismo. Dopo il centenario nell’Enciclica” Aeterni Patris, Milano 1979, p. 233. 28 Ma sulla conversione del Carducci, e anche su quella del Leopardi, v. Landucci, “Cento problemi di Fede”, Assisi 1962, pp. 312-344. 29 Cfr. A. Dalledonne, “La morte di Mons. Antonino Romeo: una grave perdita per la Chiesa Cattolica”, in “Implicazioni del tomismo originario”, Genova 1981, pp. 69 s. Quanto all’appartenenza massoncia di tanti ecclesiastici traditori, v. “Chiesa Viva”, 7, 1992, pp. 4 s. Ma non sono davvero tutti! MONS. ROMEO PROFETA DEL NEOMODERNISMO, PERSINO POLITICO “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 13 Come si può vedere con sempre più dolorosa chiarezza, le profezie di Mons. Romeo si compiono a tutti i livelli della vita dello spirito. Un apodittico testo in proposito è quello di uno dei più fedeli, genialmente preparati e autenticamente aggiornati teologi-ecclesiologi. Questa personalità, che insegnò anche ecumenismo nella Pontificia Università Lateranense, ha scritto con eccezionale coraggio: «Parte... (il mio ragionamento) dalla costatazione del sostanziale fallimento dell’ecumenismo e della sua celebrata metodologia. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti, anche se tutti o quasi tutti li tengono ermeticamente chiusi... Non è... positivo, non è decoroso, non è tollerabile il balletto su una mattonella, quello dei passi inconcludenti (oggi arrivati a una quantità astronomica)»30. Ed ecco tre inconfutabili prove di quanto detto finora: 1) Mons. L. Villa, “Eresie nella dottrina neo-catecumenale”, Brescia 2000; 2) ID., “L’Islam alla riscossa. Cos’è, cosa vuole”, ivi 2001; 3) ID., “Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!”, ivi 2001. A questo punto, viene spontanea la consapevolezza di una vera e propria affinità spirituale tra “ecumenismo” e “comunismo”. Quest’ultimo, infatti, è molto più diffuso del marxismo ufficiale, perché tutte le aberrazioni moderno-contemporanee sono figlie, quasi gemelle, del giudaismo cabalistico-talmudico; e tra esse agisce un solidarismo inestricabile. RIFLESSIONI CONCLUSIVE Quanto precede, è stato scritto a vantaggio soprattutto dei fedeli più giovani a cui il mondo “ecumenico” si sforza di far ignorare persino la esistenza di personalità apostoliche, fra le quali Mons. Romeo occupa il luogo che si è visto. Si è voluto, con particolare intensità, porre in luce quanto Mons. Romeo amasse Gesù e la Sua Chiesa; e quanto abbia lavorato e sofferto per il bene soprannaturale delle anime. E un altro gran merito gli va riconosciuto contro le sistematiche calunnie, o “favole giudaiche”31, o “favole artificiosamente inventate”32, dei perfidi neo-modernisti che si permettono d’imputargli anche l’avversione al progresso. Ben al contrario, Mons. Romeo era del tutto favorevole al serio e sano progresso, sostenuto già da S. Vincenzo di Lerino, approvato dal Concilio Vaticano I e raccomandato da Pio XII; progresso negli studi biblici, come anche nelle altre discipline33. Voleva, però, che questo progresso - il solo autentico e benefico - si effettuasse conforme alle ininterrotte-infallibili direttive del Magistero della Chiesa di sempre34. Pertanto, sulla base dell’insegnamento dell’unica vera Chiesa, dei Padri e di S. Tommaso, Mons. Romeo sosteneva che anche il combattere l’errore e il male è un costitutivo spirituale dell’essenza del sacerdozio35. Ma, forse, sulla meglio delle frasi conclusive del citato articolo di Mons. Spadafora, può riassumere nel modo più incisivo la personalità sacerdotale e scientifica del nostro teologobiblista. Scirve il grande Spadafora: «Mons. Romeo soffrì immensamente vedendo le mene, i mali che insidiavano la Chiesa nel suo fondamentale mandato di conservare intatto il “depositum fidei”! Sofferenza viva, perché di un animo illuminato che ben capiva e prevedeva i mali che sarebbero derivati alla Chiesa da tutti quei torbidi elementi del sottobosco che influenzavano negativamente i membri del Concilio (?) Vaticano II, e lavoravano intensamente in tal senso, protetti e favoriti dall’incoscienza (abissale) dei più. Il Signore lo ha provato con le sofferenze e lo ha trovato degno di Sé»36! Note 30 Cfr. B. Gherardini, “Una sola Fede - una sola Chiesa. La Chiesa Cattolica dianzi all’ecumenismo” Castelpetroso (Isernia) 2000, pp. 303 s. Cfr. Ivi, pp. 308-313; Id., “Coscienza cattolica e cultura contemporanea”, Roma 1987; Id., “Santa o peccatrice? Meditazione sulla santità della Chiesa”, Bologna 1992. Soprattutto nel suo terzo studio di Gherardini, sul fondamento del dogma circa la santità costitutiva della Chiesa (cfr. Ef., 5, 27), sottolinea che i cristiano-cattolici peccatori erano e sono tali non certo in quanto Chiesa, ma solo in quanto uomini spiritualmente caduti. Dunque, lo slogan neo-modernistico sulla “Chiesa peccatrice” è una vera e propria “bestemmia”! 31 Cfr. Tt., 1, 4. 32 Cfr. 2 Pt., 1, 16. 33 Cfr. ROMEO, “L’Enciclica...”, cit., pp. 450454. 34 Cfr. ROMEO, “Il presente e il futuro...”, cit., Introduzione, pp. XXXIII s.; ivi, pp. 273283. Infatti: “Il progresso vero è continuità, non frattura” (Card. P. Parente, “L’Io di Cristo!”, Rovigo 1981, p. 459). 35 Cfr. ROMEO, “Il presente e il futuro...”, cit., p. 283. V., infatti, Is., 5, 20 s.; ivi, 55, 7-9; Am., 5, 15; 2 Cor., 3, 17; Gal., 5, 13; 1 Ts., 5, 22. 36 Cfr. Spadafora, art. cit., p. 1327. Una nomina SCANDALO! Dossier del Centro Studi Cattolici “Mater Ecclesiae” - (pp. 24 - € 2) Dopo la “Notizia” della nomina di S. Ecc.za Mons. Francesco Marchisano, pubblicata, ufficialmente, dall’Osservatore Romano, abbiamo sentito la necessità di una nostra protesta scritta, che non vuol essere polemica ma solo un richiamo severo ad uno stralcio di “Storia” da Noi già pubblicata sul nostro volume “Paolo VI - processo a un Papa”. Qualcuno avrà pur notato che la ricerca della verità e il desiderio di chiarire l’attuale “scandalo della pedofilìa”, che ha coinvolto tanti sacerdoti degli Stati Uniti e di tante altre parti del mondo, non ci porta affatto a prendere la strada del pettegolezzo, bensì quella dei “fatti”, che superano certamente l’ambito dei rapporti tra le persone per entrare nelle vicende della cristianità post-conciliare, portandoli di nuovo alla conoscenza della Gerarchia ecclesiale responsabile. Non sono, certo, pagine edificanti, ma serviranno, però, ad “edificare” una futura “nuova Gerarchia cattolica” che ravvivi la Fede non più nell’uomo - “maledictus homo qui confidit in homine!” - ma solo nel Fondatore dell’unica Chiesa Cattolica, quella di CRISTO GESU’ REDENTORE! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 14 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 GIUSTIZIA MONETARIA Il testo del Manifesto “Per la giustizia monetaria e la Proprietà popolare della moneta” è stato letto dal Prof. Giacinto Auriti al Convegno: “GIUSTIZIA MONETARIA”, tenuto a Guardiagrele (Chieti), il giorno venerdì 13 settembre 2002. appare evidente che il valore monetario non è più causato dalla riserva - che non esiste! - ma dalla accettazione convenzionale delle collettività nazionali: I promotori del Manifesto “Per la Giustizia monetaria e la Proprietà popolare della moneta”, hanno appreso, con sentimento di viva indignazione, il messaggio che il Governatore della Banca Centrale Europea (BCE), Wim Duisemberg, ha inviato al Ministro Tremonti in merito alla sua proposta di sostituire le monete da 1 e 2 euro con simboli cartacei. Il presidente della BCE recita testualmente: “In linea di princìpio, non abbiamo nulla in contrario; mi auguro, però, che il Ministro Tremonti sia consapevole che così perderebbe i proventi del diritto di signoraggio”. PREMESSO – Che il “Signoraggio” è la proprietà dei valori monetari, pari alla differenza tra costo tipografico (o di conio) e il valore nominale, CONSTATATO – Che la “Banca” poteva affermare di essere proprietaria della moneta quando l’emissione era basata nella riserva aurea, in quanto poteva sostenere: “La moneta è mia, perché la riserva è mia”, essendo la moneta concepita come titolo di credito rappresentativo della riserva: “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 15 PERTANTO, la proprietà della moneta va attribuita al portatore, ossia alle collettività nazionali che ne creano il valore convenzionalmente per il solo fatto che l’accettano. – Poiché, alla luce delle dichiarazioni del presidente della BCE, in palese violazione del Trattato di Maastricht; Prof. Giacinto Auriti. RILEVATO – Che, alla data del 15 Agosto 1971, con la fine degli accordi di Bretton Woods, la riserva è stata abolita; – Che da questa data, la “Banca” non è più legittimata ad emettere la moneta prestandola, seguendo la regola del Signoraggio; – Che nessuna norma del Trattato di Maastricht considera la titolarità della proprietà, ossia del Signoraggio sulla moneta, all’atto dell’emissione; – poiché, dopo la recente scoperta del “Valore indotto”, è dimostrato che il valore monetario nasce non nella fase dell’emissione, ma nella fase dell’accettazione, la proprietà della moneta va attribuita alle collettività nazionali dei Paesi membri dell’Unione Europea. – Prendiamo atto che il Ministro Tremonti aveva messo il dito nella piaga, perché emergesse, dalla dichiarazione di Duisemberg, che si vuol lasciare agli Stati solo l’elemosina, proveniente dal “Signoraggio degli spiccioli”, riservando, così, il dominio della massa monetaria agli usurai della Banca Centrale Europea! (continua da pag. 8) santo che Egli conta le ore e i minuti che mancano alla loro Comunione. A un mistico attuale ha inviato l’Angelo a svegliarlo, dicendogli: «Affrettati, che Gesù ti attende!». Non è certo la fiammella di amore che arde nel cuore umano a consolarlo di questa disponibilità: nell’Eucaristia si dona non tanto perché è amato, anche se molti lo amano più di se stessi, ma perché ama! Questi e altri aspetti ci fanno toccare con mano come, nella Presenza Eucaristica, il nostro Redentore ha voluto condensare tutta la genialità del suo Amore infinito! soprattutto nei veri adoratori che adorano Dio in Spirito e Verità (Gv. 4, 23). È sempre vero ciò che dice il Catechismo di San Pio X: «La vera Chiesa si dice Santa perché Santo è il suo capo invisibile, che è Gesù Cristo; santi sono molti suoi membri; santi sono la sua fede, la sua legge, i suoi sacramenti, mentre fuori di essa non ci può essere vera santità» (Catechismo, 169). Non si devono addebitare alla Chiesa le debolezze dei suoi membri: essi entrano nella Chiesa come sono, ebrei e gentili, generazioni di barbari invasori, antropofagi atzechi o africani, e ne escono trasformati, civilizzati, santificati nei loro membri Il fulcro della divisione Il discorso sull’Eucaristia e sulla natura della Chiesa appare ricco e complesso nell’insegnamento del Maestro, ma una cosa appare incontestabile: il fulcro di divisione tra la Chiesa, fondata da Gesù, e le chiese fondate dagli uomini, è la fede o il rifiuto della “Presenza Reale”. Rifiutare la “Presenza Reale” è scacciare Gesù vivo dalla sua Chiesa, è svuotare la Chiesa. E non dicano i dissidenti: «Noi non crediamo nella Presenza Reale; ma crediamo nel Vangelo: noi seguiamo l’insegnamento di Gesù». L’insegnamento di Gesù, invece, viene da essi respinto proprio nel suo contenuto fondamentale, che è appunto l’Eucaristia. La Chiesa è l’Eucaristia; senza l’Eucaristia, la Chiesa è vuota! La chiesa dissidente non è incentrata sul Fondatore, non è portata avanti da Gesù, Verbo eterno del Padre, ma da ciechi e guide di ciechi! Col risultato che ciascuno la tratta a modo suo, secondo le sue vedute e le sue interpretazioni del Vangelo, in un vortice di antagonismi e di divisioni. Tanto più che connesso alla fede nella “Presenza Reale” è l’altro aspetto integrativo dell’Eucaristia: il Sacramento del Perdono. Nella Chiesa, Gesù opera la sua azione redentiva perdonando i peccati: «A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv. 20, 23). Così, nelle chiese dissidenti viene respinto il dono inestimabile della remissione dei peccati. L’alternativa è gravissima: senza la remissione, operata da Gesù nella Chiesa, salva la buona fede personale, il protestantesimo vive abitualmente nel peccato! La Chiesa è Santa Nella Chiesa ha posto la sua dimora il Santo dei Santi, l’Altissimo Figlio di Dio fatto Uomo, morto, risorto e vivo in mezzo a noi. Nel vortice della sua Santità, le generazioni dei credenti in Lui si santificano in misura dell’unione con Lui stesso. Non chiudiamo gli occhi di fronte al deplorevole spettacolo di incoscienza, di debolezza, di mediocrità, di peccato, in cui si svolgono molti riti nell’attuale crisi liturgica: non possiamo non deplorare. Ma certo che, ancora oggi, la santità fiorisce 16 migliori. Se la Chiesa andò a rilento in questa trasformazione di grazia, lo si deve allo stato poco recettivo delle orde che vi entravano. Non bisogna dimenticare che la Chiesa ha dovuto affrontare tanta rozzezza barbara o pagana che l’hanno costretta nelle condizioni di arretratezza di coloro che vi entravano, e impedita di adeguarsi alla santità del suo Fondatore. Gli elementi più recettivi della santità di Cristo Signore costituiscono la mobilissima schiera degli Apostoli, dei Martiri, dei Confessori della Fede, dei Consacrati, anacoreti o cenobiti, delle vergini e di tutti i Santi fioriti nel suo grembo in questi due millenni. Non si può onestamente condannare la Chiesa a causa dei peccatori refrattari al suo spirito: la santità della Chiesa si misura in coloro che vi attingono, come si deve, il Pane della Vita, e sono la folla incalcolabile di ogni nazione, tribù, popolo e lingua prostrati davanti all ‘Agnello in bianche vesti con palme nelle loro mani, che gridano a gran voce: “La salvezza sale al nostro Dio assiso in trono e all’Agnello!” (Ap. 7, 6s). Perenne segno di contraddizione (Lc. 2, 34) come il suo Capo, pur nel turbine delle violente persecuzioni istigate da Satana, ancora oggi, con maggiore violenza che in passato, la Santa Chiesa prosegue il suo programma benefico di scacciare i demoni, guarire i malati, annunciare che il Regno dei Cieli è vicino. Tutto prende le mosse dal Sacrificio, dalla Mensa e dalla Presenza Eucaristica del Verbo di Dio che ha posto la sua tenda in mezzo a noi ( Gv. 1,). Come accettare un tipo di ecumenismo che lasci i fratelli separati senza Gesù, che dà la vita nell’Eucaristia e che rimette i peccati nel sacramento della Riconciliazione? La prima Carità è la Verità! E come evitare, nella stessa Chiesa Cattolica, il dissolvimento della Verità Evangelica di cui Gesù ci ha fatto inestimabile dono? Una Chiesa che non dona la Verità è una Chiesa priva di Gesù, è una Chiesa morta. A tanto ha portato una teologia superficiale, professata tragicamente anche in certi vertici della Chiesa da responsabili di un ecumenismo spensierato di indole modernista. Gesù dice loro: «Guai a voi, dottori della legge, che vi siete impadroniti della chiave della scienza: voi non vi siete entrati, e avete impedito coloro che volevano entrare» (Lc. 11, 52). Un ecumenismo che rischia di trascinare inesorabilmente gli stessi cattolici verso la dissidenza. L’Apostolo esorta: «Non vogliate accoppiarvi a un giogo eterogeneo con gli infedeli, poiché quale comunione può esserci tra la giustizia e l’iniquità? E quale tra la luce e le tenebre? Ovvero quale armonia tra Cristo e Belial? 0 quale cosa in comune tra il fedele e l’infedele? Quale accordo tra il tempio di Dio e quello degli idoli? Infatti, noi siamo il tempio del Dio Vivente, come dice Dio: “Io abiterò in essi e camminerò con loro, e sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò, uscite di mezzo a questa gente e separatevene”, dice il Signore. “E Io vi accoglierò e vi sarò Padre, e voi mi sarete figli e figlie”. dice il Signore Onnipotente» (2 Cor. 6, 14s). Sono parole di grande attualità. «Ma il Figlio dell’Uomo alla sua venuta troverà ancora la fede sulla terra?» (Lc. 18, 8). Non dubitiamo! «Le porte dell’inferno non prevarranno»! “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 I DUE CORPI DI PIO IX E GIOVANNI XXIII: una precisazione! Caro Monsignore, su “Chiesa viva” XXXII/343 (2002) 1617, ho letto l’articolo su “I due corpi di Pio IX e Giovanni XXIII”, riguardo al quale credo opportuno, per esattezza d’informazione, precisare quanto segue: – Le venerate spoglie dei due Pontefici furono chimicamente trattate, secondo la prassi, prima della loro tumulazione. Il trattamento, a base di formaldeide, ha una funzione conservativa. Nel caso, la differenza fu solo nella qualità del trattamento, donde la differenza anche degli effetti. Secondo la metodologia in uso in quel tempo, il corpo del Beato Pio IX venne trattato anche con alcool ed in conseguenza di esso i suoi resti, benché ottimamente conservati, assunsero un colore scuro; la nuova metodologia esclude l’alcool dal trattamento conservativo ed assicura così il colore quasi naturale delle spoglie conserva- te; è questo il caso del Beato Giovanni XXIII. – In nessuno dei due casi, pertanto, la conservazione è da considerare miracolosa. – In occasione della seconda ricognizione della salma di Pio IX, 4. 04. 2000, il Postulatore, cioé l’Ill.mo e Rev.mo Mons. Antonio Piolanti, era assente per la grave malattia che poi, 28. 09. 2001, lo portò alla tomba. Lo sostituivo io in qualità di Vice-postulatore. Oggi, cioé dopo la gravissima perdita di colui che più d’ogni altro si era adoprato per superare gli ostacoli sui quali la Causa di beatificazione s’era bloccata, gli sono subentrato anche come Postulatore. Le auguro ogni bene e La saluto “in osculo pacis”. Dal Vaticano, 4. 10. 02. Prof. Brunero Gherardini AL SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO del dott. Arrigo Muscio A bbiamo letto sul quotidiano “LIbero”,in data 24 ottobre 2002, a pag. 29, una dichiarazione della Presidente della Commissione Cultura della Regione Lombardia, Silvia Ferretto, la quale, giustamente (secondo noi), auspicava multe più salate a chi bestemmia. Alla fine dell’articolo, leggiamo: «... Il pensiero corre alle bestemmie proferite da Adel Smith, fondatore del partito Unione Musulmani d’Italia, che ha pubblicamente definito l’Eucarestia: un rito satanico, un’ingestione conseguita dalla deiezione di quanto resta della propria divinità. O a chi, sempre pubblicamente, ha definito il Cristo in croce “un cadaverino”...». Ciò premesso, chiediamo a codesta Autorità Giudiziaria di valutare le gravissime “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 affermazioni riportate dall’articolista e attribuite pubblicamente ad Adel Smith, alla luce degli art. 404 e 406 C.P. Considerare l’Eucarestia come “rito satanico” è chiaramente un’offesa arrecata al massimo simbolo di culto. “Agli effetti dell’art. 404 C.P. costituisce cosa oggetto di culto quella che si adora, come il Crocifisso, l’immagine sacra, la reliquia, ecc.” (Cass. Pen. sez III. 28 ottobre 1966. N 2419), come del resto considerare il Crocifisso come un “cadaverino”. Non solo, ma l’affermazione riferita all’Eucarestia che trattasi di “un’ingestione conseguita dalla deiezione di quanto resta della propria divinità” è di una gravità inaudita se si legge quanto scritto nel vocabolario a proposito di “deiezione”: “Eliminazione dei rifiuti organi- ci, defecazione” - al Pl. Le feci umani e animali” (Cfr. “Nuovissimo Dizionario della lingua italiana” - Dardano). Pur vivendo in un Paese che molti considerano, a torto o a ragione, ormai islamizzato, chiediamo a codesta Autorità Giudiziaria di valutare ai sensi della normativa indicata e/o di altra non citata, le offensive affermazioni riportate nell’articolo in oggetto e attribuite pubblicamente ad Adel Smith. Qualora venissero ravvisate violazioni di legge, domandiamo si proceda penalmente contro il responsabile. Chiediamo d’essere avvisati, ai sensi dell’art. 408 c.p.p., nell’eventuale ipotesi di richiesta di archiviazione. dott. Arrigo Muscio 17 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Preg.mo e Rev.mo Don Luigi Villa, sono un’abbonata alla sua “Chiesa viva”. Sono una persona normale che ama Gesù e che cerca di vivere, possibilmente, come Lui vuole. Molte critiche, e tutte ragionevoli, contro il comunismo. Attorno a noi tutti dicono che il comunismo è morto... ma io vedo ledere ogni giorno di più quei valori che hanno fatto di me, di noi tutti ,delle brave persone. Come dire: se al TG un articolo giornalistico non ha un “che” di sessuale, non fa colpo; se non si dicono parolacce, non è risibile; se non si dà una notizia volgare, non è scoop... Se poi viene riso o deriso il Clero, facendo di alcuni sacerdoti (altri o meno - intendo la Gerarchia) delle marionette, non si è alla moda o si è retrogradi, specie se non si sa ridere su alcune “battutine”. Se poi un fatto come quello dei due fuggiti (lei, madre di tre figli e uno sbarbatello) viene pagato per fare “notizia”, beh! io penso che siamo molto avanti in quello che è il comunismo ateo-pratico. Come dire: non c’è più rispetto per nessuno. La “privacy”, di cui si fanno tutti difensori, è messa in piazza: i nostri pensieri catapultati nelle giostre di certe trasmissioni “libere”, ponendo la nostra via ai livelli più meschini (una volta, i panni si lavavano in casa!); le nostre telefonate poste sotto controllo!!! Mi dica, Don Villa, dov’è quel riserbo che le mamme ci hanno insegnato, quel pudore che fa di noi persone civili, quei valori che ti rendono uomo, quei princìpi che fanno di te un cristiano come si deve... (non diverso per come mangi o ti vesti, ma perché vivi come un pellegrino in Paradiso). Due conclusioni: se vuoi distruggere un nemico, fattelo amico (vedi il comunismo, oggi, con i cristiani). Secondo me, pochi hanno capito che la vera gioia, la vera vita, la vera felicità sta in Cristo. Le croci, le delusioni, le sofferenze, le tragedie, le malattie... pane quotidiano per la nostra redenzione... Basta saperle accettare come Gesù ci ha insegnato e sapessero (gli altri) quanto diventano leggere le CROCI! Non ha pur detto Gesù «Chi prende la sua croce ogni giorno e mi segue, ha la vita eterna»? Io ci sto! Ho 54 anni; li ho sofferti tutti, nella miseria, nella malattia, nella morte, nelle umiliazioni... ma LUI mi ha ripagata donandomi la gioia nel cuore. Tutti mi dicono: che bel carattere!.. non sanno, o forse fingono di non sapere che il mio carattere è semplicemente il mio “sì“ alla vita come LUI l’ha pensata e l’ha voluta per me! Mi scusi se ho, forse, detto delle inesattezze; il mio scopo è quello di far capire che i cristiani devono svegliarsi dal torpore della droga, dei soldi, del lusso, delle depravazioni, delle discoteche... disegno satanico delle potenze del mondo, per avere al momento della “loro verità” degli emeriti “tonti” da manovrare a piacimento. Povera Italia, poveri giovani, poveri figli nostri! Non li invidio. Li aspetta un avvenire ben misero, a meno che Gesù intervenga prima dei sui nemici. In Cristo! (T. B. A. - Fano) “IL BAVAGLIO EUROPEISTA” Come l’Europa uccide la libertà di Mario Spataro (Euro 15,00) Impenitente scrittore controcorrente, Mario Spataro denuncia, in questo libro, il tentativo dell’Unione Europea di imporre al Governo italiano, nel 2001, l’accettazione di un “mandato d’arresto europeo”, contrastante con le leggi nazionali, col buon senso e con secoli di civiltà di diritto: un progetto inizialmente giusificato dagli eurocrati di Bruxelles con la necessità di una più incisiva difesa dal terrorismo, ma poi subdolamente allargato a reati d’opinione come quelle del razzismo e xenofobia, così insidiando le libertà di parola e di stampa. Dopo aver denunciato ed aver demolito il progetto di “mandato d’arresto europeo”, facendo riferimento ai pareri di accademici e di esponenti politici di tutti gli orientamenti, l’Autore si spinge a uno spietato esame delle liberticide norme penali che, presenti in Germania (legge Deckert) e in Francia (legge Fabius-Gayssot), l’Unione Europea vorrebbe estendere all’Italia, dove le libertà di parola e di stampa sono, in buona misura, garantite. Pur nella sua difesa della libertà d’espressione di storici, giornalisti e scrittori, comunemente definiti “razzisti”, “xenofobi” o “revisionisti”, l’Autore sottolinea, in più occasioni, di voler solo difendere la libertà d’espressione che ogni democrazia dovrebbe garantire a tutti i propri cittadini. Anzi - sostiene l’Autore - proprio alle opinioni “scomode” deve essere garantita piena libertà d’espressione, poiché solo così esse potranno essere contestate. Reprimerle, facendo ricorso ai tribunali - conclude Spataro - fa sorgere il sospetto che non ci fosse altro mezzo per contrastarle e che, quindi, fossero giuste! *** Rev.mo Mons. Luigi Villa, a certe negative e penosissime sorprese, già da anni sempre ricorrenti da chi è posto ai vertici della Chiesa, ci viene in mente quello che i nostri scrittori ci hanno lasciato a nostro ammaestramento e a nostra maggior edificazione. Giovanni Papini, nei suoi famosi saggi, così ci erudisce: «L’Uomo è un ambasciatore che ignora la sua Patria e dimentica il messaggio che gli fu affidato». Penosa constatazione, che pure la osserviamo anche negli alti gradi della Gerarchia, dove molti non fanno ciò che a loro - soltanto a loro! - fu assegnato, o compiano male le missioni alle quali non erano stati chiamati, mentre scrivono trattati metafisici, filosofici e teologici senza sapere che dovevano accontentarsi del metro del merciaiolo e della zappa dello sterratore... È preoccupante che nelle stesure teologiche si tace consapevolmente su argomenti di fondo, senza dei quali le costruzioni culturali non reggono... Signore, vieni in nostro aiuto! Siamo abbandonati, avversati, combattuti dai tuoi servi chiamati a nostra difesa!.. Coi più cordiali saluti! (Vostro dev.mo G. N. - Gorizia) Per richieste Edizioni Settimo Sigillo Europa Libreria Editrice Via Sebastiano Veniero 74/76 00192 Roma 18 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 INDICE GENERALE ANNO 2002 GENNAIO 2002 2 Siamo agli ultimi tempi? del sac. dott. Luigi Villa 7 Chiesa di compromessi di A. Z. 9 Occhi sulla politica MAGGIO 2002 MARZO 2002 2 Buona Pasqua 3 Assisi bis - 24 genaio 2002 Ecumenismo massonico luciferino del sac. dott. Luigi Villa 6 Supplica al Santo Padre di giovani cattolici 10 Documenta-Facta 7 12 Documentazione sulla preoccupante presenza islamica in Italia (1) di un sacerdote I governi cambiano, la scuola no! della dott.ssa R. Calderini 8 Conoscere la Massoneria 9 Occhi sulla politica 15 Cattolici, Ortodossi e Protestanti del dott. D. Pastorelli 16 Pornografia e pornocrazia di A. Z. 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo 2 Il problema della pace del sac. dott. Luigi Villa (2) 5 Comunione “sub utraque specie” - Follìa ecclesiastica e nuovi orrori liturgici del prof. dott. D. Pastorelli 8 Un esposto alla Giustizia del dott. A. Muscio 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 10 Documenta-Facta 12 La moneta, la banca, l’usura (2) Libro del dott. Bruno Tarquini (A cura di F. Adessa) 16 Il “Governo mondiale” nel piano di A. M. Rothschild del 1773 (1) estratto dal libro: “Pawns in the game” 12 La “tela di ragno” - Plagio psicologico nel Cammino Neo-catecumenale (1) di A.Faustini 16 Mondialismo e alimentazione (1) del prof. F. Cianciarelli 18 Conoscere la Massoneria 18 Ma San Giovanni Battista aveva due teste? del generale E. Borgenni 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Lettere alla Direzione - In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla V Domenica del Tempo Ordinario alla IV Domenica di Quaresima) Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla VI Domenica di Pasqua alla X Domenica del Tempo Ordinario) Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XII Domenica del Tempo Ord. alla XV Domenica del Tempo Ord.) FEBBRAIO 2002 APRILE 2002 GIUGNO 2002 2 A Padre Luigi Villa nel 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale del prof. A. Sardini 6 Il sacerdozio del sac. dott. Luigi Villa 10 Documenta-Facta 9 Occhi sulla politica 12 La moneta, la banca, l’usura (3) Libro del dott. Bruno Tarquini (A cura di F. Adessa) 10 Documenta-Facta 2 La guerra viene dal Sud del sac. dott. Luigi Villa 2 IL problema della pace del sac. dott. Luigi Villa 6 La moneta, la banca, l’usura (1) Libro del dott. Bruno Tarquini (A cura di F. Adessa) 6 I volti della persecuzione di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 Documentazione sulla preoccupante presenza islamica in Italia (2) di un sacerdote 14 Occhi sulla politica 15 Due articoli su unternet 16 L’ultimo fanatismo di A. Z. 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla V Domenica di Quaresima alla V Domenica di Pasqua) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 (1) 15 L’assassinio di J. F. Kennedy 16 Il “Governo mondiale” nel piano di A. M. Rothschild del 1773 (2) estratto dal libro: “Pawns in the game” 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (XI Domenica del Tempo Ordinario) 12 La “tela di ragno” - Plagio psicologico nel Cammino Neo-catecumenale (2) di A.Faustini 16 Mondialismo e alimentazione (2) del prof. F. Cianciarelli 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XVI Domenica del Tempo Ord. alla XX Domenica del tempo Ord.) 19 LUGLIO-AGOSTO 2002 2 9 OTTOBRE 2002 Assisi bis 24 gennaio 2002 del sac. dott. Luigi Villa 2 Ottobre: mese del Santo Rosario 3 40 anni di Vaticano II Ottobre 1962 - Ottobre 2002 del sac. dott. Luigi Villa 7 La questione turca del prof. R. Sgarbanti 9 Occhi sulla politica Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La “tela di ragno” - Plagio psicologico nel Cammino Neo-catecumenale (3) di A.Faustini 16 Mondialismo e alimentazione (3) del prof. F. Cianciarelli DICEMBRE 2002 SOMMARIO N. 345 ECUMENISMO E IL CARD. WALTER KASPER 10 Documenta-Facta 12 “Ante praevisa merita” Approvati i Neo-catecumenali (1) di A. Z 16 I due corpi di Pio IX e di Giovanni XXIII 18 Conoscere la Massoneria 18 Conoscere la Massoneria 2 Santo Natale 19 Lettere alla Direzione - In Libreria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 3 20 Conoscere il Comunismo 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XXX Domenca del Tempo Ord. alla Festa di Cristo Re) Ecumenismo: Lettere di un sacerdote (milanese) al card. Walter Kasper del sac. dott. Luigi Villa 7 La Chiesa è l’Eucaristia di A. Z. 9 Occhi sulla politica Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XXI Domenica del Tempo Ord. alla XXIV Domenica del Tempo Ord.) NOVEMBRE 2002 SETTEMBRE 2002 2 Il dramma della fame del sac. dott. Luigi Villa 6 Due libri che si integrano del dott. R. Sgarbanti 9 2 Cammino neo-catecumenale: piaga cancerogena nella Chiesa del sac. dott. Luigi Villa 12 Antonino Romeo: teologo-biblista profeta del satanico cataclisma neo-modernistico (2) del prof. A. Dalledonne 7 Antonino Romeo: teologo-biblista profeta del satanico cataclisma neo-modernista (1) del prof. Andrea Dalledonne 15 Giustizia monetaria del prof. G. Auriti Occhi sulla politica 17 I due corpi di Pio IX e Giovanni XXIII: una precisazione! del prof. B. Gherardini Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 9 12 La tolleranza massonica: Il Direttore della “Nazione”, Umberto Cecchi, offende i lettori e non pubblica le repliche del prof. D. Pastorelli 16 Una profezia di Pio XII da: “Una vox dicentes” gennaio-maggio 2002 17 Il matrimonio è indissolubile di Giovanni Paolo II 10 Documenta-Facta 10 Documenta-Facta 12 “Ante praevisa merita” Approvati i Neo-catecumenali (2) di A. Z. 15 Il disegno di legge sulla “libertà religiosa”: completamento dell’apostasia in Italia del dott. Solideo Paolini 17 Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano del dott. A. Muscio 18 Lettere alla Direzione In Libreria 19 Indice generale Anno 2002 18 Conoscere la Massoneria 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione 19 Lettere alla Direzione In Libreria SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. 20 Conoscere il Comunismo 20 Conoscere il Comunismo Epistole e Vangeli Schemi di predicazione di p. Paolo Luciani Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XXV Domenica del Tempo Ord. alla XXX Domenica del Tempo Ord.) Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla I Domenca di Avvento alla IV Domenica di Avvento) Anno B (Dalla Festa del Natale alla II Domenica dopo Natale) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 20 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2002 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 346 GENNAIO 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Purezza LA VIRTU’ DELLA PUREZZA «Per amore del Regno dei Cieli» (Mt. 19, 21) del sac. dott. Luigi Villa G esù, nel Vangelo, ha detto: “Beati i puri; essi vedranno Dio”. “Se il tuo occhio ti scandalizza, strappalo e gettalo lontano da te”, perché uno sguardo ardente di desiderio è “adulterio commesso nel cuore”. Quindi: corpo casto, cuore puro, è, per ogni età, il programma di ogni cristiano. Corpo casto, che si vieta ogni piacere colpevole. Cuore puro, che non ama se non quello che può amare, ma di un amore che non sia peccato. Programma splendido, in verità! Ma troppo, per certuni; irrealizzabile, per altri; difficile, per tutti. Eppure, è un programma, anzi una formula di un dovere cristiano, e un ideale da conseguire, perché solo con esso si ha la vera bellezza morale e la vera vita! E questo è detto nelle Sacre Scritture, dove si trova la descrizione profetica della DONNA perfetta, Vergine e Madre! Lo leggiamo nel Genesi (III, 1): «Allora, Jahvé Dio disse al serpente: “Perché tu hai fatto questo, sii tu maledetto... e ostilità Io porrò tra te e la donna, e tra il tuo seme ed il seme di Lei. Essa ti schiaccerà la testa e tu l’assalirai al tallone”». Ed è scritto nel Vangelo: «e tu, donna, una spada ti trappasserà l’anima» (Lc. III, 35). Ed è scritto nell’Apocalisse: «Un gran segno apparve nel cielo: una donna avvolta dal sole e una corona di dodici stelle sul capo» (Apoc. XII, 1). Quindi: un serpente schiacciato - un Cuore dilaniato - una fronte incoranata di stelle. È tutto chiaro! La lotta per la purezza, è il serpente sotto i piedi della Vergine; i sacrifici che comportano la lotta per la purezza, è il cuore lacerato che sanguina; Il raggiare di luce creato dalla purezza, è il capo coronato di stelle! Sì, perché i puri sono vittoriosi, dolorosi, raggianti luce! LA LOTTA La purezza la si conserva solo con la lotta, specie nei giovani, nel vigore della vita, attraverso tanti pericoli, tante seduzioni, tante ostilità. Una terra da combattimento dove gli avversari si confrontano. Ora, il nemico è il serpente sotto i piedi, che freme di continuo per vincerci, soprattutto sulla bella virtù. Gli impuri sono i vinti, che il demonio dell’impurità ha fatto suoi schiavi e che ucciderà! Esso è ancora l’antico serpente del Paradiso terrestre, ma che non ha mai cambiato tattica né ardire. Striscia sempre, ventre a terra, sornione, silenzioso, così da ingannare anche una sentinella. E non resta sui bassifondi della sensibilità, ma cinge le resistenza della coscienza, penetra fin nei membri e a poco a poco s’impadronisce del cuore e vi si accovaccia, in attesa dell’attacco. Intanto, prende il colore del posto e delle cose, ossia camuffa la tentazione di colore, pronto a scattare e a imposessarsi dell’anima con abilità da angelo pervertito. Osa subito con le anime grossolane, mentre con quelle delicate non assale con violenza. L’importante è di impedirne la fuga, usando un dolce linguaggio, come lo fece con Eva, persuatendola. E come cambia la pelle e la voce, così il suo adattamento alla debolezza umana è ben studiato nel modo adatto al momento, all’occasione, al piacere, rivestitito di un sempre nuovo abito che ravviva di continuo il vizio dell’impurità. Lo sfoggio erotico di certe vetrine, le scandalose mostre di certe tele, l’insolenza di certi sguardi, il titolo di certi libri, le scene di certi teatri, le figure scandalose di certi manifesti, sono le tentazioni sempre presenti, ormai, in questo mondo-immondo che va rinnegando Dio in tutte le sue azioni civili e sociali. È il dramma che viviamo oggi noi che ancora crediamo in LUI e nelle virtù della Sua religione, unica e solo salvatrice! Ma le nostre anime si battono come ali palpitanti nella vertigine! Chi tenta all’impurità è come lui, il serpente dell’Eden, che accumula sotto i suoi denti il veleno di cui si nutre, e anch’egli, come il serpente, uccide! Sì, perché anche il tentatore è cattivo. Il vizio gli ha corrotto l’anima; la passione gli ha strizzato il cuore e il sangue. Anch’egli è divenuto “peccato”. In copertina: Natalina Suor Ghirardelli - “Purezza“ olio su tela - 38x28. 2 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 L’orgoglio, la gelosia, la lussuria, feconde di cinismo, riempiono il mondo di oscena sensualità. Essi schizzano veleno dalla lingua, dagli occhi, dalle mani, dalle labbra, dapperttutto. Lo immettono come liquore e profumo, e chi lo beve crede di prendere un eccitante, uno stupefacente. Ma il berlo è la sua morte! Corruttori e corruttrici per il vizio impuro che, oltre che giocare col fuoco... dell’inferno, bruciano la loro vita fisica e morale, e quella di tanti altri! SESTO COMANDAMENTO: “NON COMMETTERE ATTI IMPURI” È necessario, perciò, che ricordiamo, qui, che il “sesto Comandamento” ha appunto per fine di tutelare la trasmissione della vita, qual è il piano voluto da Dio stesso! Proibito, quindi, l’adulterio, che sconvolge le famiglie; proibita la fornicazione, anche’essa contro il piano di Dio di propagazione della specie umana; proibita ogni impurità, in azioni, parole, sguardi, libri, immagini, spettacoli immorali... Bisogna, perciò, soprattutto gli adolescenti si facciano l’idea che l’impurità è “peccato”, ossia un “actus inordinatus” (S. Th. I-II, q. 72, art. 3) che devìa dal suo fine proprio, voluto da Dio, e perciò costituisce una grave disobbedienza al suo Volere. La “castità”, quindi, è la virtù che deve regolare le forze fisiologiche destinate a propagare la vita, e che, perciò, la “lussuria”, o abuso degli organi sessuali, quand’è voluta, è sempre materia grave. Ad essa si oppone la “modestia”, virtù che regola il comportamente esterno mediante il riservo negli sguardi, nei contatti con sè e con gli altri, nei discorsi, nelle letture, negli spettacoli.., ossia coltivando quel “pudore naturale” che S. Tommaso chiama “verecondia”, a difesa della “pudicizia” nel campo delle manifestazioni affettuose esterne. È chiaro che a queste virtù collaterali alla “castità” si oppongono “l’immodestia” e “l’impudicizia”, che consistono in una eccessiva libertà di parole, negli sguardi, nei toccamenti su sè stessi e su altri, nelle manifestazioni esterne d’affetto, nella curiosità morbosa che porta alle letture e a vedere spettacoli pericolosi all’anima. Da quanto ho detto fin qui, è bene conoscere che il termine “purezza” è, per sè, generico, comprendendo, infatti, ogni altra virtù che abbiamo sintetizzato più sopra. *** Detto questo, è necessario che una simile virtù - oggi così diabilicamente calpestata! - non può essere conservata nè tanto meno portata fino all’eroismo della vita, come lo fu sempre, nella Chiesa cattolica, praticata da innumerevoli Santi e Sante, senza una necessaria pratica di sacrifici che essa suppone. Chi rinuncia alla battaglia è impossibile che resti puro. Certo, il bisogno di amare ed essere amato è umano. È molteplice nelle for“Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 me, e vario secondo l’età. Il bambino si accontenta del bacio e delle carezze della mamma... Comunque, questo bisogno non è peccato, perché è Dio che lo vuole. Col tempo, questo sentire si precisa e si intensifica e, se rimane chiuso nel cuore, può generare ore gravi, pericolose, pesando sulla coscienza fino ad esplodere in un conflitto se non approda in un amore che lo liberi da quelle tenaglie quali sono il cuore e la coscienza. Purchè non sia un amore qualsiasi che può sfociare in peccato, in adulterio interiore, in disonore, in un disastro! Il giovane puro e che vuole restare puro non sorride a tutti i sorrisi, non accetta tutti i bouquets di fiori, non apre la porta intima del suo animo a tutte le barche che vengono da lontano. La sua coscienza rimane di guardia sulla porta sorvegliando le entrate. Certo, dopo, potrà anche sognare di aver perduto un’occasione buona, sana, e sentirsi avvilito, il cuore in subbuglio. solitudine delle mamme senza figli. Che pietà!.. Ed è un dovere avere di loro pietà! Anche il cuore puro soffe, è grandemente afflitto per le decisioni che ha dovuto prendere per difendere la sua coscienza di cristiano. Soffre tanto, sì, ma quelle lacrime valgono perle se piange per aver lasciato chi non era per lui, mentre sarebbero lacrime amare sull’onta di essersi perduto nel peccato dell’impurità!.. Perché la vita può essere donata, ma l’anima, no, giammai!.. Purtroppo, questa immolazione gloriosa della propria vita a Dio, non è apprezzata dal mondo carnale che dà dell’imbecille a chi lo fa! Ma è lo stesso mondo del Grande Venerdì Santo che dileggia la morte di Gesù Cristo in Croce!.. Solo qualcuno fu vicino a LUI. Solo un soldato romano, il Centurione, ebbe il coraggio di eclamare: “Costui è il Figlio di Dio!”. Tutta l’altra canaglia, invece, sghignazzava dicendo: “Se è Figlio di Dio, perché non discende dalla croce?.. E lui che ha salvato altri, perché non salva se stesso?”. Come si vede, sono rare le anime-vittime ed eroiche, capaci di stare al ritmo del coraggio della loro Fede! *** Certo, le tempeste impiegano tempo a dissiparsi, le febbri di certe lotte non scendono di colpo. Ma, pregando, egli sente la voce del Signore che lo benedice, sente la sua mano che lo accarezza. È la ricompensa alle sue lotte e un lenimento alle sue ferite interiori. Rimane ancora la solitudine, che fu detta patria delle grandi anime. Sì! Ma è una patria che ha un clima difficile, un paesaggio deserto. E le anime non sono tutte grandi. E l’anima non è il cuore. E se l’anima è grande, il cuore, anche se non meschino, può benissimo vivere in uno stato di ansietà, proprio perché è ancora senza qualcuno, una persona che pensi, soffra, lavori con lui, spartendo assieme non solo il pane, ma anche i dolori e le gioie della vita. Pensate alla solitudine delle vedove, alla Un’anima pura, perciò, sa anche privarsi di gioie, di tenerezze, e di altro che porta un po’ di gioia e serenità nonostante le gocce di sangue che formano perle al cuore. Lo spettacolo della vita d’oggi porta solo turbamenti. È uno scandalo unico. Il male sembra sopraffare il bene. La leggerezza femminile, soprattutto, ha rotto persino l’elasticità dei princìpi morali, creando continui compromessi (per avere piaceri e danaro!). È triste, ma è così. Il triondo del male continua ad aprire ferite nelle coscienze dei giusti. Le tentazioni sono sempre lì, all’attacco. Sono un dolore; sono una spada. Sono continue spille che si ficcano nelle carni del cuore. “Beati i cuori puri e beati quelli che piangono!” (Mt. 5, 3-8). È il Vangelo, che ci mette in venerazione verso quelli che combattono la santa battaglia per difendere il loro giglio bianco profumato, pur avendo nelle sue corolle non poco pianto! Ma sul capo, l’anima pura, ha anch’essa una luce di paradiso, come la luce in cui appare l’Immacolata a Lourdes, attorniata appunto di luce. Sono i raggi della purezza. I viziosi non hanno luce alcuna, né sul capo alcuna corona. La loro anima è lontana, molto lontana, abbruttita dal vizio in tutte le fibbre del loro stesso corpo. Il peccato impuro è notte! La purezza, invece, è chiarore, illumina tutto il suo essere. I vergini e le vergini sono le stelle che ornano il capo della Vergine Immacolata! “I cuori puri vedranno Dio!” (Mt. 5). Ma già da quaggiuù, essi LO vedono, perché il loro sguardo interiore penetra nel profondo del mistero di Dio. Il loro sguardo non ha ombre. Le pupille dei loro occhi non hanno veli che li oscurano. Essi hanno intatti, vivi, chiari, luminosi, i loro occhi intimi 3 dell’anima, mentre gli impuri hanno ottenebrato anche i pensieri dalla loro materialità e sensualità, non comprendendo più nulla delle cose di Dio. “Animalis homo non percepit ea quae sunt Spiritus Dei” (1 Cor. 1, 12). Sono divenuti corpo del loro corpo. Hanno perduto Dio, il gusto di Dio, l’amore di Dio, il senso stesso di Dio. In loro non c’è più divinità, perché solo ciò che è santo, puro, immacolato, può dimorare in Dio. Sulla terra solo chi è puro rivela la presenza reale di Dio. I cieli narrano la gloria di Dio. I “castighi” ci dicono della Sua “giustizia”. L’ordine che regna nell’universo e nel mondo ci parla della Sua saggezza. Il cuore di una vera madre ci mostra la Sua bontà. Gesù in Croce ci manifesta la Sua follìa d’amore. La “purezza”, in contrasto con la fognatura di questo mondo-immondo, ci richiama alla adorabile “santità” di Dio! Invece, “chi commette il peccato - ci dice Gesù - è schiavo del peccato”! La testimonianza più evidente è proprio la vita di un impuro! La sua vita è triste, disperata, una umiliante rassegnazione di schiavo, di vinto! Egli sa, per una evidenza intima, che il decadimento non è quello di essere povero o vecchio, ma è di essere... impuro! sempre, per acchiappare mosche e moscerini nel loro desolante vuoto spirituale e anche intellettuale che insegna persino che l’omossesualità è una vera scelta di vita, che non c’è alcun male nella convivenza privata del matrimonio e che persino l’aborto è un diritto! L’art. 21 ult. comma della Costituzione: «Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e reprimere le violazioni». *** A questo punto, domandiamoci: nel secolo XXI la “purezza” è ancora valida? Siamo in un tempo immerso in inquinamenti, in pornografia, in violenze fisiche e morali, in ricerca di emozioni forti, conculcando l’innocenza, guazzando nell’immoralità d’ogni forma, anche deviazioni bestiali contro natura, fino all’esaltazione di esse (pedofilia, gay, omosessuali, delitti genetici...), che avevano già fatto esclamare a Gesù Cristo: «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per colpa del quale avvengono! Sarebbe meglio per lui che gli si legasse al collo una macina da mulino e si gettasse in mare, piuttosto di scandalizzare uno di questi piccoli» (Lc. XVII, 1-3). Ma il “mondo” se ne ride, si ribella, se ne infischia di Dio e della sue leggi morali, soprattutto della “castità”, che pure protegge la compagine familiare e la stessa sanità del corpo che, dalla fornicazione e dagli altri abusi sessuali, viene minata e persino distrutta. Un povero popolo, ormai, è quello che non sa neppure che il “sesso” è il pezzo-chiave in mano alla Massoneria per distruggere l’umanità. “Chiesa Viva” ha dato l’allarme già moltissime volte anche su questo punto, anche se sempre ignorato e fatto ignorare anche ai nostri “fedeli”, inghiottiti, ormai, dai vortici della pornografia e dell’oscenità. Mi sento in obbligo, per questo, di richiamare nuovamente, e ad alta voce, questa calata di fango morale che sta soffocando ogni vigore spirituale persino nel clero stesso della Chiesa! È un fatto, ormai, di evidenza estrema che tanti teologastri d’oggi non ricordano più la dottrina dogmatica della Chiesa di 4 E quanti poveri moralisti (!) ignorano che il peccato mortale che si oppone a Dio, non consiste soltanto nel rifiuto formale e diretto del Comandamento della carità, perché esso è ugualmente in questa opposizione all’autentico amore, inculcato in ogni trasgressione deliberata, in materia grave, in ciascuna delle leggi morali... per cui l’uomo pecca, perciò, mortalmente, non soltanto quando il suo atto precede dal disprezzo diretto di Dio e del prossimo, ma anche quando, consciamente e liberamente, per un qualsiasi motivo, egli compie una scelta il cui oggetto è gravemente disordinato. Ogni rapporto sessuale pre-matrimoniale, per esempio, è certamente un peccato grave. Lo stesso è per l’omosessualità, che il Catechismo di San Pio X definisce: «Il peccato che grida vendetta al cospetto di Dio»! Il peccato, cioè, che consegna di continuo i nostri giovani e ragazzi alla schiavitù del peccato impuro! Cito la sbandatissima Chiesa d’Olanda, tramite i suoi perversi teologi (!!), tipo lo scriteriato eretico padre domenicano Schillebeeckx - da Noi ripetutamente accusato e attaccato! - parlando dell’omosessualità in “Tyd Schrift voor Théologie” (già nel febbraio 1967, su due articoli, scriveva: «L’omossessualità è giustificabile e spiegabile con la semplice fisiologia»... Anche il padre Gottschalk, di Amsterdam, ha scritto delle “direttive pastorali sull’omosessualità”; e il dottor Beemer, professore alla facoltà teologica di Nimega (Olanda), studiò “la normalizzazione etica dell’omosessualità”; e Albert Welling, in “De Katholickke illustratie” scrisse: «... come per gli uomini pervertiti, anche il rapporto di amicizia tra donne è, ora, accettato dalla Chiesa come “cosa normale”, e anche dalla stessa Chiesa cattolica (?!). Amici invertiti, quindi, che coabitano assieme, possono ricevere, normalmente, i Sacramenti, come ogni altra coppia maritata»! In “De Tidj” del 5 luglio 1970, Haarlems Dagblad, segnala un gruppo di preti che si occupano di invertiti. Già in “Confrontatie” del 12 luglio 1967, vi si poteva leggere un resoconto di una benedizione (nuziale?), data da un prete a una coppia di omosessuali. Così pure alla “radio-televisiva-cattolica-olandese” del 10 marzo 1968 ci fu una carellata dedicata alla omosessualità, e il padre SchUurman concluse con l’ammettere gli omosessuali alla Comunione. Ma già sette giorni prima di questa trasmissione, durante una sessione di studio sull’omofilia, tenuta alla Scuola Superiore di Geerlingshof (Valkerburg) lo stesso padre Schuurman aveva cercato di ottenere una maggior comprensione per questi omosessuali che, per lui, non erano che dei soggetti che interessavano la psicobiologia! Anche padre Callewaert (un domenicano del convento di Lovanio-Belgio) si era dato da fare per propagandare la medesima dottrina attraverso la radio-TV... Anche in Francia, a diffondere questa sconcia dottrina a favore dell’omosessualità, si era messa, per prima, la rivista dei Padri Sacramentini, “Parole et Pain”, che entrava, purtroppo, in tutti i conventi, i monasteri e i seminari! Nel N° 22 di quella Rivista, per esempio, (settembreottobre 1967), su ben quattro pagine (da 407 a 411), sotto la firma di P. Charles Michael-Jean, sss., di Marsiglia, e “cum permissu superiorum”, diffondeva e difendeva quella dottrina che, secondo il Padre Charles Guitton, “merita di essere conosciuta e imitata” in Francia: l’omosessualità! *** “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 Potrei continuare, ma lasciamo fuori tanti altri preti e frati che la pensano così, perché ne dovremmo scrivere un album dal volume di un vocabolario. Le frane che scendono a valle, oggi, dopo i nubifragi, in questo campo dell’immoralità, sono troppo vaste e profonde per rammentarle in un unico articolo. Ormai dilaga su tutto, ovunque, dal nudismo sulle spiagge ai lager notturni per i giovani che sprofondono nel fango devastante in ogni ambiente, proprio come lo voleva e lo vuole la demoniaca sétta massonica, che mira a distruggere la Chiesa col promuovere la pornografia e l’oscenità. Ne abbiamo già ripetutamente parlato e scritto, ma sarà opportuno ripeterne ancora qualche brano chiarificatore. Questo “piano satanico” della Massoneria appare, a chiare lettere, nelle “Istruzioni segrete” dell’Alta Vendita, diretta dal “Nubius” che era stato incaricato dai vertici finanziari ebraici tedeschi di stilare un piano che rispondesse al fine ultimo della Massoneria: “Il nostro scopo è quello di Voltaire e della Rivoluzione Francese: l’annichilimento totale della Chiesa Cattolica e della stessa idea cristiana”. Affiancato dal suo vice “Piccolo tigre”, pseudonimo di Karl Rothschild, uno dei cinque figli maschi di Amschel Mayer Rothschild, che era stato assegnato a Napoli, il “Nubius” - diretto successore di Adam Weisshaupt, fondatore della sètta satanica degli “Illuminati di Baviera”, che aveva diretto la Rivoluzione Francese - istruiva i 40 membri internazionali dell’Alta Vendita, tramite lettere segrete dette “Istruzioni segrete”. Per non dilungarci troppo, citiamo solo una lettera di “Vindice” (membro dell’Alta Vendita) a “Nubius”, datata 9 agosto 1838, in cui questo piano satanico di corruzione è presentato senza veli: «(...) Il cattolicesimo, meno ancora della Monarchia, non teme la punta di uno stile; ma queste due basi dell’ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci, dunque, mai di corrompere... ora è deciso nei nostri Consigli che noi non vogliamo più cristiani: dunque, non facciamo dei martiri, ma popolarizziamo il vizio nelle moltitudini. Che lo respirino coi cinque sensi, che lo bevano, che se ne saturino (...). Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici (...). Noi abbiamo intrappreso la corruzione in grande: LA CORRUZIONE DEL POPOLO PER MEZZO DEL CLERO, E DEL CLERO PER MEZZO NOSTRO; la corruzione che deve condurci al seppellimento della Chiesa»! va dettagliato questo “piano”, indirizzandolo alla corruzione su vasta scala di tutta la gioventù americana. Vi si legge: «Abbiamo cominciato a realizzarlo e lo perfezioneremo con i seguenti mezzi: il cinema, le pubblicazioni-porno a buon prezzo, i libri comici con storie di sesso e di violenza; ultimo mezzo... la televisione... Non osiamo andare troppo lontano con la televisione, per il momento. Ma essa ci riserva un uditiorio immenso, e sarà il mezzo migliore per accostare i bambini. Il nostro piano è di incoraggiare, dapprima, le rappresentazioni amorose, se non Nell’Ufficio Archivi del Congresso degli Stati Uniti, si può trovare ancora un elenco di altri “piani” e di “obiettivi”, in cui si può leggere, ad esempio: «Esercitare il controllo sulle critiche d’arte e i direttori di musei d’arte. Il nostro “piano” è quello di favorire la diffusione di sconcezze e dell’arte ripugnante e senza significato». «Far sparire tutte le leggi contro l’oscenità, definendo quelle leggi “censura” e violazione della libertà di parola e di stampa». «Demolire le norme culturali del senso morale, incentivando la pornografia nei libri, giornali illustrati, cinema, radio e TV». «Presentare l’omosessualità, la degenerazione e la promiscuità dei sessi, come “normali”, naturali e salutari». «Screditare la Famiglia come istituzione. Favorire il libero amore e il facile divorzio»... In altre “direttive”, impartite ai Massoni nel 19612, si legge ancora: «Collochiamo i nostri uomini nei Ministeri dell’Educazione nelle scuole per far mostra di proteggere la religione, ma, difatto, per distruggerla dall’interno. Senza religione, la gioventù sarà subito preda dell’immoralità, e perciò completamente in nostra mano». «Infiltreremo delle donne ovunque si raccolgano preti e frati...; donne che sappiano ben mascherare, sotto un velo di finto candore, la loro perversità. Che circuiscano specialmente i capi... almeno per comprometterli in una qualche misura. In tal modo, costringeremo molte bocche a chiudersi per sempre...». Nel 1953, negli USA, la Massoneria ave- subito immorali, così, graduando progressivamente la malvagità, tutta calcolata, si avrà il possesso di tutta la gioventù. Essa sarà tenuta occupata tutto il giorno, senza lasciare spazio alla religione. Così, i giovani, al loro ri- 1 Cfr. Gili-Nardi, “Attualità della Rivoluzione”, Edizioni Saven , Lugano 1980, p. 59, nota 18. 2 Da. “Bulletin indépendant d’information “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 sveglio e al loro coricarsi a sera, avranno la testa piena di cow boys, di omicidi, di terrori, di cartoni animati inoffensivi. Tutto questo per allontanare dal loro animo immagini religiose. Così, i bambini saranno disorientati per anni. Poi, quasi occasionalmente, si introdurranno costumi sfrontati e scene licenziose allo scopo di distruggere il senso della modestia»1. «Nelle chiese, nei libri di scuola, ovunque, le immagini e le statue del Cristo, di sua Madre e dei Santi, siano tali da suscitare ribrezzo o di far sghignazzare». «Di grande importanza, per la riuscita Catholique”, n. 112 - 1974 - Bruxelles. 5 dei nostri piani, è che la psicologia, la psichiatria e la psicanaliisi divenganno le materie principali dei seminari, dei sacerdoti e dei religiosi». (...). Più chiaro di così!.. Non occorrono, certo, altre spiegazioni. Basterà che ricordiamo di continuo quello che ci insegna la divina Rivelazione: - nell’epistola ai Romani (I-18-32), San Paolo presenta queste “passioni turpi” come un giusto castigo per l’empietà degli uomini. «L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia di uomini che soffocano nell’ingiustizia la verità» (18)... «essi sono inescusabili» (20); «perciò, Dio li ha abbandonati all’impurità nelle concupiscenze del loro cuore, sì da disonorare tra loro i propri corpi» (24)... «È per questo che Dio li ha abbandonati a passioni ignominose: le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, sono arsi di passione reciproca, commettendo atti ignominiosi, uomini con uomini, ricevendo, così, in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento» (27). E ai Corinti scriveva: «Non illudetevi! Né gli impuri, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i depravati... erediteranno il Regno di Dio» (I Cor. VI-9, 10). «... il corpo non è per la fonicazione, bensì per il Signore e il Signore per il corpo...». «Fuggite la fonicazione. Qualunque altro peccato che un uomo possa commettere, è fuori del suo corpo, ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo». «Non sapete voi che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che abita in voi; Spirito che avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? Infatti, siete stati comprati da Cristo a caro prezzo. Glorificate, dunque, Dio nel vostro corpo!» (6, 12 e seg.). L’art. 528 Codice Penale: «Chiunque, allo scopo di farne commercio, o distribuzione o di esporre in pubblico, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acuista, detiene, esporta o mette in circolazione scritti, disegni, immagini e altri oggetti osceni, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni... » Anche ai Galati scriveva: «Voi, infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà, purché questa libertà non diventa un pretesto per vivere secondo la carne...». «Vi dico, dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; La carne, infatti, ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne. Queste cose si oppongono a vicenda...». «... del resto, le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, deviazioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere... Circa queste cose vi preavviso, come ho già detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio!» (5. 13. 16. 17. 23). E ancora, agli Efesini: «... quanto alla fornicazione e ad ogni specie di impurità e cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice ai santi. Lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità, cose tutte sconvenienti!.. sappiatelo bene: nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolatri! - avrà parte nel regno di Cristo e di Dio» (5. 3-4.5). (...). Può bastare. Non lasciatevi, quindi, ingannare dai sofismi di certi moralisti (?!) di oggi che, mentre dishiarano di voler cambiare il modo di presentare la dottrina, è invece proprio quella che essi cambiano, magari “cum permisso superiorum!”... Permessi, però, che mandano... all’inferno! Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - Euro 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 6 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 DISEDUCAZIONE SCOLASTICA della prof.ssa Rita Calderini L’ iniquità dei tempi ha reso consueto l’inverecondo spettacolo di una triviale e sfrontata impudicizia largamente diffusa. Sicché diventa urgente insegnare, fin da princìpio, agli infanti a distinguere il bene dal male, il lecito dall’illecito, purché ciò avvenga con equilibrio e buon senso o, almeno per chi non vuole ricorrere all’antica e sempre valida saggezza dei “Dieci Comandamenti”, entro i limiti segnati dal buon vecchio Orazio: “sunt certi denique fines / quo ultra citraque nequit consistere rectum” (Sat. I, I,vv. 106/7). Urgentissimo è poi, soprattutto, mettere in guardia i giovanissimi contro le insidie di una cosiddetta “educazione sessuale” che, con incredibile spregiudicatezza, viene propinata nelle scuole statali ad adolescenti 14/16enni e che, in molti casi, diventa una vera e propria iniziazione al libertinaggio. Ce ne dà un edificante esempio “La rivista della scuola” (16/31 maggio 2002 n° 18 pp. 18/19) con un articolo di Matteo Bongiovanni ed Antonio Fundaro: “Progetto di educazione alla sessualità”. Si tratta dell’illustrazione del “progetto” di cui sopra applicato in due “classi della II del Liceo Classico, Altiero Spinelli, di Palermo”, frequentato da ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 15 anni, in 12 incontri in due ore ciascuno. Tra gli “obiettivi specifici” leggiamo: “informare sull’importanza di una visita ginecologica ed andrologica”, “sulla funzione e locazione dei consultori, sulla funzione e sulla modalità d’uso dei metodi contraccettivi”, e inoltre “promuovere l’idea che la sessualità è anche un modo di entrare in relazione affettiva con l’altro, attraverso… la consapevolezza della propria corporeità”, e “sviluppare la capacità di comunicare messaggi, emozioni, sentimenti, stati d’animo attraverso il corpo”. Evidentemente, per simili “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 “educatori” non esiste neppure l’ipotesi di una educazione al rispetto, al riserbo, al dominio delle passioni e, parola da troppo tempo messa al bando persino dalle omelie domenicali, alla “castità”, la quale, nel caso specifico, può preservare da errori fatali e conservare inalterata l’integrità morale e fisica per incontri più maturi. Particolarmente sconcertante è il questionario, tenuto conto soprattutto dell’età dei destinatari: tra le domande a risposta multipla, vedi per esempio: “quando uno può dirsi sessualmente maturo e sereno?”, noto: “mai; perché ci sono sempre dei tabù; quando non ci si vergogna di quello che si fa”. A ragazzini e ragazzine 14/15enni si richiede: “hai avuto rapporti sessuali completi?”, “a quale età? Prima dei 13 anni, a 14, a 15, a 16 anni? Fai uso dei metodi contraccettivi nei rapporti sessuali? Quali?”. Per decenza, mi astengo dal citare le possibili risposte al quesito: “quale di questi metodi pensi che possa essere efficace per evitare una gravidanza?”. Fin qui si potrebbe obiettare che, dopo tutto, si tratta soltanto di esercitazioni teoriche. Ma, agli organizzatori del “percorso”, la teoria non basta: ed eccoli invitare le 48 sventurate cavie a “scegliersi un partner”, in modo che A chieda a B “informazioni specifiche su alcuni aspetti della sessualità”, e più avanti: “immaginate di perdere il dono della parola e, visto che non potete fare a meno di utilizzare il vostro corpo per esprimervi, attraverso il corpo (carezze, abbraccio, stretta di mano) cercate di far capire al vostro partner che gli volete un mondo di bene e che state bene con lui”. Finché “A ha il compito di accarezzare, B deve farsi accarezzare in determinate parti del corpo quali: la punta del naso, i lobi delle orecchie, il labbro superiore, il mento”, in modo che “A e B verbalizzino reciprocamente le proprie sensazioni fisiche ed emotive”. Sed de hoc satis. Ci resta un’ultima curiosità: che faceva il Preside del Liceo Altiero Spinelli corresponsabile del “percorso”? Era d’accordo oppure in dissenso? E che facevano i genitori dei 48 malcapitati minorenni? Era stato chiesto il loro consenso e, in ogni caso, erano consapevoli del fatto che un “percorso” del genere sottintende il via libera ad uno sfrenato libertinaggio con l’unico limite di evitare conseguenze indesiderate? E che ha fatto il Provveditore di Palermo, se non altro per informare il Ministro della Pubblica Istruzione, tanto sollecita del benessere degli adolescenti da esortarli a lasciare le “sudate carte” del cosiddetto esame di maturità per seguire l’ultima sfortunata partita degli Azzurri al Mondiale di calcio? Così, da irresponsabilità ad irresponsabilità, i nostri adolescenti sono in balìa del primo psicologo che vuole sbizzarrirsi ad applicare su di loro le proprie discutibili teorie. Poiché, però, non per niente si dice che la speranza sia “l’ultima dea”, non ci resta che sperare che l’esperimento non abbia seguito: per questo tentiamo di farlo conoscere con lo scopo di dare una sveglia a chi ha il dovere di tutelare nella scuola, statale e non, l’incolumità morale e fisica dei nostri adolescenti. 7 E ORA ANCHE GLI “SBATTEZZATORI” di A. Z. C he un dannato non entri in Paradiso, il cielo non ha nulla da perdere. A ciascuno il suo posto! Il Paradiso avrebbe da perdere se un dannato vi entrasse: appesterebbe tutto con la sua puzza! Dio stesso non perderebbe la sua pace: non ha risparmiato nulla per salvarlo, fino a lasciare che il suo Figlio fosse crocifisso; ma gli ha lasciato la libertà, e Dio, che non riceve gloria dalle bestemmie del dannato, la riceve dal fatto di averlo creato liberto, e di conservarlo eternamente libero di aver scelto l’odio invece dell’Amore. La divina Sapienza ha provveduto che, alla resa dei conti, ognuno sia premio o castigo a se stesso. Chi ci perde, invece, e in modo tragico, è il dannato stesso, chiuso nel suo odio e incapace di amore per tutta l’eternità. Che poi un candidato alla dannazione, come chi vuole sbattezzarsi, voglia anticipare la propria dannazione fin da questo mondo, è libero di farlo. Il Battesimo è un sacramento indispensabile per la salvezza: se lui è in buona fede, può ancora contare sulla misericordia di Dio che gli dìa luce sul suo gesto insano. Ma chi vuole “sbattezzarsi” deve tener presenti due cose: 1) anzitutto, che il registro parrocchiale che porta il suo nome di battezzato è la dichiarazione di un fatto avvenuto, e corrisponde a una registrazione notarile: quindi, factum infectum fieri nequit. Si può certo aggiungervi una nota: Questo battezzato chiede che non si tenga più conto del Battesimo ricevuto. Logicamente, l’interessato non potrà ricevere altri Sacramenti senza ritrattare il suo atto di apostasia dalla Fede; 2) al di sopra della registrazione terrena, che ha una importanza relativa alle cose di questo mondo, esiste il segno indelebile del carattere battesimale. Esso è un diamante di gloria che risplende nel 8 Cielo, ma nell’inferno rimane come marchio che attizza l’ira dei demoni sul disgraziato. Lo sbattezzatore potrà addurre come motivazione: «Io non credo in Dio». È rimasta famosa la risposta del celebre padre Lombardi all’onerevole Spanu: «Credere in Dio è necessario per salvarsi, non per dannarsi»! Per salvarsi non c’è che un’unica via: la Via, Gesù Cristo. È la via della Croce, opposta alla Mezzaluna del piacere notturno o ad altre droghe religiose che infestano l’attuale clima anticristiano. L’Associazione “Sbattezzatori” documenta! – – – – *** sempre dei diritti su di noi. E noi li diffidiamo». (E l’appartenenza alla Massoneria, e simili, è esente da costrizioni?). L’atto di apostasia è stilato in questi termini. «Io sottoscritto dichiaro di non appartenere a nessuna fede religiosa e di ritenere nulli i riti iniziatici subìti o esercitati. Diffido qualsiasi confessione dall’esercitare atti di giurisdizione nei confronti della mia persona». Una copia dell’abiura viene inviata all’associazione, un’altra, al parroco. Altre iniziative dell’Associazione sono: – la lotta contro l’insegnamento religioso nelle scuole, da sostituirsi con un’ora di educazione sessuale (già, il sesso con tutte le sue aberrazioni, anche contro natura, è il bonum irrinunciabile di chi rifiuta Dio! v. Rm, 1); il sostegno di piena libertà di espressione artistica, contro qualsiasi forma di censura (la pornografia non è che una variante del primo assunto); lotta e diniego per ogni facilitazione economica concessa dallo Stato alla Chiesa (e ai musulmani?); incoraggiamento a vilipendere la religione mediante spettacoli, e agli “smadonnari” a disegnare vignette antireligiose (caricature della Via Crucis, ecc.). Bollettino dell’associazione è “Il Peccato” (v. “Chiesa Viva”, marzo 1992). I VERMI HAN BISOGNO DI FOGNA Lo “sbattezzo” è promosso dall’Associazione per lo Sbattezzo, con sede a Fano, e da anni tiene un “Meeting Anticlericale”. La sua dirigente ne ha spiegato la finalità in questi termini: «Lo sbattezzo non è un rito. È una dichiarazione che i soci possono sottoscrivere per rompere i ponti con la Chiesa. I preti pensano che, per averci battezzati in fasce, possono accampare per *** L’associazione nacque nel 1984, quando Giovanni Paolo II discese in elicottero a Fano. La violenza anticlericale del gruppo si è scaricata abitualmente in bestemmie, violenze fisiche, cortei sacrileghi, vilipendi al Papa, incoraggiamenti a trasgressioni sessuali ecc. (v. Ampio rapporto in “Chiesa Viva”, febbraio 1996). “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 OCCHI SULLA POLITICA “ONU - GIOCO AL MASSACRO” LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Dottor Adessa Esimio, rileggendo Il tuo lavoro, molto attentamente, E, quindi, sui tuoi scritti riflettendo, Nei quali è dimostrato, chiaramente Che in mano del Sinedrio stiam finendo, Non posso non gridar, cristianamente, Contro chi, forse ingenuo, tacendo Facilita il giudeo, subdolamente! “ONU-GIOCO AL MASSACRO” - profezìa, Sul mondo e sulla Chiesa conciliare M’ha suggerito un cencio di poesìa, Che vuol semplicemente segnalare La tua denuncia, senza ipocrisìa, E, quindi, la lettura consigliare. Prof. Arturo Sardini Nota “ONU-GIOCO AL MASSACRO”: uno scenario Realistico, diabolico, infernale; Ovverosia la schiavitù globale Del “gregge”, ormai in balìa del mercenario! SANTA CECILIA A Te Santa Cecilia, questi versi, Vergati da un anziano Diplomato Al Tuo Conservatorio rinomato Di Buenos Aires - che credevo persi! In questi tempi oscuri, a Cristo avversi, Il senso musicale è snaturato, Sì che il rumore impèra incontrastato, Nel quale notte e giorno siamo immersi! Anche la Chiesa, Cristo Benedetto, Con l’ultimo Concilio Vaticano, Massonico-Giudaico maledetto, Ha barattato il canto gregoriano Col “rock and roll” - chi mai l’avrebbe detto! Disorientando il popolo cristiano! Prof. Arturo Sardini Nota A mio giudizio, musica e poesìa Dovrebbero aiutar la Liturgìa, A rieducare il popolo cristiano, Confuso dal Concilio Vaticano! “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 CONTRO LA CIVILTÀ DEL DESIDERIO IMPAZZITO Non c’è ormai politico accorto e intellettuale “impegnato” che non impugni la nuova bandiera, che sembra tanto opportuna e nobile, dell’ecologismo; ciononostante non si riesce a fare nulla di serio, di efficace e di concreto per fermare, se non per invertire, la corsa verso il degrado e la distruzione del nostro pianeta. Del resto, gli stessi gruppi ambientalisti, tranne poche eccezioni, avendo ridotto l’ecologia ad “ecologismo”, e cioé ad una delle tante ideologie che ammorbano il mondo, pretendendosi autosufficienti e “razionali”, non sono e non possono essere in grado di individuare, per la debolezza intrinseca della loro impostazione culturale, il male che affligge l’uomo del nostro tempo. Perciò, non ci si accorge che la bandiera di questa grande battaglia in difesa della natura e del nostro “habitat” viene innalzata, paradossalmente, proprio da quelle persone che meno sarebbero legittimate ad appropriarsene: – gli scienziati e i tecnici, che con la loro fede illimitata nella scienza, nel progresso e nella tecnica, hanno messo in moto un meccanismo che essi non possono orientare e incanalare; – i cosiddetti “esperti” economici e leaders politici, i principali fautori di un sistema che ha fatto del consumismo selvaggio e del profitto ad ogni costo il proprio verbo indiscusso. Bisognerebbe, invece, e finalmente rendersi conto che la vera causa del disastro ecologico va individuata e ricercata in quella mentalità utilitaristica ed edonistica che, purtroppo, molta parte della cultura moderna ha contribuito a diffondere, indicando come ultimo fine dell’uomo solamente il benessere materiale ed il piacere individuale. Così, anche una volta per tutte, andrebbe chiarito e gridato a tutti che «il dissesto ecologico si profila e si afferma nel mondo occidentale quando, smarrito il senso di Dio e della universale Signoria di Cristo, la natura è apparsa come una casa senza padrone, esposta alla rapina di tutti, indifesa di fronte alla incontrollata volontà di dominio di chi ritiene di non avere nessuno sopra di sé a cui rendere conto dei suoi atti e delle sue pretese insaziabili» (Card. Giacomo Biffi ad Assisi, in S. Maria degli Angeli). E non potranno essere le soluzioni tecniche ed i provvedimenti tampone che riusciranno ad invertire la marcia, perché il “problema ecologico” è, innanzittutto, un problema di carattere morale: «Adamo ed Eva avrebbero dovuto esercitare il loro dominio sulla terra con saggezza e con amore. Essi, invece, con il loro “peccato originale” distrussero l’armonia esistente, ponendosi deliberatamente contro il disegno del Creatore. Ciò portò non solo all’alienazione dell’uomo da se stesso, alla morte e al fratricidio, ma anche ad una certa ribellione della terrra nei suoi confronti» (Giovanni Paolo II 1990). 9 Documenta-Facta CARNE UMANA IN VENDITA A LONDRA: USATA PER RITI DI STREGONERIA? Si vende di tutto a Londra, anche carne umana. La sconcertante rivelazione è fatta dal “The Observer” il quale scrive che la polizia ritiene che il ritrovamento dei resti di un bambino di cinque anni, soprannominato Adam, sia in qualche modo collegata ad alcuni riti dell’Africa occidentale simili a quelli dei Wodoo. Gli inquirenti sospettano che tra le carni importate illegalmente, come quelle degli scimpanzè, vi siano sostanze usate in riti di stregoneria che potrebbero essere anche parti di corpi umani. I detectives, che stanno indagando sulla morte del bambino, hanno ispezionato un negozio a nord di Londra dove sono state sequestrate due tonnellate di carni, usate per preparare piatti in grado di migliorare le prestazioni sessuali maschili. La polizia ha inviato in laboratorio, per l’esame del Dna, diversi pezzi di carne no, identificabile e avvolti in sacchetti di plastica. SVENTATO ATTACCO AL METRO’ DI LONDRA: LONDRA TREMA! È massima allerta a Londra per paura di attentati terroristici, anche se un presunto piano d’attacco chimico contro la metropolitana, rivelato ieri dalla stampa, è stato smentito dal Governo. A parlare di un attacco chimico contro la metropolitana di Londra era stato ieri mattina il domenicale “Sunday Times”, sostenendo che la squadra anti-terrorismo di Scotland Yard aveva sventato un complotto che avrebbe potuto seminare la morte e il terrore nella metropolitana. Uno scenario terrificante! LA CEI DÀ LE ISTRUZIONI PER... “SBATTEZZARSI” Cosa rispondere a quegli italiani che vogliono “liberarsi” del sacramento del battesimo? Da alcuni anni, un’asso- 10 ciazione di Fano chiede con forza ai Vescovi italiani la possibilità di cancellare il Battesimo ricevuto da bambini. La questione riguarda poche decine di italiani, i quali tuttavia non hanno esitato a rivolgersi agli avvocati e ai tribunali per far valere le loro ragioni. A quel punto, i Vescovi hanno deciso di affrontare la questione e, a conclusione dell’assise di Collevalenza, hanno approvato un documento che chiarisce le modalità per “sbattezzarsi”. «Inanzittutto - spiega il Presidente della CEI, il cardinale Camillo Ruini - è impossibile cancellare un fatto, come quello del Battesimo, così come non si può cancellare il proprio atto di nascita». Il documento stilato dal Vescovo di Palestrina, mons. Eduardo Davino, però, dice: «Inviare per raccomandata un modulo di richiesta (chiederlo all’associazione di Fano) alla parrocchia dove è sotto celebrato il Battesimo, indicando data della cerimonia e dati anagrafici del richiedente». È compito del Parroco verificare l’esattezza dei dati e richiedere l’autorizzazione, tramite decreto, al Vescovo per poter procedere. Una volta ricevuto il decreto, il sacerdote potrà annotare sul registro dei battezzati la volontà del richiedente e quindi comunicare all’interessato l’esito positivo della sua domanda di sbattezzo. Ciò dovrà avvenire con una raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando fotocopia autenticata del decreto dell’Ordinario diocesano. Lo “sbattezzato” dovrà sapere che si è posto fuori dalla comunità ecclesiale, e che non farà più parte delle statistiche dei cattolici italiani. (Libero 22. novembre 2002). ISLAMICI SCATENANO LA GUERRIGLIA IN BELGIO Tensione altissima ad Anversa, la seconda città del Belgio, abitata da una nummerosa comunità ebraica e da 30mila immigrati islamici, da due giorni teatro di scontri dopo la morte, martedì sera, di un giovane marocchi- no, ucciso da un vicino di casa belga. La morte del giovane, Mohamed Achrak, 27 anni, ha innescato già la notte di martedì, piccole sommosse in varie parti del centro della grande città portuale. Centinaia di giovani immigrati musulmani hanno lanciato pietre contro la polizia, sfondato vetrine e negozi, spaccato i vetri delle auto. Un poliziotto è stato ferito, una cinquantina di rivoltosi sono stati fermati. Ai lanci di sassi, gli agenti hanno risposto sparando candelotti lacrimogeni. La morte del giovane, e gli incidenti che ha innescato, intervengono ad Anversa in un clima reso già incandescente dalla decisione presa, la settimana scorsa, dalla Lega Araba Europea - un gruppuscolo sospettato di essere vicino agli integralisti - di organizzare, nel centro della città, delle ronde islamiche. Questo, stando al capo della Lega, il libanese naturalizzato belga, Dyab Abou Jahjah, per controllare che la polizia di Anversa non abbia comportamenti razzisti nei confronti dei giovani immigrati. Il premier Guy Verhofstadt l’ha definita “intollerabile e inaccettabile”. Una inchiesta è stata aperta dalla procura di Anversa sulla Lega Araba Europea. Ma, per ora, le autorità belghe non sono state in grado di impedire ai giovani vestiti di nero della Lega Araba di pattugliare, a gruppi di 5 o 6, le vie del centro. Le “pattuglie”, organizzate per controllare l’operato della polizia nei confronti degli immigrat,i sarebbero l’ennesima provocazione. La goccia che fa traboccare il vaso, secondo il sindaco, Leona Detiege. IL SINDACO CATTOLICO (?!) DI CREMONA NON VUOLE I CROCIFISSI Negli uffici pubblici del Comune di Cremona non si vedrà più il crocifisso. Lo ha deciso il Consiglio comunale, nel corso di un’infuocata seduta, respingendo, a larga maggioranza, una mozione del consigliere della Lega, Claudio De Micheli. Il documento richiedeva la reintegrazione del simbolo cristiano nelle scuole e negli uffici. Il dibattito ha vissuto momenti di grande tensione perché ha spaccato verticalmente il mondo cattolico all’interno dello stesso consiglio. Poco prima del voto, poi, il sindaco dell’ulivo, Paolo Bodini, ha abbandonato l’aula per protesta contro le osservazioni finali del consigliere del Carroccio. Il primo cittadino, cattolico praticante, era intervenuto pesantemente contro la mozione mettendo in guardia dal pericolo di strumentalizzare un simbolo religioso qual è il crocifisso e anche dalla volontà di imporlo, in spregio ad ogni forma di libertà. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 11 LA TURCHIA NON HA TITOLO PER ENTRARE NELL’UNIONE EUROPEA del dott. Romeo Sgarbanti L a Turchia, usufruendo di un’indebita interferenza USA, chiede una data certa per negoziare il suo ingresso nell’Unione Europea. I popoli europei sono amici del popolo americano in un quadro di solidarietà e di cultura occidentali. Ma gli statisti europei, pur con tutta la prudenza dovuta all’inferiorità economica e militare dell’Unione, devono salvaguardare gli interessi europei dalle pretese dell’oligarchia politicoeconomica che guida l’egemonia americana nel mondo, per non essere di fatto succubi di un quasi diktat di Clinton, prima, e di Bush, ora: essi, se si conformeranno all’imposizione americana, rischiano di essere giudicati come Gauleiter del presidente americano, con tutte le conseguenze derivanti nella vita politica europea. Va premesso che la Turchia anatolica non è parte del continente europeo: Costantinopoli, denominata dai Turchi “Istanbul”, è frutto di una sanguinosa e crudele conquista militare. Ciò detto, si deve prendere atto che la Turchia non ha titolo per entrare nell’Unione Europea. 1) In primo luogo, ne fa divieto l’appartenenza ad una diversa civiltà giuridica. L’islam è fusione di religione e politica, per cui l’islam è Stato, e viceversa lo Stato non può che essere islamico. Ragion per cui gli Stati islamici, Turchia compresa, non ammettono la libertà religiosa. Parimenti, la libertà di opinione può essere solo interna alla società islamica, restando vietata ogni circolazione di pensiero non islamico e ancor più antiislamico. Il concetto di persona è estraneo alla cultura islamica e, quindi, ne consegue che la piena capacità giuridica è riservata solo al musulmano maschio, comportando ciò un dominio maschile nella famiglia e nella società, e l’ineguaglianza tra uomo e donna. Ancora: l’esistenza di una legge di natura, su cui la ragione umana può fondare un diritto naturale, è al di fuori della comprensione islamica. Questo elemento condiziona la piena apertura giuridica dell’islam verso i diritti universali dell’uomo, la cui matrice storica e culturale è significativamente occidentale. Inoltre, la laicità dello Stato turco è fraintesa in Europa, ritenendo che essa abbia il medesimo contenuto giuridico e politico applicato in Occidente. No, essa è tutt’altro e sta ad indicare una ripartizione dei poteri all’interno del regime 12 Il dott. Romeo Sgarbanti. turco intervenuta in epoca kemalista: il potere supremo riservato ai militari, difensori della turchicità dello Stato con l’emarginazione di ogni diversa etnìa; mentre il potere amministrativo, delegato alla classe civile, compresi gli ulema, inquadrati questi ultimi quali funzionari dello Stato con il compito di custodire un islam alla turca, depurato delle forme culturali e delle costumanze arabe invise al kemalismo dopo la insurrezione araba contro l’impero ottomano. 2) In secondo luogo, ne fa divieto la natura totalitaria dell’islam. Il suo fondamento ideologico è la divisione del mondo in “dar al-islam - la dimora dell’islam” e “dar al-harb - la dimora della guerra”, costituita questa ultima da tutti i paesi non ancora conquistati all’islam, definiti in blocco, nella predicazione nelle moschee, “dar al-kufr - terra dell’empietà”. L’Europa, per tutti gli islamici, turchi compresi, è terra di conquista. L’assolutismo politico-religioso dell’islam è sfuggente, poiché assume negli Stati islamici forme politiche differenziate: dittatura militare, dittatura personale, dittatura del partito unico, teocrazia, regime di polizia a carattere assolutistico. Cioè, il totalitarismo islamico è proteiforme e non si basa su parzialità sociali come la razza (nazional-socialismo) e come la classe (comunismo). Esso ha sublimato una scelta religiosa proclamata quale ultima piovuta dal cielo, sicché la considera la religione definitiva cui tutti debbono attenersi anche con il ricorso alla imposizione coercitiva mediante la “jihad - la guerra santa”. Ciò che fonda il totalitarismo islamico è, dunque, la religione islamica, la quale tiene luogo di pensiero unico travasato in una concezione giuridica sacrale, che ha valore tanto privato quanto pubblico, tanto spirituale quanto temporale. Il Corano è un testo omni-comprensivo di doveri, che regolano ogni aspetto della vita del musulmano, scaturendone un diritto disciplinante la prassi islamica. Il totalitarismo islamico, quale pensiero unico giuridicamente vincolante ed inviolabile, si risolve per l’appunto in una monocrazia: la dittatura della legge coranica, in base alla quale tutto il potere va all’islam. È questa concezione del potere lo spartiacque tra civiltà politica democratica e no. Non risulta che i Turchi siano stati sciolti dal fissismo normativo coranico: anzi, il nuovo esponente politico dell’islamismo turco, Recep Tayyp Erdogan, ne rafforza l’osservanza. Invero, è opinione corrente in Turchia che egli nei rapporti con gli statisti europei, si atterrà alla norma coranica della “takiyya”, che legittima la dissimulazione, e cioè la menzogna politica, quando è utilizzata per favorire la causa dell’islam. I popoli d’Europa, dopo aver saputo reagire ai totalitarismi nazional-socialista e comunista, non possono aprire le porte al totalitarismo islamico, di cui il nazional-islamismo turco è una fattispecie. 3) In terzo luogo, ne fa divieto la situazione di potenziale destabilizzazione in cui l’Europa si trova per la massiccia immigrazione islamica. Essa non dà luogo ad un semplice “inforestierimento” come gli immigrati non islamici, che, pur conservando nostalgia per le loro tradizioni culturali, non sono riottosi ad integrarsi nella società europea. Gli islamici hanno la pretesa di modificare la “facies” della cultura e della civiltà europea. Sono ormai numerose le dichiarazioni islamiche relative al disegno di prevalere in Europa, con la forza, ovviamente, per inserirla nella galassia islamica. È significativa la testimonianza resa il 13 ottobre 1999 dall’arcivescovo di Izmir in Turchia, mons. Giuseppe Germano Bernardini, che, citando un incontro di dialogo interreligioso con islamici, ha informato che “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 un loro esponente ha troncato ogni ulteriore sviluppo dichiarando: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”! Intemperanze verbali? No! Sono spie di un preciso disegno politico islamico messo a punto dall’O.C.I. l’Organizzazione della Conferenza Islamica, ovvero il Califfato collettivo, di cui la Turchia è parte attiva. Intanto, si può constatare che soltanto gli immigrati islamici sono ostili alla presenza pubblica dei simboli religiosi cristiani, dando già inizio ad una conflittualità ideologico-religiosa. Sono solo gli immigrati islamici ad avere al loro interno gruppi psicologicamente preparati e militarmente addestrati per azioni terroristiche di disturbo. Soltanto nelle moschee, dove culto ed azione politica sono strettamente congiunti, si è giubilato per l’attentato dell’11 settembre 2001 in America, ed è nelle moschee che si fa propaganda alla “jihad - la guerra santa” ad ogni possibile occasione. Orbene, non è possibile, al presente, sapere fino a qual punto i flussi migratori islamici in Europa saranno destabilizzanti, mentre è abbastanza attendibile il ruolo di cavallo di Troia assegnato dall’O.C.I. alla Turchia per rendere soverchiante il peso islamico in Europa. Il tentativo in atto degli Stati Uniti d’America di imporre l’ingresso della Turchia è un grave atto di ostilità verso l’Europa ed indirettamente verso la Russia, poiché è collegato al disegno, già in atto da diversi anni, di fare della Turchia una potenza internazionale euroasiatica, estendendone l’influenza politica nei Balcani (di disturbo per l’Europa) e nel Centro Asia (di disturbo per la Rus- sia). Ma l’obiettivo, veramente empio per le gravi conseguenze che comporterà, è di volere una Turchia dentro l’Europa per libanizzarla, così da mantenerla in una permanente situazione di lacerazioni interne, liquidandola politicamente sulla scena mondiale. La Turchia, maestra nelle pulizie etniche, che si è sbarazzata degli armeni, dei greco-ortodossi (ultimo atto nell’area cipriota occupata nel 1974), ed ha in corso uno spietato progetto di dispersione e di assimilazione dei curdi, che è pure all’origine dei flussi islamici in Europa e ne tiene l’occulta regia, è lo Stato boia prescelto per decapitare politicamente l’Europa. Si deve continuare a dire grazie agli USA, come si sta facendo, o non si deve passare ad informare i popoli d’Europa onde evitare un tragico destino? LETTERA APERTA ALL’ON.le ROCCO BUTTIGIONE del dott. Arrigo Muscio I n un articolo, a firma Franco Mauri (Libero 7 novembre 2002), abbiamo letto che Lei si è “rallegrato per la vittoria del partito islamico in Turchia… giungendo a dire che l’Akp sarà per la Turchia quello che per l’Italia fu la democrazia Cristiana…”. A prescindere dalle critiche rivolteLe da Franco Mauri, ci permettiamo qualche considerazione in merito alla sua contentezza per la vittoria del partito islamico in Turchia. A Lei che si dichiara cattolico, e che certamente si trova in Parlamento grazie anche al voto di molti cattolici, ci permettiamo si suggerire alcune letture autobiografiche (da parte di donne che hanno provato sulla loro pelle i valori dell’Islam) segnalate nel nostro sito, “libri consigliati”, in merito all’Islam. Dopo l’attento esame delle loro vicende (tradotte in diverse lingue), Le suggeriamo la lettura della seguente documentazione: – Il vero volto dell’immigrazione – Giuli Valli, Edizioni Civiltà – Brescia, tel. e fax: 030 37.00.00.3; – Gesù e Maometto – Daniele Mariano, Ed. Segno – Udine; – Islam e Cristianesimo – Della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, Ed. Dehoniane; – L’Islam alla riscossa – Sac. Luigi Villa, Edizioni Civiltà – Brescia, tel. e fax: 030 37.00.00.3; – Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! - Sac. Luigi Villa, Edizioni Civiltà – Brescia, tel. e fax: 030 37.00.00.3. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 Le letture suggerite l’aiuterebbero di certo a comprendere l’incompatibilità religiosa che esiste tra chi adora Gesù come Dio (e si inginocchia davanti al Santissimo Sacramento) e chi, invece, lo considera solo un uomo; anzi, un “cadaverino” (come disse in televisione il presidente dell’Unione musulmani d’Italia, Adel Smith) da togliere dai luoghi pubblici. Inoltre, con l’ausilio della sentenza della Corte di Giustizia Europea, potrebbe comprendere le manifeste ed “eterne” incompatibilità tra la “legge coranica” e la concezione politico-democratica occidentale. Le suggerisco, “dulcis in fundo”, la lettura della documentazione pubblicata nel nostro sito “predicazione e dialogo” e quanto affermato dal demonio in un recente caso di esorcismo (come cattolico non avrà, spero, alcuna difficoltà a credere al principe di questo mondo, la cui opera nefasta viene ripetutamente evidenziata dalla Bibbia) riguardo all’immigrazione islamica in Occidente. Con la speranza che faccia sue, come suo dovere di cattolico, le frasi della Scrittura: “Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; che professa la sua fede nel Figlio, possiede anche il Padre” (1 Gv. 2, 22-23); “Da questo potrete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù è venuto nella carne, da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo” (1 Gv. 4, 2 ss); “Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! Fate attenzione a voi stessi, perché non abbiate a perdere quello che avete conseguito, ma possiate ricevere una ricompensa piena. Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi si attiene alla dottrina, possiede il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo; poiché chi lo saluta partecipa, alle sue opere perverse” (Gv. cap. 7). E con la speranza che, durante la recita del Santo Rosario, raccomandata anche dall’attuale Papa (che Lei certo ammira), rifletta sulla sconfitta a Lepanto dell’esercito turco proprio grazie a questa preghiera. “Ma più ancora ben altre forze – secondo la bella espressione del Senato veneto – non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit!” (“non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori”) (36). Del resto, la vittoria di Lepanto avvenne nel giorno in cui le confraternite del Rosario facevano tradizionalmente “particolari devozioni”. Porgo distinti saluti, dott. Arrigo Muscio 13 LETTERA APERTA AL CARDINALE CAMILLO RUINI della prof.ssa Mancini Pia V icario di Sua Santità, sembra che alcuni altri Rappresentanti della Chiesa Istituzionale non abbiano altro pensiero che la fondazione di un’unica religione mondiale, globalizzata, che genera in loro il complesso dilemma se con i lontani si debba stipulare un accordo di natura dottrinale, o non piuttosto di natura pragmatica, nel pieno rispetto dello spirito ecumenico. Quando si cerca il dialogo, è chiaro che, per giungere ad un’intesa, le parti debbono trovare una transazione, che soddisfi le aspettative di tutti, secondo i dettati del sincretismo. Le contraddizioni di questo nuovo corso pastorale si evidenziano nitidamente nell’idea di un’evangelizzazione, snaturata al punto da perdere il suo significato originario, che viene giustificata, trincerandosi dietro il nome del Papa, forse all’oscuro delle tante manovre celate dietro un modo di agire più improntato alla diplomazia che all’ortodossia. Ciò che affermo è dimostrato dai numerosi tentativi di dialogo con i lontani, mai giunti a buon fine. In specie, cito come esempio, fra tutti, l’incontro svoltosi il 17 gennaio 2002 a Roma, nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore, nell’ambito del dialogo ebraico-cristiano. Dobbiamo al mensile “Shalom”, n. 2/2002, il resoconto dettagliato di detto incontro. Nella rivista è riportato integralmente il discorso del Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, che, tra l’altro, ha mostrato come tra Roma e Israele si svolga un dialogo tra sordi. Dal Rabbino, i Cristiani sono definiti idolatri (infatti per gli ebrei chi si convertisse al Cristianesimo sarebbe meritevole di pena di morte) e ha precisato che spetta proprio ai Cristiani il primo passo di avvicinamento, col riconoscere che gli Ebrei, in virtù della loro elezione originale ed irrevocabile e del possesso, nonché dell’osservanza, della “Torà”, possiedono una via autonoma, piena e speciale, verso la salvezza, che non ha bisogno di Gesù. Ma Gesù non ha detto: “Io sono Via, Verità e Vita”? Il discorso del Rabbino, lungo e complesso, è stato abbastanza chiaro, accentuando una posizione irremovibile, cui si 14 Il card. Camillo Ruini. sono inchinati i nostri alti Prelati presenti; infatti, nessuno di loro ha osato intervenire in difesa di Cristo e della Verità. Sono queste le nostre guide? Assumendomi tutta la responsabilità di quanto dico, credo che una parte importante della Gerarchia Ecclesiastica, spinta da opinabili motivazioni, stia cercando di demolire Roma Cattolica, mettendone a tacere la voce. Non potremmo, altrimenti, spiegarci l’approvazione dello Statuto dei neo-catecumenali, prima di aver vagliato, corretto o eliminato le eresie giudaico-protestanti contenute nelle catechesi, propagate da Kiko e Carmen nel mondo. Siamo autorizzati a pensare, anzi a constatare, che la locuzione “ad experimentum” sia solo un “escamotage” per far tacere i dissensi. Si sa che viviamo in uno Stato laico e democratico, dove ciascuno ha diritto al rispetto delle proprie idee e del proprio credo; da Cristiani, accogliamo e rispettiamo chiunque, ma da Cristiani-Cattolici ci domandiamo: «Anche la Chiesa Cattolica è stato laico? Non ne sono fondamento la Tradizione, i Concili e i Dogmi, soprattutto, non ne è fondamento Cristo, così rinnegato da Ebrei e Musulmani?». Ritengo che il Signore non sia per nulla d’accordo con codesto sincrestismo; Egli ha detto: «Andate e predicate», non ha detto “andate e dialogate”. La diplomazia non è di Cristo: «Il vostro parlare sia Sì, Sì, No, No!» Quanti lontani i nostri Pastori sono riusciti a condurre all’unico ovile con le loro trattative? Sul quotidiano “Avvenire” del 10 novembre 2002 è riportato il discorso di Sua Eminenza, tenuto in occasione della Celebrazione (non è il caso di definirla Santa Messa, essendo stato officiato un rito secondo il pensiero e la liturgia di Kiko che, com’è noto anche a Lei, non ritiene la Santa Messa Sacrificio, ma “convito fraterno”) svoltasi in S. Giovanni in Laterano, il 5 novembre u.s., per ringraziare Dio “dell’intronizzazione” ufficiale dell’eresia nella Chiesa secolare! Eminenza, ci spieghi il perché della locuzione “ad experimentum”, se poi afferma che «Lo statuto è garanzia dell’autenticità del carisma neo-catecumenale ed apre una nuova tappa per un rinnovato impegno nell’evangelizzazione», fingendo d’ignorare le numerose denunce di tanti sacerdoti in ordine alle eresie predicate da Kiko e Carmen alle quali, peraltro, Ella non si è mai premurato di prestare attenzione. Ci spieghi inoltre, Eminenza, come mai a coloro che non avevano il biglietto d’ingresso, perché esterni al Cammino Neocatecumenale, è stata negata la Comunione con il pane azzimo, pregandoli di attendere le Ostie. Due Comunioni, dunque, nell’ambito della stessa Celebrazione del 6 novembre? Eminenza, vada a visitare le tante parrocchie in mano ai Suoi amici e veda quanta conversione c’è, grazie ai parroci usciti dai “Redemptoris Mater”! Cardinale Ruini, riferisca al Santo Pdre il rispetto che gli eroi dell’evangelizzazione hanno della Casa di Dio, dove siedono con gambe accavallate, ballano, fumano, fanno chiasso, vestono discintamente, senza alcun rispetto per Cristo, Che non degnano nemmeno di una genuflessione. Non hanno la disposizio“Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 ne del cuore, altrimenti avrebbero un diverso comportamento! Essi sono sètta compatta, che ha sostituito la Santissima Trinità con il Tripode Parola-Liturgia-Comunità (Parola = Padre; Liturgia = Cristo; Comunità = Spirito Santo). Cosa pone, Eminenza, sotto la protezione della Santa Vergine? La distruzione di tante famiglie, la dissacrazione dell’Eucarestia, la divisione delle parrocchie, la liturgia ebraica che rinnega Cristo e la Trinità? Oppure affida alla Santa Vergine le celebrazioni alla maniera dei protestanti che ritengono la Madre di Dio creatura peccatrice al pari delle altre? Chi condivide simili abomini, in nome dello Spirito Santo, crocifigge Cristo e crea scandalo non solo tra i Cattolici, ma anche tra gli appartenenti alle altre religioni che, dal canto loro, mostrano più coraggio e coerenza. Sa, Eminenza, che gli Ortodossi ci chiamano eretici per codesto Statuto? Non sono gli altri a essere forti, siamo noi deboli e pusillanimi che, arroccandoci dietro una carità e un’umiltà pelose, ormai non convinciamo più nessuno. Ella ha il dovere di fornire a tutti i fedeli, alla vera Chiesa, una risposta esauriente alla domanda: “Cui prodest?” Non certo alla causa di Cristo e del Suo, ormai, esiguo Corpo Mistico, visto che, grazie alla disinvoltura con cui si tratta la fede, stanno cedendo quasi tutti i valori: si pensi alla questione del Crocifisso nei luoghi pubblici, sollevata per non disturbare i non cristiani; si pensi al costante, tenace sforzo fatto da codesta Gerarchia per far entrare nella coscienza dei Cattolici l’idea che il popolo Ebreo sia il prediletto da Dio (basta leggere il foglio “La Domenica” distribuito nelle chiese per seguire la S. Messa, dove si trovano preghiere e commenti “diplomatici” in tal senso); si pensi alla Comunione sulle mani, per compiacere i Protestanti (ma non si tiene conto delle disposizioni del Cardinale Poletti in merito ai Frammenti). Siamo noi Cattolici, quindi, a dover derogare alla nostra Tradizione per farci accettare come appartenenti a una religione monoteista che abbia la stessa dignità delle altre? A questo punto non possiamo fare a meno di chiederci quanti credibilità possano avere, oggi, i nostri Pastori, che sembrano elemosinare consensi di cui la Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, non dovrebbe avere alcun bisogno, essendo fondata sulla Roccia. La giustizia imporrebbe anche, date le premesse su accennate, l’introduzione della lettura del Corano durnate la S. Messa; i Protestanti e gli Ebrei sono ampiamente rappresentati da Kiko, perché non i Musulmani? L’Eucarestia è divenuta Assemblea che spezza la Parola; la Celebrazione è convito fraterno: le catechesi, nelle parrocchie, sono quelle di Kiko. Perché non imporre anche il Ramadan? In questo modo avremmo una Chiesa universale, il cui capo non sarebbe più Cristo, ma “il grande architetto dell’universo”. Propongo anche una riforma del Credo: che senso ha dire che crediamo in un unico Battesimo? Che senso ha credere nella Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, dal momento che essa, come istituzione terrena, ha ormai perso queste peculiarità? Una: non lo è più, vista la palese infiltrazione di altri credo, incoraggiati, approvati ed esaltati da una parte della stessa Gerarchia Ecclesiastica, ormai diventata cane muto; Santa: non lo è più. La moderna Babilonia si è venduta al miglior offerente. Si sa che è divina per istituzione e meretrice perché governata dagli uomini. Cattolica-Romana: non lo è più, essendo divenuta mescolanza di dottri- ne, informe e senza identità, nella quale, in nome del sincrestismo, dell’ecumenismo, del relativismo religioso e morale, ovvero degli innumerevoli “ismi” diffusi, a chiunque è riconosciuto il diritto di modificarla e dissacrarla. La Chiesa non è la Gerarchia, ma si realizza e trova la vita in tutti i veri seguaci di Cristo, fedeli a Pietro e contrari ai nuovi falsi profeti. Apostolica: non lo è più. Dove sono gli Apostoli, quelli veri intendo, disposti a dare il sangue in difesa della Verità? Possono chiamarsi Apostoli coloro che subiscono influssi e condizionamenti o, piuttosto, sono da considerarsi ciechi che guidano altri ciechi? Eminenza Reverendissima, si tenga ben strette le sue personali idee, che non abbiamo l’obbligo di seguire, ma ricordi che è necessaria tutta la fortezza della Grazia di Gesù Cristo per non seguire il mondo e le sue concupiscenze, mantenendo intatte le virtù del Battesimo. Chiudo, ricordandole che nelle celebrazioni kikiane, che Ella presiede ed approva, le briciole delle Sacre Specie, lasciate cadere in terra con noncuranza, vengono calpestate senza riguardo. L’ultima dissacrazione (ne sono state notate dodici solo in S. Giovanni in Laterano) è avvenuta proprio il 6 novembre nel corso della Celebrazione per l’ordinazione dei Diaconi: neo-catecumenali, s’intende! Le briciole, con pietà raccolte da un’anima autenticamente cristiana, guardata in cagnesco dai presenti, sono state consegnate ad un religioso per testimoniare il sacrilegio. A proposito, sa che usano buttare anche la cera sul pavimento per occultare i frammenti sparsi? A Lei la responsabilità dinanzi a Dio di quanto avviene anche in Sua presenza, con il Suo placet e la Sua benedizione! Una nomina SCANDALO! Dossier del Centro Studi Cattolici “Mater Ecclesiae” - (pp. 24 - € 2) Dopo la “Notizia” della nomina di S. Ecc.za Mons. Francesco Marchisano, pubblicata, ufficialmente, dall’Osservatore Romano, abbiamo sentito la necessità di una nostra protesta scritta, che non vuol essere polemica ma solo un richiamo severo ad uno stralcio di “Storia” da Noi già pubblicata sul nostro volume “Paolo VI processo a un Papa”. Qualcuno avrà pur notato che la ricerca della verità e il desiderio di chiarire l’attuale “scandalo della pedofilìa”, che ha coinvolto tanti sacerdoti degli Stati Uniti e di tante altre parti del mondo, non ci porta affatto a prendere la strada del pettegolezzo, bensì quella dei “fatti”, che superano certamente l’ambito dei rapporti tra le persone per entrare nelle vicende della cristianità post-conciliare, portandoli di nuovo alla conoscenza della Gerarchia ecclesiale responsabile. Non sono, certo, pagine edificanti, ma serviranno, però, ad “edificare” una futura “nuova Gerarchia cattolica” che ravvivi la Fede non più nell’uomo - “maledictus homo qui confidit in homine!” - ma solo nel Fondatore dell’unica Chiesa Cattolica, quella di CRISTO GESU’ REDENTORE! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 15 UNA LETTERA TESTIMONIANZA del 1984 Diocese of San Paolo Parish of San Sebastian Lumban, Laguna E-3707 (Philippines) 28 VII 1984 Reverendo Don Villa, ho ricevuto la Sua lettera e gli articoli, e La ringrazio specialmente per gli articoli. Prima di tutto, Le spiegherò con piacere quello che io avevo testimoniato contro Mons. Marchisano e il card. Garonne. Durante il pontificato di Paolo VI, c’erano gravi disordini nel “Pontificio Collegio Messicano”, e la situazione era parallela a quella dell’Università Laterana. C’era una visita apostolica, ma Garonne cercava di insabbiare l’indagine e proteggere i colpevoli. C’erano gruppi di pressione che facevano una propaganda molto aggressiva per indottrinare i giovani seminaristi nel marxismo e nella dottrina progressista e filo-massonica. Già nel 1975, quando io ero alunno in quel collegio, i superiori proteggevano i capi di questi gruppi (sacerdoti e seminaristi studenti del Collegio). I superiori furono appoggiati da un gruppo di Vescovi di linea filo-massonica, nel Messico, e il loro appoggio, nella Curia Romana, fu Mons. Francesco Marchisano! Paolo VI autorizzò una visita apostolica (1975) e furono cambiati i superiori, ma la situazione non cambiò per niente, e perciò, il Papa autorizzò un’altra visita apostolica (1978). La visita era una commedia tragica: intimidazioni, minacce, intrighi, tradimenti e incredibili abusi di autorità. Dopo la feroce “battaglia”, vinsero Garonne e Marchisano; la loro “vittoria” si deve a certi personaggi nella Segreteria di Stato. Seguirono le rappresaglie. Il mio “delitto” fu quello di testimoniare e sostenere la verità e, per questo, il card. Garonne chiamò il Rettore del Collegio Filippino (nel 1978, io ero seminarista nel Collegio Filippino e fui espulso dal Collegio Messicano nel 1975), dicendogli che io dovevo essere espulso dal Semi16 L’arcipelago delle Filippine. nario. Ma, poiché io ero stato ordinato diacono, poco tempo prima, Garonne non poteva distruggere la mia vocazione come voleva, e quindi disse al Rettore che io dovevo essere allontanato da Roma e non dovevo essere ordinato sacerdote. Sei giorni dopo, morì Paolo VI. Io andai nelle Isole Filippine nel novembre 1978, e avrei dovuto essere ordinato sacerdote il 29 dicembre 1978, ma l’ordinazione fu sospesa, e il Vescovo mi chiese una spiegazione scritta sull’affare Messicano. In aprile (1979), il Vescovo non voleva ancora parlare dell’ordinazione, e dopo dieci mesi di diaconato e senza speranza di ordinazione, il 1° maggio, decisi di tornare a Roma. Il Vescovo pagò il biglietto, ma io dovevo affrontare tutte le altre spese e, molto presto, mi trovai sprovvisto di mezzi finanziari. Mons. Edoard Gagnon mi aiutò finan- ziariamente, ma, dopo essersi dimesso dal “Pontificio Consiglio per la famiglia”, se ne tornò in Canada. (É ben noto il motivo: i fatti principali di quell’affare furono pubblicati su “Si Si, No No”). Allora, mi sono messo in contatto con la “Pia Unione Pro Fratribus” di Mons. Paolo Huìlica. Durante quel periodo (novembre 1979), comunicai i fatti rilevanti del “caso Messicano” al Card. Palazzini, e, anche se non ho idea di cosa abbia fatto Palazzini, “misteriosamente” la situazione nella gerarchia Messicana e nel “Collegio Messicano” ebbe subito un miglioramento! Con l’aiuto di Mons. Huìlica e di certi altri nella Santa Sede, in seguito, fui incardinato nella diocesi di Sessa Aurunca e fui ordinato sacerdote il 20 aprile 1980. Immediatamente, la Segretaria di Stato cercò di accusare il mio “Ordinario” di avermi ordinato illecitamente. Dicevano questo, ma senza essere in grado di precisare quale canone o legge fossero stati violati! Mons. Costantini, essendo canonista, non si lasciò ingannare e sapeva bene di non aver bisogno del permesso di nessuno per ordinare un diacono, incardinato nella sua diocesi, nella Cattedrale della stessa diocesi! Ci sarebbe stata la necessità di un tale permesso da Roma solamente se io fossi stato ancora incardinato nelle Filippine. Io credevo che il mio destino fosse quello di lavorare per la “Pia Unione Pro Fratribus”: lo scopo di quell’organizzazione era di organizzare e aiutare la “Chiesa del Silenzio” nei paesi comunisti. Dopo più di un anno in quell’organizzazione, però, mi sono accorto che lo scopo di “Pro Fratribus” era ben altro che quello di aiutare la Chiesa nei paesi comunisti! La “Pia Unione Pro Fratribus” ha più spie che membri! Come la Chiesa Orto“Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 dossa, nell’Unione Sovietica, è stata trasformata in un organo del KGB; così, hanno fatto con la “Pro Fratribus”! Io sono fuggito con orrore e sono tornato negli Stati Uniti, per 8 mesi. Prima di partire da Roma, io avevo comunicato a Mons. Huìlica il mio desiderio di tornare nelle Filippine: lui diceva che non dovevo farlo assolutamente! Una volta negli Stati Uniti, ho ricevuto da Mons Huìlica una lettera molto interessante. Egli insisteva che io, assolutamente e senza alcun cambiamento, dovessi rimanere nella mia diocesi di origine negli U.S.A., dicendo che se non lo avessi fatto, io mi sarei messo nei guai. Era una trappola! Io andai nelle Filippine il 13 gennaio 1982 e, dopo quattro mesi di preparazione, io e i miei amici americani, aprimmo il nostro Seminario per la “Pia Unione Servi dell’Addolorata”. Dopo un anno, mi sono accorto che dovunque andassi, ero sempre pedinato e osservato. Anche i seminaristi si erano accorti di questa sorveglianza. Un po’ spaventato dalla situazione, decisi di andare dal card. Sin, arcivescovo di Manila. C’erano “certi fatti” che io volevo spiegargli. Lui mi disse una cosa interessante: quando io ero giunto nelle Filippine nel 1982, qualcuno della mia diocesi di origine degli U.S.A. (Hartford) gli aveva scritto che la mia ordinazione sacerdotale non era valida! Il card. Sin non fece caso a quella lettera, perché sapeva già che io ero incardinato nelle Filippine, escardinato da San Pablo e incardinato nella diocesi di Sessa Aurunca. Dall’età di 18 anni (1970) io non vivevo più negli Stati Uniti! Andavo là solo per trascorrere una breve vacanza con i miei genitori! L’arcidiocesi di Hartford non aveva alcuna autorità e nessuna gurisdizione per esprimere un giudizio sulla mia ordinazione, ma loro avevano espresso un’opinione che, “guarda caso”, era lo stesso giudizio del Segretario di Stato! Avevo capito che Mons. Huìlica mi stava preparando una trappola, quando mi aveva consigliato di andare in quella diocesi! Tenendo presente, anche, che Casaroli (secondo me, massone!) è il protettore e un appoggio per Marchisano (anche lui massone!), non è poi strano il fatto che trovo sempre difficoltà e ostilità nella Segreteria di Stato. Il mio colloquio col card. Sin avvenne la mattina del 3 maggio 1983. Credo che le persone che mi seguivano erano dei comunisti, e loro, probabilmente, avevano indovinato quello che io volevo comunicare al cardinale! Quel giorno stesso, nel pomeriggio, andai in una piscina, accompagnato da due seminaristi; era un luogo dove mi recavo spesso con altri seminaristi. Quella volta, però, (il 3 maggio 1983), un giovane sconosciuto si gettò nell’acqua e mi diede un calcio molto forte sul collo. Fortunatamente, non era molto esperto nell’arte marziale e il calcio non fu eseguito alla perfezione, altrimenti io sarei morto sul colpo! L’avrebbero detto un “incidente”! Nel giugno del 1983, abbiamo dovuto chiudere il Seminario. Il Vescovo aveva cambiato atteggiamento, e ci era diventato ostile. Non so se il suo grande amico, “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 il Card. Sebastiano Baggio, lo aveva incoraggiato, oppure no, ma in quel periodo, Baggio era venuto da noi e, proprio in quel periodo, il Vescovo iniziò a mostrarci la sua ostilità. I Vescovi progressisti degli U.S.A., certa- Il card. Agostino Casaroli. Mons. Francesco Marchisano. mente non erano felici per l’uso che facevamo dei soldi per il Seminario: diffondevamo centinaia di migliaia di libri tradizionalisti a prezzi bassi, in tutti gli U.S.A. e in Canada! Però, questa è una pura speculazione, io non ho prove. Più concretamente, e tutto questo lo posso provare con lettere scritte dallo stesso Vescovo, il nostro Vescovo vide che noi avevamo guadagnato più di 200.000 dollari, in un periodo di tempo relativamente breve. Per pagare le spese per il Seminario, e per stampare più libri, avevamo bisogno di tutto quel denaro. Lui (il Vescovo) chiedeva $30,000, e scrisse al nostro Rettore che era suo diritto ricevere questi soldi. Però, quando il Rettore si consultò con un vecchio sacerdote polaccoamericano - dottore di diritto canonico e molto amico del Papa - il Vescovo capì bene che noi potevamo accusarlo di estorsione, e perciò, restituì tutti i soldi. (In quei giorni, io ero disperato perché non sapevo come pagare la luce e le altre spese!). Il Vescovo avrà, forse, avuto le più nobili delle intenzioni per il bene della sua diocesi - io non voglio giudicarlo! - ma so che lui è ricco, e talmente rapace che ha svuotato certe chiese delle statue antiche e le ha vendute ai suoi amici milionari! L’episodio è stato riportato anche dai giornali nazionali, ma lui non ha fatto caso allo scandalo, perché, secondo il Codice di Diritto canonico, aveva il diritto di farlo. Ma non era contento, voleva anche i nostri soldi. Non potendo più sopportare l’avarizia del Vescovo, il Rettore disse al Vescovo che non gli avrebbe mai più dato un altro spicciolo. Arrabbiato, il Vescovo ci costrinse a chiudere il Seminario. Eravamo già stati accettati in un’altra diocesi, quando il Vescovo ci proibì anche di trasferirci altrove! Noi avevamo l’unico Seminario che accoglieva un gran numero di giovani poveri; giovani che sono dovuti tornare a casa senza speranza di poter realizzare la loro vocazione. Lo scopo della nostra Congregazione sarebbe stato l’apostolato di S. Massimiliano Kolbe: la diffusione di libri di devozione alla S. Vergine e la propaganda anti-massonica, ecc. Qui, c’è mancanza di sacerdoti, ma non mancano le vocazioni! Ma qui, se un seminarista ha già finito 4 anni di Filosofia e 3 anni di Teologia, cioè, quando manca un anno all’ordinazione, se è povero e la famiglia non può più pagare le spese, lo mandano a casa! E, questo, in una diocesi che soffre di una grave mancanza di sacerdoti! L’anno scorso, ho sentito che un vecchio prete, che stava morendo, lasciava alla diocesi 700,000 pesos, precisando che questi soldi dovevano servire per i seminaristi poveri. Ho saputo, poi, che il Vescovo aveva depositato la somma sul suo conto e che, poi, pagava per i seminaristi poveri solo con gli interessi! Questa è la “mens” del nostro vescovo, Mons. Pedro Bontigue. Sono troppi i Vescovi filippini che hanno uno zelo per i soldi che eccede di molto il loro zelo per le anime. Sono ciechi! Vedono la secolarizzazione e non ne conoscono la causa né i mezzi per combatterla. I massoni, invece, fanno molta propaganda, che suona come la propaganda di Padre Giovanni Caprile. Molti sacerdoti, adesso, sono convinti che la condanna dei massoni, da parte della Chiesa, è stata il risultato di un pregiudizio della Chiesa Cattolica. Tanti scrittori e anche Parroci fanno una propa17 ganda contro il Governo ma non capiscono che le loro idee liberali sono state inventate, secoli fa, nelle Logge, e, ancor prima, nelle Sinagoghe. Il Governo “cattolico” del presidente Marcos è uno strumento dei banchieri statunitensi - cioè dei banchieri ebrei e massoni. Il Governo incoraggia attivamente la contraccezione artificiale, e l’indottrinamento delle coppie è obbligatorio per tutti quelli che vogliono sposarsi. Ci sono molti aborti, ma lo Stato non fa niente per giustiziare i colpevoli! Il Governo chiude un occhio e, così, incoraggia l’aborto. É lo Stato, poi, che deve approvare il curriculum nelle scuole private. Le scuole sono diventate centri di propaganda per il controllo delle nascite e per il nazionalismo secolare e repubblicano. Quelli che sono contrari alla propaganda del Governo predicano un altro vangelo egualmente massonico = Marxismo, Socialismo, Democrazia Liberale, ecc. Se non ci sarà subito un cambiamento radicale, questo Paese andrà a finire come l’Italia. La moglie del presidente, Imelda Marcos, è Ministro del Governo (Minister of Human Settlements) e “Governor of Metro Manila”. L’anno scorso lei faceva propaganda per il Nuovo Ordine Internazionale Mondiale! Questo Paese, tanto cattolico, è stato tradito e venduto agli Ebrei e ai Massoni degli U.S.A. Il Presidente Marcos ha lodato la Massoneria per le loro “antiche tradizioni”, essendo una “fraternità esaltata”! E questo disgraziato fa la comunione da buon cattolico! E la moglie era andata in Corea quando ci andò il Papa, e fu fotografata col rosario in mano, quella predicatrice del “Novus Ordo Seclorum”, e anche lei promuoveva il “Manila International Film Festival”, e per pagare le spese di questo Film Festival, tutti i Cinema di Manila trasmettevano film della pornografia più esplicita! Da noi, l’ottanta per cento della popolazione è ancora cattolico, ma la Massoneria vuole corrompere le donne e la gioventù. La “Repubblica Filippina” fu fondata dagli “Eroi Nazionali”... tutti massoni! Hanno avuto grande parte nella formazione della “Iglesia Filipina Indipendiente”, fondata dal prete apostata Gregorio Aglipay. Le loro dottrine erano puro naturalismo, e cioè, puro massonismo. Poi, sono arrivate le conquiste degli americani: loro hanno importato il protestantesimo e la massoneria anglo-sassone. Certamente un male, ma il male minore; senza gli americani ci sarebbe stata la Repubblica massonica fondata da una massoneria spagnola, molto più fanatica. Adesso, la “Chiesa Indipendente Filippina” è una sétta piccola come i Valdesi in Italia, ma il Governo vuol dominare la Chiesa; il Governo vuol impartire i valori morali per la nazione filippina: fanno la Il card. Sebastiano Baggio. religione del patriottismo; è il Governo che vuole formare le menti e le coscienze, con l’ideologia fascista-massonica. E l’opposizione vuole combattere il fascismo-massonico con il liberalismo democratico-massonico. Nelle università, si insegna il marxismo. La voce della Chiesa viene emarginata. Troppi sacerdoti parlano solo degli abusi dei “diritti umani”, ma dimenticano che gli abusi più gravi sono i delitti contro il Cielo. Il Partito del dittatore si chiama “Il Movimento per la Nuova Società”, e la nuova società è massonica, laicista. La rivoluzione sembra inevitabile e imminente; può scoppiare ben presto, perché la vita dei poveri, il 90% della popolazione, sta diventando una lotta per la sopravvivenza, ma con poca speranza, per i più poveri, di potersi sollevare della loro esistenza sub-umana! Il Presidente non capisce che il suo Governo, secondo il piano del Sionismo massonico della finanza internazionale, è solo una “fase storica” e, al momento opportuno, essi faranno sparire questo Governo come hanno fatto con i Troni, nel secolo scorso. Io credo, però, che Dio salverà questo Paese: la stragrande maggioranza della popolazione ha una grande devozione per la Madonna. Padre Pio di Pietrelcina, una volta, disse che i comunisti non avrebbero mai conquistato le Isole Filippine; e veramente la coscienza cristiana della Nazione non è stata distrutta, come in Austria, sotto il Governo socialista dell’ebreo Kreisky. Io non so quando verrò in Italia, perché adesso ho ricevuto il permesso di soggiorno per 5 mesi, ma, ora, voglio chiedere il permesso permanente. Se non me lo daranno, io sarò costretto a lasciare il Paese. È molto probabile che il permesso non me lo daranno, perché io ho predicato molto forte contro le tendenze filo-massoniche del Governo. Non temo di essere arrestato, perché il Governo ha subìto una dura umiliazione nel processo che hanno fatto contro i Padri Columboni: Gore e O’Brien. I testimoni militari sostenevano che i missionari avevano organizzato la strage contro un Sindaco e i suoi compagni, ma con le loro contraddizioni, si sono confutati da soli! Poi, padre O’Brien aveva tutti i documenti e centinaia di testimoni che dimostrarono che lui non si trovava sull’isola di Negros in quel giorno della strage, ma era ricoverato nell’ospedale, a Manila! Il primo articolo che vorrei pubblicare è quello intitolato: “La Terra è sotto popolata”. Il Governo ha fatto un lavaggio del cervello a tutta la Nazione. Poi, sulla Massoneria e sul Comunismo. Il parroco di Bay (Laguna), mi ha invitato a stare con lui e aiutarlo in parrocchia. Credo che mi trasferirò lì, tra qualche settimana. Dev.mo in Domino et Dominus P. Paul Kramer RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 18 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa «Un Autore ben conosciuto negli anni 1920, Henry Wickham Steed, “ex direttore del Times di Londra e una delle persone più informate al mondo”1 descrive, nel secondo volume della sua opera: “Through 30 years 1892-1922” a pag. 302, come egli avesse tentato di porre all’attenzione del Colonnello Edward Mandel House e del Presidente Woodrow Wilson il problema della congiura ebraica. Un giorno del marzo 1919, W. Steed chiamò il Colonnello House e lo trovò irritato per le sue critiche al riconoscimento americano dei Bolscevici. Steed chiarì al Colonnello che il presidente Wilson avrebbe perso la sua reputazione presso le popolazioni d’Europa e “insistette che (…) i principali promotori (del Bolscevismo) erano Jacob Schiff, i Warburg ed altri finanzieri internazionali, che desideravano soprattutto sostenere gli Ebrei Bolscevichi per assicurarsi lo sfruttamento tedesco e giudaico della Russia”. Steed riferisce che il Colonnello, invece, si dichiarò favorevole a stabilire relazioni economiche con l’Unione Sovietica»2. «Nel febbraio del 1920, Winston Churchill scrisse un articolo per il “London Illustrated Sunday Herald”, intitolato: “Sionismo contro Bolscevismo”. In questo articolo, Churchill segna una linea di demarcazione tra gli “ebrei nazionali”, leali alla patria di adozione, e gli “ebrei internazionali”. Egli spiega che gli “ebrei internazionali e la maggior parte degli ebrei atei” hanno sicuramente avuto “un grande ruolo” nella creazione del Bolscevismo e della Rivoluzione Russa. Egli afferma che la maggior parte delle figure di spicco della rivoluzione erano ebrei (...). Churchill chiama gli Ebrei internazionali una “confederazione sinistra”, emergente dalle popolazioni di quei paesi in cui gli Ebrei sono stati perseguitati per l’appartenenza alla loro razza. Winston Churchill traccia le origini di questo movimento ai tempi di Spartacus-Weisshaupt, getta la sua rete intorno a Trotsky, Bela Kun, Rosa Luxemburg ed Emma Goldman, e afferma: “Questa congiura planetaria, il cui scopo è la distruzione della civiltà e per la ricostituzione della società sulla base dell’arresto del progresso (...) e di una impossibile eguaglianza, è stata in continua ascesa”. Churchill, poi, dice che questo gruppo cospiratore di Spartacus-Weisshaupt è stata la fonte di ogni movimento sovversivo nel XIX secolo»3. «Un’altra collezione di documenti sulla congiura ebraica si trova nel “Decimal File” del Dipartimento di Stato americano: 861.00/5339. Il documento centrale è intitolato: “Bolscevismo e Giudaismo” ed è datato 13 novembre 1918. Il testo, in forma di rapporto, afferma che la Rivoluzione in Russia era stata progettata in “febbraio 1916” e che “fu scoperto che le seguenti persone e società erano implicate in questo lavoro distruttivo”: 1) Jacob Schiff 2) Khun, Loeb & Company “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 Ebreo Società ebrea Georges Mandel (alias Jeroboam Rothschild, capo della Casa parigina dei Rothschild) e suo figlio, il Colonnello Mandel House. Direzione: Jacob Schiff Felix Warburg Otto H. Kahn Mortimer L. Schiff Jerome J. Hanauer 3) Guggenheim 4) Max Breitung 5) Isaac Seligman Ebreo Ebreo Ebreo Ebreo Ebreo Ebreo Ebreo Ebreo Il Rapporto prosegue dicendo che non vi è dubbio che la Rivoluzione Bolscevica fu progettata e lanciata da questo gruppo e, questo, avvenne nell’aprile del 1917. Jacob Schiff, infatti, fece una dichiarazione pubblica e fu per la sua influenza finanziaria se la Rivoluzione Russa ebbe successo e, nella primavera del 1917, Jacob Schiff iniziò a finanziare Trotsky, un ebreo, con lo scopo di portare a termine la rivoluzione sociale in Russia. Il Rapporto contiene altre informazioni varie sui finanziamenti a Trotsky di Max Warburg, sul ruolo avuto dal Sindacato Reno-Westfalia e su Olof Aschberg della Nya Banken (Stoccolma) insieme a Jivotovsky. L’autore anonimo del Rapporto afferma che i legami tra queste organizzazioni e i finanziatori della Rivoluzione Bolscevica mostrano come “venne forgiato il legame tra gli Ebrei multi-milionari e gli Ebrei proletari”. Il Rapporto fornisce un lungo elenco di nomi di Bolscevici anch’essi ebrei e poi descrive le attività di Paul Warburg, Judus Magnes, della Kuh-Loeb & Company e della Speyer & Company”. Il Rapporto termina con una frecciata agli “Ebrei Internazionali” e pone la questione nel contesto del conflitto Giudaico-Cristiano, sostenuto da citazioni tratte dai “Protocolli dei Savi di Sion”. Allegato a questo Rapporto vi sono una serie di telegrammi scambiati tra il Dipartimento di Stato di Washington e l’Ambasciata americana a Londra, sulle azioni che si dovevano intraprendere in relazione al contenuto di questi documenti”4. 1 2 Cfr. W. Guy Carr, “Pawns in the game”, CPA Pubblisherp. p. 103. Cfr. Antony Sutton, “Wall Street and the Bolshevik Revolution”, Arlington House Pubblishers 1981, p. 186. 3 Idem, pp. 185-186. 4 Idem, p. 186. 19 Conoscere il Comunismo Di lui non si sono avute più notizie. Gao Xuehai Sacerdote, gesuita. Dopo il suo arresto, non si ebbero più notizie di lui. Wang Defang Sacerdote, superiore dei benedettini a Beijing. Arrestato nel 1954, di lui non si ebbero più notizie. contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA Liu Xiyi (sac. gesuita) Liu Lijia (sac. diocesano) Sun (sac. diocesano) Vennero arrestati per essersi opposti alla “riforma” della Chiesa. Non si ebbero più notizie di loro. Liu Taddeo Sacerdote, diocesano. Fu imprigionato il 26 o 27 agosto 1951 e sottoposto a prolungate torture e interrogatori. I cristiani gli portarono cibo ogni giorno, finché lo trovarono morto nella sua cella, il corpo gonfio. (continua) di Giancarlo Politi GENNAIO 2003 MARTIRI IN PROVINCIA DI BEIJING SOMMARIO Diocesi di Beijing Wang Giovanni Gabriele Sacerdote, lazzarista, originario di Beijing. Nato intorno al 1911, è morto in una prgione della capitale, nel 1953. Ning Andrea Sacerdote, diocesano, originario di Beijing. Nato intorno al 1899, è morto in una prigione della capitale, nel 1953. Zhang Fujen Sacerdote, lazzarista, originario della diocesi di Beijing. Era entrato tra i lazzaristi l’8 ottobre 1911, ed era divenuto prete il 23 dicembre 1916. Morì il 25 giugno 1954, subito dopo il suo rilascio dalla prigione. O’Sullivan Eamonn Religiosa. Nata il 26 marzo 1907. Entrata tra le Missionarie francescane di Maria (Mfm) il 18 marzo 1938. È morta ad Hong Kong il 1° settembre 1966, subito dopo il suo rilascio dal domicilio coatto. Mo Xingling Paolo Laico medico. Nato nel 1911, era originario del Guangdong, ma esercitava la medicina nella capitale. Aveva studiato negli Stati Uniti. Tornò in Cina con la famiglia nel 1950. Venne arrestato a Pechino il 22 aprile 1954 e condannato a 15 anni di lavoro. Nell’agosto 1966, venne trasferito dalla Prigione n. 1 di Pechino alla miniera di carbone di Daqingyao, presso Datong (Shanxi). Morì (ucciso? Le autorità stabilirono che si trattava di “suicidio”) in carcere poche settimane prima della scadenza della condanna, il 4 aprile 1969. Sun Jinsheng Sacerdote, verbita. Nato nel 1903. Entra20 to nella Società del Verbo Divino, venne mandato a Roma per gli studi. Tornato in Cina, nel 1949, fu nominato superiore della Comuntà di Pechino. Arrestato nel 1951, fu condannato ai lavori forzati. Morì verso il 1975. N. 346 Purezza 2 La virtù della purezza del sac. dott. Luigi Villa Liao Andrea Religiosa. Nata a Parigi il 28 aprile 1908. Entrata tra le Missionarie francescane di Maria il 1934. È morta in una prigione della capitale il 25 dicembre 1970. 7 Diseducazione scolastica della dott.ssa R. Calderini 8 E ora anche gli “sbattezzatori” di A. Z. Liu Deming Sacerdote, diocesano. Fu picchiato a mort e d a l l e Guardie rosse nel 1966, all’inizio della rivoluzione culturale, per non aver voluto rinunciare alla propria Fede. 9 Occhi sulla politica Fang Tingzhoung Sacerdote, salesiano. Direttore dell’Accademia don Bosco, fu condannato all’ergastolo. A metà degli anni ‘80 si trovava ancora in prigione. Su Peiying Sacerdote, gesuita. Originario di Xianxian, si laureò all’università Fu Jen. Era parroco di Guanganmen, a Beijing, quando venne arrestato nel 1954. Di lui non si è saputo più nulla. Fang Qingzhong Sacerdote, superiore dei Salesiani di Beijing. Originario di Shanghai, venne arrestato nell’aprile 1954. Condannato a vent’anni di carcere, non si ebbero più notizie di lui. San Ma Sacerdote, superiore della Congregazione dei Discepoli del Signore. Originario di Baoding, venne condannato all’ergastolo. 10 Documenta-Facta 12 La Turchia non ha titolo per entrare nell’Unione Europea del dott. R. Sgarbanti 13 Lettera aperta all’On. R. Buttiglione del dott. A. Muscio 14 Lettera aperta al card. C. Ruini della prof.ssa Mancini Pia 16 Lettera-testimonianza del 1984 di P. Paul Kramer 19 Conoscere la Massoneria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dall’Epifania del Signore alla V Domenica del Tempo Ordinario) “Chiesa Viva” *** Gennaio 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 347 FEBBRAIO 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità SCRISTIANIZZARE L’UMANITÀ e costruire il socialismo SULLE ROVINE DELLA CIVILTÀ CRISTIANA del sac. dott. Luigi Villa L e migliori intelligenze hanno ormai compreso d’essere di fronte ad una vera congiura contro la Chiesa di Cristo, per cui la facoltà di mentire, anche di fronte all’evidenza, non ha più limiti; e hanno pure compreso che col prolungato “lavaggio del cervello” delle masse, siamo davanti alla quasi totalità della gente disposta a prendere per buono quello che, invece, è falso. La situazione della Chiesa d’oggi, così, fa ricordare il titolo e il sotto titolo che lessi su “L’Avvenire” del 19 marzo 1999: “La cattedra di Paolo VI - Ruini traccia un profilo del Papa che cambiò la Chiesa”. Dunque, è vero, non perché l’ho provato, ripetutamente, io, ma perché, ora, l’ha detto il cardinal Ruini! E, purtroppo, è proprio vero! Addio sicurezza nelle proprie credenze e della forza della Chiesa uscita dal Concilio di Trento! L’indebolimento nei suoi rapporti con l’interno; indebolita con l’abolizione dei netti confini tra cattolicesimo e altre religioni; indebolita di fronte alla Massoneria, che oggi la controlla e la domina; indebolita di fronte all’ebraismo, ora chiamato “fratelli maggiori”, ma che in realtà continuano a dominare e a sospingere al tradimento della fede in Cristo; indebolita di fronte all’eresia contro la quale ha tolto persino la possibilità di combatterla, ed ha paralizzato ogni difesa, perché tutte le idee sono buone e tutte le religioni sarebbero valide. Eppure, sono idee liberali, come quelle del liberale Lamennais, anche se queste idee erano state condannate da Gregorio XVI e da Pio IX, nel “Sillabo”... Questi due grandi Papi, però, sono oggi messi al bando, condannati, perché il Va- ticano II ha proclamato la “libertà religiosa”, per cui tutti hanno ragione: i protestanti, gli ebrei, i musulmani, gli induisti, i buddisti, e, quindi, anche i comunisti e gli eretici! E allora, via per sempre dalla memoria della “nuova Chiesa” i Papi Pio XII, Pio XI, Pio X, Pio IX e Gregorio XVI. Sì, perché questa nuova “libertà religiosa”, promossa dai Vescovi progressisti, è un’espressione che si trova in tutte le riviste, in tutti i “cahiers”, in tutte le “società di pensiero”. È stato come un fulmine 1 Il “caso Isolotto” avvenne nel 1958. Era un comune quartiere operaio sulla sponda a sinistra dell’Arno. Salì alla ribalta della cronaca, non solo nazionale, dopo che il parroco Don Mazzi iniziò i primi scontri contro il cardinale Florit, allora Arcivescovo di Firenze, sia sul piano ideologico ecclesiale che su quello sociologico. Fu definita, così, la “chiesa del dis- 2 L’Apocalisse - Dürer. che ha permeato l’aria del Vaticano II, lasciando sbigottiti i Vescovi migliori, come quelli del gruppo dei 450 che costituivano il “Ceto Internazionale dei Padri”, guidato dal grande arcivescovo francese Lefebvre e dal Vescovo italiano Carli!.. ma che il cardinale Bea e i suoi degni sostenitori hanno virato di 360 gradi, come il cardinale Frings, ad esempio, che, assieme al cattolico, ha ospitato anche il culto musulmano nella cattedrale di Colonia! Purtroppo, ora, di fronte alla marea di errori e di orrori scatenati solo per mettere in forse la Fede e la Civiltà cristiana, troppo spesso si è taciuto e si continua a tacere, e spesso si è trattato e si tratta tuttora in guanti gialli chi, invece, andrebbe trattato con tutti i rigori della legge Già tanti anni fa, avevo denunciato all’opinione pubblica e posto all’attenzione di quanti avevano la cura del gregge cristiano, che il così detto “caso dell’Isolotto” di Firenze, ad esempio 1, in relazione all’ambiente in cui era nato e alle cause prossime e remote che lo avevano generato, non era solo un clamoroso episodio di insubordinazione, ma bensì un’esplosione manifesta dell’attuale “grande sforzo contro la Chiesa cattolica, promosso e guidato da forze anti-cattoliche, anti-cristiane e ateo-marxiste, orchestrate e sostenute dal mastodontico apparato propagandistico comunista”. C’è da riflettere! Ma quanti che ancora si giovano del nome di “cristiano” e professano ancora la fede in Cristo, hanno di che arrossire a motivo della propria ignavia dinanzi al decisivo attacco che si sta facendo contro la nostra Civiltà cristiana, condotto dalle forze e dalle arti del disor- senso”. E fu come un “preludio; in Italia, dello scatenamento rivoluzionario della Chiesa. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 dine che non fanno più mistero di voler costruire le loro fortune sataniche sulle rovine del Cristianesimo. Nel crescendo pauroso del fervore di quella che si va sussurrando che sarà l’ultima battaglia contro la Chiesa e la Civiltà cristiana, in Europa e nel mondo, molta gerarchia cattolica, avanzando tesi ammantate di parole ingannevoli ma ben dosate per un adeguato “lavaggio del cervello” si sono gingillati in riforme e contro-riforme no sempre valide né opportune, e si sono persi in discussioni senza fine su metodi di “dialogo” ecumenico, troppo spesso errati e falsati dalla malafede dei nostri nemici e dalla saccenteria di saputelli improvvisati, mentre hanno chiuso gli occhi dinanzi all’insidia mortale della propaganda ateomarxista - che la lungimiranza di un Pontefice aveva definito “veramente diabolica”! - la quale, senza incontrare valida resistenza, quasi inavvertitamente è penetrata all’interno del Cristianesimo, operando guasti difficilmente riparabili, e creando una diffusa e profonda crisi che ci ha reso tutti pensosi e preoccupati! E su questa crisi della Chiesa, che ha contaminato e stordito tutti i veri cattolici, si sono appuntate, congiunte, tutte le velenose cure e premure dell’ateismo marxista, un movimento internazionale (fondato dall’ebraismo massonico!), per scristianizzare l’umanità, assumendo differenti denominazioni a seconda della diversità dei luoghi e delle situazioni in cui si trova ad operare. Nel mondo cattolico latino-americano, ad esempio, si è presentato come “cristiani per il socialismo” e come “comunità di base”. Così, in veste di “cristiani per il socialismo”, hanno preso a cuore quella che chiamano “questione cattolica, che - a loro detto - è la questione di come conquistare le masse popolare cattoliche alla causa del movimento operaio e della lotta per il socialismo”; hanno affermato che la Chiesa, con la sua morale e con le sue dottrine, ha reso credibile e dato copertura alle malefatte del capitalismo, e ha predicato che “le classi dominanti si sono garantite il consenso” dei cattolici mediante l’alleanza ed il potere clericale e attraverso la Democrazia Cristiana e il complesso delle organizzazioni del mondo cattolico. Da qui, l’accanimento e la lotta senza quartiere contro la DC, l’Azione Cattolica, le Acli e tutto ciò che sapeva di cattolico. La balorda montatura “antifascista”, fatta nascere dal sinistrismo nostrano e mondiale, non aveva certo per bersaglio principale il paventato pericolo del ritorno di un inesistente fascismo di tipo mussoliniano, ma bensì contro la DC e tutte le altre organizzazioni ispirate alla dottrina cristiana. Sui muri d’Italia, infatti, il marxismo meno pudico aveva scritto: “Scudo crociato - fascismo di Stato”! Ma anche le “comunità di base” furono create per combattere la Chiesa e il Cristianesimo, introducendo la lotta di classe e l’anarchismo all’interno delle diocesi e delle parrocchie, dei monasteri e dei conventi, dei seminari e dei collegi, riuscendo a contaminare anche le università teologiche ecclesiastiche. Tuttora predicano e praticano una nuova “identità cristiana” che prevede, come «condizione essenziale per un annuncio cristiano autentico e credibile, la omogeneità tra la “comunità di base” e il movimento operaio e la piena condivisione delle sue lotte»: ed essa deve essere confortata e vissuta “in una prassi comunitaria, continuamente controllata e verificata dell’analisi marxista, che deve investire anche l’esperienza di fede”. Inoltre, le “comunità di base” ripudiano il carattere sacro del sacerdote e rifiutano di “riconoscere, nel prete, il funzionario investito dall’alto, che assomma in sé tutti i carismi, strumento indiretto del potere, distributore di sacramenti che sono ancora il segno di un’azione magico-sacrale”; sostiene il diritto del prete a prendere liberamente moglie, ad avere una propria famiglia, un proprio lavoro a tempo pieno, a un propria casa diversa dalla canonica, e diverso dalla cura d’anime; vuole l’abolizione del Concordato, l’abolizione dell’insegnamento religioso nelle scuole; la liceità del divorzio e 2 3 Cfr. “Le Monde”, 14 giugno 1975. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 dell’aborto; il rifiuto della dottrina e della morale cristiana, presentate come ideologia dell’imperialismo clericale; vuole il rifiuto dei Sacramenti, dipinti come strumento di oppressione delle coscienze da parte della Chiesa; vuole la riappropriazione della lettura della Bibbia, dei sacramenti, dei poteri gerarchici e dei ministeri nella Chiesa da parte delle masse popolari; vuole un nuovo modo, insomma, di essere chiesa e di vivere la fede. Ecco, un po’ in sintesi, le istanze qualificanti, emerse dal “Convegno delle comunità di base”, tenuto a Firenze nei giorni 25, 26, 27 aprile 1975. Ma anche l’episcopato francese, in un suo documento, tra le altre gravi cose, aveva detto: «Non si può nascondere il tragico malinteso che per lungo tempo ha opposto la Chiesa e la libertà». Questo avrebbe consentito di presentare Dio come guardiano e conservatore di un ordine sociale sbagliato2! Pure Mons. Helder Camara, già arcivescovo di Olinda e Recife, aveva candidamente confessato: «Non mi rifiuto e non mi rifiuterò di denunciare i mali incredibili causati, nel mondo intero, dal cieco furore anti-comunista»3. Come dire che i mali credibili e incredibili che affliggono il mondo cesserebbero di incanto con l’avvento del comunismo!.. Il pastore evangelico luterano, Eckard Gallmeier, predicava che «la classe operaia e il popolo non hanno bisogno di alcuna chiesa». Dello stesso parere fu la pastoressa Edda Groth, la quale aggiungeva che «Mao, con tutto quello che ha fatto per il popolo cinese, è più vicino a Dio di tutti i vescovi e i papi degli ultimi mille anni messi insieme»!.. Come si vede, costoro hanno fatto questa loro professione di fede nell’atto in cui ripudiavano il Cristianesimo, mentre altri Pastori, anziché varcare il Rubicone, si sono attardati a seminare zizzania per sovvertire e rovinare la vigna del Signore! Per ricondurre all’ovile i figli del dissenso, il Papa si è dichiarato disposto anche a chiedere il loro perdono (!!). La stampa ufficiale delle “comunità di base”, a conclusione di quel Convegno fiorentino, aveva solennemente proclamato che «esiste, ormai, anche in Italia, una realtà di chiesa autonoma, originale e, soprattutto, non più riducibile all’ubbidienza - almeno fino a che la gerarchia resti quello che è»; il che significa: finché non si sia sottomessa e non assuma una identità “continuamente controllata” dal marxismo ateo!.. La Rivista “Il Regno”, edito dal “Centro Editoriale Dehoniano” dei Sacerdoti del S. Cuore, in Bologna, aveva premurosamente informato che «le 235 comunità di Firenze erano in gran parte gruppi parrocchiali, presenti con il loro cappellano o il loro parroco»; e aggiungeva che «c’erano anche Seminaristi e Suore»!.. Il restante vero popolo cristiano, però, nauseato delle lezioni di marxismo ateo, impartite all’ombra delle chiese e dei conventi, si è domandato, angosciato, se erano veramente validi i Sacramenti amministrati da quei cappellani e da quei parroci; da quei sacerdoti, cioè, che ne reclamavano l’abolizione e li consideravano strumento di oppressione delle coscienze!.. Da sapere: il successo del Convegno fio- Cfr. “Mondo e Missione”, maggio 1973. 3 rentino era stato assicurato dall’accoglienza e dalla generosa munificenza della “Mutuo Soccorso” e della “Fondazione lavoratori delle officine Galileo” (Flog) di Rifredi: del centro economico e politico del “Partito Comunista Italiano” che regolava, allora, il buono e cattivo tempo su tutto il territorio italiano. Da notare anche che quel Convegno fiorentino si era concluso con una Messa, “concelebrata da tutto il popolo”, in piazza dell’Isolotto, dopo che don Mazzi aveva riassicurato i sacerdoti presenti che lo stesso popolo «concede ai presbiteri di poter celebrare»!! (Eppure, c’è ancora chi si scandalizza che l’arcivescovo Marcel Lefebvre abbia celebrata la Santa Messa come l’aveva sempre celebrata la Chiesa Cattolica Apostolica Romana!). *** Come si vede, la questione è ancora sempre più inquietante da non sottovalutare. Il “Libero Sindacato di Polizia” ha già denunciato l’esistenza di “una regìa dietro i continuo sbarchi di clandestini nel nostro Paese”, perché “vogliono minare le fondamenta della nostra società, colpendo cultura e tradizione”. Inutile cercare chi è il regista o il burattinaio. Di certo, un mandante c’è, ed è un’oscura forza negativa che sta dominando il mondo. Si pensi al “mondialismo”, quell’ideologia in atto che punta alla creazione di un unico Governo Mondiale, per cui ha già eliminato il concetto di sovranità nazionale e di ogni altra specificità. Ed ora ne vediamo già le conseguenze nella crisi paurosa che stiamo vivendo, non solo nello Stato ma anche nella Chiesa! Guardiamo anche solo all’Italia nostra, dove dilagano i tristi criminali fenomeni dell’aborto, della pornografia, delle perversioni sessuali, programmate come fatto normale, delle aberranti pratiche di procreazione senza amore e di amore senza procreazione; dell’espianto di organi a cuor battente; del consumismo e dello spreco; del crollo dei valori morali, familiari; della violenza morale verso i bambini; della indifferenza verso gli anziani; dei giovani che sfuggono ogni responsabilità della vita; della secolarizzazione che ha eliminato il Sacro e mandato in esilio DIO, la Religione, la Tradizione... La Chiesa, purtroppo, dal Vaticano II ha rinunciato a impugnare la spada di San Michele Arcangelo e di San Giorgio contro i nemici della sua Fede in Cristo, e della Civiltà cristiana, per gettarsi nel “mondo”, invece di essere Lei la guida verso la vera libertà donataci da Dio! Anche il Clero che ha gettato via la tonaca per aver perso la coscienza della propria “Milizia Sacra”, e reso il santo Sacrificio della Messa con tanti stravolgimenti, né necessari né richiesti, a un semplice rituale di gesti e di chiacchiere, sulla scìa dell’eresia protestantica, e ridotto l’apostolato a un servizio sociale, e la preghiera l’hanno resa come un “optional”; persino la dottrina sociale 4 della Chiesa, così magistralmente indicata da Leone XIII, oggi è stata allineata ai precetti del libero mercato e del globalismo economico. Come meravigliarsi, allora, della crisi delle “vocazioni” e delle masse che rifuggano persino dalla Chiesa?.. Ne facciamo un breve accenno, a conferma: in America Latina: sono circa 6-7 mila persone che escono dalla Chiesa, ogni giorno, per entrare nelle “sètte”... in Germania: sono circa 60-70 mila fedeli cattolici che escono, ogni anno, dalla Chiesa cattolica... Si fanno cancellare persino il loro nome dal “libro del battesimo!” in U.S.A.: sono più di mille e cento chiese che sono in vendita (perché non ci sono più né fedeli né preti!). in Italia: sono circa 11 milioni di persone che credono nello “spiritismo” e lo praticano. Vi sono centinaia di migliaia di maghi, di maghe, di medium! E sono milioni i fedeli che credono di più alle presunte “apparizioni” (non approvate dalla Chiesa!) che non al Magistero della Chiesa. E questo è come essere “fuori della Chiesa”; è come appartenere a una “settà”!.. perché si fonda la propria fede più su questi “presunti messaggi” di quelle “presunte apparizioni” che non sui dogmi della Fede! «Fratelli, come custodi dei misteri di Dio, alzatevi ed agite, Voi che vedete sotto i vostri occhi la distruzione che gli altri vanno perpetrando». (S. Atanasio, in: “Patrologia greca” XXVII, 219) Sono pochi accenni di fatti gravi di cui, però, nessuno ne parla nei dovuti modi!... Ma non sono meno gravi i due movimenti che attanagliano, oggi, la Chiesa del Vaticano II: l’ecumenismo e l’apostasia umanista, in atto. L’ecumenismo si è rivelato, ormai, come un sincretismo religioso che porta a considerare come relativa l’unica verità della Tradizione cattolica, avallando l’errore protestante e facendosi, così, complice nel tradimento della Fede! L’apostasia umanista, invece, è quella che pone come centralità l’uomo, reso solo oggetto dell’azione religiosa, perché fa della fede un semplice “bisogno umano”, negando, così, in realtà, la priorità di Dio. Un esempio di questo modo di vivere una fede che ha emarginato Dio, è la stessa “Charitas” che, in nome dell’uomo, opera fino a favorire “l’Immigrazione clandestina”, creando, così, le premesse per mali ancora maggiori! *** Concludendo: una tale situazione di sbaraccamento della Chiesa cattolica va ravvisata nell’azione costante, simulata, in ombra, della MASSONERIA, penetrata fin nei più intimi gangli della Chiesa, con la sua praticata filosofia della pseudodivinità, del “Grande Architetto dell’Universo”, dei seguaci del Talmud, impregnato del “deicidio”, densi di vero odio verso la Chiesa di Cristo che La perseguita di continuo sotto tutte le forme e ossessioni, e lavora per la distruzione della stessa Civiltà Cristiana! Siamo giunti, quindi, al momento in cui bisogna scegliere; se essere ancora con Cristo o passare con Belial. Bisogna, cioè, decidersi di abbandonare questo atteggiamento ecclesiale di “mezzi liberali” e da sconfitti, per passare all’attacco della contro-chiesa ebraico-massonica che, in questi due secoli, ha occupato i principali posti del potere politico ed economico ed è penetrata, persino, come un aspide, ai vertici del governo della Chiesa stessa. Ma allora, le porte degli inferi hanno prevalso?.. No, certamente, perché le promesse divine non possono venir meno, anche quando l’abominazione della desolazione, vaticinata dal profeta Daniele, sia penetrata anche nei vertici della Chiesa. E qui, sarà utile ricordare la “visione” che ebbe Leone XIII durante la celebrazione della Santa Messa, in cui vide il destino di gran parte della Gerarchia cattolica. Poco dopo, Leone XIII redasse il solenne esorcismo di San Michele Arcangelo contro Satana e gli Angeli apostati. Nella prima versione c’era la seguente frase: “Ubi sedes Beatisimi Petri, ibi posuerunt abonimationis desolationis quae praedicata est a Daniele Profeta, ut percusso pastore dispergatus oves gregis”. E oggi, ci siamo! Basta aver visto alla TV certi pseudo Pastori, abbigliati come facchini, farfuglianti di tutto un po’, senza mai enunciare la verità cattolica di sempre! Comunque, noi sappiamo che la Chiesa è eterna. Nelle sue mani è la speranza per Noi e per quelli che seguiranno. Essa è ancora la speranza del mondo! Rimaniamo in Cristo Redentore e Salvatore, affinché quando saremo giunti al termine della nostra esistenza, possiamo ripetere anche Noi con San Paolo: «HO COMBATTUTO LA BUONA BATTAGLIA, HO COMPIUTO LA MIA CORSA; HO CONSERVATO LA FEDE»4. NOTE 4 Cfr.2 Tim. 4-7. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 L’IDEA DELLE RELIGIONI UNITE di A. Z. 1 L’ United Religions Initiative (U.R.I.) rappresenta l’ultimo tentativo di ampio respiro, in ordine di tempo, della Teosofia, per unire assieme tutte le religioni ai fini mondialisti. Tutto ebbe inizio nel 1993 nel corso di una sessione dei Parlamento delle Religioni di Chicago, tenuta in occasione della commemorazione del primo centenario della sua fondazione. L’idea di dar vita ad un’autorità internazionale dedicata ad unificare le religioni mondiali e a costituirsi come ramo spirituale delle Nazioni Unite, fu espressa da Sir Sigmund Sternberg, nella sua qualità di direttore del “Consiglio Internazionale dei Cristiani ed Ebrei” (l.C.C.J.)1, congiuntamente a Robert Muller. illustre rappresentante New Age presso le stesse Nazioni Unite. L’ungherese Sir Sternberg (1921- ) appartiene al R.I.I.A. e alla Fabian Society, di cui ha diretto l’Economics and Industry Committee. Nel 1968, diede vita alla “Sternberg Charitable Foundation” per lo sviluppo delle relazioni fra le religioni. Attualmente, essa finanzia e sostiene l’istituzione culturale ebraica maggiore d’Europa, lo “Sternberg Centre for Judaism di Finchley” (Londra) e il maggior seminario rabbinico europeo, il “Leo Baeck College”. Fu uno degli organizzatori del primo incontro di Giovanni Paolo Il con la Sinagoga e si adoperò per la soluzione della “crisi” di Auschwitz, scatenata dalla presenza, ritenuta oltraggiosa, di un convento di Carmelitane all’interno del perimetro del campo e terminata, com’è noto, con l’allontanamento, nel 1986, delle stesse dall’area. Sternberg si adoperò, quindi, intensamente per il riconoscimento di Israele da parte del Vaticano, che poté compiersi negli anni 1993-1994. Giovanni Paolo lI, preso atto dell’impulso conferito da Sternberg alle nuove relazioni giudeo-cristiane, nel 1982 lo nominava “Cavaliere del Pontificio Ordine Equestre di San Gregorio Magno” (enpassant annotiamo che la Gran Croce dello stesso Ordine venne conferita, per i servizi resi, a Maurice Lever (1905-1977), avvocato d’affari britannico, animatore della Loggia “Moses Gaster” del B’nai B’rith)2. Il 13 aprile 1986 Sir Sternberg, in uniforme di Cavaliere dell’Ordine, lo accompagnerà nella visita alla sinagoga di Roma(!!). Nel 1988, Sternberg ricevette le insegne del massonico “Ordine di San Giovanni di Gerusalemme”, che fa Capo alla corona britannica, mentre nel 1989 diventava Paul Harris Fellow dei Rotary Club, onore che a Giovanni Paolo Il era stato riservato nel 1981. Nel 1990 la sua opera si estendeva anche alla Comunità di Sant’Egidio di Roma, patrocinata dal Vaticano e tesa alla promozione del dialogo interreligioso, ormai in ventiquattro paesi. Il 1994 vedeva Sir Sternberg in Vaticano alla guida della delegazione britannica per il concerto tenuto alla presenza di Giovanni Paolo II e del Presidente della Repubblica italiana per la commemorazione della Shoa. Nel 1996, la seconda moglie (dalla prima aveva divorziato nel 1970) veniva decorata in Vaticano da Giovanni Paolo II “Dama dell’Ordine Pontificio di San Silvestro”, diventando in tal modo la prima donna ebrea a fregiarsi di tale titolo. Trattasi di un “Ordine” fondato da papa Gregorio XVI, nel 1841, per onorare i non cattolici che avessero reso particolari servizi o benefici alla Chiesa. A motivo del suo operato a favore dei sincretismo interreligioso, Sternberg, nel 1998, era insignito del massonico premio “Templeton per il Progresso” della religione3. Nel luglio dello stesso an- 1 Organizzazione fondata nel 1946, che assorbe in sé 28 organizzazioni nazionali ebreo-cristiane nel mondo, per combattere l’antisemitismo, il razzismo e la xenofobia. A partire dall’anno 2000, l’ l.C.CJ. è diretta dal rabbino David Rosen, che è anche presidente dell’Anti Defamation League (A.D.L.) dei B’nai B’rith. Presidenti onorari dell’I.C.C.J. sono l’arcivescovo di Canterbury, Donald Coggan (1910-2000), il cardinal Carlo Maria Martini e Richard von Weizsacker, membro della Fabian Society. La sede dell’I.C.C.J. è stata trasferita da Londra a Heppenheim, in Germania, presso la Martin Buber House (Martin Buber (1878-1965), filosofo definito “figura titanica” dell’ebraismo, apparteneva alla sètta cabalistica degli hassidim, una corrente mistica ebraica opposta al razionalismo talmudico, al cui deposito anche Freud ha attinto per creare la sua psicanalisi). 2 Cfr. H. Coston, Le veau d’or..., cit., p. 309. 3 Istituito nei 1972 da Sir John Marks Templeton (1912 - ), Rhodes Scholar a Oxford e abile finanziere New Age. Presente ai conve- gni della “Fondazione Gorbaciov” al Fairmont Hotel di San Francisco. Fu direttore di banche, alla guida di università, seminari e college, membro dei ristretto Yale Club e della Mount Pelerin Society, sezione economica dei massonico Ordine britannico di San Giovanni di Gerusalemme. Il Premio Templeton, da 1 milione di dollari, viene assegnato dopo il giudizio favorevole di una commissione di cui hanno fatto parte i 33 Gerald Ford, George W. Bush e il “rev.” Norman Vincent Peale, il Dalai Lama, l’ex presidente “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 5 no, la “Open University” di Soros gli conferiva la laurea honoris causa. Sir Sternberg è patrocinatore, a fianco di Gorbaciov, del Dalai Lama e della moglie del fondatore di Scientology, Barbara Marx Hlubbard, della “World Commission on Global Consciousness and Spirituality” (Commissione mondiale per la Coscienza e la Spiritualità globali) presieduta da Robert Muller, che riunisce leader mondiali al fine dichiarato di “coltivare la visione globale e la sapienza per il nuovo millennio”. NASCITA DELL’U.R.I. LA “ONE-WORLD CHURCH” L’idea di Sternberg e Muller, intanto, faceva strada, e il 25 giugno 1995, in occasione di una cerimonia sincretistica nella cattedrale di San Francisco per il 50° anniversario della Carta dell’O.N.U., il “vescovo” presbiteriano di quella città William Edwin Swing (1936- ) annunciò l’intenzione di procedere prossimamente alla fondazione della “United Religions”. Fu una cerimonia invero strana, dove vennero offerte, a decine di divinità, preghiere diverse, salmi e “incantesimi”4. La Grace Cathedral di San Francisco non era nuova a simili spettacoli: nell’autunno 1994, infatti, un domenicano apostata, diventato stretto collaboratore di Swing, Matthew Fox, “officiò” una prima “Messa Planetaria”, dove la cena protestante veniva animata da cultura “rave” ed ecologica. Lex orandi, lex credendi. Questo “rito” è stato ripetuto alla presenza di Swing, nell’agosto 1995, a Dallas in Texas. L’ambiente della “chiesa” era per l’occasione attrezzato con videoschermi, proiettori, “tecnomusica” e un ‘“altare” che simboleggiava i quattro elementi. Di questa “adorazione orientata all’ambiente”, un giornale locale aveva reso la seguente descrizione: «Un misto di rito cristiano, occultismo, adorazione della Terra, teosofia, spiritualità della creazione e una folle “celebrazione” per la durata di tutta la notte, in onore di Dio e di Madre natura»5. Qualche anno più tardi, Swing avrebbe pubblicato un libro intitolato “The Coming United Religions”6 (L’Avvento delle Religioni Unite - si noti come l’espressione riecheggi quella di “Nazioni Unite” dove l’attenzione del lettore veniva polarizzata sulla pace mondiale, da conseguirsi attraverso una specie di parlamento delle religioni, “un’assemblea permanente con la statura e la visibilità delle Nazioni Unite”, di capi delle varie religioni attenti ai bisogni umani e alle sfide “globali” che richiedono solidarietà e attiva presenza anche nelle realtà locali. dei B’nai B’rith Philip M. Klutznik, Otto d’Asburgo, Edmund de Rothschild, il Pilgrims J. Peter Grace Jr., direttore di Citicorp, Cavaliere di Matta e membro dei C.F.R., nonché presidente dell’organizzazione della gioventù cattolica di New York; il Principe di Galles, che provvede di persona alla consegna del premio nel corso di una cerimonia al Palazzo reale di Londra e l’arcivescovo di Canterbury Lord Coggan, carica tradizionalmente 6 “Il mondo sta evolvendo verso un’unità in termini di economia globale, media globali, sistema ecologico globale. Ciò che manca è un’“anima globale”, predicava Swing, preconizzando, in tal modo, l’assetto ideologico della nuova organizzazione. A fianco di Swing, si schierarono subito altri due vescovi anglicani, James Ottey, osservatore anglicano all’O.N.U. e Samir Kafity, vescovo di Gerusalemme, seguiti da esponenti del mondo protestante. I cattolici invece si divisero: Swing, nel 1996, dopo una visita a Giovanni Paolo II, incontrava vanamente il cardinale Arinze, preposto al dialogo interreligioso, mentre l’arcivescovo Michael Fitzgerald declinava l’invito di partecipare ad una conferenza della nuova organizzazione. Favorevolissimi, invece, il Consiglio Mondiale delle Chiese (W.C.C.) di Ginevra, l’arcivescovo di Canterbury e Sir Sigmund Sternberg che Swing incontrò lo stesso anno. Il palazzo di vetro dell’ONU, a New York. Sostenitori dell’U.R.I. si dichiararono, fra gli altri, il cardinale Evaristo Arns, il rettore del collegio gesuitico di San Francisco, p. John LoSchiavo, i teologi Paul Knitter e Hans Küng e, naturalmente, p. Louis Dolan assieme alla suora Joan Kirby, entrambi esponenti del “Tempio della Comprensione” di New York, al quale, come si ricorderà, è affidata la gestione della “Cappella della Meditazione” al Palazzo di Vetro. Le conferenze U.R.I. vennero, in breve, vicina alla Pilgrims Society. Templeton è autore del libro “Discovering the Laws of Life”, prefato dal 33 Norman V. Peale (in italiano: “Le leggi d’oro della vita”, Milano Ed. Eco. 2001). Ci limitiamo a citare soltanto uno degli insegnamenti di Templeton: «La nostra innata bontà è un fattore essenziale della nostra esistenza. Ouando percepiamo questa verità sperimentiamo la pace del Cielo e della Terra e la presenza di Dio dentro di allargate ai cinque continenti, con la partecipazione di cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, bahá’i, indù, sikh, zoroastrani, seguaci del New Age e della Wicca (movimento neopagano di cultori della stregoneria), ecc.. Nel corso di una conferenza a carattere riservato, tenuta alla Stanford University della California, tra il 23 e il 27 giugno 1997, alla presenza di 200 delegati, selezionati fra le figure emergenti del mondialismo, la “United Religions” assumeva il carattere di istituzione permanente col nome di “The One-World Church” (lett.: “La Chiesa del Mondo Unificato”). Venne anche deciso di stendere una “Carta” entro la metà del 2000, coinvolgendo politici in vista, col concorso di iniziative di “preghiera” comune-stile Assisi - per procedere, infine, alla fondazione ufficiale della nuova organizzazione. Per tale cerimonia, l’U.R.I. aveva pianificato di coinvolgere non meno di 60 milioni di persone, “un movimento su scala mondiale per creare le Religioni Unite come realtà vissuta localmente e regionalmente, in tutto il mondo”. Dove riecheggiano luoghi già noti, raccolti al Club di Roma, alla Trilaterale, alle Nazioni Unite... La necessità dell’U.R.I. veniva sottolineata da Muller in questi termini: «Le Nazioni Unite sono il cervello globale iniziale dell’umanità (... ). Abbiamo ancora bisogno di un’anima globale, vale a dire la nostra coscienza e la fusione con l’intero universo e col fluire del tempo», aggiungendo: «I nostri supremi interessi includono l’apoteosi del genere umano (...) le maggiori religioni, in fin dei conti, mirano tutte alla stessa cosa!». L’U.R.I. tutto questo l’aveva recepito nella sua “Carta”, là dove pone l’obiettivo di «promuovere una durevole cooperazione interreligiosa quotidiana, porre fine alla violenza per motivi religiosi e creare culture di pace, giustizia e salutari per la Terra e ogni essere vivente». Ne consegue la necessità di indurre religiosi e laici ad un’accettazione graduale della “Nuova Religione”, attraverso un «atteggiamento dell’U.R.I. atto a “riorientare” i capi religiosi, come pure i chierici e i laici, nella filosofia dell’ecologia spirituale». LE ASSOCIAZIONI PARALLELE DELLE “RELIGIONI UNITE” L’impresa di creare un’associazione planetaria per il pensiero religioso unico, in grado di diffondere i principi di un’etica globale è opera essenzialmente di tre associazioni: l’U.R.I., la “Fondazione Gorbaciov” e un’organizzazione cattolinoi (...). Ama ogni parte di te stesso, la DIVINITÀ che è in te». 4 Dal quotidiano “San Francisco Chronicle” dei 26 giugno 1995. 5 “The Dallas morning News”, 13 maggio 1995. articolo “Planetary Mass”, p. 1 G. 6 Bishop William Swing, “The Coming United Religions”, Minnesota, CoNexus Press, 1998. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 ca, la “Conferenza mondiale per la Religione e la Pace” (W.C.R.P.). 1) La “Fondazione Gorbaciov”, mediante il suo “State of The World Forum”, istituito nel 1995, annualmente, richiama a San Francisco un vero assortimento di celebrità, gente ricchissima, attivisti e guru spirituali, come la medium Barbara Marx Hubbard, vedova del fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard, o personaggi come Robert Muller, uomo di punta del pensiero teosofico “New Age” alle Nazioni Unite, Federico Mayor, ex direttore dell’U.N.E.S.C.O., o il patrono della CNN, il magnate Ted Turner (1938- ), massone, creatore e patrocinatore, nel 1986, a Mosca, dei “Giochi della Buona Volontà”; Bill Gates; Matthew Fox, dell’U.R.I.; George Shultz della PiIgrims e del Lucis Trust, oltre a politici e mondialisti di gran caratura. Tutti costoro diffondono all’unisono un messaggio New Age: nei documenti del convegni del “World Forum”, infatti, tra i fini di quest’ultimo si trova annoverato quello di “creare una teologia ecumenica, ecologica, centrata su un rinnovato senso di riverenza per l’ambiente”. Di qui, l’assegnazione alle religioni del ruolo di “affrontare questioni di sessualità, contraccezione, aborto e pianificazione familiare”, per esercitare il controllo demografico... La sessione del “World Forum” del 1997 fu dedicata alla presentazione al mondo dell’U.R.I. e alla proclamazione di queIl’Etica globale presentata con enfasi in forma di “Dichiarazione al Parlamento delle Religioni” di Chicago, nell’agosto 1993, dal suo principale alfiere, il teologo Hans Küng (“Toward a Global Ethic”). Tale “etica”, infatti - che nulla ha a che vedere con quella cattolica, riguardando esclusivamente la promozione dei diritti delle donne, delle Nazioni Unite, la pace e la giustizia, il razzismo, il disarmo, il rispetto dell’ambiente e la tolleranza verso il male e il peccato, presentati come diritti inalienabili del singolo - è stabilita dal “Parlamento delle Religioni” dove, invece, organizzazioni come l’U.R.l. ne costituiscono il forum, la cassa pubblica di risonanza. Un’etica che Gorbaciov, figura New Age emblematica, nel 1987, due anni dopo l’inizio della “perestroika” (= ristrutturazione) supportava con questi principi: «Non ci deve essere interruzione nella lotta alla religione perché, finché ci 7 Anatoliy Golitsin, “The Perestroika Deception” (L’inganno della Perestroika), London & New York, Ed. Edward Harle, 1995, p. 116. 8 Avvenire, “È una guerra USA contro l’Europa”, 26.3.1999, p. 2. 9 Il cardinale Francis Arinze, presidente dei Consiglio per il Dialogo interreligioso, fa parte del ristretto gruppo dei giudici della giuria del “Premio Templeton”. 10 Roger Etchegaray, francese e basco, con fama di grande organizzatore, creò, durante la prima sessione dei Vaticano Il «sotto l’influsso di Liénart - quest’ultimo in pieno accordo con papa Giovanni - un “piccolo gruppo” settimanale di vescovi di più Paesi, gruppo non uf“Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 sarà la religione, il Comunismo non potrà prevalere. Dobbiamo intensificare la cancellazione di tutte le religioni»7 (corsivo originale). 2) La World Conference on Religion and Peace (W.C.R.P.), “Conferenza mondiale per la Religione e la Pace”, invece, fu fondata dai Vescovi cattolici, dopo nove anni di preparazione, nel 1970, e primo presidente ne fu l’arcivescovo di Nuova Dehli, Angelo Fernandes. Accreditata presso l’O.N.U., col supporto del Papa, essa è presente in oltre 100 paesi per promuovere la coope- razione tra le religioni per la pace, nel rispetto delle reciproche differenze. Il gruppo direttivo internazionale (“Intemational Governing Board”) annovera tra i suoi componenti l’arcivescovo anglicano di Canterbury George Carey; il presidente del Consiglio Mondiale delle Chiese (W.C.C.), il keniota Agnes Abuom; il cardinale Godfried Danneels e il cardinale americano William Keeler; il teologo di Tubinga Hans Küng; il rabbino israeliano David Rosen, dell’American Jewish Committee e del B’nai B’rith; il Gran Rabbino di Francia Samuel Sirat, del B’nai B’rith, vicepresidente della Conferenza dei rabbini europei e professore emerito dell’Università di Parigi. Giova segnalare che tra i presidenti onorari, sorprendentemente, si trova Mustafà Ceric, la massima autorità islamica di Sarajevo, che in Bosnia non professava esattamente idee ecumeniche, ordinando alle donne musulmane di fare almeno cinque figli per imporsi demograficamente sui cristiani8, e Chiara Lubich, fondatrice dei Focolarini, premio “Templeton per il Progresso delle Religioni e della Pace”, nel 1977. Presidente della sezione italiana del W.C.R.P. è Lisa Palmieri Billig, rappresentante per l’Italia dell’Anti-Defamafion League dei B’nai B’rith (v. Appendice 2), la cui sede è a Roma. Fra i componenti del Consiglio di amministrazione del W.C.R.P. spiccano: Richard Blum, banchiere di San Francisco e co-presidente dello stesso Consiglio assieme al principe giordano El Hassan bin Talal, accreditato come discendente in linea diretta da Maometto; John Brademas, ex direttore della Federal Reserve e della Rockefeller Foundation e membro del Comitato centrale del W.C.C.; Thomas McLarthy, vicepresidente della “Kissinger McLarthy Association”, che si occupa di grandi affari internazionali. La sesta assemblea generale della Conferenza il 3 novembre 1994 tenne i lavori d’apertura presso la sala sinodale della Santa Sede, per spostarsi, quindi, il giorno successivo, a Riva del Garda in Trentino. Il tema era: “Risanare il mondo: le religioni per la pace!”. Si trattava della prima conferenza interreligiosa della storia della Chiesa tenuta in Vaticano, con l’intervento personale di Giovanni Paolo II, in veste di presidente di un’assemblea di quasi mille rappresentanti di quindici fedi diverse, incluse le religioni indigene di Africa, Australia e Oceania. Erano presenti il presidente della Fondazione Rockefeller Peter C. Goldmark Jr. (membro del C.F.R., presidente dell’International Herald Tribune, edizione europea dei New York Times), Hans Küng, i cardinali Martini, Arinze9 122 ed Etchegaray, quest’ultimo presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace e principale organizzatore e regista, con la collaborazione dei W.C.R.P., dell’incontro interreligioso di Assisi nel 198610; il segretario generale della Lega islamica mondiale, Ahmed Muhammad Ali, e, per il B’nai B’rith, il rabbino capo di Israele, David Rosen. Nell’occasione, H. Küng, A. M. Ali e D. Rosen sono stati eletti co-presidenti del W.C.R.P.. Per la prima volta nella storia della Chiesa, sotto le volte vaticane risuona- ficiale e non strutturato, con il fine di creare delle relazioni e di superare le Chiese particolari. Personalità come G. B. Montini, Helder Camara, Franjo Seper ne fanno parte (...). Il 9 dicembre 1965, all’indomani della chiusura (del Concilio, N.d.R.), Roger Etchegeray riunisce qualche vescovo d’Europa. È questa la data di nascita informale del C.C.E.E. (Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa) che comincia con un Segretariato di collegamento, di cui Ethegaray è il responsabile» (v. “30 Giorni” n. 3, marzo 1987, p. 71). ll cardinale Achille Liénart, vescovo di Lilla, venne iniziato alla Massoneria nel 1912 ed elevato a Cavaliere Kadosh (30° grado del Rito Scozzese) nel 1924. Alla sua morte gridò: «Umanamente, la Chiesa è perduta» (v. “Introibo” luglio 1976; George Virebeau, “Prelats et Franc-Magons”, Paris, Publications, Henry Coston, 1978, p. 12; Carlo. A. Agnoli, “La Massoneria alla conquista della Chiesa”, Roma, E.I.L.E.S., p. 34). Quanto a Helder Càmara, il “vescovo rosso” di Recife, figlio di un framassone ferocemente anticlericate (cfr. “Hiram”, rivista del Grande Oriente d’Italia, n.4/19130), era presente a Mosca, nel 1935, alla “Scuola dei Quadri”, dove si preparavano i membri del Partito da infiltrare nelle principali chiese occidentali... (cit. da Monde et Vie, 6 febbraio 1981). L’incontro ecumenico di Assisi del gennaio 2001. rono, per due ore, in presenza di Giovanni Paolo II, in veste di presidente dell’assemblea, versi del Corano ed ebraici, come pure invocazioni per la pace di scintoisti, buddhisti e indù, intervallati da blues africani11. La “Dichiarazione finale” della Conferenza affermava: «Abbiamo dominato la natura come se ne fossimo stati titolati, e questa arroganza è una causa primaria dell’attuale crisi ecologica. Nella nostra opera di ripristino dell’armonia e del vivere comune, dobbiamo iniziare col pentirci delle nostre azioni distruttive ed effettuare un cambiamento di paradigma da un modello antropocentrico a uno bio-centrico ed ecocentrico»12. Evidentemente Dio, nel giardino dell’Eden, si era sbagliato puntando sull’uomo, invece che asservirlo ai ruscelli, alle formiche e agli alberi, e il W.C.R.P. ha fatto giusta ammenda! Il W.C.R.P. è il tramite ufficioso del Vaticano con i gruppi interconfessionali a proiezione mondialista come l’U.R.I., mentre il canale ufficiale rimane il “Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso”. Il quartier generale della W.C.R.P. non risiede a Roma, bensì al numero 777 dell’United Nations Plaza di New York, dove lavora a stretto contatto con l’O.N.U., con l’U.N.E.S.C.O. e l’U.N.I.C.E.F.. Fenomeni osmotici e convergenze tra le tre organizzazioni non potevano, quindi, che essere fisiologici. Nel giugno 1996, ebbe luogo, a San Francisco, addirittura una conferenza ufficiale comune per istituzionalizzare I’U.R.I. su scala mondiale, nello spirito New Age... La “Carta” dell’U.R.I. veniva formalizzata il 26 giugno 2000 nella “Carnegie Music Hall” di Pittsburgh in Pennsylavania, città nella quale l’U.R.I. intende trasferire la sua sede da San Francisco, dopo che da quell’area, nell’ottobre 1999, giunse un dono da 1,9 milioni di dollari13 126. Due mesi dopo, la “Società Teosofica” della stessa città, sotto la presidenza del Gran Maestro della Massoneria locale, Andy Nesky, chiamava Swing ad illustrare la “Carta” ai “fratelli”. Si apprendeva, nel frattempo, che l’U.R.I. (più esattamente il suo cerchio interno, The One-World Church) avrebbe assunto i caratteri di organizzazione globale nel giugno 2002, per divenire pienamente operativa nel 2005, stessa scadenza fissata per la revisione completa dell’attuale Consiglio di Sicurezza dell’O.N.U.14. L’ultimo Consiglio Globale ad interim è stato tenuto a San Francisco la prima settimana di maggio del 2002, in attesa del primo “Global Council” ufficiale di Rio de Janeiro dove, a imitazione delle Nazioni Unite, un’Assemblea Generale di 500 delegati e dei rappresentanti di più di 100 religioni lo eleggerà nella settimana tra il 18 e il 25 agosto 200215. Un bollettino della “Buona Volontà mondiale”, organismo del “Lucis Trust”, nel 1999, presentava l’U.R.I. come “un’organizzazione onnicomprensiva decentralizzata. Un partner spirituale delle Nazioni Unite dove le azioni locali sono tra loro connesse per formare una presenza globale” dove la sapienza delle tradizioni delle fedi è onorata, dove i valori più profondi delle genti sono rispettati e messi a profitto per il bene di tutti”16. Fiancheggiatore dell’U.R.I. è l’Earth Council (Consiglio della Terra)’ voluto da M. Strong - le cui referenze mondialiste sono state ampiamente illustrate - per realizzare gli intendimenti ecologici dei Summit della Terra di Rio del 1992. L’elenco dei sostenitori dell’U.R.I. prosegue con James P. Morton, attualmente presidente del “Tempio della Compren- sione”17 ex decano della cattedrale di New York, St. John The Divine’ sede del Lucis Trust - diventato nel frattempo un centro propulsivo del pensiero ecologista “verde” (Morton fa, infatti, anche parte della Croce Verde internazionale di Gorbaciov) - il Dalai Lama e l’entusiasta B. Marx Hubbard citata’ teosofa e leader New Age. (continua) NOTE 11 12 Cfr. “Il Resto del Carlino”, 4.11.1994. Cfr. “Il Regno-documnti”, 5/1995, p. 183, grassetto non originale. “Cambiamento i paradigma” (“paradigm shift”) è un’espressione mutuata dal minguaggio dell’Istituto Tavistock, laboratorio mondialista britannico che si ocupa si psicologia sociale, per indicare un mutamento collettivo di mentalità o di valori sociali (v. in questo libro “Istituto Tavistock”). 13 Articolo di Lee Penn, episcopaliano convertito al cattolicesimo, intitolato “The United Religions initiative: Foundations for a World Religion”, parte 3 di una serie, in “Journal of the Spiritual Counterfeits Project” (Giornale del Progetto contro le Contraffazioni spirituali. L’S.C.P. è un’associazione che dal 1973 si batte contro l’occulto e il movimento New Age), Berkely (California), primavera 2000. Gli studi di Lee Penn sull’U.R.I. sono disponibili al sito dell’S.C.P. www.scp-inc.org (6/2000). 14 Cfr. “Nostro vicinato globale”, della Commmission on Global Governance dell’ONU, 1995. 15 Cfr. Il Bollettino ufficiale dell’U.R.I. “URU UPDATE”, n. 11/2002, p. 1. 16 “World Goodwill Newsletter”, n. 1/1999. 17 Questa Associazione è stata particolarmente attiva tra gli anni ‘60 e ‘90 attraverso Conferenze spirituali di vertice. Non è ecscluso che con l’avvento dell’U.R.I. la sua funzione possa essere diminuita o addirittura esaurita e quindi, nella migliore tradizione massonica, possa scoparire dal teatro della scena mondialista. LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) NOV ITÀ Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 OCCHI SULLA POLITICA L’ATEO “CREDENTE” LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Modeste riflessioni d’un cristiano, Cattolico, Apostolico, Romano, Che crede, in qualche modo, dubitando, Ossia continuamente ricercando! *** L’ateo convinto, o tale sedicente, Crede che Dio non sia! Comunque, crede! Crede a rovescio: è ateo e, insiem, credente, Anche se del suo credo non s’avvede! Contraddizione strana, ma evidente, Dell’ateo, che professa un’altra fede! Nega un Creatore, Eterno, Trascendente, Poi, alla scienza o al big-bang aiuto chiede! Nella discussa atavica questione, L’ateo fornir dovrebbe qualche indizio, Sull’universo e la sua formazione: C’è sempre stato oppure ha avuto inizio? Le antinomìe non danno spiegazione, Ed in sospeso lasciano il giudizio. Prof. Arturo Sardini Chiosa Credendo, si rimane nell’arcano! Ma con la scienza non si va lontano! E la feulerbachiana “alienazione” È un espediente, non la soluzione! L’uomo, egoista, mai si sognerebbe Creare un Dio che lo supererebbe. Per cui sembra più saggio e razionale Credere, pur nel dubbio naturale! Chiusa Cartesio dubitava d’ogni cosa, Fuorché del dubitare, senza posa... Quando Gassendi chiese spiegazione, Si sentì dire: è un fatto d’intuizione! Cartesio cogitava e dubitava, Ma, alla fine, all’intuizione s’affidava. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 CONTRO LA CIVILTÀ DEL DESIDERIO IMPAZZITO «Quando si discosta dal disegno di Dio creatore, l’uomo provoca un disordine che, inevitabilmente, si ripercuote sul resto del creato. Se l’uomo non è in pace con Dio, la terra stessa non è in pace» (Giovanni Paolo II 1990). Per cui dovrebbe essere evidente che «un’idonea soluzione non può consistere semplicemente in una migliore gestione, o in un altro uso meno irrazionale delle risorse della terra. Pur riconoscendo l’utilità pratica di simili misure, sembra necessario risalire alle origini e affrontare nel suo insieme la profonda crisi morale, di cui il degrado ambientale è uno degli aspetti preoccupanti». Un’applicazione indiscriminata dei progressi scientifici e tecnologici, promossa e derivante da una mentalità scientista, utilitaristica, edonistica, a lungo andare ha prodotto effetti così negativi da compromettere quei benefici, che pure la scienza e la tecnologia hanno arrecato all’umanità. La mancanza di rispetto per la vita ha consentito che prevalessero le ragioni della produzione e del profitto sulla dignità dell’uomo e sul bene delle singole persone e di intere popolazioni e così, nel nome del progresso e del benessere, delicati equilibri dell’ecosistema sono stati alterati con distruzioni indiscriminate di intere specie animali e vegetali e con lo sconvolgimento di interi territori. E poiché chi ha determinato tutto questo sono stati singoli gruppi, imprese e potentati economici, Stati ed Organizzazioni Internazionali, è necessario che nasca tra i popoli una nuova solidarietà e che tutti si convincano che l’unica norma ispiratrice di un sano progresso economico, industriale e scientifico sta nel rispetto delle leggi divine e in quello dell’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio. Si tratta appunto di raffreddare la strategia del desiderio impazzito e, quindi, la corsa sfrenata alla produzione e ai consumi fini a se stessi, per riformare la società e lo Stato. Partendo dalla famiglia per arrivare alla scuola, alle associazioni, ai governi, alla stessa Chiesa Cattolica, si dovrà compiere un’azione educativa ad ogni livello, andando oltre ogni sentimentalismo ed ogni velleitarismo, ma rifiutando anche ogni arcaico ritorno al paradiso terrestre, per far comprendere a tutti che la vita può essere vissuta degnamente anche con meno beni di consumo, meno lusso e meno conforts, purché, però, si torni a Dio, alla sua Legge, alla sua Pace. Infatti: «L’impegno del credente per un ambiente sano, nasce direttamente dalla sua Fede in Dio creatore, dalla valutazione degli effetti del peccato originale e dei peccati personali e dalla certezza di essere stato redento da Cristo. Il rispetto per la vita e la dignità della persona umana include anche il rispetto e la cura del Creato, che è chiamato ad unirsi all’uomo per glorificare Dio». 9 Documenta-Facta INSULTI ISLAMICI ALLA “CHIESA CATTOLICA” IN TELEVISIONE, A VERONA Sembra il solito venerdì sera del programma “Rosso e Nero” condotto da Mario Zwirmer su Telenovo con l’accattivante titolo “Arriva a casa nostra il partito di Maometto...”, quando ad un tratto scoppia la bufera. Presente in sala Adel Smith, fondatore del partito islamico d’Italia e presidente dell’Unione musulmani italiani, che afferma più volte: «La Chiesa cattolica è un’associazione a delinquere». Gli fa eco l’ex infermiera Rosa Petrone, recentemente convertitasi all’islamismo e licenziata dall’Ospedale di Niguarda per via della presenza di quel Crocefisso da lei definito “un cadaverino in miniatura sul muro”. Bufera in sala e anche fuori. Lì, tra gli ospiti, c’è anche Luciano Linzetto, direttore del settimanale cattolico “Carroccio”: si alza sdegnato dalla sedia e poi rimane fino a fine trasmissione “per ribattere con forza a tali affermazioni lesive della Chiesa cattolica e dei suoi milioni di martiri”. Poi, propone ed auspica che vengano chiesti i danni per tali frasi e che gli stessi siano devoluti alla Chiesa. Giorni dopo, sul periodico “Corriere del Veneto”, il Vescovo di Verona, Mons. Roberto Carraro, lancia un allarme: «Nelle moschee passa di tutto, e quando dico tutto! dico tutto». E poi: «Ci sono parroci che vogliono ospitare nei propri locali una moschea? Io glielo vieto!». E ancora: «È assurdo che ci siano ancora dei cristiani perseguitati nei paesi islamici»! Ma come - chiediamo a Lucano Linzetto, ospite della trasmissione - il Vescovo non aveva sino ad oggi predicato una grande apertura? «Io penso che Biffi avesse ragione... e che, forse, il Vescovo di verona, aperto e buonista, abbia ulteriormente riflettuto, anche se era già al corrente della situazione». Forse, si è superata la misura ed il va- 10 so è colmo. «Bisogna parlarne. Parlare di funzioni sociali e politiche diverse tra Chiesa cattolica e moschee - ribadisce Linzetto -. Ci sono sostanziali differenze: l’integralismo cattolico predica: “ama il prossimo tuo come te stesso”, il violento integralismo islamico, invece, invita a convertire l’infedele anche a costo della sua vita. Nelle moschee, loro difendono tutti i “fratelli”, anche quelli violenti. L’integralismo islamico nasce con la spada». In Veneto, le moschee sono 23 e la loro apertura è approvata dai sindaci locali. Ma, a quanto pare, la situazione è davvero tesa. La Chiesa di Verona (e non solo) non sembra accettare supinamente l’etichetta di “società a delinquere” ed è pronta a difendersi. (“Libero”, 15 novembre 2002). RUSSIA:«CATTOLICI PIU PERICOLOSI DELL’ISLAM» La Chiesa cattolica “potenzialmente più pericolosa dell’estremismo islamico” ai fini della sicurezza della Russia. Lo afferma la bozza di un documento elaborato da funzionari governativi ed esperti russi. L’estremismo islamico figura solo al quarto ed ultimo posto nella lista delle minacce, preceduto dalle sètte dei Protestanti. Il testo del documento, pubblicato ieri dal “Moscow Times”, e prima ancora dal quotidiano “Gazeta”, contiene una parte intitolata “Valutazione delle minacce alla Sicurezza Nazionale in relazione all’estremismo religioso”, corredata da una lista, al primo posto della quale figura la Chiesa cattolica. Dalla lista dei possibili rischi per la sicurezza nazionale mancano, oltre alla Chiesa Ortodossa, l’Ebraismo e il Buddismo. Non solo; il documento invita la polizia e i servizi di sicurezza a rafforzare il controllo sulle organizzazioni religiose, scrive il “Moscow Times”, grazie a nuovi uffici ad hoc in seno al Ministero dell’Interno, ai Servizi Segreti (Fsb) e alla Procura Generale. In sostanza, annuncia la nascita di nuovi 007 incaricati di monitorare i “dissidenti religiosi”. L’inquietante dossier è stato stilato sotto la guida di Vladimir Zorin, Ministro delle nazionalità, in collaborazione con il capo dell’amministrazione cecena Akhmad Kadyrov, ex mufti, insieme ad altri 33 esperti. Il dossier ha detto Zorin - serve per portare il tema all’attenzione di una futura sessione comune del Comitato di Sicurezza e del Consiglio di Stato. Secondo la bozza, la Chiesa Cattolica viene accusata di “aver dichiarato la Russia una provincia ecclsiastica” in seguito alla creazione delle diocesi e di fare proselitismo. Il testo rincara la dose sostenendo che la “mancanza di rispetto per le confessioni tradizionali russe”, da parte di alcune “confessioni straniere”, è un elemento che “aiuta a gettare le fondamenta dell’estremismo religioso”. E ciò aprirebbe la strada all’ “odio religioso” e ad azioni antisociali su base religiosa che, a loro volta, hanno conseguenze sulle relazioni interstatali. (“Libero”, 10 dicembre 2002). OMOSESSUALITÀ BENEDETTA IN CHIESA «Se non è vizio - dice don Franco Barbero - ma amore vero, perché non può essere benedetto da Dio come quello che lega gli eterosessuali?». Dal 1978 a oggi don Franco ha unito 42 copie tra gay e lesbiche; ne parla tranquillamente nel suo studio tra libri e le lettere che ricoprono gran parte della scrivania. «Sono migliaia, ormai - dice don Franco - da quando collaboro con il sito internet www.gay.it, e ho aperto il sito della mia comunità di base...». Ma perché si rivolgono proprio a lui? «Io non sono un prete gay. Per questo si fidano di me, perché le mie convinzioni non sono di parte, ma frutto di un immenso studio teologico ed esegetico (!!) ed uno stretto contatto con realtà simili, straniere». La riflessione di don Barbero riguarda non solo le copie gay e lesbiche, ma anche il celibato dei sacerdoti. «Io sposo anche preti. Io incoraggio l’amore. I preti hanno capito che possono amare un uomo o una donna rimanendo fedeli al loro ministero sotto il sorriso di Dio». Le cerimonie si svolgono principalmente nella comunità Viottoli, comunità cristiana di base, fondata da don Barbero nel 1973. Con i suoi scritti, con le partecipazioni in televisione, con la sua maggiore vi- “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 sibilità mediatica, a febbraio, è arrivata la scomunica del Vescovo di Pinerolo, mons. Debernardi, ma.... «In realtà - dice don Franco - io non ho ricevuto ancora nulla, in tutti questi mesi, quindi, continuo a dire Messa come sempre». E ancora: «Anche in altre comunità di base vengono celebrate queste unioni; solo che io sono diventato il più esposto». Don Barbero, alla fine, ci fa una confesione: «Un Vescovo mi ha fatto un’obiezione: “bisogna dire ai gay che aspettino, che magari la Gerarchia ci arriva”. Io ho risposto: “sono secoli che aspettano e se uno ama oggi non può aspettare; l’amore è un fiore che va colto quando esiste». (“Sette”, n° 44 anno 002). PEDOFILIA IN AMERICA: UNA VITTIMA USA LA “COLT” Nel 1993, il diciassettenne Dontee Stokes sporse denundia alle autorità locali accusando il Rev. Maurice Blackwell di averlo molestato sessualmente per un periodo di tre anni, in occasione delle lezioni di studio sulla Bibbia, tenute nella chiesa cattolica di Sant Edward. Secondo Ray Kempisty, portavoce dell’arcidiocesi di Baltimora, in cui Stokes e Blackwell risiedono, la Chiesa ha condotto un’inchiesta che si è rivelata “inconclusiva”, anche se, poco dopo, il Rev. Blackwell ha dovuto sottoporsi ad un trattamento per la salute mentale, prima di tornare alla sua parrocchia. Apparentemente, il trattamento non ha avuto successo; pertanto Blackwell, nel 1998, fu rimosso dal suo posto, dopo una nuova accusa di “attività inappropriata” con un minore, che esponenti della chiesa stabilirono essere “credibile”. Gli anni 1993-1998, per Dontee Stokes furono terribili: le violenze subite lo avevano turbato al punto di aver contemplato persino il suicidio per trovare una via d’uscita. Dopo che l’ex arcivescovo card. William H. Keeler, Primate della Chiesa Cattolica in America decise di far tornare Blackwell in parrocchia, Stokes si sentì tradito. Il 13 maggio 2002, Stokes incrociò il Rev. Blackwell e si diresse verso di lui per affrontarlo e domandargli delle scuse per le violenze subite nel passato. Blackwell, lungi dal dimostrarsi pentito, dopo un gesto di insofferenza, si fece una risata in faccia a Stokes. Stokes, allora, estratta una colt “Smith and Wesson 357 Magnum”, sparò a Blackwell tre colpi di pistola, ferendolo all’anca con due colpi e il terzo alla mano. Immediatamente dopo il fatto, Stokes si recò in chiesa dal parroco, Rev. Russell Johnson, per confessarsi e, subito dopo, andò alla stazione di polizia per denunciare di aver commesso il fatto. (“The Remnant”, 15 giugno 2002). Don Franco Barbiero, il sacerdote di Pinerolo che sposa coppie omosessuali in chiesa e benedice l’amore gay. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 11 MODIFICATO IL QUINTO CANONE O “CANONE SVIZZERO” del prof. Dante Pastorelli Una grande vittoria della retta Dottrina Cattolica e uno spiraglio aperto alla Fraternità S. Pio X Q uando fu composto, proposto ed imposto dalla Conferenza Episcopale Svizzera (1974), questo Canone, o, come oggi si usa dire, questa Preghiera Eucaristica, suscitò vivaci ed aspre critiche di carattere teologico, seriamente motivate, da parte di famosi liturgisti e di altissime autorità ecclesiastiche, cardinali e vescovi: perfino il Papa, si dice, rimase sconcertato da tanta spregiudicatezza dottrinale, ma non ebbe la forza di proibirne l’introduzione nelle edizioni del Messale Romano, in un primo momento in varie nazioni europee, successivamente in ogni parte dei mondo.1 La stragrande maggioranza dei Vescovi italiani, sembra sostenuti da importanti ambienti curiali e dallo stesso Pontefice, dinanzi alle pressioni di circoli progressisti, opposero per anni una strenua resistenza. Poi, nel 1983, questo Canone fu malauguratamente accolto in maniera definitiva, previa augusta approvazione, nella seconda edizione italiana del Messale Romano, da usare anche nella Città Eterna, nella sede di Pietro.2 I motivi di tale improvvida concessione, che ha rappresentato uno spaventoso cedimento all’eresia protestante, non sono mai stati sufficientemente chiariti. (v. nota 2) La modalità delle innovazioni, ove non si voglia parlare di una tattica, volontaria e premeditata, in ogni caso è la solita: i “novatori” propongono, persistendo nelle loro posizioni senza tentennamenti, e con l’arroganza propria di chi sa che prima o poi avrà il sopravvento, e ponendo i superiori davanti al fatto compiuto; le autorità competenti, prima, fanno il viso dell’arme e magari, ma non sempre - protestano più o meno vigorosamente, anche sui mass-media, per difendere l’ortodossìa, in seguito, si piegano all’errore in nome di chissà quale “bene” futuro per la Chiesa, come se dall’errore potesse derivare un bene qualsiasi. O per chissà quali ricatti, pratici o morali, e/o compromessi. O semplicemente per superficialità, per indifferenza, o per mancanza di amo- 12 re per Cristo e per la Sua Sposa. Sempre e comunque operando, se non in odio alla Tradizione, certo contro di essa, percepita non come ricchezza e geloso forziere di Verità, ma come catena da cui liberarsi: catena che, tuttavia, come l’ombra di Banquo, come la voce della rimordente coscienza, perseguita i suoi detrattori, richiamandoli al loro dovere e rimproverando i loro misfatti, e stende su di loro la plumbea cappa di una millenaria condanna. E i preti in fregola di novità e “creatività”, sordi agli accorati appelli di venerandi maestri, di famosi prelati, di semplici sacerdoti e di tanti fedeli “ostinatamente cattolico-romani”, presero ad utilizzarlo sempre più frequentemente, sino al punto che molti di essi non ricorrono quasi più, da anni ormai, agli altri Canoni, pur moderni e più brevi, salvo casi di più o meno ingiustificata fretta, e mai, assolutamente mai, a quello Romano che, nonostante variazioni e tagli inopportuni, resta assai vicino al tradizionale unico Canone della S. Messa di sempre, contemplato dal Messale di S. Pio V. Abbiamo parlato di eresia, e non a caso: questo Canone è oggettivamente eretico - le buone intenzioni si fanno sempre salve ma, purtroppo, continuano a lastricare la strada per l’inferno - perché non professa la Transustanziazione, sibbene la protestante consustanziazione. Recita, infatti, il Canone in questione: “Noi Ti glorifichiamo, Padre santo (... ). Ti preghiamo, padre Onnipotente, manda il Tuo Spirito su questo pane e su questo vino perché il Tuo Figlio sia presente in mezzo a noi con il Suo Corpo e il Suo Sangue”. Ogni sia pur fugace e implicito accenno al mutamento della sostanza del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù è accuratamente evitato. Lutero trionfa e sghignazza dall’aldilà. E la S. Messa, oggettivamente, ripetiamo, non verificandosi la Transustanziazione vi verborum, è invalida: soggettivamente, ove i sacerdoti, leggendo questo Canone, intendano fare ciò che la Chiesa ha sempre fatto, la Transustanziazione avviene e rende valida la S. Messa. Ma la validità del Sacrificio di Cristo poteva (può?) esser lasciato esclusivamente alla discrezione, alle intenzioni dei singoli celebranti? Poteva (può ancora) rimanere in vigore una Preghiera Eucaristica la cui formulazione non garantisce inequivocabilmente la presenza reale di Cristo nell’Ostia consacrata? I soci di “Una Voce”, ed io fra di essi, insieme a tanti amici, laici ed ecclesiastici (come il grande teologo Enrico Zoffoli, don Villa, don Lima, per non parlare della Fraternità Sacerdotale San Pio X e delle sue numerose diramazioni), appartenenti a diverse organizzazioni, sovente non in tutto convergenti, hanno continuato a mantener dritta la schiena e a combattere con tutti i mezzi leciti la buona “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 battaglia; hanno disertato le Messe quando i sacerdoti, gentilmente e istantemente invitati a non utilizzare quel contestato Canone, si rifiutavano di aderire alle loro richieste con speciose argomentazioni e con sommo disprezzo per la loro sensibilità: erano i richiedenti gli eretici, gli scismatici o, nel migliore dei casi, gli ignoranti passatisti. Incomprensibile ci suona il silenzio, al riguardo, degli Istituti “tradizionalisti” sorti in base all’“Ecclesia Dei”, fra cui l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano (Firenze) che tante attese aveva suscitato in Italia, a Firenze e in Toscana in particolare. Sul bollettino ufficiale, mai, non dico un appoggio alle nostre iniziative o un saggio critico, ma neppure una breve ma netta presa di posizione negli intervalli tra le foto delle visite di cardinali con pantofoline e code smisurate e di pranzi luculliani con principesse, marchese e titolate d’ogni sorta: la cucina di Gricigliano, abbiamo letto in uno dei fogli di propaganda e querula richiesta d’aiuto, è famosa in tutto il mondo. Noi preferiremmo che l’Istituto fosse famoso per la moralità e la cultura dei suoi membri. E per questo continueremo a pregare, ché ce n’è bisogno, tanto! E... “parole non ci appulcro”!.. La lotta è stata dura e lunga, ma la vittoria è arrivata. Illuminato dallo Spirito Santo, il nostro Sommo Pontefice, in un atto di indipendenza e di coraggio, ha compreso la fondatezza delle nostre convinzioni e delle ripetute esortazioni e, nella recente nuova edizione tipica del Missale Romanum (2002) ha eliminato dalla Consacrazione le parole che cozzavano contro la Teologia della S. Messa, come definita irreformabilmente e con una chiarezza di linguaggio che non permette neppure la più lontana possibilità di dubbio, nel Concilio di Trento, sostituendole con quelle, benché non perfettamente identiche, rispondenti alla Sacra Tradizione ed alla precisa volontà del Salvatore, del Canone Romano, in tutte e quattro le articolazioni del V Canone: “Rogamus ergo Te, Pater clementissime, ut Spiritum Sanctun Tuum emittas, qui haec dona panis et vini santificet ut nobis Corpus et Sanguis fiant Filii Tui Domini nostri Jesu Christi”. (cft. Appendix, Prex Eucaristica quae in Missis pro variis necessitatibus adhiberi potest, p. 687 e segg.). Ogni ambiguità è sparita, almeno in questo aspetto dei “Novus Ordo”, e ne siamo felici per la Chiesa che, nei suoi uomini soggetti al peccato ed alle deviazioni, ritrova una delle sue strade maestre nascoste da un oscuro inverno. Ma ora attendiamo che le traduzioni nelle lingue nazionali recepiscano, senza furbeschi raggiri, la modifica apportata nell’originale latino: perché ancor oggi, la maggioranza dei sacerdoti non sa che il Quinto Canone è stato riformato e continuano a leggerlo nella sua vecchia ed infausta formulazione, con i relativi danni per la fede “del popolo di Dio” via via (dis)educato a riconoscere solo una presenza spirituale nel S.S. Sacramento.3 I protestanti, che, per la loro Cena, utilizzano il Novus Ordo ed il Canone Svizze“Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 ro, (e ciò la dice lunga sulla (non) ortodossia di questa formula consacratoria e sul vero fine della sua invenzione!), continueranno nel loro atteggiamento apparentemente pro-cattolico? In caso positivo, i corni del dilemma sono due: o i protestanti accettano la teologia cattolica della S. Messa e, quindi, la Transustanziazione e la Presenza Reale, o il “Novus Ordo” necessita di altri consistenti “restauri” nel suo insieme e nelle sue singole parti per essere integralmente cattolico, senza, cioè, lasciare spazi o, sia pur impercettibili fessure attraverso cui possa penetrare la minima ombra, il minimo elemento equivoco al quale appigliarsi per un’interpretazione protestanticamente estensiva dell’Oblatio Munda Cattolica. Noi propendiamo per la seconda ipotesi, giudicando, umanamente, molto improbabile perché del tutto prematura, la prima, che presuppone una totale conversione ed un leale ritorno all’unico Ovile, sotto l’unico Pastore. Confidiamo, tuttavia, con tutta la nostra anima, nello Spirito Santo, Terza Persona della Santissima Trinità, della quale la S. Messa è perpetua lode, oltre che Sacrificio Propiziatorio di Nostro Signore Gesù Cristo. E per ottenere il Suo eccelso intervento, pur non escludendo la nostra disponibilità a partecipare alla nuova Messa, purgata del Quinto Canone, continueremo di regola a frequentare quella celebrata secondo il Rito Romano Antico, in comunione col Sommo Pontefice, invocando, insieme al Sacerdote: “Veni, Sanctificator omnipotens aeterne Deus...”, “Suscipe, sancta Trinitas, hanc oblationem... “, “Placeat Tibi, sancta Trinitas, obsequium servitutis meae...”. Ed allo Spirito Santo rivolgiamo la nostra supplica affinché si degni di donare, al più presto, al nostro Supremo Pastore la forza intellettuale e fisica necessaria per far fronte agli intrighi curiali, per non inchinarsi alla protervia di quei Vescovi francesi, olandesi, tedeschi, svizzeri e americani, troppi, ahimé, che minacciano di imboccare la strada del dissenso (d’un vero scisma, quindi!) ove si raggiunga un accordo con la Fraternità San Pio X e le comunità, maschili e femminili, a loro prossime, alle quali questi eloquenti segnali di inversione di rotta non possono sfuggire. Accordo che, per diventare visibilmente effettivo, abbisogna solamente di un atto di generosità: la liberalizzazione della S. Messa di San Pio V, in modo che gli Ordinari locali non ne ostacolino arbitrariamente la celebrazione. Arbitrio in cui si ritrovano assieme infausti progressisti e presunti conservatori che, sino ad oggi, si son dimostrati tra i più velenosamente ostili all’applicazione dell’Indulto concesso da Giovanni Paolo Il ed ai suoi appelli ai Vescovi perché vengano incontro premurosamente ai fedeli legati all’Antico Rito. È, questo, un atto indispensabile per la fraterna composizione dei contrasti tuttora in essere. Quante energie fresche ed entusiaste ritroverebbe la Chiesa! Cinque Vescovi, un migliaio di sacerdoti, frati, monaci, seminaristi, monache, suore, con le loro chiese, le loro scuole inferiori e superiori, le loro università, i loro collegi, le loro riviste di divulgazione e di approfondimento teologico, i loro ospedali, le loro case di riposo per anziani e per sacerdoti malati, le loro missioni in Africa, Asia, Europa dell’Est, le loro parrocchie in Albania ecc., e centinaia di migliaia di fedeli attendono con ansia un solo cenno per correre a gettarsi ai piedi del Vicario di Cristo, sicuri di essere ammessi in tutte le stanze della Casa comune, tutte adeguatamente pulite, senza riserve mentali, in piena parità di doveri coi loro fratelli, sì, ma anche di diritti, non come alieni da sopportare o come figli di un Dio minore. Diritti canonizzati da una veneranda bimillenaria Tradizione. Una legione di cattolici educati alla scuola dei martiri d’ogni epoca e pronti al dono della vita per il trionfo dell’unico vero Dio, dell’unica santa Religione! Un accordo chiaro, fondato su di un reciproco spirito di carità e di giustizia nella Verità: ecco ciò che occorre. Non un accordo diplomaticamente pasticciato come quelli stipulati con alcuni monasteri che un tempo facevano riferimento a mons. Lefebvre e che con il suo denaro furono eretti o ristrutturati, o con la piccola comunità di Campos, erede di mons. Antonio De Castro Mayer. A quest’ultima era stata promessa la giurisdizione su tutte le comunità tradizionaliste del Brasile, piena libertà di usare il Messale di S. Pio V in quella immensa nazione, ed invece le concessioni si sono ristrette, a quanto risulta da fonti ben informate, alla sola Diocesi di Campos, con la conseguenza che i giovani aspiranti sacerdoti sudamericani non a Campos si rivolgono, ma ai seminari lefebvriani dell’Argentina, dell’Europa, degli Usa. E la Fraternità S. Pio X arricchisce le sue già cospicue file, oltre che in Brasile, ne13 gli Usa e altrove, perfino in India, di numerosi singoli sacerdoti, di qualche Vescovo e di intere comunità che, per sfuggire al disfacimento delle loro Diocesi, si riaccostano alla Tradizione. A Bombay, ad es., un consistente gruppo di giovani allontanatisi dal locale Seminario, perché scandalizzati da un insegnamento che ignora le più elementari Verità di Fede, come i Novissimi, ha chiesto ed ottenuto l’ammissione alla Fraternità di mons. Lefebvre. Nel frattempo, in Francia, oltre 250 giovani sacerdoti diocesani hanno da tempo avanzato domanda per la concessione dell’Indulto, come da disposizioni pontificie, ed anche in Italia cresce il numero di preti novelli che vogliono “imparare” la Santa Messa antica. Si tratta, è evidente, di una realtà di cui è doveroso prendere coscienza e da affrontare in purezza di intenti e col fine esclusivo di giovare alla causa della Chiesa. Noi siamo ottimisti perché siamo cattolici, ed in quanto tali non possiamo esser pessimisti, essendo il pessimismo anticristiano ex sese. Amore paterno e lungimirante giustizia, da una parte; amore filiale e docile umiltà, nella fermezza della Fede, dall’altra, potranno consentirci di intonare il Te Deum della riconciliazione, della perfetta comunione, di un rinnovato slancio missionario, che curi e risani le ferite vieppiù incancrenentisi, inferte dall’ateismo, dall’idolatria dilagante, comunque camuffata, e conduca alla vittoria nella lotta senza quartiere scatenata da potenze occulte e palesi, prime fra le quali Massoneria ed Islam, a quella Chiesa Cattolica Apostolica Romana che deve restare perennemente il faro di vita soprannaturale, prima che di vita sociale, per gli uomini di tutto il mondo! 1. Breve sintesi cronologica - Molti sono gli scritti sull’argomento: qui, ricordiamo solo gli articoli pubblicati da 30 Giorni, luglio 1991, a cura di Gianni Cardinale, che riporta importanti interviste, fra cui una al card. Silvio Oddi. Subito dopo l’approvazione della riforma liturgica, che tradiva la Sacrosanctum Concilium, per colpa di cardinali e vescovi, quali Lercaro e Bugnini, membri del Consilium a cui detta riforma era stata demandata, vi fa un incontrollabile fiorire di Preghiere Eucaristiche, la maggior parte eretiche, o semi-eretiche, ben lontane dalle recenti definizioni di Paolo VI che, nella Mysterium Fidei e, successivamente, nel Credo del popolo di Dio, ribadendo la Sacra Tradizione, confermava il dogma della Transustanziazione contro i velleitari concetti di Transignificazione e Transfinalizzazione. Perciò, nel 1973, nel documento Eucharestiae partecipationem, la Congregazione per il Culto Divino invitava le Conferenze episcopali a sottoporre a Roma eventuali nuovi Canoni. Fu così che varie nazioni, Olanda, Australia, Svizzera ecc. videro autorizzati propri “testi eucologici”, che rimasero ristretti in confini locali. Solo il Canone Svizzero trapassò i confini nazionali e invase la Liturgia del mondo intero, ferendo mortalmente ovunque al cuore la S.Messa e, quindi, il Cattolicesi14 mo. Reazioni - Ricordiamone alcune. Il card. Seper, progressista prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che sostituì il venerando card. Ottaviani, disse: “Io, quel Canone non lo dirò mai!”. Il card. Oddi: “La formula si presta ad un’Interpretazione falsa e falsifica il concetto fondamentale della Chiesa, quello della Consacrazione Eucaristica”. Un altro “anziano porporato di Curia” definì la formula “quanto meno deficiente e infelice”. Mons. Brunero Gherardini, forse il maggior teologo italiano vivente e professore alla Lateranense: “Per quanto mi riguarda, io non l’uso mai”. Il card. Hoffner ed il suo successore alla guida della Conferenza Episcopale Tedesca, card. Meisner, si opposero all’introduzione della Preghiera Svizzera in Germania. Tra gli Abati, ci limitiamo a fare il nome di Salvatore Marsili, benedettino, che mise in luce la tremenda ambiguità del linguaggio. Un suo confratello così ebbe ad esprimersi: “È stato un avvenimento triste... A prescindere dai contenuti, è scandaloso che un testo sia approvato non in virtù della sua bontà dottrinale ma per le pressioni politiche”. Favorevoli, ovviamente, i dialoganti (coi nemici della Chiesa) Falsini, Sartori, Bettazzi, ecc. 2. Il Canone Svizzero in Italia - L’Italia non fu seconda a nessuno nell’inventare nuovi Canoni, perché vescovi e sacerdoti si ritenevano tutti liturgisti e detentori di un potere assoluto, e, in quanto tali, in grado di “arricchire” il Messale di testi più rispondenti alle “esigenze dell’uomo nuovo” e dei “segni dei tempi”. La Congregazione del Culto divino, nel 1980, autorizzò sciaguratamente l’uso delle Preghiere Svizzere. Già dal 1977 si era iniziato a lavorare attorno alla nuova edizione italiana del Messale, che però, nel 1980, fu bocciato dalla medesima Congregazione. Il forte contrasto fra la CEI e la Curia Romana si concluse quando il card. Ballestrero, presidente della CEI, chiese ed ottenne udienza al Papa (1983). Cosa si siano detti il Sommo Pontefice ed il cardinale non è dato sapere. Indubbiamente, Ballestrero deve aver avanzato pressanti e convincenti giustificazioni se, a seguito di tale incontro, le Congregazioni per il Culto e per i Sacramenti espressero parere favorevole agli “arricchimenti” costituiti da “testi eucologici facoltativi”, fra cui il Canone Svizzero. Incontenibile tripudio tra i progressisti, qualcuno dei quali, tuttavia, sulla innovatrice “Rivista di pastorale liturgica”, che pure ospitava l’entusiasmo del “liberal” benedettino Visentin, denunciava la “poca chiarezza del testo” e si augurava che questa ed altre pericolose lacune venissero corrette nella nuova edizione del Messale. Il Canone eretico, però, non trovò posto accanto al quattro Canoni precedentemente promulgati, ma soltanto in appendice, quasi a significare che non aveva la dignità degli altri, che ne doveva esser fatto parsimonioso uso, il che, prevedibilmente, non sarebbe stato. Una mossa diplomatica non certamente apprezzabile da parte di chi ama la chiarezza delle posizioni. E, a proposito di chiarezza, conosciamo fior di sacerdoti i quali utilizzano in parte il testo consacratorio svizzero, ma, giunti al punto cruciale dell’ “affinché Cristo sia presente in mezzo a noi” ricorrono all’ortodosso “affinché diventino il Corpo e il Sangue del Signor nostro Gesù Cristo”. Si fa un bel mix e la coscienza è a posto, anche se si confeziona un ulteriore Canone su misura, di cui non si avverte proprio il bisogno, senza averne, peraltro, l’autorità. Mala tempora currunt! E speriamo che corrano via il più velocemente possibile. Intanto, con la pubblicazione del nuovo Missale Romanum questi sacerdoti non dovranno più ricorrere alla loro fervida fantasia o a estemporanei escamotages, della cui buona fede non dubitiamo affatto, ma che restano pur sempre frutto ed espressione di una anarchia dilagante. 3. Ad onor del vero, una certa inquietudine o, almeno, un certo disagio in Vaticano ha sempre serpeggiato, per affacciarsi in modo evidente nel 1990. Se, infatti, nel 1989 le Preghiere Svizzere venivano inserite nel Messale unificato dei Paesi di lingua ispanica, nel 1990, al contrario, la Conferenza Episcopale Brasiliana e quelle anglofone - ben 26 - videro, sì, accolta la loro domanda di adottare il Canone Svizzero, ma a condizione che le note parole equivoche fossero convertite in: “Ut fiant Corpus et Sanguis ecc.”. Era un deciso segnale di inizio di retromarcia, che si è in qualche modo conclusa nella recente “Editio Typica”. Ma dopo dodici anni di mediazione! E quanto ha dovuto soffrire Nostro Signore in questo periodo? E quanti fedeli, nel frattempo, hanno perduto persino la nozione della Presenza Reale? “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 LETTERA APERTA ALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA A Treviso, due delegati del Vescovo, Don Canuto Toso e Don Giuliano Vallotto, hanno presenziato la cerimonia di chiusura del Ramadan. Nel Palaverde di Villorba, Don Giuliano Vallotto, responsabile dell’Ufficio Diocesano per i rapporti con l’ISLAM, scalzo ed accovacciato in mezzo ai musulmani, ha partecipato alla preghiera dell’“attakbir”, ha ascoltato il discorso dell’IMAN e poi, preso il microfono, si è rivolto ai presenti “a nome della Chiesa e del Vescovo di Treviso, da credente a credenti, tra figli di Abramo”. Ha criticato lo schieramento delle forze dell’ordine, definendolo un “segno di immaturità”, auspicando, nel contempo, la costruzione di moschee, senza “sollevare polveroni mediatici”. “L’ispirato” intervento si è concluso con le critiche al Sindaco di Treviso, che si era opposto alla manifestazione, e che, da laico, ha mostrato un atteggiamento più coerente rispetto a quanti si definiscono sacerdoti e parlano a nome della Chiesa, pur sapendo che all’interno di essa vi sono non pochi dissensi in materia. È opportuno sottolineare anche lo smacco subito dal Cardinale Tettamanzi, che tanto si adopera nel dialogo interreligioso. Egli, già a Milano, il 2 dicembre, per la fine del digiuno, aveva inviato il proprio messaggio augurale alla locale comunità islamica, ma, ciò nonostante, al suo inviato Monsignor Giampiero Alberti è stato spiegato che non era il caso che lui parlasse e che sarebbero stati gli organizzatori a leggere il testo, portatore degli auguri di pace di Tettamanzi e contenente cenni sul dialogo interreligioso, oltre che l’invito a prendere le distanze dal terrorismo. Abdel Hamid Shear, Presidente del Centro Culturale Islamico di Viale Jenner, dal canto suo, ha tenuto a precisare le motivazioni del divieto a Monsignor Alberti, il maggior esperto di ISLAM della Curia Ambrosiana, dicendogli: «Non crediamo che questo sia il momento storico adatto per fare una cosa del genere... Noi siamo ben contenti che venga letto il messaggio del Cardinale, ma non ci sembra opportuno fare di più, anche perché noi non possiamo ancora parlare nelle chiese cattoliche nelle solenni cerimonie religiose; non esistendo questa reciprocità, riteniamo che ci si possa fermare alla lettura del messaggio». (Da “Il Giornale” del 6 dicembre 2002). “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 della prof.ssa Pia Mancini La reciprocità, così reclamata in Italia, dovrebbe essere parimenti messa in pratica nei confronti dei cristiani che vivono nei Paesi Islamici, dove non godono diritti, né civili né religiosi, e dove non possono in alcun modo mostrare segni visibili della loro fede. I musulmani, in Italia, dopo aver sollevato la questione del Crocifisso, pretenderebbero anche di parlare nelle nostre Chiese, dunque? Non riusciamo a spiegarci il perché di tanta fatica tesa a convertire un popolo i cui doveri primari, impostigli dal Corano, sono il proselitismo e la difesa del proprio credo a qualunque costo e ovunque si trovi. Quest’ultimo episodio rivela la fragilità di un’evangelizzazione, portata avanti in deroga alla Tradizione, che non converte proprio nessuno e crea solo ampi varchi alla penetrazione di dottrine demolitrici del Cristianesimo. Siamo in tanti a constatare come Voi, che vi erigete a guide, siete ormai divenuti templi sconsacrati, profanati dal vostro io, dove il nome di Cristo sta come stette Gesù nel sepolcro: senza vita. Vi mostrate quali moderni Iscariota, perché le vostre opere hanno l’amaro sapore della negazione dell’autentica carità, che vi fa sembrare morti ai frutti della Grazia, privi di vitalità e di coraggio, senza rispondenza ai dettati di Dio. Con la vostra prudenza, col silenzio sulle verità scomode, con la vostra eccessiva indulgenza in materia di fede, cercate di nascondere, trincerandovi dietro apparenze solenni e duri richiami all’obbedienza, il mistero dell’iniquità, ormai in atto. Allontanate ed emarginate i sacerdoti che gridano la Verità, tentando di chiudere loro la bocca, mentre con i laici adottate la formula del silenzio noncurante. La vostra prudenza è cedimento di fronte agli attacchi esterni; il vostro buonismo si rende correo della distruzione di Roma Cattolica. Voi, successori degli Apostoli, infarciti di un razionalismo che vi isterilisce, e di un egoismo che vi acceca, state tradendo l’altissima dignità del vostro stato e state generandovi al disamore. Perché è vero, è proprio disamore quello che vi spinge a illudere sia il gregge affidatovi sia coloro che credete di convertire, accettandone le eresie. A tutti spalancate le porte, sentendovi generosi, aperti e moderni; ma la carità non è prima verso Dio? Apertura a chi? Come? In nome di quale Dio e perché? Le vostre acrobazie diplomatiche e teologiche, con il richiamo continuo alla presunta nuova Pentecoste, non portano buoni frutti: il nostro Paese è diventato pagano. Avete introdotto un relativismo morale che non fa più predicare e condannare il peccato che ha inondato col suo fango le menti dei nostri figli; d’altronde, se si ammette e si approva Kiko Arguello, che predica il peccato come Grazia di Dio, i risultati non possono essere diversi! Avete sulla coscienza milioni di anime strappate a Cristo, per le quali è resa inutile la Sua Passione. Investiti di “sacro fuoco”, da tempo ve ne andate a braccetto con chiunque: pregate con i musulmani, adottate preghiere ed usi protestanti (dimenticando volontariamente che Lutero è morto suicida, dopo essere stato omicida!); vi arrendete alle critiche ed alle ingiuste accuse degli Ebrei, che oltretutto ci definiscono idolatri. Del Cattolicesimo cos’è rimasto in voi? Avete permesso la dissacrazione dell’Eucarestia, Cuore della Chiesa, ormai divenuta solo simbolo di fratellanza! Fareste bene a deporre porpore cardinalizie ed insegne episcopali che, anziché rendervi umili servitori di Dio e del Suo popolo, hanno fatto di voi esseri orgogliosi e temerari; ma tant’é, Dio è misericordioso e l’impunibilità genera la temerarietà. Non vogliamo più guide apostate, traditrici di Cristo e della Sua Chiesa; non vogliamo inquinamenti dottrinali; desideriamo mantenere intatta la nostra identità. Dovete solo vergognarvi dinanzi a Dio di aver scardinato la porta del Suo ovile, dove si affollano lupi voraci e famelici. Vi chiediamo di cessare con gli inganni, con l’ipocrisia, con la prudenza. Vi chiediamo di tornare ad essere Apostoli autentici e sicuri punti di riferimento per chi cerca la via della salvezza, altrimenti, è meglio che lasciate ad altri un compito così sublime, che esige anche il dono della propria vita ed una fortezza che obiettivamente non tutti possiedono! 15 LETTERA DALL’IRLANDA St. Michael’s Field - 20 novembre 2002 C aro Don Luigi, un anno è passato da quando ricevo la Vostra bella rivista quassù in Irlanda. È per noi sempre una bella sorpresa quando, aprendo la buca delle lettere, la troviamo e ringraziamo il Signore che Le dia sempre tanta forza per continuare a lottare per diffondere la verità che ci dovrebbe se ascoltata e capita, fare liberi. Ma se è vero che è piacevole e salutare dedicarsi a sane letture, che oltre ad istruirci ci aiutano ad aumentare la Fede, è altresì enormemente consolante sapere che ci sono ancora dei sacerdoti come Lei, e come purtroppo pochi altri, che, stando sempre fermi al loro posto di combattimento e continuando a tener fede al mandato ricevuto in gioventù, tengono alta la fiaccola lucente della dottrina cattolica, affinché chi abbia la grazia di scorgerla la possa seguire e così salvarsi. Grazie, Don Luigi! Grazie per non avere perso la testa in mezzo a tutta sta confusione e saper dare a noi tutti il buon esempio di come si comporta un sacerdote di Santa Romana Chiesa. Noi viviamo abbastanza isolati nella campagna irlandese, ma tramite antenne paraboliche ed internet ci teniamo costantemente informati su quel che succede in giro per il mondo, ed il quadro è poco edificante. Anche quassù, nella così detta “verde e cattolica Irlanda”, mentre il verde dei prati continua ad essere la tonalità dominante di colore, di cattolica è rimasta solo la facciata. La nuova teologia e la nuova liturgia hanno quassù attecchito bene, con divagazioni fantasiose più adatte talvolta ad un circo che alla casa del Signore. Un popolo già in passato massacrato dalle armate protestanti inglesi (anche se lei ben sa, talvolta capitanate da olandesi) è ora più che mai bombardato, specie i più giovani, da una cultura, una moda, un’ideologia globalizzante di chiara matrice anglosassone e giudeo-massonica, dove nn c’è evidentemente spazio per alcuna “pietra d’inciampo”; dove per la Festa di Tutti i Santi, che qui chiamano Halloween, si inneggia alle streghe ed ai demoni del nord e, pochi giorni dopo, si brucia in un falò un fantoccio che rappresenterebbe il Papa; dove le feste più sacre dell’anno si chiamano “bank-holiday”, ossia - “i giorni santi della banca” - ossia il dio denaro che sfacciatamente rimpiazza le feste religiose cattoliche di un tempo. 16 E potrei continuare la lista che è ancora purtroppo molto lunga. Per trovare un sacerdote ancora degno di essere considerato cattolico, bisogna trascorrere ore in auto e macinare centinaia di chilometri. Come facciamo noi che per andare a Messa da Don John Brady, 84 anni, della Congregazione dei Padri del Santo spirito, che celebra ancora nella lingua ufficiale della Chiesa, con le spalle ai fedeli e che è ancora fedele al giuramento antimodernista, dobbiamo guidare per due ore. Grazie a Dio, ci ha battezzato l’ultimo nato, due anni fa, con il rito antico, con esorcismo e tutto il resto, come si usava una volta, come sono stato battezzato io e come lo fu mio padre bonanima. Speriamo che Dio ce lo conservi ancora a lungo e che possa celebrare le nozze di mia figlia, 23enne, il prossimo mese di giugno. Ma quando Don Brady sarà chiamato per una missione superiore e ci dovrà lasciare, dove andremo e a chi potremo affidare le nostre anime? Siamo veramente nelle mani del Signore e non possiamo che confidare in Lui solo! Abbiamo anche provato con tanta buona volontà a frequentare i sacerdoti delle parrocchie qui vicino e le loro Messe, ma ogni volta ci siamo sentiti avviliti, rendendoci conto che loro, per primi, non avevano fede, per cui la facevano perdere anche agli altri. Se è vero che l’Irlanda è, insieme alla piccola Malta, l’ultimo stato europeo dove l’aborto è ancora illegale, è anche vero che con l’ultimo referendum gli anti-abortisti hanno vinto con uno scarto di appena 1% di voti, o giù di lì, tenendo anche conto, però, che la grande maggioranza non si è recata alle urne perché non interessata al problema. Se si fosse trattato di un referendum per abolire birra e whisky sarebbero andati a votare tutti! Quassù, infatti, non esiste la S. Messa di mezzanotte a Natale e neppure a Pasqua, perché le celebrano alle sette di sera, così che la gente possa andare poi in birreria, vero luogo di culto locale, o si ritroverebbero la chiesa mezza vuota e per il resto ubriaca. Al prossimo referendum, comunque, molto presto, si prevede che ci saranno meno anziani in giro e più giovani con le menti devastate, oltre che dall’alcool, dalla propaganda democratica, ed allora non ci sarà più scampo per i più indifesi nel grembo materno e l’Irlanda chiuderà il cerchio satanico europeo al cui interno vengono sacrificati gli innocenti. Noi, per conto nostro, facciamo quel che possiamo per mantenerci integri nella Fede e stiamo costruendo anche una piccola cappella, separata da casa, dove poter, a Dio piacendo, avere una Santa Messa di tanto in tanto, celebrata da qualche buon sacerdote di passaggio; speriamo. Se il religioso fosse poi accompagnato da altri amici o pellegrini, abbiamo anche allestiti tre piccoli ma efficienti bungalow per poterli ospitare in comodità, permettendo loro di svolgere anche qualche giorno di ritiro spirituale, se lo desiderassero. Un oasi cattolica, quassù a nord, dove si parla italiano, oltre all’inglese ed al francese, non è una cattiva cosa a trovarsi e, perciò, se ha qualche amico che debba passare da queste parti può darle tranquillamente il nostro indirizzo. Sarà nostro ospite gradito. Non penso di riuscire a darle ancora mie notizie per quest’anno e perciò ne approfitto per fare i più sinceri auguri per un felice S. Natale a Lei e a tutti coloro che Le sono vicino. Le assicuro le umili preghiere mie e della mia famiglia al Sacro Cuore di Gesù, perché Le conceda ancora tanta forza e tanto tempo da dedicare alla sua missione. Alla nostra Madre Celeste Maria Santissima, le preghiere per le suore ed amici collaboratori che, nel silenzio ed umilmente, La sostengono col loro instancabile e preziosissimo operare quotidiano. Senza il loro aiuto, tutto sarebbe più difficile e molto sarebbe impossibile. Grazie anche a Voi tutte! Sancte Michael Archangele defende nos in proelio! Sia lodato Gesù Cristo! Laura e Filippo Pilato “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 PROTESTE PER LA NASCITA DI “EVA” del dott. Arrigo Muscio Invitiamo quanti hanno a cuore le sorti dell’umanità ed il rispetto degli individui ad inoltrare una richiesta all’ONU al fine di bandire tali aberranti e luciferini esperimenti, accompagnando il divieto con severissime sanzioni penali per crimini contro l’umanità. Per coodità, suggeriamo il testo sotto indicato. Ovviamente, ciascuno è libero di personalizzare come meglio crede tale richiesta. Si prega di dare la massima diffusione. Spett. ONU inquires@un.org GaPresident@un.org onuitalia@onuitalia.org LA NASCITA DI EVA Tutti i mass media si stanno occupando della nascita di Eva (la bambina clonata per intervento della sètta del raeliani). Non siamo in grado di appurare la verità scientifica dell’avvenimento e lasciamo agli scienziati tale compito. L’annuncio ha comunque sollevato un mare di polemiche, no solo da parte degli uomini di Chiesa, ma pure dal mondo scientifico. La nascita di questa povera bambina è chiaramente un’azione luciferina “Sarete come Dio” (Gen. 3, 4) e il nome stesso ne è una riprova. A prescindere dal prioritario aspetto etico, ci preme sottolineare anche l’aspetto “umano”. Stiamo, infatti, assistendo all’utilizzo degli esseri umani come di oggetti da manipolare a piacimento, e ciò in aperto contrasto con le seguenti nor- me della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo: Articolo 1 «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza»; Articolo 3 «Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. Articolo 5 «Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti». Articolo 16, comma 3 «La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». Poiché gli esseri umani non sono dei semplici oggetti, o meglio, dei pezzi di legno per farne dei Pinocchio, chiediamo a codesta Autorità soprannazionale di attivarsi onde condannare come gravissimi crimini contro l’umanità tali esperimenti genetici. Le clonazioni sugli animali hanno dimostrato che gli individui prodotti sono affetti da malformazioni, tumori o da affezioni varie «... Queste perplessità e altre ragioni di scetticismo sono state espresse da molti scienziati. Vacche, pecore, topi e altri animali sono clonati da anni, ma con risultati diversi. Alcuni animali hanno sviluppato gravi effetti collaterali nel corso della vita . Molti si sono ammalati di tumori, altri (e tra questi Dolly) soffrono di malattie dell’invecchiamento precoce). Un essere umano ha diritto a nascere in una famiglia (art. 16 comma 3) senza alcuna forzatura scientifica al riguardo e la sicurezza della propria persona deve essere tutelata ai sensi dell’art. 3 (non solo da un punto di vista fisico, ma anche psicologico!). Ciò premesso, non lamentiamoci, poi, dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche, delle guerre e di tutti quei castighi che sono biblicamente il segno inequivocabile che Dio è disgustato dell’umanità. AL SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI VERONA del dott. Arrigo Muscio DENUNCIA-QUERELA Io sottoscritto, dott. Arrigo Muscio, presento denuncia-querela contro Adel Smith (presidente dell’Unione Musulmani d’Italia) per offese alla religione Cattolica ai sensi dell’art. 403 C.P. e per diffamazione ai sensi dell’art. 595 C.P., alla luce quest’ultimo, della sentenza della Suprema Corte: «Le persone giuridiche e gli enti collettivi possono assumere la qualità di soggetti passivi dei delitti contro l’onore e non è preclusa la configurabilità di una concorrente offesa all’onore o alla reputazione delle singole persone che dell’ente fanno parte...» (Cass. Pen. Sez. V. 22 marzo 1988 n° 3756). Ho letto sul quotidiano “Libero”, in data 15 noembre 2002 (vedere copia allegata), un articolo intitolato «Insulti islamici n televisione, Verona insorge - Bufera per le parole del fondatore del “partito di Al“Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 lah”: - La Chiesa è un’associazine a deliquere - ». Questa frase è stata più volte ripetura pubblicamente durante una trasmissione a “Telenovo” (emittente locale veronese) da Adel Smith, presidente dell’Unione Musulmani d’Italia. Questa frase è gravemente offensiva: a) b) c) non solo del “Corpo Mistico di Cristo” (la Chiesa viene infatti considerata il “Corpo Mistico di Gesù”; per le migliaia di Santi, Martiri, di Missionari e di quanti si prodigano per il benessere spirituale e fisico del prossimo mediante l’assistenza medica, scolastica, sociale, spiritual (membri della Chiesa, considerata un’associazione a delinquere, da Adel Smith); per tutte le Gerarchie che la compongono; d) e) per tutti gli onesti cittadini cattolici sparsi nel mondo che vi appartengono, i quali non compongono di certo un’associazione a delinquere; anche per il Papa stesso che è Vicariodi Cristo. Ciò premesso, in qualità di cittadino cattolico, chiedo a codesta Autorità Giudiziaria di perseguire penalmente Adel Smith per la sua gravissima affermazione alla luce degli art. 403, 404 e 406 e 595 del C.P. e/o di altre norme non citate. Chiedo d’essere avvisato, ai sensi dell’art. 408 c.p.p., nell’eventuale ipotesi di archiviazione. Distinti saluti. Dr. Arrigo Muscio 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa «Nel 1921, Mr. Victor E. Marsden, corrispondente in Russia del “London Morning Post” sin dal 1914, ritornò in Inghilterra dopo essere stato imprigionato dai Bolscevichi. Marsden portava con sé i documenti che il prof. Sergei Nilus aveva pubblicato in Russia, nel 1905, sotto il titolo “The Jewish Peril”. Il Professor Nilus affermava di aver ottenuto gli originali da una donna che li aveva rubati ad un ricco ebreo internazionale quando questi era di ritorno al suo appartamento, dopo essersi incontrato con i vertici delle Logge del Grande Oriente, a Parigi, nel 1901. Mr. Marsden, mentre si accingeva a tradurre i documenti, ricevette l’avvertimento che se avesse terminato la loro traduzione e pubblicato i testi, sarebbe morto. Ancora nello stesso anno (1921) Marsden pubblicò i documenti sotto il titolo “I Protocolli dei Savi di Sion”. A seguito della pubblicazione del libro, da parte della “Britons Publishing Society”, Marsden fu denunciato, a livello internazionale, come un mentitore anti-semita»1. Guy Carr, nel suo libro “Pawns in the game”, commenta questo fatto con queste parole: «Il mio lavoro di ricerca mi ha convinto che i documenti pubblicati dal prof. Nilus in Russia nel 1905, dal titolo “The Jewish Peril” e da Marsden in Inghilterra nel 1921, col titolo “I Protocolli dei Savi di Sion”, non erano altro che il “Piano a lungo termine” che Amschel Mayer Rothschild aveva presentato al gruppo di persone che egli aveva radunato a casa sua, nel 1773, a Francoforte. Rothschild, però, non si era rivolto a Rabbini e ad Anziani (Savi), ma a banchieri, industriali, scienziati, economisti, ecc.., quindi, addossare questa diabolica congiura all’intero popolo ebreo ed ai loro leaders religiosi è un’ingiustizia. In questa mia opinione, io ho la conferma di un ufficiale dei più alti gradi del Servizio Segreto Britannico, il quale ha studiato la questione, in Russia, in Germania e in Inghilterra. Che i documenti, che caddero nelle mani del prof. Nilus, fossero stati usati come materiale di conferenze per istruire i leaders del Movimento Rivoluzionario Internazionale non vi è alcun dubbio perché, oltre alla versione originale del “Piano a lungo termine” di A. M. Rothschild, vi sono dei commenti aggiuntivi che illustrano come questo “Piano” sia stato messo in opera, e come il Darwinismo, il Marxismo e il Nietzschenismo siano stati utilizzati, dopo il 1773. Vi si chiarisce, inoltre, come si dovesse usare il Sionismo politico per servire ai fini (di dominio mondiale) di quelli che avevano (dopo il 1773), diretto il Movimento Rivoluzionario Internazionale… gli Illuminati (…). A parte le sue origini, non vi è persona che, dopo aver letto questi documenti, possa negare che il corso degli eventi mondiali ha seguito quel “Piano” del 1773; e nessuno può essere se non meravigliato dalla micidiale precisione con la quale si sono verificate le previsioni fatte in quel documento»2. «Dal 1921 al 1927, Mr. Marsden continuò a lavorare per il “Morning Post”; egli aveva molti amici, ma si era fatto anche nemici potenti. Nel 1927, Marsden fu scelto per accompagnare il Principe del Galles nel suo “Tour of the Empire” (Viaggio di visite 18 Georges Mandel (alias Jeroboam Rothschild, capo della Casa parigina dei Rothschild). nelle varie parti dell’Impero). È molto improbabile che Mr. Marsden non abbia colto l’occasione per informare Sua Altezza Reale, sul documento e sul modo col quale i banchieri internazionali erano coinvolti nel loro intrigo mondiale e nei movimenti comunista e sionista. Quando il Principe del Galles tornò da quel viaggio, egli era un uomo completamente cambiato. (…). Potrebbe essere una pura coincidenza, ma Mr. Marsden, la cui salute era migliorata di molto, durante il viaggio all’estero con Sua Altezza Reale, si ammalò improvvisamente lo stesso giorno del suo ritorno in Inghilterra e morì pochi giorni dopo. Dal suo ritorno, Il Principe del Galles si interessò enormemente dei problemi economici e sociali; (…) egli ebbe l’audacia di dissentire quando politici o statisti gli porgevano consigli che egli non riteneva corretti. Egli osò esprimere le sue opinioni sulla politica estera ed era sempre attento e si opponeva ad ogni suggerimento politico governativo che potesse favorire i “Poteri Segreti”, trascinando il Paese in un’altra guerra. Il 20 gennaio 1936, proclamato Re d’Inghilterra col nome di Edoardo VIII, si assunse le sue responsabilità ancor più seriamente. Egli non intendeva essere “uno dei tanti re” sulla scacchiera internazionale, mosso qua e là dalle “Potenze dietro il trono” (…). Divenne più che evidente che il nuovo Re dimostrava di avere una sua impostazione ed una sua volontà. Un Re con le sue conoscenze e con questo carattere era un serio ostacolo per quegli uomini determinati a plasmare gli affari di Stato in modo da perseguire il loro “Piano”. Il Re doveva essere eliminato! Sin dal momento del suo incontro con Mr. Marsden, contro il futuro Re era iniziata una sottile campagna di diffamazione che lo dipingeva come incline ad una condotta licenziosa, che lo accusava di tendere a “destra” e di essere associato al Movimento fascista di Oswald Mosley. Quando la sua amicizia con la Sig.na Wally Simpson fu scoperta, l’intera gran cassa della stampa di sinistra esplose e, senza alcun riguardo per la sua posizione, scagliò le più vili insinuazioni sulla loro relazione. Il Re fu messo in una posizione in cui: o lasciava Wally Simpson, perdendo l’affetto di tutti i suoi sudditi, oppure abdicava per poterla sposare. Egli abdicò e sposò Wally Simpson. Nel 1936, il Primo Ministro d’Inghilterra, Mr. Baldwin, portò a termine il mandato dell’abdicazione di Edoardo VIII»3. 1 2 3 Cfr. W. G. Carr, “Pawns in the game”, CPA Pubblisher pp. 156-157. Idem, p. 157. Idem, pp. 156-157. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo Mons. Villa, ho letto il “Processo” di quel così detto “Papa buono” che un diplomatico svizzero di Lui scrisse: «è un deista e un razionalista (...). Cambierà molte cose; dopo di Lui, la Chiesa non sarà più la stessa». Tristi previsioni che poi si avverarono!.. Un rinovato “grazie” per i Vostri sapienti e illuminanti insegnamenti di quella “cultura” che salverà dallo smarrimento il mondo intero! Con i più cordiali saluti! Vostro aff.mo (G. N. - Gorizia) resiste viene approvato... e la verità che non viene difesa viene oppressa». Ciò dovrebbe riguardare anche tutti i fedeli e non solo i componenti del Magistero! Nella vostra rubrica: “Lettere al Direttore” osservo che vi sono non pochi sacerdoti e persino dei Prelati che Le esprimono la loro simpatia per la battaglia a difesa della Tradizione. Con tutto il rispetto, però, mi auguro che la loro non sia solo una adesione verbale. L’atteggiamento di “Nicodemismo” è già fin troppo diffuso! Con devota stima. (A. C. - Grosseto) *** *** Rev.mo Monsignor Luigi Villa, un vivo plauso per l’approfondito studio sul Movimento “Neo-catecumenale” che, con l’approvazione della Gerarchia, si sta diffondendo in ogni parrocchia. Quello che (i catecumeni) instaurano “... è un rapporto con Dio che si risolve in un’esperienza diretta della Divinità di natura esclusivamente sentimentale ed emotiva”. È un fenomeno che ha molti aspetti in comune con altre sètte non cristiane. Quello che lascia perplessi, a fronte della “tiepidezza” dei comuni cattolici, è il loro entusiasmo , il loro fervore, che li porta ad un spontaneo slancio di proselitismo. Forse, è un mistero di autosuggestione e di plagio, difficile da comprendere nel suo meccanismo psicologico. PIù volte, in passato, “Chiesa viva” ha stigmatizzato la colpevole indifferenza dei più: «... l’errore cui non si Caro don Luigi Villa, ho letto con interesse il suo libro “L’Islam alla riscossa”, pubblicazione coraggiosa e veramente necessaria e intelligente... Caro don Luigi, La ringrazio nuovamente per il prezioso, rischioso e meritorio lavoro che fa a servizio di Gesù-Verità, e La saluto fraternamente. Il Signore Gesù e la nostra Mamma celeste ci proteggano e benedicano! (don E. M. S.- BI) BUIO SULL’ALTARE di Vicente Càrcel Orti Circa settemila religiosi e decine di migliaia di laici uccisi, edifici religiosi distrutti, esercizio del culto impedito: sono i “dati” di una pagina poco nota della storia contemporanea, nel contesto della Seconda Repubblica spagnola (1931-1939). In un paese diviso tra spinta alla modernizzazione e resistenze al cambiamento, nel clima incandescente che avrebbe portato di lì a poco alla guerra civile, le passioni e le divisioni ideologiche crearono forti ostilità ed estremismi dai risvolti spesso cruenti, dei quali la “scissione” che si manifestò per la prima volta tra la coscienza civile iberica e la sua antica anima religiosa è uno dei capitoli più dolorosi. Ragioni di schieramento hanno reso e continuano a rendere difficile la lettura e la ricostruzione di un passato recente spesso rimosso come realtà imbarazzante: la presente ricerca storica sull’escalation dell’anticlericalismo nella Spagna pre-franchista, appassionata e “di parte”, vuole ricostruire una provocazione intellettuale, che pone al centro, come “eroe sconosciuto” l’ucciso per ragioni di Fede. *** Egregio Don Villa, (...) attendo il suo documentatissimo libro su “Paolo VI processo a unPapa”, per poterlo usare in una conferenza a studenti sulla Chiesa postconciliare... “Dominus Jesus Christus cum spiritu tuo”! (TH. Mc - Buenos Aires - Argentina) Per richieste Città Nuova Editrice Via degli Scipioni 265 00192, Roma RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 19 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo Incatenati o ammanettati e, quando non ci furono più manette, le mani legate dietro il dorso con fili di ferro, caricati come animali da soma con le scorte di cibo che i miliziani avevano preso dal monastero, sottoposti a sevizie e torture senza numero, seminudi, divorati dai pidocchi, in condizioni di incredibile sporcizia, scarnificati fino alle ossa dalle piaghe putrefatte, ne morirono fino a tre al giorno (sei vennero giustiziati), disseminando complessivamente trentatre vittime, spesso costretti ad abbandonare sul terreno cadaveri pressoché insepolti, ambita e contesa preda notturna dei cani randagi, delle volpi e dei rapaci. (P. Beltrame Quattrocchi, “Monaci nella tormenta”, Citeaux, 1991). MARTIRI IN CINA di Giancarlo Politi (continua) FEBBRAIO 2003 SOMMARIO N. 347 SCRISTIANIZZARE L’UMANITÀ MARTIRI IN PROVINCIA DI BEIJING LA MARCIA DELLA MORTE anno 1947 Da due anni è terminata la guerra tra Cina e Giappone, ma ad essa succede la guerra civile tra nazionalisti e comunisti per la conquista del potere. A circa 120 chilometri a nord-ovest di Pechino, sorge un monastero trappista di Yangjiaping, situato sulla linea di demarcazione tra le forse belligeranti maoiste e quelle di Jang Jieshi. Nell’estate 1947, la linea viene travolta e annientata dalla furia delle formazioni rivoluzionarie di Mao Zedong. Il monastero viene devastato da ripetuti saccheggi e, infine, distrutto dalle fiam- me. I 75 monaci, tra cui 5 stranieri - vecchi e giovani - vengono tutti arrestati, sottoposti a ripetuti e tumultuosi “processi popolari”, a estenuanti interrogatori, a pubbliche bastonature, e a disumane torture fisiche e morali. Poi, tutti insieme, senza riguardo né all’età né all’infermità, vengono deportati in massa, spinti spietatamente in una “via crucis” senza fine, per interminabili mesi, lungo itinerari impervi delle montagne del nord, prima esposti al sole cocente d’agosto e poi sotto le piogge torrenziali d’autunno e nella morsa del gelo invernale, costretti a superare mulattiere scoscese e inestricabili sterpaglie, in un’interminabile “marcia della morte”. ARRESTI, TORTURE E MORTE DI STATO PER I CRISTIANI CINESI anno 2002 Migliaia di “desaparesidos” tra chi non entra nella “Chiesa patriottica” Da decenni le autorità della Repubblica Popolare cinese commettono aberranti abusi nei confronti dei fedeli cristiani, cattolici e protestanti, non appartenenti alla “Chiesa patriottica” asservita al Partito Comunista. Dall’interrogazione parlamentare del deputato europeo Olivier Dupuis, risulta che, per i cattolici che hanno scelto di seguire liberamente la propria fede, tra il 1983 e l’aprile 2002, la punizione è stata durissima. Dupuis ricorda che in quel periodo si è arrivati alla morte di 129 cristiani, a circa 24.000 arresti arbitrari e più di 20.000 casi di 20 sevizie, maltrattamenti, botte. Stessa sorte è toccata anche ai protestanti non aderenti alla “Chiesa patriottica”. Solo nella provincia di Hebei, tra i cattolici, nel corso di questi ultimi mesi, sono stati arrestati 9 preti, molti dei quali sono stati condannati ai lavori forzati. A questi vanno aggiunti i 2 Vescovi della stessa diocesi, Zhimin Su, 70 anni, e il suo ausiliario, Shuxin An, 52 anni che risultavano scomparsi dal loro ultimo arresto. Zhimin Su ha già totalizzato più di 30 anni di privazione della libertà, tra prigione e campi di lavoro. 2 Scristianizzare l’umanità e costruire il socialismo sulle rovine della civiltà cristana del sac. dott. Luigi Villa 5 L’idea delle Religioni Unite di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 Modificato il quinto canone o canone svizzero del prof. D. Pastorelli 15 Lettera aperta alla Conferenza Episcopale Italiana della prof.ssa Pia Mancini 16 Lettera dall’Irlanda 17 Proteste per la nascita di “Eva”. Al Signor Procuratore del Tribunale di Verona di Arrigo Muscio 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione - In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dall a VI Domenica del T. Ordinario alla IV Domenica di Quaresima) “Chiesa Viva” *** Febbraio 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 348 MARZO 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità 1 ILLUSO IO O ILLUSI QUELLI CHE VOGLIONO PAOLO VI BEATO? del sac. dott. Luigi Villa 1 S ul “Corriere della sera - Milano - Lombardia” del 7 gennaio 2003 ho letto meravigliato che il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, nell’omelia che tenne in quel giorno dell’Epifania, espresse l’augurio e la speranza che “la Chiesa ambrosiana abbia il dono di poter vedere presto “beato” Paolo VI, il suo predecessore nella Diocesi di Milano, dal 1955 al 1963, nonostante abbia mai avuto, da vivo, una qualunque fama di santità e sia stato, in più, il primo responsabile di tutti i guai attuali nella Chiesa, per non dire, addirittura che il risultato del suo Pontificato è stato veramente catastrofico! Ora, questa (aspettata) posizione pubblica del cardinale Tettamanzi, mi fa ricordare di nuovo il discorso che il cardinale Ruini tenne alla chiusura del Processo diocesano per la causa di canonizzazione dell’allora servo di Dio, G. B. Montini, Papa Paolo VI, in cui disse: «...la felice conclusione del processo diocesano per la Canonizzazione (sic!) del Servo di Dio G. B. Montini, Papa Paolo VI, che è consistita in una rigorosa inchiesta (?!) sulla sua vita, attività, virtù e fama di santità»1. Ci sia permesso, qui, di ricordare al Cardinale Ruini quello che avevo letto su “Avvenire” del 19 marzo 1999, a pagina 17, a grandi caratteri: «RUINI TRACCIA IL PROFILO DEL PAPA (Paolo VI) CHE CAMBIÒ LA CHIESA». Verissimo!.. Anche Noi, oggi, sappiamo (tristissimamente!) che Paolo VI cambiò la Chiesa! E l’abbiamo anche provato e affermato con la nostra “Trilogia Montiniana”: “Paolo VI...beato?” - “Paolo VI - processo a un Papa?” - “La ‘Nuova Chiesa’ di Paolo VI”2. Perciò, ci sentiamo anche autorizzati a meravigliarci dell’uscita del Cardinale Tettamanzi per il suo “augurio” e la sua “speranza” di una presta “beatifi- 1 Cfr. “L’Osservatore Romano” del 19 marzo 1999, p. 5. 2 pronto a pubblicare anche i loro eventuali “argomenti” e “documenti” che fossero creduti superiori ai miei. Comunque, il dire la “verità” non è affatto un’offesa alla persona di Paolo VI!.. Egli è entrato nella Storia per cui, anche nel tanto agognato “processo” di beatificazione, tutto deve essere messo ben in chiaro, senza alcuna reticenza, né tantomeno mistificazione! Ora, io desidero porre nel dovuto risalto sia pure in rapida sintesi, data la parvità di posto che si trova in uno o più articoli. Non intendo, però polemizzare, ma solo analizzare alcuni “fatti”, documentati, che possono anche annebbiare i “detti” del cardinale Ruini e fare inarcare le ciglia all’attuale cardinale di Milano dopo quel suo augurio di “beatificazione” che dimostra come il Cardinale non abbia mai saputo che la “memoria” su Paolo VI sia stata tutt’altro che in benedizione! Perciò, siamo seri!.. perché qui non si tratta di mettere l’aureola sulla testa di Paolo VI, ma bensì di metterla sulla sua “rivoluzione”, operata, sì, dalla Massoneria ebraica, ma per mezzo di Lui in nome di un presunto Concilio! Papa Paolo VI. *** cazione e canonizzazione” (!!) di Paolo VI. Anche perché la mia contestazione su tale volontà di “beatificare-canonizzare” non è mai stata “provata” né “falsa”, né “inficiabile”, ma i miei oppositori si sono sempre limitati a scherni da piazza, a insulti da trivio, a rigetto per nausea o ignoranza, ignorando, quindi, che quando si è in discussione su problemi di storia o di dottrina, l’avversario deve dirci “come”, “dove” e “perché” le nostre argomentazioni e i nostri “documenti”, a comprova, sarebbero contrari al vero. Lo si dica, e il sottoscritto sarebbe ben Vediamo quale fu il suo eroismo nell’esercizio delle tre vrtù teologali: Fede - Speranza - Carità. 2 030 3700003. Cfr. Presso: Editrice Civiltà - Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia - telefono e Fax: 1° La “sua virtù della Fede”. Il Cardinale Ruini, sempre nel suo discorso alla chiusura del Processo diocesano, disse: «La sua fede traluce dalla sua persona; brilla nelle sue parole. Nel 1967, dà vita all’“Anno della Fede”. Nel 1968, sul sagrato di San Pietro, proclama il “Credo del Popolo di Dio”... Una fede basata sul “Credo di Nicea”». “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 Ora, in quanto a quella Sua presunta “FEDE”, che il card. Gantin disse addirittura “appassionata” 3, la smentisce lo stesso Paolo VI nel Suo famoso discorso sulla “auto-demolizione” della Chiesa, in cui disse: «La Chiesa si trova in un’ora di inquietudine, di auto-critica, si direbbe persino di auto-demolizione. È come un rivolgimento acuto e complesso... La Chiesa, quasi quasi, viene a colpire sè stessa... Tutti si aspettano (a torto?) dal Papa gesti clamorosi, interventi energici e decisivi. Il Papa non ritiene di dover seguire altra linea che non sia quella della confidenza in Gesù Cristo, cui preme la sua Chiesa più che a qualunque altro. Sarà Lui a sedare la tempesta». Ora, questo suo dire suona come tradimento al suo dovere di Vicario di Cristo, il quale, per la difesa della Fede, si servì sempre dei suoi successori, iniziando da San Pietro, suo primo Vicario in terra. Quindi, quel rifiuto deciso di Paolo VI di difendere Lui stesso la Fede, rimettendo il suo mandato a Gesù Cristo, fu sicuramente un aperto rifiuto di fare quello che era il suo principale dovere! La sua politica del “non intervento”, perciò, fu una spudorata abdicazione al Suo dovere d’ufficio d’intervenire proprio in quella auto-distruzione della Chiesa che Lui stesso conduceva! Un rifiuto, il “Suo”, che costituiva un autentico gravissimo “peccato di omissione”! Come pensare, quindi, di volere portare sugli altari alla venerazione dei fedeli un Papa che così gravemente e vergognosamente era venuto meno al Suo principale dovere qual è, appunto, la difesa del “depositum fidei”?.. I fedeli cattolici hanno ancora - e giustamente! - la convinzione che il Papa “Servus servorum Dei”, sia so-prattutto preoccupato a custo-dire e a salvaguardare l’unità della Fede cattolica e di es-tendere sempre più la Sua azione apostolica-missiona- ria, non solo per la cura delle anime a Lui affidate in custodia, ma anche per quelle altre anime che il Suo mandato esige di portare all’unico ovile di Cristo! Ma Paolo VI abdicò a questo, non assolvendo il Suo compito di “Capo” della Chiesa per mettersi al “servizio” dell’Umanità e conciliare tutte le credenze e tutti i culti in un’unica religione universale. Ma sognando di diventare un grande Unificatore dei popoli, Egli sacrificava la Chiesa, la Tradizione, le Istituzioni, i fedeli stessi, per formare quel Movimento d’animazione spirituale della “Democrazia Universale”, e asservire, così, la Chiesa al “Mondo”! Paolo VI, perciò, non distinguendo più la 3 Chiesa di Cristo, che è “una”, e non due o più (escludendo, perciò, di per sè, ogni altra chiesa!), fu il primo Papa che evocò la comunità religiose scismatiche ed eretiche nel Suo famoso Discorso d’apertura nella Terza Sessione, il 14 settembre 1964, dicendo: «O Chiese lontane e così vicine a Noi! O Chiese oggetto del nostro sincero pensiero! O Chiese della Nostra incessante nostalgia! O Chiese delle Nostre lacrime!..», e annunciando, poi, a più riprese, il mutuo perdono per le reciproche colpe commesse! Infatti, la Sua incessante propaganda ecumenica, in seguito, fu solo per condurre al riconoscimento delle altre comunità cristiane, come a vere comunità di salvezza. Ne è una riprova anche quella Sua Visita al “Consiglio Ecumenico delle Chiese”, il 10 giugno 1969. Ricevuto da 234 comunità religiose, Paolo VI ne assunse il linguaggio e partecipò addirittura a quello scisma generale con questa affermazione: «La fraternità cristiana... tra le Chiese che fanno parte del “Consiglio Ecumenico e la Chiesa cattolica», ignorando (?) che non ci può essere fratellanza tra la Chiesa e i “dissidenti”! Invece fu Lui stesso a sollevare la questione: «La Chiesa cattolica deve diventare membro del Consiglio Ecumenico?», e invece di dire un bel “NO!”, lasciò le cose in sospeso, in attesa che maturasse una tale eventualità; disse, infatti: «In tutta fraterna franchezza, Noi non riteniamo che la questione della partecipazione della Chiesa cattolica al Consiglio Ecumenico sia matura a tal punto che le si possa o si debba dare una risposta positiva. La questione rimane ancora nel campo delle ipotesi... Gravi implicazioni... cammino lungo e difficile». Cfr. Intervista del cardinale su “Il Sabato”, 30 maggio 1992. “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 Un discorrere, quindi, che parve da “pallone-sonda”. Sotto-sotto, infatti, c’era già un “SÌ”, sia pure a lungo termine. Lo provò con questo Suo dire: «Lo spirito di un sano ecumenismo che anima gli uni e gli altri... richiede, come prima condizione di ogni fruttuoso contatto tra differenti confessioni, che ciascuno professi lealmente la propria fede». E qui, invitò a riconoscere i valori positivi, cristiani, evangelici, che si trovano nelle altre confessioni; poi, si disse aperto ad ogni possibilità di collaborazione... come nel campo della carità e nella ricerca della pace tra i popoli... Alla domanda, infine, se ci sia salvezza nell’una o nell’altra di quelle 234 “chiese”, membri del COE, mentre la dottrina della Chiesa di sempre aveva sempre risposto negativamente, Paolo VI, al contrario, rispose affermativamente! Una “mens”, questa di Paolo VI, che dimostrò poi sempre, in piena coerenza, accogliendo ebrei, mussulmani, bonzi, buddisti... e andando a loro, durante i “suoi viaggi... apostolici (!!), proprio per incontrare i rappresentanti di quelle religioni, non solo per una cortesia umana, ma per fare “dialogo” di amicizia, di simpatia, usando espressioni che, prese alla lettera, sono dei veri elogi all’errore!.. Nel suo viaggio in Uganda, per esempio, andò, sì, a visitare i “Martiri Cattolici”, ma li confuse, indiscriminatamente, con i musulmani, con i protestanti, che, certo, non morirono in “odium fidei”, né per amore di Dio!.. Ma Paolo VI li fece tutti dei “Martiri della libertà di coscienza”. Lo affermò nel suo discorso del 6 agosto 1969, dicendo: «I Vostri martiri, tutti i cristiani, hanno dato la vita per la loro fede, cioè per la religione e per la libertà di coscienza»... E poi: «Sia i cattolici che i fedeli di altre denominazioni religiose (sic!) hanno sparso il loro sangue su questo suolo nel nome di Dio, cosicché, oggi, la comunità nazionale dell’Uganda comprende differenti fedi che hanno rispetto e stima l’una per l’ultra»4. Mai, prima di Paolo VI, alcun Papa aveva declinato la “Fede” al plurale. Per Paolo VI, invece, le “fedi” si rendono omaggio vicendevolmente! I “Martiri” ugandesi, e cioè i mussulmani, i protestanti e i cattolici, erano morti in “spirito ecumenico”, tutti uniti oltre i conflitti dogmatici!.. E fu così per tutte le religioni. Indirizzando, infatti, poi, ai rappresentanti della comunità islamica, espresse: «Il suo grande rispetto per la fede che professano e i suoi voti perché ciò che 4 Cfr. “Le Figaro” del 7 agosto 1969. 3 ci è comune unisca sempre più, cristiani e musulmani, in un’autentica fraternità»5. Anche nel suo viaggio a Bombay (dove gli Induisti Gli regalarono un piccolo idolo, e i Buddisti, più tardi, Gli offrirono un Budda!), Paolo VI non mostrò alcun discernimento tra le religioni umane e quella cattolica, come se le considerasse tutte solo delle “differenti facce” del “Fenomeno umano”! E potrei continuare a lungo su questo tema della “fede” (quale?) di Paolo VI. Ma basterà accennare, qui, a quel suo scandaloso gesto che fece consegnando, con uno scritto di scuse, il glorioso stendardo di Lepanto ai Turchi, quasi a scusarsi di non averli lasciati occupare tutta l’Europa cattolica per islamizzarla!.. fu un annebbiamento voluto, immesso in un contesto ortodosso per non destare un allarme! Eppure, Egli doveva sapere che togliere anche una sola pietra all’edificio della Fede, significava rovinarla interamente! In quanto al suo “Credo del popolo di Dio”, che il cardinale Ruini accosta al Credo di Nicea, e che cita come il non plus ultra della “fede” di Paolo VI, c’è da dire, invece, che il detto “Credo”, recitato in pubblico sul sagrato di San Pietro, prima di formularlo, Paolo VI aveva premesso due precisazioni: la prima, che Lui voleva dare “una ferma testimonianza alla verità divina affidata alla Chiesa” e questo era lodevole; invece... con la seconda precisazione, rimetteva tutto in discussione, perché escludeva, espressamente, che il “suo” Credo fosse “una definizione dogmatica” propriamente detta. Infatti, disse: «...Noi ci accingiamo a fare una professione di fede, a pronunciare un Credo che, senza essere una definizione dogmatica propriamente detta (!!), e pur con qualche sviluppo richiesto dalle condizioni spirituali del nostro tempo...». Questo suo dire, perciò, toglieva al nostro “Credo” cattolico la firma di infallibilità, pur dovendo sapere che ogni proposizione - oggetto del “Credo”, ha sempre costituito, nella Chiesa precedente a Paolo VI, di essere delle “verità rivelate”, di Fede divina e di fede cattolica, attestate nella Sacra Scrittura e nella Tradizione Apostolica (i.e. le due fonti della Rivelazione!) e definite dal Magistero infallibile della Chiesa. Verità intoccabili, quindi, perché di Fede cattolica, ma che Paolo VI rimetteva allo studio della teologia modernista del suo e nostro tempo! Inoltre, a quanto abbiamo detto di quel “suo Credo”, c’è da aggiungere che Paolo VI, in quella sua “Professione di Fede”, pur dichiarando il dogma dell’esistenza del Purgatorio e del Paradiso, passando, poi, direttamente dalla “Comunione dei Santi”, saltò via a pié pari il dogma dell’esistenza dell’inferno. E non fu certo una dimenticanza, perché certamente Egli aveva dosato attentamente ogni riga di quel suo scritto; quindi, egli è un analista lucido e rigoroso dei mali che gli stanno sotto gli occhi; e, quando denuncia mali gravissimi, specialmente se si manifestano dentro “la sua famiglia”, la comunità dei credenti in Cristo, non nasconde la sua angoscia, umana e cristiana. Ma non è un Papa angosciato. Crede nel futuro della Chiesa, nella rifioritura del cristianesimo. Non potrebbe scrivere tanto documenti programmatici, e ancor meno un’esortazione apostolica sulla gioia cristiana, non potrebbe “redimere il tempo” (!!) con tale intensità di iniziative apostoliche, un Pastore che non fosse animato da una grande speranza cristiana». Tutto qui?.. Ma, forse, anche il card. Ruini non ricordava più che la “speranza” è quella “vertù teologale che, corroborata dal dono del timore, inclina la volontà a desiderare Dio quale supremo dei beni e attendere con fiducia la beatitudine eterna e i mezzi necessari per conseguirla, fondandosi sulla sua bontà e potenza, e sui meriti della Passione redentrice di Cristo”...6. Perciò, questa definizione della “speranza” è proprio il contrario, o quasi, dell’azione di Paolo VI, la cui “speranza” se non arrivò, per difetto, alla “disperazione”, arrivò, però, per eccesso, alla “presunzione”, sognando una nuova redenzione più umana che divina, per mettersi “all’unisono con i tempi”, parlando all’unisono con la “Democrazia Universale”, come disse nella sua omelia del 5 marzo 1973: Quindi, quella “sua fede” che, secondo il cardinale Ruini, meritava di essere d’esempio a tutti i fedeli cattolici, perché “brillava nelle sue parole” ed era degna di “canonizzazione” (!!), era, invece, un ammanto di furbizia per nascondere il suo vero pensiero modernista! Ma chi è mai riuscito ad armonizzare il “modernismo” con la Fede cattolica?.. Ma chi seppe mai trovare un qualsiasi modo accettabile tra la Fede cattolica e quella modernista, “sentina di ogni errori?..” (Pio X)? Riuscire a fare ciò sarebbe un vero miracolo, ma un miracolo che Dio stesso non lo saprebbe fare Lui stesso! Ergo, con quale spudoratezza si vuol continuare a favorire la causa di una “sua impossibile canonizzazione”?.. «La Chiesa sarà all’unisono coi tempi, e in un rapporto plausibile col mondo», perché entrata nel «movimento della Storia che evolve e cambia, che procede senza posa verso nuove conquiste, mirando sempre a fini futuri ed escatologici»! Ecco, quindi, la “speranza” di Paolo VI che sottende orgoglio per una esagerata stima di sé stesso - credendosi di poter affrontare imprese superiori alle doti di cui disponeva, dimentico, però, dell’evangelico detto: “Sine Me, nihil potestis facere!” (Jo. 15, 5). 5 6 *** 4 Cfr. “Il Giornale” del 4 agosto 1969. *** 2° - La sua virtù della “speranza”. Su questa virtù teologale, il cardinale Ruini ebbe a dire che essa fu profonda e teologale, e che non avrebbe fatto tante iniziative apostoliche (?!) “se non fosse stato animato da una grande speranza cristiana”. E a sostegno del suo dire, volle spiegare: «Il suo presunto pessimismo è piuttosto un’invenzione (?) dei media. Certo, *** 3° La sua virtù della “Carità”. Su questa virtù della “Carità”, il Cardinale Ruini disse: «...Paolo VI, pastore di anime, esercitò al più alto grado la carità, nelle sue scelte personali e nell’esercizio delle sue responsabilità apostoliche»... Qui, il rispondere sarebbe troppo lungo e penoso. Sulla cupola di San Pietro si legge: “Inde oritur unitas sacerdotii”, ossia, qui, il Papa deve essere il vincolo della “carità”, e, quindi, dell’unione. Invece, Paolo VI onorava e preferiva “coloro che sono lontani”, più di quelli vicini nella Fede, mostrando per questi, Cfr. “Dizionario del Cristianesimo” di Enrico Zoffoli-Sinopsis Iniziative Culturali - Roma. “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 spesse volte, una fredda amicizia. Ammirava il linguaggio, i riti religiosi e le tradizioni degli “altri”, mentre, perseguitava gli appartenenti all’antica Tradizione cattolica. Le porte di casa sua erano sempre aperte per i teologi avventurieri, per gli agitatori, per quelli che spargevano scandali ed eresie, non dissimulando mai, invece, la sua animosità verso i tradizionalisti ed intergristi che difendevano quello che Lui voleva distruggere. Non li scomunicò, perché non aveva motivi canonici, ma prendeva precauzioni per non avere Lui stesso contatti diretti. Il che è più che scomunica, perché è “annullamento”, è “soppressione dialettica” dell’avversario che, come il sottoscritto, non si è mai piegato alle follìe, ai capricci, alle storture, alle stravaganze di molto clero progressista, ubbidiente alla don Abbondio nel portare a termine, come disse il Cardinale Garrone, «La disfatta dell’altro partito»7. Riporto, qui, un solo esempio, più che significativo. In occasione del mio 1° Congresso Internazionale sul tema: “Ortodossia e Ortoprassi”, organizzato a Roma (1-2-3-4 ottobre 1974) con tanto di approvazione dell’allora Prefetto del Sant’Uffizio, e con la partecipazione di altri vari Cardinali (come il cardinale Alfredo Ottaviani, il cardinale Pietro Palazzini e il cardinale Pietro Parente che assunse, entusiasto, la Presidenza del Convegno!), più la presenza di altre Eccellenze e di quasi 400 convenuti al Convegno, il Sostituto di Paolo VI, Mons. Benelli, nonostante le approvazioni e partecipazioni, si permise di inviare una sua Lettera di protesta al Cardinale Pietro Parente per la sua partecipazione al mio Congresso. Ora, per la storia, posso dire che a quella Lettera di Mons. Benelli, il cardinale Pa- rente rispose con un’altra Lettera (che mi lesse, poi!) di contro-protesta, e ne ebbe, in seguito, un’altra Lettera, personale di Paolo VI, in cui si scusava del gesto del suo Sostituto, ma che poi si scoprì bugiardo, perché più nessuno dei Cardinali dinale Florit, allora Arcivescovo di Firenze, quando mi diede il permesso di tenere il Congresso in Firenze, nonostante che il solito Benelli Gli avesse ordinato di non parteciparvi e di impedire anche al clero fiorentino che lo facesse!.. E questo è solo uno dei tantissimi gesti che marcarono il vero volto della falsa “carità” di Paolo VI! Comunque, potreste leggerne non pochi nei miei tre libri su Paolo VI8, riguardo a quel suo settarismo che aveva tutto il sapore dello “scisma”!.. Sì, perché lo scisma, essendo la separazione dalla Chiesa cattolica di una porzione di fedeli, dà il diritto di definirlo un “peccato-delitto” contro la Carità, che è amore, guidato dalla Fede e dalla Speranza, e che implica necessariamente l’odio verso Satana, nemico e avversario di Dio, per cui lavora suscitando contro il suo Regno, la Chiesa, per indebolirla e per strapparle le anime, mediante scismi ed eresie! *** Con questa sua palese e continua “non carità”, quindi, Paolo VI non avrebbe mai potuto fare suo quel grido di San Paolo: “CHARITAS CRISTI URGET NOS!”. (continua) NOTE e Vescovi poterono partecipare agli altri miei due Convegni (uno, Internazionale; l’altro, Nazionale) per il “divieto” diretto di Segreteria di Stato, ossia di Paolo VI, come mi disse, in confidenza, il Car- 7 Cfr. Intervista del 7 novembre 1969, D. C. 69, 1093. 8 Cfr. “Paolo VI... beato?” - “Paolo VI - processo a un Papa?” - “La ‘Nuova Chiesa’ di Paolo VI” - Editrice Civiltà - Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia - tel. e Fax: 030. 3700003. LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) NOV ITÀ Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 5 L’IDEA DELLE RELIGIONI UNITE di Epiphanius 2 Ci scusiamo dell’errore commesso attribuendo ad A.Z. lo studio di cui è invece autore Epiphanius, a pp. 591 s del suo ben informato volume “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”, pubblicato in terza edizione notevolmente accresciuta (pp. 776) del’editrice “Ichtys”, v.Trilussa 45 - 00041 Albano Laziale (RM). Uno dei grandi cavalli di battaglia dell’AUTORITÀ è la religione planetaria unica, che deve impregnare del SUO spirito gnostico la Repubblica Universale, ter- mine invero piuttosto desueto al quale oggi si preferisce il neologismo Global Governance (Governo globale). Cosa l’O.N.U. intenda con questo termine è stato ufficialmente spiegato in un rapporto presentato alla sua Assemblea, nel 1995, col titolo “Il nostro vicinato globale”. Si tratta di operare la gestione del pianeta non solo attraverso istituzioni inter-govemamentali, ma anche attraverso le organizzazioni non governative, le multinazionali, il mercato globale dei capitali e i mezzi di comunicazione a scala planetaria. Stabilita una piattaforma di valori comuni, occorre poi procedere a smilitarizzare le nazioni e disarmare i cittadini, mentre il patrimonio globale sarà “amministrato da un gruppo di persone agente in nome di tutte le nazioni (...). È tempo ormai di creare un’istituzione globale capace di assumere un ruolo direttivo nei domini economici, sociali e dell’ambiente (...)»19. Anche l’edificio dell’U.R.l. non poteva quindi reggersi su fondamenta diverse da quelle che avevano sostenuto organizzazioni similari. All’appello di Swing, per coprire i 10 milioni di dollari di spese tra il 1999 e il 2001, risposero i soliti noti e qualche nome nuovo. Fra di essi George Soros, il munifico benefattore delle associazioni per la diffusione della droga e per il suicidio assistito; Richard Blum, presidente della “Blum Capital Partners” e prossimo al Dalai Lama (è presidente dell’American Himalayan Foundation), marito della senatrice israelita americana Dianne Feinstein, sindaco di San Francisco dal 1979 al 1988 e membro del Bilderberg e della Trilaterale, e un personaggio emergente, Dee Hock, il cui nome è legato alla carta di credito Visa. L’opera di quest’ultimo personaggio è degna di grande attenzione. Hock conobbe Barbara M. Hubbard nel 1997, al congresso annuale dello “state of the World Forum” di San Francisco. Essa lo introdusse presso il vescovo Swing e l’U.R.I., dove presto fu ammesso gno 1996. 19 Documento disponibile nei siti delle Nazioni Unite, v. ad es. www.cgg.ch/bvfr.htm (6/2002). 20 B. Marx Hubbard, “Conscious Evolution: U.R.I. E TEOSOFIA La connotazione teosofica della nuova organizzazione emerge prepotente non soltanto quando essa annuncia la creazione di nuove feste per l’umanità, quali i “festivals del solstizio e degli equinozi”, ma anche quando i suoi membri fanno allusione ai cattolici fedeli alla dottrina di sempre, ai loro occhi i “Fondamentalisti” per antonomasia. Al pari di David Spangler e di Ruth Montgomery i toni si fanno netti e duri. Il segretario del direttivo U.R.I., “reverendo” Paul Chafee di San Francisco, nel corso di un forum, tenuto nella Grace Cathedral nel 1997, affermava perentorio: «Non possiamo permetterci fondamentalismi in un mondo così piccolo», cui faceva eco un’altra figura U.R.I. di rilievo, stabilendo categoricamente che «il fondamentalismo proviene dalla paura e dall’ignoranza». La parola definitiva era, però, riservata all’autorevole voce di Robert Muller che condannava gli: «inflessibili sistemi religiosi fondamentalisti (che) giocano un ruolo di stimolo nei conflitti mondiali. La pace è Possibile solo - proseguiva (...) se il fondamentalismo è domato per mezzo di una Religione Unita che professa la pienezza della fede unicamente in una spiritualità globale e nella salute e nel benessere dei nostro pianeta»18. Frase eloquentissima che si approfondisce vieppiù quando si apprende che, esponenti eminenti di tale associazione, come la Hubbard o lo stesso Swing, annoverano tra i criteri sicuri di individuazione dello spirito fondamentalista la pratica del proselitismo, espressione incontrovertibile dell’intolleranza all’altrui verità! E quale maggior fondamentalista di quel Gesù Cristo che, invece di raccomandare di non crescere, ma soprattutto di non moltiplicarsi, di non soggiogare la Terra, di proclamare che i passeri valgono più dei molti apostoli, di cibarsi ritualmente di prati conditi in luogo della carne di agnel- 18 Cfr. “San Jose Mercury News” (uno dei giornali della “Baia” di San Francisco), 29 giu- 6 lo e di pesce, ai suoi seguaci impone la predicazione di un Vangelo essenzialmente anti-ecologico e anti-democratico, dove l’intolleranza per le fedi diverse è totale, imponendo la diffusione del suo messaggio fino ai limiti del mondo, fino alla fine dei tempi e all’effusione del sangue, per essere degni di Lui? I FINANZIAMENTI DELL’U.R.I. “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 a far parte del gruppo dirigente. La Hubbard, una delle anime dell’U.R.I., è finanziata, al pari di un altro esponente di spicco dell’associazione, il citato Matthew Fox, da Laurance SpelIman Rockefeller (1910- ), fratello ecologista del più celebre David, e dal suo “Fund for the Enhancement of the Human Spirit” (Fondo per lo Sviluppo dello Spirito umano). In uno dei suoi numerosi libri, la Hubbard descrive Rockefeller come il suo “amato mecenate”20, mentre, in un altro, afferma che «l’intuizione circa il “Cristo del XXI secolo” di Rockefeller mi ha ispirato profondamente»21. Di passaggio, ricordiamo che Rockefeller sostiene anche la “Lindisfarne Association”, associazione ecologista del Lucis Trust e gli sforzi di J. Parks Morton, David Spangler e di altre stelle del firmamento New Age. Dee Ward Hock (1929- ), proveniente da una famiglia di mormoni, nel periodo tra il 1950 e il 1966 ricoprì incarichi di responsabilità nelle maggiori istituzioni finanziarie americane. Nel 1968, concepì un sistema globale per le transazioni elettroniche che iniziò ad applicare per conto della Bank of America. Questo sistema presentava caratteristiche di massima flessibilità di impiego e di efficienza prestandosi ad un uso capillare su scala mondiale, con vantaggi per la banca, l’acquirente e il venditore. Nel 1970, Hock fondò la VISA USA, mentre oggi è direttore emerito di “VISA International”, società di carte di credito possedute da 22.000 banche con 750 milioni di clienti che movimentano 1,25 trilioni di dollari l’anno. Hock, con il supporto delle maggiori Fondazioni, formava nel frattempo la “Chaordic Alliance”22, oscura definizione che deriva dalla combinazione dei termini Chaos e Order e che tosto riconduce per affinità a quell’Ordo ab Chao, divisa non casuale del 33° grado della massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato. Tra le definizioni date dal fondatore al termine “chaordic”, che potremmo tentare di tradurre con “caordinato”, c’è la seguente: «modellato in un modo che non sia dominato né dal caos né dall’ordine». Letta in questa chiave, la carta di credito sarebbe: “una struttura caordinata che comporta intensa cooperazione e serrata competizione”. Bravo chi capisce! Ma se scorriamo le dichiarazioni di quest’uomo, ci si imbatte subito in una sua opera dal titolo “Birth of Chaordic Age”23 (Nascita dell’Età caordinata), do- mettere “una più equa distribuzione del potere e della ricchezza”, in quanto “più compatibili con lo spirito umano e la biosfera”24. Campane a morto per lo sviluppo illimitato, quindi. Per suscitare le innovative organizzazioni è stato sviluppato un programma per capi ed educatori “caordinati”, che si estrinseca in regolari corsi formativi, di durata variabile, estesi a tutte le nazioni. Awakening the Power of Our Social Potential”, (Evoluzione consapevole,: risveglio del potre del nostro potenziale sociale), Novato (California), Ed. New World Library, 1998, p. VIII, ISBN 1-57731-016-0. 21 B. Marx Hubbard, “The Revelation: A message of Hope for the new Millenium”, (La Rivelazione: un messaggio di speranza per il nuovo millennio), Novato (California), Nataraj Publishing, 1995, p. 350, ISBN 1882591-21-6. 22 Cfr. sito www.msh.org/conference/speaker _hock.htm (6/2002). 23 San Francisco, Berrett-Koehler Publishers, 1999. 24 Cfr. sitowww.learnativity.com/chaordic.htm (6/2002). 25 “SS7R Newsletter-Journal” (Giornale-bollettino della Scuola per lo Studio del 7° Raggio). 26 A.A. Bailey, “Il Destino delle Nazioni”, Ed. “Nuova Era”, 1971, pp. 148-149. 27 Scrive Buchman: «Il movimento laburista inglesee il Riarmo morale sono nati nello stes- “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 ve egli, trattando delle attuali organizzazioni, governative e industriali, constata l’esistenza di “un’epidemia globale, in accelerazione, di fallimenti istituzionali” dovuti, a suo dire, ad incapacità di conseguire lo scopo per le quali erano state create. Egli constata, inoltre, che queste organizzazioni “continuando a espandersi man mano che divorano le scarse risorse, svuotano lo spirito umano e distruggono l’ambiente”, per cui sono altamente inadatte ai nostri tempi e vanno al più presto sostituite (solve). Le nuove Hock-organizzazioni (coagula), ecologicamente compatibili e quindi idonee a rimpiazzare le esistenti, curiosamente si presentano prive di gerarchie, dichiarando, invece, di fondarsi su una rete di uguali, animati dagli stessi princìpi e da identiche responsabilità, onde per- Fra le organizzazioni che hanno ospitato questi corsi ritroviamo, non troppo sorprendentemente, le Nazioni Unite. Un bollettino teosofico, disponibile presso le sedi del Lucis Trust, definiva Hock “un grande operaio con l’energia del settimo raggio, ovvero l’organizzazione”25. In realtà, i vertici teosofici insegnano che le energie del 7° Raggio, ovvero le “grazie” effuse dal settimo Raggio sugli adepti - più che con l’organizzazione - si identificano piuttosto con “Incantesimo, magia, rituale”26. “Chaordic Alliance” è diventata, nel 1997, “Chaordic Commons of Terra Civitas”, chiamata più brevemente Terra Civitas - denominazione che richiama quella “Città terrena” che Sant’Agostino contrapponeva alla “Città celeste”, vera ultima meta dell’uomo sulla quale modellare la Città terrena. Essa è attiva a tutt’orizzonte per collegare individui e organizzazioni in uno sforzo concertato, onde diffondere “concetti più efficaci ed equi di organizzazione politica, sociale e commerciale”. Il suo Consiglio di amministrazione, presieduto da Hock, annovera tra i suoi membri Richard PerI, titolare di una società di investimenti a New York, John W. McDonald, ambasciatore americano in diversi paesi europei e alle conferenze O.N.U.; il C.F.R. Harlan Cleveland, Rhodes Scholar, affiliato del Bilderberg, del Club di Roma, dell’Aspen Institute e dell’I.I.S.S. di Londra. Hock sta combattendo la sua battaglia giovandosi oltre che degli ambientalisti radicali del direttivo dell’U.R.I. e delle grandi Fondazioni americane, anche dell’attivo sostegno dei gruppi collegati al Lucis Trust. Tout se tient, direbbero i francesi! *** Gorbaciov all’ONU. Il lungo percorso che dal “Tempio della Comprensione” ha condotto all’U.R.I., attraverso una pleiade di associazioni ecologiste, non è che un succedersi di tappe programmaticamente stabilite. Frank Buchman (1878-1961), mondialista convinto, legato alla Fondazione Cecil Rhodes, fondatore del “Moral Re-Armament”27, uno dei movimenti che avrebbero preceduto la nascita del “Consiglio mondiale delle Chiese”, nel giorno di Pentecoste del lontano 1935, proclamava, infatti, essere giunta la pienezza dei tempi affinché: «( ... ) si manifesti una forza spirituale che cambi la natura umana e rinnovi gli uomini e i popoli. Occorre che si stabilisca un’autorità spirituale che sia accettata so luogo: a East Ham e hanno respirato la stessa aria. Il Riarmo morale è un movimento rivoluzionario (...) si pensi allo spirito che Keir Hardie ha infuso nel mondo operaio (...) il movimento sindacale inglese è nato da un rinnovamento spirituale» (F. Buchman, “Refaire le Monde”, Paris, La Compagnie du Livre, 1949, p. 76, con la prefazione di Robert Schuman). Keir Hardie fu co-fondatore della Fabian Society. 7 ovunque e da tutti. Solamente così l’ordine sorgerà dal caos negli affari nazionali e internazionali»28. Di unità fra le religioni, peraltro, scriveva ancora, nel 1946, sulla rivista “Le Temple” un’autorità in campo massonico, il Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Francia, il 33° grado barone Yves Marsaudon, legato a Giovanni XXIII da stretti vincoli di amicizia: «All’origine dei primi congressi ecumenici, l’intervento dei nostri fratelli anglosassoni e scandinavi fu determinante e la loro azione ha proseguito senza sosta nel senso dell’unità cristiana»29, illuminando altrove, in modo irrevocabile, il senso ultimo di questa unità: «Cattolici, ortodossi, protestanti, israeliti, musulmani, hindu, buddisti, liberi pensatori, liberi credenti non sono che nomi; “massone” è il cognome»30. Concludiamo con una citazione tratta da un significativo libro, pubblicato da una casa editrice massonica, del noto religioso p. Rosario Esposito, professore in diverse università pontificie e strenuo sostenitore della Massoneria: «(poiché) due realtà identiche con una terza, sono identiche anche fra loro, e le tre realtà sono appunto, in questo caso, la Massoneria, la Società delle Nazioni ONU e la Chiesa, è giocoforza desumerne che la Chiesa del Vaticano II e la Massoneria costituiscono ormai una cosa sola»31. nobiliari, tradizionali o recentemente acquisiti»; la rivoluzione degli spiriti si compirà con la riduzione di tutti i valori ad un unico denominatore; il «nuovo umanesimo» o «umanesimo integrale»; far comprende ai massoni, ancora fermi a una furiosa offensiva contro la Chiesa, e non ancora preparati alla tattica del “solve et coagula” (scompiglia e riunisci), il gioco sottile dell’assorbimento della Chiesa, disunendo i cattolici e tendendo apparentemente la mano alla Chiesa stessa; far sparire, affinché gli attacchi possano essere fruttuosi, la diffidenza ancora esistente nei cattolici contro la Massoneria; col passare degli anni, emergerà uno spiritualismo ecumenico «al di là di tutte le religioni»! Dal 1921, negli ambienti modernisti circolava un memoriale anonimo (Le Mémoire sur la Sapinière - Memoriale sulla bara) che diventò un’arma nelle mani di quei cattolici appassionati di un “ordine nuovo” nel nome del quale vengono deplorati gli indugi della Chiesa e affermata la necessità di porla nel senso della storia, Il PIANO SINARCHICO La lotta della massoneria, strumento dell’ebraismo anticristiano, contro la Chiesa, sembra giunta al suo epilogo con la sudditanza dei vertici della Chiesa al programma sinarchico di cui riportiamo qualche nozione dal nostro volume “Il vitello d’oro” (1989, esaurito). Come salvare la Chiesa dalla stretta massonica se anche i vertici stanno al mortale compromesso? Contemporaneamente, nel 1922, nascevano, a Vienna, il Movimento Pan-europeo e, in Francia, il Movimento Sinarchico, entrambi ispirati al programma di essere modelli di quella organizzazione che dovrà diffondere i principi dell’“ordine nuovo”. Tra i vari compiti, la Sinarchia dovrà: integrare tutte le tendenze dello spirito, culturali e religiose, attraverso una rivoluzione silenziosa, ma reale e totale, che si compirà «ignorando i privilegi ecclesiastici, adeguandola alla evoluzione dei tempi in direzione modernista. Il dialogo tra massoni ed ecclesiastici diventava una realtà, dapprima in Germania, poi in Francia con gli incontri di AixlaChapelle, ecc., e una serie di conversazioni rivolte a por termine alle polemiche tra cattolici e framassoni. Questo tentativo di dialogo coinvolse, in seguito, altri 28 Y. Moncomble, “La mafia des chrétiens de gauche”, Paris, ed. Yann Moncomble, 1985, p. 15. 29 Allude all’opera del Consiglio Mondiale delle Chiese (W.C.C.) e dei suoi fondatori, cit. in P. Virion, “Mystère d’iniquité”, Saint-Céneré, Éditions S. Michel, 1967, p. 131. 30 Y. Marsaudon, “L’Oecuménisme vu par un Franc-Maçon de Tradition”, Paris, Éditions Vitiano, 1964, p. 126. 8 La sala di meditazione all’ONU. sacerdoti. Nel 1935, venne alla luce il Pacte Synarchique, un documento segreto che (in 13 punti e 538 articoli) esponeva i princìpi e le tecniche della pianificazione sinarchica mondiale: – tutte le religioni sono uguali e ugualmente chiamate a integrarsi nella visione sinarchica; – in particolare, l’adattamento del Cattolicesimo alla Sinarchia impone: un suo avvicinamento culturale alle altre religioni e un addolcimento giurisdizionale secondo le esigenze del collegialismo sinarchico; il riavvicinamento della Chiesa alla Massoneria, motivato anche dal fatto che la Massoneria avrebbe un fondo di cristianesimo non riconosciuto dai Papi che l’hanno condannata (di qui la necessità di rivedere le condanne); – la Sinarchia comporta la creazione di un “Ordine Nuovo” che abbracci tutte le manifestazioni della vita sociale e individuale (religioni, culture, imprese, sindacati, ecc.): «La nazione sinarchica si manifesta ontologicamente attraverso l’insieme dei suoi universitari, pedagoghi, ecclesiastici, artisti, saggi, intellettuali, tecnici puri: essi formano una demos-ideocrazia di servizio, di merito, di talento». Anima di questa religione universale: l’esoterismo; – ne risulterebbe un “uomo nuovo” cosmopolita, le cui idee, aspirazioni e comportamenti dovrebbero omogeneizzarsi con un nuovo ordinamento mondiale, elaborato dalle alte sfere della Sinarchia al di sopra di ogni diversità di religione, di razza, di sesso, di ceto sociale. – La dottrina sinarchica troverebbe la sua rappresentazione plastica nel “Tempio della Comprensione” (The Temple of Understanding), in progetto da alcuni anni a cura di studiosi ed esperti di religioni, associati allo scopo, negli Stati Uniti. «II “Tempio” doveva sorgere sulle rive del fiume Hudson, a nord-ovest di Washington, ma il progetto originario fu mutato poiché la località prescelta - come è stato comunicato da Washington, da persone che lavorano alla sua esecuzione - non consentiva la realizzazione di quell’oasi di pace più confacente ad un luogo di raccoglimento, di meditazioni e di studi, cui vuole essere destinato il “Tempio”, come nelle intenzioni dei suoi promotori...». 31 Rosario F. Esposito, “Le grandi concordanze tra la Chiesa e Massoneria”, Firenze, Ed. Nardini, 1987, p. 197. “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 OCCHI SULLA POLITICA TU QUOQUE, PUTIN, HAI CAPITOLATO,VASSALLO DIVENTANDO DELLA NATO! LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) LA CHIESA E I MERCANTI Il mondo è ormai finito nelle mani Dei farisei che, uniti ai frammassoni, Stanno piegando tutte le Nazioni, Per realizzare i dettagliati piani Dei noti Protocoli degli Anziani, Oggetto di continue discussioni, Generalmente, sulle attribuzioni, Ma con riscontri chiari, quotidiani! Ora la Russia, che al proletariato Il paradiso in terra avea promesso, Piega il ginocchio ed entra nella NATO, Con Belzebù scendendo a compromesso: Il Dèmone che aveva condannato, Dalla rivoluzione, tanto spesso! Prof. Arturo Sardini Chiosa Firmando con l’America il trattato E che poteva fare Vladimiro? Adesso siamo tutti sotto tiro Dei farisei che guidano la NATO! L’Austro-Ungarico impero fu distrutto! La nuova Europa, conta men che niente! La Chiesa ebreo-massonica acconsente! Per cui non resta che vestirci a lutto! Chiusa Senza discuter sull’attribuzione, Come purtroppo, si continua a fare, Da quel che avviene, non si può negare, Che i Protocolli avevano ragione! “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 La Dottrina Sociale della Chiesa rifiorisce, ma deve fare i conti con un’abile operazione di appropriazione indebita da pate dei “liberisti” e dei “collettivisti”. Solo la Dottrina Sociale Cattolica “offre un insieme di princìpi di riflessione e di criteri di giudizio e, quindi, di direttive d’azione perchè siano realizzati quei profondi cambiamenti che le situazioni di miseria e d’ingiustizia esigono, e ciò in modo che contribuisca al vero bene degli uomini”. Questa non è la “terza via” tra “capitalismo liberista” e “collettivismo marxista”, e non si può dire che essa si concilia meglio con l’uno piuttosto che con l’altro, come non è neppure un superamento di queste dottrine economiche. Il fatto che la Dottrina Sociale della Chiesa difenda il diritto di proprietà privata, spesso, è stato preso come un indice di preferenza della Chiesa per il modello dell’economia liberista, dellaproprietà privata dei mezzi di produzione, della utonoma iniziativa di singoli e gruppi. Questa parziale verità non significa per niente, però, che la Chiesa abbia mai fatto, o voglia adesso fare una scelta a favore del sistema capitalistico. Per la Chiesa, infatti, “continua a rimanere inaccettabile la posizione del rigido capitalismo, il quale difende l’esclusivo diritto della proprietà privata dei mezzi di produzione coe un dogma intoccabile della vita economica”, tanto “da non escludere la socializzazione, alle opportune condizioni, di certi mezzi di produzione da “proporre “la comproprietà dei mezzi di lavoro, la partecipazione dei lavoratori alla gestione o ai profitti delle imprese, il cosiddetto azionariato del lavoro, e simili”. Si afferma anche che il vero discrimine tra il “modello economico occidentale” e quello “orientale” non è il capitale, che esiste infatti in entrambi modelli - addirittura con una maggiore concentrazione nel modello orientale - ma il “libero mercato”, quasi a lasciar intendere che sia proprio questo l’elemento di accettazione e di preferenza della Dottrina Sociale della Chiesa. Ma anche questo non è vero! Il vero discrimine per la Chiesa sta nella visione dell’uomo, nei suoi aspetti naturale e soprannaturale; è questa antropologia che, per Lei, deve essere il fondamento di un qualsiasi sistema economico; e questa concezione esclude che l’uomo possa essere trattato come un “strumento di produzione” e, quindi, che il suo lavoro possa venir trattato come una “merce” o come una “forza” necessaria alla produzione, la quale sembra sia dotata di un “proprio mercato” e di “proprie leggi” spesso in conflitto con le priorità e le necessità della condizione umana. Questo è il “primato dell’uomo, nel processo di produzione”; è “il primato dell’uomo di fronte alle cose” e, quindi, è la “priorità del lavoro nei confronti del capitale”! 9 Documenta-Facta Altare del Miracolo. Santuario del Miracolo Eucaristico. 10 IL MIRACOLO EUCARISTICO DI LANCIANO La Carne è vera Carne. L’antica Anxanum dei Frentani conserva, da oltre dodici secoli, il primo e più grande Miracolo Eucaristico della Chiesa Cattolica. Tale prodigio avvenne nel secolo VIII d.C., nella piccola chiesa di San Legonziano, per il dubbio di un monaco Basiliano sulla Presenza Reale di Gesù nell’Eucarestia. Durante la celebrazione della Santa Messa, fatta la doppia consacrazione, l’ostia diventò Carne viva e il vino si mutò in Sangue vivo, raggrumandosi in cinque globuli irregolari e diversi per forma e grandezza. L’Ostia-Carne, come oggi si osserva molto bene, ha la grandezza dell’ostia grande attualmente in uso nella Chiesa latina, ed è leggermente bruna e ricca ed antica ampola di cristallo. I Frati Minori Conventuali custodiscono il Miracolo fin dal 1252, per volere del Vescovo di Chieti, Landulfo, e con Bolla pontificia del 12. 5. 1252. Precedentemente, si erano succeduti i Monaci Basiliani fino al 1176 e i Benedettini fino al 1252. Nel 1176 i Francescani costruirono l’attuale Santuario. Le analisi, eseguite con assoluto rigore scientifico e documentate da una serie di fotografie al microscopio, hanno dato i seguenti risultati: «La Carne è vera Carne. Il Sangue è vero Sangue. La Carne e il Sangue appartengono alla specie umana. La Carne è un “CUORE” completo nella sua struttura essenziale». Il Sangue è vero Sangue. diventa tutta rosea se osservata in trasparenza. La Carne, dal 1713, è conservata in un artistico Ostensorio d’argento, mentre il Sangue è contenuto in una “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 UN PRESEPIO SACRILEGO? Ora, ecco come appariva il presepio, allestito per il Natale 2002, nella nicchia dell’altare laterale all’altare del miracolo della Basilica di Lanciano: la capanna, in cui vi sono Giuseppe Maria e il Bambin Gesù, è incorniciata da tre scritte colorate: Bibbia, Corano, Talmud, che sopra la capanna si trasformano in un “fascio di luce bianca” che converge, in alto, su una “stella a cinque punte” con la punta rivolta verso il basso. Se non si fosse più che certi dell’ingenuità di chi ha concepito questo presepio, saremmo costretti a pensare che il simbolo per eccellenza della Massoneria, la “stella a cinque punte”, riassume nella sua dottrina gnostica tutte le religioni che, nell’insieme delle loro verità parziali (rappresentate dai colori), formano la religione universale massonica (rappresentata dalla luce bianca). Il significato della Stella a cinque punte, con la sua punta verso il basso (simbolo degi istinti immondi), lo potremmo meglio comprendere con le parole tratte direttamente dal Talmud. riam”, nel Talmud viene chiamata, sprezzantemente, escremento. L’indole di Gesù: «Simile a una bestia, fu appeso al patibolo, sepolto come una carogna su un mucchio di sporcizie; infine, gettato nell’inferno»! I cristiani, per il Talmud sono chiamati: idolatri, servi degli idoli; eretici; plebei, rozzi, ignoranti; persone carnali, fuori della grazia di Dio. La domenica, giorno del Signore, è chiamata giorno di disgrazia. La Chiesa cristiana è chiamata casa di stoltezza, casa di turpitudine, casa spregevole, latrina. Il Sacrificio dei cristiani è chiamato stercorazione, come è detto dei pagani che aprono l’ano e defecano dinnanzi al loro dio. I cristiani sono subdoli assassini, omicidi, da cui occorre guardarsi. L’anima dei cristiani proviene dalla “crosta rognosa della natura di Dio”. Sono simili allo sterco. «Un cane è migliore di un cristiano» «se un giudeo contrae matrimonio con una cristiana, esso è nullo» e «genera cani». Sono figli del diavolo. «I cristiani, come servi o bestie al servizio dei figli d’Israele, appartengono al giudeo con la loro vita e le loro sostanze». È lecito, per legge, prestare ai cristiani denaro con usura. Ogni frode, menzogna, spergiuro, sono permessi al fine di condannare un cristiano. «Si devono combattere i cristiani con ogni astuzia, evitando che i fatti si ritorcano a danno dell’ebreo». «Se un israelita si fa cristiano, comandiamo che sia ucciso e perseguitato fino all’inferno». «Quando Roma sarà devastata, allora sarà la redenzione degli israeliti». «Anche il migliore dei cristiani merita di essere ucciso». «Nessuna letizia è data a Dio Benedetto, maggiore di quella che noi gli diamo estirpando i cristiani da questo mondo». «È lecito strangolare il cristiano anche di sabato». 244: Combattete nella via di Dio e sappiate che egli conosce ogni vostro pensiero. V. 33: I miscredenti, in verità, sono per voi dei nemici dichiarati. IV. 71: O voi che credete! Preparatevi convenientemente al combattimento, indi muovete contro i vostri nemici tutti insieme, o a piccoli gruppi. 193: Uccideteli ovunque li incontriate e cacciateli via da dove essi hanno cacciato voi. 127: Il vostro Signore vi renderà vittoriosi, e ciò per uccidere ed umiliare i miscredenti, i quali saranno così perdenti in questa e nell’altra vita. 84: Il tuo Signore non permetterà mai che i miscredenti riescano ad impedirvi di lottare per la religione, ed il suo castigo si abbatterà su di essi. V 33: In verità, quanti si opporranno a Dio ed al suo Inviato, e che portano la corruzione sulla terra, saranno uccisi e crocifissi, avranno loro tagliate le mani e le gambe... 51: O voi che credete! Non abbiate amici tra la Gente del Libro (ebrei e cristiani). 39: Combatteteli, dunque, finché non vi sia più scandalo e il culto tutto sia reso a Dio. 14: Siate, nel combattere gli idolatri, la mano di Dio, che li castiga e li copre d’ignominia. Egli vi aiuterà in questa lotta e renderà saldi i vostri cuori. 17: Ma voi non li uccideste, bensì Dio li uccise, e non eri tu a lanciar le frecce, bensì Dio le lanciava... 60: Allestite contro di loro forze e cavalli quanto potete, per terrorizzare il nemico di Dio e vostro... 73: Combatti, Maometto, contro i miscredenti e gli ipocriti e non dare loro tregua. 52: E a che cosa potremo andare incontro, se non alla vittoria o al martirio? 123: O voi che credete! Combattete i miscredenti che sono attorno a voi, affinché essi sappiano di quale tempra sono i credenti. 113: Non chiedeteci, Tu ed i credenti di perdonare agli idolatri, fossero pure i vostri parenti prossimi, poichè ad essi è riservato il fuoco eterno. IL CORANO IL TALMUD Chi è Gesù nel Talmud? Il suo nome viene evitato, o pronunciato in modo blasfemo sputando a terra. Gesù viene chiamato: Sia distrutto il suo nome e la sua memoria; abominio; quel tale, quello là; l’Appeso; insigne ladrone. Come nacque? Il Talmud dice che era figlio di Stada (= prostituta). Maria, vera Madre di Gesù, in ebraico “Mi- “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 Alcune citazioni tratte dal Corano: 216: Vi è prescritta la “Guerra Santa”, anche se ciò può non riuscirvi gradito. Ma questa prescrizione è per voi un bene... 142: Pensate forse di entrare inParadiso senza che Dio vi veda combattere la “Guerra santa” con fede salda e sicura? 11 LA MODERNITÀ di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri da una “Lettera Pastorale al Clero”. 1 C ari Confratelli, molti di voi sentono prepotente il bisogno di essere moderni. E in questo sono spesso guidati da uno zelo puro ed encomiabile. Altri di voi hanno una singolare paura di essere, - ed anche più di sembrare, - antichi. La ragione per cui costoro sono in tale situazione di spirito è forse più complessa. Comunque, quello che costituisce bisogno o paura è sempre una “questione”, e di natura sua (come tutti i bisogni e tutte le paure) genera più di una confusione. Riflettendo che le confusioni, soprattutto se messe in testa a generali orientamenti dell’intelletto, della pratica, dell’azione e del metodo, danno luogo a seri guai, abbiamo concluso che il Nostro dovere di responsabile delle anime vostre Ci imponeva di adoperarCi a far chiarezza sull’argomento. Ecco perché vi dedichiamo questa Nostra lettera, che si preoccupa appunto di chiarire il concetto di “moderno” e di “modernità”. (...). Si dice che dobbiamo tenere il passo coi tempi. Ciò è vero, ma fino ad un certo punto. Ricordatevi che i tempi passano, le vampate si raffreddano, le celebrità vanno in museo, i fatti muoiono. Noi invece dobbiamo restare. Sì, restare, per la missione che dura fino alla fine dei tempi e per legare tra loro età ed esperienze, affinché ogni cosa si redima in Cristo e le anime si salvino. Accompagnare sì; precipitare con chi precipita, no! (...). 1 - IL CONCETTO DI “MODERNO” Che cosa è dunque “moderno”? Evidentemente, “moderno” è quello che appartiene al tempo in cui si vive, non appartiene semplicemente al passato. Non si separa l’idea di modernità da quella di contemporaneità. Però, se si vuol essere meno generici e più precisi, bisogna giungere a definire il “moderno” così: è quello che si adegua al tempo in cui si vive. 12 inderogabile condanna. Ha detto poco e forse nulla. Poiché “moderno” richiama “adeguazione”, si tratta di vedere a che cosa ci si adegua, se è buono, se è male, se è meglio, se è peggio. Bisogna convenire che l’idea di “adeguazione” inclina all’ottimismo e cioè più facilmente richiama il meglio che il peggio; ma non è detto sempre. Dunque, il “moderno” non è affatto indiscutibile. L’idea di una adeguazione ai tempi nuovi (nel che sta il “moderno”) da che nasce? Che è mai a porre questo problema? Se i tempi, ruotando, non inducessero mutazioni nelle cose di questo mondo, non ci sarebbe mai da affannarsi, per tenersi aggiornati e stare alla pari coi tempi medesimi. Ecco che salta fuori il concetto di “mutazione”. Con questo bisogna fare i conti per capire la delicatezza tutt’altro che semplice del termine “moderno”. Enumeriamo le considerazioni, che si ritengono più atte a precisare le idee su questa materia. Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. Se si vuol leggere in questa magica parola, la quale eccita chi corre e fa arrossire chi rimane indietro, aizza e stronca, bisogna approfondire il suo distintivo saliente. Il “moderno” adegua. Si tratta dunque di “adeguazione”. Che è questo? Commensurarsi, uniformarsi, aggiornarsi, adattarsi, imitare, seguire. Non è detto che tutte queste cose siano sempre belle; che lo siano, dipende da altro. Basta questo per affermare subito una proposizione fondamentale; che la parola “adeguazione”, modernità, non ha un valore assoluto e per sè non dice né bello, né buono, né brutto, né cattivo. È una parola di valore relativo. Con questo sono serviti tutti coloro i quali pronunciano la parola “moderno” con la asseveranza di chi ha detto tutto, di chi ha enunciato l’inappellabile criterio o la QUELLO CHE NON MUTA Che cosa muta veramente a questo mondo? Val la pena di porsi la domanda, forse la più importante di tutte, per capire in che cosa, se mai, ci si debba aggiornare, per stare alla pari coi tempi ed in che cosa non siano da indurre mutazioni. L’entusiasmo porterebbe forse a dire che tutto muta. Ma l’entusiasmo non è un buon princìpio logico. Sta di fatto che alcune cose né mutano, né muteranno. Esse sono almeno le seguenti: – le verità eterne, portate in qualunque modo in notizia degli uomini; – la natura umana e tutti gli essenziali rapporti che ne conseguono a stabilire il diritto e il dovere tra gli uomini; – lo stato di debolezza indotto dal peccato d’origine; – le relazioni tra l’uomo creatura e Dio “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 suo Creatore, circa la completa dipendenza ed i principi regolanti la vita morale. Questo elenco non si può dire sia completo, tuttavia - agli effetti per cui vi scriviamo - può essere sufficiente. Osserviamo, ora, partitamente le affermazioni sulle cose che non mutano. Non mutano le verità eterne. La ragione è che non muta Dio, né in se stesso, né in quello che fa. Ora, le verità eterne vertono precisamente su Dio e su quello che Dio ha fatto e fa. Non mutano, dunque, le verità della Fede, non muta l’amore, la giustizia, e la Provvidenza divina, non muta il piano segnato dalla Eterna Sapienza, non muta il fine che Dio ha dato all’uomo. le negazioni e le stranezze ci si inserisce in quel piano e nella stessa vita. Afferma, inoltre, che noi siamo, sì, degli attori, ma degli attori ai quali non toccano davvero tutte le parti di questo grande dramma. Non muta il fine che Dio ha segnato per gli uomini. Tale fine è Dio stesso. La immutabilità del fine, nel quale e per il quale solamente si giustificano le cose, riflette una ineffabile serietà su tutto. A parlare del fine ultimo è come se si facesse il silenzio in una gran gazzarra. Esso rappresenta la più grande legge, l’unico vero orientamento, il perfetto criterio d’ogni giudizio. Non muta la natura umana. Infatti, essa, anche lasciando da parte ogni considerazione filosofica utile all’uomo, è oggetto di una rivelazione divina che è immutabile; sicché, come non muta la verità divina in merito, neppure muterà il tipo dell’uomo che da essa è fissato. Ciò è veramente importante e mette in guardia contro quella evanescenza culturale, la quale, per sentimento e non per raziocinio, si adatta a pensare le cose in slittamento non tanto perenne quanto comodo. Più ancora mette in guardia contro la moda di confondere oggetto e soggetto, conferendo con leggerezza, al primo, le stesse qualità cangianti ed arbitrarie, che si possono forgiare nel secondo. Sicché nulla muta di quanto sostanzialmente riguarda l’uomo. Non muta la debolezza indotta dal peccato d’origine. Precisiamo che non muta nella sua sostanza e facendo eccezione per straordinari doni che Dio può dare temporaneamente od abitualmente a Santi od a persone investite di missione speciale. Si tratta del resto di eccezioni, le quali confermano la regola. Questa debolezza rimane anche dopo la Redenzione ed è superabile per l’ausilio della grazia attuale; la grazia però, volendo il concorso della libertà umana, non dispensa dalla lotta, e lo stato di lotta attesta di per sè che si è soggetti a subirla e pertanto si è deboli. Tutto questo è talmente evidente che non ha bisogno di dimostrazione, e forse al mondo nulla è tanto chiaro ed inoppugnabile come la sua debolezza. La quale verte sull’intelletto e gli arreca facilità di ignoranza, pericolo di illusione, possibilità indefinite di sogno e crepuscolarità o malattia; verte sulla volontà e su tutte le potenze. Non si possono ritener neppure serie tutte le spavalderie consolatorie dette in contrario. Non muta il piano segnato dalla Sapienza Eterna. La ragione è che non muta quella Sapienza, dalla quale è stato segnato nella perfetta conoscenza di ogni cosa, senza dimenticanze, senza sconnessioni e senza sorprese. L’esserci una Sapienza Eterna a presiedere al piano del mondo e della vita, stabilisce una continuità nelle cose, misteriosa per noi, sì, ma tale da far intendere che non con “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 I princìpi che abbiamo affermato, cari Confratelli, hanno incalcolabili conseguenze, che verranno in chiaro man mano si dovranno trattare argomenti specifici. Allora, ve ne preavvertiamo, affinché non vi sfugga la connessione logica di questo Nostro discorso, dovremo sempre appellare ai principi ora enunciati. QUELLO CHE MUTA Dopo aver parlato delle cose che non mutano, verità e giustizia vuole sì venga a parlare di quelle che mutano; non tanto per elencarle - sono infatti troppe - quanto per richiamare le categorie nelle quali più facilmente si classificano. Ciò servirà a irrobustire la netta distinzione tra le prime e le seconde, offrendo la miglior base per formulare un ponderato ed equo criterio nel contegno morale. Stiamocene anzitutto nel campo obbiettico, cioè in quello che è di per se stesso e non dipende dalle condizioni di spirito, normali o anormali che siano, degli uomini. Tutte le cose terrene hanno un ciclo, per cui nascono e muoiono, vanno e vengono, compiono una missione e si ritirano. Il ciclo verte sulle capacità, sulle funzioni, sull’azione, sulle contingenze e sugli accidenti, arrivando nelle cose corruttibili perché composite alle stesse sostanze ed è dominato dal finalismo impresso in tutti gli esseri. Non meno dei corpi stellari negli immensi spazi, le piccole cose di quaggiù compiono la loro orbita. Ma questa è dominata non dai gusti nostri, sebbene dalla legge per cui servono al loro Creatore e ne eseguiscono il piano. Tanto basta per dire che molte “mutazioni” altro non sono che “tramonti”. Altre “mutazioni” sono delle “maturazioni”; maturano, però, tanto i farmaci che i veleni. Ciò che impone una coraggiosa distinzione tra oro ed orpello, tra il “nuovo” e il “decadente”. Tutti coloro che pensano alla “modernità” debbono temere di confonderla con la “decadenza”. Una mutazione generale è indotta dal progresso. Il progresso è l’accumulo delle conquiste del passato rimaste viventi o latenti nella cultura, nella vita e nella tradizione. Muta perché aggiunge qualcosa. Non si può nascondere che questo è il cartello più consolante tra quanti indicano “mutazioni umane”. È specialmente vero, se il progresso, filtrato, diviene raffinatezza e ricchezza dello spirito. Ciò che è alquanto difficile, perché il primo incontro, il progresso lo fa, sì, con l’intelligenza, che lo genera, ma il secondo lo fa con le comodità umane in modo tanto impegnativo da arenarvisi spesso senza ritornare allo spirito. I rapporti tra uomini e uomini, tra uomini e cose generano una infinita serie di mutazioni. La ricchezza di cui Dio ha dotato la natura umana è tale, che noi possiamo essere indefinitamente dinanzi a fatti con sfumature nuove. La stanchezza è forse la più grave e determinante ragione per la quale gli uomini cercano il “nuovo” e lo cercano con inesauribile sete. La stanchezza può incoscientemente indurre ad una fuga dal passato, ad una irrazionale condanna di quello che fu allineato lungo la sua noia. L’impoverimento dell’anima induce a corse pazze fuori di essa. Non è difficile pensare che cosa accada quando l’impoverimento è di generazioni intere, di ambienti culturali, di civiltà. La libertà, finalmente, quella per cui l’uomo è signore del proprio destino, del suo consenso e della sua negazione, può rifrangersi in innumerevoli modi, può valersi di quanto è stato fin qui enumerato, può subirlo per ulteriormente rifrangerlo. Attraverso tutte queste mutazioni il mondo cammina verso l’ultimo dei suoi giorni, frettoloso di conoscere tutto, di esaurire tutto, di offrire con la massima abbondanza oggetti alla scelta e all’impiego della 13 intelligenza e dell’amore. Demone dell’alterazione, su tutto, corre il peccato. Gli si pongono accanto le anormalità e le malattie. Molti cosiddetti sistemi, o ideologie, o teorie filosofiche, fanno collezione di tutto, e allora le più grandi avventure storiche; tra esse, fatale variante alla monotonia umana, le guerre. PRIME CONCLUSIONI A questo punto, dobbiamo trarre qualche conclusione. La quale ci permetta di orientarci. È diventata evidente la verità della affermazione fatta sopra: il termine “moderno” e “nuovo” può essere talmente vettore di bene e di male, che di per sè non indica né un bene, né un male. Non può, quindi, di per sè, decidere dell’adesione o della riprovazione nostra, perché richiede prima che si ponderi bene di che cosa si tratta e quale legittima origine abbia la mutazione per cui si genera il “nuovo”. La ponderazione e la prudenza, non il pregiudizio e la antipatia, ci fermano sulla soglia di ogni cosa nuova e ci obbligano ad usare con pazienza i mezzi di discernimento, che Dio ci ha dati. Tale conclusione, con spirito ragionevolmente aperto ma non facilone, presiede a quanto vi verremo esponendo. In più, le distinzioni teoriche fatte sopra sulle diverse cose che mutano, che non mutano, che non possono mutare, nonché le indicazioni in esse contenute sul “nuovo migliore” e sul “nuovo peggiore” ci daranno il pratico elemento di discernimento per risolvere via via le questioni. tivi all’ordine del giorno nelle preoccupazioni, nei discorsi e nella stampa seguono la veloce curva di intricati avvenimenti, fuggenti dall’immediato passato. Tutto questo, magari a stento e non sempre con nobiltà o senza volgarità, dà vagiti nuovi nella repubblica letteraria. La psicologia collettiva ha acquisito particolari paradossali e contrastanti. I problemi sociali sono venuti in primo piano - almeno nei cartelloni ed equivalenti - ed hanno potuto dare una tintarella demagogica a tutto. La moda ed il divertimento hanno legami sempre più assoluti e tirannici con l’industria. L’opinione pubblica, appunto perché troppo frettolosa e volubile, vive più facilmente di imbeccate. La casa viene sempre più largamente sostituita dalla strada, il giorno dalla notte, il lavoro dalla fortuna, i figli dai cani, la voglia di lavorare dall’ardore polittico, i mestieri degli uomini dalle donne, la patria dai partiti, le ragioni dagli urli e i diritti dalle pretese. Nel pensiero, l’esistenzialismo viene as- QUELLO CHE C’E DI NUOVO Poiché i criteri sopra esposti vanno applicati alle cose di questo mondo e, per di più, nei nostri tempi, è opportuno scendiamo a delle considerazioni di fatto e ci chiediamo: che c’è dunque di nuovo a questo mondo ed in questo nostro tormentato tempo? Che cosa è il “moderno”? Solo quando lo avremo saputo, potremo essere informati per abbozzare un giudizio sull’orientamento del nostro pensiero e della nostra azione circa tutte le questioni particolari che interessano la modernità. Non abbiamo affatto la pretesa di dire quanto c’è di nuovo nel nostro tempo. Non saremmo da tanto; ma neppure è necessario farlo. Un saggio è sufficiente. E poiché siamo in un’indagine di fatto e non di diritto, dichiariamo che “nuovo”, per Noi, è semplicemente quello che non era prima, prescindendo per ora da una valutazione. A guardare in superficie il “nuovo” parrebbe presto descritto. La geografia politica non è quella di pochi anni or sono. Lo stesso dicasi della configurazione economica, che ha insieme ad antichi elementi nuove ansietà, nuovi mezzi e nuovi contrasti in una più complicata tecnica. I mo14 sumendo il ruolo tenuto prima dall’idealismo, ma non sempre c’è qualcosa di pronto a raccogliere la volonterosa eredità di quello. Gli uomini sono più distratti fra tanti clamori e tante clamorose reminiscenze; essi ricordano meno la legge morale, si sentono più liberi e sufficienti. I due sessi hanno abolito una gran parte delle distinzioni ed ostentano una chiara indipendenza dai limiti, dai modi e dai mobili dei loro nonni. Quasi tutti gli atti della vita sono diventati oggetto o base o meta di imprese commerciali e di calcoli accurati. Si è giunti sulla via di farsi in tutto servire dai congegni per via di un vertiginoso progresso, e la bomba atomica, coi suoi immediati succedanei, già annunciati, ci garantisce il potere veramente nuovo di far saltare all’aria anche il nostro mondo. Per tali motivi tecnici, è incredibilmente cresciuta la possibilità che pochi uomini comandino, arrabattino e distruggano, almeno moralmente, tutti gli altri. E non tutto questo, sotto tutto questo, sempre nuove dedizioni a Dio, sempre nuove opere, sempre nuovi fondamenti di solidità future, sempre l’azione feconda dello Spirito Santo nella Chiesa, sempre nuovi Santi, una maggiore e sempre più chiara e ferma distinzione tra le vie del bene e del male. In tutto, il senso di una corsa - è la già grande novità - di una gran fretta come se l’ebbrezza di possedere la terra e di conoscerla tutta per esserne più presto stanchi o meglio vittoriosi, avesse invaso gli uomini, la parte notevole dei quali non trova più la porta dell’anima propria per rientrare in sè stessa. Ma tutta questa descrizione, non ci soddisfa. Vediamo di esaminare le cose con maggiore profondità. Cerchiamo l’ossatura. Raggruppiamo pertanto sotto alcune voci comprensive le maggiori manifestazioni del mondo. Esso si trova nel campo dei rapporti intercorrenti tra gli uomini e le cose. Infatti, noi possediamo innumerevoli segreti della natura. Nel carpirli e nello sfruttarli, traducendoli sempre più facilmente nell’uso comune, si direbbe che i tempi precipitino. In tal modo, la materia diviene sempre più docile nel servizio degli uomini. Tutto ciò ha meravigliosamente aumentato la comodità (almeno per gli uomini meglio provveduti), l’automatismo, la sostituzione delle fatiche umane e, finalmente, la velocità. In conseguenza ed in sottordine sono singolarmente cresciuti gli sforzi della fretta, i rumori e l’esercizio delle potenze umane, le quali non si svolgono quasi più in pacifica calma, ma sono continuamente sollecitate e pressate dagli oggetti e dai casi, che con vertiginosa sveltezza si presentano. Ciò significa che è ingigantita l’“azione”, come effetto logico del progresso materiale e tecnico. E poiché con l’“azione” si interessano gli uomini tra di loro, ecco il frutto nella crescente complicazione dei “rapporti”. E questi hanno condotto alla progressiva “polverizzazione” delle competenze specifiche. Si ha la “dilatazione”. Il piccolo uomo ha straordinarie ricchezze e potenzialità lo dimostra -, ma rimane quello che è, ed è spinto nervosamente ad arrivare in poco tempo a indefinite cose. Si ha la vertigine del trionfo sul tempo, sullo spazio, sui limiti, sulla vita. Non ancora sulla morte. Questo è il “nuovo”. È sufficiente notare che questo “nuovo” ha una base essenzialmente, materiale: si tratta, infatti, di forze fisiche della natura, ampiamente asservite. “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 Il “nuovo” lo si ha pure nel campo dei rapporti fra gli uomini. È in diretta conseguenza di quanto è stato detto sopra. Basta osservare che il progresso materiale e tecnico favorisce il contatto, la coordinazione, l’immediatezza, quindi l’organizzazione e l’accentramento. Per questo, chi prevale può prevalere del tutto. Il fatto spiega molti aspetti della vita economica e politica dei nostri tempi, spiega la facilità delle dittature in campo economico ed in campo politico. E mette a fuoco una verità dura, ma chiara: il progresso materiale porta a queste, se non è controbilanciato da un vero progresso spirituale od almeno da un’autentica sanità spirituale. I materialisti puri, si chiamino come credono (ciò non ha importanza), non faranno che donarci delle tirannie. Le deportazioni recenti di popoli interi, le esecuzioni in massa coi mezzi chimici, la forzatura eseguita coi mezzi e metodi scientifici a piegare psicologia volontà e personalità umana, disegnano un volto assolutamente nuovo e impensato per i nostri nonni alla violenza, alla prepotenza, al calcolo ed alla ragion di Stato. Si rivela, così, un altro elemento nuovo che grava su tutti i rapporti, che orla di angoscia molte prospettive dell’avvenire e spiega perché sia aumentato, come forse mai nella storia, il regno della paura, il rispetto umano, il panico collettivo. Osservate, come tutti, in qualche misura, ci si preoccupa di quel che accade in tutto il mondo; e ciò, se può avere una giustificazione in un più largo esercizio della pietà e previdenza per le miserie altrui, non è in sostanza un progresso utile alla nostra pace. È entrata una forza che è magnifica e bruta insieme, che esalta ed atterra. Il “nuovo” lo si ha negli uomini stessi. Non nella loro natura, però. La loro attività psicologica, emotiva e sentimentale tende ad essere trascinata dal veloce ritmo delle cose materiali, siccome s’è detto sopra. Ne viene un aumento ed una dilatazione, che non è priva di aspetti belli e interessanti, che va ben più a danno della profondità e della sostanza. Ciò spiega la prevalenza e la presa delle apparenze, aiuta a comprendere la minore sensibilità morale, la faciloneria di coscienza ed il sentir meno nella vita concreta i grandi richiami del mistero dell’eterno e della morte. Il chiasso distrae. La tendenza ad andare in superficie, può anche aiutare a capire perché mai molte cose siano tanto vuote. Rarefazione ed eccentricità, cerebralismi ed entusiasmi tifosi hanno forse la stessa radice. Troppe cose si hanno a fare a tutto si assottiglia e perde di consistenza. Molte volte più che del mondo peccatore sarebbe più esatto parlare del mondo distratto e svuotato dal suo stesso moto. Sì, ricordiamoci che i distratti, forse, superano i peccatori. E ciò serva alla nostra fiducia ed al coraggio della nostra carità. Ora, vi preghiamo di proiettare tutte le caratteristiche manifestazioni della vita, della spensieratezza, del pensiero e dell’arte detti “moderni”, sullo schermo che abbiamo steso innanzi ai vostri occhi. Può essere che tutto vi ritrovi una certa sua logica. Concludiamo dunque questa parte: di nuovo c’è che il mondo è divenuto incomparabilmente più grande, pur avendo diminuite le distanze ed accelerato i tempi, perché ha dilatate senza misura le possibilità sue ed il dominio dell’uomo sulle cose. Ma c’è anche che tutto questo ha aumentata la leggerezza, la stanchezza spirituale e le illusioni. Concludiamo, ora, questa prima parte delle riflessioni nostre, fissando le tre seguenti proposizioni, le quali ci sembrano pienamente giustificate da quanto esposto. 1° Esiste, nel nostro tempo, del nuovo obbiettivo e buono. Esso ha fondamento nella inesauribile ricchezza posta da Dio Creatore sia nell’uomo che nelle cose. Riconoscerlo è pertanto dare gloria al Creatore. Fargli posto e prendere le misure morali per assolvere gli obblighi che esso impone, è semplicemente rispettare la legge di Dio. Sono dunque irragionevoli e forse non del tutto morali coloro i quali rifiutano di prendere atto, a tutte le conseguenze, e pretenderebbero il mondo adeguato alla loro comoda fissità. 2° È però falso asserire che “nuovo” equivalga a “buono” o “conveniente”. Sicché di ogni cosa, anche provatamente “nuova”, rimane pienamente aperta la questione sulla sua bontà, questione da dirimersi con gli immutabili criteri, per i quali si distingue il bene dal male. 3° Di molte cose “nuove” si può dire che non rispondono ai canoni del bene, od almeno ledono quelli della ragionevole opportunità, o - nella migliore ipotesi - non rappresentano una tranquillità per i loro sviluppi, per il futuro, per la gravissima possibilità di illusione. Ciò significa che il “nuovo” non dispensa dal continuare a vivere con prudenza e saggezza, niente disprezzando del vecchio, il quale, in fatto di saggezza, rimane il custode di quanto ha subìto e superata la prova. Ossia: il termine “nuovo” sostituisce nulla, costituisce invece ferma rimanendo in umile fiducia nella ricchezza e negli impensati sviluppi di ogni cosa - un nuovo campo di giudizio aperto sì, ma cautelato ed attento. (continua) I NOSTRI LUTTI Rev.do Don Stanislao Pavlin di Hong Kong A tutti i lettori di “Chiesa viva” raccomandiamo la Sua anima alla loro preghiera. “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 15 ATTENTE MAMME, VI STANNO RUBANDO I FIGLI! (Questo brano è stato tratto da un opuscolo, distribuito in tutte le parrocchie della Sicilia, da Don Salvatore Tumino, Parroco di Ragusa) T instabile, di attacchi di panico, di violenza spropositata, di incubi durante la notte, di manìa di comprare tutto ciò che vedono in tv e di tante altre cose che voi già sapete. erribile! Ma è proprio così. Attente, mamme, vi stanno rubando i figli! Ma dove? Dove sta succedendo? A casa vostra! Come? A casa nostra? Sì, proprio a casa vostra, mentre voi fate le faccende domestiche e siete tranquille, vi stanno rubando i figli, sotto i vostri occhi e voi non ve ne accorgete. Ma come? Com’è possibile? Sì, proprio così! Mentre voi pensate che tutto va bene, non va bene niente! I vostri figli sono davanti al televisore a guardare degli “innocenti” (!!!) cartoni animati e, invece, questi cartoni animati non sono per nulla innocenti. Sono colpevoli! Sono colpevoli della violenza che poi i vostri figli riverseranno in casa, a scuola e con i compagni. Sono colpevoli degli incubi che poi avranno la notte! Sono colpevoli dei tic nervosi che non riuscite a capire! Sono colpevoli dei sogni terribili che fanno, dove qualche mostro li rincorre e li vuole uccidere. Sono colpevoli della manìa di voler comprare tutto ciò che viene pubblicizzato! Sono colpevoli di rubare l’innocenza dei vostri figli! Sono colpevoli di tante altre cose. Stanno rubando i figli sotto i vostri occhi, e voi non ve ne accorgete? APRITE GLI OCCHI, E SPEGNETE LA TV! Sì, questi cartoni non sono per nulla sani! Sono stati fatti da produttori malati che vogliono, per malsani interessi economici, che i vostri figli siano malati! Lo sapevate, per esempio, che in Giappone, dopo una trasmissione di “Dragonball”, migliaia di bambini sono andati a finire in ospedale con attacchi di epilessia? Lo sapevate che non sono solo i vostri bambini che hanno incubi terribili la notte, dove draghi, gnomi e streghe cercano di rincorrerli tentando di ucciderli? 16 Svegliatevi, prima che sia troppo tardi! Questi cartoni animati sono un attentato diretto contro i vostri figli! Lo sapevate che molti di questi cartoni sono esoterici? Evocano parole, discorsi, immagini, tratti dall’esoterismo, dalla New Age e da altre sètte sataniche? Svegliatevi, prima che sia troppo tardi! O anche a voi succederà la brutta esperienza che mi raccontò una mamma: “Lo sai, mio figlio mi ha detto che ha invocato il diavolo, e sono sconvolta”!.. Aveva visto tanto di quei cartoni che ora, inconsapevolmente, riproduceva nella vita quello che aveva visto sullo schermo televisivo! SVEGLIATEVI!.. APRITE GLI OCCHI!.. Stanno rovinando i vostri figli e voi dormite tranquilli! Cartoni animati come Pokemon, Dragonball, Digimon, Simpson, I Cavalieri dello Zodiaco, Sailor Moon, ecc., stanno rovinando milioni di bambini indifesi e innocenti! Indifesi, perché i genitori sono incoscienti della gravità degli effetti deleteri di questi cartoni animati. Incoscienti, cioè non coscienti! Svegliatevi, prima che sia troppo tardi! E non dite, come qualche mamma ha detto alle insegnanti che facevano evidenziare la gravità di questi cartoni: “Non voglio che i miei figli siano diversi dagli altri!”. Se continuate ad essere irresponsabili, i vostri figli saranno veramente “diversi”! Cioè malati! Malattie di turbe psicologiche, di emotività Svegliatevi da questo sonno! Aprite gli occhi e spegnete la TV! State con i vostri figli, parlate con loro, giocate con loro! Fate delle passeggiate all’aria aperta. I vostri figli non hanno bisogno dei vostri soldi, né di vestiti belli e di giocattoli costosi; hanno bisogno del vostro amore, della vostra presenza, della vostra protezione! Non possiamo tacere! Dobbiamo gridare! Dobbiamo fare qualcosa! Inizia tu, mamma, papà!.. Spiega ai tuoi figli che questi cartoni animati violenti, volgari, fanno male, e poi, se non ti ascoltano, perché ormai hanno una certa dipendenza, ordina che questi cartoni animati non li vedano più. Forse, piangeranno; ma è meglio una lacrima ora che tante dopo, perché la loro vita emotiva, psichica, affettiva, spirituale è stata distrutta! Proteggete i vostri figli!.. Loro sono indifesi! E se non li difendete voi, chi li difenderà al posto vostro? “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 BAMBINI AL FRONTE –Rapporto Unicef sui baby-soldato – a cura di Francesca Sala bambini-soldato fanno sogni terrificanti. Non tutti: alcuni non sognano più». Così l’Unicef introduce “Guerre dei grandi, soldati-bambini”, inchiesta sui bambini soldato in Asia, pubblicata lo scorso 30 ottobre. Quello dei minorenni reclutati e spediti al fronte dagli eserciti regolari o dai gruppi ribelli è un fenomeno globale di dimensioni rilevanti: secondo una stima dell’agenzia Onu sono circa 300 mila i bambini-soldato in tutto il mondo e, di questi, un quarto si trovano in Asia. L’inchiesta ha un forte impatto emotivo, perché nasce dall’inconto diretto con bambini-soldato. In sei Paesi asiatici Combogia, Timor Est, Indonesia, Myanmar, Filippine e Papua Nuova Guinea - esperti dell’Unicef e consulenti locali hanno intervistato 69 bambini con esperienze militari passate, o ancora in corso, sottoponendo un questionario standard relativo al loro background familiare, ai meccanismi di reclutamento, alle esperienze vissute durante il servizio, alle conseguenze subite e alle prospettive future. Come sottolinea l’Unicef, il valore dell’inchiesta non sta nel fornire numeri o statistiche, ma nel dare voce concreta a bambini che si sono scontrati precocemente con situazioni pericolose, spesso traumatizzanti. L’inchiesta è un insieme di pensieri, sentimenti e paure espressi da chi tra i 7 e il 17 anni si è trovato coinvolto in scontri armati, generalmente conflitti localizzati di bassa intensità, con radici etniche o religiose. Anche se nella maggior parte dei Paesi presi in considerazione l’età minima legale per indossare una divisa è di 18 anni - è di 16, solo in Papua Nuova Guinea - i minori vengono sistematicamente reclutati, sia dall’esercito regolare che da gruppi di ribelli armati e da milizie pro-indipendenza o favorevoli all’integrazione. Come viene reclutato un bambino? In generale si può affermare che la maggior parte dei ragazzi intervistati sono stati forzati a diventare soldati. Con il termine “forzati” non si intendono solamente le «I “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 minacce di morte e le violenze fisiche da parte dei militari o dei guerriglieri, che costituiscono i casi più eclatanti, ma anche fattori di influenza di carattere culturale, sociale ed economico. Molti di loro si sono uniti ai gruppi ribelli perché era questo che la famiglia o la comunità in cui vivevano si aspettavano da loro; altri, per vendicare stragi perpetrate nel proprio villaggio dai militari, altri ancora, spinti dalla povertà di famiglie che non potevano occuparsi di loro, dalla mancanza di alternative o dal desiderio di trovare nei gruppi armati un punto di riferimento o una protezione che nei genitori mancava. Gli esperti di bambini-soldato sostengono che anche quando un bambino si unisce volontariamente ai gruppi armati o all’esercito, non si può comunque parlare di reclutamento spontaneo, perché forti pressioni lo spingono verso quella scelta. Almeno il 60% degli intervistati provengono da famiglie contadine ai livelli minimi di sussistenza, povere e numerose. Il reclutamento, spesso, è una scelta obbligata. Quasi tutti i ragazzi intervistati, il 91%, sono stati portati sul campo di battaglia, in mezzo al fuoco nemico, dopo un addestramento scarso o inesistente. Tuttavia, un ragazzino non viene reclutato unicamente per combattere, ma per svolgere una serie di altre attività più o meno dure, che spaziano dalla preparazione del rancio al trasporto delle armi durante i pattugliamenti. Le condizioni igieniche, alimentari e mediche dei campi sono talvolta disastrose, specialmente in quelli dei gruppi ribelli. A molti ragazzi, colpiti dalla malaria, non sono state prestate le necessarie cure mediche. Non sono rari i casi in cui ragazzini di appena 13 o 14 anni vengono costretti a violentare, maltrattare o uccidere la popolazione civile e a bruciarne le case. Le ragazze vengono portate al campo per fare le infermiere o cucinare, ma a volte anche per scopi sessuali. Spesso, quelli che commettono errori o non eseguono gli ordini vengono picchiati dai soldati adulti. Il livello delle violenze subite varia notevolmente da caso a caso. Alcuni bambini sono arrivati a sostenere che la vita nel campo “non era poi così dura”. Ma molto spesso le situazioni vissute sono così traumatizzanti, da mettere in pericolo il processo di crescita stesso dei bambini o da spingerli al suicidio. Anche a distanza di anni, molti ex bambini-soldato non riescono a confrontarsi con il proprio passato, che ha lasciato segni indelebili: incubi ricorrenti, comportamenti violenti, difficoltà a relazionarsi con gli altri. Inoltre, ogni attività scolastica ed educativa viene interrotta dopo il reclutamento, rendendo più difficile un eventuale successivo inserimento lavorativo dei ragazzi. In particolare in Myanmar e Cambogia gli intervistati hanno frequentato la scuola per una media rispettivamente di 1,3 e 1,9 anni e sono, quindi, rimasti analfabeti. Per un bambino che è stato soldato non ci sono molte prospettive per il futuro. Alcuni decidono di rimanere nell’esercito, non trovando valide alternative. Altri, cercano di portare a termine gli studi interrotti, ma devono comunque confrontarsi con gli spettri del passato. È fuori dubbio che il coinvolgimento in conflitti armati provochi gravi conseguenze psicosociali, specialmente nei ragazzi più fragili. Alcuni raccontano di essere disperati, isolati, di non riuscire a concentrarsi o di consumare sempre più alcolici. Sono ragazzi perduti e segnati nel profondo, che riescono comunque a sperare in qualcosa di meglio. Alla loro richiesta di aiuto questa la conclusione dell’Unicef - bisogna rispondere con un intervento concreto di assistenza psicologica. 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Il 15 Agosto 1941, nel forno crematorio di un campo di sterminio nazista, nei pressi di Auschwitz, veniva ridotto in cenere il corpo del francescano polacco Padre Massimiliano Kolbe. Padre Kolbe si era offerto in sacrificio per salvare la vita di un padre di famiglia, condannato a morte dalla ferocia nazista! Nel 1971, Papa Paolo VI lo dichiarava “Beato” e, undici anni dopo, Papa Giovanni Paolo II lo dichiarava “Santo, confessore e martire”. Padre Kolbe era, così, diventato Santo! Un Santo polacco venuto da Auschwitz! Padre Kolbe aveva un’idea molto precisa del mondo politico polacco. In un articolo del 1923, scriveva: «Che i massoni esercitino, qui da noi, una grande influenza anche sul Governo, è dimostrato, in modo eloquente, dal fatto che (...) lo scioglimento del Governo di Ponikowski (...) era stato ordinato dalla Massoneria (...)! Ed avvenne proprio così!». Kolbe, poi, riferisce: «Esiste una forza nefasta che non permette ai polacchi di mettersi d’accordo tra loro...» poi commenta: «Questa forza, che ormai ha cessato di celarsi, è una cospirazione massonica. (...) Ecco qual è la mano misteriosa che spinge il nostro paese alla rovina!». Padre Kolbe non si faceva scrupoli nel denunciare apertamente gli alti dignitari della nazione che appartenevano alla Massoneria! In un altro articolo del 1925, dal titolo: “Una onorificenza scandalosa”, Padre Kolbe scriveva: «Il 3 maggio è stato, per tutta la Polonia, un giorno solenne. Al termine di tali festeggiamenti, sono state date le onorificenze ai benemeriti». Tra i decorati, però, compariva il nome di Andrea Strug, il Gran Maestro della Grande Loggia Massonica della Polonia! A questo proposito, Padre Kolbe commenta: «Dunque, è proprio lui!!! Nel giorno della consacrazione della nazione alla Madonna, quale Regina della Polonia, riceve un’orificenza... dal Governo polacco... il Gran Maestro (della Massoneria), il condottiero dei nemici più accaniti della Chiesa, della Religione, e... dell’Immacolata, la Regina della Polonia...». Kolbe termina l’articolo esclamando: «Vergogna!». Consapevole dell’aggressione massonica, in un articolo del ‘23, Padre Kolbe si chiedeva: «Di fronte agli attacchi incalzanti dei nemici della Chiesa di Dio ci è lecito rimanere inattivi? Ci è lecito, forse, lamentarci e versare lacrime soltanto? No affatto! Ricordiamoci che al giudizio di Dio renderemo stretto conto non solamente delle azioni compiute, (ma anche) di tutte le buone azioni che avremmo potuto compiere, ma che non abbiamo compiuto!». E infine, conclude con queste parole: «Su ciascuno di noi pesa il sacrosanto dovere di metterci in trincea e di respingere gli attacchi del nemico con il nostro petto!». Un suo scritto inedito del 1922, dal titolo: “Gli attuali nemici della Chiesa”, termina con queste parole: «il principale, il più grande e il più potente nemico della Chiesa è la Massoneria». Il Santo va dritto alla radice del pensiero massonico, scrivendo: «La Massoneria, (...) nelle Costituzioni Generali, si era prefissa chiaramente uno scopo che a nessuno è lecito cambiare. “Ciascuna delle Grandi Logge - vi si afferma - 18 I frati del centro di P. Kolbe di Niepokalanow, scortati dalle SS verso la prigione (19 settembre1939). ha il diritto di migliorare le precedenti prescrizioni e stabilirne di nuove, ma non di modificare i punti fondamentali, che devono rimanere fissi per sempre”. Quali sono questi punti fondamentali? - si chiede Padre Kolbe. E subito risponde: La liquidazione totale del mondo soprannaturale!». In un articolo del ‘24, diceva: «Attualmente, la Massoneria è, senza dubbio, il capo del serpente infernale. Non dico i massoni, ma le loro finalità, la loro organizzazione che è rivolta contro Dio e contro la felicità delle anime». In un articolo del ‘26, scriveva ancora: «(...) in questi nostri tempi, il capo dei nemici della Chiesa e della salvezza delle anime è la Massoneria!». Sul comunismo, Padre Kolbe affermava, in un articolo del ‘39: «(...) L’ateismo comunista pare stia strepitando nel modo più rumoroso e fa di tutto per seminare, ovunque gli riesca, i suoi pregiudizi reazionari. Alle origini di esso possiamo tranquillamente collocare quella mafia criminale che si chiama “Massoneria”»! La strategia adottata dalla Massoneria per combattere la Chiesa era ben nota a Padre Kolbe. In una lettera, egli riporta testualmente la risoluzione presa dai massoni in un loro Congresso: «Noi potremo vincere la Religione cattolica non con il ragionamento, ma, unicamente, pervertendo i costumi!». In un articolo del ‘25, a proposito della degenerazione dei costumi, il Santo scriveva: «Volgendo lo sguardo attorno a noi, notiamo la scomparsa, spaventosa, della moralità, soprattutto in mezzo alla gioventù; anzi, stanno sorgendo delle associazioni, veramente infernali, che hanno inserito nel loro programma il delitto e la dissolutezza; (...). Il cinema, il teatro, la letteratura, l’arte, diretti in gran parte dalla mano invisibile della Massoneria, lavorano febbrilmente, in conformità alla risoluzione dei massoni: «Noi vinceremo la Chiesa cattolica non con il ragionamento, ma pervertendo i costumi!». Sempre preoccupato delle anime, Padre Kolbe ritorna frequentemente sul tema della moda, incolpando sempre la Massoneria come artefice e commerciante di immoralità. Per esempio, nell’articolo dal titolo: “L’ultima moda”, del 1926, ripeteva la sua accusa: «I massoni (..) hanno cominciato a seminare l’immoralità attraverso il teatro, il cinema, i libri, le riviste, i quadri, le sculture, ecc., e attraverso una moda - mi si scusi l’espressione - sempre più da porci!». Nota: Testo tratto da un articolo pubblicato su Chiesa viva n° 125. “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo Mons. Luigi Villa, in relazione alla lettera indirizzata a Sua Em.za il Cardinale di Milano (Carlo Maria Martini) da parte di Sua Ecc.za Mons. Giulio Sanguinetti, Vescovo di Brescia, con il Consiglio Episcopale, tendente, illogicamente, a stimmatizzarLa come un denigratore, perchè ostile all’ecumenismo neo-modernista, già condannato da Pontefici che difendevano la fede di sempre, la Fede universale, inconsapevolmente e inconscientemente, ha estrinsecato, nei suoi riguardi, il migliore panegirico che si potesse fare riguardante la sua genuina fede professa, che rigetta ogni compromesso con gli eretici, gli scismatici e compagni, travolti da un soggettivismo impensabile. Le Sentinelle che non sono più contro il Principe di questo mondo, si trovano schierate con Lui, e forse senza forse, almeno per alcuno di essi, ignorantemente... Come si fa ad obliare la preghiera di san Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano: «... et dame fede dritta, speranza certa e carità perfetta?»... Satana, carissimo don Luigi, ha schiavizzato non poche eccellentissime Sentinelle, per le quali abbiamo un dovere, inderogabile, di pregare, affinchè lo Spirito santo le illumini, onde evitare la dannazione eterna! AbbracciandoLa devotamente, fraternamente, Le porgo, congratulandomi fortemente con Lei, distinti ossequi! (de.mo sac. E. L. - AV) *** Carissimo Padre Villa, La pagina celebrativa del trentennio della Rivista “Chiesa viva”, mi dà l’occasione di esternarLe i miei più vivi rallegramenti per la vasta opera di illuminazione da Lei condotta con ardore in difesa della Fede. La raffigurazione grafica dei trent’anni della Rivista, ogni anno rappresentato da una rondinella, nell’insieme formano uno stormo immane, oltre ad essere tenera ed espressiva immagine plastica delle idee che animano la Rivista stessa, creano anche un senso concreto e reale dell’opera trentennale magistralmente portata avanti. Le rondini, gioviali messaggere di gioia festiva e di vita serena, annunziano il ritorno della dolce Primavera e la speranza di una nuova stagione foriera di ogni bene materiale e spirituale. Sia così in futuro, anche per la Chiesa del Vaticano II!.. La verità, ripetuta continuamente, come pigolìo di rondini che volano solcando il cielo delle menti umane, a lungo andare, indubbiamente lascia il segno certo della trasparenza della Dottrina e la sicura difesa di quei valori perenni ed inderogabii dell’uomo. Carissimo Padre Villa, da anni sono attento e interessato lettore delle sue opere; ho sempre ammirato la sua imperterrita e tenace testimonianza di fede adamantina, protesa nella battaglia che, con competenza e coraggio, conduce al fine di salvare la Fede nella realtà atttuale di inquinamento terribile e tremendo in cui versa la Chiesa di ROMA. Il Signore la benedica e la sostenga nel duro lavoro di apostolo e di comunicatore brillante ed onesto della VERITÀ e dell’autentica dottrina del VANGELO di Cristo. Mi è gradita l’occasione per porgerLe i miei cordiali saluti ed auguri di ogni bene. Ad multos annos!.. Aff.mo in Xristo (sac. G. S. - CH) I NUOVI PERSEGUITATI – INDAGINI SULLA INTOLLERANZA ANTICRISTIANA NEL NUOVO SECOLO DEL MARTIRIO – di Antonio Socci In due millenni di cristianesimo, sono stati calcolati 70 milioni di cristiani uccisi per la loro Fede. Ben 45 milioni di questi (circa il 65% del totale) sono martiri del XX secolo! 250 milioni di cristiani rischiano la vita ogni giorno. Il bilancio è tragico: 160.000 vittime all’anno in America Latina, Nord Africa, Paesi Arabi e Asia; 604 missionari trucidati dal1990 ad oggi, in Messco, Colombia, Algeria, Arabia Saudita, Pakistan, India, Cina, Birmania. All’alba del terzo millennio, i cristiani subiscono ancora persecuzioni cruente, costanti e diffuse. Si tratta di massacri perpetrati per ragioni politiche, oppure in nome della Fede! Un reportage giornalistico avvincente che fa il punto sulla situazione internazionale, cogliendo i nessi tra politica, economia e cultura con lucidità ed efficacia. Per richieste Edizioni Piemme Spa Via del Carmine 5 15033 Casale Monferato (AL) Tel. 0142 3361 - fax 0142 74223 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 19 Conoscere il Comunismo Chen (Tan) Yeng-chia Laico, sposato, della Legione di Maria. Di circa 32 anni, originario di Fengting. É stato giustiziato a Fengting nel settembre, o ottobre, del 1951. Chen (Tan) Yeng-kiek Laico, sposato, della Legione di maria. Giustiziato nel settembre, o ottobre, del 1951, a Fengting. contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA Tang Eh-yhu Laico, celibe. Ufficiale dell’eercito, membro della Legione di Maria. Originario del nod della Cia, di circa 25 anni. Giustiziato nell’ottobre 1951, a Xianyou. Miao Tzusan Sacerdote diocesano. Vicario generale. Arrestato e imprigionato, venne inviato ai lavori forzati. Ammalatosi gravemente, morì di cancro al fegato nel 1970. (continua) di Giancarlo Politi MARZO 2003 MARTIRI IN PROVINCIA DI FUJIAN ARCIDIOCESI DI FUZHOU Venne staccata dalla diocesi di Nanjing nel 1680, e poi ancora nel1696. Dal secolo XIV, vi avevano lavorato i francescani. Il 27 dicembre 1923, venne eretta a Vicariato apostolico. Sede arcivescovile dal 1946. Affidata ai Domenicani spagnoli. De Capillas Fernando Sacerdote, domenicano. Nato nel 1607. É stato decapitato il 15 gennaio 1648. É il primo martire della Cina, ed è stato proclamato “Beato” da Pio X, il 2 maggio 1909. il 19 maggio 1896; era entrato tra i domenicani il 10 ottobre 1917, a Colonia, in Germania, dove venne ordinato sacerdote il 18 agosto 1922. É stato ucciso a Tingzhou, il 13 agosto 1933. PREFETTURA APOSTOLICA DI JIANOU Venne staccata dal Vicariato apostolico di Fuzhou il 7 maggio 1931. La prefettura apostolica era affdata ai domenicani statunitensi. Sanz Pietro Vescovo, domenicano. Nato nel 1680, fu decapitato il 26 maggio 1747. Venne beatificato da Leone XIII, il 14 maggio 1893. Devine Lucas James Sacerdote, americano. Domenicano. Nato a Pittsburg il 24 novembre 1906, era entrato tra i domenicani il 16 agosto 1928. É stato ordinato sacerdote a Washington il 14 giugno 1934. Venne fucilato nel maggio 1947. Serrano Francesco, sacerdote, domenicano, nato nel 1695; Rojo Gioacchino, sacerdote, domenicano, nato nel 1691; Alcober Giovanni, sacerdote, domenicano, nato nel 1694; Diaz Francesco, sacerdote, domenicano, nato nel 1713; Un quinto sacerdote domenicano. Zhang Domenico Tomaso Sacerdote, domenicano. Nato a Duanloh, Fuian, il 12 febbraio 1910, era entrato tra i domenicani l 16 agosto 1934. Inviato negli Stati Uniti per motivi di studio, venne ordinato sacerdote Washington il 31 maggio 1940. É morto in prigione il 12 aprile 1967, a Jianyang, dopo oltre vent’anni di carcere. I cinque sacerdoti furono arrestati e incarcerati con mons. Sanz; vennero messi a morte il 28 ottobre 1748. Sono stati proclamati “Beati” da Leone XIII, il 14 maggio 1893. DIOCESI DI XIAMEN Staccata dal Vicariato apostolico di Fuzhou il 3 dicembre 1883 e affidata ai domenicani spagnoli. DIOCESI DI CHANGTING Staccata dal Vicariato apostolico del Fujian del nord, il 27 dicemre 1923. La prefettura apostolica era affidata ai Domenicani tedeschi. Pall Louis Sacerdote, domenicano. Nato in Svizzera 20 Garcia Bernardino Sacerdote, originario della Spagna dove era nato il 3 luglio 1909. Era in Cina dall’aprile 1936. Domenicano, fu ordinato sacerdote negli Stati Uniti l’8 luglio 1934. Venne posto a domicilio coatto per oltre nove mesi. Mentre stava per essere portato in prigione, scortato dalla polizia, s’accasciò e morì il 14 dicembre 1951. SOMMARIO N. 348 ILLUSO IO O ILLUSI QUELLI CHE VOGLIONO PAOLO VI BEATO? 2 Illuso io o illusi quelli che vogliono Paolo VI beato? (1) del sac. dott. Luigi Villa 6 L’idea delle Religioni Unite (2) di Epiphanius 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (1) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 16 Attente mamme, vi stanno rubando i figli! di don S. Tumino 17 Bambini al fronte a cura di F. Sala 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione - In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dall a V Domenica di Quaresima alla III Domenica di Pasqua) “Chiesa Viva” *** Marzo 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 349 APRILE 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità «Fides christianorum resurrectio Christi est». (Sant’Agostino) Alla Vittima pasquale, s’innalzi, oggi, il sacrificio di lode! L’Agnello ha redento il suo gregge, l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre! Morte e vita di sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa! «Raccontaci, Maria; che hai visto sulla via?». «La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli Angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea». Sì, ne siamo certi; Cristo è davvero risorto! Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza. (Sequenza: liturgia della Domenica di Pasqua) Con animo riconoscente, 2 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 ILLUSO IO O ILLUSI QUELLI CHE VOGLIONO PAOLO VI BEATO? del sac. dott. Luigi Villa 2 C ontinuando le riflessioni del cardinale Ruini, in quel suo discorso di chiusura del processo diocesano per la “canonizzazione” (sic!) del sopraddetto Papa, scelgo, ora, tra le sue presunte virtù cristiane, quella di cui il Cardinale ebbe a dire che Paolo VI “è stato, prima di tutto, un esempio vivente di umiltà, manifesta a tutti”! «Risum teneatis, amici?..1 Mi sarà facile, anche in questo, sottolineare quel suo comportamento tutt’altro che di umiltà!.. Come sempre, saranno i “fatti” a parlare. A comprova, cito subito un “passo inedito” che tolgo dal prezioso e impareggiabile lavoro “Jota Unum” del prof. Romano Amerio, là dove scrisse: «Virtù di umiltà o umiliazione della Chiesa e del Papato?»2. Scrive: «E se troppo si prosternavano gli uomini ai piedi della pontificale maestà, con triplice genuflessione, e se troppo equivocamente il giornale della Santa Sede, sino a pochi anni fa, per designare il Papa adoperò la formula: “La Santità di Nostro Signore”, una sorta di rovesciamento operò Paolo VI, troppo, viceversa, prosternandosi Egli a personaggi che i suoi antecessori avevano trattato a maiore o a pari, ma non mai a minore. Furono delle teatralità, ma sono ben più profonda cosa che l’agire scenico quel suo prostrarsi, improvviso, baciando il piede al legato del patriarca Atenagora; quell’uscire inopinato dal corteggio papale, in San Pietro, per salutare il pastore Boegner; quel regalare il proprio bastone pastorale al segretario delle Nazioni Unite, U’ Thant; quell’inanellare del proprio anello il dott. Ramsey, che porta il titolo di Primate anglicano ma che, secondo il Decreto di Leone XIII, “Apostolicae curae” del 1896, non poté avere ordinazione valida; quel suo inopinato dar benedizione particolare alla squadra calcistica del Cagliari, nell’omelia al Santuario della Madonna di Bonaria3; quel suo incontrare a braccia aperte e con fasto, non più usato dal 1Cfr. Orazio, “Ors Poetica”, 5. 2 Cfr. Romano Amerio, “Jota Unum”, do Ricciardi Editore, Milano-Napoli. 3 Cfr. “Corriere della sera”, 24 aprile 1970. “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 Riccar- Papa Paolo VI. 1929, il dittatore musulmano Idi Amin4... Non è da stupire, quindi, che il senso maiestatico del Romano Pontefice sia tanto scemato, e che l’Osservatore Romano del 1° gennaio 1972, per la penna del suo Vice-direttore, mettesse il Papa “tra i più noti leaders spirituali del mondo”. Sono gesti, questi, di Paolo VI, che continuavano quegli altri, moltissimi, che fece da Arcivescovo di Milano, come quando, per incosciente liberalità umanistica, prefazionò il libro del Mazzucchelli sulla “Monaca di Monza” (che poi dovette ritrattare!), o come quando, nel velodromo milanese, si mise il berretto da ciclista; o quando parlò agli operai nel cortile dell’arcivescovado, dove era stato innalzato un simulacro di Cristo con falce e martello!»... Bastano questi accenni per dire che la persona privata di Montini veniva da Lui confusa con la sua persona pubblica, credendo, forse, che la maestà dell’ufficio che rivestiva fosse anche maestà propria, e che la riverenza che si doveva al Suo Ufficio dovesse essere prestata anche alla Sua persona, umiliando, così, la dignità del Papato e della Chiesa!.. E questo non era, certo, frutto di umiltà, bensì il suo esatto contrario! E questo voleva dire che Paolo VI era tutt’altro che umile, ma umiliò di continuo la Chiesa!.. Ancora, qui, saranno i “fatti” a provare il nostro asserto, come vedrete in questo sintetico elenco che vi presentiamo: – Accenno subito ad alcuni dei tantissimi errori, o deviazioni dottrinali, di questa drammatica situazione della Chiesa del Vaticano II, ormai tanto lontana dalla Tradizione Apostolica. 4 Cfr. “Weltwoche”, 29 sett. 1975. 3 Eccoli: 1. 2. 3. 4. 5. 6. Una nuova concezione ecumenica della Chiesa, divisa nella Fede, già condannata dal “Sillabo”, n. 185; Una posizione nuova, democratica, della Chiesa, già condannata dal Vaticano I°; Una nuova concezione dei “diritti naturali dell’uomo”, quali appaiono nel Decreto sulla “Libertà Religiosa”, già condannata nella “Quanta cura”, (Pio IX) e nella enciclica “Libertas” di Leone XIII; Una nuova concezione del potere del Papa6; Un cambio radicale su concezione protestante del “Santo Sacrificio della Messa” e dei “Sacramenti”, già condannata dal Concilio di Trento (Sessione XXII); Una voluta libera circolazione delle “eresie” e soppressione del Sant’Uffizio. In alto a sinistra: Paolo VI con Tito. Sopra: Paolo VI riceve Janos Kadar, il persecutore del cardinale Mindszenty. In alto a destra: Il tradimento dei popoli cristiani consegnati al comunismo. Mindszenty confidò a don Luigi Villa queste parole: «Mi creda: Paolo VI ha consegnato i Paesi cristiani in mano al comunismo»! *** Ora, si può ignorare che la dottrina di sempre della Chiesa cattolica fu quella insegnata dai Padri e dai Dottori della Chiesa, come un San Roberto Bellarmino, il quale, esprimendo un principio di Morale generale, ha affermato che si deve resistere a quel Pontefice la cui azione fosse nociva alla salvezza delle anime7. Perciò, leggete e giudicate questo po-po’ di auto-distruzione della “nuova Chiesa” di Paolo VI: – Una Messa ecumenica in cui fu “desacralizzata” la Santa Comunione, presa in piedi, in mano, distribuita da laici, in cui fu attaccato il “Sacrificio Propiziatorio”, in cui la definizione di Messa fa la distinzione del sacerdozio, quello “comune” del popolo di Dio, e quello del prete, divenuto solo Presidente, un direttore del rito; in cui la “riforma” del rito fu ispirata da un massonico ecumenismo Paolo VI incontra, nel 1964, il Patriarca di Costantinopoli,e massone del 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, Atenagoras. 5 6 7 8 Cfr. “Ecclesiam suam”. 9 Cfr. “Ecclesiam suam”, n. 10 Cfr. “Gaudium et spes”. 4 Cfr. Dz. N. 2918. Cfr. Dz. N. 3115. Cfr. “De Romano Pontifice”, 1, 2, c. 29. 60. di radice sincretista. – Ha scambiato il Cristianesimo in un semplice “umanesimo”8, quando Paolo VI ha scritto: «La Chiesa fa “dialogo” (non più “evangelizzazione”, quindi!), e questo “dialogo” dovrà caratterizzare il Nostro compito apostolico»9. – Ha rinunciato alla “tiara” con le tre corone, donando, poi, al Segretario Generale dell’ONU, M. U Thant, un birmano, di alto grado massonico, i due altri simboli del suo Papato: l’Anello Pontificale e la Croce Pettorale. (Riceverà, poi, in cambio, il simbolo del “Grande Sacerdote Ebreo” del Sanhédrin (= Sinedrio): l’EPHOD, ossia il Pettorale che Caifa portava sul petto al momento della condanna di Nostro Signore!.. e che Paolo VI porterà, per molti anni, sopra la “mozzetta”!). – La sua “apertura al mondo”10, quella voluta del modernismo: un adattamento della Chiesa al mondo, programma che è appunto l’essenza e l’anima del modernismo, (già condannato dall’enciclica “Pascendi” di San Pio X), e sempre voluta dalla Massoneria! – Ha smantellato il baluardo anti-modernista, il Sant’Uffizio, aprendo, così, le porte a una rivoluzione permanente, sia nell’ordine temporale che nell’ordine spirituale. – Il suo “dialogo” con la Massoneria di cui si era circondato deliberatamente, nonostante che tutti i Papi che l’avevano preceduto l’avessero denunciata e condannata da sempre, proprio per lo scopo stesso per cui la Massoneria è stata fondata, e cioè, come scrisse il Capo degli Illuminati dell’Alta Vendita, il Nubius: «il nostro scopo finale è quello di Voltaire e della Rivoluzione Francese: l’annichilimento totale del cattolicesimo e persino dell’idea cristiana»!.. (E questo suo legame massonico non fu, certo, né per ignoranza né per dabbenaggine, come l’ho dimostrato nel capitolo IV° del mio libro: “Paolo VI - Processo a un Papa”11, riportando persino, in appendice, il satanico marchio massonico che 11 Cfr. “Paolo VI... beato?” - Editrice Civiltà Brescia Appendice, p. 279ss. “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 c’era sulla formella N° 12 della “Porta di bronzo” della Basilica di San Pietro, quasi a firma, non generica, del suo Pontificato!..). E che dire dello sconvolgente “elogio funebre” che l’ex Gran maestro di Palazzo Giustiniani, Giordano Gamberini, fece su “La Rivista Massonica” di Paolo VI, in cui concludeva: «... per la prima volta nella storia, i Massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa!»?.. – Il Suo aver aperto alla Chiesa la “democrazia universale”, nonostante la sua costituzione atea, nonostante i suoi sofismi, quali: “il princìpio di ogni autorità esiste essenzialmente nella nazione”; nonostante sia la negazione e la distruzione dell’Autorità; nonostante il Magistero passato, quale quello di Pio VII (“Lettera Apostolica”), di Gregorio XVI (“Mirari vos”), di Pio IX (“Quanta cura”), di Leone XIII (“Immortale Dei”, “Diuturnum”); nonostante che nessun Papa, prima di Paolo VI, abbia mai osato neppure pensare che la Chiesa potesse diventare “democratica”, e che i cristiani dovessero farsi o dirsi democratici! Fu, dunque, anche questo volere la “democrazia universale” di stampo socialista, ossia massonico-modernista, nella Chiesa, fu una accettazione della Rivoluzione Francese del 1789, dalla quale nacque, essendo stati i Giudei a volere e dirigere quella Rivoluzione satanica per mezzo della Framassoneria, proprio mediante l’idea democratica!.. Un vero tradimento, quindi, perché la “democrazia universale” soffocherà la Chiesa per cambiarla in un “umanesimo ateo!.. – Il “male” che ha lasciato fare, che ha favorito con la sua tolleranza indebita, donde il silenzio e il non intervento davanti all’errore! - è una tacita approvazione e una complicità!.. Il suo celarsi sotto la maschera della “tolleranza”, del rispetto a tutte le religioni, del dialogo, lo condannano, senza scuse, davanti al “fumo di Satana” entrato nella Chiesa e davanti all’“auto-distruzione” di tutta la Chiesa! I suoi “aggiornamenti”, infatti, hanno distrutto i Seminari, gli Istituti Religiosi, la vita spirituale e intellettuale del clero. “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 In alto a sinistra: Il Card. Ottaviani pone il Triregno sul capo di Paolo VI. Sopra: Papa Paolo VI depone definitivamente il Triregno, simbolo dei tre poteri papali. In alto a destra: Paolo VI indossa l’Ephod, il pettorale che indossava Caifa quando condannò a morte Gesù Cristo. Sopra: Paolo VI incontra l’arcivescovo di Canterbury, Dr. Ramsey. Sotto: Paolo VI e gli “osservatori protestanti” che hanno partecipato alla Riforma Liturgica. La sua errata “tolleranza” e la sua “falsa bontà” davanti alle “passioni” e agli “errori” li ha allontanati da Dio e immersi nel mondo, senza mai che Lui intervenisse a correggere la sua direttiva sbagliata che li portava alla deriva!.. I suoi “catechismi” perversi furono uno scandalo e una piaga che hanno ferito maggiormente la Chiesa durante il suo Pontificato!.. E quella frana montiniana non si è ancora fermata!.. Seminari, Conventi, Chiese chiuse, svendute, profanate, abbattute... e l’artefice principale di questa auto-distruzione della Chiesa cattolica fu Lui!.. – E fu Lui a non permettere che il Vaticano II condannasse il comunismo, per esplicita sua volontà!.. E la sua diabolica Ost-politik denuncia, ancora oggi, quel suo atteggiamento aperto al comunismo ateo, tradendo anche Pio XII, benché fosse il Suo Sostituto! - come continuerà a tradire la linea anti-comunista di quel grandissimo Papa, anche dopo il suo arrivo al Soglio Pontificio! Basterebbe ricordare le sue inqualificabili decisioni di rimuovere tutti i Cardinali (come Mindszenty, Slipy, ecc.) che non cedevano davanti al suo “nuovo corso”, impostato di equivoci e d’ipocrisia, con i comunismo-marxismo che Pio XI nella sua “Divini Redemptoris”, aveva bollato come “intrinsecamente perverso”!.. – La sua fissazione di voler riconciliare, ad ogni costo, la Chiesa con il “mondo moderno”, ossia con la sua filosofia soggettivista e immanentista. E sarà sempre quel Suo “culto dell’uomo”, quel Suo “amore per il mondo” che alimenterà le sue chimere, quali: l’umanità in marcia verso un mondo nuovo, verso una società ideale di libertà, fratellanza ed eguaglianza, che dovranno formare la “Grande Democrazia” già sognata dalla Rivoluzione Francese. La sua enciclica “Populorum progressio” è tutta qui: non più evangelizzazione per la salvezza delle anime, ma la Chiesa dovrà impiegare “tutti i suoi sforzi” per la promozione di un “umanesimo pieno”, anzi, passando addirittura all’“avanguardia dell’azione sociale” ignorando quello che dice la Sacra Scrittura: «Guai all’uomo che mette la sua confidenza nell’uomo, che fa di una 5 carne il suo appoggio!»12, e quello che disse Gesù: «senza di Me non potete fare niente!»”13; e le altre della Sacra Scrittura: «Felice l’uomo che mette in Dio la sua fiducia, e che non si volge verso i superbi!»14. – E’ un fatto che Paolo VI non volle mai condannare, e impedì anche che si condannasse (eccetto mons. Lefebvre!). Infatti, disse (nel 1958): «i confini della ortodossia non coincidono con quelli della carità pastorale». Per Paolo VI, quindi, la “pastorale” era al di là della stessa Fede! E questo lo era anche in documenti gravi e solenni, come nel “suo Credo”, come nella Sua “Humanae vitae”, in cui non ci sono più né oblighi né sanzioni!..; e per questo demolì alcune encicliche dei suoi predecessori che avevano condannato il “Comunismo”, il “Modernismo”, la “Massoneria”. E così fece con la sua scandalosa passività di fronte allo scisma olandese, permettendo, cioè, che gli “errori” dilagassero ovunque. E così fu la sua non-azione verso i catechismi eretici, verso il “pluralismo teologico”. E così fu anche quel non aver voluto condannare l’eretico massone gesuita Teilhard de Chardin; e quel aver difeso, personalmente, l’eretico Hans Küng, ecc. ecc... – E che dire della diminuizione del “sacerdozio ministeriale” che Paolo VI avvicinò al ministero dei “Pastori protestanti” e al “sacerdozio dei fedeli?”... – E non è stato forse Lui a togliere l’abito talare, per un altro abito borghese?.. – E non è stato Lui a eliminare la “Tonsura”, l’Ostiariato, l’Esorcistato, il “Suddiaconato”, ossia tutti gli Ordini Minori?.. – E non è stato Lui ad eliminare molte feste di precetto?.. a sopprimere l’astinenza delle carni il venerdì?.. a emettere un “Decreto” per il “matrimonio misto”, senza esigere il battesimo cattolico per i figli? E non fu Lui ad inviare il card. Willebrandt, come suo “Legato”, all’Assemblea luterana di Evian, per tessere l’elogio a Lutero?... E non è stato Lui a volere la prima donna ambasciatrice in Vaticano (di neppure 28 anni!)?.. e a benedire i “Pentecostali”, danzanti e urlanti, in San Pietro?.. *** Dettaglio della 12a formella della “Porta di bronzo” della Basilica di San Pietro con la “Stella a cinque punte” impressa sul dorso della mano sinistra di Paolo VI. E potrei continuare ancora a lungo su quel cumulo di rovine del Pontificato di Paolo VI, che Lui stesso dovette chiamare: “auto-distruzione”! Ma, ormai, il gregge cattolico si è disperso e gli agnelli, abbandonati, seguono i mercenari. Questo nostro intervento, perciò, non può avere che gli stessi sentimenti che ebbe San Paolo di fronte a San Pietro, allorché lo rimproverò di non seguire la “verità del Vangelo” (Gal. 2, 11-14); e memore anche di quanto scrisse San Roberto Bellarmino, esprimendo un principio di Morale generale, che si deve resistere a quel Pontefice la cui azione fosse nociva alla salvezza delle anime15! Ora, questo fu, appunto, in toto, il Pontificato di Paolo VI, tradendo totalmente il “GIURAMENTO” che fece Egli nel giorno della Sua “Incoronazione” (30 giugno 1963), ma che Lui, poi, non lo tenne in alcun conto, rendendolo, così, un autentico “spergiuro”!.. NOTE La bara di Paolo VI. Sulla cassa da morto non c’era la croce. 12 13 14 15 Cfr. Ger. 17, 5. Cfr. Jo. 15, 5. Cfr. Ps. 40, 5. Cfr. “De Romano Pontifice”, 1, 2, c. 29. LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) NOV ITÀ Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 6 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 I SANTI E L’EUCARESTIA di A. Z. 1 D opo aver assistito alla Messa di Padre Pio, un sacerdote disse: «Io non ho sentito alcun profumo, non ho avuto rivelazioni, non mi sono accorto che egli conoscesse i segreti della mia anima. Ma ho assistito alla sua Messa, e quella Messa io non la dimenticherò mai»! A un amico che esprimeva meraviglia nel vederlo piangere durante la Messa, Padre Pio rispose: «Che cosa sono quelle poche lacrime di fronte a ciò che avviene sull’altare? Torrenti di lacrime ci vorrebbero!». Un suo figlio spirituale gli chiese: «Padre, come dobbiamo partecipare alla Mesa?». Rispose: «Come la Madonna, san Giovanni e le pie Donne sul Calvario, amando e compatendo». E a un altro: «Nell’assistere alla Messa incentra tutto te stesso nel tremendo mistero che si sta svolgendo sotto i tuoi occhi: la Redenzione della tua anima e la riconciliazione con Dio». Gli fu detto: «Padre, quanto le tocca soffrire nello stare per tutta la Messa in piedi, poggiando sulle piaghe sanguinanti dei piedi!». E il Padre rispose: «Durante la Messa non sto in piedi: sto appeso». Con Gesù sulla Croce, crocifisso con Lui! Chi ha assistito alla Messa di Padre Pio ricorda quelle sue lacrime brucianti, quella sua imperiosa richiesta ai presenti di seguire la Messa in ginocchio. Ricorda il silenzio impressionante che avvolgeva il sacro rito e la sofferenza crudele che si sprigionava dal volto del Padre quando sillabava a strappi violenti le parole della Consacrazione, mentre i presenti lo seguivano in silenzio per più di un’ora. A volte stentava visibilmente a toccare l’Eucaristia perché se ne riteneva indegno. Il fratello di San Giuseppe Cottolengo espresse la sua meraviglia che il santo piangesse di commozione celebrando la Messa. La mamma gli disse: «Lascia pure che pianga: lui sa il perché. All’altare si piange bene». Alla Messa si preparava con ore di preghiera (nel nuovo messale non sono più riportate le preghiere di preparazione e di ringraziamento!), e non consentiva che lo si disturbasse prima o dopo la celebra“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 ne, e il santo rispose: «Le parole santissime della Consacrazione sono sulle mie labbra come carboni ardenti. Pronunciandole devo fare come chi deve ingoiare cibi bollenti». E avrebbe desiderato avere mani riservate solo a toccare l’Eucaristia. Nel suo diario, Sant’Ignazio di Loyola annota spesso le lacrime da lui sparse durante la celebrazione della Messa. «Ogni mattina, nonostante i molti impegni, premetteva un tempo di preparazione alla celebrazione dell’Eucaristia, alla quale seguivano abitualmente due ore di orazione durante le quali non voleva essere disturbato. La celebrazione eucaristica costituiva il centro della sua orazione, era il tempo privilegiato per le sue più intime comunicazioni con Dio, spesso accompagnate da doni mistici. All’Eucaristia portava le sue intenzioni e preoccupazioni, che non mancavano nel governo della Compagnia, e in essa riceveva illuminazioni e ispirazioni che lo guidavano al fedele compimento dei disegni divini» (Giovanni Paolo II, 31 luglio 1990). zione. Diceva: «Prima Dio, poi il resto». Gli capitò anche con la marchesa Faustina, dama di corte venuta a parlargli in nome del re. Mostrandosi infastidita per l’attesa, il Santo se ne scusò dicendole che era in udienza presso la Maestà di Dio. A tutti, insegnanti, infermiere, medici, genitori raccomandava la Messa quotidiana, e a chi diceva di non aver tempo, rispondeva: «Cattiva economia, cattiva economia di tempo!». Quanto a se stesso diceva: «Se la Chiesa permettesse di celebrare dieci Messe al giorno, vorrei celebrarle tanto volentieri senza lasciarne una sola». Arrivava fino a dire: «Le ostie per me fatele grosse, perché ho bisogno di trattenermi a lungo con Gesù e non vorrei che le sacre Specie si consumassero troppo presto». A San Giuseppe da Copertino il superiore chiese come mai inceppasse nel pronunciare le parole della consacrazio- San Francesco di Assisi ascoltava abitualmente due Messe, e le lacrime da lui versate a volte diventavano sanguigne. Diceva: «L’uomo deve tremare, il mondo deve fremere, il Cielo intero deve commuoversi quando sull’altare, tra le mani del sacerdote, appare il Figlio di Dio». San Tommaso d’Aquino, dopo la sua Messa, ne serviva un’altra in ringraziamento. Sono suoi i meravigliosi inni per la festa del Corpus Domini. San Luigi IX, re di Francia, ascoltava ogni giorno diverse Messe. A quel ministro che lo voleva più dedito agli affari del regno, il santo rispose: «Se impiegassi doppio tempo nei divertimenti o nella caccia, nessuno ne avrebbe da ridire!». Ascoltava la Messa in ginocchio sul nudo pavimento, e quando gli fu presentato un inginocchiatoio, disse: «Nella Messa, Dio si immola, e quando Dio si immola, anche i re si inginocchiano sul pavimento». Altri rilievi si potrebbero fare ricordando il rispetto dei Santi per i frammenti eucaristici, così scandalosamente tra7 scurati non solo nelle Messe dei neocatecumenali. Essendogli caduta inavvertitamente una particola, San Carlo Borromeo per quattro giorni non ebbe il coraggio di celebrare la Messa e si impose la penitenza di otto giorni di digiuno. Santa Teresa d’Avila, dopo la Messa, vide un frammento di Ostia sulla patena. Chiamò allora le novizie, e in processione portò in sacrestia la patena con somma venerazione. Esagerazione di Santi? No, ma senso di proporzione di fronte alla divina Presenza. Occorrerebbe rileggere le vite dei Santi, come Filippo Neri, Lorenzo da Brindisi, Veronica Giuliani, Giuseppe da Copertino, Alfonso de Liguori, Gemma Galgani, e tanti altri, per conoscere la loro sentita e spesso sofferta partecipazione al mistero della Croce. «Come rimanere indifferenti di fronte alla crocifissione di Gesù? Non saremo come gli Apostoli addormentati nel Getsemani, o peggio come i soldati che, ai piedi della Croce, giocavano a dadi, incuranti degli spasimi atroci di Gesù morente? Eppure questa è l’impressione angosciosa che si prova, oggi, assistendo alle Messe celebrate al ritmo delle chitarre e delle tarantole, con donne in abiti sconci e giovani dalle fogge più stravaganti?» (P. Stefano Manelli). E peggio ancora. sti né vittime espiatorie. Allora dissi: “Eccomi, o Dio, come è scritto per Me, a fare il tuo volere”». È un “volere per il quale noi siamo santificati mediante l’oblazione del Corpo di Gesù Cristo una volta per sempre... Il nostro Sacerdote ha offerto in perpetuo un solo Sacrificio per i peccati e si è assiso alla destra di Dio, e con un’unica oblazione ha reso perfetti per sempre coloro che vengono santificati” (Eb. 10, 5s). Questa “consacrazione” è espressa, dunque, da Gesù nel “fare il volere del Padre”: “Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e compiere l’opera sua” (Gv. 4, 34). Il Sacrificium si attua, dunque, in una configurazione di Amore del Figlio per il Padre, in forza dello Spirito che fa del Padre e del Figlio una cosa sola. Il fondo del Sacrificio è quindi l’Amore, che consacra nella verità. Il Sacrificio di Gesù Cristo ci rende sacri configurandoci con Gesù nel suo Amore per il Padre. Quindi, il Sacrificio LA MESSA É ANZITUTTO SACRIFICIO Al di là delle aberrazioni avvenute in questi anni, rimane una Riforma Liturgica infetta di progressismo e superficialità, elaborata in fucine progressiste ben lontane dalla luce donata alla Chiesa dalla tradizione di mistici e Santi che ben percepivano il valore redentivo della Messa. Il cardinal Ratzinger denunzia una diffusa riluttanza di teologi anche cattolici ad affermare il valore sacrificale della Messa, per accentuarne l’aspetto conviviale, riducendola a cena alla maniera protestante. Tale deformazione va contro le chiare indicazioni della Scrittura, le parole di Gesù nell’istituzione eucaristica, la tradizione perenne della Chiesa e l’atteggiamento dei Santi. Occorre approfondire il senso del Sacrificio. “Sacrificium” è “sacrum facere”, rendere sacro, consacrare. I sacrifici, anche pagani, si ispirano, più o meno consapevolmente, all’idea che l’oggetto offerto in sacrificio entra nella sfera inviolabile del sacro. Mediante il Sacrificio della Croce, Cristo “entra nel Santuario una volta per tutte” (Eb. 9, 11s), entra nella Luce inaccessibile di Dio, offrendo se stesso al Padre come vittima senza macchia che si sostituisce a tutte le vittime offerte a Dio dagli uomini, sia nell’Antica Alleanza che nella Nuova: il suo è il Sangue della Nuova Alleanza. Il senso della sua offerta è espresso da Gesù stesso entrando nel mondo con queste parole rivolte al Padre: «Tu non volesti sacrifici e oblazioni, ma mi hai foggiato un corpo; non volesti olocau8 Eucaristico, che perenna il Sacrificio della Croce, è essenzialmente Comunione di Amore di Gesù con il Padre, comunione nostra di amore con Gesù. La Comunione è il compimento del Sacrificio. Il Sacrificio della Croce e il Sacrifico Eucaristico che lo attualizza hanno per noi un valore redentivo: il significato profondo della Messa è la Redenzione operata da Gesù sulla Croce: lo ha detto Lui stesso nell’atto di istituire il Sacrificio Eucaristico: “Questo è il mio Corpo, dato per voi... Questo Calice è la Nuova Alleanza nel mio Sangue: fate questo, tutte le volte che lo berrete, in memoria di Me”. “Quindi - commenta l’Apostolo - ogni volta che voi mangiate di questo Pane e bevete di questo Calice, voi annunziate la morte del Signore fino a che Egli venga” (1 Cor. 11, 23s. e parr.). DA SACRO CONVITO A COMUNITÀ SECOLARIZZATA Spostando la prospettiva verso una concezione conviviale della Messa incentrata nella comunità, ossia oscurando il valore sacrificale della Messa a vantaggio dell’aspetto conviviale, la corrente liturgica modernista cade inevitabilmente nell’alterazione dello stesso valore conviviale dell’istituzione eucaristica, ossia dell’indole essenzialmente redentiva del Sacro Convito: da Comunione di Redenti, radunati per alimentarsi del Corpo e del Sangue di Cristo e trasformarsi in Colui che mangiamo (LG 26), l’assemblea decade in riunione umanitaria, un incontro di amici per interessi terreni. A questo punto, rileviamo un altro increscioso smarrimento di certa teologia attuale: ossia l’esortazione a non fare, nella celebrazione eucaristica, moralismo o dell’ethos, come allude Ratzinger. DECADIMENTO DELLA SPIRITUALITÀ Questa “messa in guardia” dal moralismo appare nella lettera del cardinal Martini per il Congresso Eucaristico di Milano, elaborata da mons. Serenthà. Ci si chiede che senso abbia tale esclusione: non è forse istituita l’Eucaristia per santificarci nella Verità, come ha pregato Gesù nell’orazione sacerdotale? Che senso dare alle parole di Gesù: “Come il Padre, il Vivente ha mandato me, e Io vivo per il Padre, così chi mangia di Me vivrà per Me” (Gv. 6, 57)? Come dissociare l’Eucaristia dalla configurazione spirituale e morale con Gesù Amore, dalla metanoia, o conversione, che anima l’intero Vangelo? Dimenticando l’aspetto conversivo, di configurazione spirituale con Cristo, si può ancora parlare di Eucaristia? O si vuole ridurre la comunione a un fatto puramente fisiologico o simbolico? Vivere per Gesù significa vivere nella sua grazia, vivere senza peccato, rinunciare a se stessi e portare la croce, vivere moralmente puri come esige il Vangelo. S. Giovanni Crisostomo esortava: «Come potremmo noi fare dei nostri corpi un’Ostia? I vostri occhi non guardino nulla di cattivo, e avrete offerto un sacrificio; la vostra lingua non profferisca parole sconvenienti, e avrete fatto un’offerta; la vostra mano non commetta peccato, e avrete compiuto un olocausto». Senza trasformazione morale la comunione è vana. Col consueto acume teologico, il grande Agostino insegna che «il Sacrificio Eucaristico ha come scopo che tutta la città redenta, ossia la riunione e la comunità dei Santi, si offra a Dio come sacrificio universale per mezzo del Grande Sacerdote, il quale ha offerto se stesso per noi con la sua Passione per farci diventare corpo di così eccelso Capo» (PO 2). L’offerta non è tanto materiale quanto spirituale, di conformità con Cristo e con Dio. (continua) “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 OCCHI SULLA POLITICA LA REGINA ISABELLA DI CASTIGLIA LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) La Regina Isabella di Castiglia Non salirà agli onori degli Altari, In quanto gli israeliti son contrari E pronti a scatenare la guerriglia, Per cui la Chiesa nicchia e si consiglia, Al fin di non urtare i suoi avversari, Con il Concilio fatti autoritari, E diventati “amici di famiglia”. La Regina Isabella ebbe il coraggio, Di caccair dalla Spagna i farisei, per cui subì, nei secoli, il linciaggio Dei quondam detti “perfidi giudei”, Ai quali questo Papa ha reso omaggio, Quantunque abbiano ucciso l’Agnus Dei! Prof. Arturo Sardini QUEL DISCOLO DI CRISTO... Recentemente Cristo è ritornato Grazie a Letizia - a frequentar la scuola: Il “discolo” che quei della “cazzuola”, Dopo la “breccia” avevano cacciato! Quel “discolo” di Cristo, condannato Solo per aver detto una parola Di verità, indicando la tagliola: Ovverosia l’inganno del peccato! Dopo il ‘70, il perfido avversario Lo espulse, estromettendolo di peso, Riammesso, poi, dai Patti col Vicario! Quel “discolo” di Cristo è ancor sospeso Tra Cielo e Terra: questo è lo scenario, In quanto l’uomo ancor non l’ha compreso! Prof. Arturo Sardini “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale - 15. 5. 1891 Poichè soppresse, nel secolo passato, le corporazioni di arti e mestieri, senza nulla sostituire in loro vece, nel tempo stesso che le istituzioni e le leggi si allontanavano dallo spirito cristiano, avvenne che, a poco a poco, gli operai rimasero soli ed indifesi in balìa della cupidigia dei padroni e di una sfrenata concorrenza. Accrebbe il male un’usura divoratrice che, sebbene condannata tante volte dalla Chiesa, continua lo stesso, sotto altro colore, a causa di ingordi speculatori. Si aggiunga il monopolio della produzione e del commercio, tanto che un piccolissimo numero di straricchi hanno imposto all’infinita moltitudine dei proletari un giogo meno che servile. A rimedio di questi disordini, i socialisti, attizzando nei poveri l’odio ai ricchi, pretendono si debba abolire la proprietà, e far di tutti i particolari patrimoni un patrimonio comune da amministrarsi per mezzo del Municipio e dello Stato. Con questa trasformazione della proprietà, da personale a collettiva, e con l’eguale distribuzione degli utili e degli agi tra i cittadini, credono che il male sia radicalmente riparato. Ma questa via, non che risolvere le contese, non fa che danneggiare gli stessi operai, ed è inoltre ingiusta per molti motivi, giacché manomettere i diritti dei legittimi proprietari altera le competenze degli uffici dello Stato, e scompiglia tutto l’ordine sociale. Infatti, non è difficile capire che lo scopo del lavoro, il fine prossimo che si propone l’artigiano, è la proprietà privata. Poiché se egli impiega le sue forze e la sua industria a vantaggio altrui, lo fa per procurarsi il necessario alla vita: e però con il suo lavoro acquista un vero e proprio diritto, non solo di esigere, ma d’investire come vuole, la dovuta mercede. Se, dunque, con le sue economie è riuscito a far dei risparmi e, per meglio assicurarli, li ha investiti in un terreno, questo terreno non è, infine, altra cosa che la mercede medesima travestita di forma, e conseguente proprietà sua, né più né meno che la stessa mercede. Ora, in questo, appunto, come ognuno sa, consiste la proprietà, sia mobile che stabile. Con l’accumulare, pertanto, ogni proprietà particolare, i socialisti, togliendo all’operaio la libertà d’investire le proprie mercedi, gli rapiscono il diritto e la speranza di trarre vantaggio dal patrimonio domestico e di migliorare il proprio stato, e ne rendono, perciò, più infelice la condizione. Il peggio è che il rimedio da costoro proposto è un’aperta ingiustizia, giacché la proprietà privata è diritto di natura. Per la sterminata ampiezza del suo conoscimento, che abbraccia, oltre al presente anche l’avvenire, e per la sua libertà, l’uomo, sotto la legge eterna e sotto la Provvidenza universale di Dio, è provvidenza a se stesso! Non vi è, quindi, ragione di ricorrere alla provvidenza dello Stato, perché l’uomo è anteriore allo Stato: quindi, prima che si formasse il civile consorzio egli dovette avere dalla natura il diritto di provvedere a se stesso! 9 Documenta-Facta CATTOLICI: UN MILIARDO Un miliardo e 61 milioni: sono i cattolici nel mondo, secondo i dati del 2001. In aumento anche le vocazioni, ma non tanto in Europa quanto in Asia, in Africa e, sorpresa, in America. I sacerdoti sono 405.067, con una diminuzione di 111 unità rispetto all’anno precedente, ma sono aumentati i candidati al sacerdozio. Anche qui con differenze, perché, mentre in Asia, in Africa e in America “gli incrementi sono significativi”, in Europa e in Oceania, si registrano “flessioni”. UN MARTIRIO CHE CONTINUA ANCOR OGGI L’hanno chiamata “la mattanza dei cristiani”. Centosessantamila morti nel 1999, molti di più nel 2000 e 2001. É un allarme mondiale: la persecuzione nei confronti dei cristiani sta crescendo, praticamente in ogni area del pianeta, anche in regioni dove fino a qualche anno fa l’equilibrio religioso ed etnico sembrava davvero acquisito, in terre dai nomi esotici che, per noi poveracci malati di immagini e di spot, sono solo possibili méte di vacanze esotiche. L’allarme viene da più parti. Nazioni Unite, Organizzazini dei diritti umani, la Commissione Giustizia e Pace, la Federazione protestante di Francia, Cristiani contro la tortura, Aiuto alla Chiesa che soffre: tutti in questi ultimi mesi, hanno presentato denunce, chiesto interventi o attenzione da parte dei media distratti. “Specialmente in India, Sudan, Indonesia, Timor Est ed Egitto, ci sono 10 molte vittime - afferma Gyula Orban, olandese, dell’Aiuto alla Chiesa che soffre - approssimativamente il 10% dei due miliardi di cristiani nel mondo sono perseguitati. Questo significa che cira 200 milioni di cristiani (“martiri senza nome” li ha definiti qualcuno) soffrono a causa della loro religione. e, quindi, dalle coscienze dell’opinione pubblica - in diverse aree. In Cecenia, continua la guerra venuta alla ribalta nel novembre 2001 con l’assalto al teatro di Mosca e subito ricacciata nel dimenticatoio; anche in Indonesia, Filippine, Sri Lanka, India (Kashmir), Nepal, Cina, Myanmar, sono in corso violenti conflitti interni. Mentre è ancora molto alta la tensione tra le due potenze atomiche asiatiche: India e Pakistan. In Ameria Latina, la situazione più difficile riguarda la Colombia. Tensioni anche in Guatemala. Anche in Europa non mancano i focolai di conflitto, Irlanda e Paesi Baschi in testa. Ma anche nell’ex Jugoslavia permangono situazioni di tensione in Kosovo, Macedonia e Bosnia. Nel decennio scorso, le guerre combattute un po’ ovunque nel mondo hanno provocato 27 milioni di morti, 35 milioni di rifugiati e 2 milioni di bambini uccisi. (a.p.). TUTTI I CONFLITTI DEL MONDO Mentre la vecchia Europa cammina verso una sognata unità politica, dopo 56 anni si “pace”, il mondo non ha ancora chiuso i conti con le rivendicazioni etniche, le battaglie sociali, i conflitti a sfondo religioso. La pace è ancora un sogno, come si può, qui, vedere. *** Secondo l’Istituto di studi per la pace di Stoccolma (Sipri), consulente delle Nazioni Unite, sarebbero 142 i focolai di conflitto che sono presenti nel mondo e che interessano 103 Paesi: 26 sono vere e proprie guerre o genocidi e 28 i conflitti ad “alta intensità”. In 17 casi le tensioni non sono ancora degenerate in veri e propri conflitti, mentre esistono 23 situazioni di tregua formale, segnata da una certa instabilità: in 8 casi sono in corso processi di pace. La regione più interessata da guerre e tensioni è l’Africa, dove si registrano una quindicina di conflitti: Congo, Nigeria, Sudan, Costa d’Avorio, Uganda, Somalia, Centrafrica, solo per citarne alcuni. In Asia, oltre l’Afghanistan, in parte ancora sotto i riflettori internazionali, si combatte lontano dalle telecamere - “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 11 LA MODERNITÀ di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri da una “Lettera Pastorale al Clero”. 2 CHE COSA GLI UOMINI CREDONO SIA NUOVO Lo scopo per il quale parliamo della modernità, cari Confratelli, è, sì, intellettuale, ma è soprattutto morale. Ed ogni considerazione morale deve, per forza sua, accostarsi a considerazioni soggettive, ai fatti cioè che accadono nell’interno degli uomini, ai loro modi di vedere, alle loro malattie spirituali, alle tare interiori. Interessa, sì, sapere che cosa ci sia di nuovo a questo mondo; però dal punto di vista morale interessa anche sapere che cosa si credano gli uomini che sia “nuovo” a questo mondo. Della risposta oggettiva ci siamo occupati nella prima parte della Nostra lettera; della risposta alla questione soggettiva veniamo ad occuparci ora. È importante. Infatti, non è detto che il nuovo “reale” ed il nuovo “creduto” coincidano, specialmente ove accadesse che il “nuovo” fosse semplicemente una formula di evasione da stanchezze o complicazioni spirituali. “Nuovo” potrebbe essere una decorosa copertina di debolezze. Si potrebbe continuare. Vediamo allora: che cosa è che la massa grigia degli uomini crede sia nuovo e diverso dall’antico? Sarà o non sarà nuovo; sarà o non sarà buono: l’importante è che lo crede o piuttosto si crede autorizzata a prenderlo per nuovo e per buono senza discussione e con arie scandalizzate per chi osasse dubitare. Nuovo sarebbe il concetto della vita. Non più iscritto tra umiltà, ordine, legge e dovere, Dio e famiglia, lavoro e limiti, economia preveggente ed austerità serena, normalità e semplicità, dignità e onore. Sarebbe, invece, quadrato così: fantasia e comodo, istinto e licenza, poltroneria e pretese, avventura e fortuna, oblìo e sogno. Di questi, i due ultimi sarebbero la panacea di tutti i mali; quanto all’amore, si dovrebbe trovar modo di farlo entrare in qualcuno degli altri termini elencati, non trovandoglisi miglior sede. Leggete pure una buona parte della stampa periodica e diteCi se non è questo il concetto, che, tra un pettegolezzo e l’altro, una 12 miti e riverenza reciproca tra i due sessi. Non più freni esigenti ed assoluti a voglie, istinti, comodi e voluttà. Non più coscienziosa discrezione, rigorosità di giustizia, fedeltà inconcussa di parola, rispetto scrupoloso del diritto altrui nella vita di relazione. Tutto facile sorridente e libero. Nuovo sarebbe il concetto di libertà. Non più ragionevole autonomia nell’ambito del proprio diritto, con protezione ottenuta dai propri doveri, con limiti nel diritto altrui e nel benessere comune, no! Piuttosto: licenza in morale, sfruttamento d’ogni possibilità e d’ogni verità in comodo proprio anche fino all’inganno ed alla violenza, con un arresto vigliacco solo alle soglie della paura. Leggete adunque per esempio sta roba e vedete come vi conciano la verità dei fatti e l’obiettività dei giudizi, senza coscienza e senza onore: e saprete che si sa fare e che si arriva a pensare d’ogni libertà! Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. scialba novella od una volgare inchiesta, dona della vita “nuova”. Nuovo sarebbe il concetto della famiglia. Non più, infatti, nido e focolare, doveri e amore, dono e gratitudine, fecondità e sacrificio, fedeltà e pienezza, intimità e riserbo, comunione e raccoglimento, fioritura e austerità, silenzio e sorriso, bellezza e anima. Bensì: porto di un giovanile istinto e rimedio di necessità pratiche, riserva per naufraghi e supplemento alla strada ed al ritrovo, fecondità stentata e paternità egoista, necessaria gabbia e rifugio sul tramonto. Nuovo sarebbe il concetto della morale. Non più pastoie e distanze e riguardi e li- Nuovo sarebbe il concetto di educazione. I ragazzi non sarebbero più né deboli, né immaturi, né incompleti; finita l’ora dei limiti, delle cautele e delle discipline; inutile, e viete l’autorità e la rinuncia. Ci sia l’autonomo sfogo della vita esuberante. L’educazione sia istruzione ed in più servizio e contorno alla sufficiente perfezione della infantile natura. Nuovo sarebbe il concetto della psicologia umana. A correggere quella sensibilità che deborda in tentazione ed assilla le retrograde religiose coscienze, basta romperla con gli indugi e gettare tranquillamente le anime alle smaccate rappresentazioni del male. Più si forza l’anima e meglio essa resiste. Essa si pasce a preferenza di cose strane e di brividi. Sono molti coloro che pensano essere diventata così stranamente nuova la fisionomia del nostro mondo? Non sapremmo dire esattamente. Però, l’aria di questa mentalità la si respira e la gran parte della gente o poco o tanto ne subisce l’influenza. “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 LE REGOLE MORALI CIRCA IL “NUOVO” Il problema morale circa la modernità sta, anzitutto, nel formarsi di essa un’idea esatta ed equilibrata, unica base di un atteggiamento saggio e conforme alla legge di Dio. A tale scopo abbiamo scritto fin qui. Lo stesso problema morale si precisa tuttavia ancora e pone a noi le seguenti domande: se dobbiamo adeguarci al “nuovo”; se possiamo ed in che modo possiamo adeguarci al “nuovo”; se c’è qualcosa di “nuovo”, o creduto tale, al quale non ci dobbiamo assolutamente adeguare. Con la risposta a tali domande crediamo di poter assolvere sufficientemente il compito di dare i limiti morali della “modernità”. Prima, però, di affrontare direttamente le questioni poste sopra, Ci pare necessario sostare ancora un poco, rivolgendoci una domanda che sembrerà piuttosto un sogno. Che cosa ci dovrebbe dare la modernità, ossia il “nuovo” indotto nel mondo? Maggiori mezzi per compiere il bene. Infatti, essa aumenta le cognizioni e pertanto la cultura della mente, la chiarezza delle meraviglie create, la disponibilità facile e pronta delle cose in obbedienza agli uomini, il più fecondo sfruttamento delle ricchezze terrene e pertanto il più diffuso benessere tra di essi. Dovrebbero esserci più bontà, più luce, meno dolori e guai. Tutti voi siete in grado di dire se in realtà le cose stiano così. Gli occhi si abbassano e si riempiono di lacrime. Il Signore ha disposte le cose tutte per il bene degli uomini, ma gli uomini, poco e malamente, colgono il frutto di questa infinita saggezza. Che tuttavia le ricchezze del mondo e della storia non sono esaurite, che le risorse e le sorprese del meglio non sono sfumate, che la strada ha ancora da snodarsi tra panorami di incantevole e per nulla monotona bellezza, noi, proprio per la fede e la fiducia nel Creatore, fermamente lo crediamo. Dobbiamo adeguarci al “nuovo”? Là dove si è solamente spettatori, non si segue. Non è detto che perché ci sono delle cose nuove, si debba mutare noi. Bisogna por mente a questa importante riserva. A due condizioni ci si deve adeguare al “nuovo”: che sia morale e che obiettivamente richieda da noi qualche mutazione od adattamento. Con queste due condizioni l’adeguarsi è un obbligo di coscienza. Infatti, dobbiamo fare la volontà di Dio in tutto; questa ci viene manifestata non solo dalla legge eterna e da chi ci rappresenta Dio, ma ancora dalle circostanze nelle quali viviamo e che si generano dallo svolgersi del piano della Provvidenza. Le due condizioni sopra esposte sono giustificate tanto dal generale obbligo morale quanto dal fatto che molte cose nuove non toccano tutti, rimanendo estranee a taluni e forse a molti. Sarà nostro dovere dirvi, cari Confratelli, le cose “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 nuove alle quali noi sacerdoti dobbiamo adeguarci in ragione del nostro stesso ministero. Insistiamo nel dire che certe cose nuove ci possono non riguardare affatto. Possono riguardare il campo delle cose di libera scelta; non sarebbe davvero felice l’idea di considerare ogni novità una riduzione della libertà. Non sarebbe serio estendere anche a questo campo l’impero del rispetto umano (quanto conta esso nell’argomento della modernità!). In più, molte cose nuove sono effimere, troppo effimere e spesso dannose alla dignità e austerità con le quali si santifica e protegge il nostro ministero. Notare che i princìpi generali, ora esposti, valgono per tutti, anche se possono assumere particolare forza ed applicazione per noi. bagaglio di abitudini ormai connaturate, contraddire le simpatie solite a nascere dalla propria antica consuetudine, faticare a rifar sempre qualcosa, tante volte cominciare da capo! In queste parole, Ci accorgiamo di avere anticipato tutto il sugo della Nostra presente lettera. C’è qualcosa di creduto “nuovo” al quale non ci dobbiamo assolutamente adeguare? Sì. Eccolo. Non possiamo accettare di fruire della comodità indotta dal progresso oltre quanto è tollerato dal bene dell’anima nostra. Non possiamo accettare (per agire di conseguenza) che si creda diminuita la debolezza della natura umana, in modo da essere autorizzati ad usare meno riserbo, meno prudenza, meno cautele, a gettarci invece in braccio a qualsivoglia esperienza, sensazione, brivido. Non possiamo accettare si siano alterate le proporzioni delle virtù, il rapporto messo dalla legge di Dio tra il tempo del lavoro e quello del divertimento, la necessità di frenare le sensualità, il bisogno di usare la mortificazione cristiana, le norme del pudore, della morale familiare, della giustizia. Non possiamo, soprattutto, accettare che siamo dispensati dal seguire integralmente il Vangelo. Cari Confratelli, questo richiamo ci salverà dalle illusioni. Fino a questo punto, Ci siamo sforzati di richiamarvi princìpi universali, che hanno valore per tutti gli uomini. Ora, è necessario che entriamo in casa nostra e studiamo il problema della modernità, ossia dell’adeguamento al “nuovo dei nostri tempi” da questo particolare ed interessante punto di vista. In tutto quello che diremo vi preghiamo, cari Confratelli, di tenere presenti le conclusioni generali e particolari alle quali siamo già arrivati. II - IL “NUOVO” CHE VA TENUTO IN GIUSTO CONTO Papa Paolo VI col berretto da ciclista. Possiamo adeguarci al nuovo? Fatte tutte le riserve, in questo momento espresse, rispondiamo: sì. La domanda parrebbe oziosa se si considera il “nuovo” esclusivamente come una comodità maggiore. Ma questa sarebbe un’idea troppo ristretta. Se è vero che molte cose nuove sono rappresentate dai prodotti del progresso scientifico e tecnico, le quali diminuiscono innegabilmente il margine di fatica e di fastidio, è non meno vero che adattarsi a molte cose nuove (situazioni, psicologia, metodi, colpe e bisogni) rappresenta semplicemente umiltà e sacrificio. Allora, infatti, occorre dimenticare molto del proprio passato, buttare a mare un Riassumiamo, sotto alcune voci, gli aspetti più interessanti, per i quali noi non possiamo semplicemente stare a vedere, per i quali, cioè, non riusciremmo mai ad essere onestamente indifferenti, e che inducono doveri nuovi ai ministri di Dio. Forse, non è esatto parlare di doveri nuovi e si sarebbe meglio nel giusto a parlare di sfumature nuove in doveri vecchi. La dicitura interessa, anche perché il ritorno della austera parola “dovere” serve a disincantare coloro che vanamente sperano essere la modernità una riduzione di oneri ed un aumento dei propri comodi. Infatti, per le teste piccole la posizione del problema, a dichiarare il quale abbiamo stese queste sudate pagine, è precisamente questa e nulla più. No, la modernità arriva per aumentare il capitolo dei doveri. Forse per tutti (a guardarci bene!), ma certo per noi Sacerdoti! 13 I MEZZI DELLA TECNICA E LORO REGOLE MORALI La materia si sta trasformando in un immenso congegno, nel quale sembra passi il soffio dell’intelligenza viva e ci viene sostituendo nelle fatiche, ci facilità, ci accelera, si piega obbediente ai nostri cenni. Le comodità crescono e scemano di prezzo. Tutto questo, a parte la sproporzione col ridotto progresso spirituale e la possibilità triste di usarne male, è dono di Dio. Possiamo usarne senza dubbio. Ma è importante tenere una distinzione: altro è il giudizio, ove i mezzi della tecnica servono al nostro apostolato, altro è il giudizio allorché servono a noi personalmente. I mezzi moderni (attrezzatura, locomozione, ecc.) possono e debbono servire al ministero e all’apostolato. Essi diminuiscono l’impiego del tempo, aumentano il raggio di azione, difendono più efficacemente, permettono di sostenere e superare la concorrenza del male. Il loro uso saggio e tempestivo impedisce ripiegamenti dolorosi, fa risparmiare uomini, economizza le energie preziose, dà i collegamenti celeri, facilità i ben congegnati piani. Quando diciamo “mezzi moderni” non intendiamo solamente la macchina e l’utensile, ma tutti gli onesti metodi ed espedienti della tecnica propagandistica, reclamistica, organizzativa, finanziaria. Fanno parte essenziale di tutta la fungibilità moderna. Tutti questi mezzi è giusto servano al loro Creatore, nella forma e misura in cui diventano validi a tale onorifico servizio. Il loro uso, però, è soggetto a particolari leggi, restrizioni e considerazioni, allorché si tratta di ecclesiastici, avvertendo come, se può sembrare limitino, in realtà proteggono. Eccole. La finalità nell’uso dei mezzi moderni è quella apostolica e non quella di lucro. Guai se si confondesse la limpida finalità di questo uso. La quantità d’impiego non può compromettere, per il suo peso ed il suo vortice, lo spirito sacerdotale. Il quale è più prezioso di tutti i mezzi moderni. Quantità e qualità di impiego non debbono danneggiare la dignità ecclesiastica, della disciplina e delle istituzioni. Guai se, ad esempio, un convento diventasse fabbrica. Neppure si può indurre nell’uso dei mezzi moderni quella esagerazione che meccanicizza e che altererebbe quella serena fisionomia di un ambiente ecclesiastico. Particolare attenzione si deve porre nel rispettare al massimo la naturalezza dell’ambiente liturgico; perché in quello non è la comodità che si deve favorire anzitutto, sebbene la purezza ed espressività dei mezzi, della materia e dei simboli usati. Non bisogna dimenticare che il saggio impiego dei sussidi moderni, permette di arrivare ad essere presenti in tutti gli am14 bienti, molti dei quali rimarrebbero altrimenti irraggiungibili. Facilita, inoltre, lo spirito della cattolicità, perché tutto diventa più vicino, più interdipendente, più esposto alla vicendevole irradiazione. Il giudizio cambia allorché si tratta dei mezzi della tecnica in comodo personale nostro. Nessun disprezzo per quello che può giovare alla nostra azione. Però, noi non possiamo e non dobbiamo diventa- Un mazzo di fiori offerto a Papa Paolo VI da una giovane zingara. re delle persone comode. La Croce che teniamo in mano, nel segno della quale benediciamo e che predichiamo, ce lo impedisce. Potremo avere delle moderate e ragionevoli facilitazioni, spinte talvolta a parere delle comodità allorché lo esigono la nostra salute e la maggiore disponibilità della nostra persona; ma - ripetiamo - noi non possiamo essere delle persone comode. Tutto l’ideale di vita che Nostro Signore ci ha tracciato nel Suo Vangelo, per seguirLo ed essere depositari della Sua stessa missione, si leva a proibirci di essere delle persone comode. Se ciò ci dispiace è segno che non abbiamo inteso bene quello che facevamo, seguendo Gesù nel sacerdozio, o che abbiamo perduta la freschezza della prima generosa accettazione. E, piuttosto che cambiare la verità cristallina delle cose, meglio sarebbere riconoscere la propria miseria. Andiamo più innanzi: quando le esigenze di ministero, le contingenze civili, i particolari impegni di speciali missioni ci mettono in condizione di usare delle comodità, dobbiamo immediatamente crearci un contrappeso spirituale, allo scopo di impedire il danno dell’anima nostra e l’inavvertito declino verso lo spirito e la mentalità mondana. In qualunque tempo, con qualunque rotazione di cose nuove, tanto più - anzi - se gli uomini diventano molto comodi, la nostra forza, dopo la grazia di Dio, è la nostra austerità e la nostra indipendenza dalle cose di questo mondo. Perché la nostra soprannaturale furbizia non sta tanto nel segnare il passo col mondo, quasi presi dal timore esso rida di noi, umili servi di Dio; bensì nel sorpassarlo arditamente, andando audacemente oltre i fugaci beni, che esso serve! A questo proposito, alcuni di voi Ci chiedono, certo, delle norme pratiche. Eccole. I mezzi che servono a risparmiare tempo al nostro ministero (salvo il decoro e le disposizioni diocesane) siano benedetti. Lo stesso dicasi di quelli che reggono e facilitano una più efficiente organizzazione. Quello che è necessario al tenore di vita, per mantenere il decoro anche in confronto e proporzione con la gente tra la quale si vive, sicchè non sia sminuita la estimazione e la dignità, sicchè non si abbia a favorire il disprezzo e la commiserazione del nostro ministero e della classe sacerdotale, può venire onestissimamente usato. Però, non si dimentichino mai le cautele dette sopra. I mezzi che servono ad attirare le anime ed a gettare ponti verso i più lontanti (sempre con le stesse cautele), entrano ugualmente nella luce dell’onestà. Noi abbiamo estremo bisogno di questa immunizzazione, che si ottiene accettando tutto per il ministero e nulla di molle o sensuale per noi, perché il progresso ha una sbalorditiva andatura e noi saremo sempre più nella necessità di servircene per non restare fuori delle correnti della vita. Vogliamo chiudere lo studio su questo aspetto relativo della modernità, facendo rilevare come la tecnica stessa dei rapporti tra gli uomini, i mezzi di cui essi si servono per far presa, raggruppare, stabilire scambi e comunioni di cultura, possono essere fecondo oggetto di studio da parte nostra in ordine all’apostolato. Ciò ha bisogno di equilibrio e prudenza, anche perché non tutti i mezzi hanno uguale valore ed opportunità sotto ogni cielo ed in ogni clima storico, ma dovunque è possibile che le risorse puramente umane “cooperino al bene”. È certo, però, che anche l’impiego di mezzi di apostolato nuovi, tanto più sarà saggio quanto più sarà, nella scelta e nella misura, lasciato a chi, nella Chiesa, può legittimamente reggere ed indirizzare, quanto più sarà frenato dai sacri limiti della disciplina e della tradizione ecclesiastica. Il “nuovo” può entrare, quando lo si battezza con la sapienza antica! (continua) “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 DEMOCRAZIA INTEGRALE: PROGETTO PER UN DIRITTO DELLA PERSONA CON CONTENUTO PATRIMONIALE del dott. Francesco Stilo 1 M ai come oggi si impone la necessità di muovere alla ricerca delle cause del malessere sociale che ha assunto dimensioni mondiali. Soffermarsi a considerare il significato di parole usuali entrate nel linguaggio di moda e, a nostro avviso, il presupposto indispensabile per tentare di dare un contributo concreto alla soluzione dei grandi problemi del nostro tempo. Dopo aver valutato positivamente l’accezione di “capitalismo” nel senso di economia libera o di mercato, la Centesimus Annus (n. 42) avverte: «... ma se con capitalismo si intende un sistema in cui la libertà nel settore dell’economia non è inquadrata in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale e la consideri come una particolare dimensione di questa libertà, il cui centro è etico-religioso, allora la risposta è decisamente negativa». Il capitalismo è essenzialmente - come andremo a dimostrare - un ribaltamento dei valori etico-giuridici, perché sostituisce, alla centralità dell’uomo, la centralità del capitale. L’espressione usata nella “Centesimus Annus”, «un sistema non inquadrato in un solido contesto giuridico», richiama alla mente l’anatema del Cristo: «Guai a voi, dottori della legge...», perché lo stratagemma per «caricare gli altri di pesi insopportabili e non sfiorarli nemmeno con un dito» è essenzialmente giuridico. Non a caso, con la solida saggezza romana, Menenio Agrippa avvertiva, nell’apologo delle membra ribellatesi allo stomaco, che il giudizio di valore è normale quando si distingue il momento strumentale o funzionale - oggettivo prerogativa dell’organo, dal momento edonistico - soggettivo - prerogativa della collettività sociale. Questo princìpio, “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 nella sua universalità e perennità, è il fondamento della tradizione giuridica romano-cristiana: è l’essenza del diritto naturale. Per arrogarsi il momento edonistico del valore, era necessario ai dottori della legge proporre alla collettività uno strumento che avesse la mera immagine della persona. Il concepimento di questa ipotesi è stato, nella cultura moderna, il “non io” di Hegel, definito come coincidente con l’“io”. Si realizzava così la trasposizione dell’“io” nel “non io”, che giustificava la mostruosa immanenza del momento strumentale, oggettivo, nel momento edonistico, soggettivo. Si è definita, in tal modo, la società come concetto carente di contenuto umano, come mero “fantasma giuridico”, prezioso strumento nelle mani dei gruppi di potere, partecipi esclusivi di una cultura iniziatica. Una volta realizzata la coincidenza dell’“io” col “non io”, era consequenzialmente possibile confondere il “mio” col “tuo”, perché il “tuo” potesse diventare “mio”. È questo il capitalismo, che non è un fenomeno solo del nostro tempo, ma che ha avuto un clamoroso precedente storico: Mammona. Mammona è, infatti, la società anonima ante litteram. Mancando, all’epoca, il concetto di persona giuridica, si è ricorsi all’unico concetto di persona, diverso dalla persona umana, disponibile nella cultura del tempo: la divinità. Tanto che, non a caso, Mammona, in aramaico, significa denaro. Era, dunque, Mammona la soggettività strumentale cui attribuire il momento edonistico del valore, ossia la proprietà della moneta all’atto dell’emissione. Così avveniva che, mentre la collettività creava il valore della moneta, i dottori della legge, strumentalizzando Mammona, diventavano di fatto i proprietari della moneta. Esattamente con queste medesime caratteristiche, opera ancor oggi il sistema della banche centrali, che espropriano ed indebitano le collettività nazionali del loro denaro, perché lo emettono prestandolo; e prestare denaro è una prerogativa del proprietario. Ci sovviene l’incisiva parola della Enciclica Quadragesimo Anno (nn. 105 e 106): «E in primo luogo, ciò che ferisce gli occhi, è che, ai nostri tempi, non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l’accumularsi altresì di una poten15 za enorme, di una dispotica padronanza della economia in mano di pochi, e questi, sovente, neppure proprietari, ma solo depositari ed amministratori del capitale, di cui essi, però, dispongono a loro grado e piacimento. Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il denaro, la fanno da padroni; onde sono, in qualche modo, i distributori del sangue stesso di cui vive l’organismo economico, e hanno in mano, per così dire, l’anima dell’economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nemmeno respirare». Poiché non è concepibile uno strumento senza chi lo adoperi, il concetto di soggettività strumentale presuppone, necessariamente, la società strumentalizzante, fondata su una concezione economicistica dell’etica. Ridotto il concetto di società a strumento, è fin troppo evidente che l’unica ipotesi possibile è il servirsene, non il servire. Nell’uomo della strada si è consolidato il convincimento di un interesse mitico ed astratto, pur se diverso dal proprio, giudicato meritevole di considerazione positiva, proprio perché si è mascherato, sotto la parvenza di sacrificio etico, il sacrificio economico. È avvenuto, così, che la somma dei sacrifici economici individuali ha realizzato l’imposizione alle collettività nazionali di quei “pesi insopportabili”, a beneficio di pochi sapienti manipolatori di strategie culturali e sociologiche di dominazione. L’illusione di una mitica partecipazione ad un interesse sociale inesistente, ha espresso, nel termine “comunismo”, l’assonanza e l’illusione della comunione o comproprietà, e, nel “titolo azionario”, la parvenza di una quota di proprietà del capitale. Come nel sistema socialista la proprietà è dello Stato-fantasma e non del cittadino, così, nella società anonima, la proprietà è della società-fantasma e non del socio. Stato socialista e società anonima sono, dunque, le due facce del capitalismo. E lo Stato socialista altro non è che una forma macroscopica di società anonima. La coincidenza dell’“io” col “non io” ha consentito la possibilità di una assurda rappresentanza organica del momento edonistico del valore. Posto, infatti, che - in una visione normale dei giudizi di valore - il momento edonistico è strettamente individuale e non delegabile, la coincidenza concettuale dell’“io” col “non io” realizza una soggettività astratta alla quale viene attribuito il momento edonistico dei valori giuridici e, conseguentemente, di quelli economici in essi contenuti: cioè la “proprietà”. Questa trasposizione del momento edonistico opera, apparentemente, a favore della società strumentale, sostanzialmente, a favore delle società strumentalizzanti. Si è realizzata, così, attraverso una sapiente trappola giuridica, una situazione analoga a quella che si verifica quando il 16 padrone dà da mangiare al cavallo: chi gode del foraggio, in senso fisiologico, è il cavallo; chi ne gode, in senso giuridico, è il padrone. La trasposizione del momento edonistico degli strumenti giuridici dalla persona umana alla persona giuridica, trasforma, dunque, le società strumentalizzanti in allevatori di uomini, ed alla persona umana - privata della legittimazione giuridica non resta altra possibilità che il mero godimento fisiologico dei beni. Si realizza, allora, una pseudo-forma di libertà dal bisogno del pane, ma non dal bisogno spirituale di poterlo pretendere. Avviene così che, in una concezione consumistica, si definisce la distinzione dell’uomo libero dall’uomo schiavo in base ad una semplice valutazione quantita- tiva, per cui l’uomo libero sarebbe tale, solo perché più grasso. Quando Cristo dice: “non di solo pane vive l’uomo”, avverte che l’ulteriore bisogno di libertà, in senso etico e giuridico, non può essere soddisfatto da una “maggiore quantità di pane”. Su queste premesse, ci si spiega come il concetto di capitalismo ha realizzato, sul presupposto di una concezione economicistica dell’etica ed utilizzando il fondamentale parametro della soggettività strumentale, (stato costituzionale, stato socialista, società anonima, multinazionale, ente di Stato, banca, ecc.) la sottrazione del momento edonistico alla persona umana per attribuirlo alla persona giuridica, e per essa alle società che la strumentalizzano (gruppi di potere, classe dominante, sindacato di maggioranza degli azionisti, ecc.). La forma più imponente di questa patologia dei valori si è realizzata con l’attribuzione del diritto di proprietà che è godimento giuridicamente protetto ai fantasmi giuridici delle soggettività strumentali. Sotto questo aspetto, non corre alcuna differenza tra capitalismo di Stato e capitalismo privato, se non nella diversa fonte normativa che in quello è la legge, in questo è il contratto. Tanto è vero ciò che, come nello Stato socialista la proprietà è dello Stato e non del cittadino, nella società anonima la proprietà è della società e non dei soci: entrambe le formule sono il terreno di cultura di società strumentalizzanti che spacciano sotto la parvenza di interesse generale, l’interesse proprio. Ecco perché non si può fare seriamente la storia dello Stato Costituzionale, se non si fa la storia delle logge; non si può fare la storia dello Stato socialista, se non si fa la storia della classe dominante; non si può fare la storia della società anonima e della multinazionale, se non si fa la storia dei sindacati di maggioranza degli azionisti e delle scalate. L’esplosione di queste imponenti manifestazioni di patologia etico-giuridica costituisce la prova della insufficienza fondamentale delle moderne scuole di dottrina dello Stato e di diritto societario, quando pretendono di rendere immanente nello strumento giuridico il princìpio etico. Merita di governare un popolo solo chi lo ama, perché solo chi ama è disposto a servire, e chi non ama a servirsi. E l’amore non può costituire oggetto di un obbligo giuridico: esso sta necessariamente al di fuori, al di sopra della carta costituzionale. Tra amore e norma costituzionale esiste, forse, la medesima incompatibilità che vi è stata tra la testa dei re e la lama della ghigliottina. Al primo posto dell’ordine gerarchico deve stare l’uomo, e non lo strumento: la persona umana e non la persona giuridica. Il diritto è sempre uno strumento, perché è il risultato di una attività creatrice dello spirito, e la strumentalità non è mai momento primario dello spirito. Al primo posto sta sempre la scelta dei fini. Ed è solo in un momento logicamente e cronologicamente successivo, che viene concepito ed approntato lo strumento. Il limite dello Stato costituzionale sta, quindi, nel fatto che, al suo vertice, si trova una “volontà voluta e depsicologizzata”, quale è appunto quella della norma giuridica. Manca la volontà “volente”, manca la volontà dell’uomo vivo, manca la volontà di chi è capace di amare e servire. Una volta personificata la volontà voluta, la “volontà volente” diventa quella della società strumentalizzante che, per quanto sopra detto, ha necessariamente un’etica economicistica. Al principio di diritto naturale e cristiano del conviene essere onesti, conviene essere giusti (“Fate la volontà del Padre mio che è nei cieli ed il resto vi sarà dato in sovrappiù”), si sostituisce il principio del “è giusto quello che conviene”. Desiderare di porre al vertice dello Stato la volontà volente di un re - che può essere capace di amore o di tirannia - o la “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 volontà voluta di un patto costituzionale, che implica per difetto di amore, tempi di pacifica decadenza, costituisce forse un grande pendolo della storia. Occorre, pertanto, recepire negli ordinamenti costituzionali e legislativi il princìpio essenziale di diritto naturale per cui il momento edonistico dei valori giuridici - come del resto di tutti i valori - deve essere prerogativa esclusiva della persona umana ed inibito alle soggettività strumentali ed innanzi tutto alle società strumentalizzanti. Quello che deve interessare la scienza del diritto non è tanto se il regime politico sia democratico, monarchico, dittatoriale od oligarchico, quanto affermare quali debbano essere i criteri per realizzare strumenti giuridici capaci di soddisfare il bisogno di giustizia. Con la trasposizione del momento edonistico dalla persona umana alla persona giuridica, è nata la società della disperazione. La speranza è, infatti, la previsione del momento edonistico, e quando esso viene sottratto all’uomo, e pretestuosamente attribuito ad un fantasma giuridico, i vivi invidiano i morti. Non a caso il suicidio tra i giovani è diventato, ormai, una malattia sociale. E questi giovani muoiono ben nutriti e ben vestiti: solo assetati di amore o, per meglio dire, di amare, cioè di ideali. L’etica economicistica di stampo hegeliano porta in sé il vizio di origine: dopo aver ridotto la realtà all’“io pensante”, non ha ammesso altra forma di utilità che l’utilità dell’“io”, riducendo e confondendo il concetto di “utilità” con quello di “egoismo”. Sul presupposto di questa strategia culturale, non vi è spazio per i Santi e gli eroi: l’unico ideale possibile e nella migliore delle ipotesi, quello dell’uomo “grasso e disperato”: testimonianza vivente del fallimento delle scuole razionali- “Esiste un qualcosa che è dovuto all’uomo perché è uomo”, insegna Giovanni Paolo II. La parola “dovuto” presuppone la “pretesa giuridica”. Il diritto di pretendere è, dunque, il “di più”. E l’espressione “perché è uomo...” sta a significare che, per il solo fatto che esiste, l’uomo è legittimato a pretendere anche il contenuto economico del diritto sociale... Infatti, che l’anelito vitale sia esso stesso fonte di valore, emerge dai seguenti assiomi: – non esiste ricchezza in un mondo di morti; – dunque il presupposto della ricchezza è la vita; – l’uomo, per il solo fatto che vive, crea il valore dei beni di cui necessita; – l’uomo contribuisce a creare i valori convenzionali monetari, perché accetta la moneta come mezzo di pagamento, e cioè come misura del valore e valore della misura; – dunque all’uomo va riconosciuto l’equivalente di questo valore, come oggetto di una pretesa giuridica, e non di elargizione o di benevola concessione. Una vista di Wall Street. La tradizione giuridica cristiana medioevale ci ha trasmesso, del resto, questo messaggio di socialità nell’istituto dell’uso civico che, col diritto di caccia, di pesca, di pascolo e di legnatico, costituiva a favore della persona umana un diritto con contenuto patrimoniale, a misura dell’economia del tempo. ste ed atee, che così lo hanno costruito e plasmato. Dunque, il solo pane - espressione di una mera concezione consumistica dell’edonismo umano - non è sufficiente: occorre dare all’uomo un di più qualitativamente diverso. (continua) ERRATA CORRIGE Nei precedenti numeri di “Chiesa viva” 347 e 348, pur avendo, verso la fine dell’articolo, fatto riferimento alla fonte delle informazioni sull’U.R.I., dovevamo meglio evidenziare l’Autore di questo testo; quindi: ci scusiamo dell’errore commesso attribuendo ad A.Z. lo studio di cui è, invece, autore Epiphanius, a pp. 591 e ss. del suo ben informato volume: “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”, pubblicato in terza edizione notevolmente accresciuta (pp. 776) dell’editrice “Ichtys”, v.Trilussa 45 - 00041 Albano Laziale (RM). “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Nel 1917, Massimiliano Kolbe fonda la “Milizia dell’Immacolata”. Naturalmente, la sua lotta non fu quella di abbattere le anime del nemico, ma quella di richiamarle e convertirle, per la loro eterna salvezza, e per questo, Padre Kolbe si rivolgeva anche ai suoi nemici. In un suo articolo dal titolo: “Poveretti!!!”, scriveva: “L’uomo è redento. Cristo ha fondato la sua Chiesa sulla roccia. Una parte del popolo ebreo riconobbe in lui il Messia, gli altri, soprattutto i superbi farisei, non vollero riconoscerlo; essi perseguitarono i suoi seguaci e diedero il via ad un gran numero di leggi che obbligavano gli ebrei a perseguitare i cristiani. Queste leggi, insieme a narrazioni e ad appendici, verso il 500, formarono il loro libro sacro, il “Talmud”. In questo libro, i cristiani vengono chiamati: idolatri, peggiori dei turchi, omicidi, libertini impuri, sterco, animali in forma umana, peggiori degli animali, figli del diavolo, ecc. I sacerdoti vengono chiamati indovini e teste pelate (...). La Chiesa (viene chiamata) casa di scempiaggine e di sporcizia. Le immagini sacre, le medagliette, i rosari, sono chiamati idoli. Nel “Talmud”, le domeniche e le feste vengono denominate giorni di perdizione. In questo libro si insegna, inoltre, che ad un ebreo è permesso ingannare e derubare un cristiano, poiché tutti i beni dei cristiani - vi è scritto - “sono come il deserto: il primo che li prende, ne diviene il padrone”. Quest’opera che raccoglie dodici volumi e che ispira odio contro Cristo e i cristiani, viene considerata da questi farisei un libro sacro, più importante della Sacra Scrittura. In ricorrenza del Congresso Internazionale dei massoni, che si tenne a Bucarest nel 1926, Padre Kolbe scrisse, in un articolo: «Quei signori (cioè i massoni) credono di essere loro a governare: ascoltiamo, allora, ciò che scrivono i “Protocolli dei Savi di Sion”», documento che Padre Kolbe chiamava: “Il libro davvero fondamentale della Massoneria”. Il Santo scrive: «Il protocollo n.11 afferma: “Noi creeremo e metteremo in atto le Leggi e i Governi (…) e, al momento opportuno, (...) sotto forma di rivolta nazionale. (...). E necessario che le popolazioni, sconcertate dall’avvenuta rivolta, poste ancora sotto l’influenza del terrore e dell’incertezza, comprendano che siamo talmente forti, talmente intoccabili, talmente pieni di potere che in nessun caso terremo conto delle loro opinioni e dei loro desideri, ma, anzi, siamo in grado di schiacciare le loro manifestazioni in ogni momento e in ogni luogo (...). Allora, per paura, chiuderanno gli occhi e rimarranno in attesa delle conseguenze. (...). A quale scopo abbiamo ideato e imposto ai massoni tutta questa politica, senza dare ad essi la possibilità di esaminarne il contenuto? Questo è servito di fondamento per la nostra organizzazione massonica segreta (...) la cui esistenza neppure sospettano queste “bestie” da noi adescate nelle logge massoniche». Padre Kolbe, a questo punto, si rivolge ai massoni dicendo: «Avete sentito, signori massoni? Coloro che vi hanno organizzato e vi dirigono segretamente, gli ebrei, vi considerano delle bestie, attirate nelle logge massoniche per scopi che voi neppure sospettate (...). Ma sapete, signori massoni, che cosa vi attende il giorno in cui vi verrà in mente di incominciare a pensare da soli? Ecco, ascoltate: il medesimo protocollo prosegue affermando: «La morte è l’ine- 18 Il centro stampa di P. Kolbe, alla periferia di Nagasaki, per la sua felice posizione non andò distrutto in seguito all’esplosione dell’atomica del 1945. Hiroshima e Nagasaki erano le due città con la più alta concentrazione di cattolici in Giappone! vitabile conclusione di ogni vita. (...). Giustizieremo i massoni in modo tale che nessuno, (...) potrà avere dei sospetti, neppure le stesse vittime: moriranno tutti nel momento in cui ce ne sarà bisogno, apparentemente per effetto di malattie comuni (...)». E il Santo continua: «Signori massoni, voi che, recentemente, durante il Congresso di Bucarest, vi siete rallegrati del fatto che la Massoneria si sta rafforzando ovunque, riflettete e dite sinceramente: non è meglio servire il Creatore nella pace interiore (...), piuttosto che obbedire agli ordini di chi vi odia?». San Massimiliano si rivolge, infine, ai Capi Incogniti della Massoneria con queste parole: «E a voi, piccolo manipolo di ebrei, “Savi di Sion”, che avete provocato coscientemente già tante disgrazie e ancora di più ne state preparando, a voi mi rivolgo con la domanda: quale vantaggio ne ricavate? (...). Gran cumulo di oro, di piaceri, di svaghi, di potere: tutto questo non rende ancora felice l’uomo. E se anche questo desse la felicità, quanto potrà durare? Forse una decina di anni, forse una ventina (...). E poi?... E voi, capi ebrei, che vi siete lasciati sedurre da Satana, il nemico dell’umanità, non sarebbe meglio se anche voi vi rivolgeste sinceramente a Dio?». In un altro articolo del 1926, Padre Kolbe, sempre citando i “Protocolli dei Savi di Sion” scriveva: «Essi dicono di se stessi: “Chi o che cosa è in grado di far crollare una forza invisibile? La nostra forza è appunto di questa natura. La “Massoneria esterna” serve solo per nascondere i suoi scopi, ma il piano d’azione di questa forza sarà sempre sconosciuto alla gente». Ma il Santo sottolinea con sottile ironia: «Noi siamo un esercito, il cui “Condottiero” vi conosce ad uno ad uno, ha osservato e osserva ogni vostra azione, ascolta ogni vostra parola, anzi... nemmeno uno dei vostri pensieri sfugge alla sua attenzione. Dite voi stessi: in tali condizioni, si può parlare di segreto nei piani, di clandestinità e di invisibilità?». E qui, Padre Kolbe rivela il nome del “Condottiero” del suo esercito: «E’ l’Immacolata, il rifugio dei peccatori, ma anche la debellatrice del serpente infernale. Ella vi schiaccerà il capo!». Nota: il testo è tratto da un articolo pubblicato su Chiesa viva n° 125. “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo e illustre Monsignore, benché io non sia teologo, ma l’ultimo dei fedeli davvero credenti (se non presumo troppo!), sento il dovere di rivolgerLe il più intenso plauso per il Suo ottimo saggio: “Eresie” nella dottrina neo-catecumenale. In questo saggio, Lei, teologo di perfetta ortodossia cattolica, di autentica genialità e di vasta e profonda cultura, smaschera l’apostasia di tutti quei sovversivi; e ci riesce - ardisco dire col massimo rispetto ancor più e meglio del pur validissimo e compianto P. Prof. Zoffoli. Tanto è vero che Lei fa vedere da “chi” quei “brigatisti rossi” dello spirito sono “protetti”. Peggio di “quelle” (cf.. pp. 616; 99-101). Infatti, si tratta di una enorme prostituzione spirituale; (per una pallida approssimazione si pensi all’8 luglio u. s.); appunto come denuncerebbero i Santi Profeti Isaia, Geremia, Ezechiele; ma, soprattutto, Nostro Signore (cf. Mt. 7, 6; ivi 15, 18-20; ivi 23, 1-39; Gv. 8, 44; Ap. 2, 9; ivi 3, 9). E dopo la più convincente dimostrazione dell’apostasia radicale di quella sètta (pp. 17-91), Lei mette a fuoco la schiavesca dipendenza di essa dall’ebraismo cabalistico-talmudico e dal soggettivismo protestantico che coinvolge, all’interno di sè, tanto la superbia gnostica quanto la stoltezza fideistica, il più scatenato immoralismo e persino la barbarie marxista (cf. pp. 91 s. V. altresì l’agghiacciante tabella riassuntiva di quelle eresie: pp. 95-98). Il Signore La benedica e rimeriti anche per le altre Sue opere che tanto degnamente si affiancano a questa. Mi permetta, dunque, di concludere col rilievo seguente. Giacché, in una “massi- ma” di Rochefoucauld, si legge che “l ridicolo disonora più del disonore” - e questo detto proviene da vari testi biblici (cf. 1 Re 9, 4-9; Ez. 22, 1-5), mi sembra conseguirne che i “neo-catecenali” ma prima e peggio i loro potentissimi “protettori”, vanno bollati e scherniti come “Mao-sinagogali”! In unione con sante di pregiere, La ringrazio di quanto ci ha insegnato e La ossequio toto corde in Christo Rege! (un sostenitore di “Chiesa viva”) *** Rev.do Don Villa, complimenti per la Sua risposta e per le altre risposte date al Vescovo di Brescia (...). La invito a continuare con sempre più slancio in questa Sua opera evangelizzatrice... (S. M. - Vicenza) *** «RingraziandoVi, auguro a tutta la Vs. grande Famiglia, cominciando dal tanto caro e apprezzato Capostipite, mons. Luigi Villa, ogni bene e benedizione e forza e coraggio in questi momenti preAPOCALITTICI, dove certamente attendiamo la “Grande Tribolazione quale mai fu nè sarà!” (Mc. 3, 19; Ap. 16-18) senza escludere il martirio anche fisico (quello spirituale c’è già), per poi godere in pace e giustizia le promesse del Padre nostro! Il Signore Gesù e la SS: Vergine Maria ci concedano la Grazia! Vostro affezionatissimo abbonato da anni. (S.E.M. - Venezuela) CASSIODORO: LE ISTITUZIONI - Basi per una rinascita di civiltà A cura di Antonio Caruso Per Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, vissuto storicamente nel lontano sesto secolo dopo Cristo, ma uomo di oggi, cultura classica grecoromana e cristianesimo sono i due fattori più sicuri, collaudati e insostituibili per raggiungere il traguardo di una vera umanizzazione e quindi, in ogni epoca di crisi di valori come la nostra, di una civilizzazione degna del nome. Senza la ragione umana sgombra di preconcetti e di ideologie fuorvianti, si rende incomprensibile la Parola Divina offerta agli uomni, e la cultura corre irrimediabilmente allo sbando. Alla sua epoca, Cassiodoro fu, in un primo tempo, il Senatore per eccellenza, il politico di quel precursore Regno d’Italia, fondato da Teodorico ,conosciuto col nome di “Grande”. In un secondo tempo, fu monaco, fondatore di monasteri che, in mezzo al dilagare delle alluvioni barbariche, elaborò, con le Istituzioni, il concetto di Studi Universitari, offrendo le linee della Magna Carta, rimasta fondamento delle Università del Medioevo. Per richieste Edizioni VIVERE IN Via di Acque Salvie 1/A - Roma Tel. e Fax: 065943323 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 19 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA APRILE di Giancarlo Politi 2003 MARTIRI IN PROVINCIA DI FUJIAN SOMMARIO DIOCESI DI XIAMEN (AMOY) Cheng Shiguang Sacerdote, diocesano. Morì di cancro al fegato nel 1972, in conseguenza dei maltrattamenti subìti. La notizia venne raccolta da una commemorazione pubblica, tenutasi a Xiamen, in onore di vittime della rivoluzione culturale. XIAPU (FUNING) Staccata dal Vicariato apostolico del Fujian settentrionale il 27 dicembre 1926, il vicariato venne affidato ai domenicani spagnoli. DIOCESI DI Martini Urbano Sacerdote domenicano. Orignario di Polencia, Spagna, dove era nato intorno al 1907. Ordinato sacerdote negli Stati Uniti, nel 1932, venne fucilato a Qizhen il 24 giugno 1934. Un Cattolico Laico, di oltre 70 annI. Fucilato a Qizhen, il 24 giugno 1934. P. LIAO ZEMIN Padre Liao Zemin era parroco di Zhushan, nel disretto di Dongxing, nella provincia di Guangdong. Un giorno di autunno del 1951, una donna cattolica gli portò un bimbo da battezzare. La donna andò, poi, dalle autorità locali e denunciò il sacerdote di aver contravvenuto la legge, battezzando un bambino. P. Liao venne arrestato. Falsamente accusato di aver nascosto armi, il sacerdote venne condotto 20 N. 349 alla prigione di Jiangping senza che si accertasse l’accusa. In prigione, venne fatto inginocchiare su piante appuntite di cactus e su gusci d’ostriche; bastoncini accesi di incenso vennero avvicinati alla sua barba e ai peli delle gambe. Appeso al soffitto, fu picchiato per costringerlo a confessare di aver nascosto armi. Padre Liao non era colpevole, ma non aveva modo di difendersi dalle accuse. Per alcuni giorni gli fu rifiutato il cibo. Il suo corpo si gonfiò, non poteva dormire e la sua mente era sconvolta dalle torture. Una notte, una donna cattolica, a rischio della vita, gli portò un po’ di minestra di riso, ma il Padre fu incapace di mandarla giù. Fu deciso di portarlo davanti alle autorità del governo locale, ma a quel punto, Padre Liao era troppo debole per riuscire a camminare. I comunisti lo legarono e lo trascinarono fino alla sede del partito. Là, lo abbandonarono nel sottoscala. Le braccia erano gonfie e piagate, piene di pus e persino di vermi. Alcuni cattolici erano stati arrestati e si trovavano nello stesso luogo. Una di essi, Anna Wang, passandogli vicino non lo riconobbe. «Chi sei?», gli chiese. Padre Liao rispose. «Anna, non mi riconosci? Sono Padre Liao. Non dimenticare di pregare per me. Stanotte vado in cielo. Chiederò a Dio di lasciarti libera fra tre giorni». Quella notte stessa Padre Liao rese la sua anima a Dio e, tre giorni dopo, Anna fu veramente liberata. (Sunday Examiner, Hong Kong, 8 maggio 1992) ILLUSO IO O ILLUSI QUELLI CHE VOGLIONO PAOLO VI BEATO? 2 Buona e Santa Pasqua! 3 Illuso io o illusi quellI che vogliono Paolo VI beato? (2) del sac. dott. Luigi Villa 7 I Santi e l’Eucarestia (1) di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (2) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 15 Democrazia integrale: progetto per un diritto della persona con contenuto patrimoniale (1) del dott. F. Stilo 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione - In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dalla IV Domenica di Pasqua alla Pentecoste) “Chiesa Viva” *** Aprile 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 351 GIUGNO 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità La guerra in Iraq LA GUERRA IN IRAQ E IL SEGUITO... del sac. dott. Luigi Villa È da 17 secoli, ormai, che il problema “Islam” è sul tappeto della Storia, insoluto, specialmente da parte della Chiesa cattolica che pure, da Maometto a oggi, ha subìto una continua guerra di occupazione di tutto il suo mondo cristiano, in Asia, in Africa e, ripetutamente, in non poche Nazioni d’Europa1. Un “Islam” che, ogni volta, ha colpito la nostra civiltà cristiana nella sua cultura, nelle sue tradizioni, nella sua Fede. Eppure, ancora oggi siamo alle prese con questa non-religione, amalgamata allo Stato, accettata perfino dalla Gerarchia del Vaticano II nonostante le lezioni sempre più dolorose della Storia e nonostante il “piano giudaico-massonico”, ormai già in fase avanzata di attuazione, che prevede uno scontro mondiale che deve portare all’annientamento della Chiesa cattolica e della civiltà cristiana. La demolizione delle “due torri” di New York e la guerra dell’Iraq sono un chiarissimo segno di questo diabolico “piano”, mediante linee-guida, incarnate in varie deliberazioni segrete, riguardo i problemi finanziari internazionali, la libertà di emigrazione e immigrazione, l’unione economica internazionale, la libera circolazione dei prodotti senza più dogane, la costituzione di una forza internazionale con la soppressione degli eserciti nazionali, la creazione in atto di un unico Parlamento internazionale, la limitazione, prima, della sovranità degli Stati, dipendenti ormai attualmente dall’ONU, poi da un Governo Mondiale che eliminerà definitivamente anche il concetto di sovranità nazionale e di specificità. Un unico Stato, insomma, senza più Stati! Ovviamente, saremo costretti a riprendere questo tema ancora molte volte, data la gravità e lo stato di degrado e di confusione in cui vive anche la Chiesa gerarchica di Roma, già allineata a quel “globalismo” massonico e, sembra, non an- 1 2 Cristiani, in un paese islamico. cora cosciente della disfatta e del fallimento di questi ultimi pontificati; fallimento evidenziato dall’irrompere della “Guerra in Iraq”! Per ora, mi limito a riportare degli stralci di tre lettere che ho ricevuto in questo periodo. Sono “riflessioni” che invitiamo a rilevare e, soprattutto, a meditare. La prima lettera è una copia dell’originale inviata a Sua Ecc.za Mons. Giuseppe Fittau, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. L’Autore d’essa scrive: «Eccellenza Rev. ma, ho letto con vivo interesse l’intervi- sta da Lei concessa sulla questione islamica, apparsa su “Il Tempo” del 31 dicembre 2002 scorso, e non Le nascondo che quanto da Lei affermato mi ha profondamente amareggiato. Da quarant’anni, la Gerarchia non fa che promuovere “aperture” verso tutte le altre religioni che non riconoscono il Cristo, come si può rilevare dalla proluvie di documenti partoriti dal Vaticano II; aperture che, inevitabilmente, pongono Nostro Signore, Re del Cielo e della Terra, Creatore di tutte le cose, alla stessa stregua degli idoli delle altre “religioni”, che vere religioni non possono essere, dato che l’Unico Dio Rivelato è Uno nella Sua Trinità. E tra queste, l’islamismo, inventato dal Rabbino della Mecca e supportato dall’ebraismo dell’epoca, gelosi di vedere tante anime aderire alla nuova religione cristiana, predicata in terra d’Arabia dagli Apostoli. La diffusione, poi, di questa dottrina fu affidata alla ferocia di Maometto. Si può definire “religione” un movimento, sostenuto con la violenza nei confronti dei propri adepti, che predica lo sterminio non soltanto dei cristiani, ma di tutti coloro che la pensano diversamente? Un movimento che vuole la sottomissione della specie umana e propugna la conquista del mondo mediante una “guerra” che loro chiamano “santa”? In passato, la civiltà occidentale, che può identificarsi nella civiltà cristiana, ha saputo difendersi dalle numerose invasioni delle orde musulmane, succedutesi nei secoli, combattendo eroicamente tante sanguinose battaglie. Da quarant’anni a questa parte, invece, grazie alle “aperture” conci- Cfr. “L’Islam alla riscossa”, Editrice Civiltà, Via G. Galilei, 121 - Brescia. “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 liari, in nome di un non ben precisato “dialogo” e con l’ausilio dei diversi poteri massonici, tendenti all’instaurazione del loro Governo Mondiale, si è consentita una massiccia immigrazione che ha portato alla costruzione di ben 2.500 moschee in tutta Europa, risultate, poi, veri e propri potenziali centri di terrorismo! Ricordo la cerimonia dell’inaugurazione della moschea di Roma, la più grande d’Europa, alla quale intervenne, oltre al potere politico, anche, - molto compiaciuta! una Delegazione Vaticana in rappresentanza dello stesso Pontefice. Oggi, Lei lancia l’allarme: “Se i cristiani non prenderanno posizioni coscienziose, l’Italia sarà islamizzata”; ma con quale credibilità possiamo prendere delle posizioni se la cristianità è avvilita e colpevolizzata - proprio da Chi questa cristianità dovrebbe difendere! - per non si sa bene quali colpe di cui deve continuare a chiedere perdono a tutti?. E prosegue: “Fate sentire la vostra voce”; ma se i nostri Pastori tacciono ed il Santo Padre felicemente regnante rende visita alle moschee e si lascia fotografare perfino nell’atto di baciare il Corano, che cosa vuole che facciano questi poveri cristiani, ai quali è stato tolto il supporto della Vera Fede nel Dio Vivente e vengono sollecitati a credere solo nell’uomo, esortati ad un ecumenismo che tutto consente e che porta solo ad un irrazionale sincretismo religioso?.. E parla, poi, della “applicazione del principio di reciprocità”; ma quale reciprocità si può sperare da una massa di fanatici, che, in nome del loro “dio” (... ma quale?) distrugge tutti i simboli di qualsiasi religione che non si accordi con i propri punti di vista e continua a massacrare i cristiani in tutti i Paesi sotto il loro dominio, perfino crocefiggendoli sulle porte delle chiese?.. È storia di tutti i giorni! Eccellenza Reverendissima, forse questa mia esternazione Le sarà sembrata poco diplomatica; ma, esortato anche dal Pensiero di San Tommaso d’Aquino, ritengo che con il tacere non si renda testimonianza della propria Fede!..». (Lettera firmata) *** Nella seconda lettera, inviatami dall’Irlanda, si legge: «... abbiamo da affrontare, nell’immediato, un problema grande e serio, sotto qualsiasi verso lo si analizzi. Sotto il profilo militare: l’annienta- “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 mento del regime dittatoriale iracheno (come se gli Stati con lui confinanti fossero retti da illuminati e “democratici” governanti e non da pazzi fanatici assassini, come in Arabia Saudita, Turchia, Iran, Siria, e... Israele...) elimina dalla scacchiera una pedina scomoda, che aveva deciso di non rispondere più ai comandi mondialisti. Elimina (e questo è il vero motivo dell’attacco) l’unico potenziale pericolo all’espansionismo sionista. Elimina, provocandone un esodo di massa, l’unica presenza massiccia di cattolici nell’area: nella sola Bagdad, 50 chiese cattoliche, e circa 800mila cattolici nel paese, con libertà di Paolo VI all’ONU. professare pubblicamente il proprio culto e senza alcun tipo di vessazioni, né da parte governativa, né da altri. Viene così spazzata d’un sol colpo la più antica, numerosa e rispettata comunità cattolica presente ancora nell’area. Cui prodest? Sotto il profilo economico: il vantaggio è ovvio ed innegabile sotto molti punti di vista. Il petrolio, intanto, cambierebbe nella gestione, sia dell’estrazione che della raffinazione e distribuzione, che verrà sicuramente affidata a commesse internazionali, sotto stretto controllo angloamericano, attraverso multinazionali, magari battenti anche bandiera araba. Oltre all’industria bellica, come ovvio, la prima ad avvantaggiarsene, anche le gare d’appalto per la ricostruzione fanno gola a molti, pri- mi fra tutti coloro i quali si battono oggi il petto. Che il vantaggio economico sarebbe stato evidente, era oltretutto divulgato ai quattro venti dai guru di Wall Street, che profetizzavano (ma che strano!..) miracolose riprese in borsa a guerra conclusa. Il ricatto della lobby ebraica è stato sfacciatamente sbattuto in faccia alle economie internazionali per far pressione sulle politiche interne, e far assumere loro un atteggiamento il più compiacente possibile con l’amministrazione Bush. Amministrazione legata mani e piedi, tra le altre, alla sètta ebraica dei Lubavitcher. È chiaro che là, dove più forte è la dipendenza economica dai colossi economici americani, più chiara e definita sarebbe stata la sudditanza di tali governi. Ma non sempre ciò che appare è il vero volto di questi protagonisti da operetta, mascherati, a volte, dietro poco credibili facciate pacifiste. Sotto il profilo mondialista: infatti, l’atteggiamento di uomini di governo di nazioni, quali Francia, Germania, Russia e Cina, oltre a giocare la carta pacifista per loro esclusivi interessi di parte (perché sinceramente la Cina comunista nelle vesti di pacifista non me la vedo proprio, e tanto meno la Russia di Putin, o la Francia della Legione straniera, presente in diversi focolai di guerra sparsi nel pianeta!), pone l’accento non tanto sul fatto “se sia giusta o meno la guerra come atto d’aggressione contro un popolo, ed in quanto tale equiparabile ad un mero atto terroristico”, ma sul fatto “che non è giusta, perché non è sotto l’egida dell’ONU”. Da qui, la chiamata a raccogliersi sotto l’ombrello protettivo e giuridicamente autorevole di quell’organizzazione così fortemente voluta dalla massoneria mondialista internazionale, unico ente al mondo autorizzato a decidere se, come, quando e perché sia lecito uccidere a mano armata, o per omissione di soccorso, o con campagne abortive e di sterilizzazione di massa. Ed il giochetto sta riuscendo benissimo, perché tutti, (e quando dico tutti, dico proprio tutti!) fanno appello all’ONU. È chiaro che, quando tutto sarà finito, l’immagine dell’ONU, come governo mondiale in erba, né risulterà rafforzata e da tutte le sponde verranno richiesti maggiori e più ampi poteri, mettendo in discussione certi meccanismi che al momento ne impediscono ancora il pieno esercizio d’autorità, tanto legislativa, quanto coercitiva, che di governo globale ed incontrastato. Coloro che al momento ne dichiarano la crisi, consapevolmente od inconsapevolmente la stanno rafforzando quale istituzione sovranazionale con futuri pie- 3 ni poteri di vita e di morte su tutto il pianeta. I pacifisti con le bandiere arcobaleno New age e quelle a falce e martello di Rifondazione Comunista, con quelle di Che Guevara e delle più svariate rappresentanze della botanica, Ulivo, Margherita, Quercia, per non parlare, purtroppo, di insensate partecipazioni al loro fianco, come era prevedibile strumentalizzate, di imprudenti e troppo folcloristici ecclesiastici (animati da lodevoli buone intenzioni che non hanno prodotto finora altro risultato che compiacere ed accreditare il pacifismo politicizzato di Rutelli, D’Alema e compagni!), hanno portato solo acqua al mulino di quelle stesse lobby mondialiste che, quali nani sulle spalle del gigante, hanno spinto USA e GB a fare la cosa opposta, cioè la guerra. Indubbiamente un piano ben congeniato e sicuramente già pianificato da lungo tempo, nel quale l’Iraq di Saddam Hussein ed il suo petrolio sono solo parte della posta in gioco. Questi falsi pacifisti politicizzati, dove erano quando la Cina invadeva il pacifico Tibet? E dove, quando il governo del Sudan massacrava e massacra le popolazioni cristiane del sud? Dove erano mentre le truppe dell’Armata Rossa massacravano la popolazione cecena? Dove erano a manifestare mentre le truppe regolari cubane occupavano il Congo? Pacifisti da campagna pre-elettorale. Da apprezzare c’è solo la netta presa di posizione del Papa che ha, se non altro, il merito di mettere in chiaro che non si tratta di una crociata contro l’Islam da parte del cristiano occidentale (anche lui, però, fa appello all’ONU). Un messaggio che sicuramente non raggiungerà tutti i villaggi e le moschee sparsi sul pianeta. Ma, parlando con un mio conoscente e buon amico pachistano (amicizia basata sulla sincerità, non sull’ecumenismo sincretista), incontrato proprio al mercato, mi è apparso chiaro che non fosse considerata né da lui, né dai suoi correligionari come una guerra tra cattolici e musulmani, ma tra giudeo-sionisti americani e l’Islam. C’è da sperare che tutto ciò possa almeno servire a mitigare l’odio e le persecuzioni contro i cattolici residenti del “dar al islam”. Ma c’è ancora un aspetto da considerare. Sotto il profilo della lotta al terrorismo: non ci poteva, infatti, essere coagulante più efficace per tutti i gruppi terroristici di matrice maomettana, sunniti, sciiti o quantaltro, dopo l’invasione dell’Afganistan, 2 4 che l’invasione dell’Iraq, il quale si trova geograficamente nel cuore dell’Islam. Oltre a non essere presenti ed operativi gruppi talebani, né basi d’addestramento terroristiche, nessun iracheno, a tutt’oggi, è risultato coinvolto in atti di guerra non convenzionali. È chiaro che d’ora innanzi ed in nessuna parte del mondo, avendo colpito più componenti ricollegabili a correnti teologico-islamiche diverse, non ci sarà più un posto sicuro per cittadini americani o inglesi. Non possiamo, quindi, prevedere altro che un logico incremento della azioni terroristiche di matrice islamica. Ad ogni azione portata a termine, seguirà la richiesta di coalizione nella comune lotta al terrorismo, che non potrà che essere unanimemente accolta e soddisfatta. E anche ciò non farà altro che aumentare la voglia di lotta globale contro chiunque dissenta dalle dottrine mondialiste. ro spiriti-demoni guida, schiavi della Grande Bestia, per la creazione di quegli stati d’animo e di quelle condizioni materiali per l’avvento della Nuova Era, di cui le bandiere arcobaleno (stoltamente agitate dagli ignari pacifisti, illusi di lottare per il bene e che, invece, loro malgrado, preparano il terreno al male!) sono l’emblema. L’Era in cui la creatura si proclamerà dio. L’Era dell’Anticristo. Già l’Arcangelo San Michele ebbe a rispondere con il suo grido “Chi è come Dio?” all’orgoglio ed alla presunzione luciferina, e Nostro Signore Gesù Cristo, con l’umiliante morte di Croce, ci ha riscattati dalla morte eterna. Lui ha già vinto per noi, e noi vinceremo per Lui! (...)». (Lettera firmata) *** In quest’altra terza lettera che ho ricevuto da una professoressa, ma che essa aveva già mandato, nel dicembre scorso, alla Conferenza Episcopale Italiana, si legge: Palermo, dicembre 1995. Vescovi col simbolo del’arcobaleno sulle casule. Ma l’arcobaleno non è il simbolo della “New Age” (Nuova Era), l’èra che dovrà porre fine al Cristianesimo? Poco conta se poi costui o costoro siano in realtà terroristi o meno. Se le prove non ci sono, si inventano. Non ci troviamo, quindi, secondo me, di fronte ad un semplice incidente di percorso nel cammino di “democratizzazione” del pianeta (a suon di bombe), ma stiamo solo assistendo ad una puntata dell’Opera maxima, messa in scena seguendo un copione molto ben studiato e calcolato dai massimi strateghi occulti, in contatto con i lo- «Il 5 dicembre 2002, a Treviso, due delegati del Vescovo locale, Monsignor Magnani, hanno presenziato alla chiusura del Ramadan. Nel Palaverde di Villorba, don Giuliano Vallotto, responsabile dell’Ufficio Diocesano per i rapporti con l’ISLAM, scalzo e accovacciato in mezzo ai musulmani, insieme a don Canuto Toso, ha partecipato alla preghiera dell’“attakbir”; ha ascoltato il discorso dell’IMAN e, preso il microfono, si è rivolto ai presenti “a nome della Chiesa e del Vescovo di Treviso, da credente a credenti, tra figli di Abramo, ha criticato lo schieramento delle Forze dell’Ordine, definendolo “un segno d’immaturità”, auspicando la costruzione di moschee, senza “sollevare polveroni mediatici”. L’“ispirato” intervento si è concluso con le critiche al Sindaco di Treviso che si era opposto alla manifestazione e che, da semplice laico, ha mostrato un atteggiamento più coerente di qualche sacerdote che parla a nome della Chiesa, pur sapendo che, all’interno di Essa, vi sono non pochi dissensi in materia. Significativo, poi, è stato lo smacco subìto dal Card. Tettamanzi, che tanto si adopera nel “dialogo interreligioso”. Ma Egli, in occasione della fine del digiuno, aveva già inviato, il 2 dicembre u.s., un Messaggio augurale alla locale comunità islamica di Milano. Cfr. Da “il Giornale” del 06 dicembre 2002. “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 L’altro giorno, per mano di Mons. Giampiero Alberti - maggior esperto di ISLAM - della Curia Ambrosiana, ha inviato lo stesso Messaggio per farlo leggere anche alla cerimonia di chiusura, tenutasi a Treviso. Nonostante l’antefatto, è stato vietato a detto Monsignore di leggerlo perché, - come gli hanno spiegato, - non era il caso che fosse lui a comunicare il contenuto del Messaggio, perché l’avrebbero letto gli stessi organizzatori. Quel messaggio portava gli auguri di pace del Card. Tettamanzi, con cenni sul “dialogo interreligioso” e con un invito a prendere le distanze dal terrorismo. Nel precisare le motivazioni del divieto a Mons. Alberti, il Presidente del Centro Culturale Islamico di Viale Jenner, Abdel Hamid Shear, ha detto: “Non crediamo che questo sia il momento storico adatto a fare una cosa del genere... Noi siamo ben contenti che venga letto il messaggio del Cardinale, ma non ci sembra opportuno fare di più, perché noi non possiamo parlare nelle chiese cattoliche nelle solenni cerimonie religiose non esistendo questa reciprocità, riteniamo che ci si possa fermare alla lettura del Messaggio”2. “Questa reciprocità”, così ben reclamata in Italia, dovrebbe essere messa in pratica allo stesso modo nei confronti dei cristiani che vivono in Paesi islamici dove, invece, essi non godono alcun diritto, né civile né religioso, e dove non possono, in alcun modo, mostrare segni visibili della loro Fede. Dopo aver sollevato la questione del Crocifisso, i musulmani che vivono in Italia pretenderebbero, dunque, di parlare anche nelle nostre chiese? Non comprendiamo il perché di tanta fatica tesa a convertire delle persone che, a qualunque costo, ovunque si trovino, sono obbligati dal Corano a fare proseliti e a difendere il proprio Credo. Questi fatti di Treviso ci rivelano la fragilità della nostra evangelizzazione che non converte proprio nessuno ed è portata avanti in deroga alla Tradizione, creando ampi varchi all’avanzare di dottrine peregrine, demolitrici del nostro cristianesimo. Voi, Eccellenze, dovreste essere le nostre “Guide”, ma siete divenuti, ormai, “templi sconsacrati” dove il Cristo è senza vita, proprio come nel Sepolcro. Senza vitalità e coraggio, non corrispondete più ai Suoi dettami. Moderni “Giuda”, ci svendete per 3 un po’ di celebrità e ci negate l’autentica carità che dovrebbe spingervi a difendere il “Gregge” di Cristo. Con la vostra “prudenza” (!!), col vostro silenzio sulle verità scomode e l’eccessiva indulgenza in materia di fede, voi nascondete il “mistero d’iniquità” già in atto, giustificandovi con solenni, inutili proclami, o con duri richiami all’obbedienza rivolti a sacerdoti che ancora “gridano” la Verità, nel tentativo di chiudere loro la bocca, mentre trattate noi laici con incurante silenzio. Di fronte agli attacchi esterni, la vostra prudenza è cedimento; il vo- 14 maggio1999. Davanti ad una delegazione dell’Iman sciita di Khartoum e al presidente sunnita della Banca islamica irachena, Giovanni Paolo II bacia il Corano. Ma il Corano ordina la morte di tutti gli “infedeli”... cristiani! Come spiegare, allora, questo gesto di Giovanni Paolo II? stro buonismo vi rende correi della distruzione della Chiesa cattolica! Siete i successori degli Apostoli, ma vi siete lasciati accecare dall’egoismo e vi siete riempiti di razionalismo che v’isterilisce, tradendo, così, l’altissimo vostro compito. Avete perso l’amore per il gregge affidatovi, abbandonandolo a se stesso, ed avete accettato le eresie di coloro che dovevate convertire. Spalancate le porte a tutti, mostrandovi aperti, generosi, moderni... In nome di chi? E perché? Non pensate di dare a Dio quello che è di Dio?.. Nelle vostre acrobazie diplomatiche e teologiche, fate sempre riferimento ad una presunta Nuova Pentecoste, ma con quali frutti? Avete introdotto un relativismo morale che ridicolizza ogni predica sul peccato che ha sommerso nel fango i nostri figli. Siete arrivati perfino ad approvare Kiko Arguello, che parla del peccato come Grazia di Dio! Con quali risultati? Il nostro paese è diventato pagano! Da diversi anni, andate a braccetto con chiunque: pregate con i musulmani, adottate preghiere ed usi protestanti (dimenticando che Lutero è morto suicida, dopo essere stato omicida!) e vi arrendete alle critiche e alle ingiuste accuse degli ebrei (che ci definiscono idolatri). Cos’è rimasto del Cattolicesimo? Avete permesso la dissacrazione dell’Eucarestia, divenuta ormai solo simbolo di fratellanza. Per colpa vostra, è stata resa inutile la Passione del Cristo e troppe anime vanno in perdizione! Meglio fareste a deporre le Vostre porpore e le insegne episcopali che vi hanno riempiti di orgoglio, facendovi dimenticare che dovreste essere gli umili servitori del popolo e di Dio, del Quale considerate, peraltro, solo la Misericordia, ignorando che Egli è anche perfetta Giustizia. Predicate, quindi, l’impunibilità, divenendo temerari. Dinanzi a Dio dovreste vergognarvi per aver scardinato la porta del Suo ovile, aprendola ai lupi voraci e famelici. Non vogliamo più guide apostate che tradiscono Cristo e la Chiesa. Non vogliamo più inquinamenti dottrinali. Desideriamo mantenere intatta la nostra identità! Vi chiediamo di smetterla con gli inganni, l’ipocrisia e certa “prudenza”! Tornate ad essere Apostoli autentici e punti sicuri di riferimento per chi cerca la Via della salvezza. Un compito così sublime esige, a volte, anche il dono della propria vita. Se non avete coraggio, lasciate ad altri un compito così santo ed impegnativo!..». (Lettera firmata) *** Il tema, come si vede, è inquietante, da non sottovalutare. Siamo a un bivio della Storia: un bivio-tunnel di tenebre fitte, anche se da più parti si auspica un migliore futuro di pace, giustizia e fratellanza universale, non avvertendo, però, che, attraverso il relativismo morale e religioso, frutto avvelenato del modernismo in atto, si tenta di gestirlo dandogli una diversa accezione. Ma questo nuovo procedimento, che si Cfr. “Behold a pale horse”, William Cooper, Light Tecnology 1991. “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 5 pretende “pastorale”, spinge la massa dei fedeli verso l’apostasia, rendendola sempre più vuota e abbagliata con false prospettive di felicità terrena. E così, la globalizzazione politica, economica e religiosa, vien fatta vedere come la panacea di tutti i mali, perché la formazione di un unico Governo mondiale e di un’unica religione sincretica, che riunisce i vari “credo”, attuerebbero quella diabolica Sinarchia, voluta da tutti i nemici di Cristo, facendola vedere come la giusta matrice che porterebbe pace e giustizia. Ora, questo ribaltamento di fede e di civiltà cristiana la si è legata allo slogan della “pace” nel mondo, creando attorno ad esso i preti no-global, i preti che confondono la Fede con la politica, i preti che non predicano più Cristo né il suo Vangelo per non offendere quelli di un’altra presunta religione. Ma dov’è finito, allora, Cristo e la sua cultura evangelica?.. Forse che il nostro compito di cristiani deve essere ridotto a quello che fanno le associazioni laiche, atee e massoniche, equiparando l’uomo ad ogni altro animale, benché privo di quell’alito vitale che lo fa partecipare delle caratteristiche divine? Possibile che la Gerarchia ecclesiale ignori ancora, o addirittura non creda alle manovre segrete infernali delle Logge ebraiche massoniche, che Noi abbiamo denunciato e dimostrato varie volte a cospirazione contro la Chiesa cattolica che, nel loro “piano”, dovrebbe in breve sparire dalla faccia della terra? Possibile che questa Gerarchia non abbia neppure saputo che il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, prof. Giuliano Di Bernardo, l’11 luglio 2002, nello studio del notaio Giovanni, sede centrale in Piazza di Spagna (Roma), ha dato vita a una nuova organizzazione massonica sovranazionale: l’Accademia Internazionale degli Illuminati; e questo perché ha scritto Di Bernardo - “per raccogliere le sfide della modernità ci vuole una nuova struttura, capace non solo di comprendere le ragioni dei mutamenti sociali in atto, ma anche di orientarli”. Per questo, l’Accademia sarà composta di 12 sezioni che copriranno tutti i principali rami del sapere (filosofia, scienza, medicina, economia, politica e comunicazione), ciascuna con un proprio responsabile. È un programma ambizioso, sì, ma cancerogeno per la nostra Civiltà cristiana, la cui dissoluzione era già stata iniziata con la costituzione del “Gruppo Bilderberg”, uno dei più potenti gruppi di lavoro degli “Illuminati”, i cui programmi si possono leggere nel libro di William Cooper: “Behold a pale horse”3 (Light Technology), 1991, dove viene illustrato il pensiero e la strategia adottati dal Comitato politico del Gruppo Bilderberg. È un documento programmatico dal titolo quanto mai significativo: “Armi Silenziose per delle guerre tranquille”, che spiega la filosofia, le origini operative, i princìpi, le linee-guida e gli strumenti di questa dottrina dalle “armi silenziose”. Un programma che si articola così: 1) un sistema economico che controlli le masse; 2) un controllo dell’economia mondiale mediante un modello economico manipolabile e prevedibile; 3) addormentare le masse che hanno già subito questo attacco. E il grimaldello che aprirà questo nuovo fronte è stato proprio l’immigrazione. Si dovrà attuare, perciò, la libertà di emigrazione e di immigrazione, il che equivarrebbe a un’apertura indiscriminata delle frontiere, al fine di snaturare completamente i popoli e per renderli degli “altri” popoli, ossia un ammasso di persone che non abbia più alcuna coesione culturale e storica, così da perdere persino il concetto di città, di regione, di nazione e di patria; un ammasso, quindi, di uomini apolidi, immersi nel sincretismo religioso che li renderà totalmente passivi e indifferenti a tutti i mutamenti che potranno accadere. *** Davanti a un simile “piano giudaicomassonico”, ormai pienamente in atto dai tempi del Vaticano II, non è fantasioso pensare che lo stratagemma è stato e continua ad essere quello di farsi amici dei nemici e, così, infiltrarsi, con vesti d’agnello, in tutte le nostre istituzioni religiose e civili, occupando i posti-chiave e usando fiumi di parole dense di umanitarismo e di morale, invitando alla libertà, all’uguaglianza, alla fraternità, mentre, in realtà, attuano, più o meno apertamente, le loro intenzioni assassine! Chi ancora si preoccupa del destino della Chiesa e della Fede, di fronte ai pericoli derivanti da “piano giudaico-massonico” di cui abbiamo parlato, non può non riflettere sul fatto che la sovversione mondiale, incominciata con l’abbattimento delle “due torri”, a New York, l’11 settembre 2002, e portata avanti con l’attuale guerra dell’Iraq e con quelle che seguiranno, non è altro che la palese dimo-strazione del fallimento totale del “dialogo” di Paolo VI e di questo attuale pontificato che, sulla medesima sua linea, vorrebbe il massonico ONU alla guida della soluzione dei problemi umani dell’uomo! Ma allora, Cristo non sarebbe più Lui il “Principe della pace” e il “Salvatore del mondo”?.. LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) NOV ITÀ Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 6 “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 ECUMENISMO DI FERRO E ARGILLA di A. Z. ... E Daniele disse a Nabucodonosor: «Grande era quella statua..., e il suo aspetto era terribile... E aveva i piedi, parte di ferro e parte di argilla. Tu stavi guardando, quand’ecco staccarsi da una montagna, senza l’azione di mani, una pietra, la quale colpì la statua nei piedi di ferro e di creta, e li frantumò» (Dan. 2, 31s). Cattolicesimo di ferro e dissidenza di argilla, così, come intende fonderli l’ecumenismo postconciliare, ad onta di tutti i convegni di Assisi o i documenti che non legano tra loro. Riemerge, sotto sotto, il vecchio principio della “doppia verità” col simbolismo mitico di Giano Bifronte; ma questa è mitologia, non verità evangelica. Il linguaggio di Gesù non lascia spazio a compromessi: «Chi non è con Me, è contro di Me, e chi non raccoglie con Me, disperde» (Lc. 11, 23). Gesù poteva lasciarci un esempio eloquente di certo ecumenismo quando propose l’istituzione dell’Eucaristia. Molti ascoltatori, ed erano discepoli, obiettarono: «Questo linguaggio è duro, e chi lo può sentire?». Ma Gesù, che fin dal principio sapeva quali fossero quelli che non credevano, soggiunse: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a Me se non gli è dato dal Padre». È quindi chiaro che la dissidenza non viene dal Padre. Ma il discorso prosegue: «Da allora, molti dei suoi discepoli si eclissarono e non andavano più con lui». Il Maestro non corse loro dietro gridando: «Un momento! State qui che mi spiego meglio! Non intendevo parlarvi in realtà, ma in simboli!». Invece, si rivolse perfino ai dodici dicendo: «Volete andarvene anche voi?». Era pronto a rinunciare agli Apostoli, ma non al suo proposito di darci il suo Corpo e il suo Sangue per la vita eterna. Pietro, allora - come oggi il suo successore - protestò: «Signore, da chi andremo noi? Tu hai parole di vita eterna, e noi crediamo e sappiamo che tu sei il Santo di Dio»! (Gv. 6, 59s). “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 Rappresentazione simbolica dell’unità delle religioni sotto la direzione giudaico-massonica. *** Non è neanche corretto appellarsi al Concilio per un ecumenismo tipo Assisi: il documento “Unitatis Redintegratio” dice chiaramente: «Niente è più alieno dall’ecumenismo quanto quel falso irenismo dal quale viene a soffrire la purezza della dottrina cattolica e ne viene oscurato il suo senso genuino e preciso» (UR 11a). Altrettanto chiara è l’esclusione evangelica di un accordo con chi rifiuta il Sacramento del Perdono. Le parole di Gesù non consentono equivoci: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti» (Gv. 20, 22s). Sono parole dette agli Apostoli, istituiti come fondamento della Chiesa Cattolica; e i dissidenti non sono legittimati a rifiutarle senza infrangere i fondamenti dell’unità. Come del resto, celebrare uniti una Eucaristia, nella quale in parte credono e in parte rifiutano la Presenza Reale? Era un problema per Taizé, dove si offriva l’occasione di un interscambio equivoco: nella stessa Messa, potevano presentarsi alla Comunione coloro che credevano nella “Presenza Reale” e coloro che non vi credevano; ma Gesù ha forse promesso di darsi realmente agli uni e simbolicamente agli altri nello stesso Sacrificio? È stato penoso il fatto che siano stati invitati a Milano i giovani di Taizé per insegnarci come si può essere cristiani senza fede nella “Presenza Reale”, e non sono stati inviati giovani milanesi a Taizé a testimoniare come si adora Gesù realmente presente nell’Eucaristia!.. Certi interscambi ecumenici incoraggiano il dissolvimento della Fede cattolica, più che il ritorno dei dissidenti alla vera Fede, e questo grazie a Pastori più facili a disperdere il proprio gregge che a consolidarne l’unione! *** Le posizioni ecumeniche di certe aree della Chiesa diventano sempre più esplicite nella loro aberrazione. È doloroso che ne siano promotori ecclesiastici elevati (misteriosamente!) perfino alle più alte cariche vaticane! Il più autorevole sostenitore di questo tipo di ecumenismo è il discusso card. Walter Kasper, prefetto del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che teorizza l’Ecumenismo della Complementarietà. Egli scrive: «Al vecchio concetto dell’“Ecumenismo del Ritorno” (di invito alla conversione verso la Chiesa Cattolica) è stato sostituito quello di un itinerario comune, che orienta i cristiani verso il traguardo della comunione ecclesiale, intesa 7 come una unità nella diversità riconciliata»1. Sostenitore dell’Ecumenismo della Complementarietà” è pure il cardinale Karl Lehman, l’altrettanto discusso presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, nel suo libro: “È tempo di pensare a Dio”.2 L’idea dell’Unità nella Diversità ricorre da tempo nel linguaggio ecumenico, e ne troviamo uno sviluppo esteso, ad esempio, anche nell’articolo di “Verona Fedele” del 20 gennaio 2002, a firma del delegato vescovile addetto al piano ecumenico, col titolo: “Quale missione nasce dalla Carta ecumenica di Strasburgo”, sottoscritta dai rappresentanti delle tre grandi tradizioni ecclesiali cristiane. Vi si afferma: «I cristiani per vocazione accolgono da Dio il dono dell’unità che li fa capaci di abitare la differenza come la casa della vita e del Dio della vita”; “Quando la Parola viene annunciata in modo isolato e non insieme, la sua fecondità viene come addormentata”; “La Parola stessa che abbiamo accolto, Dio ce l’ha data in forma dialogica e in se stessa ecumenica”... e altre amenità del genere3. La dissidenza comporta altri fondamentali fatti di attrito con la Fede cattolica, come le dottrine riguardanti la giustificazione, il peccato originale, il libero arbitrio, la Grazia, i Sacramenti, la natura della Chiesa, il Primato di Pietro, l’origine e l’interpretazione della Scrittura e dei Vangeli, i santi, la morale cristiana... Alla radice di queste amenità deviate, sta l’apostasia modernista, che prende le mosse dal rifiuto del Magistero e dal libero esame delle Scritture, e sfocia nel relativismo religioso e nell’ateismo. L’Ecu- menismo della Complementarietà con la pretesa di un’unità nella diversità che dissolve il principio di non con- Dettaglio del simbolo dell’unità delle religioni: Cristianesimo, Giudaismo, Islamismo, Induismo e Buddismo, che si trova sul tabernacolo di Asshram Aikiya Alayam (India meridionale). traddizione, è già in pieno relativismo religioso, una china verso l’abisso del nulla metafisico. Sorprende, in questa dolorosa vicenda di un ecumenismo che distrugge l’unica vera Fede, la scarsezza intellettuale dei suoi fautori, incapaci di avvertire le implicanze distruttive di certe posizioni, seppure non agiscano, come purtroppo spesso avviene, per un ignobile compromesso di coscienza con l’imperante influsso massonico, che punta alla fusione delle varie confessioni religiose in un’unica ecumene esoterica, gestita dallo spirito menzognero e omicida di Satana. E di riflesso si rivela sempre più forte il vigore mentale di Cristo, che ci offre nella vera Chiesa lo scrigno incorruttibile della Verità, una e indivisa, libera da contraddizioni. Ancora una volta, lo Spirito di Verità, effuso dal Cuore di Cristo Crocifisso, dà prova eccellente di Sé! Come la pietra che rotola dal monte, il Verbo di Dio fatto Uomo è in procinto di travolgere questo idolo dai piedi di argilla e ristabilire la Verità che rende liberi. «Ecco, Io vengo presto, ed è con Me la mia ricompensa per rendere a ciascuno secondo il suo operato. Io sono l’Alfa e la Zeta, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine... - Vieni, Signore Gesù!» (Ap. 22, 13as). NOTE 1 Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazaione, in “Osservatore Romano”, 20 gennaio 2000. Un’accurata panoramica sull’attuale ecumenismo è nel libretto; “Elogio dell’Ecumenismo del Ritorno”, a cura di J. M. De la Croix, ed. Mimep-Docete, 20060 Pessano, pp. 96. 2 Brescia 2001, a p. 128. 3 cfr. “Sì sì, no no” 15 febbraio 2002. Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 OCCHI SULLA POLITICA RICORDO DI “DON BERNI” LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Carissimo Don Berni, volentieri Ripenso a Villafranca e all’Aeroporto! Son più di quarant’anni e sembra ieri, Perchè il ricordo semper mècum porto! E di te si ricordano gli Avieri, Cui fosti di consiglio e di conforto, Mediante i tuoi discorsi veritieri, E col “mensile”, pratico supporto! Ricordo le puntate mantovane, E poi, quell’Ordinario Militare, Che ti spedì laggiù, nel tarantino, Dove t’accompagnai - distanza immane, Da Villafranca, senza esagerare Con la mitica vecchia Topolino! Prof. Arturo Sardini Chiosa Di te ricordo tante cose belle: Tante testimonianze di amicizia, D’un Sacerdote buono, ma ribelle, Contro la prepotenza e l’ingiustizia! Quanti discorsi e quante discussioni Sulla Chiesa e il Concilio Vaticano, Gran covo di marrani e di massoni, Che hanno confuso il popolo cristiano! Di più non posso dire, in un sonetto Sia pure con quartine di commento D’un Sacerdote attivo, onesto e schietto, Il cui motto è “AZIONE E NON LAMENTO”! Saluta Giunchi, ovvero il Generale, Che mi dava i biglietti per l’Arena, In cambio del servizio musicale, E fagli copia della “pergamena”. Chiusa Ricordo l’Arciprete di San Fermo, Dove andavo a suonare per gli sposi; Berghinz, Rizzo, Bono, e poi mi fermo, Essendo i miei ricordi numerosi! Ti saluto, carissimo Don Berni, Grato per il cristiano buon esempio, Contro le oligarchie dei “padreterni” Ed i “mercanti ipocriti del tempio”! “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale - 15. 5. 1891 La libertà dell’uomo Il diritto individuale alla proprietà privata cresce di valore se lo consideriamo nei riguardi del consorzio domestico. Libera all’uomo è l’elezione del proprio stato: egli può, a suo piacere, seguire il consiglio evangelico della verginità, oppure legarsi in matrimonio. Naturale e primitivo è il diritto al coniugio e nessuna legge umana può abolirlo, né può limitarne, comunque sia, lo scopo a cui Iddio l’ha ordinato quando disse: «Crescete e moltiplicatevi». Ecco pertanto la famiglia, ossia la società domestica, società piccola ma vera, ed anteriore ad ogni civile società; perciò, con diritti ed obbligazioni indipendenti dallo Stato. Famiglia e Stato Per legge inviolabile di natura, incombe al padre il mantenimento della prole; e per impulso della natura medesima, che gli fa scorgere nei figli un’immagine di sè e quasi un’espansione e continuazione della sua persona, egli è spinto a provvedere in modo che, nel difficile corso della vita, possano onestamente far fronte ai propri bisogni: cosa impossibile a ottenersi se non mediante l’acquisto dei beni fruttiferi ch’egli poi trasmette loro in retaggio. Come la convivenza civile così la famiglia, secondo quello che abbiamo detto, è una società retta da potere proprio, che è quello paterno. Entro i limiti determinati dal fine suo, la famiglia, dunque, per la scelta e l’uso dei mezzi necessari alla sua osservazione e alla sua legittima indipendenza, ha diritti almeno eguali a quelli della società civile. Che se l’uomo e la famiglia, entrando a far parte della società civile, trovassero nello Stato non aiuto ma offesa, non tutela ma diminuzione dei propri diritti, la civile convivenza sarebbe piuttosto da fuggire che da desiderare. Lo Stato e il suo intervento nella famiglia È dunque un errore grande e dannoso volere che lo Stato possa intervenire a suo talento nel santuario della famiglia. Certo, se qualche famiglia si trova per avventura in sì gravi ristrettezze che da sè stessa non le è affatto possibile uscirne, è giusto che, in tali frangenti, l’intervento dei pubblici poteri. Similmente in caso di forte discordia nelle relazioni scambievoli tra i membri di una famiglia intervenga lo Stato e renda a ciascuno il suo, poiché questo non è usurpare i diritti dei cittadini, ma assicurarli e tutelarli secondo la retta giustizia. Qui, però, deve arrestarsi lo Stato; la natura non gli consente di andare oltre. La patria potestà lo Stato non può né annientarla né assorbirla, poiché nasce dalla sorgente stessa della vita umana. I figli sono qualche cosa del padre; una espansione, per così dire, della sua personalità e, a parlare propriamente, essi entrano a far parte del civile consorzio non da sè medesimi, bensì mediante la famiglia in cui sono nati. È appunto per questa ragione che, essendo i figli naturalmente qualcosa del padre... prima dell’uso della ragione, stanno sotto la cura dei genitori. Ora, i socialisti, sostituendo alla provvidenza dei genitori quella dello Stato, vanno contro la giustizia naturale e dissolvono la compagine delle famiglie. 9 Documenta-Facta MISSIONARI MARTIRI Anno 2002 Mons. Isaias Duarte Cancino, Vescovo di Cali (Colombia), ucciso il 16 marzo all’uscita della Messa celebrata in una parrocchia della diocesi. Padre Declan O’Toole, irlandese, dei “Missionari di Mill Hill”, ucciso in un’imboscata il 21 marzo nella regione di Kotido (Uganda). Don Boniface, congolese, ucciso a Goma (R.D.Congo) il 24 marzo, durante la processione della domenica delle palme, da due bombe lanciate da sconosciuti contro i fedeli. Padre Juan Ramon Nunez, colombiano, parroco di Argentina (dipartimento di Huila, Colombia), ucciso il 6 aprile durante la Messa. Padre Roger Morin, canadese, dei “Fratelli del Sacro Cuore”, ucciso il 12 aprile a Fianarantsoa (Madagascar), durante gli scontri di piazza. Don Alois Lintner, italiano “fidei donum”, ucciso il 16 maggio a San Salvador de Bahia (Brasile). Padre Arley Arias Garcia, colombiano, ucciso a Florencia (Colombia) il 18 maggio in un’imboscata: era presidente della locale giunta della pace e stava avviando negoziati tra paramilitari e guerriglieri. Padre Jorge Altafulla, panamense, assassinato il 19 maggio a Panamà. Padre José Ilario Arango, colombiano, ucciso il 27 giugno a Calì (Colombia), dopo la Messa. Suor Marta Ines Velez Serna, colombiana, delle “Suore di S. Pietro Claver”, uccisa il 14 luglio a MogotesSantander (Colombia). Carlos Herrao Jiménez, seminarista 10 colombiano, ucciso il 21 luglio a Medellin (Colombia). Fratel Ivo Dominique Lascanne, francese, dei “Piccoli Fratelli del Vangelo”, fondatore del “Foyer della speranza” a Yaoundé, trovato ucciso il 30 luglio nei pressi di Maroua (Camerun), da uno dei ragazzi che aveva aiutato a togliersi dalla strada. Padre Pierre Tondo, burundese, parroco di Kiguhu, diocesi di Ruyigi, ucciso il 5 agosto mentre era in viaggio nella provincia di Gitega. Suor Cecilia, monaca caldea, uccisa nella notte tra il 15 e il 16 agosto a Baghdad (Iraq). Padre Jean Guth, francese, della “Congregazione dello Spirito Santo”, rapito il 31 marzo a Mayama (CongoBrazzaville) e morto nelle mani dei ribelli il 10 agosto. Padre Augustin Geve, primo sacerdote indigeno delle Isole Salomone, ucciso il 20 agosto a Guadalcanal, dove era in missione di pace. Leonardo Muakalia Livongue, seminarista angolano, ucciso per rapina l’8 settembre a Malanje (Angola). Padre José Luis Arroyave, colombiano, ucciso a Medein (Colombia) il 20 settembre: era responsabile di programmi sociali e sviluppo dei quartieri degradati della città. Padre Jorge Sanchez Ramirez, colombiano, diocesi di Antioquia (Colombia), ucciso nella Valle del Cauca il 27 settembre. Padre José Luis Cardenas, colombiano, assassinato il 17 ottobre a Chalan, dipartimento di Sucre, poco dopo la celebrazione della Messa. Padre Gabriel Arias Posadas, Vicario generale della diocesi di Armenia, ucciso il 18 ottobre nel dipartimento di Caldas (Colombia), dove si trovava per trattare la liberazione di un sequestrato. Alberto Neri Fernandez, uruguayano, focolarino laico, ucciso per rapina in Brasile, il 19 ottobre. Don Declan Collins, salesiano irlandese, ucciso per rapina il 16 novembre a Johannesburg (Sudafrica): si occupava dei poveri e degli emarginati dei sobborghi della città. Don James Iyere, nigeriano, morto il 29 novembre in seguito alle gravi ferite riportate durante gli scontri scoppiati a Kaduna. Don Jean Claude Kilamong, della Repubblica Centrafricana: fermato l’8 dicembre dagli insorti a Bossangoa, fu trovato morto il giorno dopo. I FRUTTI DEL POST-CONCILIO Ultimamente, in USA, è stato pubblicato un libro (Index of Leading Catholic Indicators: The Church Since Vatican II, di Kenneth C. Jones) che fornisce dei dati sullo stato della Chiesa in America a partire dal Concilio Vaticano 11. Abbiamo pensato che tali dati possano essere utili per aiutare a capire che cosa accade nella Chiesa, in America e nelle altre parti del mondo. Preti: Tra il 1930 e il 1965 il numero dei preti si era raddoppiato, raggiungendo la cifra di 58.000. Questa cifra è scesa a 45.000, cosí che si può calcolare che nel 2020 vi saranno solo 31.000 preti, di cui la metà avrà piú di 70 anni. Ordinazioni: Nel 1965 furono ordinati 1.575 preti. Nel 2002, ne sono stati ordinati 450. Nel 1965 solo l’l % delle parrocchie USA era senza un prete; oggi ve ne sono 3000, pari al 15%. Suore: Nel 1965 vi erano 180.000 suore. Nel 2002 sono scese a 75.000, con una età media di 68 anni. Nel 1965 vi erano 104.000 suore insegnanti, oggi ve ne sono 8.200, con un declino del 94%. Ordini religiosi: Gesuiti: sono scesi dai 3.559, del 1965, ai 389 del 2000; Fratelli Cristiani: si sono ridotti del 99%: nel 1965 si contavano 912 seminaristi, nel 2000 sono scesi a 7; Francescani e Redentoristi sono scesi da 3.379, nel 1965, a 84 nel 2000. Scuole cattoliche: Dal 1965 è stata chiusa quasi la metà delle scuole cattoliche. Gli studenti sono scesi da 700.000 a 386.000. Le scuole parrocchiali hanno subìto un declino ancora maggiore: 4.000 sono sparite, e i ragazzi sono scesi da 4.500.000 a 2.000.000. “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 Matrimoni: sono scesi a un terzo, rispetto al 1965, mentre il numero degli annullamenti è salito da 338, nel 1968, a 50.000 nel 2002. Praticanti: L’Istituto Gallup rilevava, nel 1958, una frequenza alla Messa di tre cattolici su quattro. Un recente studio della “University of Notre Dame” “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 ha rilevato che la frequenza si è abbassata a uno su quattro. Insegnamenti della Chiesa: Solo il 10% degli insegnanti di religione segue gli insegnamenti della Chiesa. Il 53% ritiene che si continua ad essere dei buoni cattolici anche praticando l’aborto. Il 65% ritiene che i cattolici possano divorziare e risposarsi. il 77% ritiene che si possa essere dei buoni cattolici senza andare a Messa la Domenica. Un’indagine del “New York Times” ha rilevato che il 70% dei cattolici, tra i 18 e i 44 anni, ritiene che l’Eucarestia sia solo un “simbolic reminder” (ricordo simbolico) di Gesú. 11 LA MODERNITÀ “Lettera Pastorale al Clero”. di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 4 LA PSICOLOGIA MODERNA Noi dobbiamo arrivare alle anime, passando attraverso di esse. Ci incontriamo così - e sono ora varchi, ora insidie, ora alterazioni, ora barriere - nelle caratteristiche psicologiche degli uomini. Per farci intendere, per spianare la strada alla verità ed alla grazia di Dio, dobbiamo fare i conti adunque colla psicologia. La quale è sostanzialmente quella dei tempi di Adamo; ma per la elasticità della quale il Creatore ha dotata la natura, non dipartendosi dalla sostanziale fisionomia, assume caratteristiche secondarie e tuttavia importanti, secondo i tempi, le culture, le tradizioni. Il “nuovo” influisce in esse, vi agisce talvolta persino da ciclone. È naturale allora chiedersi se non abbia caratteri più rilevati la psicologia del nostro tempo. Siamo nell’argomento, circa il quale, più che in tutti gli altri, si può e si deve essere “moderni”, nel senso di adeguarsi, per imperativo di apostolato alla testa dei nostri simili e contemporanei. Evidentemente non si tratta di assorbirne i difetti, ma solo di adattarsi a prendere gli uomini come sono. Avvertendo che molte delle cose elencate fino a questo punto potrebbe essere ripetute sotto questo titolo, recensiamo alcuni degli aspetti che possono colpire di più e meglio servire ad orientamenti pratici. Le filosofie degli ultimi due secoli hanno largamente permeato, anche e soprattutto a loro insaputa, le menti degli uomini. Questo sedimento, più o meno incosciente, diventa con estrema facilità pregiudizio. Il pregiudizio - a diversità dei princìpi certi ed obbiettivi - è base malferma e malsana della attività intellettuale e morale. Per poco che faccia il pregiudizio rende ingiusti. Il pregiudizio trasportato dall’intelletto nel campo del sentimento diventa simpatia ed antipatia, impulso e passione, entusiasmo e scoraggiamento. Tutte cose che servono poco la verità, il bene e la bontà dei rapporti tra gli uomini. Le filosofie hanno sedimentato nella testa dei nostri simili e contemporanei, più che in qualunque altra età, perché la lettera12 Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. tura di qualunque valore e grado se ne è fatta impregnare e tutti più o meno leggono. Quali filosofie hanno sedimentato di più? Il materialismo, l’idealismo, oggi l’esistenzialismo. Naturalmente con queste hanno agito tutti i loro sottoprodotti. Ciò impone una disintossicazione. Essa è così il presupposto di tutto il lavoro apostolico. Per fortuna il sedimento filosofico è spesso più sentimentale che razionale. Ed il sentimento è influenzato dalle impressioni. Ecco un aspetto interessante del nostro tempo: la capacità immediata di agire delle impressioni. È questo il motivo per cui noi sacerdoti dobbiamo contare - per salvare la nostra reputazione - non meno sulle impressioni lasciate negli altri, che nei loro giudizi maturati. Sotto questo aspetto la nostra modernità sta nel continuo sacrificio di renderci onestamente simpatici a tutti. Si riderà forse a sentire che l’argomento della simpatia è venuto in campo a proposito di sedimenti filosofici nella testa della gente. Ma la verità è che nella filosofia d’oggi la razionalità c’entra poco. Infatti, è per lo più il sentimento che decide degli atteggiamenti cosiddetti intellettuali e li orienta. Molti sono disposti a lasciare da parte le difficoltà contro la Fede, se incappano in un banditore di essa che riesca loro simpatico e interessante. Colla stessa facilità accade il contrario. Sentimento e labilità sono connessi. Da questo nasce sovente, nel faticoso andirivieni, quella stanchezza della quale abbiamo parlato innanzi e che facilmente scivola alla malata volontà di brivido e di tragedia. Nessuno si meravigli se tra le caratteristiche psicologiche, sia pur senza darle una eccessiva parte, classifichiamo anche la creduloneria. Chi ha molta fretta e deve tuttavia fare, non scende in profondità; lascia la maggior parte decisoria al sentimento e finisce credulone. È chiaro! Non ha tempo di inquisire e non ha molto esercizio logico per sindacare; ha bisogno di appoggiarsi e di prendere quello che gli appare più comodo. Non importa che la moda sia quella di parlare di scienza, di esigere dimostrazioni e di ostentare difficoltà a convincersi. La verità è che la logica conta molto poco. Del resto basta in questo osservare quello che si scrive ed osservare come la gente prende buono quello che legge, purché ci sia di mezzo qualche simpatia, e come masse intere bevano quotidianamente le cose più paradossali e persino inverosimili. Questa creduloneria sostiene quasi tutte le faziosità nei meno grami (- s’intende -), perché nei più grami la faziosità è anzitutto effetto dell’interesse venale. Tutto ciò porta ad una conclusione importante; la forma, il modo, il contorno sentimentale di ogni presentazione, in un primo momento contano spesso più della sostanza. Vi preghiamo di ricordarvi questa conclusione tra poco, allorché arriveremo alle applicazioni per i nostro ministero. Ecco ora una singolare caratteristica psicologica, figlia forse della fretta colla qua“Chiesa Viva” *** Giugno 2003 le si vive la vita e per la quale ci si stanca più presto di tutto, amaro frutto del sentire - senza capire - la caducità delle cose umane. Perché la nostra età è in sicuro progresso quanto a tale esperimento e sua conseguente tristezza. Si tratta della sottile ed insistente tendenza al nuovo per il nuovo, allo strano per lo strano, all’originale per l’originale, al dissonante per il dissonante, al paradosso per il paradosso. Tutto ciò è vero e diffuso. Vien fatto di chiedersi - nella speranza non sia malignità - se questo non derivi per caso anche da una povertà di fantasia, la quale per essere esercitata continuamente ad uso di passatempo nelle cose minori ed inutili, si trova esaurita poi in quelle di maggior rilievo e dove dovrebbe, ad esempio, creare la autentica opera d’arte. Si potrà ad ogni modo discutere sulle cause, ma il fatto sta. Sta ed ha applicazioni impensate in grandi cose, perché permette scivoli via la sostanza delle questioni. Ecco le opposizioni per le opposizioni, le cose dette a rovescio per dirle a rovescio, tanto che basterebbe mettersi a rovescio per far ritornare l’indritto. In questo sta il costrutto di molti “anti-questo” o “anti-quello”, con conseguenti e facilissimi cambiamenti di posizione. Quante cose di questo povero mondo non possono assolutamente essere prese sul serio! E quanto questa constatazione spinge con incredibile forza verso Dio! Si capisce come molti ateismi, scetticismi, anticlericalismi etc. Vadano giudicati con criterio pienamente relativo, che è come a dire - a nostra consolazione - non debbono mai essere presi sul serio del tutto. Suggeriscono calma, pazienza ed attesa. Lo spettacolo del quale si fa la regia ogni giorno con la “opinione montata”, la “reclame” e l’inganno di far apparire pensiero di tutti, quello che non è pensiero neppur della piccola orchestra, trae il suo principale alimento dalla caratteristica psicologica di cui ora si è discorso. Venerandi Confratelli, siete furbi e non fatevi sorprendere nella vostra buona fede da certe apparenze. Abbiate discernimento e lasciate che molte foglie facciano mulinello nel vento. I mulinelli di vento non sono per voi. CONSEGUENZE PRATICHE Si potrebbe allungare l’elenco delle caratteristiche della psicologia moderna. Ma non è questo che ci interessa. Dobbiamo piuttosto venire a delle conseguenze pratiche. Ecco subito la più importante e riassuntiva: questa strana psicologia ci obbliga ad adattare ad essa i nostri metodi. Senza questo prudente ed oculato adattamento, rischiamo di non essere intesi. Direte: ecco un altro gravame! Ripetiamo che per noi Sacerdoti la modernità è fatta di gravami. “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 1° - LA CATECHESI IN GENERE La verità divina non muta. Ma bisogna “tradurla” in linguaggio accessibile. Si tratta anzitutto di parlare il linguaggio del 1950, per lo meno. La lingua Italiana ha altri gusti da quelli del 1900. Si è fatta non meno ricca, ma più diritta, più snodata, più sciolta e simpatizza colla immediatezza e colla brevità. Non vuol più saperne di rotondità ottocentesche, di smancerie accademiche, di frasi troppo rituali. Non si separa - naturalmente - la lingua dallo stile, e qui Noi si parla d’entrambi. Il “parlare” del nostro tempo non tollera si parli per parlare. Si parla se si ha qualcosa da dire. Questa legge è tremendamente severa in Chiesa, perché l’abitudine di leggere almeno il giornale ha adusato pressoché tutti ad accorgersi quando si parla per parlare. La fretta stessa del nostro tempo non tollera indugi, a meno che non si diverta, il che non è esattamente quanto occorre, se si porta la Parola di Dio. La “traduzione” della sacra verità tanto meglio avviene quando, senza nulla rimetterci della sua sodezza e logica, pas- sa attraverso i problemi più sentiti, gli schemi più usati, gli aspetti più corrispondenti alla vicenda, alla pena, al vuoto, ed alla sete dell’anima moderna. Abbiamo coscienza di dire qui una cosa assai difficile e che - ad attuarla - richiede grande equilibrio, ma che tiene il segreto di un dominio, spesso immediato, sulle anime anche più riottose. È Nostro intendimento di scrivere di proposito in altra circostanza ed in modo direttamente specifico. È certo che questa traduzione meglio vi riuscirà quanto più sarete semplici e convinti, quanto più sarete ordinati e chiari nei concetti (nessuna modernità dispenserà mai dall’ordine), quanto meno cercherete effetti con strilli o gonfiature o lirismo di poco prezzo e fuori posto. La “traduzione” è la vera questione dominante, tanto del catechismo ai piccoli, che della scuo- la di religione, che della predicazione in qualunque forma. Essa è felice quando entra nell’angolo di visuale di chi ascolta. Essa morde quando segue alcune esigenze del giusto moderno. Questo “gusto” è un frutto di tutta la psicologia ed è - strano a dirsi - fatto anche di un contrasto o meglio di una reazione ai difetti moderni. Infatti. Quanto meno c’è di razionalità nella cultura comune, tanto più è sentita allorché la si incontra seria e quadrata. Quanto più c’è di superficialità sentimentali, tanto più si apprezza la sodezza della sostanza dottrinale. Quanto più la vita è intinta di leggerezza, tanto più si ha sete di cose serie. E questo ha valore tanto per gli intellettuali che per gli ignoranti. Quanto più il mondo del pensiero è slegato, tanto più si aspira ad avere la giustificazione chiaramente dottrinale delle stesse verità pratiche, morali. 2° - LA CATECHESI IN SPECIE I rilievi fatti sopra a proposito della vita e della psicologia moderna ci impediscono molto chiaramente una illusione, quella di considerare la massa dei fedeli come una serena comunità livellata, alla quale basti sempre e solo il catechismo della domenica. Quell’unico catechismo va rifratto secondo tanti bisogni e tante strade. Esso deve rimanere, naturalmente! Ma non basta più. Ossia: occorrono altri corsi catechistici, fatti anche altrove ed in modi diversi. Guardate questa strana gente. Cercate quanti artisti vanno a sentire il catechismo parrocchiale. Però se farete in qualche ambiente simpatico dell’autentico catechismo, ma a modo loro e magari non lo chiamerete “catechismo”, (che se ne offenderebbero forse) sebbene “conversazione religiosa”, potrete qualche volta arrivare a metterne insieme un gran numero. E tutti stanno a sentirlo il catechismo, purché se lo sentano fare per loro. Abbiamo da imparare dalla tecnica della propaganda, dalla sua molteplicità, dalla sensibilità e duttilità dei suoi criteri. Tutto ha un valore ed i mezzi più impensati sono operanti per coloro che hanno sempre gli occhi impegnati da luci fosforescenti e le orecchie percosse dal clamore dei congegni. Il catechismo lo si fa parlando, lo si fa stampando: coi fogli, coi quadri, coi richiami. Talvolta - soprattutto stampando - può venir bene la tecnica di composizioni e scomposizioni, di impressioni e di sintesi, di primi piani e inquadrature, che sarebbe sembrata paradosso ai nostri nonni. Gli è che dobbiamo spesso, per farci sentire, tener dietro ad un mondo il quale cammina piroettando. Tutto ciò non può e non deve incidere sulla serietà della sostanza, sulla severità 13 dell’ordine e sulla trasparenza della chiarezza; ma può e deve all’occorrenza vestirsi di tutto. A proposito della catechesi in tutti i sensi, vorremmo ricordare un dato, il quale riassume tutte le caratteristiche della psicologia moderna: non si può contare sulla buona volontà di fare sforzi a seguire ed a capire. Tutto deve arrivare già dosato e confezionato per il palato e per la resistenza. Più si riesce, quanto più si ha il senso della regia. Tra le forme di catechesi, ci sono pure i convegni di studio, i congressi. È ora di capire come in essi si debba pensare a organizzare il congegno dell’interessamento e della attrazione. I congressi con più che due discorsi di seguito, sono cose mortali; quelli con due discorsi sono indigesti. Quella congerie di “saluti”, “adesioni”, “presenze” fanno esercitare la pazienza e non l’intelligenza, in quanto non si adattano con l’andamento frettoloso e fantastico del vivere. Gli occhi e le orecchie accampano i loro diritti: spesso la miglior cornice è fatta dalla musica. La Chiesa che lo sa, come ne ha fatto un tono di tutta la divina liturgia! Tutto non va concepito come una vorticosa ridda di cose da fare, ma come un aggiornato assortimento, nel quale serenamente e tranquillamente scegliere con gusto e tempestività; in altri termini, non si tratta di fare una confusione in testa, ma di scegliere con molta testa tra molte cose le più intonate e rispondenti al criterio di una “traduzione” efficace. Bisogna mettere l’accento sulle possibilità di presenza attraverso i mezzi ed indirettamente. È qui dove si sente il valore dell’Azione Cattolica, la quale costituisce senza dubbio il migliore moltiplicatore della presenza sacerdotale. A scanso di altri e non meno pericolosi equivoci il concetto di “presenza ministeriale” va depurato da qualunque scopo che non sia inerente e lealmente inerente allo scopo ultimo e soprannaturale della Chiesa. Infatti molti si potrebbero a buon 4° - IL METODO 3° - LA PRESENZA Le strade sono tante, molte sono così incassate e unilaterali che non basta un semaforo solo e fermo per segnalare alle anime la via del Cielo. Nasce da questa straordinaria rifrazione della vita moderna l’imperativo di una rifratta e moltiplicata presenza del sacerdote. Molti settori di vita e di lavoro, rimangono fuori della zona di luce. Bisogna farsi avanti. Parliamo di una presenza “ministeriale”. Essa non ha niente a che fare colla presenza dello spettatore e pertanto sarebbe utile e dannosa dove si è solo spettatori e non attori, o dove non si può essere attori insieme ad altri attori o dove saremmo ridicolmente attori. Per questo la legge canonica con saggezza proibisce l’eccesso a locali mondani e di divertimento. La “presenza ministeriale” si può far sentire anche nei teatri dove non andiamo, se ci occupiamo con tatto di quelli che fanno il teatro. La “presenza ministeriale” può ingegnosamente ed indirettamente realizzarsi persino dove non sarebbe possibile e neppur dignitosa la presenza fisica. L’equivoco grave sta nel confondere in modo assoluto “presenza fisica” e “presenza ministeriale”. Questa seconda non è mai motivata dal godimento o dall’interesse personali; anzi ove questi affiorassero, utilmente ci si domanderebbe se non fosse meglio ritirarsi; in più va costantemente protetta dalla mortificazione cristiana. 14 una comodità, affatto; sono invece un impegno di attenzione, intelligenza, ingegnosità. Porte lasciate aperte, solo per evitare la fatica di maneggiarne la serratura o spostarsi dalla posizione comoda, sarebbero un permanente pericolo ed una palese sciocchezza. Tutte queste precisazioni Ci paiono meticolosamente necessarie, per impedire che qualcuno Ci intenda male. Le porte si lasciano aperte così. Creando un alone sano di simpatia intorno al nostro ministero. Abbiamo già detto questo. La simpatia non può concepirsi sollecitata altro che dalla grande educazione, perfetta giustizia, generosità di cuore e prontezza di servizio verso tutti. Le doti personali vengono bene se contenute da modestia ed umiltà. “Porte aperte” significa creare nell’ambito del riserbo sacerdotale delle occasioni, nonché avere condiscendenza ove si tratta di capire, donare e pazientare. “Porte aperte” significa una vittoria sulla timidezza e ritrosia. “Porte aperte” significa non negare mai il riconoscimento del bene, ovunque esso sia e non sia viziato da seconde e perverse intenzioni. La lode, il saluto, la cortesia, il sorriso - qualche volta pure il virtuoso silenzio - sono delle porte aperte. Un suora “poliziotto”. diritto insospettire se affermassimo il dovere di una presenza dovunque, ma ordinassimo questa presenza a qualcosa d’altro che non fosse il soprannaturale interesse delle anime. La presenza ministeriale non contesta denaro e dominio, non fa concorrenza ad interessi umani; è invece talmente un servizio che dovunque trova il suo posto, perché dovunque c’è chi deve essere spiritualmente aiutato. Dopo tutte le precisazioni, nessuno si offenderà se diciamo che la “presenza ministeriale” giunge nel modo atto e pienamente consono alla disciplina ecclesiastica o direttamente od indirettamente, sia ove si soffre che ove si gioisce, sia ove si lavora che ove si ozia. La “presenza ministeriale” reclamata dalla rifratta e distratta vita moderna non va concepita solamente come un “muoversi verso gli altri”, ma anche e non meno come un “lasciare le porte aperte agli altri”. Intendiamoci: tutte le porte vanno guardate dalla disciplina, allorché si lasciano aperte; in più le porte di Chiesa non si lasciano aperte ai cani. Ciò è per dire che le porte aperte in questo caso non sono A questo punto non c’è davvero più alcuna necessità Noi spendiamo parole per dire che la modernità vera del Sacerdote consiste in un più grande impegno ed in un più grave lavoro. Ci preoccupiamo piuttosto che voi, cari Confratelli, non vi troviate paura di questo. Ecco perché portiamo il discorso sul metodo. Infatti il metodo è quello che mentre consente di risparmiare su tutto, è pur quello che trova posto per tutto. Se il moderno apostolato ci spinge a tante iniziative, bisogna pur trovare il modo di economizzare le nostre magre forze, liberare il tempo sempre necessario alla nostra vita spirituale, ottenere sempre col minimo mezzo il massimo effetto. A tutto questo si arriva in serenità e pace se si ha del “metodo”, se cioè la nostra vita è metodicamente organizzata. Il metodo conosce, distingue, rapporta, divide, distribuisce, collega, ordina, lega tutto. Il metodo programma il nostro tempo ragionevolmente e con proporzione al fine, cui si intende arrivare. Facendo tutto questo elimina il superfluo, contiene l’inutile, raziona il certo, si cautela dall’incerto, risparmia e abbrevia. Nel dirne bene Ci fermiamo qui, perché stiamo già scrivendo, appunto sul “metodo” una apposita lettera, ugualmente diretta a voi e che a breve distanza è Nostro intendimento segua la presente, come Nostro secondo umile dono in questo Anno Santo. Tuttavia vi è certamente facile il vedere la connessione profonda tra i due argomenti della modernità e del metodo. Non crediamo infatti si possa rispondere alle esigenze della prima, senza la austera disciplina del secondo. (continua) “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 DEMOCRAZIA INTEGRALE: PROGETTO PER UN DIRITTO DELLA PERSONA CON CONTENUTO PATRIMONIALE del Prof. Giacinto Auriti 3 3. - Possiamo, qui, menzionare in rapidi cenni i più importanti vantaggi derivanti da questo nuovo modello: a) si realizza innanzitutto una valida sintesi tra le due concezioni a tutt’oggi in antitesi della libertà giuridica e della libertà dal bisogno, in quanto si dà al cittadino, oltre ad una quota di reddito, anche il diritto di pretenderla, arricchendolo, così, oltre che del bene economico anche del bene giuridico che soddisfa la sua esigenza dalla “certezza del diritto”; b) si pone un naturale limite tra il momento della sovranità e quello dell’autonomia privata. Pur riconoscendo, infatti, alla sovranità statuale il potere di intervenire nel procedimento di creazione e di distribuzione della ricchezza, si evitano i difetti e gli squilibri tipici dei progetti tradizionali. Mentre, infatti, nei sistemi tradizionali alla pianificazione della produzione segue fatalmente la pianificazione dei consumi sulla base del consumatore statistico piuttosto che di quello reale, con questo progetto, attribuendo al cittadino invece dei beni di consumo, il denaro per comprarli, si fa derivare dalle scelte del consumatore il prezzo di mercato e, quindi, la pianificazione della produzione. È ovvio, infatti, che quando il cittadino sceglie i beni di consumo spendendo denaro, orienterà prevalentemente la produzione sui beni con prezzo relativamente più alto che saranno anche quelli maggiormente richiesti; c) si viene a porre l’economia statale nelle condizioni di economicità che oggi le mancano, in quanto si sostituisce alla concezione burocratica degli organi direttivi, quella del finalismo al profitto (che attualmente è prerogativa della sola economia privata) che ne consente, ad un tempo, la razionalizzazione ed il “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 coordinamento con tutto il sistema dell’economia di mercato; d) si consegue il potenziamento anche dell’economia privata in quanto, attribuendosi ad ogni cittadino un minimo di livello di reddito, si predispone al consumo tutta la collettività. Come è noto, l’impresa moderna è caratterizzata dal fatto che la produzione prescinde dalla domanda, sicché col riconoscimento al cittadino di un minimo di reddito, si fa di lui un consumatore e si incoraggia l’attività produttiva in quanto si sblocca il mercato dai pericoli della “sovrapproduzione” e del “sottoconsumo”; e) il bilancio dello Stato relativo alle uscite (concernente le spese necessarie all’espletamento delle pubbliche funzioni) viene distinto dal bilancio degli investimenti produttivi relativo alle entrate, con la conseguente razionalizzazione di tutto il sistema contabile. A tal fine è previsto di abbinare al c. d. “Codice fiscale” relativo ai prelievi dello Stato, un “codice dei redditi sociali”, relativo alle uscite a favore del cittadino. La circostanza di aver proposto un “codice dei redditi sociali” analogo ed in parallelo al “codice fiscale” dimostra la facile e lineare attuabilità del progetto; f) divenendo ogni cittadino effettivamente comproprietario del patrimonio nazionale, si renderà facilmente consapevole della coincidenza del proprio interesse con quello della società; g) solo finalizzando al profitto del cittadino l’attività produttiva dello Stato se ne potrà conseguire, ad un tempo, la razionalizzazione e la moralizzazione (San Tommaso affermava che l’etica è un aspetto della razionalità). Ogni cittadino, quale comproprietario, del patrimonio produttivo nazionale, avrà interesse a controllare e a denunciare ogni irregolarità, in quanto sarà effettivamente consapevole che ogni pregiudizio all’economia nazionale ed ogni indebita appropriazione di reddito, si consolida nella lesione anche del suo personale interesse; h) la sottrazione al potere politico ed al 15 sottogoverno della disponibilità dei redditi diversi da quelli previsti in bilancio, eliminerà ogni incentivo a far politica a scopo di lucro, ponendo le premesse per una reale moralizzazione della vita pubblica, costituendo così una vera “legge antimafia”; i) si determina un valido e stabile equilibrio tra la politica dei redditi e quella dei salari, in quanto si viene ad inserire nel corpo sociale un nuovo interesse capace di porre automaticamente un limite razionale alle rivendicazioni sindacali. Posto infatti che il pericolo di una incontrollata politica sindacale è quello di determinare l’incremento dei costi e la compressione dei redditi oltre i limiti tollerati dall’equilibrio nazionale ed internazionale dei mercati, divenendo ogni cittadino titolare anche di una quota del reddito, conterrà la propria rivendicazione salariale entro il limite che gli consenta il massimo utile globale, che sarà così anche il massimo utile sociale; l) si libera la contrattazione del lavoro dagli equivoci della teoria marxista del plusvalore. Il sindacato infatti, sorto con lo scopo di rivendicare nei confronti dei datori di lavoro il plusvalore come aumento di salario, ha realizzato non distribuzione di reddito, ma aumento dei costi, perché il salario è un costo di produzione. Ha causato, così, una spirale senza fine di aumento dei prezzi, aumento di inflazione, ulteriore aumento dei salari, in una permanente conflittualità. Con questo progetto si viene, invece, ad attribuire ad ogni cittadino una quota di reddito e quindi di capitale in aggiunta ai salari. Si libera in tal modo il rapporto di lavoro dalla illusione di realizzare un impossibile e chimerico diritto sociale che come tale, oltre tutto, esula dalle naturali finalità dell’impresa. Una volta garantito ad ogni cittadino un minimo di ricchezza e rafforzata la tradizionale posizione del contraente più debole, il contratto di lavoro dovrà tornare ad avere vigore secondo il principio del “tener fede alla parola data” che restituisce al lavoratore la sua dignità ed al datore di lavoro la certezza della previsione e pianificazione dei cicli produttivi e dei relativi costi; m) per quanto riguarda il delicato problema di stabilire il criterio della ripartizione del reddito, si è preferito riconoscere una quota di reddito uguale per tutti, che altrimenti, volendosi attuare una ripartizione discriminata a seconda delle qualità personali e delle esigenze di ogni individuo, si sarebbe incorsi nei gravi inconvenienti di progetti di tipo assistenziale in cui, oltre alle ingenti spese di accertamento e di controllo, si sarebbe verificato il grave inconveniente sopra rilevato, di conferire ad un organo una discrezionalità che, facilmente, può mascherare il favoritismo e l’interesse di clientela. È sufficiente, infatti, che un trattamento discriminato in rapporto alla consistenza 16 patrimoniale dei singoli cittadini, venga effettuato all’atto dell’accertamento e del prelievo fiscale; n) merita particolare menzione il disposto, previsto nel progetto, che sancisce la perdita del reddito sociale per il cittadino che, pur avendo la possibilità di lavorare, non lavora. Ciò al fine di evitare che possa mascherarsi sotto la parvenza di diritto sociale ogni esecrabile forma di parassitismo. 4. - Una riforma del sistema monetario e creditizio, così regolata dal progetto, elimina un vizio di origine che deforma tutto l’ordinamento monetario vigente. Oggi, all’atto dell’emissione, coincidono due diversi momenti: quello della creazione e quello dell’erogazione della moneta. Una volta dimostrata la categoria dei valori convenzionali - cioè dei valori creati da una semplice attività spirituale quale è appunto, la convenzione - è altresì provato che a dare valore alla carta moneta è chi l’accetta come mezzo di pagamento, cioè la collettività dei cittadini, mentre chi si appropria di questo valore convenzionale non sono i cittadini, ma il sistema bancario. Al momento in cui il valore convenzionale monetario si manifesta attraverso il “simbolo carta” si realizza come bene oggetto di diritto. Solo dopo aver chiarito chi è il proprietario della moneta all’atto dell’emissione, si può stabilire chi è il creditore e chi il debitore. Poiché la Banca centrale emette moneta prestandola, si appropria del valore monetario creato dalla collettività, perché prestare denaro è una prerogativa del proprietario. In tal modo il popolo è espropriato ed in- debitato della sua moneta all’atto dell’emissione, perché la proprietà della moneta è apparentemente attribuita ad un fantasma giuridico: “la Banca”, sostanzialmente al gruppo di potere che la strumentalizza. La riforma del sistema chiarisce nettamente la distinzione tra la fase creativa e quella dell’erogazione. La moneta è creata mediante la manifestazione formale dei simboli di corso legale. Questo “oro-carta” non può all’atto della sua creazione, che essere di proprietà di tutti i cittadini. Ciò significa che la moneta deve avere la caratteristica essenziale della sua nazionalità. La quantità di moneta da emettere dovrà essere determinata in base a due criteri fondamentali: a) la quantità dei cittadini; b) il potenziale incremento produttivo della Nazione. Infatti, ogni uomo, per il solo fatto che vive, crea valore, sia perché realizza con i propri bisogni i valori dei beni di cui necessita, sia perché contribuisce, con la propria attività spirituale alla creazione dei valori convenzionali monetari. Su questi presupposti, la politica monetaria deve mirare a conservare al potere di acquisto della moneta un valore tendenzialmente costante. La moneta è come il sangue: la sua quantità va proporzionata all’entità del corpo da irrorare. Il modello che si propone la moneta al servizio della collettività e non consente, come oggi avviene, l’abuso della funzione monetaria da parte del sistema bancario per fini speculativi, il più delle volte contrastanti con gli interessi nazionali. Orbene, posto che il proprietario di un bene è essenzialmente chi ne gode e percepisce i redditi, con la garanzia dell’ordinamento giuridico, attribuendo al cittadino il diritto al dividendo del capitale produttivo dello Stato, gli si viene ad attribuire una quota ideale di proprietà e quindi si realizza, con una formula effettivamente sociale, l’espropriazione dello Stato a favore dei cittadini. Ogni cittadino verrà così a conseguire, in aggiunta alla sua proprietà personale ed a quanto sa produrre col suo lavoro, anche un diritto personalissimo ed inalienabile ad una parte del reddito monetario del capitale comune. Solo finalizzando, infatti, la programmazione economica alla Persona Umana, si potrà dare alla politica sociale il suo vero, intrinseco significato che, altrimenti, non resta altra possibilità che il vuoto linguaggio della demagogia. Siamo certi che, al di là e al di sopra di ogni spirito di parte, se il Parlamento troverà in sè la forza di approntare la riforma del sistema monetario e creditizio renderà un’incomparabile servizio alla Nazione! (fine) “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 IL POPOLO REIETTO del prof. Francesco Cianciarelli L ’Autore, con la meticolosità paziente ed il rigore storico tipico del ricercatore, ripercorre attraverso i secoli le espulsioni che i nostri “fratelli maggiori” hanno avuto in ogni luogo della terra. Nessun altro Popolo è stato così ripudiato nel tempo ed in così tante Nazioni. La risposta a questo perché c’è, ma desideriamo lasciarla ai lettori. Non dobbiamo sorprenderci daltronde, più di tanto, dal momento che un paio di millenni fa, non hanno “riconosciuto” il Figlio di Dio, pur essendo nato in mezzo a “loro”. Ci asteniamo pertanto da ogni commento, se non aggiungere che: a Dio l’ultima sentenza, a noi solo le preghiere! anticipando di 8 secoli i Re Cattolici. 694 d. C. Il Re Visigoto Egica scopre una cospirazione ebraica in Spagna contro il suo Governo, e per detronizzarli si mostra implacabile verso di loro. 1492 Sono espulsi dal Regno di Sicilia. 1492 Sono espulsi dal Regno di Sardegna. 711 d. C. Il suo odio si evidenzia maggiormente quando apre le porte agli arabi. 1495 Sono espulsi dalla Lituania. 1497 Sono espulsi dal Portogallo. 7° sec. 16° sec. Sono espulsi dall’Austria. 1671 Sono espulsi da Vienna (Austria). 1745 Sono espulsi da Praga (Cecoslovacchia). In data incerta sono espulsi dai Dominii Indoariani dell’India. 1789 Benjamin Franklin, propone, ma senza riuscirvi, di espellerli dal Nord America. 18° sec. Sono espulsi dalla Louisiana (USA). 1804 Sono espulsi dalla Russia (nella loro maggioranza). 1814 Sono espulsi dalla Norvegia. 1814 Sono espulsi dalla Svezia. 1933 Si affrontano con Hitler, e sono espulsi dalla Germania. Sono espulsi dalla Spagna. 1212 Ci sono scontri popolari a Toledo, dove la città si solleva fortemente indignata. 1290 1240 a.C. Tradiscono e si scontrano in Egitto. Il Faraone decide di espellerli. Da quell’Istante giureranno odio eterno all’Egitto; 33 70 d.C. Uccidono Nostro Signore Gesù Cristo. d.C. Si scontrano con l’Impero Romano e Tito distrugge Gerusalemme. 120 d.C. Sono espulsi dall’Impero Romano. 132 d.C. Si scontrano con l’Imperatore Adriano che decreta la loro espulsione. Si spargono così in tutto il “Vecchio Mondo” e, con la sconfitta di Bas Korval, inizia la vera Diaspora. 300 d. C. Invadono la Penisola Iberica (Sefarditi) e si confrontano con la resistenza degli Iberi e dei Celti. Dinanzi all’impossibilità, pianificano il tradimento della Spagna. 303 d. C. Il Concilio di Elvira proibisce ai cristiani di unirsi agli ebrei e di sedersi allo stesso tavolo, onde evitare sollevazioni contro la Chiesa Cattolica. 313 d. C. Si affrontano con i Re Visigoti e il Re Sisebuto li espelle, “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 Lungo tutto questo secolo, i Visigoti adottano diverse misure contro i giudei. 1066 Elenco delle espulsioni: .... conservare la loro posizione e continuare, così, a cospirare in modo occulto. 1306 Dopo aver affrontato i monarchi britannici, si adottano misure contro di loro e sono espulsi dall’Inghilterra. Gli ebrei giureranno odio eterno alla Monarchia inglese e, più tardi, la “conquisteranno”. Gli ebrei si scontrano con i monarchi francesi e sono espulsi. 1322 Sono cacciati dalla Francia. 1349 Sono nuovamente espulsi dalla Francia. 1935 Si intima loro di abbandonare il Reich. 1349 Sono anche espulsi dall’Ungheria. 1939/45 Sono espulsi, in diverse Nazioni, durante la II° Guerra Mondiale, e si introducono soprattutto negli USA, in Russia e in Spagna. 1941 Chiusura di Istituzioni Israelitiche e Sinagoghe in Spagna. 1956 Con l’Indipendenza del Marocco, gli ebrei sono espulsi, e l’80% si trasferiscono nella Spagna, formando la 1a Comunità Ebraica importante dopo l’espulsione del 1492. 1960 La Grecia applica misure drastiche contro l’espansione del potere ebraico. 2000 Tutte le Nazioni Occidentali riconoscono lo Stato di Israele... 1350/1450 Sono espulsi da numerose città tedesche, italiane e balcaniche. 1420 Sono espulsi dall’Austria. 1453 Sono espulsi dalla Slesia. 1480 Sono prese delle misure contro di loro in Spagna. 1492 I Re Cattolici scoprono i tradimenti, le cospirazioni ed i piani più diabolici contro la Nazione che li ha accolti, e sono espulsi definitivamente dalla Spagna. Dei circa 150.000 ebrei che vi abitavano, 50.000 decidono di diventare “conversos” o “marranos” per 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Fac-simile della copertina dell’edizione russa dei “Protocolli” del 1912. 1° Articolo dell’ex principessa Catherine Radziwill Nel suo articolo del 25 febbraio 1921, affermando che “i Protocolli erano stati redatti dopo la guerra russo-giapponese (1904-1905) e dopo l’avvio della prima rivoluzione russa del 1905, dal Consigliere di Stato Pierre Ivanovich Ratchkovsky, capo della polizia segreta russa a Parigi, in collaborazione con un suo agente, Mathieu Golovinsky”, l’ex principessa Radziwill aveva usato un po’ d’immaginazione! – Nel 1895, infatti, i “Protocolli” erano già nelle mani di Soukhotine e di Stepanoff; – nel 1901, erano già in possesso di Nylus1; – nel 1913, erano già stati pubblicati nel giornale “Znamia” (= Lo Stendardo); – il Consigliere di Stato Ratchovsky non era più al suo posto fin dal 1902, e aveva anche lasciato Parigi, definitivamente, per fissarsi in Russia, fino alla sua morte, che avvenne nel 1910. Quindi, nel 1905 non era più a Parigi; – è stato provato, documenti alla mano, che Ratchkovsky non ebbe mai sotto di sé un agente di nome Golovinsky. Impossibile, quindi, che i “Protocolli” fossero stati scritti nel 1905. Durante il processo di Berna (1933-37), venne dimostrato dall’esperto svizzero Fleischauer, che l’ex-principessa Radziwill era una notoria intrigante, una avventuriera, condannata persino dal Tribunale dei Cap a 18 mesi di reclusione per falsificazione di cambiali! 2° Articolo del conte Armand du Chayla Anche lo scritto del conte du Chayla è molto inesatto quando afferma che Nylus, che lui aveva visto in Russia nel 1905, gli aveva fatto vedere il manoscritto, asserendo d’averlo avuto dalla sua compagna Natali Afamassievna Komarovsky, alla quale Ratchkovsky l’aveva dato, a Parigi. Infatti: – Esiste una dichiarazione, scritta dal figlio di Nylus, che egli era un figlio illegittimo, nato nel 1883 e riconosciuto nel 1895, di Serguei A. Nylus e di una sua cugina e compagna Natalia Afamssievna Volodimeroff, nata Metveieff (1845-1934), e che non fu mai chiamato Komarovsky; – Egli affermò che i suoi genitori non furono in Francia che due volte, e brevemente, negli anni 1883 e 1894, né furono mai in relazione con Ratchkovsky; – Egli affermò che il manoscritto dei “Protocolli”, che Chayla disse di aver veduto nel 1909, era nelle mani dei figlio di Nylus dal 1901, dopo la visita di Soukhotine; 18 – Egli affermò che sul manoscritto dei “Protocolli”, non vi era alcuna macchia d’inchiostro bleu; – Infine, Nylus rifiuta ogni affermazione del conte du Chayla, tanto che, nella sua dichiarazione fatta al Tribunale di Berna, lo chiama: “bugiardo perfetto” e “calunniatore”. – Sempre al processo di Berna (1933-37) venne dimostrato dall’esperto svizzero Fleischauer che il conte du Chayla, nel 1920, era stato capo della propaganda nell’armata Wrangel, ma che fu ben presto smasche- rato come agente segreto bolscevico e vergognosamente espulso dall’armata. E che se non fu condannato a morte per alto tradimento, questo lo si dovette solo all’intervento dell’Ambasciatore di Francia! 3° Articolo di Philip Grawes Il terzo articolo di Philip Grawes non ha di esatto altro che l’Autore dei “Protocolli” s’è abbondantemente ispirato al libro di Joly - una satira sul governo dittatoriale di Napoleone III, un’opera che gli Autori dei “Protocolli” hanno testualmente plagiato. Ora, come scriveva il “Times”, si tratta di sapere se i Protocolli sono stati redatti da un giudeo per dei giudei, per cui, il fatto che Philip Grawes abbia plagiato un’altra opera, è senza alcuna importanza se si vuol sapere se si tratta di un programma autenticamente giudeo o, al contrario, se si tratta di una invenzione anti-giudea. Ora, questa ipotesi non fu mai provata dalla cricca giudaica. Tutti i tentativi di accusare il Consigliere di Stato Pierre Ivanovich Ratchkovsky, o la polizia russa in generale, di aver creato un documento falso, sono caduti miseramente, poiché il carattere menzognero di questi soli testimoni (giudei) - l’ex-principessa Radziwill e il conte du Chayla - è stato ampiamente riconosciuto! 1 Da sottolineare che Serguei A. NyIus era un massone. Fu iniziato da Teodoro Herzl. In seguito, si convertì per influsso di P. G. Cronstadt. Nota: il testo è tratto da un articolo pubblicato su Chiesa viva n° 125. “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo e carissimo Padre, ho letto, con vero fremito, che mi ha scosso da capo a piedi, il Suo formidabile articolo sulla Sua prestigiosa Rivista “Chiesa Viva” (N. 325 Febbraio 2001) dal titolo: “Un requiem per Paolo VI”. C’è veramente motivo sufficiente per fare tremare le vene e i polsi”!... (un Vescovo) Carissimo Padre Villa, ho ricevuto il Suo recente volume sull’Islam, che ho letto d’un fiato, trovandolo molto interessante ed attuale; utile, quindi, a dissipare il tanto fumo strumentale, di moda, sulla questione. Bravo! (prof. A. S. Y. - Potenza Picena) *** Spettabile “Editrice Civiltà”, mi complimento per la decisa battaglia per “chiarificare” la figura di Paolo VI: speriamo serva!.. Comunque, una Chiesa che “beatifica” Giovanni XXIII, potrebbe “beatificare” anche Gengis Khan!.. Un reverente saluto a mons. Villa e alle Sue Rev.de Suore! (P.S. - COMO) Tanti auguri per il carissimo Direttore di “Chiesa Viva”, i suoi Collaboratori e le Sue Suore collabratrici! (Abbe H. C. - Francia) *** Rev.mo Mons.Villa, Le sono grato del volume sull’Islam. Diverse persone mi hanno espresso apprezzamento del volume e sono state colpite dal problema islamico, che è noto solo vagamente, anche e causa di quel Clero che non avverte il pericolo gravissimo che incombe sul mondo. La massoneria ha il programma sinarchico, ben noto a Noi, e lo sta attuando con efficacia irresistibile, e l’Islam è l’arma principale par attuarlo, come vedeva Pike... Le auguro ogni bene. Suo dev.mo (P.V. D. B. - Milano) *** *** Carissimo Don Villa e Suore. Vi ringrazio per non avermi dimenticata! Sono ormai rimasta sola, in questa diocesi che si è trasformata, con il passare degli anni, in un deserto, dove sembra che Satana regni sovrano!... Mi è un grande conforto poter ricevere la Vostra pubblicazione. Offro a Dio le sofferenze della mia vita perché possiate continuare il Vostro lavoro! (dev.ma M. M.- Novara) *** *** Molto Rev.do Mons.Villa, sono sempre molto contenta di ricevere “Chiesa VIva”. Mi consola per tutto quello che si vede e sente della Nostra santa religione, poichè “fin che ci sarà una voce che grida nel deserto” ci dà coraggio! Ne approfitto per ringraziarLa e porgerLe tanti cari e devoti saluti! (G. A. - Svizzera) Rev. Don Luigi Villa, La prego di inviare al seguente indirizzo il libro: “La Nuova Chiesa di PaoloVI”. Accludo... per offerta-contributo alla Sua illuminata Opera a servizio della verità e dell’amore per la Chiesa di Gesù Cristo. Distinti saluti! (D. D. - Nuoro) I CONFLITTI DIMENTICATI in collaborazione con “Famiglia cristiana” e il “Regno”. Esistono conflitti armati nel mondo? Di che tipo e dove? Come vengono considerati dall’opinione pubblica italiana? E’ possibile quantificare il grado di attenzione e di oblìo da parte dei principali attori sociali? Il libro si concentra sui “conflitti dimenticati”, sulle situazioni, rispetto alle quali la comunità internazionale non mostra interesse ad intervenire. Il percorso di ricerca, oltre a produrre un apprezzabile studio scientifico, offre strumenti di sensibilizzazione e di promozione culturale. Attraverso l’individuazione di sette conflitti-simbolo, si cerca, infatti, di sostenere concrete azioni di pace e riconciliazione. Il libro è anche un prezioso strumento per approfondire, con inediti argomenti, il tema della distorsione del sistema informatico. Per richieste Feltrielli Editore - Milano *** NOVE PAESI DEL VICINO ORIENTE di Luigi Villa I Paesi considerati, costituiscono l’epicentro dei popoli arabi e presentano una situazione politica, tra le più delicate, densa d’incognite. Per richieste Edizioni Civiltà Via G. Galilei, 123 - Brescia RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 19 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA di Giancarlo Politi prigione o subito dopo il loro rilascio: Leung Sek-hon Antonio fratello di Leung Sek-him Giovanni, Chung Chi-yuen Paolo, esperto in medicina cinese. Tan Wansan Giuseppe, Ngan Sik-yin Tomaso, Lau Tal-chan Giuseppe, Lui Yui-po Francesco, Wong Ming-chiu Agostino morto il 10 febbraio 1978, di TBC, in ospedale. Xie Zhixian Pietro Sacerdote, diocesano. Nato a Guangzhou nel 1920, venne ordinato sacerdote nel 1944, dopo gli studi nel seminario di Hong Kong. Negli anni ‘60, fu costretto a lavorare in una fabbrica, nonostante fosse ammalato di tumore. Timorosa delle conseguenze politiche sulla famiglia, negli ultimi tempi, una sorella lo scacciò di casa. Per qualche tempo, visse, senza cure, sotto un albero, dove morì il 15 maggio 1973. (continua) GIUGNO 2003 MARTIRI IN PROVINCIA DI GUANGDONG SOMMARIO Arcidiocesi di Guangzhou L’11 maggio 1858, staccata dalla diocesi di Macao, venne creata la Prefettura Apostolica del Guangdong e del Guangxi, ridotta alla sola provincia del Guangdong nel 1875. Nel 1914, il territorio divenne il Vicariato Apostolico di Guangzhou. La missione era stata affidata fin dall’inizio ai Mep. Bousquet Pierre Louis Cyprien Sacerdote, Mep. Nato a Dax (Landes) il 25 giugno 1874, entrò tra i Mep il 17 settembre 1892. Ordinato sacerdote il 27 giugno 1897, partì un mese dopo per la Cina. Lavorò dapprima nel Guizhou, e dal 1925 Guangzhou, insegnando in seminario. Morì in prigione, sfinito, il 16 febbraio 1945. Seznec Hervé Sacerdote, Mep. Nato il 24 marzo 1901 a Kerfeuntein (Finistère), entra tra i Mep il 13 settembre 1924. Ordinato prete il 29 giugno 1928, parte per Guangzhou il 16 settembre seguente. Viene ucciso l’8 giugno 1945, durante la ritirata dei giapponesi. Guangzhou furono pubblicamente fucilati dopo un sommario processo per attività di spionaggio e antistatali. L’esecuzione avvenne il mercoledì precedente il 30 settembre 1953, data di pubblicazione della notizia sul “South China Morning Post”, di Hong Kong. Huang Yaoci Sacerdote, diocesano. Morto in un campo di lavoro nel Qinghai, il 7 dicembre 1958. Zhou Adon Fratello marista, insegnate e catechista (dal 2 febbraio 1916). Nato a Shunde nel 1893. È morto in prigione nel gennaio 1961. Tan Ganchao Domenico Sacerdote, diocesano. Nacque nel 1910. Studiò a Roma all’Università Urbaniana e vi venne ordinato sacerdote nel 1938. Era stato Rettore del Seminario minore. Morì in prigione, nel campo di lavoro di Yingde (Guangdong) tra il 1963 e il 1964. La Guerra in Iraq e ilseguito... 2 La guerra in Iraq e il seguito... del sac. dott. Luigi Villa 7 Ecumenismo di ferro e argilla di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (4) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 15 Democrazia integrale: progetto per un diritto della persona con contenuto patrimoniale (3) del prof. G. Auriti Chen Yek-shan Andrea Sacerdote, Vicario generale. Nato verso il 1903, morì in una prigione di Guangzhou nell’estate 1966, tre giorni dopo essere stato portato in parata per le strade a piedi nudi, indicato come “traditore”. 17 Il popolo reietto del dott. F. Cianciarelli Yin (Gu) Degeng Antonio Sacerdote, diocesano. Nato dopo il 1922, fu ordinato sacerdote nel 1935. Era stato segretario del vescovo, mons. Domenico Deng. Arrestato nel 1958, venne inviato ai lavori forzati. Morì in prigione verso il 1965, nel campo di lavoro di Niutoukeng. 20 Conoscere il Comunismo Liao Zemin Sacerdote, diocesano. Parroco della chiesa di Zhushan, Dongxing Xian, Guangdong, venne arrestato nell’autunno 1951. Morì il 28 ottobre 1952, in seguito a torture. Sei membri della “Legio Mariae” Sei membri della “Legio Mariae” di I seguenti sacerdoti diocesani sono stati tutti incarcerati a lungo. Sono tutti morti in Una giovane infermiera Uccisa la notte della vigilia di Natale del 1948 perché non voleva perdere la propria castità. 20 N. 351 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione - In Libreria SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dalla XVI Domenica del Tempo Ord. alla XX Domenica del T. Ord.) “Chiesa Viva” *** Giugno 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 352 LUGLIO-AGOSTO 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità La chiesa di Satana, oggi LA CHIESA DI SATANA, OGGI del sac. dott. Luigi Villa i parla ormai dovunfalse promesse, Satana è que della rinascita del riuscito a far perdere la te“satanismo”, non sta a gran parte delle persolo in America ma anche sone, per cui la Chiesa, di da noi, in Italia, in Francia, e questo passo, sarà portain tutta Europa. Come la ta alla polverizzazione, droga, cioè, anche il satanidecimando i Preti e le smo ha infettato ogni PaeSuore, spopolando i Sese, dove gli “adoratori di minari e i Conventi, per Satana” vengono reclutati a togliere di mezzo gli tutte le età e da tutti i ceti “operai della vigna” del sociali. Signore e introdurvi i suoi Infatti, è entrato nei convenkamikaze della distruzioti e nelle chiese, ha profane totale! nato gli altari e ogni altra La Gerarchia, purtroppo, cosa sacra, sì che nei conpare che stia a guardare venti e nelle chiese si hanquesto accanito lavoro di no evidenti fenomeni di PolSatana che, con le sue tergeist e di ossessione. Il “Messe Nere”, oggi, è demonio, quindi, è dapperriuscito a mettere sotto i tutto in agguato, provocansuoi piedi anche Cristo do profonde crisi di cosciennell’Eucarestia! za. Si è arrivati, si può dire, Ora, le “Messe Nere”, a stabilire una certa specie che una volta si celebradi amicizia con lui, facendovano solo negli Stati Uniti, ne come una divinità terresono frequenti in grande na, simbolo delle passioni numero, in numerosissiumane che ha scatenato in me località, città e paesi. ogni dove, e simbolo delle Esistevano, certamente, aspirazioni umane. già nel Medio-Evo, perché In questo nostro secolo, inil folclore di tutti i Paesi è fatti, la sua astuzia è esplopieno di racconti di persoSi è fatto notare, in America, Anton Szandor Laey che si proclama sa così che lo spiritismo e la ne che non avevano esigran sacerdote del Satanismo. fenomenologia paranormale tato a vendere la propria sono diventate quasi assi anima al demonio pur di portanti di molta società che ottenne favori terreni col ha perso la fede in Dio. suo aiuto, come: ricchezProviamo a fare un bilancio tra i suoi seza, successo in amore, potere... Potrei cicontro gli altri; mettendo in corpo una seguaci e quelli di Cristo, tra quelli che cretare, ad esempio, le “intercessioni” che te di denaro e di piaceri che disfano l’anidono nelle sue verità e quelli che seguoufficialmente o ufficiosamente, erano proma e creano un’accozzaglia di assassini; no quelle di Satana. poste ai giovani di Düsseldorf (Germascatenando una sessualità che ha fatto Si pensi al progresso che fa l’ateismo minia) 1: «Fa ch’io abbia presto il cielo un numero sterminato di porci; ha gettato litante, che è il rifiuto, in pratica, di Cristo. sulla terra»!.. ossia, quella ricerca dei sul mercato la droga, che ha già fatto Si constati lo spirito di confusione e di ribeni che passano con la vita, inculcati a una massa di miserabili folli e di moribonvolta che Satana ha scatenato tra i fedeli, una generazione non ancora matura, indi fisici. servendosi delle cattedre che ha acquiduce anche non pochi altri, di qualunque Inoltre, ha fatto trionfare il divorzio, che stato negli atenei, nelle scuole superiori e età, ad inginocchiarsi per adorare Sataha sgretolato le famiglie; l’aborto, che inferiori; servendosi della politica, che dina, purché egli offra a loro, in ricompensta facendo stragi di innocenti, prima di sgrega tutto il piano evangelico; servensa, “tutti i regni della terra”, come fece nascere; ha seminato ingiustizie, per tedosi dell’odio di classe, che lacera le cocon Cristo stesso durante la sua quarannere in esasperazione; guerre, a catena, munità sociali, iniettando l’ideale del patena nel deserto2. per far dell’umanità un macello e per deradiso in terra, che fa accanire gli uni Ma è in America, soprattutto, che il satavastare ogni cosa... Insomma, con le sue S 1 2 2 Cfr. Quaderno 2/76 per una pastorale dei giovani al Centro Vescovile di Dûsseldorf. Cfr. Mt. IV, 9. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 nismo è di casa e ha preso ormai delle forme particolarmente violente, anche pubbliche. Pare che in America, il paese delle possibilità illimitate! - la religione - “divina” o “satanica” - sia diventata un affare anche personale, dove lo Stato non deve entrarci affatto. Agli Stati Federali basta che una qualsiasi religione sia regolarmente registrata, dopo di che, la proverbiale “libertà americana” le permette di fare tutte le sciocchezze, le porcherie e tutto il male che desidera! E così, il satanismo ha continuato a accrescere nel numero dei suoi seguaci, come pure la sua propaganda ufficialmente autorizzata. Parliamo anche noi, qui, di questo satanico movimento che apre le porte dell’Inferno a moltissime anime, divenute nemiche di Dio e del suo Cristo, Gesù! L’attenzione del pubblico d’Europa venne scossa quando tutta la stampa europea parlò dei satanici “massacri alla Sharon Tate”, quando uscirono le pellicole: “Rosemary’s Baby” di Polanski, e quella de “L’Esorcista”. Poi, la TV californiana mise in onda al pubblico americano persino una “Messa Nera”, sacrilega e oscena, in onore di Satana, dove, sull’altare, venne messa una donna nuda!.. Ora, queste “Messe Nere” vengono celebrate anche nei “campus universitari”. Uno dei Grandi Sacerdoti di Satana fu Anton Szandor Lavey, uno zingaro della Georgia (patria di Stalin!), nato però in America nel 1930. Dopo aver lavorato in un circo, s’iscrisse, come studente di criminologia, all’università, lavorando, contemporaneamente, come fotografo, per la polizia, entrando così a contatto col mondo del delitto di cui ne subiva il fascino. Ed ecco che, un brutto giorno, ebbe come una visione: gli apparve - disse lui - il “capro di Mendes”, un simbolo, cioè, di Satana. E fu nella notte di Walpurgis del 1966, la festa tradizionale delle streghe, che si fece radere i capelli e fondò la “CHIESA DI SATANA”, una chiesa che vuole magnificare il corpo umano con le sue concupiscenze; una chiesa che, secondo il suo fondatore, doveva raggiungere il suo apice nel 2002, facendo fiorire il regno della sapienza, della ragione e della gioia! Oggi, questa “Chiesa di Satana” conta centinaia di migliaia di aderenti, pretesi “fedeli”! È una sètta ricca, come lo si può constatare anche nell’am“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 «Principe gloriosissimo della Milizia celeste, San Michele Arcangelo, difendici nella lotta contro gli spiriti maligni sparsi in tutto i mondo per dannare le anime. Vieni in soccorso degli uomini che Dio ha creato a sua immagine e somiglianza, e che ha riscattato a grande prezzo dalla tirannia del demonio. La santa Chiesa Ti venera come suo custode e protettore. È a Te che il Signore h affidato la missione di introdurre nella felicità del Cielo le anime riscattate. Prega, dunque, il Dio della pace di vincere Satana, affinché egli non possa più trattenere con le sue catene e nuocere alla Chiesa. Presenta all’Altissimo le nostre preghiere affinché senza indugio il Signore ci faccia misericordia». (Papa Leone XIII aggiunse questa preghiera (poi, tolta!) all’ordinario della Messa, con la quale si evoca San Michele Arcangelo contro ogni intervento diabolico). piezza di propaganda che fa attraverso la TV e la radio, ed è amministrata da un “Consiglio dei nove”, sotto la presidenza (allora) di Lavey. Tale Consiglio, a sua volta, è a capo di altri 5 gradi, costituiti da membri apprendisti, stregoni (o streghe), esorcisti, profeti e magi. Per essere promossi da un grado al successivo non basta la conoscenza del satanismo, ma occorre anche una raffinatezza a mensa, nell’arredamento della propria casa e nella scelta della propria automobile. La macchina di Lavey, per esempio, era una “Jaguar” celeste con la targa “SATAN”9. Lavey scrisse tre libri sul satanismo: “The satanic Bible” (La Bibbia satanica), “The complete witch” (La strega perfetta), “The satanic Rituals” (I Rituali satanici). Il primo, esalta il malcostume e la perversione. È dedicato a una schiera di persone che ebbero a che fare con la magia, come Nietzsche, Mark Twain, Howard Hughe, H. G. Wells, o che dimostrarono una grande vitalità sessuale, come Marilyn Monroe e Jane Mansfield. Il libro, poi, è diviso in quattro parti: “The infernal diatribe”, che corrisponde all’elemento del fuoco; “The Book of Luzifer”, ossia (il libro di Lucifero, o l’illuminazione), all’aria; “The mastery of the earth” (la padronanza della terra), all’elemento terra; “The book of Leviathan” (il libro del Leviatan) o il mare in tempesta, all’acqua. Il “libro di Satana” parla del diavolo, attaccato dagli uomini di Dio con tanta durezza; ma adesso “è venuto il tempo di contrattaccare”, iniziando, per primo, a combattere i dati fondamentali della religione cristiana e di quella giudaica, specie attaccando la “regola aurea” del cristianesimo, ossia “L’amore di Dio e del prossimo”, e attaccando i dieci Comandamenti, tramandati dal giudaismo. Ecco uno squarcio di questa sua dottrina: «Guardate il crocifisso: che cosa significa? L’incapacità affissa a un legno... Non si deve accettare alcun articolo di fede sull’autorità di una natura divina. Non esiste una norma divinizzata. Non v’è nulla di intrinsecamente sacro nel codice morale. Fatto dall’uomo, può essere distrutto dall’uomo...». Parafrasando il “Discorso della Montagna”, di Gesù, Lavey annuncia, di contro, il suo programma: «Beati i potenti, perché possederanno la terra. Siano dannati, invece, i deboli, la cui raccolta sarà di pie3 garsi sotto il giogo»! «Beati i forti, perché gli incapaci fuggiranno davanti a loro!.. Beati coloro che distruggono speranze false, perché sono veramente i messia!.. Dannati gli adoratori di Dio, perché finiranno ad essere pecore tosate!..». Nel “Libro di Lucifero”, Lavey presenta Satana quale divinità romana, portatore di luce, spirito dell’aria e personificazione dell’Illuminismo. «Iddio scrive - non s’interessa affatto alla sofferenza, e il fautore di Satana sa che la preghiera non serve a niente, e, ancora meno serve la confessione fatta davanti a un altro uomo; ed è un fatto, per di più, umiliante!». Un membro della “Chiesa di Satana” - secondo Nietzsche - raggiunge la massima autonomia e il possesso di se stesso quando può esclamare: «Appartengo a Satana! Sono di Satana!.. Inchinatevi, perché io sono le vera incarnazione della vita umana!». Per questo, Lavey dà l’assoluzione ai sette peccati capitali per dimostrare che l’èra di Satana è incominciata! Nel capitolo “L’inferno”, o il diavolo, e come si vende la propria anima, Lavey tenta di convincere il lettore della falsità dell’insegnamento cristiano, affermando che il diavolo non è il nemico dell’uomo, ma, al contrario, ne accresce la libertà sotto ogni forma, specialmente quella sessuale. E termina quel suo libro con una breve descrizione della “Messa Nera”. Nel libro di “Belial”, o della padronanza della terra, espone la teoria e la prassi della magia e dei riti satanici. Nel “libro di Leviatan”, invoca la voluttà, affinché Satana aumenti la vitalità sessuale dell’uomo e della donna, rendendoli capaci di ogni specie di perversione, il che sarebbe, secondo lui, la vetta della perfezione in questa vita. Per la distruzione, invece, si appella con parole di odio: «Invoco i messaggeri 4 della morte che abbiano a colpire con celata gioia questa vittima che ho prescelto, e il cui nome ho dato loro in segno». cese, che Lavey ha arricchita di scene sodomistiche di perversione sessuale. Durante lo svolgimento del rito, viene chiamato il “dio” creatore di ogni male; viene negata la Provvidenza, perché Dio non s’interessa del mondo, e poi, illogicamente, ne viene negata l’esistenza. Il tutto è pregno di disperazione e finisce col dire: «Fratelli della triste vita, voi siete liberi di mettervi fine quando lo volete!». È una vera incitazione al suicidio! Il rito degli animali, invece, è di origine tedesca. «Satana rappresenta l’uomo, come ogni altro animale». Serve per raggiungere lo scopo di dare ai partecipanti la motivazione liberatrice di ritornare sul livello animalesco, per non dire bestiale. Perché tutto è materia; tutte le religioni sono invenzioni umane; Dio è l’uomo e l’uomo è Dio. Il mondo è il suo regno, specie attraverso lo scatenamento degli istinti. *** Infine, il culto a Satana è un rendere onore a “Ciort”, una parola russa che vuol dire “diavolo”. «Le mie labbra gustano la tua lode, o Ciornibog, (= Dio-diavolo)!». È un atto di adorazione, quindi: «Salve, Ciortu!»; vale a dire: Onore al diavolo! E l’adorazione si svolge compiendo atti sessuali, e il ce- Su questa scelta di una vittima umana, Lavey ha dedicato un capitolo intero. Simbolicamente, la vittima deve essere distrutta mediante una maledizione che deve annientarla fisicamente, spiritualmente ed emozionalmente, secondo i mezzi a disposizione del mago, il quale, però, non ne sarà responsabile, perché ciò che funziona è il potere satanico. Secondo Lavey, i riti satanici sono una raccolta di gesti e di parole destinate a ottenere cambiamenti in fenomeni e avvenimenti normali, ma che non si possono raggiungere con mezzi e strumenti usuali. «I riti satanici - scrive - non hanno lo scopo di dare piacere al celebrante, ma di servire ai suoi fini. La fantasia viene sfruttata come arte magica dell’individuo più che del sistema. Il rito satanico, quindi, è un insieme di elementi gnostici, cabalistici, ermetici e massonici»... L’ora giusta per scagliare una maledizione è quella in cui il suo “oggetto” è più soggetto a subirlo, ossia due ore o un’ora prima di svegliarsi. Nel libro, poi, vi si trovano una dozzina di riti satanici, ma, studiandoli, non si sa se meravigliarsi di più dell’irrazionalità assurda o della perversità diabolica che li distinguono! Vi è il rito del soffocamento, che si celebra attorno a una bara, sulla quale viene stesa una donna nuda. È un’antica cerimonia satanica fran- lebrante esclama: «Il mio corpo è un tempio inabitato da tutti i demoni!». In ultimo; la “Messa Nera”, costituisce il rito principale della “Chiesa di Satana”; rappresenta, cioè, una sintesi paurosa di tutto quanto abbiamo detto più sopra, e possiamo chiederci se ci si trova davanti a un fenomeno che supera i limiti della solita patologia, mostrando, infatti, i segni di un reale invasamento demoniaco! L’altare, infatti, è sempre formato da una “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 donna nuda! Vi figura anche un crocifisso capovolto, e un calice pieno di vino o di liquori. Gli astanti sono vestiti di nero, con cappuccio. In molti posti fanno celebrare a un prete spretato. Non manca, di solito, neppure un certo commercio lucrativo a base di “ostie consacrate” che, oggi, è divenuto più facile procurarsele, grazie alla sacrilega “Comunione sulla mano”! Naturalmente, il nome di Satana sta sempre al posto del nome di Dio e della SS. Trinità. Il “Gloria” è in onore “deo domino inferi”. l “Sanctus” è sostituito da un “Salve, salve, salve dominus satanas, deus potentiae. Pleni sunt terra et inferi gloria tua. Hosanna in excelsis!”. Al “Pater noster” si mette l’aggiunta: “che sei nell’inferno”. E dopo il “libera nos”, il “celebrante del diavolo” getta in terra l’Ostia consacrata per calpestarla, ricolmo di odio, coi piedi! Un gesto che viene subito imitato dal diacono e dal suddiacono, mentre, nel frattempo, si continua ad agitare convulsamente un campanello. vey, afferma che il suo “dio dell’inferno” è un vero essere personale e non semplicemente un simbolo del male, come alcuni scrittori vorrebbero far credere. E afferma anche che lui, dopo la morte, andrà all’inferno, perché, per lui, “il peccato è il bene supremo”, e il demonio è una vera persona! Questo tristissimo quadro di perversione diabolica non può non mettere in allarme la nostra Gerarchia, che pare più attenta, però, ai problemi del corpo più che a quelli dell’anima, in una società ormai “senza Dio” che s’avvicina sempre più all’inferno dalla durata interminabile, come la Rivelazione, il Vangelo e il Magistero di sempre ci tolgono ogni dubbio!3 Come pure inequivocabile, secondo il dogma, è la durata interminabile dell’Inferno!4 *** A conclusione, diciamo che, dati i molti lati negativi e pericolosi della nostra attuale società moderna, il satanismo inquieta sempre di più non in quanto sia una delle molte idiozie americane, ma bensì come un “fatto” da prendersi sul serio, perché è un’autentica minaccia spirituale che insidia non solo la gioventù, ma anche l’età matura e anziana, molto più che la droga, la violenza politica e criminale e quant’altro la nostra società “senza Dio” produce, ormai, di patologico e di realismo diabolico! NOTE Nel libro: “La strega perfetta”, viene presentato, in modo plastico, per le donne, il come affascinare ogni maschio e come diventare ammaliatrice irresistibile “mangiatrice d’uomini”, servendosi di tutti gli istinti più bassi, dando un ruolo importantissimo alla voluttà, a tutte le perversioni, parte integrante del culto di Satana! A finire questo tristissimo panorama di perversione intellettuale e morale, il “grande sacerdote di satana”, La- 3 La maledizione dei malvagi è rappresentata sempre come irriducibile antitesi della beatitudine eterna. Cfr. Mt. 3, 10-12; 7, 2123; 13, 49; 25, 30-46; Lc. 3, 9, 17; 14; Ef. 5, 5; Ebr. 10, 26-31; 2 Ts. 1, 7-8; 2 Pt. 2, 6; Gd. 7. 4 Cfr. “Fides Damasi” (D-S 72); Innocenzo I (iv. 76); Adriano I (iv., 1539, 1543, 1575, 1580, 1705); Alessandro VIII (iv., 229 s); Conc. Vatic. I (sch. D. Cost. “Dei Filius”, c. T, 79s); Vaticano II (LG. 48); Paolo VI (Prof. di fede 1968). LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) NOV ITÀ Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 5 UNA NUOVA “PEARL HARBOR”? del dott. Franco Adessa D opo la tragedia dell’attacco alle “torri gemelle” di New York, l’11 settembre 2001, si è spesso parlato di un attacco simile a quello subìto dalla base navale americana di Pearl Harbor, da parte dei Giapponesi. Come venne poi stabilito dalla Commissione militare della Army Board e Navy Board, nel 1944, «Il piano di attacco che i giapponesi stavano pianificando era noto agli Stati Uniti...». Quindi, non fu un attacco di sorpresa ma, come si vedrà dalla cronologia degli avvenimenti sotto riportata, fu un attacco voluto, provocato, preparato dai vertici del potere politico degli Stati Uniti e, in prima persona, dal presidente Franklin Delano Roosevelt. Senza un attacco diretto contro gli Stati Uniti, come Roosevelt aveva promesso al popolo americano, l’America non sarebbe mai entrata in guerra; quindi, l’attacco di Pearl Harbor servì a trascinare il popolo americano nella Seconda Guerra mondiale! Perchè e per quale ragione? Riportiamo la cronologia dei principali avvenimenti che hanno preceduto l’attacco giapponese a Pearl Harbor, tratta dal libro del prof. Robert Kelso: “Pearl Harbor: Mother of all conspiracies”. CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI PREMESSA 1940. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, il presidente americano, Franklin Delano Roosevelt, ordinò alla flotta militare del pacifico di recarsi e stazionare a Pearl Harbor, contro il parere dell’Ammiraglio Richardson che riteneva quella posizione indifendibile. Richardson disobbedì, per ben due volte, 6 11 febbraio 1941. Roosevelt propose di sacrificare 6 cruiser (incrociatori) e 2 portaerei a Manila, pur di entrare in guerra. Il Capo della Marina, Stark, si oppose al Presidente. Marzo 1941. Roosevelt vendette e inviò munizioni ai belligeranti europei: questo fu un atto di guerra ed una violazione delle leggi internazionali. Rovine dell’attacco giapponese a Pearl Harbor. al presidente e fu rimosso. Il suo successore, Ammiraglio Kimmel, sollevò inutilmente, nel giugno 1941, lo stesso problema a Roosevelt. 7 ottobre 1940. L’analista della Marina, McCollum scrisse un memorandum di 8 punti sul come obbligare i giapponesi ad entrare in guerra contro gli Stati Uniti. Il giorno seguente, Roosevelt li mise in opera e li attuò fino in fondo. Dicembre 1940. Il Navy Group OP-20-G della Marina americana NSA (738 uomini) riuscì a decodificare il codice di trasmissioni segrete giapponese JN-25B (L’intero piano di attacco a Pearl Harbor venne sempre trasmesso con questo codice segreto!). Tra il 1° di settembre e il 4 dicembre 1941 furono intercettati e decodificati ben 26.581 messaggi segreti giapponesi che contenevano importanti dettagli sull’esistenza, organizzazione, obiettivi ed altre informazioni chiave sull’attacco a Pearl Harbor. Gennaio 1941. Il codice giapponese JN25B venne trasmesso all Gran Bretagna con le istruzioni della decifrazione dei messaggi. 23 giugno. 1941. Il giorno dopo l’invasione nazista dell’Unione Sovietica, il consigliere Harold Ickes scrisse a Roosevelt: “Da un embargo di petrolio al Giappone, si potrebbe creare una situazione in cui sarebbe facile entrare in guerra in un modo efficace. Se fossimo indirettamente costretti a farlo, noi eviteremmo le critiche di essere entrati in guerra come alleati della Russia comunista”! 22 luglio 1941. Roosevelt fu deliziato dal rapporto dell’Ammiraglio Richmond Turner che scriveva: “Bloccare le forniture di petrolio al Giappone porterebbe ad una invasione delle Isole Filippine olandesi, il che ci porterebbe ad una guerra del Pacifico”. 25 luglio 1941. Roosevelt congelò gli assetti finanziari giapponesi negli Stati Uniti e bloccò le forniture di petrolio. Da questo momento ogni informazione di intelligence non raggiunse mai la base di Pearl Harbor. 14 agosto 1941. Alla Conferenza atlantica, Winston Churchill notò il “profondo, incredibile e intenso desiderio di Roosevelt di entrare in guerra”. 18 ottobre 1941. Il Segretario degli Interni, Harold Ickes scrive nel suo diario: “Per lungo tempo ho creduto che il nostro ingresso nella guerra sarebbe stato il Giappone”. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 AVVERTIMENTI 27 gennaio 1941. L’inviato peruviano a Tokio, Ricardo Shreiber disse al terzo segretario dell’ambasciata americana che aveva appena saputo che si stava preparando un attacco a sorpresa a Pearl Harbor. L’informazione fu trasmessa al Dipartimento di Stato e alla Marina americana. 31 marzo 1941. Un rapporto della Marina di Bellinger e Martin predisse che se il Giappone avesse dichiarato guerra agli USA avrebbero attaccato Pearl Harbor. 10 luglio 1941. Il Delegato della Marina americana a Tokio, Smith-Hutton, trasmise che la Marina giapponese stava facendo prove di attacchi aerei contro le navi della Baia di Ariake, una baia che è molto simile a quella di Pearl Harbor. Luglio 1941. Il Delegato della Marina americana in Messico spedì un rapporto in cui diceva che i giapponesi stavano costruendo dei sottomarini di dimensioni ridotte per attaccare la flotta americana a Pearl Harbor. ficato dagli americani, ma non venne trasmesso a Pearl Harbor. Il capo dell’Intelligence della Marina, Capitano Kirk, venne sostituito perché insisteva di voler trasmettere il messaggio ai comandanti di Pearl Harbor. Autunno 1941. L’Amministrazione Roosevelt bloccò due Inchieste Parlamentari che volevano far luce su questi strani comportamenti e fatti. Ottobre 1941. La più grande spia sovietica della storia, Richard Sorge, informò il Cremlino che Pearl Harbor sarebbe stata attaccata entro 60 giorni, e fu informato da Mosca che la notizia era stata trasmessa a Washington. 16 ottobre 1941. Roosevelt umiliò pesantemente l’ambasciatore giapponese e si rifiutò di incontrare il Premier, Konoye. 23 novembre 1941. Gli americani decifrarono il messaggio: “Il primo attacco aereo è stato stabilito per le ore 6 del giorno X” (ora di Tokio = ore 8 di Pearl Harbor)”. 25 novembre 1941. Il Ministro della Guerra, Stimson, scrisse nel suo diario: “Roosevelt ha detto che noi saremmo stati attaccati, probabilmente, entro lunedì prossimo”. E aggiunse che Roosevelt affermò: “la questione è come manovrare (i giapponesi) per far sparare a loro il primo colpo (…) perché, per avere il supporto del popolo americano, è indispensabile assicurarsi che i giapponesi attacchino in modo tale da non lasciare alcun dubbio, nella mente di nessuno, su chi sono stati i veri aggressori”! 25 novembre 1941. Il Dipartimento della Marina ordinò a tutti le navi del Pacifico di tenere la rotta del sud. Turner testimoniò che “Avevamo diretto il traffico verso lo stretto di Torres, in modo che la rotta della flotta militare giapponese sarebbe stata libera”. 25 novembre 1941. L’Ammiraglio giapponese Yammamoto 10 agosto 1941. manda il messagIl più grande gio: “La flotta miliagente segreto tare (…) deve britannico, Dusko avanzare nelle acPopov, col nome que hawaiane e in codice di all’apertura delle “Tricycle”, coostilità, deve atmunicò all’FBI taccare le forze che era stato degli Stati Uniti e pianificato un atinfliggere loro un tacco a Pearl colpo mortale”. Harbor e che Questo messagquesto sarebbe gio fu decodificato avvenuto entro dagli inglesi lo breve tempo. stesso giorno e dagli olandesi il Autunno 1941. giorno 27, mentre L’agente Kilsoo per gli USA, il Haan della Lega giorno di decodifiPopolare sino-coFotografia aerea della baia di Pearl Harbor dopo l’attacco giapponese del 7 dic. 1941. ca è ancora coreana, disse a perto da segreto. Eric Severeid delComunque, l’intella CBS che l’intelligence navale ligence coreana 13 novembre 1941. L’ambasciatore teamericano fece un rapporto sulla concenaveva e prove di un piano giapponese desco in USA, Dr. Thomsen, un anti-natrazione delle unità navali giapponesi per attaccare Pearl Harbor prima di Nazista, informò gli USA che Pearl Harbor pronte per un attacco. tale. Alla fine di ottobre, Haan riuscì a sarebbe stata attaccata. convincere il senatore americano Guy 26 novembre 1941. Churchill spedì un Gillette che i giapponesi avevano inten22 novembre 1941. Tokio informò il suo messaggio urgente e segreto a Roosezione di attaccare Pearl Harbor in dicemambasciatore in USA di estendere le nevelt, probabilmente contenente il testo bre o in gennaio. Gillette avvisò il Dipartigoziazioni con gli Stati Uniti fino al 29 di decodificato dell’ordine di Yammamoto. mento di Stato, l’Esercito, la Marina, l’Innovembre. Di tutta la voluminosa corrispondenza di telligence e, personalmente, lo stesso Churchill con Roosevelt, questo è l’uniRoosevelt. 22 novembre 1941. Il Direttore della CIA, co messaggio che non è stato rilasciaAllen Dulles, dichiarò che gli USA erano to (col motivo che avrebbe danneggiato 24 settembre 1941. Il messaggio “bomstati avvertiti, a metà di novembre, che la la sicurezza nazionale). ba” dell’Intelligence della Marina giappoFlotta giapponese era salpata e stava Stark testimoniò che il 26 novembre era nese, che chiedeva al Console Generale dirigendosi su Pearl Harbor per attacstato ricevuta, con chiara evidenza, l’indi Honolulu la posizione esatta delle navi carla. tenzione del Giappone di muovere guerra americane a Pearl Harbor, venne decodi“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 7 agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna”. Il Direttore della CIA, William Casey, che nel 1941 era nel servizio segreto americano OSS, nel suo libro “Il segreto della guerra contro Hitler” ha scritto: “Gli inglesi hanno informato gli Stati Uniti che la flotta giapponese stava dirigendosi verso le Hawaii”. Lo stesso giorno, Washington ordinò alle portaerei “Enterprise” e “Lexington” di lasciare Pearl Harbor “il più presto possibile”. Questo ordine includeva la partenza anche di 50 aerei, e cioè il 40% della già inadeguata difesa aerea di Pearl Harbor. Lo stesso giorno, con un ultimato, “Hull’s ultimatum”, gli Stati Uniti ordinavano al Giappone di ritirarsi dall’Indocina e dalla Cina! L’Ambasciatore americano, in Giappone, chiamò questo ultimatum: “Il documento che ha premuto il bottone dell’inizio della guerra”. ne Sovietica era a conoscenza della posizione esatta della flotta giapponese. Dall’analisi del traffico navale il comando di Pearl Harbor aveva capito che la flotta nemica stava dirigendosi verso le Hawaii, ma il fatto più sconcertante fu che, in risposta a questa analisi, il comando di McArthur spedì una serie di messaggi, (26, 29 novembre e 2 dicembre) mentendo sulla posizione reale della flotta giapponese, affermando che essa si trovava nel mare cinese del Sud. Queste false informazioni furono la vera ragione della sorpresa dell’attacco a Pearl Harbor. Lo stesso giorno, Roosevelt assunse direttamente il comando della diplomazia e della difesa militare, riguardo al Giappone. 27 novembre 1941. Il Ministro della Guerra, Stimson, inviò un messaggio confuso su una possibile azione ostile, ma lo scopo del messaggio era di sviare l’attenzione di un attacco, facendo credere che le negoziazioni col Giappone fossero ancora in corso. 29 novembre 1941. Hall, autore dell’ultimato al Giappone, era in compagnia, nel Parco Lafayette, col primo reporter della United Press, Joe Leib, quando gli mostrò un messaggio che diceva apertamente che “Pearl Harbor sarebbe stata attaccata il 7 dicembre”. (Questo era, probabilmente, il messaggio di Churchill). Lo stesso giorno, l’FBI intercettò una telefonata in giapponese, fatta non in codice, in cui, un funzionario dell’Ambasciata (Kurusu), domandò: “Ditemi qual è l’ora “zero”, altrimenti non posso regolarmi col mio lavoro diplomatico”. La voce da Tokio (K. Yammamoto) rispose sottovoce: “L’ora “zero” è l’8 dicembre (ora di Tokio = 7 dicembre per gli stati Uniti) a Pearl Harbor”! 5 dicembre 1941. Roosevelt dettò una lettera a Wendell Wilkie per il Primo Ministro australiano: “Ci sono sempre i giapponesi da considerare. La situazione è decisamente seria e potremmo arrivare ad uno scontro in ogni momento… Forse i prossimi quattro o cinque giorni decideranno la questione”. Al meeting presidenziale, il Ministro della Marina disse: “Lei sa Sig. Presidente che noi sappiamo dove si trova, ora, la flotta giapponese”. “Sì, lo so”, rispose Roosevelt. Dal 1° giugno 1939 al 14 ottobre 1944, i giapponesi usarono 89 cifrari del codice JN-25 che, progressivamente aumentarono, col tempo, in complessità. Essi dovettero raggiungere la versione 36 per essere sicuri di avere un sistema di decifraione sufficientemente soddisfacente. I giapponesi furono così arroganti da ritenere che nessuno avrebbe potuto decifrare il loro codice. Persino quando i loro esperti capirono che il oro codice era compromesso, essi temettero di farlo presente ai loro superiori. Fu proprio questo codice compromesso a permettere agli americani di abbattere l’aereo che trasportava il loro comadante supremo, Yammamoto. La cultura militare giapponese era focalizzata, quasi esclusivamente, sugli aspetti marziali del combattimento e non apprezzava sufficientemente la logistica, l’intelligence e la sicurezza delle comunicazioni. Essi non apprezzarono mai l’efficacia dei metodi matematici avanzati e l’abilità di centinaia di persone addette alla decondifica di codici si concentrò sul loro codice JN-25. Stranamente, il codice diplomatico giapponese era molto più avanzato e sicuro di quello militare. 30 novembre 1941. La flotta giapponese ricevette questo messaggio: “Il Giappone, nella sua necessità di sopravvivenza e di auto-difesa, ha deciso di dichiarare guerra agli Stati Uniti d’America”. Lo stesso giorno, la Cina, alleato degli USA, recuperò una copia del testo integrale del messaggio, da un aereo giapponese abbattuto, e lo trasmise alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti. 2 dicembre 1941. La flotta giapponese riceve la descrizione dettagliata delle navi americane a Pearl Harbor. 1 dicembre 1941. L’Ufficio di Intelligence della Marina americana, a San Francisco, localizzò la flotta militare giapponese che si dirigeva verso le Hawaii. Anche l’Unio- 4 dicembre 1941. Nelle prime ore del giorno, Ralph Briggs alla stazione di intercettazione navale della Costa Orientale, intercettò il messaggio giapponese “East 8 Wind Rain” che significava: Guerra! Briggs lo trasmise al superiore . Questo messaggio fu cancellato dagli archivi. Gli olandesi, quando la flotta giapponese oltrepassò la linea 100 Est e 10 Nord, invocarono l’accordo di mutua difesa. Il Generale Ter Porten spedì tutti i dettagli del messaggio “East Wind Rain” al Colonnello Weijerman, a Washington, il quale lo diede personalmente a Marshall, Capo dello staff del Dipartimento della Guerra. Il generale americano Thorpe di Giava inviò quattro messaggi a Washington per informarli dell’attacco imminente a Pearl Harbor. Washington li rispose di smetterla di inviare messaggi. 6 dicembre 1941. Roosevelt lesse le prime 13 pagine della dichiarazione di guerra decodificata ed esclamò: “Questo significa guerra”. Quando ritornò dal pranzo, al quale parteciparono 34 ospiti, egli esclamò: “La guerra inizierà domani”. 7 dicembre 1941. La flotta giapponese lancia l’attacco a Pearl Harbor. Roosevelt, alla, notizia dell’attacco “non mostrò alcuna sorpresa ed ebbe un’espressione di grande sollievo” (Harry Hopkins). La moglie di Roosevelt, nel suo libro “This I remember”, scrisse: “7 dicembre 1941… lungi dall’essere stato lo shock che ha colpito la nazione in generale! Noi ci aspettavamo qualcosa di simile da un bel po’ di tempo!”. Roosevelt disse ai membri del suo gabinetto: “Abbiamo ragioni per credere che i tedeschi hanno detto ai giapponesi che se loro fossero entrati in guerra con noi, anche loro l’avrebbero fatto”. 8 dicembre 1941. In una conversazione col portavoce Rosenman, Roosevelt “enfatizzò che Hitler era il primo bersaglio, ma temeva che la maggioranza degli americani ritenessero una guerra nel Pacifico di eguale importanza di quella fatta a Hitler”. (continua) “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 OCCHI SULLA POLITICA L’ORINE DEL “PENTITO” LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) La Patria del Diritto ha istituito, Su tutto il territorio nazionale, L’ordine (nobiliare) del “pentito”, Con cerimonia pubblica, ufficiale! Il titolo verrebbe conferito Soltanto al delinquente abituale, Ch’abbia del sangue il nuovo requisito: Almeno un omicidio - è naturale! L’assassino che ammazza e che si “pente”, Verrà insignito del “cavalierato”, Dall’organo preposto e competente, In base ad una legge dello Stato, Voluta dalla classe dirigente, Che offende e insulta il povero ammazzato! Prof. Arturo Sardini L’OLOCAUSTO Quel film “La Vita è Bella” fa furore: Ovunque un premio e un riconoscimento, Che suonano condanna per l’orrore Dei campi di sterminio, e ammonimento. Al suo protagonista lo scultore Erigere vorrebbe un monumento... Ma non sarebbe male che l’attore Rispolverasse il Vecchio Testamento. Ed io vorrei che il comiico toscano Portasse sullo schermo, quanto prima, Quei genocidi e quello quotidiano Del terzo mondo, a meritar la stima Dei Lazzari che tendono la mano Ai neo-Epuloni e, forse, una mia rima. Prof. Arturo Sardini Chiusa Anche l’aborto, l’ultima conquista Di questa società materialista, Meriterebbe d’essere filmato: “OLOCAUSTO INFANTIL LEGALIZZATO” “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15. Maggio 1891) LA SOLUZIONE SOCIALISTA E’ NOCIVA ALLA STESSA SOCIETA’ Oltre l’ingiustizia e la distruzione della famiglia, operata dal socialismo, troppo chiaro appare quale confusione e scompiglio ne seguirebbe in tutti gli ordini della cittadinanza, e quale duro e odioso servaggio nei cittadini. Si aprirebbe la via agli asti, alle recriminazioni, alle discordie: le fonti stesse della ricchezza si inaridirebbero, tolto ogni stimolo all’ingegno e all’industria individuale, e la sognata uguaglianza non sarebbe di fatto che una condizione universale di abiezione e di miseria. Tutte queste ragioni danno diritto a concludere che la comunanza dei beni, proposta dal socialismo, va del tutto rigettata, perché nuoce a quei medesimi a cui dovrebbe recar soccorso, offende i diritti naturali di ciascuno, altera gli uffici dello Stato e turba la pace comune. Resti fermo, dunque, che nell’opera di migliorare le sorti delle classi operaie, deve porsi come fondamento inconcusso, il diritto di proprietà privata. Presupposto ciò, esporremo donde si abbia a trarre rimedio. NECESSITA’ DELLA CONCORDIA Nella presente questione, lo sconcio maggiore è questo: supporre una classe sociale nemica naturalmente dell’altra; quasi che la natura abbia fatto i ricchi e i proletari per battagliare tra loro un duello implacabile; cosa tanto contraria alla ragione e alla verità. Invece, è verissimo che, come nel corpo umano, le membra si accordano insieme e formano quell’armonico temperamento che si chiama simmetria, così la natura volle che nel civile consorzio armonizzassero tra loro quelle due classi, e ne risultasse l’equilibrio. L’una ha bisogno assoluto dell’altra: né il capitale può stare senza lavoro, né il lavoro senza il capitale. La concordia fa la bellezza e l’ordine delle cose, mentre un perpetuo conflitto non può dare che confusione e barbarie. Ora, a comporre il dissidio, anzi a svellerne le stesse radici, il cristianesimo ha una ricchezza di forza meravigliosa. 9 Documenta-Facta BEN 176 CONFLITTI NELL’EX URSS Si sono contati in un anno 176 conflitti in corso o in fase di costituzione, che interessavano l’intero territorio che fu dell’Unione Sovietica: si va dalle controversie di confine tra le nuove Repubbliche alla richiesta di maggiore autonomia etnica o regionale all’interno di queste, dalla richiesta di rimpatrio da parte di etnìe minoritarie alla richiesta di spostamento di altre. Infatti, molte di queste controversie hanno soprattutto a che fare col fatto che i confini della Russia con le Repubbliche circostanti non sono proprio per nulla etnici: la zona russa invade decisamente altre zone storicamente e culturalmente occupate da altri popoli, come ad esempio in Ucraina, Lettonia ed Estonia. Ma, soprattutto, due sono le zone decisamente calde oggi: la Moldavia e la Crimea. La Moldavia, prima dell’annessione forzata da parte di Stalin, comprendeva un territorio a maggioranza etnica romena. Stalin aveva, poi, pilotato un’immigrazione forzata di russi in questa regione, per poterla controllare meglio. Inoltre, aveva inserito nella Moldavia anche una parte di territorio abitato da popolazioni di stirpe ucraina. La secessione della Cecenia, con la conseguente invasione militare dell’esercito russo, è stato solo il momento più cruento di un più ampio tentativo, da parte di molte Repubbliche russe, di mettere in discussione autorità e poteri prestabiliti. Per esempio, la Repubblica Tartara ha insistentemente tentato di accedere ad una completa sovranità, per il momento, senza riuscirvi. 10 VIETNAM: CHIESE CHIUSE Alla fine di settembre del 2002, nella provincia vietnamita di Dak Lak, erano state chiuse 354 chiese su 412. Secondo l’agenzia “Compass Direct”, a metà ottobre, una cinquantina di pastori e anziani cristiani della provincia sono stati arrestati o sono “scomparsi”. Si attende presto la chiusura delle restanti 58 chiese della provincia. I cristiani delle tribù minoritarie, come i “hmong”, devono far fronte a una dura persecuzione. Le notizie, giunte dalla provincia di Dak Lak, rivelano uno schema. A partire dall’estate inoltrata, i leader delle principali chiese della minoranza “ede”, sono stati convocati dalle autorità locali che li hanno informati che le loro chiese erano illegali e dovevano, quindi, sciogliere le loro organizzazioni ecclesiastiche. ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE La Carta della Nazioni Unite - cioè lo statuto dell’Onu - consta di un preambolo e 19 capitoli. Fu firmata da 50 paesi il 26 giugno 1945. CHI E QUANDO L’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) è stata fondata il 24 ottobre 1945 da 51 paesi determinati a preservare la pace attraverso la cooperazione internazionale e la sicurezza collettiva; oggi, i paesi membri sono 189. Le Nazioni Unite non sono un governo mondiale e non legiferano. Esse, tuttavia, forniscono i mezzi per aiutare a risolvere i conflitti internazionali e formulano politiche appropriate su questioni di interesse comune. COSA E DOVE L’Onu ha sei organismi principali; questi hanno sede a New York (Usa): – L’Assemblea generale, composta da tutti gli Stati membri, è una specie di parlamento delle nazioni che si riunisce per esaminare i problemi mondiali più pressanti. Ogni stato membro dispone di un voto. Le decisioni sugli argomenti importanti, quali raccomandazioni sulle questioni relative alla pace e alla sicurezza internazionali, vengono prese con una maggioranza di due terzi. – Il Consiglio di Sicurezza è il primo responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Può rinunirsi in qualsiasi momento; tutti gli stati membri dell’Onu sono tenuti a mettere in pratica le decisioni del Consiglio. È composto di 15 membri, 5M permanenti (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti: le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale) e 10, eletti dall’Assemblea ogni due anni. Le decisioni sono prese con una maggioranza di nove voti, ma non sono valide se un membro permanente vota contro (diritto di veto). – Il Consiglio economico e sociale, costituito da 54 membri eletti dal-l’Assemblea con un mandato triennale. Si riunisce nel corso dell’anno e tiene a luglio la sua principale sessione, che dura quattro settimane, alternativamente fra New York e Ginevra. Dal 1998, il Consiglio ha ampliato la propria sfera di interesse, includendo i temi umanitari nelle proprie discussioni. – Il Consiglio di amministrazione fiduciaria è stato costituito per fornire un controllo internazionale agli 11 territori sotto amministrazione fiduciaria amministrati da 7 Stati. – Il Segretariato generale svolge il lavoro di macchina e amministrativo delle Nazioni Unite, seguendo le direttive dell’Assemblea, del Consiglio di Sicurezza e degli altri organi. È guidato dal Segretario generale, che nomina il personale aggiuntivo necessario (circa 8.700 persone) e si occupa della guida amministrativa generale. Il Segretario è, di fronte alla comunità mondiale, il simbolo dell’Onu; lo Statuto gli conferisce il potere di sottoporre all’attenzione del Consiglio di Sicurezza qualsiasi questione che, a suo avviso, minacci la pace e la sicurezza mondiale. Le sedi operative comprendono il quartier generale di New York e gli uffici di Ginevra, Vienna e Nairobi. – La Corte internazionale di giustizia ha sede all’Aia (Paesi Bassi), è composta da 15 giudici, eletti dall’Assemblea generale e dal Consiglio di sicurezza, delibera sulle controversie tra Stati. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 IL “SISTEMA ONU” 15 organizzazioni indipendenti, chiamate “organismi specializzati”, sono collegate all’Onu attraverso accordi di cooperazione. Ecco le principali: – Oil: Organizzazione internazionale del lavoro; www.ilo.org – Fao: Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura; www.fao.org – Unesco: Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura; www.unesco.org – Oms: Organizzazione mondiale della sanità; www.who.int – Bm: Gruppo della Banca mondiale; www.worldbank.org – Fmi: Fondo monetario internazionale; www.imf.org Oscar, l’Osservatorio sul commercio delle armi dell’Ires Toscana, lancia l’allarme: «In questi paesi ci sono normative sulle esportazioni di armi troppo lacunose e una debolezza dei controlli interni, tra cui spicca innanzitutto l’insufficienza dei controlli sull’uso finale». Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria potrebbero dunque essere solo tappe intermedie per le armi italiane. Destinazione finale: le aree di guerra soprattutto in Africa. Un quadro preoccupante della situazione è descritto in un recente rapporto dell’organizzazione umanitaria statunitense Human Rights Watch, citato nell’ultimo bollettino di Oscar e basato soprattutto su indagini di ispettori Onu. Tra i casi più clamorosi: le armi dalla Polonia alla Somalia a metà degli anni novanta; le armi leggere dalla Slovacchia in Liberia, via Uganda, nel 2000; il materiale esportato da Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria in Angola e dalla Bulgaria in Ciad, fino al recente scandalo, scoppiato a Sofia l’anno scorso per forniture illegali al Sudan. Proprio in Bulgaria, nel 2002 - evidentemente anche a seguito di queste vicende - si è cominciata a vedere qualche novità normativa in senso più restrittivo. (F. T.) (NB: L’Organizzazione mondiale del commercio, Omc, non fa parte del sistema Onu). Esiste inoltre una pluralità di uffici, programmi e fondi dell’Onu, come l’Uffico dell’Alto Commissario per i rifugiati (Acnur), il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) e il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef). Riferiscono all’Assemblea o al Consiglio economico e sociale, hanno propri organismi direttivi, bilanci e segretariati. TRIBUNALI SPECIALI INTERNAZIONALI 1993: Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia (www.un.org/icty) con sede all’Aia (Paesi Bassi). 1994: Tribunale penale internazionale per il Ruanda (www.ictr.org) con sede ad Arusha (Tanzania). 2002: Corte penale internazionale pemanente. I Segretari generali: – Trygve Lie (Norvegia) 1946-1952; – Dag Hammarskjöld (Svezia) 1953-1961; – U Thant (Myanmar) 1961-1971; – Kurt Waldheim (Austria) 19721981; – Javier Pérez de Cuéllar (Perù) 1982-1991; – Boutros Boutros-Ghali (Egitto) 1992-1996; – Kofi Annan (Ghana) dal 1997. IL GOVERNO CAMBIA LA LEGGE 185 E LE ARMI VOLANO IN AFRICA Cresce l’export bellico italiano nei paesi dell’Europa centro-orientale e, con la modifica della legge 185, si prepara il terreno agli accordi di coproduzione con i nuovi membri della Nato e dell’Unione Europea. Ma Chiara Bonaiuti, responsabile di “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 11 LA MODERNITÀ di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri da una “Lettera Pastorale al Clero”. 5 III - IL “NUOVO” DEL QUALE SI DEVE GIUDICARE CON ESTREMA CAUTELA giornare ed aumentare continuamente il nostro lavoro per il bene delle anime. Ad ogni modo vi sono degli aspetti che non è male esaminare. LA CHIESA NON MUTA DISCIPLINA ECCLESIASTICA Si sente parlare di rinnovamento della Chiesa. Questo parlare può essere estremamente ambiguo. Usciamo subito dall’ambiguo. Voi sapete che nella sua sostanza e costituzione la Chiesa e quanto porta con sè la chiesa sono per divina Volontà immutabili. L’Eterna Saggezza, superiore a tutte le sorprese di ogni rotazione d’eventi ed il divino fermento messo dal Fondatore assicurano questo. Nella parte non sostanziale della Sua disciplina, nella determinazione dei mezzi, nell’adattamento dei metodi di azione, la Chiesa può aggiornarsi, senza violentare i limiti messi dal Salvatore. Essa ha bisogno di cambiare nulla del Suo sostanziale indirizzo. Si potrà parlare di vecchiaia di taluni cristiani, del mondo, ma non della Chiesa. La vecchiaia, l’agonia saranno di molte cose che camminano anche sui margini del cristianesimo, ma non sono del cristianesimo stesso e della Santa Chiesa di Dio. No. La polvere si potrà stendere su taluni uomini, sulle loro opere o sulla loro ignavia fuori uso, ma non sull’opera di Dio. La Chiesa è giovane. La giovinezza non consiste nel vestire un abito nuovo, nell’essere truccati o neppure fortunati e comodi tra le vicende umane. La giovinezza sta nell’avere intimamente - le apparenze sono secondarie - intatto e fresco il tesoro della vita colla sua forza di ripresa, di recupero, di difesa e di fecondità. La Chiesa ha tutto questo. A dimostrarlo - anche lasciando da parte gli argomenti diretti - basta osservare che Essa è al centro di tutte le grandi competizioni. Al centro delle competizioni non ci stanno i vecchi; ci stanno i giovani. Se una parte del mondo non è con la Chiesa, rimane però che la Chiesa è con se stessa ed è se stessa. Il non alterarsi sotto l’enorme pressione è segno che ha intatto il tesoro della sua freschissima vita. Che taluno non La guardi, non è segno abbia perduto la sua bellezza, ma 12 Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. segno che qualcuno ha perduti gli occhi. Che molti letterati sian dediti a dilettarsi d’orribile cose e di violenti rovesciamenti, non è segno che la verità del Vangelo sia meno forte; è solamente segno che c’è la punizione dell’accecamento per i troppo peccatori di superbia, di sensualità, e di odio. La Chiesa sarebbe invecchiata ed attenderebbe di cambiare, se queste cose avesse assorbito. La fiera distinzione, il fiero respingerle, il fiero rimanere altra da loro, marca la sua freschezza. Essa non ha da cambiare, ma da continuare a distinguersi proprio perché, nel gran decadimento, Essa si erge sul suo grande immutabil bene. Cari Confratelli, mettiamoci bene in testa che non la Chiesa deve cambiare, bensì noi dobbiamo portare il sacrificio di ag- La disciplina generale della Chiesa ha una parte talmente inerente al dogma ed alla legge naturale e positiva divina, che non si può pensare la Chiesa in questa induca mutazioni. Ha una parte secondaria che è in suo potere adattare alle esigenze dei tempi. Non è quindi da escludersi che talune disposizioni puramente disciplinari possano subire aggiornamenti. Vi è ad esempio la disciplina riguardante le forme associative, la amministrazione dei beni temporali, la situazione economica, i mezzi dell’apostolato, che potrebbe divenire oggetto di prudenti e ponderati ritocchi, qualora le circostanze lo suggerissero con piena documentazione e chiarezza. Ma qui l’importante è ricordare come avvengano nella Chiesa i ritocchi disciplinari. Non si dimentichi mai che la Chiesa, per disposizione divina, non è una società democratica, sebbene è società gerarchica. La legge viene dall’alto e mai dal basso. Discutere quanto la Sacra Autorità si è riservato, provocare stati artificiali di opinione per muovere o peggio costringere, tentare di mettere dinanzi al fatto compiuto, è violare l’ordinamento dato da Gesù Cristo e non è modernità, ma superbia. Ciò non significa che non possano essere studiati dei problemi nuovi, senza violentare né legge, né disciplina, né rispetto, né iniziativa della Autorità, rimanendo invece negli onesti limiti della ricerca scientifica, giuridica e pratica. Neppure si esclude che l’esame obbiettivo dei fatti possa, fuori di ogni intenzionale invasione, presentare elementi degni di considerazione alla Santa Chiesa di Dio. Ma deve rimanere salvo il principio gerarchico. Esso forma oggi un punto di antagonismo col mondo. Infatti. Il mondo è pieno di democrazia o per lo meno - lo pare. Forse è più esatto dire che lo dice. Pertanto tutto discute e, almeno si mettesse in grado di discutere “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 con cognizione di causa! Abbiamo la impressione che per molti, se non per i più, democrazia sia la convinzione di non dover obbedire a nessuno, ma di comandare a tutti. Il che è assurdo in sè e nelle sue conseguenze. Che cosa poi gli errori e le esagerazioni in fatto di democrazia possano regalare al mondo Dio solo lo sa. Con questo siamo ben lontani dal dir male della democrazia, purché sia temperata e ragionata ed onesta. Qui Ci interessa dire che la democrazia non è fatta per la costituzione gerarchica della Chiesa e che applicazioni democratiche potranno esistere solo e dove la Chiesa ha limitatamente creduto autorizzarle. Chi pertanto credesse che la modernità dovesse portare la Chiesa ad abbandonare il concetto gerarchico, non solo avrebbe un falso concetto del moderno, ma sarebbe addirittura fuori della Chiesa e della stessa Fede. È per tale motivo che non possiamo approvare e non approviamo in alcun modo il tenore di taluni scritti e scrittori, che pare abbiano, magari in buona fede, l’intenzione di fungere da aio e mentore della chiesa e dei Vescovi. Chi vuol fare il generoso, lo faccia con quello che si deve alla Autorità costituita da Dio. È facile far del chiasso, ma è molto più utile accettare l’umiltà ed il sacrificio. modernità non c’entra. Il fumo è una debolezza. Sarà entro certi limiti onesto, sarà necessario a chi ormai ci si è troppo avvezzato, sarà lenitivo della agitazione e del tedio; tutto quel che volete, ma è una servitù. I nostri ordinamenti diocesani lo proibiscono in pubblico e lo permettono con moderazione in privato Si può essere sul piano di tutti, vicinissimi a tutti, senza bisogno di accettare le debolezze di tutti. Il debole mondo cerca dei più forti di sè e darà la sua fiducia - non l’effimero plauso - a quelli che reputerà più forti di sè. Anche se qualche volta un po’ di fumo può accomunare, un Sacerdote non sbaglierà mai se si farà veder fumare solo nel caso il fumo dia fastidio a lui. I pubblici divertimenti. È vero che là ci si incontra tutto il mondo. Ma è non meno IDEE PERICOLOSE DETTAGLI DISCIPLINARI Veniamo maggiormente al dettaglio. Ci sono delle regole canoniche sia fissate dal Codice di Diritto Canonico, sia poste dei Sinodi particolari e che riguardano la condotta e la austerità della vita ecclesiastica. Queste norme, non diremo che vengono prese di mira, ma vengono guardate con una certa sopportazione da qualche spirito esuberante. Naturalmente in nome dell’apostolato “moderno”. Esse riguardano l’abito ecclesiastico, il fumo, l’adito ai teatri ed ai luoghi di pubblici divertimenti, il riguardoso contegno coll’altro sesso. Per qualche spirito ristretto la modernità consiste essenzialmente nell’allargare le maglie di questa austerità ecclesiastica. Ha torto. L’abito talare nel nostro ambiente italiano non ha alcun serio motivo per essere sostituito dal cosiddetto abito corto ecclesiastico. Abbandonarlo significherebbe lasciare una protezione e una distinzione utilissima; costituirebbe un grave errore psicologico. Oltre tutto questo, l’abito talare tra noi riesce ancora ad avere la funzione di polarizzare il bene ed il male, costringendoli a rivelarsi. Senza questo effetto, si otterrebbe l’altro non desiderabile - di perderci nella massa. Non dimentichiamo che noi siamo incredibilmente “presenti” proprio perché abbiamo quest’abito e che, proprio la modernità, esige noi siamo “presenti”. Che l’assenza della talare possa permettere a pochissimi, meno virtuosi, una più lassa disciplina è vero; ma in tal caso non parliamo più di modernità: si tratta di altro e di altro molto vecchio e stantìo. La “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 certi modi il discorso della modernità. Niente è più moderno che esser liberi da quello che soggioga gli altri! L’altro sesso. È mutato nulla che dispensi dal tenerlo a debita distanza e dal trattarlo nelle riguardose e cautelate forme. Di nuovo c’è solo la più grande ubriacatura dei nostri tempi, per cui sono divelti tutti i limiti di carattere di rispetto e di misura tra uomini e donne. Il che anche, se si può dir “moderno” per la raggiunta intensità, è pessimo e per se stesso e perché ubriacatura. “Moderno” si accetta solo quando equivale a “meglio”, non a “peggio”. Un’altra volta ripetiamo che, posta la sostanziale diversità tra la città di Dio e quella del mondo, la più raffinata modernità di un ecclesiastico sta nella piena indipendenza del mondo, là ove il mondo si divarica dal bene. solennemente vero che, proprio a quelli, se ci siamo per divertirci noi, il mondo non incontra noi. Anzi - almeno in Italia facilmente ci disprezza, tanto è abituato a vederci più in sù. Non mescoliamo dunque cose diverse come sono i comodi nostri e l’apostolato. Per incontrare apostolicamente il mondo là ove si diverte ammesso ciò venga legittimato dalla legge - bisognerebbe che là non ci fossimo evidentemente a divertire noi. Questa aurea regola ci può persino permettere di diventare noi gli organizzatori di giochi e sollazzi sani, senza compromettere virtù e dignità; costituisce però il vero isolante tra noi ed il male del mondo. Non è dunque questo un terreno sul quale entri a Ci sono alcune idee, che potrebbero venire pericolosamente intaccate da un equivoco concetto di modernità. Noi sappiamo che il pudore è messo da Dio, come protettivo dell’equilibrio fondamentale tra anima e corpo, tra tentazioni e debolezza. Il pudore ha un contegno ed una sensibilità, le quali a loro volta si chiamano in senso lato pur essi - “pudore”. Tale contegno e tale sensibilità respingono molte cose meno convenienti e da queste, ove non riescono a respingerle, sono offesi e violati con vere, obbiettive, e profonde lacerazioni morali e conseguenti squilibri. Tutto ciò avviene ed avverrà sempre indipendentemente dalle idee rilassate, che si possono professare. Ora v’è una diffusa opinione moderna la quale sostiene che il pudore è una falsità, un artificio, che è bene ucciderlo subito o violentemente od anche solo non custodendolo; infatti una volta ucciso cesserebbe la tentazione e si limiterebbe lo stesso peccato. Uccidere il pudore sarebbe dunque una redenzione dallo stesso fomite della concupiscenza. Cari Confratelli, Noi discorriamo di questo perché è venduto come prodotto autentico della modernità, in accorgimenti tali da lasciare perplesso persino qualche uomo dabbene. E allora ragioniamone, per vederci chiaro. Anzitutto il pudore è “naturale”, perché precede qualsiasi educazione. Cade dunque il fondamento della opinione che lo colpisce ed avvilisca. Il Dogma del peccato di origine mantiene tutta la sua forza e depone di tutta la debolezza degli uomini. La violazione del pudore sta poi alla radice di ogni rilassamento lesivo della moralità e della convivenza umana. Noi siamo ben lontani, cari Confratelli, dal pensare che qualcuno di voi possa ritenere vietata l’idea del pudore. Non è di questo che parliamo. Ma, siccome di questo atteggiamento sprezzante nei confronti della modestia è piena l’aria, temiamo in qualche cosa essa possa contaminare anche voi o rammollire la ferrea difesa delle anime innocenti. Quando 13 molti o troppi, specialmente se clamorosi, agiscono ad un determinato modo anche anormale, altrettanti sono vincolati dal rispetto umano e possono finire, più o meno convinti, coll’accodarsi. Noi sappiamo che le regole della modestia cristiana, e quanto al costume, e quanto alla custodia dei sensi, e quanto alla misura e cautela nei rapporti fra i due sessi, hanno valore universale, perché basate tanto sulla nostra condizione di natura, che sul dogma del peccato di origine, e sulla vocazione di tutti al soprannaturale ordine della grazia. Ma tali regole di modestia cristiana vengono, almeno praticamente, irrise da un tipo di sedicente modernità. La irrisone, dove non c’è coscienza chiara, genera il conformismo stupido e colpevole. Vi mettiamo in guardia dal cadere tanto in quell’errore, come in quell’incosciente conformismo. Il punto dove scivolano anche dei buoni è questo: parrebbe che a lacerare la modestia, rompendola colle ritrosie, si diventi insensibili. L’abbiamo già detto; ciò è falso. Si ritenga che in questa materia la abitudine potrà far retrocedere il pericolo di ben poco, senza contare che ordinariamente mentre si ha qualche diminuzione nel “colpo”, si ha un aumento di ritorno attraverso il subcosciente, anche a distanza di tempo. Pertanto non dobbiamo credere, di fronte ad esagerazioni della moda, soprattutto balneare, possa venire il giorno in cui tutto si sia acquietato e nessuno abbia più danno dalle nudità indegne. La quiete potrà essere quella della morte, quando tutto tace, perché ogni principio morale attivo è spento; ma non potrà essere quella di una nostra rinuncia alla difesa dei valori, che ci sono commessi da Dio. Quanto si è detto sopra intorno al pudore - sentimento ed istinto naturale - ed alla modestia (virtù), composto colla prescrizione del sesto comandamento, ci dona una esatta idea, certo austera ed impegnativa, intorno al modo con cui i due sessi debbono tra loro di portarsi. Per contro tiene il campo una opinione detta moderna - è più ancora una prassi Un gesuita in danza. da essa ispirata - secondo la quale distinzioni, distanze, riguardi e rispetto tra i due sessi, appartengono in gran parte ad una generazione retriva, mentre ha pieno diritto di riconoscimento la più audace, precoce, e cinica mescolanza loro. Ne viene che - tanto per essere moderni - taluni non si curano più di proteggere quel- lo che loro è commesso, né di resistere alla pressione e vivacità dei giovanili ed esuberanti istinti. Non appartiene al Nostro presente compito il descrivere quello che poi avviene in conseguenza. Del resto tutti lo sanno. Questa interpretazione data al comandamento di Dio, insito nella distinzione profonda dei sessi, potrà pavoneggiarsi di modernità, ma non certo di decoro, di ragionevolezza, di virtù e di utilità al consorzio umano. Ed in tal caso non ne guadagna davvero il concetto di modernità. Si tratta di modernità “deteriore”. Cari Confratelli, non lasciamoci confondere. Certe cose le potremo subire allorché in nulla si possono arrestare, ma non le potremo giammai giustificare. Quando guardate i più piccoli bambini del vostro catechismo, pensate che già quelli - e non solo i giovani più grandi - debbono essere difesi dalla mescolanza, la quale sarà in loro meno peccato, ma grave abitudine debilitante per il momento in cui, essi pure, entreranno nella lotta degli istinti. Non sorvolate mai; non adottate la tattica del non vedere. La amicizia non scusa dal parlare, non scusa neppure la beneficenza ricevuta. Siano sugli spalti del nostro lavoro, od anche nelle brevi vacanze da logoranti travagli dell’anno, nulla possiamo concedere, nulla sottoscrivere, a nulla cedere, che non sia rigorosamente secondo il disegno e la ordinazione divina. Su particolari problemi interessanti il sesso debole, e posti con vivacità dal cosiddetto vivere moderno, abbiamo in animo di parlarvi altra volta, come già si è preannunciato nella Nostra precedente lettera. (continua) Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 14 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 I GIGANTI DEL MALE di A. Z. 1 raro trovare chi colga nella sua realtà la storia panoramica di questi tre secoli di lotta continua contro la Chiesa cattolica, portata avanti subdolamente dal-l’ebraismo ateo sulla traccia del capitolo 11° della Lettera di San Paolo ai Romani. L’ebraismo anticristiano ha creato lo strumento del suo occulto potere nella Massoneria, sorta quando gli ebrei rientrarono in Inghilterra, grazie all’intesa tra ebrei e inglesi, sancita da Manasseh Ben Israel e Olivier Cromwell nel 1650: gli ebrei si impegnarono a dare impulso all’economia e all’espansione marittima degli inglesi, e questi, in ricambio, avrebbero accettato il trasferimento della piazza di affari ebraica da Amsterdam a Londra, creando le grandi istituzioni finanziarie (banca, borsa, ecc.) che avrebbero portato gli ebrei al dominio del mondo. Nella prima metà del settecento, la massoneria era diffusa dall’America all’India come strumento di spionaggio e di potere politico anglo-ebraico. Alla fine del settecento, ebraismo e massoneria provocarono la Rivoluzione Francese. Nel 1848, il capo della massoneria inglese, Lord Palmerston, annunciava i lineamenti della nuova Europa con la distruzione dell’impero austro-ungarico e dello zarismo russo, nonché l’unificazione dell’Italia sotto il governo massonico. Il nostro secolo ha visto realizzarsi in pieno la caduta dello zarismo e l’avanzata del comunismo nel mondo con le due guerre mondiali e la progressiva erosione delle frontiere del Cattolicesimo in Armenia, nel Libano, in Jugoslavia, ecc., e la penetrazione del modernismo all’interno della Chiesa. Oggi, l’ebraismo domina il mondo col potere finanziario, la massoneria, il mondialismo sinarchico, il piano malthusiano, il controllo dell’informazione, i programmi di globalizzazione, ecc. La storia di questi tre secoli gronda lacrime e sangue più di tutto il passato! È “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 Winston Churchill. Alcuni aspetti della stretta connessione tra ebraismo e i suoi strumenti (massoneria, liberalismo, comunismo, socialismo, ecc. ) sono bene evidenziati dalle documentazioni riportate nel volume in lingua spagnola “Traicion a Occidente”, a cura di Traian Romanescu dell’Università di Budapest, edito nel Messico 1961. Ne riassumiamo alcune informazioni riguardanti le malefatte di Winston Churchill, primo ministro inglese. *** Nella prima metà del nostro secolo Churchill è stato un tassello nel mosaico di quanti hanno provocato la morte, la schiavitù, la miseria di decine di milioni di persone. Egli, portò a termine le missioni, affidategli dai suoi capi, col sangue freddo del criminale cosciente dei propri delitti, come confessò nelle sue “Memorie”, riferendosi al Trattato con Stalin, a Mosca (1944), quando, in nome dell’Inghilterra e alleati consegnò i paesi del sud-est Europa nelle mani del mostro rosso. Personalmente, non era favorevole al comunismo. Anzi, nel 1919, protestò contro il “Consiglio dei Cinque” diretto da Wilson, perché non intervenne per tempo a favore degli anticomunisti russi, dando modo alla vittoria dei rossi di Mosca. Allora, Churchill pubblicò nel periodico “The Aftermath”, un articolo in cui affermava: «Il momento colto dal Supremo “Consiglio dei Cinque” per prendere questa decisione (di dare appoggio agli anticomunisti russi) è stato esattamente quello che non serviva più a nulla. Nello spirito del Consiglio era sempre esistito ed esisteva, nell’estate del 1919, scetticismo nei confronti degli avversari del bolscevismo, dato che era alimentato da false informazioni sul governo di Mosca e della Terza Internazionale, e manifestava un vero desiderio di intendersi con gli estremisti di Mosca...». Tuttavia, eseguendo gli ordini della mafia, di cui era membro, come tutti i capi politici inglesi di oggi, poiché senza essere massoni nessuno può figurare nella politica di Albione, Churchill agì sempre a favore del comunismo e dell’internazionale ebraica. È lui che lanciò l’espressione di “Cortina di Ferro” alla frontiera che divide il mondo comunista dal mondo libero; lui stesso contribui alla creazione della stessa Cortina. È sua la celebre frase: «Mentre il capitalismo occidentale non ha potuto distribuire in modo uguale la ricchezza tra i cittadini dei suoi paesi, il comunismo ha il merito di distribuire in modo 15 eguale la miseria nei paesi da esso dominati». Non si può dubitare dell’acutezza delle parole di Churchill, benché sempre contraddette dai suoi fatti. Churchill si era fatto notare durante la guerra dei Boeri nel 1900. Essa fu scatenata dall’Inghilterra contro gli olandesi per impossessarsi delle miniere d’oro e diamanti. Traditi da uno dei loro, il generale Smuts, i Boeri perdettero la guerra e i loro paesi furono occupati dagli inglesi, anche se, dopo anni di lotta, i Boeri riuscirono ad ottenere il controllo del Sudafrica all’interno del Commonwealth. La fama di Churchill salì durante la prima guerra mondiale, quando fece adottare le auto-blinde. La vittoria nella prima guerra fu, in realtà, la prima grande sconfitta del mondo cristiano, che perdette milioni di uomini, soffrì mutilazioni enormi e favorì la vittoria del comunismo in Russia e in tutta l’Europa. Churchill nutriva un odio viscerale contro il popolo tedesco, odio comune a molti inglesi, nonostante l’affinità razziale e di lingua tra inglesi e tedeschi, e che la famiglia Reale britannica sia di origine tedesca (Hannover), e nonostante che gli interessi del popolo inglese coincidessero con quelli tedeschi. Questa inimicizia può spiegarsi solo per l’influsso degli ebrei. Basta che un ebreo e massone, come Max Aitkens, conosciuto come Lord Beaverbrock, o un periodista massone come il ridicolo “Cassandra”, oppure che il “Jewish Chronicle” di Londra comincino a gracchiare contro i tedeschi, e tutti gli inglesi entrano in stato di allarme. Gli inglesi sono più” attenti a ciò che avviene in Germania più che a quanto accade nella propria terra, ed essi vedono con gelosia la Germania rinata dalle sue ceneri, grazie al cattolico Adenhauer, pur tra enormi difficoltà politiche ed economiche, mentre l’impero inglese, nel dopoguerra, è stato quasi sempre all’orlo del fallimento. Il giudaismo e la massoneria sfruttarono l’odio insano di Churchill contro la Germania e contro Hitler. Lo stesso Charnberlain, benché massone (senza essere massone non avrebbe potuto essere primo Ministro!), e benché nemico della Germania, non era tuttavia un antitedesco tanto viscerale quanto Churchill, e aveva capito che era interesse di entrambi i paesi quello di evitare la guerra. Quando a Monaco cercò un accordo con Hitler (1938), l’opposizione della giudeo-massoneria, trasferì l’incarico del Governo a Churchill. A fianco di Roosevelt, Churchill fu il principale responsabile del tradimento dell’Occidente (forse per questo, nel 1953, ebbe il massonico Premio Nobel... in letteratura!). Suo capolavoro fu l’accordo segreto con Stalin, a Mosca, nell’ottobre 1944; accordo che costò la libertà di cinquanta milioni di cittadini dell’Europa Orientale, ai quali Churchill e Alleati avevano promesso di poter scegliere il governo che desideravano. Churchill persino si 16 vantò nel parlare di questo “patto” nelle sue “Memorie”. Con questo affare criminale, fu tradita la Romania, alleata dell’Inghilterra, che le aveva garantito le frontiere contro qualsiasi invasione sovietica. Nel 1940, questo Trattato fu annullato da Churchill, e i sovietici si impadronirono della Bessarabia e della Bucovina. Churchill pubblicò, su “Le Figaro” del 13 novembre 1953, le memorie del suo viaggio a Mosca nel 1944. Con una sincerità degna di miglior causa, racconta le modalità con cui furono regolati, in tale occasione, gli accordi di spartizione del potere tra Gran Bretagna e i sovietici, indipendentemente dagli Stati Uniti. Questa spartizione, molto simile ad altre spartizioni del tempo, è designata col nome di “predominio” ed espressa in percentuali: 90% di predominio sovietico in Romania, in cambio del 90% del predominio britannico in Grecia; 75% di predominio sovietico in Bulgaria, e uguale predominio degli alleati in Ungheria e Jugoslavia. Al momento di concludere il patto, queste cifre furono scarabocchiate da sir Winston Churchill su un pezzo di carta. Churchill protese la carta davanti a Stalin racconta lui stesso - e annota: «Ci fu un momento di esitazione. Poi, Stalin prese il suo lapis azzurro e tracciò una linea marcata in segno di approvazione e me lo resititui. Tutto fu regolato in un tempo minore di quello necessario per scriverlo». Nell’agosto 1941 la “Carta Atlantica” proclamava “il diritto di ogni popolo a eleggere la forma di governo sotto il quale voleva vivere”. Nel gennaio 1942, la dichiarazione delle Nazioni Unite prendeva atto dei princìpi della “Carta Atlantica”. Nel febbraio 1945 nei protocolli dei lavori della “Conferenza di Yalta” veniva dichiarato che, dopo la “liberazIone” dell’Europa, le potenze signatarie si impegnavano a stabilire, quanto più presto possibile, tramite libere elezioni, “Governi che fossero espressione della volontà dei popoli”. Tra i diritti sovrani dei govemi che fossero espressione della volontà dei popoli e il sistema dei “predominI”, la dIfferenza è tanto grande che viene esclusa qualsiasi possibilità di confusione o controversia. Allora ci si domanda: dove sta la vera posizione della Gran Bretagna? Nelle dichiarazioni pubbliche solennI o nel pezzo di carta approvato col lapis azzurro? Churchill aggiunge nelle sue “Memorie”: «Ci fu un lungo silenzio. Il foglio traccIato con l’azzurro rimase al centro della tavola. Alla fine, io osservai: Non sarà giudicato un po’ cinico il modo troppo libero con cui abbiamo regolato questi affari dai quali dipende la sorte di milioni di esseri? Bruciamo questo foglio? No, difendiamolo! disse Stalin». Lo scritto incontrò, in seguito, la più larga pubblicità nelle “Memorie” del Premio Nobel di Letteratura del 1953. I milioni di esseri umani, la cui sorte fu decisa da Chur- chill, si sono chiesti: «Chi era cinico nell’ottobre 1944 ha cessato di esserlo nel 1953? L’idea di ripartizione genocIda, regalata dalla “flemma” di Churchill, ha una conferma nella “Carta Atlantica” e nella “Dichiarazione delle Nazioni Unite”. Il tradimento e il delitto di Churchill, nel 1944, furono approvati dagli Stati Uniti e dalla Francia nella grande Conferenza di Ginevra nel 1955, quando i “venerabili fratelli” Eisenhower, Edgard Faure e Antony Eden si riunirono coi criminali del Kremlino, Bulganin e Krusciov per definire la sorte dell’Est Europa e porre le basi al tradimento genocidia pianificato come “coesistenza pacifica” e “spirito di Ginevra”, e pIù tardi “spirito di Campo David”, che altro non è se non lo spirito di tradimento giudeo-massonico a favore del comunismo. Altro inqualificabile crimine di Churchill fu la consegna ai sovietici e ai comunisti di Tito di oltre 200.000 anticomunisti cosacchi, russi, serbI, sloveni, croati, e altri che avevano lottato contro il bolscevismo a fianco dei tedeschi e, alla fine della guerra, si erano rifugiati in Austria con le loro famiglie e i loro sacerdoti. Questi rifugiati si trovarono nel territorio occupato dalle truppe britanniche. Tra loro combattevano 37 generali, 167 colonnelli, e circa 5000 ufficiali, oltre le migliaia e migliaia di donne, bambini, anziani e sacerdoti. Tutti si erano consegnati agli inglesi, su promessa di essere trattati come prigionieri e di ricevere più tardi il trattamento di rifugiatI. Dopo un incontro segreto tra sovietici e inglesi, firmato il 23 marzo 1945, Churchill e i suoi generali li consegnarono alla morte sotto gli artigli comunisti. Questo delitto fu come quello commesso dai militari sovietici contro le truppe polacche, assassinate in massa nella foresta di Katyn! Churchill ha giocato un ruolo decisivo nella politica di tradimento verso l’Occidente e il suo stesso paese, politica portata avanti dai Governi “conservatori” di sua Maestà Britannica. Durante il 1953, Churchill che nel ‘51 era stato rieletto Primo Ministro, fece visita al suo antico complice il generale Eisenhower. In tale occasione, Eisenhower e Churchill visitarono ufficialmente il loro capo, l’israelita Bernard Baruch. I tre “grandi” sI fecero fotografare e, nella foto pubblicata dalla stampa, si sono visti Eisenhower e Churchill seduti allo stesso livello, mentre Baruch era seduto tra loro due più in alto, in posa accuratamente pensata, perché fosse evidenziato l’ebreo, gran maestro del disastro dell’Occidente, installato come imperatore sul trono tra i suoi cortigiani! La foto fu pubblicata, non a caso, dalla stampa giudeo-massonica per mostrare, a chi ha occhi, quale è la vera posizione di Baruch, “messia” dell’ebraIsmo e cospiratore tra i suoi vassalli, vili esecutori della consegna di distruggere la civiltà cristiana occidentale! “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 LA GIUSTIZIA MONETARIA dell’avv. prof. Giacinto Auriti – Segretario Generale del Sindacato Anti-usura “SAUS” – inammissibile che nel c. d. “Stato di Diritto” non si sappia di chi sia la proprietà della moneta. Poiché nessuna norma del Trattato di Maastricht stabilisce di chi sia la proprietà dell’euro all’atto dell’emissione, ne consegue che non si può dire chi sia creditore e chi debitore nella fase della circolazione. Tutto il sistema monetario è pervaso da un fondamentale arbìtrio contabile della Banca Centrale, perché manca la certezza del diritto. Quando la moneta era d’oro, il portatore ne era il proprietario. Chi trovava una pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera. Oggi, al posto della miniera c’è la Banca Centrale; al posto della pepita una pezzo di carta; al posto della proprietà il debito, perché la Banca emette moneta solo prestandola. Poiché non c’è incompatibilità tra la posizione di proprietario e quella di debitore - perché il debitore è proprietario provvisorio della moneta per la durata del prestito - facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, i popoli sono stati indotti ad accettare, all’atto dell’emissione, la propria moneta col corrispettivo del debito non dovuto, inconsapevolmente. Con l’avvento della moneta nominale (la Sterlina inglese, emessa dalla Banca d’Inghilterra nel 1964) si è verificata, così, la più grande truffa di tutti i tempi, passata inosservata perché il portatore, pur essendo pro- SU TALI PREMESE È “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 constatato – – – – Avv. prof. Giacinto Auriti. prietario della moneta, non si accorgeva di avere un debito non dovuto, di pari valore, da lui pagato a richiesta arbitraria del falso creditore, con i prelievi fiscali e gli interessi bancari. Particolarmente significativi, in questo senso, i “prelievi fiscali per combattere l’inflazione” in cui lo scopo del tributo, essendo finalizzato alla rarefazione monetaria, è fine a sé stesso e consente agli azionisti della Banca Centrale la parassitaria rendita da signoraggio, considerata addirttura come “costo di un pubblico servizio” (la lotta all’inflazione). che crea il valore della moneta non chi la emetta, ma il popolo che l’accetta come mezzo di pagamento; che le Banche Centrali emettono la moneta prestando il dovuto, ossia trasformando i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro; che, malgrado le numerose denunce per truffa, associazione a delinquere, falso in bilancio, usura, istigazione al suicidio da insolvenza, nessun provvedimento giudiziale è stato all’uopo emesso; che i detti reati sono stati denunciati sulla base di fatti notori che, per assumere rilevanza giuridica, non necessitano né di prove, né, tantomeno, di accertamento giudiziale. IL SINDACATO ANTI-USURA “SAUS” sollecita i Magistrati a DISPORRE come ATTO DOVUTO E PROVVEDIMENTO D’URGENZA VOLTO AD EVITARE DANNI IMMANI ALLE VITTIME DEI DETTI REATI LA MORATORIA DEI DEBITI BANCARI E FISCALI, in attesa che si accerti DI CHI SIA LA PROPRIETÀ DELLA MONETA ALL’ATTO DELL’EMISSIONE. 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa IL GRANDE PROCESSO DI BERNA Passarono ben 12 anni prima che il Giudaismo tentasse a far constatare la falsità dei Protocolli dalla Giustizia. Difatti, fu il 26 giugno 1933 che la “Ligue Israélite Suisse”, in unione con la comunità israelita di Berna, fece querela, presso il Tribunale Cantonale di Berna, domandando che la brochure delle Edizioni Hammer, “Les Protocoles Sionistes”, fosse relegata tra la letteratura sovversiva e che ne fosse interdetta la diffusione. Questa querela faceva perno sull’articolo 14 della “Loi relative aux films et aux mesures contre la littérerature subversive” del 10 settembre 1916, valevole per il Canton di Berna. Questa legge affermava: «... l’impressione e la diffusione di scritti sovversivi, in particolare d’opere di cui la forma e il testo sono di natura tali da eccitare il crimine, o suscettibili di mettere in pericolo i buoni costumi, di offendere il pudore, di esercitare un effetto brutale o di provocare altri scandali, sono interdetti». Appellandosi a questo testo, cinque svizzeri furono accusati di aver distribuito la brochure in questione. Tra questi c’erano: il musico Silvio Schnell e l’architetto Theodor Fischer. La prima udienza del processo, il 16 novembre 1933, presieduta dal Tribunale Walter Weyer, gli avvocati dei querelanti ebrei richiesero una expertise sull’autenticità dei “Protocolli”. L’avvocato dei querelati, invece, si oppose alla domanda perché il fare una expertise non rientrava nello spirito della legge, né era prevista da essa per un presunto scritto sovversivo, mentre si trattava solo di decidere se il testo, autentico o no, violasse tale legge. Il giudice, però, ordinò l’expertise e nominò come esperti il professore d’università A. Baungarten, di Bâle, su domanda dei querelanti, e il pastore giubilato L. Munchmeyer, d’Oldenburg, su domanda dei querelati. Ad esperto principale fu nominato lo scrittore “pro Juif”, C. A. Loosli, di Berne-Bûmplitz. Le “conclusioni” dei due esperti svizzeri furono deposte presso il Tribunale nell’ottobre 1934. Da notare: gli accusati si trovarono senza esperto, perché Munchmeyer si era rifiutato di accettare. La seconda udienza del processo si tenne dal 29 al 31 ottobre 1934. I querelanti comparvero in Tribunale con 15 testimoni, in gran parte giudei e russi, mentre invece gli accusati non citarono che un solo testimone, lo scrittore Dr. Alfred Zander, di Zurigo. Dopo aver ascoltato i testimoni della parte contraria, il cui punto di vista, giuridicamente esatto, che l’autenticità del testo non era in causa, e che, quindi, era evidente la non esattezza della causa principale, il giudice fu costretto a mettere in libertà gli accusati e di citare ancora un esperto e altri testimoni per aggiornare meglio il processo. Su richiesta dell’avvocato degli accusati, il tenente colonnello in pensione Ultrich Fleischauer, direttore del “Welt Dienst” (Servise Mondial) a Erfurt, fu citato come esperto il 6 novembre 1934. Dall’altra parte, l’avvocato degli accusati aveva proposto di procedere, nello stesso tempo, alla citazione di una quarantina di testimoni. 18 Fac-simile della opertina dell’edizione russa dei “Protocolli” del 1912. Il 15 gennaio 1935, Fleischauer presentò la sua perizia. In essa viene dimostrato che i Giudei e i loro testimoni non avevano alcuna prova valevole che i “Protocolli” erano un falso, e che tutte le circostanze erano in favore dell’autenticità di tale documento, e di una prova talmente evidente e probante che il giudice, sotto pressione evidente della cricca giudaica, fu obbligato a ritirare alla difesa la possibilità di un’altra argomentazione più dettagliata; non solo, ma il giudice si rifiutò di ascoltare le testimonianze dei quaranta testimoni che l’avvocato degli accusati aveva proposti. La terza udienza fu tenuta dal 29 aprile al 14 maggio 1935, durante la quale i tre esperti deposero, oralmente, le loro conclusioni. I due esperti svizzeri, da autentici giudei, difesero la tesi del “falso”, senza alcuna riserva, dando come sicuro che i “Protocolli” non erano altro che un plagio dei libro di Joly, e che questo risultava anche dalle dichiarazioni dell’ex-principessa Radzwill e del conte du Chayla e che l’opera era stata fabbricata con pezzi tolti da Ratchkovsky con lo scopo di calunniare la razza giudaica. E benché le date, fornite dall’ex-principessa, fossero incontestabilmente sbagliate, Baumgarten parlò di smarrimenti di memorie, mentre Loosli aveva deliberatamente commesso un falso, là dove citava, nel suo rapporto scritto sulle dichiarazioni dell’ex -principessa Radziwill, l’anno 1895 invece del 1905, senza che il Tribunale avesse avuto comunicazione di questa modifica. Interrogato più tardi, Loosli dichiarò che la data 1905 era stata un errore di stampa, sfuggito ad un giornale americano, che lui, poi, aveva fatto rettificare. I due esperti passarono sotto silenzio l’allusione dell’exprincipessa Radziwill sulla guerra russo-giapponese, come pure tacquero sulla rivoluzione russa del 1905, precisazioni che escludono l’ipotesi avanzata da loro sulla mancanza di memoria e sull’errore di stampa. Nota: il testo è tratto da un articolo pubblicato su Chiesa viva n° 179. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Alla Direzione: «Ringrazio ed esprimo la mia gratitudine a P. Villa per il suo intenso lavoro al trionfo della verità. Che il Signore ce lo mantenga ancora per tanti anni! E lo benedica con le sue divine grazie!.. Mi fanno tesoro le cognizioni che ricevo da “Chiesa viva”. Sono un valido aiuto per smontare certe idee diffuse tra i fedeli che spesso inceppano in situazioni dolorose... Purtroppo certi nemici esterni e “interni” lavorano diabolicamente protetti! Un grazie di cuore e benedico anche Voi care Sorelle! Nel Signore» (Don S. T. - FI) *** Egregia Direzione di “Chiesa Viva”, ho letto con tanto interesse “Il vero volto dell’immigrazione”. Condivido pienamente il grido d’allarme, le fondate preoccupazioni e i pericoli in cui noi possiamo incorrere se non verranno prese adeguate misure verso l’immigrazione clandestina, fattispecie musulmana. La scena che si presenta è orribile, anche perchè l’umanità è afflitta da inquinamenti che stanno rovinando gli elementi spirituali e naturali necessari per la vita... Lei vede con obiettività le meschinità italiane e gli intrighi internazionali. Le evidenze ci mostrano che i rettori di questo “mondo” rendono le persone sempre più prive di valori: coscienze marchiate da ferri roventi, bruciate dai mezzi di comunicazione, usati per distruggere le menti e i cuori, così i fanatismi politici e religiosi trionfano!.. Distinti saluti! (R. C. - Treviso) *** Rev.mo Sacerdote Don Luigi Villa, sono abbonato alla Sua, per me, graditissima pubblicazione “Chiesa viva”, che mi è di sostegno e guida. Le sono grato per quanto opera con l’augurio che possa sempre proseguire con energia e abbia la soddisfazione che merita! (Dev.mo don N. R. - MI) *** Caro Don Luigi, al mio agurio di una buona e santa Pasqua, La prego di accettare questa offerta a sostegno della titanica battaglia che Lei conduce per la salvezza della nostra Santa Chiesa! Con stima e l’amicizia di sempre! Suo dev.mo (Dott A. V. - Finale Ligure) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 CHI COMANDA IN AMERICA di Maurizio Blondet In “Chi comanda in America” si analizza chi sono i componenti principali dell’establishment U.S.A.; in questo paese, ad esempio, viene istituita una festa nazionale per celebrare il compleanno del rabbino capo della sètta dei Lubavitcher e il ministro della Difesa, Donald Rumsfeld, ha inaugurato un’inquietante “privatizzazione” del Pentagono (mercenari privati, a contratto, formano ormai il 10 per cento della forza armata spiegata sui teatri di guerra, dall’Afghanistan all’Irak); la strategia militare è appaltata a istituti di ricerca privati, come il Defence Policy Board dell’americano israelita Richard Perle. Ora, Richard Perle (già dirigente della Soltam, fabbrica d’armi israeliana), siede con il numero due del pentagono, Paul Wolfowitz, e col numero tre, Douglas Feith, in un’altra “fondazione culturale” privata: il Jewish Institute for National Security Affairs (JINSA). Qui, con i “consiglieri strategici” privati e filo-israeliani, compaiono generali e ammiragli che presiedono i consigli d’ammnistrazione delle grandi fabbriche di armamento a contratto per il Pentagono, il cosiddetto complesso militare-industriale. Nel JINSA si annodano le volontà politiche convergenti, l’abitudine alla segretezza, l’ideologia guerrafondaia, la disponibilità di mercenari tecnologicamente avanzati e, soprattutto, tecnologie militari e top secret che possono trasformare un Boeing di linea in un proiettile volante teleguidato, solo modificando il software del pilota automatico. Insomma, le competenze necessarie per attuare gli eventi dell’11 settembre e realizzare, dietro la maschera dell’attentato “arabo”, un colpo di Stato. Per richieste 2002 by Effedieffe Edizioni Largo V. Alpini, 9 20145 Milano 19 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo mo Vicario apostolico di Kaying. Il 23 dicembre 1950, venne messo a domicilio coatto. Dopo un processo pubblico, fu trasportato a Guangzhou e rinchiuso in prigione. Morì, probabilmente, il 21 febbraio 1952. Il suo corpo venne sepolto dalle autorità in un cimitero pubblico. Ou Yang Dexiang Aloysius Sacerdote, diocesano. Nato a Wellesley, Malaysia, nel 1910. Fu ordinato sacerdote a Hong Kong il 29 giugno 1943. Morì in prigione il 23 dicembre (o novembre) 1960, in un campo di lavoro forzato nel Qinghai. Lin Guoyong Paolo Sacerdote, diocesano. Delegato episcopale. Era nato nel 1914. Venne ordinato sacerdote nel 1941, a Roma. È morto in prigione nel 1967. (continua) MARTIRI IN CINA LUGLIO-AGOSTO di Giancarlo Politi SOMMARIO MARTIRI IN PROVINCIA DI GUANGDONG Diocesi di Jiangmen La Prefettura Apostolica venne staccata da Guangzhou il 31 gennaio 1924, ed affidata alle Missioni estere di Maryknoll. Nel 1927, il territorio venne elevato a Vicariato Apostolico. McShane Daniel Leo Sacerdote, Maryknoll. Nacque a Columbus, Indiana (Usa), il 13 settembre 1888. Era stato ordinato sacerdote a New York il 10 novembre 1914. Morì “vittima dello zelo” a Luoding il 4 giugno 1927. Cairns Robert J. Sacerdote, Maryknoll. Era nato il 21 agosto 1884; fu ordinato sacerdote il 18 maggio 1918, a Maryknoll (New York). Si trovava in Cina dal 1923, e dal 1931 lavorava sull’isola di Shangcuang (Sanciano). Il 14 dicembre 1941, venne arrestato dalle forze di occupazione giapponesi e, con ogni probabilità, immediatamente ucciso. Zheng Laico, sposato, domestico. Di circa 30 anni. Fu giustiziato a Shangcuan, nel dicembre 1941. Rauschenback Otto Sacerdote, Maryknoll. Nacque negli Stati Uniti il 23 giugno 1898. Venne ordinato sacerdote il 15 giugno 1924. Fu ucciso il 14 maggio 1945. Tan Kei-yun Giuseppe Sacerdote, diocesano. Nato nella zona del delta del Fiume delle Perle intorno al 1920, divenne sacerdote nel 1946. Morì in un campo di lavori forzati nel Turkestan, intorno al 1957. 20 Tang Simone Sacerdote, gesuita. Morto in prigione a Zhaoqing il 9 gennaio 1956. Nato a Nanhai, Guangdong, nel 1889, entrò nei gesuiti nel 1910. Fu arrestato nel 1955. 2003 N. 352 LA CHIESA DI SATANA, OGGI 2 La chiesa di Satana, oggi del sac. dott. Luigi Villa 6 Una nuova “Pearl Harbor”? (1) del dott. F. A. He K’ai-man Pietro Sacerdote, diocesano. Era nato nel distretto di Nanyang intorno al 1915. Di etnìa hakka. Venne ordinato sacerdote nel 1943. Mori il 7 ottobre 1960, dopo il suo rilascio dalla prigione. 9 Occhi sulla politica Li Seung-yu Simone Sacerdote, diocesano. Era nato intorno al 1907. Venne ordinato sacerdote nel 1935, a Penang. Morì di cancro il 5 agosto 1961, dopo il suo rilascio dalla prigione. 15 I giganti del male - Winston Churchill - (1) di A. Z. Diocesi dì Meixian (Kaying) La Prefettura Apostolica venne staccata il 20 febbraio 1929 dal vicariato apostolico di Shantou ed affidata ai Missionari di Maryknoll Nel 1935, venne elevata a Vicariato Apostolico. 18 Conoscere la Massoneria Deng Jungao Sacerdote, gesuita. Morì in prigione a Zhaoqing l’8 gennaio 1956. Ford Francis Xavier Vescovo, statunitense. Missionario di Maryknoll. Nacque l’11 gennaio 1892 e fu ordinato sacerdote il 5 dicembre 1917. Era stato uno del primo gruppo di missionari di Maryknoll. Partito lo stesso anno per la Cina, era stato assegnato a Jiangmen. In seguito, fu inviato a fondare la missione di Kaying. Il 5 settembre 1935, venne ordinato Vescovo e nominato pri- 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (5) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 17 Giustizia monetaria nello Stato di diritto del prof. avv. G. Auriti 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dalla XXI Domenica del Tempo Ord. alla XXV Domenica del T. Ord. ) “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 353 SETTEMBRE 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). 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E Noi l’avremo già fatta questa verifica anche quando fu “beatificato” con un articolo dal titolo: «Una “Beatificazione” sbagliata?»1 portando le nostre riflessioni ad hoc su “documenti” e “fatti” che ci portarono a dire che «quando si è annnciata la sua “beatificazione” e si è parlato di “un servo di Dio”, del quale si affermava che “constano le prove delle virtù teologali della Fede, Speranza e Carità, tanto innanzi a Dio come dinanzi al prossimo, così come delle virtù cardinali... praticate in modo eroico», quanti avevano avuto relazioni personali con lui non avevano potuto credere che quelle frasi del “Decreto Pontificio” del 9 aprile 1990 potessero riferirsi a José Marìa Escrivà de Balaguer! Per questo, anche adesso, di fronte al “fatto compiuto” della sua “canonizzazione” - anche prescindendo dalla valutazione che si può fare della sua Opera, l’Opus Dei! - non possiamo restare indifferenti, perché è ben difficile per Noi, che abbiamo compulsato tante opere e manoscritti sulla sua vita e opere, credere e ritenere che Josè Marìa Escrivà sia stato per davvero un modello di sanità da proporre! S ì! 1 Cfr. “Chiesa Viva”, nn. 297-298, luglio.agosto e settembre 1999. 2 Josèmaria Escrivà giovane studente. Ma allora, come poter parlare di “infallibilità papale” in questa “causa di canonizzazione”?.. ma, forse, pochi sanno che questo problema dell’“infallibilità papale”, su questo piano, è un problema 2 Cfr. Brunero prof. Mons. Gherardini: “Canonizzazione e infallibilità” in “DIVINITAS - Ri- ancora aperto tra i migliori teologi dogmatici2. Chi lo volesse chiarificare, lo può leggendo tali Autori, quali, ad esempio, il celebre teologo dogmatico prof. Romero Mons. Gherardini, già titolare della cattedra di Ecclesiologia ed Ecumenismo nell’Università Lateranense, come era Consultore per le “Cause dei Santi”. Noi, qui, ci limiteremo a citare la dottrina cattolica sulle “canonizzazioni”, che togliamo dal “Compendio di Teologia Dogmatica” di Ludovico Ott-Marietti Edit. 1969, p. 502: Oggetto dell’infallibilità (della Chiesa). Leggiamo: 1° Oggetto primario dell’infallibilità sono le verità formalmente rivelate, concernenti la Fede e i costumi: (“De Fide” - D. 1839- DS. 3074); 2° Oggetto secondario dell’infallibilità sono quelle verità di fede e di morale che, benchè non formalmente rivelate, sono però strettamente connesse con le rivelate. (Sent. Certa (D. 1839 - Ds. 3074). Quindi, ciò emerge dal fine dell’infallibilità stessa, che è quello di “santamente custodire e fedelmente esporre il deposito della fede” (D. 1836 - DS. 3070). Appartengono, invece, all’oggetto secondario dell’infallibilità: a) le conclusioni teologiche (...); b) i fatti storici (...); c) le verità di ragione naturale (...); d) la canonizzazione dei Santi, e cioè il giudizio definitivo che un membro della Chiesa è entrato nella beatitudine eterna, e perciò fatto oggetto del culto pubblico. *** vista Internazionale di ricerca e di critica teologica” - Città del Vaticano - Roma - p. 196-221. “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 Nonostante questa base, rimane ancora la possibilità di porsi la domanda: come è possibile arrivare a una soluzione definitiva di “canonizzazione” senza aver risolto, da parte del Tribunale della Chiesa, ogni singolo problema riguardante la statura storica-spirituale-ecclesiale della persona destinata appunto ad essere esaminata sotto tutti gli aspetti sopra citati? L’ ambiguità e la confusione non sono, forse, i sintomi dei nostri tempi? Leone XIII, nella sua enciclica “Humanum Genus”, a proposito della massoneria, scrisse: «Smascherarla significa vincerla!». Lo stesso metodo andrebbe usato, forse, anche per l’Opus Dei! Cercando la chiarezza nel suo vero intimo se ne scoprirebbero le radici, si stabilirebbero i rapporti tra le sue idee tipiche e si troverebbero le sorgenti che irrigano le strutture di quell’organismo ormai radicato nel terreno ecclesiale, sì da aver reso l’Opera addirittura una “Prelatura” nella Santa Sede! È ovvio, perciò, che lo studio storico su questo fondatore dell’Opus Dei debba essere tuttora possibile, oltre che doveroso! Riprendo in mano, così, un libro che feci arrivare, anni fa, da Santafé de Bogota, dove era stato “Impreso en Orion Editores-apartado Aéreo 37797 - Santafé de Bogotà, D.C. Colombia”, col titolo: “OPUS JUDEI - José Marìa Escriba”. Ne sunteggerò, perciò, il capitolo II; “La vida occulta de Escriva de Balaguer”, non certo per farne uno scandalo - anche se, necessariamente, polemico! - ma perché impossibile, dopo averlo letto, rimanere indifferenti, o restare neutri, o porsi nel cosidetto “giusto mezzo”. Sarà, però, un altro grido d’allarme, o almeno un campanello intenzionale per coloro che cercano seriamente la “Verità”, quella “Verità” che Gesù stesso ebbe a dire: “vi farà liberi!” (Jo. 8, 32)! zione: l’autentico e il falso, il reale e il mistico, il volto amabile e quello severo, le tante contraddizioni... La creazione del mito, la “deificazione” della sua persona è una delle tecniche utilizzate da tutte le sètte per farne un culto di venerazione, un capo carismatico che, grazie a un lavaggio del cervello, fissano gli occhi sul “capo” che li manipola e conduce. La sua biografia, dunque, è talmente artifificiale che egli nascose persino il suo nome di Escriba, il nome che portò dalla nascita, che si trova scritto sul registro civile, il nome di famiglia che significa, etimologicamente, “dottore e traduttore della Legge presso gli Ebrei”3. Aveva, quindi, ragione José Ortega, professore in Diritto Penale, quando il 26 giugno 1975 ebbe a dire, in una intervista: «Io ho letto la Biografia di Josema- **** LA VITA SEGRETA D’ESCRIVÀ DE BALAGUER Tutte le biografia del “Padre”, scritte dai suoi collaboratori e membri dell’Opera sono, come norma, falsi e menzogneri, perché tacciono tutto ciò che potrebbe nuocere alla sua vera personalità. Sono come sepolti nel più profondo segreto, come la sua origine giudaica; l’origine cripto-giudaica della sua dottrina; il suo sviluppo intellettuale, pure limitato all’Opus, i suoi animatori occulti; la sua omosessualità, le sue relazioni con certi gruppi sovversivi... Lui stesso ha saputo creare il suo romanzo biografico che non corrisponde affatto alla realtà. Nella sua persona, infatti, c’è un’ambiguità, una scissione, una separa- 3 Cfr. Dizionario 4 Cfr. Salvador Enciclopedico CODEX, p. 504. Bernal. “Monseñor Josemaria Escrivá de Balaguer”. Editorial Rialp 1979, p. 9. 5 Cfr. Jesùs Unfant. “La prodigiosa avventu“Chiesa Viva” *** Settembre 2003 Josèmaria Escrivà seminarista a Saragozza. ria Escriva. Dopo, io pensai all’uomo che c’era dietro quello scritto e dovetti concludere che non si può scrivere una biografia di Josemaria Escriva»4. L’Opus, perciò, è una sola persona: l’Opera è il Padre e la sua personalità è la pietra angolare sulla quale giace tutto il fondamento dell’Opus. “La Storia dell’Opus Dei è la biografia medesima del Fondatore”5. ra del Opus Dei”, p. 9/10. 6 Michael Walsh, “El mundo segreto dell’Opus Dei”, p. 24. 7 Cfr. Salvador Bernal. op. cit., p. 55. 8 Cfr. id., p. 59. *** Non nacque sano6. Fu esaminato da vari medici che ne constatarono la gravità. Soffriva di convulsioni, che oggi si dicono di “epilessia”. La situazione finanziaria del padre era grave, per cui la sua famiglia viveva in povertà e in ristrettezze finanziarie. Il padre non godeva una buona reputazione nel paese, ed era sull’orlo del fallimento. In queste condizioni, la sua entrata in seminario di Logofrio fu piuttosto una questione di sopravvivenza che una vocazione al sacerdozio. Lui stesso ebbe a dichiararlo apertamente: «Io non ho mai pensato che io potessi divenire prete, nè di consacrarmi a Dio. Io non mi sono mai posto questa questione, perché io pensavo che quello non era per me. Inoltre: L’idea di divenire prete, mi annoiava nella misura che io mi sentivo anticlericale”7. Il biografo ufficiale e membro dell’Opus, Salvator Bernbal, dovette riconoscere e confessare che «noi sappiamo che Escrivà non s’interessava per una educazione ecclesiastica... l’idea di diventare prete non l’attirava»8. Una sua contemporanea, Paula Roy, ha anch’essa affermato che «nel suo comportamento, niente fa pensare a una vocazione al sacerdozio»9. E allora, quale fu il comportamento di Josemaria quando entrò nel seminario di Logrofio? Ha risposto lui stesso. «Io non aveva alcuna virtù, neppure una peseta»!10. Vale a dire: pensava solo ai problemi umani: il denaro, il finanziamento, le peseta. E si vantava di essere un “ghiozzo” (= grosso martello a testa quadrata)! Essendo gracile di salute, fu ammesso come esterno. Aveva 16 anni. Poi, passò al seminario di Zaragozza, indi in quello di Logrono, dove rimase dall’ottobre 1918 al settembre 1920, quando fu cacciato da quel seminario perché “omosessuale”!11. Ritornò, poi, a Zaragoza, protetto dallo zio Carlos Albas, all’epoca canonico e arcidiacono di Seo. Da notare, però, che Don Carlos, che conosceva bene il nipote José Marìa, non fu presente alla sua Prima Santa Messa, nonostante che fosse stato lui a introdurlo di nuovo nel seminario di Zaragoza, dove un professore lo definì “instabile e arrogante”, mentre i suoi compagni di studio lo dissero «un giovane che amava la vita comune, reticente, di un temperamento che è talora rigido e violento, mentre altre volte esplode in eccessi di collera impreviste e violente»12. Alla fine degli studi ecclesiastici, celebrò la sua Prima Messa a Pilar, nella Cappella della Santa Vergine, il 28 marzo 1927. V’erano presenti solo una dozzina di persone, il che dimostra quanta 9 Cfr. id., p. 31. 10 Cfr. id., p. 31. 11 Cfr. id., p. 147. 12 Cfr. Daniel Artigues: “El Opus Dei en España”, p. 17. 3 poca simpatia avesse la gente a tutti i livelli, di questo neo-sacerdote! In quel periodo, egli faceva parte di un gruppetto di giovani sacerdoti che volevano lasciare le loro parrocchie originali per restare a Madrid. Uno storico di quel tempo, sulla vita di Josémaria scrisse che «quella parte della sua vita è molto tenebrosa!»13. Quanto, poi, ai suoi presunti studi in Diritto, il suo segretario personale, Antonio Perez, dice che «Padre Escrivà non era un gran giurista, come ci aveva fatto credere. Io dubito realmente s’egli ha fatto per davvero i suoi studi in Diritto. Io non ho mai visto il suo diploma di licenza, come le cose si svolgevano nell’Opera se avesse avuto questo diploma, l’avrebbe certamente esposto in un quadro d’oro... Ad ogni modo, non era affatto amatore del Diritto, anzi ne aveva una certa avversione!14 Comunque, l’avvocato Felix Pons racconta che il Padre Josémaria gli disse «che egli aveva, a Zaragoza, un buon amico che mi lascerà passare senza esami e mi donerà il diploma»! portato lì per sbarazzarsi di lui! A quei tempi - dal 1934 al 1935, l’Opus aveva solo sette membri e ciascuno viveva ancora presso la propria famiglia, eccetto Laureano, omosessuale, che abitava *** Purtroppo, in lui c’era ben di peggio, come lo insinuavano in molti, e cioè che Escrivà aveva come una ossessione, un “piccolo errore”, una anomalia nel suo comportamento sessuale. Egli era “omosessuale”, un floscio. Fin dalla giovinezza egli era cosciente della sua natura sessuale diversa, contraria. Già nel seminario di Logrofrio aveva dei problemi di natura. Durante la sua pubertà, a Zaragoza, attirava attenzione “perché egli non frequentava mai delle ragazze”. Una tendenza, questa, che ebbe per tutta la sua vita. Un anno prima della sua morte, il 23 giugno 1974, nel teatro Coliseo di Buenos Aires, gridò: «Pregate per tutti i preti-peccatori come me - affinché non facciamo delle stupidaggini»15. Quando era superiore del seminario di Zaragoza, egli si lavava da capo a piedi ogni giorno, mentre i seminaristi non lo facevano mai. Un esempio: un giovane, di nome Laureano, era uscito dall’Istituto di “Porta Coeli” (un istituto di giovani delinquenti, dipendenti del Tribunale per giovani), e divenne membro dell’Opus Dei. Un giorno, il padre Josémaria se ne andava per Malaga, senza un motivo evidente. Ricardo Laureano lo accompagnava. Al ritorno, il giovane venne a sapere che il padre Escrivà disse al superiore di un convento che l’aveva tolto da Porta Coeli, ma che poi era uscito dall’Opus Dei, e l’aveva alla residenza, assieme con Escrivà16. L’Autore Vicente Gracia, in un suo romanzo: “Au nom du Padre”, pubblicato nel 1980, descrive non pochi incontri amorosi tra Escrivà e alcuni giovani. Questo fremito sessuale intimo di Escrivà, si nota, inevitabilmente, anche nel suo libro di guida spirituale: “El Camino”, di cui riportiamo alcuni framenti dei più chiari che tradiscono le tendenza pedofile d’Escrivà: «Il matrimonio è per il popolo e non per il Regno del Cristo. Come l’alimentazione è una necessità individuale, la procreazione non è che una necessità per la razza, da cui l’individuo può farne a meno...»17 ; «È poi vero - ma io non lo credo e non lo voglio credere! - che sulla terra non ci sono persone, ma solo dei ventri?»18; «La pietanza la più raffinata, e anche la più saporita, diviene nutrimento per il 13 Cfr. Yvon Le Vaillant, “La Santa Mafia”, p. 11. 14 Cfr. id., p. 19. 15 Cfr. Salvador Bernal, op. cit., p. 90. 16 Cfr. Maria Angustias Moreno, “La otra cara del Opus Dei”, p. 28ss. 17 Cfr. Josémaria Escrivà, “El Camino”, p. 28. 18 Cfr. id., p. 38. 19 Cfr. id., p. 367. 20 Cfr. id., p. 734. 21 Cfr. id., p. 999. 22 Cfr. id., p. 121. 23 Cfr. id., p. 677. 4 1925. Il giovane prete Josèmaria Escrivà. porco, quando è mangiato da un porco, per dirla francamente. Siamo degli angeli per poter elevare le nostre proprie idee a un livello superiore. Ma siamo almeno degli uomini, in modo da poter trasformare dei prodotti alimentari in forti muscoli e, può anche essere, in cervelli»19; «Voi dite che voi volete morire eroicamente, ma non pensate voi che è più eroico morire in un buon letto, come un cittadino ordinario... ma però per dispiacere d’amore?»20; «Ma cos’è il segreto della longanimità? L’Amore. Diventate amorosi e voi non vedrete mai più lasciare quel sentimento»21; «C’è bisogno di una crociata per la virilità e la purezza che si oppone direttamente contro la dottrina, secondo la quale l’uomo è un animale»22; «Dell’oro, dell’argento, dei gioielli... terra, escrementi! Godimento, piaceri sessuali, soddisfazioni dei bisogni... come una bestia, un asino, un porco, un gallo, un toro...»23; Secondo il Fondatore, “la sessualità non viene che al quarto o al quinto posto presso un uomo normale”... IL “Padre” amava ripetere: «Fino all’età di 26 anni, io lo ignoravo. Io desideravo questa stupudaggine di tenerezza, d’unità, d’amore...»24. Dai suoi amici più intimi, egli era conosciuto per questa passione. Una delle amicizie più intime di Escrivà, ben camuffata, fu quella con Isidoro Zorzano, al quale egli dichiarava il suo amore ardente sotto tutti gli aspetti. E molte persone in Spagna, ne sapevano qualcosa di lui25. Ed Escrivà ne era così ossessionato che «prescrisse che i “quadri” dell’Opus non potevano più avere dei segretari femminili, ma dei segretari maschili»26. Quando, nel 1946, Escrivà si stabilì a Roma, venne in contatto con Alvaro del Portillo, che poi divenne suo successore, Prelato dell’Opus Dei e Vescovo. Fu un tutt’uno con lui. Escrivà l’ha accentuato: «Ebbene, noi ci amiamo. Certo, noi ci amiamo, e questo è il miglior complimento che ci possono indirizzare». E insisteva che «i peccati dell’uomo rientrano nel palmo della mano. Un palmo che passa dalla tasca del pantalone all’apertura dei calzoni»27. Persino nelle Cappelle e nelle chiese dell’Opus Dei si trovano sempre delle pitture e sculture d’angeli e arcangeli, dei bei giovani maschi che uccidono gloriosamente con le loro spade degli uomini della terra; nel sudore e negli occhi dei quali però si vede la fiamma del desiderio28! Erotici, lussuriosi, tentatori! 24 25 26 Cfr. Salvador Bernal, op. cit., p. 170. Cfr. id. p. 145 Cfr. Alberto Mo, cada, “Historia oral del Opus Dei”, p. 158. 27 Cfr. Luis Carandell, op. cit., p. 100. 28 Luis Carandell, “Vida y milagros de monseñor Escrivà de Balanguer”, p. 110. “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI UNA LETTURA... MEDITATA! di un professore docente d’Università «Rev.mo e illustre Monsignore, dopo una meditata lettura della Sua opera: «La “nuova chiesa” di Paolo VI» (Ed. Civiltà, Brescia 2003), si può ben dire che essa è il definitivo perfezionamento degli altri Suoi due studi al riguardo. Lei, cioè, ha dimostrato da pari Suo che Paolo VI alterò, cambiò, profanò, letteralmente, tutta la Religione: nel cosiddetto “Concilio vaticano II” - che il compianto Mons. Spadafora chiamava, satiricamente, “il concilione” - nell’ecclesiologia, nella teologia, tanto dogmatica quanto morale, nell’esegesi biblica, praticamente “consegnata” (in latino: tràdita) alla “dittatura delle opinioni”, come direbbe il Card. Siri, imposta ed esercitata dai neo-modernisti; nella catechesi, sovvertita oltre ogni dire; nella liturgia, straziata almeno nello stesso modo nella concezione generale dell’ecumenismo; e, infine, nel cosiddetto “nuovo codice” di diritto canonico. Occorrerebbe, allora, quasi un volume come il Suo per soffermarsi sulle immani e innumerevoli devastazioni spirituali perpetrate, more gnostico, da Montini, in tutti i campi ora ricordati. Ma persino se, per assurdo, non ci fosse altro, basterebbe il fatto, lamentato da Lei col più angosciato vigore, che, a parere dei neo-modernista Montini la religione deve cambiare perché il mondo cambia (cf. pp. 65 S.). Invece, Gesù, i Suoi Apostoli, la Sua Chiesa di sempre e anche i Santi contemporanei, tra cui S. Pio da Pietralcina, insegnano il perfetto contrario. Sennonché, l’idolatrato “oggi” li commisera come “integralisti”, “fondamentalisti”; e fermiamoci qui. Inoltre, e peggio: quella montiniana dichiarazione nichilistico-storicistica fu esternata dopo l’incredibile ottimismo del troppo ingenuo Giovanni XXIII (cf. pp. 33-54); e dopo il fatto che financo l’apostata Hans Küng - “degnamente” continuato dal suo “compagno” Card. Kasper! - riconobbe il carattere dottrinalmente eversivo del Concilio Vaticano Il (cf. p. 55). Un altro merito che Le va riconosciuto, Monsignore, è quello di aver smascherato anche il sovversivo ecumenismo pseudo-teologico del Card. Ratzinger (cf. pp. 72-102); ovvero di un personaggio ritenu“Chiesa Viva” *** Settembre 2003 to “progressista moderato”. Ma la tragica realtà è che il sistema neo-modernistico, di cui Ratzinger è uno dei primi esponenti, ha favorito a tutto spiano il mondialistico dilagare delle orribili eresie dei Karl Rahner, dei Küng, degli Schillebeeckx, dei von Balthasar e dei loro immancabili “compagni”, parecchi dei quali hanno fatto un’allucinante carriera (cf. pp. 124-150). E c’é di più: una delle rivoluzioni peggiori, se non la più satanica, fu almeno agevolata da Montini nella “nuova esegesi” (cf. pp. 151-188), contro la quale Mons. Romeo, da lei citato, scrisse - nel 1960! il profetico articolo su “Divinitas”; e contro la quale Mons. Spadafora, fedele e geniale discepolo del Romeo, scrisse molti articoli e volumi, tra cui emerge quello che potrebbe denominarsi il suo “testamento spirituale”, da Lei ottimamente citato: La “nuova esegesi”. Il trionfo del modernismo sull’Esegesi cattolica, Sion (Svizzera) 1996. Ivi, sono messi nella più chiara luce-guida i dogmi: della ispirazione divina di tutte le singole parti della Sacra Scrittura; dell’assoluta inerranza di essa, conseguente alla sua divina ispirazione; della Chiesa Cattolica come unica depositaria e interprete autorizzata del Libro sacro; della storicità dei Vangeli, insegnata dalla Tradizione costante e ininterrotta della Chiesa (cf. la “nuova chiesa”, cit., p. 178). Si tratta di Verità assolute, più o meno infangate dagli esegeti neo-modernisti, più o meno creature e “vedove’* di Montini. Da tutto ciò proviene che, nei “nuovi” cosiddetti “catechismi”, le eterne e immutabili verità della Fede e della morale cattolica sono offuscate, quando non sostanzialmente dissolte nello storicismo pseudo-teologico e pseudo-etico, il quale è l’anima - dannata - di quello che il grande mariologo P. Roschini chiamava il “bolscevismo neo-modernistico” (cf. pp. 189-226). Si spiega cosi anche l’assassinio, in stile più o meno brigatista, della liturgia, da Lei denunciato non solo in pagine ineccepibili (pp. 227-263), ma altresì tramite la riproduzione fotografica di “eventi” sacrilegamente agghiaccianti (cf. pp. 265-285). Quindi, il “nuovo ecumenismo” (cf. pp. 287-321), che viene aggravato da un giorno all’altro, coincide sempre più con la super-giudeo-massoneria-marxista, dilatata e camuffata, sulla cui superficie qualche parola cristiana - lasciata con astuzia farisaica - serve solo per abbindolare e strumentalizzare milioni di poveri sprovveduti. Tatticismo “compagno” del bacio di Giuda che si realizza anche nell’egualitarismo filo-protestantico, laicista e femminista, dei “nuovo codice” di diritto canonico (cf. pp. 322-347). Insomma, «Paolo VI non aveva alcuna formazione teologica; mancava assolutamente di spirito soprannaturale» (Mons. Spadafora, Il postconcilio. Crisi: diagnosi e terapia, Roma 1991, p. 35. Ivi, pp. 122 s.), si trova un’importante precisazione dottrinale circa il “nuovo rito”. A questo punto, viene pressoché spontaneo ricordare che, nei primi anni settanta, in pieno pontificato montiniano, lo scrittore Dinamo Cardarelli pubblicò, sulla benemerita rivista “La Torre”, una breve poesia intitolata: Sestina a tutto sesto. Eccone il contenuto: «Volendo confrontar sesto con sesto, evviva allor Papa Alessandro sesto che, pur concubinario e disonesto, la santa Chiesa non mandò in dissesto come, pian piano, sta facendo questo. L’uomo peccò, ma stette in piedi il resto!». A tali versi sembrano paralleli questi, del cattolico tradizionalista Fabrizio Apollonj Ghetti: «E’ Concilio voce amabile che mi manda in visibilio. Però chiedo: può un concilio conciliar l’inconciliabile?!». Per la più autorevole-conferma dottrinale in merito, v. Mons. Spadafora, La Tradizione contro il Concilio. L’apertura a sinistra del Vaticano II, Roma 1989. Di qui, il seguente sviluppo, che piacque molto allo Spadafora, del noto proverbio: “Meglio tardi che mai”. Ossia: “Ma meglio mai che Mao; oppure: “Meno peggio Mao che Mao-lo dis-sesto”. E ciò perché, come insegna già l’Antico Testamento, il ridicolo discredita più del biasimo. Con devota gratitudine per quanto Lei c’insegna sempre, Le invio i migliori ossequi. 5 LETTERA APERTA AL CARDINALE RATZINGER PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE dellla prof. Maria Pia Mancini Eminenza Rev.ma, tenebre fitte avvolgono la terra, ma da più parti si auspica un luminoso futuro di pace, di giustizia e di fratellanza universale; mentre attraverso il relativismo morale e religioso, frutto amaro del modernismo imperante, si tenta, senza successo, di gestire il male, dandogli una diversa accezione. Il quietismo spirituale che ne deriva e l’illusorio benessere diffuso, spingono l’uomo all’apostasia, favorita anche dai troppi messaggi falsi e accattivanti che minano nel profondo le coscienze, rendendole vuote ed alienate. Così l’individuo, nonostante le parvenze di libertà e di auto-determinazione, si scopre fragile e facile preda di chi ha come solo interesse l’annichilimento della sua dignità di figlio di Dio. Si vuole, in pratica, comporre una massa informe di persone obbedienti al potere. Vengono, di proposito, generate ed alimentate guerre, violenze e corruzioni in ogni parte del mondo, affinché il generale malcontento produca disperazione. Senza i valori religiosi, etici e morali, cosa resta, infatti, all’uomo che ha investito tutto se stesso solo nel materiale? L’essere umano è restio all’obbedienza. La strategia vincente, quindi, consiste nello spogliarlo a poco a poco, in modo sistematico, senza che se ne avveda, della volontà, della fede e di ogni forma di sicurezza, abbagliandolo, nel contempo, con false prospettive di felicità terrena. Così operando, in breve, l’uomo, privato di tutto, diviene terreno fertile, dove la semina del male è semplice e ricca dei frutti sperati. Oggi, LA BESTIA si nasconde nel sottobosco DELLA GLOBALIZZAZIONE politica, economica e persino religiosa, fatta passare come bene irrinunciabile per l’umanità: panacea di tutti i mali. Un unico governo mondiale e un’unica religione sincretica, che riunisca in sè i principi fondamentali dei vari credo, attuerebbero quella SINARCHIA 6 Il cardinale Joseph Ratzinger. tanto auspicata dai nemici di Cristo, perché, a detta loro, matrice di un cambiamento epocale ed apportatrice di pace e giustizia. Coloro che ambiscono ad umiliare il Cattolicesimo sottomettendolo, perché nemico acerrimo di iniqui progetti, oggi si sono resi conto, loro malgrado, che un attacco frontale, oltre che portarli allo scoperto, non avrebbe esiti positivi come nel passato. Adottano, pertanto, lo stratagemma di farsi amici nei nemici. Essi si sono infiltrati, con vesti d’agnello in tutte le istituzioni civili e religiose, nei posti chiave dove, in virtù delle posizioni raggiunte, possono lavorare indisturbati. Si spiegano, così, i fiumi di parole intrise di umanitarismo e di morale che, quotidianamente e apparentemente dettate dalla più banale demagogia, invitano alla libertà, all’uguaglianza ed alla fraternità, ma che, in realtà, celano inganni ed intenzioni assassine. Vogliono inoculare nelle coscienze più deboli il veleno del dubbio di essere in errore se si dissente da certe posizioni abominevoli, in ordine all’aborto, all’eutanasia, alle guerre, all’omosessualità, o se si cerca di difendere la propria identità di cattolico. È in atto un tentativo di vera e propria manipolazione psicologica dal sapore subliminale. Tutto ciò che sì verifica ai nostri giorni è, quindi, il risultato di un tenace, organico, programma, orientato sostanzialmente alla definitiva scristianizzazione dell’umanità. La società, pertanto, non si muove spinta dall’illogicità, come potrebbe sembrare da un esame superficiale, bensì in stretta obbedienza a dettami ben definiti già nel passato, come si evince dall’attenta rilettura dei fatti storici. Tanto premesso, entro nel vivo della questione che maggiormente interessa il cattolico: l’atteggiamento della Chiesa istituzionale. Per secoli, senza paura, Essa ha difeso i valori della Tradizione e, non ancora inquinata dai veleni del modernismo, salda come roccia sulla Rivelazione, ha predicato la Parola di Dio senza distorsioni razionaliste per la vera evangelizzazione dei lontani. Oggi, Roma dovrebbe interrogarsi forse più profondamente, sullo sfacelo morale dilagante; molti, troppi pastori sembrano aver affievolito il proprio zelo apostolico. Scendono a compromessi col mondo, pur di fare proselitismo a qualunque prezzo, anche rinunciando al primato di Roma “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 stessa... Ormai, si parla solo della Misericordia di Dio, dimenticando e facendo dimenticare che Egli è perfetta Giustizia! Non si predicano più il peccato e l’eresia, giustificando e legittimando quest’ultima come diversa sequela di Cristo, in nome di una fratellanza di fatto inesistente. La Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, checché ne dica l’uomo, rimarrà sempre l’unica depositaria della Verità, perché fondata da Cristo stesso. Le altre confessioni religiose, anche se definite chiese sorelle, sono d’ispirazione umana, perciò fallaci e suscettibili di evangelizzazione da parte cattolica, non viceversa. “Ut unum sint” non significa appunto che i lontani debbano rientrare nell’unico ovile, riconoscendo il primato di Pietro, tanto discusso? È da tempo che il Cielo, in più parti del mondo, lancia richiami proprio a questa unità, oltre che alla conversione, alla preghiera ed alla penitenza, ma non è ascoltato da gran parte della gerarchia ecclesiale che dà l’idea di essere più complice che antagonista di determinati poteri. Nei tempi oscuri che viviamo, il nostro clero, preso da questioni di ordine pratico, che farebbe bene a demandare ad altri, non diffonde più la vivissima luce del Vangelo né indica l’autentico cammino nella Verità, rinunciando al suo grave mandato nell’ora del più grande trionfo di satana, che domina incontrastato le anime, cosegnategli dagli stessi che dovrebbero difenderle anche con la vita. Pare proprio che la predicazione del Vangelo, rimesso peraltro in discussione da certa TEOLOGIA PEREGRINA, sia divenuta inutile, a tutto vantaggio di una scriteriata diplomazia che non solo non converte i lontani, ma toglie ogni peculiarità al Cattolicesimo, soprattutto attraverso la muta accettazione di eresie conclamate, perché “Qui tacet, consentiri videtur”! Ci vestiamo di falsa umiltà, accusandoci di colpe mai commesse, ovvero chiamando colpe tutte quelle lotte o iniziative intraprese in difesa della Fede; dissacriamo la SS.ma Eucaristia, modificandone il significato più profondo ed autentico; codifichiamo liturgie e comportamenti in aperto contrasto con i dogmi sanciti, pur di essere accettati dai separati. Ciascuno può constatare l’abominio in atto, leggendo la Bolla del Papa S. Pio V o i documenti del Concilio di Trento sul valore della S. Messa, oggi svilita a “celebrazione”, con ben altro significato. In nome della fratellanza, i cattolici sono vittime degli influssi nefasti delle varie eresie e assimilati a chi avremmo dovuto invece convertire. A riprova, e solo per citare un esempio fra i tanti, rimando alla lettura attenta del foglio “La Domenica”, distribuito nelle chiese per seguire la S. Messa domenicale, in cui, spesso e con linguaggio ambiguo, si riscontrano posizioni filo protestanti. Ad esempio, su quello di Domenica 19 gennaio 2003 è riportato il seguente passo, tratto dal nuovo Messale Romano: «Si desidera vivamente che i fedeli ricevano il Corpo del “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 Signore con ostie consacrate alla stessa Messa e, nei casi previsti, facciano la Comunione al calice, perché anche per mezzo dei segni, la Comunione appaia meglio come partecipazione al sacrificio». Sempre nello stesso foglio, in premessa, si legge: «Seguire Cristo vuol dire diventare Chiesa e nella Chiesa ogni vocazione, ogni modalità di sequela (anche il Luteranesimo? N.d.R.) acquista preziosità, perché unita alle altre (come? N.d.R.) inserita nella vita di Cristo stesso». La chiesa cattolica, quindi, è protestantizzata. Se l’affermazione non è veritiera – perché si DESIDERA VIVAMENTE che ci si comunichi con ostie consacrate alla stessa Messa? Forse perché in quelle riposte nel Tabernacolo non c’è Presenza Reale, come ritengono protestanti e neocatecumenali? È noto, del resto, che il nuovo Messale è stato riformato da una Commissione composta da protestanti ed anglicani (par conditio docet!) e che da esso era stata tolta la parola “Sacrificio”, reintrodotta, poi, solo per le proteste del Card. Ottaviani; – perché si consiglia anche la Comu- Il cardinale Joseph Ratzinger. nione al calice, se tra i motivi addotti per l’introduzione della Comunione sulle mani sono stati determinanti quelli di carattere igienico? – perché si critica il rapporto individuale con Dio, se solo DALL’INTIMA UNIONE CON LUI può scaturire l’amore vero al prossimo? Non a caso, in quasi tutte le chiese sono stati sostituiti i banchi con le sedie: l’Assemblea deve pregare insieme, possibilmente seduta o in piedi, mai in ginocchio, perché inginocchiarsi equivale a pregare fuori dalla comunità, peccando di singolarità, D’INDIVIDUALISMO; – perché si vuol ridurre il numero delle Sante Messe? S. Pio da Pietralcina affermava che il mondo continua ad esistere proprio grazie alle molte Sante Messe che si celebrano quotidianamente; non ha mai detto che il mondo si regge per le Assemblee luterane o neo-catecumenali; – perché la S. Messa è stata ribattezzata Celebrazione? Forse perché la parola Messa, estrapolata dall’espressione latina: “Hostia missa est”, che significa “La Vittima è stata inviata”, ricorda troppo il SACRIFICIO di cui si vuol far perdere la memoria per non urtare Ebrei e Luterani, ingannando loro ed i fedeli distratti? – perché il SS.mo Sacrifico è stato ridotto a semplice “RACCONTO” e la Santa Eucaristia a semplice “CONVITO” fraterno? – perché non si fa adorazione profonda delle Sacre Specie, ponendole con disinvoltura nelle mani, senza attenzione ai FRAMMENTI, come raccomandato dal Concilio di Trento? Cristo può essere toccato solo da chi ha le mani consacrate. Non è vero, come affermano protestanti e neo-catecumenali, che siamo tutti sacerdoti in virtù del Battesimo! Infatti, il Signore, nell’ultima Cena, ha istituito il SACERDOZIO MINISTERIALE QUALE RUOLO UNICO ED INSOSTITUIBILE, SECONDO LA SUA SAPIENZA! – perché i Tabernacoli sono stati tolti dall’altare centrale? Forse per far assomigliare le nostre chiese alle sale luterane, in cui si “FA” l’Eucaristia, spezzando la Parola nell’assemblea, ovvero interpretando da sé la Bibbia, come fanno anche i neo-catecumenali con il placet dei Vescovi? – perché sono permesse le catechesi rievangelizzatrici di Kiko Arguello, pur non essendo esse né epurate dalle eresie né approvate ufficialmente? – perché si affida ad un laico, filo protestante e filo ebraico la rievangelizzazione? I nostri Sacerdoti cattolici ne sono incapaci, o si teme di bloccare il processo distruttivo della nostra Chiesa così ben avviato? Il fine che si persegue con simili, infami, macchinazioni, è ormai palese. Non è onesto approfittare della porpora per obbligare all’obbedienza, dovuta a Dio non all’uomo, soprattutto quando questi ci indica strade sbagliate! È necessario, il momento lo esige, che quanti hanno responsabilità in materia di Fede, chiariscano il perché del loro incondizionato appoggio a coloro che attentano alla vera Chiesa, rinnegando l’Eucaristia, UNICA PIETRA D’INTRALCIO all’attuazione di un ecumenismo di chiara ispirazione diabolica! Resta solo da augurarsi che i cattolici divengano più attenti e vigilanti e che la Luce dello Spirito riesca a penetrare il cuore e la mente di tanti pastori modernisti affinché si convertano e rinuncino ad essere parte di un Sinedrio che, ancora una volta, immola Cristo sull’altare dell’iniquità. Credo che Ella abbia il preciso dovere di fornire risposte chiare a quanti, a causa 7 delle deviazioni dottrinali, troppo a lungo tollerate dalle stesse Autorità, vedono prevalere una visione orizzontale sociologica della Chiesa, a danno della Verità. A ragione il Card. Biffi afferma: «L’alternativa alla fede è il suicidio della ragione e la rassegnazione all’assurdo». Lo stesso Card. Pacelli, futuro Pio XII, una volta confidò ad uno dei suoi più intimi collaboratori: «Sento intorno a me dei novatori che vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti, procurarle il rimorso del suo passato storico. Ebbene, mio caro amico, ho la convinzione che la Chiesa di Pietro debba appropriarsi del proprio passato, altrimenti si scaverà lei stessa la tomba»! Lo sconvolgimento, causato dalle innovazioni, ha soffocato ogni anelito alla trascendenza, causando rilassatezza di costumi, sia nel clero, sia nel “popolo di Dio”, perché la vita cristiana non è possibile senza l’Eucaristia, oggi ridotta a simbolo. L’Eucaristia è amore e il mondo ha bisogno d’amore. Gesù ha incentrato l’opera della salvezza nella Sua presenza eucaristica, nella fede nell’Eucaristia, nel suo culto, nella sua adorazione. Facciamo sì che i fedeli riscoprano l’abbraccio di Gesù Eucaristia! Che dà la vita solo a chi la cerca nella verità e nella giustizia. Ad ogni buon fine, trascrivo, qui, di seguito, la Bolla di S. Pio V e il discorso dei Cardinali Ottaviani e Bacci, perché ci si possa rendere conto pienamente delle moderne deviazioni liturgiche e dottrinali in merito alla S. Messa, durante la quale è CRISTO CHE S’IMMOLA e non la comunità, come oggi si tende a far credere! L’unico Ministro ne è il SACERDOTE, cui i fedeli si uniscono, “desiderando con ardore di divenire intimamente simili a Gesù Cristo che patì acerbi dolori”. TO, DICHIARAZIONE, VOLONTÀ, DECRETO E INIBIZIONE. CHE SE QUALCUNO AVRÀ L’AUDACIA DI ATTENTARVI, SAPPIA CHE INCORRERÀ NELL’INDIGNAZIONE DI DIO ONNIPOTENTE E DEI SUOI BEATI APOSTOLI PIETRO E PAOLO»! *** *** Da: “QUO PRIMUM TEMPORE” - Bolla di S. Pio V «... in virtù dell’Autorità Apostolica, noi concediamo a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l’indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui avranno piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente, così che... NON SIANO TENUTI A CELEBRARE LA MESSA IN MANIERA DIFFERENTE DA QUELLA CHE NOI ABBIAMO PRESCRITTA, NE’ D’ALTRA PARTE POSSANO VENIRE COSTRETTI E SPINTI DA ALCUNO A CAMBIARE QUESTO MESSALE. SIMILMENTE DECRETIAMO E DICHIARIAMO CHE LE PRESENTI LETTERE IN NESSUN TEMPO POTRANNO VENIR REVOCATE, DIMINUITE, MA STABILI SEMPRE E VALIDE DOVRANNO PERSEVERARE NEL LORO VIGORE... NESSUNO, DUNQUE, E IN NESSUN MODO, SI PERMETTA CON TEMERARIO ARDIMENTO DI VIOLARE O TRASGREDIRE QUESTO NOSTRO DOCUMENTO: FACOLTÀ, STATUTO, ORDINAMENTO, MANDATO, PRECETTO, CONCESSIONE, INDUL- Dal discorso dei CARDINALI OTTAVIANI e BACCI, sempre a proposito della “nuova Messa”: «... Rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla TEOLOGIA CATTOLICA della Santa Messa, quale fu formulata nella sessione XXII del Concilio Tridentino, il quale, fissando DEFINITIVAMENTE; i “canoni” del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intacchi l’integrità del Ministero». *** S. Pietro e S. Paolo hanno sicuramente esultato DEL FATTO CHE, PROPRIO NEL GIORNO DELLA LORO FESTA è stato approvato lo statuto dei neo-catecumenali, rievangelizzatori IN PERFETTA LINEA CON LUTERO non con i dettati di S. Pio V e del Concilio di Trento, mai aboliti dal Vaticano II che aveva previsto modifiche non sostanziali del rito Tradizionale. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere; “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”! LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) NOV ITÀ Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 OCCHI SULLA POLITICA BRAVO, DON VILLA! NON TACERE MAI! E, ALFIN, CONTRO L’INFERNO VINCERAI! Carissimo Don Villa, ho appena letto, Su “Chiesa viva”-giugno, il bel servizio, E le varie missive, con diletto, Pur se adirato contro il Sant”Uffizio. Cristianamente, senza preconcetto, E il gruppo episcopal-cardinalizio, Sempre più schiavo e sempre più soggetto A chi la Chiesa spinge al precipizio! Le cose che tu dici sono chiare, Come quelle che scrivono i lettori Del tuo mensile: Preti e Monsignori! Ma gli “incogniti-arcani-superiori” Hanno in mano la Chiesa, a quel che pare, Prona ai “fratelli-perfidi-maggiori”! Prof. Arturo Sardini CHIOSA Il panschiavismo incombe in Vaticano Onde, siccome suole, fa l’indiano! Se i “sommi sacerdoti” stanno zitti, Carissimo Don Villa, siamo fritti! Povero Cristo, poveri cristiani, Finiti del Sinedrio nelle mani, A causa del Maligno, penetrato In alto loco, dove è venerato! CHIUSA Tu seguita a gridare, tuttavia, Nel nome santo di Gesù e Maria, Per scuotere dal sonno gli idioti E denunciare i perfidi iscarioti! “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15. Maggio 1891) a) Giustizia Innanzitutto, l’insegnamento cristiano, di cui è interprete e custode la Chiesa, è potentissimo a conciliare e mettere in accordo fra loro i ricchi e i proletari, ricordando agli uni e agli altri i mutui doveri, incominciando da quello imposto dalla giustizia. Obblighi di giustizia, quanto al proletario e all’operaio, sono questi: prestare interamente e fedelmente l’opera che liberamente e secondo equità fu pattuita; non recar danno alla roba, né offesa alla persona dei padroni; nella difesa stessa dei propri diritti astenersi da atti violenti, né mai trasformarla in ammutinamento; non mescolarsi con uomini malvagi, promettitori di cose grandi, senza altro futuro che quello di inutili pentimenti e di perdite rovinose. E questi sono i doveri dei capitalisti e dei padroni: non tenere gli operai schiavi; rispettare in essi la dignità della persona umana, nobilitata dal carattere cristiano. Agli occhi della ragione e della Fede, il lavoro non degrada l’uomo, ma anzi lo nobilita col metterlo in grado di vivere onestamente con l’opera propria. Quello che veramente è indegno dell’uomo si è di abusarne come di cosa a scopo di guadagno, né stimarlo più di quello che valgono i suoi nervi e le sue forze. Viene similmente comandato che nei proletari si deve aver riguardo alla religione e ai beni dell’anima. È obbligo, perciò, dei padroni lasciare all’operaio comodità e tempo che bastino a compiere i doveri religiosi; non alienarlo dallo spirito di famiglia e dall’amor del risparmio; non imporgli lavori sproporzionati alle forze, o mal confacenti con l’età e con il sesso. Principalissimo, poi, tra i loro doveri è dare a ciascuno la giusta mercede. Il determinarla secondo giustizia dipende da molte considerazioni: ma, in generale, si ricordino i capitalisti e i padroni che le umane leggi non permettono di opprimere per utile proprio i bisognosi e gli infelici, e di trafficare sulla miseria del prossimo. Defraudare poi la dovuta mercede è colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio. Ecco, la mercede degli operai... che fu defraudata da voi, grida; e questo grido ha ferito le orecchie del Signore degli eserciti. Da ultimo, è dovere dei ricchi non danneggiare i piccoli risparmi dell’operaio né con violenza né con frodi né con usure manifeste o palliate; questo dovere è tanto più rigoroso, quanto più debole e mal difeso è l’operaio e più sacrosanta la sua piccola sostanza. L’osservanza di questi precetti non basterà essa solo a mitigare l’asprezza e a far cessare le cagioni del dissidio? (continua) 9 Documenta-Facta IL PAPA E LA CONFESSIONE INDIVIDUALE La Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II: “Misericordia Dei”, resa nota il 2 maggio scorso, vuole il rilancio del Sacramento della Riconciliazione, in crisi nel popolo di Dio. La lettera: il confessore. «I preti siano sempre disposti». Perciò, «tutti coloro cui è demandata, in forza dell’ufficio, la cura delle anime, sono tenuti all’obbligo di provvedere che siano ascoltate le confessioni dei fedeli a loro affidati. La mancanza di disponibilità ad accogliere le pecore ferite, anzi, ad andare loro incontro per ricondurle all’ovile, sarebbe un doloroso segno di carenza di senso pastorale in chi, per l’ordinazione sacerdotale, deve portare in sé l’immagine del Buon Pastore. Gli Ordinari del luogo, nonché i parroci e i rettori di chiese e santuari, devono verificare periodicamente che di fatto esistano le massime facilitazioni possibili per le confessioni dei fedeli. In particolare, si raccomanda la presenza visibile dei confessori nei luoghi di culto durante gli orari previsti, l’adeguamento di questi orari alla situazione reale dei penitenti, e la speciale disponibilità per confessare prima delle Messe. BANCHE ARMATE: IN TESTA: LA SPAGNA Il quadro 2002 delle operazioni bancarie, connesse con le esportazioni 10 italiane di armi, mostra un mercato sempre più concentrato e sempre più non solo europeo ma internazionale. L’istituto che guida la classifica dell’anno scorso è lo spagnolo Banco Bilbao Vizcaya (216 milioni di euro di importi autorizzati), che ha appoggiato la maggiore commessa dell’anno, la fornitura Iveco-Oto Melara di autoblindo alla Spagna. Segue la Bnl (138 milioni), già nel 2001 tornata ad occupare i primi posti dopo anni di magra, che spazia praticamente su tutto l’arco dei clienti dell’industria italiana. Ma la concentrazione emerge subito: il Banco di Bilbao è il primo azionista della stessa Bnl con quasi il 15% del capitale. Gli altri operatori principali sono i maggiori gruppi italiani. UniCredit (99 milioni) continua lentamente a smaltire i contratti accumulati negli anni passati dal Credito Italiano, dalla Francia alla Romania, dal Pakistan agli Emirati Arabi, e sembra ancora lontano da quella uscita dal mercato delle armi promessa due anni fa. Capitalia, cioè Banco di Roma (98 milioni), si segnala per le operazioni in Medio Oriente, in particolare con il Kuwait, mentre per il Banco di Sicilia, ormai incorporato, passano i compensi di mediazione della maxicommessa 2000 al Sudafrica e Bipop Carire continua a gestire la fornitura 2001 di elicotteri Agusta alla Svezia. Il Gruppo San Paolo Imi (80 milioni) risulta impegnato nel sostegno alle esportazioni Finmeccanica in Repubblica Ceca. Banca Intesa (57 milioni) lavora con Cina, Malaysia, Stati Uniti, ma è meno presente di un tempo. C’è sempre invece la britannica Barclays Bank (31 milioni). Dopo di che siamo, per così dire, agli spiccioli. Il Monte dei Paschi, altra banca ad aver annunciato lo stop alle armi, ha effettivamente ridotto ai minimi termini le nuove autorizzazioni, anche se vede un residuo di operazioni degli anni precedenti per quasi 14 milioni di euro. Per Antonveneta (7 milioni) l’entrata in gioco nel 2001 non era stato un episodio: continua ad operare in questo campo soprattutto per forniture a Francia e Turchia. Un’altra nuova entrata di quest’anno è BreBanca, la Banca Regionale Europea del Gruppo Banca Lombarda e Piemontese. Si tratta però solo di poco più di 1 milione di euro per esportazioni in Belgio. Il resto - poco - è coperto da banche tedesche, arabe, britanniche, francesi e qualche altra italiana, tra cui, per la prima volta, una banca cooperativa, la Banca San Giorgio (Vicenza), per 37 mila dollari di vendite negli Stati Uniti. (F.T.) I NUMERI DELLA DISUGUAGLIANZA FEMMINILE – Il 70 per cento dei poveri sono donne. Al sesso femminile appartiene gran parte degli 1,5 miliardi di persone che vivono con 1 dollaro al giorno, o meno! – Due terzi, degli 876 milioni di analfabeti del mondo, sono donne. Il numero non è destinato a diminuire in modo significativo nei prossimi 20 anni. – Ogni minuto di ogni giorno, una donna muore, a causa di complicazioni intervenute nel corso della gravidanza o del parto. – 450 milioni di donne adulte, nei paesi in via di sviluppo, hanno problemi di crescita, nell’infanzia, a causa di una nutrizione povera di proteine e scarsamente energetica. – Tra gli 85 e i 114 milioni di donne e ragazze - la maggior parte delle quali in Africa, Medio Oriente e Asia - sono state sottoposte a mutiliazione genitale femminile. – Il 90 per cento circa delle attuali vittime di guerra, sono civili, in maggioranza donne e bambini. Un secolo fa, il 90 per cento di quelli che morivano in guerra erano militari! – Oltre il 75 per cento dei “profughi” sono donne e bambini. La loro debolezza li espone alla violenza sessuale, sia durante la fuga, sia nei campi profughi. – Le donne rappresentano solo il 13 per cento dei Parlamenti nazionali a livello mondiale, mentre sono la maggioranza dell’elettorato. (Fonte: ONU) “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 11 LA MODERNITÀ “Lettera Pastorale al Clero”. di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 6 LA VITA SPIRITUALE C’è qualche cosa di interessante per la vostra vita spirituale e che non può essere omesso nella rassegna presente. Accenni ad un vago bisogno di modernizzare la vita spirituale, massimamente quella dei Sacerdoti, si sentono qua e là in modo impreciso, per lo più in buona fede e magari ingenuo, più nel parlare, che nello scrivere, più con valutazioni particolari che con sistemi generali. Ciò mentre per fortuna vengono sempre più in onore gli studi sulle correnti di sana spiritualità, dalle quali, nella scia di mirabili Santi è stata arricchita la Chiesa. Facciamo dunque una disanima non tanto di difetti, quanto di distrazioni, in anime ottime e del tutto ben intenzionate, alle quali crediamo basti l’autorevole richiamo, tanto è il loro desiderio di essere pienamente con Dio. Si parla di “spiritualità” senza attributi o con attributi vaghi, d’occasione, dal valore più letterario che pratico. Non è detto che ciò che rimane vago ed astratto sia un errore. Però il vago e l’astratto servono benissimo a coprire la ignoranza e la nessuna volontà di assumere impegni precisi ed onerosi. È cerebralismo. Per esempio abbiamo osservato con singolare insistenza come a vaghi discorsi sulla “spiritualità” non corrisponda la chiara affermazione, che di quella il fondamento, siccome si dice nella prima delle Beatitudini (Matteo 5, 3), è la povertà di spirito, ossia il distacco dalle cose terrene e da se stesso (umiltà, obbedienza etc...). Così abbiamo sentito trope volte citare a pieno sproposito la mirabile dottrina del Corpo Mistico, della quale si deve osservare che molto se ne parla e poco se ne conosce. Abbiamo incontrate anime, le quali, per via della ignoranza in proposito, giungevano a fare di quella sacra dottrina una specie di sgravio della responsabilità personale, tanto nel bene che nel male! In certe cose, mettiamoci un po’ di teologia, precisa e compresa. Il discorso sulla “personalità” è diventato comune ed ha certamente - non fosse altro che per tutte le offese che gli si fanno al mondo d’oggi - tutti i crismi della mo12 Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. dernità. Per tale motivo lo sentiamo vagare a piene vele in elucubrazioni, nelle quali si desidererebbe maggior preoccupazione di farsi meglio intendere da chi poco sa. E si assiste così - oltre a tante mirabili cose delle quali non si finirebbe di dire bene - al caso che colla personalità si sostituiscono tutte le altre virtù, specialmente la umiltà, la obbedienza, la carità e la penitenza. Le parole troppo riassuntive sono pericolose da che mondo è mondo, perché ciascuno le intende come vuole e come gli comoda. Ritorniamo dunque al parlare concreto ed alle cose concrete. Nostro Signore ha presentato sempre la Sua legge in modo concreto, e l’ha sintetizzata nella Sua Croce. La Sua via rimane sempre quella del sacrificio e della carità, della umiltà e della obbedienza. Non ci ha mai insegnato a gonfiarci e ci ha avvezzati ad agire per un solo spettatore, Dio. L’inserzione in Lui non è una cosa astrusa; è fare quello che Lui vuole in modo da essere nella grazia Sua ed amarLo così, passando coll’amore attraverso i fratelli. Non si legge nel Vangelo nessun incitamento ad esercitare ed allenare comunque le facoltà critiche, bensì ci si legge che renderemo conto di ogni parola oziosa (Matt. 12-36) e che non dobbiamo divertirci a giudicare il prossimo (Matt. 7, 2). Cari Confratelli, stiamo attenti ai rammollimenti, giustificati con parole difficili. La tendenza a sfuggire impegni precisi e categorici, chiari e forti, a dare interpretazioni vaghe, letterarie, sentimentali ed anacquanti, irrequiete e comode alla divina norma evangelica, deve trovare insormontabile barriera nella umile volontà di amare veramente e servire il Signore. Ed in questo difendiamoci dal rispetto umano. Infatti, in questo campo della vita spirituale entra talvolta in sordina e con modi soavi la tendenza “a non irritare troppo il mondo”, a trovare “soluzioni concilianti e comprensive”, sicchè insensibilmente si può scendere la china. Il terreno delle conciliazioni è rappresentato dal nostro sacrificio, sicchè gli altri si salvino, ma non dal sacrificio della verità e della legge. Dovremo moltiplicare noi personalmente la pazienza, ma non applicare delle usure al Santo Vangelo. E vi mettiamo in guardia a proposito della mala applicazione di una giustissima dottrina. La giusta dottrina - che ebbe in San Francesco di Sales il suo più illustre commentatore e divulgatore - insegna come la perfezione cristiana sia compossibile con tutti gli stati e professioni, purché fondamentalemente onesti. Ma va da sè che questi stati, tutti capaci di perfezione, debbono essere concepiti nella luce di una norma generale, la quale vuole si concluda qualcosa a gloria di Dio e non si perda tempo e non si dia al divertimento più spazio di quello ammesso dalla equilibrata valutazione morale. Tanto abbiamo ricordato perché, della giusta dottrina, si vedesse dove può stare e sta di fatto la mala e compiacente “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 applicazione. Allorché si tratta di tipi di condotta e di vita, che ritendono aggeggio d’una posizione sociale e di una disponibilità economica il perdere del gran tempo, il passare giorni e notte sul gioco (sia pure e magari non disonesto), il vagolare annoiati da una distrazione all’altra, il concedere a sè ogni comodo, negando quasi tutto agli altri, il considerare qualcuno come un essere inferiore, il fare - non richieste - diverse villeggiature all’anno, il sacrificare alla gita ed all’esercizio fisico ogni giorno del Signore... assentendo senza riserve, si farebbero della male applicazioni. Sarebbe traditrice interpretazione del pensiero divino sulla carità, il far diventare rotondo quello che Dio ha creato quadrato. Sta bene andare verso il mondo, ma badando a non uscire dal recinto di Dio. Ad evitare tutti questi pericoli, che si possono risolvere in sconfitte, inducendo voi, cari Confratelli, ad abbandonare una serietà e profondità di metodo nell’orientamento spirituale e nella vita spirituale, vi consigliamo a non leggere solamente i moderni libri - pur eccellenti talvolta - di ascetica, ma a tenere sempre nella giusta condiserazione gli antichi. E tra questi abbiate sempre tra mano la “Imitazione di Cristo”. Tenete per certo che uno dei trutti più evidenti del progresso moderno è quello di rendere ogni uomo - che legge anche solo il giornale - presente a tutto il mondo, e tutto il mondo presente e magari terribilmente presente ad ogni uomo. Questo povero uomo diventa sempre più intimorito e più piccolo. Gli crescono a dismisura le paure e le voglie di trovare delle formule accomodanti per deporre qualche timore e qualche tristezza. Quest’aria poco coraggiosa e molto accomodante entra dappertutto e può far danno alla vita spirituale. Qui è modernità il non lasciarsi travolgere. EDUCAZIONE Il campo della educazione è in fermento. Esso attira la nostra attenzione e perché la educazione è troppo collegata colla vita morale, nonché colla verità dogmatica e perché in casa nostra ci sono scuole, collegi, seminari. Vi sono sistemi educativi e vi sono andazzi educativi. I primi hanno applicato un procedimento scientifico ed organico nel sistemare ed unificare delle norme educative. La scienza moderna ha afferrato coi suoi procedimenti tutto l’uomo e pertanto ha avuto la tendenza a sistematizzare anche la educazione. Non lamentiamocene; però, non esageriamo e - soprattutto - facciamo delle energiche distinzioni. Anzittutto, i sistemi educativi, ormai trattati scientificamente, hanno la comune caratteristica di preoccuparsi molto e talvolta in prevalenza dell’aspetto didattico, cioè delle forme e metodo di insegnamento. Sono stati infatti congegnati anzitutto per gli asili e per le scuole. È pertanto facile che, piuttosto che considerare il completo processo educativo, insistano su di una parte di esso. In tali sistemi si osserva che spesso il punto di partenza è una osservazione obbiettiva e che le formule riassuntive hanno della verità e della praticità, puntino esse sulla partecipazione attiva dell’educando o sulla partecipazione dell’ambiente, o sulla prevenzione e convincimento. A questo proposito bisogna notare che il pericolo sta proprio nel fare dei sistemi assoluti, quando si pensa che difficilmente si trovano bambini ed uomini che inquadrino un tipo “assoluto”. In altri termini bisognerà sempre, accanto ad un sistema giudicato “buono”, mettere il criterio del “contemperamento” pratico a seconda dei caratteri e delle circostanze. Così, si sfrutterà l’apporto notevolissimo della osservazione moderna, temperandolo colla saggezza dell’umano e ragionevole criterio. Non si tralasci finalmente che taluni sistemi dimenticano troppo il dogma del peccato originale, ossia, in pratica, la realtà della debolezza umana, nonchè il dogma della Grazia, ossia della vita e risorse soprannaturali. Questa dimenticanza non è una lacuna, sibbene un errore pernicioso. Se non tutti possono essere degli specialisti in materia, tutti debbono però avere la prudenza di dubitare saggiamente, riflettere e, quando occorre, umilmente indagare. In via generale si può dire che i sistemi moderni tendono a sviluppare la azione e la personalità spontanea dell’educando. Questa linea è sostanzialmente buona. Non sarebbe buona se la si deducesse ad affermare un minor bisogno della disciplina e dell’ordine, come fa taluno, certamente corto di testa e di veduta. In più sarebbe errore storico credere che tale linea fosse nuova. Infatti, l’indirizzo educativo cristiano l’ha sempre applicato in pieno, senza cadere in unilateralità e decurtazioni. L’ha applicato con due mezzi semplicissimi: la vita interiore nella piena attuale e vigorosa attività della coscienza personale; l’uso della mortificazione cristiana. Questi mezzi, intesi a dovere ed applicati bene, sono il massimo sviluppo alla azione, alla personalità, all’auto-controllo. I sistemi moderni talvolta si differenziano perché, ad ottenere tutto questo, partono da una base più esterna, meno profonda della fede in Dio, più tecnica che spirituale. Prendiamo dunque il buono dove è, ma facciamo le debite distinzinoni. Preoccupiamoci piuttosto - e qui c’è il vero motivo della attualità - di dare alla educazione quella consistenza che bilanci energicamente la debolezza provocata dall’infittirsi eccessivo delle esperienze e delle sensazioni. (continua) Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 13 I GIGANTI DEL MALE di A. Z. 2 on sarà mai contro il comunismo la Massoneria che lo ha generato, e non sarà mai contro la Massoneria l’ebraismo anticristiano, che genera l’uno e l’altra. I tre sono distinti, ma l’anima è una sola, come appare nella politica di Eisenhower, ebreo, massone e filocomunista. Attingiamo le informazioni dal volume di Traian Romanescu, dell’università di Bucarest, “Traicion a Occidente”, in lingua spagnola, ed. Mexico 1961, pp. 290. L’apogeo del tradimento dell’Occidente è stato raggiunto da Dwight David Eisenhower, uno dei peggiori criminali di guerra non ancora giudicato. Ex comandante supremo delle truppe alleate in Europa, ex dirigente dell’università massonica di Colombia, e alla fine, Presidente degli Stati Uniti per opera del “Kahal”, della Loggia e dei circoli dirigenti del comunismo in America. È autore del libro “Crociata in Europa”. Si gloriava di essere ateo, poi si seppe che, quantunque ebreo, usò senza diritto alcuno del nome della Croce e dei Crociati che sono cose di cristiani. Nessun secolo come il nostro ha visto tanti criminali occupare i posti di Capi di Stato e onorati come “grandi” e “benefattori dell’umanità”! Ciò è che, in nessun secolo, l’ebreo era giunto a tanto potere; avviene, ora, che l’ebraismo si serve a suo piacimento delle rivoluzioni, degli intrighi e delle “frodi democratiche” per collocare in alto i più pericolosi individui conosciuti dall’umanità. In questa illustre (?) galleria, Eisenhower occupa sicuramente il primissimo posto, anche per l’avvenire. Nel 1939, Eisenhower era colonnello e aveva servito come Capo di Stato Maggiore il generale Mac Arthur, nelle Filippine. Scelto, da carnefice militare a comandante supremo in Europa, avanzò, in tre anni, di cinque gradi, cosa che gli permise di assumere il comando europeo, nonostante il suo nullo talento di stratega, paragonato a quello dei suoi compagni di guerra, quali il maresciallo Montgomery e Alanbroke. Quest’ultimo, nelle sue memorie, criticò violetemente lo “stratega” Eisenhower, accusandolo in pub- N 14 Dwight David Eisenhower. blico di aver diretto le operazioni dell’esercito nordamericano con metodi di distruzione totale, già impiegati durante la guerra di “Secessione nordamericana”! Il bombardamemto di Dresda In effetti, Eisenhower e il suo Stato Maggiore commisero i più orribili crimini della seconda guerra mondiale; crimini anche peggiori di quelli commessi con i bombardamenti atomici su Nagasaki e Hiroshima, e paragonabili solo agli incredibili massacri di massa commessi dai bolscevichi. Il punto culminante dei delitti di Eisenhower, dei suoi generali e dei suoi “nipoti dello zio Sam”, fu il bombarda- mento e la distruzione della città tedesca di Dresda, alla fine della guerra. Avvenne il martedì 13 febbraio 1945, quando la Germania era già stata vinta e il suo territorio invaso all’oriente e all’occidente. Non fu, quindi, un bombardamento rivolto a conseguire obiettivi militari, ma un attacco sleale, massiccio, su una città intera, con l’intento di raderla al suolo con i suoi abitanti. L’attacco aereo nordamericano cominciò il 13 febbraio alle 9.55 della sera, e durò fino alle 10 del mattino dopo. Fu realizzato con circa duemila bombardieri quadrimotori inviati a ondate. Dresda era piena di rifugiati, fuggiti dalle orde sovietiche e non c’era in essa alcuna difesa militare che giustificasse l’attacco. I rifugiati erano, in maggior parte, donne e bambini, dato che gli uomini erano stati mobilitati in massa per sostenere il precario fronte tedesco dell’est, molto al di là di Dresda. I nordamericani attaccarono, prima, con bombe incendiarie e al fosforo, che trasformarono la città in un mare di fiamme. Seguirono le bombe esplosive, con le quali furono distrutte 180.000 delle 220.000 case della città. In tale inferno, provocato dall’odio secolare giudaico contro i cristiani che hanno dato al mondo la Luce, perirono in una sola notte, più di 300.000 persone, in maggior parte donne e bambini, senza contare i feriti e i mutilati a vita! La città di Dresda, uno dei più antichi centri culturali dell’Europa cristiana, fu così cancellata dalla carta geografica, e (da quando cadde in mano ai bolscevichi fino ad oggi, 15 anni dopo la guerra, rimane un mare di rovine. La massa dei detriti e la distruzione degli immobili fu calcolata di 3 metri cubi per abitante, mentre Berlino e Amburgo, che pure subirono bombardamenti di massa, risultavano per 1,6 metri cubi per abitante. Il numero dei morti di Dresda fu tre volte maggiore di quelli di Hiroshima e Nagasaki insieme, oltre al fatto che l’attacco alle città giapponesi durò solo alcuni istanti, mentre quello di Dresda durò dodici ore. Così, Eisenhower, il sorridente “lke”, paladino della cristianità e del mon“Chiesa Viva” *** Settembre 2003 do libero occidentale, ha motivo di sentirsi superiore allo stesso Truman! Così, fu castigata l’Europa cristiana secolare per aver osato affrontare la bestia comunista che ha trasferito i suoi splendori nelle tane dell’America! Il popolo tedesco fu il principale bersaglio della vendetta ebraico-massonico-comunista: fu spezzato e condannato ad ogni umiliazione e ad una fame che durò quattro anni, e costretta a immolare i suoi figli migliori davanti all’altare del sanguinolento Moloc rosso. E mentre un popolo intero, popolo esemplare per le sue eccelse virtù, lottava contro la miseria, la fame e la morte, Eisenhower festeggiava la sua vittoria, a Berlino, e i suoi soldati, ebbri di alcool, davano la caccia alle donne affamate, forzandole a consegnarsi ai negri e ai giudei per poter sopravvivere. Questi furono gli antefatti e questi i meriti che portarono Eisenhower al comando del popolo nordamericano fino alla Casa Bianca diWahsington! la, e giunse all’armistizio vergognoso, redatto nei termini desiderati dai comunisti. Così, il comunismo vinse in Corea sulle rovine della Corea del Sud e le Presidente degli Stati Uniti Come Presidente, Eisenhower compì la sua seconda grande missione di tradimento dell’Occídente, tradimento compiuto con lo slogan della “pace a tutti i costi”, cosa che in altri termini significò dar tempo al comunismo di fortificarsi e di soggiogare svariati milioni di uomini. Eisenhower fu trasformato, dalla stampa giudeo-massonica e dalla stampa servile, nientemeno che una specie di angelo della pace, tanto applaudito durante i suoi “viaggi di buona volontà”. Giunto alla presidenza, gli Stati Uniti si trovavano compromessi nella guerra in Corea. Questa guerra avrebbe potuto essere vinta, però Eisenhower, come il suo predecessore Truman, non seppe vincer- 1959. Il presidente americano Dwight David Eisenhower con Winston Churchill.. pile di cadaveri dei suoi uomini, con l’aggravante che fino ad oggi i comunisti do- minano la Corea del Sud, nonostante che il presidente Syngman Ree era disposto a combattere, perché’ sapeva che, dove arrivano i rossi, arriva solo la morte e la rovina. “Liquidata” la Corea, Eisenhower si precipitò troppo tardi alla Conferenza “di alto livello” di Ginevra, riunita nel 1955 col proposito di “rafforzare” la pace mondiale. Questa conferenza, che riunì i criminali del Kremlino con i traditori dell’Occidente, fu, in realtà, il primo colossale tradimento sul piano internazionale commesso da Eisenhower, perché in essa fu sigillata, definitivamente, la sorte dei paesi soggiogati dal comunismo nell’Europa Orientale, e da essa uscì il famoso “spirito di Ginevra”, che fu lo spirito di tradimento, tramite la cosiddetta “coesistenza pacifica”, in favore della cospirazione giudeo-massonica e al prezzo del trionfo dell’Oriente comunista sull’Occidente cristiano. Nell’ottobre 1956, si verificarono le perturbazioni anticomuniste in diversi paesi dell’Europa Orientale, che culminarono con la sollevazione in Ungheria. Questa sollevazione non sarebbe avvenuta senza la speranza (alimentata dall’Organizzazione giudeo-massonica della “Free Europe”) e con la promessa di aiuti militari dagli Stati Uniti. Sarebbe stato sufficiente un appoggio indiretto agli ungheresi, come gli Stati Uniti fecero con gli egiziani! Questo speravano quei popoli, ma l’aiuto non venne, e Eisenhower e tutte le bande “democratiche” dell’Occidente, ONU compresa, non mossero neppure un dito per aiutare gli ungheresi, limitandosi solo a frasi sonore e a ipocrite condanne degli invasori sovietici, che assassinavano il paese con tutti i suoi patrioti ungheresi! (continua) I NOSTRI LUTTI Rev.do Don Berrni don Edgardo di Vicenza Rev.do Pirazzi don Pio di Varallo Sesia (VC) Sig. Latini Averardo di Scandicci (FI) “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 A tutti i lettori di “Chiesa viva” raccomandiamo le Loro anime alla loro preghiera. 15 DEMOCRAZIA E LIBERTÀ di “Illyricus” 1 “D emocrazia” esprime, nel moderno significato, un sistema politico basato su istituzioni “liberamente” elette dal basso e su organi esecutivi responsabili verso il popolo. In concreto, i princìpi teorici della Democrazia sono: a) l’eguaglianza giuridica e politica; b) l’auto-governo, basato sulla legge della maggioranza degli eguali. Da questi, i democratici vogliono far derivare altri princìpi (libertà di parola, rispetto delle minoranze, ecc..) che però non sono peculiari alla “Democrazia”: Possono, infatti, essere seguiti da ogni altro tipo di governo. Lo Stato viene definito “Stato di diritto”, perché regolato da una Costituzione e il cui potere è basato su di una pluralità di organi dotati di competenze distinte e determinate; in particolare, viene vantata la (presunta) autonomia del potere giudiziario che garantirebbe l’applicazione della Legge e la tutela dei Diritti. Altro caposaldo – alquanto fragile! – è il “pluralismo delle idee”. Ne confutiamo di fatto l’esistenza, perché movimenti e partiti che partecipano al dibattito politico e all’alternanza – come si dice oggi – dalla gestione del Governo, sono ammessi nella misura in cui condividono la ideologia dominante. Le pseudo “opposizioni” dissentono sul metodo e non sui princìpi, così come i contrasti si limitano a divergenze d’interessi, insomma, al piccolo cabotaggio. Inoltre, a smentire che vi sia VERO pluralismo, basti ricordare che, anche in regime democratico, vige l’infame “reato d’opinione”! Ma il caposaldo più vantato è la “Libertà”, sulla quale si fanno quotidiani panegìrici. La definizione della Libertà si presenta, però, complessa, in quanto varia secondo il punto di vista ideologico e il tempo storico. Tralasciando le concezioni elaborate dai filosofi, osserviamo che la Libertà ha diverse forme: politica ed economica, civile e religiosa, culturale 16 e sociale, individuale e collettiva. Nella concezione democratica, la Libertà si oppone al concetto di Autorità, e significa: “diritto degli individui, o di gruppi, a non essere dominati da altri individui o gruppi”. È ovvio che, sotto questo aspetto, il concetto di Libertà è del tutto relativo, perché la stessa idea implica quella di un potere politico, in qualsiasi modo esso sia formato, che impone una serie variabile di restrizioni ed obblighi. “Chiesa viva” ha trattato più volte il sistema di governo denominato “democratico”, evidenziando le contraddizioni di questo “Mito”. In particolare, vi rimandiamo all’articolo: “Democrazia: un equivoco”, pubblicato sui nn. 332 e 334, che tratta il tema dal punto di vista teologico. L’Autore, tra l’altro, ricorda opportunamente che, in linea di princìpio, “la Chiesa non riprova nessuna delle varie forme di governo, purché adatte a procurare il bene dei cittadini”, ovviamente non solo quello materiale. Sulla smodata esaltazione della Democrazia” è il caso di ricordare quanto affermato da Karol Wojtyla nell’enciclica “Evangelium vitae”: “… la democrazia non può essere mitizzata fino a farne un surrogato della moralità o un toccasana dell’immoralità… Fondamentalmente, essa è un ordinamento e come tale uno strumento e non un fine… Il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove…”. E quali sono questi “valori”? Essi sono ben poco condivisibili del Cristianesimo al di là delle forzate affinità che si vuole individuare, “valori” astratti che contrastano con la cruda realtà! La legittimità della “democrazia” è basata su di una forma di governo elettivo, assembleare, quindi anonimo e irresponsabile, dietro cui operano i poteri economici: infatti, la vita sociale, in tutti i suoi aspetti, viene organizzata ai fini della produzione e consumo, quale mezzo per la “… felicità obbligatoria”. È significativo che anche le persone sono distinte in categorie economiche, secondo lo spirito “illuminista” che ha partorito il capitalismo. La necessità di produrre in massa identici beni di consumo, porta inevitabilmente alla distruzione delle culture legate al passato, ad un conformismo ideologico e uniformismo delle forme; ma l’aspetto più sinistro di questi sviluppi è la completa indifferenza per le Verità fondamentali. Così, viene sostenuto che la religione, la teologia, la filosofia, debbano riguardare il privato, mentre nel resto viene esercitato un diffuso controllo e l’imposizione di modelli comportamentali. Ricordiamo, però, che “invadenza e controllo del tutto” è la caratteristica dello Stato totalitario!… LA LEGGE DELLA MAGGIORANZA Tra i postulati tra i quali si basa la “democrazia” vi è, dunque, quello che afferma che il numero, cioè la maggioranza, “fa “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 legge”. La dittatura del 51% è una legge della media, dal consenso ambiguo e arbitrario oltreché mutevole. Esso sarebbe criticabile anche se, per assurdo, fosse vero che gli uomini siano uguali in capacità intellettuali. Ma, a ben guardare, lo stesso sistema elettorale nega di fatto il concetto-base dell’eguaglianza degli uomini: esso presuppone, infatti, che vi siano individui più capaci di altri nel governo della cosa pubblica, personalità più forti che trascinano sulle proprie posizioni masse per lo più incapaci di ragionare con la propria testa. D’altro canto, tutti gli uomini hanno un pensiero condizionato fin dall’infanzia; la conoscenza è prima di tutto ricevuta e, solo in seguito, presso non molte persone, si opera un cambiamento, si forma allora il pensiero proprio. L’assoluta maggioranza, però, subisce un tale livello di suggestione e conformismo che, abilmente manipolato, “crea” l’opinione pubblica. È una tesi condivisa da molti sociologi e psicologi: citiamo per tutti l’insospettabile studioso sovietico Serghej Ciacotyn, che sosteneva (in “Tecnica della propaganda politica”) che, in media, “º su 60 persone, soltanto 5 hanno personalità attiva, mentre le altre sarebbero passive, influenzabili e incasellabili facilmente”. Le conclusioni sul valore delle consultazioni elettorali le lasciamo ai lettori... Fra i tanti mezzi di condizionamento che usa lo Stato, la TV – sorta di moderno ORACOLO – ha un influsso preponderante. Prendiamo, ad esempio, i programmi d’informazione e “talk-show” che trattano fatti di costume e attualità: pilotati secondo un preciso indirizzo, essi concorrono a plasmare la mentalità e il comportamento delle masse. Hanno un marcato effetto di suggestione, riscontrabile nelle interviste e nei sondaggi, dove la gente ripete le cose recepite passivamente senza “filtro critico”: è una Eco di ritorno, un processo d’interazione. Osserva G. Thibon, sul mito del “popolo sovrano”, che “... tutte le migliori menti hanno visto in ciò un formidabile inganno. Il certificato elettorale è fiorito sulla tomba delle libertà comunali e corporative; E che cosa rappresenta il potere astratto di votare di fronte alla schiavitù di un popolo in preda agli orrori del liberismo economico (ultima vittima: l’Argentina, n.d.r.) e a quella della tiranni statale? Di diritto, in sogno, il popolo guida con mano sovrana il carro dello Stato; Di fatto, non ha neppure più il potere di controllare e di organizzare le cose che lo toccano più da vicino e sono a sua misura...”1. In effetti, il popolo viene chiamato (chi obbliga il sovrano?..) ad esprimersi solo negli affari di normale amministrazione, ma mai quando vi siano da prendere decisioni più importanti! Il Rosmini, a suo tempo, notava: “... quando ha tanti padroni da non saperli più distinguere, un popolo viene chiamato “libero”, se non pure “sovrano”; 1 Gustave Thibon, “Ritorno al reale”, Volpe Editore. 2 Giuli Valli, “Il vero volto dell’immigrazio“Chiesa Viva” *** Settembre 2003 di fatto, nella democrazia, si manifesta molestissima e ingiustissima la tirannide della maggioranza”. Non solo, ma, con la divisione dei poteri e la elefantiaca burocrazia, la responsabilità sfuma nell’anonimato della collegialità e nel conflitto di competenze”. Il meccanismo elettorale, e relativo concetto di maggioranza che “fa legge”, si spiega, tuttavia, con una più profonda ragione: i suoi “illuminati” edificatori l’hanno ideato come rifiuto di Dio e di ogni princìpio di Autorità, per porre al suo posto e deificare l’uomo (l’individuo astratto, simboleggiato con la “stella a cinque punte”), che viene così “liberato” ed “emancipato”. È la rivolta dell’Eden che si perpetua” Con buona pace degli utopisti democratici, l’eguaglianza, però, NON ESISTE in Natura, e 1001000 e più ignoranze non fanno un genio! Gli “illuministi” si sono anche vantati di aver liberato l’uomo dai “dogmi oscurantisti”, ma, come affermò Jünger (“gli altari decaduti sono sempre abitati da demoni”), hanno creato altre divinità e imposto nuovi “dogmi” irrazionali che non è lecito mettere in discussione! DEMOCRAZIA E CRISTIANESIMO Che tutte le forme di “democrazia” sono sostanzialmente anti-cristiane è piuttosto palese: l’impulso all’appiattimento. Allo sradicamento, la lotta al differenziato, unisce come un filo rosso tutte le forme di Stato apparse dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri, come premessa alla Stato mondiale senza volto che si va realizzando. L’Ateismo (=assenza di Dio) è l’anima di tutte le democrazie variamente aggettivate: subdolamente insinuato e divulgato in Occidente e apertamente sostenuto dagli Stati comunisti, dichiaratamente atei nelle rispettive Costituzioni, dove – come pochi sanno – l’ateismo divenne movimento culturale, organizzazione militante, materia entrata nei programmi scolastici) come ben ricorda lo scrivente, essendo esule di un Paese comunista!) e che tuttavia, la Chiesa ufficiale, purtroppo, MAI ha condannato con la dovuta fermezza, tradendo i suoi milioni di Martiri! Nelle democrazie “borghesi”, di contro, il rifiuto della religione si manifesta con l’agnosticismo e il “laicismo” per declassarla a “opinione” personale come tante altre. Ciò ha i suoi riflessi negativi sul Diritto, perché, a prescindere dal fatto che la religione investe OGNI aspetto della vita, se accettiamo questa distinzione non possiamo avere un’autentica Etica, poiché “… è la religione che predica la morale, e la morale, dettando le norme e le regole del comportamento, è la fonte del Diritto. Altrimenti, il Diritto ne”, Editrice Civiltà – Brescia. 3 Cfr. Documentata opera di Charles Lerinson, “Vodka-Cola”, Edizioni Vallecchi. positivo (le leggi che si danno gli Stati), se svincolato da ogni preciso parametro dottrinale e quindi morale, diventa soggettivo e mutevole, arbitrario strumento e privilegio dei legislatori che modificano le regole sociali a loro piacimento, secondo precisi interessi di parte”2. Ed è ciò che avviene negli “Stati laici”, dove anche l’interpretazione e applicazione della Legge, non di rado, avviene con discrezionalità, colpa anche di complesse normative e l’accavallarsi di leggi e di decreti. Nella società che si pretende “sede del Diritto”, l’individuo, di fatto, privo di tutela effettiva, nessuna vera autorità a cui rivolgersi, cui chiedere orientamento e protezione. Vero contrasto tra le democrazie “borghesi” e il Comunismo (“democrazia popolare”) non è mai esistito, anzi, vi è stata una sotterranea cooperazione finanziaria e co-produzione in proporzioni inimmaginabile!3 Determinanti alleate del Comunismo, nell’ultimo immane conflitto mondiale, le democrazie occidentali gli consegnarono mezza Europa e l’aiutarono a sorgere anche in Cina e, più tardi, a Cuba. Ciò, storicamente, è incontrovertibile! Le lunghe guerre di Corea e del Vietnam? Esse si spiegano nel contesto della tragica commedia della “guerra fredda”, che tanti profitti hanno portato all’industria degli armamenti, principale perverso motore delle moderne economie. Piuttosto: il Comunismo non doveva essere posto tra i “malvagi totalitarismi” da debellare, perché calpesta, da sempre, i “Diritti umani”, ed è il più grande massacratore della Storia? Con quale sofisma viene spiegato il benevolo atteggiamento delle democrazie occidentali nei suoi confronti a parte la comune matrice ideologica e il fatto che anch’esse non sono esenti da colpe? Dopo la spaventosa ecatombe, le democrazie occidentali crearono l’ONU, organismo che doveva mantenere “la pace” (leggi: “lo status quo”…) e, con la promulgazione dei cartacei “Diritti dell’Uomo”, promisero un’Era senza più guerre, di benessere, di libertà e via dicendo. Ci asteniamo dall’elencare ciò che in realtà è successo dal ’45 ad oggi (e non per fatalità!), anche se la scarsa memoria dei popoli lo richiederebbe. Lo spirito di morte ha continuato ad imperversare sul mondo: quante guerre, quante tragedie passate sotto silenzio! Guerre civili (Libano); disperate rivolte di popoli oppressi (Ungheria ’56); autentici genocidi (Biafra e Cambogia), e poi, crisi finanziarie e spaventose carestie, permesse o provocate; la programmazione forzata delle nascite; il diffuso bestiale sfruttamento dei minori come agli albori del capitalismo e, fenomeno recente, l’allucinante traffico di organi!4 (continua) 4 Cfr. Articolo del prof. Francesco Cianciarelli, “Mondialismo e alimentazione”, “Chiesa viva” n° 333, 340, 341. 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Comunque, l’avvocato degli accusati, Fleischauer, rifiutò il rapporto dei due esperti svizzeri della parte avversa, dimostrando, in particolare, che l’ex-principessa Radziwill era una notoria intrigante, un’avventuriera condannata persino dal Tribunale dei Cap a 18 mesi di reclusione per falsificazione di cambiali. Quindi, le sue dichiarazioni distorte, sull’origine dei “Protocolli”, - insisté Fleischeauer non potevano servire di base per argomentazioni giuridiche. Quanto al conte du Chayla - continuò Fleischauer nel 1920 era stato capo della propaganda nell’armata Wrangel, ma che fu ben presto smascherato come agente segreto bolscevico e vergognosamente espulso dall’armata. E che se non fu condannato a morte per alto tradimento, questo lo fu solo per l’intervento dell’Ambasciatore di Francia! Tutto questo, per un Tribunale veramente imparziale, sarebbe stato più che sufficiente per mettere in dubbio e la testimonianza dell’ex-principessa e quella dei conte du Chayla. Invece, no! Il giudice di Berna non tenne in alcun conto gli argomenti di Fleischauer, tacciandoli di elucubrazioni ispirate al suo anti-giudaismo per partito preso. E così, con la sua sentenza, che emise il 14 maggio 1935, il giudice Walter Weyer condannò gli accusati Silvio Schnell e Theodor Fischer ad una ammenda di 20 e di 50 franchi e ad un pagamento di spese giudiziarie di 32.270 franchi; il primo, Schnell, per la diffusione del libro dei Protocolli; il secondo, Fischer per la pubblicità che era stata fatta di questo libro sul suo giornale “Der Eidgenosse” (= Le Confédéré), e anche per un articolo chiaramente anti-giudeo. Gli altri tre accusati, invece, furono assolti. Nel suo verdetto, il giudice dichiarò testualmente: «Que les Protocoles sont une falsification et un plagiat et tombent sous le coup de l’articie 14 de la loi». La cricca giudaica esultò! Il fine era stato raggiunto: un tribunale svizzero aveva dichiarato “falsi” i Protocolli! Naturalmente, Schnell e Fischer ricorsero in Appello, e questo avvenne il 27 ottobre 1937 davanti alla “Chambre Correctionelle” de la Cour d’Appel de Berne. La difesa domandò, per prima cosa, la cessazione del giudizio e il rinvio della faccenda davanti al Tribunale di prima istanza; poi, l’assoluzione completa degli accusati. Il ricorso in Cassazione era legalmente promovibile per il fatto che il giudice non aveva fatto redigere il processoverbale della disposizione dei testimoni mediante stenografi sotto giuramento, ma da stenografi privati, al soldo dei giudei accusatori, violando così il regolamento della procedura. Inoltre, aveva omesso di esigere la firma dei testimoni. Come motivo-supplementare di Cassazione si fece valere che nessuno dei documenti presentati dall’esperto Loosli, e che lui se li era procurati attraverso il Governo Sovietico, non erano stati legalizzati né certificati conforme all’originale, come pure le traduzioni fatte dal procuratore legale Dr. Lifschtz di Berna, le quali presentavano dei controsensi e delle omissioni. Lo stesso Procuratore fu obbligato ad ammettere questi errori di procedura. Il Tribunale, nonostante tutto, rigettò il ricorso in Cassazione, dichiarando che non c’erano 18 Fac-simile della opertina dell’edizione russa dei “Protocolli” del 1912. stati vizi di forma reprensibili, così che la revisione di questo processo costoso era superfluo. La sentenza fu resa pubblica il 1° novembre 1937. l due accusati furono prosciolti. L’accusato Fischer fu condannato solo a un’ammenda come contributo alle spese di Stato per un articolo di giornale: “Jeunes filles suisses, méfiez-vous de satyres juifs!”. Nella “motivazione” del giudice, il Presidente Peter dimostrò che la legge sugli scritti sovversivi non prevedeva alcuna ordinanza di una “expertise”, e che questa non doveva essere ordinata. Il giudice del Tribunale di prima istanza avrebbe dovuto semplicemente decidere se il testo della “brochure” violava la legge, ma non se esso era autentico o no! Inoltre: la brochure non poteva essere qualificata come scritto sovversivo, perché essa non aveva alcun carattere immorale e non eccitava affatto al crimine. E, in quanto era solo uno scritto politico, esso doveva usufruire della libertà di stampa! Chiaro. Indipendentemente da questo, comunque, si volle provare che l’esperto Loosli era “parziale” e “influenzato”. Il processo era durato più di quattro anni. La cricca giudaica aveva voluto provare la “non-autenticità” dei Protocolli con l’aiuto di false testimonanze, con l’eliminazione di tutti i testi scomodi, con la redazione, mediante stenografi privati, dei processi-verbali dei dibattiti, e utilizzando delle pezze giustificative non legalizzate, delle traduzioni erronee e delle perizie tendenziose. E grazie a un giudice, membro del Partito marxista, la cricca giudaica riuscì, in prima istanza, abusando di una legge che non era applicabile comunque al caso, a far dichiarare che i “Protocolli” erano un “falso”. Ma il trionfo durò poco: la Corte d’Appello annullò la sentenza! Nota: il testo è tratto da un articolo pubblicato su Chiesa viva n° 179. “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: «Molto Reverendo Monsignore Villa, volevo ringraziarLa per i molti preziosi articoli che “Chiesa viva” ha pubblicato. Bisogna rimarcare che la sua è stata la prima voce italiana a levarsi contro la trista e nefasta catechesi sui “Novissimi”, tenuta da Giovanni Paolo II nel luglio 1999. “Veniunt investimentis ovium at intrinsecus sunt lupi rapaces”! La risposta viene spontanea e naturale di fronte a fatti come questi. Spero che Ella stia bene e così le sue Reverende Suore... Colgo l’occasione per augurarLe una serena pasqua in Jesus et Maria! Molti ossequi! (P.G.S. - Co) *** Rev.do Monsignore, Don Luigi Villa, mentre rimane la mia vivissima ammirazione per il certosino studio consumato per scrivere il libro: “Paolo VI... beato”, Le comunico che, non solo ho fatto leggere e continuo a far leggere l’anzidetto libro, ma ho anche regalato una copia al prof. Padre Antonio di MONDA, confessore di S. Ecc.za, raffinato scrittore. Purtroppo, oggi, l’umanità è immersa nel buio intensissimo; è sul baratro; è sotto l’influsso delle potenze dell’inferno. Satana vomita il suo odio incandescente, trasfigurando l’uomo mostruosamente e senza essere contrastato. Con piena consapevolezza, possiamo affermare che la Chiesa post-conciliare, paralizzata, non difende più i valori della Redenzione, non è pronta a lottare estremamente, come per il passato, contro Satana, il Maligno, per il trionfo della verità della fede soprannaturale, oggi tanto oscurata. La Chiesa debilitata non si rende consa- pevole che, con il peccato, Satana opera la sua infernale metamorfosi. L’incarnazione e la redenzione, operate dal Verbo eterno, per ridare la possibilità di salvezza, dolorosamente, vengono oscurate, valorizzando i movimenti religiosi, strumenti del diavolo. Le prometto di ricordarLa sempre nel sacrifico della Santa Messa, chiedendo questa grazia al Signore: la buona salute per lottare contro il male. Nel porgerLe devoti ossequi, La prego di pregare per la Santa Chiesa e per me. (sac. E.L. - Avellino) *** Carissimo Don Villa, Che Dio La benedica! (...) Ho appreso e apprezzato molto l’articolo sui Neo-catecumenali, perchè non sapevo quasi nulla di loro e così, con questo articolo, mi si sono aperti gli occhi, anche perché conosco delle persone che appartengono a questo gruppo e, parlado con loro ho viso che difendevano Lutero e non credevano che Lutero fosse morto impiccato, suicida, e che a sua madre avesse detto di rimanere cattolica. Ora, la mia intenzione è quella di fare delle fotocopie dell’articolo della sua Rivista sui Neo-catecumenali e darle a queste persone. Il Signore farà il resto! Il suo libro su Paolo VI è bellissimo; mi complimento con Lei! Quante verità sono venute alla luce! Io La ringrazio di cuore, Don Villa, per la sua Rivista; per me è cibo spirituale che nutre la mia anima e la mia conoscenza verso Dio. Don Villa, La saluto. Tutti i giorni prego per Lei. Che Dio La benedica e l’aiuti in tutto. Un abbraccio fraterno da un suo devoto lettore. (R. S. - Grosseto) IL VEGGENTE DI TEPEYAC di Antonio Caruso Sulla collina messicana di Tepeyac, la Signora del cielo, apparve ad un contadino indio, battezzato Juan Diego. Giovani Donna, con la testa leggermente piegata sulla spalla destra, i capelli nerissimi e lisci discriminati sopra la fronte, il viso dolcemente ovale, la pelle meticcia, la tunica rosa, il mantello azzurro trapuntato di stelle d’oro, le mani giunte in preghiera, dietro le spalle una raggiera di sole, ha lasciato la sua Immagine impressa sulle fibre di cactus del rozzo mantello del Veggente. Era il mese di dicembre 1531; ed è la prima mariofania della storia moderna. Con essa, nel mondo nuovo appena scoperto dalle caravelle colombiane, nasce un nuovo continente cristiano, mentre il continente europeo si sta frantumando sotto i colpi delle eresie. Negli ultimi decenni del secolo ventesimo, la scienza scopre che l’Immagine non è pittura, ma un genere nuovo di pittografia; e che nelle pupille dei suoi occhi vi è nascosto un gruppo fotografico di persone come avviene nelle pupille vive. Così, l’Immagine diventa, in se stessa, una forma di rivelazione continua. Per richieste: Edizioni Vivere In Via di Acqua Salvie 1/A - Roma RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio,potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 19 Conoscere il Comunismo Huang Gengyi Paolo Sacerdote. Nato a Liangshan intorno al 1904, era stato ordinato sacerdote nel 1935. È morto in prigione a Guangzhou, nel 1955. Sit Pat-shiang Seminarista. Era nato all’estero, intorno al 1930. È probabilmente morto nel 1957, in un campo di lavoro del Turkestan. Chen Dixing Pietro Sacerdote, diocesano. Nato in marzo 1914, era stato ordinato sacerdote nel 1940. È morto nel 1958 mentre era ai lavori forzati. contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA (continua) SETTEMBRE 2003 SOMMARIO N. 353 “OPUS JUDEI” DI di Giancarlo Politi Josè Marìa Esciba (CANONIZZATO?..) MARTIRI IN PROVINCIA DI GUANGDONG Diocesi di Shaoguan (Shiuchow) Il Vicariato Apostolico venne staccato da Guangzhou il 3 aprile 1920, e affidato ai Salesiani di don Bosco. Julien Hippolyte Victor Sacerdote, Missioni estere di Parigi (Mep). Nacque il 16 luglio 1874 a Neufbourg (Manche), entrò nei Mep il 15 settembre 1892. Ordinato prete il 26 settembre 1897, partì per la missione del Guangdong il 28 ottobre seguente. Fu assassinato assieme al suo catechista e al suo cuoco il 16 gennaio 1902, a Ma-tsehao, vicino alla frontiera con il Jiangxi. Versiglia Luigi Vescovo Vicario apostolico, salesiano, 57 anni. Era nato a Oliva Gessi, Pavia, il 5 giugno 1873. Entrato tra i salesiani il 1° novembre 1889, fu ordinato sacerdote il 21 dicembre 1895. Il 9 gennaio 1921 venne ordinato vescovo. È stato ucciso dai comunisti, il 25 febbraio 1930, a Litouzui. Caravario Callisto Sacerdote salesiano, 27 anni. Nacque ad Aosta il 6 giugno 1903. Nel 1919, entrò tra i salesiani e nel 1929 venne ordinato sacerdote. Venne ucciso dai comunisti il 25 gennaio 1930, a Litouzui. Matkowics Giovanni Sacerdote, salesiano. Era nato a Markotabodoge, Ungheria, il 4 novembre 1907. Entrato nei salesiani il 15 agosto 1926, venne ordinato sacerdote il 15 giugno 1935. È stato ucciso a Yanfa il 2 febbraio 1944. 20 Lareno-Facini Bassiano Sacerdote, salesiano. Nato a San Colombano, Italia, il 25 aprile 1890, era entrato nei salesiani il 10 ottobre 1909. Venne ordinato sacerdote il 22 settembre 1917. È stato ucciso il 19 maggio 1945. Munda Vincenzo Sacerdote salesiano. Nato a Canicattì (Italia) il 23 giugno 1889, era entrato nei salesiani nel 1908. Ordinato prete il 20 dicembre 1919, venne ucciso dai giapponesi il 29 luglio 1945. Liang Shuzi Simone Sacerdote, salesiano. Nato a Zhaoqing il 18 ottobre 1912, era entrato nei salesiani l’8 dicembre 1936. Fu ordinato sacerdote il 1° luglio 1948 e destinato alla missione di Qujiang. Arrestato più volte, morì in prigione a Lian Xian, in seguito a torture, nel marzo 1956. 2 “Opus Judei” di Josè Marìa Escriba - canonizzato? del sac. dott. Luigi Villa 5 La “nuova Chiesa” di Paolo VI: una lettura... meditata! di un prof. docente d’Università 6 Lettera aperta al cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede della prof. M. Pia Mancini 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (6) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 14 I giganti del male - Dwight David Eisenhower di A. Z. (2) 16 Democrazia e libertà (1) di Illyricus 18 Conoscere la Massoneria Diocesi di Shantou Il Vicariato Apostolico venne staccato da Guangzhou, il 6 aprile 1914, e affidato alle “Missioni estere” di Parigi. Yang Shouyang Laico, di circa 25 anni, sposato. È stato ucciso nel 1928, a Chao’an. Favre Clemente Adolfo Sacerdote, “Missioni estere” di Parigi. Nato nell’Alta Savoia il 26 agosto 1876, ordinato sacerdote il 21 giugno 1903. È morto in città a Shantou il 16 marzo 1953, a domicilio coatto. 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dalla XXV Dom. del Tempo Ord. alla XXX Dom. del Tempo Ord. ) “Chiesa Viva” *** Settembre 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 354 OTTOBRE 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità 1 CANONIZZAZIONE ED INFALLIBILITÀ di Mons. Prof. Romero Gherardini La “beatificazione” (nel 1992) e la “canonizzazione” (nel 2002) di Mons. Escrivà de Balaguer non cambiano i “fatti” e i “testi” che riguardano l’Opera che egli ha fondato. Essi non impediscono affatto, quindi, di criticare la dottrina, la spiritualità, i fini, i metodi e il governo di questa sua Opera. E perciò neppure la “canonizzazione” può fermare questo studio sulla discutibile “infallibilità che ha indotto a stendere questo studio teologico-dogmatico; un lavoro del prof. Brunero Mons. Gherardini, noto tra i teologi più affermati e valevoli d’oggigiorno, già professore ordinario di “Ecclesiologia” ed “Ecumenismo” presso la “Pontificia Università del Laterano”, membro della “Pontificia Accademia Teologica Romana” e della “Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino”. Come pure è anche il Direttore Responsabile della Rivista internazionale di ricerca e critica teologica: “Divinitas”. Città del Vaticano. 1 D a qualche tempo se ne parla di nuovo. Non c’è dubbio che l’argomento sia molto interessante. Nulla, però, faceva pensare, fin a poco fa, che la posizione definitivamente acquisita con Benedetto XIV1 sarebbe stata nuovamente discussa. A dire il vero, gli ultimi interventi hanno proposto ben poco di nuovo; han solo richiamato l’attenzione al rapporto tra infallibilità papale e canonizzazione. Non nuova è stata la posizione dubitativa o addirittura negativa, non nuova quell’affermativa. D’ambo le parti si son ripetuti ragionamenti del passato ed irrilevante è stato, forse con l’unica eccezione di D. 0ls 2 , il loro contributo per una più profonda conoscenza del problema ed una fondazione critica della soluzione proposta. Poiché anch’io sono stato sfiorato dal “demone” della curiosità e del ripensa- mento, ne raccolgo qui, in forma quasi provocatoria, i punti essenziali. Chissà, mi son detto, che qualcuno non m’aiuti a capir meglio! Mi sembra superfluo dichiarare che il mio ripensamento parte dalla concreta situazione d’una “verità” dogmaticamente non definita, con un conseguente margine di libertà che alcune “note teologiche” limitano, sì, ma non soffocano del tutto. Ed è sottinteso che la mia “provocazione” resta all’interno di codesti limiti. 1 Cfr. Benedictus XIV, De “Servorum Dei beatificatione et de Beatorum canonizatione”, 7 voll. Prato 1839-42: I, n. 28, p. 336B: «Si non haereticum, temerarium tamen, scandalum toti Ecclesiae afferentem, in Sanctos iniuriosum, faventem haereticis negantibus auctoritatem Ecclesiae in Canonizatione Sanctorum, sapientem haeresim, utpote viam sternentem infidelibus ad irridendum Fideles, assertorem erroneae propositionis et gravissimis poenis obnoxium dicemus esse qui auderet asserere, Pontificem in hac aut illa Canonizatione 3 2 1 - LA DOTTRINA COMUNE Né il Denzinger3, né il CJC del 19834, né il Catechismo della Chiesa Cattolica5 la espongono: segno evidente che essa è estranea all’ambito di ciò che la Chiesa dichiara e promulga “definitorio modo”. Pertanto, la dottrina co- errasse... et de fide non esse, Papam esse infallibilem in Canonizatione Sanctorum...». 2 Cfr. Ols D., “Fondamenti teologici del culto dei Santi”, in AA. VV. Dello “Studium Congreg. De Causis Sanct.”, pars thologica, Roma 2002, p. 1-54. Cfr. Una piccola eccezione è costituita da DS 675, che riguarda la canonizzazione d’Ulderico, vescovo d’Augsburg, nel Sinodo Lateranense del 31 gennaio 993; in DS 2726-27bis si tratta solo dell’approvazione degli scritti dei candidati all’onore degli altari. 4 Cfr. Un unico accenno nel c. 1403/1: «Causae canonizationis Servorum Dei reguntur peculiari lege pontificia». 5 Cfr. Anche qui un solo accenno al n. 828 per indicare a che fine la Chiesa canonizza alcuni dei suoi figli migliori. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 mune della canonizzazione va ricercata altrove, e precisamente nel magistero ecclesiastico non “ex cathedra”, nelle stesse Bolle di canonizzazione, in altri interventi ecclesiastici non dogmatici e nel dibattito teologico. Ne parlerò in seguito. 1.1 - La loro analisi permette di definire così la canonizzazione: «Un atto mediante il quale il Sommo Pontefice, con giudizio inappellabile e sentenza definitiva, inscrive formalmente e solennemente un Servo di Dio, precedentemente beatificato, nell’albo (o canone) dei Santi». Tale definizione si completa, ordinariamente, con la precisazione che il Papa intende dichiarare con essa la presenza del canonizzato nel seno del Padre, cioè nella gloria eterna, nonché la sua esemplarità per tutta la Chiesa ed il dovere d’onorarlo ovunque con il culto dovuto ai Santi. Va peraltro tenuto presente, al fine di determinarne più esattamente la natura, che la canonizzazione si specifica in formale ed equipoIlente: è formale, quando si siano espletate tutte le procedure di norma; equipollente quando un Servo di Dio venga dichiarato Santo in forza d’una venerazione secolare (“ab immemorabili”)6. Si canonizza, dunque, generalmente e formalmente parlando, un Beato. L’elemento discriminante tra beatificazione e canonizzazione è riconoscibile nel fatto che l’una prepara l’altra e questa - dal punto di vista formale - non prescinde da quella. Ma mentre la canonizzazione estende il culto del novello Santo a tutta la Chiesa, la beatificazione lo permette soltanto in sede locale - una diocesi, una provincia, una nazione, un Ordine religioso o una Congregazione -. Risulta, infatti, dalle formule abitualmente usate7 che, canonizzando un Beato, l’intenzione del Papa è quella d’estenderne il culto a livello universale. Inequivoci son al riguardo i verbi di pragmatica: “statuere, decernere, mandare, constituere, velle”, dai quali nettamente si distinguono quelli relativi alle semplici beatíficazioni: “indulgere, licentiam concedere”. Né si può ignorare che nelle “bolle” di canonizzazione, a conferma della differenza formale tra canonizzazione e beatificazione, si leggono espressioni di volontà 6 Cfr. Ortolan T., “Canonization dans l’Eglise romaine”, in DThC II, Parigi 1932, c. 1636-39. 7 Cfr. Eccone alcune: «Inter sanctos et electos ab Ecclesia universali honorari praecipimus»; «Apostolicae Sedis auctoritate catalogo sanctorum scribi mandavimus»; «... anniversarium ipsius (sancti) sollemniter celebrari constituimus»; «statuentes ab Ecclesia universali illius memoriam quolibet anno pia devotione recoli debere». 8 Cfr. Al riguardo Ortolan T., “Canonization”, cit., c. 1634-35; Veraja F., “La beatificazione: storia, problemi, prospettive”, Roma 1983; Stano G., “Il rito della beatificazione da Alessandro VII ai nostri giorni”, in AA. VV., “Miscellanea in occasione del IV Centenario della Congregazione per le Cause dei Santi (1588-1988)”, Città del Vaticano “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 non solo precettiva, ma anche minatoria: «Sí quis... temerario ausu contrarie tentaverit, sciat se... anathematis vinculo innodatum»8. S. Carlo Borromeo. S. Caterina da Siena. 1.2 - Non soltanto dall’estensione del culto a tutta la Chiesa con conseguente coinvolgimento di tutti i fedeli, ma anche dalla dichiarata esemplarità del nuovo canonizzato e dall’implicita assicurazione che costui è nella gloria dei cieli, la dottrina comune ha dedotto l’infallibilità del canonizzante. Va immediatamente rilevato che i fautori della detta infallibilità la inducono con un ragionamento - direi - per assurdo: «Sarebbe intollerabile se il Papa, in una tale dichiarazione che implica tutta la Chiesa, non fosse infallibile»9. È dunque infallibile perché sarebbe intollerabile che non lo fosse! Ovviamente, non mancano ragioni teologiche che ad “intollerabile” sostituiscono “non possibile”: la promessa dell’assistenza divina al magistero della Chiesa, quindi la guida dello Spirito Santo e la connessione delle canonizzazioni con le verità di fede e di Costume, cioè con l’oggetto specifico dell’infallibilità papale10. Su tale connessione, tuttavia, c’è più d’un motivo per discutere. Tutto ciò apre un ventaglio di riflessioni storico-teologiche sulla tesi in esame; in particolare, sulla vera nozione di magistero ecclesiastico e d’infallibilità papale, nonché sulle implicazioni ecclesiologiche della distinzione sostanziale tra beatificazione e canonizzazione. Son proprio siffatte riflessioni che o mancano, o son prive di specifica rilevanza, tanto negli Autori favorevoli quanto in quelli contrari. La monotona ripetizione di motivi non sufficientemente ragionati, ma anche di quelli collegati con fatti concreti - il Nepomuceno, p. es., e la Goretti, in passato, altri nel presente - che parrebbero mettere in discussione, se non addirittura escludere l’infallibilità della canonizzazione, non darà né al sì, né al no le ali per volare molto in alto. 2 - IL MAGISTERO ECCLESIASTICO «È il potere conferito da Cristo alla sua Chiesa, avvalorato dal carisma dell’infallibilità, in virtù del quale la Chiesa docente S. Alfonso Maria de Liquori. 1988, p. 367-422. 9 Cfr. Löw G., “Canonizzazione”, in EC III Roma, p. 604; Federico Dell’Addolorata, “Infallibilità”, ivi VI, p. 1920-24; Ortolan T., “Canonization”, cit., c. 1640. È l’applicazione, non so fino a che punto corretta, d’un ineccepibile principio generale di S. Tommaso, Quodl, IX, 16: «Si vero consideretur divina providentia quae Ecclesiam suam Spiritu Sancto dirigit ut non erret,... certum est quod judicium Ecclesiae universalis errare in his quae ad fidem pertinent, impossibile est». 10 Cfr. Frutaz A. P., “Auctoritate Beatorum Petri et Pauli - Saggio sulle formule di canonizzazione”, in “Antonianum” 42 (1947) 1-22. Sulla questione in genere, istruttive sono le pagine di Schrenk M., “Die Unfehilbarkeit des Papstes in der Heiligsprechung”, Friburgo (Sviz.) 1965. 3 è costituita unica depositaria ed autentica interprete della Rivelazione divina, da proporre autoritativamente agli uomini come oggetto di fede per la vita eterna»11. Non mi si chieda la dimostrazione teologica dell’assunto; non è questa la sede per farlo. È peraltro ben noto ad ogni cultore di teologia che tale magistero riposa su non equivoche asserzioni neo-testamentarie (Mt. 16,16-20; 28,18), dalle quali risulta che Cristo ne fece lo strumento vivo per la diffusione e la tutela del suo messaggio, concentrandolo soprattutto in Pietro (Mt. 16,18-20; Lc. 22,32; Gv 21,15-18). In lui previde, ovviamente, la catena ininterrotta dei legittimi successori, caratterizzando, in tal modo, il magistero stesso con le note dell’universalità, della perpetuità e dell’infallibilità (Mt. 16,18-20; 18,18.20). La Tradizione della Chiesa, esplicitamente o no, ha sempre considerato in Pietro e nei suoi legittimi successori, nonché nel collegio degli Apostoli e nei vescovi che loro subentrano nel governo della Chiesa in comunione col Papa e mai contro, o senza, o al di sopra del Papa, i titolari di tale magistero. Esso, pertanto, si pone davanti alla coscienza del singolo e della Chiesa tutta come la “regula fidei proxima”. Anzi, il Vaticano I, seguito in ciò dal Vaticano II, parve identificare primato e magistero, anche se formalmente l’uno attiene più all’ambito dei rapporti interecclesiastici e l’altro all’ambito della fede: «Ipso autem Apostolico primatu, quem Romanus Pontifex tamquam Petri principis Apostolorum successor in universam Ecclesiam obtinet, supremam quoque magisterii potestatem comprehendi, haec Sancta Sedes semper tenuit, perpetuus Ecclesiae usus comprobat, ipsaque, oecumenica Concilia, ea imprimis in quibus Oriens cum Occidente in fidei caritatisque unionem conveniebat, declaraverunt»12. La logica interna alla fede, ben salda sulla roccia della Rivelazione divina, può quindi guardare al magistero ecclesiastico come al perenne ed infallibile carisma della verità cristiana. S. Benedetto Giuseppe Labre. S. Francesco di Paola. 2.1 - Il magistero non si esprime univocamente; non è un caso che si parli - non sempre, purtroppo, in modo corretto - di magistero solenne, straordinario, ordinario ed autentico. La solennità del magistero riguarda la sua forma ed il massimo della solennità è raggiunto dal Concilio ecumenico. Anche il Papa può solennemente riprovare un errore e proclamare una dottrina o una canonizzazione; ma benché non si dia Concilio se non convocato, diretto - «per se vel per alios» - e confermato dal Papa, la solennità dell’atto papale non raggiunge quella conciliare; questa è data della “teologia romana”, i due classici: Bainvel J. V., “De Magisterio et Traditione”, Parigi 1905; Billot A., “De Ecclesia Christi”, Roma 1927. Per il Vaticano II cfr. Soprattutto LG 22/b e 25a-c. 11 Cfr. Parente P. - Piolanti A. - Garofalo S., “Dizionario di Teologia Dogmatica”, Roma 1943, p. 154. 12 Cfr. Conc. Vat. I, Sess. IV, Constit. Dogm. “Pastor aeternus”, cap. IV, DS 3065. Si vedano, al riguardo, insieme con tutti i manuali 4 dall’autoritativa sinergia dei vescovi che, in comunione col Papa, son essi pure «subiectum. supremae ac plenae potestatis in universam Ecclesiam» (LG 22b), che autenticamente rappresentano e per la quale collegialmente operano. La pienezza del potere magisteriale, infatti, oltre che nel Papa, risiede nel “corpus episcoporum” in comunione con Lui. Pertanto, la solennità dell’atto magisteriale s’attua personalmente nel Papa e collegialmente nel Concilio ecumenico; in ambedue i casi è la risposta della Chiesa a circostanze d’eccezione. Il carattere straordinario, oppure ordinario, del magistero ecclesiastico, dipende dalle modalità con cui s’esprime, nonché dalle circostanze nelle quali e per la quali s’esprime; non dalla sua efficacia ed estensione. Si dà un magistero ordinario del Papa ed uno dei vescovi, sia singolarmente sia collegialmente considerati, in quanto successori degli Apostoli e testimoni qualificati della fede. Mentre il magistero straordinario s’estrinseca mediante le forme del Concilio ecumenico e della “locutio ex cathedra”, quello ordinario è il magistero di gran lunga più frequente attraverso modalità d’intervento né conciliari né cattedratiche. L’esercita il Papa mediante una gamma d’interventi privi di forma solenne e straordinaria, in risposta ad importanti ma non straordinarie circostanze; l’esercitano i vescovi, in comunione di fede e d’insegnamento col Papa, nelle Conferenze Episcopali, nelle singole diocesi, con l’insegnamento scritto ed orale, con i Sinodi diocesani, con la composizione e l’approvazione dei catechismi, con lo svolgimento d’una oculata vita liturgica. Ma, nel caso dei vescovi, nessuno di essi può nutrire pretese d’infallibilità. La loro infallibilità è soltanto collegiale, nel contesto, p. es., d’un Concilio ecumenico. Si è soliti parlare anche d’un magistero autentico, riconoscibile in interventi papali o vescovili di cui si voglia certificare o l’indubbia appartenenza e la legittimità, o la validità dottrinale e disciplinare. La LG del Vaticano II ne parla tre volte: in 25/a, a proposito dei vescovi, che vengono definiti «doctores authentici seu auctoritate Christi praediti»; ancora in 25/a, con riferimento al Papa, per raccomandare «religiosum voluntatis et intellectus obsequium singolari ratione praestandum... Romani Pontificis authentico magisterio, etiam cum non ex cathedra loquitur»; ed in 51/a, per affermare «authenticum Sanctorum cultum non tam in actuum exteriorum multiplicitate quam potius in intensitate amoris nostri actuosi consistere». Donde si deduce che: a) autentico è il magistero sicuramente ecclesiastico in forza di chi lo pronuncia o della verità pronunciata; b) tale esso è sempre in ognuna delle S. Giuseppe Cafasso. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 sue forme: solenne, straordinaria ed ordinaria; c) tale può essere anche al di fuori di esse, in interventi papali e vescovili meno specifici, purché collegati con la Rivelazione divina e la dottrina della fede. 3 - L’INFALLIBILITÀ DEL MAGISTERO Non mi riferisco direttamente al magistero autentico che, per quanto ho sopra indicato, può essere, o no, coperto dal carisma dell’infallibilità. Mi chiedo se, perché e a quali condizioni il magistero, o solenne, o straordinario, o ordinario, sia infallibile. Stante infatti la già ricordata promessa della divina assistenza, l’infallibilità degl’interventi magisteriali, entro i limiti stessi della promessa, è tra le prerogative del magistero stesso. 3.1 - La divina assistenza è la premessa ineludibile d’ogni discorso sull’infallibilità della Chiesa e del Papa. È la ragione profonda dell’irreformabilità d’ogni autentico intervento magisteríale «in rebus fidei et morum». Ragione profonda, quindi, anche dell’infallibilità papale: con tale assistenza, Dio stesso si compromette per così dire - con l’asserto papale a garanzia della sua inalterabile verità. Per questo, «Romani Pontificis definitiones ex sese, non autem ex consensu Ecclesiae, irreformabiles sunt»13. Che in ciò il Signore si sia davvero compromesso è testimoniato dalla sua stessa parola: dalla sua preghiera per l’indefettibilità di Pietro e della sua missione di maestro universale (Lc. 22, 32); dall’assicurazione della sua compresenza alla Chiesa sin alla fine del mondo (Mt. 28, 20); dall’invio dello Spirito di verità alla Chiesa d’ieri d’oggi e di domani, perché la introduca in tutta la verità (Gv. 16, 13) e la salvaguardi da ogni errore. Si tratta d’un’assistenza divina che, stando ai passi neo-testamentari di supporto, non può esser definita soltanto «mere negativa». Dispiace che s’insista ancora su questa limitazione, forse per eludere il pericolo d’un equivoco tra assistenza dello Spirito Santo ed illuminazione o rivelazione privata. Che l’infallibilità del Papa non debba collegarsi con qualche sua personale illuminazione dall’alto, né con un’altrettanto personale rivelazione, non c’è dubbio: è anch’essa «ad aedificationem fidei» (Ef. 4, 29). In effetti, se la funzione dello Spirito del Padre e del Figlio è quella di condurre la fede della Chiesa e la stessa coscienza cristiana «al possesso di tutta la verità», il limitarla alla pura e semplice preservazione dall’errore (nozione «mere negativa») ne è un suo mortificante avvilimento e priva lo stesso magistero d’una sua capacità propositiva. S. Ignazio di Loyola. S. J. F. Fremyot di Chantal. 3.2 - È giusto il precedente abbinamento 13 Cfr. Conc. Vatic. I, Sess. IV, Constit. Dogm. “Pastor aeternus”, cap. IV, DS 3074. 14 Cfr. Ivi. 15 Cfr. Volendo si può distinguer ancora tra infallibilità essenziale o assoluta ed infallibilità “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 S. Jean Beckmans. tra infallibilità papale ed infallibilità della Chiesa. Giusto, perché conforme alla Tradizione e alla conferma che ne ebbe dal Vaticano I: «Definimus Romanum Pontificem... ea infallibilitate pollere, qua divinus Redemptor Ecclesiam suam... instructam esse voluit»14. Non son in gioco due infallibilità che si sommino, o s’elidano a vicenda; ma un unico e medesimo carisma, che ha nella Chiesa, nel Papa e nei vescovi collegialmente considerati ed in comunione col Papa i legittimi titolari. Tale carisma s’esprime in forma positiva, prima e forse più che negativa. E all’opera quando il magistero, annunciando la verità cristiana o dirimendo eventuali controversie, resta per esso fedele al «depositum fidei» (1Tm. 6, 20; 2Tm. 1, 4) o ne scopre risvolti nuovi e fin a quel momento inesplorati. Ed è pure all’opera, in modo attivo e passivo, nel c.d. «sensus fidelium», per il quale tutt’il popolo di Dio gode d’una infallibilità non solo di riflesso, ma anche propositiva, sia per la presenza in esso della Chiesa docente, sia per la testimonianza cristiana e profetica dei laici15. L’accenno al «mere negativa» sottolinea peraltro una funzione dell’infallibilità, la quale, ben lungi dall’identificarsi con una prerogativa privata, dovuta ad un’intelligenza eccezionale o ad una straordinaria illuminazione dall’alto, in tanto è in quanto dipende dalla già ricordata assistenza divina, cui si deve sia il momento negativo (preserva dall’errore), sia quello positivo (introduce in tutta la verità). 3.3 - Di codest’infallibilità, nei suoi due aspetti negativo e positivo, è indicato titolare anche il Papa fin dai primordi dell’era cristiana. “Indicato” non è lo stesso che “definito”, anche se, in ultim’analisi, conta la cosa, non come la si proponga. San Clemente s’introduce autoritativamente in questioni di fede insorte a Corinto; Sant’Ignazio è preso d’ammirazione per la Chiesa ch’è a Roma; Sant’Ireneo ne ricerca la comunione; San Cipriano riconosce in essa la radice dell’unità; Sant’Ambrogio è il primo a fondare su Mt. 16, 18 il discernimento della vera Chiesa e Sant’Agostino non esita a dichiarare che, nella Chiesa romana, «semper apostolicae cathedrae viguit principatus»16, per la ragione che il Signore Gesù «in cathedra unitatis doctrinam posuit veritatis»17. Fa parte di codesta testimonianza storico-tradizionale il fatto che i Papi, dopo Clemente Romano, esercitaron sempre, nel corso dei secoli, un potere magisteriale universale ed inappellabile. La grande Scolastica nulla aggiunse, con Tommaso, Bonaventura e Scoto, alla dottrina quasi universalmente acquisita dell’infallibilità papale, se non una maggiore fondazione teologica. Il Vaticano I, infine, ne fece un dogma di fede, senza deifica- partecipata o relativa: la prima è Dio “qui nec falli nec fallere potest”; la seconda è il carisma da Dio elargito alla sua Chiesa. 16 Cfr. Ep. 43, 3/7 PL 33, 163. 17 Cfr. Ep. 105, 5/16 PL 33, 403. 5 re con ciò un uomo o annullare in esso le prerogative e meno ancora l’essenza della Chiesa. 3.4 - A tale riguardo sembra molto opportuna l’attenta considerazione delle parole del dogma: «Definimus Romanum pontificem, cum ex cathedra loquitur, id est, cum omnium Christianorum pastoris et doctoris munere fungens pro sua suprema Apostolica auctoritate doctrinam de fide vel moribus ab universa Ecclesia tenendam definit, per assistentiam divinam ipsi in beato Petro promissam, ea infallibilitate pollere, qua divinus Redemptor Ecclesiam suam in definienda doctrina de fide vel moribus instructam esse voluit; ideoque huiusmodi Romani pontificis definitiones ex sese, non autem ex consensu Ecclesiae, irreformabiles esse». Parole soppesate con estremo rigore. Non solo non deificano un essere umano, ma, nell’atto stesso di riconoscergli un carisma di cui nessun altro è in possesso, pongono chiari limiti e rigide condizioni all’esercizio di esso. Il Papa, infatti, «non per il fatto d’esser Papa (simpliciter ex auctoritate papatus)18, è in assoluto infallibile». È forse venuto il momento di ripetere con franchezza e fermezza quanto già reiteratamente si dichiarò nel recente e lontano passato circa la necessità di liberare il papato da quella specie di “papolatria”, che non concorre certamente ad onorare il Papa e la Chiesa. Non tutte le dichiarazioni papali son infallibili, non tutte essendo ad un medesimo livello dogmatico. La maggior parte dei discorsi e dei documenti papali, infatti, anche quando tocca l’ambito dottrinale, contiene insegnamenti comuni, orientamenti pastorali, esortazioni e consigli, che formalmente e contenutisticamente son ben lungi dalla definizione dogmatica. Né questa c’è se non in presenza delle condizioni stabilite dal Vaticano I. Occorre dunque che il Papa parli: – «Ex cathedra»19: l’espressione trae il suo significato dalla funzione esemplare e moderatrice che, fin dall’inizio, fece del Vescovo di Roma il maestro della Chiesa universale e di Roma stessa il “locus magisterii”. In uso già dal II sec. come simbolo della funzione magisteriale del vescovo, la cattedra divenne in seguito il simbolo della funzione magisteriale del Papa20. Il parlare “ex cathedra” significa, quindi, parlare con l’autorevolezza e la responsabilità di colui che gode di giurisdizione suprema, ordinaria, immediata e piena su tutta la Chiesa e su ognuno dei suoi fedeli, pastori compresi, in mate- 18 Cfr. “S. Conciliorum recentiorum Collectio Lacensis”, Friburgo Br. 1870Ss., VIII 248256.399. 19 Cfr. La formula proviene da Melchior Cano (+1560), ma il riferimento alla “cathedra” è frequente nei Padri ed ovviamente anche in Autori successivi a Cano: “Auctoritas infallibilis et summa cathedrae S. Petri” (D’Aguirre, +1699); “Cathedrae Apostolicae oecumenicae auctoritas” (ignoto, +1689), cfr. Dublanchy E., “Infaillibilité du Pape”, DThC VII Pa- 6 S. Roberto Bellarmino. S. Teresa del Bambin Gesù. S. Teresa Margherita Redi. ria di fede e di costumi, ma non senza riflessi ed effetti anche disciplinari. – «Omnium Christianorum pastoris et doctoris munere fungens»: la frase rende esplicito il contenuto di “ex cathedra”. Fonti bibliche neo-testamentarie e documenti della Tradizione confluiscono nella definizione del Vaticano I per affermare che l’infallibilità del magistero papale insorge soltanto quando il Papa insegna a tutti la Rivelazione divina e rende a tutti obbligatorio il suo insegnamento. – «Pro suprema sua Apostolica auctoritate»: è la ragione formale del suo insegnamento infallibile ed universale. Tale ragione è dovuta alla successione apostolica del Papa a Pietro, che fu quindi il primo, ma non l’unico, vescovo di Roma e Papa in quanto vescovo di Roma. Ad ogni suo successore sulla “cattedra romana” compete, dunque, tutto quanto Cristo aveva dato a Pietro, “ratione officii, non personae”. È pertanto meno corretto dire “infallibilità personale del Papa” invece che “infallibilità papale”. Ma, anche nel caso che si voglia insistere, come fa qualcuno, su “infallibilità personale”, si dovrebbe sempre distinguere nel Papa la “persona publica” da quella “privata”, ricordando che la “persona publica” vien determinata dal suo ufficio. – «Doctrinam de fide vel moribus»: deve trattarsi, cioè, di verità da credere e qualificanti l’esistenza cristiana, direttamente o no contenute nella divina Rivelazione. Un diverso oggetto dell’insegnamento papale non può pretendere d’esser coperto dal carisma dell’infallibilità, la quale tanto s’estende quanto la Rivelazione stessa. – «Per assistentiam, divinam»: non qualunque intervento del Papa, non un suo semplice monito, non un suo qualunque insegnamento, son garantiti dall’assistenza dello “Spirito di verità” (Gv. 14, 17; 15, 26), ma quello soltanto che, in armonia alle verità rivelate, manifesta ciò che il cristiano deve, in quanto tale, credere ed attuare21. Solo nel pieno ed assoluto rispetto delle dette condizioni, il Papa è garantito dall’infallibilità; può dunque ad essa appellarsi quando intende obbligare il cristiano nell’ambito della fede e della morale. È anche da aggiungere che, da tutto l’insieme dell’intervento papale e dalle parole che l’esprimono, deve risultare, unitamente al rispetto delle indicate condizioni, la volontà del Papa di definire una verità come direttamente o indirettamente rivelata, oppure di dirimere una questione «de fide vel moribus”, con cui tutta la rigi 1972, c. 1689; cfr. Pure Maccarrone M., “La ‘cathedra sancti Petri’ nel Medioevo da simbolo a reliquia”, in “Rivista di storia della Chiesa in Italia” XXXIX (1985) 349-447. 20 Cfr. Maccarrone M., “Cathedra Petri” und die Entwicklung der Idee des päpstlichen Primats vom 2. Bis 4. Jahrhund., in “Saeculum” 13 (1962) 278-292. 21 Cfr. Dublanchy E., “Infailibilité”, cit. C. 1699-1705. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 Chiesa dovrà poi uniformare il proprio insegnamento e coordinare la propria prassi. poco in comune con l’infallibilità filosofica, con quella scientifica e con quella giuridica. 3.5 - È qui evidente che si ha a che fare non con generiche e plurisignificanti nozioni d’infallibilità, bensì con la nozione rigorosamente teologica di essa. E perfino all’interno di tale delimitazione, l’infallibilità si capisce solo se si rifugge dall’ambiguità lessicale, p. es. d’un Karl Barth22 che confonde l’infaffibilità con l’indefettibilità. D’altra parte, il concetto non si chiarisce, dal punto di vista teologico, ignorandolo23, e neanche relegandolo trasversalmente in altri contesti24 o considerandolo sotto aspetti formali incompleti; si pensi al negativo “Irrtumlosigkeit”25 certamente non sbagliato, ma impari a testimoniare, (continua) NOTE 22 Cfr. “Kirchliche Dogmatik” IV/1, p. 77072. 23 Cfr. p. es. Fries H. (a c. Di), “Handbuch theologischer Grundbegrijffe”, Monaco 1963. 24 Cfr. Ivi. I 180.809.854.857; II 270.274. 25 Cfr. Ivi. I 718.817.857; II 518. 26 Cfr. Rahner I. - Vorgrimler H., “Kleines theolog. Wörterbuch”, Friburgo Br. 1961, cit. Da Löhrer M., “Portatori della Rivelazione”, in MS 2 Brescia 1973, p. 87. S. Tommaso Moro. S. André Avellin. dell’infallibilità, il significato positivo, il valore di fondo, la grazia, il carisma che, per volontà di Cristo, arricchisce la Chiesa ed il Papa. Effettivamente il significato positivo è primario e come tale va sottolineato; esso per un verso dà la garanzia massima («fide divina vel divino- ecclesiastica”) della verità, per un altro salvaguarda la verità stessa da ogni contraffazione o erronea o ereticale. L’infallibilità vien così ad esser infinitamente più che assenza d’errore ed impossibilità di esso; è presenza di verità, è certezza superiore di essa, intimamente ed inscindibilmente congiunta con l’esserci della Chiesa. Un suo errore, in ordine alle verità da credere o alla morale da vivere, si risolverebbe contro la Chiesa stessa, distruggendola26. In breve e per tali motivi, l’infallibilità teologica ha un quadro concettuale fortemente condizionato dalla Rivelazione ed ha pertanto ben S. Caterina de Ricci. LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 7 ... E LA DEVOLUZIONE DEL SIGNORAGGIO MONETARIO? del prof. Giacinto Auriti l decentramento dei poteri, programmato nel disegno di legge proposto dal Governo, ha il fondamentale difetto di considerare la problematica più con lo stile del pettegolezzo che di una seria valutazione delle obiettive esigenze sociali. Tutti gli interventi, i commenti, le critiche, le analisi, le proposte, hanno infatti parlato di tutto, tranne dell’argomento più importane: LA DEVOLUZIONE DEL SIGNORAGGIO MONETARIO! Quando Ezra Pound evidenziava che, oggi, il politico è “cameriere dei banchieri”, aveva ragione. Il Governatore della banca centrale, infatti, ha il potere di concedere o negare in prestito tutto il denaro che vuole, il capo di governo ha solo il potere di chiederlo o non chiederlo solo in prestito. Su queste premosse balza evidente che la sovranità politica senza la sovranità monetaria non esiste e sta attualmente nelle mani di chi emette la moneta e non di chi l’accetta, come, invece, dovrebbe essere. Quando la moneta era d’oro, il portatore ne era il proprietario... Con l’avvento della moneta nominale, il portatore è diventato il debitore della “sua” moneta perché la Banca emette moneta solo prestandola, e prestare è prerogativa del proprietario. Il decentramento dei poteri si deve fondamentalmente basare sulla considerazione che crea il valore I 8 Il Prof. Giacinto Auriti. della moneta chi l’accetta e non chi la emette, pertanto la proprietà, all’atto dell’emissione, deve essere attribuita al portatore come “reddito”, non come “debito” di cittadinanza, quale attualmente è. La proprietà della moneta, oggi, è assunta come rendita parassitaria di signoraggio dalle Banche Centrali perché la emettono prestando (il dovuto) e “prestare” è prerogativa del proprietario. La devoluzione dei poteri dagli organi centrali a quelli periferici, deve essere attuata tenendo conto del limite naturale della attività organica che consiste nello svolgere funzioni con esclusione delle attività edonistiche delle stesse (perchè non si può godere dei beni e/o servizi e funzioni, per rappresen- tanza organica). Poiché la proprietà è “godimento dei beni giuridicamente protetto”, non può essere prerogativa dell’organo, centrale o periferico che sia, ma della collettività. Ecco perché prima di procedere a qualunque riforma di devoluzione di poteri ad organi periferici, va attuata la devoluzione della proprieta popolare della moneta; il che significa che la moneta deve nascere di proprietà del portatore e non del-l’organo di emissione, altrimenti si verificherebbe la patologia giuridica di consentire all’organo di invadere il momento edonistico dei valori creati dalla sua stessa funzione. In questo senso va ricordato l’esempio magistrale della sovversione delle prerogative dello stomaco (organo) e delle membra (collettività sociale) proposto nell’apologo di Menenio Agrippa. Sostenere il contrario sarebbe come programmare un rapporto organico in cui il popolo assumerebbe la funzione di avere fame ed il governo quella di mangiare in rappresentanza del popolo, come oggi avviene nel signoraggio monetario delle banche centrali: società private, S.p.a. con scopo di lucro. La riforma più urgente e preliminare a qualunque altra, non è “trasformare i camerieri in maggiordomi di serie B”, ma liberare la società dall’asservimento alla grande usura. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 OCCHI SULLA POLITICA LA CHIESA DEL CONCILIO È UN’ALTRA CHIESA CHE AL GRAN SINEDRIO FIRMERÀ LA RESA SE I TANTI BUONI E ONESTI SACERDOTI NON CACCERANNO PRESTO GLI ISCARIOTI! Carissimo Don Villa, ti ringrazio Per l’ultimo volume su Montini, Che parla del Concilio, di Bugnini E di Roncalli, che hanno fatto strazio Dell’INTROÏBO, come del PREFAZIO, D’intesa coi massoni parigini, Coi sinedriti e i preti un po’ cretini, Al sincretismo oscuro dando spazio! Grazie, Don Villa, strenuo difensore Della Chiesa di Cristo, diventata, Dopo il Concilio - come sa il lettore Di “Chiesa viva”, sempre più stimata Palestra dell’Antico Tentatore, Che l’ha confusa e, quindi, degradata! Prof. Arturo Sardini CHIOSA I farisei, infiltrati nella Chiesa, Con i massoni, in secolare intesa, L’hanno prostituita ed umiliata, Confusa, vilipesa e degradata! CHIUSA Cacciamo dalla vigna del Signore Il sinedrita e il “franco muratore”! “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15. Maggio 1891) b) Carità Ma la Chiesa, guidata dagli insegnamenti e dall’esempio di Cristo, mira più in alto, cioé a rivvicinare il più possibile le due classi, e a renderle amiche. Le cose del tempo non è possibile intenderle e valutarle a dovere, se l’animo non si eleva ad un’altra vita, ossia a quella eterna, senza la quale la vera nozione del bene morale necessariamente si dilegua, anzi l’intera creazione diventa un mistero inspiegabile. Quello pertanto che la natura stessa ci detta, nel cristianesimo è un dogma su cui come principale fondamento poggia tutto l’edificio della religione: cioé che la vera vita dell’uomo è quella del mondo avvenire. Poiché Iddio non ci ha creati per questi beni fragili e caduchi, ma per quelli celesti ed eterni; e la terra ci fu data da Lui come luogo di esilio, non come patria. Che tu abbia in abbondanza ricchezze ed altri beni terreni o che ne sia privo, ciò all’eterna felicità non importa nulla; ma il buon e cattico uso di quei beni, questo è ciò che sommamente importa. Le varie tribolazioni di cui è intessuta la vita di quaggiù, Gesù Cristo, che pur ci ha redenti con redenzione copiosa, non le ha tolte; le ha convertite in stimolo di virtù e in maniera di merito, tanto che nessun figlio di Adamo può giungere al cielo se non segue le orme sanguinose di Lui. Se persisteremo, regneremo insieme. Accettando volontariamente sopra di sé travagli e dolori, egli ne ha mitigato l’acerbità in modo meraviglioso, e non solo con l’esempio ma con le sue grazia e con la speranza del premio proposto, ci ha reso più facile il patire. Poiché quella che attualmente è una momentanea e leggera tribolazione nostra, opera in noi un eterno e, sopra ogni misura, smisurato peso di gloria. I fortunati del secolo sono dunque avvertiti che le ricchezze non li liberano dal dolore e che esse, per la felicità avvenire, non che giovare, nuocciono; che i ricchi debbono tremare, pensando alle minacce straordinariamente severe di Gesù Cristo; che dell’uso dei loro beni avranno un giorno da rendere rigorosissimo conto al Dio giudice. (continua) 9 Documenta-Facta SCANDALI E FURTI Sull’Espresso è apparso un articoletto che spiega che, recentemente, il Parlamento ha votato all’UNANIMITÀ, e senza astenuti, un aumento di stipendio, per i parlamentari, pari a circa 2.200.000 lire al mese! Però, la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficali. *** STIPENDIO: 37.086.079 al mese STIPENDIO BASE: 19.325.396 al mese PORTABORSE: 7.804.232 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO: 5.621.690 al mese TELEFONO CELLULARE: gratis TESSERA DEL CINEMA: gratis TESSERA TEATRO: gratis TESSERA AUTOBUS: gratis METROPOLITANA: gratis FRANCOBOLLI: gratis VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis PISCINE E PALESTRE: gratis FS: gratis AEREO DI STATO: gratis AMBASCIATE: gratis CLINICHE: gratis ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis ASSICURAZIONE MORTE: gratis AUTO BLU CON AUTISTA: gratis RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per 2.850 milioni di lire!! Si intascano uno stipendio, hanno diritto alla pensione, dopo 35 mesi in Parlamento, contro i 35 anni dei cittadini che li mantengono! INDENNITÀ DI CARICA (da 650.000 circa a 12.500.000) 200.000.000 circa li incassano con il rimborso spese elettorale (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), 50.000.000 ogni anno ciascuno. *** La classe politica ha causato un danno al paese di 2 MILIONI E 446 MILA MILIARDI! La sola Camera dei Deputati costa al cittadino 4.289.968 AL MINUTO! 10 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 11 LA MODERNITÀ “Lettera Pastorale al Clero”. di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 7 IV - IL “NUOVO” IN ALCUNI PROBLEMI CHE INTERESSANO IL NOSTRO MINISTERO si ricorda di Dio, le manca una bandolo ed arriva alla dolorosa esperienza del vuoto. È ricca e povera questa cultura! Tutto questo bisogna sapere e pensare per cavarne partito ed insieme non subire il fascino delle sirene. Noi non possiamo starcene davanti a tutta questa cultura colla tranquillità che avremmo se potessimo giudicarla un fatto indiscutibile. Ciò perché siamo figli della verità e crediamo, per la grazia di Dio Creatore e Redentore, alla vita ed alla gioia. PermetteteCi, cari Confratelli una osservazione di dettaglio, sempre in tema di cultura. Abbiamo osservato più d’una volta che la produzione scientifica e letteraria ottiene una immediata ed indulgente simpatia, se presentata sotto un nome straniero. Nessuno vuol sminuire il valore della produzione d’oltralpe, ma non è giusto verso la nostra grande Patria far beneficiare altri della presunzione di grandezza, escludendo proprio la nostra casa! Vi sono dei campi nei quali il “moderno” può avere un particolare valore. Ci pare doveroso dedicare ad essi qualche attenzione, perché anche se si tratta di materia non sempre di nostra competenza diretta, si tratta pur sempre di elementi del bene comune e di fatto necessari ad incontrarsi o quali deve sentirsi la efficacia della ispirazione cristiana. È dunque giusto orientarsi ad avere, come ecclesiastici, un equilibrato punto di vista. Noi ci guardiamo dal trattare esaurientemente argomenti che superano la portata della Nostra competenza e di questa lettera. Ci limitiamo ad alcune sobrie note, affinché il panorama sul quale abbiamo attirata la vostra attenzione risulti sufficiente. LA CULTURA Non possiamo considerare la cultura moderna semplicemente come scienza, letteratura ed arte; dobbiamo considerarla come fatto complessivo, che include sì quelle, ma che può venir riguardata come grado di maturità, finezza spirituale, educazione di doti, somma di valori acquisiti, filtrati e raccolti nel nostro tempo. La cultura moderna ha delle indiscusse caratteristiche. Il dato scientifico ha corso più veloce che non il dato letterario ed artistico; in sede di scienza, poi, l’aspetto tecnico ed utilitario ha sopravvanzato il resto. Se noi consideriamo la “informazione” come un mezzo della cultura, dobbiamo dire che il volume di questa “informazione” tende a prevalere, di fatto, sulla “elaborazione”. Non c’è tempo a indugiare troppo. Cresce pure la tendenza tra le diverse culture a compenetrarsi. Assortimento ed esoticismo ne avvantaggiano. Idee che stavano al centro in grandi momenti letterari del passato, subiscono delle rotazioni e si sente sempre più forte la pena di interpretare il nostro mondo. Ma c’è del frammentario e dell’indeciso, spesso dell’anormale. 12 L’ARTE Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. Più che in passato, letteratura ed arte sentono l’influsso di pregiudizi filosofici. Con tutto questo manca completamente fuori del campo veramente cristiano - una vera sintesi. Sotto questo aspetto, il nostro tempo non ha la gloria concessa all’epoca di Alberto Magno e di San Tommaso d’Aquino. Questo dominio del preconcetto filosofico è spesso esiziale nel campo politico, in quanto ha il potere di portarlo fuori della realtà. Nonostante tutto e nonostante la corruttrice influenza di pensatori e scrittori nefasti, la cultura moderna mantiene elementi dovuti alla istituzione cristiana e sente sempre più viva la caducità delle cose umane. Ma il troppo, la fretta, l’effimero, il frammentario gravano su di essa. Molto di più grava il fatto che là, ove non C’è l’arte moderna. Essa ci interessa: finisce sempre in Chiesa e spesso vi si rifugia. La vampa della modernità l’ha investita con caratteri fieri e reazionari rispetto al passato. Questo è un dato fondamentale. Noi dobbiamo avere in proposito dei criteri che siano ponderati e sani. Ed è bene enunciarli anzitutto. Ogni età ha il diritto di avere la sua arte, purché ne sia degna. Non bisogna pertanto ostruire la via a chi la cerca, specialmente se ciò fa disinteressatamente e con un vero travaglio interiore, ma a patto che agisca con rettitudine. Nessuno di noi, pertanto, può essere aprioristicamente avverso ad un’arte che sia moderna. Questo diritto per ogni età di avere la sua arte va contemperato con un altro diritto non minore: tutti gli uomini di qualunque età hanno il diritto di avere, vedere, sentire delle cose belle. Ricordiamoci che, per le nostre chiese, non è sufficiente l’opera sia originale, esprima idealmente uno stato d’animo “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 dell’artista; no, deve essere bella. L’arte moderna rispetta i due criteri enunciati? La questione è troppo complessa e mette in serio imbarazzo; certo non manca la perplessità. Preferiamo limitarci a fare alcuni rilievi obbiettivi, rimandando del resto alle istruzioni che la Chiesa ha già dato in proposito. È difficile ammettere che quella idealizzazione della quale l’arte ha bisogno per essere arte, si debba risolvere in termini di povertà, di vuoto, di assenza di tecnica e persino di strambo. In tutte le età, si è idealizzato senza bisogno di fare certi sacrifici. È difficile ammettere che una unilaterale filosofia, per di più in tramonto, debba decidere da sovrana, se un’opera appartiene all’arte o meno. Questo accade da mezzo secolo, con particolari durezze negli ultimi decenni. Forse, c’è troppa filosofia al posto di arte. Non si può negare che la sincerità architettonica, combinata con la tecnica del cemento armato, il quale ha spostato pienamente il criterio costruttivo (dal quale nascevano le diverse forme), ponga delle esigenze alle quali non si deve essere sordi. Però, è anche vero che, in tema di architettura sacra, hanno troppa cittadinanza esemplari nordici i quali sono stati concepiti da Protestanti, per sale di culto protestante. La “sala di culto” protestante, contenta di un sermone e qualche canto, non è la Chiesa Cattolica con tutta la Sua liturgia e tutto il mondo intravisto dalla Sua liturgia. Gli artisti studino di più il dogma, vivano la vita cristiana, seguano e lungamente e piamente la divina liturgia, se vogliono entrare in Chiesa degnamente per assidersi coi grandi del passato e partecipare ai loro trionfi. Siamo convinti che il bello sia un mirabile anticamera del bene e che la casa di Dio non ne possa fare a meno. Pertanto, in Chiesa non possono entrare sulle pareti o nelle melodie manifestazioni che si possono definire: proiezioni esterne di un disordine interno. Non si dimentichi mai che l’arte del passato è stata grande anche perché non è mai stata concepita come un commercio od un affare. Spesso, una vita è stata in travaglio per produrre, magari nella povertà, un capolavoro. QUESTIONI SOCIALI A questo punto qualcuno si è certamente meravigliato che non abbiamo posto molta attenzione alla caratteristica forse più saliente della vita moderna, la questione sociale e la lotta sociale. Non lo abbiamo fatto perché questa situazione è un epilogo delle molte cose analizzate fin qui e perché essa interessa assai più per se stessa, che come elemento di modernità. È ovvio, infatti, che la questione sociale qui non Ci può interessare, se non sotto l’aspetto del quale scriviamo. Di ingiustizie e soprusi da una parte, di ambizioni ed intolleranze dall’altra ce ne sono sempre state. La situazione emergente dal loro contrasto è divenuta più acuta, perché i termini in contestazione lavoro e ricchezza, benessere e comodità - sono divenuti, in ragione del progresso moderno, più allettanti, provocanti ed esplosivi. La soluzione di questo grave e bruciante problema ha bisogno certamente di provvedimenti giuridici e tecnici. Ma ha bisogno assai più di una riforma morale, perché la migliore distribuzione del benessere umano, reale e non apparente, riposa, anzitutto, su un funzionamento della coscienza e su un pre- valere della virtù sul vizio, della moderazione giusta sull’interesse e sull’orgoglio. È per questo che talune soluzioni sono semplicemente ingenue, altre sono troppo unilaterali, altre incomplete. Negano o dimenticano o avviliscono la soluzione morale. Non che questa sia tutto; c’è pure necessità della tecnica e del diritto, ma mantiene sempre il segreto di una risoluzione duratura. Le formule, anche belle, porterebbero a delle sostituzioni, ma non a delle desiderate e sostanziali riforme. È proprio questo che mette in luce la parte della più gagliarda questione moderna, che tocca soprattutto a noi: la formazione e la riforma delle anime. Ciò è affermare la parte che la Chiesa ha nella questione sociale, pratica e decisiva, oltre alla funzione di bandire, senza reticenze, anche a proposito della vita sociale, le massime del Vangelo. Non si può dunque in materia rimanere spettatori. Fin qui, per l’argomento che stiamo trattando, niente v’ha di nuovo, se non l’affermazione di un onere di più. Ma di caratteristico c’è la singolare mentalità che si è venuta formando nella bruciante atmosfera sociale moderna, a proposito della quale occorre veder giusto. La questione sociale, per la quale chi ha cuore non può rimanere indifferente, sta diventando alterata completamente da posizioni esagerate, le quali ogni giorno più si dimostrano vuote di ogni contenuto ed intenzione sociale, rette invece da intendimenti di conquista, in nulla diversi dalle solite e banali cavalcate verso il dominio assoluto degli altri. La povera gente è, in realtà, tradita da coloro che hanno preteso farsene violentemente i paladini. E questo è l’aspetto doloroso. (continua) Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 13 I GIGANTI DEL MALE di A. Z. 3 egli ultimi anni, sono apparsi, negli Stati Uniti, circoli sempre più numerosi di nazionalisti con la stesse idee dei nazionalisti europei, e si spera che, un giorno, essi possano acquisire un potere sufficiente per soffocare la cospirazione giudeo-massonica nel proprio paese, poiché questa è la condizione indispensabile per realizzare la vittoria decisiva contro il comunismo mondiale! Questi circoli dispongono di alcuni periodici, nei quali espongono apertamente il pericolo che sovrasta il Nordamerica. Uno di questi periodici, il “Common Sense”, edito da Unione, a New Jersey, pubblicò un lungo articolo informativo intitolato “The Coming Red Dictatorship” (La dittatura rossa alle porte), nel quale, su Eisenhower, sta scritto quanto segue. destinate a divenire il “Governo Mondiale ebraico”; N – Egli ha nominato il filo-comunista Conant come presidente dell’Università di Harvard e come Alto Commissario in Germania; – Egli ha nominato Bohlem, eletto da Baruch-Weinberg, come ambasciatore in Russia. Bohlem è stato interprete e consigliere favorito di Roosevelt e di Truman, e condivise pienamente le decisioni prese a Yalta e a Teheran. Nel 1959, Bohlem fu nominato da Eisenhower “esperto” del Dipartimento di Stato in questioni sovietiche; – Egli ha nominato il generale Walter Bedell Smith, favorito di Roosevelt e di Truman, come Segretario di Stato, benché costui fosse uno dei cinque uomini che sapevano che i giapponesi stavano per attaccare Pearl Harbor, e non avvertirono le forze della marina americana; – Eisenhower è totalmente al servizio dei cospiratori ebrei, e sta operando, in modo coerente, l’attuazione dei piani conteuti nei “Protocolli dei Savi di Sion”; – Egli si oppone all’emendamendo “Bricker”, perché questo impedirebbe alle Nazioni Unite di modificare il destino dell’America, rendendo impossibile l’attuazione del Governo Mondiale ebraico; – Egli ha proposto e sostenuto il voto per l’approvazione di Trattati che lasciano i nostri figli soldati soggetti a Tribunali stranieri; – Egli ha favorito la creazione della Cina comunista; Dwight David Eisenhower. che essi chiedevano, durante i negoziati di armistizio, compresa l’isola strategica di Cho e altre due; – Egli si è opposto a bloccare gli aiuti agli Stati che commerciavano con la Cina comunista; – Egli ha contrastato la politica di riduzione delle tasse, pur essendo stata una sua promessa fatta al popolo americano; – Egli ha impedito a Cian-Kai-Shek di fermare Mao Tse Tung, durante la sua conquista della Cina; – Egli si è rifiutato di rimuovere i comunisti dai posti di Governo; – Egli si è rifutato di proseguire la guerra di Corea; – Egli si è opposto a Mac Carthy e non ha fatto nulla per arginare il nemico comunista interno agli Stati Uniti; – Egli ha concesso ai comunisti tutto ciò – Egli si è allineato alle Nazioni Unite, 14 – Egli ha patrocinato la legge di ammissione di 214.000 immigranti aggiunti e assicurato la loro adozione. La maggior parte di essi erano ebrei comunisti dell’Europa Orientale, giunti in America come rifugiati polacchi, ungheresi, rumeni, ecc. per azioni di sabotaggio. Tra di loro, vi erani agenti comunisti della polizia ungherese A.V.O., fuggiti per organizzare la ribellione in Ungheria; – Egli si è opposto alla legge “Walter Mac Carran” per l’immigrazione; – Egli è favorevole al superamento del limite massimo del debito pubblico negli Stati Uniti; – Egli è favorevole al mantenimento delle spese destinate a finanziare i Governi socialisti e di altri paesi nemici degli Stati Uniti; – Egli si dichiara favorevole al rogo dei libri comunisti ma, contemporanea“Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 mente, chiede, ai cittadini degli Stati Uniti, imposte per sovvenzionare l’invio di libri criptocomunisti alle biblioteche straniere (U.S.I.S.); sorbita e mescolata con la razza nera e gialla. Per i giudei, invece, doveva essere sempre valido il rifiuto di mescolarsi e incrociarsi con altri popoli. Eisenhower è sempre stato un fanatico – Egli è per il servizio militare universale sostenitore della cosiddetta “Associazioe, per studiare questo tema, ha nomine per il Progresso dei Popoli di Colonato un Comitato sotto il comando re”, manipolata dai giudei nel Nordameridell’ebreo Julius Adler. ca. Questa Associazione è responsabile di tutti gli scontri razziali avvenuti, poiché Altri fatti, attribuibili ad Eisenhower, sono: istigando sistematicamente i negri contro l’aver congelato il programma dei razzi ini bianchi e promuovendo la mescolanza terplanetari, sotto pretesto delle difficoltà razziale, otteneva come scopo quello di economiche. In tal modo, si è dato temaccrescere le tensioni e di alimentare gli po ai sovietici di preparare e lanciare i loodi tra le razze. ro razzi nello spazio e di guadagnare terEisenhower sostenne la “Corte Suprereno psicologico, dimostrando, così, al ma degli Stati Uniti”, controllata da Femondo la loro superiorità, specialmente lix Frankfurter “Corte”, che è giunta a tra i popoli di colore, da essi sollevati concostituire il più importante strumento tro l’Occidente. comunista negli USA. Eisenhower, nell’arroganza e completezNel 1959, si scatenò lo sciopero del sinza del suo tradimento, dichiarò, in una dacato dei lavoratori dell’acciaio, controlconferenza stampa in Atalanta, il 22 ottolato dagli ebrei David Mac Donald e bre 1959: «Non vedo perché gli Stati Arthur Joseph Goldberg. Fu lo sciopero Uniti debbano entrare in competizione più grave della storia statunitense. Più di con l’Unione Sovietica nel dominio dei mezzo milione di lavoratori delle acciaierazzi del programma interplanetario»! rie di Pittsburgh e di altre città, sospesero Come segno di protesta contro questo il lavoro per diversi mesi, trascinando con spudorato sabotaggio presidenziale al sè altri duecentomila operai delle induprogramma di difesa degli Stati Uniti, i strie automobilistiche e altre ancora, che, generali Gavin e Medaris si sono dimesper mancanza di materia prima, non posi. Medaris dichiarò, pubblicamente, che tevano lavorare. La perdite furono di circa la politica di Eisenhower, in questo cammille milioni di dollari con la minaccia po, non può che condurre il paese alla incombente di una catastrofe economica. catastrofe. Come Presidente, Eisenhower poteva inAllo stesso tervenire e tempo, l’esbloccare lo perto tedesco sciopero, in dottor Werner base alla legvon Braun, ge Taft Hercostruttore tley. Tuttavia, della bombaessendo lo razzo V2, dusciopero scarante la guertenato dai ra, e l’uomo suoi “fratelli”, che lanciò i non fece nulprimi satelliti la. Alla fine, americani, fu questo conflitposto, con tutto, provocato to il suo grupin modo del po, sotto il tutto artificiacontrollo della le, fu risolto N.A. S.A., didall’intervento retta da Heith personale del Glenann. Fuvicepresidenrono fatti tutti te Nixon, gli sforzi posquando il gran sibili, dietro le capo del quinte, per Kremlino, bloccare il Krusciov, progetto “Savenne invitato turno” per la a visitare il costruzione di Nordamerica,. un razzo caQuesto sciopace di mettepero venne re in orbita un sfruttato per la satellite di 15 propaganda tonnellate, e comunista: si Il Generale Dwight Eisehower con le truppe americane, a Newbury (Inghilterra), il 5 giugno 1944. per acquisire parlò degli un vantaggio, operai nordanei confronti mericani “podell’Unione veri e sfruttaSvietica, che ti”, mentre, in sarebbe durato certamente per molti anmulgazione di leggi che promuovevano il realtà, erano i meglio pagati del mondo! ni. matrimonio tra bianchi e persone di colo(fine) Mentre Eisenhower predicava che non vi re, per iniziare un processo che doveva era denaro per il programma spaziale deportare alla fine della razza bianca, as“Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 gli Stati Uniti, lui stesso proponeva al Congresso, il quale accettò la proposta, di destinare somme gigantesche (40 milioni di dollari nel 1960), per aiuto ai paesi in via di sviluppo, specialmente in Asia e Africa. Questo denaro, però, non doveva essere utilizzato come aiuto umanitario, ma come parte del “piano segreto”, formulato dal rabbino maggiore d’Ungheria di Budapest, il 12 gennaio 1952, durante il Consiglio di Emergenza dei Rabbini Europei, in cui una rapida industrializzazione dei paesi afro-asiatici doveva essere usata non solo per mantenere la superiorità numerica dei popoli di colore, ma anche per usare il nuovo potenziale tecnico e industriale contro la razza bianca. Il Nordamerica collaborava a questo “progetto” non per volontà del suo popolo, ma per volontà dell’uomo, alieno all’America, che occupava la Presidenza. Questo “piano”, col sostegno dei popoli di colore, doveva portare il giudaismo alla realizzazione del suo sogno di distruggere la razza bianca, l’unica capace di contrastare efficacemente i suoi piani di dominio mondiale, per regnare facilmente su una massa di popoli di colore. Già l’ebreo Henry Morgenthau, alla fine della seconda guerra, col suo “piano Morgenthau”, pretendeva di distruggere la Germania industriale per trasformarla in un paese rurale di schiavi. In questo “piano”, orientato alla distruzione della razza bianca, era prevista anche la pro- 15 DEMOCRAZIA E LIBERTÀ di “Illyricus” 2 LA “DEA LIBERTÀ” Chiunque, con un briciolo di onestà intellettuale, non potrà non convenire che le tanto decantate “libertà democratiche” sono più teoriche che operative. Si può essere liberi forse sul piano morale, ma molto limitatamente su quello sociale e politico: nel campo sociale, troppe sono le influenze esterne alla nostra volontà che ci condizionano, così, come sul piano politico, dove, oltretutto, pochi hanno un grado di coscienza e di giudizio “liberi”. Com’ebbe ad affermare Berdjaev: “la democrazia è fanatica nella difesa dei suoi irrazionali princìpi ed ha mille modi per uniformare la personalità umana e per soffocare la più importante delle libertà, quella dello spirito”. In nessun campo, forse, il sistema dà fondo alle sue tecniche e mezzi di manipolazione, come nell’affermazione dell’idea di “Libertà” che si pretende identificarsi solo con la “democrazia”. Ma i diritti, per essere tali, non basta enunciarli sulla “carta” e ripeterli ossessivamente nei discorsi pubblici! Anche i mutamenti nel campo del costume sono presentati come spontanei e “liberi”: in realtà, realizzati col concorso di cinema, TV, moda, non casualmente tendono ad un lassismo esasperato, ad una “libertà” dissacrante, nel vizio. Le idolatrate “star” del cinema, della “musica” rock, dello sport, in uno con la martellante pubblicità, suscitano emulazione e desideri e, quindi, presunte scelte “libere”. Come “valvole di sfogo”, poi, vengono concesse “libertà” spicciole”, trasgressive, delle licenze (che importa se provocano tensioni e conflitti interpersonali?..), ma, soprattutto, è l’assenza di obblighi, anche positivi, che fa piacere alle masse per 1 DEMOCRAZIA: “FLATUS VOCIS” sentirsi “libere”: indifferenza, disimpegno, ricerca dei piaceri e divertimenti. Vi è un costante aumento della delinquenza minorile e della droga? Si risponde che sono “ineluttabili calamità naturali”, il prezzo da pagare alla “dea libertà”. Se questa società che ci costringe nell’insicurezza e nella frustrazione è detta “più libera”, allora diciamo che la violenza della “libertà” non è inferiore a quella della più dura tirannide! “Democrazia” è, dunque, una parola tanto usata e abusata, ma priva di reale contenuto; una contraddizione in termini: come si può essere allo stesso tempo governanti e governati? Il sistema democratico, che ha promesso il progresso indefinito e sanzionato nelle Costituzioni, il “diritto” (sic!) per tutti alla felicità e al benessere, s’è rivelato anch’esso impotente. Lo stesso Papa Wojtyla, in un incontro con i sindacati, stigmatizzò il sistema economico moderno che “º provoca miseria per tanti e ricchezza per pochi”, ricordando la condizione dei Paesi “vittime dello sfruttamento di un ingiusto sistema, egemonizzato da un capitale sempre più potente e disumano”1. Il VERO potere è, quindi, nelle mani dei circoli economici e finanziari trans e sovra-nazionali, i quali, come quotidianamente c’informano i giornali, con i fattori centrali, a livello planetario, e condizionando gli Stati determinano i destini dei popoli. Il giurista inglese James Bryce aveva avvertito, nel secolo scorso, che “gli antagonismi commerciali delle democrazie avrebbero costituito pericoli per la pace assai più di quanto ne abbiano comportato gl’interessi dinastici dei sovrani”. Fu facile profeta: la storia delle potenze democratiche è costellata di guerre per l’espansione dei loro mercati e l’accaparramento delle materie prime. Generalmente, ciò non è ammesso e quando vi è necessità di “coprire” sporche politiche, ecco le democrazie, nate dal Pensiero relativista e soggettivista, fare ricorso agli Assoluti: se sono “costrette” a interventi armati (massacrando anche civili), è perché sono i difensori del “Bene”: le loro guerre sono “missioni umanitarie” e “operazioni di polizia”. Cfr. “Il Giorno” del 20 aprile 1994. 16 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 Giustamente viene sostenuto che ogni ideologia va giudicata non solo dalla sua teoria e proclami di princìpio, ma soprattutto dalla messa in pratica della sua dottrina e dagli effetti che ha sull’uomo. L’avvertimento di Gesù: “Li riconoscerete dai loro frutti” è rivolto non solo ai singoli e categorie, ma anche agli Stati: E la “democrazia” non sfugge a questa regola: la conosceremo non tanto dalla sua ideologia (di per sé criticabile) ma dalle sue realizzazioni. Per rimanere nell’ambito nazionale: costante alto livello di aborti, criminalità, corruzione, malsanità, tragico aumento delle malattie mentali e dei poveri, i quali sono, di fatto, cittadini privi di ogni diritto, senza peso né voce. E sono milioni! Quale beffa proclamare la teorica eguaglianza giuridica quando la disuguaglianza economica è abissale! E sul falso pluralismo, permetteteci di aggiungere che è un ben misero agire quello dei pseudo “libertari” democratici: sarebbe auspicabile, per lo sviluppo dell’individuo come della società, un autentico pluralismo, perché “varietà rappresenta organicità e crescita, mentre uniformità è morte!”. Osservava quarant’anni fa Erich Fromm, fondatore della Psicanalisi Umanistica: “l’alienazione, come noi la troviamo nella moderna società, è quasi totale: essa permea le relazioni dell’uomo col suo lavoro, con le cose che consuma, con lo Stato, con i suoi simili e con se stesso”, e precisava che “l’equilibrio e la salute mentale dipendono dalla soddisfazione di quei bisogni e di quelle passioni che sono specificamente umane: i bisogni di correlazione, di trascendenza, di radicamento, il bisogno di un sentimento di identità e di orientamento e di devozione”. Tutte scomparse, nella società moderna, in un sistema “che ci spinge, che ci obbliga a scegliere i nostri problemi, così come i nostri prodotti; un sistema che non ha né fine né méte che lo trascendano e che fa dell’uomo una sua appendice”. E nei rapporti con la società, Fromm (in contrasto con altre scuole) ribadiva: “la salute mentale non può essere definita in termini di adattamento dell’individuo alla CONSIDERAZIONI FINALI Nel contesto di questa società, organizzata esclusivamente ai fini della produzione e del consumo, il VERO cristiano si trova estremamente a disagio, perché la vita, per lui, è acuta consapevolezza, è la ricerca delle ragioni per vivere; se i democratici “illuministi”, con i loro edonistici ideali, mirano alla felice incoscienza, i cristiani, al contrario, tendono alla coscienza a qualsiasi costo, all’aspetto spirituale che dà senso alla vita. In fondo, gli uomini, che lo avvertano o no, hanno bisogno di spiritualità, di arte, di estetica, di creatività, di sentimento, e quando non lo sentono, razionalmente lo gridano con il loro comportamento: i giovani drogati, le copie sterili per scelta, i suicidi, le famiglie disgregate. Anche la “democrazia”, con la sua infondata fiducia nell’uomo, ha confermato che non si può costruire nulla di bello e di giusto ignorando le leggi di Dio e l’insegnamento di Gesù Cristo. Anzi, con la sua filosofia individualista e con il suo esclusivismo ideologico, ha fatto emergere ancor di più la pietrezza di cuore dell’uomo, la sua perfidia, la sua ferocia, “esaltata” dalla spietata crudeltà del modo democratico di condurre le guerre. Come rivelò Antole France - premio Nobel nel 1921, e di certo non reazionario! - la guerra totale è il tipo di guerra nata nel 1789, che prevede l’imposizione della resa incondizionata e i princìpio di combattere fino allo sterminio”2. 2 3 sua società, ma al contrario, dev’essere definita in termini di adattamento della società ai bisogni dell’uomo e della sua funzione. Il culto dello Stato può scomparire soltanto se l’uomo riacquista i poteri sociali di persona e costruisce una comunità sana che favorisca la capacità dell’uomo di amare i suoi simili”3. Ciò sarà mai possibile realizzare nel- l’onnipotente Stato democratico, frutto dell’orgoglioso uomo “razionalista” e “illuminista”, che ha preso tutt’altro aspetto e indirizzo a fronte dei princìpi sbandierati con demagogia da due secoli? Ma al di là di ogni considerazione, è che il sistema ha raggiunto un tale livello di manipolazione della masse, s scala mondiale, con a simultaneità e uniformità di notizie selezionate, che neutralizza le capacità di reazione critica. MAI, in passato, nessun regime poteva segnare un tale livello di condizionamento, di soggezione e di controllo delle menti, portato a perfezione con il supporto della tecnologia elettronica e informatica. Se la dominazione personale, a volte, poteva essere in pericolo, perché, con il far soffrire, suscitava la ribellione, oggi, il potere anonimo sembra definitivo e indistruttibile, perché si fa accettare dalle sue stesse vittime. Si sta realizzando una società senza opposizioni, destinata ad assistere alla paralisi della critica e alla sconfitta della logica della protesta. Come s’inserisce in questo drammatico contesto il discorso cristiano? In questa società sempre più alienante e disumanizzante, il VERO cristiano non può entrare in uno stato di critica e lotta con se stesso e con l’ambiente. L’avvento della società di massa è anche conseguenza del processo di secolarizzazione che sta completando di pervadere gli uomini nello spirito, secolarizzazione che è una vasta diffusa “anestesia” che rende insensibili le coscienze. Sollecitati dall’avvento di Colui che è il segno di contraddizione e contestazione, noi però ci troviamo di fronte a una fondamentale decisione (Mt. 10: 3439): “un Cristiano che non porti il segno della contraddizione con i propri contemporanei, non è più, di fatto, in corrispondenza con le linee indicate nell’Evangelo. L’assenza della lotta e del contrasto è chiaro indice di un’assimilazione con l’ambiente che contraddice l’Evangelo professato!” (Giov. 15-18 seg.). Né potrebbe essere altrimenti, poiché siamo di fronte a due orientamenti TOTALI della vita, derivati da due opzioni RADICALMENTE ANTITETICHE, con buona pace dei “modernisti” infiltrati nella Chiesa, i quali si stanno servendo proprio della “democrazia” per introdurvi i loro errori; in primo luogo, mitigando e addolcendo l’Evangelo! Ma, fino ad oggi, la Chiesa rifiuta al suo interno il ricorso al gioco delle “minoranze e maggioranze”, consapevole che il consenso di una maggioranza non trasforma in giusto ciò che è ingiusto. La custodia e la trasmissione delle Verità di Fede non dipende da decisioni prese col sistema elettorale! (fine) Vedi sul tema. “I miti della Rivoluzione francese” di Jean Drumont. Ed. Elledieffe. Cfr. Erich Fromm, “Psicanalisi della società contemporanea”, Editz. Di Comunità. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa AUTENTICITÀ DEI “PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION” Il finale, dunque, del processo di Berna era terminato con uno scacco totale delle intenzioni perverse della cricca giudaica. I “Protocolli” resteranno un documento che, grazie proprio a questo processo, sarà riconosciuto più che autentico e che il giudaismo, pur di rigettare tale autenticità, non aveva trovato di meglio che di incitare un magistrato ad emettere un giudizio erroneo, appoggiandosi, per di più, su di un articolo non applicabile della legge, violando la stessa procedura e utilizzando dei dati inesatti. Negli scritti antisemiti si è fatto spesso valere - e questo per dimostrare l’autenticità dei Protocolli - che la politica giudaica vien fatta, su tutta la linea, secondo le direttive e i princìpi che vi si trovano enunciati in questo libro dei “Protocolli”. E questa coincidenza è servita come punto di partenza per numerose pubblicazioni. Alfred Rosenberger ne ha fatto uno studio assai approfondito in uno suo libro: “Les Protocoles des Sages et la Politique Mondiale juive”. Si legga questa sua conclusione ineccepibile: «Le tesi e i documenti che noi stiamo per citare non lasciano sussistere neppure il più piccolo dubbio sull’analogia di pensiero che esiste tra i “Protocolli” e gli altri scritti giudaici. La politica attuale è conforme, in tutti i suoi dettagli, alle citazioni e ai piani conosciuti ed esposti nei Protocolli». Le tesi dei Protocolli, del resto, concordano perfettamente con certi testi dei Profeti d’Israele, là dove parlano di una egemonia mondiale per Israele; e lo stesso dicasi per la concordanza perfetta con la dottrina dei Talmudisti e quella dei Cabalisti. La loro autenticità, poi, fu riconosciuta anche da altri giudei, come, ad esempio, dallo scrittore austriaco Arthur Trebitsch, giudeo al cento per cento, ma di tendenze di forte antisemitismo. Nella sua opera principale: “L’Esprit allemand ou le Judaisme” (Vienna, 1921), sui Protocolli egli scrive che la loro esistenza gli era stata rivelata dalla brochure di Beck: «Non si può avere il menomo dubbio sull’autenticità del testo del libro “Les Sages de Sion”. Colui che, come l’Autore (i. e . Trebitsch) ha saputo presentire nei fini e le intenzioni di tutta la nostra vita economica, politica e spirituale, le idee esposte in questi documenti segreti, può garantire con certezza che si tratta indubbiamente di dichiarazioni autentiche che portano l’impronta dello spirito strisciante dei Giudei che aspirano all’egemonia del mondo; così autentiche e così vere che mai alcun cervello ariano - anche se l’odio antisemitico lo spingesse alla falsificazione e alla calunnia - sarebbe mai stato capace di concepire, in alcun modo, questi metodi di lotta, questi piani, queste astuzie e queste frodi». (p. 74). 18 Fac-simile della opertina dell’edizione russa dei “Protocolli” del 1912. L’aspetto più interessante, circa l’autenticità dei “Protocolli”, è che questi sono quasi una copia identica di un altro documento che risale al 1773, un documento che si pone lo stesso fine di dominio mondiale ebraico e che ricalca i metodi di lotta, di astuzie e di frodi che si trovano nei “Protocolli”. Secondo Guy Carr, in “Servant”, 27 s, i Protocolli risalirebbero a oltre un secolo prima delle deliberazioni del Congresso di Bále (1897). «Le mie ricerche personali - scrive - mi hanno portato a pensare che i documenti pubblicati in Russia nel 1905 dal prof. Nylus, sotto il titolo “Il pericolo ebraico”, e da M. Mardsen in Inghilterra, nel 1921, sotto quello di “Protocollì dei Savi di Sion”, sono il “piano” a lunga scadenza degli Illuminati, quello che era spiegato da Mayer Amschel Rothschild ai suoi soci nel 1773 a Francoforte. Rothschild non si rivolgeva a dei rabbini o anziani; egli parlava a banchieri, industriali, uomini di scienza, economisti, ecc. Perciò, non è giusto imputare questa cospirazione diabolica e criminale a tutto il popolo ebreo e ai suoi capi religiosi». Il Virion, nel suo studio: “Presto un governo mondiale”, documentatissimo, le cui affermazioni non sono state mai state né smentite né attaccate, scrive: «Il temporalismo ebraico... vagliato dai millenni, continuamente messo a punto secondo l’evoluzione e l’apressarsi della fine... “I Protocolli dei Savi di Sion” sono una di quelle rimesse a punto, parallela all’elaborazione del piano sinarchico... i “Protocolli” fanno parte di un tutto, ma parte essenziale, emanante dalle potenze ebraiche, ove la Kabala ha più credito che l’Antico Testamento» (Virion, 235). Nota: il testo è tratto da un articolo pubblicato su Chiesa viva n° 179. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: MARGHERITA DI CITTÀ DI CASTELLO - VIVERE NELLA LUCE di William R. Bonniwell Caro mons. Luigi Villa, ecco cosa scrive in un articolo di fondo il direttore (sacerdote) de “L’Amico del Popolo”, organo ufficiale della diocesi di Chieti: «Va ricordato, anzi gridato forte, che il trovarsi oggi in un VILLAGGIO GLOBALE deve dilatare e approfondire la coscienza che l’Umanità è una sola famiglia, una sola realtà, al di là del colore della pelle, dei costumi, delle idee, DELLE RELIGIONI. Deve essere una vittoria della mentalità universale... non accetteremo mai di essere alla retrovia della storia». Come vede, siamo a Diderot, a Voltaire, a Mazzini e a tutti i grandi maestri della massoneria che da tempo ormai vanno predicando questa specie di sincretismo ideologico in cui tutti i gatti diventano bigi. Eppure, si continua farisaicamente a leggere nelle Chiese i passi del Vangelo in cui Cristo dice che è venuto sulla terra a “dividere” la progenie di Dio da quella di Satana e a “portare guerra” fra di esse; Si continua, farisaicamente, a leggere nelle Chiese i passi del Vangelo in cui Gesù dice: “Io sono la sola porta dell’ovile, e chi non entra per questa porta è un ladro e un brigante”! Si può essere così spudoratamente servi di due padroni? Saluti in Cristo! (D. De F. - Chieti) *** Spetabile casa Editrice Civiltà, con quest’ultima vostra spedizione, ora dispongo dell’intera raccolta del periodico “Chiesa Viva” dal 1980 a oggi. Ringrazio, per questo, le solerti e devote Suore, nonché il Direttore, Don Luigi Villa, per la incessante difesa e divulgazione della fede cattolica, insieme alla ferma condanna di tutte le eresie e gli errori del modernismo teologico. Spero di beneficiare ancora a lungo della vostra benedetta opera di evangelizzazione, insieme a nuovi lettori e sostenitori! Vi porgo tanti cari saluti! (D’A. A. M. - Milano) *** Caro don Luigi Villa, (...) Non mi resta che salutarvi augurandovi una buona ferie. Le nostre povere ma sincere preghiere a Maria Ausiliatrice dei cristiani per Lei e per tutti i collaboratori/collaboratrici di “Chiesa Viva”! Sancte Michael Archangele, defende Nos in proelio!” (F. P. - Irlanda) *** Rev.do Don Luigi, ho avuto modo di leggere ed apprezzare il suo periodico “Chiesa Viva”, affertomo dal compianto e amico mons. Marino Cecconi... e quindi Le chiedo la cortesia di inviarmelo. Viviamo tempi difficili e il marasma è impressionante, dentro e fuori la Chiesa. Le auguro buon lavoro e santa Pasqua! (Don A. L. - Roma) Un giorno d’autunno del 1287 viene alla luce Margherita, l’attesa primogenita di Parisio ed Emilia, nobili del borgo della Metola; ma, con dispiacere e vergogna dei genitori, la bimba nasce cieca e deforme. Tenuta nascosta a tutti, a sei anni viene fatta rinchiudere in una cella murata vicino a una chiesetta; dopo quatordici anni di prigionia, i genitori la conducono presso un santuario a Città di Castello, sperando in un miracolo: niente accade, e padre e madre si liberano di Margherita abbandonadola lì. Circondata dalla solidarietà semplice dei poveri e dei diseredati, l’esistenza della giovane diventa un crescendo di preghiere e di opere di misericodia, sotto il segno distintivo della nobiltà d’animo, dell’umiltà e della solarità, a dispetto di ogni prova. Quando muore, ad appena trentatré anni, i concittadini accorrono in massa al suo funerale e, grazie a una guarigione prodigiosa, operata per l’intercessione di Margherita, ottengono che sia seppellita in chiesa e da lì continui a vegliare sulla sua cittù di adozione. La commovente storia della beata di Città di Castello, coinvolgente come un romanzo, rivive nella documentata ricostruzione del suo più grande biografo. Per richieste: 2002, Città Nuova Editrice Via degli Scipioni, 265 00192 ROMA RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio,potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 19 1966, nel campo di lavoro forzato di una miniera di carbone dello Shanxi. Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA Liu Meizhong Sacerdote, diocesano. Morto in un campo di lavoro, nell’agosto 1966. Su Ling Giovanni Battista Sacerdote, diocesano. Era nato il 5 dicembre 1912, in Malaysia. Ordinato sacerdote, morì in prigione a Pengyunxian, in Qinghai, il 24 gennaio 1974. Vi era stato inviato dopo lunghe torture subite nel suo villaggio di Baat Lung Heurne. Un sacerdote Arrestato, poi rilasciato, di nuovo arrestato e infine fucilato. (continua) OTTOBRE 2003 SOMMARIO CANONIZZAZIONE ED INFALLIBILITà di Giancarlo Politi MARTIRI IN PROVINCIA DI GUANGDONG Diocesi di Shantou Il Vicariato Apostolico venne staccato da Guangzhou, il 6 aprile 1914, e affidato alle “Missioni estere” di Parigi. Parecchi giovani cattolici Morirono nelle prigioni della città di Shantou, durante gli anni 1958-1959. Yao Chih-chung Sacerdote, diocesano. Di 37 anni. Era stato condannato a 16 anni di lavoro forzato, nel 1954. Era stato arrestato nel 1951, perché promotore della “Legione di Maria”. Huang Jisi Laico. Morto in prigione. Huang Keren Taddeo Sacerdote, diocesano. Vicario generale. Nato intorno al 1907, fu ordinato sacerdote a Penang il 4 dicembre 1932. Arrestato nel 1952, morì ai lavori forzati nel Qinghai, nel 1960. Chen Jingran Laico. Condannato all’ergastolo e morto in prigione. Zou Delin Cirillo Sacerdote, diocesano. Delegato episcopale. Era nato nel 1908 ed era stato ordinato sacerdote nel 1933. Condannato nel 1958, morì ai lavori forzati nel Qinghai, l’8 aprile 1960. Su Bing Sacerdote, diocesano. Vicario generale. Morto in prigione il 16 marzo 1968. Su Bingsheng Giuseppe Sacerdote, diocesano. Delegato episcopale. Nacque intorno al 1893, e venne ordinato sacerdote intorno al 1919. Morì a Beine, nel 1960, poco dopo il suo rilascio dalla prigione. Su Tsung-yang Sacerdote, diocesano. Di 36 anni, Condannato nel 1958. 20 Chen Dimin Morto in prigione, nel Qinghai. Chen (Tang) Nengquan Paolo Sacerdote, diocesano. Era nato a Singapore nel 1914, e fu ordinato sacerdote nel 1940. Condannato all’ergastolo, mori in prigione, nel Qinghai, tra il 1961 e il 1963. Chen (Tang) Tsie-ziang Giuseppe Sacerdote, diocesano. Nato verso il 1906, fu ordinato sacerdote nel 1931. Venne ucciso in prigione, verso il 1965. Liu Ruoheng Sacerdote, diocesano. Morto nel maggio N. 354 2 Cannizzazione ed infallibilità (1) di Mons. Prof. R. Gherardini 8 ... e la devoluzione del signoraggio monetario? del prof. G. Auriti 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (7) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 14 I giganti del male - Dwight David Eisenhower di A. Z. (3) 16 Democrazia e libertà (2) di Illyricus 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno B (Dalla XXXXI Dom. del Tempo Ord. alla XXXIV Dom. del Tempo Ord. ) “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 355 NOVEMBRE 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità 2 CANONIZZAZIONE ED INFALLIBILITÀ di Mons. Prof. Romero Gherardini La “beatificazione” (nel 1992) e la “canonizzazione” (nel 2002) di Mons. Escrivà de Balaguer non cambiano i “fatti” e i “testi” che riguardano l’Opera che egli ha fondato. Essi non impediscono affatto, quindi, di criticare la dottrina, la spiritualità, i fini, i metodi e il governo di questa sua Opera. E perciò neppure la “canonizzazione” può fermare questo studio sulla discutibile “infallibilità che ha indotto a stendere questo studio teologico-dogmatico; un lavoro del prof. Brunero Mons. Gherardini, noto tra i teologi più affermati e valevoli d’oggigiorno, già professore ordinario di “Ecclesiologia” ed “Ecumenismo” presso la “Pontificia Università del Laterano”, membro della “Pontificia Accademia Teologica Romana” e della “Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino”. Come pure è anche il Direttore Responsabile della Rivista internazionale di ricerca e critica teologica: “Divinitas”. Città del Vaticano. 2 4 - INFALLIBILITÀ E MAGISTERO ORDINARIO. Prima di chiedersi se la canonizzazione d’un Beato presenti il pieno ed assoluto rispetto delle condizioni sopra segnalate, e goda quindi dell’infallibilità, occorre riprendere il discorso sul magistero ordinario del Papa e verificare se esso pure sia o no infallibile. Sbaglierebbe chi giudicasse l’aggettivo “ordinario” come sinonimo di “meno importante e meno valido”. Il suo significato si desume dall’ufficio papale e dal suo riferirsi ad una forma certamente autentica di esso, anche se non solenne né straordinaria. Ora, non essendo tenuto a trattare sempre “de fide vel moribus”, né soltanto in momenti e per motivi straordinari, e neanche a trattarne sempre nella forma solenne della “locutio ex cathedra” - di fatto ciò avviene raramente! - il Papa ne tratta il più delle volte nella forma ordinaria, ricorrendo in particolar modo alla Lettera enciclica, alla Bolla, alla Costituzione e via dicendo. Nella storia più recente della Chiesa, si conoscono encicliche sicuramente cattedratiche, dall’“Ineffabilis Deus” di Pio IX27 alla “Miserentissimus Deus” di Pio XII28, dedicate rispettivamente al dogma dell’Immaco- 27 28 2 Cfr. Dell’8 dicembre 1854, DS 2800-04. Cfr. Dell’1 novembre 1950, DS 3900-04. 29 Cfr. Lio E., “Humanae vitae e infallibilità”, Città del Vaticano 1986. lata Concezione e a quello dell’Assunzione; qualcuno 29 annovera tra queste anche la “Humanae vitae” di Paolo VI30 sulla salvaguardia della vita. Il Dublanchy31, non senza qualche eccesso di zelo, riconosce il carattere dogmatico anche ad alcune encicliche di Leone XIII in forza del loro contenuto dottrinario: la dottrina relativa al matrimonio cristiano, nella “Arcanum” del 10.2.1880; l’origine divina del potere anche civile, nella “Diuturnum” del 20.6.1881; la sovrana e nativa indipendenza della Chiesa, nella “Immortale Dei” del 1.11.1885; l’ispirazione ed inerranza della Sacra Scrittura, nella “Providentissimus Deus” del 18.11.1893; il primato del Romano Pontefice e la natura della Chiesa, della “Satis cognitum” del 29.6.1896. Il fatto è che il carisma dell’infallibilità può connotare anche il magistero ordinario del Papa, pur non rispondendo a tutte le condizioni della definizione cattedratica. Qualora il Papa volesse davvero proclamare una verità come dogma di fede, o determinarne il senso esatto e l’appartenenza alla fede cattolica, la “Locutio ex cathedra” sarebbe la forma più idonea allo scopo; in tal caso, il Papa è anche tenuto a manifestare esplicitamente la sua volontà e consapevolezza di parlare come “pastore e dottore di tutta la Chiesa” e a dichiarare la sua intenzione “definitoria”. 30 31 Cfr. Del 25 luglio 1968, AAS 60 (1968). Cfr. “Infallibilité” cit. C. 1705-06. “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 Non sempre, però, proclama una verità “definitorio modo”, cioè “ex cathedra”. Qualora una verità sia già stata definita; o si tratti di verità dedotta da quelle rivelate, o sia con quelle rivelate e definite strettamente collegata; oppure, qualora il tenore dell’intervento papale sia, per circostanze e contenuto, di carattere ordinario, allora l’intervento stesso non oltrepassa il limite del “definitive tenendum”. Nell’uno e nell’altro caso, per l’insorgenza d’evidenti condizionamenti dogmatici, è però in atto il carisma dell’infallibilità papale. Nel “definitorio modo”, lo è direttamente ed immediatamente per il verificarsi in esso di tutte le condizioni alle quali è legato; nel “definitive tenendum”, indirettamente e quasi di riflesso. Il dato emergente è, comunque, la presenza di tale infallibilità. Come, infatti, negarla ad un magistero che, sia pure in forma ordinaria, ripropone le verità contenute nel Credo e nelle varie professioni di fede, nel giuramento antimodernistico (della prima e della seconda stesura), nella sacra liturgia ch’è il dogma. pregato, e nella vita sacramentale della Chiesa? La domanda, allora, sullo sfondo di quanto precede, è se una canonizzazione, formale o equipollente, rientri nel quadro dogmatico dell’infallibilità papale e goda perciò di essa. S. Pio V. 5 - IL FATTO DOGMATICO Si noti: dico “fatto”, non verità o dottrina. Ch’esso venga definito dogmatico, non comporta di per sé che si tratti d’un fatto anche soprannaturale. L’Incarnazione del Verbo, la sua passione e morte redentrice, la sua risurrezione ed ascensione al cielo - solo per portare qualche esempio - son senza dubbio dei fatti. Ma la loro emergenza sul piano soprannaturale esclude che possan qualificarsi come dogmatici nel senso inteso dalla teologia postridentina: son essi stessi veri e propri dogmi, verità divinamente rivelate e dalla Chiesa inserite nel suo Credo. Secondo la teologia postridentina, i fatti dogmatici hanno attinenza alla concretezza delle cose, alla loro realtà fattuale e conoscibilità naturale, pur mantenendo una loro relazione con il mondo della fede. Per analogia, posson rapportarsi alle verità naturali, cioè conosciute con le sole forze della ragione umana, quali l’esistenza di Dio, la spiritualità e l’immortalità dell’anima, la morale naturale: verità naturali che trovano poi conferma nella Rivelazione cristiana e diventano oggetto anche di conoscenza soprannaturale. In effetti, anche i c.d. fatti dogmatici mantengono una connessione del loro ambito naturale con quello soprannaturale. Non sono dei fatti qualunque; la loro stessa fattualità attiene a verità rivelate. S’imparentano dunque col S. Giuseppe Cottolengo. 32 Cfr. Al rigurado Dublanchy E., “Eglise”, in DThC IV. Parigi 1939, spec. c. 2188-2210. 33 Cfr. De Rosa G., “Fatti dogmatici”, in EC III Roma 1995, p. 1058. 34 Cfr. Veraja F., “La canonizzazione equipollente e la questione dei miracoli nelle “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 Santa Bernadetta Soubirous. dogma. Donde la loro qualifica di fatti dogmatici. È peraltro doveroso riconoscere che, in teologia, sui fatti dogmatici non si dà univocità di giudizi. Si può dire soltanto, che negli Autori appare preminente il riferimento ad emergenze concrete - la presenza, p. es., di Pietro come vescovo di Roma, la storia d’un Concilio ecumenico, l’urto delle sue correnti e la dialettica delle sue dottrine - nelle quali sia anche presente, con ogni evidenza, un significato dogmatico in forza d’una loro connessione logica e necessaria con verità contenute nella Rivelazione e dogmaticamente definite. La questione dei fatti dogmatici esplose quando - era il 31 maggio 1653 - Innocenzo X condannò cinque proposizioni estratte dall’Augustinus di Giansenio. Distinguendo la dottrina delle cinque proposizioni dal fatto della loro appartenenza all’Augustinus, alcuni nulla eccepirono sull’infallibilità della condanna, ma negarono che la dottrina condannata si trovasse effettivamente nell’opera incriminata. La controversia è nota e perciò non c’è ragione d’insistervi: dico solamente che sia il magistero della Chiesa, sia la riflessione teologica dimostrarono l’infondatezza della detta distinzione. In particolare, il grande Bossuet, poi seguito dal Fenelon, mise in evidenza, ben 24 casi nei quali il magistero ecclesiastico s’era autoritativamente e definitoriamente pronunciato, benché si trattasse di fatti, prima o più che di dottrine32. Il successivo sviluppo della riflessione teologica collegò i fatti dogmatici con determinate verità di fede definita, grazie alla presenza in essi d’un vincolo, o intrinseco o estrinseco, tra fatti e verità. Intrinseco si disse il vincolo di quei fatti che s’integrano nel dogma: p. es. il peccato originale. Estrinseco, invece, il vincolo che solo dall’esterno congiunge fatti e dogma: p. es. la difesa d’una verità definita, la legittimità dell’elezione d’un Papa, la condanna d’un libro eterodosso o d’una dottrina ereticale33. Si tratta sempre di «fatti contingenti... in connessione morale necessaria con il fine primario della Chiesa, che è quello di conservare e spiegare il deposito rivelato»34. L’attenzione a tali fatti si giustifica, pertanto, non in base ad un interesse puramente storico per essi, ma al loro coinvolgimento nel dogma. E poiché «tra i fatti dogmatici è universalmente annoverata anche la canonizzazione»35 ineccepibile deve dirsi dal punto di vista formale la conseguenza della sua infallibilità. Ma basta il punto di vista formale? Fu soprattutto Fenelon 36 l’assertore dell’infallibità dei giudizi magisteriali sui fatti dogmatici; ma anch’egli ne dette una giustificazione per assurdo: se non fosse infallibile, il magistero ingannerebbe se stesso e, con sé, la Chiesa tutta. cause di canonizzazione”, Roma 1975, p. 14. 35 Cfr. Ivi. 36 Cfr. “Instruction pastorale”, 10 febbraio 1704, “Oeuvres complètes” III, 579ss; “Instruction pastorale”, 2 marzo 1705, ivi IV, 16ss; “Deuxième lettre à l’évèque de 3 Egli continuava così, nella sostanza, l’insegnamento costante della Chiesa, almeno da san Bernardo in poi, ed in particolare da san Tommaso d’Aquino, sulle parole del quale mi soffermerò tra breve. Tale insegnamento insiste ancor oggi sulla necessità di riconoscere ai fatti dogmatíci una loro intrinseca o estrinseca infallibilità, affinché la Chiesa possa esser in grado di rispondere con sicurezza alla sua missione universale. Un errore in siffatta materia - e riaffiora così il ragionamento per assurdo - avrebbe deleterie ripercussioni sulla vita cristiana. Altrettante ne avrebbe l’approvazione o disapprovazione d’un ordine religioso, d’una congregazione o d’un istituto, qualora il Papa potesse, in cose di tal genere, cadere in errore. La vita religiosa, p. es., perderebbe la certezza del suo porsi alla coscienza cristiana come strumento di perfezione. La possibilità d’un tale errore, presa di mira da Melchior Cano37, già al suo tempo era stata decisamente rifiutata. Sia nel campo delle suddette approvazioni/riprovazioni, sia in quello delle canonizzazioni - e quindi in relazione ad ogni fatto dogmatico - si rivendicò al magistero ordinario del Papa, anche in assenza di definizioni formali, quell’infallibilità che gli si riconosce, di solito, nell’esercizio del magistero straordinario e solenne. Anche nel disciplinare la Chiesa universale, oltre che la Diocesi di Roma, e nell’ammaestrarla come suo pastore e dottore, il Papa gode, infatti, della stessa infallibilità di cui Cristo dotò la sua Chiesa. Tuttavia, perché possa appellarsi a tale infallibilità, è necessario che i suoi interventi sian sempre riconducibili, direttamente o no, alla Rivelazione cristiana. Ma una canonizzazione lo è? Ecco il problema. S. Bernardino da Siena. 6 - ELABORAZIONE TEOLOGICA La stragrande maggioranza dei teologi risponde affermativamente; quelli che propendono per una risposta negativa, o anche solo dubitativa, son veramente pochi. La questione, come ho detto all’inizio, è oggi tornata sul tappeto. Santa Caterina da Bologna. 6.1 - L’agenzia stampa della Fraternità san Pio X38 ha messo in dubbio l’infallibilità delle canonizzazioni solo per motivi Meuax”, IV, 338; “Lettre sur l’infaillibilité de l’Eglise touchant les faits dogmatiques”, V, 108ss: in Dublanchy E., “Eglise”, cit., c. 2190-91. 37 Cfr. “De locis theologicis” V, 5 in “Opera omnia”, Venezia 1759, p. 140. 38 Cfr. DICI 50, 22 marzo 2002. 39 Cfr. “Il magistero della Chiesa cattolica”, Assisi 1986, p. 155-56. 40 Cfr. “Les dimensions réelles de l’infaillibilité papale”, in Castelli E. (A c. Di), “L’Infaillibilité, son aspect philosophique et théologique” (Atti del Convegno del Centro Intern. Di Studi umanistici e dell’Istituto di Studi filosofici, Roma 5-12 febbraio 1970), Parigi 1970, spec. p. 145.49. 41 Cfr. “Sociologie et canonization”, Liegi 1969. 4 contingenti: la canonizzazione di questo o di quel candidato. Altri, con ragioni d’indubbio peso teologico e per motivi di fondo, l’avevan preceduta. Fra costoro, p. es., si colloca anche F. A. Sullivan39, al quale «non è chiaro perché una canonizzazione debba godere dell’infallibilità papale» e consenta al «magistero... di custodire e spiegare il deposito della Rivelazione». Sul piano della verifica storica e della critica teologica prese posizione negativa anche P. De Vooght40 con un poderoso saggio in cui lamentò, tra l’altro, «che l’infallibilità della Chiesa e del Papa non ha impedito, ha anzi autorizzato ed incoraggiato per lunghi secoli il popolo cristiano a venerare alcuni Santi, dei quali oggi si sa che non son mai esistiti». In quel medesimo scorcio di tempo, con l’occhio attento ai fatti concreti, anche A. Delooz41 pervenne ad analoghe conclusioni. Il De Vooght42 le esprime, però, con perentorietà inaudita: «L’infaillibilité papale il faut le proclamer trés haut pour l’honneur de l’eglise - est celle d’un homme qui, aussi en tant que pape, peut se tromper et s’est fréquemment trompé». Più recentemente è intervenuto sull’argomento il già citato D. Ols, domenicano; la sua conclusione è abbastanza chiara: «Non essendo la canonizzazione... necessaria alla custodia e difesa della fede, non sembra che... sia tale da poter esser soggetta all’infallibilità»43. A favore, invece., in questi ultimi tempi si son pronunciati F. Ricossa44 e E. Piacentini 45 , in linea con la posizione dell’accennata maggioranza che, nel periodo preconciliare e negli anni immediatamente successivi al Vaticano II, annoverò nel suo seno E J. Kieda46, E Spedalieri47, U. Betti48, oltre ai già citati Frutaz, Veraja, Lów, e tanti altri ancora: uno schieramento imponente, a sostegno della dottrina più tradizionale. Per essa, nessun dubbio esiste sulla correlazione, almeno indiretta, tra infallibilità della canonizzazione e Rivelazione cristiana. Non convince, peraltro, il comune palleggiarsi delle ragioni addotte, né l’assenza d’un vero e proprio approfondimento critico o d’elaborazioni personali. Ma altrettanto è da dire anche per gli oppositori. 6.2 - A riprova del nesso tra canonizzazione e Rivelazione s’è soliti distinguere 42 43 S. Francesco di Sales. Cfr. “Les dimensions”, cit. p. 156. Cfr. Ols D., “Fondamenti teologici”, cit. In “Studium Congreg. de Causis Sanctorum” (Pars thologica ad usum Auditorum), Roma 2002, p. 35. 44 Cfr. “L’infallibilità del Papa e la Canonizzazione dei Santi”, in “Sodalitium” XVIII/54 (2002) 4-5. 45 Cfr. “Infallibile anche nelle cause di canonizzazione?”, Roma, 1994. 46 Cfr. “Infallibility of the Pope in his decrees of Canonization” in “The Jurist” 6 (1946) spec. p. 405-15. 47 Cfr. “De infallibilitate Ecclesiae in Sanctorum canonizationis causa”, in “Antonianum” 22 (1947) 1-22. 48 Cfr. “Il magistero infallibile del Romano Pontefice”, in “Divinitas” 5 (1961) 581-606. “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 tra oggetto primario ed oggetto secondario dell’infallibilità. Nell’impossibilità, resa evidente dalla cosa in sé, d’includere la canonizzazione tra gli oggetti primari dell’infalIibilità - non si tratta, infatti, d’un contenuto diretto ed esplicito della Rivelazione - la s’include in quello secondario delle c. d. “verità connesse” e basta una “conclusione teologica”49 per legittimare la detta inclusione. In tal modo anche la canonizzazione vien a trovarsi coperta dal carisma dell’infallibilità papale alla stregua dei fatti dogmatici e della stessa legislazione ecclesiastica - perché “connessa” con la Rivelazione da due verità di fede: il culto e la comunione dei Santi. AlIacciata così alla Rivelazione, assume di conseguenza un valore universale, del quale il Papa stesso si fa eco durant il rito: canonizzando un Beato, ne propone l’esemplarità a tutta la Chiesa e ne autorizza, se non proprio impera ovunque la venerazione. Una tale universalità, che coestende la canonizzazione a tutta la Chiesa in dimensione spazio-temporale, è uno degli elementi sui quali ordinariamente si fa leva per sostenere e difendere l’infallibilità della canonizzazione. Il Papa, si dice, non può sbagliare in ciò che riguarda la Chiesa d’oggi e di domani, qui e dovunque: non può condurla sull’orlo del baratro e nemmeno nutrirla di veleno. Se dunque compie un gesto riguardante la Chiesa intera, scatta con esso ed in esso il carisma della sua “personale” infallibilità. Peraltro, insieme con l’universalità militerebbero a favore anche altre ragioni, così elencate dal Piacentini50: – un’esigenza implicita nel disposto tridentino di venerare i Santi; – una conseguenza delle formule in uso e il tenore definitorio di esse; – la necessità di modelli universalmente validi da imitare, venerare, invocare; – il diretto appello del Papa alla sua infallibilità; – la presenza d’una conclusione teologica tratta da due premesse, l’una di fede e l’altra di ragione; – la natura della canonizzazione come fatto dogmatico; – il culto e la comunione dei Santi come nesso dogmatico della canonizzazione e della sacra Rivelazione. Santa Maria Goretti. 6.3 - Non mi pare che ragioni siffatte debbano rifiutarsi in blocco ed aprioristicamente; ne avverto anch’io, sia pur minimo ed equivoco, un certo valore. Ma avverto anche il peso di quelle contrarie e particolarmente di quelle derivanti da casi di Santi inesistenti o di Santi non affatto santi. Inutile e poco onesto mi sembra il nascondersi dietro il paravento dei nemici dichiarati della Chiesa, dalla cui denigrazione e da quella soltanto dipenderebbe l’inesistenza storica di questo o di quel Santo o la sua indegnità morale. Casi del genere esistono e la Chiesa, maestra di verità, non ha nulla da temere nel riconoscerli e sconfessarli. Il più recente esempio, a conferma di ciò, s’ebbe con la soppressione postconciliare d’alcune feste di Santi, sui quali la ricerca storica non era stata in grado di far luce. Devo perciò arguirne che non tutte le suddette ragioni presentino un identico inoppugnabile valore. Anzi, anche quelle di maggior peso offrono il fianco a qualche discussione. Ben venga, allora, questa discussione. Non solo a vantaggio della “subiecta materia”, ma anche per cautelarsi contro la monotonia delle non convinte ed ancor meno convincenti ripetizioni. (continua) 49 Cfr. Al riguardo “Conclusione teologica” in EC III, Roma 1950, c. 184ss. 50 Cfr. “Infallibile”, cit. P. 39-47. S. Luigi Gonzaga. Santa Margherita Maria Alacoque apostola del Sacro Cuore di Gesù sac. dott. Luigi Villa (pp. 272 - Euro 15) NOV ITÀ L’Autore di questo scritto biografico sulla vita della Santa Maria Margherita Alacoque ci ha aperto le porte di un convento di clausura, illuminandoci un quadro, ricostruito dall’interno del monastero, dove tra le religiose - alcune vissute in perfezione, altre no! - una di esse divenne, poi, famosa per il suo intensissimo amore al Cuore Sacratissimo di Gesù, al quale ella aveva offerto tutta se stessa. Si era ai tempi festosi e corrotti del Re Sole, in quell’epoca di giansenismo che soffocava ogni espressione religiosa che fosse di dolcezza e di amore! Ancora oggi possiamo restare ammirati di fronte a questa straordinaria vita spirituale, tutta assorbita nella contemplazione del suo AMORE, dal quale si fece guidare, conducendo una vita tutta di penitenza riparatrice per le offese che l’umanità compie ogni giorno verso di Lui. La sua vita di costante penitenza e di lavoro manuale, anche il più umile, le sue frequenti dolorose infermità, sostenute con serenità, ma soprattutto, la sua instacabile preghiera, siano per Noi un rinnovato richiamo alla santità, un invito a impegnare la nostra vita per il regno di Dio in una Fede profonda “secondo il suo Cuore”! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 5 MOLA E LA NOSTRA INTELLIGENZA del dott. Giuliano Rodelli 1 l professor Mola, massimo storico italiano della massoneria, ha utilizzato il sistema della doppia verità, offendendo l’intelligenza di troppe persone. In due articoli, comparsi su “Il Tempo” del 3 e del 9 novembre 1992, sostiene che non di segreto massonico più si tratti, ma di riservatezza cui il compagnonaggio sarebbe stato costretto da antiche persecuzioni; inoltre, a chiarimento ed integrazione di quanto esposto prima, polemizzando con Bobbio, sostiene: «... In realtà, la massoneria rimane misteriosa solo per chi non vuole conoscerla, per chi preferisce ignorarne le molteplici iniziative pubbliche e non si prende neppure la briga di sfogliare la guida del telefono...». Qui, profittando dell’ignoranza del grande pubblico in materia e della distorta impostazione che alcuni danno all’argomento, utilizza, dicevamo, il sistema della doppia verità: quella cui perviene l’iniziato e quella cui può accedere il profano. Noi vorremmo conoscere non quanto possa trattarsi nelle assise annuali massoniche all’Hotel Hilton di Roma, alle quali Ella invita a partecipare per capire la massoneria, né se si tratti di giuramento o di promessa solenne che l’apprendista deve pronunciare, all’atto della affiliazione in loggia, né se taluno è stato o è massone, né, infine, se, parlando di massoneria, si debba, come Ella vorrebbe, circoscrivere la questione a diritti di libertà di una società veramente aperta e pluralistica. I TUTTO QUESTO SERVE SOLO A NON PARLARE DI MASSONERIA E Lei lo sa bene. A noi, ai cittadini profani, a chi i pesi della storia deve solo subire, a chi nel chiuso delle riservatezze vie6 ne irriso, a chi deve star fuori delle grandi questioni, insomma alla gente comune cui ci onoriamo di appartenere, preme sapere ben altro; ad esempio: donde traggono i singoli massoni, o i Supremi Consigli, la legittimazione a prendere decisioni politiche; decisioni, cioè, che investono il bene comune o reputato tale, di nazioni, di continenti se non dell’intero pianeta. Il massone Bush, quando decise di iniziare la guerra del Golfo o di non intervenire in Jugoslavia, lo fece in piena autonomia, o dopo “riservate” consultazioni con le molte organizzazioni “riservate” di cui fa parte? Ella, in una intervista a “Il Sabato” ha dichiarato, suscitando le ire del Gran Maestro Di Bernardo, che la massoneria ha avuto un’importanza reale nella prima guerra mondiale, nella creazione della Società delle Nazioni e nel Congresso del 1917 di Parigi, che gettava le basi della Jugoslavia e della Cecoslovacchia. Lei crede veramente, egregio professore che, sprecando una telefonatina o che frequentando le assise massoniche dell’Hotel Hilton, si possa pervenire alla conoscenza di queste altre verità? E queste, pensa veramente che si formulino nelle sale di un Hotel, per Hilton che sia? Qui, forse, potremmo solo capire quali meccanismi o quali fortuiti accadimenti han fatto sì che la Sua ultima fatica: “Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni”, abbia visto la luce in un momento - editorialmente molto favorevole - in cui si parla (forse troppo!) di massoneria. Perché, egregio professore, qui, in Italia, dimissionata patria del diritto, la autorità e la legittimazione a decidere del bene comune e, dunque, a far politica, noi cittadini intendiamo riconoscerla solo allo Stato, da noi chiamato perché ciò adempia ed è per ciò solo che esso si giustifica. Ma, svuotato lo Stato del suo contenuto, appunto della funzione Politica, dove mai e da chi altri dovrebbero essere prese le decisioni relative alle masse profane, una volta Nazioni? Forse, professore, da quella massoneria cui Ella ha riconosciuto «... l’antica illusione di governare il mondo... e di cui i massoni vanno orgogliosi...»? Ma, confortati dallo Spirito Santo, confidiamo che nessun potere viene se non da Dio, Padre Onnipotente Creatore del Cielo e della Terra!.. “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 COMPLOTTO O COMPLOTTI? La cultura, soprattutto giornalistica, ha dimostrato, in questi ultimi tempi, dinanzi al martellante susseguirsi di fatti sconvolgenti, di non essere in grado di fornire risposte adeguate al problema del “complotto” che la massoneria o, comunque, molte, troppe Società segrete starebbero portando a compimento. Gianfranceschi, Montanelli, perfino Messori, cattolico, Bobbio, Mola e, per ultimo, Domenico Fisichella, forse sorpresi dalla straordinarietà degli eventi, hanno ben poco convinto quanti hanno chiesto loro lumi che consentissero di “leggere” il senso degli angosciosi fatti quotidiani. Quest’ultimo, in particolare, in un articolo apparso su “Il Tempo” del 19 novembre, scambiando la teoria del “complotto”, intesa come sistema di interpretazione storica, con il “complotto anticomunista”, che organizzazioni più o meno segrete avrebbero ordito in Italia, ha confuso maggiormente le idee del lettore allontanandolo vieppiù dall’approntamento di ipotetiche difese. Quasi contemporaneamente, Giuliano Ferrara, nella stessa trasmissione, “istruiva” “Gladio” e massoneria. La responsabilità degli intellettuali, determinata dalla omissione di corretta interpretazione dei fatti, cresce col crescere della gravità degli stessi. «... C’è un complotto mondiale di forze anticristiane che mirano a indebolire (e, se possibile, a dissolvere in un umanesimo di belle parole, ma impotente) la fede dei cattolici a dividere la Chiesa, ad arrivare ad uno scisma». Così Pauwels, massone, occultista, direttore di riviste esoteriche e del “Figaro Magazine” co-autore con Bergier del “Mattino dei Maghi”, convertito al cattolicesimo, intervistato da Messori nella sua “Inchiesta sul Cristianesimo”. «I conservatori danno l’illusione di governare, allorché le vere decisioni sono prese al di fuori del Parlamento, dai Clore, dai Lazard, dai Warburg...». Così Harold Wilson, noto uomo politico inglese, membro del potente R.I.I.A. e della Fabian Society, “centro mondiale di irradiazione, fin dal 1884, del socialismo” (Epiphanius), mentre proprio Paul Warburg, banchiere cosmopolita, membro del C.F.R. e del Bilderberg: «... noi avremo un governo mondiale che ci piaccia o no. La sola questione è di sapere se sarà creato per conquista o per consenso...» (Virion). Infine, auspicando per il Vecchio Continente una giustapposizione di regioni, come Savoia, Alsazia, Bretagna ecc., in cui si situerebbero i cittadini europei, E. De Rothschild, formidabile coagulo di poteri, ha affermato «... in queste condizioni, la struttura che deve saltare è la Nazio“Chiesa Viva” *** Novembre 2003 ne...» (Bordiot). «... Noi siamo riconoscenti al “Washington Post”, al “New York Times”, al “Times Magazine” e alle altre grandi pubblicazioni di cui i direttori hanno atteso la nostra riunione (Bilderberg n.d.r.) e rispettato le loro promesse di discrezione durante quasi quarant’anni... Ci sarebbe stato sicuramente impossibile sviluppare il nostro progetto per il Mondo se fossimo stati sottoposti al fuoco incrociato della pubblicità in questi anni. Ma il mondo è adesso più sofisticato e disposto a marciare verso il governo mondiale... La sovranità sopranazionale di una élite intellettuale e dei banchieri mondiali, è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale che si è esercitata nei secoli passati. Così dobbiamo informare la stampa delle nostre convinzioni circa l’avvenire storico del secolo». Queste affermazioni, fatte da David Rockefeller, durante l’ultima riunione del Bilderberg Group, a Sand, in Germania il 6, 7, 8 giugno 1992, possono concettualmente riferirsi anche alle riunioni della Trilaterale e del C.F.R., “riservatissime e potentissime” organizzazioni mondialiste, complementari al Bilderberg sul piano operativo, delle quali egli è parimenti membro ed a cui la stampa ha riservato la stessa discrezione. È di questo complotto e delle sue eventuali metastasi in Italia (ma anche di quel- e degli intrighi da questo svolti nelle nostre Patrie e sulla nostre pelli che si deve discutere e far chiarezza. Certo, il disegno è unico: consiste, parafrasando Moncomble, nell’unificazione progressiva del globo perseguita dai vertici economici mondiali mediante le forme del socialismo. Sbaglia Fisichella e fuorvia, ripetiamo, quando confonde il mondialismo con i suoi esiti nelle specifiche realtà; sbaglia quando definisce “suggestioni” tutto quanto c’è dietro le dichiarazioni sopra citate, scelte tra le innumerevoli giacche, esse in moltissimi casi sono vecchie di decenni, ed i fatti loro sovrapponibili, freschi di ore; e sbaglia quando afferma che il teorizzare la congiura mondialista contro l’essere umano costituisca una spiegazione semplice; non lo è né sul piano storico né sul piano politico né su quello religioso; essa, quando è condotta con serietà, comporta, evidentemente, gravi difficoltà nel reperire fonti attendibili, costrizioni di ordine pratico, ricerca continua del conforto della Grazia. Sbaglia anche quando afferma che essa è alla portata di tutti: bisogna sposare solitudine e amarezze, ricerche febbrili e continua, attenta analisi dei fatti e corretta memoria dei criteri generali che sottendono la teoria del complotto; e questo non è “alla portata di tutti”. Dimostrazione ne sia il fatto che sono pochissime le persone che ne fanno oggetto prioritario di studio. MONDIALISMO ED AZIONE le in tante altre Nazioni europee), come potrebbe essere il “Pio Manzù”, la cui ultima riunione si è tenuta qualche tempo fa, molto ben pubblicizzata prima del suo svolgimento ma di cui è stato passato discretamente sotto silenzio da tutti i mass media ogni commento conclusivo e che ha visto a convegno gli alti vertici mondialisti; è di questo complotto, dicevamo, Esiste in Italia una piccola schiera di valenti studiosi del problema mondialista, ma sembra che ad essa appartengano solo voci solitarie che gridano nel deserto. Questo tipo di letteratura non riesce, facendo eccezione forse per Blondet e, in qualche misura, per Vittorio Messori, ad imporsi all’attenzione della intellettualità accreditata al fine di ottenere la massima diffusione della verità tra i cittadini di questa nostra martoriata Patria, in tempi che trasudano menzogna in ogni loro respiro. Le responsabilità vanno imputate, in parte, agli intellettuali cattolici che studiano il mondialismo, ed in parte a quella stragrande schiera di uomini di cultura, cattolici e non, che non intendono non solo prendere atto del problema ma, addirittura, intendono escluderlo da ogni loro indagine. Ci siano consentite alcune considerazioni relative agli studiosi cattolici anti-mondialisti. Nel sonno delle scienze pratiche, profondissimo, l’intellettualismo la fa ormai da padrone. Si ritiene sufficiente pensare e scrivere e diffondere per ritenere, sol per questo, di avere assolto il proprio debito 7 nei confronti della verità. Così non è. Il risultato di tale deformazione, sia nel campo gnoseologico sia in quello pratico, consiste proprio nell’involontario contributo prestato all’annichilimento delle «scienze pratiche (in cui) l’origine del movimento è in qualche decisione di chi agisce, perché “pratico” e “scelto” sono la stessa cosa». Cosi Aristotele nella metafisica VI-1. Dunque, volontà ed azione. L’Esito del loro mancato esercizio? Politica, etica, economia, azzerate, e sostituite dai vertici mondialisti con simulacri anti-umani, dopo avere indotto i cittadini a marcare di valenze negative le tre funzioni sopraddette. Ne é derivato il crollo su se stessa della società , dominio in cui l’azione svolge un ruolo per esso vitale. Tutto ciò elaborato, abilmente preparato, quasi perfettamente realizzato dai circoli mondialisti, ha prodotto gli avvelenati frutti che sono sotto gli occhi di tutti. La nostra Patria non esiste più né come nazione ne come nazionalità, e ciò non per una fumosa “forza delle cose”, ma per un programma mondialista ben definito. Basta leggere le affermazioni, ormai vecchie di decenni, di diversi autorevolissimi autocrati, occulte sinistre, eminenze della regnante criptocrazia: da F. X . Ortoli a E. de RothschiId; da R. Gardner a J. J. Servan-Schreiber; da J. F. Dulles a H. Schmid. É con questi processi che quanti studiano il fenomeno devono misurarsi, prendendo atto che le analisi e le denunce non sono più sufficienti a generare risultati di qualche rilievo. Anzi, se esse non si accompagnano ad una qualche azione, rischiano, addirittura, di inibire gli eventuali altrui conati pratici. L’approccio con questo tipo di problemi non può più, purtroppo, svolgersi solo teoricamente per avere eletto a fine la ricerca di indizi per l’acquisizione di ragionevoli conclusioni; gli indizi sono diventati prove, le ragionevoli conclusioni, fatti obiettivi. Prendendo atto di ciò, e molto rapidamente, consapevoli che il metodo stesso di indagine é stato fatto mutare da quei centri molto riservati di decisione mondialista, sarà necessario ridurre a strumento l’indagine speculativa ed orientarla funzionalmente verso l’approfondimento di azioni poli- tiche, etiche, economiche. Le isolate voci che gridano nel deserto non infastidiscono più di tanto gli autocrati e tanto più isolate esse saranno quanto più non cercheranno in una qualche azione il loro esito; l’azione, viceversa, accomunerà nel servire, ed il servire é atto d’amore che dobbiamo a Chi ci ha indicato la Via, la Verità, la Vita, N. S. Gesù Cristo, morto e risorto. D’altra parte, oggi, chi più dell’antimondialista cattolico, se non ancora affetto da irreversibile intellettualismo, potrebbe essere più motivato, più conformato ad una visione organica della questione, destinato a diventare quello che è, e che i fatti impongono che sia, pena la sua stessa perdita d’efficacia e l’involontario sostegno prestato all’avversario: l’unica legittima ed autorevole interprete della realtà attuale nella sua interezza. D’altra parte, oggi, il rifiutare o archiviare come inesaustiva la teoria e la prassi antimondialista, conduce ad evidenti interpretazioni inadeguate e scorrette, e ad esibizioni paralogistiche che non menano da alcuna parte, realizzando così il tradimento di chi “paga” l’intellettuale: l’ignaro lettore. Se il tradizionalismo cattolico, sposata teoria e prassi antimondialista nella loro funzione negatoria (non più e non solo) della modernità presente ma anche della modernità futura ben più temibile ed antiumana della presente, se il tradizionalismo cattolico, dicevamo, non tenterà di riaffermare e di restaurare sia sul piano individuale che su quello sociale, i primati che lo giustificano, oggi più che mai, nella fase penultima delle realizzazioni mondialiste, si assumerà la gravissima responsabilità storica di esser mancato all’Appuntamento, di aver tradito la propria missione per non aver combattuto la “buona battaglia”, dal momento che per essa é nato, per l’oggi si é preparato, protetto dal manto della B.V. Maria ai cui piedi deponiamo quanto faremo. LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI sac. dott. Luigi Villa (pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20) Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti, ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il declassamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica. Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova Chiesa” di Paolo VI! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 OCCHI SULLA POLITICA IL VANGELO DI CRISTO È SUPERATO SECONDO CIAMPI, IL CAPO DELLO STATO LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Il Presidente Ciampi ha inaugurato Il nuovo anno scolastico italiano; Ma, invece di ispirarsi a Quintiliano, A Cristo oppure a Socrate, ha citato Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15. Maggio 1891) Il Talmùd Israelitico dannato! Azeglio Ciampi non è più cristiano, Cattolico, Apostolico, Romano, Mi chiedo, con il cuore amareggiato?! b) La vera utilità delle ricchezze Quel testo chiama “stada” o prostituta La Vergine Maria; bastardo il Figlio, Nei cui confronti odiosamente sputa! Come si spiega, allora, un tal consiglio? E Santa Madre Chiesa resta muta, Indiffferente, senza batter ciglio?! Prof. Arturo Sardini CHIUSA Il mondo è nelle mani del demonio, Col quale han sempre fatto mercimonio I figli della perfida genìa, Da cui marxismo e frammassoneria! INVITO AI PROFESSORI Egregi professori, che insegnate La storia-patria ed altro, state attenti A non disinformare gli studenti, Con le menzogne, ad arte preparate, E poi per verità propagandate, Secondo gli interessi dei potenti Massoni sinedriti onnipresenti Dei quali, in buona fede, il gioco fate! Approfondite, al fin di non rischiare Di diventare i servi del potere, Intento solamente a indottrinare I poveri studenti, a suo piacere, Al fine di poterli manovrare, Fischi per fiaschi dando loro a bere! Prof. Arturo Sardini CHIUSA La storia è cosa seria ed importante, Siccome sa la classe governante, Che nella sinagòga ha la regìa, Da cui marxismo e frammassoneria. “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 In ordine all’uso delle ricchezze, eccellente e importantissima è la dottrina che, se pure intravveduta dalla filosofia, venne però insegnata a perfezione dalla Chiesa; la quale, inoltre, procura che non rimanga pura speculazione, ma discenda nella pratica e informi la vita. Il fondamento di tale dottrina sta in questo: che nella ricchezza si suole distinguere il possesso legittimo dal legittimo uso. Naturalmente, diritto dell’uomo è, come si è già visto, la privata proprietà dei beni e l’esercitare questo diritto è, specialmente nella vita sociale, non solo lecito, ma assolutamente necessario. «È lecito - dice San Tommaso - anzi necessario all’umana vita che l’uomo abbia la proprietà dei beni». Ma se, inoltre, si domandi quale debba essere l’uso di tali beni, la Chiesa per bocca del Santo Dottore non esita a rispondere che, per questo rispetto l’uomo non deve possedere i beni esterni come propri, bensì come comuni, in modo che facilmente li comunichi all’altrui necessità. L’Apostolo, infatti, dice: «Comanda ai ricchi di questo secolo di dare e comunicare facilmente il proprio». Nessuno, certo, è tenuto a soccorrere gli altri con le cose necessarie a sè e ai suoi, anzi neppure con ciò che è necessario al decoro del proprio stato, “perché nessuno deve vivere in modo non conveniente”. Ma, soddisfatte le necessità e la convenienza, è dovere soccorrere col superfluo i bisognosi. “Quello che sopravanza datelo in elemosina”. Eccetto il caso di estrema necessità, questi, è vero, non sono obblighi di giustizia, ma di carità cristiana il cui adempimento non si può certamente esigere per via giuridica, ma sopra le leggi e i giudizi degli uomini sta la legge e il giudizio di Cristo, il quale inculca, in molti modi, la pratica del dono generoso, insegnando: «È più bello dare che ricevere», e terrà per fatta o negata a sè la carità fatta o negata ai bisognosi: «Quanto faceste ad uno dei minimi di questi miei fratelli, l’avete fatto a Me!». In conclusione, chiunque ha ricevuto dalla munificenza di Dio copia maggiore di beni, sia esteriori e corporali sia spirituali, a questo fine li ha ricevuti: di servirsene al perfezionamento proprio e, nel medesimo tempo, di usarne come ministro della divina Provvidenza a vantaggio altrui: «Chi ha dunque ingegno, badi di non tacere; chi ha abbondanza di roba, si guardi dall’essere troppo duro di mano nell’esercizio della misericordia; chi ha un’arte per vivere, ne partecipi al prossimo l’uso e l’utilità». (continua) 9 Documenta-Facta VIETNAM: CHIESE CHIUSE Alla fine di settembre del 2002, nella provincia vietnamita di Dak Lak, erano state chiuse 354 chiese su 412. Secondo l’agenzia “Compass Direct”, a metà ottobre, una cinquantina di pastori e anziani cristiani della provincia sono stati arrestati, o sono “scomparsi”. Si attende, presto, la chiusura delle restanti 58 chiese della provincia. I cristiani delle tribù minoritarie come i “hmong”, devono far fronte a una dura persecuzione. Le notizie, giunte dalla provincia di “ Lak, rivelano uno schema. A partire dall’estate inoltrata, i leader delle principali chiese della minoranza “ede” sono stati convocati dalle autorità locali che li hanno informati che le loro chiese erano illegali e dovevano, quindi, sciogliere le loro organizzazioni ecclesiastiche. «... La scintilla della discordia e dello sterminio parte ancora una volta dall’antichissima mesopotamica Babilonia, Bagdad iraqueno, che sorge, oggi, a pochi chilometri dalla distrutta “Torre di Babele”; ma, tra Gog e Magog, la contesa è più aspra che mai, perché gridano e sostengono di voler la pace universale proprio coloro che agognano una guerra di sterminio per impadronirsi di tutte le ma- terie prme e deprdare tutto ciò che appartiene agli altri. Essi sono guidati da Satana e vogliono il dominio totale e materiale di questa terra»... Invito, inoltre, a rileggere il messaggio di pagina 237 dello stesso libro sulle profezie. Eccone uno stralcio significativo: «Si sta diffondendo, in ogni parte della Chiesa, una grande apostasia per la mancanza di fede... E si moltiplicano sovvertimenti di ogni ordine naturale come terremoti, siccità, inondazioni, disastri, che causano la morte improvvisa di migliaia di persone, seguite da epidemie e mali inguaribili... i vostri giorni sono segnati da continui rumori di guerra che si moltiplicano ogni giorno». Non è forse questa la fotografia della nostra epoca? (di Piero Mantero). LE GUERRE, IL NUOVO ORDINE MONDIALE E L’ANTICRISTO In questi giorni, il mondo ha tirato un gran sospiro di sollievo, ma non pochi imbecilli hanno pensato: «Profezie di catastrofi? Visto che erano sciocchezze?». Questa è la superficialità che si annida e annovera nel cristiano medio, quello della domenica, quello che scambia la pace vera con il pacifismo, quello che abbatte le croci (o le pianta e non le espone per spirito ecumenico). Quel cristiano medio che, in compenso, sventola la “bandiera arcobaleno”, tipico prodotto della “New Age” e simbolo ideale di un sinarchismo politico e religioso, che si fa beffe della Chiesa, proprio della Chiesa di quei cristiani che s’irridono del profetismo divenendone, altresì, strumenti inconsapevoli di realizzazione pratica. A pagina 345 del nostro: “Il Grande Libro delle Profezie”, è riportata la profezia n° 6 del capiolo sulla guerra che sintetizza il momento storico che stiamo tragicamente vivendo. Questa profezia venne scritta, però, negli anni cinqunta! La riportiamo consapevoli che per capirla appieno bisogna conoscere altri messaggi escatologici relativi all’Apocalisse, ossia alla Rivelazione. 10 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 11 LA MODERNITÀ “Lettera Pastorale al Clero”. di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 8 M a proprio questo mescolare indegno di ideali con realtà menzognere deve rendere cauti, per non finire di fare il gioco dei peggiori. La Chiesa ha, in proposito, pronunciate delle condanne, sulle quali non è lecito transigere e che hanno, oltretutto, il caritatevole scopo di disincantare a tempo chi va disincantato, affinché si cerchi per la propria giusta causa dei migliori e più onesti avvocati. Poiché questa è la filosofia del Decreto del Santo Uffizio dell’11 luglio 1949. L’apostolato moderno, su questo punto, mette a noi dei chiari imperativi oltre quello generale sopra ricordato. Ciò perché “moderno” significa appunto sensibilità a quello che proprio oggi occorre. Bisogna concorrere a creare una mentalità sociale. Essa, in gran parte, manca. Infatti, si pensa più a quello che si sogna di sconvolgere, obbedendo a sentimenti di vendetta ed odio né umani né cristiani, senza costrutto reale e senza efficacia al proprio miglioramento, che non al miglioramento stesso. Pensare in modo positivo e concreto al miglioramento (non alle distruzioni od ai disordini) è avere una mentalità sociale. Quando si ha una mentalità sociale, non si fanno sciocchezze, si ragiona. E quando si ragiona si prende sempre la via migliore, la più corta e la più sicuramente efficace. E così che si arriva ad avere una mentalità sindacale sana. Nessuno vorrà dire che questa esista, quando intere masse obbediscono, nulla decidono, eseguiscono ordini balordi senza saperne il perché ed in modo tale da mandare in rovina il pane del quale debbono pure mangiare. Si deve voler bene ai meno favoriti dalla sorte come ai propri figli. Ai propri figli si dà ragione e torto, secondo che meritano, e non si potrebbe far loro torto peggiore che quello di dar sempre ragione, aiutandoli così a rovinarsi nei propri errori. Aver creato il mito della invulnerabilità e della infallibilità, violenta tutte le leggi economiche, ed 12 La dottrina sociale della Chiesa è chiara, quello che non è ancora fatto è che molti cristiani la mettano in pratica. Affanniamoci anche meno a chiarire quanto è già delucidato e cerchiamo di convincere qualcuno di più a seguire il mandato del Salvatore Divino nella giustizia e nell’amore, con spirito di rinuncia vera al proprio esagerato benessere. CONCLUSIONE Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. al momento in cui scriviamo non possiamo celare l’angoscia che taluni dei nostri figli, con tutte queste storie, abbiano da patire la fame. Per carità, non facciamo né i comizianti, né gli scalmanati, né i faciloni a trinciare giudizi, dar torti e sposare cause. Diamo a ciascuno il suo. È troppo serio il problema, i cui estremi sono benessere o rovina del popolo, perché ci si sguazzi dentro come se si trattasse di fare dell’accademia o del teatro! Cari Confratelli, la questione sociale sta diventando una recitazione teatrale e, per carità di prossimo, è proprio questo che si deve impedire. È ora di raccogliere in breve il sugo di quanto si è detto. Il mondo non lo si pigli con inutili lamenti, sebbene come è. Se è moderno, dobbiamo pigliarlo così ed agire di conseguenza. Altra cosa è il giudizio da dare sul mondo moderno, altra cosa è quello che noi dobbiamo fare. Quanto al giudizio - se Ci avete seguito in questa non breve disanima - vi sarete accorti che ha note gaudiose e note tristi, con prevalenza di accenti seri e preoccupati e con la conclusione di non confondere mai “moderno” e “buono”, ma di esaminare pazientemente ed obbiettivamente caso per caso, aspetto per aspetto. Abbiamo potuto non risparmiare durezza di rilievi proprio perché, comunque fosse il giudizio sulle cose nuove, ben sapevamo che, per amore di Dio, sto povero mondo dobbiamo prenderlo come è, sia buono, sia cattivo. “Non est opus valentibus medicum” (Matteo 9-12). Quanto al fare (cosa più importante del giudicare) vi sarete accorti che noi dobbiamo adeguarci ai nostri tempi. In questo sa l’essere moderni. Vi sarete accorti che “adeguarci” significa fare tante cose che prima non facevamo, prepararci a farne ulteriormente delle nuove, ridurre al minimo la nostra quiete, sollecitare l’ingegno per far fronte ai bisogni, rimetterci del nostro, pagare di tasca nostra, “gaudere cum gaudentibus”, “flere cum flentibus”, passare accanto alle distrazioni del “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 inutili distanze con i nostri simili. Molti di mondo e non sfruttarle, accompagnarlo e chi; i vecchi siano umili nella loro maessi non sono ben disposti verso di noi. distinguerci accanitamente dal suo stile. Il turità e facciano posto all’energia dei Quando ciò accade per ragioni della tutto significa rinuncia, lavoro, umiltà, cagiovani. verità e della legge che portiamo nelle rità. L’avvenire è greve, anche se ci è mistemani, non c’è da turbarci. Ma quando Ecco la modernità. La grande legge rioso. Si direbbe infatti che il mondo camciò fosse per motivi di cui siamo redella modernità è nel Vangelo e si mini a forzare le estreme esperienze di sponsabili, allora c’è da turbarci. chiama appunto “carità”. Per questa questo ciclo storico. L’accelerazione di La sincerità e la verità, la perfetta lealtà e legge dobbiamo fare come ha fatto il Saltutte le cose è il sintomo più preoccupandirittura, la serietà della nostra parola e vatore Divino, fare di noi quello che vien te. del nostro giudizio, l’equilibrio bene agli altri, e pertanto corcostante, la gentilezza e l’edurer dietro a questi altri e correcazione, il perfetto rispetto alle re a modo nostro tutti i sentieri leggi civili a tutti i valori e a tutnecessari alla loro salvezza, riti gli onesti uffici, la generosità fiutando l’umano conforto, fino del cuore e la modestia, la leall’ultimo respiro. vatura spirituale e l’ispirazione Una modernità concepita dievangelica, l’assenza dell’unversamente, potrebbe equivatuoso e del gretto dell’abitudilere al tradimento del carattere nario e del vuoto, siano il nosacerdotale. stro decoro e la nostra presenE allora siamo per la modertazione efficiente. nità? Sì! Non potremo essere moderni Ma avete sentito a che modo, se, dopo aver fatto il possibile con che coraggio, con che rit- e meritoriamente - per ademo. guarci, tollerassimo un leggero Ora che Ci siamo liberati dalla ed inutile velo di piccole ripupreoccupazione di dire tutto gnanze, sufficiente, però, con quello che pensavamo, nella tutti i nostri sforzi, a renderci luce della conclusione definitilontani come se avessimo perva, pensiamo saranno per voi so la corsa di un secolo. E tutsuasive alcune ammonizioni. È to si riduce a questo: che abnecessario mantenere la pronbiamo ogni momento, nel tezza d’animo a capire e la momento di ogni età, la agilità necessaria a seguire i chiamata del Signore a setempi. guirLo nell’opera della ReVoi sapete già che qui “seguiPadre Lawrence Craig, circondato da “glamour” alla Classe sesta denzione, e che a quella re” significa semplicemente del saint Mary’s College, di Middlesbrough - Inghilterra. chiamata non si dà una ri“fare quel che richiede il besposta una volta sola, ma si ne delle anime”. risponde ancora ogni momento con I tempi camminano veloci ed è sufficiente Noi siamo, forse, un’altra volta ad un epiinflessioni nuove, secondo la inflesil più leggero sonno per rimanere troppo logo? Dio solo lo sa. sione dell’invito superno. indietro e perdere il mordente. Io più, cari Confratelli, quanto si è detto I giovani siano prudenti ed avveduti, sulla modernità mette in rilievo il dovere (fine) facendo largo alla saggezza dei vecdi eliminare tutte le cause che creano Cristiani, Musulmani, Ebrei, hanno lo stesso Dio? NO! sac. dott. Luigi Villa (pp. 130 - € 10) Questo nostro libro ha lo scopo di rettificare certe affermazioni, sparse largamente sulla stampa, specie cattolica, circa l’eresia ecumenica d’oggi che afferma che il Dio dei Cristiani è lo stesso di quello dei Giudei e dei Musulmani. Ma il nostro ragionamento, semplice, è questo: Gesù Cristo è Dio. Giudei e Musulmani, però, non credono in Gesù Cristo e non Lo venerano come Dio; perciò, Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani. La radice, quindi, della contrapposizione tra Cristianesimo, Giudaismo e Islamismo, è di natura teologica. Il Dio dei Cristiani, infatti, non è soltanto il Dio Unico, ma è anche il Dio Uno e Trino. Uno nella natura, Trino nelle Persone. Il Giudaismo del Nuovo Testamento, invece, ripudia Gesù Cristo, e come Messia e come Dio. L’Islam, pur riconoscendo Gesù come “un apostolo di Allah” (cfr. Sura IV, 156/157), nega la SS. Trinità come bestemmia; perciò, chi non ha la fede musulmana è un “Kafir”, cioè un “infedele”, per cui i “Kaffirma” sono tutti i non musulmani, contro i quali ogni lotta è lecita e doverosa, dalla “guerra santa” in giù, fino alle persecuzioni d’ogni genere! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 3700003 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 13 I GIGANTI DEL MALE – L‘incontro Eisenhower-Krusciov di A. Z. 5 a visita del capo del cato la luna. Così, contribuì al Kremlino ad Eitrionfo del carnefice rosso in senhower assume terra americana! singolare importanza, metIl 14 settembre 1959, vigilia tendo in evidenza la concordell’arrivo di Krusciov a Wahdia inscindibile tra l’ebraisington, un gruppo di persmo e le due principali sue sonalità cristiane nordamecreazioni: massoneria e coricane (35 membri della Camunismo. Occorre mettere mera dei Rappresentanti, 8 le briglie al comunismo - fu senatori, 21 vescovi e arcidetto al convegno massonivescovi, 9 generali e ammico di Tokyo - perché il suo ragli) firmarono un proclapotere non ingigantisca, ma: ma all’opinione pubblica «Mai contro il comunismo» nordamericana nel quale è una parola d’ordine del solidarizzavano “con le vitmondialismo ebraico, che lo time del comunismo” e diha lanciato come strumento chiaravano la visita: “lutto di lotta contro il cristianesimo nazionale”. per l’attuazione del “Novus L’accoglienza di Krusciov da Ordo Seclorum” di indole parte delle masse americane, massonica. fu fredda, ma ciò che contava Il presidente americano Dwight Eisenhower con Nikita Krusciov - 1959. Ebraismo, massoneria e era l’eco dell’arrivo e di essecomunismo hanno una sore ricevuto con tutti gli onori la identica anima, come apnella capitale stessa del paepare da molti episodi, emersi se in cui la coscrizione cerca durante la visita di Krusciov, di distruggere da molti anni. aveva respinto le visite di altri capi rossi, invitato negli Stati Uniti dal presidente come Mikoian e Koslov, che già avevaebreo, massone e filo-comunista, Ei– Il 15 settembre 1959, Krusciov giunse no fatto propaganda comunista nel suolo senhower. all’aereoporto di Washington su un aereo stesso della “democrazia”. Attingiamo le informazioni dal volume di gigantesco e accompagnato da tutta la L’arrivo di Krusciov a Washington fu pure Traian Romanescu, dell’università di Busua tribù: mogli, figli, cognati, ecc.. Eiun colpo mortale alle speranze di milioni carest, “Traicion a Occidente”, in lingua senhower lo attendeva all’aerodromo con di uomini, prigionieri oltre la cortina di ferspagnola, ed. Mexico 1961, p. 290. la sua claque di ministri e “consiglieri”. ro, che sognavano di essere liberati dagli Eisenhower coronò la sua opera invitanPer l’illustre “ospite” fu preparato un riStati Uniti. do Krusciov negli Stati Uniti. Nel gennaio cevimento trionfale. Un tappeto rosso, A questa visita si oppose, tra gli altri, il 1959, un mese prima di morire, John Folargo 62 metri, e teso fino al scaletta generale Albert Wedemeyer, capo di ster Dulles aveva dichiarato che un invidell’aereo, diede a Krusciov l’impressione Stato Maggiore di Mac Arthur nel Pacifito a Krusciov, qualora fosse venuto negli di trovarsi come a casa sua. L’aereoporto co, che scrisse a Eisenhower invitandolo Stati Uniti, sarebbe stata la più grande era adornato di bandiere rosse, così pure a rinunciare al progetto di portare Nikita vittoria politica del bolscevismo sull’Occigli edifici che facevano da scenario. Ci fuin America. Fu tutto inutile, perché la bandente libero. Pochi mesi dopo la morte di rono salve di cannone, benché non si da Eisenhower-Baruch-Winberg-HarriDulles, Eisenhower e la sua banda diedetrattasse di un Presidente, ma di un primo man-Herter voleva fare, a qualsiasi coro a Nikita questa vittoria. All’arrivo di Ministro e capo del Partito comunista. sto, questo servizio al “compagno” NikiKrusciov negli Stati Uniti salirono come Al suono dell’inno sovietico, Eisenhower ta, mettendolo alla gola del popolo ameriolio sull’acqua tutte le bande giudeo-mase la sua corte si mostrarono vivamente cano. soniche-comuniste, formate da “persoemozionati. Nel tragitto verso la Blair Due giorni prima dell’arrivo di Krusciov a nalità americane” tanto potenti nelHouse, ci furono guardie di onore e dieci Wahsington, il missile “Lunik II”, intenl’America “cristiana” di oggi. fanfare per rallegrare la vista e l’udito del zionalmente lanciato nello spazio alla seEisenhower invitò Krusciov contro l’opigran capo russo. E per difendere la sua ra del viaggio del capo rosso, aveva tocnione del popolo americano, che pure “preziosa vita”, la “democrazia” ameri- L 14 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 cana, mobilitò un esercito di 15.000 poliPoi, Krusciov visitò il governatore “sequadro della cospirazione, il medesimo tiziotti, detectives, militari, ecc.. I dodici migiudeo” Nelson Rockefeller, altro tolo della propaganda massonica o co“specialisti” sovietici, giunti per l’occamassone, membro del Club dei banchieri munista, ma molto più sottile e vasto, fino sione, non dovevano preoccuparsi di nulche la giudeo-massoneria volle lanciare a far pagare ai cristiani la possibilità di la, neppure di trattenere e maltrattare i come candidato alla presidenza al posto “ammirare” i generi demolitori delle loro nordamericani autentici che protestavano di Nixon considerato “insicuro”, perché pellicole prodotte, attuate, scritte, distriper una visita che macchiava il suolo libenon inevitabilmente legato alla mafia buite ed esibite, nella maggior parte, da ro dell’America. massonica, essendo anglosassone di oriebrei e da loro collaboratori. – Seguì la “tournée” di propaganda, con gine e di religione cristiana (quacquero). Si comprende perché Nikita si affrettasse banchetti, a Wahsington, New York, HolLa notte del 18, Nikita assistette al granad accettare l’invito di Skouras. Tuttavia, lywood e altri luoghi. Dopo due giorni nelde banchetto offertogli dal suo amico e giunto all’aeroporto di Los Angeles, fu rila capitale, Nikita fu a New York, sede “fratello” Dag Hammarskjold, nella secevuto con un discorso critico del sindaco della cospirazione mondiale ebraica e del de delle Nazioni Unite, primo strumento Poulsen, l’unico degno di chiamarsi “citsupergoverno mondiale segreto, lo stesdel comunismo in Occidente. tadino americano”, che gli ricordò le sue so del comunismo nordamericano e della minacce di interrare i Paesi occidentali, e massoneria internazionale. Fu ricevuto – In seguito, Nikita fu a Hollywood, su ingli fece sapere che questo sarebbe stato con onore dal sindaco Robert Wagner, e vito del massone greco Spiros Skouras, difficile, perchè gli uomini liberi avrebbero le vie, gli edifici, gli ambienti dei grandi proprietario della compagnia “Fox”. Il velottato sino alla morte per conservare la banchetti, le grandi parate massoniche e ro motivo della scelta di Hollywood è propria libertà. Al sentire queste note inaltre manifestazioni furono ornati delle che questo è il secondo centro comusolite, il vecchio lupo divenne furioso e “stelle di cinque e sei punte”, simboli nista del Nordamerica. Con la popolaminacciò di lasciare immediatamente dell’ebraismo. zione del 60% di ebrei che monopolizzal’America. Prima, Krusciov si era intrattenuto sulla no l’industria del cinema, è facile capire I “fratelli”, allora, ripararono l’incidente spianata maggiore del giudaismo americome questa città sia giunta ad essere un mettendo a sua disposizione Marilyn cano, nella casa di Averell Harriman, ex centro così importante del comunismo. Monroe (moglie dell’ebreo scrittore Artur Governatore di New York, dove si alterProduttori, artisti, scrittori, musicisti, comMiller), la “moglie di tutti”, e l’ebrea Elinarono Baruch, James Warburg, Nelpositori e altri di Hollywood, sono in magzabeth Taylor, pure dama (?) molto poson Rockefeller, Paul Hoffmann e comgioranza ebrei filocomunisti o criptocomupolare, ebrea e moglie di un ebreo. Poi, pagni. Lì, i giudei massoni discussero i lonisti (quando non sono comunisti dichiaNikita fu corteggiato da altri uomini e donro piani e le nuove strategie per dine ebree, i cui nomi brillano nel cinestruggere gli Stati Uniti e l’orbe crima e nel teatro, insieme ad altri non stiano (gli altri massoni non possono ebrei, ma professionalmente alle loro partecipare in così eletti incontri, perdipendenze. ché sono soltanto gregari dell’ebraiSi giunse a filmare una pellicola in smo). Con Nikita, era giunto un altro cui si vede come nel “laboratorio” ebreo famoso, Ilya Ehremburg, audi Holliwood sono elaborati gli supetore del libro “Il trust per la distrufacenti che distruggono l’organismo zione dell’Europa”, che preconizza dei cristiani. Ma la pellicola non fu la distruzione totale del vecchio monammessa nella “pudica” Russia sodo e la deportazione dei sopravvisvietica, dove il pudore è un “pregiusuti nelle miniere della Siberia; poi, dizio borghese”. I’altro scrittore, pure ebreo, Cholohov, autore del libro “Nel Don si– Il 20 settembre, Nikita giunse a lenzioso.” Così, tutto venne discusSan Francisco, dove fu messo in so in famiglia ebraica, dove neppure scena il suo incontro coi dirigenti dei le personalità massoniche non ebree lavoratori americani capitanati dal cofurono ammesse, perché ad esse si munista ebreo Walter Re, vicepresidà da mangiare in cucina. dente del-l’AFL-CIO, che conta più di Durante questa intervista coi “trenta 15 milioni di dipendenti. Il “teatro” fu grandi”, capi segreti del Nordamerimontato per dare l’impressione che i ca, Krusciov dichiarò, secondo la lavoratori americani, diretti per l’80% pubblica conferma di Averel Harrida ebrei, si oppongono al comuniman: “Voi siete la claque regnansmo e, per conseguenza, le masse te. I politici sono i vostri fantocci sono costrette a seguire i loro diridi paglia. Con voi devo discutere”. genti, anticomunisti furibondi. Poi, l’orso incontrò il cosiddetto Un giomo prima dell’incontro di Nikita “Economic Club” di New York per coi dirigenti sindacali americani, radiscutere un aumento dell’interscamdio Mosca aveva lanciato la notizia bio commerciale tra i due paesi, il della “riduzione della giornata di solo che deve favorire il rapido svilavoro in URSS a sette ore”. Tutto 25 settembre 1959. Il presidente Dwight Eisenhower e il fu calcolato per dare l’impressione ai luppo dell’economia sovietica. Il 18, visitò la comunista ebrea Elea- premier sovietico Nichita Krusciov posano davanti alla lavoratori americani e a quelli del nor Roosevelt, la vedova del Loggia Aspen di Camp David, Maryland (USA). mondo libero, che in Russia e negli “Grande Presidente”, Franklin Dealtri paesi comunisti non conta tanto lano Roosevelt, e collocò una corola durata della giornata “ufficiale”, na sulla tomba di colui che diede le ali rati), che nella bella California cristiana, ma la “norma”, ossia la quantità di lavoal comunismo! hanno portato prostituzione, divorzio, ro tale da garantire le sette ore, ma di laA New York, fu ricevuto col rituale più o estorsioni, mafia, omosessualità, alcoolivorare anche fino al doppio per evitare meno massonico, al quale poterono parsmo, morfinomania e altri vizi (loro ultima l’accusa di sabotaggio contro la produziotecipare anche i servi massoni non ebrei, creazione è il “ribelle senza causa” perne, ciò che significava il carcere o la denel gran palazzo politico della squadra e sonificato dal giudeo James Dean), tutti portazione in Siberia. compasso delle Nazioni Unite. Il “pacififenomeni che, come la peste, appaiono e sta” Nikita pronunciò il famoso discorso prosperano dove gli israeliti mettono pie– Il 23 settembre, “sua eccellenza” arsul disarmo totale (degli occidentali, poide. rivò a Des Moines, dove fu oggetto di ché i sovietici non ammettono controlli, La cinematografia nordamericana, che una manifestazione ostile degli studenti, ma vogliono essere creduti su parola diffonde tutto il negativo, tutto il corrosivo, ciò che diede alla polizia di Eisenhower il “d’onore”!). l’anticristiano, l’immorale, occupa, nel pretesto di agire contro questi “reaziona“Chiesa Viva” *** Novembre 2003 15 ri”. Krusciov si sarebbe recato a visitare i campi di mais, ma in verità fu a parlare due volte col suo amico Adlai Stevenson, dal bel nome biblico, due volte candidato democratico e due volte sconfitto viaggiatore contumace in URSS, e uno dei più pericolosi cripto-comunisti d’America. Charty, quando questa vittima del comunismo, come Forrestal e Dulles, morti di “male naturale” nell’ospedale di Walter Reed, di Wahsington, chiedevano di parlare al popolo dell’abisso che davanti ad essi stavano scavando i nemici esterni e interni del paese. Perché non andassero a monte le sue manifestazioni di abilità, Nikita, prima di – Tornato a Mosca, il 28 settembre 1959, Krusciov dichiarò, in un discorso, nello stadio Lenin, di essere profondamente soddisfatto del suo viaggio, aggiungendo che, con la morte di Mac Carty e di Dulles, sarebbero morte le loro idee. Quanto ad Eisenhower, dichiarò che era una persona “piena di coraggio e di sapienza politica...”. Due settimane dopo la sua partenza dagli Stati Uniti, il Comitato contro le attività anti-nord-americane, il 12 ottobre informava che Krusciov era direttamente responsabile di aver organizzato la “fame artificiale” egli anni 1930-34, in Ucraina, sottraendo gli alimenti per piegare i contadini kulaki, ostili alla collettivizzazione agricola. Perché tali informazioni non furono pubblicate prima della visita? Perché furono giudicate “politicamente inopportune”, e il farlo sarebbe stato proclamare Nikita responsabile (quale è) della deportazione in massa durante la ribellione ungara! Contro le malefatte di Eisenhower si oppose pubblicamente - almeno a parole benché egli non fece che seguire la politica dei suoi antecessori - l’ex presidente Truman, che, secondo il quotidiano “New York Herald Tribune” dell’11 dicembre 1959, in una riunione dell’8 dicembre, aveva dichiarato che Eisenhower era «il più inetto Presidente della storia degli Stati Uniti». Ciò non fu tuttavia una riprovazione delle sue idee, ma dei sistemi... Franklin Delano Roosevelt, il vero artefice dell’impero comunista sovietico. I viaggi politici di Eisenhower in Europa, Asia, Africa e Sudamerica, alla fine del 1959 e all’inizio del 1960, ebbero come principale scopo di calmare i “governi amici”, perché qualcuno, come quello tedesco, osservavano con preoccupazione la politica filocomunista di “lke”, mentre gli altri, come i Governi massonici di Francia, Italia, Brasile, Uruguay, ecc., si consideravano “poco consultati” in quella strana politica di quel grande atleta della libertà di Wahsington! – Il 24, lo zar rosso arrivò a Pittsburg, centro della siderurgia nordamericana, ancora paralizzato dallo sciopero montato dai rossi d’America. Il sindaco gli diede le chiavi della città, antico borgo medioevale, in cui i vinti presentavano umilmente ai vincitori le chiavi di entrata delle fortezze. Fu un atto simbolico di ciò che preservava il futuro, con la consegna delle chiavi da parte del Presidente al conquistatore rosso? – Alla fine, concluso il viaggio di piacere (con deboli reazioni di ostilità), il 25 settembre, il viaggiatore tornò a Wahsington, e, il 27, parlò di politica con Eisenhower al “Campo David”, che avrebbe potuto benissimo essere il “campo di Giacobbe” o il “Campo di Abramo”. Dopo lo “spirito di Ginevra” nacque così lo “spirito del Campo David”. La vittima di questo nuovo avrebbe dovuto essere Berlino, o la Germania Occidentale, ma le cose si complicarono, perché i tedeschi hanno più possibilità di opporsi ai russi di quanto abbiano i paesi dell’Europa Orientale, venduti al comunismo quando fu negoziato lo “spirito di Ginevra”. – Per chiudere con spille d’oro il suo viaggio di propaganda e cospirazione contro il Nordamerica, furono messe a disposizione di Nikita le catene televisive americane, controllate dagli ebrei Albert Kahn, David Sarnoff e William Paley. In esse il dittatore rivolse i suoi “dolci” sorrisi al popolo degli Stati Uniti con parole di “pace” e “amicizia”. Il lupo, quindi, rivolse la sua predica alle pecore, mediante le maggiori catene della televisione americana, che invece era stata ricusata a Mac allontanarsi, disse: «Se qualcuno si immagina che i nostri sorrisi siano un abbandono degli insegnamenti di Marx, Engels e Lenin, si sbaglia». Tuttavia, Eisenhower pretese di far credere al suo popolo che sarebbe stata possibile la “coesistenza pacifica”. I NOSTRI LUTTI Padre Pietro Benassi di Modena Prof. Proietti Panzini Lello di Madonna della Pace (Roma) Sig.ra Virginia Ellen Hanscom Calì di Monza Sig.ra Adriana Geraci Cusi di Roma 16 A tutti i lettori di “Chiesa viva” raccomandiamo le Loro anime alla loro preghiera. “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 LA STORIA, PURTROPPO, SI RIPETE della Prof.ssa Rita Calderini da: “La Voce del C.N.A.D.S.I.” XXXIX, 9. 1° settembre 2002 L a storia si ripete: una decina di anni fa, quando la scuola elementare riceveva il colpo di grazia con la machiavellica trovata dei “moduli”, il Ministero della Pubblica Istruzione (MPI). aveva largamente distribuito un libretto, intitolato “Una scuola più”, per presentare la riforma elementare come un fatto positivo in confronto alla scuola del passato, ritenuta, ovviamente senza appello, del tutto negativa. Malgrado però il palese insuccesso dell’operazione, perché il malcontento dei docenti ed il disagio degli alunni alla prova dei fatti continuarono ad aumentare, e persistono tuttora, l’attuale MIUR (con targa diversa, ma azione e spirito parallelo a quello del MPI) ci riprova con il medesimo mezzuccio del libretto dato in pasto alla plebe tumultuante, a mo’ di offa per tenerla buona. L’opuscolo, di 32 pagine, è intitolato: “Una scuola per crescere” ed è presentato da una lettera del Ministro Moratti, con tanto di firma autografa, diretta a “studenti, genitori e docenti”, in una sequela eloquente, lettera grondante del solito buonismo zuccheroso (“il nostro dialogo”, “l’impegno di tenervi informati”, il “patto tra scuola e famiglia”, “lavorando insieme con voi”) e inconcludente (“cambiamento ispirato ad una visione europea”, ma insieme “scuola radicata in una identità nazionale solida e condivisa”, la quale “arricchisce le offerte formative”, il cui “motore deve essere la trasmissione dell’amore per il sapere e dell’amore per la vita”). Il testo incomincia con uno schema della nuova scuola di disperante squallore, perché, oltre all’ostinata indicazione dei due “cicli” (il primo di anni 5+3, elementari più media inferiore, il secondo di medie superiori di durata a buon conto non definita), palesemente incostituzionali (posto che la Costituzione, art. 33, parla di “ordini e gradi” di scuola, con tanto di esame di Stato “per l’ammissione o per la conclusione di essi”), lo schema si limita a indicare per le elementari, designate come prima parte del primo “ciclo”, l’iscrizione facoltativa alla I elementare di alunni di 5 anni e mezzo, lo studio di una lingua straniera europea (si spera accanto all’italiano) e l’uso del computer, più “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 l’abolizione, anch’essa incostituzionale, dell’esame di V elementare. L’illustrazione dell’art. 3 del ddl farà la gioia degli asini per vocazione, quelli che tirano a campare da un “debito” all’altro di anno in anno. Se andrà in porto la “filosofia del biennio”, partorito dalla fertile mente di qualche pedagogista impegnato, i suddetti quadrupedi, muniti di orecchie lunghe e pelose, avranno alternativamente un anno di riposo, costellato magari da una serie di inefficaci 3 o di 4, invano assegnati dai docenti in certe materie, ma poi riscattati dalla tipica volata finale, anche grazie al palese esaurimento di un corpo insegnante, avvilito e demotivato da una politica scolastica che, cinicamente, se ne serve per far loro togliere le castagne da un fuoco appiccato da altri. Quanto poi al “servizio nazionale di valutazione”, ci si domanda chi vorrà prendere sul serio le “verifiche periodiche sulle competenze fondamentali dei percorsi di studio e di formazione e sull’efficacia delle attività delle scuole”, attuato da una restaurazione del famigerato IRRSAE, mutato nomine et colore, perché è altamente probabile che le suddette “verifiche” o si concluderanno con stucchevoli auto-celebrazioni ed auto-conferme delle proprie geniali trovate, oppure con iniziative persecutorie per i malcapitati che non si adeguano prontamente ai diktat piovuti dall’alto ed osino ancora pensare con la propria testa. Disgustosa è la parafrasi del parimenti disgustoso art. 5 sui docenti: in dieci righe, i cervelloni del MIUR ci fanno sapere che i docenti dovranno munirsi di “una formazione iniziale universitaria di pari qualità”, sia che debbano insegnare ai bambini dell’asilo a soffiarsi il naso, sia che debbano impartire insegnamenti elevati agli adolescenti. Il sistema concorsuale è liquidato con un “periodo di tirocinio nelle scuole”, ma anche sulla “laurea specialistica” di un solo biennio dopo il precedente mostruoso triennio tutto fare, grava la cappa minacciosa del pedagogismo incombente, il vero vincitore della torbida vicenda del riformismo scolastico italiano da vari decenni a questa parte. Così si arriva al riassunto finale su “come realizzare il cambiamento”, ove ai precetti precedenti si aggiunge una non meglio precisata e perciò inquietante “valorizzazione del personale docente” con annessa “formazione iniziale e continua”. È parimenti inquietante il fatto che siano già indicate le “prime fasi di attuazione” con la “possibilità di iscrizioni anticipate” ad asilo e a prima elementare (per le quali sono “già assicurate le risorse”) e “l’insegnamento di una lingua comunitaria e delle nuove tecnologie”, fin dalla prima elementare. Ultimo particolare disgustoso è rappresentato dalle cosiddette “illustrazioni” che consistono in disegnini sbilenchi ed improvvisati, come quelli che fanno per gioco i nostri bambini in età prescolare. Che dire di più? Speravo che la vittoria schiacciante del centro-destra facesse cambiare la musica con i suonatori anche in campo scolastico. Invece, i suonatori sono più o meno i medesimi e la musica è pressoché immutata. Ormai, incominciamo a temere che ci abbia abbandonato anche l’ultima dea, la speranza, quella imprigionata, fatalmente, nel fondo del 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa LA “DOTTRINA DEL TERRORE” Anno 1773. Poco prima di presentare il suo piano, in 25 punti, per “dominare le ricchezze, le risorse naturali e la forza lavoro di tutto il mondo”, Amschel Mayer Rothschild, ai suoi dodici ascoltatori, svelò «come la Rivoluzione Inglese (1640-60) fosse stata organizzata e mise in risalto gli errori che erano stati commessi: il periodo rivoluzionario era stato troppo lungo, l’eliminazione dei reazionari non era stata eseguita con sufficiente rapidità e spietatezza e il programmato “regno del terrore”, col quale si doveva ottenere la rapida sottomissione delle masse, non era stato messo in pratica in modo efficace. Malgrado questi errori, i banchieri, che avevano istigato la rivoluzione, avevano stabilito il loro controllo sull’economia e sul debito pubblico inglese». Rothschild mostrò che questi risultati finanziari non erano da paragonare a quelli che si potevano ottenere con la Rivoluzione francese, a condizione che i presenti si unissero per mettere in pratica il Piano rivoluzionario che egli aveva studiato e aggiornato con grande cura. Ecco la “dottrina del terrore” contenuta in questo Piano. «Il miglior risultato che si può ottenere, nel governare gli uomini, può essere raggiunto solo con l’uso della violenza e del terrorismo... La Legge è un mascheramento della forza. Per le leggi della Natura, il Diritto si fonda sulla forza». «La nostra politica deve essere quella di fomentare le guerre, per sprofondare sempre di più le nazioni nel loro debito, e di dirigere le Conferenze di Pace». «Il “nostro Stato”, marciando lungo la strada della conquista pacifica, ha il diritto di rimpiazzare gli orrori delle guerre con le meno evidenti, ma più efficaci sentenze di morte, necessarie a mantenere il “regno del terrore” che genera la cieca sottomissione». «Grazie alla nostra stampa, noi abbiamo ottenuto l’oro nelle nostre mani, nonostante il fatto che noi abbiamo dovuto raccoglierlo da oceani di lacrime e sangue». «Quando le condizioni rivoluzionarie giungeranno al punto più basso, e le masse, già soggiogate con le privazioni e col terrore, i nostri agenti dovranno apparire in scena, ma solo dopo che essi hanno portato a termine il nostro pianificato “regno del terrore”. Mettendo a morte questi nostri agenti, noi appariremo come i salvatori degli oppressi, mentre invece noi siamo interessati proprio all’opposto, e cioè alla riduzione e all’uccisione dei Goym (cristiani)». «Noi provocheremo la depressione industriale e il panico finaziario. La disoccupazione e la fame, imposte alle masse, creerà il diritto del capitale di regnare in modo più sicuro». 18 Fac-simile della copertina dell’edizione russa dei “Protocolli” del 1912. «Il “regno del terrore” dovrà accompagnare ogni sforzo rivoluzionario, perchè questo è il mezzo più economico per portare la popolazione ad una rapida sottomissione». «Creeremo monopoli immensi e riserve di tale ricchezza colossale che persino le ricchezze più grandi dei Goym (cristiani) dipenderanno da noi in tale misura che essi raggiungeranno il fondo insieme al credito dei loro Governi, il giorno dopo la GRANDE CATASTROFE POLITICA». «Spoglieremo i Goym delle loro proprietà terriere e industriali con una combinazione di tasse e concorrenza sleale e li porteremo alla rovina economica nei loro interessi finanziari nazionali e nei loro investimenti». «Gli aumenti salariali, ottenuti dai lavoratori, non dovranno beneficiarli in alcun modo». «Lanceremo una corsa agli armamenti in modo che i Goym si possano distruggere a vicenda, su scala colossale e, alla fine, nel mondo, non rimarranno altro che masse di proletariato con pochi milionari devoti alla nostra causa, con forze militari e di polizia sufficienti a proteggere i nostri interessi». «I nostri agenti dovranno infiltrarsi in tutte le classi, a tutti i livelli della società e del Governo, per raggirare, confondere e corrompere i più giovani della società, insegnando loro teorie e princìpi che noi sappiamo essere falsi». «I Governi dell’Occidente non potranno sollevarsi contro dinoi, perché, noi creremo, nelle capitali e nelle città di tutti i paesi, un’organizzazione di un tale TERRORE TERRIFICANTE da far tremare anche i cuori più gagliardi».1 1 Cfr. “Chiesa viva” nn° 337 e 338. “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 Lettere alla Direzione Caro don Luigi Villa, ho letto con interesse il suo libro “L’Islam alla riscossa”, pubblicazione coraggiosa, e veramente necessaria e intelligente. A piena e ulteriore conferma di quanto da lei scritto, sulla “Stampa” del 15 marzo, p. 23, è apparso un articolo di M. Tosatti dal titolo “La mattanza dei cristiani” in cui anticipa il Rapporto 2000, sulla libertà religiosa nel mondo dell’Aiuto alla Chiesa che soffre: nel 1999 ci sono stati 165.000 cristiani morti a causa del loro cristianesimo, e 200 milioni di perseguitati (in maggioranza nei paesi islamici). Ho notato con molto piacere che a pag. 84, 101, 192, 234 ecc. Lei cita il parere autorevole di cardinali e vescovi contemporanei: card. Poupard, card. Oddi, card. Biffi, mons. C. Mazzolari, mons. Gassis, mons. Bernardini, mons. C. Ruppi. Secondo me, questo argomento “autoritatis” è un punto molto importante. Lei, infatti, e giustamente, si lamenta di sentirsi “vox clamantisi in deserto”, e a mio avviso la causa del malinteso e disorientamento di molti, specie sacerdoti, sta proprio qui nella carenza dell’argomento di “autorità ecclesiastiche contemporanee”. Lei, da quando ha fatto il passaggio dall’ammirazione, alla critica verso le distruzioni operate dello “spirito del Concilio”, ha pubblicato parecchie testimonianze di cardinali e vescovi che segnalavano la pericolosità della via che la Chiesa cattolica ha intrapreso. Or, io non le consiglio che Lei ripubblichi, gli articoli e i libri del card. Siri, del card. Ottaviani, del card. Parente, del card. Oddi, di mons. Piolanti, ecc. ecc. sarebbero pesanti... Però, vedo la grande necessità che, a conforto delle sue tesi, Lei non resti con autorità ecclesiastiche da Pio XII in indietro, ma con paziente riutilizzo ricicli i pareri di tutti quei cardinali e vescovi e grandi teologi, che hanno detto sostanzialmente quello che dice Lei, e che, restando scollegati tra di loro, hanno avuto la sensazione di solitudine che ha lei (pensi ai card. Siri e Ottaviani che avevano già previsto tutti i danni che sarebbero seguiti all’apertura della “primavera” Giovannea...) A mio avvsio, Lei, che è così ben docuementato, e che ha saputo superare ricatti ed intimidazioni e sorprendentemente conservare un mezzo importante come una Rivista, ha in questa paziente ricerca e ripubblicazioni di citazioni di cardinali e vescovi, la più grande arma: 1) sia per dare unità e coesione alle già tante testimonianze critiche dei vescovi già segnalati in passato; 2) sia per far uscire dall’apparente ma falso “sendo di solitudine” Lei ed anche i suoi lettori; 3) sia per essere assai più convincente nei confronti del magistero, dei vescovi e dei sacerdoti di oggi. (don E. S. - Rappolo BI) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: LA CORRENDENTRICE nel mistero di Cristo e della Chiesa del prof. Mons. Brunero Gherardini Brunero Gherardini, da studioso attento e profondo, affonda le sue riflessioni ed argomentazioni in maniera che l’opera potrebbe risultare come una biografia mariana, in chiave corredentrice, condotta nell’esame di testi ricavati dalle Sacre Scritture (Antico e Nuovo Testamento) (capitoli IV-V), Tradizione Patristica (capitolo VI), Dottrina di teologi messi a confronto (capitolo VII). Di particolare valenza teologica ci sembra il capitolo VIII: «In Cristo, con Cristo, per Cristo». Fra l’altro, il Gherardini scrive: «Il quadro storico, anche se non ho la resunzione d’averlo esplorato da cima a fondo, può ora considerarsi delineato almeno nei suoi elementi di fondo. Dai Padri della Chiesa ai dottori e scrittori ecclesiastici, dalla teologia monastica a quella scolastica, dal magistero solenne a quello ordinario, dai teologi tridentini a buona parte dei contemporanei, l’idea corredenzionistica è apparsa non come un contenuto periferico e secondario alla riflessione teologica e della proposta magisteriale della Fede, e tantomeno come un’escrescenza indebita e pericolosa per la coerenza della fede cristiano-cattolica, ma come una componente di essa, non ancora garantita da un pronunciamento “ex cathedra”, ma sorretta da un saldo basamento biblico. Chi ne avesse il tempo e la competenza potrebbe allargar la ricerca della Sacra liturgia, nonché a quella della devozione popolare appoggiando l’idea corredenzionistica su un alro e non men sicuro contrafforte» (p. 319). L’opera, però, continua e l’Autore entra nell’esame dello status quaestionis della “critica radicale e un poco preconcetta” dei nostri tempi. A fugare le posizioni di taluni critici, B. Gherardini scrive tra l’altro: «Non è affatto vero, pertanto, che con il ricorso al valore ipostatico in relazione a Cristo ed a Maria, può rimanere offuscata la trascendenza di Lui o deificata la semplice creaturalità di Lei. In realtà, se la nozione è identica nell’aggettivo ipostatico, non lo è nei sostantivi unione e ordine che ne vengono qualificati e specificati» (p. 376). E la conclusione si legge a p. 388 ove viene evidenziato il rapporto Cristo-Maria: «L’uno, Cristo, vi appartiene come causa efficiente e finale di esso; l’altro, Maria, come la madre di Colui che ne è la causa efficiente e finale. Si tratta, per Maria, d’un’appartenenza che le proviene non soltanto dalla sua eccellenza e dignità ineguagliabili, ma anche, e soprattutto, dal suo sostanziale rapporto con il Verbo in Lei stessa incarnatosi». Per richieste: Edizioni VIVERE IN Via di Acque Salve, 1/A.- Roma Tel. e fax: 06. 5943323 19 pale. Era nato nel 1915. Venne ordinato sacerdote nel 1941. È stato giustiziato a Zheng-jiang, il 5 ottobre 1958. Conoscere il Comunismo Diocesi di Wuzhou Staccata da Nanning il 30 giugno 1930 e creata Missione indipendente, divenne Prefettura Apostolica nel 1934, e Vicariato Apostolico nel 1939. Wallace Williams Laico,medico, non sposato. Era nato negli Stati Uniti intorno al 1908. È stato ucciso nella prigione di Wuzhou, il 9 febbraio 1951. (continua) contro Dio contro l’uomo MARTIRI IN CINA NOVEMBRE 2003 SOMMARIO N. 355 CANONIZZAZIONE ED INFALLIBILITà di Giancarlo Politi MARTIRI IN PROVINCIA DI GUANGXI Arcidiocesi di Nanning La Prefettura Apostolica venne staccata dal Vicariato Apostolico di GuangdongGuangxi, il 6 agosto 1875, e affidata alle Missioni estere di Parigi. Nel 1914, venne elevata a Vicariato Apostolico del Guanhxi. Nel 1924, divenne il Vicariato Apostolico di Nanning. Castiau Robert Sacerdote, Missioni estere di Parigi. Nato a Montigny sur Sambre, Belgio, il 27 marzo 1912, era stato ordinato prete il 21 dicembre 1935. Partì per la Cina il 14 aprile 1935. È stato ucciso nel’isola di Weizhou, il 29 giugno 1940. Meng Michele Sacerdote, diocesano. Nato intorno al 1918, era stato ordinato sacerdote a Kunming nel 1944, o nel 1945. Accusato di essere un “reazionario”, venne fucilato il 25 maggio 1951, a Erbai. Sonnefraud Henri Joseph Sacerdote, Missioni estere di Parigi. Nato a Saint Briac, in Bretagna il 23 marzo 1891, era stato ordinato sacerdote il 23 dicembre 1922. Partito nell’aprile 1923, è stato ucciso nell’isola di Weizhou, il 29 giugno 1940. Jiang Martino Sacerdote, diocesano. Nato verso il 1887, era stato ordinato sacerdote intorno al 1923. È deceduto dopo quattro mesi di prigione, a Sicun, per malattie contratte dormendo nudo sul pavimento. La sua morte è avvenuta il 17 settembre 1951. Meng Giuseppe Sacerdote, diocesano. Nato intorno al 1909, era stato ordinato sacerdote verso il1935. È morto in prigione nel 1956. Diocesi di Beihai Il Vicariato Aostolico venne staccato da quello di Guangzhou il 1° agosto 1920 e affidato alle Missioni estere di Parigi. 20 2 Canonizzazione ed infallibilità (2) di Mons. Prof. R. Gherardini 6 Mola e la nostra intelligenza (1) del dott.G. Rodelli 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (8) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 14 I giganti del male - L’incontro Eisenhower-Krusciov negli Stati Uniti - (5) di A. Z. Un cattolico Laico, del distretto di Lingshan. Di circa 70 anni. Fu lasciato morire di fame a Santipoch, nel 1951. 17 La storia, purtroppo, si ripete della prof.ssa R. Calderini Liao Chuk-man Taddeo Sacerdote, diocesano. Nato intorno al 1890, era stato ordinato sacerdote nel 1921. Venne incarcerato il 26 il 27 ottobre 1951. Durante il lungo interrogatorio, venne fatto inginocciare su pietre e cocci rotti, o appeso per le braccia. Venne anche picchiato selvaggiamente. È stato trovato picchiato a morte in una cella dai suoi cristiani che gli portavano cibo, a Guangping, sul confine con il Vietnam. 19 Lettere alla Direzione In Libreria Tai Ch’ung-cheng Longino Sacerdote, diocesano. Delegato episco- 18 Conoscere la Massoneria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla I Domenica di Avvento alla IV Domenica di Avvento) “Chiesa Viva” *** Novembre 2003 Chiesaviva ANNO XXXIII - N° 356 DICEMBRE 2003 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Santo Natale 2003! “Oggi è nato per noi il Salvatore”. Il grande dono che Gesù porta al mondo è Se stesso. Lui solo è infinito e riempie il cuore di tutti quelli che l’accolgono. Lui solo è la vera vita che ci divinizza. Accogli Gesù Cristo Bambino, fallo crescere in te, fallo diventare adulto dentro di te. Allora, il tuo volto e le tue opere doneranno agli altri «Dammi, o Signore, un cuore fermo, che nessun sentimento indegno possa trarmi giù; dammi un cuore indomito che nessuna tribolazione possa logorare; dammi un cuore retto, che nessuna proposta indegna possa allontanarlo. Dammi ancora, o Signore mio Dio, discernimento per conoscerTi, diligenza per cercarTi, saggezza per trovarTi, e fedeltà affinché io possa abbracciarTi per mezzo Il Direttore e i Collaboratori di “Chiesa viva” Vi augurano un “Santo Natale” con i migliori voti di un felice e Santo “Anno Nuovo” e vi assicurano le loro preghiere in Cristo Gesù Redentore 2 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 CANONIZZAZIONE ED INFALLIBILITÀ di Mons. Prof. Romero Gherardini La “beatificazione” (nel 1992) e la “canonizzazione” (nel 2002) di Mons. Escrivà de Balaguer non cambiano i “fatti” e i “testi” che riguardano l’Opera che egli ha fondato. Essi non impediscono affatto, quindi, di criticare la dottrina, la spiritualità, i fini, i metodi e il governo di questa sua Opera. E perciò neppure la “canonizzazione” può fermare questo studio sulla discutibile “infallibilità” che ha indotto a stendere questo studio teologico-dogmatico; un lavoro del prof. Brunero Mons. Gherardini, noto tra i teologi più affermati e valevoli d’oggigiorno, già professore ordinario di “Ecclesiologia” ed “Ecumenismo” presso la “Pontificia Università del Laterano”, membro della “Pontificia Accademia Teologica Romana” e della “Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino”. Come pure è anche il Direttore Responsabile della Rivista internazionale di ricerca e critica teologica: “Divinitas”. Città del Vaticano. 3 7 - OBIEZIONI E RISERVE serlo, dovrebbe coincidere con ciò che il Vaticano I chiama una “locutio ex cathedra” e non eludere nessuna delle sue condizioni. È però evidente che la canonizzazione non definisce nessuna verità rivelata; e quanto alla sua “connessione morale e necessaria” con alcune di tali verità, in forza della quale - e quindi “mediate” - la canonizzazione diventerebbe almeno implicitamente “de fide” mi chiedo se le ragioni desunte da san Tommaso sian rettamente interpretate e suasive. Dice l’Angelico - e tutti monotonamente ripetono -: «Quia honor quem Sanctís exhibemus, quaedam professio fidei est, qua Sanctorum gloriam credimus, pie credendum est quod nec etiam in hiis iudicium ecclesiae errare possit». Poco sopra aveva dichiarato: «Si consideretur divina providentia quae Ecclesiam suam Spiritu Sancto dirigit ut non erret, ... certum est quod iudicium Ecclesiae universalis errare in hiis quae ad fidem pertinent, impossibile est... In aliis vero sententiis, quae ad particularia facta (il grassetto è mio) pertinent, ut cum agitur de possessionibus vel de criminibus vel de huiusmodi, possibile est iudicium ecclesiae errare propter falsos testes»29. L’accortezza di san Tommaso - e lo fa Il titolo di questo paragrafo non allude ad una posizione antinfallibilista, per usare un termine di schieramento frequente nella diatriba sull’infallibilità papale prima e dopo il Vaticano I. Si riferisce soltanto ad un aspetto di tale discussione - quello relativo all’infallibilità delle canonizzazioni - e non per dire di no, tout-court, a tale infallibilità, ma per rilevare, secondo il mio personale giudizio, la discutibilità delle ragioni che la suffragano. So bene di pormi insieme con una minoranza27 e non ignoro il gravissimo giudizio del riconosciuto Maestro in materia28 contro chi osasse opporsi a questo tipo - meglio sarebbe dire: oggetto - d’infallibilità. Costui non sfuggirebbe alla nota di “temerario e scandaloso”, ingiurioso dei Santi e favorevole agli eretici; Dio me ne scampi e liberi! Penso, tuttavia, che i già accennati margini di libertà mi consentano di dire perché le ragioni dalle quali si traggono così drastiche conseguenze, non mi sembrano cogenti. – Inizio dalla natura della canonizzazione: tutti son concordi nel giudicarla “non immediate de fide”. Per es- 27 Cfr. A favore dell’infallibilità papale nel proclamare i Santi sta la maggior parte dei grandi teologi, soprattutto S. Tommaso, Quotl. IX, VIII, 16; Melchior Cano, “De locis theologi- “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 cis”, V, 5, 5, 3; Suárez R., “Defensio fidei adv. Anglic. Sect. Errores” in “Opera omnia”, Parigi 1856-78, XII p. 163 e XXIV p. 165: Benedetto XIV, “De Servorum Dei beatifica- tione”, cit., I, 44, 4 e II, 229, 2. 28 Cfr. Benedetto XIV, Ivi I, 45, 28. Cfr Ols D., “Fondamenti teologici”, cit. p. 49. 29 Cfr. S. Tommaso, Quotl. IX, 16 c. 3 notare anche il p. Ols30 - è tale da indurlo a distinguere tra certezza e certezza: quella dogmatica, che si esprime nell’ambito della fede e quella non direttamente dogmatica, che si esprime in ambiti non direttamente collegati con la fede. L’una esclude perentoriamente la possibilità dell’errore («certum est quod impossibile est»), l’altra l’ammette («possibile est»). E motivo di tale ammissione è non solo la fallibilità umana, ma anche l’umana malizia («propter falsos testes»; ed aveva già affermato: «iudicium eorum qui praesunt Ecclesiae errare in quibuslibet, si personae eorum tantum respiciantur, possibile est»). Nonostante che l’Angelico includa anche la canonizzazione nel quadro delle cose alle quali s’estende la promessa della divina assistenza, e per tale ragione ne riconosca l’infallibilità, è doveroso rilevare che per lui la canonizzazione non fa parte de «hiis quae ad fidem pertinent» e che, pertanto, considerata al di fuori della divina assistenza, cioè nel giudizio «eorum qui praesunt Ecclesiae», potrebbe anche andar soggetta all’errore. Non a caso ho sottolineato le parole «particularia facta»: per dire, cioè, che perfino il c. d. fatto dogmatico cui si è soliti assimilare la canonizzazione, in ciò che riguarda la sua singolare concretezza e contingenza potrebb’esser giudicato erroneamente, con grave pregiudizio per la sua connessione con il dogma. Se l’Angelico salva la canonizzazione dall’errore, non è perché non si ricordi che «qui praesunt Ecclesiae errare possunt»; o perché non tenga conto del fatto che la canonizzazione è estranea alla Rivelazione, convinto com’è che non si dà insegnamento infallibile della Chiesa se non in materia di verità rivelate e di cose necessarie alla salvezza eterna. Egli si limita a dire che l’infallibilità papale nel canonizzare qualcuno è oggetto di «pia credenza - pie creditur», in quanto la canonizzazione stessa «quaedam professio fidei est... ad gloriam Sanctorum». Nulla da eccepire a proposito del nesso tomasiano tra canonizzazione e professione di fede a glorificazione dei Santi. Ma non è certamente un nesso del genere a trasformare una sentenza papale sulla qualità non comune, anzi eroica, d’una testimonianza cristiana, in una verità divinamente, se pur implicitamente ed indirettamente, rivelata. Mancando allora l’oggetto rivelato, sarebbe poco rispettoso del dogma e delle sue esigenze l’assimilare la canonizzazione al detto oggetto, solo: a) perché il Papa “non può errare” senza che ciò comporti gravissime conseguenze per tutta la Chiesa; b) e perché egli osserva, anche canonizzando, l’intenzionalità universale che guida ogni sua “locutio ex cathedra”. Questi due punti, ad ogni modo, dovrebbero esser verificati alla luce dei limiti e delle condizioni cui ogni pronunciamento dogmatico soggiace. Santa Caterina di Genva. S. Francesco Xavier. – Il ruolo decisivo della volontà papale nel beatificare e nel canonizzare qualcuno è ben noto; delimita la beatificazione alle Chiese particolari o a porzioni ben definite del popolo di Dio, e conferisce alla canonizzazione un valore universale, dichiarandola valida se non anche obbligatoria per tutta la Chiesa. È un ruolo che nessun cattolico contesta: lo riconosce infatti saldamente legato alla “potestas clavium”. Non per questo, tuttavia, ne discende il carisma dell’infallibilità. Questo, come s’è visto, vien sempre legittimato con il ragionamento per assurdo: altrimenti la Chiesa insegnerebbe l’errore; altrimenti la Chiesa non sarebbe “Mater 30 31 32 Cfr. Cit. p. 45. Cfr. Ortolan T., “Canonisation”, cit. c. 1641. Cfr. Le affermazioni contrarie alla dottrina comune, al seguito dei Bellarmino R., “De sanctorum beatitudine”, II col. 699 (1,7); Benedetto XIV, “De Servorum Dei”, cit., I 39,5 (11,170), riposano tutte sul già segnalato pro4 – Un secondo rilievo riguarda la salvezza eterna del canonizzato. Premetto che se l’infallibilità della canonizzazione non è rigorosamente “de fide”, non lo sono nemmeno la “declaratio” e la “praesumptio” dello stato di “comprehensor” nei riguardi d’un canonizzato. Il problema, dunque, sta tutto in quel “rigorosamente di fede”. Se tale fosse, la canonizzazione s’innesterebbe sull’insieme (il “Simbolo”) delle verità da credere. Poiché l’evidenza esclude un tale innesto, s’insiste sul “non immediate de fide”, cioè su una fede di riflesso, indiretta, implicita. Se non che, nel suo complesso, la Rivelazione divina non offre un solo aggancio della canonizzazione a nessuna delle sue verità; e non si vede allora come fondare sulla canonizzazione la deduzione diretta e necessaria d’una conclusione teologica che la colleghi alla fede, sia pure “non immediate”. L’unico aggancio potrebbe cogliersi nei testi (Mt. 16, 18-19 e 18, 18) che promettono l’avallo divino all’operato del Papa e della Chiesa. Ne deriverebbe non il “de fide divina”, bensì il “de fide ecclesiastica”, fondato su una deduzione magisteriale ed applicazione d’una promessa divina all’esercizio del magistero. La certezza dell’avallo divino è, qui, fuori d’ogni discussione; essa ha dalla sua la realtà della divina promessa e la continuata «testimonianza della Chiesa e del suo Capo visibile, cui Dio promise l’infallibilità»31. Ma Dio la promise ad un ben delimitato esercizio del potere magisteriale, come risulta da una buona esegesi dei testi sopra indicati e dallo stesso Decreto del Vaticano I. Tale delimitazione esclude che canonizzazione e definizione dogmatica s’equivalgano. Ed esclude pure che l’oggetto immediato della canonizzazione comprenda la gloria eterna del canonizzato in un’unica e medesima espressione “de fide”32. S. Giovanni della Croce. cedimento logico “per assurdo”. Comunque, “de fide” sarebbe solo la dichiarazione formale del Papa che canonizza, non la gloria eterna del canonizzato; sarebbe veramente difficile, infatti, dedurre da una verità rivelata, o semplicemente subordinata ad essa, l’accennata gloria eterna. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 et magistra”; altrimenti i fedeli ne sarebbero ingannati. A me sembra, però, che il carisma dell’infallibilità legato al ragionamento per assurdo perda molto del suo valore e resti difficilmente comprensibile. Non spiega, infatti, come e perché esso scatti in caso di canonizzazione e non di beatificazione. Nessuno, sia ben chiaro, intende limitare la libertà del Papa più di quanto esigano i sacri testi ed il dogma; e nessuno, perciò, è in grado d’impedire al Papa e alla libertà del suo potere primaziale d’estendere l’efficacia d’un suo atto o alla Chiesa universale, o ad una Chiesa particolare. Ma né questa libertà, né l’estensione del suo esercizio implicano o esigono come necessaria la copertura dell’infallibilità. Anzi, ad escludere proprio codesta copertura è una ragione ecclesiologica. La Chiesa, infatti, non è una somma di chiese particolari: «Ecclesiam suam Iesus Christus non talem finxit formavitque, quae communitates plures complecteretur genere similes, sed distinctas neque iis vinculis alligatas, quae Ecclesiam individuam atque unicam efficerent, eo plane modo quo ‘Credo unam... Ecclesiam’ in Simbolo fidei profitemur»33. Questa essendo la natura della Chiesa, giustamente LG 26/a ne trae la seguente conclusione: «Haec Christi Ecclesia vere adest in omnibus legitimis fidelium congregationíbus localibus». Ciò significa che anche la più sperduta comunità cristiana, purché legittima, è Chiesa: in essa è la Chiesa cattolica. Dunque, ogni decisione ecclesiastica «in rebus fidei et morum» rivolta ad «una legittima aggregazione particolare di fedeli», la riguarda in quanto Chiesa perché è la Chiesa. Ed ha, almeno implicitamente, un’estensione universale, oltre che particolare. Dalla Chiesa universale, infatti, quella particolare trae la sua legittimazione come Chiesa. Pertanto, questa compattezza unitaria della Chiesa fa sì che ogni decisione magisteriale in linea universale tocchi le singole Chiese; e viceversa, quanto venga ad esse rivolto non sia estraneo alla Chiesa universale. Che senso ha allora l’aver distinto la canonizzazione - infallibile perché universale - dalla beatificazione - non infallibile perché locale? - Se l’una è supportata dal carisma dell’infallibilità, perché non dovrebb’esserlo l’altra? E se la beatificazione non lo è, perché lo è o dovrebbe esserlo la canonizzazione? Santa Teresa di Gesù. – L’approvazione tridentina del culto dei Santi è storicamente innegabile, oltre che teologicamente ineccepibile e dogmaticamente indiscutibile. Che tale approvazione riveli la potestas sanctificandi si può pure concedere. Che però il Concilio di Trento consideri infallibile tale potestas è quanto meno da dimostrare. Tra il potere di proclamare nuovi Santi e l’infallibilità della proclamazione c’è una tale diversità dei rispetti formali, per cui l’una cosa non è, né esige l’altra. E chi sostenesse il contrario, si comporterebbe in modo teologicamente e logicamente non corretto. Santa Gemma Galgani. 33 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 – Quanto alla comunione dei Santi, chiunque ne conosca l’esatta nozione teologica, non può che astenersi dal farne un fondamento dell’infallibilità papale a garanzia della canonizzazione: oltretutto i “Santi” della formula non allude, né esclusivamente né principalmente, ai canonizzati. – Che le formule in uso e soprattutto l’appello d’alcuni Papi alla loro infallibilità nell’atto stesso del canonizzare, nonché il ricorso delle “bolle” di canonizzazione ad espressioni tipiche del linguaggio “definitorio”, depongano per la “praesumptio infallibilitatis”, sembra a prima vista un indubbio dato di fatto. Ma proprio questo dato di fatto, alla luce degli interrogativi e delle riserve che vengo esponendo, conferisce alla domanda critica una più forte incidenza ed un risalto maggiore: come e perché ciò è stato possibile? Come e – Nella storia della Chiesa, anche recente, ci furon Santi discutibili, che prestarono, cioè, e prestano il fianco a rilievi non proprio positivi. Altri, come ho già rilevato, non sono neanche esistiti. Non è mia intenzione di scendere ai particolari, sottoponendo gli uni e gli altri ad un’indagine “super virtutibus” e ad una verifica storica: non scrivo per far polemica. D’altra parte, chi l’ha fatta ha avuto risposte poco convincenti, specie ‘se coCfr. Leone XIII, Encicl. “Satis cognitum”, 29 giugno 1896, DS 3303; cf DS 3305: «At vero qui unicam condidit, is idem condidit unam: videlicet eiusmodi, ut quotquot in ipsa struite a spese della storia. Nessuno è autorizzato, nemmeno il Papa né la Chiesa, a porre come santo nella realtà della storia, chi da santo in essa non visse e tanto meno chi non visse affatto perché mai nato. La domanda critica è allora ineludibile: anche la canonizzazione di Santi discutibili o addirittura inesistenti, o anche la sola tolleranza del loro culto ufficiale, avvenne all’insegna dell’infallibilità? Strettamente collegata al carisma dell’infallibilità, e forse anche più della stessa canonizzazione, può esser considerata la proclamazione d’un nuovo Dottore della Chiesa. Non molto tempo fa ce ne fu una che, in precedenza, era stata nettamente rifiutata da un altro Papa. È vero che il no era stato consegnato non già ad un atto formale, ma ad una decisione informale. Era però una decisione autentica e collegabile, in forza del suo oggetto, con il magistero ordinario. Ed ecco ancora una volta la domanda critica: chi dei due Papi fu infallibile, quello del no o quello del si? Stando così le cose, interrogativi, perplessità e riserve si coagulano, rendendo molto difficile il congiungimento dell’infallibilità con la canonizzazione. Difficile, perché le ragioni del si, al vaglio della critica, perdono non poco del loro valore. futuri essent, arctissimis vinculis sociati tenerentur ita prorsus, ut unam gentem, unum regnum, corpus unum efficerent». S. Giovanni di Dio. 5 perché lo è tutt’oggi? Su quali basi d’indiscutibile validità teologica? – Che oggi così come ieri, e domani pure, l’uomo abbia un bisogno vitale di modelli da imitare, è evidente. Ma da qui a qualificare infallibile la proposta del singolo modello, c’è l’abisso della gratuità. – Che la canonizzazione venga equiparata ad un fatto dogmatico, è vero. Ma proprio in quanto fatto dogmatico pone alcuni interrogativi sul suo nesso con la Rivelazione cristiana e con verità dalla Chiesa definite come rivelate. È infatti da dimostrare se, in concreto, un fatto dogmatico si ricolleghi al dogma grazie ad un suo nesso intrinseco o estrinseco. Il nesso c’è per definizione e non si nega; quindi, almeno indirettamente ed implicitamente, un fatto dogmatico potrebbe essere, in qualche modo, non estraneo al carisma dell’infallibilità. Non consta invece perché la canonizzazione debba esser assimilata ad un fatto dogmatico. Che ciò venga detto e ripetuto non è una ragione; gli antichi non a caso avvertono: «quod gratis asseritur, gratis negatur». Gratuito e perciò rifiutabile è dunque il seguente ragionamento: ogni canonizzazione è infallibile perché è un fatto dogmatico in quanto «propone autoritativamente a tutta la Chiesa un modello di santità da imitare, da venerare e da invocare»34. Sembra chiaro che qui non si ragiona, s’afferma. Quasi che l’infallibilità proprio qui e di per sé “liquido pateat”. S. Giovanni Bosco. cristiana in ordine al nesso tra infallibilità papale e canonizzazione. E augurabile - mi sembra, per la serietà della teologia cattolica - che su codesto medesimo nesso si rinnovi non la polemica sterile, né tanto meno la pedissequa ripetizione delle ragioni a favore o contro, ma una più profonda e più originale discussione. Potrebbe essere già un passo avanti, p. es., la costatazione che il “non immediate de fide” trova conferma nell’atto stesso della canonizzazione, che non impone di “credere” al nuovo Santo, ma dichiara che costui è tale, cioè Santo. E anche al di fuori del nesso suddetto, non sarebbe cosa da poco se si stabilisse che il significato di “Santo”, inteso dalle Bolle di canonizzazione, è quello di “meritevole di culto”, e non di “beato comprensore”: un campo questo che sarà meglio lasciare al libero ed insindacabile giudizio di Dio. Altrettanto importante sarebbe il non trincerarsi dietro la distinzione tra canonizzazione formale ed equipollente: per l’una e per l’altra in discussione è l’infallibilità di chi canonizza, non il modo con cui canonizza. Infine, parrebbe anche opportuno che si desse un’interpretazione autentica delle censure con cui le Bolle accompagnano spesso le singole canonizzazioni: non sono una scomunica, non essendo conseguenti ad una definizione dogmatica; sono allora una semplice censura morale o giuridica circa il comportamento dei fedeli dinanzi ai singoli nuovi canonizzati? Come si vede, la strada per l’approfondimento critico è ampia ed aperta. L’essenziale è il non rimanere dietro l’angolo. 8 - CONCLUSIONE (fine) È superfluo ripetere che il presente scritto non è né una formale negazione dell’infallibilità papale nella “su- 34 Cfr. Frutaz A. P., “La Santità”, cit. p. 119. S. Agostino S. Tommaso d’Aquino. 6 biecta materia”, né il sintomo d’una mia adesione a ventate contestatarie. So, per grazia di Dio e per la mia lunga docenza accademica sulla cattedra d’ecclesiologia, che la Chiesa è sempre Madre e Maestra e che, anche come tale, è l’unica ancora di salvezza. Non ho certezze ch’ella stessa non mi comunichi e non mi garantisca; né ho perplessità, dubbi e riserve in ordine alla salvezza eterna ch’ella non sia in grado di tacitare e di risolvere. Il presente scritto, pertanto, si pone fiducioso e riverente dinanzi ad essa col significato del «dubbio metodico”: non è fine a se stesso, non nasconde surrettiziamente e pavidamente la mano che lancia il sasso nel vespaio, non lascia affiorare tra le nebbie del discorso indiretto ciò che non osa dichiarare apertamente. È il dubbio che, non opponendosi all’asserto magisteriale, vuol esser semplicemente un mezzo per raggiungere un più alto grado di certezza. E tutto, all’interno di quel margine di libertà che l’assenza della nota teologica “immediate de fide” apre alla coscienza S. Pio X. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 Brevi considerazioni nel 25° anniversario del Pontificato di GIOVANNI PAOLO II di Sua Ecc.za dott. Bruno Tarquini Bruno Tarquini, entrato giovanissimo in magistratura, è stato Pretore a Roma, Giudice e Presidente del Tribunale di Teramo, Presidente della sezione penale della Corte d’Assise e Procuratore Generale della Repubblica alla Corte d’Appello dell’Aquila. L a celebrazione del do luogo alle numerose 25° anniversario invocazioni di perdono dell’elezione al soper i presunti errori e glio pontificio del cardinapeccati della Chiesa, le polacco Karol Wojtyla commessi durante il lunha dato luogo, com’era go corso della sua storia, naturale, ad una serie di come (tanto per fare solo articoli giornalistici e di alcuni esempi) la conservizi televisivi che handanna di Martin Lutero no posto in risalto non e di altre persone dichiasolo l’evento straordinario rate eretiche da precedi un Papa non italiano, denti papi, come le Crodopo ben 455 anni (l’ulticiate, come l’evangelizmo era stato olandese zazione delle AmeriAdriano VI, peraltro per che, come l’Inquisizioun solo anno 1522-1523), ne, come, per ultimo, ma anche l’opera da Lui perfino indeterminate svolta per dare alla Chiecolpe commesse conGiovanni Paolo II, ad Assisi, con 63 rappresentanti di altre religioni. sa cattolica quella nuova tro il popolo cinese. dimensione che era stata Sul primo punto, davvero disegnata dal Concilio non riesco a comprendepregi ed i suoi difetti (se ne ha) prettaVaticano II, come ha, ad esempio, ricorre come un Papa, vicario, su questa termente umani, né mi sento di discutere del dato Gianfranco Svidercoschi, in un artira, di Cristo, Figlio di Dio, fatto della mesuo ardente amore per la pace universacolo pubblicato sullo “speciale”, allegato desima Sua sostanza, e quindi Dio Egli le, che distolga giustamente per sempre per l’occasione a “Il Tempo” del 16 ottostesso, abbia potuto, in una Chiesa, predagli uomini gli orrori delle guerre e della bre 2003. Il noto vaticanista mette in riliegare per la pace nel mondo insieme con i miseria. Anche se su quest’ultimo punto vo, tra l’altro, come con il nuovo Papa si rappresentanti di altre religioni, ed unire occorrerebbe indagare un po’ più apsia posto fine alla «Grande Contraddiziocosì le proprie preghiere, rivolte al vero profonditamente se la pace invocata dal ne che offuscava in qualche modo il volto Dio, a quelle degli altri, che non potevano Papa sia soltanto quella umana e terrena, della Chiesa: una Chiesa che si proponeessere rivolte anch’esse al vero Dio, pere non anche quella, ben più rilevante, da va come universale ma, nel contempo, ché non possono esistere due o più Dii, cui ogni cristiano deve sentirsi legato a era ancora eurocentrica, occidentale, antutti ugualmente veri. Dio. Sia, cioè, soltanto la pace, in segno zi, almeno nell’elezione pontificia, italiaOra, il problema è estremamente semplidella quale, nel corso della attuale Mesna». E come la stessa Chiesa «ridisegnace: o si crede che le religioni siano tutte sa, i fedeli sono invitati a stringersi la mata» (da Concilio Vaticano II) nella sua uguali tra loro, come cerca di accreditare no dando luogo ad un rituale rumoroso missione, nella sua presenza, nel mondo, l’ecumenismo “disegnato” dal Concilio e salottiero, oppure anche la pace con era adesso espressione evidente, autenVaticano lI, secondo cui ogni religione Dio, che li dovrebbe, invece, spingere ad tica, del messaggio cristiano. Parlava tutadora lo stesso Dio, distinguendosi soluna meditazione silenziosa e intimamente le lingue, si apriva a tutte le culture, era tanto per le proprie tradizioni, i propri cote mistica. solidale con tutti gli uomini con tutti i postumi, le proprie sensibilità e la propria Ma prima di esaminare più da vicino le afpoli, al di là delle differenze razziali, cultucultura, ed allora non si può sfuggire alla fermazioni di Svidercoschi, quali sono rali, politiche, ideologiche. Ed alla fine del inesorabile conseguenza che i cattolici state sopra riportate, è necessario presuo articolo, Svidercoschi evidenzia codebbano o abbandonare il loro “cremettere alcune brevi considerazioni su alme Giovanni Paolo II non abbia mai dato do” di duemila anni e rinnegare la divicuni importanti atti compiuti da Giovanni «per scontata alcuna delle cosiddette nità di Gesù, abolendo alla radice la Paolo lI, che mi hanno creato nell’animo “verità” che allora dominavano il mondo questione che li distingue irrimediabilnon pochi dubbi, e che ora mi appresto, e la storia. A cominciare da quella - la più mente dalle altre religioni; oppure, confermolto rispettosamente, ad esprimere; atti, diffusa, la più seducente ma anche la più mare la loro fede nella divinità di Gesù, peraltro, che non so se commessi di Sua insidiosa - di un uomo che, sull’oscued allora non possono mescolare le proiniziativa o dietro suggerimento di perfidi rantismo religioso, era ormai in grado prie preghiere con quelle dei rappresenconsiglieri. di fare a meno del suo Creatore». tanti di altre religioni che non credono in Mi riferisco, in primo luogo, alle cosiddetOra, le considerazioni di Svidercoschi quella divinità, consapevoli come debbote “preghiere ecumeniche”, convocate non mi trovano totalmente d’accordo. no essere che solo la loro preghiera può dal Santo Padre ad Assisi il 27 Ottobre Non mi permetto, naturalmente, di mettetrovare ascolto presso il Padre. 1999 ed il 24 Gennaio 2002, ed in seconre in discussione l’uomo Wojtyla, i suoi Tutti vogliamo la pace, ma la cosa essen“Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 7 ziale è che, per ottenerla, si rivolga la preghiera all’unico vero Dio che possa esaudirla. Con l’unione della propria preghiera a quelle dei seguaci di altre religioni - alcune (peraltro) accanite nemiche del cristianesimo! - come se anch’esse avessero il privilegio di poter essere ascoltate ed esaudite da un diverso ipotetico dio, il cattolico non può non aver violato il primo Comandamento, il quale, com’è noto, prescrive: “Non avrai altro Dio al di fuori di me”. Sorge, quindi, lacerante il dubbio che tutti i cristiani che hanno partecipato alle “preghiere ecumeniche” di Assisi siano incorsi nella gravissima violazione di questo Comandamento. Infatti, la preghiera che il cristiano eleva al proprio Dio, per ottenere l’esaudimento del desiderio di pace, contemporaneamente alla preghiera rivolta da credenti in altre religioni e nello stesso luogo, sacro solo ai cristiani, non può non sottintendere, se alle azioni umane deve darsi un logico significato, l’opinione che anche queste altre preghiere possono essere accolte e che quindi possa esistere anche un dio diverso da quello dei cristiani, a cui ci si possa utilmente rivolgere. Il che significa che, cosi comportandosi, il cristiano riconosce l’esistenza di un altro dio al di fuori di quello che si è incarnato nel Figlio, ha portato la Nuova Novella, è stato crocifisso ed è risorto. Ne deriva, perciò, che non sarebbe davvero azzardato ritenere che, con le cosiddette preghiere “ecumeniche”, lo stesso Papa abbia indotto i cristiani a violare il primo Comandamento. Anche sul secondo punto, non riesco davvero a comprendere (sarà forse una mia manchevolezza) la ragione per lo quale il Santo Padre continui ad autoflaggellarsi per presunte colpe commesse nel passato dalla Chiesa cattolica, incorrendo in un duplice errore: il primo, di natura prettamente intellettuale perché, nel dare, sia pure per implicito, un giudizio negativo ad eventi storici del passato, li valuta non tenendo conto del loro particolare e specifico contesto temporale, ma usando strumenti interpretativi attuali, che potrebbero essere, invece, utili soltanto per giudicare eventi storici che si svolgono ai nostri giorni. Il secondo, di natura essenzialmente storiografica, perché, da un lato, confonde l’avvenimento storico del passato da considerarsi nella sua intera dimensione e nella sua complessiva rilevanza, nelle sue cause e nei suoi effetti, con quello che potrebbe essere stato il comportamento, più o meno censurabile, di singoli individui che sono stati partecipi di quell’avvenimento. Certamente, non è questa la sede per trattare, ad esempio, di quei grandiosi e gloriosi eventi storici che sono state, nella storia della Chiesa, le Crociate a difesa della religione di Cristo dalla violenza musulmana (nel suo tentativo, parzialmente riuscito, di sottrarre il bacino del Mediterraneo alla fede cristiana), e che dovrebbero sicuramente costituire l’orgoglio di ogni cristiano; ma certamente non può correttamente, l’interprete di oggi, indurre in errore i cristiani ed approfittare della loro distrazione (e della loro 8 colpevole indifferenza), facendo inammissibile confusione tra quelle vere epopee e gli errori che singole persone abbiano potuto commettere durante quegli avvenimenti, traendone profitti materiali o ideologici. Così come, in tema di Inquisizione, non è onesto nascondere, da un lato, l’esistenza di diverse lnquisizioni (la catara, la romana e la spagnola), ciascuna con le sue specifiche caratteristiche temporali, storiche e ideologiche, ma tutte improntate ad una fondamentale umanità e carità, e, dall’altro, che le procedure seguite nei processi inquisitori (che nella nostra sensibilità moderna possono essere giudicate negativamente) erano, in realtà, le procedure previste dalla società civile di quei tempi e dalle sue leggi. Ed ancora: l’evangelizzazione delle Americhe, centrale e meridionale, fu un fenomeno storico e religioso, del quale il mondo cattolico dovrebbe andare fiero ed orgoglioso, perché, emendato da tutti i possibili abusi che possono essere stati commessi da singoli individui (in massi- la personalità del tutto negativa, ad esempio, di un Martin Lutero, sulle cui empietà è possibile avere cognizione sol che si legga una sua biografica che sia veramente obiettiva ed immune da ogni forzatura della verità storica. E senza porre in rilievo che le condanne a morte degli eretici (nei pochissimi casi in cui sono state pronunciate nel corso di secoli) furono sempre inflitte ed eseguite dalle autorità civili, le quali erano le prime a preoccuparsi del pericolo rappresentato, per l’ordine costituito, dalle eresie e dalla loro eventuale diffusione, dovendosi anche in questi casi, se si vuole fare opera di interpretazione storiografica fondata su criteri veramente scientifici, tener conto della società e delle costituzioni statuali di quei tempi, nelle quali valori fondanti erano proprio la cristianità e la difesa dei suoi princìpi. Per quanto riguarda, infine, le recenti invocazioni di perdono del Papa per presunti errori compiuti ai danni del popolo cinese, confesso la mia ignoranza sul tema, avendo sempre creduto, al contrario, che, in quella ampia area dell’Asia, siano stati i cristiani ad essere ferocemente perseguitati. Ed a questo proposito, non posso tacere che persecuzioni e massacri di cattolici avvengono tuttora (e su questo argomento si potrebbero scrivere interi libri, ma basterebbe leggere “Chiesa viva” che, in ogni suo numero, dedica a tali sanguinosi fatti ampio spazio) in molte parti del mondo (in Asia ed in Africa), senza che dalla Santa Sede o dal suoi vertici, sia emesso il minimo segnale di protesta e pronunciata pubblicamente una sola di quelle condanne che, invece, con tanto disinvolta facilità, sono state ingiustamente emesse nei confronti della Chiesa per eventi accaduti nel passato. *** Martin Lutero fu omicida, membro della sètta satanica dei Rosa Croce, e suicida. ma parte appartenenti allo casta militare, e che sono ovviamente tutti da condannare!) ed osservato, invece, nella sua giusta ed essenziale dimensione, ha rappresentato la sottrazione al paganesimo di intere popolazioni e la loro accoglienza nella salvifica fede in Gesù Cristo, il che dovrebbe costituire per i cattolici motivo di intima soddisfazione. Non si comprende, poi, perché debba invocarsi il perdono per le condanne degli eretici, di coloro, cioè, che già cristianicattolici, hanno attaccato verità di fede, contenute nella Rivelazione e promulgate dal Magistero ecclesiastico, determinando apostasie o scismi. Tutto ciò, senza minimamente prendere in considerazione Perché ho ritenuto di esprimere, sia pure molto sinteticamente, queste considerazioni sulle “preghiere assisane” e sui “mea culpa” di Giovani Paolo Il? Perché sia le une, sia gli altri, si innestano nel vasto progetto ecumenico, che è uno dei fondamentali programmi concepiti dal Concilio Vaticano Il e che costituisce uno degli impegni palesemente perseguiti dal Papa. Questo “ecumenismo” è diretto alla realizzazione completa di quel sincretismo religioso che, com’è noto, rappresenta lo scopo supremo di quel filone di pensiero illuminista che ha permeato di sè, con esito purtroppo positivo, gli ultimi due secoli di storia, in netta ed aperta contraddizione proprio con il cattolicesimo, e si avvale, come mezzo per il raggiungimento di tale fine, del cosiddetto “dialogo” della Chiesa cattolica sia con le chiese separate sia con le altre religioni non cristiane, sicché «si auspica di vedere un giorno (quod Deus avertat) tutte le religioni unire concretamente i loro sforzi al servizio dell’uomo», come ebbe ad affermare Domenico Celada in un articolo su “Il Tempo” del 14 Ottobre 1972. Ora, non può certamente negarsi che se il “dialogo” tra la Chiesa cattolica, da un “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 lato, e le altre religioni, dall’altro, costituisce lo strumento necessario per pervenire al sincretismo religioso, appare evidente che la tesi della parità di tutte le religioni (ecco che di nuovo ritorna il tema già accennato sopra) può basarsi soltanto sul riconoscimento da parte dei non cristiani della natura divina di Gesù Cristo, oppure sul rinnegamento di tale natura da parte della Chiesa cattolica: tertium non datur! E mi pare che, su questa strada, sia da considerare inutile e quindi sprovveduto (se non sacrilego) il gesto di Giovanni Paolo Il (14 Maggio 1999) di baciare il Corano, il libro sacro dei musulmani, che, tra l’altro, maledice i cristiani (sura 9, versetto 30) perché credono che Gesù sia Figlio di Dio. Inoltre, non può nemmeno dubitarsi che un tal genere di “dialogo” sembra contraddire clamorosamente il Vangelo di Matteo (28, 19), dove è detto: «andate e istruite le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare quanto ho comandato». La situazione dovrebbe essere certamente più facile nei rapporti tra la Chiesa cattolica e le altre chiese cristiane, in quanto accomunate dalla divina figura di Gesù; ma qui non solo sorge l’insormontabile problema del Primato di Pietro, ma la divisione sembra aggravarsi a causa delle teorie eretiche teilhardiane, secondo le quali (tanto per offrire degli esempi) la Santa Messa non riproduce il Sacrificio della Croce ma solo il suo “memoriale”, e la salvezza attende indistintamente tutti gli uomini, dovendosi ritenere soppressa ogni distinzione tra il bene ed il male ed inoperante il (fastidioso) libero arbitrio. Ora, su tali questioni dottrinali si corre il rischio di imboccare, purtroppo, la via del compromesso, naturalmente sempre a danno della tradizionale dottrina cattolica dei nostri Padri, come è ampiamente dimostrato dal documento sulla “giustificazione” (cfr. “Chiesa viva”, n. 317 dei 2000) sottoscritto il 31 Ottobre 1999 da Christian Krause, presidente della Federazione mondiale luterana, e da Edward Cassidy, cardinale della Chiesa cattolica: («Insieme, confessiamo che soltanto per grazia e nella fede nell’opera salvifica di Cristo E NON IN BASE AI NOSTRI MERITI, noi siamo accettati da DIO e riceviamo lo spirito Santo, il quale rinnova i nostri cuori, ci abilita e ci chiama a compiere le opere buone»). Per le sintetiche considerazioni che precedono, il cui completo sviluppo argomentativo darebbe (come ha dato) materia per numerosi e ponderosi libri di teologia, ritengo dunque che la nota di Gianfranco Svidercoschi, quale è stato riassunto all’inizio di questo articolo, non possa essere condivisa. Non mi sembra, infatti, prima di tutto, che la Chiesa cattolica, soltanto dopo il Concilio Vaticano Il, abbia assunto una posizione veramente universale, perdendo quelle connotazioni limitative di eurocentrismo e di occidentalismo (e addirittura di “italianismo”) che la avrebbero contraddistinta prima, e che In tal modo si sia posto fine alla “Grande Contraddizione”. Di “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 tale nuova dimensione della Chiesa cattolica non possono costituire prova né l’origine polacca del Papa, né l’apertura a tutte le culture, né la solidarietà con tutti gli uomini e con tutti i popoli senza distinzioni razziali, culturali, politiche e ideologiche, perché tali parametri sono semmai utili per riconoscere alla Chiesa cattolica soltanto una maggiore presenza mediatica, e, per conseguenza, un maggiore concorso di folle ed una maggiore messe di acclamazioni, fenomeni questi malinconicamente superficiali, perché ad essi non si accompagna un reale (e indispensabile) approfondimento della dottrina cattolica; anzi, al contrario, va progressivamente perdendosi dei suoi princìpi ogni sia pur elementare cognizione, il che rende lecito domandarsi quante di tutte le centinaia di migliaia di persone che ac- La battaglia di Lepanto. corrono intorno al Papa, come se fosse un capo-popolo, siano a conoscenza dei principali valori di quella dottrina (non dico che li applichino, perché pretenderei davvero troppo!). Una indagine darebbe risultati molto sconfortanti, come dimostrano i sondaggi che ognuno di noi potrebbe fare ogni giorno, in ogni paese, e sulle persone di ogni età che si conoscono o si incontrano. Per esempio, a me risulta che quasi nessun bambino, nonostante che abbia fatto da poco tempo la Prima Comunione, conosce il vero significato della Santa Messa, così come nessuna delle persone adulte (tra cui giovani insegnanti di religione nelle scuole statali), da me interrogate, ha saputo dirmi che cosa rappresenti l’Immacolata Concezione. D’altra parte, tutto questo quadro così desolante si inserisce perfettamente nel mondo odierno, connotato dalla faciloneria e dalla superficialità, ed in cui tutto è all’insegna del buonismo, della felicità a buon mercato, del perdono che cancella ogni colpa; le stesse chiese non sono più frequentate come una volta, ci si comunica senza essersi confessati (tanto il peccato non esiste più, se è vero che l’inferno è vuoto!); la Santa Messa è ridotta ad un rito, nel quale è scomparsa ogni possibilità di intima meditazione, a favore di manifestazioni chiassose; almeno cinque dei sette Sacramenti o sono decaduti a mere occasioni di feste mondane (lo stesso Svidercoschi me lo ha insegnato, riguardo al battesimo, con il suo articolo su “Il Tempo” del 13 Gennaio 2002), oppure hanno perduto, nel comune sentimento popolare, il loro originario significato. Ed allora, se tutto questo è vero, come si fa a dire che ora, a differenza del passato, la Chiesa è espressione autentica del messaggio cristiano ? Come può negarsi che ancora oggi (ed io aggiungo: oggi più di ieri) il mondo e la storia siano dominati da quella «cosiddetta verità” - “la più diffusa, la più seducente ma anche la più insidiosa” dell’illuminismo e del neo-modernismo che pone l’uomo, ubriacato dal progresso scientifico e tecnologico ed illuso dalla propria ragione (che, essendo umana, non può non essere fallibile!), al centro del mondo “in grado di fare a meno del suo Creatore” ? Ad opera di questo capovolgimento radicale della concezione cattolica, per cui al teocentrismo si è sostituito l’antropocentrismo in una visione non più verticale (uomo verso Dio) ma orizzontale (che esclude Dio), il cristianesimo si avvìa verso un fatale sfaldamento dottrinale e, quindi, di decadimento spirituale ed a ciò contribuisce proprio il cosiddetto ecumenismo, quale è stato disegnato dal Concilio Vaticano lI, a cui ha dato il proprio contributo (non so, in verità, quanto volontario) anche l’attuale Papa. Forse, Svidercoschi ha ragione quando segnala il venir meno nella Chiesa cattolica del suo eurocentrismo: ma ciò avviene non a causa di una sua maggior diffusione universale, ma perché, al contrario, è in corso un epocale fenomeno di migrazioni, dei cui aspetti sociali, economici ed umanitari si suole trattare ogni giorno con larghezza di argomenti, ma di cui si tace pervicacemente l’aspetto religioso: è il fenomeno delle imponenti immigrazioni di musulmani in Europa, che in capo a pochi decenni non potrà non comportare una decisiva diluizione della cristianità nel continente, e la conseguente creazione, nella migliore delle ipotesi, di un’Europa multireligiosa e multietnica, in cui i vecchi popoli europei finiranno per perdere la propria identità. È la rivincita dell’islam, che ai tentativi compiuti nel passato di conquista militare ha sostituito la tattica morbida della silenziosa invasione pacifica, agevolata dalla cecità degli stessi cristiani europei, preoccupati soltanto di problemi di natura economica, nonché dai programmi di occulte lobbies internazionali che, nella ibridazione dei popoli e nel loro infiacchimento spirituale e morale, scorgono un mezzo efficace per consolidare il loro predominio mondiale. Sennonché: non praevalebunt! 9 Documenta-Facta della serotonia (Ssri) ne fa uso il 22%, mentre il 16% utilizza altri anti-depressivi). Il 4% utilizza stabilizzanti dell’umore e il 4% antipsicotici. 24 MARZO: MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI AUMENTA LA CORRUZIONE Nel Rapporto emesso dalla “Trasparency International 2003”, l’Italia occupa il 35° posto (nel 2002 era al 31° posto!), con un indice del 5,3, rispetto al 5,2 del 2002. Il che significa che in Europa, l’Italia è la più “corrotta”, alla pari del Botswana e del Kuwait. Il dato è allarmante, oltre che non edificante, senza poter presentare neppure le scuse che possono avere i popoli del Terzo Mondo! GLI ITALIANI SONO UN POPOLO DI DEPRESSI? no una persona su quattro (25,9%); molto diffusi anche i disturbi dell’umore (23,1%). Seguono, a grande distanza, disturbi del comportamento alimentare (4,1%) e alcolismo (2,5%). Depressione e ansia, inoltre, colpiscono molto di più le donne degli uomini: sono depresse oltre il 28% contro il 16,7% degli uomini, e sono ansiose fra il 30% e il 40% delle donne contro il 26-27% degli uomini. E tra questi pazienti, uno su due (53%) fa uso di benzodiazepine, che da anni sono i farmaci più diffusi per trattare i sintomi di ansia e insonnia; gli antidepressivi sono utilizzati complessivamente dal 38% (i più diffusi sono gli inibitori selettivi ricaptazione Nel 2001, sono stati: 25 sacerdoti, 5 religiose, un seminarista, una laica consacrata, un volontario. Mancano alla lista i 16 cristiani protestanti uccisi a Bahawalpur, le centinaia uccisi a Jos e a Kano, in Nigeria, i trucidati nelle Molucche, a Sulawesi, o nelle città palestinesi. I 33 ricordati (dei quali sei italiani: p. Pietro De Franceschi, p. Nazareno Lanciotti, Giuliano Berizzi, p. Ettore Cunial, p. Celestino Digiovambattista, p. Michele D’Annuncci) sono solo i rappresentanti di un lungo “esercito dell’Agnello” (cfr. Ap 7, 9-14) che, in tutto il mondo, sono stati pronti a dare la vita per il loro Signore e per gli uomini. Secondo “La Croix”, quotidiano cattolico francese, si è anche scoperto che i sette monaci trappisti, trucidati in Algeria nel 1996, sono morti a causa di una faida all’interno del principale gruppo armato islamico (Gia), nonostante l’assicurazione della loro incolumità da parte di Benhadjar, emiro di Tibhirine. Oltre al “forte impatto mediatico” dell’avvenimento, si voleva far ricadere la colpa sul gruppo di Benhadjar, preso di mira dal gruppo antagonista di Antar Zuabri, capo incontrastato della cellula dominante del Gia. Almeno un italiano su tre (la percentuale è del 33,8%) soffre di depressione e ansia. Il dato sale al 44,9% se si considerano anche coloro che in passato hanno accusato questi disturbi almeno una volta. È quanto emerso dall’indagine epidemiologica condotta su oltre 2.000 pazienti tra i 30 e i 40 anni, esaminati da 143 medici di base in tutta Italia. I dati preliminari della ricerca sono stati presentati nel Convegno della Società italiana di Psicopatologia di quest’anno. Lo studio, coordinato dallo psichiatra Marcello Nardini, dell’Università di Bari, è stato condotto dal Gruppo collaborativo italiano per la ricerca interdisciplinare nella medicina generale (Epimed) e dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa. I dati completi - ha detto Nardini - saranno disponibili a fine anno, ma già sono sufficienti per dimostrare che “la diffusione della depressione tra gli italiani è molto più ampia di quanto si creda”. I disturbi d’ansia sono i più diffusi tra gli italiani: secondo l’indagine ne soffre, o ne ha sofferto in passato, alme- 10 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 11 di A. Z. Protestanti sono nati a Cafarnao. Là, come racconta Giovanni, Gesù fece il discorso sul “Pane di Vita”, e disse ai suoi discepoli quelle grandi parole: «Se non mangerete la carne del Figlio dell’Uomo e non berrete il mio sangue, non avrete in voi la vita» (Gv. 6, 53). Allora - dice il Vangelo - «molti dei suoi discepoli, udite tali parole, dissero: “Questo parlare è duro, e chi lo può ascoltare?”... E da allora molti dei suoi discepoli si ritrassero indietro e non andarono più con lui» (Gv. 6, 60s). Quale parlare è duro? Tutto il discorso sul “Pane di Vita”, fatto in modo così realistico, che non lasciava adito a dubbi sul pensiero di Gesù. La posta in gioco era chiarissima, e implicava la sua Presenza Reale, e non simbolica, nell’Eucaristia. Se si fosse trattato solo di una presenza simbolica, non avrebbero avuto difficoltà ad accettare la proposta del Maestro. A Cafarnao avviene dunque la grande spaccatura: tra quelli che credono la parola di Gesù, e quelli che non credono. Gesù osserva tristemente i molti che gli voltano le spalle, ma non corre loro dietro gridando: «Fermi un momento: rettifico, volevo dire un simbolo, proporre un paragone...». No, anzi si rivolge agli stessi Apostoli e dice: «Volete andarvene anche voi?». Andate pure! Gesù sarebbe stato disposto a perdere tutti gli Apostoli, ma non a desistere dal darci il “Pane della Vita”. In nome degli Apostoli, Pietro gli risponde con lo stupendo atto di fede: «Signore, da chi andremo noi? Tu hai parole di vita eterna, e noi sappiamo che tu sei il santo di Dio» (Gv. 6, 68s). nel giorno della riunione comunitaria e si riveste di musiche consolatorie. L’assenza della Confessione che assolve dai peccati, essa pure rifiutata dai dissidenti, lascia un senso di tristezza nei cuori. Gesù non viene in noi per trovarvi grandi cose e tanto amore: viene in noi come Amore. Non viene tanto per ricevere, quanto piuttosto per dare. Non Lui ha bisogno di noi, ma noi abbiamo bisogno di Lui, ed Egli viene sapendo più di noi stessi quanto abbiamo bisogno di Lui! «Senza di Me, non potete far nulla!». Viene a noi perché Lui è l’Amore, e ci tiene che noi Lo amiamo, ma più per quanto vuol darci che per quanto da noi riceve. I L’EUCARISTIA È LA SINTESI DEL CRISTIANESIMO Si suol dire che i protestanti non credono nell’Eucaristia ma nel Vangelo, la Parola di Gesù. Non è esatto: i protestanti rifiutano la Parola più alta di Gesù, la più impegnativa per Gesù e per noi e che compendia tutto il messaggio evangelico. L’Eucaristia è Gesù stesso, nostro Creatore e Redentore, che si inserisce nella Chiesa in tutto il suo essere, vero Dio e vero Uomo, si fa presente e vivo in mezzo a noi sino alla fine dei tempi, unendo a Sé i credenti e facendone un Corpo solo, animato dal suo stesso Spirito. È Lui il centro dell’unità salvifica, la forza trainan12 Cristo istituisce l’Eucaristia. te del Corpo Mistico verso la salvezza e la beatitudine eterna. Senza la Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia, la Chiesa rimarrebbe vuota! 1. L’Eucaristia è istituita da Gesù come estrema manifestazione del suo Amore. Egli ci ha creati, ci ha redenti con il suo sangue, ci colma di beni e di grazie, ma vuole condensare tutti i suoi doni annientandosi in una fragile ostia e dandosi a noi come “Pane spezzato” e “Sangue versato”, in un gesto di unione e di intimità possibile solo a Dio. Giovanni introduce il racconto dell’ultima cena con parole che le fanno da portale: «Gesù, sapendo che era giunta la sua ultima ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino all’ultimo segno» (Gv. 13, 1). Rifiutare la Presenza Reale è rifiutare l’estremo atto di amore di Cristo, che ha voluto darsi fino a farsi nostro nutrimento. Il protestantesimo rivela la sua indole di religione inaridita, ridotta a freddo rapporto con un Gesù che rimane ricordo lontano, astratto dalla realtà presente. Il tempio protestante è freddo, anche se si rianima 2. L’Eucaristia è istituita come Sacrificio. La Redenzione dell’intera umanità è avvenuta con la Passione e la Morte di Gesù sulla Croce, e Gesù ha provveduto che il suo supremo gesto redentivo fosse rinnovato sino alla fine dei tempi nel Sacrificio Eucaristico. Nell’ultima Cena, Gesù ha detto con chiarezza, a compimento della sua promessa sul Pane di Vita: «Questo è il mio Corpo dato per voi... Questo Calice è la Nuova Alleanza nel mio Sangue: fate questo, tutte le volte che lo berrete, in memoria di Me. Ogni volta, dunque, che voi mangiate di questo Pane e bevete di questo Calice, voi annunziate la morte del Signore fino a che Egli venga» (1 Cor. 11, 23s e paralleli del Vangelo). Rifiutare la priorità sacrificale della Messa, riducendola a cena comunitaria, è rifiutare la continuità sacrificale che redime il mondo. La fede nella Parola di Dio viene svuotata dal suo midollo, la Redenzione del mondo viene relegata a un ricordo lontano, sminuito nella sua efficacia attuale. 3. L’Eucaristia è istituita come Comunione personale. È Gesù, vero Dio e vero Uomo, che si unisce a ciò che è più intimo di noi stessi, intimior intimo meo! Più intimo del mio stesso intimo! Anche nel più felice dei matrimoni lo sposo si arresta di fronte alla barriera invalicabile dell’incomunicabilità personale della sposa. Gli sposi rimangono mistero l’uno all’altra. Gesù entra nel cuore umano come luce che illumina il diamante con la sua divina supercomprensione per essere in me principio di vita divina. Entra per trasformarci in Colui che mangiamo: per divinizzarci. Il Corpo e il Sangue di Cristo ci sono dati come pegno dello Spi“Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 rito che ci trasforma in Colui che adoriamo (1 Cor. 12, 11s). Gesù stesso promette questa trasformazione: «Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue dimora in Me e Io in lui. Come il Padre, il Vivente, ha mandato Me e Io vivo per il Padre, così chi mangia di Me vivrà per Me» (Gv. 6, 56s). no stati invitati a Milano migliaia di giovani per far vedere come si può essere cristiani senza credere nell’Eucaristia: è stato trascurato ciò che ha detto Gesù: «Chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue, non ha la vita eterna»! LA NOSTRA RISPOSTA 4. L’Eucaristia è istituita come Comunione ecclesiale. Unendoci a Sé, Gesù fa di tutti coloro che lo ricevano un corpo solo: perché c’è un solo Pane, un solo corpo siamo noi quantunque molti, perché partecipiamo di un unico stesso Pane (1 Cor. 10, 17) e siamo abbeverati di uno stesso spirito (1 Cor. 12, 13). La Santa Chiesa nasce da questa realtà: è Gesù vivo e reale presente in tutti per fare di tutti Uno con Sé (l’unità salvifica, Vaticano II), a gloria della Santissima Trinità e a salvezza del mondo. Scopo dell’Eucaristia - dice S. Agostino è che tutta la città redenta, cioè la riunione e la società dei santi, si offra a Dio come Sacrificio universale per mezzo del Gran Sacerdote, il quale ha anche offerto se stesso per noi con la sua passione per farci diventare Corpo di sì eccelso Capo (Vaticano II, PO2). La Presenza Reale compendia tutto il Cristianesimo. – Riassume la Creazione: nel Pane di Vita c’è lo stesso Creatore e Signore del cielo e della terra, che assume gli elementi creati come segni della sua presenza. – Riassume la Redenzione: la santa Messa rinnova e rende attuale il Sacrificio della Croce. – Riassume l’Unione di Dio con noi nella Comunione. – Riassume l’Unione del Corpo Mistico, perché la Chiesa è Gesù vivo, reale, presente, che ci unisce a Sé per dare gloria a Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo e salvare il mondo 5. L’Eucaristia è istituita come Presenza Reale di Gesù in mezzo a noi. La tendenza a emarginare i tabernacoli come se Gesù fosse presente solo durante il Sacrificio Eucaristico è di influsso luterano, e ha portato a questo disordine, denunziato recentemente anche dal card. Ratzinger: che centro di attenzione della celebrazione diventa il celebrante. Non si verifica, forse, ciò che l’Apostolo dice dell’empietà, dato che questa riforma liturgica è avvenuta per influsso modernista, così che si manifesti il figlio della perdizione, l’avversario, che si innalza al di sopra di quanto è chiamato Dio, o è oggetto di venerazione, fino ad assidersi nel tempio di Dio, proclamando di essere Dio egli stesso (2Ts. 2, 2s)? La Presenza Reale ha portato alla Chiesa le felici pratiche dell’Adorazione Eucaristica, della visita a Gesù nell’Eucaristia, delle Processioni, delle quarantore. I Santi si fanno con le ginocchia adoranti, le vocazioni solide nascono e si alimentano nel silenzio della chiesa ai piedi di Gesù. (Sull’esempio dei Santi vedi: “Venite Adoriamo”, ricca raccolta di esempi eucaristici di nostra pubblicazione). 6. Insomma, nell’Eucaristia Gesù è presente e vivo come Buon Pastore e Guida della Chiesa sino alla fine dei secoli: «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo» (Mt. 28, 20). Con l’Eucaristia, che è centro e vertice di tutta la Liturgia, alimenta e santifica la sua Chiesa più che con ogni altro mezzo. La Redenzione ha il suo luogo più efficace in Gesù presente, vivo come principio di vita soprannaturale del suo Corpo Mistico. L’avere respinto la Presenza Reale ha insterilito il mondo dei dissidenti. Non sono stati inviati cento giovani a Taizé per dimostrare come si crede nella presenza di Gesù nell’Eucaristia, ma so“Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 Quale sarà la nostra risposta a tanto dono? Innanzi tutto, l’atto di Fede nella Parola di Gesù. Come Pietro diciamo: «Da chi andremo noi? Tu hai parole di vita eterna, e noi crediamo che tu sei il Santo di Dio». L’Eucaristia è possibile perché Dio è Onnipotente, ed è Amore. La nostra risposta è l’amore per tutte le manifestazioni dell’Amore di Gesù nell’Eucaristia come Sacrificio, Comunione, Presenza viva. La Fede e l’Amore ci spingono a opporci a quanto, per influsso modernista, tende a banalizzare il Culto Eucaristico. Esso è fatto di azioni e simboli esteriori, che influiscono sui comportamenti interiori. Se Gesù si è abbassato a tanto, per venire in noi, dobbiamo far di tutto per esprimergli il nostro amore con quella riverenza che riconosce la sua Divinità. Nella piccola Ostia c’è Colui che con un lampo della sua intelligenza creatrice sostiene le sconfinate galassie, la luce, la vita; c’è Colui che ci ha redenti con la sua passione e morte in croce. Abbiamo bisogno di prostrarci nello spirito ma anche con il corpo per non perdere il senso della realtà che ci sta davanti. C’è un atteggiamento di fondo da evitare: la tendenza a ridurre la Santa Messa a banchetto comunitario, anziché rinnovamento del Sacrificio della Croce. Questo porta a un senso di inopportuna allegria che dimentica la realtà della Redenzione dal peccato. 1. Il primo oggetto della Messa non è la comunità, ma Gesù crocifisso: quindi, sono abominevoli quelle “Messe spettacolo” che hanno dato luogo a tante aberrazioni, perfino a danze in calzamaglia (New Look Masses), oppure a esibizioni di pagliacci (Clown Masses). Giustamente il card. Ratzinger esorta i sacerdoti a celebrare rivolti al Crocifisso e non al popolo, perché l’attenzione non sia incentrata nel celebrante o nella comunità presente, ma in Dio stesso. 2. Evitare la Comunione nelle mani. Non si percepisce abbastanza quanto sia banalizzante questo gesto, che oltre tutto favorisce i furti di Particole consacrate per destinarle a riti satanistici. È ipocrisia addurre per tale pratica il motivo igienico, e ora proporre la Comunione nel Calice trasmesso di mano in mano! Non è forse più pericoloso per la salute? 3. Stare in ginocchio durante la Consacrazione e la Comunione. L’atto esteriore aiuta l’atteggiamento interiore. 4. Perché il segno di pace è stato messo nell’imminenza della Comunione? L’unione tra i fedeli non è data da Gesù-Uno in tutti, più che dal gesto distrattivo di scambiarsi segni esteriori? La paura dell’intimismo ha danneggiato il giusto dovere dell’intimità con il Signore, che è la fonte della vera carità. 5. Satana ha fatto di tutto per dissipare il tempo del ringraziamento mediante l’interruzione sbrigativa della Messa subito dopo la Comunione, gli avvisi (che un tempo si davano subito dopo il Vangelo), i canti, la musica... Non si potrebbe dare la Comunione subito dopo la Consacrazione (“Prendete e mangiatene...”) per unirsi a Gesù in adorazione e ringraziamento?.. 6. Il fervore eucaristico spinge all’Adorazione Eucaristica, praticata anche nel silenzio delle ore notturne. 7. Più accessibili a tutti sono le Visite all’Eucaristia durante la giornata. Esse facilitano un rapporto più personale con Gesù, meglio delle riunioni comunitarie. È al contatto con Gesù nell’Eucaristia che nascono le vocazioni sacerdotali e religiose solide. 8. È bene partecipare anche alle altre espressioni del culto eucaristico: Processioni, Quarantore, ecc. 13 Cronaca - nuda e cruda di un mio viaggio a Fadel sac. dott. Luigi Villa el volume: “Segreto non svelato” di Marco Tosatti (Piemme 2002), a pagina 64 ho letto: «...sulla Religiosa (Suor Lucia) grava il controllo vaticano. Alcune persone “sospette”, anche se molto devote di Fatima, non sono riuscite ad incontrarla e a parlarle. È il caso di padre Nicholas Gruner, il “crociato di Fatima”, il cui colloquio con la religiosa - erano presenti vescovi e cardinali - fu annullato per questioni di orario e per una presunta indisposizione della religiosa; e di don Luigi Villa, direttore, a Brescia, de “La tradizione cattolica”. Ci racconta una storia di molti anni fa, ma esplicativa dell’atteggiamento di estrema prudenza dei vertici ecclesiastici: “Ero andato, mandato dal cardinale Ottaviani, per parlare a Lucia, ma naturalmente, il Vescovo di Leiria telefonò subito in Vaticano e Benelli corse da Paolo VI, il quale si affrettò a dire di non lasciarmi passare. Son rimasto, testardo, diciotto giorni ad aspettare, e sono riuscito a dire la Messa nel Carmelo dov’era Lucia, ma basta. Non sono riuscito a parlarle”». N *** Il testo, riportato dal libro di Marco Tosatti, si riferiva a quanto gli aveva riferito don Luigi Bianchi, parroco di Gera Lario (Como), sul fatto che, secondo lui, io avessi approfittato di avvicinarlo perchè egli conosceva da moltissimo tempo Suor Lucia (era andato a Fatima un centinaio di volte!) e perchè era anche amico di padre Josè Valihno, un sacerdote salesiano, nipote di Suor Lucia. A questo punto, mi sento in dovere di rettificare, anche se in breve, le inesattezze contenute nel libro di Tosatti su questo mio viaggio a Fatima. Il 17 febbraio 1973, io ricevetti due lettere: l’una dal cardinal Pietro Palazzini, l’altra dal cardinal Ottaviani; entrambe mi sollecitavano di recarmi a Fatima per incontrare Suor Lucia e per intervistarla. Accettai l’incarico con gioia e, il 28 febbraio, partii per Fatima. Mi accompagna1 2 Suor Lucia. va un conoscente che si fece carico di tutte le spese di viaggio e di alloggio. L’autorizzazione per questo incontro era contenuta in una “lettera personale” del cardinale Ottaviani che io dovevo consegnare al Vescovo di Leiria. Arrivati a Lisbona, prendemmo alloggio allo “Sheraton Hotel”. Il giorno successivo, partimmo per Fatima dove, appena arrivati, mi prenotai per poter celebrare la Santa Messa nella cappellina delle Apparizioni. Fu quella sera stessa, alle 17.30. Celebrata la Messa, e dopo un doveroso ringraziamento, feci una rapida visita nel Santuario per pregare sulle tombe dei due veggenti, Francesco e Giacinta. Risaliti in macchina e raggiunta Coimbra, telefonai subito in vescovado per fissare un appuntamento col Vescovo. Poiché quel giorno Egli era fuori sede, mi fissarono un incontro per il giorno successivo, il 3 marzo. Appena entrai nel suo studio, consegnai al Vescovo la “lettera personale” del cardinale Ottaviani con l’autorizzazione dell’incontro con Lucia, ma qui, scoprii subito non “l’atteggiamento di estrema prudenza dei vertici ecclesiastici”, come si legge sul libro di Tosatti, bensì la solita tattica usata da Paolo VI nei confronti di tutti quelli che si opponevano al suo progressisimo e che non la pensavano come Lui su Fatima1. Appena letta la “lettera”, il Vescovo afferrò il telefono e chiamò, in Vaticano, Sua Ecc.za Mons. Benelli. Dopo averlo messo al corrente della mia richesta, ci fu una pausa di circa cinque minuti, durante la quale - mi disse il Vescovo - mons. Benelli si era recato da Paolo VI per consultarlo sul da farsi. Ripreso e terminato il colloquio con Mons. Benelli, il Vescovo, rivolto a me, crudo crudo, mi disse che per me non vi era alcuna possibilità di avvicinare Suor Lucia e tantomeno parlarle. E tutto questo nonostante gli avessi consegnato la “lettera personale” del Prefetto del Sant’Uffizio con la quale mi era stata data l’autorizzazione per quel colloquio con la veggente. Gli chiesi, allora, di poter celebrare almeno una Santa Messa nella chiesa del Convento delle Carmelitane, dove si trovava suor Lucia. Il Vescovo acconsentì. Celebrai quella Messa. Presso l’altare su cui celebravo, c’era una statua della Madonna di Fatima, bella, dolce, serena, ispirata. Mi affidai a Lei! Dopo aver pranzato, partimmo per Lisbona e, l’indomani, per l’Italia. Pochi giorni dopo, giunto a Roma, mi recai dal cardinale Ottaviani per raccontargli l’accaduto e, in particolare, il mancato incontro con Suor Lucia per il divieto... Vaticano! Il cardinale sussultò e disse: «Questo a me!.. al Prefetto del Sant’Uffizio, e senza neppure farmene parola!.. Scriverò subito “in alto”!.. Appena avrò risposta, La richiamerò e La metterò al corrente del contenuto». Così fu. Tornato a Roma, il cardinale Ottaviani mi disse che alla sua lettera di protesta, Paolo VI Gli aveva risposto anch’Egli con una lettera, scusandosi per l’accaduto, ma dando la colpa del mio mancato incontro con Lucia a Mons Benelli!..2 Intelligenti pauca!.. specie quando i “fatti” parlano da sé! Cfr. “Chiesa viva”, n° 284, maggio 1997. Ovviamente, le due lettere (del card. Ottaviani e quella di Paolo VI) dovrebbero essere negi “archivi” vaticani. 14 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 OCCHI SULLA POLITICA Dal Lezionario Domenicale e Festivo (pag. 694 B) «Fratelli, Gesù che fu fatto di poco inferiore agli Angeli... ». LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15 Maggio 1891) QUESTIONI DI DOTTRINA (dalla Lettera agli Ebrei: 2, 9-11) La Lettera agli Ebrei, sopra citata, Ovverosia la lettera Paolina, A tergo o a pié pagina allegata, Nega completamente la Dottrina Cattolica, nel Credo recitata, Circa la Santa Trinità Divina! Si tratterà di traduzione errata, Oppure di regìa luciferina? “Paulo minus ab angelis”, Signore! Povero Cristo! T’hanno declassato! Volutamente oppure per errore? “Generato ab aeterno - non creato Consustantialem Patri”, il Salvatore Al di sotto degli Angeli é calato! Prof. Arturo Sardini CHIUSA Quantunque non teologo o esegeta, Io mi domando, in veste di poeta: San Paolo fu davvero folgorato O più probabilmente un infiltrato!? Non ti scandalizzare, Padre Villa, Se credi, bevi un po’ di camomilla! La “Lettera” mi sembra un’eresia! È solamente un’impressione mia? ERRATA CORRIGE Ci scusiamo per l’errore contenuto nel precedente n. 355 di “Chiesa viva”, in cui il titolo del sonetto: IL VANGELO DI CRISTO È SUPERATO SECONDO CIAMPI, IL CAPO DELLO STATO va corretto in: IL VANGELO DI CRISTO È SUPERATO SECONDO CIAMPI, IL CAPO DELLO STATO?! “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 L’OPERA DELLO STATO A risolvere peraltro la questione operaia, non vi è dubbio che si richiedano altresì i mezzi umani. Tutti quelli che vi sono interessati debbono concorrervi ciascuno per la sua parte: e ciò, ad esempio, di quell’ordine provvidenziale che governa il mondo; poiché d’ordinario si vede che ogni buon effetto è prodotto dall’armoniosa cooperazione di tutte le cause da cui esso dipende. Vediamo, dunque, quale debba essere il concorso dello Stato. Noi parliamo dello “Stato” non come è costituito o come funziona in questa o in quella nazione, ma dello “Stato” nel suo vero concetto, quale si desume dai princìpi della retta ragione, in perfetta armonia con le dottrine cattoliche, come noi medesimi esponemmo nell’enciclica “Costituzione cristiana degli Stati” (enc. “Immortale Dei”). *** Il diritto d’intervento dello Stato I governanti, dunque, debbono, in primo luogo, concorrervi in maniera generale con tutto il complesso delle leggi e delle istituzioni politiche, ordinando e amministrando lo Stato in modo che ne risulti, naturalmente, la pubblica e privata prosperità. Questo, infatti, è l’ufficio della civile prudenza e il dovere dei reggitori dei popoli. Ora, la prosperità delle nazioni deriva specialmente dai buoni costumi, dal buon assetto della famiglia, dall’osservanza della religione e della giustizia, dal’imposizione moderata ed equa distribuzione dei pubblici oneri, dal progresso delle industrie e del commercio, dal fiorire dell’agricoltura e da altre simili cose, le quali, quanto maggiormente promosse, tanto più felici rendono i popoli. Anche solo per questa via può, dunque, lo Stato grandemente concorrere, come al benessere delle alte classi, così come a quello dei proletari; e ciò di suo pieno diritto e senza dar sospetto d’indebite ingerenze; giacché provvedere al bene comune è ufficio e competenza dello Stato. E quanto maggiore sarà la somma dei vantaggi procurati per questa generale provvidenza, tanto minore bisogno vi sarà di tentare altre vie a salvezza degli operai. (continua) 15 IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI del dott. Giuliano Rodelli L e responsabilità di ordine morale di quasi tutti gli intellettuali, sono, in questi tempi ultimi, molte e gravissime. Prima, quella dell’ignorare le cause occulte della tragedia che il mondo, l’Europa, l’Italia, stanno vivendo. Se nei decenni scorsi il poundiano «se un uomo non è disposto ad affrontare qualche rischio per le sue opinioni o le sue opinioni non valgono niente o non vale niente lui» poteva essere una bandiera o una retorica paludarsi di buone letture, oggi, é un imperativo etico e, dunque. pratico. Lascia esterrefatti la assoluta disinvoltura con cui intellettuali, anche cattolici, si risolvono nell’intrattenimento di abbacinati lettori su questioni di amena, varia cultura, anziché nell’azione politica od almeno nella denuncia “forte” delle cause autentiche di fatti drammatici. Si chiede all’intellettuale quest’atto minimo e dignitoso di assunzione di una qualche responsabilità politica, se non il compromettersi con e nella azione politica per tentare di colmare il vuoto (voluto dai vertici sinarchici) determinatosi dal ritrarsi proprio della funzione politica . Ma questo significherebbe firmare le proprie dimissioni dalla ribalta. Egli ha escogitato un mezzuccio: scaricare raffiche di parole contro fatti avvenimenti!, epoche, mode, tendenze, atteggiamenti, opinioni, tutte.... realtà teoriche, piuttosto effetti che cause. Queste, nella specie di quelle dirette alla costruzione del Nuovo Ordine Mondiale dormono sonni tranquilli. Questi intellettuali sono quelli di sinistra, quasi sinistra, centro-sinistra, destra, quasi destra che, lancia in resta, facevano la guerra al marxismo a al capitalismo, al socialismo reale a al fascismo di Pinochet; quelli che hanno riempito le biblioteche di carta, zeppa di scritture, di cui si perde ogni memoria appena si finiscono di leggere. Questi sono quelli che oggi dovrebbero caricare con parole e fatti gli artefici del Nuovo Ordine Mondiale già dichiarato ed in via di realizzazione, i ciambellani del Governo Mondiale bisbigliato ed abbozzato (ci dice il potente Chomsky del MIT: «penso che l’avvento dell’economia globale possa sfociare in un governo globale», cui fa eco il trafelato Spadolini che ansima: «E con la neces16 sità sempre più evidente di un governo mondiale dell’umanità affidato alle Nazioni Unite (a tutti note per il perfetto utilizzo dei “due pesi, due misure” - ns. inciso n.d.r.) e ai suoi strumenti di polizia internazionale rinnovati e sviluppati (ns. corsivo n.d.r.)...» e più avanti «... l’esigenza della federazione economica si impone su tutto... É finita la ricreazione”), i gelidi sinarchi, razza ormai quasi padrona («ma il processo (di integrazione europea) non deve fermarsi...» ci dice Delors), i criptocrati, come direbbe Pawels, che stanno azzerando la memoria storica degli europei. Questi sono quelli che sono così intenti ad annegare se stessi ed altri nelle chiacchiere, ripetendosi, annoiandosi reciprocamente, da non accorgersi, che ogni giorno i loro lettori vanno perdendo pezzi reali di vita individuale e sociale, che, addirittura, il loro tempo é consumato proprio dagli stessi fatti che vanno accadendo. Infatti, il potere formidabile che si sta addensando, escluderà il verboso intellettuale non perché dannoso ma perché inutile. Inutile in tempi di decisive essenzialità. Un cronista che commentava la cattura, in Sud America, di temibili trafficanti dediti al riciclaggio, lo abbiamo sentito affermare, non sappiamo quanto consapevole, che la cattura era avvenuta perché il Nuovo Ordine Mondiale non poteva tollerare poteri a lui in qualche modo concorrenti. In quest’ordine di idee si potrebbe far rientrare, probabilmente, l’ipotesi secondo cui il progressivo smantellamento delle grandi organizzazioni criminali (mafia, camorra e ‘ndrangheta) realizzato dallo Stato solo negli ultimi mesi, sia dovuto non tanto ad un suo risorgimento quanto, piuttosto, al fatto che il Nuovo Ordine Mondiale si sta servendo delle sue spoglie per svellere, prima di “farlo saltare” direbbe Rothschild, quel contro-Stato, quel contro-potere economico finanziario costituito dalle grandi organizzazioni criminali internazionali non più compatibili, almeno con queste confìgurazioni, con il super totalitarismo planetario del N.O.M. si comprenderebbero, così, fenomeni, come la simultaneità del fiorire di pentiti di mafia a di massoneria, i successi dello Stato, cominciati quasi improvvisamente, e le sue incalzanti vittorie (la gente si chiede come mai solo adesso). L’ipotesi troverebbe conferma proprio nell’argomentazione a contrario secondo cui i processi di disgregazione interna ed esterna che vanno infestando, COME una epidemia che ricorda le rivoluzioni di metà ottocento, gli Stati del vecchio continente, sono inequivocabilmente favoriti dalla Sinarchia che ne va predicando lo smantellamento (è sotto gli occhi di tutti). Questi sono quelli che denunciano la crisi della politica ma non fanno nulla che abbia valenza pratica, sono quelli che piangono per la crisi che attraversa il nostro cattolicesimo, ma non pregano e non amano, sono quelli che sostengono essere il nostro Paese un Paese cattolico solo perché ciò conviene ad ingrassare la platea, denunciano la crisi dell’agricoltura e dell’artigianato, ma non sarebbero a loro agio nel frequentare il contadino o il falegname, mentre tacciono, complici, inondati delle lagrime del coccodrillo, il fatto che il piccolo commercio (in 50.000 hanno chiuso mentre proliferano, anche nei paesini più riposti d’Italia, i super-mer“Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 cati direttamente o indirettamente legati alle grandi holding internazionali), l’artigianato (nella nostra città, abbiamo notizia certa che, per sfuggire alla minimum tax, moltissimi artigiani non hanno rinnovato la licenza con il timore che nel giro di alcune generazioni coloro che saranno rimasti avranno dimenticato i segreti, l’arte, realtà sociale infungibile, e comunque non con le bugiarde alchimie del “mercato”) e l’agricoltura stanno morendo, vessati da ingannevoli leggi inique. Il N.O.M. vuole che molte ed illustri vittime gli vengano immolate. Ma non ci sono!!; questi non ci sono e non ci sono due volte: perché ci parlano d’altro e perché, parlando d’altro, fanno finta di esserci, evitando con consumata cura, di indicare il nemico reale. Ma possibile che nessuno dei “fini dicitori” del niente senta il dovere di fare una qualche sua parte a seguito, ad esempio, della lettera di Falcone che testimonia che le indagini già da tempo coinvolgevano mafia e massoneria, a delle dichiarazioni di Imposimato, relative alla volontà di Falcone, di allargare il campo di indagine non solo per estenderlo a pezzi di massoneria, o delle dichiarazioni del senatore Mancuso che afferma che grandi banche internazionali londinesi posseggano proprie logge massoniche esclusive, fornendo, riguardo a ciò, nomi, fatti, numeri; sono, d’altra parte, nati gli antichi rapporti che legano l’Inghilterra alla nostra Sicilia (non é stato a Londra che sono stati scoperti 22 m. cubi di narco dollari alla fine di settembre dello scorso anno?), o delle rivelazioni di Messina: «non è esistito mai il terzo livello che dà ordini a cosa nostra, ma c’è la massoneria che racchiude tutti... (ma questa) non ha niente a che fare con la massoneria ufficiale. Non è scritto in nessun posto che T. Riina e N. Messina sono iscritti alla massoneria...» avvalorando così l’ipotesi di un li- vello di muratoria occulta agli stessi massoni; ed infine, non interessa assolutamente, ai nostri nobili cantori di raffinata cultura! di sapere quale esito abbia poi avuto l’interrogazione parlamentare di Craxi (al centro, con il suo ed i partiti socialisti di mezza Europa, di furibondi, misteriosi (?) attacchi da lui denunciati come complotto ) rivolta al bene Amato, diretta a conoscere gli autori dell’attacco alla nostra moneta avvenuto negli scorsi mesi ? E non é ormai tempo di porre la questione di diritto circa la legittimità internazionale di questa N.O.M.; se, cioè, esso é sola mera realtà di fatto insuscettibile d’essere ricompresa in qualsivoglia fattispecie giuridica, o se esso, consacrato in atti formali, tragga origine dalla volontà dei popoli per quanto mediata essa possa essere? É forse da folli chiedere che si sottoponga a referendum planetario questo Ordine Mondiale? Insomma, morto Dio, morte le ideologie e la cultura, morta la politica, l’etica e l’economia, tutti crocifissi sul muro della “fine della storia” il cui atto si é incaricato di stilare, all’indomani della redazione dell’altro (di nascita, stavolta, relativa al N.O.M.), quel Fukuyama, membro del Council of Foreign Relations (il club mondialista per eccellenza), che consiglia: «... l’ultimo uomo ha abbastanza buon senso da non rischiare la vita per una causa, perché egli sa che la storia é piena di battaglie inutili che gli uomini hanno combattuto per sapere se dovevano essere cristiani o musulmani»; tutto ciò, compiuto, l’intellettuale non serve più a nulla. Annaspando, per sopravvivere, ha inventato nientemeno che: i fatti di parole; quelli reali, però, che i parlatori non vogliono guardare in faccia e di cui ben se ne guardano dall’indicar la faccia, si incaricheranno di insegnare loro il “silenzio” dei fatti. Concludiamo con le parole di Ferrando Margherita Maria Alacoque apostola del Sacro Cuore di Gesù sac. dott. Luigi Villa (pp. 272 - Euro 15) Mantovani, ordinario di Diritto Penale all’Università di Firenze, il quale, a proposito dei reati omissivi, dice: «lo Stato sociale di diritto a solidaristico...addossandosi nuovi compiti in ampie sfere, impone ai cittadini l’obbligo di determinate azioni volte al raggiungimento di alcune finalità che esso assume come proprie, quali anzitutto l’adempimento dei doveri di solidarietà del corpo sociale in vista di una omogeneizzazione economico-politicosociale... con conseguente ampliamento dell’omissione penalizzata...». Essa consiste nel «... non compiere l’azione possibile che il soggetto ha il dovere di compiere...». Un momento prima e fuori dell’azione penalmente rilevante, vi è l’azione moralmente censurabile, anche con le categorie giuridiche: all’intellettuale può imputarsi l’omissione del compiere il dovere morale a lui riferibile dal momento che egli non compie l’azione possibile (il cercarla tutta, sempre la verità; il dirla tutta a quanti aspettano lumi su quel che minaccia, asserve, umilia il lettore e tutti noi solo perché sforniti dei “mezzi conoscitivi”); viceversa, egli ha il dovere di compiere tale servizio, perché viene pagato non per rifilare chiacchiere cialtrone che gli consentano di rimanere ben saldo a scaldare il salotto buono, ma per offrire al lettore, servendolo, quanto a questi possa occorrere. Oggi, quando agghiaccianti, occulti poteri non solo più “ossessive manie di paranoici” ma realtà concrete, difficili perfino da immaginarsi, il vender chiacchiere, il tacere, il far come se nulla fosse, il mantenere a contribuire a mantenere in una sorta di narcosi intellettuale il nostro prossimo, rende responsabili dinanzi agli uomini, alla Storia ed a Dio Padre Onnipotente che non mancherà di saziare, per la promessa del Figlio, Signor Nostra Gesù, quanti, invece, avranno percorso la Via! NOVITÀ L’Autore di questo scritto biografico sulla vita della Santa Maria Margherita Alacoque ci ha aperto le porte di un convento di clausura, illuminandoci un quadro, ricostruito dall’interno del monastero, dove tra le religiose - alcune vissute in perfezione, altre no! - una di esse divenne, poi, famosa per il suo intensissimo amore al Cuore Sacratissimo di Gesù, al quale ella aveva offerto tutta se stessa. Si era ai tempi festosi e corrotti del Re Sole, in quell’epoca di giansenismo che soffocava ogni espressione religiosa che fosse di dolcezza e di amore! Ancora oggi possiamo restare ammirati di fronte a questa straordinaria vita spirituale, tutta assorbita nella contemplazione del suo AMORE, dal quale si fece guidare, conducendo una vita tutta di penitenza riparatrice per le offese che l’umanità compie ogni giorno verso di Lui. La sua vita di costante penitenza e di lavoro manuale, anche il più umile, le sue frequenti dolorose infermità, sostenute con serenità, ma soprattutto, la sua instacabile preghiera, siano per Noi un rinnovato richiamo alla santità, un invito a impegnare la nostra vita per il regno di Dio in una Fede profonda “secondo il suo Cuore”! “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 17 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Carissimo Padre Villa, La prego di volermi mantenere sempre informato circa ogni sua nuova opera. Ogni buon cristiano non dovrebbe che stimarla per il suo durissimo lavoro. Sono convinto che, nonostante le critiche in cui oggi incorre, nel giorno del Giudizio sarà ricompensato per il suo impegno nel ricordare a tutti la Morale cristiana, unica Verità, oggi tanto bistrattata; la cui unica alternativa è rappresentata dal delirio ideologico che tante vittime ha mietuto nel secolo appena trascorso. In quest’epoca, dominata dalle “società segrete iniziatiche” (ed in particolare una), onnipresenti e onnipotenti, a noi poveri cristiani non resta che pregare il Signore affinché ci mandi tante persone come Lei, che tanto ci illuminano il cammino. RingraziandoLa anticipatamente Le porgo i miei migliori auguri! Distinti saluti! (D. Z. - Trento) *** Rev. Sac. Don Luigi Villa, in questi giorni, ho ricevuto nella mia parrocchia il suo giornale “Chiesa viva”. Mi ha fatto molto piacere riceverlo, sia per i contenuti, sia perché anch’io sto rivalutando alcuni aspetti della santa Chiesa prima del Concilio Vaticano II... Ho letto in “Chiesa viva”, nella parte “Lettere alla Direzione”, una lettera di un fedele di... diocesi nella quale esercito il mio ministero, e sono felice che ci sia qualcuno che vuole vivere un cattolicesimo sano anche nella mia diocesi. Non metto in dubbio la buona fede di tutti gli altri, ma penso che, oggi, i cristiani secolarizzati, ed i preti che sono soltanto funzionari sociali, non diano una buona testimonianza al messaggio di Gesù Cristo. Per non parlare delle celebrazioni liturgiche che sono formate, in gran parte, da gesti e segni che mettono al centro i partecipanti, mettendo di lato, o nascondendo, la centralità di Dio nella stessa celebrazione... Nel salutarla e ringraziarla della sua Rivista, Le porgo i miei più distinti saluti. (Don M. S. - GR) *** Spettabile Direzione di “Chiesa viva”, ringrazio tutti coloro che si adoperano per costruire questa Rivista così preziosa per sollecitarci e mantenerci desti sui traviamenti della Fede e su coloro che lavorano per distruggere la Chiesa dall’interno o dall’esterno. Vi auguro di proseguire su questa linea per lungo tempo, magari fino a quando la crisi sia finita. Cordiali saluti da (D. B. - Rimini) *** Mio caro Padre Luigi, Pace, Gioia ed Amore nel Signore! Scrivo questa, anzitutto, per ringraziare per la Rivista che mi arriva regolarmente e mi dà tanta gioia e conforto, vedendo che ci sono ancora bravi difensori della nostra santa Fede. Piaccia a Dio darVi molta salute e grazia per continuare con coraggio e amore il “bonum certamen”!.. Ringraziando per tutto quello che Lei fa per il bene per ”Dio e la sua santa Chiesa!”. Aff.mo nel Signore (padre A. G. - Goa - India) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 18 “TU, IL MIO PICCOLO IO” di Brunero Gherardini Non è la prima volta che Mons. Brunero Gherardini, già Ordinario di Ecclesiologia nella Pontificia Università Lateranense, s’interessa alla giovane Religiosa canadese Dina Bélanger, beatificata da Giovanni Paolo II il 29 marzo 1993. Dopo alcuni articoli, dedicati alla personalità e spiritualità di questa suggestiva figura di donna e di Religiosa, l’eminente Teologo pubblicò, nel 1991, un interessante studio intitolato “Negli abissi dell’Amore”, per illustrare il fenomeno mistico della Bélanger e la profondità teologica della sua Autobiografia. Oggi, per far meglio capire ciò che caratterizza Dina Bélanger nella sua radicazione familiare, franco-canadese e religiosa nella Congregazione di Santa Claudine Thévenet, Mons. Gherardini edita alle stampe un nuovo studio, condotto non più sulla sola Autobiografia, ma sull’insieme delle fonti esistenti, per una biografia ragionata che, sulla scorta dei documenti, segue e fa seguire l’evolversi quasi cronologico degli avvenimenti belangeriani nell’arco di tempo che va dal 30 aprile 1897 al 4 settembre 1929. *** Dina Bélanger (1897-1929), canadese, appartenente alla Congregazione delle Religiose di Gesù-Maria, fu tutta luce trasparenza amore. Lo fu come Religiosa e come donna, che le sue notevoli doti di natura e di grazia mise al servizio di Cristo, in Lui radicalmente assorbita, da Lui misticamente “sostituita”. Consapevole della sua nuova identità di “Piccolo Io” di Gesù, ne valorizzò i meriti infiniti per tutti immergere in un bagno di grazia. L’accostarsi a lei, attraverso questa ricostruzione critica della sua terrena vicenda, è come respirare a pieni polmoni la purezza balsamica e refrigerante dell’aria montana. Per richieste: Edizioni “VIVERE IN” Via di Acque Salvie, 1/A ROMA “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 INDICE GENERALE GENNAIO 2003 2 La virtù della purezza del sac. dott. Luigi Villa 7 Diseducazione scolastica della dott.ssa R. Calderini 8 Ed ora anche gli “sbattezzatori” di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Turchia non ha titolo per entrare nell’Unione Europea del dott. R. Sgarbanti 15 Lettera aperta alla CEI della prof.ssa Pia Mancini 16 Lettera dall’Irlanda 17 Proteste per la nascita di “Eva” del dott. A. Muscio 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione - In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla VI Domenica del Tempo Ord. alla IV Domenica di Quaresima) 13 Lettera aperta all’on. Buttiglione del dott. A. Muscio 14 Lettera aperta al card. C. Ruini della prof.ssa Pia Mancini 16 Lettera-testimonianza del 1984 di P. Paul Kramer MARZO 2003 2 Illuso io o illusi quelli che vogliono Paolo VI beato? (1) del sac. dott. Luigi Villa 6 L’idea delle Religioni Unite (2) di A. Z. 19 Conoscere la Massoneria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dall’Epifania del Signore alla V Domenica del Tempo Ord.) FEBBRAIO 2003 2 Scristianizzare l’umanità e costruire il socialismo sulle rovine della civiltà cristiana del sac. dott. Luigi Villa 5 L’idea delle Religioni Unite (1) di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 Modificato il quinto canone, o canone svizzero del prof. D. Pastorelli 9 APRILE 2003 2 Buona e Santa Pasqua! 3 Illuso io o illusi quelli che vogliono Paolo VI beato? (2) del sac. dott. Luigi Villa 7 I Santi e l’Eucarestia (1) di A. Z. 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (1) di Sua Em.za Mons. G. Siri 15 Democrazia integrale: progetto per un diritto della persona con contenuto patrimoniale (1) del prof. avv. G. Auriti 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla IV Domenica di Pasqua alla Pentecoste) Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (1) di Sua Em.za Mons. G. Siri 16 Attente mamme, vi stanno rubando i figli! di don S. Tumino 17 Bambini al fronte a cura di F. Sala MAGGIO 2003 2 5 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla V Domenica di Quaresma alla III Domenica di Pasqua)) 7 8 9 Riflessioni sul nuovo ecumenismo del sac. dott. Luigi Villa I Santi e l’Eucarestia (1) di A. Z. Uno studio caritatevole contro il peggiore anti-cristianesimo del prof. A. Dalledonne Un esposto alla Giustizia del dott. A. Muscio Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (3) di Sua Em.za Mons. G. Siri 15 Democrazia integrale: progetto per un diritto della persona con contenuto patrimoniale (2) del prof. avv. G. Auriti 17 60° anniversario di Ordinazione sacerdotale dei Padri Rogazionisti 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione - In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla Festa della S.S. Trinità alla XV Domenica del Tempo Ord.) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 19 GIUGNO 2003 16 Democrazia e libertà (1) di Illyricus 2 La guerra in Iraq e il seguito... del sac. dott. Luigi Villa 18 Conoscere la Massoneria 7 Ecumenismo di ferro e argilla di A. Z. 9 19 Lettere alla Direzione - In Libreria 20 Conoscere il Comunismo Occhi sulla politica Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla XXV Domenica del Tempo Ord. alla XXX Domenica del Tempo Ord.) 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (4) di Sua Em.za Mons. G. Siri 17 Il popolo reietto del prof. F. Cianciarelli OTTOBRE 2003 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 2 Canonizzazione ed infallibilità (1) di Mons. Prof. R. Gherardini 20 Conoscere il Comunismo 8 ... e la devoluzione del signoraggio monetario? del prof. G. Auriti 9 Occhi sulla politica Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla XVI Domenica del Tempo Ord. alla XX Domenica del Tempo Ord.) 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (7) di Sua Em.za Mons. G. Siri LUGLIO-AGOSTO 2003 2 La chiesa di satana, oggi del sac. dott. Luigi Villa 6 Una nuova “Pearl Harbor”? del dott. F. A. 9 Occhi sulla politica 16 Democrazia e libertà (2) di Illyricus 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (5) di Sua Em.za Mons. G. Siri 20 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla XXXI Domenica del Tempo Ord. alla XXXIV Domenica del Tempo Ord.) 15 I giganti del male - Winston Churchill di A. Z. 17 Giustizia monetaria nello Stato di diritto del prof. avv. G. Auriti 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla XXI Domenica del Tempo Ord. alla XXV Domenica del Tempo Ord.) 2003 SOMMARIO N. 356 CANONIZZAZIONE ED INFALLIBILITà 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo DICEMBRE 14 I giganti del male - Dwight David Eisenhower - (2) di A. Z. NOVEMBRE 2003 2 Santo Natale! 3 Canonizzazione ed infallibilità (3) di Mons. Prof. R. Gherardini 7 Brevi considerazioni nel 25° anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II di Sua Ecc.za dott. B. Tarquini 2 Canonizzazione ed infallibilità (2) di Mons. Prof. R. Gherardini 10 Documenta-Facta 6 Mola e la nostra intelligenza (1) del dott.G. Rodelli 12 Ritorno a Cafarnao di A. Z. 9 Occhi sulla politica 14 Cronaca - nuda e cruda di un mio viaggio a Fatima del sac. dott. Luigi Villa 10 Documenta-Facta SETTEMBRE 2003 12 La Modernità (8) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 2 Il dramma della fame del sac. dott. Luigi Villa 5 La “nuova Chiesa” di Paolo VI: una lettura... meditata! di un prof. docente d’Università 14 I giganti del male - L’incontro Eisenhower-Krusciov negli Stati Uniti di A. Z. 17 La storia, purtroppo, si ripete della prof.ssa R. Calderini 15 Occhi sulla politica 16 Il tradimento degli intellettuali del dott. G. Rodelli 18 Lettere alla Direzione In Libreria 19 Indice generale - anno 2003 6 Lettera aperta al car. Ratzinger della prof.ssa Pia Mancini 18 Conoscere la Massoneria 9 Occhi sulla politica 19 Lettere alla Direzione In Libreria SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. 20 Conoscere il Comunismo Epistole e Vangeli 10 Documenta-Facta 12 La Modernità (6) di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri 14 I giganti del male - Dwight David Eisenhower - (1) di A. Z. 20 Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla I Domenca di Avvento alla IV Domenica di Avvento) Anno C (Dalla Festa di Natale all’Epifania del Signore) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 357 GENNAIO 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità L’inferno Croce “CHIESA VIVA” risponde alle offese sacrileghe a CRISTO CROCIFISSO con la sua stessa CROCE, segno della nosra FEDE e della nostra Civiltà cristiana! «ADORAMUS TE, Christe! et benedicimus Tibi, quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum!». «TI ADORIAMO, o Cristo! e Ti benediciamo, perché con la tua santa Croce CROCE Braccia protese gridano al cielo l’aspro dolore dello spasmo antico; Passione d’amore mossa dal gelo e dal maligno, di Dio nemico: Aspersa dal Cristo, nostro Signore, con effusione di purissimo sangue, infondi, eterna, coraggio e vigore al mondo che nell’ignavia langue. T’ergi maestosa nel cuore dell’uomo dove, feconda generi pace; a Te indulge chi cerca il perdono, Te sola brama chi vive di Luce! Pietra d’intralcio sei al peccato scandalo e peso al trasgressore, fonte di Bene, ma segno spregiato da chi rinnega Gesù Salvatore. Schiudi le menti all’appello celeste che chiama i figli a conversione. Destati alla Vita, con candida veste, vedremo l’alba della resurrezione! (Prof.ssa Maria Pia Mancini) 2 «... Ogni pietà che non voglia impiegare la forza, che non arrivi fino alla forza, è una pietà falsa. Non si tratta della forza ponderata; chi pondera con il suo seduttore è già perduto; ha per lui una qualche stima, già consente di discutere con lui (...). Lungi da noi la tolleranza: nessuna tolleranza col nemico! “Io sono venuto a portare la spada”, dice il Salvatore; spada di separazione che dividerà il figlio dal proprio padre, la figlia dalla madre, l’uomo da se stesso. Gesù Cristo fu il primo ad impugnare la spada contro i Farisei, i sensuali, gli ipocriti: Egli la lanciò nel mondo; i cristiani devono raccoglierla (...) è una spada ben temprata nel sangue di Gesù Cristo e nel fuoco celeste. Il Regno dei Cieli esige violenza, solo i violenti lo afferrano: “rapium illud”. Gesù Cristo vuole per il Cielo uomini violenti, senza misericordia, scalatori, capaci di tutto, che scelgono e sostengono per il suo nome una guerra mortale (...)». (San Pier Giuliano Eymard) “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 “IN HOC SIGNO VINCES!” Christus vincit, Christus regnat, Christus della Prof.ssa Maria Pia Mancini a Croce amata, adorata, osannata; la Croce discussa, derisa, calpestata; la Croce evitata, dissacrata: ma cos’è la Croce per ciascuno di noi? È solo simbolo d’identità culturale o è, invece, icona dell’Amore infinito e sofferente, carezza eterna del cielo? È difficile, oggi, collocare la Croce nel mondo: la Croce di Dio con le braccia aperte ad accogliere tutti, anche Adel Smith. La Croce non opera il male. La Croce è messaggio di pace. La Croce edifica, salva; la Croce divinizza, eppure dà fastidio. La Croce è mite, silenziosa, ma produce chiasso. La Croce è ponte tra cielo e terra, eppure è rifiutata. La Croce è speranza, ma genera angoscia. La Croce è carità, eppure causa turbamento. La Croce è universale, eppure origina divisioni. Cosa deve fare ancora Dio che non abbia già fatto per questa povera, illusa umanità? La Croce è oggetto d’arredo, retaggio culturale, monile da esibire, questione sociologica; non riusciamo più a vederla con gli occhi della pietà, né sappiamo aprire il cuore ad ascoltarne la voce sommessa che esprime venti secoli di dolore. Il martirio tuttora continua: nuovamente l’uomo inchioda il suo Salvatore. Ciechi, guidati da ciechi, sprofondiamo sempre più nell’abisso della scelleratezza! Eternamente piangeremo per l’ignavia, l’indifferenza, l’empietà, con in bocca l’amaro sapore del nostro razionalismo, del nostro laicismo, del nostro insulso buonismo. Siamo soldati vili, prostituiti al compromesso, frutto velenoso di un’etica fallace, ingiusta verso il Creatore. Conta, ormai, solo l’utile umano; la speranza non è fondata sul trascendente, ma riposta nel denaro, nella politica, nella forza bruta: idoli globalizzati e fatiscenti nella loro vacuità. Rattrista constatare quanto si opera contro la Chiesa cattolica, svilita e ridotta alla pari di professioni religiose non fondate su Cristo, della quale si vuole cancellare ogni traccia, persino dalla memoria. La confusione dei valori, parto del forzato L “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 connubio con altri credo, ha cagionato il generale deterioramento spirituale che gli stessi pastori, come tutti del resto, hanno rinunciato a risanare per tema di apparire retrogradi, convinti di convertire mediante gli accomodamenti del Vangelo. Il piano ben programmato, orientato alla destabilizzazione ed allo smembramento del papato, è in piena attuazione. Da decenni, ormai, il primato di Pietro è messo in discussione e contestato anche da una parte della gerarchia ecclesiale, come dimostrano le quotidiane notizie di cronaca italiana ed estera. La prova di ciò è data soprattutto dalla mancata adesione di certo clero alle indicazioni pastorali del Santo Padre, anche quando Egli le manifesta esplicitamente attraverso scritti ufficiali; infatti, o si occultano col silenzio le espressioni più incisive del suo magistero o se ne sconvolge il profondo, vero intendimento. L’episodio di Adel Smith, all’origine di ipocriti biasimi, è prevedibile, non essendoci più difensori coraggiosi a guardia dell’ovile di Cristo, rivela il penoso domani della Chiesa, resistenza a infiltrazioni ideologiche e dottrinali nemiche del cattolicesimo, in nome del pluralismo imposto quale obbligo morale dal terrorismo psicologico che, tacciando di razzismo e di arretratezza chiunque ribadisca la propria fede ed i propri valori, obbliga le coscienze ad accettare ogni sorta di abominio. Si tenta così d’inculcare l’idea che il vantaggio comune derivi dal soggettivismo morale. Il bene è invece valore assoluto, mentre il male è tutto il suo contrario, anche se si vuole relativizzarne l’accezione. Tutti abbiamo il dovere di tutelare la nostra tradizione, senza vergogna. Dobbiamo soprattutto difendere Cristo, la Croce, i Dogmi, capisaldi dello spirito che, spesso e pubblicamente, persino alla presenza di religiosi modernisti consenzienti, vengono attaccati e messi in discussione, anche ricorrendo ad artifici esegetici, da miseri figuri pronti a tradire per trenta denari. Il recente caso del Crocefisso, sollevato peraltro da un Sig. “nessuno”, è servito a saggiare la fede di una nazione irrimediabilmente malata di giacobinismo che non dà più a Dio quel che è Dio. In nome della libertà, dell’uguaglianza e di una presunta fraternità, si permette a chiunque di avanzare pretese assurde, che calpestano dignità e sensibilità dell’intero popolo italiano, coartato da una classe dominante scristianizzata. Se i politici, dei quali certi ecclesiastici si rendono complici, vogliono ridisegnare storia e identità dell’Occidente, valendosi di un decisionismo dispotico e orientato all’irenismo più retrivo, sappiano essi che senza Dio la pace non potrà mai esserci. Col definire, inoltre, il Crocifisso “simbolo di cultura”, hanno dimostrato di non aver compreso nulla del messaggio della Croce. 3 L’inferno del sac. dott. Luigi Villa L asciamo da parte le futili contestazioni del “liberi pensatori” (?) che dicono: «Voi insultate la ragione umana... credendo all’inferno nel nostro secolo!»... Lasciamo da parte gli “scettici” che dicono: «l’inferno è un’invenzione dei preti. Son storie d’orchi e di streghe!»... Lasciamo da parte i “modernisti” che gracchiano: «Per carità, non ne parlate; se non vuotate le chiese, urtate lo spirito moderno!»... Lasciamo stare anche gli “ottimisti e i sentimentali” che biascicano: «ma Dio è buono!... non castiga un peccato di un momento!»... Ora, non si tratta di sapere se ci credi o no. Qui, si tratta di sapere se l’inferno esiste o no!.. È una domanda che ci richiama subito quest’altra: «Per qual fine Dio ci ha creati?»... e che l’insuperato Catechismo di San Pio X, con imbattibile sicurezza ci risponde: «Dio chi ha creati per conoscerLo, amarLo e servirLo in questa vita, e per goderLo, poi, nell’altra, in Paradiso». E allora? L’arbitrio di sottrarsi da questo dovere di creatura di Dio, non può non essere condannato e punito da COLUI che ha permesso a Suo Figlio di incarnarsi e di morire sulla Croce per amore delle nostre anime. Per questo è intransigente la Giustizia Divina e condanna alla pena eterna coloro che usano della propria libertà per vivere in opposizione alle Leggi di Dio, negligendo anche la Sua Misericordia! Ma “Deus non irridetur” (Gal. 6, 7), “Dio non si lascia deridere”! E l’eternità dell’Inferno, nella Sacra Scrittura, è certa e chiara: Mt. XXV, 46; Mc. IX, 43, 45, 47; 42, 44; Lc. XVI, 22-26; Apoc. XX, 10, 15. La realtà dell’inferno, infatti, e cioè di uno stato di condanna senza fine, prima, dell’anima e, poi, anche del corpo risorto, è una rivelazione da parte di Gesù, e, quindi, fa parte del messaggio del Verbo Incarnato che si è definito: VIA, VERITÀ e VITA”, manifestando la sua divinità con i miracoli e la sua risurrezione. È di fede, dunque; Dio stesso ha detto: “Io sono il Signore e non ho che una LVIII, 6; Is. XXXIV, 3 + Deut. XXXII, 33; Job. XX, 22; X, 22; Mal. I, 4; Apoc. IX, 6; Ps. LXXVI, 6; Ebr. X, 31; Job. VIII, 14; Is. XXX, 33), ecc. NEL NUOVO TESTAMENTO S. Giovanni Battista: “Ogni albero che non dà frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco”. “... raccoglierà il frumento nel granaio, ma brucerà la paglia in un fuoco inestinguibile”. E Gesù quanto ha predicato sull’inferno! Vedi: Lc. XVI, 22; (si tratta del “ricco Epulone”: Lc. 19-31; Mt. XIII, 50; Mt. XXV, 41; Mt. XXV, 46; 2 Tess. 1, 9; Mc. IX, 45; Mt. VII, 13; Jo. II, 47-53; Rom. 5, 12, e: 7, 14-25; Mt. 25, 34-41; Mc. 25, 46). GLI APOSTOLI: San Pietro: 2 Pt. 2, 4; San Paolo: 2 Tess. 1, 8; I Cor. 9, 27. S. Giovanni Evangelista: Apoc. 14, 9-11 - Apoc. 20, 15; Apoc. 21, 8. ***** parola” (Malachia 3, 6); ha manifestato la sua divinità con i miracoli e l’ha rivelato in tutta la Sacra Scrittura. NEL VECCHIO TESTAMENTO Basta scorrere i Salmi, i Libri Sapienziali, i Profeti, dove si accenna al “tarlo che rode e non muore”, al “fuoco che non si spegnerà”, al “fuoco che li divorerà”, e in molti altri passi come questi: Salmo 138-; Eccl. VII, 40; Deut. XXXII, 22; Sap. XI, 17; Is. XXXIII, 14; Ps. Gesù, per far intender la gravità della situazione all’inferno, ha parlato di “fuoco eterno” (Mt. 3, 12; 18, 8; 25, 41), ricordando la Geenna1, “dove il verme non muore e il fuoco non si spegne” (Mc. 9, 47 ss.) Questa immagine del “fuoco” come pena dei dannati, fu ripresa da Gesù molte volte, come quando parlò della “consumazione dei secoli, quando gli Angeli usciranno e separerarnno i cattivi dai giusti, e li getteranno nella fornace di fuoco” (Mt. 13, 47-50 - Apoc. 1, 15; 9, 2); e ancora nell’Apocalisse si parla di “stagno di fuoco” (Apoc. 19, 20; 20, 9. 10. 15; 21, 8). E quante altre volte Gesù parla dell’inferno con immagini efficaci: “geenna di fuoco”, “tenebre esteriori”, “pianto e stridore di denti”, “camino ardente”, “fuoco inestinguibile”... e alla fine dei tempi, quando verrà a giudicare tutta l’umanità, dirà ai peccatori impenitenti: “Andate, o maledetti, nel fuoco eterno”! 1 Cfr. La Gehenna era una valle presso Gerusalemme, dove alcuni depravati Ebrei sacrificavano i teneri figli a Moloch, esponendoli, prima, alle fiamme. Il pio Re Giosìa, per estirpare questa barbara usanza, fece riempire detta valle e ordinò che vi si gettassero gli avanzi immondi della città, e anche quei cadaveri a cui veniva negato un sepolcro. Per disinfettarla, però, ordinò che vi si tenesse sempre acceso un grande fuoco. Gesù, per rendere più viva l’immagine dell’inferno, prese l’immagine di quella valle che era in tanta esecrazione presso gli Ebrei! 4 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Ora, lo sguardo di Gesù-Dio trapassava tutti i secoli, per cui non avrebbe usato la parola “fuoco”, “fiamme”, se avesse visto che quel suo parlare sarebbe stato poi interpretato come allegorico. Quindi, voler ridurre il “fuoco infernale” a “simbolo”, si va contro le “definizioni di Fede” del Magistero ecclesiastico che, fin dalle origini della Chiesa, ha sempre attribuito al “fuoco dell’inferno” un valore reale e non simbolico. Il significato reale, quindi, del “fuoco infernale”, s’impone come acquisizione indiscussa fin dai primordi della Chiesa, il cui Magistero ha sempre insegnato che all’inferno si applica la “poena damni”, o privazione di Dio, e la “poena sensus”, ossia la privazione di tutti i beni creati e, al loro posto, i tormenti dei sensi; vale a dire: dopo la risurrezione della carne (corpi) colpirà tutto il corpo perché complice d’ogni colpa. La Tradizione cattolica fu sempre ferma e chiara e indiscutibile, sia sulla “eternità” dell’Inferno, sia sulle pene dell’Inferno, in primis, il “fuoco”. E questo perché la Sacra Scrittura non ha mai insinuato che il “fuoco” dell’inferno sia metaforico, ma anzi lo ha paragonato col “fuoco” di Sodoma e Gomorra (2 Petri, 2, 6), e ha sempre affermato, claris verbis, che, dopo la risurrezione, i reprobi saranno gettati nel “fuoco” che fu preparato per il diavolo e i suoi angeli (Mt. 25, 41). Anche i Padri della Chiesa sono stati quasi tutti unanimi sulla natura dell’inferno e sull’eternità delle sue pene2. Comunque, nessuno dei Padri della Chiesa ha mai negato la realtà del fuoco dell’inferno! È proprio il caso di ricordare le parole di Gesù: “Tutto passa, ma le mie Parole non passeranno!” (Mc. 13, 31). Per questo, la “Santa Penitenzieria Apostolica”, il 30 aprile 1890, emanò un Decreto in cui disponeva che si negasse l’assoluzione a un penitente il quale negasse la realtà del fuoco infernale. pretate!), e continuò dicendo che «esse (le immagini) indicano la completa frustrazione e vacuità di una vita senza Dio», e che «l’inferno sta ad indicare, più che un “luogo”, la situazione in cui viene a trovarsi chi liberamente e definitivamente si allontana da Dio, sorgente di vita e di gioia». Ora, un tale dire si discosta dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione e dal Magistero solenne, i quali tutti parlano, invece, dell’inferno come lo “stato e il ***** A questo punto, la memoria mi fa ricordare il discorso sull’inferno, fatto da Giovanni Paolo II nell’ultimo mercoledì di luglio3, in cui ha come intorpidito l’acqua del neo-modernismo, quando, dopo aver citato i passi scritturali sul fuoco dell’inferno, disse che «le immigini con cui la Sacra Scrittura ci presenta l’inferno, devono essere rettamente interpretate» (quasi che fino al Vaticano II non fossero mai state rettamente inter- 2 Cfr. In senso contrario al “fuoco fisico” furono: Origene, Teofilatto (sac. XI) Catarino sec. XVI), Moehler Edikeel (sec. XIX). Anche San Tomaso e il card. Caietano intendevano il “fuoco dell’inferno” quasi in senso metaforico, ma solo rispetto al fuoco terreno; infatti, dissero chiaramente che esso consiste “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Un particolare de “L’inferno” di Luca Signorelli. luogo” dei dannati, ossia della condizione di un’anima che è morta in peccato mortale rimasta priva in eterno della visione di Dio, subendo tutti i mali che ne in una “causa estrinseca” al soggetto punito da esso. Invece, alcuni Padri lo dissero una “metafora”; così Origene, San Gregorio Nisseno, Sant’Ambrogio, San Girolamo. Anche S. Agostino non sa come spiegare il tormento dei dannati (cfr. “De Civitate Dei”, XXII, c. 9, PL. 41, 723). conseguono, prima e dopo la risurrezione della carne4. Ora, ridurre l’inferno a un fatto puramente spirituale, escludendo l’esistenza di un “luogo”, si viene a negare, praticamente, la risurrezione dei corpi, nonostante le tante apparizioni di Gesù in anima e in corpo. È chiaro che solo l’anima vede Dio mediante il “lumen gloriae”, mentre i corpi sono un semplice riflesso dello splendore spirituale delle anime. Quindi, l’uomo intero, anima e corpo, godranno della felicità del Paradiso, o patiranno la dannazione infernale, ognuno secondo la propria natura, resa indistruttibile dalla potenza di Dio. È quindi dottrina certa che l’inferno non è solo uno “stato”, ma è anche un “luogo”. Ed è logico che ci sia un determinato posto per i dannati che, dopo la risurrezione della carne (i corpi), stiano anche localmente col corpo all’inferno; come Dio, condannando gli Angeli ribelli, creò per loro un “luogo” ove inviarli, e cioè l’Inferno. Gesù stesso afferma di aver visto Satana precipitare dal cielo come una folgore (Lc. 10, 17); e, come creò la Terra come “luogo” per porvi l’uomo, è pure logico pensare che, fin dall’eternità, Dio abbia creato anche il Paradiso per i “Beati”, e cioè un “luogo” preciso dove ospitarli per l’eternità beata! «Io vo a preparavi un “posto”, e quando sarò andato e v’avrò preparato un posto, tornerò e vi accoglierò presso di Me!» (Jo. 14, 2-3). Quel parlare di Giovanni Paolo II, perciò, mi conferma della necessità di un nuovo ricupero del tomismo per non perdersi nelle nebbie della gnosi e dell’immanentismo. Sempre in quel discorso, Giovanni Paolo II sembra assommare la “pena del senso” con la “pena del danno”, annullando, così, la distinzione dogmatica (Cfr. DS 1002-1036) tra le due pene, quella del “senso” e quella del “danno”, fuoco ed altro. Ora, questo concilia con la “nouvelle theologie”! Certo, quelle parole di Giovanni Paolo II, di fronte alla dottrina tradizionale della Chiesa cattolica, non possono non aver creato sorpresa e meraviglia, anche perché, da dopo il Vaticano II, nelle prediche domenicali non si parla più nè di inferno, nè di purgatorio, nè di paradiso, anche perché nella liturgia riformata da Paolo VI, le parole inferno, purgatorio, paradiso, sono come sparite. Dell’inferno, per esempio, si accenna solo nel Canone Romano; del purgatorio, non c’è neppure una traccia; del paradiso, si parla come di metafora, “la luce del tuo volto”. 3 Cfr. “L’Osservatore Romano” del 29 luglio 1999. 4 Cfr. S. Tommaso, Summa Teologica, Supplem., q. 97 ss; “Summa contra Gentiles”, IV, Bautz, “Dio Hôlle”, Mainz, 1905; Richard, “Infer” in DTC. 5 Citiamo, per questo, almeno i testi più studiati: “Symbolum Quicumque”, D-S 76; Concilio di Arles (a. 473), iv., 338, 342; Papa Pelagio I°, “Humani generis”, 3, 2, 557; iv., 443; VI Concilio di Toledo; 5, 12, 633, iv., 575; Innocenzo III, “Maiores Ecclesiae causas”, 1201, iv., 780; Concilio I° di Lione, 28, 6.17.7, 1245, iv., 839; Concilio II° di Lione, 6.7.1274, iv.; 852; Giovanni XXII, “nequaquem sine dolore”, 21.11.1321, iv., 926; Benedetto XII, “Super quibusdam”, 29.9.1351, iv., 1075; Concilio di Firenze, “Laetentur coeli”, 6.7.1439, iv., 1306; Pio VI, “Auctorem fidei”, 28.8.1794, iv., 2626. Questa dottrina della Chiesa, tratta dalla Divina Rivelazione, è assai esplicita nella Costituzione “De visione beatifica” di Benedetto XII, nel 1336, dove si legge questa dichiarazione: «Definiamo che, secondo l’ordinamento comune di Dio, coloro che muoiono in peccato mortale, subito, dopo la morte, discendono nell’inferno, dove vengono tormentati dalle pene infernali, e che nel giorno del giudizio tutti gli uomini compariranno coi propri corpi davanti al tribunale di Cristo per rendere conto dei propri fatti, così che “ciascuno riceva ciò che ha meritato per quanto fece durante la vita, sia di bene che di male”» (2 Cor. 5, 10; Dz. 1002). A questi testi vanno aggiunte anche quest’altri: Fides Damasi (D-S 72), di Innocenzo I° (iv., 76), di Adriano I° (iv., 596), del Concilio di Valencia (iv., 630), del Concilio Lateranense IV (iv., 801), del Concilio di Trento (iv., 1539, 1543, 1575, 1705), di Alessandro VIII (iv., 2291), del Concilio Vaticano I° (sch.d.cost. “Dei Filius”, c. 6, 79s), del Vaticano II (LG 48) di Paolo VI (Prof. di fede, 30. 6. 1968). Questi “testi” magisteriali ed altri che ancora rendono indiscutibili tutti i termini scritturistici, specie evangelici, sia a riguardo dell’“eternità”5 dell’inferno, sia a riguardo delle “pene dei sensi”, come pure per il “fuoco” e il “luogo” d’esistenza per le anime coi corpi dopo la “resurrezione della carne”. La Sacra Scrittura, cioè, non ha mai neppure insinuato che il “fuoco” dell’inferno fosse “metaforico” ma, anzi, lo ha paragona- to al “fuoco” di Sodoma e Gomorra (2 Pt, 2, 6), come pure ha sempre affermato, claris verbis, che i reprobi, dopo la loro resurrezione, saranno gettati nel “fuoco” che fu “preparato per il Diavolo e i suoi angeli” (Mt. 25, 41). E ora, invece, Giovanni Paolo II sottolinea che quelle localizzazioni tradizionali, sotto-terra, in cielo, in inferno, in purgatorio e in paradiso, sono immagini improprie, condizioni dell’anima (!!!). Ma anche la parola “anima”, nella “nuova Chiesa” di Paolo VI, la si trova solo nel commiato del defunto, dopo le esequie, lasciando solo il termine “resurrezione della carne”, ma che perde, così, ogni senso se non c’è l’anima! Ora, Giovanni Paolo II, su tutto questo, ha preferito il silenzio e la metafora, lasciando la dottrina della Chiesa ante Vaticano II nel dimenticatoio. Volutamente?.. Allora, il linguaggio teologico della Tradizione sarebbe finito?.. Ma noi insistiamo ancora: ma come poteva dire il Papa che l’inferno e il Paradiso non hanno “luoghi”, e che i dannati, morti in peccato mortale, dove subiscono una pena eterna, sono, invece, “I dannati”, particolare di una serie di affreschi. solo delle “condizioni” di spirito?.. E come considera allora, la “Rivelazione” evangelica che pur getta piena luce anche su questo mistero, quando lo stesso Gesù-Giudice dirà: «... allontanatevi da Me, maledetti; andate nel fuoco eterno che è stato preparato per il Diavolo e per i suoi angeli!»? Come mai, quindi, Giovanni Paolo II ha osato dire: «la dannazione rimane una reale possibilità, ma non è dato di conoscere, senza speciale rivelazione divina, se e quali esseri umani vi siano effettivamente coinvolti?». Ma que- sta è l’eresia di von Balthasar e dei modernisti che affermano che «l’inferno c’è, ma che è vuoto!» ... Certo, è vuoto di Santi, ma è ben ripieno, invece, di demoni e di dannati!, come lo abbiamo già dimostrato, in precedenza, su queste nostre pagine, attestate chiaramente dalla Divina Rivelazione, custodita, o spiegata, o trasmessa, fino al Vaticano II, dalla vera Chiesa Cattolica Apostolica e Romana! La Tradizione e il Magistero perenne della Chiesa di sempre, infatti, non hanno mai considerato come “simbolico” né il fuoco né la pena dei sensi. Perciò, questo voler ridurre il “fuoco infernale” a “simbolo”, va contro le “definizioni di Fede” del Magistero Solenne che, fin dalle origini della Chiesa, ha sempre attribuito al “fuoco” dell’inferno un valore “reale”... Arrivati a questo punto, ci domandiamo ancora; perché, contrariamente a quello che ci fu insegnato da sempre, prima del Vaticano II, Giovanni Paolo II ha asserito che l’inferno «è una realtà, sì, ma non sappiamo se e quali esseri umani vi siano effettivamente coinvolti»?.. Non era meglio, invece, che ricordasse la “visione dell’inferno” che ebbero i tre bambini di Fatima, il 13 luglio 1917? Ecco il racconto che ne fa Lucia: «La Madonna aprì le mani... Il riflesso che esse irradiavano parve penetrare la terra e vedemmo come in un mare di fuoco immersi i demoni e le anime, quasi fossero braci trasparenti e nere, abbronzate, in forma umana, fluttuanti nell’incendio sollevato dalle fiamme che si sprigiovano da esse stesse come nuvole di fumo e cadenti, poi, da ogni lato, come lo sfavillare dei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra urla e gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzavano e facevano rabbrividire dalla paura. I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni tra la bragia». I tre bambini sembravano morire per il terrore. Eppure, la visione era durata solo due secondi. «Se fosse durata qualche secondo ancora - disse Lucia - saremmo morti per paura!». Ed è bene rendere conto che se il Signo- 5 Cfr. B. Origene nega l’eternità di esso, ma sono sue “opinioni personali”! Anche qualche Padre ne subì l’influsso, ma S. Agostino (De Civitate Da XXII, confutò, in nome della Tradizione e della Sacra Scrittura. L’origenismo fu poi condannato da Papa Vigilio (cfr. Sinodo Constantin., 543, e Conc. Costantin. II, 553: DB. 230Ss.). Anche la dottrina della Chiesa fu sempre costante e chiara. Cfr. “Simbolo Atanasiano”; Conc. Later. IV; Conc. II di Lione; Conc. Fiorentino e Tridentino (DB, 40, 429, 464, 693, 835). 6 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 re ha permesso loro di vederlo, non è stato per terrorizzarli, ma perché fosse un “messaggio” per tutta l’umanità. Ma chi nasconde il “Terzo Segreto” di Fatima, forse ha interesse a dichiarare “vuoto l’inferno”, anche se brulica, invece, di dannati! Chi ne volesse una prova, vada a vedere, a Roma, le “impronte di fuoco” lasciate dai dannati su oggetti materiali, raccolte in un apposito museo (Chiesa dei Cappuccini, Roma), e vada a vedere anche il “quadro dell’anima dannata” che si conserva nella Casa della Missione (Via Vergini, 51 a Napoli), sapendo che queste “prove” sono solo alcune dei tantissimi “fatti” che registra la Storia, e mediti che i “dannati” rimarranno per sempre privi della visione di Dio e di tutti i beni che ne derivano da questa visione, e che, inoltre, a questo patimento (“poena damni”) si aggiungono altre sofferenze: il tormento di un fuoco reale che non consuma; le tenebre e la compagnia dei demoni e degli altri dannati6. Questo era il catechismo che si insegnava prima del Vaticano II, nella Chiesa Cattolica, mentre oggi si tengono esposizioni dottrinali che fomentano sentimenti di immanentismo, di falso perbenismo che annulla ogni sentimento di una vera penitenza. Dalla valutazione che si dà al “fine ultimo” della vita, l’uomo deve escludere di poter farsi un paradiso sulla terra senza sofferenza. La perdita del senso del peccato che fa ignorare il castigo eterno, è l’opera diabolica di Lucifero! Lo confermò anche la Madonna di Fatima; «Avete visto l’inferno dove vanno le anime dei poveri peccatori!». E interogata, una volta, Lucia, se fossero pochi quelli che vanno all’inferno, rispose: «Purtroppo, lo so di certo, molti vanno all’inferno, e ci vanno, specialmente, per i peccati di lussuria»! E di fatto, “L’uomo animale non perce- pisce le cose dello spirito” (I Cor. 2, 14); per cui S. Paolo scrive: «Non illudetevi, fratelli; né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né i maldicenti, né i rapinatori saranno eredi del regno di Dio» (I Cor. 6, 9). Oggi, si è dimenticato che «solo la “via stretta” conduce al cielo, mentre la “via larga” porta all’inferno» (Mt. 7, 14)! Si ricordi la parabola delle 10 Vergini, delle quali solo la metà entrò nella sala del banchetto (Mt. 25). Si ricordi il discorso di Gesù sul Giudi- zio Universale, in cui parla di “dannazione”. E si ricordi l’Apocalisse (18, 23) dove assegna agli “idolatri” la pena eterna! È doloroso dirlo, ma la Chiesa del Vaticano II si è resa complice della mistificazione che ormai si dà a una Verità di Fede, come l’esistenza dell’inferno e la caduta in esso di moltissime anime che muoiono in peccato mortale! Ed è pure penoso dire che persino un Papa abbia potuto dire: «Prego perché l’inferno sia vuoto!» (Cfr. “L’Osservatore Romano” del 29 luglio 1999), perché è come un volere esorcizzare la Giustizia di Dio, svalutando il castigo in una dimensione paternalistica che si aliena dalla stessa opera da Lui creata. Ma questo è un accordare a Satana un vantaggio: quello di far credere che la “via larga” che conduce all’inferno, di cui parla Gesù nel Vangelo, oltre che essere spassosa su questa terra, non farebbe alcun danno anche nell’altra vita, se fosse vero che l’inferno esiste, sì, ma che non ha mai, né avrà mai alcun inquilino! Purtroppo, le cose non vanno così|! Come abbiamo dimostrato più sopra, l’Inferno c’è ed è eterno, come lo conferma la Chiesa con il simbolo di Sant’Atanasio, col IV Concilio Lateranense e con il suo insegnamento di sempre. Chi non crede, quindi, all’eternità dell’inferno è fuori dell’Arca della Salvezza e non ha più alcuna speranza di uscirvi, come lo dice vivamente il nostro Dante: «Lasciate ogni speranza, o voi che entrate!». (In: “Inferno”, canto III, v. 9) 6 Cfr. “Dizionario di Teologia Morale” - Roberti-Palazzini. Santa Margherita Maria Alacoque apostola del Sacro Cuore di Gesù sac. dott. Luigi Villa (pp. 272 - Euro 15) NOV ITÀ L’Autore di questo scritto biografico sulla vita della Santa Maria Margherita Alacoque ci ha aperto le porte di un convento di clausura, illuminandoci un quadro, ricostruito dall’interno del monastero, dove tra le religiose - alcune vissute in perfezione, altre no! - una di esse divenne, poi, famosa per il suo intensissimo amore al Cuore Sacratissimo di Gesù, al quale ella aveva offerto tutta se stessa. Si era ai tempi festosi e corrotti del Re Sole, in quell’epoca di giansenismo che soffocava ogni espressione religiosa che fosse di dolcezza e di amore! Ancora oggi possiamo restare ammirati di fronte a questa straordinaria vita spirituale, tutta assorbita nella contemplazione del suo AMORE, dal quale si fece guidare, conducendo una vita tutta di penitenza riparatrice per le offese che l’umanità compie ogni giorno verso di Lui. La sua vita di costante penitenza e di lavoro manuale, anche il più umile, le sue frequenti dolorose infermità, sostenute con serenità, ma soprattutto, la sua instacabile preghiera, siano per Noi un rinnovato richiamo alla santità, un invito a impegnare la nostra vita per il regno di Dio in una Fede profonda “secondo il suo Cuore”! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 7 Ma perché “tutti” devono andare a pregare in Sinagoga? Il direttore dell’Avanti, Dino Boffo, e Gad Lerner, hanno ideato l’iniziativa di invitare tutti a recarsi in Sinagoga a pregare per vincere il terrorismo o, come afferma il Rabbino capo, Giuseppe Laras: «(per riuscirci, occorre) un concetto di umanesimo che abbia al centro la persona umana destinataria di rispetto». Qui, ricordiamo che alla base dell’ebraismo non sta tanto la razza, in senso strettamente biologico, ma la “Legge”. E l’“Antica Legge”, per gli Ebrei, è la “Torah”; e la Perfezione dell’Antica Legge è il “Talmud”. Praga - Altneushut: la sinagoga europea più antica (1230-1270) La “Torah” «Ed egli darà i loro re nelle tue mani e tu estirperai i loro nomi da sotto il cielo; nessuno potrà starti di fronte, finché non li avrai distrutti». «Divora dunque tutti i popoli che il Signore tuo di darà; l’occhio tuo non li risparmi, e non servire agli iddii loro». «Oggi, comincerò a sparger spavento fra le nazioni; sotto tutto il cielo, tanto che esse si terrorizzeranno all’udire il tuo nome». Il “Talmud” «Voi Israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo non sono da chiamarsi uomini, ma bestiame». «La progenie di uno straniero (cioè di un non-ebreo) è come progenie di animali». «Che significa “Har Sinai”, cioè monte Sinai? Vuol dire il monte dal quale si è irradiato “Sina”, cioè l’odio contro i popoli del mondo». Ecco alcuni estratti di questi due libri sacri(leghi) degli Ebrei: «Dovunque gli Ebrei arrivano, devono farsi sovrani dei loro signori». «Il migliore tra i non-Ebrei, uccidilo»! «Un “goi” (cristiano) che studi il Talmud, e un Ebreo, che lo aiuti in tale studio, debbono essere messi a morte». «Il Messia darà agli Ebrei il dominio del mondo, al quale serviranno e saranno sottoposti tutti i popoli». (Come scriveva autorevolmente Baruch Levi, in una lettera a Carlo Marx: «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia»). «Dio si mostra quaggiù nelle sembianze del Giudeo... L’Ebreo è il Dio vivente, il Dio incarnato; è l’uomo celeste, l’Adam Kadmon». «Simile ad una bestia (Gesù Cristo) fu appeso al patibolo, sepoto come una carogna su un mucchio di sporcizia; infine, gettato nell’inferno». «Se un israelita si fa cristiano, comandiamo che sia ucciso e perseguitato fino all’inferno». “Al tempo del Messia, gli Israeliti estirperanno tutti i popoli della terra». «Quando Roma sarà devastata, allora, sarà la redenzione degli Israeliti». «Si devono combattere i cristiani con ogni astuzia». «Nessuna letizia è data a Dio Benedetto, maggiore di quella che noi gli diamo estirpando i cristiani da questo mondo». «Solo Israele giustifica, come suo fine, la creazione del mondo». «Sia distrutto il suo nome (di Gesù Cristo) e la sua memoria; abominio, quel tale, quello là, l’Appeso; insigne ladrone»! Preghiera dell’ebreo Ed ecco - nel “Shemoré Esré” - la preghiera ebraica quotidiana: «Che gli apostati perdano ogni speranza; che i Nazareni e i Minim (i Cristiani) periscano di colpo, siano cancellati dal libro della vita e non siano contati tra i giusti»! Altneushut: interno della sinagoga. 8 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Occhi sulla Politica UN BOMBARDIERE CARICO DI M.... Carissimi lettori, avrei piacere, Con gran soddisfazione personale, Se un grosso, originale “bombardiere”, Pieno di m...., pura, naturale, LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15 Maggio 1891) L’OPERA DELLO STATO a) Per il bene comune Colpisse le centrali del potere, Spesso corrotto, ladro e criminale, Perché sarei curioso di vedere, I “padreterni” immersi nel grasciale! Lettori, il sol pensiero mi diletta! Non missili testate nucleari – Son pacifista! – Solo m.... schietta: Di vacche, di cavalli e di somari... Inedita, pacifica vendetta, Contro i padrini oscuri, planetari! Prof. Arturo Sardini CHIOSA Immaginate chi vi pare e piace: Il fariseo politico mendace, Oppure chi minaccia il mondo intero, Borioso, tracotante e menzognero! Oppur chi fa l’indiano, ed acconsente A Belzebù di fare il prepotente: Ovvero chi dovrebbe condannare Il panschiavismo, senza più tardare! Immaginate pure chi volete, Nuotare nella m.... e riderete... Dopodiché, con spirito cristiano, A venir fuori dategli una mano! Semel in anno licet insanire, Ed io mi son vouto divertire, Immaginando i “grandi della terra”, Immersi nella m...., senza guerra! CHIUSA E non si scandalizzi il puritàno, Per il termine alquanto grossolano, Che trovasi nei greci e nei latini, Nel sommo Padre Dante e nel... Sardini! “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Bisogna, inoltre, considerare una cosa che tocca più da vicino la questione: che cioè lo Stato è un’armoniosa unità che abbraccia del pari le infime e le alte classi. I proletari, né più né meno dei ricchi, sono cittadini per diritto naturale, membri veri e viventi, onde si compone, mediante le famiglie, il corpo sociale: per non dire che ne sono il maggior numero. Ora, essendo assurdo provvedere ad una parte di cittadini e trascurare l’altra, è stretto dovere dello Stato prendersi la dovuta cura del benessere degli operai; non facendolo, si offende la giustizia che vuole si renda a ciascuno il suo. Onde saggiamente avverte S. Tommaso: «Siccome la parte e il tutto fanno, in certo modo, una sola cosa, così ciò che è del tutto, è, in qualche maniera, della parte». Perciò, tra i molti e gravi doveri dei governanti, solleciti del bene pubblico, primeggia quello di provvedere ugualmente ad ogni ordine di cittadini, osservando, con inviolabile imparzialità, la giustizia cosiddetta “distributiva”. b) Per il bene degli operai Sebbene tutti i cittadini, senza eccezione alcuna, debbano cooperare al benessere comune che poi, naturalmente, ridonda a beneficio dei singoli, tuttavia la cooperazione non può essere in tutti né uguale né la stessa. Per quanto si mutino le forme di governo, vi sarà sempre quella varietà e disparità di condizione senza la quale non può darsi e neanche concepirsi il consorzio umano. Vi saranno sempre pubblici ministri, legislatori, giudici, insomma uomini tali che governano la nazione in pace e la difendono in guerra; ed è facile capire che, essendo costoro la causa più prossima ed efficace del bene comune, formano la parte principale della nazione. Non possono, allo stesso modo e con gli stessi uffici, cooperare al bene comune gli artigiani; tuttavia, vi concorrono anch’essi potentemente con i loro servizi, benché in modo indiretto. Certo, il bene sociale, dovendo essere nel suo conseguimento un bene perfezionativo dei cittadini, in quanto sono uomini, va principalmente riposto nella virtù. Nondimeno, in ogni società ben ordinata, deve trovarsi una sufficiente copia dei beni corporali, l’uso dei quali è necessario all’esercizio della virtù. Ora, a darci questi beni è di necessità ed efficacia somma l’opera e l’arte dei proletari, o si applichi all’agricoltura o si eserciti nelle officine. Somma, diciamo, poiché si può affermare con verità che il lavoro degli operai è quello che forma la ricchezza nazionale. È quindi giusto che il governo s’interessi dell’operaio, facendo sì che egli partecipi in qualche misura di quella ricchezza che esso medesimo produce, cosicché abbia vitto, vestito e un genere di vita meno disagiato. Si favorisca, dunque, al massimo ciò che può, in qualche modo, migliorare la condizione di lui, sicuri che questa provvidenza, anziché nuocere a qualcuno, gioverà a tutti, essendo interesse universale che non rimangano nella miseria coloro da cui provengono vantaggi di tanto rilievo. (continua) 9 Documenta-Facta PER QUALI “DEMERITI” È CARDINALE? Il nuovo cardinale di Scozia Keith Patrik O’Brein. A Sua Em.za il card. Joseph Ratzinger Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede 5 Ottobre 2003. Sua Em.za, l’annuncio che l’arcivescovo Keith Patrick O’Brien di S. Andrea ed Edinburgo sarà eletto nuovo cardinale della Scozia ha gettato i cattolici nello sgomento. Date le nostre comunicazioni alle varie Congregazioni, trasmesse nell’arco di vari anni, informandole del pubblico dissenso dell’arcivescovo O’Brien dalla dottrina cattolica, siamo letteralmente terrorizzati al pensiero che il Vaticano sembri sostenere il liberalismo dell’Arcivescovo. Di seguito, forniamo una breve sintesi delle informazioni trasmesse, in passato, in Vaticano. 10 In Scozia, l’arcivescovo O’Brien è ben conosciuto per le sue seguenti attività: 1) Il suo sostegno a P. Andrew Monaghan il quale promuove il permissivismo morale, in un programma radiofonico. Quando il card. Gagnon, del Consiglio Pontificio della Famiglia, chiese ad O’Brien di rimuovere Monaghan, egli si rifiutò di farlo. La Gerarchia Scozzese, attraverso il suo portavoce del tempo, mentì alla stampa per screditare il card. Gagnon. Recentemente, l’Autorità dell’Emittente Radiofonica ha dato risalto alla protesta di un ascoltatore sulle esplicite conversazioni sessuali di P. Monaghan con una donna che, regolarmente, telefonava per civettare con lui. 2) Un altro prete mediatico, P. Stephen Gilhooley, tenne per diversi an- ni una rubrica, in un giornale di Edinburgo, in cui egli, costantemente, attaccava la dottrina e l’insegnamento morale cattolico. Noi scrivemmo all’arcivescovo mons. Foley e sottoponemmo un dettagliato dossier alle Congregazioni della Fede e del Clero. Padre Gilhooley non scrive più su quel giornale ma, ora, parla ad una emittenteradio su scala nazionale, dando “Il pensiero della giornata”, con interventi che continuano lo scandalo. 3) In anni recenti, l’Arcidiocesi di S. Andrea ed Edinburgo concesse l’imprimatur ad un programma educativo, chiamato: “Prevenzione HIV - Una risposta cattolica”, che incoraggiava l’uso di preservativi come metodo di prevenzione per l’AIDS e includeva, nelle sue referenze, gli indirizzi ed i numeri di telefono del Brook Advisory Centre (per la contraccezione e l’aborto), i numeri di telefono dello Scottish Homosexual Right Group (Gruppo di omosessuali), e altri Gruppi che fornivano consigli sul “sesso sicuro” e sulla contraccezione. Sotto le pressioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’imprimatur venne, poi, tolto, e il programma rimosso dalle scuole cattoliche. È una ben nota realtà, purtroppo, che il programma continua ad essere usato nelle scuole a dispetto delle istruzioni ricevute dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. 4) In aprile del 2002, l’arcivescovo O’Brien fu sulle prime pagine dei giornali per la sua affermazione che il celibato obbligatorio, nella Chiesa Latina, è una contraddizione per un prete, per “il diritto divino al sesso e all’amore”. Questo avvenimento fu ampiamente riportato dalla stampa scozzese. 5) All’Assemblea Generale della Chiesa di Scozia, nel maggio dello stesso anno, O’Brien si lamentò di non poter ricevere la Comunione alla Celebrazione Eucaristica Presbiteriana (che Egli definì “meravigliosa”), perché la Chiesa Cattolica Romana non glielo permetteva. O’Brien, in questo modo, camuffava una questione dottrinale in una questione disciplinare. Il suo discorso, in cui egli attaccò apertamente la Chiesa Cattolica, fu trasmesso in televisione su scala nazionale. 6) Nel novembre 2001, O’Brien pubblicò una Lettera Pastorale: “Lavorare insieme per il futuro”, seguita, nel 2003, da un altro documento: “Insieme nella Speranza”. In questi due documenti, l’Arcivescovo dice testualmente che la soluzione, alla ri- “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 duzione del numero dei preti, sta nella sostituzione della Messa domenicale con i “servizi di comunità”, che Egli apertamente promuove per favorire un maggiore coinvolgimento dei laici. 7) La perdita della fede dell’arcivescovo O’Brien risulta, però, ancor più evidente quando egli parla della Messa. Ad esempio: in un’intervista, pubblicata dal giornale “The Scotsman”, il 30 settembre 2003, si legge: «Il futuro cardinale (O’Brien) ha insistito sul fatto che egli non è interessato alla gestione spicciola (micro-management) della Chiesa, come nel caso della liturgia e delle disposizioni sulle “chierichette” all’altare». *** Lo scandalo causato dalla promozione dell’Arcivescovo O’Brien a Cardinale della Scozia non può essere sottovalutato. Leggendo i commenti su questa promozione, sia sulla stampa cattolica che su quella laica, risulta evidente che i concetti di assoluta morale e della vera dottrina cattolica sono scomparsi. Un danno immenso è stato arrecato alle anime con continui “segnali contradditori” provenienti dal Vaticano. Sono stati, infatti, pubblicati documenti che insistono sull’ortodossia, ma questi documenti, purtroppo, contengono scappatoie, come, per esempio, quella di permemettere continui abusi liturgici. Poi, nomine come questa di O’Brien dimostrano come, apparentemente, si approvi anche il dissenso nella Chiesa. Sempre più frequentemente, sento persone - preti e laici - dire che essi hanno perso fiducia in Roma. Io scrivo pertanto a Lei, Sua Eminenza, da parte di tutti i cattolici ortodossi preoccupati della Scozia, per chiederLe di usare tutto il suo potere per cambiare la decisione di fare cardinale l’arcivescovo O’Brien. “Cattiva” pubblicità ed altre considerazioni secolari devono essere messe da parte; esse non contano. Quello che realmente conta è il danno alle anime. Per favore, ci aiuti. Distinti saluti Patricia McKeever Direttore dello “Scottish Newspaper” nuovo discepolo Stalin. Volle, inoltre, convincere i capi degli altri gruppi rivoluzionari di essere finanziariamente indipendente (per nascondere i finanziamenti delle banche ebraiche legate ai Rothschild, Kuhn-Loeb & Co. n.d.r.). Per raggiungere questo duplice proposito, istruì Stalin a derubare la banca di Tiflis. Stalin prese come complice un armeno di nome Petroyan che, in seguito, cambiò il suo nome in Kamo. Essi scoprirono che la banca stava trasferendo una grossa somma di denaro da un posto all’altro, con atto di cessione pubblico. Petroyan lanciò una bomba. Ogni cosa e persona andò in frantumi, eccetto la grossa scatola che conteneva duecentocinquantamila rubli. Trenta persone persero la vita. Il bottino fu ceduto a Lenin. Stalin diede prova di sè come capo potenziale. I bolscevichi incontrarono difficoltà coi rubli rubati per i Partito, perchè la maggior parte della valuta consisteva in banconote di 500 rubli. Lenin ebbe l’idea di distribure le banconote da 500 rubli a bolscevichi di fiducia in vari paesi... ma due degli agenti di Lenin incorsero nei rigori della polizia durante la transazione» (Cfr. W. G. Carr, “Pawns in the game”, p. 73). Alla fine, lo stesso Lenin, per evitare rischi, diede alle fiamme il rimanente della grossa refurtiva. Lenin, riguardo a Stalin fu buon profeta, ma non previde tutto. Nel 1922, Stalin fu nominato Segretario Generale del Partito comunista bolscevico. Lenin decise la spietata eliminazione dei cristiani, ma pochi mesi dopo, si ammalò. Entrato in convalescenza, Stalin lo isolò per salire indisturbato al potere (Cfr. M. Caprara, “Il Timone”, maggio 2003, p. 14). BELA KUN (ABELE COEN) E I CROCIFISSI NEL CUORE Il periodico “La Divina parola” del 25 aprile 1920, pubblicava: «Nella città di Budapest, da qualche mese si nota che diverse centinaia di ebrei si fanno cancellare dai registri israelitici per passare catecumeni nella religione cattolica. Questi convertiti appartengono a tutte le classi della società, ma in prevalenza alla borghesia. Intervistato a proposito il Gran Rabbino, questi attribuisce l’esodo dei suoi correligionari all’odio ed all’orrore concepito per il bolscevismo e i nefasti capi. Bela Kun (= Abele Coen) è israelita, come pure altri 30 sui 35 che componevano il suo gabinetto. Durante la reazione anti-bolscevica, sono stati trovati cadaveri di frati e di monache, ammucchiati alla rinfusa nei sotterranei. I diplomatici esteri, chiamati dal popolo a verificare coi propri occhi simili orrori, hanno attestato di aver veduto non pochi cadaveri di religiose, col crocifisso - solito portarsi sul petto - piantato nel cuore, e con i grani delle corone conficcati, a colpi di martello, intorno al capo e alle tempia»! (da: “The Remnant”, 31 Ottobre 2003) *** LENIN E STALIN «Nel 1907, Lenin decise di verificare quanto fosse coraggioso e affidabile il “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 11 UNA CAPITALE CONTESTAZIONE DEL NEO-MODERNISMO – IL TOMISTICO PRIMATO DELLA LIBERTÀ – del prof. Andrea Dalledonne 1 PREMESSA È stato detto a giusto titolo che l’AIDS neo-modernistico - bollato così da due insigni Presuli, approvati da un benemerito teologo - è una combinazione cabalistica di razionalismo, o gnosticismo, e di fideismo. Infatti, il neo-modernismo non solo si permette di equiparare la fede alla cultura - e tanto basterebbe per condannarlo in pieno - ma osa addirittura imporre di “trasformare” la prima nella seconda. Sennonché, per dirla col compianto scienziato - poeta cattolico Giuseppe Vattuone, “satana ride” di siffatto parossismo gnostico. Insieme, caninamente pedissequo del principio dello et-et, sostituito e contrapposto a quello dello aut-aut evangelico1, il neo-modernismo cade in una ridda di superstizioni fideistiche tra cui spicca quella, peggio che esasperante, del mitizzato “terzo millennio” il quale sarebbe, per un fatale processo deterministico, automaticamente molto migliore di tutte le epoche passate. Inutile aggiungere che del “terzo millennio” (con cui si fa la propaganda financo a certi gelati, nonché a certa roba scandalosa) non si può offrire la benché minima prova. Ecco, quindi, il parossismo fideistico, aggravato dalla predetta asserzione aprioristica di un avvenire da bengodi-eldorado. Si deve sottolineare, invece, che entrambi i parossismi, ora denunciati, sono in contrasto con la vera intelligenza e con la sana ragione; ma, soprattutto, che essi sono nemici mortali, in quanto forme gemelle di umanesimo immanentistico, sia della fede autentica sia della speranza autentica, più e peggio ancora, della carità. 1 Cfr. Mt. 5, 37; ivi, 6, 24; 2 Cor. 6, 14-16; Gc. 5, 12. 2 Cfr. B. Croce, “Etica e politica”, III ed., Bari 1981, p. 102. 3 Cfr. B. Croce, “Logica come scienza del 12 Però, S. Tommaso insegna, da pari suo, come vedremo fra poco, che in noi l’unico soggetto delle virtù teologali, ma specialmente della Carità, come della Grazia, è la volontà libera, denominabile anche libero arbitrio. Ne sorge che i due parossismi, ora denunciati ed esecrati, sono nemici mortali dell’unica vera libertà, il cui primato qualitativo, o assiologico, difeso da S. Tommaso come da nessun altro filosofo-teologo, si attesta, ipso facto, come una capitale contestazione del neo-modernismo di qualsiasi brigata: come una capitale contestazione, cioè, dell’aberrazione gnostico-ottimisticostoricistica e, dunque, fatalistico-deterministica, comodissima (superfluo dirlo) agli egoismi senza limiti e senza scrupoli. Con un farisaismo e con un delirio quanto mai graditi agli apostati neomodernisti, diversi noti intellettuali salutarono come “filosofo della libertà” nientemeno che l’immanentista-idealista Croce-Benedetto, come il suo “gran maestro” Spinoza, solo per quella che il Parini chiama la “bizzarria dell’accidente”. Infatti, Croce nega, nel modo più logicamente cinico, la libertà spirituale e morale di ognuno di noi2, appunto perché nega, insulta e schernisce l’unico vero Dio trascendente e creatore3; e arriva, con la coerenza più spinozianamente geometrica, a identificare satana con Dio4. Occorre tuttavia precisare che queste affermazioni immanentistico-idealistiche vicine all’ateismo marxistico e a quello dell’esistenzialismo sartriano, che S. Agostino confuterebbe come “favole... sacrileghe” ed “errori nefandissimi” 5 , non sono soltanto di Croce. Magari! Esse sono costitutive di tutto l’umanesimo immanentistico da Lutero-Cartesio, a oggi, in quanto siffatto umanesimo, confondendo l’essere col nulla per colpa della propria idolatria antropocentrica, non può fare a meno di confondere il vero col falso e, quindi, persino il sommo bene col massimo male6. Nella più abissale alternativa contro il sa- concetto puro”, III ed., Roma-Bari 1981, p. 293. 4 Cfr. B. Croce, “Logica...”, cit., p. 59. 5 Cfr. S. Agostino, “La natura del Bene”, 42, 44, tr. it. Di G. Reale, Milano 1995, pp. 197, 205. 6 Cfr. C. Fabro, “Introduzione all’ateismo moderno”, II ed., Roma 1969; J. Meinvielle, “de la cabale au progressisme”, tr. fr. Di M. Brosselard-Fai-dherbe, Avrillé 1998. S. Tommaso d’Aquino. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 tanismo immanentistico in causa, ci s’industrierà di dimostrare - mediante la citazione e una meditazione di alcuni dei principali testi di S. Tommaso in merito che l’Aquinate, precisamente in quanto filosofo del primato dell’Essere come atto metafisico fondante supremo, concretissimo e universalissimo insieme, è il filosofo dell’unica vera libertà. Egli è, perciò, l’incomparabile contestatore dell’umanesimo immanentistico-ateoschiavista e del più “gran figlio” di quest’ultimo: cioè del razionalismo-fideismo neo-modernistico, “canino” avversario anche della libertà autentica7. S.AN TOMMASO FILOSOFO DELLA LIBERTÀ Giova insistere sul fatto che l’Aquinate è il filosofo del primato qualitativo, o assiologico, della libertà, perché è il filosofo dell’emergenza metafisica dell’atto di essere, atto incomparabilmente transfenomenale e metaconcettuale, sopra ogni altra perfezione8. In proposito sono decisivi e risolutivi, tra gl’innumerevoli, i testi tomistici seguenti: perché non dice nulla e non vuol dir nulla... Questo, perché Dio è la fonte della libertà...»13. Si può allora focalizzare che, subordinatamente all’emergenza metafisica dell’atto di essere sopra le altre perfezioni, sussiste e si realizza in ciascuno di noi l’emergenza qualitativa, o assiologica, della volontà libera sopra le altre facoltà, comprese l’intelligenza e la ragione. Verità luminosamente espressa dal venerato teologo-scienziato Mons. Landucci che, nella sua opera principale contro il neo-modernismo, distingue «tra l’intelligenza, facoltà “necessaria”, e la volontà, facoltà “libera”...»14. Non altrimenti si esprime il venerato teologo-biblista Mons. Spadafora contro altre eresie: «... Soltanto la verità ci fa liberi, e in ciò consiste la nostra dignità di essere uomini. Ora, per bandire la verità, bisogna... proporla fedelmente...; la fedeltà nel proporla suppone l’onestà, la rettitudine morale!»15. «... L’essere stesso è la più perfetta di tutte le realtà: infatti è l’atto rispetto ad esse tutte. Nulla infatti ha l’attualità (metafisica) se non in quanto “è”: per cui l’essere stesso è l’atto di tutti gli enti e anche delle forme stesse. Rispetto, quindi, alle altre realtà, l’essere non è il ricevente ma, piuttosto, il ricevuto. Infatti, quando dico l’“essere” dell’uomo o del cavallo o di qualsiasi altro ente, l’essere stesso è considerato il principio formale e ricevuto; non già come ciò cui compete l’essere»9; «... L’atto stesso di essere precontiene in sé tutte le perfezioni derivate»10; «... L’essenza ... prima di avere l’atto di essere, non è nulla...»11; «... Ciò che chiamo l’“essere” è l’atto di tutti gli atti ed è, pertanto, la perfezione di tutte le perfezioni»12. Ne consegue che: «Senza il fondamento dell’Essere, tutto scivola nell’indifferenza radicale e si sprofonda nei gorghi del nulla: la parola che non parte dal fondamento e non promette una salvezza, non è più neppure parola, 7 Cfr. Sal. 21, 17-21; Mt. 7, 6; Fil. 3, 1-9; Ap. 22, 15. V. Anche Inf. c. 18, vv. 112-136. 8 Cfr. Fabro, “La nozione metafisica di partecipazione secondo S. Tommaso d’Aquino”, III ed., Torino 1963; ID., “Partecipazione e causalità secondo S. Tommaso d’Aquino”, ivi 1960; ID., “L’uomo e il rischio di Dio”, Roma 1967, pp. 135-271, 365376; ID., “Esegesi tomistica”, ivi 1969; ID., “Tomismo e pensiero moderno”, ivi 1969; ID., “Riflessioni sulla libertà”, Rimini 1983, pp. 13-85; ID., “Introduzione a S. Tommaso”. “La metafisica tomista e il pensiero moderno”, II ed., Milano 1997, pp. 158-188, 289-305. 9 Cfr. S. Th. I, q. 4, a. 1, ad 3. Cfr. “De anima”, q. 6, a. 2. 10 Cfr. S. Th. I-II, q. 2, a. 5, ad 2. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Il filosofo Aristotele. Tutto ciò non è che l’eco fedele dei testi di S. Tommaso sul tema. Ecco qualche esempio apodittico: «... Mediante la volontà ci gioviamo di tutto ciò che si trova in noi; per cui è qualificata come buona non la persona che ha una buona intelligenza, ma 11 12 13 Cfr. De Pot. Q. 3, a. 5, ad 2. Cfr. Ivi, q. 7, a. 2, ad 9. Cfr. Fabro, “La trappola del compromesso storico”, Roma 1979, pp. 59 s. Su Dio come creatore e metafisicamente conservatore della nostra unica vera libertà, e sul peccato come “obitorio” di essa, v. B. Gherardini, “Coscienza cattolica e cultura contemporanea”, Roma 1987, p. 63. 14 Cfr. P. C. Landucci, “Miti e realtà”, Roma 1968, p. 422. 15 Cfr. F. Spadafora, “Pentecostali e testimoni di geova”, IV ed., Rovigo 1975, p. 21. Cfr. Ivi, p. 285. 16 Cfr. S. Th. I, q. 5, a. 4, ad 3. 17 Cfr. “In III Sent.”. d. 23, q. 1, a. 2, ad 3, a. 45. 18 Cfr. De Malo, q. 6, a. un. quella che ha la buona volontà»16; «... Penso perché voglio...»17; «... La volontà muove se stessa e tutte le altre facoltà. Infatti, penso perché voglio e, analogamente, mi giovo di tutte le facoltà e abiti perché voglio»18; «... (I) pensieri (della nostra anima) soggiacciono alla (nostra) volontà»19. Va da sé che l’intelligenza e la ragione non vengono sottovalutate per nulla. Si tratta, invece, di quasi riscoprire una verità cristiano-tomistica offuscata, per troppi secoli, dal razionalismo di ogni specie, a partire da quello greco (in cui si trovano, purtroppo, varie potenzialità dell’immanentismo moderno-contemporaneo, non foss’altro perché, tendendo ad assolutizzare l’intelligenza e la ragione umana, si finisce con lo spalancare il varco al panlogismo di Hegel e agli ateismi che ne provengono). Tale verità è la seguente: l’intelligenza e la ragione sono, sì, ontometafisicamente positive in quanto si radicano nell’unità sostanziale della nostra persona. Sono, però, neutre sul piano teologico-morale; per cui abbiamo la possibilità, ma non certo la libertà, di capire e conoscere il bene ma anche di scegliere il male, pur avvertendolo come male. Non per nulla uno dei tre elementi che compongono il peccato mortale è proprio la piena avvertenza, effetto dell’intelligenza e della ragione. Già il poeta pagano Ovidio fa dire a un suo personaggio: «Vedo il meglio e lo approvo, ma faccio il peggio»; dichiarazione parafrasata dal Petrarca col verso: «Veggio lo meglio ed al peggior m’appiglio». C’è ancora di più. Come rileva e lamenta un altro venerato teologo-biblista, «satana - bisogna dargliene atto - è intelligentissimo»20. Si tratta dello stesso geniale ed eroico esegeta che smascherò la “manovra bellica” degli “abilissimi capi (dunque, molto intelligenti) apparentemente piissimi” finalizzata a togliere di mezzo il Cristianesimo perenne per sostituirgli e contrapporgli lo pseudo-ed-anti-Cristianesimo, ossia il neo-modernismo, voluto e imposto dallo strapotere della sinarchia gnostica-ebraico-massonicomarxistica - mondiale21. (continua) 19 20 Cfr. Ivi, q. 16, a. 8, ad 12. Cfr. A. Romeo, “Il presente e il futuro nella Rivelazione biblica”, Roma-Parigi-Tournai-New York 1964, p. 281. Cfr. ID., “Anticristo” in “Enciclopedia Cattolica”, vol. I, coll. 1433-1441; ID., “Satana e Satanismo”, ivi, vol. X, coll. 1948-1961. 21 Cfr. ID., “L’Enciclica Divino afflante Spiritu” e le “opiniones novae”, in “Divinitas”, 3, 1980, pp. 443-456. Per la più convincente conferma della fondatezza delle denunce e delle previsioni di Mons. Romeo, v. Spadafora, “La Tradizione contro il concilio. L’apertura a sinistra del Vaticano II”, Roma 1989; ID., “La nuova esegesi. Il trionfo del modernismo sull’Esegesi Cattolica”, Sion (Svizzera) 1996. 13 CHI SONO I VESCOVI? – IL PONTEFICE, L’INDULTO E I VESCOVI – del prof. Dante Pastorelli Sono pochi i Vescovi obbedienti, molti gli ostili e i ribelli alla volontà del Papa 1 L a parola “Vescovo” deriva dal greco epìscopos (dal verbo episcopéo che significa guardare sopra, vigilare, custodire), ed equivale a osservatore, guardiano, ispettore, sovraintendente. Senza dilungarci sull’origine divina dell’Episcopato (indiscutibile, in quanto istituito da Cristo e, pertanto, dogma di fede) e sulla sua storia, e senza nulla immettere di personale, chè sarebbe troppo presuntuoso, citiamo dal Codice di Diritto Canonico in vigore: apostolico anche a coloro che, per il loro tenore di vita, non possono sufficientemente usufruire della normale cura pastorale, ed anche a coloro che si sono allontanati dalla pratica religiosa. Se nella sua diocesi ci sono fedeli di rito diverso, provveda alle loro necessità spirituali, sia mediante sacerdoti o parroci dello stesso rito, sia mediante un Vicario episcopale. Si comporti con bontà e carità con i fratelli che non siano in piena comunione con la Chiesa cattolica, incoraggiando anche l’ecumenismo, come viene inteso dalla Chiesa. Ritenga affidati a sè nel Signore i non battezzati, affinché anche per loro risplenda la carità di Cristo, di cui il Vescovo dev’essere testimone di fronte a tutti». Can. 375: «I Vescovi, che per divina istituzione sono i successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perché anche loro siano maestri della dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo. In virtù della consacrazione episcopale i Vescovi ricevono, insieme con la funzione di santificare, anche le funzioni di insegnare e di governare». Can. 378: «Per l’idoneità dei candidati all’Episcopato, si richiede che ciascuno di loro: 1° si distingua per fermezza della fede, buona condotta, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane, e che sia dotato di tutte le altre qualità che lo rendono capace di esercitare il relativo ufficio; 2° goda di buona reputazione; 3° abbia almeno trentacinque anni; 4° sia almeno sacerdote da cinque anni; 5° abbia conseguito la laurea o almeno la “licenza” in Sacra Scrittura, teologia o Diritto Canonico, in un istituto di studi superiori approvato dalla Sede Apostolica, oppure sia almeno veramente esperto in queste materie. Il giudizio definitivo sull’idoneità del candidato spetta alla Sede Apostolica». 14 Giovanni Paolo II. Can. 377: «Il Sommo Pontefice nomina liberamente i Vescovi (...)». Can. 383: «Esercitando la sua funzione pastorale, il Vescovo diocesano mostri la sua sollecitudine verso tutti i fedeli che sono affidati alla sua cura, qualunque sia la loro età, condizione o nazionalità, abitino nel suo territorio o vi si trovino temporaneamente, dedicandosi con amore Abbiamo messo in evidenza qualche espressione per richiamare l’attenzione su alcuni doveri del Vescovo, in modo che ognuno possa constatare se e come il suo Ordinario diocesano corrisponda ai requisiti elencati nel Diritto Canonico e alla volontà della Sede Apostolica, e giudicare opportunamente alcune affermazioni dello scrivente o notizie che saranno sotto riportate. Le norme del “CIC” sono di un’estrema chiarezza e precisione, ove si escluda l’accenno all’ecumenismo come viene inteso dalla Chiesa: perché è oggettivamente difficile stabilire questa intenzione, visti il numero, la contraddittorietà dei documenti al riguardo e la loro interpretazione polivalente. Il Papa, a cui risale la responsabilità ultima nella scelta dei Vescovi, nella maggior parte dei casi non li conosce e deve fidarsi del giudizio altrui che, in buona o cattiva fede, può essere erroneo. Si hanno, così, i numerosi casi di Vescovi che negano dogmi di fede, come il “Primato pontificio”, la “realtà storica dei “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Vangeli”, della “Resurrezione” e dei “miracoli”, il “parto verginale di Maria”, “l’esistenza dell’Inferno”: e, poi, costoro, si pensi agli incredibili casi di Lehmann, Kasper e confratelli eretici, vengono elevati addirittura al Cardinalato. Chi inganna il Papa? È lecito chiedersi se il Papa “sa” o “non sa”? Quanto alla moralità e santità di vita personale, stendiamo un velo di pietà cristiana sulle vicende di Vescovi e Cardinali omosessuali, pedofili, concubini, che addirittura muoiono nel letto di prostitute: per lo stesso spirito di pietà, lasciamo che l’ombra avvolga per sempre i loro nomi! Ma nessuna tolleranza possiamo nutrire per quei Vescovi che, per pavidità o complicità, mantengono nei loro posti e nelle loro funzioni preti, direttori di Seminari o Istituti religiosi, più o meno notoriamente affetti dai gravi vizi testè condannati, che tanti danni, anche finanziari, provocano alla Chiesa, deturpandone la santa immagine; e se gli Usa sono un caso eclatante, per il numero delle denunce di ragazzi e genitori - diverse delle quali assai discutibili certamente e, spesso, frutto di volontà di denigrare la Chiesa Cattolica da parte di protestanti e massoni - non si creda che l’Europa ed anche l’Italia siano immuni da questa peste. Si pensi ai preti italiani ammazzati da extracomunitari, non certo per fedeltà a Cristo; ai preti che accompagnano le prostitute ad abortire, o celebrano nozzegay, o partecipano alle manifestazione del gay pride, o ammettono ai Sacramenti divorziati e conviventi, contro i ripetuti ordini del Pontefice, rivendicando la loro ed altrui libera scelta! Né comprensione possiamo nutrire per quei Vescovi che tollerano preti ribelli ad ogni norma disciplinare, che spargono eresie e immoralità a piene mani su giornali e riviste che vengono venduti in tutte le chiese (“Famiglia Cristiana” docet! ma anche molti periodici diocesani non sono da meno!), nelle loro omelie, specialmente i “professori” modernisti, propulsori di posizioni indifferentiste o sincretiste, le cui lezioni nei Seminari o nelle Facoltà Teologiche, dove si dovrebbero formare i futuri sacerdoti, sono viatico d’una dottrina che tutto è fuor che cattolica: una tremenda realtà non ignota a Giovanni Paolo II. I Vescovi, parliamo fuori dai denti, dovrebbero procedere ad una vasta opera di “ramazza”: la casa di Dio deve essere ripulita velocemente dal pattume dottrinale e morale ammucchiato dai servi infede“Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 li. Se ancora non si sono decisi a farlo, prendano coraggio e diano il buon segnale senz’altri indugi. In caso contrario dimostreranno di non essere “viri probati” e ministri degni della loro Cattedra e della pienezza del Sacerdozio. E non si venga a parlare di “ignoranza” di fatti e circostanze: i Vescovi tutto sanno, e ove non sapessero, la loro ignoranza sarebbe “colpevole” per difetto di vigilanza. Ma il più delle volte essi fanno orecchio da mercante, per quieto vivere o peggio, a precise contestazioni scritte e verbali che loro pervengono. Quanto alla bontà e alla carità, noi italiani la sperimentiamo tutti i giorni: aperti alle esigenze di eretici, scismatici, infedeli, idolatri d’ogni variopinta razza, come è giusto che sia nei limiti posti dalla fedeltà alla retta dottrina e dal fine evangelizzatore, lo spirito missionario, cioè, che deve tendere a convertirli e portarli nel seno dell’unica Chiesa di Cristo, la Cattolica, l’enorme maggioranza dei Vescovi (9 su 10) respingono i fedeli legati alla Tradizione, con disprezzo ed anche sarcasmo. Per tutti c’è amore, per i cattolici di sempre, no! Gli atteggiamenti di totale rifiuto e chiusura, che questi prelati assumono, sono la negazione dei doveri quali sono loro imposti dal Codice di Diritto Canonico, poco fa ampiamente citato. Tutti i riti sono da conservare ed esaltare, solo il Rito Giovanni Paolo II Iin riunione con i Vescovi. Romano Antico è da bandire come nemico della Chiesa, coi pretesti più assurdi. Il defunto mons. Agresti, Vescovo di Lucca, motivò il suo diniego di concedere l’indulto ad un circolo culturale perché non dichiaratamente cattolico, pur essendo formato da giovani sicuramente cattolici praticanti. Sulla base di quanto sopra esposto van- no lette le successive note. Quale dev’essere il nostro comportamento verso Vescovi di tal fatta? Preghiera e correzione filiale: perché, da S. Agostino, S. Cipriano, S. Gregorio, S. Tommaso e dai più grandi teologi del ‘500600 (S. Roberto Bellarmino, Gaetano, Vitoria, Banez, Suarez, ecc.) è sempre stato insegnato che i “sudditi” possono rimproverare anche pubblicamente i “superiori” che mettano in pericolo la Fede con l’esposizione di dottrine non conformi a Verità e con comportamenti generanti scandalo. L’INDULTO PONTIFICIO: VESCOVI E VESCOVI Varie associazioni, in prima fila “UNA VOCE”, e singoli fedeli, a partire dal 1985, ai sensi dell’Indulto Pontificio contenuto nella lettera di Giovanni Paolo II “Quattuor abhinc annos”, richiamata e ribadita con forza nel suo successivo motu proprio “Ecclesia Dei afflicta” (1988), si sono rivolti, con rispettosa fiducia, ai Vescovi, seguendo le vie indicate dal Papa. Ma l’atteggiamento dei Vescovi, aperto in altre nazioni, specie in USA, è stato, nella gran parte dei casi, di netta chiusura in Italia (la Messa si celebra, più o meno regolarmente, talvolta solo sporadicamente, in 23 Diocesi) spesso senza motivazione alcuna, o con motivazioni inaccettabili per la loro illogicità, sovente accompagnate da parole aspre ed offensive, come già detto! “UNA VOCE” ha, nel corso del tempo, inviato vari dossier alla Commissione Pontificia Ecclesia Dei, che si occupa dei rapporti tra i fedeli legati all’antica liturgia e gli Ordinari, ed ha via via, soprattutto in passato, pubblicato, nel suo “Bollettino nazionale”, le risposte dei Presuli ai loro figli, o a quelli che dovrebbero essere loro figli e come tali amati e trattati. Col passare degli anni qualche spiraglio si è dischiuso: anche in Italia non sono mancati vescovi generosi e comprensivi, ma continuano ad essercene, sempre in incredibile maggioranza, purtroppo, di pregiudizialmente ostili: ostilità che, in fondo, rappresenta una grave disubbidienza alla volontà del Papa, il quale ha raccomandato comportamenti di massima disponibilità e carità. Vediamo qualche recente esempio di atteggiamenti lodevoli e deprecabili. (continua) 15 La “nuovA chiesa” di paolo VI” – gli squarci della donna di Giuda di A. Z. 1 Caro Monsignore, le sono tanto grato del suo volume “La ‘nuova Chiesa’ di Paolo VI”, che mi ripropone al vivo, capitolo per capitolo, “i dodici squarci della donna di Giuda” di cui parla il grande vescovo Sant’Atanasio e, nel nostro tempo, il vescovo tedesco Rudolf Graber, nel libro da voi stesso pubblicato: “Sant’Atanasio e la Chiesa del nostro tempo”. Gli squarci della donna di Giuda nel vostro studio sono simboleggiati dalle novità aberranti dell’attuale condizione della Chiesa: il nuovo Concilio, la nuova Ecclesiologia, la nuova Teologia, la nuova Esegesi, la nuova Catechesi, la nuova Liturgia, il nuovo Culto Eucaristico, il nuovo Ecumenismo, il nuovo Codice, ecc. Atanasio ricorda il fatto: la notte del 18 marzo 340, per decisione del sinodo ariano, dovette lasciare la propria sede vescovile di Alessandria, mentre gli giungevano agli orecchi le urla dei suoi uomini fatti prigionieri e delle vergini sfregiate e battute con randelli fino a soccombere, sotto un cielo arrossato dai riflessi delle chiese incendiate. Mai nella Chiesa erano successi fatti simili, e Atanasio ne dà notizia ai vescovi ricordando l’orribile sfregio della donna di Giuda, il cui cadavere fu dal levita diviso in dodici pezzi, che egli stesso inviò alle dodici tribù d’Israele per vendicare il misfatto (Gdc 19, 22s). «A quei tempi - commenta Atanasio fu una donna a soffrirne lo scempio, fu un solo levita a soggiacere alla violenza. Ma, oggi, è l’intera Chiesa che soffre... A quei tempi, ogni tribù si spaventò alla vista di una parte del corpo di donna: oggi, invece, osserviamo che è tutta la Chiesa che viene smembrata... Che non si abbandoni dunque ai nostri giorni quella tradizione conservata nelle chiese fin dal princìpio, né siamo noi infedeli a ciò che 16 disse al suo collaboratore conte Galeazzi: «Sono intorno a me dei novatori che vogliono mascherare la sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti, procurarle il rimorso del suo passato storico. Ebbene, mio caro amico, ho la convinzione che la Chiesa di Pietro debba appropriarsi del proprio passato, altrimenti si scaverà lei stessa la tomba... Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato. Sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che il suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia, come tante altre, e nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta, come la peccatrice che gridò davanti alla tomba: “Dove Lo hanno messo?” (dal libro di Mons. Roche, “Pie XII devant l’histoire”, 1989). ci è stato affidato» (v. Migne PG 27, c. 219s). Anche al nostro tempo non sono mancate alte voci profetiche ammonitrici. I grandi spiriti, dotati di percezione acuta, vedevano addensarsi l’uragano, e manifestavano le loro lucide previsioni. Già prima del Concilio, quando era ancora Segretario di Stato, il cardinal Pacelli Anche il card Giuseppe Siri aveva ben ragione di esprimere, fin dagli anni settanta, le proprie apprensioni: «Gli attacchi più gravi alla Chiesa di Cristo vengono oggi dal suo interno. Si tratta di uomini che vorrebbero guidarla senza avere il mandato, metterla sotto giudizio senza averne la giurisdizione, riformarla secondo gli orientamenti che loro farebbero comodo e pertanto mutilarla, farla schiava, sfigurarla. Noi tutti, pastori della stessa santa Chiesa, abbiamo il dovere di difenderla. Non possiamo permettere che i fedeli vengano ingannati sul problema della loro eterna salvezza, che vengano plagiati dai saltimbanchi della fantasia, della pazzia, delle miserevoli ambizioni...». Di fronte alla febbre di cambiamento che agitava tante coscienze sacerdotali, il card. Siri, nella lettera pastorale al clero, ammoniva: “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 «Si sente parlare di rinnovamento della Chiesa. Questo parlare può essere estremamente ambiguo. Voi sapete che nella sua sostanza e costituzione, la Chiesa, e quanto porta con sé la Chiesa, sono per divina volontà immutabili. L’eterna Saggezza, superiore a tutte le sorprese di ogni rotazione di eventi, e il divino fermento messo dal Fondatore assicurano questo. Nella parte non sostanziale della sua disciplina, nella determinazione dei mezzi, nell’adattamento dei metodi di azione, la Chiesa può aggiornarsi, senza violentare i limiti messi dal Salvatore. Essa ha bisogno di cambiare nulla del suo sostanziale indirizzo. Si potrà parlare di vecchiaia di taluni cristiani, del mondo, ma non della Chiesa. La vecchiaia, l’agonia saranno di molte cose che camminano anche sui margini del Cristianesimo, ma non sono del Cristianesimo stesso e della Santa Chiesa di Dio. No! La polvere si potrà stendere su taluni uomini, sulle loro opere e sulla loro ignavia fuori uso, ma non sull’opera di Dio. La Chiesa è giovane. La giovinezza non consiste nel vestire un abito nuovo, nell’essere truccati o neppure fortunati e comodi tra le vicende umane. La giovinezza sta nell’avere intimamente - le apparenze sono secondarie - intatto e fresco il tesoro della vita con la sua forza di ripresa, di ricupero, di difesa e di fecondità. La Chiesa ha tutto questo. A dimostrarlo - anche lasciando da parte gli argomenti diretti - basta osservare che Essa è al centro di tutte le grandi competizioni. Al centro delle competizioni non ci stanno i vecchi: ci stanno i giovani. Se una parte del mondo non è con la Chiesa, rimane però che la Chiesa è con se stessa, ed è se stessa. Il non alterarsi sotto l’enorme pressione è segno che ha intatto il tesoro della sua freschissima vita. Che taluno non la guardi, non è segno che abbia perduto la sua bellezza, ma è segno che qualcuno ha perduto gli occhi. Che molti letterati siano dediti a dilettarsi d’orribili cose e di violenti rovesciamenti, non è segno che la verità del Vangelo sia meno forte: è solamente segno che c’è la punizione dell’accecamento per i troppi peccatori di superbia, di sensualità e di odio. La Chiesa sarebbe invecchiata e attenderebbe di cambiare se queste cose avesse assorbito. La fiera distinzione, il fiero respingerle, il fiero rimanere altra da loro, marca la sua freschezza. Cari confratelli, mettiamoci bene in testa che non la Chiesa deve cambiare, bensì noi dobbiamo portare il sacrificio di aggiornare e aumentare continuamente il nostro lavoro per il bene delle anime».1 La situazione attuale Non dimentichiamo altre numerose voci profetiche prima e dopo il Concilio, come il volume “Jota unum” del prof. Romano Amerio, i moniti del vescovo Graber, e tante altre voci chiaroveggenti che ammonivano con scritti e riviste, come la vostra stessa voce in “Chiesa Viva”. Il compromesso col mondo. Ricordo che, ancor prima del Concilio, echeggiava lo slogan di una Chiesa ammuffita che avrebbe dovuto finalmente aprirsi al mondo, come se dal mondo giungesse la spinta a meglio intendere il Vangelo. Eppure, il mondo usciva dalle macerie della seconda guerra mondiale e osservava inorridito l’avanzata del comunismo. Al “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 L’arianesimo di allora ha un perfetto parallelismo con l’arianesimo di oggi, che però è assai più subdolo nel suo camuffamento neo-modemista: in sostanza, è lo stesso rifiuto della divinità di Cristo, implicito in un diffuso riformismo postconciliare, le cui conseguenze sfuggono alle masse ma non agli scrutatori muniti di salda chiaroveggenza evangelica e senso critico. Al tempo di Atanasio, le verità di fede erano tramandate in modo chiaro ed elementare, e l’eresia suscitava reazioni violente con insorgenze popolari. Nell’attua- le clima di relativismo ecumenico, gli errori si infiltrano silenziosamente dissolvendo la Fede in modo indolore. La reazione si è afflosciata, sia perché pochi sono in grado di misurare la gravità delle ferite inferte alla Fede, sia per il clima di relativismo della cultura attuale alimentato anche da un ecumenismo che livella tutte le posizioni religiose. Lo spettacolo di una Chiesa ridotta come Lei la descrive, mi spinge a riflettere sulle cause di questo sfascio e sui necessari rimedi. Ne metto in risalto alcune. vertice degli Stati, dall’ONU fino agli ultimi regimi, sotto forma di agnosticismo religioso, si imponeva un ateismo intollerante della fede e della morale cristiana. Le filosofie si scioglievano in un relativismo sradicato da ogni verità, la cultura di riflesso si smarriva nel caos di ogni aberrazione disumana, e il mondo avanzava a grandi passi verso il dissolvimento generale, mentre fuori della Chiesa si spegnevano, uno dopo l’altro, luminari della sapienza umana. Non vediamo più luminari all’orizzonte. In questo clima, certi uomini di Chiesa scioglievano i loro ditirambi di esaltazione dell’umanesimo, trascurando il linguaggio conversivo e dimenticando un dato fondamentale del Vangelo: l’inconciliabilità della Chiesa col mondo. Nel definire i rapporti tra Lui e il mondo, Gesù aveva dato mano alla scure con detti che non era lecito dimenticare senza tradire la vocazione cristiana alla Verità: «Voi siete nel mondo, ma non siete deI mondo» (Gv. 15, 19). «Se il mondo vi odia. sappiate che prima di voi ha odiato Me» (Gv. 10, 19). «Il mondo non può ricevere lo Spirito di Verità» (Gv. 14, 17). «Io ho vinto il mondo» (Gv. 16, 33). E come Gesù, l’apostolo Paolo afferma questa inconciliabilità con la forte espressione: «Il mondo è per me crocifisso, come io per il mondo» (Gal. 6, 14). Simile linguaggio è diventato sempre più desueto nella predicazione odierna, tutta protesa a forme di dialogo impregnate di compromessi dottrinali, a volte gravissimi. Il dialogo col mondo ebbe le sue prime espressioni nei centri culturali, dove entrò di tutto, e si fece parossistico, lasciando per decenni una grossa fetta del Vangelo in piena latenza, come la dottrina della Grazia, divenuta impopolare in questo clima di umanesimo pelagiano. L’invadenza massonica. Il dialogo col mondo è diventato dialogo con la forza dominante del mondo attuale e la sua quintessenza satanica: dialogo con la massoneria. Il discorso sulla massoneria era spuntato nel Concilio, ma le interferenze dell’ebraismo massonico hanno impedito che vi fosse una esplicita condanna, come non è stato condannato il comunismo, creatura massonica. Le conseguenze di questa terribile desistenza sono state enormi: il comunismo ha proseguito la sua marcia devastatrice in tutto il mondo, e la massoneria è entrata nelle fibre della Chiesa come mentalità e come anestesia paralizzante. Spesso senza accorgersi, gli uomini di Chiesa in questo postconcilio non hanno fatto altro che eseguire supinamente i dettami massonici, soprattutto in questi precisi ambiti: il modernismo, l’ecumenismo, il culto eucaristico, la morale. (continua) 1 Cfr. “Chiesa viva”, luglio 2003, p. 12. 17 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa «Fino a quando non avremo conseguito il potere cercheremo di fondare e moltiplicare le “logge massoniche” in tutte le parti del mondo. (...). Centralizzeremo tutte queste “logge” sotto una direzione unica, conosciuta a noi soli e costituita dai nostri uomini più sapienti. Queste logge avranno anche i loro rappresentanti, per mascherarne la vera direzione». (“Protocolli dei Savi di Sion”, n° XV). La circolare, del 3 dicembre 1887, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Adriano Lemmi, a tutte le Logge d’Italia, diceva: «L’anniversario del 20 settembre 1870 del giorno in cui Roma è diventata capitale d’Italia, e nel quale il potere temporale del Papa è stato rovesciato, riguarda la Frammassoneria esclusivamente. Esso è un anniversario, una festa puramente e semplicemente massonica, perché determina il giorno d’arrivo della Massoneria italiana a Roma, meta cui essa s’indirizzava da così lunghi anni». Il massone del 33° grado, Domenico Margiotta, abiurata la Massoneria e convertitosi al cattolicesimo, nel suo libro “Ricordi di un trentare ...”, su questa data, scrive: «Infatti, la data del 20 settembre 1870 non è una data italiana soltanto; è soprattutto una gran data frammassonica. Essa segna, contempraneamente, la soppressione del potere temporale del Papa e la nascita di un Rito Supremo, introdotto nella Massoneria, per dare il carattere satanico a quella vaga divinità più o meno ben conosciuta sotto il nome di “Grande Architetto dell’Universo”. «Mazzini, negli ultimi anni che precedettero la presa di Roma s’era messo in relazione con un capo Massone di Rito scozzese americano, il F... Alberto Pike, presidente del Supremo Consiglio di Charleston, e gran cabalista, che si era dedicato, con passione, a tutti gli studi dell’occultismo, ed era onorato di grande influenza dal punto di vista dottrinario. «Mazzini aveva capito che la Frammassoneria sarebbe stata una leva potente per mettere sottosopra il mondo intero, ma la vedeva divisa in numerosi Riti, spesso tra loro rivali e talvolta persino ostili. (...). Ma perché mai Mazzini si rivolse ad Alberto Pike e non ad un altro capo del Grande Oriente, o del Consiglio Supremo? Perché il Rito Scozzese Antico e Accettato, se non il più importante per il numero di addetti, è quello che è praticato nel più gran numero di paesi, e perché il Pike aveva un peso considerevole sui Consigi Supremi nazionali di questo Rito, ed era già riconosciuto come il capo più esperto in campo di dommatica e di liturgia. «Ora, come aveva voluto l’unità d’Italia, per abbattere il potere temporale della Santa Sede, Mazzini macchinava per l’unità della Massoneria, per distruggere la Chiesa nella sua potestà spirituale. «Il Mazzini, però, non fu il primo a occuparsi dell’unità della massoneria, infatti, il F... Ragon, dai massoni francesi chiamato il loro “Autore sacro”, parlando dell’unificazione dell’umanità, ha scritto: “Ma questa unificazione degli uomini non può realizzarsi se non dove l’unità massonica esista 18 Ex 33 del Rito Scozzese Antico e Accettato, e membro del Rito Palladico, Domenico Margiotta abiurò la Massoneria e si convertì al cattolicesimo. veramente; ossia quand’essa emanerà da un centro unico, da un immenso Congresso superiore che dia l’impulso intellettuale e amministrativo al centro unico e secondario di ciascuno Stato o Nazione... Per raggiungere questo fine, concepito da secoli, ossia per giungere alla formazione di un centro unico universale, è indispensabile che non vi sia che una sola direzione in ogni singolo Stato...”1. «Il Ragon e Mazzini non erano però d’accordo su come procedere per mettere in atto questa unificazione. Per il Ragon, bisognava che in ogni paese non vi fosse che una sola federazione di Logge e, per conseguenza, un solo rito per tutta la Frammassoneria del globo; Mazzini, invece, che aveva uno spirito assai pratico, pensava fermamente che non si dovessero sopprimere tutti i riti, a beneficio di uno solo, ma egli diceva: “Lasciamo sussistere tutte le federazioni tali e quali sono; conserviamo pure tutti i riti quali essi esitono, coi loro sistemi, le loro autorità centrali e i loro modi di corrispondenza tra gli altolocati d’uno stesso rito; ma diamo origine ad un Rito Supremo che resterà ignoto e nel quale noi iscriveremo i massoni dell’alta sferra che ci piacerà, ed ai quali imporremo il più rigoroso segreto verso gli altri loro fratelli dei riti ordinari. Mediante questo Centro Universale, governeremo tutta la Massoneria; esso sarà il Centro Universale unico, tanto più potente, nella direzione, quanto più sarà ignorato”2»3. 1 Cfr. 2 Cfr. Ragon, “L’Ortodossia massonica”, 1853, p. 354. “Lettera di Mazzini ad Alberto Pike”, del 22 gennaio 1870, data-ta a Londra. 3 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un trentatre ...”, Delhome e Briguet, Editori, Parigi settembre 1895, pp. 73-74. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: PASSIONE PER L’AFRICA Carissimo Don Luigi, dopo aver ricevuto la Sua graditissima lettera, non Le nascondo il mio profondo dispiacere nell’apprendere delle Sue Non troppo buone condizioni di salute, per cui non possiamo far altro che pregare il Signore perché abbia misericordia dei giusti... Coraggio,Don Luigi, e Le auguriamo di poter dirigere “Chiesa viva” per molti anni ancora. Io sono felice di poter essere utile al Vostro apostolato con il mio umile contributo, anche da quaggiù nel mio esilio volontario. E sono anche felice di averLa incontrata, anche se, forse, un po’ in ritardo; meglio tardi che mai! (...). Le allego altri articoli, tratti sempre dalla stampa internazionale, affinché Lei se ne possa servire in futuro, se lo crederà opportuno! A risentirLa a presto, caro Don Luigi, e si mantenga in forma senza strapazzarsi troppo, perché vorrei poter leggere, e per molto tempo ancora, parecchie sue note e analisi. Abbiamo tanto bisogno della Sua esperienza e delle Sue preghiere, che saranno sicuramente più ascoltate delle nostre!.. Sia lodato Gesù Cristo! aff.mo (F. P. - Irlanda) *** Rev.mo Mons. Villa, ho ricevuto i suoi due libri di quei (“beati”!) personaggi che sono Paolo VI e il card. Martini. Un “grazie” vivissimo per la Vostra sollecitudine di un impegno apostolico. Se pur con tanta amarezza, è bene conoscere la nefasta condotta di quelle Anime infelici che hanno rifiutato di coltivare il monito evangelico: «Non prometterti sicurezza in questa vita!»... Ancora tante grazie e buon lavoro! (aff.mo G. N. - Gorizia) *** Caro Mons. Luigi Villa, mons. Menichelli, vescovo di Chieti, è un ottimo manager e un altrettanto ottimo affabulatore, ma sembra non eccellere altrettanto in Dottrina Cristiana. In occasione dell’inaugurazine della casa di accoglienza MATER POPULI TEATINI, introducendo una conferenza dell’on. Casini, sulle nuove povertà e i compiti della politica, il nostro arcivescovo se n’è uscito con questa sublime affermazione: «La carità è l’Eucarestia dei NON CREDENTI». (cfr. “L’Amico del popolo” del 5 ottobre 2003). E così, in un solo colpo, mons. Menichelli ha preso due piccioni: 1°) ha omologato un Sacramento (l’Eucaretia) in una virtù teologale (la Carità); 2°) ha identificato la bontà umana (o, meglio, il “buonismo” o filantropia) dei NON CREDENTI con la CARITÀ Cristiana, che è un dono di Dio, come la FEDE e la SPERANZA. Saluti in Cristo. (D. D. F. - Chieti) del P. Mario Cisternino (comboniano) Il volume presenta l’analisi del primo incontro tra le popolazioni del Nilo e i missionari cattolici, i protestanti ed i colonizzatori. L’Autore si avvale di un’attentissima ricerca, condotta per 20 anni fra archivi pubblici e privati, biblioteche e istituti, al fine di presentare quale fu la realtà storica degli avvenimenti d’Africa nel secolo scorso, cercando di ridare dignità a gesti eroici o smascherando opportune coperture. Emerge un quadro doloroso e intenso, esplorato dagli occhi di chi conosce quella realtà, da comboniano e da storico. Tale ricostruzione risulta utile per chi vuole comprendere meglio l’odierna realtà africana riappropriandosi di un importante periodo storico, spesso mistificato, e a chi vuole penetrare l’autentico spirito missionario. RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Per richieste: Urbaniana University Press 001200 Città del Vaticano Via Urbano VIII, 16 - 00165 Roma Tel.: 06. 6988.1745 Fax: 06. 6988.2182 19 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo e mandati al macero. Decine di migliaia di praticanti sono stati rinchiusi in stadi in tutto il Paese, poi, processati per reati molto gravi, come il furto di segreti di Stato (per cui è prevista la pena di morte). Ai membri dell’organizzazione, tra i quali vi erano funzionari governativi e membri del Partito comunista, è stato imposto di sconfessare il loro credo, per iscritto, e seguire corsi di studi contro il movimento. In alternativa, c’é la gogna (esibiti in pubblico con un cartello bianco al collo, simbolo di infamia) o il manicomio (secondo il New York Times, almeno 50 persone si trovano, dal gennaio 2000, in un ospedale psichiatrico nei dintorni di Pechino). GENNAIO 2004 Martiri in Cina SOMMARIO PECHINO 2003: N. 357 L’INFERNO – Finisce in un lager chi legge la bibbia! – 27 novembre 2003. Tre cinesi, trovati in possesso di Bibbie, sono stati mandati ai campi di lavoro per la “rieducazione”. Il provvedimento fa parte di una campagna contro le organizzazioni religiose illegali. Gli abitanti del distretto di Xilin, in una testimonianza scritta, hanno accusato la polizia di aver attaccato, nottetempo, con una quarantina di agenti, dei villaggi cristiani, per cercare materiale religioso. L’operazione, condotta contro i tre, è avvenuta il 27 aprile scorso, ma soltanto alla fine di settembre gli abitanti di Weishan e Tianbao hanno saputo che Li Hualiang, Wu Zengxin e Wu Xinhua erano stati inviati, per 18 mesi, senza processo, in un campo di lavoro. Le autorità si sono rifiutate di confermare tali episodi: “È segreto”, ha detto un poliziotto a cui erano stati chiesti chiarimenti sulla vicenda. Tre anni fa, per lo stesso motivo, scoppiò il caso di Padre Jiang. “Scoppiare” è una parola grossa, vista la capillare censura del regime e la diffusa indifferenza degli indignati di professione di casa nostra verso la disinvoltura con cui Pechino ignora i più elementari diritti umani. La storia di P. Jiang è il prototipo di mille altre di cui nessuno (neanche in Cina) riesce a sapere niente. Jiang Sunian è un sacerdote della chiesa sotterranea del Zejiang (Cina del sud-est);venne condannato, in appello, nel maggio 2000, a 6 anni di carcere per aver stampato Bibbie e altro materiale religioso. La sentenza, emessa dalla corte di Wenzhou, accusava P. Jiang di produzione e distribuzione di materiale stampato senza autorizzazione, ma mirava soprattutto a 20 presentarlo come un evasore fiscale recidivo, e non come prigioniero per la libertà religiosa. Secondo il governo cinese, infatti, nel paese non ci sono prigionieri “politici”, ma solo dei delinquenti comuni. In realtà, padre Jiang Sunian era stato arrestato, mesi prima, insieme a 6 sacerdoti, nella contea di Cangan (Zhejiang), dove la comunità cattolica clandestina locale viene sottoposta, da anni, a persecuzione. Dal settembre 1999, il governo di Wenzhou ha lanciato una nuova campagna per costringere i cattolici “delle catacombe” a entrare nell’Associazione Patriottica, manus del Partito sulla Chiesa: sette chiese clandestine distrutte dalla polizia, fedeli e sacerdoti arrestati. Anche il vescovo della zona, Mons. Lin Xili, 81 anni, venne sequestrato più volte e sottoposto a indottrinamento per farlo aderire alla chiesa filo-governativa. Durante la Settimana Santa e il periodo di Pasqua, si intensificarono le spedizioni punitive per bloccare Messe e recite del rosario, “illegali”; la polizia di Cangnan dstrusse decine di edifici e disperse con la forza centinaia di fedeli. Tuttora, chi si rifiuta di aderire alla chiesa patriottica subisce ogni sorta di violenza. Stessa repressione sistematica contro il movimento religioso Falun Gong, da anni oggetto di una violenta campagna denigratoria attraverso i media, combattuta da Pechino a colpi di condanne a morte. False accuse e reclusioni senza processo nei campi di rieducazione. Le autorità hanno arrestato i leader del movimento su tutto il territorio nazionale, il Falun Gong è stato bandito dal governo, i suoi libri sono stati sequestrati in tutto il paese 2 “Chiesa viva” risponde alle accuse sacrileghe a Cristo crocifisso 3 In hoc signo, vinces! della prof.ssa Pia Mancini 4 L’inferno del sac. dott. Luigi Villa 8 Ma perché “tutti” devono andare a pregare in Sinagoga? 9 Occhi sulla politica 10 Documenta-Facta 12 Capitale contestazione del neo-modernismo. (1) - il tomistico primato della libertà del prof. Andrea Dalledonne 14 Chi sono i Vescovi? Il Pontefice, l’indulto e i Vescovi (1) del prof. Dante Pastorelli 16 “La ‘nuova chiesa’ di Paolo VI” gli squarci della donna di Giuda (1) di A. Z. 18 Conoscere la Massoneria 19 Lettere alla Direzione In Libreria 20 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dal Battesimo del Signore alla V Domenica del Tempo Ordinario) “Chiesa Viva” *** Gennaio 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 358 FEBBRAIO 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Mio Crocifisso Mio Crocifisso! Sempre ti porto con me: A tutti ti preferisco. Quando cado, Tu mi risollevi, Quando piango, Tu mi consoli. Quando soffro, Tu mi guarisci. Quando ti chiamo, Tu mi rispodi. Mio Crocifisso! Tu sei la luce che illumina. Il sole che mi riscalda. L’alimento che mi nutre. La forza che mi disseta. La dolcezza che mi inebria. Il balsamo che mi ristora. La bellezza che m’incanta. Mio Crocifisso! Sii Tu mia difesa in vita, Mio conforto e mia fiducia, nella mia agonia. E riposa sul mio cuore, quando sarà la mia ultima ora. (Da una poesia francese) (Con approvazione ecclesiatica) 2 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 del sac. dott. Luigi Villa nche in Italia, purtroppo, si sta sviluppando la festa-carnevale di Halloween, a base di scheletri e zucche, portando come motivo quello di esorcizzare la paura del dolore e della morte, specie ai bambini e ai ragazzi delle scuole, facendoli giocare con zucche, con streghe, con scope, con gatti neri e scheletri vari. E così, la notte del 31 ottobre, macabra viglia delle festa di Tutti i Santi, e seguito dal giorno della commemorazione dei defunti, questa notte di Halloween, è divenuta un altro fenomeno commerciale, una “festa popolare” che coinvolge, soprattutto, i ragazzi e i giovani che frequentano la scuola e gli oratori parrocchiali. Ma allora domandiamoci: cosa significa realmente questa “festa”? Quali sono le sue origini? A *** Caduto nel peccato originale, l’uomo fu privato della luce divina e reso spiritualmente infermo. Nacquero, così, molte religioni per domandarsi: chi siamo noi? donde veniamo? dove andiamo?.. e il mondo in cui viviamo da ove è venuto?.. Per questo, tutte le religioni, anche le più primitive, hanno un fondo monoteistico, una credenza, cioè, in un Dio creatore, non troppo elevato ma facilmente abbordabile all’uomo e, quindi, più comprensivo. Perciò, il politeismo non è altro che una deformazione del monoteismo fondamentale. Le differenti tribù, cioè, si fecero un loro “dio” con un nome particolare. Anche gli Stati, le Nazioni e le Federazioni si fecero il loro “dio”, come fece l’Egitto, la Grecia, l’Italia... Da qui, la nascita delle varie mitologie, anche persi“Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 no di tipo selvaggio e anche sanguinario. Certi politeisti cercarono anche di fondersi tra loro, su un piano politico e culturale. Così si ebbe “Jupiter” dei Romani (il “dio” Padre) che si assimilò a “Zeus”, il “dio” greco, con la sua “donna” “Giunone”, ecc. Ma tutte queste religioni, animiste, politeiste, monoteiste, non seppero mai dare una risposta ai problemi angosciosi dell’uomo. La morte, questo terribile enigma, li ha sempre bloccati. L’uomo si è sempre reso conto di essere mortale e di divenire, un giorno, cadavere. Ma questa inanimità corporale ha impresso nell’animo umano l’esistenza di un essere superiore, invisibile, immortale, e da questo sono nate tante credenze e su- perstizioni pagane fin dai tempi antichi, che hanno creato la magìa e il trucco delle loro sorgenti in tutte le religioni, non escluso nemmeno il cristianesimo, come lo dimostra questo fiorire, oggi, della notte di Halloween. Le origini di Halloween risalgono ai riti celtici, usati dai sacerdoti-stregoni druidi che dicevano di possedere doti magiche ed esoteriche, con le quali potevano far comunicare i vivi con i morti dell’aldilà. Così è dilagata la festa di Halloween, una festa pagana, celebrata nel nome di “Samhain” (il “dio” delle tenebre) durante la quale si portano in giro migliaia di zucche arancioni, vuote, cucinate, o anche trafitte da una croce, sotto il titolo “Holy wins”. Secondo una leggenda inglese, un certo Jack O’Lantern, dedito alle scommesse e all’alcool, stipulò un patto col diavolo, stabilendo che il diavolo, dopo la sua morte, non l’avrebbe portato all’inferno... E così Jack, non potendo entrare in paradiso, a causa dei suoi peccati, fu condannato a vagare per il mondo senza requiem né pace, rischiarandosi la via con un tizzone ardente dell’inferno, infisso in una zucca vuota, simbolo, appunto della sua anima vagante. Ecco, in breve, la storia di questa festa pagana, le cui origini rimontando a secoli lontani, il cui nome, però, è assai più recente, poiché risale all’America quasi contemporanea. La parola “Holy” “ween” va interpretata: “All (Saints) eve”, e significherebbe: “la veglia di tutti i Santi”, il che ci porta a pensare alla nostra festa cristiana di “Tutti i Santi”. Molti popoli dell’Europa antica festeggiavano la successione delle stagioni mescolando la festa dei morti con quella dei vivi; ma la Chiesa cattolica, in seguito, rimpiazzò questa festa pagana con quella di “Tutti i Santi”. Nel 731, poi, papa 3 Gregorio III fece erigere, nella Basilica costantiniana di San Pietro, a Roma, una Cappella dedicata proprio a “Tutti i Santi”, con Messa e Ufficio, nel giorno del 1° novembre; e nell’anno 837, questa festa fu estesa a tutto l’impero carolingio. Verso il 1050, sotto l’influenza dei Monaci di Cluny, la Chiesa, aggiunse al 2 novembre - l’indomani di quella festa di “Tutti i Santi” - anche la festa dei “Morti”. Ma fu solo nel secolo XIX che i riti detti di “Halloween”, apparvero negli Stati Uniti, portati da irlandesi e scozzesi, fuggiti in America perché spinti dalla fame. Halloween, così, si diffuse in tutti i paesi anglofoni, accolta come semplice festa pittoresca. A poco a poco, però, questa festa degenerò in superstizione e, rivestiti di costumi e maschere orribili, con fantocci di cadaveri, di gatti neri, si finì col chiarmarla la “notte del diavolo”, il cui fine divenne quello di terrorizzare e spaventare la gente, con tanto di vandalismi, saccheggi ed atti di ritorsione da parte di squilibrati o assatanati che offrono ai bambini e ai ragazzi, dolci avvelenati e mele contenenti lamette da barba. Comunque, queste manifestazioni, oggi, sono diventate celebrazioni che camuffano il “demonio”, “nemico di Dio” mentre nostro dovere di Cristiani sarebbe quello di celebrare Nostro Signore Gesù Cristo che è venuto sulla terra proprio per salvarci dai demoni e dall’inferno! Non è accettabile, quindi, che i nostri fanciulli, i nostri ragazzi e i giovani abbiano a dimenticare i Santi ed i Defunti, proiettando su di loro, nelle scuole, quelle immagini distorte, caricaturali e diaboliche, perché questo è un altro tentativo di scristianizzare l’Italia, dando campo libero a dei riti pre-cristiani e a paure ancestrali, di cui Halloween è una testimone tipica di un neo-paganesimo rampante, che noi cattolici dobbiamo combattere! Purtroppo, anche in Italia, invece, la festa di Halloween ha rotto gli argini e sta dilagando ovunque con manifestazioni del demonio con apparizioni di fantasmi e scricciolìo d’ossa di scheletri!. Celebrare la festa di Halloween, quindi, è come ripetere quel “patto col diavolo” che fece Jack O’Lantern, in cambio di favori demoniaci. Ora, la Bibbia ci dice: «Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza» (Osea 4, 6). E il diavolo sa sfruttare benissimo questa mancanza di conoscenza, o ignoranza, per trarre in inganno gli uomini, giovani e adulti. Spesso, infatti, questo tipo di feste degenerano in prati4 che di occultismo e di spiritismo. Ci avverte in modo chiaro ancora la Bibbia: «Non si trovi in mezzo a te chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magìa, né chi faccia gli incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chi fa queste cose è in abominio al Signore!» (Deuteronomio 18, 10-12). Un insegnante di Storia diceva: «Chi incomincia a bere un poco di veleno, anche per “gioco”, si avvelena a poco a poco per davvero!». Così avviene per chi “gioca” con le cose occulte, come la magìa, la stregoneria e tanti altri tipi di “veleni” di questo genere. Basta, perciò, con le streghe e i riti pagani o neo-pagani! Rimettiamo a posto i nostri “Santi” e via gli “Holy wins”, cioè la festa di “Halloween”! Il Vescovo francese di Quimper, mons. Clement Guillon, ha detto: «Non è accettabile che i bambini di oggi non possano pensare ai defunti se non proiettando su di essi immagini derisorie e caricaturali». Il mondo scristianizzato di oggi, accettando e diffondendo la festa di “Halloween” lascia campo libero ai riti precristiani e a paure ancestrali, tipici di un ritorno ad un neo-paganesimo rampante che vuole celebrare ancora questa festa delle tenebre e indossarne le vesti. Ricordiamo, infine, un altro “passo” di San Paolo che scrive: «Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto, infatti, ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Belial?..» (2 Cor. 6, 14) e «non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente» (Efes. 5, 11). Celebriamo, invece, la “festa della vita” come quella di “Tutti i Santi” e dei “Defunti”, perché sono il culto della nostra Storia e ci aprono la speranza per l’eternità, comprendendo che la vita eterna è infinitamente più ampia di quella terrena! «È LUI (Cristo), infatti, che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la Redenzione e la remissione dei peccati» (Col. 1, 13). Lasciamo, dunque, questa americanata di pessimo gusto, perché anche questo è una forma di ateismo, contro il quale noi dobbiamo esprimere giudizi negativi e severi e, soprattutto, diamoci da fare perché questa festa di gusto satanico non abbia a radicarsi nella nostra Italia cristiana! “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 DOVE SONO I SOLDATI DI CRISTO? della Prof.ssa. Pia Mancini A ssistiamo impotenti alla crisi di Santa, Romana Chiesa che, quasi in sintonia con il Papa, sembra debilitata dal male e dalla fatica. Non si può fingere che tutto vada bene, ignorando la noncuranza di chi su di Essa dovrebbe vigilare e sconcerta, non poco, il fatto che, mentre molti laici si adoperano in difesa dei sacri valori della Tradizione, molti Pastori si muovono in direzione opposta. Com’è possibile che proprio loro ci lascino derubare della ricchezza che per secoli ha vivificato il Mistico Corpo di Cristo? Nessuno sembra rendersi conto del baratro verso cui, a grandi passi, procede il Cattolicesimo, ormai privato della sua peculiarità dal processo d’interculturazione che, ad onta dell’ortodossia, è favorito ad ogni costo. Eminenze, Vescovi, Sacerdoti, votati ad una missione senza eguali, state tradendo Dio, privando i Suoi figli della pienezza della Verità, che prostituite a poveri progetti umani! Indifferenti verso le anime che vi sono affidate, le confondete con teorie eretiche nonché con i vostri dubbi comportamenti e, vittime voi stessi del secolarismo, soffocate la Fede, che dite di possedere, in una sorta di quietismo inerte, se non vile. Come potete accettare, sostenere, portare avanti un ingannevole programma di evangelizzazione che vi rende complici dei nemici di Pietro? Come potete essere ciechi al punto di non darvi pensiero delle cause reali dell’apostasia dilagante? Ministri, figli prediletti della Vergine San“Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 tissima, che ogni giorno godete del sublime privilegio di avere tra le mani il Figlio di Dio, credete veramente nel miracolo che operate sull’Altare? Se sì, con quale coraggio ed in conformità a quale principio dogmatico dissacrate il SS.mo Sacramento, emarginandoLo e deponendoLo, non di rado con irriverenza, su qualunque mano? Con quale diritto Lo riducete a solo segno di Cena fraterna? Siete consapevoli del fatto che, proprio grazie a simili, empie dottrine, ormai radicatesi nell’animo della maggior parte di voi, il Sacerdozio è defraudato del suo autentico significato? Se la S. Messa è Cena fraterna ed è l’Assemblea che celebra, voi a cosa servite? Basterebbero i laici, come pretendono e predicano i molti, invadenti gruppi pseudo-cattolici, sempre più protagonisti della liturgia oggi di moda, che lavorano per Lutero. Non è da escludersi, visto l’orientamento e che ha preso una discutibile teologia, condivisa e fatta propria anche da coloro che dovrebbero avversarla, che tra non molto sarà resa obbligatoria per tutti la “Comunione nelle mani” e sarà tolto dalle Chiese il SS.mo Corpo del Signore. Questi provvedimenti costituiranno probabilmente la fase ultima del piano di protestantizzazione della religione cattolica, già in atto da quasi cinquant’anni. Del resto, se l’Eucarestia è solo simbolo dell’amore tra i componenti l’Assemblea, sciolta l’Assemblea, che senso ha tenerLa nel Tabernacolo, visto che dopo la Celebrazione (Kiko Argüello e Lutero insegnano) Cristo non c’è più, essendo presente solo spiritualmente durante la stessa e limitatamente alla sua durata? Preavviso dei futuri avvenimenti è il difficile parto del documento della S. Sede “Pegno di Redenzione”, stilato nel giugno 2003, in attuazione delle disposizioni del Santo Padre contenute nella lettera Enciclica “Ecclesia de Eucharestia”, fortemente osteggiato dalla Gerarchia Ecclesiale modernista che ne vuole impedire la pubblicazione. Anziché considerarlo azione tesa ad eliminare quanto vi è di scandaloso e di profano nella S. Messa, alcuni Prelati lo ritengono strumento per il ritorno “all’abominio della Tradizione”, che manca di fantasia, “sine qua non” dei riti attualmente in voga. Continuate, Eminenze e Vescovi illustrissimi, a permettere applausi, caricature coreografiche, paludamenti New Age: il Signore ve ne renderà merito! Continuate a non degnare di risposta i tanti fedeli che da anni protestano: ma non siete proprio voi a raccomandare, nel documento citato, di denunciare le dissacrazioni ai nostri 5 Vescovi o addirittura alla S. Sede? A quali Vescovi, a quali Cardinali? Agli stessi che le incoraggiano, le appoggiano, le condividono e le proteggono, anche partecipandovi? O a coloro che ricattano e minacciano di sospensione a “divinis” i Sacerdoti che mostrano zelo per la Causa di Cristo e della Sua Chiesa? Fidate nel disinteresse e nell’ignoranza dei più e, mentre ossequiate i lontani, smentite col vostro operato i precetti del Vangelo, che ardite predicare. Siete talmente persi nei vostri inutili, opportunistici artifici teologici, nel vostro sermoneggiare filo massonico, nelle vostre demagogiche marce per la pace, che non vedete più in quale stato è ridotto quello che voi chiamate il “popolo di Dio”. Come fate a tollerare, nei luoghi santi, gli scempi, il chiasso, la moda invereconda e le manifestazioni pagane? “Togliti i calzari, perché’ il luogo che calpesti è sacro”, disse un tempo l’Altissimo a Mosè! Avete meditato sulla lettera-Enciclica del Papa? Pare proprio di no! Nessuno ne parla e ne mette in pratica le disposizioni! Conta ancora la volontà del Santo Padre per i nostri Prelati? Avete scordato, voi, che vivete di agi e di potere, Chi e perché è morto sulla Croce? Ormai seminate il vuoto; da troppi di voi non traspaiono più né santità né spiritualità, bensì solo l’orgoglio e il sussiego tipici di chi si sente intoccabile, quando non mostrate colpevole passività di fronte al male! Cercate di riempire le Chiese, servendovi di iniziative sacrileghe, invise a Dio: Messe a soggetto (in specie, in America, quella per l’orgoglio gay, le Sacre Specie fatte con il dolce o il caffè, riti voodu); scuole di ballo latino-americano e film porno nelle sale parrocchiali (Verona) e quant’altro di satanico si possa concepire. Pensate in tal modo di mostrare carità, ma il vostro sterile umanitarismo serve solo ad ingannare proprio coloro ai quali non rimproverate più il peccato e che dite di amare, mentre li condannate alla perdizione eterna. Al centro di codesto misero tentativo di apostolato c’è l’uomo carnale, non l’uomo spirituale, non Dio, del Quale osate calpestare i diritti. Vi accuso di disobbedienza a Dio e al Papa; vi accuso di tradimento del Sacerdozio. Vi accuso di fariseismo: predicate il Vangelo e Lo sconfessate con comportamenti apostati. Vi accuso di ricrocifiggere il Salvatore, alla pari di coloro che ancora Lo rinnegano e che cercate di compiacere. È ora di dire basta ai teologi deviati ed ai laici “carismatici” che hanno abiurato alla vera Fede per inseguire obiettivi nefasti. Ritornate ai Tabernacoli, all’adorazione Eucaristica: se nulla prendete, nulla potete dare agli altri. Non si può donare ciò che non si possiede! La fede asfittica, asservita a mammona ed agli umani interessi, ruba anime a Cristo e danneggia anche voi stessi. Cessate di fare presenzialismo televisivo in trasmissioni vane dove, anziché annunziare Cristo, vi limitate a banali discorsi filantropici e vi esibite in squallidi spettacoli che sminuiscono la vostra dignità 6 sacerdotale. Siete anche voi povere vittime di un piano diabolico e perverso! Riempirete le Chiese solo mostrando umiltà, amore a Dio ed eroismo da martiri, ma soprattutto adorando e facendo adorare l’Eucarestia, centro del mondo e della vera Chiesa, quale Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Redentore e cessando di deporLa sulle mani impure di chiunque. Rispettate voi stessi e le vostre promesse di povertà, di castità. Non date scandalo: le anime sprovvedute vedono in voi modelli da seguire e da imitare! Ritornate nei confessionali, lasciate ai laici le attività sociali; ritornate ad una liturgia solenne, consona alla Maestà di Dio. Non servono né balli né chiasso per convertire: l’uomo ritorna a Dio solo quando vede sacerdoti fermi e coerenti nella fede (P. Pio). Padre Cesare Bonizzi, dello stesso Ordine di Padre Pio, alla trasmissione televisiva “furore”, si scatena nella danza, a tempo di rock, tenendo per braccio un ballerino! Ritornate a Dio, restituiteci Dio: non Allah, non Budda, ma il Vero Dio, Uno e Trino! Il compromesso con il mondo e la disobbedienza generalizzata del clero stanno producendo frutti velenosi ed un ateismo mai conosciuto; il tanto magnificato ecumenismo (non di ritorno) sta rinnegando il Vangelo; siffatto modernismo sinistroide, figlio di Satana, ha messo la Chiesa in ginocchio! Abbiate il coraggio di gridare e difendere la Verità, fino al sangue; chi ha Dio cosa può temere? Siamo in tanti a sostenervi con le nostre povere preghiere; vogliamo Sacerdoti santi, punti di riferimento sicuro in quest’epoca di disordine e d’incertezza. Ridate voce a Roma Cattolica, messa a tacere da forze malvagie, che ne perseguono l’annientamento. Ricostruite ciò che è demolito da un ingiustificato autolesionismo: non abbiamo nulla di cui vergognarci! Lo Spirito Santo illumini i nostri pastori e doni loro l’energia necessaria per ritornare alla preghiera e all’ortodossia, in rispetto dei Martiri che hanno dato la vita per la Chiesa, ma soprattutto a gloria di Colui che desidera la Sua Sposa pura e santa, per la quale non ha esitato a versare fino all’ultima stilla di Sangue. Per informazione, elenco alcune “Messe a soggetto”, celebrate con l’assenso di alcune autorità religiose che, imperterrite, collaborano allo smantellamento del Cattolicesimo. Che Dio abbia Misericordia di noi tutti! – La “messa del bagel”: il “bagel” è un dolce americano usato come specie (invalida) per il “sacramento dell’Eucarestia”; – La “messa basket-ball”: il “celebrante” cammina intorno all’altare e al santuario, facendo rimbalzare un pallone di basket ball e “dicendo la messa” munito di un microfono senza filo (Long Island, New York, maggio 2003); – La “messa in tenuta mimetica”: il “celebrante” vi è rivestito di una stoffa mimetica, ideata a questo scopo da un pastore luterano (Irak, aprile 2003); – La “messa del clown”: il “celebrante” vi è vestito da clown e si abbandona al “riso sacro”; – La “messa mariachi”: durante la quale la musica sacra cede il posto alla musica profana messicana; – La “messa picnic”: vi si serve il pane alla francese (specie invalida) per il sacramento dell’Eucarestia, mentre una “sacerdotessa” celebra la messa (cattedrale S. Fernando, S. Antonio, Texas, 29 aprile 2003); – La “messa delle chierichette”: durante la quale delle ragazze fungono da chierichetti (formula molto diffusa questa negli Stati Uniti); – La “messa del tango”: delle ballerine piroettano al ritmo di un’orchestra di strumenti a percussione (chiesa S. Monica, Rochester, New York 2 giugno 2003); – La “messa delle donne”: le chierichette, le “lettrici”, le portatrici di offerte, sono tutte donne adulte vestite di camici conciliari (National Council of Catholic Women, Washington D.C., 31 ottobre 1999); – La “messa di Elvis”: durante la quale un ritratto di Elvis Presley è riprodotto in manifesti collocati intorno all’altare (Portogallo, 1982); – La “messa balletto”: durante la quale delle ragazze, vestite come per un balletto, danzano nelle navate laterali (église St. Antony Daniel, Sydney, Nuova Scozia, Canada, 10 marzo 2000); – La “messa woodu”: con la partecipazione di sacerdoti woodu e pratiche animistiche, celebrata ogni mese a San Paolo (Brasile 2003), senza dubbio in nome dell’ormai troppo famosa “inculturazione”... “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 L’assassinio della del dott. Carlo Alberto Agnoli 1 Q uesta relazione intende affrontare, in estrema sintesi, alcuni punti imprescindibili ai fini di un esame quantomeno sommario del mandato di arresto europeo1. Ci tengo, però anzitutto, a premettere il carattere a-partitico di questo intervento: non ho d’altronde mai avuto tessere e da sempre vivo al di fuori dei salotti. Se dunque le mie parole saranno piegate in un senso o nell’altro, sia di contro chiaro che le ragioni che mi hanno mosso non hanno natura politica, ma tecnica, giuridica e pertanto in conclusione senz’altro anche morale: non si possono cancellare le garanzie costituzionali fondamentali, quelle di libertà in primo luogo, per obbedire a ordini che vengono di lontano. Mi conforta, nelle mie conclusioni e nella necessità di attenermi ad un linguaggio improntato all’evangelico “Sì, sì; no, no”, il pensiero del giurista, filosofo, e già Presidente della Corte Costituzionale, prof. Vincenzo Caianiello, purtroppo di recente prematuramente scomparso, che con coraggiosa chiarezza (virtù poco “accademica”), nel contesto di un duro e motivato intervento, definì “giacobina” la proposta europeista sul mandato di arresto2: giacobina è un attributo che richiama alla mente l’epoca del ter- 1 Ad integrazione di questa sintesi, si rimanda agli argomenti sviluppati per esteso nel testo Prospettiva gulag: il mandato di arresto europeo, Costituzione addio, a cura dello scrivente, liberamente riprodotto in Iternet, in alcuni siti. Va inoltre ricordato che la presente analisi è basata principalmente sul documento recante la proposta sul mandato europeo (e “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 rore rivoluzionario francese, l’epoca dei massacri; è indubbiamente un aggettivo denso di significato storico, giuridico, morale. Mi conforta, ancora, a riprova di quanto sopra affermato, che in Francia, dove il mandato è passato senza serî sussulti di coscienza, è stato proprio a sinistra che qualcuno si è opposto con forza, bollando questa proposta, segnata dalle “ipocrisie”, come “liberticida”3. Ne consegue che se oggi in Italia il mandato spaventa la destra, domani rimbalzerà a sinistra: il Leviatano, una volta liberato, non obbedisce a nessuno. Non sa distinguere i colori. Tanto premesso, i primi due aspetti che vanno affrontati, sotto il profilo giuridico, sono quello della sostanziale, progressiva creazione, in seno all’U.E., di una competenza per territorio continentale, e dunque dell’abrogazione del principio del giudice naturale (art. 25 Cost.); e quello dell’eliminazione del principio di doppia punibilità. Ne deriva la cancellazione delle più rilevanti garanzie costituzionali a favore del cittadino (artt 24 e 25 Cost.). Vengono scardinati, insomma, i principali baluardi posti a fondamento della civiltà del nostro sistema penale. Gesù processato da Caifa. relativi allegati), contenuta nel quaderno della Camera dei deputati, Segreteria Generale, Ufficio rapporti con l’U.E., seconda edizione, dicembre 2001. Con avvertenza, peraltro, che i testi delle proposte U.E. sono proteiformi: continuano a mutare e non è facile seguirne la continua evoluzione, che non esclude mai, comunque, ripensamenti o ritorni. 2 Mario Spataro, Il bavaglio europeista - Come l’Europa uccide la libertà, Ed. Il Settimo Sigillo, Roma, 2002, pag. 62. 3 Cfr. J. Claude Paye, Le ipocrisie del mandato di cattura europeo, in Le monde diplomatique, febbraio 2002, riportato nel sito italiano: www.ilmanifesto.it. 7 § 1 ABOLIZIONE DEL PRINCIPIO DEL GIUDICE NATURALE (ART. 25 COST.) Venendo al primo punto: l’importanza che riveste ai fini della tutela della libertà e dell’onorabilità della persona il fatto che un cittadino sia eventualmente processato non già da un qualsiasi giudice dello Stato - che esercita le sue funzioni magari a mille chilometri di distanza dal luogo in cui si afferma sia stato commesso l’illecito penale - ma da un organo giudiziario determinato in base a criterî oggettivi e predeterminati, è tale da essere stato enunciato come cardine indefettibile del nostro sistema giudiziario dalla stessa Costituzione, il cui articolo 25, al primo comma, stabilisce che “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”. La ragione di questa norma è evidente: si vuole scongiurare il pericolo, o anche soltanto il sospetto, che un giudice possa attivarsi in relazione a una data persona e a un dato reato non già per dovere del proprio ufficio, ma per motivi personali di interesse, rancore o vendetta, ovvero per ragioni politiche o su pressioni di gruppi di potere. Il criterio fondamentale per individuare il giudice territorialmente competente è quello del luogo in cui il reato è stato consumato (articolo 8, 1° comma, codice di procedura penale). L’importanza che il legislatore ascrive alla competenza per territorio è tale che la sua violazione, se tempestivamente eccepita, produce l’annullamento della sentenza ed è rilevabile in primo e secondo grado, ed infine anche davanti alla Corte di cassazione. Del resto non è chi non veda quanto sarebbe sospetto e grave il fatto che l’azione penale per un reato, vero o presunto, ipoteticamente consumato a Torino, fosse promossa dalla procura della repubblica di Reggio Calabria, o viceversa. Solo la Corte di cassazione ha competenza per l’intero territorio dello Stato: ciò per controllare e tutelare in ultima, estrema istanza, la corretta applicazione da parte dei giudici procedenti dei principî giuridici che, in quanto tali, sono di ordine generale, contribuendo così alla certezza del diritto. La regola del giudice naturale precostituito per legge ha inoltre un proprio fondamento di diritto naturale, violando il quale si sviliscono, al contempo, le statuizioni costituzionali in tema di giusto processo e di diritto alla difesa (artt. 24 e 111 Cost.). Come 4 La soluzione di ritenere che il “può” lasci realmente spazio decisionale al magistrato, è nettamente contraria al “principio di riconoscimento reciproco”, alla creazione di “uno spazio (comune) di libertà, sicurezza e giustizia”, alla prevista “soppressione dell’estradizione tra Stati membri”. In una sola locuzione, come si è visto: è contraria al motivo stesso per cui il mandato europeo è 8 può infatti essere giusto un processo celebrato in un luogo che nulla ha a che vedere con quello in cui fu commesso il reato? Non può – almeno di regola – esserlo, perché le prove perlopiù si trovano nel luogo del commesso delitto; lì si trovano i testimoni; lì vi sono le condizioni individuali e sociali nel cui contesto maturò il reato. Portare il processo altrove, magari in un’altra nazione, significa ostacolare, se non totalmente impedire l’accertamento della verità e decontestualizzare il reato, così non valutandolo nell’ottica più corretta (giusto processo); significa, ancora, soffocare le possibilità difensive dell’imputato, in difficoltà nel produrre le prove a discarico, privo di ogni sostegno, costretto a spese ulteriori, magari insostenibili. Ebbene, in U.E. la regola del giudice naturale viene rovesciata: la creazione di una competenza territoriale su scala europea risulta infatti dall’articolo 4, 1° comma (in linguaggio europeistico “paragrafo”), punti 1 e 7 della proposta di decisione quadro, ove si stabilisce che l’Autorità giudiziaria dello Stato richiesto “può rifiutare di eseguire il mandato di arresto europeo” se esso “riguarda reati… commessi in tutto o in parte nel suo territorio” e comunque, ma solo a determinate condizioni, commessi “al di fuori del territorio dello Stato membro emittente”. Se il detto mandato “può”, ma solo può non essere applicato, se ne deve desumere che esso, in linea di massima, è valido ed efficace in tutta l’area comunitaria: la decisione quadro europeista va letta in prospettiva. Infatti, nei “considerando” prolusivi alla proposta, al punto 6 (pag. 2 del cit. doc. parlamentare), è espressamente scritto che il testo legislativo in esame “costituisce la prima concretizzazione nel settore del diritto penale del principio di riconoscimento reciproco”. Solo un primo passo, dunque, anche se fatto con gli stivali dalle sette leghe. Infatti al precedente punto 5 è detto chiaro e tondo che “l’obiettivo dell’Unione di diventare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia comporta” addirittura la “soppressione dell’estradizione tra Stati membri” e la sua sostituzione con un “sistema di consegna fra autorità giudiziarie”, trasformate in tal modo - nei loro segmenti preposti alle consegne dei condannati e degli imputati - in autorità carcerarie. Questo “obiettivo”, peraltro ampiamente anticipato dal Consiglio europeo di Tampere del 15-16 ottobre 1999, è molto importante perché non può non incidere sull’interpretazione e quindi sulla applicazione della proposta, una volta che la stessa sarà diventata legge. Una disamina che prescindesse da questi dati sarebbe incompleta e, in definitiva, mistificante. Oggi, pertanto, alla luce della ratio legis e dei preventivati, futuri sviluppi del sistema europeista, poiché un eventuale diniego all’estradizione va in senso anti-unitario (i poteri del magistrato - “può” - non possono essere esercitati arbitrariamente, bensì alla luce delle norme e del sistema), per i 32 reati previsti, il giudice italiano, in linea di principio, deve concedere l’estradizione anche con riferimento a fatti commessi esclusivamente in Italia4. Cioè, in concreto: un qualsiasi giudice penale cipriota di primo grado si rivolge all’Autorità giudiziaria italiana chiedendo di arrestare un italiano, colpevole di avere commesso in Italia uno dei 32 reati contemplati dalla proposta europeista qui in stato istituito. È inoltre contraria alla valenza ed agli interessi transnazionali che il legislatore europeista presuntivamente attribuisce alle 32 categorie di reato contemplate dalla proposta in esame. Si provi, di contro, ad accettare la tesi per cui spetta liberamente al singolo giudice italiano decidere se il cittadino italiano possa essere estradato, poniamo, in Lettonia, per un reato commesso in Italia. Se questa interpretazione passasse, si farebbe dipendere l’estradizione dall’arbitrio incontrollato di questo o quel magistrato italiano: con gli inevitabili incidenti diplomatici che ne deriverebbero ad ogni diniego ritenuto pretestuoso, immotivato o comunque contrario ai principi unionistici europei. In effetti, il diniego di estradizione deve essere motivato (v. art. 17, par. 6). “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 esame, e di spedirlo a Cipro (o in Bulgaria, in Turchia, ecc.: più l’U.E. cresce maggiori sono le possibilità). Ebbene, la magistratura italiana, in linea di principio, deve eseguire questo mandato d’arresto e spedire a Cipro il “reprobo”, che lì potrà essere condannato ed incarcerato per un reato (una “frode”, ad es. o un atto di “pirateria in materia di prodotti”)5 commesso esclusivamente in Italia. Semplicemente assurdo! Quando, poi, in conformità all’enunciato obiettivo di sostituzione dell’estradizione con un semplice “sistema di consegne”, i provvedimenti del giudice straniero saranno equiparati a quelli del giudice italiano, anche il precario limite espresso dal “può” di cui sopra, verrà meno e detti provvedimenti diverranno eseguibili senza limite alcuno. Ma non è finita: il giudice italiano che si vede recapitare il mandato di arresto, deve solo arrestare il malcapitato e spedirlo a destinazione. Egli, infatti, non ha la minima possibilità di verificare l’esistenza di un motivo valido per l’arresto: il magistrato straniero è addirittura tenuto a non indicarlo, anche per via della conformazione, appunto, del modulo di richiesta di arresto, contenuto in allegato alla proposta di decisione in esame, che prevede solo l’indicazione dei fatti (che, volendolo, potrebbero persino essere pretestuosi o falsi) per cui viene richiesta l’estradizione stessa (v. art. 9 - oggi divenuto art. 8 - e relativo allegato). Dunque: per essere arrestati e deportati non serve motivazione di sorta, mentre per il giudice italiano che volesse rifiutare l’arresto e la deportazione, come si è visto (v. nota n. 4), la motivazione diventa d’obbligo: un capovolgimento di valori davvero sintomatico! E se non bastasse, nelle 32 ipotesi previste ve ne sono alcune che da sole pesano ben più di un intero codice penale: se ne valuterà una in particolare, forse la più impressionante, al § n. 3. Chiaramente quanto detto per l’Italia vale per tutti i Paesi dell’U.E. e per i milioni di abitanti dell’Europa: la giungla che ne deriverà è semplicemente impossibile da descriversi, dato che ogni giudice penale diverrà una sorta di Padreterno con competenza semi-universale. Di più: nel dubbio che il malcapitato riesca a difendersi, avendone i mezzi, l’U.E. ha previsto il sequestro dei beni di coloro che sono colpiti da tale mandato6. E ancora di più: l’art. 2, comma 3, prevede una futura estensione delle 32 ipotesi di reato, fino a quando, raggiunto il citato traguardo finale di uno spazio comune europeo, il cittadino italiano potrà venire estradato da qualsiasi giudice o pubblico ministero di qualsiasi paese dell’Unione per un fatto compiuto, o che comunque si sostenga essere stato compiuto in Italia7. A questo punto ci si chiede: che significato ha introdurre nel sistema penale europeo - al di là della palese violazione del principio del giudice naturale precostituito per legge, contenuto nell’art. 25 della nostra Costituzione e certamente anche nelle costituzioni di altri Paesi europei - simili eversive, mostruose possibilità? Per quale ragione si potrà giudicare in Lituania, così come in Bulgaria, o indifferentemente in Turchia, chi, poniamo, abbia commesso un reato in Italia, o in Germania, o in Francia? Si vuole con ciò, forse negare che l’Italia, o la Germania, o la Francia, siano capaci di giudicare i propri criminali? Si afferma, forse, che un reato commesso in un dato luogo viene meglio giudicato a mille chilometri di distanza, da giudici che parlano una lingua diversa, che non possono interrogare, se non con grandissime difficoltà, i testimoni, che non riusciranno, molto probabilmente, a raccogliere le prove disponibili nel Paese in cui fu commesso il reato? No di certo! È chiaro allora che il mandato di arresto diventa un atto, per giunta non motivato, che consente obiettivamente di deportare con tutto ciò che questo verbo significa - ogni oppositore, ogni avversario ed annichilirlo lontano dagli occhi e dal controllo del suo popolo e dei suoi cari. Abolire, per ora in rilevante misura, e in prospettiva completamente, la competenza per territorio, significa non solo la fine della garanzia di cui all’art. 25 Cost., ma anche tutto ciò che ne consegue: l’illimitata competenza di ogni tribunale dell’area comunitaria consente al denunciante di scegliere il giudice sulla base dei suoi orientamenti, eventualmente anche aggiustan- 5 Si approfondirà meglio più oltre come la terminologia europeista per descrivere i 32 reati per i quali - al momento - è previsto il mandato di arresto europeo, sia estremamente vaga e consenta margini di arbitrio impressionanti. 6 La decisione quadro che prevede tale enormità (2003/577/GAI) individua, oltre al sequestro probatorio, un secondo tipo di sequestro non ben meglio determinato “per la successiva confisca dei beni”. Il che significa tutto e nulla: è l’ennesima “furberia” unitaria, che lascia aperta la porta a qualunque tipo di sequestro, anche - non a caso - per reati di opinione, quali quelli di cui si tratterà più avanti. Non occorre essere uomini di legge per capire che si tratta di una norma perversa: nel dubbio che la deportazione possa lasciare margini di speranza per il “deviante” - considerato alla stregua di un animale pericoloso a cui non concedere la minima chance - quei campioni della libertà e dei “diritti umani” che sono i costruttori dell’Europa unita, vogliono essere ben sicuri che il deportato, ormai impotente e tagliato fuori dal mondo, possa in qualche modo mettere in piedi un collegio agguerrito di avvocati e soprattutto mantener vivo nel paese di origine il proprio ricordo, sollevando imbarazzanti scandali, evidenziando le inique fasi del giudizio cui è sottoposto. Mettendo in ginocchio e alla disperazione anche la sua famiglia, il cerchio si chiude e il silenzio e l’oblio garantiscono la tranquillità della procedura. Questa ulteriore novità, venuta alla luce in un secondo momento, e quindi frutto di un ripensamento, ha tutta l’apparenza di avere finalità ben precise: stroncare la difesa di coloro che, nonostante tutto, disponendo di mezzi economici e magari persino mediatici (il proprietario di un giornale o di una TV) potrebbero essere ancora capaci di difendersi e di tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla propria sorte. 7 L’eliminazione del giudice naturale porta infine con sé un’altra conseguenza - in tal caso di carattere psicologico - non di certo la più grave, ma neppure insignificante: il magistrato (che è pur sempre un uomo) se giudica sul tessuto sociale in cui vive, viene in un certo senso limitato nelle proprie eventuali tendenze eccentriche dall’opinione pubblica, che, piaccia o no, lo limita nei suoi possibili eccessi. Con il mandato di arresto europeo avverrà il contrario: chi sia portato per natura, o per convinzione, agli eccessi, si vedrà liberato da un freno psicologico non indifferente. Per queste elementari ragioni psicologiche, c’è appunto da temere che proprio chi più tende allo squilibrio ed al protagonismo verrà incentivato a coltivare le proprie pericolose tendenze. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 9 do il tiro e cercandosi un altro giudice qualora quello prescelto non dia soddisfazione 8. Gli effetti devastanti di questo regime non sono finiti: si consideri ora la condizione di una persona ormai depredata dei propri beni, prelevata dalla sua città o dalla sua terra, trasportata di forza in un paese straniero dove non ha alcun riferimento parentale, amicale e professionale, di cui il più delle volte ignora persino la lingua e dove, a sua volta, la sua è a tutti sconosciuta. Assai difficilmente i suoi congiunti potranno andare a visitarla e a darle qualche conforto: nella sua terra, fuorché dai suoi cari, egli sarà presto dimenticato. Il suo processo, in un Paese che lo ignora e si disinteressa totalmente di lui, si celebrerà nel silenzio e nell’ombra, senza controllo alcuno della pubblica opinione. Difficilissimo, poi, per chi non ha dovizia di mezzi (salvo che il previo sequestro dei beni non abbia già alleggerito il malcapitato di ogni risorsa), risulterà avvalersi della possibilità di impugnazione, of- ferta dal sistema penale dello Stato emittente. Si provi a vivere in sé lo stato d’animo di una persona che si trova in queste condizioni, sotto la minaccia di essere condannato e scomparire in un carcere lontanissimo dalla propria terra, un uomo senza mezzi economici per difendersi, nelle mani di un avvocato di cui non può avere fiducia per il semplice fatto che di lui non sa nulla, perché neppure lo capisce quando parla… la prospettiva è quella di scomparire fagocitato in un sistema carcerario di tipo orwelliano, aggravato dall’isolamento costante in cui di regola il deportato si troverà, non conoscendo la lingua del luogo. Fra l’altro, considerato che i reati per cui è prevista la deportazione possono essere di scarsissima gravità (anche quelli per cui “è stata disposta la condanna a una pena o è stata inflitta una misura di sicurezza, per sanzioni di durata non inferiore a quattro mesi” - art. 2, co. 1), ne deriva che in base a questa paradossale previsione un qualsiasi giudice penale europeo, volendolo, potrebbe far arrestare e deportare folle intere di italiani, di francesi, di tedeschi … È chiaro, in questa prospettiva, quale valore assuma il controllo - anche solo ideologico - di alcuni magistrati, soprattutto di quelli posti alle periferie più arretrate e nascoste dell’U.E., attuale e futura.9 Il tutto - novità assoluta - sotto la minaccia di ulteriori trasferimenti verso altre ignote destinazioni e sotto il peso di altri, del pari ignoti, capi d’accusa10. Non solo, la possibilità di fornire prove a discarico verrà ridotta al lumicino, per non dire annientata: detenuto in Svezia, accusato per un fatto commesso in Grecia, come potrò io dal mio carcere individuare e convocare gli eventuali testimonî greci? Di più. Come potrò provare di non essere mai stato in Grecia, o di esservi stato solo una volta vent’anni fa, con una gita organizzata? Il diritto alla difesa garantito dall’art. 24 Cost. risulterebbe perciò completamente scardinato. 8 Saltando a pie’ pari la competenza per territorio, diventa realmente possibile rivolgersi al giudice straniero amico, o affine per ideologia, o infine persino comprato, purché sia genericamente competente almeno per materia. Il legislatore europeista, nella sua scarna (e puramente repressiva) proposta non si è preoccupato di far valere (se non in maniera ipocrita, v. art. 4, co. 1, punto 3) il ne bis in idem (divieto di processare due o più volte per il medesimo fatto il medesimo “deviante”) a livello europeo. Il deportato, perciò, rischia di essere sottoposto a numerosi processi in diversi Paesi per lo stesso reato: rappresenta un significativo preludio, in tal senso, il fatto che contro la giornalista Oriana Fallaci - pro- cessata per ben due volte in Francia a causa del suo noto scritto La rabbia e l’orgoglio sia stata per giunta richiesta l’estradizione in Svizzera, dove la si voleva processare per il medesimo scritto. Cfr. “La Repubblica”, 15.5.2003. Il rischio, insomma, è quello di subire un numero indefinito di processi e/o di condanne per il medesimo reato, se e quando di vero reato si tratti. 9 Il quotidiano Avvenire del 10 ott. 2003, riporta la notizia di un allarme lanciato da Amnesty International, che ricorda come in Russia (e, se ne deve desumere, nei Paesi ex-sovietici) “Salvo rare eccezioni, i magistrati sono gli stessi dell’epoca sovietica e non fanno altro che perpetrare le vec- chie consuetudini burocratiche. Alle quali si aggiunge spesso il fenomeno della corruzione.” Ognuno di questi magistrati avrà in mano un potere sconfinato. 10 In breve, si può dire che il sistema previgente approntava una serie di garanzie al fine di impedire che l’estradizione per un dato reato divenisse pretesto per condannare l’estradato per altri reati anteriori e con lo scopo di vietare al Paese che aveva chiesto l’estradizione di consegnare lo stesso malcapitato ad un terzo Paese, così aggirando eventuali ostacoli ad una estradizione diretta nel Paese terzo stesso. L’U. E. oggi va in senso opposto. 10 (continua) “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 Lo sterminio dei Tedeschi ad opera degli ebrei di Mark Weber Dal libro di John Sack: “Occhio per occhio”, Edizioni Baldini & Castoldi, Milano 1995. Narrato da un ebreo. INTRODUZIONE «Dio sa se gli ebrei erano stati provocati, ma io scoprii che nel 1945 uccisero un gran numero di tedeschi: e non si trattava di nazisti... ma di civili, uominie donne, bambini, neonati, il cui unico crimine era di essere tedeschi. A causa della collera degli ebrei... i tedeschi persero più civili che a Dresda (200.000 n.d.r.), più, o almeno altrettanti di quanti ne avessero persi i giapponesi a Hiroshima... Questo io scoprivo e ne ero inorridito»1. *** Chi scrive non è un revisionista, é un ebreo! John Sack, inviato per “Harper’s”, “The Atlantic” e “The New Yorker”, corrispondente speciale e produttore per la CBS, giornalista da quarantotto anni. Nel 1945, l’esercito sovietico occupò la Polonia e parte della Germania. Venne immediatamente organizzato un Ufficio per la Sicurezza dello Stato, per “denazificare” il Paese. «Oltre a polacchi desiderosi di vendicarsi, i russi reclutarono anche ebrei (...). I tedeschi che finirono nei (...) campi di concentramento erano per il 99% civili che non avevano mai combattuto, compresi donne e bambini: coloro che sopravvissero alle torture vennero spesso falciati dal tifo e dagli stenti»2. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 Vetrata della sinagoga di Gerusalemme. Dopo cinquanta anni, John Sack ha ritrovato, negli Stati Uniti e in Polonia, i protagonisti di questa vicenda: li ha intervistati, ha confrontato le loro testimonianze e ha scritto il succitato libro. La maggior parte delle interviste di cui si compone il libro è stata registrata; i nastri, per una durata di oltre trecento ore, fanno parte del “Fondo John Sack”, presso la Boston Uni- versity, dove chiunque li potrà consultare. Quando la vittima diventa carnefice: «Gerusalemme. Choc in TV: abbandonato un piano per avvelenare sei milioni di tedeschi. Vendetta ebraica del dopo-guerra». Non è il testo di un volantino di estrema destra, no!.. è un articolo tratto da “La Stampa” di Torino, che narra di un documentario della televisione israeliana: «Secondo la testimonianza di un appartenente a uno di questi “gruppi di vendetta”, sarebbe stato anche studiato un piano per uccidere 6 milioni di tedeschi, avvelenando gli acquedotti di diverse città, tra cui Norimberga e Monaco»3. Qualche brano del libro: «Ad Auschwitz, le donne ebree non venivano violentate (le SS potevano venire impiccate per questo), ma a Gleiwitz (il campo di concentramento in cui erano internati i tedeschi, dopo il 1945 - n.d.r.) poteva accadere che un focoso inquisitore strappasse di dosso i vestiti a una ragazza tedesca...»4. Un libro “un po’ crudo”, ma da leggere per non perdere la memoria storica! 1 John Sack, “Occhio per occhio” Edizioni Baldini & Castoldi, Milano 1995. 2 Idem. 3 La Stampa, 25/02/1996, p. 9. 4 John Sack, “Occhio per occhio”. 11 Documenta-Facta mocrazia, quando un autista di “Casa Pia”, Carlo Silvino di 46 anni, cominciò a favorire incontri tra i bambini e ricchi personaggi con tendenze pedofile. «È una disgrazia nazionale» ha commentato il presidente socialista Jorge Sampaio. (Libero, 31.12.2003). DISABILI IN ITALIA DEBITI Sono, per ora 17, i Paesi che hanno beneficiato della riduzione o del condono del debito estero da parte del Goveno italiano. Gli ultimi quattro risalgono allo scorso marzo. L’11 giugno è stata la volta del Burkina Faso e Sierra Leone. Il primo, ha beneficiato di una cancellazione totale (11,85 milioni di euro); il se- minciata novembre del 2002, quando furono scoperti casi di abusi sessuali. Al termine di tredici mesi di indagini, durante le quali i magistrati hanno interrogato più di 600 testimoni, dieci persone sono state incriminate. Tra di loro risultano Paulo Pedroso, ministro dell’ultimo governo socialista portoghese tra il 2001 il marzo 2002); i due popolari personaggi televisivi, Carlos Cruez Herman José, e l’ex ambasciatore portoghese in Sudafrica, in Franica e all’UNESCO; Jorge Ritto, un archeologo, un medico e un avvocato. Le accuse sono di lenocinio, abusi sessuali nei confronti di minori e relazioni omosessuali con adolescenti. Gli abusi sui piccoli di entrambi i sessi, ospitati nell’orfanatrofio portoghese, sarebbero iniziati nel 1975, un anno dopo il ritorno del Paese alla de- 6.980.000 : gli italiani (maggiori di 6 anni) con qualche forma di disabilità; 2.800.000 : gli italiani con forme gravi di disabilità; 165.518 : i disabili ospiti in istituti; 43.600 : i bambini (fino a 5 annni) disabili; 352.000 : gli italiani ciechi; 877.000 : gli italiani con problemi di udito; 92.000 : gli italiani sordomuti; 133.029 : gli alunni portatori di handicap; 555.000 : le persone disabili inetà lavorativa. Con il 6% dei disabili inseriti nel mondo del lavoro, l’Italia è all’ultimo posto nell’Unione europea (al primo la Finlandia, con il 32,2%) (Fonte: Istat, Ministero del Welfare, Eurobarometro). condo, di una cancellazione parziale, pari a 15,41 millioni di Euro. Qanto ad Etiopia e Guinea Bissau, il loro debito è stato cancellato parzialmente il 21 marzo, per un totale di 11,59 milioni di Euro. Le procedure sono in fase avanzata anche per quanto riguarda Costa d’Avorio e Repubblica Democratica del Congo. Eccetto la Bolivia, sono tutti africani i Paesi che hanno potuto usufruire di queste misure di riduzione o cancellazione del debito da parte del Governo italiano che, complessivamente, ha annullato debiti per un ammontare di 1 miliardo 205 milioni di Euro. EX MINISTRO PORTOGHESE INCRIMINATO PER PEDOFILIA In una conferenza stampa, tenuta lunedì sera a Lisbona (Portogallo), il Procuratore generale della Repubblica, José de Souto Moura, ha annunciato la conclusione dell’inchiesta si “Casa Pia”, un istituto statale che ospita bambini orfani e indigenti, co- 12 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 13 UNA CAPITALE CONTESTAZIONE DEL NEO-MODERNISMO – IL TOMISTICO PRIMATO DELLA LIBERTÀ – del prof. Andrea Dalledonne 2 N on basta affatto, quindi, capire e conoscere il bene per compierlo. Una volta che l’intelligenza e la ragione, (enfatizzate per lunghi secoli, come osserva persino Heidegger), hanno visto la differenza-opposizione tra il bene e il male nonché tra il vero e il falso, esse hanno, per così dire, esaurito il loro còmpito. È allora necessario che intervenga la volontà libera, qualitativamente diversa dall’intelligenza e dalla ragione, per scegliere il bene. Ma, purtroppo, questa volontà ha anche la possibilità - non la libertà! - di scegliere il male. Ciò significa altresì che il poter scegliere o il bene o il male è soltanto - se può passare questa metafora - l’estrema periferia della libertà; che è, invece, la facoltà di scegliere il Bene: cioè Dio in primo luogo e, inoltre, alcuni beni finiti, purché siano conformi alla volontà di Dio. Ciò significa, in termini spiritualmente più radicali, che la libertà di ciascuno di noi “trova nella dedizione assoluta all’Assoluto la sua suprema fondazione”22. Intelligenza e cultura a parte, si può ben aggiungere. Se poi ci sono anch’esse, tanto meglio. Ma non si dimentichi: 1) sia che molti Santi e Sante erano e sono di mediocre intelligenza e cultura; 2) sia che tanti famigerati malfattori della politica e delle varie scienze erano e sono assai intelligenti e colti. Realtà impossibili senza la radicale differenza qualitativa fra la libertà e l’intelligenza. Ed è questa differenza assiologica a spiegare anche l’origine dell’enorme peccato farisaico dell’impugnazione della S. Agostino. Verità conosciuta: satanico delitto per cui Gesù fu calunniato come riferiscono i Vangeli, e per cui si continua a bestemmiarLo e a farLo bestemmiare, specie in questa temperie ecumenica. Ne discende che l’esaltata superiorità dell’intelletto e della ragione si riduce al modesto grado di un mero condizionamento. È fuori discussione l’adagio medievale secondo cui non si vorrebbe nulla se, prima, non si conoscesse qualcosa. Ma daccapo: questo conoscere non determina affatto il volere il quale, se ciò accadesse, non potrebbe assolutamente mai essere libero. Ed è sintomatico che il super-razionalismo di tutto l’umanesimo immanentistico neghi drasticamente la libertà morale della persona singola. Mentre nel capire e nel conoscere siamo più impersonali che personali, il perfetto contrario si attua nell’ordine del libero volere in cui siamo così personali da essere letteralmente insostituibili. Tanto è vero che chi muore nell’impenitenza finale rende, a proprio riguardo, impossibile addirittura il perdono di Dio. Basta ciò a comprovare che la alternativa escatologica fra Beati e dannati non è per nulla un contrasto di essenze (come, purtroppo, fu scritto, trascurando che né i demoni hanno perduto la natura angelica né gli uomini dannati quella umana; sicché, limitatamente al possesso della natura umana, i martiri e i carnefici convergono). Assolutamente al contrario di questa opinione deludente, quell’alternativa escatologica è il definitivo contrasto fra le due volontà: o con Dio o contro di Lui, in eterno. È quindi lecito sottolineare di nuovo non solo il primato esistenziale della volontà libera ma, più ancora, la supremazia metafisica e teologico-morale di essa rispetto alle altre facoltà tutte: supremazia, com’ è ovvio, partecipata in quanto creaturale. 22 Cfr. Fabro, “Introduzione all’ateismo moderno”, cit., p. 64. Contro la pseudo-libertà del male, v. I testi tomistici: De Ver., q. 22, a. 6; S. Th. I, q. 62, a. 8, ad 3. 14 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 Ed ecco altri argomenti di S. Tommaso in proposito. 1) Egli insegna, sì, che in ognuno di noi l’anima è il soggetto della Grazia23; eppure, nella dottrina tomistica, “la Grazia sta alla volontà come il motore al mosso”24; anzi: “Il libero arbitrio è il soggetto della Grazia, mediante la cui assistenza sceglie il Bene”25. 2) «... La Carità risiede, come nel suo soggetto, in una sola facoltà: cioè26 nella volontà che, mediante il suo dominio, muove le altre facoltà; e, conforme a ciò, siamo obbligati ad amare Dio con tutta l’anima...». Orbene: che la volontà libera - come insegna S. Tommaso nei termini inequivocabili ora visti - è l’unica nostra facoltàsoggetto sia della Grazia, ovvero del dono soprannaturale che ci rende partecipi dell’Essenza divina27, sia della Carità, ovvero della più nobile e durevole virtù teologale28, è una realtà di assoluta importanza teologica, filosofica ed etica. Offre, infatti, la prova “solare e irrefutabile”, per dirla col venerato Mons. Lattanzi, della verticalità qualitativa, o assiologica, della volontà libera sopra le altre facoltà. Davanti a queste altezze spirituali viene quasi spontaneo esclamare, sia pure agli antipodi del fideismo e del sentimentalismo: povero osannato intelletto e povera idolatrata ragione, per quanto geniali! Povera cultura, per quanto vasta e profonda! Il che è straziante per i neomodernisti, della cui psicosi spirituale, per dirla con un altro fedele teologo, “ci disoccupiamo”. Si mediti, inoltre, la profondità di quest’altro testo dell’Angelico: «... La volontà muove le altre facoltà verso il fine suo proprio... Perciò la religione, che risiede nella volontà, ordina gli atti delle altre facoltà alla riverenza verso Dio. Ma tra le altre facoltà dell’anima, l’intelligenza è la più nobile e la più vicina alla volontà»29. L’Aquinate, quindi, puntualizza che «la volontà non procede direttamente dall’intelligenza ma dall’essenza dell’anima, presupposto il condizionamento da parte dell’intelligenza. Ma ciò non denota un ordine di dignità, bensì soltanto di origine...»30. E ciò in virtù, come sempre, della trascendenza dell’atto di essere sopra le altre perfezioni. Verità intravista, sia pure tra non pochi limiti dottrinali, dal cristiano Kierkegaard più e meglio che dal pagano 23 24 25 26 Cfr. S. Th. I-II, q. 110, a. 4 e ad 1-4. Ivi, I-II, q. 110, a. 4, ad 1. Ivi, I, q. 83, a. 2, “Sed contra”. Cfr. “De Caritate”, a. 5, ad 6. Cfr. Ivi, a. 3, ad 12; S. Th. II-II, q. 24, a. 1 e ad 2; “In III Sent”., d. 27, q. 2, a. 3, nn. 133 ss. 27 Cfr. 2 Pt. 1, 4. 28 Cfr. 1 Cor. 13, 1-13; Col. 3, 14. 29 Cfr. S. Th. II-II, q. 83, a. 3, ad 1. 30 Cfr. De Ver. q. 22, a. 11, ad 6. 31 Cfr. S. Kierkegaard, Postilla conclusiva non scientifica alle “Briciole di filosofia”, in “Opere”, a cura di C. Fabro, Firenze 1972, p. 441 b. 32 Cfr. D. -S., 3002, 3025; Sal. 148, 1-13; “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 Aristotele il cui “Atto puro” si risolve in “pensiero di pensiero” - tomisticamente, troppo poco -. Mirabilmente, infatti, Kierkegaard scrive che «Dio non pensa, Egli crea»31. E la creazione è opera della libertà più caritatevole32; salva restando la “infinita differenza qualitativa”, come dice (tomisticamente) lo stesso Kierkegaard, tra la libertà di Dio e la nostra. Il che presuppone la fondamentale tesi tomistica, secondo cui “l’essere è più nobile del pensare”33. Si trova qui, com’è bene ripetere, il fondamento metafisico del primato della volontà libera, facoltà principalmente costitutiva di ogni persona quali che ne siano l’intelligenza e la cultura: tenute en- Platone trambe ad essere le ausiliarie spirituali del buon esercizio della libertà. Ma quest’ultima ha anche la tragica possibilità di pervertire l’intelligenza e la cultura pur lasciandole funzionare nell’àmbito loro proprio; appunto come denuncia S. Paolo34. Sicché il Giuliotti aveva ogni ragione di asseverare: «... Non applaudo l’ingegno quando picchia nel vuoto (come nell’immanentismo neo-moderni- Par. c. 29, vv. 13-18. Così, per quanto è possibile, si viene «chiarendo ... il fondo inesauribile di libertà ch’è nel plesso tomistico costitutivo dello “ens” il quale ha per atto ultimo e radicale lo “esse”...» (Fabro, “Tomismo e pensiero moderno”, cit. p. 402). 33 Cfr. “In I Sent.” d. 17, q. 1, a. 2. 34 Cfr. Rom. 1, 18-32. 35 Cfr. D. Giuliotti, “L’ora di Barabba”, VI ed., Roma 1982, p. 64. Ivi, p. 310, questo grande cattolico, filosofo implicito, vede la più insanabile opposizione tra “la libertà morale, cioè a dire la libertà vera” e la cosiddetta libertà politica (che è già troppo benevolo aver stico) ed è più nefasto dell’imbecillità...»35. Passiamo ora a considerare vari testi tomistici da cui s’impara che la buona volontà nobilita l’intelligenza stessa. Si badi: «Sta qui... il divario tra l’intelligenza e la volontà: l’operazione della volontà fa capo agli enti nei quali si trovano il bene e il male; mentre l’operazione dell’intelligenza fa capo alla mente nella quale si trovano le nozioni di vero e di falso...»36; «... Il nome di mente non nomina tutta l’anima, ma qualcosa dell’anima»37; «... In ordine alle realtà divine, che sono superiori all’anima... il volere è più eminente del pensare, come il volere e l’amare Dio è più eminente del conoscerLo; infatti, la bontà divina è in Dio stesso, in quanto è desiderata dalla volontà, più perfettamente di come è partecipata in noi in quanto appresa dall’intelligenza»38; «... Benché l’anima si rivolga a Dio mediante l’intelligenza, prima che mediante l’amore, tuttavia l’amore (la cui unica facoltà-soggetto è la volontà libera) si eleva a Dio più perfettamente dell’intelligenza...»39. Poi, c’è ancora chi si ostina nel ritenere S. Tommaso un razionalista e, peggio che peggio, un precursore dell’immanentismo moderno-contemporaneo! Ciò non significa, però, che egli sia volontarista né, tanto meno, fideista; e neppure esistenzialista, com’è palmare. L’angosciante realtà è che l’esistenzialismo, il quale ha voltato le spalle al meglio di Kierkegaard, è un essenzialismo dell’esistenzialità umana violentemente astratta dal fondamento del vero Essere; dunque nichilismo che fa la felicità edonistica dei neo-modernisti. Tornando a S. Tommaso - proseguibile sì, ma giammai superabile - va ribadito che egli si mantiene, per dirla col grande convertito Aldo Ferrabino, nel “superiore equilibrio” dovuto alla difesa dell’emergenza metafisica dell’atto di essere sopra ciascuna delle altre perfezioni. Questa impareggiabile concretezza teoretico-etica debella gli astrattismi, tanto gnostici quanto fideistici, di qualunque pseudo-filosofia, pseudo-teologia, pseudo-esegesi: roba da gettare ai cani, intesi nel senso biblico. Ed ecco altre tesi fondamentali dell’Angelico, sul tema: «... La volontà non segue necessaria- nominata). 36 Cfr. De Ver. q. 4, a. 2, ad 7. 37 Cfr. Ivi, q. 10, a. 1, “Sed contra”, n. 6. 38 Cfr. Ivi, q. 22, a. 11. 39 Cfr. Ivi, q. 22, a. 11, ad 10. Cfr. Ivi, q. 22, a 11, ad 11; Ivi, q. 22, a. 12, ad 5; ivi, q. 22, a. 13, “Sed contra”, n. 3. Ciò giustifica il detto secondo cui “il vero filosofo è colui che ama Dio” (S. Agostino, “La Città di Dio”, 1. VIII, c.!). In termini equivalenti: “... Quegli che dà la sua volontà a Dio, Gli dà tutto...” (S. Alfonso de’ Liguori, “Uniformità alla volontà di Dio”, a cura dei PP. Redentoristi, Verona 1987, p. 14. 15 mente la ragione»40; «... Si può dire che l’intelligenza è costretta all’assenso della realtà intelligibile, mentre la volontà non può esservi costretta dalla realtà desiderabile...»41. Che la buona volontà nobilita il pensare teoretico stesso, ecco ulteriori dimostrazioni tomistiche di profondità abissale: «L’intelligenza non astrae dalla materia se non quando apprende gli enti sensibili e materiali. Ma quando apprende gli enti che le sono superiori, non astrae; anzi: li accoglie in modo meno semplice di quanto gli enti siano in se stessi; per cui rimane più semplice e più nobile l’atto della volontà che si rivolge agli enti stessi quali sono in se stessi»42. Parallelo, sul piano etico-speculativo dalle decisive implicazioni teologiche, è il testo seguente: «... L’atto dell’intelligenza consiste nel fatto che la nozione dell’ente appreso si trova nel soggetto intelligente. Invece, l’atto della volontà si compie in quanto la volontà si rivolge all’ente stesso qual è in se stesso... Perciò, quando l’ente in cui si trova il bene è più nobile dell’anima stessa, nella quale si trova la nozione appresa; in ordine a tale ente, la volontà è più nobile dell’intelligenza... Pertanto l’amare Dio è migliore del conoscerLo. Al contrario, la conoscenza degli enti corporei è migliore dell’amore per essi»43. E secondo un altro altissimo testo dell’Angelico, «negli enti spirituali, l’inclinazione che segue all’apprensione da parte dell’intelligenza è atto della volontà»44. Abbiamo qui, tra le tante ancora che si potrebbero citare, un’altra definitiva conferma che «la volontà muove le altre facoltà dell’anima... similmente al condottiero dell’esercito...»45. Si può allora convenire che il meglio delle riflessioni di Kierkegaard sulla dignità teologico-morale del Singolo e sulla sua libertà creata e conservata da Dio, hanno il loro fondamento spirituale, prima ancora che teoretico, nella dottrina tomistica circa il primato dell’atto di essere e circa il primato, per partecipazione e analogia, della volontà libera in ognuno di noi. (continua) NOTE 40 41 42 Socrate Cfr. De Ver. q. 22, a. 15. Cfr. Ivi, q. 28, a. 3, ad 6. Cfr. Ivi, q. 22, a. 11, ad 7. Ciò attesta che “quando S. Tommaso si abbandona al suo genio speculativo, rompe i limiti della cultura del suo tempo e soprattutto dello stesso paradigma aristotelico...” (Fabro, “Riflessioni sulla libertà”, cit., p. 40.Cfr. ID., “Partecipazione e causalità...”, cit., pp. 424483, 646 ss. 43 Cfr. S. Th. I, q. 82, a. 3. 44 Cfr. De Caritate, a. 1, Cf. Ivi, a. 3, ad 13. 45 Cfr. S. Th. I-II, q. 9, a. 1. Cf. Ivi, ad 3; ivi, a. 3; ivi, II-II, 34, a. 4; Par., c. 5, vv. 19-24. V. Inoltre, A Tanquerey P.S.S., “Compendio di teologia ascetica e mistica”, tr. It. Di F. Trucco e L. Giunta, VIII ed., Roma-TournaiParigi 1948; Id., “Le grandi verità cristiane che generano nell’anima la pietà”, tr. It. Di F. Trucco, III ed., Roma 1952. Cf. G. Tomaselli S. D. B., “Guida spirituale”, Palermo 1959, p. 95: “Ciò che conta davanti a Dio non è l’intelligenza, ma... la volontà”. V. Infine, del sottoscritto, “Le primat thomiste de la volonté libre reconnu par Don Putti”, in AA. VV., “Actes du Congrès théologique de ‘Sì sì no no’. Albano Laziale (Rome) 810 décembre 1994, Versailles Cedex 1995, pp. 53-66. Santa Margherita Maria Alacoque apostola del Sacro Cuore di Gesù sac. dott. Luigi Villa (pp. 272 - Euro 15) NOV ITÀ L’Autore di questo scritto biografico sulla vita della Santa Maria Margherita Alacoque ci ha aperto le porte di un convento di clausura, illuminandoci un quadro, ricostruito dall’interno del monastero, dove tra le religiose - alcune vissute in perfezione, altre no! - una di esse divenne, poi, famosa per il suo intensissimo amore al Cuore Sacratissimo di Gesù, al quale ella aveva offerto tutta se stessa. Si era ai tempi festosi e corrotti del Re Sole, in quell’epoca di giansenismo che soffocava ogni espressione religiosa che fosse di dolcezza e di amore! Ancora oggi possiamo restare ammirati di fronte a questa straordinaria vita spirituale, tutta assorbita nella contemplazione del suo AMORE, dal quale si fece guidare, conducendo una vita tutta di penitenza riparatrice per le offese che l’umanità compie ogni giorno verso di Lui. La sua vita di costante penitenza e di lavoro manuale, anche il più umile, le sue frequenti dolorose infermità, sostenute con serenità, ma soprattutto, la sua instacabile preghiera, siano per Noi un rinnovato richiamo alla santità, un invito a impegnare la nostra vita per il regno di Dio in una Fede profonda “secondo il suo Cuore”! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 16 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 OCCHI SULLA POLITICA LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) LO STATO PERMISSIVO Lo Stato che permette le balere,(1) Le discoteche ed altre cose affini, Disèduca e corrompe i cittadini Più giovani, che inclina alle galere. La gioventù abbisogna di severe Morali cure, al posto dei festini, Dov’essa brucia l’anima e i quattrini, Tra i sogni allucinanti e le chimere. Lo Stato, che ha il dovere di educare Al Bene e al Bello le generazioni, Io credo, si dovrebbe vergognare Di consentire le speculazioni Sui giovani, sospinti ad imboccare La via maestra delle tentazioni. Prof. Arturo Sardini (1) Le balere, con le sale a “luci rosse”, sono i nuovi templi del modernismo, dove la gioventù fa le ore piccole, istruendosi nel catechismo di Satana, gran maestro d’ogni sorta di turpitudini e perversioni. Se aggiungiamo la droga, la violenza, la pornografia, il latrocinio, la prepotenza e l’arroganza del regime democristiano, voluto e benedetto dalla Chiesa, le cosche, i clientelismi, il nepotismo politico, la corruzione, le logge, il malcostume e l’inquinamento, il quadro del Paese è completo. Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15. Maggio 1891) 2. Norme e limiti del diritto d’intervento Non è giusto, come abbiamo detto, che il cittadino e la famiglia siano assorbiti dallo Stato: è giusto, invece, che si lasci all’uno e all’altra tanta indipendenza di operare quanta se ne può, salvo il bene comune e gli altrui diritti. Tuttavia, i governanti debbono tutelare la società e le sue parti. La società, perché la tutela di questa fu da natura connessa al sommo potere, tanto che la salute pubblica non è solo legge suprema, ma unica e totale ragione della pubblica autorità; le parti, poi, perché filosofia e Vangelo si accordano ad insegnare che il governo è istituito da natura non a beneficio dei governanti, bensì dei governati. E perché il potere politico viene da Dio ed è una certa quale partecipazione della divina sovranità, e deve amministrarsi sull’esempio di questa che, con paterna cura, provvede non meno alle particolari creature che a tutto l’universo. Se, dunque, alla società o a qualche sua parte è stato recato o sovrasta un danno che non si possa in altro modo riparare o impedire, si rende necessario l’intervento dello Stato. Ora, interessa il privato come il pubblico bene che sia mantenuto l’ordine e la tranquillità pubblica; che la famiglia sia ordinata conformemente alla Legge di Dio e ai princìpi di natura; che sia rispettata e praticata la religione; che fioriscano i costumi pubblici e privati; che sia inviolabilmente osservata la giustizia; che una classse di cittadini non opprima l’altra; che crescano sani e robusti i cittadini, atti a onorare e a difendere, se occorre, la Patria. Perciò, se a causa di ammutinamenti o di scioperi, si temono disordini pubblici; se tra i proletari sono sostanzialmente turbate le naturali relazioni della famiglia; se la religione non è rispettata nell’operaio, negandogli agio e tempo sufficiente a compierne i doveri; se la promiscuità del sesso ed altri incentivi al male, l’integrità dei costumi corre pericolo nelle officine; se la classe lavoratrice viene oppressa con ingiusti pesi dai padroni o avvilita da fatti contrari alla personalità e dignità umana; se con il lavoro eccessivo o non conveniente al sesso e all’età, si reca danno alla sanità dei lavoratori; in questi casi si deve adoperare, entro i debiti confini, la forza e l’autorità delle leggi, le quali non devono andare al di là di ciò che richiede il riparo dei mali o la rimozione del pericolo. I diritti vanno debitamente protetti in chiunque li possieda e il pubblico potere deve assicurare a ciascuno il suo, con impedirne o punirne le violazioni. Se non che, nel tutelare le ragioni dei privati, si deve avere un riguardo speciale ai deboli e ai poveri. Il ceto dei ricchi, forte per se stesso, ha meno bisogno della pubblica difesa; le misere plebi, che mancano di sostegno proprio, hanno speciale necessità di trovarlo nel patrocinio dello Stato. Perciò, agli operai, che sono nel numero dei deboli e dei bisognosi, lo Stato deve, di preferenza, rivolgere le cure e le provvidenze sue. (continua) “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 17 CHI SONO I VESCOVI? – IL PONTEFICE, L’INDULTO E I VESCOVI – del prof. Dante Pastorelli Sono pochi i Vescovi obbedienti, molti gli ostili e i ribelli alla volontà del Papa. 2 I l Vescovo di Verona, mons. Flavio Carraro, cappuccino, ha celebrato pubblicamente, con una imponente partecipazione di popolo, la Messa di S. Pio V nella sua città. Egli ha anche concesso che, nella chiesa del cimitero monumentale di Verona, fossero celebrate, secondo il Rito Antico, le esequie di un fedele della Fraternità S. Pio X da parte di don Luigi Moncalero, sacerdote della stessa Fraternità di mons. Lefebvre, che ha ringraziato caldamente l’Ordinario competente per questa sua saggia magnanimità. Si tratta di un precedente importante che, se accolto da altri confratelli nell’Episcopato, farebbe cadere barriere, anche psicologiche, tra la maggioranza dei seguaci di mons. Lefebvre - che, nonostante tutto, si sentono in comunione col Papa e con la Chiesa - e i Pastori delle Diocesi. Anche il Vescovo di Treviso, mons. Paolo Magnani, lo scorso gennaio, ha celebrato la S. Messa secondo il Messale di S. Pio V nella chiesa degli Oblati, venendo incontro alle legittime esigenze spirituali dei fedeli legati alla tradizione. Il cardinal Poletto, di Torino, ha autorizzato la celebrazione dei Sacramenti secondo l’antico rito. L’Arcivescovo di Firenze, mons. Ennio Antonelli, vigila sull’Istituto di Gricigliano, ove si reca per partecipare alla liturgia tradizionale, come il suo predecessore, card. S. Piovanelli, il quale ha anche reso visita al Castello della Magione di Poggibonsi, dove ha sede la “Militia Templi”, che usufruisce dell’indulto del Pontefice regnante. In Austria, nella chiesa parrocchiale di Sierning, un novello sacerdote della Fraternità di S. Pio X ha celebrato la sua prima Messa solenne, seguita da una grande festa popolare. Alla funzione ha assistito il parroco don Helmut Frohlich, che ha indirizzato un commosso saluto al 18 E ringraziamo Dio anche per i rifiuti, talvolta odiosi, che da certi Presuli son venuti. La sofferenza e l’emarginazione non spaventano, almeno noi adulti, che ne abbiamo viste e ingoiate tante, e siamo saldi, duri, come e più della roccia, nella nostra consapevolezza di essere cattolici senza aggettivi. Il Vescovo di Tempio-Ampurias, mons. Paolo Atzei, così ha risposto ad un gruppo di fedeli di Luras (Sassari): «... a scanso di equivoci, ti dico episcopalmente due semplici cose: 1) Manca il conforto del tuo Parroco, essenziale perché io possa capire e agire in comunione ecclesiale. 2) Non sarò mai il vescovo che né in diocesi, né tanto meno a Luras, opera quella inversione di tendenza, forse auspicata da te e qualche altro del luogo, per un ritorno di tipo preconciliare. Né mai permetterò che altri, in diocesi, celebrino secondo quel Messale! (...). Soprattutto, avete bisogno di camminare nella Chiesa, come Chiesa, con la Chiesa per il suo Sposo e Signore Gesù Cristo. Con una benedizione, perché tu e tutti i proseliti di “Una Voce Sardinia”, se ce ne sono, vi “convertiate” a camminare in comunione di fede, di culto, di disciplina con tutta la Chiesa». Le virgolette e i caratteri diversi sono propri del Vescovo (n.d.r.). Giovanni Paolo II. neo-ordinato. Ciò con l’approvazione dell’Ordinario diocesano di Linz, mons. Maximilian Aixchern. Abbiamo citato solamente alcuni casi emblematici tra i numerosi che testimoniano come qualcosa si muova. E, come vedremo, qualcosa di grosso si fiuta nell’aria. Il Vescovo di Tempio-Ampurias dixit! Tempio-Ampurias locuta, causa finita! Dinanzi a tanta protervia e mancanza di carità, che sfociano in un patetico ridicolo, sarebbe del tutto inutile qualunque commento. Né ci sembra che mons. Atzei possa esser preso sul serio. Ci limitiamo, perciò, a poche considerazioni di dettaglio. Il Vescovo aggiunge di suo pugno ai documenti pontifici, tra le condizioni necessarie per ottenere l’indulto, il “conforto” del parroco che il Papa non ha affatto “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 richiesto: evidentemente non ha letto i testi pontifici o questi non gli aggradano, pur restrittivi come sono, e, pertanto, li completa a suo piacimento, ma senza averne diritto. Il “diritto”, per certi prelati, è solo un seccante optional. Egli pretende, inoltre, che la comunione col Papa e con la Chiesa si esaurisca con l’adesione supina al Rito di Paolo VI, sicché sarebbero fuori della Chiesa, scismatici insomma, o almeno disobbedienti incalliti, per questo scarsamente informato (o apparentemente tale) presule, anche i vescovi che in Italia hanno concesso l’indulto e quelli che, come pure vari cardinali e molti sacerdoti, celebrano la Messa tridentina, oltre a tutti i fedeli che vi partecipano. E non si accorge neppure che si dà la zappa sui piedi, visto che fa parte di quel clero che, in modo ossessionante, va cianciando della “varietà” che fa la ricchezza della Chiesa, per giustificare il proliferare di movimenti più o meno ereticali, come i variegati carismatici, i neocatecumenali1 e i pentecostali, a cui lo Spirito fu trasmesso da protestanti americani, fuori dalla Chiesa, dunque! Ci si potrebbe chiedere: “Chi è in comunione con il Papa: chi applica le sue direttive o chi le disattende e le contrasta in tono villano, ricorrendo, addirittura, a satrapesche minacce?”. Il monsignore non permetterà che nessuno mai celebri la messa di S. Pio V nella sua diocesi: benissimo? Ma con quali mezzi? E se un sacerdote di qualsiasi regione italiana, mettiamo, o anche straniero, la celebrasse in una piazza, in una sala pubblica presa in affitto, in una casa privata, cosa farebbe? Ricorrerebbe al braccio secolare? Ha nascoste da qualche parte, lui, le famose divisioni di staliniana memoria, che Pio XII non aveva? Rinchiuderebbe in qualche nuraghe, in qualche grotta o anfratto dei monti circostanti, o di quelli più distanti della Barbagia, preti e fedeli ai suoi occhi colpevoli di sedizione, e, quindi, meritevoli di adeguata punizione, affidandone la custodia, fino a ravvedimento, a fidi pastori che niente vedono, niente sentono e niente dicono, o ad altrettanto fidi, sordi, muti e ciechi guardiani di porci avvezzi ad obbedir tacendo? Quanto all’invito alla conversione da lui rivolto, è da respingere senza remore di alcun genere, non solo perché appare un editto di persecuzione, ma soprattutto perché in noi di “UNA VOCE” non c’è nessuna volontà scismatica, tanto che chiediamo soltanto quello che il Papa ci ha concesso, in unità di fede, disciplina e culto: d’altronde, il Messale di S. Pio V, come ha stabilito una Commissione cardinalizia, non è stato mai abrogato, perché, a detta della stessa, Paolo VI intendeva garantire la convivenza fra i due Riti. Nessuno mai, ai vertici vaticani, ha osato mettere in dubbio la nostra fedeltà alla S. Sede o addirittura la nostra esistenza. Ma il sardo Pastore (con la “p” maiuscola) deve usufruire di canali d’informazione più qualificati di quelli di cui dispongono i Dicasteri Vaticani! Ma non si accorge che questa sua voce il gregge non la intende? Ne tragga allora le conseguenze, perché, oltretutto, al suo “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 gregge non incute affatto paura, neppure un pizzichino! E siamo noi a chiedergli di ripiegarsi su se stesso, inginocchiato davanti alla Croce, per interrogarsi, senza alibi orgogliosi, su chi debba davvero convertirsi! *** Le parole di mons. Atzei ci ricordano quelle con cui il Vescovo di Pisa, mons. Matteucci rispose negativamente alle richieste di molti suoi fedeli il 5 aprile 1985: «... alla Sua richiesta e a quelle che hanno presentato altri sottoscrittori rispondo, come del resto ho già risposto per simile petizione ad altri che richiedevano l’indulto, che non ho intenzione di concederlo nel presente, né vedo in futuro di poter mutare la mia volontà. Un cordiale saluto a Lei e agli altri, con l’augurio a voler prestare obbedienza alle disposizioni di Paolo VI senza alternative con Giovanni XXIII». Obbedire a Paolo VI, sì, a Giovanni Paolo II, no. Più chiaro e deciso di così! Che Dio abbia in gloria la sua anima, dopo avergli perdonato la responsabilità di avere, forse, non solo mortificato, ma anche allontanato dal sicuro ovile qualche pecorella! E con amarezza dobbiamo constatare che proprio a Pisa non è cambiato molto, sotto l’attuale Vescovo, mons. Alessandro Plotti, assai impegnato in ambito politico-sociale, è inutile dire a favore di quale parte politica. Un gruppo di cattolici, per lo più molto giovani, studenti, laureati, lavoratori, hanno chiesto udienza per discutere della possibilità di celebrare la S. Messa antica. Il Vescovo si è dichiarato, sì, pronto a riceverli, ma ha anche precisato, la sua “assoluta e irrevocabile indisponibilità a concedere tale indulto”. Le sue parole sono eloquenti. «Come Vescovo e pastore di questa Chiesa, non reputo che vi siano ragioni ecclesiali pastorali valide e significative per permettere tale celebrazione, che porterebbe soltanto contrapposizioni e schieramenti nel Popolo di Dio. Sarebbe molto più opportuno che assumeste un atteggiamento più positivo e più costruttivo nello scoprire il tesoro e le potenzialità che la Riforma Liturgica del Vaticano II ha portato e sviluppato nella coscienza ministeriale e comunitaria del Popolo di Dio. Con molti auguri ed ossequi». Cambia lo stile, che rivela maggior cultura e diplomazia, non compaiono esplicite minacce, ma la sostanza resta la medesima: i fedeli del “Rito antico”, che il Papa ama, sono fomentatori di divisioni nel popolo di Dio, novelli ariani, loro che vogliono mantenere integra la dottrina della Chiesa in ogni sua sillaba. Se davvero esistessero questi problemi, il Pontefice avrebbe manifestato la sua paterna generosità nelle forme che conosciamo? E avrebbe più volte richiamato i vescovi a corrispondere alla sua augusta volontà? E tutti quei Vescovi e Cardinali, tra cui mons. Giovanetti di Fiesole, o mons. Bonicelli, ex arcivescovo castrense, che si recano nei vari istituti “tradizionalisti” per conferire gli Ordini minori, maggiori, e persino l’Episcopato, sono tutte leve che vogliono smantellare l’unità della Chiesa? Non sono suoi confratelli? E su quale base può affermare che la Riforma Liturgica, così com’è stata voluta dal Concilio Vaticano II? Legga, Monsignore, la conferenza che il card. Stickler tenne in America nel Maggio 1996 e recentemente pubblicata dalla casa editrice “La Magione di Poggibonsi”! Rilegga le prese di posizione di tanti suoi fratelli nell’Episcopato, a cominciare dal card. Ratzinger, e, se in buona fede, potrà cambiare opinione. Forse, Pisa, dal punto di vista della ortodossia dottrinale, della morale, della frequenza alla Messa e ai Sacramenti, del numero delle vocazioni, della durata dei matrimoni, del ricorso all’aborto ecc, deve essere un’isola felice nel mondo - di cui non conoscevamo l’esistenza - col trascurabile neo dei “matrimoni gay”, per cui ci si può concedere il lusso di affermare che tutto va bene nella Chiesa e che l’esperimento della “Tradizione” porterebbe scompiglio in un idillico quadro di fervore religioso, di fiorente attività evangelizzatrice e di conversioni in massa. E quali sono queste presunte ragioni ecclesiali che impediscono di concedere l’indulto? Perché non vengono specificate in maniera chiara ed esauriente? No, mons. Plotti, la Sua pastoralità lascia interdetti, perché ammanta di nobiltà ciò che nobile non è: l’assoluta mancanza di amore. Intanto, quei giovani entusiasti e devoti continuano a riunirsi in case private, dove pregano, meditano, leggono il breviario, aspettando tempi migliori. Attento, monsignore! Un padre che rifiuta l’abbraccio dei figli che fiduciosamente a lui ricorrono, può apparire patrigno, e quell’amore rifiutato, può cercare, nei meno energici, altre braccia, altra parola, altra comunità ove esplicarsi. Non vorrei che un giorno, nel Gran Giorno, Lei dovesse esser rimproverato per non aver saputo pascere il gregge, per aver scacciato dal pascolo comune, dal rivo comune, pecore affamate e assetate. Maggior colpa non credo che possa esistere per un Pastore che ha persino, per mandato di Cristo, l’ineludibile dovere di andare alla ricerca dell’unica pecorella smarrita. P. S. Apprendiamo, ora, che anche il Vescovo di Pistoia, mons. Scatizzi, ha risposto negativamente ai fedeli che chiedevano la concessione dell’indulto: non conosciamo a sufficienza i termini della vicenda, e, pertanto, ci asteniamo da giudizi non adeguatamente motivati. (continua) NOTE 1 Si leggano i libri: Luigi Villa, “Eresie nella dottrina neocatecumenale”. Edtrice Civiltà, Brescia e quello di Padre Zoffoli: “Eresie del movimento neo-catecumenale”, ed. Segno, Udine. 19 “La nuovA chiesa di paolo VI” – gli squarci della donna di Giuda di A. Z. 2 I l modernismo. Il compromesso col mondo è partito sul piano dottrinale con un nome ben preciso, chiamato modernismo. Ora che il modernismo si rivela in tutta la sua virulenza dissolvitrice, ci troviamo in una confusione dottrinale senza precedenti, in cui ogni affermazione è possibile con la sua affermazione contraria. Ci vorranno giganti dell’intelligenza per ripulire l’aia delle idee dalla gramigna delle falsità subentrate nella Chiesa postconciliare. L’ecumenismo. L’ecumenismo prende forza dal sinarchismo massonico, che punta esplicitamente alla fusione di tutte le religioni in un’unica ecumene di indole esoterica. Nel “Pact Synarchique,” venuto alla luce nel 1935, è espressamente programmato «l’adattamento del Cattolicesimo alla Sinarchia massonica mediante un suo avvicinamento culturale alle altre religioni e un addolcimento giurisdizionale secondo le esigenze della collegialità sinarchica». L’accostamento della Chiesa alla massoneria sarebbe motivato dalla pretesa che «la massoneria avrebbe un fondo di cristianesimo non riconosciuto dai Papi, i quali l’hanno condannata: di qui la necessità di rivedere le condanne». La “Sinarchia massonica” comporta la creazione di un ordine nuovo che abbracci tutte le manifestazioni della vita sociale e individuale: religioni, culture, imprese, sindacati, università, ecc.. «La nazione sinarchica si manifesta ontologicamente attraverso l’insieme dei suoi universitari, pedagoghi, ecclesiastici, artisti, saggi, intellettuali, tecnici: essi formano una demos ideocrazia di servizio, di merito, di talento». Anima di questa religione universale sarebbe l’esoterismo.1 «Ne risulterebbe un uomo nuovo, cosmopolita, le cui idee, aspirazioni e comportamenti dovrebbero omogeneizzarsi con 20 un nuovo ordinamento mondiale, elaborato dalle alte sfere della Sinarchia al di sopra di ogni diversità di religione, di razza, di sesso, di ceto sociale». L’idea che tutte le religioni siano salvifiche é, oggi, un dato di fatto che ha la sua manifestazione rituale nei convegni di Assisi. Ne consegue che le differenze non sono legittime, e la Chiesa Cattolica dovrebbe rinunciare alla sua pretesa individualità. Già Pio XII, con la lucidità che lo distingueva, mise in guardia contro certo dialogo che presume di convertire: «Con profondo rammarico dobbiamo... lamentare l’appoggio prestato da alcuni cattolici, ecclesiastici e laici, alla tattica dell’annebbiamento per ottenere un effetto da essi non voluto. Come si può ancora non vedere che questo è lo scopo di quell’insincero agitarsi che va sotto il nome di colloqui ed incontri? A che scopo del resto ragionare senza un comune linguaggio, o come è possibile incontrarsi se le vie divergono, se cioè una delle parti ostinatamente respinge l’altra e si negano i comuni valori assoluti rendendo quindi inattuabile ogni coesistenza nella verità? Già per il rispetto del nome cristiano si deve desistere dal prestarsi a quelle tattiche, poiché, come ammonisce l’Apostolo, è inconciliabile il volersi assidere alla mensa di Dio e a quella dei suoi nemici, (1 Cor. 10, 21).2 Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle particolari strategie messe in atto dalla massoneria non solo contro la Chiesa, ma anche contro l’umanità: il piano maltusiano di corruzione universale alla base delle liberalizzazioni contrarie alla dottrina morale della Chiesa con le liberalizzazioni del divorzio, dell’aborto dell’eutanasia, della pornografia, della droga, le manipolazioni genetiche, ecc. Inoltre la strategia delle migrazioni, soprattutto islamiche promosse per agevolare la fusione delle religioni nel globalismo sinarchico. La purificazione della memoria non consente di dimenticare che la massoneria è nata dall’ebraismo anticristiano come antichiesa, come scrive un importante suo iniziato: «Voi cristiani non avete ancora compreso tutta la profondità della nostra colpevolezza. Noi siamo dei rivoluzionari. Noi ci siamo impadroniti del vostro mondo, dei vostri ideali, del vo“Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 stro destino. Noi siamo stati la causa prima non solo dell’ultima guerra mondiale, ma di quasi tutte le guerre; non solo della rivoluzione russa, ma di tutte le grandi rivoluzioni della vostra storia. Noi abbiamo recato la discordia e il disordine nella vostra vita privata e pubblica. Lo facciamo ancora oggi». (Marcus Elia Ravage). Dichiarazione sorprendente, ma solo per chi non conosce la storia dal protestantesimo in poi. Un fatto recente: la ditta danese “Coop” ha lanciato la moda dei sandali con l’immagine di Cristo sul tallone, in modo che venga calpestata ad ogni passo, a soddisfazione dell’ebreo Nielsen3. I nostri fratelli maggiori! Purtroppo, l’infiltrazione massonica ha raggiunto gli stessi vertici della Chiesa. Se ne parla sottovoce, e ci si meraviglia come ad onta di fatti notori, chiacchierati, documentati, certi volti di Giuda non sentano la vergogna di presentarsi in TV perfino nelle sacre liturgie. La Liturgia. Il trasferimento di sensibilità eucaristica da Sacrificale a Conviviale - dall’Altare alla Mensa - va dissolvendo il senso Redentivo della Chiesa: essa è fondata da Gesù sul Sacrificio della Croce, capolavoro della Sapienza divina (1 Cor. 1, 17s), strumento da Lui scelto per distruggere il peccato e rendere a Dio il cuIto che gli è dovuto. La Chiesa cattolica si qualifica come religione del peccato, quindi come religione della redenzione, della riparazione, della purificazione del cuore, della santità. Il senso conviviale rischia di seppellire l’ascetismo cristiano e di dare per scontato, nella partecipazione all’Eucaristia, che l’uomo non ha bisogno di conversione: egli incontra Cristo a pari livello, un livello puramente umano, da amicone, privo di trascendenza. Questo cristianesimo allegro - non felice - che alla televisione ha visto il cardinale di Genova ballare con i suoi seminaristi, è una variante del luteranesimo, che copre il peccato, ma non lo elimina; benda il tumore, ma non lo guarisce. Molti tra gli stessi consacrati, dimentichi del senso sacrificale della Messa, senza accorgersi ragionano da inimici crucis Christi (Fp. 3, 18). Occorre prendere in seria considerazione, in particolare nei “movimenti”, questo degrado: al serio impegno di purificazione del cuore subentra l’esaltazione emotiva, una vuota euforia che è un pessimo surrogato della vera gioia cristiana. Ma ci vorranno giganti della Fede per demolire gli innumerevoli altari di Baal, subentrati con certe riforme liturgiche postconciliari per voltare le spalle all’Altissimo e mettere al suo posto dei poveri peccatori... Oggi, appare in modo evidente come i simboli ispirano i comportamenti, e come l’emarginazione dell’Eucaristia e le Messe-spettacolo vanno dissipando la vera adorazione in Spirito e Verità. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 Il discorso sulla contaminazione modernista del culto eucaristico è molto doloroso, e ci auguriamo che le messe a punto del Papa, mediante la lettera “Ecclesia de Eucaristia”, ottengano l’urgente correzione di rotta liturgica. Ma è in atto il tentativo di farla passare inosservata! Un tabernacolo adibito a cuccia per cane. sta la sua forza redentrice: è una corrente che si fa strada tra i sassi e che, con la grazia divina, si ingrosserà come fiume del grande rinnovamento. «Se la Chiesa non fosse divina, questo Concilio l’avrebbe seppellita», ebbe a dire il cardinal Siri, profondo conoscitore dei problemi postconciliari, pensando alla promessa di Gesù: «Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa» (Mt. 16, 18s). Sotto le ceneri di questo sfacelo, che oggi rischia di soffocare la fiducia, arde la fiamma divina del suo Fondatore, che non tarderà a divampare di immensa luce nuova. Lui solo è in grado di rovesciare le cattive costruzioni dei suoi smarriti pastori. La crisi postconciliare è crisi di fede... È anche smarrimento del senso delle proporzioni: il fatto che il Verbo si è fatto carne e ha preso dimora tra noi (Gv. 1, 14) è un avvenimento di portata cosmica che si incastona nel centro della storia per riportare l’intero creato alla sua fonte divina mediante il Sacrificio di Cristo. Non c’è avvenimento, non c’è altra religione, non c’è creatura che tenga di fronte a questa realtà portata dal Vangelo e professata dalla Chiesa, Paradiso dell’Incarnazione. È Gesù venuto tra noi che rimane al centro della Chiesa sino alla fine dei tempi, per coadunare il Corpo Mistico dei suoi eletti e introdurli nella gloria del Padre. La Chiesa non sono gli uomini, non sono le strutture: la Chiesa è Gesù stesso, vivo e operante, che coinvolge i credenti nel suo stesso Sacrificio di adorazione del Padre, trasformandoli in veri adoratori che adorano Dio in Spirito e Verità (Gv. 4, 23). È Lui che alimenta la Chiesa con il suo Corpo e il suo Sangue; è Lui che la guida verso la Verità tutta intera; è Lui che dirige i singoli credenti alla santità. La Chiesa è Gesù Eucaristia. È Lui la realtà profonda che palpita in modo incessante in tutte le manifestazioni ecclesiali: Lui, Dio, di fronte al quale scompare ogni pretesa delle creature. Occorre ricentrare questa realtà di fronte a questa “abominatio desolationis” (Dan. 9, 27; 2 Ts. 2, 3s) modernista che tenta di porre l’uomo al posto che spetta unicamente all’Altissimo Dio. Gesù ha detto chiaro: «Io sono con voi sino alla fine dei tempi» (Mt. 28, 20). E noi attendiamo con ansia il suo intervento a distruggere, con il soffio della sua bocca (2 Ts. 2, 8), l’arroganza di Satana. (fine) I RIMEDI Grazie a Dio, non tutta la Chiesa è infetta da queste piaghe. Esistono ancora, spesso emarginati e contestati, sacerdoti e fedeli, nei quali Cristo Signore manife- NOTE 1 2 3 Cfr. “Il vitello d’Oro”, pp.186s. Cfr. “Sì, sì” 31.5.03, p. 8. Cfr. “Sì, sì” 15.6.03 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Parigi RITO SCOZZESE DI PERFEZIONE (25 gradi) IL RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO Domenico Margiotta, senza iniziare dalle origini della Massoneria, spiega, in poche parole, l’importanza della “Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato” scrivendo: «Il Rito Scozzese Antico ed Accettato proviene dal Rito Scozzese di Perfezione che, strutturato in 25 gradi era praticatissimo, nel XVIII secolo, dai framassoni che si applicavano all’Occultismo, in Europa. Fu nel 1761 che l’ebreo Stefano Morin, delegato dal Consiglio dei Sovrani Principi Massoni, sedente a Parigi, ebbe la missione di propagare in America il “Rito Scozzese di Perfezione”. Sbarcò a San Domingo e, là, incaricò due ebrei: Moise Hayes e Francken, il primo, di fondare delle Logge in America del Nord, il secondo, nella Giamaica. Hayes fondò a Boston una Sublime Loggia di Perfezione, della quale fu Gran Maestro, incaricando, poi, un altro ebreo massone, Isacco Dacosta, di fondarne una seconda (1763) a Charleston, nella Carolina del Sud di cui divenne il Gran Maestro e a cui succedette il fratello ... Giuseppe Myers. Le due potenze massoniche di Boston e di Charleston, a loro volta, crearono numerose logge e retro-logge nel Nord America che si diedero il nome di Madri-Logge del Mondo unite. Gli incaricati dai Gran Maestri, della missione di fondare delle Logge nelle regioni in cui era stata loro assegnata giurisdizione, venivano designati col titolo di Deputati Ispettori, di cui ve n’era uno solo per regione. Il 15 maggio 1781, venne convocata a Filadelfia, da Hayes e Myers, un’Assemblea di questi Deputati Ispettori. In questa Assemblea, si abolì la restrizione di un solo Deputato per regione, il Deputato della Giamaica Francken fu sostituito da Mosè Cohen che, a sua volta, nominò Deputato l’ebreo massone Isacco Long il quale, troppo attivo per un’area limitata come la Giamaica, passò alla Loggia di Charleston di cui assunse, in breve, la direzione. Nel 1795, Isacco Long si recò in Europa, abbandonando al colonnello John Mitchell la direzione della Grande Loggia di Charleston. Sei anni dopo, Long tornò in America e vi portò il disegno organizzativo di una sua grande idea che consisteva nella creazione di un Rito in 33 gradi, destinato a divenire veramente universale. Unitamente al colonnello John Mitchell, al dottore Federico Dalcho, ad Abramo Alexander, ad Isacco Auld e ad Emanuele De la Motta, tutti cinque Deputati Ispettori, fondò questo Rito, prendendo il 25° grado del “Rito Scozzese di Perfezione” ed aggiungendovi 6 gradi templari, che comprendevano 4 gradi, presi dall’Ordine degli llluminati di Adamo Weishaupt, più 2 gradi detti di amministrazione, l’ultimo dei quali avrebbe sostituito le funzioni di “Deputato Ispettore”, prendendo il nome di “Sovrano Grande Ispettore Generale”, 33° ed ultimo grado. Isacco Long diede all’opera sua il nome di “Rito Scozzese Antico ed Accettato”, le cui prime grandi Costituzioni furono firmate a Charleston il 31 maggio 1801. Per rendere duraturo questo Rito, Long lo legò direttamente ai Templari con una leggenda misteriosa. Prima di lui, tutti gli alti gradi della Massoneria avevano usato nel cerimoniale di certe iniziazioni l’idea di dover vendicare i templari condannati nel Medio Evo dal Papato e dalla Mo- 22 Nel 1761, il “Consiglio dei Sovrani Principi Massoni” di Parigi, incarica l’ebreo Stefano Morin di propagare, in America del Nord, il Rito Scozzese di Perfezione. Stefano Morin America del Nord Giamaica Moise Hayes Francken Sublime Loggia di Boston Isacco Dacosta Sublime Loggia di Charleston Giuseppe Myers Logge e Retro-Logge dell’America del Nord, fondate da quelle di Boston e di Charleston. Logge in Giamaica “Madri.Logge del Mondo unite” Assemblea delle Logge a Filadelfia (1781) indetta da Hayes e Myers Mosè Choen Isacco Long Nel 1795, Isacco Long andò in Europa da dove tornò, nel 1801, con l’idea di creare un Rito di 33 gradi destinato a divenire universale e, insieme ai Deputati Ispettori: John Mitchell, Federico Dalcho, Abramo Alexander, Isacco Auld ed Emanuele De la Motta, fondò questo Rito a cui diede il nome di: RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO (33 gradi) Charleston narchia; questo forniva il prestesto per giurare odio a morte all’autorità Regia e al Cattolicesimo. Ma Isacco Long aveva trovato di meglio. Secondo la tradizione, era la Scozia che aveva dato rifugio ai cavalieri templari che riuscirono a fuggire (...). Si pretende anche che i fuggitivi fossero riusciti a comperare dal carnefice la testa del loro Gran Maestro Giacomo Bourguignon di Molay, staccata dal corpo e derubata al rogo. Inoltre, essi avevano messo in luogo sicuro l’idolo mostruoso, nominato Bafomet al quale, nelle loro segrete adunanze, rendevano onori divini. Arrivato a Charleston nel 1801, Isacco Long vi portò il Bafomet dicendo, inoltre, di averlo ritrovato con un cranio che dichiarò essere proprio quello del Gran Maestro Molay. Queste erano le Reliquie insigni, i corpi santi. Long assicurò che il vero Dio del bene, in persona, gli aveva giurato che a codesti resti era legata la vittoria contro il Cattolicesimo. Il Bafomet dei Templari diveniva, così, il PALLADIO che avrebbe fatto trionfare la Massoneria per sempre»1. 1 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un trentatre ...”, Delhome e Briguet, Editori, Parigi settembre 1895. pp. 74-77. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 Lettere alla Direzione In Libreria «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo Mons. Villa, ho ricevuto i suoi due libri di quei (“beati”!) personaggi che sono Paolo VI e il card. Martini. Un “grazie” vivissimo per la Vostra sollecitudine di un impegno apostolico. Se pur con tanta amarezza, è bene conoscere la nefasta condotta di quelle Anime infelici che hanno rifiutato di coltivare il monito evangelico: «Non prometterti sicurezza in questa vita!»... Ancora tante grazie e buon lavoro! (aff.mo G. N. - Gorizia) *** Gent.mo e carissimo Don Luigi, non ho parole sufficientemente adeguate ad esprimerLe la nostra gratitudine e commozione per aver ricevuto il Suo “Vita della Santa Maria Margherita Alacoque” di recente pubblicazione per la vostra Casa Editrice. Lo consideriamo come uno dei più preziosi regali che il Divin Bambino ci abbia voluto far pervenire in occorrenza di questo Santo Natale. L’ho già iniziato a leggere e lo trovo, come conviene a tutti i suoi scritti, molto ben fatto, con uno stile semplice ma incisivo e veicolatore di quei sani e incorrotti princìpi della dottrina cattolica che, oggi più che mai, è utile tenere per fermi. Ne consiglierò certamente la lettura ai miei più cari amici e La pregherei, nel frattempo, di inviarmene un’altra copia per mia figlia Alice. (...). Sembra che la nostra unione, oltre che di preghiera e di apostolato, sia anche di pensiero (...). Non mi resta, per ora, che salutarlLa, carissimo Don Luigi, con l’augurio più sincero di trascorrere un sereno Natale in armonia delle sue carissime Suore che stimiamo tanto, e di tutti i suoi amici e fedeli collaboratori. Per Lei e per tutti loro anche le nostre preghiere ai piedi del Bambino Divino, perché ci dia la forza, l’umiltà e la fede di cui abbiamo bisogno per superare la prova. Sia lodato gesù Cristo per il Cuore Immacolto di Maria. Aff.mo (F. P. - Irlanda) *** Rev.mo Don Villa, “Avvenire” continua senza posa a imbrodare di lodi e onori la Gerarchia del post-Concilio. Si vede che deve essere un conveniente commercio letterario che rende, per garantirsi le mensili prebende. Che la scala dei Valori sia rovesciata e, con l’ecumenismo e il modernismo, si dà il primo posto ai valori economici e finanziari! Per “Avvenire”, poi, Paolo VI fu un gigante della Storia. Ma come si poteva scrivere questa scandalosa affermazione proprio per Colui che fu il più dannoso, sul piano della Fede, della Storia e dei venti secoli della Chiesa?.. Tanti saluti con ogni gratitudine. (G. N. - Gorizia) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 LA CHIESA, OGGI E SEMPRE del prof. Mons. Brunero Gherardini L’“aggiornamento”ecclesiologico è la riscoperta di tutta la verità della Chiesa da parte dell’uomo d’oggi, sia attraverso lo studio personale e il personale inserimento nella vita della Chiesa stessa, sia soprattutto attraverso il Magistero e la predicazione. Questo volume è nato da un’assidua meditazione teologica sui documenti del Concilio Vaticano II, in dialogo con la continuità del Magistero ecclesiastico e alla luce del rinnovamento degli studi biblici, del movimento liturgico e del movimento ecumenico. La riflessione sulla natura della Chiesa conduce l’Autore a mettere in relazione il concetto di “Popolo di Dio” con quello, riscoperto, di Alleanza; la dottrina del Corpo mistico acquista una nuova valorizzazione; “comunione”, “patecipazione”, “mistero”, sono categorie che vengono studiate nel contesto della sacramentalità della Chiesa. Un’apposita sezione è dedicata all’approfondimento della dottrina sul Sommo Pontefice e sull’Episcopato, con particolare riguardo al rapporto tra il Papa e il Collegio dei Vescovi, al di là dei massimalismi e dei minimalismi di quanti hanno preteso contrapporre le acquisizioni dei due ultimi Concilii. Infine, viene presentato un saggio di eccllesiologia ecumenica che valuta realisticamente, in prospetiva storico-dogmatica, il cammino verso l’unità. Il libro, che ha il rigore di un manuale e la felicità espositiva di un saggio, è orientato dall’intenzione spirituale che qualifica l’aggiornamento autentico: fate della Fede una realtà del presente. Per richieste: Edizioni ARES - Milano 23 Conoscere il Comunismo trascorsi in prigione, morì nel novembre 1951 in conseguenza dei maltrattamenti subìti; secondo altri, venne giustiziato a Guiyang. Li Rongguang Martino Sacerdote diocesano. Nato intorno al 1923. Era stato ordinato sacerdote il 24 settembre 1949. Venne giustiziato il 2 novembre1951, a Tuanpo. Teng Chi-chien Pasquale Sacerdote diocesano. Delegato episcopale. Venne arrestato nel 1957. Morì in carcere. (continua) contro Dio contro l’uomo FEBBRAIO 2004 SOMMARIO N. 358 MARTIRI IN CINA di Giancarlo Politi MARTIRI IN PROVINCIA DI GUIZHOU Provincia di Guizhou L’intera provincia venne staccata dalla diocesi di Najing nel 1696; il 27 marzo 1846, venne staccata anche dal Vicariato apostolico del Sichuan. Wu Pietro Laico. Gestiva una locanda nei pressi dell’odierna Zhunyi. Arrestato, venne condannato a morte per strangolamento e ucciso il 7 novembre 1814. Aveva 46 anni. È stato proclamato “beato” da Leone XIII, il 27 maggio 1900. È stato il primo martire di nazionalità cinese. *** Il 2 maggio 1909, Pio x proclamava beati un gruppo di cristiani che avevano subìto il martirio nelle province del Sichuan e del Guizhou: Zhang Dapeng Giuseppe, catechista, ucciso nel 1815; Wang Bing Lorenzo, ucciso nel 1858; Lin Zhao Agata, uccisa nel 1858; Zhang Wenlan Giuseppe, ucciso nel 1861; Chen Changpin Paolo, ucciso nel 1861; Luo Tingyin Giovanni Battista, ucciso nel 1861; Wang Luoshi Marta, uccisa nel 1861; Zhng Tianshen Giovanni, ucciso nel 1862; 24 Yi Zhenmei Lucia, uccisa nel 1862; Wu Xuesheng Martino, ucciso nel 1862; Chen Xianheng Giovanni, ucciso nel 1862. Diocesi di Guiyang Venne eretta a Vicariato Apostolico il 3 dicembre 1924, e affidata ai missionari delle Missioni estere di Parigi, che qui avevano lavorato fin dagli inizi. Hu Liangdong Lorenzo Sacerdote diocesano, 70 anni. Era nato intorno al 1870 e fu ordinato sacerdote tra il 1900 e il 1901. Venne arrestato dopo essersi recato in visita ad un suo vecchio amico non cristiano, colpevole di essere un funzionario del vecchio regime. Dopo dieci giorni di prigione si ammalò. Giunto in punto di morte, venne abbandonato sulla strada dove fu ritrovato da alcuni cattolici. Morì il giorno seguente, il 4 maggio 1951. Zhou Wangzun Carlo Sacerdote diocesano, 50 anni. Era nato intorno al 190; fu ordinato sacerdote nel 1927. Aveva dato la sua adesione al Movimento per la Triplice Auonomia, ma dichiarando che non avrebbe mai accettato alcuna separazione dal Papa. Venne arrestato poco tempo dopo e accusato di aver avvelenato i pozzi. Dopo alcuni mesi 2 Mio Crocifisso 3 Halloween del sac. dott. Luigi Villa 5 Dove sono i soldati di Cristo? della prof.ssa Pia Mancini 7 Assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (1) del dott. C. A. Agnoli 11 Lo sterminio dei tedeschi ad opera degli ebrei 12 Documenta-Facta 14 Una capitale contestazione del neo-modernismo. (2) Il tomistico primato della libertà del prof. Andrea Dalledonne 17 Occhi sulla politica 18 Chi sono i Vescovi? Il Pontefice, l’indulto e i Vescovi (2) del prof. Dante Pastorelli 20 “La ‘nuova Chiesa’ di Paolo VI”. Gli squarci della donna di Giuda (2) di A. Z. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla VI Domenica del Tempo Ord. alla IV Domenica di Quaresima) “Chiesa Viva” *** Febbraio 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 360 APRILE 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. Santa «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità 2004 Guardiamo a quel “sepolcro vuoto” dal quale è scaturita la vita! Gesù Cristo è risorto. È il fatto irrefragabile e insopprimibile più solidamente provato dalla Storia. La Resurrezione è il ponte gettato sull’abisso della morte per ricongiungere le due sponde della vita. I Giudei mostrarono di averlo compreso quando chiesero a Pilato le guardie del sepolcro: «Quel seduttore ha detto: “dopo tre giorni resusciterò” (Mt. 37, 63)». La Liturgia pasquale, ora, alza il grido di vittoria: «Lux vitae mortuus regnat vivus!». Non esisterebbe la Chiesa senza il fatto della resurrezione. «Si Christus non resurrexit, inanis est fides nostra” (1 Cor. 14-44). E Dante cantò: «Se il mondo si rivolse al cristianesimo... senza miracoli, quest’uno è 2 tal che gli altri non sono il centesmo» (Par. 24). Ora il miracolo continua e non cesserà che al chiudersi della Storia umana. «Gesù Cristo, ieri e oggi. Egli è anche nei secoli»! (Ebr. 13,8). In questa Pasqua di sangue, le implorazioni dei due discepoli di Emmaus escono anche dalle nostre anime: «Mane nobiscum, Domine, quonian adversperascit», (Rimani con noi, Signore, perché si fa sera!). Rimani con noi. TU sei la Via! TU sei la Luce! TU sei la Verità! TU sei l’Amore! TU sei la Vita! Ripeti, o Cristo, anche oggi, il grido di amore e di vittoria: «IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA!». “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 DAL FALSO ECUMENISMO A UNA FALSA CHIESA? della Prof.ssa Maria Pia Mancini P tono operatori di pace, dimenticando overa, povera Chiesa, vittima che Cristo, Supremo Ambasciatore immolata a satana dagli stessi di Pace presso l’umanità, ha avuto che dovrebbero dare la vita per una sola diplomazia: la Verità. difenderla! A quanti mi accuseranno di remare Assistiamo angosciati allo scempio contro il Papa e di essere fuori della che se ne fa, temerariamente e nell’inChiesa, a mia volta chiedo se, nel differenza generale. profondo della loro coscienza, essi si Francamente, non se ne può più di trovino d’accordo con la nuova linea certo potere ecclesiale, dispotico e pastorale, ben evidenziata dalle sceldevastante che, senza alcun riguardo lerate affermazioni proferite in più ocper le anime, le traghetta sulle sponde casioni. dell’apostasia giustificata e quasi caDa più parti si tenta di distruggere nonizzata, pretendendo oltretutto sil’unità della Chiesa con attacchi sublenzio, accettazione e obbedienza. doli proprio al Vicario di Cristo, attraI discorsi e le pastorali varie evidenverso trame di dissenso e di contestaziano ormai il livello d’iniquità raggiunzione. Egli non è più ascoltato, sopratto dalla teologia imperante. tutto quando si pronuncia ufficialmenSe riteniamo di essere nel giusto perte in ordine alla Fede e alla liturgia. ché tacciamo, limitandoci alla preghieGli errori vengono così insegnati e difra e lasciando che i sacrilegi allignino fusi, mentre con estrema facilità sono sempre più, quasi che a Dio siano venegate o stravolte le verità fondamenramente gradite le preghiere degli tali della Fede che il Magistero autenignavi, perché ogni battezzato è chiatico della Chiesa ha sempre insegnato mato alla testimonianza? Se sono e salvato dalle deviazioni ereticali. Le scusabili i fedeli semplici, non altrettroppe, “aggiornate” interpretazioni tanto lo sono i cattolici, i sacerdoti, i della Rivelazione portano molti creteologi, i Vescovi e i Cardinali addendenti a scegliere consapevolmente il tro alle problematiche di Fede, per il peccato, nell’ingannevole certezza loro quietismo opportunista. Troppi abomìni sono perpetrati, senza che Simbolismo della massoneria in cui la sètta è rappre- che esso non è più un male, ma un alcuno levi una voce di protesta in sentata come sintesi di tutte le religioni, all’insegna valore e un bene. A causa di questo nuovo corso eccledifesa dei diritti di Dio! dell’ebraismo esoterico. siale, sono sostenuti e premiati coloro Certi uomini, che presumono di esseche vilipendono e irridono il Papa con re di Chiesa, si sono lasciati assorbila loro disobbedienza, mentre sono dire, fino all’esaurimento, dalle questioni leggiati, perseguitati ed emarginati coloro che lottano strenuaumane e sociali, e pur mancando di fede e ricchezza interiore, mente in difesa della Tradizione. sono tuttavia convinti di essere pilastri portanti, senza i quali tutSi cerca l’unità con i nemici storici del cattolicesimo, determinati to crolla. È in loro il rifiuto totale di riformarsi e di impegnarsi per a non recedere dalle loro posizioni nonostante la falsa acquiela Chiesa secondo i princìpi evangelici originari. Imbevuti di rascenza mostrata, mentre si calpestano i diritti spirituali dei prozionalismo, accecati dalla superbia, cercano solo il compromespri figli! so e la diplomazia, emuli dei politici, dimenticando che il comA dimostrazione di quanto si va operando, nella infelice propromesso non è di Dio ne dei Suoi Santi. spettiva di un rinnovamento globale della Chiesa Cattolica in un Così operando, essi si sono resi responsabili dell’anarchia dofuturo molto vicino, trascrivo i passi più salienti di un discorso minante, nonché degli inquinamenti dottrinali e morali alla base tenuto dal sedicente teologo José Maria Vigil, membro della del disfacimento del Cattolicesimo. Commissione teologica latino americana EATWOT - AssociaÈ colpa molto grave, per alcuni Cardinali, Vescovi e Sacerdoti, zione Ecumenica dei Teologi del Terzo Mondo che, in occasiol’essersi lasciati influenzare dal modernismo, peraltro fatto prone della settimana per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), ha prio anche approvandolo e benedicendolo! inteso apportare il suo “illuminato” contributo al Cardinale KaProprio loro, chiamati ad un’azione contraria, scelti per arrestare sper che sta preparando un “vademecum dell’ecumenismo”, il male e contrastare le forze demolitrici della Chiesa, perché fari che serva da guida alle parrocchie ed alle diocesi per le attività di luce nel mondo, hanno permesso alle tenebre infernali di sointer-confessionali. praffarli. Con il loro sterile dialogare, con gli arbitrari aggiustaNel suo intervento, José Maria Vigil ha indicato quelli che, a menti della Divina Parola, con la loro inter-culturazione, si sen“Chiesa Viva” *** Aprile 2004 3 suo parere, dovrebbero essere i “princìpi minimi” da seguire per detto “vademecum”, (tradotto dallo spagnolo dalla rivista “Adista” che lo ha pubblicato sul numero del 7 febbraio 2004 con l’indicazione: Doc - 1473): 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 4 Non parlare mai più della “vera religione”. Tutte lo sono. Da tempo, ormai, i fenomenologi della religione considerano obsoleta la distinzione tra religioni rivelate e naturali. I migliori teologi le considerano tutte “rivelate”. Non considerare la religione cristiana in possesso della piena verità: ha dei limiti dei quali deve rendersi coscienti, punti ciechi che deve cercare di compensare e una configurazione istituzionale universalmente riconosciuta come obsoleta che va de-idolatrata e relativizzata. È imperativo abbandonare l’inclusivismo e accettare il pluralismo delle vie di salvezza. Così, come fu possibile superare l’esclusivismo (“fuori della Chiesa non c’è salvezza”), che il cristianesimo ha professato per oltre mille e cinquecento anni, è possibile abbandonare la sua nuova versione: l’inclusivismo attualmente ufficiale (“fuori di Cristo non c’è salvezza”). L’istituzione ecclesiastica è prigioniera delle proprie affermazioni dogmatiche e non potrà cambiare fino a quando non l’attraverserà una nuova rivoluzione teorica. Solo una posizione decisa da cristiani lucidi e liberati renderà un servizio reale all’attualizzazione del cristianesimo. È urgente abbandonare il mito che Dio ha voluto un’unica religione e tutte le altre sono errori umani. Non esiste “il” popolo eletto. Non lo fu il popolo ebreo, né lo sono i cristiani. Tutti i popoli primitivi si sono creduti “gli” eletti. Ma Dio non è ingiusto e sceglie tutti. Gli atteggiamenti ecumenici, dialoganti, aperti, tolleranti, ottimisti... di Gesù, continuano ad essere il miglior modello che il cristianesimo possa offrire e possa adottare in riferimento all’ecumenismo e al dialogo interreligioso. È necessario riconsiderare il dogma cristologico di Nicea-Calcedonia, che funge da “enclave del fondamentalismo” all’interno del cristianesimo. Non bisogna limitarsi a reinterpretarlo, lasciando intatta la sua affermazione di base, ma affrontare anche la radice: come è sorto, da dove viene, con quale autorità, con quale validità di significato? Non si può far consistere l’essenza del cristianesimo nella canonizzazione delle riflessioni di alcune comunità primitive, considerate indebitamente come parola di Dio, già chiusa e irreformabile. Questo sminuisce Dio, Gesù e il cristianesimo. Bisogna accettare, definitivamente, che nessuno è in “situazione gravemente deficitaria di salvezza” a motivo della religione o della Chiesa nella quale è nato. Non possiamo credere in un Dio ingiusto. Il tempo delle missioni classiche è tramontato. Il proselitismo deve essere abbandonato. La missione è legittima solo se si va ad annunciare quanto ad ascoltare, ad apprendere come a condividere. 10. Un’etica sincera della libertà, che rinunciasse ai metodi coercitivi ereditati (conquiste, inquisizione, Stati confessionali, colonialismo, mancanza di libertà religiosa...) e ad altri ancora praticati (battesimo dei bambini) ridurrebbe i cristiani ad una grandezza quantitativa più vera. *** A questo punto, abolito l’autentico spirito missionario; eliminato “l’enclave del fondamentalismo cristiano”: Nicea, quindi il Credo; assassinate S. Messa ed Eucaristia; tolta la “coercizione” del Battesimo; invalidate le Scritture, perché “riflessioni di alcune comunità primitive, considerate indebitamente Parola di Dio”, ricostruito il Santuario di Fatima, per farne centro d’accoglienza di “ammucchiate” religiose, cosa resta del cattolicesimo che possa disturbare ed offendere i lontani? Hanno ben ragione di predicare che l’inferno è vuoto: tutti i diavoli sono sulla terra e non pochi con vesti religiose! Nel discorso di José M. Vigil è dipinta, con tratto magistrale, la futura Chiesa che intendono costruire. L’opera sarà completata con l’eliminazione del Tabernacolo, col matrimonio dei preti (non dico Sacerdoti, perché il termine ha ben altro valore!) e con il sacerdozio femminile. Che fine farà, poi, la Passione di Cristo che urta terribilmente la suscettibilità di chi ancora Lo rifiuta? Gesù è scomodo per i tanti apostati filo-massonici; deve essere eliminato dalla coscienza collettiva! Guai a chi segue l’uomo, rinnegando Dio! “Vade retro, tu non fai i discorsi del Padre mio...”! Risultano di sorprendente attualità le parole di Pio XII: «Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato. Sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che Suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia come tante altre e nella Chiesa i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta, come la peccatrice che gridò davanti al sepolcro vuoto: dove L’hanno messo?». «E così, il periodo post-conciliare è sembrato corrispondere ben poco alle speranze di Giovanni XXIII che si riprometteva una novella Pentecoste» (Card. Ratzinger in “Rapporto sulla fede” di V. Messori). Nel giardino della nuova evangelizzazione, coltivato ad arte dai mestatori del “Sacrosanctum Concilium”, sono maturati, infatti, i frutti della scristianizzazione, tossici e mortali, somministrati lentamente ad opera di falsi profeti, come, solo per citarne alcuni: Kiko Argüello (tutti vediamo i danni da lui prodotti) e lo zelante demagogo Padre Emanuele Testa che, attraverso “Radio Maria”, nella trasmissione del 1° febbraio 2004, in risposta alla domanda di una signora che chiedeva: «Come viene perdonato il peccato di apostasia che è molto grave», rispondeva: «L’apostasia significa passare da una Chiesa all’altra; significa passare dalla Chiesa al musulmanesimo o a questa e quest’altro. Ma la Chiesa non è soltanto quella del Battesimo, la Chiesa è molto più vasta: la Chiesa è tutto il mondo, è tutta l’Umanità. Perciò, con l’apostasia non faccio niente, cioè accetto di essere, invece, della Chiesa sacramentale, invece della Chiesa del Battesimo, nella grande Chiesa; perciò, anche quello che si dice apostata non è una ribellione alla Chiesa; è passare da una Chiesa, che potremmo dire del Battistero, ad una Chiesa più “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 grande, che comprende non soltanto i cattolici, non soltanto i cristiani, non soltanto gli orientali, ma tutta l’umanità. Questo è lo scopo della Chiesa. E quando dice che la donna è la Chiesa, non significa che è soltanto cattolica, che è soltanto cristiana, ma che è quello che il Papa dice: “Gli uomini dell’amore di Dio”. Tutti gli uomini, prima si diceva, della buona volontà. Anche quello è buono, ma gli uomini beati, gloria a Dio nell’alto dei cieli e agli uomini dell’amore di Dio...». Il discorso è trascritto nel modo in cui è stato esposto ed è registrato su nastro. Come si può constatare, sono parole sacrileghe ed eretiche che, alla pari di quelle di José M. Vigil, intendono giustificare coloro che consapevolmente rifiutano Cristo (la buona volontà non è più necessaria); annullano il valore dei Sacramenti e contrastano i Comandi di Cristo, Capo e Fondatore della Chiesa cattolica. Dov’è la “primavera della Chiesa” e quale spirito guida gli “illuministi” di oggi che strumentalizzano addirittura il nome di Maria, Madre dell’Eucaristia e della Chiesa? Dopo aver distrutto il Cristo storico, la bestia, con due corna, simile ad un agnello, cerca di annientare il Cristo mistico: la Chiesa, istituita col sacrificio sublime del Redentore. Checché ne dicano gli apostati, la Chiesa è una sola: quella Santa, Cattolica, Apostolica, Romana; una, e guidata da Pietro. – La “Chiesa è Verità”, perché ad essa sola Gesù ha affidato la custodia integrale del deposito della Fede. Poteri diabolici cercano di distruggere questa realtà con il falso ecumenismo che porta all’accettazione di tutte le religioni e credenze, perché in ciascuna di esse sarebbe una parte della Verità. Lo spirito “New Age” “adombra” il clero moderno che parla solo di pace e di diritti umani, calpestando duemila anni di martirio, di santità, di patristica; – la “Chiesa è Vita”, perché dona la Grazia, attraverso i sette Sacramenti e perché solo Essa può generare l’Eucaristia che è Cristo, realmente presente con il Suo corpo glorioso e la Sua divinità. Certa Gerarchia, purtroppo, in ossequio ai principi ebraico-protestanti, sta cercando di ridurre la pietà verso il SS. Sacramento (Tabernacoli emarginati, comunione nelle mani, Messe celebrate con le spalle al Santissimo, laddove, per un caso fortuito, Cristo è deposto ancora nell’altare centrale) minimizzandone il valore sacrificale e, in stretta obbedienza a Kiko e Lutero, valorizzandone l’aspetto della “Cena”, nega la Reale Presenza del Salvatore; – la “Chiesa è Via”, perché è la sola che conduce al Padre per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. Il Signore ci aveva predetto questo tempo; dobbiamo essere forti nella Fede e coraggiosi nella testimonianza, mentre innalziamo lo sguardo a Maria, che schiaccerà la testa al serpente e, alla fine, il Suo Cuore Immacolato trionferà! Lottiamo alacremente contro il tentativo di ridurre il ruolo di Cristo nell’economia della salvezza, e perché, finalmente, i guardiani si sveglino in difesa del “Depositum Fidei”, avverso ai massoni-giacobini che vogliono privare la Chiesa Cattolica del suo diritto di “cittadinanza”. Preghiera per conservare la vera Fede Professo davanti a Voi la mia Fede, Padre e Signore del Cielo e della terra, mio Creatore e Redentore, mia forza e mia salvezza, che fin dai miei più teneri anni non avete cessato di nutrirmi col sacro pane della vostra Parola e di confortare il mio cuore. Affinché non vagassi errando con le pecore traviate che sono senza Pastore, Voi mi raccoglieste nel seno della vostra Chiesa; raccolto, mi educaste; educato, mi conservaste insegnandomi, con la voce, di quei pastori nei quali volete essere ascoltato e ubbidito, come di persona, dai vostri fedeli. Confesso a viva voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, né posseggono l’unica regola della vera Fede, propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco, invece, nella comunione, abbraccio la Fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nella parola scritta, ma anche quando giudica nei Concilii ecumenici e definisce nella Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo, inoltre, figlio di quella Chiesa romana che gli empii bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anti-cristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano essere di salvezza per me o per altri solo nell’unità di questa stessa Chiesa. Professo con franchezza, assieme a san Girolamo, di essere unito con chi è unito alla Cattedra di Pietro e protesto, con sant’Ambrogio, di seguire in ogni cosa quella Chiesa romana che riconosco riverentemente, con san Cipriano, come radice e madre della Chiesa universale. Mi affido a questa Fede e dottrina che da fanciullo ho imparata, da giovane ho confermata, da adulto ho insegnata e che finora, col mio debole potere, ho difesa. A far questa professione non mi spinge altro motivo che la gloria e l’onore di Dio, la coscienza della verità, l’autorità delle Sacre Scritture canoniche, il sentimento e il consenso dei Padri della Chiesa, la testimonianza della Fede che debbo dare ai miei fratelli e, infine, l’eterna salvezza che aspetto in Cielo e la beatitudine promessa ai veri fedeli. Se accadrà che a causa di questa mia professione io sia disprezzato, maltrattato, perseguitato, lo considererò come una straordinaria grazia e favore, perché vorrà dire che Voi, mio Dio, mi date occasione di soffrire per la giustizia e perché non volete che mi siano benevoli quelle persone che, come aperti nemici della Chiesa e della verità cattolica, non possono essere vostri amici. Tuttavia, perdonate loro, Signore, poiché, o perché istigati dal demonio e accecati dal luccichìo di una falsa dottrina, non sanno quello che fanno, o non vogliono saperlo. Concedetemi comunque questa grazia, che in vita e in morte io renda sempre un autorevole testimonianza della sincerità e fedeltà che debbo a Voi, alla Chiesa e alla verità, che non mi allontani mai dal vostro santo amore e che io sia in comunione con quelli che vi temono e che custodiscono i vostri precetti nella santa romana Chiesa, al cui giudizio con animo pronto e rispettoso sottometto me stesso e tutte le mie opere. Tutti i santi che, o trionfanti nel Cielo o militanti in terra, sono indissolubilmente uniti col vincolo della pace nella Chiesa cattolica, esaltino la vostra immensa bontà e preghino per me. Voi siete il princìpio e il fine di tutti i miei beni: a Voi sia in tutto e per lutto lode, onore e gloria sempiterna! (S. Pietro Canisio, S. J.) “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 5 L’assassinio della del dott. Carlo Alberto Agnoli 3 § 3 RAZZISMO E XENOFOBIA: LA FINE DELLA LIBERTÀ DI OPINIONE (ART. 21 COST.) Di tutte le fattispecie criminose (“colabrodo”) contemplate dalla proposta di mandato, una merita particolare attenzione, la diciassettesima, collocata, forse volutamente, a metà circa dell’elenco, con scopi mimetici: razzismo e xenofobia. Anzitutto, si ribadisce che un modo così vago di “legiferare” è nuovo, è assolutamente contrario alla tradizione penalistica europea. Ecco perché, va ripetuto, una così sconvolgente novità non può essere casuale. Nel caso di specie, invero, si accostano, quasi fossero sinonimi, due parole di significato assai diverso, col palese scopo di attirare con la prima l’attenzione di chi legge su una ideologia certamente deprecabile, quale è il razzismo, per far poi ricadere surrettiziamente la stessa condanna su condotte e atteggiamenti, qualificati “xenofobi”, che col razzismo nulla hanno a che vedere. In ogni caso, anche il termine “razzismo” si presta ad indefinite strumentalizzazioni, atteso che l’accezione mediatica di questo vocabolo non ha spesso nulla a che vedere con il vero razzismo. Ebbene, anche il “legislatore” europeista ha una concezione distorta (mediatica, appunto, non etimologica né seria) del razzismo, come dimostra l’abbinamento di tale vocabolo con quello di xenofobia. La “xenofobia” (letteralmente significa solo: “paura dello straniero”) termine peggiorativo escogitato per screditare atteggiamenti che nulla hanno di perverso o delittuoso - non poggia su alcuna premessa di natura biologica e neppure sottintende alcun senso di superiorità, ma esprime solo la reazione istintiva, specialmente in società agricole e in cen6 Gesù processato da Caifa. tri di non grandi dimensioni, di chi prova un senso di diffidenza verso lo straniero, e cioè verso la persona estranea alla propria comunità e, quindi, sconosciuta, anche se, in ipotesi, della stessa lingua e della stessa cultura. Tale diffidenza, ovviamente, tende a salire quando l’estraneo parli una lingua incomprensibile. Tanto più, poi, se presenti caratteri soma- tici esotici, sì da manifestare la propria estraneità anche solo a colpo d’occhio. Né può sorprendere il fatto che quel senso di diffidenza, e anche di timore, verso lo sconosciuto, in cui consiste la cosiddetta “xenofobia”, aumenti ulteriormente quando non si tratta soltanto di alcuni estranei, ma di vere e proprie comunità, con usi, costumi e linguaggio profondamente diversi, che pure, a loro volta, si chiudono a riccio in un atteggiamento che, reciprocamente, può definirsi “xenofobo” nei confronti della popolazione autoctona. Quando, di fronte a massicce immissioni di stranieri su un dato territorio, la cosidetta “xenofobia” si generalizza ed eventualmente si organizza, essa si esprime in associazioni o partiti che propugnano il mantenimento e la salvaguardia delle tradizioni e dei valori locali. Ne sono radicate e ben note espressioni in Italia la “Südtiroler Volkspartei” e “l’Union Valdotaine”, ma anche il “Partito Autonomista Trentino”, il “separatismo siciliano e quello sardo”, la “Lega Nord”, a livello più esteso, e più in generale tutti quei movimenti che per vocazione sono protesi alla difesa dell’identità locale e/o nazionale, religiosa, etnica, culturale, ecc.. Quale che sia il giudizio che ciascuno può esprimere su questi atteggiamenti e gruppi, non si può negare che criminalizzarne i sostenitori costituisca un atto ben più che antidemocratico: dispotico e totalitario. Il non essere apatride e cosmopolita, sradicato da ogni tradizione o affetto, appare agli occhi del “legislatore” europeista come un delitto imperdonabile, meritevole delle pene più severe. Così perversamente concepita l’Unione Europea appare come galera degli individui, tomba dei popoli, suicidio dell’Europa. E non si tratta solo di ipotesi: le istitu“Chiesa Viva” *** Aprile 2004 zioni europeiste (il Consiglio d’Europa, in questo caso) iniziano ad allungarsi verso i paesi membri dell’U.E., ad anticipare cautamente le future azioni repressive; si lancia “l’allarme Lega… razzista e xenofoba”, e si osserva più in generale con preoccupazione che in Italia la xenofobia si manifesta, fra l’altro, in “pregiudizi sociali (e) atti di discriminazione…”. Il Consiglio d’Europa stigmatizza la “propaganda razzista e xenofoba da parte di esponenti di certi partiti politici italiani, che presenta gli immigrati extracomunitari come responsabili del degrado delle condizioni di sicurezza, della disoccupazione, e li dipinge come una minaccia per la difesa dell’identità nazionale”17. Notare, qui si usa terminologia da processo penale (l’accusa di razzismo e xenofobia è infatti accusa di reato) non con riguardo, ad es., ad atti di violenza, ma a genericissime “discriminazioni”, a “pregiudizi”, all’attività di difesa dell’“identità nazionale”. Affermare che le patrie galere sono piene di extracomunitari (questo è un mero dato statistico) e di conseguenza, temere il fenomeno di un’immigrazione incontrollata, integra gli estremi del razzismo e della xenofobia. Come sottrarsi ad una conclusione tanto impressionante quanto incredibilmente vera: vi sono partiti politici che nella loro interezza sono votati da delinquenti, diretti e composti da persone che commettono reati di gravità tale da richiedere un mandato di arresto europeo. L’Europa, in tutte le sue diverse ramificazioni istituzionali, crea le liste di proscrizione e al contempo appronta i mezzi per reprimere i reprobi, per stanarli, per deportarli e stroncare la loro criminosa attività, lontano dagli occhi e dal controllo dell’opinione pubblica del paese di provenienza. Fuori dall’acqua, si sa, neppure il pesce più formidabile ha speranza di scampo. Domani, se e quando dovesse essere d’intralcio, toccherà all’S.V.P., colpevole di alimentare tensioni razziali: non sembra, infatti, sia necessaria un’interpretazione estensiva per dichiarare xenofoba l’S.V.P., attribuendole attività discriminatorie. E così via18. Simili reati politici - sostanzialmente di opinione - finalizzati a reprimere chi intenda fattivamente difendere le proprie tradizioni, esistono già un po’ in tutta Europa: in Italia, si evidenzia la famigerata legge Mancino (L. 25 giugno 1993 nr. 205). Ebbene, i risultati a cui conduce una simile legislazione estesa a livello europeo, sono letteralmente impressionanti. Si pensi al caso del proprietario di un appartamento che si rifiuti di darlo in locazione a un soggetto proveniente da un altro Paese dell’Unione Europea. Ebbene, costui avrà buon gioco a denunciarlo presso un giudice del proprio Paese, propenso a porgere le orecchie alle doglianze di un connazionale, magari addirittura suo parente od amico, per aver tenuto un comportamento ispirato se non a razzismo, quanto meno a xenofobia. Ipotesi fantasiosa, eccessiva? No, in Francia Madame Andrée Delard, in cattive condizioni economiche e madre di un ragazzo minorato, fece un’inserzione in “La Repubblica”, 23.4.2002. Una volta instaurato un clima di sospetti e poste le basi per la criminalizzazione di chiunque, basta poco per innescare un processo. Un solo avversario, uno di numero, che di- sponga di idonei agganci all’estero può mettere in moto la macchina della repressione. 19 Yann Moncomble, “Les professionels de l’antiracisme ” chez Yann Moncomble, Paris 1987, pag. 96. 17 18 “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 cui proponeva l’affitto di una camera del proprio appartamentino. Volendosi cautelare chiese che il “locatario (fosse) cristiano francese”. La malcapitata fu condannata, attesa la gravità non eccessiva bontà dei giudici - del reato compiuto, ad una ammenda di 1000 franchi19. I presupposti, dunque, ci sono, si tratta solo di valutarne la portata su scala continentale. Del resto la nuova Europa si stava già preparando da lontano al mandato di arresto. L’“Osservatorio Europeo dei Fenomeni di Razzismo e Xenofobia”, con sede in Vienna, Rahlgasse 3, “Sito Web http://www.eumc.at”, cerca da anni, ormai, “agenti temporanei” per “assicurare i contatti con le tavole rotonde nazionali, i centri di documentazione e di ricerca, i centri nazionali di lotta alla discriminazione, nonché con i governi degli Stati membri, e coordinarne le attività; dirigere e coordinare le attività della rete RAXEN (scil. “razzismo e xenofobia”, N.d.A.); passare in rassegna le ricerche in atto altrove e identificarne le lacune; concepire e gestire una banca dati di ricerca sul razzismo e la discriminazione e sugli episodi ad essi collegati”20. Dunque, quando la nuova normativa entrerà in vigore saranno già pronte lunghe liste di reprobi da togliere di mezzo, apprestate in anni di lavoro da un’articolata rete di controllo e di delazione che sta selezionandoci a nostra insaputa: chi discrimina (ma ci avete mai pensato davvero a cosa significa etimologicamente discriminare?) faccia attenzione! Anche sotto questo aspetto, l’ingresso della Turchia nella U.E. e il suo probabile ritorno all’islamismo puro, aprono vaste prospettive di ulteriore criminalizzazione. Apprendiamo per esempio, infatti, da un quaderno di “liMes”, che per la potente organizzazione islamica “Milli Görus”, con sede in Germania, coloro che operano per l’integrazione degli islamici immigrati in Europa si rendono colpevoli di “discriminazione etnica” e “razzismo”21, delitti in cui incorrono sicuramente e a fortiori coloro che segnalano i pericoli dell’immigrazione islamica o censurano i costumi di quei popoli, con riferimento, in particolare, alla poligamia, alle mutilazioni sessuali delle donne, alle “burqe” e allo schiavismo. Il reato di razzismo e xenofobia, però, in cui quasi certamente, più volte, nella loro vita sono incorsi tutti gli appartenenti al genere umano, non appaga la smania carceraria del “legislatore” europeista. Le parole “razzismo e xenofobia”, intese nella accezione latissima, falsa e caricaturale, dei media, sono al 20 Cfr. la rubrica “Professioni e Carriere” del numero del 7 ottobre 1999 del quotidiano “La Repubblica”. 21 “liMes”, “Le spade dell’Islam”, 26. novembre 2001, pag. 154. 7 sommo dei pensieri - e non solo - repressivi delle caste egemoni in U.E.. Ciò risulta evidente dal fatto che il 28 novembre 2001, e cioè il giorno prima che il Parlamento Europeo esprimesse il suo parere sulla prima proposta relativa al mandato di arresto, la Commissione europea (sempre lei!) avanzava un’ulteriore “proposta di decisione quadro del Consiglio dell’Unione Europea”: questa volta - guarda caso - proprio sulla lotta contro il “razzismo e la xenofobia”. La disamina di quel progetto di legge allargherebbe di troppo la nostra trattazione. Ci limitiamo, pertanto, a dire che al suo articolo 3, 1° comma, lettera a), esso stabilisce che per “razzismo e xenofobia” si intende “il convincimento che la razza, il colore, la discendenza, la religione o i convincimenti, l’origine nazionale o l’origine etnica, siano fattori determinanti per nutrire avversione nei confronti di singoli individui o di gruppi”. Il termine “razzismo”, abbinato a quello “xenofobia”, quasi fossero sinonimi o costituissero un’endiadi, assume così proporzioni illimitate, oserei dire cosmiche, perché, nell’ottica europeista, esso comprende non solo “la razza e il colore”, ma anche “l’origine nazionale” e quella “etnica” e, quel che più importa, la religione e gli altri “convincimenti”. Ci troviamo di fronte ad una tanto fraudolenta quanto rozza, per non dire grottesca manipolazione del significato delle parole, quasi vi fosse un qualche rapporto fra le dottrine razziste e l’“avversione” per i “convincimenti” politici, filosofici o religiosi, magari del proprio figliolo, forse un tempo condivisi dalla stessa persona che oggi li ripudia e li combatte. Dato allora che tutti discriminano per motivi razzisti e/o xenofobi, in base a quali criteri si potrà dire che la tale discriminazione su base razziale e/o xenofoba va punita in quanto espressione di una distinzione (discriminazione) ingiusta? Un criterio ragionevole potrebbe essere quello per cui il reato comune compiuto per motivi discriminatori è considerato più grave (cd. circostanza aggravante). Al contrario, qui si fissa un criterio molto, molto più largo: ogni discriminazione in sé e per sé (ogni distinzione, dunque) basata sulla religione o sulla razza, sull’etnìa e persino sui convincimenti, è reato. Pensare diventa così reato! Infatti, poiché cogliere il discrimen, la differenza, coincide con l’atto del pensare, se non si vogliono fare ragionamenti privi di ogni senso della realtà delle cose, si deve ammettere che l’individuazione in linea teorica del discrimen stesso induce, anche in linea pratica, a comportamenti differenziati e cioè a discriminazioni: ad es., tutto il sistema di tutela delle minoranze etniche e linguistiche è basato su forme di discriminazione; anche l’assunzione presso i partiti e le organizzazioni di tendenza è basata su discriminazioni; tutti, nei rapporti interpersonali, per concludere con un ultimo esempio, effettuano delle scelte: la scelta è l’elezione di uno ed il rigetto dell’altro, è una discriminazione… 8 Ciò significa che l’accezione europeista della locuzione “discriminazione per motivi di razzismo e xenofobia” (e, dunque, anche per ragioni di convincimenti) consente di criminalizzare tutti: tutti pensano, tutti avversano e discriminano per ragioni ideali, politiche o religiose. E qui sta il punto. È noto a chiunque abbia una qualche formazione di carattere giuridico, filosofico, Vittime dei Gulag. Il termine “Gulag”, nel sistema dei lager in URSS, significa “amministrazione generale dei campi di lavoro correzionale” e indicava un processo di rieducazione dei dissidenti. storico, che la base di ogni totalitarismo moderno risiede proprio nella criminalizzazione, se possibile, di tutti i sudditi: se tutti sono in difetto, tutti sono condannabili. Se tutti sono condannabili, ogni oppositore potrà essere schiacciato in qualsiasi momento. L’uomo qualunque, vivendo una pagina buia della storia, o non la comprende, o la minimizza, ci scherza, si sente comunque al sicuro; o ancora, capendola, non ha il coraggio di reagire. In fondo anche chi visse il comunismo ed il nazionalsocialismo, spesso non intuì ciò che stava avvenendo: vivendo la storia dall’interno, il diffuso difetto di miopia che inevitabilmente affligge un po’ tutti (è necessario e doveroso uno sforzo per guardare le cose con un certo distacco) impedisce di vedere dove portano certi princìpi. In questi casi, chi scivola lo fa lentamen- te, senza accorgersene, trascinato dalla marea. Nella presente circostanza, l’invito è proprio quello a ragionare, ad opporsi, a reagire a quella tendenza qualunquista che se inevitabilmente tenta tutti, nessuno escluso, non altrettanto inevitabilmente riesce a sopraffare chi sappia e voglia reagire. Il risultato finale del mandato europeo è, infatti, quello di una gabbia, coperta, in ogni suo centimetro quadrato, di ferro e di uncini, perché il prigioniero non ne possa uscire, non tenti neppure di farlo: se ti deportano, quasi certamente, per ciò stesso, non hai molte speranze di cavartela; le 32 previste ipotesi di reato sono un “colabrodo”, radicalmente in contrasto con i princìpi di tassatività e di legalità non solo della Costituzione italiana, ma anche di ogni civiltà che voglia definirsi tale; sono suscettibili di svariate ed impressionanti applicazioni. Se hai mezzi per difenderti all’estero, te li sequestrano; se per evitare i rigori di legge, provi a muoverti con ogni cautela, è in agguato una figura di reato che tu neppure immaginavi potesse esistere, nascosta fra le pieghe di un ordinamento penale di cui non conosci letteralmente nulla: 25 codici penali diversi, e, un domani, molti di più, alcuni dei quali sono espressione di civiltà quale quella turca o quella, ancora malata, di molti paesi dell’Est, da poco usciti dal tunnel della dittatura comunista… e ai codici aggiungi mille ignote leggi penali speciali, formulate in numerosissime lingue di cui non capisci nulla, interpretate da cento giurisprudenze diverse: una serie di trabocchetti che si moltiplicano in misura esponenziale in un crescendo mostruoso ed incontrollabile. La prospettiva, si è detto, è quella di una estensione totale di ogni diritto penale nazionale a tutti i Paesi dell’U.E.; gli stessi Paesi membri diverranno sempre più numerosi. Se poi, per circostanze più miracolose che fortuite, esci indenne da un simile assedio, non temere, l’U.E. vigila amorosamente sulla tua condotta e promette che verranno previste nuove fattispecie criminose: 32 ipotesi-criminose-“colabrodo”, in fondo, sono ancora poche… Da ultimo, non farti illusioni: esiste anche il “Super-reato”, quello che ogni uomo, che possa portare il nome di uomo, ha certamente commesso innumerevoli volte, in vita sua: il crimine di razzismo e xenofobia, che ricomprende la discriminazione per ragioni di convincimenti: questo è il reato di pensiero, lo Psicocrimine, come lo chiama Orwell in: “1984”. Ce n’è per tutti: per ogni categoria sociale, per ogni religione o partito: il Super-reato verrà applicato ai pensatori, ai politici, ai capi religiosi, agli ideologi scomodi; il reato di terrorismo servirà per deportare i capi-popolo riottosi, quelli che magari si oppongono, anche con energia, alle guerre dichiarate “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 contro i Paesi-canaglia, così rendendosi complici di collusione con i terroristi che governano quegli stessi Paesi22; per chi operi nell’industria e nel commercio la proposta di mandato contempla genericissimi reati valutari, ambientali, le frodi (di che tipo?)… e così via. Si può ragionevolmente prevedere che, come la legge dei sospetti della Francia rivoluzionaria - grazie alla sua larghissima portata criminalizzatrice - fu il tritacarne in cui caddero gli stessi rivoluzionari e gli appartenenti a quelle logge che avevano propiziato la Rivoluzione, così anche la ben più larga normativa sul mandato di arresto europeo sarà un tritacarne generale in cui finiranno, prima o poi, anche molti di coloro che appoggiano questo monstrum europeista. Analogo paragone può farsi con l’art. 58 del codice penale sovietico del 1926 - anch’esso di larghissima portata, come ricorda Solgenitsin in “Arcipelago Gulag” - articolo in cui furono macinati senza numero anche coloro che lo avevano voluto ed impiegato. È innegabile, in conclusione, che enormità come quelle proposte, rivelano nel “legislatore” europeista una mentalità così inauditamente dispotica e perversamente liberticida ed un così profondo disprezzo per l’uomo, i suoi diritti e la sua dignità, da imporre un serio necessario ripensamento sull’intera architettura dell’U.E. Essa, infatti, deve essere uno spazio di libertà e giustizia vera e non derisoria; con decisioni e riforme caute, rispettose e introdotte alla luce del sole e non decise in oscuri conciliaboli di tecnocrati mossi da delirio di onnipotenza. Alla luce di un panorama così inquietante, è impossibile non chiedersi chi, come persona - i componenti di quale lobby, intesi come singoli individui abbia pianificato una simile mostruosità. (continua) “Arcipelago Gulag” in URSS 22 All’inizio degli anni Ottanta - ricorda il francese Paye nel citato articolo (v. nota n. 3), criticando la genericità delle fattispecie criminose qui esaminate - M. Thatcher, primo ministro britannico, tentò vanamente di applicare la legge antiterrorismo allo sciopero dei minatori. Oggi, il legislatore europeista non ha i problemi della Thatcher: ha previsto il reato di “terrorismo” senza ulteriormente definirlo; ciò, grazie alla competenza giurisdizionale continentale, consentirà spazi incredibili di criminalizzazione. Con una diecina di magistrati a disposizione qua e là, avendo i mezzi, si potrà fare di tutto: vince, almeno al momento, chi colpisce per primo. Questi scenari che a prima vista potrebbero sembrare il frutto di un pessimismo esagerato, emergono invece ad es. dalla “proposta di decisione quadro” del Consiglio dell’Unione Europea relativa appunto alla lotta contro il terrorismo che è stata presentata a Bruxelles il 19 settembre 2001 - COM (2001) 521 2001/0217 “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 (CNS) - dalla solita Commissione europea. Tale proposta, invero, al suo articolo 3 individua come azioni “terroristiche” una serie di condotte che nel giudizio comune, anche dei giuristi, col terrorismo nulla o ben poco hanno che vedere. In particolare il furto, le lesioni personali, la diffusione di sostanze contaminanti atte ad arrecare danno oltreché alle persone, anche soltanto ai beni, agli animali e all’ambiente, il danneggiamento di infrastrutture pubbliche, mezzi di trasporto pubblico, luoghi e beni pubblici; gli intralci alle forniture di acqua o energia, gli attentati mediante manomissione dei sistemi di informazione (evidente il riferimento alle incursioni telematiche degli “hackers”). A coronamento dell’elenco viene definito crimine terroristico anche la semplice “minaccia di commettere uno dei reati” elencati in detto articolo. In una manifestazione di piazza a carattere antigovernativo (si pensi ai famosi “girotondi”) o comunque sindacale, e quindi pale- semente diretta, almeno in qualche misura, a “sovvertire le strutture politiche”, ovvero quelle “economiche e sociali” del paese, un’ammaccatura a un’automobile della polizia, un graffio a un agente o un contromanifestante, diviene automaticamente reato terroristico passibile di estradizione. Nel valutare questa proposta e l’estensione che il concetto di “terrorismo” è destinato ad acquisire nell’ambito della Comunità Europea, è infine importante sottolineare che le previsioni di “reati terroristici” elencate all’articolo 3 sono soltanto dei “minimi” (pag. 103 cit. doc. parlam.), onde evidente è il suggerimento ai singoli Stati di ampliarne la gamma. Esse sono talmente “minime” che è espressamente previsto un ampliamento di tale minimo da parte della stessa Unione Europea, che si riserva di intervenire anche per quanto concerne tanto la misura quanto la specie delle sanzioni (ibidem). 9 La Moneta di chi è? In attesa di saperlo, va concessa la moratoria sui debiti del Prof. Giacinto Auriti Segretario Generale del Sindacato Antiusura SAUS S u iniziativa del Sindacato Antiusura, SAUS, alle ore 9,30 di Domenica 1 febbraio, ha avuto luogo in Roma (Cinema Tiziano, Via Guido Rent, 2) un Convegno con lo scopo di promuovere la costituzione di un organo collegiale interpartitico finalizzato alla Proprietà popolare della moneta. Il dibattito del Convegno si svilupperà sugli argomenti così proposti dal Prof. Auriti: «Non è più tollerabile che, nel cosiddetto Stato di diritto, si ignori di chi sia la proprietà della moneta all’atto dell’emissione. La Banca centrale poteva esserne considerata proprietaria quando la moneta era titolo di credito rappresentativo della riserva. La banca poteva infatti affermare di essere proprietaria della moneta in quanto proprietaria della riserva. Abolita la convertibilità ed addirittura la stessa riserva dal 15 agosto 1971 (con la fine degli accordi di Bretton Woods) la banca centrale agisce illegalmente come se fosse ancora proprietaria. Il compenso attualmente dovuto alla banca va commisurato, infatti, a quello dovuto ad una tipografia, mentre essa si appropria illecitamente della differenza tra costo tipografico e valore nominale, perché emette moneta prestandola e prestare è prerogativa del proprietario. «Poiché crea il valore della moneta non chi la emette, ma chi l’accetta, la moneta va riconosciuta, all’atto dell’emissione, di proprietà della collettività nazionale ed attribuita, pro quota ad ogni cittadino, come reddi10 Il Prof. Giacinto Auriti. to di cittadinanza, proprietà del portatore, in attuazione del 2° comma dell’art. 42 della Costituzione che sancisce “l’accesso alla proprietà per tutti”. «Constatato che nessuna norma dice di chi sia la proprietà della moneta all’atto dell’emissione, non si può dire chi è creditore e chi debitore nella fase della circolazione, perché manca, all’origine, la certezza del diritto. «Poiché, come è noto, i magistrati hanno indossato toghe nere per manifestare la loro partecipazione al “funerale della Giustizia”, nella nostra qualità di rappresentanti del Sindacato Antiusura SAUS, e con l’adesione del Sindacato Antiusura SNARP, chiediamo ai magistrati l’applicazione delle leggi vigenti contro l’abominevole dilagare della grande usura, causa della malattia sociale del suicidio da insolvenza, che non ha precedenti nella storia. «Nell’attesa che si accerti di chi sia la proprietà della moneta all’atto dell’emissione, chiediamo che i magistrati concedano, con provvedimento d’urgenza, la moratoria dei debiti bancari e fiscali. Infatti, la puntualità del pagamenti è oggi impossibile, perché la Banca centrale, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200% oltre gli interessi. Se i magistrati non terranno conto di questa nostra segnalazione potranno partecipare, anche con le toghe rosse, al funerale del suicidi da insolvenza». Al Convegno, oltre al Prof. Giacinto Auriti, hanno partecipato: gli avvocati Italo Colaneri e Antonio Pimpini del Direttivo SAUS, il Prof. Ezio Sciarra dell’Università D’Annunzio di Chieti, il Prof. Francesco Petrino, Docente di Diritto bancario e Presidente del Centro Studi Giuridici SNARP. È seguito un libero dibattito. Hanno assicurato la partecipazione il Sindaco DS di Guardiagrele, Ing. Franco Caramanico, i leaders di partiti: Roberto Fiore, Luca Romagnoli e Adriano Tilgher, l’Ing. Pier Luigi Brivio ed altre personalità. “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 OCCHI SULLA POLITICA UN RICORDO DI SANGUE E DI DOLORE, LEGATO ALLA BANDIERA TRICOLORE! Azeglio Ciampi, “francomuratore”, Da Modena, stamane, ha suggerito Di regalare a tutti un Tricolore, Ed i presenti tutti hanno applaudito. Il suo discorso, pieno di fervore, Ossìa d’amor di Patria, ribadito In questa circostanza, con calore, Mentr’io, ascoltando, son rabbrividito, Pensando a quanti poveri italiani Han dato il proprio sangue alla Bandiera Sulle trincèe del Carso e gli altipiani, Contro il “nemico”! All’infinita schiera Di martiri, che ignorano gli “arcani”, Un saluto, un ricordo e una preghiera! Prof. Arturo Sardini Chiosa I popoli son sempre trascinati Ad immolarsi, dietro una Bandiera, Spesso dalla politica ingannati, Oscura, mercenaria e menzognera! POPOLO BUE “Popolo bue! Cornuto e bastonato”, Non vedi ancora come t’ha ridotto Il potere politico corrotto, Da sinedriti e Logge manovrato? Popolo bue, cresciuto ed allevato A scopo mercantile, ininterrotto, Muggisci, almeno, a dir che ti sei “rotto” D’esser tosato, munto e macellato! I grandi allevatori, tuoi padroni, Ti “ingrassano” con la democrazìa: Demo-pluto-giudaica-ipocrisìa, In stretta sintonìa coi frammassoni, Bene infiltrati nelle Istituzioni, Per conto della “perfida genìa”! Prof. Arturo Sardini Chiosa Popolo bue, cornuto e bastonato, Scuotiti, scalcia e incorna, o finirai, Nelle mani dei crudi macellai, Che prima t’hanno munto e poi tosato! La “Parmalat” non c’entra - bene inteso Chiarisco, per non essere frainteso! “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Da: “RERUM NOVARUM” (15. Maggio 1891) Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale 2. Condizioni di lavoro Quanto alla tutela dei beni temporali ed esteriori, prima di tutto, è dovere sottrarre il povero operaio all’inumanità di avidi speculatori che, per guadagno, abusano senza alcuna discrezione delle persone come fossero cose. Non è giusto né umano esigere dall’uomo tanto lavoro da farne inebetire la mente per troppa fatica e da fiaccarne il corpo. Come la sua natura, così l’attività dell’uomo è limitata e circoscritta entro confini ben stabiliti, oltre i quali non può andare. L’esercizio e l’uso affina, a condizione però che di quando in quando venga sospeso, per dar luogo al riposo. Non deve dunque il lavoro prolungarsi più di quanto lo comportino le forze. Il determinare la quantità del riposo dipende dalla qualità del lavoro, dalle circostanze di tempo e di luogo, dalla stessa complessione e sanità degli operai. Ad esempio, il lavoro dei minatori che estraggono dalla terra pietra, ferro, rame e altre materie nascoste nel sottosuolo, essendo più grave e nocivo alla salute, va compensato con una durata più breve. Si deve avere ancora riguardo alle stagioni, perché, non di rado, un lavoro facilmente sopportabile in una stagione è, in un altra, o del tutto insopportabile o tale che si sopporta con difficoltà. Infine, un lavoro proporzionato all’uomo alto e robusto, non è ragionevole che s’imponga a una donna o ad un fanciullo. Anzi, quanto ai fanciulli, si badi a non ammetterli nelle officine prima che l’età ne abbia sufficientemente sviluppate le forze fisiche, intellettuali e morali. Le forze, che nella puerizia sbocciano simili all’erba in fiore, un movimento precoce le sciupa, e allora si rende impossibile la stessa educazione dei fanciulli. Così, certe specie di lavoro non si addicono alle donne, fatte da natura per i lavori domestici, i quali grandemente proteggono l’onestà del sesso debole, e hanno naturale corrispondenza con l’educazione dei figli e il benessere della casa. In generale, si tenga questa regola: che la somma del riposo necessario all’operaio deve essere proporzionale alla somma delle forze consumate nel lavoro, perché le forze consumate con l’uso debbono venire riparate col riposo. In ogni convenzione stipulata tra padroni e operai vi è sempre la condizione, o espressa o sottintesa, dell’uno e dell’altro riposo; un patto contrario sarebbe immorale, non essendo lecito a nessuno chiedere o permettere la violazione dei doveri che lo stringono a Dio e a sè stesso. (continua) 11 Documenta-Facta “GAY PERVERTITI”: CARDINALE SCONVOLGE MEZZA EUROPA «Sono disposto a scrivere col mio stesso sangue che di tutti coloro che si definiscono lesbiche o gay, al massimo il 5 o il 10% sono effettivamente tali; tutto il resto sono solo “pervertiti sessuali”». Il cardinale belga Gustaaf Joos aveva rilasciato, qualche giorno fa, queste dichiarazioni al settimanale P-Magazine, così pesantemente “politicamente scorrette” che tutto un mondo si è sollevato per protestare. Quel mondo cosiddetto laico, le sinistre, le associazioni dei diritti civili, esponenti del Parlamento Europeo, le associazioni di gay e lesbiche, naturalmente, intellettuali, e via dicendo. In Belgio, ma non solo, in Francia, in Italia, in mezza Europa. Basta leggere qualche altra frase, pronunciata dall’alto Prelato belga, per capire che cosa possano avere provato, quelli che storcono il naso davanti ad affermazioni tanto poco “in tendenza”. «Vi chiedo di scrivere - ha detto Joos, nominato da papa Giovanni Paolo II e amico personale del Pontefice - non m’importa se verranno tutti a protestare alla mia porta. Non la aprirò». Ancora: «I veri omosessuali non vanno in strada in abiti coloratissimi. Quelle sono persone che hanno un problema serio e devono conviverci. E se fanno un errore saranno perdonate. Dobbiamo aiutare queste persone e non giudicarle. La Chiesa (...) respinge l’omosessualità, non l’omosessuale». Rincara la dose parlando dell’ex residente degli USA, Bill Clinton, come di un “maniaco sessuale” che ha ottenuto l’impunità grazie ai giudici di manica larga. Descrive così l’uso dei preservativi: «Un preservativo è pericoloso perché permette relazioni sessuali come quelle che hanno i cani per la strada». Ed ecco che le Monde “sbatte il mostro in prima pagina” e parla del caso, sostenendo che i più indulgenti, dinanzi a queste affermazioni, parlano di problemi di senilità. Viene citata una dichiarazione arrivata dall’episcopato belga che sottolinea 12 come queste dichiarazioni siano frutto di posizioni personali di Joos il quale, quindi, non parla a nome di tutto l’episcopato, visto che “dipende direttamente dal Papa”. (Libero 28. 01. 04) PSICOLOGI, ADDIO! TORNA IL CAPPELLANO Lo psicologo aziendale, una delle figure professionali più in voga negli anni ottanta e Novanta, ha fatto il suo tempo. Per aiutare i dipendenti afflitti da problemi emotivi, preoccupati per il lavoro o per difficoltà in famiglia, depressi, le società statunitensi rispolverano il caro vecchio cappellano. Meno scientifico dei motivatori professionali, più caldo di un telefono amico e considerato più alla mano, il parroco in azienda sembra essere divenuto un’àncora di salvezza per tante imprese disposte a dare un sostegno morale ai propri dipendenti molto più propensi a parlare e ad aprirsi con un uomo di Chiesa che con un consulente. La richiesta di cappellani, da parte delle società, non hanno mancato di dare vita ad un nuovo filone imprenditoriale: quello che noleggia un sacerdote, curato da aziende come “Marketplace Ministries” e “Corporate Chaplanins of America”. Per l’invio di un parroco in fabbrica così riporta il settimanale Businessweek - vengono chiesti tra i 250 e 100.000 dollari al mese a seconda dei lavoratori impiegati. Il giro di affari, manco a dirlo, risulta in progresso di anno in anno. Il settore è in enorme ascesa: un’altra impresa del ramo, la “Raleigh Corporate Chaplains”, ha deciso di portare a 10 (da 50) il numero dei cappellani da spedire sui posti di lavoro, mentre “Marketplace Ministries” può contare già sui 244 clienti, tra cui la società avicola “Pilgrim’s Pride”, che ha lasciato nelle sue casse, lo scorso anno, un milione di dollari. D’altronde, il 66% dei lavoratori americani ha reso noto di gradire in azienda un appoggio morale, ricco di spiritualità, per affrontare i propri problemi personali, mentre l’80% ha dichiarato di preferire figure con gli stessi valori di riferimento come quelli religiosi. (Giornale di Brescia 31. 01. 04) BALLO E FIORI CONTRO SBALLO E FUMO: APRE LA PRIMA DISCOTECA FRANCESCANA Gli alcolici, le droghe e lo “sballo” cedono il passo a bevande analcoliche. È quanto avviene nella “Discoteca Francescana”, una struttura realizzata da Padre Fedele Bisceglia nell’Oasi di accoglienza di Cosenza. L’Oasi, proprio nel centro della città calabrese, è una megastruttura che comprende un dormitorio per senzatetto, un mini-hospital, un poliambulatorio, una casa per ragazze madri e giovani abbandonati, l’immancabile chiesetta e, appunto, una sala da ballo sui generis che spara musica “techno” e “rap” spaccatimpani, ma senza alcolici e fumo. La discoteca, che può accogliere complessivamente duecento persone, ha due piste da ballo ed altri arredi che consentono l’intrattenimento tra i ragazzi. «Spero - dice Padre Fedele, un cappuccino che divide la sua vita tra l’Africa (dove fa il medico missionario) e la Calabria - che questa discoteca diventi un modello anche per gli altri locali da ballo nel resto d’Italia!! (Libero 10. 02. 04) “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 13 LE AVVENTURE DI UN INFILTRATO di A. Z. 1 U n certo numero di teologi ritardatari rimane ancora soggiogato dalle sirene neomoderniste, non rendendosi conto che il modernismo è un fenomeno abilmente suscitato e gestito da forze interessate a distruggere la Chiesa dall’interno. In “Medjugorje” nn. 50 e 51 abbiamo informato sulla dipendenza del movimento Pax e delle organizzazioni ad esso collegate (I.DOC, e iniziative affini) dalla polizia comunista russa. Altri collegamenti fin dalle origini del movimento modernista (Roca, ecc.) furono di ispirazione massonica. Si trattava, quindi, di infiltrati che introducevano nel cuore stesso della Chiesa il cavallo di Troia del dissolvimento e della contestazione del Magistero. Un nuovo caso di infiltrazione è venuto alla luce con la scoperta di un documento curioso. Siamo a Parigi nel 1967. Un uomo viene ricoverato morente per un incidente automobilistico. Un’infermiera gli è accanto, e rimane impressionata dal suo sguardo. L’uomo non riesce a parlare, ed ella gli fa cenno di chiudere le palpebre in risposta positiva alle sue domande. Ma l’infelice muore senza dare cenno di risposta. Nella sua tasca rimane un manoscritto. L’infermiera non si trattiene dallo sfogliarlo e viene attratta alla lettura. Il racconto la interessa: è la storia di un uomo che descrive la sua vicenda di agente segreto del KGB, infiltrato come sacerdote nella Chiesa Cattolica con la sigla ES 1025 = Elève Séminariste, ossia 1025° della serie dei seminaristi infiltrati nella Chiesa per sovvertirla dal di dentro. 1 L’autenticità storica della vicenda ci è stata confermata da testimonianze attendibili. Qui, attingiamo il quadro della strategia eversiva dalla sintesi che ne ha fatto il prof. Emanuele Mor sul mensile “Medjugorje-Genova” n.34. GLI ANTEFATTI Solo una decina di anni dopo, l’infermiera si decide a darlo alle stampe, in lingua francese, sotto il titolo “E.S. 1025, ou les memoires d’un antiapôtre” a cura di Marie Carrè.1 La trama avventurosa che si snoda sul sottofondo delle indicazioni eversive rende la lettura particolarmente avvincente. L’autore del manoscritto, a cui l’infermiera dà il nome di Michael, era stato raccolto piangente sul ciglio di una strada della Polonia da una giovane coppia di coniugi polacchi ed educato nei migliori collegi cattolici. Michael racconta: «Avevo allora tre anni. Eravamo nel 1920, e ciò mi permette di dire che io nacqui nel 1917, ma dove e da chi?» La mamma adottiva non voleva che il bene spirituale del figlio. Il padre, medico, non lasciava occasione per manifestargli tutto il suo affetto. Era un ragazzo di indiscussa avvenenza e di intelligenza superiore al normale, orgogliosissimo. Un grande shock lo sconvolse quando a 14 anni, in partenza con i genitori per visitare Roma e Parigi, li sentì casualmente parlare di lui per la questione del passaporto. Allora scoprì di essere un trovatello. Il suo orgoglio rimase ferito al punto tale che si riempì di odio contro di loro e contro Dio, e con l’aiuto di un amico, che aveva uno zio a Mosca, fuggì da casa e rimase per ben sei anni presso questo dirigente del Servizio segreto russo, che lo convinse nel più fermo ateismo e lo invitò a entrare nel KGB, per infiltrarsi nella Chiesa Cattolica al fine di distruggerla. Per questo doveva fingere la massima di- Cfr. Marie Carrè, Ed. Diffusion de la Pensée Française, Chirè en Montreuil, 86190 Vouillé. 14 “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 ligenza e pietà, dichiarando di avere la vocazione al sacerdozio. È quello che fece rientrando presso i suoi genitori adottivi e presentandosi al sacerdote che dirigeva il collegio dove aveva studiato. Poi, venne inviato per un controllo da parte di un uomo consacrato che, avendo da Dio il dono del discernimento, si accorse della finzione. Michael ne informò “Io zio” e chiese ciò che doveva fare. L’ordine fu di eliminarlo. Dopo un dialogo straziante con il sacerdote, Michael lo uccide con le sue mani, impiegando un metodo segreto imparato al KGB, tale da non lasciar segno e far ritenere la morte avvenuta per infarto. Superato l’ostacolo, Michael diventò seminarista e andò a Roma, dove rimase sei anni, comportandosi con tale intelligenza, perfezione e finta pietà da risultare il primo del corso e da essere ascoltato dai suoi stessi insegnanti per le sue idee innovative e originali. Il dattiloscritto si ferma alla sua ordinazione al sacerdozio, quindi intorno al 1946. Del successivo ventennio fino all’incidente automobilistico e alla sua morte, malauguratamente non si sa nulla, ma la perfidia e l’odio contro Dio e la Religione cattolica, totalmente celati sotto un’apparente ortodossia, con astuzia veramente diabolica, fanno ben comprendere quale immenso male abbia fatto alla Chiesa questo infelice. Stupisce dolorosamente il fatto che tutto il suo programma di errori e distruzioni si è purtroppo avverato. Quanti dei 1025 infiltrati, perfetti atei, sono diventati preti, vescovi, falsi teologi e insegnanti nei seminari? Riportiamo alcune delle questioni più salienti trattate da Michael nel suo manoscritto. Fulcri di forza per la disintegrazione della Fede di massa furono la spinta verso un vago ecumenismo onnicomprensivo, motivato dalla carità verso i fratelli separati e le religioni non cristiane. L’istanza sociale che già aveva ispirato a Roca lo slogan «il Cristianesimo puro non è altro che il socialismo»2, la negazione del soprannaturale, la riduzione della Bibbia a pura elaborazione culturale per arrivare, poi, all’annientamento del Magistero, del culto eucaristico, dei sacramenti, della mariologia, della morale cristiana. L’INSINUAZIONE ECUMENISTA Per dissolvere la Fede, Michael partiva da questa insinuazione: si deve arrivare a una Chiesa al di là delle divisioni esistenti: non è forse l’aspirazione di Cristo stesso che pregava: «Tutti siano uno come tu, Padre, in me e io in te»? 2 – Sarà bene sostituire al termine “Chiesa Cattolica” il termine sfumato di “Chiesa Universale”, come preferiscono i protestanti (ricordiamo, qui, come il mondialismo massonico mira a un sincretismo religioso universale). – È ovvio che occorre smantellare il baluardo della rigidezza cattolica, ossia l’idea che il Papa sia infallibile e che il Magistero sia l’interprete esclusivo del Vangelo. I pretesti per demolire il Papa vanno utilizzati con zelo e carità convincenti. – All’idea della grandezza di Dio bisognerà sostituire l’idea della grandezza dell’uomo. È l’uomo il centro e il culmine della “Chiesa Universale”, nella quale tutte le buone volontà si fonderanno in modo visibile sostituendo l’idea del Dio invisibile dei cristiani. La Fede si sarebbe dissolta blandendo l’orgoglio dell’uomo. – Sempre sotto l’insegna della carità, bisognerà favorire gli scambi interconfessionali con le religioni non cristiane, valorizzando il Corano e i testi orientali, mettendo in evidenza come, presso ebrei, musulmani, induisti, comunisti, ci siano grandi virtù al cui confronto i cristiani dovranno vergognarsi di ritenersi più santi degli altri. – Alle parole di Cristo «Le porte dell’inferno non prevarranno», occorrerà sostituire il «prevarranno» con «non potranno niente»: essendo eliminata l’idea dell’indistruttibilità della Chiesa, sulla quale i cattolici fondano tanta sicurezza, prenderanno via libera i dialoghi su base biblica. LA STRATEGIA EVERSIVA La strategia eversiva adottata da Michael aveva precedenti nel modernismo ottocentesco, di influsso protestante. Si può dire, semplicemente, che il modernismo già dal tempo di Roca, di Renan, di Bonaiuti, prendeva le mosse dall’interpretazione biblica liberale per sfociare nella negazione della divinità di Cristo e nella piena secolarizzazione atea. Non solo Dio veniva estromesso dalle vicende umane, come teorizzarono gli illuministi, ma era rimpiazzato dal “culto dell’uomo”. Il punto di arrivo del neomodernismo è l’umanesimo ateo. I teorici del modernismo erano già da tempo in quest’area gnostica; ora, occorreva smantellare la Fede nelle masse, e le guide del comunismo moscovita che dirigevano Michael gli fornivano, uno dietro l’altro, gli slogans del dissolvimento della Fede. Occorreva presentare ai credenti motivazioni persuasive, apparentemente innocue, fondate sulla stessa professione della fede. non son loro che devono convertirsi al cattolicesimo ma è la Chiesa di Roma che deve rivolgersi verso di loro. Ciò era molto importante perché, a quell’epoca, erano moltissime le conversioni dei protestanti verso la Chiesa Cattolica. – La parola «Chiesa» sarà sostituita dal concetto di «Assemblea» con i fratelli del mondo intero. Dapprima, si farà leva sulla carità cristiana, poi, all’idea della carità cristiana bisognerà sostituire quella di una sana filantropia. Per questo: – i cattolici in particolare devono prendere coscienza dello scandalo che rappresenta la divisione tra cattolici, ortodossi e le trecento sètte protestanti. Bisogna coltivare in essi il rimorso, perché la colpa degli scismi e delle eresie si deve all’intransigenza cattolica. Si deve riparare ad ogni costo, con molta umiltà, salvando solo il Credo. L’amore fraterno per i protestanti, per far cancellare quattro secoli di disprezzo, finirà per distruggere il Cristianesimo. Per questo occorrerà inculcare il concetto che – Nella Chiesa del futuro avremo preti dispensatori della sana dottrina sociale, senza alcun riferimento a Dio (già ai suoi tempi, Roca aveva proclamato: «I preti diventeranno guide delle unioni sindacali, ecc.: l’umanità si spretizza affinché il prete si umanizzi, e i due si cristianizzino nel vero senso del Vangelo, che è socialismo puro»). Nel 1938, Michael lanciava la profezia: «Vedrete i preti sposati e la Messa in lingua volgare». (continua) Cfr. Orio Nardi, “Il vitello d’oro”, Ed. Med-jugorje, p. 186 ss. “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 15 “THE PASSION OF THE CHRIST” – La Passione di Gesù – di Mel Gibson di Mark Alessio (Dal bisettimanale americano: “The Remnant” 15 Febbraio 2004 - www.RemnantNewspaper.com) – Traduzione del dott. Franco Adessa – 1 I l film di Mel Gibson “La Passione del Cristo” ha monopolizzato le testate giornalistiche americane da circa un anno e ancor oggi non passa giorno che non sia menzionato dai mass media. Nel periodo che ha preceduto la “prima visione” del Mercoledì delle Ceneri, però, la foga che ha alimentato le “controversie” su questo nuovo film sembra essersi calmata. D’altra parte, cosa poteva essere detto ancora dopo tutto quanto è già stato detto? Considerate le forze al lavoro in queste “controversie”, sia quelle venute allo scoperto che quelle nascoste, non ci si può sorprendere che le settimane precedenti la “prima visione” abbiano visto una serie di articoli interessanti. “È COME È STATO” L’8 dicembre 2003, lo “Zenit News” riportava che «diversi personaggi vaticani di alto rango hanno assistito, la scorsa fine settimana, a Roma, ad una rappresentazione privata del film di Mel Gibson “La Passione del Cristo” e ne sono usciti impressionati». Questi personaggi includevano membri della Segreteria di Stato Vaticana, del Consiglio per le Comunicazioni Sociali e della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nota della Direzione di “Chiesa viva”. Il nome “Gesù”, dall’ebraico è una forma abbreviata di “Giosuè”, derivante da “Yavèh” e dall’ebraico “ehahva” (= salvare), quindi: Dio salva; Dio Salvatore. Il nome “Cristo”, dal greco “Christòs” è aggettivo verbale e vuole dire “spalmabile” ma, in ambiente giudaico e poi cristiano, equivale al termne aramaico 16 affatto nulla di anti-semitico o di anti-ebraico nel film di Mel Gibson”. Abraham Foxman, direttore nazionale della Anti-Defamation League (ADL) dell’alta massoneria ebraica dei B’nai B’rith, commentando i calorosi commenti provenienti da Roma, ha detto: «Spero che i loro giudizi siano corretti... Io spero che (il film) non contenga ciò che ci preoccupa: la colpevolezza degli ebrei». Il 17 dicembre, la cosiddetta “controversia sulla Passione del Cristo” ha avuto un altra svolta interessante quando Peggy Nooman, articolista de “the Wall Street Journal”, ha rivelato che il Papa Giovanni Paolo II aveva davvero assistito alla proiezione del film “La pasUn’immagine tratta dal film: Il volto sfigurato di Gesù. sione del Cristo”, e aveva sintetizzato la sua reazione in quattro parole: «È come è stato»! Steve McEveety, co-produttore del film, Tutti hanno lodato il film, specialmente il era andato a Roma in aereo per mostrare Padre domenicano Agostino Di Noia, il film agli interessati, dove diede un Sottosegretario della Congregazione DVD della “Passione” a Mons. Staniper la Dottrina della Fede. P. Noia ha slaw Dziwisz, il segretario personale e apprezzato sia la “splendida cinematogrande amico del Santo Padre. Il Papa e grafia e la brillante e coerente recitail suo segretario videro il film di notte zione” nel film, come pure la “profonda nell’appartamento del Pontefice. In un comprensione spirituale del significasuccessivo incontro con il Sig. McEveety to teologico della passione e morte di e Jan Michelini, suo assistente, Mons. Cristo”, di Mel Gibson. Dziwisz fornì le reazioni del Pontefice. P. Noia ha inoltre osservato: «non vi è “Mushi h”, cioè “Messia”, ossia “unto” con oli fragranti a particolari dignità, specie il “Messia” atteso dagli Ebrei, Gesù il Cristo, come è detto nel Vangelo (1, 16; 16, 16; 23, 10; 24, 5; 24, 25; 26, 63; 27, 17; 21, 22, ecc.). Da notare, quindi, che il nome del “Dio Salvatore” è “Gesù”, come appunto leggiamo nei Vangeli. Ad esempio: «Darà alla luce un fi- glio che tu chiamerai “Gesù”, poichè salverà il suo popolo dai peccati commessi» (Mt. 1: 21). «Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figliolo a cui porrai il nome di “Gesù”. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo...» (Lc. 1: 31-33). «Nato “Gesù” a Betlemme di Giuda, al tempo del re Erode...» (Mt. 2: 1), ecc. ecc.. “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 il quale esitava a credere che il Papa Peggy Nooman ha scritto: «Il problema - egli dice - non è affatto il avesse persino visto il film, adesso ab«In seguito, Mons. Dziwisz raccontò al film di Mel Gibson, ma il futuro della fibandonava tutta la sua reticenza: «Sono Sig. McEveety la reazione del Pontefice. ducia sulle relazioni Ebraico-Cattolicontento - disse Foxman (citato nel Il Papa ha trovato molto potente e lo ha che», e ancora: «la minaccia di disfare “The New York Times” del 20 gennaio approvato. McEveety era deliziato. cinque decenni di progressi nelle rela2004) - che il Vaticano affermi che il Mons. Dziwisz ha aggiunto che il Papa zioni Ebraico-Cattoliche». Papa non ha approvato il film». gli disse, mentre il film stava terminando, Affermazioni davvero portentose! Perché questa inversione di rotta è “soquattro parole che Egli desiderava traPuò qualcuno che abbia seriamente osspetta”? smettere: “È come è stato”! Il Santo Paservato il pontificato di Papa Giovanni Quando la notizia dell’approvazione padre ha detto che il film racconta la storia Paolo II e il lavoro ecumenico dell’appapale del film fu resa pubblica per la prima come è veramente accaduta». rato vaticano, negli ultimi vent’anni, penvolta, certe voci ecumeniche immediataIn un comunicato stampa sulle “Relazioni sare, per un solo momento, che i nostri mente avevano predetto il crollo delle tra il Vaticano e gli Ebrei”, del 17 dicem“pastori” potranno permettere che qual“Relazioni Ebraico-Cattoliche”! Eric bre, la Anti-Defamation League (ADL) cosa possa fermare la marcia inesorabile Greenberg, scrivendo sul “The Jewish ha risposto a malincuore alla notizia degli delle “Relazioni Ebraico-Cristiane”? Week” del 26 dicembre 2003, notava: apprezzamenti del Papa, dicendo: «In efSenza dubbio, il Professor Cook è in «Per qualche esperto di relazioni interrefetti, le reazioni (del Papa) al film sono malafede. ligiose, il fallimento dei vertici della Chiestate positive, come è stato riportato; Forse che queste fosche previsioni di rosa di considerare l’avviso dei loro studiosi quindi, noi rispettiamo la sua posiziovina ecumenica hanno aiutato Mons. come pure degli esperti ebrei circa il perine». Forse, adesso - avrà pensato qualDziwisz a cambiare atteggiamento? colo potenziale di questo film sulla “Pascuno - Gibson può sentirsi soddisfatto nel Qualcosa deve essere successo, perché sione del Cristo”, ha infranto una fiducia presentare il suo film e noi ce lo potremo la marcia indietro del Vaticano sulle osche raggiunge il cuore delle relazioni ingustare in pace senza tutti quei costanti servazioni del Papa sul film è un colabroterreligiose». Greenberg aggiunge anattacchi e le proteste di gruppi egoistici e do che fa troppa acqua per poter rimaneche alcune tetre e catastrofiche citazioni, attivisti che ci hanno stomacato. re a galla. provenienti dalla cricca terrorizzata degli Questo, però, non è avvenuto! Peggy Noonan, scrivendo su “The Wall esperti interreligiosi: Il 16 gennaio 2004, dalle tiepide ceneri Street Journal” del 22 gennaio 2004, della “controversia” sulla “Passione solleva alcune questioni interessanti del Cristo” sono divampate le fiamsul tema. Dopo aver inviato una eme quando il “Catholic New Servimail al dott. Joaquin Navarro-Valce” ha riportato che «due personagls, capo dell’Ufficio Stampa del gi informati del Vaticano, molto vicini Vaticano, chiedendo ulteriori comal Papa, mentre confermavano i detmenti sulle osservazioni del Papa, si tagli sul fatto che il Papa aveva è sentita rispondere dallo Stesso guardato il film, negavano fermaNavarro-Valls: «Per ora, non ho almente che il Papa avesse esprescun commento da fare sulla queso un giudizio sul film». Per austione. Se in futuro ci saranno nomentare la confusione, il direttore vità, gliele farò pervenire». della stampa vaticana, Joaquin NaA questo punto, Noonan scrive: varro-Valls, si rifiutava di fare com«Quando sono emersi dubbi sulle cimenti e di dare spiegazioni. tazioni del Papa, il Sig. McEveety Allora, il 19 di gennaio, il “Catholic spedì una e-mail al dott. NavarroNews Service” scrisse che Mons. Valls chiedendo il suo aiuto. Egli riDziwisz, il quale aveva visto il film spose con una e-mail, consigliando col Papa, aveva annunciato che, in il Sig. McEveety di non preoccueffetti, il Santo Padre non aveva mai parsi di usare la frase “È come è pronunciato una parola sul film: stato”, e di ripetere queste parole «Io ho detto chiaramente ai Sigg. “ancora e ancora e ancora”! Il Sig. McEveety e Michelini che il Santo McEveety mi ha inviato una copia di Padre non ha fatto alcuna dichiaraquesta e-mail di risposta». zione - disse Mons. Dziwisz. - Ho Secondo Noonan, Rod Dreher del detto che il Santo Padre aveva visto “Dallas Morning News” ha contatil film, in privato, nel suo appartatato il dott. Navarro-Valls il 21 genmento, ma non aveva fatto alcuna naio 2003 per confermare l’esistenza dichiarazione in merito. Egli non dà di questa e-mail di risposta. Navarrogiudizi su questo tipo di arte; Egli Valls ha risposto: «Le e-mails non lascia questo compito ad altri, erano autentiche». Cosa significa agli esperti». questo? Stava suggerendo, forse, Non ci voleva che questo! che la e-mail inviata a Steve McEUna scena del film: Simeone aiuta Gesù a portare la Croce. D’improvviso, certe anime credulone veety era un’invenzione? Se così e maliziose accusavano Mel Gibfosse, come si fa a spiegare l’osserson e Steve McEveety di inventarsi vazione di Peggy Noonan che dice: i commenti del Papa. Frank Rich «L’indirizzo di ritorno sulla e-mail in«È giunta l’ora di ammettere - avverte del “The New York Times” (18 gennaio viata al Sig. Rod Dreher era proprio la Michael Signer, professore del Pensiero 20049), il quale aveva precedentemente stessa di quella che appariva sulla e-mail Ebraico all’Università di Notre Dame chiamato Gibson un “aizzatore” contro che avevo ricevuto dal Sig. McEveety. che le relazioni Ebraico-Cattoliche, negli Ebrei, adesso sfogava la sua bile paFacendo ulteriori controlli sulla e-mail ingli Stati Uniti, hanno raggiunto un ragonando Gibson ad uno di quei “vendiviatami dal dott. Navarro-Valls il 17 dipunto di minimo assoluto in termini di tori ambulanti” che maneggiano la pietà cembre, risultò che era stata spedita atenergia che entrambe le parti dedicapiù santa come un club per il proprio protraverso il server delle e-mail del Vaticano in quest’area». fitto». no, e l’indirizzo IP è quello di un compuMichael Cook, uno studioso anti-Gibson Questa inversione di rotta di Mons. ter vaticano». e professore di Studi Giudeo-Cristiani al Dziwisz certamente ha fornito una “via Peggy Noonan aveva originariamente “College Hebrew Union” di Cincinnati, d’uscita” per quelli che ritenevano che il contattato Navarro-Valls, dopo che le cicrede che «alla psiche ebraica non è vero pensiero papale di approvazione al tazioni del Papa erano state rese pubblitanto il film che preoccupa, ma è la film di Gibson fosse solo un semplice che. Ella disse che Navarro-Valls “le inviò sensazione di essere abbandonati». anatema. Abraham Foxman della ADL, una e-mail di risposta, dicendo che egli “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 17 non era al corrente di ulteriori commenti”. La parola “ulteriori” è significativa. Qualcuno era in malafede? Ma chi? Se qualcuno si fosse inventato una citazione, tra l’altro attribuita alla persona più famosa al mondo, e poi si aspettasse di farla franca, non poteva essere che un perfetto imbecille. Persino il Rev. John Pawliowski, capo del Consiglio Nazionale dei Centri per le Relazioni Ebraico-Cristiane, aveva confermato che il Papa aveva visto il film e che aveva “fatto il breve e positivo commento sul film”, come riportato da Eric Greenberg nel suo articolo sul “The Jewish Week”. L’ultimo atto di questa commedia sulle citazioni del Papa è questo: sì, il Santo Padre ha visto il film ed ha realmente fatto il favorevole commento, ma questo commento non doveva essere usato in pubblico Quindi, la strana e rapida inversione di rotta di Mons. Dziwisz sarebbe interpretata non come una negazione dei commenti papali, ma come un modo per tenere il Papa al di fuori di questa controversia, escludendolo dal ruolo di un qualcuno che avrebbe “promosso” un qualsiasi film. Questa versione è stata sanzionata da Ray Flynn, ex Ambasciatore americano del Vaticano: «Evidentemente, ciò è veramente stato affermato da Giovanni Paolo II. Ma Egli non intende affermarlo in pubblico e non può permettere a nessun altro di farlo» (News max.com, 27 gennaio 2004). La dichiarazione ufficiale di Jan Michelini al “National Catholic Reporter” del 21 gennaio 2004 sembra confermare questa versione: «Io confermo ciò che ho già detto: il Papa ha visto “La Passione del Cristo” di Mel Gibson ed ha apprezzato il film perché rappresenta una fedele trascrizione del Vangelo. Egli ha visto il film insieme al suo segretario Stanislaw Dziwisz, nel suo appartamento, in una rappresentazione privata. Per questa ragione non vi è mai stata e non ci poteva essere un comunicato ufficiale o una dichiarazione pubblica su questo film. Di fronte ad una critica speciosa, il segretario del Santo Padre non poteva che negare. È sconvolgente vedere come le interpretazioni semantiche di poche parole, pronunciate in una conversazione privata, tra il segretario del Papa, il produttore Steve McEveety e il sottoscritto, siano state usate in modo scorretto dai giornalisti. Questo è tutto quello che devo dire su questo argomento». Il problema che emerge con questa versione dei fatti - e cioè che il Vaticano sia “imbarazzato” dall’uso pubblico delle parole del Papa - rimane la e-mail inviata dal dott. Navarro-Valls a Steven McEveety, nella quale Navarro-Valls lo consiglia di usare la frase “È come è stato”, e di ripeterla “ancora e ancora e ancora”! Comunque, sebbene la storia dell’“imbarazzo” abbia messo il Vaticano in una luce migliore, nessuno sembra essere troppo preoccupato. Alla fine dei conti, l’approvazione papale del film è irrilevante. Comunque, la saga di questa citazione ha permesso alcune introspezioni interessanti nel campo di 18 quelli che si oppongono al film di Mel Gibson. Abbiamo visto il futuro delle “Relazioni Ebraico-Cattoliche” essere usato come una minaccia velata nei confronti della Gerarchia cattolica. Certamente, in queste “relazioni”, dottrina e verità (ammesso che vi figurino!) devono sempre prendere il secondo posto per rappacificare quelli che rigettano Gesù Cristo e disprezzano la Sua Chiesa, accusandola di ogni male alla luce del sole. La cosa peggiore che possa capitare agli uomini di Chiesa del nostro periodo post-conciliare è la possibilità di un qualsiasi ostacolo nelle “Relazioni Ebraico-Cattoliche” (e ciò è strano, perché questo dialogo, in primo luogo, non potrà mai sperimentare un vero “progresso”, a meno che si predichi “Cristo crocifisso” al popolo ebreo. Una scena del film: Maria con Maria Maddalena. Maria Morgenstern, l’attrice romena che recita nel ruolo di Maria, è ebrea e i suoi genitori sono dei sopravvissuti dell’Olocausto. Ella afferma categoricamente: non vi è ombra di anti-semitismo nel film e in Mel Gibson! Quindi, come si potrebbe avere un qualsiasi “ostacolo”?). Il prof. Michael Cook, sopra citato, si è spinto al punto di minacciare che “nella loro sensazione di abbandono, gli Ebrei potrebbero veramente abbandonare l’iniziativa della comprensione Ebraico-Cattolica” e correre nelle braccia dei Protestanti Evangelici! Un risultato di tutto questo inutile intrigo, è quello che il Vaticano ha dimostrato un comportamento assurdo. Dopo tutto, era poi così difficile rivolgersi direttamente al Pontefice? L’inversione di rotta di Mons. Dziwisz era dovuta davvero all’imbarazzo che le citazioni del Papa sul film fos- sero utilizzate come una sua promozione, oppure dietro tutto questo non vi è stato un ricatto ecumenico? Dopo tutto, è molto strano che Mons. Dziwisz affermi che il Papa “non dà giudizi su questo tipo di arte; Egli lascia questo compito ad altri, agli esperti”. Il fatto è che il Santo Padre dà e dovrebbe dare tali giudizi. Il 24 gennaio 2004, Giovanni Paolo II aveva fatto un’affermazione nell’anticipazione della “Giornata della Comunicazione Mondiale” indetta dalla Chiesa. Il Papa aveva detto che «tutti i tipi di comunicazione hanno una dimensione morale... La gente cresce o diminuisce, nella sua statura morale, a seconda dalle parole che essi dicono, dalle parole che trasmettono, come pure dai messaggi che essi scelgono di ascoltare». Sicuramente, un film fatto in onore delle sofferenze del Redentore della razza umana, potrà aiutare la gente a crescere nella propria “statura morale”? Se una persona vedesse questo film e ne fosse sinceramente commossa, perché non dovrebbe parlarne? Perché il Papa di tutte le genti non dovrebbe, quindi, lodare tale sforzo, essendo Egli preoccupato degli effetti dannosi degli attuali mass media? Il 26 gennaio 2004, la “Associated Press” aveva riportato che il Papa Giovanni Paolo II «aveva presieduto la domenica ad una performance di danzatori “break-dancing”, i quali facevano salti, pirolette, e volteggiavano i loro corpi al ritmo di bongo. Il Pontefice ha commentato: «il talento artistico è un dono di Dio» e, rivolgendosi ai danzatori: «Per questo duro e creativo lavoro, Io vi benedico col mio cuore»! Pertanto, secondo il segretario personale del Papa, il Santo Padre “non dà giudizi sull’arte cinematografica; Egli lascia questo compito ad altri, agli esperti”. Il Vicario di Cristo è forse un esperto di “break-dancing”? Il Papa, in effetti, ha pubblicamente lodato il “duro e creativo lavoro” dei danzatori. Penso che Rod Dreher del “Dallas Morning News” colpisca nel segno quando, parlando a Bill O’Reilly sul “The O’Reilly Factor” del 23 gennaio 2004, dice decisamente: «Ebbene, Bill, è un oltraggio. Questo ti mostra la depravazione con la quale i nemici di Mel Gibson e di questo film stiano reagendo al film con la questione vaticana del commento del Papa, affermando che Egli non ha mai pronunciato queste parole e usando questo per impiccare Mel Gibson. Ed io temo che lo stesso Vaticano, tramite la sua doppiezza, e attraverso il suo modo di dire e di smentire, essi stessi hanno gettato Mel Gibson nella fossa dei leoni». Ciò che rattrista è che l’intero e ridicolo episodio poteva essere evitato dagli speakers del Vaticano, semplicemente usando la precauzione delle parole di Nostro Signore: «Sia il tuo parlare sì sì, no no; e tutto il resto, e oltre questo, viene dal diavolo». Ma questa ammonizione avrebbe esposto in pieno la follìa del dialogo interreligioso e del falso ecumenismo! (continua) “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 Gli Ebrei tradiscono i loro più fedeli amici da: “Complotto contro la Chiesa” di Maurice Pinay, cap. VIII. La prima edizione è del 1962 - Roma Avendo letto il libro pubblicato in Roma nel 1962: COMPLOTTO CONTRO LA CHIESA, che venne distribuito tra tutti i Padri Conciliari, non trovando in esso niente che si opponga alla Fede ed alle buone abitudini, non ho inconveniente nel concedere L’IMPRIMATUR CANONICO che mi è stato richiesto per l’edizione spagnola che si sta pubblicando nel Messico. 18 aprile del 1968. + Juan Navarrete Arcivescovo di Hermosillo. traduzione del prof. Arturo Sardini 1 itiza, caduto nelle mani degli ebrei ed attorniato da consiglieri israeliti, arrivò al colmo della demenza in una politica che possiamo definire suicida. Secondo alcuni, con il pretesto dell’amore per la pace, secondo altri per poter reprimere più facilmente gli oppositori della sua assurda politica, che ogni giorno crescevano di numero e forza, ordinò di convertire le armi in aratri e di demolire le mura di molte città, con le loro poderose fortificazioni, che avrebbero ostacolato enormemente l’invasione musulmana, mentre gli ebrei, tradendo il loro leale amico Vitiza, stavano favorendola nell’Africa del nord allo scopo di annientare definitivamente lo Stato Cristiano e, se possibile, tutta la cristianità europea. L’Arcivescovo Rodrigo Tolentano ed il Vescovo Luca de Tuy, nelle loro cronache già citate, narrano come il Governo di Vitiza comandò di atterrare le mura delle città, distruggere le fortificazioni e convertire le armi in aratri. (p.124). Il celebre storico spagnolo del secolo scorso, Marcellino Menendez y Pelayo, riferendo il tradimento degli ebrei, dice: «La popolazione indigena avrebbe potuto resistere al manipolo di arabi che attraversò lo Stretto, ma Vitiza l’aveva disarmata, le torri erano atterrate e le lance convertite in aratri». (p.125). Mentre l’Impero Visigoto disarmava, sotto l’influenza dei consiglieri ebrei, amici di Vitiza, e distruggeva le sue difese, annullando la sua potenza bellica, gli ebrei aiutavano i musulmani a realizzare l’invasione e la distruzione del Cristiano Impero, per la qualcosa facevano nel nord-Africa grandi preparativi. Nel Paese che volevano rovinare, gli israeliti inculcavano il pacifismo, mentre inculcavano il bellicismo in quelli che utilizzavano come strumento per la sua rovina: tattica giudaica classica, usata attraverso i secoli, in diversi Stati, che attualmente praticano con il perfezionamento loro permesso dalla esperienza di molti secoli.1 1 È curioso notare che gli ebrei, attualmente, direttamente o per mezzo delle organizzazioni massoniche, teosofiche, dei partiti socialisti, comunisti, e con infiltrazioni segrete, che han- no nelle diverse chiese cristiane, con la stampa, radio e televisione che essi controllano, etc., predicano il pacifismo ed il disarmo nel mondo libero, mentre, nell’Unione Sovie- tica e negli altri Stati soggetti alla dittatura socialista totalitaria inculcano nel popolo il bellicismo. Inoltre, mentre alla fine della Seconda Guerra In questo capitolo, ci si può fare un’idea di come, mille e duecento anni or sono, l’imperialismo giudaico e le sue quinte colonne operassero dentro la Chiesa, per distruggere lo Stato cristiano di Spagna, e senza alcun dubbio siamo sicuri che l’esperienza di altri tredici secoli ha permesso all’imperialismo ebraico ed alle sue quinte colonne di perfezionare ulteriormente i suoi metodi per raggiungere sempre lo stesso scopo: la distruzione della Chiesa cattolica e degli Stati cristiani. Agli inizi del secolo VIII, l’Impero cristiano dei Visigoti era retto dal Re Vitiza il quale, dopo aver realizzato una politica di riconciliazione coi giudei, facendo liberare dalla schiavitù i cristiani cripto-giudei del regno, e richiamando perfino dall’esilio i pubblici giudei, permise agli uni e agli altri di praticare liberamente il giudaismo, e li elevò alle più alte cariche, offrendo loro la sua assoluta fiducia, in un clima di riconciliazione cristiano-giudaica e di fratellanza tra i popoli. V “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 Musicante moro seduto. Particolare di un pannello d’avorio. 19 Nell’anno 709, lo scontento della nobiltà e del popolo contro Vitiza aveva assunto proporzioni tali che la situazione era ormai insostenibile, e fu allora che il giudaismo ci offrì un’ulteriore lezione della sua alta politica, usando un sistema che, dopo dodici secoli, ha perfezionato in forma efficacissima: quando considerano persa la causa che sostengono, infiltrano elementi nel campo avverso, prima che sopravvenga il crollo, perché, se il trionfo dell’altro è inevitabile, gli ebrei possano lottare per rimanere sempre a galla e, possibilmente, alla testa del nuovo regime. In questo modo, trionfi una parte o l’altra, essi rimangono sempre a dominare la situazione. Praticano, con scientifica maestrìa, il princìpio secondo il quale, per indovinare una carta, bisogna puntare su tutte, allo stesso tempo. Questo è stato uno dei grandi segreti del trionfo progressivo dell’imperialismo giudaico, attraverso i secoli, che ha loro permesso di arrivare al dominio universale; perciò, tutti i dirigenti religiosi e politici dell’umanità devono prendere in seria considerazione questa classica manovra dell’alta politica giudaica, prevenendo l’inganno ed evitando la trappola. Vedendo, praticamente, perduta la causa del loro protettore e leale amico Vitiza, gli ebrei non ebbero scrupoli nel tradirlo, al fine di poter tempestivamente raggiungere posizioni decisive nel campo avversario, posizioni che permisero loro di dominarlo, una volta ottenuta la vittoria. Il seguente dato, che dobbiamo alla diligente ricerca del dotto storico Riccardo C. Albanés, è molto eloquente: «Questa degenerazione e dispotismo provocarono un profondo scontento, per cui, fin dal principio dell’anno 710, la dinastia di Vitiza era condannata. Il celebre Eudon, giudeo, la cui razza egli nascondeva, si mise alla testa del partito spagnolo o romano, (minacciato dalla reintroduzione della fatidica legge sulle razze, abrogata da Recesvinto) e, mediante un’abile e rapida cospirazione, catturò Vitiza. Costituitisi in giunta (o Senato romano), gli insorti pensarono di nominare Re Rodrigo, nipote del Gran Recesvinto, a cui tanto dovevano gli spagnoli-romani, per aver abolito gli odiati privilegi gotici (che tenevano assoggettata la razza ispano-latina, conquistata dai Goti). Rodrigo, ritiratosi a vita domestica, indugiava a cingere la corona, offertagli dal cospiratore, ma, infine, cedendo, occupò il trono ricompensando subito Eudon con la nomina di Conte dei Notai, cioè “Ministro di Stato e uomo di fiducia di tutti i segreti reali”. (p.126). Con il trionfo della congiura, il voto della maggioranza dei magnati visigoti, già scontenti di Vitiza, legalizzò il regno di Rodrigo. Dall’altra parte, a motivo della sua deposizione, Vitiza morì: per alcuni di morte naturale, per altri crudelmente martirizzato da Rodrigo, che gli fece cavare gli occhi. Quest’ultima versione è verosimile, se si prende in considerazione il fatto che Vitiza, anni prima, aveva assassinato il padre di Rodrigo, cavando- gli gli occhi, lasciandolo cieco e prigioniero. C’era, quindi, da prevedere che niente di buono potesse accadere a Vitiza, cadendo nelle mani di Teodofredo, martirizzato nella forma esposta. Questo fu il modo col quale il giudaismo internazionale ricambiò i grandi benefici ricevuti da Vitiza; egli, infatti, non solo aveva fatto liberare dalla schiavitù i cristiani cripto-giudei del regno, ma aveva richiamato perfino dall’esilio i pubblici giudei, permettendo agli uni e agli altri di praticare liberamente il giudaismo; li elevò, poi, alle più alte posizioni, offrendo loro la sua assoluta fiducia, in un clima di riconciliazione cristianogiudaica e di fratellanza tra i popoli. La storia ci offre, con frequenza, esempi tragici di questo tipo, che, purtroppo, la necessaria brevità di quest’opera ci impedisce di includere e di trattare. Per il giudeo imperialista, l’amicizia del cristiano o gentile e la fratellanza cristiano-giudaica non sono altro che un semplice strumento per ottenere vantaggi che facilitano il disegno del giudaismo, teso all’annientamento dei suoi nemici ed alla conquista degli altri popoli, mediante la distruzione delle sue difese interne; infine, gli ebrei finiscono per tradire, anche nelle forme più crudeli, gli ingenui che si abbandonano nelle loro braccia o che, incoscientemente, fanno il loro gioco. Povero chi si lascia ingannare dalle ostentazioni di amicizia o dall’abile diplomazia degli ebrei imperialisti! La storia è piena di tragiche sorprese da parte di coloro che, ingenuamente, credettero a tali amicizie, lasciandosi ingannare da tanta sperimentata diplomazia! È facile comprendere l’influenza decisiva che deve aver avuto Eudon, Ministro di Stato del Re Rodrigo, su quest’uomo, che non voleva nemmeno diventare Re, e che solo acconsentì ad esserlo dietro le ripetute insistenze dell’ebreo, in quanto l’artefice di una nuova situazione politica ha, sulla stessa, un’influenza decisiva, almeno per qualche tempo; né vi sono indizi che il debole Rodrigo, abbandonatosi ai vizi ed alla lussuria, abbia, in qualche modo, mai tentato di liberarsi dal controllo del suo Ministro di Stato. Mondiale disarmarono gli Stati Uniti e l’Inghilterra, in modo pericolosissimo, sono andati affidando al comunismo posizioni vitali, distruggendo, nello stesso tempo, le difese fondamentali di quelle grandi potenze, armando, fino ai denti, l’URSS e gli altri Paesi comunisti, con un gigantesco riarmo bellico, tratto, praditoriamente, da quei due Paesi, ad opera degli ebrei delle quinte colonne, che hanno controllato i Governi di Washington e di Londra, includendo i segreti atomici e i proiettili cohete. Nella sostanza, le tattiche sono le stesse di quelle di mille e duecento anni or sono! Se i popoli degli Stati Uniti, dell’Inghilterra e di altre Nazioni del mondo libero non aprono gli occhi in tempo, riducendo all’impotenza la quinta colonna ebraica infiltrata, presto, vedranno i loro Paesi distrutti e dominati dall’orda giudaico-bolscevica, che li ridurrà in schiavitù, come accadde dodici secoli or sono all’Impero Cristiano Visigoto. È curioso osservare che, persino nei minimi dettagli, gli ebrei continuano a praticare sempre le stesse tattiche contro il Cristianesimo. Abbiamo dovuto vedere negli Stati Uniti, affisso in più luoghi, il testo del passo biblico, relativamente «alle armi che si convertiranno in aratri», ideale altissimo, a patto che tutte le parti contendenti lo realizzino e lo pratichino allo stesso modo. Gli ebrei, invece, lo utilizzano, oggi, come hanno fatto mille e duecento anni or sono, per indurre al pacifismo e al disarmo i popoli che vogliono distruggere, vale a dire a tutti i popoli del mondo che ancora sono liberi dalla loro dittatura totalitaria e comunista, dal momento che negli Stati socialisti, dove già l’hanno imposta, e che stanno usando per schiavizzare il mondo libero, lungi dal convertire le armi in aratri, hanno creato il più gigantesco e distruttore complesso industriale bellico di tutti i tempi! Così, dunque, da un lato, i popoli dell’umanità libera vengono addormentati e narcotizzati con le prediche pacifiste, la corruzione e le discordie, promosse dalla quinta colonna ebrea infiltrata; dall’altro, oltre la cortina di ferro, si prepara una potenza nucleare che, schiacciante e senza opposzione, potrà trionfare e soggiogare gli Stati dell’Europa occidentale, grazie alle quinte colonne giudaiche, le quali faciliteranno il trionfo del Comunismo, agendo nell’ora decisiva, così come fecero, al momento opportuno, tredici secoli fa, nella distruzione dello Stato cristiano dei Visigoti. 20 Pagina di un Corano antico. Sura XXVII (La formica) versetti 36-39. “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 D’altra parte, la politica seguita da Rodrigo è di per sé tanto suicida, che chiaramente si rivela ispirata da quelli che avevano pianificato la sua rovina e, con essa, quella della cristianità, nel moribondo Impero Gotico. La benefica influenza che poteva avere Pelayo, Capo della Guardia Reale, non si fece sentire, essendo evidente che altri furono a guidare la politica del debole Monarca, che lasciò il comando di una parte del suo esercito all’Arcivescovo Oppas, personaggio che non solo era lontano parente di Vitiza, ma, addirittura, era stato suo braccio destro, nella direzione della disastrosa politica ecclesiastica del Monarca. Inoltre, nel preciso momento in cui i musulmani si preparavano ad invadere l’Impero dal sud, con l’aiuto dei giudei, il Re Rodrigo veniva spinto a marciare verso il nord, con i suoi eserciti, per conquistare la Guascogna, che i Goti non avevano mai potuto dominare. Lo storico Riccardo C. Albanés, dopo aver segnalato che Tarik-ben-Ziyad, in quei giorni, riuscì ad avanzare, a capo di quattromila saraceni, fino al nord dell’attuale Marocco, dice: «Fu allora, quando il traditore Conte don Julian, Governatore di Ceuta ed uno dei congiurati, consegnò a Tarik quella importantissima chiave dello stretto di Gibilterra, spingendolo, poi, ad entrare in Ispagna, offrendosi come guida. Nella Corte di Toledo non si dava importanza a tali successi, giudicati tentativi facilmente dominabili da Teodomiro, Duca de La Betica, spingendo, al contrario, Rodrigo a spostarsi, con il suo esercito, verso il nord della Spagna, per realizzare la conquista della Guascogna, cosa che non era riuscita ai più grandi monarchi goti. Per decidere tale mobilitazione si ribellò Pamplona, mossa dagli intrighi della potente ed antica “giudeeria” di detta città. Nel frattempo, Tarik, a capo dei suoi berberi, passò lo stretto e piegò la resistenza del leale Teodomiro, questo agguerrito generale che, allora, scrisse la celebre lettera, nella quale, amaramente, chiedeva aiuto a Rodrigo, il quale si trovava in Guascogna». (p.127). Stando già i figli di Vitiza ed il traditore Arcivescovo Oppas in segreto rapporto con ebrei e musulmani, Rodrigo commise l’errore mortale di affidare loro il comando di una importante parte dell’esercito, che avrebbe dovuto scatenare la battaglia decisiva contro i musulmani invasori. La vigilia della battaglia, che gli spagnoli chiamano di Guadalete, i figli di Vitiza ebbero un incontro con i nobili goti e giudei congiurati. A questo proposito, la cronaca araba narra che dicessero: «Questo malnato, riferendosi a Rodrigo, si è impadronito del nostro regno, senza essere della nostra stirpe reale, piuttosto uno dei nostri inferiori; quella gente che viene dall’Africa non pretende stabilirsi nel nostro Paese; quel che cerca è solo bottino; fatto questo se ne andrà e ci “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 lascerà. Iniziamo la fuga al momento della lotta e quel miserabile sarà sconfitto». (p.128). I dodicimila musulmani, mandati da Tarik, si scontrarono, il giorno dopo, con i centomila cristiani comandati da Rodrigo, l’Arcivescovo Oppas ed i due figli di Vitiza. La battaglia si svolgeva, com’era naturale, in modo favorevole ai visigoti, quando l’Arcivescovo traditore ed i due figli di Vitiza, scelto il momento giusto, lungi dal fuggire e lasciar solo Rodrigo, passarono con i loro eserciti dalla parte degli islamici, facendo a pezzi il resto della truppa rimasta fedele al Re Rodrigo - come narra il cronista arabo Almakkari. (p. 129). In questa battaglia decisiva, perse la vita Rodrigo, come sostiene la maggior parte degli storici. Tuttavia, resta impresso il ricordo, in diverse regioni della Spagna, del tradimento dell’Arcivescovo Don Oppas il quale, come degno successore di Giuda Iscariota, tradì Cristo e la Sua Santa Chiesa, collaborando in modo decisivo, con i suoi nemici, per la distruzione della cristianità, in quello che, un tempo, era stato lo splendido Impero dei visigoti. Grande amico degli ebrei, come il suo parente Vitiza, egli ebbe a tradire nel modo più tragico la sua Patria e la sua Chiesa, in combutta con gli ebrei che, per distruggere il Cristianesimo, ora, utilizzavano la poderosa forza del nascente Islam, allo stesso modo con cui, in altri tempi, avevano usato l’onnipotenza militare della Roma pagana. Disgraziatamente, ai nostri giorni, nell’alto Clero, vi sono molti imitatori dell’Arcivescovo Oppas; Clero che, nell’occulto intreccio con il giudaismo, facilitano il trionfo del Comunismo e della Massoneria, minando, alle spalle, sia i chierici, sia i capi secolari, o laici, che difendono la Santa Chiesa o la propria Patria, minacciate dall’imperialismo giudaico e dalle sue rivoluzioni massoniche, o comuniste, nello stesso modo col quale l’Arcivescovo Oppas attaccò, allora, alle spalle, l’esercito di Rodrigo, difensore della cristianità, in quei tempi decisivi. Che Cristo, Nostro Signore, aiuti la Santa Chiesa e l’umanità, contro i tradimenti degli Oppas del secolo XX°! L’Enciclopedia Spagnola “Espasa Calpe” narra il tradimento dell’Arcivescovo Oppas, sulla base di cronache cristiane, nel modo seguente: «Tarik, rinforzate le truppe con cinquemila berberi, inviati dietro richiesta di Muza, nell’insieme venticinquemila uomini, contro quarantamila, accetta la battaglia. Questa durò due giorni, arridendo prima ai visigoti, grazie alla cavalleria, di cui mancavano i berberi. Allora, ebbe luogo il tradimento di Sisberto e di Oppas, che passarono al nemico, e quantunque il centro dell’esercito, guidato dal Re, combattesse con valore, venne sconfitto (19 e 20 giugno del 711)». (p. 130). Sul tradimento dell’Arcivescovo Oppas, che fece perdere un vasto impero alla cristianità, lo storico gesuita del secolo XVI, Juan de Mariana, racconta come detto Prelato assistette, prima, i figli di Vitiza nei preparativi della oscura cospirazione, poi, con riferimento al ruolo avuto da Oppas nella battaglia decisiva, dice: «La vittoria fu incerta per gran parte del giorno. Solo i mori davano qualche segno di stanchezza, sembrando voler ritirarsi e volgere le spalle, quando, con incredibile malizia, nascondendo il tradimento fino ad allora, l’Arcivescovo Oppas, nel momento più duro dello scontro, secondo la segretezza del piano, con una buona manovra dei suoi, passò al nemico. Si unì a Don Julian, che aveva seco un gran numero di goti e, di traverso, per il fianco più debole, investì i nostri. Sbigottiti per tale tradimento e stanchi di combattere non riuscirono a sostenere quel nuovo attacco e, senza difficoltà, furono battuti e messi in fuga». (p. 131). È naturale che ci siano differenze sulle cifre dei due eserciti, riportate da storici cristiani e musulmani, ma è evidente, comunque, la superiorità numerica dell’esercito cristiano, rispetto al saraceno e che solo il tradimento dell’Arcivescovo e la congiura, principalmente diretta dalla quinta colonna giudaica, resero possibile il fatto che un Impero tanto vasto, abbia potuto essere conquistato tanto rapidamente da un piccolo esercito. Il Re Rodrigo aveva ragione a non attribuire tanta importanza all’invasione islamica, considerato il piccolo contingente degli eserciti invasori, ma gli sfuggiva il tradimento che si stava preparando nel segreto, come pure il terribile potere della quinta colonna giudaica che, come appresso dimostreremo, ebbe un ruolo decisivo in questa lotta. (continua) 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Adam Weishaupt fondatore, nel 1776, dell’Ordine degli Illuminati di Baviera. Mettiamo a confronto il codice degli 8 gradi dell’Ordine degli Illuminati di Baviera (traendolo dall’opera dell’Abate gesuita Agostino Barruel, “Memorie per la storia del giacobinismo”, scritta nel 1802), con il significato dei rituali degli ultimi 8 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato (tratti dall’opera del gesuita e arcivescovo Leone Meurin, “La framassoneria, sinagoga di satana”, Siena 1895). Rito Scozzese Antico ed Accettato 22 «Per Codice degli Illuminati intendo l‘unione dei princìpi, delle leggi e del governo che la sètta si è fatta per la sua lotta contro ogni Religione e ogni Società civile (v. III, p.33)». La natura satanica degli Illuminati, Barruel la sottolinea sempre citando i documenti del fondatore Weishaupt: «Egli non variò mai sul termine fisso delle sue trame: non più Religione, non più Società, non più Leggi civili, non più Proprietà» (p. 35). «Per ristabilire l’uomo nei suoi primitivi diritti di libertà e di eguaglianza, bisogna cominciare col distruggere ogni Religione, ogni Società civile e finire con l’abolizione d’ogni Proprietà». «Sì, i Prìncipi e le Nazioni spariranno sulla terra e verrà il tempo in cui gli uomini non avranno altro libro che quello della Natura. Questa rivoluzione sarà l’opera delle Società segrete e questo è uno dei nostri grandi misteri» (v. III, pp. 37-39). Meurin ci offre la sintesi del Codice del R.S.A.A. con la citazione dei Superiori Incogniti: «Né la Legge, né la Proprietà, né la Religione possono imporsi all’uomo; ma di questi tre nemici infami è la Religione che deve essere il pensiero costante dei tuoi assalti, perché uccidendo la Religione noi avremo nelle nostre mani e la Legge e la Proprietà e, così, avremo rigenerato la Società (pp. 264). «Al 25° grado, Satana sostituisce Cristo sulla Croce, appropriandosi dell’immagine del serpente che ha guarito gli Ebrei nel deserto (p. 348). Il culto del Dio-Serpente costituisce l’essenza di questo grado e rappresenta la morte del massone, causata dalla malizia del Dio dei cristiani, e la sua resurrezione ad opera di Lucifero, rinascendo come un “nuovo Lucifero” (p. 349). Dal 26° grado, inizia la terza fase della “grande Opera” della Massoneria: la distruzione dell’Autorità Cattolica e l’incorporazione del massone al “corpo mistico” di Lucifero (p. 349). 1° grado: “Novizio o Neofita” «Dopo essere stato individuato dal suo reclutatore dell’Ordine, il Neofita viene istruito sul silenzio e sul segreto da tenere. Successivamente, gli viene dato un nuovo nome, gli viene insegnata l’arte di dissimulare, di mascherarsi e quella di osservare e studiare gli uomini. Mentre il Neofita è occupato in queste attività, egli stesso viene continuamente osservato dal suo reclutatore il quale deve assicurarsi di potergli strappare la cieca ed assoluta sottomissione alla sètta. Ecco come Weishaupt intende questa sottomissione: «la nostra Società esige dai suoi membri il sacrificio della loro libertà (...) in favore degli ordini dati dai Superiori». Tale è l’obbedienza degli Illuminati e non si troverà in tutto il Codice una sola eccezione! Dopo il giuramento di cieca obbedienza e di rinuncia alla propria libertà e coscienza, il Neofita accetta di perdere l’onore e la vita stessa se mancherà al suo giuramento. In questo giuramento, il Neofita riconosce il diritto della sètta di decretare la morte di chiunque piacerà o dispiacerà ai suoi Superiori» (v. III pp. 67-87). Strano inizio per un nuovo membro di una sètta che ha come fine quello di “restituire i primitivi diritti dell’uomo alla libertà”, ma è un inizio ineccepibile se si tratta di far nascere un nuovo Lucifero, al quale deve essere cancellata la “libera volontà” di scegliere il Bene, per poterlo incorporare nella schiera dei membri della corte di Lucifero. 26° grado: Il “Principe di Grazia” o “Scozzese Trinitario” «L’incorporazione all’esercito degli spiriti demoniaci produce, per così dire, un nuovo Spirito che, per sua natura, deve poter entrare nelle regioni dove abitano i suoi confratelli. Al massone vengono attaccate alle spalle due ali: egli rappresenta dunque uno Spirito. Con gli occhi bendati si slancia e cade sopra una coperta: il “primo cielo”. Lo si fa passare, poi, nel “secondo cielo” e, dopo essere stato sospeso in aria, lo si fa entrare nel “terzo cielo” alla presenza del Principe delle Tenebre, del Dio-Fuoco che deve vedere “tale qual è”, “faccia a faccia”. Gli si mostra “la Verità che esce dal pozzo”. Quella “Verità” è rappresentata da una Sorella massona in “costume tradizionale”, “tale qual è”. Essa è la “Dea della Ragione”. Allora, il massone viene lasciato solo con la “Verità”, dopo avergli dato una Freccia, simbolo immondo del dio Cupidine. Al massone viene insegnato che egli si è librato nelle tre regioni dell’Intelligenza, della Coscienza e della Ragione, che corrispondono ai bisogni politici, sociali e materiali dell’Umanità. L’essenza di questo grado è la nascita di un “nuovo Lucifero” il quale, dopo aver superato le prime due fasi di acquisizione della Virtù e della Morale massonica, viene ammesso alla fase dell’Autorità massonica, incorporandolo nella schiera dei membri della corte luciferiana (p. 352-353). Al “culto del Fallo” (dio Cupdine) e al “culto dell’Uomo” (“Dea della Ragione”) segue il “culto di Lucifero”. “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Molto rev.do Padre Villa, dopo tante lettere di incoraggiamento, ricevo anche da Lei una lettera di chiusura (“per sempre”) come segno di disperazione. Eppure Lei sa che “non prevalebunt!”. Continui! Non solo io, molti altri “credenti” hanno trovato consolazione nelle Sue visioni chiare della situazione “attuale” che può solo significare vivificare certissime speranze! Spero di poter leggere altre Sue visioni che non possono corrispondere a situazioni “umane”. “Christus vincit, auxiliante Immaculata Virgine Maria!!!”. Suo in X° (Un Cardinale) *** Monsignore carissimo, ho ricevuto la sua “ultima lettera” e mi dispiace che interrompiate. Certo, il contenuto di questa lettera mi ha sempre arrecato amarezza e quasi angoscia nel considerare il declino morale e la confusione di idee che serpeggia in mezzo a noi. La più paurosa, nell’ordine pratico, io credo sia il non impegno dell’acquisto del dominio di sè, attraverso un serio cammino ascetico per renderci capaci di vivere l’amore Carità, virtù teologale. (...). Per ciò che riguarda il mondo d’oggi, Maritain, ne “Il contadino de la Garonne” (Ed. Morcelliana, p. 15), già nel 1965 descrive una situazione gravissima di fronte alla quale - egli dice - il modernismo, nel tempo di Pio X, era un “modesto raffreddore da fieno”. Le sono vicino con la preghiera e la stima! (Un Vescovo) *** Gentili Operaie di Maria Immacolata, ringrazio sentitamente per le lettere periodiche di Don Luigi Villa, piene di unzione e di carità che ci fanno riflettere e incoraggiano a migliorarci spiritualmente. Ringrazio anche per la magnifica, intrepida “Chiesa viva” nella quale si denunziano abusi, errori per la nostra Fede, per amore della verità, con argomentazioni storiche chiare e controllabili. Ringrazio anche Don Villa per i suoi articoli attualissimi, colti e traboccanti di amore, anche denunzianti la Chiesa attuale per le sue spericolate aperture. (...). Accludo uno scritto di mio figlio, addolorato e colpito per i due ultimi “mea culpa” di cui uno perfino contro le Crociate! Vorremmo che provaste la nostra pena per questi reiterati “mea culpa” volti al passato che, bene o male, noi abbiamo vissuto, illuminati e guidati da santi Vescovi e religiosi Parroci. Abbiamo educato i nostri figli con l’inimitabile e unico vero Catechismo del Santo Papa Pio X; abbiamo onorati i nostri Santi pregandoli di aiutarci, con preghiere, nelle vie del bene, anche con il mistico, religioso Latino! Prego per questa vostra grande Missione e perché buone e attente Signorine possano, numerose, rispondere all’invitante appello. Saluto con affetto e deferenza. (A. L. Ved. M. - Bologna) L’INCREDIBILE MENZOGNA di Thierry Meyssan Osservatore attento dell’attualità internazionale, Thierry Meyssan è stato attratto dalle anomalie delle prime fotografie dell’antentato contro il Pentagono, poi dalla confusione e dalle contraddizioni della versione ufficiale, anche per quanto riguarda il World Trade Center. Ha allora condotto un’inchiesta che l’ha trascinato di sorpresa in sorpresa, una più stupefacente e terrificante dell’altra. L’incredibile menzogna è che “nessun aereo è caduto sul Pentagono”! Questo libro si fonda esclusivamente su documenti della Casa Bianca e del Dipartimento della Difesa, così come sulle dichiarazioni dei dirigenti civili e militari alla stampa internazionale. Tutte le informazioni che riporta sono referenziate e, dunque, verificabili dal lettore. Per richieste: Editions Carnot 2002 Via Ajaccio 20, 00198 Roma www.fandango.it libri@fandango.it RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 23 Conoscere il Comunismo entrato il 25 luglio 1924). Nato in Bretagna il 5 luglio 1886, era divenuto sacerdote il 25 luglio 1926. È stato fucilato il 15 agosto 1928, sull’isola di Hainan. Morvan Evremond Sacerdote, Picpus. Ucciso dai giapponesi il 26. 8. 1941, sull’isola di Hainan. Fidelis Laico catechista, sposato. Ucciso il 26 agosto 1941, sull’isola di Hainan. Correntin Bernard Sacerdote, Picpus. Francese. Ucciso da truppe irregolari cinesi il 13 o il 14 settembre 1941. (continua) contro Dio - contro l’uomo Martiirii in Ciina di Giancarlo Politi APRILE SOMMARIO 2 Guardiamo a quel sepolcro vuoto dal quale è scaturita la vita! di L. V. 3 Dal falso ecumenismo a una falsa Chiesa? (1) della prof.ssa Maria Pia Mancini 6 L’assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (3) del dott. C. A. Agnoli Giusepe Zhang Dapeng (1754-1815) 24 N. 360 Santa Pasqua 2004 MARTIRI IN PROVINCIA DI GUIZHOU E DI HAINAN Originario di Duyun, nella provincia di Guizhou, Dapeng, a 40 anni, diventa socio di un certo Wang, commerciante di seta, il cui figlio si era recato a Pechino per gli studi ed aveva conosciuto il cristianesimo e si era fatto battezzare. Dapeng legge il catechismo ed altri libri cristiani portati da Pechino; desidera ricevere il battesimo, ma incontra un’infinità di ostacoli in famiglia. Allora, con alcuni amici, decide di acquistare una casa isolata dove i cristiani possano radunarsi indisturbati e ricevere, quando possibile, le visite di un prete. Nel 1801, viene battezzato col nome di Giuseppe. Da quel momento, annuncia il Vangelo con maggiore ardore e molti sono attratti dalla sua parola e vengono battezzati; tra di essi, la moglie e i figli. Quando nella zona si riaccende la persecuzione, Giuseppe riesce a fuggire, ma una dozzina di cristiani vengono arrestati insieme al figlio Antonio di 18 anni, che morirà l’anno dopo. Dapeng ritorna a Guizhou per guidare e confortare i fedeli, visitandoli casa per casa, ma viene tradito da un parente per la taglia che pendeva sulla sua testa. Dapeng compare davanti a quattro tribunali; gli viene proposto di apostatare in cambio della libertà ma, insensibile alle preghiere dei familiari, non cede e preferisce farsi condannare all’impiccagione. Il 12 marzo 1815, piangendo di gioia, si reca al supplizio: i giustizieri gli passano una corda al collo e l’appendono ad un traliccio a forma di “T”. 2004 10 La moneta di chi è? In attesa di saperlo, va concessa la moratoria sui debiti del Prof. G. Auriti 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Le avventure di un infiltrato (1) di A. Z. 16 “The Passion of The Christ” (1) di Mark Alessio (da: “The Remnant” 15 febbrio 2004) 19 Gli Ebrei tradiscono i loro più fedeli amici (1) da: “Complotto contro la Chiesa” di Maurice Pinay, cap. VIII. Traduzione del Prof. A. Sardini 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Provincia Apostolica di Haikou Il 15 aprile 1929, il territorio dell’isola venne staccato dal Vicariato Apostolico di Beihai e costituito in Prefettura Apostolica, affidata ai Missionari francesi di Picpus (Csscc). Nogue Alessandro Sacerdote, Picpus francesi (Csscc: vi era SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla IV Domenica di Pasqua alla Festa di Pentecoste) “Chiesa Viva” *** Aprile 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 359 MARZO 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità La “Teologia Trinitaria” (?) La nostra Croce Quando io nacqui mi disse una voce: Tu sei nato a portar la tua croce. Io piangendo la croce abbracciai che dal cielo assegnata mi fu; poi guardai, guardai e guardai: tutti portan la croce quaggiù! Vidi un re tra baroni e scudieri sotto il peso di cupi pensieri; e al valletto che stava alla porta domandai: «A che pensa il tuo re?». Mi rispose: «La croce egli porta che il Signore col trono gli diè!». Vidi al letto del figlio morente una ricca signora piangente... E le dissi: «Dal cielo conforto d’altri figli a te, donna, verrà...». Mi rispose: «Contenta mi porto quella croce che il cielo mi dà!». Vidi un uomo giulivo nel volto, in mantello di seta ravvolto... e gli dissi: «A te solo, o fratello, questa vita è cosparsa di fior?». Non rispose, ma aperse il mantello: la sua croce l’aveva nel cuor! Più e più allor mi abbracciai la fatica, ch’è la croce dei poveri amica. Del mio pianto talor la bagnai; ma non voglio lasciarla mai più. O fratelli, guardai e guardai: tutti portan la croce quaggiù! 2 In Cruce salus In Cruce vita In Cruce redemptio nostra! “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 LA “TEOLOGIA TRINITARIA” (?) di Karl Rhaner del sac. dott. Luigi Villa È una perfida teologia trinitaria che ha annebbiato non poco la Fede e la pietà dei credenti, e che aveva già meritato critiche per quell’altro libro di Rahner: “Corso Fondamentale della Fede. Un’introduzione al concetto di Cristianesimo”1. Si sa che il linguaggio di Rahner non è facile per chiunque2 che sia un iniziato alle ricerca di Dio. Quindi, le sue frasi vanno diligentemente lette e rilette prima di farne una analisi. *** Ogni teologo sa che la dottrina trinitaria è legata necessariamente alla cristologia. Quindi, nessun teologo può mettere in dubbio che Gesù, seconda Persona Divina, esista da tutta l’eternità. Lo diciamo anche nel Credo: “ex Patre natum ante amnia saecula”. Ma Rahner, questo fatto, non lo riconosce affatto. Difatti, scrive: «Oggi, si ripropone - qualche volta in forma di dubbio - il quesito della necessità della “pre-esistenza” di Cristo per una teologia ortodossa, per lo meno quando si presenta quale implicazione necessaria del Dogma cristiano, e tende ad essere più di un qualche modello dell’immaginazione» (296-297). Ecco: ho citato verbalmente questa sua frase prima di analizzarla per rendervi conto del loro reale significato e cercare di comprendere fin dove va a finire questa sua proposta dottrina (?). Ora, questo gesuita, seguito dai moltissimi Vescovi del Vaticano II, in quella sua frase sembra che dica - in gergo - quasi che qualcuno si ponga il quesito della “pre-esistenza” di Gesù, pretendendo di essere più di una speculazione (i.e. “un modello dell’immaginazione”), ma figurare addirittura come una parte integrale 1 Cfr. Herder, Friburgo in Briscovia, 2/1976. Vedi p. a. Heinz-Jûrgen vogels, in “Rheinischer Merkur” del 18 ottobre 1978. 2 È nota la risposta che suo fratello, pure ge“Chiesa Viva” *** Marzo 2004 Karl Rahner (a destra) col fratello. del “depositum fidei”. Continua: «Se Gesù Cristo è l’assoluto escatologico, annuncio di sè (Selbstaussage, o auto-manifestazione, o auto-enunciazione), dà la promessa di sè (Zusage, o consenso, auto-consenso) Dio - perché senza di questo una cristologia non sarebbe cristiana - perché solo così può esservi una occorrenza assoluta di salvezza; solo così Colui che si manifesta è proprio il Dio pre-esistente, benché in maniera radicalmente differente dal caso che Dio si rendesse pre-esistente in una creatura diversa (temporale), suita, ebbe a dare a un teologo che gli chiese il suo parere sugli scritti del fratello Karl: «Se egli muore prima di me, il mio compito sarà tradurre in “tedesco” tutti gli scritti per cui non sarebbe la sua auto-manifestazione» (297). Come vedete è un’altra frase complicata, proprio alla Rahner, che va sviscerata. Fin dal principio, Rahner non dice che Gesù Cristo sia “Persona”, “la seconda Persona Divina”, da distinguere, però, dalla “prima Persona divina”; e poi lo descrive come l’automanifestazione e come l’auto-“consenso” di Dio, vale a dire dell’uno Dio (e, quindi, non del Dio-Trino!). Anche l’attributo “escatologico” che Rahner aggiunge non è al suo posto, dato che l’Incarnazione di Cristo non avvenne alla fine dei tempi, (escatologicamente), bensì nella “pienezza dei tempi”! Siamo, quindi, di fronte a una gravissima sfasatura teologica che tralascia volutamente la nozione del concetto dell’Incarnazione della seconda Persona divina, per inserire la tesi di una accettazione creaturale della auto-manifestazione: ossia, una creatura - il Cristo - che, in quanto uomo, avrebbe accettato l’incarnazione (o auto-manifestazione). E tale accettazione sarebbe “libera”, sì, ma anche causata da Dio, a mo’ di grazia (Gnadenhaft), ossia “un consenso (zusage) nella formale pre-definizione”, significando, forse, che Dio l’ha prestabilita. L’attributo “formale” comunque, rimane enigmatico. Potrebbe trattarsi della “formale causalità di Dio” di cui Rahner parla altrove, in questi altri termini: «che Dio penetra, come Dio, formalmente nell’interno della creatura umana» (122, 127). Ma come confutare questa “accettazione creaturale” dell’incarnazione (per Rahner: auto-consenso)? Si direbbe: come l’uomo nasce senza dare il suo consenso, anche Cristo nacque, come uomo, senza che gli sia stato chiesto di consen- suoi!». Ora, tutti sanno che Karl Rahner era un “tedesco”, e che, quindi, componeva in tedesco! 3 tirvi e senza aver potuto dare un simile consenso con la sua natura umana. Tuttavia, l’incarnazione è “una assoluta necessità per la salvezza”. E questo è ovvio! Ma le parole di Rahner non sembrano riferirsi al fatto dell’incarnazione, ma a Colui che si manifesta e vi consente, ossia si riferiscono proprio a Dio, a l’uno Dio, (non Trino!). È di questo “uno Dio” che si riconosce la pre-esistenza! Ma non si comprende, tuttavia, in qual maniera tale pre-esistenza debba essere radicalmente diversa da quella degli altri uomini creati da Dio, che certamente non sono l’auto-manifestazione di Dio, né si può loro ascrivere la pre-esistenza. E qui, Rahner esige che «è permesso, anzi bisogna lasciare la libertà all’esegeta di esaminare se quello che Gesù stesso ha inteso dire, parlando del Figlio del Padre, lo renda identico a Dio, il quale manifesta se stesso nel tempo come Dio pre-esistente, o se contenga anche un momento che non lo identifica come tale, né ne fa un pre-esistente» (297). Sicché Rahner sentenzia che gli esegeti hanno il diritto di esaminare, senza alcuna remora, se Gesù, come Figlio, sia realmente “pre-esistente” o no, riconoscendo la “pre-esistenza” di Dio che “si manifesta”. Però, tale pre-esistenza non si attribuisce incondizionamente al Figlio, poiché - dice - potrebbe esservi un momento in cui avesse nulla in comune con la pre-esistenza, e, quindi, ci poteva essere qualcosa che non fosse “identico con quel Dio”. Neppure la seconda possibilità (che Gesù non fosse pre-esistente) esclude che il Soggetto divino - detto dalla teologia classica cattolica - “Figlio, o Logos”, sia “pre-esistente”. Rahner cerca qui di giustificarsi, perché la seconda “possibilità” è proprio sua! Ma la terminologia classica di “Logos” e “Figlio” non corrisponde affatto a quella di Rahner che conferisce, invece, il senso di un “auto-manifestazione” e di un “auto-Consenso”. Per Rahner, esiste solo il termine “Soggetto” e non quello di “Persona”. Ma un’auto-manifestazione non è pre-esistente, se non come un pensiero di Dio o come un suo progetto! A questo punto, ci sarebbe da esaminare un’altra frase, anch’essa contorta, di quel vaneggiante gesuita che scrive: «Inoltre, questo interrogativo è piuttosto un problema che concerne la teologia trinitaria più che la cristologia. Un problema, cioè, che dipende dall’inevita- 3 4 bilità e dalla difficoltà di parlare di Dio in tre Persone. Se si comprendono le tre Persone, o meglio le formalità che formano e distinguono i tre modi di sussistenza dell’unico Dio di cui la Seconda è identica alla possibilità storica dell’enunciazione (Aussagbarkeit) di Dio, perché proprio così appartiene a Dio in modo immanente e sostanziale quale immanentemente trinitario, allora si può e si deve parlare di una pre-esistenza del “Soggetto” che si enuncia (aussagt) in Gesù Cristo, senza che si sia condotti a metterla in questione, come vorrebbe, ovviamen- nettamente (284), ma si potrebbe anche comprenderla in senso monofisitico, ossia eretico. I commenti che seguono raggirano il vero problema in quanto Rahner, parlando dell’“umanità” di Cristo, non la vede identica alla “Divinità”. «Gesù, nella sua umanità che noi vediamo, quando diciamo Gesù, non è Dio. E Dio, nella sua divinità e secondo la sua divinità, non è uomo, nel senso di una identificazione reale» (284). E ancora: la sola differenza delle nature (divina e umana) è accennata, sì, ma non parla mai dell’unità, né della singolarità della Persona, o, come preferisce chiamarla Rahner, del “Soggetto”. Ma quando si nomina semplicemente Gesù e il Cristo, la dottrina cattolica, intende parlare della eterna seconda Persona divina, portatrice tanto della natura umana e di quella divina3. *** A questo punto possiamo dire che la teologia trinitaria di Rahner la si può benissimo dire “nestoriana”, perché separa nettamente le due nature, senza accentuare il concetto di “Persona” come unica portatrice. te, evitata l’odierna interrogazione ricolma di dubbi sulla pre-esistenza». *** Occorrerebbe, poi, rendersi anche conto di un altro movente della teologia rahneriana, come la sua antipatìa verso le formule che contengono un “sè”. Per esempio: “Questo Gesù è Dio” significa una verità di fede se la frase si capisse Da notare che Rahner, nel suo “Corso Fondamentale della Fede”, non dà molto spazio alla dottrina trinitaria, - nemmeno un capitolo intero! - ma costituisce solo una parte della “auto-comunicazione” di Dio (Selbastmittei-lung Gottes) - (Nr. 4, p. 139/142.), anch’esse poche pagine, quasi incomprensibili, che fanno nascere molti malintesi, inevitabili (139). Ora, è chiaro che Rahner non ha compreso il concetto di “Persona”. Difatti, partendo da un concetto moderno artificiale di persona, non la si può evidentemente applicare a Dio. Scrive: «Oggi, quando parliamo, nel nostro linguaggio abituale, di una persona per distinguerla da un’altra persona, non possiamo più liberarci dal pensiero che ciascuna di queste persone, affinché possa distinguersi come tale da un’altra, debba avere in sè un proprio centro d’azione libero, capace di disporre di sè, separato da quello degli altri, nel sapere e nella libertà, e che la “persona” è veramente costituita da tutti questi fattori. Ma proprio questo è escluso dalla dottrina dogmatica dell’una e singolare essenza di Dio» (140). Il concetto di “persona” di Rahner, quindi, è quello moderno e psicologico, ben Cfr. S. Tommaso d’Aquino, III, 10 e 12. “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 lontano dal concetto di persona che ebbero Boezio e San Tommaso d’Aquino; perché Rahner evita di menzionarne persino il concetto tradizionale, per ingolfarsi in riflessioni che si chiedono se sia permesso di chiamare Dio una “persona”. Scrive: «L’enunciazione che Dio è “Persona”, che Dio è un Dio “personale”, fa parte delle enunciazioni cristiane fondamentali su Dio» (81). Quindi, Rahner non si degna neppure di esaminare se esista una espressione più esatta del concetto di persona che si potrebbe applicare a Dio. *** Rahner, perciò, vuole un’altra obiezione da opporre alla spiegazione psicologica della SS. Trinità, percependo nella spiegazione psicologica della Trinità “una speculazione dal sapore, press’a poco, gnostico”. Ma allora, a che servono gli articoli di Fede: il “Figlio di Dio” “unigenito, generato dal Padre” (DS 125), “genito, non fatto” (ibidem), “Gesù Cristo, nato dal Padre prima di tutti i tempi?”... E come sottacere che il vocabolo “Logos” (Verbum) per disegnare il Figlio, è genuinamente biblico?.. E come tacere che il Logos “én pros ton Theon” (Giov. 1, 1: “il Verbo era appresso Dio”) sono parole che si possono interpretare unicamente in senso trinitario?.. Ma Rahner si limita ad esporre il mistero trinitario partendo dalla sola economia della salvezza. Infatti, scrive: «La Trinità economica della storia della salvezza è quella immanente» (141), insistendo sempre sul “Dio uno” (non “trino”), sulla sua assoluta singolarità, ma non usando mai una parola per indicare che la seconda Persona divina fu mandata a noi! E coscientemente evita sempre di parlare di una “Persona”, né che Gesù è “Figlio di Dio” da tutta l’eternità! A pagina 142, Rahner nomina ben sette volte i “MODI OCCASIONALI” (Gegebenheitsmeisen), un concetto che ha il significato del latino “MODUS”, caratteristico per il MODALISMO TRINITARIO, che egli ripete di continuo. Scrive: «In quanto i Modi Occasionali, dati per noi come Spirito, Figlio e Padre, da una parte, non hanno, per noi, il significato dello stesso Modo Occasionale, ma che noi dobbiamo strenuamente distinguere questi tre Modi dati per noi» (142). «Per noi, il Padre, il Figlio-Logos, lo Spirito, non sono, per intanto, identici»... «Nella reale eternità di Dio, la non identificazione, cessa per intanto giacché il Figlio e lo Spirito Santo sono identici». “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 Come si vede, è ossesionante questo accumularsi delle medesime parole che si ripetono senza dare un senso nuovo. «In quanto tali “MODI Occasionali” dell’uno e stesso Dio, non devono cancellare la reale auto-comunicazione di Dio per noi, appunto come dell’Uno, unico e stesso Dio, i tre MODI dell’uno e stesso Dio devono convenire all’uno e stesso Dio, a Lui (che è) l’uno e lo stesso, a Lui stesso e per Lui stesso»; e ne deduce che “nei tre “MODI Occasionali”, l’uno e stesso Dio si rivela». È chiaro che Rahner non conclude che esiste un Dio in tre Persone, o piuttosto che in Dio vi sono tre “Soggetti”, ma con espressioni nebulose e confuse insiste sui tre MODI enunciati, come se indicassero Dio in quanto sé stesso» (an sich) e “per Lui stesso”. La scolastica parlerebbe, quale termine corrispondente, di “accidenti”. Ma Rahner, questo, non l’accetta. La sua formulazione, così, rimane oscura, rendendo ardua la comprensione dei testi. In definitiva, infatti, Rahner non conclude mai che esiste un Dio in tre Persone, ma che in Dio esistono tre “soggetti”, e chiama la Trinità intra-divina, la “dottrina trinitaria psicologica”... In un’altra frase, afferma: «Nella Trinità economica e storica della salvezza e della Rivelazione, noi abbiamo esperimentato la stessa Trinità» (142). Ma come può un uomo “esperimentare” la SS. Trinità? Il Dio Uno e Trino è per noi un profondissimo mistero, per cui non si può “esperimentare”, né in maniera immanente, né nell’economia della salvezza. Dio non può mostrarsi nella sua Trinità; ma mentre Rahner insiste a dire che «Il Dio trino si mostra nell’economia della salvezza, e che basta per fare esperimentare l’immanente Trinità». Anche il suo modo di parlare della “assoluta identità con se stesso” che contiene una tautologia, si muove nella direzione di un DIO IN UNA PERSONA. Concludendo: ma dove sono andati a finire, per Rahner, tutte le numerose definizioni e decisioni dei Concilii riguardanti la SS. Trinità? Infatti, tutti i concetti dogmatici di cui i Concilii si sono serviti, in tutti i tempi, sono completamente assenti dagli scritti di Rahner. Ad esempio: substantia (ossia, essentia), natura (physis), persona (hypostasis), generazione, nascita, processione, essenza simile (homoousìa), spirazione dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio, relazioni opposte (oppositio relativa) (cfr. Ds 1330)... Ebbene, di tutto questo non esiste traccia nella “teologia trinitaria” (?!) di Rahner. Rinunciando al concetto di “Persona”, perciò, se Gesù Cristo è l’auto-manifestazione dell’unico Dio personale, se è divino, ma non come Persona distinta, noi non potremmo né lodarLo, né magnificarLo, né supplicarLo, e neppure potremmo inginocchiarci dinanzi a Lui, Dio-Uomo! Da questo, dobbiamo tirarne le giuste conseguenze riguardo alla PRESENZA REALE di Cristo nella SS. Eucarestia. La presenza del Corpo di Gesù, secondo la dottrina dogmatica, fa che sia presente tutto il Cristo, mentre Rahner, con la sua “dottrina trinitaria”, escluderebbe la presenza della Divinità di Cristo. Quindi, come abbiamo già detto, il suo sproloquiare è un neo-nestorianismo che vieterebbe l’adorazione dell’Ostia consacrata, appunto perché la sua teoria ne separa le due nature! *** E mi fermo qui, per riflettere, ancora una volta, su questa nuova forma di “teologia in libertà e senza responsabilità”, ispirata dal “dialogo” di Paolo VI contro il “docete” di Cristo; un “dialogo”, comunque, che ormai si può constatare già fallito miseramente su tutta la linea!.. 5 L’assassinio della del dott. Carlo Alberto Agnoli 2 § 2 L’ABOLIZIONE DELLA DOPPIA PUNIBILITÀ La galleria degli orrori europeisti potrebbe essere già sufficientemente densa: purtroppo, invece, c’è ben altro. Alla competenza universale e alla deportazione (che, si è detto, potrebbe anche essere basata su presupposti semplicemente falsi) si deve aggiungere la contestuale abolizione della doppia punibilità: l’abrogazione è enunciata nel 1° e 2° comma dell’articolo 2, in cui si legge che “il mandato di arresto europeo può essere emesso… indipendentemente dalla doppia incriminazione per il reato”. Doppia incriminazione significa che il fatto deve essere previsto come reato non solo dalle norme penali dello Stato che chiede l’estradizione, ma anche da quelle dello Stato che la concede. È infatti evidente la mostruosità di un sistema che consegni un proprio cittadino ad un altro Stato per farlo condannare penalmente in relazione ad un fatto non previsto come reato dalle proprie leggi. Ma nella totalitaria, sconvolgente concezione che anima il “legislatore” europeista, va punito anche chi ignorava e non poteva che ignorare di avere commesso un reato ai sensi del codice penale francese, o belga, o cipriota, o turco…11 È importante osservare che in prospettiva la “soppressione dell’estradizione” e la sua sostituzione con un “sistema di consegna fra le autorità giudiziarie” farà venir meno ogni differenza tra le famose 32 ipotesi dell’articolo 2 della pro- gano in vita anche solo alcune delle (genericissime) 32 ipotesi “criminose” europeiste: grazie all’abolizione della competenza per territorio ed alla eliminazione della doppia punibilità esse saranno sufficienti a creare una giungla in cui nessuno potrà dirsi sicuro. Concretizzando in una sola domanda le deformità giuridiche - e perciò anche intellettuali e morali - di chi ha pianificato questo regime: che interesse ha la Turchia a punire un fatto verificatosi in Italia, deportando il “deviante” italiano, innocente in base all’ordinamento italiano, condannandolo e gettandolo in un carcere turco? Si moltiplichi questa possibilità per tutte le ignote norme penali di tutto il continente e la risposta risulterà chiara; ha un solo significato: nessuno può conoscere le leggi penali di tutta Europa, tutti diventano perciò possibili candidati alla deportazione per reati che ignoravano persino fossero tali. Gesù processato da Caifa. posta - per le quali l’estradizione non può essere negata - e tutte le altre figure di reato per le quali invece può essere temporaneamente mantenuto il principio della doppia incriminazione. In ogni caso, è sufficiente che si ten- Peccato che chi escogita questi sistemi ne dimentichi penosamente anche per ignoranza storica - la portata: “Ecco s’affanna a partorir l’ingiustizia: ha concepito sciagura… Una fossa egli ha aperto e scavato, e precipita nella fossa ch’egli ha fatto!” (Sal., 7, 15, 16). Per valutare a quali inimmaginabili conseguenze possa giungere il sistema attualmente delineato nella proposta dell’U.E., si consideri quest’esempio: un Paese qualsiasi dell’Unione con- 11 Come si specifica ad abundantiam con agghiacciante chiarezza nel citato documento parlamentare: “Non rileva… che l’incriminazione che ha dato origine all’emissione di un mandato d’arresto europeo non esista… nel territorio dello Stato di esecuzione” (pag. 59). 6 “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 sidera “specie animale protetta” di cui vieta il commercio (dodicesima delle ipotesi di reato previste dall’articolo 2) le tartarughe palustri che in altri Stati, invece, sono liberamente vendibili o il cui traffico è, tutt’al più, punito con una semplice sanzione amministrativa. Ebbene, in virtù delle due citate novità (abbattimento dei limiti sulla competenza territoriale e soppressione del principio della doppia punibilità) il cittadino del secondo Stato che mette in vendita, in patria, (e perciò lecitamente), esemplari di tali tartarughe, potrà essere deportato, condannato ed incarcerato su richiesta di un qualsiasi giudice del citato paese straniero. La sua estradizione potrà inoltre aver luogo anche nel caso che l’accusa sia palesemente infondata e che egli non abbia mai neppur visto una tartaruga palustre in vita sua. Di fronte a questa esemplificazione in materia di competenza territoriale, qualcuno forse osserverà che abbiamo addotto un caso limite. Sennonché la risposta a questa obiezione è agevole: questa radicale rivoluzione in materia di competenze si spiega solo con la precisa intenzione di creare sistematicamente simili “casi limite”; il meccanismo del mandato europeo è strutturato oggettivamente in maniera tale da consentire la metodica creazione e moltiplicazione di casi assurdi, in precedenza impossibili. Profetiche, in questo senso, suonano le parole della nota giornalista Ida Magli, quando ha acutamente osservato che con l’U.E. sta sorgendo “la più forte delle dittature che i popoli abbiano mai sperimentato”12. Altro esempio: che intende il “legislatore” europeista - dodicesima previsione dell’art. 2 - per “criminalità ambientale”? È, o può essere, un “crimine ambientale” non rispettare le regole della raccolta differenziata dei rifiuti, violare il divieto di calpestare un prato, lasciare per terra in un bosco, o in un’area classificata vitali del sistema penale italiano: i princìpi, fra loro strettamente connessi, di legalità, di tassatività, di irretroattività ed il divieto di analogia in campo penale13. Questi quattro principi - la cui copertura costituzionale ha rilievo di primissimo piano (art. 25 Cost.), costituendo essi l’ossatura delle garanzie minimali che il si- stema penale italiano riconosce al cittadino - perdono completamente di significato14. La legalità costituzionale è quella italiana, non quella turca, e comunque neppure quella francese, o spagnola: cancellata la legalità, tutto diventa possibile. Perché un italiano che ha manifestato, in patria, un’opinione considerata espressione di un principio costituzionalmente garantito, deve essere punito in base alla legalità francese che vieta e punisce con il carcere quella medesima libertà? La tassatività in concreto scompare: come posso conoscere migliaia e migliaia di norme penali codicistiche e speciali, per giunta scritte in svariate lingue straniere? Dunque, in definitiva, dell’intero articolo 25 della Costituzione e dei vari corollari che se ne desumono e che tutte le trattazioni di diritto penale italiano pongono a fondamento della civiltà del nostro sistema, non ne rimane in piedi neppure uno. Si deve concludere o che, sino ad oggi, tutti gli studiosi di diritto penale abbiano insegnato amenità a generazioni di studenti in giurisprudenza, o che l’U.E., abbattendo tali principi di civiltà, sia portatrice di una pericolosissima, nonché totalitaria, concezione del diritto penale. Che di vera e propria inciviltà e deriva totalitaria si tratti, nell’ottica a tutt’oggi pacifica dei penalisti italiani, lo si è già visto e lo si vedrà meglio più avanti al § 3: i margini di manovra consentiti ai futuri inquisitori dell’“Inquisizione Unitaria Europea” sono letteralmente sconfinati. L’elenco dei (32) “reati” previsti dall’articolo 2, 2° comma della proposta, per i quali l’estradizione non può essere negata se non eccezionalmente, ha comunque una importanza pratica assai minore di quella che il governo italiano le ha attribuito, sia perché di massima - come emerge dalla proposta di decisone quadro (art. 2, commi 3 e 415) - la procedura 12 Cit. in Mario Giordano, “L’Unione fa la truffa. Tutto quello che vi hanno nascosto sull’Europa”, Mondadori ed., 2001, pag. 23. 13 Senza dilungarsi su questioni giuridiche e senza pretesa di completezza: tassatività significa che la norma deve prevedere con precisione e puntualità la fattispecie criminosa sanzionata. Irretroattività che la legge penale può punire solo fatti successivi alla propria entrata in vigore: quale significato ha un’irretroattività relativa a leggi di altri ed ignoti ordinamenti? In pratica, nessuno. Il divieto di analogia, strettamente connesso ai citati principi, impedisce al giudice di sanzionare casi simili ma diversi da quelli espressamente contemplati in legge. Lo scopo di questi princìpi è ovviamente quello di fissare i criteri basilari (ma di per sé non sufficienti) per circo- scrivere i fatti penalmente sanzionabili, così impedendo che l’uso del diritto penale diventi strumento arbitrario di repressione. 14 Anzitutto, quali garanzie sono contemplate nella proposta di mandato di arresto europeo che questi principi vengano rispettati nei Paesi in cui il “deviante” deve essere deportato? Nessuna. Il problema di avere un’omogeneità di garanzie minimali per il deportato non è affatto preso in considerazione dal “legislatore” europeista, preoccupatissimo solo di avere idonei strumenti di “caccia”. In secondo luogo, se diventa possibile punire chi ignorava e non poteva che ignorare di avere commesso un fatto previsto come reato dalle leggi di un altro Stato - magari di qualche sperduto paese alla periferia dell’Europa - è evidente che discutere di tassati- vità, di legalità, ecc. rappresenta una finezza eccessiva: il diritto penale diventa un pretesto per reprimere liberamente; diventa atto di pura ed incondizionata violenza. 15 Il c. 4 rappresenta in effetti un monumento di ipocrisia, come del resto tutto il sistema qui delineato: prevede che per reati diversi dai 32 già individuati, l’estradizione “può essere subordinata alla condizione che i fatti per i quali è stato emesso il mandato… costituiscano un reato ai sensi della legge dello Stato di esecuzione, indipendentemente dagli elementi costitutivi o dalla qualifica dello stesso”. Anzitutto, si noti il solito “può”, e tutto ciò che ne consegue. In secondo luogo si osservi che se mancano gli elementi costitutivi del reato (oggettivo e soggettivo), manca il reato stesso. “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 fra quelle di rilievo naturalistico, i rifiuti di un picnic? È sufficiente che la legge di uno dei 25 Stati dell’Unione preveda, ora o in futuro, tali condotte come reati, perché il mandato di arresto europeo possa scattare nei confronti di un cittadino di uno qualsiasi degli altri Paesi. E come potrò difendermi dall’imputazione (possibilissima in astratto, anche se assurda) elevatami da un giudice lituano di avere abbandonato su una spiaggia dell’Andalusia i rifiuti di un picnic? L’abolizione della doppia punibilità - e della competenza per territorio - assume in definitiva portata dirompente, scardinando fra l’altro uno dei gangli 7 in esame si applica a quasi tutti gli altri reati, sia perché è già preventivato l’abbattimento di ogni residuo limite all’esecuzione dei mandati e delle sentenze di un qualsiasi giudice dell’U.E.. Comunque, l’aspetto di quella lista che più colpisce il lettore è invero quello della genericità indeterminata e indeterminabile, e quindi capace di criminalizzare le condotte più disparate di svariate sue previsioni (anche qui la tassatività viene vistosamente demolita). Tale genericità è esaltata dal fatto che le figure, già molto approssimativamente previste, vanno correlate alle diverse legislazioni di ben 25 Stati, salvo ulteriori estensioni ad altri paesi, quali, ad esempio la Turchia, le cui legislazioni si ispirano a principî anche radicalmente diversi da quelli che caratterizzano il nostro sistema giuridico: l’efficacia totalitaria di questa vaghezza è dirompente. L’uso di terminologia più giornalistica che giuridica non può non essere voluto, sia perché contrasta con principi basilari - non solo in Italia - della certezza del diritto penale, sia perché le “lobbies” europeiste non ignorano questi problemi: ogni giorno nell’U.E. si tocca con mano la impressionante dinamica per cui un vocabolo, se usato nella sua accezione giuridica, assume significati enormemente diversi nei vari ordinamenti. L’U.E., pertanto, ben sa quali margini di manovra dispotica siano insiti nel criminalizzare genericamente, su scala europea, condotte non ben meglio precisate. Lo sa e sa anche che una tale scelta distrugge la certezza del diritto nella materia - quella del diritto penale - che più di ogni altra, per tradizione, richiede certezza. Questa certezza è e fu voluta per evitare una degenerazione tirannica del potere. Perché le “lobbies” europeiste si accingono ad abbatterla con tanta virulenta rapidità? La risposta sta nella domanda stessa. L’U.E. potrebbe, peraltro, rettificare il tiro, mutare radicalmente l’impostazione del sistema così configurato, creando un codice penale e 16 Una normativa penale unitaria comporta inevitabilmente il capovolgimento di valori sentiti e vissuti come propri dalle singole comunità nazionali. Si pensi al tema della liberalizzazione delle droghe, dell’eutanasia (in 8 (necessariamente anche) di procedura penale, europei, precisi, puntuali, democraticamente approvati (democrazia? Quando mai, in U.E., i popoli contano qualcosa?) nel pieno rispetto di tutti i principi di civiltà esaminati nella presente trattazione. Se così avvenisse e si tenesse ferma solo e soltanto la regola per cui un giudice, poniamo, turco, può chiamare di fronte a sé un cittadino francese e giudicarlo per fatti commessi in Francia, ebbene, ciò sarebbe sufficiente per proclamare la fine del diritto penale e l’inizio di un regime di deportazioni sistematiche e di corruzione dei magistrati che coperti dai potentati egemoni - siano pronti a mettersi in vendita, o comunque ad agire, per convinzione ideale o dietro compenso venale: il continente è grande. Sarebbe la fine del diritto penale e della civiltà! Ne consegue che l’attuale proposta di mandato di arresto europeo (in sé e per sé liberticida in ogni proprio aspetto), può avere un significato giuridico (e non puramente repressivo) unicamente nel caso in cui - in base a una normativa penale europea omogenea - sia chiaro il principio che il mandato può essere emesso solo qualora lo Stato, che chiede l’estradizione lo faccia nei riguardi di chi abbia commesso (realmente e non in base a competenze artificiose) un reato nel proprio territorio. Di più: debbono sussistere anche tutte le garanzie di difesa che, come abbondantemente dimostrato in Prospettiva Gulag, sono presenti nel nostro Paese ma non interessano affatto alla casta europeista oggi egemone. È evidente che rettificare in questo senso la proposta di mandato equivale a rigettarla in toto. In ogni caso si osservi che creare un sistema di diritto sostanziale e processuale penale comune, significa, in definitiva, cancellare la sovranità degli Stati nazionali: i popoli debbono esserne consapevoli.16 (continua) Olanda ad es.), persino della pedofilia: anche se chi legge i quotidiani spesso il giorno seguente ne dimentica i contenuti, si ricorda che questa Europa, fra la fine del 2001 e gli inizi del 2002, è stata ad un passo dall’approvazio- ne della liberalizzazione di modiche quantità di materiale pedo-pornografico. Si rimanda, su tale tema, a Prospettiva gulag. “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 OPERAZIONE del prof. Francesco Cianciarelli Q uando, nel 1905, il filosofo, storico e sociologo, Max Weber, pubblicò “L’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo”, intendeva sostenere che le origini del Capitalismo vanno ricercate nell’etica Protestante: che tutto è tranne Etica. Figuriamoci, oggi, a distanza di un secolo, dove il Capitalismo si è Globalizzato!1 Prova ne sono gli immensi ed immani Scandali che sono partiti dagli Usa e si stanno estendendo nel Mondo. Dallo scandalo e collasso del gigante texano dell’Energia ENRON, di poco tempo fa è nata addirittura la parola ENRONITE, per indicare appunto un Capitalismo senza Etica negli Affari. Speriamo che, in futuro, noi Europei non dovremo coniare la parola EURONITE. Ma gli americani non si preoccupavano tanto che il truffare al prossimo non sta bene, ma che scandali del genere avrebbero prosciugato la loro stessa linfa vitale: ovvero i Capitali del Capitalismo! Per chi non lo sapesse, il valore di Una Azione della ENRON era pari a $ 90 e da un giorno all’altro, è passata a pochissimi centesimi: ovvero è diventata carta straccia! Immediatamente, si misero sotto accusa, innanzitutto, le BANCHE, poi, la potente SEC (= Security Exchange Commission), ovvero la nostra CON- 1 Occorre fare una distinzione tra il “Capitalismo Produttivo” ed il “Capitalismo FinanziarioBancario”, poiché il primo è sempre sfruttato dal secondo. (Il vero “Plus Valore” tanto decantato da Carlo Marx, non è quello della Proprietà, ma è quello Monetario: e, questo, Marx lo ha abilmente occultato. Infatti, la LOTTA DI CLASSE, in tutti i regimi comunisti si è sempre arrestata - con religioso silenzio - davanti alle “porte” delle Banche. Altro esempio lampante lo abbiamo con i NO “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 La sede della BCE a Francoforte. GLOBAL, che inveiscono sempre contro ogni sorta di “Proprietà”, ma mai contro chi “crea la Moneta”, ovvero contro le BANCHE CENTRALI!) È bene ricordare che quando Marx parlava di “Plus Valore” riteneva che la Proprietà nascesse da un Valore Aggiunto rubato. Noi, invece, affermiamo che, chi produce di più e produce meglio, non ruba niente a nessuno. Il vero Valore Aggiunto rubato (cioé il vero Plus Valore) è quello dato dalla differenza pura- SOB, e le SOCIETÀ di REVISIONE. Pensate che la sola Società di Revisione “Arthur Andersen” riscuoteva, annualmente, oltre 100 miliardi di lire solo per firmare e non controllare, ovvero per nascondere e mentire i veri Bilanci della ENRON, senza poi contare le decine e decine di miliardi che si intascavano sottobanco. Scandalo nello scandalo, poi, è che a tutt’oggi le Società di Consulenza delle grandi MULTINAZIONALI sparse nel mondo, sono le stesse Società di Revisione, o che sono tra di esse collegate. È quindi lecito domandarsi: ma chi controlla i controllori, se i controllori ed i controllati sono gli stessi? E, poiché le MULTINAZIONALI, senza le BANCHE non possono esistere, allora si inseriscono dentro alla “spartizione della torta” Direttori e Presidenti di Banche; inoltre, per far chiudere un occhio - meglio se tutti e due - GIUDICI e PROCURATORI in carriera (Milano - ma non solo - docet!); POLITICI corrotti; creando, poi, ad hoc, PARADISI FISCALI, dove portare e mettere al riparo il malloppo (ovvero il maltolto a migliaia di onesti e modesti cittadini), creando società fittizie ed aprendo conti numerati, grazie alla complicità di intere NAZIONI che hanno fatto di certe isole caraibiche delle colonie, ieri, e delle isole felici off-shore, oggi!2 Concludendo con lo scandalo ENRON (ma se ne contano tanti nei soli USA!), mente arbitraria tra il puro costo tipografico ed il suo valore nominale. Per cui le Banche Centrali si appropriano indebitamente della differenza. Indebitando, quindi, e gli operai e i proprietari. Ovvero: Tutti! 2 Anche se questi sono i Paradisi Fiscali del Capitalismo Produttivo, mentre per i Banchieri la vita si svolge in un Paradiso di Impunità Totale, legalmente approvata e senza bisogno di approdare in isole off-shore! 9 sull’onda del malcontento popolare fu istituita una Legge, la “SarbanesOaxley”, con lo scopo dichiarato di porre un freno alla speculazione finanziaria e per tutelare le decine e decine di migliaia di risparmiatori e cittadini comuni, ma, in realtà, per salvaguardare l’intero Sistema Capitalistico. A tal uopo, la “Federal Reserve” (la Banca Centrale Americana), la SEC ed il Governo USA si impegnarono a rimborsare integralmente le ingenti perdite subite dagli innumerevoli cittadini coinvolti. Ebbene, sapete come è andata a finire? Che risparmiatori quali operai, impiegati e fornitori hanno perso oltre l’80%, mentre altri tutti i risparmi di una intera vita, fatta di stenti, di sacrifici e di duro lavoro! Temiamo che in Italia si ripeterà la stessa storia. I “contanti” non si vedranno; se andrà bene, si rinegozieranno e si consegneranno ai malcapitati altri Titoli con nuove scadenze. Vedete, non si tratta qui di mettere sul banco degli imputati il “Capitalismo Produttivo”, perché del Comunismo, poi, non ne parliamo proprio. No! Qui si tratta di scrivere come spesse volte ce lo ha ricordato il nostro insigne maestro, il prof. Giacinto Auriti una “Nuova Pagina di Storia”. Qui, dobbiamo recidere i capelli a Sansone, ovvero togliere la Proprietà della Moneta alle Banche Centrali.3 Qui, occorre Riformare il Sistema Monetario Internazionale! Non è sufficiente quel che faranno Governo e Parlamento Italiano sul caso Parmalat, e cioè modificare o istituire una Legge per rafforzare la Consob o per indebolire la “Banda d’Italia”, ah! lapsus, la Banca d’Italia. Anche perché non tutti sanno che le Banche creditrici della Parmalat sono anche le Proprietarie della Banca d’Italia. Anche in questo caso, i controllati dalla Banca Centrale sono i Proprietari della stessa, per cui conoscevano e conoscono perfettamente la reale esposizione contabile e debitoria della Parmalat. I cittadini pensano che la “Banca Centrale” sia Pubblica o Governativa, invece è di Proprietà Privata. È una “Spa”. Volete qualche esempio? Il Gruppo Bancario UNICREDITO, (Presieduto da Alessandro Profumo), detiene il 10,97% della Proprietà della Banca d’Italia; il Gruppo CAPITALIA (Presieduto 3 Abbiamo letto e udito giorni fa come - con quanta saccenza e noncuranza, anzi veemenza e rabbia, tipica del “padrone” - il Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, abbia reagito contro la seconda Carica dello Stato, ovvero del Presidente del Senato, che aveva espresso delle riserve sulla Vigilanza della 10 Per converso, ufficialmente, la Banca d’Italia possiede - udite udite - un Capitale di soltanto € 156.000 (appena 300 milioni di vecchie Lire!), rappresentato da 77 “Partecipanti” con Quote di Partecipazione al Capitale di 52 centesimi l’una! Poveretti, dicono a Roma! Sono davvero bisognosi questi banchieri. Forse, sarà il caso di aiutarli più di quanto stiamo facendo. Ma alcuni potrebbero asserire che la Banca d’Italia (con i suoi 10.000 impiegati da noi mantenuti) con l’Entrata della BANCA CENTRALE EUROPEA (= BCE), dalla EUROTOWER di Frankfurt (che preferirei chiamare piuttosto NEUROTOWER), ora è meno influente. Ma si continua imperterriti a commettere FALSI IN BILANCIO. Si continua, cioè, a mettere al Passivo ciò che va all’Attivo, e viceversa. Il nostro Codice Penale, poi, all’art. 640, ci spiega che cos’è la TRUFFA. Ma oggi possiamo affermare di essere passati ad una MEGA TRUFFA: ovvero ad una TRUFFA CONTINENTALE! da Cesare Geronzi) l’11,15%; il Gruppo SAN PAOLO-IMI (Presieduto da Rainer Masera) il 17,23% ed il Gruppo Bancario INTESA (Presieduto da Giovanni Bazoli/Corrado Passera) con addirittura il 27,22%. Banca d’Italia, apostrofandolo: «Pera, e chi è costui?» il quale, essendo uomo di Berlusconi, il “cattolico” Fazio gli ha subito mostrato i “muscoli” dandogli il “benservito” (tramite la Magistratura) facendo annullare il “lodo Schifani” (indipendentemente se il lodo sia costituzionale o meno). Concludo chiedendomi e chiedendovi: Quale lezione possiamo trarre dall’ultimo Scandalo Bancario-Finanziario Internazionale, ovvero dal Crack PARMALAT, prima che altri futuri e più virulenti e preoccupanti Scandali Finanziari possano investire l’intera Economia del nostro Paese, e non solo? Per il nostro bene e quello dei nostri figli, in realtà per la sopravvivenza stessa dell’uomo, occorre completamente voltare pagina: è urgente compiere una svolta epocale, operare una scelta coraggiosa, com’è quella della Riforma del Sistema Monetario. Non c’è altro modo di agire se non vogliamo addentrarci in un futuro pieno di problemi. Pensate che già oggi, solo per i Crack Cirio e Parmalat, direttamente e personalmente, sono stati messi definitivamente in ginocchio ben 200.000 italiani! Quindi, “Lorsignori”, si renderanno responsabili della Disperazione ed ISTIGAZIONE AL SUICIDIO di Centinaia di Migliaia di Cittadini! Intanto, come si concluderà questa triste vicenda? È semplice: come al solito! Come in un Film già visto, come nelle Guerre che si preparano a “tavolino”: con i Grandi CRACK, le Banche Campano e Prosperano ed i Cittadini Crepano!.. Così come, alcune settimane fa, l’inviato di “Striscia la Notizia”, Valerio Staffelli, sia stato preso, per ordine dello stesso Governatore, a “calci in c...!” (così come siamo presi, daltronde, tutti quanti noi!). “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 OCCHI SULLA POLITICA È VERO NON È VERO? LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) È vero che la Chiesa fu fondata Dal Figlio della Vergine Maria, Ucciso dalla “perfida genìa”, Secondo la Dottrina, predicata, E in più di venti secoli insegnata, Col nulla-osta della Gerarchia, E col Vangelo in piena sintonìa, Oppure è una menzogna calcolata? Se Cristo non è Dio, Verbo incarnato, Nel grembo d’una Donna Immacolata, Per riscattare l’uomo dal peccato, L’umanità è davvero disgraziata, E l’uomo, senza Cristo, è destinato A maledir la vita sventurata! Prof. Arturo Sardini Chiosa Personalmente, ad essere sincero, Spero, con tutto il cuore, che sia vero, Poiché se fosse falsa la Dottrina Sarebbe irreparabile rovina! Ovverosia, se Cristo non è Dio, Non so spiegarmi più chi sono Io! Sulla questione ho molto riflettuto; Se Cristo non è Dio sono perduto! Cos’è la vita senza un Creatore, Senza uno scopo, senza un Salvatore?! Se non ci fosse Dio, maledirei Ogni giorno la vita e i giorni miei! Chiusa La Fede non è chiara, sia ben chiaro, Ma senza Fede in Dio non c’è riparo! Senza la Fede, assurda è l’esistenza, Quantunque le pretese della scienza! “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 Da: “RERUM NOVARUM” Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale (15. Maggio 1891) 3. Casi particolari d’intervento (Condizioni di lavoro) Lo Stato deve proteggere molte cose nell’operaio, e prima di tutto i beni dell’anima. La vita di quaggiù, benché buona e desiderabile, non è il fine per cui noi siamo stati creati, ma via e mezzo a perfezionare la vita dello spirito con la cognizione del vero e con la pratica del bene. Lo spirito è quello che porta scolpita in sè l’immagine e la somiglianza divina, ed in cui risiede quella superiorità in virtù della quale fu imposto all’uomo di signoreggiare le creature inferiori, e di far servire all’utilità sua le terre tutte ed i mari. «Riempite la terra e rendetela a voi soggetta: signoreggiate i pesci del mare e gli uccelli dell’aria e tutti gli animali che si muovono sopra la terra». In questo, tutti gli uomini sono uguali, né esistono differenze tra ricchi e poveri, padroni e servi, monarchi e sudditi, perché lo stesso è il Signore di tutti. A nessuno è lecito violare impunemente la dignità dell’uomo, di cui Dio stesso dispone con grande riverenza, né attraversargli la via a quel perfezionamento che è ordinato all’acquisto della vita eterna. Che anzi, neanche di sua libera elezione potrebbe l’uomo rinunziare ad esser trattato secondo la sua natura, ed accettare la schiavitù dello spirito, perché non si tratta di diritti dei quali sia libero l’esercizio, bensì di doveri verso Dio assolutamente inviolabili. Di qui, segue la necessità del riposo festivo. Sotto questo nome non s’intenda uno stare in ozio più a lungo, e molto meno una totale inazione quale si desidera da molti, fomite di vizi e occasioni di spreco, ma un riposo consacrato alla religione. Unito alla religione, il riposo toglie l’uomo ai lavori e alle faccende della vita ordinaria per richiamarlo al pensiero dei beni celesti e al culto dovuto alla Maestà divina. Questo è principalmente la natura, questo il fine del riposo festivo che Iddio, con legge speciale, prescrisse all’uomo nel Vecchio Testamento, dicendogli: «Ricordati di santificare il giorno di sabato», e che Egli stesso insegnò, di fatto, quando nel settimo giorno, creato l’uomo, si riposò dalle opere della creazione: «Riposò nel giorno settimo da tutte le opere che aveva fatte». (continua) 11 Documenta-Facta CONFESSARE DURANTE LA MÈSSA È VALIDO? A questo “dubium”: «I fedeli possono accedere al sacramento della Penitenza durante la celebrazione della Messa?». La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha così risposto: Tutto ciò che, con la presente Lettera apostolica, in forma di “Motu proprio”, ho stabilito, ordino che abbia pieno e durevole valore, e sia conservato a partire da questo giorno, nonostante qualsiasi altra disposizione in contrario”. «È pertanto chiaramente legittimo anche durante la Messa, ascoltare le confessioni tutte le volte in cui si prevede che i fedeli chiedano questo ministero. Se c’è una celebrazione, occorre fare tutto il possibile affinché qualche sacerdote si astenga dal concelebrare, in modo che possa essere a disposizione dei fedeli che vogliano accedere al sacramento della penitenza». (NB: La “risposta”, firmata dal Cardinale-Prefetto, Jorge Arturo Estévez e dal sotto-Segretario Mons. Mario Marini, è stata pubblicata sul Bollettino del Dicastero: “Notitias”, n. 419420, 2001, pp. 259-260). *** Sulla lettera apostolica “MISERICORDIA DEI” di Giovanni Paolo II (7 aprile 2002), su alcuni aspetti della celebrazione del sacramento della Penitenza, ha scritto: «2 - In particolare, si raccomanda la presenza visibile dei confessori nei luoghi di culto durante gli orari previsti, l’adeguamento di questi orari alla situazione reale dei penitenti, e la speciale disponibilità per confessare prima delle Messe, e anche per venire incontro alla necessità dei fedeli durante la celebrazione delle SS. Messe, se sono disponibili altri sacerdoti». «9 b - La sede per le confessioni è disciplinata dalle norme emanate dalle rispettive Conferenze Episcopali, le quali garantiranno che essa sia collocata in “luogo visibile” e sia anche “provvista di grata fissa”, così da consentire ai fedeli e agli stessi confessori, che lo desiderano, di potersene liberamente servire... 12 Papa Giovanni Paolo II: confessore in S. Pietro. “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 13 UNA CAPITALE CONTESTAZIONE DEL NEO-MODERNISMO – IL TOMISTICO PRIMATO DELLA LIBERTÀ – del prof. Andrea Dalledonne 3 CONCLUSIONE Si può convenire altresì che si avvicina notevolmente al tomismo essenziale lo storico-filosofo convertito, testé citato, quando scrive: «La vera teoresi è vera bontà»46. Se è vero, infatti, che l’apprensione originaria dell’ente, mediante la quale si co-apprende l’atto di essere partecipato dell’ente limitato dalla sua essenza, è atto dell’intelletto, è parimenti vero che il riconoscere l’ente nella sua positività onto-metafisica creaturale è atto più della volontà libera che dell’intelligenza; appunto come si è visto specie nei testi tomistici del De Veritate. Perciò, «la dimostrazione dell’esistenza di Dio (privilegiando la “quarta via” tomistica, radicata e fondata nelle nozioni di partecipazione trascendentale di causalità creatrice e di analogia metafisica) appartiene alla costituzione della persona e si radica nell’intimo della sua libertà»47. Di qui, la portata esemplarmente cristiano-tomistica delle seguenti testi di un illustre teologo: «... La perfezione della volontà dev’essere curata più della perfezione dell’intelligenza... ... La volontà è... il centro e la forza motrice di tutta la nostra vita, poiché esercita un influsso imperiale sulle nostre rimanenti facoltà, non esclusa l’intelligenza... ... Dunque, la moralità della vita dipende non dall’acutezza dell’ingegno, ma dalla rettitudine della volontà; non dalla conoscenza delle leggi, ma dall’osservanza di esse; non dal sapere 46 Cfr. A. Ferrabino, “La filosofia della storia come la intendo, in Scritti di filosofia della storia”, Firenze 1962, p. 782. All’opposto, l’impugnazione immanentistica, modernocontemporaneo-neo-modernistica, della Verità conosciuta nasce dai traviamenti più de- 14 S. Tommaso d’Aquino. (condizionamento imprescindibile, eppure modesto), ma dalla virtù...»48. In tali tesi spiritualmente vitali (oggi regolarmente irrise dallo gnosticismo-fideismo-millenarismo neo-modernistico) non è difficile ravvisare anche l’eco dell’inse- moniaci (cf. S. Th., II-II, q. 154, a. 12). 47 Cfr. Fabro, “L’uomo e il rischio di Dio”, cit., p. 376. 48 Cfr. F Varvello S. D. B., “Institutiones Philosophiae. Pars III. Ethica”, V ed., Torino 1930, p. 201. gnamento di uno dei più caritatevoli maestri di spirito: «... La volontà non si accorge del bene se non per mezzo dell’intelletto, ma una volta che lo ha scoperto non ha più bisogno dell’intelletto per esercitare l’amore...»49. Da ciò si può forse dedurre che la verticalità assiologica della volontà libera sembra simile alle verità prossime alla fede; verticalità che può altresì stimolare alla santità persino i meno intellettualmente dotati come auspicava, con immensa carità, S. Luigi Grignion di Montfort nella sua “Lettera circolare agli amici della Croce”. In ogni caso, è arcievidente l’abisso infinito che separa la concezione cristiano-tomistica della libertà dallo gnosticismo-fideismo anche antico ma, molto più ancora, da quello moderno-contemporaneo. Se la virtù s’identificasse con l’intelligenza e con la cultura e se, correlativamente, la malvagità s’identificasse con la stupidità e con l’ignoranza - aberrazione che va dal misero Socrate al falsario Hegel fino ai nostri ecumenici giorni si arriverebbe a questi agghiaccianti assurdi: 1) satana e compagni demoni, in quanto molto più intelligenti e colti financo dei geni umani, sarebbero molto più virtuosi di tutti i Santi e di tutte le Sante; 2) i peggiori criminali sarebbero non solo i minorati psichici senza loro colpa ma, più ancora, i bambini piccoli e, soprattutto, i neonati, perché non sanno niente; 3) giacché l’“incosciente” e l’“irresponsabile” vengono razionalisticamente confusi 49 Cfr. S. Francesco di Sales, “Trattato dell’amore di Dio”, 1. VI, c. 4, a cura di R. Balboni, Milano-Torino 1989, p. 442. Cf. F. Amerio, “La dottrina della Fede. Dogma, morale, spiritualità”, Milano 1985, pp. 465-528. 50 Cfr. Sap. 2, 11. “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 de lla Sfera “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 nza Cfr. Per importanti vedute d’insieme sull’argomento, v. N. Gewakhow, “Il retroscena dei Protocolli di Sion”, tr. It., Roma 1939; Spadafora, “Fatima e la pette del socialismo”, III ed., Roma 1978; ID., “Cristianesimo e giudaismo”, Caltanissetta 1987; I. A. Santangelo, “L’ultima battaglia”, II ed., Adrano (Catania) 1992, pp. 29-93; Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, II ed., Albano Laziale (Roma) 2002. 52 Cfr. Non dimentichiamo che gli ebrei anticristiani, dei quali gli ebrei davvero convertiti sono migliori in un modo infinito per partecipazione, rimangono i “figli del diavolo” (cf. Gv. 8, 44) e i “crocifissori di Dio” (S. Th. III, 1. 47, a. 5, ad 3). E sono quindi i primi colpe- cie 51 os con il “colpevole”, noi peccheremmo speSi deve, cioè, scegliere Dio, anzitutto e È infatti l’unica vera Chiesa di sempre ad cialmente nel sonno durante il quale siasoprattutto54, nella “pratica di amar Gesù insegnare a ciascuno, dai sommi ai minimo, appunto, “incoscienti” e “irresponsami di qualsiasi epoca, che «dall’aiuto e bili”; dai doni di Dio il libero arbitrio non ci Amore 4) dei peggiori criminali suddetti farebbeè tolto ma, anzi, ci è liberato...»58. Sudi Dio ro parte anche i teologi-moralisti perché blime eco dell’ultima implorazione del conoscono e trattano, con grande Padre nostro: “Liberaci dal male”59. Dio ama,vuole, crea. profondità, tutti i peccati in ciascuIvi non chiediamo, aristotelicamenLa creazione è opera della Sua libertà e carità. na delle loro specie; te, a Dio, che “sia pensato il 5) nella vita pubblica, il diritto Suo pensiero” - espressione Grazia Speranza coinciderebbe in pieno con troppo insufficiente e quasi Fede la forza dei sinarchi più offensiva -; ma Gli chiediaCarità astuti - e, piaccia o spiacmo, cristianamente e toAmare Dio è migliore del conoscerLo. cia, non c’è astuzia senmisticamente, che “sia za intelligenza e senza fatta la Sua voLibertà dal peccato una certa cultura, talontà” 60 : volontà “Il giogo di Dio” lora di livello umanaidentica alla Sua camente alto -: ideolorità che, come dice La Libertà risale al Bene tramite l’intelligenza ma, dopo averlo scoperto, non ha più bisogno dell’intelligenza per esecitare l’amore. gia condannata già S. Paolo, “trascennell’Antico Testade ogni conodell’A a mento 50 , ma apscenza”61: carità nim Sfer a plicata dalla “ciliberissima grazie Libertà viltà” immanentia cui Gesù Cristo a (Volontà libera) r fe nella dedizione assoluta all’Assoluto La libertà ha la sua suprema fondazione stica modernovolle assoggetS (Libero arbitrio) contemporanea tarsi all’olocauSfera della Religione Primato teol.-morale coi “risultati” sto perfetto Muove le altre facoltà Livello della libertà di scelta Responsabilità morale (hegeliani e dinSuo, non altrui! Facoltà libera C tra il BENE e il MALE con Dio o contro Dio torni) di cui sudella Sua morte esecutiva biamo sempre di croce62 per la - Virtù più la tragicità redenzione e la apocalittica. Non salvezza eterna Amore Amore a caso un espodi ogni persona Facoltà giudiziaria nente di questo passata, presensistema, persote e futura63. Sfera della Morale Ragione Intelligenza Infine: si presume naggio cabalistaa servizio a servizio della Penso troppo sperando gnostico fino a dell’Intelligenza Volontà libera perché voglio! Neutralità morale Livello del discernimento che, nel domani chiamarsi Disraeli, Facoltà Facoltà Voglio tra vero e falso e tra storico, la Chiesa, non si vergognò di necessaria perchè sono! necessaria legislativa bene e male legislativa finalmente liberata affermare che in po- Sapere - Sapere dalla sua indicibile silitica non c’è nulla di tuazione odierna, despregevole51. Conoscere gli enti corporei è meglio che amarli A spiegare siffatta sifinisca de fide la verFilosofia Scienza Sfera della Politica tuazione indescrivibile ticalità assiologica Cul tura non basta il noto “oblio della volontà libera? dell’essere” tematizzato Aspettiamo la sentenza-rida Heidegger. Si deve, invesposta: non certo dalla siLibertà del peccato ce, avversare quella inenarranarchica paranoia ottimistica bile contraffazione-sofisticaziodel “terzo millennio”, ma sol“Il giogo di Satana” ne-profanazione della libertà: vale tanto dall’infallibile Magistero a dire il satanismo (cf. L’opera di dell’unica autentica Chiesa di semMons. Romeo e di altri sacerdoti eroici) pre. Odio per colpa del quale si commette il suprePer dirla con una delle massime persodi Satana mo crimine di rifiuto dell’Essere e, per nalità cattoliche, anche circa la questione conseguenza, di ripudio di tutti i valori in qui trattata, la «parola del Magistero quanto si odia e si combatte, in stile cadella Chiesa infallibile... verrà - è di feCristo”55: ovvero nell’“esercizio del Cribalistico-talmudico, l’unico vero Dio52. stianesimo”56 ricordando, con la volontà de - e porrà fine a questo pauroso e Si deve, pertanto, ritornare al fondalibera ben più che col pensiero, il detto di scandaloso sbandamento»64! mento dell’autentico Essere che è l’atS. Tommaso, conforme a cui più siamo to-principio anche della vera libertà53. caritatevoli più siamo liberi57. (fine) voli delle catastrofi odierne (cf. O. Nardi, “Il vitello d’oro. L’altra faccia della storia”, Milano 1989). V., pertanto, At. 2, 22-36; ivi, 3, 12-24; 1 Ts. 2, 13-16. Testi divinamente ispirati che tanto addolorano i “Marxini” (sic) dell’ecumenismo neo-modernistico. 53 Cfr. Chr. Ferraro V. E., “Para un retorno a la metafìsica. Sobre la actualidad del tomismo esencial”, Segni (Roma) 2003. 54 Cfr. Kierkegaard, “Diario”, 1850, X 2 a 428 = 2773, III ed., Brescia 1981, vol. 7, pp. 83 s. 55 Cfr. S. Alfonso M. De’ Liguori, “Pratica di amar Gesù Cristo”, a cura dei PP. Redentoristi, Verona 1987. 56 Cfr. Kierkegaard, “Esercizio del Cristianesimo”, in Opere, tr. Cit., pp. 693-822. 57 Cfr. “In III Sent.”, d. 29, a. 8, q. 3, n. 106, “Sed Contra”. 58 Cfr. D. -S. 248 59 Cfr. Mt. 6, 13. 60 Cfr. ivi, 6, 10. 61 Cfr. Ef. 3, 19. Cf. Fil. 4, 7. 62 Cfr. Is. 53, 1-12; Mal. 1, 11 ss. 63 Cfr. D. -S. 319 = 624; ivi, 795 = 1523; S. Th. III, qq. 46-56. V. Anche Landucci, “Cento problemi di fede”, VI ed., Assisi 1962, pp. 56 ss.; Card. G. Siri, “Getsemani. Riflessioni sul movimento teologico contemporaneo”, Roma 1980, pp. 359-368. 64 Cfr. Spadafora, “La nuova esegesi”..., cit., p. 290. Cfr. Ivi, pp. 149, 187, 285 ss., 325 s. Sulla conversione dei giudei, profetizzata da S. Paolo, V. Rom. 11, 1-33. 15 CHI SONO I VESCOVI? – IL PONTEFICE, L’INDULTO E I VESCOVI – del prof. Dante Pastorelli Sono pochi i Vescovi obbedienti, molti gli ostili e i ribelli alla volontà del Papa. 3 ULTIM’ORA: LE GIUSTIFICAZIONI DI MONS. PLOTTI SUONANO OFFESA AL PAPA Riportiamo, scaricandolo dal sito Internet dell’attivissima sezione sorella “UNA VOCE VENETIA”, un articolo apparso sul Tirreno in cui il Vescovo di Pisa, mons. Plotti, giustifica il suo “no” alla Messa Tridentina. Non commentiamo questo intervento, perché occorrerebbero spazio e tempo che non abbiamo nel momento in cui licenziamo questo Bollettino, né l’articolo, la cui autrice, come spesso accade non solo a modesti cronisti ma anche a giornalisti di fama, magari vaticanisti, quando si tratta di argomenti religiosi, dimostra una inammissibile ignoranza degli argomenti trattati. Diciamo solo che le giustificazioni del Vescovo si avvalgono di argomentazioni consapevolmente false (l’attuale Messa non è stata voluta dal Vaticano II, come dimostra ampiamente il card. Stickler nella conferenza sopra citata) e, come ci si aspettava conoscendo il Presule, di natura politica: i giovani che hanno chiesto l’applicazione dell’indulto lo hanno fatto con motivazioni esclusivamente religiose e di una loro militanza politica non siamo a conoscenza. A Pisa, durante il nostro incontro, ci sono sembrati molto seri, moderati e ricchi di spiritualità. D’altronde, sarebbe un delitto avere preferenze politiche? Non deve, il cattolico, anche in questo campo, rispondere alla sua coscienza? Ci sorge il dubbio che se essi avessero esibito una tessera d’un vivace colore più caro a Plotti, forse, il risultato sarebbe stato diverso. Saremmo felici se qualcuno fugasse tale dubbio. Anche l’atteggiamento nei riguardi dei suoi confratelli nell’Episcopato di lui più 16 mente offensiva nei riguardi del Sommo Pontefice, che è l’autore primo di tale “sfregio”. Ma si guardi intorno nella sua città, il Monsignore, magari senza la cortina di fumo che si sprigiona dall’amato sigaro e tirando giù il finestrino della bella macchina, al volante della quale sportivamente egli spesso si pone. E giacché è Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, volga gli occhi anche più lontano, come suo dovere. Ma, purtroppo, certi vescovi, come gl’idoli del Salmo 113, oculos habent et non videbunt. Se vedessero, qualche sacerdote disponibile a celebrare secondo l’antico rito sarebbe agevolmente individuato. Alla luce di quanto ora appreso, ritiriamo i riconoscimenti di “maggior cultura e diplomazia” sopra attribuiti a mons. Plotti, che non si eleva per nulla al di sopra del predecessore Matteucci e del sardo Atzei. Giovanni Paolo II. generosi, è reprensibile, perché oltremodo scorretto: quanto all’affermazione che la richiesta dell’indulto offre della Chiesa un’immagine inaccettabile, è estrema- «Abbiamo letto l’articolo del Tirreno con le gravi dichiarazioni di S. E. Plotti, che non ci risulta siano state smentite. Senza volerci soffermare su tutte le inesattezze, distorsioni e confusioni contenute nell’articolo, ci consta che il conte Marcello A. Cristofani della Magione è Gran Maestro dell’Ordine della Milizia del Tempio, associazione privata di fedeli approvata dall’arcivescovo di Siena. Ci risulta inoltre che i cristiani che hanno chiesto la Messa latina antica all’arcivescovo di Pisa in nessun modo possono essere definiti come “scismatici”. Gli interessati hanno senza dubbio la facoltà di esigere le dovute rettifiche a termini di legge». Una Voce Venetia “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 “NIENTE MESSA TRIDENTINA” PLOTTI SPIEGA I MOTIVI DEL SUO “NO” AGLI SCISMATICI Promemoria per i Vescovi del “NO”! LA PAROLA DEL CARDINAL JOSEPH RATZINGER, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE di Candida Virgone «Pisa. Sembra proprio che l’arcivescovo Plotti sia entrato nel tunnel delle polemiche. L’ultima riguarda la richiesta di un gruppo di studenti fuori sede circa la possibilità, negata dal Presule, di celebrare una Messa con il Rito Tridentino. Per i profani, il Rito Tridentino prevederebbe la vecchia Messa in latino, quella secondo il rito di san Pio V, risalente al Concilio di Trento, in auge prima del Concilio Vaticano II che si rifà al rito di Paolo VI, e che prevede la nuova celebrazione, insomma la Messa che tutti sono in grado di seguire e capire. Il Rito Tridentino è di fatto rivendicato e praticato dal gruppo scismatico fondato da Marcel Lefebvre. Alla fine di tutta la diatriba, la celebrazione è stata accordata a Roma dal cardinale Dario Castrillon Hoyos, ed avverrà il 24 maggio, in una chiesa che ha anche un particolare valore per il mondo cattolico, la Basilica romana di S. Maria Maggiore, che nella capitale verrebbe quasi dopo il fulcro della cristianità, S. Pietro. Sarebbe, pare, la prima volta, dopo la Riforma liturgica conciliare, che un porporato celebrerà il rito in vigore prima del Concilio Vaticano II, in una basilica di Roma. Ad appoggiare ed a portare avanti la richiesta del gruppo di studenti residenti a Pisa è stato il conte Marcello Cristofani della Magione, sedicente Gran Maestro dei Templari ed esponente di un gruppo di tradizionalisti cattolici in Comunione con Roma, i quali avrebbero già il permesso dell’arcivescovo di Siena di celebrare la Messa tridentina all’interno della loro comunità. Di fatto, negli ultimi tempi, il Vaticano ha avuto un atteggiamento molto diverso verso gli scismatici, in un tentativo, se si può dire, di apertura e distensione. Secondo i richiedenti, la risposta del Vaticano con la concessione di una Messa addirittura nella capitale ed in un centro della cristianità, appare come una precisa reprimenda verso l’arcivescovo di Pisa, monsignor Alessandro Plotti. Il quale, invece, cade dalle nuvole: «Perché ho risposto di no? Perché non vedo la ragione per dare spazi a certe “nostalgie”, visto che il Concilio Vaticano II ha stabilito un preciso rito che tutti seguono. Fra l’altro, il Vaticano concede ai vescovi la decisione di stabilire l’opportunità di una scelta del genere. Personalmente, non ho ritenuto giusto prendere delle iniziative che vanno contro le direttive date a suo tempo dalla Chiesa; se qualcun altro vuole accollarsi questa responsabilità e concedere un indulto, in questa specifica occasione, lo faccia pure. A parte il fatto che, qui a Pisa, avrei avuto non poche difficoltà a reperire un sacerdote che celebrasse questo rito. Mi sembra che avanzare certe richieste sia come dare un’immagine della Chiesa che non si può “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 accettare. Ho letto, qualcuno ha scritto che questo è apparso come uno schiaffo del Vaticano a me: io non la penso così e non trovo neanche giusto che di tutto si faccia una questione politica; nella religione, la politica non deve entrare, sembra che prendere certe posizioni sia cosa da sovversivi...». In effetti sono molti i settori della Chiesa che non gradiscono il riavvicinamento del Vaticano agli scismatici e sono tendenzialmente ostili al ricongiungimento con Lefebvre che tanti disagi ed imbarazzi ha creato all’establishment ecclesiastico vaticano in passato. Di fatto, però, il Giubileo del 2000 ha avviato un dialogo in vista della ricomposizione dello scisma, che i più ottimisti vedono come già fatta prevedendola entro al fine di questo anno. da “Il Tirreno”, 24 aprile 2003. Sua Eminenza, nel corso della sua conferenza, in occasione del decennale del Motu Proprio Pontificio “Ecclesia Dei”, si augurò che le sue parole potessero “persuadere i vescovi che la presenza dell’antica liturgia non turba né rompe l’unità delle loro diocesi, ma è, invece, un dono destinato a rafforzare il Corpo di Cristo, del quale siamo tutti i servitori”, e che la convivenza tra il Rito Antico e quello Paolino potrebbe aiutare a migliorare una riforma liturgica “intrapresa troppo frettolosamente e spesso limitata all’esteriorità”. Affrontare e discutere i problemi della riforma liturgica è importante, per il Cardinale della Fede, (cfr. il suo libro “La mia vita”, in cui critica aspramente e con dovizia di argomenti il divieto di celebrare secondo il Messale di S. Pio V) perché “la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo, dipende in gran parte dal crollo della liturgia”. Nell’altra sua opera, “Il sale della terra”, la sua scure si abbatte su quei sacerdoti che, improvvisandosi liturgisti, confezionano una Messa tutta loro, volta a volta differente, ponendosi al centro dell’attenzione dei fedeli: si tratta di un “nuovo clericalismo” che non lascia “emergere qualcosa di più importante”: il celebrante si deve tirare indietro, smettere d’esser protagonista, più mondano che religioso, in modo che possa rilucere in tutto il suo fascino “la forza dirompente dalla Tradizione non manipolabile”, in un periodo in cui “da noi c’è una tolleranza illimitata per le modifiche spettacolari e avventurose. Mentre praticamente non ce n’é per l’antica liturgia. Così siamo sicuramente sulla strada sbagliata”. «COSI’, MIEI CARI AMICI, VORREI ESORTARVI A NON PERDERE LA PAZIENZA, A CONTINUARE AD ESSERE FIDUCIOSI E AD ATTINGERE DALLA LITURGIA LA FORZA PER RENDERE TESTIMONIANZA AL SIGNORE IN QUESTO NOSTRO TEMPO» (conferenza cit.). È quello che noi continuiamo a fare, anche se talvolta la pazienza e la fiducia vengono poste a dura prova dai più aridi confratelli di Sua Eminenza. 17 L’EUCARISTIA SPARTIACQUE TRA FEDE E APOSTASIA di A. Z. N on a caso Mons. Giovanni Giavini venne trasferito dal card. Martini dall’insegnamento a Venegono a responsabile dell’Ufficio Catechistico Diocesano milanese. Nel suo volumetto “Verso la Bibbia” (edito dall’Ufficio Catechistico, pp. 158), trattando del Mistero Eucaristico, Giavini afferma: «Senza disprezzare le classiche dispute sulla transustanziazione e Presenza Reale, viene però il sospetto che esse, trasferite soprattutto nella catechesi, abbiano sviato l’attenzione dal senso primario della Santa Messa» (p. 167). Senso primario della Messa - insiste il Giavini - sarebbe il ricordo o memoriale della morte del Signore. Osserviamo, innanzi tutto, che l’idea di memoriale è atta a eliminare la spaccatura tra cattolici e dissidenti sulla fede nell’Eucaristia: sia noi cattolici, sia i fratelli separati, condividiamo il concetto che l’Eucaristia è “memoria” Lo ha insegnato Gesù stesso nell’atto di istituire l’Eucaristia: “Fate questo in memoria di me” (1 Cor 11, 24). La teologia cattolica, però, spiega il memoriale come «ricordo che ci offre la Presenza Reale di Cristo... Ricordo che non si riferisce soltanto al passato: attualizza il passato. Nel presente, non è soltanto un atto soggettivo, uno sforzo di rappresentazione fantastica, una nostalgia di Cristo che ha lasciato questo mondo... ; non è soltanto la “dulcis memoria” di un’esperienza religiosa spiritualmente rievocatrice e consolante. È un ricordo-realtà, è una memoria soggettiva con la presenza oggettiva e viva di chi è ricordato. È un fatto stupendo che inserisce il Cristo celeste ed eterno sotto i segni simbolici della sua morte sacrificale nell’esperienza profana e transeunte della nostra vita quotidiana”. Così il Cardinal Montini nella solennità del Corpus Domi- 18 Pisside del miracolo di Lanciano. ni del 1962. È la dottrina tradizionale della Chiesa. L’insistenza di Giavini sulla priorità della “memoria” suscita il sospetto che si tratti di aggiustamenti della teologia cattolica in chiave ecumenica, mentre “me- moriale” va inteso nel senso esattamente opposto all’interpretazione protestante del mistero eucaristico, come affermazione della “Presenza Reale” di Cristo nell’Eucaristia data dalla “transustanziazione”, per la quale «in seguito alla consacrazione del pane e alla conversione del vino, tutta la sostanza del pane diviene sostanza del corpo di Cristo nostro Signore, e tutta la sostanza del vino si fa sostanza del suo sangue» (Conc. Tridentino, sess. 13). È pure dottrina tradizionale, riaffermata nel Vaticano Il e dal Magistero attuale, con esortazioni, a non cambiare il linguaggio, per non correre il rischio di pervertire la stessa fede nel mistero eucaristico (ad esempio coi termini di transignificazione, stransfinalizzazione, ecc.). Lo spartiacque tra Fede cattolica e pensiero protestante sull’Eucaristia è data, quindi, dalla “transustanziazione” e dalla “Presenza Reale”. L’abisso è aperto dal quesito: l’Eucaristia, “memoriale” della morte di Cristo, è “Presenza Reale” di Cristo in corpo, sangue, anima e divinità, oppure è semplice richiamo mnemonico (anamnesi) dell’ultima Cena e della passione e morte di Cristo? Giova, a questo proposito, rileggere il luminoso sermone 37 del grande card. Bellarmino: «Prendete e mangiate: questo è il mio corpo». Considerate attentamente, cari fratelli, la forza di queste parole. Certamente, leggi e decreti dovrebbero essere promulgati in termini chiari, precisi, semplici, e non in maniera oscura e ambigua. Altrimenti, ognuno potrebbe addurre come scusa l’ignoranza e dire: «Parli il legislatore con chiarezza, se vuole che le sue leggi siano osservate». Ora, quale cristiano dubitò mai che il Signore, nell’istituire questo Sacramento, non fece una legge in cui prescrisse la “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 sua rinnovazione in perpetuo nella sua Chiesa? «Fate questo - disse - in memoria di me». Poiché, quindi, queste parole di Cristo sono l’espressione di una legge o comando, leggervi dentro figure e metafore vuol dire far di Dio Onnipotente il più imprudente e incompetente dei legislatori. Ancora, l’ultima volontà e testamento di un uomo dovrebbero certamente essere redatti nel chiaro linguaggio della vita di ogni giorno. Nessuno, al di fuori di un pazzo, o di uno che intendesse suscitare fastidi dopo la sua morte, avrebbe usato metonìmie e metafore in un documento simile. Quando uno che fa testamento dice: «Lascio la mia casa a mio figlio Giovanni», c’è, o ci sarà mai qualcuno che intenderà le sue parole nel senso: «Lascio a mio figlio Giovanni, non la mia vera casa quadrangolare, ma un bel quadro di essa»? Supponete ancora che un principe abbia promesso a uno di voi 1000 monete d’oro e per mantenere la sua parola vi spedisse un disegno delle monete, io mi chiedo: che cosa voi pensereste della sua liberalità? E supponete che alle vostre rimostranze, il donatore dicesse: «Signore, il vostro stupore è del tutto fuori posto, poiché le monete dipinte che avete ricevute devono essere realmente considerate come vere, in forza di quella figura letteraria che si chiama metonìmia», non si renderebbe ognuno conto che egli si stava prendendo gioco di voi? Ora , il Signore promise di darci la sua carne per nostro cibo. «Il pane che vi darò - disse è la mia carne per la vita del mondo». Se deducete che il pane può essere considerato come una figura della sua carne, voi ragionate come quel principe e vi fate beffe delle promesse di Dio. Sarebbe davvero un dono meraviglioso quello mediante il quale l’Eterna Sapienza, Verità, Giustizia e Bontà, ingannasse noi, suoi indifesi sudditi, e schernisse così le nostre più care speranze? Per mostrarvi quanto giusta e retta sia la posizione che teniamo, supponiamo di trovarci all’ultimo giorno e che la nostra dottrina sull’Eucaristia si riveli falsa e assurda. Se Nostro Signore ci chiedesse in tono di rimprovero: «Perché avete voi creduto in questo modo al mio Sacramento? Perché avete adorato l’Ostia?», non potremmo noi rispondergli con verità: «Ah, Signore, se in questo ci siamo sbagliati, è stato perché tu ci hai ingannati». Noi udimmo la tua parola: “Questo è il mio Corpo”, e fu per noi un delitto credere in Te? Fummo inoltre confermati nel nostro errore da una quantità di segni e prodigi che potevano avere avuto soltanto Te per loro autore. La tua Chiesa unanime ci disse che stavamo nella verità, e nel credere, come abbiamo fatto, abbia“Chiesa Viva” *** Marzo 2004 mo solo seguito le orme di tutti i tuoi Santi... Non dobbiamo permettere che si dica che questo santissimo e salvifico Sacramento fu istituito invano per noi. Il pane di frumento che è il cibo dei nostri corpi non fu fatto crescere nei campi, mietuto, macinato e cotto nel forno soltanto per essere guardato, ma perché fosse mangiato, e sostenesse la nostra vita e le nostre forze. Così, il pane degli Angeli non fu dato unicamente per la nostra venerazione, ma anche per nostro nutrimento, affinché, partecipando molte volte di esso, noi possiamo rinfrescare e fortificare le nostre anime. Il discorso di Giavini prosegue scontato sulle implicanze del ricordo, nella linea del ricordo che caratterizza la pasqua ebraica: «I cristiani potrebbero qualificarsi - almeno di fronte al giudaismo come: coloro che fanno il memoriale di Gesù di Nazareth (con pane e vino)». E aggiunge: «Solo un’isterica fobìa dei richiami al passato o un precipitoso interesse per la dimensione orizzontale-sociale dell’Eucaristia può far perdere il valore essenziale e primario del memoriale che compiamo nell’Eucaristia. Dimenticarlo sarebbe ci trasformi in Colui che mangiamo (v. LG 26a, che cita S. Leone Magno)? L’acqua calda è scoperta nella descrizione di quanto il ricordo esige dai comunicanti. Con una motivazione più forte, legata non alla sola memoria ma alla ben più impegnativa compartecipazione oblativa al Sacrificio Eucaristico di Cristo, realmente presente nell’Eucaristia, Pio XII insegna: «Gesù è vittima per noi, sostituendosi all’uomo peccatore. Ora, il detto dell’Apostolo “abbiate in voi lo stesso sentire che fu in Cristo Gesù”, esige da tutti i cristiani che riproducano in sé, per quanto è in potere dell’uomo, lo stesso stato d’animo che aveva il divin Redentore quando faceva il sacrificio di sé, cioè l’umile sottomissione dello spirito, l’adorazione, l’onore, la lode e il ringraziamento alla somma maestà di Dio (i doveri verso Dio precedono quelli verso gli uomini, come tende a dimenticare l’umanitarismo modernista); richiede inoltre di riprodurre in se stessi le condizioni di vittima, ossia l’abbandono di sé secondo i precetti del Vangelo, il volontario esercizio della penitenza (tanto necessaria per esercitare anche la carità verso il prossimo), il dolore e l’espiazione dei propri peccati (spesso contro il prossimo!). Esige, in una parola, la nostra mistica morte in croce con Cristo, in modo che possiamo dire: “Sono confitto in croce con Cristo”» (Mediator Dei). Simile concezione del memoriale è meno melliflua del trito discorso di solidarietà oggi di moda, ma va alla radice teologica delle esigenze del mistero eucaristico, che va rimeditato sotto i molteplici aspetti di Sacrificio, Comunione Presenza reale, ecc.. ESEGESI SOSPETTE Le affermazioni di Giavini sull’Eucaristia non fanno che confermare le sue propensioni moderniste, come del resto appaiono in altre dichiarazioni del suo libro. Le sue sfocature della dottrina biblica riguardano: L’Ostia del miracolo di Lanciano. praticamente come svuotarlo della sua originalitá» (p. 167). Valore essenziale e primario? Sotto quale aspetto? La priorità non è data dall’essenza rispetto alle sue accidentalità? La Presenza Reale non è metafisicamente prioritaria rispetto al ricordo? Inoltre, la Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia è forse meno efficace del suo ricordo nell’esigere che l’Eucaristia - l’origine dei Vangeli: secondo il Giavini sarebbero stati scritti “tra il 65 e il 100, sfruttando sia la predicazione orale e viva, sia già scritta” (p. 65). Contro la tendenza di Bultmann e seguaci a rimandare la redazione dei Vangeli dopo la distruzione di Gerusalemme (70 d.C.), per dire, con i giudei, che le profezie sulla distruzione del tempio sono state scritte a fatti compiuti, i ritrovamenti dei papiri di Qumran testimoniano che la redazione dei Vangeli risale agli anni che seguono immediatamente la risurrezione di Cristo (v. S.V. 68, 135s); - la storicità dei Vangeli: l’influsso di 19 Bultmann, che ritiene i Vangeli frutto tardivo della comunità cristiana, la quale avrebbe mitizzato Cristo, fa dire al Giavini: «I Vangeli sono direttamente l’espressione della fede predicata e vissuta dalla Chiesa primitiva. Non sono, cioè, direttamente l’espressione delle parole e dei fatti di Gesù» (p. 64). «Bisogna badare a non esagerare la verità o fedeltà storica dei Vangeli» (p. 71). Parlando poi dei racconti dell’Infanzia di Gesù, aggiunge: «I racconti dell’infanzia di Gesù, quelli dei suoi miracoli, delle apparizioni pasquali e dell’ascensione al cielo manifestano, insieme a una loro spiccata originalità e novità, rispetto a racconti e miti del tempo, anche caratteristiche della letteratura popolare didattica di allora. Ciò, da una parte, impedisce di prendere come ugualmente storico tutto ciò che quelle pagine narrano (il loro scopo era più catechistico che biografico), dall’altra impedisce di assimilarle del tutto i miti e alle leggende diffuse allora e non soltanto allora» (p. 719). «Da una parte, quindi - prosegue Giavini - leggendo i Vangeli non ci impressioneremo per certe difficoltà e imprecisioni; cercheremo loro quello che essi ci vogliono dare e non una biografia esatta di Gesù» (p. 72). Con quale logica può il Giavini dedurre da simili premesse che «il colorito, la vivacità di molte pagine, la pittura dei caratteri, la presentazione anche dei limiti umani di Gesù (!) e dei difetti degli Apostoli (eppure erano capi venerati della Chiesa primitiva), che troviamo nei Vangeli, ci confermano nell’idea di trovarci di fronte a testimonianze immediate e veritiere»? Da premesse barcollanti si possono forse dedurre verità sicure? La Chiesa primitiva, inoltre, si sarebbe abbandonata a una catechesi ibrida in cui verità e mito si confondevano? Come poteva, allora la Chiesa primitiva pretendere una Fede ferma e votata al martirio? Come possiamo noi pure distinguere, in questo ginepraio ciò che è storico da ciò che è mitico? In base alla tradizione, il Concilio ribadisce ancora una volta il Magistero di sempre la rigorosa storicità dei racconti evangelici: «La santa Madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e costanza massima che i quattro Vangeli, di cui afferma senza alcuna esitazione la storicità, trasmettono fedelmente quanto Gesù, Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini effettivamente fece e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo» (. At 1, ls) (in DV19)1. - Le discrepanze redazionali: riguardo alle discrepanze redazionali che si riscontrano nei vangeli sono state date spiegazioni soddisfacenti da biblisti seri, quali Vaccari, Guidetti (Psicologia della Testimonianza applicata ai testi Vangeli mi S. V. 74,136s), ecc. IL MODERNISMO AMALGAMA DI MEZZE VERITÀ Il modernismo, come è diffuso attualmente nella Chiesa italiana, è una posizione di intelletti superficiali sospesi tra cattolicesimo e protestantesimo, incapaci di vederne le implicanze di apostasia dalla Fede. Per quanto riguarda il mistero eucaristico, non ci sono vie di mezzo tra Presenza Reale e memoriale esclusivamente rievocativo. I modernisti dovranno pur decidersi su quale versante collocarsi. In una prospettiva ecclesiale più vasta, che abbraccia l’ambito ai protestanti complessivo della Fede, si impone ai modernisti, come ai dilemma di fondo: – o la Chiesa ha errato fino alla “Riforma”, allora non saranno certo i dissidenti a portarci la vera Fede: la differenza tra i novatori e gli Apostoli è abissale, oltretutto perché gli Apostoli e i Martiri hanno testimoniato la Fede dando la propria vita; Lutero, Calvino, Enrico VIII e altri novatori hanno costruito le loro chiese facendo strage del prossimo; quanto ai modernisti odierni, vorremmo vedere trasparenza nella loro vita; – o la Chiesa è stata fedele alla Fede fino aIIa “Riforma” e allora ai dissidenti protestanti o modernisti non resta che l’obbligo del rientro nella Chiesa cattolica, mediante l’abiura dai propri errori. Cristo ha promesso agli Apostoli: «Ecco che Io sono con voi sino alla fine dei tempi» e ha garantito a Pietro la sua assistenza: «Su questa pietra fonderò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno su di essa», ecc., promessa che non avrebbe senso qualora entrasse la confusione dottrinale con le sue conseguenze dissolvitrici. Non restano, quindi, alternative alla Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. La pretesa di un pluralismo ecclesiale è contro la natura stessa della Chiesa quale fu fondata da nostro Signore Gesù Cristo! NOTE 1 Sulla storicita dei Vangeli v. Guidetti in S.V. 71, 67s; Wernst in “S.V. 83, 284s; Sommavilla, in “Med. “ 74, 29s; Astrua mi “Med. “ Il 6, 71 s, 84s. Sul Vangeli dell’Infanzia v. Guidetti in S.V. 81/3, 69s. Santa Margherita Maria Alacoque apostola del Sacro Cuore di Gesù sac. dott. Luigi Villa (pp. 272 - Euro 15) L’Autore di questo scritto biografico sulla vita della Santa Maria Margherita Alacoque ci ha aperto le porte di un convento di clausura, illuminandoci un quadro, ricostruito dall’interno del monastero, dove tra le religiose - alcune vissute in perfezione, altre no! - una di esse divenne, poi, famosa per il suo intensissimo amore al Cuore Sacratissimo di Gesù, al quale ella aveva offerto tutta se stessa. Si era ai tempi festosi e corrotti del Re Sole, in quell’epoca di giansenismo che soffocava ogni espressione religiosa che fosse di dolcezza e di amore! Ancora oggi possiamo restare ammirati di fronte a questa straordinaria vita spirituale, tutta assorbita nella contemplazione del suo AMORE, dal quale si fece guidare, conducendo una vita tutta di penitenza riparatrice per le offese che l’umanità compie ogni giorno verso di Lui. La sua vita di costante penitenza e di lavoro manuale, anche il più umile, le sue frequenti dolorose infermità, sostenute con serenità, ma soprattutto, la sua instacabile preghiera, siano per Noi un rinnovato richiamo alla santità, un invito a impegnare la nostra vita per il regno di Dio in una Fede profonda “secondo il suo Cuore”! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 20 “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 Hiroschima e terrorismo di Nicola Di Carlo I l 6 agosto era un mattino sereno; a 10 mila metri di quota, una superfortezza volante sorvolava la città di Hiroshima. Nella stiva recava una bomba del peso di 4 tonnellate e mezza, contenente uranio 235, l’equivalente di 20 mila tonnellate di tritolo. Il pilota R. Shound, pochi secondi dopo aver sganciato la bomba, escalmò: «Mio Dio, cosa abbiamo fatto!». Egli tornò ad Hiroshima dopo la guerra e, nel suo pellegrinaggio di espiazione, fu ospitato da una famiglia di sopravvissuti. Egli raccontò di aver sorvolato a bassa quota la città per fotografare gli effetti della bomba e di aver scongiurato invano l’alto comando di annullare l’incursione su Nagasaki, che sarebbe stata colpita, in modo analogo, solo tre giorni dopo. Nel momento in cui cadde la bomba, 100 mila persone tacquero improvvisamente, il silenzio fu rotto solo dalle grida dei sopravvissuti. Dopo il bagliore accecante, un enorme fungo si alzò sulla città, mentre fiamme altissime rischiaravano il cielo. Con la fissione nucleare, la temperatura salì a 20 milioni di gradi. Un medico giapponese, il Dr. M. Ichimaru, riferisce: «I feriti non riuscivano nemmeno a lamentarsi, avevano brandelli di stracci, i volti tumefatti e bianchi, la pelle pendeva lungo le braccia, la mani sembravano trasparenti. I pianti delle donne nei campi devastati mi seguivano ovunque. Vedevo cadaveri anneriti, carbonizzati, con spuntoni bianchi delle ossa delle braccia o delle gambe che sporgevano. La gran parte dei sopravvissuti sarebbe morta nelle due settimane successive. Un deserto di cenere ricopriva Hiroschima». Col suo olocausto, la città offriva alla storia un numero smisurato di vittime: su 400 mila abitanti, 200 mila morirono, 10 mila bambini persero sia il padre che la madre, 1 milione saranno i malati per i postumi dell’esplosione. Cosa spinse la super potenza americana ad usare l’arma atomica? Il suo impiego venne giustificato dalla necessità di piegare la resistenza dei giapponesi. È assolutamente falso! La guerra ufficialmente in Europa finì a mezzanotte dell’8 maggio 1945, la bomba che cancellava Hiroshima dalla faccia della terra veniva sganciata il 6 agosto. Le cronache di quel periodo riferiscono che l’imperatore giapponese aveva convocato il consiglio dei ministri perché si occupasse “del problema di porre fine alla guerra il più presto possibile”. Questa disposizione, comuni“Chiesa Viva” *** Marzo 2004 cata all’ambasciatore giapponese a Mosca, fu intercettata dal servizio segreto americano che apprese le intenzioni dei giapponesi di arrendersi e chiedere la pace. Già dal marzo 1945 il Giappone, ormai allo stremo, subiva attacchi notturni con bombe incendiarie ed esplosive. In una sola notte, su Tokyo furono sganciate 1.600 tonnellate di bombe, e una superficie di circa 39 Kmq fu distrutta mentre 185.000 persone furono uccise. Alla fine di maggio, 3 milioni di abitanti erano senza casa. La resa del Giappone era scontata; a tutti era nota fuorché al Presidente Truman, desideroso, con i suoi consiglieri, di usare la bomba atomica, tanto da esclamare, a scoppio avvenuto: «Questo è il più grande avvenimento della storia»! La sua esultanza, però, non fu condivisa dall’autorevole capo di stato maggiore, ammiraglio Leahy che avvertì tutto il peso della tragedia: «Il mio parere - disse - era che, essendo i primi ad usarla, noi avevamo adottato uno standard etico degno dei barbari dell’alto medioevo». Le implicazioni morali dei responsabili della distruzione di Hiroschima e Nagasaki sono del tutto palesi in quanto evidenziano, nei perimetri di un conflitto che volgeva al termine e quindi riconducibile a cause che non hanno altra rappresentazione che quella del crimine organizzato e condannato dal Codice militare di guerra, la valenza terroristica. Il ricorso al nucleare, pertanto, è scaturito da un perverso quanto macabro progetto di sperimentarne l’efficacia, ignorando sia la prostrazione morale dell’avversario, ormai prossimo alla resa, sia le conseguenze che avrebbero segnato i superstiti, contaminando le generazioni future col cancro e la leucemia e gli ambienti colpiti. A questo proposito, è illuminante, ancora una volta, la dichiarazione dell’ammiraglio Leahy: «Gli scienziati e altri volevano sperimentarla (la bomba), date le enormi somme di denaro che erano state investite sul progetto: due miliardi di dollari». La sperimentazione sulla pelle di innocenti che, riguardo ai nazisti fu capillarmente valutata con gli addebiti noti a tutti, non ammette attenuanti. Il tribunale di Norimberga, nel giudicare coloro che si macchiarono di crimini contro l’umanità, evidenziò una palese discordanza tra l’azione leale, dignitosa e responsabile e quella che alcuni nazisti alterarono con la demolizione dell’onore, della dignità e con l’attivazione di laboratori ove gli esperimenti ridussero la dimensione umana al rango di cavia. I vertici del comando americano cosa attuarono con la loro sperimentazione? Utilizzarono un elemento di distruzione e di morte per colpire una nazione inerme e verificare la capacità, l’ampiezza, la potenza della fissione atomica che avrebbe prodotto l’immediata eliminazione dell’avversario, facendo tabula rasa del suolo giapponese. La barbarie di cui parla l’ammiraglio Leahy non è poi tanto difforme dai modelli di perversione che pianificano la civiltà con l’arbitrio e l’esaltazione delle ideologie e dei falsi miti. Nel concludere vogliamo proporre un’ultima testimonianza che giustifica l’impiego della bomba atomica con la necessità di far fruttare il denaro investito per la sua costruzione. Uno dei più prestigiosi ufficiali che si era impegnato “nell’operazione atomica” il cui nome in codice era Manhattan District Project dichiarò: «Era importante che la bomba atomica fosse un successo. Si era speso tanto per costruirla (...). Tutte le persone interessate provarono un sollievo enorme quando la bomba fu finita e sganciata»! 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Domenico Margiotta ex 33° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato e membro del Rito Palladico, abiurò la Massoneria e si convertì al cattolicesimo, denunciando, nelle sue opere, le trame dei vertici della Massoneria Universale. IL RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO Quando l’ex 33 Domenico Margiotta scrive che i 33 gradi del “Rito Scozzese Antico ed Accettato” (R.S.A.A.) derivano dai 25 gradi del “Rito Scozzese di Perfezione” a cui sono aggiunti «6 gradi templari, che comprendevano 4 gradi presi dall’Ordine degli Illuminati di Adamo Weishaupt, più 2 gradi detti di amministrazione, l’ultimo dei quali prende il nome di “Sovrano Grande Ispettore Generale”»1 sembra che questi 8 gradi aggiuntivi abbiano tre fonti diverse senza una loro propria organicità ed una comune origine. Ciò che suscita curiosità è che i gradi dell’Ordine degli Illuminati di Adamo Weishaupt sono proprio 8, come riconosciuto anche dal “Dizionario Massonico” di Luigi Troisi che, alla voce “Illuminati” afferma: «... La scala gerarchica degli Illuminati di Baviera era la seguente: (1°) Postulante e Neofita; (2°) Minervale; (3°) Illuminato Minore, (4°) Illuminato Maggiore; (5°) Epopta (Prete illuminato); (6°) Reggente (Principe illuminato); (7°) Mago-Filosofo; (8°) Uomo-Re». E continua dicendo: «Gli Illuminati di Baviera avrebbero potuto definirsi come dei “comunisti spirituali” in quanto nei primi 5 gradi tendevano a sviluppare negli adepti i princìpi della politica rivoluzionaria, ma negli ultimi 2 gradi riprendevano tutta la tematica iniziatica...»2. Il Dizionario non accenna al 6° grado, forse, perché questo riguarda il potere giudiziario dell’Ordine. Ora, la prima stranezza è che, mentre Margiotta cita gli ultimi due gradi come “amministrativi”, il Dizionario massonico li definisce come gradi che “riprendono tutta la tematica iniziatica”. Se si considera, inoltre, che il 31° grado del R.S.A.A. rappresenta il “Potere Giudiziario” del Rito, analogamente al 6° grado di “Reggente” degli illuminati; che il 32° grado è del tutto simile al 7° grado del “Mago-Filosofo” degli Illuminati e, infine, che il 33° grado del “Sovrano Grande Ispettore Generale”, detto anche dell’“Uomo-Re” del R.S.A.A. è identico all’8° grado dell’Ordine degli Illuminati anch’esso detto dell’“Uomo-Re”, sorge il sospetto che gli 8 gradi, aggiunti al “Rito Scozzese di Perfezione”, per creare il “Rito Scozzese Antico ed Accettato”, possano essere proprio gli 8 gradi dell’Ordine degli Illuminati di Baviera di Adamo Weishaupt! Poiché il “Rito Scozzese Antico ed Accettato” è tra i riti più potenti e diffusi nel mondo, la possibile direzione dei suoi ultimi 8 gradi, da parte dell’Ordine degli Illuminati, siglerebbe quel processo di unificazione della Massoneria sotto un’unica e segreta direzione per dare a tutte le diverse Obbedienze non solo un unico centro strategico di comando, ma anche la fucina necessaria per forgiare le armi e armare il braccio per scatenare le rivoluzioni e le guerre, ritenute indispensabili per la distruzione della Chiesa cattolica e per l’unificazione del globo sotto la direzione di un unico Governo Mondiale. Non erano trascorsi 6 anni dalla fondazione dell’Ordine degli Illuminati che già, nel 1782, l’abilità del Barone Knigge, n° 2 dell’Ordine dopo Weishaupt, riusciva a dominare il Congresso massonico di Wilhelmsbad, indetto dal Supremo Grande Maestro, Duca di Brunswick. 22 Adam Weishaupt fondatore, nel 1776, dell’Ordine degli Illuminati di Baviera che, in pochi decenni, assunsero il comando della Massoneria Universale. Questo Congresso, pur essendo rappresentato, in massima parte, dalle Logge di Francia e Germania, riuniva i rappresentanti massonici da tutto l’impero britannico, degli Stati Uniti, di tutte le nazioni dell’Europa continentale, dell’impero turco e di tutti i territori coloniali di Francia, Spagna, Portogallo e Olanda. Questa opera di centralizzazione e di direzione suprema degli altri riti massonici esistenti, da parte degli Illuminati, e la loro regìa occulta negli avvenimenti storici più determinanti degli ultimi due secoli, sono documentati in diverse opere, tra le quali citiamo quella di Nesta Webster: “Secret societies and subversive movements”; il libro di Mons. George F. Dillon: “Grand Orient Freemasonry unmasked”; e l’opera di Sua Em.za il Card. Caro Y Rodriguez di Santiago del Cile: “The mistery of freemasonry unmasked”, di cui W. Guy Carr ci dà questo resoconto: «Pubblicata per la prima volta nel 1925, quest’opera conferma tutto quanto io ho scritto sul modo col quale gli Illuminati hanno raggiunto il controllo della Massoneria universale AI SUOI VERTICI”3. Carr, alla pagina seguente, aggiunge: «Mi spiace far notare che Padre Eilers morì improvvisamente di “attacco cardiaco”, poco dopo aver preso accordi con me per rendere disponibile al vasto pubblico l’opera del Card. Rodriguez»! 1 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un trentatre ...”, Delhome e Briguet, Editori, Parigi settembre 1895. p. 76. 2 Cfr. Luigi Troisi, “Dizionario massonico”, Bastogi editrice Italiana, Foggia 1993, p. 202. 3 Cfr. W. Guy Carr, “The red fog over America”, CPA Book Pubblishers, p. 224. “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo Mons. Villa, (...). Ho ricevuto i suoi graditi auguri che ricambio cordialmente per il suo meritorio e proficuo lavoro di diffusione di verità fondamentali. Con stima!... (...). Caro B., spero di far cosa gradita inviandoti, presso il tuo ufficio di Sassari, due pubblicazioni sull’Islam di un Autore serio e documentato: Don Luigi Villa. Ti auguro una pronta consultazione, trattandosi di argomenti attuali, esposti peraltro in modo scorrevole. Ti chiedo soltanto, dato l’alto incarico che ricopri, di voler cortesemente darmi un breve accenno di riscontro, magari al termine della lettura dei testi. Con la stima di sempre! (F. D. - Sardegna) *** Carissimo don Luigi Villa, questo suo libro: “Islam alla riscossa” dovrebbe essere letto da tutti i Vescovi, affinché si rendano conto di questa paurosa realtà. Mi sto accorgendo che mentre la stragrande maggioranza dei giovani e delle persone emarginano Gesù e la Sua Chiesa cattolica, interessandosi solo di droga, di sesso, di divertimenti, di soldi, ecc.. il mondo musulmano si sta ricompattando in tutto il mondo per distruggere la nostra Fede. Ache il Parlamento Europeo sta cercando di cancellare persino le nostre radici cristiane e la Massoneria si vale di ogni mezzo per distruggere la Chiesa cattolica e il Vangelo di Gesù Cristo. Dove andremo a finire, don Luigi?.. Bisogna che i “veri cristiani” si radunino per essere pronti a difendere, come una volta, Gesù e la Sua Chiesa!.. Io prego per Lei, don Villa, affinché Dio La benedica, La protegga e Le dia la forza di continuare ancora a difendere la nostra Fede cattolica! Invocando la Sua Benedizione, La saluto affettuosamente in Gesù Cristo! (R.G. - Grosseto) *** Carissimo Padre Villa, le sue tre opere su Paolo VI costituiscono degli scritti gravi! Come osare introdurre la causa di “beatificazione” di Paolo VI dopo quegli scritti?.. Questi tre lastroni devono aver fatto non poco rumore sul “mare conciliare”!.. In quando a Giovanni XXIII, a pensarci, vengono i brividi alla schiena! Lui che aveva un dossier per il suo “modernismo” al Santo Uffizio, sotto Pio X, quando era ancora un semplice monsignore!.. (...). Con tutta la mia amicizia in Cristo Re! (M. Phil. - Francia) SEGRETI DEL CAMMINO NEO-CATECUMENALE di Don Elio Merighetto Scovolgente antologia di storture ed errori dogmatici trasmessi nelle Comunità Neo-catecumenali, con spirito profetico, per oltre trent’anni. Utile a tutti per capire le stranezze di atteggiamenti e chiusure ideologiche; e ai neo-catecumenali un po’ critici, per verificare se le Nuove Catechesi, non ancora totalmente spurgate, stiano solo nei Centri interrregionali, o se effettivamente siano usate nelle Catechesi e nei Nuovi Annunci. Per richieste: Don Elio Merighetto Via G. Rossa, 24 65014 Loreto Aprutino (PE) Un grazie di cuore a tutti i nostri lettori che, anche quest’anno, hanno dimostrato, rinnovando l’abbonamento, di gradire la nostra Rivista “Chiesa viva”! RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 23 Conoscere il Comunismo Winkelmann Giuseppe Sacerdote, Msc (dal novembre1918). Era nato a Hiltrupp, Germania, il 22 giugno 1896, ed era stato ordinato sacerdote nel 1924. È stato ucciso a Malongki il 28 ottobre 1928. Fu Giuseppe Laico, insegnante di lingua cinese. È stato ucciso a Malongki il 20 ottobre 1928. Ao Yuntang Pietro Laico,medico statale. Originario di Wangjialing, dove era nato nel 1892. È stato giustiziato a Dejiang il 22 nov. 1950. (continua) contro Dio contro l’uomo MARZO SOMMARIO 2 La Croce 3 La “teologia trinitaria” (?) di Karl Rahner del sac. dott. Luigi Villa 6 L’assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (2) del dott. C. A. Agnoli 9 Operazione ParmabanK... iller del Prof. F. Cianciarelli MARTIRI IN PROVINCIA DI GUIZHOU Diocesi di Anlong (Lanlung) La Prefettura Apostolica (16 febbr. 1922) venne eretta a Vicariato Apostolico il 27 aprile 1927. Restò affidata ai missionari delle Missioni estere di Parigi. È suffraganea di Guiyang. Signoret Marcel Augustin Sacerdote, missionario delle Mep. Era nato a Gigondas in Provenza (Francia) il 17 febbraio 1902. Entrò nei Mep, il 20 ottobre 1921, e fu ordinato sacerdote il 19 dicembre 1925. Fu ucciso non lontano da Anlong, a Taihaitze, il 27 gennaio 1950, nel lebbrosario S. Damiano, da sbandati. Con lui venne ucciso un cristiano che era accorso per soccorrerlo. Wei Mei Maria Catechista, vergine. Di circa 35 anni, originaria del Guangxi. È stata fucilata il 27 gennaio 1950, a Zhegai, in Guangxi. Ao Yuntang Stefano Sacerdote, diocesano. Era nato agli inizi del 1900 ed era stato ordinato sacerdote intorno al 1930. È morto nella prigione di Anlong, tra il novembre e il dicembre 1951. Li Haoru Gioacchino Laico, medico, sposato. Nato a Nanjing intorno al 1914. È stato giustiziato il 21 aprile1951, nella città di Anlong. Carlo Alexandre Vescovo di Anlong, francese, “Missioni estere” di Parigi. Muore in prigione a Guiyang il 25 gennaio 1952, a causa del24 le privazioni e difficoltà incontrate. Era nato a Henon in Bretagna (Francia), il 3 magio 1881. Giunto in Cina nel settembre 1900, è ordinato sacerdote, il 29 giugno 1905, e vescovo il 16 ottobre 1927. Malo Jean Baptiste Sacerdote, Missioni estere di Parigi. Era nato a Vey, Nantes (Francia), il 2 giugno 1889. Ordinato sacerdote il 1° luglio 1934, partì nel settembre 1934. È morto in prigione, a Hoa Du Yet (Nord Vietnam), il 28 maggio 1954. Zhao Pietro Laico. Convertito e battezzato da J. Qi Guang, mentre era confinato in cella negli anni ‘50. Rimesso in libertà con gli altri prigionieri, cominciò a parlare della fede cristiana. Per questo fu fucilato. Diocesi di Anlog (Lanlung) IL 23 marzo 1932, venne eretta la Missione indipendente, mentre il 2 dicembre 1937 veniva eretta a Prefettura Apostolica. Affidata ai Missionari del S. Cuore d’Issoudun (M.S.C.). Kellner Heinrich Sacerdote, dei Missionari del Sacro Cuore (Msc). Nato nel 1907, venne ordinato sacerdote nel 1932. L’anno seguente era già a lavoro nella Missione. L’11 gennaio 1936, la Seconda Armata d’Avanzata occupava Shiqian e p. Kellner venne fatto prigioniero e preso in ostaggio. Morì di stenti (e forse avvelenato) durante la settimana dopo pasqua del 1936, in Yunnan. N. 359 La teologia trinitaria (?) di Karl Rahner MARTIRI IN CINA di Giancarlo Politi 2004 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Una capitale contestazione del neo-modernismo (3) Il tomistico primato della libertà del prof. Andrea Dalledonne 16 Chi sono i Vescovi? Il Pontefice, l’indulto e i Vescovi (3) del prof. Dante Pastorelli 18 L’Eucaristia: spartiacque tra Fede e apostasia di A. Z. 21 Hiroschima e terrorismo di Nicola Di Carlo 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla V Domenica di Quaresima alla III Domenica di Pasqua) “Chiesa Viva” *** Marzo 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 361 MAGGIO 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Un Tempio Blasfemo a Fatima? A GESÙ CROCIFISSO Eccomi, o mio amato buon Gesù, che alla santissima tua presenza prostrato, Ti chiedo con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o mio Gesù, il santo profeta Davide: «Hanno forato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa» (Sal. 21-22, 17-18). 2 “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 UN TEMPIO BLASFEMO A FATIMA? del sac. dott. Luigi Villa D il vescovo di Leira - Fatima. Questo Congresso finì con questa dichiarazione ufficiale: «Nessuna religione può eliminare l’altra, né rinforzarsi con l’abbassare le altre». Il che significa che «un dialogo aperto conduce a costruire dei ponti, a distruggere i muri innalzati, nei secoli, dall’odio. Ciò che si domanda a ogni religione è che essa rispetti integralmente la sua fede e che tratti le altre da eguale a eguale senza più complessi di superiorità o di inferiorità». I delegati del Congresso, poi, accettarono l’idea di aggiornare, ogni 25 anni, i santuari religiosi, compreso quello di Fatima, perché possano riflettere le tendenze e le credenze del momento. Del santuario di Fatima, infine, se ne farà una ricostruzione completa con una nuova basilica, che sorgerà a fianco dell’attuale basilica, eretta nel 1921. al 10 al 12 ottobre 2003 si tenne, a Fatima, un Congresso inter-religioso in cui si decise che Fatima diventerà un Centro interreligioso, per cui si edificherà un nuovo santuario, nel quale tutte le differenti religioni potranno incontrarsi cordialmente. Il Rettore del santuario attuale di Fatima, Mons. Luciano Guerra, manifestò pubblicamente quale fu il pensiero e il tono di quel Congresso tenuto in Portogallo, dicendo: «Il futuro di Fatima, o l’adorazione di Dio e di Sua Madre (?), deve passare per la creazione di un santuario in cui tutte le differenti religioni possano ritrovarsi cordialmente. Il dialogo inter-religioso, in Portogallo e nella Chiesa cattolica, è ancora allo stato embrionale, ma il santuario di Fatima non è indifferente al problema ed è già aperto all’idea di diventare un luogo universale di vocazione». E aggiunse: «Il fatto che Fatima sia un nome musulmano - quello della figlia di Maometto! - indica che il santuario dev’essere aperto alla coesistenza delle diverse fedi e credenze. Noi dobbiamo presumere che sarebbe la volontà della Beatissima Vergine Maria che le cose arrivino a questa conclusione»! Al Congresso c’era presente anche Mons. Fitzgerald, presidente del Consiglio pontificale per il dialogo inter-religioso; c’era anche il cardinale Policarpo, patriarca di Lisbona, e c’era il padre Jacques Dupuis, noto per le sue posizioni teologiche eterodosse1. Questo gesuita, nel suo intervento, insistette sulla necessità di una unione di religioni del mondo. «La religione del futuro - disse - sarà una convergenza generale delle religioni in un Cristo universale che soddisferà ciascuno (...). Le altre tradizioni religiose che esistono nel mondo fanno parte di un piano divino per l’umanità (...). L’universalità del regno di Dio lo permette, e questo non è altro che una forma diversificata di accesso al mistero comune della salute. Alla fine, si spera che ogni cristiano sia un cristiano migliore, e che ogni Indù sia un Indù migliore». Riguardo la questione del dogma: «Fuori della Chiesa non c’è salvezza», il gesuita belga vomitò il suo disgusto: «Non c’è bisogno di invocare, qui, l’orribile testo del concilio di Firenze del 1442». Un giornalista canadese, ivi presente, notò che mons. Guerra applaudì, come pure il delegato apostolico del Portogallo, 1 Cfr. Il Padre Jacques Dupuis, gesuita belga, fu richiamato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede proprio per questo. In data 26 febbraio 2001, la Congregazione emise una “Notificazione” per richiamare sulle tesi proposte dal Dupuis, specie nel suo libro: “Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso”, Ed. Queriniana, Brescia 1997. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 *** Statua della Madonna di Fatima. Durante il Congresso, un giovane disse al Cardinale Policarpo: «Monsignore, durante il vostro intervento, Voi avete detto che “ogni religione, praticata con sincerità, conduce a Dio”». Ora, Suor Lucia, nel suo “Messaggio” di Fatima, ha detto che non c’è che un Dio che merita la nostra adorazione; le altre divinità non sono nulla, non valgono nulla, non possono fare nulla per noi». Come conciliare queste due modi di vedere?». Mons. Policarpo rispose: «Questo modo di vedere è sorpassato. Chi sono queste divinità di cui parla Suor Lucia?.. Cristiani, musulmani e giudei, noi abbiamo tutti lo stesso Dio»2. Il giovane replicò: «Nell’Apocalisse, l’apostolo S. Giovanni ci dice che noi dobbiamo diffidare dei falsi profeti. Maometto è un falso profeta»? 2 Cfr. “Cristiani, musulamni, ebrei, hanno lo stesso Dio? No!”, Editrice Civiltà - Brescia. 3 Mons. Policarpo, nervoso, disse: «giovanotto, io ti lascio l’intera responsabilità della risposta»! Ma il giovane di rimando: «Voi non avete risposto alla mia domanda!». Mons. Policarpo dovette ammettere: «ai tempi di Geremia, Maometto sarebbe stato considerato come un falso profeta!..»3. *** Si legga, ora, quel testo “orribile” (ma dogma di Fede!) del Concilio di Firenze! «La sacrosanta Chiesa Romana crede fermamente, confessa e predica che nessuno di quelli che sono fuori dalla Chiesa cattolica, non solo pagani, ma anche giudei ed eretici o scismatici, possano acquistare la vita eterna, ma che andranno nel fuoco eterno, preparato per il demonio e per i suoi angeli (Mt. 25, 41), se prima della fine della vita non saranno stati aggregati ad essa; e che è tanto importante l’unità del corpo della chiesa, che solo a quelli che rimangano in essa giovano per la salvezza i Sacramenti ecclesiastici, i digiuni e le altre opere di pietà, e gli esercizi della milizia cristiana procurano i premi eterni. Nessuno, per quante elemosine abbia potuto fare, e persino se avesse versato il sangue per il nome di Cristo, si può salvare, qualora non rimanga nel seno e nell’unità della Chiesa cattolica». (Concilio di Firenze - Sessione XI, 4, febbraio 1442) Da sapere che questo “orribile insegnamento” era già stato pronunciato 700 anni prima da Papa Gregorio II: «Quanto ora non sono o non saranno stati nella Chiesa cattolica, o da essa si sono o si saranno allontanati, saranno puniti con sentenza di dannazione eterna...»4. Anche Papa Innocenzo III, all’arcivescovo di Tarragozza aveva scritto: «Con il cuore crediamo e con la bocca professiamo una sola Chiesa, non di eretici, ma la santa, romana, cattolica e apostolica, fuori della quale crediamo che nessuno si salva»5. Anche il Concilio Lateranense IV definiva che «Una è la Chiesa universale dei fedeli, fuori della quale nessuno si salva...»6. Lo stesso insegnamento lo troviamo nel Papa Bonifacio VIII: «Siamo costretti, spinti dalla Fede, a credere e ritenere una sola Chiesa Santa, cattolica e apostolica... fuori della quale non c’è salvezza né remissione dei 3 Questa “notizia” l’abbiamo presa dal “Portugal’s National Weekend Newspaper” (1 novembre 2003). 4 Cfr. PL. 89, 525CD: «Omnes qui nunc in ea (Ecclesia Catholica) minime consistunt sive constiterint aut ab ea recesserunt sive recesserint... perpetuare damnationis sententia ulciscentur...». 4 peccati»7. Adesso, è più facile comprendere che quella dichiarazione di padre Dupuis sia una vera eresia esplicita. Infatti, Dupuis dichiarò apertamente che quella verità cattolica, definita infallibilmente, è un “testo orribile” da rigettare. In sala c’erano presenti tutti i componenti della Gerarchia portoghese, e tutti si sono mostrati entusiasti del dire di padre Dupuis! L’indomani, Mons. Michael Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il “Dialogo inter-religioso”, nel suo intervento, disse: «Il Padre Dupuis, ieri, ci ha spiegato la base teologica (?!) per stabilire le relazioni con gli appartenenti alle altre religioni». Fu un elogiare, questo, le eresie di padre Dupuis! C’è da inorridirsi! Ma se i cattolici non si organizzeranno, non solo per protestare ma anche per impedire l’esecuzione di 5 Cfr. Denz 423: «Corde credimus et ore confitemur una Ecclesiam non haereticorum, sed sanctam, Romanam, catholicam et apostolicam, extra quam neminem salvari credimus». 6 Cfr. Denz. 430: «Una vero est fidelium universalis Ecclesia, extra quam nullus omino salvatur...». 7 Cfr. Denz. 468: «Unam sanctam Ecclesiam quel maledetto tempio di Satana, la blasfemia a Maria SS. avrà il sopravvento, tanto più che è già in atto il progetto di quel nuovo santuario (?!) che attirerà le maledizioni della SS. Trinità anche su quel lembo d’Europa che la Vergine di Fatima aveva già detto che sarebbe rimasto immune dall’ateismo, già tanto attivato in tutto il mondo cattolico! *** Come si vede, l’erezione di questo nuovo presunto santuario, non è altro, invece, che una nuova bestemmia contro la Fede cattolica, contro Gesù Cristo e contro la sua Madre! Ormai, anche i fedeli laici cattolici stanno dando segni di stanchezza per questa nostra povera Chiesa che va a pezzi e che pare vada in fallimento! Ma la Chiesa sempre ha continuato ad insegnare questo “orrore”8, così che coloro che sono al di fuori della Chiesa, è necessario che ad essa aderiscano “in voto” almeno implicito9. Riporto, qui, a conferma, una “lettera” di un “laico” inviata al Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con la speranza che questo “esempio” di cristiano coraggio susciti un’ampia imitazione in tutto il campo cattolico. «Eminenza Reverendissima, la stampa riporta la “notizia” secondo la quale sarebbe allo studio un progetto per una completa ristrutturazione del santuario di Fatima, in modo da trasformare la chiesa esistente in un centro cosiddetto “inter-religioso”. Se così fosse, la decisione rappresenterebbe l’ennesimo passo avanti nella realizzazione di quel proposito informatore del Vaticano II che impone di “guardare a ciò che ci unisce e non a quello che ci divide”. Principio, questo, che ha finito col regalarci una nuova religione, una nuova dottrina, un nuovo culto. Infatti, poiché “quello” che ci divide è proprio Nostro Signore Gesù Cristo, appare evidente che la Gerarchia post-conciliare non crede più - o relativamente! - in Nostro Signore, l’Unico Vero Dio Rivelato, UNO nella Sua TRINITARIETÀ, ma piuttosto in un non meglio identificato “Cristo cosmico”, quale sognava il massone gesuita Teilhard de Chardin. Sappiamo, comunque, che Nostro Signore ha detto: catholicam et ipsam apostolicam urgente fide credere cogimur et tenere... extra qual nec salus est, nuc remissio peccatorum». 8 Cfr. Denz 714, 999 ss.1085; 1473;1 1613; 1646 ss; 1677; 1954 ss. 9 Cfr. Lettera del Sant’Uffizio all’Arcivescovo di Boston dell’8 agosto 1949. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra. Pensate che Io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione» (Lc. 12, 4951). del diabolico, appunto perché mostra che il cielo non sta più in alto, ma bensì in basso, sulla terra. Domandiamoci, allora: perché la Gerarchia cattolica non vigila più perché si mantengano fisse E poi: queste forme cristiane «Vattene, Satana! Sta nell’edificazione delle scritto: adorerai il SiChiese e dei Santuari, gnore Dio tuo e a Lui dove si forgiano e si elesolo renderai culto»! vano le anime dei nostri (Mt. 4, 10). fedeli, ma lasciano mano libera a degli architetti «Chi non è con Me è che eccelleranno in arte contro di Me, e chi non profana, ma che, certaraccoglie con Me, dimente, nulla sanno, o sperde» (Mt. 12, 30). ben poco, della religione, soprattutto cattolica?.. Ed poi, esplicitamente: Perciò, non è temerario La prima Cappella costruita a Fatima sul luogo delle Apparizioni. «Andate dovunque e pensare al peggio, ossia ammaestrate tutte le che questo procedere anNazioni, battezzando che nell’arte sacra con nel nome del Padre, del Figlio e dello formule massoniche, sia un altro frutto Spirito Santo, insegnando loro ad os*** del presunto Concilio Vaticano II, frutto servare tutto ciò che vi ho comandaanch’esso di questo nostro tempo! E queto» (Mt. 28, 19-20). Si guardi, adesso, il progetto per un nuosto tempo è di modernismo, impregnato vo Santuario ecumenico, a Fatima, e vedi ateismo, teorico, nelle sue idee mate«Chi crederà e sarà battezzato, sarà drete che c’è qualcosa di inquietante in rialiste, pratico, nel suo consumismo, e salvo; ma chi non crederà, sarà conquesta moda di fare chiese, ormai, in forpolitico in tutti gli altri casi che ci hanno dannato» (Mt. 16, 16). ma circolare, quasi fossero degli stadi, portato al nichilismo morale, stroncando dei teatri o altro di profano. ogni norma oggettiva dell’agire, per cui Ora, siccome da tanto tempo si assiste Si sa che il cerchio è un simbolo collegal’uomo è divenuto un prodotto della sua ad una assoluta indifferenza con la quale to al cielo, mentre il quadrato è collegato libertà e i suoi atti hanno perduto ogni viVostra Eminenza si pone dinanzi alle più alla terra. sione di trascendente. Un modernismo, svariate eresie, seguite e sollecitate da La pianta quadrangolare delle nostre quindi, che vuole l’individualismo, colarga parte dell’Episcopato, vorrei perchiese cattoliche (o l’equivalente “pianta struendosi una sua religione secondo i mettermi di richiamare l’attenzione di Voa croce”), ha sempre simboleggiato il tempi, una religione priva d’intercessori stra Eminenza sulla grave responsabilità “luogo” dove si rende il culto a Dio, il cui tra noi e Dio e privo di dogmi nel contedi cui si fa carico l’Eminenza Vostra, quacoronamento è la cupola sopra il quanuto della sua fede. le responsabile del massimo Dicastero drangolo e l’abside che completa, ad Est, Ora, questo è all’antipode dello spirito, e dal quale dipende, appunto, la preservala Croce. pregno di una pastorale naturalista che zione della vera Fede. Il Cielo, quindi, sovrasta la terra! In que“svuota lo scandalo della Croce” (Gal. E ciò, nonostante i molteplici avvertimenti sto nuovo “santuario” (?!), invece, che si 5, 11). che la Nostra Madre Celeste, la dulcis vuol fare a Fatima, la forma quadrangolaTutto questo ci fa pensare all’avvicinarsi Virgo Maria, ci ha fatto giungere nel temre viene sostituita da una forma circolare, della “grande apostasia”, in cui i nemici po, fino al Messaggio raccolto a Fatima, poggiata a terra, che rappresenta plastidi Cristo e della sua Chiesa potranno quel luogo di culto che, oggi, si vorrebbe camente l’animo moderno che vuole che cantare al loro padre Satana, “Principe profanare. il “Regno dei Cieli” venga realizzato di questo mondo”, mentre a noi fedeli di su questa terra! Cristo ci farà gridare: «SALVACI, O SI(Firmato) Quindi, questa inversione di simboli ha GNORE!». Modello del nuovo “Santuario ecumenico” che si vuole costruire a Fatima, a fianco dell’attuale Basilica. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 5 È MORTO IL CARDINALE F R A N Z KÖE N I G (13 marzo 2004) del sac. dott. Luigi Villa IL CARDINALE FRANZ KÖENIG rocchiale di Vienna-Hetzendorf, in cui v’erano tre stendardi blasfemi, dipinti per ordine di un massone d’alto Questo “cardinale massogrado, ma che il Cardinale, ne” fu arcivescovo di Vienper oltre dieci anni, non diena, dov’era Primate. Ebbede mai alcuna risposta a ne, Egli si ebbe due “proquella lettera! Comunque, cessi civili”, in entrambi quel Direttore di “DRM”, neldei quali venne riconosciula sua “lettera raccomandata la Sua appartenenza alla ta”, ribadisce che, in quel Massoneria. (Non subì alcu“processo” al Cardinale “è na condanna solo perché la stata data la prova della “Massoneria”, in Austria, è Vo s t r a a p p a r t e n e n z a a l l a legalmente riconosciuta!). Loggia Massonica”!.. Uno scrittore tedesco, E. K., Un’altra contro-prova che che “ha potuto provare”, in triera “massone”, può essere bunale, l’appartenenza del card. anche il “fatto” del card. Köenig alla Massoneria. Se fosKöenig, quando mandò un se stata un’accusa falsa, la sua, Suo “saluto” al Convegno il tribunale lo avrebbe condandi Assisi, il 22 agosto 1988. nato a un anno di prigione per L’inventore di quel “Concilio “falsa testimonianza”; invece, della pace” fu il rappresennon si ebbe neppure una tante del “New Age”, Heizmulta1! safrer, il quale mira all’avAnche il giornale cattolico vento di una “religione “DRM”, a firma del direttore mondiale”, che è proprio il Benedikt Günther, parlò del piano massonico 2 . Ebbene, il “processo” che il Cardinale aveva intentato contro quel“massone” cardinale Köenig Il Cardinale Franz Köenig. l’insegnate e scrittore tedeinviò un suo “saluto” al detsco, E. K., il quale, però, “septo Convegno! Da notare che la pe provare l’appartenenza “vera Pace” del card. Köenig è alla Loggia massonica del cardinale Köenig”. nella “Nuova Spes”, che prevede un “Nuovo OrdiMa il direttore scrisse anche che già il 18 aprile ne Internazionale”. Una “pace”, cioè, che corri1967, un altro scrittore tedesco aveva informato sponde alla nuova immagine massonica dell’“uomo il Cardinale di uno scandalo nella chiesa parnuovo”!3 1 Cfr. “Chiesa viva”, N° 68, pp. 18-19. Cfr. “Der Schwarze Brief” dell’11 agosto 1988. 2,3 6 4 Cfr. Aldo Mola, “Storia della Massoneria Italiana dalle origini ai nostri giorni”, Bompiani ed., 1992, p. 744. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Persino lo storico ufficiale della Massoneria Italiana, prof. Aldo Mola, indica Köenig come appartenente alla Massoneria - sulla base di informazioni di un “altissimo e ottimamente informato dignitario giustinianeo” - com e membro di una Loggia coperta romana 4 . Un’altra gravissima prova, a suo carico, può essere anche questa: che Lui, assieme al Gran Maestro Delegato della massoneria austriaca, Dott. Kurt Baresch, fu il promotore della Commissione che approvò la “Dichiarazione” di Lichtenau del 5 luglio 1970, scritta da Rolf Appel, membro del Senato delle Grandi Logge Riunite della Massoneria tedesca. Fu elaborata e sottoscritta da una Commissione mista massonico-cattolica. Inizia con una invocazione al “Grande Architetto dell’Universo”, ossia al dio (!!) della Massoneria, e conclude auspicando la revoca di tutte le innumerevoli condanne emesse dalla Chiesa Cattolica contro quella sètta, specie dei canoni del Codice di Diritto Canonico del 1917, che comminano ai massoni la “scomunica”! Infine, non si dimentichi che, in Concilio, fu il card. Köenig che raccomandò ai Padri conciliari di “prendere, finalmente, in considerazione le idee (!!) (di stampo massonico!) di Teilhard de Chardin sull’evoluzionismo”! Paolo VI a pranzo col masone card. Franz Köenig. LA “BANDA” DI PAOLO VI... IN ODORE DI MASSONERIA! Mons. Pasquale Macchi Segretario personale di Paolo VI. Gli fu vicino dal 1954 al 1978. Il suo nome è incluso nella “lista Pecorelli”, tra i “presunti massoni”, con i “dati” ben precisi: Iscrizione: 23/4/1958; Matricola: 5463/2; Monogramma: MAPA. Il Cardinale Jean Villot Le Sue posizioni teologiche ed i Suoi ideali furono sempre nella sfera dei vari cardinali e vescovi che figurano nella lista dell’“Osservatorie Politico” di Pecorelli, dove riporta, anche di Lui, i “dati” precisi: Iscrizione: 6/8/1966; Matricola: 041/3; Monogramma: JEANNI. che lui fu iscritto nelle liste massoniche, con i “dati” precisi: Iscrizione: 14/8/1957; Matricola: 85/2640; Monogramma: SEBA. Il cardinale Joseph Suenens Autorevolissimo esponente di “Pax Christi” e propugnatore di quel “Governo Mondiale”, o “Repubblica Universale”, a cui la Massoneria aspira fin dal suo inizio, pure Lui è nella “lista Pecorelli”, con “dati” precisi: “Iscrizione: 15/6/1967; Matricola: 21/64; Monogramma: IESU. Il Vescovo Annibale Bugnini Segretario di Stato, fu anch’Egli nella lista di Mino Pecorelli, con questi “dati”: Iscrizione: 28/9/1957; Matricola: 41/076; Monogramma: CASA. Autore della Riforma Liturgica, quando un Cardinale presentò a Paolo VI le “prove” dell’appartenenza di Mons. Bugnini alla Massoneria, Paolo VI fu obbligato ad allontanarlo da Roma (e perché non deporlo?) inviandolo come “pro-nunzio” a Teheran (Iran). Il cardinale Ugo Poletti Il Vescovo Paolo Marcinkus Fu Vicario di Roma, e, quindi, il rappresentante di Paolo VI nel Governo della Diocesi di Roma. Compare anch’Egli sulla “lista” dei “presunti massoni” di Mino Pecorelli, con i “dati” ben precisi: Iscrizione: 17/2/1969; Matricola: 43/179; Monogramma: UPO. Fu Presidente dell’“Istituto Opere di Religione” (= lo “IOR”). È anch’Egli presente nell’elenco dei “presunti massoni”, della “lista Pecorelli”, con i “dati”: Iscrizione: 21/8/1967; Matricola: 43/649; Monogramma: MARPA. Il cardinale Agostino Casaroli Il cardinale Sebastiano Baggio Prefetto della “Congregazione per i Vescovi” e, quindi, preposto alla nomina dei nuovi Vescovi, an- “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Il cardinale Achille Liénart Figura come “massone” in varie liste, come in “Introibo” del luglio 1976 e sul settimanale italiano “Il Borghese”. Fu “iniziato” alla Massoneria a Cambrai nel 1912, e nel 1924 fu elevato al 30° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato. 7 L’assassinio della del dott. Carlo Alberto Agnoli 4 § 4 IL MANDATO DI ARRESTO E L’ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE Poco dopo l’ultimazione della stesura dello studio citato, abbiamo appreso che si sta tentando di far passare alla chetichella il mandato di arresto europeo con legge ordinaria, quasi si trattasse di una normativa in materia di caccia e pesca, mentre abbiamo dimostrato quanto profondamente, anzi radicalmente, esso incida su tutto il nostro assetto costituzionale. Si sostiene tale amenità facendo leva sulla Carta fondamentale, laddove si prevede che lo Stato italiano possa consentire le limitazioni della propria sovranità che siano “necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”, nell’ambito di un contesto in cui si “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11 Cost). Questa impostazione del problema è semplicemente peregrina sotto il profilo giuridico: la Corte Costituzionale, in una sentenza storica, in tema di rapporti fra diritto comunitario e diritto interno (sent. n. 183 del 1973), ha infatti negato che le “limitazioni (alla sovranità dello Stato italiano, N.d.A.) concretamente puntualizzate nel Trattato di Roma, sottoscritto da Paesi i cui ordinamenti si ispirano ai princìpi dello Stato di diritto e garantiscono le libertà essenziali dei cittadi- 23 Si noti che il “considerando” n. 12, (e l’art. 1) che sembra far salvi “i diritti fondamentali”, in realtà, come ha rilevato la prof. Del Tufo dell’Università di Napoli, “si risolve in un’enunciazione retorica a fini simbo- 8 Gesù processato da Caifa. ni, possano comunque comportare per gli organi della CEE un inammissibile potere di violare i princìpi fondamenta- lici, senza garanzie concrete”, essendo in flagrante contrasto con la sostanza della proposta. In effetti, lo ha giustamente osservato Paye (v. nota n. 3), queste dichiarazioni volutamente prive di concreto valore, li del nostro ordinamento costituzionale, o i diritti inalienabili della persona umana. Ed è ovvio che qualora dovesse mai darsi all’art. 189 una sì aberrante interpretazione, in tale ipotesi sarebbe sempre assicurata la garanzia del sindacato giurisdizionale di questa Corte sulla perdurante compatibilità del Trattato con i predetti princìpi fondamentali.” I princìpi costituzionali fondamentali, perciò, alla luce della giurisprudenza costituzionale, non potranno giammai essere cancellati da un Trattato internazionale, neppure dall’U.E.. Si pensa, forse, di abbattere i valori costituzionali cardine dell’ordinamento penalistico italiano (e dunque i valori di libertà dell’intero sistema), scientemente, con legge ordinaria, senza prima modificare (o meglio, ferire a morte) la Costituzione, quantomeno nel rispetto delle procedure aggravate previste dell’art. 138 Cost.? Si vorrebbe, forse, in piena consapevolezza (nessuno, infatti, dubita che vi siano gravissimi problemi di legittimità costituzionale), scardinare dalle fondamenta la sovranità dello Stato e le libertà civili con legge ordinaria? Questa è una pretesa di gravità inaudita: aberrante, per usare il termine impiegato dalla Consulta23. Ebbene, la citata, salutare tesi della Corte Costituzionale, è stata ribadita anche di una (relativamente) recente sentenza del 1995 (sent. n. 509), che ripete sostanzialmente il medesimo concetto. sono proprio quelle che, nella loro - non richiesta - formulazione escusatoria, dimostrano al contrario “il carattere liberticida del testo”. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Si può, perciò, concludere che anche chi preferisce l’argumentum auctoritatis all’auctoritas argumenti, deve convenire sul fatto che in ordine a questo punto non sono possibili discussioni né in linea logico-giuridica, né in linea giurisprudenziale: i principi costituzionali, che il mandato europeo vorrebbe demolire bypassando l’art. 138 Cost., non possono essere ammazzati e sepolti con una semplice legge di “ratifica”, che, fra l’altro, una volta approvata, renderebbe difficilissimo, se non impossibile, un ripensamento (la “ratifica”, considerata appunto come il passo di non ritorno, è ciò che vorrebbe ottenere chi ha elaborato una simile mostruosità). Se davvero, in conclusione, l’art. 11 consentisse di bypassare l’art. 138 e di introdurre dall’esterno princìpi confliggenti con la Carta Fondamentale, si dovrebbe allora necessariamente ed immancabilmente riconoscere che l’art. 11 rappresenta il pulsante di autodistruzione dell’intero sistema costituzionale, diventando la norma chiave, la più esplosiva dell’intero ordinamento, capace di annientare in breve e senza sforzi, spazzandoli via, lo Stato italiano e la sua sovranità, il Parlamento ed il popolo. L’art. 11, in altri termini, diventa una cambiale in bianco con cui svendere libertà e popolo italiano, Costituzione e Stato24. Fra l’altro la portata dell’art. 11 inteso in questa sua deforme accezione, nel caso del mandato di arresto europeo apre una voragine di proporzioni inimmaginabili: ogni norma presente, passata o futura che viga all’interno dell’ordinamento di un qualunque paese europeo, per quanto liberticida, persino criminale, diverrebbe automaticamente applicabile ai cittadini italiani in virtù della eliminazione del principio della doppia punibilità e di quello della competenza per territorio. Ebbene, è chiaro che la Corte Costituzionale sarebbe impotente e ridotta all’obbedienza perinde ac cadaver, come un cadavere, sia sotto il profilo pratico (perché e quando mai un procedimento penale a carico di un italiano in Bulgaria potrà essere portato a conoscenza della Consulta italiana?), sia sotto quello giuridico (che competenza ha la Corte Costituzionale ad esprimersi sulle leggi bulgare?). Ma c’è di più: neppure in base alla procedura di cui all’art. 138, come correttamente evidenzia la dottrina, persino 24 26 Del pari pretestuoso sarebbe richiamarsi all’art. 10 della Cost., che prevede il conformarsi dell’ordinamento italiano “alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”: anche qui l’art. 10 non ha nulla a che vedere con il mandato di arresto europeo, dato che si sta parlando di norme di diritto internazionale consuetudinario (generalmente riconosciute), e non di norme convenzionali, le quali per loro natura non sono generalmente riconosciute bensì vincolano solamente gli Stati contraenti. 25 Se si pensa che le Costituzioni moderne nascono in primo luogo proprio per garantire i diritti minimi di libertà del cittadino dall’ingerenza del sovrano, ne consegue che demolire le tutele del diritto penale equivale ad annullare la stessa ragion d’essere della Costituzione, violando quei diritti fondamentali di libertà che appunto non possono essere intaccati nella loro sostanza neppure con legge di revisione costituzionale. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 quella più ideologicamente orientata (anche marxista), si può incidere su alcuni principi costituzionali fondamentali. In tal senso, va ricordato un chiaro pronunciamento della Corte costituzionale, la quale ebbe ad evidenziare che “La Costituzione italiana contiene alcuni princìpi supremi che non possono es- Si consideri che l’estradizione stessa – quella tradizionale – ha appunto lo scopo di rispettare il principio del giudice naturale, dato che l’estradando viene di regola consegnato allo Stato in cui il reato fu commesso. Abdicare, a livello continentale, anche solo al rispetto del giudice naturale, equivale a negare, lo si ripete, la Sovranità dello stesso Stato e ad abbattere una vitale garanzia posta a presidio dell’imparzialità del giudice e della difesa dell’imputato. 27 Nessuno si è preoccupato di valutare questi problemi (la preoccupazione europeista è solo quella di arrestare, condannare, incarcerare…): se ne accorgerà poi chi finirà nelle Euro-carceri dei vari Paesi membri dell’U.E. Per suffragare poi, se pure fosse necessario, l’evidenza morale, prima ancora che giuridica sopra accennata, si rimanda ad un autorevole studio di settore in cui si argomenta come fra i principi costituzionali immodificabili del nostro ordinamento, vi siano ad esempio quelli di cui agli art. 13, 24, 25, 27 Cost., ecc.. Cfr. sere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali. Tali sono… i principi che… appartengono all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana.” (sent. n. 1146/1988)25. Fra questi principi supremi rientrano senza dubbio i princìpi del giudice naturale26, di inviolabilità della difesa, di legalità e di tassatività della norma penale, ecc.., che sono il cardine non solo giuridico, ma anche morale e per così dire storico del sistema penalistico italiano e moderno. L’elenco degli articoli della Costituzione che verrebbero cancellati, o mutilati sino a renderli irriconoscibili, è lungo, e va dall’art. 1, all’art. 2, all’art. 3, al 13, al 14, al 24, al 25… per non parlare di altre norme, come l’art. 27 (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità...) che continueranno a vigere solo per chi abbia la “fortuna” di essere deportato in un paese che vanti consolidate e reali garanzie di civiltà, o meglio, di ridotta inciviltà visto quanto sta accadendo 27. In definitiva, si evidenziano tre approcci possibili con la proposta di decisione quadro sul mandato di arresto europeo: 1) Introdurlo in base alla procedura di cui all’art. 138 della Costituzione, così facendo previamente tabula rasa non solo o non tanto di numerosi principi fondamentali contenuti nella Costituzione, quanto di un intero assetto di valori irrinunciabili. Questa soluzione - contraria anche, fra l’altro, alla citata giurisprudenza costituzionale, giurisprudenza sulla cui stabilità peraltro non è forse opportuno fare troppo affidamento28 - sarà giudicata dalla storia, così come saranno duramente giudicati coloro che irresponsabilmente o in mala fede hanno posto le basi per “la più forte delle dittature che i popoli abbiano mai sperimentato”, per tornare alla felice espressione della Magli: i loro nomi, di certo, resteranno impressi su una pagina che non verrà cancellata dal tempo. 2) Introdurlo senza rispettare la procedura di cui all’art. 138 Costituzione, co- Marcello Piazza, I limiti alla revisione costituzionale nell’ordinamento italiano, Cedam, Milano, 2002, pagg. 112, 189 e ss., ecc.. 28 La Corte Costituzionale, purtroppo, ha già vistosamente ceduto fornendo in effetti un sia pur improponibile appiglio alle usurpazioni comunitarie. Essa, infatti, in nome dell’art. 11 ha da lunghi decenni ormai riconosciuto, ad es. la prevalenza dei regolamenti comunitari sulle leggi approvate dal Parlamento nazionale e persino l’insindacabilità ad opera della medesima Corte Costituzionale dei predetti regolamenti comunitari sotto il profilo della compatibilità degli stessi con la Costituzione Italiana (restano peraltro salvi, come si è visto, almeno i principi fondamentali!). Questa impostazione è troppo chiaramente politica e nient’affatto rispettosa del dettato costituzionale: l’art. 11, come si è già visto, parla di pace fra le Nazioni; nulla perciò ha a che vedere, direttamente, con le norme europeiste. Una connessione indiretta, invece, esiste, ma se si ragiona in termini di connessione indiretta, dato 9 sì incorrendo in tutte le responsabilità di cui sopra e per giunta commettendo il delitto di cui all’art. 283 del codice penale (attentato contro la costituzione dello Stato): è troppo evidente e troppo contraria alla Costituzione - all’idea stessa di diritto - l’eliminazione su vastissima scala, con legge ordinaria, dei principi cardine dell’ordinamento, primi fra tutti i diritti di libertà dei cittadini ed il diritto di Sovranità dello Stato. 3) Non introdurlo: con questo testo legislativo non esistono soluzioni di compromesso. Esso va respinto in blocco perché improntato a princìpi tutti univocamente e radicalmente liberticidi, anche se presi singolarmente. Ci troviamo, per così dire, di fronte a qualcosa di simile a una “cluster bomb” e cioè ad uno di quei perversi ordigni escogitati dalla tecnica bellica moderna che, sganciati da un aeroplano, si aprono disseminando su largo raggio una molteplicità di ordigni minori, ognuno dei quali è pronto ad esplodere al contatto di qualunque sventurato vi incappi, cagionandone la morte o, comunque, procurandogli gravissime lesioni.29 Concludendo: reagire non significa qui difendere solo i valori costituzionali (quelli italiani, ad es.) che l’U.E. intende scardinare: la posta in “gioco” è molto più alta. Significa contrastare un tentativo di dominio che mina i princìpi superiori del diritto penale, che viola ogni norma di diritto naturale, ogni regola condivisibile da parte di una società che voglia e possa dirsi civile. Non si appronta l’armata di Mordor per fare la guerra dei bottoni e non si libera il Leviatano se non per scopi di imperio. In fondo questo ragionamento è chiaro: sto affermando che il sole produce luce e calore; sto illustrando l’ovvietà. Se e per quanto tempo il mandato di arresto europeo resterà in sonno, o sarà impiegato con “giudizio” per non spaventare i popoli, non lo si sa. Si sa, invece, che mai nella storia è stato ipotizzato un sistema di repressione così ramificato, forte di mille e mille vite, risorse, possibilità, di nuove e sconosciute armi di offesa; capace di che ogni istituto giuridico ha una funzione sociale positiva che per propria intrinseca natura refluisce poi sulla società, sull’intera Nazione e infine sui rapporti fra nazione e nazione, e atteso ancora che la pace la si costruisce dall’individuo, seguendo questo ragionamento, in nome dell’art. 11 si può fare di tutto. Il che è semplicemente assurdo. Se infatti l’art. 11 potesse consentire di aggirare i procedimenti di revisione costituzionale stabiliti dall’art. 138, questo articolo e la stessa Costituzione sarebbero svuotati del proprio contenuto, ridotti ad un guscio, come l’aragosta succhiata dal polpo: intatta esteriormente, ma priva, dentro, di ogni sostanza. Come infatti osservava il famoso internazionalista Benedetto Conforti, se l’art. 11 può giustificare l’immissione automatica nel nostro ordinamento della normativa comunitaria, al contempo va anche detto che “come da una simile idea … si possa poi arrivare a sostenere che le norme dei Trattati comunitari e della legislazione comunitaria, allorché debbono essere applicate dagli organi e dagli operatori giuridici nazionali, si sottraggano a qualsiasi controllo e debbano avere la meglio pure rispetto alle norme, e perfino ai fondamentali principi della Costituzione, resta un fatto non solo misterioso ma anche condannabile …”. B. Conforti, Diritto Internazionale, Ed. Scientifica, Napoli 1990, pag. 307. Va riconosciuto che alla fine anche il Conforti si è, almeno in parte, piegato ai diktat della maggioranza: in una più recente edizione del citato testo (1995) l’autore si mostra molto più europeista, anche se giustifica in parte la sua nuova posizione ricordando che Parlamento, Consiglio e Commissione delle Comunità “hanno addirittura preso solennemente l’impegno… di rispettare tali diritti (cioè i diritti fondamentali N.d.A.), v. pag. 322 op. cit.. 29 Per un’esigenza di chiarezza e di sintesi riportiamo un elenco che speriamo completo nel gran marasma qualcosa potrebbe esserci sfuggito - delle sovversive innovazioni contenute in quel documento, anche correlate ai testi che lo completano o cui comunque fa riferimento: 1) abolizione del principio della doppia punibilità, con conseguente emorragica estensione a tutti i cittadini di reati non punibili in base alla legge italiana, ma punibili in base a leggi straniere (previa deportazione); 2) abolizione del principio della compe- 10 scomparire qui, per riapparire, al medesimo tempo, a migliaia di chilometri di distanza: “1984”, di Orwell, assomiglia solo per difetto al potere che si vuole oggi mettere nelle mani di questa Europa. Il mandato consente di rovesciare governi e annichilire poteri economici, di reprimere interi movimenti di dissenso, di criminalizzare chiunque. E’ chiaro che chi lo vuole, si illude di poterlo governare. Non si tratta, lo si ribadisce ad abundantiam, di valutare il problema in un’ottica partitica: un potere così mostruosamente incontrollabile e strumentalizzabile non può essere messo nelle mani di nessuno schieramento, di nessun colore, di nessuna religione: di nessuno. Né oggi, né domani. Tale è la gravità dell’ora presente, che impiegare toni accademici sarebbe del tutto inadeguato e perciò, in definitiva, ridicolo: non esagero affermando che se un potere centrale, qualche anno fa, avesse proposto anche solo che i cittadini italiani possano ordinariamente essere deportati, incarcerati e condannati in uno qualsiasi dei Paesi Europei, da un qualsiasi magistrato straniero, magari abitante dall’altra parte dell’Europa (in Lettonia ad es.), per avere commesso in Italia un reato per cui è prevista una pena di quattro mesi, questa richiesta sarebbe stata considerata frutto del parto intellettuale di qualche pericoloso squilibrato, nel migliore dei casi, di qualche aspirante, feroce despota, nel peggiore. Se poi avesse proposto pure che un italiano innocente possa essere deportato, condannato ed incarcerato in un qualsiasi Paese U.E., per aver compiuto in Italia un fatto perfettamente lecito, (anzi, persino senza neppure averlo compiuto: l’accusa potrebbe pure essere falsa), ma punito dagli ignoti codici di altri Paesi U.E., tanto più sarebbe stato evidente lo squilibrio e/o il feroce delirio dispotico-repressivo. Oggi, questa ipotesi è una realtà. Se questo capovolgimento passa, se questa ipotesi si concretizza in una “legge”, allora tutto è possibile! (fine) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) tenza territoriale e di riflesso di quello della competenza per materia; pratica eliminazione di ogni facoltà di controllo da parte del giudice del Paese cui l’estradizione è richiesta; sequestro dei beni dell’inquisito onde privarlo della possibilità di difendersi; soppressione della condizione che l’estradato non sia giudicato per fatto diverso anteriore a quello per cui l’estradizione è concessa; totale abrogazione in ambito comunitario del principio generale (derogabile, ma non in termini così ampi) del divieto di estradizione del cittadino (art. 26, primo comma, Costituzione); soppressione del divieto costituzionale di estradizione per reati politici; enunciazione, al famigerato articolo 2, di una lunga serie di figure di reato di straordinaria genericità ed ampiezza (ne abbiamo prese in considerazione solo alcune) suscettibile di indeterminate applicazioni; violazione di una serie ulteriore di principi costituzionali - sarebbe qui troppo lungo illustrarli - a partire dall’art. 1 Cost., per passare attraverso l’art. 3, ecc.. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 1° esempio: “Razzismo” e “xenofobia” Viene abbinato il deprecabile razzismo quasi per far ricadere una condanna anche sulla xenofobia che nulla ha a che fare col razzismo. La sottigliezza, però è che il reato “razzismo” e “xenofobia” non riguarda tanto atti di violenza, ma generiche “discriminazioni” assumendo proporzioni illimitate. Poichè cogliere il discrimen, e cioè la differenza, coincide con l’atto del pensare e dello scegliere, e poichè tutti pensiamo e scegliamo, ciascuno di noi può essere criminalizzato! Questo è totalitarismo! Princìpio del GIUDICE NATURALE Il Giudice Naturale consente un processo giusto per la facilità nel reperire prove, testimoni, e per la comprensione delle condizioni individuali e sociali in ci è avvenuto il reato; inoltre consente il Diritto alla Difesa per la stessa facilità a reperire prove a discarico e a spese minime. Il M.A.E. prevede che il Giudice, che vede recapitarsi il mandato di cattura, deve solo arrestare il malcapitato e spedirlo a destinazione, senza avere la possibilità di verificare l’esistenza di un motivo valido per l’arresto! Il M.A.E. prevede anche il sequestro dei beni dell’arrestato il quale, senza soldi, in un paese straniero di cui non conosce la lingua, lontano da chi potrebbe aiutarlo, completamente isolato si trova letteralmente nell’impossibilità di difendersi! Il “Diritto alla difesa” dell’Art. 24 della Costituzione italiana è completamente scardinato! MANDATO DI ARRESTO EUROPEO (M.A.E.) 32 “Ipotesi di Reato” (espandibili) generiche, intederminabili con margini di arbitrio impressionanti. La terminologia, più giornalistica che giuridica, contrasta con la certezza del Diritto Penale; certezza del Diritto che fu voluta per evitare una degenerazione tirannica del potere! Si può deportare una persona anche se manca il reato stesso! Il M.A.E. scardina alla radice gli Art. 25, Art. 26 e Art. 24 della Costituzione italiana! Art. 25 della Costituzione italiana Questo Articolo è il Cardine indefettibile del nostro Sistema Giudiziario e recita: «Nessuno può essere distolto dal GIUDICE NATURALE precostituito per legge». Il Giudice Naturale è quello che ha la competenza territoriale del luogo in cui è stato commesso il reato. La violazione di questo articolo produce l’annullamento della sentenza, in 1°, 2° grado e davanti alla Corte di Cassazione! Art. 26 della Costituzione italiana Art. 24 della Costituzione italiana Questo Articolo garantisce il Diritto alla difesa! Il M.A.E. sopprime l’estradizione tra Stati membri, per le 32 ipotesi di reato, sostituendola con il “Principio di riconoscimento reciproco” Questo è un Sistema di consegna (deportazione) tra Autorità Giudiziarie (trasformate, in tal modo, in Autorità Carcerarie) che elimina il princìpio costituzionale della DOPPIA PUNIBILITÀ. Il Giudice penale diverrà una sorta di Padreterno con competenza semi-universale! Per chi riuscisse a superare il primo processo, il M.A.E. prevede che l’imputato possa essere nuovamente processato da un altro giudice per la stessa ipotesi di reato! 2° esempio: “Terrorismo” Le azioni terroristiche proposte, sono azioni che col terrorismo nulla o ben poco hanno a che fare. Elenchiamole: il furto, le lesioni personali, la diffusione di sostanze contaminanti atte ad arrecare danno alle persone, ai beni agli animali e all’ambiente; il danneggiamento di infrastutture, mezzi di trasporto, luoghi e beni pubblici; gli intralci alla fornitura di acqua o energia, gli attentati ai sistemi informatici. Viene definito “atto terrosistico” anche la semplice “minaccia di commettere uno dei reati”. Princìpio della DOPPIA PUNIBILITÀ Il princìpio costituzionale della doppia punibilità prevede che, per l’estradizione, il reato contestato dallo Stato richiedente sia reato anche nello Stato che concede l’estradizione. L’eliminazione di questo princìpio, e la genericità delle 32 ipotesi di reato, apre la strada ad un mostruoso sistema che consegna il proprio cittadino ad un altro Stato per farlo condannare penalmente per un fatto che non è reato per le proprie leggi! E perdipiù quando lo stesso imputato ignorava di avere infranto una legge di un altro Stato membro! A questo punto, nessuno è più sicuro di vivere nella “legalità”! In queste condizioni, data l’illimitata competenza di ogni tribunale dell’U.E., scegliendo il giudice sulla base dei suoi pregiudizi e ideologia, ogni oppositore o dissidente può essere schiacciato, in ogni momento, anche perchè la deportazione può avvenire anche con presupposti falsi! Se si pensa che le Costituzioni moderne sono nate, in primo luogo, proprio per garantire i diritti minimi di libertà del cittadino dall’ingerenza del sovrano o del potere politico, ne consegue che demolire le tutele del Diritto Penale equivale ad annullare la stessa ragion d’essere della Costituzione! Per i promotori del M.A.E. che si appellano al “Trattato di Roma”, in cui gli Stati firmatari consentivano a limitazioni della propria sovranità purché “necessarie ad assicurare la giustizia e la pace tra le Nazioni”, valga la sentenza n. 183 del 1973 della Corte Costituzionale la quale considera “aberrante interpretazione” quella secondo cui la concessione contenuta nel “Trattato di Roma” possa comportare per gli organi della CEE un inammissibile potere di violare i princìpi fondamentali del nostro ordinamento Costituzionale di diritti inalienabili della persona umana che non potranno mai essere cancellati da nessun Trattato internazionale, neppure dall’Unione Europea! COL “MANDATO D’ARRESTO EUROPEO”, L’“INQUISIZIONE UNITARIA EUROPEA” AVRÀ UNO STRUMENTO ARBITRARIO DI REPRESSIONE CHE LE CONSENTIRÀ ATTI DI PURA E INCONDIZIONATA VIOLENZA! L’UNIONE EUROPEA STA CREANDO LA PIU’ POTENTE DELLE DITTATURE CHE I POPOLI ABBIANO MAI SPERIMENTATO! COL “MANDATO DI ARRESTO EUROPEO” L’UNIONE EUROPEA APPARE COME UNA “GALERA DEGLI INDIVIDUI”, UNA “TOMBA DEI POPOLI” E IL “SUICIDIO DELL’EUROPA”! “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 11 Documenta-Facta Muhammad al Talib: «È tempo che gli Ebrei e Cristiani si convertano all’Islam. Dio non accetterà altre religioni e gli infedeli saranno condannati. La nazione islamica è forte e vincerà». – Siria, dott. Abdallah Rabib: «O Dio, regola i conti con i criminali sionisti, distruggi loro e i loro alleati, annienta le loro economie, scatena sugli infedeli la tua vendetta». (“Libero” 16. 03. 2004) ISLAM: «È UN OBBLIGO ISLAMICO UCCIDERE CHI NON È MUSULMANO» ISLAM: IL GRIDO DEGLI IMAN: «RECONQUISTA D’EUROPA!» L’attacco alla Spagna è un atto di guerra... e solo politici disattenti possono pensare che il mondo occidentale non sia sotto l’aggressione di una religione che... ha stabilito che dove c’è una moschea, o c’è stata, quella è terra santa a Maometto da riconquistare. Lo affermano gli iman nei loro sermoni. La Spagna è l’Europa. La Terza Guerra Mondiale è da due giorni dentro le vostre case. (...). Il baratto non accontenta più i satrapi arabi che ricordano come la Spagna abbia cacciato i Mori e come gli Inglesi abbiano sconfitto, nel 1917, l’impero ottomano, sottraendo un’area immensa alla corruzione maomettana. Adesso, Al Qaida, Arafat e compagnia rivogliono tutte quelle terre, certi che le spine dorsali del Vecchio Continente si faranno in quattro per accontentarli, complici politici sciocchi ed una Chiesa che sembra aver abdicato in nome di una parola che riempie la bocca, e le bare: “Pace”! Per i Musulmani si tratta della pace eterna da imporre agli infedeli! Rantisi, il capo militare di Hamas, ha benedetto, in televisione, i due diciottenni che si sono fatti saltare ad Ashdod l’altro ieri. (...). Il capo spirituale della Brigata Abu Hafis al Masri, autrice del massacro di Madrid, ha detto che «Il conto con i Crociati spagnoli che secoli addietro hanno buttato a mare i Mori è ancora aperto». Il messaggio dello sceicco Yusuf Qardawi, uno degli esponenti della Sharia è chiaro:«L’Islam tornerà una volta in Europa come conquistatore e vincitore. L’espansione dell’Islam 12 da Est a Ovest coinciderà con la conquista di Roma». E, di rimando, un altro esponente così si esprime: «Non ci sono dubbi: distruggeremo gli USA, lo Stato ebraico e gli altri Paesi blasfemi». Ecco brani dei sermoni letti nei Paesi islamici “moderati” e trasmessi dalle televisioni: – Giordania, Sceicco Jamal Shaker dalla moschea principale di Amman: «O Dio, distruggi gli Ebrei e i Crociati nemici dell’Islam e umiliali». – Qatar, sermone dello Sceicco Yusuf al Qaradwi: «O Dio, supporta i fratelli musulmani e guidali alla vittoria contro gli usurpatori, gli arroganti, gli ebrei e i Crociati». – Arabia Saudita, Sceicco Salih Bin Una svolta nell’inchiesta della Procura di Brescia sulla presunta “cellula” cremonese dei terroristi islamici è venuta dall’esame di alcuni computer e di molti dischetti sequestrati agli indagati. In primo luogo, anche dall’informatica una conferma che perlomeno gli indagati, che avevano un ruolo religioso nella moschea di Cremona, presentavano ufficialmente un volto pacifico, tollerante e rivolto all’integrazione nel nostro Paese, ma con i confratelli, quando parlavano in arabo era una faccenda del tutto diversa. Quando venne arrestato Mourad Trabelsi, nell’aprile 2003, il sindaco di Cremona espresse meraviglia, ricordando di avere incontrato più volte l’iman della moschea, trovandola persona simpatica, disponibile e seria. Ed esistono addirittura fotografie di alcuni degli indagati accanto al Vescovo di Cremona. Ma in migliaia di documenti sequestrati, dialoghi intercettati, lettere e prediche, gli stessi indagati inneggia- “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 no alla distruzione del nemico dell’Occidente. Espressioni che sembrano addirittura eccessive, quasi caricaturali: «L’Islam è terrorismo; il terrorismo è un obbligo islamico per uccidere chi non è musulmano». Oppure: «Ammazzare è un obbligo e terrorizzare è legge», e ancora: «È obbligatorio l’uso della spada per mozzare il capo a cristiani ed ebei fino a quando non verrà adorato un unico Allah». Ci sono preghiere, inni al martirio e sempre maledizioni contro i cristiani. È stata sequestrata una video-cassetta nella quale si vede uno degli indagati sgozzare due montoni e il commento riferito è :«È la fine dei nemici di Dio, con la differenza che la loro carne sarà buttata ai cani... tutti i prepotenti e i nemici saranno sgozzati». Ma invettive e propositi di distruzione sono frequentemente rivolti anche contro i musulmani ritenuti miscredenti, come il re del Marocco Hassan II. (“Giornale di Brescia”, 25. 02. 2004). FRANCIA: ORDIGNO TRA I BINARI In Francia è di nuovo allarme rosso per la minaccia terroristica: un ordigno esplosivo a base di nitrato di nafta, azionato da una pila piatta collegata a sei detonatori pirotecnici, è stato trovato sulla linea ferroviaria Parigi-Basilea, vicino a Troyes. Un atto intimidatorio che ha fatto scattare la psicosi attentato terroristico in tutto il Paese. In ogni caso, la Francia si trova al momento, nel mirino dei terroristi. Non solo per gli enigmatici adepti della AZF, una sigla misteriosa che chiede una montagna di soldi, ma anche per gli altrettanto misteriosi integralisti islamici, sedicenti “servitori di Allah il potente e il saggio” dietro cui potrebbe nascondersi Al Qaeda, infuriati con la Francia che vieta il velo a scuola. Sono soprattutto questi due presunti gruppi terroristici che hanno tenuto occupati nelle ultime due settimane i servizi di sicurezza francesi. (“Libero”, 25. 03. 2004). Volantino dell’“Arcygay Orlando” di Brescia, sui “Percorsi di cinema gay-lesbico”, trovato sul tavolo all’ingresso della Biblioteca 2a Circoscrizione del Villaggio Prealpino (Brescia), insieme alle altre comunicazioni e informazioni. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 13 LE AVVENTURE DI UN INFILTRATO di A. Z. 2 drebbero le idee di remunerazione, di purgatorio e paradiso; – sacerdozio, ridotto, come abbiamo visto, a funzione sociale: occorreva spianare la via della sua secolarizzazione, col pretesto di meglio avvicinare i lontani, cominciando con l’eliminazione della veste talare; – santità, vanificandone l’indole soprannaturale e testimoniale con la beatificazione di eretici, cominciando da Lutero (ricordate gli anni della sua rivalutazione?): «anche se uccidere i Santi, comporterà più fatica che uccidere Dio», il fatto avrebbe ben presto relativizzato il culto dei Santi per poi spazzarlo via dall’orizzonte, insieme con le statue, le immagini, le feste e altri segni religiosi; – sacralità, mediante l’abolizione di reliquiari, ornamenti sacerdotali, cattedrali, organi, ceri, ecc. SCARDINAMENTO DEL DOGMA L’attacco alla Fede sul piano biblico veniva così facilitato da un clima di scardinamento delle sicurezze ecclesiali, oltre al fatto che nella stessa direzione operava da decenni tutta l’esegesi biblica protestante, soprattutto con Bultmann che lanciava l’idea della «demitizzazione», con tutto il suo influsso nefasto anche nell’area dei biblisti cattolici. Un lavoro meticoloso, ma di estrema importanza, sarebbe stato quello di sostituire, sotto pretesto di facilitare la comprensione, le parole più impegnative con termini sfumati, atti a svuotare il vigore teologico delle proposizioni evangeliche. L’esegesi biblica è un terreno minato che divide cattolici da protestanti e sètte sedicenti cristiane. Insinuare l’idea di attenuare le distanze interpretative sotto pretesto di carità cristiana avrebbe comportato di riflesso non un avvicinamento delle posizioni, ma una progressiva divisione. Fin dall’inizio dei sei anni di seminario a Roma, Michael fu messo dal KGB a contatto con biblisti infiltrati, uno dei quali era impegnato nella traduzione di una Bibbia in inglese in collaborazione con un biblista luterano. Michael, da parte sua, si diede da fare per spingere l’esegesi biblica alla deriva del relativismo agnostico. Così, uno dopo l’altro, si sarebbero svuotati i concetti cattolici di: – dogma, esautorando, anche per questa via il Magistero della Chiesa; – grazia e di soprannaturale, prive di senso in una visione secolarizzata; – sacramenti, ridotti a segni del nulla; – Confessione sacramentale, puro perditempo da sostituirsi al più con un rito comunitario di accusa dei peccati 14 Un’attenzione particolare, Michael dava all’Eucaristia e al culto mariano. IL CULTO EUCARISTICO sociali, i soli che contano; – miracoli, suggestioni illusorie che sarebbero stati smascherati dal rigore della scienza; – peccato originale, ridotto a pura mitizzazione letteraria: «La storia di Adamo ed Eva fa ridere»; quindi, di battesimo; – comandamenti, salvo l’imperativo sociale; – inferno, dato che «la bontà di Dio sorpassa ogni crimine»: così «un Dio che non fa paura, diventerà presto un Dio inesistente»; conseguentemente ca- Personalmente, Michael viene avvertito che, quando sarà sacerdote, dovendo celebrare la Messa, dovrà sostituire le parole della consacrazione con espressioni mitigate, in modo da svuotare la Fede nella Transustanziazione. La Messa andava cambiata nella sua essenza. All’idea di rinnovamento del Sacrificio bisognerà sostituire l’idea di cena, di banchetto comunitario. Tutto il rituale della Messa dovrà essere modificato in modo da mettere in evidenza il senso di festa dell’umanità lavoratrice, per passare poi all’abolizione della Messa, sostituendola con l’escursione domenicale tra le bellezze della natura. Occorrerà banalizzare il culto eucaristico, “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 sfocando l’idea della «Presenza Reale». L’altare sarà spogliato dei suoi ornamenti, soprattutto del Crocifisso. L’idea di sacrificio sarà sostituita dalla confidenza: «a questo punto farei scivolare l’idea che un Dio tanto crudele da sacrificare sulla croce il suo unico Figlio, non può essere che un’invenzione umana». Il sacerdote rivolto verso il Crocifisso dà l’impressione che egli parli con l’Altissimo. No, il prete dev’essere vicino ai fedeli. L’altare elevato e adorno sarà sostituito da un tavolo assolutamente nudo, dove la Messa viene celebrata in mezzo alla comunità. La Comunione sarà data in modo da banalizzarne il senso sacro. Occorrerà spazzar via paramenti, genuflessioni; inginocchiatoi, confessionali, canti sacri. Il Tabernacolo dovrà essere rimosso dal centro e messo a parte. Genuflessioni, segni di croce e altri segni praticati dalla Chiesa romana e greca, sono offensive delle altre confessioni. Questo passaggio dall’adorazione alla fraternizzazione, questo ripiegamento sull’uomo, questo vivere al contatto con la comunità umana, farà della Messa il simbolo più denso della fraternità terrena e agevolerà l’edificazione del paradiso in terra di aspirazione laicista. vità mariane. Il Mio messale conta ben 25 feste mariane a cui bisogna aggiungere le feste regionali. Occorre con pazienza e astuzia distruggere tutte le medaglie, le immagini e le statue. IL CULTO ALLA MADONNA I fratelli separati - afferma Michael - sono più logici e saggi. Maria, di cui non sappiamo quasi niente, diviene presso i cattolici un mito più potente di Dio. «Io li convinco, prendendo con ilarità le difese di Dio!». Poi, Michael faceva notare che molti protestanti credono che Maria abbia altri figli oltre Gesù. Inoltre, «io preconizzo la soppressione del Rosario e delle molte festi- La Madonna del Rosario - Tiepolo. Certo, per detronizzare la Madonna bisognerebbe sopprimere il Natale, ma ciò è assai più difficile. Tuttavia, quando possiamo far credere che Gesù non è Figlio di Dio, sua Madre cadrà da sé. Un punto importante è negarne la verginità». Di conseguenza: il Nuovo Testamento sarebbe stato ridotto a parola di uomo, e allora ognuno avrebbe potuto prendere o rigettare quel che vuole. Ma soprattutto il Rosario, che, con i suoi 15 misteri, tiene viva la Fede, va distrutto con energia. Il nostro Michael nel periodo romano, si innamora di una ragazza francese, ottima cattolica, che impegna tutto il suo cuore per salvarlo ed entra nel Carmelo a questo scopo. Essa portava al collo una grande medaglia, in oro, riproducente l’immagine miracolosa della Madonna di rue du Bac. Ebbene, Michael dovette confessare che la sola vista di quella Medaglia lo rendeva malato e che non ne avrebbe mai potuto sopportare la presenza senza diventare pazzo! Come si vede, in questo programma del dissolvimento della Fede cristiana, elaborato da Michael, confluiscono strategie di vecchia data, elaborate congiuntamente dalla massoneria, dal comunismo e dal modernismo. Niente di nuovo sotto il sole! Stupisce, però, il fatto che molti di questi suggerimenti siano oggi una deplorata realtà, e che siano stati assunti da parecchi Pastori della Chiesa come innovamenti atti ad approfondire la Fede. Fa molta pena il vedere come, in questo clima di secolarizzazione, provocato con tanta astuzia dalle forze avverse alla Chiesa, i nostri Pastori, che molto spesso hanno prestato orecchio in modo acritico al Maligno, siano, al contrario, tanto allergici ad accogliere con Fede i segni evidenti del soprannaturale, con i quali la Vergine viene a ravvivare la Fede dei cristiani. (fine) Santa Margherita Maria Alacoque apostola del Sacro Cuore di Gesù sac. dott. Luigi Villa (pp. 272 - Euro 15) L’Autore di questo scritto biografico sulla vita della Santa Maria Margherita Alacoque ci ha aperto le porte di un convento di clausura, illuminandoci un quadro, ricostruito dall’interno del monastero, dove tra le religiose - alcune vissute in perfezione, altre no! - una di esse divenne, poi, famosa per il suo intensissimo amore al Cuore Sacratissimo di Gesù, al quale ella aveva offerto tutta se stessa. Si era ai tempi festosi e corrotti del Re Sole, in quell’epoca di giansenismo che soffocava ogni espressione religiosa che fosse di dolcezza e di amore! Ancora oggi possiamo restare ammirati di fronte a questa straordinaria vita spirituale, tutta assorbita nella contemplazione del suo AMORE, dal quale si fece guidare, conducendo una vita tutta di penitenza riparatrice per le offese che l’umanità compie ogni giorno verso di Lui. La sua vita di costante penitenza e di lavoro manuale, anche il più umile, le sue frequenti dolorose infermità, sostenute con serenità, ma soprattutto, la sua instacabile preghiera, siano per Noi un rinnovato richiamo alla santità, un invito a impegnare la nostra vita per il regno di Dio in una Fede profonda “secondo il suo Cuore”! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 15 “THE PASSION OF THE CHRIST” – La Passione di Gesù – di Mel Gibson di Mark Alessio (dal bisettimanale americano: “The Remnant” 15 Febbraio 2004 - www.RemnantNewspaper.com) – Traduzione del dott. Franco Adessa – 2 I PROTESTANTI SI DANNO DA FARE È strano che il Prof. Michael Cook, sopra citato, si sia spinto fino al punto di minacciare che “nella loro sensazione di abbandono, gli Ebrei potrebbero abbandonare l’impresa della comprensione Ebraico-Cattolica” e correre nelle braccia dei Protestanti Evangelici. Sembra molto improbabile che questo possa accadere per una semplice ragione: I Protestanti potrebbero tentare di “convertire” i loro nuovi amici ebrei! Cook e la sua cricca si troverebbero subito sulla via di ritorno, verso le braccia ancora tese dei loro “fratelli” cattolici. Infatti, il primo appoggio pubblico di Mel Gibson e la sua “La Passione del Cristo” è venuto proprio da Ted Haggard, capo della “Associazione Nazionale Evangelica” degli Stati Uniti. Nei mesi scorsi, le chiese protestanti e i gruppi associati si sono proUn’immagine tratta dal film: Il volto sfigurato di Gesù. digati in modo incredibile in supporto del film: – Il 9 gennaio 2004, il “Catholic News Service” aveva scritto che la “Mission Coalition chiese perché potessero proiettare in America”, una prominente coalizione proprio questo film. Evangelica, stava “mobilitando” la sua – Il 15 gennaio 2004, la “The Great Trileadership in tutta la nazione per pregare bune” aveva scritto che la “The Harvest e per promuovere uno sforzo comune tra Springs Community Church” in Great evangelici per lanciare il film “La PassioFalls, Montana, aveva imposto “un obietne del Cristo”, e che, inoltre, molti loro tivo ai suoi membri di raccogliere abbaministri e organizzazioni si stavano prestanza soldi per vendere 180 in sala ciparando per assistere gruppi cristiani e le nematografica per cinque rappresenta16 zioni del film di Gibson”. Il risultato fu il successo di prenotare la proiezione del film per quattro settimane. La “The Great Tribune” ha poi riportato che “pastori di almeno 15 chiese di Great Falls avevano detto, ancor prima della pubblicazione di questo “obiettivo”, che era loro intenzione acquistare molti dei 180 posti per i loro membri e amici. – “Saddleback Church” in Orange County, California, ha acquistato 18.000 biglietti, in sette cinema, per i primi due giorni della prima visione del film. – In Plano, Texas, un padre e figlio, Arch e Jacob Bonnemas, hanno pagato 42.000 dollari per 6.000 biglietti per la “La Passione del Cristo” per i 22.000 membri della “Prestonwood Baptist Church” in Plano e per altre migliaia di stranieri interessati. In aggiunta a questi interventi, molti Protestanti Evangelici stanno organizzando lezioni pubbliche sul film che intendono usare come uno strumento di educazione religiosa. Essi stanno anche letteralmente volantinando a tappeto le loro comunità con avvisi di promozione del film. Perché questo dovrebbe interessare dei Cattolici Tradizionalisti? Ebbene, ciò che noi troviamo in tutto questo è un esempio di approccio di base per un fine che alcuni Tradizionalisti possono apprezzare. Questi gruppi evangelici non hanno la “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Lo Spirito Santo sa ricompensare questa potenza o le risorse finanziarie del “New buona volontà. Lo stesso Nostro Signore York Times” o della Anti-Defamation Leaha detto: «cerca e troverai, bussa alla gue (ADL) a sostegno dei loro sforzi, ma porta e ti sarà aperta»! essi hanno iniziato lentamente e costanScordiamoci le conversioni di massa. Se temente per sostenere il film “La Passiocerte anime, qui e là, contemplando ciò ne del Cristo”. Noi non possiamo che che hanno visto nel film di Gibson, saranringraziarli per questo loro sforzo. no indotte a bussare persino tenuamente Vi è, però, qualcosa d’altro da consideraalla porta, forse cominciando a intuire re. Questi protestanti, bene intenzionati, che le loro religioni fatte dagli uomini stanno promuovendo il film di un artista mancano di quelle verità teologiche e saCattolico Tradizionalista; un film teolocramentali che traspaiono nel film, allora gicamente sano e radicato in una cattoli“La Passione del Cristo” potrebbe inica e autentica esegesi delle Sacre Scritziare per loro un’esperienza memorabile ture. I Cattolici, che hanno visto spezzoni che si può manifestare in molti modi. del film di Mel Gibson, hanno affermato che esso è ricco di immagini eucaristiche e mariane. ED I CRITICI CONTINUANO..... L’editore del “Catholic Family News”, il quale ha assistito ad una proiezione del Come avevo predetto nel mio ultimo artifilm, ha commentato che “le raffiguracolo su “Remnant” su questo argomenzioni mariane sono così potenti e preto, sono iniziati i “dibattiti” pubblici sul tesentate con tale arte che un prete mama del film e dei Vangeli, anche se tali riano, io penso, potrebbe utilizzare pronostici erano scontati e non erano questo film per spiegare la dottrina certo difficili da fare. Alcuni degli “studiodella Vergine Maria Co-Redentrice”. si” cattolici ed ebrei anti-Gibson sono Personalmente, mi piace molto l’idea dei usciti dalle loro tane per partecipare a Protestanti mossi da un film che è realquesti dibattiti. Persino la “Evangelical mente cattolico nella sua sensibilità e Lutheran Church of America”, la quale teologia. Mentre sarebbe ingenuo immaha una “Commissione sulle relazioni ginarsi orde di Evangelici correre alla Ebraico-Luterane”, ha spinto i suoi paconversione del Cattolicesimo, dopo aver stori ad “insegnare fermamente” che la visto il film, si potrebbe dire molto sui seconfessione luterana non “disonora, non mi che possono essere piantati come ricalunnia e non offende gli Ebrei”, mentre sultato. predica il Vangelo. Forse, dopo aver visto il film, la vera idea Anche Abraham Foxman e la Anti-Dedella Reale Presenza dell’intercessione della Vergine Maria, potrebbe iniziare a sembrare meno “strana” a qualcuno educato a dubitare o disprezzare queste cose. La nostra Gerarchia Cattolica ha abbandonato il mandato divino di “insegnate a tutte le nazioni quello che Io vi ho insegnato e di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Essi hanno scelto, inUna scena del film: Gesù nel cenacolo con gli Apostoli. vece, di seguire un “nuovo Vangelo”, il Vangelo del famation League (ADL) sono coinvolti “falso ecumenismo” e dell’infruttuoso nella sponsorizzazione di questi incontri “dialogo interreligioso”. pubblici. Persino il Rabbino Schmuley Se il film di Mel Gibson è così vivo e vero Boteach, il “Predicatore dell’anno che i non cattolici, in questi tempi agitati, 2000” del “London Times” e l’autore di sono attratti da un autentico approccio “Judaism for Everyone”, “Kosher cattolico del Vangelo, cosa potremmo noi Sex” e “The Private Adam”, si sono impretendere di più? pegnati in questo sforzo. Noi possiamo almeno pregare che questi Io avevo già menzionato quest’uomo. La Protestanti che vedranno il film lo guardisua polemica è che gli Evangelisti hanno no in un atteggiamento di buona volontà. “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 deliberatamente distorto la verità per creare un Gesù “detestabile”. Non si può far altro che prepararsi pensando al veleno che verrà sparso da questi “dibattiti” e “dialoghi” pubblici che di sicuro prolifereranno ad un ritmo pestilenziale, una volta che il film verrà presentato al pubblico. Come assaggio, si notino i sentimenti della “studiosa” dott.ssa Paula Fredriksen, espressi nell’edizione del “The Christian Science Monitor” del 2 febbraio 2004. Ella scrive che il film di Gibson «si regge nella camera di risonanza dell’anti-giudaismo tradizionale cristiano». Non è questa un’altra frase meravigliosa e “tollerante”? Questo è il modo con cui questa gente concepisce il lascito del Cattolicesimo... come una tradizione di odio. Ed essi si meravigliano che la gente si rifiuti di piegarsi alla loro “competenza” di studiosi! Ricordiamoci che la convinzione di questi esperti è che noi siamo semplicemente degli idioti, incapaci di leggerci i Vangeli per conto nostro. Persino se osiamo avvicinarci ai testi sacri con una esegesi cattolica della Sacra Scrittura vecchia di due millenni, secondo loro, noi non siamo capaci di comprendere ciò che stiamo leggendo a meno che siamo condotti per mano da “esperti” ebrei e cattolici modernisti. Lo “studioso” Sr. Mary Boys pungentemente afferma che Mel Gibson «non riconoscerebbe uno “studioso” neppure se si imbattesse in uno di loro”. L’inferno non conosce la furia che eguagli quella di uno “studioso” sdegnato! E cosa dicono gli “esperti”? Il dott. James Joseph Cook è da quindici anni professore universitario con un Ph.D. in religione, ottenuto all’Università di Yale ed è autore di “The Judgment of Christ”. Quando gli fu chiesto cosa sperasse di trovare nel film di Mel Gibson, Cook rispose: «un Gesù che va alla croce non perché Egli sa o sente o crede qualcosa che il resto di noi ignora, ma perché il suo cuore chiede che egli faccia fronte all’ipocrisia, alla cupidigia, all’indifferenza e alla paura che tiene tutti gli altri in schiavitù». Un Gesù che non sa nulla di più di quanto noi sappiamo? È questo il Dio Cattolico che noi adoriamo da duemila anni? (continua) 17 Occhi sulla Politica PER LA BARCA DI PIETRO, ALLA DERIVA,COME PIU’ VOLTE HA SCRITTO “CHIESA VIVA” Rileggendo i volumi pubblicati Dalla “Editrice Civiltà Bresciana”, Straordinari e ben documentati, Per denunciare all’anima cristiana Il baratro in cui siam precipitati, Da cui il fetore dell’inferno emana, Dal quale siamo tutti attossicati, Siccome sa la Curia Vaticana, Vorrei citarli nelle trasmissioni Di Recanati e Francavilla d’Ete, Che trattan d’ebraismo, di massoni E d’altre cose ancora, inconsuete, Così, come la morte di Carboni, A me preannunciata e a più d’un prete! Prof. Arturo Sardini Postilla Monsignor Villa, Adessa e Compagnia, Datemi il nulla-Osta, e così sia! DIETRO IL “NEW AGE” Dietro il “New Age” - neoamericano Che in forma “religiosa” si diffonde, Quasi sicuramente, si nasconde, Mimetizzato, un nuovo satanismo, Intriso di giudaico-massonismo, Che gli uomini ed i popoli confonde, Poiché, apparentemente, corrisponde Al gran bisogno di spiritualismo. La “Nuova Era” tende a cancellare Cristo e la Chiesa, ossia l’Età Cristiana, Col chiaro intento di ripristinare Il vecchio Olimpo dell’Età Pagana. Affrettati, Wojtyla, a condannare La “nuova religione” americana. Prof. Arturo Sardini Chiusa Il cuore umano ha sete del Divino, Ma spesso scambia l’acqua con il vino. Se Cristo è il solo Figlio dell’Eterno, La “Nuova Era” è figlia dell’Inferno! 18 LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Da: “RERUM NOVARUM” (15. Maggio 1891) Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale 3. La questione del salario Tocchiamo ora un punto di grande importanza, e che va inteso bene per non cadere in uno dei due estremi opposti. La quantità del salario, si dice, la determina il libero consenso delle parti: sicché il padrone, pagata la mercede, ha fatto la sua parte, né sembra sia debitore di altro. Si commette ingiustizia solo quando o il padrone non paga l’intera mercede o l’operaio non presta tutta l’opera pattuita; e solo a tutela di questi diritti, e non per altre ragioni, è lecito l’intervento dello Stato. A questo ragionamento, un giusto estimatore delle cose non può consentire né facilmente né in tutto; perché esso non guarda la cosa sotto ogni aspetto; vi mancano alcune considerazioni di grande importanza. Il lavoro è l’attività umana ordinata a provvedere ai bisogni della vita, e specialmente alla conservazione: «Tu mangerai pane nel sudore della tua fronte». Il lavoro dell’uomo, dunque, ha come due caratteri impressigli dalla natura: quello “personale”, perché la forza attiva è inerente alla persona e del tutto proprio di chi la esercita e al cui vantaggio fu data; e quello “necessario”, perché il frutto del lavoro è necessario all’uomo per il mantenimento della vita; mantenimento che è un dovere imprescindibile imposto dalla natura. Ora, se si guarda solo l’aspetto della “personalità”, non v’è dubbio che l’operaio può pattuire una mercede inferiore al giusto poiché, dato che egli offre volontariamente l’opera, può, volendo, contentarsi di un tenue salario o rinunziarvi del tutto. Ben diversa è la cosa se con la “personalità” si considera la “necessità”: due cose logicamente distinte, ma realmente inseparabili. Infatti, conservarsi in vita è un dovere a cui nessuno può mancare senza colpa. Di qui, nasce, come necessaria conseguenza, il diritto di procurarsi i mezzi di sostentamento che, nella povera gente si riducono al salario del proprio lavoro. L’operaio e il padrone, allora, formino pure di comune consenso, il patto e nominalmente la quantità della mercede; vi entra però sempre un elemento di giustizia naturale, anteriore e superiore alla libera volontà dei contraenti, ed è che il quantitativo della mercede non deve essere inferiore al sostentamento dell’operaio, frugale si intende e di retti costumi. Se costui, costretto dalla necessità o per timore di peggio, accetta patti più duri i quali, perché imposti dal proprietario o dall’imprenditore, volenti o nolenti debbono essere accettati, è chiaro che subisce una violenza contro la quale la giustizia protesta. Del resto, in queste ed altre simili cose, quali sono l’orario di lavoro, le cautele da prendere per garantire nelle officine la vita dell’operaio, affinché l’autorità non s’ingerisca indebitamente, specie in tanta varietà di cose, di tempi e di luoghi, sarà più opportuno riservare la decisione ai colleghi, o usare altri mezzi che salvino, secondo giustizia, le ragioni degli operai, limitandosi lo Stato ad aggiungervi, quando il caso lo richiede, tutela ed appoggio. (continua) “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Gli Ebrei tradiscono i loro più fedeli amici da: “Complotto contro la Chiesa” di Maurice Pinay, cap. VIII. La prima edizione è del 1962 - Roma Avendo letto il libro pubblicato in Roma nel 1962: COMPLOTTO CONTRO LA CHIESA, che venne distribuito tra tutti i Padri Conciliari, non trovando in esso niente che si opponga alla Fede ed alle buone abitudini, non ho inconveniente nel concedere L’IMPRIMATUR CANONICO che mi è stato richiesto per l’edizione spagnola che si sta pubblicando nel Messico. 18 aprile del 1968. + Juan Navarrete Arcivescovo di Hermosillo. traduzione del prof. Arturo Sardini 2 V oglia Iddio che le nazioni del mondo libero facciano tesoro dell’esperienza della storia; e che, anche se si considerano più forti delle nazioni dominate dal comunismo, tengano sempre presente che possono sbagliare, catastroficamente, tutti le previsioni, in una guerra, se si permette alle quinte colonne giudaiche di minare, nel segreto, gli Stati liberi, perché, al momento stabilito esse possono disarticolare completamente le difese, facendo facilmente trionfare il comunismo. Per completare l’insieme delle prove che dimostrano la distruzione di uno Stato cristiano, di oltre mille e duecento anni fa, e la sua consegna, tramite la quinta colonna giudaica, ai nemici della cristianità, presenteremo diverse testimonianze storiche, cristiane, musulmane e giudaiche, che danno per certa la complicità degli israeliti residenti nell’Impero Gotico e fuori dallo stesso, con l’invasione dei musulmani, che aiutarono in diversi modi. Le prove che presenteremo sono, nell’insieme, incontrovertibili, dal momento che, oltre l’autorità dei cronisti e degli storici citati, è impossibile pensare che, nell’infiammata guerra di secoli, vi sia stata intesa tra gli antagonisti, per incolpare gli ebrei di tradimento nei confronti dello Stato in cui vivevano; per di più, gli autori israeliti, in questo medesimo fatto storico, coincidono con i predecessori. – Il famoso storico cattolico Marcellino Menendez y Pelayo, di larga fama mondiale, fin dal secolo scorso, scrive: «È accertato che l’invasione degli arabi fu iniquamente patrocinata dagli ebrei residenti in Spagna. Essi aprirono loro le porte delle principali città». (p. 132). – Lo storico olandese, discendente degli ugonotti, Reinhart Dozy, che tanto pre“Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Musicante moro seduto. Particolare di un pannello d’avorio. stigio ebbe nel secolo scorso, nella sua opera maestra “Historia de los musulmanes en Espana”, presenta una serie di dati che confermano il validissimo aiuto che gli ebrei dettero ai saraceni, facilitando loro la conquista dell’Impero Gotico». (p. 133). – Lo storico ebreo-nordamericano, Dot- tor Abraham Leon Sachar, che fu Direttore nazionale della “Fondazione Hillel”, per le Università, negli stati Uniti, nella sua opera, intitolata “Historia de los Judios”, sostiene, tra le altre cose, che le forze arabe attraversarono gli stretti che le separavano dalla Spagna, nel 711, facendosi padroni del Paese, aiutati, certamente, dalla condizione decadente del Regno Visigoto e, senza dubbio alcuno, per l’atteggiamento di favore degli ebrei». (p. 134). – La Commissione delle Sinagoghe Unite, per l’educazione ebrea, con sede a New York, pubblicò un’edizione ufficiale dell’opera intitolata “Il Popolo Ebreo”, di Deborah Pessim, dove si afferma: «Nell’anno 711, la Spagna venne conquistata dai musulmani e gli ebrei salutarono con giubilo la loro venuta. Essi ritornarono nella Spagna dai Paesi dove erano fuggiti. Essi mossero incontro ai conquistatori, aiutandoli ad impadronirsi delle città della Spagna». (P.135). In breve, questa pubblicazione ebrea ufficiale, riassume l’azione degli israeliti che, come s’era visto, fu duplice: da una parte, gli ebrei del nord-Africa, che nel secolo precedente erano emigrati in Spagna, si unirono agli eserciti musulmani invasori; dall’altra, gli israeliti, abitanti nell’Impero gotico, la quinta colonna, aprirono le porte del Regno, spezzando le difese dal di dentro. – Lo storico-ebreo-tedesco Josef Kastein, nella sua opera: “Historia y destino de los judios”, dedicata con profondo rispetto ad Albert Einstein, dice: «I berberi aiutarono il movimento arabo ad estendersi in Ispagna, mentre gli ebrei, a loro volta, sostenevano l’impresa con uomini e denaro. Nel 711 i berberi, comandati da Tarik, attraversarono lo stretto e occuparono l’Andalusìa. Gli ebrei offriro19 no picchetti di truppe e guarnigioni per il distretto». (p. 136). Questo storico israelita ci offre il dato importante che gli ebrei sostennero anche finanziariamente l’invasione e la conquista dell’Impero Visigoto. – Lo storico ebreo Graetz, dopo aver fatto menzione che, nella conquista dell’Impero Visigoto da parte dei musulmani, intervennero sia gli ebrei del nord Africa, sia quelli che risiedevano in Spagna, segue narrando: «Dopo la battaglia di Jerez (luglio 711) e la morte di Rodrigo, ultimo Re visigoto, gli arabi vittoriosi seguitarono ad avanzare e dappertutto furono aiutati dagli ebrei. In ogni città conquistata, i generali musulmani, nell’impossibilità di lasciare una loro piccola guarnigione, avendo bisogno dei loro uomini per sottomettere il Paese, ne affidavano la custodia agli ebrei. In tal modo, gli ebrei, che un tempo erano stati ridotti in servitù, adesso si trasformavano in padroni di Cordova, di Granata, Malaga ed altre molte città». (p. 137). – Il Rabbino Jacob S. Raisin indica che l’invasione della Spagna Gotica venne realizzata da un esercito di “dodicimila ebrei e mori”, capeggiati da un giudeo converso all’Islam, figlio di Cahena, un’eroina appartenente ad una tribù di berberigiudaizzanti e che fu la madre di Tarik-es-Said, “un ebreo della tribù di Simeone”, da cui il nome dell’isola Tarifa. Egli fu il primo moro che mise il piede nel suolo di Spagna». (p. 138). È curioso che il citato Rabbino, a prescindere dal fatto che Tarik-es-Said professava già la religione musulmana, sèguiti a chiamarlo “ebreo della tribù di Simeone”. Ciò può essere facilmente compreso da quanti sanno della nullità delle conversioni degli ebrei ad altre religioni, giacché, tranne rarissime eccezioni, sono sempre finte conversioni. – Tra gli storici Arabi e le loro cronache, si parla della complicità degli ebrei nell’invasione e conquista dell’Impero Visigoto; tra le altre, la cronaca formata da una collezione di tradizioni, compilate nel secolo XI, conosciuta come “Abjar Machmua”, la quale fa menzione della cospirazione degli ebrei per tradire Rodrigo. Questi ebrei erano nell’esercito visigoto con i figli di Vitiza e con i nobili goti scontenti, alla vigila della battaglia decisiva. Vi sono anche altri dettagli, circa la complicità degli ebrei residenti in Spagna, poiché si narra che gli arabi, trovando molti ebrei in una città, affidavano loro la custodia della stessa, lasciando un piccolo distaccamento di musulmani, mentre il grosso dell’esercito seguiva avanzando. In altri casi, affidarono completamente le città conquistate agli ebrei, senza nessun distaccamento islamico. Così, ri20 ferendosi alla già menzionata cronaca araba, circa l’occupazione di Cordova, constata che: «Moguits riunì in Cordova gli ebrei, ai quali affidò il presidio della città», e, riferendosi a Siviglia, afferma: «Muza affidò il presidio della città agli ebrei». La stessa cosa dice di Elvira (Granada) e di altre popolazioni. (p.139). – Dati non meno interessanti sulla vicenda presenta lo storico saraceno AlMakkari, il quale, riferendosi ai musulmani invasori dice: «Avevano l’abitudine di riunire gli ebrei nelle fortezze, con pochi musulmani, affidando loro la custodia delle città, perché le altre truppe potessero continuare la marcia, verso altre direzioni». (p. 140). –Il cronista islamico Ibn-el-Athir, nella sua famosa cronaca “El Kamel”, fornì diversi dettagli sulla invasione musulmana dell’Impero Gotico e sulla complicità giudaica; dati più tardi confermati anche dallo storico musulmano Ibn-Khaldoun, nato a Tunisi nel 1332, nella sua celebre “Historia de los berberiscos”. Da lui riprendiamo il seguente fatto, essendo di capitale importanza il capire cosa intendano gli israeliti per “riconciliazione o fratellanza” cristiano-giudaica. Ibn-Khaldoun, citando Ibn-el-Athir, dice Una pagina di un Corano antico. che, dopo la presa di Toledo, da parte dei musulmani, «gli altri distaccamenti catturarono le altre città, contro le quali erano stati inviati, e che Tarik insediò a Toledo gli ebrei, con alcuni dei suoi compagni, e si diresse a... » (p. 141). E che accadde alla popolazione cristiana finita nelle grinfie degli ebrei? Sarebbe immaginabile che la riconciliazione ed amicizia cristiano-giudaica, che gli ebrei avevano tradito nella forma sopra descritta, potesse realizzarsi adesso che gli ebrei tenevano soggiogate le loro vittime, usando verso di loro clemenza e tolleranza? La cronaca del secolo XIII, dell’Illustrissimo Vescovo Lucas de la Tuy, ci offre dati rivelatori di tutto rispetto. Questa versione dei fatti viene ripetuta, poi, da quasi tutti gli storici toledani, nell’affermare che, assediata la capitale visigota dal comandante Tarik-ben-Zeyad, «i cristiani uscirono dalla città, per celebrare nella vicina basilica di Santa Leocadìa la Passione del Signore - domenica delle palme del 715 - gli ebrei, approfittando della loro assenza, misero nelle mani dei musulmani i seggi di Leovigildo e di Recaredo, essendo i cristiani strangolati, parte alla Vega e parte nella basilica». (p. 142). – Lo storico ebreo Graetz dà una versione che coincide con la precedente, dicendo che, quando Tarik arrivò di fronte a Toledo, questa era presidiata da una piccola guarnigione e che, mentre i cristiani erano in chiesa, pregando per la salvezza del Paese e della loro religione, gli ebrei aprirono le porte della città agli arabi vittoriosi - la domenica delle palme del 712 - ricevendoli con acclamazioni e vendicando, così, le tante disgrazie, loro capitate nel corso di un secolo, dai tempi di Recaredo e Sisebuto». (p. 143). Naturalmente, detto storico giudeo, si astiene dal menzionare la strage dei cristiani, in seguito sopravvenuta, sulla quale si intrattiene la “Cronica” del Vescovo don Lucas de Tuy, come la maggior parte degli storici antichi toledani. – È da citare, al riguardo, un precedente interessante: era trascorso, più o meno un secolo, da quando l’Imperatore Bizantino Haraclio aveva fatto pressioni, verso i Monarchi Visigoti, affinché cacciassero gli ebrei dalla Spagna, in quanto la loro permanenza negli Stati cristiani, costituiva un pericolo per la vita di questi, citando il fatto che gli israeliti avevano «comprato da Cosroes ottantamila prigionieri cristiani, che sgozzarono “senza pietà”». (p. 144). Disgraziatamente, Sisebuto, lungi dallo sradicare la pericolosa e mortale quinta colonna, mise gli ebrei davanti al dilemma: espulsione o conversione, spingendo, con ciò, la gran parte ad una finta conversione al cristianesimo, ritornando, così, la quinta colonna giudaica nello Stato cristiano e nel seno della stessa Chiesa, aumentando immensamente la loro pericolosità. È evidente che nella strage dei cristiani devono essere intervenuti musulmani ed ebrei; però, da una parte, la pietà e la tolleranza dei conquistatori arabi della Spagna sono riconosciute anche dagli scrittori ebrei; dall’altra, i fatti ci hanno dimostrato che gli israeliti, ogni volta che poterono saziare la loro sete di odio verso i cristiani, organizzarono essi stessi le stragi, incitando, poi, i pagani romani a realizzarla. D’altronde, ad ogni affermazione di eresia o trionfo di rivoluzione, di“Chiesa Viva” *** Maggio 2004 rette dal giudaismo, sono degenerate, traggi; la condizione degli ebrei, come della sua fede, per affrettarne la perdiziocon frequenza, in stragi di cristiani, senza popolo, che aveva residenza in tutti gli ne e la rovina. trascurare le rivoluzioni giudaico-comuniangoli della terra, gli interessi generali e In questo modo, si fomenta e propaga in ste del nostro tempo, dove gli assassinii particolari, le sue abitudini e tradizioni ed tutta la penisola iberica la conquista muin massa sono all’ordine del giorno. un genere di vita errante continua, lo sulmana: nobili città, dove prosperava in Di fronte alla riconosciuta tolleranza degli spingevano fortemente a sollecitare cose numero e ricchezza la generazione israearabi vittoriosi, in Spagna, ed i fatti che nuove, al fanatismo religioso, a dichiararlita e che, senza dubbio alcuno, avrebbe stiamo analizzando, è facile immaginare si contro i suoi odiati ospiti, ritenuti nemici potuto far pagare molto sangue agli eserchi furono i principali ispiratori delciti di Tarik e di Musa, venivano le stragi dei cristiani, nel soggioconsegnate dagli ebrei nelle loro gato Impero Gotico. mani, che poi le ricevevano in cuSia come sia, una cosa è evidenstodia, affratellati con gli africate: la politica di riconciliazione ni». (p. 145). cristiano-giudaica, iniziata du– Infine, daremo alcuni dati interante il Regno Visigoto da Vitiressantissimi, presi da un’opera za, ebbe catastrofici risultati, ufficiale del giudaismo, l’“Encipoiché, nel tempo, condusse alclopedìa Judaica Castellana”, la distruzione di uno Stato criche, alla voce “Spagna”, tra le alstiano, alla perdita dell’indipentre cose, dice: «È un fatto indidenza, fino alla uccisione cruscutibile che ciò che indusse dele di una moltitudine di criMuza, indeciso, quantunque le stiani. persuasive sollecitazioni del – Per concludere, riportiamo ciò partito di Vitiza, a lanciare le che dice, al rispetto, il grande sue truppe in Spagna, furono amico degli ebrei, lo storico Josè le informazioni segrete che riAmador de los Rios, insospettacevette dagli ebrei spagnoli, le bile di antisemitismo, in riferimenquali rivelarono all’Emiro l’imto alla già citata invasione musulpotenza militare della Corona, mana: «quale fu, nel frattempo, il lo stato di rovina dei castelli, comportamento del popolo l’impoverimento del tesoro reaebreo? Si adoperò, per caso, per le e l’esasperazione della nola difesa della sua patria adottiva, biltà e del popolo, di fronte ad oppure rimase neutrale in mezzo un’oppressione divenuta genea tanta strage, dal momento che rale». non era possibile resistere all’imSubito dopo afferma: «Il 19 luglio peto dei vincitori? del 711, Tarik (p. 146) annientò i L’amor di patria, vale a dire l’amovisigoti, nella battaglia di Janda, o re per il suolo dove si è nati e la Guadalete, nella quale, sembra, gratitudine alle ultime disposizioni che Rodrigo trovasse la morte. In dei Re goti, sembravano esigere quello storico incontro si videche quel popolo (ebreo) unisse le ro molti soldati ebrei-magrebini sue forze a quelle della nazione lottare al lato del vincitore. Imvisigota, per respingere l’invasiomediatamente i loro correligione straniera, aprendo, nello stesnari spagnoli si sollevarono in so tempo, le sue casseforti per ogni parte, mettendosi a disposostenere l’impellente necessità sizione di Tarik e di Muza». (p. dello Stato. Ma, in contrasto con 147). Cupola della sala di preghiera della Madrasah di Yusuf I, queste ragioni, esistevano odii ancostruita a Granada nel 1349. Vista del lampadario centrale e della sua base a forma di stella a 6 punte. tichi ed i vivi ricordi dei passati ol(fine) I NOSTRI LUTTI S.E. Rev.ma Costantini Mons. Vittorio M. di Marzuli di Sessa Aurunca (CE) Don Pietro Gatti di Patorda (INDIA) Mons. Abbé Henri Chirat di Bridas (Francia) Don Rizzollo Giovanni di Pettinengo (Biella) Prof. Vecchiato Aloise di Finale Ligure (SV) “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Sig. Pierre Piqué di Artix (Francia) Abate Elli don Pietro di Pontida (BG) Mons. Giuseppe Dottori di Jesi (AN) A tutti i lettori di “Chiesa viva” raccomandiamo le Loro anime alla loro preghiera. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Adam Weishaupt fondatore, nel 1776, dell’Ordine degli Illuminati di Baviera. Mettiamo a confronto il codice degli 8 gradi dell’Ordine degli Illuminati di Baviera (traendolo dall’opera dell’Abate gesuita Agostino Barruel, “Memorie per la storia del giacobinismo”, scritta nel1802), con il significato dei rituali degli ultimi 8 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato (tratti dall’opera del gesuita e arcivescovo Leone Meurin, “La framassoneria, sinagoga di satana”, Siena 1895). Rito Scozzese Antico ed Accettato 22 Nel 2°, 3°, 4° grado si forma l’anima del membro dell’Ordine, sradicandogli le sue “credenze” e “pregiudizi” religiosi e politici, lo si rende scopritore e autore dei princìpi dell’Ordine e lo si incorpora definitivamente alla sètta, al 4° grado, con un giuramento di cieca obbedienza. Nel 27°, 28°, 29° grado si forma l’anima del massone, sradicandogli ogni sentimento religioso e indicandogli la Religione, la Legge e la Proprietà come i nemici acerrimi da combattere, e incorporandolo alla corte di Lucifero, al 29° grado, con un giuramento di cieca obbedienza. 2° grado: “Minervale” Le istruzioni di Weishaupt:«Stabilita una specie di Accademia letteraria, quì voglio formarli spioni gli uni degli altri e di tutti. Io voglio che in questo grado si lavori a scoprire e a dissipare i pregiudizi di quelli che credono ancora in un Dio» (c. III p. 88-89). La “morale” della “libertà politica”, in questo grado, si fonda sulla lezione di Weishaupt di “non farsi scrupoli di coscienza” e sul princìpio: “il fine giustifica i mezzi”; cioè che non vi sono mezzi, neppure il furto, il veleno, l’omicidio, la calunnia, che non divengano giusti qualora siano impiegati per quei fini che la sètta ritiene giusti e santi» (pp. 95-96). 27° grado: Il “Sovrano Commendatore del Tempio” «Il Candidato viene ricevuto tra i membri della corte infernale e ne diventa il Cortigiano. Lo si conduce nella sala “legato” per fargli capire che egli è ancora sotto il giogo delle “passioni” (e cioè dei suoi “pregiudizi” religiosi e politici), e poi lo si slega per mostrargli la differenza tra uno schiavo ed un uomo libero. La “morale” di questo grado è la libertà politica, ma questa si ottiene solo con l’obbligo di “obbedire sempre agli ordini che gli saranno trasmessi in modo gerarchico”. Egli deve aiutare e sostituire, con la sua cieca obbedienza, l’autorità e il governo della società profana, quando ne sarà venuto il momento» (pp. 354-355). 3° grado: “Illuminato minore” «La chiave di questo grado è quella di far credere che non vi sia alcun segreto da confidare loro, ma bisogna che l’Allievo sia indotto a credere di essere lui “il fondatore dell’Ordine” scoprendo da se stesso i princìpi che reggono e dominano la sètta» (pp. 97-98). In questo regno del razionalismo, gli viene inculcata l’idea che ciò che vale sono i “princìpi” e non le “conseguenze” e che la “virtù è azione”. «La virtù sublime si riduce a tutto ciò che può disporre gli animi alla più turpe corruzione e all’anarchia generale» (pp. 97-107). 28° grado: Il “Cavaliere del Sole o Principe Adepto” «I nostri Principi Adepti proclamano la necessità del “regno del razionalismo”» (p. 392). «In questo grado, simulando il giorno della creazione, incororandolo come tredicesimo nella Gerarchia celeste, al Candidato si svela il segreto della Natura ch’egli comprenderà solo se saprà liberarsi dal giogo delle sue credenze religiose e se prenderà lo spettacolo della natura pura e la sua intelligenza per sole regole della sua fede. Il Candidato è ammesso al libertinaggio più infame, sotto la figura saliente di puri spiriti, e alla comunicazione magica con gli spiriti satanici»(p. 357). 4° grado: “Illuminato maggiore o Novizio Scozzese ” In questo grado, l’Allievo deve scrivere la storia di tutta la sua vita nei suoi dettagli più intimi e scabrosi. Weishaupt ha ragione di dire: «Ora sì che sono miei! Io li sfido a nuocerci, se vogliono tradirci. Io ho in mano i loro segreti!». «L’Allievo rinnova il giuramento del segreto e dell’obbedienza alla sètta». (pp. 110-114). Gli si insegna: «Contro i Preti e i Prìncipi che ci fanno resistenza, lungi da noi la forza e le rivoluzioni! Conviene insensibilmente legare loro le mani e governarli senza comparire di dominarli». E anche: «La sorgente delle passioni è pura; conviene che ognuno possa soddisfare alle sue... e che il nostro Ordine ne fornisca i mezzi»(p. 119-120). L’Allievo, ora, ha davanti a sé solo i “grandi misteri”: la guerra aperta contro Dio e contro il suo Ordine! 29° grado: Il “Grande Scozzese di Sant’Andrea” «In questo grado si esige al Candidato che pieghi il ginocchio davanti al Grande Architetto, il dio della Massoneria. Si affida al Candidato il vessillo dell’Ordine del Tempio; tre uomini mascherati tentano di impadronirsene ed egli lodifende vittoriosamente. Ne viene lodato e gli si fa prestare giuramento di lottare contro ogni usurpazione di potere religioso, politico o militare, rappresentata dai tre uomini mascherati. Con l’adorazione del Baphomet, gli si insegna il “culto panteistico della Natura” e l’arma della corruzione “l’anima non è responsabile per i peccati della lussuria, dell’intemperanza, ecc. commessi dal corpo”». (pp. 358359). La santificazione massonica del Candidato è completa! Ora, egli ha davanti la guerra aperta contro Dio! (p. 361). “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Don Villa, sono un signore di 70 anni, ormai... Sono stato recentemente a fare gli esercizi spirituali di S. Ignazio presso la Fraternità San Pio X a Montalenghe (luogo che conoscevo già, per esservi stato due altre volte) ed ho avuto occasione di vedere alcuni numeri della rivista da Lei diretta “Chiesa Viva”. Io conosco già i Suoi libri, fra cui “Il vero volto dell’Immigrazione”, “Islam alla riscossa”, “Cristiani, Ebrei Mussulmani hanno lo stesso Dio? NO!”, ecc... e le confesso che io La ammiro per la chiarezza e la scrupolosa documentazione con cui ha esposto i concetti e le spaventose conseguenze sulla Cristianità di una Islamizzazione dell’Europa e del mondo civile! Inutile dire che concordo pienamente con Lei su tutto quanto Ella ha esposto! Bisognerebbe che i suoi libri fossero esposti nelle vetrine delle librerie pubbliche, “Laiche”, in tutte le città d’Italia, anziché trovarsi soltanto in certe librerie “cattoliche”...; e non tutte! Per esempio, io, qui, nella mia città che ha dato i natali a S.ta Caterina Benincasa, a San Bernardino, al Papa Pio II°, ecc... nella libreria catechistica, dipendente dal nostro Arcivescovo, NON si tro- vano i libri editi dalla Casa Editrice Civiltà, ma, se si vogliono, bisogna ordinarli appositamente! La ragione di ciò... è evidente! Perché la Chiesa conciliare NON vuole che si sappiano “certe cose”... da Lei ben evidenziate ed in contrasto con l’andazzo attuale dello sciagurato ecumenismo, ecc... ecc... (...). Nell’augurarLe tanto bene e tante feconde conversioni alla VERA CHIESA di N.S.G.C. e per l’apostolato che Ella fa tra tante persone, La saluto molto cordialmente nel nome del Signore Gesù Cristo nostra Fede e Speranza! DIO GRATIAS! OMNIA AD MAJOREM DEI GLORIAM! (G. L. - Siena) *** Rev.do Don Villa, (...). Colgo l’occasione per ringraziarLa di cuore di tutto quanto sta facendo per la Nostra Madre Chiesa Cattolica e, mentre prego il Signore perché possa sempre sostenerLa nelle sue diuturne fatiche, Le porgo auguri di ogni bene e saluti in Cristo. (F. R. - Roma) Nota della Direzione Si informano i nostri lettori che l’articolo “Lo sterminio dei tedeschi ad opera degli Ebrei”, apparso su “Chiesa viva” n° 358, p. 11, è stato tratto dal “Popolo d’Italia” del nov. 2003 ed era apparso, nel dicembre 1997, sulla Rivista “Sodalitium” n° 46, p. 81, a cura del sac. Curzio Nitoglia. RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 11 SETTEMBRE: COLPO DI STATO IN USA di Maurizio Blondet Ognuno dei 4 aerei dirottati dai “terroristi arabi”, l’11 settembre 2003, aveva due scatole nere. Sei non sono state trovate, due risultano mute; caso unico nella storia dei disastri aerei. I “terroristi kamikaze” hanno compiuto manovre arditissime, con grossi Boeing carichi di passeggeri. Eppure i loro istruttori di volo non si fidavano di farli decollare da soli alla guida di aeroplani da turismo. E ancora: la tragica fine dell’agente O’Neil numero 2 dell’FBI. Dimessosi ad agosto per protestare contro “l’attuale Amministrazione che non lascia indagare sulle reti di Al Quaeda”, ha trovato la morte nel World Trade Center, dov’era diventato capo della Security. Chi è l’anima buona che gli aveva procurato quel posto? La strana storia, soffocata dai media, sulla rete di spie isaeliane denunciate dalla DEA: centinaia di persone arrestate e poi misteriosamente rilasciate. E poi le lettere all’antrace: attribuite subito all’opera di agenti irakeni, le indagini si sono fermate a Fort Detrik, il laboratorio militare USA che produce le spore “bellicizzate”. Le lettere all’antrace inviate a senatori democratici hanno letteralmente svuotato, a causa della disinfestazione, il Congresso: nei giorni seguenti all’attacco, il Presidente ha agito senza controllo democratico. E perché Bush Junior ha segretato tutti gli atti presidenziali, a cominciare da quelli dell’Amministrazione Reagan, quando era vicepresidente suo padre Bush senior? Perché? Per richieste: Effedieffe Edizioni Largo V Alpini n. 9 20145 Milano Tel. 02-4819117 Fax: 02-4819103 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Congregazione nel 1932. Arrestato più volte, trascorse molti anni in prigione. Morì il 2 settembre 1992, anche in conseguenza dei maltrattamenti della polizia. Liu Difen Stefano Vescovo. Era nato il 13 maggio 1912 nel villaggio di Biandukou, Reqiu (Hebei). Fu ordinato sacerdote nel 1939. L’11 settembre 1989, venne segretamente ordinato Vescovo. Arrestato più volte, morì in prigione il 14 novembre 1992. Martiri in Cina (continua) di Giancarlo Politi MAGGIO 2004 SOMMARIO N. 361 MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Dei sessantasei cinesi beatificati il 24 novembre 1946 da Pio XII, quattordici sono stati massacrati dai Boxer nell’estate del 1900 nella provincia dello Shanxi, mentre i restanti risiedevano nella provincia del Hebei. I nomi di questi ultimi sono: Liu Jingde, An Xinshi Anna, An Guoshi Maria, An Jiaoshi Anna, An Linghua Maria, Wang Anna, Wang Yumei Giuseppe, Wang Wangshi Lucia, Wang Tianqing Andrea, Ji Tianxiang Matteo, Guo Lishi Maria, Wu Juan Paolo, Wu Mantang Giovanni Battista, Wu Wanshu Paolo, Ge Tingzhu Paolo, Zhao Mingzhen Pietro, Zhao Mingxi Giovanni Battista, Zhao Guoshi Maria, Zhao Luosha Rosa, Zhao Mali Maria, Ma Taishun Giovanni Battista, Li Quanzhen, Li Quanhui Pietro, Wang Zuolong Pietro, Zhang Huailou, Liu Ziyu Pietro, Qin Bianshi Elisabetta, Qin Chunfu Simone, Cui Lianshi, Du Zhaoshi Wang Lishi Maria, Yuan Gengyin Giuseppe, Fan Hui Rosa, Du Tianshi Maria, Du Fengju Teresa, Fu Guilin Maria, Zhang Heshi Teresa, Lang Yangshi, Lang Fu Paolo, Chen Jinjie Teresa, Chen Aijie Rosa, Wang Kuixin Giovanni, Wang Kuiju Giuseppe, Zhu Rixin Pietro, Xi Zhuzi, Wang Cheng Lucia, Fan Kun Maria, Qi Yu Maria, Zheng Xu Maria, Zhu Wurui Giovanni Battista, Chang Mattia. Diocesi di Anguo Staccata dal Vicariato Apostolico di Baoding il 15 aprile 1924, venne costituita la Prefettura Apostolica di Lihsien divenuta, nel 1929, il Vicariato Apostolico di Anguo. Nel febbraio 1940, nella provincia dello Shanxi, a Taixingshan, Lingchuan Xian, venivano uccisi dalle forze comuniste dodici Fratelli della Congregazione di 24 s. Giovanni Battista. I dodici avevano ricevuto l’ordine dal loro fondatore, p. Vincent Lebbe, di recarsi da Jincheng, Shanxi, a Lin Xian, Henan. Transitando attraverso il territorio di Lingchuan, controllato dai comunisti, furono da loro uccisi. Non si conoscono bene le circostanze del martirio: forse furono sepolti vivi, altri dicono che furono uccisi con armi da taglio. Ecco i loro nomi: Zhang Dapeng, Bai Man, Henricus, Valentinus, Cirillo, Isidoro, Tito, Giuliano, Giuseppe, Giulio, Giordano, Giocondo. Lebbe Vincent Sacerdote. Nato a Ghent, in Belgio, il 18 agosto 1877. Entrato tra i Vincenziani nel 1896. Ordinato sacerdote il 28 ottobre 1901. Nel 1927 aveva fondato la Congregazione dei Fratelli di S. Giovanni Battista. È morto a Chongqing, Sichuan, il 24 giugno 1940, poco dopo il suo rilascio dalla prigionia. Un sacerdote Diocesano. Legato, venne trascinato da un cavallo fino a che morì. Nel 1949. Min Luca Sacerdote, diocesano. Vicario generale. Arrestato, gli vennero messe catene così strette da penetrare nella carne. Mori in prigione. Wang Zengyi Giovanni Battista Vescovo. Era nato il 6 giugno 1884. Il 27 agosto 1908 era entrato tra i Vincenziani. Ordinato sacerdote il 18 marzo 1911, venne poi ordinato Vescovo il 24 febbraio 1938. Morì il 21 febbraio 1951, ad Anguo, mentre si trovava agli arresti domiciliari. Liu Jingming Pietro (fratel Ansang) Sacerdote, dei Piccoli Fratelli di S. Giovanni Battista. Nato nel 1916, entrò nella UN TEMPIO BLASFEMO A FATIMA? 2 A Gesù crocifisso 3 Un tempio blasfemo a Fatima? del sac. dott. Luigi Villa 6 È morto il card. Franz Köenig del sac. dott. Luigi Villa 8 L’assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (4) del dott. C. A. Agnoli 12 Documenta-Facta 14 Le avventure di un infiltrato (2) di A. Z. 16 “The Passion of The Christ” (2) di Mark Alessio (da: “The Remnant” 15 febbraio 2004) 18 Occhi sulla politica 19 Gli Ebrei tradiscono i loro più fedeli amici (2) da: “Complotto contro la Chiesa” di Maurice Pinay, cap. VIII. Traduzione del Prof. A. Sardini 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla Festa della SS: Trinità alla XIII Domenica del Tempo Ordinario) “Chiesa Viva” *** Maggio 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 362 GIUGNO 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Spedizione in abb. post. - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Expedition en abbon. postal - Comma 20/C - art. 2 - Legge 662/96 - Filiale di Brescia Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità ARC. MONTINI - PAOLO VI CONTRO LA “MADONNA MEDIATRICE” O Divin Volto... O Divin Volto del mio sommo bene, Volto ripien di sangue e di dolore, Ahi, quelle spine accrescono le tue pene, quel sangue vela il tuo divin fulgore! Non più su Te sfavilla la bellezza che allieta e irraggia intero Paradiso; coperto di livor, di sangue intriso Ti bacio, o Volto, e piango d’amarezza. Oh, lascia ch’io Ti serri tra le mani che asconda in Te la faccia vereconda! del sangue Tuo bagnato, tra quell’onda più puri passeranno i miei dimani. Fosti deriso a tua sembianza pura l’onta per me sostenne del rossore... Ne l’orto ti oscurò tedio e timore, sudor, tristezza e un’angoscia ben dura. Oh sì, se l’alma è sconsolata, sola, a Te disvelerà ogni mistero, e rinfrancata dalla tua parola e pace ella riavrà e gaudio vero. Tutti per Te nei giorni di tua gloria; ed or che tua beltà fu sfigurata nel mar d’ogni dolor quasi affogata svanita è già su lor la tua memoria. O Volto, Volto senza più decoro, gemma di ciel buttata all’immondezza, oh, non più d’uom, di verme la bruttezza mostri, o gran Dio, cui ne la polve adoro! Noi dei timor e di tue pene ignari deh, ci ammaestri alfine, o Volto bello, sformato, qual lebbroso, dal flagello sfregiato con insulti senza pari! Oh, che la vita tutta, tutta intera viva davanti a Te, Volto adorato, e giunta che sarà l’ultima sera Ti voli a contemplar lassù beato! (Padre Arturo Chiozza) ARC. MONTINI - PAOLO VI CONTRO LA “MADONNA MEDIATRICE” del sac. dott. Luigi Villa C osa dobbiamo pensare di un Paolo VI che ha cercato persino di limitare il culto di Maria SS. per compiacere ai protestanti?1 Mons. Montini, quand’era ancora arcivescovo di Milano, tra i suoi 66 interventi, tenuti nella Commissione centrale preparatoria del Concilio Vaticano II, istituita il 5 giugno 1960, col compito di preparare il Concilio, ne divenne membro dal 6 novembre 1961. In un estratto sul culto mariano, si legge cosa ne pensasse Montini di Maria Mediatrice. Pur professandosi devoto (?) della Madonna, si dichiarava contrario all’estensione del titolo da dare a Maria SS. il titolo di “Mediatrice universale” di tutte le grazie. Si legge, infatti: «La proposta d un nuovo titolo, vale a dire quello di “Mediatrice”, da attribuire a Maria Santissima, mi sembra “inopportuno” e persino “dannoso”. E questo perché il titolo di “Mediatore” spetta solo a Cristo, come diceva appunto S. Paolo: “Uno è il Mediatore”». E la sua ragione è: «L’estensione di questo titolo non sembra favorire la vera pietà; né apporta un nuovo argomento al culto mariano». «Bisogna piuttosto parlare, secondo la dottrina del Magistero Ordinario della Chiesa, dell’universale maternità spirituale di Maria Santissima, della sua regalità e meravigliosa e benignissima intercessione, ma non di mediazione». Così, durante la preparazione del Vaticano II, la “Mediazione universale” della SS. Vergine, la definizione dogmatica, della quale era stata espressamente augurata da più di 300 Ve- 1 Cfr. “L’Osservatore Romano” del 10 giugno 1992, p. 3. “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 Un brano del libro di Emmanuel II Thomas, Patriarca di Babilonia. Il titolo del ibro è: “Dono di onore e di gloria per l’Immacolata Vergine”, ed è un estratto della liturgia siro-caldaica. 2 Cfr. “Acta et documenta Concilio oecumenico Vaticano II apparando”, Series II, scovi, ebbe come accanito avversario il cardinale Montini. Infatti, il 20 giugno 1962, quando fu discusso dalla Commissione centrale il progetto dello schema alla Vergine Maria, l’elaborato della Commissione teologica, il cardinale Montini fece quella dichiarazione che abbiamo qui citato, ma che ripetiamo per la sua gravità: “La proposta di un nuovo titolo, specie quello di Mediatrice da accordarsi a Maria Santissima, mi parrebbe inopportuna e anche dannosa”. E ripete, poi, argomenti fritti e rifritti dai protestanti, coi quali Montini se la intendeva, come pure col suo amico Jean Guitton. E continuava: «L’estensione di questo titolo non sembra favorire la vera pietà (...). Vale di più parlare della maternità spirituale universale di Maria Santissima e della sua regalità e della sua meravigliosa e benignissima intercessione, ma non di mediazione (non vero da mediatione)»2. E così fu. Il Vaticano II, infatti - duce Paolo VI! non l’ha proclamata, ma anzi occultata, proprio come voleva Paolo VI!. La sua ignoranza teologica era risaputa da molti, ma questo non spiega per nulla questo suo battersi contro il titolo mariano di “Mediatrice universale di tutte le grazie”, tanto più che sapeva del “Santuario delle Grazie”, esistente nella sua stessa città di Brescia; una terminologia che risale al terzo secolo della Chiesa, espressa così bene in quel “sub tuum praesidium” - una preghiera che ci è giunta nell’originale in greco - che ci fa invocare la sua protezione e il suo rifugio. Sarà poi nel secolo XII che apparirà il titolo, teologicamente sicuro, di “Me- Praeparatoria, vol. II, pars. IV, p. 777-778. 3 diatrice”, innestato sugli altri due titoli di “Corredentrice” e di “Mater Dei”; sicché le affermazioni di Montini contro la “mediazione universale” di Maria SS., ossia di essere una opinione “inopportuna” perché urta la sensibilità dei protestanti e, quindi, “dannosa”, sono parole, oltre che menzognere anche ingiuriose verso la Madre di Dio. Non necessita, comunque, qui, riportarne molti, perché si possono trovare nel “Dizionario di Mariologia”3 dell’illustre mariologo Padre Gabriele Roschini. Ne cito solo i principali. stanti, affermando che il titolo di “mediatrice”, che si voleva dare alla Madonna, nulla apporterebbe al culto mariano, né alla vita spirituale e, peggio ancora perché, per Lui, sarebbe addirittura “inopportuno” e persino “dannoso”?.. Che Montini fosse un grande ignorante in teologia lo si mormorava ovunque, ma questo non spiega quella sua presa di aperta posizione contro “Maria mediatrice di tutte le grazie”! 3 4 5 Cfr. Edizioni “Studilum” - Roma. Cfr. Gn. 3, 16. Cfr. Bossues, “Oeuvre completes VI, Premier sermon pour le jour de la Nativitè de 4 Nei secoli XIX e XX, nel risveglio del mistero ecclesiale, ci fu pure anche quello degli studi mariologici, anche sotto l’aspetto della “Mediazione Universale” di Maria. Mi limiterò, qui, a un excursus storico teologico su questo tema, nella Bibbia, nei Padri e nella Liturgia. 1°: Nella Bibbia Nel Vecchio Testamento è simboleggiata dovunque, dall’arca di Noè, dal vello di Gedeone, ecc. ed è prefigurata nella sposa dei Cantici, in Giuditta, in Ester, ecc. Nel passo chiamato “Proto-evangelo” si legge: «Io getterò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua stirpe e la sua. Essa ti schiaccerà il capo, mentre tu ti avventi al suo calcagno»4. Ora, questo vincolo sarebbe dissolubile se si potesse, anche per un solo istante, separare la Vergine dal Figlio, nella grande opera nel mistero della salvezza, dove Maria risulta “Mediatrice” tra noi e Suo Figlio per questo duplice motivo: 1°, perché ci dà il Cristo; 2°, perché ci porta al Cristo. Giustamente, quindi, poté dire il grande Bossuet: «Deciso dalla Divina Sapienza che Gesù fosse dato agli uomini per mezzo della Vergine, il Decreto non viene più mutato: è e rimarrà, dunque, sempre verità consolante che la carità materna con cui questa Vergine contribuì alla nostra salute nel mistero dell’Incarnazione, princìpio universale di grazie, contribuirà ancora, ed eternamente, a tutte quelle altre opere che sgorgheranno da questo mistero, come effetto da causa»5. 1 – Benedetto XIV: Bolla “Gloriosae Domina” (27. 09. 1748); 2 – Pio VII: “Privilegi alla Chiesa dell’Annunziata di Firenze”, 1806; 3 – Pio IX: enciclica “Ubi Primum”, 1849; 4 – Leone XIII: enciclica “Octobri Mense”, 22. 09. 1892 - Enciclica: “Supremi Amostolatus” del 1883, e “Superiore Anno” del 1884; 5 – Benedetto XV: Lettera Apostolica “Inter Sodalicia” 1918; istituzione della Festa di “Maria Mediatrice” di tutte le grazie, 1921; 6 – Pio XI: enciclica “Miserentissimus Redemptor”, 1928: “Mediatrice di tutte grazie presso Dio”; 7 – Pio XII: cfr. “Radiomessaggio del 13 maggio 1946: e in vari altri documenti. È bene sapere anche che già nel 1921, ben 450 Vescovi avevano chiesto la definizione dogmatica della “Mediazione di Maria”. Era una tesi, quindi, che veniva già insegnata apertamente e di continuo dal Magistero ecclesiastico ordinario e universale, e che, quindi, doveva essere ritenuta teologicamente certa, perché di Fede divina, anche se non ancora solennemente definita. Montini, perciò, si schierava contro il Magistero ordinario e universale della Chiesa, e questo lo farà tenacemente anche dopo, da Papa, tanto che, nel suo “Novus Ordo Missae”, Paolo VI volle soppresso persino la parola “menzione” della Beata Vergine, come pure di tutti i Santi, per cui l’intercessione della Vergine (e dei Santi) non sarebbe più richiesta neppure nei momenti di pericolo! Ma, allora, come ci si può così testardamente insistere a voler beatificare un Paolo VI che, oltre le enormi responsabilità che ebbe e che ha, sotto tutti gli aspetti, della crisi gravissima in cui si trova la Chiesa d’oggi, si è anche battuto così indegnamente per cercare di limitare persino il culto a Maria SS. per non dispiacere ai prote- *** 2°: Negli Scrittori Ecclesiastici S. Germano di Costantinopoli scrive: «Nessuno riceve i doni di Dio se non per mezzo Tuo, o Purissima! A nessuno è concessa la grazia divina se non per tuo mezzo, o Veneratissima!»6. Il culto dalla Madonna delle Grazie, a partire dal 1652, ha avuto una larga diffusione in Polonia. Nella foto: Giovanni Paolo II parla davanti all’immagine venerata a Varsavia; essa riproduce fedelmente quella di Faenza. la Sainte Vierge”, p. 678. 6 Cfr. Omelia in S. M. Zonom P. G. XCVIII, p. 380. 7 Cfr. S. Bernardo, “Sermo de Agaeductu”, S. Bernardo scrive: «Onoriamo, dunque, Maria dal più profondo del nostro cuore, dal più intimo dei nostri affetti, con tutti i nostri voti, perché tale è la Volontà di Colui che volle che noi avessimo tutto per mezzo di Maria»7. E ancora: «Dio ha stabilito che nulla noi ricevessimo se non per le mani di Maria»8. S. Pier Damiani dichiara che la Madonna n. 4. 8 Cfr. S. Bernardo, “Sermo 3 in Vig. Nat. Domini”, n. 10. “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 ha nelle sue mani tutte le ricchezze delle divine misericordie: “In Manibus Tuis thesauri miserationum Domini”. questo sarà il compito di un altro Papa, veramente devoto della Vergine Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie! S. Anselmo dice: «Se taci Tu, nessun altro potrà pregare o aiutare, ma se Tu preghi, tutti pregheranno, tutti aiuteranno»9. S. Bernardino da Siena afferma: «Per mezzo di Maria, dal Capo che è Cristo, le grazie vitali sono sparse nel Suo mistico Corpo». E ancora: «Questo è l’ordine delle grazie che discendono sul genere umano. Dio ne è la sorgente universale; Cristo, il Mediatore universale; Maria, la distributrice universale». La Vergine, infatti, è il Collo mistico del nostro Capo: Capo divino, l’Organo attraverso il quale i doni celesti vengono comunicati al rimanente del corpo»10. se non attraverso Sua Madre»16. E nell’enciclica “Jucundi semper”, del 1894, scrive: «... tutte le grazie che si comunicano a questo mondo, hanno un triplice processo: seguendo un ordine altissimo, da Dio si comunicano a Cristo, da Cristo alla Vergine, dalla Vergine a noi». S. Pio X, nell’enciclica “Ad diem illum” del 2. 02. 1904, afferma: «Mediante la comunione dei dolori e della volontà tra il Cristo e Maria, questa ha meritato di diventare la dispensatrice di tutti i benefici che Gesù ci ha acquistati col Suo sangue». Benedetto XV, nel 1921, approvò l’Ufficio e la Messa in onore di Maria Mediatrice. Pio XI chiama Maria “Mediatrice di tutte le grazie di Dio”. Pio XI, nei suoi numerosi discorsi, accenna spesso alla mediazione di Maria SS.: «Se Gesù è “fonte”, Maria è “canale” di grazia»17. «Maria ci dà Suo Figlio e con Lui tutti gli aiuti che ci sono necessari, perché Dio ha voluto che tutti noi avessimo per mezzo di Maria»18. «(Maria) in ogni pericolo, si mostrò valido aiuto e Mediatrice di grazie»19. S. Alberto Magno chiama Maria “distributrice universale di tutti i beni”11. S. Tommaso d’Aquino: «Tale è il privilegio di Gesù e di Sua Madre. In ogni pericolo potete ottenere da Lei la salvezza; per ogni opera virtuosa potete avere il Suo aiuto. Ella dice di Sè - nella Sacra Scrittura “in Me si trova ogni speranza di vita e di virtù”»12 (Eccl. XXIV, 25). *** S. Luigi Maria Grignon di Monfort: Dio Figlio ha comunicato a Sua Madre tutto ciò che ha acquistato con la propria vita e con la propria morte, per i propri meriti infiniti e con le proprie ammirabili virtù, e l’ha fatta tesoriera di tutto ciò che Suo Padre Gli ha dato in eredità per mezzo di lei. Egli applica i propri meriti ai suoi membri, comunica le sue virtù e distribuisce le sue grazie. Ella è il Suo misterioso canale, il Suo acquedotto, per mezzo del quale egli fa passare dolcemente ed abbondantemente le Sue misericordie. Dio-Spirito ha comunicato a Maria, la Sua fedele Sposa, i Suoi ineffabili doni, e l’ha scelta per dispensatrice di tutto ciò che Egli possiede, cosicché Ella distribuisce, a chi Ella vuole, tutti Suoi doni e tutte le Sue grazie, e non si concede alcun dono celeste che non passi per le Sue mani verginali. Tale, infatti, è la Volontà di Dio, il quale volle che noi avessimo tutto per mezzo di Maria»13. A chiusura di questo succinto scritto sulla “Mediazione Universale” di Maria SS., non possiamo ignorare le profonde parole del nostro sommo Dante, proprio sulla “mediazione” della Madonna, là dove canta: «Donna, sei tanto grande e tanto vali che, qual vuol grazia ed a Te non ricorre sua desianza vuol volar senz’ali»20. 3°: Nell’insegnamento dei Papi Papa Benedetto XIV: «(Maria è) fiume celeste con il quale tutti i doni della Grazia vengono portati nel cuore dei poveri mortali»14. S. Alfonso de Liguori nel suo libro “Glorie di Maria”, ha trattato in modo mirabile questo problema, difendendolo contro i negatori. Potrei citarne tantissimi altri Padri, ma Leone XIII afferma “che dal ricchissimo tesoro di tutte le grazie, accumulato dal Signore... nulla ci arriva se non attraverso Maria, perché Dio vuole così»15. E in un altro passo dell’enciclica, dice: «Si può affermare che, secondo la volontà di Dio, niente ci è dato senza passare per Maria, di modo che, come nessuno può avvicinarsi al Padre onnipotente se non attraverso il Figlio, così nessuno, per così dire, può avvicinarsi a Cristo 9 Cfr. “Orat. 46” ad B. V. - P. L. CLVIII, p. 944. 10 Cfr. Serm. 10, in “Quadragesimali”. 11 Cfr. Cantico VII, 4. 12 Cfr. Comm. Intorno all’Ave, Maria. 13 Cfr. “Trattato della vera devozione alla SS. Vergine”, p. I, c. I. 14 Cfr. Bolla “Glorioso Domine” del 27.9. 1748. 15 Cfr. Encicl. “Octobri mense” del 22.9. 1891. 16 Ibidem. 17 Cfr. “Discorso ai pellegrini genovesi” “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 E voglio anche aggiungere questa più umile strofetta di un Autore anonimo, ma che è non meno valevole sul piano della fede e dell’Amore: «Ci conforti, Maria, la tua grazia, ch’è rifugio d’ogni anima errante, ci dia pace nell’ultimo istante, ci dia gloria immortale nei ciel!». È dunque giusto e doveroso ripetere, quindi, con i Santi: «De Maria nunquam satis», «Maria, cioè, non è stata ancora abbastanza lodata, esaltata, ammirata, amata e servita. Ella merita più lode, rispetto, amore, servizio» (S. Luigi Maria Gringo di Monfort). 21. 04. 1947. 18 Cfr. Encicl. “Mediator Dei” del 20.11. 1947. 19 Cfr. Enciclica “Auspicia quaedam” del 1. 03. 1948. 20 Cfr. “Divina Commedia”, Par. XXXIII, 13-15. 5 IL DIALOGO CON L’ISLAM del dott. Arrigo Muscio – – – – – – – – – – – – – Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta»! Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto Me ha visto il Padre. Come puoi dire: “mostraci il Padre?”. Non credi che Io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da Me; ma il Padre che è con Me compie le sue opere. Credetemi: Io sono nel Padre e il Padre è in Me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in Me, compirà le opere che Io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, Io la farò. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi». (Gv. 14, 6). «Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo!». «Fate attenzione a voi stessi, perché non abbiate a perdere quello che avete conseguito, ma possiate ricevere una ricompensa piena». «Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi si attiene alla dottrina, possiede il Padre e il Figlio». «Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo; poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse». (2 Gv. Cap. 7). Si ode e si legge sempre più spesso che per risolvere il problema del terrorismo è essenziale approfondire il dialogo con l’Islam, in particolare con l’Islam moderato. Ma è possibile questo dialogo? 6 Cercherò di fornire una risposta sia in termini religiosi sia da un punto di vista laicista. DIALOGO RELIGIOSO c) Il “dialogo” religoso può solo sfociare nella conversione di una parte o dell’altra (ovviamente, da cattolico, auspico sempre la conversione universale in Cristo Salvatore e Redentore del mondo) dal momento che le posizioni sono totalmente antitetiche. Noi cattolici, infatti, adoriamo la Santissima Trinità: quindi, Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. La nostra religione: a) è stata costituita da Gesù Cristo (vero Dio e vero uomo) che ne è il capo; b) è stata (e lo è ancora in molti casi) predicata mediante un’accompagnatoria di segni e prodigi a conferma della divinità di Gesù. Chi poteva, infatti, mediante la Parola, comandare gli elementi naturali: tempesta sedata, resuscitare i morti, cacciare i demoni, profetizzare e guarire ogni sorta di infermità se non Dio stesso Creatore dell’universo mediante la Parola (Gen. 1, 1 ss.)? viene “ravvivata” mediante gli interventi di Maria Santissima mediante apparizioni straordinarie, che aggiungono nulla alla Rivelazione, ma ci richiamano alla conversione e alla comunione con Gesù Cristo. L’Islam la pensa in modo diametralmente opposto, tant’è che accusa i cristiani di politeismo in quanto adoratori della (non per loro!) Santissima Trinità. Quindi, mentre noi ci inginocchiamo davanti a Gesù Eucaristia e al Crocifisso, loro non solo se ne guardano bene dal farlo, ma spesso richiedono la rimozione del Crocifisso (considerato un “semplice cadavere appeso ad una Croce”, come dichiarato dal presidente dell’Unione Musulmani Italiani, Adel Smith)! Inoltre, la religione cristiana è propositiva: «In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno, poi, non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa, o da quella città, e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio i paesi di Sòdoma e Gomorra avranno una sorte più sopportabile di quella città» (Mt. 10, 11 ss.). “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 sistema politico e burocratico degli Stati occidentali agisce non solo in completa autonomia dai valori cristiani, ma spesso in antitesi con essi, nel mondo islamico questo dualismo non è concepibile, in quanto lo Stato deve comunque agire in sintonia con la legge coranica (che, per i mussulmani, ha un valore eterno, non suscettibile, quindi, di modificazioni come molti occidentali si ostinano a credere). A tal proposito cito: L’opinione del prof. Avv. On. Taormina, riportata nell’articolo: “Taormina: l’Islam buono non esiste. Dialogare è impossibile” Libero 31 gennaio 2003. Vista, quindi, l’impossibilità del dialogo, come la Storia ci insegna da duemila anni, esistono solo due antitetiche possibilità: a) b) Musulmani in preghiera davanti al Duomo di Milano. La religione islamica, invece, è impositiva (basta leggere il Corano). Per meglio approfondire le differenze tra la nostra Sacra Scrittura ed il Corano, consiglio la lettura dei seguenti documenti: 1) 2) 3) 4) “Islam e cristianesimo” della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna - Ed. Cei; “Cristiani, mussulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? No!” del Sacerdote Luigi Villa - Ed. Civiltà - tel. e fax 0303700003; “Gesù e Maometto” di Daniel Mariano - Ed. Segno; “Noi predichiamo Cristo Crocifisso” di Padre Raniero Cantalamessa - Ed Ancora. l’Islam si convertirà al cristianesimo; il cristianesimo e con esso tutto l’Occidente sarà convertito all’Islam, con quanto ne conseguirà! Il Cardinal Biffi e con lui la Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna hanno ben evidenziato lo scontro di civiltà antitetiche che è in atto, con buona pace di quanti pensano che il dialogo con l’Islam sia possibile. Concludendo: l’allarme lanciato dal vescovo di Smirne, Mons. Bernardini, alla presenza del Papa, durante il Sinodo dei Vescovi acquista, quindi, i contorni di un sinistro presagio. Il vescovo ha citato “un autorevole personaggio musulmano” che avrebbe detto ai suoi interlocutori cristiani: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo». E ha aggiunto: «Il dominio è già cominciato con i petroldollari, usati per costruire moschee e centri culturali nei paesi cristiani dell’immigrazione islamica, compresa Roma. Come non vedere un chiaro programma di espansione e di riconquista?». Il dialogo con l’Islam, secondo Mons. Bernardini, rischia di risultare “un dialogo tra sordi”. Ovviamente, «bisogna distinguere la minoranza fanatica dalla maggioranza tranquilla, ma questa, ad un’ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà senza esitazioni». Mons. Bernardini ha proposto la convocazione di “un Sinodo o un simposio di Vescovi” per affrontare il problema degli Islamici nei paesi cristiani ed ha lanciato un monito «Non si conceda mai ai musulmani una chiesa cattolica per il loro culto, perché questo, ai loro occhi, è la prova più certa della nostra apostasia»! Di conseguenza, l’unico dialogo religioso possibile, data l’incolmabile differenza, consiste nel rispettoso “docete” universale di Cristo: «E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”» (Mt. 28, 18 ss.). DIALOGO LAICISTA Anche il “dialogo” laicista risente della differenza abissale tra i valori occidentali di derivazione cristiana e quelli mussulmani che sono inscindibilmente fusi con la ch’arìa. Mentre nel mondo occidentale opera la distinzione tra la convinzione religiosa e quella laicista, al punto che il “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 Giovanni Paolo II alla moschea degli Omayyades di Damasco. 7 Sempre IL SACRIFICIO DI CRISTO È segno di contraddizione della Prof.ssa Maria Pia Mancini I l legame tra pace e giustizia è il fulcro dei messaggi che il Papa invia alle nazioni. Ma l’assetto cui le nazioni tendono non ha alla base la radicale trasformazione interiore dell’individuo, “sine qua non” per effettuare il difficile passaggio dal laicismo imperante ad una morale più attenta ai diritti di Dio, senza la quale è impossibile qualunque convivenza pacifica. In campo dottrinale, la globalizzazione, realtà con cui il cattolico, suo malgrado, deve confrontarsi, pone inquietanti interrogativi perché, mentre alimenta false speranze, inficia l’essenza della vera religione, mescolandola arbitrariamente con altre credenze. L’equa distribuzione delle risorse mondiali è il nuovo diktat del terzo millennio, cui tutti sembrano piegarsi, incuranti dei problemi spirituali, passati in secondo piano. L’etica che si tenta d’imporre, improntata all’utilitarismo, è la causa principale dello sradicamento dei sani princìpi che per secoli hanno guidato i popoli cattolici. Serenità e pace, senza la cura dell’anima, non potranno mai essere ottenute, perché l’essere umano, quando viene snaturato nell’intimo, è un infelice, e tale rimane nel generale livellamento. La caduta delle frontiere ha causato, nelle nazioni, una miscellanea informe di usi, costumi e tradizioni che si cerca di contenere in un consorzio obbligato secondo gli schemi ideologici del processo d’interculturazione. Le connotazioni storiche e dottrinali delle varie razze, anziché interagire armonicamente, finiscono così con l’acuire storiche conflittualità, senza via d’uscita, in cui il più forte prevarica. 8 Anche nel nostro Paese assistiamo, in nome del rispetto, della tolleranza e dell’accoglienza, ad una vera e propria resa dinanzi alle “invasioni” straniere, protette dalla stessa classe politica a scapito dei connazionali. Abbiamo quasi vergogna di difendere la nostra identità culturale, subendo soprusi ideologici e oltraggi, di fronte ai quali retrocediamo, spinti dalle teorie moderniste ed empie, che ormai ci hanno plagiato. Lo dimostrano il silenzio apatico, osservato nelle tante occasioni in cui avremmo dovuto levare la nostra voce, e l’assenteismo dei Vescovi. Se è facile accettare le ricchezze culturali di altre civiltà, non dovrebbe esserlo altrettanto quando esse attentano ai valori della Dottrina Cattolica. Ma non è così! Chi ha reclamato, infatti, per l’arroganza di Adel Smith, quando ha offeso la Croce o quando ha querelato il Papa! Chi sostiene quei cattolici “audaci” che mostrano pubblicamente la propria fede contro gli attacchi velenosi dei nemici del Cattolicesimo? Veramente, politici, autorità religiose e fedeli ritengono che l’umanitarismo sia da anteporre alla carità verso Dio? È inaudito, vergognoso e intollerabile che i rappresentanti ufficiali di altre religioni, oggi, si sentano in diritto di contestare, addirittura, il modo di praticare la nostra Fede, che urta grandemente la loro suscettibilità. Nemmeno al Papa è permesso di fare il Papa! L’ultimo caso eclatante riguarda il film “La Passione” di Mel Gibson, dal quale il Santo Padre dovrebbe addirittura prendere le distanze, secondo la comunità ebraica, benché Giovanni Paolo II abbia “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 no violente delle tante quotidianamente con il Talmud, attraverso il dialogo, oggi giudicato il film pienamente conforme ai imposte da cinema e televisione per votanto esaltato? fatti descritti dai Vangeli. Perché gli ebrei lontà di chi, ora, si finge scandalizzato La tolleranza verso altri “credo”, infatti, si sentono così colpiti da quest’ultima, dai tormenti del Redentore!), bensì lo è cosa ben diversa dalla condivisione peraltro ennesima rappresentazione della sconquasso interiore che esse provodegli errori a scapito della Verità RivePassione di Cristo? Perché evidenzia cano, andando a scavare nel profonlata. con toni altamente drammatici l’atrocità do: nessuno ama vedersi quale è realLa Gerarchia Ecclesiale, silente e non delle pene sofferte dal Salvatore, o permente. Forse dà fastidio, e non poco, ai curante, dovrebbe fornire risposte in meché dà un duro colpo al piano di scritanti, clero compreso, correi degli antagorito, e chiarire, a questo punto, se anche stianizzazione in atto da decenni? nisti storici del cattolicesimo, come dimoCristo e i Vangeli siano antisemiti, e cau«La pietra scartata dai costruttori è distra la vile reticenza di fronte alle accuse sa della Shoah, e con quale diritto essa ventata testata d’angolo», e questo inique, il fatto che “La Passione” sia permette a chi li rifiuta di strumentalizzarli proprio non va giù! Si cessi, in nome stato voluto e realizzato da un persoper avallare ingiuste recriminazioni. dell’onestà intellettuale, di parlare di antinaggio non solo celebre, ma anche seDiciamo basta ai compromessi, alla falsisemitismo ad ogni occasione, perché non guace fervente di quella odiata Tradificazione della Verità da parte di teologi è un atteggiamento così diffuso come si zione Cattolica che si vuole con deterdeviati, servi di dottrine filomarxiste; divuole far credere, essendo pregiudizio liminazione annientare. ciamo un GRAZIE di cuore a chi, nonomitato a pochi stolti, deviati da dottrine Mel Gibson, rappresentando il “Santo stante tutto, ha il coraggio di testimoniare avverse al Cattolicesimo, cui, però, a tutti Sacrificio” in tutta la sua crudezza, coapertamente la propria Fede con limpii costi si vogliono imputare colpe che non me descritto dai Vangeli, intende ricordezza e tenacia. ha. dare al mondo il vero significato della Mel Gibson è un esempio per tutti i Non passa giorno senza che il sistema S. Messa che, nella sua gravità, è cosa cattolici di buona volontà; l’andare mediatico ci propini stereotipi sul razziben diversa dal “Memoriale-Cena” controcorrente, da sempre attira biasimi smo, sul dialogo, sull’eguaglianza, eleprotestante, impostaci con lo scopo pree contestazioni; ce lo insegna il Maestro vando, nel contempo, ad esempi da secipuo di far divenire Cristo e la Sua PasDivino. guire, personaggi poco edificanti, eticasione ricordi lontani che non ci tocchino In America, il film ha prodotto numerose mente e socialmente, nonché propagatori più, al solo fine di soddisfare il mondo. conversioni e il moltiplicarsi delle confesdi un lassismo amorale e dissacratore. Pare proprio che Cristo dìa fastidio al diasioni, a dimostrazione che Dio usa tutti i È noto che nell’animo del Cattolico aumezzi per salvare i Suoi figli tentico non albergano in ale prescinde dagli ambigui incun modo sentimenti ostili ai teressi terreni. diritti civili di cui tutti debboChe mi si tacci ancora una no fruire in una società pluvolta di razzismo e di essere ralistica, ma è anche noto contraria alla nuova ibrida reche, per il Cattolico autenligione che si vuole far attectico, viene prima Dio, poi chire, passi, purché siffatta l’uomo! demagogia populistica e Probabilmente, è proprio la pseudocristiana non sostituiconsapevolezza di ciò a scasca nel nostro animo Cristo, tenare reazioni che contradl’Unica Verità e la Fede! dicono gli stessi princìpi di liAbbàino pure il negatori bertà reclamati per sé, ma del Messia! Non per questo non ammessi per gli altri. Ai ci allontaneremo dal giusto Cattolici, infatti, è vietato disentiero da Lui indicato e fendere e palesare il proprio dall’obbedienza al genuino credo; paradossalmente, si Magistero della Chiesa! predica il rispetto per musIl dialogo, al prezzo dell’emsulmani, ebrei, buddisti, ortopietà, non ci interessa né dossi e quant’altro esista in c’interessa la conversione al materia religiosa, mentre è mondo eretico, giudeo e paguerra su tutti i fronti congano. Al primo posto poniatro il Cattolico coerente mo e porremo sempre CRIcon la propria Tradizione! STO-RE, MESSIA e FIGLIO La globalizzazione, estesa di DIO, SECONDA PERSOanche alla Fede, cerca a NA della SANTISSIMA TRItutti i costi di cancellare il NITÀ, SIGNORE del CIELO e Cristo-Dio, anche dal punto della TERRA e di chi Lo rifiudi vista storico, per farne un Un’immagine del film di Mel Gibson: “The Passion of the Christ”: ta, e non l’uomo con le sue filosofo alla pari di altri, e si Giovanni, Maria e Maddalena partecipano alla Passione di Gesù. miserie esistenziali! adopera affinché l’eresia alliInfine, chiedo: perché la cogni nella coscienza collettiva. munità ebraica, i politici e gli Le contestazioni sul film bolico piano sinarchico: occorre fare di intellettuali non hanno protestato quando “La Passione” non influenzano il vero tutto per eliminarLo, magari reinterpreCristo è stato offeso nel film “L’ultima Cattolico, perché questi possiede una tando le Scritture! È per questo che tentazione di Cristo”, e nella commedia sua chiave di lettura ben diversa da quelquanti rinnegano Cristo-Dio si sentono in musicale “Jesus Christ Superstar”? la usata dai nemici di Cristo per giustifipericolo? Ricordino che il Signore è mor«... Portiamo sempre e dovunque nel care le critiche animose e di parte. to anche per loro! Possibile che non pronostro corpo le sofferenze di Gesù L’opera in questione, oltre ad essere un vino un po’ di compassione per il loro morente, affinché anche la Vita di Geinno di lode alla infinita Misericordia Salvatore e riescano a pensare solo alla sù si manifesti nel nostro corpo» (S. del Padre, è altresì immagine incisiva loro condizione umana? Com’è lontana la Paolo - 2 Cor. IV, 10). della bruttezza del peccato e segno loro povera logica dalla Sapienza di CriRicordiamo una frase soppressa dall’inno forte del Cielo per chiamare alla consto! a CRISTO RE, che chiedeva a nostro Siversione. È un film ispirato da Gesù CriI nostri “fratelli maggiori” pretendono, gnore di essere Re della famiglia, dello sto stesso, checché ne dicano sociologi, forse, che la “vittima ebraica” sia più Stato, della città. politici e teologi. Non sconvolge, pertanimportante della “Vittima Divina”? C’è «Te nationem præsides, honore colto, la visione di scene cruente, come da da domandarsi seriamente: su quale lant publico, colant magisteri, iudices, più parti blaterano i saccenti prostituiti al punto dottrinale si può trovare l’accordo leges ed artes expriment»: «è il regno potere, (anche se sono scene molto me“Chiesa Viva” *** Giugno 2004 9 di Cristo sui popoli, gli avvocati, i giudici, le leggi e le arti», abolito perché non si vuole più il Regno sociale di Nostro Signore: qui, sulla terra, non deve più regnare! Riflettiamo sulla gravità di quanto succede e chiediamo perdono. L’obbedienza ignara sta uccidendo il Corpo Mistico di Cristo! *** Non guardare, Signore, la Tua Croce esibita su mode sfrontate: la volgarità ha le sue leggi. Non far caso, Signore, al silenzio dinanzi alle offese a Te al Tuo Vicario: il dialogo è importante. Approva, Signore, la rinuncia all’evangelizzazione: il lontano deve essere rispettato. Accetta, Signore, l’abolizione della S. Messa, in favore della “Cena-Memoriale”: gli eretici la reclamavano. Scusaci, Signore, del turbamento e della rabbia alla vista dei Tuoi supplizi: le nostre ideologie ne sono scosse. Non considerare, Signore, le dissacrazione della S. Eucarestia: la sinarchia ha le sue leggi. Non far caso, Signore, al mancato timore di Te: abbiamo compreso che Tu sei solo Misericordia! Crocifisso - Salvador Dalì. Perdona, Signore, le profanazioni delle tue Chiese: tu ami il chiasso e i balli santi, tu sei gioia! Non guardare, Signore, all’aborto, al divorzio, alle unioni gay: è amore: l’amore lo impone! Scusa, Signore, la nostra apostasia: ora, c’è la Chiesa universale. Pietà, Signore, del nostro modernismo: la Fede deve adattarsi ai tempi. Non addolorarti, Signore, della nostra empietà: l’uomo e le sue esigenze ti hanno sostituito. Giovanni Paolo II celebra con i Neo-Catecumenali. 10 Rinnova, Signore, la dottrina obsoleta della Tua Chiesa: per duemila anni è stata fonte di errori. “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 Occhi sulla Politica È VERO O NON È VERO? LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) È vero che la Chiesa fu fondata Dal Figlio della Vergine Maria, Ucciso dalla “perfida genìa”, Secondo la dottrina, predicata, Da: “RERUM NOVARUM” (15. Maggio 1891) Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale a. Educazione al risparmio E in più di venti secoli insegnata, Col nulla-osta della Gerarchia, E col Vangelo in piena sintonìa, Oppure è una menzogna calcolata? Se Cristo non è Dio, Verbo Incarnato, Nel grembo d’una Donna Immacolata, Per riscattare l’uomo dal peccato, L’umanità è davvero disgraziata, E l’uomo, senza Cristo, è destinato A maledir la vita sventurata! Prof. Arturo Sardini Chiosa Personalmente, ad essere sincero, Spero, con tutto il cuore, che sia vero, Poiché se fosse falsa la Dottrina Sarebbe irreparabile rovina! Ovverosia, se Cristo non è Dio, Non so spiegarmi più chi sono io! Sulla questione ho molto riflettuto: Se Cristo non è Dio sono perduto! Cos’è la vita, senza un Creatore, Senza uno scopo, senza un Salvatore?! Se non ci fosse Dio, maledirei Ogni giorno la vita e i giorni miei! Chiusa La Fede non è chiara, sia ben chiaro, Ma senza Fede in Dio non c’è riparo! Senza la Fede, assurda è l’esistenza, Quantunque le pretese della scienza! “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 Quando un operaio riceve un salario sufficiente a mantenere se stesso e la sua famiglia in una certa quale agiatezza, egli è saggio; penserà naturalmente a risparmiare e, assecondando l’impulso della stessa natura, farà in modo che sopravanzi alle spese una parte da impiegare all’acquisto di qualche piccola proprietà. Poiché abbiamo dimostrato che l’inviolabilità del diritto di proprietà è indispensabile per la soluzione pratica ed efficace della questione operaia. Pertanto, le leggi devono favorire questo diritto e fare in modo che cresca il più possibile il numero dei proprietari. Di qui, risulterebbero grandi vantaggi e, in primo luogo, una più equa ripartizione della ricchezza nazionale. La rivoluzione ha prodotto la divisione della società come in due caste, tra le quali ha scavato un abisso. Da una parte, una fazione strapotente perché straricca, la quale, avendo in mano ogni sorta di produzione e commercio, sfrutta tutte le sorgenti di ricchezza, ed esercita, pure nell’andamento dello Stato, una grande influenza. Dall’altra, una moltitudine misera e debole, dall’animo esacerbato e pronta sempre ai tumulti. Ora, se in questa moltitudine s’incoraggia l’industria con la speranza di poter acquistare stabili proprietà, una classe verrà avvicinandosi a poco a poco all’altra, togliendo l’immensa distanza tra la somma povertà e la somma ricchezza. Oltre a ciò, dalla terra si ricaverà abbondanza di prodotto molto maggiore. Quando gli uomini sanno di lavorare in proprio, faticano con più alacrità e ardore; anzi, si affezionano al campo coltivato di propria mano, da cui attendono, per sè e per la famiglia, non solo gli alimenti ma una certa agiatezza. Ed è facile capire come questa alacrità giovi moltissimo ad accrescere la produzione del suolo e la ricchezza della Nazione. Ne seguirà un terzo vantaggio, cioé l’attaccamento al luogo natìo; infatti, non si cambierebbe la patria con un paese straniero se quella desse di che vivere agiatamente ai suoi figli. Si avverta, peraltro, che tali vantaggi dipendono da questa condizione: che la privata proprietà non venga oppressa da imposte eccessive. Sicome il diritto della proprietà privata deriva non da una legge umana ma da quella naturale, lo Stato non può annientarlo, ma solamente temperarne l’uso e armonizzarlo col bene comune. È ingiustizia ed inumanità esigere dai privati più del dovere sotto pretesto di imposte! (continua) 11 Documenta-Facta 12 “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 13 IL CAVALLO DI TROIA – Il Movimento PAX – di A. Z. 1 n questo articolo, riportiamo alcune informazioni sui movimenti dissidenti all’interno della Chiesa. È doloroso constatare che essi sono stati e sono gestiti da nemici della Chiesa che operano dal di fuori e all’interno di essa. Dopo il concilio Vaticano II, la gnosi influenza tutta la fermentazione modernista o progressista all’interno della Chiesa, non senza la complicità di teologi e pensatori che spesso operano sotto l’influsso di centri di potere mondialista, come appare dalla storia del “Movimento Pax” e del “Gruppo I.DOC”, di cui portiamo alcune informazioni. I Tramite il Nunzio Apostolico, nel 1963 fu fatta pervenire al Segretariato dell’Episcopato francese una lettera dal card. Wyszynski, datata il 6 giugno, da trasmettere ai Vescovi francesi e ai Superiori degli istituti religiosi residenti in Francia. Oggetto della lettera era il “Movimento Pax”. Questo movimento era già stato presentato come una “scuola di pensiero e d’azione politica” che avrebbe voluto essere “un grande partito cattolico” in Polonia. Il cardinale, invece, smascherava la vera natura del movimento precisando che «Pax non è un’organizzazione a scopo culturale, ma unicamente un mezzo di propaganda travestito per denigrare l’attività della Chiesa in Polonia tramite la diffusione di informazioni false». «Questo movimento - proseguiva la lettera - riceve ordini e direttive dal Partito Comunista, dalla polizia segreta e dall’ufficio per gli Affari del Culto. In compenso per la sua sottomissione, Pax 14 beneficia di certe facilitazioni e appoggi, come per esempio per le sue pubblicazioni e affari commerciali». La lettera del cardinale era accompagnata da una documentazione che illustrava il vero volto della Pax. «Da qualche tempo - diceva - ma soprattutto dall’inizio del Concilio, il gruppo Pax, che si presenta come “movimento dei cattolici progressisti di Polonia”, ha intensificato la sua propaganda nei paesi d’Occidente, e soprattutto in Francia, diffondendo notizie false o equivoche, offensive della Chiesa. Si è tentati di assimilarlo ai movimenti progressisti occidentali che, sotto regimi democratici, professano in piena libertà le proprie opinioni e simpatie per i programmi e le tendenze della sinistra politica dei loro rispettivi paesi. In realtà, però, Pax non è un “movimento”, ma un organo dell’apparato poliziesco strettamente articolato che riceve direttamente dal Ministero degli Interni ed esegue, con obbedienza cieca, le direttive della polizia segreta U. B. La sua ragione di essere nello scacchiere politico del Partito Comunista si riduce, quindi, alla sua efficacia all’esterno, ove la sua collaborazione si rivela preziosa. Soprattutto alla Francia è stato affidato un ruolo particolare al servizio della Pax, discretamente sostenuto dagli ambienti diplomatici polacchi. Per comprendere meglio le attività della Pax è bene risalirne le origini. Il suo fondatore, M. Piasecki, condannato a morte dai Sovietici per i fatti della resistenza, ha avuto salva la vita a prezzo di un formale impegno rivolto ad orientare e asservire la Chiesa alla rivoluzione comunista. Dalle sue origini, quindi, Pax ha avuto un carattere di agenzia segreta di stretta obbedienza. Tutti i suoi membri sono funzionari stipendiati sotto varie forme, tenuti a eseguire piani precisi e a renderne conto. Gli ordini emanano dall’Ufficio Centrale del Partito Comunista. Personalmente, Piasecki dipende in modo diretto dall’Ufficio di Sicurezza (U.B.) e dall’Ufficio dei Culti, che attualmente dispone in Polonia di un potere assoluto e totalitario per tutto ciò che riguarda la Chiesa Cattolica. Il compito di Piasecki non è stato sempre facile. Egli ha dovuto e deve manovrare tra gli scogli del Partito e dell’Antipartito. “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 Caduto in disgrazia dopo il disgelo del 1956, egli ha potuto a poco a poco ristabilire la sua posizione grazie agli apprezzabili servizi resi allo straniero, soprattutto alla Francia. È notevole il fatto che il potere di Piasecki ha raggiunto il suo apogeo negli anni della prigionia del cardinale Wyszynski. Fu l’epoca in cui agli ordini dei suoi grandi padroni, Pax assorbiva tutte le pubblicazioni cattoliche fino allora indipendenti. La destalinizzazione segnò il suo eclisse e lo mise in riposo. Solo recentemente la stella di Piasecki comincia a risplendere grazie alla missione che gli è stata affidata in occasione del Concilio Ecumenico. Il suo compito è di dissolvere, di formare focolai di divergenza tra i fedeli, soprattutto negli ambienti ecclesiastici e religiosi; scindere i vescovi in due blocchi, “integristi” e “progressisti”, aizzare con mille pretesti i sacerdoti contro i vescovi, piantare un cuneo sottile mediante distinzioni ingegnose tra “reazionari” e “progressisti”. Non attaccare mai la Chiesa di fronte, ma “per il suo bene”, le sue strutture invecchiate, i suoi abusi che la sfigurano; all’occorrenza, apparire più cattolici del Papa. Con abili colpi di zappa, formare negli ambienti ecclesiastici dei nuclei di insoddisfatti per attirarli a poco a poco nel clima fecondo della lotta di classe. Provocare un adattamento lento e paziente mediante l’iniezione di nuovi contenuti nelle idee tradizionali. L’ambivalenza di certi termini che hanno senso diverso in Francia e in Polonia (progressismo e integrismo, apertura e chiusura, democrazia, socialismo, ecc.) contribuirebbe a creare equivoci. Si tratta insomma non di “liquidare” la Chiesa, ma di “metterla al passo” coinvolgendola nel servizio della rivoluzione comunista. In occasione del Concilio, M. Piasecki si è visto investito di una nuova missione che ha ridato peso al suo prestigio politico e alle sue finanze. Cento milioni di zlotis come credito annuale (invece di cinquanta), cento distretti come campi d’azione (invece di trenta): tale è il prezzo pagato in anticipo all’impegno attivo di Piasecki a coinvolgere il Concilio a profitto del campo socialista». Il cardinale lamentava: «Invece di solidarizzare con le proteste dei Vescovi di fronte a una situazione angosciante che provoca una giusta indignazione in tutte le persone oneste, anche non credenti, Pax proclama “regolata e in piena efficienza” la questione più che mai aperta dell’insegnamento religioso in Polonia. Così egli obbedisce al Partito a danno della Chiesa. Nessuno in Polonia è ignaro di questa tattica: si sa in partenza che tutte le parole d’ordine del Partito Comunista, pubblicate dalla stampa ufficiale, saranno riprese e pagate in moneta dalla Pax. Non è così all’estero, soprattutto in Francia, dove la propaganda della Pax non cessa di intensificarsi, utilizzan“Chiesa Viva” *** Giugno 2004 do destramente le simpatie e le tendenze degli ambienti progressisti per beneficiare del loro appoggio. Naturalmente, tutto ciò che riguardava la dipendenza diretta della Pax dai servizi della polizia segreta è conservato nel più grande segreto in Polonia. Invece, all’estero, gli agenti della Pax, incaricati di missioni in Francia, fanno gran fracasso delle “persecuzioni” di cui sarebbero vittime da parte dell’episcopato polacco, retrogrado e integrista. Il card. Wyszynski è particolarmente tenuto sotto osservazione e denigrato. Disponendo di fondi considerevoli, Pax attiva da qualche tempo i suoi contatti e la sua propaganda diffondendo in francese una “rivista della stampa cattolica in Polonia” che serve ai suoi fini. Pax facilita pure viaggi in Polonia a cattolici, preti e laici francesi, di cui si prende cura e che tornano in Francia con una visione parziale e unilaterale, ossia erro- nea, della realtà polacca. I preti francesi, pilotati dalla Pax, si incontrano in Polonia coi “preti patrioti”. I vescovi polacchi rifiutano di vederli, per timore di indiscrezioni. In Francia, gli agenti della Pax sono in contatto permanente con centri cattolici progressisti che prendono le loro difese da quando li credono minacciati. In fondo, Pax è giunta a radicare, in certi ambienti cattolici, la convinzione che essa soffre persecuzioni da parte del card. Wyszynski e dell’episcopato polacco per le sue tendenze progressiste». Infatti, avveniva che, raggirati dalle manovre della Pax, giornali come “Le Croix” e periodici come l’“Informations Catholiques Internationales” (I.C.I.) erano giunti ad assumere un atteggiamento di continua difesa della Pax e a condannare e diffamare il cardinale, spianando la strada all’avanzata del comunismo in Francia e nel mondo. A ristabilire la verità si impegnò J. Madiran, che in un notevole articolo dal titolo “Lo spionaggio sovietico nella Chiesa”, su “La Nation Française”, il 1° luglio 1964 completava le informazioni del card. Wyszynski, precisando che Piasecki era una creatura del generale del N.K.V.D. (la famigerata polizia russa), Ivanow Sierow. «I servizi sovietici del generale Sierow - spiegava Madiran - hanno stabilito i quadri dell’operazione destinata al soffocamento della Chiesa. All’inizio, Piasecki, non ancora smascherato, era ricevuto da vescovi polacchi in incontri particolari e confidenziali, e particolarmente dal segretario dell’Episcopato Ms. Choromanski. Egli poneva delle questioni elaborate dal generale Sierow e registrava le conversazioni mediante uno strumento nascosto nei vestiti. Le registrazioni venivano trasmesse ai servizi sovietici, e alcune di esse servirono a preparare il processo spettacolare contro Ms. Kaczmarek, Vescovo di Kielce, arrestato nel gennaio 1951 e giudicato nel settembre 1953. Fu dopo aver protestato pubblicamente contro tale processo che il card. Wyszynski fu deposto dal governo e poi arrestato e incarcerato fino al 1956. Piasecki venne a Parigi nel 1954 per contatti con ambienti cattolici, e non mancarono registrazioni segrete che servirono come ricatto agli incauti. Madiran precisa che nel 1956 una delegazione della Pax si recò in Vaticano per difendere Piasecki condannato dal S. Uffizio, ma non ottenne ciò che voleva. Per questo, la Pax usa tutti i pretesti per una campagna sistematica contro la Curia romana. L’azione della Pax ebbe un influsso enorme nello spingere l’Occidente e il mondo intero sulla china del comunismo, con tutte le rivoluzioni e le guerre che si sono susseguite fino ad oggi. Noi pure ne subimmo gli effetti negli anni caldi, squallidamente complici gli stessi nostri “cristiani per il socialismo”, imbeccati dalla costellazione dei centri facenti capo a “I.C.I.”, “I.DOC”, ecc.. coi vari Chenu, Congar, Blanquart, Lebret e compagni, in Francia, e, in Italia, quelli che ci sono noti, sacerdoti compresi. Lo stile della Pax non è unico, nel mondo comunista. Esso fa parte di una strategia vagliata a lungo e messa in atto nei vari paesi dell’Est (Ungheria, Cecoslovacchia, Jugoslavia, ecc.), nella rivoluzione maoista, in Etiopia e in tanti altri paesi per scindere la Chiesa e asservirla mediante le varie organizzazioni dei “Preti della Pace”. (Si vedano ad esempio “L’abito e la scodella di Mao”, ed. Spirito e Verità, giugno 1978, pp. 24, esaurito, e le “Istruzioni riservate” agli attivisti comunisti di Etiopia, Vietnam, ecc.). Dopo un periodo di larvata “apertura” la questione dei “Preti della Pace” riemerge oggi, in Cina, con l’arresto e la persecuzione dei Vescovi della Conferenza Episcopale cinese fedele al Papa. (continua) 15 “THE PASSION OF THE CHRIST” – La Passione di Gesù – di Mel Gibson di Mark Alessio (dal bisettimanale americano: “The Remnant” 15 Febbraio 2004 - www.RemnantNewspaper.com) – Traduzione del dott. Franco Adessa – 3 M a il fatto più interessante, sul fronte degli oppositori di Gibson, nelle ultime settimane, è stata la notizia che Abraham Foxman della ADL ha finalmente avuto la possibilità di assistere ad una rappresentazione del film “La Passione del Cristo”. In una loro esibizione, Foxman e il Rabbino Gary Bretton-Granatoor, consulente interreligioso della ADL, si sono intrufolati in una sala cinematografica alla “Beyond Alla Limits Conference” in Orlando, Florida, fingendo di essere due pastori protestanti. Foxman ha poi fatto questa affermazione pubblica: «È scioccante che Mel Gibson non abbia mantenuto la sua promessa di togliere gli aspetti più fastidiosi del suo film ed abbia ignorato i consigli degli studiosi cattolici ed ebrei di interreligione sulla natura esplosiva della narrativa tradizionale della Passione. NonoUn’immagine tratta dal film: Il volto sfigurato di Gesù. stante le ripetute affermazioni che il film era un “lavoro in progresso” e che egli continuava a introdurre modifiche, i cambiamenti promessi non compaiono nel film». te” odio nei confronti degli Ebrei. Il Sig. Foxman continuò dicendo che il film Foxman, campione di “tolleranza” sarà “probabilmente” non “scatenerà pocapace di scusarsi per questo insulto groms contro gli ebrei” ma che getterà grossolano? le basi di continue vessazioni su Gibson L’affermazione dell’Anti-Defamation e su quelli che, come lui, credono nella League aggiunge anche questa curiosa veridicità dei racconti del Vangelo: osservazione: «La nostra preoccupazione è che “La «Mel Gibson ha ogni diritto di dire che Passione del Cristo” potrebbe alimentaquesta è la sua visione religiosa personare un latente anti-semitismo che esiste le, ma quando egli afferma che essa è nei cuori di quelle persone che ritengono anche storicamente accurata, questo ci gli Ebrei responsabili della morte di Gepreoccupa, poiché il film scorre in opposisù, e questa è sempre stata la fonte zione agli studiosi biblici e agli insegnadell’anti-semitismo occidentale». menti del Vaticano II, il quale ha assolto il Si ponderi la frase: “un latente anti-sepopolo ebraico dalla colpa per la morte di mitismo”. Per la ADL, i cristiani sono per Gesù». Cos’è che è “curioso” in questa natura inclini alla violenza bruta. Quelli affermazione? che credono nei racconti del Vangelo poEbbene, gli ecumenisti ebrei e cattolici trebbero portare nel loro cuore un “latenmodernisti sono completamente soddi16 sfatti della Gerarchia vaticana ogniqualvolta essi odono ciò che a loro piace udire da Roma. Quando dai membri della Gerarchia cattolica vengono fatti pronunciamenti favorevoli alla loro agenda, allora, essi con gioia sentenziano: «Roma ha parlato; tutti gli altri se ne stiano zitti!». Foxman e altri della cricca anti-Gibson hanno messo in dubbio la vivida rappresentazione dei racconti evangelici sin dall’inizio. Comunque, vorrei ricordare ai lettori ancora una volta la dichiarazione di Padre Agostino Di Noia, Sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede: «Splendida cinematografia e brillante e coerente recitazione, combinata con la profonda e spirituale introspezione dei significati teologici della passione e morte di Cristo. Tutto contribuisce ad una produzione di una squisita sensibilità artistica religiosa. Chiunque veda questo film - sia egli credente o non credente - sarà obbligato a confrontarsi col mistero centrale della passione di Cristo, come pure della stessa Cristianità»! Apparentemente, la ADL e gruppi sulla stessa lunghezza d’onda mentale, non hanno problemi nell’ignorare i commenti che provengono da Roma ogni volta che essi non ne approvano i contenuti! E cosa dire del Rabbino Marvin Hier del “Centro Simon Wiesental”? In un rapporto della Reuters, datato 24 gennaio 2004, Hier ha affermato di aver visto il film di Gibson presso un amico che ha desiderato rimanere “anonimo”. Mi domando se questo amico “anonimo” conosca la cosiddetta fonte “anonima” del Vaticano che, per prima, ha fatto filtrare ai mass media la “notizia” che il Papa non aveva mai pronunciato alcun commento su questo film? “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 La recensione del Rabbino Hier è molto simile a quanto ci possiamo aspettare da un uomo che, solo lo scorso gennaio, ha ricevuto una donazione di 10 milioni di dollari da Rowland Shaefer, Presidente Emerito del “Claire’s Stores”. La donazione è stata indirizzata al Centro di Wiesenthal: “Center for Human Dignity Museum of Tolerance Jerusalem”. Il Rabbino Hier, un altro che si dichiara un campione di tolleranza, si è così espresso a proposito del film di Gibson: «Vi posso dire che questo è un film terribile; un terribile ritratto degli ebrei che causerà un danno tremendo e che sarà una delizia per tutti i nemici del popolo ebreo». Cosa interessa a qualcuno se gli eventi descritti nel film dipingono la vera sostanza della nostra Fede in Gesù Cristo? Sembra che uomini come Foxman e Hier debbano ancora perfezionare due modi di intendere la lor “tolleranza”. Anche i rappresentanti della “The American Jewish Committe” (AJC) hanno visto il film “La Passione del Cristo” ed hanno pubblicato una “dichiarazione ufficiale”; una dichiarazione che scarica tutto il suo peso sulla potenziale minaccia alle “Relazioni Ebraico-Cristiane” che si suppone scaturisca dal film: «“La Passione del Cristo”, il film di Mel Gibson che sta per uscire in prima visione e che tratta delle ultime 12 ore di vita di Gesù, rappresenta un inquietante passo indietro nei notevoli progressi, raggiunti negli ultimi 40 anni, nelle relazioni Ebraico- Cristiane. Gli esperti interreligiosi della AJC hanno assistito alla proiezione del film all’inizio della settimana e ne sono usciti profondamente turbati dagli elementi anti-ebraici e dalla potenzialità nella polarizzazione tra la gente delle diverse religioni. Il film offende tutti gli americani che si stanno dedicando ad un miglioramento della società attraverso la comprensione e l’iniziativa interreligiosa». Ci si potrebbe domandare se il film è talmente “offensivo” per gli americani, come mai allora sono stati così numerosi nel darsi da fare perchè il film fosse proiettato in quest’area? Perché il pubblico americano mostra un sostegno così irresistibile per il film di Gibson? Forse avendo la sensazione che i loro crescenti assalti contro Gibson, contro il suo film e contro i Vangeli, hanno guadagnato loro poco più che disprezzo, i capi dell’opposizione ebraica hanno girato di buon grado i riflettori su un qualcosa che essi pensano possa rafforzare la loro causa: l’inclusione nel film del versetto di San Matteo: «Che il Suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Il Rabbino James Rudin della AJC, ha detto: «È veramente inquietante che questo sia stato aggiunto... Non è solo un versetto dei Vangeli; è un versetto agghiacciante, perché io so, e tutti gli altri sanno, che quel versetto costituisce la base dell’oltraggio di sangue». Questo argomento deve essere compreso una volta per tutte. Questo versetto “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 del Vangelo di San Matteo è “proprio un altro versetto preso dai Vangeli”. Chiariamo ancora una volta che Papa San Pio X, nelle Costituzioni Apostoliche “Lamentabili sane” (3 luglio 1907), ha condannato le seguenti proposizioni: 11. La divina ispirazione non si estende a tutte le Sacre Scritture, così da rendere ciascuna e tutte libere da ogni errore. (Condannata!). 14. In molte narrazioni, gli Evangelisti raccontano, non tanto cose che sono vere, ma cose che, persino false, essi giudicano essere più proficue per i loro lettori (Condannata!). I Santi Vangeli sono la parola ispirata di Dio. Essi raccontano «La piena verità e nient’altro che la verità». Gli oppositori di Mel Gibson non saranno mai contenti fino a quando i Cattolici non am- Una scena del film: Gesù abbraccia la Croce. metteranno che i Vangeli non sono altro che delle semplici “invenzioni letterarie”, e che alcune loro parti non sono altro che “letteratura di odio”. Il versetto in questione di San Matteo dovrebbe, invece, spingere tutte le genti a considerare il Sacrifico sul Calvario: l’amore immenso di Dio per l’umanità sofferente, e la nostra natura umana peccatrice e la nostra abilità nel tradire la Verità in ogni momento. L’inclusione di questo versetto potrebbe, quindi, essere un’occasione di grande grazia per chiun- que veda l film con un atteggiamento di “buona volontà”. “Buona volonta”? Ecco i sentimenti di Abraham Foxman e del Rabbino Gary Bretton-Granattor della ADL, dopo aver assistito alla proiezione del film “La Passione del Cristo”, in Florida: «Come le luci si riaccesero, il silenzio era segnato da soffocati singhiozzi e dalle lacrime. I 3.000 pastori cristiani, leaders, studenti ed altri spettatori, che avevano assistito alla proiezione del film, nella sua vivida rappresentazione scenica degli eventi che hanno portato alla Crocifissione, erano visibilmente commossi dalle immagini che li hanno portati, più vicino di quanto essi siano mai stati, a vivere la testimonianza della Passione di Gesù. Noi eravamo tra quelli che si trovavano raccolti in quella sala, ma come Ebrei familiari alla lunga e sofferta storia delle rappresentazioni della Passione, negli ultimi 2.000 anni di persecuzioni e di pogroms contro il nostro popolo, le nostre reazione al film differivano notevolmente da quelle degli altri. Le nostre reazioni fremevano di un senso di collera, di disappunto e di dolore». Questo è tutto ciò a cui si riduce l’intera “controversia sulla Passione”! Vi sono quelli che ossequiano le sofferenze del Redentore, e vi sono quelli ai quali la Sua Morte e la Sua Resurrezione non significa assolutamente nulla! E per alcuni dei più vociferanti esponenti di questo ultimo gruppo, sembra realmente che il loro rifiuto di Gesù Cristo sia divenuto per loro di maggiore rilevanza delle loro attuali credenze religiose. Essi braccano e perseguitano Mel Gibson con zelo; essi non perdono alcuna opportunità di disprezzare i Vangeli e la storia della Chiesa Cattolica; essi predicano la tolleranza ma, ancora oggi, essi semplicemente non permetterebbero ai Cristiani di esistere; essi, con un interminabile sbarramento anti-Cristiano dei mass media, vorrebbero impedire ai Cristiani di gustare, in pace, questo momento educativo e di riposo. Sembra davvero che questa “Azione vandalica e devastatrice del Vangelo” sia divenuta una religione in se stessa! Suggerire che Mel Gibson abbia prodotto “La Passione del Cristo” come un mezzo per estraniare e danneggiare il popolo ebreo è il colmo dell’assurdità. Infatti, egli sta considerando di aggiungere questo commento al film: “durante l’occupazione romana, 250.000 Giudei sono stati crocifissi dai Romani, ma solo Uno è resuscitato dalla morte”! È evidente che, dopo la magnificenza e lo splendore della Passione e Resurrezione del Dio Incarnato, tale affermazione sembra persino superflua. Prendendo a prestito una citazione popolare di un critico del film, termino dicendo: «Arrivederci al cinema»! “La Passione del Cristo” merita tutto il nostro sostegno! (fine) 17 CRISTIANESIMO E GIUDAISMO del Prof. Mons. Francesco Spadafora Riportiamo qualche passo del libro di mons. Francesco Spadafora, “Cristianesimo e Giudaismo”, ed. Krinon, Caltanissetta, 1987. (Partendo dal documento conciliare Nostra Aetate, mons. Spadafora fa notare come esso sia stato concepito sulla base delle pressioni esercitate dagli ambienti ebraici). 1 «P apa Giovanni XXIII, nel giugno 1960, riceve in udienza l’israelita JuIes Isaac che dinanzi a lui perora la causa del suo popolo, secondo le tesi già formulate nel suo libro “Gesù e Israele”, e lo manda dal Card. Bea. Incominciano, così, i contatti con i rappresentanti più noti del giudaismo; e nell’udienza del 18 settembre 1960 riceve dal Pontefice l’incarico di preparare, per il Concilio, un documento sulla delicata materia. Era l’inizio del cammino che, dopo cinque anni, porterà alla Dichiarazione conciliare. «Per superare la diffidenza, le difficoltà manifestatesi e per ben disporre favorevolmente i Padri, il Card. Bea preparò, per La Civiltà Cattolica un suo ampio articolo dal titolo impegnativo: “Gli Ebrei sono deicidi e maledetti da Dio?”. L’articolo doveva simultaneamente apparire sulla rivista tedesca “Stimmen der Zeit” e sulla “Nouvelle Revue Théologique” di Lovanio. La Segreteria di Stato, però, non ne ritenne opportuna la pubblicazione. Il Card. Bea, tuttavia, cedette all’insistenza del direttore della rivista tedesca e l’art. vi apparve egualmente sotto la firma del P. Ludovico von Hertling, s. j., già prof. di Storia ecclesiastica alla Pontificia Università Gregoriana. «Quindi, l’articolo, tradotto in italiano e fatto stampare da un industriale di Genova, anche in varie lingue, fu distribuito ai Vescovi, al momento opportuno per la presentazione dello schema in Concilio. E il suo influsso fu notevole e davvero determinante. » (p. 11 - 12)». 18 (Che cosa argomentava il Card. Bea?) «Promulgato il testo definitivo (28 ottobre 1965) della Dichiarazione “Nostra Aetate”, il Cardinale Agostino Bea, l’artefice primario di essa - come diremo, tutto zelo per il giudaismo - ne scrisse in difesa, cercando di rispondere, punto per punto, alle argomentazioni ed ai testi, addotti da Sua Ecc. Carli nell’art. su citato (“La questione giudaica davanti al Concilio Vaticano II”, in “Palestra del Clero”, 44, 1965, pp. 185-203). “Il popolo ebraico nel piano divino della salvezza”, in “La Civiltà Cattolica”, 2769, 6 nov. 1965, pp. 209-229. «Non si parli di “deicidio”: “Non vi è dubbio che la condanna e l’esecuzione di Cristo costituiscono in se stesse, oggettivamente parlando, un crimine di deicidio, perché Gesù è Uomo-Dio”. Ma “i capi dei Sinedrio e il popolo” non conoscevano “chiaramente la natura umano-divina del Cristo”. In essi c’era “una certa ignoranza: questa riguardava in primo luogo il punto più difficile a comprendersi per un ebreo, cioè la divinità di Gesù”. (I grassetti sono nel testo). «E il Card. Bea cita le parole di S. Pietro, “il quale, dopo aver rimproverato ai giudei di Gerusalemme - ‘Voi uccideste l’autore della vita’, quasi subito aggiungeva: ‘Ora, o fratelli, io so che voi operaste per ignoranza, come anche i vostri capi” (Act. 3, 15-17). Cita S. Paolo (Act. 13, 27); e le parole di Gesù: “Padre, perdona loro, perché non sanno quel “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 che fanno” (Lc. 23, 34). “Non è possibile - afferma il Card. - nel breve spazio concessoci istituire una esauriente interpretazione di questi testi” (p. 213). La stessa osservazione o ammissione fa a p. 217, a proposito dei testi degli Atti degli Apostoli e dei brani evangelici citati (p. 215 s.) per la domanda “responsabilità collettiva del popolo ebraico?” da lui negata: “Naturalmente per rispondere in modo esauriente al nostro quesito bisognerebbe istituire un’interpretazione particolareggiata dei singoli testi il che non è possibile nello spazio concessoci”. «Sicché abbiamo soltanto i testi citati presi fuori dal loro contesto, con l’interpretazione che l’Eminente Autore loro attribuisce, per le sue tesi. «Le parole di Gesù in croce - commenta l’Autore - sono “una vera scusante a favore degli ebrei. I testi citati, però, non si possono considerare come un’assoluzione propriamente detta, e tanto meno completa, dei responsabili della morte di Gesù; per esempio, la domanda di perdono di Gesù non avrebbe ragione di essere, se ci fosse stata una ignoranza completa e quindi una completa assenza di colpa”. Ignoranza, dunque, della divinità di Gesù. Eppure, i testi evangelici, inequivocabilmente, attestano una grave ignoranza “colpevole”: si sono rifiutati di credere. E, implicitamente, lo ammette il Card. Bea con la seguente precisazione: “Con ciò non vogliamo certo negare l’efficacia delle sufficienti dichiarazioni di Gesù riguardo alla sua divinità ed il valore delle prove fornite in favore di essa. Ma da questa sufficienza - aggiunge segue solo che l’ignoranza poteva essere colpevole” (p. 214). «Basti qui ricordare le parole di Gesù: Se non fossi venuto e non avessi loro parlato, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Se non avessi tra loro compiuto opere, che nessun altro ha fatte, non avrebbero colpa; ma ora, benché abbiano veduto, pure odiano e Me e il Padre mio». (Giov. 15, 18-25). E nel c. 10 ai Romani, S. Paolo afferma la stessa cosa per “i Giudei responsabili della loro riprovazione” (A. Vaccari), nei vv. 18-2 1. “Rimane - continua il Card. Bea - la responsabilità più generica della condanna dell’innocente, conosciuto come un Maestro santo e magari anche come profeta, anzi come il profeta, il Messia promesso”. È essenziale, ora, stabilire “se in una tale responsabilità è coinvolto il popolo e nel caso di risposta affermativa, in quale senso”. E ammonisce: “È importante conservare la più assoluta fedeltà al racconto dei Vangeli”. (pp. 8-10)». (Dopo aver citato i testi proposti del Card. Bea (Act. 2, 22 s.; 2, 36 s.; 3, 15; 5, 30; 7, 52; 13, 27; 1 Thess. 2, 14 ss.), mons. Spadafora fa notare:) «... Non c’è dubbio, qui, S. Paolo parla “degli ebrei in generale”. Tuttavia il Cardinale restringe ai soli abitanti di Gerusalemme gli altri testi precedenti; ma arbitrariamente e in contrasto con tutto il contesto: S. Pietro, ad es., in Act. 2 parla ai Giudei convenuti a Gerusalemme da tutte le regioni dell’impero romano: cf. vv. 5-13, “Giudei d’ogni nazione..; Parti..; abitanti della Mesopotamia, ecc.”. Cita, quindi, per il minacciato castigo di tutto il popolo: la parabola dei vignaioli (Mt. 21, 43-46); il lamento di Gesù su Gerusalemme (Lc. 19, 43 s.); e l’annunzio del castigo che cadrà “su questa generazione” (Mt. 23, 31-36). E si chiede: “Responsabilità collettiva del popolo ebraico?”. La sua risposta è stranamente negativa; in aperto conflitto con i testi, restringe ogni responsabilità ai capi ed a pochi abitanti di Gerusalemme: nega il principio della solidarietà collettiva. «Ha avuto buon gioco, Sua. Ecc. Carli (in “Palestra del Clero”, 15 marzo 1966, pp. 333-355, e 1 aprile, pp. 398-419: “Chiesa e Sinagoga”), nel documentare la validità essenziale del suo primo articolo (“La questione giudaica davanti al Concilio Vaticano Il, in Palestra del Clero”, 44, 1965, pp. 185-203), nella fedeltà alla interpretazione dei testi della Sacra Scrittura; e, comunque, nel rilevare gli arbìtri e l’infondatezza delle deduzioni tratte dal Cardinale dai medesimi testi. Quanto alla validità del principio della “responsabilità collettiva” in atto in tutto il Vecchio Testamento, “per cui l’intero popolo risponde dinanzi a láhweh della colpa dei suoi rappresentanti”, egli cita il mio studio, presentato come tesi di laurea, sotto la direzione dei miei professori, A. Bea e A. Vaccari, “Collettivismo e Individualismo nel Vecchio Testamento”, Rovigo, 1953, pp. XXIV 398, e il mio commento ad Ezechiele, ed. Marietti, 195 1, p. 10 s.; 152 s. (vedi art. cit. 1 apr. 1966, p. 405). “Soltanto il princìpio della responsabilità collettiva può, in particolare, dar sufficiente ragione del fatto che il rimprovero degli Apostoli venga rivolto anche ai Giudei di altre città palestinesi o della diaspora, anzi persino ai proseliti: e forse a gente che per la prima volta sentiva parlare di Gesù” (n. 408). Ed in nota (45), “Arbitrariamente il Baum, op. cit, restringe, Act. 2, 14, agli abitanti della Giudea (p. 2 77, nota 2) e, Act. 2, 40, ai Gerosolimitani (p. 134)” (pp. 10-11). (continua) Santa Margherita Maria Alacoque apostola del Sacro Cuore di Gesù sac. dott. Luigi Villa (pp. 272 - Euro 15) L’Autore di questo scritto biografico sulla vita della Santa Maria Margherita Alacoque ci ha aperto le porte di un convento di clausura, illuminandoci un quadro, ricostruito dall’interno del monastero, dove tra le religiose - alcune vissute in perfezione, altre no! - una di esse divenne, poi, famosa per il suo intensissimo amore al Cuore Sacratissimo di Gesù, al quale ella aveva offerto tutta se stessa. Si era ai tempi festosi e corrotti del Re Sole, in quell’epoca di giansenismo che soffocava ogni espressione religiosa che fosse di dolcezza e di amore! Ancora oggi possiamo restare ammirati di fronte a questa straordinaria vita spirituale, tutta assorbita nella contemplazione del suo AMORE, dal quale si fece guidare, conducendo una vita tutta di penitenza riparatrice per le offese che l’umanità compie ogni giorno verso di Lui. La sua vita di costante penitenza e di lavoro manuale, anche il più umile, le sue frequenti dolorose infermità, sostenute con serenità, ma soprattutto, la sua instacabile preghiera, siano per Noi un rinnovato richiamo alla santità, un invito a impegnare la nostra vita per il regno di Dio in una Fede profonda “secondo il suo Cuore”! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 19 IL CAPITALISMO – Abbondanza di valori negativi Carenza di valori positivi – del Prof. Francesco Cianciarelli Tratto da: “Le livre noir du capitalisme” «Le centinaia e centinaia di miliardi di dollari provenienti da molti Paesi del Terzo Mondo, che transitano sui conti segreti, prima di raggiungere i mercati borsistici dell’Occidente, sono il sangue e la miseria dei Popoli di tre Continenti... I Banchieri uccidono senza le mitragliatrici». (Jean Ziegler, deputato del parlamento svizzero). «Il Capitalismo porta con sé la guerra come il nembo il temporale». (Jean Jaurès) I l Capitalismo viene oggi accettato come unico modello di società soddisfacente, se non ideale; o, nella peggiore delle ipotesi, come un male minore. Mentre è doveroso affermare che i danni che esso ha provocato nel Mondo sono incalcolabili e non possono più essere ignorati. Noi pensiamo che tutti coloro che, in questo periodo di diffuso conformismo, siano mossi da uno spirito critico ed obiettivo, non possono ignorare le nefandezze di un Sistema che vige oramai da “2 Secoli” e di cui non si vede, purtroppo, ancora l’uscita! Riportiamo, di seguito, un riepilogo delle guerre dei morti che esso solo nel XX° Secolo ha prodotto (oltre 100.000! Senza poi contare i morti “viventi” della Globalizzazione). Il Capitalismo ed il Comunismo possono quindi darsi la mano... grondante di sangue! Quindi, è lecito chiedersi: da quale pulpito viene la predica? Pertanto, consigliamo a tutti coloro che si ergono a Paladini della c. d. “Libertà” ed a Difensori della c. d. “Democrazia” (o “Demonocrazia”?), senza acredine, ma con animo sereno e carità cristiana che: prima di vedere a Destra (si parla sempre dei milioni di Ebrei morti nelle camere a gas; anche se poi resta da vedere se siano stati così tanti, in quanto, secondo gli studi di tanti storici seri ed impegnati, ad es., Carlo Mattogno - includendo non solo Auschwitz ma anche Dachau e Birchenau - non sono stati più di 120 mila), ma di guardare a Sinistra (da 250 a 300 milioni di morti!) oltre che al Centro (come sotto-elencato). 20 poli e senza cuore, detentori di tutta la moneta che emettono - di dover trascorrere la nostra esistenza sempre agitati, preoccupati, tesi e con la paura di non potercela fare a fine mese, per soddisfare i molteplici e gravosi impegni economici di cui ci hanno vessati e tartassati! Allora: o tutti quanti decidiamo di riformare il sistema economico monetario, o solo il Signore ci potrà dare una mano dall’Alto! *** Ma detto ciò, a noi non interessa tanto di stilare una classifica per stabilire chi ha ucciso di più o chi di meno (ovvero, se la destra, il centro o la sinistra) tanto, alla fine, da est ad ovest, i padroni sono sempre gli stessi! Ma di smetterla con questi crimini e nefandezze, perché sulla Terra si potrebbe e dovrebbe vivere in pace e con il pensiero rivolto a ben altre cose, più nobili e più sublimi, e non quella - per colpa di pochi banditi senza scru- – Ultime repressioni anti-indiane negli USA, che segnano la fine del genocidio messo in atto nel XIX secolo: 100.000 morti. – Guerra anglo-boera (per il controllo del Sudafrica): 100.000 morti. – Vittime delle conquiste coloniali della fine del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo (tra cui la conquista della Corea a opera del Giappone, 1908): 500.000 morti. – Guerra russo-giopponese (19041905). (La sola battaglia di Mukden provocò più di 100.000 morti): . 300.000 morti. – Repressione della rivoluzione del 1905 in Russia: 100.000 morti. – Guerra italo-turca per la Tripolitania: 50.000 morti. – Guerre balcaniche (1912-13) in Turchia, Serbia, Bulgaria: 500.000 morti. – Genocidio degli armeni in Turchia: 1.000.000 morti. “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 – Prima Guerra mondiale (1914-18): 8.500.000 morti. – Guerra civile in URSS, carestie ed epidemie conseguenti agli interventi stranieri e all’embargo occidentale: 6.000.000 morti. – Repressione dopo i moti rivoluzionari nei paesi d’Europa: Finlandia, Paesi Baltici, Ungheria, Germania, Italia, Polonia, Romania, Bulgaria (1918-23): 200.000 morti. – Guerra greco-turca (1920-22) (e più di 1.500.000 di esuli): 100.000 morti. – Vittime del fascismo in Europa prima della 2a guerra mondiale (1924-39): 150.000 morti. – Guerra franco-spagnola contro i marocchini del Rif (1925-26): 50.000 morti. – Interventi militari degli USA in America centrale, in Sudamerica e ai Caraibi (1910-1940): 50.000 morti. – Guerra per il petrolio del Chaco fra Bolivia e Paraguay (1931-35): 150.000 morti. – Vittime delle carestie-epidemie nelle Indie, in Cina e in Indonesia (1900-45): 8.000.000 morti (di cui almeno 6 milioni per la sola Cina). – Repressioni e guerra civile scatenate da Jiang Jeshi in Cina (1927-37): 1.000.000 morti. – Guerra di aggressione giapponese in Cina (1931-41): 1.000.000 morti. – Guerra fascista italiana in Etiopia: 200.000 morti. – Guerra civile in Spagna scatenata da Franco, sostenuto da Hitler e Mussolini e facilitato dal “non intervento” delle democrazie occidentali: 700.000 morti. – Seconda guerra mondiale provocata dalla Germania di Hitler e dal Giappone militarista. Fu anche il risultato delle capitolazioni successive dei paesi ca- “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 – – – – – – – – – – – – – pitalisti occidentali di fronte al nazismo in Europa e davanti al Giappone in Asia (1939-45). Vittime militari e civili compresi i deportati e l’Olocausto: 50.000.000 morti. Guerra francese in Indocina (1946-55): 1.200.000 morti. Guerra USA in Vietnam (1956-75): 2.000.000 morti. Repressioni colonialiste del dopoguerra fra cui quelle del Madagascar (800.000 morti), Algeria (1945), Marocco, Tunisia, Africa nera: 500.000 morti. Guerra in Algeria (1956-62): 1.200.000 morti. Massacri anticomunisti in Indonesia dopo il settembre 1965: 1.500.000 morti. Guerra e repressioni nel Bengala orientale e in Bangladesh (secondo Amnesty International): 3.000.000 morti. Massacri indo-pakistani conseguenti alla spartizione dell’India (1948) (14 milioni di profughi) (anche se alcune fonti parlano di 10 milioni di morti): 300.000 morti. Guerre arabo-israeliane (1948, 1956, 1967, 1973) e la guerra del Libano: 300.000 morti. (Più 700.000 esuli palestinesi). Repressioni anticurde della Turchia, dell’Iran e dell’Iraq: 200.000 morti. Guerra Iran-Iraq: 600.000 morti. Guerra del Golfo (1991), vittime dirette: 200.000 morti. (Più le 50.000 vittime della denutrizione in Iraq a causa dell’embargo). Interventi diretti USA o attraverso gruppi paramilitari in Nicaragua, Salvador, Guatemala, Panama, Rep. Dominicana, ecc.: 200.000 morti. Guerra a Timor Orientale: 200.000 morti. – Repressioni in Cile, Argentina, Brasile, Perù, Bolivia, Colombia, ecc. sostenute in generale dai servizi USA: 150.000 morti. – Conflitti interetnici in Transcaucasia e in Asia centrale (1990-95) tra cui la guerra in Cecenia nel 1995 (80.000 morti): 200.000 morti. – Guerre in Angola: 2.000.000 morti. – Guerra in Mozambico: 1.000.000 morti. – Massacri in Somalia, in Liberia, in Ruanda (genocidio dei tutsi 500.000), Burundi, Sierra Leone, Congo/Zaire, Congo/Brazzaville, ecc. (1990-97), nel Sudafrica dell’apartheid: 4.000.000 morti. Per quanto concerne l’Africa, comprendiamo anche le vittime delle carestie (Sahel, Somalia, Etiopia e quelle per la mancanza di cure, in particolare dei profughi). – Guerra in Afghanistan dopo la caduta dell’ultimo governo progressista: 700.000 morti. – Guerre e massacri etnici nella ex Iugoslavia provocati dalla disgregazione del paese incoraggiati dalla Germania e da altre potenze occidentali: 200.000 morti. (Più 1 milione di profughi cacciati dalle loro regioni). – Soltanto fra il 1990 e il 1995 le guerre hanno provocato nel mondo 5 milioni e mezzo di morti, per i tre quarti civili (in Europa 250 mila; in Asia, 1 milione e mezzo; in Medio Oriente, 200 mila; in Africa, 3 milioni e mezzo). *** A questa tabella incompleta, occorre aggiungere la morte per malnutrizione di 6 milioni di bambini per il solo anno 1997. Sempre nel 1997, si contavano 40 milioni di profughi ed esuli. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Adam Weishaupt fondatore, nel 1776, dell’Ordine degli Illuminati di Baviera. Mettiamo a confronto il codice degli 8 gradi dell’Ordine degli Illuminati di Baviera (traendolo dall’opera dell’Abate gesuita Agostino Barruel, “Memorie per la storia del giacobinismo”, scritta nel1802), con il significato dei rituali degli ultimi 8 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato (tratti dall’opera del gesuita e arcivescovo Leone Meurin, “La framassoneria, sinagoga di satana”, Siena 1895). Rito Scozzese Antico ed Accettato 22 I gradi 5°, 6°, 7° sono quelli dei piccoli e grandi misteri, in cui si forma l’Intelligenza del membro dell’Ordine che lo deve armare alla guerra contro Dio, contro la Sua Autorità e l’autorità che proviene dai Re e dal Popolo. I gradi 30°, 31°, 32° sono quelli più misteriosi in cui si forma l’intelligenza del massone, la quale deve essere usata per muovere guerra aperta contro Dio, contro la Sua Chiesa e il Suo Ordine politico e sociale nel mondo. 5° grado: “Epopte” o “Prete illuminato” «Ogni uomo, nella sua maggior età, può governarsi da sè. Quando tutta una nazione è maggiorenne non vi è più ragione per tenerla in tutela» (151). «La vera Morale è insegnare agli uomini di governarsi da sè, di scuotere il giogo della tutela e liberarsi dai Principi e dai Governi» (170). Questa guerra aperta contro Dio la si legge esplicita nella sfida di un suo Prete Iluminato: «No, Tu non esisti! Se tu sei il padrone dei fulmini, impugnali dunque e lanciali contro colui che t’insulta in faccia ai tuoi Altari. Ma no! Io ti bestemmio ed io respiro, quindi Tu non esisti!» (184). «Weishaupt consacrò questo grado per pervertire l’opinione dei popoli e per spargere i suoi errori anti-religiosi e anti-sociali attraverso le scienze» (III, 248). «Per entrare in questo “Sacerdozio illuminato”, il candidato sale con gli occhi bendati l’attrio del “Tempio dei Misteri”, il Santo Luogo, dove, davanti ad un Trono con una Corona, uno Scettro, una spada e monete d’oro mischiate con catene, deve rifiutare questi “monumenti della degradazione umana” e scegliere la “Sapienza” (140-1). Ricevuto l’abito bianco del sacerdozio e dichiarato “Santo” gli viene detto: «d’ora in poi, il tuo compito sarà di dirigere gli altri. Ciò che imparerai ti scoprirà la loro debolezza e in questo sta la vera sorgente del potere di un uomo sopra un altro» (143). «Di questi Preti Illuminati, Weishaupt formò un’Accademia, invisibile ai profani, di 7 scienze distribuite in 7 facoltà, dandole leggi così disastrosamente combinate in modo tale che le scienze e le società avrebbero dovuto scomparire insieme» (249). «Voi dovrete - intima loro Weishaupt - senza posa, stabilire nuovi piani per prendere possesso della Pubblica Educazione, del Governo ecclesiastico, delle Cattedre d’insegnamento e di predicazione» (259). E questo potere va esercitato «sopra gli uomini di ogni Stato, d’ogni Nazione, d’ogni Religione; si deve dominarli senz’alcuna violenza esterna e in tutto il possibile silenzio.» (144). La Religione non è compresa nel numero delle 7 scienze, ma, per questo grado, Weishaupt ha sentenziato: «Facciamo che la Ragione divenga la Religione degli uomini e il problema è risolto» (171). 30° grado: Il “Cavaliere Kadosh” «I nostri Kadosch effettuano l’emancipazione sociale dalle unghie infami dei preti e dei re» (392). Il massone, in questo grado, riceve il “dono dell’intelligenza” la quale, per la Cabala, esce dalla “Sapienza”. «L’uomo giudaico-politico, già formato moralmente nei tre gradi precedenti, è ora armato contro Adonai e si abbandona alla guerra aperta contro Dio. Nelle rivelazioni che gli si fanno sull’Ordine decaduto dei Templari e sulla vendetta terribile che la Massoneria si è imposta ed ha votato a causa della soppressione di quest’Ordine, gli si fa riprendere l’adorazione del loro dio: il “Baphomet”» (361). Per il massone, ha inizio il “culto di Lucifero”! «Nella “Camera bianca”, dopo essersi sottomesso a Lucifero e aver abbassato il vessillo dinanzi alla sua immagine, il “Baphomet”, il massone riceve l’ordine di adorarlo e di offrigli, in ginocchio, il sacrificio dell’incenso profumato» (362). Dopo l’invocazione alla Sapienza onnipotente, il candidato viene ammesso al “Tempio della Sapienza” (...). L’Uomo giudaizzato è incorporato ai Sacerdoti Sacrificatori di Lucifero; egli è santificato e diviene “Santo Kadosh”. Come tale, egli ha il diritto di commettere anche degli omicidi in onore del Grande Architetto» (362) «Nella “Camera nera”, dopo avergli bendato gli occhi, gli si fa immergere il pugnale nel cuore di ciò che gli si assicura essere un traditore dell’Ordine» (362). «Alla tomba di Giacomo Molay, Gran Maestro dei Templari, davanti ad un Trono, il massone deve calpestare la corona reale e la tiara pontificia, dimostrando che la vendetta dell’Ordine cade sul potere pontificale e quello reale, per combattere ad oltranza e sempre ogni ingiustizia ed oppressione che procedano da Dio, dal Re, dal Popolo, e, questo, in virtù e per stabilire del Governo dell’Ordine massonico» (364-365). «Nella “Camera rossa” egli monta la “Scala misteriosa” dei 7 gradini, sui quali sono scritti i nomi delle 7 scienze» (363), tra le quali non vi è la Religione. L’emancipazione sociale “dalle unghie infami dei preti e dei re”, deve avvenire con l’uso sottile delle 7 scienze per spargere gli errori della Massoneria tra i popoli e per poterli dirigere e governare nel silenzio e nell’ombra. “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: CHI COMANDA IN AMERICA di Maurizio Blondet Rev.do Don Villa, semper idem! Tibi gratias ago et pro certo habeo te pugnaturum esse pro Ecclesia Dei! (M. A. - Como) *** Gentilissimo Don Villa, Le accludo una notizia tratta dal Quotidiano “Il Tirreno”. Purtroppo, si e arrivati anche a questo: a fare film sporchi anche nelle chiese. E nessuno, come al solito, ne sa niente, tutti fanno a scarica barile e non c’è chi prenda provvedimeni in merito. Ma dove si sta andando senza Dio? Ora, anche i luoghi sacri vengono profanati in modo così indegno e sporco. Dio abbia misericordia! Un saluto affettuoso a Lei e alle Sue Suore. Dio La benedica! (R. G. - Grosseto) *** Carissimo Don Luigi, desidero porgerLe i miei e della mia famiglia i migliori e più sinceri auguri di una Santa Pasqua di passione e di resurrezione, all’ombra consolatrice della Croce di Nostro Signore Gesù Cristo. A Lei ed alla Suore, unitamente agli amici e collaboratori tutti, vanno ad unirsi le nostre intenzioni e preghiere per questa umanità malata nello spirito e cieca di fronte alla drammaticità del momento che stiamo vivendo. Sapere di non essere soli, ma in compagnia di altri credenti e sacerdoti (a dire il vero, veramente pochini!) a contrastare gli “spiriti del male sparsi nell’aria”, ci rincuora e ci dà speranza e forza nel combattimento. Considerando tutte le più nobili battaglie, anche politiche, valere meno che zero, se non sono sorrette dalla consapevolezza che il combattimento più importante avviene spiritualmente, e che l’altare sia il quartier generale del Signore degli Eserciti, il mio auspicio è che noi tutti potremo, per questa Domenica Santa, essere in ginocchio ai piedi del Risorto a chiedere quella forza che alla nostra miserabile e debole umanità manca gravemente. Infatti, nulla potremmo senza di Lui! Mi stia bene, caro Don Luigi, e porga i miei più rispettosi omaggi alle generosissime Suore “Operaie di Maria Immacolata”. Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio! Sia lodato Gesù Cristo per il Cuore Immacolato di Maria! Aff.mo (F. P. - Irlanda) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 Il presente saggio è il logico sviluppo di “11 settembre: colpo di Stato in U.S.A.” in cui si ipotizza lo scenario non di un attentato, ma di un putsh. In “Chi comanda in America”, si analizza chi sono i componenti principali dell’establishment U.S.A.. In questo paese, per esempio, viene istituita una festa nazionale per celebrare il compleanno del rabbino capo della potentissima sètta “Lubavitcher” e il ministro della Difesa, Donald Rumsfeld, ha inaugurato un’inquietante “privatizzazione” del Pentagono (mercenari privati, a contratto, formano ormai il 10% della forza armata spiegata sui teatri di guerra, dall’Afghanistan all’Irak); la strategia militare è appaltata ad istituti di ricerca privati, come il “Defence Policy Board” dell’americano israelita Richard Perle. Ora, quest’ultimo (già dirigente della “Soltam”, fabbrica d’armi israeliana) siede con il numero due del Pentagono, Paul Wolfowitz e col numero tre, Douglas Feith, in un’altra “fondazione culturale” privata: il “Jewish Institute for National Security Affairs” (JINSA). Qui, con i “consiglieri strategici” privati filoisraeliani, compaiono generali e ammiragli che presiedono i Consigli di amministrazione delle grandi fabbriche di armamento a contratto per il Pentagono; il cosiddetto complesso militare-industriale. Nel JINSA si annodano le volontà politiche convergenti, l’abitudine alla segretezza, l’ideologia guerrafondaia, la disponibilità di mercenari tecnolgicamente avanzati e, soprattutto, tecnologie militari top secret che possono trasformare un Boeing di linea in un proiettile volante teleguidato. Insomma, le competenze necessarie per attuare gli eventi delle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001! Per richieste: Effedieffe Edizioni Largo V Alpini n. 9 - 20145 Milano Tel. 02-4819117 Fax: 02-4819103 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Guo Mingyu Sacerdote diocesano. Vicario generale. Morto in carcere dopo lunghi anni di detenzione. Tian Xingguang Pietro Sacerdote diocesano. Ucciso in prigione durante la rivoluzione culturale. È venerato come martire. Martiri in Cina (continua) GIUGNO di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Diocesi di Baoding Staccato dal Vicariato Apostolico di Pechino, il 14 febbraio 1910, venne costituito in Vicariato Apostolico del Cheli centrale e affidato al clero secolare locale. Nel 1924, prese il nome di Vicariato Apostolico di Baoding. Fan Pietro Maria Sacerdote diocesano. Fucilato mentre era in viaggio, il 14 agosto 1940. Chen Agostino Sacerdote diocesano. Era stato ordinato sacerdote intorno al 1915. Venne ucciso nel 1941, in una località della provincia. Li Leo Sacerdote diocesano. Era stato ordinato sacerdote intorno al 1929. Venne ucciso nel 1941, in una località della provincia. Hou Jean Marie Sacerdote diocesano. Poco dopo esser stato ordinato sacerdote, venne ucciso nel 1941, in una località della provincia. Liu Paolo Sacerdote, diocesano. Ferito e arrestato mentre era in viaggio, è morto prigioniero il 18 agosto 1940. Shi Chunjie Paolo Vescovo. Era nato nel gennaio 1920 e venne ordinato sacerdote il 23 giugno 1947. Trascorse molti anni in prigione. Il 29 aprile 1981, venne segretamente ordinato Vescovo. Nel 1990, venne di nuovo arrestato e di lui non si ebbero più notizie. Soffriva di una forte forma di diabete. Lasciato senza farmaci, ormai cieco, e senza vestiti sufficienti, mori in detenzione il 3 novembre 1991. Fan Xueyan Pietro Giuseppe Vescovo. Nato il 29.12.1907, era stato or24 dinato sacerdote il 22. 12. 1934. Il 24 giugno 1951, venne ordinato Vescovo di Hebei. Incarcerato nel 1958, per il suo rifiuto di partecipare all'Associazione patriottica. Mori in carcere il 13 aprile 1992. Xiao Guifeng Giovanni Sacerdote diocesano. Nato il 17 giugno 1946, non potè essere ordinato sacerdote se non il 15 settembre 1983, esercitando il ministero nelle province settentrionali. Il 12 dicembre 1990, venne arrestato, non avendo accettato di far parte dell'Associazione patriottica. Gravemente ammalato di cancro, non gli vennero prestate cure mediche. Venne rilasciato quando era ormai in condizioni disperate. Mori il 22 dicembre 1991, a 45 anni. Diocesi di Daming La Prefettura Apostolica venne staccata dal Vicariato Apostolico di Xianxian, l'11 marzo 1935 e affidata ai gesuiti ungheresi. Yang Ragazzo di circa 11 anni. È stato sepolto vivo nel 1948, in una località della diocesi. Sun Huayuan Pietro Sacerdote, gesuita. Nato il 26 settembre 1903, era entrato tra i gesuiti il 1° settembre 1927. Fu ordinato il 9 ottobre 1935. È morto in una prigione di Beijing nel 1963. Zai Laico. Padre del sacerdote John Chai, Omi (HK). Abitava nel distretto di Buyang. Morto durante gli interrogatori in occasione della campagna per le Tre autonomie della Chiesa. Un sacerdote Diocesano. Fucilato durante la rivoluzione culturale, dopo aver subito sevizie e torture. 2004 SOMMARIO N. 362 Arc. MONTINI - PAOLO VI CONTRO LA “MADONNA MEDIATRICE” 2 O Divin Volto... 3 Arc. Montini - Paolo VI contro la “Madonna Mediatrice” del sac. dott. Luigi Villa 6 Il dialogo con l’Islam del dott. A. Muscio 8 Sempre il Sacrificio di Cristo è segno di contraddizione della prof.ssa Maria Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Il cavallo di Troia (1) – Il Movimento Pax – di A. Z. 16 “The Passion of The Christ” (3) di Mark Alessio (da: “The Remnant” 15 feb. 2004) 18 Cristianesimo e Giudaismo (1) del Prof. Mons. F. Spadafora 20 Il capitalismo: abbondanza di valori negativi, carenza di valori positivi del prof. F. Cianciarelli 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla XIV Domenica del Tempo Ord. alla XIX Domenica del Tempo Ord. ) “Chiesa Viva” *** Giugno 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 363 LUGLIO-AGOSTO 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Prima del Vaticano II: Il Sacrificio della Messa: rinnovazione del Sacrificio sul Calvario Dopo il Vaticano II: una delle tante presunte Messe post-conciliari! Cristo è Dio vero! Quando Adel Smith ha posto, nella scuola di Ofena, accanto al Crocifisso, la Sura 112 del Corano che recita: «Allah è unico, Allah è assoluto”, ha rivendicato un presunto diritto a manifestare la sua fede per una verità affermata, ma non mai dimostrata. Infatti il Corano afferma la divinità di Allah, ma non la dimostra. Il Vangelo, invece, afferma e dimostra la divinità di Cristo. Infatti: Quando Cristo sta di fronte a Caifa che gli domanda: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se Tu sei il Cristo, Figlio di Dio», risponde affermando, e soggiunge: «Tu l’hai detto». Allora, il Sommo Sacerdote si strappò le vesti, accusando Cristo di bestemmia, ed i presenti dissero: «È reo di morte!». (Mt. 26, 6366). Con i miracoli, Cristo aveva già dimostrato di essere Dio, dando la prova di dominare le leggi della natura, e Caifa ben lo sapeva. La sua domanda era meramente provocatoria per poter accusare Cristo di falsità e farlo condannare a morte. La prova inconfutabile che Cristo ha detto il vero quando si è dichiarato Figio di Dio, è data dalla accettazione della passione del Calvario, altrimenti ingiustificabile. Nel Getsemani «si prostrò a terra e pregava: Padre mio, se è possibile, passi da Me questo calice!.. tuttavia non come Io voglio, ma come vuoi Tu!». Poi, si allontanò una seconda e una terza volta e pregò dicendo: «Padre mio, se non è possi2 bile che si allontani da Me questo calice senza che Io lo beva, sia fatta la Tua volontà!» (Mt. 26, 39-44). Quindi, Cristo accetta, in ubbidienza al Padre, la passione del Calvario! A questo punto, due sono le ipotesi: o credere o non credere. Chi non crede, afferma implicitamente e necessariamente che Cristo avrebbe mentito, non per salvarsi - come fece Pietro (Mt. 26, 69, 75) - ma per andare in Croce. Ecco perché il Crocifisso non è solo un simbolo, ma l’inconfutabile messaggio di verità della Religione Cristiana e della falsità di tutte le altre! I popoli, anche se sono senza cultura, avvertono le grandi verità. A conferma, basterebbe considerare che i tempi vengono universalmente datati computando gli anni dalla nascita di Gesù, a conferma anche della storicità dei Vangeli. Merita, a questo punto, di essere ricordata la profezia resa da Caifa al Consiglio dei Sacerdoti e dei Farisei quando pone l’alternativa di vita o di morte tra il Cristo e il popolo ebraico (Gv. 11, 50): «Voi non capite nulla e non riflettete essere preferibile che un uomo muoia per il popolo, anziché tutta la nazione perisca»! Egli disse ciò non da se stesso, ma perché, essendo quell’anno Sommo Sacerdote, profetò che Gesù doveva morire per la nazione... «Da quel giorno, decisero di farlo morire!». (Prof. Giacinto Auriti) “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 LEGGENDO LA “REDENTIONIS SACRAMENTUM” del sac. dott. Luigi Villa S u il “Supplemento” dell’Osservatore Romano del 24 aprile 2004, nell’Istruzione “Redentionis Sacramentum”, già promessa nell’enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, pubblicata dalla Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti, circa la Santissima Eucarestia, finalmente si è tornato a dire, che i “laici” (Uomini e donne) non possono leggere il Vangelo, né tenere omelie; che non è proibita la confessione durante la Santa Messa, purché sia “nella maniera opportuna”; che si deve evitare la Comunione a Calice del vino, “per evitare che la sacra Ostia o qualche suo frammento cada”; che i fedeli non possono prendere da sè, e tanto meno passarsi di mano, in mano l’Ostia o il Calice; che va tolta l’abitudine di distribuirsi reciprocamente la Comunione durante la Messa nuziale; che i laici non possono sovrapporsi ai sacerdoti; che le “messe-show” vanno assolutamente bandite; che non va oscurato il carattere di “Sacrificio” della Messa e non va confusa con una “cena comune”; che è proibita la “inter-comunione”, ossia la celebrazione in comune con appartenenti a Chiese non cristiane e non “in comunione con la Chiesa Cattolica”; che l’omelia è compito esclusivo dei sacerdoti celebranti; mai, quindi, ai laici; e poco d’altro che Noi di “Chiesa Viva” avevamo sempre biasimato e denunciato, perché indegno e offensivo del culto eucaristico e della liturgia in generale. Finalmente, adesso, anche il Papa, nella sua enciclica “Redentionis Sacramentum” del 17 aprile 2004, ha sentito anche Lui la necessità di denunciare e persino di elencare gli abusi gravissimi contro l’Eucarestia, quali le sottrazioni delle Ostie consacrate, dovute proprio a quella sacrilega prassi ecclesiale della Co“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 munione sulla mano, durante tutti i 41 anni passati dalla fine del Vaticano II; forse che ignoravano che quella nuova prassi faceva parte di un disegno della Massoneria per arrivare ad annientare il valore e la stessa realtà della “Presenza Reale”, viva in Anima e Corpo di Cristo Redentore?.. Continuando: proibisce tutte quelle forme laicali (balli, canti da marciapiedi, chitarre...) che non urtano, forse, la suscettibilità dei protestanti, ma riaffermano, però, l’uso sacrilego della Comunione sulla mano e l’eliminazione delle preghiere per la Consacrazione, benché volute dal Concilio di Trento; come pure altri “aggiornamenti” che hanno portato la Chiesa a fare non pochi passi avanti verso l’eresia protestante, come, ad esempio, quello dell’eretico card. Kasper, il quale ha persino auspicato il riconoscimento parziale, da parte di Roma, del ministero sacerdotale anglicano, benché già considerato invalido dai Pontefici pre-conciliari. Come anche il permettere, ormai, la preghiera comunitaria con gli “Iman” sui nostri altari consacrati a Gesù Redentore, nonostante l’inamovibilità dei musulmani dalla loro posizione anticristica!.. Ora, tutto questo ci potrebbe dire che siamo già arrivati al “misterium iniquitatis” di “biblica memoria”!.. Guardate un attimo questo prete che fa l’omelia (?) in sedia a sdraio, nella Chiesa parrocchiale di Menzingen (Svizzera); e anche quest’altro “prete pagliaccio”, durante una Messa per ragazzi sul Colle don Bosco, con il volto truccato da clown. E potrei mostrarvene cento e cento altre, sempre irriverenti, se non sempre sacrileghe! Ma, forse, che la Chiesa docente non aveva dichiarato che (tranne la Santa Sede e l’Episcopato) “nessun altro, assolutamente, anche se sacerdote, osi di sua iniziativa aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica”? (Sacr. Conc., 22). Lo stesso l’avevano dichiarato tutti i Pontefici che avevano preceduto il Vaticano II. Cosa non abbiamo dovuto vedere e tollerare in tante chiese!.. Voglio riportare, qui, uno degli episodi che ci ha comunicato una nostra collaboratrice laureata, la prf.ssa M. P. M., e fedele alla santa Tradizione Apostolica su tutto l’arco della Fede. Fu in occasione dell’ordinazione dei “diaconi neo-catecumenali”, tenuta nella cattedrale di San Giovanni in Laterano, il 30 ottobre del 2003. 3 Scrive: «Noi siamo state presenti a tale cerimonia e siamo rimaste sconcertate nel constatare che non è stato recitato il Credo né il Gloria, ed è stato consacrato pane azzimo che, al momento opportuno, è stato dato solo ai neo-catecumenali stando seduti. Evidentemente, trattandosi di un banchetto, di una riunione conviviale tra amici e non di Sacrificio Eucaristico, viene ritenuto opportuno starsene comodamente seduti!.. Con grande amarezza abbiamo anche notato che ad un anziano signore, che si reggeva a stento in piedi, è stata negata la Comunione col pane azzimo perché sprovvisto del biglietto di invito, in quanto non neo-catecumenale. Si è dovuto recare in fondo alla chiesa per ricevere Gesù nell’Ostia. I neo-catecumenali, poi, al termine della funzione, si sono messi a danzare, formando tre cerchi attorno alla tavola-mensa, per impedire ai non aderenti al “Cammino Neo-Catecumenale” di accostarsi, al ritmo di musiche assordanti, adatte ad una discoteca; e tutto ciò con l’approvazione di Mons. Luigi Moretti che ha presenziato il rito. CI CHIEDIAMO: perché tanta differenza tra i riti celebrati dai neo-catecumenali e quelli che di solito vengono celebrati nelle chiese quando essi non sono presenti? Non ha, forse, detto il Santo Padre, di recente, di smetterla con i canti sciatti e con la Messa “fai da te”? Esistono dunque due chiese parallele? Esistono due Verità? Tutto quello che ci è stato tramandato è dunque da ripudiare per far posto a novità, peraltro disgustose e sacrileghe? Ma, al di sopra di ogni cosa, a noi preme segnalare, nonostante le ripetute e inascoltate denunce fatte in passato che, puntualmente, ogni anno, si commette lo stesso sacrilegio! Al termine della celebrazione eucaristica, infatti, nonostante il divieto di avvicinarci alla tavola, siamo riuscite a farlo, per recuperare le briciole e i pezzi di pane consacrato che stavano a terra, tra i fiori e la tavola. Come al solito, devotamente, abbiamo raccolto le Sacre Specie e Le abbiamo consegnate ad un sacerdote di nostra conoscenza che Le ha consumate. Eppure, nel Documento n. 153 del Magistero: “La Comunione Eucaristica”, Istruzione della CEI, (Ed. Paoline) - alla pagina 8, il Cardinale Ugo Poletti aveva scritto: «Ciascuno faccia attenzione a non lasciare cadere nessun frammento»; e, a pag. 11, viene riportato un pensiero di S. Cirillo di Gerusalemme: “Fai attenzione a non perdere nulla; ciò che tu dovessi perdere, infatti, è come se perdessi una delle tue membra”. 4 Quante volte è stato necessario ridurre al minimo le Specie Sacramentali fino a renderLe quasi invisibili, per sfuggire alle persecuzioni, come nel recentissimo caso del Cardinale Pham Dinh Tung Paul Joseph che, durante i tredici anni di prigionia sotto il regime comunista vietnamita, usando come materia del Sacramento alcune briciole di pane, che nascondeva in un pacchetto di sigarette, e trasformando in calice il palmo della mano, in cui versava tre gocce di vino e una goc- La sacrilega Comunione sulle mani. cia d’acqua, è riuscito a celebrare l’Eucaristia! Forse, per Kiko, che insiste tanto sulla visibilità dei segni, quelle Messe non son valide perché appunto manca la visibilità dei segni? Quando è stato dato lo “Statuto” al “Movimento Neo-catecumenale”, abbiamo letto che al Vescovo diocesano compete “vigilare che l’attuazione del Cammino Neo-Catecumenale si svolga in conformità a quanto stabilito nei punti 1 e 2 dell’art. 26 e nel rispetto della dottrina e della disciplina della Chiesa”. E allora? A quali vescovi denunziare le irregolarità, gli abusi liturgici, i sacrilegi di cui sopra se, a presiedere la funzione in S. Giovanni in Laterano, era proprio un vescovo? Sarebbe ora di smetterla di giocare con la Verità e trattare con irriverenza e leggerezza l’Eucaristia, per non continuare ad offendere Nostro Signore, già abbastanza offeso da tanti tradimenti che si consumano all’interno delle sacre mura del Tempio! Siamo sicure che ancora una volta le nostre parole non saranno ascoltate, ma ci siamo promesse di evidenziare quanto abbiamo visto, perché le nostre coscienze, ferite profondamente, chiedevano di far conoscere l’indegno spettacolo che i nostri occhi, nostro malgrado, hanno dovuto tollerare!». *** Siamo alla “abominatio desolationis” annunciata nel Vangelo e nell’Apocalisse”, e che ora è in atto nella Chiesa di Paolo VI, specie nel culto eucaristico? Un altro nostro collaboratore di “Chiesa Viva”, firmato “A. Z.”, documenta: «Anzitutto, è in atto, nella Chiesa di oggi, una profanazione dottrinale nella tendenza a negare la “Presenza Reale” di Cristo nell’Eucaristia, a ridurre il Sacrificio a banchetto comunitario, a banalizzare la Comunione, a sminuire il senso sacrale della Eucaristia. Gesù si è affidato alla sua Chiesa in atteggiamento di profonda umiltà e confidenza, ma noi, che siamo portati a ridurre Dio alla nostra bassezza, non dobbiamo dimenticare che, sotto le apparenze così fragili del Pane e del Vino, palpita “Colui che È”, davanti al quale è necessario che ogni ginocchio si pieghi, in Cielo, in terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore a gloria di Dio Padre (Fp. 2, 10s). La degnazione dell’Altissimo, che sollecita la nostra confidenza, non deve farci perdere il senso della riverenza dovuta alla sua divina Maestà. Questo profondo rispetto è l’espressione fondamentale del vero amore per Gesù Eucaristia che ci salva dalla banalizzazione del culto eucaristico». BANALIZZAZIONI DELL’EUCARISTIA I rischi della banalizzazione sono provocati da innovazioni liturgiche sospette, da esaminare con senso critico; come queste: – Emarginazione dei tabernacoli: motivata dall’idea di distinguere il “Sacrificio” dalla “Presenza”, ha sminuito il senso dell’adorazione e della visita eucaristica, pratiche tanto care alla pietas cristiana, tanto più che questa emarginazione è stata accompagnata, talvolta, dal collocare i tabernacoli verso terra, e da altre irriverenze. – Abolizione degli inginocchiatoi: l’inginocchiatoio agevola il gesto dell’adorazione che è l’atteggiamento fondamentale nei confronti di Dio, espresso abitualmente dai Patriarchi, dai Profeti, dagli Apostoli, nelle numerose teofanie bibliche; la motivazione che l’inginocchiatoio è stato introdotto solo dopo il Medio Evo risponde a un sofisma di archeologismo liturgico. – Comunione sulla mano: introdotta da motivazioni irrisorie, costituisce attualmente il fattore di banalizzazione eucaristica peggiore, anche per la facilità che offre ai furti di particole consacrate, diventati oggi tanto frequenti, come riferisce la stampa, da esigere una seria riflessione sulla spensieratezza di tale riforma. – Trascuratezza verso i frammenti eu“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 caristici: l’attenzione ai frammenti è doverosa di fronte a così alto Mistero. Le celebrazioni neo-catecumenali sono particolarmente sotto accusa per questo peccato, oltre che per il vulcano di errori che ne avvelena le radici. – Spensieratezze liturgiche nella celebrazione eucaristica: il tempo del ringraziamento, ridotto al minimo, e spesso sostituito dagli “avvisi” del celebrante. L’uso della lingua volgare va bene per la liturgia della Parola, ma gradiremmo che, nella preghiera eucaristica, tornasse in uso il latino, come lingua universale di unione della Chiesa e accentuazione del senso del sacro. – Comunioni in peccato mortale: una diffusa profanazione dell’Eucaristia in stato di peccato grave, trascurando la confessione. La condanna della Scrittura è chiara per tali casi: Chiunque mangia il pane e beve il calice del Signore indegnamente, si rende colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini se stesso, e così mangi questo pane e beva questo calice, perché chi mangia e beve senza far distinzione di tal corpo, mangia e beve la propria condanna. Perciò, tra voi molti sono ammalati e infermicci, e in buon numero sono morti. Che se ci giudicassimo da noi, non saremmo puniti (1 Cor. 11, 28s). volini distinti, come in un bar. L’omelia è stata svolta da una ragazza. – A Dortmunt, in Westfalia, i brani biblici in una Messa per bambini sono stati sostituiti da racconti di favole, e si è inscenato il rumore di soffio di vento a commento della discesa dello Spirito Santo. – Nella Sarland, una Messa per favorire l’ecologia, è stata accompagnata da bambini che fecero rotolare con gran chiasso una botte piena di immondizie, poi sparse ai piedi dell’altare, mentre una ragazza vi svuotò in sacchetto di avanzi di cucina gridando: “Questo non va!”; le orazioni alludevano al bosco che muore, alle piante e agli animali; alla fine, furono distribuiti pane e frutta, tolti da un albero. – Ad Angers, nella Messa celebrata dal Vescovo, la lettura del Vangelo è CREATIVITÀ LITURGICHE stata ritmata dal tamburello; l’offertorio, dal suono del flauto; il vino è stato portaLa creatività liturgica contrasta la dito in un boccale di terracotta e il pane in sposizione del Concilio che dice: «Asuna zucca vuota. solutamente nessuno, anche se sacer– A St. Gallen, il celebrante si è predote, osi di sua iniziativa aggiungere, sentato vestito di sacco e con cravattogliere, mutare alcunché in materia lita. La Comunione fu data passando, di turgica» (Sc. 22, 3). Dopo il Concilio, tutmano in mano, come self-service, cestini tavia, gli arbìtri nell’ambito della liturgia si con le Ostie consacrate. sono diffusi in modo tale che molti sacer– È noto che all’Isolotto di Firenze, per doti si permettono di manipolare testi, geaffermare che la “Presenza Reale” cessti e strumenti liturgici, normalmente in sa con la Messa, le Ostie consacrate furono buttate alle galline. – Una Messa parrocchiale è PROFANAZIONI stata celebrata come pic-nic, COMUNITARIE al Waite Park, su tovaglie stese sull’erba. Quanto alle profanazioni co– Nella cattedrale di Charmunitarie, sono successe tante tres, il Vescovo ha consentiaberrazioni, con la complicità to la celebrazione di un rito dei sacerdoti e degli stessi vedruidico di festa del solstizio scovi. Ne abbiamo parecchie d’estate. descrizioni, documentate anche – Ad Essen, su iniziativa del con fotografie. gesuita Hengsback, sono – Alcune celebrazioni sono state celebrate le Rhitmixstate profanate addirittura da Messen: una Messa all’insespettacoli carnevaleschi di gna della “caccia alle streclown (Clowns Mass), fotograghe”, come protesta della sefati con tanto di maschera, a verità contro i comunisti, con New York, Rochester, Ravencelebrante gesuita in camicia sburg, Norimberga, Olympia, rossa e berretto rosso, ecc. Wheaton, Londra (presente il Un’altra Messa fu celebrata card. Hume!), in Austria, ecc. contro la “pena di morte”, con Oltre ai celebranti, qua e là vi una forca e fantoccio impiccahanno partecipato suore e to, eretta davanti all’altare. seminaristi, esibendosi anche Un’altra Messa, infine, fu celein balletti e mimi. brata con un letto davanti all’al– Altre celebrazioni sono statare, e su di esso un giovane e Un frate domenicano danza per il Papa, in Sud Africa. te accompagnate da balli di una ragazza in atto di visita ragazze seminude, in calzamedica... maglia (Messa New Look): fo– Occasioni frequenti di pectografate a Bruges (Francia) col cati contro l’Eucaristia sono vescovo De Smedt, nella cattedrale di modo da deteriorare “quanto è stato le concelebrazioni ecumeniche, nelle New York, con mons. Codre, e un’altra stabilito dalla autorità della Chiesa” quali il “Sacrificio Eucaristico” unisce con mons. Cooke, a Nizza, a Saint(Sc. 22, 1). sacerdoti cattolici e di altre confessioni Merry, e ci dicono anche presso i CapEccone alcuni saggi. cristiane, confondendo realtà della divina puccini di v. Piave, a Milano. – Per rendere interessante una Messa presenza e sua negazione, oppure con – Messe con balli di diverso stile e acper fanciulli, due sacerdoti celebranti deplorevoli contaminazioni della forma. A compagnamenti di rock e altro: sono hanno usato, in Germania, Austria e Edmonton, ad esempio, sono stati inseriavvenute in molte chiese a New York, Svizzera, una valigia, piena di struti, nella Messa, testi indù, e i celebranti San Francisco, Marquette, Maastrich, menti per giochi magici. si sono scambiati la “sacra pipa Beauburg, Calvados, Tordouet, Amby, – In Svizzera, in una Messa matrimodell’amicizia” al suono dei tamburi. Parigi, Bruges, Mont Royal, S. Adolphe, niale, servita da due chierichetti ma– Sono di scandalo i funerali religiosi Reichenau, Augusta, Innsbruck, in India, scherati da spazzacamini, si è data la concessi a pubblici peccatori, come in Alto Volta, a Yogykcarta, e anche a Comunione a cattolici e protestanti; quelli celebrati da p. Turoldo per PasoliTerni, alla presenza del vescovo mons. una concelebrazione è stata fatta su tani, al Gran maestro massone Ghinazzi, “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 Gualdrini, ecc. In tali coreografie si sono esibite suore femministe, diaconesse, chierichette, ecc. – Grave scandalo è dato dalle Messe riservate a gay: a New York (con gays travestiti da donna), San Francisco, Miami, Chicago, Atalanta, Minneapolis, e anche in Inghilterra. – A Parigi, nella cappella St. Bernard, la nuova Messa è stata accompagnata dalla famigerata “espressione corporale” (diffusa a suo tempo dal centro catechistico parigino) con danzatrici e riti pagani del fuoco... – Le Messe con “espressioni corporali”, calzamaglie, balli scomposti, accompagnati da rock, ecc., o riservate a gays. Si avvicinano ai riti orgiastici pagani. 5 al suicida ministro Boulin, ecc. – Maleducazione nelle chiese: sacerdoti e fedeli che parlano ad alta voce, senza la dovuta riverenza verso l’Eucaristia. ABERRAZIONI NEGLI STRUMENTI LITURGICI – Molte cattedrali e chiese sono oggi trasformate in depositi, o vendute per usi profani e perfino per riti pagani. (Francia). – Nuove chiese vengono costruite con architetture più che discutibili. – Tabernacoli trasparenti, a forma di lanterna, collocati in basso, sono contrari alle disposizioni liturgiche. – La collocazione dell’altare verso il popolo, spesso col Tabernacolo alle spalle del celebrante: A Muhlback, in Alto Adige, si è giunti a scegliere, un altare fatto a strumento di tortura; alla “Tabor Comunity” ha fatto da altare un avvolgitore di fili elettrici; a “San Giacomo di Compostella”, un sacerdote ha celebrato sulla sella di un motorino. Mons. Klaus Gamber, studioso di liturgia della Chiesa primitiva, scrive che «non è mai esistita una celebrazione versus populum, né col popolo intorno all’altare». – Spesso l’abuso riguarda la suppellettile dell’altare (bicchierotti, cestini per le particole consacrate, ecc.). – Certe formule di consacrazione, usate nella Messa, sono tali da far dubitare della validità del Sacramento. Anche nella materia si registrano profanazioni: pane in gallette, pane al zenzero (San Paolo U.S.A.), schiacciate di pane, olio e sale, pane impastato con latte e miele, dolci zuccherati, biscotti; vino sostituito da coca cola e aranciata. – I paramenti sacerdotali sono spesso sostituiti da vestiti profani, scamiciati, con cravatte, ecc. – La “musica sacra”, ha il triste merito di svuotare le chiese! MODO DI COMUNICARSI Quanto alla “Comunione in ginocchio”, già nel secolo scorso il sacerdote Roca, gran massone del 33° grado massonico, e ispiratore del modernismo, scriveva: «Dobbiamo lavorare attivamente perché i fedeli cattolici ricevano la Comunione in piedi: il giorno in cui l’avremo ottenuto, il nostro trionfo sarà completo!». E i modernisti d’inizio secolo chiesero a Pio X di permettere la Comunione sulla mano, ma il Santo rispose: «I “simboli” si possono ricevere in piedi, ma la “Realtà” dev’essere ricevuta in ginocchio». – La “Comunione sulle mani” ha dato origine ad abusi anche tra i bambini: uno, ha dato l’Ostia consacrata al gatto; un altro, l’ha incollata sul banco di scuola... Non si ha cura delle particole cadute sul pavimento. I ragazzi ricevono la Comunione con la disinvoltura di chi riceve una caramella. In un pellegrinaggio di duemila giovani, a Osnabruck, ci furono giovani che ricevettero la Comunione sulla mano sinistra, perché nella destra tenevano la sigaretta accesa, mentre altri fumavano, prima e dopo la Comunione, o assistevano alla Messa sdraiati per terra. Le “macchinette” per distribuire particole consacrate, sono state installate in chiese protestanti americane, con Ostie prelevabili a un dollaro: l’affare fruttava parecchi miliardi di dollari. E c’è stato anche un sacerdote cattolico che ha spedito l’Ostia per posta!! RIDUZIONI DEL SACRIFICIO E CRISI DEL SACERDOZIO – Molti Sacerdoti reclamano per la riduzione del numero delle Messe (una sola, invece di 22; a Poitiers, ecc.); altri, per accorciare il tempo della celebrazione eucaristica (vescovi francesi, tedeschi, belgi...). Infine, un opuscolo del cen- tro di pastorale sacramentale dell’arcivescovado di Parigi, chiede di dissociare la Messa dalla domenica. – Un movimento diffuso tende a confondere il “sacerdozio battesimale” dei fedeli col “sacerdozio ministeriale” dei presbiteri, e a sostituire, nella celebrazione eucaristica, il sacerdote con la comunità o i semplici laici, contro la volontà di Cristo che ha conferito tale potere ai suoi Apostoli e ai presbiteri da loro designati. Le Messe senza prete si sono diffuse là dove mancano i sacerdoti, come in Francia, in Germania e negli Stati Uniti. *** «Oh, se squarciassi i cieli e discendessi»!.. prega Isaia in un impeto di disperazione di fronte allo spettacolo di una umanità perduta. «Tutti siamo diventati cosa impura e tutte le nostre azioni sono come panni sporchi; tutti avvizzimmo come foglie, e le nostre colpe ci portarono via qual vento. Nessuno invocava il Tuo nome, nessuno si scuoteva per stringersi a Te, perché ci hai nascosto il suo volto e ci hai abbandonati in balìa delle nostre colpe. Eppure Tu sei nostro Padre, noi siamo argilla e Tu sei nostro artefice e noi tutti siamo opera delle tue mani!». (Is. 64, 1 ss.) Ma Dio non ci ha abbandonati. Egli ha mandato a farsi Uomo come noi il Suo Figlio, Gesù Cristo, il quale ha fondato la Sua Chiesa che unifica tutti noi cristiani, come dice San Paolo: «Un corpo solo siamo noi, quantunque molti, perché noi tutti partecipiamo di uno stesso Pane» (1 Cor. 10, 17). Quindi, noi possiamo dire: «La Chiesa è Gesù, presente nell’Eucarestia; la Chiesa è l’Eucarestia», l’Emanuele, il “Dio con noi” che sarà presente in mezzo a noi sino alla fine dei tempi (Mt. 28, 20), perché Gesù Cristo è sempre lo stesso: oggi, domani e per tutti i secoli»! (Ebr. 13, 8). NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) NO VIT À Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 6 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 I GRANDI BANCHIERI OSSIA I PIRATI E USURAI MONDIALI di D. E. 1 S A fronte di questi depositi di oro e argento, gli orafi/banchieri emettevano “ricevute” di carta che servivano ai proprietari per i loro pagamenti e acquisti. Constatata la praticità del sistema, la “carta/moneta” o “banconota” (che era garantita dal deposito equivalente di oro/argento nelle banche degli orafi) si diffuse grandemente e si impose come il mezzo prevalente di scambio. Già a questo punto iniziò una prima forma di furto e usura: gli orafi/banchieri capirono che, in qualsiasi momento, solo una frazione dell’oro e dell’argento veniva ritirata dai proprietari; allora, pensarono, «perché non prestiamo delle “ricevute”, “carta/moneta” anche ad altre persone che non possiedono l’equivalente in oro e argento, e inoltre le tassiamo d’interessi?». Le autorità statali, o perché non chiaramente consapevoli della gravità dell’insidia, o perché conniventi e corrotte dai banchieri, hanno permesso questo. Di conseguenza, i banchieri hanno prodotto “dal nulla” (cioè senza avere un corrispettivo controvalore di oro o di argento in deposito) grandi capitali di carta/moneta, che a loro è costata solo il minimo costo di stampa, ma che hanno prestato ai privati ed agli Stati, al valor nominale, cioè secondo il valore stampato sulle banconote. Ad esempio, dietro richiesta di un prestito di 200 miliardi di lire, hanno stampato 2.000.000 di banconote da £ 100.000. Il costo della stampa delle banconote è 500 milioni. Il valore nominale delle banconote è 200.000 milioni. La differenza: 199.500 milioni è il guadagno di emissione, o “diritto di signoraggio”. “Diritto” che, in realtà, è solo un enorme “furto”. di filosofia del valore”, Chiesa viva n. 3 3 0; “Valore indotto, valore creditizio e signoraggio”, Chiesa viva n. 334; “Giustizia monetaria”, Chiesa viva n. 345; Bruno Tarquini, “La moneta, la banca e I’usura”, Chiesa viva n. 336, 337, 338; F. Adessa, “Il governo mondiale di A. M. Rothschíld”, Chiesa viva n. 3 3 7, 338. u queste pagine sono già apparsi illuminanti articoli del dott. G. Armenise, del Prof. Giacinto Auriti, del dott. Bruno Tarquini, del dott. Franco Adessa, sull’iniquo sistema bancario-finanziario nazionale e internazionale1. Data l’importanza per tener viva l’attenzione, ripropongo l’argomento, cercando di esporlo in modo semplice e comprensibile anche ai non specialisti. Il vigente sistema bancario mondiale è il mezzo attraverso cui i grandi banchieri si fanno proprietari della moneta circolante e si arricchiscono, e dominano sempre più; e le persone ed i governi nazionali subiscono questo furto e affogano sempre più nell’indebitamento, e nella dipendenza economica, politica, culturale. Queste le tappe storiche per giungere ai meccanismi di espropriazione del capitale, di interesse ed usura, e di dipendenza. CONTRO UN PO’ DI ORO E ARGENTO: MONTAGNE DI CARTA-MONETA Fino al Medioevo, il mezzo di credito e di scambio, cioè la valuta, era costituita da metalli preziosi (l’oro e l’argento ) e, per ragioni di sicurezza, i proprietari cominciarono a depositare le loro ricchezze presso gli orafi, che disponevano di camere blindate adatte alla loro custodia. Fu loro affidata anche la possibilità di “conio”, ossia di coniare le monete e i lingotti, in modo di accertare la quantità del metallo prezioso contenuto, ed il valore di ogni moneta e lingotto. 1 G. Armenise, “Quando Banca fa rima con Usura”, Chiesa viva n. 325; G. Auriti, “Eliminare i debiti o i popoli? L’euro di chi è?”, Chiesa viva n. 3 27; “Note “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 Banco di cambia monete. 7 L’aver ristretto il potere di stampare banconote alle sole Banche Centrali emittenti, non ha tolto la basilare iniquità di questo meccanismo, sia in se stesso, sia per la reale identità e proprietà delle “Banche centrali emittenti”. MONTAGNE DI BANCONOTE DA RESTITUIRE CON INTERESSE: IL CHE INDEBITA I PRIVATI Inoltre, i banchieri centrali, non contenti di essersi appropriati del valore delle banconote stampate, concedono il prestito, a un privato, richiedendo poi la restituzione della somma iniziale, aumentata dell’interesse del 10% o del 20% all’anno. Da dove viene questo interesse? Dall’attività e dal lavoro di chi ha chiesto il prestito. Così, il sistema dei banchieri succhia la ricchezza prodotta dal lavoro e, per tutelarsi di questa restituzione aumentata dall’interesse, chiedono pegni e garanzie su terreni, case, attività agricole, commerciali, industriali, ecc. Se il prestito non viene restituito alla scadenza, maggiorato dell’interesse, la banca pignora e si appropria dei beni in garanzia. to il diritto di fondare la “Banca Centrale emittente”. Il che significa che lo Stato, per il fabbisogno di moneta circolante, delega alla Banca Centrale di stamparla. La Banca Centrale la stampa (con spesa che è una % infima rispetto al valor nominale) e la dà alle Casse dello Stato, facendosi dare in cambio un pari valor nominale di “Titoli di Stato”, fruttiferi di interessi. Cioè, la Banca Centrale, dietro ad un minimo costo di stampa, con un furto all’intera nazione, si fa proprietaria di tutta la moneta nazionale, che addebita alla comunità tramite lo Stato, richiedendo in garanzia dei “Titoli di Stato”, che, inoltre, sono caricati di interessi annui, che sono complessivamente enormi, dato I PRESTITI DI GUERRA ... E INDEBITA ANCHE GLI STATI Difficile a credersi, ma purtroppo vero: anche gli Stati, dietro pressione dei politici fiancheggiatori (fatti eleggere dai banchieri, con laute sovvenzioni durante le campagne elettorali!), si sono prestati a questo furto e usura. Cioè, anche gli Stati hanno chiesto grandi prestiti ai banchieri centrali, per le spese del bilancio statale, per costruire opere, per fronteggiare guerre, ecc., e hanno dato in garanzia ai banchieri, a pari valor nominale delle banconote ricevute, dei “Titoli di Stato” o a lunga scadenza (es. CCT), i quali, oltre al dovere della restituzione del capitale, sono gravati di interessi. E da qui è iniziato il crescente indebitamento anche degli Stati nei confronti dei banchieri. E la necessità di aumentare le imposte ai cittadini per poter pagare gli interessi della massa dei titoli di Stato dati in “garanzia” ai banchieri. DUE COLPI GROSSI: DIVENTARE BANCA EMITTENTE, E DARE I PRESTITI DI GUERRA Due settori si sono dimostrati eccezionalmente redditizi per i banchieri: essere autorizzati quale “Banca Centrale emittente”; ed i “prestiti di guerra”. LA “BANCA CENTRALE EMITTENTE” Prospettando l’utilità della moneta unica nazionale, e alimentando ad arte il pubblico sospetto e diffidenza che, se fosse il singolo governo ad emettere banconote, lo farebbe secondo i propri particolari interessi politici, i banchieri più potenti, col l’appoggio dei loro soliti fiancheggiatori politici, sono riusciti ad ottenere dallo Sta8 un prestito reale ed effettivo), oppure chiede nuova carta-moneta alla Banca Centrale, la quale la stampa, se ne fa proprietaria, e l’addebita (cioè la ruba) alla Nazione e, inoltre, chiede a garanzia, a pari valor nominale, dei “Titoli di Stato” fruttiferi di continui interessi annuali. Ulteriormente incredibile, ma vero, oltre al diritto di “signoraggio” di stampa e appropriazione del denaro nazionale, anche maggiorato degli interessi annui dei “Titoli di Stato” corrispettivi; i grandi banchieri sono riusciti, poi, ad ottenere dallo Stato (tramite i soliti rappresentanti politici loro compiacenti) il potere di regolare (secondo il loro interesse) la quantità e la circolazione del denaro e del credito, come pure il potere di decidere il “tasso di sconto”. Sopra: Ducato d’oro coniato a Genova tra il 1466 e il 1476. Sotto: Zecchino d’oro del doge Marco Barbarigo (1485-1486). che è elevatissima la massa di carta-moneta circolante. Quando la massa di moneta circolante è insufficiente, o quando la Casse dello Stato sono vuote, e lo Stato non può pagare gli stipendi dei pubblici dipendenti, e non può fare opere pubbliche, ecc., o si rivolge direttamente ai cittadini chiedendo denaro in prestito e offrendo loro direttamente “Titoli di Stato” (es. BOT o CCT) (il che è legittimo, perché corrisponde ad I grandi banchieri si sono accorti che con oculati “prestiti di guerra” si fanno i più eccellenti affari. Infatti, per avere a disposizione abbondanti finanze e speranza di vincere la guerra, ogni Stato è disposto a fare grandi sacrifici, a cedere le riserve auree e la comproprietà della attività minerarie, agricole, commerciali, industriali nazionali, e a pagare alti interessi. I grandi banchieri, inoltre, si sono resi multinazionali, per cui le diverse filiali della stessa banca hanno prestato contemporaneamente agli opposti contendenti e guerreggianti. Spesso, facendosi persino riconoscere dal futuro “vincitore” (per questo più lautamente finanziato e armato), il diritto privilegiato di ottenere la garanzia del pagamento di tutto il prestito concesso alla parte “vinta” (ovviamente mediante espropriazione dei beni della Nazione vinta). Un solo esempio tipico, quello dei Rothschild nella Seconda Guerra mondiale. I rami americano, inglese, russo, ecc. hanno prestato denaro ai loro governanti e hanno fatto ottimi affari. Ma ha fatto ottimi affari anche il ramo tedesco. I Rothschild tedeschi si sono offerti di procurare al Reich nazista i rifornimenti desiderati, richiedendo di essere pagati in oro e valute pregiate che hanno trasferito in Svizzera. Alla fine della guerra, la Germania era semidistrutta, la casse dello Stato totalmente vuote, i grandi industriali: ad es. i Krupp (produttore di acciaio e armi): ridotti al lastrico, mentre i Rothschild, anche tedeschi, erano divenuti ancora più ricchi e più potenti di prima! Ne consegue che, ricevendo enormi benefici dalle guerre (quali concessori dei prestiti bancari e quali proprietari dell’industria bellica che vende armi), i grandi banchieri sono i principali interessati a soffiare sui contrasti nazionali ed inter-etnici ed a fare scoppiare ovunque le guerre. Come diceva A. M. Rothschild: «la guerra è la nostra attività e industria più redditizia»! (continua) “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 U n a “EDUCAZIONE” di gran moda: la cosiddetta “Educazione sessuale” della Prof.ssa Rita Calderini P oiché, purtroppo, “mala tempora currunt” e i nostri giovani, fin dalla prima infanzia, vivono immersi in una società sfrenatamente impudica, nonché viziosa, è necessario che anche la scuola li metta in guardia dai pericoli di un irresponsabile cedimento alla moda del giorno, anche perché non tutte le famiglie sanno o vogliono adempiere al loro preciso dovere in questo campo. In tempi meno oscuri, questo era compito del docente di scienze delle medie superiori, il quale, abbordando l’argomento dal lato scientifico, dava agli adolescenti le informazioni necessarie per un corretto orientamento. Adesso, invece, il tema dell’educazíone sessuale è degenerato in una specie di manìa collettiva e, già da una decina d’anni o più, capita che ragazzette delle USL (generalmente assistenti sociali, spesso giovanissime), vengano chiamate da presidi ultraprogressisti ad indottrinare sul sesso i ragazzini di turno. Naturalmente, l’insegnante della classe viene, per lo più, defenestrato con la scusa di non mettere a disagio gli alunni, ai quali non è raro, stando a precise testimonianze, che venga dalla neo arrivata raccomandato “di non parlare assolutamente con nessuno, nemmeno con i vostri genitori, delle cose che diremo”. Così, le sedicenti “esperte”, montate in cattedra, si dilettano a intrattenere la scolaresca con giochetti indecenti o quanto meno imbarazzanti1, in modo che la scuola concorra all’imbarbarimento collettivo, per non dire di peggio. Oltre a ciò, zelanti quanto interessate case editrici, come per esempio “La Nuova italia”, si sono affrettate a far uscire libri di “educazione alla salute” come quello che, per caso, mi è capitato di avere tra le mani2 , adottato in una prima media di una borgata del centro Italia. Un libro davvero istruttivo per capire il degrado nel quale sta precipitando la nostra scuola. Esemplare, soprattutto la “Parte seconda: Per una educazione alla sessualità e all’affettività”. A parte la considerazione che di “affettività” se ne trovi ben poca, perché le autrici intendono l’“amore” essenzialmente come appagamento, più o meno immediato, di stimoli fisici, mi ha sbalordito il fatto che un testo simile fosse messo nelle mani di ragazzini di 10-11 anni in classi miste, senza tenere conto dei tempi diversi dell’evoluzione adolescenziale. Alle spiegazioni teoriche, sempre appiattite sui “mutamenti fisici”3, seguono tabelle per eser-citazioni sul “sesso” . Il ragazzino undicenne, al quale è stato chiesto (p.75) se abbia “cominciato a vivere i cambiamenti legati all’adolescenza” “nel corpo e nel carattere”, viene invitato a verificare se “i cambiamenti che hai osservato in te, coincidano con quelli dei tuoi compagni”, secondo un modello relazionale che vuole siano messi in piazza, senza pudori, i propri problemi intimi. 1 Percorsi di educazione alla salute”. La Nuova Italia, 2000 Res Scuola S.p.A. Milano. Terza ristampa. Sett. 2000. (Euro 10,66). 3 Cfr. p.74 “mentre i ragazzi scoprono la sessualità e l’amore e sentono pulsioni nuove, la loro identità è ancora legata all’infanzia, a quel mondo sicuro di affetti dal quale molti sentono di dover uscire, per andare incontro alla vita”. Sul tipo dei seguenti: “chiamate alla lavagna una ragazzina di 12 anni, affinché disegni ciò che ha in mezzo alle gambe davanti a tutti i suoi compagni; e per spiegare l’uso del profilattico, fatene srotolare uno sul dito di un ragazzino di 15 anni invitandolo poi ad infilarlo tra le mani di una compagna che simula la vagina”. 2 Mara Cerofolini, Ester Cesari, Gilda Imbergamo: “Io mi voglio bene. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 9 «L’eccitamento sessuale rende i bambini non più atti ad essere educati; esso conduce all’odio; e all’odio contro i genitori e contro gli adulti e, perfino, contro se stessi. (...). La perdita del pudore è il primo sintomo di imbecillità». (Sigmund Freud, “3 svolgimenti”, Vienna, 1905. Freud era iscritto alla Massoneria ebraica del B’nai B’rith). *** «(E siccome) quanto più si è casti prima del matrimonio, tanto più si è fedeli nel matrimonio; e siccome la preparazione sessuale, ossia il dominio sugli impulsi, rende capace di matrimonio la gioventù, con la “libertà sessuale” della gioventù, invece, si arriva allo sfacelo del matrimonio e della famiglia»! (Wilhelm Reich , allievo di S. Freud, in “Sessualità e lotta culturale”, Copenagen, 1936). L’“amore” è tutto inteso come istinto animale che si risveglia a tempo debito e chiede soddisfazione. A 18 anni (p.78), poi, si “rende più realizzabile la vita di coppia e... una reale e profonda comunicazione tra due persone”. Si tratta, in sostanza, con buona pace delle esimie autrici, di un vero e proprio invito al libertinaggio, aggravato da una palese diffidenza nei riguardi dei genitori, a favore della figura dell’“esperto” tutto fare (p.78), “in grado non solo di informare, ma anche di capire i problemi dei ragazzi, in grado di aiutarli ad affrontare qualsiasi (!) problema, dalla vita sentimentale a quella sessuale, dalla conoscenza di sé al rapporto con gli altri”. In tale prospettiva, non c’è da meravigliarsi che (p. 80) ragazzi undicenni siano spinti a cercare “esperienze” per trovare l’“amore”, passando subito a vie di fatto, proprio come tra gli animali. Se poi le cose non vanno per il verso giusto, allora è meglio “rompere una relazione” (p.80), perché “non tutte le esperienze amorose sono esperienze d’amore”, ma “viverle è necessario, poiché aumentano le capacità di discernimento”. Sullo stesso piano le esercitazioni (p.83), non si sa se più idiote o squilibrate4 intese a disancorare le giovani generazioni dalla visione tradizionale del ruolo della donna nella società, e le affermazioni, perfettamente in linea con la moda imperante, sulla “omosessualità”5. A sua volta, nel capitolo 5, sulla “sessualità”, corredato di sgraziati disegnini, che non lasciano spazio alla fantasia, e da illustrazioni, a buon mercato, di anatomia femminile e maschile, non manca - e come potrebbe? l’aperta approvazione della “masturbazione”, ormai esente da colpa, da praticare, tuttavia, badando soprattutto (p.97) ad evitare “di trovarsi soli e sempre più timidi, e di rischiare di perdere progressivamente il coraggio di andare verso gli altri”. Quanto all’ “homo sapiens”, la sua derivazione dallo scimmione è un dogma per le autrici, tanto è vero che la presenza dei due genitori è richiesta solo dalla necessità (p.98) di “garantire e cementare l’unione tra il maschio e la femmina” per il periodo indispensabile “all’allevamento dei figli”. Naturalmente, l’intera sequenza, dall’accoppiamento alla nascita del malcapitato infante, sono illustrate mediante i soliti ripugnanti disegnini. Dopo di che, il manuale passa a trattare (p.104) degli espedienti per il “controllo delle nascite”, una sorta di vademecum per godere senza conseguenze indesiderabili, cui seguono istruzioni per “l’interruzione della gravidanza” (p.105), con tanto di “contraccettivi”, “consultorio familiare” (!?), “aborto”, ecc. ecc.. Insomma, una vera e propria pianificazione per la corruzione dei minorenni! Sull’AIDS, invece di chiarire che il miglior deterrente resta sempre il debito rispetto per il corpo proprio e altrui, le autrici suggeriscono semplicemente di star lontani da esperienze avventate. La preoccupazione unica è non ammalarsi, non quella di vivere in modo pulito, evitando abitudini viziose. Il penoso manuale si chiude con un excursus sul matrimonio, che, stando alle autrici, solo dall’800 in poi si contrarrebbe “per amore” - una schematizzazione pseudostorica inesatta e parziale, fatta apposta per fuorviare gli adolescenti indifesi. Naturalmente il discorso continua con il “matrimonio civile” e con il “divorzio”. Viene spontaneo il confronto con il vigoroso appello del Santo Padre in difesa del “valore della castità”, in occasione dell’anniversario del martirio di S.Maria Goretti. L’auspicio è che la Ministro Moratti, spronata anche da tale autorevole intervento, prenda in considerazione una seria inchiesta sulla cosiddetta “educazione sessuale nelle scuole statali”, soprattutto su vari testi che circolano e che sono indegni di un Paese civile! 4 Si va da un esercizio sul “linguaggio dei sentimenti” con parole da “cercare sul dizionario”, ad un elenco di giocattoli e passatempi per i bambini e le bambine (distinguere, per esempio, tra una “bambola” e un “mitragliatore”), agli “stereotipi sessuali della pubblicità”, alla “caccia alla pubblicità controcorrente” e via di questo passo. 5 10 Cfr. p.82: “Certo, vivere la condizione di omosessuale non è facile, perché la nostra società, pur liberale e democratica, come dichiara, fa fatica ad accettare la “diversità” in tutti i campi ed ancor più nel campo sessuale dove i divieti sociali e religiosi sono più forti e i tabù “sono più lenti a morire”. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 Occhi sulla Politica LE ORIGINI CRISTIANE DELL’EUROPA Cristiane, sì! Giudeo-cristiane, no! Sarebbe un farisaico qui pro quo, Di chi l’Europa vuol giudaizzare, Al fin di poter meglio dominare! La Chiesa, se cristiana, deve imporsi, E, con l’Europa, fermamente, opporsi Ai figli della “perfida genìa”, Da cui il marxismo e frammassoneria! Se la Chiesa non s’è prostituita, Con il Concilio oscuro, al sinedrita, Sa che l’Europa ha origini cristiane, Cattoliche, Apostoliche, Romane! *** L’Europa vanta origini cristiane, Ed influenze varie, articolate, A civiltà diverse collegate, Sorte e scomparse, in epoche lontane. Vanta ascendenze greche e poi romane, Accolte dai cristiani e assimilate, Indi cristicamente trasformate, Al par di feste e liturgie pagane. Origini cristiane, certamente Fino all’Impero d’Austria e d’Ungheria, Distrutto, con l’Europa, oscuramente, In due conflitti! Il resto è ipocrisìa, Di chi lavora, farisaicamente, Per il Sinedrio e la Massoneria! Prof. Arturo Sardini Chiosa Cristo, quantunque nato in Palestina, Ucciso, poi, dal “perfido giudeo”, Essendo Dio da Dio, non era ebreo, Secondo la Cattolica Dottrina! E il Vecchio Testamento sanguinario, Del Dèmone Jhawè, crudo e perverso, Altro è dal Nuovo, nell’amore immenso, Dell’Uomo-Dio, finito sul Calvario! “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA (da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini) Da: “RERUM NOVARUM” (15. Maggio 1891) Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale c. L’opera delle Associazioni Necessiatà della collaborazione di tutti Finalmente, a dirimere la questione operaia possono contribuire molto i capitalisti e gli operai medesimi con istituzioni ordinate a porgere opportuni soccorsi ai bisognosi e ad avvicinare e unire le due classi tra loro. Tali sono le “società di mutuo soccorso”; le molteplici assicurazioni private, destinate a prendersi cura dell’operaio, della vedova, dei figli orfani, nei casi d’improvvisi infortuni, d’infermità o di altro umano accidente, i patronati per fanciulli d’ambo i sessi, per la gioventù e gli adulti. Tengono, però, il primo posto le “corporazioni di arti e mestieri” che, nel loro complesso, contengono quasi tutte le altre istituzioni. Evidentissimi furono, presso i nostri antenati, i vantaggi di tali corporazioni, e non solo a pro degli artieri, come attestano documenti in gran numero, ad onere e perfezionamento delle arti medesime. I progressi della cultura, le nuove abitudini e i cresciuti bisogni della vita esigono che queste corporazioni si adattino alle condizioni attuali. Vediamo con piacere formarsi ovunque associzioni di questo genere, sia di soli operai sia miste di operai e padroni, ed è desiderabile che crescano in numero e in operosità. Sebbene ne abbiamo parlato più volte, ci piace ritornarvi sopra per mostrare l’opportunità, la legittimità, la forma del loro ordinamento e la loro azione. (fine) 11 «Cristiani, Ebrei e Musulmani hanno lo stesso Dio!». Questa frase eretica fu coniata dall’ex prete spretato Giacinto Loyson e, oggi, viene ripetuta anche da Giovanni Paolo II e dal Clero del Vaticano II! 12 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 ... abbiamo lo stesso Dio? Questo È l’islam! «Allah è grande! Allah è grande!». Fu l’urlo di vittoria del guerriero che mostra la testa di Nick Berg! «Uccidete gli idolatri ovunque li troviate; fateli prigionieri, assediateli e combatteteli con ogni genere di tranello» (Corano 9, 5). «Allah, sei il nostro padrone: rendici vittoriosi sul popolo degli infedeli» (Corano: Sura 2, 286). «Vi è prescritto la guerra, anche se non vi piace» (Corano, 2, 216). «La ricompensa di coloro che si oppongono ad Allah: verranno massacrati, o crocifissi, o amputati delle mani e dei piedi, o banditi dalla terra, a loro infamia in questo mondo»! (Corano, 5, 33). «Fate la guerra ad ebrei e cristiani!» (Corano: Sura II). “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 13 IL CAVALLO DI TROIA – Il Gruppo I.DOC – di A. Z. 2 L’ inizio del Concilio Vaticano II ha visto nascere a Roma un centro d’informazione per i vescovi e i teologi olandesi, il “DOC” (DOCumentation)). Ben presto, allo scopo di impadronirsi dell’opinione pubblica, questo centro inizia a diffondere bollettini di informa-zione in tutte le lingue e organizza conferenze stampa) tenute non solo da esperti o da Padri Conciliari ma anche da teologi e da laici spesso molto aperti a idee avanzate. A tali conferenze sono presenti i responsabili di agenzie stampa internazionali e informatori di grandi quotidiani. Gli elaborati dei Padri Conciliari vengono commentati, analizzati, giudicati. Si spiega ai Vescovi in quale senso devono intervenire per non deludere l’“opinione”. Non sono apparse nella stampa e nei testi conciliari espressioni come “Il mondo attende, il mondo desidera...”? Quanti interventi sono stati fatti, anche inconsciamente, sotto simile insegna! Quanti Padri hanno voluto farsi portavoce di questa opinione pubblica, quanti altri hanno approvato o disapprovato degli interventi per paura di non essere in linea col nuovo magistero!.. Qualche Vescovo ha potuto affermare: «Fin dai primi giorni il Concilio è stato investito dai progressisti!». A Concilio concluso, questi informatori religiosi vollero mantenere le relazioni stabilite nel periodo conciliare. Terminato il Vaticano II, si parlava già di preparare il Vaticano III. E il “DOC” è diventato il “I. DOC” (Information - DOCumentation sur l’Eglise Conciliaire). Un osservatore attento, L. Salleron, con- 14 stata: «Siamo in presenza di un vero potere parallelo in seno al cattolicesimo, perché chi detiene l’informazione, controlla la pubblica opinione - la quale è condizionata dall’informazione - ed è in grado di mettere in scacco il Magistero e di imporgli le proprie vedute» (“Carrefour”, 9 ottobre 1968). La rivista “Permanences” (n. 52, agosto 1968), analizzando le informazioni date dalla rivista inglese “Approaches” del gennaio 1968, giudica che l’I.DOC «è un’organizzazione internazionale che ha il quartiere generale a Roma e che estende le sue reti nel mondo intero. Essa è indipendente da ogni religione e istituzione politica». Questo organismo ha la funzione di “laboratorio” che raccoglie e distribuisce la documentazione sulle conseguenze e lo spirito del Vaticano II. Non agisce a livello divulgativo, quanto piuttosto su specialisti incaricati di plasmare l’opinione. Tra gli abbonati di “I.DOC” ci sono Vescovi, professori di teologia, seminaristi, direttori di giornali. E. Delamare scrive: «L’I.DOC dà le sue consegne, impone i suoi tempi di propaganda, vola al soccorso dei suoi teologi e dei suoi sacerdoti quando questi oltrepassano i limiti. Quando un Vescovo osa levarsi contro uno dei suoi obiettivi, come capitò al card. Spellman nell’affare del Vietnam, diventa la vittima di un vero assassinio morale nella stampa del mondo intero» (“Rivarol”, 26 settembre 1968). Nel suo studio su l’“I.DOC” la rivista inglese “Approaches” non esita ad affermare: «Non è esagerato dire che la sezione britannica dell’“I.DOC” è composta interamente di “progressisti”, e che il gruppo è controllato all’interno da un nucleo marxista, esso stesso condotto da uno dei capi comunisti tra i più esperti di Gran Bretagna». Effettivamente, nello stato maggiore della sezione inglese dell’“I.DOC” occupa un posto di primo piano Jack Dunman, una personalità in vista del Partito Comunista il cui influsso è cresciuto con la sua elezione a deputato. In Inghilterra è lo specialista del dialogo tra comunisti e cristiani. Fa parte di un’équipe comunista di quindici ecumenisti che dialogano coi cristiani sotto gli auspici del periodico comunista “Marxism Today” e della “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 banca internazionale del Consiglio delle Chiese di Gran Bretagna, il cui segretario è il R. P. Oestreicher, che, guarda caso, è membro della sezione inglese dell’“I.DOC”. Ma il Dunman gode pure l’appoggio del gruppo “Slant”, che pure fa parte dello stato maggiore dell’“I.DOC” in Inghilterra. Questo movimento, sostenuto dalla Sheed & Ward (editrice assai importante, il cui direttore N. Middleton, è membro del Comitato Internazionale dell’“I.DOC”), anima la “Nuova Chiesa di Sinistra”. A sua volta, lo “Slant” è collegato strettamente all’organizzazione comunista “Pax”, e ha il compito di «elaborare una sottostruttura intellettuale del socialismo radicale, rivoluzionario e “cristiano” che, in opposizione completa all’insegnamento della Chiesa, porta avanti una campagna in favore di un unico fronte unito di cristiani e comunisti per liquidare, nel mondo intero, il capitalismo, ossia l’intera società contraria al comunismo». Anche in Francia i responsabili più influenti dell’“I.DOC” sono i campioni del dialogo coi comunisti e hanno contatti col movimento comunista “Pax”, e col loro grande influsso nella stampa sono responsabili della diffusione di tutte le tendenze post-conciliari condannate da Roma. È in questo giro di amici che p. Chenu, uno dei consiglieri più influenti della rivista “Concilium” (una delle riviste collegate all’“I.DOC”), membro del Comitato della rivista comunista “Politique” e in stretta relazione con l’organizzazione comunista “Pax”, scrive su un organo di stampa controllato dai comunisti: «La grande analisi di Marx si arricchisce di una corrente di pensiero per oggi e domani. Il Concilio Vaticano II va considerato come una tappa nuova nella vita della Chiesa. Dopo un periodo in cui il problema del dialogo è stato bloccato, noi osserviamo attualmente il fenomeno del “dialogo sul dialogo”, fenomeno che svuota il problema della sostanza. Ma almeno noi ne siamo coscienti, in Francia e in Italia, e ci proponiamo di porre termine a questo maneggio. Potrà servirci allo scopo un giornale che io penso di pubblicare, basato sul princìpio di una parità tra cristiani (e non solo cattolici) e comunisti. La redazione comprenderebbe in particolare Garaudy, i pastori Cazalis e Ascaris, insieme con me». Tra i membri di “Politique” c’è anche p. Blanquart, che al Congresso dell’Avana affermava: «Malgrado le divergenze esistenti tra il cristianesimo e il marxismo sull’interpretazione dell’uomo e del mondo, è il marxismo che offre l’analisi scientifica più “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 esatta della realtà imperialistica e gli stimoli più efficaci per l’azione rivoluzionaria delle masse». Egli addita quale esempio più convincente dell’azione rivoluzionaria cristiana il prete rivoluzionario Camillo Torres (agosto 1967). Questo gemellaggio cristiano-marxista prende corpo in una costellazione di riviste che assumono coralmente l’idea del dialogo coi comunisti e attizzano il clima degli anni caldi dell’egemonia culturale marxista. Non si trattava tanto di promuovere «una rivoluzione tra gli altri, ma all’interno della stessa Chiesa» (p. Maillard), «mettendo in discussione il cristianesimo nelle sue forme di pensiero, di espressione e di azione», e coinvolgendo tutte le classi nel processo rivoluzionario, anche armato, per la costruzione del Regno di Dio. Il 26 aprile 1969, “La Croix” annunzia la nascita di “Concentration”, un nuovo gruppo di preti e laici che criticano aspramente l’autorità e le istituzioni ecclesiastiche con l’accusa di non ade- guarsi alle esigenze della nuova epoca, e si fa paladino della rivoluzione permanente all’interno della Chiesa. Tutto viene rimesso in discussione: liturgia, vita parrocchiale, lo stesso modo di essere cristiani oggi. Altre iniziative si aggregano sotto l’egida dell’“I.DOC” (Trust Hourdin, La Bonne Presse, Editions du Centurion), viene diffuso il Catechismo Olandese, il card. Gut accusa le pesanti manipolazioni della liturgia, nella quale i preti “fanno quello che loro pare” (Doc. Cath. 17 novembre 1969), si parla di “para-Concilio”, ossia di un Concilio riveduto e corretto da teologi giornalisti (Laurentin in “Le Figaro”, Fresquet in “Le Monde”, ecc.). L’influsso di questi gruppi di pressione ideologica si estende in Italia, Spagna, America e, naturalmente, in tutta l’Europa. Anche la Radio Vaticana ha una sua rappresentanza al Consiglio internazionale dell’“I.DOC”, e L. Salleron commenta: «Che avviene alla Radio Vaticana? Da qualche tempo questa voce sembra aver preso un’autonomia completa nei confronti del Papa. Velata da grande prudenza, vi si fa una politica progressista» (C.I.C.E.S. 7 gennaio 1970). Il ventennio che segue queste vicende è noto. Il progressismo imperversa in tutta la Chiesa, penetra nei seminari, investe università, editrici cattoliche, istituti religiosi, centri culturali. Snerva insegnamento e liturgie, alimenta contestazioni al Magistero, ribellioni alla “Humanae Vitae”, crisi impressionante tra il clero, tendenze separatiste delle Conferenze episcopali. Diffonde nella Chiesa quel clima di confusione e di insicurezza che, nonostante il vigore dell’evangelizzazione di Giovanni Paolo II, perdura fino ad oggi, provocando il disimpegno nella pratica cristiana, la crisi delle vocazioni, la dispersione nelle sètte. Quale istituzione cattolica, quale editrice, quale rivista ha resistito a questa ondata di progressismo disgregatore? Quanti teologi, biblisti, pubblicisti cattolici escono immuni dalla sudditanza agli influssi ultramontani? Frugando nelle proprie tasche, quelle trenta monete con le quali Cristo in questo post-Concilio è stato venduto al nebuloso laicismo marxista e massonico, si fanno roventi. Un cristianesimo di mezze verità, in cui molti si danno da fare a segare il ramo su cui sono seduti, non è più respirabile. È bene che la consapevolezza del tradimento affiori nelle coscienze di molti, e riporti soprattutto i responsabili al senso di dignità e di libertà di spirito che distingue i veri ricercatori della verità! (fine) 15 “THE PASSION OF THE CHRIST” – Riflessioni – di David Allen White (dal bisettimanale americano: “The Remnant” 15 Marzo 2004 - www.RemnantNewspaper.com) – Traduzione del dott. Franco Adessa – L e recensioni offrono valutazioni sui film; questa, però, non è una recensione, perché il film “La Passione del Cristo” di Mel Gibson non è un “film”; è una grande opera d’arte Cattolica ed una svolta nella storia umana. Chi avrebbe mai detto, nell’anno 2.000, nel passaggio da un millennio al successivo che, nel breve arco di pochi anni, il più grande incasso nella storia del cinema dei primi cinque giorni di prima rappresentazione di un film avrebbe avuto, come soggetto, la cronaca della “Passione di Nostro Signore Gesù Cristo” nei suoi dettagli più crudi e strazianti? In un mondo secolarizzato e impregnato di menzogne, mosso da un odio demoniaco per la verità, in particolar modo la “Verità di Dio”; in un mondo che naviga nel peccato e che trabocca di orgogliose brame umane e diretto dall’odio del Bene, in particolare del “Bene di Dio”; in un mondo sfigurato dalla corruzione e che gozzoviglia nelle turpitudini, governato dall’odio per la Bellezza, specialmente la “Bellezza della Creazione di Dio”; in un mondo simile, chi avrebbe potuto immaginare il trionfo di un successo di cassetta e l’entusiasta e profonda risposta del pubblico ad una vera, valida e meravigliosa opera d’arte, specialmente quan- 16 Una scena del film: Gesù morente in Croce. do essa richiede così tanto allo spettatore? Le profonde e commosse reazioni, provocate da questo film, forniscono la prova semplice e diretta di un giudizio spirituale. Andrai a vedere questo film, oppure no? Crederai a questo film, oppure no? Obbedirai ai Comandamenti di Dio, oppure no? Vi è mai stata un’opera d’arte così miracolosamente ingegnata per separare le “pecore” dai “caproni”, o per vedere se le Sue “pecore” seguiranno i Pastori, oppure se ne rimarranno da sole? Il film, necessariamente, deve essere stato divinamente ispirato! Mel Gibson ha affermato che il vero artefice di quest’opera è stato lo Spirito Santo, e per questo suo dire è stato deriso e beffeggiato! Sotto l’aspetto storico, Gibson non ha detto nulla di eccezionale. Tutti gli artisti, i poeti e i musicisti, sin dagli albori dei tempi, hanno saputo che essi dipendono da una forza esterna che lavora attraverso di essi per produrre l’opera d’arte finale. Solo alcuni artisti arroganti hanno assunto che essi stessi erano la fonte del loro genio, ma, in massima parte, si trattava solo di aberrazioni. La maggioranza dei grandi artisti si sono sempre appellati alle “muse”, oppure all’“ispirazione divina”, o a Dio in Persona, per ottenere il Suo aiuto. A compimento della loro opera d’arte, essi hanno sempre ringraziato la fonte, come ad esempio Bach, che scriveva: “S. D. G.” (Soli Deo Gloria!). Mel Gibson, regista de “La Passione del Cristo” si pone semplicemente nella categoria di questi grandi artisti. Le vociferanti critiche della stampa vogliono negare a Mel Gibson lo stato di artista. Un vero artista, secondo il loro perverso giudizio, deve schernire Nostro Signore, come fanno molti, nel film che si fanno beffe al passaggio di Nostro Signore durante una processione della Via “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 Crucis. Si potrebbe porre un crocifisso in un vaso di urina, o creare un “ritratto” della “Beata Vergine” con sterco di elefante; si potrebbe insinuare che Nostro Signore aveva delle passioni malsane verso Maria Maddalena, o relazioni contro natura con i suoi Discepoli, e questa verrebbe considerata come una profonda spiritualità artistica! Così gli accademici liberali e perversi commentatori di fama mondiale! Sì, spiritualità, ma quella demoniaca! Sì, profondità, ma quella degli abissi! Mostrare la verità del dolore, delle sofferenze e il sacrificio di Nostro Signore li fa smaniare in modo così violento da farci venire in mente quello di un vampiro che si trovi faccia a faccia con un Crocifisso! Le élite “intellettuali”, in America, sono davvero dei “morti viventi”! Le stesse voci che hanno osannato le stragi cruente e gli eccessi di sangue di Peckinap, Spielberg e Tarantino, adesso, hanno annusato la violenza e l’orrore nel capolavoro di Gibson! Ma è una pietosa presa di posizione che si commenta da sè! Vi sono stati davvero tempi in cui la violenza era considerata inopportuna per essere rappresentata al pubblico. I greci del V° secolo avanti Cristo consentivano la violenza sul palcoscenico solo in rare eccezioni, perché essi la consideravano “oscena”, letteralmente “fuori dalla scena”. Queste azioni, non essendo ritenute adatte per spettatori civili, accadevano solo fuori dal palcoscenico. Per questo, Edipo si acceca fuori scena, come pure Medea quando uccide i propri figli. I Greci erano anche così sensibili alla pietà religiosa che quando Eschilo mise in scena la Dea femminile della vendetta, Le Furie, ambientandola al Tempio di Apollo, il solo pensiero di un tale sacrilegio disturbò talmente gli spettatori che alcune persone adulte svennero, e alcune donne incinte abortirono. In questi nostri tempi, noi, più che ai Greci, siamo molto più simili ai Romani: siamo una società che gravita intorno alla politica, alla legge, all’ingegneria; ricerche e campi legittimi, ma che troppo facilmente degenerano in manipolazione, legalismo e orgoglio. E, come i Romani, noi siamo assetati di sangue! Per decenni, gli schermi cinematografici ci hanno inondato di sangue! Noi non abbiamo provato alcuna nausea nel permettere ai nostri figli di crescere guardando films, televisione e video-giochi con migliaia e migliaia di omicidi di stupri e rappresenta“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 zioni dei più orribili e crudeli delitti! E questo l’abbiamo sempre chiamato: “libertà artistica”! Tale “libertà”, però, cessa quando entra in scena Nostro Signore Gesù Cristo. La Sua Passione non deve essere rappresentata! E perché no? Sebbene le voci, rauche di odio, non avrebbero mai il coraggio di ammetterlo, il fatto semplice è che essi sanno molto bene che cosa rappresenti il Sangue di Gesù, in contrapposizione a tutto quel sangue che ci è stato propinato per anni sugli schermi. E il regista Mel Gibson mette bene in chiaro questo fatto. Questo è il Suo Sangue Prezioso; reso prezioso perché è il Sangue sacrificato al Padre in espiazione e riparazione di tutti i peccati del mondo. Il Suo Sangue Prezioso doveva essere versato, tra migliaia di altre cause, anche perché i genitori del giorno d’oggi amano i loro figli talmente poco da ucciderli nel grembo della loro stessa madre o, se questi sono fortunati di venire alla luce, facendoli crescere nutrendoli di orrori e di sangue, e di tante altre oscenità rivoltanti che marchiano la loro giovane anima per l’eternità! La preziosità di questo Sangue di Gesù è sottolineata, nel film, dalla scena stupenda in cui la moglie di Pilato, Claudia, offre a Maria e a Maddalena dei panni bianchi. Impossibilitate a curare le ferite di Gesù, essendo Egli portato via, Maria e Maddalena si inginocchiano sul pavimento del cortile in cui è stato flagellato Gesù, raccogliendo il Suo Sangue impregnandone i panni bianchi. Esse non puliscono il pavimento; esse stanno preservando il Suo Sangue Prezioso; quel Sangue Prezioso versato anche per i critici, per gli accademici, e per quella categoria di persone auto-nominatasi “intellighentia”! Queste persone sanno bene che questa Una scena del film: Gesù nell’orto degli ulivi. è la verità, e questo li fa impazzire! E questo fa impazzire anche la Gerarchia di questa Chiesa del “Novus Ordo”! Dio, nella sua infinita saggezza, ha permesso che la più grande opera d’arte Cattolica, e quindi la più grande opera d’arte di tutti i tempi, fosse creata da un Cattolico Tradizionalista. Nella Chiesa del Post Vaticano II, che ha distolto i suoi occhi dalla Passione di Gesù, Mel Gibson ha mostrato questa dura Verità davanti agli occhi di tutto il mondo! Ha fatto più lavoro apostolico lui, in una sola settimana, che l’intera Gerarchia di questa “Nuova Chiesa” negli ultimi quarant’anni! Nel loro “nuovo ordine sentimentale”, nei loro templi, pieni di striscioni, di ali di aquile, di danze liturgiche, di chierichette, di spettacoli; con i loro baci della pace e la loro giustizia sociale, in tutto questo dov’è finito il Sangue Prezioso di Gesù? Non certo sul tavolo della cena, o persino nel Calice della Consacrazione, considerato l’arrogante sentimentalismo di questi riformatori che ha permesso loro di alterare persino le parole che Nostro Signore ha pronunciato, al momento della Consacrazione, del vino nel Suo Prezioso Sangue! Il Grande Sacrificio, però, è tornato! Ma non nei templi del “Novus Ordo”, no! È tornato sullo schermo! Messo là con fede, con amore e con devozione, da un grande artista, per essere testimoniato da milioni di spettatori che hanno dimenticato questo grande dono, o di cui essi non erano mai stati neppure a conoscenza, prima! Che Mel Gibson usi le parole corrette pronunciate da Nostro Signore nella sua traduzione “pro multis”, cioè “per molti”, (e non “per tutti”, come si recita nel “Novus Ordo”), mostra come questa precisione sia stata solo un semplice dovere di testimonianza della Verità. Non si deve essere degli studiosi o dei linguisti, e neppure dei geni per avere la traduzione corretta. Si deve semplicemente amare Nostro Signore più di quanto si amino gli applausi del mondo. La scorretta traduzione: “per tutti”, fatta per il “Novus Ordo”, mostra, invece, che la “Nuova Chiesa” del Post Vaticano II ama la sua “ecumenìa” più di quanto essa ami le parole di Nostro Signore Gesù Cristo! Cosa dire anche della falsità secondo la quale la “gente” non risponde più alla Messa in Latino? E cosa dire, allora, di un film popolare in Latino e in Aramaico? Le voci critiche di “quelli che sanno” hanno insistito nel dire che la “gente” non avrebbe mostrato alcun interesse per un film girato e parlato in simili lingue. Il film di Gibson, invece, in un solo istante, ha messo a nudo questa menzogna che per anni è stata diffusa, come falsità deliberata, anche dai responsabili di 17 questa “Nuova Chiesa” del Post Vatipunto. Dobbiamo anche spiegare il ruolo cano II! centrale della Santa Madre nella storia Vi sono momenti meravigliosi nel film che della salvezza, e, ancora, questo grande colpiscono l’occhio, deliziano il cuore e artista di Gibson ha fatto il lavoro per noi. sollevano le anime dei Cattolici TradizioNoi abbiamo, inoltre, l’obbligo di mettere nalisti. La lingua latina e la corretta traduin chiaro che il film non ha nulla di antizione delle parole della Consacrazione: semitico ma, allo stesso tempo, dobbia“per molti”, durante l’ultima Cena, sono mo comprendere il ruolo centrale dei giusolo l’inizio. Un altro momento glorioso è dei nel piano provvidenziale di Dio. Come quello quando, non appena la Croce vieessi, involontariamente, duemila anni fa, ne issata e cade in posizione verticale hanno attuato il piano provvidenziale di con un tremendo contraccolpo, dando iniDio, essi hanno avuto un ruolo centrale zio al Grande Sacrificio, Maria Maddaanche oggi nel trasformare questo film in lena copre il suo capo con un velo, un fenomeno mondiale che verrà guardamentre tutti quelli presenti che amano to da milioni di persone. Ancora una volNostro Signore, contemporaneamente ta, Dio usa questa gente; dalla loro folgosi inginocchiano. E ancora quando la razione e dal loro odio e dalla loro rabbia, Vergine Maria che, dopo la morte di suo Dio ne ha fatto scaturire un gran bene. Figlio, si avvicina per baciare i piedi di Noi dobbiamo cercare di convertirli alla Gesù che pende dalla Croce; un atto, Verità, ad accettare, finalmente, il Messia questo, ripetuto, poi, per secoli, da milioni che è morto per loro! di cattolici il giorno del Venerdì Santo. E che pensare della Chiesa cattolica E cos’è quel curioso pezzo di stoffa mardel “Novus Ordo” che, con l’eccezione rone che pende dalle spalle del buon ladi alcuni bravi e devoti preti, è rimasta drone sulla sua croce, quando chiede a immobile nel suo silenzio senza dare Gesù di ricordarsi di lui quando Egli sarà alcun sostegno o incoraggiamento in nel Suo Regno? nessuna delle fasi della produzione e Non ho dubbi che vi siano altri e innumedi diffusione di questa grande opera revoli momenti sublimi, voluti da Gibson, d’arte Cattolica? devoto alla Fede Cattolica TradizionaliNon ho potuto far altro che rimanere imsta. Io ho visto il film solo due volte. La pressionato, in entrambe le rappresentaseconda volta, però, questo film mi ha zioni del film, alle quali ho assistito, dalla dato un’esperienza completamente nuopomposa arroganza degli Alti Prelati va. Non più quella dell’impatto viscerale presenti che sono rimasti freddi, impasdella profonda sofferenza di Nostro Sisibili e impenitenti, e con accenni di gnore, ma quella di notare cose nuove e tronfio compiacimento quando Nostro sperimentare emozioni diverse. Signore veniva ingiuriato e torturato. La prima volta, non ero riuscito a vedere Ci poteva forse essere un migliore paralla colomba che volava sopra il capo di lelo tra l’atteggiamento della nostra GeGesù quando, con il Suo occhio livido e gonfio, Egli viene ricondotto di fronte a Pilato per la prima volta; un chiaro parallelo con l’altro uccello, che appare più tardi nel film, portando tutt’altro che consolazione al ladro impenitente, cavandogli l’occhio sinistro con un colpo di becco. Questo film è un’opera d’arte che richiede di essere vista più volte per poter ripagare lo spettatore con nuove e sublimi intuizioni. Lo storico d’arte deve mettersi al lavoro. Il numero delle reminiscenze di grandi dipinti del passato da Grunewald a Caravaggio e Raffaello ed altri ancora, sono straordinarie. Come per i non cattolici che hanno visto il film o che ne hanno parlato Una scena del film: la salita di Gesù al Calvario. male, noi abbiamo l’obbligo della carità. Questa è un’occasione ideale per spiegare al poveri Protestanti le relazioni tra la Crocifisrarchia che ha tradito il Corpo Mistico di sione e la Presenza Reale. Attraverso le Nostro Signore Gesù Cristo e quello di sue brillanti scene incrociate, Mel Gibcoloro che sono rimasti, lì, silenziosi, son ci ha dato tutto il materiale di cui abostentando un’espressione di pomposa biamo bisogno per comprendere questo sicurezza di sè quando il Suo Corpo è 18 stato ingiuriato, umiliato, coperto di sputi, torturato e crocifisso? Si ha proprio ragione a credere che, anche al giorno d’oggi, noi stiamo assistendo alla Passione della Chiesa di Cristo! Ai Cattolici credenti, lo sdegno e l’indifferenza mostrata dagli esponenti di questa “Nuova Chiesa” verso questo film, suscita un dolore immenso. Dal silenzio dell’episcopato americano (con l’eccezione del Vescovo McGrath di San Jose che ha fatto udire la sua voce con la sua dichiarazione eretica, affermando che i Vangeli non sono “racconti storici di eventi storici”) e dalle farsesche goffaggini dei responsabili del Vaticano sulle ormai famose “quattro parole” (solo quattro parole?) “apparentemente” pronunciate da questo Papa, la Gerarchia cattolica ancora non ha perso un’altra occasione per coprirsi di vergogna! Non ci rimane che pregare Dio perché Egli ponga fine al più presto a questo insostenibile castigo spirituale! Nelle prime scene del film, il regista mostra Pietro che rinnega Nostro Signore per ben tre volte. Dopo che lo sguardo doloroso, ma pieno di amorevole incoraggiamento di Nostro Signore s’incontra con quello di Pietro, che fissa il volto del suo Maestro e Salvatore, egli è sopraffatto dal dolore e dal senso di colpa. La sua risposta immediata è quella di correre verso la Santa Madre e, cadendo ai suoi piedi, piangendo, grida: «Io L’ho rinnegato, Madre!». Possa, un giorno, ad un altro Detentore delle Chiavi Apostoliche essere accordato un tale momento di rivelazione e di seguire le orme di quel primo Pontefice, perché solo attraverso una tale ammissione di colpa, e solo ai piedi della Vergine Maria possiamo sperare che questo ripudio di Nostro Signore Gesù Cristo abbia finalmente un termine! Al trionfo del Cuore Immacolato di Maria seguirà un periodo di pace per il mondo con la piena restaurazione della Chiesa, Una, Santa, Apostolica e Romana. *** Io ringrazio Mel Gibson per avere donato alle nostre anime una così grande speranza, e necessaria in questi tempi di logoramento, di dolore e di prova. Tu ci hai fatto ricordare ciò che anche noi possiamo aspettarci dal mondo. «Se hanno odiato Me - Nostro Signore dice ai suoi Discepoli nel film - essi odieranno anche voi»! Grazie, per aver fatto la nostra Quaresima più ricca nel suo vero significato e per averci aiutato, nei giorni a venire, a rendere la nostra croce un po’ più leggera. Noi la portiamo in buona compagnia, in amicizia con te e con Gesù Cristo sofferente! “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 Predizione di S. Francesco d’Assisi sulla Chiesa Pubblichiamo il testo della “predizione” attribuita a San Francesco d’Assisi sulla attuale tribolazione della Chiesa. oco prima di morire, avendo convocato i suoi fratelli, li avvertì delle tribolazioni dicendo: «Miei fratelli, agite virilmente, abbiate fermezza nel restare nell’attesa del Signore: una grande epoca di tribolazioni e di afflizioni è imminente, nella quale dei grandi pericoli e discriminazioni, sia temporali che spirituali, incomberanno su di voi. La Carità di un grande numero si raffredderà e l’iniquità dei malvagi sovrabbonderà. Il potere dei demoni sarà più grande che d’ordinario; la purezza del nostro Ordine religioso, e degli altri, sarà deformata. Al momento decisivo di questa tribolazione, qualcuno, non canonicamente eletto, elevato al sommo pontificato, si sforzerà con ogni mezzo di comunicare a molti il veleno mortale del suo errore. Allora, gli scandali si moltiplicheranno; il nostro Ordine sarà diviso; qualcuno, tra gli altri, sarà completamente distrutto, perché il loro membri non si opporranno, ma acconsentiranno all’errore. Ci saranno tante e tali opinioni e divisioni nel popolo e presso il religiosi ed i chierici, che, se questi giorni cattivi non fossero abbreviati, come annuncia il Vangelo, addirittura gli Eletti cadrebbero nell’errore se in questo uragano non fossero protetti dall’immensa misericordia di DIO. Allora, la nostra Regola e la nostra maniera di vita saranno attaccate da certuni, molto violentemente. Delle tremende tentazioni ne seguiranno. Coloro che saranno stati molto provati, riceveranno la corona della vita. Guai a coloro che si intiepidiranno, mettendo l’unica loro speranza nella loro vita religiosa, perché non resisteranno fermamente alle tentazioni permesse per la prova degli Eletti. Coloro, invece, che, nel fervore dello spirito, si attaccheranno alla pietà, con Carità e zelo della Verità, riceveranno persecuzioni ed ingiurie come disobbedienti e scismatici. Perché i loro persecutori, mossi dagli spiriti maligni, affermeranno che ucciderli e fare sparire dalla faccia della terra simili uomini cattivi sarà fare un grande omaggio a DIO! P “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 La morte di S. Francesco d’Assisi - Giotto. Allora, il Signore sarà rifugio degli afflitti e li salverà, perché avranno posto la speranza in Lui, e quindi, per conformarsi al loro Capo, agiranno secondo la Fede e sceglieranno di obbedire a DIO piuttosto che agli uomini, guadagnando, con la morte, la vita eterna. Non volendo acconsentire all’errore ed alla perfidia, non avranno paura della morte. La Verità sarà tenuta nel silenzio da certi predicatori ed alcuni altri la negheranno, gettandola a terra. La santità della vita sarà derisa proprio da coloro che la professeranno solo ESTERIORMENTE; perciò, Nostro Signore Gesù Cristo invierà loro non un degno pastore ma uno sterminatore»!..1 rono che gli avvenimenti di cui si parla si fossero realizzati al tempo dello scisma d’Occidente (XIV secolo). Altri, però, argomentarono che tale interpretazione è quanto meno molto discutibile, perché, anche se in quel periodo ci furono fino a tre papi contemporaneamente, nessuno di loro insegnò eresie e, se è per questo, non solo la Chiesa non ha stabilito chi era il papa vero e chi il falso, anzi, papa Borgia, scegliendo di chiamarsi Alessandro VI, indirettamente riconobbe il papa pisano Alessandro V (al contrario di ciò che fece Roncalli, che prese nome “Giovanni XXIII”, come un altro pisano!). In effetti, secondo analisi del testo compiute da Fra Giovanni OFM. Cap. sulla rivista domenicana “Sel de la Terre”, il testo è di origine sospetta. Sarebbe opera di scismatici della sètta di origine francescana dei cosiddetti “Spritiuali”. Non bisogna, comunque, dimenticare che i “fatti” stanno sotto gli occhi di tutti! Situazione, questa, che è adombrata anche da una “profezia” del Santo Padre Pio da Pietrelcina, presa dalla viva voce di chi la ascoltò, e che fu, poi, confermata sotto giuramento. Era il mese di agosto del 1953. Un giovane francescano, molto ammalato, si recò a San Giovanni Rotondo. Dopo il Coro, ebbe un’udienza privata con Padre Pio di oltre venti minuti. Nel corso di tale colloquio, il giovane frate si lamentò di come i confratelli del suo convento si comportavano, in particolare, riguardo la Serafica Povertà. Padre Pio, a questo punto, distolse lo sguardo dal frate e, guardando l’orizzonte, impallidì e, dopo alcuni istanti, disse: «Figlio mio, non me ne parlare! Sapessi cosa vedo io da lontano!.. Il Padre San Francesco ha già alzato la mano sinistra sopra l’Ordine». Si era nel lontano 1953! BREVE COMMENTO Cosa pensare di questo testo? Quando, nel 1880, fu pubblicato nell’“Opera Omnia” del Serafico Patriarca, gli interpreti si divisero. Taluni pensa- 1 Cfr. “OPERA OMNIA” del Serafico Patriarca dell’Ordine dei Minori, San Francesco d’Assisi. Col 429-430, Edizioni “Imprimerie de la Bibliotheque Ecclesiastique”. Parigi 1880. 19 CRISTIANESIMO E GIUDAISMO del Prof. Mons. Francesco Spadafora Riportiamo qualche passo del libro di mons. Francesco Spadafora, “Cristianesimo e Giudaismo”, ed. Krinon, Caltanissetta, 1987. (Partendo dal documento conciliare Nostra Aetate, mons. Spadafora fa notare come esso sia stato concepito sulla base delle pressioni esercitate dagli ambienti ebraici). 2 «I l libro (di Jules Isaac) fu tradotto in italiano dalla signora Ebe Finzi Castelfranchi: “Gesù e Israele”, ed. Nardini, Firenze, 1976, pp. 461; dalla nuova edizione francese del 1970. «Il grosso volume, dopo la Premessa de L’Amicizia ebraico-cristiana di Firenze (p. 5), reca la Presentazione dell’edizione italiana (pp. 7-10), ad opera del domenicano P. Pierre-M. De Contenson, segretario della Commissione per le relazioni religiose con l’ebraismo; e la Introduzione (pp. 11-16) del prof. Albert Soggin della Facoltà Valdese di Teologia. Il Padre domenicano tesse l’elogio di “questa opera... un vero e proprio ‘classico’ fra quelle opere che hanno contribuito all’instaurazione del dialogo ebraico-cristiano”. E ne fa espressamente la fonte “degli insegnamenti di Nostra Aetate e degli Orientamenti del dicembre 1974 da parte delle autorità centrali della Chiesa Cattolica”. «La fonte comune al Baum e al Card. Bea è appunto questo libro di Jules Isaac. «Il prof. Soggin, invece, fa anche cenno, nella sua Introduzione, ad “elementi meno positivi” presenti nel libro: “La problematica, deIl’Autore - scrive, ad es., a p. 13 ss. - è quella della guerra e parte, quindi, dalla spinta traumatica, sul piano generale come su quello personale, prodotta dai campi di sterminio”; nei quali “si trovavano anche migliaia di cristiani”. «Per comodità dei lettori, riportiamo, qui, brani significativi del lungo accurato esa20 me critico fatto dal ben noto esegeta il P. Pierre Benoit nella recensione al libro dell’Isaac, nella prestigiosa “Revue Biblique”, 56 (1949), pp. 610-613. P. Benoit sintetizza in breve la tesi del libro: «Israele non ha rigettato Gesù; Gesù non ha riprovato Israele; l’idea di un “deicidio” commesso dalla massa del popolo giudaico e che l’avrebbe votato al castigo di una vita errante tra i popoli, è un mito inventato dalla teologia cristiana e che non è conforme alla realtà della storia; disgraziatamente, essa è all’origine di un antisemitismo secolare e sarebbe tempo che la Chiesa reprimesse queste affermazioni che han causato e causano le persecuzioni di giudei innocenti. Questa è la tesi difesa in questo libro da Jules Isaac. Egli la sviluppa in 21 proposizioni distribuite in quattro parti». Quindi, passa aIl’analisi dei punti più significativi. Le prime proposizioni “sfondano una porta aperta”; tutti sono d’accordo: Gesù è nato giudeo, da una madre giudea... La nona proposizione (o nono argomento della ed. it., pp. 68-89), invece, afferma che Gesù non ha mai sognato di abrogare la legge mosaica. “Col sacrificio della Croce - conclude la sua risposta P. Benoit - Gesù ha soppresso la Legge, come insegna magnificamente San Paolo (particolarmente cfr. Gal. e Rom.), e, quando la Chiesa primitiva ha sancito tale affermazione per la sua universalità, l’ha fatto sotto l’azione dello Spirito Santo, che non è altro che lo Spirito di Gesù: “que M. Isaac veuil“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 le bien accepter cette vue ‘theologique’, essentielle à la foi chrétienne” (che il sig. Isaac accetti di buon grado questa veduta ‘teologica’, essenziale per la Fede cristiana!. «Ancora: non è vero che “la massa del popolo giudeo” ha rigettato Gesù, per la buona ragione che la maggioranza di questo popolo si trovava fuori della Palestina e che quelli che si trovavano in Palestina, nella maggior parte, sentirono parlare di Gesù in maniera indiretta e molto vaga (undicesimo argomento, pp. 107-111). Furono i capi, i componenti del Sinedrio, che vollero la morte di Gesù a dispetto della simpatia delle folle per Lui (pp. 112 e ss.). Cfr. l’art. del Card. Bea e la Dichiarazione Conciliare. «Ma questi capi - chiede il Benoit - non rappresentavano Israele? Il sig. Isaac lo nega. A torto. Essi di fatto detenevano l’autorità spirituale d’Israele (Mt. 23, 2). “La fable, si fable il y a - continua a ragione con forza il P. Benoit - n’est-elle pas dans cette histoire qu’on veut nous faire croire d’un peuple juif conquis et enthousiasmé par Jésus, mais dépouillè malgré lui de ce Prophete par un clique de politicards e de faux dépots, agissant sans mandat et contre ses intendons?”. (La favola, se vi è, non è proprio costituita da questa storia che ci si vorrebbe far credere di un popolo giudaico conquistato ed entusiasmato da Gesù, ma suo malgrado privato di questo Profeta da una cricca di politicanti e di falsi devoti, operanti senza alcun mandato e contro le intenzioni del popolo?). Ma come spiegare, allora, che il popolo giudaico, una volta passato il primo momento di sorpresa, non abbia aderito a questo caro Profeta che aveva, ora, l’aureola del Martire? Come spiegare che esso abbia ratificato, completamente in pieno, la sentenza dei suoi capi, opponendo dappertutto, e questa volta la massa dei suoi membri, in Palestina e nella Diaspora, questa resistenza feroce alla Chiesa nascente, continuando nei discepoli di Gesù l’opera di persecuzione a morte?». (p. 610 s.). «Un’altra ragione addotta dallo Isaac, per cui il popolo giudaico non ha potuto rigettare il Messia Gesù e commettere un “Deicidio”, è che esso non ha visto in Lui il Messia e ancor meno il Figlio di Dio (vedi ed. it., pp. 147-189). Lo sostiene contro tutti i più autorevoli esegeti cattolici e protestanti, usando degli Evangeli sinottici ad usum delphini e negando ogni valore all’Evangelo di San Giovanni. Pur limitandosi ai sinottici, il P. Benoit cosi conclude: “Ce que personne ne peut ignorer, c’est qu’il (Gesú) se dit Envoyè de Dieu, qu’il le prouve per ses oeuvres...” (Ciò che nessuno può ignorare è che Egli si dichiarò Inviato di Dio, e lo provò con le sue opere). La folla giudaica che l’ha conosciuto non ha “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 potuto ignorarlo, ma volendo seguirlo quando si aspettava un trionfo, I’ha abbandonato quando ha visto la croce. Ciò non hanno ignorato, soprattutto, i capi giudaici, ma non hanno voluto saperne di un Maestro nuovo e di una vita nuova aperta a tutti. Abbandonato dalla folla, rigettato dai capi, Gesù è stato veramente respinto dal suo popolo, il popolo giudaico, anche se, o, piuttosto perché, questo popolo non ha voluto rinunciare a sé per credere in Lui» (p. 612). «(...). “Il ressort bien des quatre évangeles que, si les Romains ont ratifié et exsécuté la sentence de mort de Jèsus, c’est bien du cotè des Juifs qu lede est venue” (Benoit, p. 612) (Dai quattro Vangeli si comprende chiaramente che, Cristo Re. se i Romani hanno ratificato ed eseguito la sentenza di morte di Gesù, questa sentenza è venuta certamente da parte degli Ebrei)». «Concludendo, il P. Benoit rileva che Jules Isaac “parla di Gesù con un rispetto ed una ammirazione che toccano il cuore cristiano. E fa voti che i cristiani ripetano le parole di Gesù: “Padre, perdona loro, essi non sanno quello che fanno”. “Mais cette prière meme maintient en toute justice que leurs pères ont ‘fait’ quelque chose de mal et qu’ils ont besoin de “pardon”. Ce pardon consistera pour eux à retrouver, par la misericordie du Père, cette grâce du vrai Messie Jésus qu’ils ont refusée quand elle leur était offerte” (P. 613) (Ma questa stessa preghiera conferma giustamente che i loro padri hanno fatto qualcosa di male e che hanno bisogno di perdono. Questo perdono consisterà nel ritrovare, con la misericordia del Padre, quella stessa grazia del vero Messìa Gesù che rifiutarono quando venne loro offerta)». «Del P. Benoit ancora sono le critiche sostanziali al libro del P. Gregory Baum, “The Jews and the Gospel”, 1961 - già cit. - nella lunga recensione in “Revue Biblique”, 71 (1964), pp. 80-90». «Va infine notata la trattazione che del “problème redoutable” fa una giudea convertita, la sig.ra D. Judant, “Les deux Israél. Essai sur le mystère du salut d’Israël selon l’economie des deux Testaments”, ed. du Cerf, Paris, 1960, pp. 249. Cfr. la recensione del P. Pierre Benoit in “Revue Biblique”, 68 (1961), pp. 458-462. “Rifiutando Gesù, Israele s’è diviso in due: la parte che ha accettato il Cristo è divenuta la Chiesa, il vero Israele, compimento del V. T.; l’altra parte che, rifiutando il Cristo, con un peccato ‘collettivo’, è l’Israele infedele, che ha perduto la sua elezione, i suoi privilegi, e come gruppo è al di fuori della salvezza, come gruppo s’intende, perché ci è ignota la responsabilità di ciascun’anima individuale”. Interpreta, quindi, Rom. 11 di una conversione progressiva dei singoli, e non necessariamente della totalità dei giudei». «Sarebbe illusorio e falso - scrive il Benoit, p. 459 - pretendere che la seconda elezione del “nuovo Israele” ne resti intatta (per il giudaismo) e che l’Israele attuale conservi proprio tutti i suoi “privilegi”, come un altro “popolo di Dio” parallelo alla Chiesa, dal quale questa dovrebbe attendere l’integrazione per disporre infine di tutti i suoi mezzi di salvezza». La predilezione d’amore da parte di Dio, nel passato d’Israele, influisce tuttavia sul futuro del suo destino; assicura alla sua conversione una risonanza particolare: se Dio si rallegra per il ritorno del peccatore (Lc. 15, 7) e del figliuol prodigo (Lc. 15, 32), cosa non sarà di questo prodigio: è il primogenito che riprende il suo posto nel focolare! (Rom. 11, 15)... «Pertinente è l’osservazione della Judant, a p. 152: “La carità è inseparabile dalla verità, e noi (cristiani) abbiamo un dovere di verità da compiere”». «Spetta ad una sana esegesi, scevra da ogni accenno polemico, compiere questo dovere di verità nella carità.... (pp. 20-2)». (fine) 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Adam Weishaupt fondatore, nel 1776, dell’Ordine degli Illuminati di Baviera. Mettiamo a confronto il codice degli 8 gradi dell’Ordine degli Illuminati di Baviera (traendolo dall’opera dell’Abate gesuita Agostino Barruel, “Memorie per la storia del giacobinismo”, scritta nel1802), con il significato dei rituali degli ultimi 8 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato (tratti dall’opera del gesuita e arcivescovo Leone Meurin, “La framassoneria, sinagoga di satana”, Siena 1895). Rito Scozzese Antico ed Accettato 6° grado: “Reggente” o “Principe Illuminato” «I Reggenti propagano il nostro governo segreto e accrescono la potenza del nostro Ordine» (c. III, p. 276) «I Reggenti devono studiare l’arte di dominare e di governare, in segreto, sotto il velo dell’umiltà (...) e sulla persuasione che la loro forza proviene dalla nostra unione. Bisogna che essi esercitino un impero assoluto e senza limite e che tendano a dirigere le cose verso ogni oggetto del nostro Ordine» (270). «Lungi da noi colui che per tutti i vantaggi che noi gli offriamo non è mosso all’ubbidienza! Esca dalla società degli Eletti! (...). Lo spirito d’ubbidienza si ispira particolarmente con l’esempio... con la promozione ai gradi superiori, con la speranza di cognizioni sempre più importanti, col timore adoperato a proposito, con gli onori, le ricompense accordate a quelli che sono docili, con lo sprezzo dei caparbi... (287-8). «Al candidato (di questo grado) s’incatenano le mani come ad uno schiavo... Chi l’ha ridotto in schiavitù? - chiede il presidente - La Società, il Governo, le Scienze, la falsa Religione. (...)». Alla fine gli viene detto: «Da qui innanzi, governa con noi gli uomni oppressi! Un giorno, insieme coi bisogni superflui, spariranno la miseria, l’errore l’oppressione... quando ogni padre di famiglia nella sua traquilla capanna regnerà sovrano... quando, bandita la turba delle scienze inutili non s’insegnerà altro se non ciò che rende l’uomo migliore e lo avvicina al suo stato naturale, al suo destino futuro! (196-7). Cos’è questo “stato naturale” e “destino futuro”? Barruel riassume il contenuto di questo grado: «Non scordiamoci il significato di “libertà” e “bene generale” della Sètta: la Morale, per loro, è l’arte di insegnare agli uomini il modo di scuotere il giogo dei Principi, dei Governi e quello di governarsi da se stessi, mentre l’astuzia di questo grado è quella di proporre che, col pretesto d’impedire ai Re, ai Ministri, ai Magistrati e ai Poteri pubblici di nuocere al popolo, si cominci con l’impadronirsi dello spirito di tutti i Consiglieri dei Re e dei Magistrati per rendere agli uomini dei pretesi diritti, vale a dire: distruggere tutto ciò che è Governo, Legge e Autorità pubblica (189). Le istruzioni del “Reggente” contengono anche esplicite minacce del Tribunale della Sètta: «Poiché bisogna - dice il Codice - che ognuno impari che noi sappiamo far giustizia a tutti (286)... Ma si sappia anche che sta nelle nostre mani ogni mezzo di punire chi volesse abusare del potere da noi ricevuto...» (297). 22 31° grado: “Inquisitore, Ispettore, Commendatore” «I nostri Inquisitori propagano la nostra autorità» (392). «Il massone di questo grado apprende che la “Sapienza massonica” consiste nel legare i piedi e le mani agli usurpatori dei diritti dell’uomo, e nel governare gli esseri umani e dominarli tramite il segreto che sottrae questo governo agli occhi del mondo profano. Dopo avergli fatto scorgere la sua partecipazione al governo del mondo, il Presidente fa prestare al candidato il “Giuramento del Noviziato”. Col ginocchio destro a terra, col petto nudo e tenendo con la mano sinistra sopra il suo cuore la punta di un pugnale, il massone giura: Io prometto e giuro obbedienza alla Santissima e Indivisibile Trinità (...). Allora il Presidente, con una leggera pressione della punta del pugnale puntato al petto, gli causa una leggera ferita sanguinante. Concluso questo patto cruento il candidato è formalmente accettato al Noviziato» (366-8). Ma qual è questa “Santissima e Indivisibile Trinità”? «La materia del mondo è esistita ed esisterà in tutta l’eternità in “Santa Trinità”, cioè nell’unità di tre elementi: il mascolino Fuoco, il femminino Acqua e il neutro Terra. (...).I tre elementi primari, con la divisione dei sessi in due, danno il numero di cinque, princìpio di ogni formazione del Corpo del Mondo.... Sviluppati dalla forza del Fuoco, gli elementi producono tramite l’Aria, l’Anima del Mondo e, mediante la Luce, lo Spirito Santo del Mondo... “Corpo”, “Anima” e “Spirito Santo” del mondo formano una seconda “Santa Trinità” che s’incorpora nell’Uomo-Dio. L’Architetto dell’Universo (cioè Satana), col Patriarca del Mondo (potere sprituale) e con l’Imperatore del Mondo (potere temporale) formano la terza “Santa Trinità”. (371) Ecco l’antica forma del Giuramento di questo grado: «Io sprezzo i vincoli carnali che possono legarmi ancora al padre, madre, fratelli, sorelle, sposa, parenti, amici, amiche, re, capi, benefattori e qualsiasi uomo al quale io abbia promesso fede, obbedienza, gratitudine o servizio. Io giuro di rivelare al nuovo Capo tutto ciò che avrò veduto, fatto, inteso, appreso o indovinato, e anche ricercare e spiare ciò che si presenterebbe ai miei occhi. Io giuro di onorare l’acqua tofana (veleno sottile) come un mezzo sicuro, pronto e necessario, per purgare la terra con la morte e col rendere stupidi coloro che cercano di avvilire la verità e di strapparla dalle nostre mani» (370). «Terminato il Noviziato, il massone è ammesso tra gli Inquisitori, Ispettori, Commendatori, la cui Sapienza deve esercitare la Supremazia Giudiziaria dell’Ordine (371-2). “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: OSAMA BIN MOSSAD di Maurizio Blondet Mio carissimo Don Luigi, (...) ho qui, sul mio tavolo, il tuo libro “L’Islam alla riscossa”, per cui ho ringraziato il Signore. Che LUI benedica chi lo ha compilato e scritto! Era tempo che apparisse un libro del genere... Avevo comperato, a Londra il “Corano” e, io non mi sentirei di baciarlo!.. Gesù, in esso, viene interpellato da Dio steso così, «Gesù, è vero che tu ti sei dichiarato Figlio di Dio?.. e Gesù risponde: “Io non ho mai profferito simile menzogna!”»... E poi si legge che Gesù non è morto per noi, ma un suo sosia, e Maria, Giovanni e le pie donne non se ne accorsero!.. Maometto ammette, sì, che Gesù ha fatto miracoli, mentre lui, no! Ma poi si corregge dicendo che l’aver scritto il Corano (quindi “opera sua”, e non di Dio!) è un miracolo più grande di quelli fatti di Gesù!.. Il Corano esclude il “dialogo religioso” esplicitamente: «Credenti, non discutete con la gente del libro (ebrei e cristiani), perché vi metterebbero nel sacco!.. Conoscere bene il Corano, quindi, significa scoprire che, in esso nulla è probante». Per Maometto noi siamo perduti, perché non crediamo nel “Rosbul Allah”, un uomo debosciato che ruba la moglie di Hasiz, suo figlio di adozione, (suo fratello gliel’aveva consegnato, alla morte, perché lo allevasse); perché gli ebrei di Quaraiza si rifiutarono di dargli una loro ragazza che lui aveva visto al mercato... Manda il suo esercito, accerchia e amaz- za 800 uomini, prendendosili per vendere le donne e i giovani!.. Anche gli squarci di Bibbia che si trovano nel Corano sono ridotti a storielle infantili, o romanzati a modo suo. E via dicendo... Comunque, nel Corano è assente l’idea di amare; c’è solo e sempre “carota e bastone”. Dio è vendicativo al massimo. Un Dio senza misteri, quindi, un Dio che è solo di una mente malata... Alcuni anni fa, sul “Time” (una rivista prestigiosa) un team di scienziati in materia, avevano asserito che Maometto era un epilettico. Altro che “estasi” quindi! Se lasciassero aprire la tomba di qualche musulmano, morto da anni, si troverebbero certamente ancora le sue ossa. La sètta musulmana “Sudan inferior Sim”, un giorno sfidò un gruppo di musulmani che affermavano che loro, al terzo giorno della loro morte, uscivano dalla tomba e andavano in cielo. Ebbene, venne scavata la tomba di un musulmano, e apparvero le ossa. Altro che “Uhri”! Anche per Maometto sarebbe la stessa cosa, se si lasciasse scoperchiare la sua tomba (situata ancora a Medina!); si vedrebbe che non è certamente andato in cielo a godersi le 7 ragazze, le “Uhri”! Dante l’ha messo all’inferno, come pure molti artisti e molti scrittori d’alta cultura perché egi era poligamo, sensuale e uccisore di migliaia di uomini!.. Con affetto, tuo (P. G. C. - missionario per 50 anni in terre musulmane) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 ... La testa del serpente dov’è? È dappertutto. I nuovi capi della nuova Al-Qaeda sono in Georgia, sono in Iran, sono in Cecenia, sono nell’Africa occidentale, dal dicembre 2002 anche nella striscia di Gaza, in Italia... Sono dovunque ci sia un interesse strategico ebraico-americano da proteggere... ... Al-Qaeda, ispiratrice ed esecutrice del terrorismo, è un’imprecisabile rete, ma misteriosamente senza un apparato direttamente responsabile di così ben coordnate stragi; sono addirittura coinvolti nel commercio mondiale dei diamanti e con la mafia dell’India. E Osama? Punta a prendere il potere in Arabia Saudita, a detronizzare la famiglia reale e ad istituire un califfato. Come conti di fare, dopo la per lui rovinosa sconfitta di Saddam, con qualche suicida e contro la superpotenza mondiale non ci viene spiegato. ... Bush dovrebbe ringraziare Osama perché gli consente di mettere da parte le spinose questioni dell’economia interna, ripetendo il suo mantra: «The war goes on». ... Dovrebbe ringraziarlo anche Sharon che, senza il terrorismo, sarebbe costretto ad affrontare a sgradita qestione della “road map”, come promessa agli americani. Ma cosa sarebbe Israele con la pace? Si tratta di uno Stato artificiale, composto da gente che ha spesso due o tre cittadinanze; una volta cessato il pericolo, gli israeliani - in vacanza religiosa - tornerebbero in gran parte ai loro paesi di origine; calerebbe il flusso delle donazioni della diaspora, che, invece, crescono più cresce il pericolo per Israele; calerebbero gli aiuti USA, miliardi di dollari annui che fanno la differenza sul livello di vita israeliano e palestinese. Sharon mette Israele in pericolo per salvarla continuamente. É un fenomeno freudiano. Del resto, la psicanalisi l’hanno inventata loro!.. Per richieste: Effedieffe Edizioni Largo V Alpini n. 9 - 20145 Milano Tel. 02-4819117 Fax: 02-4819103 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Ding Mingsheng Sacerdote gesuita. Di nazionalità francese. Morto in prigione nel marzo 1961. Zhao Yuanjun Bartolomeo Sacerdote gesuita dal 26 sett. 1923. Ordinato sacerdote il 10 giugno 1933, è morto in una prigione di Beijing nel 1966. Martiri in Cina Chang Giovanni Crisostomo Sacerdote, gesuita. Superiore della comunità al momento del suo arresto, venne sottoposto a giudizio popolare. Venne rilasciato poco prima di morire. (continua) di Giancarlo Politi LUGLIO-AGOSTO MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI SOMMARIO 2004 N. 363 Leggendo la Diocesi di Handan (Yungnien) La Prefettura Apostolica, staccata dal Vicariato Apostolico di Xianxian il 24 maggio 1929, fu affidata al clero secolare locale. Nel 1933, divenne Vicariato Apostolico. Zhang Guiqing Mattia Sacerdote diocesano. Ucciso nel gennaio 1948, nella città di Yungnien, Hebei. Fei Guangwei Sacerdote diocesano. Ucciso nel gennaio 1948, nella città di Yungnien, Hebei. Huo Chi-cheng Sacerdote diocesano. Morto in prigione. Diocesi di Jingxian (Kinghsien) La Prefettura Apostolica staccata dal Vicariato Apostolico di Xianxian il 25 aprile 1939, venne affidata ai gesuiti austriaci. Ponsol Richard Sacerdote gesuita. Fucilato il 10 ottobre 1940. Langfang Non è mai stata creata in diocesi separata. È esistita per qualche anno, durante l'episcopato di mons. Paolo Song Weili, morto nel 1996. Diocesi di Tangshan (Yongping) La diocesi è stata creata dall'Associazione patriottica, includendo un vasto territorio prima appartenente a diverse circoscrizioni ecclesiastiche. Su Bailing Sacerdote diocesano. Nato nel 1912, era stato ordinato sacerdote nel 1941. Nel 1954, fu incarcerato per 8 anni; nel 1962 venne rimandato a casa molto malato. Venne torturato a lungo nel suo villaggio e poi sepolto vivo l’11 settembre 1966, durante la rivoluzione culturale. 24 Diocesi di Xianxian/Cangzhou Il Vicariato Apostolico del Cheli sud-orientale venne staccato dalla diocesi di Pechino il 30 maggio 1856 e affidato ai gesuiti francesi e cinesi. Nel 1924, prese il nome da Xianxian. Sontag Giuseppe Sacerdote gesuita (nov. 1915). Francese di origine, era nato il 27 maggio 1899, e ordinato sacerdote intorno al 1931, è stato ucciso vicino a Xianxian l'8 aprile 1938. Siué Giuseppe Sacerdote gesuita. Ucciso a Hokien il 25 luglio 1939. Li Giovanni Battista Sacerdote gesuita. Morì di spavento in detenzione a Hokine, il 31 luglio 1939. Chang Stanislao Sacerdote gesuita. Ucciso nella residenza di Hokien, il 31 luglio 1939. Duan Giuseppe Sacerdote diocesano. Ucciso mentre era in viaggio, il 16 dicembre 1940. Ing Benedetto Sacerdote diocesano. Ucciso dai comunisti a (Shang-i-hsien), il 23 sett. 1946. Liu Ximan Simone Sacerdote diocesano. Era nato il 2 maggio 1905. Venne ordinato prete il 21 maggio 1932. È stato giustiziato a Tianjin il 13 luglio 1951. Zhang Siwen Stanislao Sacerdote diocesano. Nato il 17 genn. 1906, e ordinato prete il 21 maggio 1932, è stato giustiziato a Tianjin il 13 luglio 1951. Zhang Jishu Sacerdote gesuita. Ultimo superiore della comunità gesuita locale. Arrestato nel 1955, è morto in prigione nel 1960. “REDENTIONIS SACRAMENTUM” 2 Cristo è Dio vero! 3 Leggendo la “Redentionis Sacramentum” del sac. dott. Luigi Villa 7 I grandi banchieri, ossia i pirati e usurai mondiali (1) di D. E. 9 Una “Educazione” di gran moda: la cosiddetta “Educazione sessuale” della Prof.ssa Rita Calderini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Il cavallo di Troia (2) – Il Gruppo I.DOC – di A. Z. 16 “The Passion of The Christ” – Riflessioni – di David Allen White (da: “The Remnant” 15 marzo 2004) 19 Una predizione di S. Francesco d’Assisi sulla Chiesa 20 Cristianesimo e Giudaismo (2) del Prof. Mons. F. Spadafora 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla XX Domenica del Tempo Ord. alla XXV Domenica del Tempo Ord.) “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 364 SETTEMBRE 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Ma quale “NUOVA EUROPA”? Inno al 2 Crocifisso O Cristo redentore Per noi dal ciel disceso Di questa creta il peso Vestisti nel dolor. Su dura croce esànime Scontasti i nostri error. Tra quelle aperte braccia Ci accogli, o Crocifisso, Smarrita nell’abisso Del tuo amor la faccia. Ti innalzerem con gli Angeli Il canto trionfal! Gesù, noi Ti adoriamo Dalla croce pendente! Noi Ti benediciamo Per le genti redente! Gesù, noi Ti adoriamo Dalla croce pendente! Noi Ti benediciamo Per le genti redente! “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 MA QUALE “NUOVA EUROPA”? del sac. dott. Luigi Villa È più che comprensibile la reazione di Giovanni Paolo II di fronte alla voluta omissione, nella Costituzione Europea, fatta a Bruxelles, di qualsiasi riferimento alle radici cristiane europee: “Non si tagliano le radici dalle quali siamo nati – disse – dalle quali è cresciuta la nostra cultura e il progresso civile dei nostri tempi”. È più che giusto, quindi, pretendere che la Chiesa cattolica voglia una Europa unita, sì, ma fondata sui valori della civiltà cristiana, perché senza le radici cristiane non si può neppure concepire che possa nascere un’Europa che ha avuto il cristianesimo come il fattore essenziale della sua storia, non solo del passato, ma anche nel presente. I Vescovi della Catalogna del 27 dicembre 1985, nella loro lettera pastorale, hanno parlato chiaramente che “le nostre radici greco-romane-cristiane, europee e mediterranee”, sono imbevute di fede e civiltà cristiana. Basta voler rileggere la storia dell’Europa con onestà storica e che non sia, cioè, né ideologica né politica, che vorrebbero prescindere dall’immane contributo dato dal cristianesimo alla gente europea, con le abbazie, con gli ospedali, con le cattedrali, con le università, nate dagli Ordini monastici o attorno alle loro opere. Chi nega, quindi, le “radici cristiane” europee non può essere che in mala fede o un grande ignorante! Forse che Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, non ebbe come consiglieri politici i due Vescovi: Bonifacio e Crodegango? Forse che lo stesso Carlo Magno non si affiancò il monaco anglosassone Alcuino? “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 Napoleone Bonaparte Imperatore. «Volevo fondare un sistema europeo... un solo popolo in tutta l’Europa». (Napoleone Bonaparte, durante l’esilio a Sant’Elena) Forse che Ludovico il Pio non ebbe con sé il monaco ispano-visigoto, Benedetto di Aniane e poi Adelardo, abate di Corbie? Forse che Carlo il Calvo non si avvalse di continuo dei consigli di Hincmar, Vescovo di Reims? Forse che il termine “res pubblica”, Stato, non fu rinnovato dall’imperatore Ludovico il Pio, che vi aggiunse, volutamente, anche l’aggettivo “cristiano”? Forse che i Visigoti, i Bavari, i Burgundi, i Longobardi, non si convertirono alla fede cristiana dando vita agli ordinamenti che sono tuttora la base dell’Europa moderna? Forse che la quasi totalità degli intellettuali che avviarono la stessa Rivoluzione Francese del 1789, e scrissero la “Carta dei diritti dell’uomo”, non erano stati educati in varie comunità religiose? Furono quegli inizi di esperienza cristiana che invase tutto il continente, modificando ab imis il modus vivendi europeo dei suoi primi tempi in un’altra civiltà cristiana che introdusse i maggiori valori, come la dignità della persona, il valore della donna, la passione per lo studio e la ricerca, l’importanza del lavoro, la carità verso il prossimo. Un’umanità, quindi, che generava una nuova civiltà più umana, quale non c’era prima. Perché voler dimenticare, allora, queste radici cristiane, senza le quali non si sarebbe avuto neppure il primo popolo europeo? Ma se si togliessero, ora, anche le radici cristiane che l’ha formata, l’Europa non resterebbe che una globalizzazione economica, che formerebbe da cemento coesiva di un tessuto politico e sociale, sommamente burocratico, neo-liberista e peggio! Sarebbe la prova provata 3 della stupidità di una Chiesa cattolica che ha voluto la separazione, anche giuridica e funzionale, tra Stato e Chiesa, sbocciata con la Rivoluzione Francese e accettata, ora, anche dalla Chiesa cattolica che ha demolito, così, anche il “bene comune” dal punto di vista etico, dimentica della sua attività secolare ed esterna che costituiva il polmone delle masse povere che le rendeva più capaci di benessere. Ora, voler negare questa dipendenza del pensiero cristiano, che ha iniettato tutto ciò che è ancora valido, nobile e duraturo, significa negare l’identità e la storia stessa del pensiero europeo. Ma forse che la stessa “democrazia” attuale non è stata teorizzata e poi praticata nei monasteri dell’alto medioevo, ancora prima, quindi, della “Magna Charta Libertatum”?.. E forse che la scolarizzazione e la preservazione della cultura classica, nei cosiddetti “secoli bui”, non fu dovuta all’azione della Chiesa e del suo clero monastico?.. Inutile e da poco intelligente menzionare l’inquisizione, l’assolutismo, le guerre di religione e altri presunti “punti oscuri” nella storia dell’Europa cristiana, quali “ragioni negative” che possono rendere negativo, o almeno inopportuno, il menzionare il Cristianesimo nel Trattato Costituzionale della nuova Europa. Sono “fenomeni negativi”, al certo, ma che non trovano la spinta nel Vangelo, bensì nella sua trasgressione, nelle debolezze individuali e sociali, nelle camorre politiche, nonché nei costumi e nelle mentalità del tempo in cui avvenivano, non certo influenzati dalla religione. Si pensi, per questo, agli orrori del nazi-fascismo, alle centinaia di milioni di vittime del comunismo, del liberal-capitalismo e della attuale globalizzazione economica e culturale oggi imperante; allo sfruttamento della manodopera, specie dei popoli in via di sviluppo; alle ladronerie del neo-colonialismo e del neo-liberalismo; alla enorme spaccatura tra paesi poveri e quelli prosperi; alle ingiustizie internazionali che portano alle guerre fratricide; al terrorismo in atto, oggi, dall’islamismo, e via dicendo!.. Se si dovesse giudicare le cosiddette “civiltà” dai loro frutti negativi, chi mai potrebbe salvarsi da quelle accuse facilone che usa tuttora il pensiero laico, anticlericale e anticristiano?.. Ma lo scopo vero, sottile, sotto-cutaneo di questa reazione verso le “radici cristiane”, da spingere Giovanni Paolo II a dire alla Ue: “Le radici cristiane non si tagliano”, sta nella volontà di aprire le porte alle Nazioni estranee alla tradizione cristiana europea, come la Turchia e Israele. Un simile allargamento che si sta facendo dell’Unione Europea, travalicando i confini geografici, culturali, sociali del continente, sta nella volontà politica, anti-cristiana, di ridurre 4 l’Europa a una mera unione economica e politica, priva di un substrato culturale e spirituale, che saranno causa inevitabile di gravi problemi di convivenza e di comprensione tra i vari segmenti di Nazioni, ridotte già in frantumi interiori, dove non ci sarà più posto neppure per il vero DIO e la vera Religione, e, quindi, ciò porterebbe alla completa scristianizzazione anche dell’Europa occidentale! *** Coudenhove-Kalergi, autore del volume “Pan-europa”, nel 1922, venne finanziato dal banchiere Rothschild con 60 mila franchi. Adolf Hitler voleva realizzare l’unificazione europea attraverso la federazione forzata con la Germania come nazione guida e attraverso una guerra di conquista. L’Europa, quindi, o è cristiana o non è Europa. Le “radici cristiane” di essa sono il vero fondamento della sua libertà, perché hanno reso l’Europa ciò che è oggi, con una chiara e comune matrice nella religione cristiana. I suoi attuali valori, quindi, devono essere rispettati e sottratti alle perfide manovre di chi della religione cristiana vuol farne a meno, per sempre! L’anticlericalismo è più che mai vivo e vegeto anche oggi. E sono loro che, dal 1923, stanno patrocinando il progetto europeo. Tutti massoni! E non è una novità, questo: che la politica massonica tendesse all’unificazione europea, fu detto e scritto da non pochi studiosi, come Bino Bellomo, nel suo libro: “La massoneria universale dalle origini ai nostri giorni” (Ediz. Forni, Bologna 1969, p. 243) e come Pierre Chevallier, “Histoire de la Franc-massonerie française”, (Ed. Fayard, Paris, 1975, p. 52, 158, 207, 211). Anche il Gran Maestro dell’Oriente di Francia, Jacques Mitterand, in un suo volume, uscito nel 1973, a pagina 170, a proposito dell’unificazione dell’Europa, scriveva: “Or, depuis longtemps, les Francs-Maçons caressent le rève. Ils vont méme jusqu’à envisager la possibilité d’un gouvernament mondial”. La Massoneria, infatti, nel secolo XVIII, con la Rivoluzione francese, operò per i “diritti dell’uomo”; nel secolo XIX, operò per i “diritti delle nazionalità”; attualmente, lavora per abbattere le dittature e affermare la “democrazia”; ora, la Massoneria è in azione per creare l’unione mondiale dei popoli attraverso le necessarie unioni continentali, come l’Unione Europea, in cui si creeranno aree economiche internazionali; una realtà economica che renderà possibile, poi, una nuova realtà politica, già in formazione. Una tale connessione tra operatori economici e politici l’aveva già vista l’ideatore del volume “Pan-europa”, Coudenhove-Kalergi, nel 1922, subito finanziato dal banchiere Rothschild con 60 mila franchi, dati al “Comitato Organizzativo di Pan-europa”, il cui Presidente fu Loucheur, che formò subito un Comitato francese, composto di tutti i Partiti, e, dopo poco tempo, formò un secondo Comi“Chiesa Viva” *** Settembre 2004 tato con soli operatori di tutti i rami “american way of life” che, in dell’economia francese, che decirealtà, è un autentico “american sero di fare un analogo Comitato way of death”, in virtù di una fortedesco che Coudenhove-Kalerma ormai visibile di protestantesigi descrive così: “Non si curavamo. no del programma politico di Fanno parte di questo procesPan-europa, ma erano molto inso nichilista anche la generale teressati all’idea di un’unione “purga dei cervelli” e dei caratdoganale europea”. teri cristiani europei, anche la Ora, tutto è comprensibile. La generale “cretinizzazione” meMassoneria gioca su tutti i tavoli in diatica con tutti quegli effetti disaazione, sia socialisti che liberali e strosi che si hanno ormai sotto gli di destra. Quella unione doganale occhi. Una vera anestesia, “made ebbe un arresto di circa 30 anni, in USA”, che il Golia mondialista dopo l’avvento di Hitler, ma ripreha imposto a tutte le coscienze se nel 1957, dopo la caduta della europee, con la quale gli USA li CED, con la firma dei Trattati istiha come addormentati in un abtuenti la Comunità Economica braccio narcotizzante e mortale Europea. che fa sognare loro un mondo di I corsi azionari salirono fino a triillusioni brute, che li rende vigliacplicarsi e anche quadruplicarsi. chi e svuotati del sacro, che solo Ma era una esagerazione patente, sa unire le opere di educazione e anzi, un furto alle generazioni in di civiltà! arrivo. È necessaria, quindi, una nuova Il professor Cocatre-Zilgien, proconcezione della politica interna fessore di giurisprudenza di Lilla, ed estera, basata sui criteri antiebbe a scrivere: “... l’Europe unie chissimi del cristianesimo, ma che n’était qu’un mythe, immaginé sono ancora nuovi, perché non par des ideologie et exploité par sono mai stati applicati totalmente des Larrons”1. E il generale De e in modo continuativo. Gaulle, il 5 settembre 1960, in Eppure, è questo il momento di una conferenza-stampa, ebbe a abbracciare questa politica della definire l’Europa soprannaziolatinità, anche se non è facile nale una “chimera”. I corsi aziol’esecuzione, perché avrà contro Il Manifesto realizzato dal Consiglio d’Euronari si sgonfiarono subito, per gli stessi nemici che abbiamo già pa. Raffigura la società europea come una adattarsi ancora, più realisticanominati: il Comunismo e la moderna Torre di Babele. mente, all’importanza economica Massoneria. Perché entrambe le di ogni singolo paese. “unioni internazionali” le vogliono L’idea, però, non era caduta. “laiche”, senza fede, sotto la loro diretta Nel maggio 1947, influenza, prive mentre si trattava d’ogni interiore spiriper la costituzione to cristiano. dell’O.E.C.E., a PaE allora, perché la rigi, si iniziarono le Chiesa cattolica conversazioni italonon ha mai pensafrancesi per realizto a riunire il bloczare un’azione doco latino per dare ganale tra i due più consistenza e Paesi, sempre nel base al suo operasogno dell’auspicare evangelico, che ta creazione di Cristo vuole che si un’Europa unita. estenda a tutto il Sarà un domani da mondo? schiavi, sfruttati e Questa riunione del violentati, sotto il blocco latino avrebgiogo magari di be permesso, certaoccupanti islamimente, una facilitaci e asiatici; divenzione all’espansione teremo, così dei del cristianesimo e “raja”2. un consolidamento Ma, forse, lo siamo della stessa espangià sotto l’attuale sione del Vangelo, ombra dell’Occidennonostante le forze te anglo-americano avverse massoniche che ci sta occupanche hanno sempre do con l’adozione di posto ostacoli a queun capitalismo “listo riavvicinamento beral” anti-umadel comune alveo no, un’anti-cultura cristiano-politico laKonrad Adenauer, Robert Schumann e Alcide De Gasperi. In quanto sub-umana di un tino. “fondatori” dell’Europa, i tre statisti sono entrati nella storia: lo testimoamericanismo nia anche il francobollo loro dedicato dalle Poste Italiane nel 1971. 1 2 Cfr. A. Cocatre-Zilgien, “Une diplomatie simple”, in “La Revue de Paris”, juillet-Août 1969, p. 68. Cfr. È una parola turca che significa propriamente “suddito non mussulmano dell’impero ottomano”. “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 5 Progressismo religioso: morte del cattolicesimo della Prof.ssa Maria Pia Mancini L a moderna idea La rapida avanzata del Cattolicesidell’apostasia, consemo, legata alla guente a queste posipratica, è divenuta funzioni di pensiero, non zionale al processo di sembra preoccupare assimilazione, da parte certo Clero che, imdi Roma, delle altre perterrito, continua ad confessioni religiose. inseguire la concordia Dal momento che la universale anche senTradizione sembra za Cristo. contrastare gli interesLa controffensiva degli si pacifisti, la Gerarstorici nemici di Roma, chia Ecclesiale è imattraverso strategie possibilitata a prescinmodificate e subdole, dere dalla multiformità; sta ottenendo loro la sostanzialmente, essa rivalsa da secoli atteoffre appoggi incondisa, senza che le autozionati al processo rità religiose si sentad’interculturazione di no in dovere di tornare cui non può tradire le agli antichi consigli. aspettative che, attualSembra proprio che mente, sembrano cosia stato smarrito il stituire la sua maggiosenso della misura anre preoccupazione. che in ordine alla RiNell’antica contesa tra velazione, asservita le diverse religioni, si senza ritegno alla malDanza in Vaticano, in occasione della conclusione di un sinodo. tenta, quindi, di evitare sicura linea evangelizscontri dottrinali, a zatrice oggi così esalscapito della Fede tata. Cattolica, considerata Non si può non restare d’ostacolo alla fratellanza e alla pari didi Cristo, quale Re delle Nazioni. esterrefatti dinanzi a tanta demagogia ingnità di ciascuno. Ora, invece, in ogni suo aspetto, la “nuofruttuosa e controproducente, come diAnche se le tradizioni straniere sono stava evangelizzazione” è fusa con un inmostra il fatto che i Pastori non si prote sempre ritenute non fondate sulla Vegannevole ecumenismo e portata avanti nunciano mai chiaramente per affermare rità, ultimamente viene attribuita loro una in modo a dir poco disinvolto. L’espansioil proprio mandato e condannare gli errodiversa importanza con l’intento di riconne, sotto il segno della Croce, non è più ri. Pur di andare incontro agli antagonisti durle ad un’unità globale. La “prudenza” approvata, perché solo una “grande di Cristo, essi tentano di equilibrare i disdi alcuni Pastori funge così da freno Chiesa” che abbracci tutte le fedi sasidi, cedendo e aprendo varchi sempre all’apostolato cattolico, perché per loro rebbe in grado di assicurare una conpiù ampi alle penetrazioni eretiche. non si tratta di stabilire chi abbia raciliazione universale, a patto che tutti i Per favorire la coesione di forze tra loro gione, essendo giunti alla nefasta conCattolici accettino il nuovo orientamento contrapposte, in nome della giustizia e clusione che in tutti i “credo” è una parte pastorale. della dignità, si è giunti ad autoaccusarsi dello Spirito, bensì di favorire la pacifiLa missionarietà cattolica, dunque, è di un passato di aggressività e di opprescazione ad ogni costo, evitando il propositiva, se rafforza il “dialogo”; è nesione verso gli altri popoli: non sono stati selitismo e ponendo l’accento solo gativa, se impedisce la convergenza i cattolici fanatici e causa di vittime? Non sull’umanitarismo filantropico. religiosa e civile di popoli diversi tra loro bisogna chiederne perdono? La Tradizione millenaria di Santa Romaper formazione e cultura. La custodia La questione principale per la diplona Chiesa ha sempre costituito il presupdella Verità si rivelerebbe, pertanto, mazia vaticana sembra consistere, posto per la crescita del Cattolicesimo, temeraria e offensiva nei confronti dunque, nel come raggiungere l’equiliessendo l’unica dispensatrice delle eterdello Spirito presente in tutte le crebrio mondiale che superi la spirale ne certezze, essenziali per l’affermazione denze. 6 “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 della violenza, proprio attraverso la mento, soprattutto per il fatto che mortifidelle azioni e della sfera morale dell’indipacificazione religiosa, possibile solo ca l’ego e rende dipendenti dalle leggi viduo, è stigmatizzata come coercitiva e se si ha rispetto del sacro reciproco. soprannaturali. Il giudizio finale comporobsoleta, nonché d’intralcio alla coesiLa stessa Scrittura non è più considerata ta, infatti, il riconoscimento dell’imperfestenza del credo soggettivo e dell’ateiRivelazione di Dio, eterna e inoppugnabizione umana, rendendo incerta l’efficacia smo con la funzione anche terrena della le, bensì supporto speculativo alla prassi del nostro agire, approvato o disapprovaChiesa, da cui si pretendono adeguaecumenica e agli obiettivi prefissi. Ciò dito secondo criteri che sfuggono alla camento ai tempi, e silenzio. Dai più è, tutmostra quanto la mutata linea tavia, avvertita ipocritamente ecclesiale serva anche da scul’esigenza di predicare valori sante teologica delle riforme lietici che tranquillizzino l’inquieturgiche, formulate, soprattuttudine prodotta dal vuoto. to, in vista del rinnovamento Dialogo, tolleranza, rispetto interiore che i Cattolici postdell’altro, accoglienza, uguaconciliari avrebbero dovuto imglianza, fratellanza e quant’alporsi, in obbedienza ai dettati tro è mutuato dalle ideologie sidelle pastorali progressiste. Il nistroidi, sono di fatto i vuoti, modernismo, trasferito traballanti idoli della nostra all’esegesi, critica anche era, perché recisi da Cristo. l’idea del Sacrificio cruento Tutto ciò è determinato, sopratdel Salvatore e nutre una cetutto, dal fatto che, in ambito lata avversione verso ogni religioso, è sempre più permesforma d’immolazione. Il prosa l’influenza della filosofia, gresso, pertanto, non va più ridella politica e del sistema mecercato nelle coscienze e nella diatico, fattori strumentalizzati consapevolezza della volontà da molti Prelati per la ricerca di conoscitiva di carattere religioelementi convincenti, in grado so, ma del disinteresse intelletdi demolire una dottrina non tualistico verso le problematiconforme alla loro linea. che spirituali, come prescrivoCerti pastori, purtroppo, si renno le ideologie correnti. In pardono complici del mondo che, ticolare, vige una resistenza negli ultimi tempi, ha sferrato Giovanni Paolo II con alcuni Cardinali del Concistoro del 1991. ostinata alla dottrina tradizionon pochi colpi al Cattolicesinale, definita immobilista e dimo, mostrando di ignorare spotica, ormai fuori dalla storia l’unicità del loro ministero. Essi e dal tempo. dovrebbero prioritariamente laNon è rara l’accusa di antistoricismo alla pacità di comprensione: la Grazia è aiuvorare alla ricostruzione della spiritualità, Fede nel Cristo che verrà, che è venuto e to del Cielo che presuppone l’intrinsesenza curarsi più di tanto del sociale e che viene, anche se si tratta di una realtà ca debolezza dell’essere; la condanna della diplomazia. Incombenze prevalenche né gli avvenimenti né la teologia revidel peccato, infine, suggellando in etertemente laiche. Dovrebbero, di consesionista possono modificare; di contro, è no la divisione tra il Bene ed il male, guenza, orientare le loro catechesi alla diffuso un ottimismo trionfalistico sui riesprime il non senso di un processo Rivelazione autentica, senza aggiustasultati dell’urgente e ineluttabile rinnovaevolutivo diversamente previsto dalla menti né cedimenti, perché solo così mento della Chiesa, nel suo cammino ragione. La redenzione è, quindi, del possono placare il grido di un’epoca verso l’unione sinarchica. tutto inutile, una volta eliminate le sue sull’orlo dell’abisso. Il progressismo, già ora manifesta la sua motivazioni. Se Budda è incensato e riverito sull’altaglobalità nell’estendersi dalle istituzioni Il rifiuto dei princìpi dall’Eterno, scritti nelre al posto di Cristo (Assisi - Incontro interrene alla struttura ecclesiale e, con arla coscienza collettiva o, per meglio dire, terreligioso del 1986); se si auspica che bitrio, viene inserito dai suoi sostenitori la loro rimozione, perché limitativi dell’aunella Chiesa si mantenga sempre lo apostati nell’organica visione dell’econotodeterminazione, ha innescato la crisi “spirito di Assisi” (“Osservatore Romamia divina. epocale del Cattolicesimo. no” 4 gennaio 1987); se “la Chiesa CatLa Chiesa preconciliare, per la fedeltà Secondo un erroneo concetto di libertà, è tolica è irrevocabilmente impegnata a Cristo chiamata dogmatica, dando stata, infatti, soppressa la religione annell’opera ecumenica” (“Osservatore all’accezione un valore prettamente spreche come organizzazione, sminuendone Romano” 08 settembre 1985); se si pregiativo, muoveva dall’accettazione di uno il significato trascendente; il richiamo a ga: “spirito di Assisi discendi su di scibile le cui premesse erano la creazioDio e al sacro è meno imperativo rispetto noi” (Card. Etchegaray); se si definisce ne, il peccato, la Grazia, la Redenzione al passato e, necessariamente, la rispon“Tentazione” il ritorno al passato liture il giudizio. È un sistema dottrinale che, denza alle esigenze dell’anima diviene gico, significando con l’espressione la secondo il razionalismo imperante, va vaga e distratta a tutti i livelli. La stessa S. Messa preconciliare e la Santa Tracorretto, perché qualunque dei nostri Fede, che prima era integrata nel quotidizione, (foglio “La Domenica” del 27 “progressi” vi trova difficoltà d’inseridiano, costituendo l’elemento regolatore giugno 2004); se tutte le religioni si “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 7 equivalgono e lo Spirito è anche nell’ISLAM che tuttora falcidia migliaia di Cristiani in Sudan senza che nessuno protesti; se si ammettono nella Chiesa movimenti filoprotestanti; se si celebrano messe gay; se si prega con gli Imam e gli Indù; se si tace sull’operato dei politici che approvano leggi in difesa degli animali e nulla fanno per eliminare la piaga dell’aborto; se permettiamo con vile silenzio gli oltraggi alla Croce; se..; Cardinali riuniti in Vaticano per il Concistoro del 1985. se..; se..; come possiamo ardire di sdegnarci quando un Adel Smith affigge “minaccioso” le “sure” nelle nostre scuole e presunta unità: noi crediamo in Dio, abbaia contro la Croce e la SS.ma VerUno e Trino; gli altri, no! gine? Com’è possibile il “dialogo” se la causa È il caso di dire, per i troppi eloquenti epiprimaria della divisione sono proprio i sodi devastanti, che il Cattolicesimo è in dogmi, oggi tanto combattuti? Tralasciare agonia, proprio a causa del giacobinismo ciò che divide non significa tralasciare massonico dilagante e della sperimentaCristo, la SS.ma Trinità e la SS.ma Verzione religiosa. Certo Clero farebbe bene gine? Cosa ci unisce? Non vogliamo a tenersi lontano dalle forme apologetiguerre di religione, per altro portate che di siffatta nuova evangelizzazione, avanti proprio da coloro con i quali stiacessando nel contempo di assumere pomo scendendo a patti; vogliamo la difesizioni ostative verso la Tradizione e versa della Verità, che è una e da Dio affiso quanti intendono rimanervi fedeli fino data esclusivamente alla Chiesa Cattolial martirio morale. ca. La vera carità non è l’ecumenismo È inutile, inoltre, che esso si ostini a pardistorto nel suo significato più vero, lare di radici cristiane dell’Europa, se non è il dialogo accomodante, ma è poi, con dubbie aperture a chicchessia, correzione, è ammonimento secondo anche a chi rinnega Cristo, di fatto, le relo Spirito di S. Paolo: cide col suo operato. Se è vero che le religioni esprimono la civilizzazione dei «Lo Spirito dichiara apertamente che, nepopoli, è altrettanto vero che abbiamo il gli ultimi tempi, alcuni si allontaneranno diritto-dovere di difendere, senza paura, i dalla Fede, dando retta a spiriti menzocodici comportamentali in cui ci riconogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dalla sciamo come comunità cattolica. Con ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco chi rinnega Cristo, non abbiamo alcun nella loro coscienza... Proponendo queelemento comune su cui fondare una ste cose ai fratelli, sarai un buon mini- stro di Cristo Gesù, nutrito come sei delle parole della Fede e della buona dottrina che hai seguito» (S. Paolo 1 Tim. 4 - 1, 2, 6). «... Tu, però, rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l’hai appreso e che fin dall’infanzia conosci le Scritture: queste possono istruirti per la salvezza che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, infatti, è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia...» (S. Paolo - 1 Tim. 3, 14, 15, 16). «Tu, però, vigila attentamente, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero» (S. Paolo - 1 Tim. 4, 5). Il processo di annientamento della nostra fede sembra incontrovertibile, ma il Signore ha promesso che le forze del male non prevarranno. Non ci resta che lottare e pregare affinché sia più lontano possibile il momento in cui saremo costretti a ritornare nelle catacombe. Tutto lo lascia pensare in questa “nuova primavera della Chiesa”! L’autorevolezza in campo ecclesiale ha ceduto il posto all’autoritarismo intimidatorio, ma è opportuno ricordare che i pronunciamenti di alcuni dicasteri vaticani non costituiscono norme dottrinali, in modo particolare quando essi si discostano dalla Tradizione Apostolica. I Pastori sono scelti per predicare, non per modificare la Parola di Dio secondo criteri personali!.. NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) NO VIT À Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 I GRANDI BANCHIERI OSSIA I PIRATI E USURAI MONDIALI di D. E. 2 IL CORSO CARTACEO FORZOSO: UN ENORME SISTEMA FINANZIARIO “DI CARTA” La grande diversità tra la grande massa di carta-moneta circolante e l’esiguità di oro/argento di riserva ha finito per portare gli Stati alla dichiarazione di “inconvertibilità” della carta-moneta in oro. Il che, ovviamente, toglie ogni valore reale anche minimo, alle carte-monete circolanti. Per qualche decennio o si è cercato di dare una parvenza di solidità e regolarità finanziaria internazionale, ancorando il valore della monete europee al dollaro USA (supponendo che gli USA avessero sufficienti riserve auree); infine anche gli USA, il 15 agosto 1971, hanno dichiarato l’inconvertibilità del dollaro USA in oro. Ormai, siamo tutti in “corso forzoso”, cioè, il denaro mondiale circolante è dei banchieri centrali; frutta loro interessi, ma senza che essi abbiano l’obbligo di conservare una minima parte di oro a garanzia del valore della carta-moneta circolante. Siamo ormai al dominio di un sistema finanziario che è in gran parte “un grande castello di carta”. IL CORSO CARTACEO FORZOSO E LE RISERVE “FRAZIONARIE” Anche col corso cartaceo forzoso, i meccanismi di prestiti gonfiati ed a perpetuo interesse, non sono cambiati. Già c’è la differenza tra interesse passivo e attivo, tra depositi e prestiti: ad es. se deposito, la banca mi dà il 5% di interesse, e mi dice: «Per quando vorrai ritirare il tuo denaro: fidati di me!». Ma se chiedi un prestito, la banca richiede un interesse del 15%, e inoltre esige delle garanzie, così che, se alla scadenza non paghi gli interessi e non rimborsi la som- 1 ché sa che ben difficilmente tutti i depositanti si presenteranno a ritirare il proprio deposito; sia perché, dietro ad una richiesta imprevista, la banca può chiedere un prestito alla Banca Centrale, al modico tasso di sconto 1 ; sia perché sa che, quando concede un prestito o un fido (che carica di interessi), pochi lo riscuotono integralmente, la maggioranza lascia buona parte del denaro in banca per potere “lavorare” con un fondo in banca. Con questo metodo le banche, per ogni lira o dollaro, ecc. ricevuta in deposito, ne prestano 10, ovviamente caricandole di interessi. L’ARMA DEL CONTROLLO DELLA MASSA DEL CREDITO E DEL TASSO DI INTERESSE Banco di cambia monete. ma, la banca può venderti l’auto, la casa, l’azienda. E la Legge la protegge, considerando i suoi crediti dei “crediti privilegiati”. Poi, con il dovere di “riserva frazionaria”, di nuovo la Legge l’aiuta. Ossia del denaro che riceve dai clienti, è tenuta a tenerne in riserva (e lo fa convertendoli in titoli fruttiferi di interessi) solo una frazione (ad es. un decimo). Il resto lo può prestare o investire alle condizioni che ritiene più redditizie. Perciò, i prestiti che fa sono molto più elevati del denaro di cui dispone, sia per- Controllando la creazione della massa del credito concesso, ed il tasso di interesse dei prestiti (che segue necessariamente il tasso di sconto della Banca Centrale), i grandi banchieri possono provocare boom o crolli economici, sia a livello nazionale che internazionale, ogni volta che vogliono realizzare guadagni. Esempio: Per provocare una recessione, restringono la massa circolante, riducono i prestiti, e alzano i tassi di interesse per i prestiti. Così, l’economia rallenta e subentra la crisi e la recessione. Nel frattempo, tutti coloro che avevano chiesto prestiti sperando di lavorare, non riescono a restituirli, e così le banche si impossessano dei loro beni immobili, di attività commerciali ed industriali, ecc. Invece, quando si prepara una guerra, i banchieri aumentano il denaro in circolazione ed i prestiti per favorire il riarmo e l’indebitamento degli Stati e dei privati. Poi, a fine guerra, chi non restituirà capitale ed interessi, dovrà cedere altri beni immobili e altre risorse economiche. Cioè il tasso che la Banca centrale richiede alle banche locali per prestare loro denaro, o per anticipar assegni, cambiali, ecc, esigibili a scadenza. “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 9 IL PILOTAGGIO DELLO SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA, INDUSTRIA, COMMERCIO, SCIENZE, RICERCHE, ECC. La possibilità di concedere o negare i prestiti, a buone condizioni o a condizioni esose, permette alle banche di favorire quei rami e quei settori dell’agricoltura, commercio industria, della ricerca scientifica, da loro controllati e per loro redditizi; e, per contro, di soffocare (per mancanza di credito) quei settori a loro concorrenti. Esempio: si sa che i in agricoltura, sono le piccole aziende che utilizzano le tecniche della bioagricoltura, che sono le più sane e che generano maggiori profitti. Le multinazionali agricole hanno, invece, un reddito iniziale solo del 2%. Nonostante questo, succede che la produzione agricola commercializzata mondialmente è quasi tutta effettuata dalle multinazionali, perché le banche elargiscono in abbondanza crediti alle prime (che controllano), mentre li rifiutano alle seconde (che sfuggono al loro controllo). Quindi, le multinazionali possono affermarsi e svilupparsi, le altre un po’ per volta, per mancanza di credito sono destinate ad essere sopraffatte dalla concorrenza delle prime e a fallire. dell’operazione, i pescicani avevano acquistato il controllo, a prezzo stracciato, di tutte le industrie e servizi strategici che facevano loro gola. Questa orribile speculazione continuano a farla ciclicamente su ogni moneta, e su ogni economia nazionale efficiente ed emergente, rapinando le ricchezze del pianeta, o indebitando sempre più le nazioni. – Settoriale: esempio: I banchieri dell’Élite, tutti insieme, si accordano di rifiutare prestiti ad una particolare azienda, da loro non controllata o concorrente. La mancanza di credito e di nuovi investimenti la soffoca e riduce il suo valore in borsa. A questo punto, quando il prezzo L’ÉLITE BANCARIA DOMINANTE CON L’APPOGGIO DELLE SETTE SEGRETE Il vigente sistema permette, dunque, all’élite bancaria, tramite il processo di emissione della carta-moneta, e della concessione di enormi prestiti caricati di interessi e altre manovre speculative, di continuare ad allargare il loro dominio sui beni mondiali. Privati cittadini e Stati sono espropriati e sommersi da un enorme debito, e dal dovere di pagare annualmente una massa di interessi. Per ottenere un potere di impossessamento ed arricchimento così strabiliante, l’élite bancaria si è servita della massoneria e delle sètte segrete similari. Gli adepti a queste sette vengono scelti ed infiltrati nel Governi, nei vari partiti, nei punti di potere; essi hanno soprattutto, il compito di appoggiare le leggi favorevoli all’élite, e ne ricevono grandi benefici economici, avanzamenti di carriera e salita verso i punti di potere. L’esempio più eclatante è rappresntato dall’ascesa al potere della dinastia della Casa dei Rothschild. Amschel Mayer Bauer, figlio di un orafo ebreo Moses Bauer stabilitosi a Francoforte nel 1750, LE SPECULAZIONI MONETARIE impratichitosi nell’arte bancaria, aprì una sua Banca di prestiti, la Oltre a quelle già elencate vedia“Casa dei Rothschild”. Si unì, mo qualcuna delle speculazioni come soci in affari, alla famiglia di dei grandi banchieri, le “speculaaltri banchieri ebrei, gli Schiff. Da Un “genoino” d’oro all’epoca dei dogi e un “grosso” in argento zioni finanziarie”. Ci sono vari tiallora, osservare le mosse degli della zecca di Trento di un’epoca precedente. pi di speculazioni finanziarie. Qui, Schiff permette di capire le mosper brevità, ricordo la semplice se occulte dei Rothschild. (Quespeculazione monetaria. Nazionasti, mirano al controllo 51% ma le, o Settoriale. senza apparire e, per meglio mi– Nazionale: esempio: in Italia, nel delle sue azioni in borsa precipita, i banmetizzarsi, hanno anche ripetutamente e 1992, dopo aver manovrato per ottenere chieri comprano grossi blocchi di azioni a legalmente cambiato i loro nomi, da dai nostri “governanti” (e la storia della prezzi stracciati.Poi, cambiano improvvi“Mayer Bauer” a “Rothschild”, da Loggia P2 ci ha mostrato di che natura e samente idea e concedono il prestito, au“Rothschild” a “Mandel”, ecc.). finalità sono alcuni di loro...)2, la decisiomentando così il valore delle azioni Con prestiti spregiudicati di oro e valute ne di “privatizzare” alcuni settori di servizi dell’azienda. E poi, decidono o di rivendepregiate, specie agli Stati in guerra, in e industrie statali; i grandi pescicani, ottere le azioni, realizzando un buon profitto, poco tempo divenne un grande banchienuto il dispianamento per via legale, hano rinsaldano il loro controllo sul consiglio re. Educò ed inviò i sui 5 figli nelle magno iniziato la speculazione monetaria. d’amministrazione di quell’azienda. giori capitali europee ad aprire una banOssia le grandi banche e multinazionali Cosa fanno le banche una volta acquistaca, divenendo una Banca multinazionahanno concordato di togliere dai loro “pato il controllo? Si assicurano che l’azienle. Il più abile, Nathan, fu inviato a Lonradisi fiscali” e banche, le loro lire e di da prenda sempre più prestiti dalle bandra con lo scopo di prendere il controllo rivenderle in Italia, acquistando dollari, che, finché viene sommersa dal debito al della Banca di Inghilterra, e poi collabosterline, marchi, ecc. punto tale che le banche, ormai, ne dirare coi fratelli per giungere al MonopoLa Banca d’Italia, impoverita di valute ventano i possessori o i controllori di lio bancario in Europa. forti ed invasa da questa marea di lire maggioranza. Nel 1773, Mayer Rothschild invitò a che l’hanno fatta deprezzare, ha dovuto È così che la stessa Élite di poche persoFrancoforte dodici uomini ricchi e influenti svalutare la lira. E i pescicani, con le loro ne oltre alle grandi Banche, investendo il ebrei (o Gruppo dei “Savi di Sion”)3 per valute forti, si sono comprati il controllo di convincerli ad unire le loro risorse per fodenaro posseduto/raccolto, hanno finito tutte le industrie strategiche che hanno rimentare la Rivoluzione e giungere al conper possedere anche tutte le maggiori tenuto opportuno. trollo mondiale di tutte le risorse naturali e aziende multinazionali, il controllo di tutti i Finita la mangiata, hanno rivenduto le loumane del pianeta. mass-media (agenzie di informazioni giorro valute estere e ricomprato lire. E la lira nalistiche, testate giornalistiche, case ciè risalita al livello iniziale. Alla fine (continua) nematografiche, testate televisive, ecc.). 2 3 Cfr. l’elenco in: www.disinformazione.it +Loggia P2 e massoneria; Loggia P2: Gli iscritti. Cfr. Sull’autenticità dei “Protocolli dei Savi di Sion” vi sono (e sono stati creati ad arte) giudizi divergenti. In ogni modo, si nota in modo evidente che 1) Se gli autori fossero i servizi segreti zaristi, che avrebbero scritto i “Protocolli” per calunniare gli ebrei, questi servizi segreti si mostrerebbero straordinariamente intelligenti e perfetti profeti: hanno previsto esattamente tutte le mosse poi fatte realmente; 2) La linea dei “Protocolli”, è sempre stata, ed è ancora oggi, fedelmente seguita dai successori dei “Savi di Sion”. 10 “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 Occhi sulla Politica PELLEGRINAGGIO A ROMA Prenotatevi presto, cittadini, Presso “agenzia”poetica Sardini! Faremo pure un salto in sinagoga, Che dal Calvario contro Cristo voga! Andiamo tutti a Roma, ad ossequiare Il grande BelzeBush, il Presidente, Che si diceva - non vorrei sbagliare Capisce poco, per non dire niente! Andiamo tutti a Roma, ad adorare, Contrito corde, il demo-prepotente, Che il mondo intero vuole soggiogare, Per contro del Sinedrio onnipotente! Andiamo tutti a Roma, a riverire La tracotanza ebraico-americana, Che si farà, senz’altro, applaudire Dalla platea politica italiana, E, quasi certamente, benedire, Purtroppo, dalla Curia Vaticana! Prof. Arturo Sardini Antifona Signore, ascolta: salva la Tua Chiesa, Prostituta e prossima alla resa, Ai figli della “perfida genìa”, Da cui marxismo e frammassoneria! LA TELEVISIONE Nell’Italietta, in preda all’anarchia E al nichilismo, la televisione È il supermarket della porcheria. Fateci caso e... datemi ragione! Violenza, oscenità, pornografia, Stupri, trivialità, prostituzione, Volgarità, bestemmie, apologia D’ogni delitto e d’ogni perversione! Che bella società, che bel Paese È diventato il nostro, “amico mio”! E di tal seme il frutto è già palese: Crescono i miscredenti, i senza Dio! E tutti insieme ne facciam le spese, E tutti insieme ne paghiamo il fìo! Prof. Arturo Sardini “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 “INIMICA VIS” (Leone XIII - 8 dicembre 1892) È una lettera al popolo italiano, straordinariamente asciutta, ferma, vibrante, nella sua brevità. Fu scritta in piena sarabanda massonica, quanto la sètta stava impossessandosi di tutti gli organi vitali della nazione: esercito, scuole, giustizia, parlamento, perseguendo con le sue logge dislocate anche in cittadine di provincia la propria opera di laicizzazione delle coscienze e di monopolizzazione dei posti dello Stato: sorta di polipo applicato al corpo della nazione per dissanguarlo sotto l’usbergo di alcune facili e trite formule filosofiche. Queste comportavano una religiosità senza dogmi e senza Dio, un filantropismo senza carità, un’educazione esteriormente patriottica, a base di discredito del passato cattolico e delle forze spirituali del paese, con sfruttamento retorico della (questione romana). Nell’inserirsi artificiosamente entro il conflitto tra la coscienza religiosa e la coscienza civile degl’italiani, la massoneria realizzò i più lauti guadagni. Per il suo effettivo ateismo, per la sua amoralità, per il suo carattere segreto, che da solo significava scopi di sfruttamento fraudolento della comunità, per il suo naturismo e laicismo, i Papi reiteratamente avevano colpito la sètta massonica, sin dal 1738, quando Clemente XII, con la Costituzione, “In eminenti” del 28 aprile, l’aveva solennemente condannata. Erano seguite le condanne di: Benedetto XIV (“Providas”, 18 maggio 1751); Pio VII (“Ecclesiam”, 13 settembre 1821); Leone XII (“Qui graviora”, 13 marzo 1825); Pio VIII (enciclica “Traditi”, 21 maggio 1829); Gregorio XVI (nell’enciclica “Mirari vos”, 15 agosto 1832); Pio IX (nell’enciclica “Qui Pluribus”, 9 novembre 1846; nell’allocuzione “Quibus quantisque” del 110 aprile 1849; nell’enciclica “Quanta cura”, 8 dicembre 1864; nell’allocuzione “Multiplices inter” del 25 settembre 1865; nella “Costituzione Apostolicae Sedis” del 12 ottobre 1869 e nell’enciclica “Etsi multa” del 21 novembre 1873). Leone XIII, oltre che nel documento che noi riportiamo, stigmatizzò e condannò la sètta nell’enciclica “Humanum genus” del 20 aprile 1884; nell’enciclica “Etsi nos” del 15 febbraio 1882 ; in “Ab apostolici” del 15 ottobre 1890; in “Praeclara” del 20 giugno 1894; in “Annum ingressi” del 18 marzo 1902, con cui colpì di nuovo direttamente la Massoneria d’Italia. In questa “Lettera al popolo italiano”, Leone XIII parla ai “diletti figli” come a cattolici e come a italiani, ricordando loro il primato dell’Italia e lo scettro di Roma su tutte le nazioni per i meriti e le opere religiose, mentre mostra nella società segreta dei massoni una istituzione nemica della Patria e della Chiesa. La massoneria vuole sostituire al cristianesimo il naturalismo, il razionalismo, una morale laica che porta alla rivoluzione, mentre rivendica una libertà d’associazione e di culto che poi limita o nega ai danni delle comunità religiose. Il Papa accenna alla persecuzione mossa dal Grande Oriente di Francia alla Chiesa nel proprio e negli altri paesi (e quel centro massonico era divenuto e doveva restare per un pezzo la centrale del settarismo anticlericale di tutti i paesi latini, e non di questi soltanto) e ai tentativi delle logge italiane per scristianizzare la Penisola, pervertendo tutti i principii di indipendenza, uguaglianza, civiltà, progresso... infine, il Papa fa un quadro delle operazioni di proselitismo insidioso, capillare, compiuto dalla sètta, e richiama l’attenzione di uomini e donne sui pericoli morali, sociali, religiosi dell’adesione alla società segreta; per esortarli, quindi, a muovere dalla difesa all’attacco, «opponendo stampa a stampa, scuola a scuola, associazione ad associazione, congresso a congresso, azione ad azione». Leone XIII, come sempre, chiede un atteggiamento attivo, non passivo: dinamico, non inerte: capo della Chiesa militante, la vuole schierata contro la tenebrosa congrega, per rivendicare la libertà della Chiesa stessa e della vita religiosa. (continua) 11 Documenta-Facta quadro “Bassolino e Iervolino senza veli”. a Castel S. Elmo (poi ritirato per le proteste del sindaco di Napoli). Gli innumerevoli tentativi politici non sono piaciuti ai salernitani: il Cristo di Cinox (questo il nome in codice del provocatore) ha provocato lo sdegno di un gruppo di cattolici del centro storico che ha preso a calci la tavola. E Don Franco Fedullo, presidente della caritas locale, ha chiesto ai gestori del locale di togliere l’opera incriminata. La risposta è in perfetto stile comunista: ha coperto il Cristo con un velo, sul quale campeggia la scritta color rosso sangue. «L’opera è stata oscurata dai soliti farisei che, a distanza di 2000 anni pretendono di imporci il loro ignorante massimalismo all’origine delle torture. Perdona loro che non sanno quello che fanno». (“Libero”, 18. 07. 2004). MILANO: DOVE C’ERA L’ALTARE, OGGI, TI SERVONO IL RUM Discoteche, pub, ristoranti, sale da ballo per anziani, aule di scenografia o per meeting: così sono usate le chiese sconsacrate. Sapere quante sono è impossibile. Parola dell’Aricidiocesi di Milano: «Quando una chiesa cessa di essere luogo di culto, esce dal controllo della Diocesi. Di conseguenza, individuare il numero delle chiese sconsacrate diventa impossibile». L’unica certezza è che sono tante! E utilizzate per le attività più varie: dal ballo liscio ambrosiano per gli anziani, alle lezioni di scenografie. Le chiese sconsacrate di Milano sono, oggi, centri di aggregazione con corsi di yoga e di fotografia, location per meeting aziendali. (...). Ma negli ex luoghi di culto c’è anche chi ha deciso di aprire dei bar, discoteche e ristoranti. Famosissimo è il “Gattopardo Caffè”, in via Piero della Francesca 47. È stata la prima chiesa sconsacrata al mondo ad essere adibita come locale pubblico. Ma gli utilizzi delle chiese sconsacrate non finiscono qui. Il Teatro Arsenale, in via Correnti 11, eretto nel 1272, come chiesa dedicata ai SS. Simone e Giuda, oggi, si presenta come un open space, affittabile a 1.500 euro al giorno, per matrimoni e conferenze. (“Libero”, 18. 07. 2004). Il Cristo nudo, esposto allo Zen (da: “La città di Salerno”). CRISTO NUDO, ESIBITO IN UN NIGHT L’intellighentia campana schiaffeggia la cristianità: l’ennesimo colpo ai simboli del cattolicesimo viene dall’artista salernitano Francesco Raito che ha addirittura rappresentato, su una tavola di legno, Cristo completamente nudo, con le parti intime visibili. L’opera blasfema è stata, poi, esposta in un locale notturno di salerno, lo “Zen” che, da qualche tempo, sta aprendo le porte agli artisti contemporanei. Ma il quadro è suonato come una provocazione che fa il paio alle mille degli ultimi tempi e segue il trend politico. Il processo di scristianizazione della regione è cominciato con le magliette, con la scritta: «Grazie a Dio, sono ateo», venduto alla Città della scienza in occasione della visita di Massimo D’Alema, e proseguito con l’affissione, approvata dal consulente del governatore, Eduardo Cycelin, del 12 Il centro per anziani, nell’ex chiesa di S. Maria degli Angeli in C.so Garibaldi 27 - Milano. “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 13 FACCIAMO QUADRATO INTORNO ALL’EUCARISTIA di A. Z. «L’Eucaristia è il cuore della Chiesa: dove la vita eucaristica fiorisce, fiorisce anche la Chiesa!» (Giovanni Paolo II) 1 1. Istituendo la sua Chiesa, Gesù ha voluto che avesse un cuore, un centro di animazione e di vita che perpetuasse la sua presenza in mezzo agli uomini, e questo centro non poteva essere che Lui stesso. Allora, ci ha detto: “lo sono il Pane della Vita. Io sono con voi sino alla fine del mondo”. La sua presenza è multiforme, tale da soddisfare tutte le esigenze del cuore umano: Vediamo come l’Eucaristia è il fattore più efficace di santificazione della Chiesa: il Papa ci dice che il polso della vitalità della Chiesa è la vita eucaristica; i Santi sono frutti dell’Eucaristia, le vocazioni vere si sviluppano attorno al Pane di Vita. Vediamo come nelle difficoltà ci mettiamo davanti al tabernacolo, consapevoli che lì c’è Gesù, sempre pronto ad ascoltarci e venirci in aiuto. Si può dire che la vita spirituale delle comunità si misura dalla vitalità del culto eucaristico. Chiese povere sono quelle in cui Gesù è lasciato solo. La centralità dell’Eucaristia è illustrata da molte dichiarazioni del Concilio. – l’esigenza di verità, per cui possiamo procedere tranquilli senza timore di errare: per questo dona alla Chiesa il suo Spirito di Verità che la conduce verso la verità tutta intera, e le dona anche una garanzia visibile della verità nel magistero infallibile di Pietro; – l’esigenza di amore, per cui si senta amata e possa espandere la sua sete dì amore: per questo le dona il suo Spirito di Amore; – l’esigenza di vita: per soddisfare questa esigenza di vita, che assomma insieme tutte le esigenze umane, Gesù ha voluto lasciare alla Chiesa se stesso nell’Eucaristia. Possiamo dire che l’Eucaristia è la garanzia centrale della presenza di Cristo nella sua Chiesa. 2. La Chiesa nasce nell’Eucaristia, si sviluppa nell’Eucaristia, si incentra tutta nell’Eucaristia. In essa Gesù si fa presente – come sommo ed eterno Sacerdote, Mediatore tra Dio e gli uomini, nel Sacrificio Eucaristico, sempre vivo a intercedere per noi; – come Pane di Vita, che comunica la vita nella Comunione; – come Amico, a disposizione, giorno e notte, per ascoltarci, comprenderci, confortarci nel cammino verso l’eternità. 14 L’Eucaristia nei documenti conciliari “Non vi siano divisioni” (Conc. Trid., Sess. 13). (Gesù Cristo) volle essere quel pegno della nostra futura gloria e perpetua felicità, e simbolo di quell’unico corpo di cui Egli è il capo, ed a cui volle che noi fossimo, come membra, strettissimamente congiunti con l’intimo e solido legame della fede, della speranza e della carità, affinché “abbiamo uno, stesso parlare, e non vi siano tra noi divisioni”. L’Eucaristia: fonte, vertice e segno dell’unità della Chiesa 3. Vediamo come, in realtà, l’Eucaristia raduna intorno a sé la Chiesa, tutte le domeniche come centro della comunione ecclesiale: gli altri raduni, per la catechesi, gli approfondimenti dottrinali, i gruppi di attività cristiana e missionaria, sono secondari rispetto a questo grande raduno che è l’Ecclesia ossia la riunione per eccellenza. – Col Sacramento del pane eucaristico, viene rappresentata e si compie l’unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo (cfr. 1 Cor. 10,17). Tutti gli uomini sono chiamati a questa unione con Cristo, che è la luce del mondo; da Lui veniamo, per Lui viviamo e a Lui siamo diretti (LG 3). “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 – Nel corpo (mistico) la vita di Cristo si diffonde nei credenti, che attraverso i Sacramenti si uniscono in modo arcano e... reale a Cristo sofferente e glorioso... Nella frazione del pane eucaristico, partecipando noi realmente al Corpo del Signore, siamo elevati alla comunione con Lui e tra noi: “Perché c’è un solo pane, un solo corpo siamo noi, quantunque molti, partecipando noi tutti di uno stesso pane” (1 Cor. 10,17). Così, noi tutti diventiamo membri di quel Corpo, “e individualmente siamo membri gli uni degli altri” (LG 7). – Lo Spirito del Figlio suo (di Dio), Signore e Vivificatore, per tutta la Chiesa e per tutti e singoli i credenti, è principio di unione e di unità nell’insegnamento degli Apostoli e nella comunione, nella frazione del pane e nella orazione (LG 13). – Cibandosi del Corpo di Cristo nella santa Comunione, (i credenti) mostrano concretamente l’unità del Popolo di Dio, che da questo augustissimo Sacramento è adeguatamente espressa e mirabilmente effettuata (LG 11). – Il Cristo istituì nella sua Chiesa il mirabile sacramento dell’Eucaristia, dal quale l’unità della Chiesa è significata ed attuata (URI 2). La Sinassi Eucaristica è dunque il centro della comunità dei cristiani, presieduta dal Presbitero (PO 5). – Non è possibile che si formi una comunità cristiana se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della Santa Eucaristia, dalla quale deve, quindi, prendere le mosse qualsiasi educazione tendente a formare lo spirito di comunità (P 0 5). L’Eucaristia: centro di coesione delle chiese particolari – Nelle chiese particolari, con la predicazione del Vangelo di Cristo vengono adunati i fedeli e si celebra il mistero della Cena del Signore, “affinché per mezzo della carne e del sangue del Signore siano strettamente uniti tutti i fratelli della comunità” (Oraz. mozarabica). In ogni comunità che partecipa all’altare, sotto la sacra presidenza del Vescovo, viene offerto il simbolo di quella carità e “unità del Corpo Mistico, senza la quale non può esserci salvezza”. “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 L’Eucaristia: centro della Tradizione ecclesiale La Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un unico sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa, e nell’adesione ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera ininterrottamente nella dottrina degli Apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle orazioni (cfr. At 2,42), in modo che ci sia piena armonia tra i Presuli e i fedeli nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa (DV 10). – Quando celebriamo il Sacrificio Eucaristico, ci uniamo in sommo grado al culto della Chiesa celeste, comunicando con Essa e venerando la memoria, soprattutto, della gloriosa sempre Vergine Maria, ma anche del beato Giuseppe e dei beati Apostoli e Martiri e di tutti i Santi (LG 50). L’Eucaristia: centro della comunione ecumenica L’Eucaristia: centro della comunione dei Presbiteri – Ciascuno (dei Presbiteri) è unito agli altri membri del Presbiterio da particolari vincoli, di carità apostolica, di ministero e di fraternità: il che viene rappresentato liturgicamente fin dai tempi più antichi, nel rito in cui i Presbiteri assistenti all’Ordinazione sono invitati a imporre le mani, assieme al Vescovo che ordina, sul capo del nuovo eletto, o anche quando concelebrano la Sacra Eucaristia in unione di affetti (PO 8). – Quando, mediante il loro ministero - incentrato essenzialmente nell’Eucaristia, la quale dà alla Chiesa la sua perfezione - i Sacerdoti entrano in comunione con Cristo-Capo e a questa comunione conducono le anime, non possono non avvertire quanto ancora manchi alla pienezza del suo Corpo e quanto, quindi, si debba compiere perché esso cresca sempre più (AG 39). – Le lodi e il ringraziamento che rivolgono a Dio nella celebrazione eucaristica, i Presbiteri li estendono alle diverse ore del giorno con il Divino ufficio, mediante il quale pregano Iddio in nome della Chiesa e in favore di tutto il popolo loro affidato, anzi in favore di tutto il mondo (PO 4). la natura umana, ha introdotto in questo esilio terrestre quell’inno che viene eternamente cantato nelle sedi celesti. Egli unisce a sé tutta l’umanità e se l’associa nell’elevare questo divino canto di lode. Questo ufficio sacerdotale Cristo lo continua per mezzo della sua Chiesa, che loda il Signore incessantemente e intercede per la salvezza del mondo, non solo con la celebrazione dell’Eucaristia ma anche in altri modi, specialmente con l’Ufficio divino (SC 83). – Con la celebrazione dell’Eucaristia del Signore in queste singole Chiese, la Chiesa di Dio è edificata e cresce, e con la concelebrazione si manifesta la loro comunione (UR 15). L’Eucaristia: centro e vertice della vita sacramentale, pastorale e apostolica In queste comunità, sebbene spesso piccole e povere e disperse, è presente Cristo, per virtù del quale si raccoglie la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica (LG 26). – È noto a tutti con quanto amore i Cristiani d’Oriente celebrino la sacra liturgia, specialmente quella eucaristica, fonte della vita della Chiesa e pegno della gloria futura (UR 8). L’Eucaristia: centro della lode liturgica – Il sommo Sacerdote della nuova ed eterna Alleanza, Cristo Gesù, prendendo – Tutti i Sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere d’apostolato, sono strettamente uniti alla Sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati (PO 5). L’Eucaristia: centro di unione delle comunità consacrate – La vita in comune, sull’esempio della Chiesa primitiva in cui la moltitudine dei credenti era d’un cuore solo e d’un anima sola (cfr. At. 4,32), nutrita per mezzo degli insegnamenti del Vangelo, della sacra Liturgia e, soprattutto, dell’Eucaristia, perseveri nell’orazione è nella stessa unità di spirito (cfr. At. 2,42) (PC 15). (continua) 15 IL “FUTURO DI DIO” A FATIMA di Arai Daniele 1 CERIMONIA INDUISTA NELLA “CAPELINHA” DELLE APPARIZIONI DI FATIMA Il 5 maggio scorso, il canale SIC della televisione portoghese ha offerto al mondo uno spettacolo davvero inaudito: un gran sacerdote induista, in “Sha Tri”, a capo di un gruppo di una sessantina di correligionari venuti da Lisbona, sono stati ricevuti nella Cappella delle Apparizioni di Fatima per onorare i loro “dèi”. Il servizio era corredato dalle spiegazioni raccolte dal reporter Joaquim Franco sul culto alle statue delle loro divinità, di cui la dea “Devi”, che sarebbe rappresentata dalla figura di Nostra Signora di Fatima. Il tutto è stato trasmesso dal Canale 3, SIC, e poi nelle sue notizie di notte e, di nuovo, nel SIC News, via cavo, il giorno seguente. A Fatima è stata, quindi, recitata una preghiera “Svaniti PA” per la pace, rivolta agli dèi del panthéon induista. “Si poteva vedere gli induisti levare le loro scarpe prima di avvicinarsi alla balaustrata del recinto, mentre il gran sacerdote pronunciava le preghiere nell’altare del Santuario”. Dopo aver adorato i loro dèi e pregato nella Capelinha di Fatima, invitati dai suoi stessi responsabili, il vescovo di Leiria-Fatima, Serafim Ferreira e Silva, ha accolto, con ogni riverenza, gli induisti nel salone dove è esposto il modello della nuova basilica in costruzione. Don Serafim è stato allora rivestito, insieme al rettore del Santuario, di un mantello simile a quello indossato dal gran sacerdote induista, dove sono scritte parole del “Bagavad Gita”, uno dei libri sacri dell’induismo, contenente le parole del dio Kri16 “questo posto emana onde positive”, il ché significa che ogni credenza vi può trovare, senza dover cambiare, un motivo di attrazione. Allora non si è sentita, però, nessuna voce cattolica per spiegare che questo richiamo è rivolto alle persone, ma non alle loro idee o credenze pagane. Ciò rappresenta una mutazione religiosa davvero paradossale, quando si pensa che l’attrattiva della Buona Novella, portata da san Francesco Saverio in India, che ha convertito interi popoli, oggi non si esercita più, nemmeno a Fatima. Anzi, proprio lì, i discendenti di quei popoli vengono per confondere la fede del Dio Uno e Trino con quella degli idoli della Trimurti induista. LE REAZIONI A FATIMA A TALE SCALATA SINCRETISTA Il santuario diella Madonna, a Fatima. shna al guerriero Arjuna. La cerimonia si è conclusa col gran sacerdote che accendeva un cero nel Santuario, mentre i suoi discepoli danzavano e cantavano lodi ai loro dèi. Il commentatore, per illustrare la sequenza storica da cui è sorta questa cerimonia, diceva: “Nel 1982, un gran gurù induista è venuto da Bombay a Fatima e ha firmato il libro d’oro, dopo Giovanni Paolo II, e nella stessa pagina di Madre Teresa di Calcutta”. Si aggiunga a ciò che, quando il DalaiLama è stato a Fatima, ha dichiarato che Dopo che il movimento di Padre Gruner ha pubblicato, a pagamento, il giorno dopo la cerimonia, una “Lettera aperta ai figli del Portogallo sullo scandalo nel Santuario di Fatima”, che ha occupato una pagina intera in un grande giornale portoghese, il notiziario “Noticias de Fatima”, pag. 18, del 7 maggio, commenta il fatto con l’articolo intitolato “Movimenti radicali contro l’ecumenismo”, a firma del giornalista Ana Primitivo. Tutto è ricollegato all’iniziativa della conferenza interreligiosa di ottobre, a Fatima, sul “Presente dell’uomo e il futuro di Dio”, quando il Rettore, Guerra, ha dichiarato che il Santuario di Fatima “rimane aperto all’universalità e al dialogo con altre pratiche di fede, secondo la già lunga pratica della Chiesa”. Ora, “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 egli ribadisce la stessa posizione in risposta alla “considerevole quantità di reazioni” allo spirito di tale congresso. Ad ogni modo, riguardo all’opposizione a questo nuovo sincretismo che, secondo un gruppo americano, “tende a permettere che il Santuario sia profanato dai rituali e da false religioni”, aprendo “questo luogo santo al culto di ogni genere di non cattolici”, Mons Guerra riafferma che Fatima rimane aperta “a ricevere fratelli di altre convinzioni che vogliano fraternamente conoscere il nostro modo di pregare”, ma aggiunge, nel suo comunicato del gennaio scorso, che “il culto sacramentale si manterrà esclusivamente cattolico”. Anche l’arcivescovo Fitzgerald, del Concilio pontificale per il dialogo interreligioso, presente in quella conferenza, ha smentito al giornale cattolico inglese “The Universe” alcune notizie: “è escluso che il Santuario di Fatima si trasformi in un centro di pellegrinaggi interreligiosi... questo posto è centrato sulla Madonna e tutti sono benvenuti”. Cosa dedurre dalle smentite citate? Che tutto rientra nella tattica di due passi in avanti e uno indietro. Si tratta delle prime aperture... per ora! Infatti, non vi è novità nel gradualismo ecumenista; esso è in atto da quando impera il Vaticano II, il che non impedisce che i salti in avanti, come quello del delirante “teologo” (!!) Dupuis, già richiamato da Roma per i suoi eccessi antidottrinali, siano apertamente applauditi dai modernisti. Il giornale “Noticias de Fatima” riproduce alcune idee del Dupuis, per cui Dio avrebbe voluto positivamente l’esistenza delle altre religioni nel suo piano di salvezza: “La religione del futuro è una, di un Cristo universale che, nella sua profondità, soddisfa tutti”... Di tutto ciò resta soltanto la buona notizia che gli innovatori ope- rano con tanti equivoci perché temono di affrontare direttamente la reazione del popolo cattolico, portoghese o americano. Una “crisi di rigetto” a tanta stortura religiosa può manifestarsi ad ogni momento, con un tonante “basta”! nella terra di Maria. Ma il problema è che se i fedeli volessero reagire non saprebbero, oggi, a chi rivolgersi. La “Lettera aperta” sopra menzionata si conclude con una petizione diretta a Giovanni Paolo Il e ai vescovi portoghesi, affinché il progetto di trasformazione del Santuario di Fatima non sia nel senso di una struttura interconfessionale, come tutto sembra indicare. TALIBANISMO CATTOLICO Alle gravissime obiezioni sollevate in quest’occasione non si risponde con ragioni dottrinali, ma con una contro-offensiva che ben denota due cose: 1 - la pertinacia di portare avanti un progetto da sempre contrario alla Fede, secondo la lunga pratica della Chiesa di 261 Papi e 20 Concili ecumenici; 2 - la creatività modernista nel rispondere a questioni religiose con trovate propagandistiche, proprie alle ideologie mondane. In questo senso, lo stesso notiziario riferisce la risposta del Rettore, specialmente al “Fatima Center”: “È nostra convinzione che la grande maggioranza, forse la totalità delle reazioni ricevute, risulta da una lunga orchestrazione, a partire dagli Usa, da parte di persone che si oppongono tenacemente al concilio Vaticano II, soprattutto per quanto riguarda tutte le sue aperture al dialogo ecumenico e inter-religioso”. A suo seguito, il cappuccino Fernando Valente dice: “sono movimenti con una posizione tradizionalista e fondamentalista”.., persone “che si sono fermate nel tempo e sono teologicamente e mentalmente al livello dei Taliban”. Al dirlo, fra Fernando spiega che “è possibile far dire alla Bibbia qualsiasi cosa”. Forse, tra queste cose c’è il primo comandamento “non avrai altro Dio fuori che Me”, e la verità che vi è una sola Rivelazione divina e una sola Chiesa, nata dal Sangue redentore di Gesù Cristo, a cui Dio ha affidato la Sua Parola. Gli altri dèi sono quelli che sono da sempre sulla piazza. Ma queste certezze divine non rientrano nella dialettica dei nuovi fraticelli rivoluzionari. Ad ogni modo, anche per don Serafim, vescovo di Leiria-Fatima, la sola risposta a quanto successo, e che ha provocato tante reazioni sdegnate in Portogallo e all’estero, è che “Non vogliamo essere dei fondamentalisti, ma sinceri e onesti. Sinceri e attraverso l’osmosi vogliamo comunicare la fecondità dei nostri fiumi in modo da produrre buoni frutti. Pregheremo per voi”. Una posizione ancora meno chiara delle altre, ma che, ricorrendo al termine fecondità, svela un po’ la sua origine. Modello del nuovo santuario ecumenico a Fatima. (continua) I NOSTRI LUTTI S.E. Rev.ma Mons. Sposito Luigi di Città del Vaticano (RM) S.Ecc.za Rev.ma Mons. Nogaro Raffaele di Sessa Aurunca (CE) Rev.do Henryk Czepulkowski di Piaseczno (Polonia) Don Fontanari Ido di Caldonazzo (TN) “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 A tutti i lettori di “Chiesa viva” Li raccomandiamo alla loro preghiera. 17 CHURCHILL VOLEVA “SOMMERGERE” LA GERMANIA DI GAS VELENOSO di Max Weber (da: “Il Popolo d’Italia” nov. 2003 - traduzione a cura di Gian Franco Spotti) n un memorandum segreto dei tempi della guerra, reso pubblico di recente, Winston Churchill aveva detto ai suoi consiglieri che voleva “sommergere” la Germania di gas velenoso. Tale memorandum, risalente al Luglio del 1944, scritto da Churchill al suo capo di stato maggiore, Gen. Hastings Isinay, è stato riportato nel numero di agosto-settembre 1985 della rivista “American Heritage”. «Voglio che pensiate molto seriamente alla questione del gas velenoso», così iniziava la nota di quattro pagine. Il leader della Gran Bretagna durante la guerra continuava cosi: «È assurdo considerare la moralità a questo proposito, visto che tutti hanno usato questo gas durante l’ultima guerra e senza una parola di protesta da parte dei moralisti e della Chiesa. D’altronde, durante l’ultima guerra, il bombardamento delle città aperte era considerato proibito, mentre adesso tutti lo fanno come fosse una cosa normale. È semplicemente una questione di cambiamento di moda come per le gonne lunghe o corte per le donne». La direttiva di Churchill diceva brutalmente: «Voglio un calcolo freddo per conoscere i risultati che si possono ottenere usando il gas velenoso. Non dobbiamo essere legati a delle stupide convenzioni, siano esse quelle in vigore durante l’ultima guerra oppure quelle opposte di questo conflitto. Noi potremmo intervenire sulle città della Ruhr ed in molte altre città tedesche in modo tale che la maggior parte della popolazione abbia bisogno di costante cure mediche. Potrebbero passare diverse settimane o anche dei mesi prima che io vi chieda di sommergere la Germania con del gas velenoso, ma se lo facciamo, facciamolo al cento per cento. In tale attesa, voglio che la questione sia studiata a freddo da persone competenti e non da un branco di disfattisti in uniforme cantori di salmi, come se ne trovano un po’ dappertutto». La proposta di Churchill, che avrebbe si- I 18 Winston Churchill. gnificato la violazione del “Protocollo di Ginevra” del 1925 che proibiva l’uso di gas velenoso, non fu mai messa in atto. I suoi consiglieri militari arguirono che la guerra del gas distoglierebbe gli aerei da guerra alleati dalla strategia più efficace di bombardare le industrie e le città tedesche. Essi temevano che gli attacchi al gas non sarebbero stati decisivi e che la Germania avrebbe esercitato, con tutta probabilità, delle rappresaglie con un effetto devastante per la Gran Bretagna. Churchill, lagnandosi, affermò che non era del tutto convinto di questo rapporto negativo, ma l’accettava anche se controvoglia. «Non posso tener testa ai pastori e ai guerrieri nello stesso tempo» ebbe a dire, lamentandosi. L’articolo della rivista “American Heritage”, scritto dal professore di storia Barton J. Bernstein dell’Università di Stanford, afferma inoltre che i più importanti ufficiali militari americani spingevano perché gli Stati Uniti cominciassero una guerra dei gas contro il Giappone. Il maggiore-generale William N. Porter, capo del Dipartimento della Guerra Chimica, chiese, alla metà di dicembre del 1943, ai superiori dell’esercito di scatenare la guerra dei gas contro i giapponesi e, in diverse occasioni nel 1945, il Gen. Gorge C. Marshall, capo di Stato Mag- giore dell’esercito americano, ebbe modo di consigliare l’uso del gas nel Pacifico. L’idea aveva un certo appoggio popolare. Il “New York Daily News” dichiarava: «dovremmo gassare il Giappone» ed il “Times-Herald” di Washington approvava, dicendo: «col gas si possono far cuocere meglio!». Tuttavia solo una minoranza sosteneva quest’idea. Sembra che circa il 75% degli americani fosse contrario a scatenare la guerra dei gas. Dopo la guerra, il Gen. Marshall dichiarò che la ragione principale per la quale non fu utilizzato il gas era l’opposizione da parte degli inglesi i quali temevano che una Germania disperata lo avrebbe poi utilizzato in Europa. Gli Stati Uniti, durante la Guerra, hanno prodotto circa 135.000 tonnellate di agenti chimici; la Germania ne produsse 70.000; la Gran Bretagna circa 40.000 ed il Giappone soltanto 7.500. Nonostante gli alleati avessero maggiori riserve di agenti chimici tradizionali, la Germania sviluppò dei gas nervini molto più avanzati e ben più mortali, in particolare gli agenti Tabun, Sarin e Sornan, ma essi non furono mai impiegati. Dopo la guerra, un esperto di guerra chimica dell’esercito britannico, concluse che la Germania avrebbe potuto ritardare di sei mesi l’invasione alleata del Giugno 1944 attraverso la Manica, se avesse utilizzato i gas. «Un bel ritardo! - fece notare - che avrebbe potuto dare ai tedeschi il tempo di mettere a punto le loro nuove armi “V” le quali avrebbero reso il compito degli alleati ben più difficile ed il bombardamento dell’InghiIterra da lunga distanza ben peggio». Perfino nel marzo e nell’aprile del 1945, quando la resistenza militare tedesca stava capitolando, la Germania rispettò il suo impegno di non usare i gas. Si dice che Hitler rifiutò di considerare l’uso del gas velenoso anche in ragione del ricordo della sua esperienza a contatto col gas durante la Prima Guerra Mondiale che lo aveva temporaneamente reso cieco. “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 Cittadino, leggi! Imprenditore... Medita! del magistrato Carlo Alberto Agnoli ai mai immaginato di poter essere deportato in Bulgaria per un fatto da te compiuto in Italia e non previsto come reato dalla legge italiana, ma considerato tale da quella bulgara? Hai mai pensato di doverti difendere in un Paese di cui non conosci la lingua, dimenticato da un’opinione pubblica che neppure sa della tua esistenza? Questo, ed ancor molto peggiore, è il panorama dischiuso davanti a tutti gli italiani dal “Mandato di arresto europeo che, fortemente sollecitato dai diessini (cfr. “L’Unità” del 14. 9. 2003, pag. 10, sottotitolo: “Mandato di cattura, governo al rallentatore”), dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio p.v.. Sui contenuti di questa legge inaudita i mass-media, quasi accomunati da una congiura del silenzio, non dicono quasi nulla. Eppure, è di vitale importanza sapere che in base alla nuova normativa europeista, qualunque cittadino potrà essere deportato senza alcun controllo dell’autorità giudiziaria italiana in uno dei 25 Paesi dell’U.E. su mandato immotivato di un qualunque giudice penale di tale comunità. Per giunta, i suoi beni saranno sequestrati, privandolo così di ogni residua possibilità di difesa. È evidente che questa normativa terroristica, che ricorda assai da vicino, peraltro ulteriormente aggravandolo, l’articolo 58 del Codice Penale sovietico – lo strumento giuridico di cui Stalin di avvalse per deportare milioni di persone nei “gulag siberiani”! – servirà, anzitutto, al potere eurocratico come strumento per eliminare avversari politici e persone comunque sgradite. È peraltro prevedibile che esso sarà utilizzato anche da imprenditori malavitosi, o comunque spregiudicati, come strumento per togliere di mezzo la concorrenza. Per rendersi conto di questa sua potenzialità, è sufficiente tenere presente le due principali novità rivoluzionarie di quella legge: H “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 1. abrogazione in campo internazionale di ogni limite di competenza territoriale; 2. abrogazione dell’ancora vigente, fondamentale princìpio cosiddetto della “doppia punibilità”, in forza del quale una persona non può essere estradata dall’Italia in un paese straniero per fatti che, pur costituendo reato per quella legislazione, non lo sono invece per la legislazione italiana. L’effetto sovversivo della soppressione di questi due capisaldi del diritto attuale è appunto quello che si è detto in premessa, e cioè la possibilità ch’io sia deportato in Bulgaria per un fatto compiuto in Italia, perfettamente lecito per la legge italiana, o comunque da essa non previsto come reato. L’esclusione d’ogni possibile controllo sul fronte dell’accusa – magari quindi inventata! – corona l’arbitrio forcaiolo della proposta di legge europeista e diessina. Nel contesto normativo, che così si viene a creare, diventa semplicissimo, comprando un qualsiasi giudice penale dello spazio europeo, o anche solo presentando presso di lui una denuncia, fare estradare un concorrente scomodo che verrà automaticamente impacchettato e relegato in qualche remoto carcere, e i cui beni saranno inesorabilmente sequestrati. Supponendo, con notevole ottimismo, che il malcapitato se la cavi, magari persino in breve, al suo ritorno , dopo un annetto, o anche meno, di galera comunitaria, della propria un tempo florida impresa, paralizzata dal sequestro preventivo, egli non troverà che le macerie. Tra le figure del “reato” che sono particolarmente nel mirino degli eurocrati, precisate all’articolo 2 e 4, primo paragrafo del progetto europeista, ve ne sono infatti, alcune caratterizzate da una smisurata genericità, che offrono armi di estrema efficacia a chi voglia far scomparire di scena qualche scomodo concorrente. Si pensi alle violazioni “in materia di tasse e imposte, di dogana e di cambio” (art. 4, 1° paragrafo), e ad inafferrabili figure come “frode” (art. 2, 8a ipotesi); “contraffazione e pirateria in materia di prodotti” (art. 2, 22a ipotesi); favoreggiamento del soggiorno illegale” (art. 2, 13a ipotesi); “xenofobia” – concetto quest’ultimo messo in vigore si scala continentale dall’art. 29 del trattato sull’U.E. – che, già anche in Italia, in virtù degli articoli 43 e 44 della Legge “Turco-Napolitano”, investe, in maniera particolarmente penetrante, la categoria degli imprenditori. Tale legge, invero, che ha certamente omologhi anche nelle legislazioni straniere, prevede una rigorosa inquisizione sulla base anche solo di elementi meramente statistici, come tali manipolabili a piacimento, sulle “assunzioni, mansioni, qualifiche, trasferimenti, licenziamenti e progressi in carriera” dei dipendenti, con riguardo alla loro nazionalità, razza, lingua, provenienza geografica e religione (art. 44 comma 10); in pratica, esponendo il datore di lavoro a denunce infinite. Se questa legge, operante in campo civilistico, ma con evidenti agganci penalistici nella famigerata “Legge Mancino” (5 giugno 1993 nr. 205), in Italia è ancora praticamente inoperante per il suo troppo stridente contrasto con la nostra Costituzione, è prevedibile che giudici di altri Paesi, specie nell’area ex-comunista e, in prospettiva, turchi, faranno ampio uso delle sue gemelle, specie se sollecitati dai propri cittadini emigrati in Italia e risentiti per presunte “discriminazioni”. L’imprenditore che rifletta per un momento quanto profondamente la politica economica dell’U.E., in articolare nei suoi “regolamenti”, sia influenzata per non dire determinata, dalle multinazionali che vedono le piccole e medio-grandi imprese come il fumo negli occhi, non può fare a meno di pensare che la prospettiva di un carcere bulgaro o turco, se passerà il “Mandato di arresto europeo”, non è poi così lontana dal proprio avvenire! 19 GIORNALI E “PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION” di YSN Molto Reverendo Don Luigi Villa, tutti i giornali ed in particolare Paolo Mieli sul “Corriere della Sera”, e Gad Lerner sulla “La-7” hanno affermato che il “Dominio Mondiale Giudaico”, previsto dai “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, attraverso il “controllo dei Mass Media” (Giornali, Televisioni, Case Editrici, Cinema) era solo una menzogna degli “Antisemiti”. Vorrebbe allora spiegarmi perché 40 o 50 mila ebrei (italiani) tengono in mano le redini di tutti i mezzi di informazione in Italia, mentre 58 milioni di Italiani stanno a guardare? – Ambasciatore Usa presso la Repubblica italiana. Per la prima volta, dalla fine della guerra del 1945, cioè in oltre cinquantadue anni, l’America ha dato uno schiaffo all’Italia, inviando un Ambasciatore non di origine italo-americana ma addirittura un “ambasciatore ebreo”. – Il consigliere politico del presidente dell’Ue, Romano Prodi, è l’ebreo Riccardo (Ricky) Franco Levi. – Anche il porta-parola per la stampa dell’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro, era l’ebreo Arrigo Levi, quel “Levi” che partì volontario nelle guerra dei “sei giorni” per ammazzare quanti più Palestinesi che poteva. Questo “Signore”, che da giornalista fa i soldi e la bella vita in Italia, dopo aver ucciso per Israele, ha poi fatto il suo “dovere” verso la “Patria adottiva” andando ad arruolarsi nell’Esercito Italiano? – Il Consigliere per le Relazioni Estere del presidente della Repubblica italiana dell’attuale presidente Ciampi è l’ebreo Arrigo Levi. (sempre Lui). – Consulente del Ministro dei Beni Culturali (Giuliano Urbani), è l’ebreo Alain Elkan. Chissà come saranno protetti e “finanziati” i restauri delle Sinagoghe! Alla faccia delle centinaia di Chiese Cattoliche che, malgrado piene di opere d’arte, stanno andando in malora! – La televisione italiana è totalmentenelle mani ebraiche. 1. L’ammiraglia della Rai, Raiuno, è nelle mani dell’ebreo Mimun. 2. L’ammiraglia di Mediaset, Canale 5, 20 Edizione russa dei “Protocolli” del 1934. Edizione inglese dei “Protocolli” del 1978. è nelle mani dell’ebreo Mentana. 3. “La 7” terza rete televisiva italiana, è nelle mani di Gad Lerner e del marito (succube ) di una moglie ebrea americana, Giuliano Ferrara. 3.1. Ospiti serali fissi, o quasi, della “La 7” sono: Luttwak - Miriam Mafai Maurizio Molinari (Inviato della “La Stampa” a New York) – Stefano Levi della Torre - Riccardo Pacifici Saul Maghnaghi - Paolo Mieli Emanuele Solinghi - Simonetta della Seta - Fiamma Nierenstein oltre, naturalmente, i rappresentanti delle Comunità ebraiche italiane! 4. Tele + e Stream (oggi SKY) di Proprietà dell’ebreo Murdock. 4.1. Blomberg Communications - Proprietario l’ebreo Murdock 4.2. “La Storia”, in televisione, è raccontata dall’ebreo Paolo Mieli sulle reti Rai e Mediaset, e dall’ebreo Luzzatto sulla televisione “La 7”. Inoltre, sempre su “La 7”, una Rubrica, pseudo Culturale è condotta dall’ebreo Elkann. Con che risultati “Revisionisti” è facile immaginare! Giornalisti ebrei che scrivono sul “Corriere della Sera”: Stefano Jesorum - Paolo Shalom - Guido Olimpio - Elisabetta Rosaspina - Paolo Mieli - Mannheimer - Alessandra Farkas Ilaria Sacchettoni - Ernesto Galli della Loggia - Giuliano Zincone - Stefano Montefiori – Maria Rosaria Spadaccino – Antonello Piperno – Luttwak – Sabrina Cohen. Sul supplemento “Sette” del Corriere della Sera, scrivono, invece, gli ebrei: Caviglia e Stefano Disegni (Sempre pronti alle caricature anti-cattoliche). Come mai non fanno mai “vignette” sordide, mettendo, come figura principale, un Rabbino e non, come al solito, Preti, Suore, Vescovi o addirittura il Papa e la Madonna? - Fiamma Nierenstein – Simonetta della Seta - Guy Raivitz - Giovanni Sartori - Wanda Lattes - Paolo Sylos Labini – Elena Loewenthal - Ettore Mo – Giuseppina Manin e chissà quanti altri nelle Redazioni. - Willy Molco (deceduto) ex giornalista e Direttore di “Anna”, “Guerin Sportivo”, “Novella 2000”, “Sette”, “Moda”, “Radiocorriere”. “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 “L’Unità”, Direttore: l’ebreo Furio Colombo - Miriam Mafai. “L’Espresso – Repubblica”. Di proprietà dell’ebreo De Benedetti. Senza menzionare gli ebrei che scrivono nei giornali: “La Repubblica”, “La Stampa”, “Il Messaggero”, “Il Giornale “, “Libero”, ecc. ecc. Qualcuno mi smentisca, se può o se crede! Ma questo, che potrebbe e dovrebbe essere una “farsa”, diventa “UNA TRAGEDIA IMMANE”, quando questi Giornali vengono distribuiti, fatti leggere e commentati da Professori debitamente indottrinati ad oltre 5 milioni di studenti, dalle Elementari all’Università, passando per i Licei e le Scuole Tecniche. L’ebreo Renato Mannheimer che, guarda caso, ha praticamente il “monopolio” delle Indagini Demoscopiche - e volevi ben dire che una branca così importante di pressione sull’opinione Pubblica NON fosse nelle mani giudaiche! - l’altro ieri, sul “Corriere”, commentando il voto di persone pro o contro la guerra criminale anglo-americana, in Iraq, ci informava che a favore della Guerra erano principalmente “i giovani e in particolare gli studenti”. Ecco la manipolazione giudaica delle menti fresche e vergini, come la cera, dei nostri giovani che possono - e sono - indirizzate dove vuole la propaganda dei “moderni” “Savi Anziani di Sion”! E parliamo adesso di questo “Quotidiano in classe”: “Obiettivo America” (volume 162 - Pag. 260): un master per spiegare i giornali nelle scuole. Passa dagli Stati Uniti il progetto “Quotidiano in Ateneo”, la nuova partita dall’Osservatorio giovani-editori. Tre anni di lavoro alle scuole superiori - con le adesioni degli studenti, raddoppiate ad ogni stagione, fino alla cifra record di 430.000 - hanno portato a rafforzare le posizioni conquistate. Così, si studia lo sbarco dei giornali all’università, cercando di imparare da chi c’è già passato. Gli americani, appunto. E uno fra tutti: quel Lachlan Murdoch, figlio di Rupert, che sul coinvolgimento dei giovani dei “campus universitari” nella lettura dei quotidiani, ha fondato una bella fetta di successo del suo “New York Post”, settimo per vendite negli Usa; il gioiellino di famiglia. Venerdì 4 aprile, la prima verifica: Murdoch sarà a Firenze per una serata, a metà tra la conferenza (dalle 20, Grand Hotel di piazza Ognissanti ) e la cena di lavoro (dalle 21.30, al tavolo coi più bei nomi dell’editoria e della tivù di casa nostra). Racconterà come funzionano le cose oltre oceano, con un’attenzione particolare alla formazione degli insegnanti: il master alla Harvard University (docente: Marvin Kalb, decano del giornalismo Usa), sponsorizzato da un “pool” di editori e dedicato ai professori che vogliono far lezione sui giornali, è il modello a cui l’Osservatorio guarda per irrobustire la propria “offerta formativa” dei docenti di “Quotidiano in classe”. Ma Murdoch avrà anche da imparare. “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 “Lo affascina il confronto fra più testate che abbiamo avviato nelle nostre scuole”, dice Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio (che ha, nell’ufficio di presidenza: Cesare Romiti, per la “RcsCorriere della Sera”; Andrea Riffeser Monti, editori del “Resto del Carlino-Nazione-Giorno” e Guidalberto Guidi, per il “Sole 24 Ore”). I giornali distribuiti nelle classi sono infatti saliti a 11: “Corriere della Sera”, “Sole” è la testata regionale di riferimento per la scuola. “Con gli Usa abbiamo avviato un patto di consultazione stabile - chiude Ceccherini - il prossimo sarà l’anno degli editori asiatici”. Edizione francese dei “Protocolli” del 1934. Il mio, Reverendissimo dott. Villa, è un grido di dolore! Chi salverà i nostri figli dal “Dominio Mondiale Giudaico”? Già ora, con la benedizione della Chiesa, giudaizzata dal Vaticano II, la maggioranza dei giovani e degli studenti è diventata preda inconscia di questa razza che ci detesta e ci deride. Domani, i giudei troveranno una “Classe dirigente” completamente idealizzata e succube dei loro malvagi disegni. Sarà una “Classe Dirigente” formata da milioni di utili idioti. Cattolici, Cristiani, sì, forse ancora per poco, ma certamente “Utili Idioti asserviti agli interessi giudei”. Già in data 4 Marzo 2003, avevo cercato di protestare con il dott. Paolo Mieli del “Corriere della Sera (di Tel Aviv)” per alcune travisazioni di notizie. Non ne ebbi mai risposta. Le domande poste erano le seguenti: “I fatti che sto per segnalare non sarebbero tragici se non vi fosse il problema del “Corriere della Sera” nelle scuole. Anzi, il “Corriere della Sera” è anche il capofila di quest’iniziativa che dovrebbe aprire a tutti i nostri giovani l’informazione quotidiana. Informazione che dovrebbe essere la più corretta possibile. Ed è per questo che i due fatti che mi hanno colpito sono assolutamente preoccupanti, se non addirittura traumatici! Ieri sera, tutti i telegiornali hanno trasmesso le orribili scene delle distruzioni commesse dalle truppe israeliane nella striscia di Gaza. Distruzioni e morti documentate, senza possibilità di smentita dalle televisioni di tutto il mondo. Decine di case sventrate, cadaveri, rovine e distruzione. Tra le 12 vittime, ultime di una serie infinita di morti e assassinati, vi era anche una bambina di 12 anni. Non si presume che fosse una kamikaze. Oggi, sul “Corriere della Sera”, malgrado abbia provato a leggerlo riga per riga, pagina dopo pagina, non ho trovato il benché minimo riferimento a tale notizia, a tale massacro. A questo punto, mi sono venute in mente due notizie, sempre pubblicate dal “Corriere della Sera”. Nella prima, si segnalava che migliaia di giornalisti nel mondo, e decine in Italia, erano sovvenzionati dal Ministro della propaganda israeliano, Goebbelstein, per raccontare, a loro beneficio, le vicende del Medio Oriente, e travisarle nel caso fossero negative per lo Stato ebraico. Nella seconda notizia, invece, si riferiva alle disposizioni impartite, sempre dal ministro Goebbelstein, di smentire sempre e comunque qualsiasi notizia che portasse discredito a Israele e di riferire che i palestinesi erano “morti per crepacuore” e non per le pallottole dell’esercito o dei coloni israeliani. Inoltre, ieri sera, 8 Aprile 2003, la Televisione Italiana (RAI3 e La 7) durante i Telegiornali, hanno mostrato con dovizia di dettagli il nuovo “massacro” compiuto da aerei da combattimenti ed elicotteri Cobra, con bombe e missili sulla popolazione Palestinese nella striscia di Gaza. Decine di morti e feriti. Ma oggi, 9 Aprile 2003, NON UNA RIGA sul “Corriere della Sera (di Tel Aviv)”. Eppure, l’Inviato straordinario (sotto tutti i punti di vista) del “Corriere”, Guido Olimpio vive, mangia, si ubriaca ed invia le notizie da Gerusalemme. Ma sul “Corriere” di oggi, Guido Olimpio riempie una intera pagina del Giornale (pag. 6) per raccontarci di un altro massacro. Non quello delle truppe israeliane sui Palestinesi ma quello dei “piloti - i Top Gun” di famigerata memoria) sui civili Iracheni. Il motivo della strage? Una notizia dei Servizi segreti israeliani: “Colpite subito, c’è al ristorante un pezzo grosso”. Che vergogna! E poi non volete che si dica che tutta l’Informazione è nelle mani delle Lobby giudaiche! A quale delle succitate due categorie lei fa riferimento, gentile ebreo Mieli? A quella dei “comprati” o a quella dei “succubi e dei propagandisti”? Visto come voi del “Corriere della Sera (di Tel Aviv)” cancellate volutamente le notizie scomode, non credo proprio che pubblicherà questa lettera”. Che Gesù Abbia pietà di noi! 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Adam Weishaupt fondatore, nel 1776, dell’Ordine degli Illuminati di Baviera. Mettiamo a confronto il codice degli 8 gradi dell’Ordine degli Illuminati di Baviera (traendolo dall’opera dell’Abate gesuita Agostino Barruel, “Memorie per la storia del giacobinismo”, scritta nel1802), con il significato dei rituali degli ultimi 8 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato (tratti dall’opera del gesuita e arcivescovo Leone Meurin, “La framassoneria, sinagoga di satana”, Siena 1895). Rito Scozzese Antico ed Accettato 7° grado: “Mago-Filosofo” «Dividendo i suoi Grandi Misteri in due classi, Weishaupt ha prima distribuito i suoi ultimi segreti in due parti: gli uni hanno per oggetto la Religione, e sono quelli ch’egli riserva ai suoi Maghi-Filosofi; gli altri sono quelli ch’egli chiama la sua politica e che riserva per il suo grado di Uomo-Re... Il segreto svelato ai suoi Maghi-Filosofi è quello di un perfetto Ateismo e della nullità di ogni Religione che pertanto deve essere distrutta» (203-204). Weishaupt scrive: «Io stesso quasi credo che la dottrina di Cristo, come io la spiego, aveva per oggetto di ristabilire la libertà tra gli Ebrei. Io credo ancora che la Massoneria non è che un Cristianesimo di questa specie» (204). E ancora: «Ricordatevi con quale arte e finto rispetto noi v’abbiamo parlato di Cristo e del suo Vangelo nei nostri gradi inferiori, e come di questo Vangelo abbiamo saputo fare il Vangelo della nostra Ragione; e della sua morale, la morale della Natura... e dei diritti delluomo, dell’eguaglianza e della libertà... Quanti pregiudizi abbiamo dovuto distruggere in voi prima di riuscire a persuadervi che questa pretesa Religione di Cristo altro non era che l’Opera dei Preti, dell’impostura e della tirannia. Ecco il nostro segreto: i raggiri che si sono dovuti usare, le promesse stesse che si è dovuto farvi, gli elogi che si ha dovuto fare al Cristo e alle sue pretese scuole segrete, la favola dei Massoni da lungo tempo in possesso della vera dottrina e il nostro illuminismo, oggi, solo erede dei suoi Misteri, ora, non vi sorprendono più: per distruggere ogni Cristianesimo... noi abbiam finto di avere noi soli il vero Cristianesimo e la vera Religione! Il fine giustifica i mezzi e il savio deve prendere, per il bene, tutti i mezzi che il malvagio usa per il male. I mezzi di cui noi ci siamo serviti per liberarvi, e che noi usiamo per liberare un giorno il genere umano da ogni religione, non sono che una pia frode, che ci riserviamo di scoprire in questo grado di Mago e di Filosofo» (213-214). Distrutta ogni Religione, e con essa lo Stato ed ogni Autorità, ecco Weishaupt presentarci il Regno della libertà e dell’eguaglianza: «Abbandonate le vostre Città, i vostri villaggi, bruciate le vostre case. Sotto la vita Patriarcale gli uomini erano eguali e liberi ed essi vivevano egualmente dappertutto. La loro Patria era il Mondo. Apprezzate l’eguaglianza e la libertà e voi non temerete di veder bruciare Roma, Vienna, Parigi, Londra e quei villaggi che voi chiamate vostra Patria. Fratello, questo è il grande segreto che vi abbiamo serbato per questi misteri» (218-219). 22 32° grado: Il “Principe del Reale Segreto” «I nostri Principi del Reale Segreto stabiliscono e difendono la nostra autorità» (392).«Questo è il grado della supremazia esecutiva dell’Ordine» (375). «Il 32° grado è il grado ebreo per eccellenza. Invece di “Principe del Real Segreto” si dovrebbe chiamare “Principe dell’esilio”... per ricordare le due disgrazie nazionali del popolo ebreo: l’esilio di Babilonia e la distruzione del Tempio di Gerusalemme... L’idea generale di questo grado è la marcia verso la Terra Santa per riconquistarla e per ricostruire il Tempio di Gerusalemme» (372-373). In termini più comprensibili, lo scopo di questo grado è quello dell’unificazione politica del mondo attraverso l’unificazione religiosa che ne è la sua essenza. Le chiese d’Occidente devono essere secolarizzate e riunificate nella religione mondiale giudaica, detta “Mosaismo d’Israele”; una religione civica, scientifica e laica. In un parola, la religione massonica. Ecco la prospettiva della fine del Cristianesimo, nelle parole dell’ideatore dell’O.N.U., l’ebreo Jean Izoulet: «Il Cristianesimo è un mosaismo inconsciamente camuffato per l’uso del mondo pagano e che, in tal modo, ha conquistato a Israele 650 milioni di anime». L’idea del 32° grado è di stabilire l’autorità massonica scalzando la Religione Cattolica sostituendola con un’altra religione: quella satanica che scaturisce da questo grado. Il candidato viene interrogato sul significato simbolico dei tre uccelli: il corvo (nero), la colomba (bianco), la fenice (rosso): «Il piano generale della Massoneria comprende: 1°) (nero) la distruzione dell’ordine attuale del mondo; 2°) (bianco) la creazione di un’Impero giudaico-massonico; 3°) (rosso) la conquista dell’universo per Lucifero trionfante su Dio» (384). «L’esilio di Israele simboleggia l’esilio di Lucifero nel fuoco eterno» (376). Ecco, infatti, la preghiera finale fatta a Lucifero al termine della cerimonia rituale: «Solo e vero princìpio di tutti i lumi, Fuoco Sacro, che fecondi e conservi l’universo, Essere potente... possiam noi renderti il tuo antico splendore e riedificare il Tempio che il più sapiente dei re aveva innalzato alla gloria del monarca dei cieli!». (384) Ecco la religione simboleggiata dai tre uccelli: «la fenice è l’universo che si rinnova eternamente, formato dalla colomba e dal corvo, i due princìpi del Bene e del Male. È la grande menzogna panteistica della trasformazione eterna di tutto... dalla quale deriva l’auto-deificazione dell’uomo: l’Uomo Celeste o Uomo-Dio...» (378). Il trionfo di Lucifero su Dio porterebbe alla distruzione totale della civiltà! “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Caro Don Luigi, (…) La ringrazio nuovamente per il prezioso, rischioso e meritorio lavoro che fa a servizio di Gesù-Verità, e la saluto fraternamente! Il Signore Gesù e la nostra Mamma Celeste ci protegga e benedicano! (Don E. M. S. - BI) *** A Padre Villa. Buongiorno Mr. Fiori. Consola sapere che nel Parlamento Europeo, verso il quale noi come moltissimi altri cattolici, nutriamo scarse per non dire nulle speranze sul fatto che sia nato per procurare il bene dei cittadini e non invece degli interessi di una ristretta lobby alla quale di detto bene nulla importa se non in un’ottica di tornaconto politico-economico di potere, ci siano ancora uomini, degni di essere chiamati tali, con una concezione del diritto naturale ancora integra. Capiamo che in un’Europa dove non si vuole fare menzione alle radici cristiane nella propria Costituzione, sia impensabile chiedere di avere maggior rispetto per i Diritti di Dio Creatore, rimpiazzati dalle tavole dei “diritti dell’uomo”, nati dalle ben note Logge, ma siccome la speranza “è sempre l’ultima a morire”, sapere che qualcuno ancora creda nella forza del diritto osteggiata e soffocata dal diritto della forza, ci incoraggia a non demordere nella nostra quotidiana battaglia come ci ammonisce l’Apostolo San Paolo: “Rivestitevi dell’armatura di Dio… perché noi non abbiamo da combattere solo contro forze puramente umane, ma contro i pricipati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell’aria” (S. Paolo agli Efesini 6, 10-13). La ringraziamo, quindi, per il Suo impegno e le facciamo i migliori auguri per il Suo lavoro che sarà da noi tenuto in evidenza ed aiutato nella misura secondo il ruolo che ci compete. (F. e L. P. – Irlanda) *** Egregia Direzione, (…) In attesa… porgo distinti saluti ed auguri di fecondo apostolato in questi tempi così tenebrosi di apostasia e di tradimento!… UBI CHISTUS, IBI VERA PAX! (Dott. G. L. – Siena) *** Mio caro Don Luigi, pace, gioia e Amore nel Signore! Scrivo questa lettera, anzitutto, per ringraziare per la Sua Rivista che mi dà tanta gioia e conforto vedendo che ci sono ancora dei vividi difensori della nostra Santa Fede. Piaccia a Dio darLe molta salute e grazia per continuare con coraggio ed amore il “buon certamen”! Ringraziando per tutto quello che Lei fa per Dio e la Sua Chiesa, aff.mo in C. J. et M. (P. A. G. – India) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 IL GOVERNO MONDIALE E LA CONTROCHIESA di Pierre Virion con note e commenti di Sua Ecc.za dott. Bruno Tarquini Questo libro è la traduzione italiana dell’opera del Virion: “Bientôt un governement mondial – Une super e contre-église”. È una miniera di informazioni di ben 543 pagine che il lettore avrà modo di apprezzare in questo studio sul “Governo mondiale” diviso nelle sue due parti: “Verso il governo mondiale” e “Una super-chiesa”. L’Autore, Pierre Virion, nato nel 1898, scrittore cattolico francese, ha svolto un notevole ruolo nell’elaborazione dello spirito tradizionalista. Formatosi in una solida cultura classica e laureatosi in diritto, preferì dedicarsi all’insegnamento privato per conservare tutt’intera la propria indipendenza di pensiero. Fu quindi precettore presso nobili e celebri famiglie quali i Borbone-Parma ed i Colonna. Quest’ultimo incarico lo portò a soggiornare a Roma e a permettergli di stringere stretti rapporti con alte sfere del Vaticano, tra cui il card. Alfredo Ottaviani. Coltivò approfonditi studi sui movimenti occulti, grazie anche alla collaborazione, iniziata fin dal 1930, con Mons. Jouin, fondatore della “Revue Internationale des Sociétés Secrètes”, la quale esercitò una notevole influenza sulla formazione intellettuale e religiosa di una èlite nazionale. Per richieste: Controcorrente Via carlo de Cesare 11 80132 Napoli Tel. 081-421349 - 5520024 Fax: 081-4202514 e-mail: controcorrente_na@libero.it 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Martiri in Cina 1949 venne ordinato vescovo ausiliare, ma nel 1951 venne arrestato per la sua opposizione alla politica religiosa del nuovo Stato. La sua ulteriore, decisa opposizione alla fondazione dell’Associazione patriottica segnò definitivamente la sua condanna. Anche dopo il suo rilascio, negli anni Ottanta, non gli venne restituita la libertà e dovette risiedere presso una parente a Zhangjiakou. Morì il 6 novembre 1989. (continua) SETTEMBRE di Giancarlo Politi SOMMARIO 2004 N. 364 MA QUALE NUOVA EUROPA? MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Diocesi dí Xingtai La Prefettura Apostolica fu staccata dal Vicariato Apostolico di Zhengding il 2 marzo 1933 e affidata ai lazzaristi polacchi. 1920. Appartenente al clero della missione di Xiwanzi, è stato ghigliottinato a Dermund, in Germania, il 18 ottobre 1943. Qiao Paolo Sacerdote, diocesano. Era stato ordinato prete intorno al 1936. Venne giustiziato a Xingtai, nel 1950. Ying Benedict Sacerdote, della diocesi di Chifeng. Di 50 anni. Ucciso con colpi d’arma da fuoco a Tutaitze (Nanhaoqian), il 23 settembre 1946 (o 1947). Diocesi di Xiwanzi/Chongli Il Vicariato Apostolico della Mongolia venne creato il 28 agosto 1840, staccando il territorio dal Vicariato Apostolico della Manciuria. Nel 1883, divenne il Vicariato Apostolico della Mongolia centrale, mentre, nel 1922, prese il nome di Vicariato Apostolico del Chahar. Nel 1924, divenne il Vicariato Apostolico di Xiwanzi. Chin (King) Giuseppe, Xu (Hsu) Antonio, Yao Paolo Sacerdoti díocesani. Fucilati l’11 (o il 9) dicembre 1946. Lauwers Francesco Sacerdote, Cicm. Nato il 14 febbraio 1899, ordinato sacerdote il 24 settembre 1922. Giunto in Cina nel 1917, fu ucciso il 20 agosto 1926, a Towmusu. 100 (circa) cattolici Nel dicembre 1947, dopo la presa della città di Xiwanzi, i comunisti uccisero centinaia di soldati disarmati e di civili. La cattedrale, l’episcopio ed il seminario sono andati completamente distrutti. Tra la popolazione massacrata, i cattolici uccisi sono stati un centinaio. I tre sacerdoti sopra citati vennero arrestati e portati via. Sono poi stati fucilati sulle montagne. Liu, Yang, Siu Tre insegnanti uccisi a Towmusu insieme a p. Lauwers il 20 agosto 1926. Quattro sacerdoti cinesi Arrestati dopo la nuova presa di Xiwanzi, avvenuta il 30 settembre 1948. De Smedt Léon Jean Vescovo di Xiwanzi dall’aprile 1932. Era nato il 3 dicembre 1881, a St. Niklaas, in Belgio, ed era in Cina da 46 anni. Ordinato prete il 16 luglio 1905, era partito per la Cina nel settembre seguente. Nel 1932 venne nominato Vicario apostolico di Xiwanzi. Mori il 24 novembre 1951, in ospedale, due giorni dopo esservi inviato dalla prigione. Era stato arrestato a metà settembre. Zhao Paolo Sacerdote diocesano. Ordinato sacerdote nel 1938. È stato giustiziato, a 44 anni, il 18 marzo 1952 (o 1950) in una località della diocesi. Raskin Giuseppe Sacerdote, Cicm. Nato il 21 giugno 1892, era stato ordinato sacerdote il 2 febbraio 24 Guo Shouren Catechista, contadino, Sposato. Nato intorno al 1884, venne giustiziato il 9 aprile 1954, a Xiwanzi. Zhang Kexing Melchiorre Vescovo di Xiwanzi. Nato nel 1914, venne inviato a Roma per gli studi teologici. Ordinato prete a Roma nel 1939. Nel 2 Inno al Crocifisso 3 Ma quale “nuova Europa”? del sac. dott. Luigi Villa 6 Progressismo religioso: morte del Cattolicesimo! della Prof.ssa Maria Pia Mancini 9 I grandi banchieri, ossia i pirati e usurai mondiali (2) di D. E. 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Facciamo quadrato intorno all’Eucaristia (1) di A. Z. 16 Il “futuro di Dio” a Fatima (1) di Arai Daniele 18 Churchill voleva “sommergere” di gas velenoso la Germania di Mark Weber 19 Cittadino, leggi! Imprenditore, medita! del magistrato C. A. Agnoli 20 Giornali e “Protocolll dei Savi di Sion” di YSN 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla XXV Dom. del Tempo Ord. alla XXX Domenica del Tempo Ord.) “Chiesa Viva” *** Settembre 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 365 OTTOBRE 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità VESCOVI, MA DOVE SIETE? Inno-preghiera al CROCIFISSO O Cristo, Tu non hai lo sguardo cupo della morte; i tuoi occhi non si chiudono: sono acqua pura che mi fa specchio. O Cristo, Tu non vuoi si cicatrizzi la piaga del costato: da essa, un Cuore, notte e giorno, mi sta aspettando. O Cristo, Tu conosci l’occulta intimità della mia vita; Tu comprendi i miei segreti: te li voglio palesare a cuore aperto. O Cristo, Tu aleggi con le braccia unite al legno; sei forza che invita a levarmi puro dalla terra. O Cristo, Tu sorridi se ti feriscono le spine; quando la testa mi ribolle fa’ Signore che Ti guardi e ti sorrida. O Cristo, Tu che attendi il mio ultimo bacio nella morte, prendi ora questo piccolo bacio, riposo in Te dall’incessante lotta. Amen (Dalla liturgia spagnola) 2 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 VESCOVI, MA DOVE SIETE? del sac. dott. Luigi Villa N on pochi hanno esultato per la Santa Messa di San Pio V celebrata dal cardinale Hoyos nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, e creduto a una vittoria del “tradizionalismo”, quasi che le cose stessero cambiando in meglio, e che, dopo tanti anni di amarezza, stesse arrivando finalmente l’ora della rivincita. Un ottimismo, quello, che molti avevano già avuto dopo l’udienza di Giovanni Paolo II del mercoledì 6 agosto 2003 in cui ricordò con venerazione Pio X, ma che, purtroppo, poco dopo, lo stesso Wojtyla cancellava quel suo precedente dire di venerazione per Pio X ricordando, però, pure con venerazione, la figura di Paolo VI. Una simultanea commemorazione, cioè, in cui lodando un Pio X che aveva condannato il Modernismo, lodava subitamente un Paolo VI che permise al Modernismo di imporsi nel Vaticano II. Questo fatto ci riconferma che questo nostro tempo ecclesiale odierno porta il marchio del lavaggio del cervello, sotto cui la massa dei fedeli degenera, involta da un groviglio di inganni senza precedenti. Ma se la mendace politica attuale per formare un “Nuovo Ordine Mondiale” è portata avanti dai capi-civili dell’Occidente scristianizzato, anche quella ecclesiale è anch’essa equivalente con quel suo vagheggiare un ONU di tutte le religioni, venato da una caligine di “nuova Pentecoste” per una sognata ubbìa di una “civiltà dell’amore” che vorrebbe cancellare quel versetto della “Salve, Regina”: “in questa valle di lagrime a Te sospiriamo”! Il che sarebbe una vera prevaricazione della libertà umana sulla “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 verità divina da parte dei liberali e dei modernisti. Siccome, però, la missione dei veri Pastori è di insegnare e testimoniare la Ve- rità rivelata da Gesù Cristo, che, essendo una, non potrà mai essere compatibile con un pluralismo demoreligioso, quale si vorrebbe imporre oggi, dopo il presunto Concilio Vaticano II, da tanti vescovi d’allevamento, complici, corruttori e, non poche volte, anche traditori di Cristo! Gesù ce l’aveva già predetto questo periodo del “mistero d’iniquità” rivestito d’inganno: «Badate che nessuno vi seduca, perché molti verranno nel Mio nome e diranno: “Io sono il Cristo!”» (Mt. 24, 4); «molti falsi profeti si leveranno e sedurranno molti... (11). Falsi Cristi e falsi profeti faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto!» (2425). Difatti, artefici di errori e di inganni per sedurre i cristiani vi furono sempre nella Chiesa, come lo dirà, poco dopo, S. Paolo: «Già è in azione il mistero dell’iniquità; solo che v’è Colui che lo frena, ora, e lo frenerà fino a che sia tolto di mezzo». E Gesù l’aveva ancor più sottolineato: «Percuoterò il pastore e le pecorelle del gregge saranno disperse»! Una predizione di Cristo che sì è già avverata. Guardate i “frutti” del conciliabolo colossale quale fu il Vaticano II: gran parte dei Pastori, sulle orme del loro Capo, hanno rinunciato ad opporsi al mondo per aprire e aggiornare la Chiesa al suo spirito. E da qui, seguì un massiccio esodo di preti, di Suore, di Religiose e di fedeli, lasciando nella confusione quelli rimasti, ma sbalorditi e con la coscienza nelle nebbie! Il Modernismo ha ormai trionfato. La Verità non è più immutabile, ma si evolve 3 con l’uomo, in lui e per lui. La Fede non ha più lo stesso senso che avevano i primi cristiani. Anche la costituzione organica della Chiesa non è più immutabile, ma la società cristiana, oggi, come la società umana, va soggetta a continua evoluzione. Persino si è inventato un “magistero prudenziale”, che insegna verità provvisorie e può revocare quelle definite1. Ma sono tutti inganni che fanno svanire l’“una fides, l’unum baptisma”, come ci avevano sempre insegnato, e che tolgono ogni significato alle stesse parole di Gesù: «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura; chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo; chi non crederà, sarà condannato»! (MC. 16, 16). Come pure cancella il significato dello stesso dogma: «fuori della Chiesa non c’è salvezza»! (Bonifacio VIII). Quindi, bisogna considerare vero Papa solo Colui che professa, difende e predica l’“una fides”, immutabile; quella che frena il “mistero d’iniquità” dei falsi pastori, infiltrati, in qualsiasi modo, nella Chiesa per demolirla. Questa, dunque, è l’unica identità del Vicario di Cristo, unico Pastore e Signore. Chi non è così, è solo un “mercenario” del Nemico, il Demonio! me, l’immoralità, ovunque, anche in Chiesa, con un silenzio che sa di colpevole indifferenza; – accondiscendimento del pensiero filosofico anticristiano, che ha fatto, ormai, una specie di incrocio tra globalizzazione capitalista e sistema socialista post marxista; – si è lasciato e persino voluto alterare il contenuto della Sacre Scritture con una esegesi protestantica e peggio, fino ad alterare la storia nel – si è passati dalla Fede in Dio a una processo a morte di Gesù per difede nell’uomo, guidato dai principi scolpare i colpevoli; illuministici-massonici; – si è triturata la Liturgia fino a calSiamo in una eclissi delle Verità pestarne il contenuto dogmatico, escatoligiche e dei Novissimi, arripromosso dal massone, istrione, falso frate, Lutero, che nessuna motivazione può minimamente attuare! – istituendo nella Chiesa un governo di orientamento democratico, che era già stato condannato dal Concilio Vaticano I (DS 3055); – insegnando una falsa “libertà religiosa” dei diritti naturali dell’uomo, nonostante che fosse già stata condannata della “Quanta cura” di Pio IX, e dalla “Libertas Praestantissimum” di Leone XIII; *** facendo conoVescovi che indossano paramenti con l’arcobaleno: il simbolo della New Age, o della Nuova – scere una conÈra o dell’Èra dell’Aquario, l’Èra che, secondo gli alti iniziati della Massoneria, Non si può più negacezione errodovrebbe seppellire definitivamente l’Èra dei Pesci e cioè l’Èra della Civiltà Cristiana! re, ormai, che ci tronea del potere Vescovi, quindi, che indossano e si pavoneggiano col simbolo della fine del Cristianesimo! viamo di fronte ad un del Papa (DS processo universale, 3115); logico, unico, totale e – permettendo, dominante di scristianizzazione e di abvando persino a negare l’esistenza con l’estinzione del Sant’Uffizio, una bruttimento morale in tutto il mondo. Sodell’inferno! libera diffusione delle eresie e prattutto, quello che si continua a distrug– si è passati dalla dottrina cattolica d’ogni altro errore; basti vedere gere sono, specialmente, la Fede e la Cia quella capto-comunista, che non quali riviste, i giovani d’oggi, leggono viltà cristiana. È alla vista di tutti. Basta ricorda neppure più i 300 e oltre mio possono sfogliare nelle edicole e saper guardare per riconoscere la realtà! lioni di vittime per la Fede! nelle sale d’ogni istituzione sociale e La situazione della Chiesa è tale, oggi, – si è taciuto e si tacciono tuttora i anche religiosa!.. che la maggior parte dei Fedeli, rimasti massacri dei cristiani nei Paesi tali, vivono nel dubbio e nell’angoscia, nel islamici, balbettando di solidarietà e turbamento e nello smarrimento per quedi avvicinamento sociale; E via dicendo, per non dover denunciare sta evidente “auto-distruzione” della – Non si è fatta alcuna denuncia foranche quella marea di immoralità, quali Chiesa, e molti perdono anche la Fede! male del fenomeno apocalittico sono i suicidi d’ogni giorno, le stragi Basta citare un esempio: in America, pridella droga, né si chiede alcuna pesulle strade del sabato sera, le Messe ma del Vaticano II, c’era una grandissimo na, anche estrema, per chi gestisce nere, il satanismo, quasi alla luce del numero di conversioni all’anno - circa questo traffico di morte, lasciando, giorno, la corruzione della gioventù, i 300.000 - e nelle “missioni” si raggiuncosì, che milioni di giovani perdano matrimoni in fallimento, l’ateismo forgevano anche i quattro milioni e più di l’anima e il corpo; male e pratico, la genetica impazzita, i nuovi convertiti, annualmente, mentre og– si sta rinnegando la Tradizione, in peccati contro natura, i massacri dei gi, di conversioni, non ce ne sono più, o tutti i campi, per lasciar distruggere popoli, le persecuzioni e gli eccidi di quasi. È una vera situazione drammatica l’ortodossia della dottrina cattolica; centinaia e centinaia di migliaia di criche va coscienziosamente considerata! – si è lasciato dilagare il malcostustiani, ecc. ecc. 1 4 La tanta propalata “nuova Pentecoste conciliare” non è stata altro che una trasmigrazione dottrinale di quasi tutta la Gerarchia e del Clero verso una chiesa dal “volto umano”, adeguata all’evoluzione dei tempi, che S. Paolo aveva chiamato un’operazione dell’errore che avrebbe ingannato persino gli eletti! Facciamone una piccola “somma”, tutt’altro che esaustiva, di questa povera Chiesa post-conciliare: Cfr. Ratzinger, O. R. 27 giugno 1990. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Oh! Quanto ci sarebbe da meditare perché Dio abbia permesso questa enorme rovina che ha colpito la Sua Chiesa, che ci richiamano i “Messaggi” profetici della Madre di Dio, come a La Salette: «ROMA PERDERÀ LA FEDE E DIVERRÀ LA SEDE DELL’ANTICRISTO!»; e come a Fatima, dove la Madonna è venuta alla vigilia della rivoluzione comunista per avvisare dei flagelli successivi se gli uomini continuano ad offendere Dio, mettendo come sigillo al suo dire quel grande miracolo del sole (13 ottobre 1917), visto da oltre 70mila persone! Ma anche quel Suo “Messaggio” rimase inascoltato, nonostante che avesse fatto vedere ai tre veggenti “l’Inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori!”. Sì, rimase inascoltata! E così l’aumento delle offese produsse la “Seconda Guerra mondiale” e il flagello comunista. Comunque, niente cambiò, anzi, le offese a Dio divennero inaudite! E allora, ecco il “Terzo Segreto”: l’auto-demolizione del Papato! Una mossa che serve solo per confermare molti compromessi religiosi e politici! Ora, sembra tutto perduto per la Chiesa, ridotta a piccoli gruppi di un gregge disperso e impaurito di questo abominio della desolazione! Gesù aveva liberato l’uomo dal peccato e dall’inimicizia con Dio, riappacificandoci con il Padre Celeste, facendo, quindi, tutte le genti figli dello stesso Padre, fratelli tra di loro e restaurando la pace nel mondo. Purtroppo, dopo duemila anni, l’umanità è tutt’ora infelice, non solo nei Paesi dove Cristo viene respinto dagli atei e ucciso nei suoi fedeli, ma anche nel cosidetto mondo libero, dove i suoi discepoli Lo disonorano, dove tanti Lo maledicono, dove la sua gloria viene calpestata od oscurata anche da quelli che portano il suo nome. Certo, nessuno di noi è senza colpa. Tutti abbiamo mancato contro la carità e la giustizia. Troppo spesso abbiamo dato la mano ai tiranni ed agli sfruttatori, appoggiando i capitalisti e i marxisti, inducendo in errore i credenti e portando alla disperazione gli oppressi e gli abbandonati. L’apparente ottimismo diffuso in tutta la nostra area cattolica, nasconde l’ingenuità o una profonda cattiva fede. Quell’udienza di Giovanni Paolo II che loda Pio X e nello stesso tempo anche Paolo VI, non è altro che un tentativo di conciliare la teologia relativista con la Fede cattolica e l’eresia modernista. Il che non licet, perché sarebbe un accettare due riti, due dottrine, ossia sarebbe un accettare il contrario della Tradizione! Questa e solo questa è la Verità che deve essere insegnata e difesa, “opportune” e “importune”. Oggi, siamo chiamati a combattere spiritualmente e dottrinalmente senza farci in- cantare dalle sirene diaboliche del Modernismo che vuole il compromesso, ammantato di prudenza umana, per creare una nuova religione sintetica che non è affatto la Religione di Cristo, e portarci, così, quel crollo predetto dalla Vergine Maria a Fatima, e che avverrà proprio quando tutti crederanno di essere arrivati alla “pace e sicurezza”. Forse che il diluvio, ai tempi di Noè, non è avvenuto mentre gli uomini mangiavano, bevevano, si sposavano, divorziavano e vivevano nell’immondizia morale? Fu allora che si avverò il furore dell’ira di Dio! Anche oggi, è da anni che si vedono immagini, statue, su cui scorrono lacrime dagli occhi di Nostro Signore, della Ma- 2 3 Cfr. Santa Ildegarda di Bingen, in Taulero - Cfr. Bibl. Dei Padri, tomo XIV, p. 613-614. 4 Cfr. S. Nonaventura, “Esamer”, Sermone Cfr. Mons. Cerri: “I Futuri Destini degli Stati e delle Nazioni”, ecc., Vi, ediz. Torino 1864, p. 90. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Domandiamoci, allora: siamo anche noi, oggi, ai empi di Noè?.. Non li vediamo neppure noi i “segni della fine” dei nostri tempi?.. Ricordiamo, Eminenza, il detto popolare: «Uomo avvisato, mezzo salvato»!.. e prepariamoci anche noi a meditare di nuovo su storici avvertimenti che Dio ci aveva già dati: – In una “Predizione” di San Francesco (1182-1243), contenuta negli opuscoli, detti di San Francesco, in lingua latina2, si legge: «I tempi gravidi di grandi tribolazioni ed afflizioni si affrettano a giungere, nei quali la temporalità, perplessità e divergenze inonderanno. La carità di molti si raffredderà e sopravanzerà l’iniquità dei perversi. La potestà del nostro Istituto (francescano) e di altri si deformerà». – Santa Ildegarda di Bingen (10981170) previde la “moda” come causa dei castighi di Dio: «Il segno, poi, dell’imminente arrivo di questi flagelli estremi sarà l’instabile e abominevole moda di vestirsi in varie, ridicole e immodeste forme, ora tagliate in una foggia, ora in un’altra; ora divise o aperte davanti, ora corte, ora lunghe, con gesti e modi lascivi nell’andare; il che, senza dubbio, procede da suggestione e ispirazione di spiriti maligni»3. – San Bonaventura (1221 - 1274) denuncia come “segni”, che precederanno la grande persecuzione, seduzioni e crudeltà. E sono: mancanza di fede; si tacerà la verità: si difenderà l’errore; disprezzo dei Sacramenti, vituperi, bestemmie, violazioni d’ogni legge e diritto; calo della carità; giovani senza più alcun rispetto; monaci goderecci e senza pietà. Prelati accidiosi e senza pietà e misericordia...4. – Anna Caterina Emmerich, nel 1824, predisse che Satana si sarebbe scatenato 50-60 anni prima del duemila. Infatti, tutto cominciò a peggiorare dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. donna e dei Santi, per farci ricordare quando Gesù pianse sul suo popolo d’Israele, vedendo imminente la distruzione di quella città, come oggi piange ancora sul popolo cristiano che Lo rifiuta e Lo bestemmia e Lo insulta con innumerevoli peccati. Sì, Gesù e la Madonna ci appaiono in lacrime anche nei nostri tempi, perché il “peccato” è così orribile che reca con sè non solo il giudizio di Dio, ma anche il castigo eterno: l’inferno, la spada di Damocle che pende di continuo sulle nostre teste! – La Madonna de La Salette, nel suo “messaggio” ha detto: «La Francia, la Spagna, l’Italia e l’Inghilterra saranno in guerra; il sangue scorrerà per le strade; il francese si batterà col francese; l’italiano con l’italiano (i.e. rivoluzione civile!); infine, ci sarà una spaventosa guerra generale (Terza Guerra Mondiale). Per un tempo, Dio non si ricorderà né della Francia, né dell’Italia, perché il Vangelo di Gesù non è più osservato. I malvagi spiegheranno tutta la loro malizia: ci si ucciderà e ci si massacrerà fin nelle case». Questo “messaggio” della Vergine eb- XV; Sposiz. Dell’Ecclesiastico; Sermone I nella Domenica XXIV dopo Pentecoste. 5 be ben tre “imprimatur” della Chiesa. Proseguendo, poi, la Vergine disse che i disordini e i crimini arriveranno al parossismo. Parigi sarà ridotta completamente in cenere; Marsiglia sarà inghiottita dal mare...». *** Nello scrivere queste cose, il cuore è invaso da tristezza e dolore, e rievoca le amare parole del profeta Geremia: «Sono diventato lo scherno d’ogni giorno; tutti si beffano di me, perché ogni volta che parlo devo annunciare e proclamare: “Violenza e rovina!”... Perché non mi hai fatto morire nel seno materno?.. Perché, dunque, son venuto alla luce, per non vedere altro che dolori e pene, e trascorrere i miei giorni nella vergogna»5? Ma la corruzione richiede un bisturi senza pietà; l’orgoglio dell’empietà richiama la tremenda onnipotenza del divino corruccio; la perversità ostinata abbisogna dell’annientamento violento. Il primo di agosto 1941, Gesù disse a Padre Pio: «Verrò con terribile frastuono sulla terra peccaminosa, durante una notte dei freddi mesi d’inverno. Un infuocato vento del Sud precederà la tempesta. Pesantissimi chicchi di grandine distruggeranno la terra. Dalle ardenti masse rosse di nubi guizzeranno i lampi devastatori (il dardo del cielo di Nostradamus!), tutto incendiando e incenerendo. Ciò che amoreggiava col peccato, ciò che è stato infestato da esso deve essere distrutto. L’aria si riempirà di masse velenose e di vapori micidiali. Per mezzo di turbinose correnti saranno distrutti i superbi edifici dell’audacia e della follia, eretti nell’ebrezza del sentimento del potere e quale testimonianza della forza di volontà. Ma l’uomo deve sapere che c’è una volontà sopra di lui che supera le volontà umane, la quale farà crollare gli altissimi piani di questi idoli come case di carta. L’Angelo sterminatore di Dio cancellerà per sempre la vita dei neo-ricchi, viziata dalla sacrilega superstizione, che non è giammai la dottrina del mio Vangelo. Quando l’Angelo della morte falcerà il loglio con la spada della giustizia, l’inferno si scaglierà con rabbia e ribellione sul giusto e soprattutto 5 6 7 6 Cfr. Geremia, c. XX, 7 - 18. Cfr Geremia X, 23. Cfr. Ida Lûthold: “Anna Maria Taigi”, Sviz- sulle mie vittime espiatorie e tenterà di distruggerle con i più spaventosi timori»6. – Ma già la Beata Anna Maria Taigi (1769-1837) aveva detto di «un flagello che non avrebbe origine dagli uomini, ma sarebbe stato inflitto da Dio direttamente alla terra. Esso sarà spaventoso, orribile e universale. Verrà all’improvviso quando nessuno vi penserà. I “senza Dio” saranno distrutti. Prima di questo, però, la guerra avrà già ucciso milioni e milioni di uomini e milio- La Madonna de La Salette in lacrime. ni d’altri moriranno ancora d’una morte improvvisa». E continuò : «Ci saranno su tutta la terra delle fitte tenebre che dureranno tre giorni e tre notti; sarà impossibile vedere qualunque cosa. L’aria sarà appestata e di ciò saranno vittime - ma non soltanto loro - soprattutto i nemici zera 1952, con “imprimatur”; p. 152 ss. 8 Cfr. Francesco Spadafora: “Suor Elena Aiello, a Monaca Santa”, Città Nuova Editri- della religione. Durante tutto il tempo dell’oscurità, non si potrà fare luce. Solamente le candele benedette si lasceranno accendere e faranno luce. Chi aprirà la finestra, spinto dalla curiosità per guardare all’esterno, o uscirà di casa sua, sarà ucciso sul colpo! Durante questi tre giorni, la gente dovrà restare in casa e dire il Rosario e implorare la misericordia di Dio»7! – Suor Elena Aiello, “La Monaca Santa” (1895 - 1961)), Fondatrice delle Suore Minime di N.S., stigmatizzata, consultata di frequente da Pio XII8. In un manoscritto del suo confessore, tra l’altro si legge: 1. «la visione della Città del Vaticano invasa dai comunisti in rivolta, con persecuzioni al Santo Padre e alla Chiesa»; 2. «la punizione dei cattivi e dei malvagi, fatta direttamente da Dio»; 3. «fuoco mai visto scenderà su tutta la terra e gran parte dell’umanità sarà distrutta»; 4. «La Russia sarà quasi completamente bruciata»; 5. «il mondo è sprofondato in una corruzione strabocchevole... i governatori dei popoli si sono resi veri demoni incarnati, e mentre parlano di pace, preparano le armi più micidiali... per distruggere popoli e nazioni»; 6. «una procella di fuochi si abbatterà su tutto il mondo. Il terribile flagello, mai visto nella storia dell’umanità, durerà settanta ore»...; 7. «La Russia marcerà su tutte le nazioni d’Europa, particolarmente sull’Italia, e innalzerà la sua bandiera sulla cupola di S. Pietro»...; 8. «Anche Roma sarà punita secondo giustizia per i suoi molti e gravi peccati, perché lo scandalo è arrivato al colmo...»; 9. «Si vedrà il fiume Reno della Germania pieno di cadaveri e di sangue...». *** Basterebbe questo, Eccellenza, per farci riflettere e metterci in ginocchio davanti a Dio, supplicando la sua misericordia divi- ce, Roma 1964. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 torrenti di sangue scorreranno sulle sue vie. Su tutti i luoghi di essa s’innalzeranno turbini di fumo e colonne di fuoco che andranno a sperdersi tra le nubi...». «Per otto giorni l’intensità dei nembi di fumo oscurerà il sole, e per un mese graviterà la piramide di fumo su Parigi annientata per sempre!». na. Tuttavia, credo opportuno riferire ancora quello che descrisse la celebre veggente Anna Caterina Emmerich (1774 - 1824) che vide, in visione, l’attuale costruzione della falsa - perché massonica Chiesa Ecumenica: «Essi costruivano una grande Chiesa, stravagante e pazzesca, nella quale tutti dovranno andare di comune accordo con parità di *** diritti: evangelisti, cattolici e tutte le sètte. Dovrà essere una coE termino citando quello che San munità di profani con un sol paPaolo dice nella sua prima lettera store e un sol gregge». ai Corinti (XIV, 1 - 5): «Colui che «Viaggiavo attraverso una conprofetizza parla agli uomini, li trada oscura e fredda, e come aredifica, li esorta, li consola... ed rivai nella grande città (Roma), edifica la Chiesa». qui, vidi di nuovo la grande e Anche quello che scrisse San Piesingolare chiesa che vi si cotro: «Salvatevi da questa generastruiva. In essa non vi era nulla zione perversa!» (Lc. XVII, 26 ss.) di santo... e l’apporto veniva dato sotto le forma più meccaniche. Vidi salire e scendere spiriti planetari. Si faceva tutto secondo i dettami dell’umana ragione... Vidi l’azione degli orgogliosi spiriti planetari... Vi era in tutto ciò qualcosa di orgoglioso, di presuntuoso, di violento, e NOTE tutto sembrava che avesse succes9 Cfr. I brani sono tratti dall’opera di K. so... Non vidi un solo Angelo né un E. Schomôger: “Das Leben der gottsolo Santo cooperare a quell’opeGesù precipita Satana. seligen Anna Katharina Emmerich” ra... Però, vidi, molto più lontano, Mattia Preti (1613-1699). Museo Capodimonte, Napoli. (tre volumi), Freiburg 1967-70. sullo sfondo, il trono di un popolo Quest’opera fu tradotta in francese da selvaggio, armato di spade, e una E. De Cazalés, Vicario generale di Verfigura che rideva e diceva: “Cosaglia (Tequi éditur, 82, rue Bonaparte, struisci pure così solidamente 1923 - Visione del 12 novembre 1820. come tu vuoi, tanto noi butteremo tut10 Cfr. “I Futuri destini degli Stati e delle Bretone, riprodotta in diverse opere, coto a terra”...»9. me quella di Cerri10. Nazioni” in cui si parla della distruzione di «Parigi sarà distrutta dalle fiamme, e Parigi. Come finale, trascrivo un’antica profezia NO ALL’ABORTO. Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) NO VIT À Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 7 I GRANDI BANCHIERI OSSIA I PIRATI E USURAI MONDIALI di D. E. 3 mschel Meyer Rothschild spiegò come la “Rivoluzione inglese” fu ideata dai banchieri, col controllo dell’economia, l’aumento del debito nazionale ed i prestiti per combattere le guerre che essi stessi avevano fomentato. E che così si poteva ugualmente fare, utilizzando la Massoneria e le società segrete, per far scoppiare la rivoluzione e giungere al dominio finanziario e politico europeo e mondiale1. Poco dopo, Mayer Rothschild aiuta e finanzia l’ebreo Adam Weishaupt, per la nascita della sètta segreta degli “Illuminati di Baviera”, per giungere all’infiltrazione e dominio della Massoneria e altre sètte segrete similari2. Già nel 1850, i Rothschild erano la famiglia più ricca d’Europa, e la banca multinazionale più influente d’Europa, capaci di inserirsi e condizionare le banche nazionali, e tramite l’inserimento nelle banche nazionali, e negando o concedendo i prestiti internazionali, riuscirono ad evitare ovunque leggi a loro sfavorevoli, e a far passare il princìpio della “Banca Centrale emittente” in ogni Stato, non controllata dal Governo degli Stati, ma dai grandi banchieri. Cominciarono a finanziare e a gradualmente inserirsi nei grandi monopoli internazionali (i precursori delle moderne “multinazionali”). Si inserirono nella nascente economia e sistema bancario americano e, visto che il sistema economico-legislativo più “liberale” era più favorevole ai loro progetti di dominio mondiale, trasferirono, infine, la loro sede centrale in USA, a New York. All’inizio del 1900, si calcola che i Rothschild potevano controllare metà della ricchezza commerciale mondiale! David Icke nel cap. III del suo libro “E la A 1 Cfr. “Chiesa Viva”, n. 337, p. 16, e n. 338 p. 16: “Il governo mondiale nel piano di A. M. Rothschild”. 2 Cfr. i continui articoli del dott. F. Adessa: 8 Banco di cambia monete. verità vi renderà liberi” (Macro edizioni), scrive: «Il patrimonio dei Rothschild aumentò vertiginosamente poiché i Rothschild manipolavano i governi e operavano attraverso la rete della Massoneria per seminare guerre e rivoluzioni, spesso prestando denaro a entrambi gli schieramenti in lotta nei conflitti che ne scaturivano. Vedete che questa è una pratica di routine “Conoscere la massoneria” su “Chiesa Viva”; AA. VV., “La massoneria: ecco il nemico”; “La massoneria: società segreta ed iniziatica”; Ed. Civiltà, Brescia; Piero Mante- per l’élite dei banchieri. È facile creare conflitti e guerre; basta solo controllare un dittatore o un governo, assicurarsi che essi abbiano i mezzi per costruirsi un esercito potente e poi incoraggiarli o istruirli a invadere altri paesi. Quei paesi ovviamente si difendono, ed ecco fatto che scoppia una guerra. Ho sentito dire che dalle guerre nessuno trae guadagno; questo non è vero! I banchieri ci guadagnano di continuo, a breve termine. Prestano denaro per finanziare entrambi le parti e realizzano dei profitti enormi sugli interessi. Poi, quando i due o più paesi si sono devastati l’un l’altro con l’aiuto del denaro fornito dalle banche, quelle stesse banche prestano loro ancora più soldi per ricostruire le loro nazioni e le infrastrutture distrutte. Questo produce ancora più profitti per le banche e, attraverso il debito, fornisce loro il potere di controllo di quei paesi e dei loro popoli. L’impero dei Rothschild divenne ben presto assai esperto in tali manipolazioni, come pure gli imperi americani di J. P. Morgan, di Rockefeller. Ci sono prove che dimostrano che la “Casa Rothschild” ha dato origine ad entrambi questi imperi finanziari e bancari americani, e ciò dimostra l’abilità dei Rothschild nel nascondere la portata del loro potere e nell’esercitare il controllo, celandosi dietro uomini e organizzazioni di facciata. I Rothschild, proprietari delle principali società bancarie, aprirono filiali in tutto il mondo con lo scopo di operare nelle borse ed emettere prestiti per Governi, Enti, industrie e privati. Divennero proprietari di compagnie che si svilupparono con svariati nomi per nascondere la portata dell’influenza del loro potere e infiltrazione. ro, “La Faccia nascosta della storia” (con “I Protocolli di Sion”); A. Sorrentino, “Conoscere la massoneria”, ed. Segno Udine. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 È così che opera ancora oggi il sistema finanziario, con pochi al centro che si servono di un’infinità di facciate e di nomi diversi che fanno capo alla stessa organizzazione. Basta guardare i nomi dei negozi di un centro cittadino qualsiasi; se andate a vedere di chi sono, vi accorgerete che si tratta sempre dei pochi gruppi. In America, l’impero dei Rothschild fu rappresentato da compagnie come Kuhn, Loeb & Co. Ed è probabile che altre compagnie americane, come la J. P. Morgan, la Speyer e la Lehman fossero controllate o profondamente influenzate dai Rothschild. I rappresentanti dei Rothschild, sparsi per il mondo, continuano a manipolare gli eventi per espandere il loro potere e per realizzare un piano a lungo termine che rispecchiava quello degli “Illuminati” e della massoneria: la dominazione del mondo. L’Élite Globale si è creata una rete bancaria attraverso le Banche Centrali di ogni paese che operano insieme per manipolare il sistema, in tutta Europa e negli Stati Uniti. Tutto ciò sarebbe in seguito coordinato dalla “Banca dei Regolamenti Internazionali” di Basilea, in Svizzera, e da un’élite di tredici uomini della “Commissione bancaria internazionale” di Ginevra, sempre in Svizzera. Vedete che la Svizzera viene sempre lasciata in pace quando l’Europa entra in guerra. Ecco perché: è il centro finanziario élite Globale. L’idea di una Banca Centrale in ogni paese è stata un’altra ispirazione élite. Ma i banchieri non possono fare tutto questo da soli. Hanno bisogno della rete della Massoneria e delle società segrete similari, per manipolare le circostanze e far scoppiare i conflitti. Una società segreta ha i membri ordinati gerarchicamente in forma di piramide. Chi sta al vertice è stato istruito in tutta una serie di conoscenze segrete. La società segreta serve per reclutare, selezionare e addestrare i potenziali discepoli che vengono reclutati tra i membri alla base della piramide e, se superano tutti i gradi, nel Rito Scozzese Antico ed Accettato della massoneria sono 33, ricevono, per ogni grado che superano, parte della conoscenza segreta. Una società segreta non si limita solo a perpetuare la conoscenza segreta; il suo scopo è di influenzare e dominare la società, grazie al potere che le conferisce questa conoscenza: chi dispone di una maggiore conoscenza, è in grado, senza darlo a vedere, di manipolare chi non ne dispone, assoggettandolo ai suoi fini. Per svolgere questo compito, man mano che seleziona e addestra i suoi membri, la società segreta li aiuta e li favorisce nella carriera fin da quando sono ancora studenti, affinché raggiungano tutte le cariche direzionali sia pubbliche che private, oppure mette i suoi agenti in posizione di collaboratori di presidenti e capi di governo, da dove riescono a influenzarli e dominarli, grazie alle loro conoscenze segrete. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Nel frattempo, tutti i vertici delle numerose e varie società segrete cooperano segretamente fra loro per influenzare, manipolare, controllare e dominare il mondo. Casi drammatici si verificano quando una famiglia, già al vertice di una società segreta, incomincia ad istruire l’erede (le donne non sono ammesse), sul vero lavoro che pratica la famiglia, e questi, che prima non ne sapeva niente, può avere una netta reazione di rifiuto, e magari medita di rendere pubblico ciò che ha saputo. Se leggete sui mass media la notizia di un inspiegabile suicidio di un giovane di una notoria e facoltosa famiglia, può darsi che sia proprio la “soluzione” che la società segreta ha messo in atto in un caso del genere». David Icke, come altri autori, scrive che il mondo viene controllato dalla Élite Globale, dove i Rothschild costituiscono il vertice del potere economico, e le sètte segrete forniscono gli uomini adatti a rivestire ogni genere di carica pubblica, segreta, privata, o statale, atta a perpetuare e rafforzare il controllo e il potere che esercitano in tutto il mondo. Nathan Rothschild, inviato dal padre, Amschel Meyer Rothschild, in Inghilterra nel 1797, si impadronisce della Banca d’Inghilterra nel 1830. In questa ottica, le società segrete assomigliano a una banda di delinquenti: sono tutti d’accordo nei loro intenti di dominio, ma litigano senza posa nella spartizione del bottino, cioè del potere. Può sembrare fantascienza, ma i prestiti e l’indebitamento degli Stati verso le Banche Centrali e verso la Banca Mondiale, è il mezzo privilegiato dei banchieri della Banca Mondiale per il progressivo impossessamento e dominio sulle risorse mondiali. E ciò vale anche nei confronti degli USA che, nonostante tutta la loro ricchezza, sembrano da sempre in procinto di “entrare in recessione” e sono indebitati di miliardi di miliardi di dollari, e la sua popolazione passa tutto il tempo a lavorare, e se non trova lavoro perde la casa, la possibilità di curarsi, la pensione, e fa la fame. Le grandi banche possiedono le risorse degli Stati Uniti, così come possiedono le importanti risorse di quasi tutti i paesi del mondo. I grandi banchieri hanno usato questa ricchezza e questa montagna di crediti per comprare e controllare le compagnie petrolifere globali, le multinazionali di ogni genere, i mass-media, le industrie di armamenti, le aziende farmaceutiche, i politici, i “consiglieri” politici, i vertici militari e dei servizi segreti, e praticamente tutto quello che serve loro per controllare il mondo. Le stesse poche persone e famiglie possiedono tutto! Nascondono questa verità dietro le organizzazioni di facciata, e il loro desiderio di rimanere nell’ombra viene assolutamente rispettato dai mezzi di informazione (di cui hanno il possesso). Solo i Rothschild e i Rockefeller controllano una rete incredibile di banche, compagnie petrolifere, multinazionali, compagnie aeree e numerose altre organizzazioni. La Chase Manhattan Bank di New York e la National City Bank di Cleveland, dei Rockefeller-Rothschild hanno di per sé abbastanza potere da scatenare, volendo, il panico finanziario mondiale. A controllare il sistema finanziario mondiale sono solo tredici persone, i membri della “Commissione Bancaria Internazionale” di Ginevra, in Svizzera, fondata, su incarico dell’Elite, nel 1972. La “Commissione” è composta da due membri rispettivamente della “Riserva Federale” statunitense, della “Banca d’Inghilterra”, delle Banche Centrali di Germania, Francia e Svizzera, e di un solo membro delle Banche Centrali di Olanda, Austria e Scandinavia. Questa élite delle banche è controllata da famiglie come i Rothschild i Rockefeller, i Bilt e i Goldberg. Tramite la “Banca dei Regolamenti Internazionali”, la “Commissione” coordina le politiche delle Banche Centrali nazionali. Costoro decidono la massa circolante ed i tassi degli interessi, senza dipendere dall’opinione dei presidenti degli Stati e dei politici, che, più che i vertici del potere politico effettivo, sembrano essere dei burattini nelle loro mani. Dopo essere giunta al controllo basilare, che è quello delle Banche, specie le Banche Centrali con la creazione e manipolazione del denaro, oggi gli iniziati della Élite controllano tutto: controllano la politica, la produzione, gli affari, gli eserciti, la polizia, i servizi segreti, l’istruzione, 9 e i mass-media di tutto il mondo. Controllano le guerre locali, le mafie, la delinquenza, il commercio delle armi, della droga, della prostituzione, delle emigrazioni mondialiste, ecc..3 Per meglio raggiungere il loro fine si sono alleati a Satana. I vertici dell’organizzazione sono satanisti, anti-cristiani, e lavorano per la distruzione del cristianesimo, per la “rivoluzione culturale”, cioè per la diffusione del vizio, dell’erotismo, della droga, della magìa, del satanismo, ecc..4 Una volta acquisito il controllo dei mass-media, è stato facile, nascondere la verità alla gente. E impedire la presa di coscienza del continuo ladrocinio di ricchezza, e del dominio politico, culturale e delle informazioni. E l’Élite Globale, attraverso i suoi agenti, sposta l’attenzione e propone al mondo, come rimedio ai problemi da lei stessa creati, i vari “capri espiatori”, la solita “lunga lotta al nemico di turno” che può essere un altro paese o di etnìa, classe, religione, ideologico e politico, allo scopo espresso di far scoppiare conflitti e di fuorviare i popoli dall’origine del loro vero asservimento, e perpetuare e rafforzare il sistema che espropria e fa sprofondare sempre di più i popoli nel debito, e così privare i popoli del mondo dell’indipendenza economica e della libertà politica, religiosa e civile. dute dalle Banche che concorrono a formare il Capitale sociale, sono i punti focali della rete finanziaria dell’Èlite, e continuano ad essere controllate dall’Èlite bancaria. c) Una volta compreso il meccanismo di questo piratesco sistema, secondo cui la Banca Centrale nazionale (di facciata pubblica, ma in realtà dei grandi Banchieri privati) stampa la moneta circolante, se ne appropria di tutto il Valore nominale, e lo dà allo Stato e ne riceve “Titoli di Stato” fruttiferi di perenni interessi, si capiscono anche le conseguenze per i singoli popoli/nazioni: OSSERVAZIONI Ritorniamo al fatto più sorprendente: l’impossessamento, da parte dei banchieri centrali, della moneta e credito circolante, con furto alle singole nazioni. La maggior parte dei cittadini europei, americani, ecc. non si rendono neanche conto che la Banca Centrale nazionale, che la Riserva Federale USA, sono una Banca. Essi credono: a) che il Governo non possa essere così stupido o corrotto da permettere a un cartello di banche private di governare il paese. (Il che è sbagliatissimo! La Riserva Federale USA, la Banca d’Inghilterra, la Banca di Francia, la Banca d’Italia, ecc. sono Banche il cui Capitale sociale iniziale è stato conferito dalle maggiori banche commerciali nazionali. E perciò, al di là della facciata, sono Banche di proprietà dei grandi banchieri privati! E non solo banchieri nazionali ma anche esteri, perché il denaro degli azionisti è internazionale). 120 Broadway: il palazzo di New York dove i finanzieri ebrei di Wall Street pianificarono, oraganizzarono e finaziarono la rivoluzione bolscevica in Russia. b) che la parola “nazionale”, “federale” significa che essa fa parte del Governo (anche questo è sbagliatissimo!). Quel titolo è una abilissima maschera. Le Banche Centrali sono controllate-posse- 1) non c’è alcuna speranza che essi possano riuscire a rimborsare il capitale... (che in realtà è stato rubato loro, perché corrisponde alla moneta che ha circolato e che circola), ma che anzi questo “debito pubblico” non farà altro che continuare a crescere..; 2) questo “debito pubblico” è inoltre gravato degli interessi dei Titoli pubblici, che i popoli e nazioni devono continuare a pagare in perpetuo ai Banchieri, e che i figli e le generazioni future continueranno a pagare per l’eternità! Voi dite: “È terri- 3 Cfr. http.//digilander. libero. it/weishaupt/ nwo.htn-d + Gli Illuminati: i gruppi controllati; La struttura, Le interconnessioni.. + I signori del mondo. 4 Cfr. http.1/digilander. libero. it/weIshaupt/ nwoItmI + Il governo invisibile; + La Cia e la droga, + Orrori sui bambini e imperialismo satanico; + Intervista a G.Cosco. http://coscogiuseppe.tripod.com/ +Stregoneria e potere;+ Intervista a M. Blondet. 5 Cfr. www.terraeliberazione.org/ark5.htm (La grande rapina); www.informationguerrilla.org 10 bile!” Si, è proprio così!. E per pagare questi “interessi del “debito pubblico” (che finiscono nelle tasche dei più grandi banchieri-capitalisti) i Governi degli Stati sono giunti a dover prelevare, come Imposte e Tasse, dal 35 al 50% del reddito prodotto dai loro cittadini! Se non ci fosse il crescente indebitamento di capitale e obbligo di pagamento del “servizio del debito”, le Imposte e Tasse statali gravanti sui cittadini e imprese, sarebbero ridotte al minimo. Nella maggioranza degli Stati, le spese per il “servizio del debito pubblico” sono superiori alle spese nazionali annue per la sanità, alle spese nazionali annue per l’istruzione, ecc. Le insolvenze, cioè le impossibilità dello Stato di pagare gli “interessi del debito pubblico” permettono all’Élite bancaria di impossessarsi dei beni, servizi e industrie degli stessi Stati. La loro tattica è sempre la stessa, e ormai è ingigantita a livello mondiale. Per questo, premono sui loro “dipendenti” politici, affinché le leggi nazionali e i mezzi di informazione facilitino la globalizzazione e mondializzazione di capitali, mezzi di produzione, uomini. Si sono dati una faccia legale mondiale con l’ONU e con la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale. E anche tramite essi continuano la loro infiltrazione per il dominio a livello mondiale. La Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, le Grandi Banche, offrono denaro e prestiti alle Banche nazionali locali e via via le legano a sé e le controllano; hanno interesse a prestare ed indebitare i popoli del globo con grandi somme, facendo loro sperare la ripresa economica, che invece frustrano con concorrenza economica, speculazioni, disordini interni, guerre, ecc, per accrescere il loro indebitamento, e così poi per impossessarsi delle risorse di quegli Stati, cominciando dalla “privatizzazione” (cioè l’acquisto a prezzo stracciato) dei servizi pubblici (acqua, luce, gas, telefono, ferrovie, trasporti, giornali, canali TV, ecc.) il che permette loro il controllo e dominio capillare dello Stato e della popolazione. È il nuovo Imperialismo finanziarioeconomico globale. Per facilitare il quale è necessaria la “globalizzazione” del mercato, economico e finanziario. Come prova lampante della perversione di questo sistema finanziario mondiale basta leggere l’illuminante intervista a Greg Palast, sulle cause reali della disastrosa situazione finanziaria ed economica dell’Argentina, e sulla responsabilità della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, come pure quella analoga a John Pilger5. (continua) + FM: i quattro passi verso la dannazione; + Intervista a John Pilger; I predatori dell’ordine monaidale; + Le basi finanziarie del nuovo capitalismo; è Un’altra economia è necessaria. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Occhi sulla Politica MEMENTOTE! “INIMICA VIS” (Leone XIII - 8 dicembre 1892) Antifona Mementote, potenti tracotanti, Che siete m...., come tutti quanti! Potenti della terra, ricordate Che siete m...., e m.... tornerete, Siccome tutti - non dimenticate! Anche se “padreterni” vi credete, E ai popoli del mondo vi mostrate, Mistificando, quello che non siete, E con il petto in fuori camminate, Ridicolmente, e non ve ne accorgete! Potenti della terra, MEMENTOTE, Che siete m.... come tutti siamo, E se sapere questo non vi scuote, Allora inutilmente ragioniamo, Perché le vostre teste sono vuote, Siccome quella dell’antico Adamo! Prof. Arturo Sardini Antifona Mementote, potenti tracotanti, Che siete m...., come tutti quanti! A GESU’, GIUSEPPE E MARIA Carssimi, Vi mando qualche verso, Per dirVi che i Pastori della Chiesa, Col frammassone e il fariseo d’intesa, Il gregge del Signore hanno disperso! Il Vaticano, inoltre, nella vile impresa Di firmare al Sinedrio anche la resa, Per cui l’Incarnazione è tempo perso! E questo è quel che avviene in Vaticano, Mentre la situazione in Palestina, È nelle mani dell’Israeliano, Che applica la talmudica dottrina, Contro i goym, con l’anglo-americano, Per cui l’Apocalisse s’avvicina! Prof. Arturo Sardini “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Non è un caso che nelle nazioni latine, dove la massoneria s’era inserita nell’organismo nazionale, si fosse diffusa una corruzione politica così vasta, che esse, con una facilità inaudita, crollarono, come tronchi corrosi, sotto le armi nemiche, all’esterno, e sotto le dittature, all’interno. Attraverso un lavacro di lagrime, esse oggi si rilevano come da una tavola anatomica, su cui siano state svenate; ma il loro avvenire dipenderà anche dalla resistenza che sapranno opporre al ripullulare di società segrete che, perché segrete, non possono non cospirare allo sfruttamento della democrazia e al suo annullamento. Anche in quest’ordine, l’interesse religioso s’è visto coincidere con l’interesse nazionale. I. - CUSTODI DI QUELLA FEDE a cui le nazioni cristiane vari debitrici del loro morale e civile riscatto, Noi mancheremmo ad uno dei Nostri supremi doveri, se non levassimo spesso e ben alto la voce contro l’empia guerra, onde si tenta, diletti figli, rapirvi sì prezioso tesoro. Di questa guerra, ammaestrati ormai da lunga e dolorosa esperienza, voi ben conoscete le terribili prove, e nel vostro cuore di cattolici e d’Italiani altamente la deplorate. E veramente si può essere italiani di nome e di affetto, e non risentirsi delle offese che si fanno ancor oggi a quelle divine credenze, che sono la più bella delle nostre glorie, che dettero all’Italia il primato sulle altre nazioni ed a Roma lo scettro spirituale del mondo; che sulle rovine del paganesimo e della barbarie fecero sorgere il mirabile edifizio della cristiana civiltà? Si può essere di mente e di cuore cattolici, e mirare con occhio asciutto, in quella terra medesima nel cui grembo l’adorabile nostro Redentore si degnò stabilire la sede del suo regno, impugnate le sue dottrine, oltraggiato il suo culto, combattuta la sua Chiesa, osteggiato il suo Vicario, perdute tante anime redente col suo sangue, la porzione più eletta del suo gregge, un popolo, stato per ben diciannove secoli a lui sempre fedele, esposto ad un continuo e presentissimo pericolo di apostatar dalla fede, e sospinto in una via di errori e di vizi, di materiali miserie e di morale abiezione? Diretta ad un tempo contro la patria celeste e la terrena, contro la religione dei nostri padri e la civiltà trasmessaci con tanto splendore di scienze, lettere ed arti da loro, la guerra di cui parliamo, voi la capite, diletti figli, è doppiamente scellerata, e rea non meno di umanità offesa che di offesa divinità. Ma d’onde essa muove principalmente se non da quella sètta massonica, della quale discorremmo a lungo nell’Enciclica “Humanum genus” del 20 aprile 1884 e nella più recente del 15 ottobre 1890, indirizzata al Vescovi, al Clero e al popolo d’Italia? Con queste due Lettere strappammo dal viso della massoneria la maschera onde si velava agli occhi dei popoli, e la mostrammo nella cruda sua deformità, nella sua tenebrosa e funestissima azione. (continua) 11 Documenta-Facta Non è chiaro se O’Connor abbia dovuto firmare una confessione riguardo ai crimini di cui è accusato. È infatti pratica comune in Arabia Saudita che, durante la tortura, la polizia religiosa faccia firmare ai prigionieri documenti in arabo, dicendo loro che sono relativi al rilascio. L’accusato scopre, solo successivamente, di aver firmato la propria ammissione di colpevolezza. ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA INDIA: UMILIATE PER CRISTO Il 6 febbraio 2004, estremisti hindu hanno attaccato e umiliato otto donne nello Stato di Orissa, India. Le otto donne, di cui due ragazze quindicenni, sono state strappate a forza dalle loro case mentre i mariti erano al lavoro e obbligate a rinunciare al cristianesimo. Al loro rifiuto, sono state picchiate duramente, spogliate e fatte camminare nude per tutto il villaggio; poi, è stata rasata loro la testa. Dopo ulteriori minacce, sono fuggite con la propria famiglia dai loro villaggi, Kilipala e Kanmul nel distretto di Jagatsinghpur. Una delle vittime, Nisha Samal, ha riportato di aver ricevuto minacce anche dagli abitanti del villaggio: «Ci hanno detto che se non ci fossimo riconvertite all’induismo ne avremmo pagato le conseguenze». Comunque, nessuna di loro ha rinunciato al cristianesimo, anzi, hanno dichiarato che la loro fede si è rafforzata. Alcuni cristiani della zona hanno dichiarato che è in atto una campagna di disinformazione sul cristianesimo da parte di membri di molti gruppi estremisti hindu, e questo potrebbe aver scatenato gli attacchi. Le donne hanno riferito ad una TV indiana che, inizialmente, la polizia non voleva ricevere le loro denunce. Avrebbe poi avviato le indagini, ma fino ad ora non è scattato alcun provvedimento concreto. La violenza nei confronti dei cristiani, in India, sta progressivamente aumentando di intensità. In gennaio, sei missionari sono stati brutalmente picchiati sempre nello Stato d Orissa, mentre in altre aree sono sempre più frequenti le notizie di attacchi a cristia- 12 ni e di chiese bruciate da estremisti hindu. ARABIA SAUDITA: TORTURE E MENZOGNE Il 25 marzo 2004, Brian O’Connor, un dipendente della Saudi Arlines, di religione cristiana, è stato arrestato dalla Muttawa (la polizia religiosa dell’Arabia Saudita) nelle strade di Riad, la capitale dell’Arabia Saudita. Fonti attendibili riferiscono che O’Connor è stato trascinato in una moschea dove è stato torturato. In questo momento, è detenuto nella stazione di polizia Olaya di Riad. O’Connor ha potuto ricevere visite e ha riferito di essere stato incatenato ai piedi e appeso a testa in giù: «Gli agenti della Muttawa hanno giocato a calcio con me - ha detto - venivano a turni di quattro e mi prendevano a calci nel petto e sulle costole, e questo trattamento è continuato fino alle due del giorno dopo». Ha riferito anche di essere stato frustato sulla schiena e sulle piante dei piedi con dei cavi elettrici e prova molto dolore quando cammina; inoltre, si è probabilmente rotto una costola. La polizia afferma che O’Connor è accusato di aver predicato il Vangelo, di reati collegati alle droghe e di aver venduto alcolici. Le autorità hanno anche precisato che le accuse sono state formulate dalla Muttawa e che loro non hanno prove dirette di questi reati. O’Connor è stato infatti interrogato dalla Muttawa e non dalla polizia. La Muttawa ha comunicato che Brian O’Connor sarà processato per queste accuse e che i tempi per il processo sono di circa 6-7 mesi. Algeria Guerre coloniali e civili per quasi mezzo secolo hanno portato decine di migliaia di morti. Due terzi degli algerini sono giovanissimi. Popolazione: 31.471.278 (2000). Religione: musulmani 96,68%; non religiosi 3,02%; Cristiani 0,29%; Baha’i 0,01%. Forma di governo: le elezioni del 1992, vinte dai partiti islamici, sono state annullate dai militari. I fondamentalisti caldeggiano l’adozione della legge islamica (Sharia). Persecuzione: negli anni recenti, i cristiani hanno subìto violenza dal “Fronte di Salvezza Islamico”, tristemente conosciuto perché i suoi membri sono soliti marciare attraverso i paesi e tagliare la gola a chiunque non accolga il loro appello al fondamentalismo islamico. Il proselitismo non è permesso. La chiesa: la presenza cristiana in Algeria è molto debole. Nelle città, i cristiani tengono un basso profilo, mentre, nei villaggi Kabyle, le riunioni cristiane sono pubbliche. Sudan È la nazione più estesa dell’Africa. Il governo musulmano del Nord ha dichiarato la jihad contro i cristiani del Sud, causando oltre due milioni di morti dal 1985. Popolazione: 29.489.719 (2000). Religione: musulmani 65%; Cristiani 23,19%; Etnico/Tradizionale 10,61%; non religiosi/altro 0,20%. Forma di governo: dal 1989 è al potere una giunta militare. Il governo è controllato dagli estremisti musulmani, dal 1983 in lotta con le provincie del Sud prevalentemente cristiane. Persecuzione: l’obiettivo degli estremisti islamici è quello di eliminare il cristianesimo. Per far questo uccidono pastori, leader di chiesa e semplici credenti; bombardano e distruggono scuole, chiese e ospedali, e operano conversioni forzate all’Islam. La chiesa: nonostante le atrocità, la chiesa in Sudan rimane viva e cresce. L’attività evangelistica è molto difficile, ma i movimenti di popolazioni, dovuti alla guerra, hanno portato molti a conoscere Cristo. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 LA GRANDE “SETE” CHE UCCIDE L’AFRICA (450 milioni di persone senza acqua) Morire di sete o di acqua infetta. In testa alla triste graduatoria dei flagelli che colpiscono l’Africa, c’è proprio la mancanza di acqua potabile. Un bambino, ogni sette secondi, muore a causa delle infezioni trasmesse dall’acqua raccolta nelle pozzanghere o nei fiumi. La crescita demografica e la concentrazione di grandi masse nelle bidonville non fa che dilatare drammaticamente un problema destinato ad esplodere nei prossimi anni: “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 450 milioni di africani non hanno un accesso soddisfacente alla risorsa vitale (cioè un minimo di 20 litri a persona ogni giorno, secondo l’ONU). Algeria e Libia, che si riforniscono dalle falde fossili che non si ricaricano con le piogge, tra pochi anni si ritroveranno a secco. Mentre l’agricoltura, in via di sviluppo, potrebbe aggravare il quadro: secondo la FAO, l’85% dell’acqua sarà assorbita dall’irrigazione. Eppure, a parte le zone desertiche, l’Africa possiede grandi riserve idriche che sono poco sfruttate. Ma servono giganteschi investimenti per costruire dighe e acquedotti. Ecco allora che “Veolia Water”, “Suez Lyonnaise des eau” e “Saur”, le tre sorelle francesi dell’oro blu, stanno conquistando l’Africa. L’alternativa è tra morire di sete e cedere il controllo delle fonti alle multinazionali. (Giuseppe Altamore) 13 FACCIAMO QUADRATO INTORNO ALL’EUCARISTIA di A. Z. «L’Eucaristia è il cuore della Chiesa: dove la vita eucaristica fiorisce, fiorisce anche la Chiesa!» (Giovanni Paolo II) 2 L’Eucaristia: anima dell’azione caritativa L’Eucaristia: anima dell’espansione ecclesiale, dell’evangelizzazione e dell’apostolato – L’Eucaristia si presenta come fonte e culmine di tutta l’evangelizzazione, cosicché i catecumeni sono introdotti, a poco a poco, alla partecipazione dell’Eucaristia, e i fedeli, già segnati dal sacro Battesimo e dalla Confermazione, sono pienamente inseriti nel Corpo di Cristo per mezzo dell’Eucaristia (PO 5). – Per mezzo dell’annuncio apostolico del Vangelo, il Popolo di Dio viene convocato e adunato in modo che tutti coloro che appartengono a questo Popolo, dato che sono santificati con lo Spirito Santo, possano offrire se stessi come “ostia viva, santa, accettabile a Dio”. Inoltre, è attraverso il ministero dei Presbiteri che il sacrificio spirituale dei fedeli viene reso perfetto, perché viene unito al Sacrificio di Cristo, unico mediatore: questo Sacrificio, infatti, per mano dei Presbiteri e in nome di tutta la Chiesa viene offerto nell’Eucaristia in modo incruento e sacramentale, fino al giorno della venuta del Signore. A ciò tende e in ciò trova la sua perfetta realizzazione il ministero dei Presbiteri. Effettivamente il loro servizio, che comincia con l’annuncio del Vangelo, deriva la propria forza e la propria efficacia dal Sacrificio di Cristo, e ha come scopo che “tutta la città redenta, cioè la riunione e società dei santi, si offra a Dio come sacrificio universale per mezzo del Gran Sacerdote, il quale ha anche offerto se stesso per noi con la sua Passione, per farci diventare corpo di così eccelso capo” (S. Agostino) (PO 2). Il lavoro apostolico è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio, mediante la fede e il Battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al Sacrificio e alla mensa del Signore (SC 10). 14 – La celebrazione eucaristica, per essere piena e sincera, deve spingere alle diverse opere di carità e al reciproco aiuto, all’azione missionaria e alle varie forme della testimonianza cristiana (PO 6). Tutti i fedeli, come membra del Cristo vivente, a cui sono stati incorporati ed assimilati mediante il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia, hanno lo stretto obbligo di cooperare all’espansione e alla dilatazione del suo Corpo, sì da portarlo il più presto possibile alla sua pienezza (Ef. 4,13) (AG 36). – L’Eucaristia è il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale, anzi, della Chiesa universale e di tutta l’umanità. Nell’adorazione eucaristica facciamo nostra la causa della comunità e della Chiesa universale ed estendiamo la carità a tutto il mondo, perché dappertutto ci sono membra di Cristo (Mysterium Fidei 3 6). L’Eucaristia: sommo bene della Chiesa Nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo che, mediante la sua Carne, vivificata e vivificante nello Spirito Santo, dà vita agli uomini (PO 5). Nella Liturgia della parola, durante la celebrazione della Messa, si realizza l’unità inscindibile tra l’annuncio della morte e risurrezione del Signore, la risposta del popolo che ascolta e l’oblazione stessa con la quale Cristo ha confermato, nel suo Sangue, la Nuova Alleanza: oblazione in cui si uniscono i fedeli, sia con i loro voti e preghiere, sia con la recezione del Sacramento (P 0 4). L’assalto modernista contro l’Eucaristia 1. Il Concilio ha indotto una svolta nella concezione della Chiesa, lasciando piuttosto in latenza il concetto di “Corpo Mistico”, sviluppato da Pio XII con l’enciclica “Mystici Corporis” sulla base del Nuovo Testamento, ed evidenziando il concetto di “Popolo di Dio” di ispirazione piuttosto vetero-testamentaria. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 L’idea di “Corpo Mistico” mette bene in centro Gesù che, come vero Dio e vero Uomo, nella sua mediazione di Sommo ed Eterno Sacerdote, unisce a sé la Chiesa per il culto dovuto a Dio e la redenzione dell’umanità: Gesù vi occupa, quindi, il posto centrale, che imprime al culto eucaristico una spinta verso l’alto, bene espressa dalle cattedrali antiche, dalla centralità dei tabernacoli e dal forte atteggiamento di adorazione (verticalismo preconciliare). Nell’idea di “Popolo di Dio”, un popolo in cammino verso la “Terra Promessa”, la persona di Cristo e della sua Presenza Reale nell’Eucaristia, viene collocata piuttosto in secondo piano, e quasi in latenza (orizzontalismo postconciliare). Tali concezioni della Chiesa, dogmaticamente ben fondate, risultano tuttavia cariche di conseguenze pratiche, ed esigono una reciproca integrazione: il concetto neo-testamentario di “Corpo Mistico” deve illuminare e integrare il concetto di “Popolo di Dio”, se non si vuol cadere nelle deviazioni, emerse nel postconcilio, in modo più devastante di quanto si è stato percepito fino ad oggi. La devastazione di fondo è quella democratizzazione della Chiesa, denunziata da Giovanni Paolo Il nella sua visita alla chiesa d’Austria. Dice il Papa: “L’espressione biblica “Popolo di Dio” (Laos tou Theoú) è stata intesa nel senso di un popolo strutturato politicamente (Demos, donde Democrazia), secondo le norme valevoli per ogni altra società. E poiché la forma di regime più consona all’odierna sensibilità è quella democratica, si è diffusa, tra un certo numero di fedeli, la richiesta di una democratizzazione della Chiesa. Voci di questo genere si sono moltiplicate anche nel vostro Paese, oltre che al di là delle sue frontiere. “Allo stesso tempo, l’interpretazione autentica della parola divina e l’annuncio della dottrina della Chiesa, hanno lasciato a volte il posto a un malinteso pluralismo, in virtù del quale si è pensato di poter individuare la verità rivelata per mezzo della demoscopìa e in maniera democratica. “Come non provare profonda tristezza nel costatare questi errori nei concetti riguardo alla Fede e alla morale che, insieme con certi temi della disciplina della Chiesa, sono invalsi nelle menti di tanto laicato? Sulla verità rivelata, nessuna base può decidere. La verità non è il prodotto di una Chiesa dal basso, ma un dono che viene dall’alto, da Dio. La verità non è una creatura umana, ma è dono del Cielo. Il Signore stesso l’ha affidata a noi, successori degli Apostoli, affinché - rivestiti di un carisma sicuro di verità (D V 8) - la trasmettiamo integralmente, la custodiamo gelosamente, e l’esponiamo fedelmente” (v. LG 25). (Osservatore Romano, 21 novembre 1998). Il fenomeno della democratizzazione della Chiesa si rivela, in certe deviazioni liturgiche, connesse con la tendenza orizzontalista: – emancipazione dal Magistero; – tendenza all’autonomia dal Papa nelle Conferenze episcopali; – tendenza a identificare il sacerdozio ministeriale dei presbiteri con il sacerdozio battesimale, quindi, a sostituire i sacerdoti coi laici nella stessa liturgia eucaristica; – tendenza dei movimenti ecclesiali (neo-catecumenali, Rinnovamento, Focolarini, ecc.) a sostituirsi ai sacerdoti nella catechesi e nella predicazione; – invadenza dei laici, donne comprese, nel culto eucaristico... 2. L’Eucaristia, in questo contesto di democratizzazione e orizzontalismo, subisce attacchi su tre frontiere: – attacco dottrinale, rivolto a negare la Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia e ad annullare del tutto l’indole trascendente del mistero eucaristico; – attacco liturgico di banalizzazione del mistero eucaristico come avvìo verso la negazione totale della Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia: decentramento dei tabernacoli, Comunione nella mano, rimozione degli inginocchiatoi, sostituiti da comode poltrone, diminuzione dei segni di riverenza, diminuzione o eliminazione del tempo di ringraziamento, segno di pace nell’immediata preparazione alla Comunione, ecc. – attacco liturgico di aperta profanazione del culto eucaristico: Messe spettacolo di klowns (“Clown Mass”), di ragazze in calzamaglia (Messe “New Look”), di danze con rock con “expression corporelle”, con simbolismi vari (Rhibnix Messen, ecc.), e con altre innumerevoli espressioni di creatività aberrante (cfr. Ubi Petrus n. 9). 3. Il modernismo, che comprende e ispira tutte le aberrazioni contro la Fede, non è una semplice eresia, ma, per la forza gravitazionale dei suoi stessi princìpi, tende a dissolvere la Fede in Cristo e precipitare nell’ateismo completo. Esso si presenta anche come progressismo, neo arianesimo, nouvelle theologie, ecc. Suoi cardini sono: – l’aggressione alle fonti della Rivelazione; – il rifiuto del Magistero; l’adattamento dottrinale e pratico al pensiero laicista (immanentismo, relativismo, liberalismo ecc.); – la riduzione di Cristo a semplice uomo (ritorno di Ario), l’agnosticismo totale. Libri scelti Caruso Antonio S. L. Cassiodoro. “Nella vertigine dei tempi di ieri e di oggi”, Ed. Rubbettino, 88049 Soveria Mannelli (Catanzaro), viale dei Pini 10, Tel. (0968) 66.20.34, pp. 324, L 30.000. Penetrante ricostruzione della figura di questo grande cristiano inserita in una laboriosa penetrazione nell’epoca delle invasioni barbariche (intorno al 500). Elena Dundovich, “Tra esilio e castigo, il Komintern il PCI e la repressione degli antifascisti italiani in URSS (193638)”, Ed. Carocci, Roma 1998, Tel. (06) 42 010195. Frutto di ricerche d’archivio, con particolare risalto alla situazione politica del momento e all’azione di Togliatti. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 15 IL “FUTURO DI DIO” A FATIMA di Arai Daniele 2 LA VERA REAZIONE AL GRANDE SCANDALO La reazione autenticamente cattolica si poggia sempre sulla Fede e perciò sulla Dottrina e sul Magistero della Chiesa. In questo senso, il fedele deve sapere dove si colloca il punto di rottura di un “nuovo vangelo”, che non solo nuoce gravemente a tutto il popolo cattolico e alla Chiesa, ma agli stessi deviati. Se il fedele non segue questa via, rischia di imbattersi contro enormi errori, armato solo di vaghi sentimenti e intenzioni, incapaci di risolvere nessun problema. Il cattolico deve, invece, localizzare la causa del male secondo la dottrina della Chiesa, che lo ha già illustrato in duemila anni di vita e di apostolato. La rottura con la tradizione cattolica, perché di ciò si tratta, consiste in negare con gli atti che ci siano due posizioni riguardo alla Verità: Fede in Dio, la “pistis”, e la “gnosi”, come auto-conoscenza. Con la Fede, l’uomo conosce la sua origine, natura e fine, attraverso la Rivelazione, mentre col pensiero gnostico, l’uomo s’illude di dedurre quale sia il suo bene futuro per edificare un nuovo ordine terreno, come vuole la Massoneria. Sentiamo, a proposito, l’illustre Padre Julio Meinvielle: “In tutta la storia umana, non vi sono che due modi fondamentali di pensare e di vivere: uno è cattolico: è la tradizione ricevuta da Adamo, Mosè e Gesù Cristo, di cui san Tommaso è stato il commentatore impareggiabile; l’altro, gnostico e cabalistico, alimenta di errori tutti i popoli, nel paganesimo e nella apostasia, prima del giudaismo e, dopo, dello stesso cristianesimo, 16 per un cattolico che vuole difendere la Fede, riferirsi ai fatti attuali senza riportarsi al “pensiero” che li ha prodotti. Sentirebbe dirsi, come è successo nel caso di Fatima, che queste iniziative non sono altro che l’applicazione della “pratica della Chiesa” secondo il Vaticano II, la sua lettera e i suoi araldi, il ché è tragicamente vero! Perciò, i “fatti” sono qui descritti perché si capisca a quali piani e poteri sono legati, sia nell’ambito della politica internazionale che di quella clericale, ossia dell’adesione di una nuova classe clericale al grande piano massonico di un “nuovo ordine mondiale” che superi l’Ordine cristiano. Un piano che va eseguito con la piena applicazione dei Vaticano II. Cominciamo, allora, per rivedere la “nuova evangelizzazione”, che riconosce il bene della cultura pagana e feticista in se stessa, come parte delle verità ispirate dallo stesso Spirito divino. Il santuario diella Madonna, a Fatima. come si constata particolarmente nel mondo moderno” (Cfr. “Dalla Cabala al Progressismo”). Il documento conciliare “Nostra aetate” è la chiave per capire queste “aperture”, che vanno da Assisi a Fatima, perché è stato concepito a misura del mondo moderno, per operare la rottura della Chiesa col suo passato. Inutile sarebbe, perciò, La pienezza della Religione divina non consiste proprio nel fatto che solo Dio può rivelarSi, che rivela il Bene e la Verità per il discernimento del male e del falso? Dz. 18 06: “Il Dio vivo e vero, creatore e Signore nostro, può essere conosciuto con certezza dalla luce naturale della ragione”. Dice S. Giovanni: “Carissimi, non prestate fede ad ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Questo è lo spirito dell’Anticristo...” ( 1 Gv. 4, 1 -3). “Sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio Suo Gesù Cristo: Egli è il vero Dio e la vita eterna. Figlioli, guardatevi dai falsi dei!” (ib. 5, 20). Tale inesauribile fecondità dei miti non può essere, perciò, che un eufemismo conciliare per riferirsi ad un esecrabile politeismo, e i penetranti tentativi della filosofia non sono che le vane illusioni di cui parla il Salmo (95, 5): “Tutti gli dei delle genti sono demoni”. “Non unitevi a un giogo estraneo cogli infedeli. Cosa ha che fare la giustizia con l’iniquità? la luce con le tenebre ? Che accordo tra Cristo e Belial? Quale collaborazione tra il fedele e l’infedele? Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli?” (2 Cr. 6, 14-16). Qui, la “Nuova aetate” insinua che ci sono una perfetta liberazione e una illuminazione suprema, aliene dalla Fede e dalla Chiesa, come se l’Incarnazione, Passione e Morte del Signore fossero superflue: i Buddisti potrebbero acquisire uno stato di perfezione e di suprema illuminazione con i propri sforzi e senza la Fede in Dio. Ora, se l’aiuto venuto dall’alto è allusione alla Grazia, senza la quale non bastano i propri sforzi, essa è data per la vera Fede. Essa può essere velata nell’anima di un buddista, non nel Buddismo, che non è neppure una religione: la sua illuminazione esclude la fede in un dio, nega l’esistenza dell’anima individuale, non ritiene la vita umana un bene, ma qualcosa che si deve disperdere, liberandosi nel “nirvana”. Se è eretico credere che l’uomo possa fare a meno della Grazia, o riceverla nella miscredenza, più ancora lo è dichiarare perfetta e suprema l’idea che fa a meno di Dio, Uno e Trino. “La Verità vi farà liberi”. Si trovano delle verità in tutte le credenze, ed anche negli errori, non perché appartengono ad essi, ma perché sono barlumi del patrimonio di verità naturali dell’intelletto umano. Ma può chi ha il dovere d’annunciare Gesù Cristo giustificare una (amorosa e confidente) ricerca di un rifugio in un dio assimilato alle forze naturali? Che paragone c’è tra il Dio, tre volte Santo, e le vacche sacre, i simboli fallici della fecondità, o Kalì, divinità brahamanica, sposa di Siva, dea dell’Inferno, raffigurata con quattro mani sostenenti ciascuna una testa umana? Nel suo santuario, in India, è stato segnato, in fronte, Giovanni Paolo II, con scandalo dei Protestanti, ma non dei Pastori conciliari! Il giorno 8/5/1989, mentre il gran sacerdote del Lago Togo invoca le “potenze dell’acqua, del fuoco, dei venti e del tuono” - venerate dagli stregoni locali Giovanni Paolo Il è presente in rispettoso silenzio, pronto a ricevere gli arcani influssi della natura. Egli non trascurò l’invito ai pellerossa che porta“Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 rono la pipa della pace ad Assisi, dove non mancarono nemmeno gli adoratori della Trimurti di Brahma, Siva e Vishnù - le tre eterne energie della natura - invocate e adorate davanti all’altare di S. Maria, nella stessa riunione d’Assisi. La Madonna di Fatima. Tutto ciò fu giustificato in anticipo dalla “Nuova aetate”. Non si può dire che non ci sia stata una reazione a tanto inganno durante il Vaticano II; l’esistenza del “Coetus Internationalis Patrum”, con gli interventi di molti vescovi, come Marcel Lefebvre e Antonio de Castro Mayer, e di alcuni manifesti, lo dimostra. Ma si può dire che una reazione proporzionata a tanto inganno non si è formata a tutt’oggi: la portata a cui sono arrivati gli abusi ecumenismi, come questo a Fatima, senza una vera resistenza cattolica, lo dimostra. Infatti, alcuni si sono dedicati allo studio della possibilità di un papa cadere in eresia e, per farlo, si sono rivisti i canoni della Chiesa e la sua storia, ma senza un risultato concordante, quasi la Chiesa non avesse già una legge. Dunque, pure durante il Vaticano Il c’è stata un’importante alzata di scudi di prelati e di laici. Qui, ricordiamo un episodio quasi del tutto dimenticato. Riproduciamo una delle ultime pagine del Vaticano Il, presa dal libro “Diario del Concilio” del progressista Henri Fesquet (Tutto il Concilio giorno per giorno, p. 966): sulla definitiva adozione dal Concilio della “Dichiarazione Nostra aetate” il 16 ottobre 1965, il cui voto mette fine “a un numero incredibile di pressioni, di passi, di visite, di lettere, di pamphlets, di trattati che hanno assalito il Segretariato per l’unità dei cristiani per più di tre anni. Quando saranno conosciuti nei particolari questi vari tentativi per fare abortire o rendere insignificante la dichiarazione conciliare, si resterà confusi davanti a tanta passione, aberrazione, odio, e, per dire tutto, ignoranza e bestialità” (!!). Ecco come si manifestava, allora, la rabbia dell’ultra progressista Fesquet! “D’altro lato, parecchi lamenteranno a buon diritto che l’ultima versione del testo, presentata dal Segretariato per l’unità, abbia perduto un poco del suo mordente. È soprattutto peccato che le vere ragioni per cui sono state fatte queste modifiche siano state più o meno nascoste dietro dei pii motivi. La diplomazia romana è prevalsa su una franchezza assoluta. Ma bisogna riconoscere che la dichiarazione, come è stata votata, ha salvato l’essenziale... II Vaticano Il ha realizzato, grosso modo, la volontà di Giovanni XXIII, biasimando severamente l’antisemitismo. La Chiesa ha riconosciuto implicitamente le sue colpe passate, in tale materia che sono pesanti, durevoli e numerose. La nuova mentalità ecumenica ha vinto i pregiudizi di un tempo... Fino all’ultimo giorno, gli antisemiti cattolici si sono coalizzati per cercare di imbavagliate il Concilio. Abbiamo già segnalato il pamphlet italiano di Di Zaga. Un altro è di Léon de Poncins, che accusa i vescovi che hanno approvato il testo dell’anno scorso d’“incoscienza”. “Una dichiarazione degna di un antipapa” (ib., p. 967): Ma bisogna soprattutto ricordare il libello di 4 pagine ricevuto dai vescovi. È preceduto da questo titolo, lungo e curioso: “Nessun Concilio e nessun Papa possono condannare Gesù, la Chiesa cattolica, apostolica e romana, i suoi pontefici (Il libello enumera 15 papi “antisemiti”, da Nicola I (IX secolo) fino a Leone XIII) e i Concili più illustri. Ora, la dichiarazione sugli ebrei comporta implicitamente una tale condanna, e per questa eminente ragione deve essere respinta”. Nel testo, si leggono queste spaventose parole: “Gli ebrei desiderano ora spingere la Chiesa a condannarsi tacitamente e a mutar parere davanti a tutto il mondo. È evidente che solo un antipapa o un conciliabolo (sic) potrebbero approvare una dichiarazione di questo genere. Ed è quello che pensano con noi un numero sempre crescente di cattolici, sparsi nel mondo, i quali sono decisi ad operare nel modo che sarà necessario per salvare la Chiesa da una simile ignominia”. Che firme vi sono in fondo al pamphlet? Trentun movimenti cattolici, tra i quali, per la Francia, le riviste “Itinéraires, Nouvelles de chrétienté”, la “Cité catholique”, la cui rivista “Ver17 be” (che si chiama ora “Permanences”), è ben nota, l’“Action Fatima-la-Salette”, e il “Movimento tradizionalista cattolico”... Ecco il numero degli altri movimenti classificati per nazionalità: USA (3), Italia (3), Messico (3), Spagna (2), Argentina (2), Portogallo (2), Cile (2), Germania (1), Austria (1), Brasile (1), Ecuador (1), Venezuela (1), Giordania (1). La Francia - come si vede - con cinque movimenti, ha il triste privilegio di essere in testa. Aggiungiamo che è difficilissimo interpretare i voti negativi di cui abbiamo parlato sopra: 10 astensioni, più 250 non placet. Hanno votato contro lo schema, in una proporzione sconosciuta, i vescovi dei Paesi arabi, i vescovi di estrema destra, e alcuni vescovi malcontenti che il testo attuale fosse meno preciso e meno forte di quello adottato nel 1964”. Negli anni che seguirono, divenne chiaro che i redattori di questo manifesto, che accusava lo spirito del Vaticano Il di opporsi alla dottrina cattolica, avevano ragione: era evidente che solo un conciliabolo avrebbe potuto approvare una dichiarazione con un tale insegnamento anti-evangelico. Ed esso era ormai riconoscibile dagli evidentissimi frutti di scristianizzazione e apostasia generale, ora confermati anche a Fatima. I redattori del manifesto non avevano ragione, però, nel non aver dato seguito a quest’accusa legittima, poiché, trattandosi della presenza di una eresia, madre di altre eresie che avrebbero dato un indirizzo contrario alla fede cristiana, il danno era troppo grande per accettarlo senza provvedere ad una reazione proporzionata. Mancavano forse alla Chiesa di Dio gli strumenti per impedire ai suoi demolitori di agire? No, certamente! Ma questa te- C’è qualcosa di inquietante in questa manìa di erigere chiese di forma circolare. Si può pensare agli stadi, ai teatri,a qualunque cosa, ma certo non ad una chiesa. Eppure, ci dev’essere un motivo. Non basta sentire le motivazioni degli architetti. Il cerchio è notoriamente un simbolo collegato al cielo, come il quadrato è collegato alla terra. La pianta quadrangolare delle nostre chiese (o la pianta a croce, che ne è l’equivalente) ha sempre voluto simboleggiare il luogo terrestre ove si rende culto a Dio; luogo che trova la sua giustificazione e il suo coronamento nella cupola che sovrasta il quadrangolo o nell’abside 18 stimonianza del pericolo che correva la Chiesa, non ebbe seguito, anzi, causò la divisione e il crollo completo della testimonianza cattolica! Ecco uno dei momenti in cui ha avuto inizio la passione presente del Cristianesimo. Ed ecco come il nuovo apparato religioso vede oggi il futuro del mondo e, perciò, quel che dev’essere visto anche come il “futuro di Dio”, titolo della conferenza interreligiosa di Fatima dell’ottobre scorso, svolta niente meno che da don Policarpo, Patriarca di Lisbona! Abbiamo seguito i fatti successivi a quell’incontro per capire i suoi collegamenti effettivi con la politica vaticana e mondialista. Ma ricordiamoci: il vero problema, per la Chiesa, non risiede nel potere dei suoi nemici, ma nell’inconsistenza della Fede e della Carità dei suoi difensori! che completa ad est la croce: la terra sovrastata dal cielo. Qui, invece, la forma quadrangolare scompare e resta solo la forma circolare poggiata a terra: quasi una rappresentazione plastica dell’idea tutta moderna che il Regno dei Cieli si realizza già in terra. Una diabolica inversione dei simboli: così che il cielo non sta più in alto (in cielo), bensì in basso (sulla terra). Quasi a dichiarare che in cielo non v’è più nulla: tutto sta, ormai, sulla terra! (da: “Inter multiplices UNA VOX” - 28.6.2004) “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 LO STATO DI EMERGENZA 0 “DE DICTATURA” del dott. Luciano Garofoli S trano paese gli Stati Uniti d’America! E “mala tempora” quelli che ci è dato a vivere oggi! Da più di un cinquantennio siamo letteralmente bombardati, ogni giorno, di informazioni e di notizie agiografiche che esaltano le virtù peculiari morali e civili della più grande, libera e democratica nazione del mondo. Ormai, lo stesso concetto di democrazia forma un tutt’uno con l’immagine di questo paese. Esso è riuscito ad imporre il concetto di governo democratico a tutta la terra con la persuasione, con la sbandierata messe di risultati che questo sistema produce, sempre più spesso anche con la forza del proprio esercito e del proprio potenziale industriale e militare. Sta di fatto che il tutto, non nascondiamoci dietro un dito, è stato conquistato a suon di guerre e di milioni di morti americani e non. Alcuni anni fa, il senatore Barry Goldwater, a proposito degli USA, affermava: «Se mai esistesse una democrazia che vola su ali di piume, certo questa non è la nostra che, invece, vola sulle ali d’acciaio dei nostri bombardieri strategici». Già da un po’ di tempo si è cominciato a parlare di quale assetto dare, da un punto di vista formale, ad una nazione che de facto è un vero e proprio impero mondiale; dal momento che non esiste più chi possa contrastarla o affiancarla, con qualche tipo di sistema alternativo, nella gestione del “Nuovo Ordine Mondiale”. Alcuni studiosi hanno cominciato a prendere in considerazione i sistemi del passato che più si addicono all’attuale situazione in cui gli Stati Uniti agiscono. Qualcuno ha studiato, trovandovi molte analogie, il sistema oligarchico della Serenissima Repubblica di Venezia, potenza sì politica, ma anche economica e mercantile, mentre altri trovano molto più affascinante e appropriata la forma di governo dell’Impero di Roma. Ma prima di arrivare a scegliere la morfologia definitiva che verrà data al nuovo super Governo Mondiale, perché in fondo di questo si tratta, manca ancora qualche dettaglio per completare il quadro generale di riferimento. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 «Tutti i membri delle società segrete che tendono allo stesso scopo e che si appoggiano gli uni agli altri, devono cercare di dominare in modo invisibile e senza in apparenza ricorrere a mezzi violenti, non solo sulla parte più eminente o la meno distinta di un solo popolo, ma sugli uomini di ogni Stato, di ogni nazionalità, di ogni religione. Devono inculcare dappertutto lo stesso spirito, dirigere con lo stesso fine, nel più grande silenzio e con tutta l’attività possibile tutti gli uomini sparsi sulla faccia della terra... Questo impero, una volta stabilito dall’unione e dalla moltitudine degli adepti, che la forza succeda pure al dominio invisibile: legate le mani a tutti quelli che resistono... in una parola, bisogna stabilire un regime di dominazione universale, una forma di governo che si estenda su tutto il mondo senza dissolvere i legami civili... i nostri fratelli si devono sostenere mutuamente, devono soccorrere i buoni nell’oppressione e cercare di conquistare tutti i posti che danno potenza per il bene dell’Ordine». Chi si esprime in questi termini così chiari ed appropriati è Adam Weishaupt, alias Spartacus, fondatore dell’Ordine degli Illuminati di Baviera, in una sua opera intitolata: “Discorsi sui misteri di Roma ed altro”. Molto del lavoro che Weishaupt indica è stato realizzato, ma per avere una spinta dal basso alla creazione di un ferreo “Novus Ordo Seclorum” ci vogliono avvenimenti eccezionali e gravissimi che, gettando la popolazione in uno stato di prostrazione e di frustrazione, sia morale che fisico, facciano invocare leggi speciali, un pugno di ferro per schiacciare “il dragone malefico” e per riportare condizioni di vita più accettabili e meno stressanti. Come al solito, la gente comune incomincia a prendere coscienza di certi tragici avvenimenti solo nel momento emozionalmente fortissimo in cui questi si verificano; in realtà, la macchina per la costruzione di determinate situazioni è già stata messa in moto da lunghissimo tempo, i piani preparati in modo accurato, le stesse situazioni di disagio ben pianificate. Quando tutto è pronto, possono cominciare “casualmente” a susseguirsi gli avvenimenti che possano suscitare lo sdegno, il raccapriccio, il terrore, la disperazione. Tutto ciò è, sovente, successo in passato: dall’invasione di Cuba e delle Filippine, nel secolo diciannovesimo, alle due clamorose entrate in guerra degli Usa contro gli Imperi Centrali prima e contro l’Asse, poi. Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, la dottrina Truman porta negli Stati Uniti in uno stato di psicosi e di guerra imminente che l’Unione Sovietica starebbe per scatenare contro l’Occidente: tutto ciò rende possibile dirottare miliardi di dollari del bilancio dello Stato verso fini di riarmo e di creazione di nuovi mezzi di difesa, per rendere “sicura” la popolazione dalla minaccia comunista, sia di qua che di là dall’Atlantico. L’opinione pubblica americana reagisce bene, accettando tutto, ma, soprattutto, sobbarcandosi un notevole peso fiscale. E veniamo a tempi più recenti. Qui, la storia della trama diventa davvero tragica 19 e perfida nello stesso tempo. Siamo nel 1981; al Presidente Reagan viene sottoposto lo schema preparato dall’“intellighentia” mondialista dell’American Establishment per il varo di un Corpus di leggi speciali che permettano di gestire, in maniera organica ed ordinata, un eventuale stato di emergenza. Quale imminente pericolo, a livello interno ed internazionale ci fosse, all’epoca, per giustificare la creazione di una serie di misure del genere, non si è mai riuscito proprio a comprenderlo. All’orizzonte non vi erano nubi di guerra di alcun genere, né tanto meno altri gravissimi accenni di crisi internazionale diversi dallo scontro tra le due super potenze. Dietro la scorta di una tale situazione politica, il Presidente Reagan manifesta le sue perplessità e rifiuta di far procedere gli organi legislativi sulla strada dell’adozione di misure speciali anti-caos. Il vice di Reagan è Bush senior, ex direttore della CIA e membro di quella molto elitaria associazione che risponde al nome di “Skull and Bones” (“Teschio ed Ossa”, simbologia molto usata anche in Massoneria e che richiama il mito fondante di Hiram) la quale svolge le sue attività nell’Università di Yale ed alla quale possono aderire soltanto alcuni sceltissimi membri dell’alta finanza americana, tutti legatissimi tra loro, sia per quanto riguarda gli affari, che per la politica. Qualche tempo dopo, il Presidente Reagan scampa, in maniera rocambolesca, ad un attentato compiuto ai suoi danni da uno “squilibrato”, il quale dice di essere perdutamente innamorato di Jodie Foster. L’attrice segretamente è anche “pitonessa” dello “Skull and Bones”, una specie di oscura sacerdotessa del gruppo. Sta di fatto che, dopo l’attentato, il Presidente cambia idea e dà il semaforo verde al piano delle Leggi speciali. Viene creata, in questo modo, una nuova Agenzia Federale che quasi nessuno conosce e che si chiama FEMA: “Agenzia Federale per la Gestione della Emergenze”. Il 18 novembre del 1988, Reagan firma il decreto Presidenziale numero 12656 riguardante sempre la gestione dello stato di emergenza; tra le altre clausole, una assegna al Dipartimento della Giustizia l’incarico di: «coordinare la pianificazione, in caso di bisogno, di attività di polizia di urgenza, sopravanzando le competenze delle Agenzie locali e degli Stati dell’Unione; di elaborare piani di urgenza per la sicurezza nazionale, per il controllo delle persone in arrivo ed in partenza dagli USA; di mettere a punto piani che rispondano alle discordie civili...». Tutto ciò tiene contro di quello che sono i compiti della FEMA la quale, in caso di urgen- za, deve avocare a sé la direzione dell’azione di tutti gli alti funzionari di ogni ministero. Due anni dopo la creazione di una tale antenna del governo occulto americano, vengono fatte le nomine, perché la nuova super struttura di comando possa funzionare a pieno ed in essa i dirigenti della CIA e del Pentagono hanno la loro “longa manus”. Nel 1990, la FEMA ha adottato una nuova procedura d’urgenza di reazione e mobilitazione del settore civile in diverse tappe: piani, preparativi e gestioni delle «Il decreto 12919, promulgato dal Presidente Clinton il 6 giugno 1994, stabilisce chiaramente i poteri che assume il Presidente in clima di stato di emergenza nazionale. Egli ha il potere di controllare tutti i trasporti, senza riguardo per i proprietari, tutte le forme e fonti di energia, tutte le forniture di fertilizzanti, tutte le risorse alimentari, tutti i mezzi di fabbricazione di prodotti alimentari, tutte le strutture sanitarie, tutte le risorse d’acqua. A questo si aggiungono altri decreti di portata storica, quale il 10995 che permette il sequestro di tutti i “media” e gli altri È palese che, grazie all’adozione di queste norme, l’emergenza trasformerebbe gli USA in una dittatura: ma chi assumerà il ruolo di dittatore? E se l’emergenza fosse a livello planetario, chi dovrebbe provvedere a gestire l’unità di crisi in maniera organica ed unica per tutto il pianeta? La risposta l’ha già fornita il presidente degli US George Bush senior: «L’idea è grandiosa: un nuovo ordine Mondiale in cui nazioni diverse si uniscono con rispetto della legge... Solo gli USA possiedono la base morale ed i mezzi finanziari per instaurarlo1 e questo in condizioni di normalità, figuriamoci in uno stato di emergenza»2. Facciamo un attimo mente locale a ciò che è successo dopo il fatidico 11 settembre: troveremo che tutto quello che il Presidente degli Stati Uniti ha fatto è tutto perfettamente legale, ed anche certe azioni svolte dagli agenti della CIA, nei momenti appena successivi agli attentati, rientrano nelle situazioni preconizzate dai decreti sopra citati. Eccovi alcuni esempi: il sequestro del Vice presidente Cheney, o la “sparizione” del Presidente e la sua reclusione in una località sconosciuta; il potere di controllo su tutti i trasporti (gli USA furono letteralmente paralizzati e isolati nelle ore successive agli attentati); il controllo di tutti i media del paese (tutti gli organi d’informazione parlarono lo stesso linguaggio all’indomani di quei tragici eventi); la registrazione di tutte le persone straniere che erano in transito, o presenti nel territorio dell’Unione, con l’adozione di decreti immediati di espulsione (qualche vistosa eccezione è stata fatta come c’informa Maurizio Blondet, in “Chi comanda in America” ed in “11 settembre: colpo di Stato in USA”). 1 Discorso “State of the Union” 18. 02. 1991, davanti al Senato ed al Congresso in seduta comune. 2 Cosa che molti ignorano è che anche in altri paesi di forte “tradizione democratica” come la Francia, siano state approntate regole più o meno striscianti per poter affrontare eventuali stati di emergenza. Ttto ciò molto prima che succedessero i fatti scatenanti dell’11 settembre. Altro particolare buffo: alcuni anni fa, quando il Presidente Cossiga era ancora in carica, all’improvviso sollevò, anche lui, ilproblema in Italia pnendo il quesito: «Chi comanderebbe in caso di guerra?». La polemica fu risolta molto brillantemente con un gran polverone, alzato a sinistra, e con na se- rie di rassicurazioni sul futuro radioso di pace che aspettava il mondo, dopo la caduta del Muro di Berlino. In totale, non se ne fece niente. Cossiga tuttavia, era ed è tutt’altro che uno sprovveduto e le sue assidue frequentazioni londinesi e di circoli esclusivi mondialisti lo facevano e lo fanno parlare con sicura cognizione di causa. 20 Adam Weishaupt, Fondatore del satanico Ordine degli Illuminati di Baviera, presente anche negli USA con l’Ordine di Skull & Bones. crisi. Mark Ludwig, in una sua opera, apparsa nel 1997, così scrive: mezzi di comunicazione degli Stati Uniti; oppure il decreto 11002 che conferisce al Post Master General di registrare tutte le persone degli USA; oppure il decreto 11000, il quale autorizza che tutta la manodopera non pagata del paese sia messa sotto la supervisione federale, ed anche di separare le famiglie. Il Presidente, inoltre, ha virtualmente il potere assoluto su tutto ciò che voi possedete e su tutto ciò che voi fate. Se sopraggiungesse una crisi bancaria, tipo quella che nel 1929 determinò la corsa al ritiro dei depositi bancari, oggi, con l’intervento governativo, si calcola che sì e no 1,2% dei titolari di depositi bancari potrebbero ritirare i propri denari dai loro conti. La maggioranza della popolazione sarebbe nell’impossibilità materiale di comparare cibo, pagare bollette, affitti, e diventerebbe direttamente dipendente dall’amministrazione dello Stato per la propria sopravvivenza». “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 ha risposto alla domanda sul quando; ciò l’America è prossima”. Resta solo da stabilire se lo stato di potrebbe avvenire, ma il suo vaticinio è, Il giornalista poi ci descrive alcune foto emergenza viene a crearsi per situazioni purtroppo, molto razionale: del resto, già pubblicate sul medesimo sito nelle quali fortuite, anche se consequenziali, oppure il Patriot Act e la Creazione del Minisi offre una scelta: «dei modi in cui il disia indirettamente creato attraverso una stero della Sicurezza della Patria, sesastro può accadere: una palla di fuoco serie di comportamenti provocatori (è il condo i liberals critici di Bush, andrebbecade dal cielo e all’impatto provoca un caso dell’ingresso degli Stati Uniti nella ro nella direzione di ledere i diritti civili». enorme fungo da esplosione nucleare, un Seconda Guerra mondiale, dopo l’attacco C’è chi, come il giudice Palermo, in un uragano che spazza via il Ponte di giapponese a Pearl Harbor) o peggio, sia suo libro già dà per certa la vendita, avBrooklyn e poi, uno dopo l’altro, i grattapianificato creando, attraverso i Servizi venuta qualche anno fa, di armi nucleari cieli che formano la skyline. Oppure, diSegreti, situazioni catastrofiche o terrorie materiale fissile a potenze “nemiche” struzione di altri non identificati centri urstiche3. degli Usa, provenienti dall’arsenale bani; ma anche un attacco ad attrezzatuDomenica 23 settembre 2003, il quotidell’ex Unione Sovietica, o come lo scritre spaziali e, per finire, uno Shuttle che diano “Libero” riporta, a pagina 9, in tore francese Jacques Delacroix che soesplode. Il tutto sulle note di un’Anaun articolo, a firma di Glauco Magi, su stiene che bombe atomiche “tattiche” shid che inneggia alla Jihad». un’intervista rilasciata dal generale siano state nascoste da anni in posti Il Generale Franks, conversando con il Tommy Franks, pubblicata sul numero sicuri all’interno degli USA stessi4. suo interlocutore sugli ipotetici pericoli di dicembre della Rivista “Cigar AficioIn tutto questo clima di apocalisse prossiche possano pendere sulla testa degli nados”. ma ventura, ci fosse una voce che si sia americani, abbozza ipotesi di questo geIl generale Franks è un eroe di Desert levata, soprattutto in quegli ambienti, così nere: «La peggior cosa che potrebbe avStorm, la prima campagna americana attaccati e radicati nei concetti di demovenire è se i terroristi riuscissero ad accondotta da Bush padre, contro l’Irak nel crazia e libertà, o tra quelle “vergini dai quistare e poi ad usare ordigni biologici, 1991: ferito e decorato con tre stelle di candidi manti...” che lottano contro l’inchimici o nucleari che infliggano elevate bronzo al valore, è stato fino a pochi mesi sorgere della dittatura in Italia, per i diritti perdite», se ciò succedesse: «... il mondo fa a capo del Comando Centrale delle umani, per l’emancipazione del genere occidentale, il mondo libero, è destinato a operazioni in Afghanistan; ora, in pensioumano, per il superamento delle discrimiperdere ciò a cui tiene di più, la libertà, ne. «Egli è apprezzato sia per i successi nazioni razziali o sessuali: silenzio di che abbiamo visto e vissuto per un paio sul campo sia per la capacità di “fare tomba. Veramente, pensiamo che tutto di secoli in questo grande esperimento squadra” con il Segretario alla Difesa ciò serva per stendere una cortina di siche chiamiamo democrazia». Rumsfeld e con il Presidente George lenzio dietro la quale certe forze Bush». possano lavorare indisturbate La Rivista, seguendo lo stile di per la realizzazione dei propri Play Boy, assembla articoli sulla piani mentre il “parco buoi” passione per il fumo di lusso a tedell’opinione pubblica è distratto mi di attualità e grande serietà: da altri “avvenimenti molto più un magazine molto esclusivo sotimportanti e pericolosi”. Nesto tutti i punti di vista. suna reazione, nemmeno negli Maggi continua: «Con un proUSA, dove i grandi giornali programma di conferenze che lo gressisti, sempre così solerti a aspettano ed un futuro ancora versare fiumi d’inchiostro contro aperto, l’ex generale a cinque il male che minaccia la democrastelle, che, per il suo grado, ha zia, non degnano ad avvenimenti trascorso gli ultimi anni della sua di questo genere, nemmeno una carriera a stretto contatto con le riga di commento allarmato. sfere più alte della politica USA, Che la censura sia già scattata, ha voluto intervenire nell’attuale oppure, un fiume di dollari ha redibattito sulla guerra al terrorismo so editori e giornalisti come le tre con un contributo pacato nella scimmiette che non vedono, non forma, quanto apocalittico nei sentono e non parlano? contenuti. Tutto quadra: leggi speciali già Diamo la parola direttamente a pronte, poteri eccezionali diequesto alto papavero della cricca tro l’angolo, pronti anch’essi Rumsfeld e sentiamo con quanto naturalezza annuncia le prossime Il Tempio di “Skull & Bones”, presso l’Università di Yale, sede ad essere adoperati, una cammosse del futuro della politica dell’Ordine degli Illuminati in USA, dove sono stati iniziati anche pagna di terrore e di psicosi da attacco terroristico creamericana: «Se i terroristi l’attuale presidente americano George Bush e suo padre. scente, fanno pensare che il piaavranno successo nell’usare no ipotizzato da Franks sia in diun’arma di distruzione di masrittura per essere applicato, e per sa contro gli Stati Uniti o condi più con quella essenziale spinta dal Quindi, seguendo il filo del ragionamento tro uno dei nostri alleati, le consebasso di cui parlavamo all’inizio di questo dell’illustre generale, un attacco terroristiguenze sarebbero probabilmente cataarticolo. co di proporzioni catastrofiche, scatenato strofiche per il nostro prediletto sisteSe ciò dovesse verificarsi, Dio abbia vein una qualunque parte del mondo occima di governo repubblicano». ramente pietà delle menti criminali che dentale, «porterebbe la popolazione a Su “Il Giornale” di mercoledì 31.12. avessero concepito e montato un simile mettere in dubbio la stessa Costituzione 2003, a pagina 9, Alberto Pasolini Zaorrore, ma veramente l’umanità ridotta ed ad invocare la militarizzazione del nonelli, inviato speciale del quotidiano negli a questo abominio avrebbe davvero stro paese, allo scopo di evitare il ripeterUSA, ci ragguaglia: «Video di Al Qaida su urgenza di un ritorno con potenza del si di un ulteriore attacco ugualmente miciInternet: New York distrutta da un’atominostro Salvatore Gesù Cristo per poter diale. La qual cosa, di fatto, causerebbe il ca il 2 febbraio» e descrive come nel sito essere liberata dalle spire in cui il malidisfacimento del tessuto della nostra Cowww. Khaima.com/iraquihell/End20US.gno ed i suoi fedeli servi l’hanno costretstituzione. Due passi molto, ma molto imhtm, ci siano riportate oscure minacce ta! portanti». Maggi prosegue: «Franks non come: «Se Allah vuole, la fine del- 3 Thierry Meissant nel suo libro “11 septembre l’effrayable menzogne” ci informa di vari piani eseguiti o programmati per causare disa- “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 stri e quindi deterinare veri e propri “casus belli” contro varie nazioni i cui Governi non erano graditi a quello americano. 4 Jacques Delacroix, “Maitreya le noveau Messie? Du dévoilement du plan de Chaos planétaire”, ed. Delacroix, 1999. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Adam Weishaupt fondatore, nel 1776, dell’Ordine degli Illuminati di Baviera. Mettiamo a confronto il codice degli 8 gradi dell’Ordine degli Illuminati di Baviera (traendolo dall’opera dell’Abate gesuita Agostino Barruel, “Memorie per la storia del giacobinismo”, scritta nel1802), con il significato dei rituali degli ultimi 8 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato (tratti dall’opera del gesuita e arcivescovo Leone Meurin, “La framassoneria, sinagoga di satana”, Siena 1895). Rito Scozzese Antico ed Accettato 8° grado: “Uomo-Re” «Il grado di Uomo-Re insegna che ogni Contadino, ogni Cittadino, ogni Padre di famiglia è Sovrano (...) e che, di conseguenza, si deve distruggere ogni Autorità, ogni Magistratura, ogni Religione» (211-214). Weishaupt scrive: «Vi abbiamo parlato di dispotismo e di tirannia, ma questi non sono solo nel Monarca ma si ritrovano essenzialmente anche nel Popolo Sovrano democratico, nel Popolo Legislatore come nel Re Legislatore. Qual diritto ha questo Popolo di sottomettermi? Era questo il diritto della Natura? Ecco dunque i nostri misteri: tutto ciò che noi dicevamo contro i despoti ed i tiranni vale anche per il Popolo medesimo, per le sue leggi e la sua tirannia. Questi Governi democratici sono, del pari agli altri Governi, contrari alla Natura e vanno distrutti, perché gli uomini vivranno in avvenire senza Religione, senza Leggi, senza Magistrati, senza Autorità costituite (...). Siate eguali e liberi (...) sappiate apprezzare l’eguaglianza e la libertà e voi non temerete di vedere bruciare Roma, Vienna, Parigi, Londra e quelle città che chiamate vostra Patria. Fratello, questo è il grande segreto che ti abbiamo serbato per questo grado» (218-219). «Verrà un tempo in cui i Prìncipi e le Nazioni spariranno e ogni uomo non avrà più altre leggi che quelle della sua ragione» (220). Barruel commenta: «Distrutte le Nazioni insieme alla Religione, alle Leggi ed alle Società, sotto il numero, la forza ed il ferro dei suoi Adepti, cosa rimane a Weishaupt per completare i suoi ultimi misteri se non che il ferro, la costanza e la rabbia dei suoi Adepti non devono mai diminuire d’intensità; che bisogna rimanere vandali fino alla fine dei tempi, perché la Religione, le Scienze, la Patria e la Proprietà non rinascano ad affogare di nuovo l’“eguaglianza” e la “libertà” della sua dottrina» (236). Barruel conclude: «Questi Uomini-Re non avranno né Dio né uomo alcuno sopra di loro. Questi uomini, con insensato orgoglio, superbia ed empietà, diranno, subendo la stessa sorte di Lucifero: io non servirò!» (228-9). 33° grado:“Uomo-Re” o “Sovrano Grande Ispettore Generale” «I nostri Grandi Ispettori esercitano la nostra Autorità». «Nella sua ultima istruzione, indirizzata ai capi di tutti i Supremi Consigli, come ai Grandi-Orienti e Grandi Logge di tutti i Riti, riuniti sotto la sua suprema direzione, l’Imperatore-Papa e Gran Maestro Supremo della Massoneria Universale, Albert Pike, illustra a cosa deve tendere l’Autorità esercitata dall’Uomo-Re: “Nella framassoneria vi sono due parole: Ordo ab Chao, che è il motto divino del Grande Architetto dell’Universo, e Deus Meumque Jus, che è il motto umano degli Alti Iniziati. Il Grande Architetto, organizzando l’universo, ha tratto l’ordine dal caos”. Nel suo linguaggio a doppio senso, si afferma che Lucifero ha creato il caos morale con la sua insurrezione contro Dio... e l’ordine che ha portato non è altro che l’organizzazione del male e l’arruolamento di tutti coloro che egli ha pervertito per propagare la sua ribellione contro Dio» (386). Pike spiega poi il significato della seconda parola, usando le sole iniziali: D... M... I... :«Questo motto lo spieghiamo esotericamente per: Distruzione, Materializzazione, Imposizione. Cioé, Imporre, col lavoro massonico, la Distruzione di tutto ciò a cui la Materializzazione non arriva. I tre puntini significano che il lavoro è triplice: Distruzione della Superstizione, Tirannia politica e Antimassonismo; Materializzazione delle Coscienze, dello Stato, dell’Insegnamento; Imposizione alla Famiglia, alla Nazione, all’Umanità» (387). «Niente di più eloquente che le due parole di questo grado siano interpretate dall’Imperatore-Papa come: Imposizione, con l’audacia, l’astuzia, la violenza; Materializzazione, col disordine, la corruzione, l’ambizione; Distruzione, con l’impoverimento, la calunnia e la morte della Chiesa Cattolica, degli Stati e di tutto ciò che non è massone. E sarà così che si effettuerà la speranza d’Israele decaduto (...) ed è così che Lucifero, che ha solo di mira lo stabilimento del suo Regno sul caos della distruzione dell’opera di Dio, vedrà soddisfatta la sua ambizione!» (387). Ecco come il Capo supremo della Massoneria Universale, Albert Pike, nella sua lettera del 15 agosto 1871, al suo vice e Capo degli Illuminati, Giuseppe Mazzini, illustrava lo scopo finale del loro piano, formulato in tre Guerre Mondiali: «Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente alle nazioni, in tutto il suo orrore, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora, ovunque, i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari (...) riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata finalmente alla vista del pubblico; manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo, conquistati e schiacciati allo stesso tempo!». 22 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Padre , sia lodato Gesù Cristo! Le scrivo con un sentimento di stima e di solidarietà, dopo aver letto alcuni suoi libri, pubblicati dalla Casa editrice di cui Lei è Direttore… Nella più tranquilla attesa, La saluto con cuore e con grande stima. Sia lodato Gesù Cristo! (A. C. – VT) *** Carissimo Don Luigi Villa, (...) ho ricevuto particolare istruzione ed incoraggiamento anche dagli splendidi articoli che leggo su “Chiesa viva” e sono grato a tutti per quel che divulgate. Finalmente un canale di verità in quest’epoca tanto oscura!.. Saluto tutti con grande stima e affetto. Rimaniamo sempre uniti nella preghiera! (N. N. - MI) *** Rev.do Don Villa, sono un sacerdote abbonato a “Chiesa viva”, e La ringrazio per il bene che ne ho avuto... Le auguro ancora di continuare nel suo ministero proficuo! (Don U. D. - Vicenza) *** Caro Padre Villa, ho finalmente letto la Sua risposta all’On. Giulio Andreotti, ben argomentata e documentata, e parimenti ben collegata al peso nella vita pubblica di “forze segrete”; quasi sempre di cultura massonica. Giusto, dunque, il Suo richiamo perché chi si professa cristiano non finisca per sdoppiare la propria vita, ma operi con rettitudine anche nella vita pubblica, perché sia difesa la Fede e la Morale a fronte di chi li avversa. Con la più viva cordialità La saluto, sempre Suo dev.mo (dott. R. S. - Ferrara) *** Signor Direttore, vorrei conoscere il Vostro Mensile. Potrebbe inviarmi qualche numero in omaggio?.. Siccome amo tanto la Chiesa, che nel nostro tempo è così messa in discussione ed anche calunniata, vorrei leggere ciò che la Vostra rivista scrive intorno alla Chiesa d’oggi. Mi si dice che è una Rivista senza peli sulla lingua, ma che ama la Chiesa senza nulla nascondere. La ringrazio anticipatamente se potrà accontentarmi. In unione di preghiera! (Don D. S. - Arezzo) SPACCATI DI STORIA di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Commento e traduzione di Antonio Caruso Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, uomo di azione e di pensiero, nello sfondo del sesto secolo d.C. non ha lasciato fuori del suo orizzonte culturale nessun ramo dello scibile di allora. Questo nuovo volume su di lui e la sua opera vuole essere uno “spaccato”, ossia una scelta, dei suoi scritti storici. Un maestro di vita come lui, infatti, non poteva tenere fuori del suo mondo di sapere la Storia, di per sè “maestra di vita”. I suoi tre lavori storici - “Storia del mondo e di Roma” (comparata), da lui personalmente scritta; “Storia della Chiesa”, composta con brani da lui selezionati e ordinati, tratti dalle opere di tre autori greci; “Storia dei Goti”, purtroppo perduta, a noi giunta nella sintesi a firma di Jordanes - risultano nuovi e stimolanti anche al lettore moderno assetato di cultura. RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Per richieste: VIVERE IN Edizioni Via di Acque Salvie, 1/A 00142 Roma 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo cembre 1947, a Huang Hua Kou. Tian Capistrano Fratello laico, morto in prigione nel 1948. Yuan Basile Fratello laico, morto in prigione nel 1948. Fan Ugo Fratello laico, morto in prigione nel 1948. Hsu Martin Fratello laico, morto in prigione nel 1948. Martiri in Cina Keng Basile Fratello laico, morto in prigione il 18 gennaio 1948. (continua) di Giancarlo Politi OTTOBRE MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Diocesi di Xuanhua Staccato dal Vicariato Apostolico di Pechino il 10 maggio 1926, divenne Vicariato Apostolico indipendente e affidato al clero secolare locale. Trappisti della Comun. di Yangjiaping Morti o uccisi mentre erano prigionieri dei comunisti. Hsu Simone Ucciso nel dicembre 1947, a Yangjiaping. Li Jerome Fratello laico, originario di Yuxian, ucciso tra il 16 e il 28 settembre 1947, a Denáiayu. Fu Bruno Fratello laico, originario di Hokien, Hebei, ucciso il 15 agosto 1947, a Chang Ko Chuang. Li Marco Fratello laico, del Hokien, ucciso tra il 16 e il 28 settembre 1947, a Dengjiayu. Kao Clemente Fratello laico, nativo del Hebei, ucciso tra il 18 e il 25 agosto 1947, a Yangjiaping. Fan Antonio Sacerdote, di Yuhsien, ucciso il 13 ottobre 1947, a Mujiazhuang. Liu Filippo Fratello laico, nativo di Beijing, ucciso tra il 18 e il 25 agosto 1947, a Yangjiaping. Faure Augustine Sacerdote, francese, ucciso il 18 ottobre 1947, a Mujiazhuang. Cambourieu William Sacerdote, originario della Francia, ucciso il 6 settembre 1947, a Ma Lai Cun. Chao Malachia Fratello laico, di Hokien, ucciso il 1° novembre 1947, a Mujiazhuang. Maury Stephen Sacerdote, originario della Francia, ucciso tra l’8 e il 10 agosto 1947, a Dengjiayu. Liu Amedeo Fratello laico, di Hokien, ucciso il 1° novembre 1947, a Mujiazhuang. L’Heureux Alphonse Sacerdote, originario del Canada, ucciso il 13 settembre 1947, a Dengjiayu. Ying Aemilius Sacerdote, originario del Shandong, ucciso il 15 settembre 1947, a Dengjiayu. Qian Bartolomeo Fratello laico, originario del Hokien, ucciso tra il 16 e il 28 settembre 1947, a Dengjiayu. 24 SOMMARIO Ma Conrad Fratello laico, ucciso tra il 16 e il 28 settembre 1947, a Dengjiayu. Jen Gonzaga Fratello laico, originario di Xuanhua, ucciso tra il 16 e il 28 settembre 1947, a Denáiayu. Droest AeIredus Sacerdote, olandese, ucciso il 5 novembre 1947, a Huang Hua Kou. Chang Odilo Sacerdote, di Changchun, ucciso il 7 novembre 1947, a Huang Hua Kou. Chao Bonaventura Sacerdote, del Hebei, ucciso l’8 novembre 1947, a Huang Hua Kou. Hsu (Zi) Michele Sacerdote, di Shanghai, ucciso il 13 di- 2004 N. 365 VESCOVI, MA DOVE SIETE? 2 Inno-preghiera al Crocifisso 3 Vescovi, ma dove siete? del sac. dott. Luigi Villa 8 I grandi banchieri, ossia i pirati e usurai mondiali (3) di D. E. 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Facciamo quadrato intorno all’Eucaristia (2) di A. Z. 16 Il “futuro di Dio” a Fatima (2) di Arai Daniel 19 Lo stato di emergenza o “de dictatura” del dott. L. Garofoli 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno C (Dalla XXXI Dom. del Tempo Ord. alla XXXIV Domenica del Tempo Ord.) “Chiesa Viva” *** Ottobre 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 366 NOVEMBRE 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Paolo VI: non “grande”, ma ambiguo demolitore della Chiesa Elogio della CROCE Salve, o Croce, sostegno dei giusti luce dei cristiani. Da te la luce vera è sorta, la notte è vinta. Tu sei l’anima della pace, che unisce gli uomini in Cristo mediatore. Sei la scala su cui l’uomo sale in cielo. Sii per noi colonna e faro, dirigi il corso della nostra barca. (Paolino da Nola) 2 “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 PAOLO VI: NON “GRANDE”, MA AMBIGUO DEMOLITORE DELLA CHIESA del sac. dott. Luigi Villa L a sera del 15 settembre 2004, a Concesio di Brescia, all’inaugurazione della “Quinta Settimana Montiniana”, l’ex-Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, parlando nel salonedelle scuole Medie in quel di S. Andrea, disse che «più passa il tempo, più la sua figura (Paolo VI) ingigantisce e diventa luminosa». E anche: «Paolo VI, uomo che Dio ha voluto rendere “grande”»! Sono frasi che suonano campane a festa, mentre le mie che seguiranno, non lo potranno sottolineare tale, ma bensì di un basso livello che ha umiliato paurosamente la figura santa della Chiesa di Cristo! Vediamone in sintesi alcuni temi del suo Pontificato. 1°: La santità della Chiesa La Chiesa è santa perché possiede la “VERITÀ RIVELATA”, in modo infallibile e indefettibile. La Chiesa è santa perché possiede l’EUCARESTIA, santificante. Tutti i Sacramenti sono una derivazione dell’Eucarestia. La santità della Chiesa, quindi, si rivela anche nella santità dei 1 2 suoi membri che vivono in “Grazia”, membra vive, quindi, del Corpo Mistico. Una evidenza di questo l’abbiamo soprattutto nei membri canonizzati, che non mancarono mai in Essa, neppure nei tempi più bui della sua storia; come, ad esempio, nei tempi depravati del Papato si ebbe Santa Caterina da Bologna († 1464), S. Bernardino da Feltre († 1494), Santa Caterina dei Fieschi († 1510), S. Francesco da Paola († 1507), Santa Giovanna di Valois († 1503), (S.) Girolamo Savanarola, riformatore (†1498), ecc.. Paolo VI, però, facendo confusione tra elemento oggettivo e soggettivo, ebbe a dire: «La storia della Chiesa ha lunghe e molte pagine punto edificanti»1; e ancora: «La Chiesa dovrebbe essere santa, buona; dovrebbe essere come l’ha pensata e ideata Cristo, e talora vediamo che non è degna di questo titolo»2. Paolo VI, non sapeva che è la Chiesa santa, che fa i cristiani santi, per cui come poté dire, invece, che “la Chiesa dovrebbe essere santa, buona”?.. Forse che la Chiesa, oggi, non è più santa perché ci sono tanti cristiani tutt’altro che santi?.. Cfr. “L’Osservatore Romano” del 5 giugno 1972. Cfr. “L’Osservatore Romano” del 28 febbraio 1972. “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 3 2°: La cattolicità nella Chiesa Paolo VI, il 24 dicembre 1965 aveva scritto: «La Chiesa, con il suo dogmatismo così esigente, così qualificante, impedisce la libera conversazione e la concordia tra gli uomini; essa è, nel mondo, un princìpio di divisione, anziché d’unione. Ora, la divisione, la discordia, la contesa, come sono compatibili con la sua cattolicità e santità?». A questi, Paolo VI ha risposto dicendo, sì, che il cattolicesimo è un principio di distinzione tra gli uomini, non di divisione; cioè «è come quella che importano la lingua, la cultura, l’arte, la professione», ma poi si è corretto: «È, vero - disse - che il cristianesimo può essere motivo di separazione e di contrasti, derivanti da ciò che di bene conferisce all’umanità; la luce splende nelle tenebre e diversifica così le zone dello spazio umano. Ma non è suo genio lottare contro gli uomini, ma se mai per gli uomini». Anche qui, Paolo VI sbaglia, perché non si può equiparare la varietà delle lingue, della cultura, dell’arte, dei mestieri, della professione, con la varietà delle religioni, perché è un abbassare la religione - il supremo dei valori! - al piano dei valori umani, i quali non sono mai assoluti, mentre la religione vera è assoluta. Comunque, la “distinzione” non elimina l’elemento contraddittorio, quale si trova nei valori umani. Errato è anche il suo passaggio dall’ordine della Fede col suo dogmatismo esigente e qualificante, all’ordine della “libertà”, al “rispetto”, cioè, “di quanto c’è di vero e di onesto in ogni religione e in ogni umana opinione, nell’intento specialmente di promuovere la concordia civile e la collaborazione in ogni sorta di buone attività”. Paolo VI, quindi, non fa più la “religione” come il princìpio di unione tra gli uomini, ma bensì la “libertà”, lasciando, così, ancora vero che il cattolicesimo sia princìpio di divisione. Paolo VI, quindi, dimentica che Cristo fu annunciato come “bersaglio di contraddizione” (Lc. 2, 34), e che la vita della Chiesa e del cristiano, perciò, non può essere che una “milizia”3, un “combattimento”. della Chiesa». Sono accenni a “scismi”, né dichiarati né sconfessati... «Si vorrebbe da costoro legalizzare, con ogni pretesa tolleranza, la propria appartenenza alla Chiesa, abolendo ogni ipotesi di scisma e di auto-scomunica». Su questo problema, Paolo VI vi ritorna il 20 novembre 1976, parlando della situazione «dei figli della Chiesa, i quali, senza dichiarare una loro rottura ca- sa, ben assai superiori per intelligenza, cultura e Grazia!.. 4°: La Chiesa disunita nella Gerarchia È un fatto visibile, ormai, che con Paolo VI e il Vaticano II è entrata nella Chiesa la “disunione”, anche tra la Gerarchia. Su la “Voce evangelica” (settembre 1971), organo protestante in lingua italiana, in Svizzera, si leggeva: «In realtà, non ci troviamo più di fronte a un cattolicesimo, ma a diversi tipi di cattolicesimo». Una frase analoga la disse anche il Vescovo olandese Mons. Gijsen, riferendosi appunto al pluralismo esistente nella Chiesa olandese, per cui i Vescovi di quella Nazione pretendevano che la Chiesa Romana fosse alla pari di quella olandese, negando, così, il Primato di Pietro e suoi successori. Mentre la Chiesa di Roma, prima del Vaticano II, aveva sempre combattuto il pluralismo protestante, ora, invece, l’ammette anche nella Chiesa Romana. Facciamone qualche esempio: In un suo discorso del 30 agosto 1973, Paolo VI piange sulla divisione e sulla disgregazione che purtroppo si incontra, ora, in non pochi “ceti della Chiesa”; e continua dicendo che «la ricomposizione dell’unità spirituale e reale all’interno della Chiesa è, oggi, uno dei più gravi e più urgenti problemi nonica ufficiale con la Chiesa, sono tuttavia in uno stato anormale nei suoi riguardi». È uno strano parlare, perché tocca alla Chiesa dichiarare se sono fuori della Chiesa o no, e non a loro!.. E perché non accusa la sfera gerarchica, non meno inquinata, per aver acconsentito alla formazione di gruppi isolati e auto-cefali in forme di vere sètte?.. La disunione, quindi, Paolo VI doveva vederla nel “pluralismo” che ha permesso ad ogni imbecille di mettersi alla pari dei grandi Padri e Dottori della Chie- – nel 1974, il Sinodo di Wûrzburg emanò, come suoi, dei postulati circa la sacramentalità dei divorziati bigami e la partecipazione degli eterodossi all’Eucarestia, ma furono sconfessati dall’episcopato germanico, mentre, invece, quelli svizzero, l’approvavano!.. Ecco un effetto della inventata “Collegialità”, la quale, deliberando a maggioranza, toglie ogni autorità ai singoli Vescovi in minoranza, senza che nessuno sappia il perché e donde venga l’obbligo di sottometterei, per cui ciascun vescovo può giudicare tutto: la Conferenza, gli altri Vescovi e tutte le altre Conferenze! – Mons. Arceo, vescovo di Guernevaca, sostenne che il marxismo era una componente necessaria al cristianesimo; ma venne sconfessato dalla Conferenza episcopale del Messico4. – Mons. Simonis, vescovo di Rotterdam (Olanda), abbandonò la Sessione del Terzo Colloquio Pastorale Olandese”, perché gli altri vescovi sostenevano la proposta di ordinare uomini sposati e donne5. – Il card. Dôpfner concesse la Basilica monacense di S. Bonifacio per rappresentarvi “Ave Eva oder del Fall Maria”, un vero vituperio alla Madonna!.. Subitamente, Mons. Graber lo biasimò e protestò pubblicamente!.. – Mons. Gijsen, vescovo di Roermond, si separò dal resto dell’episcopato olandese, istituendo un suo Seminario con indirizzo tradizionale, perché si rifiutava di aderire alla nuova pedagogia per la formazione (?) dei seminaristi. Subito, però, 3 4 5 3°: L’unità della Chiesa post-conciliare 4 Cfr. “Militia est vita hominis super terram” Simboli massonici sul tombale della famiglia Alghisi (la famiglia della madre di Paolo VI), nel cimitero di Verolavecchia (Brescia). Cfr. “Der Fels”, agosto 1978, p. 252. Cfr. “Das neue Volk”, 1978, n. 47. “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 Mons. Ernst, vescovo di Breda, lo smentì e Mons. Groot scrisse che l’insegnamento di Mons. Simonis “est carrément en opposition avec l’inseignement du Vaticano II6... – Mentre i Vescovi Italiani erano per l’incompatibilità dei cristiani ad aderire al comunismo, i Vescovi francesi, invece, decisero di “donner liberté aux mouvements de faire les options politiques qu’ils désirent”7. E via dicendo!.. tre rèsponsabilité de Pasteur de l’Eglise universelle, Nous oblige à vous demander, en toute frachise: que pensez-vous que Nous puissons faire pur vous aider, pour renforcer votre autorité (?!), pour vous permettre de surmonter les difficultés présentés de l’Eglise an Olande?». Incredibile! Paolo VI, invece di obbligare i Vescovi a riaffermare Loro stessi la Fede della Chiesa su quei punti di dottrina, offre, invece, il Suo “servi- 5°: Lo scisma olandese È ormai nota la disastrosa situazione della Chiesa olandese, fino a mettere in dubbio l’autorità del Papa se esercitata non collegialmente8. E la Collegialità, in Olanda, fu davvero il crollo di quella Chiesa! Nel Consiglio pastorale olandese, infatti, composto di tutti i ceti della Chiesa, nove su dieci votarono per l’abolizione del celibato del clero; per il diritto delle donne agli Ordini sacri; per la partecipazione deliberativa dei Vescovi ai decreti del Papa, e del laici ai decreti dei Vescovi! Purtroppo, Paolo VI, davanti a questa frana gravissima in seno alla Chiesa, pur vedendone i guasti e gli errori, scrisse semplicemente una “Lettera”9 senza ricorrere, invece, ad applicare né bisturi, né medicine adatte a risanare. Vi scriveva: «(Il Papa) non può nascondere che certi progetti, ammessi dall’episcopato come base di discussione, e certe affermazioni dottrinali che vi figurano, lo lasciano perplesso e gli sembrano meritare serie riserve». E poi, esprime «fondate riserve circa il criterio di rappresentatività dei cattolici olandesi a questa assemblea»; e che è “profondamente impressionato” dal fatto che il Vaticano II vi è “rarissimamente citato”, e che i pensieri e progetti dell’assemblea olandese «non sembrano appunto armonizzare con gli atti conciliari e papali. In particolare, la missione della Chiesa vi è rappresentata come puramente terrestre; il ministero sacerdotale come un officio conferito dalla comunità; il sacerdozio dissociato dal celibato e attribuito alle femmine, e non si fa parola del Papa che per minimizzare la sua carica e i suoi poteri confidatigli da Cristo». Ebbene, di fronte a questi errori, Paolo VI si mostra inferiore a loro, dicendo: «No- 6 Cfr. “Informations catholiques Internationales”, 1974, n° 449 p. 27. 7 Cfr. “Informations catholiques Internationales”, 1975, n° 492, p. 7. 8 Cfr. Ma furono interi cleri diocesani che rifiutarono il Vescovo eletto da Roma, come, ad esempio, a Botucatù, nel Brasile. Anche a “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 Particolare della formella n. 12 delle Porte di Bronzo della Basilica di S. Pietro, raffigurante Paolo VI con la “Stella a cinque punte” (il massonico “marchio della Bestia”) (da noi evidenziato in rosso), incisa sul dorso della Sua mano sinistra. zio” per aiutarli a rinforzare la loro autorità, disconoscendo, così, la Sua autorità che pur valeva per tutta la Chiesa universale! Così pure è inspiegabile che si conforti dicendosi “colla- Friburgo (Svizzera) la nomina di Mons. Mamie ad Ausiliare di Mons. Carrière, suscitò una forte opposizione del clero (Cfr. “Corriere della sera”, 21 agosto 1968). 9 Cfr. “L’Osservatore Romano” del 13 gennaio 1970. 10 Cfr. Summa Teologica, II, II, qq. 11 e 39. borato dall’appoggio di tanti (?) fratelli (!!) dell’episcopato”, mentre avrebbe dovuto dire “da tutti”! Questa Sua debolezza (o “tattica”!) la manifestò anche dopo, quando il card. Alfrink, riferendosi ai punti contestati dal Papa, al “Corriere della sera” dichiarava che la questione non doveva essere risolta da una autorità centrale (Roma - il Papa!), ma, secondo il princìpio della “collegialità”, cioè dal collegio episcopale di tutto il mondo, di cui è capo il Papa, ignorando (?!) che la collegialità è solo “consultiva”! Quando, poi, Paolo VI disse che «uno scisma si può avere solo in materia di fede», esternava la sua ignoranza teologica, perché scambiava la parola “scisma” con quella di “eresia”, come ha sempre insegnato la Chiesa. S. Tommaso d’Aquino, il sommo teologo della Chiesa, ha insegnato e scritto che lo “scisma” è un peccato contro la carità, mentre l’eresia è un peccato gravissimo contro la Fede!10 Ora, questo franare del dogma, questo non più usare il “comando”, è un’autentica rinuncia all’autorità, la quale, invece, deve avere una funzione necessaria e anche costitutiva di ogni società, composta di vari voleri, ma che devono essere unificati, non in senso “ad unum” di tutto, ma di coordinamento delle varie libertà, sulle quali prescrivere i mezzi per conseguirne le mete. Questo è il “Governo”! Ma Paolo VI annullò (?!) questo officio pontificale, introducendo, al posto del “governo”, la “monizione”, che restringe la legge precettiva, allargando anche la “legge direttiva”, non ammettendo obbligazioni di sorta! Anche questo fu un “tradimento” di Paolo VI sulla direzione della Chiesa! Per qualcuno, questo snervamento di governo di Paolo VI fu dovuto alla sua indole, come la si può arguire anche dal Suo “Diario intimo”, e come la confidò al Sacro Collegio nel discorso del 22 giugno 1972, per il IX anniversario della sua elevazione a Sommo Pontefice. Disse: «Forse, il Signore mi ha chiamato a questo servizio non già perché io vi abbia qualche attitudine, o perché governi e salvi la Chiesa dalle sue presenti difficoltà, ma perché soffra qualche cosa per la Chiesa e sia chiaro che Egli, non altri, la guidi e la salvi»!11 Ma questo ragionare di Paolo VI è sconosciuto in tutta la storia della Chiesa ed è fuori dalla linea teologica, la quale inse- 11 Cfr. È proprio il contrario, questo parlare di Paolo VI, a quello di Papa Giovanni che, sul letto di morte, ebbe a dire al suo medico: «Un Papa muore di notte, perché di giorno governa la Chiesa!». 5 gna che Pietro, insignito da Cristo stesso a pilotare (= governare) la nave della Chiesa, non poteva atteggiarsi a pavido Pastore del gregge a Lui affidato. L’ufficio papale, infatti, esige opera e governo con regole precettive e non con sole regole direttive che non condannano. Il Suo comportamento abnorme, invece, come Papa, lo si può rilevare anche nella lettera all’arcivescovo Lefèbvre, in cui riconosce, sì, la grave situazione della Chiesa per la caduta della Fede, per le deviazioni dogmatiche, per la non più ubbidienza alla Gerarchia, e riconosce anche che tocca al Papa “individuare ed emendare” quelle deviazioni, e dice anche che «in realtà, Noi non abbiamo, né in alcun modo tralasciato di manifestare la Nostra sollecitudine nel conservare nella Chiesa l’autentica Tradizione»12, mentre, invece, questo non è vero, perché nei suoi atti di governo non ha mai usato la potestà iussiva ed obbligante, per cui, in pratica, i suoi pronunciamenti furono solo delle enunciazioni teoriche e, quindi inutili! In realtà, il concetto di autorità e di obbedienza fu sostituito con quello di libertà e di opinabilità. Questo stile di “brevatio manus Domini” ebbe origine dal discorso inaugurale del Vaticano II, in cui rinunciò al metodo della condanna dell’errore, e che Lui praticò per tutto il suo Pontificato. Infatti, mai condannò i falsificatori del dogma, sempre tollerando le situazioni scismatiche, più o meno dissimulate e tollerate. Lo si vede chiaramente anche nella Sua solenne “Esortazione Apostolica Paterna” dell’8 dicembre 1974, in cui denuncia, sì, quelli che “tentano di abbattere la Chiesa dal di dentro”; denuncia, sì, il rifiuto di obbedienza all’autorità; deplora, sì, il “pluralismo teologico” che va contro il Magistero; protesta, sì, “adversus talem agendi modum perfidum”; rivendica, sì, a Sé quell’autorità episcopale che rivendicò a sé il Crisostomo: «finché sediamo, benché indegni, su questo seggio, presiediamo alla Chiesa, abbiamo l’autorità e il potere», ma poi finisce con un “monitorio” come se Egli non ne fosse il giudice! Proprio come disse un Arcivescovo francese: «Aujourd’hui, l’Eglise n’a plus à inseigner, à condanner, mais à aider les hommes à vivre et à s’épanouir»13. La “contestazione” d’oggi è ancora su questa linea errata del Governo Pontificale, insegnato e voluto da Paolo VI, anti-storico e anti-teologico. Da questo sfasamento montiniano, abbiamo, ormai, degli episcopati che prendono posizioni non sempre attinenti ai documenti pontifici, come pure lo fanno i teologi e i laici in contestazione, azzerando, così, l’autorità stessa del Pontificato! Particolare del monumento massonico a Paolo VI sul Sacro Monte di Varese, raffigurante il Papa che indossa un monile quadrangolare: ingegnosa rappresentazione dell’Ephod, che Caifa indossava quando condannò a morte Gesù Cristo! NOTE 12 Cfr. “Courrier de Rome”, n. 137, 5 dicembre 1974, p. 7. 13 Ibidem. NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) NO VIT À Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 6 “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 MANDATO DI ARRESTO EUROPEO STRUMENTO INCOSTITUZIONALE ED ESTREMAMENTE PERICOLOSO del dott. Mario Sossi L a proposta di decisione-quadro sul mandato di arresto europeo, di cui alla audizione del magistrato Carlo Alberto Agnoli di giovedì 6 novembre 2003 alla Commissione giustizia della Camera dei Deputati, induce a ritenere il mandato europeo uno strumento incostituzionale ed estremamente pericoloso, sia per quanto riguarda i cittadini di singoli Stati-membri dell’Unione Europea, sia per quanto riguarda la sovranità e l’“identità” nazionale. I princìpi giuridici fondamentali della normativa italiana risultano del tutto stravolti ed una (evidentemente ineluttabile…) riforma della Costituzione volta ad attuare il mandato d’arresto europeo deve essere scongiurata: il prezzo da pagare sarebbe infatti troppo alto. L’euroscetticismo, che in molti Stati ha caratterizzato le elezioni europee, appare pienamente giustificato. Ed invero, un conto è realizzare il disegno di una Federazione europea rispettosa della sovranità, dell’identità e della cultura degli Stati aderenti, che preveda una “cooperazione giudiziaria” ampiamente garantita (Convenzione di Schen“Chiesa Viva” *** Novembre 2004 gen), un altro, con l’estradizione del cittadino, o peggio, con la diretta consegna del cittadino ad un altro Stato senza neppure garanzie sostanziali (quelle “formali” che compaiono nella “decisione-quadro” sono risibili …), ri- nunciare alla propria sovranità, alla propria identità, alla propria cultura, alla propria tradizione. Senza dimenticare che, da tempo, fosche nubi si addensano nel cielo dell’Unione Europea … A titolo di esempio, citiamo il rifiuto della menzione di una “radice cristiana”, la liberalizzazione della droga, l’aborto “libero”, l’eutanasia, il matrimonio omosessuale, l’adozione da parte di soggetti omosessuali, il concepire come “razzista” il comportamento di chi, specie a fronte della progressiva “invasione” islamica, tenta di opporsi civilmente ad un “sistema” che pretenderebbe l’imposizione, in Paesi cristiani, di “regole” di altre religioni, non poche delle quali contrarie all’ordine pubblico ed al buon costume, con il totale abbandono delle regole fondamentali del diritto internazionale pubblico. La reciprocità e la ritorsione… Appare superfluo elencare i numerosi principi costituzionali travolti e “stravolti” dal mandato di arresto europeo. In questa sede le brevi osservazioni svolte ci consentono di concludere: cittadini italiani, cattolici: tenete alta la guardia! 7 I GRANDI BANCHIERI OSSIA I PIRATI E USURAI MONDIALI di D. E. 4 STORIA BANCARIA E FINANZIARIA NEGLI USA Poiché il nodo perverso del sistema è il diritto dei banchieri centrali ad emettere la moneta, ad appropriarsene, ed inoltre a caricarla di interessi perpetui, e ad impossessarsi progressivamente delle ricchezze e risorse produttive delle nazioni, vediamone la storia degli Stati Uniti. Durante i secoli XVII, XVIII, la popolazione prevalente delle colonie del Nord America (poi divenute USA), era anglosassone; essi riconoscevano di essere sudditi inglesi ed erano protetti dall’esercito inglese. Scoprirono che, nel Governo delle colonie, era meglio che queste stampassero la propria carta-moneta, secondo le necessità del commercio locale, e priva di interessi. E ciò diede ottimi frutti. Il Parlamento inglese pagava i propri dipendenti con carta-moneta inglese, ma pretendeva dalle colonie il pagamento delle tasse in oro, e poi, col “Currency Act” del 1764, vietò ai funzionari delle colonie di emettere propria valuta-denaro, obbligandoli a servirsi della cartamoneta inglese. Ovviamente, tra i patrioti nord-americani ci fu una reazione. Ne seguì la “prima Guerra Bancaria”, sfociata nel 1775 in “Guerra di Indipendenza”, chiusa col “Trattato di Parigi” del 1793, in cui i “banchieri centrali inglesi” (= money-makers) vennero sconfitti e fu riconosciuta l’indipendenza degli USA dall’Inghilterra. Costoro, con la corruzione d politici e col solito sofisma affermante che se la cartamoneta circolante viene stampata dal Governo, questi la usa per fini politici propri, ed è meglio affidare l’emissione alla Ban8 ti. Il capitale sociale fu messo in parte dalle Banche private (dei Banchieri Centrali) che finirono per impossessarsene, a stampare il denaro circolante contro “Titoli di Stato”, ed imponendo ai cittadini di pagarne gli interessi. In seguito all’inevitabile condizionamento ed indebitamento, ci fu una reazione nel Congresso Federale. La Prima Banca fu attaccata come “una grande truffa” e, nel 1811, le furono revocati i poteri. Per questo, nel 1812 l’Inghilterra, spinta dai grandi banchieri, pur essendo già in guerra contro Napoleone, dichiarò guerra alla Confederazione Nord Americana. Questi, per difendersi e acquistare armi, stamparono denaro e provocarono l’inflazione. Quando il Congresso americano, di nuovo: chi, non lungimirante, chi, corrotto dai banchieri, ricedette alla nuova “Banca della Federal Reserve” il diritto di emettere il denaro, la guerra finì e l’inflazione temporaneamente si fermò. Ma gli USA erano ritornati sotto il dominio dei banchieri, col crescente indebitamento della nazione verso di loro. Banco di cambia monete. ca centrale nazionale, riuscirono a convincere i membri del Congresso (Parlamento) americano di negare ai singoli Stati e al Congresso Confederale stesso, il potere di mettere carta-moneta. Nel 1791, Alexander Hamilton (che era uno strumento della Banca Centrale d’Inghilterra) poté fondare la Prima Banca degli Stati Uniti, autorizzata a stampare denaro e a concedere presti- Nel 1861 scoppiò la Guerra di Secessione americana (per la legge di abolizione della schiavitù). Durante questa Guerra, i Rothschild di Londra finanziarono il Nord, mentre quelli di Parigi finanziarono il Sud. Per ridurre il livello del debito che il suo Governo avrebbe affrontato, il Presidente Abraham Lincoln stampò direttamente (senza passare dalla Banca Centrale) anche dollari carta-moneta privi di interessi, chiamati “green backs”. Ciò si rivelò potenzialmente disastroso per le Banche Centrali, se fosse continuato dopo la guerra e si fosse diffuso in altri paesi: le “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 banche e l’Élite avrebbero perso il loro potere di controllo e dominio! Per questo, nel 1865, Lincoln fu assassinato da John Wilkes Booth che, secondo alcuni studiosi, era un agente della “Casa Rothschild”. Dopo la morte di Lincoln, cessò anche la stampa dei “green-backs”, i dollari carta-moneta senza interessi. Il meccanismo è evidente: se lo Stato e la gente vuole avere i soldi sufficienti a portare avanti attività commerciali, sono obbligati a prendere in prestito il “credito creato” dai banchieri del monopolio, ed inoltre a pagare loro interessi da usura. A buon ragione Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori USA, aveva detto: «Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno alle banche, priveranno il popolo dei suoi beni, finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato». Nel nostro secolo anche il Presidente John F. Kennedy, compresa la situazione, propose la stessa soluzione e fece stampare dei dollari/banconote direttamente dal Governo USA e messe in circolazione prive di interesse. Alcune di quelle banconote sono ancora oggi in circolazione. Ma Kennedy fu ucciso, molto verosimilmente dai sicari dell’Èlite, a Dallas, in Texas, nel 1963.1 Le conseguenze di questo assassinio sono state spaventose per l’America (e lo sono per tutto il mondo): nel 1910, il debito Federale USA era solo di 1 miliardo, cioè 12,40 dollari a persona. Nel 1960, il debito nazionale era di 284 miliardi di dollari, o 1.575 dollari a testa; nel 1981, il debito salì a 1 miliardo di miliardi di dollari, e ai giorni nostri ha raggiunto una cifra astronomica corrispondente a circa 50.000 dollari a testa, facendo degli Stati Uniti il paese col debito pro-capite più elevato del pianeta. Se gli Stati Uniti nella loro interezza venissero ceduti ai banchieri, come risarcimento dei debiti, ci vorrebbero ancora due, forse tre USA, per saldare completamente i debiti! Negli USA, come in tutto il mondo, niente migliorerebbe le condizioni di vita della gente più velocemente della ripresa da parte dei governi della stampa del proprio denaro e della fine dell’imposizione di interessi perpetui sul denaro emesso.2 Lo strapotere dei banchieri centrali è tale che, limitandoci ad USA e Germania, hanno stampato i simboli degli Illuminati e della massoneria sia sulla banconota del dollaro sia del marco3. LA NECESSITÀ DI SOPRAVVIVENZA DELLE NAZIONI EUROPEE: RIAPPROPRIARSI DELLA PROPRIA MONETA. LA SCELTA DEI BANCHIERI: L’EURO 1 2 80907, USA. Cfr. www.themoneymasters.com; http.//digilander. libero. it/weishaupt/nwo.htmI + Le banche centrali; + L’origine del potere delle elite che governano il mondo; www.disinformazio- Cfr. “Chiesa Viva” n.338 p.15. Cfr. Patrick Carmack, “The Money Master: How Intemational Bankers gained control of America”, ed. Royalty production company, 5149 Piket Drive, Colorado Spring, CO “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 Da quanto sin qui detto, si giunge alla conclusione che, per riportare a giustizia ed equità la finanza nazionale ed internazionale, è indispensabile che: il Governo di ogni Stato: 1) annulli la moneta circolante e l’enorme debito fittizio e perpetuo contratto con la Banca centrale; 2) ristampi direttamente la propria moneta nazionale, a seconda del proprio fabbisogno. Ne resti l’unico ed esclusivo proprietario e la metta in circolazione in pagamento delle opere pubbliche, spese per stipendi ai dipendenti statali, spese statali, ecc.; 3) non accompagni la stampa della propria moneta nazionale con l’emissione di debito pubblico, così che resti abolito il perpetuo debito pubblico ed anche il perpetuo interesse sul debito pubblico; 4) dove il valore di questa moneta circolante non è garantita dalla riserva di oro o argento, resta almeno garantita dall’impianto economico e dai beni della nazione. In Europa, le Banche Centrali, con l’appoggio dei loro soliti politici compiacenti, ci hanno invece dato l’euro. Ossia i grandi debiti di capitale nazionale di emissione, e gli interessi perpetui relativi, sono stati tutti riconfermati e commutati in euro. Ora, i padroni delle monete nazionali non sono più i grandi banchieri nazionali che detenevano la maggioranza della riserva della Banca Centrale nazionale, ma la loro consociazione nella “Banca Centrale Europea”. E nelle Consociazioni e Associazioni, i più forti, come si sa, impongono la loro linea e fanno i loro interessi, ormai non più sulla loro nazione ma ormai su tutta l’Europa. Ecco la risposta a: “Di chi è l’euro?”; e “L’euro, di chi fa gli interessi?” OSSERVAZIONI FINALI 1) E così, dalla parte dei pirati e usurai mondiali si trovano programmi di questo tipo, usciti dalla bocca di A. M. Rothschild: «Autorizzatemi ad emettere moneta e a controllare i sistemi monetari di un Paese, ed io non mi preoccuperò più di chi fa le leggi». «La nostra politica è quella di fomentare le guerre. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in opposti schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere». «Usare la ricchezza per favorire l’elezione, in posti pubblici, di candidati che siano servili ed obbedienti ai nostri comandi... Gli uomini che noi designeremo, dovranno essere allevati, coltivati e addestrati sin dalla fanciullezza». «Sulla rovina dell’aristocrazia dei Goyim, noi abbiamo sovrapposto un’aristocrazia del denaro: è la ricchezza che é in mano nostra». «Grazie alla nostra Stampa (dominio ne.it + Denaro dal nulla; + Il raggiro del debito; + Cos’è una banca. 3 Cfr. www.disinformazíone.it + Dollaro e simbolismo; + Marco e simbolismo. 9 ne più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il denaro, la fanno da padroni: onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso di cui vive l’organismo economico, ed hanno in pugno, per così dire, l’anima dell’economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe respirare». dei mass-media), noi abbiamo avuto l’oro nelle nostre mani, nonostante il fatto che abbiamo dovuto raccoglierlo da oceani di lacrime e di sangue»4. La ditta Rothschild di Londra, il 26/6/1863, scriveva alla correligionaria ditta Ikleheimer di New York, in occasione del “National Banking Act” del 1863, col quale si riconcedeva alla banche private il diritto di coniare e regolare il valore del denaro in USA: « .... la grande massa del popolo, mentalmente incapace di comprendere i tremendi vantaggi che ai capitalisti deriveranno dal sistema, porterà il suo contributo, senza proteste, e forse senza neppure sospettare quanto il sistema sia nocivo ai loro interessi». CONCLUSIONE In una situazione mondiale che è preoccupante per tutti, specie per tanti popoli poverissimi ed ora anche super-indebitati, speriamo che, per smascherare il grande pirataggio e brigantaggio monetario ed usuraio, più che illudersi ingenuamente di poter “dialogare” con questi tiranni, satanisti, sanguinari e spietati che succhiano il sangue; nella Chiesa si alzi di nuovo, con chiarezza, forza, e coraggio, la voce dei Pontefici, difensori della verità, della giustizia, e dei poveri, come fece Gesù Cristo! (cfr. Lc. 6,24; Lc. 16, 19-31; Mt. 21-13, Mt. 25,41-45). 2) Questa, invece, la voce dalla parte della Chiesa di Gesù Cristo: Pio XI, nell’Enciclica “Quadragesimo anno” del 1931 ammoniva: «È chiaro che, ai nostri giorni, un immenso potere ed una dispotica dominazione stanno nelle mani di pochi... Questo potere diviene particolarmente irresistibile quando è esercitato da coloro ai quali, detenendo e controllando il denaro, sono in grado di regolare il credito e determinare chi ne beneficia... sicché nessuno osa agire contro la loro volontà... Questo potere divie- (fine) NOTE La Casa dei Rothschilds, a Francoforte, dove A.M. Rothschild espose il suo “piano” per un Goveno Mondiale sotto la direzione ebraica. 4 Cfr. (Amschel Mayer Rothschild, “Piano per il dominio mondiale”, Francoforte 1773). Fonti Bibliografiche Le notizie sono state tratte da “internet” nei siti: http.//digilander. libero. it/weishaupt /nwo.html; + Le banche centrali; + L’origine del potere delle elite che governano il mondo; + L’Europa delle lobby; + La faccia nascosta della storia; + Il governo invisibile; + I Signori del mondo; + Gli Illuminati nel dollaro USA; www.disinformazione.it + Massoneria e multinazionali + Denaro dal nulla; + Il raggiro del debito; + Cos’è una banca; + Dollaro e simbolismo; + Marco e simbolismo; + I Signori del mondo; + Governo mondiale; + Multinazionali; + Globalizzazione; + Sionismo, Usa e lobby; + David Icke; + I Protocolli di Sion; + Società che controllano; + ecc. http://cosco-giuseppe.tripod.com/ 10 + I segreti di Maastricht; + Panorami segreti della storia; + Dalla Skull and Bones al nuovo ordine mondiale; + Un potere segreto prepara la rivoluzione mondiale; + Il rapporto segreto da Iron mountain (Orribile!!!); + Intervista a Maurizio Blondet; + Mass-media killer e guerra psicologica; + Stregoneria e potere; + La face caché del l’histoire; + Gouvernement mondial; + De la thèorie du complot permanent; + Antony C. Sutton; www.informationguerrilla.org + FMI: i quattro passi verso la dannazione; + Intervista a John Pilger: I predatori dell’ordine mondiale; + Le basi finanziarie del nuovo capitalismo; + Un’altra economia è necessaria; + /Iorigine_del_potere-delle-elite.htm; www.dentrolanotizia.com/ + Intervista a Giulietto Chiesa; www.barruel.com/indinfo.html + Ces financiers qui gouvement le monde; + Mais qui gouverne l’Amerique? www.nexusitalia.com/; + 9/11 il gioco del. potere; www.terraeliberazione.org; + La banda Bush: una grande rapina (Intervista a Greg Palast sulla bancarotta argentina..); www.stargatemagazine.it/homepage1.htm; + La sede del Governo Ombra; + Il grande inganno; www.indicius.it + \In un documento il progetto per sottomettere l’umanità; www.themoneymasters.com (in lingua inglese). “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 Occhi sulla Politica ROCCARASO Personalmente, sono persuaso Che mezza Italia è come Roccaraso: Corrotti e corruttori a profusione, Che han degradato l’itala nazione! Se i Sindaci corrotti e i Capi Ufficio Si impiccassero tutti, mamma mia!.. Sarebbe uno sterminio, una morìa, Da cui l’Italia avrebbe beneficio, Perché nel campo del “cementificio”, Complicità, silenzi e ipocrisìa, Distruggono l’ambiente, ovunque sia, Talor con “democratico” artificio! Avremmo tutti i giorni un funerale: Per Tizio, Caio, oppure per Sempronio, Con un anno di lutto nazionale, In quanto troppi han fatto mercimonio, E scempio dell’ambiente naturale, Stravolto e diventato un pandemonio! Prof. Arturo Sardini Chiusa Se tutti si impiccassero, Signore, Non basterebbe la foresta nera! Colpevole o innocente, una preghiera, Comunque sia, per l’amministratore! “INIMICA VIS” 2 (Leone XIII - 8 dicembre 1892) LA MASSONERIA IN ITALIA 2. - Ci restringiamo questa volta a considerarne i deplorevoli effetti rispetto all’Italia. Insinuatasi, infatti, già da gran tempo sotto le speciose sembianze di società filantropica e redentrice dei popoli nel nostro bel paese, e per via di congiura, di corruttele e di violenze, giunta finalmente a dominare l’Italia e questa medesima Roma, a quanti disordini, a quante sciagure non ha essa in poco più di sei lustri spalancata la via? Mali grandi in sì breve giro di tempo ha veduto e patito la Patria nostra. La religione dei nostri padri è stata fatta segno a persecuzioni di ogni sorta, col satanico intento di sostituire al cristianesimo il naturalismo; al culto della Fede, il culto della ragione; la morale cosìdetta indipendente, alla morale cattolica; al progresso dello spirito, quello della materia. Alle sante massime e leggi del Vangelo si è osato contrapporre leggi e massime che possono chiamarsi il codice della rivoluzione, e un insegnamento ateo ed un verismo abbietto alla scuola, alla scienza, alle arti cristiane. Invaso il tempio del Signore, si è dissipata con la confisca dei beni ecclesiastici la massima parte del patrimonio necessario ai santi ministeri, assottigliato con la leva dei chierici oltre i limiti dell’estremo bisogno il numero dei sacri ministri. Se l’amministrazione dei Sacramenti non fu potuta impedire, si cerca, però, in tutti i modi, d’introdurre e promuovere matrimoni e funerali civili. Se ancora non si riuscì a strappare affatto dalle mani della Chiesa l’educazione della gioventù ed il governo degli istituti di carità, si mira sempre con sforzi perseveranti a tutto laicizzare, che val quanto dire a cancellare da tutto l’impronta cristiana. Se della stampa cattolica non si è potuto soffocare la voce, si fece di tutto per screditarla ed avvilirla. LE CONTRADDIZIONI DEL LIBERALISMO MASSONICO AUT AUT La Santa Madre Chiesa, in più occasioni, Ha condannato la Massoneria Creatura della “perfida genìa”, Coautrici delle due Rivoluzioni, Francese e Russa - senza esitazioni, Mentre Wojtyla, sia come che sia, Ha ricevuto la Consorteria Del B’nai B’rith, e affini associazioni! Hanno sbagliato i Papi del passato, Nel condannar la Società Segreta, Oppure sbaglia l’ultimo arrivato, Che sta facendo il giro del pianeta, Da Sinagoga e Logge ultra-osannato? Tale contraddizione assai m’inquieta! Prof. Arturo Sardini “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 3. - E pur di osteggiare la Religione cattolica, quali parzialità e contraddizioni! Si chiusero monasteri e conventi; e si lasciano moltiplicare a lor grado Logge massoniche e covi settari. Si proclamò il diritto di associazione; e la personalità giuridica, di cui associazioni di ogni colore usano e abusano, è negata ai religiosi sodalizi. Si bandì la libertà dei culti e, intanto, odiose intolleranze e vessazioni si riserbano proprio a quello che è la Religione degli italiani, ed a cui perciò dovrebbe assicurarsi rispetto e patrocinio speciale. A tutela della dignità e indipendenza del Papa si fecero proteste e promesse grandi; e voi vedete a quali vilipendi venga quotidianamente fatta segno la Nostra persona. Qualsiasi specie di pubbliche manifestazioni trova libero il campo; solamente or l’una or l’altra delle dimostrazioni cattoliche o è vietata o disturbata. S’incoraggiano, nel seno della Chiesa, scismi, apostasie, ribellioni ai legittimi superiori; i voti religiosi e segnatamente la religiosa ubbidienza si riprovano come cose contrarie alla libertà e dignità umana; e intanto vivono impunite empie congreghe, che legano con giuramenti nefandi i loro adepti, ed esigono anche nel delitto ubbidienza cieca 11 Documenta-Facta ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA Indonesia È un arcipelago composto da 13.500 isole. Dopo un fallito colpo di Stato comunista, i musulmani presero il sopravvento, uccidendo oltre mezzo milione di simpatizzanti comunisti, mentre altri si convertirono a Cristo. Popolazione: 212.991.926 (2000); Religioni: Musulmani: 80,30%; Cristiani: 16,00%; Hindu: 1,90%; EtnicoTradizionale: 1,0%; Cinese: 0,08%; Buddisti: 0,30%. Forma di governo: Repubblica. Persecuzione: teoricamente, vige la libertà religiosa ma, nel concreto, i musulmani sono ampiamente favoriti. I musulmani radicali puntano all’eliminazione completa del cristianesimo ed hanno lanciato una jihad contro i cristiani che, nel 1996, ha contato oltre 8.000 morti e 600 chiese distrutte. La chiesa: negli ultimi 40 anni, i cristiani evangelici sono cresciuti da 1,3 milioni a 11,5 milioni. L’aumento della persecuzione ha portato ad una maggiore unità nei credenti, alla nascita di un movimento nazionale di preghiera ed ad una visione per l’evangelizzazione dell’Indonesia. ni vietnamiti sta crescendo, e la chiesa diventa più forte contando ogni giorno nuove conversioni. C’è un grande bisogno di Bibbie e di letteratura cristiana, ma il controllo del Governo è molto rigido. Cina Dichiarata Repubblica Popolare nel 1949, il Governo comunista ha cercato di estirpare la religione. La Cina è uno dei paesi più ostili ai diritti umani. Popolazione: 1.262.556.787 (2000). Religioni: Non religiosi: 49,58%; Cinese: 28,50%; Buddisti: 8,38%; Cristiani: 7,25%; Etnico-Tradizionale: 4,29%; Musulmani: 2,0%. Forma di governo: Comunista. La Cina ha mostrato recentemente timidi segni di avvicinamento all’economia di mercato, ma non alla democrazia. La repressione sociale, politica e religiosa resta alta. Persecuzione: il Governo usa il pu- gno di ferro contro i cristiani cinesi. Arresti, torture, carcere e campi di lavoro sono il trattamento riservato ai cristiani che non aderiscono alla chiesa di Stato cinese (il 90% dei cristiani cinesi). Nel 2003, il Governo ha lanciato ancora una durissima offensiva contro le chiese domestiche. La chiesa: nonostante la persecuzione, un numero impressionante di cinesi viene a Cristo ogni giorno. Mancano Bibbie, trattati, libri, studi biblici e materiale cristiano per soddisfare le richieste. Laos Dal 1975, è sotto il dominio comunista di Pathet Lao. È un paese ricco di risorse ma il potenziale per lo sviluppo è limitato dall’immobilismo del Governo. Popolazione: 5.433.036 (2000). Religioni: Buddisti: 61,05%; EtnicoTradizionale: 31,20%; Non religiosi-altro: 0,50; Cristiani: 1,85%; Musulmani: 1,10%; Cinese: 0,50%; Bahai: 0,10%. Forma di governo: Comunista. Persecuzione: le tre o quattro chiese cristiane Vietnamite della capitale sono guardate a vista. Le chiese domestiche vengono chiuse, i cristiani arrestati o espulsi, se sono stranieri. Nei villaggi, i cristiani sono obbligati a firmare un documento di rinuncia alla fede. Se rifiutano, vengono cacciati via e le proprietà distrutte o confiscate. La chiesa: nonostante tutto, la chiesa cresce. Vengono segnalate conversioni in massa nei villaggi e tra i popoli Hmong e Khmu. Eritrea Colonia italiana fino al 1941, nel 1951 fu assegnata all’Etiopia. Dal 1961 inizia la lotta per l’indipendenza, guidata dai partiti marxisti, che termina nel Vietnam Dal 1954, sotto il controllo della Francia, fu teatro di una famosa guerra conclusasi nel 1975 con la vittoria dei comunisti del Nord sugli USA. Popolazione: 79.831.650 (2000). Religioni: Buddisti: 54,14%; Non religiosi: 21,80%; Cristiani: 8,16%; Etnico-Tradizionale: 8,16%, Cao Dai-Hoa Hoa: 5,60%; Cinese: 1,10%; Musulmani: 0,70%; Bahai: 0,40%. Forma di governo: Comunista. Persecuzione: molestie, pestaggi e incarcerazioni sono all’ordine del giorno tra i cristiani vietnamiti. Vedendo il ruolo dei cristiani nel crollo del comunismo nel mondo, le autorità vietnamite tendono a controllare o a spazzare via i cristiani. La chiesa: invece di essere indebolita dalla persecuzione, la fede dei cristia- 12 “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 1993. Ma scontri e violenze continuano ancora fino ad oggi. Popolazione: 3.850.388 (2000). Religioni: Musulmani: 47,97%; Cristiani: 47,43%; Non religiosi: 4,0%; Etnico-Tradizionale: 0,6%. Forma di governo: Governo di transizione guidato dal Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia del Presidente Isaiah Afworki, che controlla il Parlamento ed ha sospeso le elezioni fino a tempo indefinito. Persecuzione: recentemente, cristiani ortodossi radicali e musulmani militanti hanno compiuto attacchi contro i cristiani evangelici. La chiesa: sono pochi i missionari in Eritrea. La paura dell’evangelismo e le minacce dei musulmani radicali hanno portato il Governo a emanare regole restrittive verso le libertà religiose. Comunque, nonostante la persecuzione, sono state fondate diverse nuove chiese ed è stata aperta una scuola per i leaders, nella capitale Asmara. “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 13 LA “MATEMATICA ALTERNATIVA” di A. Z. D ue più due fa quattro. È la sola cifra vera. Le cifre sotto e sopra il quattro sono tutte false, e sono infinite. Ciò è noto ai grandi scienziati e ai bambini della terra, e anche in Paradiso e nel Purgatorio. Nell’Inferno, invece, Satana ha imposto una sua “matematica aIternativa” per cui due più due fa tutto eccetto quattro. La matematica alternativa è solo parte dell’intera verità alternativa professata dai demoni e dai loro sudditi infernali, che seguono anche una gnoseologia alternativa filosofica, una musica, una storia alternativa che mette a nudo i fatti, secondo sofisticate proiezioni note solo agli “alti iniziati” dell’inferno. Un giorno, Dio-Padre pensò di mandare sulla terra il suo stesso Figlio, e incaricò gli Angeli di cercare sul pianeta una ragazza tanto pura che fosse degna di fargli da Madre. Tornati dalla ricerca, gli Angeli riferirono che a Nazaret di Galilea viveva una fanciulla di bontà eccezionale, che sarebbe stata degna di essere la madre del Verbo di Dio fatto uomo. Rimaneva, ora, il problema più difficile, di tro14 Ebrei Ashkenaziti. vare un uomo taImente cattivo da metterlo in croce. Dio pensó di affidarne la ricerca non gli angeli, ma agli specialisti del male che sono i démoni. Questi cercarono a lungo, e finalmente tornarono per riferirgli il risultato. Dio-Padre stette ad ascoltare, ma ognuno dei demoni aveva una rispo- sta diversa dagli altri: chi pensava a un cinese, chi a un marocchino, chi a un messicano, a un inglese, o altri: la discordanza era naturale, data la loro mentalità alternativa che consente di tutto. Dio tagliò corto e convocò il loro capo, facendogli una domanda insidiosa: «Satana, rispondi senza mezzi termini: chi sono i tuoi migliori amici?». Colto così di sorpresa, Satana rispose: «Gli ebrei». L’eterno Padre annuì e, incoraggiato, Satana prosegui: «Ho dato loro piena fiducia, ho messo nelle loro mani la rivoluzione, da quella francese in poi, e tutte le guerre di questi ultimi quattro secoli sono state ispirate, provocate, gestite da loro. Ho dettato loro i princìpi del comunismo e ho plasmato i suoi capi, da Marx a Lenin, a Stalin, a Mao e tanti altri. Ai miei ordini sostengono il materialismo, il darvinismo e tutta la controcultura. Li ho fatti penetrare nel cristianesimo tramite la massoneria, che oggi punta decisamente alla, conquista del mondo mediante la Terza Guerra mondiale, più terribile di tutte le altre. E, infine, la distruzione del“Chiesa Viva” *** Novembre 2004 la Chiesa. Li ho plasmati a mia perfetta immagine e, ne sono entusiasta!». Nell’abbandonarsi a queste confidenze, Satana si infiammava, ma L’Eterno Padre gli tolse la parola: «Lo so, lo so, e da tutta l’eternità. Ora lascia fare a Me!». L’eterno Padre sapeva già che tra gli ebrei c’era più di uno, capace di mettere in croce il suo Figlio fatto uomo. L’intelligenza divina non tardò a intuire che la loro cultura aIternativa avrebbe fatto il resto, prolungando la crocifissione di Cristo sino alla fine dei tempi. Esiste un’unica verità storica su vita, miracoli, morte e risurrezione di Cristo, ma deve fare i conti con la verità alternativa che, da due millenni, va coprendo il volto divino di Cristo di sputi e menzogne. La verità alternativa ha un’ampiezza inesauribile, come la matematica alternativa. Gli ebrei hanno detto di tutto su Cristo, e non cessano di gettargli fango in viso. Non hanno neppure bisogno di investigare storici o pensatori o letterature: basta che peschino nella loro fogna interiore, regalandogli “del suo”, dato che “ciascuno trae dal proprio cuore quello che ha dentro”. Non c’è da meravigliarsi. Se mai c’è da meravigIiarsi che dalla loro storiografia alternativa abbiano attinto ancora poco. Resta ancora l’inesauribile, un margine illimitato, e dobbiamo aspettarci il peggio. La loro macchina propagandistica, da quando si sono impadroniti dei media mondiali, in questi ultimi anni, funziona a ritmo pieno, e non si riesce più a seguirne le maIversazioni della verità, e gli insulti a Cristo e alla sua Chiesa. Lo ha fatto di recente Martin Scorsese nel film “L’ultima tentazione di Cristo”; lo sta facendo il “Codice da Vinci”; Marianne Fredriksson, nel suo scritto “La prescelta”, pesca dalla propria fogna una Maddalena scandalosa, “compagna di Gesù” in stile controculturale, che agita gli Apostoli a “bisticciare tra loro come rabbini”, e riduce la stessa Madre di Cristo a “povera vedova con molti figli e vita dura”. L‘ammogliare il Salvatore è diventato “moda straripante”, ammette un giornale. E non si riesce più a seguire questa squallida manìa che invade teatro, arte, televisioni, letterature. Una. iconografia di Cristo aIternativa ce lo presenta ormai come bastardo, donnaiolo, omosessuale e peggio, ma gli ebrei tengono certamente in serbo rivelazioni ancor più sensazionali, sempre traendo dal proprio sovrappiù... Ammettono che i cri“Chiesa Viva” *** Novembre 2004 stiani sono cannibali che mangiano il corpo di Cristo, ma non ci hanno ancora rivelato che Cristo è un cannibale che divora i cristiani. C’é ancora molto molto da apprendere, dalla loro “cristoIogia alternativa”, cose allucinanti che faranno tremare la credulità dei cristiani. Non ci hanno forse già dato il saggio globale delle malefatte di Cristo, accusando Lui, il Santo dei Santi, di essere complice dei demoni? (Mt. 11, 18; Lc. 7, 33; Gv. 8, 48 ...). Gesù ha già risposto per le rime con una espressione sempIice, che contiene ogni virtuale sovrappiù: «Voi avete per padre il diavolo!» (Gv. 8, 44 ). Per padre! Lasciamo che gli ebrei divulghino le loro trovate. Lasciamo, che gridino alla “shoà” hitleriana per soffocare le grida dei più di 220 milioni di vittime del comunismo e dei 35 milioni di morti dell’ultima guerra mondiale, oltre quelli delle guerre precedenti. E che vadano raspando tra i rifiuti del cristianesimo, dando il premio Nobel ai vari Dario Fo che ridicolizzano Cristo e la sua Chiesa con ripugnante squallore morale. Di riflesso, certe penose distorsioni sulla persona di Cristo stanno invadendo perfino nel gergo di alcuni sedicenti sacerdoti, come nell’esegesi di Raimond Pannikar, nella “narratologia” di Jean Louis Ska, nel modo di interpretare il diaIogo con la samaritana, le nozze di Cana e altri episodi del Vangelo: i pruriti alternativi spingono sempre qualcuno a imitare il peggio. L’inveterata abitudine di immergere le dita e il cerveIlo nelIo sterco del diavolo - gli adoratori del vitello d’oro sono i proprietari delle banche del pianeta - ha impresso nei giudei una patologica propensione a imbrattare, a sporcare, a gettar fango su quanto esiste di più bello ed elevato nel mondo. Lo spirito di stordimento (Rm. 11, 8), da cui sono colpiti, dà loro una incapacità strutturale di capire la grandezza di Cristo, da loro regalato come ingombro da disfarsene ai pitocchi goiim. Questa tendenza a sporcare, a suscitare luridume, che si manifesta vistosamente nelle loro proliferazioni - massoneria, comunismo, ecc. - non è una buona raccomandazione degli ebrei: quel qualcosa di patologico nella stessa loro razza é radicato nella maledizione da essi stessi invocata: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli!» (Mt. 27, 25). Certo, c’è tra loro chi si salva per buona fede, ma nel suo insieme, l’ebraismo anti-cristiano è dannato. È legge inesorabile di Dio che ciascuno sia premio o castigo a se stesso fin da questo mondo. Il castigo divino agli ebrei non è quello che fanno e il giudizio divino che li attende: è quello che essi sono! 15 GIU’ LE MANI DA FATIMA! della Prof.ssa Maria Pia Mancini O rmai, nella Chiesa è caos: caos dottrinale, caos liturgico, caos pastorale. Per acuni membri della Gerarchia ecclesiale vige il criterio del revisionismo ad ogni costo; chi presume di essere guida spirituale, ritenendo che la Fede cattolica debba essere modifcata e resa più consona ai tempi, alimenta non più la Legge di Dio, eterna e immutabile, ma la sua interpretazione, frutto del personale arbitrio, non di rado seguace della Menzogna. Assistiamo ad un parossismo speculativo in nome della libertà di pensiero e di parola, come se la libertà, senza discriminazione, fosse strumentale sia al bene sia al male, alla verità come all’errore; non è coartare la libertà di proibire la diffusione degli errori, volti a portare le anime lontane dalla salvezza. Ci si trincera dietro il Concilio Vaticano II, chiamato in causa per sostenere la tesi del rinnovamento che ha tutta la parvenza di una sistematica demolizione del fondamento dogmatico del Cattolicesimo. Si sono andate radicando, negli ultimi decenni, divenendo prassi consolidata e ben accetta, teorie, catechesi e forme liturgiche eterodosse e alterate nella sostanza, oltremodo dannose per le coscienze inermi: si è suggerita ma, di fatto imposta ai fedeli, la lettura delle Sacre Scritture anche dal 16 Il santuario della Madonna a Fatima. punto di vista giudaico, come con frequenza palesa il foglio “La Domenica”, distribuito nei giorni festivi per seguire la “Celebrazione”, mediante la quale, servendosi di artifici teologici e linguistici, si cerca d’inculcare la convinzione che il Mosaismo ebraico sia pari al Cattolicesimo; si è diffuso l’uso della “Comunione nelle mani”, a volte arbitrariamente obbligata, per far assimilare il falso credo protestante che nell’Eucarestia vede solo un simbolo conviviale; il Tabernacolo è rimosso dall’altare centrale, al suo posto è spesso intronizzato il celebrante; si fa distribuire la Comunione dalle ministre stra- ordinarie dell’Eucarestia e si ordinano diaconi sposati, probabilmente per far abituare all’idea del sacerdozio femminile e del matrimonio dei sacerdoti, secondo la “desiderata” di teologi peregrini; insistentemente si predicano: dialogo, ecumenismo, accoglienza e apertura anche a credenze e superstizioni che disconoscono Cristo e la SS. Trinità, senza peraltro indicare l’obiettivo che s’intende raggiungere, al di là della pacifica convivenza sociale. Si tenta, da più parti, di dimostrare che Ebrei, Musulmani e Cattolici adorano lo stesso Dio, pur sapendo che non è vero. Se si pone la doverosa attenzione a quanto, nell’indifferrenza generale, si va operando e si è già operato da parte di certi Prelati, non è difficile giungere all’amara conclusione che in loro vi sia la detrminazione di annullare “tutto” con un colpo di spugna. I teologi modernisti sono addirittura giunti a negare la Verginità e l’Immacolata Concezione di Maria SS. ma oltre alla divinità di Cristo, facendo conseguentemente cadere il mistero della Chiesa-Sacramento di salvezza. Parimenti, sono caduti il mistero della Grazia, partecipata all’uomo mediante i Sacramenti, tutt’al più ammessi come simbolo, e il significato propiziatorio della S. MessaSacrificio, trasformata in rito dissacrante in troppe parrocchie. “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 Siamo testimoni inerti di un’autentica frana dottrinale che sta trascinando con sè l’intera Rivelazione, da Dio stesso affidata ai Suoi Apostoli per l’umana redenzione. Il disastro è prodotto dalla via modernista percorsa da gran parte della Ciesa visibile che ha generato nei fedeli confusione favorendone nel contempo una concezione preminentemente terrena della vita: la responsabilità di tutti i cattolici è grande proprio per non aver saputo, o voluto, reagire alle eresie ormai manifeste. Molti sedicenti Pastori, purtroppo, non hanno mostrato, né mostrano la volontà di difendere il Corpo Mistico di Cristo, oggi scosso da un violento terremoto; essi, infatti, permeati di materialismo, in altre forme, ma sempre velenose e mortali, non sembrano più all’altezza del proprio compito e, orientando l’attenzione solo ai problemi sociali, sviliscono l’essenza del loro mistero. Per secoli è stato insegnato che il Sacerdote è un “ALTER CHRISTUS”, la sua missione, quindi, non dovrebbe essere né politica né sindacale, ma esclusivamente votata alla religione ed al bene delle anime; oggi, invece, molti disertano e deviano al punto che, nello stesso ambiente ecclesiale, la Verità appare inaridita e incapace di raggiungere le sue finalità Una volta, Giovanni Paolo II, ripetendo la frase di Giovanni paolo I, ha detto: «Salviamo le grandi discipline della Chiesa»; chi gli dà ascolto? Si dibatte tanto sull’unità; ma non sono i dogmi, la Tradizione ed un rituale unico la linfa che unisce tutti i cattolici in un solo corpo? Da mezzo di aggregazione essi sono divenuti, sotto l’influsso della superbia degli innovatori, motivo di divisione e di diversificazione radicale all’interno della stessa Chiesa Apostolica Romana dove, di fatto, è in atto un vero e proprio scisma che si cerca di nascondere, anche provando ad imbavagliare, magari con la scomunica, i numerosi veri sacerdoti che si oppongono ai dettati sacrileghi, loro imposti col ricatto dell’obbedienza. Anziché perseguire l’unità dei cristiani nella solida fortezza della Chiesa di Roma, com’è volontà del suo Fondatore, si vuole ab“Chiesa Viva” *** Novembre 2004 bassare il cattolicesimo al livello di qualunque sètta religiosa, al solo scopo di realizzare la perfetta fusione con gli altri credo che, pur rinnegando Cristo, i sacramenti, la SS.ma Trinità, la Madonna e i Santi, nonstante due-mila anni di missionarietà e di Martiri, sono ritenuti altrettanto valide vie di salvezza. È strano che proprio la Chiesa Cattolica tenti di annientare il Cattoicesimo: certa Gerarchia sa benissimo che i “lontani” mai recederanno dalle loro posizioni e, a meno che non siamo noi cattolici a divenire apostati, l’ecumenismo attuale non può attuarsi! Dov’è, dunque, l’annuncio di Cristo “usque ad sanguinem” dei nostri Cardinali, a gran parte dei quali la porpora davvero non si addice? Esecrabile iniziativa da loro intrapresa è il Congresso interreligioso, svoltosi a Fatima dal 10 al 12 ottobre 2003, sotto l’egida del Vaticano e dell’ONU, di cui i fedeli e molti consacrati sono all’oscuro. Vi si è discusso ancora del dialogo e dell’unità delle varie fedi, in funzione delle quali dovrà essere riconosciuto lo stesso Santuario di Fatima, riadattandolo alle pretese sinarchiche. Il progetto architettonico prevede un edificio orrendo, sia dal punto di vista artistico, sia, per il suo “moderno” significato, privato di ogni riferimento al trascendente. Il nuovo tempio dovrà accogliere, per la preghiera comune, giudei, protestanti, buddisti, indù, cattolici e i seguaci delle varie superstizioni esistenti, ad imitazione della Cappella allo stesso scopo sita nel palazzo dell’ONU (intelligenti pauca!). Gli orientamenti e le dichiarazioni compiaciute dei nostri Vescovi, a Fatima, rappresentano la sintesi delle peggiori empietà della storia ecclesiale! Ora, s’insidia anche la Madre di Dio? Non è bastato colpire l’Eucarestia, la S. Messa, il Vangelo, la Tradizione, il Primato di Pietro; certo clero sta pianificando il colpo di grazia finale alla Chiesa di Roma appellandosi ad una sterile filantropia presentata con la veste di carità. È questa la “Nuova primavera della Chiesa”? C’è da interrogarsi seriamente, prima che sia troppo tardi, sugli intenti di simile auspicata congèrie religiosa; domandiamoci, inoltre, quanti buddisti, musulmani, ebrei, eretici, siano divenuti cattolici a seguito di tale apertura... Sembra, viceversa, che proprio a causa della nostra incoerenza e flessibilità, moltissime siano le migrazioni verso altre sètte. Non sarà forse perché si giudica la Chiesa Cattolica da quei fedeli e da quei ministri che, con le loro opere e la loro vita, ne costituiscono la vergogna? È stato detto “no” agli interventi della SS. Vergine; è stato detto “no” ai Suoi avvertimenti, donatici proprio a Fatima; per demolire il valore profondo delle scomode ammonizioni del Cielo, quale modo migliore di quello di trasformarre il sacro luogo in centro multiconfessinale dove, spogliato di ogni peculiarità, il Cattolicesimo alla fine rappresenti solo un credo fra i tanti in circolazione? Durante la sessione del 10 ottobre 2003 del Vaticano, nel documento “De Ecclesia” fu inserito un capitolo del Card. Suenens che, inseguendo l’idea di Mons. Philips Louvains, aveva fatto in modo che si evitasse l’espressione “membro della Chiesa” per poter inglobare nel “Popolo di Dio” tutti i Cristiani appartenenti e non alla Chiesa cattolica. Il card. Siri, nel suo intervento, affermò di contro: «Un capitolo distinto può lasciar intendere che il Popolo di Dio possa sussistere e compiere qualcosa anche senza la Chiesa. Questo contraddice l’insegnamento secondo cui la Chiesa è necessaria alla salvezza». Una domanda a Mons. Policarpo, Patriarca di Lisbona: cos’ha da insegnarci l’islam? La negazione della SS. Trinità e della Divinità di Cristo? Il Corano, sia che si legga in italiano, sia che si legga in lingua araba, insegna i medesimi precetti. Mons. Policarpo, piuttosto impari proprio lui dai musulmani la coerenza e la difesa della propria fede e tenga per sé le sue opinioni, che non rappresentano in alcun modo il Magistero della Chiesa. Cerchiamo tutti di aiutare la Chiesa in ginocchio a rialzarsi, in Cristo Gesù e Maria! 17 LA NUOVA LITURGIA E LE FANTASIE BLASFEME DEI NUOVI PRETI Come il parroco di San Pio X (La Spezia) crede di essere cattolico L’interno della chiesa della parrocchia di San Pio X (La Spezia). Segnaliamo un esempio dello scempio prodotto dal post-concilio nelle menti e nei cuori dei fedeli cattolici, a cominciare dai preti, che hanno appreso che si può essere cattolici indipendentemente dagli insegnamenti del Signore Gesù, dei Suoi Santi Apostoli e della Sua santa Chiesa. Basta essere democratici, avere una testa per pensare e molta fantasia!.. Troppa, anche in questo caso, dove il parroco, che di cattolico ha solo l’ordinazione (in questo caso palesemente invalida!) è 18 talmente confuso che ha scambiato l’Altare di Cristo con una locandina per la pubblicità filo-ebraica che, tra l’altro, non ha niente a che vedere con la religione. D’altronde, povero parroco, ha una grande scusante... neanche lui ha niente a che vedere con la Religione!.. La colpa è di coloro che lo hanno ordinato e, magari, accortisi dell’errore, continuano a tenerlo ancora al suo posto. Purtroppo, con grave danno per le anime dei fedeli! “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 L’interno della Cappella dell’Accademia di Friburgo. Certo, noi calchiamo la mano mettendo in evidenza le brutture più macroscopiche, ma non v’è alcun dubbio che queste brutture sono il frutto del convincimento, sopraggiunto da dopo il Concilio Vaticano II, che informa tanti preti e vescovi di Santa Romana Chiesa. Questa Capella, in tutta evidenza, non ha nulla di cattolico, non ha nulla neanche di cristiano... in verità, non ha nulla di niente!.. È solo il risultato di una elucubrazione tutta moderna, dove la Religione è solo una scusa, un elemento accidentale, usato dal Vescovo che ha permesso questa “cretineria” solo per dar prova di essere un uomo “al passo coi tempi”. Eppure, qui si celebra la S. Messa, ma ci chiediamo: «Si tratterà ancora di una Messa valida?». ALLA CONQUISTA Meditazione per ragazzi sac. Luigi Villa - (pp. 64 - Euro 5) NO VIT À Caro ragazzom eccoti un altro libricino per fare le tue “meditazioni” quotidiane. Sono poche pagine, ma in esse vi troverai tanti utili insegnamenti che ti faranno accrescere le virtù cristiane che devi avee per assicurarti il Paradiso. Sono parole semplici su parecchie verità profonde tolte dal Vangelo di Gesù, che ti saranno importatissime per meditare. Sei sulla soglia della giovinezza, l’età della generosità, per cui quete parole potranno avere un grande influsso sulla tua formazione sprituale e morale. Fanne tesoro! Gesù e la vergine Immacolata ti benedicano! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 19 I GIGANTI DEL MALE – THOMAS WOODROW WILSON – di A. Z. L a serie dei tradimenti di massa giudeo-massonici che, in questo secolo hanno portato il mondo cristiano e l’intera umanità sull’orlo dell’abisso, fu iniziata dal massone Thomas Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti negli anni 1913-21. Strumento docile di Bernard Baruch e Louis Brandeis, capi della banda giudaica che spinse gli Stati Uniti alla guerra mondiale contro le potenze cristiane d’Europa, Woodrow Wilson fu autore, almeno ufficiale, del famoso programma di 14 punti della pace universale, proposto nel 1918; fu co-autore del Trattato di pace di Versailles, concepito in modo da essere il germe di una futura grande guerra; fu co-fondatore della scabrosa “Società delle Nazioni” di Ginevra (precorritrice dell’attuale ONU e filocomunista come questa). Considerato poi il costume della “venerabile” Accademia massonica di Stoccolma di concedere i suoi premi “Nobel della Pace” precisamente ai criminali che scatenano guerre o dirigono massacri di milioni di uomini come nel caso del massone generale George C. Marshall, anche Wilson fu insignito del “Premio Nobel per la Pace”. Thomas Woodrow Wilson, presidente degli USA dal 1913 al 1921. UNA CARRIERA LUBRIFICATA Le qualità che lo portarono alla Presidenza furono: essere massone, essere irresponsabile amico e strumento degli ebrei, aver ricevuto da essi il denaro per la campagna elettorale, ed essere affetto da deficienze psico-sessuali, come massima “prova di fedeltà” - a detta dei massoni - che lega gli uomini e impedisce loro di tradire la sètta, perché essa li ricatta con qualcosa che, se fosse rivelata, li distruggerebbe per sempre. La “carriera” di Wilson iniziò praticamente nel 1913 quando, consigliato da Baruch e da Brandeis, promise, nel caso che fosse stato eletto, di battersi per ottenere l’approvazione della Legge sulla “Riserva Federale” (avvenuta il 23 dicembre 1913) redatta dal banchiere Paul War20 burg, e con la quale si ponevano le riserve bancarie degli Stati Uniti e con essi tutta l’economia americana - dominata, come è risaputo, dall’alta finanza ebraica - sotto il controllo dei banchieri cosmopoliti Rothschild, Kuhn, Loeb, Warburg, Schiff, e Lehman. Come contropartita per questo accordo, Wilson ricevette, da parte di Baruch, dei Warburg, della banca Kuhn, Loeb & Co, 50 mila dollari e l’appoggio dell’intera stampa ebraica, con cui vinse la campagna elettorale del 1912. Risultato della sua elezione furono l’approvazione della “Federal Reserve Act”, che rese il popolo americano schiavo, economicamente parlando, del giudaismo, e l’entrata in guerra degli Stati Uniti, che avrebbe portato al disastro i popoli cristiani dell’Europa. Secondo lo scrittore americano Jerome Landfiel, Wilson si rese conto troppo tardi di tali tristi realtà, dopo che, avendo letto nel 1919, grazie a un pastore di Seattle, tornato dalla Siberia, i “Protocolli dei Savi di Sion” (direttive della cospirazione giudaica), nei quali si parla del ruolo della massoneria come serva del giudaismo, esclamò stupefatto: «Ora comprendo ciò che Louis Brandeis ha fatto di me e come mi ha ingannato!». Tuttavia non poté far nulla per riparare il suo errore e il suo tradimento, perché ormai prigioniero della banda israelitica di Brandeis. Louis Brandeis giunse ad essere il factotum della Corte Suprema degli Stati Uniti, sempre dominata da ebrei, che paralizza tutte le forze sane, ostili all’espansione comunista. Altro potente della banda ebraica che dominava Wilson era il notissimo “Consigliere” dei presidenti degli Stati Uniti, Bernard Baruch che, nel 1915 occupò il posto di capo dell’Ufficio delle Industrie di Guerra degli Stati Uniti e segnalato come il capo mondiale (invisibile) della massoneria del tempo. Baruch spese 10 mila milioni di dollari dell’America e dei suoi alleati, offrendo i migliori contratti alle sue compagnie di armamenti e compagnie ebraiche, con cui solo tra gli “eletti” rimanevano i redditi a danno del popolo nordamericano e dei popoli cristiani compromessi nella guerra fratricida, imposta loro dalla giudeo-massoneria. Altri ebrei con posti chiave, in quell’epoca oscura di tradimenti e di sangue , furono Paolo Warburg, redattore della “Federal Reserve Act”, e Eugen Meyer, proprietario del periodico filocomunista “Washington Post”, e che, durante la prima guerra mondiale, fu il capo della cosiddetta azione per il “Prestito della Libertà”. Wilson, nei libri di storia, appare dipinto di bei colori, poiché coloro che lo hanno dipinto sono ebrei o massoni, i quali desideravano per lui il Premio Nobel. Così avviene che tutti i cospiratori, traditori e “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 assassini giudei, o loro complici, appaiono nelle pagine della storia mistificata come eroi, e quanti li combattono appaiono con la tinta nera di “villani”. Quando sarà scritta la storia vera, su questi anni di dolore, di morte, di fango e di lacrime, molte “personalità” appariranno spoglie di ogni dignità e immersi nella propria immondezza. Così appariranno in prima fila Wilson, Roosevelt, Truman e Eisenhower, autori dell’attuale catastrofe del mondo. (Il libro risale al 1961, e non parla di coloro che sono venuti dopo... N. d. R.). FAUTORE DELLA RIVOLUZIONE RUSSA Non è ancora risaputo, per esempio, che il massone Wilson fu l’uomo che diede copertura al movimento giudaico nordamericano impegnato ad appoggiare e sovvenzionare l’ebraismo russo nello scatenamento della rivoluzione comunista del 1917. Quest’azione cominciò ad assumere proporzioni allarmanti dopo il 1915. Il Servizio Segreto dell’Esercito Nordamericano ebbe informazioni precise sulle operazioni sovversive dell’ebraismo, quando si scoprì che persone e Banche ebraiche nordamericane, tedesche e di altre nazionalità, appoggiavano i rivoluzionari israeliti contro l’impero zarista. Tra le persone scoperte in questo ruolo figurano Paul Warburg, Jacob Schiff, Otto Kahn, della “Kuhn, Loeb & Co.” Wilson, tuttavia, non fece nulla per impedire l’attività eversiva degli ebrei contro un paese che era virtualmente alleato degli Stati Uniti. Si preoccupò invece di spingere il proprio paese nella guerra per facilitare la strada ai rivoluzionari comunisti russi. Primo contributo del giudaismo americano al giudaismo russo fu un credito di 48 milioni di dollari, facilitati all’impresa “Trotzky”, tramite la banca “Kuhn, Loeb & Co.” di New York. Inoltre, 278 comunisti ebrei di New York, particolarmente addestrati, furono inviati in Russia, dove, nel 1917, ebbero posti chiave nell’apparato rivoluzionario diretto da Trotzky. Questi uomini entrarono in Russia come “cittadini nordamericani”: erano ebrei emigrati dalla Russia in America, dove furono naturalizzati. Molti particolari sul modo con cui l’ebraismo internazionale preparò e scatenò la rivoluzione comunista sono pubblicati nel mio libro “La grande cospirazione ebraica e padroni e schiavi del secolo XX”. Quando, sgomenti per le proporzioni del massacro comunista in Russia, alcuni circoli occidentali proposero l’intervento degli alleati a favore delle truppe anticomuniste, che dirigevano le operazioni sotto la guida dei generali Denikin, Kolcheak, Wrangel e altri che, nel 1919, continuavano la lotta contro i bolscevichi, fu Wilson a paralizzare ogni tentativo di aiuto. Parlando dell’operato proditorio di Wilson, l’ambasciatore a Mosca, Joseph Noulens, scrisse nel suo libro “La mia ambasciata nella Russia Sovietica”: «I tentativi di emancipazione che si mani“Chiesa Viva” *** Novembre 2004 festavano negli Urali, in Siberia, nel Donez e nelle province del nord sottrassero al dominio dei sovietici la maggior parte del territorio russo. Il comunismo appariva vicino alla disfatta. È stato salvato dalle tergiversazioni dei governi alleati, dovute, in gran parte, agli squallidi interventi del presidente Wilson. Bloccando i giapponesi nel Charbin, rifiutando di aiutare i cechi quando si scontravano nel Kazan e a Ekaterinburgo, il presidente Wilson ha assicurato la sopravvivenza del regime comunista. Gli stessi bolscevichi erano convinti che l’esperienza del comunismo russo fosse ormai finita, e furono proprio loro i primi a sorprendersi dell’insperato cambio di corso degli avvenimenti». L’azione di Wilson si manifestò paralizzando, per ben sei mesi, (gennaio-giugno 1919) l’azione del cosiddetto “Supremo Consiglio dei Cinque” che poteva pren- dere una decisione a favore degli anticomunisti. Salvata una volta l’opera dei giudei, i successori di Wilson, Roosevelt, Truman e Eisenhower dovevano occuparsi di difenderla e rafforzarla al punto che oggi gli Stati Uniti stessi, sempre dominati dagli ebrei e dai massoni, subiscono la minaccia di distruzione da parte del bolscevismo salvato da Wilson nel 1919. CONFERME E RICONOSCIMENTI Ecco l’avviso pubblicato nel bollettino settimanale delle logge della regione parigi- na il 1° novembre 1918, nel quale si annuncia una conferenza della Gran Loggia “La Fedeltà”, rue de Puteaux 8: «Domenica 10 novembre 1919. Il fine della diplomazia segreta per la politica del nostro fratello presidente Wilson. Conferenza del F. Lucien La Fouyer, già deputato di Parigi, ecc.». Un altro documento: un telegramma, inviato dalla Loggia di Algeri, a Wilson nel 1918, il cui contenuto apparve nel periodico “Dépeche Algérien” del 30 dicembre 1918, giunto al segretario di Wilson. Il telegramma dice: «I Fratelli algerini al fratello Wilson. Il Comitato di vigilanza e di azione massonica di Algeri ha votato l’invio del seguente telegramma al Presidente Wilson: “Nel momento del vostro arrivo in Francia i massoni delle quattro Logge di Algeri, riuniti in sessione plenaria la domenica 8 dicembre, inviano al loro illustre fratello Wilson i loro omaggi più fraterni e le più vive felicitazioni per la sua azione massonica nella guerra per il diritto e la libertà dei popoli”». A questo telegramma, i fratelli algerini ricevettero la seguente risposta del segretario di Wilson: «Parigi, 17 dicembre 1918. Il Presidente mi ha ordinato di trasmettere loro la sua profonda stima per le cortesi parole di benvenuto contenute nel telegramma del 13 dicembre». Altre chiare referenze sulla filiazione massonica di Wilson sono apparse nel volume: “La pace delle nazioni e la religione del futuro” del massone A. Loisy, pubblicato a Parigi il 1° giugno 1919 sul periodico francese “Les Gaulois du Dimanche” e sulla “Rivista Internazionale delle Società Segrete” del 1913. Quando Wilson se ne andò, dopo aver “servito” il “suo” popolo per otto anni, gli ebrei giudicarono necessario rendergli essi pure un omaggio pubblico. Sotto il titolo: “Omaggi a Wilson” incontriamo, nel periodico di Parigi “Le Peuple Juif”, dell’11 marzo 1921, a p. 6, quanto segue: «Nel momento in cui l’ex Presidente degli Stati Uniti trasmette ad altre mani la direzione degli impegni della Grande Repubblica, noi Ebrei abbiamo il dovere di salutare fervidamente questa nobile figura che ha occupato in un momento dato, con quale grandezza e dignità, la scena del mondo. Per l’influsso esercitato da Wilson sugli avvenimenti del suo tempo, che si ripercuoterà per molte generazioni, Wilson è un vero eroe, nel senso attribuito da Carlyle a tale parola. Egli ha esercitato il suo influsso, sia per la parte che ha svolto nell’entrata in guerra dell’America, sia per le idee che fece prevalere come base delle discussioni di pace. Egli si è servito della giustizia e del diritto che intendeva porre come formidabile forza degli eserciti americani, e tale giustizia e diritto volle che fosse fondamento dei popoli. La storia dirà in che misura lo ha conseguito; però, attualmente, è dimostrato che egli è un signore, un carattere, una coscienza». Non faccio commenti a questa ben meritata sequela di elogi ebraici al traditore massone Presidente del Nordamerica cristiano. La storia ha ormai verificato i risultati della sinistra azione sleale di questo signore. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Nel 1773, Amschel Mayer Rothschild, nel corso della presentazione del suo “piano” per un Governo Mondiale ad un gruppo di finanzieri ebrei, al 16° punto del programma, relativo all’infiltrazione della Massoneria, disse che: «il loro scopo era quello di sfruttare i vantaggi che offriva il segreto massonico. Egli affermò che essi potevano organizzare le loro Logge del “Grande Oriente”, all’interno della Massoneria Azzurra, in modo da continuare le loro attività sovversive e nascondere la vera natura del loro lavoro... Egli disse che tutti i membri affiliati alle Logge del Grande Oriente dovevano essere usati per il proselitismo e per la diffusione della loro ideologia ateo-materialistica tra i Goyim...»1. Mayer Rothschild incaricò Adam Weishaupt di fondare l’Ordine degli Illuminati di Baviera, la sètta satanica, atea e materialista che doveva occuparsi del “proselitismo e diffusione della loro ideologia ateo-materialistica tra i Goyim”. Guy Carr, nel suo libro: “Pawns inthe game”, a proposito delle Logge del “Grande Oriente”, scrive: «Nel 1776, Weishaupt organizzó gli Illuminati per mettere in esecuzione il complotto. La parola “Illuminati” deriva da Lucifero e significa “coloro che hanno la luce”. Con la menzogna che l’obiettivo era di portare ad un Unico Governo e di abilitare uomini di provata capacitá mentale a governare il mondo, reclutó duemila seguaci. Questi comprendevano gli uomini piú intelligenti nel campo delle arti e delle lettere, istruzione, scienza, finanza e industria. Egli, poi, fondó, Logge del “Grande Oriente” quali loro sedi segrete. (...)»2. «Scoperta la cospirazione degli Illuminati, il Governo Bavarese ordinó alla polizia di fare irruzione nelle Logge del “Grande Oriente” costituite di recente da Weishaupt (...). Ulteriori particolari ottenuti, convinsero le autoritá che i documenti erano una copia originale di una cospirazione con la quale la sinagoga di satana, che controllava gli Illuminati AL VERTICE, intendeva usare guerre e rivoluzioni per portare a termine la creazione di un Governo Mondiale. Nel 1785, il Governo Bavarese bandí gli Illuminati e chiuse le Logge del “Grande Oriente”. (...). Gli Illuminati si riorganizzarono, e Weishaupt istruí i suoi seguaci di infiltrarsi nelle Logge della Massoneria Azzurra e di formare una societá segreta all’interno delle altre societá segrete»3. «Nel 1829, gli Illuminati ebbero un meeting in New York, il cui oratore fu un loro membro britannico di nome Wright. I partecipanti venivano informati che gli Illuminati intendevano riunire i gruppi dei nichilisti e degli atei con le altre organizzazioni sovversive in un’unica organizzazione internazionale chiamata: Comunismo. Questa forza distruttrice doveva essere usata per rendere possibile agli Illuminati di fomentare future guerre e rivoluzioni. Clinton Roosevelt (un antenato diretto di F.D. Roosevelt), Horace Greeley e Chas. Dana crearono un Comitato per raccogliere fondi, 22 Giuseppe Mazzini, fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. che, poi, finanziarono Karl Marx ed Engels nella stesura de “Il Capitale” e del “Manifesto Comunista”. «Nel 1830, Weishaupt morí. «Nel 1834, l’italiano Giuseppe Mazzini fu selezionato dagli Illuminati per dirigere il loro programma rivoluzionario mondiale; incarico che egli mantenne fino alla morte (1872). Nel 1840, il generale Albert Pike fu posto sotto l’influenza di Mazzini (...). Tra il 1859 e il 1871 Pike e Mazzini elaborano un piano di rivoluzioni e di tre guerre mondiali che avrebbe portato la congiura degli Illuminati al suo stadio finale, alla fine del XX° secolo. «Quando gli Illuminati e le Logge del “Grande Oriente” divennero sospette a causa delle attivitá rivoluzionarie di Mazzini in Europa, Pike e Mazzini, nel 1870, organizzarono il “Rito Palladico”. «Quando Mazzini morí, nel 1872, Pike lo sostituì col suo braccio destro, Adriano Lemmi, Gran Maestro delle Logge del “Grande Oriente” d’Italia. «Nel 1925, Sua Eminenza Cardinal Caro y Rodriguez, arcivescovo di Santiago, Chile, pubblicó un libro “Il mistero svelato della massoneria”, per esporre come gli Illuminati, i satanisti e i luciferiani avessero imposto il loro controllo sulle societá segrete. L’enorme quantità di documentazione che egli produsse servì a provare che neppure al 32° e al 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato i massoni conoscevano i veri segreti delle Logge del “Grande Oriente” e di quelle del “Rito Palladico” di Giuseppe Mazzini e di Albert Pike»4. 1 2 3 4 Guy Carr, “Pawns in the game” CPA Pubbisher, pp. 29. Idem, p. X. Idem, p. XI. Idem, p. XIV-XVIII. “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Reverendo Padre, Le chiedo scusa se ho tardato a manifestarLe il mio più vivo compiacimento per la Sua recente rievocazione di quel terribile periodo della Storia della Chiesa cattolica che fu la introduzione anche in Italia dell’aborto, vale a dire la ufficializzazione legale della facoltà usurpata dall’uomo di poter uccidere, sia pure in determinate condizioni. A questo scempio partecipò non solo la parte politica che usa definirsi, con ipocrita viltà, laica (usando cioè un aggettivo che, secondo i casi, può assumere i significati più diversi, ma che, in ogni caso, non appare troppo impegnativa e può nascondere appartenenze di carattere occulto), ma anche, in buona parte, quella che faceva capo alla dominante Democrazia Cristiana, cioè a quella parte politica, che, pur vantando di fare riferimento ai valori della Religione cristiana, in quella occasione assunse un atteggiamento ambiguamente compromissorio, impegnandosi, in occasione del referendum indetto allo scopo di abrogare la legge sull’aborto, in modo molto, troppo, debole. E giustamente Lei biasima, per esempio, l’on. Andreotti, ricordando di lui anche scorrettezze giudiziali-parlamentari. Ricordo ancora che al tempo del precedente referendum relativo alla legge istitutiva del divorzio, esponendo le mie idee nei più disparati ambienti teramani, avvertivo i miei interlocutori che se fosse “passato” il divorzio, non sarebbe trascorso molto tempo, in esecuzione di un pro- gramma anti-cristiano, per l’avvento anche dell’aborto e, più tardi, dell’eutanasia, ricevendo in cambio, il più delle volte, ferme contestazioni o, magari, mal nascosti risolini di compatimento. Il tempo si è incaricato, purtroppo, di darmi ragione, perché dopo il divorzio anche l’aborto è diventato legge dello Stato (e la previsione ancora attuale di limitazioni temporali non ne elimina certamente il carattere omicida) e, riguardo alla eutanasia, Lei avrà già avvertito con la sua sensibilità come pian piano si cerchi di farla penetrare anche nelle coscienze intorpidite degli italiani. Un buon passo avanti (nel piano che tende a sostituire l’uomo a Dio sul tema della morte) è certamente rappresentato dalla legge sui trapianti degli organi, che prevede la “morte per legge” di un uomo, nonostante che, pur nella gravità delle sue condizioni, egli continui ancora a respirare ed in lui continui a scorrere il sangue. Vorrei chiedere ad un padre o ad una madre se acconsentirebbero alla sepoltura del figlio che si trovasse in quelle pur terribili condizioni: se per loro, cioè, sarebbe sufficiente e tranqullante la dichiarazione di “morte per legge” per mettere sotto terra il loro caro. La ringrazio ancora cordialmente anche per la sua continua ed infaticabile lotta per la difesa dei valori cristiano-cattolici, sempre consapevole che “non praevalebunt”! Con affettuosa (Sua Ecc.za dott. Bruno Tarquini) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 LA PASSIONE: Il libro ufficiale del film “The Passion of The Christ” di Mel Gibson. L’evento mediatico dell’anno in corso, che ha scosso il mondo cristiano, ed ebraico per altri motivi, è senz’altro il film di Mel Gibson sulla Passione di Cristo. Un film controverso e discusso, ma indubbiamente una grande occasione per rivedere, approfondire, riflettere, l’evento della salvezza dell’uomo. Un film che, al di là di ogni critica o di ogni lode, lascia muti ed attoniti, con la voglia di confrontarsi con se stessi e con chi ci circonda su quanto si è appena visto. Chiunque, di fronte a queste immagini, si chiede se le cose si siano svolte realmente così: atterrisce perché esclude visioni edulcorate della vita cristiana. E commuove perché in questa storia è contenuto il messaggio supremo dell’amore. Uno strumento come il film viene vissuto in un contesto coinvolgente, come una sala cinematografica, ma anche fortemente condizionante. Non siamo soli, siamo in un ambiente che a noi non è familiare, in presenza di persone che non conosciamo, per vivere un momento che riguarda, invece, la nostra Fede. Non è certo un’assemblea ecclesiale quella che si raduna in un cinema per assistere alla proiezione di un film. Eppure, il film tocca la nostra coscienza, ci colpisce dentro, come un colpo allo stomaco, ci toglie quel velo dagli occhi che nel tempo è servito a coprire e ammorbidire una verità. La Passione che Cristo ha scelto di vivere per amore è un evento brutale! La suggestione dei suoni, la rapida sequenza delle scene non consentono una riflessione profonda, che diventi memoriale degli eventi, contemplazione del mistero, confronto personale. Direi quasi che il lavoro di Mel Gibson sarebbe da considerarsi incompleto se non ci fosse questo libro. Lo ricorda lui stesso nella prefazione: «Le immagini, che nel film si muovono rapidamente, hanno un movimento più lento in queste fotografie, ma coinvolgono chi le osserva nei momenti che raffigurano». Per richieste: Edizioni OCD - Via Anagnina 662/b 00040 Morena Roma Tel. 06 798908 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo pale cinese (clandestina) l'aveva nominato suo segretario generale. Nel dicembre 1990, viene detenuto in una località sconosciuta, dalla quale evade a Pasqua del 1992, ormai gravemente ammalato di cancro. Vive gli ultimi mesi in un sottoscala della capitale e muore il 2 maggio 1993. (continua) Martiri in Cina di Giancarlo Politi NOVEMBRE 2004 SOMMARIO N. 366 PAOLI VI: NON “GRANDE“, MA AMBIGUO DEMOLITORE DELLA CHIESA MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Chang Crisostomo Sacerdote di Beijing, venne fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Shi Serarino Sacerdote di Baoding, venne fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Fan Rocco Fratello laico di Yuhsien, venne fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Liu Alexius Fratello laico di Baoding, venne fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Zi Eligio Fratello laico di Shanghai, venne fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Huang Damiano Fratello laico, di Jehol, fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Hsu Eloi Fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Miao Jean Marie Fucilato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948. Yuen Teodoro Originario di Hanilai (Chahar), massacrato il 30 aprile 1948, a Majiazhuang. Chao Bonaventura Ucciso l'8 dicembre 1948. Wang Ireneo Fratello laico, morto in prigione nel 1948. 24 2 Elogio della Croce 3 Paolo VI: non “grande”, ma ambiguo demolitore della Chiesa del sac. dott. Luigi Villa 7 Mandato di arresto europeo: strumento incostituzionale ed estremamente pericoloso del dott. Mario Sossi 8 I grandi banchieri, ossia i pirati e usurai mondiali (4) di D. E. Tian Enrico Fratello laico, morto in prigione nel 1948. Wang Religiosa contemplativa. Anziana, è stata giustiziata a Yangjiaping, nel 1947. Yuan Tianming Catechista. Lapidato a Banpu Cun, il 28 gennaio 1948, assieme a cinque religiosi trappisti. Li Dezhi Pietro Sacerdote diocesano. Nato nel secolo precedente, era stato ordinato prete intorno al 1931. È morto in prigione a Kalgan (Chahar), il 25 ottobre 1953. Wang Muduo Pietro Vescovo. Era nato nel 1904 e venne ordinato sacerdote nel 1929. Il 7 marzo 1948 era stato ordinato Vescovo della diocesi. È morto in detenzione il 28 dicembre 1959. Diocesi di Yixian Staccata dal Vicariato Apostolico di Baoding il 25 maggio 1929, venne creata Missione indipendente e a data agli stimmatini italiani. Nel 1936, divenne Prefettura Apostolica. Liu Shuhe Paolo Vescovo del clero locale diocesano. Era nato nel 1922 ed era stato ordinato sacerdote nel 1943. Subì molti arresti e lunghi periodi di detenzione. Il 18 maggio 1982, era stato ordinato Vescovo segretamente. Gli anni Ottanta lo vedono spesso in detenzione. La Conferenza Episco- 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 La “matematica alternativa” di A. Z. 16 Giù le mani da Fatima! della Prof.ssa M. Pia Mancini 18 La nuova liturgia e le fantasie blasfeme dei nuovi preti 20 I giganti del male: – Thomas Woodrow Wilson – di A. Z. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla I Domenica di Avvento alla Festa di Natale) “Chiesa Viva” *** Novembre 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 367 DICEMBRE 2004 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Santo Natale! 2004 PREGHIERA A GESÙ BAMBINO Buon Santo Natale! Caro Gesù Bambino; benvenuto! Tra l’incostanza degli uomini, Tu sei fedele. Nasci anche quest’anno, nonostante la pillola; nonostante il divorzio; nonostante l’aborto (non hai paura Tu, Gesù, di finire in una valigia al deposito bagagli della stazione o in fondo a una roggia o a un pozzo, immobilizzato, magari, con nastro adesivo?). Gesù, Tu nasci di nuovo, nonostante le solite guerre e i soliti scioperi... Sulla tua culla (anche se sei Dio, è sempre una greppia!) c’è la stella. Gli Angeli cantano. E gli uomini piangono... Non c’è posto per Te nella loro casa e nella loro vita. La vita è diventata una notte oscura e spaventosa. Manca la corrente e siamo al buio. Perciò, Gesù Bambino, eccoti qualche richiesta confidenziale che io Ti faccio a nome degli interessati. L’elenco è lungo; ma sai, Gesù, con i prezzi che salgono alle stelle, abbiamo tutti bisogno di tante cose e i desideri sono anche tanti. Dunque: – Ai bambini (sempre tuoi prediletti) dona genitori meno egoisti. – Dà la pazienza ai mariti e il silenzio alle mogli. – Suscita nei giovani studenti la voglia di non essere dei Pinocchi, che scambiano la scuola per il paese dei balocchi; (cioè di essere meno somari. E lo stesso valga per i loro maestri e per chi manda delle circolari). – Alle donne: dona di non essere delle cipolle, che a furia di spogliarsi fanno piangere di pena e non rimane loro niente da nascondere (tanto meno il pudore!). – Fa che i figli di papà abbiano meno soldi (tanto li sprecano!). – Ai politicanti: porta tre bastimenti di fazzoletti... (che raffreddori con tutte queste “correnti”!). – A sindacati: concedi un quarto d’ora senza lo sciopero della buona volontà. – A chi è solo, fa dono di una presenza amica. – Alla TV: concedi diarrea meno cronica. – Alle cuoche: porta un apriscatole (altrimenti non si mangia). – Ai preti: fa venire un po’ di calli alle ginocchia e dà loro un po’ della tua luce di bontà negli occhi; e per moglie, dona loro tanta fede che bruci loro il cuore! – Agli egoisti: regala un “D” da mettere davanti al loro “io”. – Ai commercianti: dona un po’ di buona coscienza (se è possibile, con la vertiginosa scalata al rialzo dei prezzi). – Togli alle Suore la preoccupazione per le nuove divise maxi o mini, e dà loro, invece, tanto amore per Te (la santità non è sempre inversamente proporzionale alla moda?). – Alle ragazze: regala qualche vestito adatto alla loro età (molte, poverine!, sono costrette a portare, a 16-20 anni, i vestitini delle sorelline di 6-9 anni!). – Agli anziani: concedi la consolazione dei buoni ricordi. – Ai Vescovi: dà la coscienza di essere preti. – Ai Medici: concedi di scoprire le anime dei corpi e di trattare i pazienti non come cavie o casi clinici, ma come hai fatto Tu. – Agli infermieri: dona la delicatezza che aveva Tua Madre con Te. – Ai giornalisti: permetti meno chiacchiere inutili e dà loro la passione per la verità (a costo di perder la testa, come il Battista, perché la verità è sempre scomoda!). – Alle donne di strada: dà la voglia di un lavoro meno facile e non peccaminoso. – Ai tifosi: dona allenamenti e record da campioni anche nella bontà. – I malati aiutali a soffrire col coraggio della pazienza che hai avuto Tu. – Ai cantanti: dà un po’ di musica e meno fracasso. – Agli automobilisti: togli l’illusione di essere tutti dei corridori (anche con una 500!). – A chi è dietro agli sportelli: dà il rimorso di credersi e comportarsi da padri-eterni menimpippo. – Alle suffragette che vogliono la parità dei sessi: fa crescere un bel paio di baffi. – Ai donatori di sangue: dà il coraggio di essere tutti effettivi. ... E così sia! 2 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 L’EUCARESTIA: SORGENTE DELLA PACE del sac. dott. Luigi Villa A morale che collima con l’educazione morale cristiana, purtroppo, si deve anche constatare quanto disinteresse ci sia, ormai, da parte degli stessi Genitori e di molti insegnanti, lasciando devastare le coscienze dei fanciulli e dei giovani con un comportamento che ignora completamente ogni dovere morale, il solo che possono formare l’uomo onesto e il cristiano su basi solide, mentre loro danno, invece, idee e sentimenti, che fanno germinare in loro l’odio al mondo in cui vivono, e spengono, a poco a poco, ogni slancio d’amore verso il prossimo e i lontani. bbiamo vissuto già il Grande Giubileo, l’Anno del Rosario, e ora siamo nell’Anno dell’“Eucarestia”; un Anno iniziato nell’ottobre 2004 che durerà fino all’ottobre 2005. Il Papa, annunciandolo durante la Celebrazione Eucaristica al Laterano, nella festa del Corpus Domini, si è detto «lieto di annunciare uno speciale Anno dell’Eucarestia». Anche Noi, quindi, non possiamo non partecipare con tutto lo slancio della Nostra Fede nella Presenza Reale di Gesù, in Anima e Corpo, sotto le specie del pane e del vino a tale scopo consacrati. Siamo in guerra, purtroppo, ma l’anello della “pace” è nel cuore di ogni persona. Che il mondo sia tutto diviso tra Nazione e Nazione è ormai visibile a tutti, su tutti i campi: familiari, sociali, internazionali, e così profondamente da aspettarsi ancora il peggio per l’avvenire di ogni continente. 2°: La società 1°: La famiglia Per primo, io direi che non ci s’intende più sulla natura della famiglia e il suo ruolo nella società, nonostante che sia stato già l’esperienza secolare che ha dimostrato largamente che dove ha prosperato la famiglia, indissolubile e feconda, la società era in buone condizioni di vita; al contrario, dove la famiglia era allo sfascio, la società era disfatta. Oggi, schiacciati da ideologie perverse e da egoismi malsani, si guarda alla famiglia come a un rudere del passato, come a una istituzione superata che deve essere fatta sparire per dar posto a un altra unione libera. Ma è una aberrazione che ha dato spazio all’aborto, al divorzio, alla denatalità, mettendo così in pericolo il “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 sopravvivere delle Nazioni. Un vero suicidio nazionale! Questo danno alla famiglia resta sempre più grave e lo accentua sul terreno dell’educazione. Se, grazie all’insegnamento libero, si può ancora educare al rispetto dell’autorità, all’obbedienza alle leggi sane nella pratica delle virtù cristiane; se molti istitutori e istitutrici, anche nelle scuole di Stato, si sforzano, al riparo di un neutralismo rispettato, di assicurare ai ragazzi loro affidati un’educazione Divisi profondamente sul concetto di famiglia, lo sono anche sul concetto di “società”. È un fatto inopinabile che gli uomini, per vivere umanamente, ossia in modo degno di una persona umana, per sviluppare la propria personalità nell’ordine intellettuale e morale, abbiano bisogno di vivere in società e, per il bene comune, debbano mettere a disposizione di tutti le loro membra per supplire, appunto, le insufficienze individuali. Ma è pure un fatto incontestabile che una società necessita di una autorità forte, che abbia il compito del bene comune e possa comandare efficacemente senza intralci, accompagnata dal rispetto dell’autorità e dell’obbedienza alle leggi giuste e sane, subordinando il bene personale al bene generale. Ma che vediamo oggi, invece? Nient’altro che insurrezioni, anarchie, e questo per degli interessi particolari contro quelli generali, favoriti dalla mancanza di una vera autorità che non si mostri impotente a farsi obbedire, creando, così, divisioni sempre più profonde tra i cittadini, fino ad arrivare alla guerra civile. 3 3°: Le relazioni internazionali È pure un’esperienza universale che ogni Nazione, anche se ricca, non possa vivere da sola. Per molte circostanze, il progresso inarrestabile della tecnica scientifica, il problema economico che oltrepassa ogni frontiera sotto il triplice aspetto industriale, commerciale e finanziario, costituiscono un fatto di importanza capitale. Nessuna Nazione può vivere né prosperare senza coltivare queste relazioni economiche, le quali hanno più bisogno della “pace” che della “guerra” per affermarsi e svilupparsi; una “pace” che viva in una atmosfera di confidenza mutua, che serve a risolvere ogni contrasto e divisione. Ciò sarebbe ragionevole, ma oggi, questa “ragione” sembra non esistere più. Ai tanti insegnamenti storici, basati su esperienza di lunghe tradizioni, oggi, ci si abbandona, falsamente, alle forme misticoidi, ai sentimenti e alle ideologie. Così, i popoli perdono il senso della Patria, né sono più disposti a sacrificarsi per Essa; al contrario, oggi, si conculca ogni sentimento patriottico, per averli pronti a scatenare guerre e a morire senza più ideali di sorta! Ora, questo non è certo rassicurante per il nostro avvenire! Comunque, non è ragionevole distorcere lo sguardo da questo desolante spettacolo, ma sarà bene guardarlo in faccia, e cercare le cause per arrivare ad intendersi sulla natura dei rimedi da apportarvi. Purtroppo, anche i cattolici hanno aderito a questo modo umano di vedere e d’agire, sia nella vita pubblica che in quella privata, senza più sentirne rimorso. Da qui, la denatalità, anche nelle regioni più cattoliche; da qui, quell’egoismo anarchico, che non vuol più cedere sui suoi pretesi diritti, anche se lo esige il bene comune, fino a demolire l’autorità e persino a volere la dittatura sul proletariato. Da qui, quella ideologia senza nome, che abbaglia la giovinezza e la rende vittima di falsi misticismi, a base di sentimentalismi untuosi che obnubilano gli insegnamenti della vera Fede. È un male grande, perché la causa è *** Ora, domandiamoci: quali sono le “cause morali” che ci dividono? Certamente non sono poche. Ce ne sono di economia, di politica, di sociali; ce ne sono di nazionali e di internazionali. Queste cause, però, non sono che degli effetti, in rapporto a cause più profonde e lontane d’ordine di fede e di morale. L’individualismo, in generale, è una cancrena sociale che non data da ieri, bensì da quando il potere pubblico, sia per paura di un potere clericale immaginario, sia per influenza di tante sètte occulte e antireligiose che le ispirano, hanno preteso che la vita religiosa e morale sia solo un affare di coscienza, irrespirabile in politica. Così, gli effetti di questa posizione, ha determinato come la morte della morale e della vita spirituale. A forza di mescolare nella vita delle persone in tutti i loro campi di attività umana, industriale, commerciale e finanziaria, hanno ottenuto che la massa non tenesse più conto della morale, dei sentimenti di giustizia e di carità, sotto il pretesto che “gli affari sono affari”, sottomessi esclusivamente alle leggi della materia. 4 profonda e per porvi rimedio non c’è che da risvegliare la coscienza cristiana, affinché ritorni a riflettere per “sentire” ancora cristianamente! 4°: L’Eucarestia: sorgente di pace e d’amore Se, senza Dio, possiamo fare niente, con Lui possiamo tutto, perché la Sua Grazia è una forza interiore che ci fa superare ogni difficoltà, ogni sentimento, ogni passione che ci divide, per unirci reciprocamente nel bene. È questa la relazione viva con Cristo che ci incorpora a Lui e ci conduce sulla via che dobbiamo condurre. Ricevendo Cristo nella Santa Comunione, infatti, non possiamo ignorare i suoi insegnamenti e l’esempio della Sua vita; non possiamo anteporre il culto esteriore al culto interiore, alimentato dalla Fede e dall’amore, sia nella vita privata come in quella pubblica. Il Suo primo Comandamento: amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le nostre forze, e il Suo secondo Comandamento: ama il tuo prossimo come te stesso, ci ammoniscono che non ci può essere vita cristiana se non a questo prezzo. Non è chi dice: «Signore, Signore! entra nel Regno dei Cieli, ma bensì chi fa la Volontà del Padre mio»; ossia, chi compie i suoi doveri di cristiano, praticando le virtù cristiane; chi porta la sua croce quotidiana; chi coltiva lo spirito di sacrificio e fortifica la propria volontà nella sofferenza. Il Cittadino di una Nazione dovrà rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Il Cittadino del mondo dovrà ricordarsi della carità che l’obbliga ad amare chiunque è suo prossimo, come se stesso, senza limiti, al di là d’ogni frontiera, perché tutti sono stati creati da Dio! Ecco l’insegnamento ricevuto da Gesù Cristo stesso! Insegnamento che deve essere familiare ad ogni cristiano, che riceva Gesù nell’Eucarestia. Deve essere anche lui un “altro Cristo”, per rigenerare, assieme a Lui, il mondo, non seguendo le idee o le ideologie del suo tempo, ma seguendo coraggiosamente la via da Lui tracciata praticando le sue virtù che ci ha insegnato col suo esempio divino. Risentite le parole di San Paolo Apostolo: «La Chiesa è un Corpo Mistico del quale Gesù Cristo è la testa e di cui i cristiani sono le membra». Non ci sarà nel mondo unità, quindi, fino a quando tutti gli uomini si saranno radunati in un solo corpo in Gesù Cristo! Fu LUI a darci il primo esempio della carità, morendo d’amore sulla Croce per la Redenzione del mondo! Col Battesimo, diventiamo figli di Dio e membri della Chiesa, ma è soprattutto con l’Eucarestia che le membra del suo Corpo Mistico si riuniscono alla loro testa, Gesù Cristo! Quindi, non è come cristiani che, oggi, siamo disuniti, ma perché non viviamo più il nostro cristianesimo, perché non impregniamo più la nostra vita di Fede e di Carità, sia in privato che in pubblico, sia come individui e come esseri sociali, sia sul piano nazionale che internazionale. Nel XIII secolo, la Chiesa aveva abbracciato tutta l’Europa, e quell’unità, che fu detta “Cristianità”, era veramente parte del Corpo Mistico, di cui il Cristo era la testa e i fedeli le membra. Purtroppo, quell’unione spirituale, acquisita con sforzi e lotte, non durò. Sotto il “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 nome di “Rinascimento”, l’individualismo rialzò la testa e sì ribellò alla Chiesa, senza rendere conto a nessuno! Questo rinascimento pagano s’introdusse nella Chiesa e si disse “Riforma”, non sul piano dello scibile, ma sul piano della Fede, contro gli insegnamenti della Chiesa, appropriandosi del diritto di interpretare le Sacre Scritture con il “libero esame” anche in materia di Fede. Nel secolo XVIII, il “libero esame” divenne “razionalismo” e soppresse di colpo tutte le Verità Rivelate, proclamando l’autonomia di ciascun individuo sotto la formula equivoca dei “Diritti dell’uomo”. Nel XIX secolo, lo “scientismo”, sul terreno materiale, compì la divisione spirituale, iniziata con il razionalismo, espellendo il divino dalle coscienze, ma anche l’umano, sostituendo il regno dello spirito con quello materiale, rompendo così in due l’umanità, da una parte, quelli che ancora credono alla vita della spirito, e dall’altra, quelli che non vi credono più, sperando solo nella materia. Una divisione, questa, incalcolabile, perché il culto del materialismo ha rinserrato le Nazioni in vicoli ciechi, economici, politici e sociali. Da allora, quel conflitto d’anime, in corso, ormai, da tanto tempo, non troverà la soluzione se non per l’intervento diretto di Dio, magari col castigo, com’è tale, oggi, la guerra in corso! Siamo diventati anche noi come l’Impero Romano quando, dopo le vittorie militari, si disputavano il potere, mentre il popolo non chiedeva che il pane e mentre i barbari, all’ombra delle foreste, affilavano le loro armi per piombare, poi, un giorno, all’improvviso, su Roma per saccheggiarla e spartirsi le spoglie dell’Impero! Eppure, fu proprio in quell’epoca la data del Cristianesimo, perché Gesù Cristo continuava a vivere nell’Eucarestia e gli Apostoli evangelizzavano i popoli pagani, predicando le meraviglie della carità cristiana, arrossando del loro sangue quelle terre in cui avevano seminato la vita divina! È così che si conquista il mondo! Strappando le anime al materialismo, infondendo in loro la vita, la più alta, quella dello spirito, non con le parole, ma con le opere di bene! Per finire, leggete le parole che il Papa Pio XI pronunciò il 3 maggio 1932: «Degli uomini che, in tutte le Nazioni, pregano lo stesso Dio per la pace sulla terra, non possono essere, nel medesimo tempo, gli agenti della discordia tra i popoli; degli uomini che guardano, nella preghiera, verso la Divina Maestà, non possono fomentare questo imperialismo nazionalista che, di ogni popolo fa il suo proprio Dio; degli uomini che gettano il loro sguardo verso il Dio della pace e dell’amore, che vanno da Lui attraverso l’intermediario del Cristo, nostra pace, non si daranno requie fino a quando, finalmente, la pace che il mondo non può darsi, discenda dall’Autore di ogni bene sugli uomini di buona volontà»! E leggete anche queste parole del grande Papa Pio X: «Se pace veramente si vuole, è un assurdo supporre che esista senza Dio, stante che, donde è lontano Iddio, esula anche la giustizia, e tolta di mezzo questa, indarno si nutre la speranza di pace!». Sì, perchè solo LUI, il Cristo, è il “Principe della pace”! «Ipse enim est pax nostra!» (Ef. 11, 14). NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) NO VIT À Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 5 SCRISTIANIZZAZIONE E NUOVO ORDINE MONDIALE: VERA POVERTÀ DEL III° MILLENNIO della prof.ssa Maria Pia Mancini attuale definizione di missionarietà cattolica scaturisce dai rapporti dialogici con le altre confessioni; è, infatti, un dato obiettivo che, oggi, il modo di annunciare Cristo è affidato ad interpretazioni pluraliste del mistero della Redenzione. Quando si manca di fermezza, si insinuano dubbi o ci si pone domande sulle opere e sul messaggio dei Salvatore, si esce dal campo della Rivelazione, entrando in gioco discutibili pareri soggettivi di teologi e opinionisti vari, influenzati dalle categorie culturali di altre realtà. Il Cattolicesimo ha sempre affermato verità inconfutabili, perché basate sull’enucleazione dai Sacri Testi del Verbo e delle Leggi divine, non soggetti a dibattimenti di sorta. Il livellamento con le più disparate credenze, negli ultimi tempi, ha spinto la gerarchia Ecclesiale alla revisione critica non solo della Tradizione Apostolica, ma anche dell’evangelizzazione, perché, interpretando le Scritture, in relazione alla loro epoca e attualizzandole ovvero riadattandole alla nostra, essa ritiene di poter giungere ad un’armonica condivisione di valori con gli antichi nemici della Chiesa di Roma. In nome della pace e della giustizia, si è attribuito alla Fede cattolica un carattere relativo, spogliandola di tutto ciò che potesse contrastare i lontani, intrecciandola a ideologie e culti da sempre considerati mendaci. Le nuove posizioni dottrinali, abbracciate da gran parte del nostro clero, hanno trasformato, in tal modo, il sacro in strumento della sola pacificazione terrena, senza finalizzarlo alla salvezza eterna. L’invito costante all’ascolto degli altri è ordine pressante a confrontarsi con princìpi erronei, lasciando che ciascuno se ne costruisca di personali, a seconda della propria capacità di giudizio. L’ 6 Il singolo, così privato di certezze oggettive, tende conseguentemente a costruirsi con forza un personale “modus credendi”, illudendosi di essere nel giusto, felice di vivere in democrazia. La società del dialogo e del progresso tecnologico sta producendo, al contrario, tragedie che segneranno intere generazioni, nonostante il diffuso ottimistico buonismo e le informazioni deformate. È bene prendere atto dell’imbarbarimento etico e religioso che ormai caratterizza ogni aspetto dell’esistenza, a tutti i livelli: negli spettacoli televisivi, nei personaggi insulsi assurti a nuovi modelli da seguire, nella classe politica e nella stessa organizzazione ecclesiale. Poiché nell’individuo medio mancano cultura, discernimento e senso del trascendente, proprio a causa della riduzione degli autentici valori soprannaturali, cui per altro nessuno presta più attenzione, è prevalso nella coscienza collettiva l’utilitarismo, anche se, demagogicamente, non mancano richiami a ideali più elevati. Uguaglianza e dialogo non possono interessare la fede cattolica; essa non ha bisogno di confronto con altre confessioni, non avendo alcuna necessità di ulteriori verità e significati. Il Cattolicesimo è funzionale esclusivamente ai dettati di Dio e alla conversione, può quindi intrattenere rapporti con i lontani solo alla scopo di ricondurli all’unico ovile riconosciuto da Cristo, senza cedimenti per ossequio al rispetto umano. I nostri pastori, pertanto, non dovrebbero ignorare che l’interreligiosità mette a rischio la stabilità della Chiesa Apostolica Romana, in quanto il “depositurn fidei” affidatole viene falsato e forzato alla “luce” di criteri arbitrari, quando non è trascurato nella sua specificità. I cattolici, oggi più che mai, debbono acquisire la consapevolezza dell’immenso “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 patrimonio di cui si cerca di derubarli e non si può fare a meno d’invocare una maggiore attenzione, da parte di tutti, a quanto si sta verificando. Sono tante le riflessioni, di ordine morale e religioso, che incentrano esclusivamente sull’uomo la definizione di Bene, affinché regnino pace e giustizia, senza alcun interesse per il recupero della spiritualità, l’unica in grado di restituire all’essere la sua interezza. Ci si chiede continuamente il perché dello sconfortante panorama della condizione umana, trascurando il fatto che essa è improntata ai modelli ideologici del determinismo modernista che ne ha invaso tutti gli ambiti, non escluso quello della fede all’uopo ridimensionato. Il conservatorismo, specie in campo dottrinale, aborrito dai più, ha finito con l’assumere aspetti negativi e marginali rispetto alle rivoluzionarie esperienze pratiche e religiose, al punto che vige l’incondizionata accondiscendenza verso eccessi e difetti, un tempo definiti, sic et simpliciter, peccati, (esempio: trasmissione condotta da Corrado Augias su Rai 3 in data 11/ 10/2004, intorno alle ore 12, avente per ospite propagatore di nuovi principi morali Don Franco Barbero, già sospeso a divinis dal Santo Padre). La generale indifferenza verso siffatta realtà è espressione dell’aridità della massa, impegnata a vivere in un recinto ben protetto da qualsiasi ingerenza esterna: l’alterità esiste solo nelle parole. L’uomo, del resto, postosi prepotentemente al centro della storia con vuote pretese di autodeterminazione, è più che mai convinto che i suoi errori possano costituire la base della nuova costruzione delle nazioni. Basterebbe l’onesta analisi di certe scelte per rendersi conto dell’effettiva regressione in cui si è precipitati e per comprendere, retrospettivamente, l’inganno dell’evoluzione che tanto inorgoglisce. L’idea funzionale che guida pensieri ed azioni, disegna, dunque, il diagramma della deviazione globalizzata, in opposizione a Dio, al Quale dovrebbe, di contro, rapportarsi ogni comportamento. Da ciò derivano le troppe imprese portate avanti in modo discutibile e dannoso per lo spirito, sempre più limitato ed osteggiato. A causa dell’amorale compattezza di vedute, moderna e sovrana forma di unità che ha sostituito l’anelito alla comunione con Cristo, siamo divenuti schiavi del male, inoculatoci con dolcezza e determinazione da chi manipola le coscienze, ostentando carità e rispetto. Ignari, spinti l’uno contro l’altro da un sistema convulso da cui è attanagliato anche certo clero cattolico, oggettivizziamo quanto di più misero è nel nostro profondo, convinti che tutto sia ammesso e tutti siamo già salvi. Per sentirci tranquilli, conferiamo, inoltre, il senso della grandiosità ad azioni che nel passato erano solo fonte di vergogna e a supporto del nostro operato reinterpretiamo anche la Parola di Dio e ritraduciamo il Santo Vangelo. La macchina dell’empietà, messa in moto, genera la rabbia che produce l’odio, radice di una violenza distruttrice, ma a “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 tal punto persuasiva da sembrare l’unica via da percorrere. È il dramma di un delirio angosciante che terrorizza: nel tentativo di eliminare Dio, stiamo distruggendo noi stessi per l’eternità. Mai, come ora, l’Umanità ha sofferto tanto; affannosamente se ne cercano i motivi, evitando di individuarli nello smembramento del cattolicesimo, origine di ogni male, permesso soprattutto da chi ne avrebbe dovuto essere il difensore. Il rifiuto della Croce e l’avidità di potere annientano nell’individuo la capacità di guardare in sé stesso e nelle cose. Senza Cristo, si è soli dinanzi al vuoto e al mondo cieco; venuto meno il finalismo religioso, abbiamo trasformato filosofia, Crocifisso a forma di serpente sul Monte Nebo. scienza e tecnologia in suoi surrogati a giustificazione della superbia devastante. L’uomo, però, non ha pace nel suo tragico agire, ossessionato com’è dalla lotta tra i richiami esterni e i dettati della propria coscienza dove, suo malgrado, avverte la voce del Creatore. La vita dissacrata è inguaribilmente ammalata, per cui guerre, orrori, sangue e massacri esercitano quasi una funzione catartica; sembra, infatti, che le tensioni interiori possano placarsi solo nella sofferenza. È il magma vischioso in cui si dibattono anche alcune autorità religiose che tentano di risolvere le gravi problematiche odierne attraverso i compromessi, prive del coraggio della lotta e della denuncia. Esse, appoggiando incondizionatamente tutto ciò che è organizzazione, laica o religiosa che sia (movimenti e associazioni pseudo-cattolici), sembrano più interessate alla categoria dei sofferenti che al singolo individuo che quasi non esiste più. Quanti confessionali sono aperti alle anime in cerca di dialogo spirituale, la più importante forma di dialogo alla quale sono chiamati i ministri di Dio? I sacerdoti sono impegnati nel sociale, nei rapporti interculturali, nella preghiera con Indù e Imam, nel presenzialismo televisivo o nelle discoteche, non nel loro autentico ministero. Dov’è, dunque, la Madre Chiesa pronta a confortare e consolare chi è solo e si sente abbandonato a sé stesso? È diffusa una carità ipocrita che acuisce la solitudine, perché sazia di cibo e di bei discorsi, ma lascia nella fame dell’unica Verità che, rinnegata, si vuol far dimenticare, essendo scomoda e in antitesi alle moderne posizioni dottrinali. Cortei, fiaccolate, manifestazioni e raduni interreligiosi, finora, quale pace e quale giustizia hanno prodotto? Si piangono le vittime degli attentati, mentre si pretende di legalizzare quanto è in odio a Dio. Chi sono i peggiori terroristi: coloro che operano stragi o chi legalizza l’aborto? Son più esecrabili i disperati che uccidono o coloro che pretendono eutanasia, clonazione, fecondazione artificiale assistita e unioni gay? O, infine, quanti tendono a eliminare Cristo dalle coscienze e dalla storia ed i loro silenziosi, vili complici? Ci si serve dei mezzi d’informazione, dei pulpiti, degli eretici movimenti ecclesiali, del terrorismo psicologico e della politica per diffondere l’apostasia, trincerandosi dietro lo pseudorigorismo scientifico che si arroga il diritto di una nuova esegesi e, in nome della libertà, mentre si finge di amare Dio e il prossimo, si circuiscono le menti più deboli, orientandole al dubbio e all’accettazione di una dogmatica ricodificata e opposta alla Tradizione. Ad esempio, cito una trasmissione televisiva, fra le tante proposte sempre più frequentemente, andata in onda il 17 settembre 2004 su “La 7”, intorno alle ore 16, che ha enunciato una pletora di offese sacrileghe contro il Cristo-Dio, attraverso pastori protestanti, rabbini ed eminenti studiosi non cattolici. In particolare, con falso tono investigativo, è stato detto: 1) 2) 3) 4) Cristo era un rivoluzionario, perciò è stato Crocifisso; Forse, Cristo era un analfabeta; Ciò che ha predicato Cristo l’ha appreso dal buddismo, dopo una permanenza in India; Cristo sposò Maria Maddalena, da cui ebbe figli. Il Vangelo apocrifo di S. Pietro descrive Cristo che bacia sulla bocca Maria Maddalena e che alle rimostranze dei discepoli, rispondeva che il matrimonio è cosa 7 5) 6) 7) 8) buona, perché propaga la specie; I miracoli sono metafora: Cristo non ha mai camminato sulle acque. Il miracolo del pane e dei pesci sarebbe stato un miracolo di solidarietà, perché Cristo avrebbe chiesto agli astanti che avevano il cibo di darne a chi non ne aveva; I cattolici esaltano troppo il Cristo-Dio, mentre dovrebbero porre maggior attenzione al Cristo-Uomo: Gesù non ha mai imposto il celibato ai suoi discepoli; Cristo ha avuto fratelli e sorelle. anche da non pochi sacerdoti di Santa Romana Chiesa, non si può fare a meno di collegare la disastrosa situazione attuale, ormai planetaria, alla scristianizzazione dominante, prodroma dell’auspicato “Nuovo Ordine Mondiale”. In altre trasmissioni è stato affermato: 1) 2) Forse Cristo era gay; Il miracolo delle nozze di Cana è avvenuto perché esse erano le nozze di Gesù con Maria Maddalena. Poiché molti sacerdoti cattolici stanno reclamando il matrimonio come i loro “fratelli” protestanti e ortodossi, evidentemente certe interpretazioni risultano utili per avallare le loro assurde pretese. In proposito si veda il sito (www.ildialogo.org). Nessuno si è preoccupato di organizzare dibattiti o programmi televisivi per contrastare quanto è stato ed è liberamente diffuso dalla rete suddetta. Non vi sarebbe alcuna ragione di stupirsi per detti turpiloqui, considerata la paternità de “La 7”, ma poiché certe posizioni sono condivise Il Cattolicesimo, destrutturalizzato, vive gli ultimi sussulti della sua quarantennale agonia. Il Signore, ormai, lascia fare all’uomo: i risultati sono palesi, anche per chi si ostina a voler chiudere gli occhi! Già nel 1832, Gregorio XVI, nell’Enciclica “MIRARI VOS” affermava: «... Tolto ogni freno che contenga nelle vie della verità, gli uomini già volgentisi al precipizio per la natura inclinata al ALLA CONQUISTA Meditazione per ragazzi sac. Luigi Villa - (pp. 64 - Euro 5) male, potremmo dire con verità essersi aperto il pozzo dell’abisso dal quale S. Giovanni vide salire tal fumo, che oscurato ne rimase il sole, uscendone innumerabili locuste a disertare la terra» (Ap. 9). S. Paolo dice: «Ora cerco di ingannare gli uomini o Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo. Vi rendo noto, fratelli, che il Vangelo annunciato da me, non è a misura d’uomo: né io l’ho ricevuto da un uomo né da un uomo sono stato ammaestrato ma da Gesù Cristo, attraverso una rivelazione» (Gal. 1, 10-13). «Mi sorprende che così presto vi siate distaccati da Cristo che vi aveva chiamati per la sua grazia, aderendo ad un altro Vangelo: non ne esiste un altro! Ci sono però alcuni che portano la confusione tra voi e vogliono stravolgere il Vangelo di Cristo. Ma se noi o un angelo disceso dal cielo annunciasse a voi un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia votato alla maledizione divina»! (Gal. 1, 3-8). Con la cooperazione missionaria tra le chiese (CUM organismo della CEI), si noti il plurale ecumenico, quale verità sarà annunciata? Quella di Lutero, di Maometto, degli Ebrei, di Budda o degli Indù? Nella società futura ci si ricorderà ancora di Cristo e della Croce? Quale fede cercheranno di imporci? NO VIT À Caro ragazzo, eccoti un altro libricino per fare le tue “meditazioni” quotidiane. Sono poche pagine, ma in esse vi troverai tanti utili insegnamenti che ti faranno accrescere le virtù cristiane che devi avere per assicurarti il Paradiso. Sono parole semplici su parecchie verità profonde, tolte dal Vangelo di Gesù, che ti saranno importatissime per meditare. Sei sulla soglia della giovinezza, l’età della generosità, per cui queste parole potranno avere un grande influsso sulla tua formazione spirituale e morale. Fanne tesoro! Gesù e la Vergine Immacolata ti benedicano! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 UNA GRANDE RAPINA – I PIANI CRIMINALI DEI BANCHIERI/MULTINAZIONALI – Trascrizione di un’intervista, a Radio Show, di Alex Jones a Greg Palast, giornalista della BBC e dell’Observer, Londra - Lunedí (pm), 4 marzo 200. (Da: www.terraeliberazione.org/ark5.htm = Una Grande Rapina) 1 AJ (Alex Jones): La terra va in pezzi. Puoi analizzare il fenomeno per noi e dirci che hanno fatto gli economisti? GP (Greg Palast): Bene, vi dirò due cose. Primo, ho parlato con l’ex capo economista, Joe Stiglitz, che è stato licenziato dalla Banca Mondiale. Così, alla BBC ed al Guardian, ho essenzialmente passato un po’ di tempo a chiedergli informazioni. È stato come in una scena di Missione Impossibile, dove vi è il tipo che arriva dall’altra parte e tu passi ore a chiedergli informazioni. Così ho avuto la percezione di ciò che stava accadendo alla Banca Mondiale. In aggiunta, lui non mi ha informato, ma io ho altre fonti. Non mi ha dato alcun documento interno, ma altra gente mi ha passato una enorme massa di documenti segreti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. AJ: Così per proteggersi, qualcun altro lo fece. No, vi dico. Non gliene importerebbe ma realmente ho ottenuto una grande mole di documenti da fonti completamente indipendenti.: Proprio come hai ottenuto il W1991 dagli stessi dai quali l’abbiamo avuto noi. GP: E così infatti una delle cose che accadono è che dovevo essere alla CNN con il capo della Banca Mondiale Jim Wolfensohn e lui disse che non sarebbe apparso alla CNN anche se loro avessero mandato in onda solamente me. E così la CNN fece la cosa più sciocca e mi mandò via. AJ: Così loro ora minacciano il boicottaggio totale. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 La facciata di Wall Street. GP: Sì, esatto. Ecco cosa ho scoperto. Abbiamo trovato questi documenti interni che fondamentalmente richiedono che gli Stati firmino accordi segreti, nei quali concordano di vendere i loro beni chiave, concordano nel prendere provvedimenti economici che sono realmente devastanti per i paesi coinvolti se essi non aderiscono nel prendere questi provvedimenti, vi sono mediamente per ogni paese che firma centoundici altre appendici che questi devono firmare. Se non seguivano quei passi, erano tagliati fuori da tutti i prestiti internazionali. Non potete prendere in prestito denaro sui mercati internazionali. Nessuno può sopravvivere senza prendere a prestito, sia che si tratti di persone che di corporations o di paesi senza prendere a prestito del denaro ed ottenere del credito. AJ: A causa della trappola inflazionistica da debiti che hanno creato. GP: Sì, bene, vedi, una delle cose che sono accadute è che - ne abbiamo esempi, recentemente ho ricevuto documenti interni dall’Argentina, il piano segreto Argentina. È firmato da Jim Wolfensohn, il presidente della Banca Mondiale. A proposito, solamente ora venite a saperlo, sono realmente infastiditi che io abbia avuto i documenti, ma non hanno messo in dubbio l’autenticità dei documenti. Prima lo facevano. Prima dicevano che quei documenti non esistono. Io li ho realmente mostrati in televisione. E citato alcuni sul web, io realmente ho delle copie. AJ: A gregpalast.com? GP: Sì, gregpalast.com. Così allora loro confermarono e dissero: sì, quei documenti sono autentici ma noi non li discuteremo con te e comunque ti terremo lontano dalla TV. Così è la storia. Ma ciò che stavano dicendo è, guarda, prendi un paese come l’Argentina che, come sai, ora è in fiamme. Ed ha avuto cinque presidenti in cinque settimane perché la loro economia è completamente distrutta. AJ: Ora, non sono sei? GP: Sì, è come avere il presidente settimanale perché non possono tenere assieme la nazione. E ciò è accaduto perché alla fine degli anni ‘80, seguendo ordini del FMI e della Banca Mondiale, hanno iniziato a svendere tutti i loro beni, beni pubblici. Voglio dire, cose che non penseremmo di fare negli USA, come svendere il sistema idrico. 9 AJ: Così tassano il popolo. Essi creano grandi apparati governativi e questi passano tutto a FMI/Banca Mondiale/privati. E quando ritorniamo, voglio andare alla parte dove hai elegantemente spiegato che nella realtà essi pagano ai politici miliardi nei loro conti svizzeri per questi trasferimenti. GP: Esatto! AJ: Questa è una delle storie più importanti mai raccontate. Scusa, per favore continua. GP: Questo è quello che accade - solamente una parte del tutto. E, a proposito, non è che chiunque possa partecipare. Il sistema idrico di Buenos Aires venne svenduto per quattro soldi ad una società chiamata Enron. Venne svenduta una pipeline che corre tra l’Argentina ed il Cile, venne svenduta ad una società chiamata Enron. AJ: E allora i globalizzatori fanno saltare la Enron dopo aver trasferito tutti i beni ad un’altra corporation fantasma e così fanno sparire il bottino. GP: Proprio così. E, a proposito, tu sai che quando passano la pipeline alla Enron è perché hanno ricevuto una telefonata da qualcuno di nome George W. Bush, nel 1988. AJ: È incredibile. State qui. Parleremo con Greg Palast. AJ: Stiamo parlando con Greg Palast. È un noto giornalista, un americano che ha lavorato alla BBC, al Guardian di Londra, ed in molti altri posti, che ha fatto cadere una grossa bomba sui globalizzatori e la loro attività criminale. Non vi sono altri termini per dirlo. Attraverso inforwars.com potete collegarvi al suo sito - gregpalast.com, od a tutti gli altri grandi articoli che ha scritto. Ora ha i documenti segreti. Abbiamo visto l’attività del FMI/Banca Mondiale per anni. Essi arrivano, pagano i politici per trasferire i sistemi idrici, le ferrovie, le compagnie telefoniche, le compagnie petrolifere nazionalizzate, le centrali del gas - che poi gliele passano per niente. I globalizzatori pagano (tangenti) individualmente, miliardi alla volta in conti bancari svizzeri. Ed il piano è la totale schiavitù dell’intera popolazione. Naturalmente, come vi abbiamo detto, attraverso gli altri giornalisti con i quali ne abbiamo parlato, la Enron era una società apparente per il riciclaggio del denaro sporco, il denaro della droga ecc. È proprio una cosa enorme e difficile da credere. Ma sta realmente accadendo. Greg Palast ha ora fatto circolare la storia in tutto il mondo. Infatti ha intervistato l’ex economista capo della Banca Mondiale. Continuiamo ora su tutti questi fatti. Vuoi dire in modo semplice, per la gente comune, quale è il sistema che stai portando alla luce? 10 GP: Stiamo rivelando che essi fanno sistematicamente a pezzi intere nazioni, sia che si chiamino Equador o Argentina. Il problema è che alcune di queste pessime idee stanno ritornando negli Stati Uniti. In altre parole, hanno esaurito i posti da dove succhiare il sangue. E il problema è, questo è l’economista capo, non qualcuno di basso livello. A proposito, un paio di mesi fa, dopo che fu licenziato, gli venne dato il Premio Nobel per l’Economia. Dunque non è uno stupido. Mi disse che lui si recava nei paesi dove parlavano di privatizzare e vendere questi beni. Ed in fondo sapevano, letteralmente, sapevano e si voltavano dall’altra parte quando veniva compreso che i leader di quei paesi ed i Presidenti del Consiglio avrebbero messo da parte centinaia di milioni di dollari (di tangenti). AJ: Ma questa non è neppure privatizzazione. Essi semplicemente rubano al popolo e danno all’FMI/Banca Mondiale. GP: Essi generalmente passano il malloppo ai loro scagnozzi, come ad es. la Citybank che era molto grande ed afferrò metà delle banche argentine. C’è la British Petroleum che prende le pipeline in Equador. Ho menzionato la Enron che ha preso i sistemi idrici ovunque. Ed il problema è anche che questi sistemi li stanno anche distruggendo. A Buenos Aires, non si può nemmeno bere acqua potabile. Voglio dire che non è solamente questione di rapina. Non puoi nemmeno aprire il rubinetto. È più che avere qualcu- La Morte col carro. no che diventa ricco a spese pubbliche. AJ: E l’FMI ha appena ricevuto la zona dei Grandi Laghi. Ora sono i soli ad avere il controllo sulla fornitura d’acqua. Era sulla “Chicago Tribune”. GP: Bene, il problema che abbiamo è che - guarda, il FMI e la Banca Mondiale sono possedute al 51 % dal Tesoro USA. Così la questione diventa che cosa riceviamo per il denaro che vi mettiamo dentro? E pare che stiamo ottenendo il macello di diversi paesi. L’Indonesia è in fiamme, me lo diceva l’Economista Capo, Stiglitz, che aveva cominciato a porre questioni su ciò che stava accadendo. Sapete, ogni volta che andiamo, in ogni paese nel quale mettiamo il naso, distruggiamo la loro economia e loro finiscono in fiamme. E lui diceva che poneva in questione questo e, perciò, venne licenziato. Ma lui stava dicendo che essi hanno perfino un piano per i tumulti. Loro sanno che quando spremono un paese e distruggono la sua economia, il risultato saranno tumulti nelle strade. E loro dicono: bene, questo è il tumulto del FMI. In altre parole, se hai un tumulto, hai perso: tutti i capitali fuggono dal tuo paese e questo dà al FMI l’opportunità di aggiungere altre condizioni. AJ: E questo li rende ancora più disperati. Dunque, è realmente una guerra da economia imperiale per far implodere paesi ed ora lo stanno facendo qui con la Enron. Essi diventano così avidi - e lo stanno preparando per questo paese. GP: Stavo proprio parlando ieri con la California e da qui, a Parigi, ai principali investigatori per lo Stato della California sul caso Enron. Loro mi raccontano alcuni dei giochi che questi tipi stanno facendo. Nessuno sta osservando questo. Non è che siano stati truffati solamente gli azionisti. Loro hanno succhiato milioni, miliardi di dollari dalle tasche pubbliche, in Texas ed in California in particolare. AJ: Dove sono i beni? Vedi, tutti dicono che non sono rimasti beni dato che la Enron era una società fantasma - gli esperti con cui ho parlato l’hanno detto - loro hanno trasferito tutte quelle attività ad altre società e banche. GP: Ebbene, sì, questa storia è realmente andata proprio come un gioco delle tre carte. Voglio dire ricordate che alla base c’è il denaro. Secondo le indagini i conti dell’elettricità che pagavate in California, loro mi dicono che erano gonfiati senza giustificazione da 9 a 12 miliardi di dollari. E non so ora da chi potranno riaverli indietro. AJ: Bene, hanno infatti scoperto il Governatore a pagare 137 dollari per megawatt e rivendere alla Enron ad 1 dollaro per megawatt, e così per innumerevoli volte. GP: Sì, il sistema è andato completamente fuori controllo e questi tipi sapevano esattamente ciò che stava accadendo. Bene, dovete capire che alcuni di quelli che hanno progettato il sistema della deregolamentazione in California, proprio dopo aver fatto ciò, sono andati a lavorare alla Enron. Infatti, sono qui a Londra proprio ora, e i britannici hanno qualche responsabilità. Il tipo che era nel collegio sindacale della Enron, Wakeham, è veramente un fenomeno: non c’è un conflitto di interessi nel quale non sia stato coinvolto. AJ: E lui è il capo della NM Rothschild! (continua) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 Occhi sulla Politica NATALE Nel cielo terso, il vivido chiarore D’una cometa e un canto celestiale Rivelano all’attonito pastore Che in questa Santa Notte di Natale S’è schiuso sulla terra il più bel fiore: Dal grembo immacolato Verginale, Nato è il Messìa, l’atteso Salvatore. Ed un’arcana gioia in cuor l’assale; E s’incammina verso la cometa, Alla ricerca del Regal Bambino, Che in una stalla - reggia inconsueta Mite si giace, al par d’un agnellino, Secondo il vaticinio del Profeta. E, giunto, adora il Pargolo Divino. Prof. Arturo Sardini 3 “INIMICA VIS” (Leone XIII - 8 dicembre 1892) LA MASSONERIA IN ITALIA Senza esagerare, la potenza massonica, attribuendo all’azione diretta e immediata di lei tutti i mali che nell’ordine religioso presentemente ci travagliano, nei fatti che abbiamo ricordato e in molti altri che potremmo ricordare, si sente il suo spirito; quello spirito che, nemico implacabile di Cristo e della Chiesa, tenta tutte le vie, usa tutte le arti, si prevale di tutti i mezzi per rapire alla Chiesa la sua figlia primogenita a Cristo, la nazione prediletta, sede del suo Vicario in terra e centro della cattolica unità. L’influenza malefica ed efficacissima di questo spirito sulle cose nostre non occorre oggi congetturarla da pochi e fuggevoli indizi, né argomentarla dalla serie dei fatti che da trent’anni si succedono. Inorgoglita dal successi, la sètta stessa ha parlato alto e ci ha detto ciò che fece in passato, ciò che si propone di fare in avvenire. Le pubbliche potestà, consapevoli o no, essa le riguarda in sostanza come propri strumenti: il che vuol dire che della persecuzione religiosa che ha tribolato e tribola l’Italia nostra. L’empia sètta mena vanto come di opera principalmente sua, di opera eseguita spesso con altre mani, ma per modo immediato o mediato, diretto o indiretto, di lusinga o di minaccia, di seduzione o di rivoluzione, ispirata, promossa, incoraggiata, aiutata da lei. LE ROVINE SOCIALI PRODOTTE DALLA MASSONERIA TU SCENDI DALLE STELLE Tu scendi dalle stelle, Bimbo mio, Su questa nostra terra, fatta inferno, In quanto il superuomo, ultramoderno, Emancipato, più non crede in Dio: Concetto relegato nell’oblìo, Dall’uomo che si sente un padreterno, Ma al Vitulo d’Aronne subalterno, Che lo seduce col suo luccichìo. La Chiesa, a un passo dall’apostasìa, Coi suoi stravolgimenti dottrinali, A Fatima previsti da Maria, Adombra apocalittici scenari, Con l’AntiCristo della profezìa, Che trama con gli oscuri mercenari. Prof. Arturo Sardini Nota Ma io verrò al Presepio, Bambinello, Tra i Genitori, il bove e l’asinello, Seguendo l’astro e gli Angeli cantori, Insieme ai Magi, ai greggi ed ai pastori. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 4. - Dalle rovine religiose alle sociali brevissima è la via. Non più sollevato alle speranze e agli amori celesti il cuore dell’uomo, capace e bisognoso dell’infinito, si getta con ardore insaziabile sui beni della terra; ed ecco, necessariamente, inevitabilmente, una lotta perpetua di passioni avide di godere, di arricchire, di salire e, quindi, una larga e inesausta sorgente di rancori, di scissure, di corruttele, di delitti. Nella nostra Italia, morali e sociali disordini non mancavano certo anche prima delle presenti vicende; ma che doloroso spettacolo non ci porge essa ai dì nostri. Nelle famiglie è assai menomato quell’amoroso rispetto che forma le domestiche armonie: l’autorità paterna è troppo sovente sconosciuta e dai figli e dai genitori, i dissidi sono frequenti, i divorzi non rari. Nelle città, crescono ogni dì le discordie civili, le ire astiose tra i vari ordini della cittadinanza, lo sfrenamento delle generazioni novelle che, cresciute all’aura di malintesa libertà, non rispettano più nulla né in alto né in basso, gli incitamenti al vizio, i delitti precoci, i pubblici scandali. Lo Stato, invece di star pago all’alto e nobilissimo ufficio di riconoscere, tutelare, aiutare nella loro armoniosa universalità i divini e gli umani diritti, si crede quasi arbitro di essi, e li disconosce o li restringe a capriccio. L’ordine sociale infine è generalmente scalzato nelle sue fondamenta. Libri e giornali, scuole e cattedre, circoli e teatri, monumenti e discorsi politici, fotografie e arti belle, tutto cospira a pervertire le menti e corrompere i cuori. Intanto i popoli oppressi e immiseriti fremono; le sètte anarchiche si agitano; le classi operaie levano il capo e vanno a ingrossar le file del socialismo, del comunismo, dell’anarchia; i caratteri si fiaccano, e tante anime non sapendo più né degnamente patire, né virilmente redimersi dai patimenti, abbandonano da se stesse, col suicidio, codardamente la vita. (continua) 11 Documenta-Facta ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA IRAN Dopo la cacciata dello Scià nel 1979, termina anche l’amicizia con l’Occidente. Viene installato un governo musulmano sciita che intende distruggere ogni altra fede. Popolazione: 67.702.199 (2000). Religioni: Musulmani 99,02%; Baha’i 0,52%; Cristiani 0,33%; altro 0,10%; Ebrei 0,03%. Forma di governo: repubblica teocratica: nonostante qualche accenno di democrazia, nel complesso il potere rimane saldamente in mano ai religiosi che mantengono il paese come uno stato di polizia. Persecuzione: l’Islam sciita è la religione di stato e tutte le altre deviazioni religiose sono trattate severamente. Il governo manda spie per monitorare i gruppi cristiani, e i non musulmani sono socialmente ed economicamente discriminati. La Chiesa: oggi gli iraniani sono aperti al Vangelo più che mai, e un crescente numero di persone si converte a Cristo. tano all’odio soprattutto contro i cristiani. La Chiesa: la Chiesa in Nepal è cresciuta da 200.000 membri, nel 1990, a circa 400.000, nel 2000. Le Missioni hanno contribuito al miglioramento nelle condizioni di vita. IRAQ Questa è la terra dove gli Ebrei furono portati in cattività e dove il profeta Daniele servì i re di Babilonia. Dal 1970 al 2003, ha governato, con pugno di ferro, il dittatore Saddam Hussein. Popolazione: 23.114.884 (2000). Religioni: Musulmani 96,85%; Cristiani 1,55%; altro 1,10%; Non religiosi 0,30%. Forma di governo: governo provvisorio di 25 membri. Dopo la recente firma della nuova Costituzione, sono previste elezioni democratiche, nel 2005. Persecuzione: Dopo la caduta di Saddam Hussein, i cristiani possono professare più liberamente la propria fede, ma gli estremisti islamici che si ribellano al governo provvisorio hanno cominciato recentemente ad bombardare chiese e luoghi cristiani. La Chiesa: ci sono circa 70 congregazioni evangeliche in Iraq, ma le nuove conversioni stanno solo rimpiazzando coloro che emigrano. TURCHIA Come Impero Ottomano è stata per secoli a guardia dei luoghi sacri dell’Islam. Nel ventesimo secolo il numero dei cristiani è calato fortemente, mentre l’influenza dell’Islam è cresciuta. Popolazione: 66.590.940 (2000). Religioni: Musulmani 99,64%; Cristiani 0,32%; Ebrei 0,04%. Forma di governo: repubblica democratica parlamentare: dalle riforme degli anni ‘20 la Turchia è ufficialmente uno stato secolare. Persecuzione: Le garanzie costituzionali di libertà religiosa spesso non sono rispettate. Molti politici, la polizia e gli estremisti islamici mostrano insofferenza per le minoranze religiose e i cristiani in particolare. La Chiesa: il numero dei cristiani, dopo persecuzioni e massacri all’inizio del secolo, è calato dal 22% della popolazione allo 0,32%. Ben pochi turchi di oggi hanno sentito parlare del Vangelo. NEPAL Nei primi anni novanta, il Nepal è stato trasformato da monarchia Hindu a stato democratico. La costituzione del 1990 garantisce teoricamente la libertà religiosa. Popolazione: 23.430.490 (2000). Religioni: Hindu 74,82%; Buddisti 16,00%; Musulmani 5,00%; Cristiani 1,89%; Altre religioni 1,70%; non religioso/altro 0,50%; Sikh 0,06%; Baha’i 0,03%. Forma di governo: democrazia parlamentare e monarchia costituzionale. L’assassinio della maggior parte della famiglia reale, nel 2001, ha gravemente destabilizzato la nazione. Persecuzione: il proselitismo è vietato. Negli ultimi tre anni l’estremismo Hindu è cresciuto grazie anche a gruppi provenienti dall’India, che inci- 12 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 13 MEMORANDUM TURCHIA di dott. Romeo Sgarbanti 1 PUNTO PRIMO LA DOMANDA DI ADESIONE DELLA TURCHIA ERA E RESTA “IRRICEVIBILE” 1 - L’errore compiuto ad Helsinki nel 1999 Il Consiglio e la Commissione dell’Unione Europea non hanno valutato che la domanda di adesione della Turchia era e resta irricevibile, poiché la Turchia è parte costitutiva della «O.C.I. – Organizzazione della Conferenza Islamica», la quale per sua natura e finalità, sotto ogni profilo, è un polo alternativo all’Occidente e profondamente ostile in particolare all’Europa, cui ha dichiarato di fatto la guerra nella seduta di Lahore del 1974. I vertici dell’Unione Europea non possono giustificarsi dichiarandosi all’oscuro della duplice decisione assunta in Lahore (2224 febbraio 1974) dall’O.C.I. : la definizione di un disegno strategico per sottomettere l’Europa all’Islam, e la volontà collettiva degli Stati islamici di procedere ad una ulteriore riduzione delle minoranze cristiane nei loro Paesi. Nel medesimo anno 1974, nel corso dell’Assemblea generale dell’O.N.U., a New York, il Presidente dell’Algeria Houari Boumedienne fu esplicito sulle intenzioni ostili dell’Islam verso l’Europa: «(….) un giorno, milioni di uomini abbandoneranno il sud del mondo per fare irruzione negli spazi relativamente accessibili dell’emisfero nord alla ricerca della propria sopravvivenza. E questi milioni di esseri umani non verranno da amici. Non ci sarà bisogno di combattere: saranno i ventri delle nostre donne che ci daranno la vittoria!». 14 Il dott. Romeo Sgarbanti Cioè, i capi politici dell’Europa sapevano e sanno, e la loro negligenza, sia sui rischi dell’immigrazione islamica, sia sull’incauta apertura all’ingresso della Turchia, non ha valide scusanti. Ormai, le affermazioni islamiche di voler sottomettere l’Europa sono ricorrenti. Sono dichiarazioni rese in ogni parte d’Europa da musulmani residenti, i quali impunemente e senza timori rendono noto l’intento islamico, che sembra lasciare indifferente la classe politica europea. Un capofila è lo sceicco Omar Bakri, che vive in Inghilterra, noto per le sue categoriche espressioni: «Grazie alle vostre leggi democratiche, vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose. vi domineremo», ed ancora: «Nessun musulmano dubita che l’Italia sarà islamizzata e che la bandiera dell’islam sventolerà su Roma» (1998). Ma è intervenuta una nuova clamorosa circostanza: le dichiarazioni rese da un autorevole capo di Stato islamico, Muhammar Gheddafi. Il leader libico, in una nota dal titolo “La Turchia, l’Europa ed i Benladen”, afferma che se la Turchia entrerà nell’Europa sarà come «il cavallo di Troia del mondo islamico». Gheddafi è esplicito sulle intenzioni dei Turchi, che stanno operando in piena sintonia con gli ambienti islamici mondiali per islamizzare l’Europa. Gheddafi, nella sua nota, richiama altresì l’impegno turco per creare Stati islamici nei Balcani. Quando la Turchia entrerà nell’Unione Europea – prosegue Gheddafi – i musulmani vorranno costituire partiti islamici incitati ogni giorno a conquistare l’Europa infedele con la spada. Essi esigeranno l’applicazione della legge islamica, pretendendo l’abolizione dei divieti, come la poligamia e la schiavitù delle donne. Gheddafi è di una chiarezza estrema: «Ammettere la Turchia nell’Unione Europea è come cercare di trapiantare un organo umano in un corpo con un differente gruppo sanguigno: non hanno compatibilità biologica». Gheddafi conclude: «Queste informazioni possono essere sorprendenti e persino divertenti, ma bisogna capire che per i musulmani si tratta del messaggio di Dio che deve essere assolutamente realizzato». Gheddafi spiega di essersi deciso a suonare l’allarme per la stabilità del mondo: «Tutto ciò mi impone di parlare apertamente al mondo su come io ve“Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 do questa questione, che si rifletterà anche sul mio Paese e che poi sconvolgerà il mondo intero, prima che sia troppo tardi e prima che sia presa una decisione dalle serissime conseguenze». (Servizio di “Avvenire”, 27 luglio 2004) I Capi di Stato europei non hanno voluto capire, nell’ultimo decennio del secolo XX, che le guerre scatenate dagli Stati Uniti in Bosnia e Kossovo erano guerre contro l’Europa, per creare una catena di staterelli islamici nei Balcani (la “dorsale islamica” in Europa, dall’Albania alla Bosnia, posta sotto l’influenza turca) per mantenere il continente in condizioni d’instabilità permanente. I Serbi sono stati l’unico popolo ad opporsi contro questo disegno ed a battersi in difesa dell’Europa. Gli errori e gli orrori compiuti da Slobodan Milosevic, o da lui permessi, sono stati usati dalla propaganda americana per disorientare l’opinione pubblica europea. A fatti compiuti, resta inspiegabile il comportamento degli statisti europei, che dovevano saper distinguere l’interesse europeo dalle posizioni congiuntamente ostili del Governo Federale U.S.A. e della Turchia, e rinvenire una diversa via nel fare evolvere positivamente la deriva disintegrativa iugoslava verso soluzioni di stabilità e di democrazia. Dopo il crollo del comunismo, lo scontro per il controllo mondiale è tra Islam e Occidente. Se questa è l’opinione di qualche esponente occidentale, è peraltro anche la posizione politica assunta dall’O.C.I. La Turchia, ponendosi saldamente nel blocco anti-occidentale O.C.I., non può essere contemporaneamente Stato membro dell’Unione Europea. L’O.C.I. non è una semplice associazione di diritto internazionale, ma il polo politico unitario di tutti gli Stati islamici, dotato di comuni istituzioni per la diffusione ed il sostegno mondiale dell’Islam. Esso ha assunto nella realtà islamica il ruolo ricostitutivo del Califfato sotto forma collettiva, onde guidare l’Islam nella progressiva conquista del mondo. Si aggiunge un ulteriore problema di incompatibilità giuridica per la Turchia ad entrare nella Unione Europea. Infatti, sia l’O.C.I sia L’U.E., aspirano ad essere membri dell’ONU. In caso di accoglimento di tali istanze, la Turchia non può stare con i piedi su due staffe: a quale dei due poli riserverà la sua lealtà? Non c’è alcun dubbio al riguardo, poiché non solo fra singoli musulmani ma anche fra regimi islamici i patti giurati sul Corano non si violano impunemente. Infatti, la Turchia si è comportata da partner inaffidabile fin dal momento della sua domanda di ingresso. Né il premier Bulent Ecevit prima, né il premier attuale Recep Tayyp Erdogan, come sarebbe stato loro vincolante dovere, hanno informato l’Unione Europea sulle concrete intenzioni della collettività islamica. È la prova palese dell’assoggettamento incondizionato della Turchia al progetto islamico di conquista. Quale risultato la Turchia si riprometta dalla sua entrata nell’Unione Europea lo ha chiaramente esplicitato il politologo turco Nazni Arifi, che ha affermato con crudo realismo: «Entrata la Turchia “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 nell’Europa, entro un decennio l’Europa sarà islamizzata». La decisione di ammettere la Turchia quale Stato candidato a membro dell’Unione Europea è un atto formalmente legale. Ma è un atto assunto nel vuoto del consenso popolare. Su una questione così inquietante per il futuro dell’Europa, che pone a rischio la sopravvivenza degli ordinamenti laici e democratici ed il mantenimento della libertà religiosa matrice di tutte le libertà, è mancato un vasto e prolungato dibattito nel continente per valutarne tutti gli aspetti. Grava, inoltre, il sospetto sui vertici politici dell’Unione di subire immotivatamente le pressioni americane, come già accaduto nel decennio delle guerre balcaniche. I vertici dell’Unione Europea devono porre attenzione a non prevaricare, a non abusare del potere loro conferito. Il dissenso nel Continente sull’ingresso della Turchia sta crescendo, anche se manca la persona carismatica in grado di organizzarlo. Kemal Ataturk. È auspicabile che il Consiglio e la Commissione dell’Unione Europea non ignorino gli avvertimenti ricevuti, nel dare corso incautamente, in un contesto di dubbia legittimità politica, alle trattative di adesione della Turchia. Non si può tradire la forte idealità politica dell’unificazione europea, intesa come la comune Patria dei soli Stati europei. Purtroppo, non c’è nessun Tribunale in Europa che possa giudicare e punire questo tradimento della classe politica attualmente al potere, nel caso deplorevole che si ostini a procedere; mentre il Tribunale della storia arriva troppo tardi, a reato consumato. 2 - I criteri di Copenaghen non sono applicabili alla Turchia La Turchia non appartiene al continente Europa. I geografi hanno sempre considerato la penisola turca, sotto la dizione di Asia anteriore o Anatolia, rientrante nell’Asia. Nell’Anatolia, in quanto lambita dal Mediterraneo, possono essere riscontrate alcune caratteristiche mediterranee, ma di per sé queste caratteristiche non possono sic et simpliciter essere tramutate in caratteri europei. Del resto l’insediamento in Anatolia della popolazione turca, di razza mongolica, attesta il suo connaturale carattere asiatico. Lo Stato turco conserva, per antica sanguinosa conquista, un pezzo della Tracia nell’estrema punta sud-orientale della penisola balcanica, ma questa porzione non dà alcun diritto alla Turchia di definirsi europea. In proposito, merita ricordare il memorandum dell’11 gennaio 1917, inviato dalle potenze europee dell’Intesa agli Stati Uniti d’America, con cui si informava dell’obiettivo di «scacciare dall’Europa l’Impero ottomano, il quale si è dimostrato totalmente estraneo alla civiltà occidentale». Il Governo U.S.A., mosso da spirito antieuropeo per motivi concorrenti fin dal primo dopoguerra mondiale, riuscì a bloccare il progetto di estromettere i turchi da Costantinopoli e dal suo retroterra, avvantaggiato dalle divisioni profonde intervenute tra gli Stati europei. Lo storico francese Jacques Le Goff, convenendo su una posizione storiografica largamente maggioritaria, contraria all’ingresso della Turchia, ne richiama le motivazioni che «sono geografiche, storiche e culturali. Esiste una data definizione geografica di Europa e, anche se è difficile definirne le frontiere orientali, è chiaro che esiste anche un’altra unità geografica vicino-orientale cui appartengono l’Anatolia, la Siria, la Palestina…….È un altro mondo geografico e culturale, che ha una sua coerenza». (Intervista – maggio 2004) – Lo storico tedesco Ernst Nolte ha premesso: «Sono del parere che questa nazione non possa diventare un membro dell’Unione Europea per motivi demografici e culturali. Una entrata a pieno titolo della Turchia nell’Unione potrebbe avere come conseguenza un’invasione, per quanto pacifica, della Germania e forse dell’intera Europa». (Intervista – Luglio 2000) – Né ci si può dimenticare la circostanza, ricordata da Heinz Gollwitzer (“Europa, Abendland”, 1972), che il termine Europa dopo l’inizio dell’età moderna è transitato dall’uso ristretto degli umanisti all’uso popolare come presa di coscienza generale del pericolo turco. La saggezza degli statisti europei, sottraendosi al diktat imperialistico americano, sta nel non trasformare questa consapevolezza in dura reazione politica. Alcune posizioni politiche stanno emergendo dal fondo buio del conformismo alla linea americana e l’Unione Europea prudentemente ne dovrà tenere conto. L’ex ministro francese agli esteri Hubert Védrine, subito dopo la vittoria del partito 15 islamico in Turchia, il 3 novembre 2002, ha chiaramente dichiarato: «La Turchia non è un paese dell’Europa e non c’è motivo che stia nell’Unione Europea, più di quanto noi abbiamo motivo di stare nell’Organizzazione dell’Unità Africana». Valéry Giscard D’Estaing, sempre nel 2002, ha dichiarato: «La Turchia non è un Paese europeo», ammonendo che la sua ammissione nell’Unione Europea costituirebbe «la fine dell’Europa. Coloro che sostengono l’ammissione della Turchia sono nemici dell’Unione Europea». La presidente dell’Unione cristiano-democratica tedesca (CDU-CSU) Angela Merkel, ricollegandosi al pensiero dell’ex Cancelliere Helmut Kohl, ha riconfermato la netta contrarietà ad una adesione della Turchia: «La Turchia non ha i requisiti per poter aderire all’Unione Europea, sotto nessun punto di vista: né dal punto di vista legale, né da quello politico, né da quello economico». (Berlino – 10 novembre 2002). L’ingresso della Turchia comporta, per l’Unione, uno snaturamento del suo essere europeo e ne altera l’identità conforme alle sue radici storiche. Quella turca è una civiltà islamica, non penetrabile dalla civiltà europea, anzi antagonista, riconfermata dall’attuale governo di Ankara guidato da Recep Tayyp Erdogan, il quale, a fronte di una facciata costituzionale democraticista, sta procedendo in un programma di islamizzazione di ogni aspetto della vita nella società turca, sempre più attratto nel disegno di un’egemonia politica islamica sul mondo. Quale è l’errore fondamentale compiuto dal Consiglio e dalla Commissione dell’Unione Europea nel voler applicare alla Turchia i criteri di Copenaghen? Nel non aver considerato che le istituzioni politiche in Turchia sono irradicate in una tradizione giuridica completamente difforme dalla tradizione giuridica degli Stati Europei. E la tradizione giuridica fa diversa anche la mentalità nell’applicazione delle leggi, poiché diversi sono i princìpi posti a base della civiltà islamica a fronte di quelli della civiltà europea. I grandi principi politici della libertà, della laicità, dell’eguaglianza e dell’amore non sono intesi allo stesso modo in Europa ed in Turchia, per cui quando si afferma che questi valori sono comuni, si dichiara una cosa non vera, poiché la loro natura è diversa nella concezione islamica e nella concezione europea. L’unificazione europea si basa su un principio fondamentale che fa’ l’identità europea, se no, l’Europa non esiste come civiltà: cioè, popoli uniti da valori comunemente intesi ed universalmente riconosciuti. Altrimenti, si fa’ un aggregato di Stati in perenne contrasto fra loro, non si 16 dà luogo ad un progetto comune di civiltà. Tanto è, a riprova, che i criteri di Copenaghen furono impostati in funzione dell’ingresso dei Paesi dell’Est Europeo, di affine civiltà ai Paesi dell’Ovest Europeo. L’Unione Europea non può ignorare una situazione di fatto: il polo occidentale, di cui è parte l’Europa, ed il polo islamico, di cui è parte la Turchia, sono due poli assai dissimili per mentalità, per visione del mondo, per cultura, per religione e per tipo di vita, cioè sono due poli a se stanti. Fra di loro sono intervenute, intervengono, interverranno relazioni politiche, economiche e culturali: però si appartiene all’uno o si appartiene all’altro. Paesaggio della Turchia. 3 - Configurazione territoriale dell’unica Europa La configurazione territoriale dell’Unione Europea non è una opzione meramente culturale, ma una decisione politica conseguente al fine di intendere per “Unione” l’unificazione dei popoli storicamente europei attraverso l’adesione dei rispettivi Stati. L’articolo I-1 della proposta Costituzione recita: «Ispirata dalla volontà dei cittadini e degli Stati d’Europa di costruire il loro futuro comune la presente Costituzione istituisce l’Unione Europea….. omissis…». Quindi si tratta di mettere insieme solo quei popoli, che, pur statualmente distinti, pur con propria lingua e cultura, si sono ininterrottamente dall’epoca medievale in poi sentiti “europei” sul piano culturale e spirituale. Il termine allargamento usato da Maastricht (1991) e da Copenaghen (1993) in poi, è un termine ambiguo, perché introduce un punto di vista tragicamente erroneo. Cioè, esso induce a pensare che possano aderire all’Unione Europea anche popoli, posti al di fuori dell’Europa, che pur essendo culturalmente e spiritualmente antitetici alla civiltà Europea, pretendono di essere ADOTTATI COME EUROPEI, in base a presunti interessi economici e politici, i quali, peraltro, possono essere soddisfatti in altra sede con altre modalità. L’Unione Europea nella sua espansione non può andare oltre definiti limiti territoriali, entro i quali, per un sentire comune europeo, le volontà statuali sono coordinabili nell’attuazione di un proprio armonioso futuro. Vale a dire che l’Europa geografica non può che coincidere con l’Europa storica, in quanto la storia ha configurato anche territorialmente la nozione geografica d’Europa. Oggi, alcuni intellettuali e giornalisti amano soffermarsi sulla grandezza culturale e morale dell’Europa, supponendo che aree, influenzate in qualche modo dalla cultura europea, abbiano rilevanza anche territoriale per l’Unione Europea. A questi è stato giustamente contrapposto che l’Europa è soltanto l’insieme dei «popoli catalogabili sotto questo concetto collettivo». L’Europa è unica in virtù della circostanza storica di una civiltà continentale sedimentatasi, entro il suo territorio, attraverso una plurisecolare complessa formazione. L’Europa come continente a se stante è un’acquisizione storica a cui non è possibile né opportuno rinunciare. Definire il territorio continentale, nel cui ambito può essere portata a compimento l’unificazione europea, è decisione fondamentale per dare all’Unione Europea con l’individualità la sua identità. Nel medesimo tempo si pone termine alle aspirazioni extraeuropee di entrare nell’Unione, come nel caso della Turchia e recentemente di Israele e del Marocco. Egualmente va posto termine alla prospettiva dell’ingresso della Russia, senza pregiudizio per l’Unione Europea di potere in futuro unificarsi fino a ridosso dei suoi confini. In effetti, i confini meridionali dell’Europa si fermano sulle sue coste mediterranee, come i confini settentrionali dell’Asia si fermano sulle rispettive coste. Il mare Mediterraneo, nel delimitare, contemporaneamente separa realtà nazionali ed etniche non riconducibili ad un’entità politica unitaria. Le relazioni commerciali e culturali fra Stati affacciati sul mar Mediterraneo non esigono integrazioni politiche impossibili. La proposta di dotare l’Unione Europea della quarta sponda asiatica è un retaggio retorico di concezioni imperiali e coloniali, che appartengono al passato, non al futuro dell’Europa. In definitiva, i popoli europei non hanno alcun interesse al formarsi di un’Unione molto dilatata per estensione territoriale, concepita in funzione di area prevalentemente mercantile, ma politicamente indebolita dalla convergenza di regimi islamici strutturalmente portatori di conflittualità. (continua) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 – I GIGANTI DEL MALE – LA TRADIZIONE-TRADIMENTO DELLA GIUDEO-MASSONERIA – Da: “Traicion a Occidente” (1961) (pp. 104-120) – a cura di A. Z. 1 S e studiamo l’azione della giudeo-massoneria dall’epoca in cui fu lanciata dall’Inghilterra sul “mercato” cristiano, dopo che Oliver Cromwell permise l’invasione ebraica delle isole britanniche, in seguito alla convenzione da lui firmata con l’ebreo Manasseh ben Israel di Amsterdam (L’Olanda era l’unico paese che aveva accordato libertà gli ebrei, i quali in seguito la tradirono a favore degli inglesi), vediamo come senza eccezione la massoneria ha tradito tutti i paesi che le hanno permesso di agire. Il tradimento è una tradizione della sètta. La massoneria ha tradito sempre un paese a favore di un altro, ha lavorato per affondare dall’interno i popoli scatenando rivoluzioni, provocando molestie politiche, sociali ed economiche, paralizzando il funzionamento dell’apparato statale nei momenti cruciali. Questa azione traditrice cerca sempre di recare beneficio agli interessi locali o internazionali dell’ebraismo, arma segreta e motrice della sètta massonica. Quando i piani dell’ebraismo esigevano che all’interno di un paese cristiano un gruppo di forze locali si scontrasse con un altro, oppure col Governo, allora la massoneria operava per conto dei giudei creando e provocando disordini. In tali casi, l’ebreo ha operato sempre dietro le quinte, fingendo amicizia con entrambe le parti in lotta fino a ottenere, per mezzo della massoneria, il trionfo in forma visibile. Quando l’ebraismo era bisognoso del conflitto di due o più gruppi dei paesi cri“Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 stiani, allora la sètta massonica riceveva l’incarico di preparare e scatenare i conflitti, lavorando nello stesso tempo a tale scopo nei due campi. Tali macchinazioni sotterranee dell’ebraismo, tramite la massoneria, sono state la vera causa di quasi tutte le guerre che insanguinarono l’Europa cristiana negli ultimi due secoli. Per provocare le guerre, la massoneria si avvaleva delle gelosie tra le famiglie regnanti, dei sentimenti nazionali e razziali (germanesimo, slavismo, latinità); delle mire espansionistiche dell’una o dell’altra parte; e quando la guerra portava la morte e la distruzione dei popoli cristiani, la massoneria, eseguendo gli ordini dei suoi capi segreti, tradiva sempre il paese o il gruppo di paesi cristiani che nei piani ebrei dovevano essere vinti e umiliati. Queste guerre fratricide tra popoli europei cristiani, li ha debilitati tutti, a poco a poco, fomentando al tempo stesso abissi di odio reciproco, come tra tedeschi e inglesi, senza che esista una causa valida per tale stato di cose, salvo il permanente intrigo e l’istigazione della giudeomassoneria. Oggi, che l’ebraismo si è creato una nuova forza per mezzo della quale spera di ottenere il dominio del mondo intero, ossia la forza comunista, il ruolo principale che è stato affidato alla massoneria internazionale è di tradire l’intero mondo cristiano, tutto l’Occidente e tutto il mondo libero a favore dell’imperialismo comunista. Questa è una realtà incontestabile; realtà che dev’essere conosciuta, perché solo conoscendo i traditori e paralizzando la loro azione possiamo porre il mondo libero nella condizione di difendersi e di sconfiggere la nuova barbarie comunista. La massoneria tradisce l’Occidente, lo tradisce paralizzando la sua lotta contro il comunismo, paralizzando le forze nazionali dei paesi, creando conflitti artificiosi tra i paesi liberi, sollevando i popoli afroasiatici contro gli europei, e tradisce pure gli stessi popoli di colore, spingendoli verso il comunismo. La massoneria tradisce, perché il tradimento le è essenziale. 17 TRADITA L’INGHILTERRA Riassumendo l’azione massonica degli ultimi duecento anni scopriamo che la prima nazione tradita è stata l’Inghilterra. La massoneria entrò nel Nordamerica come in tutte le colonie britanniche, diffusa dagli ebrei in gran parte provenienti dalla Grande Loggia d’Inghilterra. Gli ebrei erano spinti dal desiderio di crearsi delle basi dove la loro attività non incontrasse resistenza. La loro influenza politica aumentò enormemente in Inghilterra dopo che Cromwell aprì loro la porta, finché giunse a impadronirsi segretamente del Governo del paese. Tuttavia il giudeo rimaneva isolato nella massa del popolo inglese che gli era estraneo per istinto o per motivi religiosi. Il giudeo non poteva svolgere liberamente la sua attività perché urtava contro la tradizione, i costumi e l’antipatia del popolo inglese. Ciò che l’ebreo richiedeva per svilupparsi rapidamente era un paese nuovo, senza storia, senza tradizioni, senza radicati costumi cristiani, senza popolazione omogenea e non solidale quando si trattava di respingere la penetrazione del giudeo nelle attività umane. E questo nuovo paese, questa nuova Cana di tutte le ricchezze e libertà, dove gli ebrei potevano agire con molta maggior presa , erano le colonie inglesi d’America. Ebbene, essi seppero approfittare delle condizioni di indipendenza. Le vittime furono prima l’Inghilterra, poi gli stessi nordamericani che, in meno di cento anni, giunsero ad essere “liberi schiavi” del monopolio politico ed economico che l’ebraismo creò negli Stati Uniti e che dura sino al giorno d’oggi. Dopo l’emancipazione dell’America, le sezioni francese, inglese e nordamericana della giudeomassoneria si diedero la mano. TRADITI GLI AMERICANI Tra i capi più in vista del movimento, e il più capace come politico, fu Beniamino Franklin. Benché massone, ebbe il merito di introdurre nella Costituzione alcune clausole rivolte a impedire la penetrazione degli ebrei, dato che si rese conto di ciò che, in realtà, stava al fondo del movimento stesso. Beniamino Franklin era il più vecchio, il più colto e il più cristiano tra i colleghi che, ufficialmente, praticavano pure la religione cristiana, dato che, in quel tempo, la massoneria cercava di salvare le apparenze e si faceva passare come “associazione cristiana”. D’altra parte non avrebbe potuto prosperare all’interno di una società eminentemente cristiana. Convinto del pericolo giudaico, che minacciava la nuova nazione, Franklin tentò di escludere gli ebrei dalla società americana e, durante i dibattiti preliminari della Costituzione, pronunciò un discorso in cui disse: «In qualsiasi paese dove gli ebrei si sono stabiliti in gran numero, vi hanno abbassato il livello morale... hanno fatto sètta a parte... hanno ridicolizzato la religione cristiana... hanno costruito 18 uno Stato dentro lo Stato e, quando si è opposto loro resistenza, hanno tentato di strangolare il paese che li ospitava... Se, in questa Costituzione, voi non li escludete dagli Stati Uniti, in meno di duecento anni, essi brulicheranno in una quantità tale che domineranno la nostra Patria, e cambieranno la forma di governo. Io vi avverto signori: se non escludiamo gli ebrei dalla nostra comunità, i nostri figli ci malediranno nelle nostre tombe...». Le previsioni di Franklin si sono avverate matematicamente; in meno di duecento anni, l’America del Nord si è trasformata in una vera colonia dell’ebraismo. Gli ebrei dominano nel Governo e in tutta la vita del paese, in modo che la massa del popolo americano non si rende conto dell’operato dell’ebraismo, il quale ha sempre sostenuto efficacemente la massoneria. Ora, questo grande popolo sta cominciando ad accorgersi di quanto è avvenuto. Le richieste di Franklin, a suo tempo, furono eluse da quanti servivano la giudeo-massoneria. Oggi, che gli ebrei dominano gli Stati Uniti, sono essi che paralizzano l’azione contro il comunismo, mediante l’azione dei Governi giudeomassonici di Washington che si sono succeduti. L’Inghilterra, tradita dalla sètta, procedeva però nel suo corso, così la sètta si dovette espandere in altri sensi, poiché in tal modo, comunque, con essi avanzavano rispettivamente il giudaismo e la massoneria. Questa situazione continuò fino a quando l’ebraismo ebbe una nuova base di azione: la Russia, catturata con la rivoluzione comunista. Da allora, e ogni volta con maggior forza, soprattutto dopo la Seconda Guerra mondiale, l’attività della giudeo-massoneria è tesa a distruggere l’Inghilterra come potenza mondiale, distruggendo in primo luogo il suo impero coloniale; scopo già quasi raggiunto con l’aggravante che le direttive di azione partono proprio da Londra, sede centrale del giudaismo e della massoneria. TRADITA LA FRANCIA La massoneria si sviluppò in Francia fino a tenere, come Gran Maestro del Grande Oriente, un membro della famiglia reale nella persona del duca Filippo di Orleans. Mentre la massoneria francese fingeva di aver scelto la monarchia e teneva relazioni “eccellenti” con la famiglia reale, contemporaneamente preparava il tradimento e la sua distruzione mediante la cosiddetta “Rivoluzione francese” del 1789, che fu totalmente opera della giudeo-massoneria. Il re, la famiglia reale, compreso il Gran Maestro Filippo d’Orleans, non solo furono traditi, ma assassinati con la ghigliottina. Lo stesso gioco fece la sètta con Napoleone Bonaparte. Finché questi difendeva la rivoluzione e le sue realizzazioni, la massoneria lo sostenne. Quando Napoleone cominciò a ricostruire lo Stato, proclamandosi imperatore e liquidando il caos e l’anarchia introdotti dalla rivoluzio- ne massonica, la sètta si rivoltò contro di lui. In collaborazione con la massoneria inglese, svedese ed europea in genere, e aiutata dai monarchi cristiani incoscienti (Lo zar della Russia ortodossa, e gli imperatori della cattolica Austro-Ungheria), la giudeo-massoneria tradì e abbatté Napoleone e, praticamente, lo assassinò deportandolo nell’insalubre isola di Sant’Elena. Tuttavia, mentre la sètta complottava la fine di Napoleone, questa non cessò di manifestargli amicizia, e il fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte, nel 1804 fu proclamato Gran Maestro del Grande Oriente, e molti marescialli e ministri dell’imperatore furono membri noti delle Logge che pure Napoleone visitava. Tutto questo avveniva mentre la massoneria scavava la tomba del gran Corso e del suo impero. Durante l’ottocento, la giudeo-massoneria giunse ad essere la forza dirigente della Francia e, in tale posizione, si mantiene fino ad oggi portando il paese di rivoluzione in rivoluzione, di guerra in guerra, di crisi in crisi, fino allo stato caotico in cui non c’è più forza alcuna capace di ristabilire l’ordine e l’autorità dello Stato. Dopo la rivoluzione comunista in Russia, e più ancora alla fine della Seconda Guerra mondiale, la giudeo-massoneria persegue per la Francia le stesse finalità che ha perseguito in Inghilterra, ossia: spezzare l’impero francese schermendosi sotto il pretesto della “liberazione dei popoli di colore”, ciò che, in realtà, significa spingere questi popoli sotto il dominio comunista. Questo tradimento di massa della massoneria francese, appoggiata naturalmente dalla massoneria internazionale, dal giudaismo e dal comunismo, ha già dato i suoi frutti dato che, in solo quindici anni dopo la Seconda Guerra mondiale, l’impero francese e la Francia, come potenza mondiale, sono stati liquidati e non costituiscono più alcun ostacolo contro l’espansione comunista in Asia, Africa ed Europa ma, al contrario, sono praticamente alleati del comunismo. Questo giunse a ridurre la Francia a succube dell’assassino della gioventù nazionalista Carlo De Gaulle, massone di origine cattolica che, dopo essere arrivato al potere per errore dei nazionalisti francesi in Algeria, o meglio per errore dell’esercito, approfittò dell’occasione - raggirato da una banda di ministri e consiglieri ebrei o massoni, come Cassini, Debrè e altri per liquidare, in un anno, ciò che rimaneva dell’impero, come in Algeria, dove l’esercito francese continuò a degradarsi, ordinando l’assassinio degli studenti e dei patrioti algerini durante la seconda sollevazione, scoppiata il 22 febbraio 1960. Questo massone veste indebitamente l’uniforme di generale dell’esercito francese, mentre non fu mai proposto a tale grado e, legalmente, è colonnello. De Gaulle è traditore di grande calibro pari a Wilson, Roosevelt, Churchill, ecc.., e quanti giocarono un ruolo decisivo nel tradimento del mondo libero e della civiltà occidentae a favore del comunismo giudaico. (continua) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 L’IMMACOLATA E LA STORIA di don Diego Torre 1 Q uesti appunti sull’Immacolata e la storia sono frutto di una riflessione di fede sulla presenza operante di Maria nella storia della Chiesa e del mondo e sugli eventi cosmici, del passato e del presente. L’autore, Diego Torre, membro del movimento della Milizia della Immacolata, fervente devoto e amante dell’Immacolata, rilegge alcuni eventi del passato e del presente in generale, e, della Sicilia in particolare, con riferimento specifico a Palermo, alla luce degli interventi della Vergine SS.ma. L’Immacolata, la donna della storia, si inserisce nel vivo di tali eventi attraverso le apparizioni: a Parigi, a S. Caterina Labourè, proponendo la Medaglia Miracolosa; a Lourdes, invitando alla recita del S. Rosario: a La Salette, richiamando al rispetto del nome di Dio, contro la bestemmia, e alla celebrazione del giorno del Signore; a Fatima, suggerendo ancora la recita del S. Rosario e sollecitando la consacrazione al Suo Cuore Immacolato; fino alla lacrimazione di Siracusa, di cui ricorre quest’anno il 50° Anniversario. La storia della Chiesa è costellata di interventi della Vergine, per richiamare gli uomini all’accoglienza degli insegnamenti del Figlio, rinnovando così l’invito ai servi delle nozze di Cana: «Fate quello che Egli vi dirà». Un invito quindi a desistere dalla volontà di onnipotenza dell’uomo, per riconoscere la propria dipendenza dal Creatore. La Chiesa ha risposto ai richiami della Vergine, nelle sue varie componenti (chierici, laici, religiosi), con la proclamazione di due dogmi mariani: l’Immacolata Concezione nel 1854 e l’Assunzione “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 premura della Vergine a favore di coloro che Gesù Le ha affidato dalla Croce. In tale contesto si inserisce la Milizia dell’Immacolata, movimento mariano istituito da S. Massimiliano Maria Kolbe nel 1917, con lo scopo preciso di promuovere il rinnovamento della vita cristiana nella Chiesa e nel mondo, attraverso una intensa vita di comunione con Lei che sfoci in una disponibilità piena per l’avvento del Regno di Gesù nel mondo, espressa nella totale Consacrazione a Lei “come cosa e proprietà sua”. La proposta di tale via di santità è come il filo d’oro che attraversa tutte le pagine del testo. Auguro all’autore che, attraverso queste pagine, possa comunicare lo stesso entusiasmo di vita mariana che lo ha spinto a scriverle. Fra Luigi Maria Assistente regionale della Milizia dell’Immacolata INTRODUZIONE in anima e corpo in cielo, nel 1950. Nella convinzione dell’autore, la storia continua: la presenza operante di Maria nella vita della Chiesa e dell’umanità, oggi, è più viva che mai. E l’ultimo documento del Santo Padre, Giovanni Paolo II, “Il rosario della Vergine Maria”, con l’indizione dell’anno del Rosario, è ancora una volta la risposta della Chiesa alla materna Nel capitolo I° del Vangelo di Luca, Maria disse di sè: «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente». Noi lo crediamo con fermezza e verifichiamo nei secoli quanto sia stato ed è vero ciò che Ella ancora profetizzò: «D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno Beata». Questi appunti sono il contributo all’attuazione di questa profezia di un appartenente alla Milizia dell’Immacolata di questa generazione. La teologia cattolica ci ha insegnato nei secoli che de Maria numquam satis, di Maria non si saprà mai abbastanza. Per19 tanto la conoscenza della Madre di Dio progredisce nel tempo e riceve il contributo degli uomini guidati dallo Spirito Santo, e a volte, quello diretto ed esplicito del cielo. In quest’ultimo caso il linguaggio è alle volte silenzioso, ma carico di segni che rendono ugualmente chiaro il messaggio. A Lourdes, la Madre di Dio si presentò vestita di bianco (immacolata), con una fascia azzurra ai fianchi (ambasciatrice celeste), con in mano la corona (a ricordarci l’importanza del rosario). Ciascun piede, nudo, era ornato da una rosa d’oro: la rosa è la regina dei fiori, così Maria è la regina dei santi, dove i santi finiscono a conclusione della loro vita, Maria invece comincia, perché Immacolata. Maria, madre della Chiesa, immagine della Chiesa, ha tutta la santità della Chiesa; tutti i santi partecipano della Sua immacolatezza, della Sua santità, poiché a Lei, in previsione dei meriti del Salvatore Gesù, è stata applicata la salvezza in maniera preventiva, mentre a tutti gli altri uomini la salvezza arriva in maniera medicinale dopo la malattia del peccato. I santi padri assegnano a Maria il posto del collo nel corpo mistico e La chiamano “collo della Chiesa”, perché Ella unisce Gesù, capo del corpo mistico, alle sue membra, cosicché tutte la santità del capo Gesù passa nelle membra attraverso Maria Immacolata. Il titolo “Maria, collo del corpo mistico” lo troviamo in S. Girolamo (sermone dell’assunzione della Beata Vergine), in S. Tommaso d’Aquino (“Teologia della mente e del cuore” tomo 2’, libro 10°, cap. I°, speculazione 2a, nella reflessione «in Cristo fu la pienezza della grazia, come nel capo, da cui proviene in Maria, come nel collo, per cui si diffonde alle membra»), ed in tantissimi altri autori. Tutto ciò fa intravedere quanto Maria incida nella storia della salvezza di ciascun uomo e di tutta l’umanità. Tanta grandezza va particolarmente attribuita ad una caratteristica di Maria, il suo immacolato concepimento, con cui Ella, da Lourdes in poi, si è più volte identificata, e al rapporto fra esso e la storia più recente. Un filo discreto ma indistruttibile collega infatti l’Immacolata e la storia degli uomini. L’avanzare (se non il precipitare) dei tempi, lo rende ogni giorno più visibile, per chi abbia occhi per vedere ed orecchi per sentire. Per partecipare della strategia di Dio nella storia bisogna collegarsi ad esso, ed innestarsi nell’azione dell’Immacolata, con Lei, in Lei, per mezzo di Lei. L’IMMACOLATA REGINA DELLA CONTRO-RIVOLUZIONE Il male Stiamo assistendo, da almeno mezzo millennio, ad un processo di scristianizzazione e di disumanizzazione i cui effetti sono palesi. L’allontanamento da Dio, a partire 20 dal cosiddetto Umanesimo, ha riesumato anche tra i popoli di antica evangelizzazione istituti e norme ormai superati dalla civiltà cristiana (divorzio, aborto, eutanasia, schiavitù), ha distolto milioni di uomini dalla retta interpretazione delle Sacre Scritture e dalla pratica dei sacramenti, ha aggredito i valori naturali della famiglia e della proprietà, ha surrogato la sussidiarietà con lo statalismo accentratore, ha colpito le aggregazioni derivanti dal lavoro, dalla ‘cultura, dalle arti e dal su scala continentale, omosessualità, immoralità pubblica e privata, tumori, aids, devastazione dell’ambiente, atrofia delle menti e formazione artificiosa dell’opinione pubblica con i mass-media, estinzione delle personalità con la droga, perdita dell’identità sessuale, personale, familiare, culturale, nazionale, religiosa; ed ancor peggio, con superstizione, parapsicologia, esoterismo, magìa, spiritismo e satanismo. È un analisi dolorosa, nel fare la quale ci sorregge solo la fede in Dio e nella sua Madre celeste. È un processo di chiare origini preternaturali, giacché solo una regia diabolica ne spiega la durata, l’astuzia, ed il successo. Questo nemico «si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell’organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. È un nemico divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia anche attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il giudizio empio: Dio è morto; anzi, non è mai stato» (Pio XII, 12. 10. 52). L’Immacolata Concezione - Tiepolo. territorio, svuotandole della loro autonomia, ha idolatrato il lavoro sminuendolo a mezzo di esclusivo arricchimento e successo, ha degenerato il ruolo del capitale a mezzo di sfruttamento e gli ha contrapposto il livellamento comunista, col medesimo effetto di ridurre l’uomo alla dimensione economica, ha subordinato la politica all’economia e l’economia alla finanza, ha attentato alla vita con un uso sacrilego, diabolico ed omicida della scienza, ha sommerso i popoli con pornografia, pedofilia, traffico d’organi, schiavitù e prostituzione minorile, fame e miseria Questa analisi è confermata da Giovanni Paolo II al terzo forum della fondazione De Gasperi del 23.02.2002: «Purtroppo, alla metà dello scorso millennio ha avuto inizio, e dal Settecento in poi si è particolarmente sviluppato, un processo di secolarizzazione che ha preteso di escludere Dio e il cristianesimo da tutte le espressioni della vita umana. Il punto d’arrivo di tale processo è stato spesso il laicismo e il secolarismo agnostico e ateo, cioè l’esclusione assoluta e totale di Dio e della legge morale naturale da tutti gli ambiti della vita umana. Si è relegata così la religione cristiana entro i confini della vita privata di ciascuno. Non è significativo, da questo punto di vista, che dalla Carta d’Europa sia stato tolto ogni accenno esplicito alle religioni e, quindi, anche al cristianesimo. Ho espresso il mio rammarico per questo fatto, che ritengo antistorico...». Non è la prima volta che il Papa, proprio sul XX secolo, ha espresso giudizi negativi (Redemptor Hominis, 17Evangelium Vitae, 17). Ma l’aspetto peggiore è che tale processo è entrato anche nel mondo cattolico dove i fedeli «immersi nel relativismo intellettuale e morale, e perciò nel permissivismo, sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, dall’illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva» (Giovanni Paolo Il, 7. 2. 81). Ancora più marcata la denuncia che S.S. Paolo VI faceva nella basilica di S. Pietro il 30.06.1972, affermando di “avere la “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa... Anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza. Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza. Predichiamo l’ecumenismo e ci stacchiamo sempre più dagli altri. Cerchiamo di scavare abissi invece di colmarli. Come è avvenuto questo? Il Papa ha confidato ai presenti un suo pensiero: che ci sia stato I’intervento di un potere avverso. Il sito nome è il Diavolo...» spirituale e materiale, dell’uomo e della società, questa autentica organizzazione sociale del peccato, è quella che chiamiamo rivoluzione anti-cristiana e anti-naturale. Il rimedio Lo Spirito Santo suscita profeti alla Chiesa durante i secoli per ricordare le verità fondamentali, discernere i tempi e porre al riparo dalle apostasie, eresie e “novità” paolinamente intese, che l’inferno ha prodotto e produce senza sosta (ma sempre più spesso ormai ricicla vecchi inganni aggiornati). I Vangeli parlano relati- Secondo lo stesso Pontefice stava penetrando nel corpo della Chiesa “una inquietudine dissolvitrice della sua tradizionale e istituzionale compagine”, con il rischio che si “sostituisse alla teologia dei veri e grandi maestri, ideologie nuove e particolari, intese a togliere dalla norma della fede quanto il pensiero moderno, privo spesso di luce razionale, non comprende o non gradisce” (Fatima 13. 5. 1967). Nessuno si scandalizzi alla vista di tale scenario! “Due amori hanno fatto due città: l’amore di Dio fino al disprezzo di sé la città di Dio; l’amore di sè, fino al disprezzo di Dio, la città del diavolo” (S. Agostino, “De civitate Dei”). La lotta fra di esse attraversa tutti i tempi, tutti gli uomini e tutte le istituzioni. Il Concilio Vaticano Il ci ricorda che tutta la storia umana è “pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall’origine del mondo; che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno” (Gaudium et spes, 37). Nessun soverchio timore, pertanto! “Vita hominis super terram militia est” (Giobbe 7, 1). Il desiderio di pace che ogni uomo avverte, l’amore per la pace, non è amore per il quieto vivere, né pacifismo, né utopia, bensì realismo e coerenza. Nostro Signore ha detto: “Non sono venuto a portare la pace, ma la spada” (Mt. 10, 34). Egli ci ha promesso una pace “non come la dà il inondo” (Gv. 14, 27). Essa è la “tranquillità nell’ordine”, come ci insegna la Chiesa già con S. Agostino; l’ordine è che ogni cosa sia al giusto posto e quindi Dio stia al primo. Si tratta di una problematica la cui ineludibilità è resa più acuta, necessaria ed evidente dai tempi in cui viviamo. Se infatti in periodi di fiorente cristianità essa può essere sottovalutata, “una teologia ed una filosofia della storia nascono soprattutto nei periodi di crisi della storia dell’uomo” (Card. J. Ratzinger, S. Bonaventura e la teologia della storia). L’insieme delle tendenze, dei gusti, delle idee e delle azioni che compongono questo processo di disgregrazione dell’ordine “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 L’Incoronazione d Maria - Perugino. vamente poco della Beata Vergine Maria, ma già nell’Apocalisse, libro profetico per eccellenza, giganteggia la “Donna vestita di sole”, “segno grandioso” nel cielo. La Sua conoscenza procede nei secoli successivi in un crescendo ininterrotto che si spiega solo in un modo: Dio ha conservato Sua Madre quale profeta d’eccezione per tempi di eccezione. Già nel 1712 Luigi Maria Grignon de Montfort, santo e dottore della Chiesa, aveva profetizzato nel suo “Trattato della vera devozione a Maria” questa splendida verità: «In questa ultima fase dei tempi, Dio vuole rivelare e manifestare Maria, capolavoro delle Sue mani». Il moltiplicarsi delle Sue manifestazioni è una conferma di tale strategia. Se è vero del resto, come canta la liturgia, che «Tu sola hai distrutto le eresie del inondo inte- ro» (ant. 1 comune festa della Madonna breviario di S. Pio V), perché meravigliarsi del fatto che, al moltiplicarsi degli errori rivoluzionari, si moltiplichino gli interventi dell’Immacolata? Infatti, solo la Madre di Dio può reggere, ed ha sempre retto, una simile spinta, e parallelamente alla storia del principe di questo mondo, scritta col peccato e con l’infelicità degli uomini, ne viene scritta un’altra dall’Immacolata con i suoi interventi, talvolta discreti, talvolta eclatanti, ma sempre incisivi. Viene insomma tracciata una contro-storia, di cui l’Immacolata è la regista celeste. Scrive Plinio Correa De Oliveira: «Vi è nel governo dell’universo un regime autenticamente mariano ... La Madonna, distribuendo la grazia, con larghezza ora maggiore ora inferiore, frenando ora più ora meno l’azione del demonio, esercita la Sua regalità nel corso degli avvenimenti terreni. In questo senso la durata della rivoluzione e la vittoria della Contro-Rivoluzione dipendono da Lei». Ella stessa interviene a Lepanto nel 1571, a Vienna nel 1683, e a Belgrado nel 1715, salvando l’Europa dall’Islam; nella storia della Polonia a Czestochowa, nella vita della Sicilia, come vedremo più avanti, ed in tante altre occasioni della storia, confermandosi Auxilium Christianorum, «bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere e vessilli schierati» (Cantico dei Cantici 6, 10). Infatti «la storia dei trionfi della Chiesa è la stessa dei trionfi di Maria» (Pio XII al Congressi delle Congregazioni Mariane, 2604-1958). I riferimenti biblici a questo Suo ruolo sono chiarissimi: «Io porrò inimicizia tra te e la donna tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Genesi 3, 15). San Luigi Maria Grignon de Montfort (da ora nel testo Montfort) così commenta nel suo “Trattato”: «Dio ha fatto e preparato una sola, irriconciliabile inimicizia, che durerà e crescerà sino alla fine: l’inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo; tra i figli e servi di Maria Vergine e i figli e aderenti di Lucifero; a tal segno che la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, è Maria, sua santa Madre. Sin dal paradiso terrestre - quantunque Ella non fosse ancora che nella stia idea - il Signore le ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilità per scoprire la malizia di quell’antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell’empio orgoglioso, che il demonio la teme, non soltanto più di tutti gli angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso». Non ci sorprenderemo allora se «il drago si infuriò contro la Donna e se ne andò a far guerra contro il resto della Sua discendenza» (Ap. 12, 17). (continua) 21 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Padre Luigi, Le invio l’importo per la Rivista “Chiesa viva”, sempre tanto gradita. Il contributo che Vi mando è sempre modesto, ma Vi prego, però, di non dimenticarmi! Io offro a Dio le sofferenze e le umiliazioni della mia vita per la buona riuscita del Vostro lavoro. Sono sola e ho dovuto lasciare anche il lavoro per curare mia madre (85 anni e da tempo ammalata!..). Pregate anche per me. Non dimenticatemi!! Ossequi e mi benedica assieme alla mamma!.. de.ma (M. – Novara) Rev.do Padre, sia lodato Gesù Cristo! Le scrivo con un sentimento di stima e di solidarietà, dopo di aver veduto e letto alcuni suoi libri, sotto la stampa della Casa editrice di cui Lei ne è il Direttore... Nella più tranquilla attesa, La saluto con cuore e con grande stima. Sia lodato Gesù Cristo! (A. C. - VT) *** *** Rev.do Don Villa, sono un sacerdote abbonato a “Chiesa Viva”, e La ringrazio per il bene che ne ho avuto... Le auguro ancora di continuare nel suo ministero tanto proficuo! (Don U. D. - Vicenza) Caro Padre Villa, ho finalmente letto la Sua risposta all’on. Giulio Andreotti, ben argomentata e documentata, e parimenti ben collegata al peso nella vita pubblica di “forze segrete”; quasi sempre di cultura massonica. Giusto, dunque, il Suo richiamo perché chi si professa cristiano non finista per sdoppiare la propria vita, ma operi con rettitudine anche nella vita pubblica, perché sia difesa la Fede e la Morale a fronte di chi li avversa. Con la più viva cordialità La saluto, sempre Suo dev.mo (R. S. - Ferrara) *** Carissimo Don Luigi Villa, (...) Ho ricevuto particolare istruzione ed incoraggiamento anche darticoli che leggo su “Chiesa Viva” e sono grato a tutti per quel che divulgate. Finalmente un canale di verità in quest’epoca più che oscura... Saluto tutti con grande stima e affetto. Rimaniamo sempre uniti nella preghiera. (N. N. - Milano) *** RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 22 CARLO D’ASBURGO: intrighi, complotti e segreti dell’ultimo erede del Sacro Romano Impero Carlo d’Asburgo, l’ultimo erede del Sacro Romano Impero, viene beatificato da Giovanni Paolo II. Contrariamente a varie “leggende nere” e a maldicenze che ne hanno offuscato la vita privata e quella pubblica, il Vaticano ha concluso il processo canonico di beatificazione e ha deciso di elevarlo agli altari. Nel dossier vaticano, fino ad oggi inedito, storici, medici, cardinali ed insigni teologi fanno piena luce su questo Imperatore, smascherando complotti, intrighi ed infamie che lo hanno travolto, facendolo morire in esilio, abbandonato da tutti, lontano dal suo Paese e senza un soldo. Ma chi furono gli artefici di questa congiura e di questa gigantesca macchinazione? E soprattutto perché? Con testimonianze, prove, documenti segreti e miracoli, gli studiosi della Santa Sede non hanno più dubbio sul ruolo avuto dalla Massoneria e dai vari “confratelli” sparsi in tutta Europa che avevano come obiettivo quello di annientare, per poi dividersi, l’impero austro-ungarico, ultimo baluardo del cristianesimo. La Santa Sede, inoltre, decide di beatificare l’ultimo sovrano cristiano, nel momento in cui l’Unione Europea non ha voluto il riferimento alle radici cristiane della propria Costituzione, per continuare a lanciare il suo messaggio di speranza e di unità. Per richieste: Edizioni Segno - Via E. Fermi, 80 33010 Feletto Umberto-Travagnacco (UD) Tel. 0432-575179 Fax 0432-575589 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 INDICE GENERALE GENNAIO 2004 2 3 4 8 9 10 12 14 16 18 19 20 “Chiesa viva” risponde alle accuse sacrileghe a Cristo Crocifisso In hoc signo, vinces! della prof.ssa M. Pia Mancini L’Inferno del sac. dott. Luigi Villa Ma perché “tutti” devono andare a pregare in Sinagoga? Occhi sulla politica Documenta-Facta Una capitale contestazione del neo-modernismo (1) - il tomistico primato della libertà del prof. A. Dalledonne Chi sono i Vescovi? Il Pontefice, l’indulto e i Vescovi (1) del prof. Dante Pastorelli “La nuova Chiesa di Paolo VI” Gli squarci della donna di Giuda (1) di A. Z. Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dal Battesimo del Signore alla V Domenica del Tempo Ord.) MARZO 2004 2 3 6 9 11 12 14 16 18 21 22 23 24 FEBBRAIO 2004 2 3 5 7 11 12 14 17 18 20 22 23 24 Mio Crocifisso Haloween del sac. dott. Luigi Villa Dove sono i soldati di Cristo? della prof.ssa M. Pia Mancini L’assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (1) del dott. C. A. Agnoli Lo sterminio dei tedeschi ad opera degli ebrei Documenta-Facta Una capitale contestazione del neo-modernismo (2) - il tomistico primato della libertà del prof. A. Dalledonne Occhi sulla politica Chi sono i Vescovi? Il Pontefice, l’indulto e i Vescovi (2) del prof. Dante Pastorelli “La nuova Chiesa di Paolo VI” Gli squarci della donna di Giuda (2) di A. Z. Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla VI Domenica del Tempo Ord. alla IV Domenica di Quaresima) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 La Croce La “teologia trinitaria” (?) di Karl Rahner del sac. dott. Luigi Villa L’assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (2) del dott. C. A. Agnoli Operazone Parmabank... iller del prof. F. Cianciarelli Occhi sulla politica Documenta-Facta Una capitale contestazione del neo-modernismo (3) - il tomistico primato della libertà del prof. A. Dalledonne Chi sono i Vescovi? Il Pontefice, l’indulto e i Vescovi (3) del prof. Dante Pastorelli L’Eucarestia: spartiacque tra Fede e apostasia di A. Z. Hiroshima e terrorismo di Nicola di Carlo Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla V Domenica di Quaresma alla III Domenica di Pasqua) APRILE 2004 Guardiamo a quel sepolcro vuoto dal quale è scaturita la vita! di L.V. 3 Dal falso ecumenismo a una falsa Chiesa? (1) della prof.ssa Maria Pia Mancini 6 L’assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (3) del dott. C. A. Agnoli 10 La moneta di chi è? In attesa di saperlo, va concessa la moratoria sui debiti del prof. G. Auriti 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Le avventure di un infiltrato (1) di A. Z. 16 “The Passion of the Christ” (1) di Mark Alessio (da: “The Remnant” 15. 02. 2004) 19 Gli Ebrei tradiscono i loro più fedeli amici (1) da “Complotto contro la Chiesa” di Maurice Pinay, cap. VIII Traduzione del prof. A. Sardini 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla IV Domenica di Pasqua alla Festa di Pentecoste) MAGGIO 2004 2 3 6 8 12 14 16 2 18 19 22 23 24 A Gesù crocifisso Un tempio blasfemo a Fatima? del sac. dott. Luigi Villa È morto il card. Franz Köneig del sac. dott. Luigi Villa L’assassinio della persona! Mandato di arresto europeo (4) del dott. C. A. Agnoli Documenta-Facta Le avventure di un infiltrato (2) di A. Z. “The Passion of the Christ” (2) di Mark Alessio (da: “The Remnant” 15. 02. 2004) Occhi sulla politica Gli Ebrei tradiscono i loro più fedeli amici (2) da “Complotto contro la Chiesa” di Maurice Pinay, cap. VIII Traduzione del prof. A. Sardini Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla Festa della SS. Trinità alla XIII Domenica del Tempo Ord.) GIUGNO 2004 2 3 6 8 O divin volto... Arc. Montini - Paolo VI contro la “Madonna Mediatrice” del sac. dott. Luigi Villa Il dialogo con l’Islam del dott. A. Muscio Sempre il Sacrificio di Cristo è segno di contraddizione della prof.ssa Maria Pia Mancini 23 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Il cavallo di Troia (1) – Il Movimento Pax – di A. Z. 16 “The Passion of the Christ” (3) di M. Alessio (“The Remnant” 15.02.04) 18 Cristianesimo e Giudaismo (1) del prof. Mons. F. Spadafora 20 Il capitalismo: abbondanza di valori negativi, carenza di valori positivi del prof. F. Cianciarelli 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla XIV Domenica del Tempo Ord. alla XIX Domenica del Tempo Ord.) LUGLIO-AGOSTO 2004 2 3 7 9 11 12 14 16 19 20 22 23 24 Cristo è Di vero! Leggendo la “Redemptionis Sacramentum” del sac. dott. Luigi Villa I grandi banchieri: ossia i pirati e usurai mondiali (1) di D. E. Una “Educazione” di gran moda: la cosiddetta “Educazione sessuale” della prof.ssa Rita Caderini Occhi sulla politica Documenta-Facta Il cavallo di Troia (2) – Il Movimento Pax – di A. Z. “The Passion of the Christ” – Riflessioni – di David Allen White (da: “The Remnant” 15. 03. 2004) Una predizione di S. Francesco d’Assisi sulla Chiesa Cristianesimo e Giudaismo (2) del prof. Mons. F. Spadafora Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla XX Domenica del Tempo Ord. alla XXV Domenica del Tempo Ord.) 19 20 22 23 24 OTTOBRE 2004 2 3 8 11 12 14 16 19 22 23 24 2 3 6 9 11 12 14 16 18 24 Inno al Crocifisso Ma quale “Nuova Europa”? del sac. dott. Luigi Villa Progressismo religioso: morte del Cattolicesimo! della prof.ssa Maria Pia Mancini I grandi banchieri: ossia i pirati e usurai mondiali (2) di D. E. Occhi sulla politica Documenta-Facta Facciamo quadrato intorno all’Eucarestia (1) di A. Z. Il “futuro di Dio” a Fatima (1) di Arai Daniele Churchill voleva “sommergere” Inno-Preghiera al Crocifisso Vescovi, ma dove siete? del sac. dott. Luigi Villa I grandi banchieri: ossia i pirati e usurai mondiali (3) di D. E. Occhi sulla politica Documenta-Facta Facciamo quadrato intorno all’Eucarestia (2) di A. Z. Il “futuro di Dio” a Fatima (2) di Arai Daniele Lo stato di emergenza o “de dictatura” del dott. L. Garofoli Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla XXXI Domenica del Tempo Ord. alla XXXIV Domenica del Tempo Ord.) NOVEMBRE 2004 2 3 7 8 SETTEMBRE 2004 di gas velonoso la Germania di Mark Weber Cittadino, leggi! Imprenditore, medita! del magistrato C. A. Agnoli Giornali e “Protocolli dei Savi di Sion” del YSN Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla XXV Domenica del Tempo Ord. alla XXX Domenica del Tempo Ord.) 11 12 14 16 18 20 22 Elogio della Croce Paolo VI: non “grande”, ma ambiguo demolitore della Chiesa del sac. dott Luigi Villa Mandato di arresto europeo: strumento incostituzionale ed estremamente pericoloso del dott. Mario Sossi I grandi banchieri: ossia i pirati e usurai mondiali (4) di D. E. Occhi sulla politica Documenta-Facta La “Matematica alternativa” di A. Z. Giù le mani da Fatima! della prof.ssa Maria Pia Mancini La nuova liturgia e le fantasie blasfeme dei nuovi preti I giganti del male: – Thomas Woodrow Wilson – di A. Z: Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A DICEMBRE 2004 SOMMARIO N. 367 L’EUCARESTIA: SORGENTE DI PACE 2 Buon Santo Natale! 3 L’Eucarestia: sorgente di pace del sac. dott. Luigi Villa 6 Scristianizzazione e Nuovo Ordine mondiale: la nuova povertà del III° millennio della prof.ssa M. Pia Mancini 9 Una grande rapina: i piani criminali dei banchieri/multinazionali (1) intervista a Radio Show di Alex Jones a Greg Palast 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Memorandum Turchia (1) del dott. R. Sgarbanti 17 - I giganti del male La tradizione-Tradimento della Giudeo-Massoneria a cura di A. Z. 19 L’Immacolata e la Storia di Don D. Torre 22 Lettere alla Direzione - In Libreria 23 Indice generale anno 2004 SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla Festa della Santa Famiglia alla II Domenica del Tempo Ordinario) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2004 Chiesaviva ANNO XXXIV - N° 368 GENNAIO 2005 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Le radici cristiane d’Europa Carlo Magno LE RADICI CRISTIANE D’EUROPA del sac. dott. Luigi Villa S i continua ancora a discutere sul patrimonio cristiano; tanto da essere stato esclusa persino la presenza nel Trattato costituzionale dell’Unione Europea. Eppure, é stato proprio il cristianesimo a forgiare l’Europa geografica e storica con le sue “radici cristiane” di inconfutabile realtà, il fondamento dei suoi valori e la risorsa del suo futuro! Questa realtà delle “radici cristiane” in Europa ha occupato un posto centrale anche nella Esortazione Apostolica “Ecclesia in Europa”, pubblicata il 28 giugno 2003, in cui Giovanni Paolo II rabadisce che «la fede cristiana ha plasmato la cultura del Continente e si é intrecciata con la sua storia». Il cristianesimo, quindi, é stato l’asse portante su cui è nata e si è sviluppata l’Europa, forgiandone la civiltà, la tradizione, la cultura. E Giovanni Paolo II, anche nel Sua Omelia alla vigilia della solennità degli Apostoli Pietro e Paolo, il 28 giugno 2003, ebbe a dire: «Le radici cristiane sono, per l’Europa, la principale garanzia del suo futuro. Potrebbe un albero senza radici vivere e svilupparsi?.. Europa, non dimenticare la tua storia!». Queste giuste parole, purtroppo, sono cadute in una Europa che, oggi, vive “come se Dio non esistesse”, minacciata da una “cultura di morte” sempre più impellente ed invasiva. La paura, il vuoto interiore, l’angoscia esistenziale, la perdita del significato della vita, marcano dolorosamente l’esistenza di molti europei. 2 Questo lo disse ancora Giovanni Paolo II in “Ecclesia in Europa” (8), suggerendo ai responsabili politici di riscoprire le sue radici cristiane, la sua storia. Lo hanno ricordato anche i Vescovi della Catalogna, il 27 dicembre 1985, in una loro Lettera pastorale in cui si parla delle “nostre radici greco-romane e cristiane, europee e mediterranee”, pur allargandone l’orizzonte anche ad altre radici, impregnate, comunque, già di idee e di costumi cristiani. «È da queste radici antiche - dice Giovanni Paolo II nel suo Messaggio, il 5 settembre 2003 in occasione del XVII incontro internazionale di preghiere per la pace - che i popoli europei hanno tratto la spinta che li ha condotti a toccare i confini della terra e a raggiungere le profondità dell’uomo, della sua intangibile dignità, della fondamentale uguaglianza di tutti, dell’universale diritto alla giustizia e alla pace. Oggi, l’Europa, mentre allarga il suo processo di unione, è chiamata a ritrovare questa energia recuperando la consapevolezza delle sue radici più profonde. Dimenticarle, non è salutare. (...). Tacerle, inaridisce i cuori». Con questo, il Papa ha risvegliato anche la Chiesa che vive in Europa, destando la sua coscienza per la grande responsabilità che Essa ha in riguardo alla vita di questo Continente di antica tradizione cristiana. è chiaro che la Chiesa cattolica ha un suo proprio compito da svolgere nella costruzione della nuova Europa. Se è vero che “non spetta al clero aver parte nell’esercizio delle funzioni politiche” - come ha detto il Papa - ma è dovere dei fedeli laici “partecipare secondo le proprie capacità alla vita civica e politica”. Non sarà facile né breve il tratto da fare assieme, anche per la integrazione politca, sia perché, ora, si tratta di un continente formato di popoli diversissimi per carattere, cultura, lingua e religione, sia perché si tratta di un continente che è sempre stato politicamente diviso e sul quale si son fatte guerre continue e feroci, creando rancori e reciproche avversioni e disistima. Ora, perché l’Europa sia veramente “unita” deve essere “libera”. Ma anche la libertà nell’Europa d’oggi è un grave problema. Non per diventare libertà politica, quantunque, anche qui, potrebbe essere compromessa dalla dipendenza economica tra uno Stato e l’altro, né può diventare una questione la libertà di “religio“Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 ne”, in quanto potrebbe anche avvenire, se si eccettua l’Albania, ancora vincolata dal capestro comunista; ma la difficoltà principale sarebbe la “libertà spirituale”, ossia la libertà di coscienza, in quanto deve poter cercare per conoscere ciò che è vero e buono, per aderirvi liberamente, in coformità alla sua dignità di persona umana, fatta per conoscere la “verità” e aderirvi liberamente, mentre, invece, ci sono, nelle attuali società, forze potentissime capaci di asservire l’uomo, imponendogli modi di pensare e modelli di comportamento che avviliscono e uccidono la liberà volontà con particolari ideologie, quali sono, per esempio, il comunismo, l’Islamismo e le altre ideologie di false religioni, sì che il Cristianesimo non possa più rappresentare l’elemento centrale e qualificante, consolidato sulle “verità” rivelate da Dio Stesso, incarnato in Gesù Cristo. Per questo, Giovanni Paolo II, in un suo discorso da Lui rivolto all’UNESCO, su questa nostra identità spirituale cristiana, ebbe a dire: «Vegliate con tutti i mezzi a vostra disposizione su questa sovranità fondamentale che ogni Nazione possiede in virtù della propria cultura. (...) Non permettete che questa sovranità fondamentale diventi preda di qualche interesse politico ed economico. Non permettete che essa diventi vittima di totalitarismi, imperialismi o egemonie, per i quali l’uomo non conta che come oggetto di dominazione e non come soggetto della propria esistenza umana. L’uomo è sè stesso per la verità, e diventa sempre più sè stesso per la conoscenza sempre più perfetta della verità»1. L’Europa “unita”, quindi, deve essere un’Europa “libera”. E questa realtà non può essere dimenticata, né cancellata, né minimizzata, se non col rischio di gravissimi ripercussioni, grandi tragedie e gravissime responsabilità davanti alla storia, la quale ci ricorda che il rinnegamento, da parte dell’Europa, delle sue “radici cristiane”, si è reso evidente specie nel XX secolo, nel quale “non si può non rilevare come le ideologie, che hanno causato fiumi di lacrime e di sangue, siano uscite da un’Europa che aveva dimenticato le sue fondamenta cristiane”. riferimento alle origini cristiane nella Costituzione Europea, dimentico che il suo compatriota Robert Schuman (18861963) quand’era Capo del Governo francese, Ministro e autore della Dichiarazione del 19 marzo 1950, diede grande impulso alla edificazione dell’Ue, e, primo Presidente del Parlamento Europeo, affermò chiaramente che «la democrazia deve la sua esistenza al Cristianesimo». Ora, quest’atteggiamento negativo dell’attuale Presidente francese non deve meravigliare per la sua sfrontatezza nell’elogiare e apprezzare la Massoneria, la quale ha sempre lavorato affinché non venissero inseriti riferimenti alle radici cristiane 1 Cfr. Discorso con gli studenti nella “Galleria Rodolfo” del Castello di Praga. 2 Cfr. Messaggio di Giovanni Paolo II in occasione del 1200° anniversario dell’incoronazio- “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 Non si può dimenticare che fu la negazione di Dio e dei suoi Comandamenti a creare, nel secolo passato, la tirannide degli idoli, espressa nella glorificazione di una razza, di una classe, dello Stato, della Nazione, del Partito, in luogo di Dio vivo e vero. È proprio alla luce delle sventure, riversatesi sul ventesimo secolo, che si comprende come i diritti di Dio e dell’uomo s’affermano o cadano assieme”2. L’unità europea, per divenire tale, deve avere una sia dimensione “trascendente”, perché - dice ancora Giovanni Paolo II agli studenti di Praga - «senza il senso del trascendente, ogni tipo di cultura rimane un frammento informe, come l’incompiuta torre di Babele». Vergognosa, quindi, è la posizione del Presidente della Francia, Jacques Chirac, affermando che la Francia, per essere “Stato laico”, non può accettare alcun dell’Europa nella Costituzione Europea. Così, lo staff dell’Europa è uscito allo scoperto del suo animo miserabilmente “laico”, proprio non inserendo la citazione delle “radici cristiane” dell’Europa, mentre un musulmano, Khaled Fouad Allam, algerino di nascita, cittadino italiano dal 1990, professore di islamica nelle università di Trieste e di Urbino, sulla prima pagina de “La Repubblica”, il 23 settembre 2004, ha affermato che «il cristianesimo è il punto focale attorno a cui l’Europa s’è definita», e che «l’Europa è debitrice verso il cristianesimo, perché, che lo voglia o no, esso le ha dato forma, significato e valori. Rifiutare tutto ciò significa, per l’Europa, negare se stessa». Un altro professore della “New York University” e direttore del “Global Law School and Center for International and Regional Economic Law and Justice” di New York; Joseph Weiler, ebreo e figlio di un rabbino, costituzionalista di prestigio, considerando assurdo che la Costituzione dell’Unione Europa non menzionasse il cristianesimo, disse: «è semplicemente ridicolo non riconoscere che il Cristianesimo è un elemento enormemente importante per la definizione di ciò che noi intendiamo per identità europea». E concludeva: «Nel contesto del costituzionalismo europeo, ritengo che il referimento al Cristianesimo non solo non sia da escludere, ma anzi sia indispensabile». Invece, purtroppo, quello che non si voleva da parte cristiana, lo si è fatto, infischiandosene anche dell’appello del Papa. Nessuna meraviglia, allora, se questa nuova “Europa laica” ha bocciato, poi, il cristiano Rocco Buttiglione per aver avuto il coraggio di esprimersi contro i gay e all’unione di omosessuali, dimostrando una intolleranza da béceri, che nega Dio e le sue Leggi, per demolire la famiglia. Un’Europa nuova che rinuncia al suo Dio per ridurla a una fogna con un’unica fede: i diritti dell’omo (senza la “u”!) sessuale incoglionito! Ma questa non può essere la “nuova Europa” di noi cattolici, bensì quella della Tradizione, dello sviluppo religioso e civile cristiano! Perché la dimensione ne di Carlo Magno, 13 dicembre 2000. 3 dell’Europa non sta nello spazio, che la renderebbe una semplice appendice della penisola asiatica, ma è la storia del passato di cui siamo ricchi. Questa nostra volontà ci suggerisce la valutazione e l’approfondimento di alcuni spunti storici: 1° nel V secolo, le orde barbariche invasero l’Impero Romano d’Occidente e fu solo la Chiesa gerarchica di allora ad evitare il caos e a tener unita la società, raccogliendo l’eredità romanica, convertendo e acculturando i nuovi popoli “barbari” che l’avevano invasa militarmente; 2° quei primi secoli di vita politica fu indelebilmente marcata dalla nostra filosofia e teologia su due punti-cardine: a) ogni Autorità viene da Dio; b) distinzione tra Chiesa e Stato; 3° è un fatto storico che la società feudale fu fondata sull’istituto cristiano della Famiglia. L’individuo e lo Stato entrarono in questo contesto. La terra e la famiglia furono una realtà. Di Roma ne era rimasto solo il ricordo! 4° nell’anno mille, Papato e Impero erano le due supreme istituzioni di una Europa unificata dal cristianesimo, mediante la religione, il diritto, la cultura. L’unità è nella fede cristiana, nelle diversità delle nazioni, lingue e tradizioni; 5° gli europei, spinti da spirito missionario, propagano il Vangelo in ogni dove, stimolati dal ricerca di nuove terre e di nuovi popoli; 6° in quel tempo, naquero pure le Università dalle scuole episcopali e monastiche. Il latino unificò l’Europa dal punto di vista culturale, politico ed economico; 6° il cristianesimo, anche nell’arte, si impadronì del Bello, del Buono e del Vero, portando le espressioni pittoriche, architettoniche ed artistiche, a livelli senza pari in altre parti del mondo; «Solo Tu, Gesù Cristo, sei sorgente di speranza! Ti proclamiamo presente nel Continente europeo. Insieme ci impegnamo a testimoniarTi!». (Giovanni Paolo II) 7° la Chiesa, unitamente alle comunità monastiche, hanno promosso tutti i fattori di civiltà per il progresso della vita sociale: l’autorità, il principio che regola l’ordine sociale e rea- lizza il bene comune; la famiglia, che coltiva e trasmette la vita e i valori; la proprietà, base della libertà e della crescita economica; il lavoro, che perfeziona e sviluppa il bene economico. Da tutto questo, la nascita e lo sviluppo dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, dell’industria, delle società organiche... 8° il cristianesimo, in Europa e ovunque, che ha diffuso le virtù morali; ha elevato la donna, parificandola all’uomo nella dignità, e dato all’infanzia dignità e rispetto, precedentemente sconosciute; 9° fu la Chiesa che istituì i primi ospedali, l’assistenza al malato e all’istituzione di ricoveri; 10° fu il cristianesimo che ha dato vita alla facoltà giuridica dell’Europa, mitigando il Diritto Romano e moderando quello Penale; 11° anche il Diritto Internazionale fu inventato dalla Chiesa per la sistemazione delle controversie internazionali; 12° ai pericoli che hanno sempre minacciato l’Europa, come le invasioni barbariche e musulmane, fu sempre la Chiesa a fare da argine. E potrei continuare; ma ci basti questo per persuaderci delle reali “radici cristiane” dell’Europa che, oggi, se non si reagirà, saremo destinati a cedere davanti alle altre culture che s’imporranno o che ci imporranno! NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) NO VIT À Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 4 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 TENTATIVI DI SNATURAMENTO DELLA CONCEZIONE DI “FAMIGLIA” di Augusto Faustini A Sua Ecc.za Rev.ma il Cardinale Alfonso Lopez Trujillo Presidente del “Pontificato Consiglio per la Famiglia” Palazzo delle Congregazioni Piazza Pio XII 00193 Roma 12 agosto 2004 Ecc. za Rev.ma, molti, nel mondo cristiano, ma anche nel mondo laico occidentale, seguono con attenzione quello che l’Eccellenza Vostra afferma, a nome della Chiesa Cattolica, a difesa della concezione cristiana della “famiglia”. Se si vuole che la società non degeneri, prendendo una deriva inarrestabile, non si può che condividere quanto Ella afferma di fronte ai reiterati tentativi di vera e propria distruzione, anche attraverso proposte di trasformazioni legislative come, ad esempio, il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. L’estensore della presente, però, si permette di far notare, col massimo rispetto verso il Suo importante ruolo, che anche all’interno della Chiesa Cattolica, esistono dei veri e attentati alla concezione cristiana di “famiglia”. Molti ecclesiastici, anche ai vertici della Chiesa, sono a conoscenza che lo scrivente è uno dei tanti ai quali l’organizzazione Neo-catecumenale ha distrutto la famiglia. Se Ella non ne fosse a conoscenza, mi permetto di informarLa che, il 27 aprile del 1992, alle ore 17, in presenza di testimoni, il parroco responsabile della parrocchia di S. Leonardo Murialdo, in Roma, dove i Neo-catecumenali si riu“Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 Kiko Arguello. nivano e si riuniscono tuttora, Padre Domenico Paiusco, dei “Giuseppini del Murialdo”, visti i gravi disaccordi che per colpa dei Neo-catecumenali esistevano tra me ed il resto della famiglia, impose il DIVORZIO DI FATTO, pur di mantenere nella loro organizzazione il grosso della famiglia. Giustificò il provvedimento citando le disposizioni di S. Paolo in merito alle coppie formate da una doma cristiana ed un marito “pagano” (1 Cor. 7, 12-15). Nei sette anni antecedenti il gravissimo fatto, da me testé riportato, frequentavo la Comunità neo-catecumenale che, sotto l’aspetto psicologico, si impadronì lentamente di mia moglie e dei miei tre figli. Vivendo personalmente questa terribile esperienza, ho avuto modo di verificare, dall’interno, quale è la concezione di “famiglia” messa in atto dai dirigenti della organizzazione neo-catecumenale. In ogni singola “Comunità neo-catecumenale” si realizza, durante i numerosissimi anni di assidua ed esclusiva frequentazione, una situazione paradossale che, pur divenendo sempre più evidente, viene costantemente negata! Si realizza una unica grande famiglia di 40-50 persone guidate da un unico Capo famiglia (il “Catechista”). La indipendente progettualità di coppia, che è uno dei fondamenti della famiglia tradizionale cristiana, viene a scomparire completamente. Al suo posto, subentra quella che viene ispirata direttamente dalla filosofia e dalla pseudo-teologia del fondatore Kiko Arguello. Anche la vita privata delle singole famiglie, sempre più limitata dai crescenti impegni di Comunità, viene manomessa ed orientata dai “Catechisti” neo-catecumenali, fino a cessare definitivamente. L’aumento naturale delle amicizie interne, unito al crescente controllo psicologico dei dirigenti annulla ogni 5 possibilità di confronto e di dialogo con le realtà familiari esterne alle comunità stesse. Durante le confessioni pubbliche (che nelle comunità neo-catecumenale venivano e ancora vengono fatte ad alta voce, alla presenza di tutta la comunità) si entra in particolari così intimi, scabrosi e delicati che quello che dovrebbe essere un equilibrio esclusivo della coppia viene sconvolto ed annullato definitivamente! Tutti i segreti intimi, e persino i peccati commessi nel passato, divengono patrimonio della comunità, distruggendo l’intimità esclusiva della coppia. La ferrea organizzazione neo-catecumenale si vanta di stimolare la creazione di nuove famiglie. Questo è vero solo in apparenza! Ma con quali metodologie ciò avviene? Quando un giovane (o una giovane) raggiunge l’età di 20-25 anni, viene posto davanti ad un bivio che non ammette eccezioni: divenire prete o suora di clausura (naturalmente continuando a restare legati all’organizzazione), oppure sposarsi al più presto, facendo la scelta del partner all’interno dell’organizzazione stessa, secondo la pratica della “Endogamia”! (“sposate le figlie di Israele”). Se un giovane è già fidanzato con una ragazza esterna all’organizzazione, deve farla entrare nel così detto “Cammino” oppure dovrà cambiare fidanzata! Non parlo per sentito dire, Eccellenza. Quello che Le dico è accaduto anche a tutti e tre i miei figli. Il mio terzo figlio, studente, disoccupato e senza casa, fidanzato con una ragazza studentessa, disoccupata e senza casa, è stato fatto sposare al compimento dei 26 anni perché Kiko Arguello non vuole che i “suoi” giovani siano “tentati” dal demonio sul terreno della castità! Qualsiasi tipo di impegno esterno possa avere la singola famiglia, passa in secondo ordine rispetto agli impegni interni delle Comunità che, col loro costante controllo psicologico, garantiscono la cancellazione di ogni possibile percorso emotivo di crescita familiare indipendente! Gli impegni che la singola famiglia amava coltivare prima dell’ingresso nell’organizzazione neo-catecumenale, artistici, sociali, politici, sportivi, di studio, o altro, vengono etichettati come “idoli”. Ma il peggiore IDOLO di tutti, quello che deve essere abbandonato per primo, perché è quello che può far crescere le menti conservando l’auto-stima, è la cultura. I giovani sposi, con la scusa dell’apertura alla vita, vengono spinti ad una prolificità 6 irresponsabile. Arrivano a generare nuovi figli per esibizionismo, più che spinti da autentico amore. Ci sono famiglie di 8, 10, 12 figli! Se nascono disaccordi, non si può affrontare un confronto di idee all’interno della famiglia, ma si deve esporre il problema all’interno della “Comunità neo-catecumenale” perché “la vera famiglia è la Comunità”!! Se uno dei due coniugi non è d’accordo, e ne vuole parlare senza il controllo della Comunità, viene accusato di “mormorazione” e, trascinato davanti alla Comunità, deve giustificarsi e chiedere scusa! Durante gli “scrutini”, poi, dovrà convincere i Catechisti d’aver capito la lezione e che non lo farà mai più. La stima e la considerazione per i catechisti nell’organizzazione neo-catecumenale è talmente esagerata ed enfatizzata che si verificano forme di autentico “tradimento psicologico”. È frequente che una moglie concepisca il proprio bambino fisicamente con il proprio marito, sapendo e sperando che sarà poi il Catechista il Un raduno neo-catecumenale. vero educatore e padre putativo. Nel caso che uno dei due coniugi formuli delle critiche nei confronti del “Cammino neo-catecumenale”, i Catechisti intervengono sull’altro coniuge convincendolo che Dio parla agli uomini attraverso di loro “angeli inviati dal Signore” e che il demonio sta cercando di allontanarli dall’organizzazione, agendo sul coniuge cattivo. Gli ricordano: “Se il tuo coniuge ti è d’inciampo, odialo! Lo stesso farai con chiunque vorrà separarti da noi: figli, fratelli e genitori compresi!”. Gli insegnamenti di Kiko Arguello sul tema del matrimonio, negli ultimi anni hanno superato, ogni aspettativa. Kiko ha deciso d’essere più realista del re! Nonostante il metodo naturale di regolazione delle nascite (Ogino Knaus) sia accettato e, spesso, raccomandato dalla Chiesa, in molte Comunità neo-catecumenali viene considerato un “peccato”. Anche questo viene discusso e giudicato dai “catechisti”, che sono dei semplici laici. L’intimità affettiva e psicologica, unite alla progettualità, dovrebbero essere i cardini su cui basare qualsiasi rapporto di coppia! Tutto invece viene deciso dai potenti “catechisti”. Per decenni tutto ciò è vissuto, trattato e giudicato da persone laiche, estranee alla coppia stessa. Ognuno può immaginare quali effetti distruttivi scaturiscano da una situazione simile. La maggior parte delle coppie viene rovinata per sempre! Sin dai primi incontri nell’organizzazione neo-catecumenale si insegna che il matrimonio, la famiglia, il lavoro, i figli, gli averi, quando diventano importanti, sono “idoli che vanno odiati”, “i figli della spazzatura!”. Kiko fa dire ai suoi catechsti: “La famiglia è un mito terribile qundo diventa religione! La cristianità la deve distruggere!”. “Se la moglie è innamorata di suo marito, o il marito della moglie, si sono fatti un idolo! Devono imparare a odiare”!!! I genitori devono fare la confessione pubblica davanti ai figli che, quindi, vengono a conoscenza di particolari scabrosi e vergognosi della loro vita intima, col risultato della distruzione definitiva della stessa figura genitoriale. In questo strano mondo neo-catecumenale fatto di fanatismo fondamentalista, la figura del genitore viene calpestata ed umiliata. lo pensavo che le cose orribili e le situazioni assurde in cui m’ero imbattuto io fossero deformazioni o esagerazioni di qualche “Comunità” particolarmente fanatica e distruttiva, ma, entrato in contatto con il sito internet www.geocities.com/athens/ delphi/6919, documentatissimo sulle catechesi impartito, ho potuto constatare che queste sono direttive date ancora oggi a tutte le “Comunità neo-catecumenali”. Infatti, nelle diverse edizioni degli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la convivenza della rinnovazione del primo scrutinio battesimale”, viene mantenuto sempre lo stesso concetto. A pag. 179, si dice: “Il primo mito che il Cristianesimo distrugge è la Famiglia”!!! Le invio, in allegato, l’intera pagina 179. Alla luce di quanto Le ho testimoniato, credo che Lei, Eccellenza, non mancherà di prendere posizione a difesa della famiglia, almeno all’interno della Chiesa, prima che il mondo laico possa accorgersi di contraddizioni così imbarazzanti! “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 LETTERINA DI NATALE Prof.ssa Maria Pia Mancini C aro Gesù Bambino, in questo Natale, per il mondo che parla di pace e di libertà, di rispetto e di uguaglianza; che predica la fraternità e l’accoglienza, mentre s’inebria di illusioni scintillanti, Tu sei l’unico straniero respinto. Non c’è posto per Te, nemmeno nei Presepi; non si può pronunciare il Tuo nome, meglio il più universalistico termine “virtù” per non offendere i lontani. Signore, cerca di capire l’importanza del dialogo e tieni a freno il Tuo dolore. Se noi, poveri mortali, comprendiamo la profonda valenza del relativismo religioso, a maggior ragione, Tu, che sei Dio, dovresti recepirne l’attualità pressante. Se molti sapienti si adoperano per il rispetto dei princìpi democratici, come puoi proprio Tu che insegni amore, altruismo e libertà, pretendere la nostra piena adesione al Vangelo, così obsoleto, frustrante e discriminante? Come puoi contrastare l’intelligenza umana che Tu stesso hai creato? Ti ostini a cercare una capanna in cui nascere, ben sapendo che oggi sono di moda i grattacieli. Tu, così mite e misericordioso, non puoi metterTi sullo stesso piano dei pozzi di petrolio, dei regali sotto l’albero o di un pranzo ben riuscito. La Tua Croce, Gesù, è fuori moda, medioevale: impedisce l’unità, infastidisce i potenti, è grossolano segno di debolezza psicologica e di sottocultura. A cosa serve, se non ad essere bell’ornamento di signore procaci? Abbiamo tecnologia, progresso, benessere; abbiamo guide valenti in grado d’illuminarci la strada. Siamo, quindi, paghi, ben nutriti, consapevoli delle nostre forze. A cosa puoi esserci utile? Non è più tem“Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 po di stupirci dinanzi ai Tuoi misteri. Perdonaci se per secoli abbiamo fatto delle nostre chiese “agenzie di sacramenti” e siamo rimasti chiusi nelle sacrestie. Non era questo che Tu volevi dai tuoi figli; ora, però, siamo cresciuti nella fede. Siamo usciti dalla cupa Tradizione, ci siamo adeguati ai tempi e, finalmente, camminiamo nel mondo al passo con la Tua Parola riveduta e corretta. In questo Natale, se è possibile, cerca di fare silenzio affinché le feste trascorrano senza problemi; benedici tutti, soprattutto quanti, ardenti di cristiana carità, lottano per rimuovere i Crocifissi delle aule frequentate dai nostri figli che debbono essere educati all’intercultura. È, infatti, sacrosanto dovere di chi insegna religione cattolica combatterTi per sentirsi intellettualmente elevato e gradito alla società. Gesù, lo ripeto, la tua Croce e la tua dottrina sono antistoriche e irrazionali, quindi, come tali, non possono essere accette ai cultori del sapere. Cerca d’imparare anche Tu, Signore, l’altruismo e la condivisione, magari facendoTi da parte per cedere il posto a Cappuccetto Rosso che, più moderno, ben sostituisce la tediosa rappresentazio- ne della Tua Natività nelle scuole, culle dell’apertura e della vera bontà, dove operano gli autentici evangelizzatori. Sei intralcio, Gesù, al processo di unificazione, come lo è il vecchio, stantìo presepe e come lo sono i melensi canti natalizi che evocano il Tuo Nome. Almeno per una volta, mostrati diverso, sii accondiscendente e non continuare con la solita, bécera sequela di precetti che turbano la nostra quiete. Questo è un Natale un po’ speciale, Gesù, perché dovremo verificare la possibilità economica del Paese e vedere fino a che punto il consumismo abbia subìto battute d’arresto. Come potremmo farlo, se tutti i cattolici, presi da un raptus di rinnovata fede, andassero in chiesa, partecipassero ai sacri riti e osservassero la sobrietà, rinunciando ai viaggi ed al superfluo? Sii, pertanto, discreto, Gesù: taci. Abbi pietà dei commercianti, degli albergatori e di tutti coloro che aspettano le vacanze natalizie per riassestare le proprie finanze. Non far caso al clamore, allo stordimento, al paganesimo e fa’ in modo che a Te pensiamo il meno possibile. Tanti auguri, Gesù! Festeggeremo il Tuo compleanno con panettoni, champagne e canti goliardici e Ti ringrazieremo, sulla neve o in crociera, per il riposo dalla fatica del vivere. Fa’ che la Befana ci porti gioia, salute e denaro ed impedisci agli affamati e agli oppressi di angustiarci con le loro problematiche esistenziali, per le quali abbiamo già organizzato convegni, marce, fiaccolate ed abbiamo erogato contributi. Ci ricordano troppo una Croce che vogliamo ignorare; abbi comprensione per le nostre esigenze, Gesù! 7 UNA GRANDE RAPINA – I PIANI CRIMINALI DEI BANCHIERI/MULTINAZIONALI – Trascrizione di un’intervista, a Radio Show, di Alex Jones a Greg Palast, giornalista della BBC e dell’Observer, Londra - Lunedí (pm), 4 marzo 200. (Da: www.terraeliberazione.org/ark5.htm = Una Grande Rapina) 2 AJ: Scaviamo nella NM Rothschild, qui troveremo tutto. Passiamo per questi quattro punti. Voglio dire, hai i documenti. L’implosione FMI/Banca mondiale, quattro punti, come buttano giù un paese e distruggono le risorse del popolo. GP: Esatto. Prima apri il mercato dei capitali. Cioè, svendi le tue banche locali alle banche straniere. Poi vai da quello che viene chiamato prezzo base di mercato. Questa è come la storia della California dove tutto è libero mercato e finisci con le bollette dell’acqua - non possiamo neppure immaginare di svendere le compagnie idriche negli USA. Ma immagina che una società privata come la Enron possegga la vostra acqua. Così i prezzi vanno alle stelle. Dunque aprono i vostri confini al commercio - libero mercato totale. E Stiglitz che era il capo economista, ricordo che usava questo sistema, era il loro uomo dei numeri e diceva che era come la guerra dell’oppio. Disse che questo non è libero commercio: questo è commercio forzato. Questa è guerra. Con questo sistema fanno a pezzi le economie. 8 bero ed equo. È obbligare tutta l’industria verso un paese che i globalizzatori controllano. GP: Bene, conosci la Walmart Ho scritto infatti una storia, hai letto il mio libro. Lasciami solamente ricordare che ho un libro in commercio, “La migliore democrazia che il denaro possa comprare” su come, sfortunatamente l’America è stata messa in vendita. “La migliore democrazia che il denaro possa comprare” esce questa settimana. Ma lì ho una storia su come la Walmart abbia 700 fabbriche in Cina. Non vi è quasi nulla in un negozio Walmart che venga dagli Stati Uniti d’America, nonostante tutte le aquile appese al muro. La Borsa di Wall Street a New York. AJ: Bene, osserva, la Cina ha una tariffa doganale del 40% verso dì noi, noi su di loro del 2%. Questo non è commercio li- AJ: Esattamente, come 1984, allora avevano grandi bandiere con su scritto “Compra Americano” e non ve ne è quasi niente - è un doppio pensiero or-welliano. GP: Quel che è ancora peggio è che affitteranno un impresa con vicino ad essa la fabbrica sorella che è dentro una prigione. Puoi immaginare le condizioni di quei lavoratori che produco“Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 no quella roba così carina per la Walmart. È veramente ... AJ: E se qualcuno dell’élite ha bisogno di qualcosa, gli basta chiamare. nell’affare: bene, se noi paghiamo solamente un quinto, per te resta qualcosa che va nel tuo conto svizzero. E questo è come viene fatto. AJ: Questo è il... GP: (Risate). Lo so, è triste. Infatti, ho parlato con un tipo, Harry Wu, è il suo nome, ed infatti, è entrato dentro, è stato nelle prigioni cinesi per 19 anni. Nessuno ha creduto alle sue storie orribili. È realmente ritornato nella prigione, ha portato con lui una macchina fotografica ed ha scattato fotografie sulle condizioni di vita lì ed ha detto: questa è la situazione nelle fabbriche dove si produce la roba per la Walmart, è tutto... AJ: Sono stato minacciato di essere cacciato dalla TV, qui a Austin, quando ho mandato in onda un video dove si vedevano morire bambine di 4 anni incatenate, più scheletriche degli ebrei in un campo di concentramento. E fui minacciato, se lo trasmetti ancora sarai arrestato. GP: Bene, come sai, questo è orribile, sfortunatamente, mi hanno passato qualcosa e Stiglitz è stato molto coraggioso nel venire allo scoperto e fare queste dichiarazioni. Come ho detto, lui non mi ha procurato i documenti. I documenti realmente lo confermano irrevocabilmente perché viene detto ciò che è realmente accaduto. Essi realmente dicono firma sulla linea punteggiata di essere d’accordo sulle 111 condizioni per ogni nazione. Ed il pubblico non ha voce; loro non sanno che diavolo gli sta per succedere. Tutto ciò che sanno... GP: Ho il film. Questo tipo è molto conservatore. Conosce la famiglia Bush molto bene. Ed era un amministratore pubblico in Argentina e disse: sì, ho ricevuto questa chiamata. Gli chiesi, dissi, da George W. Bush. Lui disse: sì, novembre 1988, il tipo lo chiamò e disse di dare una pipeline alla Enron. Ora, questo è lo stesso George W. Bush che ha detto che fino al 1994 non conosceva Ken Lay. Così, sai... AJ: Così, ora hanno queste audizioni che insabbiano tutto. Sapete che ieri ero alla Enron, a Houston, perché ora mi trovo ma... E questi sono i tipi che hanno trovato il modo per confondere questo Governo. Infatti, abbiamo visto alcuni interessanti documenti, un mese prima che Bush entrasse in carica; Bill Clinton pensò, per regolare i conti con i maggiori finanziatori di Bush, di tagliare fuori la Enron dal mercato energetico della California. Mise un blocco dei prezzi che potevano addebitare. Ciò sconvolse la Enron. Così, Ken Lay scrisse personalmente una nota a Dick Cheney dicendo di sbarazzarsi dei blocco dei prezzi di Clinton. Entro 48 ore dall’entrata in carica di George W. Bush, il suo dipartimento dell’energia tolse le morse alla Enron. OK, quanto vale questo per quei tipi. Sai che deve valere: in una settimana è stato ripagato di tutti i contributi elettorali. AJ: Ascolta le bombe che lanci. Intervisti questi ministri, l’ex capo economista del FMI/Banca Mondiale ed inoltre, ottieni i documenti, che dicono dei pagamenti nei conti bancari svizzeri, tutto quello che accade. Dunque hai la Parte 2: che fanno dopo che iniziano ad implodere? GP: Bene, essi dicono che devi cominciare a tagliare i tuoi bilanci. In Argentina, un quinto della popolazione è disoccupata, e loro dicono di tagliare drasticamente gli aiuti alla disoccupazione, portare via i fondipensione, tagliare i bilanci dell’istruzione, voglio dire cose orribili. Ora, se tagli l’economia nel mezzo di una recessione, creata da questi tipi, sicuramente demolirai questa nazione. Dopo che venimmo attaccati l’11 settembre, Bush corse AJ: Torniamo alle privatizzafuori e disse che dobbiamo spendere da 50 a 100 miliardi zioni. Passiamo per questi di dollari per salvare la nostra quattro punti. La chiave è queeconomia. Non cominciamo sta. Mandano miliardi ai policon il tagliare il bilancio, ma tici perché questi svendano cominci col cercare di salvare tutto. questa economia. Ma in questi paesi, loro dicono che devi taGP: Sì, è chiamata tangentizgliare, tagliare, tagliare. E perzazione, che è come se tu ché? Secondo i documenti invendessi la società dell’acqueterni, è così che puoi fare i padotto e che valga, negli ultimi gamenti alle banche straniere dieci anni, diciamo che valga Ginevra: l’edificio della Banca dei Regolamenti Internazionali le banche straniere raccolgono circa 5 miliardi di dollari, il dieci (la Banca Centrale di tutte le banche centrali). interessi dal 21% al 70%. Infatper cento di questo sono 500 ti, è andata così male che hanmilioni, puoi immaginarti come no richiesto che l’Argentina si funziona. Effettivamente, ho sbarazzasse delle leggi contro parlato con un senatore argenl’usura, perché secondo la tino due settimane fa. L’ho rilegge argentina, tutte le banche sarebpreso. Disse che dopo avere ricevuto una qui a Austin. Eravamo circa a 30 piedi bero degli usurai. chiamata da George W. Bush, nel 1988, dalla porta, proprio sul marciapiede - ed che diceva di dare alla Enron la pipeline ho il video - arrivarono delle brutte facce AJ: Ma Greg, l’hai detto tu stesso ed i dodel gas argentina; questo è il nostro ate dissero che non potevamo filmare. Discumenti lo dimostrano. Prima fanno croltuale presidente. Disse che ciò che trovasi: avanti, arrestami. Voglio dire, Greg, lare l’economia per creare quella atmova veramente da brivido era che la Enron parlavo dal marciapiede. sfera. Provocano l’intera situazione che avrebbe pagato un quinto del prezzo fa questo. mondiale per il loro gas e lui disse: come GP: Bene, come sai, ero lì in maggio, a fate a fare un’offerta simile? E gli fu detto, dire alla gente in Gran Bretagna: voi non GP: Sì, e quindi dicono: bene, non posnon da George W., ma da un socio avete mai sentito parlare della Enron, “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 9 siamo più prestarvi denaro eccetto che a tassi da usura. Noi non permettiamo alla gente di addebitare il 75% di interessi negli USA. Questa è usura. AJ: Parte 3 e Parte 4, Dopo aver fatto questo, che fanno? GP: Come ho detto, apri le frontiere al commercio, che è la nuova guerra dell’oppio. Ed una volta che hai distrutto u’economia che non può produrre niente, una delle cose terribili è che costringono le nazioni a pagare enormi somme per cose come la droga - droga legale. E, a proposito, questo è come si finisce nel traffico illegale di droga, quello che è rimasto per sopravvivere eccetto venderci smack e crack e questo è come... AJ: E la stessa dittatura della sicurezza nazionale CIA è stata sorpresa a trasportarla dentro. GP: Sai, stiamo solamente aiutando i nostri alleati... AJ: Questo è proprio sorprendente. E così, portano giù tutto il mondo, fanno saltare le loro economie e quindi comprano quel che rimane per pochi spiccioli. Qual è la Parte 4 del Piano FMI/Banca Mondiale? GP: Bene, nella Parte 4 si finisce ancora nello smantellare il Governo. E, a proposito, la vera Parte 4 è il colpo di Stato. Questo è ciò che non dicono. E sto proprio scoprendo questo in Vene- zuela. Ho appena ricevuto una chiamata dal Presidente del Venezuela. AJ: E loro piazzano il loro Governo delle multinazionali. GP: Quello che dicevano era: qui hai un presidente eletto, ed il FMI ha annunciato che loro sosterrebbero un governo di transizione se il presidente venisse rimosso. Non dicono che saranno coinvolti nella politica - solamente che sosterrebbero un governo di transizione. In sostanza, dicono che pagheranno per un colpo di Stato, se i militari rovesciano l’attuale presidente, perché l’attuale presidente del Venezuela ha detto no al FMI. Ha detto a quei tipi di fare i bagagli. Hanno portato le loro squadre ed hanno detto: tu devi fare questo e quello. E lui disse: io non devo fare niente. Disse: quello che farò è di raddoppiare le tasse alle multinazionali del petrolio perché abbiamo un sacco di petrolio in Venezuela. E raddoppierò le tasse alle società petrolifere e quindi avrò tutto il denaro necessario per i programmi sociali e per il Governo - e saremo una nazione molto ricca. Bene, appena fatto questo, loro hanno cominciato a fomentare disordini con i militari e ti dico di osservare questo: il Presidente del Venezuela sarà rimosso entro tre mesi o verrà eliminato. Non gli permetteranno di aumentare le tasse alle società petrolifere. AJ: Greg Palast, qui sta il problema. L’hai detto quando sei venuto fuori dai cancelli la prima volta. Stanno diven- ALLA CONQUISTA Meditazione per ragazzi sac. Luigi Villa - (pp. 64 - Euro 5) tando affamati, ora lo stanno facendo agli Stati Uniti. La Enron, da tutte le prove che ho visto, era una facciata, un’altra frode, rubavano beni e poi li trasferivano ad altre più vecchie società globali, poi le facevano saltare e rubavano i fondi pensione. Ora, ci dicono che il terrorismo arriverà da un giorno all’altro. Accadrà se non rinunciate ai vostri diritti. Bush non ha coinvolto il Congresso e gli altri, che si suppone debbano essere d’accordo se vi debba essere un attacco nucleare, nel governo segreto, (Washington Post: “Il Congresso non dato il parere sul Governo Ombra”). Al Presidente della Camera non è stato detto. Questo sembra un colpo di Stato qui. Questo lo dirò. È meglio che ora spargiamo la voce su questo, altrimenti questi esseri avidi saranno liberi di fare tutto ciò che vogliono. GP: Sono veramente triste su una cosa. Ho raccontato questa storia sulla stampa ufficiale in Gran Bretagna. Nonostante Lord Wakeham sono alla BBC. So che lì non mi amano. Sono alla BBC, sono al principale quotidiano, l’equivalente del New York Times o simili, e facciamo venire fuori le informazioni. E sono molto dispiaciuto che dobbiamo avere una stampa alternativa, una rete radio alternativa e tutto il resto per far venire fuori le informazioni che hanno senso. Voglio dire che queste informazioni dovrebbero essere disponibili a tutti gli americani. Voglio dire che, dopotutto, è il nostro Governo. NO VIT À Caro ragazzo, eccoti un altro libricino per fare le tue “meditazioni” quotidiane. Sono poche pagine, ma in esse vi troverai tanti utili insegnamenti che ti faranno accrescere le virtù cristiane che devi avere per assicurarti il Paradiso. Sono parole semplici su parecchie verità profonde, tolte dal Vangelo di Gesù, che ti saranno importatissime per meditare. Sei sulla soglia della giovinezza, l’età della generosità, per cui queste parole potranno avere un grande influsso sulla tua formazione spirituale e morale. Fanne tesoro! Gesù e la Vergine Immacolata ti benedicano! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 Occhi sulla Politica ESAU’ Vendé Esaù la primogenitura, Un dì, a Giacobbe, per un vile piatto Di misere lenticchie: la Scrittura Ci riferisce, chiaramente, il fatto. La “civiltà” moderna, ben più oscura Di quella antica, replica il baratto, Con l’incoscienza e la disinvoltura D’un mondo imbrattato e mentecatto. Il secol nostro l’anima ha venduto, Non al Demonio della tradizione, Dimenticato o quasi sconosciuto, Ma al Nuovo, che induce in tentazione Con un menù più ricco ed evoluto, Facendolo crepar d’indigestione! “INIMICA VIS” 4 (Leone XIII - 8 dicembre 1892) LA MASSONERIA IN ITALIA 5. - Ecco i frutti che a noi italiani ha recato la sètta massonica. E dopo ciò essa ardisce di venire innanzi magnificando le sue benemerenze verso l’Italia, e di dare a Noi e a tutti coloro che, ascoltando la Nostra parola, rimangono fedeli a Gesù Cristo, il calunnioso titolo di nemici della patria. Quali siano verso la penisola i meriti della rea sètta, ormai, giova ripeterlo, lo dicono i fatti. I fatti dicono che il patriottismo massonico non è che un egoismo settario, bramoso di tutto dominare, signoreggiando gli Stati moderni che nelle mani loro raccolgono ed accentrano tutto. I fatti dicono che, negl’intendimenti della massoneria, i nomi d’indipendenza politica, di uguaglianza, di civiltà, di progresso miravano ad agevolare nella patria nostra l’indipendenza dell’uomo da Dio, la licenza dell’errore e del vizio, la lega di una fazione a danno degli altri cittadini, l’arte dei fortunati del secolo di godersi più agiatamente e deliziosamente la vita, il ritorno di un popolo redento col divin sangue alle divisioni, alle corruttele, alle vergogne del paganesimo. Prof. Arturo Sardini INCOMPATIBILITÀ DEL CATTOLICESIMO CON LA MASSONERIA UN RICORDO DI SANGUE E DI DOLORE, LEGATO ALLA BANDIERA TRICOLORE Azeglio Ciampi, “francomuratore”, Da Modena, stamane, ha suggerito, Di regalare a tutti un Tricolore, Ed i presenti tutti hanno applaudito Il suo discorso, pieno di fervore, Ossìa d’amor di Patria, ribadito In questa circostanza, con calore, Mentr’io, ascoltando, son rabbrividito, Pensando a quanti poveri italiani Han dato il proprio sangue alla Bandiera Sulle trincèe del Carso e gli altipiani, Contro il “nemico”! All’infinita schiera Di martiri, che ignorano gli “arcani”, Un saluto, un ricordo e una preghiera! Prof. Arturo Sardini Chiosa I popoli son sempre trascinati Ad immolarsi, dietro una bandiera, Spesso dalla politica ingannati, Oscura, mercenaria e menzognera! “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 6. - E non accade meravigliarci dì ciò. Una sètta che, dopo diciannove secoli di cristiana civiltà, si sforza di abbattere la Chiesa cattolica e reciderne le divine sorgenti; che, negatrice assoluta del soprannaturale, ripudia ogni rivelazione, e tutti i mezzi di salute che la Rivelazione ci addita; che per i disegni e le opere sue fondasi unicamente e interamente sopra una natura inferma e corrotta come è la nostra; tale sètta non può essere altro che il sommo dell’orgoglio, della cupidigia, della sensualità. Ora l’orgoglio opprime, la cupidigia spoglia, la sensualità corrompe; e quando queste tre concupiscenze giungono al grado estremo, le oppressioni, gli spogliamenti, le corruttele seduttrici, via via allargandosi, prendono dimensioni smisurate, diventano oppressione, spogliamento, fomite corruttore di tutto un popolo. 7. - Lasciate dunque che, rivolgendo a voi la Nostra parola, vi additiamo la massoneria come nemica ad un tempo di Dio, della Chiesa e della nostra Patria. Riconoscetela come tale praticamente una volta; e con tutte le armi, che ragione, coscienza e fede vi pongono in mano, schermitevi da sì fiero nemico. Nessuno si lasci illudere dalle sue belle apparenze, nessuno allettare dalle sue promesse, sedurre dalle sue lusinghe, atterrire dalle sue minacce. Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria; sì che aggregarsi a questa è un far divorzio da quello. Tale incompatibilità tra le due professioni di cattolico e di massone ormai, diletti figli non potete ignorarla: ve ne avvertirono apertamente i Nostri Predecessori, e Noi per ugual modo ve ne ripetemmo altamente l’avviso. Coloro, pertanto, che per somma disgrazia han dato il nome ad alcuna di queste società di perdizione, sappiano che sono strettamente tenuti a separarsene, se non vogliono restar divisi dalla comunione cristiana, e perdere l’anima loro nel tempo e nell’eternità. Sappiano altresì i genitori, gli educatori. i padroni e quanti han cura di altri, che obbligo rigoroso li stringe d’impedire al possibile che entrino nella rea sètta i loro soggetti, o che, entrati, vi rimangano. (continua) 11 Documenta-Facta forma di antisemitismo strisciante per cui gli ebrei sono buoni solo quando non sono israeliani o religiosi. *** EUROPA: O CRSTIANA O TOTALITARIA In medicina si parla di “eventi sentinella” per indicare fatti che segnalano il pericolo incombente di un’epedemia o di altri disordini patologici. La bocciatura da parte di un comitato del parlamento europeo di Rocco Buttiglione, quale candidato italiano a ricoprire la carica di Commissario, sembra uno di questi eventi. Il prof. Buttiglione presentandosi per assumere la carica di Commissario alla Giustizia e alla Immigrazione, ha detto di essere cattolico o, coerentemente, di essere contrario al matrimonio dei gay e a una idea di femminilità che non contempli il ruolo naturale di madre di famiglia. Ha detto anche che questi sono i suoi pensieri e che li sosterrà, conscio e rispettoso della possibilità che il Parlamento europeo non li accolga. Nonostante tale ultima dichiarazione gli è stato votato contro. Svezia, la condanna di un pastore protestante, che essendosi dichiarato contro i matrimoni gay, si sarebbe reso colpevole di discriminazione; nel Baden Wuerttemberg, l’equiparazione del velo delle suore a quello mussulmano e quindi il divieto del tribunale regionale di portarli entrambi durante l’insegnamento scolastico; per non parlare infine di quella L’Europa che rifiuta le radici giudaico-cristiane è senza radici ed è pericolosa. Come si sa, chi non conosce la storia è condannato a ripeterla, anche nei suoi aspetti peggiori e liberticidi. Non basta che prendano posizione la parte politica cui il prof. Buttiglione appartiene e le comunità religiose colpite dalle azioni sopra menzionate. Anche chi non fosse d’accordo con loro deve esprimersi. Siamo arrivati al punto in cui, con il pretesto di difendere la possibilità di tutti a professare la propria relativa verità, si sta introducendo un totalitarismo culturale che nega libertà di coscienza, pensiero e opinione. Che brutta fine ha fatto il motto della Rivoluzione Francese, “non sono d’accordo con le tue idee, ma mi batterò perché tu possa esprimerle”! I cattolici, in particolare, qualunque sia la loro opzione politica, non possono accettare di essere ridotti a un silenzio, che ormai rischia di non essere solo pubblico, ma anche privato. (Comunicato stampa di CI) *** Altri eventi significativamente allarmanti sono: a Tolone, la proibizione rivolta a un prete di portare la tonaca in quanto “ostentazione” di segni religiosi; in 12 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 13 MEMORANDUM TURCHIA di dott. Romeo Sgarbanti 2 PUNTO SECONDO L’INGRESSO DELLA TURCHIA RIENTRA NELL’AVVERSO DISEGNO AMERICANO DI MANTENERE DEPOTENZIATA L’EUROPA 1 - L’obiettivo strategico sull’Europa del Governo Federale U.S.A. Il Consiglio e la Commissione dell’Unione Europea devono chiudere la fase delle ipocrisie diplomatiche con il Governo Federale degli Stati Uniti, fingendo di non conoscere il reale motivo per cui si pretende l’ingresso della Turchia in Europa. Il motivo è quello di mantenere subalterna l’Europa, impedirne la crescita verso un futuro di potenza politica. Secondo il Governo Federale U.S.A., l’area occidentale deve essere rappresentata da una sola potenza, e quest’unica potenza è l’America del Nord, che deve mantenere sotto il suo protettorato politico l’Europa. Le basi militari americane in Europa sono il segno visibile di una condizione subalterna in atto dal secondo dopoguerra. L’Europa ha di fatto accettata questa subalternità in un rapporto transatlantico di alleanza, dove il primus inter pares erano gli Stati Uniti d’America. In Europa, è convinzione prevalente che quest’alleanza deve permanere, anche perché il contrario è impossibile da conseguire allo stato dei fatti. Ma il comportamento attuale del Governo Federale U.S.A. è ostile, ritenendo di poter disporre dell’Europa a suo piacimento non opponendosi, anzi favorendo le circostanze opportune per far cadere l’Europa sotto l’influenza islamica. Dopo la crisi dell’impero sovietico, l’Europa non è più politicamente strategica per il Governo Federale U.S.A., restando semplicemente un’area di interesse mer14 Il dott. Romeo Sgarbanti cantile, mentre ha assunto una rilevanza fondamentale il partenariato con i Paesi musulmani per lo sfruttamento combinato delle risorse petrolifere nel Medio Oriente e nel centro Asia. L’Europa, di conseguenza, è diventata per gli Stati Uniti d’America una terra di frontiera, sulla quale possono essere fatte concessioni all’antagonista islamico, ritenuto un avversario contendente, ma non alternativo al predominio americano sul mondo. In questo disegno si innesta la strumenta- zione politica dell’Islam, favorendolo, apertamente o segretamente, nelle sue ambizioni espansioniste verso l’Europa e la Russia, per destabilizzarli entrambi dall’interno, così da impedirne la crescita a potenze capaci di influenzare gli equilibri mondiali. Quando gli americani, ed i loro portavoce in Europa a livello politico e giornalistico, dichiarano che la Turchia, in Europa, costituirà un fattore di stabilità e di sicurezza, è un’affermazione impudente, poiché è esattamente l’opposto: l’Islam è totalitarismo politico-religioso, perciò irrecuperabile alla democrazia ed alla laicità politica. È preferibile da parte degli Europei usare in tempo la propria capacità di valutazione, poiché l’autocritica a posteriori dei corifei sarà purtroppo inutile: dall’assolutismo islamico non vi è ritorno alla democrazia ed allo Stato laico se non a prezzo di guerre sanguinose. L’Islam è indomabile ed inintegrabile nella civiltà europea. E la Turchia è Islam. L’attuale primo ministro Recep Tayyp Erdogan, avviandosi a concludere una lunga stagione di corrosione dell’ordinamento Kemalista, si sta adoperando per rafforzare l’identità islamica della Turchia, peraltro sempre sostenuta dal potere militare nella versione di un islam alla turca, secondo l’ideologia del nazional-islamismo che aveva espunto ogni influenza culturale araba. L’islam alla turca era concepito nel Kemalismo parallelo all’islam arabo, mantenendosene, però, distinto. Il premier Erdogan sta rimuovendo quest’ultimo diaframma di salvaguardia dall’oltranzismo islamico. Egli personalmente sta attento a non esporsi, limitandosi a dichiarare, come già fece il primo ministro Bulent Ecevit nel 1999, «vogliamo entrare nell’Unione, ma senza sacrificare il nostro carattere», aggiungendo subito dopo, rivelando appieno la sua mentalità radicale, «e senza “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 sacrificare il nostro orgoglio». L’autentico pensiero suo è stato chiaramente espresso dall’ideologo del Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP), Abdurrahman Dilipak: «L’Islam turco in quanto tale non esiste. L’Islam è unico, come Allah e il Corano. Ci sono correnti, scissioni, interpretazioni diverse, ma resta un messaggio unico per tutti i musulmani. Non c’è neppure un Islam moderato o radicale, ci sono musulmani estremisti o moderati». Il Governo Federale U.S.A. duramente incamminato verso l’imperialismo economico e verso l’unilateralismo politico planetari, ritiene superflua la solidarietà U.S.A – Europa, sperimentata a fronte dell’U.R.S.S., dinanzi al blocco rappresentato dai paesi islamici, poiché questi non dispongono di una forza deterrente, di cui era capace il blocco sovietico. L’insieme dei paesi islamici, pertanto, non costituirebbe un’alternativa al dominio mondiale americano, come invece era reputato il blocco sovietico. L’islamismo, a differenza del comunismo, non solo non è avvertito dagli americani come un ostacolo all’egemonia del proprio sistema capitalistico, ma può anzi essere da questo compenetrato e condizionato, arrivando a reciproche compromissioni e concessioni. Di questa politica nord-americana, la prima vittima è l’Europa. Il Governo Federale U.S.A. conosce bene l’intrinseca debolezza dell’economia europea totalmente dipendente dall’estero per il rifornimento energetico. Conosce altrettanto bene l’impotenza militare, da cui l’Europa può uscire soltanto in un lungo periodo. Nonostante tutto ciò, che fa al presente dell’Europa non un potenziale polo ma un’area subalterna alle decisioni americane, è ormai evidente come gli U.S.A. puntano ad utilizzare l’Islam per affossare definitivamente, in un futuro ormai prossimo, ogni prospettiva autonoma dell’Europa. L’ingresso della Turchia nell’Unione Europea corrisponde a questo preciso disegno americano, la cui perversità dovrebbe essere denunciata in ogni parte d’Europa. 2 - La responsabilità ebraica nella strategia antieuropea Le grandissime imprese sono all’origine dell’egemonia economica americana. La denuncia dello strapotere del complesso militare-industriale sulla politica federale risale già nel dibattito interno americano all’epoca della presidenza del generale Dwight D. Eisenhower. Tale denuncia è stata ripresa sotto la presidenza di Ronald Reagan nel constatare che l’ampiezza planetaria degli interessi economici americani imponeva ormai una politica estera di sostegno al controllo sulle fonti petrolifere, al fine di mantenere una posizione egemonica sul mercato mondiale. Ed ancora, più recentemente, almeno dalla presidenza di George Bush senior “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 (1989 – 1993), l’evidenziazione di una situazione di fatto, interna al Nord America, secondo cui i grandi capitali – alta finanza e società multinazionali – sono controllati da una potente oligarchia, la cui maggioranza è di provenienza WASP (White, anglo-saxon, protestant) ed ebraica, e quasi tutti di cultura massonica. Questa situazione comporta una complessa valutazione, poiché gli interessi economici dell’apparato capitalistico americano si intrecciano con i valori ideologici espressi dalle “think tanks”, che costituiscono una specifica articolazione di dibattito politico nel mondo americano. Esse fanno conoscere anche il relativo peso delle lobbies influenti sulla politica estera del Governo federale U.S.A. Famiglia curda. La classe politica europea può attingere alle strategie, pubblicamente espresse in America, per cogliere fino in fondo i motivi del condizionamento americano sull’Europa con l’ingresso della Turchia. Le democrazie non sono quello che dicono di essere attraverso i suoi esponenti ai diversi livelli di potere. Ogni singola democrazia va storicizzata, perché ogni Stato ha percorsi normativi e culturali specifici. È certo che la democrazia americana è in uno stato di sofferenza, di cui non è facile pronosticare l’evoluzione. Essa registra, da ormai troppo lungo tempo, una base elettorale dimidiata, quindi in una situazione di forte carenza della base consensuale. Ciò non inficia la legittimità della classe dirigente eletta al Governo della Federazione, ma sicuramente ne accentua il carattere oligarchico dovuto al condizionamento derivante dai forti vincoli imposti dai grandi capitali e dalla grande industria. Indubbiamente, l’alta finanza ebraica è prevalente nel controllo delle imprese multinazionali petrolifere, le quali, per mantenere una posizione dominante abbisognano di un braccio politico e militare forte, quale è il Governo Federale U.S.A. L’area di interesse petrolifero è largamente concentrata nel Medio Oriente e nel Centro Asia, regioni di insediamento politico-religioso islamico. Il Governo Federale U.S.A. si è avviato ad intrecciare le relazioni con gli Stati arabi, sia per favorire gli accordi di estrazione sia per raggiungere intese interstatuali sull’attraversamento delle pipelines per l’adduzione del petrolio ai porti di imbarco. Negli anni ‘80 del secolo appena decorso sono maturati profondi cambiamenti mondiali, dovuti al venir meno del bipolarismo U.S.A. – U.R.S.S, restando gli Stati Uniti d’America l’unica super potenza mondiale. Le circostanze sono divenute propizie per passare ad imporre, con la diplomazia e con la forza, la prevalenza americana nello sfruttamento delle risorse petrolifere. A fronte del grande ostacolo nei rapporti con i Paesi arabi, rappresentato dallo scontro insoluto tra israeliani e palestinesi, prende rapidamente corpo il progetto (“grand design”) di alleare fra loro Israele e Turchia, nel tentativo di poter costruire un polo semicontinentale nel vicino oriente asiatico, quale grande marca di frontiera dell’imperialismo economico americano, assicurandosi nel contempo una posizione non ostile della Lega Araba. Il “puzzle” da comporre nelle segrete stanze, era formato da questi fattori: l’interesse arabo guidato dai sauditi ad islamizzare l’Europa (decisione O.C.I. in Lahore nel 1974), l’aspirazione turca ad emergere come potenza regionale dai Balcani al Centro Asia, l’esigenza israeliana di conseguire uno spazio relativamente sicuro sotto l’ombrello della grande alleanza. In definitiva, a subire gli effetti negativi di questo disegno è l’Europa emarginata nell’inedito ruolo di colonia islamica ed, in sua vece, l’affacciarsi di una grande area logistica turco-israeliana, con inserimento americano, avente il controllo di quasi il 90% dell’acqua dal Mediterraneo al Golfo Persico, fonte di sopravvivenza indispensabile ai Paesi arabi viciniori; ed altresì forte dei due più potenti eserciti del vicino Oriente in gronda ai bacini petroliferi. Ovviamente non può sfuggire all’analisi politica che questo straordinario progetto non può che essere gestito insieme da chi ha la responsabilità del Governo Federale e da chi detiene la direzione delle imprese petrolifere americane, in cui la presenza della componente plutocratica dell’ebraismo è prevalente. La sede decisionale, dove le due componenti hanno sicura rappresentanza, è il «National Security Council», che diviene sempre più decisamente l’ente di conduzione effettiva della politica estera americana, anche se con qualche tensione con il Dipartimento di Stato. Ma questa pur importante ed autorevole 15 componente ebraica nella politica federale americana non può rappresentare l’intero mondo ebraico, restando in attesa che gli Ebrei in Europa prendano decisamente le distanze da questo disegno opponendosi apertamente all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea 3 - L’inganno ideologico: l’esportazione della democrazia nei regimi islamici Il Governo Federale U.S.A. sta promuovendo l’idea di esportare la democrazia, per rivestire di una forte motivazione ideologica l’obiettivo di sfruttamento egemonico delle risorse petrolifere poste nel Medio Oriente e nel Centro Asia. La dottrina dell’esportazione della democrazia ha assunto il carattere di idea universale, ma, in pratica, si riduce a paravento ideologico dell’operazione politico-militare in atto per mantenere un protettorato di lungo periodo sui regimi islamici detentori delle fonti petrolifere. Con l’intento di insediare in quest’area la democrazia, il Governo Federale U.S.A. presume di conseguire una legittimazione politica al mantenimento di una propria posizione dominante. La democrazia si fa missione. Anzi, rielaborata ideologicamente dai neo-conservatori americani, viene elevata a mistica della potenza americana. Nessun imperialismo può essere privo di una mistica, quale copertura morale alla durezza del potere. Il quale sa impiegare al momento opportuno gli intellettuali. Al presente, il Governo Federale U.S.A. tiene in grande considerazione le tesi dell’intellettuale ebreo Bernard Lewis, noto islamologo, secondo cui la democrazia va promossa nei paesi musulmani ad ogni costo, anche con la forza se necessario. Il presidente Bush, il vice presidente Cheney e la consulente per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice, hanno trovato in Lewis l’autorevole suggeritore per l’attacco preventivo all’Irak. Lewis non ritiene la democrazia affatto incompatibile con l’Islam. Negli scritti di Lewis non si trovano le ragioni approfondite di questa sua convinzione, per il semplice motivo che nulla è rinvenibile nell’Islam che accrediti le sue tesi. Le motivazioni di Lewis si basano soltanto su ragioni di opportunità politica ed il “modello” da costruire è la Turchia, della quale, non a caso, da tempo è un riverito consulente. Ma, prima di soffermarsi sul “modello turco”, convengono alcune brevi premesse sull’irriformabilità democratica dei regimi islamici. La democrazia occidentale, al di là delle sue varianti in America ed in Europa, è impenetrabile nel mondo musulmano. L’islam è un sistema politicoreligioso esclusivo ed impositivo: o lo si assume o lo si rifiuta, ma non si può modificarlo dall’esterno. Il mondo islamico ha avuto delle mutazioni nel corso della sua 16 storia, dalle sue origini ad oggi, ma senza venir meno al fissismo coranico, che fa di esso un sistema chiuso impostato su una nomocrazia autosufficiente ed autarchica. Questo sistema islamo-centrico ha una grande capacità di assorbimento di elementi materiali e tecnici conseguiti dal progresso occidentale, quando essi siano scorporabili dai valori di civiltà occidentale. L’ideologia politico-religiosa islamica si è costruita plagiando le scritture sacre ebraico-cristiane; con maggior facilità può plagiare la democrazia copiandone le procedure ed innestandole sulle modalità meramente consultive interne agli ordinamenti islamici, ma senza recepire i valori di base quali la libertà e l’eguaglianza. Guerrigliero curdo. L’islam è impenetrabile dalla democrazia non solo per la impermeabilità delle sue strutture sociali, che possono essere variabili da Paese a Paese (i mille islam, per ripetere una constatazione meramente sociologica), ma per la sua natura, per i suoi princìpi fondativi immodificabili e sempre riproposti nel mutare delle circostanze storiche. Le temporanee flessibilità di capi islamici nell’accettare, sotto parvenze procedurali, imposizioni politico-militari americane sono paragonabili alle canne di bambù: cessato il vento che le piega, esse ritornano intatte alla posizione originaria. La democrazia è un “modus vivendi” aperto al pluralismo culturale e propositivo. L’islam è un “modus vivendi” impositivo di un fideismo totalitario, assoggettante tutto e tutti incondizionatamente all’islam come unica scelta di vita e come unico pensiero politico-religioso voluto da Allah: l’islam, secondo una convinzio- ne, che va da Maometto a Khomeyni, è potere politico, se no, è niente! I due mondi, ciascuno secondo il proprio “modus vivendi”, possono comunicare e convivere. Ma compenetrarsi mai. La democrazia; se vuole essere islamica non è più democrazia, l’islam se vuole divenire democratico non è più islam. Le nozioni di legalità, giustizia, pluralità, libertà, sono intese e vissute diversamente in democrazia e nell’islam. La sovranità ha fonti di legittimità diverse in democrazia e nell’islam: nella prima, sale dal popolo cui è attribuita; nella seconda, è fissata da Allah e discende dall’alto sulla società. I diritti umani hanno una genesi diversa in democrazia e nell’islam: nell’una, nascono dall’uomo riconosciuto singolarmente come persona e perciò inviolabili ed inalienabili; nell’altro, sono permissioni della collettività che ingloba in sé il volere di Allah e, dunque, sempre riformabili e ritirabili. Inoltre, nella società democratica la differenza sociale non assume mai un carattere di diversità ontologica in ordine alla natura dell’uomo; invece nella società islamica, purtroppo, ciò avviene in quanto essa pone un diverso innatismo nell’uomo maschio e nell’uomo femmina, nonché codifica il disprezzo per l’infedele diseredato della sua natura umana per l’insindacabile disposto di Allah. Le conseguenze politiche annullano in radice la democrazia: il musulmano non può condividere il potere con chi non lo è; come il diverso non è parte della società islamica, ma da essa soltanto tollerato. L’islam si considera la vera civiltà, quella superiore; l’unica religione, quella definitiva: sempre per il volere di Allah. Tocca all’islam conquistare il mondo: chi vuole conquistare l’islam è un empio, un reo da proscrivere. Questa impossibilità, dunque, deriva dal pensiero unico che caratterizza i Paesi islamici: l’islam innesta sul pensiero religioso un inscindibile ordinamento normativo, che investe sfera pubblica e privata, determinando una visione della vita conclusa in se stessa, escludendo altre certezze. Questa cultura cementa la fisionomia delle varie genti in un blocco mentale impenetrabile, mantenuto con l’ausilio coattivo della forza politica. L’islam, in definitiva, è un totalitarismo politico-religioso, il più subdolo nella penetrazione, da cui non vi è ritorno alla libera circolazione di altre culture e di altre fedi. Questo mito della esportazione della democrazia in area islamica può sedurre, con adeguate promozioni economiche, numerosi intellettuali in Europa in campo giornalistico ed accademico. La classe politica europea, salvo i cedimenti alle pressioni americane di chi accetta di esserne il “gauleiter”, ha sufficiente esperienza e senso di responsabilità per salvaguardare l’Europa dalle conseguenze di questo inganno ideologico. (continua) “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 – I GIGANTI DEL MALE – LA TRADIZIONE-TRADIMENTO DELLA GIUDEO-MASSONERIA – Da: “Traicion a Occidente” (1961) (pp. 104-120) – a cura di A. Z. 2 TRADITA LA SPAGNA E L’AMERICA LATINA Un altro Paese che subì una grande catastrofe per il tradimento della massoneria, le cui attività furono permesse nel suo territorio e colonie, fu la Spagna. Il crollo dell’impero coloniale spagnolo fu tutto opera della sètta. I massoni lavorarono da Madrid, dove avevano praticamente paralizzato il funzionamento normale dello Stato, infiltrando i loro agenti in tutti i ranghi, incluso l’esercito, e nelle stesse colonie. Tutti i capi del movimento contro la Spagna e, in seguito, contro il Portogallo, furono massoni! Ciò che rimase dopo l’“Indipendenza” dei paesi latino-americani, dominati fino ad oggi dalla giudeo-massoneria, è stato un caos politico, economico sociale permanente: rivoluzioni senza fine, infinite miserie e malessere per le masse popolari, spogliate dai Governi che ricevono ordini dalle Logge di Londra, Parigi e New York. La massoneria tradì la Spagna non ad utilità delle antiche colonie spagnole, ma a vantaggio della sètta internazionale. Ora, la stessa massoneria che tradì la Spagna, tradisce anche le nuove repubbliche latino-americane a favore del comunismo internazionale, collaborando apertamente con i sovietici e i cinesi rossi di Pechino per consegnarle negli artigli del bolscevismo. In Guatemala, i rossi non poterono mantenere a lungo il potere, poiché il regime comunista, comandato dagli ebrei Arbenz, Rosemberg e Rogelio Cruz Wer “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 (questi ultimi due assassini erano pagati dal Governo per “liberarlo” dai suoi stessi nemici), non riuscì a rafforzarsi e fu annientato dal “Movimento di Liberazione”, comandato dal colonnello Armas che, poi, fu assassinato. Tuttavia, i comunisti hanno trionfato a Cuba, grazie al “fratello” massone Fidel Castro Ruz, e si sono impadroniti anche del Venezuela, comandato poi dal “fratello” massone e marxista Romolo Betancourt. Ad eccezione del Paraguay, Guatemala, Nicaragua (diventata in seguito comuni- sta, governata anche da preti marxisti: n.d.r.), e la Repubblica Dominicana, tutti i paesi dell’America Latina, dal Messico all’Argentina e Cile, oggi sono dominati da governi massonico-comunisti, che spingono lentamente i loro popoli nel baratro rosso. Tornando alla Spagna, si sa, ormai, ciò che avvenne da quando perdette le sue colonie, mediante la guerra scatenata contro di essa dalla massoneria nordamericana. La Spagna e il suo popolo furono arrossati tra gli artigli della miseria e del caos politico che sfociò nella guerra civile del 1936-39, nella quale i nazionalisti spagnoli, comandati da Franco, riuscirono a liquidare la cospirazione giudeomassonico-comunista interna e a riorganizzare il paese come Stato cristiano. Tuttavia, la lotta della cospirazione continuò contro la Spagna dal di fuori, anche se senza esiti positivi. Ancora oggi, la Spagna nazionalista ha il suo peso, e con molti simpatizzanti in tutti i paesi del mondo, paesi che, se vogliono sfuggire alla catastrofe comunista, non sanno che fare se non imitare i nazionalisti spagnoli del 1936 e del giorno d’oggi. TRADITA LA GERMANIA E L’AUSTRIA Un altro Paese tradito è stata la Germania, che ha perso due guerre mondiali quasi esclusivamente a causa del tradimento massonico interno. Questo tradimento si manifesta ora nella lotta soste17 nuta dalla cospirazione giudeo-massonica-comunista internazionale contro il cancelliere Adenauer e la sua Repubblica Federale Tedesca, contro la quale i traditori fanno sforzi disperati per paralizzarla e isolarla politicamente, per poter spingerla nelle grinfie sovietiche come la Germania Orientale (n.d.r. si leggano, in quest’ottica, i fatti della guerra dei Balcani, che hanno rivelato come obiettivo la distruzione dei ponti del fiume che unisce commercialmente la Germania con la Jugoslavia, rendendolo ancora oggi, anno 2004, intransitabile a causa dei detriti provocati dai bombardamenti della massonica NATO). L’Impero Austro-Ungarico fu tradito e disintegrato allo stesso modo dell’impero tedesco. La Massoneria non si accontentò di questo, e gettò negli artigli del comunismo anche l’Ungheria, col giudeo Bela Kuhn, nel 1919, quando ricevette il potere dalle mani del massone ungaro, conte Karoly, il cui nome è rimasto come sinonimo di traditore. Questo paese fu salvato, allora, dalle truppe rumene, poiché in Romania i massoni non avevano ancora sufficiente forza per fermare il re Ferdinando, il quale ordinò ai suoi generali di liquidare il regime comunista ungaro che minacciava di attaccare la Romania sotto il pretesto di ricuperare la Transilvania, che passò alla Romania dopo la disintegrazione dell’impero Austro Ungarico. Anche l’Austria cadde sotto il regime di sinistra socialista - il socialismo è fratello del comunismo - che fu liquidato da Hitler. Dopo la seconda guerra mondiale, cambiò il potere con altri uomini e con appoggi ebrei, massonici, socialisti e comunisti. Come tutti i regimi “democratici” occidentali di oggi, il regime comunista di Rab, Kreisky e altri traditori massoni, si preoccupa, inanzitutto, di perseguitare gli elementi nazionalisti austriaci, e non ha esitato a porre Vienna alla mercè del comunismo internazionale, quando vi fu celebrato l’ultimo “Festival della Gioventù” e furono decretate le repressioni di massa contro gli studenti della gioventù nazionalista, accusata di antisemitismo, come pure avvenne, all’inizio del 1960, in occasione dell’ondata mondiale anti-giudaica, che scoppiò dopo che furono dipinte croci nella sinagoga di Colonia da giovani nazionalisti tedeschi. TRADITA LA RUSSIA Altro Paese che subì la peggiore catastrofe della sua storia, come conseguenza del tradimento diretto giudeo-massonico, è la Russia. Il movimento sovversivo comunista, organizzato da ebrei nell’impero zarista, poté svilupparsi solo perché l’apparato statale, l’esercito e la polizia dell’impero erano stati paralizzati da decine di migliaia di massoni ebrei, piazzati nelle posizioni chiave dello Stato, dalle più modeste alle più elevate. Il ruolo preminente nel dramma russo fu svolto dal massone Alessandro Kerenski che, oggi (1961) vive libero e persino protetto nel Nordamerica. Questo individuo consegnò l’impero rus18 so negli artigli del bolscevismo, poiché fu colui che, nel 1917, dichiarò la Russia una repubblica e che, anche della sua qualità di ministro dell’esercito, paralizzò l’attività delle forse armate contro il movimento rosso, che non aveva ancora raggiunto proporzioni considerevoli. Quando gli ebrei comunisti: Lenin, Trotzky, Zinoviev, Kamenev, Radek e altri fratelli della razza di Kerenski si sentirono abbastanza forti per prendersi carico dello Stato, fu posto in scena il cosiddetto “colpo di Stato” che, in realtà, fu solo un trasferimento di poteri da Kerenski ai suoi fratelli di Loggia e di razza. Compiuto il suo ruolo di traditore, il Gran Maestro “scappò” in Occidente, dove svolse il ruolo di “anti-comunista” senza, però, che nulla abbia sofferto durante i quarant’anni che seguirono la caduta del potere ad opera dei rossi di Russia, tempo in cui milioni di veri anti-comunisti furono assassinati in tutti i paesi del mondo... TRADITA L’ITALIA L’Italia fu tradita durante la Seconda Guerra mondiale, e fu distrutto il suo impero, lasciando in preda alla miseria un popolo che, per duemila anni, fu alla testa della civilizzazione del mondo. Tutto questo nonostante che lo Stato italiano sia apparso, nell’ottocento, come creazione massonica di Garibaldi e utilizzato nella lotta contro l’Austria cattolica e contro il Vaticano. Perfino Mussolini giunse al potere con l’appoggio segreto della massoneria, dato che fu creduto socialista. Quando, però Mussolini si rese conto della realtà della sètta, chiuse le Logge italiane. Allora, tutti i “fratelli” si rivoltarono contro lo Stato fascista, scavando dall’interno, dove Mussolini, dopo aver chiuso le Logge, non ebbe cura di sbatter fuori i massoni dai posti chiave. Similmente, l’Italia fu attaccata dal di fuori, poiché la Seconda Guerra mondiale fu realmente una guerra di cospirazione giudeo-massonico-comunista internazionale contro l’Europa cristiana. La lotta contro Hitler, Mussolini, Antonescu e altri fascisti e nazisti fu solo un pretesto per spezzare il continente che creò” la civiltà e che desiderava sopravvivere agli attacchi mortali della massoneria internazionale manipolata dal giudaismo col proposito di distruggere la civiltà occidentale, la religione cristiana e la razza bianca. TRADITA LA POLONIA Uno dei paesi europei che maggiormente patì per il tradimento giudeo-massonico fu la Polonia. Rinata, dopo la Prima Guerra mondiale, con un territorio molto più grande di quello originario della popolazione etnica polacca, e situata in un grande territorio occupato da tedeschi, ucraini, bielorussi, e altri gruppi che normalmente avrebbero dovuto appartenere agli stati limitrofi, la nuova Polonia ebbe, fin dal principio, la mala sorte di contare dentro le sue frontiere, nientemeno che tre milioni di ebrei, i quali, mediante la massoneria, giunsero ad avere il controllo dello Stato. Fu proprio la Polonia il paese utilizzato dalla giudeo-massoneria internazionale per scatenare la Seconda Guerra mondiale, che prima di tutto, fu disastrosa per il popolo polacco. Questo popolo, oltre ad essere profondamente cattolico, è assai forte, ed ha contribuito molto alla civiltà occidentale. Tuttavia, dal punto di vista politico, i polacchi sono sempre stati deboli e ciò ha provocato la catastrofe lungo il corso della sua storia... fino a sparire come Stato per un secolo e mezzo. Approfittando, poi, dell’incapacità politica dei polacchi, e del fatto che il governo polacco si diede in mano alla massoneria e agli ebrei, che sono un potere solo, con la complicità dell’Inghilterra, della Francia e di molti altri circoli, la massoneria fece il possibile per spingere i polacchi in una sistematica campagna di provocazioni contro la Germania. Contro la Germania, furono promessi alla Polonia tutti gli aiuti, garantendo la difesa della sua libertà. Tuttavia, al momento in cui la Polonia si vide attaccata dalla Germania, per il conflitto di Danzica, e dopo la persecuzione delle minoranze tedesche in Siberia e in Pomerania, da parte dei polacchi, tutte le promesse della giudeo-massoneria si rivelarono false. Si utilizzò l’attacco tedesco contro la Polonia come pretesto per scatenare la Seconda Guerra mondiale, finché il paese fu abbandonato alla mercé dei suoi nemici. Se la divisero tra Germania e Russia, perdette molti dei suoi figli nei campi di guerra, o assassinati dai russi nei boschi di Katin e, alla fine, quando fu liberata dall’esercito rosso, cadde automaticamente sotto il regime comunista senza che i suoi alleati, specialmente Inghilterra e Francia, facessero nulla per liberarla da un destino così crudele. Senza dubbio, la consegna della Polonia al comunismo era stata preparata in anticipo, e fu il massone Churchill spalleggiato dal suo amico ebreo Roosevelt che a Mosca, nel 1944 portò a compimento il tradimento della Polonia. La Russia, dopo aver inghiottito la Polonia, le diede come compenso grandi regioni tedesche, come lo sono parte della Prussia orientale e i territori oltre la “Linea Oder-Neise” territori che non furono mai polacchi e che mai avrebbero potuto esse considerati come Polonia. Nessun Governo potrà mantenersi in potere in Germania, paese sovrappopolato anche prima della guerra, rinunciando ai territori molto al di là della “Linea OderNeise”, a meno che tale governo sia appoggiato da un esercito straniero di occupazione, come nel caso della Germania Orientale, dove comandano le baionette dell’esercito rosso. La situazione politica del popolo polacco rimarrà, in futuro, difficile per il tradimento subìto dalla Polonia da parte della giudeo-massoneria dopo che fu spinta alla Seconda Guerra mondiale. (continua) “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 L’IMMACOLATA E LA STORIA di don Diego Torre 2 Maria Mediatrice di tutte le grazie. E come ben si sa, nella Chiesa la lex orandi è lex credendi, poiché il culto suppone una verità corrispondente. Da questa maternità e da questa mediazione universale di grazie deriva anche il suo ruolo profetico particolare. Infatti uno dei compiti della madre è di mostrare ai figli i pericoli incombenti, confutare gli errori che li insidiano ed indicare i necessari rimedi. “Ogni qualvolta che parve quasi scendere la notte sul mondo, si vide spuntare nel cielo Maria, stella del mattino” (Pio XII, Convegno Congregazioni Mariane 26.04.58). MADRE E MEDIATRICE Essendo Mater Dei (Concilio di Efeso del 431), Ella è pure madre nostra, avendoci partorito sul Calvario nelle sofferenze della Sua comPassione e ricevendoci da Nostro Signore in croce (“Donna, ecco Tuo Figlio” “Ecco tua madre” - Gv. 19, 26). Questa è una certezza che accompagna la Chiesa per tutta la sua strada, dalla Pentecoste almeno, al Concilio Vaticano IL Dice infatti la Lumen Gentium: «Questa maternità di Maria nell’economia della grazia perdura senza sosta dal momento del consenso fedelmente prestato all’Annunciazione e mantenuto senza esitazione sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti anche dopo la sua Assunzione in cielo non ha interrotto questa funzione salvifica, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna... Per questo la Beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice». Già, Mediatrice! È un dogma mai proclamato che attraversa duemila anni di cristianesimo, passando attraverso santi, teologi e semplici fedeli di tutti i tempi e di tutte le latitudini. Anche il magistero di tanti papi, soprattutto i più recenti, è ricco di tale verità. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 IMMACOLATA Essa viene inoltre proclamata dalla liturgia: a) nella S. Messa di S. Caterina Labourè; b) nella lezione dell’ufficio di Maria Ausiliatrice; c) nella S. Messa e nell’ufficio della B. V. Fra i riconoscimenti delle prerogative mariane, quello dell’immacolato concepimento segue un percorso anomalo, ma certamente non senza motivazioni ancora in parte imperscrutabili. Infatti, esso è largamente diffuso nei primi secoli quale convinzione non chiaramente definita, e vive poi un crescendo di razionalizzazione e definizione teologica nonché di espressione artistica e liturgica, soprattutto nell’Oriente cristiano. Dalla fine del medioevo tale convinzione troverà avversari sempre più decisi, santi e preparati del calibro di Bernardo, Tommaso, Alberto Magno, e Bonaventura, devoti della Vergine SS.ma. 19 E nemico certamente intuisce che nei tempi successivi in cui egli potrà sempre più spadroneggiare, è bene per lui che questa verità tanto scomoda sia almeno offuscata. Ma sorgono in difesa di essa, e, costretti dalla disputa, ne approfondiscono la conoscenza, altri decisi, santi e dotti teologi. Il dibattito si trascina fino alla definizione pontificia del 1854, che produce tre effetti: 1) un risveglio eccezionale del mondo cattolico; 2) un allineamento fedele e zelante degli oppositori (di quelli cattolici ovviamente, soprattutto domenicani), che annichilirà l’orgoglio dei nemici della Chiesa, dando mostra di ubbidienza e fedeltà a quella Cattedra di Pietro che il mondo della rivoluzione dava ormai per spacciata; 3) il raffreddamento, se non l’ostilità, degli appartenenti alle chiese ortodosse d’Oriente, verso quella verità che i loro padri avevano sostenuto con fierezza, anche dinanzi alla tiepidezza degli occidentali. Ma proviamo finalmente a capire l’importanza di questa verità in rapporto al tempi recenti. Immacolata è il titolo con cui Ella si identificherà totalmente, passando dal participio passato al sostantivo; non solo concepita immacolata, ma «Io sono l’Immacolata Concezione» dirà a S. Bernardetta (e lo ribadirà in altre successive apparizioni). Proprio a tal titolo, Ella espleterà il suo ruolo profetico in modo eminente negli ultimi tempi. Ben lo intuiva nel 1849 il Card. Lambruschini che, all’esule Pio IX, contemplante addolorato i marosi dall’alto della “montagna spaccata” di Gaeta, suggeriva: “Santo Padre, se volete che la Chiesa trionfi, promulgate il dogma dell’Immacolata Concezione e salverete sicuramente la Chiesa”. Il rapporto di Pio IX con l’Immacolata era strettissimo; coinvolto nel crollo del pavimento di una stanza in quella sottostante, dove egli era con altre centotrenta persone, scriverà il 12 aprile 1855: “In quanto a me, non ebbi la più piccola lesione, nemmeno una graffiatura. Anche le vesti mi rimasero illese, né vi succedette alcuno strappo. Si aggiunga a tutto questo la tranquillità di spirito e la fiducia in Dio ed in Maria Vergine che mi accompagnò nella caduta e nell’uscita”; (ma ancor più prodigioso: nessuno dei centotrenta ebbe la benché minima frattura). Il Pontefice, è talmente convinto della potenza di Maria da dire: “salverò il mondo proclamando Maria Immacolata”; e consulta tutti i vescovi con la lettera-enciclica “Ubi primum nullis”. Ma anche nel popolo di Dio questo interesse verso la definizione del 20 dogma cresce fortemente e si moltiplicano le petizioni in tal senso. Esse sono talmente insistenti e ripetute da parte dell’episcopato nordamericano che il Sommo Pontefice concede che l’Immacolata sia proclamata patrona degli Stati Uniti d’America. Intanto arriva la risposta dell’episcopato mondiale: solo 8 contrari su 953 vescovi. Quando l’08.12.54 con una solennità mai vista, nella Basilica di S. Pietro, dinanzi a 53 cardinali, 142 arcivescovi e vescovi ed un immenso popolo, Pio IX proclamò il dogma, un intenso raggio di luce squarciò le nuvole temporale- L’Incoronazione di Maria - Perugino. sche che coprivano il cielo di Roma, e passando per il finestrone sovrastante l’altare di Maria SS.ma, ne illuminò il volto; lo sguardo, a detta di numerosissimi presenti, era misticamente rapito da divine rivelazioni, mentre la voce chiara e sonora (quando non era invece completamente bloccata dalle lacrime) risuonava sovrannaturalmente all’interno della basilica e della Chiesa universale. La commissione di cardinali e teologi consultori formata per la definizione del dogma, doveva con lo stesso documento condannare “gli errori del tempo presente”, come suggerito dalla “Civiltà Cattolica” dal febbraio 1852 e da autorevoli esponenti del laicato cattolico e dell’episcopato. Così non fu perché i settari che governavano l’Italia erano sempre ben informati di quanto avveniva alla corte papale, e alcune fughe di notizie finirono per modificare l’iniziativa del Pontefice. Ciononostante “L’elenco degli errori del nostro tempo” (anche se anticipato nel testo da indiscrezioni giornalistiche che dimostrano, ancora una volta, quanto la corte pontificia fosse infiltrata), il cosiddetto “Sillabo”, e l’enciclica “Quanta Cura” che condanna taluni errori, uscirono, senza alcun preavviso per non suscitare reazioni aggressive nei laicisti, nel decimo anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, l’8.12.1864. La “Quanta Cura” si concludeva chiedendo l’intercessione “dell’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio che sconfisse tutte le eresie dell’universo mondo”. Fra i laici consultati dal Card. Fornari, presidente della commissione, spicca per acume intellettuale, capacità d’analisi e fedeltà al Pontefice, Juan Donoso Cortes, uomo politico e diplomatico spagnolo, fautore fra l’altro della nascita di un asse politico cattolico, che tenterà l’avventura messicana di Massimiliano d’Asburgo. Egli rispose al Card. Fornari, il 19.06.1852, con una lettera in cui, oltre agli aspetti teologici, vengono esaminate le conseguenze nell’ambito della dottrina sociale. Egli premette innanzitutto che “tra gli errori contemporanei non ve n’è alcuno che non si risolva in un’eresia; e tra le eresie contemporanee non ve n’è una che non si risolva in un’altra, già condannata nel tempo antico dalla Chiesa”. La corrispondenza di ogni errore in campo filosofico e politico-sociale ad un’eresia, è la premessa di tutto il “Sillabo”. Ciò vale in particolare per la negazione del peccato originale, ovvero l’immacolato concepimento dell’uomo, su cui sono incentrati tutti gli errori moderni. Da esso infatti derivano valutazioni erronee delle tre facoltà dell’uomo: 1. la ragione sarebbe in grado di giungere da sola alla verità, per cui non vi sarebbe limite alla libertà dell’uomo (liberalismo); 2. la volontà, buona per natura, troverebbe in ambito politico, nella maggioranza che avrebbe sempre ragione, una legittimità d’azione senza limiti (democrazia senza valori); 3. gli istinti, tutti naturali e quindi legittimi, non andrebbero pertanto frenati, col conseguente abbattimento di ogni limite morale, sociale ed economico (comunismo, anarchia). L’analisi di Donoso Cortes ci fa cogliere la provvidenzialità e la tempestività della proclamazione del dogma per quei tempi ed è attualissima per i nostri. Infatti, l’Immacolata, la piena di grazia, è l’unica che riceve alla Sua concezione, mantiene ed accresce per la vita, perfet“Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 tamente immacolate le facoltà delle sua anima (né il suo corpo si corrompe al termine del pellegrinaggio terreno). Ma non è così per le altre creature. Il dogma è la puntuale conferma del limite umano e della sua inclinazione all’errore ed al peccato, superabile solo per grazia divina ad intercessione di Colei che è via, strumento e modello; non ribellandosi a Dio come Eva, ma essendogli fedeli come Maria, di cui Egli “ha guardato l’umiltà”, grazie alla quale “grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc. 1, 48). Tutto ciò trova poi la sua formale e magisteriale conferma nell’enciclica “Ad Diem Illum” di S. Pio X, promulgata in occasione del 50’ anniversario della proclamazione del dogma. «... da dove cominciano i nemici della fede quando vogliono spargere dappertutto i loro gravi errori, che fanno vacillare la fede di molti? Negano che l’uomo sia mai decaduto per il peccato, e sia stato perciò degradato dalla sua primitiva condizione. Perciò ritengono una favola non solo il peccato originale, ma anche i danni che ne scaturirono: che, cioè, la radice del genere umano sia corrotta; che tutta la discendenza degli uomini sia guastata; che in tal modo sia entrato tra gli uomini il male, e che quindi fosse inevitabile la necessità di un Riparatore. Ammessi questi principi, è facile comprendere che non vi è posto per Cristo, per la Chiesa, per la grazia, e per tutto l’ordine soprannaturale: in una parola, l’intero edificio della fede viene scosso dalla base. Al contrario, se i popoli crederanno e riconosceranno che Maria Vergine fin dal primo istante della sua concezione fu libera da ogni macchia, necessariamente ammetteranno anche il peccato originale, la redenzione degli uomini per mezzo di Cristo, il Vangelo, la Chiesa e, infine, la stessa legge del dolore: principi che sradicheranno e scuoteranno tutto ciò che sa di «razionalismo» e di «materialismo»; di modo che al cristianesimo spetterà il merito di aver custodita e difesa la verità. Inoltre, i nemici della fede, specialmente ai nostri tempi, per raggiungere il loro scopo di strappare più facilmente dai cuori la fede stessa, audacemente mettono sotto i loro piedi con la loro attività e coi loro insegnamenti il rispetto e l’ubbidienza dovuti alla autorità della Chiesa e ad ogni umano potere. Di qui ha origine l’anarchia, che è il pericolo più funesto e più pestifero, non solo per l’ordine naturale, ma anche per quello soprannaturale. Ora, questo mostro fatale, insieme allo Stato e al cristianesimo, è distrutto dal dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, che ci costringe a riconoscere nella Chiesa un potere, a cui si deve sottomettere non solo la volontà, ma anche l’intelligenza; perché è appunto per questa sottomissione dell’intelligenza che il popolo cristiano saluta Maria: tutta bella sei tu, o Maria, e macchia originale non è in Te. Così pure si deve concludere che giustamente la Chiesa attribuisce alla Vergine il merito di aver “da sola sbaragliato tutte le eresie del mondo intero”». Il dogma, quindi, nega in un sol colpo il “buon selvaggio” ed il “contratto sociale” di Rousseau, l’autosufficienza dell’uomo ed il “progresso indefinito”, il “razionalismo” ed il “materialismo”, il “paradiso dei lavoratori” e l’anarchia, l’uguaglianza e la libertà giacobinamente intese, la pretesa di prescindere dalla Chiesa e dalla Grazia divina nella ricerca della verità e della giustizia. Esso, invece, ricorda e riafferma l’evento del peccato originale ed i suoi effetti sul gene re umano, la superiorità dell’ordine sovrannaturale, la disuguaglianza gerarchica e feconda di complementarietà nella natura come nella Grazia, la fisiologicità della mediazione nella materia come nello spirito, l’indispensabilità della Redenzione di Cristo, i limiti della ragione umana, il potere della Chiesa di definire la verità, il ruolo profetico dell’Immacolata. Non sembri troppo: Dio, che è perfezione infinita, ha un infinito potere di sintesi! Dietro tante antinomie stanno ancora, contrapposti, due mondi, due città, e l’Immacolata, partecipe di questo scontro, ha un ruolo determinante “nella diffusione, nelle battaglie, nei trionfi della fede cattolica” (Leone XIII, “Auditricem Populi” 05.09.1885), oggi più che mai, poiché “viviamo in un epoca che potrebbe essere chiamata l’inizio dell’era dell’Immacolata” (S. Massimiliano M. Kolbe, “Miles Immaculatae” 1939). Lo stesso santo ci ricorda che «sotto il suo vessillo si combatterà una grande battaglia e noi inalbereremo le sue bandiere sulle fortezze del re delle tenebre. E l’Immacolata diverrà la Regina del mondo intero e di ogni singola anima, come la beata Caterina Labouré prevedeva» (Lettera a P Floriano, 193 1). Infatti, «per mezzo della Santissima Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo; ancora per mezzo di Lei deve regnare nel mondo». (Noi dobbiamo essere quel) calcagno di Maria, e cioè gli umili servi e figli che Ella susciterà per muovergli (al demonio) guerra» (Montfort, “Trattato della vera devozione a Maria”)... calcagno umile, insidiato dal morso del nemico, ma decisivo per schiacciare il capo del diavolo. A noi il compito di preparare per il XXI secolo quel Regno di Maria, profetizzato dai Suoi Santi e da Lei stessa promessoci a Fatima: «Infine il mio Cuore Immacolato trionferà». «Allora cadrà ogni forma di socialismo, di comunismo, le eresie, gli ateismi, le massonerie e tutte le altre simili stupidaggini che provengono dal peccato» (S. Massimiliano, sk 199). I NOSTRI LUTTI Fratel Luigi Miori Susà di Pergine (TN) Rev.do Seeber Sac. Alois Ponte Gardena Colma (BZ) Egregio Weiss Avv. Luigi Venezia “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 A tutti i lettori di “Chiesa viva” Li raccomandiamo alla loro preghiera. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Il 27 luglio 1844, Giuseppe Mazzini, il famoso patriota italiano, scriveva da Londra: «Il Vitello d’oro è onnipotente in Francia, e (James) Rothschild potrebbe diventare re, solo se lo volesse»1. Il “New York Times”, di proprietà, nel 1921, dell’ebreo Adolph Ochs ed edito dall’ebreo Miller, a proposito dell’ebreo Ernesto Nathan, ex Sindaco di Roma, l’11 aprile 1921, così narrava: «Il padre di Ernesto Nathan, di genitori ebrei, era un banchiere membro della famiglia Rothschild del ramo di Francoforte. Tra gli inquilini della fatiscente casa d’affitto nella quale Ernesto era nato, vi era un patriota (!!) italiano, Giuseppe Mazzini, le cui opere furono pubblicate da Ernesto. Nel 1859, il padre di Ernesto morì e la casa divenne il rifugio di patrioti. Ernesto divenne il direttore de “La Roma del Popolo”, giornale lanciato da Giuseppe Mazzini... Nel 1907, Ernesto Nathan fu eletto Sindaco di ROMA dagli anticlericali che rovesciarono l’antica tradizione di designare come Sindaco un membro di una delle antiche famiglie romane. Mai un Sindaco fu ricevuto con attacchi così ingiuriosi da oltrepassare ogni limite plausibile. Nathan, che era un massone, salì in grado fino a divenire Gran Maestro e poi Onorabile Gran Maestro». Nel libro del Conte Cherep-Spiridovich, “The Secret World Government”, a proposito di Ernesto Nathan e di Mazzini, leggiamo: «Dopo la morte di Anselm-Amschel Mayer Rothschild (6 dic. 1855), capo della dinastia Rothschild del ramo di Francoforte, le sue attività finanziarie furono dirette dai suoi nipoti: Barone William e Barone Charles, figli di Karl Rothschild, capo del ramo di Napoli, e morto il 10 marzo 1855. (...). Karl Rothschild, l’anima della misteriosa e anti-cattolica “Alta Vendita”, prima di lasciare l’Italia vi stabilì un suo cugino, Nathan Rothschild, per continuare il suo lavoro satanico di trasformare i patrioti italiani in anarchici e in atei. Suo figlio si chiamava Ernesto Nathan. Questo “pig” (maiale) comprò un palazzo con una “Cappella” del cui altare fece una latrina per i suoi massoni. Il fare di un Sacro Altare una latrina entusiasmava i veri massoni, così, il padre di Ernesto Nathan, un Rothschild e un satanista, scoprì Mazzini e gli “insegnò” a “sputare” su Cristo, come del resto faceva suo figlio Ernesto. Mazzini era povero e, dopo aver acconsentito di diventare un Kerensky italiano, Nathan, con tutta probabilità, fu inviato da Londra con i fondi dello stesso Lionello Rothschild, il quale, secondo il Disraeli, sosteneva tutti gli anarchici, i bolscevichi, ecc.. Ernesto Nathan era nato nel 1845»2. Nell’opera di Roger Lambelin, “L’Imperialism d’Israel”, sempre a proposito di Ernesto Nathan e di Mazzini, si leg- 22 Giuseppe Mazzini, fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. ge: «Ernesto Nathan era un ebreo proveniente dall’Inghilterra. La sua bella madre riuniva nel suo salotto molti rivoluzionari italiani: Mazzini, Crispi, ec.»3. Nesta Webster, nella sua opera “World Revolution”, scrive: «Mazzini, sebbene si professasse cristiano e patriota, si era unito alla schiera dei Carbonari, dove, però, le sue attività semplicemente eccitavano la derisione dei membri dell’“Alta Vendita”, che ritenevano che fosse l’anima e non il corpo il vero punto dell’attacco»4. Spiridovich, nella sua opera, continua: «Nella seguente lettera di Ernesto Nathan (Rothschild) (si veda: “Le Diable au XIX siècle”) viene confermato “Il Piano Infernale”, menzionato dall’ebreo Lemann: “La moltitudine, disillusa dal Cristianesimo, la cui anima deista sarà in quel momento senza riferimenti, assetata di un ideale, ma senza sapere dove dirigere la sua adorazione, riceverà la Vera Luce dalla manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, resa pubblica; una manifestazione che sorgerà dal movimento generale di “reazione”, che seguirà la distruzione dell’Ateismo e del Cristianesimo, entrambi conquistati e sterminati allo stesso tempo”»5. 1 2 Jessie White Mario, “The birth of modern Italy”, p. 62. Conte Cherep-Spiridovich, “The Secret World Government”, Omni Pubblications, p. 163. 3 Roger Lambelin, “L’Imperialism d’Israel”, Paris, p. 152. 4 Nesta Webster, “World revolution”, p. 122. 5 Conte Cherep-Spiridovich, op. cit., p. 164. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Don Villa, (...) con i miei migliori auguri per la continuazione della Sua meritoria attività. (Dr. F. D. - Sardegna) biografia.asp, troverà la staordinaria analogia tra le sua battaglia e quella di “Chiesa Viva”! Cordiali saluti! (L.R. - RN) *** *** Rev.do Don Villa (...) con stima, riconoscenza e rispetto La saluto cordialmente, caramente, fraternamente, insieme alle buone, brave e solerti “Operaie di Maria Immacolata” Suo sempre, dev.mo (Padre E. - FG) *** Rev.do Don Villa, questo è un nuovo abbonamento a “Chiesa Viva” (...). La ringrazio e Le auguro di poter continuare a lungo il suo preziosissimo lavoro. Con stima. (S. M. - VR) *** Rev.do Don Villa, da pochi mesi sono abbonato a “Chiesa Viva” e condivido le battaglie che il giornale porta avanti, in splendida solitudine, in difesa della Cristianità, della Vita e dell’Umanità. Particolarmente encomiabile è la forza con cui viene affrontato il problema della proprietà della moneta, vero e proprio punto di svolta per la società di domani... Colgo l’occasione per segnarLe la sconcertante vicenda del Dott. Ryke Geer Hamer, che è stato incarcerato per esercizio illegale della professione medica. Nel link htip:/www.nuovamedicina.com/- Egr. Dac. Don Luigi Villa, (...). Le sono tanto grato, soprattutto Le sono grato per la battaglia che da decenni conduce. Io cerco di condurla anche su una radio che ho fondato circa 30 anni fa a sulla quale amerei anche servirmi del suo lavoro, se lo consentirà. La verità va servita con coraggio e appropriata conoscenza. Mi benedica e mi faccia un posto nel suo “Memento”. Le assicuro il contraccambio. Suo obbl.mo (Prof. Dott. W.M. - Susa) *** Molto Reverendo Don Villa, mi congratulo con Lei per il bell’articolo “Vescovi, ma dove siete?” su “Chiesa Viva”. Con i migliorI saluti! (T.P. - Padova) SANTA MARCELLA di Antonio Caruso Figura di donna esemplare del primo cristianesimo, Marcella, discendente da Cesare Augusto, visse a Roma sul colle Aventino nell’arco di tempo che va dal 330 al 410. Questo staordinario periodo di ottant’anni, segnato dal passaggio epocale dalla religione degli dèi del paganesimo antico alla nuova fede del Vangelo, è ricco di “giganti”, come Marcella, della santità e del vivere umano. Nelle pagine del libro si mette in rilievo il contributo offerto a questo momento storico dalla Protagonista, la cui attualità consiste nel segnalare, in un periodo di diffuso materialismo, l’esistenza di realtà diverse apprese alla scuola del Vangelo e incarnate con fedeltà e coraggio. *** Rev. P. Luigi Villa, Ci auguriamo che oltre la salute spirituale goda anche della fisica per poter continuare l’opera ortodossa con la “Chiesa Viva”, che da alcuni mesi non mi giunge. Pensai, persino, che l’avessero sospeso!.. Non si è giunto ancora a questo punto, e voglia il Signore lasciare in libertà la verità tanto contrastata... (P.P.P. - Perù) Per richieste: Edizioni VIVERE IN Via di Acque Salvia, 1/A C.da Piangevino, 224/A Monopli RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Wei Albert Sacerdote, trappista. Arrestato in febbraio 1951, è stato rinchiuso in prigione fino all’ottobre dello stesso anno. È morto 20 giorno dopo il suo rilascio, il 13 novembre 1951, in conseguenza dei maltrattamenti subiti. Martiri in Cina (continua) GENNAIO 2005 SOMMARIO LE RADICI CRISTIANE D’EUROPA di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Diocesi di Yongping/Lulong Staccata dal Vicariato Apostolico di Beijing il 23 dicembre 1899, venne creato il Vicariato Apostolico del Cheli orientale e affidato ai lazzaristi olandesi. Nel 1924, prese il nome di Vicariato Apostolico di Lulong. Li Hongyou Laico, circa 30 anni. Morì il 1° febbraio 1948, a Siao Chengchuang, a 150 km ad est di Beijing. Il 28 gennaio, soldati comunisti avevano preso il villaggio di Sihuanho e catturato una cinquantina di prigionieri, tra cui donne e bambini. Vennero trascinati per i villaggi per tre giorni, quasi senza cibo. Quando i soldati cominciarono a preparare cibo per i prigionieri, vennero informati della presenza tra essi di due cristiani. Entrambi i giovani si identificarono come tali, nonostante le derisioni alle quali vennero sottoposti. «Voi pregate Dio per il cibo. Pregatelo anche adesso, e vediamo se ve ne porta». Legati con le braccia dietro la schiena, i due uomini vennero appesi ad un ramo di un albero. Li morì dopo circa un quarto d’ora, forse perché più esausto. Sua madre, di 60 anni, che era tra i prigionieri, testimoniò il martirio del figlio: era tra i prigionieri. Li Wanfu Laico, capo-villaggio, di circa 50 anni, ucciso a Tunghuanho, febbraio 1948. In febbraio, era stato interrogato tre volte dai comunisti. Per umiliarlo, gli venne 24 chiesto di cantare preghiere, ma si rifiutò. Aveva la barba: gli venne detto di strapparla, pelo per pelo. Ne strappò alcuni, poi venne dato fuoco con una torcia ai rimanenti peli, infliggendogli gravi ustioni al viso. Non lontano, due sue sorelle erano sottoposte ad interrogatorio: una di esse chiese che non torturassero più il fratello, ormai all’estremo; per questo venne anch’essa picchiata. Il giudice chiese al morente se avesse continuato nel suo ruolo di capo cristiano: «Finché avrò fiato» , disse. Un soldato gli sparò alla testa. N. 368 2 Le radici cristiane d’Europa del sac. dott. Luigi Villa 5 Tentativi di snaturamento della concezione di “famiglia” di A. Faustini 7 Letterina d Natale della Prof.ssa M. Pia Mancini 8 Una grande rapina: i piani criminali dei banchieri/multinazionali (2) intervista a Radio Show di Alex Jones a Greg Palast 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Memorandum Turchia (2) del dott. R. Sgarbanti Liu Ruose Sacerdote, diocesano. Nato nel 1916 o nel 1917, era stato ordinato sacerdote il 14 maggio 1945. Venne decapitato il 28 aprile 1951 ad Hancheng, una località della diocesi. 17 – I giganti del male – La tradizione-Tradimento della Giudeo-Massoneria (2) a cura di A. Z. Liu Jinglong Laico, sposato, membro della Legione di Maria. Nato intorno al 1915, venne giustiziato tra maggio e giugno del 1951, nella città di Fengrun. 22 Conoscere la Massoneria Shi Vincent Vicepriore del monastero di N. S. della Consolazione. Arrestato nel febbraio 1951, trascorse sei mesi in prigione e fu sottoposto a continue torture. L’8 agosto le autorità ne hanno notificato la morte (avvenuta il 7 agosto nella prigione di Chengdu, Sichuan) ai suoi confratelli. Era nato il 19 novembre 1904; era stato ordinato sacerdote il 23 maggio 1937. 19 L’Immacolata e la Storia (2) di Don D. Torre 23 Lettere alla Direzione In Libreria 23 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla III Domenica del Tempo Ord. alla II Domenica di Quaresima) “Chiesa Viva” *** Gennaio 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 369 FEBBRAIO 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Siamo al principio della fine? SIAMO AL PRINCIPIO DELLA FINE? del sac. dott. Luigi Villa C erto, è difficidelle agitazioni e delle le pensare ai grandi insurrezioni, che castighi in atesploderanno come polto mentre ci si trova su veriere in ogni direzione. una spiaggia a crogiolarNel frattempo, ci saranno si al sole. Come è difficile in tutto il mondo vasti credere a tempi difficili e cambiamenti climatici, tragici quando si ha il terremoti devastanti, onportafoglio gonfio che date micidiali di caldo, alpresenta la vita scevra di luvioni spaventose, campreoccupazioni. biamenti climatici di proMa leggendo la Bibbia ho porzioni tali che il mondo potuto riflettere meglio, non aveva mai visto! leggendo che il Signore E siamo solo all’inizio! mandò il disastro del diI sismografi continuano a luvio proprio quando gli registrare scosse, ovunabitanti di allora credevaque, quasi tutti i giorni! no di vivere in pace e siPoi, verranno le catastrofi curezza, e perciò mandi siccità, alluvioni e disagiavano, bevevano, si stri metereologici che diSeppellimento dei cadaveri in fosse comuni, dopo il recente maremoto sposavano, divorziavano struggeranno vastissime che ha colpito intere nazioni bagnate dall’oceano indiano. e ne combinavano d’ogni quantità di produzione di colore, burlandosi d’ogni cibo. E ci saranno care“visione” di qualche Prostie. Inverni senza nevi feta che gridava di essere vicini al furore gna, per sfuggire le città, sperando più siche decimeranno i raccolti. Sarà una sidi Dio! curezza in campagna, dove non ci sarantuazione già profetizzata dal profeta Anche per noi il tempo stringe e ci dono più assistenza finanziarie per la famiGioele: vrebbe far pensare e meditare sulla disaglia, dove l’inflazione porterà alla chiusu«Ahimè! S’avvicina questo giorno terstrosa situazione d’oggi! ra di fabbriche, dove gli scioperi paralizribile di castigo. La distruzione manNe elencherò le principali: zeranno l’industria e anche l’oro perderà data dall’Onnipotente ci ha quasi ragil suo valore. Ci sarà, allora, la combinagiunti. Davanti agli occhi nostri spa1. Si osservi la confusione economica zione di tutti i sistemi monetari mondiali rirà il cibo; cesseranno gioia e allein atto, in Europa, in Giappone, negli in uno solo, e si istituirà un sistema mongrezza nel Tempio del nostro Dio. Il Stati Uniti, in Canada, e via dicendo. È diale di “carte di credito”, e si svilupperà seme marcisce nella terra; i fienili e i una crisi di tali proporzioni che non può un sistema creditizio mondiale tra le nagranai sono vuoti; il grano si è seccapermetterci di rimanere calmi e tranquilli. zioni per realizzare, poi, un sistema monto nei campi. Il bestiame geme per la Osservate i fallimenti, sempre più frediale monetario e commerciale. Quell’arfame; le greggi sono confuse perché quenti, di grandi ditte. Hanno di fronte un retramento economico porterà molti al non c’è pascolo per loro; le pecore befuturo deprimente in tutti i settori dell’insuicidio per overdose di droghe che falano, desolate... Signore, aiutaci! Perdustria. ranno passare per “accidentali”. ché il caldo ha disseccato i pascoli e Per questo, molti si daranno da fare per E si amplificheranno i tempi dei tumulti, bruciato tutti gli alberi. Persino gli anil’acquisto di fattorie, di poderi in campadelle manifestazioni, delle devastazioni, mali selvatici gridano a Te per aiuto, In copertina: Dipinto dell’artista norvegese Munch. 2 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 perché non c’è acqua per loro. I corsi d’acqua sono secchi e i pascoli sono arsi»1. Saranno sempre più frequenti le inondazioni, gli uragani, i tornadi e le grandinate. La natura, cioè, sarà “fuori controllo”. Dio si è come destato e ha acceso la Sua ira contro gli uomini immersi nel peccato. Con le carestie, le alluvioni e i terremoti vi saranno nuove epidemie, come pure grandinate violenti di grossi pezzi di ghiaccio, che causeranno danni enormi e numerosissime morti di persone. La Bibbia, inoltre, predice che, in quei tempi, appariranno segni insoliti nei cieli: sangue, fuoco e colonne di fumo. Una immensa cometa entrerà in collisione con la Terra e vi saranno tempeste cosmiche che lanceranno nell’atmosfera pioggia di bolidi come palle di fuoco. I testi biblici sono chiari: Vedete le reti televisive, dal “topless” al nudo integrale. Vedete che marea di film pornografici, su reti via cavo, che presentano il nudo integrale, rapporti sessuali, scene di omosessualità, perversioni animalesche, sadismo, e persino rapporti sessuali tra demoni ed esseri umani. E questa violenza carnale porta al suicidio, alla violenza sessuale di gruppo, che porta fino agli omicidi osceni di massa. E tutto questo è ormai già disponibile anche su video-cassette, per uso casalingo. Anche le edicole vendono riviste erotiche, con foto a colori di nudi e di ogni tipo di rapporti sessuali, persino di molestie ai minori. E persino nelle scuole, ormai, è stata introdotta l’educazione (?!) sessuale, anche con film, insegnando che l’amore omosessuale è normale e che i rapporti sessuali pre-matrimoniali sono auspicabili ed efficaci anche alla salute: mentre, invece, il profeta Nahum ebbe il coraggio di scrivere: «Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi»2. «... Ecco, sono contro te, dice il Signore degli eserciti, e ti alzerò i lembi del- «Vi saranno gran terremoti e, in diversi luoghi, pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventevoli e gran segni dal cielo»3. «E il primo Angelo suonò, e vi fu grandine e fuoco, mescolati con sangue... e la terza parte della terra fu arsa, e la terza parte degli alberi fu arsa, ed ogni erba verde fu arsa»4. «E cadde dal cielo sugli uomini una granicola grossa dal peso di circa un talento (45 Kg.)...»5. «Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire»6. Vulcano in eruzione. la veste fin sulla faccia e mostrerò alle Nazioni la tua nudità, e ai Regni la tua vergogna, e ti getterò addosso immondizie, ti avvilirò e ti esporrò in spettacolo»7. E così via!.. Come avete visto, l’ira di Dio si scatena quando il cumulo di peccati è divenuto montagna di erotismo, di sconcezze, di sensualità, di nudità. Un diluvio, insomma, di perversione! È la ripetizione del peccato di Sodoma; bande di omosessuali che assalivano gente innocente; peccati che portano agli omicidi di massa, come si vide, in TV, il massacro alle Olimpiadi di Monaco. Si ricordino i 27 giovani che furono uccisi a Houston nel Texas, da una banda di omosessuali. È un episodio di cronaca 1 2 3 4 5 6 *** Cfr. Gioele 1:15-20. Cfr. Mt. 24, 7. Cfr. Lc. 21:11. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 Cfr. Apocalisse 8:7. Cfr. Apocalisse 11:19. Cfr. Lc. 17:27. nera che fu l’inizio di parecchie altre tragedie del genere! Quante persone, ormai, hanno perso ogni princìpio morale, fino a scambiarsi il marito o la moglie per un giorno o più; e quanti giovani, ormai vivono assieme senza più preoccuparsi di matrimonio cristiano! Non posso non accennare anche al numero crescente di preti coinvolti in relazioni sessuali e che hanno già lasciato il sacerdozio, o che portano avanti, in segreto, la loro relazione! Chi non vede quante persone hanno perduto l’amore a Dio per il piacere? Vedeteli attaccati al televisore, dove passano ore e ore a vedere commedie e programmi degradanti, che un tempo si aborrivano! Non hanno più tempo per pensare a Dio, ma ne spengono l’immagine con il selettori dei canale della TV. Vanno a caccia, a pesca, giocare a golf, a tennis, a palla-canestro; vanno al cinema, ai balli, fanno i gaudenti, i “play-boys” come se Dio non ci fosse più! Ora, è chiaro che Satana ha dichiarato guerra ai veri ministri di Gesù Cristo, e lascia nulla di intentato per far naufragare ogni uomo di Dio, deciso a rimanergli fedele! Legioni di spiriti bugiardi percorrono le vie del mondo per accusare i veri sacerdoti, i veri cristiani, con perfide dicerie e sataniche calunnie! E intanto seminano false dottrine, “nuovi pensieri”, aumentano le “sètte”, comunità fatte crescere come cristiane, mentre, invece, sono “falsi movimenti”, guidati da falsi profeti che non vivono una vita crocifissa, ma che hanno imbiancato i loro peccati e incollati sopra l’immagine di Gesù. Solo chi vivrà per la Fede vera di Cristo riuscirà a distinguere la malvagità spirituale di tali movimenti! In quale atmosfera viviamo! Da Apocalisse: «E la donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle; aveva in mano un calice d’oro pieno di abominazioni e delle immondizie della sua fornicazione, e sulla fronte aveva scritto un nome: Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra»8. 7 8 Cfr. Nahum, 3:5-6. Cfr. Apocalisse, 17:4-5. 3 *** nome e che finirà col divenire anti-cristiana, perché ai posti più importanti vanno Che sarà, allora, della gioventù di domasolo gli attivisti massonici che accolgono ni? Come si spiega l’odio che molti di omosessuali e lesbiche tra i propri memquelli d’oggi hanno verso i loro genitori? bri, e presenta ai bambini ed agli adoleCerto, la distribuzione delle droghe agli scenti l’omosessualità come una forma adolescenti li spinge all’attività sessuale normale e accettabile anche per i cristiapromiscua. È da anni che la marijuana è ni. legalizzata. L’LSD, le anfetamine e gli Di più: quella “Super-Chiesa” giustifialtri stupefacenti psichedelici sono la cherà anche le “danze di nudi” in chiemorte della loro vita spirituale, ormai sensa, come fosse una “forma artistica di za Sacramenti, adorazione, e cospecie la Confesme espressione sione e la Santa legittima per coComunione. Alla loro che ricercapreghiera si è sono la bellezza delstituito l’alcool. Alla l’anima attraverso famiglia, non più la bellezza della esempio di onestà forma umana”; e di virtù, ma di concederà, inoltre, cattivi esempi e di le sedute spiritiche atteggiamenti aspri al posto delle riuche spingono i gionioni di preghiera, e vani ad uscire di permetterà l’unione casa, a frequentare di persone di ogni la strada, e ad enconfessione e stile trare nei bar per di vita. Ne uscirà bere e giocare. un Vangelo senza Quanti genitori, Cristo, per non oftroppo indulgenti, fendere alcuno. La che permettono ai guida delle scuole figli di vestirsi e di e istituzioni cristiaagire a modo loro, ne verranno messe privi di spiritualità; nelle mani di liberali si preoccupano più che porteranno alUna scena di devastazione provocata dal maremoto dell’oceano indiano. della reputazione l’agnosticismo. sociale dei figli che Sarà il seguito della della loro condiziofolle persecuzione ne spirituale. Ma degli “evangelisti una famiglia senza Dio, senza Chiedi satana” né alcuno potrà sfuggire sa, senza educazione e formazione alla prova che ci colpirà come follìa, e spirituale, cammina verso un disastro, «... tutti quelli che vogliono vivere perché i figli, presto o poi, si rivoltepiamente in Cristo Gesù saranno ranno contro di loro, nutrendo in sè perseguitati»11! odio e ribellione! «Non lasciamoci ingannare, quindi, Anche la battaglia per la salvezza perché molti verranno dicendosi il della famiglia è già persa a causa del Messia, e ne svieranno molti. Indivorzio che ferisce milioni di bambitanto, si sentirà parlare di guerre, ni per la separazione dei loro genitori! di Nazioni e Regni che si solleveE la Bibbia dice chiaramente che ranno l’uno contro l’altro, e ci saverrà il giorno in cui i figli e le figlie si ranno carestie e terremoti in molti rivolteranno contro i propri genitori e li luoghi; tutto questo non sarà che faranno persino mettere a morte! l’inizio degli orrori a venire»12. Riflettete su questi “passi” della Sacra Scrittura: Vedremo guerre, atti terroristici e violenze d’ogni intorno. «La verga e la riprensione danno La Bibbia predice la rinascita sapienza; ma il fanciullo lasciato a d’Israele, come di fatto è avvenuto se stesso fa vergogna a sua manel maggio 1948; come pure predisse dre»9. la formazione del Mercato Europeo «E voi, padri, non provocate all’ira Comune, come infatti la CEE sorse i vostri figli, ma allevateli in discicome Confederazione di sei Nazioplina e in ammonizione del Signoni dopo la firma del “Trattato di RoIl pianto di un bambino indiano, dopo il maremoto del’oceano indiano. re»10. ma” nel 1967, e l’aggiunta, poi, di alCi vuole dunque, un risveglio soprannaturale, perché solo il Signore sana e ristora! Invece, davanti a noi c’è una paurosa scivolata in basso che sogna persino di formare una “Super-Chiesa mondiale”, ma che non sarebbe altro che una unione politica tra protestanti ecumenici liberali e Chiesa Cattolica Romana. Ed è solo un sogno che di spirituale non ha che il 9 4 Cfr. Proverbi, 29:15. 10 Cfr. Efesini, 6:4. 11 Cfr. 2 Timoteo, 3:12. 12 Cfr. Mt. 24:4-8; 12-14. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 tre tre Nazioni per allargare la Comunità e farla diventare gli “Stati Uniti d’Europa”, affinché costituiscano la base del potere dell’Anticristo che siederà come un dio sul trono. Ma la Bibbia afferma anche che, negli ultimi giorni, ci sarà una guerra finale contro Israele, una guerra che sarà la più terribile di tutti i tempi! Nonostante questo, l’umanità continuerà ad adorare i demoni, gli spiriti satanici, gli idoli di metallo, di legno e di pietra. Contemporaneamente, però, gli uomini saranno colti da malattie mortali, da penuria alimentare, da sètte terribili e da piaghe che colpiranno la terra: ulcere maligne, cancri della pelle, inquinamento dei mari, dei fiumi e nelle fonti delle acque; micidiali ondate di caldo, quando alle radiazioni violette si aggiungeranno le crisi energetiche che metteranno fuori uso i condizionatori d’aria; un “tempo tenebroso” e l’interruzione della corrente elettrica, un blackout che offuscherà la luce del sole, delle luna e delle stelle; un bagno di sangue in Israele fatta col sangue di eserciti sterminati di soldati a cavallo13. E, infine, chicchi di grandine di 45 Kg. E terremoti14! Ma l’avvenimento più tragico, per i peccatori, sarà il momento in cui dovranno affrontare Gesù Cristo, venuto a rimettere a nuovo il suo Regno. *** È ora di finirla, di giocare a mascherarsi dietro false dottrine, usando scappatoie filosofiche, pur sapendo di essere quello che in realtà si è. Scendi dal piedistallo, quindi, o uomo! umiliati e prega: «Gesù, io sento che devo cambiare. Ascolta il grido del mio cuore, perdonami e salvami! Ti apro la porta del mio cuore e Ti invito ad entrare! Entra, Signore!». NOTE 13 14 Cfr. Apocalisse, 9:15-16. Cfr. Apocalisse, 16:17-18. Una scena di devastazione provocata da un uragano ad Haiti, che ha provocato più di 1.000 morti. PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo NO sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) VIT À Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti il libro, infatti, riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 5 L’UOMO: DIO DI SE STESSO della Prof.ssa Maria Pia Mancini L’ odierna varietà di proposte interpretative della dottrina cattolica è legata non solo alla complessità dell’argomento, ma anche al fatto che la società, prevalentemente materialista, pretende di modificarne i nuclei tematici a proprio vantaggio. Le specifiche analisi in merito, portate avanti, soprattutto, in funzione delle problematiche esistenziali, mirano ad intaccare profondamente il Cattolicesimo al solo scopo di superare i limiti alla libertà individuale, considerati non più in accordo con il mutare dei tempi e dei costumi. Sull’onda delle discussioni circa l’autenticità, o meno, degli elementi basilari della religione cattolica, prodotte dalla stessa gerarchia ecclesiale sempre più impegnata di là dal rigore imposto dal suo stato, in un dialogo volto a suscitare convenienze ed opportunità d’incontro, si è acuito il divario tra il messaggio di Dio e la sua lettura, disinvoltamente adattata ai modelli della realtà socio-politica. Se, infatti, analizziamo attentamente i progetti ed i temi di adeguamento, insieme alle metodologie sperimentali di natura interculturale che guidano oggi la trattazione del sacro, possiamo ragionevolmente concludere che, in materia di fede, si brancola nel buio. I Pastori, una volta dispensatori della Verità, sembrano ora alla mercé del loro multiforme genio novatore, sup6 portati da un laicismo tracotante che ha come unico obiettivo la confutazione dei dettati divini. Solo un’indagine critica su certe posizioni apostate permette di chiarirci le componenti all’origine del diffuso degrado delle coscienze e di cogliere gli avvenimenti nel loro contesto. La Chiesa di Roma attraversa una dolorosa crisi d’identità e vittima del liberalismo, si lascia sfuggire le masse che, ormai deviate, esigono da essa un’organizzazione meno ge- rarchizzata. L’azione del clero, pertanto, non è più sufficiente a frenare il dilagante paganesimo: non bastano la partecipazione distratta alle pratiche religiose o i movimenti di vario genere a far penetrare il Vangelo nelle anime. La Chiesa Cattolica è combattuta da nemici occulti, complici i suoi stessi rappresentanti, nel diritto inalienabile al Papato, nella libertà missionaria e nell’unicità del suo mandato, come mostrano i comportamenti contra fidem di sacerdoti e laici, protetti dal silenzio colpevole di chi dovrebbe vigilare. I ministri non insegnano più, non correggono, non denunciano il peccato, specialmente quando desta pubblico scandalo, limitandosi ad un linguaggio opportunamente edulcorato, privo della forza dello Spirito Santo. È, quindi, di fatto condivisa dai più un’impostazione dottrinale pragmatica che esalta essenzialmente gli aspetti sociali di ogni giudizio morale, come se, essendo il male inevitabile, la maggioranza delle autorità vaticane voglia fuggire dal determinismo etico, per il timore di esplicitare atteggiamenti e giudizi ostativi di azioni riprovevoli dinanzi a Dio. Esse sembrano pervase solo dallo spirito di aggiornamento e dalla frenesia di voler corrispondere, a tutti i costi, ai bisogni mutevoli dell’uomo. Non c’è giustificazione per la legittimazione, attraverso il silenzio-assenso, dei continui abomini contro Cristo, “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 ormai di portata mondiale. Il Cattolicesimo, paradossalmente inquinato dal razionalismo e ritenuto cosa del passato, è reso incapace di affermare la sua peculiarità. Poiché esso non e più in grado di autogestirsi ricorrendo alle leggi trascendenti, non gli resta che cercare regole che muovano dall’immanente per rifondare una verità emancipata opposta alla Verità rivelata. Si è giunti all’assurdo dottrinale secondo il quale si contrastano i veri Apostoli di Dio, perseguitandoli come impostori, infedeli e mentitori, mentre si dà agli IMAN musulmani il libero accesso agli altari di Cristo, o si prega nelle sinagoghe, inseguendo un’utopica unità. In prospettiva di questa, non pochi Prelati neo-illuministi giustificano le loro accuse di radicalismo alla tradizione dei Padri ed ai suoi seguaci, condannandoli con inspiegabile acrimonia. Certa teologia contemporanea si è mai chiesta in cosa consista la sua attualità e dove conduca? Non può un ministro di Dio astenersi dal riprovare apertamente e con fermezza le perverse ideologie imperanti che hanno sempre definito mitiche ed infondate le verità della nostra Fede, annullandone la realtà e contrapponendovi l’autonomia etica, sociale e politica. Non può la Chiesa non disapprovare ufficialmente quanti la ritengono oscurantista e conservatrice se rimane fedele a se stessa, perché, tacendo, essa si mostra vile e indegna del suo Fondatore. La libertà che si arrogano i seguaci del modernismo è, dunque, libertà costruita su presupposti avulsi dal volere di Cristo, perché improntata alle devastanti leggi del mondo. Si coltiva, imprudentemente, un campo amorfo le cui frontiere, in continuo movimento, si espandono verso altre forme speculative che annientano la necessità del divino. Si tratta di un processo di decadenza inarrestabile che va sviluppandosi nell’indifferenza generale; è il declino spirituale, il “segno dei tempi” di biblica memoria. Il ruolo essenziale del clero cattolico è, pertanto, sostanzialmente sminuito a quello di spettatore impotente a fronteggiare il disordine da esso stesso generato e non più governabile; l’unica forma di protagonismo che gli è concessa è il presenzialismo in lascive trasmissioni televisive, o la posa con le donne per le foto da calendario (Don Mazzi e Don Santino docent!). In simile contingenza, perché desta scalpore e ipocrita collera il fatto che alcuni, che presumono di insegnare, si oppongano al Presepe, deviando le coscienze dei nostri bambini, per disgrazia loro affidati? Perché non s’insegna a questi sapienti, con severi pubblici richiami che la carità verso Dio è più importante dell’insulsa filantropia, messa in mostra per sembrare democratici, colti e intelligenti? Perché non s’impone loro il silenzio sulle questioni religiose nella scuola laica, dove è vietato l’accesso ai sacerdoti, invitandoli a proclamare in privato la loro abiura a Cristo? È urgente ripensare la fede, rimettendo in questione la funzione storica ed autentica del Cattolicesimo, lasciando da parte ogni enfatizzazione di falsi ecumenismi e di nocive aperture. La Tradizione Apostolica non consiste in opinabili teorie o illusorie credenze, bensì nella dottrina perfetta e immutabile ad essa affidata e trasmessa senza mistificazioni. La Parola di Dio è ancora bisogno assoluto dell’essere umano, essendo manifestazione dell’Amore. L’amore non è avventura, capriccio o istintività, ma impegno, ragione di vita, saggezza. La reintegrazione di Dio nel sociale, nella politica e nella vita di ciascuno è illuminazione del concreto e del mistero dell’esistenza; è strumento di redenzione e di santità. Solo così ci saranno pace e vera fratellanza; solo così eviteremo di sostituire cappuccetto rosso al Bambinello di Betlemme. NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 7 QUAL È LO SPIRITO DEL VATICANO SECONDO? del dott. Homero Johas 1 P ochi saranno i cattolici, oggi, che non hanno avuto notizie delle nuove dottrine introdotte nella Chiesa dal Vaticano II: Libertà religiosa, Ecumenismo, Collegialità... Non molti, però, sono capaci di discernere il rapporto di queste novità con le dottrine protestanti e quelle degli agnostici della Rivoluzione Francese. Queste sono dominanti nella moderna società che, scossa da grandi conflitti, perisce infettata dalla corruzione degli uomini: Essi stanno violando le leggi, cambiando il diritto e rompendo così l’eterna alleanza1. Ma come sono arrivati a tanto? Chi ha aperto il pozzo di questi errori abissali? Che parte ha avuto il Vaticano II in tutto questo? Ebbene, sintetizziamone i termini e gli effetti, anche attraverso le prediche della sua gerarchia, per poi risalire allo spirito che lo animò. – Hanno predicato che il gregge deve fraternizzare col mondo e con i suoi lupi che vogliono la morte delle anime; – hanno predicato che i malfattori devono godere della stessa libertà di agire delle persone che seguono il bene e la verità; – non vogliono che i figli di Dio lottino e si difendano contro gli errori e le malignità di quelli che investono contro Dio; – hanno livellato ogni religione con l’unica: “aequalitas juridica”, cambiando, così, i diritti e i 1 8 Cfr. Isaia 24, 5. – 1. comandamenti di Dio, per cui l’orgoglio degli atei ha potuto promuovere e concludere il Vaticano II coi discorsi inauditi del “culto dell’uomo”. Insomma, «hanno venerato e reso culto alla creatura invece che al Creatore...»2. STRAVOLGIMENTO DEL DIRITTO Le nuove dottrine hanno la pretesa di eliminare la dicotomia tra la generazione di Cristo e quella di Satana che Leone XIII descrive nella “Humanum genus”: «La stirpe umana è divisa in due blocchi diversi e avversi; uno, combatte per la verità e per il bene, l’altro, per tutto quanto sia contrario alla verità e alla virtù». Tuttavia, col Vaticano II si è venuti a predicare quel che Gregorio XVI, nella “Mirari vos”, ha denominato “deliramentum”, e S. Agostino “diritto di perdizione”, “Il diritto di quelli che non compiono l’obbligo di seguire la verità ed aderire ad essa”. Il “non serviam” dei seguaci di Lucifero ha passato ad avere “uguaglianza giuridica” con la fedeltà dei sottomessi all’ordinamento divino. Per coprire con un “velo di malizia” tale assurdo, il Concilio si è servito della Filosofia Agnostica degli atei che nega l’obbiettività della distinzione tra verità ed errore, tra bene e male. Così, il ri- Veduta del Concilio Vaticano II. 2 Cfr. Rm. 1. 25. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 conoscimento del Dio vero e delle Sue leggi diviene equivalente alla sua negazione. I limiti tra il vero “dovere” e quel che gli è contrario rimangono così nella dipendenza del “criterio proprio libero”, che è quello che il Vaticano II dichiara nel suo documento “Dignitatis humanae”3, che sarà analizzato in seguito. Innumerevoli volte la Filosofia cristiana ha rifiutato, col Magistero della Chiesa, tale assurda dottrina e i sofismi attraverso i quali pseudo filosofi la propongono. Ma S. Pio X l’aveva avvertito: «i nemici della Chiesa si sono infiltrati tra gli uomini della Chiesa, proclamandosi cattolici!». E, infatti, sono riusciti a salire fino sulla Cattedra di Pietro e a dominare un Concilio. Ed ecco che si è data autorità alla voce che proclamava il “diritto” dell’uomo di non seguire la verità. Sotto apparenze ingannevoli e con l’aiuto di vecchi sofismi, hanno fatto penetrare nella Chiesa quello spirito di libertà morale e ugualianza giuridica tra errore e verità tante volte condannato dal Magistero cattolico, perché offensivo a Dio e demolitore dell’ordine sociale cristiano. naccioso... Il dovere di ogni cattolico è di usare delle armi politiche che possiede per difendere la Chiesa»5. Se, per tolleranza, la Chiesa non obbliga “ad fidem”, se giudica procedere a conversioni con la forza di uno “zelo disordinato”6, Ella ordina di difendere il gregge dai lupi, le vittime dai criminali. La “teologia conciliare”, però, nel suo documento sulla Libertà religiosa, “Dignitatis humanae” (11), si esprime a repetizione contro la vera autorità, dogma, 2. Sarebbe stato troppo se nel Vaticano II si fosse parlato del nuovo “diritto” senza menzionare S. Paolo nell’Epistola ai Romani4. Lo hanno fatto, ma con la mutilazione dei versetti 1 e 2 e con l’omissione di altri. In essi, S. Paolo insegna che «quelli che resistono all’autorità si tireranno addosso la condanna», e insegna a distinguere tra azione buona e cattiva, mentre invece il Vaticano II vuole che “Non si facciano discriminazioni (...) per ragioni religiose” (6. 7). E S. Paolo ricorda la “spada vindice nell’ira divina per chi fa il male”, e prescrive il “timore e l’ubbidienza all’autorità, ministra di Dio”, per “necessità di coscienza”, e proibisce di operare con “criterio proprio libero”. Nella legge cristiana, cioè, c’è la coazione esterna contro l’errore. Ancora: il Vaticano II omette il Vecchio Testamento dove Dio ordina perfino la pena di morte in materia religiosa. Pio VI, nell’Enciclica “Auctorem fidei”, insegna che gli stessi Apostoli hanno adoperato la forza esterna per costituire e sanzionare la disciplina. E S. Tommaso spiega, “ut fidem non impediant”, che l’autorità, nella predicazione e nell’“ordinamento divino”, deve usare la forza, nell’ordine esteriore, non per convertire ma per prevenire che si impediscano le conversioni. Inoltre, l’imposizione civile delle leggi di Dio e il castigo ai suoi trasgressori non è soltanto questione di fede, ma è anche questione di legge naturale, richiesta dalla ragione. «Se nella società esistono dei mali - e sempre ci saranno! - l’autorità dev’essere tanto più forte quanto l’egoismo dei cattivi si fa mi- coercizione esterna, imposizione, uso della forza e pene temporali, perché “la persona umana deve godere di libertà e agire con responsabilità”. Pio VI insegnava che la Chiesa “ha ricevuto da Dio il potere di imporre una disciplina riguardo alle cose esterne (res exteriores)” e può “exigere per vim exteriorem subiectionem suis decretis”. Ciò non ha niente a che fare con l’abuso di autorità, come pretendono i Giansenisti (D.S. 2604). Ella può “ordinare con leggi ed esercitare coazione e obbligare i deviati e contumaci con giudizio esterno e pene salutevoli” (D.S. 2605). Afferma il Concilio: «Conoscendo che la zizzania è stata seminata con il grano, 3 4 5 6 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 SOFISMI AGNOSTICI NELLA FILOSOFIA CONCILIARE 2.1. Il pensiero agnostico è riconoscibile fondamentalmente dalla negazione che si possa provare qualsiasi verità. Così, un agnostico niente può provare come verità: tanto vale quel che afferma come “sua verità”, quanto le “verità altrui”, quanto la negazione di esse. Non ha criterio obbiettivo di verità e nega la possibilità di averlo e che si possa conoscere una verità universale, indipendente logicamente dal Soggetto. Ma, anche così, contradditoriamente, gli agnostici (del Vaticano II) pretendono di dichiarare un “diritto” naturale universale a non seguire la verità, ad agire liberi da qualsiasi obbligo morale e religioso. Sono tre i sofismi nella “Dignitattis Humanae” del Vaticano II: 1.1. MUTILAZIONE DI TESTI RIVELATI Cfr. Dignitatis Humanae 8, 1. Cfr. Epistola ai Romani 13, 1-8. comandò di lasciarli crescere tutti e due fino alla messe, che avverrà alla fine del tempo» (11.9). La Tradizione spiega, qui, la tolleranza verso i cattivi in certi casi, ma perché sia a difesa dei buoni e non come “diritto” dato alla zizzania. Spiega S. Tommaso7 che il precetto divino si applica solo «quando non possiamo strappare la zizzania senza strappare insieme il grano». Quanto alle pene rimandate “alla fine del tempo”, Il Concilio di Trento parla della “pena temporale da scontare in questo secolo” (D.S. 1580); e Pio XI insegna: «Cristo ha il diritto di imporre pene agli uomini vivi, “adhuc viventibus” (in “Quas primas”). Cfr. S. Pio X, “Notre charge spostolique”. Cfr D. S. 698. A) La conoscenza mediata Si afferma. «Gli imperativi della legge divina, l’uomo li coglie e li riconosce attraverso la sua coscienza (mediante coscienza sua) che è tenuto a seguire fedelmente in ogni sua attività per raggiungere il suo fine che è Dio» (3. C). Ora, tutta la filosofia agnostica e scettica pretende reggersi su questo sofisma che non distingue tra l’aspetto logico e l’ontologico nella conoscenza umana. Dal fatto che conosciamo ontologicamente gli oggetti del mondo esteriore e noi, attraverso una rappresentazione esistente nel nostro intelletto (medium in quo cognoscitur), nega l’identità logica tra quello che conosciamo (id quod cognoscitur) per questo mezzo, e l’essere reale, oggetto della nostra conoscenza. Da ciò derivano, in modo assoluto, il Soggettivismo universale e il Relativismo totale, affermato come dogma contradditorio: negano e affermano una scienza universale; tutti universalmente avrebbero la “loro” verità propria. Così, l’oggetto conosciuto, in questo caso “la legge divina”, è sostituito con la coscienza del soggetto. Al posto dei comandamenti necessari, ognuno segue il “proprio libero consilio” (8. 1). Alla stregua della filosofia degli atei, il Vaticano II passa a 7 Cfr. “Summa contra gentiles”, 111, 146. 9 parlare di “sua fide” (4. 8), di “sua principia religiosa”, di sue “norme proprie” (4. 3) e di “criterio proprio” (8. 1). la Scolastica aveva già rifiutato tale filosofia agnostico-relativista: “directe universalia cognoscimus” (DS. 3620), dice la Filosofia cristiana, esposta da S. Pio X. Per la filosofia conciliare, invece, chiunque avrebbe il diritto di negarla liberamente come falsa. B) Libertà dell’azione esterna Si afferma: Gli atti interni, per cui “gli uomini si ordinano direttamente a Dio”, sono “volontari e liberi”. Ma l’uomo ha una “natura sociale”. Perciò, la natura sociale dell’uomo esige che egli “comunichi con altri in materia religiosa, professi la propria religione (suam religionem) in modo comunitario”. (3. 7 - 3. 8). Dal relativismo interno si passa all’esterno. Dal soggettivismo individuale si passa, contradditoriamente, a un soggettivismo universale. Dal pensare libero e agnosticamente estraneo alla legge divina, si passa all’agire liberamente, nell’ordine esteriore anche contro di essa. La radice del sofisma sta nell’Agnosticismo professato, nel mediatismo non solo ontologico ma anche logico: “mediante conscientia sua”. Ebbene, in questo presupposto, l’affermazione sulla “natura” dell’uomo non è anche per caso essa relativista? Soggettivista? Come fa a sapere che gli atti interiori sono liberi in tutti gli uomini? Le “esigenze” della natura, in questo caso, sarebbero anch’esse libere! Ecco la contraddizione: necessità non necessarie. Ecco la negazione della necessità interiore delle Leggi di Dio, la negazione dell’impero divino sull’uomo. Passa dalla libertà psicologica interna alla libertà morale e religiosa interna e esterna. Tutto quanto l’uomo vuole interiormente, sarebbe libero di farlo socialmente; sarebbe un “diritto” realizzarlo! Ecco la nuova morale materialista, agnostica che, secondo quanto affermano gli atei, non ha altro limite che quello della volontà propria. Morale e immorale, religioso e irreligioso, verità o falsità, tutto dipenderà dal “proprio consilio libero” (8. 1). C) Una superiorità sull’Autorità di Dio Afferma il Concilio che gli “atti religiosi”, posti “ex animi sui sententia”, “con i quali, in forma privata e pubblica, gli esseri umani, con decisione interiore, si dirigono a Dio, trascendono per loro natura l’ordine delle cose, terrestre e temporale” (3. 10). Qui, si accumulano molti sofismi: la concessione agnostica degli “atti religiosi”; il passaggio della sentenza “ex animi sui”, in senso antologico, verso la sentenza uguale in senso gnoseologico; l’ordinamento proprio, per subordinazione alle leggi di Dio, e l’ordinamento proprio per “proprio libero consilio” (8. 1). Tutto ciò converge verso una falsa “trascendenza” degli atti individuali umani, messi al di sopra del potere che viene da Dio, del quale si rivestono le autorità dell’“ordine terrestre” e dell’“ordine temporale”. E il Concilio sulla potestà civile aggiunge: “il (suo) fine proprio è di attuare il bene comune temporale”. È un nuovo sofisma! Il fine proprio del potere temporale, infatti, è di badare al bene temporale, però in modo subordinato al bene comune spirituale, subordinato alle leggi divine. Dunque, è falsa la conclusione conciliare sulla potestà civile, là dove dice che “evade dal campo della sua competenza se presume di dirigere o di impedire gli atti religiosi”. (3. 11). I governanti, in quanto uomini, come i loro governati, e in quanto il bene comune temporale è limitato superioremente dallo spirituale, hanno il dovere di governare, “diretti” e “limitati” dalle leggi religiose divine. Il Vaticano II colloca tale subordinazione, dovuta, necessaria e obbligatoria, come un abuso di potere, come un “eccedere i limiti” del potere, come se tale subordinazione alla materia religiosa vera fosse un arbitrio del governante. Ma, così, il Concilio ha allontanato la potestà di Dio dal governo della società civile e dell’“ordine terreno”! (continua) ALLA CONQUISTA Meditazione per ragazzi sac. Luigi Villa - (pp. 64 - Euro 5) Caro ragazzo, eccoti un altro libricino per fare le tue “meditazioni” quotidiane. Sono poche pagine, ma in esse vi troverai tanti utili insegnamenti che ti faranno accrescere le virtù cristiane che devi avere per assicurarti il Paradiso. Sono parole semplici su parecchie verità profonde, tolte dal Vangelo di Gesù, che ti saranno importatissime per meditare. Sei sulla soglia della giovinezza, l’età della generosità, per cui queste parole potranno avere un grande influsso sulla tua formazione spirituale e morale. Fanne tesoro! Gesù e la Vergine Immacolata ti benedicano! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 Occhi sulla Politica DIAGNOSI AZZECCATA SUL TERRORISMO “INIMICA VIS” 5 (Leone XIII - 8 dicembre 1892) Caro Cardini, un cencio di poesìa, Per il giudizio intorno al terrorismo, Cercando di incrinare il cretinismo, E smascherar la grande ipocrisìa, Di chi del terrorismo ha la regìa, In vista del vicino panschiavismo, Detto, diversamente, globalismo O mondialismo, per analogìa! Borse, mass-media, cinema, atenei, Case editrici e multinazionali, Son quasi tutte in mano ai farisei, Mentre le tante recite papali Ingannano i cattolici babbei, Complici oscuri presuli curiali! Prof. Arturo Sardini QUESTIONI DI DOTTRINA (dalla Lettera agli Ebrei: 2, 9-11) La Lettera agli Ebrei, sopra citata, Ovverosia la lettera paolina, A tergo o a piè pagina allegata, Nega completamente la Dottrina Cattolica, nel Credo recitata, Circa la Santa Trinità Divina! Si tratterà di traduzione errata, Oppure di regìa luciferina? “Paulo minus ab angelis”, Signore! Povero Cristo! T’hanno declassato! Volutamente oppure per errore? “Generato ab aeterno - non creato Consustantialem Patri”, il Salvatore Al di sotto degli Angeli è calato! Prof. Arturo Sardini Dal Lezionario Domenicale e Festivo (pag. 694 B) «Fratelli, Gesù, che fu fatto di poco Inferiore agli Angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore, a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti. Ed era ben giusto che colui, per il quale e dal quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli». “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 LA PENETRAZIONE MASSONICA 8. - Preme poi, in cosa di tanta importanza e dove la seduzione ai dì nostri è cosa facile, che il cristiano si guardi dai primi passi, tema i più leggeri pericoli, eviti ogni occasione, prenda le più sollecite precauzioni, usi insomma, secondo il consiglio evangelico, pur serbando in cuore la semplicità della colomba, tutta la prudenza del serpente. I padri e le madri di famiglia si guardino dall’accogliere in casa e di ammettere all’intimità delle confidenze domestiche persone ignote, o almeno quanto a religione non conosciute abbastanza; procurino invece di accertarsi prima che sotto il manto dell’amico, del maestro, del medico, o di altro benevolo non si celi un astuto arruolatore della sètta. Oh, in quante famiglie il lupo penetrò in veste di agnello! Bella cosa sono le svariatissime società, che oggi in ogni ordine di sociale attinenza con fecondità prodigiosa sorgono da per tutto: società operaie, di mutuo soccorso, di previdenza, di scienze, di lettere, di arti, e similari; e quando siano informate da buon spirito morale e religioso, tornano certamente proficue e opportune. Ma poiché qui pure, anzi qui specialmente è penetrato e penetra il veleno massonico, si abbiano per generalmente sospette, e si evitino le società che, sottraendosi ad ogni influsso religioso, possono facilmente esser dirette o dominate più o meno da massoni, come quelle che oltre a porgere aiuto alla sètta, ne sono, può dirsi, il semenzaio e il tirocinio. A società filantropiche, di cui non ben conoscano la natura e lo scopo, non si ascrivano facilmente le donne senza essersi prima consigliate con persone sagge e sperimentate, giacché passaporto alla merce massonica è spesso quella ciarliera filantropia, contrapposta con tanta pompa alla carità cristiana. Con gente sospetta di appartenere alla massoneria o a sodalizi ad essa aggregati procuri ognuno di non aver amicizia o dimestichezza: dai loro frutti li conosca e li fugga. E non solo di coloro che, palesemente empi e libertini, portano in fronte il carattere della sètta, ma di quelli si eviti il tratto familiare, che si occultano sotto la maschera di universale tolleranza, di rispetto a tutte le religioni, di smania di voler conciliare le massime del Vangelo e le massime della rivoluzione, Cristo e Belial, la Chiesa di Dio e lo Stato senza DIO. Libri e giornali, che stillano il tossico dell’empietà e che attizzano negli umani petti il fuoco delle cupidigie sfrenate e delle sensuali passioni; circoli e gabinetti di lettura, ove lo spirito massonico si aggira cercando chi divorare, siano al cristiano, e ad ogni cristiano, luoghi e stampa che fanno orrore. (continua) 11 Documenta-Facta un villaggio vicino a Mosca. La tenda di convegno eretta per l’occasione è stata abbattuta e centinaia di poliziotti, in assetto antisommossa, hanno fatto irruzione sul luogo. Nonostante tutto, più di 4.000 credenti hanno continuato a seguire l’incontro. Nei giorni successivi, una chiesa battista nelle vicinanza è stata distrutta dalle fiamme: alcuni testimoni hanno notato la presenza di alcuni ufficiali di polizia nei paraggi. INDIA ARABIA SAUDITA Venerdì 24 settembre la polizia religiosa saudita (Muttawa) ha fatto irruzione in un incontro religioso al quale erano presenti circa 300 cristiani. Durante il raid, sono stati confiscati tutti i materiali e gli equipaggiamenti appartenenti alla chiesa e sono stati arrestati sei pastori, incluso il pastore capo. I cristiani che vivono in Arabia Saudita si sentono impotenti di fronte a queste persecuzioni, e chiedono ai cristiani di tutto il mondo di intervenire in loro favore. NEWS PAKISTAN: RAPISCE I FIGLI ALLA MOGLIE CRISTIANA Lo scorso 13 settembre, due bambini pakistani sono stati strappati alla loro madre cristiana dal padre musulmano, Abdul Ghaffar. Joshua, 5 anni, e Miriam, 3 anni, sono stati fatti sparire dalla Corte di Giustizia familiare di Lahore, poco dopo che Ghaffar aveva iniziato una visita di due ore ai bambini sotto sorveglianza della Corte stessa. Sette anni fa, all’età di 17 anni, la madre dei bambini, Maria Samar John, cristiana, fu rapita e forzata a sposare Ghaffar. Per i successivi due anni e mezzo divenne virtualmente una schiava in casa di Ghaffar. Segregata in casa, veniva costantemente picchiata dal marito e dalla suocera per il suo rifiuto di recitare le preghiere musulmane. Quando riuscì a fuggire ai suoi carce- 12 rieri aveva avuto un bimbo ed era incinta del secondo. Da dicembre del 2000, Maria e i suoi bambini sono stati posti in un luogo sicuro. Nel febbraio del 2003, Maria ha ottenuto il divorzio dal matrimonio forzato. Pregate che Gesù conforti ed aiuti Joshua e Miriam dopo aver perso la madre ed essere caduti nelle mani del padre. Pregate che lo Spirito Santo si muova in battaglia per proteggere queste due piccole creature e che la protesta internazionale convinca le autorità pakistane a cercare i bambini e riportarli alla madre! EGITTO I leader cristiani copti egiziani di tutto il mondo hanno invitato con urgenza il governo del Presidente Hosni Mubarak a varare leggi speciali in difesa dei cristiani egiziani che “stanno soffrendo una lunga e interminabile persecuzione”. Questo è l’appello lanciato al termine del simposio internazionale sugli egiziani copti “Una minoranza sotto assedio” che si è tenuto a Zurigo (Svizzera) dal 23 al 25 settembre scorsi. La dichiarazione finale si augura, inoltre, che vengano rafforzate le relazioni di rispetto e d’amore tra tutti gli egiziani, cristiani o musulmani che siano. RUSSIA Le autorità russe hanno tentato di impedire un raduno di credenti battisti in Nelle ultime settimane, si sono moltiplicati gli attacchi contro chiese e missionari cristiani da parte di gruppi fondamentalisti Hindu. Nello Stato di Kerala è stata attaccata e depredata la chiesa locale e, qualche giorno prima, erano state ferite sette suore dell’ordine delle missionarie della Carità, fondato da Madre Teresa di Calcutta. Le suore sono state attaccate da un gruppo di uomini e picchiate con bastoni mentre distribuivano cibo in una baraccopoli. INDONESIA Durante la prima settimana di settembre le autorità dello Stato di Rancaekek hanno ordinato la cessazione dei culti cristiani in 12 chiese, dichiarando inoltre illegali i culti effettuati nelle case private. In Indonesia, è in atto un’aggressiva campagna da parte della maggioranza islamica che ha lo scopo di eliminare ogni traccia di presenza cristiana. Molte chiese sono state incendiate o demolite e le autorità non hanno più dato il permesso di ricostruirle per “evitare tensioni religiose”! UZBEKISTAN Nell’ultimo di una lunga serie di attacchi contro i cristiani, prevalentemente protestanti, la Polizia uzbeka e il Servizio di Sicurezza Nazionale (la polizia segreta) hanno fatto irruzione in un incontro di preghiera che si svolgeva nella Chiesa della Grazia Maggiore a Samarcanda. In Uzbekistan, tutte le attività religiose non registrate sono proibite, così come i culti domestici. A seguito delle proteste, molti dei poliziotti presenti nell’irruzione hanno dichiarato di essere musulmani e che altre religioni “non sono necessarie”. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 13 MEMORANDUM TURCHIA di dott. Romeo Sgarbanti 3 ntro questo disegno ingannevole, gli U.S.A. stanno curando l’immagine di una Turchia come “modello” democratico e secolare di società musulmana. Il Governo Federale U.S.A. ha allestito in Ankara una super ambasciata, impegnata in una costosa opera di manipolazione per creare una facciata democratica e laica alla Turchia, che resta invece irriducibile nella sua reale e profonda natura islamica a farsi europea. È, pertanto, in atto, una colossale mistificazione delle autentiche realtà turche, un abile gioco di camuffamento per un’introduzione temporanea di procedure democratiche, senza accoglimento di quei valori pregiudizialmente respinti dalla mentalità islamica turca. Infatti, i governanti turchi, nel varare i provvedimenti suggeriti, ribadiscono in contemporaneità che Turchia ed Islam sono una cosa sola. In Turchia, la laicità, come neutralità dello Stato verso i valori religiosi, è avvertita come una minaccia alla appartenenza islamica. L’ideologo del Partito AKP di Erdogan, Abdurrahaman Dilipik, ha precisato con grande franchezza che la laicità dello Stato turco non correva alcun pericolo per il semplice fatto che era inesistente. E ne dava abilmente ed efficacemente la spiegazione: «Questo non è un sistema secolarizzato ma bizantino: gli imam sono pagati dallo Stato, le moschee sono di proprietà dello Stato, che si intromette tra Dio e il cittadino. Qui non è come in Occidente dove, in una cultura dualista, avete fatto la vostra scelta storica tra Cesare e il Papa, tra Stato e Reli- E 14 Il dott. Romeo Sgarbanti gione. Nel mondo musulmano questo dualismo non esiste. Non sono contro il laicismo, ma non è adatto a un Paese musulmano». La Turchia vuole entrare in Europa nel ruolo di antitesi al cristianesimo e nel ruolo di alterità alla civiltà europea. L’attuale Primo Ministro, Recep Tayyp Erdogan, mentre abbellisce di adeguamenti normativi il sistema costituzionale turco per corrispondere agli standard europei di acquis comunitario (che avranno corso legale, ma privi di legittimità islamica nel corpo sociale, e perciò disattesi), sta mobilitando il sentimento islamico turco contro la potenziale assimilazione di costumi e di punti di vista europei. Erdogan sta varando un progetto educativo per rafforzare l’islam in Turchia, in previsione dello sbarco in Europa. In questa prospettiva, ha compiuto un atto sorprendente, ma significativo dell’infido atteggiamento turco: nel medesimo pacchetto di norme pro-Europa, redatto dal Governo per avvicinarsi al sospirato ingresso nell’Unione Europea, vi è l’estrosa proposta di costruire una mini-moschea in ogni condominio. Nel frattempo, attraverso la “Dijanet”, la Direzione Governativa per gli affari religiosi, si sta infittendo il territorio anatolico di moschee, ovviamente a spese dello Stato. Ma il fulcro del progetto educativo di Erdogan è di equiparare il sistema di istruzione religiosa islamica, noto come «Imam hatip», il cui compito è quello di formare predicatori ed imam, alla scuola media pubblica. Il titolo di studio rilasciato dalla scuola islamica è messo alla pari con i diplomi della scuola pubblica per l’accesso agli studi universitari. Il senso di questa riforma è di trarre dalla scuola religiosa islamica i prossimi dirigenti pubblici e la nuova classe politica, così da mettere la pietra sepolcrale sull’epoca Kemalista e sull’islam alla turca. Il progetto è temporaneamente sospeso, ma non “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 ritirato fra i progetti di legge all’esame dell’Assemblea Nazionale Turca, come manovra tattica in attesa del “placet” europeo all’avvio dei negoziati di ingresso. Erdogan, dietro una facciata apparente di laicismo e di aperture democratiche, si sta adoperando per il rafforzamento dell’islam. Egli vuole introdurre in Europa una Turchia post-Kemalista come potenza islamica, in competizione con gli Stati europei, a base sociale di tradizione cristiana, ma non più definibili come potenze cristiane, in attuazione dei patti, ormai non più tanto segreti, tra i vertici dell’O.C.I. – Organizzazione della Conferenza Islamica ed i poteri forti americani condizionanti le politiche governative U.S.A per islamizzare l’Europa in cammino verso l’unificazione, così da stroncare sul nascere la sua identità storica e con essa le sue aspirazioni: FINIS EUROPAE. PUNTO TERZO L’ISLAM, CON LA TURCHIA AL SEGUITO, PORTA IN EUROPA UN NUOVO TOTALITARISMO, DA CUI NON VI SARÀ RITORNO ALLO STATO DEMOCRATICO 1 - Conquista islamica in atto: invasione migratoria e politica del ventre L’immigrazione islamica non è un evento legato soltanto alla congiuntura europea, ma una scelta politica di penetrazione in Europa perseguita con un preciso disegno dall’insieme islamico (O.C.I.), che l’ha programmata nella conferenza di Lahore del 1974. La leva demografica è ritenuta la modalità vincente dell’islam per sommergere gli europei, i quali, al contrario, per il ridotto tasso di natalità tendono a ridursi. Cosicché Ernest Nolte ha acutamente considerato che all’islam «una conquista di tipo non bellico deve apparire possibile, anzi probabile». L’immigrazione, pertanto, è divenuta una questione complessa, da cui dipende il permanere od il soffocamento della civiltà europea. Da un lato, l’economia europea ha bisogno di importare mano d’opera, purtroppo non ben regolata dagli Stati e dalla stessa Unione. Dall’altro lato, si attua una precisa volontà politica dell’insieme islamico, nel quale confluiscono tanto il fondamentalismo quanto il terrorismo, di conquistare l’Europa con l’immigrazione. Sicché le correnti immigratorie islamiche “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 avvengono sotto regìa, più o meno occulta, della Turchia, che ne ha accompagnato e ne accompagna tuttora l’afflusso clandestino in partenza dai porti islamici turchi ed africani. Già l’8 gennaio 1998, quindi al fenomeno migratorio intenso già da diversi anni, in una seduta, in Roma, dei capi delle polizie dei Paesi più interessati agli sbarchi di clandestini, l’accordo era unanime nell’ammettere che tale flusso era diretto da organizzazioni aventi la loro base in Turchia. Il punto discriminante per definire l’atteggiamento dell’Europa sull’islam è quello di stabilire se tale movimento politico-religioso sia totalitario oppure no. Qui non c’è spazio per disamine dottrinali. La via più rapida è storicizzare l’esperienza di oltre tredici secoli di regimi islamici, per capire che essi si traducono in assolutismi politici, da cui non vi è ritorno allo stato laico democratico ed alla libertà, sia religiosa sia politica. Coloro che ritengono di imporre all’islam, con la forza, laicità e democrazia, così come intesi in occidente, prospettano una soluzione impossibile. L’islam non condivide e non intende condividere il potere con alcuna forza politica diversa dall’islam. Per l’Unione Europea è urgente e grave decisione politica prendere provvedimenti rapidi e radicali, fin che ne ha la possibilità. L’Europa, che è scampata di recente a due totalitarismi, quello nazi-fascista e quello comunista, ha davanti a sé il problema di salvaguardarsi da un totalitarismo più difficile da contenere e da combattere per le sue ambiguità contenutistiche di tipo religioso. Lo Stato islamico, subito! Gli immigrati, su posizioni religiose diverse dall’islam, pur conservando la loro fede si integrano nelle società degli Stati Europei, che hanno dato loro accoglienza. Gli islamici non si integrano, costituiscono, in ogni Stato, comunità separate a se stanti. I modelli di integrazione seguiti nei diversi Stati europei sono falliti. Una schiera di sociologi e politologi, invece di mettere in luce l’irriducibilità volitiva ed ideologica islamica, ne fanno addebito agli Stati europei, passando a chiedere nel nome della libertà religiosa, ignorata e calpestata dagli islamici, di piegare alla loro immodificabile ortoprassi strumenti giuridici e princìpi etici. Peraltro, l’impossibile integrazione islamica in Europa è altresì la riprova di quanto sia fallace l’ideologia americana di esportare la democrazia all’interno dei regimi islamici. I musulmani in Europa, sunniti e sciiti, hanno un solo obiettivo politico, sentito fanaticamente come un dovere religioso: divenire maggioranza. Sono di dominio pubblico le esternazioni islamiche, che essi conquisteranno l’Europa con il ventre delle loro donne. Nelle moschee si invitano le donne islamiche a partorire ciascuna almeno cinque figli. La mentalità inculcata agli islamici è di essere fratelli soltanto fra di loro, e di considerare il non islamico non solo un infedele ma un nemico. Dunque, l’immigrazione islamica è un’invasione, e come tale è predicata dagli islamici che la sublimano come una nuova egìra, dopo quella operata da Maometto, il quale si trasferì con un gruppo di suoi seguaci dalla Mecca a Yathrib (oggi Medina), finendo per assoggettare tutti al suo potere, cacciando ed uccidendo quanti si opponevano. Ma l’Europa, che sta sottovalutando la sfida totalitaria dell’islam, sarà in grado di reagire? In questo momento i politici Europei sono nella medesima condizione mentale dei politici di Bisanzio, i quali disputavano sul sesso degli angeli, mentre l’islam si affacciava come sempre da nemico alla soglia della loro capitale. Quando Bisanzio avvertì il pericolo era troppo tardi, ragion per cui restò conquistata e distrutta. I politici europei, allorché discutono sul come esportare la democrazia nei regìmi islamici e sul come integrare i musulmani in Europa, non percepiscono la realtà distruttiva incombente, ma vivono di astrazioni, cullandosi in sogni e perdendosi in utopie. Il Consiglio e la Commissione dell’Unione Europea non hanno colto il senso della proposta, da più parti avanzata e riformulata da Giacomo Biffi a Bologna, di distinguere nell’immigrazione tra non islamici integrabili ed islamici inintegrabili. È, infatti, una concezione politicamente suicida l’accoglimento di una minoranza islamica aggressiva e totalitaria, che ha nel suo programma e nei suoi intenti il non ri15 spetto della maggioranza, e che si organizza ed agisce per combatterla e sottometterla. In definitiva, non si tratta in generale di chiudere le porte all’immigrazione, ma soltanto in generale di bloccare l’immigrazione islamica invasiva. 2 - Conquista islamica in atto: belligeranza sia ideologica sia armata Il Consiglio e la Commissione dell’Unione Europea devono prendere atto che fra le religioni orientali approdate in Europa, solo l’islam costituisce un gravissimo problema di ordine pubblico permanente. E lo sta sempre più divenendo, ormai alla soglia di una guerra non dichiarata. L’islam si presenta come una religione, quando è piuttosto un movimento ideologico politico-religioso, cioè una forza politica che ha assunto, come contenuto ideologico, la fede religiosa. Religione e politica (quindi, potere, Stato e così via) sono inscindibili. In questa sua natura di movimento politico, che considera il sentimento religioso la quintessenza della politica, va rinvenuta la spiegazione della sua differenza dalle altre religioni orientali. Questo carattere è così profondo nell’islam che ne fa un movimento rivoluzionario e, nel contempo, un movimento sovversivo permanente nel conculcare ogni forma di cultura politica e religiosa, ogni sistema di civiltà diversa dalla identità, che, in partenza dal Corano, ha sviluppato. Una linea evolutiva arenatasi su una legge ritenuta immutabile, poiché di origine divina e non umana: nel diritto musulmano è contenuta la sintesi del pensiero islamico. L’islam si risolve, perciò, in una nomocrazia, in una dittatura della legge. L’islam è un totalitarismo politico-religioso ancora non chiaramente percepito in Europa. Tutto al più si attribuisce questa fisionomia totalitaria soltanto al terrorismo islamico. La diversità delle prassi politiche, seguite in Turchia, nei paesi arabi, nell’Iran, non modifica la natura totalitaria dell’islam. Per gli europei che considerano il nazi-fascismo come un modello di totalitarismo classico, che sono arrivati tardi a comprendere la natura totalitaria del comunismo, cogliere un totalitarismo atipico rispetto ai totalitarismi europei, come quello islamico, potrà essere un risultato sofferto, augurabilmente non troppo lontano nel tempo. È opportuno, dunque, che il Consiglio e la Commissione dell’Unione Europea affrontino la questione della natura totalitaria dell’islam, prima ancora che diventi impossibile una strategia di difesa all’interno della stessa Europa. La prima autodifesa è tanto politica quanto giuridica, e dovrebbe trovare 16 nella Costituzione europea una norma di divieto per ogni movimento di ispirazione ideologica totalitaria e di istigazione alla conquista esclusiva del potere. Il punto dirimente, sia sulla natura totalitaria dell’islam come ideologia politico-religiosa, sia sul suo obiettivo politico-religioso di islamizzare l’Europa per detenerne il potere assoluto, è dato dalla realtà in atto di forza belligerante, che ha dichiarato guerra all’Europa, anche se il Consiglio e la Commissione dell’Unione Europea fingono di non vedere. È sufficiente constatare le forme di ostilità in atto dell’islam in Europa. La prima forma assunta dall’immigrazione islamica è quella ideologica di lotta ai simboli cristiani. L’islam ha innescato una spirale di insofferenza verso le tradizioni ed i simboli della Fede cristiana nella loro manifestazione pubblica. Se ne chiede l’eliminazione, l’epurazione, la scomparsa. Il cristianesimo è parte attiva della cultura europea, e come ogni cultura rinviene una proiezione visibile nei simboli, poiché il simbolo, in ogni cultura, è ciò che unisce. Ovviamente i musulmani, nel clima di rispetto che l’accoglienza occidentale offre loro, non hanno alcuna giustificazione per un’azione continua di avversione alle tradizioni cristiane. La loro intolleranza per i crocifissi, per i presepi, per i canti natalizi, ed altro di segno cristiano nelle scuole, in luoghi di lavoro od in altri ambiti pubblici, è presentata come una «lotta per raggiungere la pari dignità sociale garantita a tutti i cittadini italiani dalla Costituzione» (Dichiarazione dell’Unione Musulmani d’Italia del dicembre 2001). Così in Italia. Analogamente in altri Stati Europei. A fronte delle pretese contro i cristiani avanzate in Europa, nessuna dichiarazione di condanna della condizione giuridica riservata ai cristiani nei regimi islamici sottoposti a pesanti restrizioni nella loro libertà religiosa, costretti al pagamento di un’imposta e non parificati nei diritti politici e civili ai cittadini musulmani. Ma nemmeno i Governi europei, ancor meno l’Unione Europea, si sono posti il problema di esigere la reciprocità dai rispettivi Stati islamici, i quali sono assai solerti a sostenere finanziariamente e diplomaticamente le comunità musulmane, sia nel proselitismo, sia nel mantenimento di posizioni discoste dal contesto europeo. Quale il senso di questa guerra ai simboli cristiani? Perché sulla strada della conquista politica dell’Europa (la sua islamizzazione) l’ostacolo maggiore sono i cristiani, non i democratici agnostici e increduli, incapaci di cogliere con l’ascesa dell’islam la fine dello Stato laico e della democrazia politica, nonché illusi di influenzare l’islam e di riformarlo secondo le loro concezioni secolariste. Questa lotta ideologica ai simboli cristiani è guerra di religione, ed è guerra al cristianesimo, in preparazione allo scontro con la civiltà europea nell’insieme di tutte le sue componenti. L’integrazione islamica in Europa è un’utopia: chi sta dentro l’islam è un fratello, chi sta fuori dall’islam è un nemico! La seconda forma assunta dall’emigrazione islamica è quella violenta di lotta armata, di azioni terroristiche preparatorie della jihad-guerra santa. I musulmani non sono soddisfatti della libertà di cui godono in Europa, potendo conservare la propria fede, le proprie tradizioni, la propria cultura. Essi puntano ad ottenere, come comunità separata, l’autogoverno religioso-politico attraverso il concilio delle moschee. Per una precisa scelta ideologica: «Ritroveremo la libertà soltanto se dichiareremo incompatibili la civiltà dell’islam e la civiltà dell’ovest. È giunta l’ora per noi di trovare alternative alle vacche sacre del capitalismo, del socialismo e della democrazia» (Kalim Siddiqui, direttore del “Muslim Institute for Research and Planning”. Londra, luglio 1989). In ogni parte d’Europa è già iniziato un braccio di ferro, più o meno conflittuale, nell’esigere spazi amministrativi e giuridici specifici “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 per l’islam. Il loro obiettivo, oltre a cimiteri, macellerie e scuole proprie, è di conseguire l’applicabilità per le loro comunità del diritto islamico, iniziando dal diritto di famiglia con tutte le sue norme sul matrimonio, sul divorzio, sull’eredità, e, quindi, l’accesso alla poligamia ed a procedure assai sbrigative sempre in materia di matrimonio e di divorzio. Queste rivendicazioni giuridiche, in partenza ostili all’integrazione nella società europea e mirate alla formazione di enclave politiche all’interno degli Stati, avvengono nello sfondo di azioni terroristiche sempre più frequenti. Gli atti di disturbo a forte ripercussione psicologica – come l’uccisione di turisti europei, in visita a luoghi arabi, come i sequestri di civili europei, in missioni umanitarie o di lavoro, come il maxi attacco terroristico a Madrid dell’11 marzo 2004, come i riflessi in Europa delle incursioni mega-terroristiche su suolo russo – puntano in tempi accuratamente intervallati a sfibrare politici ed intellettuali. L’islam è prossimo all’ultima fase della sua strategia di conquista: quella, cioè, di considerare l’Europa ormai come territorio di guerra, i cui tempi sono incalcolabili, con tregue intermittenti secondo un’abile “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 strategia, ma da cui si propone di uscirne vincitore. L’Europa, ha scritto il giornalista musulmano Magdi Allam in premessa ad una sua indagine al jihad in atto in Italia, è «diventata non soltanto territorio di jihad, di predicazione della guerra santa, ma anche di formazione e addirittura di esportazione dei “shahid” i martiri dell’islam» (giugno, 2003), dove il termine “shahid” indica i Kamikaze, che si immolano in azioni terroristiche largamente distruttive e seminatrici di panico. Il primo obiettivo di questa “guerra santa” è di incutere paura nei popoli europei, così da indurre disorientamenti e smarrimenti, su cui tentare di inserirsi per graduali condizionamenti della vita politica in Europa. Una realtà è certa e consolidata: l’islam è diventato un problema permanente di ordine pubblico. L’Europa, al presente, considera soltanto il versante terroristico dell’islam quale problema di polizia. Non si sente ancora oggetto della “guerra santa” islamica, poiché il jihad è attualmente attivo prevalentemente con intimidazioni ed azioni di disturbo. Tra non molto, inevitabilmente, l’islam porrà seri problemi di sicurezza militare. Il quadro è largamente inquietante: un’emigrazione invasiva, sollecitata a congiungere la prolificità ai flussi migratori sempre continui, onde sopravanzare numericamente i nativi europei, ed accompagnata da una crescente guerra ideologica e terroristica. Quale provvedimento di salvaguardia pensa di adottare l’Unione Europea? L’ingresso della Turchia! Una Turchia, che dietro un’apparente condiscendenza, è irremovibile nel ruolo assegnatole dall’insieme islamico di essere determinante nella conquista dell’Europa: «Nessuno cerchi di esercitare pressioni sulla Turchia con il pretesto dell’Unione Europea» (Primo Ministro Tayy Erdogan – Settembre 2004); «Nessuna condizione speciale per la Turchia è possibile» (Abdullah Gull, vice premier e ministro degli esteri – Ottobre 2004) Bertolt Brecht ammoniva: «Quando si marcia contro il nemico, è bene essere sicuri che il nemico non marci alla nostra testa». Chi sta per tradire la Patria Europea? Chi si oppone all’ingresso della Turchia o chi si piega nuovo gauleiter al diktat americano? (continua) 17 – I GIGANTI DEL MALE – LA TRADIZIONE-TRADIMENTO DELLA GIUDEO-MASSONERIA – Da: “Traicion a Occidente” (1961) (pp. 104-120) – a cura di A. Z. 3 TRADITA LA CECOSLOVACCHIA Si sa che la Cecoslovacchia è apparsa sulla carta geografica al termine della prima guerra mondiale come creazione della giudeo-massoneria. Fu concepita come una piattaforma girevole massonica nel cuore dell’Europa e continuò ad esserlo finché la massoneria, nel 1948, la consegnò nelle mani del comunismo. I tre presidenti democratici della Cecoslovacchia, Thomas Masaryk, Eduard Benes e Jan Masaryk furono Gran Maestri della massoneria ceca. Sotto il loro regime massonico, chiamato “democratico” e caratterizzato dal permanente terrore contro gli slovacchi cattolici, il comunismo ebbe tutte le facilitazioni possibili per organizzarsi e svilupparsi nel paese, al punto che la Cecoslovacchia fu l’unico paese dell’Europa orientale che disponeva di un partito comunista legale e perfettamente organizzato ancor prima dell’inizio della seconda guerra. Un anno prima della guerra, il regime massonico di Benes fu annientato dai tedeschi. Rifugiatosi a Londra con il suo governo, Benes firmò, durante la guerra, un trattato di alleanza con la Russia e, nel 1945, unì la Cecoslovacchia ai carrozzoni dell’esercito rosso. Insediò il suo regime “democratico” con una più ampia partecipazione comunista, e fu, di fatto, un governo composto interamente da massoni, ebrei e comunisti. 18 poiché i “democratici” di questo lato del telone di ferro sono complici di chiunque opera nell’altro lato. TRADITA LA ROMANIA Morto Benes, nel 1946, come presidente lo seguì Jan Masaryk, altro capo massone, figlio di Thomas Masaryk, “creatore” della Cecoslovacchia, nel 1918. Masaryk figlio, fece la fine di tutti i lacchè del “potere segreto”: forse si pentì, e tentò di opporsi a che i suoi camerati giudei-comunisti e massoni lo dominassero totalmente, e fu “suicidato” dai suoi fratelli di crimine. Il paese, allora, cadde totalmente sotto il comunismo, dato che l’Occidente non fece nulla per opporsi, Per tradimento massonico, cadde sotto il comunismo anche la Romania. La giudeo-massoneria poté impossessarsi totalmente del Governo rumeno dopo il 1930, sotto il regno del famoso degenerato Carlo Il di Hohenzollern e della sua concubina ebrea Magda Wolf (Lupescu). Nell’epoca della dittatura “democratica” di Carlo, la Wolf e la massoneria di Pangal furono famose per l’illimitata corruzione e il caos in tutti gli ambiti della vita pubblica. Ciò ebbe termine col primo grande tradimento del 1940, quando il governo consegnò, senza lotta, la quarta parte del territorio nazionale all’Unione Sovietica: Ungheria e Bulgaria. Il tradimento costò il trono a Carlo, che fuggì all’estero con la Wolf e col capo della massoneria rumena, Pangal. Il nuovo regime, integrato dall’esercito e dalla “Guardia di Ferro” o “Movimento Legionario” sciolse la massoneria e pose fuori legge i giudei, isolando la popolazione israelita nei campi di concentramento. Tuttavia, dopo il conflitto tra il maresciallo Antonescu e la “Guardia di Ferro”, i membri di questa furono costretti a fuggire in Germania o messi in carcere, mentre Antonescu adottò una politica “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 meno decisa nei confronti degli ebrei e della massoneria. Invece di liquidare i massoni conosciuti capi dei vecchi partiti “democratici” - Antonescu chiuse parte di essi in campo di concentramento, lasciando liberi gli altri. Questi ultimi furono consiglieri del nuovo re Michele, figlio di Carlo Il, che era diverso da suo padre solo per essere una canaglia imbecille, mentre il padre era una canaglia intelligente. Questi “consiglieri” convinsero il nuovo re a organizzare il colpo di Stato del 23 agosto 1944 contro il maresciallo Antonescu e il suo governo. Il maresciallo, dopo essere stato chiamato al palazzo a consulta, fu detenuto e, in suo nome, si ordinò alle truppe del fronte di Moldavia che lasciassero le loro posizioni, così il paese venne spalancato alle orde sovietiche. I soldati del fronte di Moldavia obbedirono perché non sapevano da che parte giungessero gli ordini, e questo tradimento massonico fu una delle cause della perdita della guerra per le potenze cristiane d’Europa. I governi che si impadronirono del paese, dopo questo tradimento, furono inizialmente integrati da vecchi massoni, ebrei e comunisti. Più tardi, i massoni di origine cristiana, come Groza, Parhon e altri furono eliminati, lasciando al potere solamente i giudei comunisti o i loro strumenti. In questa banda giudaica, il nome più sonoro fu quello di Anna Rabinson Pauker, figlia di un rabbino di Moldavia. Negli anni sessanta il capo segreto della banda che dominava il governo comunista di Bucarest era Moses Rosen, il gran rabbino di Romania che, senza alcuna carica ufficiale, dominava tutti gli ambiti dello Stato per mezzo dei suoi “figli”. verso, l’Indonesia, entro pochi anni, diventerà uno Stato comunista, dal momento che esso ha perseguito il piano giudeo-comunista di liberarla dall’Olanda che l’aveva civilizzata. Le condizioni di vita dei popoli coloniali, resi indipendenti, peggiorarono catastroficamente, perché, allontanati gli europei, e scatenatisi i disordini tipici dell’era precoloniale viene presentata l’“ancora di salvezza” del comunismo, il cui scopo è quello di creare il “nuovo Impero cristiano occidentale”. Nel 1960, venne il turno del Belgio, forzato dalla giudeo-massoneria interna ed esterna a dare indipendenza al Congo Belga, che neppure esso è paese, ma un insieme di etnìe africane, sempre in guerra tra loro, che vivono ancora in gran parte all’età della pietra e praticano la magìa e l’antropofagia. Ora, la massoneria ha inventato un “nazionalismo congolese” ed ha educato i giovani nelle scuole comuniste di sovversione politica di Mosca e Praga, e nelle Logge massoniche dello stesso Belgio, suscitando nel Congo gruppuscoli di agitatori negri che aspirano a diventare tiranni dei loro stessi fratelli. La lotta massonica per I’“indipendenza” del Congo fu diretta dallo stesso Belgio, e il compito principale è stato svolto dal Partito Socialista Belga di Paul II; partito che è lo strumento principale della massoneria in questo paese, e che premette fortemente sul Governo cattolico di Bruxelles affinché il Belgio consegnasse la sua unica e ricca colonia, rimanendo il Belgio con una densa popolazione di molti milioni, compressi in un territorio rigidamente ristretto, ottanta volte minore del Congo, entrato ormai nell’orbita comunista. Ciò che seguì nel Congo, alla partenza dei belgi è cosa nota. Quasi la metà del suo territorio è soggetto al controllo del regime comunista di Gizenga erede del comunista Lumumba con sede a Stanleyville. In tutte le parti, vige la legge della foresta. Cannibalismo, terrore e controterrore, fame, caos totale e disintegrazione della ex colonia belga in 18 Stati. Questo significò l’“indipendenza” per quella che fu la più ricca e prospera colonia europea in Africa. E tutto questo è accaduto sotto le pressioni dell’ONU e con l’aperta complicità dei governanti di Washington. Essi affermano di combattere per l’indipendenza dei popoli coloniali perché, una volta che gli europei se ne sono andati, questi popoli, o meglio queste tribù, possano cadere più facilmente nelle grinfie del comunismo internazionale che ha sempre da guadagnare dove c’è caos e fame! (fine) TRADITI OLANDA E BELGIO In ultimo, furono traditi dalla massoneria l’Olanda e il Belgio, dove la sètta lavora liberamente. Questo tradimento si manifestò nella liquidazione delle colonie belghe e olandesi, nel quadro della campagna internazionale rivolta a distruggere il potere dei Paesi europei nelle loro colonie, per dare maggior potere al comunismo. Olanda e Belgio, in seguito, furono ancora tradite all’interno dai loro stessi capi “democratici”, fedeli strumenti della giudeo-massoneria internazionale. L’Olanda (nel 1948, fu obbligata dalle Nazioni Unite a cedere l’Indonesia in mano al cripto-comunista Sukarno e alle sue bande chiamate “nazionaliste”. Non esistendo un “popolo indonesiano”, ma un conglomerato di tribù che parlano lingue diverse e praticano religioni varie, questo Stato indonesiano è destinato alla disintegrazione come fu al punto di esserlo dopo la guerra civile del 1959 e, se le cose continuano in questo “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 Ebrei Askenaziti al muro del pianto, a Gerusalemme. 19 «... E ADAMO SI VIDE NUDO...» di A. Z. L a più profonda tragedia di questa ora è la perdita della Verità. L’uomo d’oggi si trova nudo di fronte ai princìpi fondamentali dell’essere, privo di validi riferimenti metafisici. È stata la vittoria del relativismo assoluto sulla ibrida cultura attuale. All’egemonia culturale marxista è subentrata l’egemonia culturale massonica, e dalla padella siamo caduti nella brage! Il relativismo assoluto è, nel suo stesso porsi, inconsistente, perché in radice nega anche se stesso: se, infatti, tutto è relativo, anche il relativismo è relativo, quindi non può porsi come fondamento di verità. Il relativismo deve per forza porsi una base, e presume di averla trovata nell’individuo umano come ultimo criterio di verità. Cosi si cade nel soggettivismo, per cui ognuno ha la sua verità, la quale può essere in contrasto con le verità altrui, Se l’individuo dice: “La verità me la faccio io come meglio mi comoda”, si conclude che una verità elide l’altra, e non è più possibile alcun accordo tra i mortali. Oppure la ricerca si perde nei meandri dell’immanentismo, che intossica molta filosofia attuale, e la ricerca della Verità diventa un problema ancor più arduo. Si corre allora al riparo con verità statistiche di questo tipo: «È vero ciò che è maggiormente condiviso». È il fondamento delle democrazie, basate non su una Verità oggettiva, ma sulla forza numerica dei più. Se una società è fatta di santi, questi legiferano il meglio, ma se vi prevalgono i delinquenti, le leggi escono su loro misura. Poniamo il caso concreto dell’aborto: se la maggioranza è corrotta, l’aborto sarà proposto come conquista sociale. È stata la beffa dei Referendum! La legislazione europea elabora le leggi in base al relativismo massonico, il 20 Gesù Cristo-Verità, di fronte a Pilato. quale si appella a un sentire dei più telecomandato dai cervelloni del potere, esperti nella tecnologia di manipolazione delle intelligenze i quali, impadronitisi dei media, eserciteranno una crescente egemonia sui cervelli umani, come già nel 1953 ha dimostrato l’operazione “Littrè”, in Francia (cfr. Orio Nardi, “Il Vitello d’Oro”, p. 228) e lo stanno dimostrando le proposte dei vertici dell’Unione Europea nell’ambito della morale sessuale, che sono il punto di arrivo del Piano Malthusiano, elaborato nell’ambito massonico fin dagli anni venti del secolo scorso (cfr. Orio Nardi, “Il Vitello d’Oro”, pp. 223s). E già stiamo constatando che la bestia satanica «ottiene da tutti, piccoli e grandi, ric- chi e poveri, liberi e schiavi, che si facciano un marchio sulla fronte, e che nessuno possa comprare o vendere se non chi abbia il marchio il nome, della bestia, o la cifra del suo nome.., ossia il 666» (Ap. 13, 16s). È il simbolo del potere di Satana menzognero e omicida, come insegna Gesù. Avanza un’epoca di restrizione dell’intelligenza personale a favore del sentire di massa, un’epoca di crescente spersonalizzazione alla quale potrà fare da barriera solo la ferma adesione al Vangelo. Tra i tanti frutti avvelenati, il relativismo produce, suo malgrado, un frutto di giustizia: che ogni società ha quello che si merita, in bene o in male, perché Dio ha posto questo saldissimo assioma: ciascuno è premio o castigo a se stesso. È un castigo peggiore dell’inferno, perché il peccato è sempre peggiore della pena che si merita. Premio o castigo dell’uomo è quello che l’uomo si costruisce giorno per giorno con i propri pensieri, desideri, azioni, e ciò vale anche per le società umane. IL “SEDUTTORE DELL’ORBE ABITATO” La società attuale è, quindi, destinata allo sbando. Finché non ritrova le proprie radici nella Verità, ci sarà sempre qualcuno che dirà: «Usiamo le atomiche per prevenire chi potrebbe usarle contro di noi». Quando si perde la Verità, tutto è possibile: ci sarà sempre un figlio che giudicherà ragionevole uccidere il padre o la madre che gli danno fastidio. Ci sarà sempre una madre che troverà buone ragioni per sopprimere il bambino che porta in grembo. Ci sarà sempre un popolo che ricorrerà a un Massinissa per giustificare i propri pruriti di guerra. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 Senza una Verità che sia al di sopra di tutte le contingenze, tutto è possibile, e tutto sbocca nell’inferno, il luogo dove si è spenta la Verità. Il vuoto di verità ha reso possibili le grandi tragedie del secolo. L’Apostolo Paolo scrive a Timoteo: «Tempo verrà in cui gli uomini non sopporteranno più la sana dottrina, ma, abbandonandosi ai loro capricci, avidi di ciò che può solleticare le orecchie, si circonderanno di una folla di maestri, e distogliendo l’udito dalla Verità si rivolgeranno alle favole» (2 Tm. 4, 3s). Nel vuoto di verità navigano i seduttori che trascinano masse intere nei baratri di ideologie mortifere. Il nazismo ha sedotto con la favola della superiorità razziale, il comunismo con la favola del materialismo e del progresso sociale, e l’umanità intera ha pagato le idee sbagliate con guerre mondiali, tragedie di popoli e centinaia di milioni di morti. Come mai gli uomini, pur orgogliosi del loro progresso culturale, hanno potuto seguire idoli cosi carichi di menzogne? Satana esercita un potere enorme sulle deboli intelligenze umane, soprattutto sui pensatori, che si atteggiano a maestri mentre sono ciechi e guide di ciechi. Dio stesso ci rivela Satana come «il gran dragone, l’antico serpente, il seduttore di tutto l‘orbe abitato, quello che viene chiamato diavolo» (Ap. 12, 9s). Serpente per il suo incedere sinuoso, diavolo (da diaballo) perché rovesciato e precipitato. L’attuale orizzonte culturale, soggetto ormai all’egemonia massonica, soggiace a particolari manipolazioni che inquinano il pensare delle masse, La menzogna massonica si insedia in alcune aree di priviIegio che è bene individuare. È in atto una vasta deformazione storiografica per quanto riguarda la Chiesa e il suo passato. Non a caso è stato tolto dalla scuola l’insegnamento sull’antichità cristiana e vengono enfatizzati in modo isterico presunti errori, che tali non sono se conosciuti nella loro reale situazione storica (Crociate, Inquisizione, caso Galilei, Colonialismo, ecc.). L’arca scientifica e bioetica è deformata dalla pregiudiziale evoluzione materialista. Altre deformazioni riguardano la psicologia, la sociologia e altre discipline. L’area religiosa subisce massicci assalti dal pullulare di sètte d’ogni tipo e dell’occultismo fino al satanismo. Il pensare esoterico, tanto diffuso, annebbia troppi cervelli. Sono da encomiare gli sforzi di validi ricercatori impegnati a riportare la Verità su tutto l’ambito del conoscere umano, ma le masse seguono il sentito dire dei più, orchestrato dagli occulti persuasori. L’INQUINAMENTO NELLA CHIESA Il Salmista si domanda: «Quando le fondamenta sono scosse, che cosa può fare il giusto?» (Sal. 10, 2). La Chiesa stessa subisce gli influssi del relativismo “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 dominante, entrando in uno stato di ovattazione che snerva il suo vigore evangelico. La doppia verità rinascimentale viene oggi riciclata nelle mezze verità che circolano nell’aria. La Rivoluzione Francese aveva trovato un episcopato ancora ancorato su solidi principi, che si era rifiutato di accettare la “Costituzione Civile del Clero”, a costo del martirio di migliaia tra Vescovi e Sacerdoti. Oggi, non è cosi. Un cardinale ha consentito a un fatto assai più grave, accettando l’incontro ecumenico tra cattolici, dissidenti e pagani, come se le false divinità potessero convivere e nello stesso Tempio dell’unico vero Dio. Si è trattato decisamente di un peccato di idolatria. Eppure questo Vescovo aveva insegnato per decenni teologia morale in seminario e sapeva benissimo che in nessun modo si deve ammettere un male in vista di un bene (principio del duplice effetto, cfr. Jone, 14, ecc.) . È il clima degli incontri di Assisi ove si La “stella a cinque punte”, simbolo della Massoneria e del Marchio della Bestia, 666, incisa sul dorso della mano di Paolo VI, nella 12a formella originale della Porta di Bronzo della Basilica di S. Pietro. commettono peccati di idolatria. Peccati simili facevano infuriare Jahvé contro gli ebrei fino a provocare le grandi deportazioni: assira, babilonese e romana. L’Arca dell’Alleanza non poteva rimanere nel tempio filisteo di Dagon, e al mattino la statua di Dagon fu trovata in frantumi (1 Sam. 5, 2). Ma l’insegnamento biblico ha ancora valore per certi sacerdoti? L’ecumenismo sinarchico, ispirato dalla massoneria, è la manifestazione più vistosa del relativismo modernista, ma lo smarrimento metafisico infesta altre aree della vita ecclesiale, come l’esegesi, la liturgia, la morale. Quest’epoca delle mezze verità ha reso possibile la proliferazione di movimenti molto inquinati, quali le infiltrazioni luterane dei “neo-catecumenali” che vanno scardinando soprattutto il culto eucaristico, e quelle anglicane del “rinnovamento” a base di illusioni carismatiche e sentimentalismo emotivi. Gli stessi “focolarini” assumono atteggiamenti trasgressivi. A lungo andare, questi movimenti, che sfuggono al controllo di autorità consapevoli, dissolvendo la Verità, finiranno per spingere la Chiesa in pieno protestantesimo. Nel suo insieme la Chiesa attraversa, in questo momento, la crisi più grave della sua storia bimillenaria. È una situazione peggiore della crisi ariana, perché allora i principi avevano ancora valore; peggiore degli stessi movimenti protestanti, perché la crisi, oggi, non intacca solo aree dissidenti, ma l’interno della Chiesa universale, partendo da certo alto Clero. Urge, quindi, un vigoroso sforzo dottrinale rivolto a vagliare il buon grano dalla pula e a estirpare dal campo di Dio ogni zizzania, perché è dalla sana dottrina evangelica che la Chiesa, trae la sua vigorosa linfa vitale. Il modernismo ha preso le mosse dal liberalismo esegetico, che è libero esame protestante, mentre la Verità è affidata al Magistero di Pietro. Il Papa stesso non può rinunciare a questo compito che, in radice, non appartiene a Lui, ma a Cristo, il quale ha fondato la Chiesa sulla indefettibilità di Pietro: si tratta, innanzi tutto, di una indefettibilità di carattere dottrinale, perché è dalla retta dottrina evangelica che trae purezza il comportamento morale, il regime pastorale, il culto dovuto a Dio. Questa nostra epoca ha sperimentato come certe oscillazioni dei maestri d’Israele, sia pure avvenute in buona fede, hanno ingenerato un increscioso smarrimento teologico e comportamentale nella Chiesa: pensiamo al “dialogo” col mondo, di cui non bisogna dimenticare l’incompatibilità di spirito nei confronti di Cristo: «Non può esservi accordo tra luce e tenebre, tra Cristo e Beliar» (2 Cor. 6, 15); al dialogo con le religioni e i fratelli dissidenti, ai compromessi con movimenti deviati. Né meno irrinunciabile è il dovere del Sommo Pastore di richiamare sulla retta via i pastori erranti, soprattutto insigniti di alte responsabilità: la Chiesa assiste, oggi, al gravissimo problema delle elezioni di pastori noti per la loro appartenenza alla massoneria! Più di ogni altra preoccupazione, urge oggi una precisione nella Verità che solo la dottrina tomistica è in grado di garantire: non a caso è riproposta, dal Concilio Vaticano Il, come guida sicura per gli studi ecclesiastici (cfr. OT 16c; GA 10a). 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa «Noi abbiamo intrapresa la corruzione in grande: la coruzione del popolo per mezzo del Clero e de Clero per mezzo nostro; la corruzione che deve condurci al seppellimento della Chiesa»1. Quando questo programma infernale venne propagato dall’Alta Vendita (a quel tempo, vertice supremo della massoneria mondiale), i suoi stessi capi si opponevano all’ingresso di Giuseppe Mazzini in questo vertice occulto, denigrando la sua dottrina dell’assassinio politico: «A cosa serve un’assassinio? (...) I nostri predecessori nel Carbonarismo non conoscevano la loro potenza. Non si tratta di esercitarla spargendo il sangue d’un uomo isolato o anche di un traditore; bisonga esercitarla sulle masse. Non individualizziamo il delitto; per ingrandirlo fino alle proporzioni (...) dell’odio contro la Chiesa, noi dobbiamo generalizzarlo. (...). Un colpo di pugnale non significa niente, non fa nessun effetto. Che importa al mondo di un cadavere ignoto, steso sulla pubblica via dalla vendetta delle Società segrete? Che importa al popolo che il sangue d’un operaio, d’un artista, d’un gentiluomo o anche d’un principe sia stato versato in forza di una sentenza di Mazzini o di alcuno dei suoi sicari che si divertono (in questo modo)? (...) Il miglior pugnale per assassinare la Chiesa e colpirla nel cuore è la corruzione»2. Mons. George E. Dillon, nel suo libro: “Grand Orient: Freemasonry unmasked”, ci informa che «tutte le Società segrete sono divise in due gruppi: il “partito intellettuale”, o di direzione, e il “partito d’azione”, o della guerra»3. L’“Alta Vendita” era il “partito intellettuale”; l’organizzazione dei sicari di Giuseppe Mazzini, costituivano, invece, il “partito d’azione”! Mons. Dillon, nel libro citato, scrive che, al tempo della sua esclusione dall’Alta Vendita «Giuseppe Mazzini pensò, sviluppò, nel suo stile magniloquente, e mise in atto la sua “dottrina dell’assassinio”. Le citazioni che seguono sono tratte dalle regole dei Carbonari della “Giovane Italia”: – Art. I La società è formata per la necessaria distruzione di tutti i Governi della Penisola e per la formazione di un solo Stato sotto un Governo Repubblicano. – Art. II Avendo sperimentato gli orribili mali del potere assoluto e quelli ancor maggiori delle monarchie costituzionali, noi dobbiamo lavorare per fondare una Repubblica, una e indivisibile. – Art. XXX Quelli che non obbediscono agli ordini della società segreta, o quelli che riveleranno i suoi misteri, devono essere pugnalati senza alcuna pietà. Lo stesso castigo spetta ai traditori. – Art. XXXI Il tibunale segreto prouncerà la sentenza e sceglierà uno o due membri affialiti per la sua immediata esecuzione. 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. – Art. XXXII Chi si rifiuterà di eseguire la sentenza verrà considerato uno spergiuro e, come tale, dovrà essere ucciso sul posto. – Art. XXXIII Se il colpevole fuggirà, egli dovrà essere inseguito senza tregua in ogni luogo, e dovrà essere abbattuto da una mano invisibile, anche se egli dovesse rifugiarsi in grembo a sua madre, oppure nei taberacoli di Cristo. – Art. XXXIV Ogni tribunale segreto deve essere competente non solo nel giudicare gli adepti colpevoli, ma anche nel far mettere a morte ogni persona che sia stata colpita da anatema. – Art. XXXIX Gli ufficiali devono portare un pugnale di forma antica; i sotto-ufficiali e i soldati dovranno avere fucili e baionette, insieme ad un pugnale di lunghezza di un piede che dovrà essere appeso alla cintura, e sul quale essi dovranno fare il loro giuramento. Un gran numero di ispettori di polizia, generali e uomini politici furono assassinati su ordine di questi tribunali (controllati da Mazzini) e le Logge massoniche fornivano la loro assistenza in questo lavoro»4. 1, 2 “Lettera di Vindice al Nubius” del 9 agosto 1838. 3 Mons. George E. Dillon, “Grand Orient, Freemasonry unma- sked”, Christian Book Club of America, p. 110. 3 Idem, pp. 104-105. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: MARGHERITA DI CITTÀ DI CASTELLO di William R. Bonniwell Reverendo sac. dott Luigi Villa, quando ho aperto la vostra rivista mensile “Chiesa Viva” (giugno 2004) non ho potuto fare a meno di esclamare: «ah... ma qui si respira proprio aria di buona cultura!.. complimenti»! Sono stato molto colpito dal vostro articolo su Paolo VI contro la “Madonna Mediatrice”; finalmente ho capito dove si è inceppato il meccanismo di questa proclamazione, possiamo dire invocata da tutta la santa Chiesa da secoli e millenni. Il vostro articolo, molto ben congegnato, mi ha spiegato anche perché lo studio della “Marialis Cultus”, da me fatto qualche anno fa, mi aveva lasciato con l’amaro in bocca e mi aveva dato l’impressione, non conoscendo i fatti da voi messi in luce, che fosse stata scritta da uno che non amava molto la Madonna. Se il pontefice Paolo VI fosse ancora in vita sulla cattedra pietrina, avrebbe perlomeno ripristinato il tribunale dell’inquisizione o richiamato in vigore l’abrogata terribile scomunica cosiddetta “Vitando” in “illo tempore” (epoca Pio XI), applicata al sacerdote Ernesto Buonaiuti, leggendo i messaggi che stiamo consegnando al Vaticano da circa quattro anni. Infatti, in essi non si parla soltanto dei titoli, alcuni già riconosciuti alla Madonna, quali: “THEOTOCOS” (Efeso 431), Sposa dello Spirito, Mediatrice di tutte le grazie, Avvocata, ma di qualcosa che avrebbe urtato il defunto Papa e tutti coloro che la considerano, purtroppo in modo dispregiativo, una donna qualsiasi, una semplice creatura umana e basta. Poiché noto, dal tenore dell’articolo, che siamo animati dallo stesso ardente e filia- le amore verso la Vergine Santissima (...), con devozione e riverenza vi bacio la mano. (F. Z. - Maria) *** Signor Direttore, vorrei conoscere il Vostro Mensile. Potrebbe inviarmi qualche numero in omaggio?.. Siccome amo tanto la Chiesa, che nel nostro tempo è così messa in discussione ed anche calunniata, vorrei leggere ciò che la Vostra Rivista scrive intorno alla Chiesa d’oggi. Mi si dice che è una Rivista senza peli sulla lingua, ma che ama la Chiesa senza nulla nascondere. La ringrazio anticipatamente se potrà accontentarmi. In unione di preghiere! (Don D. S. - Arezzo) *** Rev.do Padre Luigi, Le invio l’importo per la Rivista “Chiesa Viva”, sempre tanto gradita. Il contributo che Vi mando, sempre modesto, ma Vi prego, però, di non dimenticarmi! Io offro a Dio le sofferenze e le umiliazioni della mia vita per la buona riuscita del Vostro lavoro. Sono sola e ho dovuto lasciare anche il lavoro per curare mia madre (85 anni e da tempo ammalata!..). Pregate anche per me. Non dimenticatemi!! Ossequi e mi benedica assieme alla mamma!.. dev.mo (....M. - Novara) Un giorno d’autunno del 1287 viene alla luce Margherita, l’attesa primogenita di Parisio ed Emilia, nobili del borgo della Metola; ma, con dispiacere e vergogna dei genitori, la bimba nasce cieca e deforme. Tenuta nascosta a tutti, a sei anni viene fatta rinchiudere in una cella murata vicino a una chiesetta; dopo quattordici anni di prigionia, i genitori la conducono presso un santuario a Città di Castello, sperando in un miracolo: niente accade, e padre e madre si liberano di Margherita abbandonandola lì. Circondata dalla solidarietà semplice dei poveri e dei diseredati, l’esistenza della giovane diventa un crescendo di preghiere e di opere di misericordia, sotto il segno distintivo della nobiltà d’animo, dell’umiltà e della solarità, a dispetto di ogni prova. Quando muore, ad appena trentatré anni, i concittadini accorrono in massa al suo funerale e, grazie a una guarigione prodigiosa operata per l’intercessione di Margherita, ottengono che sia seppellita in chiesa e da lì continui a vegliare sulla sua città di adozione. La commovente storia della beata di Città di Castello, coinvolgente come un romanzo, rivive nella documentata ricostruzione del suo più grande biografo. Per richieste: Editrice Città Nuova Via degli Scipioni, 265 00192 Roma – Tel. 06 3216212 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Bertrand Eugene Sacerdote, francese. Nato il 9 agosto 1905, ed entrò tra i “Vincenziani” il 16 settembre 1923. Ordinato sacerdote il 23 agosto 1931, venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. Woters Henry Sacerdote, olandese. Nato il 5 luglio 1905, era entrato il 15 settembre 1928 tra i “Vincenziani”, e il 21 luglio 1935 venne ordinato sacerdote. Venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. Martiri in Cina (continua) FEBBRAIO 2005 SOMMARIO N. 369 di Giancarlo Politi SIAMO AL PRINCIPIO DELLA FINE? MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Diocesi di Zhaoxian (Chaohsien) La Prefettura Apostolica venne staccata dal Vicariato Apostolico di Zhengding, il 18 marzo 1929, e affidata al clero secolare locale. Nel 1932, venne eretta in Vicariato Apostolico. Jia Agostino Sacerdote, diocesano. Era stato cappellano militare nell’esercito nazionalista. All’avvento dei comunisti, s’era trasferito nel Xinjiang. Scoperto, è stato fucilato alla fine del 1952. Sun Giovanni Battista Sacerdote, diocesano. Nato nel 1902 o 1903 a Pien Cun, studiò nei seminari di Zhengding e Beijing. Venne ordinato nel 1928. Catturato dalle Guardie rosse, durante la rivoluzione culturale, venne sospeso in aria e ucciso a bastonate. Yu Paolo Sacerdote dei “Discepoli del Signore”. Nato nel 1903 a Yujiazhuang, studiò nel seminario di BeiJing. Ordinato prete nel 1928, dal 1929 al 1932 studiò Diritto canonico a Roma. Nel 1941, entrò tra i “Discipuli Domini”. Venne fucilato, dopo essere stato torturato. Chang Crisostomo Sacerdote, diocesano. Nato nel 1902 o 1903 a Chungfung (Zhaoxian), studiò nel seminario di Beijing. Fu ordinato prete nel 1928. Terrorizzato dall’orribile morte del sacerdote Paolo Yu, morì nella stessa 24 2 Siamo al princìpio della fine? del sac. dott. Luigi Villa 6 L’Uomo: dio a se stesso della Prof.ssa M. Pia Mancini 8 Qual è lo spirito del Vaticano Secondo? (1) del dott. Homero Johas prigione prima di essere fucilato. Diocesi di Zhengding Staccata dalla diocesi di Beijing nel 1856, venne costituita Vicariato Apostolico del Cheli sud-occidentale, e affidata ai lazzaristi. Nel 1924, prese il nome di Vicariato Apostolico di Zhengding. 11 Occhi sulla politica Schraven Francesco Vescovo. Nato in Olanda, a Hubert, il 13 ottobre 1873, era entrato tra i “Preti della Missione” (“Vincenziani”) il 29 settembre 1894. Ordinato sacerdote il 27 maggio 1899, era poi stato ordinato Vescovo, il 10 aprile 1921. Venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. Charny Luciano Sacerdote, francese. Nato il 29 novembre 1882, era entrato tra i “Vincenziani” il 12 marzo 1904. Venne ordinato sacerdote il 25 maggio 1907. Venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. Ceska Tomaso Sacerdote, croato. Nato il 18 maggio 1872, era entrato tra i “Vincenziani” il 9 agosto 1890. Il 18 maggio 1897 venne ordinato sacerdote. Venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. Geerts Antonio Fratello laico, olandese. Nato il 28 luglio 1875, entrò tra i “Vincenziani” il 1° novembre 1900. Venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. 12 Documenta-Facta 14 Memorandum Turchia (3) del dott. R. Sgarbanti 18 – I giganti del male – La tradizione-Tradimento della Giudeo-Massoneria (3) a cura di A. Z. 20 ... E Adamo si vide nudo... di A. Z. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla III Domenica di Quaresima alla II Domenica di Pasqua) “Chiesa Viva” *** Febbraio 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 370 MARZO 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità SANTA PASQUA! SANTA Ma io credo! ma io credo! Signore, non ho visto, come Pietro e Giovanni, le bende per terra e il sudario che ricopriva il tuo volto, ma io credo! Non ho condiviso il pane con te nel villaggio di Emmaus, ma io credo! Non ho visto la tua tomba vuota, ma io credo! Non ho partecipato alla pesca miracolosa nel lago di Tiberiade, ma io credo! Non ho messo, come Tommaso, le mie dita nel posto dei chiodi, né la mia mano nel tuo costato, Sono contento, Signore, di non avere visto, perché io credo!.. Rev.do Padre Villa e operaie di maria immacolata La LUCE del Cristo risorto sia la nostra forza, il solo bene, la vera vita! Con affetto SANTA PASQUA! 2 “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 SI PUO’ ACCUSARE IL VATICANO II DI “LIBERALISMO”? del sac. dott. Luigi Villa D irei di “sì”! Vediamo, in breve, il Decreto conciliare “Dignitatis Humanae” sulla “libertà religiosa”, che noi vediamo in contraddizione con la secolare dottrina cattolica e che, per imporla, non si è esitato a ricorrere a vere e proprie manipolazioni dei documenti del Magistero antecedente al Vaticano II. Non posso, qui, in poche pagine, tracciare la questione teologica del problema, ma comunque è necessario che faccia qui, almeno delle apposite riflesioni teologiche sull’argomento; e cioè: La “Dichiarazione sulla libertà religiosa” del Vaticano II mostra di essere in contraddizione con il Magistero tradizionale, almeno in tre punti: 1) nega che il potere civile possa intervenire con leggi in materia religiosa, a vantaggio della religione cattolica (il che lo si insegnava prima!); 2) afferma che la “libertà religiosa”, sia in foro esterno, è un diritto voluto dalla natura e dalla Rivelazione (il che era sempre stato, prima, 1 Cfr. “Quanta cura” - 8 dicembre 1864. “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 legami con un passato tramontato e, al tempo stesso, l’inserimento realista della Chiesa e della sua testimonianza al solo posto possibile nel mondo moderno»2. Ora, questa “rottura” consiste in questi due punti: Papa Giovanni XXIII. condannato!); 3) chiede che tale diritto, assoluto sul piano religioso, sia recepito nella legge civile (il che, prima, era stato condannato)1. Chiaro, quindi, che questa “Dichiarazione” conciliare segna “un’inversione di rotta della Chiesa, senza precedenti!”. Lo ammette, ad es. anche R. Laurentin: «... la Dichiarazione... assicura la rottura di certi 2 a) per l’individuo: proclamazione di un diritto alla libertà religiosa, iscritto nella natura umana, voluto dall’ordine divino, e possibile anche con atti di culto pubblico; b) per la società: negazione di ogni dovere religioso verso Dio e verso Cristo. Ora, questa proclamazione aveva avuto già un precedente: la “Pacem in terris”. Lo ammette ancora Laurentin: «Il Decreto (ma non è una “dichiarazione”?..) (il Concilio) l’ha ripreso da “Pacem in terris”, e la formula di questa enciclica, che inzialmente era stata riportata letteralmente, non ha potuto essere conservata che a prezzo di attenuazioni. E tuttavia la Dichiarazione, nel suo insieme, non è una ritrattazione, ed elimina perfino certe ambiguità che erano state volutamente mantenute nella “Pacem in Cfr. “Bilan du Concil”, Paris, Seuil, pp. 229-230. 3 terris”. (NB: Laurentin dice di aver ripreso questo che dice da P. Pavan3. Ed ecco la formula della “Pacem in terris”, l’ultima enciclica di Giovanni XXIII (è dell’11 aprile 1963): «Ciascuno ha il diritto di onorare Dio seguendo la retta norma della coscienza e di professare la propria religione in pubblico e in privato»4. (Da notare: seguono due citazioni: una, di Lattanzio; l’altra, di Leone XIII, ma nessuna delle due prova quello che la “Pacem in terris” vorrebbe dimostrare. Difatti, la prima, parla dei “diritti” dei cristiani a praticare la loro religione nell’impero romano; la seconda, precisa di quale “libertà” intende parlare (ciò che, invece, non fa la “Pacem in terris!”); per cui la “libertà religiosa” voluta dalla “Pacem in Terris” cade sotto la condanna di “liberalismo”, come vuole l’enciclica “Libertas” di Leone XIII, che “Pacem in terris” cita! Ora, questo modo di fare è intellettualmente disonesto! Non vale appellarsi all’espressione: “secondo la retta norma della coscienza”, - è un’ambiguità! - perché la Morale cattolica riconosce il diritto e il dovere per ogni uomo a seguire il giudizio della retta coscienza (“conscientia recta”), formatasi con le regole della virtù della prudenza e conformatasi alla verità. L’ambiguità della “Pacem in terris”, così evidente nel testo latino: “rectam conscientiae suae normam” (= retta norma della propria coscienza), ossia la “retta norma” sarebbe il giudizio della propria coscienza e norma della “retta coscienza”? Ognuno, in quel testo latino, può intenderla come vuole. È qui l’ambiguità!.. Ma, purtroppo, il post-concilio modernista l’ha ritenuto come volevano gli “esperti” conciliari progressisti, tipo Laurentin, tipo P. Pavan, tipo P. Rouquette che, in “Etudes” (giugno 1963) scrivevano: «Essa (l’enciclica) è di fatto un evento che, per gli storici futuri, segnerà una svolta nella storia della Chiesa» (p. 405). E continuava: «Non un cambiamento dei princìpi di una antropolgia cattolica, fondata sulla Rivelazione, ma una presa di posizione nuova di fronte al mondo moderno». È grave! È un’altra prova delle “ambiguità, volutamente mantenute”, di cui parla Laurentin. Una “ambiguità”, però, che sparirà addirittura nella “Dignitatis Humanae”, dove i princìpi sono addirittura spariti! Della “DIGNITATIS HUMANAE” cito ancora P. Rouquette (nel suo stesso scritto del giugno 1963) che, tra la 3 4 5 Cfr. “Libertà religiosa e pubblici poteri”, Milano 1965, p. 357 (op. cit. p. 326). 4 Papa Paolo VI. prima e seconda Sessione del Concilio, scriveva: «Tra i diritti che promanano dalla dignità della persona umana, l’Enciclica (“Pacem in terris”) insiste sul diritto a una libera ricerca della verità» (non “tolleranza”, ma “libero esercizio di culto”!). Le posizioni prese sull’argomento dell’enciclica, si ricollegano a quelle proposte del Segretariato per l’Unità, in un progetto di schema “De libertate religiosa”. Il card. Bea... ne ha indicato lo spirito. (...): «in breve, la persona umana, dotata di intelligenza e volontà, ha il diritto e il dovere di seguire la propria coscienza in materia religiosa, a rischio d’ingan- Cfr. AAS 55, 1963, p. 260. Cfr. Art. cit. 410-411. narsi, senza che le si possa imporre dall’esterno l’adesione a una fede; essendo, poi, la persona socievole per natura, questo diritto implica la possibilità legale di associazione, di culto, di espressione pubblica della fede, secondo la convinzione della coscienza, a condizione che questa espressione non nuoccia al bene comune»5. Se si legge, adesso, il n. 3 della “Dichiarazione” conciliare, si trova l’identico sofisma che consiste in una libertà religiosa avente diritto di ogni espressione, e di culto pubblico. Non che la Chiesa neghi ogni diritto di espressione pubblica alle altre religioni, perché la sua “tolleranza” è sempre stata evidente, ma senza mai arrivare a mettere in causa i princìpi, come si fa in “Pacem in terris” e nella “Dichiarazione” del Vaticano II. Comunque, voglio accennare, qui, anche a un’altra rassomiglianza tra la “Pacem in terris” e la “Dichiarazione” del Vaticano II. È ancora P. Rouquette che, nella testimonianza, scrive (sempre su quell’articolo che ho sopra citato!): «Credo di sapere da buona fonte che il suo schema è stato redatto da mons. Pavan...; l’elaborazione è stata condotta in gran segreto; il testo non sarebbe stato sottomesso al Sant’Uffizio... per evitare che il Sant’Uffizio non rimandasse a tempo indeterminato la pubblicazione dell’enciclica... I redattori dell’enciclica, però,... hanno fatto rivedere il testo dal teologo ufficiale del Papa... e ad alcuni altri esperti»6. Quindi, il Sant’Uffizio è stato accuratamente evitato, nonostante che toccasse solo a lui pronunciarsi in materia di dottrina e di morale. Benché, per il Papa, questa regola non sia strettamente obbligatoria, pure, per prudenza, specie se i suoi limiti in materia dottrinale sono limitati (come lo erano per Giovanni XXIII!), e specie in tempi in cui le tendenze in conflitto con la Chiesa sono accentuate. In conclusione: la “Pacem in terris” fu redatta nel segreto e pubblicata 6 Cfr. Art. cit. p. 407. “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 senza il “placet” del Sant’Uffizio! Una cosa analoga è accaduto anche per la “Dignitatis Humanae” sulla “libertà religiosa”. E cioè: nel giugno 1965, fu diffuso tra i Padri il “quarto schema”. Subito, alti esponenti del “Coetus Internationalis Patrum” (oltre 400 Presuli) indirizzarono al Papa una lettera (25 luglio) chiedendo disposizioni, perché anche i Padri della minoranza potessero esprimere le loro obiezioni. Il card Cicognani, Segretario di Stato, l’11 agosto rispondeva a loro rigettando la richiesta, benché in contrasto col Regolamento interno del Concilio che “incoraggiava formalmente la formazione di gruppi condividenti gli stessi punti di vista in materia di teologia e di pastorale”. L’8 settembre, lo stesso gruppo di Padri conciliari, scrissero ai “Moderatori”, chiedendo di poter leggere all’Assemblea Generale un rapporto sulla libertà religiosa «che esporrebbe e difenderebbe, in modo completo e sistematico, una diversa maniera di concepire e di esporre tale dottrina». - Ne avevano diritto, in base all’art. 33, par. 7 del Regolamento. Invece, fu respinta anche questa richiesta!7. Questi fatti ci pongono domande e quesiti gravi; per questi “errori” imposti alla Chiesa da gruppi di pressione e per strade trasverse, e cioè: 1) se la Chiesa, oggi, insegna quello che ieri condannava, significherebbe che aveva sbagliato!.. Ma allora, se aveva sbagliato ieri, potrebbe aver sbagliato anche oggi! 2) proclamando, quale princìpio assoluto, il diritto naturale alla “libertà religiosa”, la “Dichiarazione” conciliare condanna il precedente Magistero e anche la sua “prassi”; ossia: metterebbe in causa la “potestas docendi” e la “potestas regendi”! Cioè, per secoli, la Chiesa avrebbe violato un diritto naturale fondamentale per la persona umana! 3) di più: la “Dichiarazione”, per la sua concezione “laica” e “laicizzante”, nega i diritti di Cristo sulla società civile. Il che è contro la Rivelazione e l’insegnamento costante della Chiesa! 4) Infine, si mette lo Stato, come realtà ultima e suprema, al di sopra della Chiesa e della Verità rivelata! In nessun luogo, infatti, nella “Dichiarazione”, vengono riaffermati i doveri della Società civile verso Cristo, come sono affermati, invece, e con tanta forza, nella “Quas Primas” di Pio XI! Quindi, così come sono, i “testi” sul- la “libertà religiosa” cadono sotto la condanna emanata, contro il “Liberalismo”, da tutti i Papi precedenti, fino a Giovanni XXIII! Concludendo questo problema, mi domando: il Vaticano II può sottrarsi all’accusa di “Liberalismo”, dopo questi “testi” da noi analizzati, sia pure brevemente?.. Ne farei domanda alla “Commissione per l’interpretazione dei Decreti del Concilio Vaticano II”! Se ho sbagliato, me lo si dica! Non intendo, certo, sostituirmi al Magistero della Chiesa! Qualcuno potrebbe dirmi: ma allora, come si salva l’infallibilità del Magistero ecclesiastico?.. - La risposta è teologicamente facile: l’infallibilità, per essere tale, esige delle condizioni8 che non ci sono affatto né in “Pacem in terris” né nella “Dichiarazione” conciliare! NOTE 7 Cfr. R. Wiltgen, “Le Rhin se jette dans le Tibre”, Cèdre 1973, pp. 243-247. 8 Cfr. Vaticano I e i Tattati di ecclesiologia. Cfr. “L’Infallibilité du Magistère ordinaire et universel de l’Eglise” - Documents de Catholicité - 0984 - Bruxxelles. PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo NO sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) VIT À Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti, infatti, il libro riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 5 DIAMO A DIO CIO’ CH È DI DIO della Prof.ssa Maria Pia Mancini S iamo sconvolti dal recente cataclisma che ha seminato morte e terrore in Asia. Ultimamente, terremoti, guerre, epidemie e disordini climatici sembrano acuire il senso della nostra impotenza, resa ancora più drammatica dalla consapevolezza dell’ineluttabilità di certi avvenimenti. Se ne trae, purtroppo, l’amara e deprimente conclusione che l’uomo, nonostante l’esperienza, non cambia; anzi, ritto sulla propria tracotanza, continua imperterrito a offendere il Creatore e a non recepirne gli avvertimenti. Ci si ricorda, infatti, di Dio solo per accusarLo di crudeltà per le tante vittime innocenti. Lo tsunami, che ha trascinato con sé cose e persone, sembra la rappresentazione visiva dello tsunami spirituale che sta devastando con furia incontenibile milioni di anime. È questa un’onda di gran lunga più terribile e temibile, perché, con la sua massa di peccati, sacrilegi, eresie ed empietà, travolge ogni speranza di salvezza eterna e copre col suo lezzo la Voce di Dio, nel tentativo di sommergerLa. Il sistema mediatico mostra affannosamente le immagini della devastazione, invitando alla solidarietà, certamente doverosa, ma, oltre i demagogici interventi e i commenti di circo6 Fede, Speranza, Carità - Tiepolo. stanza, chi, laico o religioso, ha levato la propria voce per esortare alla preghiera, al ravvedimento e alla penitenza? Chi ricerca i motivi trascendenti della tragedia, chiedendosi perché sia accaduta? Gran parte dell’umanità, prostituita a satana, sta cominciando a ricevere la giusta mercede dal suo padrone per i delitti contro Dio, il Quale lascia fare e permette che le lacrime inondino la terra. Nella Sua Sapienza, l’Altissimo, misericordiosamente permettendo un dolore da cui possano germogliare umiltà e pentimento, ancora mostra Amore, un grande Amore ai Suoi figli. Le lacrime, infatti, scavano solchi profondi non solo nell’animo di tanti poveri, da sempre sfruttati da un Occidente apostata e materialista mai pago di piaceri, ma anche nelle nostre certezze avulse da Dio. Il Quale ci ricorda che la Croce, accolta con gratitudine, rimane la via sicura per giungere a Lui, poiché la Sua logica è ben diversa da quella umana. Dio, da sempre, pota gli alberi da cui vuole frutto. Non piangiamo, pertanto, i bambini, gli innocenti e i piccoli travolti dalle onde, perché sicuramente la sofferenza ha guadagnato loro il Paradiso; piangiamo per quanti, improvvisamente, si sono trovati dinanzi alla Giustizia Divina, dopo una vita vissuta lontano dai Sacramenti. Quanti di loro hanno partecipato alla S. Messa di Natale; quanti hanno abusato dei bambini di quei luoghi che si prostituiscono per un po’ di pane? Il paradiso del sesso è stato distrutto! Piangiamo per noi, atei e laicisti: non bastano gli SMS e le commiserazioni a conquistare la salvezza eterna! Sappiamo cogliere gli ammonimenti del Cielo! Ritorniamo a Dio che, a tutti i costi, vogliamo abbassare ai nostri compromessi e a un ecumenismo irriverente e perverso. Non a caso la catastrofe è avvenuta il 26 dicembre; imprevedibile, essa ha “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 manifestato una violenza tale da spostare l’asse terrestre. Preoccupiamoci, e seriamente, contrariamente a quanto vanno raccomandando certi esperti e prelati peregrini, ignari della logica di Dio Che, ricordiamolo, permette solo ciò che serve al bene delle anime. Davvero speriamo di farla franca, osteggiando il presepe; insegnando ai nostri figli che cappuccetto rosso unisca più del Bambinello di Betlemme; nascondendo i Tabernacoli nelle Chiese; abolendo il significato sacrificale della S. Messa, ridotta a cena; dissacrando la SS. Eucarestia, deponendoLa sulle mani; tacendo dinanzi al massacro causato dall’aborto, dinanzi al divorzio e ai matrimoni gay; prendendoci gioco di Cristo, ormai scomparso dalle coscienze, la cui Croce è ritenuta motivo d’intralcio all’unità? Sperano di essere giustificati da Dio, quei ministri novatori che distorcono la Sacra Parola, predicando addirittura che vi sono tre grandi rivelazioni (Ebraismo, Islamismo e Cristianesimo)? Davvero pensiamo che Dio si compiaccia del nostro vile silenzio di fronte ai continui oltraggi perpetrati contro di Lui? Un’onda gigantesca di putredine modernista ha demolito la Chiesa Cattolica, trasportando con sé i detriti della Santa Tradizione, della retta Dottrina, della liturgia romana, delle Scritture, del coraggio e della fortezza dei Pastori, dell’unica Verità. Tutto è ricoperto dal fango del rinnovamento rinnegatore di Cristo e della globalizzazione scellerata la quale, anziché unità e libertà nel Salvatore, ha globalizzato solo corruzione, apostasia e immoralità. Non lamentiamoci; non fingiamo stupore, dunque, per i severi, paterni richiami Divini ad un mondo volutamente cieco, sordo e indifferente. Natale non significa vacanze, divertimento o pranzi luculliani: ha ben altro valore! Riscopriamolo. Ridiamo a Cristo-Gesù il posto che Gli spetta; restituiamoGli il Suo regno sulla terra e nei cuori. Per quanto ci adoperiamo, giammai riusciremo ad eliminarLo per dialogare con chi non Lo riconosce. I fatti lo dimostrano: Ninive ci serva da monito! Per comprendere appieno lo stato di scristianizzazione in cui versiamo, è utile la lettura di un articolo apparso sul quotidiano “Repubblica” del 04 gennaio 2005 di Laura Laurenzi, dal titolo: “Miracolo pop: adesso Gesù diventa BIG JIM”: «Gesù è ovunque: nei sottobicchieri, sul portachiavi, sulla tazza per la tisana. “Jesus is coming”, c’è scritto sotto l’immagine sacra. E poi i pupazzi. C’è un “Jesus nodder”, che fa sì con la testa e un “Jesus super hero”, un bambolotto un po’ più piccolo di Big Jim che si carica, cammina da solo e alza le braccia al Cielo. La lampada quadro, super kitsch, di Gesù che s’illumina e rotea con effetto psichedelico, costa 39 euro ed è l’articolo più venduto. La borsa a tracolla, formata da quattro grosse effigi tridimensionali di Gesù e della Madonna, costa 23 euro. Gesù è stampato anche sulla scatoletta di latta con scritto “hole smoke”. Gesù è un’alta statua di plastica trasformata in salvadanaio, esposta in vetrina. «... siamo in un piccolo bazar molto alla moda alle spalle di piazza Navona, aperto fino all’una di notte. ...e così il tappetino per il mouse con sopra il Figlio di Dio è impilato accanto a quello con wonder woman. C’è persino una cartolina della Madonna incinta e seno nudo ben in vista, esposta accanto a uno scaffale da sex shop... Ma fra gli avventori ci sono anche suore e preti... In vendita... anche il bambolotto a carica che rappresenta Mosè con le Leggi, una piccola Madonna a rotelle... e grandi lecca lecca colorati con l’immagine del Papa. «No, non credo di essere irriverente né blasfemo - afferma il responsabile del negozio “Too Much Antonio Romeo”; - oltretutto, sono credente. Mi diverte fare accostamenti spiritosi, soprattutto nelle due vetrine». NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 7 QUAL È LO SPIRITO DEL VATICANO SECONDO? del dott. Homero Johas 2 2.2. PROFESSIONE DI FEDE ERETICA A partire dall’Agnosticismo universale della “verità propria” di ognuno, gli atei respingono ogni imposizione di autorità esterna a se stessi, che sia contro il loro “criterio proprio libero”. Il governante sarà il mandatario delle volontà della maggioranza degli individui, “senza discriminazioni per ragioni religiose” (6. 7), senza discernimento, perciò, tra verità ed errore universale. Allora, la Fede non si impone più dogmaticamente dall’autorità di Dio e della Chiesa, e i governanti non possono dirigere in quanto retti superiormente dall’impero delle leggi di Dio. Il Concilio fa professione di fede (profitemur, credimus) su questa forma libera di ricevere le dottrine rivelate da Dio e di agire secondo le leggi divine. Equivocamente, colloca la Rivelazione divina come fatta “al genere umano”, senza discernere tra Rivelazione esterna, esposta nella Bibbia, e quella interiore che, secondo il testo conciliare, verrebbe da Dio alla coscienza individuale di ognuno “mediante conscientia sua”. Invece di identificare l’unica vera Religione con quella della Chiesa, dichiara che questa “sussiste nella Chiesa Cattolica”, come potrebbe anche sussistere in altre chiese oggettivamente false. Ognuno resti con la “propria fede”, la “propria religione”, le “proprie norme”, i “propri princìpi religiosi”. Il “dovere” non sarà più quello di aderire alla verità, oggettivamente imposta, ma soltanto quello di “ricercare” liberamente una verità per “libera inquisizione”, senza alcuna imposizione esterna, né dell’oggetto, né dell’autorità. Da queste premesse di “fede” (credimus), il Concilio passa a una specie di “dogma” sulla libertà individuale: “Il sacro Concilio professa pure che que8 Veduta del Concilio Vaticano II. sti doveri attingono e vincolano la coscienza degli uomini, e che la verità non si impone che in virtù della stessa verità...” (D. H. 1, d). Professa, perciò, il Vaticano II, un “dovere” precedente alla verità e poi una vincolazione libera della coscienza in rapporto alla verità. La legge divina, conosciuta “mediante coscientia sua”, per “libera inquisizione”, per “criterio proprio libero”, respinge ogni “forza” esterna, sia dogmatica, sia precettiva o proibitiva, proveniente da autorità divina o umana. L’agire non libero sarà contro il credo conciliare che vuole soltanto “vincoli liberi”(!). All’Agnosticismo che respinge la necessità dell’oggetto in sè, si aggiunge il liberalismo che rifiuta ogni autorità morale e religiosa. Il Magistero dogmatico e canonico della Chiesa, che insegna e governa con l’autorità divina, viene declassato e subordinato al “criterio proprio libero”. Ecco che il “libero esame” luterano e la “libertà agnostica” della Rivoluzione Francese sono presenti in questa professione di fede conciliare. Ma la “verità agnostica” include in sè tutte le falsità: Dio, Cristo Legislatore e i suoi “ministri” della Chiesa e dello Stato, ordinato dall’“ordinatio Dei” (Rm. 13, 1-8), niente possono esigere da nessuno a titolo di verità di legge universale e di “ragione religiosa” universale. Sorge, così, la “chiesa ecumenica”, che si basa su accordi liberi di volontà umane e governata democraticamente da “collegi”, e non più da una autorità suprema con cui Dio impone agli uomini la “jus regis”, il diritto di governante. La falsità di tale Fede, professata dal Vaticano II si riconosce facilmente non solo dagli argomenti puramente “filosofici” che ha addotto, ma soprattutto dai “teologici”, interpretando testi divini a contro senso di quello che ad essi era stato conferito dal Magistero tradizionale della “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 Chiesa. La Fede conciliare allontana in modo impressionante il Cristo Legislatore dell’insegnamento di Trento e introduce nello Stato e nella Chiesa il sistema condannato come eretico, specialmente da Pio VI (DS: 2604). E il crollo del princìpio dell’autorità, civile e religiosa, in tutto il mondo, ma specialmente in quello cattolico, si fa sentire funestamente da allora. 2.3. TEOLOGIA SPERIMENTALE Da questo agnosticismo conciliare deriva l’“eguaglianza giuridica” tra le religioni: “per motivi religiosi”... “non si facciano tra essi (cittadini) discriminazioni” (6. d); l’azione libera di “qualsivoglia religione” (6. e); per la difesa soltanto della “loro pacifica composizione a vantaggio di tutti i cittadini” (7, c); ma insieme alla “libertà al massimo” (libertas quam maxime) e la norma della libertà religiosa comporta pure che le comunità religiose non siano proibite di manifestare liberamente la virtù singolare della propria dottrina...” (4. e); il diritto di riunirsi liberamente, “mossi dalla propria convinzione religiosa (“suo iipsorum sensu religioso moti”) (4. e). L’esclusione, però, di “qualsiasi genere di coazione” (quodvis genus coercitionis”) (10.) fu denominato da Gregorio XVI (in “Mirari vos”), “summan impudentiam”! Col Vaticano II, inoltre, si afferma che “anche se la Rivelazione divina non conferma espressamente questo diritto (non expresse affirmet jus), tuttavia essa fa vedere la “dignità dell’uomo; da ciò conclude che tale dottrina “affonda le sue radici nella Rivelazione divina”, “radices habet” (9. 2). Ebbene, ciò è falso! La Rivelazione divina non solo non esprime questo diritto, ma esprime l’opposto. E se fa vedere la dignità ontologica dell’uomo, dotato di libertà psicologica (creato all’immagine e somiglianza di Dio), essa mette in evidenza la discriminazione morale tra buoni e cattivi, e quella logica tra verità ed errore. Soltanto una “rivelazione agnostica” potrebbe far vedere una “dignità agnostica” dell’uomo. Lo stesso termine “uomo” è universale, e non relativista, e non frutto di un mero “sentimento” soggettivo. Ma col Vaticano II si pretende che la conoscenza di questa dignità dell’uomo e le sue “esigenze”: «la ragione umana plenius venne conoscendo sempre più chiaramente attraverso l’esperienza dei secoli» (Per saeculorum experientiam) (9. 1). Vuol dire, allora, che la “rivelazione conciliare” avvienne per la “ragione” di ciascuno, consolidata attaverso l’esperienza (della storia?). Ecco una ragione agnostica che “non discrimina per ragioni religiose” né per il “sentimento religioso”, ma che pretende che vi sia l’evoluzione della verità! E, oggi, questa “dignità” sarebbe conosciuta “più pienamente” da una ragione che non raggiunge la verità (!). È una contraddizione, questa che è un’ingiuria alla Civiltà Cristiana! “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 2.4. UGUAGLIANZA GIURIDICA TRA ERRORE E VERITÀ Di più: col Vaticano II si pretende una congruenza tra i diritti della verità e della fede con i “diritti” ad essi contrari. È un sofisma, poichè la Chiesa ha sempre insegnato che nessuno sia forzato contro la sua volontà ad abbracciare la fede cattolica, poiché, come insegna S. Agostino, “nessuno può credere se non volontariamente” (Leone XIII, D. B. 1875). Perciò, la Chiesa tollera che uno vano, cioè il “criterio proprio libero”, agnostico, il “diritto” a contrastare la verità e a praticare atti contrari alle leggi divine. Criterio questo che va contro la Rivelazione, secondo S. Paolo (Rm. 13, 3): “principes non sunt timori boni operis sed mali”. Non ci dev’essere timore per fare le opere buone, ma si deve per fare opere cattive. Ma l’agnosticismo vuole che “non sia impedito” chi impedisce la fede e la verità, ossia chi viola la legge di Dio. “Nessuno sia impedito”. Si proibisce di proibire l’errore e il male! Si dà “diritto” al delitto contro le leggi morali e alla falsa “verità”. Si vuole dare i diritti di verità: sarebbero equiparate con “aequalitas juridica” (6. 7). Violare i Comandamenti divini è diventato un “diritto dell’uomo”, che nessun governante potrebbe impedire (se non viene infranta la legalità civile). Il Diritto sarebbe uguagliato alla Ontologia, la “norma agendi” divina, regolatrice degli atti psicologicamente liberi; sarebbe operare conforme alla libertà psicologica. Si parifica la “Morale” alla “Psicologia”. Invece di essere la prima a dirigere gli atti psicologici dell’uomo, lui si reggerebbe da se stesso col suo “criterio proprio libero”, senza imperativi imposti da Dio, o dai “ministri di Dio”, autorità esteriori. 3. Papa Pio IX. non accetti il dovere di credere. Ma, dalla volontarietà psicologica, necessaria all’atto di fede, i documenti conciliari passano alla libertà logica, morale e giuridica: «È quindi pienamente rispondente alla natura della fede che in materia religiosa (agnosticamente concepita) si escluda ogni forma di coercizione da parte degli esseri umani» (10. 4). L’“ossequio razionale” della Fede diverebbe, così, moralmente “libero”, e si passerebbe dall’atto di fede agli atti che non sono di fede, ma di legge naturale e di ragione, e includerebbe, con l’agnosticismo, anche quello che è contro la ragione e la fede. Si usa come facciata la tolleranza verso chi non compie il dovere “ad fidem”, per la copertura di un falso diritto di operare “contra fidem” e “contra rationem”! Papa Nicola I (858-867) già insegnava: «In nessun modo dev’essere usata violenza per far credere (ut credant)» (DS. 647); Papa Alessandro II (10611073) ha giudicato “zelo disordinato” la procedura opposta, e tollera in questo la libertà, “reservata unicuique proprii arbitrii libertate” (DS. 698). Comunque, non era questo che volevano i padri della “Dignitatis Humanae” conciliare. Vole- NEGAZIONE DEL REGNO SOCIALE DI CRISTO Afferma sempre il Vaticano II (“Dignitatis Humanae”, 11. 11): «Non volendo essere un Messia politico e dominatore con la forza, preferì essere chiamato Figlio dell’Uomo che viene “per servire e dare la sua vita in redenzione di molti”». Ecco una opposizione contrapposta fatta tra Cristo Redentore e Cristo Legislatore politico. Il fine della venuta del Signore sarebbe stato solo la Redenzione, ma le Sue leggi non sarebbero al “servizio” per l’uomo. Il Concilio Tridentino invece, dice: «Se qualcuno dirà che Cristo Gesù è stato dato da Dio agli uomini come Redentore in cui confidare e non anche come Legislatore a cui ubbidire, sia anatema!» (D.S. 1571). Pio XI ribadisce il concetto in “Quas primas”: «Sbaglierebbe turpemente chi negasse a Cristo l’impero su qualsiasi questione civile»; «gli uomini riuniti in società non sono meno che individualmente sotto il potere di Cristo». Afferma ancora il Vaticano II (“Dignitatis Humanae”, 11, 12): «(Cristo) riconobbe la potestà civile e i suoi diritti, comandando di versare il tributo a Cesare. Ammonì, però, chiaramente di rispettare i superiori diritti di Dio». Il sofisma sta nel far suporre falsamente che i diritti superiori di Dio non sono i Suoi comandamenti imperativi, il “serva mandata”, ma la libertà anche di violarli. Dice il Concilio di Trento: «Se qualcuno dirà che l’uomo giustificato (...) non è obbligato ad osservare i Comandamenti di Dio e della Chiesa, ma solo credere, come se il Vangelo fosse una semplice e assoluta promessa di vita eterna, senza 9 la condizione di osservanza dei Comandamenti, sia anatema»! (D.S. 1570). Così, se le leggi di Dio sono “superiori” al potere civile, obbligano questo nelle sue azioni di governo. Dalla “superiorità” non si deduce la libertà morale, ma il dovere di sottomissione: “Ogni anima sia sottomessa alle autorità superiori!” (Rm. 13, 1), perché “non v’è autorità se non da Dio e quelle che esistono son da Dio ordinate”. 3.2. LA SCONFESSIONE DELL’AUTORITÀ CATTOLICA? 3.1. LA CHIESA PNEUMATICA DEL VATICANO II Afferma sempre il Vaticano II (“Dignitatis Humanae”, 11, 1): «Lo stesso Iddio chiama gli esseri umani al Suo Servizio in spirito e verità, per cui essi sono vincolati in coscienza a rispondere alla loro vocazione, ma non coartati». Ora, questa è la dottrina dei Protestanti e dei Giansenisti della “Chiesa penumatica”, che restringe i vincoli religiosi all’interno delle coscienze e lascia l’ordine esteriore libero, sia nella Chiesa sia nell’ordine civile. È la dottrina di Sabatier e di Harack, che proviene da Eckhart: «Dio non comanda atti esterni»; questi «Non sono né buoni né cattivi». Fu condannato da Papa Giovanni XXII (D.S. 966-967). I Giansenisti, condannati da Pio VI, pretendevano questa “chiesa” integrata soltanto da “adoratori in spirito e verità” (D.S. 2615). Da queste dottrine derivò l’Indifferetismo di Lamennais, che pretende che nell’ordine esterno si possa professare liberamente “qualsiasi fede”, essendo sufficiente la rettitudine interna per salvarsi. Lo ha condannato Gregorio XVI (in “Mirari vos”). È anche la dottrina dei “pancristiani”, condannati da Pio XI (in “Mortalium animos”). Negano la chiesa “visibile e percettibile”, l’esistenza dei Papi e dei Vescovi con giurisdizione visibile. Pio XII in- Paolo VI depone la tiara. segna (in “Mistici Corporis”): «Perciò, si allontanano dalla verità divina quelli che si immaginano la Chiesa (...) “pneumatica”, per la quale molte comunità di cristiani, sebbene vicendevolmente separati per fede, tuttavia sarebbero congiunte tra loro da un vincolo invisibile». È il concetto eretico di una chiesa che, nell’ordine esterno, non ha una giurisdizione visibile. E così, il Vaticano II, tacendo sulla giurisdizione suprema in terra, in materia religiosa, e della natura coattiva del suo potere di reggere ed insegnare, vuole una Chiesa senza la vera autorità papale. Ossia con un capo pastorale, pneumatico e democratico che non definisce, non comandi e non condanni. Questo svela la natura del Vaticano II! Riguardo la predicazione degli Apostoli per convertire le genti, il Vaticano II afferma (“Dignitatis Humanae”, 11, 16): «Non con un’azione coercitiva né con artifizi indegni del Vangelo». E anche (12. 3): «E quantunque nella vita del Popolo di Dio (populus Dei)... di quanto in quanto si siano avuti modi di agire meno conformi allo spirito evangelico, anzi ad esso contrari (in modo contrarius)... ». Ebbene, nel contesto non si tratta solo del “modo di agire”, ma della dottrina che dirige l’azione della Chiesa (che, come si è visto, condanna la forza per “convertire” alla fede). Vi è, perciò, l’insinuazione che la Chiesa Cattolica usò “artifizi”, ossia una dottrina “contraria” al Vangelo. Ecco, allora, l’evoluzione vera: «la ragione umana venne conoscendo sempre più chiaramene attraverso l’esperienza dei secoli... » (9. 1). Sarebbero, perciò, i cultori della “dignità dell’uomo” in modo agnostico ad aver avuto ragione; quelli che pretendevano conoscere la verità del Vangelo “mediante la loro conoscenza” (3. 5), derivando da ciò “norme e princìpi religiosi propri”. Ma, affermare la prevalenza del “proprio giudizio” al di sopra dell’Autorità Cattolica è la caratteristica del “hareticus homo” secondo S. Paolo (Tito. 3, 10). Ecco che, dalla “libertà religiosa” del Vaticano II, si arriva al “diritto all’eresia”. Abbiamo visto che lo spirito delle dottrine filosofiche e teologiche del Vaticano II si allontanano radicalmente dalla Filosofia e Teologia della Chiesa Cattolica. Davanti a queste aperture all’esperienza e progresso dei secoli, a scapito dell’Autorità Cattolica, che istituita da Cristo Signore è immutabile e superiore ad ogni autorità umana, possiamo solo pensare all’auto-sconfessione di chi la insinua, da quasiasi cattedra parli. ALLA CONQUISTA Meditazione per ragazzi sac. Luigi Villa - (pp. 64 - Euro 5) Caro ragazzo, eccoti un altro libricino per fare le tue “meditazioni” quotidiane. Sono poche pagine, ma in esse vi troverai tanti utili insegnamenti che ti faranno accrescere le virtù cristiane che devi avere per assicurarti il Paradiso. Sono parole semplici su parecchie verità profonde, tolte dal Vangelo di Gesù, che ti saranno importatissime per meditare. Sei sulla soglia della giovinezza, l’età della generosità, per cui queste parole potranno avere un grande influsso sulla tua formazione spirituale e morale. Fanne tesoro! Gesù e la Vergine Immacolata ti benedicano! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 Occhi sulla Politica DIETRO IL NEW AGE Dietro il New Age, - neoamericanismo Che in forma “religiosa” si diffonde, Quasi sicuramente, si nasconde, Mimetizzato, un nuovo satanismo, Intriso di giudaico-massonismo, Che gli uomini ed i popoli confonde, Poiché, apparentemente, corrisponde Al gran bisogno di spiritualismo. La “Nuova Era” tende a cancellare Cristo e la Chiesa, ossia l’Età Cristiana, Col chiaro intento di ripristinare Il vecchio Olimpo dell’Età Pagana. Affrettati, Wojtyla, a condannare La “nuova religione” americana. Prof. Arturo Sardini Chiusa Il cuore umano ha sete del Divino, Ma spesso scambia l’acqua con il vino. Se Cristo è il solo Figlio dell’Eterno, La “Nuova Era” è figlia dell’Inferno! POPOLO BUE! “Popolo bue! Cornuto e bastonato”, Non vedi ancora come t’ha ridotto Il potere politico corrotto, Da sinedriti e Logge manovrato? Popolo bue, cresciuto ed allevato A scopo mercantile, ininterrotto, Muggisci, almeno, a dir che ti sei “rotto” D’esser tosato, munto e macellato! I grandi allevatori, tuoi padroni, Ti “ingrassano” con la democrazìa: Demo-pluto-giudaica-ipocrisìa, In stretta sintonìa coi frammassoni, Bene infiltrati nelle Istituzioni, per conto della “perfida genìa”! Prof. Arturo Sardini Chiosa Popolo bue, cornuto e bastonato, Scuotiti, scalcia e incorna, o finirai Nelle mani dei crudi macellai, Che prima t’hanno munto e poi tosato! “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 “INIMICA VIS” 6 (Leone XIII - 8 dicembre 1892) LA RISCOSSA DEI CATTOLICI 9. - Se non che, trattandosi di una sètta che ha tutto invaso, non basta tenersi contro di lei in sulle difese, ma bisogna coraggiosamente uscire in campo ed affrontarla. Il che voi, diletti figli, farete, opponendo stampa a stampa, scuola a scuola, associazione ad associazione, congresso a congresso, azione ad azione. La massoneria si è impadronita delle scuole pubbliche; e voi con le scuole private, con le paterne, con quelle di zelanti ecclesiastici e di religiosi dell’uno e dell’altro sesso contendetele l’istruzione e l’educazione della puerizia e gioventù cristiana, e soprattutto i genitori cristiani non affidino l’educazione dei loro figli a scuole non sicure. Essa ha confiscato il patrimonio della pubblica beneficenza; e voi supplite col tesoro della privata carità. Nelle mani dei suoi adepti ha ella messo le Opere pie: e voi, quelle che da voi dipendono, affidatele a cattolici istituti. Ella apre e mantiene case di vizio e voi fate il possibile per aprite e mantenere ricoveri all’onestà pericolante. Ai suoi stipendi milita una stampa religiosamente e civilmente anticristiana; e voi con l’opera e col danaro aiutate, promuovete, propagate la stampa cattolica. Società di mutuo soccorso ed istituti di credito sono fondati da lei a pro dei suoi partigiani; e voi fate altrettanto non solo per i vostri fratelli, ma per tutti gl’indigenti, mostrando che la vera e schietta carità è figlia di Colui, che fa sorgere il sole e cadere la pioggia sui giusti e sui peccatori. I CATTOLICI SIANO FEDELI ALLA PATRIA E A CRISTO 10. - Questa lotta del bene col male si estenda a tutto, e cerchi, in quanto è possibile, di riparare tutto. La massoneria tiene frequenti congressi per concertare nuovi modi di combattere la Chiesa; e voi teneteli frequentemente per meglio intendervi intorno ai mezzi e all’ordine della difesa. Ella moltiplica le sue logge; e voi moltiplicate circoli cattolici e comitati parrocchiali: promovete associazioni di carità e di preghiera, concorrete a mantenere ed accrescere lo splendore del Tempio di Dio. La sètta, non avendo più nulla a temere, mostra oggi il viso alla luce del giorno; e voi, cattolici italiani, fate anche voi aperta professione della vostra Fede, ad esempio dei gloriosi vostri antenati, che innanzi ai tiranni, ai supplizi, alla morte, la confessavano intrepidi, e l’autenticavano con la testimonianza del sangue. 11 Documenta-Facta ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA Popolazione: 10.322.151 (stime del 2000). Religioni: Cristiani 78.70%; Non religiosi/altro 20,20%; Ebrei 1%; Musulmani 0,10%. Forma di governo: Repubblica. Persecuzione: Nel novembre 2002, è stata introdotta una nuova legge repressiva in materia religiosa. Secondo la nuova legge, tutte le attività religiose non registrate, le comunità con meno di 20 membri e le attività religiose in case private sono considerate illegali. Inoltre, la letteratura religiosa viene sottoposta a censura. La Chiesa: la Bielorussia ha ricevuto molta meno attenzione da parte delle missioni rispetto alla Russia e all’Ucraina; comunque, il film “Jesus” ha avuto una grande circolazione ed è stato visto da molti in lingua russa o belorussa. YEMEN AFGANISTAN L’Afganistan non è nuovo ai conflitti. L’invasione sovietica del 1979 portò guerra e distruzione, ma la loro cacciata, dieci anni dopo, condusse a una nuova guerra civile dalla quale emersero vincitori i Talebani, musulmani estremisti che imposero un regime islamico radicale. Questi sono stati cacciati nel 2001 da una coalizione internazionale guidata dagli USA. Popolazione: 22.720.000 (2000). Religioni: Musulmani 97,89%; Parsi 1,5%; Hindu 0,85%; Etnico/Tradizionale 0,10%; Baha’i 0,10%; Cristiani 0,02%; non religiosi 0,01%. Forma di governo: repubblica. Dopo un Governo provvisorio di unità nazionale, nel 2004 sono state effettuate elezioni democratiche. Persecuzione: la persecuzione pubblica è cessata con la cacciata dei Talebani, ma i cristiani non possono esercitare la loro fede senza rischiare di essere perseguitati da musulmani radicali. La Chiesa: è considerata una delle nazioni meno raggiunte dall’evangelo. È composta da oltre 70 popoli e quasi nessuno conosce Cristo. SIRIA Nel 1970, Hafez-el-Hassad conquistò il potere con un colpo di Stato militare, mantenendolo, poi, col pugno di ferro, fino alla sua morte avvenuta nel 2000. Il potere è passato ora nelle mani del figlio Bashar. Popolazione: 17.585.540 (stime di luglio 2000). Religioni: Musulmani 90,32%; Cristiani 5,12%; Non religiosi 2,90%; Altre religioni 1,55%; Baha’i 0,10%; Ebrei 0,01%. 12 Forma di governo: repubblica, sotto un regime militare dal marzo del 1963. Persecuzione: le minoranze cristiane sono tollerate e hanno libertà di culto all’interno della loro comunità, ma qualsiasi attività che minacci il Governo o l’armonia comune è sotto osservazione. Gli evangelici hanno una buona posizione, cosicché non vogliono perderla evangelizzando in modo troppo aperto. La Chiesa: La minoranza cristiana è rispettata e influente nella sfera sociale, ma è in diminuzione per via dell’emigrazione negli Stati Uniti o in Africa. Ai missionari non è permessa la residenza. BIELORUSSIA Stato indipendente da quando si è dissolta l’Unione Sovietica nel 1991, non ha ancora trovato una sua identità e soffre di una grave crisi economica. Lo Yemen era la sede del regno della Regina di Saba, che commerciò ed ebbe rapporti diplomatici con re Salomone. Popolazione: 18.112.066 (2000). Religioni: Musulmani 99,94%; Non religiosi 0,14%; Cristiani 0,05%; Ebrei 0,01%. L’Islam è la religione ufficiale e il sistema legale è basato sulla Sharia. Forma di governo: repubblica. Forte Governo presidenziale con accenni di democrazia. Persecuzione: la comunità cristiana, forte nell’anno 400, è stata spazzata via dalla conquista araba del settimo secolo. È illegale qualsiasi forma di proselitismo e, per i musulmani, il convertirsi al cristianesimo. La Chiesa: lo Yemen è una delle nazioni del mondo meno evangelizzate. Sono pochi gli yemeniti giunti a Cristo, tramite l’ascolto di programmi radiofonici o attraverso contatti personali. Servono inoltre bibbie yemenite in lingua araba, Suqotri e Mahri. DISABILI IN ITALIA 6.980.000 2.800.000 165.518 43.600 352.000 877.000 92.000 133.029 555.000 gli italiani (maggiori di 6 anni) con qualche forma di disabilità; quelli con forme gravi di disabilità; i disabili ospiti in istituti; i bambini (fino a 5 anni) disabili; i ciechi; con problemi di udito; i sordomuti; gli alunni portatori di handicap; le persone disabili in età lavorativa. Con il 6,6 per cento di disabili inseriti nel modo del lavoro, l’Italia è all’ultimo posto nell’Unione europea (al primo la Finlandia, con il 32,2 per cento) “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 Rifugiati: dove e quanti L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) stima in circa 15 milioni i rifugiati e gli sfollati africani. Tanzania: è il paese che accoglie più rifugiati: 690mila. Costa d’Avorio: per decenni uno dei paesi più stabili del continente, nel 2002, ha avuto circa 800mila sfollati e 400mila rifugiati. Sudan: il paese con il più alto numero di sfollati; tra i 4 e i 5 milioni. Angola: ad aprile 2002 (cessate il fuoco tra governo e Unita) c’erano 3 milioni di sfollati interni e 400mila rifugiati in paesi confinanti. Rd Congo: circa 2 milioni di persone dislocate internamente e un gran numero di rifugiati nei paesi limitrofi. Burundi: quasi 400mila sfollati e oltre 300mila rifugiati in Tanzania. Liberia: centinaia di migliaia di persone hanno cercato un riparo attorno alla capitale Monrovia e vicino al confine con la Guinea, oppure sono scappate in Guinea e Sierra Leone. Uganda (Nord): più di 1 milione di sfollati. “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 13 MEMORANDUM TURCHIA di dott. Romeo Sgarbanti 4 3 - Conquista islamica in atto: la Turchia, Stato prescelto per il colpo di grazia alla civiltà europea Gli Stati europei non possono condividere le istituzioni comunitarie con uno Stato islamico, quale è la Turchia. La Turchia è uno Stato a regime islamico, cioè una comunità politica ordinata soltanto per i musulmani, restando dei tollerati tutti gli altri. La dhimmitudine, cioè i provvedimenti restrittivi per i non islamici, è ancora vigente in Turchia. L’ortoprassi islamica prevale sulle norme di adeguamento all’acquis comunitario, in quanto un insieme di forme di controllo sociale e di procedure interne amministrative convergono nel mantenere lo status quo. Del resto, nel gioco legislativo simulatorio dell’acquis comunitario, l’attuale governo presieduto da Erdogan respinge ogni profondo cambiamento dell’ordinamento islamico, con l’avallo dei militari. È significativa al riguardo la dichiarazione resa dal Capo dello Stato turco, Ahmet Necdet Sezer, nel discorso inaugurale della Conferenza O.C.I. – Organizzazione della Conferenza Islamica- svoltasi ad Istanbul nel giugno 2004, affermando che le riforme da introdurre «non devono snaturare le tradizioni del mondo islamico». Lo Stato turco si mantiene, altresì, rigorosamente sulla linea islamica di attribuire l’esercizio dei diritti politici soltanto agli islamici. I capi dello Stato ed i capi del Governo non possono che essere islamici. È una sfida alla credulità ritenere che a guidare le istituzioni possa essere un ebreo, od un cristiano od un ateo professo. Però, entrando nella Unione Europea, 14 Il dott. Romeo Sgarbanti in nome della democrazia, la Turchia pretenderà al vertice dell’Unione l’inserimento di un esponente islamico, senza concedere altre alternative. La Turchia, inoltre, è uno Stato basato su un’ideologia razzista. La Turchia associa all’assolutismo politico-religioso islamico un nazionalismo di segno etnico: il turchismo. Questo lato perverso è stato chiaramente enunciato come un requisito costitutivo dello Stato dal primo successore di Atatürk, il presidente Ismet Inönü: «solo la nazione turca è legittimata a rivendicare diritti etnici e nazionali in questo paese. Nessun’altra componente ha alcun diritto di questo tipo». Questo nazionalismo etnico ha provocato rapporti ostili verso i kurdi e, unendo il pregiudizio etnico all’identità islamica, la radicale emarginazione dei non musulmani. Con Erdogan l’influenza islamica sull’educazione nazionale è crescente. L’Europa deve prendere coscienza che la Turchia, una volta entrata in Europa, sarà attiva nel rafforzare con il suo enorme peso demografico i movimenti per l’islamizzazione dell’Europa. Dall’alleanza fra nazionalismo turco e fondamentalismo islamico, le cui componenti, peraltro, sono già interne alla ideologia nazional-islamica turca, si innesterà quasi immediatamente in Europa una situazione di turbolenza, ripetitiva in parte della situazione balcanica ed in parte della situazione libanese. Il programma politico di Erdogan è inequivocabile: contare di più in Europa come potenza islamica alla pari con gli Stati europei, certo di riuscire a piegarli in quanto snervati dal rifiuto della loro identità storica. Ma l’Unione Europea non può ignorare le credenziali che la Turchia deve presentare per l’ingresso in Europa. Si escludono i riferimenti al defunto Impero Ottomano, “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 per attenersi esclusivamente ai comportamenti dell’attuale Turchia anatolica dal suo sorgere ad oggi. Ecco un breve sommario di questi meriti storici: a) – Il genocidio armeno Sotto l’influenza dell’ideale panturco, il movimento dei “Giovani Turchi”, costituito prevalentemente da militari, avendo di fatto il controllo del Paese, ha dato avvio alla “soluzione finale” del problema armeno con implacabili operazioni di sterminio dal 1915 al 1916. Gli armeni occupavano parte dell’Anatolia orientale, che era, però, il loro territorio natio da oltre due millenni e mezzo. Resta un caso clamoroso di radicale pulizia etnica. Il territorio fu completamente svuotato, tra massacri ed esodi forzati, della popolazione armena. Si calcola sul milione e mezzo il numero dei morti durante le stragi, mentre quelli scampati, in parte si raccolsero attorno alla capitale Erevan, proclamando la “Repubblica Armena”, ed in parte si dispersero in molteplici paesi del mondo. Le vittime furono presumibilmente di più, poiché sotto l’imperante ideologia nazionalista, i Turchi eliminarono contemporaneamente minoranze cristiane, formate da cattolici, da caldei, da siriaci ortodossi, da nestoriani, da protestanti. Nel 1920, sotto la direttiva di Kemal Atatürk, furono compiute ulteriori azioni di sterminio di armeni oltre la frontiera anatolica. Sicura dell’impunibilità occidentale, la Turchia non si è mai pentita di questa carneficina armena. Anzi, facen1. do tuttora affidamento sul debole impatto, che a differenza della Shoah ebraica, il genocidio dei cristiani ha avuto nella coscienza europea, i governi turchi, ansiosi di entrare in Europa, minimizzano e giustificano il crimine compiuto. 2. le comunità greche, ivi residenti già prima del 1918. Un attentato alla casa natale di Atatürk, a Salonicco, diede luogo in Turchia, nel settembre del 1955, a manifestazioni di violenza contro queste comunità residue. Il Governo turco ne trasse pretesto, in nome dell’ordine interno, per espellere i cristiani greco-ortodossi, invece che tutelarli, in violazione del Trattato di Losanna e del successivo Trattato di arbitrato e di conciliazione stipulato tra Grecia e Turchia, ad Ankara, il 20 ottobre 1930. Ci sono voluti poco più di trent’anni, ma la Turchia, inesorabilmente ha completato il suo programma di razzismo etnico. Solo la pura razza turca ha diritto di cittadinanza in Turchia. mica contrari all’occupazione: 50-60 mila sono emigrati in Europa e 500 circa risultano desaparecidos. La Turchia immediatamente ha fatto scattare un piano di autentica colonizzazione territoriale, insediando, in luogo dei cacciati e dei trucidati, coloni provenienti dall’Anatolia. Il fatto, ulteriormente eclatante, in aggiunta alla pulizia etnica, fu l’aver completamente distrutto circa cinquecento chiese, così da azzerare definitivamente la presenza cristiana. L’Unione Europea non può ratificare l’operato della Turchia, lasciandola ancora una volta impunita e senza obbligo di riparare ai guasti perpetrati. Sono queste le modalità di Ankara per dimostrare la sua adesione ai valori occidentali? c) – Pulizia etnica e terra bruciata a Cipro Nord d) – Le stragi Kurde La questione Kurda è sorta con la fondazione, nel 1923, della Repubblica Turca. Mustafà Kemal Atatürk ottenne l’abrogazione del Trattato di Sèvres (10 agosto 1920), che aveva riconosciuta l’autonomia locale ai Kurdi. Esso fu sostituito dal Trattato di Losanna (24 luglio 1923), che includeva qualche articolo riguardante in generale il rispetto delle minoranze, senza nominarne alcuna. Così, fu facile a Kemal Atatürk dare il via a provvedimenti repressivi. Nel 1924, un MEMORANDUM decreto ufficiale bandì tutte le scuole, le pubblicazioni e le orTURCHIA ganizzazioni Kurde. Successivamente, una legge del 1934 approvò un programma di assimilazione dei Kurdi, spostandoli in LA DOMANDA DI ADESIONE DELLA TURCHIA area a prevalente etnìa turca, ERA E RESTA IRRICEVIBILE affiancato da un piano per turcizzare le zone kurde. A com1. L’errore compiuto ad Helsinki nel 1999 pletamento, i governi turchi han2. I criteri di Copenaghen non sono applicabili no tenuto bloccato lo sviluppo alla Turchia economico e sociale, così da 3. Configurazione territoiale dell’unica Europa provocare più facilmente l’abbandono kurdo delle loro terre L’INGRESSO DELLA TURCHIA RIENTRA NELper migrare altrove. Una curiosa L’AVVERSO DISEGNO AMERICANO DI MANTEiniziativa fu tentata dal Governo NERE DEPOTENZIATA L’EUROPA b) – La cacciata dei cristiani Kemalista, nel 1932, per qualifi1. L’obiettivo strategico sull’Europa del Governo greco-ortodossi care i kurdi quali “turchi delle Federale U.S.A. montagne”, negando l’esisten2. La responsabilità ebraica anti-europea Kemal Atatürk , armato dalla za di un’etnia kurda. Ma gli studi 3. L’inganno ideologico: l’esportazione della Russia bolscevica, uscì vincitore antropologici, linguistici ed etnodemocrazia nei regimi islamici dallo scontro con l’esercito greco culturali, fino ad oggi stanno a nella guerra combattuta nel biendimostrare che i turchi ed i kurdi 3. L’ISLAM, CON LA TURCHIA AL SEGUITO, PORTA IN nio 1921-1922. Entro la fine del hanno radici storiche e linguistiEUROPA UN NUOVO TOTALITARISMO, DA CUI NON 1922, circa un milione e mezzo che diverse, e, dunque, sono VI SARÀ RITORNO ALLO STATO DEMOCRATICO di greci, tra fuggitivi e scacciati, due diverse etnìe. avevano lasciato la Turchia. Ma – La prima rivolta Kurda dopo 1. Conquista islamica in atto: invasione migratoria non mancò il bagno di sangue alil Trattato di Losanna scoppiò e politica del ventre la turca. Quando l’esercito turco nel 1925, guidata da Sheikh 2. Conquista islamica in atto: belligeranza sia ideoraggiunse Smirne, incendiò i Said, uomo di grande prestigio logica sia armata quartieri, escluso quello musulfra le popolazioni kurde. Il Go3. Conquista islamica in atto: la Turchia, Stato premano, procedendo a massacrare verno turco ebbe ragione degli scelto per il colpo di grazia alla civiltà europea i cristiani. La brutalità turca adotinsorti e la repressione che setava, ancora una volta, lo stermiguì fu feroce: lo sceicco Said fu nio come mezzo per risolvere decatturato ed il suo cadavere finitivamente il problema delle penzolò da una forca nella piazminoranze cristiane. Il Trattato za di Ankara, e quelli che non di Losanna del 24 luglio 1923 erano caduti in battaglia venneratificò quanto avvenuto secondo ro giustiziati; il Kurdistan fu dela logica dei fatti compiuti, ma nel regolasi, 112.000 greco-ciprioti desaparecivastato incendiandone i villaggi ed olre lo scambio delle rispettive minoranze dos. La cieca violenza dell’esercito turco tre un milione di persone fu deportato. allogene, vincolava la Turchia a rispettare ha colpito pure i ciprioti di religione isla– Una seconda rivolta, guidata da Ihsan “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 La Turchia non ha alcuna giustificazione, né di ordine politico né di ordine militare, quando, nel 1974, le sue truppe, equipaggiate di armamenti americani, occupando in pochi giorni il 37% dell’isola di Cipro, hanno dato il via ad una operazione di pulizia etnica, a spese della popolazione greca: 180.000 greco-ciprioti espul- 15 Nuri, ex ufficiale ottomano, del 1930, nella zona del Monte Ararat, fu soffocata ripetendosi gli atti di ferocia turca: deportazioni e massacri proseguirono fino al 1935. – Una terza rivolta, nel 1937, scoppiò nell’area del Dersin, guidata da Said Reza, e fu repressa facendo un massiccio uso di bombardamenti aerei, anche con gas tossici. Ancora una volta la repressione turca fu feroce: migliaia di persone murate vive nelle numerose grotte della zona, foreste bruciate per sterminarvi i rifugiati; i sopravvissuti furono tutti deportati ed il nome Dersin fu cambiato in quello turco di Tancelli; la legge marziale vi restò in vigore fino al 1946. – Nel 1984, in luogo di rivolte popolari di massa, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), guidato da Abdullah Öcalan, ha avviato una guerriglia, che si è praticamente conclusa dopo l’arresto, nel febbraio 1999, dello stesso Öcalan. Il bilancio è, come sempre, terrificante. Il conflitto tra esercito turco e il PKK ha provocato circa 40.000 morti, distrutti quasi quattromila villaggi, almeno tre milioni di kurdi evacuati, ed un numero indeterminato di uccisioni extra-giudiziarie. In questi ultimi anni, l’esercito è stato sostituito nel sud-est kurdo da una forza paramilitare, i così detti “Guardiani di villaggio”, per cui il Governo si dichiara estraneo (caso mai, anche contrario) alle loro continue vessazioni sui kurdi. Ma non è intervenuta una pacificazione tra le parti, né è possibile sulla base dell’ideologia nazionalislamica, che riserva al paese un’unica identità etnica, quella turca. In definitiva, le impostazioni adottate dai Governi turchi sono tre: l’assimilazione, il massacro, lo svuotamento del territorio di popolazioni kurde e cioè pulizia etnica. È venuto il momento di capire se questi comportamenti criminali turchi sono indifferenti al giudizio dell’Unione Europea. Inoltre, si devono richiamare in causa le conflittualità avvenute nei Balcani ad opera dell’asse Stati Uniti – Turchia. Le due guerre combattute dagli americani in Bosnia ed in Kossovo sono state volute per fare emergere, sulla dissoluzione della Iugoslavia, entità politiche islamiche da riportare sotto l’influenza turca. Certamente il “casus belli” l’ha offerto la politica velleitaria del serbo Slobodan Milosevic, privo dell’acume necessario per non prestarsi alle provocazioni americane ed affiancarsi alla nuova realtà europea. Gli Stati Uniti, infatti, hanno programmato il ritorno dell’influenza turca nei Balcani, come forza antagonista dell’influsso europeo nella regione. Dopo l’intervento americano, si è costituita nei Balcani una rete di solidarietà islamica, a guida turca, che comprende, oltre la Bosnia ed il Kosso16 vo, l’antico Sangiaccato, l’Albania, gli insediamenti albanesi e turchi in Macedonia, e le minoranze islamiche nella Tracia occidentale greca. Accostando la massiccia immigrazione islamica all’avamposto turco nei Balcani ed al suo eventuale ingresso nell’Unione Europea, alcuni hanno tratto da queste circostanze la concreta possibilità di un predominio islamico in Europa. Bernard Lewis, apprezzato consulente del Governo Federale U.S.A. e del Governo Turco, da islamologo abbozza la tesi di un nuovo tentativo di invasione, la terza nella storia, con probabilità di riuscita vittoriosa rispetto ai precedenti falliti tentativi. Gli Stati d’Europa, incapaci di opporsi agli obiettivi antieuropei delle decisioni americane, si sono oltretutto lasciati coinvolgere, attraverso la NATO, nelle guerre di Bosnia e del Kossovo, affiancandosi in questo modo alla Turchia: un incredibile comportamento autolesivo, aggravato dalla successiva indifferenza ed inerzia di fronte alla compressione degli interessi e delle ragioni delle popolazioni cristiane ad opera dei musulmani. E così i Turchi, proclamando di sentire una profonda «responsabilità morale» per gli aspetti tanto religiosi quanto politici delle popolazioni musulmane, hanno trovato il campo sgombro da ogni pur ragionevole opposizione. Pertanto il Governo Turco, oltre a porre i capisaldi politici della sua influenza, in collegamento finanziario con l’Arabia Saudita, ha avviato un’attività sistematica di reislamizzazione con la costruzione in- tensiva di moschee e di centri culturali islamici. Mentre gli Stati europei, raggirati da interessi strategici senza scrupoli, si fanno anche carico di aiuti umanitari, i Turchi hanno provveduto ad armare le milizie musulmane e, secondo una strategia da sempre usata, anche per fornire supporti indiretti a bande irregolari per continue azioni di disturbo senza accollarsene la paternità politica e militare. È compito di queste bande, ausiliarie di fatto delle milizie islamiche, procedere in una costante pulizia etnica ai danni delle popolazioni cristiane, nell’indifferenza occidentale ai fatti compiuti. Nel Kossovo, dove queste bande hanno maggior mano libera, sull’esempio turco in Cipro Nord, gli albanesi Kossovari hanno già distrutto oltre cento monasteri e chiese ortodosse. La tecnica dei musulmani albanesi fa impallidire le azioni disordinate serbe. Essi alternano moti collettivi ostili ai cristiani con lo stillicidio di uccisioni singole, tuttora praticate per spargere il terrore ed obbligare ad andarsene, facendo largo ricorso altresì a soprusi amministrativi. Gli allievi balcanici hanno imparato la lezione del maestro turco: assimilazione, impedimento al rientro dei profughi non musulmani, omicidi uno dopo l’altro, non insieme, per evitare la denuncia di massacro. Il cinismo islamico in queste aree balcaniche procede con calcolata gradualità, in modo che, uccidendo e fugando dal territorio i non islamici, il problema resti risolto alla fonte. La Turchia rappresenta l’O.C.I. introdotta dagli americani nel “Comitato Direttivo del Consiglio per la realizzazione della pace in Bosnia”, nonché coordina il “Gruppo per la mobilitazione dell’assistenza ai musulmani” nei Balcani, voluto dall’O.C.I. (e solo il cielo sa che cosa intendono la Turchia e l’Organizzazione per la Conferenza Islamica per assistenza!). Sempre su iniziativa Turca, lo Stato Albanese aderisce all’O.C.I. nel 1933, e le comunità islamiche di Bosnia e del Kossovo vengono ammesse come osservatori, quali entità politiche islamiche di fatto. L’insistente volontà americana di voler fare dell’Europa un “CONDOMINIO POLITICO” tra democratici ed islamici, sotto l’alto protettorato americano, prelude alla fine politica dell’Europa. Sull’immensa tragedia che colpì l’Europa nell’immediato dopo guerra con l’espansione comunista, Winston Churchill, che pure nel non aver saputo imporsi all’alleato americano, ne era responsabile, dichiarò alcuni anni dopo che si poteva fare soltanto un’affermazione: «Non può durare». È preferibile poter dire: non può avvenire! (fine) “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 LA RESISTENZA DEVOTA di C. S. I l recente scandalo dei polli alla diossina ci dà l’ulteriore e non necessaria conferma che la globalizzazione è una trappola e il trattato di Maastricht, città che avrei preferito ricordare esclusivamente come il luogo natale di Carlo Magno e che vide morire D’Artagnan (che staranno certamente rivoltandosi nella tomba), non è una cosa buona. Nelle sue memorie, Guido Carli, il predecessore di Ciampi alla testa della Banca d’Italia, nonché piu volte ministro, si chiedeva come mai Craxi ed Andreotti firmarono un tale Trattato. Gli sorse il dubbio che essi avevano firmato senza leggere. La Norvegia, anche grazie alla forte opposizione di larghi strati della Chiesa luterana, è riuscita a starne fuori. Comunque, non solo in Norvegia, ma in tutti i paesi dell’Unione, il referendum di convalida del Trattato fu accompagnato da un intenso dibattito. Da noi non una sola forza politica parlamentare ebbe il coraggio di schierarsi apertamente contro. Non i rautiani, che pure ne vedevano gli aspetti antinazionali; non i comunisti, che pure ne descrivevano gli aspetti antisociali. Non la Lega che pure ne vedeva come i “Padani” avrebbero affiancato allo sfruttamento che parte da Roma un altro sfruttamento che sarebbe partito da Bruxelles. L’opposizione fu lasciata monopolio di gruppetti di extraparlamentari (tanto di destra, quanto si sinistra) e di personaggi folcloristici (ma non per questo meno sensati e seri) come il comico calabro-genovese Beppe Grillo e l’antropologa Ida Magli. Sottoponiamo alla gentile attenzione dei nostri lettori questo pezzo, preso via Internet dalla rivista riminese “Chiamami città” che parla della vittoriosa opposizione contro l’ingresso della Norvegia nella comunità europea. *** Si sono riuniti per pregare in diverse zone della Norvegia meridionale pochi giorni prima dell’apertura delle urne europee. La loro preghiera era un appello all’Onni“Chiesa Viva” *** Marzo 2005 L’on. Giulio Andreotti, firmatario del Trattato di Maastricht, con l’on. Bettino Craxi. potente perché preservasse la libertà del Paese, cioè mantenesse la Norvegia lontana dall’Unione europea. Così, i gruppi più ferventi dell’osservante pianeta luterano norvegese hanno vissuto la campagna referendaria: come una crociata. Una crociata contro un progetto sovrannazionale visto come una minaccia per la nazione e, dunque, anche alla tradizione protestante che ha radici pietistiche, vive di un variegato arcipelago di dottrine minori ma si incarna soprattutto nella Chiesa luterana di Stato (cui appartiene l’88 per cento della popolazione, compresa, per legge, la famiglia reale, ed una quota minima di ministri del Governo nazionale). Le manifestazioni antieuropee ricordano altre schegge del mondo protestante, come i due ex pastori Ludvig Nessa e Fred Borre Knutsen, allontanati dalla Chiesa di Stato e ben noti anche all’estero per i loro blitz nei reparti di ginecologia a spruzzare succo di pomodoro (cioè sangue) e gridare agitando riproduzioni plastiche di un feto davanti alle degenti per interruzione della gravidanza. Chi si è riunito in preghiera anti-europea, nella Vandea norvegese, è un’esigua ma rilevante minoranza dei credenti (gli altri formavano una maggioranza silenziosa), che lo ha fatto per difendere l’integrità sociale e spirituale della comunità nazionale. In sostanza, un moto di conservatorismo nei riguardi di un cambiamento, visto, tra l’altro, come una bomba ad orologeria per il sistema di valori che oggi, in realtà, è generalmente percepibile più nei tratti sociologici (e meno consapevoli) che in quelli religiosi in senso stretto. La resistenza luterana anti-europea si è concretata anche in iniziative direttamente rivolte agli elettori, come il libro “Scelta del destino” col quale il giornalista Finn Jarle Saele (direttore del settimanale protestante- conservatore “Dagen”) e il pastore Jan-Aage Torp hanno invitato i cristiani a voltare le spalle all’Europa unita, questo male oscuro e incurabile. «Il progetto europeo rappresenta un vuoto di valori, un rischio per la democrazia partecipativa in Norvegia, una minaccia per i deboli nella società». Spingendosi a riferimenti biblici precisi, come fanno in modo ancora più esplicito altri esponenti dell’estremismo luterano, i due autori affiancano l’Unione europea al profilo dell’Apocalisse: «Saremmo ciechi se non vedessimo che questo assemblarsi di Stati, non per caso voluto e diretto da massoni, grassi borghesi e “rossi”, in futuro, può assumere le sembianze di uno strumento nelle mani dell’anticristo. Diventa pertanto necessario chiedersi se sia responsabile contribuire a che la propria patria partecipi ad una costruzione che presenta per molti aspetti i tratti profetizzati nella Bibbia». Il Trattato di Roma (1957, costituzione della Comunità Economica Europea) come la realizzazione della profezia apocalittica, la nascita della satanica caricatura dell’Impero romano, profetizzata per gli ultimi giorni, come diabolico mostro a 17 – I GIGANTI DEL MALE – HARRY SOLOMON TRUMAN a cura di A. Z. M orto Roosevelt il 15 aprile 1945, giunse automaticamente alla presidenza Harry Salomon Truman, pure di origine israelita, benché ritenuto cristiano. Il suo nome vero è Shippe. Era stato preparato come degno successore del suo fratello di razza e di credo, poiché era vicepresidente, e proclamato presidente dalla moglie di Roosevelt Eleanor, nota come infaticabile agente del comunismo. La filiazione massonica di Truman è stata resa nota nel periodico argentino “Noticias Graficas” del 22 giugno 1949, in occasione della riunione massonica del 20 giugno, a Chicago, ove si parlò del “fratello” Truman con queste parole: «Washington. Circa 50. 000 nordamericani si sono riuniti nel Solder Field per ascoltare il presidente Truman, che ha parlato in qualità di presidente degli Stati Uniti per la pace, e ha predetto con assoluta certezza la vittoria finale dei princìpi democratici sulla base di un’opinione pubblica degli Stati Uniti perfettamente informata contro gli sforzi degli Stati totalitari che intendono soggiogare il mondo (menzogna enorme per coprire l’appoggio che egli avrebbe dato al comunismo! n.d.r.). L’atto si svolse commemorando il giubileo del Consiglio Imperiale del “Tempio di Nordamerica”, uno dei più “importanti ordini massonici americani. Però, le parole del presidente furono dirette a tutta la nazione e a tutti i popoli del mondo amanti della libertà. Il signor Truman parlò filosoficamente (!), ma senza mezze tinte...” (!). La sua politica fu una continuazione, “per vie pacifiche”, della politica traditrice del suo predecessore. Truman fu molto più cauto nel suo agire, ma tradì con lo stesso sangue freddo di Roosevelt, e seppe presentarsi in modo da dare l’impressione di essere nemico del Cremlino, impressione che dura fino ad oggi in certi circoli occidentali, dato che l’ex-presidente, di tanto in tanto, ha fatto dichiarazioni che confermavano tale posizione politica. 18 Harry Solomon Truman coi paramenti del 33° grado massonico - Ritratto di Greta Kempton. LA CONSEGNA DEI PRIGIONIERI ALLA RUSSIA Per dimostrare la sua responsabilità criminale torniamo al tenebroso 1945, quello della “vittoria delle forze democratiche contro il fascismo”. In una Europa devastata dai “liberatori”, ebbe inizio una caccia gigantesca agli anticomunisti, tutti etichettati da “fascisti”, benché in molti casi, si trattava solo di nazionalisti cristiani del tutto estranei al nazismo e al fascismo. Qualcosa apparve nella consegna degli anticomunisti russi, cosacchi, serbi, croati e sloveni, voluta da Churchill agli anticomunisti ungheresi, slovacchi. ucraini e russi, caduti nelle mani dei nordamericani. Altrettanto avvenne ai sovietici fatti prigionieri dai tedeschi, che si rifiutarono di tornare nel “paradiso rosso” perché sapevano che ivi li aspettava la morte come “traditori”. Questo crimine lo commisero i nordamericani, quelli che il generale Ion Gheorghe, ex ambasciatore di Romania a Berlino, dipinse nel libro “LosNietòs-del Tio Sam” (I nipoti dello Zio Sam). Tutto questo avvenne, per ordine di Truman e di Eisenhower, quest’ultimo quando fu comandante supremo delle forze alleate in Europa. Un altro tradimento riguarda la sorte degli ultimi tre governi anticomunisti di Ungheria, Cecoslovacchia e Romania. L’ultimo governo anticomunista ungaro, integrato dai membri del movimento “Ungheria”, di Ferenc Kassay e compagni, quando l’Ungheria cadde in potere delle truppe sovietiche fuggì in Austria, costituendosi in qualità di prigionieri di guerra nordamericani. Tuttavia, mediante gli accordi ottenuti dall’ebreo Peter Gabor (Ausspitz) come rappresentante del governo comunista ungherese, dall’ebreo Mathias Rakosi (Rot-Rosenkranz) e dall’ebreo Marton HimIer (allora colonnello americano), il governo nazionalista, esiliato nel 1945, fu integrato agli anticomunisti di Budapest. Questa consegna fu fatta col consenso di Truman e Eisenhower. Szalasi e i suoi compagni furono torturati dagli ebrei comunisti della polizia segreta A.V.O. e poi impiccati, a Budapest, come traditori il 12 marzo 1946. La medesima sorte toccò al governo anticomunista slovacco di mons. Josepf Tiso, che, all’invasione dei sovietici, si rifugiò in Germania e cadde in mano agli americani. Unito ai suoi principali collaboratori, fu integrato col governo giudeomassonico di Benes-Gottwald di Praga. Mons. Tiso fu impiccato come traditore, a Bratislava, il 18 aprile 1947. Altrettanto tragica la sorte del governo rumeno di Horia Sima, costituito in Germania dopo la cattura del maresciallo Antonescu intorno al quale si riunirono i nazionalisti rumeni di Germania e diverse “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 unità militari concentrate in Vienna. Caduti essi pure in potere dei nordamericani, furono internati negli stessi campi degli ungheresi in Austria. Poi, diffidando dei nordamericani, molti rumeni evasero e si rifugiarono in Italia, nel settore francese di occupazione, in Germania, Francia e Spagna. Coloro che non poterono evadere, furono salvati da ufficiali nordamericani di origine rumena, i quali impedirono l’invio di queste vittime nella Romania invasa dai comunisti. Quando l’amicizia tra gli alleati si raffreddò, gli anticomunisti rumeni furono liberati, e molti di essi si rifugiarono in Francia, Spagna e Argentina. Da morte sicura si salvarono Horio Sima, allora capo della Guardia di Ferro, e vari ministri, ambasciatori, ecc. Nel 1945, si fece la famosa Conferenza di Potsdam, dove i vincitori si spartirono il bottino, come fece Truman e la sua banda, spalleggiati dal “venerabile” Clement Attlee, giunto al potere coi suoi socialisti inglesi al termine della guerra. I tradimenti di Roosevelt e Churchill si conclusero a Teheran e a Yalta, creando il potere sovietico della “cortina di ferro” sull’Europa centrale e orientale. che l’“Europa Libera” non rappresentasse alcun pericolo per il blocco comunista. Al termine della guerra, Truman mise in atto un piano politico di smantellamento del potere militare degli Stati Uniti, col pretesto della “smobilitazione”, fatto che, per cinque anni, paralizzò l’esercito americano, consentendo ai sovietici di riprendersi e armarsi fino ai denti e iniziare la loro aggressione in Asia. Così, i sovietici risalirono dalla loro inferiorità, specialmente in campo atomico (agevolati perfino dai tradimenti commessi negli Stai Uniti con la vendita dei segreti militari), e superarono l’America nel lancio dei razzi interplanetari, ottenendo, in questo settore, la superiorità sull’America. Questa politica di tradimento degli Stati Uniti, continuò con Eisenhower al punto tale da rendere gli Stati Uniti persino attaccabili dalla Russia. IL “PIANO MARSHALL” Si è fatta gran propaganda del “Piano Marshall” per la ricostruzione dell’Europa occidentale devastata dalla guerra. Tale piano fu lanciato al tempo di Truman come “aiuto disinteressato” ai popoli europei. La realtà è molto diversa. Dietro il “piano Marshall” si trovava l’ebreo James Warburg con tutta l’alta finanza ebraica nordamericana, attraverso i cui banchi doveva essere diretto l’“aiuto”. Ciò, in realtà, fu perseguito dal giudaismo per rafforzare le sue posizioni in una Europa strozzata da Hitler, proporzionando gli “aiuti” a quei governi che previamente avevano accettato di convertirsi in veicoli della nuova penetrazione ebraica e massonica nella vita economica e politica dei popoli “liberati”. In Europa, l’amministrazione di gran parte di questi “aiuti” fu posta nelle mani di gruppi massonici, i quali utilizzarono il denaro del popolo nordamericano, canalizzato dalle banche ebraiche di Wall Street, per ricuperare le posizioni perdute e crearne di nuove. Per la “generosa” idea, il generale Marshall, uno dei maggiori criminali della seconda guerra mondiale, autore della consegna del popolo cinese al comunismo, ricevette, come no? il “Premio Nobel” per la Pace. La giudeo-massoneria nordamericana che non dava “aiuto” senza compensazioni, si impadronì, nel modo meno visibile, di tutti i governi che accettarono l’“aiuto”. Certo, il “Piano Marshall” favori la ricostruzione dell’Europa, ma lo fece in dipendenza dall’America, per paralizzare, politicamente, imponendo governi di sinistra che, fatta eccezione di Adenhauer nella Germania Occidentale, aprissero la breccia alla valanga sovietica. Così, l’Europa si mantenne in permanente caos politico e debolezza militare in modo tale “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 Il Generale Mac Arthur, responsabile della vittoriosa Guerra di Corea e anticomunista convinto, fu dimesso dal Presidente Truman con insulti e calunnie, proprio nel momento in cui le sue forze militari ponevano in difficltà la Cina comunista. TRADITO L’ESTREMO ORIENTE Il più grande tradimento di Truman è stato la consegna della Cina al comunismo, toccando di presiedere ai funerali del popolo cinese, al generale Marshall “Premio Nobel” per la Pace, massone e complice di tutti i traditori che hanno pugnalato alle spalle l’Occidente. Primo intento di Marshall fu quello di convincere Chiang Kai Shek a ricevere i comunisti nel suo Governo, nel 1946. Al rifiuto del generalissimo, poiché questo avrebbe legalizzato l’attività dei cospiratori, Marshall, Truman e gli altri della banda si infuriarono, e cominciarono a rendere difficile la vita ai nazionalisti cinesi. Sotto il pretesto di “corruzione” e di “incapacità” rivolte a Chiang, il governo americano recise gli aiuti militari alla Cina nazionalista, mentre la Russia aiutava e armava i comunisti di Mao Tse Tung. Il risultato di questo tradimento dell’alleato è noto. L’esercito, nazionalista affondò e i suoi resti si ritirarono a Formosa, mentre il comunismo si impadronì del più grande popolo del mondo. La Cina finirà per essere, per l’Occidente, un nemico ancor più temibile della stessa Russia! Poco dopo che i comunisti, per il tradimento degli ebrei nordamericani, si impadronirono della Cina, i soldati d’America morirono per difendere la Corea dagli attacchi dei cinesi e dei sovietici. Quando, nel 1950, i comunisti trattarono il problema della conquista della Corea, Truman passò la questione al suo collega Stalin. Questi chiese di ordinare al generale Douglas Mac Arthur di difendere il paese aggredito. Questa farsa era scontata, perché il contrario equivaleva a “scoprirsi” totalmente come complice dei comunisti. Ciò che Truman intendeva salvare non era la Corea, ma l’apparenza del suo “anticomunismo”, infatti, era sicuro che, in seguito, i comunisti avrebbero guadagnato “per altre vie”. La presenza e l’energia di Mac Arthur cambió il trionfo comunista in una sconfitta che minacciava la distruzione dello stesso regime comunista cinese. Allora, il grande traditore Truman destituì Mac Arthur, anticomunista convinto, coprendolo di insulti e calunnie, per giustificare un tale gesto, inconcepibile nel momento in cui i nordamericani, che difendevano la Corea, stavano conseguendo la vittoria, ponendo in difficoltà i presuntuosi cino-sovietici. Tuttavia, poco tempo dopo, Mac Arthur ebbe un’accoglienza trionfale al suo ritorno a New York. In quell’occasione, il traditore Truman se ne andò a rilassarsi in un campo sportivo... La medesima attitudine proditoria e mendace fu messa in atto da Truman contro il senatore Joseph Mac Carthy che tentò di ripulire lo Stato dal virus comunista che lo infestava e che ne minava le basi. A Mac Carthy fu riservata una fine peggiore di quella del generale Mac Arthur: egli fu perseguitato, insultato, scarnificato in tutta la stampa giudaica del mondo. Una coalizione giudeo-massonica paralizzò la sua azione patriottica e, sospettosamente, quando già lo si riteneva “bruciato”, mori di “morte naturale” mediante un ben assestato “trattamento medico”. Questa è stata, in linea generale, l’attività “patriottica” del “fratello” Truman1. 1 Per chi volesse ulteriori dettagli su questo tema, può leggere il libro: “La grande cospirazione ebraica”. 19 BIBLIOGRAFIA: GLI EBREI E LA CHIESA Molto Rev.do Don Luigi Villa, come paladino del Cristianesimo, come fulgido esempio di quei Sacerdoti che si sono sempre battuti fino alla morte per difendere la “Nostra” Santa Religione, mi permetto rivolgermi a Lei, ultimo, o per lo meno, uno dei pochi rimasti “Grandi Difensori della Fede” e inviarle la stesura originale del primo di alcuni articoli, pubblicati su “Civiltà Cattolica”, quando i Gesuiti erano l’unico baluardo contro lo strapotere giudaico nel mondo. Ora, le cose sono cambiate! Sulla scia dell’ignobile “perdonismo” dell’attuale Papa, che, chiedendo scusa per le Crociate, insulta i milioni di fedeli Cristiani che hanno perso la vita per il Santo Sepolcro; che, chiedendo scusa per l’aver portato la Fede nel nuovo mondo, insulta le migliaia di sacerdoti che furono massacrati, e immolati a Dei primitivi nel tentativo di portare la vera Fede a quei selvaggi, a quelle anime semplici; e a tutte le altre richieste di “scuse e perdono”, tra le quali si annovera anche quella fatta ai giudei, anche i Gesuiti di Civiltà Cattolica, nel numero speciale: “150 anni al Servizio della Chiesa” dove chiedono perdono per i “magnifici, documentati articoli”, scritti oltre 100 anni fa, da “grandi Sacerdoti” contro il giudaismo. Il Consiglio Supremo del Rito Scozzese Antico ed Accettato (che riunisce i massoni del 33° grado) dello Stato di Israele si è installato il 17 novembre 1966. – Civiltà Cattolica – A - Ebrei e Antisemitismo 1853 - II° Serie n. 12 Anno IV° - Vol. I° Serie II’ - Gli israeliti in Toscana al cospetto di Leopoldo I°, e delle sue Leggi. Genova 1852 - pp. 205-208. 1857 - Vol. VIII° - III’ Serie anno 8° - “Cronaca Contemporanea” - Della cittadinanza in Europa, problema di Francesco Gambini Astigiano - Asti, Raspi 1857 - pp. 352-357. 1881 - Vol. V° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Dichiarazione ufficiale ed esplicita degli ebrei di Francia e Italia nel 1806 ai tempi di Napoleone I° sopra l’obbligo loro legale di odiare tutti i Cristiani e gli altri non ebrei del mondo - pp. 482-491. 1881 - Vol. VI° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Perché ora in Russia, come già tante altre volte altrove, i poveri ebrei siano si maltrattati - pp. 600-608. 1881 - Vol. VII° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Si dimostra che la lettera di Papa Innocenza IV° in difesa degli ebrei dal Rabbino Levi di Vercelli mandata all’Unità Cattolica di Torino e ... della pratica di assassinare i fanciulli cristiani... nelle feste Pasquali - pp. 230-238 . 1881 - Vol. VII° Anno XI° - “Cronaca Contemporanea” - Difese ebree contro l’accusa del sangue. Quali siano gli ebrei più specialmente rei di assassinare, per divozione, i cristiani. Polemica recente tra gli ebrei francesi - pp. 474-483. 20 1881 - Vol. VIII° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Come da un processo autentico ed inedito, che si conserva negli Archivi Vaticani della Santa Sede si dimostri indubbiamente che gli ebrei non possono celebrare santamente la loro Pasqua se non col sangue dei cristiani pp. 225-231. 1881 - Vol. VIII° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Primo Interrogatorio dell’ebreo Israele: dal quale si impara che gli ebrei di Trento impastavano le loro focacce, od azimelle, col sangue cristiano, ogni anno nella loro festa di Pasqua - pp. 344-352. 1881 - Vol. XIII° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Vitale ebreo conferma il rivelato da Israele sopra il rito sanguinario della Pasqua ebraica - pp. 476-483. 1881 - Vol. VIII° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Samuele, padrone della sinagoga di Trento, rivela l’antichità della Pasqua sanguinaria risalente ai primi secoli della Chiesa - pp. 598-606. 1881 - Vol. VIII° Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Samuele ebreo descrive la Pasqua del XV° secolo conforme a quella del secolo XVIII° - pp. 730-738. 1882 - Vol. IX° - Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Gli ebrei osservanti continuano anche ora ad osservare la Pasqua sanguinaria - pp. 107-113. “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 1882 - Vol. IX° - Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Ogni anno gli ebrei cercano un bambino. Orso di Sassonia venditore di sangue cristiano - pp. 219-225. 1882 - Vol. IX° - Serie XI° - Tobia medico ebreo ruba il fanciullo. Il 1475 anno di giubileo ebraico - pp. 472-479. 1882 - Vol. IX° - Serie XI° - Interrogatorio di Mosé il vecchio pp. 605-613. 1882 - Vol. IX° - Serie XI° - Arti degli ebrei per conservare il segreto sopra i loro nefandi misteri - pp. 732-739. 1882 - Vol. XII° - Serie XI° - “Cronaca Contemporanea” - Documento inedito sopra l’influenza degli ebrei in tutte le sètte massoniche, liberali ed anticlericali, cioé anticristiane - pp. 219-228. 1884 - Col. 2° Serie XII, Vol. IV, fasc. 814 La Massoneria, ecco il nemico - cioé L’Enciclica “Humanum Genus” (7.5.1884) (7 maggio 1884) - pp. 385-405. Segue: Di alcuni documenti poco noti dimostranti ciò che la Sètta Massonica definisce la recente Enciclica “Humanum Genus” del S. P. Leone XIII - pp. 406-415. 1884 - Vol. IV° della serie Duodecima - Vol. VI° Serie XII - Della vera origine e natura dell’Antisemitismo, Massonismo ebraico ed ebraismo massonico - pp. 479-487. 1885 - Serie duodecima (XII) 9-10 Vol. 9 - Come gli ebrei canzonarono Napoleone ed i cristiani nel Sinedrio Magno del 1807 - pp. 287-302. 1885 - Serie duodecima (XII) (9-10) Anno trigesimosesto Vol. 9 °- Di un recente libro Pro Judaeis Vol. IV - Dell’odio talmudico-ebreo contro l’universo mondo - pp. 420-429. 1885 - Serie duodecima (XII) (9-10) Anno trigesimosesto Vol. 9° Di un recente libro Pro Judaeis Articolo V - Come il Talmud, benché contenga parti buone, sia nondimeno un libro pessimo - pp. 530-543. 1885 - Serie duodecima (XII) (9-10) Anno trigesimosesto Vol. 10° - Di un recente libro Pro Judaeis - Art. VI - Come il Talmud sia libro pessimo perché ispirato dall’odio ebreo contro l’universo mondo - Postilla sopra la razza ebrea pp. 48-61. 1885 - Serie duodecima (XII) (11-12) Anno trigesimosesto Vol. 11° - Di un recente libro Pro - Art. VII - Si dimostra che la legge rabbinica obbligante gli ebrei ad odiare i non ebrei è ancora presentemente in tutto il suo vigore - pp. 548559. 1885 - Serie duodecima (XII) Anno trigesimosesto Vol. 12° Di un recente libro Pro Judaeis - Art. VIII - Della pubblica moderna opinione sopra la razza e la morale ebrea pp. 164-177. 1885 - Serie duodecima (XII) (11-12) Anno trigesimosesto Vol. 12° - Di un recente libro Pro Judaeis - Art IX - Il giudaismo presente è l’antico Fariseismo - pp. 285-300. 1886 - Serie decimoterza XIII (1-2) Anno trigesimosettimo Vol. 1° - Di un recente libro Pro Judaeis - Art. X - Che mai i cristiani perseguitarono gli ebrei: ma che gli ebrei perseguitarono i cristiani - pp. 173-186. 1886 - Serie decimoterza XIII (1-2) Anno trigesimosettimo Vol. II° - Dell’ebraica persecuzione contro il Cristianesimo - Art. I° Come fin dal principio non già i cristiani contro gli ebrei ma gli ebrei abbiano sempre perseguitato i cristiani - pp. 437-446. 1886 Vol. I° - Serie XIII - Dell’ebraica persecuzione contro il Cattolicesimo - Art. II° - Dell’universale congiura ordita dagli ebrei in tutto il mondo contro il Cristianesimo subito dopo la morte di Gesù Cristo - pp. 668-678. 1886 - Serie decimoterza XIII (3-4) Anno trigesimosettimo Vol. 3° - Dell’ebraica persecuzione contro il Cristianesimo - Art. III° - Come gli ebrei mossero o secondarono contro i cristiani le persecuzioni pagane dei primi secoli fino a Costantino Magno - pp. 546-560. “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 1886 - Serie decimoterza XIII (3-4) Anno trigesimosettimo Vol. IV° - Dell’ebraica persecuzione contro il Cristianesimo. Art. IV° - Quanto il Cristianesimo trionfante sotto Costantino Magno sia stato equo verso gli ebrei sempre pertinaci nel loro odio contro il Cristianesimo e l’Impero Romano - pp. 426-440. 1887 - Serie decimoterza XIII (5-6) Anno trigesimosettimo Vol. VI° Art. V° - Dell’ebraica persecuzione contro il Cristianesimo come gli ebrei dopo Costantino Magno, benché mai non perseguitati dai cristiani, continuarono a perseguitare il Cristianesimo e l’Impero Romano fino a Teodosio Magno - pp. 278-229. 1887 - Serie decimoterza XIII (7-8) Anno trigesimosettimo Vol. VII° Art. VI° - Come anche sotto Teodosio Magno ed Arcadio, suo successore in Oriente, gli ebrei persecutori del Cristianesimo siano sempre stati tutelati e protetti dai cristiani - pp. 142-157. 1890 - Serie IV° - Vol. 8 - Della Questione Giudaica in Europa “La Cause” - pp. 15-20. 1890 - Serie IV° - Vol. 8 - Della Questione Giudaica in Europa “Gli effetti” - pp. 384-407. 1890 - Serie IV° - Vol. 8 - Della Questione Giudaica in Europa “Rimedi” - pp. 641-681. 1890 - Vol. 7-8: Perché la Massoneria odia la Chiesa - pp. 401423. 1890 - Serie XIV° - Vol. VIII - Fascicolo 972 - Del pensiero massonico in Italia - da XX a XXIX - pp. 669-681. 1890 - Vol. 7-8 Serie decimoquarta XIV - Perché la Massoneria odia la Chiesa da I a X - pp. 401-423. 1890 - Vol. 7-8 - Serie XIV - Vol. VIII° - P. Manfrin. Gli ebrei sotto la dominazione Romana. (dalla Stampa) - pp. 705-721. 1891 - Vol. IX - Anno XIV° - P. Manfrin - Gli ebrei sotto la dominazione Romana (Continuazione). (Vedi fasc. 972, p. 705 e segg.) II°, pp. 208-219. 1892 - Vol. I° - Serie XIV° - Gli ebrei perché restino ebrei - pp. 129-139. 1893 - Serie XV° - (5-6) 10 gennaio 1993 Vol. V° - La morale giudaica, pp. 145-160. 1893 - Serie decimoquinta XV° - (5-6) Vol. V° - La morale giudaica e il mistero del sangue - pp. 269-286. 1895 - Vol. III° Serie XVI° - Riviste della Stampa. Rocca d’Adria. L’Eucarestia e il Rito Pasquale moderno - pp. 320-329. Fabbricazione del pane azimo per la Pasqua ebraica. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Da giovane, Mazzini si era conquistato le grazie dei potenti occulti grazie ai suoi metodi più abbietti, dalla delazione, al tradimento, al vero e proprio terrorismo e assassinio politico. Così scrive lo storico E.Y. Yates: «Mazzini arrivava a far cadere deliberatamente dei sospetti di appartenenza alla Giovane Italia su gente innocente, come Braida, un popolare avvocato penalista di Genova, perché se veniva arrestato e imprigionato avrebbe incitato la plebaglia»1. Oppure quando, citando Mazzini, scrive: «Ci sono uomini nel nostro esercito che una sola parola da parte degli arrestati sarebbe stata sufficiente a mandarli in prigione data la loro condotta nel 1821; e il loro arresto ci avrebbe apportato un gran bene»2. Una madre ossessiva, un retroterra religioso giansenista di oscuro misticismo, Mazzini era cresciuto odiando ogni forma di autorità, ogni idea di progresso e, malgrado tante e vuote parole al contrario, l’idea stessa di una nazione italiana sovrana e indipendente. Nel suo libro: “Leone Tolstoy e Giuseppe Mazzini”, Giuseppe Macaluso, un seguace occultista di Mazzini, scrive: «(I Ruffini e Giuseppe Mazzini) giunsero a Londra nelle prime ore della mattinata del 13 gennaio 1837 (…)». E lì, a Londra, la strada ai vertici dei potenti occulti gli fu spianata dallo storico Thomas Carlyle. Scrive, infatti, il Macaluso: «Fu in casa Carlyle, dove egli andava a colazione tutti i venerdì, accoltovi con un’assoluta semplicità, al Mazzini tanto gradita, che egli poté conoscere personaggi eminenti, come per esempio Carlo Darwin. Tra le famiglie, primeggiavano il nome degli Ashurst, degli Stanfeld, dei Taylor». «In realtà, gli inviti decennali di Thomas Carlyle a Mazzini non erano che esigenze professionali per sfruttare l’amicizia e le tare psicologiche del “profeta” italiano per i loro fini strategici. Nel suo diario, Carlyle confessa che lo “stancava il suo incoerente giacobinismo e georgesandismo”. Eppure, mantenne un’amicizia con Mazzini per dieci anni! Nelle “Lettere e Memoriali” della moglie, Jane Welsh Carlyle, così è citato lo storico inglese: “(…) fin dalla prima conversazione, le opinioni del Mazzini mi apparvero incredibili, e – insieme tragicamente e comicamente – impraticabili in questo mondo”. Più tardi, nelle “Nuove lettere”, Carlyle descrive i tentativi politici mazziniani come “matte avventure”, aggiungendo snobisticamente che sua moglie si interessava agli esuli per “curiosità folcloristica”! Se queste frasi possono rivelare il vero atteggiamento dei Carlyle verso l’“amico” Mazzini, esse riflettono nondimeno solo una parte della realtà. Nelle sue “Lettere e Memoriali”, così si confessa Lady Janes: “Un uomo ha il diritto di mettere la sua sicurezza alla mercé di chi vuole, ma nessuna sia pur grande fiducia in un amico può giustificarlo se fa tali pericolose confidenze che riguardano altri. Che cosa ci sarebbe di strano, per esempio, se io avessi mandato poche parole al Governo austriaco, avvertendolo delle progettate sommosse, solo perché le prevenisse e si 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. salvasse la testa di Mazzini e quelle dei più, col sacrificio di pochi? (…). Credo che avrei ritenuto mio dovere, come amica di Mazzini, di far ciò”. E così, dopo ogni fallita “matta avventura” mazziniana, causata da “poche parole” di una Jane Carlyle, il reclutamento di Mazzini diveniva sempre più totale. D’altronde, il compito si presentava alquanto semplice: bastava sfruttare la psicosi mazziniana, manipolare quell’ossessione che lo braccava sin dalla gioventù, quei sintomi di persecuzione che lo assediavano, nell’alternanza dei suoi stati maniacodepressivi, quel “fuoco” che gli faceva odiare l’uomo e tutta la specie umana. In una lettera a Melegari, così Mazzini descrisse la sua “crisi nervosa”: “Ho voluto, lo giuro, far del bene con tutti coloro con cui sono venuto a conoscenza – e sempre gli ho nuociuto e ho nociuto a me stesso (…)”. O durante la sua permanenza a Ginevra: “Ho bisogno di essere solo; ho bisogno di ricompormi, se possibile; ho bisogno di non vedere nessuno, altrimenti mi ucciderei o andrei fuori di senno”. O in un’altra lettera a Giuditta. “Vorrei tanto mostrare affetto agli uomini, cioè di far loro del bene, ma non voglio più vederli. Sono malato moralmente – ho convulsioni morali come altri possono avere convulsioni fisiche – ci sono momenti in cui vorrei voltolarmi per terra e mordermi come un serpente (…). Porto un odio per gli uomini! Se tu potessi vedere il riso satanico che porto per essi sulle mie labbra! (…)”»3. 1 Cfr. E. Y. Yates, “Mazzini and the secret societies. TheMaking of a mith”. Idem. Cfr. Nuova Solidarietà, 25 febbraio 1985, p. 8. 2 3 “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Don Villa, nel “proemio” del suo libro: “Paolo VI - processo a un Papa”, io vorrei una stesura più completa: a partire dalla distinzione che diceva: “amicus Plato sed magis amico Veritas”. Ossia: essere “cattolico” significa essere non un fungo odierno, ma in piena comunione con Gesù Cristo e con 20 secoli di Magistero cattolico di Verità e, quindi, non in totale balìa dell’ultimo Pontefice regnante o del proprio Vescovo... anche a scapito della Verità. Partire, perciò, dal dato biblico: Atti. 4, 19: «Obbedire a Dio prima che agli uomini» (Gal. 2, 11): “mi opposi a Cefa”..., ed anche Mtt. 26, 66: il sommo Sacerdote condanna a morte Gesù (Mtt. 27, 20): l’obbedienza deicida del popolo giudaico al sommo pontefice. Poi, passare alla definizione della infallibilità del Vaticano I, col suo preciso testo, contesto e limiti. E, quindi, circoscrivere l’ambito in cui l’insegnamento del Papa deve essere accolto in mdo incondizionato, e l’ambito, invece, in cui ogni teologo e cristiano ha il suo sacrosanto diritto di far valere le ragioni della Verità. Sottolineare, poi, la grave ambiguità della trovata giovannea di dichiarare “pastorale” (e non dogamtico) un Concilio e po- st-Concilio che, con questo lasciapassare, sta travolgendo poprio i dogmi e la Fede della Chiesa. È assurdo che due Pontefici (Paolo VI e Giovanni XXIII) se ne infischiano del Magistero di tutti i loro predecessori. (A me sembra che Giovanni Paolo II, oltre che per la formazione seminaristica superficiale, sia anche Lui vittima della papolatria per Paolo VI!). Infine, inserire le conferme storiche, già da Lei elaborate, delle non solo possibili ma reali deviazioni ed errori (“Paolo VI processo a un Papa”, pp. 7-22). Un simile lavoro sarebbe un servizio alla teologia, perché delimita più chiaramente il compito e i limiti dell’autorità di ogni Pontefice (servire la Verità e non dominare da padrone desposta!); ed avrebbe anche un autentico valore ecumenico, perché aiuta a comprendere e a smussare quegli eccessi di papolatria che sono stati uno dei motivi che hanno dato origine allo scisma degli ortodossi, e poi all’eresia dei protestanti... Caro Don Luigi, La ringrazio nuovamente per il prezioso, rischioso e meritorio lavoro che fa a servizio di Gesù-Verità, e La saluto fraternamente! Il Signore Gesù e la nostra Mamma celeste ci proteggano e ci benedicano! (Don E.M.S. - Biella) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: SPACCATI DI STORIA Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Commento e traduzione di Antonio Caruso Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, uomo di azione e di pensiero, nello sfondo del sesto secolo d.C, non ha lasciato fuori del suo orizzonte culturale nessun ramo dello scibile di allora. Questo nuovo volume su di lui e la sua opera vuole essere uno “spaccato”, ossia una scelta, dei suoi scritti storici. Un maestro di vita come lui, infatti non poteva tener fuori del suo mondo di sapere la Storia, di per sè “maestra di vita”. I suoi tre lavori storici: – Storia del mondo e di Roma (comparata), da lui personalmente scritta, – Storia della Chiesa, composta con brani , da lui selezionati e ordinati, trattti dalle opere di tre autori greci, – Storia dei Goti, purtroppo perduta, a noi giunta nella sintesi a firma di Jordanes, risultano nuovi e stimolanti anche al lettore moderno assetato di cultura. *** (Antonio Caruso è sacerdote della Compagnia di Gesù. Ha coperto incarichi di Governo e svolto azione sociale in tutta l’Italia. È stato redattore della Rivista “La Civiltà Cattolica” e officiale della Segreteria di Stato in Vaticano. Oggi, è assistente del CISS (Centro Internazionale di Studi Sturziani). È autore di una trentina d pubblicazioni a sfondo storico-sociale-religioso). Per richieste: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 Edizioni VIVERE IN Via delle acque Salvie, 1/A - Roma E-mail: edizioniviverein@tin.it 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Robial Emanuele Sacerdote, francese. Nato nel 1877 circa, era divenuto monaco trappista. Venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. Biscopich Laico, anziano, non sposato, di professione meccanico. È stato ucciso nella città di Zhengding il 9 ottobre 1937. Martiri in Cina (continua) MARZO 2005 SOMMARIO SI PUO’ ACCUSARE IL VATICANO II DI “LIBERALISMO”? di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEBEI Xiao Jinsheng Paolo Sacerdote diocesano. Nato il 24 dicembre 1914 in una famiglia eccezionale (4 sorelle, di cui tre erano Figlie della Carità; un fratello sacerdote, p. Xiao Huimin), nel 1936, è inviato a Roma per gli studi teologici. Ordinato sacerdote nel maggio 1939, rientrerà in Cina solo nel 1946. Nel 1951, viene arrestato e condannato all’ergastolo. Non riacquisterà mai interamente la libertà. Rimandato a Pechino, per motivi di salute, vivrà in miseria con le sorelle e morirà (veneratissimo) di cancro, il 3 giugno 1992. Antonio Barosi, Girolamo Lazzaroni, Mario Zanardi, Bruno Zanella († 19 novembre 1941). Mons. Antonio Barosi, amministratore apostolico di Kaifeng (Henan), era in visita pastorale ad alcune comunità in una zona a rischio. Era in atto la guerra tra cinesi e giapponesi e la regione era terra di nessuno, di tanto in tanto attraversata da gruppi armati. A Dingcun, finita la cerimonia in chiesa, mons. Barosi si era ritirato per il pranzo in compagnia dei confratelli Bruno Zanella, Girolamo Lazzaroni e Mario Zanardi, tutti del Pime. Alle tredici, un ufficiale con una decina di soldati entra nella residenza dei missionari e, dopo averne scacciato i cristiani, chiude la porta di ingresso e la fa piantonare da un gruppo di soldati ben armati. Mons. Barosi ha con sé una carta d’identità rilasciatagli dai giapponesi, un lasciapassare necessario per potersi muovere nelle zone controllate dalle forze occu24 panti. È il pretesto di cui si servono i soldati per motivare l’accusa, rivolta ai quattro, di essere “spie del nemico e agenti del capitalismo”. I soldati legano mani e piedi a mons. Barosi e a padre Zanardi, e li trascinano in chiesa. Vengono buttati a terra, chiudendo loro bocca e orecchie con della carta. Padre Zanella viene portato fuori dalla stanza e da grandi recipienti gli versano in bocca acqua bollente e petrolio. Il padre grida, negando di avere armi e denaro. Il suo corpo è lasciato privo di sensi (o forse senza vita) in un cortiletto. Anche mons. Barosi e padre Mario vengono trascinati verso l’altro cortile. Svaligiata la residenza degli oggetti più preziosi ed utili, i soldati, verso sera, se ne vanno. Solo allora i cristiani escono dalle case e si dirigono alla residenza dei missionari. Forzata la porta, entrano e si mettono a cercare i padri. Chiamano, cercano in ogni angolo: nulla... Accortisi che il muricciolo del pozzo è crollato, sospettano che i corpi vi siano stati gettati dentro. Per mezzo di lunghe pertiche di bambù, munite di un uncino, estraggono i cadaveri. Dopo parecchie ore riescono a recuperare anche l’ultimo corpo, quello di padre Lazzaroni, che quasi certamente era stato gettato nel pozzo ancora vivo. Aveva 27 anni e solo due di missione. Prinz Vladislas Fratello laico, polacco. Era nato il 26 giugno 1909, ed era entrato tra i vincenziani il 2 febbraio 1929. Venne ucciso nella città di Zhengding, il 9 ottobre 1937. N. 370 2 Santa Pasqua! 3 Si può accusare il Vaticano II di “Liberalismo”? del sac. dott. Luigi Villa 6 Diamo a Dio ciò che è di Dio della Prof.ssa M. Pia Mancini 8 Qual è lo spirito del Vaticano Secondo? (2) del dott. Homero Johas 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Memorandum Turchia (4) del dott. R. Sgarbanti 17 La resistenza devota di C. S. 18 – I giganti del male – Harry Solomon Truman a cura di A. Z. 20 Bibliografia: gli Ebrei e la Chiesa 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla III Domenica di Pasqua all’Ascensione del Signore) “Chiesa Viva” *** Marzo 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 371 APRILE 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità La “Nuova Religione” LA “NUOVA RELIGIONE” del sac. dott. Luigi Villa S i può benissimo dire che la rivoluzione attuale della Chiesa sia partita dal Nord-Europa. Dal Nord, infatti, è venuta la “nuova teologia” (rahneriana, künghiana, schellebechiana, ecc... La “nuova esegesi” dissacratrice, per esempio, in Germania, fu quella che scodellò al pubblico che San Giovanni evangelista non fu lui l’Autore del suo Vangelo, come pure San Pietro non lo è per la sua seconda lettera, perché traboccante di cose sue personalissime, ma che non andavano a genio ai novatori, come, ad esempio, tutti quei passi evangelici, densi di dottrina, che essi chiamavano “interpolazioni”, appunto perché non combaciavano con le loro idee, come ad esempio, quell’ultimo tratto di Vangelo della Messa, troppo profondo, che spingeva l’anima all’adorazione. Pure dal Nord sono scese tutte quelle definizioni della “nuova religione” già sognata dal gesuita massone Teilhard de Chardin. Vediamone alcune: Il padre David, SJ, ben noto per le sue svariate divagazioni in campo di 2 Le riporto abbreviate: 1° - Credo in un Dio personale, al quale possiamo darGli del “tu”, sì da non perdersi in un vago universo, avendoci Gesù Cristo insegnato a chiamarLo “Padre”. Rappresentazione dell’unità delle Religioni sotto la direzione della Massoneria. teologia morale, in “Entachluss”, scrive che per essere un “vero cristiano” si deve credere a questi soli quattro punti, perché «non lottiamo più, oggi, per problemi teologici periferici, ma per le verità centrali della nostra fede» (cattolica?..). 2° - Credo in Gesù Cristo, che è più di un semplice uomo che, in un modo affatto singolare, fu l’inviato di Dio per questo mondo, per portare il messaggio, la redenzione, la grazia. E tale si è dimostrato mediante la sua vita incomparabile, e mediante la sua morte, i miracoli inauditi, e un messaggio che non ha confronto. Lo chiamano “Figlio di Dio”. Lo è, ma non sappiamo in quale maniera ciò sia possibile. I teologi hanno inventato dei concetti e dei sistemi geniali per spiegarlo. Vogliamo onorarli, perché mirano a qualcosa di giusto, ma nessuna enunciazione è capace di spiegare questo mistero. Inoltre, dato da un mondo da concetti e da un linguaggio che non sono più i nostri. Quale teologo sa esattamente che cosa dica pronunciando il termi“Chiesa Viva” *** Aprile 2005 ne: “Figlio di Dio”, designando il Cristo?.. Dio non ha, certo, dei figli, come li hanno gli uomini. Anche la nascita di un uomo è d’altronde un mistero!.. Chi crede semplicemente e confessa che Cristo è più di un semplice uomo, ha affermato l’essenziale. E nessuno, oggi, pensa all’arianismo e al nestorianismo, Ma quante ambiguità! Purtroppo, i nostri poveri teologi moderni non sanno più accogliere né comprendere i pensieri chiari e concisi che le definizioni in latino richiedono, perdendosi, perciò, in “enunciazioni” (ma che non sono “definizioni”!) confuse ed ambigue, in parole moderne altisonanti ma vuote di contenuto. Di chiaro, c’è solo che questi presunti teologi non vogliono solo cambiare le parole, ma anche il “contenuto”! 3°- Credo nella Chiesa di Cristo. Una Chiesa, cioè, che non è soltanto una adunata o una istituzione dei fedeli, ma che è, soprattutto, una creazione di Cristo con il Suo “messaggio” e la Sua “Autorità”. Certo, si può discutere sul contenuto e sulle limitazioni di questo messaggio e di questo potere, come pure sull’ufficio di Pietro, sul ministero dei Vescovi e dei preti, sul contento e sull’efficacia dei Sacramenti: si può credere che, nel corso dei tempi, la Chiesa può anche acquistare una più perfetta conoscenza, come può patire dubbi e perdite, ma, tuttavia, dobbiamo credere che è sempre lo stesso Cristo che opera nella sua Chiesa. “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 4° - Credo di sopravvivere dopo la morte. Dopo la morte, cioè, ogni cosa non finisce per l’individuo. Detto così, può sembrare una formulazione negativa, perché è ben difficile di esprimere in modo positivo che cosa sia esattamente l’immortalità e l’anima immortale. Ma è di fede che, dopo la morte, non termina tutto, e che ci siano la colpa, l’espiazione, la Grazia e lo splendore. Ecco il succo di quanto pensa padre David, SJ, e che il pensare fermamente a questi quattro punti costituisce l’essere di un cristiano “autentico”, anche se porta in sè tanti dubbi sulle formule tradizionali della Fede, secondo gli usi e i metodi ecclesiastici. Ma queste “esigenze minime” di padre David non valgono il “Credo Apostolico” che ci parla di Dio, della vita di Gesù Cristo, dello Spirito Santo, del mistero della SS. Trinità, compendiando, così, la nostra salvezza. Le “esigenze minimali” di padre David sono un vago deismo di tutte le verità della Fede alle speculazioni più o meno fantasiose delle nostre piccole menti, escludendo la diretta Rivelazione di Dio che è la sola Verità! *** Ora, questa rivoluzione nordica va vista in tutti i campi di questo ecumenismo massonico in atto, oggi, nella Chiesa. Si veda, per esempio, il “Catechismo Olandese”, detto “Glaubensbuch”, o “libro della fede” (composto da 35 teologi, 18 che si dicono Cattolici, 17 protestanti), che ha soppiantato la parola “catechismo”. In “Una Voce - Correspondenz”, il dott. Andrea Schonbergar, pubblicò un articolo di cui riporto alcune sue osservazioni. Per primo: come si definisce la FEDE in quel libro dedicato appunto alla Fede?.. Secondo il Concilio di Trento, la Fede è il consenso del nostro intelletto ai misteri rivelati da Dio (Cfr. “Catechismo ai Parroci”). Qui, no! La Fede è “Aufbruch”, ossia una “partenza”, un “incamminarsi”, e perciò prende sempre nuove forme. Ciò che è oggi la “fede” concreta, non garantisce che lo sarà ancora domani, in tempi nuovi. Il mondo e la vita non restano sempre eguali. Ora, se la fede è un incamminarsi, vuol dire che parte da un dato punto verso una data direzione, il che significa che sono necessariamente diversi, com’è diversa la situazione storica di chi vuol credere. 3 Certo, cambiano gli uomini ma l’ogessere attribuite a Gesù”, e poi: “Vi Giovanni (VI, 53-56): «In verità, in getto della Fede rimane immutabile: sono narrazioni della vita di Gesù che verità vi dico: se non mangerete la “Tu autem idem ipse es” (S. Cir. non possono essere considerate fatti carne del Figliolo dell’uomo, e non 23). Gesù non aveva detto a Pilato: storici; e vi sono parole di Gesù che bevete il Suo Sangue, non avrete “Io sono la Verità?”. Pio XI, nell’enlo stesso Gesù storico ha pronunciala vita in voi», non sia da riferirsi ciclica “Quas primas” aveva scritto: to”. alla “Cena del Signore”. Infatti, i «Ipse est veritas, et venuovi esegeti hanno scritritatem ab eo mortales to: “Essa” (la Cena) dà al haurire atque obediencristiano la comunione ter accipere necesse con la morte di Cristo, e est». fa di lui un membro del Qundi, ancora più pericoNuovo Testamento, fino al losa e falsa è la frase seritorno del Signore”. guente: «Il pensiero che Qui, non c’è che da rila Fede è rivestita di semchiamare la definizione pre nuove forme della sua tridentina - ripetuta anrealizzazione e deve riveche da Paolo VI nell’encistirsene, non è ancora clica “Mysterium Fidei”, entrato nella consapevoche, in modo limpido, fa lezza generale. La conmenzione dell’istituzione vinzione di una “riveladel “Sacrificio Eucaristizione chiusa”, nutre co”, che continua il Sacrisempre l’opinione che, ficio della Croce, fino al dopo l’azione storica divisuo ritorno. na, definita in Gesù CriMa quel deficiente “libro sto, non ci possa essere della fede” mette persino null’altro che una precisain dubbio che Gesù mezione progressiva, ma desimo abbia istituito non una vera mutazione l’Eucarestia. Per i 35 teodella fede». logi, che hanno redatto Il dott. Schônbergar quel libro, pare che sapcommenta: «L’artificio pepiano unicamente che ricoloso di questo “libro «dacché esiste la Chiesa, della fede” consiste nel abbia celebrato solo il fatto che 544 pagine su “Battesimo” e la “Cena”». 660 annunciano una dotI primi cristiani, allora, satrina che si spinge verso rebbero stati dei pazzi per una comunione d’inseaver “inventato”, per gnamento protestanteaver “avuto questa precattolico sulla base di una sunzione folle” di sognainterpretazione esistenre questo dono divino di zialistica della Bibbia deGesù, il dono di Se stesmitizzata. Invece, “i proso!.. Ma ci credevano anblemi aperti tra la Chiesa” cora quei 18 teologi cattosono stati relegati alla lici (?!), autori del “Glauquinta e ultima parte del bensbuch”?.. libro, quasi interessino Comunque, non fu loro solo ai soliti fanatici “conpossibile tacere di quella Il Tempio della Comprensione, eretto in Washington D.C.ha lo scopo di fessionalisti”. Inoltre, si enciclica, aggiungendo, promuovere la comprensione universale come una nuova religione. cerca di dare poca imporperò, «Ciononostante, la tanza ai dogmi, specificadiscussione sulla “Premente cattolici, come lo senza reale” nell’EucareCon questo metodo, diventa semplidimostra l’esempio che portano stia si è accesa nella Chiesa cattolica ce il non voler più ammettere le cose dell’Eucarestia, nell’ultima Cena del con un’imprevedibile intensità!». che non sono più accette alla teoloSignore, “Questo e il mio Corpo”, Come Schillebeeckx, il libro cerca di gia di moda. “questo è il sangue del nuovo Tedisfarsi dei termini “sostanza” e “acEcco un altro “passo” del Vangelo stamento, versato per molti”, delle cidenti”, rifugiandosi in una “preche esprime il dubbio che il brano di quali parole si legge che “possono senza personale” per non tradire il 4 “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 “realismo” della Tradizione. Ma è una terminologia che favorisce la dottrina pneumatico-calvinista. Per i protestanti, infatti, la comunione è una cosa totalmente personale; non c’è, espressi, la transustanziazione oggettiva, essendo del pane e del vino dei semplici simboli. Per i luterani, poi, questi simboli possono diventare un mezzo per ottenere appunto quello “presenza personale”; ma questo unicamente dalla persona che si comunica. Gioco di parole, come si vede, che portano i protestanti a credere nella “presenza personale”, sì, solo nel senso della sua “memoria”, che indica la persona che “riceve la Cena”. In quanto a sacrificio (che, né Lutero né gli altri riformatori non ammisero mai!), si legga l’asserzione di quel nuovo “Libro di fede” che la “riforma liturgica del Vaticano II si è avvalsa per dare nuovi accenti alla pietà eucaristica cattolica, avvicinandola all’esperienza della pietà sacramentale protestante, quasi sopprimendo l’Offertorio, rendendo così il carattere di sacrificio della Messa assai incer- to, dando pochi minuti alla parte centrale della Messa ed eliminando radicalmente la solennità che circondava l’elevazione, e adottando nuovi “canoni”, e un nuovo modo di comunicarsi, desacralizzando, insomma, ogni gesto liturgico per portare, a poco a poco, alla sparizione del culto eucaristico. Ecco il succo del “Neues Glabensbuch”, anche se non sempre in modo così preciso, ma accusando lo stesso Papa per aver “spiegato con tanta cautela” la dottrina tridentina in “Mysterium Fidei”, limitandosi a dire che il sacrificio di Croce di Cristo nella Messa è “repraesentatur”! La Chiesa, cioè, “non offre il sacrifico di Cristo, ma offre se stessa, il che significa unicamente che entra ad avere parte all’obbedienza di Cristo a Dio”, per cui mentre la traduzione esatta di “repraesentatur” è sempre stata “rende presente”, come l’adotta anche la traduzione ufficiale dell’enciclica. Insomma, per la nuova religione, si deve rinunciare alla parola “transustanziazione” e a quella di “sacrificio”, mentre la Chiesa cattolica deve continuare a difendere la vecchia tradizione liturgica che non ha mai dato luogo né a giochi di parole, né a falsificazioni protestanti. Il “Neues Glabensbuch”, invece, scrive chiaro e tondo: «Quando cambia il modo di comprendere la fede, e cambia l’esperienza di Dio e del mondo nella fede della Chiesa, che non è altro che la comunità dei credenti, (e, quindi, non più il “Corpo Mistico”, come la diceva San Paolo Apostolo e come lo definì, mirabilmente, Pio XII!), allora devono cambiare anche le forme e il testo del culto; allora, devono trovarsi nuove forme e nuovi testi»! Purtroppo, la Chiesa del Vaticano II è già su questa strada! Ma, come ho già detto all’inizio, che la Fede non cambia il suo oggetto e Dio è immutabile, (perché un Dio che “diviene” non è perfetto!), devo dire anche del culto che non può cambiare il Dio al quale si rivolge e che, quindi, ha il diritto al SACRIFICIO e all’ADORAZIONE. Ieri, oggi e sempre! PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo NO sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) VIT À Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti, infatti, il libro riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi. Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 5 ECUMENISMO AD OGNI COSTO? del Prof. dott. Georg May A Stoccarda-Hohenheim vi fu un Convegno ecumenistico. Da parte cattolica, i relatori erano Heinrich Fries e Paul Wesemann; da parte protestante, Reinhard Slenczka e Friedrich Wilhelm Künneth... Sembra necessario rilevare alcuni errori fondamentali dei due oratori cattolici, perché essi erano i consiglieri ufficiali dei loro Vescovi ed ebbero molto influenza. Inoltre, rappresentavano, per modo di dire, l’ecumenismo puro, sicché i loro concetti possono dirsi paradigmatici. La tesi più importante, presentata da Fries, suona: che non vi è più, oggi, alcuna differenza teologica che autorizzi di continuare lo scisma (Kirchenspaltung - un termine che può applicarsi, soggiungiamo noi, alle Chiese Orientali scismatiche, ma non alle confessioni protestanti, la cui dottrina si differenzia non solo dalla dottrina cattolica, ma esiste anche una diversità di dottrina fra di esse. La tesi è falsa. Prima di refutarla, accenniamo alla scarsa precisione della dizione di Fries. Egli scambia continuamente tra loro la Teologia e la Fede. Egli intende dire che non vi è più diversità di Fede, atta a dividere le confessioni. Ma doveva dirlo chiaramente. La Fede e la Teologia non sono la stessa cosa. La Fede ascolta obbediente la voce rivelatrice di Dio; la Teologia è la riflessione scientifica sulla Rivelazione. L’unione della Chiesa non si basa, quindi, sull’accordo della Teologia, ma sulla corrispondenza della Fede; cioè, i credenti devono affermare l’identico contenuto di fede. Non le opinioni dei teologi separano, dunque, 6 Martin Lutero. i credenti cattolici dai credenti protestanti, ma il contenuto della fede che professano, la dottrina ufficiale e obbligatoria. Il dissenso dei teologi non è capace di porvi fine. L’enunciazione di Fries che, unendosi le Chiese, ciascuna dovrebbe accettare “tutte le definizioni teologiche”, è giusta, ma nasconde le difficoltà reali. Non si tratta di accettare “tutte le definizioni teologiche”, ma di dire di sì a tutti gli articoli di Fede, senza la possibilità di eccettuarne uno solo, garantiti come sono dall’autorità divina. Dunque, abbiamo a che fare con la Fede cattolica e con la dottrina protestante. Ecco, cominciano le difficoltà! Si può precisare assai bene la Fede cattolica, ma riesce arduo definire la dottrina protestante. In senso teologico, la “Chiesa protestante” non esiste. (Sottolineiamo noi). Se si accetta, ormai, anche nell’ambito cattolico la poca chiara espressione “Chiesa protestante”, ciò si deve a una certa amabilità... o a poca chiarezza. Si accetta il nome che i protestanti danno ai loro diversi gruppi, ma non si tratta affatto di una qualificazione teologica. Inoltre, il concetto di “Chiesa” non è applicabile ai raggruppamenti delle confessioni protestanti, perché non dispongono di Vescovi in successione apostolica (...). Per di più, le comunità protestanti non posseggono un Magistero, in grado di definire in maniera obbligatoria o soltanto di enunciare in che cosa consista la dottrina protestante. Tutt’al più, incontriamo un certo positivismo di una data “Chiesa” nazionale, definito nei Sinodi e Concistori, che obbligano fino a certo punto i ministri. Ricordiamo, tuttavia, che questo positivismo non possiede alcuna garanzia di verità, né può essere legittimato dai princìpi della Riforma, ma può venire revocato in ogni momento, o superato, secondo le relazioni maggioritarie che risultano dai voti finali. Nell’ultima realtà, ogni protestante parla soltanto per sè, pronuncia soltanto il suo atteggiamento personale di fede di oggi, che potrà fare posto domani a un’opinione opposta. Nemmeno la teologia protestante è in grado di definire chiaramente la dottrina protestante. Si sa troppo bene che il prote“Chiesa Viva” *** Aprile 2005 stantesimo è un conglomerato di conÈ vero che dal momento che teologi catfessioni, dagli Avventisti e dai Quaqueri tolici, come oggi succede, si schierino su ai Vecchi-Luterani e ai Pietisti. Queste posizioni protestanti... si ottiene il risultaconfessioni hanno delle divergenze talto che la diversità delle confessioni risulti mente profonde negli essenziali punti di di poco entità. Esistono, oggi, dei teologi dottrina, che vietano, secondo il parere cattolici che difendono e adottano dottridei propri fedeli, la comunione della Cene protestanti, ma continuano a chiamarna. Ogni teologo ha la sua dottrina privasi cattolici. Tirano in inganno l’indifferenta, è esegeta per conto suo. Domani, poza odierna del Magistero perché una sitrà ripudiare ciò che ha insegnato oggi, e mile contraddizione in sè non si manifesti nessuno ha il diritto di accusarlo di mana tutti gli occhi. In realtà, questi sedicenti care di fede. Non farebbe che imitare il teologi “cattolici” non sono più cattolici e riformatore Martin Lutero di cui si sa benon danno più testimonianza per la verità ne che disse, nel 1517, delle cose totalcattolica. mente diverse da altre propalate nel 1521, e più ancora nel 1546. La “Riforma” progredisce, nessuno ha il diritto di fermarla, e ogni generazione di teologi protestanti si vede immediatamente confrontato con Dio e con la Sua parola (insomma, si ripete la tesi comunista che “la rivoluzione non si ferma mai”!). Sarebbe contrario allo spirito della Riforma il limitare questa libertà, e si spiegherebbe unicamente con punti di vista tattici l’intento di unire tutte le forze contro la Chiesa cattolica. Ad ogni modo, tentando di formulare la “dottrina protestante” - come fanno i manuali protestanti di teologia sistematica si riconosce facilmente che la Fede cattolica si differenzia quasi sempre. Le differenze sono contingenti a ogni oggetto trattato, sebbene abbiano un peso e un’importanza più o meno grandi; riguardano la dottrina di Dio, come la dottrina della creazione, la cristologia non meno della soteriologia, la dottrina della Grazia, della Chiesa, dei Sacramenti, come la dottrina mariale e delle ultime cose. Il punto di parLa firma della dichiarazione comune (cattolci-luterani) tenza quasi sempre nominalistisulla “Giustificazione”, il 31 ottobre 1999, ad Augusta. co, della teologia protestante, fa risultare quasi ovunque dei contrasti essenziali e insuperabili Per confortare la sua tesi, Fries dà molta con la Fede cattolica. È falso il credere importanza al “Neues Glaubensbuch” che esistono unicamente in relazione a (nuovo libro della fede), pubblicato nel credenze tipicamente cattoliche. Il con1973, in cui 35 teologi, tra cattolici e procetto di Dio volontaristico del protestantetestanti, presentano la fede comune, - si simo è, per esempio, inaccettabile per i fa per dire! - Ma chi gli dà il diritto di dare cattolici. tanta importanza ad un’opera privata per Nella prassi, queste differenze non risalniente ufficiale? Non è qui il luogo di crititano meno che nella teoria, come dimocarla severamente, come merita, (come strano sempre di nuovo i problemi eticohanno fatto diversi Vescovi tedeschi!). politici. È indispensabile, in caso, che la Dal lato scientifico, non merita alcuna fiprassi debba seguire la teoria. Tra l’etica ducia. Constatiamo, però, che si avrebbe sociale cattolica e protestante si apre una il diritto di esigere dai collaboratori cattolivoragine di contrasti. La sola ignoranza o ci che siano dei noti rappresentanti di la sola disonestà possono negare queste un’integrale Fede cattolica. Ma non è, differenze essenziali. La Fede cattolica e qui, il caso! Tra gli altri Autori, che non la dottrina protestante non rappresentano riempiono questa necessaria condizione, semplicemente due confessioni, ma sono basta nominare Joseph Blank (Saardue Weltanschauungen che non vanno brücken). Il suo libro “Jesus di Nazad’accordo. (...). “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 reth” manifesta subito, anche a chi non lo legge con molta attenzione, che s’ispira al protestantismo liberale, quindi per nulla alla dottrina cattolica! Da parte protestante, la situazione non è ambigua come per i cattolici. Non mi è noto un solo teologo protestante che si sia fatto un certo nome, che si sia avvicinato al fronte cattolico. Il protestantesimo aspetta sull’altra sponda che i cattolici vadano a raggiungerlo, vale a dire che diventano protestanti. In Germania, il protestantesimo vede nell’ecumenismo nient’altro che un mezzo utile per rendere il paese totalmente protestante. Sembra che abbia già ottenuto un gran successo in questa direzione, come l’atteggiamento di Fries e di Wesemann, al Convegno di Stoccarda, lo dimostra. Il protestantesimo non è pronto a venire incontro... tutt’al più, alcuni teologi protestanti adottano alcune forme cattoliche, esterne, per renderlo più attraente; elementi che formano, come insegna l’esperienza, una parte del fascino della Chiesa cattolica. Insomma, nella strategia protestante, essi sono gli ingegni tattici, intenti a vincere, anche con tale mezzo, la Chiesa “romana”. Queste ragioni mi spingono a ritenere l’ecumenismo cattolico un’illusione pericolosa. Desidero certo anch’io ardentemente l’unione dei cristiani, ma tale riunione deve basarsi sulla Fede, la vera Fede cattolica. Tutto dipende dalla verità... L’ecumenismo, come si pratica adesso, non serve la Verità. Distrugge, anzi, per quanto sia umanamente possibile, i tesori della Chiesa e la rende meno attraente, ed è questa la causa di tante crisi, di tante apostasie di sacerdoti e di laici, e precipita la stessa Chiesa in una crisi d’identità... Nella sua forma attuale, l’ecumenismo è un errore gigantesco e una minaccia mortale. Pochi lo sanno, tuttavia, e ci vuole coraggio per dirlo. I rappresentanti della teologia permissiva sono orgogliosi di avere distrutto molti tabù (veri o creduti tali!), e intanto, ne hanno creato degli altri; tesi, movimenti, istituzioni, che nessuno ha il permesso di toccare senza che essi scaglino offese e calunnie. L’ecumenismo fa parte dei nuovi tabù più importanti. Gli euforici conciliari l’amano; la teologia permissiva ne ha fatto il suo princìpio sommo. Guai a toccarlo! È un fatto, è una regola che si osserva dappertutto, che i fautori più fanatici dell’ecumenismo abbandonano spesso il servizio sacerdotale, e si sposano, entro un periodo più o meno lungo, se non si converto7 no addirittura al protestantesimo. Ma questo fatto, facile da constatare, non ha rallentato l’attività ecumenica e, finora, non ha convinto alcun Vescovo di intervenire. L’ecumenismo trionfa, essendo il nuovo potentissimo tabù. Eppure, noi dobbiamo seguire la voce della coscienza, che è anche la voce della Verità, della Fede e della ragione, della storia e dell’esperienza... Fries non si limita a considerazioni platoniche, ma, come i suoi emuli Rahner e Küng, passa agli appelli. Invoca che i Vescovi ed i capi protestanti concretizzino azioni comuni. Ottengano l’unione delle Chiese per via pastorale e organizzativa. Ecco fare capolino, un’altra volta, l’imperizia scientifica del rinomato teologo e consigliere di Vescovi, Fries! Erra se crede che esista un’unità al di sopra della Chiesa, ove si possano riunire le Chiese cattolica e protestante. La Chiesa cattolica forma l’unità più alta di una comunità religiosa pensabile sulla terra. Altri gruppi possono unirsi a lei, ma lei non può disintegrarsi in una comunità che la superi... Fries propone, insomma, un’unione di battezzati senza il legame della Fede comune, chiaramente contraria alla volontà di Cristo. È talmente preso dalle sue idee da non comprendere più che tutti i cattolici credenti sono costretti a rispondere con un deciso “non possumus” alle caotiche incertezze della sua super-ecclesia? Egli conosce, però, l’avversione dei cattolici non ancora strumentalizzati a simili insinuazioni anticattoliche. Ha detto, a Stoccarda, che l’opposizione contro la sua concezione andava crescendo nel popolo di Dio. Smaschera il proprio cinismo se chiede ai dirigenti di agire in fretta, prima che l’opposizione aumenti ancora; insomma, consiglia di manipolare questo popolo di Dio prendendolo di sorpresa... Anche le proposte di Wesemann, che desidera pure forzare l’attività ecumenica, sono pericolosissime. Secondo il suo parere, i “dirigenti” ecclesiastici dovrebbero chiedersi, prima di pubblicare una qualsiasi ordinanza, se il contenuto giova o nuoce all’ecumenismo. Questo suo consiglio dimostra che misconosce totalmente il ruolo della Chiesa. La Chiesa deve modellare la propria vita sullo spirito di Cristo ed i princìpi della sua Fede, invece di avere soltanto riguardo della eventuale suscettibilità protestante, seguendo in tutto soltanto un punto di vista opportunistico. Ma no! L’applauso o la critica del mondo protestante si eleva a norma per lo sviluppo della vita ecclesiastica! Una simile richiesta equivale a tradire Cristo e la Verità. A quali eccessi si giunge quando l’ecumenismo addiviene un’idea fissa! *** Ecco, a proposito, il giudizio di Urs von Balthasar che ha parlato anche del pericolo di una falsa unione, in conferenze tenute a Monaco e a Ratisbona (Pseudoeinheit). Certe speranze, in una sintesi con le altre comunità cristiane e col comunismo, sono utopiche, perché si tratta di rivalità di ideologie totalitarie (Rivalitát von Ganzheiten). «Il dialogo non è sen- za pericolo per i cattolici, perché essi devono difendere dei punti che hanno in più (Pluspunkte), sicché sono minacciati di cercare, di unificare il livello con gli altri, livellando il loro». Sarebbe un regresso se la Chiesa cercasse di raggiungere l’unità delle Weltanschauungen, sopprimendo le questioni controverse. La Chiesa deve ricordare quale sia il contenuto della dottrina che porta in sè. Per il motivo che punti essenziali della dottrina cattolica sono già stati posti in oblìo - spesso pronunciando un “mea culpa” al posto sbagliato - è ormai tentata a cercare la salvezza presso lo Zen o lo Yoga, presso Marx o Hegel. «La mancanza di uomini pneumatici nella Chiesa, capaci di mostrarci la strada che conduce a Dio, fa che cerchiamo una guida fuori di lei». (FELS, marzo 1974). *** Quale via scegliere allora? Secondo Wigand Siebel, ve n’è una sola (che ha dato ottimi risultati in passato, particolarmente in Inghilterra in America e in Svezia, dove tutto stagna, adesso!). «Bisogna rendere la Chiesa Cattolica così splendente, attraente, forte, com’è possibile. Lo si ottiene mediante la preghiera e la penitenza, la pratica delle virtù e lo sforzo di santificarsi, la cura della verità e della carità, la fedeltà alla Fede tradita è l’infaticabile annuncio di questa Fede a coloro che hanno lasciato la casa del Padre. Bisogna fare di tutto per appianare la via al cristiano non cattolico per ritornare nella Chiesa». NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 UNO STORICO PROTESTANTE RIVELA L’INFLUENZA DELLA MASSONERIA NELLA SPAGNA ATTUALE – Secondo César Vidal, la Massoneria è incompatibile con la religione cristiana – M ADRID, venerdì, 28 gennaio 2005 (ZENIT.org.). Per comprendere quanto sta accadendo in Spagna bisogna tener conto della storia e della realtà attuale della Massoneria, lo storico protestante César Vidal ha concluso una ricerca che è stata pubblicata di recente. Direttore dei programma “La Linterna” della catena radiofonica COPE (della Conferenza Episcopale Spagnola), Vidal ha appena scritto il libro “Los masones: là historia de la sociedad secreta más poderosa” (“I massoni: storia della società segreta più potente”, pubblicato in Spagna da Planeta). L’opera affronta, tra le altre cose, la questione dell’influenza massonica negli avvenimenti più importanti della storia spagnola recente, soprattutto quella degli ultimi mesi, da quando, cioè, nel marzo scorso, è stato eletto il Governo del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE). Secondo lo storico, che ha conseguito il dottorato in Storia, Filosofia e Teologia, che è laureato in Giurisprudenza ed insegna Storia presso la Logos University degli Stati Uniti, “La corrente laicista promossa dal Governo presieduto da José Luis Rodríguez Zapatero condivide in misura massiccia il sorpassato anticlericalismo della Massoneria”, riferisce l’agenzia “Veritas”. Vidal ha anche dichiarato che i massoni hanno un ruolo importantissimo nell’Unione europea, al momento che “Il disegno di legge della Costituzione Europea è stato promosso da un massone”, Giscard D’Estaing, «che ha escluso la menzione delle radici cristiane del continente ed ha inoltre insistito sull’inserimento di un articolo che sottomette le Chiese alle varie Nazioni, ma libera da quest’onere le “organizzazioni filosofiche”». Quanto all’influenza massonica nella storia della Spagna dell’ultimo secolo, è stata per Vidal “ripetuta e deplorevole”. Alla Massoneria, infatti, «bisogna attribuire un ruolo molto rilevante nei processi indipendentisti di Cuba e delle Filippine, “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 nelle campagne anticlericali e laiciste, nell’erosione della monarchia parlamentare della Restaurazione, ricorrendo anche al terrorismo nella proclamazione della seconda Repubblica, e, soprattutto, nella redazione di una Costituzione repubblicana che ha provocato una frattura sociale che ha portato alla guerra civile». Lo storico protestante ha, quindi, ricordato come Rodolfo Llopis, massone e socialista, sia diventato segretario generale del PSOE e abbia promosso “la legislazione educativa anticristiana della seconda repubblica”, così come pure scandali, quali quello del Banco Ambrosiano siano “direttamente legati all’azione dei massoni”. Il Gran Maestro dei Grande Oriente Spagnolo, inoltre, è il dottor Josep Corominas, deputato del PSOE, così come nella Commissione speciale di cinque membri, che ha consolidato la posizione di Felipe González a segretario generale del PSOE figuravano tre massoni (uno di foro futuro presidente del Senato). Stesso discorso per il nonno di Rodriguez Zapatero, anch’egli massone. Circa le origini della Massoneria, Vidal ha sottolineato come queste risalgano alla fine del XVII secolo e agli inizi dei XVIII, “quando gruppi di persone attirate dalla gnosi occultista fondarono luoghi di riunione nei quali, presumibilmente, questa veniva trasmessa”. “I massoni si rifanno sicuramente ad origini che portano alle religioni pagane, alla gnosi, ad un personaggio inesistente dell’epoca di Salomone e anche ai druidi”, ha aggiunto. Anche se i massoni lo negano, per Vidal “è certo” che la cosmovisione massonica non sia quella tipica di una società filantropica come spesso sostengono, ma quella di una “religione”, il che spiega le “ripetute condanne” da parte della Santa Sede e delle altre confessioni cristiane, ritengono l’appartenenza alla Massoneria “incompatibile con il Cristianesimo”. La Massoneria potrebbe quindi definirsi, per lo storico, come “una società segreta, con un struttura iniziatica, una cosmovisione gnostica ed un’organizzazione che facilita il fatto che i membri si aiutino al momento di occupare posti importanti nella società”. Anche se la percentuale dei massoni è oggi molto bassa – in Francia si afferma che non superino lo 0,6% della popolazione – questo non ha impedito loro “di controllare l’Internazionale socialista o di espandersi nella destra, attraverso personaggi come Giscard D’Estaing”. La presenza massonica, ha concluso, è evidente in tutti i settori, anche se ve ne sono alcuni che “sono sempre stati oggetto di interesse da parte dei massoni”, come la politica. Il loro peso non è comunque inferiore nel mondo della comunicazione, così come sono interessati “ai settori dell’insegnamento, della giustizia e delle Forze Armate”. 9 TSUNAMI: CASTIGO DI DIO? di N. N. I alcuna vacanza neppure n altri tempi, di fronin Patria, questi “cristiani te all’immane sciasui generis”, evidentegura verificatasi nel mente, non si pongono Sud-Est Asiatico, la nostra neppure il problema se sia Chiesa, meno timorosa e lecito che, oltre agli ozi men secolarizzata (fatta estivi in loco, abbiano diritsalva la pietà per chi ha to anche alle vacanze inperso tragicamente la vita, vernali in terre esotiche; e, nonché a concreta solidaa parte questo smodato rietà verso i sopravvissti), desiderio di evasione, che la nostra Chiesa, dicevo, impedisce loro una qualincurante dei giudizi del siasi rinuncia, questi vamondo, lo avrebbe severacanzieri “cristiani” fanmente e maternamente no finta di non sapere ammonito, parlando di quale terribile sconvol“CASTIGO DI DIO” per i gimento provoca la loro nefandi peccati e gli olpresenza tra quegli inditraggi alla “SUA LEGGE” geni che essi presumoche, quotidianamente, no di andare a beneficavengono perpetuati in quei re. lussuosi luoghi di villeggiaIl turismo - è risaputo tura e in altri analoghi pomentre arricchisce o privisti della terra. legia pochi fortunati, proE invece, oggi, silenzio asvoca ineluttabilmente una soluto, almeno per quanto lievitazione dei prezzi a io ne sappia. Addirittura da danno della maggioranza parte di qualcuno ci si è della popolazione locale, chiesto, farisaicamente, Seppellimento dei cadaveri, dopo la tragedia del Sud-Est asiatico. aggravando i disagi di chi come Dio abbia potuto già vive nell’indigenza. E permettere una simile tracome se questo non bagedia e dove stava mentre stasse, il turismo di lusso genera altri morivano tanti poveri “innocenti”; ancodanni ben più inquietanti: sconvolge, insma, qualche turista, con un residuo di ra una volta non ci si è vergognati di far fatti, radicalmente, costumi, tradizioni culdiscernimento, si sia chiesto: «Ma io che appello a un Dio “buonista”, sempre turali, abitudini di vita e residui di innoci sto a fare qui?!!!». pronto a farsi carico di tutte le sofferenze cenza degli indigeni, i quali, contaminati Ovviamente, dubito che pensieri del geumane, comprese quelle degli auto-lesiodallo sfarzo degli alberghi lussuosi e nere abbiano attraversato la mente di chi nisti. È pur vero che se qualcuno si fosse dall’ostentazione di benessere di questi stava per essere investito dalle onde imazzardato a parlare di “CASTIGO DI cultori dello svago, rinnegano la propria pazzite, così come dubito che gli stessi DIO”, su tutti i mass-media sarebbe identità, alimentando, nei loro cuori, geloturisti che si professano cristiani si siano montata una fragorosa canea in difesa di sie, invidie e odio nei confronti di TUTTI resi conto che le loro vacanze alle Maldiquei poveri turisti che hanno dato la vita gli occidentali, mutuando così, da poche ve, o in altri analoghi posti di villeggiatuper portare un po’ di benessere alle mimigliaia di edonisti di professione, i pegra, rappresentano una grave offesa alle sere popolazioni indigene che solo nel tugiori vizi che la nostra cosiddetta civiltà Leggi di Dio: a parte l’affronto a quei conrismo trovano un po’ di sollievo alla loro sia riuscita di produrre. nazionali che non si possono permettere indigenza. Chissà se, travolto dal catacli10 “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 Occhi sulla Politica “DE BELLO MASSONICO” “INIMICA VIS” 6 (Leone XIII - 8 dicembre 1892) Nel “De Bello Massonico”, Don Villa, Svelasti, con felice maestrìa, I piani della frammassoneria, Con varie note e più d’una postilla. A distesa suonando la tua squilla, Per denunciare, a mo’ di profezìa, La strategìa della consorteria, Mentre la Chiesa se ne sta tranquilla! Ripubblica il “De Bello” sul mensile, Insiem con ciò che ha scritto Di Nicola, Sul povero Pio Nono, cui fu ostile La sètta del compasso e la cazzuola, A scuotere la schiatta vescovile, Che sembra aver perduto la parola! Prof. Arturo Sardini Nota Il “De Bello massonico” dovrebbe Essere letto a scuola agli studenti, Da preparati, validi docenti, E la cultura se ne gioverebbe! QUATTRO GATTI DI EBREI DETTANO LEGGE AL MONDO INTERO, TRASFORMATO IN GREGGE A prima vista può sembrar grottesco! Ma il giorno ventisette, in ogni Stato, Il “genocidio” è stato ricordato, Mediante un apparato gigantesco, Demonizzando il Popolo tedesco, Che avrebbe, col nazismo, “sterminato” Il popolo giudeo, “risuscitato” Nel modo abitual, rocambolesco! Rispetto agli ebrei, comunque morti, Nei campi di “sterminio” dei nazisti, Ma in termini reali e non distorti, Come per gli altri oscuri “qualunquisti”: Milioni di Goim, eliminati, Dai crudi-demo-neo-colonialisti! Prof. Arturo Sardini “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 I CATTOLICI SIANO FEDELI ALLA PATRIA E A CRISTO Che più? Si sforza la sètta di asservire la Chiesa, e di metterla, umile ancella, ai piedi dello Stato? E voi non cessate di chiederne e, dentro le vie legali, di rivendicarne la dovuta libertà e indipendenza. Cerca essa di lacerare l’unità cattolica, seminando nel clero stesso zizzania, suscitando contese, fomentando discordie, aizzando gli animi all’insubordinazione, alla rivolta, allo scisma? E voi, stringendo sempre più il sacro nodo della carità e dell’obbedienza, sventate i suoi disegni, mandate a vuoto i suoi tentativi, deludete le sue speranze. Come i primitivi fedeli, Papa Leone XIII. siate tutti un cuore ed un’anima; e raccolti intorno alla cattedra della Chiesa e dei vostri Pastori, tutelate gl’interessi supremi della Chiesa e del Papato, che sono altresì i supremi interessi dell’Italia e di tutto il mondo cristiano. Ispiratrice e gelosa custode delle italiche grandezze fu sempre l’Apostolica Sede. Siate dunque italiani e cattolici, liberi e non settari, fedeli alla Patria e insieme a Cristo ed al Vicario Suo, persuasi che un’Italia anticristiana e antipapale sarebbe opposta all’ordinamento divino, e quindi condannata a perire. 11. - Diletti figli, la religione e la Patria vi parlano, in questo momento, per bocca Nostra. E voi ascoltate il loro grido pietoso, sorgete unanimi e combattete virilmente le battaglie del Signore. Il numero, la baldanza, la forza dei nemici non vi atterriscano; ché Dio è più forte di loro, e se Dio è con voi, che potranno essi contro di voi? Affinché poi, con maggior copia di grazie Iddio sia con voi, con voi combatta, con voi trionfi, raddoppiate le vostre preghiere, accompagnatele con l’esercizio delle cristiane virtù e specialmente coll’esercizio della carità verso i bisognosi e rinnovando ogni dì le promesse del Battesimo, implorate umilmente, istantaneamente, perseverantemente le divine misericordie. Come auspicio di queste, e come pegno altresì della Nostra paterna dilezione, v’impartiamo, diletti figli, la Benedizione Apostolica. (fine) 11 Documenta-Facta monianza di un cristiano vale la metà di quella di un musulmano. La Chiesa: Nonostante le gravi difficoltà, la chiesa è cresciuta. Persistono 12 scuole bibliche protestanti e 6 cattoliche. INDIA ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA EGITTO L’Egitto è stato prevalentemente cristiano nei primi secoli dopo Cristo. Nell’anno 969 fu però conquistato da Jawhar al Siqili. Da allora, è a maggioranza musulmana, ma la Chiesa cristiana copta non è mai scomparsa. Popolazione: 68.469.965 (200). Religioni: Musulmani 86,52%; Cristiani 12,98%; altro 0,50%. Forma di governo: repubblica. La forma repubblicana democratica è più teorica che reale, ma nel complesso è una delle nazioni islamiche più stabili. Il governo tratta duramente i gruppi estremisti islamici che scatenano il terrore contro il governo, i cristiani e i turisti. Persecuzione: l’Islam è la religione di stato, e i cristiani sono cittadini di seconda classe. Il governo cerca di opporsi agli estremisti, ma i cristiani continuano ad essere oggetto di attacchi, le ragazze rapite e obbligate a sposare uomini musulmani; molte le conversioni forzate. La Chiesa: la chiesa cristiana copta è il più esteso corpo di cristiani del Medio Oriente, ed è strategica per l’evangelizzazione dell’area. stiani 2,31%; Hindu 1,50%; Baha’i 0,06%; Altre religioni 0,03%; Tradizionale/etnico 0,02%. Forma di governo: repubblica islamica. La legge islamica (Sharìa) è largamente applicata, anche a cittadini di altre religioni, nonostante ciò sia anticostituzionale. Nel 2003, il Presidente Musharraf ha cercato di limitare il potere degli estremisti islamici. UZBEKISTAN PAKISTAN Dall’indipendenza dalla gran Bretagna nel 1947, il Pakistan è sempre stato politicamente instabile: tre guerre, governi militari e corrotti hanno portato molta sofferenza alla popolazione. Popolazione: 156.483.155 (2000). Religioni: Musulmani 96.08%; Cri- 12 La diversità razziale, etnica, religiosa e linguistica dell’India è assolutamente incredibile. Popolazione: 1.’13.661.777 (2000). Religioni: Hindu/altro 79,83%, Musulmani 12,50%; Cristiani 2,40%; Sikh 1,92%; Tradizionale/etnico 1,40%; Buddisti 0,80%; jain 0,35%; Non religiosi 0,55%; Baha’i 0,23%; Parsi 0,02%. Forma di governo: Repubblica Federale. È la più vasta democrazia del mondo, ma stanno emergendo gruppi Hindu radicali che guadagnano influenza grazie all’ideologia nazionalista, la “Hindutuva”. Molti temono l’emergere di una dittatura nazionalista Hindu. Persecuzione: Cresce la violenza intollerante dei gruppi Hindu radicali: in alcune province, pastori, preti e suore sono picchiati, minacciati e anche uccisi. Molti Stati hanno emanato leggi anti-conversione che prevedono carcere e multe salate per chi evangelizza. La Chiesa: molti portano Cristo attraverso l’aiuto alla gente che soffre. Sono oltre 300.000 le chiese e numerose le missioni. Persecuzione: Le violenze contro i cristiani sono in aumento. Molti sono accusati di violare la legge 295 c - bestemmiare Maometto. Alcuni sono lapidati sul posto. Nei tribunali, la testi- Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, l’Uzbekistan ha vissuto un periodo di relativa calma. Ora stanno tornando le difficoltà per i cristiani. Popolazione: 24.317.851 (2000). Religioni: Musulmani 83,50%; Non religiosi 14,52%; Cristiani 1,2%; Buddisti 0,03% Tradizionale/etnico 0,20%; Ebrei 0,20%. Forma di governo: repubblica, in effetti governata da un Presidente autoritario. Lo Stato secolare regolamenta rigidamente le forme di espressione religiosa e promuove un islam moderato. Persecuzione: non sono permesse forme di espressione religiosa se non autorizzate dallo Stato. Chi non ha l’autorizzazione viene arrestato, percosso e messo in carcere. Evangelizzare può portare a tre anni di prigione. La Chiesa: ci sono circa 1.000 credenti in Uzbekistan e alcune migliaia di non registrati. La maggior parte dei credenti è situata nella capitale Taskent. Sono in aumento le missioni e la traduzione e distribuzione della Bibbia sono sempre attive. “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 13 SMOBILITARE LA CONFESSIONE di A. Z. 1 a certe statistiche risulterebbe che un terzo degli americani frequenta psicologi. Si tratta di scompensi interiori, sensi di colpa, frustrazione, ricerca di sicurezza? Lo psicologo spiega, ma non toglie i peccati e non dà la grazia. Ricordo che da bambino il nostro sacerdote ci portava ogni sabato a confessarci, e noi uscivamo dall’assoluzione con senso di liberazione, gioia, fiducia. Ci sentivamo liberi dal peccato e dalla paura. Se avevamo dubbi, il confessore ci illuminava con le sue risposte rassicuranti. Anche per gli adulti, gli effetti della confessione non sono cambiati: l’assoluzione cancella i peccati, purifica il cuore e rinnova lo slancio spirituale. È un dono immenso del Signore, che appena risorto disse agli Apostoli: Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete saranno non rimessi (Gv. 20, 19s). Questo potere di rimettere i peccati è trasmesso dalla Chiesa a ogni sacerdote in virtù dell’ordine presbiterale. I protestanti non hanno questo dono. Cadono nel peccato come noi, ma non hanno la voce rassicurante del ministro di Dio che dice: «Io ti assolvo, i tuoi peccati ti sono perdonati, va’ in pace e non peccare più»! Dicono di intendersela direttamente con Dio, ma trascurano il dono dato da Gesù risorto alla sua Chiesa e la sua volontà salvifica: A chi rimetterete i peccati saranno rimessi. Praticamente, i protestanti vivono per anni in peccato mortale. D 14 Giovanni Paolo II in confessionale. IL CLIMA DI SMOBILITAZIONE Anche nella Chiesa è subentrato un clima di smobilitazione della confessione, un’allergìa a confessarsi. Per vari motivi che qui elenchiamo. 1. Presunzione di salvarsi senza merito Alla radice dottrinale agisce il modernismo, riflesso del protestantesimo e, più a fondo, porta aperta all’ateismo. Un’idea modernista della salvezza è in- dotta dal concetto che, facendosi uomo, il Verbo di Dio si è unito a ogni uomo, per cui ogni uomo si salva automaticamente in forza dell’incarnazione del Verbo (KarI Rahner, Schillebeecks, Cox, Métz, ecc.), anche se ateo, peccatore, non praticante (“cristianesimo anonimo di Rahner”). Si tratta di una salvezza illusoria, contraria al concetto di “Alleanza” che costituisce la spina dorsale della Bibbia: l’Alleanza comporta l’offerta di grazia da parte di Dio, ma esige sempre la contropartita della corrispondenza umana. Tutta la Bibbia proclama che la salvezza non è possibile se non si osserva la legge di Dio: «Io sono il vostro Dio e voi siete il mio popolo: siate santi perché io sono santo, ecc.» (v. Lv. 11, 45; Es. 22, 31; ecc.). «Via da me, maledetti... perché ebbi fame e non mi avete dato da mangiare, ecc.» (Mt. 25, 31s). Uno scritto di Rahner sulla Confessione provocò la viva reazione del grande teologo C. Boyer (v. O. Nardi, “Gnosi e rivoluzione”, p. 96). 2. Svalutazione del peccato Oltre a questo automatismo salvifico, il sacramento della confessione ha subìto danni dal decadimento del senso del peccato. I Santi hanno sempre cercato la liberazione dal peccato, anche veniale, e la delicatezza di coscienza (v. L. Lallemant, “La dottrina spirituale”, ed. Ancora; uno degli scritti più validi di spiritualità). “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 Tra i confessori esistono misure diverse: alcuni sono bilance da farmacista che percepiscono tutte le esigenze della grazia divina, altri, invece, sono pese pubbliche, sensibili solo a peccati molto gravi. Persone fini si sentono a volte respinte da confessori che non accettano confessioni di peccati veniali, o confessioni frequenti, contro i numerosi pronunciamenti dei Papi e dei Pastori. umiltà, si sradica la perversità dei costumi, si resiste alla negligenza spirituale, si purifica la coscienza, si rinvigorisce la volontà, si procura la salutare direzione della coscienza e si aumenta la grazia» (Enc. “Mystici Corporis”). Il Concilio di Trento afferma che la confessione è un mezzo indispensabile di salvezza, come ritiene ancor oggi la sana teologia. Pio XII, nell’enciclica “Mystici Corporis”, deplorando il serpeggiare di una mentalità lassista, esortava a confessarsi con frequenza, pia abitudine introdotta nella Chiesa sotto l’influsso dello Spirito Santo; e altrettanto hanno fatto tutti i suoi successori. Una strana idea di Kiko Arguello, veicolata dal movimento neo-catecumenale, è che Dio, “in quanto è infinito, non perderebbe nulla se offeso dall’uomo, quindi il mio peccato non può offendere Dio e neppure Gesù... La gente è molto sentimentale quando pensa di aver offeso Gesù coi propri peccati”. Per Arguello, il peccato, inoltre, sarebbe, come diceva Lutero, “una fatalità inevitabile: L’uomo non può fare a meno di rubare o litigare; se Io fa, non ha colpa perché è schiavo di Satana, che lo manipola come vuole. Se l’uomo non può fare 3. Perdita del senso di riverenza Dice Pio XII: «Con la confessione frequente si accresce la retta conoscenza di se stesso, si sviluppa la cristiana LA CONFESSIONE 1. Istituita da Gesù come sacramento indispensabile (Gv. 20, 23), (almeno in voto), di riconciliazione, dopo il peccato grave, la confessione 3. Per una buona confessione si esige: – – l’esame di coscienza, come adeguata preparazione; il pentimento o «dolore e detestazione del peccato commesso » (Trident.): questo dolore può essere perfetto, se motivato dal puro amore di Dio, (in tal caso cancella il peccato anche prima della confessione, pur rimanendo l’obbligo di confessare i peccati gravi), o anche solo imperfetto, cioè motivato dal timore (non basta però la semplice detestazione naturale del peccato, non riferita a Dio, come quella di Giuda: dev’essere cioè soprannaturale); non occorre che si esprima in atti emotivi, ma è necessario che nasca dalla valutazione del peccato come male estremo; – il proposito di non peccare più, e anche di riparare i danni nella misura possibile: restituzione, ritrattazione di una diffamazione o calunnia, ecc. Il proposito é necessariamente contenuto nel dolore sincero; – l’accusa dei peccati secondo il numero e la specie. Siamo obbligati a confessare i peccati certamente gravi, certamente commessi, certamente non ancora confessati; non si é obbligati a confessare i peccati dubbi, ma è bene farlo per tranquillità di coscienza; quanto ai peccati veniali non si è obbligati a confessarli, salvo per l’assenza di altre colpe (in tal caso, è meglio mettere a fuoco un difetto da detestare e combattere, piuttosto che dilungarsi in elenchi interminabili); – la soddisfazione, o penitenza, imposta dal confessore. – è imposta dalla Chiesa come precetto annuale di riconciliazione con Dio e con la Chiesa stessa; – urge dopo cadute gravi; – dev’essere ricevuta con frequenza tale che aiuti a evitare le cadute gravi; – è offerta come dono da riceversi con frequenza per una progressiva purificazione del cuore. 2. ESSA ha una triplice efficacia: – terapeutica: toglie il peccato e riconcilia con Dio (Trident.). Questo effetto fondamentale è accompagnato dall’infusione o aumento della Grazia santificante, dal condono della pena eterna dovuta al peccato grave, e in parte anche della pena temporale (purgatorio) secondo le disposizioni del penitente; infine (tesi probabile), dalla restituzione dei meriti perduti col peccato grave; – preventiva: conferisce la Grazia sacramentale propria della riconciliazione, cioè il diritto agli aiuti necessari per resistere alle tentazioni e per la purificazione del cuore; – psicologica: toglie e mitiga l’affezione al peccato e all’abitudine cattiva, offre pace e consolazione spirituale e anche la possibilità di consiglio e conforto da parte di sacerdoti dotti e comprensivi. “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 15 a meno di peccare; siamo perdonati per qualsiasi caduta. Per giustificarsi basta riconoscersi peccatore... Non ha senso il pentirsi e neppure il confessarsi - in quelle cassette di legno! - prima della Comunione... È successo anche a me di confessare simili stupidaggini (le venialità). È valida invece l’accusa comunitaria dei propri peccati, esigita dalle comunità neo-catecumenali”. È noto che la confessione pubblica è stata proibita dall’autorità ecclesiastica per ovvii motivi, e anche perché tale confessione, pubblica diventava uno strumento di ricatto per tener legati al movimento coloro che volevano uscirne per timore che ne denunciassero gli errori. sibili e, quindi, un decadimento di tutta la vita cristiana, dominata oggi da molta confusione e superficialità. 4. Comunioni sacrileghe L’amministrazione del sacramento della Confessione esige chiari criteri di dottrina e discernimento. Divergenze notevoli in materia morale indotte dal modernismo, hanno diffuso un senso di diffidenza verso il sacramento che Gesù ha affidato agli uomini come dono inestimabile e mezzo indispensabile per la vita di grazia e la salvezza. Avviene cosi che le masse vivono in peccato grave. Il decadimento del sacramento della Confessione provoca l’abuso, dilagatosi soprattutto dopo il Concilio, di accostarsi alla Comunione in stato di peccato mortale. Soprattutto in occasione di celebrazioni e concelebrazioni comunitarie, lunghe colonne di persone si accostano con facilità alla Comunione con presunzione, o per conformismo, senza preoccuparsi di mettersi prima in grazia di Dio, come esige la Chiesa fin dalle origini. Già l’apostolo Paolo ammoniva i cristiani di Corinto: «Chiunque mangia il pane corpo del Signore - e beve il calice del Signore indegnamente, si rende colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, quindi, esamini se stesso, e così mangi questo pane e beva questo calice, poiché chi mangia e beve senza far distinzione di tal corpo, mangia e beve la propria condanna. Per questo, tra voi molti sono malati e infermicci e in buon numero sono morti. Che se da noi 5. Inadeguatezze dei confessori Un altro scoglio per la confessione sono le inadeguatezze umane di sacerdoti: non disponibili, privi di sana dottrina o di sensibilità pastorale. Lamento diffuso dei fedeli è che non è facile trovare sacerdoti al confessionale. P. Leopoldo a Padova e P. Pio da Petralcina, come tanti Santi, hanno speso la vita a confessare, ministero tanto faticoso, ma tanto meritorio. stessi ci giudicassimo, non saremmo puniti» (1 Cor. 11, 27s). Il decadimento della Confessione ha comportato di riflesso un decadimento molto forte del culto eucaristico, nel quale si sono verificate tutte le aberrazioni pos- La Confessione offre l’occasione più accessibile e più frequente per la guida spirituale. Se vogliamo cristiani più profondamente evangelici, il confessionale è la migliore scuola di formazione delle coscienze. Guide eccelse sono abitualmente i Santi, col loro esempio di vita evangelica, ma la Chiesa ha sempre avuto guide illuminate come Francesco di Sales, Giovanni Bosco, il Cafasso, il Cottolengo, P. Louis Lallemant, don Orione, Padre Pio, ecc.. (continua) ALLA CONQUISTA Meditazione per ragazzi sac. Luigi Villa - (pp. 64 - Euro 5) Caro ragazzo, eccoti un altro libricino per fare le tue “meditazioni” quotidiane. Sono poche pagine, ma in esse vi troverai tanti utili insegnamenti che ti faranno accrescere le virtù cristiane che devi avere per assicurarti il Paradiso. Sono parole semplici su parecchie verità profonde, tolte dal Vangelo di Gesù, che ti saranno importatissime per meditare. Sei sulla soglia della giovinezza, l’età della generosità, per cui queste parole potranno avere un grande influsso sulla tua formazione spirituale e morale. Fanne tesoro! Gesù e la Vergine Immacolata ti benedicano! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 16 “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 L’APOSTASIA DI MARIO LUZI di prof. dott. Dante Pastorelli N oblesse poetique oblige: all’indulgenza. Molto, infatti, si può perdonare ai poeti che, quando sono veramente tali, hanno acquisito meriti sufficienti acché i lettori non si soffermino troppo sui loro limiti umani. Ma un limite c’è ed è quello della decenza, morale e intellettuale, che si esplica nel rispetto della dignità e dell’intelligenza altrui: limite che neppure i sommi possono permettersi di oltrepassare, pena qualche meritato strale critico commisurato alla statura o alla notorietà del personaggio. Questa riflessione ce la suggerisce Mario Luzi, che è da una settantina d’anni sulla pacifica breccia della poesia, fin dall’esordio, cioè, negli anni ’30, sulla scia di Ungaretti e Montale, meno del più isolato e classico Quasimodo, e dei simbolisti francesi che indubbiamente ha conosciuto e a cui ha cospicuamente attinto. Si è evoluto, il suo stile, con l’approccio ad altri autori della letteratura europea, ad es. il Rilke ed il Coleridge, insieme ad un’interiore ricerca, la quale consente al poeta di superare il precedente chiuso individualismo e ad aprirsi al dolore dell’uomo che trova giustificazione in Dio: per questo s’è fatto un gran parlare di Luzi come di poeta cattolico dal vasto afflato metafisico derivantegli dalle letture di S. Agostino, di Pascal e Bossuet e dalla frequentazione dei cattolici redattori della rivista “Frontespizio” (Papini, Bargellini e compagni di strada aperti allo spiritualismo d’oltralpe), definizione che non mi ha mai convinto per la genericità, talora alle soglie di un’attitudine panteistica, del suo sentire religioso, che oggi viene clamorosamente a galla per ammissione del medesimo “maestro”. “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 Il poeta Mario Luzi. Lo sviluppo della sua opera si è dapprima risolto in un inasprimento dell’ermetismo di cui è stato fra i massimi cultori e le più scostanti voci, poi in un dettato più discorsivo e comprensibile, ma privo di uno spontaneo incanalarsi lungo una vera evoluzione spirituale, sociale, civile, temi che pure affronta più per auto-imposizione che per coinvolgenti vibrazioni e densa vivezza di autentico risentimento. A nostro avviso assai sopravvalutato (le consorterie letterarie, si sa, fanno e disfanno la grandezza di uno scrittore, e a Firenze se ne intendono bene), il “massimo poeta italiano” contemporaneo, non ha avuto in sorte la ben più risoluta e attraente personalità dei colleghi più famosi in campo internazionale di cui sopra, ma ha fatto ugualmente incetta di premi letterari, qualcuno magari di non grande risonanza, perché 1000 o 1500 euro possono far sempre comodo: è notorio che carmina non dant panem. Francamente gli preferiamo altri nomi oltre alla citata triade: Rebora, ad es., con la sua ansiosa ricerca del trascendente che approda, dal messianismo mazziniano e dal tentativo di una sintesi tra questo, il misticismo nordico e orientale ed il francescanesimo, alla più profonda spiritualità cattolica compiutamente vissuta fino “al polverizzarsi nella carne e nello spirito di Cristo” tra i padri “rosminiani”. Un mondo irto e composito, cantato in versi originalissimi che s’innervano, svettano e s’acquietano con esiti davvero ragguardevoli, da cui tanto (troppo) ha rubacchiato spudoratamente Montale. E poi il Campana, dall’estatica follia; la Spaziani, che sa coniugare vita e letteratura, sapientemente filtrate da un forte sentire femminile in una dizione lucida e avvertita; la Merini che sale aeree scale di cosmico, sublime stupore con i lampi geniali di un’introspezione spesso sconvolgente; il Caproni, la cui poesia è musica, or monodica or sinfonica, ma sempre ad ampie volute, di ricordi familiari incancellabili e di profumi antichi eppur nuovi di mare e libeccio; e financo il Penna, che ondeggia tra lirismo e cronaca in una padronanza assoluta degli strumenti linguistici e musicali mutuati dal classicismo greco, nel triste, travagliato fiorire e sfiorire di amori “proibiti” e il Pasolini migliore dal genuino, forte e pietoso impegno umano e sociale. E si tratta di poeti citati frettolosamente, alla rinfusa, degli ultimi due dei quali, in specie, non condividiamo né le 17 scelte ideologiche né, tanto meno, quelle morali. Candidato più volte al Nobel che mai ha conseguito - gli hanno preferito persino il guitto Dario Fo - il 90enne aedo fiorentino di Castello s’è visto concedere il laticlavio a vita, che è pur sempre un ottimo premio di consolazione: il Presidente della nostra scalcinata Repubblica lo ha nominato senatore a vita. Nomina che, come il famoso sigaro, sembra proprio che, oggi, non debba negarsi a nessuno. Dall’apprezzabile riservatezza che lo aveva contraddistinto anche da professore di liceo scientifico e poi da incaricato di Francese nella Facoltà di Scienze Politiche - ma ignoriamo se abbia mai conseguito la libera docenza a lungo agognata - ringalluzzito forse dall’ambìta carica da cimitero di garruli elefanti, il Luzi si è lasciato andare a dichiarazioni a ruota libera, fuori dei campi di sua competenza, e da ogni visibile binario, bacchettando e offendendo, in penoso deragliamento, politici (Berlusconi, che tutto corrompe, l’inglese Blair che è un guerrafondaio, Fini, la cui nomina a ministro degli esteri è grottesca e pericolosa), Governo e Parlamento, criticando aspramente scelte che gli sembrano eversive del sistema democratico (le, peraltro più che minuscole, riforme costituzionali, che niente intaccano, purtroppo, dell’ obsoleta Costituzione di quasi sessant’anni fa) e, naturalmente vari partiti, come AN che gli appare formata di fascisti “confusi e incoerenti” (su questi aggettivi siamo d’accordo) e privi di un programma preciso; programma che i fascistissimi e bellicisti suoi amici, più che di “Frontespizio”, non certo immune di mal di regime (ricordo bene i libri per la scuola elementare del Bargellini!), da cui fu allontanato, di “Campo di Marte”, “Bargello” (di Pavolini e Contri), “Primato” di Bottai, avevano invece ben chiaro. Certe sue affermazioni in campo costituzionale – non vogliamo parlare delle reazioni politiche contro questo nuovo capo dei girotondini, amico di Flores d’Arcais e Pancho Pardi – han fatto inorridire, per la loro inconsistenza, suoi vecchi colleghi alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze, come i professori Armaroli e Andreani che non gli riconoscono alcuna preparazione specifica. Figuriamoci cosa avrebbero detto i sostenitori della revisione in senso presidenziale della nostra Costituzione, come i grandi Maranini, Crisafulli, Sandulli, Mazziotti, Caboara ecc. 18 Ma il Luzi attacca, imprevedibilmente ed assai imprudentemente, anche la Chiesa, ovvero il Cattolicesimo, lui per cattolico gabellato da lettori superficiali, anche se titolati e accademici. Ed altamente meraviglia che giornalisti cattolici, anche sedicenti “tradizionalisti” e “controrivoluzionari”, che del caso Luzi han scritto su diffusi quotidiani con più o meno competenza, abbiano ignorato l’aspetto religioso dello strologar luziano. Dice, il Nostro, di Comunione e Liberazione che “prova una specie di ripugnanza per tutto ciò che serva ad escludere gli altri: il senso della sètta”, per cui i giovani CL sono espressione “di un cattolicesimo che mina la laicità dello Stato”. E per questo egli si dichiara “cristiano ma non cattolico” perché “il Il poeta Mario Luzi. cattolicesimo tende ad attestarsi come identità esclusiva, che respinge gli altri, si isola dagli altri”. Amnistiamo pure il Luzi per le sue critiche politico-istituzionali che vorrebbero esprimere malessere morale e che invece tradiscono pura e semplice ignoranza: se Omero ogni tanto dormicchiava, perché non può farlo Luzi che, pure, Omero non diventò mai? Solo che, se dormicchiasse senza farfugliar sciocchezze nel sonno, salverebbe la fama che, bene o male, s’è conquistato. Non possiamo, tuttavia, non manifestare il nostro sconcerto, per le sue allucinanti dichiarazioni in materia religiosa, in cui l’ignoranza non è per nulla ammessa. La tesi che la “sètta” di Comunione e Liberazione sia un pericolo per la laicità dello Stato, sarebbe esilarante ove non evidenziasse un sostrato di totalitarismo laicista, degno del convegno di Atei e Agnostici che si è svolto in novembre a Firenze, o di un’intolleranza calvinista: se gli aderenti a CL o i suoi simpatizzanti eletti al Parlamento o i vicini gruppi di pressione, legittimi in democrazia (o sono legittime solo le lobbies massoniche e gay?) suggeriscono leggi e scelte ispirate al loro credo, è davvero una mortale colpa politica? I cattolici devono restar sempre muti? Son da ricacciare nelle catacombe o da rigettar nel Colosseo in bocca ai leoni, o inchiodati a pali, umane fiaccole per illuminare il podio allestito per l’esibizione di qualche novello cantore senza aurea corona imperiale? E perché gli atei, gli agnostici, gli ebrei, i valdesi, che son infima minoranza, possono avanzar richieste spesso estremamente condizionanti, al limite del ricatto morale più che elettorale (si pensi alle minacce, formulate recentemente dagli ebrei Luzzatto e Di Segni, di interrompere i rapporti con la Chiesa – danno enorme! – ove si pervenga alla beatificazione di Pio XII) senza esser additati al pubblico ludibrio come nemici della democrazia? Non è quest’ultima l’armonizzazione di posizioni diverse? Qual è la concezione di democrazia elaborata dal Luzi in poco meno di 90 anni di ininterrotta meditazione? Detengono soltanto lui e i suoi nuovi amici il diritto di parlare, proporre, promuovere, governare, magari a danno di tutti? I giudizi su Cattolicesimo e Chiesa, sono ancor più temerari e segno impressionante di scarsa conoscenza non solo della storia del Cristianesimo e della Chiesa ma anche e più modestamente della cronaca. Il Cattolicesimo ha un’identità esclusiva? Sì, grazie a Dio. Dovrebbe somigliare allo shintoismo, al Bahai, o all’esercito della salvezza per essere accettabile? Non ha, Cristo, fondato una sola Chiesa da cui uomini e sètte si sono staccati per dar vita a religioni diverse come ancor prima avevan ripudiato l’unico Dio per seguir vitelli d’oro o di ferro? Che senso ha parlare di religione (positiva) e di Chiesa se poi rimproveriamo loro, ritenendolo orgoglio e superbia, il dichiarato possesso di una propria ed esclusiva identità? Non è, questa, una nota essenziale, distintiva anche delle religioni non cristiane a cui pure non si chiede di (con)fondersi con la Cattolica? Può la Verità unica e irreformabile che ci ha donato Cristo, che è “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 la Verità Incarnata, divenire multiforme, variegata, plurifunzionale? Con maggior intelligenza e cognizione di causa, il Dalai Lama agli italiani “convertiti” al buddismo ha sempre predicato che non saranno mai veri buddisti, perché provengono da altra cultura, e che ogni religione ha una sua identità esclusiva, rinunciando alla quale si rende impossibile anche l’avvicinamento di credo e genti. Ma il Dalai Lama vive coi piedi piantati in terra, magari fra le nevi dei suoi monti, e Luzi nel nebbioso nirvana della poesia: e parlo di nirvana in senso dispregiativo perché, se è vero che la poesia è trasfigurazione lirica della realtà, nel caso di Luzi la realtà sembra non esistere affatto o è tanto travisata da non essere riconoscibile e palpabile, come quella che, spesso, svapora in tanti suoi versi baroccamente sinuosi, vacuamente sonanti o pedestremente prosaici. Quando mai, infatti, la Chiesa si è chiusa agli altri, se la sua missione è sempre stata quella di ammaestrare e battezzare, chiamando a sé gli uomini d’ogni razza e d’ogni continente? Sa o no il non sommo vate di Castello cosa han fatto, in due millenni, schiere di martiri, missionari, religiosi e laici, scienziati, medici, infermieri, insegnanti, muratori, falegnami e lavoratori d’ogni genere? E lui, di grazia, come ha contribuito all’affratellamento universale, oltre che con le sue poesie lette da qualche centinaio di intellettuali e per nulla incidenti nella formazione dei popoli? Ed è davvero sicuro che la Chiesa, la quale mai agli altri è stata chiusa neppure in campo dottrinale, ma sempre si è po- sta al centro dell’autentico dialogo, forte dell’investitura ricevuta da Gesù, non si sia aperta anche troppo da quasi 50 anni a questa parte? Ma qualche giornale, il Nostro, lo legge negli intervalli degli “otia” e dei pisolini? Ha mai sentito parlare di ecumenismo, di incontri interreligiosi, di dialogo, di confronto, di una religione tutta da inventare, come un frappé ben amalgamato in uno shaker di vaga spiritualità? È mai entrato, nella sua maturità, in qualche chiesa cattolica? Vi ha trovato la stessa atmosfera della sua infanzia e fanciullezza? Ha mai sentito che persino in un numero ormai esoso di scuole materne ed elementari è proibito allestire il Presepio, radice-immagine del Cattolicesimo, oltre che del suo opaco cristianesimo, che insegnanti di religione cancellano il nome di Gesù dai canti natalizi, sostituendolo con virtù (fa rima!) e che i maestri sfrattano dalla povera mangiatoia il Bambinello sostituendolo con Mago Natale (neppure il “babbo” risparmiano in questi tempi di “mammi”!) per rispetto dell’identità degli extracomunitari? E che magari, sul Corriere della sera il già citato scrittore e giornalista islamico, rara avis, Magdi Allam, si ribella contro questo falso ecumenismo perché vorrebbe che i suoi giovani correligionari si formassero anche alla luce degli immortali ed universali principi cattolici? Chi rispetta la nostra identità di cattolici? Dov’è la reciprocità cara ad ogni spirito autenticamente democratico? È possibile che non si sia accorto, il poeta, delle aperture, vere voragini, di Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II che, portate a conseguenze un tempo inimmaginabili dai loro dissennati laudatores laici ed ecclesiastici, hanno già in buona parte eroso l’identità della Chiesa annullandola in un generico cristianesimo? Ha dimenticato che volle essere tra i firmatari del documento con cui venne fondata l’associazione “Una Voce” il cui fine era di difendere la liturgia latino-gregoriana, accanto a nomi di prestigio in ambito internazionale come Vaugh, Agata Christie, Montale, Quasimodo, Paratore, Auden, Borges, Pizzetti, Petrassi, Dallapiccola, Pallottino, Dreyer, J. Green, Elena Croce, Del Noce e tanti altri esponenti della cultura chiamati a raccolta da Cristina Campo che proprio su Luzi avanzava riserve? Resti pure, il professore, senatore Luzi, alla sua scrivania a vergar versi; continui a scriver saggi in cui si riflette la sua ampia conoscenza letteraria; bacchetti pure Berlusconi e Fini, ma a ragion veduta e con argomenti un po’ più seri che non mancherebbero. Ma, per carità cristiana (non cattolica!), lasci perdere la Chiesa e il Cattolicesimo. Insomma, giochi coi fanti e lasci stare i santi! Non è pane per i suoi denti, ormai deboli e dondolanti! E adesso, a mo’ di conclusione, richiamiamo l’attenzione dei Parroci e soprattutto dei Vescovi fiorentini, S. Em.za il Card Ennio Antonelli e S. Ecc.za mons. Claudio Maniago, sulla pubblica apostasia di Mario Luzi, se mai sia stato cattolico, o sulla sua negata appartenenza alla Chiesa. Per loro norma e regola, per ogni evenienza… I NOSTRI LUTTI Rev.do Tiauti sac. Sandro S. Piero a Ponti - Firenze Egregia Pederiva Sig.ra Luigia Pozza di Fassa - Trento Egregio Sometti Sig. Igino Verona “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 A tutti i lettori di “Chiesa viva” Li raccomandiamo alla loro preghiera. 19 – I GIGANTI DEL MALE – FRANKLIN DELANO ROOSEVELT a cura di A. Z. C ome continuatore del tradimento flagrante al popolo americano giunse alla Presidenza degli Stati Uniti l’ebreo massone Franklin Delano Roosevelt (Rosenfeld). A rendere possibile, nel 1933, l’ascesa di Roosevelt al potere fu la crisi economica del 1929, provocata dall’ebraismo americano che compensava col tradimento il Paese che gli aveva dato tutte le libertà, compresa quella di vivere come parassita del suo organismo sociale. La crisi fu provocata dalle banche ebraiche di Wall Street, mediante il classico sistema di bloccare la circolazione del denaro; procedimento che conduce inevitabilmente alla paralisi del funzionamento normale dell’economia. La crisi per gli Stati Uniti significò la disoccupazione di milioni di uomini con altri milioni gettati nella miseria. Con questo fatto, la massoneria attribuì i mali degli Stati Uniti al governo repubblicano di Hoover, e la massa dei disoccupati e affamati, ingannata, credette di liberarsi dando il suo voto precisamente al candidato della banda di criminali che avevano provocato la fame. Così, arrivò al potere l’ebreo “democrata” Roosevelt, e vi rimase per dodici anni, tempo abbastanza lungo per poter tradire l’America, l’Europa, l’Asia e il mondo intero, consegnandoli negli artigli del bolscevismo. Contro l’occidente cristiano Tutto il governo di Roosevelt fu lo sviluppo di un piano sistematico diretto a indebolire e distruggere il mondo cristiano occidentale e tutte le potenze anticomuniste, Stati Uniti compresi, e a rafforzare al 20 Franklin Delano Roosevelt al tempo della sua prima elezione a Presidente USA nel 1933. tempo stesso la Russia sovietica, dopo averla salvata a spese dei tedeschi. Roosevelt fu discendente diretto dell’ebreo Klaes Martensen Rosenfeld, emigrato nel 1644 dall’Olanda a New York. Così pure é innegabile l’origine ebraica della “signora” Roosevelt, filocomunista famosa. Gli ebrei sono riusciti a creare confusioni intorno alla vera origine dei presidenti Roosevelt, Truman e Eisenhower, i tre israeliti, i tre massoni e i tre traditori del mondo non comunista. La confusione consiste nel fatto che, ufficialmente, appaiono “cristiani”: Truman si dichiara battista, Roosevelt episcopaliano, e Eisenhower, che fino al 1952 (prima della sua candidatura) passava per ateo, quantunque praticasse l’atavico mosaismo, quell’anno si fece lui pure “episcopaliano”. Tutta questa simulazione si deve alla costituzione americana, la quale stabili- sce che “nessuno può essere eletto presidente degli Stati Uniti se non è cristiano”, clausola che sembra stata introdotta da Franklin il quale, pur essendo massone, temeva la piovra giudea fin dai giorni dell’indipendenza. Quanto alla filiazione massonica dei tre, è cosa nota. Ci sono perfino fotografie dove Roosevelt appare col grembiule e le altre insegne massoniche, insieme ai suoi “fratelli”. La prima cosa che fece, arrivato al potere, fu di circondarsi da un esercito di giudei e massoni preparati per l’impresa di corrosione: Bernard Baruch, Felix Franckfurter, Herbert Lehman, Henry Morghenthau, Samuel Rosenman, Salomon (Sol) Bloom, Averell Harriman, ecc. Dai ranghi più alti sino agli infimi i posti della sua amministrazione furono occupati da loro. Appoggi al comunismo Roosevelt, nel 1933, riconobbe il governo comunista di Mosca, rompendo così l’isolamento in cui si trovava la banda giudaica sovietica; isolamento simile a quello della Cina comunista del 1961, per il cui riconoscimento si facevano fortissime pressioni, cosa che non è riuscita, soprattutto per l’orrore ispirato da quel governo sanguinario che, in meno di dieci anni, aveva assassinato trenta milioni di persone. Nello stesso 1933, Roosevelt revocò l’ordine dei presidente Hoover che limitava l’immigrazione negli Stati Uniti, per aprire le porte a decine di migliaia di ebrei comunisti fuggiti dall’Europa, dove la loro condizione cominciava a divenire precaria a causa delle loro cospirazioni. “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 Inoltre, nel 1933, l’ebreo Samuel Untersevelt e la sua banda si trovarono di frontempli né monasteri, né città storiche, né meyer diede inizio, con l’approvazione di te al problema di come fare entrare gli masse di rifugiati inermi. Milioni di uomiRoosevelt, al boicottaggio contro la GerStati Uniti nella contesa. Le provocazioni ni, donne e bambini caddero vittime mania, col proposito di affogare quel paecontro la Germania fallirono fino all’affondei carnefici del Kremlino e delle “dese, provocando al tempo stesso una tendamento dei sottomarini tedeschi, pertanmocrazie”. Coloro che sfuggirono ai sione politica tra America e Germania, e to gli ebrei volsero gli occhi al Giappone, massacri furono integrati, a poco a poco, spingendo l’opinione pubblica americana paese alleato della Germania. in milioni e milioni, al comunismo nel docontro Hitler, che era divenuto un pericoIl Giappone fu il primo sottomesso al poguerra. lo mortale per il comunismo, per l’ebraiblocco economico quasi totale, iniziato siRoosevelt, in seguito, consegnò alla smo e per la massoneria. multaneamente dagli Stati Uniti, InghilterRussia fabbriche e materiali per undicimiNegli anni che seguirono, gli Stati Uniti ra e Olanda il 25 luglio 1941. Non si lala milioni di dollari; bastimenti, armi, tutto furono obbligati dal governo di Roosesciò al Giappone altra alternativa della in “prestito”, e che fino ad oggi non è stavelt a vendere fabbriche e macchinari sottomissione o della guerra. Contempoto mai coperto... Così, la Russia ha potualla Russia, inviando anche tecnici norraneamente, bande di spie giudaiche, coto riprendersi rapidamente dal formidabile damericani per lo sviluppo dell’industria mandate dal Richard Sorge, fecero saassalto tedesco. sovietica. L’ambasciatore nordamericano pere ai giapponesi che la base navale a Mosca, l’ebreo Marin Davies, si peramericana di Pearl Harbor era sguarnita Il tradimento di Yalta metteva di dichiarare pubblicamente che di difese. Il Giappone preferì attaccare “gli interessi degli Stati Uniti coincidoche consegnarsi senza lotta, e il fatto offrì Roosevelt partecipò alle conferenze no con quelli della Russia”. Che direba Roosevelt l’atteso pretesto di dichiarabe oggi per giustificare la sua fellonia? re guerra al Giappone e alla Germania, del Cairo, di Teheran e Yalta, che ribadirono la svendita del mondo cristiano al Nell’ambito interno, Roosevelt suscitò il come, nel passato, l’auto-affondamento comunismo. Poi, tradì Chiang Kai Shek suo famoso movimento “New Deal”, uffidel “Maine” aveva portato gli Stati Uniti a favore di Stalin e di Mao Tse Tung. cialmente destinato a dissolvere gli effetti alla guerra piratesca contro la Spagna. Furono consegnati: Polonia, Cecoslodella crisi del 1929, ma che però mirava a Fin dove giunse il tradimento a Pearl spingere il paese sul cammino del socialiHarbor sì può giudicare dal fatto che vacchia, Germania Orientale, Romania, smo e poi del comunismo. Fu nel periodo Roosevelt, Marshall, l’ammiraglio Ungheria, Bulgaria, Corea del Nord... della “New Deal” che l’ebraismo orgaStark e altri erano stati informati, con Tradimenti a centinaia seguiti dalla svennizzò il mondo operaio americano in singiorni di anticipo, sull’attacco giapponese dita dell’Algeria e di tutti i possessi europei in Asia e Africa, che non poterono dacati, fino ad oggi comandati da ebrei e a Pearl Harbor (se lo comunicarono le acquistare l’autonomia, ma passarono a destinati ad essere strumenti politici della loro spie a Tokyo), però, i comandanti gemere sotto la sferza dei comunisti. cospirazione interna al paese. delle Hawaii non furono avvertiti, per cui i Il flagrante tradimento di Roosevelt a Con la penetrazione giudaica nella vita morti a Pearl Harbor si devono più a RooYalta, unito ai mille e uno da lui commesamericana entrarono la corruzione, la sevelt e alla sua banda che ai giapponesi durante la sua truffa, la decadenPresidenza, sono za, al punto che a la causa del disaWashington si stro che, attualgiunse a formare mente, vive l’umaun vero esercito di nità. E quando il ebrei e massoni, mondo, alla fine, si integrati da più dì rese conto dei diecimila sostenigrandi tradimenti tori occupati a sudi questo giudeo bordinare altri “clienti” che a loro divenuto paralitico, volta sottomettei suoi fratelli tentavano altri, creando rono ancora di di“commissioni” e fenderlo dicendo che fu “ingannaogni tipo di funzioto” da Stalin e nari e rappresenmal consigliato dai tanti popolari che suoi collaboratori. si prestavano ad Tra i complici di affari disonesti. Questo dura fino Roosevelt, in quead oggi, e nel ste malefatte, si 1958 si verificò il trovano l’ebreo caso del segretaAlger Hiss, troppo tardi condannato rio di Eisenhower, Stalina, Roosevelt e Churchill alla Conferenza di Teheran nel 1943. come spia comuniSherman Adams, che con l’appoggio sta; Charles Bohdell’ebreo di Bolen, riconfermato si. Questi nordamericani sacrificati furono ston, Goldfine, si diede da fare per proda Eisenhower “specialista del Dipartiimmolati solo perché gli ebrei del Nordavocare interventi favorevoli agli ebrei. mento di Stato in questioni sovietiche”, e merica potessero prestare il loro aiuto molti altri. agli ebrei bolscevichi di Russia. Fino ad oggi (1961) la cricca giudeoGià è risaputo come fu lanciata l’aviaziomassonica mantiene il potere negli Stati Pearl Harbor ne americana e quella inglese alla distruUniti, dove si vedrà la debole difesa che zione pianificata delle città e popolazioni l’Occidente può opporre all’Oriente, già Quando l’ebraismo scatenò la seconda cristiane d’Europa: non sfuggirono alla impegnato a radere al suolo il mondo criguerra mondiale, mediante i governi giurabbia dei banditi giudeo-massonici né stiano! deo-massonici inglese e francese, Roo“Chiesa Viva” *** Aprile 2005 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa «Al pari delle crisi depressive (di Giuseppe Mazzini) la sua storia e la sua concezione del mondo negano ogni vero sviluppo: «Il mondo morale come quello fisico tende all’equilibrio (…) il senso della storia insegna che (…) quando una civiltà innalza i suoi livelli di conoscenza si scontrerà poi con i popoli vicini più arretrati (…), così nel caso della Grecia e così è il caso di Roma. La gran lotta tra il bene e il male, tra i germi dello sviluppo intellettuale e i moti di una natura fisica disordinata»1. E sul piano politico, per Mazzini, questo diventava: «(…) sviluppare una ideologia mistico-religiosa per controllare i moti ciechi e disordinati, irrazionali della plebe»2. «Il compito di Mazzini era quello di selezionare strati “intellettuali” che si facessero portatori di questo credo e progetto rivoluzionario che, per essere realizzato aveva bisogno di tre livelli in cui Mazzini divideva deterministicamente la popolazione: 1° Un gruppo di intellettuali che rappresentasse il “genio” di Dio, la “scintilla” di Dio, ossia la moderna casta sacerdotale degli antichi imperi; 2° La gioventù che “interpreta il pensiero e lo trasforma in azione”; 3° “La plebe tumultuante per abitudine, malcontenta per miseria, onnipotente per numero, la forza d’urto chiamata a rovesciare gli ostacoli”»3. Un “intellettuale” che realmente rappresentasse il “genio” e la “scintilla” di Dio, Mazzini lo scovò nella persona di Adriano Lemmi. Rosario Esposito, nel suo libro: “La Massoneria e l’Italia”, così ci sintetizza questo personaggio: «Adriano Lemmi, nato nel 1822 a Livorno è stato Gran Maestro dell’Ordine dal 1885 fino al 1896; egli viene considerato “un genio che nessuna Massoneria può vantare”»4. Adriano Lemmi iniziò la sua carriera facendo il ladro. Appena ventiduenne, si trovava a Marsiglia, dov’era sbarcato il 2 gennaio 1844. Egli aveva falsificato una lettera di credito della ditta Falconet & C. di Napoli ed era entrato in confidenza col medico Grand-Boubagne; il 3 febbraio, si era trovato in casa di questi con la sola moglie e con la scusa di un malore, le aveva sottratto una borsa di perle e 300 franchi d’oro, mentre lei gli stava preparando una tisana in cucina. Fu pescato dalla polizia in una taverna con la refurtiva addosso e, il 22 marzo 1844, Lemmi fu condannato ad un anno e un giorno di detenzione, più cinque anni di sorveglianza speciale dell’alta polizia. Ma il destino di Lemmi fu deciso quando, vagabondando per il mondo, egli sbarcò a Costantinopoli, dove si mise a servizio di un vecchio erbaiolo ebreo, di Balata, la cui bottega era frequentata da un rabbino polacco, fuggito dalla Russia, dove era stato condannato per cospirazione. Il rabbino strinse amicizia con Adriano Lemmi, per il motivo che il giovinastro bestemmiava Cristo di buona voglia. Lemmi per farsi amare dagli ebrei di Balata, un giorno, domandò di essere ammesso nella religione di Mosè, dicendo che egli era pronto a rinnegare il battesimo e a farsi cir- 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. concidere. Indicibile fu la gioia del rabbino polacco e del vecchio erbaiolo. I due giudei, contenti e orgogliosi di avere un neofita, gli insegnarono il Talmud, dopo di che il rabbino, in sì solenne circostanza, fece sfoggio delle sua abilità di chirurgo sacro!.. Il 14 gennaio 1846 è un giorno memorabile, perché ci ricorda che Adriano Lemmi divenne definitivamente israelita, per effetto della liturgica operazione. Da quel momento, la posizione di Lemmi volse al meglio. E non si era convertito per burla. Oh, no! Egli era stato felice di associare il suo odio contro la Chiesa a quello degli ebrei di Balata. Lemmi fu, poi, iniziato ai segreti della magìa e dell’occultismo dal rabbino polacco e da un amico giudeo italiano, Abramo Maggioro, perfezionandosi nella scienza maledetta al cui studio si era dato con immenso ardore. Nel 1848, a Pera, Lemmi fece la conoscenza di un inglese di Londra e amico di Mazzini, che, in quello stesso anno, lo iniziò alla massoneria. Trascorso un periodo di miseria, sempre a Costantinopoli, nel 1849 Lemmi conobbe Kossuth, che era chiamato il “Mazzini dell’Ungheria”, il quale lo accolse, grazie ad una lettera di raccomandazione dello stesso Mazzini; lettera che Lemmi aveva ottenuto dai suoi amici inglesi. Divenuto, poi, segretario di Kossuth, Lemmi, nel 1851, lo accompagnò in America ma, alla notizia del colpo di Stato di Napoleone III, del 2 dicembre dello stesso anno, egli abbandonò Kossuth in America e raggiunse Mazzini a Londra, dove costui “si era rifugiato, dopo i moti insurrezionali del 1833-34, e da dove organizzava, in tutto il territorio italiano, delle cospirazioni aventi come unico scopo quello di rovesciare con la forza i Governi costituiti e quello di distruggere il Papato”5. 1, 2, 3 Cfr. Nuova Solidarietà, 25 febbraio 1985, p. 8. 4 Citazione tratta dal libro di Rosario F. Esposito, “La Massoneria e l’Italia”. 5 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi 1895. pp 2-7. “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Caro Don Villa, Le auguro il più grande bene possibile e tanta salute nel portare avanti la Sua benemerita opera di apostolato in difesa della Verità, in questo mondo di tenebre in cui è caduta anche la Chiesa. Grazie per tutto quello che fa!.. Che il Signore La ricompensi! Che Cristo regni! Suo aff.mo ammiratore (G. L. - Siena) *** Egregia Direzione, innanzitutto, mi complimento col molto Rev.mo Mons. Luigi Villa per il suo coraggio e sapienza nel dirigere la magistrale Rivista “Chiesa viva”. Vi porgo miei migliori auguri! (T. G. - Bergamo) *** Caro P. Villa, (...) Lei continui la sua lotta per la verità e per il bene. Se il Signore La lascia ancora così attivo, vuol dire che ha una missione da compiere, come Le ha detto Padre Pio... Prego per lei; Lei preghi per me e avanti sempre!.. Con affetto (p. L. G. - Verona) *** Carissimo Mons. Villa, La ringrazio ancora di cuore ed impetro sulla Sua Persona e sulla Sua Opera indefessa di “defensor Fidei”, la benedizione del Nostro Padre Celeste attraverso l’intrcessione della Beatissima Vergine Maria, Madre del Salvatore e Madre nostra! Cordialmente, suo. (L. G. - Ascoli Piceno) *** Rev.do Don Luigi, (...). La ricordo sempre con tanto affetto nel Signore ed immensa gratitudine per l’opera di altissimo apostolato che svolge. Auguri e ringraziamenti a tutta la redazione di “Chiesa viva”! Con stima illimitata in Gesù e Maria! (M. P. M. - Campo Basso) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 SCRISTIANIZZARE L’ITALIA di Francesco Maria Agnoli La religione cattolica aveva rappresentato per secoli (...) l’elemento unificante del popolo italiano e avrebbe potuto continuare ad esserlo anche negli anni dell’unificazione politica se questa non fosse stata concepita, voluta e realizzata come un momento del processo rivoluzionario, anzi come la fase finale della guerra contro la Chiesa cattolica, iniziata dai philosophes illuministi, e che si credeva destinata a chiudersi vittoriosamente con l’occupazione di Roma, in base alla convinzione, comune allora sia ai cattolici che agli anticattolici, che il potere spirituale della Chiesa non potesse sopravvivere alla perdita di quello temporale. All’indomani del compimento dell’unità d’Italia, venne alla luce, e si concretizzò in una serie di iniziative culturali, politiche e giudiziarie, una strategia complessa ma chiara, che mirava a distruggere l’identità cattolica dell’appena riunito popolo italiano per farne un “popolo nuovo”. Grazie all’attiva collaborazione di intellettuali liberali e socialisti, avanguardie garibaldine circoli mazziniani e massonici, alle cariche del neonato Stato, si scatenò una pressione poliziesca e squadristica anticattolica smaccata e faziosa. Attraverso una vastissima documentazione, misconosciuta ai più, l’Autore getta luce su un episodio poco glorioso, ma fondamentale della nostra storia patria. Per richieste: Il Cerchio Iniziative Editoriali Via Gambalunga 91 Rimini 23 Conoscere il Comunismo contro Dio - contro l’uomo Austria, e ordinato sacerdote a Innsbruck nell’estate 1930. Krabichier Gunther Fratello laico, dei cappuccini tirolesi. Fu anch’egli colpito con un colpo di fucile sparatogli alle spalle, mentre era stato fatto inginocchiare al muro assieme ai confratelli sacerdoti Ruderstaler e Schroecksnadel. Nonostante il colpo avesse trapassato un polmone, lasciandovi un buco, il fratello sopravvisse. Il giorno dopo, la polizia acconsentì che fosse trasportato all’ospedale. Recuperò fisicamente, ma rimase scosso mentalmente. Morì poco dopo, di tifo, in Harbin. Martiri in Cina (continua) APRILE 2005 SOMMARIO N. 371 LA “NUOVA RELIGIONE” di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEILONGJIANG Leray Louis Pierre Marie Sacerdote, Mep. Nato a Ligné (Loira atlantica) l’8 ottobre 1872, entrò tra i Mep il 14 settembre 1893. Venne ordinato sacerdote il 26 giugno 1898, e partì per la Manciuria settentrionale, il 3 agosto seguente. Venne bruciato vivo il 16 luglio 1900, dai Boxer. Un sacerdote In un campo di lavoro in Heilongjiang, il sacerdote ha incoraggiato i cattolici, ivi rinchiusi, a “non tradire Dio ed a conservare la Fede”. Quando le autorità vennero a conoscenza di ciò, il prete venne subito condannato a morte e la sentenza eseguita. Testimonianza del 1980. Chicota Andrea Archimandrita. Ordinato sacerdote verso il 1917, e amministratore apostolico dal 1939, nacque il 5 dic. 1891 a Tapalscyna (Vilna-Soencianys). Morì in prigione il 12 febbraio 1952, a Taishet Bratsk, Siberia. Vlaslov Viktor Laico, professore e scrittore. Nato tra il 1891 e il 1898, a Valderberg, Russia. Morto in prigione nel 1952, a AngarskLag, Siberia. Marcisin Pietro Laico, sposato, professore. Nato in Ukraina. È morto in un lager della Siberia, tra il 1953 e il 1954. Diocesi di Harbin L’ordinariato fu eretto il 20 maggio 1928 per i russi cattolici di rito bizantino-slavo, e affidato ai Chierici regolari mariani. Prefettura apostolica di Jiamusi La prefettura apostolica è stata staccata dal VA. di Wonsan il 9 luglio 1928 ed affidata ai cappuccini tirolesi (Ofin Cap.) Abrantovich Fabiano Archimandrita, della Bielorussia. Nato il 14 sett. 1884, era stato ordinato sacerdote il 9 novembre 1908. È morto in prigione nell’Unione Sovietica, tra il 1943-4. Ruderstaler Theophilus Sacerdote, dei cappuccini tirolesi. È stato ucciso con un colpo di fucile sparatogli alle spalle a Fujin, la parrocchia di cui era responsabile, il 10 giugno 1946. Era nato il 28 settembre 1906 a Ostermeithing, Austria, e ordinato sacerdote a Innsbruck nel 1931. Ting Francesco Sacerdote, di 61 anni. Ucciso a colpi d’arma da fuoco vicino alla città, prima del marzo 1948. Nestor Vescovo ortodosso di Harbin. Coraggioso e uomo di fede, scomparve senza più alcuna traccia di lui, nel 1948. 24 Schroecksnadel Antonin Sacerdote austriaco, dei cappuccini tirolesi. Ucciso con un colpo di fucile, sparatogli alle spalle, a Fujin, nella parrocchia in cui lavorava, il 10 giugno 1946. Era nato il 7 dicembre 1905 a Anthonin, Linz, 2 La “Nuova Religione” del sac. dott. Luigi Villa 6 Ecumenismo ad ogni costo? del prof. dott. Georg May 8 Uno storico protestante rivela l’influenza della Massoneria nella Spagna attuale 10 Tsunami: castigo di Dio? di N. N 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Smobilitazione della Confessione (1) di A. Z 17 L’apostasia di Mario Luzi del prof. dott. Dante Pastorelli 20 – I giganti del male – Franklin Delano Roosevelt a cura di A. Z. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla Pentecoste alla XI Domenica del Tempo Ordinario) “Chiesa Viva” *** Aprile 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 372 MAGGIO 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità GIOVANNI PAOLO II È MORTO CONSACRAZIONE A MARIA Allo scoppiare dell’ultima guerra, un aviatore fece un volo intorno a Parigi gettandovi “Medaglie Miracolose” per salvarla dai bombardamenti, e Parigi fu salva. Salviamo l’Italia con una cintura di consacrazione a Maria! O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, nell’uragano di una guerra e di una persecuzione che avanzano sconvolgendo il mondo intero, noi cerchiamo rifugio nel tuo Cuore Immacolato e a Te consacriamo noi stessi, le nostre famiglie le nostre città, i nostri paesi, che ti onorano come Madonna dell’Aiuto. Difendici da ogni assalto di Satana! Implora il perdono dei nostri peccati! Convertici e salvaci dalla dannazione eterna! Fa’ che dai travagli dell’ora presente la nostra Fede sia purificata e viviamo più decisamente per Te e per tuo Figlio, Gesù Cristo, nostro Signore! Amen! 2 “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 GIOVANNI PAOLO II È MORTO del sac. dott. Luigi Villa D a vari anni risultava più che evidente il suo declino fisico. Era logorato dal male, ma il tutto veniva come mascherato con inganni che sono durati fino all’ultimo, quando la morte lo fermò definitivamente. Il “Papa che veniva da lontano” non lo si sarebbe più veduto in nessuna parte del mondo che Egli aveva visitato. Bisogna risalire fino al 1522 prima di trovare un altro Papa non italiano, Adriano Florissoom, di Utrecht, che regnò solo un anno, col nome di Adriano VI. E ora non è facile delineare la figura di un Papa del quale si potrebbero tracciare vari profili opposti tra loro. Molti lo hanno chiamato: “Papa turista”, “Papa-giramondo”, “Papa Globetrotter”, persino “Papa zingaro”, invece di provvedere alla disciplina interna della Chiesa. Certo, non è facile comprendere a fondo le motivazioni interiori di questo Papa per tutti quei viaggi che ha fatto, usando ogni mezzo di locomozione e di trasporto: aerei, elicotteri, automobili (fino alla “papamobil”), barche, gondole, canoe, funicolari, che suscitavano giudizi vari, alcuni superficiali, inadeguati, fondati sulla “simpatia”-“antipatia”, ma comunque non si può scandalizzarsi se di dicesse che non è mai stato, o “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 euforicamente detti “apostolici”! Come le sue 38 tappe in Africa, le 16 in Asia e Oceania, le 2 dell’America del Nord, le 28 nell’America Centro-Sud, le 34 in Europa; con un totale di 104 visite all’estero, 300 in Italia (di cui 150 a Roma!), sempre insistendo sui “diritti degli uomini”, ma mai sugli imprescindibili “diritti di Dio” e “doveri” dell’uomo verso Dio! Nessuna meraviglia, quindi, se ci si domanda: ma chi era questo Papa “venuto da lontano?”. La bara di Giovanni Paolo II. quasi, sul trono di Pietro, appunto perché fu un Papa trasvolatore, un globe-trotter delle religioni, un Papa che andava a sciare, a passeggiare sui monti, a nuotare nel mare, in piscina; un Papa che amava gli schermi televisivi, che fece l’elogio del “rock ‘n roll”; che svolse la sua azione (!!) soprattutto nei suoi viaggi, Era un “polacco”, nato a Wadowice, in Polonia, il 18 maggio 1920. Da notare che il cattolicesimo polacco fu molto influenzato da una sorta di “messianismo” romantico, rivoluzionario e liberale, sì da confondere la religione col ruolo messianico della nazione polacca. Inoltre, va notato anche che la coabitazione del cattolicesimo col marxismo aveva generato quel “dialogo”, di cui, Wojtyla subì le influenze! Dopo la “licenza liceale”, frequentò l’università di Cracovia, dove si legò con M. Kotlarczyk, “il maestro della parola”, fondatore del “teatro rapsodico”; e seguì il teosofo Rudolf Steiner (ex prete!), seguace della occultista e fondatrice della Società Teosofica, Madame Blavatsky. 3 A 23 anni, si rende “seminarista” clandestino, studiando a casa e lavorando contemporaneamente nell’industria chimica Solvay. Certo, il suo studio filosofico non fu il vero tomismo, perché il manuale di Wais che usava arieggiava tra Kant e S. Tommaso. Dopo l’entrata dei Russi in Polonia, la Chiesa polacca divenne più progressista. Nel 1946, venne fondata la rivista “Znak” della quale anche Wojtyla divenne uno dei principali collaboratori. La Rivista si ispirava al progressismo francese (Mounier, Maritain, G. Marcel), per cui i princìpi erano i medesimi che aveva condannati Pio XII nella “Humani Generis”. Il “dialogo polacco”, perciò, si barcamenava tra cattolicesimo e marxismo. Il 1° novembre 1946, Karol Wojtyla veniva ordinato sacerdote. Il cardinale Sapicha lo mandò a Roma per proseguire gli studi, all’Angelicum. Ma c’era, allora, a Rettore dell’Università, il grande teologo e scritturista Padre Garrigou-Lagrange, gigante del tomismo; ma Wojtyla non aderiva a quell’insegnamento, non era la filosofia che egli voleva, quella esistenziale, moderna, specie quella di Kant. Perciò, la sua tesi di dottorato: “La fede secondo S. Giovanni della Croce”, fu criticata e bocciata da Lagrange, perché era quella dei modernisti che sostenevano che la Fede si fonda sull’esperienza personale. Perciò, non accettato per il dottorato, Wojtyla dovette ritornare a Cracovia, alla sua università, dove venne accettato e promosso. Dopo il dottorato, andò in Francia, do4 ve conobbe i “preti-operai” e accentuò il suo distacco dal tomismo, abbracciando il personalismo di Emmanuel Mounier. Ritornato in Polonia, sotto la guida del prof. Roman Ingarden, preparò il dottorato in filosofia, sperando di fondare, poi, una morale cattolica sul sistema di Scheler, anch’egli discepolo di Husserl, fondatore della fenomenologia che Wojtyla adotterà completamente, fantasticando di poter fondere fenomenologia, personalismo ed esistenzialismo col cristianesimo, nonostante che dovesse sapere che quel miscuglio era già stato condannato da Papa Pio XII nella sua “Humani Generis”, ma della quale lui non teneva assolutamente conto. Con l’insegnamento, Wojtyla aprofittò per fare anche della pastorale con gli studenti universitari e nei circoli socialisteggianti del movimento Znak, predicando un’etica sul ritmo dello dinale, riabilitando persino Teilhard de Chardin! Ma anche nel Vaticano II, Wojtyla troverà l’occasione di far accettare la sua filosofia e teologia che, fino allora, il Magistero aveva condannato, appoggiato e difeso dai teologi progressisti, come Henri de Lubac, J. Danielou, Y. Congar, Hans Küng, R. Lombardi, Karl Rahner, ed altri della stessa linea. *** Nel 1964, Karol Wojtyla divenne Arcivescovo e, nel 1967, Cardinale. Quando nel 1970 usci la sua opera “Persona ed atto”, venne discussa all’università di Cracovia, ma i professori tomisti espressero le loro critiche contro quell’irriverente miscuglio di tomismo e di fenomenologia! *** A questo punto, essendo questo nostro scritto un semplice articolo-flash sulla domanda che ci eravamo posti: «Ma chi era questa Papa “venuto da lontano”?», non possiamo fare altro, qui, che presentare un breve elenco di “azioni” e “parole”, compiute o pronunciate durante il suo pontificato. Estraiamo questi “fatti” come da un pallottoliere: Giovanni Paolo II col rabbino di Roma Toaff. spretato apostata Max Scheler, il quale precedeva l’“ecumenismo” di Giovanni Paolo II, venuto alla luce nella sua produzione libraria, quale: “L’amore coniugale” e “Amore e responsabilità”, pubblicati nel 1960, da Vescovo. Da notare che l’edizione francese del 1965 porta la “prefazione” del gesuita Henri de Lubac (amico e difensore del confratello gesuita massone Teilhard de Chardin, condannato dal Sant’Uffizio!) che Wojtyla, da Papa, farà addirittura car- – Da Vescovo, nel 1971, si recò alla Sinagoga di Roma. Nel 1973, fece una visita alla “comunità ecumenica protestante” di Taizé (dove nacque la “Nuova Messa”! Inoltre, invitò il “priore” di Taizé, Roger Schulz, in Polonia, per predicare ed animare due incontri di giovani, a Cracovia e a Varsavia. Predicatori eretici, insomma! Ma per Wojtyla, la fede doveva diventare, come per il modernisti, una “esperienza” soggettiva, immanente alla coscienza (o sub-coscienza?) del credente. – Il 16 ottobre 1978 divenne Papa, ma non si libererà dai suoi “errori”, “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 benché condannati dai Papi precedenti. – Nella prima domenica di Avvento del 1983, fu promulgato il suo “Nuovo Diritto Canonico”, nel quale scompaiono le “note dogmatiche” della Chiesa: Una, Santa, Cattolica, Apostolica, per diventare “comunione”, “ecumenismo”, “collegialità”. – Nel dicembre dello stesso anno 1983, Giovanni Paolo II fa visita al “Tempio Luterano”, in Roma. – Bisognerebbe poter riassumere anche le sue principali sbandate contro la Fede (che i suoi piaggiatori fingono di ignorare!), come queste: – Il 25 maggio 1982, in Inghilterra, il Papa assistette a un altro culto protestante nella cattedrale protestante di Canterbury. – L’11 dicembre 1983, predicò in un “Tempio luterano”, a Roma, dopo aver detto che bisognava “rifare il processo di Lutero in modo più obiettivo” (!). (Fu, questa, una grave infrazione al “Diritto Canonico” che, qui, non aveva fatto che esplicitare il Diritto Divino!.. e fu anche una grave ingiuria al suo predecessore, il Papa Leone X, grande difensore della Fede cattolica!). Quindi, si può dire che tutti i suoi gesti, detti “ecumenici” e “profetici”, furono gesti, invece, che hanno sconcertato; come l’incontro con la sètta dell’alta massoneria ebraica dei “B’nai B’rith”; come l’incontro con i membri della massonica “Commissione Trilaterale”, il 18 aprile 1983; come gli incontri con i monaci di Taizé; come gli incontri con Dimitrios I, nel dicembre 1987 e con Bartolomeo I, il 29 giugno 1997; come l’incontro con Hassan e l’Islam, a Rabat, in Marocco, il 19 agosto 1985, dove ai giovani musulmani, nello stadio di Casablanca, disse: «... Noi crediamo nello stesso Dio, l’unico Dio, il Dio vivente...»; «... è di Dio stesso che desidero, innanzitutto, parlarvi; di Lui, perché è in LUI che noi crediamo, voi musulmani e noi cattolici...»; «La Chiesa manifesta una particolare attenzione per i credenti musulmani, data la loro fede nell’unico Dio, e la loro stima della vita morale» (?!); come pure elevò alla dignità di arcivescovo il losco mons. Marcinkus, massone, che verrà, poi, allontanato dal Vaticano “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 dopo le inchieste della Giustizia Italiana sul crak Calvi-Sindona-Vaticano; come lasciò che la Radio Vaticana fosse al servizio del modernismo e del progressismo; come lasciò che l’“Osservatore Romano” facesse un disservizio in un quasi disastro dottrinale, con precisi nominativi; come pure lasciò che la Civiltà Cattolica venisse diretta da progressisti e modernisti e persino da filo-massoni; come il 40 ottobre 1999, sulla questione “scuola cattolica” e quella statale, ebbe a dire: «Chiedo, insieme con Voi, la parità giuridica ed economica», un parlare laico che ha nulla a che vedere con la confessione religiosa; come, dopo aver riabilitato Galileo Galilei, e dopo aver reso omaggio addirittura all’ex frate e massone Lutero, ha voluto rivedere Giovanni Paolo II alla moschea di Damasco. persino la posizione della Chiesa sulla Rivoluzione Francese, affermando che molte di quelle idee erano cristiane e che appartenevano alla vecchia Europa, come diritti sacri e immutabili della persona umana, tacendo, però, che quei massacri non furono fatti da cristiani fedeli, bensì da francesi indiavolati che uccidevano, tagliavano teste con la ghigliottina, esiliavano e commettevano ogni sorta di delitti; come quando il 1° giugno 1990, ricevette, per la quinta volta, Tenzin Gyatro, detto “Dalai Lama”, sedicente reincarnazione di Budda. Nel convento romano di S. Anselmo, dove era ospitato questo “capo tibetano”, fu intervistato da Massimo Jevoletta (de “Il Giornale”). Ecco tre stralci di quella intervista: «Che cos’è l’anima?». «Se la concepiamo come un’entità immutabile, essa non esiste». «Dunque, Lei nega l’esistenza di un Dio creatore?» «Esattamente»! «Quel trauma (dell’invasione cinese in Tibet - ndr) non Le impedì di riconoscere nel marxismo dei lati buoni, e addirittura delle consonanze col buddismo?» «Dobbiamo riconoscere il fondo buono delle teorie socialiste, che consiste nella ricerca di un bene comune per gli uomini...». (da: “Il Giornale” del 2. 06. 1990). Giovanni Paolo II, quindi, aveva messo a disposizione di questo buddista una “abbazia” (ove ha ricevuto, poi, anche Occhetto, allora segretario del P.C.I.) per propagandare l’ateismo puro e semplice (o il più moderno “panteismo”)!.. Il 17 novembre 1980, in Germania, in un Tempio luterano, ebbe a dire: «Io vengo a Voi verso l’eredità spirituale di Martin Lutero, del quale Egli espose la “profonda spiritualità”» (ma non sapeva che questo falso monaco smonacato era stato un cognuscitissimo esemplare del vizio impuro?..). Se continuassimo a citare “fatti” di Giovanni Paolo II, constateremmo che il suo pontificato fu sempre contraddittorio, e che i suoi risultati non si potevano mai indovinare. Di Lui si potrebbe dire, anzi, che Egli si fece una sua teologia personale; una sua “nuova ecclesiologia” che si identificava con tutta l’umanità; una “nuova nozione di Rivelazione” 5 che vuole tutti gli uomini in possesso di essa, sia pure in diversi gradi; una sua “nuova fede”, che è un semplice prender coscienza del “soprannaturale”, preesistente in tutti fin dalla nascita. Si legga l’“Osservatore Romano” del 6/7 settembre 1993. Siamo in Lituania, a Vilnius, sulle tombe dei “martiri dell’indipendenza”. Il Papa disse: «Abbiamo pregato e benedetto tutti i sepolcri, cattolici e non cattolici: cristiani, lituani, polacchi, russi, tutti... perché davanti a Dio, in questo grande mistero della morte, tutti siamo una sola cosa; siamo il suo popolo, siamo comunione di santi» (e quindi... “Chiesa”!). Questa è la sua personale visione beatifica dei giusti, in contrasto con la Fede Tradizionale!.. Ma è il suo ecumenismo! Su l’“Osservatore Romano” del 3 febbraio 1990, si legge: «Siamo entrati col Vaticano II in un’epoca ecumenica... il compito non è facile. Non si può rifare, in un breve periodo, quello che si è fatto, nel senso contrario, in un lungo periodo» (!!). Quindi è chiaro che Giovanni Paolo II era contrario al “passato”, cioè alla Tradizione della Chiesa, al lavoro fatto dai suoi predecessori... e se ne videro le conseguenze: apostasia delle Nazioni cattoliche; diffusione delle sètte (specie dell’Islam!); sparizione graduale, ma continua, del “sacerdozio”, una “ecumenìa, cioè, che chiamava, sì, al “dialogo”, ma che poi lasciava che la Gerarchia e il Clero lo conducessero in forma equivoca, ambigua, di fronte alla Verità. Fu un Papa, insomma, che non è paragonabile ad alcun altro Papa. Quanti cosiddetti “tabù” ha fatto sal6 tare! Può essere detto il Papa più secolarizzato dei nostri tempi moderni, senza scrupoli nell’usare gli strumenti, la tecnologia e la secolarità del tempo! Non fu certo un Papa asceta, né un mistico, perché gli piaceva l’amore umano in cui credeva, amante com’era della corporeità, fino a baciare le ragazze, gioioso nel contemplarle quando ballavano davanti a Lui - in ogni parte del mondo - anche se imbarazzanti e deplorevoli. E questi scandali li volle anche in San Pietro, con danze, canti africani e rumori di tam-tam, come lo fece per l’apertura del Sinodo africano dei Vescovi, cambiando, così, anche lo stile di tutti i Sinodi continentali, sempre con danzatori seminudi. Giovanni Paolo II col Dalai Lama. Nella “Nuova Guinea” (8 maggio 1984) una studentessa lesse l’epistola, alla “Messa”, in topless. Nelle Isole Figi (nov. 1986) bevve, da una noce di cocco, il “Kava”, una porzione rituale alquanto tossica. In India, ricevette il marchio di Shiva, divinità induista della distruzione e della riproduzione, il cui “terzo cerchio” è figurato da un pigmento composto di ceneri e di sterco di una vacca sacra indù! *** Seguendo questo Papa con attenzione, ho sempre notato che veniva con- siderato, in genere, come “protagonista”, come un Papa della “restaurazione”, come un Papa di un “nuovo ecumenismo”, ma con tante apparenti contraddizioni, in una forma di “razionalismo modernista”, come lo era già ai tempi di S. Pio X, quando si parlava del “Cristo della fede” (perfetti credenti!) e del “Cristo della storia” (perfetti razionalisti!)! Nel 1965, quando era ancora Vescovo di Cracovia, egli discusse - per capirlo meglio! - del fenomeno dell’inculturazione con un amico, dicendo: «Certamente, Noi preserveremo gli elementi di base: il pane, il vino; ma tutto il resto verrà cambiato, secondo le tradizioni locali: parole, gesti, colori, vestimenti, canti, architettura, decorazioni. Il problema della riforma liturgica è immenso»! A provare le conseguenze devastatrici di queste premesse, basta ricordare che Egli sostenne e difese sempre i princìpi della Rivoluzione Francese in cui vedeva, la “libertà religiosa”, la “collegialità” e l’“ecumenismo rivoluzionario”, tanto che, in occasione della beatificazione dei Martiri di Avrilé, ebbe a dichiarare che «questo movimento storico (la Rivoluzione Francese) era stato ispirato da sentimenti religiosi (libertà, uguaglianza, fraternità) e da un desiderio di riforme necessarie»... Sono affermazioni che non lasciano spazi vuoti nel discorso, perché emergono da un complesso di “fatti” e “parole” che costituiscono la tessitura della sua vita papale, in tutti i campi; dogmatici, morali, liturgici, pastorali... Facciamo anche qui alcuni esempi: perché denunciò abusi e profanazioni sull’Eucarestia, ma poi lasciò che i Dicasteri competenti non intervenissero contro le aberrazioni, contro le banali “creatività liturgiche”, in cui fu usato anche materia invalida, lasciando moltiplicare i Canoni, tacendo sui gravissimi sacrilegi, come l’aver dato il permesso di dare sulle mani la Santa Comunione, permettendo, così, che succedesse ogni genere di profa“Chiesa Viva” *** Maggio 2005 nazione?.. Perché ha taciuto sul “referendum” sull’aborto, facendosi, poi, perfino fotografare con l’on. Andreotti che, come Capo di Stato, aveva firmato la legge abortista?.. Perché ha lasciato la Curia Romana in mano ai guastatori?.. e perché fece lo stesso coi Seminari, lasciando il cardinale Garrone alla direzione di essi con la sua nefasta gestazione?.. quel giorno, stette vicino al Papa per ben 9 ore! Le cronache del tempo raccontano di “sguardi” e di “sorrisi” ogni volta che i loro occhi si incrociavano1. A fondo pagina 70, del libro “I Mercanti del Vaticano”, si legge: «come se si fosse trattato di un “fratello”, i massoni di Trinacria avevano accolto il Pontefice con il “triplice abbraccio” dell’organizzazione muratoria»2. Un altro “fatto”: nel 1982: nominò “Cavaliere del Pontificio Ordine Equestre di S. Gregorio Magno”, l’ungherese Sir Sternbarg, per aver dato impulso alle nuove relazioni giudeo-cristiane. Inoltre, finanziò l’istituzione culturale ebraica maggiore d’Europa, lo “Stenberg Centre for Judaism” di Finchley (Londra). E il 1 2 dogma “extra Ecclesia nulla salus” per pregare assieme ai seguaci di ogni religione. *** Comunque, sarà proprio questa sua “mens”, che gli farà percorrere tutto Nel frattempo, Egli accostava - come il mondo, leggendo solo dei discorsi dicemmo - tutti i Capi delle varie false sociali e dei suggerimenti umanisti, religioni, mandava loro telegrammi: ai dimentico dei milioni di Martiri crimussulmani, in occasione del Rastiani, disseminati dovunque, e lamadam; ai buddisti, per l’anniversasciando tutto come trovava, specie le rio di Budda; ai vari Congressi ecufolle assetate di verità eterne! menici, dove non si parlava più di Sì, ha scritto, anche “conversione” 14 encicliche, ma all’unica Verità, rivenon tutte senza “erlata da Gesù Cristo rori”, come la “Verie insegnata dalla tate Splendor” (6 Chiesa cattolica, ma agosto 1993), imbesolo di “comuniovuta di spirito indivine” per la pace, di dualista, naturalista, “solidarietà” con i non distinguendo poveri, di difesa mai la differenza che ecologica dei vari c’è tra Grazia e orambienti... e mai dine naturale. confrontate con la Lo dimostra anche parola autentica di nella sua enciclica Colui che è fonda“Redemptoris homento visibile della minis”, dove menChiesa, garanzia ziona l’uomo ben dell’unità con il tri110 volte, mentre plice inscindibile DIO lo menziona so“Primato”, dottrilo 10 volte! nale, giuridico e Per questo, Wojtyla Pastorale?.. E fu, vedeva la secolarizal certo, con quezazione quasi una sta “mens” che fecontrapposizione alce togliere dal la fede in Dio. Il 7 “Nuovo Codice” di Le esequie solenni di Giovanni Paolo II, ufficiate dal card. Joseph Ratzinger. febbraio 1982, alDiritto Canonico l’Angelus domenical’art. 2335 che maggior seminario rabbinico eurole, infatti, disse: «... Nello stesso comminava la “scomunica” contro peo, il “Leon Beeck Collage”. Il 13 tempo, inserisco in questa prela sètta dei massoni!.. aprile 1986, poi, in uniforme di Cavaghiera sia i loro fratelli musulmani, Il 21 novembre 1982, su “Il Giornale liere dell’Ordine, il Papa fu accompache abitano sulla stessa terra, sia di Sicilia”, si leggeva che Giovanni gnato da quel Sir Sternbarg nella vianche i numerosi animisti, testimoPaolo II ricevette il benvenuto dai sita alla Sinagoga di Roma. ni della religione africana tradizio“membri della Commissione masSi può pensare che, con lo spauracnale». sonica di Piazza del Gesù”, tra cui chio del pericolo del “materialismo E in Africa, nel febbraio 1992, Wojtyla c’era il massone Giuseppe Manfalaateo”, si sia creato un fasullo “fronte disse: «Tutti voi, Cristiani e Musulrinella, in veste di “Sovrano Gran comune spiritualista”, quale appunmani, siete chiamati a fare delle voCommendatore e Gran Maestro to era voluto dalla Massoneria con stre famiglie e della stessa società, dell’Ordine”. Vi partecipava anche l’uguaglianza delle religioni. Ma è luoghi in cui Dio sia veramente “Cosa Nostra”. L’automobile bianca un’eretica conseguenza della “libertà presente, dove la giustizia e la papapale, era guidata da Angelo Siino, religiosa” questo ammortizzare il ce esistono veramente, e dove le pure di “Cosa Nostra”, il quale, Cfr. “Panorama” del 27 nov. 1997. “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 Cfr. Mario Guarino, “I Mercanti del Vaticano”, ediz. Kaos, pp. 69-70. 7 persone siano mosse da uno spirito di amore e di mutuo rispetto. Il mio messaggio ai giovani della Gambia è questo: “Siate il sale della Terra! Siate la luce del mondo!”»3. E il 15 giugno 1990, riceveva in Vaticano il leader comunista e terrorista del “National African Congress” (ANC), ossia colui che aveva elogiato, negli Stati Uniti, il Governo di Castro e di Gheddafi. Dopo quell’incontro col Papa, Mandela disse che il Papa non gli aveva chiesto di rinunciare alla “lotta armata” che, tra l’altro, includeva anche l’eliminazione dei rivali - in gran parte negri! - col “collare di fuoco”, ossia: pneumatici incendiati attorno al corpo della vittima! Ora, questo mi fa ricordare che nel Sinodo di Cracovia (8 maggio 1972) aveva pubblicato su “aux sources du renouveau” che la Chiesa doveva “auto-realizzarsi”, che la Chiesa mancava di partecipazione di fedeli, che la Chiesa doveva avere “una nuova riflessione sull’uomo”, una “nuova preoccupazione ecumenica” e una “nuova cura apostolica”. Furono, infatti, le quattro chiavi del suo pontificato. Lo scrisse chiaramente nella enciclica “Redemptor hominis”, “L’uomo è la strada della Chiesa”. L’aveva già affermato a Puebla, condannando le aberrazioni della “teologia della liberazione”, ma poi, a Roma, il 21 febbraio 1979, in pubblica udienza, lo disdisse, dicendo che quella “Teologia” era “universale” e che doveva essere ripresa anche nell’insegnamento della Chiesa, nella teologia e nella pastorale. Ecco, quindi, il vero volto dell’“aggiornamento” di Giovanni Paolo II: 3 8 ridurre equivoca la Liturgia; fare un ecumenismo pancristiano, una “via irreversibile”; fare dell’umanità un luogo della Parola divina. Era un “addio”, quindi, al soprannaturale! Lo può dimostrare anche la sesta Assemblea della “World Conference on Religion and Peace” (W.C.R.P.) del 3 novembre 1994, che tenne i lavori d’apertura addirittura presso la Sede Sinodale della Santa Sede, sul tema: “Risanare il mondo: le religioni per la pace”. Era la prima conferenza inter-religiosa della storia della Chiesa, tenuta in Vaticano, con l’intervento personale di Giovanni Paolo II, in veste di Presidente di una assemblea di quasi mille rappresentanti di 15 fedi diverse, incluse le religioni indigene dell’Africa, dell’Australia e dell’Oceania. E, per la prima volta nella storia della Chiesa, sotto le volte del Vaticano, in presenza del Papa, per ben due ore si ascoltarono versi del Corano e versi ebraici, e poi invocazioni per la pace di scintoisti, buddhisti e indù, intervallati da blues africani! Ma ormai Egli aveva già cambiato persino lo stile con i Sinodi dei continenti, in San Pietro. Ha iniziato nelle celebrazioni del Sinodo africano, nelle assisi per l’Asia e poi nel Sinodo per l’Oceania, sempre con danzatori seminudi! Flash della sua “mens” ecumenica. Di fatto, in Concilio, Egli fu uno dei più avanzati nelle discussioni sulla “libertà religiosa”, assieme ai “periti” (?) tipo Kongar, Danielou, Rahner, De Lubac... e più tardi, da Papa, firmerà “Concordati” che non proteggevano più la Chiesa, né la Religione, né i valori cristiani, ma che mettevano tutti alla pari. E questo lo disse ufficialmente ad Assisi con i rappresentanti di tutte le religioni false, togliendo, così, il Primato alla Chiesa Cattolica e mettendo in difficoltà i missionari, perché la Religione Cattolica veniva messa, praticamente, alla pari delle altre religioni false, riconosciute da Lui con gli stessi valori della nostra Fede. Di Assisi, così, ne fece un Pantheon di tutte le religioni, creando la relatività, lo spirito d’indifferenza e distruggendo, praticamente, il dogma della “extra Ecclesia nulla salus”, pur essendo verità rivelata e già definita. Ma Egli di queste riunioni, ne fece poi, a tempo ravvicinato, parecchie: a Roma, a Kyeta (Giappone), a Malta, a Bruxelles, a Milano... Nel gennaio 1993, in una di queste assisi, disse addirittura che «la fedeltà delle differenti religioni alla loro tradizione costituisce il fondamento della pace!». Ai cattolici di Osnabrûck, il 16 settembre 1980, disse: «Incoraggiate i vostri fratelli evangelici (= i luterani) a testimoniare la loro fede, ad approfondire la loro forma di vita religiosa» (!!). Ora, questo, non era certo un chiamarli alla conversione!.. era il suo “relativismo religioso” che ha portato a considerare che “tutte le religioni valgono e portano alla salvezza”! E c’è anche un altro “errore dottrinale” in Lui. Nel suo discorso del 25 gennaio 1986, dichiarava: «Il compito ecumenico mira a questo: realizzare la Chiesa come sacramento d’unità trinitaria». Incredibile! E questo è mettere alla pari le eresie protestanti e ortodosse con la Verità cattolica, ricevuta da Dio attraverso la Rivelazione e trasmessa da N. S. Gesù Cristo e dagli Apostoli! E nella sua enciclica “Redemptor Cfr. Banjue 23 febbraio 1992 - cfr. In “Osservatore Romano”: 24 - 2 - 1992, p. 8. “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 hominis” ha osato dire: «Le diverse religioni sono altrettanti riflessi dell’unica verità», ignorando che la Chiesa cattolica, per 20 secoli, aveva insegnato che le diverse religioni sono state suscitate da Satana, proprio per tentare di distruggere l’unica vera Religione4. E come non accennare, adesso, anche a quel punto molto nero del Suo Pontificato, che fu la Sua copertura palese dell’eretico Movimento Neocatecumenale di Kiko Arguello e della sua collaborarice Carmen Hernandez, che negano apertamente, nella loro catechesi, il sacerdozio ministeriale, il sacrificio della Croce e dell’Altare, la Redenzione, ecc., sovvertendo, così, tutto il Cristianesimo tramandato dagli Apostoli e insegnato dal Magistero di sempre della Chiesa cattolica? *** E qui finisco questa mia specchiatura sul Papa polacco, nel suo aspetto pubblico, come in quello della sua personalità intima, anche perché è un “fatto” che questo Papa ha perduto tutte le sue battaglie. Si pensi all’insuccesso dei suoi appelli; all’insuccesso della sua lotta contro il comunismo; all’insuccesso della sua guerra alla guerra; all’insuccesso delle sue esortazioni alla Fede, alla pratica religiosa, alla secolarizzazione crescente, ai suoi appelli alla famiglia, alla crescita continua dei divorzi, delle coppie omosessuali, alla riduzione impressionante della natalità, alle numerose sconfitte della morale sessuale e via via!.. Certo, ha avuto anche un papato di trionfalismo, mai pensando, però, che quelle grandi adunate coprivano vuoti profondi anche per la vita religiosa, e manifestazioni della sua inconsistenza e del suo fallimento con tante sfumature, zone d’ombra, e complessità sulla sua figura, non mai interamente svelata, che lascia aperto agli storici molte finestre su campi semi-aperti di sorprese! NOTE 4 Cfr. Voglio, qui, notare che nella “Redemptoris Missio” vi sono 178 “note”, a piè di pagina, ma solo 6 riguardano dei documenti anteriori al 1963! Le altre riguardano solo il Vaticano II, vale a dire: Giovanni Paolo II cita solo se stesso! Anche questo sarebbe una evidente forma di rigetto pratico della Tradizione della Chiesa! PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti, infatti, il libro riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi. Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 9 TERRI SCHIAVO: TESTIMONIANZA DI UN’ANIMA della dott.ssa Maria Pia Mancini Cara Terri, creatura immolata all’iniquità, in questa Pasqua 2005, Ti giungano cari auguri per la tua risurrezione in Cristo-Gesù. Non sei sola sul tuo letto di dolore: non parli, non comunichi, ma la tua anima è stretta tra le braccia del Creatore Che, attraverso di te, ancora vuole ammonire e chiamare i cuori induriti. Come te, tanti deboli e ammalati sono rifiutati da questa società materialista e superba. La tua vita, la nostra vita, non è più affidata al volere di Dio, bensì alle decisioni dei giudici, degli apostati e dei pagani immersi nel fango terreno. Ti siamo vicini. Il tuo sguardo malinconico e il tuo sorriso distaccato dal mondo, che ti rifiuta, struggono il cuore. In te si rinnova il Sacrificio del Salvatore Che ti ama e su di te stende la Sua ombra. L’uomo, cara Terri, non comprende la logica di Dio, perché è perso dietro i suoi dèi crudeli: salute, denaro, benessere. Nessuno riesce a scorgere nella tua passione una grande ricchezza per la comunità; la tua sofferenza, infatti, è fonte di grazia per tante, misere anime incamminate verso l’abisso. 10 Terri Schiavo. Grazie, Terri! Nonostante il tuo stato chiamato “vegetativo” dagli onniscienti esperti, sei un fulgido esempio della misericordia di Dio, del Suo Amore e della Sua sollecitudine, perché Egli privilegia alcune anime e le rende vittime per affidare loro il compito di collaborare alla salvezza dei fratelli. L’Altissimo ti ha resa madre di molti figli, risorti alla luce grazie al tuo calvario. Ti uccidiamo, Terri, perché siamo ignoranti, perché la tracotanza annienta la scintilla di Cielo che è in noi. Ti sospendiamo il nutrimento del corpo, ma non potremo mai bloccare la Linfa Divina che percorre il tuo spirito, unito a Cristo Gesù su una Croce disprezzata e reietta. Quando sarai alla presenza dell’Altissimo, martire del progresso e della tecnocrazia, implora il perdono per le tenebre fitte che ci offuscano. Ciao, Terri, testimonianza viva, tra tanti cadaveri putrescenti, della vera essenza dell’umano cammino. Guidaci dal Cielo al ravvedimento e insegnaci a vivere alla presenza di Dio. Speriamo, tuttavia, che ti permettano di restare ancora tra noi fino a quando sarà Dio a chiamarti a Sé. Ricevi anche la mia sacerdotale benedizione d’ogni bene nel Signore e la materna assistenza di Maria Ausiliatrice d’ogni grazia!.. aff.mo in C.J. et M. padre Luigi Villa “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 Occhi sulla Politica MASSIMILIANO KOLBE CONOSCEVA BENISSIMO I NEMICI DELLA CHIESA “HUMANUM GENUS” 1 Massimiliano Kolbe, Fondatore Della “Milizia dell’Immacolata”, Fu certamente buon conoscitore Di quella storia, che non è insegnata Se non da qualche oscuro educatore, La cui esistenza, dura e travagliata, Somiglia, in parte a quella del Signore, Benché l’analogia sia un po’ azzardata! Così Massimiliano si esprimeva: Stato Maggiore: perfida genìa, Da cui marxismo, frammassoneria E mondo protestante, che vedeva Come truppe d’assalto! Ed aggiungeva: Aventi nel sionismo la regìa! Prof. Arturo Sardini (Leone XIII - 20 aprile 1884) I DUE CAMPI, LE DUE CITTÀ Il genere umano, dopo che “per l’invidia di Lucifero” si ribellò sventuratamente a Dio Creatore Papa Leone XIII. e largitore dei doni soprannaturali, si divise come in due campi diversi e nemici tra loro: l’uno dei quali combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per il trionfo del male e dell’errore. Il primo è il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo, e chi vuole appartenervi con sincero affetto e come conviene a salute deve vivere con tutta la mente e con tutto il cuore a Dio e all’Unigenito Figliuolo di Lui. Il secondo è il regno di Satana, e sudditi ne sono quanti, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei comuni progenitori, ricusan di obbedire all’eterna e divina Legge, e molte cose imprendono senza curarsi di Dio, molte contro Dio. Questi due regni, simili a due città che con le leggi opposte vanno ad opposti fini, con grande acume di mente vide e descrisse Agostino risalì al princìpio generatore di entrambi con queste brevi e profonde parole: «Due città nacquero da due amori; la terrena, dall’amore di sè fino al disprezzo di Dio; la celeste, dall’amore di Dio fino al disprezzo di sè» (S. Agostino, “De Civitate Dei”, lib, XIV, c. 17). Chiosa LA MASSONERIA CITTÀ DI SATANA Questi discorsi sono poco noti, Sicuramente, a molti Sacerdoti, I quali sanno, di Massimiliano, Che si sacrificò da buon cristiano! Cosa grande, davvero, offrir la vita per un fratello! Ma non è finita! Massimiliano scrisse, chiaramente, Dove s’annida il Serpe, astutamente! Ma pregava, così con devozione, Per la salvezza e per la conversione, D’ebrei e massoni, al par dei protestanti, Come dovremmo fare tutti quanti, Purché la conversione sia sincera, E non infiltrazione menzognera: Cosa avvenuta spesso nella storia, Di cui dovremmo tutti far memoria! In tutta la lunga serie dei secoli queste due città pugnarono l’una contro l’altra con armi e combattimenti vari, benché non sempre con l’ardore e l’impeto stesso. Ma ai tempi nostri, i partigiani della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società, che largamente diffusa e fortemente congegnata piglia il nome di Società Massonica, pare che tutti cospirino insieme, e tentino le ultime prove. Imperocchè senza più dissimulare i loro disegni, insorgono con estrema audacia contro la sovranità di Dio; lavorano pubblicamente a viso aperto a rovina della Santa Chiesa con proponimento di spogliare affatto, se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefizi recati al mondo da Gesù Cristo nostro Salvatore. Gemendo su questi mali, spesso incalzati dalla carità, Noi siamo costretti a gridare a Dio: «Ecco, i nemici tuoi menano gran rumore e quei che t’odiano hanno alzato la testa. Hanno formato malvagi disegni contro i tuoi Santi. Hanno detto: venite, e cancelliamoli dal numero delle nazioni» (Ps. LXXXII, 2-4). (continua) “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 11 Documenta-Facta CINA: OLTRE CENTO LEADER CRISTIANI ARRESTATI Aumenta la pressione delle autorità cinesi sulle chiese domestiche. Un incontro di leader cristiani nella provincia dello Xinjiang si è concluso con l’arresto di tutti i partecipanti. Notiziario ICA n° 9/2004. “Missione per la Chiesa Perseguitata” IN PROVINCIA DI BRESCIA, 35 OMICIDI IN TRE ANNI Brescia - (r.b.) Brescia conta 35 omicidi in tre anni, più che nel resto della Lombardia, inclusa Milano. Solo 9 hanno avuto come protagonisti extracomunitari. L’ultimo, quello di ieri, è legato alla criminalità ed è quindi un caso a sè. Ma per la maggior parte non esiste una spiegazione plausibile. Lo psichiatra Emilio Sacchetti, direttore del Dipartimento di Igiene mentale degli Spedali Civili, ha recentemente rilasciato al Giornale di Brescia un’intervista nella quale sostiene che «chi indaga non deve lasciarsi tentare da facili interpretazioni legate ai mali della società, alla mancanza di valori o sui problemi interni o esterni della famiglia». Anche Carlo Lottieri, docente di filosofia del diritto presso l’Università di Siena, ricercatore dell’università della Sorbona, non crede sia «percorribile la teoria che porterebbe a individuare una motivazione particolare come causa dei 35 omicidi bresciani. Sono episodi a se stanti, slegati l’uno dall’altro. Né si può affermare che l’arrivo di gente straniera sia la causa degli assassini. Infatti, la maggior parte di essi è accaduta all’interno della popolazione indigena». Semmai, per Lottieri, la socialità, basata su un concetto di sicurezza affidata solo allo Stato, ha alterato l’altruismo dei rapporti interpersonali. È un dato di fatto però che è sensazione comune dei bresciani che da 12 queste parti, il concetto di amicizia e di rapporti interpersonali sembrano soggiacere alla regola degli affari. In altre parole, lo scambio di affettività sembra vincolato all’interesse che chi si frequenta può avere in comune per un reciproco vantaggio. Evidentemente a un elevato sviluppo economico non ha fatto riscontro adeguato sviluppo morale. Per chi bresciano non è, risulta difficile inserirsi nella realtà locale. I rapporti sociali sono strutturati sulla ricchezza procapite, quella che fa di Brescia una tra le più ricche province d’Italia. Brescia è anche considerata la capitale del vizio. Prostituzione maschile e femminile la fanno da padrone. Ma un così alto numero di delitti resta inspiegabile. (“Libero” 23 ottobre 2002) DIOCESI DI BRESCIA: COMUNIONE SULLA TOELETTE Il giorno di Natale 2004, in un ospedale della Diocesi di Brescia, poco prima della celebrazione della Messa delle ore 7:30, il Cappellano, rivolto all’assemblea dei fedeli presenti, ha rac- contato quanto gli era accaduto, alcuni giorni prima, nello svolgimento della sua attività di Sacerdote dell’ospedale. Nel suo giro, per la distribuzione della Comunione ai malati non in grado di recarsi in Chiesa a Messa, entrato in una stanza e non trovando l’ammalato a letto, ha bussato alla porta del bagno e, udendo la risposta “avanti”, è entrato e si è trovato di fronte all’ammalato seduto sul W.C. Il Cappellano, allora, ha chiesto all’ammalato se desiderava comunicarsi. Alla risposta affermativa del paziente, pronunciata in dialetto bresciano, il Cappellano ha amministrato la Santa Comunione all’ammalato, sempre nella stessa posizione. Tale racconto il Cappellano ebbe il coraggio di ripeterlo anche a fine della Messa! DEBITI Sono, per ora, 17 i paesi che hanno beneficiato delle riduzioni o del condono del debito estero da parte del governo italiano. Gli ultimi quattro risalgono allo scorso marzo. L’11 giugno è stata la volta di Burkina Faso e Sierra Leone. Il primo ha beneficiato di una cancellazione totale (11,85 milioni di euro); il secondo, di una cancellazione parziale, pari a 15,41 milioni di euro. Quanto ad Etiopia e Guinea Bissau, il loro debito è stato cancellato parzialmente il 21 marzo per un totale di 112,59 milioni di euro. Le procedure sono in fase avanzata anche per quanto riguarda Costa d’Avorio e Repubblica Democratica del Congo. Eccetto la Bolivia, sono tutti africani i paesi che hanno potuto usufruire di queste misure di riduzione o cancellazione del debito da parte del governo italiano. Che ha complessivamente annullato debiti per un ammontare di 1 miliardo 205 milioni di euro. “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 13 SMOBILITARE LA CONFESSIONE di A. Z. 2 1. DISPOSIZIONI PER CONFESSARSI BENE Prima condizione indispensabile per ottenere il perdono è la contrizione del cuore. Il Concilio di Trento la definisce «dolore intimo e detestazione del peccato commesso, col proposito di non peccare più» (Conc. Trid. Sess. 14, C. 4, Dz. 897). Circa il dolore che si può sentire per i peccati commessi si devono considerare due cose: l’intensità e il motivo. Come ogni altro Sacramento, la Confessione non produce i suoi effetti automaticamente, ma esige precise condizioni. Nessun atto salvifico avviene senza la cooperazione tra la grazia divina e la libera corrispondenza umana. Riguardo al confessore, la Confessione ottiene il suo effetto “ex opere operato”, dicono i teologi, ossia in virtù della sua stessa amministrazione, poiché Cristo stesso, indipendentemente dalle disposizioni di chi conferisce il Sacramento, dona efficacia ai segni sensibili e mediante tali segni dà la sua Grazia. Ma tale efficacia è condizionata dalle disposizioni di colui che riceve il Sacramento, al punto che, se questi tiene in se stesso impedimenti contrari, la Confessione può essere inefficace e anche sacrilega. Alcune disposizioni sono indispensabili ed essenziali, e riguardano la sostanza stessa della Confessione; altre, invece, sono accidentali, e riguardano la quantità del frutto della Confessione. Così, ad esempio, chi non é pentito, anche se si confessa, non ottiene il perdono; chi 14 LA CONTRIZIONE Padre Pio in confessionale. è pentito, ma si prepara negligentemente alla Confessione, ottiene frutto minore. Su queste disposizioni riflettiamo un poco. - Quanto all’intensità, non occorre, per ottenere il perdono, che il dolore si esprima in atti di commozione sensibile, come lacrime e altri gesti emotivi (dolore «intensive summus»), ma basta che il penitente detesti e ritratti il peccato, giudicandolo un fatto gravissimo, un male che supera ogni danno di ordine naturale in quanto è “offesa di Dio”, atto la cui malizia ha dell’infinito, a causa dell’infinità di Dio (dolore “appretiative summus”). Quanto al motivo, il dolore può scaturire da una motivazione insufficiente, perché non soprannaturale: si rimane in uno stadio di semplice detestazione naturale del male compiuto e lo si deplora soltanto in quanto è “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 male in sé, una stonatura nell’ordine naturale, una lesione della dignità umana. Si registra questo male senza alcun riferimento a Dio e al suo giusto castigo. Questo tipo di dolore non giustifica. Anche Giuda – dice il Vangelo – fu preso dal rimorso ed esclamò: «Ho tradito il sangue del Giusto» (Mt. 27, 3), ma non consta che questa confessione lo abbia giustificato davanti a Dio. Il dolore può scaturire da un motivo soprannaturale, ma meno perfetto e meno nobile, come il timore dei castighi riservati al peccatore. Questo tipo di dolore imperfetto o attrizione non giustifica fuori della Confessione, ma è sufficiente per ottenere il perdono nel Sacramento della Penitenza. Più efficace e raccomandabile è il dolore perfetto, che scaturisce non tanto da motivi di timore, quanto dall’amore verso Dio. Il dolore perfetto, o contrizione propriamente detta libera dal peccato anche prima di confessarsi, pur rimanendo l’obbligo di accostarsi alla Penitenza. Quanto più perfetto è il dolore, tanto maggiore sarà l’efficacia generale della Confessione, secondo il detto evangelico: «Le è stato perdonato molto, perché ha molto amato» (Lc. 7, 47). Non sempre i fedeli sono sufficientemente attenti a questa disposizione nel confessarsi: in molti penitenti c’è una specie di nervosismo, una voglia di scaricarsi delle proprie colpe, più che di pentirsi seriamente. Costoro, fatta la Confessione, ritornano ben presto allo stato di prima, se non avviene peggio. E anche nelle anime buone si riscontrano spesso angustie e scrupoli circa l’integrità dell’accusa, più che un profondo dolore dei peccati commessi. C’è un inganno mentale, per cui costoro si arrovellano in una sterile e interminabile ricerca delle mancanze veniali, le quali a volte vengono raccontate a una a una fino ai particolari, senza che tuttavia la Confessione apporti un vero miglioramento di costumi: si continua ancora a spettegolezzare come prima, a impazientirsi come prima, ecc. Non sarà mai detto abbastanza, soprattutto a certi scrupolosi, che invece di perdersi in elenchi interminabili, basta dire qualche peccato veniale (naturalmente, i peccati mortali devono essere detti tutti), e preoccuparsi invece di più che il pentimento raggiunga davvero il fondo del cuore. 2. IL PROPOSITO Un dolore o contrizione sinceri contengono necessariamente il proposito di evitare il peccato per l’avvenire e di ripararne, nei limiti possibili, le conseguenze. L’intensità di questi propositi è indice della serietà di una confessione, e il penitente deve preoccuparsene certamente non meno che della stessa accusa dei peccati. “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 Chi ha defraudato il prossimo, deve restituire. Chi è stato avaro nel retribuire i servizi degli operai, deve restaurare la giustizia lesa; il lavoratore che ha defraudato l’azienda, deve risarcire i danni. Così, chi ha peccato per essersi messo volontariamente in una occasione pericolosa, deve proporsi seriamente di evitare in seguito tali leggerezze. Chi è abbonato a una rivista cattiva, deve disdire l’abbonamento. Chi ha peccato nel fidanzamento, ha il dovere di usare le dovute precauzioni nei suoi incontri con la fidanzata. Chi pecca nell’uso dei matrimonio deve proporsi seriamente di usare i mezzi efficaci per non assolverla: «Se io l’assolvessi, lei andrebbe via senza il perdono di Dio, e io stesso farei peccato»! Che dire di certi peccati commessi con frequenza inalterata? È il cosiddetto caso dei “recidivi” per fragilità. Anche costoro devono essere aiutati a comprendere bene il loro stato di coscienza e il pericolo che essi incorrono di fare confessioni inefficaci, per non dire sacrileghe. L’abilità del confessore starà nell’usare una pedagogia accorta, in modo che il penitente si renda conto esattamente della sua situazione spirituale, e del dovere di usare seriamente i mezzi per raggiungere una abituale vita di grazia. È di fede che questi mezzi esistono, e che nessuno ne rimane privo in modo da essere necessitato a peccare. Le occasioni prossime necessarie possono rendersi remote con l’uso di qualche precauzione, col ricorso a una preghiera più costante e a una vita spirituale più impegnata. Le occasioni libere devono essere evitate. Ogni peccato deve essere considerato come un fatto veramente grave nella vita, la disgrazia più disastrosa, il male più detestabile. 3. L’ACCUSA DEI PECCATI È condizione essenziale per ottenere il perdono. Anche il perdono ottenuto mediante il dolore perfetto é concesso per l’implicito proposito di confessare in seguito il peccato commesso. La ragione è molto semplice: Gesù ha affidato alla sua Chiesa il compito di “rimettere o ritenere”; evidentemente ciò non avverrà per un capriccio di chi ha il potere di perdonare i peccati, ma per un “giudizio” sull’entità del peccato commesso e sulle rispettive disposizioni del penitente, cose che non si possono conoscere se non con l’accusa dei peccati commessi e la manifestazione delle proprie disposizioni di fronte al peccato (ad esempio mediante la recita dell’atto di dolore, o la dichiarazione che si intende evitare le occasioni di peccato). peccare più. Molte confessioni rimangono inefficaci appunto per l’assenza di proposito sincero, e in fondo, quindi, di dolore sincero. Non sempre questo dovere è avvertito in modo chiaro dai penitenti, per cui si comprende come tante confessioni, a volte ripetute con troppa leggerezza e scarsa preparazione, non producono gli effetti desiderati. A questo proposito è bene che i penitenti sappiano che il confessore non può, in coscienza, assolvere chi manca di proposito. Se una donna si dichiara pentita dell’abuso matrimoniale, ma non vuole proporre la fuga dal peccato, il confessore dovrà dirle delicatamente, ma senza deflettere, che in tali condizioni non può – Una buona accusa deve essere innanzitutto sincera. Non è lecito mentire in fatto di materia necessaria di accusa (peccati mortali), attenuare la gravità, nascondere circostanze che mutino la specie del peccato (altro è un atto impuro, altro è un adulterio o un sacrilegio). Non è lecito dissimulare, pensando ad esempio: «Se il confessore mi interroga su questo peccato io l’accuso, altrimenti io non entro in questo scabroso argomento». – L’accusa dev’essere anche integra, cioè deve comprendere tutti i peccati certamente commessi, certamente gravi e certamente non ancora confessati. Se uno dimentica un peccato grave, ma estende l’atto di dolore a tutto il contesto 15 della sua coscienza, comprendendo anche eventuali dimenticanze, resta libero dal peccato dimenticato, e può anche accostarsi subito alla Comunione pur ricordandosi di non aver confessato quel peccato; ma gli rimane l’obbligo di accusare quel peccato alla prima Confessione. Né dispensa dal dovere dell’integrità dell’accusa il rossore che si sente per certe cadute. Se non si ricorda con esattezza il numero dei peccati, basta accusarli in modo approssimativo. Il confessore poi ha il diritto di interrogare su certe circostanze necessarie per un giudizio esatto della situazione di un’anima (se esiste un’abitudine, ecc.). Circa i peccati dubbi non esiste obbligo di confessarli. Ciò deve esser ben presente agli scrupolosi, per chiarezza di coscienza. È tuttavia consigliabile confessarli come dubbi, per una maggiore tranquillità di coscienza. Non esiste obbligo di confessare i peccati veniali. È bene perciò non dilungarsi nell’accusa di essi, specialmente quando il confessionale sia assediato da molti penitenti. Si insista piuttosto sul dolore, accontentandosi di accusarne solo qualcuno, che potrà essere oggetto di un proposito serio fino alla prossima Confessione. 4. opera di istruzione proprio nei momenti in cui il confessionale è più affollato (è, ad esempio, il caso delle confessioni pasquali). Ma anche nei casi in cui il penitente viva abitualmente in stato di Grazia, un buon esame di coscienza è una fruttuosa autocritica che aiuta a detestare anche le piccole mancanze, e ad accentuare la contrizione. Tuttavia, per le anime buone non deve degenerare in una ricerca ansiosa e scrupolosa. Anche in questo caso sarà utile ricordare che la disposizione migliore per ottenere il perdono e per progredire nella vita spirituale è il dolore sincero di avere offeso la bontà di Dio. 5. L’ESAME DI COSCIENZA L’esame di coscienza non è obbligatorio se non nei casi in cui ci sia pericolo di incorrere in una accusa incompleta dei peccati gravi. Così, è tanto più necessario quanto più un penitente si confessa raramente ed é carico di colpe. Proprio in questi casi si nota come i penitenti giungono alla confessione impreparati, e spesso il confessore è costretto a fare LA SODDISFAZIONE O PENITENZA Già fin dai primi tempi, la Chiesa suole imporre una penitenza a soddisfazione dei peccati commessi. Lo scopo principale della soddisfazione è di alleggerire il debito di pena che Dio riserva al peccatore in questa vita e nell’altra. Ma c’è anche uno scopo didattico: imponendo una penitenza, la Chiesa intende stimolare il peccatore a un’esatta valutazione della gravità del peccato, e anche, all’occorrenza, fornirgli un mezzo atto a correggere certi difetti morali. Così è bene che il confessore dia penitenze atte a migliorare moralmente colui che si confessa: a un bestemmiatore, si può imporre una penitenza per ogni bestemmia in cui dovesse incorrere, a un professionista, la lettura di uno scritto che lo aiuti a meglio istruirsi sui propri doveri professionali, ecc. NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 16 “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 INTRODUZIONE ALLA SACRA SCRITTURA del sac. dott. Giuseppe Pace 1 SACRA SCRITTURA E INTEPRETAZIONE PRIVATA Cominciando da Mosè e dai Profeti, andava spiegando loro tutto quello che nelle Scritture alludeva Lui (Luca 24, 27). Gesù, strada facendo alla volta di Emmaus, spiega a due dei suoi discepoli il vero significato di alcune pagine del Vecchio Testamento. Né individualmente, né soccorsi dai loro Rabbini erano stati in grado di afferrarne la portata. Allora, rischiarò le loro menti, affinché comprendessero il significato delle Scritture (Luca 24, 45). Gesù risorto, nel Cenacolo, dopo aver cenato con gli Apostoli, spiega anche a loro, come ai due di Emmaus, il vero significato delle predizioni, contenute nel Pentateuco di Mosè, nei libri dei Profeti e in quello dei Salmi. Le spiegazioni di Gesù non sarebbero state necessarie se lo Spirito Santo, come aveva ispirato gli antichi agiografi, autori umani della sacra Scrittura, avesse ispirato, uno per uno, anche i lettori della medesima. Grazie a una tale ispirazione privata, non solo i Rabbini d’Israele, ma anche i più semplici Israeliti avrebbero ravvisato in Gesù il predetto e atteso Redentore. Del pari, grazie a tale carisma, anche il Nuovo Testamento non potrebbe essere frainteso da alcuno, contrariamente a quanto dichiara San Pietro a riguardo delle lettere di San Paolo, nelle quali, afferma: «ci sono delle espressioni difficili da capirsi, travisate a proprio danno da quelli che non hanno la debita preparazione, e da quelli che non hanno salde fondamenta; il che del resto fanno anche con tutte le altre parti delle Scritture» (2 Petr. 3, 16b). Il “De imitatione Christi” si può mettere in mano senz’altro a chiunque sappia appena leggere, cristiano o pagano che sia; la sacra Scrittura, no! se non si vuole che, invece di ali“Chiesa Viva” *** Maggio 2005 la Cristianità, e la parte scismatica della Cristianità venne e viene suddivisa ulteriormente in seicento sètte da innumerevoli epigoni di Lutero, imitatori del medesimo e non curanti del monito di San Pietro: «Innanzi tutto, ricordatevi che nessuna profezia della Scrittura può essere fatta oggetto di interpretazione privata» (2 Petr. 1, 20). Ora, qui, San Pietro chiama profezia della Scrittura la sacra Scrittura stessa, globalmente presa. SCRITTURA E TRADIZIONE La cacciata di Adamo ed Eva. mento di vita eterna arrechi meraviglia o scandalo, susciti tedio o disprezzo. È parola di Dio, e la parola di Dio è una spada a due taglienti, vibrando la quale, a modo suo, Martin Lutero divise in due Per un lungo decorrere di secoli, prima dell’Incarnazione del Verbo eterno, i Rabbini del popolo eletto erano andati costituendo una raccolta via via più ricca di scritti, opera di condottieri, giudici, sacerdoti, storici e cronisti, profeti, mistici e poeti. Tali scritti, con il passar del tempo, vennero riordinati, rielaborati, arricchiti da numerosi agiografi, consci di lavorare su documenti di estremo valore, non tanto per il loro carattere nazionale, storico, letterario, ma per il loro carattere religioso. Al tempo di Gesù, tale biblioteca si poteva considerare completa; e quindi la Chiesa fondata da Gesù la faceva propria, l’arricchiva ulteriormente, vi aggiungeva vari scritti riguardanti la vita di Gesù, le vicende della Cristianità nascente, e quelli degli stessi Apostoli: al Vecchio Testamento veniva aggiunto il Nuovo Testamento. La Chiesa considerò opera dello Spirito Santo sia il Vecchio che il Nuovo Testamento, determinò quali fossero i libri che vi appartenevano, e, quando tale elenco venne messo in discussione, ne fece un dogma “de fide” definita. Non solo, ma la Chiesa ci assicura che i libri da essa accolti come ispirati sono quali lo Spirito Santo li ispirò, nonostante le mende che 17 potessero contenere, l’inesistenza a tutt’oggi di un testo criticamente ricostruito e l’impossibilità di dimostrare che qualsivoglia testo criticamente ricostruito sia di fatto tale quale fu l’originale. Terminata la stesura del più recente dei libri sacri, l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo, al carisma della sacra ispirazione subentrò il carisma dell’infallibilità ecclesiastica, assicurata alla Chiesa Cattolica da un’assistenza tutta speciale dello Spirito Santo alla persona del Vicario in terra del Signore Nostro Gesù Cristo. Pur ammesso che il libro di Isaia, per esempio, fosse giunto nelle mani della Chiesa con delle varianti, rispetto a quello scritto da Isaia, tuttavia, anche tali varianti andrebbero considerate ispirate, appunto perché accolte dalla Chiesa. La sacra ispirazione, infatti, non va intesa come limitata all’attività di un certo agiografo, ma va estesa a tutte le vicende redazionali alle quali andarono soggetti i libri della sacra Scrittura, dal primo momento della loro stesura a quando la Chiesa li fece propri. Se, per ipotesi - ci sia lecito ripeterci - si scoprisse un codice con le profezie di Isaia risultante certissimamente manoscritto di Isaia in persona, ma fosse diverso dal libro di Isaia profeta accolto dalla Chiesa, questo andrebbe considerato ispirato, e quello no. Come mai? Perché destinatario della sacra Scrittura non fu il popolo dell’antica Alleanza, ma il popolo della Nuova ed eterna Alleanza: la Chiesa cattolica. Lo Spirito Santo garantisce l’infallibilità del Magistero ecclesiastico autorevole: la sacra Tradizione. La Chiesa docente, a sua volta, garantisce l’origine ultimamente divina, e perciò l’inerranza della sacra Scrittura. Noi crediamo che la Scrittura è veramente sacra, perché crediamo a quanto la Chiesa propone alla nostra Fede. La Chiesa è il soggetto a cui prestiamo fede; la sacralità della Scrittura è uno degli oggetti che crediamo, perché proposti alla nostra Fede dal Magistero autorevole dalla Chiesa. In altre parole, la Chiesa non è oggetto della nostra Fede; non crediamo la Chiesa, ma alla Chiesa, come rettamente è affermato chiaramente implicito nei Simboli della Fede, sin dai più antichi. Base e fonte della nostra Fede non è la sacra Scrittura, ma la Chiesa; la sacra Scrittura è oggetto parziale della nostra Fede, in quanto costituisce una parte - quella messa anche per iscritto - della Tradizione cattolica. «Che cosa chiedi alla Santa Chiesa di Dio?» si domanda al battezzando; ed egli, per mezzo di quelli che hanno la responsabilità delle sue sorti eterne, risponde: «La Fede!». Non chiede la Fede alla Sacra Scrittura, ma alla Chiesa. La sacra Scrittura, senza la Chiesa che ne garantisce l’origine divina e la genuina interpretazione, sarebbe priva di autorevolezza. Però, anche la Chiesa, senza la sacra Scrittura, resterebbe priva del sussidio principale cui ordinariamente fa ricorso nel trasmettere ai fedeli le verità della Fede, contenute integralmente nel deposito della sacra Tradizione. Figuratamente, si può dire che la Scrittu- 1 2 3 4 Cfr. August. in Jo. tr. 18, c.1. Cfr. Denzinger 786/1507. 18 Caino e Abele. ra, senza la Tradizione, sarebbe priva di autorevolezza, e che la Tradizione, senza la Scrittura, sarebbe priva di parte del proprio contenuto, come persona che avesse smarrito un preziosissimo promemoria, pur restando in grado di riscriverselo. LA “DIVINA LECTIO” NEI DOCUMENTI ECCLESIASTICI La Costituzione dogmatica sulla divina rivelazione, “Dei Verbum”, al n° 25, raccomanda ai biblisti di curare delle versioni, nelle lingue moderne, aptae et rectae, cioè fedeli, raccomanda ai biblisti e ai teologi di collaborare, sotto la vigilanza del magistero ecclesiastico, cui devono docile ossequio, nell’investigazione della Cfr. Denzinger 1429/2479. Cfr. Denzinger 1567/2667. sacra Scrittura, in modo da mettere a disposizione dei predicatori la dottrina loro necessaria; raccomanda, poi, in modo tutto particolare alle anime consacrate, di accostarsi alla sacra Scrittura, sia per mezzo della liturgia, sia per mezzo delle pie letture, dedicandosi per ciò a studi introduttori adeguati. Per mezzo di pie letture? Certamente; ma non necessariamente di tutta la sacra Scrittura indiscriminatamente: ciò, infatti, contraddirebbe con la disciplina ecclesiastica tradizionale, ma piuttosto di tratti scelti, soprattutto del Nuovo Testamento, come più direttamente edificanti ed esigenti minor preparazione specifica. Gli stessi maestri d’Israele non permettevano ai giovani che la conoscenza del Pentateuco, e proibivano, anche agli adulti, certe parti d’Ezechiele. Ecco perché la “Dei Verbum” insiste sulla necessità di prepararsi alla lettura divina mediante studi istituzionali introduttori, per altro non a tutti accessibili. La sacra Scrittura è un tesoro di ricchezze incalcolabili, accumulate lungo i secoli per opera dello Spirito Santo, per la Chiesa cattolica, alla Chiesa cattolica affidate, e che esclusivamente la Chiesa cattolica ha la facoltà di offrire debitamente alle anime per la loro salvezza eterna. Ecco perché non apre un tale scrigno spensieratamente; ecco perché non permette a chiunque di affondarvi le mani a proprio arbitrio. «Non da altro, infatti, sono nate le eresie, se non da questo: che le Scritture, ottime in sé, vengono fraintese, e che quanto in esse è stato frainteso, viene sostenuto con temeraria audacia»1. «Inoltre, per reprimere le menti sconsiderate, (il Concilio di Trento) proibisce a chicchessia di dare alla sacra Scrittura, deformata a capriccio, un senso contrario a quello che ne diede e ne dà la santa madre Chiesa, cui appartiene in esclusiva la facoltà di giudicare a riguardo dell’esatto senso della sacra Scrittura; (proibizione che vige) anche se dette interpretazioni venissero formulate con il proposito di non renderle di ragione pubblica»2. Clemente XI nella Costituzione dogmatica dell’8 settembre 1713, “Unigenitus”, condannò la seguente proposizione di Pascasio Quesnel: «È utile, necessario, sempre, dovunque, a ogni persona, lo studiare e il conoscere la pietà e i mi- 5 Cfr. Denzinger 1603/2710. “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 steri della sacra Scrittura»3. Pio VI, nella Costituzione del 28 agosto 1794, “Auctorem fidei”, contro gli errori del Conciliabolo di Pistoia, affermava: «La dottrina, secondo la quale solo una reale impossibilità scuserebbe dalla lettura delle sacre Scritture, poiché sarebbe evidente che all’inadempienza di questo precetto andrebbe imputata l’ignoranza diffusasi nei riguardi delle principali verità delle fede, è falsa, sconvolge la serenità dei fedeli, ed è già stata condannata con la condanna di Quesnel»4. Pio VII, nella lettera dell’8 settembre 1816, “Magno et acerbo”, all’arcivescovo di Magonza ripete: «Con costanza i nostri predecessori ripeterono questo identico monito, e cioè che il permettere indiscriminatamente la lettura della sacra Scrittura in volgare porta più danno che profitto»5. Gregorio XVI, nell’enciclica del 6 maggio 1844, “Inter praecipuas”, alludendo alle società bibliche che diffondono la Bibbia in volgare, a volte alterata, e senza note, si esprime così: «A queste società poco o nulla importa che i lettori possano cadere di errore in errore; purché a poco a poco si abituino a interpretare a proprio arbitrio la Scrittura, rigettando il magistero della Chiesa»6. Una mamma non offre del pane a un lattante, non perché il pane sia cattivo, ma perché al suo bambino farebbe male. Nessuno che abbia criterio e ci tenga a tornare a casa sano e salvo, osa intraprendere la scalata di una cima ardita, per la prima volta, senza l’ausilio di una guida provetta o senza una preparazione del tutto eccezionale, e che gli garantisca la riuscita dell’impresa. La stessa lettura della Divina Commedia nulla giova a un fanciullo, che vi si annoierebbe subito; e torna difficile anche al liceista, che sente, quindi, il bisogno dell’insegnante, e che non afferrerà tuttavia la vasta portata del poema se non in età provetta, edotto nei riguardi dei misteri del cuore umano dall’esperienza della vita. La sacra Scrittura è un libro ben più difficile della Divina Commedia; perché, non divino per semplice attribuzione enfatica dovuta all’ammirazione dei lettori, ma perché ha effettivamente come autore principale Iddio stesso: e Iddio resta mistero a noi, naturalmente, inaccessibile anche quando - e sembra un paradosso - rivela a noi i suoi misteri. Chi può fissare le pupille nel sole, senza restare abbacinato? Dopo un istante di grande luce, ecco! non scorge più che un fondo nero. Forse per difetto di luce nel sole? No, ma semplicemente per difetto della sua vista. Qualche cosa di analogo avviene anche nei riguardi della sacra Scrittura, parola di Dio: tutte le scienze umane devono collaborare, incurvandosi con riverenza innanzi alla parola di Dio, per interpretarla, e sotto la guida autorizzata da Dio stesso: la Chiesa cattolica. Ma come? Iddio non è capace di parlare in modo di farsi capire, e l’uomo lo renda tale? Abbisognerà Iddio di un interprete umano? Proprio così, perché Iddio ha stabilito così. Avrebbe potuto fare diversamente, e lo potrebbe tuttora; ma nei riguardi della sacra Scrittura ha voluto così: l’ha ispirata per la sua Chiesa, ha riservato alla medesima, in esclusiva, la facoltà di interpretarla autorevolmente in modo autentico; ha voluto che tutta la scienza umana profana si chinasse riverente, quale umile ancella della Chiesa nell’opera di interpretare la sacra Scrittura, nell’opera di approfondire gli inesauribili tesori di verità nella medesima contenuti. Se l’assistenza soprannaturale necessaria al lettore, affinché dalla sacra Scrittura tragga alimento di vita eterna, fosse come quella concessa allo scrittore che la vergò, le preoccupazioni avanzate dall’autorità ecclesiastica sarebbero per lo meno superflue. Sì, l’una e l’altra ispirazione è una grazia attuale; nell’agiografo, però, agì “ex opere operato”, tanto che non richiese in lui neppure formale coscienza di essere strumento dello Spirito Santo; mentre nel lettore agisce “ex opere operantis”: cioè, esige in lui preparazione solerte, umile collaborazione, riconoscenza adorante; non meno che per trarre profitto da qualsivoglia pratica devota, e, principalmente, da quella eminentemente biblica del Santo Rosario, in cui Misteri, Pater, Ave, Gloria, tutto, non escluso il Deus, in adiutorium meum intende, è suggerito dalla sacra Scrittura, e nel modo più universalmente accessibile. Se l’ispirazione biblica che guidò gli agiografi, e quella che illumina i lettori della sacra Scrittura, fosse di identica natura, come pretendono varie sètte protestanti, queste stesse sètte diverse tra loro non sarebbero sorte, perché lo Spirito Santo, che non può contraddirsi, avrebbe ispirato ai loro fondatori un’unica e identica verità, accumunandoli nell’unica Chiesa di istituzione divina. (continua) NOTE 6 Cfr. Denzinger 1630/2771. I NOSTRI LUTTI Rev.mo Mons. Zannoni Guglielmo Città del Vaticano - Roma Rev.do Don Milia Silvio Monserrato - Cagliari Rev.do Don Volpi Angelo Landriano - Pavia “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 A tutti i lettori di “Chiesa viva” Li raccomandiamo alla loro preghiera. 19 TORRI GEMELLE IL GRANDE INGANNO del sac. D. E. 1 L a versione data dal governo USA e l’amplificazione mondiale data dall’informazione convenzionale: giornali, radio, televisioni, (che sono in stragrande maggioranza controllati e sostengono gli interessi dall’alta finanza massonica), hanno presentato a tutto il mondo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York, come l’opera terroristica di Osama Bin Laden e Al-Qaeda. Questa versione presenta una lista impressionante di incongruenze e contraddizioni. Una lunga serie di indizi induce a pensare che gli uomini di Bin Laden sono stati abilmente usati e strumentalizzati, per fini politico/economici, dal “Governo ombra”, dai soliti poteri occulti finanziari/militari e dei Servizi Segreti degli USA. È stato commesso un orrendo crimine contro i cittadini di New York e l’umanità, per piegare l’opinione pubblica americana (e mondiale) a sostenere la necessità della guerra all’Afganistan e all’Irak, finalizzata ad impossessarsi del petrolio e a rilanciare l’economia e il dominio militare/economico USA. LE CAUSE REALI E ALTRE CONSTATAZIONI 1) Il controllo del petrolio e gas della regione del Caspio. Gli USA producono, cioè estraggono dal proprio territorio, 8 milioni di barili (1 barile =159 litri) di petrolio al giorno, e ne consumano quasi il triplo: più di 20 milioni. Se per ipotesi non potessero importare petrolio dall’estero e dovessero usare 20 Le due Torri Gemelle di New York. solo il loro, lo esaurirebbero in circa 8 anni. Dopo di che, tutta l’economia dovrebbe fermarsi, e sarebbe il disastro. Invece, la zona attorno al mar Caspio: Russia, Cecenia, Kazakistan, Turkmenistan, Iran, Irak, si trova sopra una sacca di enormi ed inesplorate riserve di gas e petrolio. Fonti abbondanti di energia per i prossimi 50 anni. Chi controlla e utilizza il petrolio del Caspio può diventare una super potenza. Basti pensare che una stima delle riserve del Caspio è di circa 263 mila miliardi di piedi cubici di gas naturale e di 60 miliardi di barili di petrolio; un’altra sti- ma valuta queste risorse in 200 miliardi di barili di petrolio; pari al 65% delle riserve mondiali. È un tesoro immenso che gli USA non vogliono venga estratto e trasportato dai russi, né estratto da islamici, né passi attraverso l’Iran, paese ostile. Ma vogliono che sia estratto (e controllato) dagli USA, nel cui caso l’unico corridoio alternativo resta l’Afganistan e il Pakistan, il che permetterà anche la vendita profittevole ai mercati emergenti di India e Cina. Perdere questa partita significherebbe perdere il ruolo di superpotenza mondiale ed esporsi ad una disastrosa recessione. La questione del controllo di queste grandi fonti di petrolio è perciò stata dichiarata dai governi USA “una questione di sicurezza interna”(!). Già a partire dal ‘94 la società petrolifera Unocal Corp. elaborò un progetto per lo sfruttamento di quelle risorse, che il vice-presidente John Maresca presentò ad un comitato del Congresso Usa nel 1998: «Noi dell’Unocal riteniamo che la costruzione dell’oleodotto attraverso l’Afghanistan, è l’unico itinerario possibile, e non potrà cominciare finché non si sarà insediato un governo riconosciuto che goda della fiducia dei governi, dei finanziatoli e della nostra compagnia». Perciò, da anni ormai la politica segreta degli USA è stata quella di sponsorizzare le organizzazioni terroriste nel sud della ex Unione Sovietica, per impadronirsi delle aree del territorio russo che confinano col mar Caspio e l’Afghanistan. Il processo è ora quasi completato con governi secessionisti formatisi con successo in Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghisistan, Georgia “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 e Azerbaijan, Cecenia, affinché la Russia perda i diritti territoriali sul Caspio. Gli USA, almeno dal 1996, premono per la costruzione di un oleodotto che porti gas e petrolio fino all’oceano Indiano attraverso l’Afghanistan e il Pakistan. Dopo la guerra contro i talebani in Afganistan, il Presidente nominato per il governo provvisorio afghano è stato proprio Hamid Karzai, per anni consulente afgano dell’Unocal. Inoltre, le riviste di geopolitica informano che l’Irak di Saddam Hussein aveva già firmato contratti con imprese tedesche, francesi, ed italiane (Eni), per l’estrazione e commercializzazione del petrolio irakeno; contratti che restano sospesi fino a quando durerà l’embargo, e che diventeranno operativi solo quando l’embargo finirà. Agli USA la guerra in Irak per la caduta di Saddam Hussein, era anche necessaria per il conseguente annullamento dei contratti da lui firmati. Ossia l’estromissione di Germania, Francia e Italia dall’estrazione del petrolio irakeno, e la presa di controllo incontrastato da parte di USA e GB. Da qui, si comprende come i più tenaci avversari all’azione immediata militare USAe GB contro l’Irak, e la richiesta di passaggio attraverso l’ONU, sia venuta proprio dai più diretti cointeressati all’accesso al petrolio: Russia, Germania, Francia. 2) Rilanciare l’economia e superare la recessione economica. Da 10 anni la borsa di New York è in continua crescita. Molto di questo ottimismo è gonfiato. La ricchezza generata dalla new-economy degli anni ‘90 è un enorme castello di carta, il quale si regge su di un pericoloso scollamento tra la crescita dell’economia reale e la crescita finanziaria gonfiata. Già scoppiano scandali per i bilanci falsi, che creano forti perdite e disoccupazione. La produzione ha subìto un arresto, i magazzini ed i negozi sono saturi, e per di più il debito nazionale interno ha raggiunto la cifra di 18.000 miliardi di dollari (il doppio, del pil). In USA c’è lo spettro della recessione! Rispunta la teoria economica che la guerra non è un “incidente”, ma è una fase normale dei cicli di produzione, e che l’economia di guerra è la soluzione per superare la recessione economica USA. 3) Sostenere la produzione militare. Gli Stati Uniti sono rimasti l’unica grande superpotenza militare mondiale. Il che ha “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 per loro aspetti positivi ed altri preoccupanti. Esempio: Le armi non possono restare a lungo immagazzinate, perché si ferma l’industria produttiva. I continui avanzamenti tecnologici permettono di costruire armi sempre più avanzate e sofisticate. Per il ricambio, quelle che stanno in magazzino e sul mercato, devono essere vendute. Da qui la “necessità economica” che periodo, allargato e diretto contro più nemici in tutto il mondo: ecco Bin Laden e il Mullah Omar inafferrabili; ecco l’Asse del Male, il Gruppo degli Stati Canaglia e Terroristi. 4) Governo Usa: Governo di petrolieri e militari. La squadra di governo di George W. Bush, risulta composta da parecchie persone provenienti dalle file dei grandi petrolieri e dei magnati dell’industria bellica: Bush, Cheney, Ashcroft, Rumsfeld, Condoleeza Rice, D. Evans, G. Norton, ecc.. All’indomani delle elezioni vinte da Bush, vari commentatori politici dichiararono: «Con questo governo non possiamo che andare incontro ad una “guerra per il petrolio”»! 5) La decisione di intervento militare era già stata decisa prima dell’11 settembre. Niaz Naik, un ex diplomatico pakistano ha riferito che a Berlino, l’11 luglio, i membri dello spionaggio russo e britannico venivano informati da 3 funzionari superiori americani: T. Simmons, K. Inderfurth, L. Coldren, che l’attacco all’Afghanistan era pianificato per metà ottobre, al massimo prima delle nevicate invernali (Resoconto della BBC di George Amey del 18/9/2001 e dal Guardian del 22 sett.). Le due Torri Gemelle in fiamme. scoppino sempre nuove guerre, in qualche parte del mondo, meglio se a lunga scadenza, per poter rinnovare continuamente gli arsenali. E, intanto, anche gli industriali della produzione bellica fanno affari. Così, oggi, lo stato di guerra ha permesso un colossale programma mirante a rivitalizzare l’economia Usa, con enormi iniezioni di denaro pubblico, finanziamenti, contratti e sgravi fiscali alle imprese: 48 miliardi di dollari in più per il budget della Difesa, 18 miliardi di dollari in più al Servizi di Sicurezza (CIA, FBI, ecc.). Ma una breve guerra ai Talebani dell’Afganistan, con la disfatta del nemico, non era sufficiente a giustificare, di fronte all’opinione pubblica americana, quel colossale piano di rilancio economico-bellico; ci voleva uno stato di guerra di lungo 6) Altri servizi segreti hanno pre-avvisato gli USA dell’attentato a New York. I servizi di sicurezza Usa sono stati ripetutamente informati da diverse fonti circa l’imminenza di un attentato terroristico con dirottamento aereo avente per obiettivo edifici di interesse nazionale. Ci sono state varie segnalazioni nel corso dell’anno a più riprese a tal riguardo da parte dei servizi segreti di Israele, Germania, Egitto e Russia. Il 20 Agosto il presidente russo Putin ordinò ai suoi servizi segreti di allertare gli Usa nel modo più forte e convincente possibile circa la realtà e imminenza di tale pericolo. Così ha affermato lo stesso Putin alla TV americana MS-NBC il 15 Sett. In agosto un istruttore di volo del Minnesota aveva avvertito l’FBI circa il suo sospetto che uno dei suoi allievi, Zacaria Moussaoui, preparasse un attentato utilizzando un aereo civile Boeing 747 pieno di carburante: Anche la polizia francese aveva segnalato all’FBI Moussaoui, quale persona collegata agli estremisti islamici di Al-Qaeda. (continua) 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Negli anni seguenti il 1851, Lemmi era chiamato “il banchiere della rivoluzione” e veniva accusato, insieme a Mazzini, Kossuth, A.A. Ledru Rollin, Felice Orsini, Alexander Herzen e Michael Bakunin di essere i responsabili della maggior parte delle sommosse e degli attentati terroristici che costellarono l’Europa in quel periodo. Dal 1851, Lemmi assunse un ruolo cruciale in tutti gli assassini politico-massonici e in tutti i moti popolari che insanguinarono l’Italia in quegli anni; egli era l’esecutore degli ordini di Mazzini e il coordinatore dei diversi gruppi rivoluzionari della penisola. Fu lui, il 21 ottobre 1852, che ispirò il tentato assassinio, in pieno giorno, del presidente del Consiglio del Gran Duca di Toscana, il ministro Baldasseroli; fu lui che spedì dalla Svizzera il proclama di Mazzini e Kossuth che provocò a Milano l’insurrezione del 6 febbraio 1853; fu lui ad armare il braccio del fanatico che attentò alla vita dell’imperatore d’Austria, il 18 febbraio 1853, su ordine di Mazzini e di Kossuth per punire l’imperatore per aver emesso un decreto sulla confisca dei beni dei rivoluzionari emigrati. Il 4 gennaio 1852, Mazzini, capo del Comitato Centrale Europeo - titolo che egli aveva dato alla Giovane Europa aveva riunito cinque suoi complici a Londra per decidere chi doveva essere assassinato, se il duca di Parma o il duca di Modena. Kossuth attirò il voto sul duca di Parma che egli presentò come il più pericoloso, leggendo un rapporto del suo segretario Lemmi che denunciava le tendenze austriache del duca. Per l’esecuzione del delitto, Mazzini mandò a Lemmi un passaporto falso col nome di “Lewis Broom”, col quale egli lasciò subito Malta per portarsi nel ducato di Parma dove fissò un incontro dei mazziniani a Castel Guelfo. I congiurati si riunirono il 25 marzo in una casetta di campagna situata presso il fiume Taro; l’assemblea fu presieduta da Lemmi che fece giurare il segreto; un certo Lippi aveva preparato un fantoccio sul quale fu insegnato il modo di dare i più terribili colpi di pugnale e fu tirato a sorte il nome dell’assassino. Lemmi gli disse: “Oggi è la festa dei gesuiti e delle suore; essi celebrano l’apparizione di un angelo alla loro Madonna per annunziare il Messia e che ella ne sarebbe la Madre. Ebbene, fratello, io ti annunzio che tu sarai il liberatore della Rivoluzione a Parma. Ti consacro liberatore degli oppressi, salvatore degli uomini oggi tiranneggiati. Il nostro Dio, che non è quello dei preti, ti proteggerà”. Il giorno dopo, Carlo III cadeva sotto i colpi del sicario, di cui Lemmi aveva stimolato il fanatismo. Si sa che l’assassino, Antonio Carra, riuscì a fuggire, né si ignorano le circostanze della congiura, perché Lemmi se ne vantò spesso con Frappolli e con altri che ripeterono il racconto. Adriano si vantò sempre di essere l’emissario di Mazzini in un gran numero di assassini e Mazzini stesso diceva volentieri: “Il mio piccolo giudeo vale dieci buoni diavoli, tanto egli è abile a scegliere gli uomini che servono nelle imprese importanti, e per ispirare loro l’energia necessaria all’adempimento del dovere”. 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. L’assassinio del duca di Parma fece crescere molto Adriano Lemmi nella stima di Mazzini, di Kossuth e degli altri principali capi. Verso gli ultimi di giugno del 1852, Lemmi ritornò nel ducato di Parma, e si deve proprio a lui la tentata insurrezione del 22 luglio, quasi subito schiacciata. Nel 1855, munito di un passaporto ungherese di un uomo di Kossuth, Lemmi si recò a Roma sotto il nome di “Ullrik Putsch, cuoco”, e poco dopo, il 12 giugno, vi fu un tentato assassinio del cardinale Antonelli!… Lemmi ripartì immediatamente per Genova dove, il 30 dello stesso mese, fu pubblicato un manifesto di Mazzini per spingere il popolo all’insurrezione. È ormai cosa nota che fu Lemmi a diffonderlo anche in altre città ed anche a Roma dove, coincidenza bizzarra, il 9 luglio, lo stesso giorno che egli fece ritorno alla città dei Papi, ci fu un tentativo di assassinio su Padre Beckx, Generale dei Gesuiti. L’attività di Lemmi per il male era proprio sorprendente. Egli era davvero l’incarnazione di Satana!.. In tutti i moti, in tutti i delitti, se non vi era sempre il suo braccio, vi era sempre, però, quello dei suoi amici. (continua) Lemmi e Orsini – agente anche quest’ultimo di Mazzini – avevano trasmesso al Comitato Rivoluzionario di Milano le istruzioni di Mazzini, in vista di una prossima insurrezione, che doveva inaugurarsi con la strage di tutti gli ufficiali del presidio. Lemmi e Orsini diedero le istruzioni e poi se ne andarono, ma Orsini fu tratto in arresto e condannato a morte il 20 agosto 1855, come reo di alto tradimento. Imprigionato nel Castello San Giorgio, ma venne fatto fuggire. Il 13 novembre dello stesso anno, due altri agenti di Mazzini furono tratti in arresto a Roma.1 1 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi 1895. pp 9-14. “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Caro Don Villa, approfitto dell’occasione, per complimentarmi con Lei, per la sua formidabile attività di difensore della Fede Cristiana e Cattolica, di combattente in difesa dei veri, eterni valori insegnatici di Nostro Signore e dalla VERA CHIESA preconciliare! Ho letto il Suo “Processo” ad Andreotti e ne sono rimasto sconvolto! Lei ha fatto benissimo a bollare d’infamia quel subdole uomo “democristiano” che, insieme a diversi e tanti altri suoi “compari” (cattolici?) hanno gettato l’Italia in mano alle forze del male. Sto leggendo, in questi giorni il suo libro: “Paolo VI: Processo ad un Papa?” che mi procura emozioni violentissime! La documentazione da Lei riportata sull’operato di questo sciagurato e funesto Papa voluto ed imposto da pressioni giudaicomassoniche dall’alto... è una documentazione assolutamente ineccepibile, basata sulla teologia, sulla storia, sui documenti e sulla cultura che un sacerdote preparato come Lei può avere..; sebbene, ora... ahimé! molto in là con gli anni! Ma sappia che tanti, come me (71 anni e 1/2!) Le sono vicini, che tanti apprezzano la Sua battaglia in difesa della Vera Chiesa! Leggendo i Suoi libri ed i Suoi articoli, sento una boccata di verità e di aria buona che si respira, mentre, sempre di più, vedo nelle bussole delle chiese della mia città (consarata alla Madonna Assunta) l’invito a partecipare a riunioni e preghiere ecumeniche con i più infami acerrimi nemici della Chiesa Cattolica, quali gli islamici (con un malinteso senso della “pace”... quella che vorrebbero loro, cioè di sottometterci al loro falso dio Allah!), (i quali gongolano dentro di sé, non aspettando altro che il momento propizio per diventare maggioranza e schiacciare del tutto quel poco di cristianesimo formale che sarà rimasto)... riunioni ecumeniche in cui tutto si fa... (discussioni, dialoghi, confronto, preghiere... strette di mano, abbracci ecumenici, e sorrisetti di circostanza...) fuorché predicare il vero Vangelo, la Vera Parola di N.S.G.C. e convertire, convertire, convertire alla Fede i nostri secolari nemici! Caro Don Villa, ha ragione Lei: ad onta di tutto, ad onta delle più nere previsioni, non ci rimane altro da sperare al di sopra di tutto! Sperare in Colui che ha detto: «Io sono con voi sino alla fine del mondo e chi vive e crede in Me non morrà in eterno»! Ma non crede, Lei, mi consenta - che, dopo questo sciaguarato periodo e disastro in cui è caduto il Cristianesimo (e il Cattolicesimo in particolare), in séguito al tradimento dei Pastori durante il Vaticano II°... dopo questa “ecatombe” della Fede e la grande apostasia della fine del XX° secolo (del resto mi pare, profetizzata dalla Madonna a “La Salette”)... non crede Lei... che ci sarà un nuovo apocalittico massacro con una terza guerra mondiale (questa volta con bombe atomiche!), non verrà anche, dopo, un “risveglio” delle coscienze che hanno abbandonato la Legge di Dio, guidate da pastori lupi, anziché da veri pastori del gregge? Non crede che in un futuro lontano - così come, ora, l’Islam si è risvegliato - non ci sarà di nuovo un risveglio della Fede e la Chiesa (quello che ne sarà rimasto!) tornerà ad essere la vera Chiesa di un tempo, diffondendo Luce, Carità, Verità, conversione a Cristo e civiltà? È quello che io mi auguro, auspicando anche a Lei ed ai suoi collaboratori i migliori voti di un proficuo lavoro con la buona stampa che possa essere conosciuta sempre più da tutti! Con molta amicizia e l’augurio di buona salute per tanti anni ancora! (dott. G. L. - Siena) OLOCAUSTO di Consapevole del fatto che chi parla dell’Olocausto si avventura in un campo minato, nel preparare questo libro mi sono avvalso quasi esclusivamente di fonti ebraiche. Hor in particolarer dedicato la mia attenzione a un libro pubblicato da una casa editrice dichiaratamente di sinistra e scritto dal rispettabile docente universitario ebreo Norman G. Frinkelstein la cui famiglia è stata duramente toccata dalla persecuzione nazista. Chi volesse (come accade agli scritti controcorrente in materia di Olocausto) definire “antisemita”, “revisionista” o “negzionista” questo mio modesto lavoro, altro non farebbe quindi che contestare quanto asserito da Finkelstein e da altri validi studiosi ebrei non pochi dei quali dell’Olocausto sono stati direttaente vittime e attribuirmi l’intenzione e la capacità di entrare in argomenti di cui non sono certo uno dei massimi esperti. Per richieste: Edizioni Segno Settimo Sigillo Europa Libreria Editrice Sas Via Sebastiano Veniero 74/76 00192 Roma Tel.: 06. 39.722.155 Fax: 06. 39.722.166 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo Il 2 gennaio 1948, P. Patrick Veil fu portato in tribunale a Changfatun e tutto il patrimonio della Chiesa fu confiscato. Un giorno molto freddo d’inverno fu preso seminudo a frustate, gli si congelarono i piedi, che per anni continuarono a fargli male. Fu frustato ad una trave, alcune brave persone gli curarono la schiena. Contemporaneamente, 3 vergini consacrate a Dio sopportarono il martirio e maltrattamenti disumani. La catechista Jen Paula, 50 anni circa, mori subito dopo la flagellazione, mentre la madre superiora delle sorelle di S. Teresa, Liu Elisabeth, fu torturata più volte finché il 26 gennaio fu uccisa per la fede con la sorella, Marta Liu, compagna di Paula nel lavoro catechistico. (continua) Martiri in Cina MAGGIO 2005 di Giancarlo Politi SOMMARIO MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEILONGJIANG Diocesi di Qiqihar La prefettura apostolica era stata staccata dal vicariato apostolico di Jilin il 9 luglio 1928 e affidata ai missionari svizzeri di Bethlehem (Smb). Il 15 agosto 1945, con la capitolazione della Manciuria sconfitta dai giapponesi, i missionari cominciarono a sperare in tempi migliori. Purtroppo, invece, alla pace subentrarono terrore e anarchia, perché la partenza dei giapponesi portò angoscia, insicurezza, terrore e rapina. Il 24 aprile 1946, l’Armata rossa entrò a Qiqihar che divenne la sede del Governo comunista e punto di partenza per la conquista di tutta la Cina. Parola d’ordine: esproprio dei ricchi e livellamento di tutte le classi. Cominciò un regime di terrore. Subito dopo furono confiscate dal governo comunista le scuole di missione con casa, podere e inventario. I missionari rimasero in assoluto isolamento. Il 3 maggio 1948, il superiore Paul Hugentoblér e 11 padri svizzeri della Società di Betlem furono condannati alla prigione come spie e reazionari. Le Suore furono lasciate libere un mese prima. Sr. Arilda Hess era morta in prigione. Furono accusate di collaborazione con il governo giapponese, opposizione alle riforme del governo comunista come quella agraria, appoggio a Chang Kai-shek, di aver fornito aiuti agli agenti del Guomintang, di possedere arsenali di armi illegali. Le sedi missionarie di Lintien furono sequestrate e statalizzate. Per iniziativa dell’inviato svizzero a Pechino, Rezzonico, gli ultimi missionari prigionieri il 28 marzo 1951 furono espulsi dal paese. 24 L’attacco alla centrale di Qiqihar fu il segnale della liquidazione di tutta la missione. Lintien fu sigillata. Al ritorno, P. Studer fu preso, legato, portato in giro per la città ed espropriato di tutto. Poco tempo dopo con P. Bollhalder, fu interrogato, frustato e preso a calci e, a novembre, portato a Qiqihar e condannato a 3 anni di prigione. Il 1° agosto, P. Raimann fu scacciato dalla residenza di Kaotiying, condannato a morte tre volte e crudelmente frustato. Alla terza frustata la schiena era insanguinata, la scapola nuda. Il 10 agosto fu la volta di Kannan: P. Uebelmann fu preso, incarcerato, orribilmente frustato, portato a Qiqihar in prigione, dove nel marzo del 1949 fu dichiarato innocente e liberato. Lo stesso giorno fu liquidata anche la sede Fularki. Li Mingzhao Petrus Sacerdote cinese, primo sacerdote locale. Fu arrestato, fiagellato in modo orribile e torturato col fuoco. In seguito, le sue condizioni di salute migliorarono leggermente, ma morì due anni dopo, il 10 agosto 1949. Era nato a Changfatun nel 1916; venne battezzato all’età di 10 anni, a Pasqua del 1926. Ordinato sacerdote, nel gennaio 1945, venne inviato alla missione di Fularki. I suoi pochi anni di sacerdozio sono stati intensi nell’apostolato e colmi di sofferenze. Il 14 novembre P. Jorrit de Boer fu preso e torturato a Uenkuta. Fu colpito con cinghie di pelle, un braccio rimase quasi paralizzato; le ferite, che ricoprivano tutto il corpo, rimasero aperte mesi e mesi. N. 372 GIOVANNI PAOLO II È MORTO 2 Consacrazione a Maria 3 Giovanni Paolo II è morto del sac. dott. Luigi Villa 10 Terri Schiavo: testimonianza di un’anima della dott.ssa M. Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Smobilitazione della Confessione (2) di A. Z 17 Introduzione alla Sacra Scrittura (1) del sac. dott. G. Pace 20 Torri gemelle: Il grande inganno (1) del sac. D.E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XII Domenica del Tempo Ord. alla XVII Domenica del Tempo Ord.) “Chiesa Viva” *** Maggio 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 373 GIUGNO 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. 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Luigi Villa «Voi cristiani non avete ancora compreso tutta la profondità della nostra colpevolezza. Noi siamo degli intrusi. Noi siamo dei distruttori. Noi ci siamo impadroniti del vostro mondo, dei vostri ideali, del vostro destino. Noi siamo stati la causa prima non solo dell’ultima guerra mondiale, ma di quasi tutte le guerre; non solo della rivoluzione russa, ma di tutte le grandi rivoluzioni della vostra storia. Noi abbiamo recato la discordia e il disordine della vostra vita privata e pubblica. Lo facciamo ancora oggi». (Il massone Marcus Elia Ravage). E minenze, Eccellenze, mi ha sempre colpito quella certa spigliatezza nel liquidare una possibile presenza di Massoneria nella Chiesa. Certo, la materia è troppo grave e inquietante perché la si possa trattare superficialmente. Comunque, non si può non sottolineare dei fattori che risultano evidenti anche a uno sprovveduto, come opera di questa sètta segreta. Ad esempio: la crescente virulenza di attacchi contro il cattolicesimo in genere, e contro la Fede e la Morale in specie, non sono, forse, armi risapute della tradizionale e non ancora cessata avversione massonica contro la Chiesa? Da Clemente XV fino a Pio XII, la Chiesa ha sempre costantemente richiamato all’incompatibilità assoluta tra le idee massoniche e la fede cattolica; incompatibilità risultante non solo dal carattere esoterico della sètta, ma anche per una vera opposizione fondamentale tra Fede cattolica e le radici luciferine della Massoneria. E la condanna, emessa nella Bolla “In “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 il simbolo dello stemma massonico è evidente: il teschio al centro, incoronato d’alloro e trionfante, è quello del Gran Maestro Jacques de Molay; ai lati, sconfitti e reclini, sono il teschio del Re di Francia e quello del Pontefice. Il pugnale simboleggia la vendetta che il cavaliere Kadosh è chiamato a compiere contro il Re e il Papa. eminenti”, non subì mai alcuna interruzione da Clemente XV. E allora, perché si interruppe di colpo con Paolo VI?.. Forse che si possa credere a una mera coincidenza se Paolo VI, durante il suo pontificato, non abbia mai ricordato le condanne alla Massoneria fatte dai suoi predecessori? (Come ignorò, del resto - sempre e volutamente! - la condanna al comunismo, fatta da Pio XI con l’enciclica “Divini Redemptoris”?..). Lo so: già in Concilio (il 6 dicembre 1962 e il 20 novembre 1963) il vescovo messicano Sergio Mendez Arceo chiese la revoca delle censure ecclesiastiche a riguardo della massoneria, spifferando la barzelletta che bisognava tener conto della trasformazione di scopi e di programma di quella “società segreta” (ma che lui non disse!) e di tener conto dei numerosi (sic!) sacerdoti massoni. La richiesta era una stupidità autentica, ma che, purtroppo, nessuno dei Padri conciliari seppe rintuzzare (per impreparazione?)! 3 E così, Paolo VI, nel post-concilio, lati iscritti alla Massoneria, permettoPrelati della Chiesa iscritti nella Masebbe subito buon gioco nel cercare no, però, di sollevare legittimi dubbi soneria? E questo non è solo storia di alleati (tipo P. Caprile) per far “supesull’appartenenza di non poche peroggi, ma di tutti i tempi, da quando è rare” e “riconsiderare” le polemiche sonalità della Chiesa in varie sètte sorta questa sètta di Satana! secolari contro la Massoneria, onde massoniche. Vi ricordo, qui, una frase Comunque, Eminenze ed Eccellenze, arrivare ad una “riconciliazione” che ho letto, a Parigi, qualche anno come potete spiegare, Voi, questa con essa. fa, in una lettera privata di un pezzo presa di nuova posizione della ChieComunque, è un “fatto”, Eminenze grosso della Massoneria francese allo sa del Vaticano II a favore della Mased Eccellenze, che fu sotto il suo scrittore Léon de Poncins (uno dei soneria, che pur ha fatto votare, in pontificato che le idee massoniche maggiori competenti, in Francia, di ogni Parlamento europeo, per il dihanno prolificato e prospevorzio e l’aborto?.. rato con una sorprendente Legittimamente, perciò, mi rapidità, e furono applicati domando: la precedente tutti i “piani massonici”, Gerarchia, i precedenti Patanto che il Gran Oriente pati, avevano denunciato e di Francia ha salutato, stucondannato la Massoneria pefatto, ma anche con gran come sovvertitrice dell’ordigiubilo, questo nuovo corso ne voluto da Dio, ed era della Chiesa, come “preluperché l’attuale Gerarchia dio alla vittoria”1. tace, o addirittura invita a Ora, questa situazione è entrare nella Massoneria, e più che inquietante, anche colpisce o mette il silenzio perché può essere benissisolo coloro che (come il sotmo “documentata” da toscritto) vogliono restar fe“fatti” ed episodi che tedeli alla Fede e per questo stificano come la Massonecontinuano a mascherare ria sia entrata effettivamengli intrighi massonici? Pente in seno alla Chiesa. Ne so che anche Voi abbiate potrei citare a decine e deletto l’attacco stupido, di sacine di questi “fatti”, come, pore massonico, di P. Caad esempio, di una Messa prile su “Civiltà Cattolica” celebrata dal card. Arcivegià nel (marzo 1970) contro scovo primate del Brasile in il libro “Christianesme et una Loggia, e come lo stesFranc-Maçonerie” di Léon so Primate abbia ricevuto de Poncins, dove si denunun’alta onorificenza massocia, apertis verbis, e con arnica (la nomina a commengomenti seri, l’infiltrazione Il Cardinale Velar Brandõ che riceve dai massoni il titolo di “Gran Bedatore di Don Pedro I) dimassonica nella Chiesa. E nefattore”, con Antonio Carlos Portela, Venerabile della Loggia chiarando, nel corso della che quell’attacco di P. Ca“Libertade” e con il Gran Maestro Florival Ferrera. cerimonia, che ormai nulla prile sia di marchio massopiù ostacola il “riavvicinico fu dimostrato su “La namento” tra la Chiesa e Rivista Massonica” (magMassoneria!). Vi si legge: «... avec la Massoneria.2 gio 1971), organo del Gran Oriente Un altro esempio: il cardinale statuniPaul VI nous avons vencu!». Riped’Italia, dove si elogia P. Caprile protense, Terence Cook, che partecipò to: era una lettera privata, non destiprio per questo suo stupido attacco! ad un raduno massonico al “New Hilnata, quindi, alla pubblicità. Un “doIncredibile, perciò, quell’abbraccio tra ton Hotel”, dove parlò di un “inconcumento” grave, però, da meditare! il fedifrago P. Caprile e l’allora Gran tro di amicizia (!) tra la Chiesa CatCome si può dire, allora, sic et simpliMaestro della Massoneria Italiana, tolica romana e la Fraternità masciter, che sono certamente “menzoprof. Giordano Gamberini, nel febsonica”3; e come il vescovo di Pigne” le esplicite accuse ad alcuni braio 1975, a Palazzo Giustiniani, donarolo avesse preso a frequentare le Prelati di appartenere alla Massoneve fu perfino annunciato che “la scoLogge massoniche4. E così via di non ria, anche se la questione, naturalmunica alla Massoneria non c’è più pochi altri cardinali e vescovi di varie mente, non può essere mantenuta o nel nuovo Codice di Diritto Canoninazioni, implicati in altrettanti similari trattata solo sul piano personale e prico” (!!)5. La “confidenza” anticipata di questo camaleonte gesuita non incontri, più che ambigui! vato? L’ex Gran Maestro della Masè più che significativa della È un semplice accenno di “fatti” tra i soneria Italiana, prof. Salvini, non “mens” di Paolo VI? moltissimi che, se non dimostrano, ha forse detto, ripetutamente, e in Ma fu ancora più significativo l’elogio per sè, la certezza delle liste dei Prepubblico, che sono parecchi gli alti 1 Cfr. “Atanasio o la Chiesa del nostro tempo”, di S. E. Mons. Graber, Edizioni Civiltà Brescia. 4 2 3 4 Cfr. “O Globo” del 3 luglio 1976. Cfr. “New York Times” del 24 marzo 1976. Cfr. “Il Mondo” del 20 marzo 1975. 5 Cfr. “Il Settimanale”, n. 8, 22 febbraio 1975, pp. 30-31. “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 che la “Rivista massonica” (n. 5 ludeva così ben salda dopo il Concine di questa Chiesa romana che glio 1978) fece di Paolo VI - post lio Vaticano I° (...) Così, la “reale per due secoli aveva loro tenuto temortem - sottolineando che «è la pripresenza eucaristica”, che la Chiesta, ma che oggi capitola su tutta ma volta - nella storia della Massosa ha imposto alle masse del Mela linea». neria moderna - che muore il capo dio-Evo, ma che dovrà sparire col È logico, allora, che venga voglia di della più grande religione occidenmoltiplicarsi dell’inter-comunione domandarci: «e come mai la Gerartale non in istato di ostilità coi e dell’inter-celebrazione dei sacerchia non se ne rende conto e fa Massoni. È per la prima volta nella doti cattolici e dei pastori protenulla per consolidare la propria storia, che i Massoni possono renstanti. Così, il carattere sacro del struttura dottrinale, onde evitarne dere omaggio (!!) al tumolo di un “sacerdozio”, che dipende dal sail crollo? Quanti ingenui Vescovi anPapa, senza ambiguità né contradcramento dell’Ordine, lascerà il pocora oggi insistono che queste “cridizioni». sto alle nomine, a tempo, dei “presi” sono marginali e transitorie! Ma io Un vero cordoglio ufficiale della Massidenti” delle comunità. Così, la dicredo che la responsabilità della Gesoneria, quindi, per la morte di Paolo stinzione tra la “Chiesa docente” e rarchia d’oggi è ancora più grande se VI! Un parlar chiaro... ma che tristezil basso clero “nero”, sarà cancelcrede di rimediare a questa trama za! lata, perché il movimento si farà macchinosa e sotterranea con qualE così, dopo il Vaticano II, le Logge dalla “base” (!) verso l’alto, come che lavoretto di rattoppo, o, peggio formano l’oggetto di un arruolamento in ogni democrazia. E così cesserà ancora, continuando a ignorare o a sfrontato, proprio mediante un certo anche poco alla volta il carattere sorridere o a negare la forza di queclero che si dà da fare per portare ontologico e metafisico dei Sacraste “Sètte segrete”, che pure han avanti dei “fruttuosi diagià parlato chiaramente, loghi” e che si sbraccia come nella citata risposta: per entrare nelle grazie di “L’Humanisme” (magquesta “sètta segreta”. E gio-ottobre 1968), afferi risultati? mando loro stesse che Questi: che gli sforzi postnella Chiesa ha operato conciliari di ingenuo dialouna “rivoluzione gigango con la Massoneria, tesca”, che porta in sè “il hanno spinto non pochi cripreludio della vittoria”. stiani verso le Logge, ma Voglio trascrivere anche nessun massone verso la quest’altra dichiarazione Chiesa. Com’era da preveche tolgo ancora dalla dersi, del resto, grazie ai medesima rivista massovari lacchè di Paolo VI nica, là dove, apertis ver(quali furono P. Caprile e bis, dice: «Quando le P. Esposito, in Italia; P. Ristrutture tradizionali quet, in Francia, e via dicrolleranno, tutto il recendo). sto seguirà. La Chiesa Una lotta senza onore, non ha previsto una sicomunque, ma che ha mile contestazione; Esportato la Chiesa (montisa non è preparata a riniana) nel Panthéon delcevere né ad assimilare la religione universale, questo spirito rivoluziosognata, appunto, dalla nario... Non è la ghigliotMassoneria. tina che aspetta il Papa, Ci sarebbe da piangere al ma sarà lo stabilirsi delUn incontro cattolico-massonico ad Ariccia (1969). Da sinistra: Ascarelli, vedere tanta ingenua inle Chiese locali, che si p. Miano, p. Esposito, Gamberini, p. Caprile, Comba. credulità di tanta parte organizzeranno demodell’episcopato, (certo, imcraticamente e rifiutepreparato e ignaro perfino ranno di riconoscere i della storia massonica!) confini tra chierici e laipur davanti alla distruzione ci, che si costruiranno i menti; presto verrà la morte della progressiva della Fede in questi anni propri dogmi e che vivranno in confessione sacramentale, dopo post-conciliari; pur davanti a una completa indipendenza da Roma». che i nostri tempi hanno conside“Chiesa (montiniana)” imbevuta di Ora, tutto questo io mi sono sforzato rato il peccato come una nozione modernismo, infiltrata da “teologi” di far conoscere su “Chiesa Viva” in interamente anacronistica, trae da liturgisti cripto-massoni. tutti questi anni post-conciliari, bensmessaci dalla severa filosofia meAvete mai letto la Rivista del “Grand ché non compreso, combattuto, ingiudioevale, quale eredità, originata Orient de France”, “l’Humaniriato e criticato da non pochi, sia al dal pessimismo biblico». sme”? Cito solo questo pezzo, scritto vertice montiniano (Mons. Benelli in Come “programma” con c’è male! con molta consapevolezza: testa!) sia alla base. Il tempo, però mi Ed è anche chiaro! «I frammassoni «Tra le colonne che crollano più fasta dando completamente ragione! ha scritto Jacques Ploncard d’Ascilmente, noi notiamo il Magistero; Questa “rivoluzione copernicana”, sac - assistono alla lenta corruziol’infallibilità, insomma, che si creinfatti, è ormai in atto in tutta la Chie“Chiesa Viva” *** Giugno 2005 5 sa e anche già troppo avanzata (Roma connivente!). Rileggano il “programma della Massoneria” da me pubblicato già nel 19756. E Vi indico un libriccino, oggi introvabile, pubblicato nel 1971, dal titolo: “Causes et agents des Révolutions de France”. Vi si leggono, tra l’altro, queste due massime fondamentali che la Massoneria è gia riuscita a imporre: 1) «Tutti gli uomini sono eguali; nessuno può essere il superiore degli altri, né può loro comandare (...). i popoli danno la sovranità come essi vogliono, e la riprendono quando vogliono...». 2) «Ogni religione di presunta rivelazione, e presentata come opera di Dio, è una assurdità (...). Appartiene ai popoli d’adottare i costumi che loro conviene e di regolare con le leggi che detteranno essi stessi». Purtroppo, la Chiesa non si è ancora resa conto di queste leggi segrete - oggi attuate appartenenti alla Massoneria; anzi, ingenuamente o volutamente si è data perfino un Papa (Paolo VI) che ha aperto un “dialogo” (!!) anche con questi filibustieri di Satana, il Gran Maestro della laicità moderna. E le nostre voci di allarme non sono mai state ascoltate, bensì emarginate, combattute o ridicolarizzate! Comunque, non è che mi penta della mia battaglia, anzi! né mai ammainerò la mia bandiera di guerra in difesa della Fede; però, devo purtroppo constatare quanto sia ancora lontano l’episcopato, in genere, da questa presa di coscienza, senza la quale non ci potrà mai essere una ripresa vera e salutare della Chiesa. Forse che le “Chiese particolari” - come programmato dalla Massoneria - non sono già rigogliose e succubi alle consultazioni democratiche e al numero piuttosto che alla verità? Si legga sulla medesima “Rivista massonica” anche quest’altro passo: «Presto, il Vaticano non avrà più la possibilità di controllare i movi- 6 7 6 Cfr. “Chiesa Viva”, n. 41, p. 13. Cfr. Lettera a Thiriot, “Oeuvrea complè- menti di un gran corpo che si credeva omogeneo (...). Non sarebbe venuto il tempo di tornare alle “Chiese nazionali”? (...). Le “Chiese locali” lo aspettano (il Papa), e sarà necessario che egli si accordi con esse» (...). Sarebbe facile ricordare certi episodi del passato, come, ad esempio, la Chiesa gallicana. Finita l’evoluzione, il Papa diventerà superfluo, poiché le Chiese locali vivranno in piena indipendenza da Roma». Parlare, quindi, di conciliabilità o inconciliabilità tra Chiesa e Massoneria è come voler parlare di conciliabilità tra Grazia e peccato, tra bene e male. Certo, ogni persona buona ha i suoi difetti e pecche, come ogni persona cattiva ha le sue qualità buone e pregi; ma sarebbe ben utopico voler parlare di pacificazione o intesa o alleanza tra loro. Lo stesso, tra una istituzione buona (la Chiesa) e una cattiva (la Massoneria). Credere, cioè, in una possibile Massoneria buona è semplicemente da idioti! Ancora oggi vale, per i massoni, la lezione del loro maestro (massone) Voltaire: «Bisogna mentire come un demonio, non timidamente, né solo di sfuggita, ma arditamente e sempre» 7 . (Lettera a Thiriot, “Oeuvres complètes”, t. 52, p. 413). E vale ancora anche il detto del massone Diderot: «I popoli non saranno felici se non il giorno che avranno strangolato l’ultimo Re con le budella dell’ultimo prete»! Come essere così ingenui, allora, nel voler pensare che la Massoneria di oggi non è più quella di ieri? Si rilegga il mio articolo “Chiesa e Massoneria”8 e si vedrà come sarebbe catastrofica per la Chiesa un’intesa con questa sètta di satana, visti i postulati suoi tutt’altro che abbinati col Vangelo e la dottrina cattolica. Lo storico della Massoneria A. A. Mola e p. G. Caprile Resta, perciò, un dovere graa un dibattito sui rapporti Cattolicesimo-Massoneria. ve per la Chiesa il riconfermare le sue condanne, perché la Fede - ripeto - è e sarà sempre irriconciliabile con i piani massonici. E potrei continuare a portare citazioni La lotta tra Dio e Satana, tra verità massoniche, a iosa, e sempre in queed errore, ecco il vero significato sto senso; ma satis est, perché quedella rivoluzione moderna9. sto “piano luciferino” di estrema E non siamo stati noi a inventare le evidenza io l’ho visto mettersi in azioLogge massoniche, né il diavolo di ne, durante e dopo il Concilio, dai vacui esse sono a servizio! ri Garrone, Suenens, Alfrink, KöePer questo, io mi auguro che tutta la nig, Dopfner, Baggio, Pellegrino, Gerarchia si renda finalmente conto Pironio e cento e cento altri Vescovi che tutto quello che capita oggi, sul e sedicenti “teologi nuovi”, alla piano politico e quello religioso, è Rahner, alla Küng, alla Schilleopera nefanda di questa “sètta” che beeckx, alla Schonneberg... e da allavora nel segreto; che lo stesso cotri centinaia di teologi minori, vera munismo vive perché lo vollero e lo “longa manus”, però, (più o meno alimentano ancora queste società secoscienti!) della Massoneria. tes”, t. 52, p. 413. 8 Cfr. “Chiesa Viva”, n. 87. 9 Cfr. Le puntate, in “Chiesa Viva” su: “L’occhio sopra la piramide”, n. 90-91-92 ss. “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 grete; che è solo opera della Massoneria il dilagare della corruzione morale, espressamente voluta da essa per spegnere ogni aspirazione soprannaturale nelle anime. Rilegga, anche per questo, le “direttive” impartite dalla Massoneria ai comunisti dei vari continenti; e rilegga anche le direttive impartite agli stessi massoni nel 196110 e il “piano massonico” di distruzione della Chiesa Cattolica Romana11, e verrà almeno il dubbio se la Massoneria non sia già entrata in tutti i gangli vitali della Chiesa, facendo giungere alla dignità episcopale non pochi dei suoi iscritti. Perché certe denunce di certe affiliazioni alle varie Logge non furono mai seguite da pronte smentite (e probanti!), da parte degli interessanti! E quel qualcuno che l’ha fatto, fu con toni così dimessi e contenuti, così poco convincenti che hanno lasciato ancora dubbi e perplessità in tutti! Non v’ha dimenticato, comunque, che si ha da fare con una “sètta segreta” ed è, quindi, difficile arrivare a prove complete, mentre a loro basta negare. Tuttavia, è puerile credere alla loro facile negazione, perché tenuta (pena la morte!) al segreto. Vi ho suggerito di rileggere “L’occhio sopra la piramide”, dove è provato che il loro “segreto” non è solo un foro esterno, ma anche tra loro, tra Ingrandimento della “Stella a cinque punte” (il Simbolo massonico per antonomasia) sul dorso della mano sinistra di Paolo VI, sulla 12a formella originale della porta di bronzo della Basilica di S. Piertro. grado e grado, così che il grado superiore non può comunicare alcun segreto della Loggia a chi è di grado inferiore. Non è, quindi, puerile credere ai vari Caprile, ai vari Esposito, quasi avessero carpito, coi loro dialoghi, i segreti della sètta? Quel che risulta di sicuro, invece, è la vitalità di essa, in tutti i campi. Questo lo affermava anche il loro ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, prof. Giordano Gamberini, il 15 giugno 1969, in “Rassegna Massonica” della Grande Loggia Nazionale Italiana 1969, p. 252: «La Massoneria è viva ed operante: e una realtà storica di cui, comunque, perfino in Italia, bisogna prenderne atto»! Ciò che mi auguro anch’io: che la Gerarchia ne prenda atto e agisca conseguentemente. E termino sottolineando ancora una volta che, per me, rimane tuttora valida la consegna che Leone XIII diede ai cattolici a riguardo della Massoneria: «Strappatele la maschera e fatela vedere come essa è»! Per questo, io continuerò ancora a denunciare, ad alta voce, questa congiura infernale contro Dio, il suo Cristo e la sua Chiesa, sicuro della vittoria finale dell’Immacolata, che ha sempre debellato e vinto tutte le eresie del mondo! NOTE 10 11 Cfr. “Chiesa Viva”, n. 60, p. 6. Cfr. “Chiesa Viva”, n. 41, p. 8 ss. IRAK guerra e caos sac. dott. Luigi Villa (pp. 100 - Euro 10) Questo libro sull’Irak denuncia la tragedia di una Nazione che da tanti anni pagava un prezzo insopportabile che si potrebbe definire una forma di genocidio. Forse, a qualcuno potrà sembrare un problema ingigantito, mentre, purtroppo, è ancora in atto una vera e propria guerra che noi crediamo sia il pronao della Terza Guerra mondiale. Nessuno sapeva che questa guerra era già stata pianificata dal massone Mazzini, in una lettera del gennaio 1870. Che la Vergine Maria SS. illumini, in special modo, la Gerarchia cattolica a comprendere la gravità del problema, affinché consideri l’inutilità di un “dialogo” che non ha mai dato alcun frutto, preparando, invece, un “piano” d’azione internazionale per la difesa dei popoli, specie di quelli cristiani! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 7 Un libro ignoto del sacerdote Karol Wojtyla I l prof. Manfred Erren della Germania fu il primo che scoprì un libro intitolato: “Person und Tat” (= “Persona e Azione”) del giovane sacerdote Karol Wojtyla, nella sua traduzione tedesca di Herbert Springer, e pubblicato da “Verlag Herder”, Hermann Herderstr, 4D 7800, Freiberg in Breisgau, 1981. L’originale, in polacco, “Osoba i czyn” era stato pubblicato agli inizi del 1969, da D. Reidel Publishing Company Dordrecht, Olanda1. Le seguenti frasi sono alcune delle 37 “tesi” estratte da Hermann Humpert dal libro di don Wojtyla: Tesi n° 15 Ci prendiamo la libertà di far conoscere ai nostri abbonati questo storico e franco documento, sconcertante, con la speranza che molti di essi comincino ad aprire gli occhi! Dio non è un essere storico che collabora con l’uomo, e l’uomo non collabora con Dio, ma agisce solamente in collaborazione con altri uomini. La religione non trae la sua origine dalla rivelazione divina, ma è semplicemente frutto dell’immaginazione umana. La religione cattolica non differisce dagli altri culti. Tesi n°16 La rivelazione divina è impossibile da dimostrare. Tesi n° 17 (La Direzione di “Chiesa viva”) Il solo reale significato del Nuovo Testamento si trova nelle spiegazioni di carattere filosofico. 1 Queste informazioni si riscontrano in “Sodalitas”, n. 43 March 1989, pubblicato dal Dr. W. Baisier, a Plantinkani, 2 Anvers (Anversa), Belgio. 8 “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 Tesi n° 18 Tesi n° 35 Ciascun mistero divino è da considerarsi come variazione o sfumatura di un sistema di puro pensiero. Il cristianesimo dogmatico tradizionale è uno di tali sistemi erronei. L’uomo è il Dio visibile. Vedere l’uomo è vedere Dio. Tesi n° 21 Ecco, un vero ritratto di Giovanni Paolo II, qui, dipinto da lui stesso. Da “Regurum Dei” del gennaio 1990. Direttore: Padre Jan Sieradgare, 145 Margueretta St., Toronto, Canada. Una comunità puramente umana, solidale e universale; questa è la vera chiesa cristiana secondo il significato del Vangelo, inteso in una maniera nuova, del tutto contraria alla chiesa totalitaria esistente. Tesi n° 22 Sono i princìpi, quali “il dialogo” e “il prossimo”, che conducono alla salvezza del cristianesimo, - non la rivelazione della creazione, la redenzione o il giudizio universale. *** NB: questo sunto del libro di Wojtyla è apparso su un foglio cattolico statunitense: “The Jesus Through Mary”, in data 25 marzo 1991, e spedito, da Cincinnati, il 10 giugno 1991. Ricevuto a Roma da chi lo ha tradotto, il 20 giugno 1991. Tesi n° 24 La salvezza - l’autorealizzazione dell’umanità - non ha natura eterna. Non porterà all’uomo mortale nessuna resurrezione della carne. L’ingenua speranza di una vita eterna - come la credenza nell’assunzione e il ritorno del Signore nel Suo corpo - non devono essere concepiti altro che simbolicamente. Tesi n° 25 Nell’altro mondo, dopo la morte, non saremo ricompensati per le nostre buone azioni, e nemmeno puniti per i nostri peccati. Tesi n° 27 Moriranno anche coloro che vedranno realizzato un mondo completamente umanizzato, e, in questa maniera, si compirà la loro salvezza. Tesi n° 28 Come può l’uomo crearsi l’anima con tanta facilità? Perché egli non la crea dal nulla, ma dalla materia esistente: l’anima animale, evoluta filogeneticamente, che egli ha ricevuto dai suoi genitori, dai suoi avi e dalle scimmie, e che egli deve solo migliorare. Tesi n° 32 Non c’è motivo di preoccuparsi per le anime dei bambini abortiti. Esse sono salve in quanto IL PECCATO ORIGINALE NON ESISTE. Tesi n° 33 Non c’è motivo di battezzare o di usare altre forme tradizionali di incorporazione di non cristiani o non credenti, e nemmeno di convertire i seguaci di altre religioni. “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 9 IL MASSACRO DEI CRISTIANI ARMENI «“24 aprile”, data d’inizio dei massacri dei cristiani armeni. Tale data avrebbe dovuto divenire la giornata mondiale del genocidio se la proposta non fosse stata ostacolata dalla lobby ebraica americana su istigazione degli ebrei di Turchia. L’iniziativa della comunità ebrea di Istanbul fu, a suo tempo, criticata da Simon Peres». (Pietro Kuciukian, “Viaggio tra i cristiani d’Oriente. Comunità armene in Siria e in Iran”, Ed. Guerini e Associati, Milano 1996, pag. 94). «L a coesistenza fra armeni e turchi, che per secoli aveva “tenuto” attraverso compromessi e vantaggi reciprochi, si ruppe definitivamente circa cento anni fa. Nel 1896 e nel 1906 i sultani ottomani, nel 1915 i Giovani Turchi e, dopo il 1918, il Mustafà Kemelk, scatenarono e portarono a termine il primo genocidio dell’età moderna. Gli armeni letteralmente scomparvero dall’Anatolia e con essi le loro città, le loro chiese, le loro scuole, le loro biblioteche, i loro conventiuniversità, la loro millenaria cultura. Mezzo milione di armeni riuscirono a riparare all’estero; altri trovarono rifugio a nordest, nelle regioni transcaucasiche armene, sotto dominio russo, dove fondarono la Repubblica indipendente ai Armenia, che divenne poi una delle quindici repubbliche sovietiche. Nel 1915, due milioni di armeni erano stati deportati dai turchi verso il deserto siriano di Dier esZor, allora sotto il dominio ottomano. Circa due terzi dei deportati furono uccisi dalla fame, dalle epidemie, dai maltrattamenti dei (Ecetè) dell’Organizzazione Speciale e dagli attacchi dalle bande curde, gli irregolari ingaggiati dal governo». «Quello degli armeni viene ricordato come il primo genocidio “tecnologico” del ventesimo secolo. Con il pretesto del trasferimento di una popolazione cristiana “inaffidabile”, che risiedeva in Anatolia da tremila anni, il governo dei Giovani Turchi aveva organizzato la soluzione finale, la distruzione di una cultura antica. La ferrovia in costruzione della Berlino-Baghdad serviva non solo al trasferimento rapido, ma anche all’annientamento: i giovani armeni di leva, disarmati, erano destinati ai lavori forzati lungo la strada ferrata. I consiglieri erano ufficali tedeschi, mentre medici turchi spostavano gli ammalati da un lager 10 passassero vicino alle “acque salate” del deserto e si permetteva ai deportati di bere. Bere veleno. Alle voltre qualche solerte burocrate ottomano prendeva decisioni più ferme; il deserto di Dier-esZor cela, ancora oggi, migliaia di resti umani nelle fosse sotterranee che lo attraversano. Convogliati a bastonate sull’orlo delle foibe, i deportati venivano gettati dentro e si appiccava poi il fuoco sopra le aperture di ingresso. Vecchi, donne e bambini morivano per asfissia, sotto lo sguardo inerte dei consiglieri tedeschi, che annotavano tutto per poi inviare in patria dettagliati resoconti, che venivano archiviati con cura». all’altro per diffondere epidemie; distribuivano veleno al posto di medicine. Telegrafisti turchi annunciavano l’orario delle partenze dei gruppi (a piedi, verso il deserto), il numero dei deportati, e attendevano conferma dell’arrivo dal posto telegrafico seguente, lontano chilomentri, a Oriente. Se il numero dei sopravvissuti era ancora elevato, si dava ordine alle colonne di tornare indietro sulla stessa pista. Grazie al telegrafo, la direzione delle operazioni, a Instanbul, era tenuta costantemente al corrente della situazione. Si faceva in modo che le piste «Dopo di lui hanno inviato Zakky bey, l’ex-governatore del Vaspuragan, che era stato sconfitto dagli armeni durante l’insurrezione di Van. Era la persona più adatta a far pulizia; ha avuto modo di vendicarsi della sconfitta prendendosela con gli orfani e i deportati. Ha riunito tutti gli orfani salvati da Ali Souad Bey e li ha concentrati in quelle caverne, in quelle foibe che abbiamo visto nel cimitero islamico e li ha fatti bruciare vivi. I Turchi non uccidevano subito gli artigiani, gli architetti, gli ingegneri, o quelli che avevano posti di responsabilità. Li utilizzavano e li eliminavano dopo averli sfruttati. Qui, dove ci troviamo, non c’era quel ponte, al suo posto c’era un servizio di barche. I deportati erano traghettati sulla riva opposta dove c’era il deserto e dove morivano di stenti. Qui, su questa sponda, erano schierati gli Ezaptiè, e chi tentava di tornare indietro veniva ucciso. Il governatore di allora aveva dato ordine di costruire un ponte proprio qui, per velocizzare il passaggio dei deportati e aveva incaricato l’ingegnere armeno della costruzione. Varjabedian costruì un ponte di legno; si vede ancora l’isola dove arrivava la prima arcata, con maestranze armene». “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 Occhi sulla Politica IL SOGNO DI SARDINI Questa notte ho sognato, amici miei, D’essere eletto Papa, in Vaticano, Dal quale avrei cacciato i farisei, Che hanno svenduto il popolo cristiano, Cristo e la Chiesa ai “perfidi giudei”, Con l’ultimo “pontefice marrano”, Che ha sempre lavorato per gli ebrei, Col frammassone e l’anglo-americano! E poi ho sognato d’essermi affacciato, Pensate, dalla “Loggia” Sampietrina, Da dove il Vecchio Testo avrei ridato Alla Consorteria Luciferina, E avrei soltanto il Nuovo conservato, Base della Cattolica Dottrina! Prof. Arturo Sardini Nota Prima di ritirarmi dal balcone, Ricordo chiaramente d’aver detto, In tono fermo, a guisa di verdetto: Principi della Chiesa, via! In Missione! UNA SCOPA PER RATZINGER Ti manderò una scopa, Cardinale, Per ripulire la romana Chiesa, Dopo il Concilio, fatta baccanale, Quantunque non sia facile l’impresa! La tua denuncia, schietta e viscerale, È stata veramente una sorpresa; E la cristianità t’è solidale, Perché il tuo grido impedirà la resa, Ai figli della “perfida genìa”, Da cui il marxismo, la Massoneria, E più d’una pagana ideologìa! Quanta sporcizia, boria e ipocrisìa! Il Figlio della Vergine Maria Ti aiuti, ti protegga e così sia! Prof. Arturo Sardini Chiusa Forse sarebbe meglio uno scopone, Poiché lo sporco è tanto, amico mio, E, poi, una buona disinfestazione. Se necessario, dò una mano anch’io! “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 “HUMANUM GENUS” 2 (Leone XIII - 20 aprile 1884) SCOPO DELLA PRESENTE ENCICLICA In sì grave rischio, in sì fiera ed accanita guerra al Cristianesimo, è dover Nostro mostrare il pericolo, additare i nemici, e resistere quanto possiamo ai disegni ed alle arti loro, affinché non vadano eternamente perdute le anime che Ci furono affidate, e il regno di Gesù Cristo, commesso alla Nostra tutela, non solo rimanga e si conservi intero, ma per nuovi e continui acquisti si dilati in ogni parte della terra. Papa Leone XIII. QUELLO CHE È E QUELLO CHE VUOLE LA MASSONERIA Chi fosse e a che mirasse questo capitale nemico, che usciva fuori dai covi di tenebrose congiure, lo compresero tosto i Romani Pontefici Nostri Antecessori, vigili scolte a salute del popolo cristiano; e antivenendo col pensiero l’avvenire, dato quasi il segnale, ammonirono principi e popoli perché non si lasciassero ingannare dalle astuzie e dalle trame insidiose. Diede il primo avviso del pericolo Clemente XII (Cost. “In eminenti”, 24 aprile 1738); e la Costituzione di lui fu confermata e rinnovata da Benedetto XIV (Cost. “Providas”, 18 maggio 1751). Ne seguì le orme Pio VII (Cost. “Ecclesiam a Jesu Christo”, 13 settembre 1821); poi Leone XII (Cost. “Quo graviora”, 13 marzo 1825), abbracciando in questo punto gli atti e i decreti dei suoi Antecessori, li ratificò e suggellò con irrevocabile sanzione. Nel senso medesimo parlarono Pio VIII (Encicl. “Traditi”, 31 maggio 1829), Gregorio XVI (Encicl. “Mirari”, 15 agosto 1832) e più volte Pio IX (Encicl. “Qui pluribus”, 9 novembre 1846), Alloc. “Multiplices inter”, 25 settembre 1865, ecc). Imperocchè da fatti giuridicamente accertati, da formali processi, da statuti, riti, giornali massonici dati alle stampe, oltre alle non rare deposizioni dei complici stessi, essendosi venuto a chiara conoscenza lo scopo e la natura della sètta Massonica, quest’Apostolica Sede alzò la voce, e denunziò al mondo, la sètta dei Massoni, sorta contro ogni diritto umano e divino, essere non meno funesta al Cristianesimo che allo Stato, e fece divieto di darvi il nome sotto le maggiori pene, onde la Chiesa suol punire i colpevoli. Di che, irritati i settari e credendo di poter, parte col disprezzo, parte con calunniose menzogne sfuggire o scemare la forza di tali sentenze, accusarono d’ingiustizia o di esagerazione i Papi, che le avevano pronunziate. In questo modo, cercarono di eludere la autorità ed il peso delle Costituzioni Apostoliche di Clemente XII, di Benedetto XIV, e similmente di Pio VII, e di Pio IX. Nondimeno, tra i Frammassoni medesimi ve ne ebbe alcuni i quali riconobbero loro malgrado, che quelle sentenze dei Romani Pontefici, ragguagliate alla dottrina e alla disciplina cattolica, erano altamente giuste. E ai Pontefici si unirono non pochi principi ed uomini di Stato, i quali ebbero cura o di denunziare all’Apostolica Sede le Società Massoniche, o di prescriverle essi stessi con leggi speciali nei loro domini, come fu fatto nell’Olanda, nell’Austria, nella Svizzera, nella Spagna, nella Baviera, nella Savoia ed in altre parti d’Italia. (continua) 11 Documenta-Facta 1993 - Unione Europea: nasce ufficialmente il primo novembre. 1995 - Convenzione di Schengen: entra in vigore il 26 marzo. Viene stabilita la libera circolazione delle persone in sette paesi dell’Unione: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo. L’Italia entra a farne parte il 26 ottobre 1997. 1997 - Trattato di Amsterdam, firmato nel corso del vertice europeo di giugno. Introduce il principio della “cooperazione rafforzata” e la lotta contro ogni discriminazione. 2000 - Trattato di Nizza: il 7 dicembre viene proclamata la “Carta europea dei diritti fondamentali”. LA PIU GRANDE TRUFFA DI TUTTI I TEMPI Una truffa che vale ben oltre 1.000.000 (un milione) di volte quelle conosciute e con oltre 1.500.000.000 lire (un miliardo e cinquecento milioni di lire) di furto a danno di ogni cittadino italiano. Infatti, la “Grande Usura” delle Banche Centrali, appropriandosi del valore monetario di tutta la moneta, all’atto della sua emissione, espropriando i popoli del loro diritto di essere i veri proprietari di questo valore, e facendo funzionare la dinamo del valore indotto alla rovescia, cioè al contrario della logica economica, ha provocato e provoca direttamente e indirettamente: Guerre, Terrorismo, Criminalità, Mafia, Ingestibilità degli Stati, Fallimenti, Non Nascite, Aborti, Prostituzione, Pornografia, Droga, Usura, Divisioni, Incremento degli Sprechi, Debiti Individuali, Debiti Familiari, Debiti Aziendali, Debiti Pubblici, Suicidi, Divorzi, Disperazione, Disoccupazione, Corruzione, Traffico, Incidenti, Ambiente Inquinato, Ingiustizia, Fame, Povertà, Morti... ovunque. PROSTITUZIONE: “È UN ATTO D’AMORE” Anche la prostituzione può essere, in particolari occasioni, un atto d’amore. «Chissà che il Padre eterno non veda un atto d’amore in quella cosa lì». È il pensiero di Don Dante Clauser, 81 anni, molto conosciuto in Trentino, intervistato da Alberto Folgheaiter per Radio 1, nella Rubrica religiosa “Oggi 2000”. (Da: “La Nazione” del 5 dicembre 2004). 12 CONSIGLIO D’EUROPA UN CAMMINO PARTITO DA LONTANO 1949 - Consiglio d’Europa. Si può definire il primo germe di una realtà che, nelle intenzioni originarie, doveva costituire una specie di ONU europea allo scopo di avviare una cooperazione politica, basata sul rispetto dei diritti umani e i princìpi di libertà, armonizzazione sociale e cooperazione culturale. 2002 - Introduzione dell’Euro. La nuova moneta comincia a circolare a partire dal primo gennaio in 12 paesi. Il 28 febbraio prendono avvio i lavori della Convenzione per la redazione di una “Costituzione dell’Unione”. 2004 - Il 1° maggio entrano dell’Unione europea altri dieci paesi (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria). 1957 - A Roma, in Campidoglio, ha luogo la firma di due trattati istitutivi della comunità economica europea (CEE) e della comunità europea dell’energia atomica (Euratom). 1979 - Il 10 marzo è adottato il sistema monetario europeo (SME) e nel giugno successivo per la prima volta vengono eletti, a suffragio universale, i 450 membri del Parlamento europeo. 1991 - Trattato di Maastricht: varato la notte tra il 10 e l’11 dicembre, viene firmato il 7 febbraio. È il trattato che sta all’origine dell’unione monetaria. “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 13 FRATERNA CARITAS del dott.ssa Maria Pia Mancini C arissimi fratelli propri i nuovi orientalontani e sementi sinarchici e libeparati, la cirali. Essa profonde, inviltà dell’amore richiefatti, ogni sforzo nel de, da parte di tutti, tentativo di soddisfare uno sforzo per impale aspettative dei non rare ad accettare la cattolici, non solo acconvivenza tra diversi condiscendendo alle e per questo occorroloro richieste, ma chieno studio, disciplina dendo addirittura pered esercizio costante. dono per la fermezza Ci si chiede di affronmostrata in passato tare la sfida di crescenella difesa della sua re e camminare insieFede. me, senza conflitti e Potete facilmente confondamentalismi, statare come essa si Giovanni Paolo II all’incontro inter-religioso di Assisi del 1986. nell’ascolto reciproco, adoperi alacremente evitando di cristallizper recidere quanto di zarsi nella fisionomia discriminante vi sia nel problemi derivanti dalla convivenza tra le confessionale, in modo da apprezzare la Cattolicesimo e come ne dia ampia dimorazze, sulla base del princìpio che tutti bellezza del pluralismo. strazione, pregando ecumenicamente ad appartengono al genere umano, prescinDobbiamo rinnovare il mondo da fratelli e Assisi: rivalutando le vostre verità e podendo dalle rispettive peculiarità: Una sosorelle che si accolgono vicendevolmennendole sullo stesso piano del Verbo Inla comunità, infatti, costituiscono i vari te, prendendo le distanze da quanti teocarnato; celebrando riti non più cattolici; popoli. Essi hanno una sola origine (...); rizzano scontri, creando barriere e conesaltando movimenti filo-ebraico-proteessi hanno un solo fine ultimo, Dio (Notrapposizioni. stanti; rinnegando la sua Dottrina secolastra Aetate, n° 1). Allo scopo di stabilire Non bisogna avere paura, perché la paure e conservatrice. Nulla essa risparmia una posizione intermedia tra universalira è figlia dell’ignoranza e della superfiin rispetto dell’accoglienza e dell’amore smo e relativismo, la moderna teologia cialità, cause prime di squilibri e disordini. per voi. È sufficiente che entriate nelle cerca di favorire la pacifica convivenza, Il rinato umanesimo ripropone, dunque, nostre Chiese per verificare la riforma liproprio rivalutando ogni tradizione cultul’anelito alla mutua comprensione e la riturgica, le danze tribali, i ministri buoni e rale e religiosa: nessuno è superiore e cerca di occasioni di dialogo che includaaperti al dialogo. nessuno possiede la verità assoluta. no, anziché escludere i segni distintivi Perché, dunque, continuate ad accusare i In simile contesto ideologico appare chiadelle diverse appartenenze. cattolici di razzismo e d’intolleranza? Perro come non si possa attribuire il monoA tal fine, laicismo e relativismo religioso ché ci rimproverate un dogmatismo che polio della salvezza alla Chiesa cattolica si adoperano per educare le coscienze disconosciamo e di cui proviamo vergoe come non si possa riconoscere al redei cattolici all’accoglienza dinamica delle gna? gno sociale di Cristo. Non sono forse alvarie identità, rifiutando la chiusura nel A dimostrazione del nostro impegno, ci trettanto giusti i fondamenti dell’Ebraiprivato e nelle proprie convinzioni. affanniamo ad insegnare ai nostri figli il smo, dell’Islam o del Buddismo, in cui soMai, come ora, la fede è stata trasformavalore della diversità, la tolleranza, la ricno presenti elementi universali comuni a ta in spazio d’incontro, dove scambievolchezza di ogni credo, la nocività del protutti gli uomini? mente arricchirsi attraverso il confronto e selitismo, l’urgenza del dialogo e dell’apMolte sono le iniziative intraprese dall’Ocl’interazione, dal momento che, nel suo prezzamento dell’altrui cultura; la stessa cidente cristiano al fine di giungere ambito, globalizzazione, interdipendenza Comunità Europea ha rinnegato le sue all’omogeneizzazione delle diverse etnìe; economica e società multi-etniche hanno radici Cristiane. Cos’altro occorre fare per anche il nostro Paese è pressato dalla innescato un processo ecumenico irreeliminare le tensioni? necessità di assicurare responsabilmente versibile, secondo il cui dettato non è più Vi chiediamo scusa, fratelli, se, per secol’assolvimento degli obblighi internazionaaccettabile una verità obiettiva ne una reli, molti miseri hanno sparso il sangue li a livello politico, sociale e religioso. ligione dominante. in difesa di una verità inesistente, e se Medesimamente la Chiesa di Roma moLe migrazioni e l’alterità esigono, pertanper essa hanno anche combattuto contro stra, in tal senso, buona volontà, facendo to, un differente approccio ai quotidiani di voi. 14 “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 Ora, ci siamo ravveduti. Ebrei, Musulmani, Protestanti, Induisti, Buddisti potete accedere sereni alle nostre Chiese, ai nostri uffici, alle nostre case: abbiamo escluso Cristo dalle coscienze e dalla vita pubblica; abbiamo nascosto i Tabernacoli; abbiamo sminuito l’Eucarestia a simbolo; abbiamo modificato il significato della S. Messa; abbiamo tolto i Crocifissi; abbiamo sostituito cappuccetto rosso al Bambino Gesù. Lavoriamo ogni giorno per eliminare tutto ciò che ostacoli la vostra integrazione e i vostri diritti di ospiti. Abbiamo, per di più, permesso e finanziato la costruzione dei vostri templi e li abbiamo benedetti; per non turbarvi, abbiamo ridimensionato il culto alla Santa Vergine e ai Santi e ne stiamo rimuovendo i simulacri dalle Chiese. Evitiamo, inoltre, d’inquinare i luoghi per voi sacri, spogliandoci dei segni Cristiani, quando vi entriamo contriti e remissivi. Lo stesso Vescovo di Verona, Mons. Flavio Roberto Carraro o.f.m. capp., dalle pagine de L’Arena del 15 gennaio, invitandoci ad andare in Sinagoga “senza simboli Cristiani, come i Crocifissi”, non ha dimostrato umiltà, apertura e grande carità fraterna? Il relativismo religioso è divenuto il nostro pane quotidiano, perché finalmente ci è chiaro che una parte dello Spirito è in tutti e che Dio è uno solo: non importano il Suo nome, i Suoi attributi, le Sue caratteristiche o come a Lui si giunga. Egli parla alla coscienza di ciascuno e in ogni luogo si manifesta diversamente. Non abbiamo collocato Budda sopra il Tabernacolo, in occasione della comune preghiera ad Assisi, per mostrarvi la nostra buona volontà? Non abbiamo impedito, in quell’occasione, l’ingresso in Assisi della statua della Madonna di Fatima per non alterare la vostra quiete? Non abbiamo celebrato (il 5 maggio 2004) sull’altare della cappella delle apparizioni di Fatima anche la Dea Natura. Devi, assimilandola a Maria, mentre i nostri Prelati si compiacevano delle scritture e dei riti Indù? I cattolici fremono nell’attesa di un Pantheon dedicato a tutti gli dèi, dove insieme si possa pregare, tenendosi per mano, a seconda del proprio credo. Ne è riprova la moderna architettura del sacro, tanto in voga in occidente, che va sostituendo quella del passato esageratamente caratterizzante una fede esclusiva e antiliberale. Bastano da esempio il progetto del ricostruendo Santuario di Fatima e il capolavoro realizzato in S. Giovanni Rotondo in onore di S. Pio da Pietralcina, dove persino il pavimento ruvido impedisce ai fedeli di inginocchiarsi e, quindi, di pregare in maniera individualista. Non vi sembra che questi Santuari siano perfettamente aderenti al nuovo orientamento inter-religioso e inter-culturale, essendo spogliati di ogni riferimento al Cristo e alla Sua Passione? Cari fratelli, potete, ora, senza timore, partecipare alle nostre liturgie, le cui musiche e preghiere sono state rese pienamente rispettose della vostra diversa sensibilità. Cerchiamo di compiacervi con la totale accettazione delle vostre richieste; non vi coercizziamo più con il tentativo di evangelizzarvi, proponendovi una presunta Verità universale e tacciamo, quando oltraggiate i Crocifissi, perché è chiusa l’epoca della testimonianza brutale e irrispettosa dell’altrui libertà. Viviamo una nuova primavera, profumata di Armonia e di vera Giustizia. Benvenuti, fratelli! Vi preghiamo di aiutarci, con i vostri suggerimenti, a rimuovere quanto di retrivo e di cattolico resti ancora in noi che vi possa infastidire. Il progresso e la democrazia impongono prioritariamente il rispetto dell’uomo: Dio Stesso ne è compiaciuto! Rallegratevi, il Cattolicesimo è morto. Il nemico di sempre è stato sconfitto, anche grazie all’illuminata Gerarchia Ecclesiastica che, attraverso la sapiente gestione degli opposti, opera efficacemente alla costituzione del nuovo ordine mondiale! Ora, possiamo veramente sperare di proseguire nello slancio ecumenico che ci faccia approdare in un’èra di pace, in cui si possa realizzare la «... Convergenza generale delle religioni verso un Cristo universale (o cosmico n.d.r.) che fondamentalmente soddisferà tutti...» (dalla dichiarazione del padre Gesuita Dupuis del 24 ottobre 2003). La stessa Madre di Dio, apparendo proprio a Fatima, unico luogo del Portogallo che porta il nome della figlia di Maometto, sembra che abbia voluto rivolgerci un silenzioso invito a prendere «... seri contatti con le altre religioni, anche con gli agnostici e persino con gli atei...» (comunicato del Rettore del Santuario di Fatima del 28 dicembre 2003). La santa unità ecumenica nel pluralismo confessionale può essere raggiunta, pertanto, semplicemente vivendo nel rispetto dei sani princìpi d’egalité, liberté e fraternité. Solo così, potremo avanzare tutti verso «... una religiosità e spiritualità universali, sotto la guida di un governo mondiale che si installerà prossimamente...». (Dal discorso di Robert Muller - professore New Age - ospite del Congresso tenutosi a Fatima dal 9 al 12 maggio 1992, organizzato dall’attuale rettore del Santuario). NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 15 IN MORTE DI MARIO LUZI del prof. Dante Pastorelli Solenni funerali nel Duomo di Firenze al poeta che ha rinnegato la Fede Cattolica. Carità episcopale a senso unico. 1 L a mattina del 28 febbraio u.s. il senatore a vita e poeta Mario Luzi ha terminato, inaspettatamente, la sua giornata terrena non priva delle soddisfazioni che successo e fama, meritati in tutto o in parte o poco non importa, elargiscono. “Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”, come il Manzoni davanti alla morte di Napoleone nel 5 Maggio (io, va da sé, non sono don Lisander, e Luzi non è Napoleone), da cattolico che si sforza di praticare la carità, chino la fronte e rivolgo a Dio sincere preghiere perché accolga nella Sua pace l’anima del letterato defunto. La carità, però, mai può esser disgiunta dalla giustizia. Per questo non farò un mea culpa per quanto scritto nel mio precedente articolo. Il mio giudizio sul poeta e sull’uomo non mutano. Devo solo una rettifica: il professore aveva conseguito la sospirata cattedra universitaria. Di quell’articolo, come d’una lettera sull’argomento pubblicata da “Il Giornale” (cronaca della Toscana) domenica 23 gennaio u.s., richiamo la finale segnalazione alle alte Autorità Ecclesiastiche fiorentine dell’esplicito, pubblico rinnegamento del Cattolicesimo da parte del Luzi. La mia segnalazione è stata vana, né c’era da aspettarsi altro, coi tristi tempi che attraversa la Chiesa. La stampa per giorni e giorni ha esaltato il letterato impegnato anche in campo civile e politico, ed alti prelati, per non es16 Mario Luzi, poco prima della sua morte. ser secondi a nessuno, han levato acuti e stonati osanna quasi a cercar d’imporre a Nostro Signore il loro personale giudizio. Un solo esempio non fiorentino: il card. Ruini, stando a quanto riportato da vari giornali, ha parlato “del più grande poeta cattolico contemporaneo” ed ha espresso il cordoglio della Chiesa. Evidentemente, in questi giorni di crepuscolo del pontificato di Giovanni Paolo II, Sua Eminenza non deve aver gettato neppure un’occhiata alle gazzette che riportavano le vicende penose di cui s’era reso protagonista il Luzi novantenne sì, ma, e crediamo alle legioni di apologeti ben informati e alle interviste cui abbiamo assistito, oltremodo presente a se stesso e, pertanto, perfettamente consapevole delle parole che pronunciava: son giorni, si sa, di totopapa: gl’incontri, gli accordi, i compromessi tra gli Eminentissimi in vista del Conclave hanno subito una frenetica accelerazione e già si parla d’un conclave assai veloce. Ma Papa Woityla, tra la sorpresa generale, scompagina ogni progetto umano seppur rivestito di porpora, con la sua incredibile resistenza (si badi: scrivo a metà marzo e non so quando queste righe vedranno la luce). Ma il giorno dell’addio non può esser molto lontano. L’attenuante concessa a Ruini, però, non vale per i cardinali Antonelli e Piovanelli né per il Vescovo di Montepulciano, Chiusi e Pienza, mons. Cetoloni, i quali, con una miriade di canonici del Duomo e sacerdoti vari, al nostro letterato han riservato solenni esequie, degne dell’Alighieri, e per di più in Santa Maria del Fiore, gremita d’estimatori, molti d’alto livello politico e culturale, ma pochi, soprattutto tra questi, cattolici e ancor meno autenticamente cattolici. Il card. Antonelli, nella sua omelia, uno spropositato panegirico, ha inneggiato alla grandezza dell’uomo e del poeta, “mi“Chiesa Viva” *** Giugno 2005 te” (ma non aveva ampiamente ed incredibilmente giustificato il lancio di treppiedi contro Berlusconi?), “pensoso” e “concentrato” (in tanti abbiamo avuto l’impressione che le sue ultime interviste fossero una profluvie di parole stillanti civetterie con la “sinistra” e, comunque, tutt’altro che frutto di seria concentrazione degna d’un saggio vegliardo e non supportate da corretta, robusta cultura storico-religiosa), “testimone di una speranza più forte di ogni dramma e di ogni caducità” e, addirittura, trascinato da un inarrestabile, fumoso e retorico slancio, “il profeta dell’umanesimo aperto al mistero divino”, il cui messaggio è quanto mai attuale e “salutare antidoto alla vertigine e all’angoscia del nulla che serpeggia nella cultura del nostro tempo”. Per questo Sua Eminenza e gli altri alti ecclesiastici lo accolgono e lo celebrano in Duomo, “pensosi (anche loro!) e con profonda gratitudine: Egli dà voce alla speranza che, malgrado tutto, abita in noi”. Le vertigini, a sentir questo peana, vengono a noi, fedeli frastornati dalla vertiginosa nube di conformismo da cui sembra sia stato travolto l’illustre Presule e tutto il mondo cosiddetto cattolico: noi, ci dispiace per S. Em.za. Antonelli, mai condivideremo la sua gratitudine verso i nemici della Mistica Sposa di Cristo che, sola, dovrebbe stargli a cuore e ch’egli dovrebbe difendere da ogni sorta di nemico. Nessuna parola su quella che si potrebbe definire una vera e propria apostasia – se non giuridica e formale, inconfutabilmente morale e materiale - del poeta, nell’ela- borato discorso dell’Arcivescovo, sul suo attacco alla Chiesa Cattolica denigrata e rinnegata perché orgogliosa nel suo attestarsi, nella coscienza discriminatrice di altri credo, quale detentrice unica ed esclusiva della Verità assoluta, sulla vergognosa aggressione alla “sètta” di Comunione e Liberazione che suscitava in lui un vivo senso di ripugnanza. Avrebbe potuto, il Cardinale di Firenze, almeno accennare ai limiti più vistosi del vate di Castello, affidandone il destino eterno alla misericordia di Dio, giacché, per sua ostentata ammissione, è voluto morire fuori della Chiesa: ed è di fede che “extra Ecclesiam nulla salus”. Almeno per coloro che coscientemente se ne distaccano o la rifiutano. E quello in questione è un caso emblematico di ostinato, pubblico rifiuto. Per costoro valgono le disposizioni del Codice di Diritto Canonico che, al can. 1184 così recita: “Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati dei funerali ecclesiastici: 1° gli apostati, gli eretici e gli scismatici notori”; 2° gli altri peccatori manifesti, etc.”. Ora è innegabile che il ripudio del Cattolicesimo da parte di Luzi è stato pubblico, quindi era notorio, ed in esso convergono anche eresia, scisma e manifesto peccato, ed oltretutto alla Curia fiorentina era stata segnalato. Il senatore a vita è morto all’improvviso, poco dopo che s’era levato. Non voglio, ché peccherei gravemente, giudicare in foro interno: spero e prego vivamente, ribadi- sco che, almeno nel momento della dipartita, egli abbia chiesto perdono al Signore. Ma in foro esterno è lecito constatare che non v’è stata alcuna resipiscenza? O il nostro Cardinale ha esplicite prove del contrario? Se ci sono, i cattolici sconcertati sarebbero ben lieti di prenderne atto e ringraziare lo Spirito Santo per la Sua opera illuminatrice e salvatrice. In caso contrario, lo scandalo c’è stato, spettacolare e corrosivo della Fede. (cfr. can. cit. n.3). Invece, Sua Eminenza ha preferito, a qualche “pensosa” invocazione dell’infinita misericordia dell’Altissimo, i voli lirici che non potevano non toccare le corde più sensibili di laici e laicisti pendenti dalle sue labbra e dei cattolici malformati o disinformati, abituati, comunque, da quarant’anni in qua, a considerare una pura favola i Novissimi (Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso) e procurare un prevedibile ritorno di consensi e popolarità. Ci manca, adesso, che s’apra sollecitamente il processo di beatificazione per questo nuovo profeta fiorentino: oh, quanti ce ne son stati a Firenze! Qui, son profeti gli ex-preti - per quanto un prete possa essere ex - come il don Mazzi dell’Isolotto, gli eretici o blasfemi o perennemente disobbedienti come il Padre Balducci, il padre Turoldo e quel don Rosadoni che morì rifiutando, perché intriso d’odio, la visita di riconciliazione che il suo Vescovo, il pio card. Florit, gli aveva insistentemente offerto. (continua) PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti, infatti, il libro riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi. Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 17 INTRODUZIONE ALLA SACRA SCRITTURA del sac. dott. Giuseppe Pace 2 LA SACRA SCRITTURA È INTRINSECAMENTE DIFFICILE Nella lettera dell’apostolo Giacomo si legge che la Fede, se non ha le opere, è morta (Jac. 2, 17); e che ognuno viene giustificato in base alle opere, e non soltanto per la sua fede (Jac. 2, 24). Lutero, che insegnava diversamente, espunse dal novero dei libri ispirati la lettera di S. Giacomo, la lettera di paglia, come egli ironicamente la denominava! Negli Atti degli Apostoli, San Luca ci dice che i missionari Paolo e Barnaba, imponendo loro le mani, eleggevano i presbiteri ai quali affidavano le nuove cristianità da loro stessi fondate (A. A. 14, 22), mentre i Valdesi, ne “Il Nuovo Testamento”, con note spiegative, (Torre Pelice) 1955, insegnano che i due missionari facevano eleggere da altri, cioè dai fedeli, i propri presbiteri, come usano i Valdesi tuttora. Ancora negli “Atti”, 21, 9 leggiamo che i ldiacono Filippo aveva quattro figlie vergini, cioè non maritate, in greco parthénoi, voce che, nell’opera valdese sopraccitata, viene espressa dalla frase che erano maritate, suggerita dall’avversione dei Valdesi nei riguardi del celibato. Non è il caso di meravigliarsi: la manomissione della Sacra Scrittura fu abitudine comune a tutti gli eretici, preoccupati di avallare i propri errori ricorrendo alla Sacra Scrittura, convenientemente ri18 toccata o addirittura ridimensionata. Come potrà il semplice fedele difendersi da tali manomissioni indebite? Non certo interrogando la Sacra Scrittura stessa; ma solo ricorrendo all’autorità competente della Chiesa cattolica: Chiesa, per la quale i libri ispirati vennero per l’appunto ispirati: autorità, cui compete, in esclusiva, anche la facoltà di dichiarare autentica questa e quella traduzione della Sacra Scrittura dalle lingue originali in una qualsivoglia lingua moderna. Tuttavia, bisogna pur ammettere che non c’è traduzione, per quanto accuratamente eseguita e debitamente approvata, che equivalga perfettamente l’originale. Per questo, le traduzioni cattoliche della Sacra Scrittura sono corredate di note, ordinate anche a mettere a disposizione del lettore un testo il più possibile corrispondente a quello scritto nelle lingue bibliche, l’ebraico antico, l’aramaico e il greco ellenistico. Tuttavia, anche il possesso di tali lingue, talora non basta per afferrare il senso autentico di qualsivoglia pagina del Libro sacro. Libro? Piuttosto “libretti”, come dice esattamente la parola greca “Biblìa”. Si tratta, infatti, di una biblioteca, alla cui composizione concorsero numerosi Autori umani, amanuensi dello Spirito Santo; Autori umani che scrissero, innanzi tutto, per i loro contemporanei; e questi e quelli con mentalità e modi di esprimere sotto vari aspetti diversi dai nostri; libri ritoccati da vari redattori posteriori lungo il decorso di non pochi secoli; libri nei quali si trattano, a volte in modo alquanto promiscuo, argomenti d’indole varia: parabole, poesie, profezie, apocalissi, preghiere, lamentazioni, imprecazioni; ma principalmente, fatti storici, narrati, ora in modo piano, ora ampliati dallo stile epico, ora adornati dagli aedi popolari che li conservarono e li trasmisero da secolo in secolo oralmente, fino a quando non vennero messi per iscritto in questa o in quell’altra forma. Tradurre tutto ciò, secondo le esigenze della nostra mentalità senza guastare nulla, sarà mai possibile? “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 Per questo, il biblista impegnato si studia di tradurre il più possibile la propria mentalità moderna in quella degli antichi agiografi: opera certo non facile, che raramente può riuscire in modo perfetto, ma affascinanate e religiosamente quant’altra mai ben rimunerata. Tuttavia, la maggiore difficoltà che contrasta la retta interpretazione della Sacra Scrittura, non deriva tanto dalla sua forma letteraria, quanto dal suo contenuto. È facile convincersene, sol che si badi a quanto avviene presso quei Protestanti che ricorrono alla Bibbia come a un prontuario di ricette. In tal modo, a base di Bibbia, si possono sentire autorizzati, oggi, ad affermare una certa opinione, e, domani, la contraria; oggi, a sostenere la moralità di un certo comportamento, e, domani, a riprovarlo. Ciò avviene perché non si può prendere come norma di verità a sé sufficiente una pagina della Sacra Scrittura avulsa dal contesto prossimo e remoto. Non solo, ma lo stesso Vecchio Testamento, complessivamente, senza il suo complemento indispensabile, il Nuovo Testamento, è un libro incompleto. Un arco di pietre, per quanto solide, non si regge fino a quando non sia stata collocata, nel fastigio dell’arco, l’ultima pietra, la pietra di volta; così lo spigolo di un edificio, se non posa su salda pietra angolare, non può reggere. Questa pietra di volta, questa pietra angolare del Vecchio Testamento, non si trova che nel Nuovo Testamento. A più riprese, nelle pagine del Vecchio Testamento viene denunciata la caducità dell’alleanza antica, stretta da Dio con il popolo d’Israele, e la cessazione per questo stesso popolo del mandato di depositario delle promesse di Dio; mentre viene vaticinata la costituzione di un nuovo popolo di Dio, di un regno di Dio universale, di una nuova e imperitura alleanza. Sì, il Vecchio Testamento è un libro interrotto a metà, che esige, a complemento indispensabile, il Nuovo Testamento; e l’uno e l’altro, a loro volta, esigono il Magistero ecclesiastico autorevole. Proprio così: la Bibbia, anche perfettamente completa di Vecchio e di Nuovo Testamento, non è tuttavia auto-sufficiente: non è, infatti, che una parte, certo di incalcolabile valore, della Sacra Tradizione, del depositum fidei, e solo inserita nella Sacra Tradizione divinene luminosa e perspicua. Ecco perché quei Figli d’Israele che considerano tuttora il Vecchio Testamento come completo e auto-sufficiente, nell’interpretarlo si smarriscono, e finiscono per ritenerlo semplice raccolta di libri di letteratura nazionale antica, ma non più ispirati da Dio; oppure, restando ad essi ciecamente devoti e sforzandosi di ispirare ai medesimi la propria condotta privata e collettiva, ris“Chiesa Viva” *** Giugno 2005 chiano di ritenere comando di Dio la prosecuzione delle proprie mire terrene; fino a quando un qualche clamoroso fallimento non li lasci confusi e dolenti presso un qualche altro “Muro del Pianto”. L’ISPIRAZIONE BIBLICA La tradizione ebraico-cattolica, riconfermata solennemente nel Concilio di Trento, afferma che l’Autore della Sacra Scrittura è Iddio stesso; ma riconosce anche che Iddio non ne è l’unico Autore: a ragione si parla di Leggi di Mosè, di Salmi di Davide, di Proverbi di Salomone. Iddio, infatti, volle servirsi, a modo di strumenti intelligenti e liberi, di collaboratori umani, a volte coscienti di parlare o di scrivere in nome di Dio, come quando Davide e Golia. certi Profeti proclamavano alle folle gli oracoli di Yahwèh; altre volte, invece, del tutto inconsci della Provvidenza divina, tutta speciale, che vegliava sul loro lavoro, illuminava la loro mente, dirigeva la loro volontà, tanto da ottenere che trasmettessero fedelmente agli uomini, mediante i loro scritti, il messaggio di Dio. In questa azione dello Spirito Santo sulla mente e sulla volontà dell’agiografo, consiste essenzialmente la sacra ispirazione, secondo la definizione classica della medesima, stilata da Leone XIII, il 18 novembre 1893, nell’enciclica “Providentissimus Deus”. Tali strumenti umani, nello scrivere, nel ritoccare, nel ridimensionare i libri ispirati, lasciarono in essi la propria impronta, in modo analogo a quanto avviene di un pennino che, pur tracciando fedelmente le consonanti e le vocali volute da colui che impugna la penna, le traccia, tuttavia, più o meno fini, più o meno intozzate, a seconda della forma e dell’elasticità della propria punta. Ciononostante, anche la forma letteraria si deve dire ispirata, in quanto è lo Spirito Santo che elesse questo piuttosto che quell’altro strumento umano, appunto perché, in consonanza con la propria personalità e temperamento e sensibilità artistica, avrebbe usato un certo genere letterario piuttosto che un altro: anche la forma del pennino viene scelta dallo scrivente, quando sceglie quel certo pennino. San Luca ci assicura di non essersi accinto a comporre il suo Vangelo che dopo aver investigato diligentemente ogni cosa sin dall’inizio (Luca 1, 3). Tanto cura sarebbe stata superflua se lo Spirito Santo gli avesse dettato quanto egli mise per iscritto. Se si prende la parola “dettato” nel suo senso più stretto e rigoroso, la sacra ispirazione non può essere dichiarata propriamente “dettato dello Spirito Santo”. Negli “Atti” 23, 26-30, San Luca inserisce di sana pianta la lettera inviata al Procuratore romano Felice dal tribuno Claudio Lisia: lettera nella quale Claudio Lisia, mentendo, afferma di essere corso a salvare Paolo aggredito dai Giudei, appena seppe che Paolo era cittadino romano. Anche tale lettera si può dire ispirata, non meno che ogni altra pagina degli Atti, non in quanto sia stato ispirato Lisia a scriverla, e tanto meno a mentire, ma in quanto venne ispirato San Luca, affinché la inserisse negli Atti. Così si dica della sentenza del Sinedrio: Reus est mortis! (26, 66). Lo Spirito Santo ispirò San Matteo a collocarla nel suo Vangelo; ma fu il demonio a ispirarla ai sinedristi, non lo Spirito Santo! Consideriamo ancora la lettera di Lisia per una precisazione ulteriore. Detta lettera non rivela una qualche verità, altrimenti inaccessibile alle capacità conoscitive naturali dell’uomo: tutto quello che vi si legge, è uscito dalla mente e dalla fantasia di Lisia: tutto ciò che vi si contiene, è ispirato; nulla di ciò che vi si contiene è rivelato. Non tutto ciò che è ispirato, è necessariamente anche rivelato. La sacra ispirazione ha un’estensione maggiore della divina rivelazione. Ecco perché non fa difficoltà ammettere come ispirati nella Bibbia anche dei semplici ornamenti pittorici, quali, ad esempio, i riferimenti al cane che accompagna Tobia e l’arcangelo Raffaele, lungo il viaggio, che precede costoro alla casa dove li attende Tobia, il vecchio, cui annunzia il ritorno del figlio, menando festosamente la coda (Volgata-Tobia 6, 1; 11, 9). (continua) 19 TORRI GEMELLE IL GRANDE INGANNO del sac. D. E. 2 7) Previe speculazioni di borsa A partire da tre settimane prima dell’11 sett. Qualcuno cominciò a vendere azioni insolitamente elevate delle compagnie aeree ed assicurative, e di società residenti nelle Twin Towers, poi coinvolte nel disastro. In particolare. ci furono grandi speculazioni con l’insider trading: ossia con forti vendite “putt” allo scoperto (cioè, senza possedere i titoli, ma impegnandosi a consegnarli a date stabilita) sperando che (al momento dell’acquisto sul mercato, per la consegna reale) le quotazioni siano calate e lucrando sulla differenza. Il 7 sett. Furono vendute 4744 opzioni ‘putt’ dell’United Airlines, e il 10 sett. 4516 opzioni ‘putt’ dell’American Airlines. È una manovra superiore del 600% dei movimenti normali. È risaputo che CIA e FBI, con il programma Promis, monitorano costantemente queste operazioni di Borsa speculative, quali possibili segnali di imminenti attentati terroristici, o di condotta economica sospetta. Dunque, qualche grosso investitore ha saputo in anticipo degli attacchi. E ha fatto speculazioni. Ma chi? La logica direbbe Bin Laden o i suoi collaboratori. E invece le rivelazioni sui profitti ottenuti con l’insider trading in relazione agli attacchi dell’11/9 puntano ai livelli più alti del mondo degli affari USA e della CIA. Le prime indagini arrivarono a A.B. Krongard, ex dirigente di Banca e attuale n. 3 della CIA. Dopo di che, tale argomento è scomparso dai media, e non se ne sentì più parlare. 20 9) Altri erano già informati L’Odigo di New York, una società di messaggi istantanei, ha ricevuto comunicazione scritta che li avvertiva di un attacco al WTC due ore prima che gli aerei colpissero (Washington Post 28 sett.). Il sindaco di San Francisco, W. Brown ha affermato di essere stato avvertito il 10 sett. dalla sua “sicurezza aereoportuale” di non prendere aerei il giorno successivo (Radio KSFO). Delmart Vreeland, in prigione a Toronto, in Canada, il 12 agosto mette per scritto quello che sarebbe avvenuto a New York, chiude il foglio in busta, lo consegna e chiede all’autorità di protocollarlo (Toronto Star, 23 ott.). Le due Torri Gemelle di New York. 8) Gli israeliani erano informati Vi è stato solo un morto israeliano tra le vittime dell’attentato del 11 settembre alle Torri Gemelle, tra gli oltre 4000 abitualmente presenti. Per quel giorno, tutti gli israeliani hanno chiesto ferie. È evidente che sono stati informati in tempo dal Mossad (i servizi segreti israeliani). 10) Gli spostamenti previ al Pentagono L’aereo che colpì il Pentagono, se l’avesse fatto una settimana prima, avrebbe distrutto uffici-chiave per le operazioni del Pentagono ed ucciso molti funzionari superiori. Ma proprio la settimana prima dell’impatto, quegli uffici e personale furono trasferiti in un altra ala. E lì restarono uffici e personale di livello minore. Anche questa informazione venne tacitata velocemente. 11) Spie israeliane a New York esultano L’11 settembre, 5 persone stavano su un tetto di Hoboken, al di là del fiume Hudson, e guardavano in direzione delle Torri gemelle, e han fatto festa al momento del crollo. Qualcuno ha chiamato la polizia ed “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 è risultato che erano israeliani, avevano lavorato per una impresa di trasporti, che i loro visti erano scaduti. Si sono rifiutati di dire di più. Sono state identificate poi come spie, ed espulsi. 12) Dopo soli 25 giorni, la macchina bellica è già pronta per la guerra in Afganistan Le persone con esperienza militare hanno suggerito che non sarebbe logisticamente possibile organizzare un’operazione militare della vastità di quella lanciata dagli USA contro l’Afghanistan nel giro di soli 25 giorni. A meno che non fosse già stata programmata prima. Facendo un confronto, il tempo impiegato dagli USA per essere pronti per l’attacco all’Iraq, nel 1991, fu di 4 mesi e mezzo. Vero che l’operazione in Iraq era molto più grossa, ma il terreno dell’Afghanistan è uno dei più complessi al mondo, mentre l’Iraq uno dei più semplici. (come lo è il sorvolo del centro di New York e l’avvicinamento al Pentagono). L’attivazione di queste non richiede ordini superiori: è automatica. Quando un aereo, per qualsiasi motivo esce di rotta la NORAD (rete radaristica delle torri di controllo) immediatamente lo segnala ai comandi dell’aviazione militare più vicini. Aerei da caccia F 16 decollano immediatamente (viaggiano a 2 volte la barriera del suono) e nel giro di 5-10 minuti, l’aereo fuori rotta viene intercettato. Per veri- I FATTI DELL’11 SETTEMBRE 13) Sorprendente incapacità investigativa e preventiva di tutti i servizi segreti USA Secondo la versione ufficiale l’attentato terroristico ha colto impreparati i servizi di sicurezza che non potevano prevedere una cosa del genere. Ciò è falso: sin dai tempi della guerra fredda questo tipo di attacco terroristico era all’attenzione dei servizi di sicurezza Usa; ce ne parla ampiamente, ad esempio, il numero di novembre ‘94 di Time Magazine. Persino a Genova, in preparazione del G8, l’ipotesi di attentati terroristici di quel tipo era stata attentamente considerata dai servizi di sicurezza. Quanto all’informazione è assurdo che i servizi segreti americani (CIA, FBI, DEA, INS, e servizi militari, ecc., pagati circa 30 miliardi di dollari all’anno), non conoscessero quanto già politici, militari ed altri servizi e civili conoscevano. Anzi i servizi USA erano stati espressamente informati da altri servizi (cf n. 7). 14) L’aviazione militare è stata tenuta a terra L’USAF ha una serie di regole ben collaudate per affrontare le attività aeree fuori programma (basta che l’aereo esca di 15 gradi = 6 Km dalla rotta). Specie se l’aviogetto entra in zona aerea vietata “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 Le due Torri Gemelle in fiamme. ficarne le cause (malfunzionamento, meteo, malore, dirottamento, ecc..) e per fornire l’aiuto nelle comunicazioni o nelle difficoltà di navigazione, raccogliendo informazioni sulla situazione dell’aereo in difficoltà, un avvio per le operazioni di soccorso, se dovessero essere necessarie nel caso di caduta, e protezione nel caso si pensi che possa essere minacciato da altro aereo ostile. Solo in casi di estrema necessità, e se l’aereo minaccia di compiere più gravi danni, viene dato l’ordine di abbatterlo. Vi è la prova incontrovertibile che la mattina dell’11 settembre L’U.S.A.F. è stata completamente “lasciata a terra”, attra- verso tutto il paese, e rimessa in moto solamente dopo gli attacchi. Ciascuno degli aerei dirottati doveva, e normalmente sarebbe successo, far scattare le procedure di segnalazione e di intercettazione anche prima che fosse evidente che vi erano intenzioni ostili. Le misure di sicurezza, vennero sospese mentre gli attacchi erano in corso, e ristabilite solo dopo che questi si erano conclusi. Il primo dirottamento avvenne alle 8.20. La prima Torre fu colpita alle 8.46; Il secondo dirottamento alle 8.42 e la seconda Torre colpita alle 9.03; il terzo è dirottato alle 8.46 e colpisce il Pentagono alle 9.37. C’era il tempo per dare l’allarme e per intercettarli. Il quarto aereo, segnalato dirottato alle 9,16, si afferma che è schiantato vicino a Pittisburg in Pensylvania alle 10,06, ma in realtà sembra che non è caduto: è stato colpito e abbattuto mentre era in volo; infatti, i suoi resti sono stati trovati su un diametro di 8 miglia (= 13 km). Nel caso del primo aereo, i caccia né sono arrivati in tempo, né non sono partiti dalle basi più vicine. La base di Atlantic City è a 160 Km, a 5 minuti di volo da Manhattan! Nel caso degli altri due aerei non vi è assolutamente nessuna scusa per non averli intercettati prima del momento finale. Il caso dell’aeroplano che colpì il Pentagono è particolarmente evidente. Dopo aver saputo che l’aereo aveva un grave problema, fu in grado di cambiare rotta e dirigersi su Washington, per circa 45 minuti, volare oltre la Casa Bianca e schiantarsi sul Pentagono con nemmeno un tentativo di intercettazione, con due squadroni da caccia F 16 pronti ad intervenire, stazionati nella base di Andrew a 10 miglia dal Pentagono. Cioè, l’aereo che si schiantò sul Pentagono continuò a volare, senza nessun tentativo di intercettazione, per circa altri 40 minuti dopo che il secondo aereo aveva già colpito il WTC. Con i caccia della difesa aerea in servizio permanente a 10 minuti, e con almeno 40 minuti di preavviso, i vertici militari USA permisero che il loro cervello nevralgico militare” venisse attaccato senza tentare una reazione. Ne risulta che la procedura di intercettazione è stata tenuta bloccata per almeno 75 minuti, e solo un ordine dagli alti comandi può bloccarla. (continua) 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa La fine del 1856 fu un periodo importante per le operazioni mazziniane nel regno di Napoli. Un agente di Cavour, a nome di Enrico Misley, massone degli alti gradi, aveva presentato, pochi anni prima a Mazzini, a Londra, il barone Bentivegna, siciliano affiliato alle Logge. Crispi, dal canto suo, aveva accreditato Bentivegna con una lettera a Lemmi, al quale da tempo Mazzini si rivolgeva spesso per consigli. Il barone strinse amicizia con Adriano, divenendone un amico molto stretto. Verso il settembre 1856, il Comitato Centrale Europeo di Mazzini decise l’assassinio del re di Napoli e di scatenare, contemporaneamente, una rivoluzione in Sicilia. Bentivegna fu scelto per fomentare la rivolta, mentre Lemmi s’incaricò dell’assassinio. Si era progettato di far saltare per aria Ferdinando II per mezzo di una bomba che un affiliato fanatico doveva gettare sotto la carrozza reale, durante una passeggiata pubblica di Sua Maestà. Per l’organizzazione dell’assassinio, Mazzini lasciava piena libertà a Lemmi, e questi scelse un ebreo lombardo, a nome Giosuè Possano, il quale aveva trovato le composizioni chimiche degli ordigni. Sotto falso nome, Adriano andò a Palermo, dove trovò tutto pronto per la rivolta, e da dove scrisse a Mazzini annunciandogli che «gli affari saranno fruttuosi in Sicilia». Poi, andò a Napoli, dove l’assassinio era stato fissato per il 22 novembre, giorno in cui sarebbe scoppiata la rivoluzione in Sicilia. Il Barone Bentivegna aveva fornito a Lemmi un giovane dei dintorni di Mesina, un certo Filippo Carabi, che fu suo compagno di viaggio. Giunti a Napoli, e scelti due diversi alberghi, i due si diedero appuntamento per la domenica nelle cave di pietra di Pianura, per fare le prove con la bomba. Disposero la bomba e l’accesero a distanza con una lunga miccia che bruciava lentamente. L’esplosione fu terribile; fu tanto distruttiva, infrangendo un enorme masso, che il giovane Carabi comprese che, gettando la bomba sotto il cocchio reale, egli sarebbe stato fatto a pezzi insieme a Ferdinando II. Prendendo la scusa di essere l’unico sostegno della sua vecchia madre, egli, dopo aver giurato che avrebbe mantenuto il segreto, consigliò Lemmi di trovarsi un altro esecutore dell’assassinio. Contrariato per questo rifiuto e, anch’egli molto attaccato alla sua preziosa esistenza, per non portare a termine l’assassinio di persona, Lemmi giurò di castigare il siciliano. Infatti, il povero Filippo Carabi fu assassinato, cinque anni dopo, in una Loggia di Napoli, un giorno che egli vi si era recato senza alcun sospetto. Questo delitto fu commesso con una ferocia e una destrezza inaudita: gli archivi del Direttorio di Napoli ne danno i più minuti particolari: il se- 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. questro di Carabi nel 1861, il suo processo svoltosi davanti a un tribunale segreto, la tortura spaventevole che gli si fece subire, e l’estremo supplizio posto in esecuzione nel più profondo mistero. Scoppiata la rivolta in Sicilia, Lemmi si mise in contatto diretto con vari capi massoni napoletani, che lo consigliarono di non far uso di una bomba, ma di un pugnale, e che gli proposero, il 4 dicembre, in casa di un mazziniano a Torre del Greco, due militari affiliati: Giusepe Locuti e Agesilao Milano. L’emissario del Comitato mazziniano di Londra scelse il Milano. L’8 dicembre 1856, nel momento in cui Ferdinando II passava in rivista l’esercito di Napoli, il soldato Agesilao Milano si staccò improvvisamente dalle file e tirò due violenti colpi di baionetta al re, colpendolo in mezzo al petto. Per fortuna, la baionetta si curvò e Ferdinando non fu nemmeno ferito. Tratto in arresto, Milano fu giudicato, condannato a morte e giustiziato. Mazzini fece coniare una medaglia commemorativa in onore dell’assassino, qualificato come “martire”. Nel frattempo, l’insurrezione in Sicilia fu repressa, il barone Bentivegna fu catturato e fucilato il 20 dicembre. Il Governo reale ebbe la prova dell’esistenza di una congiura e si credette che tutto fosse stato organizzato dal Comitato di Londra; gli stessi massoni, eccetto Bentivegna, ignoravano la vera identità di Lemmi, ma questo è stabilito dal processo massonico di Filippo Carabi, esistente negli archivi del Direttorio di Napoli. 1 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi 1895. pp 21-25. “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Egregia Direzione di “Chiesa Viva”, (...) vorrei l’elenco delle Vostre tanto eroiche e pregevolissime pubblicazioni. Con lo zelo, con il coraggio, con la Fede cristiana, date l’esempio fulgido che induce all’emulazione. Grazie! (R. G. - Padova) *** Colgo l’occasione per ringraziare il Rev.do Don Villa e tutti i suoi collaboratori per la preziosa opera a difesa del Cattolicesimo romano. Che Dio ve ne renda merito! In Cristo obbligatissimo, Vi saluto fraternamente! (D. A. - CE) *** Reverende Operaie di Maria Immacolata, sono un giovane uomo di 38 anni, di nome Piergiorgio - Nei giorni scorsi nel Duomo di Cuneo, mia parrocchia, ho trovato una rivista del titolo “Chiesa Viva”. L’ho letta con interesse e con condivisione. È assolutamente vero che il neo-modernismo, in questi ultimi decenni, sta dilagando, producendo una grande quantità di cose storte e discutibili. Penso all’orientamento principale della Chiesa di oggi - cioè l’ecumenismo a tutti i costi. Penso all’introduzione della Comunione sulla mano. Penso alla nascita di numerosi movimenti e gruppi cosiddetti “ecclesiali”, ma che non trasmettono assolutamente la Verità, quella insegnata da sempre dalla Tradizione bimillenaria della Chiesa. Alla luce di tutte queste tristi realtà, è tuttavia consolante che ci siano riviste come la Vostra che riescono a mettere in risalto tutti questi errori. Se possibile, mi piacerebbe ricevere un paio di copie in omaggio di questa Rivista, al fine di fare l’abbonamento per il prossimo anno. Complimentandomi con Voi per il prezioso lavoro e servizio, Vi ringrazio e saluto cordialmente. (P. V. - CN) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 ERESIE DEL MOVIMENTO NEO-CATECUMENALE di P. Enrico Zoffoli Scopo principale del saggio è di far conoscere al grande pubblico le premesse dottrinali del Movimento Neocatecumenale, essendo ancora inedita e riservatissima ai suoi “Catechisti” l’unica fonte a cui attingo. Il saggio, inoltre, dovrebbe anche servire di stimolo per la Gerarchia cattolica a tutti i livelli perché - sia pure con grave ritardo - si opponga alle eresie propagate ovunque dal Movimento, a cui si deve in gran parte l’attuale disorientamento dei fedeli e l’incombente minaccia della disgregazione della Chiesa. La verità non teme la luce, e sa reagire contro tutte le manipolazioni della miscredenza e del fanatismo, soprattutto in difesa della Fede, oggi minacciata ovunque dal presuntuoso rifiuto di un Magistero contro il quale il Potere delle tenebre non potrà mai prevalere. Esaurita in poco più di due mesi la seconda edizione, questa terza (che potrebbe dirsi anche “quarta”, perché il saggio apparve nel mio volume “La Confessione ancora necessaria?”) è stata ritoccata con l’aggiunta di chiarimenti e sviluppi volti a favorire una più ampia e approfondita conoscenza dell’argomento. Ringrazio quanti mi hanno incoraggiato nella delicata e ardua impresa, anche contribuendo alla diffusione dell’opuscolo. Per richieste: Edizioni Segno Via Piave, 29 33100 Udine Tel. 0432 609088 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo è stato frustato a morte. Kang Cristiano di Wenguta. Di circa 40 anni. Era capo di una famiglia cattolica molto rispettata. Venne fatto prigioniero perché suo figlio, un combattente contro i comunisti, era riuscito a fuggire. Dopo esser stato tenuto come ostaggio per qualche tempo, mentre era ancora vivo, gli venne tolto il cuore, provocandone la morte. Nella stessa occasione, sua moglie, una sua figlia sposata e due suoi nipoti furono frustati a morte. (continua) GIUGNO 2005 SOMMARIO Martiri in Cina ECCELLENZE – CARDINALIE VESCOVI – SVEGIATEVI! di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEILONGJIANG L’8 gennaio 1948, P. Ambros Rust fu portato per la città, torturato, privato di tutto. Contemporaneamente, due cristiani furono incarcerati; una catechista, frustata fino a morire davanti ai suoi occhi. Così avvenne per le altre residenze finché tutti i missionari furono cacciati. Nonostante l’annientamento da parte dei comunisti di tutte le religioni, non escluse quelle pagane, i missionari erano sempre determinati a difendere il gregge e ad essere testimoni del vangelo. Uebelmann e Ballhalder rimasero a Qiqihar quando ottennero la libertà e si occuparono di lavori come fabbro e cestaio. Furono di conforto ai confratelli. Kuttel e Frei, dopo l’esproprio, vissero in una povera capanna e ne costruirono il pavimento. Haiu, Heusch e de Boer a Mankon, Laha e Talai curavano il bestiame, Andres, Burke, Herrmann, Kaufrnann, Rust si guadagnavano il pane assistendo i malati, o come fuochisti. Nel novembre del 1953, tutti i missionari rimasti comparvero in tribunale e furono cacciati dal paese. Fu ucciso il bestiame. Un cattolico A Laha, durante un giudizio popolare, venne percosso a morte sull’altare dinanzi ai cattolici radunati. Era il marzo 1948. Cheng Guozhi Tomaso Della provincia di Hebei. Catechista, sposato. È morto in prigione nel mese di marzo 1948, nella città di Qiqihar. 24 Zhang Catechista, sposato e ricco. Venne giustiziato nel 1948. Zhang Del villaggio di Tsin-shan-p’u. Era stato rappresentante della città durante l’occupazione giapponese, e per questo era fuggito all’arrivo dei comunisti. Saputo che suo fratello era stato arrestato al suo posto ed era stato sottoposto a tortura, ritornò e si consegnò ai comunisti. Tre giorni dopo venne frustato a morte. Fu Un cristiano di Ilaha. Fervente diffusore della fede, gli sono attribuite molte conversioni. Manteneva anche catechisti a sue spese, quando ce n’era bisogno. È stato picchiato a morte. Pain Un cristiano di T’u-ch’eng-ko. È stato picchiato a morte. Sun Cristiano di Pai Chuan. Personalità molto rispettata tra i cattolici, è stato fatto prigioniero e frustato a morte. Yang Cristiano di Lung Ho. Anche dopo l’ultima visita dei missionari e l’arrivo dei comunisti, Yang ha continuato ad invitare i cattolici in chiesa, a condurre le preghiere e predicare. Catturato dalle nuove autorità N. 373 2 Telegramma di auguri a Papa Benedetto XVI 3 Eccellenze - Cardinali e Vescovi svegliatevi! del sac. dott. Luigi Villa 8 Un libro ignoto del sacerdote Karol Wojtyla la Direzione di “Chiesa viva” 10 Il massacro dei cristiani armeni 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Fraterna Caritas della dott.ssa M. Pia Mancini 16 In morte di Mario Luzi (1) del prof. D. Pastorelli 18 Introduzione alla Sacra Scrittura (2) del sac. dott. G. Pace 20 Torri gemelle: Il grande inganno (2) del sac. D.E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XVII Domenica del T. Ord. alla Assunzione della Beata V. Maria) “Chiesa Viva” *** Giugno 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 374 LUGLIO-AGOSTO 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità MASSONERIA IL NEMICO UN ENNESIMO ATTACCO DELLA MASSONERIA CONTRO LA CHIESA CATTOLICA del sac. dott. Luigi Villa È costituito dai “i 10 comandamenti dei massoni” nella loro lotta contro Roma: 1) La roccia di Pietro deve essere spaccata. Vi sono circa 2500 Vescovi (allora) nella Chiesa, quindi, la dobbiamo spaccare in 25.000 pezzi!.. Al Papa e ai Vescovi dobbiamo togliere il potere, mediante le decisioni maggioritarie di diversi “collegi democratici”, ove noi insedieremo i nostri affiliati... Lo giustificheremo col dirlo “un Cristianesimo maggiorenne”... 2) Trasformare la coscienza del bambino - rapporto padre-figlio - in un rapporto di cameratismo; 3) Eliminazione di ogni tradizione; 4) Esautorazione dei Vangeli - mettere in dubbio le verità di Fede! 5) Riforma liturgica: sopprimere la lingua latina obbligatoria, per creare confusione babilonica nelle varie liturgie; 2 6) Togliere il complesso di colpa, la coscienza del peccato; 7) Svuotare le chiese: dalla “Presenza Reale” dall’altare in “mensa”, dalle immagini sacre... 8) Trasformare la “professione di Fede” in una concezione esistenziale della fede; 9 Escludere la Madre di Gesù dalla vita ecclesiastica; 10)Abbreviare il tempo della preghiera, per dare più spazio a un cristianesimo attivo. Nei documenti della “Haute Vente” (Alta Vendita) dei Carbonari si legge: «Nel raggio di un secolo, i Vescovi e il clero presumeranno di seguire le insegne della chiave di San Pietro, e invece seguiranno la nostra bandiera!». Difatti, un “foglio” dei massoni francesi, “L’humanisme”, nel novembre-dicembre 1968, pubblicava un “bilancio” sull’applicazione dei Decreti conciliari, e una “previsione” del dopo Concilio. Vi si legge: «Le colonne della vecchia Chiesa crollate più facilmente sono: “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 1) Il dogma dell’infallibilità del Papa: (“collegialità”...); 2) La “Presenza Reale” di Cristo nel Sacramento dell’altare: (inter-comunione - concelebrazione di preti cattolici con pastori protestanti - Comunione sulle mani - abolizione dalle genuflessioni...); 3) Declassamento del Sacramento della Confessione: (diminuzione del senso del peccato - confessioni in massa inoculamento dell’idea che il peccato era una interpretazione pessimistica della Bibbia da parte della filosofia medioevale...)». Cose che oggi, le vediamo già attuate. AUTO-DISTRUZIONE DELLA CHIESA Nell’udienza del 15 luglio 1970, Paolo VI ebbe a dire: «Un secondo aspetto che oggi attira l’attenzione di tutti è la situazione presente della Chiesa paragonata a quella anteriore al Concilio... In molti settori, fino ad ora, il Concilio non ci ha dato la tranquillità desiderata; piuttosto ha suscitato turbamenti e problemi». È una “dichiarazione”, fatta cinque anni dopo il Vaticano II, dal “testimone” più autorizzato del Concilio... È una vera confessione di “scacco clamoroso!”. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 Eppure, neppure oggi, dopo tanti anni di “aggiornamenti”, la Chiesa si è tranquillizzata, anzi!.. non ha risolto alcun problema! Sentiamo un altro “teste” di valore: il card. Ratzinger. Nel suo “Rapporto sulla Fede” (1985) dice: «I Papi e i Padri conciliari si attendevano una nuova unità cattolica e, invece, ci si è avviati verso un dissenso che, per riprendere le parole di Paolo VI, sembra esser passato dall’auto-critica all’auto-distruzione. Ci si attendeva un nuovo entusiasmo e invece ci si è persi nella noia e nello scoraggiamento; si aspettava un passo innanzi, e, invece, ci si é trovati dinanzi a un processo evolutivo di decadenza, sviluppatosi in larga misura col richiamo a un preteso “spirito del Concilio” che, in tal modo, lo ha vieppiù discreditato»! Da notare che dieci anni prima, il card. Ratzinger aveva già detto: «Bisogna affermare, a piena voce, che una riforma reale della Chiesa presuppone un abbandono, senza equivoci, delle vie erronee di cui sono ormai incontestabili le catastrofiche conseguenze». E parlando degli uomini Chiesa, lo stesso card. Ratzinger aveva detto: «Sotto l’urto del post-concilio, i grandi Ordini Religiosi hanno vacillato, hanno subito forti emorragie, hanno visto la riduzione dei nuovi ingressi (vocazioni) a limiti mai raggiunti prima, e oggi ancora sembrano scossi da una crisi di 3 identità(...). Sono spesso gli Ordini tradizionali più “colti” e meglio “equipaggiati intellettualmente” a subire le crisi più gravi». La Rivista “MISSI”, nel n. 4 di aprile-maggio 1978, portava questa statistica dal 1964 al 1977, di “perdite” effettive: Benedettini: 2.463 - Cappuccini: 3.276 - Salesiani: 4.507 - Francescani: 5.636 Fratelli delle Scuole Cristiane: 6.497 - Gesuiti: 7.930 - Domenicani: 7.570... A questo calo continuo degli Ordini e Istituti Religiosi, va aggiunto: – L’abbandono del sacerdozio; il matrimonio dei preti! (sembra esser ritornato il tempo di Lutero!)... – L’uscita dai Conventi femminili: oltre duecentomila!!! – La rarefazione crescente delle vocazioni; tanto per il clero secolare che per il clero regolare e le Religiose!.. Si continua a chiudere Conventi e Seminari diocesani, (ovunque...). Un esempio: in tutta la Francia, le ordinazioni sacerdotali, nel 1964, erano ancora 646; nel 1978, erano già scesi a 78! Oggi, a due decine!...Ormai, in Francia, si fanno la “Assemblee domenicali”... senza prete! *** E si pensi alla “secolarizzazione” degli ospedali, cliniche, dispensari... per mancanza di Religiosi e Religiose! Si pensi alla “partecipazione” alla Messa domenicale, scesa a un minimo di cifre impressionabili!... – Si pensi ai “nuovi catechismi”, usciti ancora prima del presunto “catechismo universale”, che hanno svuotato il dogma, seminato dubbi e quasi distrutto la Fede! – Si pensi alle “conversioni”, quasi cessate, dovunque!.. Siamo allora sinceri: è questa la “primavera della Chiesa” di Papa Giovanni XXIII? Son questi i “frutti” del Vaticano II?.. Lo stesso Paolo VI ha dovuto constatare e confessare questa autentica “auto-distruzione” della Chiesa! E ragioniamo: mentre tutti gli altri Concili hanno riformato gli uomini di Chiesa, il Vaticano II ha preteso di “riformare” la Chiesa stessa! L’“aggiornamento”, infatti, fu il “leitmotiv” di Gio4 vanni XXIII e dei Padri conciliari. Così nacque la “riforma” di Paolo VI, che si chiamò addirittura “nuova Pentecoste”, lasciando intendere che il Vaticano II era addirittura “il più grande di tutta la storia”, “il più importante di quello di Nicea” (Paolo VI)! In cui fu proclamata la divinità di Cristo!.. Si giunse, così, a parlare di “riforma radicale” per tutti i cambiamenti imposti in ogni settore. L’“aggiornamento”, quindi, non è stato che una vera e propria “liquidazione” del passato! Il motivo? I vecchi otri della “prima Pentecoste” - si disse - non potevano più contenere il vino della “nuova Pentecoste”! Tutto doveva essere venduto, rinnovato in una “nuova Chiesa”, quella “conciliare”! Ma allora, è ancora la Chiesa di Cristo e dei suoi Apostoli questa “nuova Chiesa del Vaticano II”? LA GRANDE LIQUIDAZIONE AVVENUTA Basti un solo accenno alla vastità di questa liquidazione: a) Tutto il “materiale liturgico”: gli altari, le balaustre per la Comunione, gli inginocchiatoi, i paramenti sacerdotali e quelli vescovili, diventati come quelli dei preti, dei diaconi, dei chierici - i messali; il Rituale dei Sacramenti... Tutto è stato cambiato!.. Si sa che la Chiesa esprime la sua Fede attraverso la sua orazione ufficiale - lex orandi, lex credendi! - quindi: la Fede della “nuova Chiesa” è ancora quella della Chiesa di Trento e degli altri Concili “de fide”?). b) Hanno cambiato i manuali di insegnamento religioso: i catechismi (bambini, adolescenti, ragazzi, adulti); la “nuova teologia” nei seminari e negli Scolasticati Religiosi, perché il “tomismo” sarebbe superato dalla nuova ottica del Vaticano II! c) Il “lavaggio del cervello” del personale ecclesiastico, un vero cambiamento di mentalità e di spirito, per dare una nuova visione della Chiesa; così i Religiosi e le Religiose avendo uno spirito particolare, modellato sulle loro Costituzioni e Regole, vennero “riformati”, ossia: tutte le Congregazioni maschili e femminili, contemplative e attive, caritative e inse“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 gnanti... han dovuto “liquidare” le loro Costituzioni e Regole, ricevute dai loro Santi Fondatori, già approvate dalla Chiesa pre-conciliare!.. d) Il clero secolare: giudicati, adesso, come inadatti al “nuovo corso”, ben diverso dalle formazione ricevuta nei “vecchi seminari”, sono stati riciclati con corsi appositi e i renitenti vennero messi al bando o accantonati!.. e) I Vescovi: quelli considerati “vecchi” furono scavalcati con altri nuovi, “progressisti”. Fu ridotto arbitrariamente anche il limite della loro età (75 anni!), per poterli sostituire, così, con altri “innovatori”! E per ridurre all’impotenza quelli ancora legati alla Tradizione, coscienti della loro responsabilità di “episcopi”, fu inventata la “Collegialità”, un’autentica “evirazione” dei successori degli Apostoli! f) I Cardinali: per evitare che quelli, legati al passato, potessero far propaganda, in Conclave, contro i progressisti, furono decapitati a ottant’anni! *** Quello che ho scritto, è stata solo una breve lista di cose e di fatti che non sono certo un allegro messaggio, ma un segno di preoccupazione per il bene della Chiesa, nostra SS. Madre!.. Lasciamo il giudizio a chi lo deve fare, ma non chiudiamo gli occhi sulla Storia!.. Il Papa Onorio fu anatematizzato dal VI Concilio Ecumenico per i suoi falsi insegnamenti. È un “fatto” storico, come lo sono quelli di oggi! Leggiamo, per questo, le “istruzioni segrete” dei capi dell’Alta Vendita, attorno al 1820: «Il lavoro che stiamo per intraprendere... può durare molti anni, forse un secolo... Quello che dobbiamo cercare e aspettare, come i Giudei aspettano il Messia, è un Papa secondo i nostri bisogni... per spezzare con lui la roccia sulla quale Dio ha costruito la Sua Chiesa... Noi avremo il mignolo del successore di Pietro coinvolto nel complotto... Per assicurarci un Papa secondo il nostro cuore, si tratta, prima di tutto, di formare una generazione degna del regno che noi desideriamo... Fatevi una reputazione di buon cattolico... Questa reputazione darà facile accesso alle nostre dottrine tra il giovane clero... In qualche anno, questo giovane clero, che avrà “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 per forza invaso tutte le funzioni... sarà chiamato ad eleggere il Pontefice... e questo Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente... imbevuto di princìpi umanitari che noi stiamo per mettere in circolazione...»... E ancora: «Noi dobbiamo riuscire, attraverso dei piccoli mezzi ben graduati, a far trionfare l’idea rivoluzionaria attraverso un Papa... Questo progetto mi è sempre parso d’un calcolo sovrumano». Per questo, nel piccolo “esorcismo” di Leone XIII, leggiamo: «Ecco che dei nemici astutissimi hanno riempito d’amarezza la Chiesa, sposa dell’Agnello Immacolato, l’hanno imbevuta d’assenzio, hanno messo le loro mani empie su tutto ciò che in essa c’è di desiderabile. Là, dove fu stabilita la Sede del Beato Pietro e la cattedra della Verità come una luce tra le nazioni, lì hanno insediato l’abominevole trono della loro empietà affinché, colpito il Pastore, possano disperdere il gregge». Ora, che fare di fronte a questa situazione “reale” della Chiesa, che si direbbe, umanamente parlando, disperata?.. Certo, pregare e soffrire con la Chiesa, ma anche fare tutto ciò è in nostro potere... Cari amici abbonati e no, rimaniamo fermi nella Fede! Conserviamo la speranza cristiana! Nutriamo la carità divina!.. È di santità e di essa solo che il mondo ha bisogno, oggi! Santità dei sacerdoti, dei Religiosi e delle Religiose!.. santità nelle famiglie e nel matrimonio!.. Santità dei giovani e degli anziani!.. Senza dubbio, il nostro compito, oggi, è di seminare nelle lagrime e nelle tribolazioni... ma le prove attuali avranno un fine. Presto o tardi, questa peste di modernismo crollerà come un castello di carta. L’avvenire appartiene a Cristo e alla Sua SS. Madre! Però, bisogna che non ci lasciamo ingannare dei “falsi profeti”: false apparizioni e rivelazioni, di grave danno alle anime, come tutti i movimenti carismatici-pentecostali!.. Torniamo all’antico Rosario, alla Santa Messa, ai Sacramenti... non falsificati, perché questi sono i mezzi che il Signore ci ha dato per il nostro cammino al cielo!.. E che Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, Ci benedica e Ci protegga! 5 “Oh, se scendessi!” di A. Z. 1 I l tentativo modernista-massonico di eliminare l’Eucaristia dalla Chiesa, svuotandola della Presenza Reale di Gesù tra noi, respinge sacrilegamente la condiscendenza divina nel rispondere al grido di Isaia: «Oh se squarciassi i Cieli e discendessi» (Is. 7, 14). La nostra gratitudine a Dio ci renda veri adoratori che adorano Dio in Spirito e Verità (Gv. 4, 23). «Oh, se squarciassi i cieli e discendessi!» prega Isaia in un impeto di disperazione di fronte allo spettacolo di una, umanità perduta: «Tutti siamo diventati cosa impura e tutte le nostre azioni sono come panni sporchi; tutti avvizzimmo come foglia, e le nostre colpe ci portarono via qual vento. Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si scuoteva per stringersi a Te; perché ci hai nascosto il tuo Volto e ci hai abbandonati in balìa delle nostre colpe. Eppure tu sei nostro padre; noi siamo argilla e Tu sei nostro artefice, e noi tutti siamo opera delle tue mani!» (Is. 64, 1 s). Al grido dell’umanità smarrita, Dio risponde con la promessa dell’Emmanuele, il «Dio con noi», che nascerà da una vergine (Is. 7, 14), e che sarà presente in mezzo a noi sino alla fine dei tempi (Mt. 28, 20). Questa presenza assume forma sacramentale nell’Eucaristia: Gesù è perennemente presente nel cuore della sua Chiesa. Presenza trascendente e presenza eucaristica Come Creatore, Dio è incessantemente presente alla sua opera; è intimo a noi più di quanto noi lo siamo a noi stessi (“intimior intimo meo”, più intimo del mio intimo). A coloro che lo amano è promessa la presenza trinitaria: «Verremo a lui, e faremo dimora presso di lui», dice Gesù (Gv. 14, 23). Questa presenza è invisibile: il Dio trascendente, pur essendo intimo alla sue creature, non si confonde 6 Chiesa, e a ciascuno di noi in particolare. Presente come Sacerdote, come Vittima, come Pane di vita, come Pastore della Chiesa, come Amico affettuoso. L’Eucaristia saldezza della Chiesa con esse, ma si distingue da esse per il suo stesso essere «al di là di tutte le cose» (S. Gregorio Nazianzeno). La sua presenza si incentra totalmente in ogni cosa senza tuttavia chiudersi in essa: è al tempo stesso particolarissima e universale. Con l’Incarnazione Dio si fa presente all’umanità anche in modo visibile, tramite l’umanità assunta in unità di persona con il Verbo divino: è Dio che viene incontro sponsalmente all’uomo, mettendosi pienamente al suo livello, in modo che l’uomo lo possa vedere, toccare, ascoltare. L’Eucaristia perenna questa presenza sino alla fine dei tempi: sotto i veli eucaristici del Pane e del Vino, Gesù è presente come Dio e come uomo alla sua «Io sono con voi sino alla fine del mondo» (Mt. 28, 20). È una presenza rassicurante, come quella in cui Gesù placa le onde del lago in tempesta o cammina sui marosi sconvolti, e dice ai suoi amici: «Perché temete, uomini di poca fede?» (Mt. 8, 26; 14, 3) Il mondo è un mare in tempesta, e i cristiani sono sempre stati esposti a persecuzioni e vessazioni di ogni genere; la vita personale di ogni credente subisce i riflussi dell’instabilità del mondo e anche della propria precarietà personale. Il timore è insito alla natura umana di fronte al fluttuare degli eventi: tutto vacilla, le strutture sociali cambiano, la rivoluzione in atto da due secoli minaccia ogni stabilità, l’avvenire è buio; ebbene, Gesù è presente nell’Eucaristia come unica stabilità del mondo; dirò allora con il Salmista: «Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre pronto in caso di difficoltà; perciò non temiamo, anche se si sconvolga la terra e i monti precipitino nel mare» (Sal. 45, 1s). «Dicendo “Il Signore è il mio rifugio”, hai preso l’Altissimo a tua difesa; non ti accadrà alcun male. Cadranno mille al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma a te il male non si accosterà» (Sal. 90, 7 s). L’Eucaristia - guida della Chiesa Gesù è presente come timoniere della sua Chiesa. I nemici l’assalgono e osteggiano in mille maniere, giungono anche a sognarne la morte nella bara dell’ultimo Papa. Il Vicario di Cristo i Vescovi e i Sacerdoti si danno da fare per sostenere ed espandere la comunità dei credenti, i quali pure lavorano e combattono per il regno di Dio. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 Al di sopra di tutti, però, sta Gesù che, nel silenzio dell’Eucaristia, dirige e protegge la sua Chiesa con la promessa: «Le porte dell’inferno non prevarranno» (Mt. 16, 18. s). A destra e a sinistra i persecutori cadono uno dopo l’altro nelle proprie bare, e la Barca di Pietro cammina vittoriosa verso l’eternità. L’Eucaristia alimento della Chiesa Gesù è presente per ognuno di noi: anche il più piccolo, il più sprovveduto dei credenti, può dire con il Salmista: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; in pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque ristoratrici mi conduce, ricrea l’anima mia... Quand’anche andassi per valle cupa e funerea, non temo alcun male, perché tu sei con me!» (Sal. 22). Il dovere di adorare La presenza di Gesù nell’Eucaristia richiama come prima nostra risposta il gesto dell’adorazione. Nell’Antica Alleanza Dio esercita una pedagogia rivolta a far percepire all’uomo il senso della sua divina trascendenza: Abramo lo adora col volto a terra; apparendo a Mosè Dio gli dice: «Levati i calzari perché la terra che calpesti è santa»; a Isaia Dio appare tra fulgori celesti che scuotono il tempio, a Ezechiele si presenta come fuoco misterioso che illumina l’universo. Nell’Eucaristia, Gesù vela la sua gloria di Unigenito del Padre nella forma più dimessa, di un Pane che si lascia mangiare, di un Vino che si lascia bere: si abbassa inverosimilmente verso la sua creatura pur di averne un gesto di amore. Ma il primo gesto di amore della creatura verso il creatore rimane sempre l’adorazione: «Tu sei Colui che È, io sono colui che non sono»! Questo atteggiamento è ancor più doveroso appunto perché Gesù si mette in mezzo a noi con una presenza così umile, così discreta, quasi priva di apparenza: la nobiltà del cuore reagisce a tanta umiltà con una riverenza raddoppiata, se possibile centuplicata: essa non sarà mai all’altezza di colui che si cela sotto i veli eucaristici, ma avrà l’effetto di elevare colui che adora a un’adorazione meno indegna di Colui che la riceve. Di fronte a Gesù che ha placato la tempesta Pietro cade in ginocchio ed esclama «Allontanati da me, che sono un uomo peccatore». La nostra incoscienza ci rende distratti, la coscienza invece ci fa sprofondare nell’umiltà: è segno che la luce di Dio entra in noi illuminando entrambi gli abissi: quello della santità di Dio e quello della nostra indegnità. «Perché tali Dio vuole i suoi adoratori: che adorino Dio in spirito e verità» (Gv. 4, 24). In questo atteggiamento di adorazione i santi rimanevano a lungo. Offrivano a Dio il sacrificio del proprio tempo, la pazienza del corpo e dello spirito. Ma l’Eucaristia aveva su di essi l’effetto di un bagno di sole: si spiega così la loro trasformazione interiore. L’Albero della Vita L’Incarnazione del Verbo si compie con il Sacrificio della Croce, e Gesù vuole che esso si rinnovi sino alla fine dei tempi nel cuore della Chiesa mediante il Sacrificio Eucaristico, quale Albero della Vita, i cui frutti sono distribuiti nella Comunione per trasformarci in Colui che adoriamo. Il primo annuncio che Gesù fa dell’Eucaristia è quello di Pane di Vita. Agli ebrei che lo raggiungono oltre il lago di Genezareth per provocare un’altra moltiplicazione dei pani come la manna del deserto, Gesù risponde: «In verità, in verità vi dico, non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane dal cielo, poiché il pane di Dio è quello che discende dal cielo e dà la vita al mondo... Sono io il pane della IRAK: guerra e caos sac. dott. Luigi Villa (pp. 100 - Euro 10) vita. Chi viene a Me non avrà più fame, e chi crede in me non avrà più sete» (Gv. 6, 22 s). E perché il suo linguaggio non sia interpretato in senso metaforico ma reale, Gesù replica: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo... In verità, in verità vi dico, se non mangerete la carne del Figlio dell’Uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno; poiché la mia carne è un vero cibo e il mio sangue una vera bevanda» (51 s). La reazione che segue queste affermazioni di Gesù indica che i presenti avvertivano bene la portata delle sue parole. Bere il sangue era proibito, presso gli ebrei, perché “nel sangue è l’anima”. Mangiare la carne di un uomo, del resto, non era esente da difficoltà insormontabili. Ma Gesù non recede dalle sue affermazioni e insiste: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in Me e io in lui» (Gv. 6, 56). Il Pane di Vita crea, quindi, una comunione misteriosa tra Gesù e l’uomo che si nutre di lui. Una comunione cosi profonda, che somiglia a quella di Gesù con il Padre: «Come il Padre, il Vivente, ha mandato Me, e Io vivo per il Padre (in forza della vita dei Padre e a gloria del Padre), così pure chi mangia Me vivrà per Me» (57). Questa promessa si adempie quando Gesù nell’ultima cena prende il pane e lo dà ai discepoli e dice: «Prendetene e bevetene tutti: questo è il calice del mio sangue» (Mt. 26, 26 s e parr.). Sotto le parvenze del pane c’è il corpo di Gesù, sotto le parvenze del vino c’è il sangue di Gesù, Carne viva, sangue vivo di Gesù che è la Vita (Gv. 14, 6) e che dà la vita eterna a chi si alimenta di lui. (continua) Novit à Questo libro sull’Irak denuncia la tragedia di una Nazione che da tanti anni pagava un prezzo insopportabile che si potrebbe definire una forma di genocidio. Forse, a qualcuno potrà sembrare un problema ingigantito, mentre, purtroppo, è ancora in atto una vera e propria guerra che noi crediamo sia il pronao della Terza Guerra mondiale. Nessuno sapeva che questa guerra era già stata pianificata dal massone Mazzini, in una lettera del gennaio 1870. Che la Vergine Maria SS. illumini, in special modo, la Gerarchia cattolica a comprendere la gravità del problema, affinché consideri l’inutilità di un “dialogo” che non ha mai dato alcun frutto, preparando, invece, un “piano” d’azione internazionale per la difesa dei popoli, specie di quelli cristiani! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 7 NELL’ANNO DELL’EUCARESTIA del Card. Giuseppe Siri Dalla “Lettera pastorale” sulla visita al Santissimo Sacramento, del cardinale Giuseppe Siri, ex arcivescovo di Genova. E una spirituale ricchezza per le anime e di una suprema grazia, più forte di tutto il male che possono gli uomini incontrare nella loro vita. La divina e misericordiosa volontà di Dio per gli uomini resta fedele, come è perennemente fedele la presenza di Gesù Cristo nel tabernacolo. cco l’invito estremamente semplice che rivolgiamo a tutti voi: ognuno trovi il tempo per entrare ogni giorno nella sua chiesa, in qualunque chiesa, per visitare il Santissimo Sacramento. Proprio a tutti è rivolto questo invito? Proprio a ciascuno? Sì. Ben pochi tra voi non sono fisicamente in grado di accoglierlo. Tutti ne avete bisogno. Se è debole la vostra Fede, questo è il modo per rafforzarla. Ed anche con una debole Fede, il motivo di quello che chiediamo è di per sé evidente. Ascoltate. 2 - La logica più elementare 1 - Gesù Cristo è presente In tutte le chiese, regolarmente officiate, c’è un tabernacolo in cui si conserva il Santissimo Sacramento. Noi sappiamo che là, sotto le apparenze del pane, umili ed umanissime insieme, sta veramente, realmente e sostanzialmente Nostro Signore Gesù Cristo. Là, batte il cuore della famiglia di Dio, della Chiesa, di là passano i destini umani. Là, sta la sorgente di ogni spirituale e soprannaturale grandezza. Là, Dio è con gli uomini. Le verità comuni, quelle che hanno accompagnata la nostra vita, spesso non fanno colpo. Per tale motivo a molti solo la riflessione attenta e volitiva permette di riscoprire che in ogni chiesa c’è un tabernacolo e dentro esso c’è, per noi uomini, sempre, un Ospite divino. Vogliate tutti rendervi conto di quale col8 Il card. Giuseppe Siri. pa noi ci maceriamo, vivendo distratti senza amore e senza educazione verso Colui che ci attende, che non ha affatto bisogno di noi mentre noi abbiamo bisogno di Lui, nel tempo e per l’eternità. Il tabernacolo sta sempre sulla mensa dell’altare; su quella si celebra il santo Sacrificio. La divina presenza del Signore nell’Eucaristia è legata sempre a questo santo Sacrificio, esattamente come il tabernacolo alla mensa dell’altare. La stessa presenza è inesauribile sorgente di Per chi crede in Gesù Cristo e nella Sua parola (il mistero dell’Eucaristia ce lo ha rivelato Lui) è logico il dovere di andare a visitarlo, là ove Egli è presente. È altrettanto logico che questo lo faccia il più possibile. Per tale motivo, il nostro invito è “fate ogni giorno almeno una visita al SS. Sacramento”. In questo invito non c’è alcunché di strano o di esagerato: esso è solo una conclusione di un’educazione elementare verso il Signore, il Quale ci ha amati fino a questo punto, essendo tuttavia il nostro Creatore ed il nostro Giudice. I fatti, in genere, contengono una logica. Questo fatto della divina presenza nel tabernacolo ha una logica implacabile. Per chi crede, e non “sente”, la logica non cessa affatto. Quel che può cessare è la volontà, la quale, se non si impone, diviene colpevole. Per chi “crede” con lacune, evanescenze, oscillazioni, la logica è di cercare là ove sta, per gli umili, la sorgente della forza, della luce e della inconcussa certezza. Spesso al tabernacolo si porta la Fede; ma spesso la si va a cercare. Osservate bene intorno. Il fatto più grande “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 è che il Signore sia con noi sempre e ci sia in un modo tanto semplice ed umano. 3 - Che significa fare visita al Santissimo? Il recarsi fisicamente in chiesa, il tenere un atteggiamento anche esterno di adorazione fa parte evidentemente della Visita al Santissimo. Ne è la prima materiale condizione ed il fondamento. Ma non è tutto qui. La Visita al Santissimo è soprattutto una attività interiore. Si adora, ossia si dà la gloria che compete all’Eterno e si riconosce la sudditanza nostra a Lui; si ringrazia, si chiede perdono delle colpe, si domanda provvidenza e grazia per i casi della nostra vita. Qui c’è uno schema motivato e indicativo; appropriati mezzi vi renderanno (ne prendiamo l’iniziativa) facile oltrechè possibile l’ulteriore attività, devota e pia, della Visita al Santissimo Sacramento. Ma, soprattutto: si parla direttamente con Gesù Cristo. Con Lui si può parlare di tutto: si può parlare col silenzio, con l’immobilità che contempla. Con Lui non c’è la gena del comporre e dell’esprimersi: Dio solo di noi capisce tutto. Con Lui non ci sono cose troppo piccole, che non abbiano per Lui amorevole Salvatore - un’importanza, per noi inaudita. Noi, che spesso contiamo niente per tutti, noi dei quali molti contano ormai nullá per nessuno o quasi, per Lui contiamo quanto lo testimonia il Sangue di Cristo versato per la salvezza di ciascuno di noi. Forse davanti al tabernacolo è l’unico posto, dove noi possiamo veramente parlare e dove possiamo raggiungere anche tacendo la massima capacità di esprimerci. La Visita quotidiana al Santissimo Sacramento è un dialogo col Signore. Dio conceda a questa umile lettera di raggiungere molti figli nostri che sono soli, che fuggono se stessi, che non hanno chi li comprende, che si sentono bloccati dalle strane complicazioni dei fatti, che sono deboli, che hanno vergogne e demoralizzazioni nell’anima... 4 - Che cosa accadrà? Accadrà questo. Naturalmente accadrà nella misura - almeno ordinariamente con cui si è andati umili, raccolti, pazienti e volenterosi a fare la Visita al Santissimo Sacramento, nonché nella misura con cui si sarà costanti. Spesso Dio esige la prova. Ma, accadrà questo. Sarete più forti nel compiere i doveri e nel vincere le tentazioni; avrete più luce nella mente per raggiungere la saggezza cristiana; a poco a poco comprenderete molte cose e meglio raggiungerete nella vostra Fede quella serena familiarità che illumina tutto intorno; il tono dell’anima, quello con cui si reagisce e si resiste al mondo esterno ai suoi fantasmi ed alle sue seducenti illusioni, si alzerà; spesso avrete il conforto, anche senza misura. Ritornerete nel comune mondo inquadrati in un orizzonte più vasto, anzi, a poco a poco, infinito. Talvolta accadrà che nella vostra mente l’andamento stesso del vostri pensieri, sotto l’influsso della grazia di Dio, ordinerà le cose nel modo che per voi risulterà il più giovevole e saggio. I vostri dolori troveranno un appoggio, o prima o poi. Potranno accadere infinite altre cose, perché Dio non è limitato da alcuna misura. Ma, attenti: a parlare con Gesù Cristo siate sinceri e semplici. Davanti a Lui non si recita, non si.... Si adora e si parla. 5 - La Visita quotidiana al Santissimo è possibile per i più? È possibile perché le chiese si trovano sui passi di tutti, perché i più sono per istrada ogni giorno, perché il tempo cresce. Difatti il mondo si annoia. È solo questione, per i più, di Fede e di volontà. Il pensiero si volge a quelli che “non possono” per immobilità fisica, per impegni assorbenti, per distanze non facilmente superabili, come accade nei casolari sparsi e remoti di montagna. A costoro suggeriamo di portarsi almeno col pensiero davanti al tabernacolo e nella loro anima, in quella suppletiva presenza, regolarsi come se facessero davvero la Visita al Santissimo Sacramento in una chiesa. 6 - Perché questo invito? Perché dobbiamo ricondurre tutte le cose al centro, a Gesù Cristo. Perché infinite cose diventano possibili, quando si accosta Gesù Cristo. Perché abbiamo fiducia che la Visita al Santissimo Sacramento, questo dialogo ad un divino livello, valga molte cose, sia logicamente principio e causa di molte cose, quali spesso il nostro ministero non riesce più a raggiungere e realizzare, tanto complessa si è fatta la situazione della vita, tanto rumorosa, frenetica e altrettanto vuota. Noi siamo certi, che se andrete da Lui, da Gesù Cristo, il rimanente, quello che par tanto difficile, quello per cui pare caschino le nostre mani, verrà. A Voi, cari sacerdoti Nostri, a voi, anime Consacrate a Dio, a voi fedeli convinti ed operanti, affidiamo questo appello, che la vostra fede ed il vostro illuminato zelo potrà rendere alto, potente, fruttuoso. Che il Signore vi benedica tutti! I NOSTRI LUTTI Rev.do Bertoldi don Gaetano Trento “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 A tutti i lettori di “Chiesa viva” Li raccomandiamo alla loro preghiera. 9 APPELLO A SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI del dott.ssa Maria Pia Mancini aderenza al Vangelo e a Cristo, dagli stessi Pastori cui è demandata la custodia del “depositum fidei”; Santo padre, confortata dalla Sua disponibilità all’ascolto e dal Suo amore a Cristo e alla Chiesa, mi rivolgo a Lei, anche a nome di tantissimi altri, perché voglia prendere in considerazione quanto sta a cuore ai fedeli di Santa Romana Chiesa, in particolare, Le chiedono: – Il dogma di MARIA CORREDENTRICE; – Il ridimensionamento dei troppi movimenti ecclesiali, ormai costituenti Chiesa a sè, fautori di divisioni parrocchiali e propagatori di eresie (basta ricordare il Cammino Neo-catecumenale o il Rinnovamento dello Spirito, di chiara matrice protestante, con le loro chiassose e irriverenti celebrazioni); – L’abolizione dell’uso protestante della Santa Comunione sulle mani, fonte di dissacrazioni e sacrilegi continui. Come possono le mani non consacrate toccare il Corpo Immacolato di Cristo? – L’Altare del Sacrificio posizionato “ad orientem”; – Da Sua Santità, quale Vicario di Cristo, attendiamo la restaurazione della Santa Millenaria tradizione dei Padri. – L’obbligo di inginocchiarsi durante la Consacrazione e al momento della Santa Comunione; – L’obbligo della genuflessione dinanzi al Tabernacolo; – La ricollocazione dei Tabernacoli sull’Altare Centrale, ben visibile, a conferma che, per noi cattolici, Cristo è il fulcro e scopo dell’esistenza, Signore del mondo e della storia e sola via di salvezza; – La libertà di celebrare, per i sacerdoti che lo desiderino, il RITO ROMANO TRADIZIONALE (detto di S. Pio V), senza tèma di pene canoniche, perché, attualmente, pur non essendo lo stesso formalmente abolito, è reso possibile solo dall’autorizzazione discrezionale del Vescovo locale. Ella sa che detto Rito è inviso a gran parte della Gerarchia Ecclesiale che, per al10 Papa Benedetto XVI tro, si esime dall’obbligo di fornire motivazioni convincenti del proprio diniego ai fedeli che ne anelano la partecipazione; – Una maggiore considerazione per i molti Sacerdoti, spesso lasciati soli e perseguitati, a causa della loro piena Stanchi e disorientati, nel modernismo e nel relativismo, oggi tanto diffusi, non riusciamo ad identificarci, non essendo i loro princìpi coerenti con il messaggio del Salvatore. Forse le chiediamo troppo, ma è in noi la viva speranza di essere esauditi, perché conosciamo la Sua rettitudine dottrinale. Santo Padre, La imploriamo: ci restituisca la vera Santa Messa-Sacrificio con la sua solennità, celebrata da Sacerdoti che ritornino a credere di essere un ALTER CHRISTUS sull’Altare e adorino la Santa Eucarestia quale Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo! Nel chiedere la Sua Benedizione Apostolica, assicuriamo a Sua Santità il nostro sostegno, un devoto affetto e sentite preghiere per l’ardua Missione che il Signore ha voluto affidarLe. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 Occhi sulla Politica “HUMANUM GENUS” DOPO L’“EBREO” UN TEDESCO Dopo l’“ebreo” un tedesco dottrinale! Sperando non gli diano del nazista onde siccome suole - o del razzista, Dello sterminatore criminale! Un uomo colto, semplice e cordiale, Amante della musica, un pianista, Come il fratello, Prete musicista, Maestro di Cappella o di Corale! Dopo l’ebreo, un tedesco intenzionato A riportar la Chiesa sulla rotta, Che, col Concilio, aveva abbandonato, Facendosi ogni giorno più corrotta, Essendovi il Demonio penetrato, E ormai sull’orlo della bancarotta! Prof. Arturo Sardini PROCREAZIONE I cavalli da soma oppur da corsa, Secondo le esigenze della borsa! Così potrà avvenir con le persone, Per clonazione o per procreazione! 3 (Leone XIII - 20 aprile 1884) I FATTI LI CONFERMANO Ma la saggezza dei Nostri Predecessori ebbe, ciò che più monta, piena giustificazione dagli avvenimenti. Imperocchè le provvide e paterne loro cure, Papa Leone XIII. o fosse l’astuzia e l’ipocrisia dei settari, ovvero la sconsigliata leggerezza di chi pure aveva ogni interesse di tener gli occhi aperti, non avendo né sempre né per tutto sortito l’esito desiderato, nel giro d’un secolo e mezzo la società Massonica si propagò con incredibile celerità; e traforandosi per via di audacia e d’inganni in tutti gli ordini civili, incominciò ad essere potente in modo da parer quasi padrona degli Stati. Da sì celere e tremenda propagazione ne sono seguiti a danno della Chiesa, della potestà civile, della pubblica salute quei rovinosi effetti, che i Nostri Antecessori gran tempo innanzi avevano preveduti. Imperocchè siamo ormai giunti a tale estremo da dover tremare per le future sorti non già della Chiesa, edificata su fondamento non possibile ad abbattersi da forza umana, ma di quegli Stati, dove la sètta di cui parliamo, o le altre affini a quella e sue ministre e satelliti, possono tanto. *** NECESSITÀ DELLA PAROLA DEL PAPA Io non m’intendo di procreazione, Ovverosia, non sono del mestiere, Eppure, ciò premesso, ho l’impressione, Che le congreghe oscure del potere, Abbiano, chiaramente, l’intenzione E non esprimo solo il mio parere D’effettuare qualche selezione, Manipolando gli uomini, a piacere! Intendo dire che, manipolando, Procreeranno classi per servire Le caste che detengono il comando! Di più sull’argomento non so dire, Ma gli animali stanno confermando, Il mio discorso, credo di capire! Prof. Arturo Sardini Chiosa L’atomo è stato usato per le bombe, Che han provocato più d’un’ecatombe! L’atomo e la genetica, a mio avviso, Trasformano in Inferno il Paradiso, Siccome fece il primo padre Adamo, Per la cui colpa siamo quel che siamo! Esprimo il mio rispetto per la scienza, Ma chiedo che sia usata con prudenza! “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 Per queste ragioni, appena eletti a governare la Chiesa, vedemmo e sentimmo vivamente nell’animo la necessità di opporCi, quanto fosse possibile, con la Nostra autorità a male sì grande. E, colta bene spesso opportuna occasione, venimmo svolgendo or l’una or l’altra di quelle capitali dottrine, in cui il veleno degli errori Massonici pareva che fosse più intimamente penetrato. Così, con la Lettera Enciclica “Quod Apostolici muneris”, sfolgorammo i mostruosi errori dei Socialisti e Comunisti; con l’altra “Arcanum”, prendemmo a spiegare e difendere il vero e genuino concetto della famiglia, che ha l’origine e sorgente sua nel matrimonio; con quella che incomincia “Dieturnum”, ritraemmo l’idea del potere politico, esemplata ai princìpi dell’Evangelo e mirabilmente consentanea alla natura delle cose e al bene dei popoli e dei sovrani. Ora poi, ad esempio dei Nostri Predecessori, Ci siam risoluti di prender direttamente di mira la stessa società Massonica nel complesso delle sue dottrine, dei suoi disegni, delle sue tendenze, delle sue opere, affinché, meglio conosciutane la malefica natura, ne sia schivato più cautamente il contagio. (continua) 11 Documenta-Facta alla sua tempia e l’ha legato con una corda. Quindi, ha cominciato a picchiare Honey con una barra di ferro, spogliandola e rompendole alcune ossa e i denti. Lei è svenuta e, quando ha riaperto gli occhi, si è ritrovata all’ospedale. PERSEGUITATI NEL SILENZIO VICTIMA PASCALIS È Lui il vero Agnello che ha tolto i peccati del mondo, è Lui che morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita PROFANAZIONE DI CRISTO “AGNELLO DI DIO” In questo altare, eseguito nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia in “Ghiaie di Bonate” (BG), la scultura raffigura il Cristo “Agnello di Dio”, ma con la testa in giù e le gambe all’aria. Voleva essere una scena sacra, ma, in realtà, può interpretarsi come una vera profanazione, se non addirittura un sacrilego vilipendio dell’Agnello pasquale, immagine di Cristo, «poichè la nostra Pasqua, Cristo, è stata immolata». Il primo mattone ha distrutto la finestra del salotto, all’una di notte, svegliando di soprassalto Nissar Hussein, la moglie e i cinque figli. Il secondo si è schiantato contro il finestrino dell’auto. È stato uno spavento, ma non certo una sorpresa. Vittime di una campagna di odio religioso che dura da tre anni, Hussein e la sua famiglia sono continuamente insultati e attaccati, persino apertamente minacciati di morte. Sua moglie è stata costretta a rimanere in casa da una folla inferocita, e l’auto, le finestre e i muri di casa sfregiati con graffiti che dicono “bastardo cristiano”. Tutto questo non avviene in un paese arabo, ma nella cristianissima Inghilterra, esattamente a Bradford, dove Hussein e la moglie, di origine pakistana, si sono convertiti al cristianesimo otto anni fa, ma sono perseguitati costantemente dai membri musulmani della comunità in cui vivono. E questo non è l’unico caso, perché in Inghilterra si stima che molti musulmani (circa il 15%) abbandonino la fede e, quindi, corrano gli stessi pericoli. La polizia ha consigliato ad Hussein di cambiare città, ma Hussein ha dichiarato al “Times Online”: «Ci sentiamo isolati e completamente abbandonati dalle autorità. Se fossero stati dei razzisti bianchi ad attaccare un pakistano sarebbe scoppiato uno scandalo. Ma, qui, sono i miei connazionali che stanno facendo “pulizia etnica” contro di noi, e nessuno dice nulla. Non avrei mai pensato che un cristiano potesse soffrire in questo modo». NIGERIA PESTATA A SANGUE DAL MARITO Alcune delle sue ossa sono state spezzate e il suo naso, il suo seno e i suoi genitali presi a morsi perché si è rifiutata di convertirsi alla religione del marito, un musulmano. I vicini l’hanno portata all’ospedale sanguinante e priva di coscienza. È quello che è accaduto a Honey, una giovane moglie cristiana, secondo il “Pakistan Christian Post”. I suoi fratelli hanno ricevuto minacce che le altre sorelle sarebbero state rapite e stuprate e tutti i membri della famiglia 12 uccisi se avessero denunciato i fatti alla polizia. Honey, cristiana di Karachi, Pakistan, era fuggita di casa per sposare l’uomo dei suoi sogni, Faisal Raees, ma ben presto, il sogno si è trasformato in un incubo, mentre Raees cercava, in ogni modo, di costringere la donna a convertirsi all’Islam. La violenza dell’uomo è esplosa il 20 febbraio scorso, quando il fratello di lei, Richard, è andato a trovare la sorella e ha cercato di impedire che Raees la picchiasse di nuovo. L’uomo l’ha colpito, poi ha puntato una pistola Militanti islamici hanno attaccato la comunità cristiana del villaggio di Demsa, nello Stato di Adamawa (Nigeria del Nrd), lo scorso 4 febbraio, uccidendo 36 persone e cacciandone altre 3.000, rifugiatesi nel villaggio di Mayolope, nel vicino Stato di Taraba. Alhaji Saleh Jatau, un musulmano, dice che i militari non hanno l’approvazione della comunità musulmana quando attaccano i cristiani, e aggiunge: «Chiedo che il Governo agisca prontamente per mettere fine a questa situazione. Noi abbiamo sempre vissuto in pace con i cristiani». “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 13 SATANA del Com.te Lorenzo Crescini 1 ispose l’uomo: «La donna che Tu mi hai posto accanto, mi ha dato dell’albero ed io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». (Genesi 3,1213). Che gli angeli esistano lo si incontra ad ogni passo nel percorso della Sacra Scrittura; sono stati riconosciuti dagli stessi pagani e dai filosofi greci; non ripugna l’esistenza loro. non ripugnando affatto l’esistenza di esseri immateriali. Non v’è contraddizione di impossibilità a detta esistenza. Data la grandezza di Dio, l’esistenza degli Angeli, più che una convenienza, è una necessità. La loro natura è spirituale, di sostanza semplice ed incorporea; sono puri spiriti costituiti; hanno intelligenza e volontà perfettissima e la perfezione di questa loro potenza costituisce la loro felicità. Sono stati creati immortali, sono il supremo genere della creazione ed adornamento di essa. Sono la reale e suprema corte del Re dei re; sono intelligenze supreme sulla fronte dei quali aleggia il sorriso di Dio, ed in petto ai quali arde l’Amore sempiterno di Lui. La Storia della Chiesa è poi ricca di apparizioni angeliche e le Vite dei Santi ne sono piene per ministero di Rivelazione e di protezione. Gli Angeli fedeli conservano il nome di Angeli, o Angeli buoni, e gli Angeli caduti sono detti demoni, spiriti delle tenebre, spiriti maligni o angeli di Satana, che è il loro capo. È un dogma di nostra Fede che i demoni non sono stati creati tali, ma, essendo creati nello stato di grazia e di santità, sono divenuti cattivi per colpa loro. Non è nella Bibbia Ebraica, non è nell’Antico Testamento che è “rivelato il Myste- R 14 rium Iniquitatis”; è solo nel Nuovo Testamento che appare il “principe di questo mondo”. È Gesù che rivela il Mistero di Satana con l’Annuncio del Regno di Dio opposto al regno di Satana. Ritenere sconveniente la trattazione del tema sul demonio è un grande errore, anche se il tema è inquietante. Se il tema, ha un senso, non può che essere di gran- de portata e che va a toccare i temi essenziali dell’esistere e del pensare. Ci troviamo dinanzi ad una realtà che supera l’umana natura. Ci si avvede che talvolta l’uomo, più che protagonista del male, é egli stesso vittima. L’uomo, troppo spesso è servo e strumento d’una potenza malvagia che lo tiene schiavo e lo spinge all’auto-distruzione. Il demonio, salvo eccezioni permesse da Dio, non si mostra apertamente e la sua presenza non è sperimentalmente verificabile. Egli sfugge all’osservazione umana e, senza la Luce della Fede, non si riesce a vedere nelle tenebre profonde nelle quali si cela. L’odio che Satana ha nel cuore contro Dio, sapendo che Dio è Dio, e lui solo una creatura, lo depone anche negli uomini attraverso un ateismo di facciata quando dicono di non credere in Dio. In realtà, non sopportano che ci sia un Dio al di sopra di loro, dal Quale dipendono ed al Quale rendere conto. Fanno del loro “io” un qualcosa di assoluto, di insindacabile e di onnipotente. Dicono che Dio non c’è, ma, in realtà, Lo odiano, Lo combattono e Lo bestemmiano. Satana è il loro capostipite e comunica loro quell’odio, implacabile che egli genera negli abissi della sua perversione. Cerca di provocare in noi inquietudine ed affanno. Ci ossessiona con l’incertezza per il domani, rendendoci ansiosi per il lavoro, la casa, la famiglia, la salute, e con tutto ciò che sfugge al nostro controllo. Il renderci disperati è una sua grossa conquista. Pallide, confuse, sbiadite e senza personalità, se non quella di essere contorte, sono le argomentazioni di quanti, teologi, spesso protestanti, identificano il diavolo col peccato. Non è così. Il diavolo tenta al peccato, non è il peccato. Il frutto maturo di Satana, non è certo og“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 gi il satanismo, effetto tutto sommato marginale e derivato. Il volto veramente demoniaco del male appare piuttosto in quell’insieme di volontà di dominio e di ingiustizia che si esprime nelle attuali drammatiche situazioni che viviamo. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscere come esistente la realtà del demonio. Il male non è più soltanto “deficienza”, ma una “efficienza”, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore terribile realtà, misteriosa e paurosa. Dobbiamo soprattutto temere Satana, perché egli riunisce in sé tutta la perversità e la potenza malefica degli altri demoni, essendo egli lo spirito del male. È il grande omicida sin dal principio. Diede a sé stesso la morte eterna; inflisse la stessa sorte agli angeli complici della sua ribellione e la introdusse nel mondo; combinò e fece eseguire la Crocifissione di Gesù Cristo; ed è l’istigatore degli omicidi e degli assassinii, degli avvelenamenti, delle rivoluzioni sanguinarie, delle guerre distruttrici, dei sacrifizi umani e dell’immolazione di migliaia di fanciulli dinanzi agli altari dei falsi dèi. È il forte armato ed è forte contro gli orgogliosi adoratori di sé stessi; forte contro gli eretici e gli apostoli; forte contro i padri che chiudono gli occhi sui vizi dei loro figli, contro i giovani libertini divenuti maestri di seduzione, contro le giovani che si abbandonano alle vanità e si dimenticano dell’innocenza; forte contro quelle persone che frequentano riunioni notturne ed orge senza nome e che hanno dimenticato il linguaggio cristiano. Chi si vuol divertire col demonio, non potrà godere con Cristo. Satana è il principe di questo mondo. Egli è il principe di quelli che portano il suo carattere, il carattere della bestia, perché vivono come animali che non hanno un’anima da salvare. Egli è il dio di questo secolo, perché è il dio di quelli che vivono secondo la corru- zione del mondo; dio non per diritto di creazione, ma per la sua perversità, per i suoi scandali, per le sue cattive suggestioni, pel suo impero e tirannìa sulle anime; egli si fa adorare come dio non solo dai pagani, ma da tutti gli amatori delle loro passioni depravate, dall’avaro, dall’orgoglioso, dall’ubriacone, dall’impudico e dai tanti altri, perché le passioni ed il peccato sono figli del demonio, e questo padre si fa adorare dai suoi figli. Potete voi immaginare cosa più spaventevole di questo ritratto, cosa più capace di ispirarci il tremore salutare che dobbiamo avere di divenire i sudditi e gli schiavi del re della città del male? Dio non permette che siamo tentati al di sopra delle nostre forze, e il demonio nulla può fare contro di noi senza l’aiuto della nostra stessa volontà. I primi uomini non sono rimasti come Dio li aveva creati. Si sono ribellati a Lui e il loro peccato è stato punito con l’espulsione dal paradiso terrestre. Siamo così andati incontro ad un destino di miserie, di ignoranza, di sofferenza e di morte, di profonda inclinazione al Male. Il peccato di Adamo e le sue conseguenze raggiungono, per eredità, (attraverso le generazioni) tutti i suoi discendenti. A questa eredità sono quindi da attribuire anche mali fisici e malattie mentali, nonché vizi congeniti. La realtà del Peccato Originale può essere colta dall’esperienza. Quello che ci viene insegnato dalla Rivelazione Divina, è concorde con le stesse esperienze di ognuno di noi. Infatti, se l’uomo guarda dentro il suo cuore, si scopre anche inclinato al male ed immerso in tante miserie che non possono essere certo dal Creatore che è Buono, secondo le nostre stesse esperienze ed il modo di intenderLo e di pensarLo. La realtà del Peccato OriginaIe può essere colta dalla stessa morte. Se Gesù ha vinto l’ultimo male che è la morte, significa che la stessa non è un fatto naturale voluto da Dio. La morte è dovuta ad altre cause. C’è un momento preciso in cui la tentazione scatta. Essa si presenta alla mente con un pensiero che cerca di attivarti. Ogni tentazione incomincia sempre con un pensiero che attraversa la mente o un’immagine che colpisce la tua fantasia. Esiste una porta che Satana cerca di sfondare per potersi proclamare vincitore. Non si tratta della porta della mente, dalla quale egli esce ed entra come e quando vuole, ma di quella del cuore, di cui solo Tu e Dio possedete la chiave. Si tratta della chiave del Libero Arbitrio. Perché Satana possa andare nel tuo cuore e divenire il tuo padrone, devi decidere di aprire. Tutto ciò che il maligno escogita, tutta la forza che ostenta, tutte le suggestioni, le immagini e i pensieri che presenta, sono perché Tu liberamente apra. Comprendi, carissimo, che se Tu non vuoi, Satana non può catturarti. È un ladro che non può entrare nella casa del tuo cuore a tua insaputa. Il nocciolo del problema è che Tu non ti faccia convincere ad aprire. Oggi, si sta affermando un metodo molto sottile, quasi impalpabile ed invisibile, per sgretolare le salde fondamenta della Fede. Consiste nel non parlare delle verità scomode, quelle in cui non si crede, o di cui si teme che siano contestate o disattese dal mondo. Questo oscuramento di alcune verità della Fede e della morale è uno degli espedienti più pericolosi dell’astutissima serpe. Ecco, dunque, il silenzio sull’Inferno, su alcune norme morali ritenute troppo esigenti, sulla realtà del peccato, e così via. In questo modo, la Fede si annacqua e la vita cristiana perde la sua tensione alla “santità”, arenandosi nella mediocrità e nel permissivismo sociale. (continua) NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 15 IN MORTE DI MARIO LUZI del prof. Dante Pastorelli Solenni funerali nel Duomo di Firenze al poeta che ha rinnegato la Fede Cattolica. Carità episcopale a senso unico. 2 D ispiace esprimersi in termini critici sull’operato del nostro Vescovo, il quale, nella presente circostanza, oltre alla carenza di cautela nel linguaggio, ha dimostrato urbi et orbi che traditori della Fede, eretici, scismatici e peccatori manifesti hanno d’ora in poi, contro l’inequivocabile chiarezza della legge della Chiesa, diritto ai funerali cattolici, quando, in un èmpito di amore, avrebbe potuto limitarsi ad una benedizione privata e ad un momento, un’ora di raccoglimento in preghiera accanto alla salma. Inoltre considero un tremendo affronto al defunto dichiaratosi non (più) cattolico il cattolico sontuoso commiato. Grave mancanza di rispetto per la libertà di coscienza. Quale che fosse la volontà dei familiari del senatore-poeta, a cui in varie chiese toscane, tra cui la cattedrale di Fiesole, si rendono omaggi letterario-musicali. E grave dimostrazione di inaccettabile discriminazione offre il nostro pur amato Cardinale: a chi coram populo rinnega la Fede Cattolica e disprezza la Santa Chiesa apre in pompa magna le porte del Duomo e innalza piedistalli dorati, ai fedeli defunti legati al Rito Romano Antico chiude pure le porte della chiesetta di S. Francesco Poverino. Già, perché godendo dell’Indulto Pontificio, a nome degli ascritti alla Confraterni16 Mario Luzi, poco prima della sua morte. ta di S. Girolamo, S. Francesco Poverino in S. Filippo Benizzi e degli amici di “Una Voce” avevo presentato di persona a Sua Eminenza nel maggio del 2003, in occasione di un colloquio da lui voluto per discutere di altri delicati argomenti, una richiesta scritta, anche a voce esauriente- mente illustratagli, per ottenere un’autorizzazione permanente alla celebrazione dei Sacramenti nella liturgia tradizionale. Soprattutto, insistei, questa autorizzazione era necessaria per le esequie, che pur sono un semplice sacramentale. A distanza di dieci mesi, il Cardinale rispose che non poteva accogliere la richiesta: la concessione dell’Indulto, così com’era stata formulata dal predecessore card. Piovanelli, riguardava esclusivamente la S. Messa. Pertanto, sulla base di un cavillo giuridico che confligge inoppugnabilmente con la vera carità - la formulazione dell’Indulto poteva esser aggiornata - si riservava di concedere tale autorizzazione, anche per le esequie, “caso per caso”. Siamo dunque, noi fedeli legati al rito di San Pio V, cattolici in libertà vigilata? E su quali basi il card. Antonelli deciderà per il sì o per il no? Quali requisiti saran richiesti ad un defunto per poter accedere alla sepoltura col rito tradizionale? Si farà un’indagine attivando detectives in clergyman (e quando lo indossano?) o in jeans e giubbotto? Eppure i cardinali dell’“Ecclesia Dei” protestano, da pulpiti venerandi come la basilica romana di S. Maria Maggiore e da altri scranni, stampa compresa, che non siamo cattolici di serie B! E pressantemente ci invi“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 tano ad aver pazienza e citano, ad esempio i cardinali Castrillon Hoyos e Medina Estévez, S. Teresa d’Avila: “La paciencia todo lo alcanza”. Ma essi, insieme al card. J. Ratzinger, tutti i giorni toccan con mano le vessazioni cui siam sottoposti in ogni parte del mondo, tanto che quel gran gentiluomo ed ottimo Pastore che è il citato Card. Jorge A. Medina Estévez, anche recentemente (lettera del 13 febbraio 2005) mi assicurava: “Ritengo che il problema dell’uso della forma antica del rito romano dovrà trovare una soluzione ragionevole, tenendo sempre conto del bene della Chiesa e delle diverse sensibilità, e da parte mia contribuisco nella misura del possibile alla ricerca di un’intesa” e rivolge un saggio e caldo invito ad evitare la ricerca di contrapposizioni che possono esasperare le posizioni. Ma Sua Eminenza Medina Estévez, che noi veneriamo e ringraziamo di cuore per il Suo operato, sa bene che da quasi mezzo secolo noi siamo un monumento vivente della pazienza, per quanto non domi dalla montagna di torti, offese, minacce, emarginazioni e umiliazioni sotto cui tanti Vescovi vorrebbero seppellirci. E se qualche volta usiamo una parola di critica più amara e forte ci è concesso fare appello ad una benevola comprensione, dato che siamo uomini non dotati delle virtù eroiche di S. Teresa, ma pur sempre più caritatevoli di tanti Ordinari? Il decidere se concedere o meno l’autorizzazione ai funerali secondo l’antica liturgia “caso per caso” è oggettivamente, nella nostra situazione di precarietà organizzativa, rappresentata nell’incontro di cui sopra a Sua Eminenza card. Antonelli, un duro diniego. I nostri amici in età molto avanzata o gravemente malati sono ansiosi di sapere in anticipo se saranno accompagnati nell’ultimo viaggio dalla S. Messa della loro vita: quale assicurazione possiamo noi, responsabili di S. Francesco Poverino e di “Una Voce”, dar loro? I familiari del moribondo o del defunto devono aver immediatamente la certezza che il loro congiunto potrà usufruire delle esequie secondo la sua volontà. Come possiamo noi fornir questa certezza se non sappiamo preventivamente quale sarà la risposta del Cardinale? E qualora, nel giro d’un giorno, venisse pure concessa questa benedetta autorizzazione, come potremmo noi avere il tempo indispensabile per trovare un sacerdote disponibile ed organizzare la cerimonia? Come potrebbe la famiglia, immersa nel dolore, provvedere in fretta e furia, ad avvertire parenti ed amici del luogo e dell’ora dell’estremo saluto al loro caro? Anche la pubblicazione di un necrologio richiede i suoi tempi. L’episcopale, così a lungo ponderato, espediente dell’autorizzazione “caso per caso”, in tutta sincerità, come abbiamo affermato, appare un diniego mascherato che ci ha profondamente feriti, anche perché il nostro Pastore dovrebbe aver sperimentato la nostra totale lealtà in più occasioni. Alla Confraternita di S. Francesco Poverino, come del resto ad “Una Voce”, non si ammettono oves et boves e la nota serietà di alcuni dirigenti delle due associazioni dovrebbero essere una garanzia più che sufficiente. Noi per apostati, eretici, non cattolici e pubblici peccatori mai ci permetteremmo di far celebrar funzioni funebri nel nostro Oratorio contro la legge della Chiesa. E tanto meno ad essi faremmo amministrare i sacramenti, salvo la Penitenza. Ma, forse, per far breccia nel cuore dell’Arcivescovo dovremmo anche noi rinnegare la nostra religione: troveremmo ecumeniche braccia misericordiosamente aperte, chiese, organi e cori. E invece resteremo incrollabilmente attaccati alla nostra rocciosa Fede, che non saranno certo gli ostili atteggiamenti dei Vescovi a far vacillare, e continueremo a pregare la Madonna affinché ci apra, senza alcun cardinalizio panegirico introduttivo, le porte del Purgatorio: magari, ove ci fossero ostentatamente e spietatamente negate le pubbliche esequie cui legittimamente aspiriamo, dopo una cerimonia privata officiata da un sacerdote amico che non mancherà, poi, di celebrar la S. Messa di sempre, cui abbiamo pieno diritto, in suffragio delle nostre anime. Per quel che mi riguarda ho già dato precise disposizioni in questo senso. Le discriminazioni episcopali possono amareggiare, e parecchio, nella loro durezza, ma non hanno il minimo valore davanti a Dio, di quel Dio del cui amore i Pastori dovrebbero essere, e, purtroppo, molte volte non sono, il largo, fluido canale sfociante nei nostri cuori. (fine) PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti, infatti, il libro riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi. Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 17 INTRODUZIONE ALLA SACRA SCRITTURA del sac. dott. Giuseppe Pace 3 INERRANZA La Sacra Scrittura ha per Autore principale Iddio, e perciò è, ultimamente, parola di Dio. Iddio ce la rivolge per farci conoscere delle verità, a noi naturalmente inaccessibili, i divini misteri, e quindi la meta suprema per la quale ci ha creato, e i mezzi che ci offre affinché possiamo raggiungerla. Ora, se la Sacra Scrittura contenesse qualche errore vero e proprio, ci proponesse, cioè, come verità, comunicataci da Dio, qualche falsità senza definirla per tale, senza il debito correttivo, cesserebbe di essere sentiero di vita, né potremmo ritenerla derivata dalla fonte da Dio, fonte ultima di ogni verità. Ora, scorrendo le pagine della Sacra Scrittura, possiamo imbatterci nell’espressione: Dio non esiste. Presa a sé stante, è certamente falsa, e non può essere parola di Dio. Tutto cambia appena la si ricolloca nel suo contesto immediato: Dio non esiste, disse l’insipiente dentro di sé (Salmo 14/13, 1). Questa o quella parte della Sacra Scrittura, avulsa dal contesto, più o meno prossimo, può assumere un significato addirittura antitetico rispetto a quello inteso dal suo Autore. Ora, questo può avvenire anche per il Vecchio Testamento in genere, quando venga avulso dal Nuovo. La rettifica, o condanna, di un qualche comportamento, o di una qualche opinione errata, a volte, è dato trovarla nel Vecchio Testamento stesso. Così, avviene a riguardo dell’opinione ateistica espressa dall’isipiente, subito corretta dal contesto che ne denuncia l’insipienza; così, avviene per la ribellione di Adamo, per il fratricidio commesso da Caino, per l’amoralismo di Lamek, colpe condannate da 18 tutto il contesto. Di altri comportamenti ed opinioni, invece, la messa a punto definitiva si trova solo nel Nuovo Testamento. Basti considerare il discorso della Montagna. In esso, Gesù, dopo aver premesso di non essere venuto per distruggere ma per portare alla piena maturazione le prescrizioni della Legge e dei Profeti, per ben sei volte presenta la sua legge come correttivo al comportamento tollerato dall’antica legge: Avete udito quanto fu detto agli antichi... Ma io vi dico (Mt. 5). Dal punto di vista morale, l’antica legge, a volte, più che disposizioni positivamente divine non conteneva che delle limitazioni poste da Dio a dei costumi immorali incancreniti. Una legge che li avesse interdetti in tronco, non avrebbe avuto risonanza: invece di giovare, avrebbe suscitato meraviglia, scandalo, disprezzo. Per questo, il Signore agì come il medico che vuol disintossicare una persona affetta da alcoolismo: non la priva bruscamente dell’alcool; ma gliene concede, via via, sempre di meno, fino a quando potrà negarglielo del tutto senza pericolo. Ora, il compito di restaurare integralmente la Legge di Dio era riservato a Gesù che, infatti, non esita a legiferare come solo Iddio stesso avrebbe potuto legiferare; e, nel campo morale, proibisce in modo inequivocabile il divorzio, pur tanto diffuso universalmente e non raro anche tra il popolo d’Israele; la poligamia, già tollerata nella stessa tribù di Abramo; la vendetta privata, estesa talora anche contro degli innocenti; e, nel campo dottrinale, proietta un raggio di chiara luce sull’Aldilà, sostituendo la sua dottrina categorica nei riguardi del Paradiso e dell’Inferno, all’opinione sullo Sheòl, tanto vaga e nebulosa e, fatta eccezione per “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 qualche persona particolarmente privilegiata e illuminata, tanto diffusa in Israele. «Non i morti ti lodano, Signore; non coloro che scendono nel silenzio; bensì noi (viventi) benediciamo il Signore, ed ora e in eterno» (Salmo 115/113b, 17-18). L’espressione “in eterno” è enfatica: significa, infatti, fino a che vivremo; perché il salmista ha affermato esplicitamente che, finita questa vita, l’uomo cessa di lodare il Signore. Una tale opinione che ignora una retribuzione, nell’Aldilà, discriminatrice dei buoni e dei malvagi, offende l’Autore del libro di Giobbe (21 passim), lascia perplesso Geremia (12, 1-4), e viene contraddetta in qualche altro “salmo” (16/15, 49/48). D’altronde, Enos ed Elia erano stati presi da Dio; non erano scesi nello Sheòl; quindi, lo Sheòl non era la sorte unica e identica per tutti. In altre pagine del Vecchio Testamento si riprende questo tema, e si alimenta la speranza in una vita eterna nell’Aldilà, come nel libro della Sapienza (3, 1-11) e nel secondo libro dei Maccabei (7 passim). Tuttavia, solo dalle labbra di Gesù sono pronunciate delle espressioni che, a questo riguardo, non lasciamo adito al menomo dubbio: «Chi si nutre del mio corpo e si disseta del mio sangue, vive di vita indefettibile: lui, Io farò risorgere nell’ultimo giorno» (Giov. 6, 54). «Io sono la risurrezione e la vita: chi muore credendo in Me, continua a vivere; chi vive credendo in Me, non morirà in eterno» (Giov. 11, 25b26). «Così costoro se ne andranno alla pena eterna, e i giusti alla vita sempiterna» (Matteo 25, 45). Quello che sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, rettamente interpretato, non troveremo assolutamente mai l’approvazione diretta ed esplicita dei comportamenti immorali e delle opinioni erronee e l’autorizzazione a farle nostre. A volte, quando non sono deprecate, sono riportate a titolo di cronaca senza commenti, come avviene per il suicidio di Saul, ma anche a nostro indiretto ammonimento, come avviene per i sentimenti anti-cristiani espressi da questo o da quell’altro personaggio biblico. «Metti su lui un malvagio e un accusatore sia alla sua destra. Quando venga giudicato, sia trovato colpevole, e la sua difesa sia considerata delitto. Si riducano a pochi i suoi giorni, e l’ufficio suo venga assunto da un altro. Diventino i suoi figli orfani, e la sua sposa diventi vedova. I suoi figli vadano a mendicare incerti cacciati fuori delle loro case dirute. Estorca il creditore ogni suo avere; e altri lo depredino di ogni guadagno. Che nessuno abbia di lui pietà, che nessuno abbia compassione dei suoi orfani. Si annienti ogni sua discendenza, in una generazione svanisca il suo nome. Si ricordi Iddio della colpa dei suoi padri, e il peccato di sua madre non sia cancellato. La maledizione lo avvolga come una veste, sia come acqua nelle sue viscere, sia come olio nelle sue ossa. (Salmo 109/108 passim) Dei biblisti non attribuiscono tali sentimenti al salmista, e ritengono tali maledizioni rivolte contro il salmista da un suo nemico. Tuttavia, è dato trovare qualche sentimento di vendetta anti-cristiana anche in personaggi del Vecchio Testamento, indubitabilmente degni della nostra venera“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 zione, tra i quali, per esempio, Geremia profeta. «Yahwèh, la tua giustizia è fuori di discussione, nonostante sembri ch’io voglia sottoporla a processo; mentre voglio soltanto esporti il mio problema. Perché mai è prospera dei malvagi la sorte? Perché mai dei perfidi trascorre in pace la vita? Tu li pianti ed essi affondano le loro radici, crescono prosperosi e si caricano di frutti. Eppure essi ti hanno solo sulle labbra, poiché lontano ti rigettano con il cuore. Ma tu, Yahwèh, mi conosci, mi scruti, mi metti alla prova, perché mi sai dalla tua parte. Radunali come pecore per il mattatoio! Riservali per il dì del massacro! (Geremia 12, 1-3) La strage degli innocenti. Dal che, è lecito concludere che tali sentimenti anti-cristiani non sono riportati nel Vecchio Testamento affinché li condividiamo; ma piuttosto per ricordarci che solo nella dottrina e nell’esempio del Verbo incarnato la Legge di Dio non avrebbe più oltre tollerato di essere coinquinata da concessioni anti-cristiane fatte al popolo ebraico, di dura cervice; non solo, ma anche affinché siamo riconoscenti al Signore che ci volle riservare per la sua Legge perfetta, a preferenza dei figli della Vecchia Alleanza. «Avete udito ciò che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma Io vi dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per chi vi perseguita e vi calunnia; affinché siate figli del padre vostro che è nei cieli». (Matteo, 5, 43-45) Il Vecchio Testamento senza il Nuovo, suo complemento indispensabile, può trarre in inganno; e siccome la parola di Dio non può trarre in inganno, il Vecchio Testamento, avulso dal Nuovo, non si può dire, in senso pieno, parola di Dio. (continua) 19 TORRI GEMELLE IL GRANDE INGANNO del sac. D. E. 3 15) Il Presidente Bush ha omesso di intervenire sollecitamente Gli atti del Presidente, mentre avevano luogo gli attacchi, indicano che egli ha deliberatamente evitato di intraprendere ogni azione che ci si sarebbe potuta ragionevolmente aspettare da un Presidente volonteroso di proteggere i cittadini e il territorio americano. Alle 8.46, mentre il primo aereo colpiva il WTC, il Presidente era nella scuola elementare Booker a Sarasota in Florida, in mezzo ad insegnanti e bambini, presenti la stampa e la televisione, che fece parziali riprese. Secondo il sito “Sept 11 News”, ciò fu quel che accadde: “La notizia della tragedia arrivò al Presidente Bush nel salone di una scuola di Sarasota, Florida, pochi attimi dopo che il primo aereo aveva colpito il WTC di New York. Egli andò in una sala privata dove parlò al telefono col Consigliere per la Sicurezza Nazionale Condoleeza Rice; allora sembrava si trattasse solamente di un terribile incidente”. Il primo dirottamento avvenne alle 8.20. Il NORAD diede l’allarme solo alle h. 8.36, 10 minuti, prima che il primo aeroplano colpisse il WTC. Gli allarmi avrebbero dovuto suonare forte e chiaro, e dichiarare il massimo stato di allerta. Alle 9.00 la situazione era intensificata al punto che altri due aerei erano stati segnalati fuori rotta dai controllori del traffico aereo, ed uno di questi era a 3 minuti dal secondo colpo al WTC. Così, quando il secondo aereo colpì il WTC alle 9.03 doveva essere stato confermato oltre ogni dubbio che era in corso un grosso attacco terroristico. Secondo il resoconto ufficiale, Bush ritenne che il primo attacco fosse “un terribile incidente” e non ebbe ulteriori comunicazioni con nessuno fino alle 9.05. Alle 9.00 circa, il Presidente era ritornato coi bambini della scuola elementare, leggeva una favola su una capretta. Alle 20 Le due Torri Gemelle di New York. 9.05, due minuti dopo il secondo attacco al WTC, Andrew Card, il capo dello staff presidenziale, gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Anche alla notizia del secondo attacco, il Presidente non reagì, come ci si poteva ragionevolmente aspettare, in modo da essere interessato a tentare di fare qualcosa per fronteggiare la situazione. Non lasciò la scuola, non convocò una riunione di emergenza, non si consultò con nessuno, non intervenne in alcun modo per assicurarsi che l’aeronautica militare svolgesse il proprio compito di difesa. Perfino, nemmeno menzionò gli straordinari eventi che accadevano a New York, ma semplicemente continuò nella lettura coi bambini. Nel frattempo, alle 9.06, il Dipartimento di polizia di New York trasmetteva: “È stato un attacco terroristico. Avvertite il Pentagono”, riportato dal NY Daily News del 12/9/2001. E in quel momento, era già noto che almeno altri due aerei erano fuori rotta. Dopo la notizia dell’avvenuto 2° attacco alle torri di New York e di altri due aerei dirottati, perché Bush non si è messo in urgente comunicazione coi comandi militari mentre gli eventi erano in corso? Dopo la notizia che il terzo aereo ha colpito il Pentagono alle 9.37, e che un quarto aereo era dirottato, Bush invece di prendere il diretto controllo della situazione, salì sull’aereo presidenziale l’Air One Force e invece di dirigersi verso New York o il Pentagono, o Washington, restò per ore e ore in volo verso la Luisiana e altre mete fino a ritornare a Washington alle 7 di sera. Perché? I commenti differiscono. C’è chi ipotizza che Bush, resosi conto dell’estrema gravità dei fatti, ha temuto fosse in atto un colpo di Stato. C’è chi ipotizza che quelle ore servirono a Bush per decidere se “allinearsi al piani del Governo Ombra” o perire ufficialmente in un “attentato terrorista arabo”. Da quel momento la sua politica cambia radicalmente: da isolazionista ed interna diventa aggressiva, interventista, mondialista. 16) Gli ingenti danni a New York indicano il minamento degli edifici L’osservazione fotografica e le analisi scientifiche indicano che le Torri gemelle non sono crollate, per effetto degli impatti degli aerei e per la fusione delle travi di acciaio (secondo le dichiarazioni ufficiali), ma sono implose per effetto di cariche esplosive, esattamente come accade nel“Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 le demolizioni controllate. Era necessario ottenere il crollo totale delle torri simbolo degli States per ottenere un massimo devastante effetto psicologico, cosa che il solo impatto degli aerei dirottati non avrebbe potuto provocare. A tal proposito, risultano lapidarie le parole di Van Romero, uno dei massimi esperti in materia a, vice-presidente del New Mexico Tech Institute, già direttore del “Energetic Materials Research and Testing Center” che studia gli effetti delle esplosioni su edifici; parole pronunciate poche ore dopo gli attentati: “La mia opinione è che dopo l’impatto degli aerei con le torri ci sono state alcune cariche esplosive piazzate all’interno degli edifici che hanno provocato il collasso delle torri”. Non regge la versione ufficiale secondo la quale sarebbe stato il combustibile degli aerei che bruciando avrebbe indebolito le travi di acciaio fino alla fusione ed al cedimento strutturale. Il combustibile, data la sua volatilità, è bruciato totalmente al momento dell’esplosione dell’aereo, all’esterno. Dentro gli edifici, poi, c’era comunque troppo fumo e troppo poco ossigeno per alimentare la combustione degli arredi e di quant’altro fino alla temperatura di fusione dell’acciaio (1538°), per non parlare dei potenti sistemi antincendio in azione. Se l’acciaio si fosse veramente fuso, le colonne si sarebbero piegate, distorte, a cominciare dal lato della torre colpito, e non si sarebbero frantumate nel modo in cui si è visto. Inoltre, in una foto della CNN si vede che, mentre le due Torri erano colpite ma erano ancora ritte, sul tetto del palazzo di fianco (il terzo ad essere totalmente distrutto) si distingue chiaramente una esplosione che avvenne prima del crollo delle due Torri. In altre foto della CNN prese dall’alto, si vede che il palazzo è stato sventrato da una esplosione interna. (cfr. Mistero Bin Laden e l’esplosione prima del crollo delle Torri, in www.nexusitalia.com; ripreso da www.disinformazione.it) La sfiducia verso la versione ufficiale è stata tale che alcuni siti: www.rense. com/general21/nu.htm; www.reseauvoltaire.net; www.asile.org; hanno sostenuto che il danno al Pentagono è stato causato da un missile, non dal terzo aereo dirottato, adducendo vari motivi, dimostratisi poi infondati. Infatti ci sono le testimonianze delle persone che hanno visto l’aereo abbassarsi e centrare il Pentagono, e da foto prese da diverse angolazioni in cui si vedono i resti dell’aereo distrutto. Le contraddizioni sono tali che alcuni sono giunti persino ad ipotizzare che i terroristi di Al Qaeda sono stati strumentalizzati “alla Hollywood”; ma non sono neppure saliti sugli aerei: tutto è stato fatto col sistema DARPA. 17) L’immediata scoperta dei colpevoli: Al Qaeda, non convince I terroristi attentatori sono stati subito indicati con certezza negli uomini di Al Qaeda di Bin Laden. Chi avrebbe effettuato quella che, secondo tutti gli esperti di servizi di sicurezza “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 del mondo e secondo tutti i più esperti piloti interpellati, è stata un’operazione di terrorismo aereo straordinaria, che per organizzazione, precisione nei tempi e nel raggiungimento degli obiettivi deve aver richiesto una preparazione complessa portata avanti per più anni, da molte persone sul territorio USA? L’FBI, ha individuato questa organizzazione così perfetta in Al-Qaeda con centro di pianificazione degli attentati in Afghanistan; una rete di guerriglieri, soprattutto sauditi ed egiziani, inizialmente assoldati da Osama Bin Laden tra i reduci della guerra ai russi in Afghanistan, i quali lautamente pagati ed in nome della jihad islamica, sono stati impiegati negli ultimi anni, in combutta con la CIA, a sostegno dei ribelli ceceni, dei Talebani, in Kossovo. La versione ufficiale, ha molti punti contraddittori, deboli. Una delle dueTorri Gemelle che crolla. A) I servizi segreti USA si sono dimostrati fallimentari nell’informarsi e prevenire; poi dopo l’attacco, Osama bin Laden venne apertamente accusato e condannato, entro un brevissimo lasso di tempo, che non avrebbe realmente permesso di raccogliere alcuna informazione certa che supportasse l’accusa. 24 ore dopo gli attentati, l’FBI ha presentato la lista di 19 attentatori . Dopo 10 giorni è emerso il fatto che 7 di questi erano ancora vivi. B) È mancato del tutto un elemento essenziale dell’atto terroristico: la rivendicazione. Osama Bin Laden, l’additato colpevole, si è premurato il giorno dopo di pre- cisare che non fosse opera sua. C) L’FBI ha fatto sparire al più presto tutti i rottami degli aerei e ha dichiarato che nessuna delle 4 scatole nere è stata ritrovata utilizzabile. D) Nel contempo, l’FBI ha dichiarato di aver rinvenuto il passaporto di uno degli attentatori nella zona delle torri. Miracolosamente intatto, fuoriuscito dalla tasca del proprietario e scampato all’esplosione dell’aereo, per poi atterrare indenne sulle macerie: Assurdo! E) E chi sarebbe il pilota suicida dell’aereo schiantato contro il Pentagono, che avrebbe effettuato una operazione di volo (virata e volo radente) giudicata unanimemente come opera di un più che navigato pilota di jet? È stato identificato in Hani Hanjour che, però, la scorsa estate, risulta esser stato valutato dal suo istruttore di volo, Marcel Bernard, come incapace a guidare da solo anche un piccolo velivolo. F) Secondo l’FBI questa organizzazione terroristica che avrebbe pianificato e condotto l’attentato dell’11 sett. in modo riconosciuto così perfetto, avrebbe però lasciato tracce dietro di se “come una mandria di elefanti in fuga” (come ha detto ironizzando l’ex-ministro tedesco Von Buelow): ossia avrebbero effettuato pagamenti con credit cards con il loro proprio nome; avrebbero indicato il loro vero nome ai loro istruttori di volo; avrebbero abbandonato auto prese in affitto con dentro manuali di volo in arabo, per un’ultima ripassatina, e con lettere d’addio compromettenti contenute dentro valigie non caricate sull’aereo: avrebbero, cioè, fatto di tutto per far prima previamente saltare il piano e poi per farsi smascherare. Esclusa l’effettiva perizia dei dirottatori di Al Qaeda, l’ipotesi che appare più convincente, nel contesto dei fatti noti e degli elementi raccolti, è quella secondo cui il dirottamento sia avvenuto col DARPA. Fin dagli anni ‘70, partì negli Usa questo progetto, col fine di rendere possibile un controllo telecomandato degli aerei civili per bloccare eventuali dirottamenti da parte di terroristi; Il sistema, noto anche come “Home Run”, consente di conseguire un assoluto controllo da lontano del sistema computerizzato di bordo, col telecomando, e di guidare sospendendo i comandi della cabina di pilotaggio. Si tratta di collaudata tecnologia militare. Il trasponder, che con la sua frequenza serve per l’identificazione dell’aereo e per la comunicazione con la torre di controllo, viene “catturato” da lontano e inibito a bordo. Questo fatto spiega esattamente i vari problemi incontrati dalle torri di controllo nel seguire e comunicare con i 4 aerei dirottati. Si aggiunge poi l’ipotesi, supportata da immagini e testimonianze, che i 4 aerei sarebbero stati affiancati, invisibili ai radar, da 4 velivoli militari pronti ad abbatterli in caso di problemi. E l’abbattimento dell’aereo in Pennsylvania si spiegherebbe col fatto che i piloti sarebbero riusciti a riguadagnare il controllo del mezzo: testimoni da eliminare perché avrebbero poi smascherato l’uso di “Home Run”. (continua) 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Nel 1857, vi fu una patetica commedia giocata dalla politica piemontese. Oggi, ormai è più che provato che Cavour e Rattazzi erano d’accordo coi mazziniani e coi garibaldini per fare l’unità d’Italia a profitto della Casa di Savoia, ossia spodestare i sovrani dei Ducati d Toscana, Parma, Modena e degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie, e riprendere all’Austria i paesi della Lombardia e del Veneto. Ma, davanti agli occhi dei monarchi europei che non conoscevano questo segreto, il Piemonte voleva atteggiarsi ad estraneo alla congiura e fingere di farsi forzare la mano. Ora, il Comitato Internazionale di Londra di Mazzini decretò, per l’anno 1857, una sollevazione in Toscana e nell’Italia meridionale e, perché il Piemonte non fosse sospettato di complicità, si decretò di promuovere una sedizione anche in quel regno. E questa fu la commedia. Mazzini stesso andò segretamente a Genova, mentre Lemmi si recava in Toscana. La triplice insurrezione dei mazziniani e garibaldini scoppiò: il 29 giugno, a Genova; il 30 giugno, a Livorno; il 1° luglio, a Napoli. La prova che la sommossa di Genova non fu che una farsa è che Mazzini non fu neppure disturbato dalla polizia piemontese, e poté tornare tranquillamente al suo posto di cospiratore internazionale a Londra. Nello stesso anno, 1857, Mazzini aveva fomentato una congiura contro Napoleone III, e non era la prima. Mazzini riteneva che l’imperatore francese non si impegnava sufficientemente per l’unità d’Italia, ed era risoluto a costringervelo, facendo uso del terrore. A Mazzini, Kossuth e Ledru-Rollin si erano aggiunti, nel Comitato di Londra, anche Herzen, Bakhunin, Turr e Klapka. All’inizio del 1857, in un incontro a Londra, Mazzini e Ledru-Rollin avevano scelto Paolo Tibaldi, Giuseppe Bartolotti e Paolo Grilli per trucidare Napoleone III. Essi ricevettero da Massarenti, altro affiliato di Mazzini, 50 napoleoni d’oro e si recarono a Parigi per commettere il delitto. Mazzini, prima che partissero, aveva detto loro: «Studierete le abitudini dell’imperatore e farete il colpo quando si presenterà l’occasione favorevole». Fallito l’attentato, il Procuratore imperiale, nell’udienza della Corte d’Assise di Parigi del 7 agosto 1857, dopo aver condannato Grilli alla deportazione, e Tibaldi e Bartoletti alla detenzione, disse che Mazzini e Ledru-Rollin erano i capi di tutte le congiure tentate per l’assassinio dell’imperatore. Il 14 gennaio 1858, a Parigi, alle porte dell’opera, ci fu un nuovo attentato alla vita di Napoleone III. Tre bombe fulminanti uccisero 8 persone e ne ferirono altre 156. Alcuni dei colpevoli furono arrestati, ma molti si dispersero tra la folla. Tra questi non è cosa temeraria annoverare Lemmi, poiché appunto, verso quel periodo, egli si recò a Parigi, col nome di “James Mac Gregor”, sotto pretesto di far visita a Giuseppe Mazzoni, suo compatriota toscano, allora professore di lingue nella capitale francese. Orsini, Pieri, Rudio, autori principali del delitto, vennero 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. condannati a morte; i primi due furono giustiziati, Rudio fu condannato ai lavori forzati a vita, pena che si inflisse anche a Gomez domestico dell’Orsini. Tutti e quattro erano frammassoni e mazziniani. Quello stesso mese, in Toscana, si giudicarono gli insorti di Livorno che erano stati presi con le armi in mano il 30 giugno del 1957. Diciotto di questi mazziniani furono condannati, tra i quali 8 a morte. Il Comitato mazziniano di Londra cercò di rifarsi da questi smacchi, cominciando una propaganda presso gli studenti universitari. Il risultato fu che l’Università di Pavia si dovette chiudere. A Milano gli studenti gridavano: «Viva l’Italia! Viva Vittorio Emanuele!». Questo movimento era il preludio della guerra che presto sarebbe scoppiata. Si deve però ricordare che Napoleone III era rimasto molto impressionato dall’attentato di Orsini; l’uomo che aveva tentato di assassinarlo non era a lui sconosciuto: essi erano stati membri della stessa “Vendita di Cesena”, poiché l’imperatore, nella sua giovinezza, si era affiliato ai Carbonari. Dalle rivelazioni, pubblicate nel 1874 dal “Giornale di Firenze”, risulta che Napoleone III andò a visitare Orsini in prigione e che, questi, gli dichiarò che altre bombe gli erano riserbate se non manteneva la promessa di contribuire all’unità d’Italia. Napoleone piegò il capo e non seppe più resistere, ed il famoso testamento di Felice Orsini fu pubblicato nel “Monitore” dell’Impero. Ciò permise all’onorevole deputato francese, Keller, di dire al Corpo Legislativo, nella seduta del 31 marzo 1861, che «la guerra d’Italia era stata l’esecuzione del testamento di Orsini». 1 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi 1895. p 29. “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Caro reverendo Don Villa, (...) approfitto dell’occasione per complimentarmi con Lei, per la sua formidabile attività di difensore della Fede Cristiana e cattolica, di combattente in difesa dei veri, eterni valori insegnatici da Nostro Signore e dalla VERA CHIESA preconciliare! Ho letto il suo “processo” ad Andreotti e ne sono rimasto sconvolto! Lei ha fatto benissimo a bollare d’infamia quel subdolo uomo “democristiano” che, insieme a diversi e tanti altri suoi “compari” (cattolici??) hanno gettato l’Italia in mano alle forze del male. Sto leggendo, in questi giorni, il suo nuovo libro “Paolo VI, processo a un Papa”, che mi procura emozioni violentissime! La documentazione da Lei riportata sull’operato di questo sciagurato e funesto Papa, voluto ed imposto da pressioni giudaico-massoniche dall’alto (...), è una documentazione assolutamente ineccepibile, basata sulla teologia, sulla storia, sui documenti e sulla cultura che un sacerdote preparato come Lei può avere, sebbene, ora... ahimé! molto in là con gli anni! Ma sappia che tanti, come me (71 anni e 1/2!) Le sono vicini, che tanti apprezzano la Sua battaglia in difesa della Vera Chiesa! Leggendo i Suoi libri ed i Suoi articoli, sento una boccata di verità e di aria buona che si respira, mentre, sempre più, vedo nelle bussole delle chiese della mia città (consacrata alla Madonna Assunta... Sena Vetus Civitas Virginis!) l’invito a partecipare a riunioni e preghiere ecumeniche con i più infami acerrimi nemici della Chiesa Cattolica, quali gli islamici (con un malinteso senso della “pace”, quella che vorrebbero loro, cioè di sottometterci al loro falso dio Allah!) (i quali gongolano dentro di sé, non aspettando altro che il momento propizio per diventare maggioranza e schiacciare del tutto quel poco di cristianesimo formale che sarà rimasto)... riunioni ecumeniche in cui tutto si fa... (discussioni, dialoghi, confronti, preghiere, strette di mano, abbracci ecumenici e sorrisetti di circostanza...) fuorché predicare il vero Vangelo la Vera Parola di N.S.G.C. e convertire, convertire alla fede i nostri secolari nemici! Caro Don Villa, ha ragione Lei: ad onta di tutto, ad onta delle più nere previsioni, non ci rimane altro da sperare al di sopra di tutto! Sperare in Colui che ha detto: «Io sono con voi sino alla fine del mondo e chi vive e crede in Me non morrà in eterno»! Ma, non crede, Lei - mi consenta - che, dopo questo sciagurato periodo e disastro in cui è caduto il Cristianesimo (e il Cattolicesimo in particolare), in seguito al tradimento dei Pastori durante il Vaticano II... dopo questa “ecatombe” della Fede e la grande apostasia della fine del XX secolo (del resto mi pare profetizzata dalla Madonna a “La Salette”)... non crede Lei... se ci sarà un nuovo apocalittico massacro con una terza guerra mondiale (questa volta con bombe atomiche!), non verrà anche, dopo, un “risveglio” delle coscienze che hanno abbandonato la Legge di Dio, guidate da pastori di lupi, anziché da veri pastori del gregge? Non crede che in un futuro lontano - così come ora l’Islam si è risvegliato - non ci sarà di nuovo un risveglio della Fede e la Chiesa (quello che ne sarà rimasto!) tornerà ad essere la vera Chesa di un tempo, diffondendo Luce, Carità, Verità, conversione a Cristo e civiltà? È quello che io mi auguro, auspicando anche a Lei ed ai suoi collaboratori i migliori voti di un proficuo lavoro con la buona stampa che possa essere conosciuta sempre più da tutti! Con molta amicizia e l’augurio di buona salute per tanti anni ancora! (Don G. L. - Siena) SPACCATI DI VITA 1 - I Salmi di Gesù di P. Antonio Caruso Il Salterio, dal nome dello strumento a corde che accompagnava il canto dei Salmi, è la sintesi dell’Antico Testamento in chiave di poesia e di preghiera. Come libro profetico è anche un anticipo del Nuovo. È preghiera ispirata da Dio. Con questo libro, Dio vuole insegnare agli uomini come debbono pregare. È come se Egli ci dicesse: «Pregatemi così». I grandi Padri della Chiesa facevano a gara nel commentarlo. Ma solo due di essi son riusciti a passare in rassegna tutte e centocinquanta le composizioni del Salterio: un ex peccatore, poi vescovo, sant’Agostino; e un ex politico, poi monaco, Flavio Magno Aurelio Cassiodoro. L’Autore, da alcuni anni impegnato nella traduzione di tutte le opere di Cassiodoro, presenta ora la sua “Esposizione dei Salmi”. È uno “spaccato” di vita in più libri distinti. Questo primo è una scelta di Salmi dove più chiaro è l’annuncio della figura di Cristo Redentore. Per richieste: Edizioni VIVERE IN Via Acque Salvie, 1/A 00142 Roma Tel. 06 5943323 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo «Dica al Papa che li ho portati durante tutti gli anni della mia prigionia. Sono i testimoni dell’amore che Gesù Cristo ha posto nel mio cuore, e della pace che Lui mi ha donato. Nella vita ho amato solo Cristo e la Sua Chiesa.». Il visitatore, ormai in lacrime per la commozione, si ritrovò inginocchiato davanti a questo uomo tutto pelle e ossa. Melchiorre Zhang, una vita consumata in un’apparente inutilità. Morrà di cancro, tre anni dopo, il 6 novembre 1988, prvo di cure mediche e senza che gli venisse mai permesso di incontrare “estranei”. (continua) LUGLIO-AGOSTO SOMMARIO Martiri in Cina 2 Un ennesimo attacco della massoneria contro la Chiesa cattolica del sac. dott. Luigi Villa 6 “Oh, se scendessi!” (1) di A. Z. 8 Nell’anno dell’Eucarestia del card. G. Siri MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HEILONGJIANG Chao Fu arrestato e frustato. Poiché non cedeva e continuava a difendere il prete e altri prigionieri, una delle guardie lo uccise con una baionetta. Yu Un cristiano che era stato di grande aiuto, sia materiale che spirituale, al prete e alla Chiesa per molti anni. È stato crudelmente picchiato, e morì poco tempo dopo in conseguenza delle percosse. Joerg George Sacerdote, svizzero, dei missionari di Bethlehem. Operava a nord della missione di Qiqihar, sul confine con l’Unione Sovietica. Aveva fatto molte conversioni, anche tra gli Ortodossi. In uno degli attacchi contro di lui, venne fucilato. *** Mons. Melchiorre Zhang Kexing (1914-1988) Era il dicembre 1985. Una sera particolarmente lugubre in una cittadina a nord della Cina. Era già notte fonda e le luci fioche delle strade mandavano ombre sinistre. Il freddo era intenso come può es24 serlo da quelle parti, quando il termometro scende a gradi bassissimi. Il visitatore dall’estero non aveva alcun appuntamento e non si aspettava nessuno. Finita la cena, si stava pigramente preparando per la notte, quando qualcuno bussò alla porta e la sua sorpresa fu grande quando, apertala, si trovò davanti un anziano signore, curvo e dalla salute precaria. Sulle labbra aveva un sorriso profondo e pacato. L’uomo non disse nulla, era poco sicuro e fece cenno di voler entrare. Aveva in mano uno strano fagottino. Prima che il visitatore straniero potesse formulare una qualsiasi domanda, l’inatteso ospite era già entrato nella stanza. «Sono Melchiorre Zhang il vescovo di Xiwanzi» sussurrò appena l’anziano signore. Lo straniero stentò a credere. Per parecchi giorni aveva tentato di tutto per riuscire ad incontrarlo, ma le autorità avevano sempre opposto un netto rifiuto. L’anziano vescovo era stato appena liberto dopo trentatré anni di lavori forzati e di prigione. Era stato giudicato un “controrivoluzionario”, perché ai tempi si era rifiutato di stare al gioco del Governo e accetttare il progetto di rendere indipendente la Chiesa in Cina. «Sì, sono proprio io, Zhang Kexing. Sono venuto per chiedeti un favore: porta questo fagottino al Papa». Le mani ora tremavano allo straniero. La commozione crebbe mentre il vecchio aprì il fagotto e ne estrasse un paio di calzoni ormai totalmente scoloriti e interamente rattoppati, e una sottile maglietta consunta con sopra stampato un numero. N. 374 UN ENNESIMO ATTACCO DELLA MASSONERIA CONTRO LA CHIESA CATTOLICA di Giancarlo Politi Ts’ai Arrestato insieme al catechista Wang Hailung, è stato imprigionato e picchiato a morte, a causa della sua fedeltà al prete. 2005 10 Appello a Sua Santità Benedetto XVI della dott.ssa M. Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Satana e il Male (1) del Com.te L. Crescini 16 In morte di Mario Luzi (2) del prof. D. Pastorelli 18 Introduzione alla Sacra Scrittura (3) del sac. dott. G. Pace 20 Torri gemelle: Il grande inganno (3) del sac. D.E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XXI Domenica del T. Ordin. alla XXV Domenica del T. Ordinario) “Chiesa Viva” *** Luglio-Agosto 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 375 SETTEMBRE 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II? SULLA VENTILATA BEATIFICAZIONE DI WOJTYLA Avv. Salvatore Macca Presidente emerito della Corte d’Appello di Brescia Presidente on. Aggiunto della Corte di Cassazione Cavaliere di Gran Croce Mi riferisco nuovamente alla recentissima proposta del neo-Papa Joseph Ratzinger di beatificazione di Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, da poco defunto, e sulla quale ho già espresso il mio motivato parere negativo, e rilievo che, nel numero di giugno del corrente ano 2005 di “Chiesa viva”, Rivista mensile di formazione e cultura, edita a Brescia e diretta dal sacerdote dott. Luigi Villa, è stato pubblicato, alle pagine 8 e 9, uno sconcertante documento, costituito da 13 “tesi”, estratte da 37 complessive, 2 contenute in un libro dal titolo, in polacco, “Osoba i Czscin”, scritto proprio da Karol Wojtyla quando era un giovane sacerdote. Confido che Don Luigi Villa non avrà nulla in contrario alla pubblicazione di questo breve saggio, che farà parte di un mio prossimo libro, delle 13 “tesi” di Wojtyla. Penso peraltro che questa iniziativa possa servire alla maggiore diffusione e alla migliore conoscenza della coraggiosa Rivista dell’illustre sacerdote che la dirige. “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 Elenco, qui di seguito, le 13 “tesi” di Wojtyla: 15 – Dio non è un essere storico che collabora con l’uomo, e l’uomo non collabora con Dio, ma agisce solamente in collaborazione con altri uomini. La religione non trae la sua origine dalla rivelazione divina,ma è semplicemente frutto dell’immaginazione umana. La religione cattolica non differisce dagli altri culti. 27 – Moriranno anche coloro che vedranno realizzato un mondo completamente umanizzato, e, in questa maniera, si compirà la loro salvezza. 28 – Come può l’uomo crearsi l’anima con tanta facilità? Perché egli non la crea dal nulla, ma dalla materia esistente: l’anima animale, evoluta filogeneticamente, che egli ha ricevuto dai suoi genitori, dai suoi avi e dalle scimmie, e che egli deve solo migliorare. 32 – Non c’è motivo di preoccuparsi per le anime dei bambini abortiti. Esse sono salve in quanto IL PECCATO ORIGINALE NON ESISTE. 16 – La rivelazione divina è impossibile da dimostrare. 17 – Il solo reale significato del Nuovo Testamento si trova nelle spiegazioni di carattere filosofico. 33 – Ciascun mistero divino è da considerarsi come variazione o sfumatura di un sistema di puro pensiero. Il cristianesimo dogmatico tradizionale è uno di tali sistemi erronei. – Non c’è motivo di battezzare o di usare altre forme tradizionali di incorporazione di non cristiani o non credenti, e nemmeno di convertire i seguaci di altre religioni. 35 – L’uomo è il Dio visibile. Vedere l’uomo è vedere Dio. 18 21 – Una comunità puramente umana, solidale e universale; questa è la vera chiesa cristiana secondo il significato del Vangelo, inteso in una maniera nuova, del tutto contraria alla chiesa totalitaria esistente. 22 – Sono i princìpi, quali il “dialogo” e “il prossimo”, che conducono alla salvezza del cristianesimo, non la rivelazione della creazione, la redenzione o il giudizio universale. 24 – La salvezza – l’auto-realizzazione dell’umanità – non ha natura eterna. Non porterà all’uomo mortale nessuna resurrezione della carne. L’ingenua speranza di una vita eterna – come la credenza dell’assunzione e il ritorno del Signore nel Suo corpo – non devono essere concepiti altro che simbolicamente. 25 – Nell’altro mondo, dopo la morte, non saremo ricompensati per le nostre buone azioni, e nemmeno puniti per i nostri peccati. “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 *** Fatta questa premessa, e richiamata l’attenzione del lettore sulle tredici “tesi” riprodotte, non posso non rilevare che qualsiasi cattolico osservante e praticante non può non restare sconcertato di fronte alle rivoluzionarie - a volte paradossali e dissacranti - affermazioni del defunto Pontefice, in contrasto assoluto con la ortodossia religiosa cattolica. C’è intanto da chiedersi, e sarebbe interessante saperlo, se il medesimo abbia ripudiato in qualche modo il suo pensiero giovanile che, a dir poco, meriterebbe di essere tacciato di clamorosa eresia e di autentica apostasia, e sulla cui gravità ed evidenza non è necessario spendere molte parole o soffermarsi a lungo. Ma a rendere il tutto ancora più grave è la provenienza da un sacerdote. Né credo che questi abbia ripudiato il pensiero espresso nelle sue strane “tesi”. Se ciò fosse avvenuto, infatti, ritengo che avrebbe dovuto esprimerlo in modo esplicito e solenne,onde sono certo che se ne avrebbe avuto notizia, e che il primo a darla sarebbe stato proprio lo stesso Wojtyla, data la gravità delle “tesi” che non giovano alla sua immagine. 3 Non posso confutare, nei dettagli, ciascuna delle “teinaffidabili, iniqui o incapaci di bene operare, e da si”, compito, questo, di teologi e sacerdoti esperti. leggi non espresse da menti giuste e illuminate, si toPosso tuttavia affermare che il libro di Wojtyla cogliesse la speranza, o anche soltanto l’illusione di stituisce un ulteriore motivo per giudicare la protrovare, almeno nell’al di là, la giustizia non avuta posta di beatificazione frettolosa, superficiale, sulla Terra, sarebbe una vera catastrofe, e si darebsemplicistica, intempestiva e carente di una inbe il “via”, non dico alla legge della giungla, nella dagine seria e di una analisi approfondita sulla quale, a guardar bene, gli animali osservano regole personalità recente e remota dell’uomo. che governano ottimamente i loro rapporti e la loro In realtà, un non cattolico, o, almeno, un cattolico vita, ma al caos più completo, col trionfo dei più malnon praticante,potrebbe anche concordare su qualvagi e dei più prepotenti. cuna delle “tesi”, come la 16, sull’impossibilità di diD’altronde, la maggior parte delle religioni orientali, mostrare la rivelazione divina, dimenticando volutaalle quali ho prima accennato, considerano il bene o mente, però, che la religione cattolica è intessuta anil male come fenomeni che, a somiglianza di tutte le che di dogmi; la 24, contro l’asserita resurrezione forze della natura, determinano delle conseguenze, della carne, da intendere simbolicamente. In propomeglio sarebbe dire degli effetti, inevitabili, come la sito, quasi tutte le religioni orientali intendono la reforza di gravità, quella centrifuga e simili, che in certe surrezione della carne come il ritorno dello spirito condizioni si esprimono pressoché automaticamente. dell’uomo, piccola scintilla del grande “fuoco” divino, E così, l’azione buona produrrebbe, in una futura ineterno come il medesimo, carnazione, un effetto in una nuova incarnaziobuono, mentre quella malne terrena, che si può rivagia ne produrrebbe uno petere poche o tante altre sgradevole per chi ne sia volte, a seconda delle esistato l’autore. Affermano, genze, o nemmeno una in sostanza, che l’essere «Ma Wojtyla, volta se non necessaria, umano non è punito o preper raggiungere l’evolumiato per le sue azioni, essendo un sacerdote zione e lo sviluppo che ma dalle sue stesse aziorenda lo spirito degno del ni. della Religione cattolica, riassorbimento, del ritorno Ma Wojtyla, essendo un in quel “fuoco”. Ma è chiasacerdote della religione certe cose non solo ro che in tal modo si esce cattolica, certe cose non dai confini, e, un sacerdosolo non le avrebbe dovunon le avrebbe dovute te della religione cattolica, te pensare o affermare, questo non se lo può perma tanto meno scrivere. pensare o affermare, mettere. Anche sulla 33, Comunque, avendole un non cattolico, ma non scritte, avrebbe dovuto rima tanto meno un cattolico praticante, e pudiarle, o, in mancanza, scrivere». tanto meno un sacerdote, avrebbe dovuto abbandopotrebbe concordare sulla nare l’abito talare senza non necessità del Battesiesitazione. mo, o della incorporazioPure inaccettabile è la 28, ne di non cristiani o non che colloca l’anima a livelcredenti, o della converlo bassamente materiale, sione di seguaci di altre mentre nel contempo la religioni. 35 innalza di colpo l’uomo Ritengo, comunque, inaccettabile la 25, che nega a livello del Dio visibile. Contraddizioni veramente premio o punizione dopo la morte per le azioni cominspiegabili. piute sulla Terra. È un’affermazione che può portare Non avrei mai immaginato che, dalla mente di un fualla disperazione, o che può dissuadere dal bene turo Papa, potesse scaturire un simile pastrocchio. operare, o, peggio, che può togliere qualsiasi freno Penso perfino che tali “concetti” avrebbero già doalle azioni malvagie. In qualche modo, la paura di vuto rappresentare un serio ostacolo alla sua eleuna conseguenza sgradevole, negativa, al cattivo zione a Pontefice. Figuriamoci se ora non siano operare, ha sempre rappresentato un freno. Ma se un ostacolo, non serio, ma addirittura insormonl’uomo, già tanto di frequente vittima di ingiustizie tabile, alla sua beatificazione, tanto auspicata da terrene, determinate e attuate da uomini malvagi, Joseph Ratzinger. 4 “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 FEDE O CONSOLIDARIETÀ? del sac. dott. Luigi Villa È visibile a tutti che, dopo il Vaticano II, i “valori” sono stati rivalutati completamente. Ad esempio, al posto della “Fede” si è intromessa la parola “solidarietà”, svalorizzando, così, il termine teologico di “Fede”, e sottovalutando addirittura “Iddio”, che pure ne è il valore fondamentale, per mettervi al suo posto, al centro, l’UOMO, coi suoi rapporti umani di comprensione e di amore che formano appunto la “consolidarietà umana”. Ora, in questo rovesciamento di valori, Cristo non appare più come Dio, ma solo come l’uomo esemplare, e il Vangelo non più come rivelazione dall’alto ma come un “messaggio” di Gesù, l’uomo ideale. Così, si è andato dicendo che Cristo non era venuto al mondo per renderlo più sacro, ma bensì più umano. Quindi, non era venuto per sanare le anime, ma perché l’uomo si impegnasse in tutto a far progredire la vita, rendendola più umana. Ora, se consideriamo, oggigiorno, questo nuovo messaggio, la consolidarietà, invece del Comandamento della carità cristiana, si resterebbe ampiamente desolati. Vediamone alcuni “fatti” a comprova. L’Olanda, che la si voleva come l’esempio più splendido di questo rinnovamento, divenne, invece, la sega della Tradizione cattolica, la rivale di Roma e la ribelle ai Vescovi, istituiti dal Papa come argine al dilagare dell’errore. I cattolici olandesi dovettero assistere alla campagna d’odio “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 contro Mons. Somonis e contro Mons Gijsen, perché quei due Vescovi difendevano con chiarezza e vigore l’integrità della Fede. Ecco il “frutto” di questo tipo di amore consolidale! Anche nella Svizzera si vide una vergognosa campagna di odio ecclesiastico che ha sconfessato completamente quella sedicente “consolidarietà” invece dell’amore cristiano. Nei seminari svizzeri (ma anche altrove!) lo spirito del modernismo e del progressismo spalancò le porte e le finestre agli errori e alle falsificazioni dottrinali. Ormai, sono più che evidente i frutti (marci) in tanto clero che dovrebbe essere destinato, invece, alla cura delle anime!.. Anche qui, le maschere sono cadute, e la “tolleranza”, e la “consolidarietà umana”, hanno fatto annegare la pratica della vera carità cristiana! Un altro esempio potrebbe essere anche la “Comunione sulla mano” che Paolo VI permise (non impose!) ai Vescovi di dare ai fedeli; ma quello che successe, poi, di quest’altre forma di “consolidarietà umana”, per la sfacciata autorità e severità e persino odio di moltissimi sacerdoti che trattarono quei fedeli che continuavano (e giustamente!) a pretendere che si desse loro la santa Comunione non sulla mani ma nella forma antica! “Guai a chi dà scandalo ai piccoli!”, ma questa parole di Gesù non ha più alcun senso per tanti sacerdoti infedeli che non vedono, ormai, nel Signore, nient’altro che un uomo qualunque. Altri esempi di questa “consolidarietà” sono pure quei moltissimi gesti, anche persecutori, che usano le risa, specie nelle scuole elementari e medie, per il loro comportamento religioso, insegnato e appreso nelle case paterne!.. Eppure, vi sono moltissimi insegnanti (e persino sacerdoti!) che sono sempre pronti a burlarsi in pubblico per questi segni e pratiche religiose, arrivando persino a far buttar via i rosari che i bambini di famiglie religiose avevano avuto e insegnato a usare dai loro genitori! Questi sono i gesti delle tanto magnificate “tolleranze” di cui si dovrebbe, invece, vergognarsene! E come non avete ancora compreso, allora, o egregi Vescovi e sacerdoti, 5 che da tanti anni, ormai, nei paesi cattolici, molti genitori credenti non lascino più partecipare all’insegnamento catechistico e si oppongono persino che i loro figli entrino nei seminari, proprio per non far loro correre il rischio di perdere la Fede e, spesso, anche la Morale?.. Sono casi, questi, che purtroppo esistono in un numero più grande di quello che si pensi! E questo perché quei Genitori cristiani ritengono che certi insegnamenti non siano più genuinamente cattolici, ingenerando uno spirito di distruzione di ciò che vi è di più santo nell’uomo, falsificando verità e Fede! E non sono pochi questi insegnanti di religione, sacerdoti, Suore e laici, che hanno infangato il loro carattere di cristiani cattolici! E che dire di certi catechismi in uso, che presentano le verità di Fede in modo volutamente ambiguo, peccando anche di gravi omissioni, omettendo deliberatamente anche importanti articoli di questa nostra Fede sacrosanta?.. Potrei continuare a citare i cosidetti novatori nella Chiesa, sia modernisti, neo-modernisti o progressisti, che hanno l’abitudine di beffarsi d’ogni persona, di qualsiasi ceto sociale, che ancora credono in Dio, che ancora pregano, chiamandoli donnicciole, gente mummificata, pietrificata, che sa di naftalina, e via dicendo, dileggiando ciò che è religioso e Santo, offendendo di continuo il messaggio evangelico di Gesù Cristo! Ecco la “consolidarietà umana” che ha invaso la massa di progressismo postconciliare! Che possiamo dire un’autentica massa di zizzania che si vede moltiplicarsi a vista d’occhio. Un Vescovo di lingua tedesca, in risposta alla sua lagnanza che, in tante facoltà universitarie cattoliche, si tolleravano e si mantenevano dei docenti che si palesavano apertamente ostili alla dottrina ufficiale della Chiesa, ebbe a scrivere: «Per me, i peggiori sono gli insegnanti a livello più basso (nelle scuole e seminari) e non pochi che lavorano nelle Curie vescovili e in curia d’anime, che fanno crescere la zizzania seminata da quei professori e la propagano!..». *** 6 S. Atanasio predicava che si doveva andare incontro alla realtà di Dio, e non all’uomo ed alla sua realtà! Il mondo, infatti, ha bisogno di Dio, ha sete di Fede!.. La Chiesa del Vaticano II, invece, ha scoperto il mondo, per cui il “concetto mondo” è diventato un concetto stimolante e di gran moda: “aprirsi al mondo”, “imparare proprio come voleva Paolo VI dal mondo”, ecc., Giovanni XXIII, aprì il Vaticano II con queste parole: «Dobbiamo contraddire i profeti di sventura che invariabilmente predicano il peggio, come se la fine del mondo fosse imminente. Si comportano come se non avessero da imparare niente dalla Storia, quale guida della vita! Nello sviluppo momentaneo verso un “nuovo ordine” dell’umanità vi è nascosto, piuttosto, un piano della Divina Provvidenza»! E così, il Papa dell’aggiornamento, aprì una finestra sul mondo, e il mondo entrò subito per quella finestra spalancata, ed entrò subito all’interno della Chiesa. Nello stesso discorso, Giovanni XXIII dichiarò che le false e pericolose teologie sarebbero svanite da sole, per cui, nelle circostanze del momento, era meglio parlare con la forza della Fede e della dottrina, e non con gli anatemi!». Ingenuità o tradimento della Fede?.. Per Giovanni XXIII, infatti, sarebbe inutile per la Chiesa fermarsi sulle “eresie”, perché le eresie non esistono!.. Al massimo, esistono delle teologie discutibili, mentre quelle “false” svaniscono davanti alla forza di quelle vere. Più inutile ancora parlare di eresie antiche, perché c’erano altre circostanze storiche. Parlare di Aria- nesimo, oggi, farebbe ridere i “nuovi teologi”. Persino di Lutero, ormai, si va dicendo che fu una “lotta equivoca”. Quindi, le eresie di ieri possono diventare, oggi, persino delle legittime dottrine ortodosse. Nal suo lavoro: “Modernismo e AntiModernismo”, il telogo Peter Neuner ebbe a scrivere: «Teoremi perseguitati ieri come eretici, oggi hanno trovato il loro posto nella Chiesa»! Eccoci, così, arrivati alla “consolidarietà umana” che unisce grano e zizzania! Ma perché, allora, la Gerarchia ecclesiale non si accorge che i fedeli, ormai, tengono in ben poco conto questa “nuova Chiesa” di Paolo VI, divenuta assai volubile? Infatti, ogni Conferenza Episcopale non ha forse introdotto, per conto proprio, delle “novità” “ad experimentum”, che poi Roma ha continuato, in genere, ad approvare?.. P. Ives Congar, per esempio, ha scritto che, in Francia, i Vescovi erano arrivati persino ad approvare, fino a 300, i Canoni della Messa! E non siamo certo alla fine!.. Voglio ricordare, allora qui, due affermazioni massoniche che ci possono far riflettere assai! Un’affermazione è del massone Viviani che gridava: «Noi non siamo solo in presenza di congregazioni; noi siamo in faccia della Chiesa Cattolica per distruggerla, per condurre una guerra di sterminio»1! L’altra affermazione si leggeva sul Bollettino della Grande Loggia Massonica di Francia del 1° aprile 1933: «Bisogna osare pensare, osare credere, osare affermare che quello che ci unisce, in Massoneria, è una religione integrale, totale, universale, e che questa è e deve essere al di sopra di ogni altra religione...»2! Ecco la “consolidarietà” di chi si vuol portare per liquidare interamente la nostra santa Fede! NOTE 1 2 Cfr. J. Ousset, O, c, n. 138. Cfr. J. Ousset, O, c, p. 139. “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 “Oh, se scendessi!” di A. Z. 2 Mistero dell’intimità divina «Prendete e mangiate, questo è il mio corpo. Prendete e bevete, questo è il mio sangue». Il simbolismo parla da sé: pane mangiato, vino bevuto, Cristo interiorizzato. Dio entra nel suo tempio umano già consacrato dal Battesimo, entra nel santuario della sua creatura, si unisce a quanto abbiamo di più intimo: il nostro spirito, di cui il corpo è strumento e risonanza. Anche il corpo di Cristo non è che risonanza e strumento del suo intimo, anzi del suo Spirito, lo Spirito Santo che il Figlio ha in comune col Padre, lo Spirito del Padre e del Figlio. Il simbolismo del sangue esprime ancor meglio l’intimità: “nel sangue è l’anima”; il dono del sangue di Cristo è quindi segno specifico del dono di quanto è più intimo in Cristo, la sua anima, il suo Spirito. Nell’interiorizzazione del segno (pane e vino) è indicata l’unione intima nostra con la persona di Gesù, e con quanto gli è più intimo: lo Spirito del Figlio e del Padre. Si avvera eucaristicamente la promessa: «Chi mangia la mia carne e beve il mio! sangue dimora in me e io in lui» (Gv. 6, 56); «Se uno mi ama... verremo a lui e faremo dimora presso di lui» (Gv. 14, 23). Il patto di amore tra Dio e noi “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 La Comunione eucaristica rinsalda la consacrazione iniziale, e induce nel nostro essere un’estrema esigenza di santità: «Chi si unisce al Signore, forma un solo spirito con lui. Fuggite quindi la fornicazione... Non sapete che il nostro corpo è tempio dello Spirito Santo dimorante in voi, donatovi da Dio, e che voi non siete più padroni di voi stessi? Davvero siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo» (Cor. 6, 15 s). «Non sapete che voi siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio dimora in voi? Ora se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi» (1 Cor. 3, 16). Mistero di trasformazione trova nella Comunione il compimento perfetto, l’Alleanza nuova si realizza con un gesto divino di interiorizzazione e di unione che supera ogni diaframma umano. Dio si unisce alla sua creatura in un modo che è possibile solo a Dio. Ma per quale motivo Dio vuole unirsi così strettamente a noi? Con una intuizione audace, S. Agostino risponde: «La partecipazione al corpo e al sangue di Cristo altro non fa che trasformarci in colui che prendiamo» (cit. in LG 26 a). È ciò che la fede chiama “mistero pasquale”, e che comporta tutta la concatenazione dei processi trasformativi in forza del “passaggio” (pasqua) di Cristo dalla condizione mor7 tale alla condizione gloriosa di risorto. Morti con Cristo al peccato - insegna Paolo - con lui risorgiamo a vita nuova; e con noi tutta la realtà cristificata è destinata a entrare progressivamente nel vortice della rigenerazione: «Le stesse creature saranno liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio» (Rm. 8, 22). Questa trasformazione è prefigurata dalla pasqua antica, che segna il passaggio del popolo di Dio dallo stato di schiavitù alla libertà della terra promessa; è insita nel passaggio dall’agnello prefigurativo al vero Agnello di Dio immolato per i nostri peccati; è insita nello stesso simbolismo eucaristico, nel quale il pane e il vino sono “transustanziati” nel corpo e nel sangue di Cristo; a sua volta questa trasformazione non è che una primizia della trasformazione cosmica, come insegna il Concilio (GS 38). La trasformazione nostra, soprattutto, entra direttamente nelle promesse legate all’istituzione dell’Eucaristia. Gesù stesso dice: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me, e Io in Lui. Come il Padre che ha la vita, ha mandato Me, e Io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di Me vivrà per Me» (Gv. 6, 56 s). Questo vivere in Cristo viene da Paolo illustrato come opera di progressiva trasformazione interiore effettuata dal modo di sentire umano agli «stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù» (Fil. 2, 5), un vivere «non io, ma Cristo in me» (Gal. 2, 20), un «rinnovarsi a immagine del Creatore verso la piena conoscenza di Dio» (Col. 3, 10), come «nuove creature» (2 Cor. 5, 17) «che hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue voglie» (Gal. 5, 25). Queste promesse comportano, in radice, la nostra progressiva trasformazione dall’egoismo - che è la radice del peccato - all’amore, in conformità con Dio che è l’Amore: «Noi sappiamo di essere passati dalla morte alla vita perché amiamo» (1 Gv. 4, 8; 3, 14). In forza della vita nuova che ci inserisce in Cristo come il tralcio nella vite, chi si nutre convenientemente del corpo e del sangue di Cristo si avvia verso l’ultima trasformazione del corpo mortale in corpo spirituale: «Colui che risuscitò Gesù Cristo da morte vivificherà anche i nostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito» che abita in noi (Rm. 8, 11). Poiché «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue - ha promesso Gesù ha la vita eterna» (Gv. 6, 54). IRAK: guerra e caos sac. dott. Luigi Villa (pp. 100 - Euro 10) Mistero di unità mistica Tramite Colui che con la sua presenza eucaristica si fa a tutti più intimo del loro intimo, il credente che si unisce a Cristo raggiunge tutti gli altri credenti nella loro intimità: è la “comunione dei santi”, fondata nella realtà del Corpo mistico, incentrato nell’Eucaristia: «Un solo corpo siamo noi, quantunque molti, perché partecipiamo di un unico stesso pane» (1 Cor. 10, 17), e, più a fondo, perché «abbeverati di un unico Spirito» (1 Cor. 12, 13). Un unico corpo coinvolto nel mistero pasquale, in via di progressiva configurazione con Cristo Amore. L’Eucaristia è, quindi, il centro di «unificazione trasformante» del mondo, tramite la Chiesa. Essa crea e alimenta l’unità di vita, a modo dei tralci alimentati dalla stessa linfa del tronco, e l’unità di sentire, sul modello di Cristo, che «traditus tradidit semetipsum» (tradito diede se stesso): la mensa eucaristica è un invito permanente a superare i reciproci «tradimenti» in reciproca «dedizione» di amore. È il centro rigeneratore della «caritas christiana» che rende possibile l’adempimento dell’aspirazione di Cristo: «Tutti siano uno, come Tu, Padre, in Me, e Io in Te» (Gv. 17. 2 1). Novit à Questo libro sull’Irak denuncia la tragedia di una Nazione che da tanti anni pagava un prezzo insopportabile che si potrebbe definire una forma di genocidio. Forse, a qualcuno potrà sembrare un problema ingigantito, mentre, purtroppo, è ancora in atto una vera e propria guerra che noi crediamo sia il pronao della Terza Guerra mondiale. Nessuno sapeva che questa guerra era già stata pianificata dal massone Mazzini, in una lettera del gennaio 1870. Che la Vergine Maria SS. illumini, in special modo, la Gerarchia cattolica a comprendere la gravità del problema, affinché consideri l’inutilità di un “dialogo” che non ha mai dato alcun frutto, preparando, invece, un “piano” d’azione internazionale per la difesa dei popoli, specie di quelli cristiani! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 NON PRAEVALEBUNT!! del dott.ssa Maria Pia Mancini C’ è ancora un popolo di Dio, consapevole, protagonista, attivo, capace di collegare le sue riflessioni all’interesse comune. È quel popolo che si è astenuto dal voto sulla fecondazione assistita; che, in Spagna, ha marciato contro le unioni gay legalizzate, in difesa della famiglia, e che, unito sui grandi temi della morale e della Fede, sembra aver ritrovato le energie necessarie alla lotta per la restaurazione di regole e comportamenti più sani. Esso ha mostrato, così, di volersi riappropriare della vita civile, lanciando un messaggio forte ai propagatori di nefandezze anche con i suoi dubbi e angosce sulle cellule staminali, sulla ricerca scientifica, sull’embrione-persona e sul peccato contro natura. È un popolo che genera disagio in quanti, ritenendo di possedere il predominio sul pensiero corrente, presumono di imporre le loro scelte ad intere nazioni. Lo mostra il tono acerbo e velenoso con cui s’inveisce contro chi osa opporsi alla dittatura delle moderne ideologie, preferendo riaffermare la propria adesione ai dettati della fede cattolica, la principale accusata d’intralcio al progresso, perché motivo d’ignoranza, di arretratezza e d’ignavia. Ciò evidenzia come la sovranità popolare sia male accetta, quando non segua pedissequamente gli orientamenti della politica, della cultura e della scienza, agli “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 stessi che blaterano continuamente sulla democrazia, cui, nei fatti, mostrano di non credere. Dovunque, nel mondo, si cerca di far accogliere gli abomini contro Dio quali atti di carità, volutamente trascurando che la carità senza la Verità, per altro sempre più combattuta, è “come cembalo che tintinna” (S. Paolo - 1 Cor. 13.1). Il rifiuto delle troppe, inique pretese, frequentemente avanzate dai senza Dio, non puo non generare reazioni violente in chi si appella alla laicità dello Stato e vuole far dimenticare che questo non è un’entità astratta, bensì un insieme di individui nella cui coscienza, comunque, è incisa la Legge del Creatore. Oggi, purtroppo, l’Umanità è disorientata, perché vittima di personaggi tracotanti che si ritengono gli artefici della sua sorte in un contesto materialista e pagano e, gloriandosene, acuiscono le tendenze alle passioni e al male, utilizzando sistema mediatico, moda, arte, politica e scuola. Con simili strumenti essi corrompono e pervertono e, fingendo solidarietà, diffondono adulterio, aborto, divorzio, omosessualità e manipolazioni genetiche, facendo leva sulla loro forza prevaricatrice. L’avversione alla Chiesa, apertamente manifesta, nasce, quindi, verosimilmente proprio dalla constatazione della radicalizzazione dei princìpi divini nel profondo di ogni essere, nonostante gli sforzi compiuti per estirparli. Talk show televisivi, stampa atea, volti celebri e ritratti, tesi a generare disagio psicosociale, non riescono, infatti, ad esercitare su tutti il loro malefico influsso, perché la cosiddetta massa, definita incolta e indifferente, vilipesa per l’obbedienza alla Chiesa, sulle problematiche veramente importanti palesa capacità di auto-determinazione e di raziocinio, affrancandosi dalla condizione d’isolamento in cui la si vuole relegare. Gli ultimi avvenimenti, in Italia e in Spagna, hanno mostrato come, ormai, si pretende di fondare il Bene sulle leggi umane, identificandolo con ciò che queste permettono o comandano in aperta opposizione a Dio che, invece, insegna a fondare la legge sul Bene, la cui pienezza si realizza solo con la perfetta adesione al Volere dell’Altissimo. Unico Principio del tutto. In sostanza, si vuole inculcare la nuova religione rinnegatrice del fine ultimo dell’uomo, pur essendo esso dipendente 9 dalle scelte individuali, perché a tutti proposto già al momento della nascita; anche rifiutandolo, non gli si sfugge: o beatitudine eterna o eterna dannazione. La base morale comune che si tenta di fissare non è, quindi, costituita dal dovere verso Dio, ma dall’edonismo e dall’utilitarismo che si vogliono far accettare quali risoluzioni dei mali che ci affliggono. I cattolici, però, hanno ampiamente dimostrato di respingere certe deviazioni e di non essere succubi dell’arrogante supremazia dal pensiero moderno, in rispetto della stessa etica che lo richiede. La differenza tra il bene e il male scaturisce dall’idea divina impressa in ciascuno, da cui dovrebbero parimenti scaturire i precetti posti a fondamento della società. Quando, al contrario, le leggi umane prescrivono o permettono ciò che vìola la vera vocazione dell’essere; quando si cerca d’impedire alla collettività il perseguimento dello scopo reale della vita, obbligandola ad accettarne altri, si blocca la crescita spirituale e si vieta di praticare il Bene, secondo l’unica Verità che ci è dato di riconoscere. Esistono, infatti, princìpi etici oggettivi che non basta comprendere, ma è necessario applicare; nel momento in cui la volontà li rifiuta, si ha il male, a causa del cattivo uso del libero arbitrio che genera azioni contrarie a Dio ed ai Suoi figli, nuocendo e peccando di superba ribellione. Non è attaccando la Chiesa e i cattolici, o fomentando divisioni, che certi individui ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) possono sedare la rabbia frustrante che li pervade dinanzi al fronte compatto dei credenti, perché solo con una profonda revisione del loro porsi dinanzi alla fede essi possono smettere di rinnegare se stessi e trovare la pace. Se riconoscessero il regno di Cristo in cielo e in terra; se avvertissero la loro piccolezza di fronte al SOLO GRANDE esistente, i cosiddetti “grandi della terra” riuscirebbero veramente ad instaurare un sistema di vita più giusto. Questo, purtroppo, non avviene ed essi, con il loro denaro, il loro potere, le loro menzogne, dette soprattutto a se stessi, rimangono ombre sbiadite destinate a sparire nel buio della loro notte. Viva Cristo Re! Novit à Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 Occhi sulla Politica “HUMANUM GENUS” “IRAK: GUERRA E CAOS” Ho letto il tuo libro, Direttore, Sul quale ho fatto più “d’un’omelia”, Sottolineando quanta ipocrisìa Si cela in questa guerra dell’orrore! La Terra del deposto dittatore, Or si diverte - passi l’ironìa Sperimentando, ahimé, la “bonomìa” Del bravo, democratico invasore”! Il volume denuncia, in modo chiaro, L’inganno d’una guerra, programmata, Dal subdolo potere, oscuro e baro, Prima della menzogna propinata, Sulle “torri gemelle”, al volgo ignaro: Menzogna farisaica comprovata! Prof. Arturo Sardini Nota Hai dipinto Saddam, senza paura, Svelando di quell’uomo la natura, Ma, nello stesso tempo, hai denunciato Chi della sporca guerra fa mercato! “RINASCIMENTO” EBRAICO Antisemita? No! Solo cristiano, Cattolico, Apostolico, Romano, Che critica il silenzio della Chiesa, Prostituita e prossima alla resa, Ai figli della perfida genìa, Da cui Marxismo e Frammassoneria! I padroni del mondo, “sterminati” Nei vari campi di concentramento, Con metodi da Vecchio Testamento, Son, come per miracolo, rinati E, quindi, a dettar legge ritornati, Sì che da tale neo “rinascimento” Tosano e mungon, con compiacimento, I greggi dai “pastori” radunati!” E poi, con cacolati piagnistei, In stretta sintonìa coi frammassoni, Bene infiltrati delle Istituzioni, Schiavizzano i goym, fessi babbei, Tramite governanti cicisbei, Sempre striscianti ai piedi dei padroni! Prof. Arturo Sardini Chiusa Perché la Chiesa tace ed accossente, Al fariseo di fare il prepotente? Legittima domanda d’un cristiano, Cattolico, Apostolico, Romano! Il Figlio della Vergine Maria Protegga la Sua Chiesa, e così sia! “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 3 (Leone XIII - 20 aprile 1884) LE SÈTTE E IL SEGRETO-SCOPO Varie sono le sètte che, sebbene differenti di nome, di rito, di forma, d’origine, essendo per medesimezza di proposito e per affinità dei sommi Papa Leone XIII. princìpi strettamente collegate fra loro, convengono in sostanza con la sètta dei Frammassoni, quasi centro comune, da cui muovono tutte e a cui tutte ritornano. Le quali, sebbene ora facciano sembianza di non voler nascondersi, e tengano alla luce del sole e sotto gli occhi dei cittadini le loro adunanze, e stampino effemeridi proprie, ciò nondimeno, chi guardi più addentro, ritengono il vero carattere di società segrete. Imperocchè la legge del segreto vi domina e molte sono le cose che per inviolabile statuto debbonsi gelosamente tener celate, non solo agli estranei, ma ai più dei loro adepti: come, ad esempio, gli ultimi e veri loro intendimenti; i capi supremi e più affluenti; certe conventicole più intime e segrete; le risoluzioni prese, e il modo ed i mezzi da eseguirle. A questo mira quel divario di diritti, cariche, offici tra i soci; quella gerarchica distinzione di classi e di gradi, e la rigorosa disciplina che li governa. Il candidato deve promettere, anzi, d’ordinario, giurare espressamente di non rivelar giammai, e a nessun patto, gli affiliati, i contrassegni, le dottrine della sètta. Così, sotto mentite sembianze e con l’arte d’una continua simulazione, i Frammassoni studiansi a tutto potere di restare nascosti, e di non aver testimoni altro che i loro. Cercano destramente sotterfugi, pigliando sembianze accademiche e scientifiche; hanno sempre in bocca lo zelo della civiltà, l’amore della povera plebe; essere unico intento loro migliorare le condizioni del popolo, e i beni del civile consorzio accomunare il più ch’è possibile a molti. Le quali intenzioni, quando fossero vere, non sono che una parte dei loro disegni. Debbono inoltre gli iscritti prometter ai loro capi e maestri cieca ed assoluta obbedienza che, ad un minimo cenno, ad un semplice motto, n’eseguiranno gli ordini; pronti, ove manchino, ad ogni più grave pena, e perfino alla morte. E di fatti, non è caso raro che atroci vendette piombino su chi sia creduto reo di aver tradito il segreto, o disubbidito al comando, e ciò con tanta audacia e destrezza, che spesso il sicario sfugge alle ricerche ed ai colpi della giustizia. Or bene, questo continuo infingersi e voler rimanere nascosto, questo legare tenacemente gli uomini, come vili mancipii, all’altrui volontà per uno scopo da essi mal conosciuto: e abusarne come di ciechi strumenti ad ogni impresa, per malvagia che sia, armarne la destra micidiale, procacciando al delitto l’impunità, sono eccessi che ripugnano altamente alla natura. La ragione, adunque, evidentemente condanna le sètte Massoniche e le convince nemiche della giustizia e della naturale onestà. (continua) 11 Documenta-Facta COREA DEL NORD Dopo la guerra di Corea, la penisola coreana venne separata e al nord venne installato un regine comunista. È uno dei più isolati e repressivi regimi al mondo, e nega ai propri cittadini i più elementari diritti umani. Ultimamente, la Corea del Nord soffre di una gravissima carestia e la fame sta mettendo in ginocchio il Paese. Popolazione: 22.000.000 Gruppi religiosi: Non religiosi 64,31%; Etnico/tradizionale 16,00%; Chondogyo 13,50%; Buddisti 4,50%; Cristiani 1,69%. Forma di governo: Dittatura personale con influenze comuniste. Il leader precedente, Kim Il Sung, ha fondato un’ideologia chiamata “Juche” (fare affidamento su se stessi), che viene continuamente sostenuta. Persecuzione: Tutte le religioni sono state represse con durezza. Molte migliaia di cristiani sono stati uccisi dallo scoppio della Guerra di Corea. Sono decine di migliaia i cristiani in prigione o nei campi di lavoro, e molti vengono torturati e uccisi mentre sono prigionieri. La Chiesa: Dato lo stato di costante persecuzione è difficile stimare quanti siano i cristiani in Corea del Nord: potrebbero essere circa 500.000. nonostante tutto, la chiesa in Corea continua a crescere. KUWAIT Un piccolo principato situato in un punto cruciale del Medio Orente: tra Arabia Saudita, Iraq e Iran, affacciato sul golfo Persico. Ricco di riserve petrolifere, venne invaso nel 1990 dalle truppe irachene di Saddam Hussein e 12 successivamente liberato nella cosiddetta “Guerra del Golfo”. Da quel momento si è aperta una stagione di riforme e sono state tenute elezioni legislative. Popolazione: 2.183.000 - di cui molti lavoranti stranieri Gruppo religiosi: Musulmani 87,43%; Cristiani 8,17%; Hindu 2,50%; non religiosi/altro 1,10%; Baha’i 0,50%. Forma di governo: Monarchia costituzionale Persecuzione: Anche se la Guerra del Golfo ha fatto in modo che le rigide regole religiose del Kuwait fossero ammorbidite, la piena libertà religiosa non è ancora una realtà nel Paese arabo. L’Islam è la religione di stato. Solo i musulmani possono diventare cittadini. L’evangelizzazione è proibita. Il governo scoraggia il cristianesimo dando incentivi economici ai musulmani; le autorità kuwaitiane hanno persino acquistato grandi quantità di Bibbie per poi bruciarle. La Chiesa: Nonostante il supporto ufficiale alla religione islamica, in Kuwait è il materialismo che imperversa. La morale pubblica è in declino. Sono necessarie letteratura e materiale didattico cristiano. LIBIA Da oltre 35 anni la Libia è governata da un unico uomo, il colonnello Muammar Gheddafi. Dopo anni di amicizia con altri regimi estremisti e di appoggio a gruppi terroristi, Gheddafi sta operando un graduale riavvicinamento all’Occidente. Le sanzioni comminate dalle Nazioni Unite alla Libia sono state tolte nel 2003; nel 2004 il leader libico ha annunciato la rinuncia a progettare e costruire armi di distruzione di massa. Gheddafi è preoccupato per la minaccia dell’estremismo islamico e per questo motivo ha cercato di placare i musulmani allargando l’applicazione della legge islamica. Popolazione: 5.368.585 (2002) Gruppi religiosi: Musulmani 96,50%; Cristiani 3,00%; Buddisti 0,30%; Non religiosi/altro 0,20%. Forma di governo: Dittatura militare con influenze islamiche. Persecuzione: I libici sono estrememente difficili da raggiungere con l’evangelizzazione. Un certo numero di espatriati sta cercando di raggiungere i propri connazionali in Libia, ma sono frenati dalla sofisticata rete dei servizi segreti libici. La letteratura cristiana può entrare nel Paese solo segretamente. La Chiesa: I cristiani libici sono molto pochi. Quasi tutti i cristiani sono lavoratori stranieri, e i loro incontri sono attentamente e costantemente monitorati dal governo. Le chiese cristiane sono limitate a una per denominazione in ogni città. MALESIA La Malesia è una federazione di 13 Stati costituitasi in monarchia nel 1963. Il Paese è diviso in due parti: quella peninsulare all’Ovest e quella insulare a Est. Popolazione: 22.662.365 (2002) Gruppi religiosi: Musulmani 58,00%; Buddisti/Cinesi 21,59%; Cristiani 9,21%; Hindu 5,00%; non religiosi/altro 4,50%; Tradizionale/Etnico 1,20%; Baha’i 0,40%, Sikh 0,10%. L’Islam è la religione ufficiale e preferenziale nella penisola della Malesia, e il governo cerca di forzare questa situazione anche nella parte Est, dove l’Islam è minoritario. Forma di governo: Monarchia costituzionale Persecuzione: La costituzione della Malesia garantisce la libertà religiosa, ma i fondamentalisti islamici fanno tutto ciò che è in loro potere per limitare l’evangelismo cristiano. La letteratura cristiana deve essere solo per i non malesi. Ai malesi invece non è consentito avere un luogo di culto cristiano. Il permesso di costruire nuove chiese non viene quasi mai concesso e le chiese domestiche sono fortemente scoraggiate. Lo zelo del governo di evitare che vengano utilizzati termini religiosi “non autorizzati” ha portato a vietare la Bibbia e altri libri cristiani. La Chiesa: C’è la mancanza di lavoratori cristiani, e molte chiese più piccole non hanno un pastore istruito nella Parola di Dio. “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 13 SATANA di Lorenzo Crescini 2 oblìo che avvolge la malvagità del peccato morale, è probabilmente il male peggiore del nostro secolo. Satana dilaga in Occidente sotto le forme dell’angoscia e della disperazione. Dio dell’Occidente è morente e la potenza occidentale è solo materiale. Qual è la grande debolezza dell’Occidente se non il fatto ch’esso ha perso Gesù Cristo, la Fede nella Vita Eterna, nella Realtà di Dio Salvatore dell’anima immortale, nel Giudizio Finale, nella Resurrezione? Quando si rifletta sulla storia dell’umanità, ci si domanda con angoscia perché essa sia in così grande misura una storia di sofferenze, di barbarie e di sangue; perché ci sia negli uomini una costante incapacità a superare gli egoismi collettivi ed individuali ed a vivere nella concordia e nella pace, a creare un mondo più giusto e più umano, pur riconoscendo essi la ragionevolezza ed il valore della giustizia, della solidarietà e della fraternità. La risposta a questa domanda non sta nella fatalità d’un destino che incomberrebbe sulla storia umana, ma nel temibile peso che su di essa ha il peccato. Questo peso si manifesta talvolta in fenomeni che hanno più del demoniaco che dell’umano; fenomeni, cioè, in cui gli uomini appaiono “posseduti dallo spirito del male”. Quanto è successo in Europa col comunismo staliniano (ad esempio), porta i segni evidenti del demoniaco nella storia. Molti pastori della Chiesa Cattolica, invece di dire che la triste condizione di oggi è perché si è abbandonato Dio, si mettono ad organizzare ed appoggiare incontri inter-religiosi nei quali si costruiscono edifici di carta, fondati sulla sabbia. L’ecumenismo, ontologicamente cosa buona e giusta, per come è inteso e prati- L’ 14 cato oggi, l’ha inventato il diavolo, perché scardina la Verità fondamentale della Religione Cattolica, la quale verrà a ridursi ad un agglomerato di sètte, destinate a convivere con tante comunità eretiche e scismatiche che si sentiranno appagate come chiese sorelle. L’odierno ecumenismo mette l’opinione sullo stesso piano della Verità e concede pari dignità alla verità e all’errore. Si parla solo di Dio; per raggiungere l’ecumenismo si parla solo di Dio e si trascura Gesù Cristo. È una scorciatoia, è un inganno. Oggi, si invitano tanti preti in televisione per farne delle comparse in un mondo ormai ridotto ad un palcoscenico, dove gli uomini entrano ed escono come tacchi di scarpe sulla catena di montaggio. La religione che si esibisce alla fiera delle vanità, la religione che ricerca i segni appariscenti, la religione dei “santoni” e non dei “Santi” non ha nulla a che fare con la via della Croce percorsa da Cristo. È l’ennesima falsificazione satanica della religione. «Un po’ del fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio», diceva Papa Paolo VI, riferendosi alla riforma liturgica, applicata in modo autoritario e violento. Fu un atto di imposizione della gerarchia sui fedeli che non avevano domandato la rivoluzione nella liturgia. Nessuna obiezione venne ascoltata. Già operava il “principe di questo mondo”. Tutto sembrava così innovatore, intelligente, comprensibile. Il risultato è che la liturgia della Chiesa postconciliare, è una liturgia morente, priva del sacro, priva di bellezza, di grandezza. La dissacrazione della Messa, è divenuta la dissacrazione del prete. La nuova liturgia non contiene errori, ma taglia parti essenziali della Tradizione. Le nuove formule, opera di liturgisti perfetti della peggior perfezione, quella razionale, sono prive del pathos profondo del dialogo tra il prete peccatore, rappresentante del popolo, e il Cristo Redentore. Non hanno sacralità. L’effetto è stato la dissacrazione della liturgia cattolica. La Chiesa del Dio vivente, colonna e fondamento della Verità, scambiata per una organizzazione benefica, estetica, socializzatrice. Questa è l’insidia mortale che oggi va profilandosi di pari passo con l’indifferenza e l’assuefazione. Il processo di annientamento della nostra Fede sembra incontrovertibile, ma il Si“Chiesa Viva” *** Settembre 2005 gnore ha promesso che le forze del male non prevarranno. Non ci resta che lottare e pregare affinché sia più lontano possibile il momento in cui, per nasconderci, saremo costretti a tornare nelle catacombe. Tutto lo lascia pensare in questa nuova “primavera della Chiesa”. Per quanto riguarda i fenomeni diabolici più appariscenti come divinazioni, sortilegi, magie nere, incantesimi, possessioni, poltergeist, Woodoo, macumba, messe nere, riti diabolici, case infestate, non sono qui trattati perché, pur fenomeni reali ed esistenti, non rappresentano il vero pericolo diabolico, quello che si gioca su scala planetaria. Mi limiterò ad alcune considerazioni di carattere generale. – Oggi, qualcuno tra i ricercatori moderni della mente, già osa, come il famoso psichiatra californiano Van Duren, rifiutare come mistificante la pallida terminologia semiscientifica della psicanalisi, e principia ad esplorare la tragedia della follìa con le precise metafore di un linguaggio tecnico da gran tempo caduto in dimenticanza: quello della stregoneria e dell’esorcismo. – È opportuno rilevare il contesto più specifico di fenomeni di reale, o presunta possessione diabolica, che ha indotto diversi Vescovi, prima oltre oceano e ormai anche da noi, a riattivare la pratica diventata obsoleta dell’esorcismo. Il che è sintomo quantomeno di una certa flessione di fiducia nelle soluzioni terapeutiche scientifiche (psichiatria e psicanalisi) e nel riprendere quota di attese di salvezza religiosa. – Scacciare i demoni fece parte dell’attività degli Apostoli. – Sono molti i disadattati che entrano nelle sètte. Il maggior reclutamento delle sètte, che vengono dall’Oriente, viene operato sui giovani della borghesia medio-alta. Superprotetti dai genitori, vissuti fuori dalla realtà, incapaci di affrontare i rischi della vita, pieni di paure e di complessi, credono di trovare nelle sètte quella sicurezza che non sono riusciti ad acquistare nella vita. Soffrono d’infantilismo, come dimostra la forma di asservimento a cui si assoggettano entrando nelle sètte. Cosa ha portato Cristo sulla terra, quando c’è ancora tanto peccato ed egoismo? Per l’esistenza del male che è in noi, essi vi sono. Noi siamo liberi. Dio ci lascia liberi. Ma la venuta di Cristo, proprio per questi mali riparatrice, fa sì che sia giusto che questi mali verranno giudicati. Quindi, riparazione al male che è anche giudizio del male. Nessuno si illuda. Al termine della vita, nel momento stesso in cui cessa il combattimento spirituale che ha, nell’agonia, il suo momento più solenne, per ogni anima è già deciso definitivamente del suo destino eterno. “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 Così, come una potente calamita attrae un oggetto, che da solo nulla può fare per sottrarsi all’attrazione, così farà l’Anticristo con gli spiriti che l’avranno servito in vita. Non vi sarà scampo, né possibilità di difesa per loro. Per tutta una vita, celato sotto l’apparenza delle cose visibili, egli si presenterà a reclamare il suo conto. Non crediate che le mie siano solo parole. Questa è una realtà ineluttabile, come la morte! L’Eternità dell’inferno è una verità di Fede che si basa sulle parole di Cristo che parla in più occasioni di “fuoco eterno”. La logica dell’iniquità è quella di un rancore inestinguibile, di cui anche qui sulla terra è possibile fare delle esperienze. La pena è eterna perché il male è un mistero insondabile di odio eterno, quanto l’Amore. Oggi, si cerca di aggirare le parole di Cristo affermando che l’Inferno è vuoto. Si tratta di uno slogan, ad uso degli sciocchi che amano ingannare ed auto-ingannarsi. L’Inferno, infatti, prima di essere un luogo, è una condizione esistenziale di opposizione radicale a Dio e di morte spiri- tuale. In questa condizione si trovano i demoni e tutti coloro che muoiono in peccato mortale. Dio non si lascia deridere e l’eternità dell’Inferno, nella Sacra Scrittura, è certa e chiara (Mt. XXV 40; Mc. IX 42, 43, 44, 45, 47; Lc. XVI 22, 26; Apoc. XX 10, 15). Basta poi scorrere i Salmi, i Libri sapienziali, i Profeti, dove si accenna al “tarlo che rode e non muore”, al fuoco che non si spegne. Il verme che non muore nel dannato è la ricerca del Paradiso perduto. Non è né il rimorso della coscienza, né l’impossibilità di tornare indietro. Sull’evolversi della storia umana, sono proprio i Testi biblici a dirci che la fine del mondo non avverrà attraverso un trionfo del cristianesimo, ma vedrà questo scontro fra le immani forze del male da una parte, e il piccolo gregge, il piccolo gruppo dei Credenti, dall’altra. La conclusione della vita di Gesù ha visto il Suo ingresso nel mistero dell’immane sofferenza, fino alla morte in Croce nell’ignominia e nell’abbandono. Quando tutto sembrava finito e le forze del male assaporavano la vittoria definitiva, ecco l’Intervento dell’Onnipotenza Divina che sconfigge il potere delle tenebre, ed eleva nel fulgore della Gloria, Colui che il mondo aveva sperato di eliminare. Allo stesso modo, la Chiesa, nella fase conclusiva del suo pellegrinaggio, sarà chiamata a rivivere in se stessa, la Passione di Cristo. Sarà l’esperienza dell’angoscia del Getsemani, sarà tradita, abbandonata da tanti dei suoi. Schiaffeggiata, derisa, flagellata ed infine condannata a morire, e crocifissa. Quando il mondo penserà di avere raggiunto lo scopo di eliminarla dalla faccia della terra, quando si appresterà a cantare vittoria, in quel momento apparirà, sulle nubi del Cielo, il vero padrone del mondo, che introdurrà la Chiesa nella Gloria Divina della Resurrezione. La prima e fondamentale verità di Fede, con la quale si chiude la Bibbia, riguarda la conclusione della storia umana. Il cammino dell’uomo sulla terra terminerà con la seconda venuta di Cristo. Sarà un evento glorioso, improvviso e conclusivo. Il “Figlio dell’uomo” renderà a ciascuno secondo le sue azioni. La storia umana finirà non per l’esaurimento naturale del ciclo della vita, ma per un avvenimento soprannaturale che chiamerà tutti gli uomini davanti al Tribunale di Cristo, per il Giudizio Finale. Prima della seconda venuta di Cristo, il maligno scatenerà tutte le sue forze di seduzione e di distruzione. Negli avvenimenti immediatamente precedenti la fine del mondo, la seconda venuta di Cristo, le potenze infernali sferreranno l’estremo e disperato tentativo contro Dio e la Sua Opera di Salvezza. Si manifesterà l’uomo iniquo, il 666. Le Scritture insistono su questo spettacolare successo finale del grande falsario. I tempi della fine, saranno dunque per i credenti, quelli della massima impostura satanica: l’illusione degli uomini di salvare se stessi, senza bisogno di Dio. Rimarrà solo un piccolo gregge. La Chiesa non entrerà nella Gloria del Regno che attraverso quest’Ultima Pasqua, quando con la seconda venuta di Cristo, Dio dirà: Basta! Vada la nostra preghiera a Dio Padre Onnipotente ed Eterno, perché ci aiuti sempre più e sempre meglio a servire in Gesù Cristo Suo Figlio, l’Unico Signore del Mondo e della Storia. In Lui la nostra speranza ed a Lui il nostro sempiterno Amore. (fine) 15 LIBERA CHIESA IN LIBERO SATO? di A. Z. 1 È uno slogan che ha riempito questi ultimi secoli, ed è vero come la verginità che si tramanda di madre in figlia. Ed è uno degli errori più disastrosi e infausti non solo per la Chiesa ma anche per l’intera comunità umana, se riflettiamo sulla condizione attuale degli Stati, tutti d’accordo nel combattere Dio e la sua Chiesa e promuovere la degradazione della vita in tutti i suoi aspetti, compreso quello economico; chi, oggi, oserebbe condividere l’idea rivoluzionaria che la repubblica costi meno della monarchia? L’idea stessa di repubblica fu caldeggiata dagli oculati finanzieri perché vi hanno intuito una magnifica occasione per rubare di più, e lo stato repubblicano, sotto l’impero di Mammona, è diventato l’incentivo più accanito del dissolvimento morale dei popoli. Lo slogan ha percorso tutta la vicenda di rivoluzioni e guerre di questi secoli, ancora prima della Rivoluzione Francese. Recentemente, dà modo all’Unione Europea di percorrere tutte le esperienze disastrose che sboccano nell’abisso della dissoluzione malthusiana. Tutto avviene con gravitazione irresistibile sotto i nostri occhi, impotenti come siamo a porre rimedio e rassegnati a subire. LL “DIRITTO” DELLA FORZA? Al Vaticano II la questione dei rapporti tra Chiesa e Stato ha avuto una risposta apparentemente “Iiberatrice”, dal card. Bea, 16 Gesù inquisito. gran gesuita: due parallele che percorrono due vie destinate a non incontrarsi. Ancora oggi si attende qualcuno che riproponga una verità lapalissiana, che Chiesa e Stato sono autonomi nel loro ordine, ma in sé non del tutto liberi. La Chiesa non si sostiene se non nell’obbedienza al suo Fondatore, e lo Stato non si mantiene se non nell’ob- bedienza al suo Creatore, come la pianta che non può sottrarsi alla legge ferrea della fotosintesi, e lo scoiattolo che, nel suo fulmineo arrampicarsi, non può sottrarsi alle norme della gravità. Lo Stato non sussiste come persona autonoma, ma come intreccio di rapporti, e i rapporti suppongono la persona; quindi lo Stato è per la persona e non viceversa, come hanno tentato di farci credere dittatori e dittature, arrogandosi il diritto di togliere di mezzo ogni obiettore. La Persona, poi, è di Dio e per Dio a titolo di Creazione e di Redenzione. Lo Stato è, quindi, soggetto alla Legge di Dio come ogni creatura. Gli Stati, in questi ultimi secoli, si sono arrogati diritti che non hanno. Si è parlato di Stato etico fascista, o nazista, o fondato sul popolo, e altre menzogne del genere. Gli elaboratori della Costituzione italiana, sorta dalla “resistenza “, dopo tante discussioni hanno trovato una base di accordo nel definirla fondata sul lavoro: anche i ladri e i delinquenti lavorano, e come, e nelle ore notturne! La storia del secolo ventesimo ci ha fatto sperimentare come gli Stati, in forza dei loro diritti inconsistenti, hanno portato guerre, rivoluzioni, genocidi, migrazioni di popoli, fiumi di lacrime e di sangue. Nazismo, comunismo e altri “ismi” insegnano. Nei confronti della Chiesa, va sfatata l’affermazione di Rousseau, secondo il quale Dio è in Cielo e lo Stato non sa che cosa avviene lassù, mentre gli uomini sono sulla terra e fondano lo Stato, “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 sapendo ciò che avviene quaggiù. La brillante affermazione è smentita da tutta la storia, non solo prima ma, soprattutto, dopo di lui: gli Stati non hanno cessato di creare guai, ma li hanno accresciuti al punto che oggi si parla di “scontro di civiltà” e di “soluzione atomica”. Se va contro Dio e contro Cristo si sfracella, coma sta scritto, e come vediamo che sta accadendo. Il relativismo filosofico del resto va togliendo il terreno di supporto ai diritti dello Stato, e i pensatori si arrampicano sui vetri per trovare qualcosa che ne legittimi l’esistenza. Il soggettivismo che domina l’orizzonte culturale odierno, per il quale ognuno è verità a se stesso, dissolve ogni fondamento razionale del diritto e la stessa possibilità di una giusta costruzione sociale. “Quando fundamenta evertuntur, iustus quid facere valet?” (Sal. 10, 4). Il dissolvimento dell’ordine metafisico ha, quindi, indotto il dissolvimento dell’ordine morale, facendo coincidere il diritto con la forza, la quale ormai si è insediata a dimensioni planetarie: è lo “scontro di civiltà” che porterà il mondo alla “soluzione finale”. Il diritto del più forte porta oggi, in primo piano, l’America, agguerrita dalla tecnologia militare e gestita dall’ebraismo anticristiano: Islam e Cina sono i competitori di oggi, e la lotta prende le mosse dalla conquista delle fonti energetiche, atomo compreso. STATO E CHIESA Lo Stato nasce da Dio come ordine naturale della convivenza umana: è per il bene dell’uomo in questo mondo, una giusta armonia di diritti e doveri che riguardano il vivere terreno. Il suo benessere è regolato dal diritto naturale, che esprime l’ordine concepito dalla sapienza divina, la quale ha impresso alla libertà umana la sanzione inviolabile che ciascuno sia premio o castigo a se stesso. Ciò vale per i singoli, e vale anche per i raggruppamenti, dalla famiglia alla tribù, allo Stato. L’autonomia dello Stato, nel suo ordine naturale, lo rende indipendente dalla stessa Chiesa in tutto ciò che riguarda l’immediato benessere terreno dei cittadini quindi, la Chiesa non interviene se non quando esso è minacciato da leggi ingiuste. Però, Dio stesso ha istituito una società che riguarda il fine soprannaturale dell’uomo: la sua Chiesa. Essa è una realtà complessa, a due versanti: un versante terreno, visibile, gestito dalla sua stessa presenza sacramentale sulla terra (“Io sono con voi sino alla fine dei tempi » (Mt. 28, 20), e un versante invisibile, soprannaturale, che regge e unifica la Comunione dei Santi. Alla Chiesa Dio ha affidato la sua Verità, una Verità che vale per la Chiesa stessa, ma anche per gli Stati. Gesù ha istituito la Chiesa come interprete e garante della Legge di Dio. In forza dell’unica vocazione umana al fine soprannaturale, lo Stato è subordinato alla Chiesa in tutto ciò che riguarda la salvezza eterna dell’uomo, ossia nel diritto divino e nel diritto ecclesiastico. Lo Stato è, quindi: – soggetto a Dio e alla sua Legge, in quanto è creatura di Dio stesso; tenuto a rispettare i diritti della Chiesa come istituzione divina, ad esso superiore per natura e finalità, tenuto ad accogliere i dettami evangelici della Chiesa come espressione della volontà di Dio per il bene degli uomini; – tenuto a promuovere il bene della Chiesa come fonte del suo stesso benessere: “Beato il popolo che ha Dio per sovrano” (Sal. 32, 12); – nei confronti di altre professioni religiose, tenuto a impedirne le pretese di proselitismo in quanto non fondate sulla Verità, e ad agevolare la conversione dei popoli all’unica vera Fede. È quindi errato il trattamento paritario delle varie confessioni o l’agnosticismo religioso in genere. Sono princìpi razionali da tener presenti soprattutto nel regolamento giuridico dei rapporti tra Chiesa e Stato, ossia nei Concordati. Lo stesso Concordato italiano con la Santa Sede è stato redatto in base all’errato preconcetto della laicitá dello Stato indipendente da Dio, e in radice dell’agnosticismo ateo. (continua) PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti, infatti, il libro riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi. Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 17 INTRODUZIONE ALLA SACRA SCRITTURA del sac. dott. Giuseppe Pace 4 N on si dimentichi tuttavia che anche la Sacra Scrittura cattolica, completa di Vecchio e Nuovo Testamento, a sua volta, esige come complemento indispensabile la Sacra Tradizione Cattolica. Basti considerare come nel Nuovo Testamento, per esempio, si dichiara Simon Pietro pietra fondamentale della Chiesa (Matteo, 16, 28-29), e pastore non solo degli agnelli, i semplici fedeli, ma anche delle pecorelle, loro madri (Giov. 21, 15-17), i vescovi; tuttavia, solo la Tradizione, confermata storicamente dalla vita della Chiesa sin dai suoi primi passi, risolve ogni dubbio a riguardo del modo di interpretare rettamente i passi del Nuovo Testamento, citati in favore del primato di giurisdizione del Papa. Non tutto l’insegnamento di Gesù e quanto Egli operò, fu messo per iscritto: che il mondo intero non basterebbe a contenere i libri che sarebbero necessari per riferire tutte quelle meraviglie (Giov. 21, 25); tutto quello che Gesù volle si trasmettesse fedelmente e infallibilmente attraverso a tutte le generazioni, Egli affidò alla sacra Tradizione cattolica. Riassumiamo: ispirazione e inerranza si estendono a tutta la Sacra Scrittura, ma in modo diverso: l’ispirazione, si estende anche a ogni singola frase, purché nella redazione accolta dalla Chiesa come definitiva; l’inerranza, invece, accompagna la Sacra Scrittura solo se, globalmente presa, completa di Vecchio e Nuovo Testamento, e ulteriormente arricchita dal Magistero ecclesiastico autorevole. La Sacra Scrittura non si regge da sola; si regge solo se sorretta dalle mani della Chiesa docente. Finalmente, la conoscenza dei generi letterali biblici ci salvaguardia dall’interpretare erroneamente schemi e finzioni poetiche, metafore varie, simboli dissueti, descrizioni dei fenomeni naturali secondo apparenze, e la rielaborazione di fatti storici propria di certi antichi popoli orientali; ci aiuta, insomma, ad afferrare la portata esatta delle espressioni bibliche. Ora, proprio questa esatta portata della Sacra Scrittura, a volte ravviluppata in determinati procedimenti letterari, è il vero senso letterale del18 la Sacra Scrittura stessa, vale a dire il senso inteso dal suo Autore principale, Iddio; ed è secondo questo senso che la Sacra Scrittura è sempre essenzialmente religiosa, ordinata cioè a religare a Dio ogni anima debitamente disposta. «Quale, poi, sia il senso letterale di uno scritto, sovente non è così ovvio nelle parole degli antichi Orientali, com’è, per esempio, negli scrittori dei nostri tempi. Quel che hanno voluto significare con le parole quegli antichi, non va determinato soltanto con le leggi della grammatica o delle filologia, o arguito dal contesto; ma l’interprete deve tornare con la mente a quei remoti secoli dell’Oriente, e con l’appoggio della storia, dell’archeologia, dell’etnologia e di altre scienze, nettamente discernere quali generi letterari abbiano voluto adoperare gli scrittori di quella remota età (Enc. “Divino afflante Spiritu” di Pio XII, del 30 settembre 1943). Appurato il senso letterale autentico di una qualche pagina biblica, è tuttavia lecito domandarsi se non possa tale pagina suggerire un qualche senso, un senso analogico. Di fatto, non di raro è dato trovare anche più di un senso analogico di una stessa pagina biblica. Tipica, ad esempio, è l’interpretazione analogica del Diluvio, che si legge nel “De Trinitate” di Didimo il Cieco, Padre della Chiesa del IV secolo. Non solo, ma la Sacra Liturgia adotta sovente delle espressioni bibliche anche solo perché assonanti con il mistero che vuol celebrare. Vedansi i versi del Cantico dei Cantici, usati e ritoccati in un modo, detto accomadatizio, dalla Chiesa, per celebrare la festa dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima: «Tota pulchra es Maria Et macula originalis non est in te. Vestimentum tuum candidum quasi nix Et facies tua sicut sol. Trahe nos, Virgo immaculata. Post te curremus in odorem unguentorum tuorum». “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 GENERE STORICO E ESPEDIENTI ARTISTICI Lo stesso fatto è ripetuto in poesia: Ancora non pochi secoli dopo la redazione di parecchi libri della «Al soffio delle tue narici le acque si ammassarono, Sacra Scrittura, e in Occidente, vale a dire presso popoli meno i flutti si elevarono come argini, immaginosi degli Orientali, Tucidite, nella Storia della guerra gli abissi si condensarono nel cuore del mare». del Peloponneso, è ben lungi dal soddisfare le esigenze attuali (Esodo, 15,8) in fatto di esattezza storica. Lo stesso Tito Livio senza tema di sminuire il valore della sua Di fatto, le acque del mare non si elevarono miracolosamente “Storia di Roma”, adorna con disinvoltura i discorsi pronunciati come muraglie: gli Egiziani, infatti, inseguirono gli Ebrei anche da questo o da quello dei suoi personaggi, e ne fa delle opere lungo il guado asciutto, proprio perché non videro operante il did’arte oratoria, pur tuttavia storiche nella sostanza. Ancor più il to di Dio. Tuttavia, l’euforia - chiamiamola così - della descriziomodo di riportare dei fatti storici, usato dagli autori biblici, non ne, non compromette la storicità del fatto, certamente miracoloconobbe il rigore critico, che oggi si esige per un’opera, affinso per la coincidenza soprannaturale di vari fattori naturali, e più ché venga ritenuta storica. Tuttavia, quanto gli agiografi descriancora perché tutto avviene secondo una regìa prevista e prevono come storico, tale è fuori di ogni dubbio: il modo cui ricordetta da Mosè, e poi da lui eseguita. rono per narrarlo non menoma la sostanza storica del fatto narPiù piane sono le narrazioni storiche del Nuovo Testamento. rato. Per questo, non è lecito ammettere Già la narrazione, sostanzialmente che là dove San Luca (1, 38) ci fa storica, delle prime pagine della sapere che la Madonna rispose Genesi, è abbellita dalla disposizioall’Arcangelo Gabriele: “Fiat mihi ne poetica dei “sei giorni più secundum verbum tuum,” riferiuno” della Creazione; il Tentatore, sce un fatto storico; mentre là, doSàtana, vi è rappresentato sotto la ve ci fa sapere che la Madonna dismaschera convenzionale del serse: “Magnificat anima mea Domipente; l’immortalità corporea di num” (1, 40), introduca il Cantico Adamo prima del peccato, è raffidi un qualche pio rabbino, per altro gurata dall’Albero della Vita, dei non meglio conosciuto. Luca è stocui frutti Adamo può cibarsi; del parico in entrambi i casi; né si può neri, il mistero della libertà psicologigare l’attribuzione del “Magnificat” ca, dal cui esercizio deriva il bene alla Madonna, senza annebbiare la e il male morale, è raffigurata storicità anche del mistero dell’Andall’Albero del Conoscere Bene e nunciazione. Male, proibito ad Adamo. Con ciò non si intende asserire che Altrove, un semplice atto permissitutto quanto leggiamo in San Luca vo di Dio viene drammatizzato in e negli altri Evangelisti sia storico: una scena celeste, che lo trasfortroviamo, infatti, nei Vangeli anche ma addirittura in un positivo codelle parabole con dei personaggi mando divino: fittizi, quali il Buon Samaritano, il «Io vidi il Signore assiso in trono, Ricco Epulone, il Figliuol Prodigo: fiancheggiato a destra e a sinistra personaggi nei quali, tuttavia, si da tutte le schiere celesti. E il Sipossono riconoscere rappresentati gnore domandava: “Chi saprà intanti e tanti personaggi vissuti e vigannare Acab e indurlo a muovere venti in carne ed ossa. guerra contro Ramòt-Ghil’àd, così La stessa descrizione del Giudizio che vi lasci la vita?”». Chi faceva Universale, quale troviamo in “Matuna proposta, e chi un’altra, fino a teo” (25, 32-46), pur essendo di un quando si fece avanti uno spirito fatto storico-futuro, è tuttavia riveche disse: stita di una forma drammatico-pa«Ci penserò io a ingannarlo». Il Sirabolica; di conseguenza, non è legnore gli chiese: «Come farai»? cito ritenere che tale giudizio verQuello rispose. «Trasformandomi terà solo sulla carità verso il prossiin ispirito di menzogna sulle labmo, e che i giudicandi non siano bra dei suoi profeti». Il Signore ancora consci del loro stato morale Il Figliuol prodigo. annuì: «Sì, tu riuscirai a ingane delle loro sorti eterne. narlo. Va’ pure a mandare ad efAncora un rilievo. Gesù predisse fetto quanto hai detto» (1 Re/3 più volte la propria risurrezione, e Re, 11, 19b-22). in una di tali predizioni si espresse così: «Come Giona rimase In modo analogo, la stipulazione di un’alleanza militare tra due tre giorni e tre notti nel ventre del mostro marino, così sarà tribù viene presentata sotto forma di dialogo tra due persone: del Figlio dell’Uomo nel cuore della terra» (Matteo, 12, 40). Dopo la morte di Giosuè, i figli d’Israele consultarono il SiOra, il profeta Giona fu certamente un personaggio storico; ma gnore per chiedergli chi di loro dovesse marciare per priquello del libro di Giona è ritenuto personaggio di parabola. Tutmo contro il Cananeo. Il Signore rispose: «Ci andrà Giuda. tavia, il ricorso che vi fa Gesù per predire la propria risurrezione Io metto il paese nelle sue mani». Allora Giuda disse a Sinon menoma affatto la storicità di tale risurrezione. meone, suo fratello. «Ascendi con me nel mio territorio a Ora, è facile ammettere come il valore della testimonianza data combattervi il Cananeo; poi, anch’io verrò con te nel tuo a riguardo di Gesù dagli Apostoli, e raccolta nei Vangeli, sia certerritorio (a fare altrettanto)». E Simeone andò con lui (Giutamente più perfetta di quella data dal redattore dei libri dei Re dici, 1, 1-3). a riguardo di Elia ed Eliseo. Nel primo caso, infatti, si tratta di Anche il passaggio del mar Rosso, o mare dei Giunchi, eseguiscritti vergati da testimoni oculati, quali Matteo e Giovanni; mento dagli Ebrei in fuga dall’Egitto, è un fatto indubitabilmente stotre, nel secondo caso, si tratta di scritti vergati da uno o più rerico. Lo troviamo descritto nell’Esodo, nel quale, tra l’altro, si didattori che raccolsero con cura le memorie giunte a loro dalla ce che: Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le tradizione, talora anche documentata, ma sovente sempliceacque erano per loro una muraglia, sia a destra che a sinistra mente popolare. (Esodo, 14, 22). (continua) “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 19 TORRI GEMELLE IL GRANDE INGANNO del sac. D. E. 4 6) 18) Osama e Al Qaeda: creature della CIA, e alleati dei Bush La storia ufficiale su Bin Laden è quella di un mostruoso terrorista, con un odio fanatico verso gli USA ed i loro alleati. È così, o è stato e continua ad essere usato e strumentalizzato? Non si dice che vi sono stati e vi sono significativi legami politici e d’affari fra Bin Laden e membri dell’amministrazione Bush. È ben noto che Bin Laden aveva uno stretto rapporto di collaborazione con la CIA durante gli anni ‘80. L’organizzazione di Bin Laden è stata sostanziosamente finanziata, e addestrata quale forza di resistenza alla presenza sovietica in Afganistan. Inoltre: 1) 3) 4) 20 Da quando hanno dichiarato Bin Laden ricercato per terrorismo per l’attentato all’ambasciata USA in Kenia nel 1998, gli USA hanno lasciato perdere l’opportunità di prenderlo due volte. Due alleati USA, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, è noto essere complici nell’aver permesso a Bin Laden di restare libero. Anzi Bin Laden ha avuto un incontro con agente CIA nel luglio 2001 mentre era in clinica a Dubai per curare le sue malattie renali. È noto che la rete Al Qaeda di Bin Laden ha cooperato, per mezzo dell’Esercito di liberazione del Kossovo (KLA o UCK) con le forze NATO in Jugoslavia. Le due Torri Gemelle di New York. Il Pakistan, un altro alleato nella “guerra al terrorismo” è anche da molto tempo un sostenitore di Al Qaeda. 7) I servizi segreti pakistani, ISI, sono stati il meccanismo col quale la CIA ha indirettamente sostenuto Al Qaeda. 8) Il gen. Mahamud Ahmad Capo dell’ISI (servizi segreti) pakistano (nostro alleato nella “guerra al terrorismo”) ha fatto un bonifico di 100.000 dollari a Mohammed Atta, indicato come il capo dei dirottatori, pochi mesi prima dell’11/9 (ABC Newsradio). 9) Vi è una relazione di rapporto d’affari tra la famiglia Bush e la famiglia Bin Laden: sono stati per anni soci di maggioranza nel “gruppo Carlyle”, che ha vasti interessi in società di armamenti. 10) Perciò Bin Laden non può essere preso: serve a tener viva la tensione del terrore e la necessità della guerra. 19) La contro-ipotesi 5) L’FBI rigettò richieste di approfondimento delle indagini su Moussaoui, il presunto 20’ dirottatore, presentate da agenti di Minneapolis, dopo la sua cattura ad agosto, nonostante già segnalato dai servizi di sicurezza francesi quale persona collegata ad Al Qaeda. Date le premesse, diventa verosimile la contro-ipotesi che afferma che, il piano degli attentati dell’11 settembre era noto ai vertici dei servizi segreti USA, ed è stato protetto e strumentalizzato da parte dei massimi poteri economico/militari Usa, cioè i plutocrati i cui interessi sono rappresentati dal governo Bush, per ottenere i fini sopra indicati: scoppio della guerra “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 e giungere al controllo del petrolio del Caspio; rilanciare un sistema economico che starebbe per implodere, riaffermare una supremazia militare, impegnata contro un nuovo “Impero del Male”. L’11 settembre sembra un attacco portato dall’interno dal “Governo ombra”, cioè dalla lobby finanzieri/militari, “col consenso sionista”, per indicare la via da seguire a Bush e al popolo americano. Questa tesi prende le mosse da un esame degli interessi in gioco. Ora, la domanda “a chi giova?”, la classica questione forense che si pone di fronte ad un crimine, punta chiaramente nella direzione dell’amministrazione Bush e dei poteri economici e militari che rappresenta. Il Governo Bush aveva un enorme interesse a poter condurre una guerra per il controllo dell’Afghanistan per molteplici motivi, ciascuno dei quali da solo quasi sufficiente a giustificarla. Un motivo economico: il controllo, con relativo business, del petrolio e del gas della zona del Mar Caspio; ed in più, a braccetto, il business delle commesse belliche per miliardi di dollari. Un motivo geo-politico: il controllo strategico dell’Eurasia. Un motivo di politica macroeconomica: una economia di guerra per fronteggiare la recessione economica. Così, con l’attacco alle due Torri di New York e al Pentagono, si è ottenuto un duplice effetto: primo, con l’attribuzione degli attentati a Osama Bin Laden e Al-Qaeda: la guerra in Afghanistan contro i terroristi risultava agli occhi degli americani più che sacrosanta e giustificata; secondo, veniva provocato un trauma emotivo generale terribile. Le masse sotto shock sono facilmente manipolabili, poiché un forte impatto emotivo, come sapevano bene Hitler e Goebbels, è in grado di far scattare i meccanismi mentali che regolano la vendicatività, rende cieca l’opinione pubblica al discorso razionale; e la paura rende più succubi nei confronti delle autorità (il governo, i servizi di sicurezza, le forze armate), alle quali ci si affida totalmente. A ciò si è poi aggiunto: non far vedere mai gli effetti delle proprie azioni di guerra sulle popolazioni civili “nemiche”, sempre da minimizzare (gli effetti collaterali); e accusare di collaborazionismo con il nemico, antipatriottismo e tradimento, chi obietta qualcosa, con la scusa: chi non è con noi, è contro di noi ed è un amico dei terroristi. tamente informato, vietò di avvertire la base dell’imminente attacco giapponese a Pearl Harbor, che riuscì in pieno (e facendo 2600 morti) e “convincendo” così l’opinione americana della necessità dell’entrata in guerra. (cfr. Chiesa Viva, nov. 2001, p. 14). Nel 1962, alti ufficiali militari Usa pianificarono l’Operazione Northwoods, cioè atti terroristici contro civili americani, lasciando uccidere propri connazionali, per incolpare i cubani e giustificare la guerra. J.F.Kennedy aveva espresso radicali dissidi su quella vicenda. Un mese dopo fu ucciso a Dallas. (Cf una lista di altri esempi in www.terraeliberazione.org +11 settembre: chi è stato veramente). 21) Scarse indagini ed il divieto di indagare Normalmente, quando un aereo è dirottato o precipita, vi è una vasta copertura dei mezzi d’informazione riguardante il recupero e l’analisi delle scatole nere. La normale pratica dei media è quella di riportare ampiamente i tentativi, con o senza successo, per trovare le scatole nere, anche per un aereo caduto nelle profondità marine. Possibile che le 4 scatole nere dei 4 aerei dirottati siano andate tutte totalmente distrutte, e nessuno ne parli? Gli ingegneri specialisti dei vigili del fuoco Usa hanno denunciato che nella storia delle investigazioni sulle cause degli incendi e dei crolli degli edifici, mai così ra- pidamente sono state rimosse le macerie ed ogni altra evidenza utile per le indagini ancora in corso (“Fire Engeneering Magazine”). Bush e il suo vice Cheney ripetutamente hanno richiesto ai membri del Congresso di non indagare in merito agli attentati dell’11 settembre. Tutto è stato coperto con la scusa della “sicurezza nazionale”. 22) Dopo l’attentato nessuno dei comandi militari e dei servizi segreti riceve sanzioni I servizi di informazione americani per l’estero (CIA) hanno fallito. I servizi di informazione americani per l’interno (FBI) hanno fallito. La difesa aeronautica ha fallito. Nel 1989, l’Unione Sovietica venne messa in imbarazzo dall’intrusione di un aereoplano privato nella Piazza Rossa. Non ci fu nessuna vittima né distruzione, ma lo smacco fu tale che il vertice della sicurezza militare venne destituito. Dopo l’11 settembre, con oltre 4.000 vittime e tre grattacieli distrutti, e il Pentagono danneggiato; e sia per l’inefficienza, e sia per le contraddizioni nelle indagini, nessun comandante né dei Servizi Segreti, né militare fu sanzionato. Anzi, si sono visti aumentare i bilanci e gli stipendi. (continua) 20) Fatti analoghi precedenti Il 30/4/1915, il transatlantico Lusitania, partito da New York per Londra, fu lasciato indifeso e così affondato da un sommergibile tedesco. Fu il fatto per convincere l’opinione pubblica Usa ad entrare nella prima guerra mondiale. Il 7/12/1941 il presidente Roosevelt, che era stato eletto facendo la promessa che non sarebbe entrato in guerra, pur ripetu“Chiesa Viva” *** Settembre 2005 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa L’attentato della sera del 14 gennaio 1858 a Parigi, di Felice Orsini e degli altri suoi tre complici, contro Napoleone III e l’Imperatrice Eugenia, sua moglie, che provocò otto morti e circa centocinquantasei feriti tra la scorta ed il pubblico, scatenò la reazione di tutti gli Stati europei contro l’uomo che aveva organizzato e gestiva, da oltre vent’anni, tutta la rete terroristica europea: Giuseppe Mazzini. Lo sdegno fu tanto che lo stesso Cavour decise di presentare una legge, poi resa esecutiva, che modificava la composizione delle giurie e stabiliva norme speciali contro le cospirazioni per attentare alla vita dei sovrani esteri. Cavour ordinò anche una serie continuata di sequestri del giornale mazziniano “L’Italia del Popolo”, che fu costretto a cessare le pubblicazioni alla fine di agosto dello stesso anno. La polemica contro Mazzini fu tanto aspra che Cavour, in un famoso discorso tenuto il 16 aprile 1858, così si espresse in Parlamento: «Dopo il 1831, si costituì dentro e fuori l’Italia, una sètta (…). Questa sètta è la “Giovine Italia”. (…). Noi la vediamo dichiarare non solo potersi, ma doversi mutare le spade in pugnali, le imprese in attentati, le battaglie in assassini. Questi fatti aprirono gli occhi a molta gente, e le file di quella funesta fazione si diradarono assai. Quasi tutte le persone di onesti intendimenti, di animo generoso, si allontanarono da un uomo (Giuseppe Mazzini) che li conduceva a così terribile e sconsigliato passo. La sètta, ridotta di numero, si abbandonò ai più tristi propositi, credette supplire alle scemate forze con l’adottare mezzi sempre più violenti e, mi sia lecito il dirlo, iniqui. Quindi, (…) la vediamo, nei suoi scritti, accostarsi, a poco a poco, a teorie più esplicitamente giustificative dell’assassinio politico. Questo, signori, è un fatto grave, è un fatto luttuosissimo. È oltre ogni dire doloroso che esista una fazione italiana, la quale abbia potuto concepire e predicare una così nefasta, una così orribile dottrina. È un gran male per l’Italia che all’estero si possa dire: vi è in quella nazione una sètta che professa la dottrina dell’assassinio politico! (…). Ebbene, o signori, noi abbiamo creduto che, poiché vi era una sètta che professava la dottrina dell’assassinio politico (…) abbiamo creduto che era opera necessaria (…) che sorgesse altamente la voce, non solo del Governo, ma della nazione, dal Parlamento rappresenta- 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. ta, a protestare solennemente contro la scellerata dottrina dell’assassinio politico. Dopo l’attentato del 14 gennaio, da varie parti d’Europa giunge al Governo la notizia che i settari, eccitati dal fatto di Parigi, si dimostravano solennemente più passionali che mai e che, nelle loro conventicole, si parlava non solo di ricominciare l’opera esecranda, ma di estenderla ad altri capi di Governo»1. «Giuseppe Mazzini, a Londra, reagì istericamente al discorso di Cavour. Egli scrisse una lettera indirizzata al Conte di Cavour, e pubblicata su “L’Italia del Popolo”, giustificando e difendendo ogni atto terroristico, ponendo innanzi le figure dei terroristi: “Ad uomini della tempra (…) di Orsini, poco importa di giudizi o giudici: essi uccidono o muoiono”. Sulla “tempra” di questi uomini basterebbe dire che Felice Orsini, uno dei massimi rappresentanti del partito mazziniano, legato da profonda amicizia personale a Mazzini, iniziò la sua carriera di omicida all’età di diciassette anni, uccidendo il cameriere fidato di casa Orsini, Domenico Chieri»2. 1 2 Cfr. Nuova Solidarietà, 24 dicembre 1984, p. 7. Idem, p. 8. “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Reverendo e caro Don Villa, (...) ecco un’altra mia impressione, dopo avere ricevuto e letto il Numero di Giugno (No 373) di “Chiesa viva”, che mi porta una boccata di verità e di sollievo in questo “grigiore” ecumenico postconciliare ed in questo clima di apostasia generale dei sommi Vertici della Chiesa di Dio! Vengo all’argomento: sono rimasto letteralmente “distrutto” e meravigliato, nonché quasi “incredulo” per quanto ho visto e letto alle pagine 8 e 9 del detto No 373 di Chiesa viva: “Un libro ignoto del sacerdote Karol Wojtyla”!!! Possibile? Ma, mi sono chiesto... ho le traveggole? Che sia tutto un bluff? Eppure la documentazione riportata in questo articolo mi sembra ineccepibile! Non è possibile, dunque, che vi sia una menzogna, un’invenzione di tale calibro! C’è da restare allibiti! Ed ora, proprio ieri 28 maggio si è aperta la causa di beatificazione del Papa Giovanni Paolo II!!! Se poi metto tutto ciò in relazione con l’altro articolo della Dott.ssa Maria Pia Mancini “Fraterna Caritas”, pieno di amara ironia, di sconcertante verità esposta con doloroso, ironico stile... allora mi cascano le braccia e comincio a “dubitare” della infinita “pazienza” di Dio. Ebbene: ecco quello che mi scrive un mio amico, un maresciallo dei VV. FF. di una città in provincia di Modena, in una sua lettera del 27 Aprile u.s.: «Carissimo Dott. L. ( .... ) vista la continua biblica immigrazione multirazziale in continua ascesa, tra l’altro prevaricante su tutti i fronti come immagino Lei ne sia a conoscenza: nella religione prima di tut- to, dove qui, il giorno di Natale l’albero di una scuola materna è stato sostituito con la favola di Pinocchio all’occorrenza islamico, poi il presepe, invece, disturbava in un asilo, per finire, poi, nelle squallide riunioni se si deve lasciare, o togliere il Crocifisso nelle aule scolastiche. Una situazione pazzesca che ha per oggetto la nostra tradizione etico-religiosa con iniqui tentativi ed iniqui compromessi impregnati di ipocrisia e malafede. Un continuo decadimento di valori di una Chiesa allo sbando e di una collettività guidata da compagini politiche che sporcano anche quella bandiera tricolore... (omissis)... le mie rimostranze verso un parroco che non vuole che apra la chiesetta al cimitero, chiusa da anni e trasformata in deposito di attrezzi agricoli»... ecc... ecc... Ecco, questo è quello che mi scrive un caro amico sottufficiale dei VV. FF. in pensione, uomo di grande Fede e di enorme buon senso... Se si aggiungono - poi , le “bugie” del cardinale Ruini che ha detto essere stato il Concilio Vaticano II in “continuità” con tutta la tradizione secolare precedente della Chiesa, e che il Concilio “non ha rotto nulla” rispetto all’insegnamento precedente bimillenario della Chiesa... allora il quadro è completo... Siamo alla dèbacle, caro Don Villa, siamo alla catarsi finale? Perdoni lo sfogo e, scongiurandoLa di ricordarmi nelle Sue preghiere, voglia gradire l’augurio di un ancora più profondo e fecondo apostolato! Cristo Regni! Cordialmente CRONACHE DELL’ANTICRISTO di Maurizio Blondet Cronache dell’Anticristo (1666-1999) è una ricerca sulle motivazioni “religiose” che reggono l’azione dei poteri forti. Più che al denaro e alla volontà di dominio, questi poteri mirano ad instaurare un ordine anti-umano, sulla scorta di una gnosi per pochi privilegiati che “sanno” come il senso della vita sia nulla. Questa gnosi è nata in ambienti dove si credete - e si crede - che la “salvezza si ottiene attraverso il peccato”, attraverso la trasgressione senza limiti di ogni princìpio; nel testo è rivelato in quali modi i suddetti ambienti abbiano agito nella storia d’Italia, continuino ad agire nel nostro paese e nel mondo come abbiano circondato e lambito decenni fa, anche l’attuale Papato. Per richieste: Effedieffe Edizioni Largo V. Alpini, 9 20145 Milano Tel. 02 - 4819117 Fax: 02 - 4819103 E-mail: effedieffe@iol.it (Dott. G. L. - Siena) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo cisi. La seguente lista degli uccisi è riportata dagli archivi. Yang Weinian Pietro Anziano, di 66 anni. Aveva praticato fino al 1897. Fu decapitato. Uomo facoltoso e di grande capacità, aveva chiesto di poter parlare, ma non gli fu concesso. Yang Sanshuang Andrea Padre di figli. Venne decapitato nella via del paese. Yang Shangwu Giacomo Di 60 anni. Padre di Jiang De. Era un fumatore d’oppio. (continua) SETTEMBRE 2005 SOMMARIO N. 375 BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II? Martiri in Cina di Giancarlo Politi 2 Sulla ventilata beatificazione di Wojtyla dell’avv. S. Macca 5 Fede o consolidarietà? del sac. dott. Luigi Villa 7 “Oh, se scendessi!” (2) di A. Z. 9 Non prevalebunt! della dott.ssa M. Pia Mancini MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HENAN Diocesi di Zhengzhou Staccata dal Vicariato apostolico di Henan Meridionale, il 22 gennaio 1906 ed affiliata alla Società di S. Francesco Saverio (Saveriani) di Parma. Botton Giovanni Sacerdote saveriano. Ucciso dai giapponesi, il 1° maggio 1944, nella sua residenza di Suchang. Li Yunting Giovanni Sacerdote, diocesano. Vicario generale. Era originario di Zhaoxian. Arrestato, ha sofferto terribili turture. Morì ai lavori forzati nella Shanxi il 7 agosto 1973. Diocesi di Kaifeng Staccata dal Vicariato apostolico di Henan Meridionale, il 21 settembre 1916 ed affidata al Seminario per le Missioni estere di Milano (poi Pime). to strangolato e gettato in un pozzo il 19 novembre 1941, a Dingcun. Zanella Bruno Sacerdote, del Pime. Nato a Piovene (Vicenza) il 27 agosto 1909, era stato ordinato sacerdote il 21 settembre 1935. È stato strangolato e gettato in un pozzo il 19 novembre 1941, a Dingcun. Osnaghi Carlo Sacerdote del Pime. Nato a Milano nel 1899, era stato ordinato sacerdote il Sabato santo del 1924. È stato sepolto vivo, il 2 febbraio 1942. Un giovane Sepolto vivo con p. Carlo Osnaghi, il 2 febbraio 1942. Li Kanpei Saverio Sacerdote diocesano. Morì sepolto vivo durante l’occupazione giapponese nell’aprile 1943. Barosi Antonio Sacerdote, Vicario apostolico eletto, del Pime. Nato a Solarolo (Cremona) il 23 novembre 1901, era stato ordinato sacerdote nel 1925. ). È stato strangolato e gettato in un pozzo il 19 novembre 1941, a Dingcun. Diocesi di Jixian (Weihwei, Anyang) Staccata dal Vicariato apostolico del Henan ed affidata al Seminario per le Missioni estere di Milano (poi Pime). Zanardi Mario Sacerdote, del Pime. Nato a Soncino (Cremona) l’8 ottobre 1904, era stato ordinato sacerdote l’11 giugno 1927. È sta- Nell’estate del 1900, durante la rivoluzione dei Boxer, la diocesi di Weiwhei ebbe particolarmente a soffrire, specialmente il villaggio di Gao Cun, nel distretto di Wuan, dve numerosi cattolici vennero uc- 24 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Libera Chiesa in libero Stato? (1) di A. Z. 16 Satana e il Male (2) del Com.te L. Crescini 18 Introduzione alla Sacra Scrittura (4) del sac. dott. G. Pace 20 Torri gemelle: Il grande inganno (4) del sac. D.E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XXVI Domenica del T. Ordin. alla XXX Domenica del T. Ordinario) “Chiesa Viva” *** Settembre 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) La Madonna del Rosario ANNO XXXV - N° 376 OTTOBRE 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità PAPA GIOVANNI PAOLO II HA PERSINO CAMBIATO LA DOTTRINA MARIANA Sconcertanti, inaudite affermazioni anti-mariane Dopo aver cambiato la dottrina sociale, la Santa Messa, il catechismo, il Diritto Canonico, l’ecclesiologia, la teologia, l’esegesi, la Liturgia, ecco che Giovanni Paolo II cambia anche a dottrina sulla Madonna. Era stato considerato “mariano”, ma negli ultimi suoi anni si discostò dalla Tradizione cattolica, cambiando persino la dottrina mariana. 2 MADRE UNIVERSALE All’udienza generale del 24. 4. 1997, Papa Giovanni Paolo II disse: «GESU’, SULLA CROCE, NON HA PROCLAMATO FORMAMENTE LA MATERNITA’ UNIVERSALE DI MARIA, MA HA INSTAURATO UN RAPPORTO MATERNO CONSACRATO TRA LEI E IL DISCEPOLO PREFERITO». (cfr. “Osservatore Romano” 24. 4. 1997) Questa fantasiosa errata battuta di Giovanni Paolo II è contro la dottrina mariologica di sempre. Leone XIII, ad esempio, in “Octobri Mense” (22. 9. 1891), scrisse: «... Gesù l’ha proclamato dall’alto della Croce, quando ha affidato alle sue cure e al suo amore la totalità del genere umano nella persona del discepolo Giovanni...». SERPENTE BIBLICO Su questo tema del serpente che tentò Eva, Papa Giovanni Paolo II, nell’udienza del 25. 1. 1996, disse: «GLI ESEGETI SONO ORMAI UNANIMI NEL RICONOSCERE CHE IL TESTO DELLA GENESI, SECONDO L’ORIGINALE EBRAICO, ATTRIBUISCE L’AZIONE CONTRO IL SERPENTE, NON DIRETTAMENTE ALLA “DONNA” MA ALLA SUA DISCENDENZA». (cfr. “Osservatore Romano” 25. 1. 1996) Anche qui, Giovanni Paolo II fu contro la dottrina di sempre della Chiesa. Pio IX, infatti, (23. 4. 1845), aveva scritto: «... La Santissima Vergine gli schiaccia, col suo piede immacolato, la testa». E S. Pio X (8. 9. 1903) scrisse: «Maria che schiaccia la testa del serpente». Anche Pio XII (26. 7. 1954), in Pont. par. 652, scrisse: «L’Immacolata schiaccia coi suoi piedi il serpente infernale». (cfr. “Osservatore Romano” 26. 7. 1954) L’IMMACOLATA CONCEZIONE NELLA BIBBIA Anche qui, Giovanni Paolo II fu contro i testi precisi della Chiesa di sempre. Nell’udienza generale del 30. 5. 1996, disse: «A FAVORE DELLIMMACOLATA CONCEZIONE SI CITA SOVENTE, COME TESTIMONIANZA BIBLICA, IL CAPITOLO XII “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 3 DELL’APOCALISSE, NEL QUALE SI PARLA DELLA “DONNA RIVESTITA DI SOLE” (XII, 1). L’ESEGESI ATTUALE CONVERGE PER RICONOSCERE IN QUESTA DONNA LA COMUNITA’ DEL POPOLO DI DIO, CHE DARA’ ALLA LUCE NEL DOLORE IL MESSIA RESUSCITATO». È un altro stravolgere la dottrina che la Chiesa aveva sempre insegnato. Pio XII, infatti (1. 1. 1950), in Pon. par. 507, così si esprimeva diversamente: «I Dottori scolastici hanno visto la Madre di Dio in questa Donna rivestita di sole...». (cfr. “Osservatore Romano” 1. 1. 1950). I TITOLI MARIANI Anche di questi, Giovanni Paolo II, all’Accademia Mariana Pontificia Internazionale, il 4. 6. 1997, ebbe a dire: «UNA DEFINIZIONE DEI “TITOLI MARIANI” DI “CORREDENTRICE”, “MEDIATRICE” E “AVVOCATA”, NON È IN LINEA CON GLI ORIENTAMENTI DEL GRANDE TESTO MARIOLOGICO DEL VATICANO II». (cfr. “Osservatore Romano” 4. 6. 1997). Anche qui, Giovanni Paolo II fu contro la dottrina insegnata dalla Chiesa prima del Vaticano II. Pio VII, per esempio, il 19. 2. 1805, aveva scritto: «... Accostiamoci al trono del suo divin Figlio: come Avvocata, domanda; come serva, prega; ma come Madre, comanda». Anche Pio XI (8. 5. 1928), in una allocuzione che tenne ai pellegrini di Vicenza, disse: «... Il Redentore doveva per forza di cose associare sua Madre alla propria opera. È per questo che noi La invochiamo col titolo di Corredentrice. Lei ci ha dato il Salvatore. Lei Lo ha condotto alla sua opera di rendenzione fino alla Croce». E Pio XII ha scritto: «... Egli ha voluto aggiungere sua Madre come Avvocata dei peccatori e Mediatrice delle sue grazie». (cfr. “Osservatore Romano” 8. 5. 1928). ... e Voi Lo volete sugli altari come “Beato”? 4 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 COMUNICARSI CON LA MANO: PECCATO? del sac. dott. Luigi Villa S. Agostino disse: “A forza di veder tutto, si finisce con l’accettare tutto”. Vero. I più si sono adeguati a questo nuovo stile in buona fede, dopo di aver assistito abitualmente a questa novità di celebrazione eucaristica, servita da sacerdoti adeguatisi al gusto del giorno. Qui, ritorno a farne il punto, dopo due mie pubblicazioni su questo tema, per “amore della verità” (II.a Thess. 8-11) e per un vero amore verso Colui al quale noi tutti siamo tenuti a contraccambiare l’amore “con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutte le nostre forze” (Cfr. Rom. XII, 9-11; Gv. VIII, 4-9). Naturalmente, non sono motivi estetici che mi fanno opporre alla Comunione sulla mano, ma perché non è di natura cattolica, essendo contro la pietà cristiana, di nessun rispetto delle mani unte del Sacerdote né di alcuna successione continua della Tradizione, la quale, anzi, si era sempre sviluppata in senso contrario. Infatti, nella Chiesa cattolica, è sempre stato uso ricevere la santa Comunione nella bocca, distribuita dal Sacerdote, il quale agisce “in persona Christi”. Per questo, S. Pio X inserì esplicitamente nel suo Catechismo Maggiore, questo venerando costume liturgico: “…Nei momenti di ricevere la santa Comunione, bisogna trovarsi in ginocchio, tenere la testa lievemente “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 Distribuzione della Comunione da parte di un fedele. alzata, gli occhi modestamente rivolti verso la santa Ostia, la bocca sufficientemente aperta, con la lingua un pochino avanzata sul labbro inferiore. Bisogna tenere la tovaglia o il piattello (patena) della Comunione in modo che essi ricevano la santa Ostia se dovesse cadere… Se la santa Ostia si attaccasse al palato, bisognerebbe distaccarla con la lingua, e giammai con la dita”. (Catechismo Maggiore, parte IV, c. IV, & 4). Come vedete, non sono dettagli di poca importanza, ma manifestano la cura di sempre della Chiesa per pro- muovere il massimo rispetto per il SS. Sacramento e anche le minime particelle consacrate. False, comunque, sono state tutte le ciance di tanto clero che si son dati di raccontare che nei primi secoli della Chiesa la distribuzione della Comunione era senza adorazioni né genuflessioni, che si servivano anche da soli, a domicilio, intorno a un tavolo. La verità storica è tutt’altro. Certo, le persecuzioni obbligavano i cristiani a radunarsi in privato, magari nelle catacombe. Quindi, gli altari di fortuna, le tavole, non furono mai la regola, ma solo l’eccezione. Prima di questo, il rispetto all’Eucaristia faceva sì che si scegliessero soprattutto le tombe dei Martiri come altari. San Felice (Papa dal 269 al 274) ordinò che la Messa fosse celebrata sulla tomba di un Martire (Cfr. Liber Pontificalis, tomo I, p. 158, ed. J. Bayet, Paris. E de Boccard 1955, p. 71 ss.) E questa decisione regolarizzava un uso già stabilito (cfr. “Dictionaire d’Archéologie chrètienne et de Liturgie”, Paris, èd. Letpuzey et Ané., 1914, tome I, art. AUTEL, col. 3165-68). San Pio I (Papa dal 141 al 156) aveva già inculcato il rispetto della Chiesa, “casa di Dio”, e dell’altare. Anche san Soterio (Papa dal 167 al 175) (Cfr. Ibdem-Regesta, pp. 921-922). Si legga anche S. Ireneo di Lione (130208) (cfr. “Contra haereses”, livre IV, c. 18, n. 6, PG, tome VII, col. 1029). E si leggano i San Gregorio di Nys5 sa (335-394), i Sant’Agostino d’Ippona (354-430), S. Pietro Grisologo (406-450)… e via via! La moda, quindi, della “Cena” intorno a un tavolo non è, dunque, di tradizione apostolica, bensì di quel ex-frate massone Lutero che fantasticò Nostro Signore che celebrava rivolto al “popolo” (I. c. p. 1-8). Così pure non ci fu mai l’uso di passare di mano in mano, su un piatto o in un canestro, l’Ostia consacrata. Questa non veniva presa, ma ricevuta… e solo dalla mano di un Sacerdote. Lo affermò anche Tertulliano: “Non la riceviamo dalla mano di altri, nec de aliorum manu sumimus” (Cfr. Liber de Corona, III, 3-P.L., tomo II, col. 79). È dunque storicamente falso ogni altro dire. S. Sisto I (Papa dal 117-al 136) scrisse: “Solo i ministri del culto sono abilitati a toccare i sacri misteri: hic constituit ut mysteria sacra non tangerentur nisi a ministris” (cfr. Liber Pontificalis, tomo I, p. 57-Mansi I. 653; e cfr. “regesta Pontificum Romanorum”, p. 919). L’abitudine di alcuni di fare diversamente, spinse la Chiesa a prendere delle sanzioni per far adempiere le norme apostoliche. San Damaso (Papa dal 366 al 384) interdisse l’abitudine di tenere in privato l’Alimento divino: “oblationes sub dominio laicorum detineri vetat” (Cfr. Regesta, p. 931). Il Concilio di Saragozza, nel 380, lanciò l’anatema (canone III) contro coloro che facevano come ai tempi di persecuzione. Lo stesso fu fatto dal Concilio di Toledo, nell’anno 400 (canone XIV). Ma già prima, da Santo Stefano (Papa dal 254 al 257) aveva prescritto che “i laici non dovevano considerare le funzioni ecclesiastiche come fossero loro attribuite”. (Cfr. Regesta, p. 925Mans I, 889). Gli abusi, quindi, non erano la regola della Chiesa primitiva il costume tradizionale di comunicarsi. S. Leone I (Papa dal 440 al 461) voleva che il Sacramento dell’Eucarestia si ricevesse tramite la bocca: hoc enim ORE sumitur quod Fide tenetur” (cfr. P. L., tomo 54, col. 452). Papa Agapito I nel 536, compì un miracolo di guarigione improvvisa durante la Messa: “cumque ei Domi6 nicus Corpus mitteret in os”, cioè dopo aver dato l’Ostia consacrata nella bocca. I soli che si comunicavano in piedi e con la mano, furono gli Ariani; ma questi negavano la divinità di Cristo e vedevano nell’Eucarestia solo un semplice simbolo d’unione. La Chiesa cattolica, quindi, non ha mai cambiato disciplina. S. Tommaso d’Aquino, il maggior dottore della Chiesa cattolica (1225-1274), si fece eco di questa prescrizione apostolica: “La distribuzione del Corpo di Cristo appartiene al Sacerdote per tre motivi: in primo luogo, perché è lui che consacra, tenendo il posto di Cristo. Ora, è Cristo stesso che ha consacrato il suo Corpo nella Cena, ed è Lui stesso che lo ha dato agli altri da mangiare. Dunque, come la consacrazione del Corpo di Cristo appartiene al Sacerdote, altrettanto appartiene a lui la distribuzione. In secondo luogo, il sacerdote è stabilito intermediario tra Dio e il popolo. Di conseguenza, come a lui spetta l’offrire a Dio i doni del popolo, altrettanto spet- apostolica” (cfr. Sess. XIII, DE EUCHARISTIA, c. VIII-Denz Sch. Enchridion… ed. 33 a, N. 16-48°). Lo stesso Paolo VI, nella sua enciclica “Mysterium Fidei” (3.9.1965), scrisse che “non bisognava cambiare il modo tradizionale di ricevere la Comunione” (&& 61-62). Anche il “Memorial Domini” (29 maggio 1969), richiama alla disciplina cattolica: “… Tenuto conto della situazione attuale della Chiesa nel mondo intero, questa maniera di distribuire la santa Comunione deve essere conservata, non solamente perché essa ha dietro di sé una tradizione plurisecolare, ma soprattutto perché essa esprime il rispetto dei fedeli verso l’Eucarestia… questo modo di agire, devesi considerare tradizionale, assicura più efficacemente che la santa Comunione venga distribuita con il rispetto, il decoro e la dignità che le competono (…). Una forte maggioranza di vescovi ritiene che nulla debba essere cambiato alla disciplina attuale”. *** ta a lui donare al popolo i doni santificati da Dio. In terzo luogo, per il rispetto dovuto a questo Sacramento, nulla può toccarlo che non sia consacrato. Per questo motivo, il corporale e il calice vengono consacrati, ed altrettanto le mani del Sacerdote vengono consacrate per toccare questo Sacramento, e nessun altro ha il diritto di toccarlo, se non in caso di necessità”. (Cfr. Summa Teologica, III.a pars, q. 82, a. 3). Il Concilio di Trento, nel 1551, dirà: “… Questo costume deve essere ritenuto di diritto e a giusto titolo come proveniente dalla Tradizione Invece, dopo il Vaticano II s’incominciò la rivoluzione; il “fumo di Satana” inondò tutto il Tempio di Dio della Chiesa cattolica. Fu una vera rivoluzione! Si sono truccati persino i testi primitivi; si sono truccate sistematicamente anche le enciclopedie, i dizionari, i testi di teologia, di spiritualità, di archeologia, di liturgia, di catechesi mistogogiche e via dicendo. Si sono fatte affermazioni gratuite, citando vicendevolmente da un testo all’altro, giochi da ping-pong che valse per gli ingenui, gli impreparati, i sentimentali, i propensi alle grullerie come fossero del materiale scientificamente dimostrato. Così i fedeli vennero gabbati a gettito continuo, abbagliati per mezzi gonfiati dal padre della menzogna travestito da angelo di luce. *** Concludendo questi pochi accenni storici teologici, tolti da un mare di materiale su questo comunicarsi con la mano, Noi abbiamo l’ardire di affermare che coloro che comunica“Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 no, ingiungendo di comunicarsi con la mano, commettono certamente un atto peccaminoso sotto diversi aspetti. Per primo, sarebbe una disubbidienza alla Tradizione cattolica. E poi sarebbe un’ingiustizia per l’empietà che commette verso Dio di cui lede la Maestà, e verso il Sacerdote cattolico di cui usurpa le prerogative. Certo, solo Dio sa quale misura abbiano questi peccati, non solo materiali ma anche formali. È incredibile che si sia dimenticato quanto ci insegnavano prima, in proposito, che era già materia leggera, nel sacrilegio, se si toccava un calice, una patena, altri pannolini sacri, senza essere stati autorizzati (cfr. Codice 1306). I fedeli che non si sono lasciati sorprendere dal gioco dei modernisti e progressisti, si astenevano dal comunicarsi con la mano. Ma c’era proprio da domandarsi come si è giunti fino a quel punto. Il principio fu del clero che cessò di trasmettere le verità di fede al popolo dei battezzati, facendone delle pecorelle smarrite ed erranti. Noi di “Chiesa viva” abbiamo subito reagito, con ben 12 articoli, storico teologici contro questa disposizione sacrilega, chiaramente contro i testi dogmatici del Concilio di Trento. Ma possibile che non si sappia che la “Comunione sulla mano” faceva parte di un “piano massonico” da lunga data preparato? Eppure, proprio la CEI (novembre 1989), con un vero “colpo di mano” da parte di vescovi progressisti e neomodernisti, approfittando dell’assenza di molti Presuli, da un loro raduno sul tema, riuscì a far passare l’“ordinanza” con un solo voto in più! E Così, questo “placet” divenne “causa” di profanazioni sacrileghe, di sottrazioni di Ostie consacrate per usi sacrileghi, di “messe nere”, di dispersione di frammenti per terra, di allontanamento, infine, delle anime dei fedeli dal ringraziamento dopo la Messa, così da sfumare il senso del divino; e certo si è proceduto a tappe: dall’obbligo (“bisogno”) si passò alla convenienza (“conviene”); dalla convenienza, poi, si passò al silenzio, perché non ci fu più, o quasi, il ringraziamento. Eppure, Pio XII aveva scritto: “Raccogliti nel segreto e gioisci del tuo 1 Dio, poiché tu possiedi Colui che il mondo intero non può toglierti” (cfr. “Mediator Dei”, 20 settembre 1947). Piano piano, si abrogò al Sacerdote di fare l’abluzione delle sue dita dopo la Comunione; si eliminò quasi del tutto il digiuno, previa l’assunzione eucaristica; si è tolto il Santissimo Sacramento dal centro dell’altare, mettendolo “in laterale”, in oscura posizione: si ridussero e si finì col disurare sia le private che le pubbliche devozioni latreutiche para-liturgiche; si tolse dai calendari la solennità del Corpus Domini; si minuscolizzarono le iniziali delle parole sacre; Comunione distribuita da una bambina. si tolsero i banchi col genuflessorio, sostituendolo con banali sedie e, oggi, si sono tolte anche queste; non si parlò più della necessità della confessione prima di ricevere la santa Comunione, quando fosse necessaria per peccati gravi; si fan trattare le Sacre Specie da tante mani indegne, e si è arrivato persino, in USA, a spedire per posta l’Ostia consacrata a coloro che desideravano comunicarsi… E potrei continuare, ma credo sia sufficiente quello che abbiamo detto, pur avendo tralasciato di citare il pensiero dei Padri della Chiesa e del Magistero solenne, “de fide” (Concilio di Firenze e Concilio di Trento), che hanno definito la “Presenza Reale” di Cristo anche nelle “particelle”, o “frammenti” di Pane eucaristico, per cui, essendo “de fide”, diventa certa e logica la mia affermazione che il di- stribuire la “Comunione sulla mano” diventa un gesto oggettivamente sacrilego. Si legga, ad hoc, anche la definizione che ne dà il “Codice di Diritto Canonico”1: “Sacrilegio: è profanazione di persona, cosa e luoghi sacri o consacrati con rito religioso”. Ora, qui, nella santa Comunione eucaristica, la “Presenza Reale” non è forse la stessa Persona di Gesù, Figlio di Dio e Dio Lui stesso, presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, anche in tutti “frammenti” che, con la nuova prassi liturgica, possono facilmente cadere in terra e venir calpestati, e tantissime altre particole consacrate finiscono nelle tasche e persino sui corpi immondi di donne, come avviene nelle “messe nere” o in altre profanazioni sataniche, alimentate, appunto, da questi sacrilegi sulle “Ostie consacrate”, trafugate dalle chiese attraverso proprio la distribuzione sulle mani! E chiudo richiamando quello che disse il Concilio di Trento: “L’USO CHE SOLO IL SACERDOTE DIA LA COMUNIONE CON LE SUE MANI CONSACRATE, È UNA TRADIZIONE APOSTOLICA” (Sessione 13 c.8). E con una chiarificazione del sommo teologo della Chiesa, San Tommaso d’Aquino: “IL CORPO DI CRISTO APPARTIENE AI SACERDOTI… ESSO NON SIA TOCCATO DA ALCUNO CHE NON SIA CONSACRATO”! COMUNIONE SULLA MANO: ERESIA E BESTEMMIA MESSA ALL’ASTA UN’OSTIA CONSACRATA DA GIOVANNI PAOLO II Il 15 aprile, la diocesi di Sioux City, Iowa, USA, ha pubblicato un comunicato nel quale si afferma che la questione dell’Ostia consacrata offerta all’asta è stata risolta: l’offerente ha ritirato l’offerta all’incanto. La mattina del 15 aprile, mons. Roger J. Augustine, amministratore della Cfr. Dizionarietto, p. 1126. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 7 diocesi, si è incontrato con l’offerente: questi ha assicurato che non v’è stata alcuna vendita; ha espresso il suo dispiacere per l’accaduto e ha chiesto scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi per la sua iniziativa. L’Ostia è stata consegnata a mons. Augustine che ne ha disposto secondo quanto stabilito dalla legge della Chiesa. L’ACCADUTO Il 9 aprile scorso, (2005), il giorno dopo lo svolgimento dei funerali del Papa, sulla rete Ebay (sito internet di vendite all’asta, presente in tutto il mondo) degli Stati Uniti, è stata offerta all’incanto un’Ostia consacrata. L’offerente ha dichiarato che si sarebbe trattato di un’Ostia che egli aveva conservata nel corso di una Santa Messa in Vaticano, celebrata dal Papa, e a cui aveva assistito e partecipato nel 1988, nonostante non sia un cattolico. Al momento della Comunione, costui si sarebbe recato, per due volte, a prendere l’Ostia, al solo scopo di conservarla: ovviamente, ha ricevuto l’Ostia sulla mano, com’è d’uso nella Chiesa del post-concilio. Insieme all’Ostia, costui ha offerto all’incanto anche quattro francobolli e un apri-bottiglia che, secondo lui, sarebbe stato benedetto dal Papa, per- ché lui stesso li teneva in mano durante la Messa. L’Associated Press ha confermato che l’Ostia, partita da una base d’asta di 100 dollari, sarebbe stata venduta, il lunedì 11 aprile, per 2000 dollari, e sarebbe stata comprata da un cattolico che intendeva preservarla da ogni ulteriore profanazione e dal rischio che cadesse in mano a dei satanisti. La diocesi di Sioux City, Iowa, interessata alla vicenda, ha reagito con forza di fronte a questa novità blasfema, e il suo portavoce, mons. Jim Wharton, si è subito attivato per cercare di neutralizzare la cosa. I responsabili del “sito Ebay” hanno dichiarato che, secondo loro, non v’è nulla di male nel mettere all’asta un oggetto da collezione come un’Ostia consacrata. Non è la prima volta che un’Ostia consacrata viene usata per gli scopi più diversi: dalla manìa personale, come sembrerebbe in questo caso, alla manìa di gruppo, e di gruppi dediti al culto di Satana. Questa volta si sono sommati due fattori: la profanazione dell’Ostia e il successo mediatico del Papa che l’avrebbe consacrata. Se non ci fosse stata tutta la grancassa dei mezzi d’informazione sulla scomparsa di Giovanni Paolo II, forse nessuno si sarebbe sognato di offrire all’asta un’Ostia consacrata da lui e, forse, lo stesso accadimento sarebbe passato ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) inosservato. Ma la cosa che salta più all’occhio è che, nonostante i fenomeni come questo, si continui a distribuire la “Comunione sulla mano”. Non solo non v’è mai stata e non v’è ancora alcuna seria giustificazione per un uso tanto irriverente e blasfemo, ma non si comprende che senso possa avere continuare a distribuire il Corpo di Nostro Signore in maniera del tutto indiscriminata, anche a migliaia di persone insieme, nei posti più diversi, ove non ci si preoccupa neanche della qualificazione dei presenti: non solo se sono o meno in peccato mortale, ma nemmeno se sono o no dei cattolici. Questa continua banalizzazione del sacro, questa continua umanizzazione delle cose della Religione, questa diffusa e affermata leggerezza, non possono essere bilanciate da nessun bel discorso di buona volontà, fosse profferito financo da un Papa. La Religione viene vissuta e praticata dai fedeli sulla base della loro esperienza ordinaria in seno alla Chiesa, e se tale esperienza è principalmente centrata sulla superficialità, sulla leggerezza, sull’incontrollata spontaneità, a nulla varranno i bei discorsi, e la Fede ne risentirà per il numero e per la qualità. Questi ultimi quarant’anni la dicono lunga in questo senso! Novit à Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 REFERENDUM E FECONDAZIONE ASSISTITA – Albero del Bene e del Male – del dott.ssa Maria Pia Mancini N ella società pluralistica contemporanea, improntata agli autoritarismi del potere tecnocratico, il cristiano sta attraversando una profonda crisi d’identità, aggravata dall’interesse preminente verso i compromessi morali e religiosi. La testimonianza cattolica, infatti, è sempre motivo di scandalo, ma lo è soprattutto quando essa vuole riaffermare valori trascendenti, nel tentativo di correggere mode e comportamenti. È una lotta serrata contro certo intellettualismo deteriore che pretende di accentuare lo stato d’inferiorità del credente, relegandolo nell’ambito della sotto-cultura. Alla verità oggettiva si è sostituito un nuovo dogmatismo devastatore che rende assoluti gli insani principi partoriti da ideologie avverse a Dio e alla Fede. Oggi, chi intende pensare e vivere conformemente a Cristo e al Vangelo è motivo di contraddizione, in quanto scomodo provocatore di coscienze, specialmente se si prefigge di incidere sul reale e sulla storia. Dal momento che il pensiero moderno è orientato a sostenere con forza lo sviluppo della soggettività a fondamento del credo dell’esistenza dell’individuo, si è giunti alla diffusa convinzione che proprio nella soggettività si estrinsechi l’Assoluto. L’uomo, mitizzando se stesso, ha così di- “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 menticato che è, dove va, da dove viene e, omologato alla massa, ha smarrito la capacità di discernere il bene dal male, capovolgendone le accezioni. L’andare controcorrente è divenuto, pertanto, in simile contesto, necessità prioritaria da rivalutare, perché solo guardando criticamente dentro di sé è possibile riscoprire il vero, personale cammino che è cammino dell’anima. La cultura dominante ha ridotto la rettitudine etica a modo di comportamento antiquato,per cui in molti, che pur si ritengono cattolici, c’è la reticenza ad esplicitare i propri convincimenti per tèma di apparire retrogradi, reazionari ed egoisti, spaventati dal mondo e dalle sue regole. Ne consegue la mancata fiducia nelle possibilità del proprio stato, a tutti i livelli, mentre s’ignora deliberatamente il fatto che una coscienza limpida è l’unico modo di aiutare gli altri, perché si ha il coraggio di essere se stessi nell’affermare il Bene. Anche in campo sociale, quindi, si dovrebbe agire nel pieno rispetto di Dio e delle Sue Leggi, oltre che della Chiesa, al contrario, frequentemente contestati, volendo circoscrivere la presenza cattolica al solo fermento esteriore, senza consentirle di operare in profondità. Ormai, sulla salvezza dell’anima non si riflette più, contando solo il benessere materiale. Si è scesi dal misticismo alle questioni concrete, rivalutando esclusivamente l’impegno pratico a favore degli uomini, compreso eretici ed avversari di Cristo, considerati non più da convertire, da consigliare, da salvare, ma fratelli da ascoltare e lasciare liberi di sbagliare. Vale, sostanzialmente, l’assunto che con i lontani non si possono più affrontare i valori eterni, ma è opportuno rimanere nel vago per amore della pace e della libertà d’espressione. Il Cattolicesimo, dapiù parti contestato, né ci unisce più né ci identifica, anzi è fonte di incertezza e d’inquietudine, a causa degli aggiustamenti dottrinali conseguenti la ricerca di rinnovamento ad ogni costo, funzionale agli obiettivi delle globalizzazione anche 9 in materia di fede. Dicono che sia finita l’epoca buia delle crociate e che viviamo l’età del dialogo e dell’ascolto reciproco. Di sicuro, non è più tempo di difesa di santi sepolcri o di cruente invasioni corsare: i nemici sembrano scomparsi, dato il quotidiano spettacolo di baci, abbracci e strette di mano. Oggi, ci sentiamo protetti,nell’illusione di non doverci preoccupare di alcunché, perché c’è chi lo fa per noi, vestendosi di luce di altruismo. In questa ubriacatura generale che edulcora la realtà, deformandola, a tutti sembra sfuggire il fatto che oggi, più che mai, le crociate sono d’attualità: senza cavalli e armature, ma con la Fede, con la tenacia e la volontà richieste ai figli di Dio. L’amoralità radicata nella coscienza collettiva è talmente evidente che è superfluo elencarne le numerose perversioni, ben note. Sarebbe una ripetizione, oltre che inutile, stancante, perché si finirebbe con l’essere stigmatizzati quali demagoghi fondamentalisti e senza carità, nonché inibitori dell’altrui libertà. È vietato, quindi, intervenire per cercare di sanare le piaghe del divorzio, dell’aborto, delle unioni gay, delle convivenze, delle manipolazioni genetiche. L’ultima vergogna che si è tentato di farci accettare in silenzio è stata quella del referendum, illecito, sulla fecondazione assistita, ideato, incoraggiato e sostenuto con tracotanza, dai tanti che non sanno vedere la presenza di Dio nell’esistenza umana e che hanno fatto della scienza e del potere il loro vitello d’oro. Non paghi di una legge, anch’essa illecita, già esistente, i nemici delle crociate, a loro volta, ne hanno organizzato una ben peggiore,perché laicista e tesa alla lotta contro le Leggi Divine. Essi cercano di conquistare il pubblico consenso, attraverso riflessioni e dibattiti contorti che, nelle loro varie articolazioni, palesano freddezza, mancanza di fede e odio a Cristo, nonostante i loro paludamenti filantropici. Gli embrioni, oggetto di reiterate discussioni, dal punto di vista antropologico, dai moderni guru della politica e della scienza, sono definiti semplicisticamente “ammassi cellulari senza cervello”, esaltando la tecnologia riproduttiva come gesto d’amore verso chi non può generare. Altrettanto semplicisticamente e senza sterili intellettualismi, si può affermare che l’anticristo si veste di luce, altrimenti chi lo segue? Il figlio è dono di Dio, non oggetto di appagamento egoistico o bene di consumo cui si ha diritto, anche a costo di violare arbitrariamente un campo riservato a Dio. Non si ama l’umanità se si permette che, per un embrione impiantato, altri finiscano chissà dove, magari distrutti, congelati o usati per pezzi di ricambio e ricerche di laboratorio. Difendiamo gli animali e neghiamo all’uomo, agli albori della sua esistenza, gli stessi diritti dei già nati! Dell’albero del bene e del male è proibito mangiare il frutto, pertanto, in alcun modo ci è concesso di cedere al terrorismo psicologico perpetrato da quanti vogliono affermare le loro malsane idee, denigrando o osteggiando anche i suggerimenti della Chiesa, cui è negato il diritto di intervento sulle questioni etiche. In tal modo, s’intende coercizzare un intero popolo, anche ricorrendo ad un sistema che generi vergogna in chi non condi- vide gli abomini, fatti passare come conquiste del progresso scientifico. Da cattolici, cittadini di uno Stato democratico, abbiamo il dovere di non permettere ai propagatori d’iniquità d’interferire con la nostra sensibilità e con la Pastorale della Chiesa che ha tutti i diritti di intervento per guidare i suoi figli. L’eventuale vittoria dei “si” è stata definita come la vittoria della modernità, del benessere, e al votare “si” si attribuiva il significato di non intromettersi in una scelta “sacrosantamente” individuale. Al potere dominante sfugge certamente il fatto che, anche quando riflette sulla Rivelazione, il vero discepolo di Cristo non rinuncia alla ragione, grazie alla quale orienta alla salvezza eterna ogni sua scelta. A tutti è data l’occasione di testimoniare Cristo; non tiriamoci indietro! Con l’astenensione dall’andare a votare, si è delegittimato un referendum “contra fidem”. Satana da sempre scimmiotta Dio: vuole forse, nel caso in specie, emularLo anche nella creazione di vite? Nel caso avessero vinto i “si”, non ci sarebbe rimasto che pregare per la salvezza di quanti si sarebbero resi corrèi dell’oltraggio all’Altissimo. Noi, discepoli di Cristo, abbiamo per fondamento la “Parola di Dio” e per madre “Santa Romana Chiesa”, non Emma Bonino, Rita Levi Montalcini o le troppe parlamentari shiave del modernismo e di una falsa idea di giustizia. I diritti essenziali e terreni dei cittadini non possono prevalere sui diritti di Dio né possono essere validi motivi per l’annientamento della dignità umana, sia pure nei primi istanti del suo esistere. NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 Occhi sulla Politica “HUMANUM GENUS” SANTO WOJTYLA? MAI! È la voce che grida nel deserto: grido accorato, ovverosia sofferto! (ad futuram memoriam) Beatificar lo “Spirito di Aronne” Come fu detto dai Rabbini Vuol dire fare il gioco di Siònne: Parola “rivelata” dal Sardini! Semmai, il Nòbel per la recitazione, E poi per il “miracolo” operato, In Sinagòga - con ostentazione Che la Romana Chiesa ha declassato! Perché Wojtyla, prima di morire, Ha blindato gli archivi vaticani! Quale il motivo? Chi me lo sa dire? Per quali fatti misteriosi, arcani!? *** Beatificar l’istrione itinerante, Del panschiavismo complice e garante: Il cripto-ebreo-frankista di Polonia, Che ha fatto della Chiesa Babilonia, Per conto della “perfida genìa”, Da cui marxismo e frammassoneria, È assecondare il gioco del Demonio, Col quale i farisei fan mercimonio! Beatificar il cripto-ebreo-frankista, Garante del disegno panschiavista, Massonico-giudaico-americano, È un alto tradimento del cristiano Stregato e fuorviato dal polacco: Lo strumento d’Aronne-Abramo-Isacco! 5 (Leone XIII - 20 aprile 1884) MASSONERIA E NATURALISMO Tanto più che altre e ben luminose prove ci sono della sua rea natura. Per quanto infatti sia grande negli uomini l’arte di fingere e l’uso di mentire, egli è impossibile che la causa non si manifesti in qualche modo per i suoi effetti. “Non può un albero buono dar frutti cattivi, né un albero cattivo frutti buoni” (Mat. VII, 18). Ora, della MasPapa Leone XIII. sonica sètta esiziali ed acerbissimi sono i frutti. Imperocchè dalle non dubbie prove che abbiamo testè ricordate appare, supremo intendimento dei Frammassoni esser questo: distruggere da capo a fondo tutto l’ordine religioso e sociale, qual fu creato dal Cristianesimo, e pigliando fondamenti e norme dal Naturalismo, rifarlo a loro senno di pianta. OSSERVAZIONE: MASSONERIA E MASSONI Questo, per altro, che abbiamo detto o diremo, va inteso della sètta Massonica considerata in se stessa, e in quanto abbraccia la gran famiglia delle affini e collegate società; non già dei singoli suoi seguaci. Nel numero dei quali può ben essere ve ne abbia non pochi, che, sebbene colpevoli per essersi impigliati in congreghe di questa sorta, tuttavia non piglino parte direttamente alle male opere di esse, e ne ignorino altresì lo scopo finale. Così ancora tra le società medesime non tutte forse traggono quelle conseguenze estreme, a cui pure, come a necessarie illazioni dei comuni princìpi, dovrebbero logicamente venire, se la enormità di certe dottrine non le trattenesse. La condizione altresì dei luoghi e dei tempi fa che taluna di esse non osi quanto vorrebbe od osano le altre. Il che, però, non le salva dalla complicità con la sètta Massonica, la quale più che dalle azioni e dai fatti, vuol esser giudicata dal complesso deI suoi princìpi. Prof. Arturo Sardini Chiosa Dopo Luciani, morto “assassinato”, Venne eletto un polacco, cripto-ebreo, Che il popolo cristiano ha abbindolato Istrioneggiando al modo fariseo! Un Sacerdote fecondò Maria? E lo Spirito Santo dove è andato? Un sacerdote della dinastìa. Il Bavarese credo sia informato! In cotal guisa, il “perfido giudeo” Il Figlio di Maria ha sdivinizzato! E prese pure moglie il Galileo, Non crocifisso e non resuscitato! Chiusa Troppe concomitanze, a ben guardare, Sotto il pontificato wojtyliano, Massonico-giudaico-americano, Che non si posson sottovalutare! “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 DOTTRINA E AZIONE DEL NATURALISMO E DELLA MASSONERIA Ora, fondamentale principio dei Naturalisti, come il nome stesso lo dice, egli è la sovranità e il magistero assoluto dell’umana natura e dell’umana ragione. Quindi, dei doveri verso Iddio o poco si curano, o mal ne sentono. Negano affatto la divina rivelazione; non ammettono dogmi, non verità superiori all’intelligenza umana, non maestro alcuno, a cui si abbia per l’autorità dell’officio da credere in coscienza. E poiché è privilegio singolare e unicamente proprio della Chiesa cattolica il possedere nella sua pienezza e conservare nella sua integrità il deposito delle dottrine divinamente rivelate, l’autorità del magistero e i mezzi soprannaturali dell’eterna salute, somma contro di lei è la rabbia e l’accanimento dei nemici. (continua) 11 Documenta-Facta EGITTO Gasir Mohammed Mahmoud è stato dimesso il 9 giugno scorso (2005) dall’ospedale psichiatrico del Cairo, cinque mesi dopo essere stato ricoverato forzatamente a causa della sua conversione dall’Islam al cristianesimo. Mahmoud è stato più volte torturato dalla polizia, picchiato e stordito con forti dosi di medicinali due volte al giorno. Mahmoud è stato consegnato alle autorità proprio dai suoi genitori adottivi musulmani ed è stato minacciato di rimanere rinchiuso per sempre nell’ospedale qualora non fosse tornato all’Islam. ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA SOMALIA La Somalia ha vissuto un lungo periodo di dittatura da quando il potere fu conquistato da Siad Barre, nel 1969 fino alla sua caduta nel 1991. Dopo questo evento, la Somalia si è letteralmente frantumata in decine di gruppi etnici e clan che combattono l’uno contro l’altro. L’assenza di un Governo centrale ha favorito l’istituzione di una rigidissima legge islamica. Dopo 13 anni di assenza quasi totale di legge, i signori della guerra somali hanno concordato l’istituzione di un nuovo Parlamento che ha eletto come presidente l’ex signore della guerra Abdullahi Yusuf Ahmed. Popolazione: 8.025.190 (impossibile stabilire un numero certo a causa della guerra civile e della carestia prolungate per anni). Gruppi religiosi: Musulmani 99,95%; Cristiani 0,50%. Forma di governo: Repubblica. Governo parlamentare di transizione. Persecuzione: La fratellanza tra credenti è molto pericolosa, visto che in molte regioni del Paese la persecuzione da parte dei musulmani è particolarmente forte. Un certo numero di credenti sono stati martirizzati, e molti altri sono stati pubblicamente indicati come obiettivi da eliminare. La Chiesa: Nel 1991, erano presenti circa 500 cattolici somali e qualche centinaio di evangelici, in maggioranza credenti in segreto e quasi tutti concentrati al sud con pochissimi al nord (Somaliland). Alcuni sono fuggiti in nazioni vicine. I credenti rimasti in Somalia sono sottoposti a forte pressione. La distribuzione della Bibbia in somalo è possibile sono nei campi 12 profughi oppure tra i somali residenti all’estero. QATAR Il Qatar è quasi interamente coperto da deserti, ma esistono enormi riserve di petrolio nel sottosuolo. Dal momento dell’indipendenza dalla Gran Bretagna (1971), il Qatar si è trasformato da tradizionale Emirato a Stato economicamente florido. Eppure, la desolazione del paesaggio rispecchia quella del cuore dei cittadini del Qatar. La condizione delle donne è ancora peggiore: a loro non è permesso guidare o viaggiare all’estero senza il permesso dei parenti maschi. Popolazione: 599.065 (2000). Gruppi religiosi: Musulmani 79,43%; Cristiani 10,47%; Hindu 7,20%; Buddisti 1,80%; non religiosi 0,90%; Baha’i 0,20%. Forma di governo: Monarchia tradizionale. Nel 1995, l’attuale Emiro destituì suo padre con un colp di Stato incruento, e ha dimostrato una certa apertura verso l’esterno e l’interno. Persecuzione: Il proselitismo verso i musulmani è proibito; comunque, ai credenti stranieri è permesso di praticare la propria fede e, nel 2000, l’Emiro ha concesso della terra per poter costruire una serie di edifici per poter praticare i culti religiosi. Criticare la fede islamica o la famiglia regnante è un crimine. La Chiesa: Prima del 1985 non esistevano cristiani indigeni, ma, in questi ultimi anni, alcuni hanno conosciuto la Parola di Dio e sono venuti a Cristo mentre erano all’estero. Per questo, molti di loro hanno sofferto e stanno soffrendo persecuzioni. Nicola (Niki) Vendola. QUANDO IL CATECHISMO VA A FARSI BENEDIRE Nella Cattedrale di Bari, il Cardinale Camillo Ruini ha impartito la Comunione ai fedeli. Fra questi c’era anche Niki o Nicola Vendola, che non fa mistero delle sue tendenze sessuali e che ha reso noto di convivere con un giovane. Premetto che, per ricevere la Comunione, il fedele deve essere cosciente di possedere tre requisiti che il Catechismo impone: 1) essere in grazia di Dio; 2) sapere e pensare chi si va a ricevere; 3) osservare il digiuno eucaristico. Cosa significa in Grazia di Dio? Significa avere la coscienza pura da ogni peccato mortale. Premetto che il predetto Sacramento viene negato ai divorziati ed alle coppie che convivono “more uxorio”. Un dubbio: si possono fare due pesi e due misure? (Da “Libero” 1 luglio 2005). “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 13 I MESSAGGI di P. Giorgio Dell’Aglio 1 olete distruggere un paese? Viziate la sua gioventù; seminate il vizio, recupererete cadaveri di giovani cristiani; fate in modo che respirino il vizio con i 5 sensi e tutti i pori della pelle e ciò 24 ore al giorno-cominciate dalla donna, dalle bambine specialmente. Una volta caduta la donna, l’uomo cade automaticamente». Ecco alcune istruzioni segrete dell’Alta massoneria di 200 anni fa. Basta prendere in qualsiasi edicola un campione delle riviste le più vendute in Italia per vederne l’applicazione: Cioè, “Ragazza”, “Tutto”, “Witch” (una delle ultime nate, della Walt Disney), “Seventeen”, e per le donne di casa “Donna moderna”, “Cosmopolitan”, “Anna”, “Marie Claire”, “Glamour”, “Moda”, “Gioia”, e le altre 100 pubblicazioni del genere. Oppure si può girare nel Reparto Musica dei grandi magazzini e guardare i CD di migliaia di gruppi musicali. E non parliamo della “regina assoluta” che l’italiano medio consulta 4 ore al giorno… e crede ciecamente: la Tv. Stranamente, i proprietari di queste riviste, canali tv, radio o case discografiche, sono pochi e si contano sulle ditta di una mano: Ted Turner della CNN è proprietario di… più di 450 canali TV nel Mondo, guardati tutti i giorni da circa 4 miliardi di persone|! Tre case editrici, in Italia, hanno nelle mani tutte le riviste delle edicole; una delle tre è ha Hachette (traffico d’armi), un certo Silvio Berlusconi possiede 90% del mercato. «V 14 Una delle tecniche di questa cultura di morte è quella dei messaggi subliminali dietro la musica, la TV, i cartoni animati, le pubblicità, e questa pressione continua per cambiare il modo di pensare e il comportamento della gioventù. Parliamo di questi messaggi subliminali. Come funzionano nel cervello? Cambiano veramente il comportamento? I nostri occhi e le nostre orecchie sono bombardati ogni giorno da 200.000 a 400.000 sollecitazioni visive o uditive ma, coscientemente, ce ne rendiamo conto solo di un’esigua percentuale, che va dal 5% al 7%. I messaggi subliminali lavorano sotto il limite di captazione del cosciente e parlano direttamente all’inconscio. L’inconscio, però, non ha, come il conscio, la capacità di analizzare un messaggio e di accettarlo o rifiutarlo; esso può solo ascoltarlo e passarlo in memoria. Di lì, questo passa nel comportamento. Questi messaggi sono uditivi o visivi, buoni o cattivi (per esempio, quelli che vengono trasmessi con la musica ambientale nei supermercati per ridurre i furti, o quelli che hanno usato gli americani contro i soldati irakeni, sotto il nome di armi non letali, o non convenzionali, spingendo il nemico al panico oppure ad arrendersi). Questi messaggi sono incisi in senso contrario su nastro, o altri tipi di registrazioni, in modo che l’ascoltatore non si rende conto di ascoltare, oltre il messaggio normale, un altro registrato al contrario; ma un messaggio che il cervello è capace di ricostruire e di capire, indipendentemente dalla lingua usata nel messaggio. Che ne è dei cartoni animati? Un bambino guarda la TV per circa tre ore e mezzo al giorno, con una media di 30 atti di violenza all’ora e lo stesso numero di atti di sesso più o meno espliciti. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 In 10 giorni, questi 300; in un mese, 1.000; in un anno, 1.2000. E quanti di questi atti sono contro i 10 Comandamenti?.. Senza poi contare il tempo passato con Nintendo, Playstation, Gameboys, altri giochi di mostri, o di violenza, o nell’ambito scolastico. Pokemon, Digimon, Dragonball Zeta, Sailormoon, Power rangers, Beyblade (la trottola), che sono solo tra i più conosciuti e tra i più pericolosi, sono prodotti da una sètta satanica cino-giapponese, e l’87% dei bambini che li vedono, molto rapidamente diventano iper aggressivi, violenti, ribelli, disobbedienti, bugiardi, ipocriti, imparano a dire parolacce, perdono attenzione a scuola, e in loro nasce il desiderio di uccidere… e, purtropo, molti l’hanno fatto, in preda a vere possessioni sataniche. Per questo motivo, Sailormoon e Pokemon furono proibiti in Giappone nel 1999, come pure in altri paesi. Pokemon significa “Pocket Monster”, cioè Mostro tascabile: sono 150 angeli caduti dal cielo; dunque démoni, ciascuno con un potere malefico particolare. Pikachu significa “100 volte più potente di Dio”. Dragonball Zeta: la “O” di “DragOn” è una stella a 5 punti, in un circolo - simbolo satanico – Ball, o Baal, è il nome di un demonio che gli ebrei nel deserto servirono al posto di Dio, offrendogli i loro figli nel fuoco; la “Z” di Zeta, vecchio simbolo usato dal gruppo Led Zeppelin, significa “io satana sono il tuo Dio”; una delle canzoni dice: “siamo cento volte più potenti di Dio” e, in senso inverso alla musica, ci sono tre messaggi subliminali sovrapposti, che hanno l’effetto di spingere alla lussuria. Altri, come Rugrats o Angelica, Le Super Chicche, Tomb Raider, Cow and chicken, hanno l’effetto di distruggere nei bambini l’idea stessa della propria identificazione mascolina o femminile: si chiama Androgenismo corpo di donne, comportamento aggressivo di uomo - le rare donne che appaiono nelle Nintendo, Playstation e altri cartoni o giochi sono tutte “androgene”. I Simpson, anti-educazione perfetta, i Teletubbies, che sono quattro piccoli omosessuali con i simboli della Gay Pride americana - il triangolo invertito che porta winki pinki, il colore viola, i fiori - sono destinati a un pubblico di un anno e mezzo di età il quale, dopo poco tempo, comincia a comportarsi in modo opposto alla propria identità sessuale. Esistono, comunque, tanti altri personaggi che invadono gli schermi televisivi e gli scaffali dei reparti giocattoli, nei supermercati. E Walt Disney? È ancor peggio. E sufficiente nominare “Il re leone” con Scar, il “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 quale rappresenta Satana e spinge il piccolo leone a ribellarsi contro i suoi genitori e contro Dio, Suo Padre “che ti limita con i suoi comandamenti e le sue interdizioni”… la stessa bugia che viene ripetuta nelle scuole, o in TV, ai giovani: “usa il preservativo, masturbati; Dio che dice di no alla fornicazione, al sesso prematrimoniale, alla contraccezione, all’omosessualità, all’adulterio, è nemico del tuo piacere! Ascoltaci! Noi, nemici di Dio e della tua anima, sappiamo meglio di Dio”. La parola SEX appare ben cinque volte, in flashing, nella pellicola. Essi si basano sul fatto che, per un secondo d’animazione, si ha bisogno dai 24 ai 30 fotogrammi per creare l’effetto di un movimento; in Anton Szandor Lavey, l’americano che si proclama gran sacerdote del satansimo. mezzo a questi 24 fotogrammi, essi inseriscono un’immagine totalmente estranea alla pellicola; ad esempio, una bottiglia di Coca oppure una ragazza nuda. L’occhio vede passare queste immagini, della durata di una frazione di secondo, senza poter rendersene conto, ma l’inconscio l’ha vista e la registra nel subconscio. Tutti conoscono l’immagine di donna nuda - in croce, con un volto di demonio che appare nel cartone animato “Bianca e Bernie” quando passano di notte tra gli alti palazzi, volando su di un albatro. La Walt Disney ha pagato 74 milioni di dollari, per evitare un processo pubblico ed ha presentato le sue scuse al pubblico americano riconoscendo: “è vero che Bianca e Bernie contiene incitamento alla pornografia infantile” e ha fatto ritirare 3.500.000 di pellicole. Potremmo continuare con “La Sirenetta”, “La Sirenetta 2”, “La Bella e La Bestia 2”, ecc. I messaggi subliminali sono vietati per legge, in Italia dagli anni 70, ma nessuno applica questa legge; la TV, italiana e oltre confini, ne è piena, come anche molte pellicole. Un solo esempio: guardate con attenzione il cartellone di presentazione del film “Il silenzio degli innocenti”: nella farfalla, sulla bocca della donna, vediamo una macchia bianca a forma di teschio; ebbene, guardando accuratamente, questo non è un teschio ma… nove donne nude!!! Per chi è interessato a fare questa verifica, basta usare internet e digitare le parole: “messaggi subliminali e walt disney” in un motore di ricerca, tipo GOOGLE.COM. E le bambole? La famosa “Barbie” della MATTEL fu inventata per distruggere l’idea stessa di pudore nelle bambine piccole. Date ad una bambina una bambola normale; lei svilupperà il suo istinto materno e di sacrificio. Datele una “Barbie” e lei non se la metterà in braccio per coccolarla, ma vi dirà: mamma, perché la mia bambola ha già dei seni così grandi, i fianchi così marcati e le gambe da star del cinema? E poi tutte quelle minigonne, il trucco… svilupperanno nel cuore della bambina ancora innocente l’idea di vanità, e le farà pensare a cose che una bimba della sua età non riuscirebbe mai a pensare. L’Italia è il primo paese ad aver vietato, nel 1998, queste “Barbie”. Le “Bratz”, inventate anche loro per le bambine, sono ancora più pervertite: tutto fuori, niente dentro! E sono una bestemmia contro i Santi (Bratz e la testa di demonio coronate con l’aureola dei Santi). Nintendo, Play Station, GameBoys? Anche loro sono fatti da sètte sataniche cino-giopponesi; nuove schiavitù e nuove addizioni peggiori delle vecchie (droga, sesso, alcool); creano piccoli Autisti mentali, chiusi in un falso mondo virtuale, col cervello e muscoli atrofizzati, incapaci di relazionarsi e di comunicare con gli altri e incapaci di amare. La pubblicità? Si potrebbe parlare qui di Coca Cola (sesso e satanismo), sigarette Camel (sesso e bestialità), Danone (Patatine Cipster Saiwa, sesso e satanismo aperto), Nestle (acque e bevande San Pellegrino: satanismo). Anche qui, tante informazioni sono disponibili su internet, usando un motore di ricerca come Google.com, e digitando le parole: “messaggi subliminali e pubblicità”. (continua) 15 LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO? di A. Z. 2 GERARCHIA DI DIRITTI Fonte metafisica del diritto è il dovere. Un padre ha diritto al lavoro, in quanto ha il dovere di mantenere la famiglia; l’apostolo ha diritto alla sua mercede, in quanto deve svolgere una funzione di salvezza altrui. Distinguiamo: – un diritto divino, che abbraccia l’Intera Creazione in quanto è opera di Dio; – un diritto naturale insito nella natura che rispecchia il diritto divino e da esso dipende: – un diritto ecclesiastico; – un diritto dello Stato; – poi, altri diritti derivati. Ogni fondazione di istituzioni o banche o imprese ha un suo diritto che delimita il binario su cui cammina. – Il diritto positivo non fonda il “diritto naturale”, ma lo deve esprimere. Nella realtà storica attuale, lo Stato laicista e ateo contrasta gli stessi diritti divini promovendo leggi ad esso contrarie (divorzio, aborto, omosessualità, eutanasia, bioetica contro natura... ); inoltre, combatte accanitamente la Chiesa, e in radice non rispetta gli elementari diritti della persona e delle società inferiori. IL REFERENDUM PER LA LEGGE 40/2004 Veniamo al referendum. Esso parte, per consenso statale, come volontà correttiva della legge riguardante la fecondazione. Va subito ricordato il princìpio di fondo: la vita è un inalienabile diritto divino: nessun bimbo può vantare il diritto di nascere, nessuno sposo o sposa, nessuna famiglia ha il diritto di avere bambini. Di conseguenza, nessuna società può arrogarsi il diritto di procreare bambini. 16 Gesù inquisito. Ogni bambino è dono di Dio e appartiene a Dio che è fonte della vita. Dio, che ha dato il comando “Crescete e moltiplicatevi”, ha stabilito anche il modo della procreazione: “L’uomo lascerà padre e madre e si unirà alla sua donna, e i due saranno una carne sola”. Fin dalle origini, quindi, Dio ha provveduto che ogni bimbo abbia la sua provvidenza nella famiglia monogamica bene ordinata. Tutta la Scrittura determina il retto ordine del rapporto tra genitori e figli nel quarto comandamento: Onora il padre e la madre, che ha il suo corrispettivo nei doveri dei genitori verso i figli: provvedere alla loro crescita e formazione. Anche in questa materia gli Stati totalitari hanno tentato di arrogarsi il diritto di educare i bambini istituendo scuole materne e altre iniziative rivolte a insinuare fin dai primi anni nei bambini le idee care ai regimi. Già il fascismo si è scontrato con la Chiesa per il suo intento totalitario, mentre il comunismo ha inventato i suoi “nidi d’infanzia”. Il bimbo si sviluppa dalla fecondazione, ossia dalla fusione della cellula maschile con quella femminile, che dà luogo all’embrione. L’embrione è già essere umano, strutturato in modo perfetto per la crescita: l’embrione ha l’anima spirituale e contiene tutte le istruzioni genetiche per raggiungere la piena maturità di uomo. È uomo in germe, ma vero uomo, con diritti umani e destino soprannaturale, e non deve essere trattato come animale o come cosa. La fecondazione può avvenire per via uterina o extrauterina: – per via uterina in modo naturale nel matrimonio tra sposi, nell’ambito della famiglia voluta da Dio; – oppure nel grembo di una sposa, da parte del marito, per fecondazione artificiale, col sussidio di tecniche procreative; – oppure in condizioni extraconiugali, nel grembo di altre donne senza riferimento coniugale; caso di omosessuali, famiglie di fatto... – in modo extrauterino, mediante tecniche biochimiche, in vitro o provetta. LA LEGGE 40/2004 Questa legge : - pretende di assumersi il diritto alla vita contro il diritto divino, promovendo pratiche fecondative fuori del retto contesto familiare o mediante tecniche biochimiche. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 - inoltre, perfino con la pretesa di migliorare la specie umana, mediante la selezione di embrioni, provoca di fatto la morte di embrioni non giunti a maturazione e la nascita di creature umane affette da gravi turbe fisiche e psichiche. La scienza è ben lontana dal conoscere l’insostituibilità di un grembo materno di cui non conosce i complessi meccanismi dei nove mesi di gravidanza. Le sperimentazioni non hanno dato che individui infelici. Concludendo: il voto al referendum, a sostegno di pratiche fecondative contrarie al diritto naturale, è gravemente illecito. Bisogna semplicemente astenersi dal votare. Ciò si rivela ancor più necessario per la volontà massonica del Piano Maltusiano. Scrive egregiamente il Barreiro: «Conosciamo la legge sociale del piano inclinato, che è la tecnica graduale delle forze secolaristiche che ci vogliono abituare al male a piccoli passi. L’anno scorso, è entrata nel diritto positivo la fecondazione omologa. Il quarto quesito del futuro referendum (del 12 giugno scorso) vuole già abolire il divieto della fecondazione eterologa. Dopo, si cercherà di produrre sempre degli embrioni sani e si cercherà di dimostrare che una paternità veramente responsabile non si basa sui capricci di una natura poco prevedibile, ma è frutto di un disegno scientifico. Poi, si cercherà di convincere la popolazione che l’unica forma scientificamente responsabile di concepimento è al di fuori del grembo per assicurarsi che i bambini siano sani e possano inserirsi bene nella società. Dopo, si cercherà di produrre i bambini in uteri artificiali. In quest’esercizio di previsioni del futuro potremmo andare avanti e dimostrare come si può passare costantemente a cose sempre meno naturali e sempre più mostruose. Con questo soltanto, voglio dimostrare che se non fermiamo, oggi, questo processo anti-naturale, che comincia con la fecondazione omologa, un giorno questo ci condurrà a cose anche più mostruose»1 . Si veda, sul concetto del piano inclinato, ossia della gradualità delle trasformazioni culturali insita nel “Piano Maltusiano massonico: “Il quarto cavallo dell’Apocalisse”2. VERSO LO SCONTRO FINALE «Insorgono i re della terra / e i principi congiurano insieme / contro Dio e contro il suo Cristo...» (Sal. 2, ls). I nodi storici giungono al pettine dell’adunata apocalittica, profetizzata da Ezechiele (Ez. 38-39): Dio dice a Gog, principe sovrano: «Io ti alletterò e ti guiderò, e dagli estremi confini del settentrione ti farò salire e ti condurrò sui monti d’Israele. E scrollerò l’arco dalla tua mano sinistra, e farò cadere dalla tua destra le tue saette. Sui monti d’Israele cadrai tu con tutte le tue schiere e i popoli che sono con te...» (Ez. 39, ls). «La spada di ciascuno sarà contro il proprio alleato, e io farò giustizia...» (Ez. 38, 21s; v. anche Gdc 7, 22; 2 Cr 20, 23). Alla luce della lotta scatenata contro Cristo dall’ebraismo massonico, questa pro- fezia torna di singolare attualità per molti particolari da meditare: la sua origine dal settentrione (America), il suo incentramento in Israele, la coalizione dei popoli per lo scontro di civiltà determinato dalle pretese mondialiste dell’Islam, della Cina, del globalismo americano, e soprattutto dell’ebraismo massonico, che tutto muove e che, da più di un secolo, aveva già stabilito lo scoppio della Terza Guerra mondiale. Questo scontro apocalittico ha già la sconfitta scontata nella situazione di peccato in cui si afferma: si oppone ai comandamenti di Dio, è decisamente anticristiano, combatte la Chiesa, ed è anche anti-umano. È legge ferrea di Dio che l’uomo sia premio o castigo a se stesso: ciò vale anche per i popoli, e la storia non consente illusioni. La Chiesa perseguitata ha già la sua vittoria: «Ho consacrato Io il mio Re sul Sion, il sacro mio monte... Gli darò in possesso le genti, e in suo dominio i confini della terra» (Sal. 12, 6s). (fine) NOTE 1 Ms. Ignacio Barreiro, “La questione della fecondazione artificiale”, in “Instaurare”, maggio 2005, pp. 3-6. 2 Cfr. Orio Nardi, “Il vitello d’oro”, Linea Diretta, Milano 1989,pp. 296, app. 221 s. Esaurito. PAOLO VI... BEATO? Presentazione del libro tenuta dall’Autore all’Università di Teramo sac. dott. Luigi Villa (Formato libro: 195x280 mm; pp. 242; 285 Foto-Documenti - Euro 20) Questo nuovo libro su Paolo VI è costituito dal testo originale della Presentazione del libro: “Paolo VI... beato?”, tenuta dall’Autore all’Università di Teramo (Università di Diritto Internazionale), in data 5 maggio 1998, corredato da un’enorme documentazione. Al termine del testo della “Presentazione del lbro”, suddivisa in due parti, infatti, il libro riporta la parte degli Annessi: Documenti-Fotografie che, suddivisi per capitoli, costituiscono un dossier di “Documenti” sullo stato della Chiesa, durante e dopo il Pontificato di Paolo VI. È una mole impressionante di fotografie e di documenti che copre i due terzi del libro (da pag 65 a pag. 242) e che ha il pregio di riuscire a trasmettere a chiunque, in modo immediato e sconcertante, l’immane tragedia della situazione disastrosa della Chiesa al giorno d’oggi. Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 17 INTRODUZIONE ALLA SACRA SCRITTURA del sac. dott. Giuseppe Pace 5 GENERE PROFETICO E APOCALITTICO Questi generi non hanno riscontro nelle letterature moderne. Il genere profetico ha di specifico gli oracoli. Questi non sono esclusivamente delle predizioni di avvenimenti futuri: sovente, infatti, sono semplicemente delle esortazioni o delle ammonizioni. Generalmente, gli oracoli si trovano distribuiti, or qua or là, tra dei dati biografici o autobiografici del profeta, o a delle pagine di storia contemporanea al profeta. Altre volte, ci sono offerti raggruppati in modo più o meno convenzionale dall’opera di un qualche redattore. Le predizioni di eventi futuri, cioè le profezie in senso corrente, non vanno esenti da oscurità, che solo l’avveramento del fatto preannunziato varrà a dissipare. Sovente, infatti, il profeta stesso ignora la vera portata, e il quando e il come del fatto che predice. Non solo, ma talora un certo fatto, predetto dal profeta, non è che la prefigurazione a sua volta di un altro fatto di maggiore importanza, come l’abominazione della desolazione, della quale leggiamo il preannunzio nel libro di Daniele (9, 27), verificatasi al tempo dei Maccabei (1°, 1, 54, e 4, 52), e più grave e definitiva nell’anno 70 dell’Era cristiana, allorquando il tempio di Gerusalemme venne profanato e distrutto (Matteo 24, 15). Qualche cosa di simile si ha anche nel salmo, iniziato da Gesù crocifisso, nel quale l’autore strumentale, il salmista, effonde l’angoscia del proprio cuore in un’ora di tribolazione particolarmente acerba, mentre l’autore principale che lo ispira, prefigura l’agonia del divin Redentore. “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché si perdono lontani da chi mi può salvare i richiami che lancio come ruggiti di leone?.. Io sono un verme, non più un uomo: oggetto di disprezzo, di ribrezzo per tutti. Quanti mi vedono, di me si fanno ludibrio e ghignano e tentennano il capo: “Ha risposto fiducia in Yahwèh? Che lo salvi, che lo scampi, se proprio gli vuol bene”!.. 18 “La mia bocca è inaridita come un coccio, e al palato aderisce la mia lingua... Una muta di cani mi assedia, mi circonda di protervi una schiera. Hanno trapassato le mie mani ed i miei piedi, possono dinumerare tutte le mie ossa. Mi stanno ad osservare, mi tengono d’occhio, si dividono i miei indumenti tra loro, si sorteggiano tra loro la mia tunica”. (Salmo 22 (21), passim). A volte, la predizione è espressa dal profeta con dei gesti simbolici: Geremia circola per le vie di Gerusalemme con un giogo sulle spalle per predire ai Giudei l’imminente schiavitù. A volte, è espressa mediante delle immagini, anche molto ardite, come quelle cui fa ricorso Isaia per predire la pace messianica. “Il lupo abiterà con l’agnello, la pantera si accovaccerà con il capretto; il vitello pascolerà con il leoncello sotto la custodia di un fanciullino; la mucca e l’orsa stringeranno amicizia tra loro, e i loro cuccioli dormiranno insieme; il leone mangerà paglia come il bue; il lattante si trastullerà presso il nido del cobra, e nel nido della vipera il bambino introdurrà la mano”. (Isaia 11, 6-8) Talora, non è facile stabilire se questo o quel dettaglio di una pagina biblica esprima una predizione, mentre è facile ammettere come, nel suo insieme, il Vecchio Testamento costituisca globalmente un’unica profezia, in quanto tutto orientato verso il Messia e l’Èra messianica, che promette, che prefigura, che invoca. Al genere profetico si può ricondurre, in parte, il genere apocalittico. Apocalisse è la traduzione in italiano della parola greca “apokàlypsis”, che significa scoprimento, manifestazione. Le apocalissi bibliche hanno uno scopo confortatorio, in quanto mirano a sostenere la speranza nel cuore di coloro per i quali “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 vengono scritte, oppressi da qualche grave calamità. Per ottenere tale scopo, lo scrivente si adopera per dimostrare come le vicende della storia umana siano guidate dal Signore per il vero bene dei suoi fedeli, e, quindi, conclude annunciando un futuro migliore. Per dare maggior credito al suo scritto, non di raro lo attribuisce a un qualche antico e famoso personaggio. Di conseguenza, la descrizione che egli fa dei fatti passati viene ad assumere l’aspetto di predizione di eventi futuri: abbiamo così della storia del passato in veste di predizione del futuro. Tale espediente ben difficilmente avrebbe tratto in inganno i destinatari del suo scritto, cui era noto il significato convenzionale di tale procedimento, come pure delle ardite iperboli caratteristiche degli scritti apocalittici. Così, per significare che la sventura sarà tale da terrorizzare la stessa natura inanimata, ricorrono alle stesse espressioni iperboliche, sia Isaia, per esprimere gli orrori della catstrofe di Babele, sia Gesù, per esprimere quelli della catastrofe di Gerusalemme. “Le stelle del cielo e Orione non irradieranno più la loro luce. Il sole si oscurerà sin dall’aurora, e la luna non diffonderà più i suoi raggi”. (Isaia 13, 10) “Il sole si oscurerà, e la luna non diffonderà più i suoi raggi; le stelle del firmamento cadranno e le potenze dei cieli saranno sconvolte. (Matteo 24, 29) IL CANONE DEL VECCHIO TESTAMENTO Sino dalle sue prime origini, la Chiesa rivendicò il diritto di proprietà sugli scritti ritenuti sacri dalla Tradizione giudaica, come si rivendica il diritto di proprietà su di un patrimonio non solo legittimamente ereditato, ma per lei accumulato lungo i secoli. Tale rivendicazione non fu formale, è chiaro! ma pratica, in quanto la Chiesa fece appello frequente a tali scritti nella predicazione del Vangelo. Non solo, ma arricchì tale patrimonio, facendo in esso confluire numerosi altri scritti, dovuti ad alcuni Apostoli e a due Evangelisti non Apostoli: Marco e Luca. L’elenco, o canone dei libri sacri, però, venne precisato dalla Chiesa solo lungo i secoli, allorquando l’origine ultimamente divina di questo o di quello scritto venne messa in discussione. Dal che appare come sia inesatto affermare che la Chiesa si fondi sulla Sacra Scrittura; poiché è vero l’opposto: esisteva la Chiesa e si diffondeva ai quattro venti, e non esisteva ancora formalmente Sacra Scrittura di sorta. Fu la Chiesa a donarle esistenza formale, definendo il canone dei libri ispirati: ispirati per Lei, Chiesa docente, non per gli Ebrei, e neppure per i singoli cristiani. Questi, infatti, senza la garanzia della Chiesa docente, né possono sapere quali sono i libri sacri, né possono interpretarli a dovere. Nel redigere il canone biblico, la Chiesa docente considerò alcuni fattori di varia natura: l’autorità concessa ai libri sacri dai Padri sin dai tempi apostolici; l’uso di detti libri nella liturgia e nella catechesi; la personalità dei loro autori umani; il contenuto di questi stessi libri. Il carisma dell’infallibilità, infatti non dispensa la Chiesa docente dall’esperire tutti i processi richiesti dalla virtù della prudenza; che, anzi, tale carisma consiste anche nell’impedirle di agire imprudentemente. Anche concesso, a tale previa valutazione prudenziale, il carattere di condizione necessaria nell’ordinaria attività normativa della Chiesa docente, tuttavia, senza il complemento dell’assistenza carismatica dello Spirito Santo, non sarebbe stata sufficiente a stabilire, in modo irrefragabile, l’ispirazione dei libri sacri e, quindi, il canone biblico; e a garantire i fedeli di tutti i tempi che il testo dei medesimi, approvato dalla Chiesa, corrisponde nella sostanza a quello che potrà esse“Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 re, conclusa l’opera di ricostruzione del testo nelle lingue originali da parte della critica letteraria. Il che equivale ad affermare che il testo approvato dalla Chiesa docente è sostanzialmente irreformabile e, finché in mano della medesima, incorruttibile. Consideriamo, ora, separatamente, la formazione del canone dei due Testamenti. Sin dal tempo di Mosè, le autorità del popolo ebreo conservarono, con religioso rispetto, alcuni scritti, giustamente considerati di importanza straordinaria: gli atti dell’alleanza, stipulata tra Dio e il popolo da Dio eletto come cultore e missionario del monoteismo, e, quindi, i libri dettati da Mosè stesso e custoditi nell’Arca: Genesi, Esodo, Levitico e Numeri. A questi, dopo la morte di Mosè, venne aggiunto il Deuteronomio. Si ebbe, così, il Pentateuco, o Cinque contenitori, denominato dagli Ebrei “Toràh”, Legge. Del Pentateuco, lo scriba Esdra, in Babilonia, nel V secondo avanti l’Era cristiana, eseguì un’accurata edizione. Alla Legge si aggiunse il Libro dei Profeti, in ebraico Nebi’ìm, comprendente Giosuè, Giudici, Samuele, Re, Isaia, Geremia, Ezechiele e i dodici Profeti Minori. Tale arricchimento avvenne gradualmente; ma, prima del 180 avanti l’Era cristiana, era certamente concluso, poiché negli ultimi capitoli dell’Ecclesiastico, che risale a quell’epoca, i personaggi biblici sono citati secondo l’ordine derivato da tali libri. La terza parte del Vecchio Testamento è costituita dagli Scritti, in ebraico “Ketubìm”, che comprendono i libri seguenti: Salmi, Proverbi, Giobbe e i Rotoli, in ebraico “Meghillòt”, comprendenti, a loro volta, i seguenti scritti: Cantico dei Cantici, Rut, Lamentazioni, Ecclesiaste, o Qohèlet, Ester (una parte), Daniele (una parte), Esdra, Neemia e Paralipomeni o Cronache. Nella traduzione in greco del Vecchio Testamento, detta dei Settanta, terminata nel II secolo prima dell’Era cristiana, tali libri vi figurano “a pari” della Legge e dei Profeti; il che basta a dimostrare che erano considerati sacri dalla Tradizione ebraica. Nella traduzione dei Settanta, troviamo anche i seguenti libri: Tobia, Giuditta, Maccabei, Baruc, Lettera di Geremia, Ecclesiastico, o Siracide, Sapienza, Ester (completo), Daniele (completo). Tutti questi libri vennero respinti, come non ispirati o apocrifi, dagli Ebrei di lingua ebraica, specialmente palestinesi, e, in seguito, anche dagli altri Ebrei, dai Greco-scismatici e dai Protestanti. Un tale misconoscimento poté, sia pure gradualmente, prevalere, perché presso il popolo ebraico non esistette mai un’autorità religiosa istituzionalmente infallibile. Poté, così, imporsi l’opinione maturata nella sètta dei Farisei, secondo la quale un libro, per essere ispirato, doveva essere stato scritto in Palestina, in lingua palestinese, cioè in ebraico o in aramaico, fatta eccezione per il solo libro di Ezechiele. La Chiesa cattolica, invece, accolse, sin dall’inizio, come testo ufficiale del Vecchio Testamento, la versione dei Settanta al completo. (continua) Mosè salvato dalle acque - Tiepolo. 19 TORRI GEMELLE IL GRANDE INGANNO del sac. D. E. 5 23) Forte impatto emotivo, ma il danno poteva essere assai maggiore se fosse stato un vero atto di guerra Proviamo a considerare cosa sarebbe stato ottenuto dai dirottatori se questi avessero avuto in programma di provocare il massimo danno possibile. Avrebbero potuto schiantare un aereo sul Senato o sul Congresso mentre erano in seduta. Oppure schiantare un aeroplano su una centrale atomica, causando un incendio catastrofico ed il rilascio di radiazioni, ed anche un’interruzione della fornitura, di energia. Invece nonostante tutto lo sbalordimento, l’orrore ed il dolore causati dall’11 Settembre, nessun membro dell’amministrazione USA venne ucciso o ferito, neppure un senatore od un membro del Congresso, o un governatore o nessun funzionario locale. Nessun danno fu fatto al potenziale militare, energia, trasporti, comunicazioni o forniture d’acqua. Infatti il danno fu così banale che gli USA poterono organizzare una guerra a tempo di record. Mentre la perdita di vite (civili) ed il danno simbolico e psicologico per il pubblico in generale fu enorme, il punto importante è che gli attacchi, mentre fornivano immagini spettacolari e davano agli USA un’enorme arma propagandistica, ebbero un impatto zero sulla capacità USA di continuare nel proprio ruolo di aggressiva superpotenza mondiale. E all’interno di Usa, la maggior parte della gente è consapevole dei draconiani attacchi alle libertà e diritti civili fondamentali verificatesi in USA e alcune anche nella maggior parte del mondo occidentale dopo l’11 settembre, col pretesto di prevenire il terrorismo. La guerra al terrorismo si è tradotta internamente agli Usa m un violento attacco 20 te USA. Le lettere all’antrace furono inviate a giornalisti ed a senatori. democratici: per allineare i primi, e per “convincere” i secondi dell’opportunità di una approvazione celere della legge antiterrorismo “US, Patriot Act”, come poi è stato. Dopo l’11 sett. chi ha il potere in Usa ha molto più potere di controllo anche sui cittadini americani. COROLLARI Dopo aver verificato che la vera causa della guerra in Afganistan, Irak e zone limitrofe è la pretesa USA/GB del controllo del petrolio e il rilancio dell’economia, specie militare; si comprendono anche le conseguenze collaterali: Le due Torri Gemelle di New York. ai diritti costituzionali. L’US Patriot Act emanato all’indomani degli attentati prevede la detenzione indefinita dei non cittadini, la facoltà del governo di condurre perquisizioni segrete, il potere alle agenzie di sicurezza di indagini finanziarie, e di sorveglianza e controllo delle comunicazioni telefoniche e via internet. Inoltre è passato un decreto firmato da Bush che consente di processare i presunti terroristi in tribunali militari. Anche il Caso antrace: alla fine si è scoperto che era una montatura. L’antrace proveniva dai laboratori delle forze arma- – Gli Usa e la massoneria inglese e alleata, sono contrari che l’Europa si allarghi all’ex URSS, perché formerebbe un sistema geopolitico/economico/militare autosufficiente (non importerebbero nessun prodotto dagli USA) e troppo forte. In contrasto con gli interessi massonico/anglosassoni. – Come controparte ad un loro controllo del petrolio medio-orientale, i massoni anglosassoni lasciano riprendere agli stati arabi il sogno dell’islamizzazione dell’Europa. – Per questo, dietro all’apparente motivazione di combattere il dittatore Milosevic, hanno condotto la guerra nei Balcani per favorire il rafforzamento di tre stati a forte maggioranza islamica: Albania, Kossovo, e Bosnia: Cioè una vera testa di ponte dell’Islam in Europa. – Per questo proteggono e favoriscono con tutti i mezzi (specie coi loro politici massoni e marxisti) l’immigrazione selvaggia verso l’Europa, specie di islamici. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 – Per questo premono per l’entrata in Europa della Turchia. Il che darebbe ai turchi/islamici la libera circolazione e di azione in tutta l’Unione Europea. – Una Unione europea indebolita dall’infiltrazione islamica e dagli inevitabili contrasti politico/etnico/economico/religiosi che ne deriverebbe, sarebbe: a) una Unione Europea debole, che non può competere col sistema economico USA/GB b) verso cui si rivolgerebbe il progetto bellicista ed espansionistico del mondo islamico. FONTI Le notizie sono state tratte nei siti internet: www.indicius.it +Attacco USA (con 19 articoli); www.disinformazione.it + 11settembre colpo di stato in USA; + 11 settembre: prove della complicità; + 11 settembre: redditizie speculazioni; + Dubai, Bin Laden con spia USA; + New York e il mistero dell’esplosione prima del crollo; + Bush e Laden connection, + Speculazioni sulle Torri gemelle? + 11 disastro del World Trade Center: Cui prodest?; + Quesiti sugli attacchi dell’11 settembre; + Terrorismo: arma dei potenti; + 11 petrolio cen- “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 troasiatico, una chiave di lettura del conflitto; + L’informazione blindata a braccetto col potere; Dopo l’11 settembre, la Stasi americana; + Perché Bush andrà alla guerra; + Dopo l’11 settembre (con 36 articoli); www.nexusitalia.com/; + Un calendario del terrore; + Attacco terroristico o colpo di stato?; + 11 settembre: calma non c’è fretta; + 9/11 il gioco del potere; + La grande truffa dell’antrace; + Anche in America c’è chi dice no; + Articoli vari in: La Settimana di nexus; e: Commenti dal mondo; www.terraeliberazione.org + La guerra: no!; + 11 settembre chi è stato veramente?; + Dossier 11 settembre: l’altra verità; + Dossier 11 settembre. C’è un’altra verità (con 13 articoli) + La banda Bush: una grande rapina; + Guerra e pace, e La disinformazione di Hollywood; + Uno sguardo alla potente lobby ebraica + Archivio; http.//digilander. libero. it/weishaupt/nwo. html + La faccia nascosta della storia; + 11 governo invisibile; + I Signori del mondo; + Gli Illuminati nel dollaro USA; www.dentrolanotizia.com/ + 11 settembre:I’inattendibilità della versione ufficiale; + Intervista a Giulietto Chiesa; + 11 Generale S.Butler sull’interventismo; www.stargatemagazine.it/homepage1.ht m; + La sede del Governo Ombra; + Colpo di scena; + 11 grande inganno; + altri articoli; http://cosco-giuseppe.tripod.com/ + Panorami segreti della storia; + Dalla Skull and bones al nuovo ordine mondiale; + Un potere segreto prepara la rivoluzione mondiale; + 11 rapporto segreto da Iron mountain (Orribile!!%) + Intervista a Maurizio Blondet; + Mass-media killer e guerra psicologica; + Stregoneria e potere; www.kontrokultura.org + Attacco agli USA: gli scenari nascosti (il petrolio); http://digilander. libero. it/controcorrente200 1/index3.htrn + 11 settembre: l’America sapeva tutto; www.barruel.com/indinfo.html + qui sème le vent; + mais qui gouverne l’Amerique? + La face caché del l’histoire; + Gouvernement mondial: + de la thèorie du complot permanent; + Antony C. Sutton; Aggiornamenti vengono offerti anche da Telepadania, nei programmi serali di politica mondiale di Max Ferrari e di Gigi Moncalvo; Per approfondimenti, oltre ai suddetti siti internet, cfr. Maurizio Blondet, “11 settembre, colpo di stato in USA”, ed. Effedieffe, Milano 2002, 144 p., E 10. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Mazzini e la “Giovane America” «Pochi libri di storia hanno avuto il coraggio di riportare un fatto che svela la vera anima di Giuseppe Mazzini. Egli, declamato come il mistico esule, che incitava i giovani morire per le idee repubblicane e democratiche, sostenne ed appoggiò, in Europa così come negli Stati Uniti, il gruppo dirigente della Confederazione Sudista, schiavista e secessionista, che combatté il presidente americano Abramo Lincoln. La “Giovane America” fu fondata da un certo prof. Edwin De Leon, che la rese pubblica in un discorso agli studenti del collegio del Sud Carolina, nel 1845. (…). Nel periodo precedente alla guerra civile americana, Edwin fu nominato direttore della propaganda a favore dei sudisti, in Europa, e fu anche il più stretto collaboratore del Presidente della Confederazione sudista Jefferson Davis. Suo fratello, David, anch’egli membro della “Giovane America”, fu l’organizzatore del Dipartimento medico dell’esercito sudista, divenendone il primo Generale medico. Più importante, però, fu l’altro fratello Thomas Cooper, il quale, sempre membro della “Giovane America”, fu tra i maggiori e celebrati scrittori sudisti. Un altro famoso membro della “Giovane America” fu Lloyd Garrison, amico personale di Mazzini ed autore di una sua biografia. Egli si professava furbescamente anti-schiavista, ma, in un suo discorso pubblicato dal giornale inglese di Londra, “Patriota” del 1833, riferendosi alla Costituzione americana, scriveva: “Essa è la più insanguinata e la più audace elaborazione fatta dall’uomo per la continuazione e la protezione della più atroce villania mai esistita sulla terra. Essa sarà tenuta nell’eterna infamia dagli amici dell’umanità e della giustizia del mondo. Chi e quali furono gli artefici del Governo americano che conferirono e autorizzarono questa enorme scelleratezza? Essa non fu valida allora e non è valida ora!”. Un altro personaggio e membro della “Giovane America”, che può gettar luce sulla vera natura di questa sètta, fu John Antony Quitman di New York che divenne Governatore del Mississippi. I mazziniani d’America, oltre ad essere schiavisti e seces- 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. sionisti, erano convinti che fosse necessario allargare i domini dell’America, specialmente nel sud, conquistando l’America Latina con guerre e invasioni. John Antony Quitman, che fu volontario nella guerra contro il Messico, propose l’annessione permanente di tale paese, e finanziò e diresse un tentativo di invasione e di annessione dell’isola di Cuba. Egli fu anche incriminato per questo, ma la passò liscia grazie all’aiuto dei suoi influenti amici. Ultimo dei membri importanti della “Giovane America” fu George Sanders, editore della Rivista “Democratic Review” che era pagata con i soldi della “British Hudson Bay Company”, il cui Governatore, Sir John Henry Pelly, era anche Governatore della Banca d’Inghilterra. Sanders era un fedele seguace di Mazzini e già nel 1852 aveva scritto un articolo d 9.000 parole intitolato: “Mazzini e la Giovane Europa”, in cui chiedeva che l’America sostenesse l’organizzazione rivoluzionaria e terroristica di Mazzini, come pure chiedeva: “Questo continente appartiene alla razza bianca, incluse le isole di Cuba e Haiti, i cui abitanti negri devono essere tenuti schiavi sotto i padroni bianchi”».1 1 Cfr. Nuova Solidarietà, 24 dicembre 1984, p. 8. “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Sacerdote Don Villa, ho letto e riletto il Suo articolo su Papa Giovanni Paolo II e ho trovato le sue argomentazioni giuste e documentate. È quello che pensavo del Papa defunto, dopo le mie infatuazioni dei primi anni di pontificato. Ora, voglio esporre delle considerazioni. Lei cita gli scritti del Papa Wojtyla, ma so per certo che molti di questi scritti, che passano come pensiero profondo del Ponteficie, sono stati pensati e scritti da collaboratori, specie negli ultimi tempi. Le brevi parole, lette ogni domenica all’Angelus ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, erano preparate da un sacerdote salernitano, poi fatto Vescovo di Pompei. Anche l’ultimo libro di Wojtyla, con l’enorme baggianata: “il comuismo era necessario”, si sente impostato dal suo Segretario, molto ben disposto ai comunisti. Quindi, un esame teologico per il processo di canonizzazione iniziato, preciserà un pensiero forse da Lui abbozzato, ma concretizzato e realizzato da altri. Piuttosto, nel Suo articolo non si parla ma ritengo era bene non farlo! - del giro vorticoso di denaro per le offerte date a Lui, ma prese e sollecitate dal Suo Segretario Stanislao. Per una presenza di poche ore, fatta all’inaugurazione del Seminario Vescovile, a Pontecargano (Salerno), anni fa, il Papa ebbe, in dono, mezzo miliardo, e il Segretario Stanislao, 300 milioni, in lire. Da Mons. Ruotolo, quando era presidente della “Casa Sollievo della sofferenza” più volte furono inviati pacchi contenenti 300 milioni per volta. Anche per questo, Mons. Ruotolo ebbe la nomina di vescovo, contro il parere negativo dei Vescovi italiani. Per un Papa di sinistra, anti-capitalista, niente male! Ho apprezzato di Papa Giovanni Paolo II due gesti di buona volontà: la beatificazione e canonizzazione di Padre Pio (Paolo VI ne aveva bloccato la causa!), e una decisa difesa per la vita! Sarà questo ad avergli aperto la porta del Paradiso, ma la santità, credo, sia un’altra cosa! Con deferenza e stima! (Ing. P. G. - ........) *** Rev.do Monsignore, (...). Sono rimasta esterrefatta nel notare che l’attuale Santo Padre sia rimasto quasi indifferente dinanzi alle gravissime leggi approvate, in Spagna, senza sostenere con più forza quella Gerarchia spagnola e quei cattolici che hanno lottato e lottano ancora contro leggi sì inique!.. Forse, in altri tempi, ci sarebbe stata una scomunica!.. Ma cosa sta succedendo?.. Dove ci stiamo incamminando?.. Che il Signore e la Vergine SS. La proteggano sempre! Le sono sempre vician con le mie povere preghiere!.. Nel Signore! (Sg.ra G????. E. - LU) RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 PANORAMA STORICO DELLE CHIESE CRISTIANE IN ASIA E IN AFRICA di Vincenzo Poggi In questa sede, ho preferito presentare una visione di insieme, privilegiando la geografia storica, senza entrare in dettagli. Non ho elencato i riti di Oriente, né le varie denominazioni, non ho disposto in buon ordine le statistiche, nè ho enumerato i patriarcati, sottolineato le autonomie, le rivendicazioni e i contenziosi tra le varie Chiese. Tanto più che esistono già pubblicazioni che soddisfano la curiosità di chi voglia saperne di più, affrontando i problemi più da vicino. Consiglio, poi, a chi avesse tale curiosità, il libro di Roberson che, nel giro di nove anni, ha avuto sei edizioni e sta per averne una settima. Io mi accontento, qui, di presentare un Oriente cristiano che, pur avendo molteplici e diversi aspetti, ha tuttavia una sua fondamentale originalità e mutue somiglianze. Molte cristianità di questo Oriente hanno una comune matrice camito-semitica, al di fuori della quale non possono culturalmente capirsi. Quasi tutte nascono prima del 330, anno della fondazione della Nuova Roma o Costantinopoli. Tutte sono state o sono tuttora in contesto islamico. Una, poi, quella di Persia, prima di ritrovarsi in terra islamica, non aveva nemmeno vissuto la svolta costatiniana, trovandosi in un territorio in cui la religione ufficiale era lo Zoroastrismo. Credo che una rapida panoramica su alcune Chiese orientali sia suffciente a sollecitare un nostro maggiore interesse e la nostra riflessione sul Cristianesimo orientale, certamente differente da quello occidentale, ma ricco di una sua profonda religiosità che non può non interessare e coinvogere. Per richieste: ESD Edizioni Studio Domenicano Via dell’Osservanza, 72 40136 Bologna Tel. 051 - 582034 Fax: 051 - 331583 E-mail: redazione@esd-domenicani.it 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo ne ucciso per ultimo nei pressi della cisterna. Legato, gli venne chiesto se fosse cristiano. Non negò di esserlo! Jin Jinshi Giuseppe Di 53 anni. Un buon uomo, semplice, cuoco presso la residenza della missione. Fu ucciso presso la cisterna mentre tentava di scappare. Jin Mamin Maria Di 40 anni, ex concubina, moglie di Jin Jinshi. Protestava l’uccisione del marito. Chiese di essere uccisa anche lei. Venne decapitata. (continua) OTTOBRE 2005 SOMMARIO PAPA GIOVANNI PAOLO II HA PERSINO CAMBIATO LA DOTTRINA MARIANA Martiri in Cina di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HENAN Jiang De Agostino Marito di Lao Hao. Sposato, da parecchi anni non s’accostava alla confessione. Il figlio si era gettato nella cisterna nel tentativo di fuggire ma, estratto, venne ucciso con i genitori. Yang Mande Pietro Di anni 21. Si era confessato in quello stesso anno. Venne ucciso presso la cisterna, mentre tentava di fuggire. Yang Zuowu Stefano Venne ucciso sull’aia. Tong De Gabriele Figlio di Yang Zuowu. Si era confessato fino al 1897. Venne ucciso mentre tentava di scappare. Yang Quanxin Giovanni Fervente cristiano, di 54 anni. Fu ucciso nelle vicinanze del municipio. Venne decapitato mentre pregava. Yang Wushi Alessandro Figlio di Yang Quanxin. Di anni 20, ucciso ad est dello Jiapu. Yang Chengqiong Marco Di anni 50. Era fumatore d’oppio ed era lontano dai sacramenti dal 1897. Venne ucciso in una strada del villaggio e morì pregando. Yang Qiannian Figlio di Yang Chengqiong. Di anni 27, 24 N. 376 2 Papa Giovanni Paolo II ha persino cambiato la dottrina mariana 5 Comunicarsi sulla mano: peccato? del sac. dott. Luigi Villa Yang Guangxin Anziano. Venne ucciso sulla strada del paese, e morì senza protestare. 9 Referendum fecondazione assistita: albero del bene e del male della dott.ssa M. Pia Mancini Yang Shunming Luca Di 32 anni. Aveva figli. Venne ucciso sull’aia. 11 Occhi sulla politica venne decapitato sull’aia. Yang Weiming Pietro Fratello di Yang Shunming. Di 24 anni. Venne ucciso presso la sua abitazione. Yang Zengshan Giuseppe Di anni 41. Venne ucciso sull’aia a colpi di lancia. Yang Rujin Giuseppe Venne ucciso sulla strada, dopo essersi battuto. Zhang Fasheng Paolo Legato ad un albero sull’aia, offrì tutti i suoi possedimenti in cambio della vita. Gli fu spaccata la testa. Ma Shengcheng Paolo Di 59 anni. Era un buon uomo, uscito di casa per vedere cosa stava succedendo. Colpito con un colpo di lancia, venne decapitato a sud della cisterna, Non si lamentò. Chen Zhongyi Non era battezzato. Padre di un fumatore d’oppio, era un giocatore d’azzardo. Ven- 12 Documenta-Facta 14 I messaggi subliminali (1) di P. G. Dell’Aglio 16 Libera Chiesa in libero Stato? (2) di A. Z. 18 Introduzione alla Sacra Scrittura (5) del sac. dott. G. Pace 20 Torri gemelle: Il grande inganno (5) del sac. D.E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE di p. Alessandro Scurani s.j. Epistole e Vangeli Anno A (Dalla XXXI Domenica del T. Ordin. alla XXXIV Domenica del T. Ordin.) “Chiesa Viva” *** Ottobre 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 377 NOVEMBRE 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità l’eterno riposo dona loro, o Signore!.. GIOVANNI PAOLO II – un Pontificato enigma del sac. dott. Luigi Villa D gli intellettuali dell’ala liecifrare, quindi, berale dei Znak (il Sequesto Papa vegno), e basti ricordare nuto dalla Poloche, prima e dopo il nia per sedersi sul trono di Concilio, fu paladino e Pietro, ma che, invece, ha difensore dei princfatto il Papa trasvolatore, il ìpi della Rivoluzione globe-trotter delle religioni, Francese, quelli che, in il Papa che andava sui campo religioso, si tramonti, che nuotava in piducono in libertà reliscina, che baciava i bambigiosa, collegialità ed ni e le donne... che appariecumenismo. va su tutti gli schermi teleComunque, ben pochi visivi, del mondo, che athanno notato le sue retraversava le folle di poveri ticenze significanti codell’America Latina, ecc... me l’aver predicato di tanto da essere chiamato continuo sui “diritti “L’enigma Wojtyla”, e dell’uomo”, senza mai porsi delle domande per predicare, contemporachiedersi quello che si vorneamente, e con magrebbe saper di Lui, ma che gior forza, gli imprenon si riesce mai a sapere Giovanni Paolo II. scindibili doveri chi guidava le sue scelte; dell’uomo verso Dio! talora antagonista al femA comprova di questo, minile e altre volte femmiricordiamo che, in occanista all’eccesso; pesante sione della beatificazione dei Martiri di Avrilè, Egli pessimismo sul mondo, mentre nelle sue poesie gedichiarò: me sull’uomo che soffre, e sempre alla ribalta del «Questo movimento storico (Rivoluzione Francemondo, potrebbe non anche essere sindacabile, nuse) era stato ispirato da sentimenti religiosi-litrire dubbi sulla sua ortodossia che si sperava fosse bertà, uguaglianza, fraternità e da un desiderio di di Tradizione, ma che, invece, fu di Rivoluzione! riforme necessarie (...). Noi non vogliamo giudiPer questo, basti ricordare che in Polonia sostenne 2 “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 car qui, quell’evoluzione politica, lasciando agli storici il compito di renderne chiari gli eccessi». *** Non siamo nella fantasia. Questa profonda mutazione della Chiesa cattolica, dove i preti rigettano gli ornamenti liturgici, la si vede nella nuova Messa, nella nuova teologia dei Sacramenti, nel nuovo Diritto Canonico, nei nuovi Concordati, e via dicendo, che ci dicono quanto si stia instaurando una nuova religione. Giovanni Paolo II fu l’ideale di quel “modernismo” Giovanni Paolo II col rabbino di Roma Toaff. quale fu voluto da Giovanni XXIII e da Paolo VI; un modernismo che ha portato allo sfascio la Chiesa! Basti confrontare le encicliche e tanti altri scritti di Giovanni Paolo II con gli altri Pontefici suoi predela sua promiscuità, diventò uno scandalo. cessori. Forse, domani, si dirà che fu il più grande affossatore – Mentre Papa Leone X aveva scomunicato Lutedi una Chiesa cattolica ancora carica di duemila anni ro, Papa Giovanni Paolo II, invece, lo riabilitò ripedi storia, di cultura, di moralità, di mentalità, ormai ditutamente, in vari modi. venuta sangue del nostro sangue! – Mentre il Sant’Uffizio aveva condannato il gesuita Possiamo anche dire quanto il Papa slavo si sia coed eretico massone Teilhard de Chardin, Giovanni me accanito a cambiare quel poco che ormai restava Paolo II, invece, fece cardinale l’altro gesuita, de Ludel Trattato del Laterano e del Concordato. Ormai, bac, nonostante che questi non abbia mai ritrattato le Roma non è più la città santa. Giovanni Paolo II ha eresie di Teilhard da lui ripetutamente difese. permesso lo stabilirsi persino delle religioni false; vol– In Concilio, intervenne partecipando, spesse volte, le le riunioni ecumeniche scandalose; favorì ovunque a discussioni con i “periti”, tipo Congar, Danielou, lo sfasciarsi e l’inculturazione della Liturgia romana, Hering, sulla “Lianche con Messe bertà religiosa”. alla chitarra. – Da sapere: duranModificò, in pratica, te le lunghe sedute anche lo Statuto del Conclave, si dello Stato del Vaconcentrava su un ticano, e ha perfino libro che trattava rinunciato all’incodella teoria politica ronazione, sì da di Marx! cessare di essere – Non realizzerà Capo di Stato! nessuno dei cambiamenti decisi da *** Papa Luciani, anzi! elevò mons. MarMa Giovanni Paocinkus ad arcivelo II fu capace di scovo e Direttore costruirsi nel mondell’altro ramo fido un seguito vasto nanziario, l’ASPA... di simpatie, ammiuna losca figura che razioni, mettendo in verrà allontanata dal ombra il processo Giovanni Paolo II con un gruppo di stregoni. Vaticano solo dopo di perdita d’autorità le indagini della Giumorale che la Chiestizia Italiana sul sa cattolica stava crak di Calvi e di subendo. I suoi fuSindona... nerali fanno da testimonianza e furono anche un paAnche le Università pontificie, sotto di Lui, diventaroravento, dietro il quale era nascosta l’impotenza orno centri di modernismo. La “Gregoriana”, poi, con mai manifesta a contrastare quel processo di erosio“Chiesa Viva” *** Novembre 2005 3 gare Nostro Signore Gesù Cristo! – Il 2 febbraio 1986, a Madras (India), Egli ricevette sulla fronte, da una giovane sacerdotessa indiana, il segno di rinascita degli adoratori di Shiva! – Il 5 febbraio 1986, a Madras (India) ricevette sulla fronte, dalla mani di una donna, le ceneri sacre in una cerimonia iniziatica; fatto ben grave! – Il 24 febbraio 1986, la Chiesa cattolica aderisce al Consiglio delle Chiese protestanti, ciò che i predecessori di Giovanni Paolo II avevano sempre rifiutato con indignazione. – Il 13 aprile 1986, il Papa visita la Sinagoga di Roma e recita dei Salmi con il Gran Rabbino. Era la prima volta che questo avveniva nella storia della Chiesa! – Il 5 ottobre 1986, durante il suo viaggio in Francia, Giovanni Paolo II si felicita con la comunità protestante di Taizé; poi, lo farà con i carismatici di Paray-le-Monial, e qualifica ormai in disuso il culto tradizionale del Sacro Cuore! – Il 27 ottobre 1986, Giovanni Paolo II inventa e presiede, ad Assisi, l’O.N.U. delle religioni, composto da chi crede nell’Eterno, da chi crede in mille Giovanni Paolo II nella moschea di Damasco. ne, di credibilità, di affidabilità che, per tanti secoli, Essa aveva esercitato. Ora, Papa Giovanni Paolo II non c’è più, ma i suoi detti e i suoi atti sono rimasti. Ne riportiamo, qui, ancora un poco di quanto ha fatto. – Il 10 maggio 1984, in Tailandia, Egli s’inchinò profondamente davanti al Capo supremo del buddismo, che Lo ricevette seduto su di un trono, Lui, il Vicario di Gesù Cristo! – L’11 dicembre 1984, a Roma, Egli inviò un suo rappresentante alla posa della prima pietra della moschea che Paolo VI aveva voluto! – Il 24 giugno 1985, un Documento ufficiale della Santa Sede invitava i cristiani a unirsi ai Giudei per “preparare assieme il mondo alla venuta del Messia” (D.C. n° 1900). – L’8 agosto 1985, in Togo (Africa Occidentale), Giovanni Paolo II assistette, in una “foresta santa”, a delle celebrazioni pagane, vicino a Lomé. E qualche giorno dopo, partecipò a dei riti satanici, a Kara e a Togoville. – Il 19 agosto 1985, nel Marocco, in un suo discorso ai musulmani affermò: «Noi abbiamo lo stesso Dio»; il che sarebbe, propriamente, come un rinne- Giovanni Paolo II riceve sulla fronte le ceneri sacre. 4 “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 altri “dèi”, da chi non crede in alcun dio preciso. Uno spettacolo veramente inquietante!.. *** Penso sia sufficiente chiudere l’elenco di questi “fatti storici” e di tanti altri che potrei aggiungere su questo discutibilissimo Papa polacco che tanto ha abusato della cristianità, trascinandola più al servizio dell’uomo che non a quello di Dio! Il dramma che oggi vive la Chiesa fa ricordare le parole della Madonna de la Salette nel 1856: «ROMA PERDERÀ LA FEDE!»; parole confermate dalle riflessioni che si possono fare su questa attuale Chiesa di Roma, richiamandosi anche alle parole che leggiamo nell’Apocalisse, nei capitoli VII e XIII, dove viene descritta l’apostasia dei Pastori della Chiesa al servizio del comunismo ateo. Si osservi, ora, l’ecumenismo di Giovanni Paolo II, quello sancito in alcuni documenti conciliari, quali; “Nostra Aetate”, “Unitatis Redintegratio”; quali il domocraticismo della “Lumen gentium” e della “Gaudium et Spes”, uniti al socialismo mistificato dell’enciclica “Populorum progressio” di Paolo VI, come pure la “libertà religiosa”, asserita in “Dignitatis Humanae”, e si vedranno in essi i princìpi ispiratori di questo nuovo modo di concepire la Chiesa che Giovanni Paolo II ha esportato in tutto il mondo, ampliando così la portata di questa rivoluzione conciliare per potere costruire quell’impero ebraico-massonico il cui centro sarà l’uomo divinizzato, libero dal suo Creatore e Signore, e le cui manifestazioni religiose, sia cattoli- ca che quelle degli “dèi falsi e bugiardi”, dovranno tendere alla realizzazione di una società antropocentrica. Verrebbe da dubitare che per questo, nei suoi presunti viaggi apostolici, non abbia mai detto una parola, precisa e netta, di condanna sui mali spaventosi morali che pur stavano distruggendo le anime, contro tutti i 10 Comandamenti di Dio, parlando, invece, di continuo, come un demagogo di socialità, per accontentare tutti. E questo agire, fece ricordare quella specie di profezia di Pio XII: «Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio!». Certo, le giustizia divina, infinita, chiederà conto della perdizione delle anime che il Suo Vicario aveva il dovere di salvare, sfidando anche l’impopolarità! Ma lasciamo a Dio la risposta e la soluzione! Io, qui, voglio ricordare che già più di 170 anni fa, la mistica Anna Caterina Emmerich aveva predetto che, nella seconda metà del secolo XX, Lucifero avrebbe avuto un periodo di libertà e che, allora, sarebbe riuscito ad allontanare gli uomini dalla Fede e dalla Morale, e che la Chiesa sarebbe stata come distrutta dalla satanica “sètta massonica”! Anche a La Salette, la Madre di Dio aveva annunciato le terribili punizioni che avrebbero colpito il mondo... e a Lourdes e a Fatima, la Madonna ha avuto chiare affermazioni e veementi esortazioni a un ritorno sulla retta via! Invece, oggi, come ieri, i profeti vengono perseguitati e i fedeli alla Tradizione condannati. Ma questo è il sigillo della Croce che porterà alla vittoria di Cristo Re- vorrebbe “canon i s izzare o L ”?.. e . .. “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 5 EUCARISTIA REDEMTIONIS SACRAMENTUM della dott.ssa Maria Pia Mancini 1 TESTO COMMENTO Par. 4 Par. 4 Non c’è dubbio che la riforma liturgica del Concilio abbia portato grandi vantaggi per una più consapevole, attiva e fruttuosa partecipazione dei fedeli al santo Sacrificio dell’altare... In alcuni luoghi gli abusi commessi in materia liturgica sono all’ordine del giorno, il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare. Dopo la riforma del Concilio Vaticano II, non si comprende in quale modo i fedeli possano partecipare al Santo Sacrificio, se la S. Messa è stata ridotta a Cena Celebrazione, da cui è sparito ogni riferimento al Calvario. Par. 7 Par. 7 ... Dio, pero, ci concede in Cristo non quella illusoria libertà in base alla quale facciamo tutto ciò che vogliamo, ma la libertà, per mezzo della quale possiamo fare ciò che è degno e giusto... Cos’è degno e giusto? Quali leggi ha promulgato la Chiesa atte ad eliminare gli abusi, se dal Vaticano II in poi è stata volutamente annullata la Tradizione in nome della rilettura dei suoi dettati dogmatici? Par. 8 Par. 8 ... «iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intnezioni, indulgono qua e là a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede»... Non partono forse dalle Autorità Ecclesiali certe “iniziative ecumeniche” generose con l’uomo, ma non con Dio? Par. 9 Par. 9 ... Infine, le strutture e le forme delle sacre celebrazioni, secondo la tradizione di ciascun rito sia d’Oriente sia d’Occidente, sono in sintonia con la Chiesa universale Chiesa Universale, non Chiesa Cattolica; probabilmente l’attributo Universale è più confrome all’auspicata sinarchia religiosa. Qual è la tradizione apostolica trasmessa 6 “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 anche per quanto riguarda usi universalmente accolti dalla ininterrotta tradizione apostolica, che è compito proprio della Chiesa trasmettere fedelmente e con cura alle future generazioni... fedelmente dalla Chiesa? È quella derivante dalla rilettura “diplomatica” della Sacra Scrittura e del Vangelo? Par. 10 Par. 10 La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò che è stato stabilito da Cristo e che costituisce parte immutabile della Liturgia. Se fosse, infatti, spezzato il legame che i sacramenti hanno con Cristo stesso, che li ha istituiti, e con gli eventi su cui la Chiesa è fondata... Se gli uomini di chiesa non hanno potestà rispetto a ciò che è stabilito da Cristo, perché è stata modificata la S. Messa? Quali sono i legami che hanno i sacramenti con gli eventi su cui è fondata la Chiesa di oggi? La liturgia, rapportata al dialogo con ebrei e protestanti, riduce il ruolo di Gesù Cristo nell’economia della salvezza che per i modernisti di oggi è estesa a tutti, perché tutti hanno la fede pur non avendo lo stesso credo e perché tutti, essendo figli di Dio, hanno lo Spiritio Santo: sono questi gli eventi a fondamento della Chiesa ecumenista? Par. 11 Par. 11 ... Chi al contrario, anche se Sacerdote, agisce così, assecondando proprie inclinazioni, lede la sostanziale unità del rito romano, che va tenacemente salvaguardata, e compie azioni in nessun modo consone con la fame e sete del Dio vivente provate oggi dal popoo, né svolge autentica attività pastorale o corretto rinnovamento liturgico, ma priva piuttosto i fedeli del loro patrimonio e della loro eredità. Atti arbitrari, infatti, non giovano a un effettivo rinnovamneto,... Si cerca di far apparire i singoli Sacerdoti istrionici, come se certe aberrazioni dipendessero dalla loro iniziativa e non, invece, dalle direttive di certa Gerarchia modernista, dittatoriale e protestantizzata. Gli errori diffusi, grazie anche4 alla fattiva collaborazione di gruppi eretici imposti alle parrocchie (es. Cammino Neo-catecumenale), sono figli del Concilio Vaticano II e conseguenza dell’abolizione della S. Messa di rito tridentino. È a causa di ciò che i fedeli sono stati derubati del loro patrimonio e della loro eredità. In cosa consiste, inoltre, l’effettivo rinnovamento in materia di fede? Par. 12 Par. 12 ... Allo stesso modo, il popolo cattolico ha il diritto che si celebri per esso in modo integro il sacrificio della santa Messa, in piena conformità con la dottrina del Magistero della Chiesa... Se il popolo cattolico ha diritto che si celebri in modo integro il sacrificio della Santa Messa, perché si dovrebbe chiedere il permesso per celebrare la S. Messa di S. Pio V, mai abolita, conforme al genuino Magistero e l’unica che con preghiere ed atti ripresenta il S. Sacrificio della Croce? La nuova può chiamarsi Cena, Eucarestia o Celebrazione, non certo S. Messa-Sacrificio; a tutti sono noti i dissidi all’interno della Chiesa proprio sulla nuova forma di culto imposta dal “novus Ordo Missae”, che peraltro non ha mai vietato la S. Messa tradizionale. Occorrerebbe anche specificare quale dottrina il fedele debba seguire: quella fino a Pio XII o quella dal Vaticano II in poi? Ormai la teologia moderna impone princìpi che debbono essere accettati, pena la scomunica. C’è da puntualizzare che dal “novus Ordo Missae”, frutto del rinnovamento liturgico tracciato dal Vescovo Annibale Bugnini e della collaborazione degli anglicani, la parola Sacrificio era stata addirittura eliminata ed è stata reintrodotta solo per le accorate suppliche dei Cardinali Bacci e Ottavini. Il Sacrificio è pertanto ancora menzionato, ma quali preghiere e gesti Lo ricordano al fedele durante la funzione/memoriale, che rende tanto soddisfatti gli ecumenisti dell’ultima ora? Par. 13 Par. 13 Tutte le norme e i richiami esposti in questa Istruzione si connettono, sia pure in vario modo, cin il compito della Chiesa, a cui spetta di vigliare sulla retta e degna celebrazione di questo grande mistero... Non si comprende in quale modo la Chiesa intenda vigilare sulla retta e degna celebrazione del “grande mistero” se continua ad ammettere ufficialmente nel suo seno gruppi che predicano e operano contrariamente ai dogmi e se continua a porre l’accento esclusivamente sugli errori formali, senza intaccare i princìpi basilari che ne sono la causa. Par. 15 Par. 15 ... Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale... Ancora Chiesa Universale, non Cattolica. Anche il Papa, Vicario di Cristo è chiamato ad essere il capo di questa agognata Chiesa sinarchica. Forse ci si vergogna del Cattolicesimo, alla luce della revisione del Depositum fidei operata dal clero modernista? Par. 16 Par. 16 È di competenza della Sede Apostolica ordinare la sacra Liturgia della Chiesa universale,.. specialmente quelli attraverso i quali è regolata la celebrazione del Santissimo Sacrificio della Messa, siano osservati fedelmente ovunque. Qual è la sacra, futura Liturgia della nuova Chiesa Universale? E dove, ancora, si celebra il Santissimo Sacrificio della S. Messa? Si fa finta d’ognorare che ormai Esso è stato sostituito dai banchetti ecumenici imposti ai fedeli. Dove sono, infatti, i gesti “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 7 e le preghiere che ricordano la Croce nei riti celebrati sulle mense, non più altari, da cui è sparito il Crocifisso per far posto non di rado al candelabro ebraico? Par. 21 Par. 21 ... Tuttavia, il Vescovo vigili sempre che non venga meno quella libertà, che è prevista dalle norme dei libri liturgici, di adattare, in modo intelligente, la celebrazione sia all’edificio sacro sia al gruppo dei fedeli sia alle circostanze pastorale, cosicché l’intero rito sacro sia effettivamente rispondente alla sensibilità delle persone. Non è chiaro come possa essere adattato il SS.mo Sacrificio, e oltrettutto in modo intelligente, all’edificio sacro, al gruppo di fedeli e alle circostanze pastorali. La S. Messa di antico rito è unica, perché è rappresentazione incruenta, attuale e reale, della Passione, come può essere adattabile? Al contrario, la celebrazione, intesa come memoriale, commemorazione, festa umana, può essere adeguata alle varie etnìe, anche ricorrendo alle danze tribali. Ciò dimostra come l’Istruzione, subdolamente, pur nominando il S. Sacrificio e la S. Messa, in realtà intende riferirsi alle cene protestanti. Come può la pastorale del Vescovo discostarsi da una fede millenaria al punto di avere l’esigenza di uniformare a se stessa addirittura la S. Messa? Par. 22 Par. 22 ... perché tutti siano condotti ad un’attiva e fruttuosa celebrazione dell’Eucaristia... Il paragrafo dimostra chiaramente l’orientamento dell’Istruzione, affermando che “tutti siano condotti ad un’attiva e fruttuosa celebrazione dell’Eucaristia”, non della S. Messa/Sacrificio. Ancora una volta si accontentano i protestanti, dimenticando che Lutero ha inteso demolire il concetto Cattolico di Chiesa, avendo abolito nel mondo protestante il continuo rinnovarsi del mistero di salvezza che si compie nella nostra Liturgia e conseguentemente la presenza reale, sacramentale del Signore nei Tabernacoli. Non pensano come Lutero i “nuovi evangelizzatori” laici che operano indefessamente per la demolizione dei dogmi nelle nostre parrocchie, grazie anche all’appoggio incondizionato dei Vescovi che invece dovrebbero vigilare e ai quali i fedeli dovrebbero aderire come la Chiesa a Cristo? (par. 23) Par. 30 Par. 30 Grande è la responsabilità «che hanno nella celebrazione eucaristica soprattutto i Sacerdoti, ai quali compete di presiederla in persona Christi, assicurando una testimonianza e un servizio di comunione non solo alla comunità che direttamente partecipa alla celebrazione, ma anche alla Chiesa universale, che è sempre chiamata in causa dall’Eucaristia. Occorre purtroppo lamentare che, soprattutto a partire dagli anni della riforma liturgica dopo il Concilio Vaticano II, per un malinteso senso di creatività e di adattamento, non sono mancati abusi, che sono stati motivo di sofferenza per molti». I sacerdoti presiedono, non officiano “in persona Christi” i sacri misteri; essi inoltre sono inviatati dal documento ad assicurare un servizio di comunione non solo alla comunità (...) ma anche alla Chiesa Universale. Il sacerdote è presidente; la Chiesa è Universale; si celebra l’Eucarestia (non la S. Messa). Quali correzioni apporta il documento in ordine al rinnovamento contra fidem attuato? Pare che tutto resti così com’era: protestanti eravamo e protestanti ci s’impone di essere in stretta obbedienza alla Chiesa Universale, giammai Cattolica! Ecumenismo e sincretismo si coniugano perfettamente con la visione massonica della Chiesa del futuro. Par. 32 Par. 32 «Il parroco faccia in modo che la Santissima Eucaristia sia il centro dell’assemblea parrocchiale dei fedeli, si adoperi perché i fedeli si nutrano mediante la celebrazione devota dei sacramenti e in sepcial modo perché si accostino frequentemente al sacramento della Santissima Eucaristia e della penitenza; si impegni inoltre a fare in modo che i fedeli siano formati alla preghiera, da praticare anche nella famiglia, e partecipino consapevolemente e attivamente alla sacra Liturgia, di cui il parroco deve essere il moderatore nella sua parrocchia, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, e sulla quale è tenuto a viglialare perché non si insinuino abusi». Sebbene sia opportuno che nella preparazione efficace delle celebrazioni liturgiche, specialmente della santa Messa, egli sia coadiuvato da vari fedeli, non deve tuttavia in nessun modo cedere loro quelle prerogative in materia che sono proprie del loro ufficio. Il parroco diviene il moderatore dell’assemblea parrocchiale che partecipa alla Sacra Liturgia; egli deve, altresì, ricorrere all’aiuto dei laici (neo-catecumenali? ci sono solo loro nelle parrocchie!) nella preparazione delle celebrazioni liturgiche. Perché è nominata la S. Messa se Essa, intesa nella più alta accezione, è sparita? Pare proprio che il processo di demolizione del Cattolicesimo sia approvato e incoraggiato! Par. 37 Par. 37 Tutti i fedeli, liberati dai propri peccati e incorporati nella Chiesa con il Battesimo, dal carattere loro impresso sono abilitati al culto della religione cristiana, affinch*é in virtù del loro regale sacerdozio,.. Pertanto, anche la partecipazione dei fedeli laici È bello constatare come tutti i fedeli, proprio tutti, liberati dal peccato con il Battesimo possano professare la religione cristiana, religione cristiana, non cattolica, naturalmente! Ancora una volta, in ossequio alla “multiformità”, si accontenta Lutero, 8 “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 alla celebrazione dell’Eucaristia e degli altri riti della Chiesa non può essere ridotta ad una mera presenza, per di più passiva, ma va ritenuta un vero esercizio della fede e della dignità battesimale. non ponendo l’accento sul libero arbitrio, da llui ostinatamente negato. Siccome battezzati, siamo tutti salvi e tutti professiamo il cristianesimo, secondo un credo variegato. A che pro i fedeli debbono manifestarsi come vittime vive, se Cristo, morendo, ha redento tutti, volenti e nolenti, e siamo già salvi per Sua grazia, non per il nostro libero arbitrio? Ancora la S. Messa è chiamata celebrazione dell’Eucaristia e ritenuta un vero esercizio della Fede e della dignità battesimale. Il S. Sacrificio della Croce è dunque divenuto un esercizio di fede e della dignità battesimale? Dov’è finito il Suo valore espiatorio e propiziatorio? È quindi vero che la celebrazione eucaristica è memoriale della sola Resurrezione e segno di unione dei membri dell’assemblea che, spezzando insieme la Parola, fanno l’Eucaristia. Siamo di fronte ad una Chiesa parallela? Par. 38 Par. 38 L’ininterrotta dottrina della Chiesa sulla natura non soltanto conviviale, ma anche e soprattutto sacrificale dell’Eucaristia va giustamente considerata tra i principali criteri per una piena partecipazione di tutti i fedeli a un così grande sacramento... Grazie a Dio, la S. Messa non è solo un convivio! Si è persa l’occasione di ridefinirne in modo chiaro ed inequivocabile l’altissimo, profondo, vero significato. È strano come si affermi la verità attraverso la falsità, servendosi di stratagemmi linguistici al solo scopo di compiacere gli eretici! Non c’è dubbio che la moderna liturgia sia più adatta alle nuove esigenze imposte dall’ecumenismo! Par. 39 Par. 39 ... Ampio spazio si dà, inoltre, ad una appropriata libertà di adattamento fondata sul principio che ogni celebrazione risponda alle necessità, alla capacità, alla preparazione dell’animo e all’indole dei partecipanti, secondo le facoltà stabilite dalle norme liturgiche... In cosa può consistere la libertà di adattamento delle celebrazioni “alla necessità, alla capacità e all’indole dei partecipanti”? Forse il Cristo ha affrontato la Croce tenendo conto di come essa sarebbe stata interpretata dalle varie culture? Non ha parlato un linguaggio unico per tutti? Tutto dipende dalla teologia modernista, affannata nel dialogo tra sordi e nell’ecumenismo. I nuovi termini coniati rispondono in pieno agli obiettivi. Celebrazione, Cena, Eucaristia sono infatti sostantivi ecumenici e diplomatici che, addicendosi al moderno orientamento sul “far festa” per la Resurrezione, allontanano dalla mente qualunque riferimento alla sofferenza espiatoria. La parola Celebrazione, infatti, contiene già in sé la possibilità di proporzionarsi alle circostanze e alle pastorali varie, significando cerimonia commemorativa di una ricorrenza ovvero di un fatto del passato che ricorre nella memoria; la parola Messa (dal latino Hostia Missa est - la vittima è stata offerta) esprime, invece, una realtà che si attualizza ad ogni rito, e, pertanto, essendo la ripresentazione incruenta del SS.mo Sacrificio offerto dal Cristo nella persona del sacerdote, ha valore obiettivo che non può essere snaturato per il dialogo. La S. Messa è unica per ogni cultura; è l’uomo che deve conformarsi alla Verità, non viceversa. Se klesis significa chiamata, eccelsia è la comunità dei chiamati; la Chiesa è fondata da Cristo, come possono i rinnegatori del Salvatore, di proposito collocatisi fuori della Chiesa, condizionare la Liturgia Cattolica? Per certa Gerarchia Ecclesiale è più importante il bene umano o la Volontà Divina? Par. 43 Par. 43 È giusto e lodevole che per il bene della comunità e di tutta la Chiesa di Dio alcuni fedeli laici svolgano secondo la tradizione alcuni compiti attinenti alla celebrazione della sacra Liturgia... Chi sono i fedeli laici chiamati ai compiti attinenti alle celebrazioni della sacra Liturgia? Non sono forse i neo-catecumenali, le cui catechesi non epurate dai gravi errori dottrinali continuano a fare strage di coscienze in quasi tutte le parrocchie? Perché non vengono indicati con il loro nome? Par. 44 Par. 44 ... facciano sì che la Liturgia della Chiesa si svolga con dignità e decoro. Dove sono dignità e decoro nelle celebrazioni neo-catecumenali, approvate dai nostri Pastori, ancora officiate separatamente il sabato sera e durante le quali sono sacrilegamente calpestati i frammenti delle Sacre Specie a causa dei loro balli santi intorno alla mensa? (Ben tredici volte si è verificato anche in S. Giovanni in Laterano alla presenza di altissimi prelati). (continua) “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 9 INDULGENTIA PLENARIA Decreto della Penitenzieria Apostolica L’Eucaristia è IL PIU GRANDE DEI MIRACOLI e supremo memoriale della Redenzione operata da N. S. Gesù Cristo mediante il suo sangue. L’Eucaristia, in quanto Sacrificio e in quanto Sacramento, produce in modo indefettibile l’unità della Chiesa, la sostiene con la forza della grazia soprannaturale, la inonda di gioia ineffabile, ed è un aiuto soprannaturale per nutrire la pietà dei fedeli e spingerli verso l’aumento, anzi verso la perfezione, della loro vita cristiana. In considerazione di ciò, mosso dalla sollecitudine verso la Chiesa, il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, al fine di promuovere il culto e pubblico e privato verso il Santissimo Sacramento, con la Lettera Apostolica “Mane Nobiscum, Domine” del 7 ottobre 2004, ha stabilito che fosse celebrato in tutta la Chiesa un anno apposito, chiamato “Anno dell’Eucaristia”. Al fine, poi, di esortare i fedeli, nel corso di questo anno, ad una più profonda conoscenza e ad un più intenso amore verso l’ineffabile “Mistero della Fede”, e affinché ne ricavino sempre più abbondanti frutti spirituali, il medesimo Beatissimo Padre, nell’Udienza concessa ai sottoscritti Moderatori della Penitenzieria Apostolica il 17 dicembre 2004, ha voluto arricchire di Indulgenze alcuni determinati atti di culto e di devozione verso il SS.mo Sacramento, qui sotto indicati: 1. Viene concessa l’Indulgenza Plenaria a tutti e ai singoli fedeli, alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice, con l’animo totalmente distaccato dall’affetto verso qualunque peccato), ogniqualvolta partecipino con attenzione e pietà a una sacra funzione o ad un pio esercizio svolti in onore del SS.mo Sacramento, solennemente esposto o conservato nel Tabernacolo. 2. È concessa inoltre; alle condizioni so10 con totale riprovazione d’ogni peccato, come è stato detto sopra, e con l’intenzione di osservare, non appena sarà possibile, le tre consuete condizioni, compiranno spiritualmente con il desiderio del cuore la visita, in spirito di fede, nella reale presenza di Gesù Cristo nel Sacramento dell’Altare, e reciteranno il Padre Nostro e il Credo, aggiungendo una pia invocazione a Gesù Sacramentato (p.e. “Sia lodato e ringraziato ogni momento il SS.mo Sacramento”). 4. Se non potessero fare neppure questo, otterranno l’Indulgenza Plenaria, se si uniranno con desiderio interiore a coloro che praticano nel modo ordinario l’opera prescritta per l’Indulgenza e offriranno a Dio Misericordioso le infermità e i disagi della loro vita, avendo anch’essi il proposito di adempiere non appena possibile le tre solite condizioni. pra ricordate, l’Indulgenza Plenaria al Clero, ai membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica e agli altri fedeli tenuti per legge alla recita della Liturgia delle Ore, nonché a quelli che sono soliti dire l’Ufficio Divino per pura devozione, ogniqualvolta, a conclusione della giornata, recitino davanti al Signore presente nel tabernacolo, o in comune o privatamente, il Vespro e la Compieta. 3. I fedeli, che, impediti per malattia o altre giuste cause di poter visitare il SS.mo Sacramento dell’Eucaristia in una chiesa o in un oratorio, potranno conseguire l’Indulgenza Plenaria in casa propria o dovunque si trovino a motivo dell’impedimento se, 5. I sacerdoti che svolgono ministero pastorale, soprattutto i parroci informino nel modo più conveniente i loro fedeli di questa salutare disposizione della Chiesa, si prestino con animo pronto e generoso ad ascoltare le loro confessioni e, nei giorni da determinarsi per l’utilità dei fedeli, guidino in modo solenne pubbliche recite di preghiere a Gesù Sacramentato. Infine, nell’impartire la catechesi, esortino i fedeli a dare spesso aperte testimonianze di Fede e di venerazione verso il SS.mo Sacramento. Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 25 dicembre 2004, nella solennità del Natale del Signore Nostro Gesù Cristo. Giacomo Francesco Cardinale Stafford Penitenziere Maggiore “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 Occhi sulla Politica “HUMANUM GENUS” L’ALTRA FACCIA DEL TERRORISMO Se il terrorismo sta ricompattando II mondo occidentale frazionato, Come antiterrorista, mi domando: Un terrorismo ottuso o manovrato? Inoltre, il terrorismo favorisce Lo scontro tra cristiani e musulmani Ipocrita o babbeo chi non capisce Da cui traggon profitto gl’israeliani! Se il Papa vuol fermare il terrorismo, Scomunichi le lobby dei banchieri, Intente al “democratico” schiavismo, Lo stile ammodernando dei negrieri! *** Gli attentati di Londra? Neo pretesto, Contro l’Iran o Persia - analogìa Con l’undici Settembre - dove presto Verrà esportata la “democrazìa”! Il gioco è ormai palese e manifesto, Gestito da una ipocrita regìa, Con fine farisaico disonesto: La planetaria, ebraica egemonia! 5 (Leone XIII - 20 aprile 1884) DOTTRINA E AZIONE DEL NATURALISMO E DELLA MASSONERIA Si osservi ora il procedere della sètta Massonica in fatto di religione, là specialmente dov’è più libera di fare a suo modo, e poi si giudichi, se ella non si mostri esecutrice fedele delle massime dei Naturalisti. Infatti, con lungo ed ostinato proposito si procura che Papa Leone XIII. nella società non abbia alcuna influenza, né il magistero né l’autorità della Chiesa; e perciò si predica da per tutto e si sostiene la piena separazione della Chiesa dallo Stato. Così, si sottraggono leggi e governo alla virtù divinamente salutare della Religione cattolica, per conseguenza si vuole ad ogni costo ordinare in tutto e per tutto gli Stati indipendentemente dalle istituzioni e dalle dottrine della Chiesa. Né basta tener lungi la Chiesa, che pure è guida tanto sicura, ma vi si aggiungono persecuzioni ed offese. Ecco infatti piena licenza di assalire impunemente con la parola, con gli scritti, con l’insegnamento, i fondamenti stessi della cattolica Religione: i diritti della Chiesa si manomettono: non si rispettano le divine sue prerogative. Si restringe il più possibile l’azione di lei; e ciò in forza di leggi, in apparenza non troppo violente, ma, in sostanza, nate fatte per incepparne la libertà. Leggi di odiosa parzialità si sanciscono contro il Clero, cosicché si vede stremato ogni dì più e di numero e di mezzi. Vincolati in mille modi e messi in mano allo Stato gli avanzi dei beni ecclesiastici: i sodalizi religiosi aboliti, dispersi. LOTTA CONTRO IL PONTIFICATO TEMPORALE E SPIRITUALE Il prossimo attentato? In Vaticano? Non so se prima o dopo la partenza, Di Ratzinger, Pontefice Romano, Al fine di prolungar la permanenza, In Israele, dove, piano piano, Andrà la Sampietrina residenza! Prof. Arturo Sardini Chiosa Pietro farà ritorno in Palestina, E il mondo andrà Israele a riverire, Dal poco che mi è dato di capire, Della infernal, talmudica dottrina! Chiusa Io sono pacifista, ma combatto Chi sfrutta, affama e umilia il terzo mondo, Con milioni di morti, in sottofondo, Di cui, purtroppo, non si parla affatto! “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 Ma contro l’Apostolica Sede e il Romano Pontefice arde più accesa la guerra. Prima di tutto, egli fu sotto bugiardi pretesti spogliato del Principato civile, propugnacolo della sua libertà e dei suoi diritti: poi, fu ridotto ad una condizione iniqua, e per gli infiniti ostacoli intollerabile: finché si è giunti a quest’estremo, che i settari dicono aperto ciò che segretamente e lungamente avevano macchinato tra loro, doversi togliere di mezzo lo stesso spirituale potere dei Pontefici, e fare scomparire dal mondo la divina istituzione del Pontificato. Di che, ove altri argomenti mancassero, prova sufficiente sarebbe la testimonianza di parecchi di loro, che spesse volte in addietro, ed anche recentemente dichiararono, essere veramente scopo supremo dei Frammassoni perseguitare con odio implacabile il Cristianesimo, e che essi non si daranno mai pace, finché non vedano a terra tutte le istituzioni religiose fondate dai Papi. Che se la sètta non impone agli affiliati di rinnegare espressamente la fede cattolica, cotesta tolleranza, non che guastare i Massonici disegni, li aiuta. Imperocchè in primo luogo è questo un modo di ingannar facilmente i semplici e gli incauti, ed un richiamo di proselitismo. Poi, con aprir le porte a persone di qualsiasi religione si ottiene il vantaggio di persuadere col fatto il grand’errore moderno dell’indifferentismo religioso e della parità di tutti i culti: via opportunissima per annientare le religioni tutte, e segnatamente la Cattolica che, unica vera, non può senza enorme ingiustizia esser messa in un fascio con le altre. (continua) 11 Documenta-Facta ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA AZERBAIGIAN L’Azerbaigian è stato una delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ai tempi dell’URSS, fino al 1991 quando la federazione si è sciolta. In seguito, si sono susseguiti colpi di Stato con rovesciamenti dei governi e scontri con la vicina Armenia: nonostante una tregua dichiarata nel 1994, ufficialmente non è ancora finita la guerra con gli armeni per la questione del Nagorno-Karabakh, un’enclave armena in territorio azero. La maggioranza della popolazione vive in povertà. Popolazione: 7.798.497 (2002) Gruppi religiosi: Musulmani 83,67%; non religiosi 11,31%; Cristiani 4,63%; Ebrei 0,37%; Baha’i 0,02%. Forma di governo: Repubblica; la corruzione pubblica è a livelli elevati. Persecuzione: La libertà religiosa ufficialmente dichiarata è moderata dalla reazione contro i “cristiani” russi e 12 armeni, e contemporaneamente dalla paura dell’estremismo islamico. Ai cristiani (lavoratori stranieri) è proibito partecipare in qualsiasi forma di propaganda religiosa. La Chiesa: La maggior parte delle città e dei villaggi azeri non sono mai stati evangelizzati. Ora esistono delle chiese cristiane e probabilmente il numero dei credenti azeri è di circa 2.000. il Nuovo Testamento in azero e la Bibbia per i bambini, così come la Bibbia russa, sono largamente disponibili e in vendita. Nell’ottobre del 2004 è stato dato finalmente alle stampe anche l’Antico Testamento in lingua azera, ma è stato possibile portare in Azerbaigian solo poche copie. COMORE Le Comore hanno ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1975. Da quel momento l’arcipelago al largo dell’Afri- ca orientale è stato funestato da ben 19 tentativi di colpo di stato. Nel 1997 due isole (Nzwani e Mwali) hanno dichiarato la propria indipendenza; nel 1999, dopo la salita al potere del colonnello Azali, è stato trovato un accordo di confederazione, sancito dalla nuova costituzione del 2001 che ha conferito grande influenza alla religione islamica. Popolazione: 614.382 (2002). Gruppi religiosi: Musulmani 98,07%; non religiosi/altro 1,09%; Tradizionale/Etnico 1,20%; Cristiani 0,84%. Forma di Governo: Repubblica federale. La nazione era governata da un solo partito fino al 1990, quando fu eletto un governo democratico. Dopo la secessione delle due isole, il colpo di Stato del 1999, l’abrogazione della costituzione e la dichiarazione di una nuova struttura confederale più blanda non hanno unificato le Comore. Persecuzione: È proibita la testimonianza pubblica da parte dei cristiani, e i credenti non possono riunirsi apertamente. I cristiani hanno sofferto periodi di oppressione e di persecuzione e non godono dello stesso status civile e sociale dei musulmani. La Chiesa: Nelle Comore esistono 780 moschee, ma nessuna chiesa. Fino al 1973 la nazione non era praticamente evangelizzata di queste terre; che i cristiani possano trarre conforto e sostegno dai loro fratelli, e che possano testimoniare liberamente. Preghiamo che cessi il dominio spirituale delle tenebre sugli abitanti, che possano venire a Gesù. “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 13 I MESSAGGI di P. Giorgio Dell’Aglio 2 E DIETRO LA MUSICA? Premessa: dall’invenzione delle cuffie, un ragazzo, o una ragazza, italiano ascolta fino a 8 ore di musica rock, o di quel genere, al giorno… La musica e la luce esercitano un’enorme influenza sugli animali e sulle piante; trasmettendo loro una musica di Mozart, le calma e danno più latte in meno tempo (mucche), o crescono più armoniose e con colori più belli (orchidee, pomodori). Trasmettendo loro musica rock, o da discoteca, gli animali si spaventano, diventano nervosi e ti danno … formaggio (mucche) o si seccano e muoiono (piante). La luce si usa per far dare più uova alle galline (creando 3 giorni falsi di 16 ore con luci elettrice nell’arco di 2 giorni solari, così fanno 3 uova… in 2 giorni). La musica moderna, che sia Rock, Pop, Rap Reegay, Hip-Hop, ecc. ha un ritmo molto particolare sempre comune a tutti questi tipi musicali; quello del culto satanico africano = Voodoo o macuba. L’inventore del ritmo nuovo negli anni 50 è l’afro-americano Little Richard. Egli, satanista dichiarato, trasformò la maniera di scrivere la musica Jazz e ne fece una musica sincopata, capace di alterare i battiti normali del cuore umano. Poi, in seguito, egli si converti, rinnegò il satanismo e cominciò a girare gli USA gridando ai giovani: “La musica 14 che ho inventato non è musica ma è un Culto a Satana!”. Stranamente, la chitarra elettrica non è chiamata dai “rockers” strumento di musica, ma strumento “culturale”. Per chi guarda MTV o TMC2, questo risulta palese. La nuova “musica” passò attraverso varie tappe. Il primo fu il Soft Rock (il primo e il più conosciuto dei suoi esponenti: Elvis Presley… chiamato Elvis Pelvis per i movimenti non ambigui del suo bacino. Egli prendeva 80 psicofarmaci al giorno e morì di Overdose a meno di 40 anni di età). Poi, arrivò l’Acid Rock: “Acid” significa “Droga”. Il maggiore esponente e il primo gruppo in assoluto di questa musica furono i Beatles, consacrati al maligno per opera di John Lennon. A loro dobbiamo la formula: SEX, DRUGS AND ROCK AND ROLL. La parola “Rock and Roll” è il nome che vien dato al peccato di sesso commesso tra due giovani in una macchina. Poi venne l’Hard Rock: “Hard” significa “duro, pesante”, suonato da quasi tutti i gruppi attuali. Poi fu la volta del “Punk Rock”: Rock estremamente violento – Gruppi come “Afrodite Child”, “Kiss” o “Kings in Satanic Service”. Poi ancora venne il “Black Rock”: Sepoltura, Venom, ecc. Questa musica si suona con la chitarra bassa la quale produce infrasuoni, e con la batteria (suoni martellanti e ripetitivi fino a 120 battiti alla “croche” – valore musicale di una nota- e nel caso della musica tecno fino a 380420 alla “croche”). Queste onde vibrate nell’aria colpiscono l’ascoltatore e fanno vibrare tutti i liquidi del suo corpo. La musica moderna si ascolta col petto e non con le orecchie: tutto vibra. Ciò che “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 vibra, specialmente, è l’aria alla bocca dello stomaco e il liquido cefalo (rachidio nel cervello), il quale comincia a colpire a un ritmo anti-umano la famosa ghiandola ipofisaria o pituitaria, la quale secerne un ormone chiamato Endorfina, o morfina naturale, la quale produce lo stesso effetto della Droga, mettendo il cervello in una condizione di iper ricettività a qualsiasi ordine che viene dato, e va a cercare aiuto presso le ghiandole surrenali che producono subito gli ormoni sessuali... e quelli dell’aggressività. Il ragazzo, o la ragazza, si ritrova in stato di iper eccitazione sessuale e di violenza, e viene abbandonato alle sue pulsioni più incontrollabili. Aggiungiamo a tutto questo dell’intensità sonora a 80-120 Decibel (al di sopra del livello letale – gli organi principali vengono distrutti in poco tempo, ciò che spiega perché i giovani di oggi a 17-18 anni sono piccoli vecchietti con malattie degli occhi, timpani, cuore, cervello, e del sistema riproduttivo, tipiche di anziani di 60-70 anni!). Si aggiunga anche la luce stromboscopica o psichedelica: questa consiste in raggi luminosi che mandano gli spots (punti da cui escono raggi luminosi) (in numero di 10, 20, 100, fino a 300 nelle grandi discoteche). Al centro della discoteca, in genere, è appeso a una palla fatta di centinaia di piccoli specchi che riflettono i raggi degli spots in tutte le direzioni, in modo che è impossibile sapere da dove essi provengano. Di recente, gli spots mandano i raggi di luce ad una frequenza herziana calcolata secondo il gruppo che canta, l’ora e il tipo di canzone. Cominciano a 6 impulsi di luce e non luce, al secondo: a questa frequenza si perde il senso della profondità, cioè dell’equilibrio; il ragazzo perdendo l’equilibrio, perde le sue difese psicologiche… e comincia ad avere paura… e di conseguenza diventa aggressivo per nascondere la sua paura. Poi, si passa a 15, 20 impulsi luce e non luce, al secondo: a 20, questa pulsazione luminosa interferisce con la produzione delle onde alfa del cervello umano che egli manda per controllare la situazione. A 25, ogni controllo è perso: il ragazzo, o la ragazza, diventa un vero zombi che ubbidirà a tutte le pulsioni, anche le più animalesche (la musica moderna eccita l’emisfero destro del cervello, cioè pulsioni e passioni allorché la musica classica lavora sull’emisfero sinistro, cioè ragione e cuore) e ai mes“Chiesa Viva” *** Novembre 2005 saggi in chiaro o nascosti dietro la musica. Di più, in discoteca c’è il cubismo (erotismo e pornografia contro il 6° e 9° Comandamento), le pellicole o videoclips proiettati sui muri, la maniera di vestirsi delle ragazze, l’extasi, ecc. Alcuni esempi di musica contenente messaggi subliminali: Beatles: “Devil’s white album”, “Canzone Revolution numer nine”: la canzone normale dice 10 o 11 volte “number 9”, “number 9”, “number 9, …”. Facendo girare la registrazione in senso inverso, ascoltiamo chiaramente le parole “turn me on, dead man”, “turn me on, dead man” che significa “eccitami sessualmente uomo morto!”, cioè, Gesù Cristo! Queen: canzone “Another one bite the dust”: la canzone normale ripete 3 o 4 volte la frase: “another one bite the dust” già di per se molto aggressiva. Facendo girare la registrazione in senso inverso, si sente: “start to smoke marijuana”, cioè: “comincia a fumare marijuana!”. Britney Spear: canzone “I am slave for you”: invertendo, dice: “te quieto, te quieto, Satana, Satana, mi dulce dulce fruto” che significa “ti amo, ti amo, Satana, Satana, mio dolce dolce frutto”. Back Street Boys: nella canzone “Nunca te hare llorar” dice, invertendo il sen- so della registrazione, di crocifiggere Gesù e di consacrarti a Lucifero/Litfiba, Ligabue, Vasco Rossi, Zucchero… Zucchero, nella canzone “Miserere”, dove dice, dopo 17 secondi di silenzio, “a volte la migliore musica è il silenzio”, invertendo, ascoltiamo “haschis, eroina et roba”. Las Ketchup, L5, Shakera, Jennifer Lopez, sono tanti di quei gruppi, o cantanti individuali, che vediamo passare 24 ore su 24 a MTV, che nascono come funghi… e scompaiono con la stessa velocità. La quasi totalità di questi dichiarano apertamente di essersi consacrati al demonio, in cambio di sesso, successo e soldi… e della felicità… che non hanno mai raggiunto! Il genere di vita, le loro tristi confidenze, il tipo di morte a cui vanno incontro (suicidio per i più) mostrano che Satana promette… ma non può dare che la sua eterna infelicità e la sua disperazione. Come fare. Non c’è la crisi dei giovani, c’è la crisi dei genitori. Se i figli scappano in queste false compensazioni, è solo per colmare un vuoto terribile: cosa manca a casa? Chi manca a casa? Il punto fondamentale per capire tutto questo è quello di sapere che il Demonio esiste, che è pericoloso, e che vuole una sola cosa: far commettere il maggior numero possibile di peccati mortali e portare all’inferno più anime possibile. Soltanto Dio rende felice in questo Mondo e nell’Altro. Il vero cristiano, sia egli bambino o bambina, adolescente, adulto, sposato o celibe, non ha paura di andare contro corrente, segno di contraddizione, di essere LUCE nelle tenebre di questo mondo che si vergogna del suo Creatore; solo lui è felice sapendo di tendere all’eternità, strappando le povere anime ferite e ingannate al fango dell’impurità e renderle, di nuovo, figlie di luce per il Cielo. Pregare, conoscere e far conoscere, denunciare senza paura, usando i giornali, le TV e le Radio che ti aprono la porta; usa il tuo computer, internet, manda emails a raffica, cerca e fa amare i pochi cantanti che cantano i veri valori; prega, ritorna ai Sacramenti, fa il pieno di Dio, metti di nuovo Gesù e Maria nella tua famiglia, al centro del tuo matrimonio e della tua vita; dà tempo ai tuoi figli e specialmente ai tuoi adolescenti; dà tempo alla tua sposa, al tuo sposo. 15 RAGLI ECUMENICI di D. B. U n errore seminato alla base di un sistema contamina l’intero sistema. Se due più due facesse tre e novantanove, tutta la matematica sarebbe da rifare e bisognerebbe cambiare tutti i computers del mondo, i conti in banca, le fatture di pagamento, il valore della moneta, i sistemi di calcolo astrale, tutto. Sappiamo che l’ecumenismo massonico punta al dissolvimento delle religioni mediante il falso princìpio che tutte le religioni sono salvifiche, per poi soffocare l’intero panorama religioso nella “new age” esoterica, che in radice è culto a Satana. Gli errori di verità comportano inevitabilmente errori di morale e di comportamento. Nell’ambito cattolico, oggi, si afferma un princìpio che, male interpretato, dissolverebbe tutto il cristianesimo: Il Verbo di Dio, facendosi uomo, ha unito a sé ogni uomo, per cui ogni uomo è salvo grazie a questa unione. Il princìpio è valido o distruttivo secondo il modo in cui viene interpretato: non basta l’unione di natura fisica a salvarci: il Vangelo e tutta la Scrittura e la Tradizione affermano che la salvezza si ottiene mediante la configurazione spirituale con Cristo, perché “Figli di Dio sono coloro che sono condotti dallo Spirito di Dio” (Rm. 8, 14), il quale ha predestinato gli eletti ad essere conformi all’immagine del Figlio suo (v. Rm. 8, 28s) mediante l’obbedienza a Dio, l’osservanza dei Comandamenti, l’adesione interiore ai princìpi del Vangelo. Quindi, l’unione con il Verbo di Dio è potenzialmente salvifica, ma non effettivamente salvifica se priva di conformità interiore con Lui. Senza questa distinzione fondamentale si cade nell’equivoco dell’ecumenismo massonico, che giudica salvifiche, oppure false, tutte le religioni e punta alla loro fusione radicalmente satanica e fuori della Verità e della Carità. 16 L’analisi delle loro differenze evidenzia la loro irriducibilità. Soltanto la totale assenza di senso critico può presumere l’unione tra cattolicesimo e dissidenza luterana: davanti all’Eucaristia, ad esempio, si fronteggiano l’atteggiamento credente e l’atteggiamento incredulo. Un’unione tra cattolici e luterani, e tanto meno tra cristiani e musulmani o buddisti ecc., non può sussistere senza confusione. La confusione è fondere insieme cose tra loro incompatibili, il sì e il non che si elidono a vicenda. L’ecumenismo attuale, che si va estendendo all’interno della stessa Chiesa Cattolica, è semplicemente confusionario, perché pretende di fondere la Verità con l’errore, la carità con il peccato, il bene con il male. Posta questa confusione alla base dei rapporti con i fratelli separati, e peggio ancora con le religioni non cristiane, la confusione invade come virus del dissolvimento l’intera vita della Chiesa dalle sue radici. Se tutte le religioni sono salvifiche, la Chiesa perde ogni pretesa di essere salvifica, perché pone se stessa contro la Verità. Questo tipo di ecumenismo invade, ormai, tutte le istituzioni della Chiesa e gli stessi Istituti Religiosi: in essi si è instaurata una pacifica convivenza tra ecumenisti e non ecumenisti (in senso massonico, perché il retto ecumenismo è riaffermato anche dal Vaticano II). L’effetto è visibile, e tocca i princìpi portanti della vita consacrata, ossia la loro stessa struttura giuridica: su quali basi un superiore potrà impedire a un suddito di partecipare a riti islamici, o buddisti, o perfino satanistici, se tutte le religioni sono salvifiche? L’ecumenismo massonico sta trasformando i già fiorenti Istituti Religiosi in laboratori di confusione e di mediocrità. Lo scardinamento indotto nella Chiesa dall’ecumenismo massonico è ormai talmente vasto che è difficile trovare un Istituto Religioso coerente con la sua professione originaria. I Superiori religiosi, oggi, governano non sulla base di validi princìpi portanti, ma su una specie di convenzione bonaria implicitamente condivisa: “Finché la barca va, lasemola andà!”. Sarebbe troppo arduo combattere contro Superiori mediocri che si sono impadroniti del potere e impongono ai sudditi la propria visuale ibrida, come avviene nelle celebrazioni eucaristiche. La perdita del princìpio di Verità è il germe generatore di Superiori mediocri per sudditi mediocri, quindi, il dissolvimento del vigore evangelico e della santità religiosa. Finché la barca va..! Ma fino a quando la barca andrà? La risposta ci viene da chi è già arrivato al terminale dell’ecumenismo massonico, come un tale José Maria Vigil, membro “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 della commissione teologica latino-americana Eatwot (associazione ecumenica dei teologi del terzo mondo), che, in occasione della settimana per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), ha inteso portare il suo “illuminato” contributo al cardinal Kasper per la redazione di un “vademecum dell’ecumenismo” che serva da guida alle parrocchie e alle diocesi per le attività interconfessionali. Ecco le affermazioni di Vigil, elaborate a decalogo dell’ecumenismo e pubblicate in Adista, doc. 1473, il 7 febbraio scorso. 1. Non parlare più della “vera religione”: tutte lo sono. Da tempo ormai i fenomenologi della religione considerano obsoleta la distinzione tra religioni rivelate e naturali. I migliori teologi le considerano tutte rivelate. 2. Non considerare la religione cristiana in possesso della piena verità: ha dei limiti dei quali deve rendersi cosciente, punti ciechi che deve cercare di comprendere, e una configurazione istituzionale universalmente riconosciuta come obsoleta che va de-idolatrata e relativizzata. 3. È imperativo abbandonare l’inclusivismo e accettare il pluralismo delle vie di salvezza. Così come fu possibile superare l’esclusivismo (“Fuori della Chiesa non c’è salvezza”) che il cristianesimo ha professato per oltre millecinquecento anni, è possibile abbandonare la sua nuova versione: l’inclusivismo attualmente ufficiale (“Fuori di Cristo non c’è salvezza”). L’istituzione ecclesiastica è prigioniera delle proprie affermazioni dogmatiche e non potrà cambiare fino a quando non l’attraverserà una nuova rivoluzione teorica. Solo una posizione decisa da cristiani lucidi e liberati renderà un servizio reale all’attuazione del cristianesimo. 4. È urgente abbandonare il mito che Dio ha voluto un’unica religione e tutte le altre sono errori umani. 5. Non esiste “il” popolo eletto. Non lo fu il popolo ebreo né lo sono i cristiani. Tutti i popoli primitivi si sono creduti “gli” eletti. Ma Dio non è ingiusto e sceglie tutti. 6. 7. Gli atteggiamenti ecumenici, dialoganti, aperti, tolleranti, ottimisti... di Gesù continuano ad essere il miglior modello che il cristianesimo possa offrire e possa adottare in riferimento all’ecumenismo e al dialogo interreligioso. È necessario riconsiderare il dogma cristologico di Nicea-Calcedo- “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 nia, che funge da “enclave del fondamentalismo” all’interno del cristianesimo. Non bisogna limitarsi a reinterpretarlo, lasciando intatta la sua affermazione di base, ma affrontare anche la radice: come è sorto, da dove viene, con quale autorità, con quale validità di significato? 8. Non si può far consistere l’essenza del cristianesimo nella canonizzazione delle riflessioni di alcune comunità primitive, considerate indebitamente come parola di Dio già chiusa e irreformabile. Questo sminuisce Dio, Gesù e il cristianesimo. Bisogna accettare definitivamente che “nessuno è in situazione gravemente deficitaria di salvezza” a motivo della religione o della Chiesa nella quale è nato. Non possiamo credere in un Dio ingiusto. 9. Il tempo delle missioni classiche è tramontato. Il proselitismo deve essere abbandonato. La missione è legittima solo se si va ad annunciare quanto ad ascoltare, ad apprendere come a condividere. 10. Un’etica sincera della libertà, che rinunciasse ai metodi coercitivi ereditati (conquiste, inquisizione, stati confessionali, colonialismo, mancanza di libertà religiosa...) ed altri ancora praticati (Battesimo dei bambini) ridurrebbe i cristiani a una grandezza quantitativa più vera. Tutte affermazioni gratuite, nessuna analisi, nessun discernimento tra bene e male nelle varie religioni; stile perfettamente massonico, fondato sul relativismo a tutto campo, senza riflettere che se tutto è relativo, anche il relativismo più assoluto è relativo, e non esiste verità. Dobbiamo prendere atto dell’abilità di questo cattedratico di condensare in poche parole un cumulo così voluminoso di sciocchezze. Se “la voce sembra di Giacobbe, il pelo è di Esaù”, commenterebbero i nostri vecchi: voce di un Esaù decisamente massonica di un sedicente teologo che, da apostata, rinnega la propria identità sacerdotale (se esiste) e cristiana. Il raglio potrebbe arricchirsi di tante altre affermazioni assurde a non finire, dato il princìpio metafisico che dall’errore si può trarre di tutto: sarebbero tutte già incluse nel gran princìpio ecumenico che tutte le religioni sono salvifiche, e più a fondo che non esiste differenza tra il bene e il male, tra Dio stesso e Satana, che vanta da sempre il diritto di proclamarsi dio. Anche a “Radio Maria” s’innalzano ragli ecumenici. Il P. Emanuele Testa, a chi chiede che cos’è l’apostasia, risponde (1° febbraio scorso): «L’apostasia significa passare da una chiesa all’altra... Ma la chiesa non è soltanto quella del Battesimo; la chiesa è molto più vasta: la chiesa è tutto il mondo, è tutta l’umanità. Perciò, con l’apostasia non faccio niente, cioè accetto di essere, invece della chiesa sacramentale, invece della chiesa del Battesimo, nella grande chiesa. Perciò, quello che si dice apostata non è una ribellione alla chiesa: è passare da una chiesa, che potremmo dire del Battesimo, ad una chiesa più grande, che comprende non soltanto i cattolici, non soltanto i cristiani, non soltanto gli orientali, ma tutta l’umanità. Questo è lo scopo della chiesa. E quando dice che la donna è la chiesa, non significa che è soltanto cattolica, che è soltanto cristiana, ma che è quello che il Papa dice: “gli uomini dell’amore di Dio”: tutti gli uomini, prima si diceva “della buona volontà”. Anche quello è buono, ma gli uomini beati: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e agli uomini dell’amore di Dio”» (da registrazione su nastro). La prima preoccupazione di chi ha responsabilità di governo nelle istituzioni ecclesiali dovrebbe essere di riportare ogni aspetto della loro vita al suo nocciolo salvifico: la Verità rivelata, l’unica indistruttibile Verità scesa dal Cielo in Cristo Signore e garantita dal Magistero perenne della Chiesa. La Verità è una sola: il Vangelo è molto preciso e non ammette confusioni. Ma coloro che hanno ancora occhi per vedere, finora non cessano di gridare: “Sentinella, quanto ancora di notte? Quanto ancora di notte?” (Is. 21, 11). 17 INTRODUZIONE ALLA SACRA SCRITTURA del sac. dott. Giuseppe Pace 6 SACRA SCRITTURA 377 I libri rifiutati dagli Ebrei, dai Greco-scismatici e dai Protestanti come apocrifi, sono denominati, dai biblisti cattolici, deutero-canonici, cioè: canonici posteriori. Nel trattare con gli Ebrei, i Cattolici evitarono di fare appello a tali libri, in quanto privi di autorità presso gli Ebrei. Detto non-uso venne interpretato da qualche Padre della Chiesa come una sconfessione della loro canonicità. Lo stesso San Girolamo, contro l’insegnamento tradizionale della Chiesa e le ben duecento citazioni che egli stesso fa di tali libri nei suoi scritti, forse per accondiscendenza verso i Giudei palestinesi suoi amici, si disse esitante circa la loro canonicità. Tale sua opinione non ebbe seguito, e il Concilio di Trento, nel 1546, non fece che confermare la dottrina tradizionale della Chiesa, quando definì che tanto i libri protocanonici che quelli deuterocanonici, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, erano divinamente ispirati. Quanto al canone del Nuovo Testamento, il discorso è molto più semplice. La Chiesa docente considerò isirati gli scritti degli Apostoli, eletti da Gesù come confondatori della Chiesa stessa, comprendendo nel loro numero San Paolo, San Marco e San Luca. Tale convinzione è documentata sin dall’epoca dei primi Padri e dei primi Apologeti, cioè, sin dal I e dal II secolo. In seguito, sorse qualche perplessità in questo o quell’autore a riguardo dell’Apocalisse, della lettera agli Ebrei e delle lettere apostoliche, fatta eccezione per la prima, di San Giovanni. Tale perplessità a riguardo di tali scritti, detti deuterocanonici, si protrasse, or qua or là, dal 175 al 450, nonostante fosse contraddetta dai più rappresentativi Padri della Chiesa: San Clemente Alessandrino, Origene, San Dionigi Alessandrino, Sant’Epifanio, Sant’Innocenzo Papa e San Girolamo. In tali casi, la Chiesa docente non intervenne autorevolmente con severità; mentre invece fu severissima nel proscrivere, sin dal loro primo apparire, gli Apocrifi, divulgati ad arte sotto il nome di qualche Apostolo o di qualche altro insigne personaggio: scritti che incontravano ampi consensi nei fedeli avidi di cono18 scere quei particolari della vita di Gesù, della Madonna e degli Apostoli, che non trovavano nella sobrietà degli scritti canonici. Così, vennero rigettati, come apocrifi, il Vangelo secondo gli Ebrei, il Protovangelo di Giacomo, il Vangelo di Pietro, gli Atti di Pilato e tanti altri, nonostante la loro antichità, nonostante riferissero in misura più o meno ampia anche delle notizie originali verosimili e collimanti con quelle fornite dagli scritti canonici. Ecco il canone biblico cattolico definito dal Concilio di Trento: Vecchio Testamento: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteromio, Giosuè, Giudici, Rut, Re Primo, Secondo, Terzo e Quarto (cioè Samuele Primo e Secondo, Re Primo e Secondo), Esdra Primo e Secondo (cioè Esdra e Neemia), Tobia, Giuditta, Ester, Giobbe, Salmi di Davide 150, Parabole (o Proverbi), Ecclesiaste (o Qohélet), Cantico dei Cantici, Sapienza, Ecclesiastico (o Siracide), Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Profeti Minori, cioè: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Maccabei Primo e Secondo. Nuovo Testamento: Vangelo di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Atti di Apostoli di Luca, Epistole di Paolo, Quattordici e, cioè: Romani, Corinti Prima e Seconda, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, Tessalonicesi Prima e Seconda, Timoteo Prima e Seconda, Tito, Filemone, Ebrei. Lettere Apostoliche, cioè: Pietro Prima e Seconda, Giovanni Prima, Seconda e Terza, Giacomo, Giuda; Apocalisse di Giovanni Apostolo. IL TESTO DELLA SACRA SCRITTURA Si dice che Cesare sapesse dettare opere diverse a diversi scrivani anche simultaneamente. Di tali e tanti manoscritti non ci è pervenuta superstite neppure una linea originale; ma solo delle copie più o meno antiche. Lo stesso dicasi delle opere scritte di proprio pugno da Dante Alighieri, e, quindi, di non pochi secoli più recenti. Del pari, non ci è giunta una sola riga del testo primitivo di Isaia, di Geremia e degli altri Autori sacri. Gli scritti biblici più antichi, risalenti a Mosè, certamente non furono dettati “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 in ebraico, lingua ancora non esistente; ma in copto, la lingua appresa dagli Ebrei in Egitto, o in un qualche linguaggio protoaramaico, o in accadico, parlato da Abramo e perciò considerato sacro. Tali opere più antiche vennero in seguito via via tradotte, probabilmente a cominciare dal periodo dei Giudici, nella lingua parlata nella Terrqa di Kena’àn, lingua che, in bocca ebraica, diede origine all’ebraico. Dopo l’esilio babilonese, anche l’aramico entrò in qualche parte dei libri sacri. Sulle copie di tali libri lavorarono gli scribi della scuola di Ezra, in Babilonia, e gli scribi palestinesi. Da tale lavoro redazionale risultò la bibbia ebraica, che, più tardi, tra il VI e il IX secolo dell’Era cristiana, i cosidetti Masoreti riesaminarono accuratamente e munirono delle vocali. Si ebbe, così, la bibbia ebraica attuale, dalla quale sono esclusi i libri scritti originariamente in greco. Tale testo, o parte di esso, è conservato in più di 1500 codici manoscritti, alcuni dei quali risalenti fino al III secolo avanti l’Era cristiana, primo, tra tutti, il libro di Isaia, ritrovato nella prima delle undici grotte di Hìrbet Quaràn, nel 1947. Non senza gradita sorpresa, si potè rilevare che il testo del rotolo di Qumràn corrispondeva esattamente a quello della bibbia masoretica. Ben più numerosi sono i codici del Nuovo Testamento, nonostante tanti e tanti di essi venissero distrutti durante le persecuzioni anticristiane. I codici maiuscoli, tra completi e frammentari, ascendono a 224, e a 2650 i minuscoli o corsivi. Testi parziali del Nuovo Testamento sono contenuti anche in circa 2000 lezionari, compilati per uso liturgico. Quanto alle citazioni contenute nelle opere dei Padri, degli Apologeti e delle autorità ecclesiastiche, sono tante e tali che da sole basterebbero per ricomporre tutto il Nuovo Testamento. Esistono, inoltre, numerosissime versioni di tutto il Nuovo Testamento in varie lingue antiche. È ben vero che le varieanti, riscontrate nei codici più autorevoli, sono migliaia, ma riguardano semplicemente le forma. Quelle di contenuto, non sono più di una dozzina, non importano difficoltà particolari, poiché altri passi del testo sacro permettono di dissipare ogni dubbio al riguardo. TRADUZIONI DEL VECCHIO TESTAMENTO La più antica e insieme più autorevole è quella dei Settanta. In una lettera, detta dello Pseudo-Areta, si legge che il faraone d’Egitto Tolomeo Filadelfo, che regnò dal 285 a 246, l’avrebbe fatta eseguire da settantadue rabbini per arricchirne la biblioteca di Alessandria. Certo, l’opera di traduzione si protrasse per almeno un secolo, e vi parteciparono numerosi traduttori, poiché non è omogenea. Non è letterale, ma aderente al senso e chiara la traduzione del Pentateuco e dei libri storici; è letterale e, perciò, non sempre tanto chiara la traduzione dei Salmi, dell’Ecclesiaste, del Cantico dei Cantici e dei Profeti; ricorre a delle abbreviazioni perifrastiche che non sempre favoriscono la chiarezza quella di Giobbe e dei Proverbi, che tuttavia usa un greco migliore. Tale versione venne accolta dalla Chiesa come testo biblico ufficiale, fatta eccezione per il libro di Daniele, che desumette dalla versione di tutto il Vecchio Testamento, eseguita verso la fine del II secolo dell’Era cristiana da un giudeo di Efeso, di nome Teodozione. In seguito, si cercò di perfezionare la versione dei Settanta; ma, in tale lavoro, i Giudei si adoperarono per velare il carattere messianico di quei passi ai quali i Cristiani ricorrevano per dimostrare che Gesù era il Messia promesso ed atteso. Mentre veniva eseguita la traduzione dei Settanta, Aquila, greco del Ponte, convertitosi al Giudaismo, eseguì da solo un lavoro simile, traducendo la bibbia ebraica parola per parola, incurante della sintassi greca. Di tale opera non sussistono che scarsi frammenti. Invece, ne curò una versione ad sensum e in un greco elegante, nel II secolo dell’Era cristiana, il samaritano Simmaco, convertitosi al cristianesimo. Quanto mai straordinaria fu l’opera compiuta da Origine, tra il 200 e il 250, al fine di dare ai Cristiani un testo del tutto soddisfacente, e di togliere ai Giudei ogni pretesto per svilire la portata messianica di certi passi. In tale opera, affincò su sei colonne i seguenti testi: il testo ebraico in caratteri ebraici; tale testo in caratteri greci; la versione di Aquila; la versione di Simmaco; la versione dei Settanta da lui ritoccata; e la versione di Teodozione. Denominò tale sua opera “Éxapla”, cioè “Sestupla”. L’unico esemplare di tale opera, quello originale, andò perduto allorquando, nel VII secolo, i Musulmani invasero Cesarea Marittima, dove si conservava. Sussistono, tuttavia, alcune copie della “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 colonna più importante, quella con il testo dei Settanta ritoccato da Origene. Da tale versione dipendono numerose traduzioni in latino, copto, armeno, siriaco e in altre lingue. Della medesima, sono in corso varie edizioni critiche. Ad uso degli Ebrei, tra i quali aveva preso il sopravvento la lingua aramaica. Vennero eseguite diverse versioni della bibbia ebraica in aramaico. Presero il nome di “Targumìm”, plurale di “targùm” che può significare sia traduzione che interpretazione. Sono, infatti, sovente delle interpretazioni del testo, di scarso aiuto, quindi, dal punto di vista della critica testuale, ma molto importanti dal punto di vista dottrinale. Di maggior aiuto, per la ricostruzione critica del testo originale, è la traduzione in siriaco, eseguita in gran parte dall’ebraico, e in parte minore dai Settanta, denominata “Pescittà”, che in siriaco significa usuale o comune. Fu opera di più traduttori. Quando sia stata eseguita non è certo; forse, all’inizio dell’Èra cristiana, almeno in parte. TRADUZIONI DI TUTTA LA SACRA SCRITTURA Nel II secolo, l’apologeta cristiano Taziano armonizzò i quattro Vangeli nella loro lingua originale, il greco; e denominò tale opera “Diatessàron”, cioè “dai quattro”; quindi, lui stesso la tradusse in siriaco; ed altri, in altre numerose lingue. Più tardi, nel V secolo, venne tradotto in siriaco tutto il Nuovo Testamento: si ebbe, così, una “Pescittà” anche del Nuovo Testamento. Quindi, si moltiplicarono le versioni in numerose altre lingue, tra le quali, di maggiore importanza, quelle comprendenti tutta la sacra Scrittura, denominate convenzionalmente “Vetus latina”. San Damaso, Papa dal 366 al 384, indusse San Girolamo a preparare una traduzione latina di tutta la sacra Scrittura. San Girolamo accolse Baruc, e l’Ecclesiastico, la Sapienza e i Maccabei della “Vetus latina” senza ritocchi; accolse anche i Salmi e i Vangeli, ma con qualche ritocco; eccolse gli altri scritti del Nuovo Testamento probabilmente con qualche ritocco. Tradusse, invece, personalmente, il Vecchio Testamento dall’ebraico, aiutato per i libri di Tobia e di Giuditta da un amico ebreo, che glieli pretraduceva dall’ebraico in aramaico. La traduzione di San Girolamo sostituì via via la “Vetus latina”, così che al tempo di Carlo Magno era ormai di uso universale: da qui, il nome conferitole di “Volgata”, cioè divulgata. Il concilio di Trento la dichiarò testo ufficiale della Chiesa latina, e la definì immune da errori dottrinali, pur ordinando che se ne curasse un’edizione emendata dal punto di vista letterario. Stefano Langton, cancelliere dell’università di Parigi, e poi arcivescovo di Canterbury (+ 1228), divise la Volgata in capitoli. Sante Pagnini, orientalista domenicano di Lucca, nel 1528 divise in versetti i capitoli del Nuovo Testamento. Roberto Estiene, erudito tipografo parigino, passato al protestantesimo, nel 1555 divise in versetti i capitoli del Vecchio Testamento. Tali divisioni sono utili, anche se non sempre paiono del tutto indovinate. (fine) 19 UN APPELLO A TUTTI I CATTOLICI D’INGHILTERRA E D’IRLANDA TURBATI DAGLI SCONVOLGIMENTI NELLA CHIESA Padre J. W. Flanagan - East Essex (Inghilterra) L a crescente sovversione che sconvolge oggi la Chiesa ha assunto tali dimensioni che molti Cattolici hanno la sensazione che per salvare la Chiesa in Inghilterra e in Irlanda dalla completa rovina, non ci rimane altra via che di rivolgerci direttamente al Santo Padre e chiedere il Suo intervento. Noi tutti, clero e fedeli, abbiamo in coscienza l’obbligo di tutelare la Fede Cattolica che i nostri antenati con i loro sacrifici e i nostri martiri con il loro sangue ci hanno trasmesso attraverso i secoli. Vi sono nella Chiesa certi individui che si son proposti di svuotare la Fede del suo contenuto e di scalzare i dogmi, riducendo la credenza nel soprannaturale ad una specie di residuo di un passato superstizioso e sostenendo che all’infuori di questa misera esistenza terrena non ve n’è un’altra oltre la tomba. Appelli ai nostri Vescovi, perché adottino provvedimenti efficaci contro gli spacciatori di questo pericoloso neo-modernismo, non sono ascoltati e rimangono senza ri- 20 sposta. Sembrerebbe che le “Commissioni” dei preti e dei laici controllino ogni Vescovo della nazione. Crediamo sia ormai giunto il momento nel quale ogni Cattolico deve rivolgersi a Colui al cui primo predecessore Cristo ha affidato il compito di reggere l’intera Chiesa. Il Vaticano II ha reiterato la dottrina cattolica fondamentale secondo la quale il Pontefice regnante è il Supremo Vescovo di ciascuna diocesi e ogni Vescovo nel giorno della sua consacrazione ha solennemente promesso di esserGli ubbidiente e leale, promessa che spesso rimane inadempiuta. Egli non è responsabile del caos che oggi prevale nella Chiesa, ma ci sembra opportuno un Suo chiaro monito che ricordi ai Vescovi di questo paese che se non sono disposti a difendere la Chiesa nelle loro diocesi dalle devastazioni del modernismo, dovrebbero rassegnare le loro dimissioni. Fin qui l’appello. Padre Flanagan suggerisce come si deve indirizzare il Santo Padre e richiama nel seguente elenco di otto punti i principali errori, scandali, abusi e deviazioni che affliggono la Chiesa Cattolica in Inghilterra e in Irlanda. Crediamo che si possa affermare senza tema di essere smentiti che le deviazioni e gli errori indicati da Padre Flanagan non si riscontrano solo nelle diocesi inglesi e irlandesi, ma sconvolgono ormai tutta la Chiesa Cattolica. È una terribile diagnosi e una gravissima requisitoria: 1. Quando l’attuale generazione di Cattolici sarà scomparsa, le generazioni future nulla sapranno del Cattolicesimo, poiché le scuole si limitano oggi a impartire solo una dose di sociologia cristiana. Anche gli alunni delle scuole cattoliche ignorano completamente le dottrine fondamentali della Fede e più non si inculcano loro le devozioni. “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 2. La degradazione della S. Messa e dell’Eucaristia per il moltiplicarsi di arbitrarie improvvisate liturgie; la distribuzione della Comunione dai laici senza alcun giusto motivo e la Comunione nelle mani imposta per appagare le richieste dei preti alla moda, hanno spogliato l’Eucaristia di quel rispetto e riverenza che Le son dovuti e che Le furono sempre prestati. 3. Lo scandalo dato dalle Suore e dai Sacerdoti che, a giudicare dal loro abbigliamento, sembrano vergognarsi del loro stato di vita, contribuisce assai alla distruzione del Cattolicesimo. 4. Sembra che i Vescovi abbiano perduto la loro Fede Cattolica e chiudono gli occhi di fronte a dottrine e pratiche riprovevoli e eretiche che sono spesso accolte nelle loro diocesi sotto l’incredibile titolo di “rinnovamento” o di “ecumenismo”. Alcuni Vescovi partecipano a funzioni eretiche e assistono a sconcertanti conferenze in cui le stesse basi del codice morale di tutti i cristiani sono respinte. 7. Si continua a respingere l’enciclica “Humanae vitae”, non apertamente ma in privato, da sacerdoti, in conferenze, da insegnanti, nelle scuole di catechismo, e da professori, nelle scuole di magistero. La santità del matrimonio è messa in ridicolo. 5. Il denaro del “Fondo Centrale dei Vescovi”, frutto delle raccolte che si fanno ogni anno in tutte le Chiese Cattoliche della nazione, viene erogato in considerevole misura per promuovere opere di religioni non Cattoliche e le attività rivoluzionarie dei marxisti. I Cattolici così danno il loro contributo finanziario per la distruzione della loro Fede. 8. La confessione auricolare è ora sostituita dall’assoluzione generale e non si ha alcun riguardo per le condizioni prescritte dalla Santa Sede perché si possa permettere tale assoluzione generale. Se si continua su questa via non avremo più Messa, Sacramenti e Chiese: niente fuorché pretto umanesimo. I fedeli chiedono il pane della vita e ricevono invece una pietra. Abbiamo un urgente bisogno di Vescovi ortodossi che siano animati non solo dalla Fede, ma da un indomito coraggio. 6. Seminari e collegi sono focolari di sovversione e di false dottrine incompatibili con il Cattolicesimo. Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 I NOSTRI LUTTI Rev.do Izzo Don Renato Caserta Egr.a Sig.ra Sgaravatti Pagnossin Padova “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 A tutti i lettori di “Chiesa viva” Li raccomandiamo alla loro preghiera. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa «Edwin De Leon, W.L. Garrison, J.A. Quitman e G. Sanders, membri della “Giovane America” di Giuseppe Mazzini, furono le persone decisive che fecero eleggere il generale sudista e schiavista Franklin Pierce a presidente degli Stati Uniti. Lo stesso Mazzini intervenne per sostenere la candidatura di questo generale schiavista, scrivendo, nel 1853: “Kossuth ed io stiamo lavorando con molti tedeschi negli Stati Uniti per far eleggere presidente Franklin Pierce, per certe condizioni che lui ha accettato. Egli si è impegnato a mandare rappresentanti americani in Europa che ci saranno favorevoli e che ci aiuteranno ed anche che tutte le sue scelte di ministri saranno di nostro gradimento”. Infatti, ad elezione avvenuta, nell’amministrazione del presidente Pierce si trovarono: Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. – Jefferson Davis, Ministro della Guerra e che poi diverrà il presidente della Confederazione sudista; – Edwind de Leon, membro della “Giovana America”, console americano in Egitto, e che pochi anni dopo divenne il capo della propaganda sudista e il consigliere del presidente sudista Jeffeson Davis; – Pierre Soule, esule dalla Francia e membro della “Giovane Europa” di Mazzini, fu ambasciatore americano in Spagna, divenendo poi uno dei più importanti diplomatici della Confederazione sudista; – Auguste Belmont, il rappresentante ufficiale dei Rothschild in America (i Rothschilds erano i protettori e i finanziatori di Lord Palmerston e di Giuseppe Mazzini) divenne ambasciatore americano in Olanda; – James Buchanan, un altro intimo del circolo di Mazzini, divenne ambasciatore americano a Londra; – George Sanders , membro della “Giovane America” e intimo di Mazzini, divenne console americano a Londra. 22 La prima cosa che Sanders fece, appena arrivò a Londra, fu di organizzare un “party rivoluzionario” a casa sua, il 21 febbraio 1854. Gli ospiti furono gli italiani Giuseppe Mazzini, Felice Orsini, Giuseppe Garibaldi, l’ungherese Louis, il tedesco Arnold Ruge, il francese A. A. Ledru Rollin, il russo Alexander Herzen e l’ambasciatore americano a Londra, J. Buchanan. Più tardi, Buchanan, scherzando con Sanders, disse: “Io spero che tutto questo materiale combustibile non esploda e ci distrugga”! Quando il Congresso americano venne a conoscenza di questo incontro, richiamò Sanders da Londra. Pochi anni più tardi, finita la guerra civile, Sanders fuggì a Londra dagli stati Uniti, perché sulla sua testa pendeva una taglia di 25.000 dollari, in quanto era stato riconosciuto complice nel piano di assassinio del presidente americano Abramo Lincolmn».1 1 Cfr. Nuova Solidarietà, 24 dicembre 1984, p. 8. “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Don Villa, molti hanno letto gli ultimi numeri di “Chiesa viva”, meravigliandosi del coraggio e dell’onestà nel denunciare i retroscena del nostro mondo “democratico-giudaico massonico”!.. Auguri d’ogni bene nel Signore! (Prof. A. S. - MC) subito colui che, “secondo Dio”, ritenevano dovesse venire eletto. Hanno mantenuto il giuramento i sostenitori del progressista card. Martini, che ammalato di Parkinson si era lui stesso detto indisponibile all’elezione? Vi hanno tenuto fede quelli controllati dal centrista diplomaticista card. Sodano, ormai chiaramente non eleggibile? *** Rev.mo Don Villa, la Sua visita mi ha recato tanto piacere e soddisfazione. (...) Sto leggendo la sue pubblicazioni con gusto, quel gusto che prova chi sa di aver trovato “pane per i suoi denti”. I suoi scritti mi colmano di tante lacune e costituiscono un ricco e prezioso “vademecum” anche per le mie predicazioni. Le sono sommamente grato! (sac. M. O. - CR) LE MANOVRE DI ANTI-CATTOLICI E CATTOPROGRESSISTI PER “INGABBIARE” IL NUOVO PAPA Pensando alla “sporcizia nella Chiesa” (“nella” e non “della”, poiché la Chiesa in quanto tale, Corpo Mistico di Cristo, è essenzialmente soprannaturale, santa e immacolata!), di cui alle meditazioni per la “Via Crucis” del Venerdì Santo c.a., risaltano certe spregiudicate manovre, realizzate nel Conclave e subito dopo. 1) Durante il Conclave: i cardinali elettori avevano giurato a Gesù Cristo di votare 2) Subito dopo il Conclave (ne ebbi sentore già all’apertura, ascoltando i discorsi di Andrea Riccardi e Bruno Vespa): i tentativi – provenienti dal cattolicesimo progressista e dai poteri mondani ad esso collegati; ovvero dagli ambienti che avevano paventato questo esito incontrollabile del Conclave – di condizionare il nuovo Papa, mettendolo tra “il bastone” (i ricatti, fino all’accusa di nazismo) e “la carota” (la tentazione dell’unanimismo, o quantomeno di evitare “troppe” opposizioni, bilanciando). Sembra questa la ratio dei dati eccessivi e falsati sull’andamento del Conclave (l’illuminato Martini in testa, al primo scrutinio, e l’elezione all’unanimità: 107 voti!), fatti trapelare da qualche quotidiano progressista: ingabbiare l’eletto in una sorta di “solidarietà nazionale”. È meno insidioso il comportamento di radicali, Manifesto, Küng e Boff: apertamente ostili, senza disgustosi fariseismi. Veramente occorre pregare per il nostro Santo Padre Benedetto XVI, perché – come Lui stesso ha chiesto nella S. Messa di intronizzazione – Egli “non fugga (né esiti) davanti ai lupi”!.. (dott. S. G. - AN) QUASI UN DIARIO di Salvatore Macca Il titolo del libro è indicativo del suo contenuto, e ne dà un’idea, perché si tratta, quasi, di un diario, ma non di un diario personale, essendo questo, di regola, semplice voglia di parlare di sé. Qui, parlo di me soltanto in casi eccezionali. Come annuncia il sottotitolo, è una specie di diario, ma relativo a eventi vissuti giorno per giorno, non da me, o non solo da me, ma anche da tanta altra gente. Eventi che a volte mi hanno toccato emotivamente, spingendomi a svolgere commenti e a esprimere riflessioni. I fatti che ho analizzato in questo libro, esprimono sempre, in ordine ad essi, riflessioni e commenti nella più assoluta libertà, anche quando sono dovuto andare, con le mie parole, e questa non è la prima volta, fuori dal coro, perdendo così qualche amico e guadagnando qualche nemico. Ma ne vale la pena. E poi, non è forse vero che dagli amici mi guarda Dio e dai nemici mi guardo io? L’autore Per richieste: Telefonare a: 030. 3750855 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo Diocesi di Luoyang Staccata dal Vicariato Apostolico di Zhengzhou, il 23 maggio 1929, ed affidata alla Società di S. Francesco Saverio (Saveriani), di Parma. Li Benedetto Sacerdote, diocesano. Imprigionato negli anni ‘50, è stato rilasciato gravemente ammalato negli anni ‘80, ed è morto subito dopo. Li Pio Sacerdote, diocesano. Imprigionato negli anni ‘50, è stato rilasciato gravemente ammalato negli anni ‘80, ed è morto subito dopo. (continua) Martiri in Cina di Giancarlo Politi NOVEMBRE 2005 SOMMARIO N. 377 GIOVANNI PAOLO II – un Pontificato enigma – 2 Giovanni Paolo II - un Pontificato enigma del sac. dott. Luigi Villa 6 Eucaristia Redentionis Sacramentum (1) della dott.ssa M. Pia Mancini MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HENAN Jin Longming Ambrogio Figlio di Jin Jinshi e di Jin Mamin. Venne decapitato insieme alla madre. Wang Giuseppe Di 50 anni, proveniva da un’altra zona. Venne ucciso sull’aia. Morì pregando. Li Ercheng Catechista nel distretto da parecchi anni. Era andato al villaggio per vedere come andavano le cose. Venne ucciso sulla strada del paese. Han Non cristiano. Andato per prendere informazioni, si era nascosto nel cimitero. Scoperto, venne ucciso. Yang Chengwu Pietro, di 69 anni, San Shuang Andrea, di 25 anni, Yang Sanwu Giacobbe, di 50 anni, Zhuang Zi Agostino, di 30 anni, Yang Zuowu Stefano, di 40 anni, Tong Zi Gabriele, Yang Quanxin Giovanni, di 54 anni, Wu Shizi Alessandro, di 20 anni, Yang Shunmin Stefano, di 35 anni, Tian Min Luca, di 32 anni, Xin Min Pietro, di 24 anni, Yang Zengshan Giuseppe, di 41 anni, Yang Yujin Giuseppe, di 30 anni, Chang Fasheng Paolo. Mencattini Cesare Sacerdote, del Pime, Nato a Bibbiena, Arezzo, nel 19100, era stato ordinato sacerdote il 22 settembre 1934. Ucciso da truppe irregolari, il 12 luglio 1941. Una bambina Orfana, ammalata da parecchi anni, venne sepolta ancora viva. Guo Sacerdote diocesano. Vicario generale. Risiedeva a Jixian. Arrestato, è morto in carcere. Hu Lin Luigi Di 45 anni. Incurante del pericolo, aveva condotto in salvo le vergini in una certa località. Al ritorno, venne ucciso presso il fiume. Jiang (Kiang) Melchiorre Sacerdote diocesano. Morto da santo in tarda età. Aveva sofferto molto da parte dei comunisti, anche prima del 1949. Un’altra lista di uccisi, nel 1900, nel villaggio Gao Cun: Qin, Qin Dongde, Wang Jingyin Giovanni Battista, 49 anni, Cao Tiemao Antonio, di 57 anni, Tai Zi Mattia, di 27 anni, Qin Xin Anzi Pietro, di 22 anni, Yang Chengqiong Marco, di 50 anni, Giusti Paolo Sacerdote del Pime. Era nato a Veneri (Pistoia) il 10 gennaio 1886. Ordinato prete a Lucca il 31 ottobre 1909, partì per il Henan settentrionale il 28 dicembre 1914. Morì a domicilio coatto il 23 luglio 1952. 24 10 Indulgentia Plenaria 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 I messaggi subliminali (2) di P. G. Dell’Aglio 16 Ragli ecumenici di D.B. 18 Introduzione alla Sacra Scrittura (6) del sac. dott. G. Pace 20 Un appello a tutti i cattolici d’Inghilterra e d’Irlanda, turbati dagli sconvolgimenti nella Chiesa di padre J. W. Flanagan 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla I Domenica di Avvento alla IV Domenica di Avvento) “Chiesa Viva” *** Novembre 2005 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXV - N° 378 DICEMBRE 2005 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Santo Natale! 2 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 LA MISTERIOSA ORIGINE DI “STILLE NACHT” ber, maestro del villaggio e musicista a tempo perso, Gruber, che all’occorrenza sostituiva l’organista della chiesa, improvvisando sulla tastiera fughe e mottetti, promise di comporre, per la sera stessa, un piano motivo cantabile, adatto alla pastorale natalizia del reverendo Mohr. di Piero Bargellini *** Ci sono leggende che nascono quasi sotto i nostri occhi, e tradizioni che si affermano nel giro di pochi decenni. E questo perché l’elemento della favola e la componente della fantasia hanno ancora una parte positivissima nella nostra epoca, che ha fiducia soltanto nei fatti positivi. La suggestione del Natale ha sempre offerto un terreno propizio alla nascita e alla crescita di leggende e di tradizioni. Non fa meraviglia scoprire che questo terreno, coltivato da millenni, mantiene ancora una insospettata feracità, per non dire una inesauribile copiosità. Lo conferma, tra l’altro, la fortuna di quel canto natalizio che nel corso dell’ultimo secolo ha compiuto il giro del mondo, e che risuona ormai da meridiano a meridiano, in una molteplicità di lingue, ma con l’identica e commovente intonazione. Tutti sanno che si tratta di un canto di origine tedesca, e ch la prima strofa si inizia con questi versi: Stille Nacht, heilige Nacht: Alles schlaeft, einsam wacht... Ma pochissimi conoscono, o si preoccupano di sapere, tra i tanti che hanno contribuito a difonderla, il come, il quando e il perché sia nata la più celebre nenia natalizia del nostro tempo. *** Il mistero era fitto anche cent’anni fa, quando già “Stille Nacht” era conosciutissima in Austria e in altri Paesi di lingua tedesca della regione alpina. Conosciutissima nelle parole e nella musica, ma non nell’origine e nell’autore, per quanto si facesse il nome di un noto musicista, Michele Haydn, figlio del grande Francesco e maestro di Carlo Maria Weber. Si diceva anche - e questa versione viene ripetuta ancora da qualcuno - che l’autore della musica e delle parole fosse stato un medico condotto austriaco, chiamato ad assistere alla nascita di un bambino, in una notte di Natale, in un casolare sperduto. Tornato a casa, egli si sarebbe messo al pianoforte, componendo un canto ispirato da quell’evento suggestivo e quasi simbolico. Comunque stessero le cose, l’Imperial Governo austriaco si sentì in dovere di stabilire ufficialmente la verità di quelle attribuzioni, e a questo scopo venne creata una speciale Commissione d’inchiesta, col compito di ripercorrere a ritroso, con metodi di investigazione poliziesca, la storia del celebre canto natalizio. L’inchiesta governativa condusse, non a Michele Haydn, e neppure all’anonimo medico condotto, ma al villaggio alpino di Oberndorf, dove, nel 1818, si era guastato l’organo della chiesa parrocchiale. A ripararlo era stato chiamato un tecnico di Zillerthal, ma nonostante le sue premure, a Natale l’organo non era ancora in grado di accompagnare col suo suono le funzioni della più bella festa dell’anno. Fu un’amara vigilia, per il parroco di Oberndorf, quella del Natale senza organo, e quindi senza musica. La festività imminente avrebbe perso gran parte del suo fascino gioioso, specialmente alla Messa di mezzanotte. Il reverendo Giuseppe Hohr, cappellano della parroccia, si rese conto di questo disagio e decise con giovanile entusiasmo di rimediare a quell’involontaria mancanza. Prese carta e penna e improvvisò una facile cantilena pastorale, di cinque versi a rima baciata, di cui l’ultimo veniva ripetuto due volte come ritornello. Lo rilesse appena e consegnò il foglio al suo amico Franz Gru“Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Alla Messa di mezzanotte, “Stille Nacht” risuonò per la prima volta in pubblico, sulle corde di una modesta chitarra, che accompagnava il coro e un “a solo” di due voci. Il Natale del 1818, a Oberndorf, non fu quello che il parroco aveva temuto, a causa del deprecato mutismo dell’organo. Il canto natalizio, per quanto non mai udito prima d’allora, venne riecheggiato facilmente e festosamente dai fedeli della parrocchia: e la navata della chiesa, gonfia di suoni, navigò trionfalmente, come una vela tesa dal vento, attraverso la luminosa oscurità della notte prodigiosa. Ma l’eco della pastorale non restò chiusa tra le pietre della chiesa di Oberndorf. Risuonò insistentemente anche nelle orecchie dell’accordatore di Zillerthal, il quale, finito di riparare lo strumento e ritornato al suo paese, ne trascrisse il motivo a memoria sul rigo musicale, accompagnato dalle parole del reverendo Mohr, udite durante la Messa di mezzanotte. Dopo di che, l’accordatore ebbe l’idea di consegnare quella nuova canzone alle sorelle Strasser, un curioso complesso di musiciste e cantanti ambulanti, che passavano di paese in paese eseguendo musiche e canzoni che oggi si direbbero folcloristiche, soprattutto canti tirolesi. Il “complesso” viaggiante delle sorelle Strasser fu il principale responsabile della rapida e fortunata diffusione della pastorale natalizia, non soltanto in Austria, ma anche in Baviera e nella Stiria, nella Svizzera e nella Renania. *** Fu così che “Stille Nacht” entrò nella tradizione del Natale tedesco e, al tempo stesso, nella nebulosità della leggenda, che la Commissione governativa, nominata nel 1854, cercava diligentemente di dissipare. A distanza di pochi decenni appena, l’inchiesta non di presentava facile, perché le sorelle Strasser non avevano mai citato, o forse non avevano mai saputo, né il nome dell’autore della musica, né quello delle parole. Il reverendo Mohr era morto, e non aveva certo avanzato mai rivendicazioni a proposito della sua composizione, né aveva reclamato diritti d’autore. Per fortuna, il figlio del Maestro Gruber, anch’egli organista, aveva conservato tra le vecchie carte di famiglia il foglio sopra il quale suo padre aveva frettolosamente scarabocchiato la prima stesura del mnotivo natalizio. Lo produsse davanti alla Commissione d’inchiesta, che poté verificare l’autenticità dell’autografo e constatare le varianti che la tradizione, diciamo così orale, aveva apportato alla pastorale quale veniva ormai comunemente eseguita e quale anche noi la conosciamo, rispetto alla primitiva versione del Natale 1818. L’origine di “Stille Nacht” non era dunque né romanzesca né clamorosa; né commovente né gloriosa. Era semplicemente modesta, e forse per questo più suggestiva. Perché, se appagava una curiosità, non giustificava la fortuna del più celebre canto natalizio del nostro tempo, e permetteva che lo sfumato della leggenda confondesse i contorni di questa recentissima tradizione di Natale. 3 LA DONNA del sac. dott. Luigi Villa S e è vero che gli uomini fanno la Storia, è anche vero che le donne fanno la casa, senza la quale non ci sarebbe neppure la Storia. Eppure, Aristotile, il grande filosofo greco, arrivò fino ad affermare che la donna non ha neppure il cervello né l’anima. Quindi, questo squinternato pregiudizio veniva ad escludere la donna da ogni altra attività che non fosse la casa. Così, in tutto il mondo greco, che si diceva civile, sebbene zeppo di schiavi e schiave, le donne giovani non potevano sposarsi, per cui la decadenza morale era profonda. La gioventù maschile aveva la formazione intellettuale; le giovanette, invece, no; per loro non c’era che la danza e il canto. Dopo il matrimonio, la sposa aveva un appartamento distinto, e non poteva uscire se non per uffici religiosi. Poteva essere ripudiata; non aveva diritti per fare commercio, per acquisti, per stendere un testamento; non godeva né di libertà, né di considerazioni. Dopo il quinto anno dei figli, il padre aveva diritto di decidere della loro vita, se tenerli e allevarli o farli morire. I malaticci, specie se femmine, c’era solo la morte! Ma anche il popolo tedesco dirà, poi, che “la donna deve occuparsi solo di tre K: Kinder, Kuûchr, Kirchre” (= bambini, cucina, chiesa). Quando, nel 1849, Elisabetta Elakwell si laureò in medicina, le fu proi4 La Vergine col Bambin Gesù. bito di insegnare in qualsiasi scuola medica delle isole britanniche. Per fortuna, non tutti la pensavano così. Tocqueville, nel suo libro: “La democrazia in America”, scrisse: «Se mi si chiedesse a che cosa attribuisco la straordinaria prosperità e la crescente potenza del popolo americano, risponderei: alla superiorità delle sue donne». L’idea che tratta sull’uguaglianza tra donna e uomo è un mero concetto matematico che ignora le funzioni differenti della donna e dell’uomo. Il cattolicesimo insegna che l’essere umano fu da Dio creato uomo e donna, a immagine sua, per cui possiamo ravvisare l’essenziale uguaglianza tra i due. Quindi, il con- cetto di umanità può essere esaurito né con l’uomo solo, né con la donna sola. Però, in questa eguaglianza umana esistono delle disuguaglianze non solo anatomiche e biologiche, ma anche psicologiche e spirituali. Come l’uomo non può femminilizzarsi, anche la donna non può mascolinizarsi. L’uomo è uomo e la donna è donna, e nessuno è superiore all’altro. L’uomo ha l’iniziativa, il potere, l’autorità diretta; la donna ha l’intuizione, il sentimento, la generosità, la cooperazione pur nella sottomissione. L’uomo conquista, inventa, costruisce. La donna si consuma sacrificandosi, dando se stessa. Non fu, forse, Eva ad essere di aiuto ad Adamo? Per questo, San Paolo dice che l’uomo è per Dio, mentre la donna è per l’uomo. Nel Genesi, leggiamo: «Non è bene che l’uomo sia solo; gli darò un aiuto simile a lui». Ora, la parola “aiuto” non significa inferiorità, bensì complementarità, come lo fu per Gesù, dando a Lui il corpo e il sangue che saranno, poi, da “consacrare”, da unire alla divina Persona nell’unione ipostatica. Così deve essere la donna: fornire la natura umana da unire a Dio. E questo non solo attraverso la generazione fisica, ma anche attraverso l’azione sociale, l’assistenza medica, l’aiuto agli affamati, ai feriti, con l’insegnamento del catechismo e con tante altre attività di “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 cui la donna è capace. Se Dio, nel Cenacolo di Gerusalemme, mise la (Ma)donna al centro della Chiesa nascente che nasceva missionaria, è più che giusto che la donna possa avere ancora delle funzioni anche nell’evangelizzazione, come avvenne, di fatti, nell’evolversi della Chiesa. Un esempio: dopo la risurrezione di Gesù, in Europa non c’era che qualche soldato romano e qualche giudeo mercante; ma quando Paolo sentì la voce del Macedone che gli diceva: «Vieni in Macedonia ad aiutarci», Paolo andò a Filippi, e la sua prima conversione fu una donna: Lidia, e sarà, poi, nella sua casa che Paolo e Silla faranno il loro quartiere generale per la predicazione in Europa. S. Giovanni Crisostomo, scrivendo dell’attività apostolica dei primi quattro secoli di storia ecclesiale, sottolinea che se gli uomini si distinsero nelle opere politiche-sociali, le donne emersero per la loro resistenza, il coraggio, le fatiche, e che anche nelle persecuzioni furono superiori agli uomini. Né furono da meno nelle conversioni. Ad esempio: Clodoveo fu convertito per opera della moglie Clotilde. Edelberto del Kent fu convertito da Berta. I Boemi furono confermati nella Fede per opera di Ludmilla. L’Ungheria si ebbe il suo S. Stefano da Sarolta e Adelaide. La Germania fu convertita da S. Bonifacio con l’aiuto di Lioba... E si sa che le varie conversioni dei Sovrani furono dovute alle loro mogli. Proseguendo, ricordiamo che l’Opera della “Propagazione della Fede” fu fondata da una donna: Paolina Jaricot; così pure l’“Opera Pontificia di San Pietro Apostolo”, per la formazione del clero indigeno, fu fondata da Stefania e da Giovanna Bigard. Anche in Cina, che tiene la famiglia come il cuore della società, ne è la donna il centro, e sarà essa ad aprire la via missionaria quando potrà diventare infermiera, dottoressa, maestra, catechista... Ma anche l’Islam, che ancora tiene la donna come schiava dell’uomo, avrà la sua giusta rivoluzione e la sua conversione al cristianesimo quando la donna cristiana d’Europa riuscirà a liberarla. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 A conclusione di quello che abbiamo sopra detto, possiamo anche aggiungere che la DONNA che cantò il suo Magnificat sarà ancora la donna che risolverà anche i problemi missionari dell’Oriente. S. Bernadetta Soubirous. S. Caterina da Siena. S. Francesca Xaveir Cabri. *** Il Vangelo parla anche di molte donne che seguivano Gesù durante la sue giornate di predicazione, per assisterlo. Uno stile, questo, che continuerà con gli Apostoli. S. Paolo, infatti, scriverà: «Ti raccomando Evodia e Sintiche... Esse hanno lavorato per il Vangelo con me, come Clemente e gli altri miei aiutanti, i cui nomi sono nel libro della vita». Ancora: chi ha letto il Vangelo sa che solo le donne sono state le più vicine alla Croce di Gesù, sul Calvario, il giorno del Venerdì Santo; e sa che fu una donna ad essere la prima ad annunciare ed a spargere la notizia della risurrezione di Gesù! È, un fatto, quindi, che il cammino dell’umanità non potrà procedere senza l’aiuto della donna. Certo, anch’essa ha provocato non pochi sismi sociali, e anche di enorme gravità, come lo fu con Nefertiti d’Egitto; come fu con Elena di Troia; come fu con Agrippina di Roma; come fu con Cleopatra, e via dicendo. Comunque, nessun uomo di buon senso può contestare alla donna il suo diritto di aspirare a una degna promozione umana. Purtroppo, anche la nostra attuale società ha svuotato la donna della sua giusta femminilità, sì che la crisi della donna di oggigiorno ha travolto, in profondità, società e Chiesa; e questa mascolizzazione della donna ci fa ricordare Eva, la prima donna che, ingannata dal viscido serpe, Satana, si illuse di promuoversi (“sarete dèi! - Genesi), autorizzandosi a mettersi contro il “progetto di Dio”, che aveva creato l’unità dei “due” per vivere in una “comunione d’amore”, e così finì a mettersi - non più né vergine né madre - fuori della comunione e del “piano di Dio”. Ed eccoci, ora, immersi nell’ora di Satana, di Barabba e del femminismo; eccoci nelle crisi; e questo ha procurato le crisi dei Seminari, degli Ordini Religiosi, del terrorismo, 5 dell’ubriacatura di modernismo, e di tanti altri “ismi” che han fatto l’eclissi totale della coscienza, della verità, della Fede, e che ancora oggi è tutt’altro che smorzata! Perciò, non è errato e neppure arrischiato il dire che la crisi della società attuale è, soprattutto, del mondo femminista, né il dire che stiamo andando verso il crollo totale della civiltà, soprattutto di quella cristiana se non arresteremo, quam primum, il degrado della donna e, di conseguenza, quello della famiglia, perché se gli uomini imbastiscono le maglie della Storia, le donne tessono il contesto sociale, specie quello della famiglia, mediante, soprattutto, l’educazione religiosa e quella morale. Di conseguenza, l’umanità non risorgerà se si continua a sganciare la donna dalla Chiesa, perché la donna può innalzare montagne di fango o di oro, di bene o di male, di civiltà o di sfascio, essemdo il suo potere grande, anche se lei stessa non se ne rende conto! S. J. F. Fremyot di Chant. *** Solo la Fede cattolica ha saputo mettere in valore la donna, capace di elevarsi alla sfera della “Vergine-Madre”, assunta a modello della Chiesa. La sua storia, infatti, iniziò subito - come dicemmo - nel primo secolo del cristianesimo, in cui la donna ha saputo dare il suo contributo di sangue per il coraggio nel difendere il valore della purezza e della verginità in tutto il mondo allora conosciuto. Ne cito, qui, almeno alcune delle più famose, come: Agata, Agnese, Alessandra, Amalia, Amelia, Anatolia, Barbara, Cecilia, Claudia, Fausta, Flavia, Gaudenzia, Germana, Giustina, Lorenza, Lucia, Lucilla, Matrona, Oliva, Paola, Regina, Rufina, Seconda, Sofia, Sora, Taziana, Tecla, Teodora, Teodosia, Valeria, Valeriana, Vittoria, ecc., alle quali la Chiesa ha dato il titolo di “Vergini” e di “Martiri”! Procedendo, diciamo che, dopo le persecuzioni, vennero aperti i Cenobi e i Monasteri, dove la vita evangelica veniva realizzata con la “consacrazione” di cui la verginità era il cardine più luminoso. E questo avvenne non solo nella valle del Nilo, ma anche in Roma, in 6 S. Teresa Margherita Resi. S. Teresa del Bambin Gesù. Europa, in Palestina, in Cappadocia.., dove le donne emersero sempre in prima fila! Scoppiata, poi, la bufera delle eresie per sommergere la Chiesa, ecco sorgere un esercito di uomini straordinari per dottrina e santità, coadiuvati e attorniati da donne di virtù che formarono anche binomi di vita, quali: Costantino-Elena; Agostino-Monica; Ambrogio-Marcellina; Giovanni Crisostomo-Antusa; e dietro Basilio Magno ci furono tre figure di sante donne: la nonna, la mamma, la sorella. Anche dietro S. Girolamo ci fu tutta una processione di sante donne, a cominciare dalla nobile e ricca Paola, romana. E non fu, forse, una donna che portò la dottrina del Vangelo in Armenia, la prima regione che accolse il cristianesimo?.. E i grandi e i piccoli Stati che sorsero dopo lo sfacelo dell’impero romano, non furono forse una folla di principesse e di regine che sorsero ad aiutare i poveri e gli ammalati, come Pulcheria, imperatrice di Bisanzio; come Olga, principessa di Kiev; come Clotilde, regina dei Franchi; come Adelaide, regina d’Italia; come Edvire, duchessa di Slesia; come Margherita di Scozia, e tante altre fino a Maria Cristiana di Savoia?.. E si vede anche il Medio-Evo, popolato da gruppetti femminili che esercitarono un’influenza di primo piano, come lo accertano i documentati volumi di Regina Permoud, medievalista di vaglia, coi suoi scritti: “I Santi nel Medio-Evo” e “La donna al tempo delle cattedrali”. C’è da rimanere sbalorditi! E non posso dimenticare, qui, anche l’opera di Karl Elisabeth Borragen: “Le Madri della Chiesa” - il Medio-Evo (M. D’Auria Editore), in cui cita le Austriaci della tarda antichità, dell’epoca bizantina e dell’alto Medioevale, guardando le grandi donne della cultura monastica, quali: Eloisa Ildegarda di Bingen; Hernada di Landaberg; Chiara d’Assisi; Hadewijch Beatrice di Nazaret; le scrittrici del monastero di Helfta; Angela da Foligno; Margherita d’Oingt; Margherita Porete; Brigida di Svezia; Caterina da Siena; Giuliana di Norwich; Margey Kempe; Caterina Vegri; Cristina de Pizan... “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Come si vede, le donne, anche nello studio, hanno talora smantellato non poche barriere costruite dagli uomini. La storia, l’agiografia e gli scritti delle donne medioevali dimostrano quanto esse abbiano saputo sfruttare le scienze religiose per la loro auto-affermazione, un vero modello di auto-determinazione femminile! Anche nel Medio-Evo, dunque, le donne non erano tutte ignoranti e analfabete, anzi! non poche di esse hanno raggiunto alti livelli di cultura. Le scuole e le classi dei Conventi maschili e le classi dei Monasteri femminili erano affollate di ragazzi e di ragazze. Tra i copisti di codici vi furono anche non poche copiste, Suore e laiche, che diedero vita a non poche opere originali. Per esempio: il più antico trattato di pedagogia, il “Liber manualis”, fu scritto da una donna, una mamma cristiana di nome Duoda, nonna di Guglielmo Pio, il quale ha dato il via alla fondazione di Cluny, l’abbazia famosa per la riforma religiosa. Anche la letteratura tedesca del decimo secolo ebbe, per primo nome, la badessa di Gandersheim, Rosvita. Pure la prima opera mistica, in volgare, “La luce della divinità”, fu scritta, nel 1250, da una donna, Margherita di Magdeburgo, una semplice Religiosa, come pure un’altra semplice Religiosa scrisse un opera mistica: “L’araldo dell’amore divino”. E vi sono anche tre scrittrici di valore, come Herrade di Landsberg, che scrisse il celebre “Hortus deliciarum”, un compendio delle nozioni del suo tempo; e come la santa Ildegarda di Bingen, che scrisse tre opere: “Il libro dei meriti della vita”, “il libro delle opere divine”, e lo “Scivias” (= conosci le vie del Signore). A seguito del Medio-Evo, le figure di donne eccezionali furono più che numerose, come si può constatare nella scheda che daremo più sotto; e non sono certo uscite dall’ammasso terrorista, né dalle schiere della droga, né dalle passerelle di passeggiatrici impudiche, figlie della società del consumismo, schiave strumentalizzate per l’impurità. Eccone i nomi: “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 S. Maria Goretti. S. Caterina de Ricci. Caterina di Genova, mistica; Angela Merici, Fondatrice d’Ordine; Teresa di Gesù, mistica; Caterina de Ricci, mistica; Maria Maddalena de Pazzi, mistica; Rosa da Lima, mistica; Giovanna Francesca Frémyot de Chantal, Fondatrice d’Ordine; Luigia de Marillac, Fondatrice d’Ordine; Giovanna de Lestonnac, Fondatrice d’Ordine; Lucia Filippini, Fondatrice d’Ordine; Veronica Giuliani, mistica; Teresa Margherita Redi, carmelitana; Maria Francesca delle Cinque Piaghe, di N.S.; Giovanna Antida Thouret, Fondatrice d’Ordine; Elisabetta Bichier das Ages; Maddalena Sofia Barat, Fondatrice d’Ordine; Vincenza Gerosa; Maria Maddalena Postel, Fondatrice d’Ordine; Emilia di Rodat, Fondatrice d’Ordine; Maria Michela del SS. Sacramento, Fondatrice d’Ordine; Maria Eufrasia Pelletier, Fondatrice d’Ordine; Caterina Labouré; Bernardetta Soubirous, la “veggente di Lourdes”; Maria Giuseppa Rossello, Fondatrice d’Ordine; Teresa del Bambino Gesù, mistica; Maria Goretti, martire; Gemma Galgani, mistica; Francesca Saveria Cabrini, Fondatrice d’Ordine; ecc. ecc... *** S. Francesca De Chantal. La Chiesa dei Santi, dei Martiri, dei Confessori e delle Vergini, è mille volte più numerosa di quell’elenco sopra! Per persuadersene, basta anche solo vedere i 1330 Beati e i 483 Santi proclamati da Giovanni Paolo II; ci si renderebbe conto della fecondità della nostra Fede cattolica dall’inizio del cristianesimo fino ad oggi, che vede scorrere sangue cristiano e che subisce persecuzioni in tutti i Paesi dominati dall’Islam e da altre false religioni, ma che costituiscono le più belle e gloriose pagine della nostra Storia Cristiana! 7 EUCARISTIA REDEMTIONIS SACRAMENTUM della dott.ssa Maria Pia Mancini 2 TESTO COMMENTO Par. 46 Par. 46 Il fedele laico chiamato a prestare il suo aiuto nelle celebrazioni liturgiche occorre che sia debitamente preparato e che si distingua per vita cristiana, fede, condotta e fedeltà al Magistero della Chiesa... La fedeltà dei fedeli laici, alias dei neo-catecumenali, chiamati a prestare aiuto nelle celebrazioni liturgiche, è ampiamente dimostrata dalla loro perfetta aderenza ai princìpi rinnovatori che guidano Roma modernista! Non c’è da preoccuparsi. Essi, poi, non solo destano meraviglia, ma addirittura scadalo in quei fedeli che hanno la sventura di assistere ai loro riti manifestamente eterodossi. Non sono loro che, solo attraverso il cammino di conoscenza ritengono di salvarsi? Par. 47 Par. 47 ... Quando tali associazioni assumono carattere internazionale, spetta alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti erigerle o esaminare e approvare i loro statuti. A tale servizio dell’altare si possono ammettere fanciulle o donne a giudizio del Vescovo diocesano e nel rispetto delle norme stabilite. Le associazioni a carattere internazionale, cui si fa riferimento, sono senza dubbio il Cammino Neo-catecumenale e il Rinnovamento dello Spirito, di provata origine protestante. Visto che spetta alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti esaminare ed approvare i loro statuti, come mai a tutt’oggi le eresie delle catechesi neo-catecumenali, incoraggiate e sollecitate da Vescovi, non sono anccora state eliminate, nonostante l’approvazione “ad experimentum” del loro statuto? L’ammettere le donne sull’altare, naturalmente a giudizio dei Vescovi protestantizzati, non è segno di accondiscendenza verso i luterani? 8 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Par. 67 Par. 67 ... Va da sé che tutte le interpretazioni della Sacra Scrittura debbano essere ricondotte a Cristo come superemo cardine dell’economia della salvezza, ma ciò avvenga tenendo anche conto dello specifico contesto della celebrazione liturgica... La rilettura della S. Scrittura e la revisione storica dei Vangeli sono veramente ricondotte a Cristo come supremo cardine dell’economia della salvezza? Piuttosto non si sta riducendo anche il fuolo storico del Cristo-Dio-Messia per compiacere i Suoi rinnegatori? In qual modo, poi, il ruolo di Cristo va considerato, tenendo conto dello specifico contesto della celebrazione liturgica: là dove viene rinnegato, bisogna sminuirNe l’importanza? Par. 70 Par. 70 ... Pertanto, il denaro, come pure le altre offerte per i poveri, siano collocati in un luogo adatto, ma fuori della mensa eucaristica... Non altare, ma Mensa eucaristica, per ricondurre al concetto di Cena, Convivio, non a quello autentico di S. Messa. Par. 71 Par. 71 ... È, invece, l’atto penitenziale da eseguire all’inizio della Messa, in particolare secondo la sua prima forma, ad avere carattere di riconciliazione tra i fratelli. L’atto penitenziale, da sempre, è inteso come riconciliazione prima con Dio. Kiko e i protestanti lo ritengono mezzo di riconciliazione con i fratelli e di riammissione nella comunità. Par. 72 Par. 72 Conviene «che ciascuno dia la pace soltanto a coloro che gli stanno più vicino, in modo sobrio»... Perché non viene eliminato totalmente il segno protestante della pace, motivo di sacrilegio e di “mercato” in concomitanza con l’Agnus Dei? Par. 73 Par. 73 ... Il gesto della frazione del pane, infatti, «compiuto da Cristo nell’ultima Cena, che sin dal tempo apostolico ha dato il nome a tutta l’azione eucaristica, significa che i molti fedeli, nella Comunione derivante dall’unico pane di vita, che è il Cristo morto e risorto per la salvezza del mondo, costituiscono un solo corpo (1 Cor 10, 17)»... Si ribadisce il concetto modernista della S. Messa quale memoriale della frazione del pane compiuta da Cristo nell’ultima Cena, ponendo l’accento soprattutto sulla Comunione dei fedeili e non sull SS.mo Sacrificio della Croce ripresentato sull’altare, grazie al quale abbiamo il perdono dei peccati e il SS.mo Sacramento. È la solita ambiguità che cerca di accontentare tutti. Si cominci, per correggere gli abusi diffusi, con il vietare i sacrilegi graditi ai luterani e con il riaffermare che solo dall’intima, individuale unione con Dio può scaturire l’amore per gli altri. Par. 84 Par. 84 Inoltre, se si celebra la santa Messa per una grande folla o, per esempio, nelle grandi città, occorre che si faccia attenzione affinché per mancanza di consapevolezza non accedano alla santa Comunione anche i non cattolici o perfino i non cristiani,.. Si raccomanda, in presenza di folla, di accertarsi se chi si comunica non sia di fede diversa dal cattolicesimo. Se la Comunione è posta sulle mani tese, confuse tra la gente, come fa il Ministro a porre certe domande? Gli autori del documento hanno mai assistito alle Comunioni di massa? Par. 89 Par. 89 Affinché, anche «per mezzo dei segni, la Comunione appaia meglio come partecipazione al Sacrificio che si celebra», è da preferirsi che i fedeli possano riceverla con ostie consacrate nella stessa Messa. Ritorna l’intento di non scontentare protestanti e neo-catecumenali che negano la presenza reale di Cristo nei Tabernacoli. Per loro, infatti, il Signore è presente solo simbolicamente e limitatamente alla durata della Celebrazione. In caso contrario, perché si raccomanda che: “affinché, anche per mezzo dei segni la Comunione appaia meglio come partecipazione al Sacrificio che si celebra il fedele possa riceverla con ostie consacrate alla stessa Messa?” In quelle riposte nel Tabernacolo non c’è Gesù in corpo, sangue, anima e divinità? Di quali “segni” ha bisogno il vero credente? Par. 92 Par. 92 Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia... Si finge d’ignorare la larga difusione in tutte le parrocchie di tutte le regioni, grazie alla decisione della CEI per aderire alla richiesta dei Vescovi dei paesi protestanti, dell’abominio della Comunione sulle mani. Come può essere usato il piattino, se non viene reintrodotta, come sola maniera di comunicarsi, la comunione sulla lingua? Par. 100 Par. 100 Al fine di manifestare ai fedeli con maggior chiarezza la pienezza del segno nel convivio eucaristico, sono ammessi alla Comunione sotto le due specie nei casi citati nei libri liturgici anche i fedeli laici, con il presupposto e l’incessante accompagnamento di una debita catechesi circa i principi dogmatici fis- Finalmente in modo inequivocabile è espresso il vero significato, modernista, della S. Comunione con l’uso delle parole “pienezza del segno nel convivio eucaristico”. Essa è dunque innanzitutto ridotta a “segno nel convivio”. Non si comprende, in simile contesto, l’accenno al vilipeso e ignorato Concilio di “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 9 sati in materia dal Concilio Ecumenico Tridentino. Trento, soprattutto ad opera dei promotori di una chiesa parallela a quella di Roma. La raccomandazione della Comunione sotto le due specie, inoltre, contraddice quanto è stato finora addotto a motivo della Sua assunzione con le mani: l’igiene e la paura delle malattie. L’uso della cannuccia o del cucchiaino non sono “escamotages” per uniformarsi ai protestanti che si comunicano, appunto, sotto le due specie? Par. 106 Par. 106 ... Per ricevere il Sangue del Signore non si utilizzino in nessun caso brocche, crateri o altri vasi non intergralmente rispondenti alle norme stabilite. Si richiama l’attenzione sulla qualità dei sacri vasi, oggi diffusi in varie fogge e nei materiali più disparati, ma si evita di fare il benché minimo accenno alla volontà di eliminare l’abominio della Comunione sulle mani (definito da Madre Teresa di Calcutta il più grave peccato del XX secolo). Non sono forse lorde le mani di chi ha appena scambiato il segno della pace o ha toccato i soldi delle offerte? Non è favorita in tal modo anche la vendita del Corpo di Cristo alle sètte sataniche, che mostrano peraltro, sia pure a modo loro, di possedere una fede che a noi manca? A Dio interessano maggiormente i calici o il sacrilegio codificato da chi ha voluto compiacere gli avversari di Cristo e della Sua Chiesa? Par. 107 Par. 107 Secondo la normativa stabilita dai canoni, «chi getta via le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; il chierico inoltre può essere punito con altra pena, non esclusa la dimissione dallo stato clericale». All’interno di questo caso si deve considerare annoverabile qualunque azione volontariamente e gravemente volta a dispregio delle sacre specie. In base a quanto disposto dal presente paragrafo, i neo-catecumenali, anziché essere elogiati dal Vaticano e intronizzati dai Vescovi nelle parrocchie, dovrebbero essere soggetti alla scomunica “latae sententiae” proprio per il loro modo di trattare le Sacre Specie, i Dogmi e la Liturgia del Cattolicesimo: calpestano i frammenti con il ballo santo; sconsacrano il “pane azzimo” avanzato dalla Celebrazione; non credono alla reale presenza nel tabernacolo; prendono in giro le processioni eucaristiche ed irridono il Concilio di Trento ovvero il Depositum fidei di Santa Romana Chiesa. Par. 114 Par. 114 «Nelle Messe domenicali della parrocchia, in quanto “domunità eucaristica”, è normale poi che si ritrovino i vari gruppi, movimenti, associazioni, le stesse piccole comunità religiose in essa presenti». Benché sia possibile, a norma del diritto, celebrare la Messa per gruppi particolari, ciononostante tali gruppi non sono dispensati dalla fedele osservanza delle norme liturgiche. Ancora una volta si mimetizzano le comunità neo-catecumenali con i gruppi, le associazioni, usando un linguaggio ambiguo, se pur formalmente corretto. Par. 117 Par. 117 ... È pertanto riprovevole qualunque uso, per il quale ci si serva nella celebrazione della Messa di vasi comuni o piuttosto scadenti quanto alla qualità o privi di qualsiasi valore artistico, ovvero di semplici cestini o altri vasi in vetro, argilla, creta o altro materiale facilmente frangibile. Ciò vale anche per i metalli e altri materiali facili ad alterarsi. So omsoste siòòa qualità dei sacri vasi; ma le mani di chi osa toccare il Santissimo Corpo di Cristo sono purificate? Che fine fanno i frammenti, in cui la presenza reale, alla maniera protestante, oggi è messa in dubbio anche da Kiko Argüello e dalla Gerarchia modernista che lo sostiene nel suo presunto apostolato? Par. 130 Par. 130 «Secondo la struttura di ciascuna chiesa e le legittime consuetudini locali, il Santissimo Sacramento sia conservato nel tabernacolo in una parte della chiesa di particolare dignita, elevata, ben visibile e decorosamente ornata». Si dispone che il Santissimo Sacramento sia collocato in una parte della Chiesa di particolare dignità, ma si evita di disporre che sia ricollocato nell’altare centrale (non Mensa); in tal modo si inculca, subdoilamente, nel fedele, l’idea della non centralità di Cristo nella Sua Chiesa e nella storia. Non è a questo definitivo capovolgimento che mira l’ecumenismo? Par. 162 Par. 162 La Chiesa, nel giorno che prende il nome di “domenica”, si raduna insieme fedelmente per commemorare, specialmente con la celebrazione della Messa, la resurrezione del Signore e tutto il mistero pasquale... Finalmente è detto chiaramente ciò che la prassi ecumenica del Vaticano II ha instaurato in ordine alla S. Messa che si è ridotta a “commemorare, specialmente, la resurrezione del Signore e tutot il mistero pasquale”. La Messa è una festa che celebra la memoria della resurrezione, non è più Sacrificio. Si rallegrino Kiko ed il suo seguito; ormai loro rappresentano la moderna chiesa opposta a quella Santa Apostolica Romana. 10 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Il documento che, ad un primo superficiale esame, può apparire correttivo dei numerosi disordini in ordine alla dottrina e alla liturgia, in realtà si rivela ingannevole per i fedeli, perché conferma il rinnovamento in atto, essendo Vaticano II e Nuova Messa i punti fermi dell’orientamento di una Chiesa resa protestante, ormai parallela a quella Eterna e Romana. Pare impossibile cambiare il corso degli eventi: ecumenismo, umanesimo, giacobinismo e dialogo, hanno sepolto la sana Tradizione e hanno collocato al primo posto la convivenza umana con le sue esigenze. Non c’è salvezza senza Cristo: se non si ripristina ufficialmente la S. Messa di S. Pio V, oggi deliberatamente avversata; se non si elimina l’uso sacrilego della Comunione sulle mani; se si permette la dis- sacrazione dei luoghi sacri con abbigliamenti indecorosi; se non si ritorna all’esaltazione e al rispetto della Croce e del Sacrificio di Cristo, inutilmente si cercherà la pace. La liturgia ibrida e la mancanza di santi pastori sono permissioni del Cielo per le nostre iniquità e per la nostra superbia che ancora una volta grida a Dio: “Non serviam”! INSEGNAMENTI DEL PAPA PIO XI SUL “FALSO ECUMENISMO” – dall’Enciclica “Mortalium Animos” «Dio, Creatore di tutte le cose, fece in modo che potessimo conoscerLo e servirLo; al nostro servizio, pertanto, ha pieno diritto. Avrebbe potuto invero accontentarsi di prescrivere per il governo dell’umanità la sola legge naturale, cioè la legge che, nella creazione, aveva scritto nel cuore dell’uomo, e far poi regolare il progresso di quella legge dalla Sua ordinaria Provvidenza. Volle, tuttavia, fare delle leggi positive che noi dovessimo obbedire, e progressivamente, dall’inizio della razza umana fino alla venuta ed alla predicazione di Gesù Cristo, Egli stesso insegnò al genere umano i doveri che una creatura razionale ha verso il suo Creatore. «Evidentemente, perciò, nessuna religione può esser vera, salvo quella che riposa sulla rivelazione di Dio, una rivelazione cominciata fin dagli albori, continuata sotto l’Antica Legge, e condotta a compimento da Gesù Cristo stesso sotto la Nuova, Ora, se Dio ha parlato – ed è storicamente certo che infatti ha parlato – allora è chiaramente dovere dell’uomo di credere implicitamente la Sua rivelazione e di obbedire ai Suoi comandi. Affinché potessimo compiere correttamente entrambi le cose, per la gloria di Dio e la nostra stessa salvezza, il Figlio Unigenito di Dio fondò la Sua Chiesa sulla terra». «A tale scopo si organizzano congressi, incontri e conferenze a cui partecipa ampio concorso di uditori, dove tutti senza distinzione, non credenti di ogni tipo, come anche Cristiani, e perfino coloro che hanno infelicemente rifiutato Cristo e negato la Sua Divina Natura o missione, sono invitati ad unirsi alla discussione. Orbene, tali sforzi non possono ottenere alcun tipo di approvazione fra i Cattolici. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Essi presuppongono l’erronea veduta che tutte le religioni siano più o meno buone ed apprezzabili, in quanto tutte danno espressione, sotto varie forme, a quel senso innato che conduce gli uomini a Dio ed al riconoscimento obbediente della Sua legge... favorire questa opinione, pertanto, ed incoraggiare tali intraprese, equivale ad abbandonare la religione rivelata da Dio». «Commetteremo l’iniquità di sopportare che la verità, la verità rivelata da Dio, sia fatta oggetto di compromesso? Perché invero si tratta di difendere la verità rivelata. Gesù Cristo inviò i Suoi Apostoli in tutto il mondo per annunciare la Fede del Vangelo a ogni nazione, e per salvarle dall’errore. Egli volle che lo Spirito Santo insegnasse loro dapprima tutta la verità. Forse che ciò è stato reso oscuro nella Chiesa della quale Dio stesso è Legislatore e Guardiano? Il nostro Redentore disse chiaramente che il Suo Vangelo era da intendersi non solo per l’età apostolica ma per tutti i tempi. Può, allora, l’oggetto della Fede esser diventato nel corso del tempo così tenue ed incerto che oggi si debbano tollerare opinioni contraddittorie? Se fosse così, allora dovremmo ammettere che la venuta dello Spirito Santo sugli Apostoli, il perpetuo dimorare del medesimo Spirito nella Chiesa, secondo la precisa predicazione di Gesù Cristo, avrebbero perso secoli fa la loro efficacia e valore. Affermare questo sarebbe una bestemmia». «Stando così le cose, è chiaro che la Sede Apostolica non può in alcun modo prender parte a queste assemblee, né è lecito in alcun modo ai Cattolici di dare a tali intraprese il loro incoraggiamento o supporto. Se lo facessero, darebbero espressione ad una falsa Cristianità del tutto aliena rispetto all’unica Chiesa di Cristo». 11 Documenta-Facta per poi portarle come souvenir a casa e nei centri satanici. Eppure, moltissimi Vescovi e quasi la totalità dei Preti continua a dare la Comunione nelle mani, nonostante i numerossissimi sacrilegi eucaristici siano sempre in aumento! Ma guai alla sacra Gerarchia che insiste su questa linea satanica che ha danneggiato a fondo il senso del sacro e umiliato il Sacramento della Santa Eucarestia! NDIA OFFESE ALLA VERGINE - IL VATICANO STA ZITTO Madre di Dio diventa oggetto di gratuite e disgustose offese. È il caso del film “Dogma”, prodotto dai fratelli israeliti Harvey e Bob Weinstein della “Miramax”, una filiale della “Disney”. Nel film, uscito a New York ai primi di ottobre, e che verrà proiettato sugli schermi cinematografici del mondo intero, la Santa Vergine non è rimasta vergine, e una sua discendente deve, “a sua volta”, salvare il mondo. Essa lavora in una clinica di aborti e dichiara “è il mio modo per dire addio”. Così, tra profeti che si masturbano, “dio” che appare nei panni di una spogliarellista, e la messa che viene paragonata a un’orgia, si consuma l’ultima pubblica offesa alla Religione Cattolica e al Creatore. Ma dal Vaticano, dove fervono le prese di posizione, volte a rivedere e correggere la Fede “del passato”, nessuno appare a condannare le bestemmie del presente! più di 700 “siti satanici”. Si sa, con certezza, che il prezzo di un’Ostia consacrata, sulla rete, - che è strumento e mercato ideale per questi affari - varia dai 50 ai 200 Euro. E questo avviene soprattutto in tutte le basiliche. Molti turisti d’ogni fede prendono la “Comunione sulla mano” Anche dopo la loro sconfitta nelle elezioni dello scorso anno, gruppi anticristiani utilizzano minacce, violenze e omicidi per portare avanti i loro programmi per rafforzare l’induismo a spese delle altre religioni. S. Gilbert Raj, un missionario originario di Kerala, nell’India del Sud, è stato ucciso nello Stato di Orissa, a metà febbraio. Si era trasferito nello Stato di Orissa cinque anni fa e portava avanti un ministero di evangelizzazione, aiuto sociale e apertura di nuove chiese. “COMUNIONE SULLA MANO” E RITI SATANICI Su “Il Tempo” del 26 luglio 2004 avevamo letto che pochi giorni prima, nella chiesa di San Pietro Apostolo, vicino a Roma, ci fu un incendio doloso e anche un furto di Ostie consacrate. Ci fu più che un sospetto che, dietro, c’era l’ombra di “messe nere”, perché le sacre Ostie sono essenziali per i riti satanici. Su Internet compaiono 12 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 13 GIOVANNI PAOLO II ... passibile di scomunica? Alla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede S econdo il Codice di Diritto Canonico del 1917, l’ecclesiastico che venga meno ad un articolo di Fede decade “ipso facto” del suo ufficio. Nel Diritto attuale l’“ispo facto” è tolto, ma nel Diritto Divino (Sacra Scrittura) rimane espresso l’”anatema” contro chi attenti alla Parola di Dio. L’eletto Vescovo di Roma e di conseguenza Sommo Pontefice - Karol Wojtyla: 1) Ha espresso stima per l’Islam in se stesso, menzionati ai musulmani “i nostri rispettivi libri santi”, baciato il Corano, visitato il luogo a loro sacro, si è seduto alla pari con loro, dando perfino ad essi l’impressione che avesse apostatato; 2) Ha viaggiato per un quarto di secolo, procurando nel mondo accordo religioso tra la Fede rivelata e tutte le fedi umane e perfino diaboliche (vedi i Vudù); 3) Ha esaltato il “teologo” Martin Lutero e cercato compromessi con la “Riforma” protestante; 4) Ha invitato due volte ad Assisi esponenti di altri religioni, per pregare “simul cum eis”, nei nostri templi, coi loro simulacri sui nostri altari, autorizzandoli a pregare i loro falsi dei; 5) Si è recato a venerare il muro del pianto degli Ebrei; 6) Ha umiliato dinanzi al mondo la Santa Chiesa, condannando il suo agire nella storia in difesa della vera Fede, e attribuendole colpe di singole persone; 7) Ha vietato il “proselitismo”, rinnegando così l’im- pegno missionario della Chiesa, che ha ridotto a impegno sociale, per non offendere le altre fedi; 14 8) Si è lasciato marchiare la fronte da una adoratrice di Shiva; 9) Garantisce per buona una Messa di stampo protestantico, che sta rovinando la Fede. Non è più il “Sacrificio”, ma la tavolata dei credenti, che stanno perdendo il concetto di “Presenza Reale”; 10) Ha ammesso che Cristo non fosse più il Re delle Nazioni, mentre una volta cantavano “Te Natiomum Praesides honore tollant publico”. Si appella alla sola voce della coscienza. Filosofia errata! Per uno solo di questi fatti noi saremmo stati scomunicati. Per evitare uno solo di questi gesti, i Martiri cristiani hanno dato la vita tra atroci tormenti. Ora i Martiri non servono più. Questi sono autentici scandali, perché neanche destano meraviglia, ma sono acclamati dal “Cristo in terra”, il quale perciò non è solo eretico, ma eresiarca. Esorto, pertanto, insieme ai miei amici – che sono tanti – a prendere provvedimenti contro chi non può ritenersi più difensore della Fede. Dev.mo in Cristo dott. Prof. P. G. B. N.B. La lettera presentata alla Congregazione per la Dottrina della Fede e ricevuta da Mons. Guido Pozzo (che ha firmato nel verso), teologo, che mi ha detto che i gesti di Wojtyla sono solo atti politici di cortesia al fine della pace mondiale. Gli ho risposto che sono stati sciocchi i nostri martiri: con un solo “gesto politico di cortesia” sarebbero stati in pace con l’impero romano. Comunque, il Mons. Pozzo depreca che il Papa faccia politica. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Occhi sulla Politica Osservatorio “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) 6 NEGAZIONE DI VERITÀ ANCHE APPRESE DAL LUME DELLA RAGIONE Ma i Naturalisti vanno più oltre. Messisi audacemente, in cose di massima importanza per una via totalmente falsa, sia per la debolezza dell’umana natura, sia per giusto giudizio di Dio che punisce l’orgoPapa Leone XIII. glio, trascorrono precipitosi agli errori estremi. Così, avviene che le stesse verità, che si conoscono per lume naturale di ragione, quali sono, con assoluta certezza, l’esistenza di Dio, la spiritualità ed immortalità dell’anima umana, non hanno più per essi consistenza e certezza. Ora, negli scogli medesimi va per via non dissimile ad urtare la sètta Massonica. L’esistenza di Dio, è vero, i Frammassoni generalmente la professano: ma che questa non sia in ciascun di loro persuasione ferma e giudizio certo, essi stessi ne fan fede. Pertanto, non dissimulano, che nella famiglia Massonica la questione intorno a Dio è un princìpio grandissimo di discordia; ed anzi è noto, come pur di recente, si ebbero tra loro su questo punto gravi contese. Fatto sta che la sètta lascia agli iniziati libertà grande di sostenere circa Dio la tesi che vogliono, affermandone o negandone l’esistenza: e gli audaci negatori vi hanno accesso non men facile di quelli che, a guisa dei Panteisti, ammettono Iddio, ma ne travisano il concetto: ciò che in sostanza riesce a ritenere della divina natura non so quale assurdo simulacro, distruggendone la realtà, ora abbattuto o scalzato questo supremo fondamento, forza è che vacillino anche molte verità di ordine naturale, come la libera creazione del mondo, il governo universale della Provvidenza, l’immortalità dell’anima, la vita avvenire e sempiterna. QUELLO CHE NECESSARIAMENTE NE CONSEGUE NELLA PUBBLICA E PRIVATA MORALE Scomparsi poi questi, come dire, princìpi di natura, importantissimi per la speculativa e per la pratica, è agevole il vedere che cosa sia per addivenire il pubblico e il privato costume. Non parliamo delle virtù sovrannaturali, che senza special favore e dono di Dio nessuno può né esercitare, né conseguire, e delle quali non è possibile che si trovi vestigio in chi superbamente disconosce la redenzione del genere umano, la grazia Celeste, i Sacramenti, l’eterna beatitudine: parliamo dei doveri che procedono dalla onestà naturale. Imperocchè Iddio, Creatore e provvido reggitore del mondo; la legge eterna, che comanda il rispetto e proibisce la violazione dell’ordine naturale; il fine ultimo degli uomini, posto di gran lunga al di sopra delle create cose, fuori di questa terra; sono queste le sorgenti e i princìpi della giustizia e della moralità. I quali princìpi se, come fanno i Naturalisti ed altresì i Frammassoni, si tolgano via, istantaneamente l’etica naturale non ha più né dove appoggiarsi, né come sostenersi. E pertanto la morale, che sola ammettono i Frammassoni, e che vorrebbero educatrice unica della gioventù, è quella che chiamano “civile” e “indipendente”, ossia che prescinde affatto da ogni idea religiosa. (continua) “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 15 I SOGNI di A. Z. 1 LE DUE COLONNE La sera del 30 maggio 1862, prima che centinaia dei suoi ragazzi andassero a dormire, Don Bosco disse loro: «Vi voglio raccontare un sogno. È vero che chi sogna non ragiona, tuttavia io, che a voi racconterei persino i miei peccati, se non avessi paura di farvi scappare tutti e di far crollare la casa, ve lo racconto per vostra utilità spirituale. Il sogno l’ho fatto alcuni giorni fa. Figuratevi di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio sopra uno scoglio isolato, e di non vedere altro spazio di terra se non quello che vi sta sotto i piedi. In tutta quella vasta superficie di acqua, si vede una moltitudine innumerevole di navi schierate a battaglia; le loro prore terminano con un rostro di ferro acuto a guisa di coltello o di freccia, che, dove s’infigge, ferisce e trapassa ogni cosa. Queste navi sono armate di cannoni, cariche di fucili, di altre armi di ogni genere, di materie incendiarie, e anche di libri, e avanzano contro una nave molto più grossa e più alta di tutte loro, tentando di speronarla col rostro, di incendiarla o almeno di farle ogni guasto possibile. A quella maestosa nave ammiraglia, attrezzata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle e velieri che da lei ricevono i segnali di comando ed eseguono evoluzioni per difendersi dalle flotte avversarie. Il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici. In mezzo all’immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne, altissime, poco distanti l’una dall’altra. Sopra di una, vi è la statua della Vergine Immacolata, ai cui piedi pende un largo cartello con questa scritta: “Auxilium 16 S. Giovanni Bosco. Christianorum” (Aiuto dei Cristiani); sull’altra, che è molto più alta e grossa, sta un’Ostia di grandezza proporzionata alla colonna e sotto un altro cartello con le parole: “Salus credentium” (Salvezza dei credenti). Il comandante supremo sulla gran nave, che è il Romano Pontefice, vedendo il furore dei nemici e la situazione critica nella quale si trovano i suoi fedeli, pensa di convocare intorno a sé i Piloti delle navi secondarie (cioè i Vescovi) per tener consiglio e decidere sul da farsi. Tutti i Piloti salgono e si radunano intorno al Papa. Tengono concilio, ma infuriando il vento sempre di più e la tempesta, sono rimandati a governare le proprie navi. Fattasi un po’ di bonaccia, il Papa raduna per la seconda volta intorno a sé i Piloti, mentre la nave ammiraglia prosegue la sua rotta. Ma la burrasca ritorna spaventosa. Il Papa sta al timone e tutti i suoi sforzi sono diretti a portare la nave in mezzo alle due colonne, dalla sommità delle quali tutto intorno pendono molte àncore e grossi ganci attaccati a catene. Le navi nemiche scattano tutte ad assalirla e tentano ogni modo di arrestarla e farla sommergere. Le une con gli scritti, coi libri, con materie incendiarie di cui sono ripiene e che cercano di scaraventare a bordo; le altre coi cannoni, coi fucili e coi rostri. Il combattimento diventa sempre più accanito. Le prore nemiche l’urtano violentemente; ma inutili risultano i loro sforzi e il loro attacco. Invano ritentano la prova. Sciupano ogni loro fatica e munizione. La grande nave ammiraglia procede sicura e franca nel suo cammino. Avviene talvolta che, percossa da formidabili colpi, riporta nei suoi fianchi larga e profonda fessura; ma non appena è avvenuto il guasto, spira un Soffio (= lo Spirito Santo) dalle due colonne e le falle si richiudono e i fori si otturano. Scoppiano intanto i cannoni degli assalitori, si spezzano i fucili ogni altra arma e i rostri; si sconquassano molte navi e sprofondano nel mare. Allora, i nemici furibondi iniziano a combattere ad armi corte, cioè a distanza ravvicinata: con le mani, coi pugni, con le bestemmie e con le maledizioni. “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Quand’ecco che il Papa, colpito gravemente, cade. Subito coloro, che stanno insieme con lui, corrono ad aiutarlo e lo rialzano. Il Papa è colpito la seconda volta, cade di nuovo e muore. Un grido di vittoria e di giubilo si alza dai nemici; sulle loro navi dilaga un indicibile tripudio. Ma appena morto il Pontefice, un altro Papa sottentra al suo posto. I Piloti radunati lo hanno eletto così rapidamente, che la notizia della morte del Papa giunge con la notizia dell’elezione del successore. Gli avversari incominciano a perdersi di coraggio. Il nuovo Papa, sbaragliando e superando ogni ostacolo, guida la nave sino alle due colonne e, giunto in mezzo a esse, la lega con una catena che pendeva dalla prora a un’àncora della colonna su cui sta l’Ostia; e, con un’altra catena che pendeva a poppa, la lega dalla parte opposta a un’altra ancora appesa alla colonna, su cui è collocata la Vergine Immacolata. Allora succede un gran rivolgimento. Tutte le navi che fino a quel momento avevano combattuto contro la nave ammiraglia su cui sedeva il Papa, fuggono, si disperdono, si urtano e si fracassano a vicenda. Le une affondano e cercano di affondare le altre. Alcune navicelle che hanno combattuto valorosamente insieme col Papa vengono con le prime a legarsi a quelle colonne. Molte altre navi che, ritiratesi per timore della battaglia si trovano in gran lontananza, stanno prudentemente osservando, finché, dileguati nei gorghi dei mare i rottami di tutte le navi disfatte, a gran lena vogano alla volta di quelle due colonne, dove arrivate si attaccano ai ganci pendenti e lì rimangono tranquille e sicure, insieme con la nave ammiraglia su cui sta il Papa. Nel mare regna una gran calma, una calma sovrana». Don Bosco, a questo punto, interrogò Don Rua: «Che cosa pensi tu di questo racconto?». Don Rua rispose: «Mi pare che la nave del Papa sia la Chiesa, di cui è il Capo; le navi sono gli uomini; il mare è questo mondo. Quelli che difendono la grossa nave sono i buoni affezionati alla Santa Sede; gli altri sono i suoi nemici, che con ogni sorta di armi tentano di annientarla. Le due colonne di salvezza mi sembra che siano la devozione a Maria Immacolata e al Santissimo Sacramento dell’Eucaristia». Don Rua non parlò del Papa caduto e morto, e Don Bosco tacque pure su di ciò. Solo aggiunse: «Dicesti bene. Bisogna soltanto correggere un’espressione: le navi dei nemici sono le persecuzioni. Si preparano gravissimi travagli per la Chiesa. Quello che finora fu, è quasi nulla a confronto di ciò che dovrà accadere. I suoi nemici sono raffigurati nelle navi che tentano di affondare, se gli riuscisse, la nave ammiraglia. Due soli mezzi restano per salvarsi tra tanto pericolo e scompiglio: devozione a Maria Immacolata e frequenza alla Confessione e Comunione. Occorre adoperare ogni mezzo e fare del nostro meglio per praticarli e farli praticare dovunque e da tutti. Buona notte! Interpretazione Nella vicenda simbolica della nave di Pietro e delle due colonne si possono individuare, dal 1862, i seguenti avvenimenti: – lo scontro frontale tra la Chiesa e le forze avverse ad essa; – il susseguirsi di due Concili: il Vaticano I con il rientro dei Vescovi nelle proprie diocesi a causa dell’assalto di Roma nel 1970; una certa calma tra i due Concili grazie all’intervento di Pio X contro il modernismo con l’enciclica “Pascendi”; il Vaticano II con l’acuirsi della lotta contro la Chiesa (neo-modernismo ecc.); l’assalto della massoneria del comunismo, del laicismo anticristiano; – il ferimento di Giovanni Paolo II e il suo martirio; – la pronta elezione del suo successore, che riporterà la Chiesa alla fermezza della Fede rinnovando il culto all’Eucaristia e all’Immacolata; – la dispersione delle forze avverse, la resipiscenza degli insicuri e tentennanti, e un’èra di pace della Chiesa. *** Il 6 di luglio, D. Bosco sognò di trovarsi insieme con la marchesa in una piazzetta prospiciente un’ampia pianura. Egli vedeva i giovani dell’Oratorio ricrearsi allegramente su quella spianata. Nel parlar di essi al Santo, la marchesa approvava il suo apostolato, ma riservava a se stessa di occuparsi delle ragazze. Mentre si discuteva, i giovani, divenuti a un tratto silenziosi, fuggirono terrorizzati chi da una parte e chi da un’altra per l’improvvisa comparsa di un cavallo rosso che correva velocemente verso di essi, la criniera al vento. Con le orecchie dritte e gli occhi corruscanti, correva così celermente da sembrar che avesse le ali. Che razza di cavallo è mai quello?! – domandai allora – È forse un demonio sbucato dagli abissi infernali? - È un cavallo dell’Apocalisse! – mi fu risposto. Sembra che quel cavallo raffigurasse la democrazia settaria la quale, infuriata contro la Chiesa, avanzava con grave danno dell’ordine sociale; essa s’imponeva sui governi, sulle scuole, sui municipi e sui tiribunali... Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) (continua) Novit à Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 17 IL CRITERIO DELLA VERITÀ Cattolici, Papisti, Episcopaliani, Ortodossi, Protestanti, ecc. di Don G. E. 1 L o sfascio del cattolicesimo, evidente agli occhi di tutti, che si manifesta nella demolizione progressiva della Fede e della morale cristiana, e nell’apostasia avanzante, costringono ogni persona che cerca sinceramente la verità, a chiedersi qual è il criterio di discernimento della Verità. La Rivelazione divina ci da già la risposta essenziale: “Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo” (1 Gv. 4, 2-3); e: “Dai loro frutti li potrete riconoscere” (Mt. 7, 20). Dunque, il criterio è l’assoluta fedeltà a Gesù Cristo: Figlio di Dio fatto uomo e Salvatore, (coi frutti che, a riprova, ne conseguono). Vediamo ora di esplicitarlo meglio, con le principali scelte possibili: Cattolici, Papisti, Episcopaliani, Ortodossi, Protestanti, ecc. za di Gesù Cristo (Gv. Capp. 15-16), anche in quelle ulteriori esplicitazioni che per i primi dodici apostoli erano premature e di cui non potevano ancora portare il peso (Gv. 16, 12). 4) Perciò la Comunità dei credenti in Dio/Trinità, cioè in Dio/Padre, in Dio/Gesù Cristo, in Dio/Spirito Santo, non è una comunità Immobile/Statica, ma è un Corpo vivo, il Corpo Mistico di Gesù, animato dallo Spirito Santo (1 Cor. 6, 19). Cristo risorto e S. Tommaso. CATTOLICI 5) Questo Corpo, proprio perché vivo, ha sì una continua crescita nella conoscenza di Dio, ma sempre nella piena e assoluta fedeltà alla propria identità, e senza mai minimamente contraddire la propria identità. È il concetto che meglio di ogni altro Padre della Chiesa è stato riconosciuto essere stato espresso da S. Vincenzo di Lerins; crescita che: “retineat integritatem, proprietatem, ac in suo tantum genere crescat, in eodem scilicet domate, eodem sensu eademque sententia”. “conservi l’integrità, la proprietà, e si sviluppi solo secondo il proprio genere, ossia nello stesso pensiero e nello stesso senso”1. È cattolico chi: 1) Dal corretto e normale uso della ragione che cerca la Verità, arriva necessariamente all’esistenza di un Essere Supremo, Creatore e ordinatore, cioè Dio (Sap. 13, 1, Rom. 1, 19). 2) Riconosce che se Dio si rivela all’umanità (che lo cerca e che produce le religioni umane), dà dei “segni di credibilità” per farsi riconoscere con certezza: ed è questa la Rivelazione ebraico Vetero-Testamentaria. (Es. 15, 11; Dt. 4, 34; Sal. 72, 18, ecc). 3) La pienezza dei segni di credibilità della Rivelazione iniziata nell’Antico Testamento, si ha in Gesù Cristo che: 18 A) adempiendo (Lui solo e nessun altro…) Tutte le profezie vetero-testamentarie; B) con meravigliosa sovrabbondanza di segni e miracoli (Gv. 10, 25); C) da il potere di rinnovare, in suo Nome, anche ai credenti in Lui: come di fatto avviene a tutt’oggi nella Chiesa Cattolica; D) con una meravigliosa dottrina che spiritualizza ed umanizza; Rivela e Prova di essere il Figlio di Dio incarnatosi per la nostra salvezza e santificazione. Figlio di Dio che fonda la sua Chiesa: Comunità dei credenti in Lui, fondata gerarchicamente sugli apostoli, animata ed assistita da Dio Spirito Santo che testimonia ed approfondisce nei discepoli la conoscen- 6) Nella riflessione sulle conseguenze delle verità di Fede e di Morale (da cui dipende la salvezza eterna delle anime), si è giunti alla conclusione che il Magistero della Gerarchia della Chiesa di Gesù Cristo (Papa, e Concilio dei Vescovi col Papa) quando prendono la responsabilità di definire come dogma una verità di fede o di morale, godono dell’assistenza dello Spirito Santo e sono infallibili. Per la gravità delle conseguenze, (e per i penosi e concreti casi di infedeltà e abuso di autorità che la storia ecclesiastica purtroppo ricorda) l’esercizio delle infallibilità ha però delle condizioni ben precise, definite espressamente dal Papa e Vescovi al Concilio Vaticano I2: “Il Ve“Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 scovo di Roma, quando parla ex cathedra, cioè, quando adempiendo il suo ufficio di pastore e di dottore di tutti i cristiani, definisce in virtù della suprema autorità apostolica, che una dottrina in materia di fede o di morale deve essere ammessa da tutta la Chiesa, gode per quell’assistenza divina che gli è stata promessa nella persona del beato Pietro, dell’infallibilità…”. Oltre a questo Magistero pontificio, espressamente dichiarato infallibile, si parla anche di Magistero autentico infallibile, quando i Papi, pur non avendola ancora definita esplicitamente di Fede ex cathedra, ripropongono ripetutamente, nei secoli, la stessa ed identica dottrina di Fede o morale. Cioè essa sia “tradizionale”, da qui la formula papale ricorrente: “come insegnato dai nostri predecessori”. 7) È perciò espressamente escluso, che il Papa, o i Vescovi si allontanino dal deposito della Fede ed insegnino dottrine “nuove”. “Timoteo custodisci il deposito” 1 Tim. 6, 20; “Custodisci il buon deposito” (Tim. 1, 14); “Se qualcuno vi annuncia un Vangelo diverso: sia anatema!” (Gal. 1, 8); “Chi aggiungerà qualcosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli” (Apoc. 22, 18). “Non abbiamo nessun potere contro la verità, bensì a pro della verità” (2 Cor. 13, 8); “per edificare, non per distruggere” (2 Cor. 13, 10); per “confermare nella Fede” (Lc. 22, 32); “Infatti ai successori di Pietro lo Spirito Santo non è stato promesso perché manifestassero una nuova dottrina, ma perché con la sua assistenza custodissero santamente ed esponessero fedelmente la rivelazione trasmessa agli apostoli, cioè il deposito della fede”3. 8) Ciò promesso: Dio, nel pieno della dignità e alla responsabilità dell’uomo fatto a sua immagine (= intelligente e libero), lascia che ciascuno, con la sua intelligenza e coscienza dimostri il suo sommo amore per la Verità (che è un aspetto di Dio stesso), nel verificare se le affermazioni, che ci vengono proposte come “Verità” dai teologi, dai Vescovi, dai Papi e dai Concili, rispettino tutte le suddette condizioni di autenticità e credibilità. 9) Quando l’insegnamento anche del Papa e dei Vescovi non è conforme al “Deposito della Fede”, ogni fedele ha il diritto/dovere di respingerlo e di denunciarlo: “Se c’è un pericolo per la Fede,i Superiori devono essere rimproverati anche pubblicamente dai loro sudditi” (S. Tommaso d’Aq., S.Th. II, II, q.33, a.4, ad2). “Com’è legittimo resistere ad un Papa che aggredisca il corpo, così è legittimo resistere ad un Papa che aggredisca le anime, o a maggior ragione, a un Papa che cerchi di distruggere la Chiesa” (S. Roberto Bellarmino, “De Romano pontefice” II cap. 29). Perciò: - Il CATTOLICO non è un fungo fresco, o un pio idiota, che ha ipso facto l’età e le idee del Papa attuale, o del suo Vescovo, e che è obbligato a dire sempre e solo: “Signor Sì!” al suo Vescovo o al Papa. - Il CATTOLICO ha ormai il tesoro inestimabile di 2.000 anni di esperienza di Fede, di Magistero , di Santità, della storia della Chiesa Cattolica. - Il CATTOLICO ogni volta che il suo Parroco, o Vescovo, o Papa gli propone un cammino di fede o di impegno pastorale, è tenuto ad accoglierlo alla sottintesa precisa condizione che il suo Parroco, Vescovo o Papa rispetti la fedeltà al tesoro inestimabile di 2.000 anni di esperienza di Fede, di Magistero, di Santità della storia della Chiesa cattolica. E, in caso di ulteriori esplicitazioni, approfondimenti, o adattamenti alla situazione storico/culturale: sia rispettata la Regola di San Vincenzo di Lerins: “Crescita omogenea ST” (come ogni essere vivente; Contraddizione e negazione delle dottrine già definite ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) dogma di fede o di Morale: NO!.. Perché altrimenti ci sarebbe la negazione della presenza dello Spirito Santo nella Chiesa; Spirito Santo che non può contraddire se stesso! - Il CATTOLICO, ogni volta che il suo Parroco, o Vescovo, o Papa, gli propone un cammino di Fede che no rispetta la fedeltà al tesoro inestimabile di 2.000 anni di esperienza di fede, di Magistero, di santità della storia della Chiesa Cattolica (ed in caso di ulteriori esplicitazini, approfondimenti, o adattamenti alla situazione storico/culturale, non rispetta la regola di san Vincenzo di Lerins: Crescita solo se omogenea), è tenuto, in coscienza, a non obbedire e a denunciare: 1) l’abuso di autorità; 2) il pericolo per la vita spirituale di tutti. È proprio quello che hanno fatto: - Gesù coi Sommi Sacerdoti e Sinedrio del suo tempo; - Pietro e gli altri Apostoli col Sinedrio: “Se sia giusto obbedire a voi più che a Dio, giudicatelo voi stessi. Noi non possiamo tacere…” (At. 5, 29). - Paolo con Pietro stesso, circa le osservanze giudaiche: “Io mi opposi a Cefa a viso aperto perché evidentemente aveva torto” (Gal. 2, 11). Da quanto fin qui detto, ogni sincero amante della VERITÀ comprende come sian giustificate le preoccupate riserve che i veri CATTOLICI hanno nei confronti delle scelte pastorali del Concilio Vaticano II, e dei Papi: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II. (continua) NOTE 1 Cfr. “Commonitorium” 23, PL 50, 668°; Id. Pio IX, “Ineffabilis Deus”, DS 2802; Concilio Vaticano I, “Dei Filius”, DS 3020. 2 Cfr. “Pastor eternus”, DS 3074. 3 Cfr. Concilio Vaticano I, “Pastor eternus”, DS 3070. Novit à Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 19 SALVIAMO LA FAMIGLIA! di Don Mario Gatti 20 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 I BOMBARDAMENTI ANGLO-AMERICANI SU MONTECASSINO “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 21 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Don Villa, ho ricevuto giorni fa, i libri e gli opuscoli che Le avevo ordinato e che ho già cominciato a leggere con grande interesse, soprattutto quelli sul cardinale Martini che io già sapevo essere un “progressista” ma non credevo mai che le sue dichiarazioni ed i suoi libri arrivassero a tanta apostasia di tutto l’insegnamento millenario della Chiesa! Gli auguro tutto il bene possibile, ma anche che si converta, prima di tutto! Intanto, Le dico che ricevo sempre molto volentieri la Sua rivista che leggo con molta attenzione e partecipazione, facendone leggere degli articoli anche a mia moglie che, purtroppo (!) non li condivide tutti; dice anzi, ingenuamente che, secondo lei, NULLA nella Chiesa è cambiato, rispetto ai tempi di Pio XII, e che, dopo il Concilio sono cambiate SOLO cose di “secondaria” importanza, mentre la “sostanza” non è cambiata e “TUTTO” è rimasto “come prima”! L’atteggiamento di mia moglie (che per certi aspetti è una santa donna!) è quello, purtroppo di migliaia di “cattolici” istupiditi dalla martellante propaganda dell’ecumenismo e dalla abiura di tanti “preti” che tradiscono la loro missione di evangelizzare gli infedeli, gli immigrati, ecc… altro che “fare ammucchiate” catto-islamicheprotestanti-ortodosse-pagane-buddisteinduiste. Ecc.!! Le auguro tanto bene, tanta buona salute e raccomandandomi alle Sue preghiere nella S.te Messa, di non mi resta che salutarLa distintamente con tutti i Suoi collaboratori! Che Cristo regni! Suo dev.mo ammiratore (Dott. G. L. – Siena) *** Rev.mo Don Luigi, (…) Nel ringraziarLa per il suo coraggio e la sua Fede, Le invio i più cari saluti e auguri. (P. M. – IS) *** Rev.do Don Villa, nel ringraziarLa cordialmente per i libri… mi congratulo con Lei per l’enorme lavoro che volge a fine di tenere accesa la fiaccola della tradizione cattolica. Le formulo i miei più sentiti e cordiali auguri!.. (dott. B. T. – Teramo) *** Rev.mo Mons. Villa, Lei è come un contro-veleno in questo tempo nella Chiesa in cui germina, come zizzania, spacciatori di narcotici. Mirabili sono le Sue esposizioni dottrinali nei confronti degli errori, premeditati e consapevoli… anche al cardinale Ratzinger riguardo al suo disgregante ecumenismo. Amo credere che sia un uomo di carattere e, meditando la sua requisitoria penso che sarà convento a inchinarsi ai suoi apostolici richiami. Vi ringrazio delle Vostre confortanti preghiere. È di gran lunga più prezioso quello che Voi mi date che non quello che io possa offrirVi. Con i più cordiali auguri, mi segno sempre alla Vostra stima! (G. N. – Gorizia) SASSI NEL PANTANO di Salvatore Macca Il titolo di questo libro simboleggia il mio tentativo, compiuto lanciando sassi nel pantano, di agitare, di smuovere le acque di una palude, l’Italia degli ultimi sessant’anni, al fine di stimolare l’afflusso di acque nuove, pure, limpide e fresche, in grado di rivitalizzarla facendo scomparire l’acquitrinio, e, con esso, tutto ciò che di negativo suscita e contiene: miasmi maleodoranti, rospi gracidanti, zanzare malefiche. Non è questa la prima volta che opero in tale direzione, e sono convinto che qualche risultato si ottenga sempre. “Gutta cavat lapidem”, la goccia scava la pietra, la tenacia e la perseveranza, prima o poi, finiscono col premiare. Avverto subito i lettori che questo libro, sebbene rechi la mia firma, non l’ho scritto io, ma gli autori di torti, ingiustizie, malefatte, prepotenze, delitti, individuali o di Stato, commessi da Italiani e da stranieri, soprattutto Inglesi e Americani, da me riportati, commentati, condannati nelle pagine del libro. L’autore Per richieste: Telefonare a: 030. 3750855 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 22 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 INDICE GENERALE Gennaio 368 2 5 7 8 11 12 14 17 19 22 23 24 Marzo Le radici cristiane d’Europa del sac. dott. Luigi Villa Tentativi di snaturamento della concezione di “famiglia” di A. Faustini Letterina di Natale della dott.ssa M. Pia Mancini Una grande rapina: i piani criminali dei banchieri multinazionali (2) intervista a Radio Show di Alex Jones a Greg Palast Occhi sulla politica Documenta-Facta Memorandum Turchia (2) del dott. R. Sgarbanti – I giganti del male – La Tradizione-Tradimento della Giudeo-Massoneria (2) a cura di A. Z. L’Immacolata e la storia (2) di Don D. Torre Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla III Domenica del Tempo Ord. alla II Domenica di Quaresima) Febbraio 369 (Dalla III Domenica di Quaresima alla II Domenica di Pasqua) 2005 - n° 2005 - n° 3 7 0 2 3 Santa Pasqua! Si può accusare il Vaticano II di “Liberalismo”? del sac. dott. Luigi Villa 6 Diamo a Dio ciò che è di Dio della dott.ssa M. Pia Mancini 8 Qual è lo spirito del Vaticano Secondo? (2) del dott. Homero Johas 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Memorandum Turchia (4) del dott. R. Sgarbanti (Dalla Pentecoste alla XI Domenica del Tempo Ordinario) Maggio 372 2005 - n° 2 3 Consacrazione a Maria Giovanni Paolo II è morto del sac. dott. Luigi Villa 10 Terri Schiavo: testimonianza di un’anima della dott.ssa M. Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Smobilitazione della Confessione (2) di A. Z. 17 La resistenza devota di C. S. 17 Introduzione alla Sacra Scrittura (1) del sac. dott. G. Pace 18 – I giganti del male – Harry Solomon Truman a cura di A. Z. 20 Bibliografia: gli Ebrei e la Chiesa 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla III Domenica di Pasqua all’Ascensione del Signore) 20 Torri gemelle: il grande inganno (1) del sac. D. E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XII Domenica del Tempo Ord. alla XVII Domenica del Tempo Ord.) Giugno 2005 - n° Aprile 2005 - n° 3 7 3 2005 - n° 3 7 1 2 2 Siamo al princìpio della fine? del sac. dott. Luigi Villa 6 L’uomo: dio a se stesso? della prof.ssa M. Pia Mancini 8 Qual è lo spirito del Vaticano Secondo (1) del dott. Homero Johas 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Memorandum Turchia (3) del dott. R. Sgarbanti 18 – I giganti del male – La Tradizione-Tradimento della Giudeo-Massoneria (3) a cura di A. Z. 20 ... e Adamo si vide nudo... di A. Z. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 2 6 8 10 11 12 14 17 20 22 23 La “Nuova Religione” del sac. dott. Luigi Villa Ecumenismo ad ogni costo? del oprof. dott. Georg May Uno storico protestante rivela l’influenza della Massoneria nella Spagna attuale Tsunami: castigo di Dio? della dott.ssa M. Pia Mancini Occhi sulla politica Documenta-Facta Smobilitazione della Confessione (1) di A. Z. L’apostasia di Mario Luzi del prof. dott. D. Pastorelli – I giganti del male – Franklin Delano Roosevelt a cura di A. Z. Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A Telegramma di auguri a Papa Benedetto XVI 3 Eccellenze- Cardinali e Vescovi svegliatevi! del sac. dott. Luigi Villa 8 Un libro ignoto del sacerdote Karol Wojtyla la Direzione di “Chiesa viva” 10 Il massacro dei cristiani armeni 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Fraterna Caritas della dott.ssa M. Pia Mancini 16 In morte di Mario Luzi (1) del prof. dott. D. Pastorelli 17 Introduzione alla Sacra Scrittura (2) del sac. dott. G. Pace 20 Torri gemelle: il grande inganno (2) del sac. D. E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. 23 Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla XIV Domenica del Tempo Ord. alla XIX Domenica del Tempo Ord.) Luglio-Agosto n° 3 7 4 2 6 8 10 11 12 14 16 17 20 22 23 24 Un ennesimo attacco della Massoneria contro la Chiesa cattolica del sac. dott. Luigi Villa “Oh, se scendessi!” (1) di A. Z. Nell’anno dell’Eucarestia del card. G. Siri Appello a Sua Santità Benedetto XVI della dott.ssa M. Pia Mancini Occhi sulla politica Documenta-Facta Satana e il Male (1) di L. Crescini In morte di Mario Luzi (2) del prof. dott. D. Pastorelli Introduzione alla Sacra Scrittura (3) del sac. dott. G. Pace Torri gemelle: il grande inganno (3) del sac. D. E. Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XXI Domenica del Tempo Ord. alla XXV Domenica del Tempo Ord.) Settembre 375 2 5 7 9 11 12 14 16 2005 - 2005 - n° Sulla ventilata beatificazione di Wojtyla dell’avv. S. Macca Fede o consolidarieta? del sac. dott. Luigi Villa “Oh, se scendessi!” (1) di A. Z. Non prevalebunt! della dott.ssa M. Pia Mancini Occhi sulla politica Documenta-Facta Libera Chiesa in libero Stato? (1) di A. Z. Satana e il Male (1) di L. Crescini 18 Introduzione alla Sacra Scrittura (4) del sac. dott. G. Pace 20 Torri gemelle: il grande inganno (4) del sac. D. E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XXVI Domenica del Tempo Ord. alla XXX Domenica del Tempo Ord.) Ottobre 376 2 5 9 11 12 14 16 17 20 22 23 24 2 10 11 12 14 16 18 20 2005 - n° Papa Giovanni Paolo II ha persino cambiato la dottrina mariana Comunicarsi sulla mano: peccato? del sac. dott. Luigi Villa Referendum fecondazione assistita: albero del bene e del male della dott.ssa M. Pia Mancini Occhi sulla politica Documenta-Facta I messaggi subliminali (1) di P. G. Dell’Aglio Libera Chiesa in libero Stato? (2) di A. Z. Introduzione alla Sacra Scrittura (5) del sac. dott. G. Pace Torri gemelle: il grande inganno (5) del sac. D. E. Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di p. Alessandro Scurani s. j. Epistole e Vangeli - Anno A (Dalla XXXI Domenica del Tempo Ord. alla XXXIV Domenica del Tempo Ord.) Novembre 377 6 2005 Giovanni Paolo II – un Pontificato enigma – - n° 22 23 del sac. dott Luigi Villa Eucaristia Redentionis Sacramentum della dott.ssa M. Pia Mancini Indulgentia plenaria Occhi sulla politica Documenta-Facta I messaggi subliminali (2) di P. G. Dell’Aglio Ragli ecumenici di D. B. Introduzione alla Sacra Scrittura (6) del sac. dott. G. Pace Un appello a tutti i cattolici d’iNghilterra e d’Irlanda, turbati dagli sconvolgimenti nella Chiesa di Padre J. W. Flanagan Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione In Libreria DICEMBRE 2005 SOMMARIO N. 378 LA DONNA 2 Santo Natale! 4 La donna del sac. dott. Luigi Villa 8 Eucaristia Redentionis Sacramentum (2) della dott.ssa M. Pia Mancini 12 Documenta-Facta 14 Giovanni Paolo II ... passibile di scomunica? del dott. prof. P.G.B. 15 Occhi sulla politica 16 I sogni di Don Bosco (1) di A. Z. 18 Il criterio della verità (1) di Don G.E. 20 Salviamo la famiglia! di Don M. Gatti 21 I bombardamenti anglo-americani su Montecassino 22 Lettere alla Direzione - In Libreria 23 Indice generale anno 2005 SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla Solennità del Santo Natale all’Epifania del Signore) 24 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2005 Chiesaviva ANNO XXXVI - N° 379 GENNAIO 2006 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Laa baa rcc a di Pietro s u l’on n de.. . . UNA PROVA STORICA DELL’ESISTENZA DEL LIBRO IGNOTO ED ERETICO DEL SACERDOTE KAROL WOJTYLA Riproduciamo, a pagina seguente, il documento apparso sul foglio cattolico statunitense “To Jesus through Mary”, in data 25 marzo 1991, di cui forniamo la traduzione del testo in italiano. Il prof. Manfred Erren della Germania ha scoperto un libro intitolato: “Person und Tat” (= “Persona e Azione”) del giovane sacerdote Karol Wojtyla, nella sua traduzione tedesca di Herbert Springer, e pubblicato da “Verlag Herder”, Hermann Herderstr, 4D 7800, Freiberg in Breisgau, 1981. L’originale, in polacco, “Osoba i czyn” era stato pubblicato agli inizi del 1969, da D. Reidel Publishing Company Dordrecht, Olanda. Queste informazioni si riscontrano in “Sodalitas”, n. 43 March 1989, pubblicato dal Dr. W. Baisier, a Plantinkaai, 2 Anvers (Anversa), Belgio. Le seguenti sono alcune delle 37 “tesi” estratte da Hermann Humpert dal libro di Wojtyla: 2 Tesi n° 15 L’ORTODOSSIA DI GIOVANNI PAOLO II PAPA GIOVANNI PAOLO II è STATO L’AUTORE DI UN LIBRO APPENA SCOPERTO, CHE FU PUBBLICATO IN OLANDA NEL 1969 E TRADOTTO IN TEDESCO NEL 1981. (Di seguito, presentiamo alcuni estratti. È importante notare che nella sua prima enciclica, “Redemptor Hominis”, il Papa ha menzionato l’uomo 110 volte, mentre Dio è stato menzionato soLo circa 10 volte). Dio non è un essere storico che collabora con l’uomo - e l’uomo non collabora con Dio, ma agisce solamente in collaborazione con altri uomini. La religione non trae la sua origine dalla rivelazione divina, ma è semplicemente frutto dell’immaginazione umana. La religione cattolica non differisce dagli altri culti. Tesi n° 16 La rivelazione divina è impossibile da dimostrare. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 3 Tesi n° 17 Tesi n° 32 Tesi n° 18 Tesi n° 33 Tesi n° 21 Tesi n° 35 Il solo reale significato del Nuovo Testamento si trova nelle spiegazioni di carattere filosofico. Ciascun mistero divino è da considerarsi come variazione o sfumatura di un sistema di puro pensiero. Il cristianesimo dogmatico tradizionale è uno di tali sistemi erronei. Una comunità puramente umana, solidale e universale; - questa è la vera chiesa cristiana secondo il significato del Vangelo, inteso in una maniera nuova, del tutto contraria alla chiesa totalitaria esistente. Tesi n° 22 Sono i princìpi quali “il dialogo” e “il prossimo” che conducono alla salvezza del cristianesimo, - non la rivelazione della creazione, la redenzione o il giudizio universale. Non c’è motivo di preoccuparsi per le anime dei bambini abortiti. Esse sono salve in quanto il peccato originale non esiste. Non c’è motivo di battezzare o di usare altre forme tradizionali di incorporazione di non cristiani o non credenti, e nemmeno di convertire i seguaci di altre religioni. L’uomo è il Dio visibile. Vedere l’uomo è vedere Dio. Ecco, quindi, un vero ritratto di Giovanni Paolo II dipinto da lui stesso. Da “Regurum Dei” del gennaio 1990. Direttore: Padre Jan Sieradgare, 145 Margueretta St., Toronto, Canada. Tesi n° 24 La salvezza - l’autorealizzazione dell’umanità - non ha natura eterna. Non porterà all’uomo mortale nessuna resurrezione della carne. L’ingenua speranza di una vita eterna - come la credenza nell’assunzione e il ritorno del Signore nel Suo corpo - non devono essere concepiti altro che simbolicamente. Tesi n° 25 Nell’altro mondo, dopo la morte, non saremo ricompensati per le nostre buone azioni, e nemmeno puniti per i nostri peccati. Tesi n° 27 Moriranno anche coloro che vedranno realizzato un mondo completamente umanizzato, e, in questa maniera, si compirà la loro salvezza. Tesi n° 28 Come può l’uomo crearsi l’anima con tanta facilità? Perché egli non la crea dal nulla, ma dalla materia esistente: l’anima animale, evoluta filogeneticamente, che egli ha ricevuto dai suoi genitori, dai suoi avi e dalle scimmie e che egli deve solo migliorare. 4 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 CRISI DELLA CHIESA – uno sguardo – del sac. dott. Luigi Villa È dei “segni dei tempi”, e voluta subito da mons. G. B. Montini, allora Sostituto in Segreteria di Stato, il quale, poi, fatto Papa, la rimise in auge, caparbiamente, contro la “condanna” espressa dalla Sacra Congregazione del Sant’Uffizio, per le gravi defezioni e i gravi episodi occorsi. Ma Chenu, per quella “incarnazione del sacerdozio”, lo voleva far scendere anche a livellamento profano, nell’azione, per essere “uomo tra gli uomini”...1 Da notare che mons. Montini e il card. Roncalli (allora nunzio a Parigi succube di Montini), furono entrambi fautori dei “preti operai”! Anche dopo la condanna del S Uffizio, “Mons. Montini, sia in privato che in pubblico, parlò sempre in favore dello sviluppo dei “preti operai”. Da sapere che il filo-modernista G. B. Montini non fu mai un vero seminarista, perché frequentò il Seminario di Brescia solo da esterno. Quindi, lo si può dire un “autodidatta”, sia in filosofia, sia in teologia, «Esentato dalle lezioni di classe, fece gli studi a casa.., ad eccezione di pochissimi mesi. Il corso di studi in Seminario fu da lui compiuto, in toto, da solo»2. Più che di teologia, però, si dilettava di letteratura, e per di più si manteneva in contatto con personaggi e ambienti modernisti. Ad esempio: fu frequentatore assiduo, anche da sacer- sotto gli occhi di tutti, ormai, la “crisi dottrinale e morale” della Chiesa post-conciliare; una crisi che era già stata predetta dal card. L. Billot ancora prima della venuta del Vaticano II, il quale aveva predetto che, nella eventualità di un Concilio, i neo-modernisti ne avrebbero approfittato per imporre la loro rivoluzione. Come difatti fu; e fu un turbine di dottrine ereticali e di fatti aberranti!.. Si ripudiò tutto il patrimonio della bimillenaria tradizione ecclesiastica; si contestò il magistero del Papa e dei Vescovi; si violò sfacciatamente il celibato sacerdotale, chiedendone l’abolizione; si reclamò una teologia senza dogmi; si pretese una morale senza tanti obblighi; si volle “reinterpretare” e “ridimensionare” e “ridurre” a misura d’uomo ogni articolo del “Credo”; ecc. ecc.. Anche la “crisi protestante” fu così: una crisi di fede e un rifiuto dell’autorità di Roma. Prendiamo, in primis, la “riforma dei Seminari” stilata dal card. Garrone; una “riforma” sbagliata!.. Alla base di questo stravolgimento fu l’ostracismo dato al soprannaturale. “Religione e sacerdozio incarnati” ne fu lo slogan. Sottolineo, perciò, l’invenzione dei “preti operai”, fatta dal “vecchio” domenicano (solo per abito!) MarieDominique Chenu, l’inventore anche 1 Cfr. Chenu, in “Concilium” 3,1960, p. 152). “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Paolo VI che indossa l’Ephod, lo stesso monile che Caifa indossava quando condannò a morte Gesù Cristo! 2 Cfr. Wiliams E. Barret, p. 64. 5 dote, del salotto del conte Gallarati Scotti, un ritrovo dei più noti esponenti del modernismo italiano e straniero! È da sapere anche che, a Roma, quando era già assistente della FUCI, veniva giudicato dai gesuiti (di allora!) e dal Vicario di Roma, il card. Marchetti Selvaggiani, come «persona da sorvegliarsi in ogni atteggiamento, sia pratico che dottrinale, alla quale non è far torto attribuire inquietanti intenzioni»3. Per questo, fu sempre in odore di “modernismo”! Pio XII finirà poi con l’allontanarlo da Roma! Quando morì Papa Giovanni XXIII e si dava per certo l’elezione di Montini, i membri del Sacro Collegio furono “avvertiti” che ciò sarebbe stato “un grave pericolo per la Fede!”. Ma, purtroppo, questo avvertimento fu vano! Molti cardinali erano stati eletti per i suoi “buoni uffici”. Così, divenuto papa, Montini poté imporre dall’alto quei suoi orientamenti liberali e filo-modernisti che aveva respirato fin dalla giovinezza, iniziando quella folle e rovinosa operazione di sperimentazione, nella Chiesa, delle “novità” propugnate dai modernisti! Faccio, qui, degli “accenni” a questo suo “parallelismo antitetico” al pontificato di S. Pio X, il quale aveva eretto “barriere” contro il modernismo; barriere che Paolo VI abbattè, con decisione caparbia, l’una dopo l’altra. Per esempio: – S. Pio X, col Motu proprio “Sacrorum Antistitum” (sett. 1910), aveva imposto il “giuramento antimodernista”. Paolo VI lo abolì! – S. Pio X, contro gli ecclesiastici che impugnavano il “Decreto Lamentabili” e l’enciclica “Pascendi”, col Motu Proprio del 18 nov. 1907, comminò la scomunica “latae sententiae”, riservata al Romano Pontefice. Paolo VI la distrusse, imponendo che non si parlasse neppure più di scomuniche! (E allora, perché quella solo di Lefebvre?). – Ancora: per fronteggiare quella “sintesi di tutte le eresie”, qual era il modernismo, S. Pio X aveva riorganizzato il Sant’Uffizio, con la Costituzione “Sapienti Consilio” del 29 giugno 1908, ma Paolo VI, con grave insipiente consiglio, lo distrusse, lo 3 6 abolì, dichiarando addirittura che di “eresie” e di “disordini generalizzati”, “grazie a Dio non ne esistevano più nel seno della Chiesa”4 e che “alla difesa della Fede, ora (?!) si provvedeva meglio, promuovendo la Dottrina” invece di condannare (1965). (Forse che la Chiesa non aveva più il gravissimo dovere di usare il suo potere coercitivo, di cui San Pio X. l’aveva provveduta Gesù stesso, contro la pervicacia degli eretici?..). Così, l’ex Sant’Uffizio fu chiamato “Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede”; un organismo che non condanna più, ma che emette, di tanto in tanto, delle “Note” (che nessuno legge e che i preti in massa tengono in non cale!) per segnalare qualche “errore” tra i tantissimi che nascono e circolano liberamente nel mare magnum delle eresie! – Ancora: S. Pio X, per assicurare la “catechesi” dalla manipolazione dei modernisti, aveva voluto un catechismo fondamentale, unico per tutta la Chiesa. Paolo VI , però, diede l’ostracismo anche al catechismo di S. Pio X, e volle il “pluralismo” an- Cfr. Lettera di G. B. Montini al suo Vescovo di Brescia, in data 19 marzo 1933. che nella catechesi, mostrandosi persino scandalosamente tollerante con l’eretico “Catechismo Olandese”, prototipo di tutti i catechismi, spuntati, poi, come funghi, in tutte le diocesi della Chiesa! – Mentre S. Pio X aveva sventata l’insidiosa tattica dei modernisti, che presentavano i loro errori, “sparsi e legati”, denunciando con l’enciclica “Pascendi” quelle pericolose “novità” come “un vero e proprio sistema di errori organizzato”, Paolo VI, subito, brutalmente, svelò il suo volto modernista, quando ci fu il XX anniversario di quella grande Enciclica, attraverso i mass media (Radio Vaticana del 4 e 6 settembre 1977 e l’Osservatore Romano dell’8 settembre 1977) che definirono la “Pascendi” uno “svelamento” del modernismo, ma “storicamente non del tutto rispettoso”. Non solo, ma denigrò la lotta antimodernista di S. Pio X affermando che “non si seppe o non si volle o non si ebbe il rispettoso coraggio di leggere nella loro realtà, distinzione e differenze”. (Quindi, S. Pio X sarebbe stato un imbecille, o un disonesto, o un pusillanime?)... Questa fu la “commemorazione” di quel grande Papa e Santo che, nell’animo di Montini, ha rivelato la sua ruggine e il suo ben noto marchio modernista di sempre, ripudiando quei documenti saggi e ispirati, perché sarebbero stati un “taglio improvviso di germogli, allora in cerca di crescita”, mentre, in realtà, si erano dimostrati non “germogli”, ma solo zizzania che soffocava quasi tutto il buon grano che aveva raccolto la Chiesa! – E ancora: S. Pio X, per contrastare il passo al razionalismo modernista nell’esegesi biblica, aveva dato stabilità alla “Pontificia Commissione Biblica”, voluta da Leone XIII, e con “Motu Proprio” del 18 nov. 1907 aveva decretato che «Tutti sono tenuti, in coscienza, a sottomettersi alle decisioni passate e future della Pontificia Commissione Biblica, non altrimenti che ai Decreti Dottrinali delle “Sacre Congregazioni” approvate dal Pontefice». Oggi, però, non c’è più questo obbligo di coscienza, perché Paolo VI ri- 4 Cfr. “Ecclesiam Suam”. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 dusse quella “Pontificia Commissione Biblica” a una sezione della inerme, per non dire inutile, “Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede”! – Inoltre, S. Pio X, per mettere al riparo dal modernismo, in campo biblico, gli studiosi di scienze della Sacra scrittura, eresse in Roma, il 7 maggio 1909, il “Pontificio Istituto Biblico”. Oggi, grazie ancora a Paolo VI, questo Istituto è un covo e una fucina di modernisti, i più inquinanti la Chiesa! Ricordo, qui, che nel 1964, Paolo VI richiamò al Biblico i gesuiti Zerwik e Lyonnet, già espulsi e condannati dal S. Uffizio! – Inoltre, S. Pio X, per assicurare una formazione del Clero dottrinalmente ortodossa, volle i “Seminari Regionali”, ed emanò le “Norme per l’ordinamento educativo e disciplinare dei Seminari d’Italia”. Ebbene, Paolo VI affidò alla Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica (e per i Seminari) al card. Garrone che, in Concilio, sferrò un feroce attacco proprio ai “Seminari Regionali”, che poi fece demolire! – E ancora: S. Pio X, per consolidare la compagine ecclesiastica, fece l’unificazione delle leggi ecclesiastiche con il Codice di Diritto Canonico (poi promulgato da Benedetto XV). Paolo VI, però, a brevissima distanza, (quindi, senza necessità!) volle un “nuovo Codice”, e questo solo per aprire ai principali modernisti! – Infine, S. Pio X condannò, decisamente, l’inter-confessionalismo, perché nocivo alla Fede dei cattolici e perché genera l’indifferentismo. Paolo VI, invece, volle questo scriteriato “ecumenismo” modernista, che S. Pio X aveva già definito: «Carità senza Fede, tenera assai per i miscredenti, la quale apre a tutti, purtroppo, la via all’eterna rovina”! Ma Montini da cardinale a Milano, nel 1958 aveva già detto. «I confini della ortodossia non coincidono con quelli della carità pastorale» (?!). (Quindi: la “pastorale” è al di sopra della Fede? (!!!). E da Papa continuò sulla stessa linea!). *** È storia, ormai, che l’attuale “disordine” ecclesiale è venuto dall’alto. 5 Con Paolo VI, i cardinali del dissenso e i vescovi vindici della “collegialità”! Le varie Conferenze Episcopali, “teologi”-“periti” conciliari sono i fautori di questa crisi che ha alterato la dottrina cattolica e creato tanta confusione. Si pensi al disegno attuato da Paolo VI nell’elezione dei cardinali, nella scelta dei vescovi: elementi, cioè, decisi a questa svolta rivoluzionaria della Chiesa. Nel 1989, per esempio, Paolo VI nominò ben 20 nuovi cardinali tutti “progressisti”, desiderosi di “riforme”, pronti ad attaccare la Curia Romana, come un Evaristo Arns e un Aloisio Lorscheide, del Brasile; come un Bernardin Gantin, del Benin, un Jaime Sin, delle Filippine, e un Eduardo Pironio, dell’Argentina... E lo scopo di Paolo VI era che quei suoi neo-eletti, quando dovevano vo- dei vescovi. Dovevano essere “non tradizionalisti”. Lo ha confessato anche il card. Ratzinger nel suo “Rapporto sulla Fede”: «Nei primi anni dopo il Vaticano II - scrive il cardinale - il candidato all’episcopato sembrava essere un sacerdote che fosse, anzitutto, “aperto al mondo”; in ogni caso, questo requisito veniva messo al primo posto»! Ma furono esperienze amare! Ci si doveva accorgere che occorrevano vescovi non solo “aperti al mondo”, ma soprattutto capaci di opporsi al mondo, alle sue tendenze negative per sanarle e mettere in guardia i fedeli!.. Inoltre, per Paolo VI era essenziale, per eleggere un vescovo, che fosse di tendenza di “sinistra”, “progressista”; un vescovo che attuasse il Concilio Vaticano II. Insomma, cioé, Paolo VI voleva che fossero un altro “se stesso”, così da scongiurare che la Chiesa “ritornasse indietro”! *** Paolo VI. tare per il suo successore, avessero a continuare le sue riforme!5 Era, dunque, una linea programmatica, tenacemente perseguita da Paolo VI. E così faceva anche la “cernita” Mi fermo qui, ma mi domando: come difenderci e come difendere l’integrità della nostra Fede cattolica in questa Chiesa lacerata, sbricciolata e devastata? Noi tutti siamo beneficiari della Redenzione di Cristo, mediante l’immolazione suprema della Croce, che continua tuttora, sul piano mistico, l’opera del Salvatore. Dopo la sua fondazione, la Chiesa cattolica continua realmente Gesù Cristo, il solo Salvatore delle anime di tutto il genere umano - come dice San Paolo - il Suo “Corpo Mistico”, così che tutti gli uomini di buona volontà possano salvarsi in Lui mediante la sua Passione, che si svolge attivamente in un perpetuo presente nel quale ogni uomo si trova misteriosamente incluso nel dramma del Calvario di Cristo. La Chiesa, perciò, per cooperare alla Redenzione del suo Fondatore, deve continuare a vivere la sua Passione, cooperare alla Redenzione, subire il Venerdì Santo, come l’ha subito Gesù! In realtà, la Chiesa, attraverso i secoli, ha sempre subìto il Venerdì Santo, perché il “peccato”, dopo il “peccato originale” è sempre stato nella Cfr. Thomas Gorgon e Max Morgan-Witts, “Dentro il Vaticano”. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 7 storia dell’uomo, ed è per esso che il riscatto delle anime si realizza attraverso la sofferenza del Calvario. Certo, la Chiesa ha sempre avuto una sua evoluzione, un suo sviluppo, appunto perché essa è un corpo vivo, una pianta che ingrandisce di anno in anno. Ma “evoluzione” non è “rivoluzione”. Una margherita non può trasformarsi in una ghianda. E allora, chi potrà salvare ancora questo Occidente sempre più in crisi anche nella Religione? Ci vorrebbero dei Santi Vescovi con la volontà ferma di difendere, usque “ad sanguinem”, i “diritti di Dio”, perché il suo nemico è sempre all’attacco per cancellarne anche il nome dalla faccia della terra: «Dobbiamo tessere con le nostre agili mani il sudario che seppellirà, un giorno, tutte le Religioni»6. Quindi, l’offensiva della Frammassoneria, contro tutta la Chiesa cattolica, è per stabilire un contropotere a quanto scrisse la Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1981: «Il giuramento negativo della Chiesa resta intatto, perché i princìpi massonici sono inconciliabili con la Dottrina della Chiesa». Ma per far saltare questo catenaccio, impiega dei Prelati traviati, come lo fu il Vescovo di Versailles, Mons. Charles Thomas che, in una sua conferenza all’Hotel della Grande Loggia, dopo aver parlato del “segreto massonico”, ebbe a dire. «Si può diven- L’ultima intervista del card. Ottaviani, dopo la soppressione del Sant’Uffizio voluta da Paolo VI. tare frammassoni quando si è cristiani cattolici? E si può diventare cristiani cattolici quando si è massoni?». Il cardinale Ratzinger rispose: questo è incompatibile! Ma allora, perché i frammassoni ci tengono tanto a far sapere della compatibilità tra le due appartenenze? Verrebbe a confonere tutte le religioni in una “Religione Universale”. «Se la Frammassoneria accoglie nel suo seno dei membri che sono di confessioni religiose varie, è per rispondere alla vocazione univer- sale, definita da Anderson e da Ramsay: unione fraterna di diverse confessioni religiose, come il Papa Giovanni Paolo II ne ha seguito l’esempio, invitando numerose connessioni ad incontrarsi ad Assisi il 27 ottobre 1986»7. E questo è anche il punto di vista del Grand-Orient. Su “Humanisme” (N° 208/209, marzo 1933), infatti, per un eventuale viaggio di Giovanni Paolo II in Israele, si leggeva: «Questo scalo del Papa a Gerusalemme, oggi accettato dal Governo israeliano, permetterà a Giovanni Paolo II di affibbiare Compostella, proclamando, sul posto, il più simbolico avvenimento d’un nuovo ordine mondiale di religioni. È evidentemente quello che sogna». È chiaro, quindi, che questa “Religione Universale” avrà per “Essere Supremo” il Grande Architetto dell’Universo della Frammassoneria, di cui i «Punti di vista iniziatica della Grande Loggia ci dicono che è un caso neutro, indefinito, ma aperto ad ogni comprensione. Ciascuno, cioè, potrà introdurre la forma del suo Dio»8. 6 Cfr. “Conveny de la Grande Loge de Fance”, ott. 1928, p. 128. 7 Cfr. “Points de vue initiatiques”, N° 89 dc 1993. 8 Cfr. PVI, N° 89, p. 36. Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) Novit à Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 PASTORI! AVETE SBAGLIATO TUTTO! di D. B. I l culto eucaristico, come oggi è ridotto, rischia il dissolvimento. Lo si vede dagli innumerevoli abusi che si verificano, ormai, nell’intera cristianità. Siccome la responsabilità ricade su di voi pastori, perché la gente ha obbedito ai vostri ordini, ci chiediamo: come mai, sotto la copertura dell’obbedienza, talvolta richiesta con abusi autoritari come l’ordine di emarginare i tabernacoli non motivato da alcun documento ufficiale, è avvenuto tanto sfascio? Un Santo Padre Pio non avrebbe mai consentito alle riforme da voi imposte, perché era un santo, come tanti altri che oggi piangono con lui. A chi gli chiedeva come mai la sua celebrazione del Sacrifico Eucaristico durasse così a lungo nonostante i dolori delle stigmate, il santo rispondeva: «Quando celebro sono appeso con Gesù sulla Croce». Egli sapeva che il celebrante era Cristo stesso appeso alla Croce, mentre lui era il suo ministro. Pensano così quelli che celebrano rivolti all’assemblea, distratti da chi entra e chi esce, preoccupati di compiacere i presenti con omelie passabili? È un aspetto che fa rimpiangere la celebrazione rivolta al Crocifisso, come auspicava il card. Ratzinger nel suo volume “Lo spirito della Liturgia”. Ma quale santo avrebbe consentito al trattamento attuale dell’Eucaristia? Francesco di Sales, in visita al duomo di Milano in costruzione, a chi gli chiedeva se avesse visto tanta profusione di marmi, rispose: «Che volete? La presenza di Gesù nel Tabernacolo ha talmente assorbito il mio spirito, che è scomparsa ai miei occhi tutta la bellezza dell’arte». Non c’è santo che non attingesse la sua forza dall’Eucarestia: ricordiamo Caterina da Siena che entrava in estasi con l’anima più unita a Gesù che al proprio corpo. Ricordiamo Francesco d’Assisi che passava notti intere in adorazione, fino ai santi più vicini a noi, come Gio“Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 vanni Eudes, Pier Giuliano Eymard, il Cottolengo, Giovanni Bosco, Gemma Galgani, e tanti, tanti altri. Padre Pio non avrebbe certo scambiato gli inginocchiatoi con le poltrone, dato il suo forte senso della presenza di Dio. Non avrebbe dato la Comunione nelle mani, sapendo dove andavano a finire molte Ostie consacrate. Non avrebbe ingombrato la Messa con riti distrattivi, come lo scambio della pace prima della Comunione, e dopo di essa con avvisi, canti e chitarrate o peggio (danze in calzamaglia, clowns, ecc.) per impedire un minimo di ringraziamento. Non avrebbe bana- lizzato così sacrilegamente il culto eucaristico, come ormai avviene dappertutto, salvo rarissime eccezioni. Come mai è avvenuto tutto questo? Non capite, Pastori, che l’Eucarestia è il cuore pulsante della Chiesa? È Gesù nel Tabernacolo il suo timoniere sino alla fine dei tempi, il suo Pane quotidiano, la sua Luce! Non capite che la Chiesa è Gesù Eucarestia che unisce a sè i credenti per farne veri adoratori che adorino Dio in Spirito e Verità? Si sa che è stata un’astuta infiltrazione massonica anche ai vertici dell’alto clero: è inutile nascondere questa realtà ormai di pubblico dominio con nomi e cognomi ben documentati. È stato pubblicato un documento di prelati che lavoravano alle dipendenze della Massoneria per ribaltare i Seminari italiani. Che sacerdoti possono uscire da Seminari disastrati da teologie frammentarie e infette da modernismo? Da tanti anni, il disegno massonico di distruggere la Chiesa è noto, e il primo attacco riguarda appunto l’Eucaristia: tolta l’Eucaristia anche le maestose cattedrali del nord sono ridotte a profonde prospettive di morte. Con la strategia di Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore, l’operazione è conclusa: la Fede nella Presenza reale di Gesù nell’Eucaristia è in crisi di estinzione, e non sono soltanto i bambini a rendere l’Ostia nelle mani come un biscottino privo di sapore. Ma i Pastori? La Massoneria ha potuto contare e conta ancora molto sulla loro ignobile omertà. Che cosa è avvenuto in questi Vescovi, Preti, Consacrati? Se fossero stati santi, la dissacrazione non sarebbe stata possibile. È avvenuta quella profonda crisi di Fede chiamata progressismo che, in radice, è umanesimo ateo. Ha preso le mosse dalla nuova esegesi, che ha dissolto la credibilità del Vangelo, e il resto è venuto da sè. L’attuale trattamento dell’Eucaristia è la documentazione inoppugnabile della mediocrità intellettuale e spirituale di gran parte 9 del clero di oggi, quella che si è imposta sul resto riportando una vittoria contagiosa. Molti Pastori sono privi di difese immunologiche e spirituali. Il dissolvimento dottrinale ha messo i Pastori sul piano inclinato della mediocrità. Solo un sacerdote mediocre si permette di celebrare il Sacrificio Eucaristico con l’Eucaristia alle spalle, oppure di emarginare il Tabernacolo, di trascurare le genuflessioni, di affidare l’Eucaristia a mani sacrileghe. E poi, cosa facciamo, reverendi Pastori, per arginare il dilagare delle Comunioni sacrileghe? E non è l’affievolirsi del doveroso timor di Dio a dissolvere il senso morale delle masse e la perdita della Fede? Diciamolo chiaro: la massa dei consacrati, fatte le debite eccezioni, è caduta nella tiepidezza, esponendosi alla condanna di Cristo: «Conosco le tue azioni. So che non sei né freddo né fervente. Fossi tu freddo o fervente. Ma siccome sei tiepido, né fervente, né freddo, sto per vomitarti dalla mia bocca». (Ap. 3, 15s). Effetto scontato della tiepidezza è la perdita del discernimento spirituale. Gesù consiglia di comprare da Lui stesso il collirio da spalmare sugli occhi per vederci (Ap. 3, 18). Come i farisei. Molti tra i Pastori sono diventati ciechi e guide di ciechi. Non ci vedono più! Gesù si lamenta: «Nell’Eucaristia, che Io vi ho donato a prezzo della mia morte in croce, voi vedete un semplice simbolo di umana condivisione, di solidarietà, come usate dire (anche i ladri sono solidali nel rubare!), e non il Pane che dà la Vita divina: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in Me e Io in lui. Come il Padre, il Vivente, ha mandato Me e Io vivo per il Padre, così pure chi mangia di Me vivrà per me”» (Gv. 6, 57s). Avete tolto di vista l’Eucaristia relegandola in un cantuccio per mettere bene in vista voi stessi! Ma siete davvero così belli? Prima Cristo vi accreditava come suoi rappresentanti, alla luce del candelabro dalle sette fiamme, i sette doni del suo Spirito. Oggi, siete voi ad accreditare voi stessi, ma Cristo vi dice: «Non vi conosco! Via da me, voi tutti operatori d’iniquità» (Lc. 13, 25s). E non è la peggiore iniquità quella dell’uomo empio, figlio della perdizione, l’avversario che si innalza al di sopra di quanto è chiamato Dio fino ad assidersi nel tempio di Dio (2 Ts. 2, 3s), sul seggio riservato all’Altissimo? Voi vi vergognate dell’umile talare di Cristo e preferite presentarvi in maniche di camicia ad assolvere ciò che Cristo non assolverebbe mai. Voi, superiori religiosi, così poco significativi, dissolvendo il Sacerdozio, togliete il fondamento giuridico degli Istituti sacerdotali e annullate il diritto all’obbedienza dei sudditi. Come possiamo avere stima e fiducia in voi? Un Cardinale chiama i giovani di Taizé a dare testimonianza di fede nella sua diocesi: che testimonianza di fede possono dare se non credono nell’Eucaristia? E perché, invece, non ha mandato un centinaio di giovani adoratori della sua diocesi a Taizé a dare testimonianza di come si crede e si adora? Ma crede ancora nel Vangelo l’Arcivescovo di Milano? Questo ecumenismo, che dà di volta al cervello di Pastori mediocri, è un altro frutto della pochezza intellettuale e della tiepidezza di certi Pastori dimentichi dell’intera Scrittura. Che senso rimane agli altri aspetti del culto eucaristico? L’adorazione, la benedizione eucaristica, le processioni, il Viatico? Come auspicava un prete massone del secolo scorso, il sacerdote annunzia urbi et orbi la grande rivoluzione: il prete cessa di benedire per farsi sindacalista e imprenditore sociale. Siamo davvero lontani da questa metamorfosi satanica, se osserviamo tanti preti d’oggi che disertano il confessionale per organizzare passatempi e cene comunitarie meno faticose ed economicamente più redditizie di un’ora di adorazione? ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) Gesù ammonisce: «Se il sale diventa scipito, con che si renderà il sapore? A null’altro vale che essere buttato via e calpestato dagli uomini» (Mt. 5, 13). E molto clero è tale. Con che cosa si salerà? Il mondo è pieno di tutto, ma va inesorabilmente alla deriva; senza il Sacrificio Eucaristico di cristo come farà ad affrontare la guerra mondiale che minaccia la distruzione dell’intero pianeta? La riforma del culto eucaristico non dipenderà tanto dai sinodi o dalle adunate presbiteriali, ormai soggette a divergenze di opinioni anche su cose sostanziali. E neppure dai saggi interventi del Magistero: vediamo come sono inascoltati, e come decisioni indifferibili vengono dissolte al momento in cui vengono alla luce. La santità della Chiesa dipenderà dalla santificazione del clero. Dateci un clero santo, e i Tabernacoli torneranno al loro centro. Dateci un clero fervente, e l’Eucaristia sarà ricevuta in ginocchio. Dateci un clero che abbia il senso vivo della Maestà di Dio, e i segni dell’adorazione rifioriranno come si deve. Il decadimento del culto eucaristico nasce dalla banalizzazione dei segni. È male facilitare tutto all’inverosimile, perché tutti si accostino a ricevere il Signore. Avviene ciò che dice l’Apostolo: «Chi mangia e beve senza far distinzione di tal Corpo, mangia e beve la propria condanna. Perciò, tra voi molti sono ammalati e infermicci, e un buon numero sono morti» (1 Cor. 11, 29s). Non sono minacce vuote: gli esempi si moltiplicano tra gli stessi sacerdoti. Non abbiamo timore di mancare del rispetto dovuto al clero. Molto clero ha tradito Cristo e la sua Chiesa, e continua a tradire anche noi. La correzione di chi sbaglia, e sbaglia in misura così tragica, non è un lusso: è un dovere. Diciamo, senza mezzi termini ai nostri Vescovi, ai nostri Sacerdoti e ai Consacrati: «Avete sbagliato tutto! Tornate indietro! Convertitevi e credete al Vangelo!». No vit Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! à Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Occhi sulla Politica “IL SUPERUOMO” “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) Fra tutti i tuoi bei libri, Monsignore, L’ultimo, vale a dir: “Diminuzione del senso del peccato”, ho l’impressione Che in campo educativo sia il migliore; Ed io lo raccomando al buon lettore Di “Chiesa viva”, per la diffusione Urbi et Orbi - essendo una lezione, Che ci ammaestra ad evitar l’errore! Diminuisce il senso del peccato, Perché tutto è permesso e consentito, All’uomo sedicente “emancipato”, Ovvero al “superuomo progredito”, Che la Divina Legge ha rovesciato, E al Padreterno s’è sostituito! Prof. Arturo Sardini Chiusa Senza più punti di riferimento, L’uomo è sull’orlo dello smarrimento, Così come la barca in mezzo al mare, Se ignora il faro, rischia di affondare! SILENZIO DEGLI “ALLEATI” Gli ebrei furon davvero sterminati, Nella seconda Guerra Mondiale, Oppure i dati furono falsati Dal solito potere mass-mediale? Durante lo sterminio, gli Alleati, Con il silenzio cinico, immorale, Lasciarono i nazisti indisturbati, Nella inumana impresa criminale? C’è stato o non c’è stato lo sterminio? Se sì, mi chiedo: gli anglo-americani Perché se ne lavano le mani? Complici anch’essi, allor, dell’abominio, Oppure fu falsato lo scrutinio Dei morti, per motivi ancora arcani? Prof. Arturo Sardini Chiusa Se lo “sterminio” è vero, gli Alleati, Con i nazisti siano incriminati! Se lo “sterminio” è falso, almeno in parte, Allora si rivedano le carte! “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 7 QUELLO CHE NECESSARIAMENTE NE CONSEGUE NELLA PUBBLICA E PRIVATA MORALE Ma quanto sia povera, incerta e, ad ogni soffio di passione, variabile cotesta morale, lo dimostrano i dolorosi frutti, che già in parte appaiono. Imperocchè Papa Leone XIII. ovunque essa ha cominciato a dominare liberamente, dato lo sfratto all’educazione cristiana, la probità e l’integrità dei costumi scade rapidamente, orrende e mostruose opinioni levano la testa, e l’audacia dei delitti va crescendo in modo spaventoso. Il che si lamenta e si deplora da parte di tutti; e spesse volte, sforzati dalla verità, non pochi di quegli stessi l’attestano, che pur tutt’altro vorrebbero. Oltre a ciò, per essere l’umana natura infetta dalla colpa di origine, e però più proclive al vizio che alla virtù, non è possibile vivere onestamente senza mortificare le passioni, e sottomettere alla ragione gli appetiti. In questa pugna, è bene, spesso necessario, disprezzare i beni creati, e sottoporsi a molestie e sacrifici grandissimi, al fine di serbare sempre alla ragione vincitrice il suo impero. Ma i Naturalisti e i Massoni, ripudiando ogni divina rivelazione, negano il peccato originale, e stimano non esser punto affievolito né inclinato al male il libero arbitrio (Conc. Trd. Sess. VI, De Iustif., c. 1). Anzi, esagerando le forze e l’eccellenza della natura, e collocando in lei il princìpio e la norma unica della giustizia, non sanno pur concepire che, a frenarne i moti e moderarne gli appetiti, ci vogliono sforzi continui e somma costanza. E questa è la ragione, per cui vediamo offerte pubblicamente alle passioni tante attrattive: giornali e periodici senza freno e senza pudore, rappresentazioni teatrali oltre ogni dire disoneste; arti coltivate secondo i princìpi di uno sfacciato verismo, con raffinate invenzioni promosso il molle e delicato vivere. Insomma, cercate avidamente tutte le lusinghe capaci di sedurre e addormentare la virtù. Cose altamente riprovevoli, ma pur coerenti ai princìpi di coloro che tolgono all’uomo la speranza dei beni Celesti, e tutta la felicità fanno consistere nelle cose caduche, avvilendola sino alla terra. MEZZO SPECIALE AL FINE: LA CORRUZIONE Ed a conferma di ciò che abbiam detto, può servire un fatto più strano a dirsi, che a credersi. Imperocchè gli uomini scaltriti ed accorti non trovando anime più docilmente servili di quelle già dome e fiaccate dalla tirannide delle passioni, vi fu nella sètta Massonica chi disse apertamente e propose, doversi con ogni arte ed accorgimento tirare le moltitudini a satollarsi di licenza: così, le si avrebbero poi docile strumento ad ogni più audace disegno. (continua) 11 Documenta-Facta OFFESE ALLA VERGINE, MA IL VATICANO STA ZITTO! La Madre di Dio diventa oggetto di gratuite e disgustose offese. È il caso del film “Dogma”, prodotto dai fratelli israeliti Harvey e Bob Weinstein della Miramax, una filiale della Disney. Nel film, uscito a New York ai primi di ottobre, e che verrà proiettato sugli schermi cinematografici del mondo intero, la Santa Vergine non è rimasta vergine, e una sua discendente deve “a sua volta”, salvare il mondo. Essa lavora in una clinica di aborti e dichiara: «è il mio modo per dire addio». Così, tra profeti che si masturbano, “dio” che appare nei panni di una spogliarellista e la messa che viene paragonata a un’orgia, si consuma l’ultima pubblica offesa alla Religione Cattolica e al Creatore. Ma dal Vaticano, dove fervono le prese di posizione, volte a rivedere e correggere la fede “del passato”, nessuno appare a condannare le bestemmie del presente! come casa di Dio e dell’adorazione (Mt. 21,13-Is. 5,17), sia come luogo religioso dove chi entra ha ben diritto di trovare un ambiente libero dalle provocazioni sensuali e sessuali di cui è rigurgitante la città rimpaganita, e favorevole alle caste e mistiche elevazioni del cuore». “Famiglia Cristiana” già da diverso tempo dà dei chiarissimi segnali di grave adeguamento al mondo non solo nella scelta delle immagini pubblicitarie, ma anche nelle indicazioni morali date ai lettori con le “Lettere al Direttore” e con la diffusione di libri chiaramente anti-cristiani (vedi “Sulla strada” di Jack Kerouac: va letto per rendersene conto!), tanto che Papa Giovanni Paolo II incaricò un Vescovo di “ispezionare” il suddetto settimanale, che si considera come “cattolico”, per verificare se merita o meno tale qualifica. Nonostante questo, non solo non è cambiato nulla, ma le “provocazioni” di “Famiglia Cristiana” sono continuate e si sono aggravate. Certe scelte di “Famiglia Cristiana” non solo danneggiano bambini e giovani che vedono nelle loro case questa rivista, ma anche diventano scandalo al mondo, come dimostra che dell’ultima “scappatella” di “Famiglia Cristiana” hanno parlato, alla grande, giornali e telegiornali. Consapevole di meritare degli attacchi dai cattolici, lo staff dirigenziale di “Famiglia Cristiana” cerca di farsi scudo con la figura del Papa (vedi: “Avvenire” del 6.11.05) per apparire in piena sintonia con Lui e con la Chiesa. Ma questa è un’operazione disonesta che mira a spuntare le armi di chi ha cento e più motivi per protestare. Per fortuna, qualche parroco ha già provveduto a eliminare la vendita di “Famiglia Cristiana” nella propria chiesa ed io mi sento obbligato a far tutto il possibile per convincere sacerdoti e fedeli a sabotare questa rivista. Toccarli negli interessi pecuniari è l’unico modo per farli ravvedere. Ma ciò che più mi amareggia e mi scandalizza è che non si senta la voce di protesta di alcun Vescovo. Le “sentinelle” della Chiesa sono, secondo l’espressione del profeta Isaia, dei “cani muti”, per cui “Famiglia Cristiana” sa di poter continuare sulla stessa linea senza alcun ostacolo da parte dell’Autorità ecclesiastica. LO SCANDALO CONTINUO DI “FAMIGLIA CRISTIANA” Caro Direttore, riguardo alla foto pubblicitaria apparsa su “Famiglia Cristiana” (n° 45 6.11.2005), prima di fare qualche considerazione, Le riporto quanto dichiarava l’allora Arcivescovo di Milano, card. Giovanni Colombo, circa la moda indecente: «Non ogni foggia di vestire risponde alle esigenze del sano pudore e della dignità umana. Non ogni moda è compatibile con il rispetto cristiano dovuto alla propria persona, come tempio dello Spitito Santo (1Cor. 6,19). Non ogni abito si addice alla chiesa, sia 12 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Purtropo, constato che ci sono due Chiese: La “Chiesa del Silenzio” e il “Silenzo della Chiesa” La prima genera i Martiri; il secondo è generato dai vigliacchi! La prima è una condanna subìta; il secondo è un tradimento voluto! La prima è testimonianza a Cristo; il secondo una diserzione da Lui! La prima rinsalda la Fede; il secondo la spegne e confonde! La prima converte i lontani; il secondo allontana i cristiani! La prima è la Sposa di Cristo; il secondo è un segno del demonio! La prima è una grazia e una gloria! il secondo, una vergogna! “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 13 PRESENZA ISLAMICA IN ITALIA – preoccupante documentazione – del sac. D. E. 1 S ia “Avvenire” che il noto islamologo Onorato Bucci ci hanno informato che: il Consiglio islamico, tenuto a Lahore (Pakistan) nel 1980, ha ribadito diverse precedenti “risoluzioni”, tra cui: “La regione Mediorientale deve essere tutta islamica, entro il 2.000. I gruppi popolari che non appartengono al credo islamico devono essere distrutti”»1. «Distruzione a partire dal Libano»2. Già nel 1974, il col. H. Boumedienne, Presidente dell’Algeria, anche in un pubblico intervento all’Assemblea dell’O.N.U., aveva svelato il piano di invasione islamica dell’Europa, affermando: «Non c’è bisogno di guerre. Basta che i nostri figli vengano in Europa. Poi, saranno i ventri delle nostre donne a dare l’Europa all’Islam» (= Invasione demografica). Omar Bakri, portavoce del Fronte internazionale islamico, settore Europa, citando un “Hadith” (detto) attribuito a Maometto: “prima Costantinopoli, poi Roma”, ha dichiarato: «Costantinopoli che oggi si chiama Istanbul, è stata effettivamente islamizzata. Ora, toccherà a Roma». «Nessun musulmano dubita che l’Italia sarà islamizzata e che la bandiera dell’Islam sventolerà su Roma»3. «Grazie alle vostre leggi democratiche, vi invaderemo; grazie alle nostre leggi, vi domineremo»4. Nonostante queste chiare e inequivocabili dichiarazioni d’intenti, c’è ancora chi, tra le autorità civili e religiose, magnificano l’ideale della multiculturalità, e propongono esempi di convivenza concreti. 1 Cfr. “Avvenire”, 30 apr. 1991. 2 Cfr. O. Bucci, “Il Tempo”, 17 ott. 14 1990. Cominciamo dal “Prototipo”, dal tanto decantato (agli ingenui e ipnotizzati...) “Modello di dialogo e di pacifica convivenza interreligiosa” a Gerusalemme e in Palestina. E vediamone i frutti reali. “CONDIZIONE DRAMMATICA DEI CRISTIANI IN PALESTINA”5 P. Bernardo Cervelera, direttore di “Asia News”, presenta la realistica e drammatica condizione dei cristiani in Palestina, che li spinge ad andarsene 3 4 Cfr. “La Repubblica”, 14 sett. 1998. Cfr. “Avvenire”, 14 ott. 1999, p. 9. dalla propria patria. «La comunità cristiana attraversa un momento reso drammatico non solo dalle violenze del conflitto israelo-palestinese ma anche dalla brusca caduta dei pellegrinaggi che offrivano occasione anche di sopravvivenza economica; è così cresciuto il numero di coloro che hanno abbandonato il Paese. Anche per chi è rimasto, è forte la tentazione di imboccare la via dell’esilio, lasciando, così, privi di una Chiesa viva i luoghi stessi di Gesù. Questo esodo sembra quasi inarrestabile! Secondo i dati forniti dal Vaticano, al primo gennaio 2000, vi erano, in Israele e nei Territori Palestinesi, 117.000 cattolici, su una popolazione di 6,5 milioni in Israele e 3,5 milioni, nei Territori di Autorità palestinese. Ancora più impressione fanno le cifre fornite da uno studio dei francescani della Custodia di Terra Santa. Essi affermano che, tra l 1840 e il 2002, la popolazione cristiana di Gerusalemme è scesa dal 25% al 2%. Nel 1863, Betlemme era una città quasi completamente cristiana con 4.400 cristiani, a fronte di 600 musulmani. Ancora nel 1922, c’erano 5.838 cristiani e soltanto 818 musulmani. Ma nel 2002, nella città di Davide, troviamo soltanto 12 mila cristiani, mentre i musulmani sono diventati 33.500. Intorno al 1897, Nazaret era un piccolo centro urbano, abitato per due terzi da cristiani. Ma la Nazaret cristiana di un tempo, nel 2002 si è trasformata in una città di 140 mila abitanti, dei quali 70 mila sono ebrei, 38 musulmani e 32 mila cristiani. 5 Cfr. “Il Timone”, sett./ott. 2004, p. 18. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Secondo Bernard Sabella, dell’Università di Betlemme, dal 1948, circa 230 mila arabi cristiani hanno lasciato la Terra Santa; dalla guerra del 1967, è emigrato il 35% della popolazione cristiana palestinese, e si ritiene che, nel 2020, i cristiani rappresenteranno solo l’1,6% della popolazione totale! Stessi dati statistici, con spiegazioni e motivazioni, nell’articolo di Camille Eid: «Per i cristiani il lento esodo non si arresta» (“Avvenire” 8 settembre 2005, p. 4). In una intervista di Lorenzo Cremonesi del “Corriere della Sera”, del 4 settembre 2005, (ripresa da “L’Espresso on line” del 7 sett.) al Custode di terra Santa, P. Pierbattista Pizzaballa, questi ha dichiarato: «Quasi ogni giorno, lo ripeto, quasi ogni giorno, le nostre comunità sono vessate dagli estremisti islamici. E se non sono gente di “Hamas” o della “Jihad” islamica, capita che c’erano gli stessi agenti della polizia di M. Abbas o i miliziani del Fathah, che sarebbero addetti alla nostra difesa». Una recente diretta documentazione di questa crescente ostilità, è il libro di Elisa Pinna (esperta di questioni religiose internazionali per conto dell’ANSA): “Tramonto del cristianesimo in Palestina”, del marzo 2005. Spiega la Pinna: «La svolta è avvenuta con l’ingresso, durante la seconda intifada, dell’integralismo islamico. Il suono delle campane è ovunque sovrastato dagli altoparlanti a tutto volume dei muezzin. Per i cristiani è, ormai, una vita di soprusi e di umiliazioni. A comandare sono i ladri della terra. I musulmani si appropriano dei nostri beni e delle nostre proprietà attraverso vere e proprie truffe, compiute con la complicità dei funzionari dell’Autorità Palestinese e alle sue milizie. E i cristiani emigrano». Come mia esperienza personale (dello scrivente) aggiungo: «L’anno scorso, durante un pellegrinaggio in Terra Santa, il P. Francescano che ci accompagnava ci ha fatto notare che per ogni cristiano che, per mancanza di lavoro, mette in vendita la casa o il negozio, c’è sempre un ebreo ad un musulmano che l’acquista immediatamente. L’autorità palestinese non ha fondi per aiutare i suoi poveri, ma per acquistare le case e le attività economiche dei cristiani, i fondi ci sono sempre. Ed è un’invasione economicademografica, tenace, silenziosa, irreversibile e definitiva. Nel nostro gruppo, pur essendo cristiani, e quasi tutti sacerdoti, la locale Agenzia di viaggio ci ha affidato ad un pullman ed autista musulmano per cui, durante i viaggi, ed anche nei numerosi spostamenti e pasti, in cui era presente il musulmano, non avevamo la libertà di esporre apertamente i nostri pensieri. Alla domanda: «Quanti figli hai?». Risposta: «10». «Perché così tanti?». Ri“Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 sposta: «Perché da noi si usa così. E perché così vinceremo». Parlare del rispetto democratico, di reciprocità di diritti, sia religiosi che civili, è totalmente fuori dalle loro capacità mentali. La Non-Verità-Fanatismo islamico: li acceca. Speriamo che non si voglia applicare all’Europa (o peggio alla Chiesa intera) questo “prototipo” e “modello interreligioso” massonico-suicida! SITUAZIONE DEI CRISTIANI IN TURCHIA Altro “modello” di democrazia e di pacifica convivenza interreligiosa: la Turchia, aspirante nuovo Stato (cavallo di troia islamico) nella Comunità Europea. (Dopo esser già stata la seconda culla del cristianesimo, sede della maggioranza delle chiese fondate dagli Apostoli e delle Lettere del Nuovo Testamento, scritte dagli Apostoli). «In Turchia, nel secolo scorso, prima del genocidio degli Armeni, i cristiani erano il 20% della popolazione. Oggi, su un totale di 70 milioni di abitanti, la popolazione è al 97% musulmana, mentre i cristiani di tutte le confessioni sono stimati intorno allo 0,6%. Certo, non è facile per una minoranza così sparuta far valere i propri diritti»!6 Ottimo dialogo, convivenza e “modus vivendi”: ossia “modus moriendi”. “CRISTIANI NEL MIRINO IN IRAK”7 «C’è Al Qa’eda dietro la persecuzione contro i cristiani irakeni. L’obiettivo è terrorizzare la comunità minacciando i bambini... La strategia dei terroristi mira a far convertire i più piccoli all’Islam e rende noto che, in una scuola elementare, è stata piazzata una serie di ordigni esplosivi con un cartello che avverte: «Convertitevi o sarete assassinati»! La multinazionale islamica del crimine si propone di cacciare i cristiani dall’Irak a forza di dinamite... Sempre più, i cristiani si vedono costretti a fuggire per gli attacchi che subiscono, senza distinzioni di appartenenza tra siro-caldei, siro-cattolici, o armeni, perché l’estremismo islamico rende impossibile la convivenza pacifica... Diverse autobombe sono esplose nelle Chiese, e da allora sono seguiti episodi di violenza quotidiana, contro i negozi dei cristiani, obiettivo costante dei gruppi sciiti e sunniti, che approfittano della notte per appiccarvi il fuoco... Secondo Perez Barber, dalla fine della guerra del Golfo, fino all’intervento statunitense, in Irak, la popolazione cristiana del paese si è ridotta della metà. E questo numero non ha smesso di diminuire anche con la presenza di truppe alleate in Irak». Questi sono solo tre esempi. Ma la lista reale continua all’infinito... Basta leggere l’annuale “Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo” (Ed. “Aiuto alla Chiesa che soffre”, Roma), ed i Bollettini dell’agenzia “Fides” (organo informativo della S. Congregazione per l’evangelizzazione) oltre che “Asia News”, sulla situazione dei cristiani nei paesi islamici, o misti e a forte presenza islamica. Anche la “Civiltà Cattolica” comincia ad accorgersene, cfr. l’articolo di P. G. DeRosa: “I cristiani nei paesi islamici”, del 18 ott. 2003. Premesso che da quando l’Islam è uscito, in guerra, dall’Arabia (630, conquista militare della Palestina, e 640, conquista militare dell’Egitto) l’“accoglienza” dell’Islam è costata alla Chiesa di Gesù Cristo, solo esclusivamente delle distruzioni, delle conversioni all’Islam in massa per sopravvivere, o riduzione dei non convertiti a “dimmy” = cittadini di serie B, e ciò a tutt’oggi. Premesso che, sulla via di Damasco, a Saulo, Gesù disse: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (At. 9, 4). Quindi, la persecuzione fatta alla Chiesa dei cristiani, è persecuzione fatta a Gesù Cristo stesso. E chi tace e accetta le persecuzioni fatte ai cristiani tace e accetta le persecuzioni fatte a Gesù Cristo stesso... (continua) 6 7 Cfr. “Il Timone”, febbr. 2005, p. 11. Cfr. “Il Timone”, dic. 2004, p. 7. 15 I SOGNI di A. Z. 2 L’INFALLIBILITÀ DEL PAPA Il teologo Giovanni Döllinger combatteva l’infallibilità del Papa nell’“Allgemeine Zeitung” e, in seguito, diffondeva, anche durante il tempo del Concilio e dappertutto, libelli pieni di false, eretiche e calunniose osservazioni. Gli facevano eco giornali, fogli, foglietti, opuscoli e memoriali innumerevoli, che attizzavano il fuoco nell’Allemagna e nella Svizzera con strane novelle. Indegni cattolici, minacciavano di separarsi da Roma. Lo stesso accadeva nell’Austria, nell’Ungheria, e in Inghilterra; e l’agitazione, anzichè diminuire, andava ognora crescendo. I politici agitavano le Corti e i Ministeri, temendo riaffermata l’autorità della Chiesa senza dipendenza dello Stato; e in Vaticano giunse qualche nota della diplomazia. Eppure, sebbene prima del Concilio si fosse tanto parlato e anche scritto in difesa dell’Infallibilità, tuttavia il Papa non aveva fatto inserire questo tema negli schemi della costituzione “de Ecclesia”, ossia negli argomenti che si dovevano trattare dai Padri nel Concilio Vaticano I, tenutosi nel 1870. Ma gli increduli ed i massoni, divorati dall’esasperazione e da inquietitudine, vedendo che la Chiesa, dopo tante persecuzioni, si mostrava piena di vita, convocavano a Napoli un conciliabolo anticattolico, in nome del libero pensiero, per fare guerra ad oltranza contro il Papa ed il Papato; conciliabolo che risuonava delle più orrende bestemmie. A Bologna Giosuè Carducci stampava un inno a Satana. Tutto il mondo protestante, scismatico, settario, era in rumore, agitato dalle passioni anticristiane. 16 questo punto, all’intera dottrina cattolica. Visitò alcuni Vescovi per averli alleati nei suoi piani di opposizione, e tra essi furono Mons. Sola, Vescovo di Nizza, Mons. Losana, Vescovo di Biella, Mons. Moreno, Vescovo d’Ivrea, Mons. Renaldi, Vescovo di Pinerolo, Mons. Gastaldi, Vescovo di Saluzzo, Mons. Riccardi di Netro, Arcivescovo di Torino. Dal canto suo, Don Bosco, con altri Vescovi e prelati e teologi, sosteneva calorosamente tale opportunità accennando che la definizione dommatica avrebbe posto termine agli errori del Gallicanismo diffuso in Francia e del Febronianismo in Germania, mentre era necessaria per le missioni e qualora il Sommo Pontefice venisse a trovarsi nelle dolorose strettezze di Pio VII. S. Giovanni Bosco Intanto, nelle logge massoniche si decretava di usare ogni mezzo per seminare la discordia tra l’episcopato e le società cattoliche, il che, in parte, riuscì. Don Bosco se ne avvide e fu dolentissimo quando venne a conoscere che vari Vescovi si dichiaravano contrari all’opportunità di tale definizione. Prima dell’apertura del Concilio era venuto in Piemonte Mons. Dupanloup, Vescovo d’Orléans, non solo acerrimo sostenitore dell’inopportunità della definizione, ma fors’anche avversario, su Riportiamo alla lettera testo e contesto di questa ampia visione profetica di san Giovanni Bosco dall’opera fondamentale dei Lemoiye, “Memorie biografiche ecc.”, con un tentativo di non facile interpretazione. Mons. Gastaldi, Vescovo di Saluzzo, era rimasto dubbioso alle ragioni di Mons. Dupanloup che lo invitava ad aumentare il partito di opposizione; e prima di partire per Roma, sceso all’oratorio, si era intrattenuto in una lunga conversazione con Don Bosco su quell’argomento. Così afferma D. Rua. Non senza motivo, il Venerabile era dunque in qualche apprensione e perciò pregava e faceva pregare per la Chiesa. Anche a Roma non si cessava di discutere dell’infallibilità; e certo egli dovette provare un gran sollievo quando seppe, il 25 dicembre 1869, che l’Arcivescovo di Malines aveva avanzata la proposta di defi“Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 nirla articolo di Fede. Da quel momento, esso divenne il tema più importante del Concilio. E, il 6 gennaio 1870, festa dell’Epifania, o della manifestazione del Signore, vi fu la seconda Sessione del Concilio, nella quale i Padri, secondo il rito, fecero uno dopo l’altro, e per primo il Sommo Pontefice, la solenne professione di Fede. La vigilia di quella memoranda solennità Don Bosco vide in sogno quanto noi qui riportiamo: è lo stesso Servo di Dio che scrisse quanto vide e udì. LA VISIONE DEL 5 GENNAIO 1870 «Dio solo può tutto, vede tutto. Dio non ha né passato, né futuro; ma a Lui ogni cosa è presente come in un punto solo. Davanti a Dio non v’è cosa nascosta, né presso di Lui vi è distanza di luogo o di persona. Egli, solo nella infinita misericordia e per la sua gloria, può manifestare le cose future agli uomini. La vigilia dell’Epifania dell’anno corrente 1870 scomparvero tutti gli oggetti materiali della camera e mi trovai alla considerazione di cose soprannaturali. Fu cosa di brevi istanti, ma si vide molto. Sebbene di forma, di apparenze sensibili, tuttavia non si possono se non con grande difficoltà comunicare ad altri con segni esterni e sensibili. Se ne ha un’idea da quanto segue. Ivi è la parola di Dio accomodata alla parola dell’uomo. Ma ecco un gran guerriero dal Nord porta uno stendardo. Sulla destra che lo regge, sta scritto: “Irresistibile mano del Signore”. In quell’istante, il Venerando Vecchio del Lazio gli andò incontro sventolando una fiaccola ardentissima. Allora lo stendardo si dilatò e, di nero che era, divenne bianco come la neve. Nel mezzo dello stendardo, in caratteri d’oro, stava scritto il nome di Chi tutto può. Il guerriero coi suoi fece un profondo inchino al Vecchio e si strinsero la mano. Ora, la voce del Cielo è al Pastore dei pastori. Tu sei nella grande conferenza coi tuoi assessori, ma il nemico del bene non stà un istante in quiete: egli studia e pratica tutte le arti contro di te. Seminerà discordia tra i tuoi assessori e susciterà nemici tra i figli miei. Le potenze del secolo vomiteranno fuoco e vorrebbero che le pa- Per la Francia Dal Sud viene la guerra, dal Nord viene la pace. Le leggi di Francia non riconoscono più il Creatore ed il Creatore si farà conoscere e la visiterà tre volte con la verga del suo furore. – Nella prima, abbatterà la sua superbia, con le sconfitte, col saccheggio e con la strage dei raccolti, degli animali e degli uomini. – Nella seconda, la grande prostituta di Babilonia, quella che i buoni, sospirando, chiamano il postribolo d’Europa, sarà privata del capo in preda al disordine. Parigi... Parigi!.. invece di armarti del nome del Signore, ti circondi di case d’immoralità. Esse saranno da te stesse distrutte: l’idolo tuo, il Panteon, sarà incenerito, affinchè si avveri che mentita est iniquitas sibi. I tuoi nemici ti metteranno nelle angustie, nella fame, nello spavento, e nell’abbominio delle nazioni. Ma guai a te se non riconoscerai la mano che ti percuote! Voglio punire l’immoralità, l’abbandono, il disprezzo della mia legge, dice il Signore. – Nella terza, cadrai in mano straniera: i tuoi nemici di lontano vedranno i tuoi palagi in fiamme, le tue abitazioni divenute un mucchio di rovine, bagnate dal sangue dei tuoi prodi che non sono più. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Gesù precipita Satana. role fossero soffocate nella gola ai custodi della mia legge. Ciò non sarà. Faranno male, male a se stessi. Tu accelera: se non si sciolgono le difficoltà, siano troncate. Se sarai nelle angustie, non arrestarti, ma continua, finchè non sia troncato il capo dell’idra dell’errore. Questo colpo farà tremare la terra e l’inferno, ma il mondo sarà assicurato e tutti i buoni esulteranno. Raccogli adunque intorno a te anche solo due assessori, ma ovunque tu vada, con- tinua e termina l’opera che ti fu affidata. I giorni corrono veloci, gli anni tuoi avanzano al numero stabilito; ma la gran Regina sarà sempre il tuo aiuto e, come nei tempi passati così per l’avvenire, sarà sempre «magnum et singulare in Ecclesia proesidium». Per l’Italia «Ma tu, Italia, terra di benedizione, chi ti ha immersa nella desolazione?... Non dire i nemici, ma gli amici tuoi. Non odi che i tuoi figli domandano il pane della Fede e non trovano chi loro lo spezzi? Che farò? Batterò i pastori, disperderò il gregge, affinchè i sedenti sulla cattedra di Mosè cerchino buoni pascoli e il gregge docilmente ascolti e si istruisca. Ma sopra il gregge e sopra i pastori peserà la mia mano; la carestia, la pestilenza, la guerra faranno sì che le madri dovranno piangere il sangue dei figli e dei mariti morti in terra nemica. E di te, o Roma, che sarà? Roma ingrata, Roma effeminata, Roma superba! Tu sei giunta a tale che non cerchi altro, nè altro ammiri nel tuo Sovrano, se non il lusso, dimenticando che la tua e sua gloria sta sul Golgota. Ora, egli è vecchio, cadente, inerme spogliato; tuttavia, con la sua parola, fa tremare tutto il mondo. Roma!... io verrò quattro volte a te! – Nella prima, percuoterò le tue terre e gli abitanti di esse. – Nella seconda, porterò la strage e lo sterminio fino alle tue mura. Non apri ancora l’occhio? – Verrò la terza e abbatterò le difese e i difensori e, al comando del Padre, subentrerà il regno del terrore, dello spavento e della desolazione. – Ma i miei savii fuggono, la mia legge è tuttora calpestata, perciò farò la quarta visita. Guai a te se la mia legge sarà ancora un nome vano per te! Succederanno prevaricazioni nei dotti e negli ignoranti. Il tuo sangue ed il sangue dei figli tuoi laveranno le macchie che tu fai alla Legge del tuo Dio. La guerra, la peste, la fame sono i flagelli con cui sarà percossa la superbia e la malizia degli uomini. Dove sono, o ricchi, le vostre magnificenze, le vostre ville, i vostri palagi? Sono divenute la spazzatura delle piazze e delle strade! Ma voi, o sacerdoti, perché non correte a piangere tra il vestibolo e l’altare, invocando la sospensione dei flagelli? Perché non prendete lo scudo della Fede e non andate sopra i tetti, nelle case, nelle vie, nelle piazze, in ogni luogo anche inaccessibile, a portare il seme della mia parola? Ignorate che questa è la terribile spada a due tagli che abbatte i miei nemici e che rompe le ire di Dio e degli uomini? Queste cose dovranno inesorabilmente venire l’una dopo l’altra. Le cose succe17 donsi troppo lentamente. Ma l’Augusta Regina del cielo è presente. La potenza del Signore è nelle sue mani: disperde come nebbia i suoi nemici. Riveste il Venerando Vecchio di tutti i suoi antichi abiti. Succederà ancora un violento uragano. L’iniquità è consumata, il peccato avrà fine e, prima che trascorrano due pleniluni del mese dei fiori, l’iride di pace comparirà sulla terra. Il gran Ministro vedrà la sposa del suo Re vestita a festa. In tutto il mondo apparirà un sole così luminoso quale non fu mai dalle fiamme del Cenacolo fino ad oggi, nè più si vedrà fino all’ultimo dei giorni». Comunicazioni a Roma Don Bosco fece trarre copia di questo scritto da Don Giulio Barberis e fu quella che portò con sè a Roma. Altra copia ne fece trascrivere, qualche settimana dopo, da Don Gioacchino Berto, il quale notò in una sua memoria: «Don Bosco mi comunicò in scritto una profezia che incominciava con questi termini precisi: “Dio può tutto, conosce tutto, ecc.”, raccomandandomi il più stretto segreto e di non palesare ad alcuno chi ne fosse l’autore. Fra le altre cose riguardava la guerra tra la Francia e la Prussia, nonché le condizioni della Chiesa e la desolazione che sovrastava all’Italia, come spiegò a me che lo interrogavo a questo riguardo. E me ne fece fare una copia per mandare a Roma a qualche Prelato». La “Civiltà Cattolica”, anno vigesimo terzo, vol. VI, serie ottava, anno 1872, a pagina 299 e 303, accenna al suddetto vaticinio e ne riferisce letteralmente alcuni periodi, preceduti da un’autorevole sua testimonianza: «Ci piace ricordare un recentissimo (vaticinio) non mai stampato ed ignoto al pubblico, che da una città dell’alta Italia fu comunicato ad un personaggio in Roma al 12 febbraio 1870. Noi ignoriamo da chi provenga, ma possiamo certificare che lo abbiamo avuto nelle mani, prima che Parigi fosse bombardata dagli Alemanni ed incendiata dai comunisti. E diremo che ci die’ meraviglia il vedervi prenunziata la caduta pure di Roma, allorchè davvero non si giudicava prossima né probabile». Interpretazione Questa visione del 5 gennaio 1870 è data a Don Bosco in un momento di euforia della Francia, che si esalta nell’illusione imperiale, eleggendo Napoleone III con 7 milioni di “sì” e un milione di “no”. Nello stesso anno, però, è umiliata con gli orrori della “Comune”, e in seguito sarà prostrata a terra da altre umiliazioni. 1. Sciagure sulla Francia La Francia è dominata fino ad oggi da governi massonici, eredi della rivoluzione francese che, fin dal 1789, hanno trasformato il magnifico tempio di santa Genoveffa, eretto per voto di Luigi XV e appena terminato, nel tempio pagano del Pantheon, dedicato ai grandi idoli massonici: Voltaire, Rousseau, Hugo, Gambetta, l’abbé Grégoire, Monnet, Moulin, ecc. Ancor oggi, il gran massone Mitterand inveisce contro la Chiesa e propone un socialismo neo-malthusiano. Le previsioni profetiche sembrano fondersi in modo che non risulta facile distinguerne con precisione fasi e tempi. Ricordiamo alcuni interventi di Dio sulla Francia con la verga del suo furore: dopo la “Comune”, la prima guerra mondiale con i terribili combattimenti della Marna, l’invasione nazista, e, in prospettiva, la minaccia dell’Islam, che dà senso alla sorprendente espressione: «Dal sud viene la guerra, dal nord la pace». Il Vecchio venerando (il Papa) verrà incontro al «gran guerriero del nord», e lo stendardo nero massonico sarà trasformato in bianco con il nome di «Colui che tutto può». Si può pensare che in seguito a una prevedibile aggressione russa crolli il dominio massonico e subentri un’èra di espansione della Chiesa. Il Pantheon, allora, andrà in rovina. 2. Sciagure sull’Italia L’Italia sarà afflitta non tanto dai suoi nemici quanto dai suoi stessi pastori religiosi. «Sopra il gregge e i pastori passerà la mia mano». Emblematico su di essa sarà il castigo di Roma: «Verrò quattro volte a te»: – la prima, sembra riferirsi ai disordini dello stato pontificio prima della presa di Roma; – la seconda, accenna alle mura: Porta Pia (20 settembre 1870); – la terza, “difese e difensori” cadono sotto l’occupazione nazista; – la quarta troverà prevaricazione di dotti e ignoranti (crisi neo-modernista, tangentopoli, ecc.) e presagisce un futuro assai fosco, che coincide con il castigo al mondo intero. 3. L’intervento di Maria «Ma voi, sacerdoti, perché non correte tra il vestibolo e l’altare invocando la sospensione dei flagelli?..». Ad onta dell’inadeguatezza umana, però, «la Regina del Cielo è presente»: ricordiamo le grandi apparizioni, le lacrimazioni le sanguinazioni e altri numerosi richiami di Maria per salvarci, e «Alla fine il mio Cuore trionferà», portando un’èra di luce «quale non fu mai». «Il peccato avrà fine prima che trascorrano i due pleniluni del mese dei fiori»: prima di un maggio segnato da due pleniluni: prima del 2.000, secondo la profezia delle due date (v. sotto). I calcoli astronomici darebbero l’anno 1996. (continua) NO ALL’ABORTO Il mio “Processo” al Parlamento Italiano sac. dott. Luigi Villa - (pp. 72 - Euro 10) Esistono guerre giuste e doverose? Certamente, come quella contro l’aborto volontario non mai giustificabile, per ogni cristiano, per il Comandamento divino: NON UCCIDERE! E questo fu proprio il motivo della mia denuncia fatta al Tribunale di Roma contro il Parlamento italiano, per la sua volontà di firmare la Legge n. 194, con la quale si legalizzava la “strage” di milioni di nascituri esseri umani. Il tutto è corredato, anche in “Appendice”, in una sintesi-schema di “documenti” che segnano la colpevolezza di chi doveva non firmare quell’assassina legge n. 194. Ora, domandiamoci: ma fino a quando durerà questo assassinio?.. La Storia dice che la pietra che sigillava il sepolcro di Cristo non riuscì a bloccare la risurrezione di COLUI che era, è e sarà sempre il Padrone assoluto della vita di cui è Creatore e, perciò, il Padrone assoluto! Il Signore ci conceda una Fede forte per abbattere ancora quella macabra vittoria del Maligno e così rifondare di nuovo una società cristiana per il REGNO DI CRISTO! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 18 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 PRETI E GEOLOGI DELL’ODIO di Don F. C. (Dal “Corriere della sera” del 24 settembre 2005) ... Le idee del sabato. «Un biologo che è anche conduttore televisivo nelle trasmissioni di divulgazione scientifica, Mario Tozzi, ha perso la testa nel corso di un dibattito sull’emittente “Radio Radio” dove ha espresso le seguenti opinioni sul cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana: “È il più pericoloso dei rifiuti tossici, da eliminare con qualsiasi mezzo e merita una fine con un limone in bocca, come la porchetta”. Inoltre, il ricercatore Tozzi si è anche improvvisato storico asserendo che il miglior periodo della storia è la Spagna della Guerra civile, quando i sacerdoti, “i bacarozzi neri venivano inseguiti nelle chiese e crocifissi sulle croci al posto di Gesù Cristo”. Ora, deplorare con troppa veemenza un simile lessico non conviene: come minimo si passa per un bieco clericale che vuole tappare la bocca ai nemici di Ruini, o come un esangue moralista che si lagna per i toni troppo accesi, ovvero come un intollerante che vuole svilire il sacrosanto diritto di critica. Tuttavia, sarà almeno lecito invocare il princìpio della reciprocità e chiedere a Tozzi e a chi come lui usa un linguaggio per gioire della morte altrui di non protestare se qualche amico di Ruini, per rap“Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Il card. Camillo Ruini presaglia, auspicasse pubblicamente la soppressione degli avversari possibilmente accompagnata dalle grida delle vittime di orribii supplizi paragonabili alla crocifissione. Il geologo certo non si offenderà se a qualche “bacarozzo” venisse voglia di insultarlo a sangue. È normale diritto di critica. O no?». Pierluigi Battista. (Questa è pura e semplice istigazione all’odio e all’omicidio. Queste frasi ricadano sotto la Legge Mancini, e queste persone, questo Tozzi, dev’essere arrestato e deve subire le conseguenze delle sue criminali espressioni. Inoltre, non è assolutamente accettabile che un simile individuo lavori alla Rai, televisione nazionale alla quale noi cittadini paghiamo il “canone” e che pertanto la deontologia professionale dovrebbe impedire che persone col cervello bacato continuino a lavorare a nostre spese. Il giornalista di sinistra che firma l’articolo si limita semplicemente a fare dell’ironia e ad invitare il suddetto Tozzi ad accettare con grazia le eventuali rimostranze che gli verranno fatte. Se un qualunque cittadino italiano avesse detto che al rabbino Toaff, o Amos Luzzatto si dovrebbe “chiudere definitivamente la bocca” o che gli stessi bisognerebbe servirli con un limone in bocca del solito maialino alla porchetta, che cosa avrebbe detto il signor Pierluigi Battista e tutti i giornali d’Italia? Inoltre, se non si prendessero delle misure drastiche per impedire che un simile individuo - Tozzi continui a seminare odio e a chiedere la morte per crocifissione di un Vescovo cattolico, come si potrà, domani, colpire chiunque avesse in testa l’idea, come suggerito più sopra, di chiedere la morte di rabbini o personalità giudaiche riducendoli a porchetta?). 19 IL CRITERIO DELLA VERITÀ Cattolici, Papisti, Episcopaliani, Ortodossi, Protestanti, ecc. di Don G. E. 2 CONCILIO VATICANO II È menzognero, è assurdo che il Concilio Vaticano II si sia dichiarato un Concilio solo pastorale e non dogmatico; e si siano fatti votare dai Vescovi convenuti, i vari documenti Conciliari, con la convinzione ed espressa condizione che fosse un Concilio solo pastorale e non dogmatico. E poi, nella vita pratica del post-Concilio, Papi, Santa Sede, Vescovi si comportino come se l’unico Concilio dogmatico sia il Vaticano II; abolendo e contraddicendo tutto quello che è stato stabilito dai Concili espressamente dogmatici del passato se non sono d’accordo col Concilio Vaticano II, per il quale nei punti che hanno portato maggior turbamento e disorientamento, non c’è mai (né ci può essere) l’indicazione: “come insegnato dai nostri predecessori”. GIOVANNI XXIII È ammirabile il suo proposito: “Voglio essere buono con tanti” (però fin che non pretenda di essere più buono di Gesù, e sacrificando la Verità…). È assurda, è anti-biblica e anti-evangelica la sua norma pastorale, trasmessa al Concilio Vaticano II: “Cerchiamo piuttosto quello che ci unisce e non quello che ci divide” (sottinteso: con gli altri cristiani, con le altre religioni, con le ideologie del mondo, con tutti). Questo principio pastorale che, a prima vista, sembrerebbe animato da grandissima carità, risulta invece animato da grande superbia intellettuale e da grande ingenuità. È assurdo che un Papa, Vicario di Gesù Cristo, si proponga e proponga a tutta la Chiesa un ideale pastorale diverso da quello di Gesù Cristo! È assurdo e aberrante che un Papa si ritenga più intelligente e geniale di Gesù Cristo, e più buono e più caritatevole di Lui! Gesù sa il bisogno che abbiamo di Verità! Gesù, più di ogni altro, è “buono” e ama e 20 Cristo risorto e S. Tommaso ha carità verso tutta l’umanità. E ci ha amato proprio annunciandoci la Verità, per santificare nella verità la nostra vita, e liberarci dal peccato e dalla dannazione! Scegliere altre “verità” e altre “bontà”, nei comandi e nei modi, diversi e contrastanti con quelli di Nostro Signore Gesù Cristo è pura follia! E apre la porta, prima a disorientamento dottrinale, e poi, di necessaria conseguenza, al disorientamento morale. Disorientamento dottrinale e morale e distorcimento comportamentale che, come tutti vediamo, sta dilagando non solo tra i non credenti, ma anche tra i credenti che “credenti” diventano sempre meno. PAOLO VI Ha avuto la responsabilità di non correggere le deviazioni dottrinali di Giovanni XXIII, di aggravarle ulteriormente impostando il suo Pontificato sul “Dialogo”. Chiunque cerchi nelle Concordanze Bibliche integrali, il termine “dialogo” nel Nuovo Testamento, non trova una sola citazione! E se prosegue la ricerca nell’Antico Testamento, non trova ancora una sola citazione! È assurdo impostare un pontificato su un termine/concetto che non appare neppure una sola volta in tutta la Bibbia! È assurdo stravolgere le parole ed il mandato di Gesù Cristo. “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Mc. 16, 15-15) in quelle del “Dialogo: “Andate in tutto il mondo e dialogate. Nel mondo c’è tanto bene, e ogni uomo, di per sé, si salva da sé, ecc..”. A forza di voler “abbattere i bastioni”, anche quelli voluti espressamente da Gesù, per tutelarci dal mondo e dal maligno (Gv. 17, 14), e di enfatizzare che i cattolici devono dialogare con tutti e cercare di apprezzare quel che c’è di positivo in tutti (eccetto però che nella propria fede bimillenaria!): A) Si è persa di vista la somma importanza, centralità e insostituibilità di Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza eterna (At. 4, 12). B) Si è capovolto lo spirito missionario. Non è più la Chiesa che comunica il Vangelo al mondo, ma è il mondo che mondanizza la Chiesa. Siamo, ormai, una Chiesa anti-missionaria e auto-distruttiva! È quello che Paolo VI stesso ha pubblicamente riconosciuto: “Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per tutta la Chiesa. È venuta, invece, una giornata di nuvole, di tempesta, di buio… Da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio” (29. 06. 1972). Eppure, con incredibile pertinacia, testardaggine e cecità, non si vuol fare l’esame “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 di coscienza. Chiedere perdono a Dio per i gravi errori e i danni fatti. Ma si continua sulla stessa folle strada e così si approfondisce l’auto-distruzione della Chiesa! GIOVANNI PAOLO II Di fronte a Dio Giovanni Paolo II avrà forse una giustificazione, perché è un dato biografico certo che, avendo fatto in segreto, durante la guerra (1942-43) e mentre lavorava alla Solvey, gli studi filosofici li ha assimilati in modo superficiale. Non ha meditato, gustato e assimilato la forza e luminosità della “philosophia perennis”, la metafisica, con la verità filosofica espressa in concetti chiari e distinti. Col principio di contraddizione che non permette equivoci. Lo si vede anche dal modo in cui scrive: verbosità di pagine e pagine per esprimere concetti che con la “mens metafisica” si potrebbe esporre chiaramente in poche righe. Purtroppo, quando i superiori gli hanno dato il tempo per recuperare e riempire le lacune, egli ha preferito approfondire la filosofia personalistica di Max Scheler, così, invece i approfondire la verità oggettiva, ha ulteriormente assimilato la mentalità “personalista/soggettiva”. Dai suoi scritti strettamente personali,nella scarsità delle citazioni, si nota che è anche carente nella conoscenza della “Patristica” e della “Storia della Chiesa”. E risulta chiaramente che aderisce al criterio di verità non “Cattolico”, ma “Papista”: per lui, i 260 Papi fino a Pio XII, è come se non fossero esistiti. Giovanni Paolo II pensa che la linea, percorsa dai suoi due immediati predecessori: Giovanni XXIII e Paolo VI è l’unica assistita dallo Spirito Santo e indubitabile… Quindi, non c’è altra alternativa che continuare per la stessa strada… E “quando un cieco guida un altro cieco…” (Mt. 15, 14). Però, Egli doveva sapere, dall’esperienza di Pietro stesso, che il criterio “Papista” è inaffidabile e non regge. Il Signore Gesù, a Cesarea, aveva scelto Pietro come capo della sua Chiesa dicendogli: “Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa. E le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli…” (Mt. 16, 16-17). Ma questo non ha impedito che, nel Getsemani, Pietro rinnegasse Gesù, e che perdesse la Fede, fino alla grazia del ravvedimento concessagli con l’incontro di Gesù risorto. Lo Spirito Santo ha sempre assistito la Chiesa e gli Apostoli, ma non è certo responsabile né del rinnegamento e neppure della perdita di Fede di Pietro! Lo Spirito Santo continua ad assistere la Chiesa, anche quando i vari “successori di Pietro” non ascoltano lo Spirito Santo! Rinnegano Gesù e perdono la Fede. Non facendo delle definizioni di fede eretiche (il che sarebbe impossibile), ma scegliendo delle linee “pastorali” in contrasto con le definizioni dogmatiche di fede espressamente fatte dai Papi precedenti proprio per difendere la Chiesa dagli errori. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Oggi, la deviazione/rivoluzione ha il suo fulcro nella mentalità ambiguamente detta “ecumenica” (che in realtà, però, è “falso erenismo”)1. Come tutte le precedenti eresie, l’ecumenismo/falso irenismo assolutizza un versetto biblico, isolandolo dal resto della S. Scrittura. È vero che Gesù ha pregato: “perché siano tutti uno… e sian perfetti nell’unità… perché il mondo creda…” (Gv. 17, 21-23). Però è altrettanto vero che Gesù ha detto e previsto: “Se han perseguitato me perseguiteranno anche voi…” (Gv. 15, 20); “Voi che mi avete seguito nelle mie prove…” (Lc. 22, 28); “Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?..” (Lc. 18, 8); “Prima dovrà avvenire l’apostasia e dovrà essere rivelato l’uomo iniquo…” (2 Ts. 2, 3). L’Unità perciò è sì un ideale di vita, ma non può giungere a distruggere la Fede/Verità. Anche Gesù ha voluto ed ha cercato di fare “unità” col suo popolo/religione ebraici. Ma gli è stato impossibile ed ha preferito la VERITÀ, l’ha proclamata, ed ha smascherato l’infedeltà e l’abuso dell’autorità religiosa, anche a costo di essere crocifisso. PAPISTI Son quei sedicenti cattolici che, in apparente buona fede: 1) rinunciano alla laboriosa e impegnativa ricerca di verifica e di controllo che quanto è insegnato dal Papa, non sia in contrasto con quanto già dogmaticamente definito “di Fede” dal Magistero dei Papi e Concili precedenti; 2) allargando (oltre ai casi già dogmaticamente definiti dai Papi e dai Concili) la garanzia di assistenza dello Spirito Santo, accettano come criterio di verità tutto quello che insegna l’ultimo Papa. Sembra una via tranquillizzante, e nell’obbedienza. Ma in realtà è la rinuncia: 1) alla ricerca della Verità; 2) alla responsabilità della propria coscienza. Per i fedeli incolti in teologia, si può concedere la buona fede; ma per i Sacerdoti ed i Vescovi ciò avviene al fine del proprio quieto vivere… e per evitare le persecuzioni che inevitabilmente cadono su chi difende la Verità… a cominciare dal ricatto di essere ridotti alla fame con la perdita di incarico e di stipendio… EPISCOPALIANI Son quei sedicenti cattolici che, in apparente buona fede: 1) rinunciano alla laboriosa e impegnativa ricerca di verifica e di controllo che quanto è insegnato dal proprio Vescovo, non sia in contrasto con quanto già dogmaticamente definito “di Fede” dal Magistero dei Papi e Concili; 2) allargando oltre ai casi già dogmaticamente definiti dai Papi e Concili) la garanzia di assistenza dello Spirito Santo, accettano come criterio di verità tutto quello che insegna l’ultimo loro Vescovo. Sembra una via tranquillizzante, e nell’obbedienza. Ma in realtà è la rinuncia: 1) alla ricerca della Verità ; 2) alla responsabilità della propria coscienza. Per i fedeli incolti in teologia, si può concedere la buona fede; ma per i Sacerdoti ciò avviene al fine del proprio quieto vivere… e per evitare le persecuzioni che, inevitabilmente, cadono su chi difende la Verità… a cominciare dal ricatto di essere ridotti alla fame con la perdita di incarico e di stipendio… ORTODOSSI Sono coloro che riconoscono la Chiesa di Gesù Cristo, quale Corpo vivo, animato ed assistito dallo Spirito Santo, però sono convinti che lo Spirito Santo abbia assistito e vivificato la Chiesa solo fino al settimo Concilio ecumenico. Dal settimo Concilio, nella Chiesa/Corpo mistico di Gesù, tutto si è fermato e cristallizzato. Da allora, lo Spirito Santo ha cambiato metodo; il Corpo non è più vivo, e lo Spirito agisce solo ed esclusivamente per “conservare”. PROTESTANTI Non riconoscono la “Tradizione”. Cioè il fatto che Gesù non ha scritto nulla, ma ha formato gli Apostoli e poi li ha inviati a predicare; e dalla loro predicazione e con l’assistenza e l’ispirazione dello Spirito Santo è nato il Nuovo Testamento. Considerano come unico criterio di verità la sola Sacra Scrittura, che interpretano liberamente (cioè senza l’ausilio della “Tradizione”, dei Padri della Chiesa, delle definizioni dogmatiche ecclesiali precedenti anche alla stessa Riforma…). Da qui l’inevitabile pullulare di sempre nuove “Chiese cristiane”, e di sempre nuove “dottrine cristiane particolari”… in barba alla Chiesa fondata sugli Apostoli, voluta da Gesù. Conclusione Da quanto fin qui detto, ogni CATTOLICO, sincero amante della Verità: fedele, Sacerdote, o Vescovo, comprende l’estrema urgenza di: - Restare nella Chiesa cattolica; - Difendere strenuamente la Verità cattolica, fin dove gli è possibile, anche se questo costa inevitabili persecuzioni. Per amore di Gesù Cristo, con Gesù, e con la promessa di Gesù Cristo: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv. 15, 20); “Metteranno a morte alcuni di voi” (Lc. 21, 16), “Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia” (Gv. 16, 20); “Voi avete perseverato con Me, nelle mie prove, e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me” (Lc. 22, 28). 1 Cfr. “Niente è più alieno dall’ecumenismo, quanto quel falso irenismo, dal quale ne viene a soffrire la purezza della dottrina cattolica, e ne viene oscurato il suo senso genuino e preciso”. Concilio Vaticano II, “Unitatis Redintegratio”, n. 11. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa La MAFIA di Mazzini «Nel secolo scorso, la finanza britannica, protetta dai cannoni inglesi, controllava il traffico mondiale di droga. I nomi di queste famiglie ed istituzioni sono noti a tutti gli studenti di storia: Matheson, Keswick, Swire, Dent, Baring e Rothschild; Jardine Matheson, Hongkong and Shanghai Bank, Charterer Bank, Peninsular and Orient Steam Navigation Company. (I poteri occulti) dirigono un’Anonima Assassini mondiale tramite le società segrete: l’Ordine di Sion, la Mafia di Mazzini, le Triadi (che sgnifica: “Società dei tre puntini”), dette anche le “Società del Paradiso in Cina”».1 «Se analizziamo come la Mafia arrivò negli Stati Uniti, scopriamo che questa storia è inseparabile da quella dell’Ordine di Sion. Mazzini, il padrino della Mafia in Italia, rispondeva direttamente al più importante esponente del sionismo britannico: il Primo Ministro ebreo Benjamin Disraeli (l’uomo che era sfuggito alla prigione per debiti, grazie all’aiuto datogli dalla famiglia Rothschild), e veniva finanziato dai principali banchieri ebrei come i Rothschild e i Montefiore. Mazzini, a sua volta, quando dovette mandare i suoi luogotenenti in America, dopo aver fatto esperienza all’interno della “Giovine Italia”, trovò la strada già spianata dal lavoro fatto da persone come l’ex generale sudista Albert Pike e l’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith»2. «I primi italiani che misero piede in America seguirono le orme dei commercianti di tessuti che avevano posizioni di primo piano all’interno dell’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith. Anche New Orleans, la prima base dei Lehman e dei Lazard, divenne il punto di raccolta dei “picciotti” di Mazzini. Durante il periodo delicato e caotico, che seguì la Guerra Civile americana, gli uomini legati a Mazzini agirono come veri e propri sabotatori del processo di pacificazione della repubblica americana. Quest’opera di sabotaggio li vide impiegati nella guerriglia condotta dal generale Pike contro il Governo federale di Lincoln e costituì uno dei primi esempi di attività mafiosa negli Stati Uniti. Operazioni della malavita a New Orleans, per conto della mala palermitana, che facevano capo a Mazzini e, tramite lui, a Disraeli. Che dietro il crimine ci fossero persone al di sopra di ogni sospetto era di pubblico dominio. La parola “MAFIA”, infatti, era spiegata con l’acronimo3: M A F I A = = = = = M azzini A utorizza F urti I ncendi A ttentati. Le prime reti mazziniane cominciarono ad essere attive nel periodo precedente alla Guerra Civile (1860-1865). “I gruppi mafiosi di New Orleans, New York e Palermo erano società separate - scrive l’importante storico di quel periodo, D. L. 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. Chandler - ma cooperavano strettamente. Un membro che riceveva adeguati appoggi poteva essere spostato da una città all’altra, da una famiglia all’altra”4. Verso la fine della Guerra Civile americana, la Mafia di Disraeli (e quindi di Mazzini - n.d.r.) era capeggiata da un certo Joseph Macheca, capo di una banda che, secondo testimonianze dell’epoca, svolgeva un’attività che era indistinguibile da quella del Ku Klux Klan (di cui uno dei fondatori fu proprio il generale Albert Pike - n.d.r.). Nel 1868, Macheca organizzò, a New Orleans, la campagna elettorale presidenziale a favore del candidato democratico Horatio Seymour contro il repubblicano Ulysses S. Grant, il generale che aveva portato alla vittoria il Nord e che divenne, poi, il Presidente degli USA. I fondi e le direttive politiche arrivavano a Seymour da August Belmont, colui che i Rothschild designarono come loro rappresentate ufficiale negli Stati Uniti. Il giornale di New Orleans “Picayune” ci descrive la campagna elettorale nei seguenti termini: “Questo popolare e singolare gentiluomo (Macheca) aveva organizzato e dirigeva una compagnia formata da 150 siciliani, conosciuta col nome di Innocenti. La loro uniforme era costituita da un mantello bianco con una croce maltese sulla spalla sinistra. Giravano armati e quando marciavano per le strade sparavano ad ogni negro che vedevano. Si lasciavano dietro le spalle una scia di decine di negri uccisi. Il Generale James E. Steadman, che coordinava la campagna (elettorale di Seymour) vietò altre parate ed il gruppo fu sciolto”5»6. 1 K. Kalimtgis, D. Goldman, J. Steinberg, “Droga S.p.a.”, Edizioni Logos, Roma 1978, p. 12. 2 Idem, p. 41. 3 Charles William Heckethorn, “The Secret Societies of All Ages and Countries”, vol. I e II, 1875 (New York University Books Inc., 1965). Si veda anche: David Leon Chandler, “Brothers in Blood”, New York, E.P. Dutton Co. Inc., 1975, p. 31. 4 David Leon Chandler, op. cit.., p. 103. 5 Idem, p. 75. 6 Kalimtgis, Goldman, Steinberg, op. cit., pp. 42-43. “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Egregio Direttore, Prima di tutto, La ringrazio! La Vostra pubblicazione può servire a freno a certi cavallini bizzarri e scalpitanti che non poco danno arrecano alla Nostra Santa Madre Chiesa, che amo immensamente e che vorrei sempre più viva e splendente nelle sue membra!.. Che lo Spirito Santo, anima infallibile della Chiesa, ci illumini tutti e tutti ci converta nella Carità al Suo Amore! (don D. S. – Arezzo) Gentile Don Villa, non mi dilungo nei mai sufficienti complimenti per la sua opera... Ho iniziato ad apprezzarLa leggendo “Chiesa viva”. Un suo lettore l’ho rintracciato poco tempo fa, presentandomi a casa sua senza preavvisarlo. Bastò citargli Lei e la sua Rivista che don Elio M. - un parroco valoroso e coraggioso - mi spalancò le braccia con un grande sorriso... La ricordo nelle mie preghiere e La saluto in Cristo Re! (O. R. - Chieti) *** *** Rev.mo Mons., Le sono tanto grato per il volume: “Islam alla riscossa”. Diverse persone mi hanno espresso apprezzamento del volume e sono state colpite dal problema islamico, che è noto vagamente anche a causa di quel clero che non avverte il pericolo gravissimo che incombe sul mondo. La massoneria ha il programma sinarchico ben noto a noi e lo sta attuando con efficiacia irresistibile, e l’Islam è l’arma principale per attuarlo, come voleva Albert Pike. (...). Le auguro ogni bene. Suo dev.mo in C.J. et M. (P.V. D. B. - MI) *** Rev.do Don Luigi, (...). Ancora La ringrazio della cordiale accoglienza e del patrimonio culturale dal valore inestimabile che, coi suoi magnifici libri, frutto di studio, di Fede e di non sopita passione religiosa... Voglia gradire, intanto, illustre Sacerdote, i miei migiori saluti! Aff.mo (Dott. Avv. S. M. - BS) Molto Rev.do Mons. Villa, ho cominciato a monitorare e a commentare gli articoli che quotidianamente vengono pubblicati da quello che oggi è diventato “Corriere della sera di Tel Aviv”... Tutto il giornale è impregnato di peana al nazismo e al totalitarismo israeliano, all’intelligenza infinita degli scrittori ebrei, ma soprattutto è costellato di articoli pieni di odio e di attacchi contro la Cristianità e il Cattolicesimo in particolare... Le allego un articolo che dimostra inequivocabilmente che le due Opa, quella olandese e quella spagnola non erano altro che coperture fittizie delle grandi “merchant banks” delle potenti lobby giudaico-americane... Il mio è un grido di dolore a cui, spero, Lei possa dare, con la sua maggior statura di difensore della Fede, un più forte risalto. A Lei tutta la mia riconoscenza e la speranza che nostro Dio Gesù Cristo La protegga e La conservi molto, molto a lungo! Suo affezionatissimo ammiratore. (M. M. - Roma) CRONACHE DELL’ANTICRISTO di Maurizio Blondet Cronache dell’Anticristo (16661999) è una ricerca sulle motivazioni “religiose” che reggono l’azione dei poteri forti. Più che al denaro e alla volontà di dominio, questi poteri mirano ad instaurare un ordine antiumano, sulla scorta di una gnosi per pochi privilegiati che “sanno” come il senso della vita sia nulla. Questa gnosi è nata in ambienti dove si credette - e si crede che “la salvezza si ottiene attraverso i peccato”, attraverso la trasgressione senza limiti di ogni princìpio; nel testo, è rivelato in quali modi i suddetti ambienti abbiano agito nella storia d’Italia, continuano ad agire nel nostro paese e nel mondo e come abbiano circondato e lambito, decenni fa, anche il precedente Papato. Per richieste: Effedieffe Edizioni Largo V. Alpini, 9 20145 Milano RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo Diocesi di Xinyang Staccata dal Vicariato Apostolico di Jixian (Weihwei), il 7 luglio 1936, e affidata ai missionari americani del Verbo Divino. Zhang Teresa Missionaria delle oblate della Santa Famiglia (Osf). Nata a ketachang, il 15 maggio 1918, è stata uccisa i 30 novembre 1939, a Huangchuan, da un bandito armato che, respinto, voleva violentarla. Bai Maria religiosa Osf. Nata in maggio 1919, è stata uccisa il 30 novembre 1939, a Huangchuan, da un bandito armato che, respinto, voleva violentarla. (continua) GENNAIO Martiri in Cina SOMMARIO Diocesi di Nanyang Staccata dalla diocesi di Nanjing nel 1844, e costituita in Vicariato Apostolico del Henan. Nel 1869, venne affidata al Seminario per le Missioni estere di Milano (poi, Pime). Nel 1882, venne formato il Vicariato Apostolico del Henan Meridionale e, finalmente nel 1924, venne eretto il Vicariato Apostolico di Nanyang. Clét Francesco Regis Sacerdote lazzarista. Nato il 19 agosto 1748 a Grenoble, entrò tra i lazzaristi nel 1769. Il 27 marzo 1773, venne ordinato prete a Lione. Partito per la Cina il 10 aprile 1791, lavorò nel Jiangxi, Jiangsu ed Henan. Arrestato il 16 giugno 1819, fu rinchiuso successivamente nelle prigioni di Nanyang, Kaifeng e Wuchang. Venne strangolato, legato ad una croce, il 18 febbraio 1820. Leone XIII lo proclamò “beato” il 27 maggio 1900. Religiosa cinese Uccisa a Dengxian. Rapporto dell’agenzia Hua Ming del 25 aprile 1948. Non viene fornito alcun particolare. Ma Antonio Sacerdote diocesano. Studiò a Roma presso il Collegio di “Propaganda Fide”. Tornato in Cina, divenne segretario del delegato apostolico, Celso Costantini. In seguito, divenne direttore spirituale del Seminario di Kaifeng. Morì imprigionato come “elemento di destra”. 24 Chang Shengtang Francesco Sacerdote diocesano. Aveva trascorso molti anni in carcere. Morì avvelenato durante la Messa, il 4 luglio 1992, a Nanyang. Wang Giusepe Sacerdote diocesano. Secondo delegato episcopale, morì in seguito alle torture subìte. Diocesi di Shangqiu (Kweiteh) Staccata dal Vicariato Apostolico di Kaifeng, il 19 giugno 1928, e affidata agli Agostiniani Recolletti spagnoli. Guo Yongle Sacerdote diocesano. Morto in campo di lavoro forzato nel Qinghai, nel 1958. Li Mingxiu Sacerdote diocesano. Vicario generale della diocesi. È morto in un campo di larvori forzati nel Qinghai, alla fine degli anni Cinquanta. N. 379 UNO SGUARDO SULLA CRISI DELLA CHIESA di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HENAN 2006 2 Una prova storica dell’esistenza del libro ignoto ed eretico del sacerdote Karol Wojtyla 5 Crisi della Chiesa – uno sguardo – del sac. dott. Luigi Villa 9 Pastori! Avete sbagliato tutto! di D. B. 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Presenza islamica in Italia (1) - Preoccupante documentazione del sac. D. E. 16 I sogni di Don Bosco (2) di A. Z. 19 Preti e geologi dell’odio del sac. F. C. 20 Il criterio della verità (2) di Don G.E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Yue Chongxun Sacerdote diocesano. Arrestato nel 1958, è morto in prigione. Epistole e Vangeli Shan Jinbo Sacerdote diocesano. È morto in prigione. di mons. Nicolino Sarale Shi Yirang Sacerdote diocesano. È morto in un campo di lavoro poco dopo il suo arresto. SCHEMI DI PREDICAZIONE Anno B (Dalla II Domenica del Tempo Ord. alla VI Domenica del Tempo Ord.) “Chiesa Viva” *** Gennaio 2006 Chiesaviva ANNO XXXVI - N° 380 FEBBRAIO 2006 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità ... ma anche satana (il serpente) fa la storia!.. DON LUIGI VILLA IL VITTORIOSO “AVVOCATO DEL DIAVOLO” Avv. Salvatore Macca Presidente emerito della Corte d’Appello di Brescia Presidente on. Aggiunto della Corte di Cassazione Cavaliere di Gran Croce C hi è Don Luigi Villa? È un sacerdote, dottore in teologia, che ho avuto il piacere di conoscere di recente. È stato un piacere perché considero persone particolari, e meritevoli di grande rispetto, coloro che, per sostenere le buone cause e per il trionfo dei princìpi, delle regole e delle idee che costituiscono il filo conduttore della loro vita e del loro cammino, sono pronti alla lotta e alle rinunce. Lottare contro l’ostracismo, la discriminazione, l’emarginazione e la ghettizzazione da parte di coloro per i quali rappresentano degli scomodi importuni, dei fastidiosi ostacoli alle loro prevaricazioni. Rinunciare alla vita comoda e a tutti i vantaggi che derivano dal2 la supina acquiescenza alla volontà dei più forti, dei prepotenti detentori del potere e della ricchezza. Fra le battaglie di don Villa ce n’è stata una in cui ha duramente lottato per dimostrare la reale natura e gli aspetti negativi della personalità di Paolo VI, al secolo Giambattista Montini, come uomo cattolico. Lotta resa più dura dal fatto di essere il Montini nato e vissuto nella provincia di Brescia e dunque sostenuto dai bresciani con forte impegno, anche per ragioni di “campanile”. Don Luigi, per sostenere la propria battaglia, ha scritto e pubblicato un’opera imponente, importantissima, denominata “Trilologia montiniana”, costituita da tre volumi dai titoli signi“Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 ficativi, e cioè “Paolo VI… beato?”, “Paolo VI: promente virtuoso. Allora, nel capitolo del libro scritto cesso a un Papa”, e “La ‘Nuova Chiesa’ di Paolo da me per l’esame di un altro problema, non volli ripeVI” (Editrice Civiltà, Brescia, Via Galileo Galilei 121). tere, né propalare, per una sorta di riservatezza L’autore ha portato avanti la sua lotta con argomenestrema, e per non infierire sul personaggio, i comtazioni e documenti di valore ineccepibile. Per portamenti molto degradanti che avevo appreso bloccare e impedire la beatificazione si è avvalso anleggendo l’opera di Bellegrandi. che della regola, voluta dalla stessa Chiesa, o meglio, Tornando a Don Luigi Villa, nei tre volumi della “Tridalla Congregazione per la causa dei Santi, secondo logia”, l’autore illustra tutto ciò che Paolo VI, violando cui, nel soggetto proposto per la beatificazione, si dele regole dell’ortodossia cattolica, fece contro quelli vono riconoscere i segni che erano sempre stati i soprannaturali dell’approprincìpi vigenti, riconosciuti, vazione divina, cercando di applicati e rispettati dal cleveder chiaro sulla “reputaro e dai fedeli osservanti. zione della santità della Soprattutto mise in evidenvita” per poi studiarne “la za la sua attrazione “faeroicità delle virtù”. Peraltale” per la massoneria, tro, il diritto di cercare nocorredando le affermaziotizie e di fornire informani enunciate con docuzioni, è riconosciuto a mentazione fotografica chiunque, e non soltanto a assai convincente. Perfino soggetti qualificati, quale è la famiglia materna del Pacertamente un sacerdote. pa, la famiglia Alghisi di Per la verità, anch’io, qualVerolavecchia, non era imche anno fa, ho avuto per mune dal culto dissacrante le mani un libro, di cui è della massoneria. Nel ciautore Franco Bellegranmitero di tale cittadina, inParticolare della simbologia massonica che appare sul tombadi, Cameriere di Spada e fatti, dove sono sepolti alle della famiglia Alghisi (la famiglia materna di Paolo VI) nel cimitero di Verolavecchia (Brescia). Cappa di Sua Santità, dal cuni membri della citata titolo “Nichitaroncalli”, fifamiglia, è dato rilevare, nito di stampare nell’agosto sui monumenti funebri, la del 1994 (Edizioni internasimbologia massonica. zionali di letteratura e Quanto allo scrupolo e scienze, EILES di Roma, all’impegno di don Luigi Tipografica edizioni grafiper la sua battaglia, non si che Manfredi, s.n.c., Via G. dimentichi che non gli Mazzoni, 39 A, Roma), in sfuggì un particolare imcui l’autore, molto informaportantissimo e molto to dei fatti per la carica allograve. Egli, infatti, segnalò ra rivestita, scrisse cose a chi di dovere, che sulla sconvolgenti sul Pontefi“Porta di bronzo” della ce in questione, che Basilica di San Pietro, e proiettavano una luce sconin particolare in una forcertante e sinistra sulla sua mella della “Porta del bepersonalità, e che, in manne e del male”, la figura canza di una qualsiasi raffigurante Paolo VI, a contestazione dell’intedifferenza di quelle riguarressato, si devono dare danti gli altri Papi, era colloper ammesse. Si trattava cata di profilo. Ciò per lo di comportamenti disonorescopo evidente di convoli per qualunque persona sentire che venisse offerto Paticolare della formella originale n° 12 delle “Porte di Bronzo” dotata di normale dignità e alla vista del pubblico il dordella Basilica di S. Pietro, raffigurante Paolo VI con la “Stella a cinque punte” (il simbolo massonico “marchio della Bestia”) che, a maggior ragione, riso della mano sinistra di inciso sul dorso della Sua mano sinistra. ferendosi a un personaggio Paolo VI su cui era scoldi così alto livello, contrapita la “Stella a cinque stavano clamorosamente punte”, ossia il “Pentalfa con la reputazione della santità della vita, ed esclumassonico”. Proprio per la segnalazione di Don devano la dote della eroicità delle virtù. Per i fatti Villa, dalla scultura fu cancellato il “Pentalfa”. appresi dal libro, neanche un uomo comune si sarebAll’opera di Don Luigi, diretta a evidenziare la aube potuto definire virtuoso, e men che meno eroicatentica devozione del Montini per la massoneria, si è “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 3 affiancata anche quella di un ingegnere bresciano, S. Marco, al passaggio, in bicicletta, del direttore delle Franco Adessa (Editrice Civiltà, Brescia, Via Galileo carceri giudiziarie di Brescia, dott. Ciro Miraglia, un Galilei, 121), il quale ha pubblicato un libro, “A padre di famiglia con 4 o 5 figli, e del suo accompaPaolo VI, un monumento massonico”, in elegante gnatore, un giovane milite diciannovenne di Ghedi, veste editoriale e corredato da numerose fotografie e Andrea Lanfredi, che vennero dilaniati dallo scoppio. da disegni tecnici appositamente studiati per meglio Come risulta dalla biografia dello Speziale, non scritillustrare la pubblicazione. L’autore si occupa di un ta da lui perché analfabeta, ma, in base alle sue dimonumento in bronzo, collocato sul Sacro Monte di chiarazioni registrate, da certi Gianfranco Porta e Varese, dedicato a Paolo VI dallo scultore Floriano Maurizio Magri, lo Speziale ebbe a dire che i MontiBodini, che a suo tempo suscitò non poche polemini di Concesio erano “tutti cattolici”, aggiungendo che. Adessa, con dettagliata e minuziosa analisi del poi: “non conosco quali legami esistessero tra locomplesso dell’opera e dei suoi particolari, dimostra, ro e la famiglia di Paolo VI, ma sono certo che tra traendone le dovute conclusioni, che il monumento, loro esistessero legami di parentela”. Giambattisebbene apparentemente dedicato al Papa Paosta Montini, nato il 26 settembre 1897, figlio di un avlo VI, serve ad esaltare la massoneria e, con essa, vocato, all’epoca aveva 46 anni, e apparteneva a una il massone Paolo VI. famiglia di antifascisti. Nonostante i riferimenti piuttoTutta la struttura dell’opera, sto generici e ambigui, non si compreso il basamento, è persa bene se così voluti dallo meata dalle immagini e dal Speziale o dagli estensori delle simbolismo massonico, comsue narrazioni, sembra di poter presa una pecora a cinque ritenere che la famiglia Montizampe, mentre immagini e ni che l’ospitava nella prosimbolismi cattolici sono quasi pria casa di Concesio, e che ignorati e passano inosservati. era pienamente consapevole E dunque, si finisce col notare del lavoro preparatorio di atti ed onorare, nel monumento, di terrorismo che egli compinon un Papa che esalta i va in quella casa, e che, oltre princìpi, le regole, il rituale, le a dargli alloggio, gli somminiispirazioni della liturgia cattolistrava vitto e vestiario per sé e ca, della quale dovrebbe esseper i suoi compagni, fosse prore il principe e il sostenitore, prio quella del futuro Papa. Se bensì quelli della massoneria, non altro perché era una famicioè di una sètta ben lontana glia dalle forti disponibilità ecoda ciò che un Papa ha il dovenomiche e finanziarie, in grado re di esaltare. di fornire, non solo danaro, ma Non si dimentichi, peraltro, che anche generi in natura, alimenl’inaugurazione del monuti e vestiario, allora difficilmente mento avvenne il 24 maggio reperibili a causa delle restri1986, alla presenza dell’allozioni belliche. ra ministro degli esteri Giulio E dunque? Le conclusioni le laAndreotti, e del segretario di scio a chi vorrà leggere i libri ai Stato del Vaticano, Cardinale quali ho fatto richiamo e tener Agostino Casaroli, che beneconto delle mie personali nodisse l’opera. Ispiratore di quezioni. Una cosa è certa, però. Particolare del monumento massonico a Paolo VI sul sta era stato monsignor PaChe la beatificazione di PaoSacro Monte di Varese, raffigurante il Papa che indossa un monile quadrangolare: ingegnosa rappresentaziosquale Macchi, segretario di lo VI, un Papa tutt’altro che ne dell’Ephod, che Caifa indossava quando conPaolo VI e arciprete del Sabeatificabile, non andò in dannò a morte Gesù Cristo! cro Monte. Com’è noto, Anporto soprattutto per merito dreotti, Macchi e Casaroli appressoché esclusivo di don partenevano alla massoneria, come Adessa dimoLuigi Villa, il vittorioso “Avvocato del diavolo”, stra nel suo libro con ineccepibile documentazione. funzione abolita - dicesi - da Papa Wojtyla, che serviD’altronde, tornando alle regole relative alla reputava a definire il ruolo di chi svolgeva il compito del pubzione della santità della vita, non posso non ricorblico ministero nei processi di beatificazione. Senza dare che il partigiano comunista e terrorista Leodimenticare il lavoro dell’ingegnere Franco Adessa nardo Speziale, che nell’autunno del 1943 cominvalidamente affiancato a quello di don Luigi. ciò ad operare a Brescia e provincia, costruiva orSarei ora curioso di sapere se ci sia qualcuno che digni esplosivi con tubi metallici imbottiti di tritolo, possa essersi rammaricato, o che si rammarichi, per costruiti in casa Montini a Concesio. Il primo fu fatla mancata beatificazione di un personaggio come to esplodere la sera del 31 ottobre 1943, in via Spalti quello di cui mi sono occupato in queste note! 4 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 GIOVANNI PAOLO II ... SANTO? del sac. dott. Luigi Villa Q ueste mie osservazioni e obiezioni su questo processo per una eventuale beatificazione-canonizzazione del defunto Giovanni Paolo II, sono un dovere all’editto del cardinale Ruini, Vicario generale del Papa Benedetto XVI per la diocesi di Roma, in cui invita tutti i fedeli a comunicare al Vicario di Roma o a chi designato ad hoc, ogni notizia, ogni elemento che fosse favorevole o contrario alla riputazione di santità del sopraddetto “servitore di Dio”. Dunque, anche le mie osservazioni intellettuali, frutto di ricerche di studio diretto su questo tema, possono essere permesse alla conoscenza del popolo di Dio, anche se contrarie alla sua presunta riputazione di santità. Convinto della verità dei miei argomenti, già espressi in altri miei precedenti scritti, e che nessuno ha mai saputo confutare e annullare, credo di poter riportare ancora, qui, una pur breve sintesi dei suoi insegnamenti che non legittimano, certo, una sua canonizzazione, dopo aver lasciato la Chiesa in uno stato di crisi senza precedenti. Lo stesso cardinale Ratzinger alla vigilia della morte, predicando, al suo posto, la “Via crucis” al Colosseo, lo disse, a voce alta: «Signore, Signore, la sua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti!». Chissà quante volte anche Papa Wojtyla avrà riflettuto su quello sfacelo di Fede e di Morale in tutto il “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 Giovanni Paolo II. mondo cattolico, e non si sia reso conto che con tutte quelle fantastiche strategie dei suoi viaggi si rendeva colpevole principale della noncuranza del gregge che a Lui era stato affidato da Gesù Cristo stesso! C’è proprio da domandarsi come mai tutta quella massa di persone venute a Roma per il suo funerale, composta anche dai potenti della terra, civili, militari, religiosi, ma che s’erano già dimostrati capi di Stato atei, massoni, pagani, ebrei, ecc.. che avevano dichiarato apertamente il loro disprezzo per l’insegnamento della Chiesa; persecutori e sprezzanti di Gesù Cristo e della Sua Chiesa (come Zapatero, in Spagna, Fidel Castro, a Cuba, gran massacratore di cristiani, ecc.); teologi che avevano disprezzato anche personalmente Wojtyla, oltre che i testi biblici, il catechismo classico, la liturgia di sempre; cristiani di sinistra che, in faccia al Pontefice, gridavano sempre: “viva il Papa”, ma che poi votarono l’aborto, il divorzio, la scuola laica, il matrimonio gay; suore che vogliono il sacerdozio; frati che vogliono il matrimonio, e via dicendo, ma ora, tutti in piazza S. Pietro, per il Papa morto. Tutti, sì, anche gli eretici ed i pagani, mentre i veri cattolici, etichettati con disprezzo come “tradizionalisti” e “pre-conciliari”, non furono neppure invitati perché non desiderati! Certo, Giovanni Paolo II è stato un Papa che ha messo a dura prova la nostra fede tradizionale, come quando, ad Assisi, lasciò mettere la statua di Buddha sul Tabernacolo con dentro il Santissimo; come quando baciò il Corano; come quando partecipò alle libagioni in onore degli antenati, fatte nelle foreste del Togo; come quando si fece segnare la sua fronte di Vicario di Cristo con il segno di Shiva... Eppure, nella commemorazione funebre che si fece di Lui lo si disse “il difensore della Fede” (?) e che il suo fu un magistero “fecondo” (!!). Si vede che la morte autorizza a mentire, e che un Papa deve esibire la sua personalità, come ha sempre fatto Lui invece di “confermare nella Fede” i fedeli di Cristo e della Chiesa cattolica, invece di lavorare apostolicamente per il ritorno, o per l’entrata nell’ovile di Cristo di tutti quelli che sono usciti (come i Protestanti e gli Orto5 dossi), o che non sono ancora entrati. E così, Giovanni Paolo II seminò non poche perplessità, generò non poco indifferentismo e talora diede scandalo, tra i fedeli della Chiesa cattolica, assolvendo coloro che ne sono fuori. Per tutto questo, e altro, come si può dire che Giovanni Paolo II fu un autentico “uomo di Dio”, quando, invece, non fu né fedele amministratore dell’autentica dottrina di Cristo e dei misteri di Cristo? (Cfr. 2A Tim. 3, 17; 1a Cor. 4, 1). Certo, fu incoerente fin dall’inizio del suo pontificato, dopo aver rinunciato al “triregno”, pur conoscendone il significato religioso e spirituale. In quell’occasione, poi, nella cerimonia della Messa, ignorò il “Canone Romano”, benché fosse prescritto per le cerimonie solenni, e fece sparire il “plurale maiestatis”, benché dovuto durante l’ufficio, per sostituirlo con l’io. – Denunciò, sì, l’attuale disastro ecclesiale, ma elogiò, però, “in toto”, l’operato dei suoi predecessori (benché lo stesso Giovanni XXIII si fosse reso conto di aver perduto il controllo della “Assemblea conciliare”; e benché persino Paolo VI si fosse detto preoccupato per gli “effetti” disastrosi del post Concilio!). E allora perché non mise freno alla strumentalizzazione avversiva dell’Assemblea conciliare?.. – Dichiarò anche - ma genericamente! - che il Concilio deve essere interpretato alla luce della Tradizione, ma non dissipò ambiguità, né la fece dissipare dalla “Commissione per l’esatta interpretazione del Vaticano II”; e così l’auto-demolizione della Chiesa e il “fumo di Satana” continuarono a inquinare il Tempio di Dio! – A Puebla, Giovanni Paolo II ha sottolineato, sì, le aberrazioni della “teologia della liberazione”, ma poi, al ritorno da Puebla, il 21 febbraio 1979, in pubblica udienza, davanti a milioni di giovani, ha usato di quell’espressione “teologia della liberazione” dicendo che non doveva essere vanto solo dell’America Latina, ma che era “universale” e che doveva essere ripreso il tema “liberazione” anche nell’insegnamento della Chiesa, nella teologia e nella pastorale. Così, l’indegno teologo francescano Boff ha potuto scrivere che poche correnti teologiche, come la “teologia della liberazione”, avevano ricevuto, in così poco tempo, una legittimazione e persino un appoggio papale (cfr. “Grande Sinal”, maggio 1979). – Per l’uccisione di mons. Romero, arcivescovo di El Salvador, lo accreditò come un “martire della Fede”, 6 anche se era accertata la sua ingerenza politica, ispirata alla filo-marxista “teologia della liberazione”. – Sembrò preoccuparsi dello sbandamento catechistico, allora in atto, ma poi non ha mai ordinato una pulizia di quei testi aberranti che facevano capo al catechismo olandese!.. – Ha esaltato anche la Tradizione, ma poi ha lasciato che la Radio Vaticana fosse al servizio del moder- Giovanni Paolo II. nismo e del progressismo; e lasciò che l’“Osservatore Romano” continuasse un disservizio in un disastro dottrinale con tanto di precisi nominativi; come pure lasciò che “La Civiltà Cattolica” continuasse ad essere diretta da uomini progressisti e modernisti, per cui, questo procedere incoraggiò gli altri mezzi di comunicazione sociale e case editrici cattoliche a propagare confusione, dubbi ed errori! – Anche sull’ecumenismo richiamò più volte alla lealtà del dialogo, ma poi lasciò che la Gerarchia e il clero continuassero a predicare un ecumenismo equivoco e dannoso. – Anche sull’Eucarestia denunciò abusi e profanazioni, anche in documenti ufficiali (cfr. “Dominicae Cenae”, “Inaestimabile Donum”), lasciando, poi, che i Dicasteri competenti non intervenissero a bisogno. Quanti “Canoni, per esempio, in Francia!.. Quanti sacerdoti che usavano “materia invalida” per l’Eucarestia!.. Quanti sacrilegi!.. – Ha tentato di opporsi anche Lui alla “Comunione sulla mano”, ma poi, Lui stesso, in Germania, ha capitolato! – Ha richiamato sulla “confessione auricolare”, dando persino Lui stesso l’esempio (in un confessionale di S. Pietro), ma non è mai intervenuto a richiamare al dovere tanti sacerdoti che permettono ai fedeli ad accostarsi alla Comunione senza confessarsi, anche se in peccato mortale! – Persino su la devozione mariana ha lasciato continuare l’offuscamento della dottrina mariana, in immagini e lavoro blasfemi! (Cfr. “si si no no”, a. VI, n. 12, p. 14. “La via crucis”, in Brasile politico-proletaria; e a. VII, n. 16, p. 5 ss: “Un certo Gesù - Una farsa sacrilega con imprimatur”). Diffusi dal clero col benestare della gerarchia. Ma anche il Papa, nel 1980, ha assistito, senza reagire, a “L’interrogatorio a Maria»”!.. – Ha richiamato anche i “tribunali ecclesiastici” alla legge dell’indissolubilità, ma senza intervenire con forza sulla Gerarchia responsabile; tanto che il cardinale Felice ha dovuto denunciare, a più riprese, i gravi scandali delle numerose “sentenze” dichiarative di nullità di matrimoniale, sì da essere detto “il divorzio ecclesiastico” in pratica”! – Per il “referendum” in cui i cattolici italiani furono chiamati a scegliere tra un aborto e un mini-aborto, Giovanni Paolo II ha taciuto. Per di più, si è lasciato fotografare accanto all’on. Andreotti in atteggiamento amichevole, nonostante che Andreotti, in qualità di Capo di Stato avesse resa esecutiva, con la sua firma, la legge abortista in Italia. – Anche nelle nomine al cardinalato si è mostrato di stampo modernista, facendo cardinale uno dei peggiori vescovi francesi, mons. Etchegaray; il gesuita P. Carlo Maria Martini, un responsabile dell’auto-demolizione dell’esegesi biblica; l’arcivescovo di Parigi, mons. Lustiger, che si era sempre dichiarato “giudeo” e che tale voleva sempre restare; e così anche in tante altre nomine di vescovi modernisti, ovunque... (cfr. “Si si no no” a. VI nn. 78: “Profanazioni”). – Confermò nei loro uffici i principali guastatori post-conciliari, quali un cardinal Pironio, (ai Religiosi), un Poupard, un Jadot... Si è tenuto vicino un Casaroli e un Silvestrini, nonostante evidenti demeriti!.. – Pure per le Università cattoliche, dopo averne esaltato il primato della “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 tradizione, lasciò propagare una cancrena di eversione dottrinale e morale, come all’Università Lateranense, “l’Università dei Papi!), dove lo stesso Paolo VI aveva dovuto mandare per una “Visita Apostolica” (vanificata, però, in periodo di “sede vacante”!) un Commissario straordinario, mons. Pancrazio, contro ogni norma canonica, per cui gli “inquisiti” rimasero al loro posto, e l’eversione continuò più di prima!.. – Lo stesso avvenne per i Seminari, dopo che Giovanni Paolo II disse che erano la pupilla dei suoi occhi e l’indice della vitalità di una diocesi, ma che però non fece alcuna rinascita, nonostante la nefasta gestione dei Seminari da parte del cardinale Garrone!.. – Si può dire che nulla fu la sua vigilanza sulla Chiesa. Le Conferenze Episcopali d’ogni Nazione, benché fossero di tendenze errate e persino pericolose, pure il suo intervento correttivo fu sempre inefficace. Si vedano i testi del Sinodo Olandese, del Sinodo Brasiliano, di quelli dell’America Latina, le tendenze centrifughe delle Chiese africane, l’americanismo negli USA e nel Canada... – In genere, si pensi al cedimento sulla veste talare del clero, benché appena eletto pontefice, aveva chiesto il ritorno alla veste talare, ma poi, tutto come prima; anzi, l’obbligo della talare scomparve persino dal nuovo Codice di Diritto Canonico, e Lui si vide subito tra ecclesiastici tutti in borghese!.. – E niente ha fatto per i fantasiosi “carismatici” che, anzi, ha accolti e incoraggiati, assieme al loro patrono, il card. Suenens, il guastatore della Chiesa belga, l’animatore della “pillola cattolica”, l’aperto contestatore della “Humanae vitae”... – Parve subito che non si rendesse pienamente conto dei gravi inquinamenti dogmatici e morali della “Pro Civitate”, delle sfasate azioni di Assisi, delle associazioni teologiche equivoche, e dei tanti sbandati falsi teologi e vescovi che demolivano la fede, come Rahner, il gesuita tedesco che abbatteva e sradicava i fondamenti stessi della fede cattolica, introducendo l’apriori immanentistico-ateo del pensiero moderno sulla linea Kant-Hegel-Heidegger (cfr. Il libro “Getsemani” del card. Giuseppe Siri, Roma, 1980), non prendendo mai alcuna posizione d’autorità contro di lui!.. Lo stesso comportamento l’ebbe con Küng, l’ereticoapostata che rieccheggia Rahner, dicendo persino che Dio è “l’essere di tutto ciò che è”!.. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 – E che dire della sua politica del “dialogo” e dell’amicizia con i regimi comunisti, tra cui la Cina rossa, che continua a perseguitare la Chiesa, tenendosi vicino il card Casaroli, il maggior propagatore dell’Ostpolitik e predecessore del card Sodano, nel creare la “Linea” del “Partito del Segretario di Stato”, che si potrebbe chiamare la “nuova Chiesa dell’Adattamento”?.. E cosa dire di quel suo affezionamento a Mikhail Gorbacev, benché avesse ripetutamente ammesso di essere ancora un leninista e le cui fondazioni, esentasse in tutto il mondo, promuovono l’uso dell’aborto e della contraccezione indiscriminati, per eliminare più di 4 miliardi di persone nel mondo, e che aveva difeso l’invasione dell’Afghanistan, quando era ancora il Capo del Partito Comunista Sovietico, pur sapendo che era un vero genocidio, anche per l’utilizzo che si fece delle mine, a forma di giocattolo, causando migliaia di morti e di mutilazioni di bambini e di fanciulli afghani?.. Eppure, il 27 giugno 2000, questo mostro marxista entrò in Vaticano per celebrare quel nuovo cambiamento della Chiesa. Non solo, ma questo dirigente della civiltà della morte, fu di nuovo onorato dal Vaticano, il 4 novembre 2000, facendolo parlare in presenza del papa e di altri Prelati, al “Giubileo dei Politici”, che raccoglieva più di 5.000 regnanti di Stati senza Dio!.. *** E potrei continuare ancora “sine fi- ne”, dato il pluralismo ormai introdotto dovunque, benché equivoco, perché dà spazio a tutti (anche agli stupidi!), eccetto a quelli che vogliono restare fedeli alla Fede e alla Tradizione, per i quali, o la Verità scaccia l’errore, o l’errore scaccia la Verità! È chiaro, perciò, che molti atti del pontificato di Giovanni Paolo II, molti silenzi e molte lodi hanno contraddetto il suo Magistero. I “fatti” sono quelli che abbiamo detti - anche se pochissimi! - che hanno messo in silenzio il “pasce oves meas” e il “pasce agnos meos” in tutti i campi della Teologia, della Liturgia, del Diritto, delle Discipline e, di conseguenza, in quello pastorale, non riflettendo che toccava a Lui liberarsi da chi e da ciò che lo condizionavano. Noi ci domandiamo: ma l’enciclica “Pascendi”, il decreto “Lamentabili”, il Motu Proprio del 18 novembre 1907 (che scomunica gli ecclesiastici modernisti e chi li protegge) sono tuttora validi?.. Se sì, perché sono tuttora lettera morta, mentre il modernismo dilaga ogni giorno di più, nei Seminari, nelle Università cattoliche, tra il Clero e i Religiosi e gli stessi fedeli?.. Se no, (ma come può esserlo?) perché si è lasciato togliere gli argini e si è lasciato che tutto venisse travolto? È evidente, ormai, che ci sono due Chiese, con due indirizzi opposti, tra i quali non c’è, né ci può essere alcuna conciliazione, appunto perché la Chiesa di Cristo è una sola! Sarebbe logico, quindi, se è dall’alto che è venuto il decadimento, sia anche dall’alto che venga la sana restaurazione! Giovanni Paolo iI. 7 IL DOGMA DEL “PECCATO ORIGINALE” NELLE TEORIE MODERNISTE saggio critico del dott. Vittorio Icardi 1 H o letto sulla rivista “Note di pastorale giovanile” (n° 2 febbraio 1976) del Centro pastorale giovanile di Torino, un articolo di Franco Ardusso: “Cristo Salvatore aiuta l’umanità a prendere coscienza del Peccato Orginale”, e, dato che non condivido il pensiero del suddetto Autore, ho pensato di esporre i miei rilievi critici sulle questioni trattate. Non è esatto sostenere che il “Peccato Originale”, come fatto storico, sia legato ad una concezione fissista dell’universo: infatti, anche volendo ammettere che il corpo di Adamo si sia formato, per miracolosa evoluzione, da quello di un antropoide, resta certo che l’anima spirituale e immortale è stata creata “ex nihilo” da Dio, essendo metafisicamente impossibile che una sostanza semplice (ossia non composta di parti) possa essere derivata per via evolutiva dalla materia cosmica (composta di particelle sub-atomiche). Non contrasta con la teoria delI’evoluzione il fatto che Dio abbia voluto creare la prima coppia umana in uno stato superiore a quello di “pura natura, come viene affermato dalla Bibbia; Dio, infatti, avrebbe deciso “ab eterno” di elevare l’uomo allo stato soprannaturale e preternaturale. L’infinita Giustizia Divina esigeva, però, che al dono gratuito corrispondesse un’adeguata prova di fedeltà e obbedienza da parte dei nostri progenitori, intesa a “meritarlo” per loro e per tutta l’umanità futura che esisteva “virtualmente” in loro. D’altra parte, la “naturalis ratio’’ ci fa comprendere che Dio, Bontà Infinita, non poteva certo creare il primo uomo e la prima donna, senza loro colpa, in uno stato di pura natura, soggetti al dolore, al male morale, all’ignoranza, alle malattie e alla morte: in tal caso la vita sarebbe state una “condanna gratuita”, indegna anche dell’Infinita Giustizia Divina. 8 È perciò da escludere, anche da parte della ragione, che i nostri progenitori siano stati creati nello stato di “pura natura”. Vi è poi l’infallibile parola di S. Paolo (Rom. 5, 12), ispirata da Dio: «Per colpa di un solo uomo il peccato entrò nel mondo, e con il peccato la morte, e così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti in Adamo hanno peccato». Ciò conferma che prima della Colpa Originale non esistevano il peccato e la morte, e che in Adamo era contenuta “virtualmente” la natura umana di tutti i suoi discendenti: il Peccato originale fu, quindi, una colpa “di natura” che privò Adamo e tutta l’umanità della “giustizia originale” e provocò anche l’insorgere della concupiscenza, ossia del contrasto tra le tendenze dell’anima e quelle del corpo, non più “armonizzato” con essa per effetto della Grazia Santificante e dei doni preternaturali. La concupiscenza, che resta nella natura umana, anche dopo il Battesimo, non è peccato, come è stato definito dal Concilio di Trento. La caduta nello stato di “pura natura” portò ovviamente nel mondo il peccato, le malattie e la morte, oltre al dolore, all’oscuramento della ragione e all’indebolimento della volontà, non più illuminate e rafforzate dai doni preternaturali e dalla Grazia: in sintesi, la caduta nello stato di “pura natura” non fu un peggioramento nei confronti di quest’ultima, ma bensì solo in relazione al suo stato originario di elevazione, la preternaturale e soprannaturale. L’uomo “materialmente” cadde nello stato di “pura natura”, ma non “formalmente”, ossia rispetto al suo fine trascendente: la natura umana rimase buona (anche se soggetta all’attrazione del male) e mantenne la sua aspirazione verso Dio e la capacità di fare il bene morale, almeno in una certa misura; restò tuttavia “sminuita” della Vita Soprannaturale e dei doni preternaturali, mentre in uno stato originario di “pura natura” l’assenza di essi sarebbe stata una semplice “imperfezione”, propria di ogni essere “finito”, invece, nello stato attuale, costituisce un vero decadimento, per privazione di doni che, secondo la gratuita decisione divina, ci erano stati attribuiti per costituire quell’armonia superiore, necessaria al fine di ovviare alle de“Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 ficienze intrinseche della “pura natura umana”. Si potrebbe dire che lo stato di “Peccato Originale” differisce da quello di “pura natura”, come la situazione di miseria di un ricco che ha perduto tutto si differenzia da quella di chi è nato povero. Il sostituire al genuino concetto di “peccato di natura” le vuote e insulse formule moderniste (“alterazione dialogale” tra Dio e l’uomo, e simili), porterebbe a trasferire in Dio, come creatore di una natura necessariamente peccatrice fin dall’origine, la causa del male nell’uomo. Ciò significa che l’esclusione del primo “peccato di natura”, liberamente compiuto dalla prima coppia umana e trasmesso (come lo stato di privazione della “giustizia originale”) ai suoi discendenti, renderebbe assolutamente inconciliabile l’esistenza di Dio con quella del male nel mondo, ossia porterebbe alla negazione stessa di Dio, essendo impossibile ammettere che Dio sia causa del male. Per quanto concerne il problema dei bambini morti senza Battesimo, osservo che la tesi per cui essi andrebbero all’inferno è categoricamente respinta dalla Chiesa Cattolica: si ritiene che essi raggiungano uno stato di felicità naturale commisurato alla loro capacità di conoscere Dio, ma non possono considerarsi dei privilegiati. È ovvio, inoltre, che la privazione della “giustizia originale” è la medesima nel bambino e nell’adulto. È necessario ammettere il “monogenismo”, ossia la derivazione dell’intera umanità da un’unica coppia umana originaria; infatti, detta teoria, oltre ad essere affermata chiaramente nella S. Scrittura (S. Paolo, epistola ai Romani 5-12, e cosi pure nel libro della Genesi), è stata ribadita dal magistero infallibile del Papa (Pio XII - enciclica “Humani generis”) ed è infine confermata dall’esperienza storica dell’universalità dell’inclinazione al male: se l’umanità fosse derivata da più coppie, si dovrebbe ammettere, cosa inverosimile, che tutte siano cadute di fronte alla prova loro proposta da Dio; infatti, nel caso di superamento positivo di essa da parte di qualche coppia, dovrebbero esservi tuttora uomini rimasti nello stato di “giustizia originale”, il che è proprio contraddetto dall’esperienza. Anche la “teoria della rappresentanza”, che sostiene la creazione (o la derivazione per via evolutiva) di più coppie umane, e la scelta, da parte di Dio, di una sola di esse, per sottoporla alla prova originale, urta contro difficoltà insuperabili: come mai Dio, pur “vedendo”, nella sua prescienza, la caduta, avrebbe scelto tale coppia e non un’altra? Oltre a ciò, l’imputazione delle conseguenze negative del “Peccato Originale” effetto della sola rappresentanza, anche a quella parte di umanità non discesa per via di generazione naturale da Adamo ed Eva, sarebbe stata arbitraria gratuita e porterebbe alla negazione della bontà e giustizia di Dio. Riflettendo sullo “stato di privazione della giustizia originale”, noi comprendiamo che le singole anime umane, all’atto della loro creazione dal nulla, pur essendo integre, non vengono più arricchite con i doni preternaturali e non sono più trasformate mediante la “comunicazione” della Vita Divina. La concupiscenza sorge dalla trasmissione, per via biologica, dello “stato di privazione della giustizia originale”, che rende possibile il contrasto tra l’anima e il corpo. Lo stato di “pura natura” andò peggiorando, nel corso dei millenni, per effetto delle colpe liberamente commesse e delle malattie e tare ereditarie acquisite dai discendenti di Adamo. Non è affatto vero che la concezione classica del Peccato Originale sia messa in crisi dalla scienza, dall’antropologia, dagli studi sulla Bibbia e dall’aggiornamento (?!) della teologia. Esaminerò separatamente questi quattro punti. PRIMO PUNTO La scienza si domanderebbe come si possa conciliare la dottrina del “Peccato Originale” con la concezione moderna di un universo in evoluzione. Rispondo: l’evoluzione della natura oggettiva non esclude affatto la possibilità di una “scelta morale libera”, compiuta dal primo uomo. All’affermazione gratuita che gli uomini primitivi erano solo “bestie evolute, incapaci di una scelta fondamentale come quella proposta loro da Dio”, rispondo: 1°) Prima del “Peccato originale”, l’uomo non era affatto una “bestia evoluta”, ma bensì una creatura di eccezione, elevata da Dio, mediante la Grazia Santificante, al livello della Vita Soprannaturale: quindi, doveva avere, necessariamente, un’anima spirituale e immortale, creata “ex nihilo’’ da Dio, essendo impossibile la sua derivazione dalla materia (da una realtà composta di parti, non può mai originarsi una sostanza “semplice”, astratta, immateriale, come le idee che esprime in se stessa). L’immortalità dello spirito umano è proprio conseguenza della sua impossibilità di scindersi nei suoi elementi e alla morte del corpo, non essendo composto di parti e avendo una dipendenza puramente estrinseca da esso. 2°) La ricerca scientifica archeologica conferma che l’uomo primitivo, anche dopo il “Peccato Originale”, conservò la sua intelligenza, rivelatrice della sua anima: mi riferisco ai graffiti preistorici, scoperti nelle grotte di Altamira e di Lascaux, come pure le sculture della grotta di Montespan. Essi risalgono a 15.000-20.000 anni or sono e dimostrano che gli uomini primitivi avevano il senso dell’arte, di cui sono prive le bestie. Gli uomini preistorici, inoltre, erano religiosi, come si può dedurre dal loro culto dei morti e degli spiriti, rivelatore della fede in Dio e nell’immortalità dell’anima. Il senso religioso, estetico, morale, come pure l’intelligenza e il libero arbitrio, mancano invece completamente nelle bestie: anche le più evolute fisicamente non hanno progredito “intellettualmente” e restano ferme al livello istintivo di quelle dei tempi preistorici. 3°) Il monoteismo, la fede nell’anima, la moralità naturale, originaria, sono anche confermati dai moderni studi etnologici sui popoli attuali rimasti realmente “primitivi”.1 All’affermazione che “la morte è destino naturale di ogni essere umano finito”, rispondo che ciò, oltre ad essere in contrasto con la parola di Dio, rivelata nella Sacra Scrittura (libri delle Genesi e della Sapienza ed epistola di S. Paolo ai Romani), è anche contraddetto dall’universale esperienza interiore, per la quale tutti sentiamo la morte come qualcosa d’irrazionale, assurdo e contro natura. I dolori e i mali della vita, le malattie e la morte, il travaglio della conoscenza e la lotta per il dominio razionale delle passioni possono essere accettati dall’uomo soltanto come una “punizione di natura”, voluta dall’infinita Giustizia Divina quale conseguenza del Peccato Originale, ma non certo come “facenti parte dell’ordine naturale delle cose”. Se cosi fosse, dovremmo, a ragione, dubitare della Bontà e Giustizia di Dio, e saremmo, quindi, portati a negare la sua stessa esistenza. Senza il “Peccato Originale”, come peccato di natura trasmesso a tutta l’umanità, l’Incarnazione, Passione e 1 Cfr. Koppers, “La religione dell’uomo primitivo” e “L’uomo primitivo e il suo mondo”, Ed. Vita e Pensiero, Milano; Schulien, “L’unità del genere umano”, Ed. Vita e Pensiero; Servier, “L’uomo e l’invisibile”, Ed. Rusconi, Milano. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 9 Morte Redentrice di Gesù Cristo diverrebbero una parodia senza senso, anzi perfettamente inutili: se la Grazia non fosse necessaria, non lo sarebbe neppure la Redenzione. SECONDO PUNTO L’antropologia presenterebbe le seguenti difficoltà: come si può parlare di natura peccatrice prima di ogni consenso libero? Perché il caso del bambino deve ritenersi “caso privilegiato”? Rispondo: 1°) La natura umana in Adamo non venne creata già “peccatrice” bensì integra, elevata dalla Grazia e dai doni preternaturali; egli, però, essendo libero, aveva la possibilità di peccare, ossia di non superare la prova voluta da Dio, e di fatto peccò per superbia e disubbidienza; solo allora la sua natura divenne peccatrice “in atto”, ma Adamo conservò il libero arbitrio. Se Dio avesse dato “gratuitamente” ad Adamo una libertà “impeccabile”, avrebbe contraddetto la sua Infinita Giustizia, che esigeva dal primo uomo (nel quale era “virtualmente” la natura dei suoi discendenti) almeno una prova di fedeltà e ubbidienza, per meritare i doni preternaturali e la Grazia Santificante, pegno della Vita Eterna. 2°) Il caso del bambino, che muore senza Battesimo e si salva senza merito, non costituisce privilegio perché egli non raggiunge la contemplazione soprannaturale di Dio, ma solo una felicità naturale, adatta al suo stato di “pura natura”, privo della Grazia e dei doni preternaturali. 3°) Anche se noi, discendenti di Adamo, non abbiamo commesso personalmente il “Peccato Originale”, non possiamo vantare diritti su ciò che non ci era dovuto in linea di pura giustizia: se un padre, per sua colpa, dilapida il patrimonio, i figli non hanno il diritto di accusare Dio, se ne restano privi. 4°) Sbaglia gravemente Marx quando afferma che “la dottrina del Peccato Originale porta ad una concezione fatalistica ed alienante della religione”. Egli faceva osservare che, se le ingiustizie attuali sono la conseguenza di un disordine iniziale o di una primitiva colpa, non ci sarà altra via che accettare la sofferenza in questo mondo e proporsi la felicità nell’altro. In tal modo, la religione diverrebbe oppio consolatore, ma anche alienante, nei confronti della responsabilità da assumere durante la vita terrena. È chiaro che l’errore marxista deriva dalla concezione meccanicistica e necessitante del materialismo storico, dove si nega il libero arbitrio e tutto avviene per cieca fatalità: se fossero coerenti, i marxisti dovrebbero riconoscere che la loro dottrina, riducendo gli uomini a “robot” senza libertà, rende impossibile e inutile qualsiasi tentativo di modificare le strutture della società, quindi, porta all’alienazione e alla disperazione, non essendovi alcun rimedio possibile al dolore e alle ingiustizie, né in questa vita né nell’altra, di cui negano l’esistenza. È proprio la loro incoerenza tra ideologia e prassi che rende possibile la loro azione: essi, con la loro attività pratica, dimostrano di credere inconsciamente in quel libero arbitrio che negano nella teoria. Secondo la dottrina cattolica, le ingiustizie sociali non sono insuperabili e neppure necessariamente dipendenti dal Peccato Originale, ma bensì derivano dal cattivo uso della libertà da parte dei più fortunati: si possono e si devono combattere, così come si correggono i nostri difetti: occorre trasformare le anime per migliorare il mondo. La Religione Cattolica non comanda il quietismo e una fatalistica rassegnazione di fronte ai mali della vita, anzi ci esorta all’azione per sollevare dalle sue condizioni chi soffre o chi vive nell’indigenza. 5°) Ancora più assurda é la teoria etnologica della psicanalisi di Freud, espressa nel suo libro “Totem e tabù”, dove si parla di un senso patologico di colpa, originato, nei tempi preistorici, dall’uccisione dal padre (capo dell’orda primitiva) da parte dei figli. Detta teoria é stata da tempo abbandonata da tutti gli etnologi seri, non essendovi alcuna prova, anzi risultando in stridente contrasto con i più recenti studi sui popoli primitivi. Alle affermazioni fantastiche, Freud aggiunge anche il falso storico, sostenendo che Mosé fu ucciso dagli Israeliti; dalla Bibbia sappiamo, infatti, che Mosè morì di morte naturale, poco prima che il popolo ebreo raggiungesse la Terra Promessa. S. Paolo fonda sull’ispirazione divina il suo concetto di “Peccato Originale”, e non certo sul “senso di colpevolezza del popolo ebreo per l’uccisione di Mosè” come sostiene Freud, che cerca di far entrare anche la Redenzione di Cristo nel suo sistema, attraverso i più grossolani errori teologici. Noi sappiamo che Gesù-Dio è venuto nel mondo per espiare il “Peccato Originale”, offesa a Dio Infinito; quindi, solo Dio poteva redimere l’umanità, assumendo la natura umana attraverso il mistero dell’Incarnazione, nella Persona Divina del Verbo Eterno. Non ha alcun fondamento storico la gratuita affermazione di Freud secondo la quale “Gesù volle scaricare l’angoscia del popolo Ebreo “provocata dal senso di colpa dovuto all’assassinio di Mosè” (!!). Il gesuita massone ed eretico Teilhard de Chardin sac. dott. Luigi Villa (pp. 96 - Euro 15) (continua) Novit à Chi legge queste pagine su Teilhard de Chardin, si sentirà inchiodato, quale che sia la sua disinvoltura; si sentirà scosso, quale che siano le sue diverse sicurezze; si sentirà turbato, quali che siano le sue conoscenze a suo riguardo. Perché è un libro che vi porta alla conoscenza e alla riflessione di fatti e detti intrisi di errori filosofici, teologici, scientifici, pregni di panteismo, di poligenismo, di neo-darwinismo, della negazione del Peccato Originale, ecc.. Un libro, insomma, che vi scuoterà la mente e l’anima! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 Occhi sulla Politica L’ALTRA FACCIA DEL TERRORISMO “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) Gli attentati di Londra? Neo pretesto, Contro l’Iran o Persia - analogìa, Con l’undici settembre - dove presto Verrà esportata la “democrazìa”! Il gioco è ormai palese e manifesto, Gestito da una ipocrita regìa, Con fine farisaico disonesto: La planetaria, ebraica egemonia! Il prossimo attentato? In Vaticano! Non so se prima o dopo la partenza, Di Ratzinger, Pontefice Romano, Al fin di prolungar la permanenza, In Israele, dove, piano piano, Andrà la Sampietrina residenza! Prof. Arturo Sardini Chiusa Io sono pacifista, ma combatto Chi sfrutta, affama e umilia il Terzo Mondo, Con milioni di morti, in sottofondo Di cui, purtroppo, non si parla affatto! OFFERTA SPECIALE Offro un servizio funebre speciale Ripristinando il rito gregoriano, Sfrattato dal Concilio Vaticano Gratùito, come sempre, musicale, Alla sètta politica infernale, Complice del borioso americano, Che sta attuando il farisaico piano, Schiavistico-massonico globale! Dal requiem iniziale,al Dies Irae, Con una variazione singolare: Senza l’“In Paradisum”, vale a dire, Perché all’Inferno la vorrei mandare! Ragion per cui, la stimolo a “partire”, Se dell’offerta vuole approfittare! Prof. Arturo Sardini Variazione Andate giù all’inferno, coi demoni, Dei quali, nella vita, siete stati Servi obbedienti, servilmente proni, E per l’eternità siate dannati! 8 EDUCAZIONE DELLA FAMIGLIA Quanto al consorzio domestico, ecco tutta la dottrina dei Naturalisti. Il matrimonio non è altro che un contratto civile: può legittimamente rescindersi a volontà dei contraenti: il potere sul vincolo matriPapa Leone XIII. moniale appartiene allo Stato. Nell’educare i figli, non s’imponga religione alcuna: cresciuti in età, ciascuno sia libero di scegliersi quella che più gli aggrada. Ora, questi princìpi i Frammassoni li accettano senza riserva: e non pure li accettano, ma studiansi da gran tempo di fare in modo, che passino nei costumi e nell’uso della vita. In molti paesi, che pur si professano cattolici, si hanno giuridicamente per nulli i matrimoni non celebrati nella forma civile: altrove, le leggi permettono il divorzio: altrove si fa di tutto perché questo sia quanto prima permesso. Così, corresi di gran passo all’intento di snaturare le nozze, riducendole a mutabili e passeggere unioni, da formarsi e da sciogliersi a talento. Ad impossessarsi altresì dell’educazione dei giovanetti mira con unanime e tenace proposito la sètta dei Massoni. Comprendono ben essi, che quell’età tenera e flessibile lasciasi figurare e piegare a loro talento, e però non esserci espediente più opportuno di questo per formare allo Stato cittadini tali, quali essi vagheggiano. Quindi, nell’opera di educare e istruire i fanciulli non lasciano ai ministri della Chiesa parte alcuna né di direzione, né di vigilanza: e, in molti luoghi, si è già tanto innanzi, che l’educazione della gioventù è tutta in mano dei laici; e dall’insegnamento morale ogni idea è sbandita di quei grandissimi e santissimi doveri, che l’uomo congiungono a Dio. Seguono le massime di scienza sociale. Dove i Naturalisti insegnano, che gli uomini hanno tutti gli stessi diritti, e sono di condizione perfettamente eguali: che ogni uomo è, per natura, indipendente: che nessuno ha diritto di comandare agli altri: che voler gli uomini sottoposti ad altra autorità, da quella in fuori che emana da loro stessi, è tirannia. Quindi, il popolo è sovrano: chi comanda, non aver l’autorità di comandare se non per mandato o concessione del popolo; tantochè, a talento di questo, egli può, voglia o non voglia, esser deposto. L’origine di tutti i diritti e doveri civili è nel popolo, ovvero nello Stato, che reggasi per altro secondo i nuovi princìpi di libertà. Lo Stato, inoltre, dev’essere ateo: tra le varie religioni non esservi ragione di dar la preferenza ad alcuna: doversi fare di tutte lo stesso conto. Ora che queste massime piacciano ugualmente ai Frammassoni, e che su questo tipo e modello vogliano essi foggiati i governi, è cosa notissima, e che non ha bisogno di prova. Egli è un pezzo, di fatti, che, con quanto hanno di forze e di potere, apertamente lavorano per questo, spianando così la via a quei non pochi più audaci di loro, e più avventati nel male, che vagheggiano l’uguaglianza e comunanza di tutti i beni, fatta scomparire dal mondo ogni distinzione di averi e di condizioni sociali. (continua) “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 11 Documenta-Facta UN PARROCO CHE DICE MESSA ... COL SUO CANE! Dopo che si è sfrattato il Signore dagli altari. Dopo che in chiesa si è fatto entrare di tutto. Dopo che le chiese sono servite per tutto: dai concerti rock alle proteste di piazza, ecc,. adesso un parroco che si fa accompagnare a dire Messa dal suo cane! Domine, miserere!... (da: “Oggi” nov. 2005). PRETE PAGLIACCIO Colle Don Bosco, 2001: Messa per ragazzi. Un sacerdote concelebra sull’altare indossando i paramenti sacri col volto ancora truccato da clown. OMELIA... IN SEDIA A SDRAIO Un sacerdote, nella chiesa di Menzingen, (Svizzera), comodamente seduto su una sedia a sdraio, mentre sta facendo l’omelia ai fedeli, durante la Messa. 12 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 13 PREOCCUPANTE PRESENZA ISLAMICA IN ITALIA – DOCUMENTAZIONE – del sac. D. E. 2 E sprimo il mio non accordo con la documentazione ricevuta per la “Giornata nazionale delle migrazioni”, Rivista “Servizio migrantes” sett./ott. 2004, per questi motivi: nel documento si parla solo di “diritti” degli emigranti ad essere accolti; e di “doveri dei cattolici di accoglierli”. Nella vita sociale reale, invece, tutti hanno sia diritti sia doveri. E nessun diritto è tale se non è correlato da un dovere. Inoltre: la trattazione è sempre e solo a livello economico-sociologico. “Migrantes” è organo della Chiesa di Gesù, e non una Agenzia ONU! E tuttavia: non si parla mai del settore anche religioso! Né si ricorda, ne si tiene presente che tra i valori, che un popolo deve difendere, c’è anzitutto, il valore della vera religione Rivelata, vera FEDE, che precede il diritto stesso alla VITA: ed è questa la giustificazione di 2.000 anni di martirio cristiano! È contro la FEDE ed apostasia, ed è contro i diritti socioculturali dei popoli cristiani, parlare solo del “dovere di accoglienza” indistinto, quando si sa già chiaramente - ed il card. G. Biffi lo ha bene espresso - che: «I musulmani vengono da noi, ben decisi i restare quello che sono, in attesa di essere in numero sufficiente per costringerci a diventare come loro». Oltre al «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (At. 9, 4); la Parola di Dio dice anche: «Operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede» (Gal. 6, 10). Io trovo assurdo e anti-biblico che (come ho visto coi miei occhi a Roma) gli islamici affollino le mense delle “Caritas” cri14 stiane di Roma e di ovunque, mentre i loro capi politici-religiosi usarono fondi enormi per costruire la più grande moschea d’Europa a Roma, e migliaia di moschee ovunque in tutta Europa, ma non hanno fondi per aiutare i loro correligionari, almeno a sottrarsi alla fame! E inoltre, sostengono, ovunque, tra i loro popoli, il dovere di famiglie molto numerose per l’Islam, al fine di usare le persone, con la pressione anche della fame, come proiettili per la conquista demografica dell’Occidente cristiano. Trovo inaccettabile ed assurdo, che tante risorse ecclesiastiche, offerte dai cristiani, vengano, contro ogni loro volontà, spese per i musulmani che vengono in Italia ed Europa per islamizzare i paesi che li accolgono; distogliendo quelle risorse a quelle diocesi e a quei cristiani in estrema necessità, che si vedono chiese, abitazioni, scuole, luoghi di lavoro, bruciati e distrutti, e i propri cari martirizzati, dai continui ricorrenti scoppi di fanatismo islamico! Esempio: in attesa della visita del S. Padre in Sudan, il 6 febbr. 1993, mons. Paride Taban, Vescovo di Torit, allora presidente dei Vescovi sudanesi, consegnò al S. Padre e poi all’opinione pubblica un appello firmato dai Vescovi e da altri leaders religiosi cristiani: «S. Padre, non si faccia abbagliare dai tappeti rossi che mercoledì stenderanno in suo onore i governanti di Kartoum. Sappia che le mani che stringerà grondano sangue di cristiani sudanesi. Sono le stesse persone che hanno scatenato la “Jihad”, o guerra santa, contro i cristiani del Sudan, che non esitano a perseguitare, torturare, uccidere, preti, suore, catechisti. Sono le stesse persone che praticano ancora la schiavitù, catturando e vendendo i figli dell’Africa. La tragedia di suor Bakhita, è ancora vissuta da centinaia di persone ogni anno...». Alcuni mesi fa, persino la rivista “L’Espresso” ha ripubblicato un’intervista di Stefano Lorenzetti, già pubblicata da “Il giornale” del 23 maggio 2004, a mons. C. Mazzolari, Vescovo di Rumbek - Sud Sudan, in cui il Vescovo, oltre ai soliti orrori della guerra e genocidio islamizzante, dichiarava: «Abbiamo ormai rinunciato ad andare al mercato degli schiavi a Khartoum a riscattare i nostri giovani razziati nei nostri villaggi e venduti a Khartoum come schiavi, “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 perché ci siamo accorti che le ripetute razzie e riscatti, ci privavano delle poche risorse che abbiamo per la vita della diocesi». Per la sua incolumità, quando viene in Italia, il Vescovo deve passare clandestinamente la frontiera con l’Uganda e prendere il volo dall’Uganda (!). Auspichiamo che divenga così anche per i Vescovi italiani? Vittorio Messori osserva: «Si sa che oggi, per essere buoni cattolici, conviene parlare con convinto entusiasmo di ogni religione, tranne della propria!»1. Se, in quest’ottica, non è stato aggiornato e stravolto, finora tra le “Opere di misericordia” c’é sempre stato anche: “Ammonire i peccatori”, specie “chi uccide, chi rende schiavi, chi froda il salario agli operai...”. Perché l’Ufficio Migrantes e la Caritas non fanno notare ai signorotti islamici, sia agli islamici che vengono in Europa spinti dalla programmata miseria endemica dei loro paesi, che devono svegliarsi e ribellarsi ai loro signorotti, esigendo meno sfruttamento e più giustizia sociale; e che è un scandalo che i signorotti islamici abbiano ricchezze personali favolose: jets, palazzi per sè, per i propri figli, e harem, che non hanno uso temporaneo neppure i presidenti di Stato Europei. E che è uno scandalo che l’enorme ricchezza dell’estrazione del petrolio finisca nelle tasche e banche di pochissimi, mentre la popolazione locale è intenzionalmente conservata nella miseria, per usarla come truppa da conquista demografica?.. A noi, la giustizia sociale e i “diritti della persona” son costati sangue e vittime, non solo a parole. Che si sveglino, che si impegnino anche loro per la giustizia sociale. Cominciando da casa loro. Dalle loro moschee, e dal loro divino Corano! Anche restando al solo piano economi- 1 2 co-sociologico: è evidente che i diritti sono proporzionati ai doveri. È oggettivamente ingiusto ed assurdo che gli islamici pretendano, e noi riconosciamo loro, tutta una serie di diritti, che invece nei paesi islamici non vengono riconosciuti né ai nativi cristiani, ed ancor meno agli emigranti, specie se cristiani. È oggettivamente scandaloso che, per evitare che l’immigrato-rifugiato politico, disoccupato, delinqua, gli si conceda un assegno mensile, che si avvicina alla Da anni, Segreteria di Stato, Congregazioni per la Dottrina della Fede, Conferenze episcopali varie, si lamentano della “apostasia crescente” dei popoli europei. E allora, perché coll’unilaterale anti-biblico (cfr. 2 Gv. 9-10: «Chi non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio. Non ricevetelo!») supposto “dovere indistinto di accoglienza”, si favorisce l’immigrazione islamica che, da 14 secoli di storia a tutt’oggi, ha sempre portato o alla distruzione della Chiesa di Gesù Cristo, o al conflitto sociale? E che ora sono evidenti alleati anticristiani del Mondialismo massonico marxista? È noto il fatto del 1985 tra i vertici dei poteri forti in USA coi vertici dell’OCI (Organizzazione delle Conferenze Islamiche): «Voi ci lasciate mettere le mani sulle zone petrolifere e allentate la morsa su Israele, e noi vi lasciamo mettere le mani sull’Europa», che, così indebolita, non ci farà più concorrenza... Di questo piano di compra-vendita dell’Europa ne parlano, da prima della guerra dei Balcani Musulmani in preghiera davanti al Duomo di Milano. (= un antipasto: con formazione di due nuovi Stati islamici in Europa: Kossovo e Bosnia), da oltre 15 anni le riviste e artipensione minima pagata agli italiani che coli di geopolitica e decine di siti inhanno lavorato e versato i contributi assiternet sul Nuovo Ordine Mondiale curativi per tutta la vita! (New World Order).2 Ne va di mezzo il futuro, sia politico che È oggettivamente un’ingiustizia che chi, religioso, dell’Europa. Perché non se ne da tutta la vita, ha pagato tasse e tratteparla? Perché anche il mondo ecclesianute, poi, se ha bisogno di un eco-carstico finge di non sapere, e tace? diogramma urgente, o visita medica, debba mettersi in lista ed aspettare an(continua) che 6 mesi; dato che la lista si allunga, Cfr. “Il Timone”, dic. 2004, p. 36. Cfr. G. Valli, “Il vero volto dell’Immigrazione”, Ed. Civlità BS; Luigi Villa, “L’islam alla riscossa”, Ed. Civiltà BS; A. Socci, “I nuovi perseguitati”, Ed. P.M. Casale M.; C. Eid, “A morte in nome di Allah”, Ed. P.M. Casale M.; M. Blondet, “Israele, USA, terrorismo islamico”, Ed. Effedieffe, MI; “Chiesa viva”, Ed. Civiltà BS, Riv. mensile “Conoscere la Massoneria”, articoli vari; “Alfa e Omega” Riv. bim, Ed. Segno, UD; “Limes” Riv. quadr. Ed. L’Espresso; AA.VV. “La Massoneria: società segreta”, Ed. Civiltà, BS; “La Massoneria: ecco il nemico”, Ed. Civiltà, BS; P. Mantero, “La faccia occulta della storia”, Ed. Segno, UD; “Quale ordine per un mondo nuovo”, Ed. Frat. Sac. S. Pio X, Rimini; M. Blondet, “Chi comanda in America?”, Ed. Effedieffe, MI; M. Blon“Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 perché c’è anche chi pretende e ottiene lo stesso servizio sanitario, senza aver mai pagato un solo centesimo allo Stato italiano per quel servizio! Idem per tutti gli altri servizi pubblici. Idem per le liste di collocamento di ricerca del lavoro; idem per le assegnazioni delle case, ecc.. det, “Schiavi delle banche”, Ed. Effedieffe, MI; M. Di Giovanni, “Indagini sul mondialismo”, Ed. Effedieffe, MI. Cfr: www.nwo/nwo.html + L’origine del potere delle elite che governano il mondo; + L’Israele britannico; + L’Europa delle lobby; + La faccia nascosta della storia; + Il governo invisibile; + I Signori del mondo; + Gli Illuminati nel dollaro USA; + Le banche centrali; www.barruel.com/indinf.html + qui sème le vent + maisqui gouverne l’Amerique? + La face caché del l’histoire; + Gouvernement mondial; + de la théorie du complot permanent. http://cosco-giuseppe.tripod.com/ + la faccia occulta della storia. 15 I SOGNI di A. Z. 3 LA PROFEZIA DELLE DUE DATE Mentre santificavansi le anime, si andavano compiendo nuovi lavori per la Chiesa di Maria Ausilatrice. Ciascuno dei due campanili, fiancheggianti la facciata, doveva essere sormontato da un angelo in rame battuto e indorato, dell’altezza di due metri e mezzo. Don Bosco ne aveva dato il disegno, e si vedono ancora. A destra, un angelo, recante con la mano sinistra una bandiera, in cui, a traforo nel metallo e a grossi caratteri, è scritto: “Lepanto” (1571). A sinistra, un altro angelo, in atto di fornire con la mano destra una corona d’alloro alla Santa Vergine, dominatrice sulla cupola. In un primo disegno, che noi abbiamo visto, anche il secondo angelo sollevava una bandiera sulla quale era, pure a traforo, la cifra 19.. seguita da due fori. Indicava una nuova data e cioè il mille novecento, omesse le decine ed unità di anni. Si mise poi, come si è detto, in mano all’angelo una corona: ma noi non abbiamo mai dimenticato quella data misteriosa, la quale, a parer nostro, indicava un nuovo trionfo della Madonna. Che questo si affretti e attiri tutte le genti sotto il manto di Maria! L’esecuzione di questi angeli venne affidata ai fratelli Broggi di Milano per il prezzo di lire 3.300; e le statue riuscirono decorose e di bell’effetto (Da Lémoyne, “Memorie biografiche”, v. IX , p. 583). È noto anche un altro fatto. Il pittore del quadro di Maria Ausiliatrice non riusciva a dipingere il volto della Vergine come voleva Don Bosco, e pregò il santo di risolvere lui stesso il problema. Miracolosamente, il pittore lo trovò già dipinto, come appare oggi neIla basilica torinese di Maria Ausiliatrice. 16 S. Giovanni Bosco. LOTTA TRA LUCE E TENEBRE Era notte oscura. Gli uomini non potevano più discernere quale fosse la via da tenere per far ritorno ai loro paesi, quando apparve in cielo una luce splendidissima che rischiarava i passi dei viaggiatori, come al mezzodì. In quel momento, fu veduta una moltitudine di uomini, di donne, di fanciulli e di vecchi, di monaci e di monache e di sacerdoti, con alla testa il Pontefice, uscire dal Vaticano e schierarsi in forma di processione. Ma ecco un furioso temporale oscurare alquanto quella luce. Sembrava ingaggiarsi battaglia fra la luce e le tenebre. Intanto, si giunse ad una piccola spiaggia coperta di morti e di feriti, parecchi dei quali domandavano ad alta voce conforto. Le file della processione si diradavano assai. Dopo di aver camminato per un tempo che corrisponde a duecento levate di sole, ognuno si accorse che non era più a Roma. Lo sgomento invade l’anima di tutti, e ognuno si rivolge al Pontefice per tutelarne la persona ed assisterlo nei suoi bisogni. In quel momento, furono veduti due Angeli che portando uno stendardo lo andavano a presentare al Sommo Pontefice dicendo: «Ricevi il vessillo di Colei che combatte e disperde i più forti eserciti della terra. I suoi nemici sono scomparsi, invocano il tuo ritorno. Portando lo sguardo sullo stendardo, vedevasi scritto da una parte “Regina sine labe originali concepta... ”». Il Santo Pontefice prese con gioia lo stendardo, riunendo il piccolo numero di coloro che erano rimasti intorno a lui, e divenne afflittissimo. I due Angeli aggiunsero: «Va’ tosto a consolare i tuoi figli, scrivi ai tuoi figli dispersi nelle varie parti del mondo: è necessaria una riforma nei costumi degli uomini. Ciò non si otterrà se non spezzando ai popoli il pane della divina parola e catechizzando i fanciulli, predicando il distacco delle cose terrene. È venuto il tempo, come dissero gli Angeli, che i popoli saranno evangelizzatori dei popoli, e i leviti saranno recati tra la zappa e la vanga e il martello, affinchè si compiano le parole di Davide: «Dio ha sollevato il povero dalla terra per collocarlo sul trono dei principi del suo popolo». Ciò udito, il Pontefice si mosse e le file “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 della processione si ingrossarono. Quando, poi, pose il piede nella santa Città, si mise a piangere per la desolazione in cui erano i cittadini, molti dei quali non erano più. Rientrato a S. Pietro, intona il “Te Deum”, cui rispose un coro di Angeli cantando: “Gloria in excelsis Deo”! Terminato il canto, cessò affatto l’oscurità e si manifestò un fulgidissimo sole. Le città, i paesi e le campagne erano assai diminuite di popolazione, la terra pesta da un acquazzone, da un uragano e da grandine non mai veduta. E le genti andavano l’una verso l’altra con animo commosso: «Est Deus in Israel!». Dal principio dell’esilio sino al canto del “Te Deum”, il sole si levò duecento (200) volte; tutto il tempo che passò durante il compimento di queste cose corrisponde a 400 levate di sole. umana ha bollito più fortemente, mai s’è veduto un simile turbamento! Sarà quello un periodo terribile di spavento e di confusione. Vorrei presagirvi tutto quello che capiterà, ma non vogliate credermi profeta finchè tutto non sia avverato. Vedremo, dopo ciò, ancora qualche vicenda piena d’affanno prima che le cose arrivino liete al proprio destino. Ma poi spunterà un raggio a consolare i timorosi, i quali da un pezzo sentono il gelo nelle ossa. Ritornerà cattolica la Prussia e l’Inghilterra; sarà pacificata l’Italia e la Turchia andrà per terra. Si conquisteranno i luoghi santi della Palestina e, sulla cima di quelle cupole, s’innalzerà la Croce latina. Allora, vi sarà proprio pace, una pace universale! Sarà così grande vittoria che nessuno ne vide una uguale. *** Interpretazione La profezia prende le mosse dal buio nel quale gli uomini «non potevano più discernere la via» che li porta alla propria patria (il Paradiso): gli smarriti ritrovano la via mettendosi in processione dietro il Papa. Tra luce e tenebre, però, si ingaggia una lotta furiosa che lascia sulla spiaggia morti e feriti (modernismo, rivoluzioni, guerre). Anche la processione di coloro che seguono il Papa si sfilaccia, e lo stesso Papa si eclissa da Roma per duecento giorni, provocando lo smarrimento dei fedeli, dai quali viene poi assistito. Dal Cielo, allora, interviene la Regina Immacolata, e il Papa riprende coraggio e unisce attorno a sé il gruppo esiguo di fedelissimi per una nuova evangelizzazione del mondo. Allora, la processione si ingrossa e il Papa intona l’inno di ringraziamento a Dio (altri 200 giorni). Sulla terra devastata dalla grande tribolazione (che oggi sta per venire sul mondo intero) e cosparsa di cadaveri, torna a risplendere il sole, e i rimasti elevano l’inno di vittoria: «C’è Dio in Israele»! *** A completamento delle profezie di Don Bosco, riportiamo anche questa, di cui non abbiamo altra indicazione della fonte se non il periodico “Il Galantuomo”. Vi saranno guerre tra principi e sudditi, tra il Dogma e l’errore, tra la luce e le tenebre, tra il povero e il ricco: indizio questo che qualche avvenimento di grandioso sta maturandosi nel Cielo, tale da far stupire la gente. Si farà grande impasto fra tutte le nazioni e il mondo andrà rimescolandosi come un polentone. Si rimescoleranno tra loro Russi, Austriaci, Prussiani, Cosacchi Persiani, Polacchi, Francesi, Italiani. E perfino nella Cina e nell’India vi sarà la ribellione, ma s’invocherà a calmare i popoli la vera Religione. Mai la grande marmitta della società “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 Madonna mediatrice di Grazie. Come fu che san Giovanni Bosco predisse molte disgrazie a Vittorio Emanuele Il e non le predisse tutte Tra il 1854 e il 1855 si dibatteva al Parlamento piemontese la “Legge Rattazzi”, che proponeva la soppressione dei conventi. San Giovanni Bosco fece due sogni: vide un valletto di corte che gli annunciava: «Grande funerale a corte» e, la seconda volta: «Grandi funerali a corte»! Comunicò i sogni al Re. Vittorio Emanuele, che era superstizioso, si pre- se una fifa blu. Si arrabbiò, si consultò con i teologi della facoltà di Torino, che gli rimisero il cuore in pace. – Il 5 gennaio 1855, si ammalò la Regina Madre Maria Teresa. Morì il 12 gennaio, dopo aver ripetuto al figlio che moriva di dispiacere per causa sua. Aveva 54 anni. Il 16 gennaio si celebrarono i funerali. – Lo stesso giorno, ricevette il Viatico la Regina Maria Adelaide, che quattro giorni prima aveva dato alla luce un bambino. Morì il 20 gennaio 1855, a 33 anni. – La sera stessa, il Viatico fu portato anche al fratello del Re, il Principe Ferdinando, Duca di Genova. Morì la notte tra il 10 e l’11 febbraio. – Il 17 maggio 1855, morì anche l’ultimo figlio di Maria Adelaide. E la legge contro i conventi passò, nonostante gli avvisi di don Bosco e la fifa di Vittorio Emanuele II. Gli storici hanno deprecato come sleale questo sistema di don Bosco d’interferire nella cosa pubblica minacciando castighi dall’alto. A noi pare non meno sleale che gli storici pretendano di esprimere giudizi su fatti preternaturali, come le rivelazioni dei santi. Una nuova serie di disgrazie colpì ancora Vittorio Emanuele II, dodici anni dopo, senza che intervenisse don Bosco. Il 30 maggio 1867, si celebrarono le nozze di Amedeo, duca d’Aosta, con Maria dal Pozzo della Cisterna. Il matrimonio iniziò sotto i migliori auspici. Non era ancora sorta l’alba, che venne trovata impiccata la prima dama d’onore. Stringeva tra le mani i fiori d’arancio della sposa. Nell’attesa dei Principi, un colonnello delle guardie cadde ucciso da un colpo di sole. Uno dei custodi, preso da sgomento, dimenticò di aprire i cancelli e costrinse il corteo a fermarsi. Angosciato per la vergognosa dimenticanza, si uccise. Amedeo e Maria arrivarono a firmare’ gli atti, ma l’ufficiale civile, a quel punto, si afflosciò per terra, colpito da apoplessia per l’emozione. Gli sposi e il corteo si recarono alla stazione, dove li attendeva un treno nuziale per Stupinigi. Ma il capostazione era stato investito da un treno in manovra e maciullato. Vittorio Emanuele Il impallidisce e ordina: «Niente più treno. Andiamo a Stupinigi in carrozza». Ma il conte Varasis di Castiglione, che funge da scudiero degli sposi, cade di cassetta e finisce sotto le ruote. Intanto il Re è già avanti e attende l’arrivo della carrozza nuziale e del seguito. Quando arrivano, s’accorge che è successo qualcosa di brutto. Glielo dicono: «Castiglione è morto». A questo punto - afferma lo storico - al sesto cadavere di quell’infausto mattino, Vittorio Emanule compì davanti alle Dame e a tutta la Corte un gesto di scongiuro assai poco protocollare. E noi ci stupiamo che l’Italia, nata da un Re così scarognato, sia ancora piena di guai? 17 NUOVA PENTECOSTE? – IGNORANZA, PROFANAZIONI, SACRILEGI della dott.ssa Maria Pia Mancini I novatori del sacro, più che pregare con gli idolatri, più che compiacersi delle folle oceaniche osannanti l’uomo-Papa (di sicuro non il Papato!), farebbero meglio a rivedere le proprie posizioni teologiche e a riflettere sulle cause del diffuso degrado spirituale. Il retrivo buonismo non può contribuire alla pace e alla fratellanza, soprattutto se rispetta tutti, comprende le ragioni di tutti, tranne quelle dei veri seguaci di Cristo, verso i quali fomenta atteggiamenti di disprezzo. Nei giorni scorsi, abbiamo assistito all’ubriacatura di Halloween, propagandata da giornali e televisione e imposta, nelle scuole, ai nostri figli dalla stessa classe docente che, in ossequio al’intercultura e all’alterità, ha eliminato il Divino Bambino dal presepe, con l’assenso di una massa sempre più indifferente e paganizzata. La diffusione di un’usanza di chiara matrice esoterica, che ha sostituito di fatto la celebrazione della festa di tutti i Santi, la dice lunga sull’attenzione di certa Gerarchia Ecclesiale, schiava del pragmatismo, che si ostina a voler chiudere gli occhi sullo stato di devastazione in cui versa il cattolicesimo, ormai inquinato dai veleni del permissivismo. Quando il male assurge a mito, la responsabilità è da attribuirsi non solo al sistema mediatico che se ne fa paladino, ma anche all’intera collettività che, accettandolo, se ne rende partecipe, alimentandolo con il suo “humus”, deprecabile mistura di vile acquiescenza, modernismo e relativismo dottrinale, in aperto contrasto all’integralismo evangelico. L’abbandono dell’anatema e la rinuncia alla decisa stigmatizzazione del peccato sociale, fatto apparire oltretutto meno grave da aggiustamenti diplomatici e dal consenso ecumenico a culture dichiaratamente anti-cristiane, sono il ritratto di una nuova genìa di Pastori, rinnegatrice della tradizione di Santa Romana Chiesa, i cui dettati secolari sono definiti dai suoi stessi ministri solo tappe di un processo di crescita, da rela18 zionare ai tempi, a favore esclusivo dell’uomo. Orami, Cristo e la SS.ma Vergine sono posti alla mercé degli emissari di satana, i quali, pavidamente, si astengono dall’offendere gli idoli delle altre religioni, consapevoli di ciò che li attenderebbe. Cristo è paziente e misericordioso... perdona tutti... che paura può fare? Che importano gli oltraggi contro di Lui perpetrati, se utili alla carriera, al denaro, al potere? Lo sradicamento dei princìpi cattolici ha reso gli individui, animali senz’anima, rozzi e tracotanti, che hanno fatto della volgarità il loro pane quotidiano. I frutti putrescenti del “progresso” e dell’emancipazione dalle Leggi di Dio stanno appestando l’aria con i loro miasmi infernali. Ultimamente, i nemici di Cristo agiscono “allo scoperto”, senza vergogna e temerariamente, ben sapendo di restare impuniti, almeno su questa terra. Essi, in un crescendo di sacrilegi, imperterriti, calpestano quanto vi è di più sacro per cattolici, senza che si levi una sola voce di severo monito! In proposito, c’è da segnalare anche la copertina del libro, edito da Kowalski (www.Kowalskieditore.it), di Luigi Garlando con prefazione di Gene Gnocchi, dal titolo: “Nostra Signora del dischetto”, illustrata da un certo Marco Ceruti, cover design (infernal design?) Michela Tozzini, la quale reca l’effigie che richiama espressamente la SS.ma Madre di Dio, opportunamente imbellettata, vestita di un manto a righe bianche e nere (i colori della Juventus?), con le mani giunte avvolte da un cordoncino, a mo’ di Rosario, da cui pende un fischietto da arbitro. L’immagine parla da sè e indica lo stato di miseria interiore in cui versano i suoi autori che non esitano ad offendere Dio. Non c’è da stupirsi: Halloween, satire blasfeme, Crocifissi usati per scopi pornografici e le tante altre trivialità sono le conseguenziali manfestazioni dell’apostasia dilagante di cui tutti si dovrà rispondere un giorno, sebbene alla moderna teologia faccia comodo ricordare solo la Misericordia di Dio. Da soldati di Cristo, evitiamo il silenzio colpevole; avversiamo certa stampa, le feste pagane e tutti i prodotti pubblicizzati attraverso lo spregio dei santi segni della nostra Fede. Riappropriamoci della nostra identità cattolica, prima che sia troppo tardi. Osteggiamo, in nome di Cristo le innumerevoli eresie e le terribili ideologie propagandate da lupi vestiti da agnello, nelle parrocchie e nella vita pubblica: il loro obiettivo è l’annientamento di Cristo nei cuori e nella storia. I sudditi di mammona nemmeno dinanzi a Dio tremano: ben triste è il traguardo che attende loro e chi li segue, se non si ravvedono! “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 I “BACI”: SONO PERICOLOSI? di P. Giorgio Dall’Aglio L a festa di San Valentino, o giorno degli innamorati, tristemente s’è trasformata nel giorno del vizio con tutte le sue conseguenze. Sembra che il famoso “bacio alla francese”, o bacio profondo con interscambio di saliva tra i due innamorati, non sia tanto benedetto da Dio. Parliamone. Il bacio con interscambio di saliva può trasmettere il virus HIV del AIDS Nel 1987, il dott. L. A. Kay, della Royal infirmary of Sutherland, UK, scrisse nel prestigioso “British Journal of medicine”: «Durante questo tipo di bacio, la giustaposizione dei denti e delle mucose vascolari della bocca porta con se il rischio di micro-ferite delle mucose e sanguinamento per entrambi i “partners”. Per di più, sono molto frequenti lesioni orali, come herpes labiale, ulcere aftose, gengiviti, e l’abrasione con lo spazzolino da denti i quali espongono i capillari (vasi sanguigni fragili)». Nel 1989, ricercatori italiani fecero uno studio confermando la presenza di sangue nella saliva del 91% delle “coppie” dopo un tale bacio. Durante questo bacio, le due mucose entrano in intimo contatto e il sangue può passare direttamente da una persona all’altra. Questo effetto capillare è utilizzato per i medicinali sublinguali. Il rossore intenso che accompagna questo tipo di bacio favorisce questo passaggio... e se il sangue di uno dei due “partners” è contaminato dall’AIDS, può passare nel circuito sanguigno dell’altro. Il fatto di lavarsi i denti, prima del bacio, provoca spesso un sanguinamento intenso. I risultati di questo studio indicano che il bacio appassionato non può essere considerato “sesso sicuro” per la trasmissione dell’AIDS. Contrariamente a ciò che si cerca di far credere alla gente, la saliva del portatore di AIDS è strapiena di virus infeziosi. Ricercatori dello Armand-Frappier Institut, il reparto dentistico del Jewish General Hospital, la Facoltà di Odontologia Mac Gill University e la Facoltà di Medicina dell’Università di Montreal, hanno dimostrato che i leucociti infettati (cellule bianche del sangue) passano nella saliva al ritmo di un milione al minuto... fino a “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 10 milioni al minuto, nel caso di malattie della mucosa bucale, frequenti negli ammalati di AIDS e nelle donne utilizzatrici della pillola contraccettiva. Le investigazioni mostrarono una presenza più elevata di HIV (AIDS) nei linfociti salivari e non nei linfociti del sangue periferico (sotto braccio) negli ammalati di AIDS. Questo fa pensare che i linfociti infettati ricevono una stimolazione antigenica e/o mitogenica della flora buccale (batteri nella cavità buccale) avendo per conseguenza una più alta espressione del virus. Tristemente, molti “ufficiali” della sanità, del settore pubblico, al livello nazionale europeo o mondiale, così come i mezzi di comunicazione, le scuole, continuano a seminare le bugie criminali che il virus dell’AIDS è poco presente nella saliva, che il bacio alla francese non può trasmettere il virus, che sarebbero necessari litri di saliva per farlo, che la saliva “disattiva” il virus, che la carica virale neces- saria per l’infezione non è abbastanza elevata nella saliva (ciò che è falso, visto che il virus HIV è un retrovisrus lentivirus e che basta uno per trasmettere la malattia!), che troveremo il Vaccino miracolo per permettere a tutti di peccare tranquillamente (altra bugia, visto che il virus si alloggia sulle spalle dei linfociti T-Cell soldati del corpo e distrugge il sistema immunitario necessario a una reazione vaccinale), che il virus è molto fragile e gentilmente morirebbe in pochi minuti fuori del corpo. Falso e criminale! Numerosi studi francesi e americani mostrano che questo virus è estremamente resistente. Il dott. James Slaff del National Institute of Health riporta che, al contrario degli altri retrovirus, il virus dell’AIDS può sopravvivere fuori del corpo da ore a giorni! Il giornale medico “The Lancet” del 28 sett. 1985, pubblicò uno studio dal Viral Oncology Unit al Pasteur Institute rivelando che «il lentivirus dell’AIDS è ancora infettivo dopo 15 giorni a temperatura ambiente, fino a 56 gradi centigradi». Il poco sangue presente nell’ago di una siringa contaminata è sufficiente per trasmettere l’AIDS. E abbiamo visto che il virus è più concentrato nella saliva che nel sangue. Cosa vogliono quelli che propagano queste bugie e pretendono lottare contro Dio e saperne più di Lui, uccidendo i nostri figli e il nostro futuro? Chi approfitta di questo crimine? Chi è all’origine dell’AIDS? Chi ha creato questo virus insieme a quelli della SARS, della Polmonite dei polli... ed altri? Chi finanzia questi progetti diabolici? Risposta in un prossimo articolo. In conclusione, gioventù e voi genitori, non lasciatevi ingannare dai nemici della vostra Fede, della vostra felicità e del vostro paese. In generale, un ragazzo o una ragazza che si danno questo genere di bacio, hanno già avuto o cadranno molto rapidamente in una relazione sessuale di fornicazione o prematrimoniale. Sesso sicuro significa rispettare la ragazza o il ragazzo fino al matrimonio ed essere fedele dopo. Dire “NO”, prima che sia troppo tardi per dirlo. Che Dio vi benedica! 19 BEGHE INTERNAZIONALI CONTRO LA CHIESA – NEL SECOLO SCORSO – di Raffaello Minimi La Gran Bretagna A scuola ci fecero, secondo una bella espressione dialettale, «‘na capa tanta» di luoghi comuni, su ciò che fu la storia dell’umanità, prima che il “progresso dei popoli”, soprattutto dopo ed in conseguenza della “Gloriosa” Rivoluzione francese, spazzasse via dal mondo i residui del Medioevo. In particolare, se c’è un istituto verso il quale si sono concentrate critiche e lazzi, questo è stato il potere temporale dei Papi. Oggi, persino molti preti sostengono che la riduzione ai “minimi termini” di tale istituto è stato un bene. Ma è davvero stato così? Cominciamo col chiarire un punto che, purtroppo, continua a sfuggire a tanti. Il più grande filosofo cattolico italiano di questi ultimi 50 anni, Augusto Del Noce, ha scritto che il cosiddetto “Risorgimento” e la cosiddetta “Resistenza” altro non sono stati che capitoli della storia dell’imperialismo anglo-americano. I “risorgimentali” poterono trionfare grazie esclusivamente al sostegno diplomatico e militare di mezzo mondo, Francia ed Inghilterra in prima fila. Cominciamo a dare un’occhiata all’atteggiamento britannico. In effetti, tale atteggiamento fu influenzato da vicende in cui l’aspetto politico non può essere assolutamente distinto da quello religioso. In pratica, tutto il “Risorgimento” italiano coincise con il lungo governo a Londra del massone Lord Palmerston (1831-1865), appoggiato dai “fondamentalisti” evangelici di Lord Shaftesbury che esplicitamente si era dato l’obiettivo di estirpare il cattolicesimo dall’Italia, facendone un paese protestante. Proprio per questo motivo appoggiò le correnti risorgimentali più arrabbiate. Espresso in questa forma così esplicita era il programma di una fazione di estremisti religiosi che, però, intanto mieteva successi, perché si rendeva interprete di sentimenti popolari diffusi. I giornalisti britannici diffondevano nell’opinione pubblica il concetto che si doveva appoggiare il “risorgimento” non tanto e non solo per favorire il rafforzamento di un paese amico, quanto per 20 Luigi Napoleone (Napoleone III) carbonaro, alla richiesta di Cavour (1860) di invadere gli Stati Potifici, rispose: «Fatelo, ma fate presto!». completare l’opera dei loro avi, distruggendo la “degradante teocrazia”, contro la quale si erano ribellati nel XVI secolo. Non a caso Malta, colonia inglese, fu il centro tanto della propaganda risorgimentalistica, quanto di quella protestante, entrambe dirette dall’ex prete Giacinto Achilli. Il primo giornale protestante in lingua italiana, “L’indicatore”, era stampato a Malta e da lì diffuso in tutt’Italia. I buoni cattolici maltesi, invano, protestarono. Però, ebbero la soddisfazione di scacciare Garibaldi, quando venne in visita a Malta nel 1864, al grido di: “Cane” e “Nemico di DIO”. Non dimentichiamo che, al suo ingresso in Napoli nell’infausto 1860, il “Times” lo aveva invitato ad aprire la teca con il sangue di San Gennaro. I già diffusi sentimenti anti-cattolici si rafforzarono quando, nel 1848, papa Pio IX, per la prima volta, da oltre 250 anni, nominò dei Vescovi per Inghilterra e Galles e ve li inviò. Mazzini e Ca- vour attizzarono questi sentimenti, affermando più volte che la fine del potere temporale avrebbe impedito definitivamente questi comportamenti. Quando nel 1855, Vittorio Emanuele II visitò l’Inghilterra, fu accolto da ovazioni popolari. L’essere stato scomunicato dal Papa era, ai loro occhi, titolo di merito sufficiente per passare da grande eroe. Papa Pio IX più volte affermò che il suo peggior nemico era il ministro degli Esteri inglese, Lord John Russel. Quest’ultimo, il 27 ottobre 1860, quando un barlume di biasimo internazionale stava coagulandosi contro il Piemonte, in seguito all’invasione dello Stato pontificio e di quello napoletano, scese personalmente in campo, inviando un dispaccio che non solo approvava gli eventi italiani, ma anzi li paragonava alla rivoluzione inglese del 1688. Non contento di queste enunciazioni di princìpio, affermava il concetto, precursore della moderna “ingerenza umanitaria”, per cui, mentre un paese poteva inviare dei volontari ad assalirne un altro, senza dichiarazione di guerra (praticamente l’impresa di Garibaldi), il sovrano legittimo non aveva il diritto di chiedere aiuto ad altri prìncipi. Dobbiamo ricordare che le minoranze cattoliche di tutto l’impero britannico, tanto nella madrepatria, quanto nelle colonie sparse in tutti i cinque continenti, si mobilitarono in modo esemplare contro il Governo. Manifestazioni antigovernative praticamente non mancarono mai. Forse, uno dei motivi per cui il governatore del Sudan, Gordon Pascià, fu abbandonato a Khartoum, assediata dai ribelli, (i rinforzi si fermarono per anni lungo il Nilo e giunsero a destinazione solo subito dopo la sua morte!) è che egli era un cattolico fervente. Forse, le ambiguità italiane in politica estera e le sue scarse propensioni militari, sono dovute proprio al fatto che lo Stato non è nato combattendo contro stranieri, ma, al contrario, si è affermato combattendo altri italiani (il cosiddetto “brigantaggio”), forte dell’appoggio straniero. Non per caso fu scelto il 20 settembre per l’assalto finale che portò alla breccia “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 di Porta Pia. Quella data è l’inizio dell’anno massonico. Il primo civile che entrò in Roma, al seguito dei bersaglieri, fu il missionario protestante Luigi Ciari, con un carretto di bibbie trainato da un cane, a cui aveva messo il nome: “Pio Nono”. La Provvidenza ha impedito la realizzazione dei progetti di coloro che volevano estirpare il Cattolicesimo dall’Italia. Sfortunatamente, se ne occupa, oggi, l’autodemolizione della Chiesa, seguita al Concilio Vaticano II. Ma questa è un’altra storia. La Francia Come vedemmo, il vero obiettivo era il potere temporale dei Papi. Si capiva bene che, colpendolo, si sarebbe resa vulnerabile la Chiesa stessa. Tutti i nemici della Chiesa, dai bizantini scismatici (così si dovrebbero chiamare i sedicenti “Ortodossi”) ai ghibellini estremisti, ai Protestanti, avevano sempre ricoperto lo Stato pontificio d’insulti e lazzi d’ogni genere, dipingendoli come il regno dell’inefficienza e della corruzione. Però, fino all’avvento dell’illuminismo francese del ‘700, nessuno aveva contestato il diritto stesso all’esistenza di tale Stato. Furono questi signori che, ufficialmente, dicevano di credere solo nei “lumi” della Ragione, ed in ciò che poteva essere spiegato da essi, e poi, all’ombra di logge e retrologge massoniche e carbonare, si trastullavano con l’occulto, che scoprirono che per la Chiesa non avere il peso del potere temporale avrebbe giovato all’apostolato. Quando Padre Pio sentiva ripetere tale sofisma, subito zittiva l’incauto al grido: «Taci, tu che non capisci niente»! Il ruolo degli Stati europei nella distruzione di tale potere va comunque ribadito. Nel precedente episodio abbiamo visto il ruolo dell’Inghilterra. Questa volta, ci occuperemo della Francia. La Francia, “Figlia primogenita della Chiesa” è stata anche la patria della Rivoluzione. Le armi francesi già due volte distrussero lo Stato Pontificio (nel 179698 e nel 1806), giungendo ad imprigionare il Papa. Nel 1830, la restaurata monarchia borbonica di Carlo X era stata spazzata via dalla Rivoluzione di Luglio che aveva imposto la monarchia borghese di Luigi Filippo d’Orleans. Per inciso, faccio notare come delle questioni spinose, ancora oggi dolorosamente aperte come quella algerina, cominciarono allora. Basti pensare che, in quell’anno, i francesi occuparono tale paese africano. Inizialmente accolti come liberatori, sono velocemente “schifati”. Tanto per dirne una, da subito è concessa la cittadinanza francese a tutti gli Ebrei locali, mentre i Cristiani ed i Musulmani se la vedono concessa con il contagocce. In questi ultimi tempi, poi, molti immigrati clandestini in Francia hanno ottenuto la cittadinanza francese, proprio sfruttando le leggi di Luigi Filippo, contraendo veri o, più spesso, falsi matrimoni con discendenti degli ebrei algerini. La Rivoluzione, come suo costume, divora i propri figli. Nel 1848, tutto il mondo è scosso da moti insurrezionali, nel corso dei quali fanno la loro prima comparsa le bandiere rosse e quelle nere. Proprio in quell’anno, Carlo Marx stende il “Manifesto del Partito Comunista”. Le sollevazioni di febbraio scacciano Luigi Filippo. È proclamata la repubblica, ai cui vertici giunge rapidamente Luigi Napoleone. In quello stesso periodo, sempre in seguito a moti insurrezionali, Papa Pio IX è scacciato da Roma. È proclamata la Repubblica romana con a capo Giuseppe Mazzini. Luigi Napoleone manda, allora, delle truppe a restaurare il Pontefice. Aveva forse Napoleone girato le spalle ai suoi antichi compagni di cospirazione? Forse che in lui si era risvegliato un barlume di riconoscenza per coloro che lo avevano accolto esule, nel 1815, quando, schifato ed evitato da coloro che avevano fatto carriera all’ombra del “piccolo grande còrso”, aveva trovato asilo con tutta la famiglia solo presso quel Pio VII che dal primo Napoleone non aveva avuto altro che carcere e persecuzione? Purtroppo no! Era rimasto la stessa serpe che, nel 1831, aveva cospirato contro i propri benefattori, entrando nella carboneria e partecipando ai moti di Romagna. Luigi Napoleone aveva restaurato Pio IX solo perché aveva bisogno dei voti dei cattolici francesi. Senza contare che, battendo sul tempo altre potenze, era certo di acquisire una sorta di “protettorato” sullo Stato Pontificio. Così avrebbe potuto distruggerlo gradualmente. Da quel momento, una guarnigione francese fu sempre presente a Roma. Pio IX intuì subito l’atteggiamento di Napoleone III (nome che assunse quando restaurò l’impero), era ambiguo. Non sapeva spiegarsi altrimenti come mai tutti i tentativi di mons. De Merode di creare un’efficiente armata pontificia, inquadrando i volontari che, da tutto il mondo (ci furono, tra gli altri, anche un polinesiano, un congolese, 135 canadesi, 14 statunitensi, un messicano ed un tartaro di etnìa circassa) accorrevano, quasi fosse una nuova crociata, per difendere la città eterna dai nuovi Brenno che la insidiavano, fossero sabotati dal comando francese. Quando nell’agosto dell’infausto - specie per noi meridionali - 1860, Cavour chiese il permesso di invadere lo Stato Pontificio, Napoleone III rispose: «Fatelo, ma fate presto!». L’altra Francia, quella del beato Carlo Magno, di San Luigi IX e di Carlo X, il conte di Chambord, il legittimo re Enrico V, morto in esilio a Gorizia, ed il cui corpo, oggi, riposa in terra slovena: «La caduta della sovranità più augusta al mondo, trascinerebbe quella di tutte le sovranità. Oltre e più che il suo potere temporale, è il potere spirituale che la Rivoluzione vuole colpire. È a DIO stesso che muove guerra!». Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) Novit à Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa La MAFIA di Mazzini «Il gruppo finanziario dei Seligman, insieme ad altre banche sioniste di Wall Street, appoggiò come candidato presidenziale democratico, Seymor, quello scelto da August Belmont (l’uomo dei Rothschild negli Stati Uniti), e gli prepararono un programma in cui veniva richiesta l’abolizione del proclama di emancipazione di Lincoln con il quale era stata abolita la schiavitù»1. Sullo stesso libro, poche pagine prima, a proposito della famiglia Seligman, leggiamo: «... nel 1843, fu fondata l’Alta Massoneria Ebraica dei B’nai B’rith, chiamata anche “Gran Loggia Costituzionale dell’Ordine dei Figli del Patto d’Alleanza”, come branca riconosciuta dalla Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, per gli ebrei negli Stati Uniti. Il B’nai B’rith ebbe quartier generale al numero 450 di Grand Street, a Manhattan, nella casa di Joseph Seligaman, un ricco mercante “commerciante di tessuti”. Seligman è un nome che si incontra tuttora a Wall Street, insieme a quello dei suoi contemporanei, quali August Belmont, Loeb, Schiff e Lazard. (...). La funzione dell’Alta Massoneria dei B’nai B’rith era quella di fungere da copertura ad operazioni di spionaggio per conto dei Montefiore e dei Rothschild. L’organo americano di tale organizzazione, il “Menorah”, non poteva certo nascondere i suoi legami coi Rothschild e, quindi, preferì ostentarli: “In tutti i paesi, il nome dei Rothschild è sinonimo di onore e generosità e non ci sono altri nomi in Europa che godano di una così meritata e vasta popolarità...”»2. «Le stesse banche (associate ai Seligman) controllavano, poi, il generale Albert Pike ed i suoi tagliagole incappucciati, il Ku Klux Klan (che Macheca ed i suoi gangster si davano gran pena ad imitare, croce di Malta inclusa). Pike e Macheca e le loro unità irregolari scatenarono una tale ondata di violenza in tutto il Sud degli Stati Uniti da distruggere, pochi anni dopo il suo assassinio, tutto il programma di ricostruzione che Lincoln aveva messo a punto. I dati storici mostrano che il gruppo di Macheca a New Orleans, che aveva cominciato la sua carriera sparando ai negri per conto delle banche filo-sudiste di New York, aveva dimostrato di che pasta era fatto. Egli divenne il punto di partenza per l’organizzazione della malavita negli Stati Uniti. Fu Macheca che s’incaricò di preparare il terreno per Giuseppe Esposito, l’uomo che, per conto di Mazzini, diede la prima base organizzativa alla struttura della MAFIA negli USA. Molto legato a Mazzini, Esposito lasciò la Sicilia verso il 1870 ed arrivò a New Orleans, dove prese contatti con Macheca. Esposito fece un giro organizzativo in tutti gli Stati Uniti, riunendo gruppi di società segrete composte da italiani e creando, ex novo, reti di comunicazione tra gruppi di città diverse. Il risultato del viaggio di Esposito fu di trasformare le società segrete di siciliani in cellule del crimine organizzato. Il rappresentante di Mazzini (Esposito) aveva un’autorità assoluta sui padrini locali, perfino sul capo dell’organizzazione madre di New Orleans (Macheca)»3. Secondo uno storico, “L’egemonia di Macheca sulla Ma- 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. fia fu messa in ombra, per un breve periodo, dal 1879 al 1881, quando egli obbedì, temporaneamente, ad Esposito”4»5. Ma avvenne un fatto che impose una riorganizzazione della Mafia negli Stati Uniti: «“Macheca fu linciato dalla folla di New Orleans che lo strappò da una prigione, in cui era stato rinchiuso per l’assassinio di un poliziotto”6. Alla sua morte, le redini del comando furono prese dal suo braccio destro, Charles Matrenga. La scomparsa di Macheca suscitò un’impressione profonda sulle varie organizzazioni della Mafia e, forse, fu a questo punto che venne presa la decisione di “legalizzarsi”, e cioè di intraprendere attività legali come paravento, inaugurando una strategia che fu molto seguita da allora in poi. Per poter portare a termine questa operazione, la banda di Matrenga si rivolse all’aristocrazia sionista. Fu un ebreo rumeno, Samuel Zemurray, un immigrato proveniente dalla Bessarabia che, nel 1900, aiutò a trasformare le cosche di New Orleans in “affari puliti”. Zemurray riuscì ad ottenere un finanziamento dal solito gruppo di banche di New York e Boston, per acquistare una parte della flotta mercantile della banda di Macheca. Uno storico commenta: “La flotta di Macheca si fuse con altre quattro linee di navigazione per formare la “United Fruit Company”, che rimane una delle più grosse industrie di tutti gi Stati Uniti”7. La United Fruit - ridenominata recentemente United Brands Company - sceglie tradizionalmente i suoi dirigenti tra l’élite dei banchieri sionisti di New York. Nonostante tutto, la banda dei siciliani era ricordata con nostalgia. “Quando Charles Matrenga morì nel 1943, l’intero Consiglio di amministrazione della United Fruit presenziò ai funerali”8»9. 1 K. Kalimtgis, D. Goldman, J. Steinberg, “Droga S.p.a.”, Edizioni Logos, Roma 1978, p. 43. 2 Cfr. Benjamin Peixotto, ed. “The Menorah”, organo ufficiale del B’nai B’rith, New York, 1° sett. 1886. 3 Kalimtgis, Goldman, Steinberg, op. cit., pp. 43-44. 4 Cfr. D. L. Chandler, “Brothers in blood”, p. 79. 5 Kalimtgis, Goldman, Steinberg, op. cit., p. 44. 6,7,8 Cfr. D. L. Chandler, op. cit., pp. 95-98. 9 Kalimtgis, Goldman, Steinberg, op. cit., pp. 44-45. “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do e caro P. Villa, (...) per il suo compleanno La ricorderò in modo particolare nella preghiera... che il Signore Le doni forza per poter continuare a vivere nel suo servizio così intenso. Auguri! Memento mei ad altare Dei! (P. P. R. - Roma) *** Spettabile Direzione, (...). Saluto con deferenza e gratitudine il Rev.do Sacerdote L. Villa per il suo coraggio della verità. Auguri di buon lavoro! (Ing. P. G. - Foggia) *** Rev.do Don Villa, sempre la ricordo con tanta affettuosa gratitudine per i suoi insegnamenti, per il suo coraggio nella lotta impari che conduce ogni giorno da così tanto tempo. A Lei e alle sue dolcissime Suore che La coadiuvano in questo difficile compito, va, soprattutto in questo periodo natalizio, il mio ricordo, la mia preghiera, il mio affetto, con l’augurio che l’anno nuovo porti davvero del nuovo, secondo le nostre attese e speranze. Aff.mo in Cristo. (U. Z. - Roma) *** Rev.do P. Villa, grazie a Lei per il suo nuovo studio al di sopra dei molti anni! Le auguro ogni bene e tante “grazie” alle Sorelle! (P. V. - Milano) MEMOIRS POUR SERVIR A L’HISTOIRE DU JACOBINISME dell’abbé Augustin Barruel (in due tomi) *** Carissimo P. Villa, approfitto per mandare a Lei e alle Sorelle i più vivi auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo! Avanti sempre con grinta e coraggio! In Domino! (p. L. G. - Verona) *** Carissimo Don Villa, voglio ringraziarLa di tutto cuore. Già da tempo leggo “Chiesa viva” con gioia. Lei è molto coraggioso e preciso. Bravo! “Giovanni Paolo II: un pontificato enigma” è un altro capolavoro! Auguri! Quando aprirannno gli occhi in Vaticano?.. In unione di preghiera nei SS. Cuori di Gesù e Maria! (don D. E. - Roma) *** Molto rev.do Mons. Villa, (...). Il mio scrivere (giornalista) è un grido di dolore al quale spero Lei possa dare, con la sua maggiore statura di difensore della Fede, un più forte risalto. A Lei tutta la mia riconoscenza e la speranza che Gesù La protegga e La conservi molto, molto a lungo! Suo aff.mo ammiratore. (M. M. - Roma) Questo libro dell’abate Barruel (1741-1829) fu stampato per la prima volta a Londra nel 17971798. L’opera ebbe un successo straordinario. Fu poi reeditata sette volte, in versione integrale, nel XVIII, XIX, XX secolo, e nove volte in versione-sunto, e fu tradotta nelle principali lingue europee. Quest’opera ebbe un enorme influsso nella storia delle idee per la sua importanza e il suo ruolo nell’istoriografia rivoluzionaria e in tutta la corrente del pensiero contro-rivoluzionario e anti-massonico. Questa nuova edizione merita di figurare in tutte le grandi biblioteche e in tutti gli Istituti di ricerca, interessati alla storia delle idee e all’istoriografia rivoluzionaria. Per richieste: Editions de Chiré 86190 Chiré-en-Montreuil RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo che ne permettessero il consolidamento e la crescita. L’incontro con lui durò poco più di un’ora. Una conversazione animatissima, condotta soprattutto da lui che, per la prima volta, in oltre 40 anni, incontrava un straniero, un missionario del Pime. Voleva sapere tutto di quegli antichi nomi di preti, ormai tutti morti. «Mi è stato chiesto tante volte di confessare le mie colpe. Ma io ho vissuto solo per il Vangelo; ho desiderato solo Dio. Non ho mai nemmeno immaginato di considerare una colpa quello in cui credo. Se un uomo perde se stesso e la Persona che più gli sta a cuore, se ammettessi per un solo istante che di Dio non me ne importa, che cosa mi rimarrebbe?». (continua) FEBBRAIO 2006 SOMMARIO N. 380 Martiri in Cina GIOVANNI PAOLO II... SANTO? di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HENAN Yao Dongqing Maria Religiosa. Nata nel 1915-16, entrò a far parte delle missionarie Osf, delle quali era Superiora provinciale. Venne fucilata il 13 marzo 1951, in città a Xinyang, per aver rifiutato di firmare una dichiarazione che accusava i missionari di essere delle spie. Zang Shiping Luigi Catechista. Di circa 46 anni, venne fucilato il 13 marzo 1951, per aver rifiutato di firmare una dichiarazione che accusava i missionari di essere delle spie. Diocesi di Zhumadian Staccata dal Vicariato Apostolico di Nanyang e dalla Prefettura Apostolica di Xinxiang, il 2 marzo 1933, è affidata al clero secolare locale. Tian Shisheng Tito Sacerdote. Vicario Generale. Originario di Jingang, diocesi di Nanyang, vi era nato nel 1907. Nel 1927, fu a Roma, al Collegio di Propaganda Fide, per gli studi teologici. Ordinato sacerdote il 22 dic. 1934, tornò in Cina nel 1935. Nel settembre 1956, venne imprigionato per la prima volta e, liberato dopo un anno, fu subito arrestato e condannato a 15 anni di “rieducazione attraverso il lavoro”. Scontata la sentenza, non riottenne mai la libertà. Il 12 luglio 1981, assieme ai sacerdoti Jin Dechen, Zhang Shengtang e Zhu Bayoyu, fu condannato ad altri 15 anni di “rieducazione attraverso il lavoro”. Morì il 25 maggio 1983, privo di cure mediche e di cibo adeguato alle sue condizioni fisiche. 24 Mons. Giuseppe Jin Dechen Era uno di quegli uomini che da sempre avevano colpito la mia fantasia, fin da quando, giovanissimo, ebbi modo di leggere di lui. Nanyang è una missione nella quale hanno lavorato tantissimo i missionari del Pime, fin dal secolo scorso. All’arrivo del nuovo regime, tutti furono espulsi dal Paese e la diocesi si trovò con pochi sacerdoti. Giuseppe Jin Dechen, allora giovane prete, divenne responsabile della comunità diocesana. A seguito dell’incontro di Pechino, quando venne fondata l’Associazione Patriottica dei cattolici cinesi, nell’estate del 1957, don Giuseppe fu uno di quelli che non tacquero la propria preoccupazione, e fece sentire la sua assoluta fedeltà al Vangelo e alla Chiesa. Sparì, condannato a i lavori forzati per 15 anni. Nel 1973, fatto rientrare a Nanyang, dovette accudire ai maiali per nove anni. Intanto, nei primi anni Ottanta, la nuova politica di apertura, iniziata da Deng Xiaoping, permise un minimo di attività pastorale. Fu sufficiente per essere arrestato di nuovo e vedersi infliggere un’altra condanna di 15 anni di lager. Ne uscì soltanto nel 1992, dopo che una vasta campagna internazionale, per chiederne la liberazione, aveva messo in imbarazzo il Governo. Tornato finalmente al suo vecchio villaggio, debole, anziano e malandato, riprese il suo legittimo compito alla guida della comunità diocesana, con impegno e decisione. Occorreva ricostruire tutto; non solo i muri ma, soprattutto la vita di Fede e gli strumenti 2 Don Luigi Villa: il vittorioso “avvocato del diavolo” del presidente Macca avv. Salvatore 5 Giovanni Paolo II... santo? del sac. dott. Luigi Villa 8 Il Dogma del “Peccato Originale” nelle teorie moderniste (1) del dott. V. Icardi 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Preoccupante presenza islamica in Italia - documentazione - (2) del sac. D. E. 16 I sogni di Don Bosco (3) di A. Z. 18 Nuova Pentecoste? - ignoranza, profanazioni, sacrilegi della dott.ssa M. Pia Mancini 19 I “baci”: sono pericolosi? di P. G. Dall’Aglio 20 Beghe internazionali contro la Chiesa, nel secolo scorso di Raffaello Minimi 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla VII Domenica del Tempo Ord. alla II Domenica di Quaresima) “Chiesa Viva” *** Febbraio 2006 A “NEW CHURCH” DEDICATED T O St. PADRE PIO — MASONIC TEMPLE? — by Doctor Eng. Franco Adessa F. Dr. Luigi Villa Director of “Chiesa viva” Dr. Eng. Franco Adessa Collaborator of F. Luigi Villa The distribution of this Special Edition of “Chiesa viva” N° 381, started on February 20, 2006. The “new church” dedicated to Saint Padre Pio, in San Giovanni Rotondo (Foggia) – Italy. The essence of this detailed, meticulous and complete study on the “new church” dedicated to Saint Padre Pio, in San Giovanni Rotondo (Foggia) Italy, is the following: THIS “NEW CHURCH” IS NOT A CATHOLIC CHURCH BUT A “MASONIC TEMPLE”, OR BETTER, A “SATANIC TEMPLE” WHICH GLORIFIES MASONRY AND ITS “GOD”, LUCIFER. and where the Masonic symbology celebrates the following horrible empieties: - THE REPLACEMENT OF THE HOLIEST TRINITY WITH THE BLASPHEMOUS, SATANIC, MASONIC “TRIPLE TRINITY”; 2 “Chiesa viva” *** March 2006 - THE REPLACEMENT OF JESUS CHRIST BY LUCIFER AS “MAN’S REDEEMER”; - THE REPLACEMENT OF JESUS CHRIST BY LUCIFER AS “KING OF THE UNIVERSE”; - THE REPLACEMENT OF THE “CULT OF GOD” WITH THE “CULT OF LUCIFER”; … and where the Masonic symbology celebrates the deadly weapon to destroy the Catholic Church: - THE “MASONIC ECUMENISM” OF THE REUNION OF ALL THE RELIGIONS. Despite the fact that the Vatican has not been able so far to refute the conclusions of this meticulous, detailed and complete study, THEY STILL CELEBRATE THE HOLY MASS IN THIS “SATANIC TEMPLE”! Therefore “Chiesa viva” asks to prohibit the religious use of this “Satanic Temple” and tells the catholic Hierarchy: - THESE ARE SACRILEGIOUS MASSES! - THIS IS A HORRIBLE INSULT T O JESUS CHRIST! - THIS IS A CHALLENGE T O THE HOLIEST TRINITY! and asks them: UNTIL WHEN YOU WILL ALLOW MASONRY T O INSULT OUR LORD JESUS CHRIST AND THE HOLIEST TRINITY? “Chiesa viva” *** March 2006 3 Doctor Eng. Franco Adessa The CROSS THAT SHAPES THE CHURCH T he shedding of the Blood of Our Lord, with His death on the Cross, constitutes the praiseworthy cause of our eternal salvation. It is from the Cross, that every spiritual benefit, every grace and the efficacy of the Sacraments come to us. For this reason, the Church has always wanted to exalt the Crucifix, offering it continuously to the contemplation of her faithful. Hence, the entire Catholic spirituality is based upon the Cross! But not only is Jesus Christ crucified the praiseworthy cause of our Redemption; He is also the exemplary cause of our life. He is, of necessity, a model for each and every soul wishing to save and sanctify itself. To take the Crucifix away from our eyes it is to lose the sense of sorrow; it is to lose the meaning of life. And that is why the Crucifix, symbolic form of our Religion, has lent its imprint to the “floor-plan” of the church, en- Floor-plan of Vatican Basilica – Baroque Period. 4 closing in it a symbolic universe that has conferred upon its edifice the character of “sacred place”. Reads the “Dictionary of Architecture”: «The ancient Basilica of St. Peter, in Rome, started around 320 AD and consecrated by Pope Sylvester I in 326, constituted one of the earliest examples of Christian architecture. It had the typical Latin-Cross basilical floor-plan, with the aula divided into five longitudinal naves and crossed perpendicularly by a transept»1. And further on: «Between the VIII and XI century it became prevalent, in Western ecclesiastical construction, the Crossshaped floor-plan (“Latin” cross, that is, with axis of different length), which took up the symbolic form par-excellence of the Christian Religion. The short arm of the cross (transept) clearly distinguishes the presbytery from the central nave»2. The Viollet-Le-Duc’s “Dictionary” goes on to read: «In most of the “floor-plans” of Medieval churches, from the XI to the XIV century, it is observed that the axis of the nave and that of the Chorus form a line broken at the transept. It is a poignant symbolism; it is an act of sublime faith to the eye of a Christian architect! But what did the architects of those times of Faith wish to attain? To raise Basilicas, and Temples, in which to be able to aptly renew the “Sacrifice” of the Mass, living memorial of the Sacrifice of Christ on the Calvary. Hence, they wished to recall the Victim of the Golgotha, attached to the Cross. And here is the Cross, lone, immense, the nave and the transept representing the body and the open arms. The central altar represents the august head of the sacrificed God, and the chapels, with a sunburst pattern about the apse, form the glorious crown wreathing the forehead of the Savior of the world. Mindful, then, that the Evangelist wrote that Jesus “inclinato capite, tradidit spiritum” (bowed His head, and rendered His Spirit), the builders of cathedrals have voluntarily bowed the chorus onto the arms of the transept and the head toward the shoulders»3. Floor-plan of Duomo of Milan. “Chiesa viva” *** March 2006 SANCTUARY THE CHURCH: A “SACRED” PLACE TRANSEPT NAVE Why is the church, as an edifice, also a “sacred” place? «Our modern culture has lost sight of the concept of sacred for the reason that it has lost sight of the reality of God and of the sense of human life, caught in the whirlwind of erroneous theological premises which defined the reality of Faith so aseptically as to make it appear that truth had no relation with man. In this sense, the sacred per se, utterly removed from the faithful, has no sense whatsoever. It is sheer hallucination to affirm, therefore, that a created reality is holy in and of itself when conceived devoid of its real relation with the world. Based on this premise, one would come to two contradictory conclusions: everything is sacred; nothing is sacred. As objectivity, to be eloquent, must be perceived by the subject, and, therefore, must be subjectivized, so the sacred has its own sense when it is placed in relation with the person; when, that is, it interacts with the believer. To conceive the sacred space of the church as something aesthetic (a common occurrence nowadays) it is to have no understanding! The church is not important or “sacred” because it is beautiful, comfortable, and functional. What difference would there be, then, between the religious building and a multifunctional arena? None whatsoever! In fact, it is no coincidence that many churches, nowadays, resemble multifunctional arenas. At the origin of these constructions there exists, therefore, a hazy concept of Christianity and, perhaps, a Christianity that has lost the sense of its own Tradition. To Tradition, each and every reality of the Church is linked to the faithful and it is in the service of his spiritual progress. The edifice of the church has, therefore, a “sacred” value because it contains inside of it a symbolic universe. The believer who steps into an ancient Basilica finds himself before a prospective, before a path with a destination: the apse and the sanctuary. The initial part of the church (Narthex) symbolizes the existential stage of he who approaches Christianity for the first time. Those waiting to be baptized paused in the area adjacent to the entrance door. All the internal area (Nave), instead, symbolizes the course of Faith in the believer. The Sanctuary, the place where the altar is located and where the Eucharist is celebrated, represents the place of the vision, the place in which the light of God reaches men to enlighten them. Therefore, it is no wonder that the majority of the ancient churches be oriented with the apse to the east, the place where the sun rises. (…). The cosmic elements combine with the symbolic ones and both connect to the personal situation of the believer. Hence, in the ecclesiastical edifice the believer finds himself again before God. The holiness of the church is, then, indication and reference of the holiness of the human person, for God reveals NARTHEX ture and another nature that is invisible. Also, the temple represents man composed of soul and body. In addition, it represents above all the excellent mystery of the Holiest Trinity, inaccessible in her essence, but known in her providence and in her powers, revealing, similarly, the world of the visible things and of the invisible ones»5. Here then stands the Cross, floor-plan of the holy place, lone, immense, with her nave, her transept and her Sanctuary, conferring upon the holy edifice the entire Catholic spirituality based upon the Cross: the essence of God, the essence of the Sacrifice of Christ on the Cross, the essence of the course of Faith in the believer for his own salvation. This “immense cross” of the sacred place, therefore, is an act of faith and, at the same time, manifesting the excellence and sovereignty of God, as well as our dependence on Him, is also a grandiose and external act of cult. A “NEW CHURCH” WANTED BY PADRE PIO? Himself in the hearts of men, and it is here that they must learn to discover Him»4. The holiness of the church, besides the reference of the holiness of the person, also refers to a way of conceiving God. St. Simeon of Thessalonica (XV century) paused to describe the symbolic world enclosed in the Christian temple. In one of his writings, one observes what has been outlined above: the “sacred” edifice is the mirror of the interiority of man and of the mystery of God: «The temple, while made up of stones, wood and other materials, contains a supernatural grace. Once it has been consecrated by a Bishop, through mystical prayers and anointed with the holy chrism, it truly becomes the abode of God. As such, it is not totally accessible to everyone. The temple has a twin nature, as it features a place for the altar and a place external to it. In this manner, it represents Christ, who is God-man, who has a visible na- In all the degeneration of the new spirituality of our times, which would like to hide the “negative” parts of Christianity focusing only upon that which stirs to joy, merrymaking, exhibition, and which affirms to be including the “best part” of the world, there emerges the figure of St. Padre Pio, the only stigmatized priest in the history of the Church, who, through his example, reminds all of mankind that he that wishes to be disciple of Our Lord must follow Him with the Cross, whose mystery he (St. Padre Pio) manifested for fifty years, bearing, inflicted into his body, the five bleeding wounds of the Crucifix! How could one express a more heartfelt recognition for all his extraordinary spiritual work if not erecting and dedicating to St. Padre Pio a “new church” with a “Cross-shaped floor-plan,” symbol of the mystery of the Holiest Trinity, symbol of the Sacrifice of Christ Redeemer, symbol of the path of Faith of every believer who looks forward to his own salvation, and symbol of those stigmata of Padre Pio which were the true cause of his power of intercession with God, in order to dispense all kind of grace to those turning to him? Why, then, to this Saint Minister of God, to this Living Crucifix has not been dedicated a “Cross-shaped” church, but they wanted, instead, to attribute to him the will of longing for a spiral-shaped new church”? 1 Cfr. “Architettura”, Architecture, § 5.1 Paleochristian Architecture. 2 Cfr. “Architettura”, Architecture, § 5.3 Romanic Architecture. 3 Cfr. Viollet-Le-Duc’s “Dictionary”: text reported at the word “axe” (axis). 4 Cfr. “The Sacred Architecture” dictionary, p. 3-4. 5 Idem, p. 5. “Chiesa viva” *** March 2006 5 St. Padre Pio The “NEW CHURCH” dedicated to St. Padre Pio A front view of the "new church" dedicated to Saint Padre Pio, in San Giovanni Rotondo (Foggia) - Italy. S Mons. Crispino Valenziano, member of the Pontifical Commission for the Cultural Estate and direct supervisor of architect Renzo Piano, gave him the liturgical and theological bonds for the construction of the “new church”, in order to have “the project gaining in expressiveness”. Mons. Valenziano, in the Pontifical Commission, was under the direction of card. Virgilio Noè and then of card. Francesco Marchisano, both having their names in the “Lista of Pecorelli”, a list of 121 Prelate of Roman Catholic Church belonging to Masonry. 6 tarted on 19 January 1996, the “new church” dedicated to St. Padre Pio has been designed by the Genoese architect Renzo Piano, 62, foremost among the Italians and honored with the Pritzker Prize (the Nobel of architecture), in 1998. Mons. Crispino Valenziano, member of the Pontificia Commissione per i Beni Culturali, Pontifical Commission for the Cultural Estate, on the other hand, has followed this impressive work from the liturgical and theological perspective, and speaks enthusiastically of this experience that, in his view, offers the occasion «to share, as Church, in the context of modern art, and yet retain that thematic rigor characteristic of other epochs. Epochs in which the symbiosis 1 between art and religious world was practically total and all-encompassing, as in the Middle Ages». «Although at first - goes on Mons. Valenziano - Piano’s inspiration looked back at the classical form of the Greek amphitheater, the project has, in time, been gaining in expressiveness»1. «While a proud man - goes on to explain Valenziano - Piano has been heedful, like few others, of the functional indications linked with the place of cult. And, in that, he has shown a great humbleness». In corroboration of this humbleness, to a reporter who asked him if, having to design a church with all the liturgical and theological bonds that come with it, he would feel any less free in his creativity, Renzo Piano replied: «Free? But for an Cfr. “Luoghi dell’infinito”, Places of the Infinite, illustrated insert of Avvenire, Sept. 1998, p. 23. “Chiesa viva” *** March 2006 Architect Renzo Piano architect freedom is not such a great boon. I thank God when I’m given clear-cut indications: they are like the squares on the great white sheet that is the project»2. In the same article, Mons. Valenziano assures us that «with the sole exception of the seventeenth century Franciscan style Crucifix, which will be installed in the Chapel of Penance, all the other works will reflect the sincere religiosity of many contemporary artists who have devoted themselves to the sacred»3. Furthermore, he informs us: «I believed it essential that no typology be imposed upon churches. It is one thing to have a taste for beauty or tradition (chur- ches built according to certain general canons), quite another to believe that churches be a static data, bound to a precise standard for all times»4. In another article, however, Mons. Crispino Valenziano is introduced to us as the liturgical consultant «whose indications drove the architect Piano to revisit his initial project, in order to make it “a model for all the churches that will be designed in the next five decades»5. Now we ask ourselves: if Mons. Valenziano believes that churches must not be a “static data”, why is he so eager to impose this model of church for the next fifty years? If we may speak our mind, we should say: what a mix-up! But the subject is too 2 3 4 chiese”, Architects of Churches, the epos, quoted in the article of: “Il Giornale” (daily), 25 June 1999, p. 19. 5 Cfr. “Famiglia Cristiana” magazine n° 10, 2002, p. 33. Idem, pp. 24-25. Idem, p. 25. Cfr. Crispino Valenziano, “Architetti di “Chiesa viva” *** March 2006 The great wall and corridor of the “new church” bell structure. 7 serious, and so we wanted to entrusted not to a Christian archigather information and we felt editect, but to “secular rationalist”, fied in reading the words of the fato a “man of profound secular mous historian of religious archiexperience” whom, “without tecture, Erwin Panoftsky, whom, faith” and “without connecting”, in a famous work of his, wrote: is able to “give truth to phenome«There exists an intimate bond na for which we have no rational between the way of building a understanding”. church and the way of thinking But… that man was the same who and living of men. To live outside humbly followed the “precise indiof Christianity, or in a corrupted cations” that were given him, and or secularized form of Christiawho was even happy to relinquinity, produces more or less the sh his freedom of creative exsame results. It must be stated pression when he was devoted to that when it (the church) is born a project. But then, we ask ourof non-Chris-tian artists and arselves: whose creative expreschitects it (church) might even sion and “truths” are those that turn out very interesting, but IT have been imprinted into his WILL NEVER BE AN EXPRESwork? SION OF CHRISTIANITY»6. To us it looks like utter confusion. One important thing, however, We did, however, plunge back into seems quite clear to us: “the story doubt when we read, on a recent of Genesis has been replaced by magazine, the verdict of another the Big Bang”; a doctrine, the latfamous historian of architecture, ter, which has the subtle claim of the Swiss Kurt W. Forster, who eliminating God Creator from taught in the United States for over that which Forster calls “our 25 years at Yale, Stanford, and at On June 11, 2005 at 11 o’clock, this bronze Bell, dediworld!”. the MIT. In an article titled “Great cated to Saint Michael Archangel and to Padre Pio, broke free an fell braking in thousand pieces. The bell To deny creation from nothinArchitects Can Do Away With weighed 18 hundred kilos (18 = 6 + 6 + 6 = 666, which Faith,” when asked: «Professor gness there is only one other represents the Mark of the Beast and the number of Forster, a secular rationalist su“world”: that which makes of the the Antichrist). ch as Renzo Piano, is confronwar to the supernatural its one ted with the Catholicism of the and only “dogma”: the Jewishmiracles; what will the outcome Masonic world! be?», he replies: «The conflict is only apThank you, doctor K.W. Forster! have no rational understanding. The parent. (…). An artist does not have to Big Bang replaces the story of Geneconnect. Great architects have successis: it is our world»7. sfully tackled these themes (…). To 6 Cfr. Diction. “L’Architettura sacra”, Sacred At this point, we asked ourselves: the Piano, it is just another challenge. A man Architecture, p. 2. project of the Catholic church that, after of profound secular experience can gi7 Cfr. “L’Espresso” magazine, 24 October St. Peter, is the largest in the world, is ve truth to phenomena for which we 2002, p. 171. A rear view of the "new church" dedicated to Saint Padre Pio, in San Giovanni Rotondo (Foggia) - Italy. 8 “Chiesa viva” *** March 2006 Why a “SPIRAL-SHAPED” Church? W hat meaning does the “spiral” have in Christian symbology? None whatsoever! Why, then, it was blatantly chosen to give “form” to the structural architecture of the “new church” dedicated to St. Padre Pio? They told us that this “spiral-shaped” church, “is a spider”, is an “Open Church”, is a “High Technology Jewel”, is a “Seashell for Padre Pio” and that the Saint shall be like the pearl inside of it. They also told us that this new church has been freshly baptized “Cathedral of Two-Thousand”, “New Assisi”, “Divine Project!”… But, they have not said to us that the “Masonic Dictionary”, at the voice “spiral”, reads: «Very ancient sign symbolizing the existence of man and his return to the origin… (the spiral) symbolizes also the dynamic force of the universe, the Creative Principle, the G.A.O.T.U. (…)»1. The same Dictionary, at the voice G.A.O.T.U., explains: «Masonic abbreviation to indicate God, Great Architect Of The Universe»2. And who is this “God”, called G.A.O.T.U.? It is the God of Freemasonry. In fact, already in the General Statutes of 1820, it was said: «(Freemasonry) has for its principle the existence of a God whom it adores and respects under the commonly accepted title of Great Architect of the Universe»3. But the G.A.O.T.U. is proclaimed by Freemasonry also as “Creative Principle” (in the meaning, however, of “principle of generation” and not of “creation from nothingness”!). In the Great Alliance Treaty, signed at Lausanne (Switzerland) in 1875, among the Supreme Councils of the Ancient and Accepted Scottish Rite, it was in fact affirmed: «Freemasonry proclaims what it has proclaimed ever since its inception: the existence of a Creative Principle, under the name of Great Architect of the Universe»4. To define the G.A.O.T.U. as “dynamic force of the universe” is, instead, the founder of the Theosophic Society, Helena P. Blavatsky, freemason of the 33 degree who, with all her authority, wrote: «Satan represents the active Energy 1 Rito Scozzese Antico e Accettato”, The Book of the Rituals of the Ancient and Accepted Scottish Rite, Rome, Piccinelli 1946, p. 304. 5 H. P. Blavatsky, “La Dottrina segreta”, The Secret Doctrine, Ed. Bocca, Milan 1953, p. 400 and 383. Cfr. Luigi Troisi, “Dizionario massonico”, Masonic Dictionary - Bastogi Editrice Italiana, p. 377. 2 Idem, p. 173. 3 “Statuti Generali”, General Statutes, of 1820, Ed. Civelli Rome 1908, V. 4 Salvatore Farina, “Il Libro dei Rituali del “Chiesa viva” *** March 2006 of the Universe (...). He is the Fire, the Light, the Life, the Fight, the Struggle, Thought, Conscience, Progress, Civilization, Freedom, Independence»; and again: «Satan is the God, the only God of our Planet»5. The yet more authoritative seal as to who the true God of Freemasonry is, comes to us from the Supreme Pontiff of Universal Freemasonry, general Albert Pike whom, as Freemasonry’s Supreme Chief, in a speech held in France in 1889 to the high degrees of Freemasonry, stated: «We worship a God, but it is the God one worships without superstition (…). We initiated of the high degrees, should maintain the Masonic Religion in the pureness of the Luciferian doctrine. (…). Yes, Lucifer is God (…) the true and pure philosophic religion is the faith in Lucifer (…) but Lucifer God of Light and God of Good is struggling for humanity against Adonai (the One and Trine God - author’s note) god of darkness and demon»6. Hence, the “spiral” symbolizes the G.A.O.T.U., namely Lucifer-Satan, whom, as we well know already, has engaged against the God One and Trine a fight to the death for the perdition of man. The “spiral”, however, not only symbolizes the way Freemasonry conceives God, but also symbolizes its way of conceiving the “path of faith” or, better, the “initiatic course” man is expected to follow in order to fulfill the “divine design”. In a highly documented book on Freemasonry, we read, in fact: «The Spiral is a sign of evolution-involution in the symbolic background of high-ranking initiates. The continuous Spiral that, in the form of a path, climbs along the flanks of the mountain is the “Pilgrim Path”, that is, the initiatic path. The peak of the mountain fades into a vertical line toward the spiritual infinite: it is the axis of the world, “universal Axis” of the sole truth professed by High Freemasonry, the passage between earth and heaven configured by Gnosis: the divinization of Man»7. Giuseppe Mazzini, Head of Political Action of Universal Freemasonry and cofounder, with Albert Pike, in 1870, of 6 An excerpt of this speech was reported by the British magazine “The Freemason” in its issue of 19 January 1935. 7 Cfr. Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, Freemasonry and Secret Sects: The Occult Face of History, p. 193. 9 Ground floor plan “The New and Reformed Palladian Rite”, supreme vertex of Masonic Obediences worldwide, besides the existence of God (the G.A.O.T.U. = Satan) it recognized the principle of the “Law of Progress” «whose continuity appears evident not to the life of each people separately, but to that of Humanity for which peoples are individual and, only then, one will discover the immense indefinite spiral, designed by the finger of God between the Universe and the Ideal that must gradually be reached»8. Setting aside the high-sounding language, used for the naïve and the unaware, let us see, now, what this “immense indefinite spiral, designed by the finger of God” consists in, and the “Ideal one is to reach”, better described in some personal letters Mazzini and Freemasonry’s Supreme Chief, Albert Pike, exchanged in the years 1870-1871. In his letter of 22 January 1870, Mazzini exposed his plan of three World Wars for the Twentieth century with the purpose of creating a Communist State in Russia (first War), and cause it to expand to include half of Europe (second War), and render it politically and militarily powerful in anticipation of the third War, which would burst out between political Zionism (including the State of Israel) and Islam, toward their mutual destruction, together with all the other Nations, dragged into the conflict in order to fight one another until their complete physical, moral, spiritual, and economical collapse. Albert Pike, in complete agreement with this infernal plan, better detailed the objectives of the Third World War in a letter of 1871: «We will unleash the nihilists and the atheists and will provoke a formidable social cataclysm which will clearly show all nations, in all its horror, the effect of absolute atheism, origin of barbarism and of bloody subversion. Then, everywhere, the citizens, compelled to defend themselves against a worldwide minority of revolutionaries (…) will receive the true light through the universal manifestation of the pure doctrine of Lucifer, revealed at last to the public eye; manifestation that shall be followed by the destruction of Christianity and of atheism, conquered and crushed at the same time!»9. To the echelon of Freemasonry, therefore, the “Path of faith in Progress”, represented by the immense and indefinite “spiral”, is non other than the destruction of the Catholic Church and of the Christian Civilization, to be enacted through the universal manifestation of the pure doctrine of Lucifer, revealed at last to the public eye! “The Ideal that must be gradually attained” is, therefore, the “Cult of Lucifer” in full daylight! 10 The spiral, however, according to the experts of Masonic symbology, can take on features much more familiar to us. In the work of Jules Boucher, “Masonic Symbology”, we read: «The number 9 represents, in its graphism, a descending germination, hence material; whereas the numeral 6 represents, on the contrary, an ascending germination, hence spiritual. These two numbers are the beginning of a spiral»10. O B C A Ground floor plan of the “new church” composed of 15 internal arcs and 11 external ones. *** Figure 1 Angle at vertex Angle of line with constant gradient Radius of the circular base of the cone and of the starting point of the spiral. Figure 2 Radius of the spiral at the point of rotation of 180° from the starting point of the spiral. The manner of generating a spiral is very simple if observed geometrically: taking a cone, with a prefixed radius of the base circle and an angle at the vertex, tracing a line, with a constant gradient, on its external conical surface, observing its projection onto the base of the cone one observes a geometrical form: the spiral. Varying the radius of the base circle and the angle at the vertex, one also varies the manner in which the spiral contracts toward the central axis as it spins. Choosing a radius of the base circle of the cone of 72 m (= OA, deduced from the ground floor-plan of the Church), an angle at the vertex of 33° and a gradient of 33° of the line traced on its surface, the radius of the spiral, after a rotation of 180°, is reduced to 48.77 m (see figure 1) while the measures of all the other radiuses of this spiral, at 20° from one another, are reported in figure 2. Choosing, now, the base radiuses of 36 m (= OB, distance from center of internal extremity of arc BA), and of 50 m (= OC, radius of longest of 15 internal arcs, and of span = 50 m), repeating the same procedure, after a 180° rotation one obtains, respectively, the radiuses of 24.38 m and 33.87 m, while the measures of all the others are reported in figure 2. Now then, the 11 external arcs and the 15 internal ones, thus obtained, coincide exactly with the 26 arcs of the “new church” dedicated to St. Padre Pio! Hence, the “generating principle” of the three spirals, which determine the measures of all the arcs of the “new church”, are the angle at the vertex of 33° and the angle of 33° of the line with constant gradient, traced upon the external surface of the cone to generate the spiral. 8 Cfr. Luigi Troisi, “Dizionario massonico”, Masonic Dictionary, cited work, p. 261. 9 Jean Lombard informs us that this correspondence between Pike and Mazzini lies in the archives of Temple House, Washington headquarters of the Freemasonry of the Scottish Rite, but unavailable! 10 Cfr. Jules Boucher, “La simbologia massonica”, Masonic Symbology, Atanor, Paris 1948, p. 285. “Chiesa viva” *** March 2006 Connecting the external points of the 15 internal arcs, highlighted in red, a spiral is obtained which, enclosed with an arc of circle in its narrowest point, is non other than a reversed 6 (see figure on the left). If the spiral is turned upside down (as if observed from under the ground) there appears clearly the numeral 6 (see figure on the right). Now, if all the there series of extremities of the internal and external arcs are connected, three spirals are obtained (see figure below) which, enclosed with arcs of circle in their narrowest point, portray three 6 as seen upside down. It is in fact from this abyss, turned toward the “spaces of the Lord”, that the three spiral sections, generated by the resting points of the 26 arcs of the “new church”, enclosing them by a circle in the narrowest point, appear as an immense 666, Mark of the Beast and symbol of the Antichrist. Is it, perhaps, a challenge launched from hell toward heaven? THE “MARK OF THE BEAST” 666 The connection between spiral and the numerals 6 and 9 is better illustrated to us by R. K. Spenser, whom, speaking of the mural fresco of the Meditation Room at the UN, writes: «The spiral-shaped figure that winds around the diagonal line of the fresco, symbolizes the Caduceo of Mercury, which, mythologically, is represented by two snakes coiled around Mercury’s magic wand. The intersection of the spiral with the diagonal forms 9 arcs; the 9th Hebrew letter “Teth”, which has the value of 9, means “Snake”. The Number of the Beast in (the Book of) Revelation is 666, which kabalistically is represented by the number 9, the number of Generation»11. The justice Carlo Alberto Agnoli, a Freemasonry scholar, wrote in one of his works: «The Masonic pyramid, which subordinates everything to the vertex, has the profoundest message when its is turned downward, in compliance with the teaching contained in the Masonic word VITRIOL, which is presented to the neophyte already in the “Chamber of Reflection” when he joins Freemasonry, and which consists of the initials of the motto: “Visita Interiorem Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, namely, “visit the depth of the earth; rectifying, you shall find the hidden stone”, namely, the “Philosopher’s Stone” of the Great Sectarian Work. The Masonic hierarchy, like its own doctrine, does not shine up high, in the clearness of sunshine, but it is plunged into the obscurity of the abyss. That it is a realm of the abyss it is also expressed in these famous verses by the famed Mason Olindo Guerrini: But from the abyss a canticle Up to the Lord’s spaces soars Blessed be Satan Who handed Eve the apple of sin!»12. “Chiesa viva” *** March 2006 *** Turning these three spirals upside down, always as if observed from under the ground, there appears, in all clearness (see figure below), an enormous 666, the “Mark of the Beast” and the symbol of the Anti-Christ”! The number 33, which expresses the angle at the vertex and the constant gradient of the line on the surface of the cone that generates the 3 spirals of the 26 arcs of the “new church”, coincides with the number 33 of the degrees of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite! Moreover, the number 666, formed of the three spirals, which represents the Antichrist and the Mark of the Beast, is, graphically, represented by the “five-pointed Star”, which is the symbol par-excellence of Freemasonry. The “spiral-shaped” form of the new church, besides expressing the idea of god Satan-Lucifer and the “Pilgrim Path”, namely, the initiatic path and the objective which the “Course of faith in Progress” of Freemasonry tends to, namely, the “Cult of Lucifer in full daylight”, conceals, perhaps, also the breeding ground and the promoting center of these impieties, and that is, the “Masonic Temple” constituted by the 33 degrees of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite! 11 R.K. Spenser, “The Cult of the All-Seeing Eye”, Omni Publications, pp. 17-18. 12 Carlo Alberto Agnoli, “La Rivoluzione francese nell’opera della Massoneria”, The French Revolution in the Work of Freemasonry, Ed. Civiltà - Brescia 1994, p. 134. 11 THE MASONIC TEMPLE T he freemason Jules Boucher, in his book, “Masonic Symbology”, provides a singular representation of the Masonic Temple, composed of the 33 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite: a “five-pointed star” inscribed into a “six-pointed star”, and the whole he calls: “the hexagram with the pentalpha” or “Pentalphic-Hexagram”. Boucher explains this symbology thus: «Ragon poses this question: “What does become of the individual after death?” And he replies: “From effect that he was, he in turn becomes cause (…) since (…) his soul, which was not a particle of the universal soul, returns to this immense source of life, the ‘Middle Chamber’, the image of the great laboratory in which these infinite transformations are performed”. (…). “The Middle Chamber”, writes Marius Lepage, is the loss of the illusions (…), it is the hermetically sealed athanor in which the glorious transmutation of the The hexagram with the pentalpha. “The hexagram with the pentalpha”, in Masonic symbology represents the “Masonic Temple” of the 33 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite and its bond, through the number 11, with the Hebrew Kabbalah. The Masters’ Lodge, or “Middle Chamber”, wherein the Mason dies and then resuscitates as “Master” or “Disciple”, is represented by the hexagon, which we highlighted in yellow, and which inscribes the “five-pointed Star”. centers of knowledge that pass from the brain to the heart, is fulfilled. The knowledge of the heart is the direct communication without a more or less opaque go-between, with the source of any life. It is the intellectual enlightening, before which all is shrunk to its appropriate dimension, it is erased and disappears; it is a reflection of the True Light, an echo of the lost word. (…). René Guenon points out: “They say a Mason Master always stands between the Square and the Compass, that is, in the very “place” in which the Blazing Star is inscribed (five-pointed Star), and which is appropriately the “Invariable Middle”. Hence (…) the Masters’ Lodge is called “Middle Chamber”. With that, the Master is assimilated to the “true man”, placed between Earth and Heaven and exercising the function of “mediator”. (…) In all traditions, the “Middle” is the ideal center. To enter the “Middle Chamber” is to come to the center of the “Wheel”, to the immobile (Square, Compass and Blazing Star) (The pointed cubic Stone and the Four Elements) “Masters’ Lodge”: represented by the area comprised between the Square and the Compass, wherein the “five-pointed Star” is inscribed. 12 “Masters’ Lodge”: represented by the area of intersection of the two arms of the Latinshaped Cross. “Masters’ Lodge”: represented by the summit of the pyramid that dominates a cube, which form the “pointed cubic stone”. “Chiesa viva” *** March 2006 axis (…). This image of the “Wheel” shows us the profane placed upon the circumference and the “Initiated” advancing on top of the beams, toward the Center where the velocity is nil. The “Middle Chamber” is also the “Quintessence” of the alchemists, the point of intersection of the two arms of the cross, the summit of the “pointed cubic Stone”. One comes to it by way of 15 steps divided into three groups: three, five, seven. These numbers are those of the (Entered) Apprentice, Fellow (Craft) and Master (Mason). Three is the Triangle; five, the Blazing Star; seven, the Seal of Solomon whose central point is man come to realize the perfect balance between Matter and Spirit. This “Seal of Solomon” is the hieroglyphic of the “Philosopher’s Stone”, whereas the Blazing Star (that is, the “five-pointed Star”) is that of the “Primal Matter ”. The “Triangle”, or “Luminous Delta”, is the “Fire”, spiritual fire, intense, hidden with its action on the “Pentagram” or “Blazing Star” or “Primal Matter”, which leads to the “Hexagram” or “Seal of Solomon”, or “Philosopher’s Stone”. G. Persigout, associating the “Seal of Solomon” and the “Blazing Star”, forms the figure he defines as the “Pentalphic Hexagram”. It is the union of the Microcosm with the Macrocosm. It is interesting to note that the sum of 5 (pentagram) and 6 (hexagram) gives a total of 11. (…). Eleven is ten plus one, that is, the ten Sefirot plus En-Sof. And the 33 degrees of the Scottish rite can be divided into three series of eleven. (…). The “Middle Chamber” can be compared to the hexagon enclosed within the hexagram. In this Chamber, Man, the Initiated, becomes Disciple. The 6 triangles of the hexagram feature 18 sides; the 5 triangles of the pentagram have 15 sides. Adding up 18 and 15, we again come to the number 33. The 15th degree of Freemasonry is the first degree of the “Chapters” and the 18th is the degree of “Rose-Cross”. This degree is but the amplification of the 3rd degree. It is 3 multiplied 6 (namely, 666 author’s note). The Master’s Lodge is called “Middle Chamber”, and must have two rooms for the initiations. (…). Until recently, the Temple used to be divided into two parts by a curtain. The first part was the Hikal, the second the Debhir. The Hikal is the room wherein Hiram dies, the Debhir that in which he resuscitates. (…). Hiram resuscitated! Such is the aim of the initiation to the degree of Master: the initiated becomes Disciple; he is beaming with Light. (…). Hiram resuscitated is the Master, he is the “True Man”. The Apprentice (raw Stone), following a phase during which he is “rough-hewn”, “acquires uniform faces” and becomes Fellow. These “faces” (cubic Stone) will be polished “Chiesa viva” *** March 2006 and will lose, by degrees, all their roughness. At last, the Master, in the fullness of his Masonic rights and of his duties, truly “identified”, will be an element, a perfect Stone in the Lodge, indispensable to the existence of the Lodge itself»1. *** This lengthy and dense citation of Jules Boucher provides us all we need to analyze and decipher the structure of the “new church”, and to discover the occult meanings hiding behind the symbology of the construction choices. To sum up what Boucher stated, the representation of the Temple of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite, in which the Mason fulfils his path as an Apprentice, Fellow and Master, has the following features: The Seal of Solomon with the “center”. 7 is the number of the “Master”, it is the Seal of Solomon with the central point; it is the “true man”, the “perfect Stone”, indispensable to the existence of the Masonic Lodge. The Pentagram. 5 is the number of the “Fellow”, it is the Pentagram, or “five-pointed Star”, it is the “Primal Matter”, in order to arrive to the Seal of Solomon, to the Master, to the Philosopher’s Stone. – the number 11, which represents the mystic number of the Hebrew Kabbalah from which depend all the secrets and the symbology of Freemasonry; – the number 18, again as “Mark of the Beast” 666 and as symbol of the “6pointed Star”; – being it a “church” of a Religion, there will have to appear a number expressing the Masonic ecumenism that aspires to reunite all the religions of the world, under the High Direction of Freemasonry; – the presence of the number 6, as indication of the presence of a “6-pointed Star”; – the presence of the number 5, as indication of the presence of a “5-pointed Star”; – the number 15 again as a symbol of the “5-pointed Star” and as the 15 steps divided into three groups: 3, 5, 7, of the Apprentice, of the Fellow and of the Master; – the geometrical conditions for their representation of the Masonic Temple described by Boucher; – the number 33 also as sum of 15 and 18, when these represent the 5 and the 6-pointed Stars; – the number 7, the number of the Master, as derivation of the “6-pointed Star” with the central point; – that which, however, Boucher does not say, but which is key for the signature Freemasonry impresses to its works and enterprises, in addition to its known “5-pointed Star”, which is its symbol par-excellence, is that it usually conceals its special “Mark”: 3 times 666, as expression of its sole “dogma”: to declare and move war on God! 3 is the number of the “Apprentice”, it is the Triangle, or “Luminous Delta”, it is the “Fire”, the spiritual fire, intense, hidden that, with its action on the Pentagram, leads it to the Hexagram, that is, to the Master. 1 Cfr. Jules Boucher, “La simbologia massonica”, Masonic Symbology, Atanor, Paris 1948, pp. 280-286. 13 Is this “NEW CHURCH” a MASONIC TEMPLE? T he “New Church” has been prem sented with these A 72 words: «There exists = s an inspirational line in u di the design of this 1 1 Ra church that acts as 2 backdrop for the 3 entire project of ar15 chitect Renzo Piano: respect of the 2 4 land and materials selection. The church will 5 14 not “scar” the mountain with daring spires and 11 perforations in the 3 6 rock; the seashell13 shaped structure seems to lie down on the ground, fol7 lowing the grave rol10 12 ling of the hills of the 4 8 Gargano region». «The floor-plan, in fact, 11 9 opens out fan-like or, 10 9 rather, like the profile of a zo Piano told us that the seashell segmented into 5 church could accommodate three portions that could con8 6 up to 7,200 faithful. What does tain up to 7,200 faithful». this number mean? The number Says Renzo Piano, as the works 7 72 indicates, ever since antiquity, are nearing completion: «I’m happy all of the 72 names of the Name of more than I’m satisfied. I’m not sure I’ll be the Deity. The number 72, therefore, taking on other similar projects; this has is the number of Masonic ecumebeen such an emotionally intense exEntrance of nism, which wishes to merge all reliperience that I’m not sure I wish to reLiturgical Aula gions, including the Catholic Relipeat it, as I fear the next would not be as gion, into the secular, philosophical, nearly intense. And, besides, it’s not scientific, Universal Religion of really important for an architect, once a Gnosticism, under the direction of the church has been made, to make many echelon of Freemasonry. It must be noSouthward; the third, Westward. (…). The more… It is more fulfilling to discover ted that 72 is the sum of 66 plus 6, henMason builders have always oriented these things». That is exactly what we ce it derives from the “Mark of the their temples with the entrance to the intend to do, too! Beast” 666. West»1. Maurizio Oddo, in “La chiesa di Pa*** dre Pio a S. Giovanni Rotondo”, St. – The arcs that form the outermost spiral Padre Pio’s Church at St. Giovanni Ronumber 11. Let us represent the floor-plan of the 26 tondo (p. 53), warns us: «Although ded– The arcs, both external and internal, arcs of the church structure, orienting it icated to the holy, the complex (the have an angular distance of 20°, and Eastward, as demand our churches that “new church”) is suitable to host interthat is, a round angle divided into 18 see in the rising sun, the Light, the symreligious gatherings…». parts. The number 18 represents all the bol of Our Lord Jesus Christ, but also – The Entrance to the Liturgical Hall disegments of the “6-pointed Star” and, as require the Masonic temples: «The vides the 11 outer arcs into two groups: what is more, being the sum of three 6, three windows are thus positioned: the the first is made up of 6 arcs. it represents the “Mark of the Beast” first, facing Eastward; the second, 666 of the Apocalypse. – The radius of the circle, which circum1 Cfr. Jules Boucher, “La simbologia masscribes the church’s structure, and which 2 R.K. Spenser, “The Cult of the All-Seeing coincides with the outermost point of sonica”, Masonic Symbology, Atanor, Paris Eye”, Omni Publications, pp. 32-34. 1948, pp. 157-158. the first arc measures 72 meters. Ren14 “Chiesa viva” *** March 2006 – The second group numbers 5 arcs. The numbers 6 and 5, indicating the two Stars with 6 and 5 points, are present in many places and details of the “new church”: the arcs with sectors of 6 and 5 blocks from the outside to the inside, in the details of the tiles, in other works, etc. – The group of inner arcs is 15, as the total number of segments of the “5-pointed Star” and as the number of steps to climb to the “Middle Chamber” or “Masters’ Lodge”. – We obtained the number 33 from the two 3° angles of the cone that generates all the arcs of the structure of the “new church”. In addition 33 is the sum of the numbers 15 and 18 already identified. – At this point, let us trace a circle with a radius of 72 meters; let us subdivide it into 18 equal parts and, starting from point A, let us trace the lines of the “6pointed Star”. The “5-pointed Star”, with the point facing upward, must be traced only after giving a thickness to the “6-pointed Star” in order to keep with the symbology illustrated by Boucher. Such a thickness is given, geometrically, by the inner extremities of the 2nd, 3rd and 4th arc of the outer series and, after measuring it, it turns out to be of 42 decimetres. It must be noted that 42 is: 6 x 6 + 6, hence it derives from the “Mark of the Beast” 666. In addition, “one of the 72 Divine Names has 42 letters”. The number 42, besides, has to do with the number 9 and with Hell, as “The Egyptian Pantheon had 9 Sun Deities, whose head was Osiris. He was the great Deity of Hell, and it was universally believed that, right after death, the soul were judged by Osiris, in the presence of 42 Demons, the “Lords of Truth” and the “Judges of the dead»2. Let us now trace the second “6-pointed Star” inner to the previous one with a distance of 42 decimeters and, with much accuracy, let us inscribe into the inner hexagon, the Masonic “Middle Chamber” or “Masters’ Lodge”, the “5-pointed Star” with the point facing upward. Because the two lower vertexes do not coincide with the two lower vertexes of the hexagon, there results that the center of the “5-pointed Star” does not coincide with that of the “6-pointed Star”. The distance between the two centers generates the radius of the cylindershaped central pillar supporting the central extremities of the 15 inner arcs. Center of “6-pointed Star” Thickness = 42 dm – At this point, let us trace the circle of the central pillar and, in so doing, there appears the number 7, as sum of the 6 sides of the “6-pointed Star” plus the unity represented by the center: and here you have the number of the “Master”, of the “perfect Stone”, of the “perfect man” indispensable to the existence of the “Masonic Lodge”. – The numbers 3 and 5, corresponding to the (Entered) “Apprentice” (triangle) and to the “Fellow” (Craft) (5-pointed Star), are already contained in the constructed geometry. What is still missing, and it is the most important thing, is the special “Mark” of Freemasonry: 3 times 666, as expression of its sole “dogma”: declaration of war on God! – The first “Mark of the Beast” 666, we have seen already with the three enormous spirals, traced on the extreme points of all the arcs of the structure, and observed from the “depth of the abyss”. – The second “Mark of the Beast” 666, we obtain from the “6-pointed Star” which, having a total number of 18 segments, represents the number 18 that, being the sum of three 6, forms the number 666. – The third “Mark of the Beast” 666, we obtain from the “5-pointed Star” which, in its meaning of triple intertwined triangle (see p. 59), to each of which corresponds the triple series of 11 (man God, Pontiff and King of himself), gives as total sum: (11 + 11 + 11 = 33 = 6) which, repeated three times, provides the third “Mark of the Beast” 666. Universal axis: in this geometry, the axis is that of the “6-pointed Star”: The truth communicated to man by Lucifer is the “divinization of creation”. The destruction of Catholic Virtue. It is the “Cult of the Phallus”. It is the temptation of Christ in the desert: “the pleasure”. It is “the Godless man”. It is the scope of the 1st series of the 11 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite. Center of “5-pointed Star” Entrance of Liturgical Aula “Chiesa viva” *** March 2006 15 “Triple Masonic Trinity” – secret of this “New Church”? – I n the description of the ritual of the 31st degree of the Ancient and Accepted Scottish Rite, Mons. Leone Meurin comes across the oath of the Mason aspiring to that degree, whom vows obedience to the “Holiest and Indivisible Trinity” about which the Mason, however, receives no explanation. A celebrated expert and scholar of the doctrine of Freemasonry, doctor Eckert, in his work “The Temple of Solomon” (p. 64), speaks at length of such Triple Trinity: «The matter of the world has existed throughout eternity, and shall exist for all eternity in HOLY TRINITY, that is, in the unity of three elementary matters: the masculine element of Fire, the feminine element of Water, and the neutral element of Earth. Prior to the formation of the universe, these elements mixed together formed the Chaos. The three primary elements, with the division of the sexes into two, give the number five, origin of every formation of the Body of the world, whose symbol is «The center of the circle coincides with God itself. This point embedded into the Pentalpha, emblem of the initiated man, establishes the identity between man as he is being gnostically divinized and the god potentially dwelling inside of him. The triangle includes, in turn, man as he is being regenerated, to signify the Masonic domain in which it (the divinization) takes place». (Epiphanius, cited work, p. 475). Image of the God-Serpent of the Gnostics: «We worship the serpent for God has placed him at the origin of Gnosis for humanity; he himself (the serpent) taught man and woman the complete knowledge of the lofty mysteries». «The eye represented the mystical symbol of the so called Egyptian Trinity…». (Epiphanius, cited work, p. 22). (R.K. Spenser “The cult..”, p. 32). 16 the Sphinx, with the head and the breast of a woman, the body of a lion and the wings of an eagle. Developed by the force of the Fire, the elements produce, through the air, the Soul of the world, and through the Light, the Holy Spirit, whose symbol is the Phoenix, the Flying Dragon that rises from the fire, Body, Soul, and Spirit of the world form another HOLY TRINITY which embodies itself into the Man-God. He, the Architect of the Universe with the Patriarch of the World, or Director of the spiritual Power, and with the Emperor of the World, or Director of the temporal Power, here you have the HOLY TRINITY inscribed on the supreme Cube of the Temple of Solomon. The UPTURNED TRIANGLE, Lucifer, with the two crowned heads of the eagle, namely, the Great Patriarch and the Great Emperor or Sovereign, make up the “HOLIEST AND INDIVISIBLE TRINITY” which the Mason candidate to the 31st degree takes his oath of blind obedience to». «The sunburst patterned Triangle, or Triangle of Solomon, is the symbol of the “Great Architect of the Universe”… soaring above the loathed and ignorant “profane way». (C.A. Agnoli, “La rivoluzione france- se nell’opera della Massoneria”, The French Revolution in the Masonic Work, Ed. Civiltà, Brescia, p. 81). “Chiesa viva” *** March 2006 Lucifer “HOLIEST AND INDIVISIBLE TRINITY” «This “HOLIEST AND INDIVISIBLE TRINITY” is represented by the UPTURNED TRIANGLE with the central point: Lucifer, with the Patriarch of the World, or Director of the spiritual Power, and with the Emperor of the World, or Director of the temporal Power». 3rd “Blasphemous Trinity” of Freemasonry From the structure formed by the 26 arcs of the “new church”, extracting the upturned Triangle of the “5pointed Star” with the central Point, and completing the 15 arcs, which depart from the center, on the entire circumference, one obtains the figure to the side: the representation of the Masonic “Holiest and Indivisible Trinity”. The All-Seeing Eye of Lucifer The 18 beams, which correspond to the arcs of the church, completed upon the entire circumference, represent, with their number 18, the “celestial Perfection”. Patriarch of the World “HOLY TRINITY” Emperor of the World «Here is how the 2 nd “HOLY TRINITY” is formed: the three primary elements, with the division of the sexes into two, give the number five, origin of every formation of the Body of the world. Developed by the force of the Fire, the elements produce, through the air, the Soul of the world and, through the Light, the Holy Spirit, whose symbol is the Phoenix, the Flying Dragon that rises from the fire. Body, Soul, and Spirit of the world form another “Holy Trinity” that embodies itself into the Man-God». Holy Spirit 2nd “Blasphemous Trinity” of Freemasonry From the structure formed by the 26 arcs of the “new church”, extracting the “5pointed Star”, the “6-pointed Star” and the central Point, one obtains the figure to the side: the representation of the 2 nd Masonic “Holy Trinity”. Fire Earth Water Body of the World “HOLY TRINITY” Soul of the World Fire 1st “Blasphemous Trinity” of Freemasonry The Triangle, symbol of this “Trinity”, is formed by the two lower tips of the “5-pointed Star” with its center. It is the “Primal Matter”, the “rough stone”: it is the profane faithful that must be enlightened and molded into the Masonic “perfect stone”. “Chiesa viva” *** March 2006 Primal Matter Earth Water «This “HOLY TRINITY” is represented by a triangle facing upward: it is the Matter of the world that exists and will exist for all eternity, in the unity of three elementary matters: the masculine element of Fire, the feminine element of Water, and the neutral element of Earth. Prior to the formation of the universe, these elements mixed together formed the Chaos». 17 BRONZE DOORS – ENTRANCE and BAPTISTERY ... for which Temple? – T he Liturgical Entrance and the Baptistery feature two bronze doors, work of the artist Mimmo Paladino: the right “large door” of the Liturgical entrance, and the left “small door” of the Baptistery. These two doors are the entrance to the Temple. The official presentation of the symbology, carved on the two doors, is vague, fragmentary, and superficial. The entrance to the “Temple of Solomon”, namely, to the Temple of Freemasonry, takes place at the 1st of the 33 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite, and its ritual corresponds to the “Masonic Baptism”. Reads the ritual: «The Kingdom which the chosen Man, the future Mason wishes to exit and above which he must elevate himself, is the profane world, the non-initiated humanity, sitting in the darkness of ignorance and subject to the tyranny of the Kings and of the Priests. With the “Masonic Baptism” there is born a “Son of Lucifer”; as in the “Catholic Baptism” is born a “Son of God”. The Temple has 3 steps and 2 columns: on the left, Boaz, the passive principle, material, feminine, evil; on the right, Jachin, the active principle, spiritual, masculine, and good. The Sacred Motto, namely, the word that sums up the essence of the degree, is “Boaz”, which means stability, immobility. The Candidate, nearly always a Christian (symbolized by a sheep of Christ) enters as “Apprentice” the 1st degree, which is dominated by the n. 3 and by the n. 2 of the 2 sexes expressing fertility and the “Cult of the Phallus”: – 3 as the points of the luminous Triangle, 2 as the Sun and the Moon; – 3 as the 3 stars of the Lodge and as the 2 stars of Lucifer and of the Candidate; – 3 as the 3 windows of the Lodge; – 3 as the 3 salutations of the Master; – 3 as the 3 journeys of purification of the Air, Water and Fire and of the shedding of the blood; – 3 as the 3 steps, the 3 knocks, the 3 kisses: the triple kiss, the apron with the raised lapel and the gloves “destined to the woman whom he will love the most”. 18 The façade of the Liturgical Entrance and of the Baptistery, with the two bronze Doors. – the string with 12 knots, or strings of love, on the column, called “bubbola dentellata”, (toothed rattle) which ends above the two columns of the Lodge, and which symbolizes the bond of the 12 tribes of Israel; the 2 thick ribbons symbolize the vitality of the 2 tribes that are still intact. – the Candidate is asked the alms for the “Widow and her children” (Freemasonry and its Masons); – the Candidate takes the oath of obedience to the chiefs, in all they will command him (the swords of the brothers are pointed to his breast, which thus resembles the sun, a complete imitation of the self-styled “Infinite Sun” of Lucifer. The tacit renewal of the oath is done by raising the right arm on the shoulder, with the hand hanging down. The Candidate is now enlisted into the great armada of the “Apprentice Brothers” that constitutes the Primal Matter, the “rough Stone”: the “Body of the World”, formed of the 3 elements of the 1 st Masonic Trinity, with the 2 sexes, is symbolized by the “5-pointed Star”, which the “Spirit” must work upon. The “rough Stone” from which the “pointed cubic Stone” that is necessary for the construction of the Masonic Temple is formed, constitutes the material origin, the corporal element of man to which must be associated a Soul (4 th degree) and the “Spirit” (15th degree) the Mason will acquire by transforming himself into “Master”, or “perfect Stone”, or “divinized Man”. 1 Leone Meurin s.j., Archbishop of Port Louis, “Frammassoneria, sinagoga di Satana”, Freemasonry, Synagogue of Satan, Siena 1895, pp. 269-278. “Chiesa viva” *** March 2006 The square and the compass. The Sun and the Moon with the 7 stars of the constellation of the Ursa. The hammer, the chisel and the tracing table. The 2 columns J and B (Juda and Benjamin) of the Masonic Lodge. The love knots that depart from a column cross the square and the compass and reach the other column. The Temple of Solomon, or Masonic Temple with the 3 steps symbolizing the n. 3 of the Apprentice who dominates in the ritual of this degree. Heraldic emblem of the 1st degree of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite. The “Bubbola dentellata” formed by 12 teeth “ending above the 2 columns of the Lodge”. The 3 stars that form the luminous Triangle of the Lodge. The bronze door of the Liturgical Entrance The 1 st of the 12 tribes of Israel; the tribe of Ruben. The “Master” of the Lodge directing the ritual of the 1st degree. The Candidate, generally a Christian, at the 1st degree of “Apprentice”. The tribes of Simon and Levi. The 12 love knots (highlighted): symbolize the bond of the 12 Tribes of Israel. The 3 fingers indicate, in this number, the essence of the 1st degree. The n. 1, 2, 3, 4 symbolize: the 3 steps, the 3 knocks, the age of 30, and the Triple kiss. Bow with 12 leaves, on each side, indicating the “thick ribbons symbolizing the vitality of the 2 tribes that have remained intact”. The numbers 1, 2, 3 the 3 parts in which the 2 columns have been divided, indicate the 3 steps of the Temple of the Apprentice. The Sacred Motto “Boaz” written in the Masonic alphabet. The constellation of the Ursa with the 7 stars. The 2 tribes remained intact: Juda and Benjamin: provide the initials of the two columns of the Masonic Temple, J and B. The 2 columns of the Temple, J and B. The tracing table. The compass, the square, the hammer and the chisel. The tribe of Ephraim and Manasseh. The n. 11 of the 1st series of the 33 degrees. The star of the Candidate, pale reflection of that of Lucifer. Symbol of the raised Lapel of the Candidate. The luminous 8-pointed Star: the Sun of Lucifer. The Sun of Lucifer is the Sun of the Lodge (the Moon appears in the Baptistery). The cup of the “proof of the shedding of the blood”. The shoe symbolizes the 3 journeys of the purification trials of the Candidate. “Chiesa viva” *** March 2006 The sheep represents the Candidate, generally a Christian. The 3 purifications of the Candidate with the trials of the air, of the water and of the fire, with captions in the Masonic alphabet. 12 “5-pointed Stars”, formed of 12 pentagonal base pyramids: the flower (glove) to be “offered to the most beloved woman”, symbolizing the Trinity that, with its 2 sexes, forms the “Body of the World”. 19 The Baptismal Fount The Baptismal pool, of the shape of an octagonal shell, is one of the symbols of the Moon. The octagonal shape of the Baptismal pool, with its 3 steps and the raised area, formed by 2 squares of 342 cm side, underscores, with its dimensions, the theme of the “magical Square”, or “Tetragrammaton”, which, attributing 72 Names to the Name of the Kabbalistic God (Lucifer), symbolizes Masonic ecumenism, namely, the Masonic strategy of reuniting all religions under the direction of the High Initiates, in order to suppress Religion and the Catholic Church, the sole religion founded by God. The 8-pointed Star Noach’s Arc «The sacred knowledge, confined in the Temple, could not get out. It is contained in the arc in order that is retain an esoteric sense and must not be communicated to all indistinctively». «At the top of the ladder, the “8pointed Star” which - as Oswald Wirth, 33d degree of the Scottish Rite and recognized master of exoterism, teaches - represents “Lucifer Carrier of Light”, also called Venus in its appearance of morning star… that, in the morning, wakes the sleepers, stirs the spirits from their torpor and incites to the Luciferian revolt against the existing dogmas». «The arc measures… Hence its shape of pyramid, of fire, of flame. It contains the phallic energy». (Dictionary of Symbols, pp. 88-90). (Epiphanius, cited work, p. 197). The Seashell The Fish «The fish lives in water and alludes symbolically to Baptism». «The fish is symbol of fecundity as well as phallic symbol». «In astrology, the Fishes, twelfth sign of the Zodiac, represent psyche, the inner world, gloomy, through which one communicates with the devil». (Dictionary of Symbols, pp. 204-206). «With the Aztec, the seashell is the symbol of the Moon god, and it represents the feminine root and means birth and generation…». «The seashell… shares in the symbolism of fecundity…». (Dictionary of Symbols, pp. 309-310). The Masonic Arc of Alliance The Masonic Baptism of the 1st degree presupposes a pact of Alliance the Candidate must underwrite with his oath of obedience. The Masonic symbology of the figure reported above, clarifies the contents of this Alliance: the 15 steps of the ladder that rises skyward, lead to the “Master”, followed by 18 more (sum of the 15 plus the three that are made out) which gives 33, to complete the course of the spiral and arrive to the “8-pointed Star” (Lucifer). The Arc unveils the numbers 3, 5, 7, of the “Master” (3 windows, 5 columns, 7 beams), and the n. 8 of the reinforcements of the planking of the Arc. The “Tower of Babel”, on the background, indicates 20 the “Temple of Solomon” (the Masonic Temple) that must be edified with the “perfect stones” of the “Master”. The impiety of the “Tower of Babel” is indicated by the 6 visible ways of the spiral that winds around its own axis, which is the “Truth” transmitted to man by Lucifer, symbolized with the Star, with the Spiral, with the numbers: 6 (ways of the Tower), 6 (15+18 = 33 = 3+3), 8 (8-pointed Star), 15 (8+7), 18 (666). The Kingdom in which the candidates to be initiated to Freemasonry must be “fished”, and above which the “Master” must raise, is represented by the fish of the sea. The fish represent the Christian faithful. “Chiesa viva” *** March 2006 Symbol of the Noah’s Arc: the “Pact of Alliance” with Lucifer. Hebraism and Freemasonry consider the Talmudic theory of the 7 Laws of Noah as a link between Judaism and Christianity: the objective is to give the Christian the same “God” worshipped by the Jews, who refused the Messiah. The duplicity of these 7 Laws of Noah (which should become the base of a Code of Law for World Government), is that every Christian on earth could be executed as guilty of violating the 1st Law (against idolatry) and the 2nd Law (against blasphemy to God), for he believes in Jesus-God-Incarnated: which is idolatry and blasphemy to the Jews! The 7 Laws of Noah, “angular stone of a truly civil international legal order” would constitute the Religion of Humanity of the “faithful”, whereas the Jews would be the “priests”, subject only, however, to the Law of Moses (Mosaism of Israel)! The n. 17 = 9 + 8, which gives, by the product of 9 and 8, the number 72. Thickness of poles [shafts/rods…]: 5 Inter-axis of poles: 60. 17 The fish with the arrow points to the one at the bottom with the Sacred Motto “Boaz”. “Master” fish, “perfect cubic Stone” symbolized by the numbers 3, 5, 7 and 666. 16 teeth (notches) (right hand leaf to the observer); 4 fish (right hand leaf); 8 fish (left hand leaf); 17 teeth (notches) on left hand leaf; All these numbers indicate the “Magic Square” or “Tetragrammaton”, that is, they symbolize Masonic ecumenism. Dangling hand: confirmation of the oath of the 1st degree. The bronze door of the Baptistery The n. 13 of the holes of the 2 poles symbolizes Lucifer. The n. 3 indicates the essence of the 1st degree. Dimensions of the Arc: 69 x 90. The fish carries the Sacred Motto “Boaz” in the Masonic alphabet, which indicates the 1st degree. Symbol of the “death to the profane world” of the Candidate, in order to enter the Masonic world. Bowl for the Candidate’s alms. Fish with numbers (central sections) 3, 5 (4 + eye), 7 (3 + 4) of the “Master”, 6 x 3 (red and pink) = 18 = 666 9 (left sections) x 2 (2 lines at the end of the 9 sections) = 18 = 666. Fish with the numbers 3, 5, 7 of the “Master”, 13 of Lucifer, 6 (“x” top) x 3 (“x” bottom) = 18 = 666 9 (“x” top and bottom) x 2 (orange kines) = 18 = 666. Fish with the numbers 5 (horizontal sections on the right hand side), 6 (horizontal sections on the left hand side), Point (red on left side) which represent the “5-pointed Star” inscribed into the “6-pointed Star” with the central Point: the 2nd Masonic Holy Trinity (cross), which embeds itself into the “Master”. “Chiesa viva” *** March 2006 Noah symbolizes the “Master” of the Lodge presiding over the rituals of the 1st degree. Fish with the central cross that recalls the “glorious cross” with its 3 “cults” (3 crossed sections at top); the numbers 3 (blue), 5 (red), 7 (green) indicate the “Master”. Fish with the cross, but with the numbers 6 and 9 of the Spiral = G.A.O.T.U. and 6 + 9 = 15 = Degrees of the “Master” = 5-pointed Star = Freemasonry. Fish with the face of the “Master” of the Lodge, with the numbers 6 and 5 = “5 and 6-pointed Stars” = Freemasonry, with the numbers 3, 4, 8, 9 of the “Magic Square”, which is the symbol of Masonic Ecumenism. Fish with the numbers 3, 5, 7 (6 + eye of the fish) of the “Master”, (6 + 6 + 6) = 666 of the Mark of the Beast and of the Antichrist. 21 THE ALTAR View of the altar, located atop two stairways each of 3 and 6 steps, under an enormous spiral unwinding over the 9 arcs of the structure of the Liturgical Hall. «T he altar is wedged, for a certain length, into the bema; the bema is ripped open, as at the moment of the resurrection, in its whole of bronze at the base and from this breach it (altar) soars». «It is the altar that rips open the bronze and causes to emerge, as stone, the Easter mystery». «That which, in the original idea, was the glorious cross on the altar, was becoming, as the work progressed, a sort of ciborium looming over the altar itself, and: the altar could but be one sole work with “that” cross…». These are the words with which the Capuchin Friars introduce to us the altar and the “glorious cross” above it, in the work “Pietre di bellezza e di santità”, Stones of Beauty and of Sanctity. The two stairways, which climb toward 22 the altar, feature 3 and 6 steps respectively. The number 3 times 6 gives 666, which is the “Mark of the Beast” and the Antichrist. Raising our gaze, above the center of the vault of the 9 arcs of the structure of the Liturgical Hall, an enormous blue spiral is observed. The spiral is the symbol of the G.A.O.T.U., the Great Architect Of The Universe, the God of Freemasonry, better known with the name of Satan or Lucifer. Turning our gaze around, one observes that all the arcs are formed by sectors of 6 and 5 blocks that, indicating the two “5 and 6-pointed Stars”, in their whole (15 + 18), represent the 33 degrees of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite. The altar, with its rectangular base reversed pyramidal shape, is divided by two bronze bands placed upon the axis of the base, and it is stuck into the “bema”, represented by a bronze rectangle placed on the floor and measuring 248 x 196 (cm). In the whole of the numbers of all the dimensions characterizing it, the altar symbolizes the “Magic Square” or “Tetragrammaton”, which attributes 72 Names to the Kabbalistic Name of the GodLucifer! As illustrated in the next page, the “Magic Square” is composed of 9 digits (from 1 thru 9), located on the 9 characteristic points of the square, which invariably give the sum of 15, in 3 digits, in the 8 directions. The altar, divided by the two bronze bands, forms, with edges and intersections, the 9 characteristic positions of the “Magic Square” whereas the longer side “Chiesa viva” *** March 2006 Mural fresco that covers the frontal wall of the Meditation Room of the UN; room where everyone goes to worship his own God. In a study on the occult meanings on this place of prayer, with regard to the fresco, we read: «In its whole the fresco contains an asymmetric disposition that, in its occult meaning, leads to the “Magic Square” also called “Tetragrammaton”, composed of 9 cells, on 3 lines and 3 columns, containing the nine digits from 1 to 9, where the sum of the three dgits in the three horizontal lines, in the three vertical and in the two diagonal ones, always gives 15… these 9 figures are considered sacred as the number 15 represents the numeric value of the Hebrew word of God, JAH, which is one of the forms of the Tetragrammaton… 15 15 15 15 Drawing of the altar of the “new church”. 4 9 2 15 3 5 7 15 8 1 6 15 15 The “Magic Square” or “Tetragrammaton” is the sacred number 15 representing the Hebrew name of the God “JAH”, one of the 72 Names of the Kabalistic God. “Chiesa viva” *** March 2006 The rectangle - which we highlighted in red - represents the altar»1. The “Magic Square” symbol of Masonic ecumenism, which wishes to merge all deities and religions, is characterized by 8 numbers 15 obtained as the sum of 3 numbers. The altar, divided by two bronze bands, forms, with edges and intersections, the 9 characteristic positions of the “Magic Square” and the n. 248, with the numerals 2, 4, 8, “suggests” that there are 2 ways to obtain it. In fact, the heights of the drawing of the altar, give the digits from 1 to 9 of the “Magic Square”. In addition, the side of the altar 240 contains 16 times 15; the 4 heights, of 120 cm, in which its axis is divided, contain 8 times 15; the sum of all the numbers of the 2 heights 117.6 give as sum 15; finally, the sum of the two numbers 4.8, thickness of the two bands crossing at the central point of the altar, give: 4.8 + 4.8 = 9.6 = 9 + 6 = 15. The sum of the 15 obtained, is 8. What is the meaning of a similar altar? It is an altar dedicated not to the God One and Trine, and to His Son Jesus Christ, Our Redeemer, but it is dedicated to a “God” who has 72 names and who is hiding under the symbols of all of these Names because his real name is Lucifer! 1 Cfr. R. Keith Spenser, cited work, p. 15. 23 of the “bema”, measuring 248 cm, which represents the maximum height of all the dimensions of the altar, with the numerals 2, 4, 8, “suggests” that there are 2 ways to obtain the square (4) with its 8 directions. In fact, representing all the heights of the altar, one observes that are present all the digits from 1 to 9 of the “Magic Square”. In addition, the major side of the altar, measuring 240 cm, contains 16 times 15; the 4 heights, of 120 cm, in which it is divided by its own axis on the two long sides, contain 8 times 15; the sum of the numbers of the 2 heights of 117.6, is 15; finally, the sum of the two numbers of 4.8, thickness of the two bands that cross in the central point of the altar gives: 4.8 + 4.8 = 9.6 = 9 + 6 = 15. The sum of the numbers 15 obtained, is 8. What is the meaning of this altar? It is an altar dedicated not to the God One and Trine, and to Our Lord Jesus Christ, but one that looks up to a “God” that has 72 names and that hides himself under the symbols of all these Names for he cannot yet show himself with his real Name, and must remain hidden in the darkness of the “Mysteries” of the high degrees of Freemasonry, waiting for his cult to be manifested to the public. 24 The direction that leads us to this “God” is that of the axis of the altar. Setting out from its vertex “stuck” into the “bema”, one discovers the number 5 (140 = 14 = 1 + 4 = 5); the point in which the altar emerges from the “bema” lies at a 92 cm distance from the base of the pyramid: 9 + 2 = 11; the central point of the altar, where the axis of the pyramid intersects the plane of the “Table” of the altar, where the two bands cross, has the numbers 4.8 + 4.8 = 9.6 = 15. Now, the n. 5 symbolizes the “5-pointed Star”, symbol par-excellence of Freemasonry; the n. 11 is the mystic number of the Hebrew Kabbalah, (Jewish Freemasonry), source of all the symbols and of the mysteries of Freemasonry; the numbers 9, 6, 15, as already seen, symbolize Lucifer. One needs to ask oneself: what does all this have to do with the Priest celebrating the Mass on this altar? To answer, one must not limit oneself to the contents of the “manifested” symbology, that is, to that visible to the eyes of the non-initiated, but especially to that “non-manifested”, which “unveils” the entities of the “real power” and their “Mysteries”. The manifested Unity (1) vertical axis horizontal axis The Zero (0) non-manifested. The pyramid of the 14 cubes. The pyramid of the 14 cubes placed on 3 levels: 9, 4, 1. The cube at the vertex is the manifested Unity (1), whereas the dark central one is the non-manifested Zero (0) (occult but more important) that is precisely opposite to the manifested one. “Chiesa viva” *** March 2006 The freemason and expert of Masonic symbology Joules Boucher, writes: «The altar of the Egyptian temples was formed by a pyramid with “three cubes placed on top of one another…». The altar, the pyramid and the cube, in Masonic symbology, lead to the symbology of the “pyramid of the 14 cubes”, formed by 3 levels of 9, 4 and 1, cube at the vertex, where the only cube that is not visible (the “non-manifested”) is that central to the 9 of the first level, and opposite to the cube located at the vertex of the pyramid. In other words, the cube at the “vertex” of the pyramid, the “visible” or “manifested” one, is much less important of the hidden one, namely, the “non-manifested” one. Hence the pyramid of the altar tells the initiate he must make use of the “inversion game” of the pyramid, of the 14 cubes. Now, let us start from the manifested “vertex”, that is visible to our eyes, when looking at the altar: the Priest celebrating the Mass. He stands at the vertex of a pyramid, identical to that of the altar, but with the base resting on the floor. The upper part of the pyramid is a triangle that encloses the thoracic part of the Priest. This represents the so called “Moral Triad” of the divinized Man of the Kabbalah, namely, the “Masonic priestly” activity of promoting and inculcating the “Cult of Man” into the profane world (us poor Christian). Inverting this pyramid, that is, passing to that of the altar, the vertex hidden and stuck into the “bema” is the “non-manifested” entity: this “Triangle” represents the High Degree of Freemasonry. Observing the altar and the “glorious cross” above it, from a certain distance in front of the altar, one discovers that the sharp point of the highest “nail” of the cross forms a pyramid with the farthest points of the first step of the altar: a perfect equilateral Triangle. Inverting this triangle, reversing it with the base on the line that almost touches the horizontal arms of the “glorious cross”, one obtains another equilateral triangle, with the tip turned downward, which (tip) contains the triangle “stuck into the bema”, which represents the High degree of Freemasonry. The “non-manifested” entity obtained reversing this vertex, is contained within the vertex triangle that identifies the lateral arms, the central zone and the upper arm of the “glorious cross”. The pyramid, with vertex at bottom, represents another “Altar” on which the High Initiated pay religious respect to their “God”. The upper arm of the cross, as we will analyze in the following pages, symbolizes the God of Freemasonry: Lucifer. The two crossed equilateral triangles, however, form a “6-pointed Star”. Joining, now, the characteristic points A, B and C, created by the intersections of the axis of the altar and of the two inclined sides of the pyramid with base on the floor, with the hexagon internal to the “6“Chiesa viva” *** March 2006 C D E F B A The universal axis: in this geometry, the axis is that of the “5-pointed Star” with the center in the head of the priest celebrating the Mass: the truth communicated to man by Lucifer is the “divinization of man”. The destruction of Catholic Morals. It is the “Cult of man”. It is the 2nd temptation of Christ in the desert: “pride”. It is “man who makes himself God”. It is the aim of the 2nd series of the 11 degrees of the A.A.S.R. pointed Star”, one obtains the characteristic Triangle ABC with base and vertex angles of 72° and 36° respectively, which define, in an univocal manner, a “5-pointed Star”, whose center is represented by the head of the Priest, which is also the central point of the Triangle DEF, but NOT of the “6-pointed Star”. The Axis of the World, or Axis of the Spiral, or Universal Axis, of this geometry, represents the “Truth” which Lucifer communicates to his disciples: The DIVINIZATION OF MAN, namely, man whom, having completed his “course of faith” of the spiral, from one degree to the next, up to the 15° of the 2nd series of 11 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite, becomes “Master”, “perfect Stone”, “Mason Priest”, “divinized man”. That is to say, having relinquished all bonds with the supernatural, and having assimilated the “Cult of Man”, he spreads this very cult among the ignorant Christian profane. 1 Cfr. Jules Boucher, “Masonic Symbology”, Atanor, Paris 1948, pp. 164-165. 25 THE “GLORIOUS CROSS” «A rnaldo Pomodoro, one of the greatest contemporary artists, had been asked a bronze cross, attached to the altar, which would represent the five wounds, but the artist was in quest of an idea that would be in harmony with his modus operandi …». The Capuchin Friars, in their work “Stones of Beauty and Sanctity” inform us that the «Work was contracted to Arnaldo Pomodoro, whom, before commencing his work, had to study the general project of the church. In concurrence with the architect Renzo Piano, with the Capuchin Friars and with Monsignor Valenziano, the master set out to work supplying various drawings». One of these drawings of the cross was published by “Luoghi dell’infinito”, Places of the Infinite, magazine of September 1998, at page 22, in which Arnaldo Pomodoro’s style is so defined: «a style that is primordial, mythical, essential, ancestral. A style that refers to the sense of the holy as “tremendum”, mysterious attraction of the hidden energies of the earth». The article goes on to quote Pomodoro’s own words: «The cross is a beautiful symbol… it’s the quintessence of abstraction and, therefore, of spirituality». Then, again, it reports the reflection of this lay man: «Some, when in difficulty, turn to praying; as for me, if I’m assailed by anguish, I rush to my study and plunge myself into work». 26 The “Glorious Cross” above the altar. *** As it was impossible to analyze this “glorious cross” in its actual construction, I limited my analysis to the drawing executed by Arnaldo Pomodoro and published on the cited magazine, “Luoghi dell’infinito”, Places of the Infinite. As the drawing is only bi-dimensional, it has the advantage of highlighting all the symbols the artist had etched on this cross. Such symbols, however, are not to be taken as separate entities with respect to one another, but, as in a mosaic, what is essential is the unitary idea these symbols are able to convey in the wholeness of the work of art. It is precisely this unitary idea to appear, in all its evidence, in this cross. The cross dominates the altar, the place wherein it is paid the religious respect to God: the act of cult. The absence of the Crucifix on this cross and its form with nearly equal arms induces to think not as much to the Mystery of the Incarnation and of the Passion of Jesus Christ, as to another kind of “Mystery”. After an accurate study on the symbols that appear on the 5 parts in which the cross is divided - the 4 arms and the area of their intersection, which we have seen already to represent the “Masters’ Lodge” - the “Mystery” becomes clear and the “Cult” paid to the Deity appears in all its lucid formulation in the three different cults: – The “Cult of the Phallus”; – The “Cult of Man”; – The “Cult of Lucifer”. The “Cult of the Phallus”, animating the 1st series of 11 degrees of the A.A.S.R. and leading to the “Godless Man” and to the elimination of Catholic Virtue. The “Cult of Man”, animating the 2nd series of 11 degrees of the A.A.S.R. and leading to the “Man who makes himself God” and to the elimination of Catholic Morals. The “Cult of Lucifer”, animating the 3rd series of 11 degrees of the A.A.S.R. and leading to the “Man who fights God” and to the elimination of Catholic Authority. Hereafter, are detailed the symbolic contents of this drawing of the cross. “Chiesa viva” *** March 2006 The Baphomet The symbology of Freemasonry In order to conceal its “truths”, Freemasonry makes use of different types of symbology: operative, geometrical, numerical, chromatic, astronomical, mineral, vegetable, animal, alphabetic, biblical, heraldic, alchemic, cultural, mythological. To represent the “message” of the three “Cults”, conveyed by the drawing of the cross, were used: 1. the “Apron” of the “Master”; 2. the heraldic Emblem of the 11th degree; 3. the heraldic Emblem of the 22nd degree; 4. the heraldic Emblem of the 33rd degree; 5. the representations of Lucifer. The “Cult of Lucifer” This is the “Cult” of the “Divinization of Lucifer”, the God of Freemasonry. This leads to the replacement of the Holiest Trinity with the blasphemous Masonic “Triple Trinity” and to the replacement of Christ on the Cross, in Whose place it is placed Lucifer, who offers his own “Redemption” to the entire “Divinized Humanity”. The “Cult of Lucifer” has been imprinted into the drawing of the cross, making use of numeric, geometric, alphabetic etc. symbology, to represent Lucifer. The “Cult of Lucifer”, the “inspiring principle” of the 3rd series of 11 degrees of the A.A.S.R., leads the Mason to fight the Catholic Authority, in order to replace it with the Masonic Authority, until it makes of him a “Man who fights God”. In the upper arm of this cross, are represented various symbols representing All the Names of the Kabalistic Name of God: Lucifer. Are these the “5 wounds” stricken upon Jesus Crucified on the Cross, which Pomodoro was supposed to represent? 33rd degree 22nd degree The “Cult of Man” The “Cult of the Phallus” It is the “Cult” of the “Divinized Man” of Freemasonry. This leads to the sacralization of Man (and of his “pride”), regarded as the most independent being of the universe, and as carrying the “divine spark”, hence, as being divine himself. The “Cult of Man” has been symbolized by the 3 degrees: 11th, 22nd, and 33rd for the meaning these 3 degrees have: man is “God” (11 th ), “Pontiff” (22 nd ) and “King” (33rd) to himself. The “Cult of Man”, the “inspiring principle” of the 2nd series of 11 degrees of the A.A.S.R., leads the Freemason to fight the Catholic Morals in order to replace it with the Masonic Morals, until it makes of him a “Man who makes himself God”. In the three arms of the drawing of the cross: lower, right and left (looking at the cross) have been represented the symbols represented in the heraldic emblems of the three degrees: 11th, 22nd, 33rd. This is the “Cult” of the “Divinized Creation” of Freemasonry. This leads to the sacralization of the sexual act (in general of “pleasure”), which is regarded as a manifestation of the divine activity of “creation” (intended as “generation”). The “Cult of the Phallus” has been symbolized by the Apron of the “Master” (carrying the letter M and B) for the vile sexual significance such apron represents to the “Apprentices”, to the “Fellows”, and to the “Masters”. The “Cult of the Phallus”, “inspiring principle” of the 1st series of 11 degrees of the A.A.S.R., leads the Mason to fight Catholic Virtue, in order to replace it with the Masonic Virtue, until it makes of him a “Man without God”. In the drawing of this cross, have been represented the operative symbols that appear on the apron of the “Master”. 11th degree “Chiesa viva” *** March 2006 27 The All-seeing Eye of Lucifer, inside the triangle. The word G.A.O.T.U. (Great Architects Of The Universe) (in italian G.A.D.U.), written in the Masonic alphabet, representing all 4 letters. Left: the letters D.M.I. of the Motto of the 33rd degree: “Deus meumque Jus”. The Baphomet – The letter D (red); – the letter M (blue); – the letter I (yellow). In the heraldic Emblem of the 33rd degree, appear: The 33rd degree is symbolized with the numbers: – 33 wedges (red), above; – 6 and 5 wedges, indicating the two “5 and 6-pointed Stars” (15 + 18 = 33); – 3 + 3 wedges = 33, joined by the yellow sword. – a 2-headed eagle with a sword in the talons: at the center (magenta) one observes a shape that seems to have two wings, one head with a beak and two connected wedges indicating 2 heads. The sword (red) crosses it; – a sword crossed with a rod of justice: the long sword (red) with the tip of the rod (green) flanked by the 4 +1 wedges symbolizing the 5 fingers; – a 9-pointed Star of 3 intertwined triangles: toward the left, there appears a triangle (yellow) almost divided into three (point, lower left side area, and the rest) with 3 series of 3 interconnected wedges (yellow). 33rd degree The 11th degree is symbolized with the number 11 of the hammers of the lower arm of the cross. In the Heraldic emblem of the 11th degree, there appear: – a magic Delta: the bottom right triangle (yellow) linked to the n. 3 (blue wedges) through a chisel (used to carve out the Delta); – a straight sword with 9 drops of blood (4 on each side and one at the center): the sword (purple) in axis with the lower arm, with 4 wedges above, one at the center and 4 further down. – an inclined sword with 8 blazing hearts (3 of which on one side and 5 on the other): the sword (green) at bottom, with 5 wedges (green) on one wall and the other 3 on the other. 28 11th degree “Chiesa viva” *** March 2006 The triple set of three of 6 wedges gives 666: the “Mark of the Beast” and of the Antichrist. Sickle and Hammer, are the symbol of Lucifer whose signature is the triangle (yellow). The Greek symbol of Christ, but with the equilateral triangle (yellow) indicating Lucifer. The masonic alphabet. The masonic alphabet has been published so many times that we can reproduce it here. Fig. 33 shows the key of the alphabet. Fig. 34 shows the correspondence with every single letter. The missing letters: k, j, w, are replaced by the letters: c, i, u. 22nd degree The 22nd degree is symbolized by the number of the 22 cuneiform objects of the right hand arm of the cross. In the heraldic Emblem of the 22nd degree appear: – a table: under all of the objects and highlighted in green; – a compass: on the left, highlighted in red; – a square: on the right, highlighted in red; – a parchment: under the square, highlighted in yellow; – a goniometer: triangle on the parchment (light green); – a ruler: above the square, and highlighted in blue; – a human eye, on top of all: this appears in the upper arm of the cross inscribed into an equilateral triangle. The Eye of Lucifer in the Triangle. The Apron... of the “Master”. The symbols of the Masonic Square and Compass. “Chiesa viva” *** March 2006 The letters “M” and “B” (written in the Masonic alphabet) of the Apron of the “Master” and the three numbers 3, 5, 7, representing the “Master”. The letter “G” of “Generation” in the Masonic alphabet. The letters “M” and “B” in the Masonic alphabet. The n. 5 indicating the “5-pointed Star”. 29 The Chapel of Worship T he Chapel of Worship is located to one side of the Sacristy and of the Liturgical Hall, whence one normally enters it. The floor-plan shape of the Chapel is an isosceles trapezium that, completed in the intersections of the diagonal sides, forms an isosceles Triangle of the height of 33 meters, subdivided into the two distances of 18 and 15 m, identifying: the first, the distance of the center of the Tabernacle from the base; the second, from the center of the Tabernacle to the vertex of the triangle. The center of the Tabernacle, therefore, is associated to the n. 18, which symbolizes the “Mark of the Beast” 666. The straight lines connecting the points A and B with O (center of the Tabernacle), form an isosceles triangle with base angles of 72°: this is the triangle that identifies in an uni- O A B vocal manner a “5-pointed Star”, which is thus perfectly identified. Drawing the center of the Star, one observes that this is located between the 7th and 8th row of pews, with 7 + 8 = 15, which is the numerical value of one of the Kabalistic Names of God-Lucifer. The Chapel of Worship, therefore, in the dimensions of its aula and in the position of the Tabernacle has imprinted the symbols of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite in the number 33, as the sum of the numbers 18 + 15, and with the presence of the “5-pointed Star”, which is the symbol par excellence of Freemasonry. There also appear the numbers 72 and 15, symbolizing Masonic ecumenisms. Moreover: why in the Chapel of Worship is there a stele of “black Stone” that has the flavor of paganism? The Number 72 Speaking of the mural fresco in the Meditation Room at the UN, R. K. Spenser writes: «in the fresco, there are 72 geometrical figures and shadows… The number 72 indicates, ever since antiquity, all of the 72 Names of the Name of the Deity. This number derives from the permutation of the values assigned to the four letters of the Tetragrammaton (JHVH: Jehovah - the Kabalistic Name of God-Lucifer - author’s note). This multitude of names is obtained from verses 19, 20, and 21 of Exodus, each consisting of 72 Hebrew letters. Now, if these three verses are written in full, one over the other: the first, from left to right; the second, from right to left; the third from left to right, they give 72 columns of three letters each. Each column, therefore, gives one of the 72 names (each of three letters) that, together, provide the 72 names of the Deity alluded to in the text»1. 30 The number 72, therefore, is the number of Masonic ecumenism that wishes to reunite all the religions of the globe, including the Catholic Religion, into the secular, philosophical, scientific Universal Religion of Gnosticism. In this regard, let us recall the words of the “Patriarch of Universal Freemasonry”, Albert Pike: «All true dogmatic religions have come out of the Kabala and return to it: all that is great and scientific in religious ideals… comes from the Kabala; all the Masonic associations owe their secrets and their symbols to the Kabala»2. 1 R. 2 A. K. Spenser, cited work, pp. 17-18. Pike, “Morals and Dogma”, Ed. L.H. Jenkins, p. 153. “Chiesa viva” *** March 2006 “Triple Masonic Trinity” – secret of this “New Church”? – I n the description of the ritual of the 31st degree of the Ancient and Accepted Scottish Rite, Mons. Leone Meurin comes across the oath of the Mason aspiring to that degree, whom vows obedience to the “Holiest and Indivisible Trinity” about which the Mason, however, receives no explanation. A celebrated expert and scholar of the doctrine of Freemasonry, doctor Eckert, in his work “The Temple of Solomon” (p. 64), speaks at length of such Triple Trinity: «The matter of the world has existed throughout eternity, and shall exist for all eternity in HOLY TRINITY, that is, in the unity of three elementary matters: the masculine element of Fire, the feminine element of Water, and the neutral element of Earth. Prior to the formation of the universe, these elements mixed together formed the Chaos. The three primary elements, with the division of the sexes into two, give the number five, origin of every formation of the Body of the world, whose symbol is «The center of the circle coincides with God itself. This point embedded into the Pentalpha, emblem of the initiated man, establishes the identity between man as he is being gnostically divinized and the god potentially dwelling inside of him. The triangle includes, in turn, man as he is being regenerated, to signify the Masonic domain in which it (the divinization) takes place». (Epiphanius, cited work, p. 475). Image of the God-Serpent of the Gnostics: «We worship the serpent for God has placed him at the origin of Gnosis for humanity; he himself (the serpent) taught man and woman the complete knowledge of the lofty mysteries». «The eye represented the mystical symbol of the so called Egyptian Trinity…». (Epiphanius, cited work, p. 22). (R.K. Spenser “The cult..”, p. 32). 16 the Sphinx, with the head and the breast of a woman, the body of a lion and the wings of an eagle. Developed by the force of the Fire, the elements produce, through the air, the Soul of the world, and through the Light, the Holy Spirit, whose symbol is the Phoenix, the Flying Dragon that rises from the fire, Body, Soul, and Spirit of the world form another HOLY TRINITY which embodies itself into the Man-God. He, the Architect of the Universe with the Patriarch of the World, or Director of the spiritual Power, and with the Emperor of the World, or Director of the temporal Power, here you have the HOLY TRINITY inscribed on the supreme Cube of the Temple of Solomon. The UPTURNED TRIANGLE, Lucifer, with the two crowned heads of the eagle, namely, the Great Patriarch and the Great Emperor or Sovereign, make up the “HOLIEST AND INDIVISIBLE TRINITY” which the Mason candidate to the 31st degree takes his oath of blind obedience to». «The sunburst patterned Triangle, or Triangle of Solomon, is the symbol of the “Great Architect of the Universe”… soaring above the loathed and ignorant “profane way». (C.A. Agnoli, “La rivoluzione france- se nell’opera della Massoneria”, The French Revolution in the Masonic Work, Ed. Civiltà, Brescia, p. 81). “Chiesa viva” *** March 2006 the TABERNACLE of what God? T he Tabernacle is the abode of God. The symbols that adorn this holy home should not only be permeated with a spirit of sacred respect, of veneration and adoration, but, above all, they should express the true essence of the concept of the God who inhabits the Tabernacle. We have already seen that the center of the Tabernacle, at 18 m. from the base, associated it to the “Mark of the Beast” 666. The area surrounding the Tabernacle, besides, symbolizes the Tetragrammaton with its n. 15 and its claim to represent All of the 72 Names of the Kabalistic Name of God-Lucifer! The “black Stone” stele of the Tabernacle, moreover, is, ever When the Tabernacle is opened, the 13 th tile disappears, making appear this 2-door silver closure, adorned with two fish facing one another. The fish are notoriously “mute”, and such they remain to the profane, whereas to the initiates, their eloquence takes the form of symbols: 32 View of the square base black stone pyramidal stele of the Tabernacle. since antiquity, a pagan expression of the deity; paganism of which Freemasonry is permeated and of which the echelon of the UN seem to be the confident assertors and eager propagators, even if, nowadays, merely making use of a symbology that hides the real contents of their doctrine from the profane world. From the “Schethya”, the “pointed cubic stone” “at the origin of the World” (Lucifer), the Altar and the Tabernacle of idolatry have been called: “cubic stone”, “angle stone”, “black stone”, “column Stone”, down to the “talisman” of the “Lucifer Trust”. But the UN informs us that this “black Stone” is a symbol that says how the Light of the Spirit gives life to the matter»! – 33 scales = Freemasonry; – 5 vertexes of the fins = “5-pointed Star” = 15 = Freemasonry; – 5 + 1 vertexes of the fins = “6pointed Star” and of the n. 18; – the eye forms a 9 and a 6 = 15; – the numbers 3, 5, 7 (on the gills and on the tail) of the “Master”. “Chiesa viva” *** March 2006 “BLACK STONE” ALTARS AND TABERNACLES Speaking of the occult meanings of the Meditation Room of the UN, Spenser writes: «The altar is a block of crystal mineral of a dark gray color weighing 6.5 tons». And he continues: «At a higher esoteric level, the altar of mineral stone recalls the ancient Foundation Stone once placed in the foundation of the Temple of Solomon and, later on, during the construction of the second Temple, transported into the “Saint of Saints”. It was of a perfectly cubic shape and had, inscribed on its upper face inside a Triangle or Delta, the holy Tetragrammaton, or Ineffable name of God». Spenser reports the following citation of the work of A.E. Waite, “The Secret Doctrine of Israel”: «A mysterious stone, called Schethya, that was thrown by Jehovah into the abyss, so as to form the base of the world in order to give it life. One could think that it were like an altar of cubic stone, for its extremity was hidden in the deep, whereas its surface emerged above the chaos. It was the central point of the immensity of the world: the angle stone». It this about Christ-angle stone? - Spenser asks himself. No! Says he - «because this has been discarded by the builders»! And he continues: «It is sufficient to walk into the Meditation Room at the UN to perceive the absence of God in the UN. The mineral “stone” of the altar, in its dismal and crude construction is, in itself, a symbol of idolatry. The worship of stones is an ancient practice; Eusebius quotes Porphyry who said that the ancient represented the Deity with a black stone, on account of its obscure and inscrutable nature. The reader, at this juncture, may recall the black stone, Hajar el Aswad, located in the Southwest corner of the Kaaba, at Mecca, which the Arabs worshipped in antiquity… The Druids, it is known, had no other image of their Gods than stones in the shape of a cube or column… which gave the idea of stability and strength - a symbol or idol of the same Deity… the god Hermes (Mercury) was represented without hands and feet, being a cubic stone, since the figure of the cube denoted stability and solidity». «The description of the altar as “natural talisman” of the World Goodwill (the Group of the “Lucifer Trust”, then renamed “Lucis Trust”, the most powerful satanic sect of the world that rules the UN - author’s note), tells us that “talisman” is a term that means “stone”… The altars, amongst the ancient, were made of stone… generally of a cubic shape. The altars were erected ahead of the Temples»1. 1 R. K. Spenser, cited work, pp. 8-15. “Chiesa viva” *** March 2006 The Tabernacle is a pyramidal stele of lavic black stone of Mount Etna, 3.5 meters high, with a square base of 9 decimeters in side ending at the top with a regular octagon, and resting upon an octagonal base marble base. The “Dictionary of Symbols”, at the call “seven”, among others, reads: «So, the infernal Beast of the Apocalypse has 7 heads. But the seer of Patmos (St. John Evangelist) often reserves to the evil powers the half of 7, which is 3.5, thus highlighting the failure of the enterprises of Evil»1. If the two lines connecting the two vertexes of the 9 dm base with those of the frontal side of the octagon are continued, at the top of the stele, one comes to the height of an isosceles triangle of 6 m. The number 6, in the Bible, is the number of the impious. This number, however, re-proposes the theme of the numbers 6 and 9 as beginning of the spiral, symbol of the G.A.O.T.U., namely, of Satan, Lucifer. In addition, the sum 6 + 9 gives 15, numerical value of the word of the Jewish God JAH, one of the forms of the Tetragrammaton. Finally, 6 and 9 identify the Triangle of the 1st “Holy Trinity” of Freemasonry! 1 J. Chevalier, A. Gheerbrandt, “Dictionary of Symbols”, Bur Ed. Rizzoli, 1997, vol. II, p. 377. 33 The straight lines AC and BD connect in O, vertex of the isosceles triangle, at the height of 6 meters. O The insults to God One and Trine, on the Tabernacle – – – – – – – – – – – – – – – The blasphemous Masonic Triple Trinity in place of the Holiest Trinity; the “5-pointed Star” on the Chapel of Worship = 666; the distance of the central axis of the stele from the base = 18 = 666; the Width of the stele = 9 = 666; the Depth of the stele = 9 = 666; the “5-pointed Star” on the Tabernacle = 666; the “6-pointed Star” on the Tabernacle = 18 = 666; on the 2 fish of the Tabernacle = 33, 5, 6, 18, 9, 6, 11; 6 tiles on the left + 6 degrees of the 13th tile + 6 tiles on the right = 666; the dimensions of the niche: 30 x 32 x 70 = 3, 5, 7 = “Master” Mason; the numbers imprinted on the 2 fish of the Tabernacle = 33, 5, 6, 18, 9, 6, 11; the Height of the pyramid of the stele = 6 (n. of the impious); the 13th tile of the Pelican = 13 (diabolical number); the Height of the niche of the Tabernacle: 13 (diabolical number); the Height of the stele = 3.5 (number of the evil powers). C 42 cm 6m D 6 dm 70 cm Depth of the niche: 30 cm 13 dm 48 cm 3,5 m 39 cm L B 192 cm 128 cm A 32 cm 30 cm 30 cm 9 dm The dimensions 30 x 32 x 70 of the niche inside the Tabernacle represent the numbers 3, 5, 7 of the “Master” Mason become “perfect stone” or, better, “divinized man”. Would that be the substitution of the “Master” Jesus with the “divinized Man” or, better, with the “Satanized Man” of Freemasonry? 34 Creating a triangle with the base of the stele = 9 dm with a point at a height of 6 dm (taking the meaningful number 6 of the height of the vertex of the pyramid of the stele), one obtains the Triangle ABL, which is the Triangle of the 1st Masonic “Holy Trinity”. The “black stone” stele, therefore, with its dimensions 9 and 6, represents the “Matter” in the condition of “primordial chaos”. Facing the open Tabernacle, with the 3 tiles on the right and 3 on the left, one has, immediately, the vision of a geometry made up of 4 horizontal parallel lines and 4 vertical ones, defined by the edges of the stele and by the outer and separation lines of the 6 tiles. Traced the vertical axis of the stele, with the experiences already made, it all comes automatically: one traces the “5pointed Star”, from the 2 lower central points, then the “6-pointed Star” whose horizontal axis intersects with the vertical one of the stele, identifying the “central point”, which is the center of the “upturned Triangle” of the “5-pointed Star”. As we have previously seen, in the structure of the “new church”, the whole of the “5-pointed Star”, of the “6-pointed Star” and of the “central Point”, form the 2nd Masonic “Holy Trinity”, the “divinized Man”, whereas the “upturned Triangle” with the “central Point” form the Masonic “Holiest and Indivisible Trinity”, the 3rd “Holy Trinity”, namely, Lucifer together with the Patriarch of the World and the Emperor of the World. And where, instead, is the 1st Masonic “Holy Trinity” hiding? This is represented by the Triangle, traced in a white line in the photograph in the next page, and, physically, is constituted by the “black Stone Stele” representing the Matter (Fire, Earth, Water) “at the primordial state of chaos”. Now, “this Matter with the two sexes forms the Body that, with the Soul, generated by the Fire with the Air” forms that which the UN secretary calls “The earth on which we live”, which needs the “Holy Spirit”, “generated by the Fire with the Light”, in order to give “life”. In other words: since the “perfection” of the “Master”, or of the “perfect stone”, is always intended not in “material”, but in “spiritual” terms, the speech of the former UN Secretary, Dag Hammarskjold, means: the profane world (we poor Christians), who form the “Body of the World”, first need a Soul, and then the “Light” of Freemasonry, which, with the “Fire” of the rebellion against God, produces the “Holy Spirit” of Lucifer, who gives us “Life”, that is, causes us to become “Masters”, “Men-god”, “perfect stones”! These are the “stones” Freemasonry uses to edify its Temple! What does all this means to a poor Catholic faithful who enters this “new church”? According to the High Initiates, it means that he must climb the 15 Masonic steps, in order to acquire the “Holy Spirit”, to “divinize himself” and become a “Master”, or, better, a “perfectly Satanized man”! And what does this mean, instead, to the Catholic Clergy administering the sacraments? For them, the High Initiates have another program, which is the real content of the 13 tiles of the Tabernacle! “Chiesa viva” *** March 2006 On the Tabernacle the satanic Triple Trinity! The universal axis: in this geometry, the axis is that of the “5-pointed Star”, of the “6-pointed Star”, of the “central Point” = Lucifer of the Masonic “Holiest and Indivisible Trinity”, which coincides with the “Point” of the “Fire” of the 1 st Masonic “Holy Trinity” and with the “point” of the “Holy Spirit” of the 2nd Masonic “Holy Trinity”: The truth that Lucifer communicates to man is the Unity of the Triple Trinity, and the Divinization of the Matter, of Man and of Lucifer. Lucifer replaces Christ as man’s Redeemer The geometrical shapes, composed of the width and height of the black stone stele of the Tabernacle, with those of 6 tiles at its sides, provide the lines and the points to trace a “5-pointed Star” inscribed into a “6-pointed Star” with a central Point. The Triangle, highlighted in white, represents the 1st Masonic “Holy “Chiesa viva” *** March 2006 Trinity”; the two 5 and 6-pointed Stars, with the central Point represent the 2nd Masonic “Holy Trinity”; the central upturned Triangle with the central Point, represents the Masonic “Holiest and Indivisible Trinity”, or, better, the 3rd Masonic “Holy Trinity”. 35 The 13 Silver Tiles: – Transformation of the “Catholic Clergy” into “Political Class”? – T New Testament Old Testament 2 7 8 10 5 1 6 4 13 3 12 11 9 he 13 tiles of chiseled silver, work of the sculptor Floriano Bodini, with respect to the niche of the Tabernacle, are located: 6 on the left hand side (3 of the Old Testament and 3 of the New Testament); 6 on the right hand side (3 of the O.T. and 3 of the N.T.); the 13 th covers the niche of the closed Tabernacle. The meaning of the symbolic contents of the 13 tiles is the program which the High Initiates wish to actuate with the Catholic Clergy: its transformation, from “Priests of Christ”, into “political Class” at the service of the World Government of the Antichrist”. The Supernatural must disappear, “Western Churches must be secularized” and the “Universal Religion”, which must embrace all the religions of the globe, must constitute the “very essence, the double, triple, fourth, fifth essence, at it were, of the policy” of the World Government. The themes developed by the 13 tiles are drawn from the rituals of the first 5 degrees of the 3rd series of 11 degrees of the A.A.S.R.: 23rd, 24th, 25th, 26th, 27th, developed in 6 + 6 tiles of the O.T. and N.T., with the 13th tile of the “Pelican” covering the last 6 degrees. The 3 rd series of 11 degrees of the A.A.S.R. has, in fact, the scope of transforming the Masonic “Priest” of the 22nd degree (who has already fought Catholic Virtue and Morals, with the “Cult of the Phallus” and with the “Cult of Man”) into a “Political Man” at the service of Lucifer, in order to fight Catholic Authority, with the “Cult of Lucifer”. The deepest “Mystery” of these degrees is the declaration of war on the “Religion of Christ”, as affirm the Hidden Chiefs, in one of their secret instructions: «it is Religion that must be the constant thought of your assaults, for a people has never survived his Religion, and because, by killing Religion, we shall have in our hands Law and Property; because by establishing, over the cadavers of these assassins (the Priests faithful to Christ - author’s note), the Masonic Religion, the Masonic Law, the Masonic Property, we shall have regenerated Society». This, however, must be done with cunning, as “Religion must be eradicated with shrewdness”! 7 6 5 4 Disposition of the 13 Silver Tiles on the Tabernacle. 3 2 1 Abel offers the Lamb: the Mason Abraham offers his own son to God: the Mason Candidate performs the “act of submission”. Resurrection: the Mason Candidate performs the “act of faith”. Melchisedech offers God bread and wine: the Mason Candidate recruits a soldier for the armada of the Temple, namely, the armada of Lucifer! Introduction of Jesus to the Temple: the Mason Candidate is introduced to the Temple of the third series of 11 degrees. The Candidates burns incense to Lucifer and vows to recruit soldiers for the armada of the Masonic Temple. 36 “Chiesa viva” *** March 2006 13 33rd degree 32nd degree 31st degree 30th degree 29th degree 28th degree Pelican: the Mason sees the degrees that are still missing for his complete incorporation into the “mystic body” of Satan. 12 27th degree 11 10 The Jewish Easter: the Mason joins the “Court of Lucifer”. 9 8 Emmaus: the Mason learns the password: “Gomel” (peoples of Lucifer), the only two peoples with which he can communicate, outside the Lodge. Multiplication of the loaves: to the Mason is revealed the 3rd Scottish Trinitary Mystery: the “heaven of Reason”: the material Needs of humanity. Elias is fed with bread in the desert: to the Mason Candidate is revealed the 2nd Scottish Trinitary Mystery: the “heaven of Conscience”: the social Needs of humanity. The rain of the manna in the desert: to the Mason is revealed the 1st Scottish Trinitary Mystery: the “heaven of Intelligence”: the political Needs of humanity. Last supper: the Mason becomes a Spirit and, with two wings, flies out in the three heavens of Intelligence, Conscience and Reason. 26th The Mason, after flying out in the there “heavens” of Intelligence, Conscience and Reason, knows the 3 “Trinitary Mysteries”. 25th Crucifixion: the Candidate is initiated to the “cult of the Serpent”, namely, Satan replacing Jesus Christ on the Cross. degree degree The Mason performs the act of cult to the Serpent-Satan who replaces Christ on the Cross. Candidate performs the “act of worship” to Lucifer. 24th degree The Mason performs the “act of faith”, the “act of submission” and the “act of worship” to Lucifer. 23rd degree The Mason is received in the Temple, burns scented incense to Lucifer and vows to recruit soldiers for the Armada of the Temple. “Chiesa viva” *** March 2006 37 Introduction of Jesus to the Temple (The Mason is received in the Temple and burns scented incense to Lucifer) References to the ritual – The Candidate, in the place of Jesus, plays the part of the Son of Hiram (Lucifer); – the floor, made of white and black tiles (indicating the Masonic Lodge), totals 23 tiles (11.5 x 2) = 23rd degree. – the panels of the vault of the Temple are 3 times 6 = 666; – in the middle of the Temple, stands the 7-arm chandelier; – on the right hand side of the dove, the n. 49 of the lights of the Lodge is observed; – the President (1), the 3 Priests (2, 3) and the 3 Assistants (4, 5, 6) welcome him; – the Sacred Motto is Uriel (God-Fire), it is written on the left hand and on the stole of the President, in the Masonic alphabet; – the Candidate enters the 3rd sphere of the 11 degrees: the sphere next to Jesus shows 3 zigzag segments and the n. 11, with other 2 n. 11 close by (green and blue); – to the left of Jesus, it is symbolized the “jewel”: the incensory that makes the incense soar toward the Dove-Lucifer; – the Good Beginning, Angel of Light, Great Architect of the Universe” is symbolized by the Dove showing the numbers 18 = 666 (red lines); 3 times 6 = 666 (light blue lines); and the n. 13 (green lines). The Ritual 23rd degree of Ancient and Accepted Scottish Rite The Chief of the Tabernacle «The President of this degree is the “Sovereign Grand Sacrificer” of “Solomon” who, accompanied by 2 Priests and 3 Assistants, receives the Mason candidate to give him his political education. The Candidate still belongs to the “nave” of the Masonic Temple (namely, the “5-pointed Star”), and only in the following degree will he enter the “Sanctuary” (the “6-pointed Star”), which is called “Hierarchy”. As a fresh “political man”, the Candidate plays the part of the son of Hiram (the “Master” of the Temple of Solomon symbolizing Lucifer, slain by the Three Persons of the Holiest Trinity), and learns that the three assassins, the priests, the kings and the landlords, designated with the epithets of hypocrites, traitors and depraved, are maneuvered and directed by Adonai, the God of the Christians. The passage from the “priestly” to the “political” condition is illustrated with these words: “Superstition (that is, Religion) must be eradicated with shrewdness and, consequently, it is incumbent upon the leading classes to declare war on Superstition (that is, to Religion)”. The Password is “Uriel” (= God-Fire) who admits the Candidate into the sphere of the 3d series of 11 degrees of the Masonic degrees, into the Tabernacle of the revealed truths, not however (revealed) by Adonai, the God of the Ancient Jews and of the Christians, but by Lucifer, whom here is called “Good Beginning, Angel of Light, Great Architect of the Universe” to whom the Priests offer incense and, in his honor, carry, as Jewel, an “Incensory”. The Lodge has 2 apartments: the first is called the Vestibule; the second is the Lodge, which must be perfectly round. Its décor is changed 3 times on the occasion of the reception. In the middle, stands a burning 7-arm chandelier. In all, there are 49 lights. The Lodge is called “Hierarchy”». (Meurin, cited work, pp. 344-345). 38 “Chiesa viva” *** March 2006 Melchisedech offers God bread and wine (The Mason vows to recruit soldiers for the Armada of the Temple) References to the ritual – Melchisedec, King and Pontiff of Salem (Jerusalem), symbolizes the President of the Lodge; – Abraham, represents the Candidate who has recruited a person; – above: 9 points = 666 + 13 signs coming out of the 9 points, the triangle with a 4th inner section, Melchisedec’s miter with the 3 circles and 4 segments, identify Lucifer and the sacred Delta (3) with the 4 letter of the ineffable Name; – the theme symbolized is the war on the Holiest Trinity, symbolized by the Cross, which is always represented with a further sign that disfigures it; – the recurring n. 5, obtained with rectilinear or curved sections, indicates the “5pointed Star” and, therefore, Freemasonry and its armada of the Temple; – the whole of the n. 5 and of the n. 6, obtained also by adding one unit to the previous 5, indicates the mystic number 11 of the Hebrew Kabbalah, and again Freemasonry in the whole of the “5-pointed Star” and of the “6-pointed Star”. The Ritual 23rd degree of A. A. Scottish Rite The Chief of the Tabernacle «The welcoming session of the Masonic Candidate, chaired by the “Sovereign Grand Sacrificer”, ends with a ceremony in honor of the “Good Beginning”, Great Architect of the Universe”. The Candidate learns that Hiram (symbolizing Lucifer) has been slain by the three assassins (symbolizing the Three Persons of the Holiest Trinity): the priests, the kings, and the landlords, designated with the epithets of hypocrites, traitors and depraved, who are maneuvered and directed by Adonai, the God of the Christians. Since Lucifer fights Adonai, the God of the Christians, since time immemorial, as a fresh “political man” engaged in this war, the Candidate must commit himself to “recruiting soldiers for the armada of Lucifer, the Savior of men». The Mason Candidate, therefore, vows to recruit other masons. It must be noted that the “Sovereign Grand Sacrificer” is a Mason of the 33d degree, therefore, according to the Kabalistic doctrine of the 33 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite, other than being his own God, he is also his own Pontiff and King». (Meurin, cited work, pp. 344-345). “Chiesa viva” *** March 2006 39 Resurrection (The Mason performes the “act of faith”) The “Mark” of Great Architect Of The Universe, (which in italian is G.A.D.U.) is imprinted in the Masonic alphabet upon the resurrected Christ. References to the ritual – Lucifer, with the n. 6 (double triangle), with the 7-rays Sun, and with the numbers 6, 9, 13, with 5 spirals, 3 times 6, holds in his hands the small globe of Christ; – the 3 times 6 (blue, green, nad brown lines), and the 2 times 9 (red zigzag line and curved lines, to the right) are the Candidate’s reply as to his work at the Temple; – the Act of faith, is represented by the 3 people, at bottom: one covers his eyes; the other two, instead, indicate, on the chest, the 3 points of Kabalistic Triad; The Ritual 24th degree of A. A. Scottish Rite The Prince of the Tabernacle «In this degree, the Candidate enters the Temple called “Hierarchy” of the Spirits. He is asked how many days has he worked in the Temple of Solomon. He replies: 2185 days, that is, 3 times 6 years or 2 times 9 years; he ha still to cover the 3 triangles of the third series. Here is the essence of this degree: “Solomon, for changing his cult, has lost communication with Adonai. He, however, has acquired an extraordinary knowledge of the Kabbalah and has been able to come in touch with the Spirits of the Fire!” Here is the “recovered Word”: the word of Lucifer to man! 3 acts are required of the Candidate: “Act of faith”, “Act of submission”, “Act of worship”. Act of faith: “the right hand is brought onto the eyes, as if to avoid a strong light; keeping the left hand on the chest, the right hand is brought toward the left shoulder and, from this, diagonally, on the right flank“, to indicate the points of the Physical Triad (24th, 25th, and 26th degrees). The Jewel is “a small golden globe, surmounted by a double triangle surrounded by rays and at the center the word Jehovah, evidently, Lucifer. The Christians place into the hand of Baby Jesus a small globe surmounted by a Cross. Here, we see Lucifer contend to Christ the power on earth». (Meurin, cited work, pp. 345-348). 40 “Chiesa viva” *** March 2006 Abraham offers his own son to God (The Mason performes the “act of submission”) References to the ritual – Abraham symbolizes the Candidate who must perform the “Act of submission” to Lucifer; – the Angel, who lay his hand (a man that seems to represent two) is Lucifer, Angel of Light, on account of the numbers 5, 9, 13 marking him; – the double 24 circles at the base indicate that we are at the 24th degree; – the 6 remaining circles, divided into 3 + 3, indicate 3 times 6 years, of the work the Candidate has already carried out at the Temple of Solomon; – the 3 triangles placed on the altar, indicate the 3 Kabalistic Triads the Candidate must still cover in this 3d series of 11 degrees; – the 3 triangles placed on the body of Abraham (the Candidate) indicate the submission to Lucifer of the 3d Triad, the Kabalistic intellectual Triad. The Ritual 24th degree of A. A. Scottish Rite The Prince of the Tabernacle «In this degree the Candidate enters the Temple called “Hierarchy” of the Spirits and has before him the 3 triangles representing the Physical, Moral and Intellectual Triad of this 3d series of 11 degrees of the Freemasonry of the A.A.S.R. Here is the essence of this degree: “Solomon, for changing his cult, has lost communication with Adonai. He, however, has acquired an extraordinary knowledge of the Kabbalah and has been able to come in touch with the Spirits of the Fire!” Here is the “recovered Word”: the word of Lucifer to man! 3 acts are required of the Candidate: – “Act of faith” (already seen); – “Act of submission”; – “Act of worship” (theme addressed in the next tile). Act of submission: “the two open hands are brought on the head, joining the two index fingers so as to form a triangle”. The Candidate, in this manner, expresses the submission of his intelligence (the triangle of the Kabalistic intellectual Triad) to the GodFire (Lucifer or Angel of Light)». (Meurin, cited work, pp. 345-346). “Chiesa viva” *** March 2006 41 Abel offers the Lamb (The Mason performes the “act of Worship” to Lucifer) References to the ritual – Abel represents the Candidate of the 24th degree whom is required the Act of Worship to the God-Fire, Lucifer. – the 24 small circles, at the foot of Abel to the right, indicate the 24th degree; – the days worked at the Temple are: 3 times 6 (yellow), and 2 times 9 (green); – the Candidate “bows his head forward”, while the person at bottom “covers his eyes with his left hand”; – the “Seal of Solomon” (two intertwined triangles of the “great World” and of the “small World”, one with the tip facing downward; the other facing upward, is represented by the divine Man Adam Kadmon (the whole of the 10 Sephirot of the Kabbalah: 1 + 3 + 3 + 3 + 1 = the World and the 3 triangles) united by the Ensoph: the Elder of Elders (in the triangle) of the Kabbalah; and by the Candidate, the super-human being who, by ascending in degree: 1 + 3 + 3 + 3, completes the 10 Sephirot, united by the letter “G” expressing Creation, intended as “Generation”. The Ritual 24th degree of A.A.S.R. The Prince of the Tabernacle «In this degree, the Candidate enters the Temple called “Hierarchy” of the Spirits. Here is the essence of this degree: “Solomon, for changing his cult, has lost communication with Adonai. He, however, has acquired an extraordinary knowledge of the Kabbalah and has been able to come in touch with the Spirits of the Fire!” Here is the “recovered Word”: the word of Lucifer to man! 3 acts are required of the Candidate: – “Act of faith” (already seen); – “Act of submission” (already seen); – “Act of worship”. – Act of worship: “The head is bowed forward and, with the left hand, the eyes are covered. Cordial Act of Worship of the dazzling God-Fire”. In this degree, the system of the two origins of the deity, represented by the “Seal of Solomon”, is explained: the double triangle intertwined with the two Elders, representing the white Jehovah and the black Jehovah. The representation of the two elders, however, is not exact: the Kabbalah calls “Elder” the Great face, but there are not two Elders, but only one: the Ensoph: The “Elder of Elders”». (Meurin, cited work, pp. 345-346). 42 “Chiesa viva” *** March 2006 Crucifixion (The Mason performs the “act of cult to the Serpent-Satan” who replaces Christ on the Cross. The egyptian “Ankh” «The shape of the Ankh is that of a cross, and we do know that the latter was the ancient symbol of eternity. It is the symbol of eternal life. But the gulf in the upper part seems to be the sign of a string knot that means: to tie, to untie… Hand-held by the deities (or pictured beside them), it is the symbol of sacred occultism. Hence, the knot represented, above all, the occultism protector of the mysteries of Religion». The Ankh inscribed into the Pentagram. The Ritual 25th degree of Ancient and Accepted Scottish Rite The Knight of the Brazen Serpent «In the 25th degree are found the Ophites: the worshipper of the Serpent. The essence of this degree is the “Cult of the God-Serpent”, classic symbol of Satan. Above the altar of the room stands a transparent representing the JA, JE, JI, the Masonic Jehovah, in the middle or a burning briar. The Lord appeared to Moses in a burning briar that would not be consumed… hence, Lucifer would not be consumed in the eternal Fire of which he is the immortal inhabitant, either. A truncated-cone shaped small heap, in the middle of the room, carries a bronze serpent crouched down on a trestle. The Lord said unto Moses: “Make thee a bronze serpent and set it (upon a pole) as a sign; everyone that is bitten, when he looketh upon it, shall live”. Our Lord, for that reason, said: “Just as Moses lifted the Serpent in the desert, so must the Son of Man be lifted up (on the Cross) so that he that believes in him shall have eternal life”. The focal point of this degree is the comparison between the Christ and Satan, both represented by the bronze Serpent. The Christ on the Cross becomes the Death of Death “in order to destroy with death he that had the empire of death, namely, the Devil”. Satan, on his part, making that image his own, says to the Candidate that it is he who healed the Jews in the desert; he, the Angel of Light of whom the Serpent is one of the emblems. Hence in this manner, placed on the Cross, the Serpent represents Satan, who presents himself, by replacing Christ, as the true Savior of humanity, the true “Master”. The mystery of this degree is a profound one. As the Christian Baptism, and the other Sacraments, are a mystical transformation of the natural man into Son of God, dying to the previous life of sin in order to be incorporated into God, so the Devil actuates, with the progressive work of Freemasonry, the incorporation of man into his diabolical personality. Man must die, like Hiram, in order to resurrect as a new Lucifer! The sacred Motto of this degree is “Moses”». (Meurin, cited work, pp. 348-351). “Chiesa viva” *** March 2006 Satan presents himself to the Mason Candidate, replacing Jesus Christ on the Cross and presenting himself as he that gives the eternal life. The “5-pointed Star” on the forehead of Christ crucified, means that it is not Jesus Christ on the Cross, but Satan-Lucifer. 43 Left: Satan presents himself as the true “Master” who gives “divine life to man”. The depiction of the “Master” is the whole of the “5-pointed Star” inscribed into the “6pointed Star” and with the central Point. Right: the 9 zigzag steps to imitate the movement of the serpent (4 red zigzag lines and 5 other to the side); and the 9 knocks of the battery, divided into 5, 3, 1 (5 red lines, 3 yellow, 1 green on the chest and the white, red, and blue rays around the head). The Sacred Motto “Moses” is written in the Masonic alphabet (2 yellow lines, 1 red and 1 green on the belly). The two people (male and female) represent the 2 sexes of the “Deity” represented on the cross. Side: depiction of the Baphomet, the god worshipped by the Templars and by the High degrees of Freemasonry. – on the forehead stands out the “5-pointed Star”; – on the arms, the captions Solve, Coagula; – on the belly, the Caduceus, symbol of the 2 sexes of the Deity; – above and below, the white and black Moon; – on the head, the Flare of the God-Fire; – etc… Left: Jesus Crucified replaced by Satan-Baphomet on the Cross: – on the head is inscribed a “5-pointed Star”; – on the hands stand out the letters “S” and “C” of Solve and Coagula, which appear written on the arms of the Baphomet; – on the arms, highlighted in green, appears the caption “Baphomet” in the Masonic alphabet (the cross on the left arm, at the height of the elbow, indicates the 4 letters B, a, p, t, gathered together) whereas the others: h, o, m, e, are indicated singularly; – the Moon is represented by the partial circle around the head; – the flare on the head of the Baphomet is symbolized by the Sun with the rays coming out of the larger circle with center in the nose; – the Caduceus is represented by the two people (male and female) at the foot of the Cross, whom receive the rays of the Deity, indicating its 2 sexes; – the caption “INRI”, to the High Initiates, means: “Igne Natura Renovatur Integra” (la Natura Intera è Rinnovata col Fuoco - the Whole Nature is Renewed with Fire): the Fire of the God-Fire, Satan. 44 “Chiesa viva” *** March 2006 Last supper (The Mason, a new spirit, flies into the three “heavens” of Intelligence, Conscience and Reason) References to the ritual – The floor of white and black tiles indicates the Masonic Lodge; – the Candidate is welcomed by the Court of Lucifer composed of 9 Courtesans; – the 9 zigzag steps of the Serpent are the tiles of the same color (black); – the 9 steps the Candidate must climb, are the tiles of the other color; – two wings are attached to the Candidate which allow him to fly out in the 3 heavens (1st, 2nd, and 3rd); – the particle, which Lucifer gives the Candidate, symbolizes his incorporation into the army of the demoniac Spirits; – the diabolic Spirit of the Candidate is symbolized by the n. 6 marking him; – the Sign of recognition is the Triangle the Candidate forms “with the first fingers of the two hands and placed on the belly”, “suggested” by the (green) arrow; – in the 3rd heaven, the Spirit of the Candidate finds itself in the presence of the Prince of darkness, of the God-Fire whom he must see as is: Lucifer, the “Sun with the 7 rays”; Lucifer, center of the blasphemous Masonic “Triple Trinity”! The Ritual 26th degree of A. A. Scottish Rite The Prince of Mercy «The incorporation into the army of the demoniac Spirits produces, as it were, a New Spirit that, by its own nature, must be able to enter the regions in which its brothers dwell. First the Candidate takes 9 steps snaking, Sign of the previous degree, and symbolizing the march of the GodSerpent that never walks straight. They attach two wings to his shoulders, symbol of the spirits. Everywhere, even in the Church, winged Angels are always represented, to indicate their spirituality. The Candidate, therefore, represents a Spirit. Incorporated into the chorus of the Demon, in the previous degree, he must climb 9 steps, perhaps in honor of the 9 Sephirot submitted to the Great Architect of the Universe. From the platform on which he is standing, blindfolded, he must fly out from the first heaven, to the second heaven, and then on to the third heaven, in the presence of the Prince of darkness, of the God-Fire whom he must see “as is”. The Sign of recognition consists in a triangle made with the first two fingers of the two hands and placed on the belly: the Kabalistic physical triangle is completed». (Meurin, cited work, pp. 352-353). “Chiesa viva” *** March 2006 45 The rain of the manna in the desert (The Mason knows the 1st Scottish Trinitary Mystery) References to the ritual – Moses represents the Candidate who, marked by the n. 13 and 7, by the 3 triangles yet to be covered in Freemasonry, by the word “Moses” written with the fingers of his left hand, in the Masonic alphabet, now knows the 1 st Trinitary Mystery: the political Needs of Humanity = destruction of the 3 Enemies; – this task is entrusted to the 7 people to the left and to the 8 to the right, who add up to 15 = 5-pointed Star = Freemasonry; – the person with the 15 small green circles on his head, carries written on his back: 2 times 9; 3 times 6, which are the knocks of the Battery of this degree; – the 12 small circles and the 9 (2 incomplete + 7) indicate the Table of the 12 Commandments, not Moses’s, but of the Round Table of the Templars of the 27th degree; – the Great Hand indicating 3 (the 3 enemies to fight of which Religion, represented by the 3 tiaras, is the main one) is marked by the n. 3 (yellow), 13 (blue), 15 (red), 18 (green), 3 times 6 (green), 2 times 18 (red, yellow), 6 x 6 (the squares on the background), is the hand of Lucifer, whereas the numbers 15 + 18 = 33, indicate Freemasonry. To the left, in the foreground, appears the n. 6, the impious. The Ritual 26th degree of A. A. Scottish Rite The Prince of Mercy «The Candidate, to whom they attached two wings to the shoulders, symbol of the spirits, represents a New Demonic Spirit. From the platform on which he is standing, blindfolded, he must fly on to the third heaven, passing first through the first and through the second. He hurls himself and falls onto a cover held by some vigorous Friends. He is in the first heaven, that of the wandering stars – the stars representing the Spirits; he is in the “air where are scattered the Spirits of malice”. The novel Spirit of the Candidate is introduced to the 1st Scottish Trinitary Mystery. He has soared in the region of the Intellect that corresponds to the political needs of Humanity. In this degree, one promises to work on the 12 Commandments of the Table of the Law. Certainly, that Table is not Moses’, but the Round Table of the Templars in the 27th degree». (Meurin, cited work, pp. 352-353). 46 “Chiesa viva” *** March 2006 Elia is fed with bread in the desert (The Mason knows the 2nd Scottish Trinitary Mystery) References to the ritual – Elias symbolizes the Candidate who understands the meaning of the social Needs of Humanity: the Materialization through the liberation of mankind from the Priests and from all Religions; – the Angel that feeds Elias is a Spirit of the Christian God, a Priest; in fact his wings are studded with the numbers 3 and 10 (3 for the Holiest Trinity with the 7 Attributes of God that, added up to 3, give 10); moreover, he (the Angel) has the halo and the crown of thorns of Christ. His throat has been cut, while behind his head are observed the capital letters CDL = 450 (in Roman numerals), indicating the 450 Priests slaughtered by Elias at Haifa. Blue-hatched, on the left shoulder, two arms lifting the number 450, as if offering it in holocaust to the Deity-Lucifer, are observed, represented (the n. 450) by the 13 red undulated sections, as if they were swells of smoke flowing out of the flames, to the left, at the bottom of which there appears a Phoenix, symbol of Lucifer. The Ritual 26th degree of A. A. Scottish Rite The Prince of Mercy «The Candidate, to whom they attached two wings to the shoulders, symbol of the spirits, represents a New Demonic Spirit. From the first heaven, the Candidate must move on to the next. They make him move on to the second heaven, the ethereal heaven, symbolized with the soap-foam he must absorb. There, are the fixed stars: the demons chained in hell. He brings a burning candle to his fingers, to represent the heat of the fixed stars of hell wherein he has arrived. To console him of the ominous thought of the future eternal fire, he is assured that, from now on, his body has acquired the property of resisting the fire! The novel Spirit of the Candidate is introduced to the 2nd Scottish Trinitary Mystery. He has soared in the region of the Conscience that corresponds to the social needs of Humanity». (Meurin, cited work, pp. 352-353). “Chiesa viva” *** March 2006 47 Multipication of the loaves (The Mason knows the 3rd Scottish Trinitary Mystery) References to the ritual – The Candidate indicates, with the 3 raised fingers, the 3rd Trinitary Mystery: the material Needs of Humanity: the Imposition upon the individual, upon the family and upon the State of all that is Masonic, taking advantage of the material needs; – The Dove carries the numbers 13 of Lucifer and 15 of Freemasonry, which seem to have eclipsed the Cross; also the n. 10 of the curved lines on the background seems to fade out into the horizon; – the Candidate, who bears the signs of the n. 3 of the 3 triangles, and who indicates with the fingers 3 times 5 = 15 of the “5-pointed Star” of Freemasonry, is before this Mystery that contemplates the materialized humanity (5 sheep, 11 people with children (= families), 7 dignitaries including the Priest wearing the tiara) that, with no more true Religion nor references (do observe their expressionless and lifeless faces) find themselves under the direction of Freemasonry and of its God: Lucifer. The Ritual 26th degree of A.A. Scottish Rite The Prince of Mercy «The Candidate, to whom they attached two wings to the shoulders, symbol of the spirits, represents a New demonic Spirit. From the second heaven the Candi date, having been fluttered in the air, enters the third heaven, in the presence of the Prince of Darkness, of the God-Fire, whom he must see “as is”, “face-to-face”, as the Christian will see good God. He is shown the Truth that springs from the well. That Truth is represented by a “Mason Sister in a traditional costume”, as is! She is the Goddess of Reason. At this point, the Candidate is left alone with the “Truth” after giving him an Arrow, vile symbol of the god Cupid. The novel spirit of the Candidate is introduced to 3rd Scottish Trinitary Mystery. He has soared in the region of the Reason that corresponds to the material needs of Humanity». (Meurin, cited work, pp. 352-353). 48 “Chiesa viva” *** March 2006 Emmaus (The Mason knows the “two people” of Lucifer) References to the ritual – Jesus Christ with the two disciples of Emmaus, symbolizes the “secret Master” of this 24th degree who explains who the Gomel are: the 2 peoples of God-Lucifer with which the Candidate may speak outside the Masonic Lodge; – on the chest of the “secret Master” is written “Gomel”, in the Masonic alphabet, and on his left shoulder appears the n. 7 of the Secret Master; – the 26 small circles to the right in the background, indicate the 26th degree; – the numbers 6 and 36 (6 x 6) indicate the 666; and the numbers 3, 5, 7, 9, 18 (bottom) indicate the Masonic people; – the number 22 on the head of the person to the left; the number 12 bottom right, and, particularly, the 12 rays departing from the halo of the “secret Master” indicate the 12 Tribes of Israel. This people, is the people of the Jews. The Ritual 26th degree of A. A. Scottish Rite The Prince of Mercy «The new Spirit of this degree, having known the 3 Scottish Trinitary Mysteries, is informed of the “two peoples of God”. The Password, entering the Lodge, is “Gomel”, namely, “Peoples of God”, that is, “Peoples of Lucifer”. To communicate outside the Lodge, there are only two peoples: the Ghiblim and the Gibeon; the two are the Gomel, the “peoples of the God-Fire”. The Ghiblim were a Phoenician people with capital Byblos, famous for its cult of Adonis, who was believed wounded by a wild boar in Lebanon, whence the Adonis river that flows through Byblos, has its source. The Egyptians, every year, on the feast of Adonis, tossed a head-shaped box they claimed to be the head of Osiris in which was a letter for those of Byblos, into the sea. That box, they said, would reach Byblos unaided in 7 days. Gibeon stood upon a height, as its name, “Height of Iniquity”, suggests. Solomon traveled there, at the onset of his reign, to sacrifice. The Scripture reproached him for this: “Solomon loved the Lord, walking in the statutes of his father David, except that he sacrificed and burned incense at the high places. He went to Gibeon to sacrifice there”. Gibeon was the capital of the Gibeonites, with whom the Israelites concluded an alliance, and then enslaved on account of their violence. They remained always faithful to Israel». (Meurin, cited work, pp. 353-354). “Chiesa viva” *** March 2006 49 The jewish Easter (The Mason joines the “Court of Lucifer”) The cat In this tile, appears a “sly cat” crouched down on the 4th step. What does this animal symbolize? «The cat evokes the notion of primordial chaos, of primal matter non-fecundated by the superior waters». «In the Kabbalah, the cat, associated to the serpent, indicates the “sin and abuse of the goods of this world”. With this meaning, sometimes, it is portrayed at Christ’s feet». «The cat represents the strength and nimbleness of the feline, which a guardian deity puts at the service of man in order to help him to triumph over his hidden enemies». «The cat is sometimes believed to be a servant of Hell… hence, he is believed to be a sacred animal, which cannot be killed if not toward religious ends and according to certain rites». (“Dictionary of Symbols”, vol. I, pp. 485-486). The Ritual 27th degree of Ancient and Accepted Scottish Rite The Commander of the Temple «The Candidate is welcomed amongst the members of the Court of his infernal majesty: he becomes his Courtesan. The President is addressed as Omnipotent and is wearing, as Jesus Christ, a blue gown and a red cape; at the tip of his string, there is a triangle. He wears a crown of thorns on his head. The Candidate is brought into the room blindfolded, to make him understand that he is still under the yoke of passions! As an indication of that slavery, image of political slavery, he is tied up, placed upon a table, covered with a mortuary drape, and carried in procession chanting a funeral prose. Next, he is untied, to show him the difference between a slave and a free man, and he is solemnly crowned. Then, the Candidate vows to “always obey the orders that will be transmitted to him in a hierarchical way”. The substitution of the existing governments with the power of the Order is the aim of this 3rd series of 11 degrees. Freemasonry considers itself as the secret executioner of the governments and of the peoples. Jesus Christ, I.N.R.I. who had assumed the title of King of the Jews has been justly condemned; the true King of the Jews takes, here, his place, which Jesus had usurped! 50 The Sign is this: to make a little sign of the cross with the thumb of the right hand. In this degree that, with the next two, represents the soul of the devil-possessed Man, the mother idea of the Kabbalah is revealed through the embroidery the partakers wear on the collar of their apron. The meaning of the collar is known: the Teutonic Cross, sign of the quadruple generation that produced the 4 worlds – the perfection of the triple Phallus of the Phoenicians - appears surrounded by a golden laurel Crown. It is the Phallus, the generating force that opens all the treasures of nature. Hence, one observes the Key embroidered under the collar, naturally on the apron, other form of the letter “G” (generation). The Battery beats 3 times 9, that is, 27 knocks. They are divided into 2 times 12 and 1 time 3 knocks. The “Great Supreme Trinity”, always remaining at the apex, shines in a triple ideal light, whose supreme generating force, represented by the mystic number 5 and of the “5-pointed Star”, spreads throughout the universe». (Meurin, cited work, pp. 354-356). The bull In this tile also appears the figure of a “bull”. With what meaning? «The bull evokes the idea of might and irresistible zest». «The bull represents the celestial gods on account of unflagging and uncontainable fecundity… the bull represents sexual energy». «In the Temple of Solomon, 12 bulls support the bronze sea, destined to contain the lustral water: 3 look to the North; 3 look to the West; 3 look to the South; 3 to the East». «The bull is always connected to the Cult of the Great Mother: the Moon… In Egypt, the deity of the Moon was the “bull of the Stars”. «In Hebrew, the first letter of the alphabet, alef, which means bull, is the symbol of the Moon». «Attributed to the solar deity Mithra, the bull symbolizes the dead and resuscitated god… ». «In the Mithriac cult of Cybel, the bull was used for an initiation with baptism of blood. The bull slaughtered, its blood dripped onto the devout who wished to benefit from it, whom, through this bloody aspersion, was reborn for eternity, born to a new life for eternity». «Death is inseparable from life, and the bull presents also a funereal aspect. With the Egyptians, the bull, holding a solar disc between his horns, is at one time symbol of fecundity and a funerary deity, tied to Osiris (Lucifer) and to his rebirths». (“Dictionary of Symbols”, vol. II, pp. 477-483). “Chiesa viva” *** March 2006 References to the ritual – The Court of Lucifer is symbolized by the n. 6; – the President carries the halo of Christ, the crown of thorns, the triangle at the tip of the string of his belt, makes a sign of the cross (Tau) with the thumb of his right hand; – having condemned Christ, the President takes his place sword in hand (Freemasonry executioner); – Christ condemned is the upturned lamb with the caption INRI on its body (to be deciphered kabalistically), carried onto the hands of the Candidate; – “the mother idea of the Kabbalah”, the “Cult of the Phallus”, is represented with the Teutonic Cross and the Triple Phallus of the Phoenicians, on the back and on the left shoulder of the Candidate; – the bull represents the irresistible sexual energy; – the cat, servant of Hell, indicates the passions to which the Candidate has been subjected, but also the nimbleness and the strength to triumph over his enemies; – the bull indicates the funeral to which the candidate is subjected, and his resurrection to a new eternal life; – the Candidate is “crowned” (plait with two cups); – the Battery knocks: 3 times 9 are indicated by the 3 fingers of the courtesan n. 3 looking at the 9 studs of the neighbor; – the Battery knocks: 2 times 12 + 3, are represented by the courtesan n. 4 indicating 2 + 3 with his fingers: the courtesan n. 2 indicates 2 toward the bull that represents the 12 bulls of the Temple of Solomon: 3 for the 4 cardinal points. The “Great Supreme Trinity” and the “5-pointed Star” In the tile, there exist characteristic lines and points: the vertical line from the tip of the left thumb of the “President”, and which falls precisely onto the eye of the cat (it is the Eye of Lucifer: sin, abuse of the goods of this world, the serpent). The horizontal line that passes through the eye, crosses the knee of the President and of the Candidate. The horizontal line, which starts from the navel of the President, meets the point of intersection of the two lines, horizontal and vertical, on the shoulders of the Candidate. Connecting these 5 points one obtains a “5-pointed Star”, perfect and supported by the left hand of the President, and resting on his left knee and on the left knee of the Candidate; its vertical axis and the lower horizontal line run through the eye of the cat. The “upturned Triangle” of the blasphemous Masonic “Holiest and Indivisible Trinity” stands out at the center of the “5-pointed Star”, but the eye of the cat “suggests” to speculate upon the meaning of the circle, at the center of the Triangle: Lucifer: it is Lucifer that draws his own Light from the Death of the Sacrifice of the Lamb; Light which derives from the suppression of the Sacrifice of Christ of the Cross, returning to Satan the ancient power he had over men. The 4 steps symbolize the 4 Worlds, namely, the Universe; hence the “5-pointed Star”, with its mystic n. 5, propagates itself throughout the Universe”. “Chiesa viva” *** March 2006 51 Pelican (The Mason before the 6 degrees and before the Mysteries of the highest degrees that allow him his total incorporation to the “Mistic Body” of Lucifer) 28th degree 30th degree 29th degree 31st degree 52 32nd degree 33rd degree “Chiesa viva” *** March 2006 The Blasphemous “Triple Trinity” The deepest “Mystery”, revealed by the tile, is the war on God, the erasing of the Sacrifice of Jesus Christ on the Cross with the replacement of Christ with Lucifer, and the replacement of the Holiest Trinity with the blasphemous Masonic “Triple Trinity”. This “Mystery” appears, macroscopically, in the large Cross at the center and in the three circles: one at the center and the other two at the top. The smallest circle, top right, incomplete, and within a triangle, indicates the 1 st Masonic “Holy Trinity”. The central circle at the bottom, with the lines intersecting it to suggest the presence of a “6pointed Star”, with the presence of the 5 small ones, in the two groups of 3 and 2, and that is, the 1st “Holy Trinity” that, divided into the 2 sexes, forms the “5-pointed Star”, and with the central point, intersection of the axis, indicates the 2nd Masonic “Holy Trinity”. The top left circle, with the odd head of the Pelican, with the eye and the nasal hole nearly mirror, suggesting the “upturned” triangle, with the central point already seen, indicate the 3rd Masonic “Holy Trinity”. In the lower part of the tile, there appears the n. 7: the “pointed cubic Stone” (red rectangle) with the characteristic numbers 3, 5, and 7. The 6 luminous green bodies, the 6 lines of the caption, the 6 dark green identical bodies, at the bottom, form 3 times 666, symbol of the war on God. It is the central “Mystery” of Freemasonry: the erasing of the Sacrifice of Christ on the Cross and His replacement with Lucifer, who offers man his own “Redemption”! The Tetragrammaton The weapon to obtain the Erasing of the Sacrifice of Christ on the Cross is Masonic Ecumenism: symbolized by the Tetragrammaton, namely, all the names of the Kaba-listic GodLucifer. The Tetragrammaton (or “Magic Square”) has 9 points (vertexes and intersections) in which must be placed the 9 digits, from 1 to 9, in order to compose, in 8 directions, the number 15 of the Kabalistic god. The “square” and the 9 intersections are represented by the 4 rectangles that appear at the base of the tile. The 9 digits are repre-sented in two different manners: by 9 series of lines, above the caption “Pie Pellicane…”, highlighted in different colors, each identifying one of the 9 digits. The second manner of representing the 9 digits is that of counting the “singularities” of the caption “Pie Pellicàne, Iesu Dòmine”: 1: the comma; 2: the accents; 3: Pie; 4: Iesu; 5: the 5th letter “e” which appears 5 times; 6: Domine; 7: the 7 points; 8: the 8 red lines; 9: Pellicane. “Chiesa viva” *** March 2006 53 The 3 1 he sculptor Mario Rossello was asked to carve, in the church-yard, “the flight of eight eaglets toward the Church”». «The sculpted eagles are eight because eight is the number indicative of Easter». In the “Dictionary of Symbols”, we read: «The symbolism of the eagle involves also a evil aspect; the eagle is the cruel bird of prey, the captor. Sometimes, being associated to the various aspects of imperial power is also symbol of pride and oppression. It is the perversion of its own power». Reads Troisi’s “Masonic Dictionary”, at the call “eagle”: «in Dante’s poem the references to the eagle are frequent, such as, for example, as representative of the Roman emperors who persecuted the Church». And again: «In Freemasonry, the symbol of the eagle appears in the High Degrees starting from the 30th…». In fact, the symbol of a two-headed eagle appears in the 30th degree; in the 32 nd , there appear two two-headed eagles, and in the 33rd degree there is one two-headed eagle only: total heads = total eagles : eight. Pure coincidence? It seems not! 54 3 2 1 «T 8 Eagles 2 1 2 Observing the disposition of these 8 eagles, one observes that they are placed upon two different levels and in three positions, one next to the other. Numbering the eagles, of the bottom left space, attributing the values from 1 to 3, forming a triangle; then re-numbering, with 1 and 2, the two eagles in the two bottom spaces adjacent to the previous one; and from 1 to 3 the eagles at the top, beginning from the left, one obtains the key to discover that these eagles belong in fact to the three mentioned Masonic degrees. In fact, the first group of 3, bottom left, indicates 30 = 30th degree; remaining at the same level, and adding the 2 other eagles, one obtains 32 = 32nd degree; adding to 30, the 3 eagles of the higher level, one obtains 30 + 3 = 33 = 33rd degree. Moreover, from the heraldic emblems of these degrees, illustrated in the following page, one observes that the eagle with the raised wings is that of the 33rd degree. In fact, the two eagles with the raised wings correspond to the “third”, amidst a group of three, and to the “third” from the left, of the higher level: 3 + 3 = 33rd degree. “Chiesa viva” *** March 2006 33rd degree: “The Man King” «The degree teaches that one must destroy every Religion and every Authority. The passwords are: “Ordo ab Chao”, motto of Lucifer, and “Deus Meumque Jus” (D.M.I.), motto of the High Initiates. Lucifer created moral Chaos with his rebellion against God, and the Order he has brought about is the organization of Evil and the recruitment of all those whom he has perverted in order to propagate his revolt and his hatred against God. The D.M.I motto of the High Initiates means, instead: – Destruction of the Catholic Church, of Antimasonism and of all that which Materialization does not reach; – Materialization of the Consciences, of the State, of Teaching, through disorder, corruption, ambition; – Imposition of the Masonic doctrine on the Family, on the Nation, on Humanity, through boldness, cunning, violence. In this manner the hope of the fallen Synagogue will be effected; only thus, will Lucifer see his own ambition satisfied!». (Meurin, cited work, pp. 386-387). 32nd degree: “Sublime Prince of the Royal Secret” «This is the Jewish degree par excellence: that of the Exile: sorrow, hatred, rage! But the exile of Israel is but an image of the exile of Lucifer. The general idea of this degree is the march toward the Holy Land to reconquer it and rebuild the Temple. It is the political unification of the World, through religious unification». The hatred is directed toward the Church of Christ that must be annihilated, and the weapon used is the Great Pantheistic Lie of the eternal transformation of the universe, from which derives the selfdeification of man and the edification of a New Tower of Babel. «To destroy Christianity… we feign we are the only ones to have the true Religion… This means to deliver mankind from every religion is but a pious fraud». (Meurin, cited work, pp. 372-384). 30th degree: “Knight Kadosch” «The Mason, in this degree plunges himself into an all out war against God! He is, however, warned that no one rises to this degree without performing a sacrifice to the object of his “Cult”. After kneeling and lowering his banner before the image of Lucifer, the “Baphomet”, he offers him the sacrifice of the scented incense, and then addresses this prayer to him: “O omnipotent Sapience, object of our adoration; it is you in this moment we invoke. Supreme cause of the Universe; eternal Reason, Light of the spirit, Law of the heart, how august and holy your sublime cult!…”. The climax of the Satanic hatred against God is well expressed by the symbolic gesture of the Knights Kadosh: they wield the dagger against heaven, chanting their canticle, and terminate by repeating their entreaty to Lucifer: “Holy God, Vindicator!” and their challenge to God: “Revenge, Adonai!”». (Meurin, cited work, pp. 361-366). “Chiesa viva” *** March 2006 55 the mysterious ... stone CROSS provides the drawings of the project, complete with front and side view of the great stone cross. Something precise, at last! The drawings are so reduced in scale, that the elevations are hardly readable, and some are unreadable altogether. With the magnifying glass, with computer graphics magnification and plenty of patience, one can finally obtain some data… about the “careful preliminary design studies”: – – – – – – – – – – base square: side 250 cm; height of the 54 vertical “stones”: 72 cm; height of stone at arms crossing: 80 cm; total height of cross = 3,968 cm; upper side 54th stone at vertex = 42 cm; n. of vertical “stones” = 55; n. of “stone” in each arm = 5; n. of stones of upper arm = 7; arms width at upper point = 4.5 m; arms width between upper point-axis = 4.86 m; – arms width between lower point-axis = 4.97 m; – arms total width = 9.94 m. “T he stone cross, scale of the destinies of the world”, thus introduced in book “Pietre di bellezza e di santità”, Stones of Beauty and of Sanctity, of the Capuchin Friars, is a cross located at the end of the main pedestrian lane. «The great glorious cross without crucifix, yet scale of the destinies of the world, designed by the same architect Renzo Piano… is over 40 meters high, with a variable cross-section of 2.50 x 2.50 m. at the base up to 0.40 x 0.40 m. at the top. In the upper part are inserted two horizontal arms, narrowing outward, 4.50 m in length. It is composed of 65 large cubic stone blocks all different from each other». 56 The Capuchin Friars assure us that «… The great cross required careful preliminary design studies and the drafting of a manual in order to ensure the quality of execution». The work: “La chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo”, The church of St. Padre Pio at San Giovanni Rotondo, by Maurizio Oddo, points out to us that «Not satisfied with so much toil, Renzo Piano and Mons. Valenziano, liturgical consultant, thought of erecting the great cross, 40 meters high with 10 m wide arms, built entirely in stone with overlaying and pre-compressed elements, completing this unprecedented work». Oddo, without wasting time in descriptions about the great cross, gives us a precious present: at page 86 and 87, he Leaving aside the discordances with the data already viewed, we felt we were in a dream nonetheless… but the dream was short-lived: observing the crystal-clear photograph of the upper part of the cross, we discovered that the number of the “stones” of the side arms and of the upper one were different from those of the project: 7 instead of 5, for the side ones; 8 instead of 7, for the upper arm! So long! cross height; so long! arms height… We realized it was no longer a matter of approximation or inability… there had to be a mystery! And the presence of mysteries in technical matters, relative to the construction of a cross, after “careful preliminary design studies and the drafting of a manual in order to ensure the quality of execution”, has aroused our curiosity to the point that we decided to proceed in another manner: first, to discover the mystery; then, to identify the actual dimensions of this mysterious cross! “Chiesa viva” *** March 2006 42 cm 66 cm 42 cm 42 = 6 x 6 + 6 = 666 72 cm 56 56 42 = 6 x 6 + 6 = 666 66 = 6 6 + 6 °= 666 4° 9° = 9 = 666 57 55 72 = 66 + 6 = 666 4° 9° = 9 = 666 6° 54 72 cm 53 72 cm 72 = 66 + 6 = 666 80 cm 48 72 = 66 + 6 = 666 9° intersec. 6° = 15 57 52 9° intersec. 6° = 15 51 9° intersec. 6° = 15 9° 50 9° 9° intersec. 6° = 15 49 70 69 68 67 66 65 64 48 57 58 59 60 61 62 63 47 Side arm: 7 “stones” 46 Side arm: 7 “stones” 45 1 72 cm 26,7 dm Base side = 25 dm Upper arm: 8 “stones” 1-47 72 cm 72 = 66 + 6 = 666 49-55 25 dm 42 The upper part of the 40 m cross, viewed from the South. As the photograph clearly shows, the “stones” used in the two side arms are 7 and not 5, as per design; whereas those used in the upper arm are 8 and not 7, as indicated in the project blueprints. Observing the photo of the upper part of the cross, one observes that the lines of the stones of the two side arms are not parallel, but converging. Where do they converge? To a 50 meter elevation! The “Dictionary of Symbols” (p. 89) says: «50 is the number of Redemption»! With what already dug up, we were certain it was not about the Redemption of Christ, but that of Lucifer! We thought at once that 50, and that is, 5, would also indicate a “5-pointed Star”. The first verification was that of the 2 angles at the vertex of the square base pyramid of the vertical column; the result: 3°. The sum of the two angles: 3° + 3° = 33, the degrees of the Freemasonry of the A.A.S.R. Knowing that the vertical stones were no longer 55, but 56 (with the upper arm of 8 stones), with all the stones of height 72, less the cross stone of the two arms with a height of 80 cm, we calculated the height of the cross: 40.40 meters. The “Dictionary of Symbols” says: «40 is the number of the wait, of repentance, of the trial of the punishment…», precisely that which is required for a “Redemption”. Hence the height of each stone was con“Chiesa viva” *** March 2006 firmed to be 72 and 80 cm, whereas the side of the square of the 56th stone, the last one at the top, was marked on the project: 42 cm. The numbers 72 and 42 are not new to us: they both indicate 666: 72 = 66 + 6 = 666; whereas 42 = 6 x 6 + 6 = 666; besides, 72, we had seen, is the number expressing Masonic ecumenism, while 42 were the 42 Demons, the “Lords of the Truth” and the “Judges of the dead” of Osiris, the “Great Deity of hell”, whose “Eye in the triangle” indicates Lucifer. Now, all the stones of the vertical column are truncated square-base pyramids converging to elevation 50 m, hence they are “pointed cubic stones”, and represent the number 7, symbol of the “Master”, the “perfect stone”, the “true man”, the “divinized man” of Freemasonry. One could object that, among all the stones of the cross, there is not a single cube; in addition, they are all different from one another. The “perfection”, that is, the “cubic” shape of all these stones, however, is not represented by their actual dimensions, but by the number 666, the “spiritual” “perfect cube” of the Antichrist: they are the “stones of the Antichrist”! The 48th stone, crossing point of the two arms, from graphical verifications has resulted to have the side of its upper square of 72 cm. The difficulties, however, have aroused in defining the dimensions of the 14 stones of the two side arms, in order to verify their attribute of “perfect” cubic stones. The three project elevations of the width of the two arms lost their reliability for the reason that the stones are no longer 5, but 7. Always through graphical verifications on photographs, we found the solution: all 14 stones have a width of 66 cm, with angles of vertical conicity of 9° and horizontal angulation of 6°, whereas the outward narrowing angle of the two arms is of 4° on either side; all these angles correspond to those reported in the detailed drawings of the project. As detailed in the boxes of the photograph above, we observe that not all the stones have the same “valence” of impiety”: they are all worth 1 time 666, with the exception of the 48th which is worth 2 times 666; the 56th and the 14 of the side arms, instead, are worth 3 times 666. The “stones” used, overall, are 70, while the total of the 666 is 101. What do the numbers 7 and 70 characterizing the symbology of the “stones”, mean? 57 O Elevation 5,000 cm C D 1536 cm L Elevation 4,148 cm 108 cm Elevation 4,040 cm 684 cm 576 cm 56 A B Elevation 3,464 cm 48 72 cm 462 cm 462 cm 996 cm Construction of the “5-pointed Star” and of the center of the “Upturned Triangle”. Reads the “Dictionary of Symbols”: «7 is the number of the perfect man, that is, of the perfectly accomplished man… The number 7 indicates the totality… principally on the spiritual level. According to the Talmud, the Jews saw in the number 7 also the symbol of human entirety… Chapter 10 of Genesis enumerates 70 peoples of the earth that were scattered after the construction of the Tower of Babel… the number 70, as a multiple of 7, indicates the idea of entirety…»1. Are these 70 “stones”, each of which, in the number 7, represent the “divinized man” of the Lodges, and representing the entire humanity, perhaps the 70 peoples (the entire humanity) scattered by God which are reunited by Freemasonry to rebuild, in hatred to God, a “New Tower of Babel”? Does the evocative number 5, of elevation 50, symbolizes a “5-pointed Star”? Yes! The three points A, B, O, of which we know elevations and distances, consti- tutes the triangle that defines in an univocal manner a “5-pointed Star” with side measuring AO. Tracing the sides AD and BC with equal length and angles of 36° and 144°, one obtains the Star with center in point L. Now, tracing a circle with center in L and radius such as to graze elevation 40.40 m of the summit of the stone cross, 58 one finds that such a radius is of 108 cm, which, kabalistically, means 1 + 8 = 18 = 666 and 108 = 6 x 666, in total: 7 times the “Mark of the Beast”, divided into 1+ 6. Reads the “Dictionary of Symbols” (p. 375): «An Hindu tradition attributes to the Sun 7 rays: 6 corresponding to the directions of space, the 7th corresponding to the center…». On the stone cross, we had 70 “perfect stones” totalizing 101 times 666 to which, now, is added another “stone” worth 7 times 666, with a total of 108 times 666, the same number of the radius of the central circle to the “upturned Triangle”, symbol of the Masonic “Holiest and Indivisible Trinity”. What does that circle, then, represent? It is the All-seeing Eye of Lucifer inside the Triangle! One curiosity: speaking of the occult meanings of the Meditation Room at the UN, Spenser writes: «on February 16, 1953, the “Group of Friends of the Meditation Room at the UN” (1,500 members), presented the “Guest Books” of the Room, where everyone could enter his name, address, and practiced religion. Between October and June of 1963, circa 4 million people visited the Meditation Room, and over 750,000 of these signed 108 of these books, each containing 7,000 names»2. Let us continue the construction of the stone cross: let us trace a straight horizontal line at elevation 5,000 cm (point O) and two more at 60° and 120° passing through C and D; with center always in L, let us construct the “6-pointed Star”, reproduced in full at page 57. The construction is now complete: they are the 1st, 2nd and 3rd Masonic “Holy Trinity”, the very construction already seen on the Tabernacle. Is it, indeed, the same one? The meaning appears to be different: the “Triple Trinity” on the Tabernacle regarded the “Man Redemption” of the single individual; now, instead, this “Redemption” of Lucifer is extended to all the 70 peoples representing the entire divinized humanity that, organized by Lucifer, throws itself against God, with the renewed impiety of willing to rebuild the Temple of the “New Tower of Babel”. The “stone cross” represents another particularity as well: it exposes Freemasonry’s worldwide hierarchical structure: the side of 25 dm of the 1st stone, indicates the Scottish Rite of Perfection, whence the Freemasonry of the A.A.S.R. was born in 1801 (first 33 stones); the 34th “stone”, indicates the “New Reformed Palladian Rite”, founded by Giuseppe Mazzini and Albert Pike in 1870; the 22 stones, from the 35th to the 56th, indicate the High Jewish Freemasonry of the B’nai B’rith, whose symbol is a “Menorah”. The 7 “stones” of the side arms have the particularity of representing, together with the 48th at the center, 7 Tetragrammaton: – 48th: h = 80, upper sides = 72 x 72; – each of the 7 stones of each arm has the following angles: 2 of 9° intersecting with one of 6°, forming 4 points of intersection of value 15. Taking two symmetrical stones with respect to the central one, one obtains the 8 numbers 15 of the Tetragrammaton. Each side block, besides, contains the numbers 4 and 8; in fact, the outward narrowing angles of the arms are of 4° on either side. What do these “stones” whose valence of impiety is 3 times 666, symbolize? Using the lines of convergence on the point of elevation 50 m, intersecting them with an horizontal straight line at elevation 40.40 m, one obtains 7 sectors, on either side, plus the central one of the stone cross. Taking the central sector and the 3 side ones of odd numbers 7, 5, 3, and joining them with the transversal arm of the cross, one obtains an immense “Menorah”, nearly identical, in the shape, to that which symbolizes the High Jewish Freemasonry of the B’nai B’rith (see photograph at p. 56). The representation of this “Tower of Babel” is completed by the “Sun of Lucifer” with “7 times 18 rays”, numbers that symbolize the “infinite totality of heavenly perfection”… Satanic, that is! 1 J. Chevalier, A. Gheerbrant, “Dictionary of Symbols”, pp. 373-380. 2 R.K. Spenser, cited work, p. 11. “Chiesa viva” *** March 2006 The Temple of the “Ecumenical Counter-Church” of the Antichrist Reads the “Dictionary of Symbols”: «40 marks the fulfillment of a cycle, which must not lead, however, to a mere repetition, but to a radical change, to a passage to an order of action and life». And again: «40 is the number of the waiting, of the trial, of the preparation, of repentance, of punishment»1. There come to mind the words of the famous Jewish professor Jean Izoulet (theorist creator of the UN), who in his work “Paris capitale des religions, ou la mission d’Isralel”, wrote: «Christianity is a mosaic unconsciously camouflaged for use in the pagan world and which, in that manner, has conquered to Israel 650 millions souls. Today, the disguise disappears, and Moses appears as the one and only chief of the fundamental religion; as the one and only chief of the civic and scientific religion; as the one and only chief, at last, of the secular religion»2. The Jewish Grand Master B. Crémieux, speaking of the fusion of the various world religions under the high Jewish inspiration, said: «the times are come when… the most wonderful of Temples, a Temple whose stones are alive and endowed with thought, raises to welcome… under the flag more and more sacred of reason and of philosophy, all that mankind holds in its noble breast, of hostile to mystery and ignorance, of worthy of the true sons of light and freedom. This Temple will host the Hebrew religion, which survived everything… a religion that is vast and worthy of the entire humanity»3. Jean Izoulet, in the same quoted work, went on to write: «The idea of progressive unification of the globe is an idea on the go. It is bound to the idea of religious unification since Religion is the very essence, as it were, the double, triple, fourth, fifth essence of politics. One must come to the sound and holy secularization of our Western churches, that is, to the world Religion that will found the Mystic Unity and, consequently, also the political Unity of 1 Cfr. “Dizionario dei simboli”, Dictionary of Symbols, Ed. Dizionari Rizzoli, vol. II, under the call “4”, p. 266. 2 Cfr. Jean Izoulet, “Paris capitale des religions, ou la mission d’Isralel”, Ed. Albin Michel, Paris 1926, p. 184. 3 Cfr. “Libertaire” of New York, 1902, Di 402. “Chiesa viva” *** March 2006 The “stone cross” is a representation of the “Temple of Solomon”, or “Masonic Temple”, the Temple the Jewish Grand Master B. Cremieux so described: «The times are come when this Temple… the most wonderful of Temples, a Temple whose stones are alive and endowed with thought, raises to welcome… under the flag more and more sacred of reason and of philosophy, all that mankind holds in its noble breast, of hostile to mystery and ignorance, of worthy of the true sons of light and freedom. This Temple will host the Hebrew religion, which survived everything… a religion that is vast and worthy of the entire humanity». Do the 8 bells with the 9 columns housing them indicate, perhaps, that the sound of the bells of Masonic ecumenism must resonate in the 8 directions of the “Magic Square”? And does the product 8 x 9 = 72 indicate, perhaps, that this sound expresses all of the 72 names of the Kabalistic God-Lucifer? 59 Above: a “Menorah” in a Synagogue. Below: the “Menorah” of the symbol of the High Jewish Freemasonry of the B’nai B’rith. mankind. And the spiritual and temporal hegemony of Humanity will lawfully belong to that race… and to its Religion, the most authentically and substantially divine…»4. Here you have the “UPTURNED TRIANGLE” of the Masonic and Satanic ‘HOLIEST AND INDIVISIBLE TRINITY” towering on top of the stone Cross 40.40 meters high: Lucifer, the self-styled “infinite Sun” flanked by the two crowned heads of the eagle: the Great Patriarch of the World, or Director of Spiritual power, and the Great Emperor of the World, or Director of temporal Power. Here you have Lucifer who, after the 60 The gigantic “Menorah” which is obtained by the symbolic elaboration of the 40 m high cross, as by extracting from the overall symbology only the portion above the 34th block, which represent the Jewish Freemasonry. declaration of war on God, launched by Jewish Freemasonry, symbolized by the 3 times 666 of the 56th stone of the Temple, launches on God the challenge of his blasphemous “Triple Trinity”, symbolized by the 9 times 666 emanating from the solar Center, from Hebraism (“6pointed Star”) and from Freemasonry (“5-pointed Star”), completely incorporated into the “mystic Body of Lucifer” and elevated to the vertex of the Temple of the Ecumenical Counter-church of the Antichrist! The Masonic “dogma” of fighting the supernatural, namely, God, in the Three Persons of the Father, of the Son, and of the Holy Spirit, and the replacement of Jesus Christ with Lucifer on the Cross of Redemption, calls for the annihilation of the “Church of Christ”, and the weapon used is Masonic Ecumenism. Only thus will Satan be able to offer his Redemption: when «men will receive the true light, through the universal manifestation of the pure doctrine of Lucifer, finally revealed to the public eye»! 4 Cfr. Jean Izoulet, cited work, pp. 50-52. “Chiesa viva” *** March 2006 THE TEMPLE OF THE “ECUMENICAL COUNTER-CHURCH” OF THE ANTICHRIST 50 is the symbol of Redemption Lucifer is «the “pointed cubic stone” tossed by Jehovah into the abyss to create the world». Lucifer wants to replace Christ on the Cross, and offer man his “Redemption”: freedom from sin, and has founded his Church (Freemasonry) to incite man to rebellion against God, to get rid of God, replace God, fight God. Freemasonry obtains this by fighting Virtue, Morals, and Catholic Authority in the world and by replacing the Kingdom of God of the Catholic Church with the Kingdom of Satan of Freemasonry. 50 meters Lucifer wants the “Cult of Lucifer” in the public view, and Universal Freemasonry’s Pontiff Pike, who belonged to its “Holiest and Indivisible Trinity”, proclaimed this; but that will not be possible until when the Sacrifice of Christ on the Cross will have been completely erased: that is the task entrusted to the 18th degree of the Rose Croix. Moreover, 18 is the “Mark of the Beast” 666 and of the Antichrist, but it also symbolizes (Satanic) “heavenly Perfection”, whereas 7 is the number of totality. Here is the reason of the 7 times 18 rays around the “Infinite Sun” of Lucifer! “Infinite Sun” of Lucifer. 3rd “Trinity”: “Holiest and Invisible Trinity”: “upturned Triangle” with the “Central Point”. 2nd “Trinity”: “6-pointed Star”, “5-pointed Star” and the “Central Point”. 1st “Trinity”: base “Triangle” (green) of the “5-pointed Star”. 56 55 54 53 52 The “5-pointed Star” is the perfect image of the DIVINIZED HUMANITY. 51 50 49 70 69 68 67 66 65 64 48 57 58 59 60 61 62 63 The universal axis: in this geometry, the axis is that of the “5 and 6-pointed Star”: the truth communicated to man by Lucifer s the “divinization of Humanity, of Creation and of the Matter”, with Lucifer at the Center. The destruction of Catholic Authority. It is the “Cult of Lucifer”. It is the 3rd temptation of Christ in the desert: “power”. It is “man fighting God”. It is the aim of the 3rd series of the 11 degrees of the A.A.S.R.. 47 The “base Triangle” (green) is the image of the DIVINIZED MATTER. 46 45 Lucifer replaces Christ as King of the Universe! 43 42 40.40 m: it is the symbol of waiting, trial, and punishment. Menorah: symbol of the B’nai B’rith. 41 40 39 38 37 High Jewish Freemasonry of the B’nai B’rith. 36 34th 34 stone: “New Reformed Palladian Rite”. 33 degrees: “Ancient and Accepted Scottish Rite” (A.A.S.R.) 35 33 32 31 25 degrees of the “Scottish Rite of Perfection” whence the A.A.S.R. was born with the addition of the 8 degrees of the Order of the Illuminati of Bavaria. 30 The 14 stones of the two side arms are always “pointed cubic stones”, as they converge to the vertex of 50 m, and have: Length = 66 + 6° (arm’s lower angle) = 666 2 side angles of 9° = 2 x (9 = 1 + 8 = 18 = 666) = 2 x 666 26 29 28 27 25 24 23 22 21 The height 72 of the stones expresses the number of the Antichrist 666. The two angles at the vertex (50 m) of 3° of each stone indicate 33, namely, the Freemasonry of the A.A.S.R. 20 19 18 17 16 The height of the 54 “perfect stones” of the column of the cross, of 72 cm, expresses the 72 Names of the Kabalistic name of God (namely, of Lucifer) in the ecumenical reunion of all the religions of the earth. 15 14 The “New Tower of Babel” «Chapter 10 of Genesis enumerates 70 peoples of the earth that were scattered after the construction of the Tower of Babel». Masonic Hebraism intends to reunite these 70 peoples (there are 70 stones in the cross) in order to build the “Temple of the Ecumenical Counter-church of the Antichrist”, which is the “New Tower of Babel”. 10 13 12 11 9 8 7 6 5 4 3 2 The 1st stone has the side of the base square of 25 dm. “Chiesa viva” *** March 2006 The “6-pointed Star” is the perfect image of DIVINIZED CREATION. 1 The central circle of radius 108 and the two Stars represent 9 times 666 (the Triple Trinity) 108 = 1 + 8 = 18 = 1 x 666 108 = 6 x 18 = 6 x 666 6-pointed Star = 1 x 666 5-pointed Star = 1 x 666 The number 666 of the cross: 54 stones: 1 x 666 = 54 x 666 48th stone: 2 x 666 = 2 x 666 56th stone: 3 x 666 = 3 x 666 14 side st.: 3 x 666 = 42 x 666 Radius circle = 108 = 6 x 666 Center circle = 108 = 1 x 666 Total = 9 times 666 Total = 108 times 666 56th stone: 5 + 6 = 11 = Jewish Freemasonry 3° + 3° = 33 = Freemasonry of the A.A. Scottish Rite Height: 72 = 66 + 6 = 666 Upper sides: 42 x 42 = 2 (6 x 6 + 6) = 2 x 666 Total: 3 x 666 (The Masonic Hebraism declares war on God). The 48th central stone with the two side arms of 7 stones each, form 7 Tetragrammaton, or 7 “Magic Squares”: The square is that of side 72 x 72 of the 48th stone The 8 directions are expressed by the height 80 of the 48th stone; The 8 n. 15 for each “Square”, are obtained as sum of the 2 side angles of 9° with the lower angle of 6° of each side stone, which form 4 intersections of 9 + 6 = 15. 48th stone: Upper sides 72 x 72 = 2 (66 + 6) = 2 x 666 The sides 72 x 72 and the height = 80 indicate the Tetragrammaton. 72 = 7 + 2 = 9 9 x 8 = 72 2 x 72 = 2 x (66 + 6) = 2 x 666. The stones used to build this Temple are the 70 “pointed cubic stones”, each represented by the n. 7, which is the number of the “Master”, the “perfect man”, the “perfect Stone”. The “perfection”, the “cubic” shape of all these stones, notwithstanding their diversity, is represented by the number 666. The stones, therefore, are not “the angle stone discarded by the constructors”, that is, Jesus Christ, but precisely the opposite: the Antichrist! 61 The 33 DEGREES of the Ancient and Accepted Scottish Rite «The true division of the 33 degrees into 3 series of 11, is only found in the most secret instructions, outside the 33 degrees, and in the symbols, under which the true Masonic secrets are “impenetrably hidden”»1. One of these documents is the “Secret Instruction given to general Giuseppe Garibaldi” on the occasion of his promotion to Chief of Freemasonry. This document, one of the vividest lights ever to emerge from the darkness of Freemasonry, with all the Authority of the Hidden Chiefs of Freemasonry, exposes, in a clear and unequivocal manner, the real meaning of the subdivisions of the 33 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite, into the three series of eleven.2 H Perfect Master; 6 th, Intimate Secreere is an excerpt of the docutary; 7th, Provost and Judge; 8th, Inment: tendant of the Building; 9th, Elect of «(…) in our Order, no degree reveals the Nine; 10 th, Elect of the Fifteen; completely the Truth; it merely makes 11th, Elect of the Twelve; which allows less thick the veil that hides it from the us to lead a profane from the unawareprying gaze. To us, invested with the ness of the “Apprentice” up to the missupreme power, and to us only, does it sion of “Elect of the Twelve”, for the unveil it entirely, and, by flooding our indefense of Masonic virtue, for the crutel- ligence, our spirit and our heart, it sade of Man, God of himself (…). makes us know, see and hear that: Man is, at one time, God, Pontiff and In order to fight their foul Morals, we King of himself. (…). have the degrees: 12th, Grand Master Hence Freemasonry, perfect syntheArchitect; 13 th, Royal Arch of Solosis of all that is human, is God, Ponmon; 14 th, Grand Elect Perfect and tiff and King of Humanity; (…) Sub-lime Mason; 15th, Knight of the As for us, grand chiefs, we form the East; 16th, Prince of Jerusalem; 17th, Holy Battalion of the Sublime PatriKnight of the East and West; 18th, Kniarch, whom, in turn, is God, Pontiff ght Rose Croix; 19th, Grand Pontiff; and King of Freemasonry. 20th, Master ad Vitam; 21st, Patriarch Here, Brother, is the third triangle, Noachite; 22nd, Prince of Libanus (…). the third triple truth that will give your intelligence, your mind and In order to fight their guilty Authority, your heart the ineffable happiness of we have the degrees: 23rd, Chief of the the absolute possession of the Truth Giuseppe Garibaldi with the 33d degree of A.A.S.R. Tabernacle; 24th, Prince of the Taberwithout veils! The entire Organizanacle; 25th, Knight of the Brazen Sertion, functioning and teaching of the pent; 26th, Prince of Mercy; 27th, ComOrder, appears now to your eyes, mander of the Temple; 28th, Knight of Brother, beaming with clar-ity, and you the Sun; 29th, Knight of St. Andrew; 30th, Knight Kadosh; see, you comprehend that all our teaching finds its fulfillment in 31st, Inspector Inquisitor Commander; 32nd, Sublime Prince this: to restore the triumph of our Virtue, of our Morality and of the Royal Secret; 33rd, Grand inspector General (…). of our Authority throughout the whole of Mankind. For that, our degrees have a triple classification, depending on The clerical, infamous assassins of humanity, oppose, you whether they are called to fight that which our impla- cable adsee it, Brother, to our Virtue, to our Morals, to our Author-ity, versaries, our mortal enemies, our infamous persecutors, the their Property, their Religion and their Law; and these are thclerical, dare call: their Virtue, their Morals and their Authority. ree mortal enemies of Freemasonry which you will fight from this time forth, as army commander (…). In order to fight their abject Virtue, we have the degrees: 1st, Neither the Law, nor Property, nor Religion can thus impose Apprentice; 2nd, Fellow; 3rd, Master; 4th, Secret Master; 5th, 1 Leone Meurin, cited work, p. 261. («All of our Masonic secrets are impenetrably hidden under the symbols», ref. Paolo Rosen, “Il Nemico sociale”, The Social Enemy, p. 297). 2 The “Secret Instruction” was published by Paolo Rosen in his 62 book, “Il Nemico sociale”, The Social Enemy, and by Mons. Leone Meurin in his work, “La Framassoneria: sinagoga di Satana”, Freemasonry: Synagogue of Satan, Siena, 1895, pp. 261-266. “Chiesa viva” *** March 2006 themselves to man; and because EQUALITY, the omnipotent level they annihilate him, depriving him of through which we transformed his most precious rights, they are asthe world, means: sassins of which we vowed to draw – Equality of properties, for man’ terrible revenge; they are enemies rights of on the common earth, as a on which we have sworn a relentcitizen of one and the same world, less war, a war to the death! as the son of one and the same moOf these three infamous enemies, it is ther, are more ancient and more Religion that must be the constant sacred of all the contracts and all thought of your assaults; for a peothe customs, and, as a consequence, ple has never survived his Religion, these rights must be shattered, and because, by killing Religion, we these customs must be abrogated; shall have in our hands Law and – Equality of fortunes, with the proProperty; because by establishing, portioned equilibrium of salaries, over the cadavers of these assaswith the complete and radical abolisins, the Masonic Religion, the Mation of inheritance rights, with the sonic Law, the Masonic Property, expropriation of all financial Compawe shall have regenerated Society nies, with the appropriation to the (…). national solidarity of each people, of As our God is neither substance, banks, channels, transports, insurnor body, nor soul, nor creator, nor ances and mines; father, nor word, nor love, nor para– Equality of individuals, through cletus, nor redeemer, and nothing, solidarity, through the equal enjoywe have submitted the Church to ment for each to one’s own solidarithe secular power and upturned the tarian production. temporal power of the Pope, waiting It is through Equality, as a lever, for the disruption of his spiritual and human appetites, as a pivot power. point that we will wipe out forever Because we are the builders of the the Silver Aristocracy, implacable new Temple of the happiness of executioner of mankind. Mankind, and because in order to build it, it is necessary to commence BROTHERHOOD, the omnipotent from demolition, from the destruction promise with which we estaof the current social State, we have blished our power, means: suppressed religious teaching; we – Brotherhood in Freemasonry, to The “5-pointed Star”, formed by the three have suppressed the right of the build a State within the State, with triangles symbolizing the self-divinization of peoples. means and functioning independent Humanity, of Freemasonry and the Masonic After having overthrown the tempoof the State, unbeknownst to the Leadership, in its numerical composition exral power of Pope, of our infamous State; presses, as sum of the three series of 11 deand mortal enemy (…) our Supreme – Brotherhood in Freemasonry, to grees of each triangle, the number of the Chief will reign alone over the build a State superior to the State, “Mark of the Beast” 666. world, and, sitting on the steps of with a Unity, a cosmo- politism, a its throne, Freemasonry will share universality that make it (Freemawith him Omnipotence!… sonry) superior, leader of the State; Grand and dazzling it is this supreme – Brotherhood in Freemasonry, to aim that we have shown to you, but build a State against the State (…); great and patient are the works and It is through Brotherhood, as a letoils that are nec-essary to obtain it. ver, and human hatreds, as a pivot point that we will wipe Today, as you seat among the Grand Masters, your works must out forever Parasitism and armed Repression, these plaincrease in intensity, and to better point out to you their tendengues as yet unchecked, these fierce bugbears of mankind. cies, assuring at one time their success and their triumph, we will clearly outline to you the Great Light of the supreme initiation: Brother, here is the term of your instruction as Chief of FreeYou are to yourself God, Pontiff and King. Your reason is masonry. And now, take with us the Supreme Oath: the sole rule of Truth, the sole key to science and politics. Your appetites and your instincts are the sole rule of Good, – I vow to have no homeland other than the Universal the sole key of progress and happiness. Homeland. You must comprehend and interpret, as follows, our holy enterprise: «FREEDOM, EQUALITY, BROTHERHOOD». – – – – FREEDOM, the omnipotent weapon with which we have disrupted the world, means: Independence, without limits and without restrictions, subtracted to any kind of authority; Independence of spirit, which could not be generated by any revelation, nor limited by any dogma; Independence of will, which will not submit to any power, which will recognize no King, or Pope, or God; Independence of personality, which has severed all the chains that enslaved it; physical and moral alike, chains of the earth and chains of heaven, in order to achieve the independence of humanity, toward its absolute and complete emancipation. It is through Freedom, as a lever, and human passions, as a pivot point, that we will crush forever the Kings and the Priests, these implacable enemies of mankind, more fateful to humanity than the tiger to the other animals. “Chiesa viva” *** March 2006 – I vow to fight relentlessly, always and everywhere, the boundaries of the nations, the boundaries of the fields, of the houses and of the factories, and the boundaries of the family. – I vow to shatter, sacrificing my live, the boundaries where humanicides have traced, with blood and with mud, the name of God. – I vow to sacrifice my existence to the indefinite triumph of progress and of universal unity, and I declare to profess the repudiation of God and of the soul! And now, Brother, that the Nation, Religion and the Family have disappeared forever, for you, in the immensity of the work of Freemasonry, come into my arms, Most Powerful, Most Illustrious, and Dearest Brother, to share with us the unlimited Authority and the boundless enjoyment that we exert over Humanity»! 63 SUMMARY OF THE 33 DEGREES OF A.A.S.R. The “Patriarch of Universal Freemasonry”, Albert Pike, concerning the secrets and symbols of Freemasonry, said: «All true dogmatic religions have come out of the Kabala and return to it: all that is great and scientific in religious ideals… comes from the Kabala; all the Masonic associations owe their secrets and their symbols to the Kabala». In fact, the 33 degrees of the Ancient and Accepted Scottish Rite, are divided in three series of 11 degrees, where the number 11 is the mystical number of the Kabala, representing the “deification of Man” with the 10 divine attributes emanated from the Ensoph: Kingdom, Foundation, Glory, Triumph, Beauty, Justice, Mercy, Intelligence, Sapience, Crown. This is the pantheistic lie that is: - the denial of the eternity of the Holiest Trinity; - the denial of the creation from nothing; - the denial of the difference between God and the universe; - the lowering of God to the level of His creature; - the elevation of Man to the level of God; - the separation of Man from God, to the perdition of his soul. In one word: a satanic Kabala! Middle Column (Triangle-Fire) Masculine Column Femminine Column (Sun-Earth) (Moon-Water) Crown Sapience Mercy Intellingence Brotherhood Justice Equality Glory Freedom Beauty Triumph Foundation Kingdom 64 “Chiesa viva” *** March 2006 *** In the three Series of 11 degrees, the Ancient and Accepted Scottish Rite “perfects” these ten “divine attributes” of each mason respectively promoting: the corruption of the Body, by means of the “Cult of Phallus”, the corruption of the Soul, by means of the “Cult of Man”, and the corruption of the Spirit, by means of the “Cult of Lucifer”! The Profane, animated by the “Fire” of rebellion against God, with his “divine attributes”, that is his three Columns: Earth, Water, Fire, enters the Temple of Masonry as the “rough stone” also called the blasphemous, satanic and masonic 1st “Holy Trinity”. This 1st “Holy Trinity” will be later smoothed into a cubic stone (11th degree) and then into a pointed cubic stone or Master (15th degree), the Man-God, the Man with the spirit freed by any divine Authority, also called the blasphemous, satanic and masonic 2nd “Holy Trinity”. Only who, among the vertex of Freemasonry, succeeds to become Patriarch of the World and Emperor of the World, he will form, together with Lucifer in person, the blasphemous, satanic and masonic 3d “Holiest and Indivisible Trinity”. “Chiesa viva” *** March 2006 65 FIRST SERIES OF 11 DEGREES (the corruption of the Body, by means of the “Cult of Phallus”) The 1st Series of 11 degrees of the 33 degrees of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite serves to fight the “abject Catholic Virtue” with the “Man-God”. Heraldic emblem of the11th degree. 1st Kingdom - Appr entice: Recruitment: from the Kingdom of profanes, the Candidate, animated by the fire of rebellion against God, the Rough Stone, has to be perfected into a Cubic Stone for the masonic Perfect People. This Recruitment is the masonic Baptism to enter the kingdom of Satan. The Candidate, at the first degree, represents the 1st HOLY TRINITY. _____________________________________________________________________________________________ 2nd Foundation - Fellow: Origin of a Man with the Cult of Phallus. The two sexes of the Deity, added to the Rough Stone lead to the formation of the Body of a Perfect Man. 3rd Glory - Master: Conception of a son of Lucifer, for the glory of Lucifer who is called Master. “What is the fate of man? Amidst dust, corruption and worms!” 4th Triumph - Secr et Master: Birth of a new conscience. Nine months from the day of Conception having passed, the Soul enters the Body of Man: human Conscience is to obey instincts. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 5th Beauty - Perfect Master: Cult of deification of the human soul, as divine spark of the Primal Cause. The Matter is eternal; these exists an evil God: that one of the christians. 6th Justice - Intimate Secr etar y: Extension of the human soul to the entire humanity. The human soul is a particular revelation of the universal soul revealing itself with immensity. 7th Mercy - Pr ovost and Judge: Completion: the royal art is the government of the souls, mysterious key to move war on Faith and Religion to win the enemies. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 8th Intelligence - Intendant of the Building: War on Holy Faith which is harmful to intelligence. Corruption of intelligence. The mason is admitted to the building of the Temple. 9th Sapience - Elect of the Nine: Conquest of Religion. Corruption of Sapience revealed for its prudence in seeking revenge of Religion. The candidate stubs the dummy of Religion. 10th Crown - Elect of the Fifteen: Domination: complete Victory over the enemies. The Candidate receives the crown when, beside the dummy of Religion, he stubs those of the Law and Property. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 11th Ensoph - Elect of the Twelve: MAN WITHOUT GOD, apogee of the Masonic Perfect People. Adoption of a new Jewish brother for Lucifer. Human reason, revelation of divinity, is itself divine, hence independent from any authority: the Rough Stone has become Cubic Stone”, that is, Perfect Mason. It is sovereign: Man is God to himself! Hence he fulfils his duties toward himself! 66 “Chiesa viva” *** March 2006 SECOND SERIES OF 11 DEGREES (the corruption of the Soul, by means of the “Cult of Man”) The 2nd series of 11 degrees of the 33 degrees of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite serves to fight the “foul Catholic Morals” with the “Man-Pontiff”. Heraldic emblem of the 22nd degree. 12th Kingdom - Grand Master Ar chitect: Recruitment: from the Kingdom of the Perfect People of the freemast sons of the 1 series of 11 degrees, one must form the priestly People, elect People or Levitic People. Confession and Communion: mystic union with the Great Architect of the Universe. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 13th Foundation - Royal Arch of Solomon: Origin of a new Priest. The new doctrine: pantheistic notions about the Primal Cause. The Cult of Man to abolish of the submission of the political and scientific power to the spiritual power of the Church. Freedom of Masonic education of the people. 14th Glory - Grand Elect Perfect and Sublime Mason: Conception of a new soul of a pantheistic Priest: the voice of conscience is hushed forever. Freedom of conscience of the people. Freedom of ignoring the ordered good and of committing the forbidden evil. 15th Triumph - Knight of the East: Birth of a soul of a new Priest. Freedom of thought. The spirit freed by any divine authority creates the Master, the perfect Stone, the Divinized Man, representing the 2nd HOLY TRINITY. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 16th Beauty - Prince of Jerusalem: Cult of the new Temple: the universal Masonic Republic founded upon a universal cult: the multi-ethnic and religiously ecumenical State. 17th Justice - Knight of the East and West: Extension of Judaism in the Christian field. The Masonic infiltration into the Church Hierarchy and its perversion. 18th Mercy - Knight Rose Croix: Completion of the Masonic Antichristianism. The Knight Rose Croix must eliminate the Sacrifice of Christ on the Cross in the Holy Mass. The Candidate becomes Jewish Pontiff! ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 19th Intelligence - Grand Pontif f: War to conquer the absolute freedom of teaching in order to lead humanity to the scientific-philosophical religion of the Gnostics. 20th Sapience - Master ad Vitam: Conquest and elimination of any form of Christian “obscurantism” as a premise to the Caesarpapism of the next degree. 21st Crown - Patriar ch Noachite: Domination with the Caesarpapism exercised by the Jews over all the nations as merge of the spiritual and temporal power into the same hand. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 22nd Ensoph - Prince of Libanus: MAN PONTIFF, apogee of the masonic priestly People. The King-Pontiff, worshiper and sacrificer to Lucifer. The freemason becomes Jewish Pontiff and he is called to propagate the lies, the vices and the sacrileges to which he has been initiated; in this manner, he fulfils his duties toward his neighbour! “Chiesa viva” *** March 2006 67 THIRD SERIES OF 11 DEGREES (the corruption of the Spirit, by means of the “Cult of Lucifer”) The 3rd series of 11 degrees of the 33 degrees of the Freemasonry of the Ancient and Accepted Scottish Rite serves to fight the “guilty Catholic Authority” with the “Man-King” Heraldic emblem of the 33rd degree. 23rd Kingdom - Chief of the Tabernacle: Recruitment from the Kingdom of the Priestly People of the 22nd degree, to form the People-King for the Masonic Government, whose political aim is to declare war on Religion and to eradicate it with shrewdness. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 24th Foundation - Prince of the Tabernacle: Origin of a new Lucifer who, with the Cult of Lucifer, starts to communicate with the evil spirits. The Candidate performs the acts of faith, of submission and of worship. 25th Glory - Knight of the Brazen Serpent: Conception of a new Lucifer. The cult of the God Serpent: Satan replaces Christ of the Cross as man redeemer. 26th Triumph - Trinitar y: Birth of a new Lucifer who enters the three regions of Intelligence, of Conscience, and of Reason, which correspond to the political, social and material needs of Humanity. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 27th Beauty - Commander of the Temple: Cult of blind obedience to the hierarchical orders, premise to build the Masonic Government. Political Freedom for the new Lucifer. 28th Justice - Knight of the Sun: Extension of the army of Lucifer. The great secret is revealed: the spectacle of Nature and her Intelligence as sole rule of faith. Follows the most infamous libertinage and principles of black magic. 29th Mercy - Knight of St. Andr ew: Completion of the Candidate’s “sanctification”: act of obedience to the Supreme Master who appears under the figure of the Baphomet. The soul of the Candidate is perfectly incorporated into the kingdom of Satan. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 30th Intelligence - Knight Kadosh: War on God. The Candidate burns scented incense to Lucifer and becomes Holy Kadosh, who wielding the dagger against heaven, chants his hatred to God with the words: “Revenge, Adonai!”. 31st Sapience - Inspector Inquisitor Commander: Conquest of the judicial Supremacy. Oath to the Masonic Authority and dissolution of any other oath made in the past to the Homeland and to the Laws. 32nd Crown - Sublime Prince of the Royal Secret: Domination of the Masonic Authority over the hatred funneled toward the Church of Christ that must be annihilated. The weapon used is the Great Pantheistic Lie from which derives the self-deification of man and the edification of a “New Tower of Babel”. The Motto is: “Revenge, Carnage!”. ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ 33rd Ensoph - Grand inspector General: MAN KING, the Man against God, apogee of the People-King. This degree is that of the Emperor-Pope of the Masonic Caesarpapism. The double motto of this degree is: “Ordo ab chao” and “Deus meumque Jus”. Man his King to himself! And that is how he fulfils his duties toward God! 68 “Chiesa viva” *** March 2006 «Jesus, regrettably, has reason to complain for the ingratitude of his own ministers! How many unfortunate brothers of ours correspond to the love of Jesus by throwing themselves with open arms into the infamous sect of Freemasonry!». (Saint Padre Pio to F. Agostino, Pietrelcina, April 7, 1913). “Chiesa viva” *** March 2006 69 Pope Leo XIII. 70 “Chiesa viva” *** March 2006 Chiesaviva ANNO XXXVI - N° 382 APRILE 2006 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità VATICANO II UNA SOVVERSIONE RIUSCITA 1 Pasqua di Risurrezione «... Ma, alzando gli occhi, videro già rotolata la pietra, che era molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, che disse loro: “Voi cercate Gesù il Nazzareno. È risorto; non è qui...”» (Mc. 16-17). A tutti coloro che ci sono uniti nella Fede e nell’amore a Cristo Risorto, offriamo il nostro augurio, benedicente! VATICANO II UNA SOVVERSIONE RIUSCITA del sac. dott. Luigi Villa 1 P l’obbligo (imposto da S. Pio X) iù il tempo passa e più della professione della Fede col sono evidenti le regiuramento anti-modernistico, e sponsabilità di questo con l’inventare quell’ibridismo di discutibile “Vaticano II”. Lo ha quell’insensato e massonico ammesso lo stesso Paolo VI, il “ecumenismo”, fondandolo 15 luglio 1970, nell’allocuzione sul paradosso di una Religione all’udienza generale: «Il Concipiù grande, perché non respinlio non ci ha dato la tranquilge più, di fatto, le eresie d’ogni lità desiderata, ma piuttosto tipo e d’ogni genere. ha suscitato turbamenti». Quousque tandem? Ora, siccome anche la IstruzioSe davanti a questo dramma ne “Communio et Progresecclesiale, molti chiudono ansio” ha affermato di voler gacora gli occhi per non vedere rantire e tutelare il “libero (compresa molta Gerarchia!) esercizio del diritto d’inforcercherei di comprendere anmazione”, mi ritengo anch’io ch’io quel significato tremendo autorizzato ad esprimere le mie dell’interrogativo del Divin Maeriflessioni su detto Concilio che, stro: secondo l’attuale Papa Bene«Quod si sal evanuerit, in detto XVI, sarebbe stato “male quo salientur?». interpretato”. È per questo che mi avvio a Ma da chi?.. Non certo da tutti, sottolineare qualcuno dei “testi” specie da coloro che rimasero di questo presunto Concilio Vasubito stupefatti fin dall’inizio ticano II! del Vaticano II, quando i due Papi che lo fecero e che lo Mentre la Curia Romana si ocguidarono, dissero di rinuncupava a preparare il futuro ciare alle definizioni dogmatiConcilio con la serietà e il rigoche, quasi a reinterpretare la re solito, sotto la direzione del Dottrina cattolica sotto la forVeduta del Concilio Vaticano II. Cardinale Segretario di Stato, ma pastorale, quasi che la Domenico Tardini, il papa Chiesa della Tradizione avesGiovanni XXIII, il 30 maggio se sbagliato tutto, o quasi, 1959, invece, disse: «La preparazione del Concilio sovvertendo, così, le sue componenti fondamentali, a non sarà l’opera della Curia Romana»1. partire dalla Liturgia, e immettendo un pluralismo, coE infatti, il 5 giugno 1960, creò un “Segretariato per me espressione della “unità della Fede” e abolendo 1 Cfr. “Acta ante-preparatoria” I, p. 92. “Chiesa viva” *** Aprile 2006 3 Va ricordato anche il ruolo che ebbe Hans Küng, l’unione dei cristiani”, che sarà l’embrione della professore di teologia a Tubinga, il quale presentò “Nuova Chiesa Conciliare”, e a dirigerla ci mise il subito un ordine del giorno, per il Concilio, in cui cardinale Agostino Bea, il quale, poi, avrà un ruolo chiedeva, come primo obiettivo, la Riforma della direttivo nella fondazione della “Nuova Chiesa” poChiesa, in chiave chiaramente protestante, e cioè: st-conciliare. – il riconoscimento della “Riforma” di Lutero, come In effetti, il più grande danno alla Fede non venne avvenimento religioso; tanto dalle varie Commissioni, bensì dal Segretariato – il prendere in maggiore considerazione la Bibdel cardinale Bea, al servizio degli scismatici e degli bia, sia nella teologia che nel culto; eretici. – l’elaborazione di una “Liturgia” del popolo, in linGià nel 1946, l’arcivescovo di Paderborn, Lorenz gua dei vari paesi; Jaeger, e il vescovo luterano d’Oldenburg, Willem – una comprensione per il “sacerdozio universale” Stâhlin, tenevano, in Alemagna, incontri di teologi di tutti i fedeli; delle due religioni per dibattere le dottrine di fede co– il “dialogo” tra la Chiesa e ogni altra religione; muni, o d’altre, ma che sono elementi di divisione. – lo sganciamento del papato da ogni legame con Poi, nel 1952, si costituì la “Conferenza Internaziola politica; nale” per i problemi ecumenici, il cui lavoro sfociò nel – la riforma della Curia Romana e l’abolizione “Segretariato per la Promozione dell’Unità Cridell’Indice dei libri proibiti; stiana”, istituito nel 1960 dal Papa Giovanni XXIII, e – ecc... diretto dal cardinale Agostino Bea2. Nel 1962, infine, questo “Segretariato” ricevette lo Come si vede, fu un faci“Statuto” ufficiale di le profeta, o meglio un Commissione conciliare vero agit-prot della per cui ebbe una parte “Contro-Chiesa”! Infatdeterminante nella preti, quelle sue richieste si parazione del Decreto su ritrovano tutte (sia pure l’Ecumenismo del Conciin una apparente modifilio Vaticano II. cazione!) nei documenti Il cardinale Bea, ormai, definitivi del Vaticano II! aveva le mani libere; ma, E si badi: Küng si appelben conoscendo la Curia la con astuzia a GiovanRomana usò ogni astuni XXIII, opponendolo zia per aggirare gli ostacome Papa vivace in coli che opponevano i una massa di cristianità non-ecumenisti. Abiladdormentata: «... Le mente, evitò di pronunparole e gli atti del Paciare la parola “ecumepa - scrive - potranno nismo”, manifestamente svegliare questi addorlegata alla concezione mentati?»3. protestante dei rapporti Il massone cardinale tra i “cristiani”, per cui Franz Köenig, arciveparlò, invece, di “ritorno scovo di Vienna, fece la dei non-cattolici in seprefazione a quello scritno alla Chiesa”. Ebbe Papa Giovanni XXIII. to di Küng, in lingua tesubito l’approvazione di desca, definendo il libro Giovanni XXIII, il quale, come un “felice presagio”! così, ebbe l’opportunità di realizzare il Concilio come Nell’edizione francese, un altro cardinale massone, lo sognava Lui, e non come lo avrebbe voluto la CuAchille Liénart, arcivescovo di Lille, ne sottolineò ria Romana! l’importanza ecumenica!.. Si svilupparono subito approcci con gli ortodosChiaro! Il primo impasto della “Nuova Chiesa” consi, coi vecchi cattolici, con gli anglicani e i proteciliare era fatto... su una linea massonico-giudaistanti, invitandoli tutti a mandare dei loro rappreca!.. sentanti al Concilio. Non solo, ma si promise agli Nessuna meraviglia (figlia dell’ignoranza!) perché, a ortodossi russi che mai sarebbe stato condannacomprovare questo progetto, fu non solo la preparato il socialismo (comunismo-marxismo). Il che, infatzione di schemi, ben differenti da quelli preparati dalti, fu sempre rispettato. le Commissioni preparatorie, elaborate alla Curia RoSi avverava, così, quello che scrisse un secolo fa, il mana, ma ci fu anche un “progetto”, svelato in una grande iniziato massonico, Saint Yves d’Alveidre, in “plaquette”, distribuita a tutti i Padri conciliari. Os“Mission de l’Inde”: «Infine, per terminare questa sia, un “progetto” che era un vero complotto giuMissione con un voto: verrà il giorno di un Concidaico contro la Chiesa cattolica, già smascherato, lio ecumenico europeo, in cui saranno rappresennel 1936, dal giornale “Catholic Gazette” di Londra, tati tutti i Culti»! 2 4 Cfr: Jedin, “Histoire de l’Eglise”. 3 Cfr. “Concile et retour à l’unité”, pp. 35-36. “Chiesa viva” *** Aprile 2006 giudeo... organo ufficiale della Società Missionaria Cattolica Noi siamo riconoscenti verso i Protestanti.. per d’Inghilterra. l’ammirevole appoggio che essi danno alla nostra Nel suo numero del febbraio 1936, infatti, era apparlotta contro la potenza della civiltà cristiana e dei so un articolo dal titolo: “The jewish peril and the nostri preparativi per l’avvenimento della nostra Catholic Church” (il pericolo giudaico e la Chiesa supremazia sul mondo intero e sui regni dei GenCattolica). In esso, veniva riportato quello che si era tili... detto in alcuni corsi di riunioni segrete di Giudei, a Noi siamo riusciti a distruggere la maggior parte Parigi. dei troni europei. Il resto seguirà in un prossimo Poco dopo, il settimanale “Le Réveil du Peuple” avvenire. La Russia ha già accettato il nostro repubblicava un articolo in cui si precisava che quelle gno. La Francia, col suo Governo massonico, si “dichiarazioni” erano state fatte in riunioni segretrova nel nostro potere. L’Inte dell’Ordine massonico dei ghilterra, dipendente dalle “B’nai B’rith”, composto di nostre finanze, si trova sotto soli giudei. i nostri talloni; e la nostra Riporto, qui, alcuni stralci di speranza per la distruzione quell’articolo del 1936: della Chiesa cattolica si trova «Fin che sussisterà tra i gennel protestantesimo. La Spatili una qualunque conceziogna e il Messico sono due ne morale dell’ordine sociale, strumenti nelle nostre mani. e fin che ogni religione, ogni Molti altri Paesi, compresi gli patriottismo, ogni dignità non Stati Uniti d’America, sono saranno liquidate, il nostro già sottomessi ai nostri piaregno sul mondo non potrà ni... La maggior parte della venire... Noi abbiamo ancora stampa mondiale è sotto il un lungo cammino da fare nostro controllo; facciamo di prima di poter distruggere il tutto perché essa eserciti vionostro principale oppositore: lentemente l’odio del mondo la Chiesa cattolica. Per quecontro la Chiesa Cattolica...». sta ragione, noi ci siamo dati da fare per attaccare con effiÈ un film satanico che si snoda cacia la Chiesa nei suoi stessotto gli occhi di una Gerarchia si fondamenti: Noi abbiamo e di un Clero ormai “oppiato” diffuso lo spirito della Rivoluda una propaganda giudaicozione e del falso liberalismo massonica, a cui stentano anin tutte le Nazioni dei Gentili, cora da credere di essere vittial fine di arrivare a convinme e persino conniventi!.. cerle di allontanarsi dalla loro Un’ignoranza clericale che Fede e ad avere vergogna di sgomenta!.. professare i precetti della loPapa Paolo VI. Segnalo, perciò, ancora un doro religione, e di obbedire ai cumento che dovrebbe far apricomandamenti della loro re gli occhi anche agli orbi!.. Chiesa. Noi abbiamo condotIl 10 gennaio 1937, il giornale giudeo di New York, to un buon numero di questi a trasformare in atei “Freiheit”, scriveva: «Secondo la religione giudaie, ancora di più, a glorificarsi di discendere dalla ca, il Papa è il nemico del popolo giudeo per il soscimmia (Darwinismo). Noi abbiamo inculcato a lo fatto che egli è il capo della Chiesa cattolica. Il loro delle nuove teorie, impossibili a realizzarsi, Giudaismo si oppone al Cristianesimo, in generaquali il comunismo, il socialismo, l’anarchismo, le, e alla Chiesa cattolica»4. che ora servono ai nostri progetti... Dunque, il Giudaismo lavora solo per la distruzione Noi abbiamo seguito il consiglio del nostro capo del cristianesimo, in qualsiasi modo e in qualsiasi ocdei Giudei, che dice saggiamente: fate che qualcasione propizia ad hoc. cuno dei nostri figli diventino cardinali e vescovi Una settimana dopo che fu costituito il “Segretariato per distruggere la Chiesa... per l’unità dei cristiani” (5 giugno 1960), con il MoNoi siamo i padri di tutte le rivoluzioni, anche di tu Proprio “Superno Dei Nutu”, arrivò in Vaticano il quelle che si voltano contro di noi... delegato dei “B’nai B’rith”, Jules Max Isaac, ed ebNoi possiamo gloriarci d’essere i creatori della be subito anche un incontro, della durata di più di Riforma. Calvino fu uno dei nostri figli; era di oriun’ora, col card. Bea. gine ebrea, abilitato dall’autorità giudaica e stimoUscendo dal Vaticano, il fratello Jules Max Isaac rilato con la finanza per adempiere il suo ruolo neltornò in Loggia con “più di una speranza”. Giovanla Riforma. Martin Lutero fu influenzato dai suoi ni XXIII, infatti, gli aveva promesso una “revisioamici giudei, e il suo complotto contro la Chiesa ne” della dottrina cristiana sui rapporti tra Chiesa fu coronato dal successo, grazie al finanziamento 4 Cfr. P. Loyer, nella Rivista Internazionale delle società segrete, Parigi 13 aprile 1930, p. 352 - tr. it. “Chiesa viva” *** Aprile 2006 5 e Giudaismo. Un impegno solenne che divenne, poi, Dunque, la “Nostra Aetate” è un prodotto dell’Alta realtà con la Dichiarazione conciliare “Nostra AetaMassoneria ebraica dei B’nai B’rith, anche se non te”.5 è un prodotto puro. Comunque, è pur sempre un teSarà bene ricordare, qui, quello che scrisse il Nubius sto fondamentale del Vaticano II che enuncia e il 3 aprile 1824: «Devo fare l’educazione immorale propaga il princìpio secondo il quale tutte le relidella Chiesa, e giungere con piccoli mezzi ben gioni sono vie di salvezza; ossia, una logica congraduati... al trionfo dell’idea rivoluzinaria per seguenza della dottrina della “libertà religiosa”, mezzo del Papa»! contraria, però, alla dottrina cattolica, mirabilmenEd ecco, infatti, che i Giudei s’infiltrarono nella Chiete riassunta da Pio XII: sa ed ebbero una grande influenza, come, ad esem«In realtà, non si può contare come membri della pio, sul cardinale Bea, nato giudeo sotto il nome di Chiesa se non quelli che hanno ricevuto il bagno Béhar; così Mons. Braum, Oesterricher, entrambi della rigenerazione, e chi, professando la vera fegiudei convertiti. de, non hanno avuto la disgrazia si separarsi Quando Giovanni XXIII divenne papa, promise a dall’assemblea di questo Corpo, e non sono stati Bea, presidente del “Movimento Giudeo Mondiaseparati dall’autorità legittima per causa di gravi le”, di far ammettere al Concilio un testo che asfatti»8. solveva i Giudei dal “deicidio” del Venerdì Santo, Ma il Vaticano II è un Concilio diverso da quello che dopo un appello dei Giudei di tutto il mondo. Il che, la Curia Romana voleva, e che il card. Ottaviani, infatti, avvenne!6 prefetto del Sant’Uffizio, aveva già preparato con la Si legga anche “Infiltrations ennemies dans l’EgliCommissione preparatoria. Infatti, nel suo discorso se” di Léon de Poncins, in cui si legge che, il 25 d’apertura del Vaticano II, papa Giovanni XXIII progennaio 1966, nella Rivista americana “Look”, uscì clamò la “sua fede” nell’avvenire, mise in luce la questo articolo esplosivo: “Comment le juifs ont sua volontà di fare tutto di nuovo: changé le pensée catholique”. In quell’articolo, vi si «Nella situazione attuale della Società, alcuni non afferma che la dichiarazione conciliare “Nostra vedono che rovine e calamità. Essi son soliti dire Aetate”, in cui si tratta che la nostra epoca è della questione giudea, profondamente peggiofu negoziata a New rata, in confronto ai seYork dal card. Bea (non coli passati... A Noi certo per sua propria inisembra necessario dire ziativa!) con i responsail nostro completo dibili dell’Alta massoneria saccordo con i profeti dei B’nai B’rith, organizdi sventure che annunzazione prettamente cociano sempre delle castituita da ebrei! tastrofi, come se il Nonostante che, a seguimondo sia vicino alla to della reazione di molti sua fine... Bisogna che vescovi e di rappresenla Chiesa si giri verso i tanti diplomatici dei Paetempi presenti che porsi arabi, l’abbozzo del gono nuove vie all’apodocumento, voluto dai stolato cattolico». B’nai B’rith, non fosse Subito, i Prelati progresstato approvato, tuttavia, sisti, specie francesi, teil testo promulgato era deschi, olandesi, si diesempre “ciò che si era dero da fare per assicuIl cardinale Yves Congar. potuto ottenere di merare quel “piano giovanglio” per conformarsi alneo” che insabbiava tutti le direttive dei B’nai i preparativi del cardinale B’rith.7 Ottaviani. Da sapere anche che il domenicano Yves Congar, Fu il massone card. Lienart9 che s’incaricò di fare su domanda di Bea, si recò alla Sinagoga di Strala svolta al Concilio. sbourg “ad audiendum verbum”, ossia a discutere Infatti, il 15 ottobre 1962, per l’elezione dei 160 memcoi capi di quella comunità ebraica “su ciò che bri delle Commissioni conciliari, il card. Lienart dodoveva fare il Concilio”. mandò di soprassedere al voto, perché «Noi non Questo incontro lo ha riportato anche lo scrittore Lasiamo disposti ad accettare delle liste di candidazare Lindau, in due articoli su “Tribune juive”, n° ti, compilate prima che il Concilio fosse riunito; 903 del 17-20 gennaio 1986 e n° 1001 del 25-31 diNoi non abbiamo avuto il tempo materiale di scecembre 1987. gliere i nostri candidati». Con lui, si associò subito Cfr. Sodalitium, n° 41: “Il Papa del Concilio”, p. 12. Cfr. Ralph M. Wiltgen, “Le Rhin se jette dans le Tibre”, ed. Di Cédre, 1982, pp. 165-166. 7 Cfr. Léon de Poncins, “Infiltrations ennemies dans l’Eglise”, Docu5 6 6 ments et témoinagnages, Ed. Henri Coston, 1970. 8 Cfr. AAS, 35 (1943), 202 s; Denz. 2286; Denz. Sch. 3802. 9 Fu iniziato alla Massoneria a Cambrai, nel 1912 e, nel 1924, veniva già innalzato al 30° grado del Rito Scozzese Antico. Sul suo letto di “Chiesa viva” *** Aprile 2006 anche il card. Frinks, arcivescovo di Cologna.10 E così, quei Prelati progressisti imposero nuovi testi, preparati dai loro collaboratori progressisti-modernisti! Purtroppo, la maggior parte dei Padri conciliari era dalla parte progressista, non rendendosi conto che Giovanni XXIII e Paolo VI erano stati avvinti dalla corrente modernista, per cui contrassegnarono i documenti del Vaticano II sulle tracce della “Nouvelle Théologie”, condannata da Pio XII nella sua “Humani generis” (1950). È evidente, perciò, che Paolo VI abbia sempre premuto perché ci fosse un voto massiccio da parte dei Vescovi! Ma allora, perché non si potrebbe pensare che il Vaticano II fu una vera “quinta colonna” delle forze ebreo-massoniche? La Rivista della Frammassoneria “Humanisme”, nel n° 186 del 1989, riporta un “Tête-à-tête” tra mons. Roncalli e Alexandre Chevalier (che divenne Gran Maestro nel 1965!), in cui si svela l’ipotesi che la Loggia “L’Etoile Polaire” (l’Atelier) “era all’origine del Vaticano II”.11 Ma già nel 1962, Maurice Pinay aveva scritto: «(col Concilio Vaticano II) è stata compiuta la più perversa cospirazione contro la Santa Chiesa... Sembrerà... incredibile, a coloro che ignorano questa cospirazione, che quelle forze anti-cristiane continuano ad avere, all’interno delle gerarchie della Chiesa, una vera “quinta colonna” di agenti controllati dalla Massoneria, dal comunismo e dal potere occulto che li governa. Questi agenti si trovano tra i cardinali e i vescovi che formano una specie d’ala progressista in seno al Concilio»12. E con quale scopo? Spingendo il Concilio a mettersi contro la Tradizione e le passate condanne, si verrebbe a provare ai fedeli che, predicando il contrario a quello che si era sempre insegnato, la Chiesa non può essere divina! La rovina della Chiesa, quindi, verrebbe dall’interno di Essa. San Pio X, questo l’aveva già detto nella sua encicli- ca “Pascendi”, scrivendo che i modernisti, a differenza di tutti gli altri eretici, non vogliono uscire dalla Chiesa, ma restarvi, proprio per cambiarla dall’interno! È proprio il caso di pensare ai vari De Lubac, ai Congar, ai Küng, ecc.. condannati da Pio XII, ma poi richiamati da Giovanni XXIII ad essere gli “esperti”, per poi prendere in mano le redini del Concilio e dirigerlo fino a fargli proclamare l’unità trascendente di tutte le religioni e il diritto, per l’errore, alla libertà.13 A questo punto, non ci si può più meravigliare che la Massoneria messicana, per esempio, alla morte di Giovanni XXIII, abbia pubblicato questo manifesto di lode: «La Grande Loggia occidentale messicana e i suoi confratelli, all’occasione della morte di Papa Giovanni XXIII, annunciano ufficialmente il loro dolore per la dipartita di questo grande uomo che ha rivoluzionato le idee, i pensieri e le forme di agire della liturgia cattolica romana. Le encicliche “Mater et magistra” e “Pacem in Terris” hanno rivoluzionato i concetti in favore dei diritti dell’uomo e della sua libertà. L’umanità ha perduto un grande uomo e noi, frammassoni, riconosciamo in lui i suoi princìpi elevati, il suo umanitarismo e le sue qualità di grande liberale»14. (continua) morte, esclamò: «Umanamente parlando, la Chiesa è perduta!» (cfr. La Rivista francese: “Tradition-Information”, n° 7, p. 21. 10 Cfr. “II Messaggero” del 22 ottobre 1962, nellarticolo: “L’ora del demonio nel Concilio”. 11 Cfr. Jacuqes Ploncard d’Assac, “Présent”, 20.07.1989. 12 Cfr. M. Pinay, “Complotto contro la Chiesa”, Roma 1962, p. 1. 13 Cfr. Sodalitium n° 37, “Le complot judéo-maçonnique contre l’Eglise romaine”, pp. 29-32. 14 Guadalajare 03.06.1963, Lic. José Guadalupe Zuno Journal Mexicain “El Informador”. Il gesuita massone ed eretico Teilhard de Chardin sac. dott. Luigi Villa (pp. 96 - Euro 10) Novit à Chi legge queste pagine su Teilhard de Chardin, si sentirà inchiodato, quale che sia la sua disinvoltura; si sentirà scosso, quale che siano le sue diverse sicurezze; si sentirà turbato, quali che siano le sue conoscenze a suo riguardo. Perché è un libro che vi porta alla conoscenza e alla riflessione di fatti e detti intrisi di errori filosofici, teologici, scientifici, pregni di panteismo, di poligenismo, di neo-darwinismo, della negazione del Peccato Originale, ecc.. Un libro, insomma, che vi scuoterà la mente e l’anima! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Aprile 2006 7 IL DOGMA DEL “PECCATO ORIGINALE” NELLE TEORIE MODERNISTE saggio critico del dott. Vittorio Icardi 2 2°) È arbitrario e falso affermare (come fanno M. FIick e Z. Alszeghy) che la tradizionale speculazione teologica sia stata “bloccata sulla trasgressione del primo uomo, per cui le restanti trasgressioni non sarebbero che conseguenza della prima”. Infatti, i peccati dell’uomo, nel corso dei millenni, non sono una “conseguenza necessaria” del Peccato Originale: quest’ultimo ha lasciato la “possibilità” di peccare, ma le colpe individuali derivano sempre dal cattivo uso della libertà umana. TERZO PUNTO Si vuol sostenere che il progresso delle scienze bibliche, la scoperta dei diversi generi letterari nella Bibbia, il rinvenimento, nelle antiche letterature orientali, di elementi simili a quelli dei cap. I-11 del libro della Genesi, e infine l’evoluzione dei testi biblici prima della definitiva redazione, tutto ciò avrebbe generato seri dubbi sulla dottrina del “Peccato Originale” e sulla storicità di “Gen. 2-3”. La tesi modernista che sostiene il genere letterario eziologico (ossia il procedimento, logico per il quale gli Autori sacri sarebbero partiti dalla constatazione del male nel mondo per ricercarne le cause in un ipotetico peccato d’origine) è la seguente: il dato primordiale (peccato d’origine) non è la causa dei mali successivi, ma bensì l’effetto di una ricerca generata dalla constatazione dei mali nella vita umana, per trovare la loro causa. Rispondo: 1°) La tesi sopra esposta è assurda e priva di fondamento: infatti, l’Autore sacro ha espresso in termini storico-popolari le verità ispirategli da Dio, e il voler sostenere che il libro della Genesi è soltanto frutto di una ricerca umana, (intesa a prospettare in un ipotetico, probabile e oscuro “peccato d’origine” la soluzione dei 8 problemi concernenti il dolore ed il male nel mondo), vuol dire negare l’ispirazione divina negli Autori della Bibbia. I sacri testi si ridurrebbero, così, a semplice risultato di ricerche umane, senza alcuna garanzia di autenticità, inerranza e integrità. 3º) Per quanto concerne il valore storico di Gen. 2-3, l’affermazione che tali capitoli siano il risultato di una semplice “riflessione di tipo sapienziale”, significa negare la loro inerranza, come testi ispirati direttamente da Dio, e ridurre il libro della Genesi, e in particolare il racconto del “Peccato originale” a “ricostruzioni, postulate dalla mente riflettente ed espresse nel genere letterario sapienziale, che descrive talvoIta verità astratte utilizzando forme mitiche”(!!). Anche la risposta di Giobbe al problema del dolore degli innocenti, è un atto di fede nell’onnipotenza di Dio e nella compensazione trascendente, ma ciò non esclude affatto che l’unica giustificazione possibile della loro sofferenza debba individuarsi nella solidarietà biologica di tutta “Chiesa viva” *** Aprile 2006 l’umanità con il “Peccato Originale” di Adamo, nella necessità di meritare per se stessi e di espiare per gli altri. Secondo gli Autori modernisti vi sarebbe, invece, un’altra risposta biblica al problema del dolore, ossia la futura rigenerazione di tutte le cose ... ma non si può certo ammettere che Dio abbia voluto il male nel mondo per poter restaurare tutto nella catarsi escatologica, alla consumazione dei secoli. QUARTO PUNTO 1°) La pseudo-teologia modernista contemporanea afferma che il “Peccato Originale” fu considerato in maniera troppo isolata e avulso dalla fede cristiana. Questa è un’affermazione falsa e destituita di ogni fondamento dogmatico. Come ho già dimostrato, il dogma del “Peccato Originale” è importantissimo nella teologia cattolica: senza di esso, il dolore e il male nel mondo resterebbero privi di una spiegazione esauriente, e si dovrebbe porre in Dio la loro causa, ossia sostenere la tesi assurda di un Dio malvagio e ingiusto, che avrebbe creato gli uomini per il dolore, il male e la morte, per punirli poi a suo arbitrio, senza loro colpa, se essi peccano per fatale necessità. Inoltre, il dogma del “Peccato Originale” fa parte integrante della Fede Cattolica, perché è strettamente connesso alla dottrina della Grazia: dal libro della Genesi, noi rileviamo che la prima coppia umana fu creata non solo a immagine di Dio (ossia con un’anima spirituale e immortale), ma anche a sua somiglianza, mediante una “comunicazione” della Vita Divina alle anime. Si comprende facilmente come i modernisti, negando talora la Vita Soprannaturale e i doni preternaturali nelle anime dei nostri progenitori, giungano a rifiutare anche la Divinità di Cristo e la Redenzione. Il “Peccato Originale”, inteso come perdita della Grazia santificante e dei doni preternaturali, non rende, quindi, “secondarie” l’Incarnazione di Cristo e la Redenzione, anzi, esse divengono indispensabili per la salvezza eterna. 2°) Alcuni Autori modernisti (Flick, Alszeghy, Baumgartner) rifiutano la tesi secondo la quale la morte dell’uomo è con“Chiesa viva” *** Aprile 2006 seguenza del “Peccato Originale”: in tal modo, essi travisano completamente la Parola di Dio espressa nella Bibbia. Dal libro della Genesi risulta, infatti, chiaramente, che Dio disse ad Adamo: «Non mangiare dell’albero della scienza del bene e del male, perché qualora ne mangiassi, dovrai certamente morire» (Gen. 2, 17). Da ciò si deduce che la morte non esisteva per l’uomo prima del “Peccato Originale”: essa entrò nel mondo umano soltanto per effetto della perdita del dono gratuito dell’immortalità, come castigo della gravissima colpa d’incredulità e disubbidienza, commessa dai nostri progenitori, e non certo a causa dei peccati personali dei loro discendenti. In quanto al passo di S. Paolo (Rom. 5, 12), non si può certo travisarlo, nel senso di affermare che la morte venne nel mondo per i peccati personali, ossia: “La morte passò su tutti gli uomini, perché tutti peccarono”, come vorrebbe Lyonnet. Invece, è ben chiaro che, secondo S. Paolo: “Per colpa di un uomo solo il peccato entrò nel mondo, e a causa del peccato, la morte, e così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti Devastazione del peccato. hanno peccato...”. Ciò significa che tutti hanno peccato in Adamo, perché erano “virtualmente” in lui: è stato un “peccato di natura”, trasmesso “per natura” a tutti i suoi discendenti, che nascono privi della “giustizia originale”. Altri passi di S. Paolo confermano questa tesi, ad es. In Rom. 5, 14: “Eppure la morte ha regnato da Adamo a Mosè anche su coloro che non avevano peccato con prevaricazione simile a quella di Adamo”; così pure: “Il giudizio parte dalla sola sua colpa e discende alla condanna di tutti” (Rom. 5, 16); “Se per colpa di uno solo la morte ha regnato” (Rom. 5, 17); “Come per una sola colpa la condanna è venuta su tutti gli uomini” (Rom. 5, 18); “come , infatti per la disobbedienza di un sol uomo, gli altri sono stati resi peccatori” (Rom. 5, 19). È quindi evidente che la morte è entrata nel mondo esclusivamente per il “Peccato Originale” di Adamo, e non certo per i successivi peccati dell’umanità: questi ultimi sono soltanto una “possibilità” conseguente al “Peccato Originale”, e non possono, quindi, essere causa della morte, entrata nel mondo in precedenza. L’affermazione che, per la biologia, “la morte é il termine naturale di un processo verso il quale tende ogni forma di vita organica” non può riguardare l’uomo, perché egli non fu creato nello stato di “pura natura” e sente, quindi, la morte come qualcosa di “contro natura”, che non dovrebbe esserci, proprio perché intuisce di essere fatto per l’immortalità completa, dell’anima e del corpo. I bizantinismi sulla distinzione tra la morte come “fatto biologico”, e la coscienza della morte, come “esperienza umana”, sono privi di valore: negando che la morte sia conseguenza del “Peccato Originale”, diverrebbero ingiuste non soltanto l’angoscia derivante dalla consapevolezza di dover morire, ma anche la sofferenza fisica del processo biologico della morte corporea. Anche la distinzione tra due tipi di concupiscenza é una sottigliezza sofistica: infatti, non é vero che in Adamo dovesse esserci, anche prima del “Peccato Originale”, una certa concupiscenza, per rendere valida la prova voluta da Dio. Era sufficiente il libero arbitrio: esso non implica la necessità della concupiscenza, dato che la volontà dell’uomo può autodeterminarsi sulla base di motivi consapevoli e, quindi, ubbidire o disubbidire indipendentemente da ipotetici conflitti interiori. D’altra parte, Adamo venne all’esistenza in uno stato di armonia preternaturale e soprannaturale, superiore a quello di “pura natura”: egli era, quindi, privo di conflitti interiori, ma la sua volontà restava libera anche di fronte al divieto divino. (continua) 9 AD ASSISI HANNO SACRIFICATO ANCHE I POLLI Intervista a Vittorio Messori (da: “La Stampa” 21 novembre 2005) «L a Chiesa ha la memoria lunga. È dal meeting interreligioso nel 1986 che Joseph Ratzinger aveva un conto da saldare con i frati di Assisi. Ora, le cose sono a posto». Vittorio Messori svela cosa c’è dietro il “Commissariamento” pontificio del Sacro Convento, e racconta di quanto il futuro Benedetto XVI si indignò per i sacrifici pagani compiuti sull’altare di Santa Chiara, a ridosso della cripta gotica che conserva i resti terreni della fondatrice dell’Ordine delle Clarisse. Sacrifici pagani ad Assisi? «Ratzinger non ha perdonato alla comunità francescana gli eccessi della prima giornata di preghiera dei leader religiosi con Karol Wojtyla. Una carnevalata, a detta di molti, che forzò la mano al Papa, e furono proprio i frati ad andare molto aldilà degli accordi presi. Permisero addirittura agli animisti africani di uccidere due polli sull’altare di Santa Chiara e ai pellerossa americani di danzare in chiesa. Ratzinger aveva fortissime perplessità dall’inizio, non volle andare ad Assisi e le sue riserve limitarono i danni». In che modo? «La notte prima del meeting, limitò il testo del discorso, frenando Giovanni Paolo II. E divenne nitido nella sua mente che l’enclave francescana, sganciata da ogni collegamento col Vescovo di Assisi, era un’anomalia da sanare. Andava limitata e riportata sotto il pieno controllo giuridico della Chiesa. Il conto per quelle basiliche cristiane cedute ai culti pagani è stato saldato 19 anni dopo». Troppa autonomia? «I frati hanno abusato del cosiddetto spirito di Assisi. In realtà, loro venerano e diffondono illegittimamente un santi10 La Basilica di Assisi. no romantico e di derivazione protestante, ossia il San Francesco del mito, uno scemo del villaggio che parla coi lupi e uccellini, dà pacche sulle spalle a tutti. Una vulgata falsa, che ne svilisce il messaggio. Il Francesco della storia, infatti, è figlio più autentico della Chiesa delle crociate». Non era un pacifista? «Assolutamente no. Alla quinta crociata, San Francesco partecipò come cappellano delle truppe, mica da uomo di pace. Cercò in ogni modo il martirio per riconquistare la Terra Santa (..). Dal Sultano non ci andò per dialogare, ma per convertirlo e lo sfidò a camminare sui carboni ardenti per verificare se fosse più potente Cristo o Maometto. E non era neppure animalista. Nel Cantico delle creature, gli animali non sono mai nominati. E poi, ma quale ecologista! Si oppone ai suoi seguaci che volevano diventare comunità vegetariana». Ora, dunque, il Pontefice vuole ristabilire l’ortodossia? «Certo. Anche a San Giovanni Rotondo i francescani avevano sfilato il santuario dal controllo della diocesi. Adesso, sia lì che ad Assisi, le iniziative dei frati andranno concordate con l’episcopato. Ed è un bene anche per il Sacro Convento, così la smetteranno con la demagogia del politicamente e teologicamente corretto. Stop all’artificio di pace, ecologia, ecumenismo, e alle velleità pseudo-coraggiose che poi fanno stringere le mani dei dittatori e violare le chiese». Il Pontefice “normalizza”? «Lo spirito di Assisi non è come lo hanno inteso i frati del Sacro Convento e Joseph Ratzinger è pienamente consapevole di questo colossale errore dalla giornata mondiale di preghiera del 1986. Tanto che, tre anni fa, riuscì ad attenuare la deriva sincretista dell’ultimo meeting interreligioso di Assisi. Il tradimento della figura storica di Francesco andava corretto. Ed è sconcertante che finora il Vescovo di Assisi sapesse delle iniziative dei frati solo dai giornali». Fine della capitale mondiale dell’ecumenismo? «I santuari devono coordinarsi con i Vescovi. L’intervento di Ratzinger è inappuntabile. Il Pontefice ha seguito il suo stile, agendo in maniera rispettosa, perché non interferisce con la vita dell’Ordine religioso, ma decisa, in modo che serva ad avvertimento per tutti. Non sono più ammesse realtà ecclesiali sciolte dalle leggi della Chiesa. È scelta che rientra appieno nella strategia pastorale di Benedetto XVI. Toccherà anche ad altri. Nessuno può essere “legibus solutus”». “Chiesa viva” *** Aprile 2006 Occhi sulla Politica SOLO DUE VIRTU ’ “HUMANUM GENUS” – ricevuta via internet – Si racconta che quando Dio creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù. E così fece: – gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi; – gli inglesi, perseveranti e studiosi; – i giapponesi, lavoratori e pazienti; – i francesi, colti e raffinati; – gli spagnoli, allegri e accoglienti; Quando arrivò agli italiani, si rivolse all’Angelo che prendeva nota e gli disse: «Gli italiani saranno intelligenti, onesti e di Sinistra!». Quando terminò con la creazione, l’Angelo Gli disse: «Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù, ma agli italiani tre; questo farà sì che prevarranno su tutti gli altri». Oh cielo! È vero! «Ma le virtù divine non si possono più togliere; quindi, che gli italiani abbiano tre virtù! Però, ogni persona non potrà averne più di due insieme». Fu così che: – l’italiano che è di Sinistra ed onesto, non può essere intelligente; – colui che è intelligente e di Sinistra, non può essere onesto; – e quello che è intelligente e onesto, non può essere di Sinistra! *** Invia questo messaggio a tutti i tuoi contatti, perché quando si andrà di nuovo a votare non succeda che qualcuno perda l’intelligenza e l’onestà! Attento! Se non lo farai entro 5 minuti, si installerà una foto di Fassino e di Prodi come sfondo del Desktop, per sempre!!! (Leone XIII - 20 aprile 1884) 8 BREVE CONFUTAZIONE DEI PRINCIPI MASSONICI E PERICOLI PER GLI STATI Da questi brevi cenni si scorge chiaro abbastanza che sia e che voglia la sètta Massonica. I suoi dogmi ripugnano tanto e con tanta evidenza alla ragione, Papa Leone XIII. che nulla può esservi di più perverso. Voler distruggere la religione e la Chiesa fondata da Dio stesso, e da lui assicurata di vita immortale; voler, dopo ben diciotto secoli, risuscitare i costumi e le istituzioni del paganesimo, è insigne follìa e sfrontatissima empietà. Né meno orrenda e intollerabile cosa è il ripudiare i benefizi largiti per sua bontà da Gesù Cristo, non pure agl’individui, ma alle famiglie e agli Stati; benefizi, per giudizio e testimonianza anche di nemici segnalatissimi. In questo pazzo e feroce proposito, pare quasi potersi riconoscere quell’odio implacabile, quella rabbia di vendetta che contro Gesù Cristo arde nel cuore di Satana. Similmente l’altra impresa, in cui tanto si travagliano i Massoni, di atterrare i precipui fondamenti della morale, e di farsi complici e cooperatori di chi, a guisa di bruto, vorrebbe lecito ciò che piace, altro non è che sospingere il genere umano alla più abbietta e ignominiosa degradazione. Ed aggravano il male i pericoli, onde sono minacciati tanto il domestico, quanto il civile consorzio. Come di fatti esponemmo altra volta, si ha, nel matrimonio, per unanime consenso dei popoli e dei secoli, un carattere sacro e religioso: oltreché per legge divina l’unione coniugale è indissolubile. Or se questa unione si dissacri, se si permette giuridicamente il divorzio, la confusione e la discordia entreranno per conseguenza inevitabile nel santuario della famiglia, e la donna la sua dignità, i figli perderanno la sicurezza d’ogni loro benessere. Che poi lo Stato faccia professione di religiosa indifferenza, e nell’ordinare e governare il civile consorzio non si curi di Dio, né più né meno che se egli non fosse, è sconsigliatezza ignota agli stessi pagani, i quali avevano nella mente e nel cuore così scolpita non pur l’idea di Dio, ma la necessità di un culto pubblico, che giudicavano potersi più facilmente trovare una città senza suolo, che senza Dio. E veramente la società del genere umano, a cui siamo stati fatti da natura, fu istituita da Dio autore della natura medesima, e da Lui deriva come da fonte e principio tutta quella perenne copia di beni senza numero, ond’essa abbonda. Come dunque la voce stessa di natura impone a ciascuno di noi di onorare con religiosa pietà Iddio, perché abbiamo da lui ricevuto la vita e i beni che l’accompagnano; così per la ragione medesima debbono fare popoli e Stati. Opera perciò non solo ingiusta, ma insipiente ed assurda fanno coloro che vogliono sciolta da ogni religioso dovere la civile comunanza. (continua) “Chiesa viva” *** Aprile 2006 11 Documenta Facta PARROCI STRANIERI La crisi delle vocazioni e il clero che invecchia agevolano l’arrivo dei sacerdoti diocesani extracomunitari nelle parrocchie italiane. Attualmente, sono già 1.500 i preti stranieri che aiutano a mandare avanti la gestione dei centri. La media dei preti italiani è di circa 60 anni e il 42,3% supera i 65 anni. 12 “Chiesa viva” *** Aprile 2006 IL CONDOMINIUM di A. Z. I l condom è quel guanto di plastica che impedisce allo sperma di fecondare l’ovulo: è quindi un contraccettivo. Sulla Rivista “America”, diretta negli Stati Uniti dai Gesuiti, è apparsa la pubblicità blasfema della statuetta della Madonna coronata da un condom (v. Corriere 22. 12. 05). La provocazione ha suscitato molto sdegno soprattutto perché i Gesuiti sono l’Ordine religioso che intende essere “Compagnia di Gesù”, il Figlio di Maria. Come mai è avvenuto tanto vilipendio? L’intento rientra in una più ampia strategia: di costringere il Papa a superare l’enciclica “Humanae vitae” di Paolo VI, in vista di una morale sessuale più permissiva. In questa tendenza si accordano anche alcuni alti Prelati , come il card. Martini che, a quanto pubblica la “Civiltà Cattolica”, «accenna molto favorevolmente a una lettera del teologo gesuita Lonergan sui problemi della contraccezione (“Sì si. No no”, 15.1.06, p. 6), e anche il card. Cottier, il card. Barragan e altri, adducendo il motivo che «l’uso del profilattico contribuisce a diminuire il rischio di contagio... e dà protezione alla vita» (Cottier). Il discorso, innanzi tutto, non tiene conto dei princìpi morali che hanno ispirato in modo del tutto coerente l’enciclica “Humanae vitae”, in opposizione a quanti affermavano la parità di princìpio tra procreazione e mutua compensazione degli sposi. Sul piano fisico, la parità di fini non è sostenibile, in quanto “unius actus unus est finis”, un atto non può avere due fini a parità di livello. Se devo andare a Torino e a Roma, devo scegliere dove andare prima e dopo. I fini sono necessariamente gerarchizzati in modo che, capovolti i fini, si capovolgono le morali. Se il fine primo del matrimonio fosse il piacere, tutto ciò che contrasta il pia- “Chiesa viva” *** Aprile 2006 Il manifesto, realizzato dal Consiglio d’Europa, raffigura la società europea come una moderna “Torre di Babele”. cere sarebbe ipso facto lecito, quindi sarebbe lecita non solo la contraccezione, ma anche l’aborto. Anzi, sarebbe un controsenso lo stesso matrimonio, perché il piacere sessuale e la mutua integrazione affettiva potrebbero essere procurati anche fuori del matrimonio, senza alcua limitazione. Inoltre, il far dipendere la liceità dell’uso del condom dalle condizioni ambientali o sociali, sia pure drammatiche come il pericolo della diffusione dell’AIDS, sarebbe morale di situazione, ossia perversione caotica dei princìpi morali dei Comandamenti Nessuno è obbligato a compiere atti sessuali. Quindi, per evitare il pericolo dell’AIDS, la prima precauzione è evitare la causa che lo provoca. Se poi uomini e raggruppamenti sociali fanno quello che vogliono ad onta della legge divina e naturale, ne portino le conseguenze! Naturalmente, questo modo di ragionare non piace a chi si pone il piacere sessuale come bene irrinunciabile, o comunque a chi si attiene al relativismo morale di moda. L’Apostolo Paolo ha delineato con chiarezza gli effetti del rifiuto di Dio: «C’è uno scompenso spirituale che porta ad abbandonarsi in balìa di passioni ignominiose... anche contro natura... Gli uomini, lasciando l’uso naturale della donna, si sono accesi di libidine gli uni per gli altri, commettendo turpitudini maschi con maschi. E così hanno riportato in sè medesima la mercede condegna del loro traviamento... Dio li ha abbandonati in balìa al loro giudizio pervertito, sì da commettere azioni disdicevoli, ripieni di ogni iniquità, di perversione, di cupidigia, di malizia. Gente che, pur conoscendo la divina sentenza, che proclama degni di morte gli operatori di simili azioni, non solo le commettono, ma approvano pure chi le commette» (Rm. 1, 24s). Il condom è uno dei contraccettivi che rientra nel Piano Maltusiano di vecchia data, promosso da un Condominio di alto livello, quale la Comunità Europea, e gestito dalla Massoneria, in vista del globalismo anticristiano, come appare ormai troppo chiaramente dalle pressioni per il superamento della legge divina in odio alla Chiesa. Si sa che Satana, benservito dalle Logge, non può portare che al peggio. Ma ciò che meraviglia e rattrista è che il Condominio esercita una seduzione satanica fino ai vertici della Chiesa, su cardinali e consacrati, e sugli stessi Gesuiti che, ad onta del quarto voto di obbedienza al Papa, staccandosi dal Magistero della Chiesa, hanno imboccato, da anni, la china del decadimento. Il condom, nel clima di apostasia dalla fede, avvolge i cervelli perché non siano fecondati dalla Verità! 13 “EXTRA ECCLESIAM NULLA SALUS” della dott.ssa Maria Pia Mancini V escovi e Cardinali Reverendissimi, vi informiamo che l’ultimo baluardo della Fede Cattolica della Regione del Molise è caduto. Andati via i Francescani dell’Immacolata, che strenuamente l’hanno difeso fino alla fine, anche il Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso, in provincia di Isernia, sta diventando fredda sala protestante, secondo i dettati del moderno ecumenismo. Vi fervono i lavori: disposti i banchi a semicerchio, si sta costruendo la mensa al centro della Chiesa, molto distante dall’altare maggiore; probabilmente, pari modifica subirà il Tabernacolo, mediante una nuova collocazione, benché Benedetto XVI, già in visita, da Cardinale, al Santuario, abbia espresso parere sfavorevole in merito. Cosa contano la Fede e la tradizione di fronte all’intellettualismo dei Vescovi e dei laici acculturati? Questo citato, è uno dei tanti cambiamenti che andate permettendo, affinché tutti credano che la Chiesa di oggi sia quella vera, una volta dimenticata l’antica ortodossia. Senza acrimonia, ci si chiede perché continuiate ad ingannare le anime con Sinodi inconcludenti, discorsi velati di falso misticismo e sorrisi stereotipati che nascondono una volontà dittatoriale, che cercate d’imporre col ricatto del rispetto dell’obbedienza, non sentiti, perché sarebbe come rispettare e condividere questa empietà e apostasia. 14 Frequentemente, date pessimi esempi di corruzione, avidità e libido di potere, cui asservite persino Cristo, verso il Quale mostrate disamore e che, il più delle volte disinvoltamente “macellate” sugli altari. Pieni solo di voi stessi e del vostro orgoglio, state cercando di modificare la Santa Chiesa, costata la Croce del Salvatore, che non esitate ad immolare alle vostre opinioni in nome dell’opportunità e della diplomazia. Con i vostri dialoghi, con la vostra demagogia ammantata di falsa carità, con il vostro relativismo ecumenico, avete stancato e prodotto solo paganesimo, anche se parlate di primavera della Chiesa. Non è più la Chiesa aderente a Cristo; è la Chiesa smembrata, avendola trasformata, ciascun Vescovo, nella sua Diocesi, in proprietà privata di cui disporre a piacimento, come mostra il fatto che, raramente, vi vengono messe in atto le istruzioni vaticane. Voi fidate dell’ignoranza dei fedeli, ma non sapete dell’esistenza di migliaia di cattolici tra loro collegati, che, giudicano con severità il vostro comportamento, costituiscono di fatto la Chiesa, da cui è avulsa certa Gerarchia per i suoi orientamenti non consoni al Corpo Mistico di Cristo da essa ripudiato e non più rappresentato. Siete voi, Vescovi, Cardinali e Preti modernisti, ad essere fuori dalla Chiesa quando non corrispondete più al volere del suo Fondatore! Siete Voi i disobbedienti, gli scismatici, i rinnegatori della Tradizione, quando colpite al Cuore Dio con le vostre esegesi, con le vostre riforme peregrine, con la vostra cecità, con la vostra freddezza, con il vostro egoismo, con la vostra mancanza d’amore per il gregge affidatovi! La vostra Comunione sulle mani, le vostre assemblee, le vostre presidenze, i vostri raduni interreligiosi, in cui vi esibite come attori in una farsa, e la vostra reinterpretazione della Verità bimillenaria, chi convincono? Avete rinunciato all’autentica evangelizzazione, sostituita da nuove pastorali di cui non spiegate la natura, fidando nella cieca sequela, sicuri del fatto che nessuno osi affrontarvi, sia “Chiesa viva” *** Aprile 2006 per l’abito che indossate, sia per non sentirsi accusare di essere fuori della comunità ecclesiale. L’approvazione può venirvi esclusivamente da chi è ridotto all’agonia spirituale; quindi, è indifferente e pago del vostro quietismo sui suoi compromessi etici e religiosi. Di quale Chiesa pretendete che ci sentiamo parte? Di quella di Cristo o di quella da voi proposta? Denigrate, allontanate, isolate, scomunicate quei ministri di Dio che vogliono tenere fede ai loro voti, mentre vi servite di manovalanze eretiche che intronizzate nelle parrocchie per essere graditi agli irriducibili avversari di Cristo. Siete, dunque, proprio voi, Cardinali, Vescovi e Preti carrieristi ad essere fuori dalla Chiesa! Proprio voi, con i vostri scandalosi contegni, con i vostri affari religiosi, con le vostre enunciazioni “contra fidem”, che appagano solo il vostro concetto di religione. Fate costruire orribili edifici di culto; disponete lo spostamento dei Tabernacoli; abbattete altari e balaustre; imponete le mense protestanti e banchi senza inginocchiatoi, quando non si tratti di sedie di plastica (come in S. Maria Maggiore); deturpate gli edifici sacri in ossequio al cattivo gusto, alla diffusa povertà culturale ed estetica. La vostra disarmonia interiore si estrinseca nella bruttezza dei riti e dei paramenti “new age”; nelle coreografie; nei canti; nella fretta nel celebrare, da voi mai impediti. Per finanziare le nuove mostruosità architettoniche, osate anche chiedere offerte ai fedeli! Lo Spirito Santo vi sarebbe scono- “Chiesa viva” *** Aprile 2006 sciuto, perché Egli fugge da chi privilegia il mondo e le sue leggi. Avete, dinanzi a voi, una folla immensa di fedeli e di sacerdoti (non Presbiteri) consapevoli, in grado di discernere il Bene dal male, la Verità dalla menzogna, che rifiutano il male e le menzogne travestiti da buonismo filantropico, in rispetto di Cristo, il solo a Cui è dovuta l’obbedienza. Egli ha sparso il Sangue per i Suoi figli, non voi! Conosciamo le motivazioni all’origine del vostro agire e, pertanto, ci ancoriamo alla S. Messa nei rari luoghi in cui ancora viene celebrata; alla SS. Comunione, assunta in ginocchio, perché per noi Essa è e sarà sempre il Corpo di Cristo; al S. Rosario e alla devozione filiale alla SS.ma Vergine. Sarà la nostra “religiosità naturale” e semplice a salvarci, non certo il vostro ecumenismo con il suo relativismo anti-dogmatico. Dite di voler evitare le divisioni, ma solo per salvare la facciata di un edificio fatiscente, reso tale dallo scempio della liturgia e della dottrina dei Padri di cui siete responsabili. Chi, dunque, genera divisioni? Non crediamo alle moderne celebra- zioni, intrise di ebraismo e di protestantesimo, né alle scialbe omelie, utili solo a mettere in mostra un sapere inutile alla salvezza. Siamo nauseati dagli attori sul presbiterio, dalle danze, dalle ministre dell’Eucaristia, dai ministri straordinari, nonostante manchi la straordinarietà, dalle chitarre, dai tamburi, dai neocatecumenali, dalle Comunioni sulle mani, dal chiasso, dai banchetti, dalle cene, dai sacerdoti in televisione, in discoteca o sui calendari, dalle catechesi eretiche, dai Vescovi presuntuosi, dai novatori del sacro che offendono Cristo! Poveri voi, cui l’unica porpora che si addice è quella che la vergogna dovrebbe accendere sui vostri volti! Se non cambiate, nel giorno del Giudizio, dovrete fuggire dalla vista dell’Altissimo! Quale ragione renderete per il vostro operato? Come giustificherete il fatto di aver sostituito l’uomo a Dio? Avete quasi rinnegato duemila anni di cattolicesimo, portato avanti, integro, da pochi eroi, vostri martiri. Coraggiosamente, riconoscete le vostre colpe e chiedete perdono, prima a Dio, poi ai Suoi figli. È l’unico modo che vi rimane per poter beneficiare della Misericordia Divina, perennemente al centro dei vostri discorsi incomprensibili, ben lontani dal “si si, no no”, cui dovreste attenervi. Fareste bene, inoltre, ad imitare la fermezza dei vostri amici delle altre religioni che mai hanno mutato alcunché delle loro tradizioni e posizioni. Assicuriamo sostegno e preghiera al Santo Padre, Benedetto XVI, affinché guidi la barca di Pietro incolume nella tempesta!.. 15 IL DILEMMA EUCARISTICO di A. Z. I l trattamento attuale della Santissima Eucaristia pone oggi i superiori religiosi di fronte a un chiaro dilemma: o credete alla Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia, o non credete. Se non credete, vi trovate in una posizione assurda: di guide di istituti sacerdotali che hanno il fondamento nel Sacrificio Eucaristico e nel Sacerdozio. Senza Eucaristia, un istituto sacerdotale si dissolve, e la vita religiosa diventa espressione comunitaria svuotata del fondamento evangelico, quindi insignificante nell’ambito della Fede. Abolendo il Sacrificio Eucaristico, Lutero provocò il dissolvimento del sacerdozio, lo scioglimento delle comunità religiose, lo svuotamento delle chiese, la dissidenza protestante. A questo tende oggi l’influsso massonico sulla stessa vita religiosa. I superiori che non credessero alla Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia sarebbero protestanti non meno di Lutero, e tradirebbero le loro comunità religiose. Gesù è stato chiarissimo: «Volete andarvene anche voi?»… Se invece credete nella Presenza Reale, il trattamento dell’Eucaristia da voi sostenuto da anni rimane come visibile accusa della 16 vostra sfolgorante mediocrità. Se credete che nell’Eucaristia è presente il Figlio di Dio fatto Uomo, dov’è il rispetto a Lui dovuto? Succubi del programma massonico, anche se non lo sapevate, voi avete banalizzato i segni eucaristici in modo da dissolvere il senso dell’adorazione. Avete emarginato i Tabernacoli e celebrate il Sacrificio Eucaristico con le spalle voltate al Santissimo per mettere in vista voi stessi. Avete perfino abbassato certi Tabernacoli all’altezza del ginocchio. Avete sostituito gli inginocchiatoi con comode poltrone davanti all’Altissimo, e sostituite la genuflessione davanti al Tabernacolo con un semplice inchino. Voi date la Comunione in mani incoscienti, che ormai la ricevono come un biscottino senza sapore. E non vi preoccupate della crescente diffusione delle Comunioni sacrileghe ricevute in stato di peccato grave, e peggio ancora delle profanazioni in riti satanici. Voi avete fatto di tutto per dissipare il senso dell’adorazione al momento della Comunione, che è disturbato con il segno della pace, con avvisi, canti e peggio. Avete indotto a fare il ringraziamento seduti, e abbreviato al minimo il tempo dell’adorazione. Infine, sotto la copertura dell’obbedienza, avete costretto i sudditi a seguire fino ad oggi questi comportamenti trasmessi senza precise documentazioni per ordini venuti da chissà chi. E i sudditi sono stati costretti a eseguire obbedienze che indeboliscono fino ad estinguerla la Fede nella Presenza Reale. “Chiesa viva” *** Aprile 2006 I Santi insegnano Vi chiedo se i Santi avrebbero fatto così. A chi si meravigliava che stesse così a lungo sull’altare, nonostante il dolore delle stigmate, il santo Padre Pio rispondeva: «Quando dico Messa sono sospeso con Gesù sulla Croce». S. Caterina da Siena in estasi eucaristica sentiva la sua anima più unita a Dio che al proprio corpo. S. Francesco d’Assisi e tanti altri Santi passavano le notti in adorazione dell’Eucaristia. Altri onoravano la Presenza eucaristica con visite frequenti. Conosciamo l’ardore con cui sant’Ignazio si preparava alla Messa e la faceva seguire con ore di ringraziamento: nel suo diario, ci ha lasciato splendidi segreti della sua vita mistica. Come i Benedettini, i Francescani e altri Ordini Religiosi, la Compagnia di Gesù si onora di molti martiri dell’Eucaristia e di insigni adoratori. Ma non c’è Santo che non abbia attinto dall’Eucaristia la propria linfa spirituale. Ancora oggi esistono veri credenti che adorano Dio in spirito e verità fino ad avere doni mistici singolari. Dove sono le guide? Mi domando: «Dove sono le nostre guide?». Possiamo ancora considerare nostre guide spirituali Superiori che hanno portato tanto dissolvimento nel culto eucaristico e si accaniscono a mantenerlo? Superiori, riuscite ancora a nascondervi? Oppure siete ridotti a un ramo secco, privo di incidenza spirituale? L’Eucaristia vi pone di fronte a un dilemma molto impegnativo, che rimbalza su noi tutti. Potete provvedere con carità alle nostre necessità materiali - anche perché, soprattutto nella profonda crisi spirituale in cui versa da decenni la vita consacrata - superiori validi non si improvvisano. Ma “non di solo pane vive l’uomo”! Solo i Santi possono essere nostre guide. Gli altri non ci interessano! Come a Cafarnao, ancor oggi l’Eucaristia si pone a spartiacque tra Fede e incredulità. A Cafarnao, la posta in gioco era chiarissima; oggi, invece, certi venti ecumenici vorrebbero indurre Cristo a stringere la mano a Beliar, e il dilemma eucaristico si fa confuso fino a eliminare la distanza tra Fede e incredulità, anche perché coloro che credono nell’Eucaristia la stanno trattando peggio di quelli che non vi credono. Per la purificazione dell’aia eucaristica possono far molto i laici. La Fede nella Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia e l’obbligo di assistere al Sacrificio Eucaristico festivo, imposto loro sotto pena di peccato grave, conferisce il diritto a una celebrazione seria conforme alle norme della Chiesa, e i laici possono e devono intervenire, col dovuto rispetto e con fermezza, ad esigerla dai celebranti, richiamandoli al dovere ed eventualmente denunziando gli abusi alle autorità competenti, come dichiara l’istruzione “Redemptionis Sacramentum” (n.184). Fichi dai rovi? Sulle responsabilità dei Religiosi nel deterioramento del culto eucaristico aggiungiamo: – L’influsso di errate disposizioni si estende nelle numerose chiese e oratori gestiti da comunità religiose: è un contributo fortissimo all’estensione del clima di superficialità che si è esteso nel popolo cristiano. – Soprattutto le Religiose si manifestano succubi di un’obbedienza che non ha ragione di essere. “Bisogna obbedire a Dio, prima che agli uomini”. È raro trovare Suore che ricevano la Comunione sulla bocca, ecc.. – Religiosi e Suore invocano vocazioni religiose. La vocazione nasce dall’Eucaristia, ma “si colgono fichi dai rovi?...”. Dove trova il Signore comunità ferventi in cui il culto eucaristico è trattato come si deve? La rarefazione delle vocazioni non fa pensare che Gesù non voglia inviare giovani che verrebbero resi mediocri dal clima di rilassamento eucaristico? ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Aprile 2006 17 “A MORBO NUMERARIO, LIBERA NOS, DOMINE!” – Dalla Peste Bancaria-Finanziaria, Liberaci o Signore! – del prof. Francesco Cianciarelli 1 L o Tsunami di scandali e malaffari abbattutosi sulla vita economica italiana, ci ha ancora una volta fatto capire che, chi più chi meno, Personaggi autorevoli del mondo Bancario, Finanziario, della Politica e della Magistratura sono collusi, facenti parte dei sistema Truffaldino. Almeno ciò è quanto si legge in questi giorni sui mass-media. una autentica guerra fra bande dopo avere costituito imbrogli “trasversali”, “inciuci” colossali, del tipo: “Io prendo una Banca a te, tu scali la Cooperativa a me”, scambi incrociati di favori illeciti, Cordate con Frodi Fiscali, Scalate con Aggiotaggio, Fusioni con insider Trading, Concentrazioni con Falsi in Bilancio. - Il tutto condito e messo allo scoperto da Veleni, Intercettazioni, Spiate, Aggressioni Verbali, Minacce Personali, Querele Giudiziarie e, chi più ne ha più ne metta. - Con lo scandalo “Bancopoli” (5 volte maggiore di Tangentopoli, secondo i bene informati), poi, ci sono tante versioni dove alcune possono essere vicine al vero (perché si sa, si possono prendere più uccelli con una sola fava) quali: 1) Questo scandalo lo ha programmato Berlusconi, per risalire la china dei consensi e ritornare a vincere alle Elezioni del 9 aprile prossimo; 2) Lo ha architettato Prodi, per ridimensionare i Diessini e far pesare di più le sue richieste; 3) È stata tesa la “la ciambella” di salvataggio a quel po’ che resta del Capitalismo Italiano guidato da Mediobanca; 18 4) Tutto è partito da UniCredit, e/o Banca Intesa/Capitalia per sbarazzarsi della neo concorrenza bancaria-finanziaria; 5) Si va verso un nuovo Riassetto del Capitalismo Italiano; 6) Si tenta di salvaguardare il sistema Bancario italiano; 7) È stato la vendetta del Banchiere Geronzi; 8) La BCE ha voluto ridimensionare Bankitalia per metterla sulla stessa posizione delle altre Banche Centrali delle Nazioni Europee; 9) È stato posto il veto dai poteri Forti della Rcs per imporre una linea politica di grande “centro” (né di destra né di sinistra); 10) È stato un Accordo Bipartisan fra il Polo e l’Unione per fare ognuna le sue “Scalate”; 11) Ecc. ecc.. - È chiaro che, quando si entra in questo mondo precluso ed escluso ai cittadini non si può che rimanere sconcertati, disgustati e perfino nauseati. - Contro un siffatto sudiciume politico di ruberie bancarie ad alta ingegneria tecnologica lo stesso boss dei boss, Al Capone, impallidirebbe. - Camminiamo in mezzo al fango. Tutta l’Economia potrebbe implodere da un momento all’altro. I Barabba banchettano sul Calvario. Questa è la triste realtà. È tempo di Ramazza. La Morale Pubblica è scomparsa. La Nave è senza Cocchiero. Così non si può più andare avanti. lo, tutti quanti noi, siamo stanchi ormai! Trionfa la feccia in questo Regime di Ladri. - Il Popolo non fa altro che ricevere pugnalate dietro le spalle. - Assistiamo impotenti a retroscena raccapriccianti, torbidi intrecci, miliardarie spartizioni. - Falsi in Bilancio, Frodi Fiscali e Reati Valutari sono all’ordine del giorno: in tutti i dì dell’anno! Ed intanto la Mafia, la Camorra, la Ndrangheta, la Sacra Corona Unita, la Criminalità e la Delinquenza ingrassano!!!1 - Per i baroni “rossi”, poi, si è passati dal “plusvalore” di Marx alle “plusvalenze” di Borsa. Dai “Canaletto” fino ai “Paradisi Fiscali”, che nessuno scoprirà mai, perché tutto è ben congegnato, ben compartimentato e magnificamente sistemato. Per arrivare a scoprire i loro “conti cifrati” nei diversi Paradisi Fiscali (Svizzera, Lussemburgo, Montecarlo, Singapore, Isole Cayman, ecc.. ) la Magistratura dovrebbe passare per 100 tesorieri “Chiesa viva” *** Aprile 2006 Greganti di ieri e 1000 cassieri Sposetti di oggi. Non è facile! Purtroppo nulla è serio oggigiorno. Nessuno più è attendibile! - Prendiamo un solo esempio, i Sindacati, dei quali ancora molti operai italiani ne pensano un gran bene: Fanno la Morale a noi ed incassano 2.000 miliardi di Lire l’anno. - Criticano gli altri ma loro non Pubblicano Rendiconti e nemmeno i Bilanci. - Si ergono a difensori dei Lavoratori e pagano questi ultimi con stipendi da fame, licenziano in tronco (da un giorno all’altro) senza Preavviso e Liquidazione. - I loro Contributi sono a totale carico dell’INPS. - Non rispettano l’Art. 18 dello Statuto dei lavoratori. - In cambio, hanno diverse Entrate: 1) ottengono Finanziamenti Pubblici ai Patronati; 2) contributi del Ministero delle Finanze ai Caf; 3) incassano ingenti somme per la Formazione Professionale. Insomma, svolgono attività spesso a scopo di lucro, nonostante siano già beneficiarie di tanti altri Privilegi e Monopoli. Oltre a riscuotere ulteriori balzelli su Tutti i Rinnovi dei Contratti Collettivi e sulla Disoccupazione Agricola. In più, detengono Immobili nel cuore di importanti città lungo tutta la Penisola. Possiedono moltissime azioni ed investono senza rendere conto a chicchessia. - Gestiscono, infine, migliaia e migliaia di miliardi senza una benché minima trasparenza. Se tutto questo vi sembra normale! Mentre coloro che dovrebbero difendere (= gli operai, i bisognosi, ecc.) debbono arrangiarsi con 800-1000 Euro al mese! - Sarebbe altrettanto bello conoscere, poi, più da dentro e da vicino l’agire temerario e spregiudicato di alcuni “grimpeurs” al vertice della LEGACOOP (vicina anche questa al Popolo) che attraverso i suoi circa 7,5 milioni di soci sfiora un Fatturato annuo di 100.000 miliardi di Lire!!! - Intanto si preparano a svendere completamente l’Italia, due vecchie conoscenze della più potente Banca d’affari, la Goldman Sachs: Romano Prodi (se dovesse diventare Capo del Governo - Senior Advisor della Goldman Sachs) e Mario Draghi (Sir Drake per gli inglesi Governatore di Bankitalia - Vice Presidente Europeo della Goldman Sachs). Si! Perché dovete sapere, cari amici, che il 2 Giugno 1992 sulla nave reale Britannia2 della Regina Elisabetta Il d’Inghilterra, a largo di Civitavecchia su acque internazionali c’era il fior fiore del mondo bancario - finanziario mondiale (Goldman Sachs, Baring, Warburg, Barclays, ecc. ) al fianco di pochi ma importanti boiardi del nostro Paese, in primis Mario Draghi, “Chiesa viva” *** Aprile 2006 quale Direttore Generale del Tesoro, per complottare ed iniziare la Privatizzazione delle Partecipazioni Statali e delle Industrie dello Stato a prezzi “stracciati” mediante una “serie” di eventi, quali, la Crisi della Prima Repubblica; lo scandalo di Tangentopoli montato “ad hoc”; la Svalutazione della Lira del 30% (così che le Multinazionali - già pronte all’acquisto - potessero comprare “i nostri gioielli” con il 30% di “sconto”) speculazione questa condotta “magistralmente” dal corsaro George Soros (ma magnificato dai mass-media mondiali come filantropo, magnate, benefattore dell’Umanità, e da noi gratificato con il titolo di Dottore Honoris Causa dalla più antica Università, quella di Bologna, dal Massone Magnifico Rettore Prof. Fabio Roversi Monaco, per tutto “il bene” fatto all’Italia!); con conseguente enorme danno economico del nostro Paese e l’Uscita dallo SME (= Sistema Monetario Europeo); - L’allora Governatore di Bankitalia, al secolo, Carlo Azeglio Ciampi, nel vano tentativo di fermare la speculazione (sic!) prosciugò le Riserve in Valuta Estera di Bankitalia con quasi 50 miliardi di Dollari (ovvero, circa 100.000 miliardi di Lire3); in cambio, gli hanno “donato” il Quirinale. Lo stesso Soros, responsabile di tante “crisi” nel mondo (Tigri Asiatiche e tante altre docent) si è incontrato nel mese di Dicembre 2005 con Prodi e Ru- telli, ed ovviamente Draghi (sarà stato un caso? Mah!). - Ma anche Antonio Fazio, Governatore uscente, non ha scherzato: in quanto non ha “sorvegliato” o forse ha taciuto su diversi Scandali Bancari-Finanziari (= Banca di Napoli, Banco di Sicilia, 121, Cirio, Parmalat, Bond Argentini, Insider Trading e perfino la scomparsa di 1.500 tonnellate di oro che non risultano più iscritte nel Bilancio di Bankitalia, e mi fermo qui!). A questo punto è lecito chiedersi perché lo hanno “sfrattato” da Via Nazionale. Beh! Questa è un’altra storia: in quanto è stata la vittima sacrificale e perdente di uno scontro ad alto vertice prodottosi fra l’Opera e la Cordata, anzi l’impero Anglo-Ebraico-Americano che ha visto quest’ultimo uscire vincente (ma questo importante e delicato aspetto lo approfondiremo su un altro articolo). - Intanto la Goldman Sachs & Co. ha voluto premiare Mario Draghi4 per i 99 servigi resi” da Direttore Generale del Tesoro (dal 1992) nell’aver svenduto i nostri principali gioielli a Stranieri con la complicità di Romano Prodi (per ben 2 volte Presidente dell’IRI), protagonisti entrambi durante 13 anni della Liquidazione di decine e decine delle più floride, antiche, affermate e gloriose Aziende italiane - Pubbliche e Private - passate in mani nemiche. Volete qualche esempio? Pasta Agnesi e Buitoni; Curtiriso; Olio Dante e Sasso; le varie Mio, Berni, Orzoro, Locatelli, Invernizzi, Calvè, Brioschi, San Giorgio, Maya, Gradina, Rama e Star; i congelati Surgela e Findus; i salumi Vismara, Fattoria Osella, Fini, Negroni, Galbani e Simmenthal; Birra Peroni; i liquori Buton, Cinzano, Vecchia Romagna, Martini e Rossi-Caffè Splendid e Bourbon; le Acque Minerali Boario, Ferrarelle, Vera, San Bernardo, Sant’Antonio e San Pellegrino. Senza parlare poi del lungo Elenco delle Multinazionali sia Chimiche che Farmaceutiche, che rimando al mio testo5 inoltre le importanti e strategiche Aziende Italiane come l’Eni, l’ENEL, l’IRI, la Telecom e tante altre. (continua) NOTE 1 2 3 Cfr. “L’Altra Voce”, Benevento, 2005. Cfr. “L’Italia Settimanale”, 3. 2. 1993. wwwdisinformazione.it, Antonio Fazio... M. Pamio, 22.12.2005. 4 wwwdisinformazione.it, Mario Draghi e la lobby bancaria, 30. 12. 2005. 5 Cfr. Francesco Cianciarelli, “Predoni Padroni Planetari”, Ed. Due Emme. 19 PREOCCUPANTE PRESENZA ISLAMICA IN ITALIA – DOCUMENTAZIONE – del sac. D. E. 3 S e in Europa fosse nato il giusto e ragionevole scrupolo del dover essere riconoscenti coi paesi non sviluppati, ed accogliere una certa quota di lavoratori e profughi, si dovrebbe, come aveva già indicato il card. G. Biffi, dare preferenza agli emigranti cristiani dell’Est Europa, dell’America latina, delle Filippine, e non agli islamici che vengono in Europa col preciso programma di mettere le basi per islamizzarci. L’umanitarismo è solo un inganno. La realtà è che, sotto questo piano migratorio di massa, ci sta il piano dei vertici Massonici di nocciolo ebraico-anglosassone che, per odio al cristianesimo, dopo aver già suscitato e finanziato la Rivoluzione francese, la rivoluzione marxista, la nascita del nazismo pagano, l’ateismo materialista-edonista, la rivoluzione giovanile del ‘68, l’insidia della famiglia, la cultura della morte e la lotta alla vita, ora, sta scagliando contro l’Europa anche l’islam, mirando alla distruzione del Cristianesimo. Abbiamo auspicato e lodato la nascita dell’Europa. E dopo che il Parlamento Europeo ha rifiutato sia di introdurre nella Costituzione il nome di Dio, e sia di riconoscere le radici cristiane dell’Europa, e anche dopo il caso Buttiglione, ci siamo finalmente accorti che l’Europa, nata dai cristiani DeGasperi-AdenauerSchumann, è ora dominata dall’alta finanza massonica. Per capire che l’immigrazione islamica e l’entrata della Turchia in Europa sono un’altra manovra anti-cristiana, quante vittime, quante persecuzioni e danni ai cristiani ci vorranno ancora? Hanno inventato persino la necessità di 20 “dialogo ed accoglienza” dei musulmani, per dare “aiuto a democratizzarli”. I sognatori aspiranti-insegnanti-di-democrazia all’Islam, perché non vanno dove ciò è urgentissimo da secoli a tutt’oggi: Sudan, Kossovo, Libano, Ciro, Turchia, ecc. ecc.? – il massacro dei cristiani maroniti in Libano, l’espropriazione dei loro beni (terreni, case, negozi, chiese), rendendo la vita difficile ai cristiani e costringendoli ad emigrare a centinaia di migliaia, o a restare ghettizzati come cittadini di serie B, è storia da 20 anni a tutt’oggi. – Che in Kossovo, culla della cultura e cristianesimo serbo, dopo un secolo di “accoglienza”, gli islamici, divenuti maggioranza, hanno cacciato i serbi, proclamata la repubblica islamica, e la minoranza dei serbi cristiani che restano, devono essere protetti dai carri armati dello Sfor, è storia di oggi. – Che a Saraievo (Bosnia), da città mista nel 1991 (300 mila cristiani e 300 mila islamici) sia ora diventata una città islamizzata, con 500 mila islamici, 100 cristiani, con gli esuli e gli espropriati cristiani impossibilitati a ritornare (specie i parroci... religiosi e religiose), nonostante fosse espressamente affermato dal Trattato di pace di Dayton. È storia di oggi. – Che si stia islamizzando il Sud-Sudan cristiano-animista con una guerra genocida, e che si vendano i giovani razziati, al mercato di Khartoum, come schiavi, a 20-200 dollari USA, è storia d’oggi. – Che proprio in Turchia (e in gran parte degli Stati islamici) sia impossibile costruire nuovi luoghi di culto, sia impossibile fuori dei luoghi di culto portare abito religioso cristiano o altri segni cristiani, e parlare di cristianesimo, è storia di oggi. – Che in Pakistan, chi viene accusato (anche falsamente) di aver parlato male di Maometto per la “Legge Antiblsfema”, viene condannato a morte, è storia di oggi. – E si potrebbe continuare all’infinito con storie di oggi, dei fanatici, abusi islamici anticristiani in Egitto, in Arabia, in Indonesia, in Nigeria, ecc., ecc... Che facciamo di Gesù? Lo amiamo? O Lo perseguitiamo col nostro silenzioassenso: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?», «Io sono Gesù che tu perseguiti» (At. 9, 4-5). “Chiesa viva” *** Aprile 2006 Nella S. Chiesa di Gesù Cristo, dalla Bolla di papa Clemente XII, nel 1738, a Pio XII, in tre secoli, ci sono ben 600 documenti del Magistero, di messa in guardia dai piani del dominio mondiale della Massoneria, che è anti-Dio e antiCristianesimo. Nel post-Concilio, si è imposto il “silenzio per favorire il dialogo”. È mai possibile che, per tre secoli, decine e decine di Papi, centinaia e centinaia di Cardinali, migliaia e migliaia di Vescovi, siano stati tutti allucinati? A maggior ragione con l’Islam. Dal 650 al 1960, tutti i Papi, i Cardinali e i Vescovi, i santi di ineccepibile valor filosofico, teologico e spirituale, hanno cercato di difendere la Chiesa cristiana dalle violenze e dall’invasione dell’Islam. Possibile che nella Chiesa per 1300 anni, Magistero e Santi siano stati tutti idioti? Le leggi, fatte passare in Europa, per interesse e pressione dei vertici del capitalismo massonico e approvate dai politici, sia di destra sia di sinistra: libera invasione demografica islamica e libera circolazione dei capitali e prodotti, sono leggi mortali, anti-cristiane e antieuropee. La libera invasione demografica islamica porterà ad un radicamento demografico crescente e irreversibile dell’Islam in Europa e quindi: o alla cronica guerra civile-religiosa o alla sottomissione politica e religiosa all’islamismo. La libera circolazione di capitali e prodotti (senza barriere protettive: es. Dazi, come fanno Israele ed USA), porterà alla “delocalizzazione” sempre più massic- cia della produzione (ossia del Capitale) ai luoghi dove la manodopera costa meno, con profitto solo del Capitale e con danno solo e sempre dei lavoratori, con disoccupazione dilagante e destabilizzazione civile in Europa... O apriamo gli occhi, o sotto l’ipnosioppio della “multiculturalità”, della “libera circolazione” di persone e di capitali, della “pace-pacifismo”, stiamo scavando la fossa sia al Cristianesimo e sia anche all’Europa economica-culturale-politica. Quando un sacerdote, ancora nel ministero, scrive queste verità storiche, per sopravvivere ed evitare ulteriori contraccolpi, è costretto a ricorrere allo pseudonimo. Questa è la “libertà”, cioè il condizionamento civile e religioso che, già oggi, abbiamo in Italia! Karol Wojtyla... santo? sac. dott. Luigi Villa (pp. 48 - Euro 3) È un panflet di sole 45 pagine, ma che merita attenzione e meditazione. Contiene una raccolta degli ultimi articoli del Direttore di “Chiesa viva” e di altri Autori, scritti in uno stile apologetico, denso di argomentazioni serie, centrate sulla figura di Giovanni Paolo II, in cui si manifesta un parere negativo per una “beatificazione” da molti auspicata, ma perché ignari del contenuto di quel disastroso pontificato! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Aprile 2006 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Mazzini e Albert Pike Alla morte del capo internazionale della Massoneria, Lord Palmerston, avvenuta nel 1866, Mazzini prese contatti con uno strano personaggio, il generale sudista e schiavista Albert Pike. Al pari di Mazzini, il Pike faceva parte della rete di Lord Palmerston e, nei decenni precedenti, si era conquistato la fama di massimo esperto, e sacerdote delle forme occulte più esoteriche e sataniche. «Nato nel 1809 a Boston, Albert Pike divenne uno degli avvocati più famosi del Sud. Egli parlava e scriveva 16 lingue. Entrato in massoneria nel 1850, nel 1859 divenne Gran Maestro del Rito Scozzese Antico ed Accettato, e cioè il Capo supremo della Massoneria americana»1. «Albert Pike è uno degli individui fisicamente e moralmente più repellenti della storia americana. Orribilmente obeso (pesava più di 140 chili), Pike era conosciuto nel suo Stato dell’Arkansas come un professionista di satanismo. Le sue note tendenze sessuali includevano il sedersi a gambe divaricate su un trono fallico, eretto nel bosco, con intorno una masnada di prostitute, con le quali consumava cibo e liquori, fino a completo stordimento. (...). Negli anni 1850, Pike entrò in politica diventando una delle voci più sguaiate e intolleranti della retorica razzista. (...). Nel 1858, infatti, Pike, insieme ad undici collaboratori, pubblicò una circolare che chiedeva l’espulsione di tutti i negri e i mulatti dall’Arkansas, citando “l’indolenza e bestialità della loro razza degradata”, “la loro immoralità, pigrizia e sudiciume” e chiamando l’africano un essere “insignificante e depravato simile ad un animale”. Dal 1858 al 1860, Albert Pike creò un Supremo Consiglio del Rito Scozzese estendendolo, per la prima volta, su tutto il Sud degli Stati Uniti»2. Alcuni anni prima, nel 1854, uno stretto collaboratore di Albert Pike, un certo Judah Benjamin, creò i “Cavalieri del Circolo d’Oro” (“Knights of the Golden Circle”). Le prime operazioni di questi “Cavalieri” consistettero nell’addestramento paramilitare di terroristi in tutta l’America Centrale, con lo scopo di provocare una guerra tra gli Stati Uniti e la Spagna, che governava quella zona. La fase successiva fu l’organizzazione di un colpo di Stato negli Stati Uniti che doveva coincidere con l’elezione del presidente Abramo Lincoln, nel 1960. Eletto Lincoln, Albert Pike, dalla sua posizone di Capo della Massoneria americana, diresse l’insurrezione del Sud che sfociò nella sanguinosa Guerra di Secessione americana (1860-1865). «La Carolina del Sud, sede del Consiglio Supremo della Massoneria di Pike, dichiarò la secessione il 20 dicembre 1860, subito dopo l’elezione di Lincoln. Lo stesso giorno, i leaders della “Giovane America” di Mazzini, del Mississippi, chiesero le elezioni e ottennero la secessione. 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. In Florida, il senatore David Yulee, esponente di spicco della “Giovane America” fece votare la secessione, il 22 dicembre. In Alabama furono gli esponenti di spicco dei “Cavalieri del Circolo d’Oro” a dirigere la secessione del 24 dicembre. In Georgia, la secessione del 2 gennaio 1861 fu pilotata da Robert Toombs, l’amico più caro di Albert Pike, divenuto poi membro del Consiglio Supremo. In Louisiana, fu John Slidell, intimo di Judah Benjamin, creatore dei “Cavalieri del Circolo d’Oro” e Pierre Soulé della “Giovane America” a dirigere il voto di secessione del 7 gennaio 1861. Nel Texas, il governatore Sam Houston rifiutò il voto di secessione dichiarandolo illegale. Allora, migliaia di “Cavalieri del Circolo d’Oro”, armati, deposero Houston e, in febbraio, fecero votare la secessione, con una partecipazione di meno di un decimo della popolazione. Gli oppostori alla secessione riportarono vistose vittorie in Virginia, Carolina del Nord, Tennessee, Arkansas, Missouri, Kentucky, Maryland e Delaware. La sconfitta dell’Arkansas creò un imbarazzo personale ad Albert Pike che, all’udire la notizia della sconfitta, si precipitò nello Stato per arringare i delegati: «Le cose sono giunte a tal punto che voi avete solo una possibilità: o voi uscite dall’Unione volontariamente, o sarete cacciati fuori. La Carolina del Sud vi trascinerà fuori...». Pur avendo votato di rimanere nell’Unione, la Carolina del Nord, la Virginia, il Tennessee e l’Arkansas furono trascinati nella Guerra di secessione dagli uomini di Albert Pike»3. 1 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 196. 2 Cfr. Anton Chaitkin, “Treason in America”, New Benjamin Franklin House, New York 1985, pp. 234-235. 3 Idem, pp. 237-246. “Chiesa viva” *** Aprile 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo e Carissimo Mons. Villa, da anni ricevo il prezioso mensile “Chiesa viva”; una grazia costante di oro in tanta zavorra! Leggo la Rivista con tanta gioia e prego che il buon Dio continui ad assisterLa in questa non facile battaglia per la vera Fede. Non si fa altro che parlare del grande progresso nella Chiesa dal Concilio in poi. Vorrei fosse vero! Ma quando penso alla Chiesa pre-conciliare, non posso non rimanere incredulo. Allora, la Chiesa era ferma, chiara e compatta in tutto il mondo: la stessa Liturgia, la stessa lingua, la stessa Fede: un esercito disciplinato, compatto e irresistibile, che avanzava su tutti i fronti, temuto anche dai suoi più acerrimi nemici. I Seminari e le Case di formazione degli Ordini Religiosi erano pieni; le spedizioni missionarie annuali numerose, le conversioni, ovunque, abbondanti. Ora?.. Ma confidiamo nella Protezione di Colei che, a Fatima, ha profetizzato: “Chiesa viva”. L’ho letta con interesse e con condivisione. È assolutamente vero che il neo-modernismo, in questi ultimi decenni, sta dilagando,producendo una grande quantità di cose storte e discutibili. Penso all’orientamento principale della Chiesa d’oggi, cioé l’ecumenismo a tutti i costi. Penso all’introduzione della pessima pratica della “Comunione sulla mano”. Penso alla nascita di numerosi movimenti e gruppi cosiddetti “ecclesiali”, ma che non trasmettono assolutamente “Verità”, quella insegnata da sempre dalla tradizione millenaria della Chiesa. Alla luce di tutte queste tristi realtà, è tuttora consolante che ci siano “Riviste”, come la Vostra, che cercano di mettere in risalto tutti questi errori... Complimentandomi con Voi per il prezioso lavoro e servizio, Vi ringrazio e saluto cordialmente! (Rag. V. P. - Cuneo) *** «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!». Porgo a Lei e alle “Operaie di Maria Immacolata” fraterni Auguri per un Santo Natale ed un Felice Anno Nuovo! (Fr. R. S. - India) Mons. Villa, Le sono grato delle pubblicazioni e Le auguro salute per continuare la sua opera di difesa della Verità! (p. D. B. - Milano) *** *** Rev.mo Direttore di “Chiesa viva”, (...). Nei giorni scorsi, nel Duomo di Cuneo, ho trovato una Rivista dal titolo Mons. Villa, Tanto defensori sanctae Traditionis, nullum par elogium. Vale! (prof. M. A. - Como) LA MASSONERIA AMERICANA di Alberto Sorrenti Dopo la pubblicazione di questo libro, ci si può fare un’idea della consistenza e dell’influenza che la Massoneria ha negli Stati Uniti d’America, in primo luogo, nell’Occidente, in particolare in Europa e in tutto il mondo, poi. Avendo la Massoneria, come primo scopo, quello di cercare di sedurre le Nazioni, per ingraziarsi per prima cosa i governanti ed impossessarsi così del potere politico, economico-finaziario, militare e culturale, specialmente dopo la II.a Guerra Mondiale, ed essendo per sua natura cattolicamente anti-cristiana, è, ora, riuscita, come potenza egemonica incontrastata, a scristianizzare le Nazioni e i Continenti e a raffreddare lo slancio missionario cattolico. L’Autore evidenzia gli effetti, le ombre e le luci abbaglianti della storia americana attraverso l’opera metodica e costante della Massoneria nella “politicamente corretta” democrazia americana e nel mondo. Tutto questo lo fa in stretta relazione con le altre potenze massoniche mondiali e con tutte le armate dell’Anticristo che essa stessa promuove: le cosiddette forze atee e laiciste presenti nella società. Per richieste: Tipografia DIGITAT PRINT Via Cesare Battisti, 194 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa viva” *** Aprile 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo Wong Francesco Sacerdote diocesano. Era nato il 23 febbraio 1894. Venne ordinato sacerdote il 2 giugno 1917. È stato ucciso nel novembre 1942 nella zona di Saikung, probabilmente da pescatori comunisti infiltrati. Tertuzzi Emilio Sacerdote missionario del Pime. Era nato a Lesmo, Milano, il 17 agosto 1887. Venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1912. È stato ucciso il 26 novembre 1942, nella zona di Saikung. (continua) APRILE 2006 SOMMARIO VATICANO II una sovversione riuscita Martiri in Cina di Giancarlo Politi 2 Pasqua di Risurrezione 3 Vaticano II: una sovversione riuscita (1) del sac. dott. Luigi Villa 8 Il Dogma del “Peccato Originale” nelle teorie moderniste (2) del dott. V. Icardi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HONG KONG Diocesi di Hong Kong Venne staccata dalla diocesi di Macao, il 22 aprile 1841, e creata in Prefettura Apostolica. Nel 1874, venne elevata a Vicariato Apostolico. A partire dal 1855, era stata affidata al Seminario per le Missioni estere di Milano (divenuto poi Pime). Gao Long Laico. Di cira 50 anni. È stato ucciso nel novembre 1927, nel territorio della diocesi, nella Cina continentale. Un giovane nato nel 1912 circa, orfano di padre. È stato fucilato nel dicembre 1927, nel territorio della diocesi, nella Cina continentale. Deng Ngai-giao Laico di circa 60 anni. È stato decapitato nel 1927, nel Haifeng, nel territorio della dicoesi, nella Cina continentale. Ah Kam Maria Laica, sposata, di etnìa Hoklo. Nata tra il 1880 e il 1855. È stata fucilata il 25 dicembre 1927, nel terrritorio della diocesi, nella Cina continentale. PaiNgo Laica, di circa 35 anni. È stata fucilata il 25 dicembre 1927, nel territorio della dicoesi, nella Cina continentale. Tong Meng Laico, nato intorno al 1855. Fucilato il 25 dicembre 1927, nel territorio della diocesi, nella Cina continentale. 24 Guo Sanxing Laico, lavoratore, di etnìa Hoklo. Fucilato il 25 dicembre 1927, nel territorio della diocesi, nella Cina continentale. Kuang Weizhong Mattia Catechista insegnante. Nato intorno al 1867. Fucilato il 25 dicembre 1927, nel territorio della diocesi, nella Cina continentale. Un catechista È stato ucciso dal suo stesso figlio nell’autunno 927, nel territorio della diocesi, nella Cina continentale. Cattolici A partire dal 1927, nei distretti di Haifeng e Lufeng erano stati instaurati i soviet comunisti, sotto il comando di Peng Pai. I cattolici furono uccisi a centinaia, nelle diverse cittadine e villaggi. Biffi Maria Religiosa canossiana. Morta l’8 gennaio 1941, a Huizhou, durante il bombardamento dell’ospedale cattolico da parte dei giapponesi. Fu trovata morta all’entrata dell’edificio, dove si era attardata per spingere dei ritardatari all’interno. Guo Renato Sacerdote diocesano. Nato il 14 maggio 1911, era stato ordinato sacerdote il 27 marzo 1937. È stato ucciso il 15 agosto 1942, nella zona di Saikung, probabilmente da pescatori comunisti infiltrati. N. 382 10 Ad Assisi hanno sacrificato anche due polli – intervista a Vittorio Messori – 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 “Extra Ecclesiam nulla salus” della dott.ssa M. Pia Mancini 16 Il dilemma Eucaristico di A. Z. 18 “A Morbo Numerario, libera nos, Domine!” (1) del prof. F. Cianciarelli 20 Presenza islamica in Italia (3) - Preoccupante documentazione del sac. D. E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla Domenica di PASQUA alla IV Domenica di Pasqua) “Chiesa viva” *** Aprile 2006 Chiesaviva ANNO XXXVI - N° 383 MAGGIO 2006 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità VATICANO II UNA SOVVERSIONE RIUSCITA 2 Maggio: mese dedicato alla Madonna Quand’ero ragazzino, mamma mia me diceva: “Ricordate fijolo, quando te senti veramente solo tu prova a recità n’Ave Maria. L’anema tua da sola spicca er volo e se solleva, come per maggia”. Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato. Da un pezzo s’è addormita la vecchietta, ma quer consijo nun l’ho mai scordato. Come me sento veramente solo io prego la Madonna benedetta e l’anima mia da sola pija er volo. Trilussa Oggi, i sacrifici umani sono i tantissimi massacri che avvengono in tutto il mondo, perché noi “cattolici” abbiamo “più di tutti, il culto dell’uomo”, come lo volle Paolo VI. Ora, chi vincerà questa carneficina se non l’Immacolata? È questo il nome divino che Ella rivelò a Santa Bernadetta: «IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE!». Ed è anche per questo suo nome che La pone accanto a Dio, per cui viene pure chiamata: «NOSTRA SIGNORA DELLE VITTORIE!». 2 “Chiesa viva” *** Maggio 2006 ... ora Tommy vive nel mistero del Cielo assorbito nella gloria di Dio! Cosa si ricava da un deserto? Dolce Tommaso, come un aquilone, sei volato via, sospinto dal vento della barbarie, lasciandoci attoniti e sgomenti. – Eri un dono di Dio, non meritato da un mondo sporco, arido e crudele. – Il Signore ti ha voluto Santo, col martirio: sei tenero virgulto nel Suo giardino eterno. – Vivi nella Luce, nella Pace, nell’Armonia, cullato dalle braccia della Mamma Celeste che ti dona a Suo Figlio, piccolo bocciolo reciso, ansioso di schiuderti alla vita. – Dal mondo il tuo profumo è svanito, soffocato dal lezzo nauseabondo che tutto permea di sè. – Piccolo, quanti piccoli sono lì con te, uccisi dagli aborti e dalle guerre di potere? – Prega per noi. Implora la Misericordia di Dio sui tanti predatori di anime che si erigono a moralisti e, ipocriticamente, si mostrano addolorati. – Sono proprio loro che ti hanno assassinato, perché, prima di te, hanno assassinato Cristo nei cuori e nelle menti, sostituendoLo con miserabili ideologie. Ciao, Tommaso! Canta nel coro degli Angeli la gloria di Dio, in eterno! Implora l’Altissimo affinché questa umanità sappia ancora scorgere il candore dei gigli nel fango! È bello stare insieme al proprio Dio! dott.ssa Maria Pia Mancini “Chiesa viva” *** Maggio 2006 3 VATICANO II UNA SOVVERSIONE RIUSCITA del sac. dott. Luigi Villa 2 C he dire allora di Paolo VI? Egli, ancor prima delle sua elezione a Pontefice, aveva già lasciato vedere la “sua religione”. Fu nel suo discorso del 27 marzo 1960, a Torino, in cui disse: «L’uomo moderno non arriverà, un giorno, a mano a mano che i suoi studi scientifici progrediranno e scopriranno delle realtà nascoste dietro il viso della materia, a tendere l’orecchio alla voce meravigliosa dello Spirito che palpita in essa? Non sarà la religione del domani? Lo stesso Einstein intravide la spontaneità di una religione d’oggi?.. Il lavoro non è di già ingaggiato nella traiettoria diretta che mette capo alla religione?». Chi conosce la dottrina di Teilhard de Chardin avvertirà subito, in quelle parole, odor di panteismo. Dio, cioè, sarebbe immanente nell’universo e si manifesterebbe soprattutto nella sua forma più alta, l’uomo.15 15 Veduta del Concilio Vaticano II. Cfr. Richard Cavendish nella su aopera “La magia nera” (Ed. Mediterranee 1984, p. 29), dove parla dei concetti fondamentali cabalistico-talmudici di macrocosmo e di microcosmo, scrive. «L’universo e ogni cosa che è in lui costituiscono Dio». «L’universo è 4 Ed ecco Paolo VI all’opera, confermando l’aggiornamento della Chiesa al mondo: «La Chiesa cerca di adattarsi al linguaggio, ai costumi, alle tendenze degli uomini del nostro tempo, tutto assorbito dalla rapidità dell’evoluzione materiale e talmente esigente per le loro particolarità individuali». Poi, aggiungerà: «Questa apertura è nello spirito della Chiesa». «Noi ameremo i cattolici, gli scismatici, i protestanti, gli anglicani, gli indifferenti, i musulmani, i pagani, gli atei... Noi ameremo la nostra epoca: le forme di attività della nostra civilizzazione, della nostra arte, del nostro sport. Noi ameremo il nostro mondo»16. Ora, questo straparlare di Paolo VI richiama alla mente quanto scrisse di Lui il suo grande amico Jean Guitton, in “Dialogue avec Paul VI” (Fayard, 1967, p. 298): «Io non mi sentivo portato un giganesco organismo umano (macrocosmo), e l’uomo ne è la piccola immagine, una replica di Dio in miniatura (microcosmo).». 16 Cfr. “L’Eglise et le Concile”, Ed. Saint Paul, Paris, 1965, pp. 44-45. “Chiesa viva” *** Maggio 2006 più che evidente come Paolo VI verso il chiericato che, talvolta avesse dimenticato la pagina della mi sembrava statico, chiuso, più Rivelazione in cui Gesù Cristo e interessato a conservare che a San Paolo parlano ben diversapromuovere, implicante la rinunmente: cia alle tendenze terrene nella «Non amate il mondo né ciò che misura della sua condanna al vi è nel mondo. Se qualcuno ama mondo». il mondo, l’amore del Padre non Naturale, quindi, che potesse dire è in lui. Perché tutto ciò che vi è anche questo: nel mondo, è concupiscenza del«Che il mondo sappia: la Chiesa la carne, concupiscenza degli lo guarda con profonda comocchi e superbia della vita. E ciò prensione, con una vera ammiranon è del Padre, ma del monzione, sinceramente disposta do»21. non già a soggiogarlo, ma a ser17 virlo!» . «Non vogliate conformarvi al secolo presente»22. «La Chiesa accetta, riconosce e serve il mondo tale e quale si Questo, dunque, è il Montini-Paopresenta, oggi, ad essa». lo VI, indicato per il soglio pontificio E ancora: da Giovanni XXIII23, e designato «Noi abbiamo certamente inteso ad esso nella riunione che si tenne parlare della severità dei Santi nella casa degli “Oblati Regolari per i mali del mondo. Molti sono Benedettini” di Priscilla (via Salaancora familiarizzati con i libri ria, a Roma), una Congregazione d’ascesi che portano un giudizio religiosa fondata dallo zio di Anglobalmente negativo sulla cordreotti, don Belvederi, la sera del ruzione terrena. È ancora certo 18 giugno 1963. Là, si misero che non viviamo in un clima spid’accordo sul nome di Montini24. rituale differente, essendo invitaE questo orientamento su Montiti, specialmente con il presente ni avvenne anche in casa del Concilio, a portare uno sguardo massone Ortolani, il cui ruolo non ottimista sul mondo moderno, i fu certo secondario se il salesiano suoi valori, le sue conquiste... La don Pier Giorgio Garrino25 poté celebre Costituzione “Gaudium dire: «Io lo so di fonte certa che et Spes” è tuttora un incoraggial’elezione di Paolo VI fu favorita mento a questa attitudine spiridalla Massoneria»26. tuale nuova». Pio XII, invece, il “Papa angelico” «La nostra testimonianza è un non voleva assolutamente che segno dell’attitudine della ChieMontini diventasse Papa, dopo che Paolo VI che indossa l’Ephod. sa verso il mondo moderno: una scoprì il suo tradimento di fedeltà al attitudine fatta di attenzione, di suo Magistero. Se ne ha una prova comprensione, d’ammirazione e anche nelle sue ultime volontà, do18 d’amicizia» . ve scrisse: “Montini e Tondi non diventino mai cardinali!». E ancora: Sulla Rivista “Panorama” del 10 agosto 1970, si leg«La Chiesa può Essa e possiamo fare Noi altra ge: cosa che di riguardare il mondo e d’amarlo?»19. «... Se la lista era autentica, la Chiesa sarebbe «Una corrente d’amore e d’ammirazione ha denelle mani dei frammassoni. Paolo VI ne sarebbe bordato dal Concilio sul mondo umano moderattorniato. Di più: sarebbero loro che avrebbero no... I suoi valori sono stati non solo rispettati, giocato il ruolo di grandi suoi elettori, e, in seguima onorati; i suoi sforzi, sostenuti; le sue aspira20 to, l’avrebbero pilotato nelle più importanti decizioni, purificate e benedette» . sioni durante i suoi 13 anni di pontificato. E, priDopo queste sviolinate in favore del mondo, appare 17 18 19 20 21 22 23 Cfr. 29 settembe 1963 - Discorso d’apertura della 2a sessione. Cfr. 8 giugno 1964 - Actes Pontificaux, n° 139, p. 21. Cfr. 14 settembre 1965 - Doc. Conciliari, n° 66. Cfr. 7 dicembre 1965 - Discorso di chiusura del Concilio. Cfr. Gv. 11, 14-17. Cfr. Rom. XII, 2. Cfr. Benny Lai, “Il Papa non eletto”, Laterza, Roma-Bari 1993, p. 83, n° 7. “Chiesa viva” *** Maggio 2006 24 Montini, ovviamente, da Paolo VI dichiarò che “mai, per nulla al mondo, aveva desiderato e tanto meno favorito la sua elezione” (cfr. Discorso del 21 giugno 1972, citato in “L’attività della Santa Sede”, Tipografia Poliglotta Vaticana 1972, p. 221). 25 Fino alla sua morte tragica, avvenuta nell’agosto 1995, esercitò importanti funzioni nella Curia di Torino. 26 Cfr. “Sodalitium”, n° 42: “Il Papa del Concilio”, XIX.a parte, p. 38. 5 pensée catholique». ma ancora, sarebbero stati loro che avrebbero La mutazione più grande fu certamente quella operaspinto il Concilio Vaticano II sul cammino delle ta da Mons. A. Bugnini, creatore del “Novus Ordo riforme». Missae”, che fu sottoposto, prima della pubblicazioAnche M. Winckler, un ufficiale-interprete dell’esercine, all’attenzione dei giudei, protestanti e musulmani. to francese, un giorno, a Roma, fu “presentato al Il fine era questo: instaurare una religione monoteista grande fratello Montini”... Inoltre, in un incontro con universale, sotto la direzione giudaica”29. il card. Sergio Pignedoli, “il me confirma que la Ricordiamo, allora, quello che disse il paolino Rosamère de Jean Baptiste (Montini, futuro Paolo VI) Jurio Esposito, e cioè che l’abbraccio “fraterno” tra dith Alghisi, s’était convertie lors de son mariage le Gerarchia cattolica e la Massoneria era già staavec George Montini, lui-même d’origine juive to predetto e programmato da Montini, allora anco(vedi il “Libro d’oro” della nobiltà italiana)... Incoragra Monsignore, tra il 1948 e il giato da Gasparri, soutenu par 1950. In quel tempo, parlando de très hautes instances col domenicano P. Morlion, il mondialistes, “tenu” par se futuro Paolo VI aveva detto: moeurs contro-nature 27 il «Non passerà una generazioétait devenu le futur pape»! ne che non sia stata fatta la Rileggiamo, qui, quello che abpace tra le due società! biamo letto, sulla Rivista “Bo(Chiesa e Massoneria)!30 num Certamen», dell’abbé Da Papa, infatti, Paolo VI - coMouraux: me l’attesta Padre Esposito «Paolo VI era di ascendenza “seguiva e incoraggiava” gli giudaica, da parte di suo incontri, anche pubblici, tra nonno materno, e sua madre, ecclesiastici e dignitari masnata giudea e battezzata alla sonici, che ci furono tra il 1968 vigilia del suo matrimonio, e il 1977, per arrivare a un acdonde il suo prenome di Giancordo pubblico di modello Battista che lei stessa volle. “ecumenico” tra Chiesa e Egli (Paolo VI) portò lui stesso, Massoneria. molte volte, l’EPHOD, insegna Nessuna meraviglia, perciò, se del “Sommo Sacerdote” al alla morte di Paolo VI, la Masmomento in cui si condannò soneria ebbe ufficialmente a Gesù. Durante il Conclave dichiarare: che doveva eleggere Paolo VI «Per noi, è la morte di Colui - scrisse lui stesso - a dispetto che ha fatto cadere la cond’ogni regola, il card. Tissedanna di Clemente XII e dei rant uscì. Un alto Prelato di suoi predecessori. Per la priRoma mi disse che egli era anma volta, nella storia della dato a consultare i “B’nai Massoneria moderna, è morB’rith” (Figli dell’Alleanza), una Paolo VI depone la tiara. to il Capo della più grande reorganizzazione massonica ligione occidentale che non esclusivamente riservata ai giufu messo in stato di ostilità dei. Questo sarebbe avvenuto contro i Massoni. E per la pridopo che il card. Siri era stama volta nella storia, i Massoni possono portare i to eletto... Furono le Guardie Nobili a rivelare il 28 loro omaggi alla tomba di un Papa, senza ambifatto. guità né contraddizioni»31. «Una Rivista americana - continua l’abbé Mouraux È un “omaggio”, questo, che non necessita proprio pubblicò, qualche mese dopo l’elezione di Paolo VI, di commenti! la sua fotografia in compagnia dei dirigenti dei Il suo lavoro all’interno della Chiesa, quindi, fu fi“Figli dell’Alleanza”. Il 25 gennaio 1966, sulla Rivino a quell’auto-demolizione che Lui stesso ebbe a sta “Look” (una tiratura di 7 milioni di copie!), appardefinire, ma che fu l’effetto del suo doppio gioco ve un articolo esplosivo che manifestava i negoziati che ha ingannato tutti, specie i più ingenui e i più condotti tra il card. Bea e la massoneria giudaica, impreparati! sotto il titolo: “Comment les juifs ont changé la 27 Cfr. F. Bellegrandi, “Nichitaroncalli”, pp. 85-86. Vi sono citati parecchi “fatti”. 28 Il Principe Scortesco, cugino del Principe Borghese, fu trovato morto, in circostanze più che sospette, pochi giorni dopo che aveva svelato che egli aveva le prove che Paolo VI era framassone! 6 29 30 Cfr. “Bonum Certamen”, n° 55. Cfr. Y. A. Ferrer Benimeli, G. Caprile. “Massoneria e Chiesa cattolica”, ed. Paoline 1979, p. 91, nota 70. 31 Cfr. “Rivista massonica”, n° 5 luglio 1978, nell’articolo: “Né ambiguità né contraddizione”, Ref. LXIX-XIII della nuova serie. “Chiesa viva” *** Maggio 2006 Un esempio: andò all’ONU per confessare la sua mo di un grande numero... di preti che, sotto un fede nella “Carta dei diritti dell’uomo”, mentre, doapparente amore della Chiesa... impregnati fino alpo, confesserà la sua fede in Dio, secondo il le midolla di un veleno di errori, attinti dagli avver“Credo” cattolico!!! sari della Fede cattolica, posano... come rinnovaMentre nessun Papa ebbe l’audacia di sopprimere il tori della Chiesa»34. Sant’Uffizio, l’organismo a difesa della fede, Lui, inE così, Giovanni XXIII e Paolo VI riuscirono ad opevece, sì!.. nessun Papa aveva mai tentato di imporre rare la loro rivoluzione sulla scia della Rivoluzione - e con tale audacia! - una riforma del Conclave come Francese, opera del satanismo ebraico-massonico. fece lui, sopprimendo persino tutti i cardinali ottantenLa “Liberté”, divenne la “Libertà religiosa”, o “Lini!.. E nessun Papa aveva mai pensato di “rivoluziobertà delle Religioni”; la “Légalité”, divenne la nare” persino la Messa, come ha fatto, invece, Lui! “Collegialità” e l’egualitarismo democratico; la “FraE via dicendo!.. per cui possiamo ternité”, divenne l’ammucchiata ben dire che il “piano” di Riforma dell’ecumenismo, che abbraccia di Paolo V non fu altro che un tutti gli errori, le eresie, e tutti i ne“piano” di distruzione, di sovvermici della Chiesa Cattolica. sione mondiale. Così, il Vaticano E divenne, perciò, la “Nuova ChieII è servito a far passare la Chiesa sa Conciliare”, come lo disse il di Roma da una religione cristiana card. Benelli, il cardinale Suetradizionale a un’altra pseudo-relinens e il domenicano Yves Congione umanitaria, tutta permeata di gar, il quale poi, divenuto cardinale, linee massoniche e di idee della Ridirà: «La Chiesa ha fatto pacificavoluzione francese. Lo disse Lui mente la sua rivoluzione d’ottostesso il 1° settembre 1963: bre”35. «Nello stesso tempo si constatò Ne furono coscienti subito i framun fermento nuovo: delle idee vimassoni, come ad esempio, il baventi, delle coincidenze tra i rone Marsaudon: «Noi pensiamo grandi princìpi della Rivoluzione, che un frammassone, degno di la quale non aveva fatto altro che questo nome, non può che feliciappropriarsi di certe idee cristiatarsi, senza alcuna restrizione, ne. Fraternità, libertà, eguagliandei risultati irreversibili del Conza, progresso, desiderio di elevacilio». re le classi umili. Tutto questo Ma siamo davanti, allora, a due Reera cristiano, ma aveva preso un ligioni: l’una, la Santa Religione 32 rivestimento anti-religioso» . Cattolica Romana, che custodisce Un dire che mi fa ricordare quello il sacro “deposito” della Rivelache scrisse il cabalista Eliphas zione, contenuto nella Dottrina, Levi (ex “abbé Constant”!), nel nella Morale e nella Pietà; l’altra, la 1896, sul libro “Le grand Arcane”: “Nuova Religione”, che sta occuPaolo VI all’O.N.U. «... verrà un giorno in cui gli ultipando, ogni giorno di più, i posti mi anatemi di un Concilio ecudell’antica Religione, per corrommenico saranno questi: maledetperla sotto falsi pretesti di fedeltà ta sia la maledizione; che gli anatemi siano anatealle “sorgenti” dell’ecumenismo e della carità, ma mi, e che tutti gli uomini siano benedetti! Allora, che, in realtà, non è che un sincretismo universale non ci sarà più, da una parte, l’umanità e, dall’alper instaurare un’èra post-cristiana! tra parte, la Chiesa. Perché la Chiesa abbraccerà All’inizio del Vaticano II, il Gran Rabbino Kaplan disl’umanità, e chiunque sarà nell’umanità non potrà se: essere al di fuori della Chiesa»33. «La Chiesa si riconosce nella ricerca di un legame vivo con la comunità giudaica, che essa non ha Oggi, è più difficile comprendere come, dopo il Vatipiù da convertire». cano II, stia formandosi una nuova religione per soE dirà pure con soddisfazione che «gli orientamenti stituire quella di prima. Ma San Pio X aveva previsto dell’episcopato francese si incontrano con l’inseanche questo nella sua “Pascendi”: gnamento de più grandi teologi giudei, per i quali «Gli artigiani dell’errore non vanno cercati, oggi, le religioni nate dal giudaismo hanno per missiotra i nemici dichiarati. Essi si nascondono... nel ne di preparare l’umanità all’avvenimento dell’èra seno stesso e nel cuore della Chiesa. Noi parlia- 32 33 34 Cfr. Doc. Cath., n° 1440, 20 ottobre 1963, p. 1372. Cfr. “Il Grande Arcano”, Atanor, 1989, p. 84. Cfr. Léon Poncins, “Christanisme et Franc-Maçonnerie”, DPF, Chiré en Montreuil, 1975, pp. 283-292. “Chiesa viva” *** Maggio 2006 35 Mons. Lefèbvre, “Lettre ouverte aux catholiques perplexes”, Paris 1985, p. 133. 36 Cfr. Doc. Cath. Del 6 maggio 1973, n° 1631, pp. 419-422. 7 messianica annunciata dalla Bibbia»36. Ma questa visione di resa episcopale era stata già avvertita anche dal mondo liberale laico. M. Prelot, per esempio, senatore del Doubs, nella sua opera: “Le Catholicisme libéral” (1969) aveva scritto: «Noi abbiamo lottato per un secolo e mezzo per far prevalere le nostre opinioni all’interno della Chiesa e non c’eravamo riusciti. Infine, è venuto il Vaticano II e noi abbiamo trionfato. Ormai, le tesi e i princìpi del cattolicesimo liberale sono definitivamente accettati, e ufficialmente, dalla “santa Chiesa”». La Massoneria, quindi, specie quella dei B’nai B’rith, ha vinto! Una conquista che fu subito reclamata da molti di loro, come, ad esempio, Yves Marsaudon, 33° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato che, nel suo libro: “L’oecumenisme vu par un Franc-Maçon de Tradition”, con prefazione del Sovrano Gran Commandeur del Consiglio Supremo di Francia, Charles Riandey, a proposito della “libertà religiosa”, affermata dal Vaticano II, ha scritto: «Si può veramente parlare di rivoluzione, partita dalle nostre logge massoniche; rivoluzione che s’è magnificamente estesa sotto la cupola di san Pietro». Sul piano politico, il Vaticano II ha abbracciato completamente e fatto suo l’obiettivo principale della Massoneria e del Giudaismo: la repubblica universale e il Governo Mondiale. L’opzione mondialista, per esempio, è esplicita nel primo paragrafo della “Nostra Aetate”, dove si parla di un processo di unificazione del genere umano che è in corso, e che la Chiesa deve promuovere; e al “paragrafo 79” della “Gaudium et Spes”, nella quale ci si augura “la nascita di una autorità internazionale competente, munita di forze efficaci”. Quindi, il Vaticano II è stato proprio ordinato per la nascita di questa religione mondiale sincretista, che deve costituire la base spirituale del Governo Mondiale ebraico-massonico. Non è certo un “caso” che la “Dignitatis humanae”, il documento fondamentale per la Rivoluzione conciliare, porti lo stesso titolo (nell’essenza) del “De hominis dignitate” di Pico della Mirandola, che aprì le porte della cristianità alla Cabala; un testo scritto sotto l’influenza del maestro giudeo Elie De Medigo, e di altri ebrei; comunque, un libro molto apprezzato e diffuso dalla Massoneria! Certo, non fu neppure un “caso” che Henri de Lubac, considerato uno dei “padri” del Vaticano II e del suo “nuovo corso” (e fatto, poi, cardinale da Giovanni Paolo II!) ha scritto anche un libro su Pico della Mirandola, in cui esalta quel volgarizzatore e diffusore della magìa e del sincretismo cabalistico, oltre che essere negatore della logica e del princìpio di contraddizione. Ma de Lubac lo presenta come un gran pensatore e un pioniere di un’èra di pace universale!37 Ora, possiamo concludere dicendo che questa “Nuova Chiesa Conciliare” non è che una maschera della vera Chiesa di Cristo, e che questo suo oscuramento l’aveva già predetto la Madonna de la Salette, nel 1846, ai due piccoli veggenti: “L’Eglise éclipsée”, quindi, non sarebbe altro che il “TERZO SEGRETO” di Fatima, ossia il complotto massonico per la distruzione della Chiesa di Cristo! NOTE 37 Cfr. Henri de Lubac, “Pico de la Mirandola”, Jaca Book, 1977. Il gesuita massone ed eretico Teilhard de Chardin sac. dott. Luigi Villa (pp. 96 - Euro 10) Novit à Chi legge queste pagine su Teilhard de Chardin, si sentirà inchiodato, quale che sia la sua disinvoltura; si sentirà scosso, quale che siano le sue diverse sicurezze; si sentirà turbato, quali che siano le sue conoscenze a suo riguardo. Perché è un libro che vi porta alla conoscenza e alla riflessione di fatti e detti intrisi di errori filosofici, teologici, scientifici, pregni di panteismo, di poligenismo, di neo-darwinismo, della negazione del Peccato Originale, ecc.. Un libro, insomma, che vi scuoterà la mente e l’anima! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 8 “Chiesa viva” *** Maggio 2006 VESCOVI, RIEDIFICATE LA CHIESA CATTOLICA! della dott.ssa Maria Pia Mancini Eccellenze Reverendissime, attraverso la dottrina riformata, resa meno intransigente, la Chiesa Cattolica tenta di scendere nel sociale, cercando di risolvere l’insuperabile antinomia tra la fedeltà alla Tradizione ed il rifiuto di ogni forma di immobilismo. Essa tende, inoltre, ad attenuare lo scandalo della divisione tra Cattolici, Ortodossi e Protestanti, per cui la moderna teologia, rinnegandone il primato, ha ridimensionato l’importanza del cattolicesimo, al punto da mostrare apertura persino all’Islam e alle filosofie orientali. Nella coscienza comune è andata, così, radicandosi la convinzione che tutti i credo abbiano pari valenza salvifica e, quindi, sia indifferente seguire Cristo, Budda, Maometto, o la dea Kalì, purché venga osservata la morale soggettiva. Ad ogni costo, Voi vescovi, volete distanziarvi dal dogmatismo, non solo per fugare il sospetto che Roma voglia esercitare una sorta d’imperialismo religioso, ma anche per evitare il danno che potrebbe causare al dialogo ed alla pacifica convivenza il ribadire che Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera, visibilmente, attraverso la Sua Chiesa. La piena adesione al Vangelo sarebbe, infatti, d’impedimento per il cattolico a capire e vivere il tempo, nonché ad assumere atteggiamenti più adeguati alla realtà, perché il suo integralismo lo limiterebbe negli obblighi verso gli altri. Sebbene Apostoli, per camminare con l’umanità reinterpretate le vostre analisi, finendo su posizioni difformi da quelle del passato, probabilmente, perché persuasi che il vantaggio, derivante dal vostro rinnovato proporvi rispetto al corso degli “Chiesa viva” *** Maggio 2006 eventi, sia utile all’eliminazione anche degli squilibri generati dal progresso, padre di nuovi, devastanti miti. La cura per il vero bene delle anime, a seguito di ciò, è passata in secondo piano per voi che, pur custodi della fede, vi impegnate prioritariamente nel rispetto delle molteplici opinioni temporali e religiose. La Verità è così oscurata nella sua essenza ed è vieppiù adattata alle svariate circostanze ed esigenze ecumeniche, alla sequela di un umanitarismo filantropico e privo di carità, perché alieno da ogni tentativo di proselitismo. Lo dimostrano la sostituzione del dialogo all’anatema e lo sforzo costante nell’attuazione della realpolitik che ha orientato diversamente i rapporti della Chiesa con blocchi internazionali o con i suoi irriducibili avversari. Per avvicinare gli indifferenti e i lontani ai Cattolici, oggi, chiedete una nuova vocazione più concreta ed attenta ai soli bisogni materiali del prossimo e che si astenga dal misticismo, ritenuto infruttuoso per l’emancipazione dei singoli e delle nazioni. È noto, infatti, che il riferimento al trascendente e alla salvezza eterna sarebbe stigmatizzato come perversione del messaggio evangelico, perché male accetto ai negatori di Cristo, in funzione dei quali avete rivisto la Liturgia, Dogmatica e Sacre Scritture, per non essere accusati di rifiutare le altre esperienze. Siamo dunque incessantemente spronati ad avere maggiore sollecitudine verso i doveri sociali connessi con il pluralismo etnico e religioso dominante, ovvero siamo invitati ad uscire dall’ascetismo individuale per procedere uniti a tutti gli uomini, al fine di vivere degnamente la S. Eucarestia, Cui viene attribuito da Voi un significato quasi esclusivamente comunitario. Il Cattolicesimo, però, riconoscendo la cultura come valore universale, in tutte le sue forme e manifestazioni, si è dichiarato povero, finendo con il rifiutare il monopolio della Verità. I tempi che viviamo, tuttavia, non forniscono attenuanti all’apostasia globalizzata, causata oltretutto dalla determinazione di identificare le urgenze materiali con certa “politica religiosa” fino a trasmutare le prime nella seconda. Senza voler isolare le questioni di fede alla storia, in alcun modo clero e laici siamo deresponsabilizzati dalle nostre azioni dinanzi a Dio, a motivo del mutamento dei costumi che esigerebbero l’abbandono dell’ortodossia, in nome della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Se nel giudizio finale conta la volontà, tutti abbiamo il dovere di non cedere, d’impedire e di non compiere il male, secondo le promesse battesimali; è dovere inalienabile ed indipendente da qualunque epoca o condizione. La spiritualità raffreddata e frenata nella crescita ha determinato la regressione 9 della fede cattolica, trasformandosi in superficiale buonismo ed in velleitario pacifismo, troppo esaltati sia dai mass-media, sia da molti Prelati. La cosiddetta nuova evangelizzazione, di fatto, ha prodotto unicamente la massificazione delle coscienze nel secolarismo dimentico di Dio, la Cui Parola è opportunamente reinterpretata e resa più confacente alle aspettative dell’uomo che, credendosi il tutto, oggi, è ridotto a celebrare solo se stesso. Nella prospettiva che a nessuno sia lecito rivendicare l’autorità in materia di fede, la promozione della pace ed i moniti morali si riducono a mere, astratte esortazioni che non aiutano i popoli nella risoluzione dei oro problemi che mai potrà esserci, senza il riconoscimento della sovranità Universale di Cristo-Gesù, come la dottrina millenaria insegna, e del potere unico e soprannaturale della Sua Chiesa di cui a nessuno è dato di disporre. Utilitarismo ed ambiguità, conformando Dio al mondo, Lo hanno reso mezzo di accorte diplomazie clericali, use ad intrattenere rapporti, per altro sterili, con i lontani e con quel laicismo tracotante che vuole ridurre i cattolici allo stato d’inferiorità ideologica e intellettuale. La fuga dai princìpi dottrinali, che avrebbe dovuto rappresentare la soluzione di posizioni contrapposte, in realtà, si è rivelata solo un’illusione, non essendo liberatoria dei diffusi disordini, se non a prezzo di sistemi viziati. La vostra condiscendenza verso tutti, ha inquinato l’autentico senso dell’amore, avendolo fatto consistere, soprattutto, nell’esigenza di raggiungere difficili e delicati equilibri terreni, in bilico tra l’affermazione della verità oggettiva e la necessità di prudenti compromessi. Non abbiamo, purtroppo, conferma di rilevanti cambiamenti scaturiti dal nuovo corso ecclesiale, avviato ormai da decenni: le guerre e le stragi non solo perdurano, ma aumentano; aborto, divorzio, unioni gay e malcostume imperversano: le Sante Messe sono disertate, forse perché improntate ad una liturgia ibrida, miscellanea di ebraismo, protestantesimo e cattolicesimo (per quel che ne resta); l’Europa delle lobbyes economiche rifiuta le sue radici cristiane; i sistemi d’informazione spettacolarizzano avvenimenti religiosi e Santo Padre, mentre criticano, irridono e mettono in discussione Cristo e la Sua parola; i Crocifissi vengono osteggiati e vilipesi; in nome della laicità, è vietato parlare dei Misteri della nostra fede che potrebbero offendere gli appartenenti ad altre confessioni (sarebbe utile una vostra lettura degli orientamenti del ministero ai docenti che insegnano Religione Cattolica nelle scuole). È onesto da parte vostra parlare di nuova Pentecoste? Sono ancora da 10 condannare quelli “profeti di sventura” che, con lungimiranza e attirandosi le ire della Gerarchia Vaticana, avevano previsto quanto accade? Il carattere prettamente umanistico della nuova religiosità, che non vede la Fede rifugio di salvezza ed estraniamento dal terreno, ha portato l’uomo a viverla come sentimento del mondo che deve liberarlo dalla contemplazione ed immergerlo della quotidianità, ma senza Cristo regnante. Il processo innescato non è incontrovertibile, perché voi, Vescovi, potete coraggiosamente operare una svolta e potete farlo, purché lo vogliate! Letto il documento del Sinodo, che si è tenuto nel mese di ottobre, che traccia le linee del dibattito da tenersi, oltre che sulla liturgia, anche sui fondamenti del Cattolicesimo, i fedeli di Santa Romana te, il Maestro divino, il Giudice dei vivi e dei morti, il Dio Uomo, la Parola che si è fatta Carne, Colui che stringe in modo misterioso tutti i fedeli nella grande comunità della Chiesa. Così Egli si presenta nella Messa...». – Il “Santo Sacrificio” del Calvario dov’è finito? Par. 40: «... Si ricava che, talvolta, si diffondono dichiarazioni contrarie alla Transustanziazione e alla Presenza reale intesa in un senso soltanto simbolico, e si osservano comportamenti che manifestano implicitamente tali convinzioni (...) alle volte, sembra che nella liturgia alcuni agiscano come animatori (...); tutto questo, ovviamente, si ripercuote negativamente sul popolo che cosi rischia di restare confuso, quanto alla comprensione e alla fede nella Presenza Reale di Cristo nel Sacramento». – Perché i neo-catecumenali sono autorizzati da voi Vescovi a predicare nelle nostre Parrocchie, proprio quanto da voi disapprovato nel passo su citato? Vi sfugge il fatto che, ormai, alla “Presenza Reale” quasi nessuno crede più, anche per l’inquinamento dottrinale, conseguente l’apertura al Protestantesimo e all’Ebraismo? Chiesa chiedono alle vostre Eccellenze di voler rettificare alcune posizioni enunciate, all’origine, di sfiducia e perplessità sul domani della Chiesa, la cui rielaborazione secondo i dettati della Tradizione dei Padri eliminerebbe profanazioni, sacrilegi ed eresie, divenuti prassi consolidata, ad opera di certo clero e di alcuni movimenti da voi appoggiati e considerati valido supporto laico alle parrocchie. Nel pregarvi di voler prendere in esame le nostre considerazioni, frutto di dolorose constatazioni, in nome di Cristo e di Maria SS.ma, Vi chiediamo di sradicare tutte le distorsioni teologiche per la ricostruzione della Chiesa cattolica, agonizzante sotto il peso del relativismo di tanti suoi ministri. In particolare, sottoponiamo alla vostra attenzione alcuni punti dubbi, generati dall’“Instrumentum laboris” del Sinodo: “L’Eucarestia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”, con la speranza di chiarimenti, peraltro doverosi da parte Vostra: Par. 39: «Colui che è celato nel Sacramento è il Mediatore pieno di Maestà tra Dio e l’uomo, l’eterno e Sommo Sacerdo- Par. 41: «... Sarebbe da verificare se la rimozione dei Tabernacoli dal centro dell’area presbiteriale ad un angolo non evidente e non degno, o in una cappella appartata, oppure l’aver messo sede del celebrante in posizione centrale, o dinanzi ad esso, (l’uomo al posto di Dio - n.d.r.) (...) non possa in qualche modo contribuire alla diminuzione della fede nella Presenza Reale». – Veramente, i Vescovi ignorano la risposta alla loro domanda? Non sono stati proprio loro dare disposizioni per il decentramento dei Tabernacoli? Non sono proprio loro a compiacersi delle moderne costruzioni del sacro che danno l’idea delle gelide sale luterane, dove l’altare (anzi, la mensa) è affiancato solo ad una Croce, ma senza il Crocifisso? Quanti sono i cattolici che credono ancora alla “Presenza Reale”, dopo decenni d’insegnamenti sottilmente orientati proprio a far perdere la fede in essa? Sfugge ai nostri Vescovi il comportamento irriverente di tanti frequentatori delle nostre Chiese, conseguente gli orientamenti della moderna teologia? Perché essi hanno ancora dubbi sulla necessità di ricollocare Dio al Suo posto? Qual è il problema se a Cristo viene restituita la Sua Centralità? Forse non ne hanno piacere i Suoi rinnegatori che vogliono “Chiesa viva” *** Maggio 2006 eliminarLo anche dalla storia? Oppure si dispiacciono le “chiese sorelle” che predicano la sola presenza spirituale e limitatamente alla durata dei loro riti, come dimostrate di ritenere anche voi, Vescovi, visto l’appoggio incondizionato a Kiko Argüello e le riforme liturgiche attuate? Pensate veramente che Dio Si compiaccia di codesto falso ecumenismo? – Perché vi ostinate a incoraggiare il “segno della pace”, se l’esperienza dimostra che esso è motivo di distrazione e confusione al momento solenne dell’“Agnus Dei”? È dimenticanza o c’è la volontà di compiacere ai lontani? L’uomo per i nostri Pastori è più importante di Dio? – Perché non si abolisce, coraggiosamente, la profanazione codificata della SS.ma Eucarestia sulle mani, alla maniera luterana? Il documento pare rievocare dal lontano passato il termine “Transustanziazione”, ponendo, conseguentemente, l’accento sulla “Presenza Reale”. Come, dunque, continuare a deporre il Corpo Immacolato di Cristo sulle mani, non solo non consacrate ma anche sporche, per aver toccato il denaro delle offerte e per lo scambio del “segno della pace”? Sono ecumenismo e dialogo ad esigere certo indifferentismo verso simile sacrilegio, o è la debolezza della fede che porta ad incoraggiare la diabolica pratica? Sanno, i nostri Vescovi, degli scempi quotidiani subiti da Cristo, a causa dei convincimenti modernisti, emblematici del loro scetticismo circa la “Presenza Reale”? Non avvertono essi l’incongruenza tra ciò che predicano e ciò che fanno o impongono, approfittando della loro posizione? – Perché tutto il documento, tranne che in alcune enunciazioni, contestualmente subito contraddette, viene accentuato solo il valore comunitario e sociale della Santa Eucarestia e non anche il Suo più importante aspetto di unione sponsale di Cristo con le Sue anime? Non è proprio da questa intimità con Dio che scaturiscono l’amore agli altri, il rispetto, il dialogo, il senso di appartenenza alla comunità ecclesiale ed, infine, la volontà di obbedienza ai dettati pastorali, anche se a volte non condivisi, perché contrari al “depositum fidei” di cui anche i Vescovi sono custodi? – Perché sono ammesse le concelebrazioni, dal momento che hanno impoverito la Chiesa di troppe Sante Messe, riparatrici e propiziatrici della Misericordia Divina? Sanno i nostri Vescovi di quanto largamente sia diffusa la convinzione sul fatto che ad ogni celebrante corrisponda una Messa diversa? Se la S. Messa è diventata, grazie alla riforma, semplicemente celebrazione eucaristica officiata dall’assemblea e dal Presidente; se la Consacrazione è racconto; se si pone l’accento solo sul Cristo Risorto, allora, si, possiamo capire la concelebrazione: che sia uno che siano tanti a raccontare, è ininfluente! Ma se la S. Messa è il rinnovarsi del SS.mo Sacrificio, se ad offrirlo non è il Presbitero, bensì il Sacerdote-alter Cristus, non possiamo pensare che Cristo presieda la Sua Crocifissione. Come fanno i successori degli Apostoli a parlare di continuità perenne dell’Eucarestia, se, proprio sul dogma che La riguarda, si discostano totalmente dalla Tradizione con il loro operato? Che significa assemblea Eucaristica? È forse quella stessa assemblea che “fa” l’Eucarestia, come predica, con il vostro assenso compiaciuto, Kiko Argüello? Secondo i Vescovi la S. Messa è celebrata per Dio o per l’uomo? – Perché non abolite il ministero dell’Eucarestia alle donne? Quando Gesù ha istituito il sacerdozio femminile? Seguiamo la prassi protestante? Karol Wojtyla... santo? sac. dott. Luigi Villa (pp. 48 - Euro 1) – Perché l’altare rivolto al popolo e non “ad orientem”? Forse perché verrebbe sminuita la “Presenza simbolica” a vantaggio della “Presenza Reale” e i fedeli ricorderebbero che l’unico Sole è Cristo Gesù? – Perché si afferma che sono stati ripristinati gli inginocchiatoi, da tempo eliminati, per impedire ai fedeli di inginocchiarsi e di pregare individualmente, se in S. Giovanni in Laterano e in Santa Maria Maggiore, importanti punti di riferimento per la cristianità, tuttora fanno bella mostra di sè squallide sedie di plastica che, oltretutto, sono uno sconcio estetico? Credete che Padre Pio si compiaccia del pantheon a Lui dedicato in S. Giovanni Rotondo, dove è impossibile inginocchiarsi anche sul pavimento, a causa della sua studiata ruvidezza? – Che dire del vostro entusiasmo verso le brutte architetture del sacro, affidate a progettisti modernisti o delle vostre benedizioni alle moschee? – Perché voi Vescovi vi ostinate a far sembrare arricchimento per la fede tutte le innovazioni che, al contrario, la impoveriscono, come è ampiamente dimostrato dai fatti? (Sarebbe utile ricordare il Santuario del Divino Amore di Roma, o l’accurato esame del costruendo nuovo Santuario di Fatima!). – Perché perseguitate, osteggiate, allontanate, magari con una promozione, tutti quei Sacerdoti che non si arrendono al relativismo dottrinale? – Dal documento del Sinodo si evince una dialettica vaga, incapace della riaffermazione sicura della tradizione latina. Cristo ama il linguaggio e i comportamenti chiari e fermi; è giusto, pertanto, che la Chiesa di Roma, impegnata solo nella parte umana, si riappropri della sua parte Divina e del suo mandato a difesa della Verità, usque ad sanguinem! Novit à È un panflet di sole 45 pagine, ma che merita attenzione e meditazione. Contiene una raccolta degli ultimi articoli del Direttore di “Chiesa viva” e di altri Autori, scritti in uno stile apologetico, denso di argomentazioni serie, centrate sulla figura di Giovanni Paolo II, in cui si manifesta un parere negativo per una “beatificazione” da molti auspicata, ma perché ignari del contenuto di quel disastroso pontificato! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Maggio 2006 11 Documenta-Facta “Sì” ALL’ORA DI CORANO IN CLASSE? Non meravigliano più, ormai, le stravaganze di certa Gerarchia ecclesiale in questa nuova “Chiesa conciliare”, nella quale impera, oggi, quella truppa semi-squinternata di teologi progressisti che avevano guidato gli impreparati e inintelligenti Prelati del Reno e soci. Lo dimostra anche questa uscita incosciente del cardinale Raffaele Renato Martino, presidente del “Pontificio Consiglio Giustizia e Pace”, quando disse: «L’Italia non faccia marcia indietro. Il rispetto non deve essere selezionato», dopo aver detto di essere favorevole all’ora di religione islamica nelle scuole italiane per gli studenti musulmani, perchè «se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare la loro religione. Questo è il rispetto dell’essere umano»; e ancora «Solo il dialogo e la libertà religiosa possono evitare il fondamentalismo, sia quello politico-laico che quello religioso», perché «tutte le religioni sono di pace (quali? - ndr) e la via per provare la coesistenza e la collaborazione laddove è possibile, per esempio, sul piano sociale». A rispondergli ci vorrebbe molto spazio che non abbiamo; limitiamoci, quindi, a ovvie considerazioni, quali: 1. Il “dialogo” è semplicemente impossibile con i musulmani, per i quali solo l’Islam è la religione vera, e solo quello che dice l’Islam è vero. Così, il “dialogo” è chiuso!.. 2. Se si parla di “uguaglianza”, bisogna, allora, che tutte le presunte religioni abbiano i medesimi diritti: gli ebrei, i buddisti, gli indù, i taoisti, i pellirossa, ecc.; il che comporterebbe, per tutte le altre centinaia di presunte religioni animiste o peggio ancora, il fatto di avere i medesimi diritti dei musulmani, il che creerebbe un caos scolastico da non dire... 3. Gli scolari musulmani, poi, vorranno anche il diritto di non lavorare il venerdì, di fare il Ramadam e il pellegrinaggio alla Mecca, di avere il menù 12 islamico nelle scuole, negli ospedali, nelle mense degli uffici, ecc... 4. Come spiega il suddetto cardinale che questi musulmani esigono l’ora di religione islamica per loro che distruggono le nostre chiese cattoliche, che perseguitano e uccidono ovunque i cattolici, che vietano le nostre Messe, che se ne infischiano, insomma, di tutti i diritti di professare la nostra Fede?.. 5. Nelle nostre scuole, la religione cattolica viene insegnata sulla base di un Concordato che riconosce la nostra religione come cultura del popolo taliano. 6. Fa meraviglia, poi, che il cardinale Martino non sappia nulla o quasi dell’Islam, non solo la sua “sharìa”, ma anche la sua storia!.. 7. E non sa il cardinale Martino che durante gli intervalli della scuola, gli studenti musulmani chiederanno un’aula anche per pregare, quando agli studenti cattolici che avevano chiesto uno spazio per recitare l’“Angelus”, durante l’intervallo, i docenti dell’Istituto professionale “Paolo Frisi” di Milano, lo avevano loro negato? 8. E chi può negare che quell’ora di religione coranica non sia una copertura furbesca per introdurre un insegnamento analogo a quello delle prediche del venerdì nelle moschee, per la formazione di kamikaze o agenti del terrorismo?.. Comunque sia, che possa salvare, in parte il cardinal Martino da quel suo sproloquio, potrebbe essere quella sua larvata precisazione che «l’opinione di un Cardinale non rappresenta la Santa Sede!». “Chiesa viva” *** Maggio 2006 “Chiesa viva” *** Maggio 2006 13 GIOVANNI PAOLO II IL “GRANDE”’? da Internet L’ agonia di Pio XII si svolse in un silenzio quasi assoluto, rotto solo da qualche scarno comunicato che dava una straordinaria intensità all’evento che stava per compiersi; la fine di Giovanni Paolo II, invece, è avvolta in un frastuono mass-mediatico che infastidisce e disturba, sottraendone ogni autentica commozione. Ma non poteva essere che così. Wojtyla è stato Mass-mediatico e qui sta la ragione del suo successo personale e insieme del sostanziale fallimento del suo pontificato. Durante ventisei anni, la popolarità di Wojtyla non ha fatto che aumentare ma, nello stesso periodo, crollavano vocazioni, pratica religiosa (dal 40% al 3%) e scompariva il senso del sacro. Fu percepito dalla gente come grande star internazionale, al pari di Elton John o Britney Spear, carismatico, sì, ma privo di autentica autorità morale. Tanto è vero che quando lui parlò contro la contraccezione, i cattolici non gli diedero retta. Di un narcisismo quasi patologico, nel tentativo di conquistare tutti, ha finito per affascinare veramente 14 Giovanni Paolo II. nessuno. Uomo formato nei valori forti, antichi, tradizionali, pre-tridentini, li ha via via offuscati nell’ansia di apparire e, con l’uso del tappeto degli strumenti di comunicazione di massa, la TV, i jet, i viaggi, la creazione di “eventi”, la stessa “papamobile”, ha finito per trasmettere un messaggio di mondanità e di modernità che di quei valori sono l’esatta antitesi. Il suo ecumenismo si rivelò, a ben guardare, funzionale alla globalizzazione, trionfo proprio di quel mercato che Wojtyla, a paro- le, condannava. Anche il fatto di essere stato un uomo “politico”, che ha contribuito alla finta caduta del comunismo e alla dissoluzione della Jugoslavia, con l’appoggio dato all’indipendenza croata, non ha favorito l’ascolto del suo messaggio spirituale. È sceso troppo nel mondo e ha usato troppo i suoi mezzi per essere distinto dal mondo. Per cui la Chiesa di Wojtyla ha lasciato un vuoto spirituale che è stato riempito da tutte le religioni e sètte più disparate: buddismo, new age, Islam, sètte protestanti, occultismo, satanismo e persino l’astrologia, così lontani dalla raffinatezza psicologica del cristianesimo. L’uomo di oggi non ha bisogno di mondo: ne ha fin sopra i capelli! Ma ha un disperato bisogno di spirito e in questo senso vide giusto Monsignor Lefebvre, che proprio Wojtyla ha emarginato! Tra qualche anno, lasciati alle spalle l’entusiasmo sentimentale, che ha accompagnato l’intera sua vita e la sua morte, il pontificato di Wojtyla sarà ricordato come il pontificato che ha assestato il colpo definitivo ad una Chiesa morente! “Chiesa viva” *** Maggio 2006 Occhi sulla Politica A FIORANI E “CONSORTE” “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) “Carissimi”, che avete combinato?! È la modesta e semplice domanda Del popolo italiano, esasperato Che vuol sapere solo chi comanda, Ovvero chi dirige il nostro Stato, Nella speranza che non sia una banda Di ladri d’alta classe, che han gettato L’Italia in una crisi miseranda! Maledette le Lobby dei Banchieri Non i bancari, tengo a precisare Moderne bande di filibustieri, Intenti da gran tempo ad assaltare, “Democraticamente”, i neo-velieri, Ossìa gli Stati, indotti a mendicare! Prof. Arturo Sardini “REMOTA, ITAQUE, JUSTITIA, QUID SUNT REGNA, NISI MAGNA LATROCINIA?” Sine Justitia, i Regni e le Nazioni Cito il “De Civitate”, di Agostino Altro non son che bande di ladroni, Intente a derubare il cittadino, Che ancora crede nelle Istituzioni, Ingenuamente, al pari d’un bambino, Ignaro delle oscure infiltrazioni, Nel potere corrotto e truffaldino! Sine Justitia, il Vescovo di Ippona Chiama lo Stato grande latrocinio, Che ha la benedizione e il patrocinio Del Vitulo d’Aronne o di Mammona: Il Dèmone che tutto condiziona, Al fin del planetario predominio! Prof. Arturo Sardini 9 BREVE CONFUTAZIONE DEI PRINCIPI MASSONICI, PERICOLI PER GLI STATI Posto poi che, per volere di Dio, nascano gli uomini alla società civile, e che il potere sovrano sia vincolo così strettamente necessario alla società stessa, Papa Leone XIII. che, dove quello manchi, questa necessariamente si sfascia, ne segue che l’autorità di comandare deriva da quello stesso princìpio da cui deriva la società. Ed ecco la ragione, che l’investito di tale autorità, sia chi si voglia, è ministro di Dio. Laonde fin dove è richiesto dal fine e dalla natura dell’umano consorzio, si deve obbedire al giusto comando del potere legittimo, non altrimenti che alla sovranità di Dio reggitore dell’universo: ed è capitalissimo errore il dare al popolo piena balìa di scuotere, quando gli piaccia, il giogo dell’obbedienza. Così ancora chi guardi alla comune origine e natura, al fine ultimo assegnato a ciascuno, ai diritti e ai doveri che ne scaturiscono, non è da dubitare che gli uomini sono tutti uguali fra loro. Ma poiché capacità pari in tutti è impossibile, e per le forze dell’animo e del corpo l’uno differisce dall’altro, e tanta è dei costumi, delle inclinazioni, e delle qualità personali la varietà, egli è assurdissima cosa voler confondere e unificare tutto questo, e recare negli ordini della vita civile una rigorosa ed assoluta uguaglianza. Come la perfetta costituzione del corpo umano risulta dall’unione e compagine di vari membri che, diversi di forma e di uso, ma congiunti insieme e messi ciascuno al suo posto, formano un organismo bello, forte, utilissimo e necessario alla vita; così nello Stato, quasi infinita è la varietà degli individui che lo compongono; i quali, se, parificati tra loro, vivano ognuno a proprio senno, ne uscirà una cittadinanza mostruosamente deforme; laddove, se distinti in armonia di gradi, di offici, di tendenze, di arti, bellamente cospirino insieme al bene comune, renderanno immagine d’una cittadinanza ben costituita e conforme a natura. Del resto i turbolenti errori, che abbiamo accennati, debbono troppo far tremare gli Stati. Imperocchè tanto via il timore di Dio e il rispetto delle divine leggi, messa sotto i piedi l’autorità dei principi, licenziata e legittimata la libidine delle sommosse, sciolto alle passioni popolari ogni freno, mancato, dai castighi in fuori, ogni ritegno, non può non seguirne una rivoluzione e sovversione universale. E questo sovversivo rivolgimento è lo scopo deliberato e l’aperta professione delle numerose associazioni di Comunisti e Socialisti: agli intendimenti dei quali non ha ragione di chiamarsi estranea la setta Massonica, essa che tanto ne favorisce i disegni, ed ha comuni con loro i capitali princìpi. Che se non si trascorre coi fatti subito e da per tutto alle estreme conseguenze, il merito di ciò deve recarsi, non già alle massime della sètta o alla volontà dei settari, ma alla virtù di quella divina religione, che non può essere spenta, e alla parte più sana dell’umano consorzio, che, sdegnando di servire alle società segrete, si oppone con forte petto all’esorbitanza dei loro conati. (continua) “Chiesa viva” *** Maggio 2006 15 IL DOGMA DEL “PECCATO ORIGINALE” NELLE TEORIE MODERNISTE saggio critico del dott. Vittorio Icardi 3 L che “Gesù Cristo è il nome dell’umanità in quanto essa è un tutto salvato”: Gesù è, invece, Dio stesso che ha voluto incarnarsi “storicamente”, assumendo una natura umana nell’unità della Persona Divina del Verbo. Gli pseudo-teologi modernisti incominciano con il travisare la dottrina del “Peccato Originale” e finiscono nella negazione, non solo della Divinità di Cristo, ma anche della sua personale esistenza storica. L’Autore citato prosegue nel suo lucido delirio: “Adamo è il nome di ciò che diventa l’umanità tramite se stessa davanti a Dio, come Gesù Cristo è il nome di questa umanità, che Dio trasfigura in se stesso tramite il suo amore” (!!). Tale vaniloquio rivela chiaramente a quali aberranti conclusioni può giungere il pensiero umano, quando vuole interpretare arbitrariamente la parola degli Autori sacri ispirati da Dio! a concupiscenza, come naturale contrasto fra le tendenze dell’anima e quelle del corpo, sorse soltanto dopo la perdita della Grazia Santificante e dei doni preternaturali e la conseguente caduta di Adamo nello stato di “pura natura”, per effetto del “Peccato Originale”. Adamo mancò di Fede nella parola di Dio e violò il suo divieto con una fredda e libera determinazione della sua volontà. È ovvio che le teorie moderniste hanno tutte in comune la saccente superbia e la pedante ricerca di una terminologia astrusa e ampollosa, adatte solo al più vieto dilettantismo psicologico, ben lontano dalla profondità della vera teologia. 3°) Per il teologo C. Baumgartner, che nega i doni preternaturali, “la teologia dell’immortalità e dell’integrità esprimerebbe non ciò che fu concesso ai nostri progenitori, ma sarebbe solo una proiezione, all’inizio della storia, delle realtà finali” (!!); il Paradiso Terrestre non sarebbe soltanto “un annuncio escatologico” (!!), ma anche “simbolo della Grazia concessa in origine all’uomo” (!). Ogni commento in merito diventa superfluo... 4°) La frase di A. Martelet rivela da sola tutta la sua gratuita assurdità: “Adamo è il nome religioso dell’umanità in quanto essa è un tutto peccatore (!?!?), come Gesù Cristo è il nome di questa umanità in quanto essa è un tutto salvato” (!!). 16 5°) Altra tesi infelice é quella espressa da A. Manaranche: “Adamo é la cristologia in profondità” (?!), “la redenzione universale in negativo” (!!). Anche qui, frasario ricercato, vaniloquio, delirio linguistico senza alcun fondamento logico, né contenuto teologico. Orbene, se l’umanità, prima della colpa originale, fosse già stata un “tutto peccatore”, significherebbe che Dio creò gli esseri umani già “destinati” al peccato, il che sarebbe blasfemo e inammissibile. È poi addirittura privo di senso affermare 6°) I teologi M. Flick e Z. Alszeghy negano il “Peccato Originale” nel neonato, e affermano che “la teologia tradizionale aveva fissato la sua attenzione sul neonato, dove si pensava di poter trovare il Peccato Originale allo stato, per cosi dire, chimicamente puro” (?!). “Chiesa viva” *** Maggio 2006 Bisogna proprio dire che i modernisti non conoscono bene l’autentica dottrina cattolica: il “Peccato Originale” è, infatti, uno stato di privazione della Grazia Santificante e dei doni preternaturali e non una “macchia”, o “qualcosa” che si trova nell’anima del neonato... Ogni anima é creata integra e sana da Dio, ma priva della Grazia e dei doni preternaturali: unendosi ad un corpo, come sua “forma sostanziale”, essa subisce l’influsso delle tendenze e passioni proprie della “pura natura” e non più armonizzate dalla “giustizia originale”. Occorre , inoltre, tenere presente che il corpo reca in sé un carico ereditario negativo, dovuto al comportamento libero, ma disordinato, delle precedenti generazioni, nel corso dei millenni. Quindi, e ovvio che la “privazione della giustizia originale” é già nel neonato: occorre, perciò, battezzarlo al più presto, per elevare la sua anima alla Vita Soprannaturale e rendere possibile il suo ingresso in Paradiso, in caso di morte. È necessario, inoltre, difendere il bambino, fin dai primi anni, contro le cattive inclinazioni (ira, disubbidienza, golosità, egoismo, ecc.). 7°) Non è vero che la teologia tradizionale parla di “peccato di natura”, trascurando la libera volontà umana: questa non viene annullata dal “Peccato Originale”, ma non può essere impeccabile, perché appartiene ad un essere finito e imperfetto qual è l’uomo. È quasi umoristico definire il “Peccato Originale” (come fanno i teologi M. Flick e Z. Alszeghy): “Un’alienazione dialogale tra Dio e gli uomini, determinata da una mancata partecipazione alla vita divina; che a sua volta è prodotta da una libera iniziativa umana precedente ogni presa di posizione dei singoli membri dell’umanità attuale” (!!!). Qui, il vaniloquio involuto e pomposo sfiora i vertici della follia... (“Risum teneatis, amici!”). 8°) non è neppure possibile ammettere (come sostiene il teologo olandese Schoonenberg) che “la massa dei peccati attuali è, per così dire, la causa immediata del Peccato Originale nei singoli individui”. Quest’affermazione è contro la logica e l’esperienza, perché inverte la successione temporale degli eventi, ponendo come causa quella che invece è un effetto. È vero, infatti, tutto il contrario: l’assenza della giustizia originale rende impossibile nei singoli esseri umani il peccato attuale, che influisce anche sui loro discendenti; si viene così a formare la “massa di peccato” che grava sull’umanità. Non è possibile sostenere che “la situazione peccaminosa originaria determina le scelte degli uomini”: se è vero “Chiesa viva” *** Maggio 2006 che il mondo può diventare “mediatore di perdizione” per l’uomo, questi, però, resta libero. Non è vero che “il peccato del mondo assorbe in sè il Peccato di Adamo e questo si riduce ad essere la rappresentazione figurata del peccato del mondo”: in tal modo, Adamo diverrebbe soltanto un peccatore come gli altri, che inaugura la serie dei peccati... Anche questa teoria non spiega l’entrata del dolore, della concupiscenza, delle malattie e della morte nel mondo: se, infatti, la “massa dei peccati attuali” è causa del “Peccato Originale”, quale sarebbe allora la causa dei suddetti peccati attuali? Dio stesso che avrebbe creato l’uomo “necessariamente peccatore”: ma ciò è assurdo e insostenibile! Concludendo: la dottrina classica del “Peccato Originale” insegnata dal Magistero infallibile della Chiesa Cattolica, conserva immutate e intatte, anche oggi, tutta la sua luce e la sua forza: non ha quindi bisogno di sterili e inutili “aggiornamenti”. Per non cadere in errore, è necessario tenere ben presenti questi punti: 1°) Avendo concesso, gratuitamente, la Grazia Santificante e i doni preternaturali, alla prima coppia umana, l’infinita Giustizia di Dio doveva necessariamente esigere da essa almeno una prova di fedeltà e obbedienza; 2°) Adamo ed Eva dovevano avere la possibilità di scegliere liberamente tra l’accettazione e il rifiuto del divieto stabilito da Dio: se fossero stati “costretti” a ubbidire o disubbidire, la prova avrebbe perso qualsiasi valore; 3°) La prescienza divina del futuro non è altro che “conoscenza simultanea di tutti gli eventi reali e possibili”. Orbene, data la “contemporaneità”, di fronte all’Eternità di Dio, del divieto originale, del peccato di Adamo e dei singoli peccati umani fino alla consumazione dei secoli, non si può sostenere che Dio, prevedendone il risultato disastroso, avrebbe dovuto rinunciare alla prova, o impedire la scelta negativa di Adamo ed Eva. Infatti, nel primo caso, si sarebbe avuta una contraddizione in Dio, che avrebbe posto il divieto come prova, per annullarlo “simultaneamente”: in tal modo, Dio avrebbe simultaneamente voluto e non voluto la prova originale. Nel secondo caso, Dio avrebbe invece coartato la libera volontà di Adamo ed Eva per costringerla ad obbedire, rendendo così senza valore la prova. 4°) Il dono soprannaturale della Grazia Santificante e i doni preternaturali furono attribuiti “gratuitamente” da Dio ad Adamo ed Eva, come “natura umana originaria” e non come “singoli”: quindi, tutti i loro discendenti avrebbero dovuto goderne. Anche la prova voluta da Dio fu proposta ad Adamo ed Eva come “natura umana originaria” e non come “singoli”: gli effetti negativi del “Peccato Originale” si trasmisero, quindi, “necessariamente” a tutti i loro discendenti. Non si può certo accusare Dio se, dopo il “Peccato Originale”, le singole anime umane vennero create prive della Grazia Santificante e dei doni preternaturali, che la natura umana non poteva esigere in linea di stretta giustizia. L’ipotesi di molteplici prove, alle quali sottoporre più coppie o singoli gruppi di esse, era da scartarsi, perché avrebbe portato fatalmente ad una situazione caotica nel mondo umano, proprio per i diversi, possibili risultati di ogni prova. 5°) La Redenzione, operata da Gesù Cristo – Dio e Uomo nell’unica Persona Divina del Verbo Eterno – con la sua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione, ha meritato la Grazia Santificante, pegno di Vita Eterna per tutti coloro che liberamente l’accettano e corrispondono ad essa con la Fede, la preghiera e le opere. (fine) 17 L’ARTE ANTICHISSIMA DI FABBRICARE IL NULLA di A. Z. S in dalla creazione degli Angeli, Dio ha stretto le sue creature in una legge inesorabile a doppio taglio: che ognuno sia premio o castigo a se stesso. È più della legge di gravità, la colla dell’universo per cui il tavolo sta attaccato al pavimento, o i cavalli di due opposti emisferi siano attaccati alla terra senza impedir loro di galoppare. Con la legge a doppio taglio, Dio mette insieme due cose: la sua irrinunciabile signoria dell’universo, e anche la dignità degli Angeli e dell’uomo e la loro libertà. È proprio della Sapienza divina risolvere i problemi più complicati con le soluzioni più elementari. Satana pensò: «Dio ha scelto una donna e non un angelo: ha trascurato i diritti angelici: la pagherà». Dio ha letto nei suoi pensieri e gli ha risposto: «Fa pure!». E Satana si nascose tra le foglie dell’albero del bene e del male, e fece il tranello ad Adamo ed Eva. «Hai visto, Signore?». Dio esclamò: «Tempo perso!». E diede al Suo Figlio il potere di elevare l’uomo alla stessa natura divina, e di portarlo in un più splendido paradiso celeste. 18 Satana ci rimase male, e tornò alla carica a più riprese. Un giorno, ispirò ai suoi figli di innalzare la Torre di Babele. Le loro lingue entrarono in confusione e i Santi di tutti i tempi furono istruiti a non prendersela mai con Dio. Un altro giorno, Satana se la prese con Giobbe, e lo conciò male. Disse a Dio: «Vedrai se non ti benedice in viso!». Giobbe brontolò, si rivoltò sulla cenere e imparò la pazienza. E tutti i Santi di Dio cercano di imitarlo sino alla fine del mondo. Anche questa volta, Satana si vide sconfitto, ma prese altre iniziative. L’occasione maiuscola fu quando venne a sapere che il Figlio di Dio era venuto in questo mondo. Cominciò a fargli sgambetti, lo fece nascere fuori di Betlemme, lo fece morire fuori di Gerusalemme, gliene fece di tutti i colori, fino a flagellarlo, coronarlo di spine e metterlo in croce. «Tempo perso!», gli ripetè l’Altissimo, risuscitando Cristo da morte e rinnovando l’albero della vita. Satana allora si avventò sulla Chiesa. I martiri si moltiplicarono, suscitò eretici ed apostati, molti, molti! Alla fine suscitò la Massoneria. Satana è intelligentissimo, ma l’abitudine a sbattere gli occhi, come il calabrone contro la lampada, gli ha rovinato la vista, e Satana è finito tra quelli che non imparano mai. San Bernardino da Siena dice che ci sono vari tipi di scolari: alcuni sono imbuti nei quali tanto entra e tanto esce, senza che tengano nulla; altri, sono vasi che mescolano bene e male; altri sono filtri di caffettiera, che la“Chiesa viva” *** Maggio 2006 sciano passare il caffè e tengono solo la feccia. Satana e i suoi figli hanno da scegliere. Sono però quelli che non imparano mai. Quando gli Angeli dormono, Dio si serve dei démoni: anche loro, ad onta di se stessi, sono servi fedeli di Dio. La Massoneria è il suo strumento preferito di questi ultimi secoli. È la cloaca più profonda della vigliaccheria umana. Satana, menzognero e omicida (Gv. 8, 44s), entusiasta di poter stampare pure lui qualcosa a sua immagine e somiglianza, gira e rigira a piacimento la sua argilla, e non c’è verso che compia qualcosa di buono. Ha suscitato guerre e rivoluzioni, promettendo beni a non finire, ma la storia documenta che nessun popolo ne abbia mai tratto vantaggio. Il grande iniziato Clemenceau, buon figlio di Satana, chiamato “La Tigre”, ha lanciato la sua sfida all’Altissimo facendosi seppellire in piedi per protesta contro Dio. È là ancora, se non erriamo, tra gli Immortali, a raccogliere la polvere con la maledizione data al Serpente suo ispiratore. Ora, all’ultimo stadio di un’epoca tutta sua (come Satana disse a Leone XIII), la Massoneria sta per sferrare l’attacco risolutivo della storia umana: la Terza Guerra Mondiale; ma dimentica la storia di Giosafat, quando vide dall’alto i guerrieri dell’esercito nemico tutti stesi a terra perché si erano distrutti a vicenda. Le grandi coalizioni (Israele, Islam, Cina, America...) messe in campo dalla Massoneria per l’Armagheddon, odiandosi follemente come Satana li istiga, non hanno altro esito che distruggersi a vicenda. È scritto: «Se non è il Signore a edificare la casa, invano si affaticano i sui costruttori» (Sal. 126, 1). E Gesù ammonisce tutti senza distinzione: «Chi non è con Me è contro di Me, e chi non raccoglie con Me, disperde» (Lc. 11, 23). Ora, Satana, Gran Maestro Onniveggente della Massoneria, ha tentato di prendersela con San Padre Pio, sostituendo alla Santissima Trinità il Triangolo esoterico della massonica adorazione. È il Triangolo stampato sul dollaro che dà il senso profondo a tutta la sudata azione massonica: il dio Quattrino. L’arte antichissima di lavorare per niente ha, quindi, una nuova non ultima edizione. Il tempio di Assisi è stato scosso dal terremoto. Il tempio a San Padre Pio, fino ad oggi, è ancora in piedi: ma fino a quando? Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti e annunziamo il Regno di Dio. Come sempre, dall’eternità, Dio è solito trarre il bene dal male. Che bene ne trarrà? Che ciascuno sia premio o castigo a se stesso, innanzi tutto. È giusto che chi commette pazzie diventi pazzo. E c’è pazzia peggiore di chi non sa più discernere il bene dal male, come i costruttori del tempio a San Padre Pio? Siano pure architetti e persino monsignori, non c’è castigo peggiore di una colpa se non la colpa stessa, perché deforma l’uomo, lo uccide nel suo essere spirituale, lo annienta in profondità. E per coloro che visitano il tempio e si inginocchiano a pregare? (già, non sembra che ci siano inginocchiatoi!). Dio non rinuncia mai alla sua vittoria disponendo ogni cosa in modo che ciascuno sia premio o castigo a se stesso. ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Maggio 2006 19 “A MORBO NUMERARIO, LIBERA NOS, DOMINE!” – Dalla Peste Bancaria-Finanziaria, Liberaci o Signore! – del prof. Francesco Cianciarelli 2 O ggi, Draghi è Governatore di Bankitalia, grazie alla Goldman Sachs (non dimentichiamolo, è una delle più influenti manipolatrici del prezzo del petrolio e del valore della moneta). Domani, Prodi - attualmente finanziato per la campagna elettorale dell’aprile del 2006 da una “tale” Linda Costamagna, guarda caso, moglie di Claudio Costamagna, Amministratore delegato della Goldman Sachs per l’Europa - potrebbe essere il nostro Capo di Governo6. Così, la Privatizzazione in Italia sarebbe totale! – Verrebbe voglia di dire: Vil Razza Dannata; insieme ai corifei che operano in Borsa (solo Wall Street di New York - o “Jew York”? - vi lavorano 150.000 persone, per non parlare della Borsa di Londra (City) dove sono ben 325.500 in circa 2 kmq. - È il Trionfo della Finanziarizzazione, Bancarizzazione!7 L’Economia Reale è stata sacrificata e soppiantata da quella Creativa, Virtuale, Speculativa, Artificiale, del Nulla; il tutto insaporito ed annaffiato come in un Menù con: Mafia alla droga, Camorra al riciclaggio di denaro, Massoneria ai mattoni, Criminalità al traffico di armi, Banche ai circoli esoterici, Salotti buoni ai salotti cattivi. Con gioia e delizia naturalmente dei vari Morgan, Schroeders, Kleinworth, KeIton, Benson, Rothschild, Lehman, Hambros, Warburg, Schiff, Loeb, Goldman, Sachs, Barklays, Rochefeller, Wasserstein, Dupont, ecc. ecc.. – Nel frattempo, sapete che fanno i nostri Politici? i Tassisti: basta pagare la “corsa” e li portano dove vogliono!! – Lo Stato ormai serve solo per tenere segretari per la contabilità, poliziotti per il servizio, vigili del fuoco e protezione civile per le tragedie, le forze armate per tenere ordine e per lo svolgimento delle elezioni c.d. democratiche. – Ossia, siamo niente. Contano ormai solo i Mercati per Lorsignori. – ll nostro è ormai un Paese massacrato nella Memoria, nella Tradizione, ove vige solo la logica del Profitto; un Popolo umiliato e ridotto a massa, a indeterminato insieme di anime, di sguardi spenti, di volontà inerti, di ventri flaccidi, di menti confuse incapaci di ragionare, con le tasche vuote e con i debiti da onorare. Nelle Banche invece la Corruzione e le Vessazioni sono un fenomeno radicato su tutto il territorio nazionale, e la cosa più grave è che riguarda proprio quelle persone in gravi difficoltà economiche. Sono migliaia i piccoli imprenditori che per ottenere un fido sono costretti a pagare tangenti a non meglio identificati personaggi, o famiglie disperate che non arrivano a fine mese, mandate dagli usurai direttamente dal loro bancario di fiducia (magari poi si viene a scoprire che il Direttore di Banca è anche Capo della Banda)8. – In Italia l’Istat (nel 2004) ha rilevato ben 1.688.879 Protesti per un Valore dì oltre 4 miliardi di Euro9. – I Padroni del Pianeta (circa un centinaio di Famiglie!) pur potendo avere a proprio gusto e piacimento tutta la moneta che vogliono, attraverso le Banche Centrali, stanno procedendo ad una miseria strutturale attraverso la pianificazione monetaria. Inoltre, con il mantenimento dell’arretratezza culturale in molti paesi dei Terzo Mondo i Signori del Mondo sfruttano e possiedono ricchezze di vario genere, sopra e sotto il suolo (diamanti, oro, minerali, petrolio, ecc ). – Attraverso le Immigrazioni selvagge, si garantiscono introiti sicuri alle organizzazioni criminali del trasporto di clandestini dei cui sbarchi assistiamo ormai da diversi anni, impotenti e quotidianamente senza batter ciglio!10 - Senza poi scomodare l’ultimo ritrovato della Tecnologia (a loro servizio) chiamato “Red Tacton” che, sfruttando la conduttività dei campi elettrici emessi dal nostro stesso corpo ci utilizzeranno 6 7 8 9 Cfr. “Il Giornale”, 7. 1. 2006, p. 19. 10 Cfr. “La Padania”, agosto 2005. www.disinformazione.it, idem. Cfr. “Il manifesto”, 18. 5. 1993, p.7. Cfr. “Libero”, 7. 1. 2006, p. 6. 20 “Chiesa viva” *** Maggio 2006 La facciata di Wall Street. come tanti trasmettitori ad alta velocità per trasferire i dati a corto raggio. In altre parole, per spostare informazioni dal Cellulare al PC non sarà più necessario utilizzare la tecnologia “Bluetooth” o collegare fisicamente i due dispositivi, ma basterà fare da ponte fra di loro, diventando noi stessi parte della rete di comunicazione: la “Han”, la Human Area Network11 e, se a tutto ciò si aggiunge che dalle Carte di Credito attuali passeremo ad avere un Numero di Codice Personale, ovvero ad ogni uomo verrà apposto un N° Personale, il “Marchio della Bestia”, appunto12 beh! il «gioco” sarà fatto! Dove per poter comprare e vendere sarà “sufficiente” leggere, attraverso i raggi di un occhio elettronico, la mano destra o la fronte. Sicché: da una Moneta senza Valore (fatta solo di carta ed inchiostro da Lorsignori... ma di sangue e sudore da noi) si passerà inevitabilmente ad un Mondo senza Moneta !!! Scopo sarà quello di “sostituire” completamente la Carta Moneta con la Moneta Elettronica, facendoci abituare nel frattempo con le Carte di Credito (con la scusa che sono più sicure dei contanti ed al riparo delle rapine) che verranno poi rimpiazzate da un Microchip Sottocutaneo (che sarà posto ad ogni uomo; ecco perché sono tanto di moda i Tatuaggi, per abituarci a farci “marchiare” il nostro corpo) che sarà collegato ad un Maxi-Computer che a sua volta trasmetterà Tutte le nostre Informazioni ed Operazioni Bancarie ad una Banca Centrale Mondiale. Ed il giorno in cui quest’ultima - a suo grado piacimento - volesse depennare il nostro “numero” (magari perché siamo sgraditi al “Sistema”) ci ritroveremmo senza niente in tasca e destinati a morire di fame!13 – Per cui la nostra non è solo una denuncia, ma un drammatico grido di dolore, un vibrante richiamo ed un accorato appello. – È la voce. Sono le voci degli Italiani onesti, che amano la loro Terra, sono legati alle loro Tradizioni, al loro Onore; che desiderano il bene dei loro figli e si preoccupano del loro futuro14. – È giunta l’ora di fare i conti con questi Vampiri della Moneta, con questi Giganti della Malavita Internazionale. – L’Italia è tradita dalle Congiure Politico-Bancarie-Finanziarie. – La Sovranità Nazionale è stata ceduta vilmente allo Straniero. – Il Popolo è servo di una spietata Aristocrazia di Strozzini, che avanza minacciosamente verso di noi con le Banche e la Droga, le Multinazionali e gli Immigrati della “migliore” specie. – Stiamo diventando delle Prede agognate e predilette della Barbarie degli Gnomi della Finanza. – La Peste Bubbonica Monetaria sta prendendo piede in questo Sistema marcio. Autentica Fogna a cielo aperto! – Sono fin troppe le Scorrerie dei Razziatori Internazionali. – Stanno usurpando: Tradizioni, Patrimonio, Coscienze, Anima e Futuro. – La Banda Bancaria - e non solo - tradisce l’Italia. – Ci stiamo avviando lentamente ma inesorabilmente - come buoi al mattatoio - verso una Dittatura Mondiale BancariaTecnocrafica. – Lottiamo, quindi, per: Riformare il Sistema Monetario Nazionale ed Internazionale15. – Costi quel che costi, questa è la nostra Battaglia. – La Truffa Monetaria è alla Radice del Male. Ma non per questo dobbiamo arrenderci. Rimanere impavidi od impassibili. – Ancora possiamo evitare il Genocidio dell’Italia e del Mondo. – Non si può più vivere con la Preoccupazione che da un momento all’altro arrivi la Fine di tutto. – Nel frattempo, dalla Patria del Cattolicesimo, spontaneo esce dal nostro cuore l’ammonimento che ricevette Mosè circa 3.300 anni fa: 7° Comandamento: NON RUBARE!! e, volgendo lo sguardo al Cielo, una supplica: “A Morbo Numerario: Libera Nos, Domine”! (Dalla Peste Bancaria-Finanziaria, Liberaci o Signore!). 11 12 13 Cfr. “Libero”, 30. 12. 2005, p.26. Cfr. “Apocalisse” 13,17. Cfr. L’autore su “Chiesa Viva”, Nov. 1989 (1a parte) - Dic. 1989 (2a parte). 14 Cfr. Bruno Tarquini, “Moneta Banca Usura”, Ed. Controcorrente, Napoli. 15 Cfr. Giacinto Auriti, “L’Ordinamento Internazionale del Sistema Monetario”, Marino Solfanelli Editore, Chieti. “Chiesa viva” *** Maggio 2006 La Federal Reserve in Washington D.C. Il palazzo più influente e potente nel mondo. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Mazzini e Albert Pike «Durante la Guerra di Secessione, Pike fu brigadiere generale delle truppe sudiste e comandava un esercito costituito da indiani di ben otto tribù. Al suo comando, queste truppe commisero massacri d’una crudeltà e ferocia tale che l’Inghilterra minacciò persino di intervenire “per ragioni umanitarie”. Il Presidente sudista Jefferson Davis, allora, fu costretto a prendere provvedimenti contro Albert Pike intimandogli di disperdere l’esercito indiano. Dopo la guerra, per i suoi crimini efferati, Pike fu giudicato colpevole di tradimento da una Corte Marziale e imprigionato. Il presidente americano Andrew Johnson, massone subordinato di Albert Pike, però, il 22 aprile 1866, lo graziò, mentre la stampa americana mantenne, per ben nove mesi, un silenzio totale su questa notizia»1. «Il generale Albert Pike passò sotto l’influenza di Mazzini dopo essere stato contrariato dal presidente sudista Jefferson Davies che disperse le sue truppe indiane, per le atrocità commesse sotto il pretesto di legittime azioni belliche. Pike accettò l’idea di un Govero Mondiale e, alla fine, divenne il capo del Clero Luciferiano. Tra il 1859 e il 1871, Pike elaborò i dettagli di un piano militare, che prevedeva tre guerre mondiali, e tre grandi rivoluzioni che egli riteneva indispensabili per promuovere il “piano” degli Illuminati e portarlo a compimento, verso la fine del secolo ventesimo»2. «L’assassinio di Abramo Lincoln fu perpetrato dall’estremista ebreo John Wilkes Booth (Botha), un massone del 33° grado, il 14 aprile 1865 in Washinglton D.C., solo cinque giorni dopo la fine della Guerra civile americana. (...). Izola Forrester, nipote di Booth, nel suo libro “This One Mad Act” (1937), scrisse che Booth apparteneva alla Loggia dei “Cavalieri del Circolo d’Oro” come pure al movimento rivoluzionario di Mazzini, “La Giovane America”. Izola Forrester rivelò, in dettaglio, che i massoni erano coinvolti nell’assassino del presidente. Il successivo assassinio di Wilkes Booth fu organizzato da Judah P. Benjamin, un massone di alto grado e agente dei Rothschild. Egli era il Capo dei Servizi segreti della Confederazione del Sud. Dopo l’assassinio, egli scappò in Inghilterra»3. 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. Nel dicembre 1865, il generale Albert Pike, insieme al generale John J. Morgan e ad un ristretto gruppo di ufficiali sudisti, trasformava, nella cittadina di Pulaski del Tennessee, i “Cavalieri del Circolo d’Oro” nei “Cavalieri del Ku Klux Klan” (KKK), (in greco kuklox significa “cerchio” o “circolo”), i razzisti del Sud degli Stati Uniti, che conosciamo ancora oggi con i loro cappucci bianchi e le croci di fuoco. «Albert Pike, che era chiamato “il Diavolo del XIX secolo”, era ossessionato dall’idea della supremazia mondiale. Quando divenne massone del 33° grado, e Capo degli Illuminati dell’Arkansas, egli ideò un piano per prendere il controllo del mondo attraverso tre Guerre mondiali ed altre grandi rivoluzioni»4. Anche Giuseppe Mazzini era ossessionato dall’idea di un potere mondiale. Nel suo Manifesto del marzo 1848, Mazzini affermava: «Essendo l’Austria la più grande negatrice delle nazionalità europee, essa deve scomparire. Guerra contro l’Austria! L’iniziativa di questa rivoluzione europea mondiale, che deve portare alla nascita degli Stati Uniti d’Europa, appartiene al potere dell’Italia; pertanto è il dovere dell’Italia. “La Roma dei Popoli” deve, nella sua fede repubblicana universale, unire l’Europa e L’America, e tutte le altre parti del mondo abitato, in un potere mondiale finale onnicomprensivo»5. 1 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 196. 2 Cfr. W. Guy Carr, “Pawns In The Game”, Cpa Pubblisher, p. XV. 3 Cfr. Juri Lina, op. cit., p. 196. 4 Cfr. Juri Lina, op. cit., p. 197. 5 Cfr. G. Mazzini, “Opere” Volume XIII, Roma 1884, p. 179. “Chiesa viva” *** Maggio 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo e carissimo Don Luigi, ho letto con sommo piacere il suo ultimo opuscolo sull’empietà delle empietà: “Comunione sulla mano”. Grazie, Rev.do Sacerdote, per quello che ci insegna, senza ipocrisia, senza compromessi, fedele al comando evangelico: sia il vostro parlare “sì si, no no”! È con immane dolore che, quotidianamente, constato l’involuzione della nostra amatissima Santa Madre Chiesa. Qualche settimana fa, in una parrocchia che frequento, veniva letta, dall’ambone, la preghiera ecumenica per l’“unità dei cristiani”, mediante la quale si chiedeva a Dio Padre di far sì che il cattolico si rallegrasse delle diversità di celebrazioni cristiane, insieme ad altri proponimenti della stessa portata semantica. Stamani, durante la cosiddetta “preghiera dei fedeli”, è stato chiesto a Nostro Signore di far sì che il cattolico veda ciò che di buono vi è nelle altre religioni (Joannes XXIII docet!..). Io mi chiedo: fino a quando durerà la pazienza del Signore? Che Dio Onnipotente abbia misericordia di noi tutti! La ringrazio ancora per la sua cortese attenzione, e con deferenza, bacio la sua Mano consacrata!.. Sua in C.J. e in Maria SS. Regina! (M. C. - Teramo) *** Rev.mo e Carissimo Don Luigi, ho ricevuto il suo libro “Diminuzione del senso del peccato” e La ringrazio vivamente. Per quanto riguarda il suo articolo su Giovanni Paolo II sono d’accordo con Lei. Come può essere canonizzato? Non tanto per i “gesti” da Lui compiuti, riprovevoli, certo, come il baciare il Corano, ma per il suo magistero, in moltissimi punti in contrasto con la Fede. Ne cito uno solo: ripetutamente, ha insegnato: dal momento che il Figlio di Dio si è incarnato, tutti siamo salvi, volere o non volere, saperlo o non saperlo. Da questa affermazione procedono tutti i suoi gesti ecumenici e gli altri errori... Mi sono letto i quattro volumi del sacerdote tedesco, professore emerito di diverse università tedesche, Johannes Dormann, sul papa Giovanni Paolo II e la sua teologia, intitolati appunto: “Teologia di Giovanni Paolo II e lo spirito di Assisi”, nei quali il Papa, apertamente, viene accusato di eresia con dimostrazioni efficaci, rilevate dagli scritti del Papa. Ho letto anche il libro di Blondet: “Cronache dell’Anticristo”, nel quale si afferma addirittura che, da alcuni anni, in Polonia, Giovanni Paolo II è accusato di essere un ebreo occulto, franchista; comunque, la sua amicizia con gli ebrei fu più che evidente! (...) La saluto, facendole ogni augurio di bene per Lei e per il suo apostolato. (Dev.mo sac. M. F. - Firenze) LA QUESTIONE SOCIALE di Carlo Calori Cinquant’anni d’insegnamento sono stati e continuano ad essere per me una splendida avventura, iniziata il primo giorno d’ottobre dell’anno 1956. In questo impegno di rivisitazione, ho rintracciato alcuni interventi che, nell’ultimo trentennio, sono venuto facendo su temi di enorme vastità, quali la cultura, l’educazione, la libertà, i giovani, la scuola, la verità. Questi interventi ho raccolto e li presento in questo libro, che vorrei aiutasse a cogliere il senso vero dell’insegnare, sapendo che tutti siamo deputati all’insegnamento non per merito nostro ma per vocazione speciale donataci da Dio, e sapendo altresì che ciò che insegnamo non ci appartiene, ma è soltanto ciò che Dio ci ha rivelato e regalato perché ad altri lo comunicassimo. Per richieste: Edizioni Segno Via E. Fermi, 80 33010 Feletto Umberto-Tavagnacco (UD) ERRATA CORRIGE Il libro: LA MASSONERIA AMERICANA di Alberto Sorrenti, segnalato nello scorso n° 382 di “Chiesa viva”, va richiesto alle: Edizioni Segno, sopra indicate. RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa viva” *** Maggio 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio Una ragazza giapponese Di circa 24 anni. È stata uccisa nel terriotrio della diocesi nella Cina continentale nella primavera del 1951, per non aver voluto rinunciare alla sua castità. Wei Yunhui Pietro Sacerdote diocesano. Nato ne 1900, era stato ordinato a Hong Kong nel 1930. È stato ucciso il 7 settembre 1953 nella residenza parrocchiale di Wanchai. contro l’uomo (continua) MAGGIO 2006 SOMMARIO N. 383 VATICANO II una sovversione riuscita Martiri in Cina di Giancarlo Politi MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HONG KONG Le vittime del “Governo dei soviet” nel Haifeng Poco più di dieci anni dopo la caduta del millenario impero e l’instaurazione della giovane repubblica, scoppia la rivoluzione contadina, di ispirazione marxista, nel distretto di Haifeng, nella parte nord-orientale della provincia meridionale di Guangdong. Nei pochi anni in cui la zona diventa un piccolo Stato comunista autonomo, la repressione dei “nemici del popolo” è terribile e la comunità cristiana è duramente provata. Parecchie chiese vengono distrutte o danneggiate e decine e decine di cristiani sono uccisi, perché si rifiutano di rinunciare alla loro fede e di accettare il comunismo. È il caso del villaggio di Jiesheg, circondato da mura. La gente del villaggio, in buona parte cattolici, non voleva avere a che fare con i comunisti e, facendo affidamento sulla protezione delle mura, rifiutarono di unirsi ai “rossi”. Trecento soldati dell’esercito comunista, assieme ad una folla eterogenea di agricoltori armati di strumenti usati nei saccheggi, posero l’assedio al villaggio. La resistenza durò pochi giorni. Il 20 novembre 1927, i comunisti invasero il villaggio: massacrarono più di 600 persone, inserirono dei fili di ferro attraverso le orecchie e il naso dei capi del villaggio e li trascinarono per le strade fino a che 24 morirono dissanguati. La folla infuriata ne gettò altri in uno stagno e, quando questi cercavano di risalire a galla, li colpivano fino a ucciderli. Molti vennero legati insieme, cosparsi di benzina e bruciati vivi. Pochi anni dopo, nel 1932, durante un assalto di comunisti ad un villaggio interamente cristiano, viene arrestato Paolo, domestico di Padre Lorenzo Bianchi, del Pime, futuro vescovo di Hong Kong. Trascinato sui monti, subisce una fine crudele. Gli tagliarono le mani e i piedi, e solo quando lo videro agonizzante, gli tagliarono la testa. Mentre veniva torturato e ucciso, le sue labbra si muovevano in preghiera. Tsan Ah Kiao era figlio di un capo del villaggio. Cresciuto in quegli anni di guerra e lotte tra i villaggi, era noto come lottatore. Venuto in contatto con i missionari, si convertì. Ricercato dai comunisti, ormai in controllo della zona, per lungo tempo riuscì a sfuggire alla cattura. Alla fine, fu preso. Gli ordinarono di alzare il pugno chiuso inneggiando al comuismo, e invece gridò: «Sia lodato Gesù Cristo!». Immediatamente, gli aggressori gli furono addosso e lo misero a morte con paurosa brutalità. (Nicola Maestrini, “Cina: missione fallita?”, Emi, Bologna 1993). 2 Maggio: mese dedicato alla Madonna 3 Cosa si ricava da un deserto? della dott.ssa M. Pia Mancini 4 Vaticano II: una sovversione riuscita (2) del sac. dott. Luigi Villa 9 Vescovi, riedificate la Chiesa Cattolica! della dott.ssa M. Pia Mancini 12 Documenta-Facta 14 Giovanni Paolo II il “Grande”? da Internet 15 Occhi sulla politica 16 Il Dogma del “Peccato Originale” nelle teorie moderniste (3) del dott. V. Icardi 18 L’arte antichissima di fabbricare il nulla di A. Z. 20 “A Morbo Numerario, libera nos, Domine!” (2) del prof. F. Cianciarelli 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla V Domenica di Pasqua alla Festa della SS. Trinità ) “Chiesa viva” *** Maggio 2006 Chiesaviva ANNO XXXVI - N° 384 GIUGNO 2006 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Una sua Catechesi... conturbante! GIOVANNI PAOLO II – una sua Catechesi da ossessione erotica! – del sac. dott. Luigi Villa A molti appare strano che un Papa inizi il suo apostolato parlando non di fede e di virtù cristiane, bensì di rapporti sessuali. Ma papa Wojtyla questi argomenti li ha sempre avuti a cuore, sia parlando che scrivendo. Qui, ne riporto un esempio: il 13 gennaio 1982, nell’udienza pubblica del mercoledì 1, trattò la seguente riflessione sulla teologia del corpo, in cui rivelò che la scoperta personale e mutua, il mettere a nudo la mascolinità e la femminilità, costituivano per Lui la maggiore rivelazione dell’essere umano, per sè e per gli altri. Dopo qualche settimana, il Giovanni Paolo II. Papa, parlando della resurrezione della carne, affermò che l’essere umano sarebbe resuscitato conservando ancora i suoi attributi di “mascolinità” e di “femminilità”, ciascuno con il proprio sesso. Poi, cercò di spiegare come e perché i corpi risusciteranno sessuati per la vita eterna. Ma quelle spiegazioni e quelle ragioni - disse - erano già state suggerite a ciascuno dalla sua propria esperienza in questo mondo. Perciò, l’importanza del sesso nel tempo della vita presente è sufficiente a persuadere della sua permanenza assoluta e della sua necessità in ogni tempo del suo vivere, compresa la sua vita eterna. 1 Cfr. L’Osservatore Romano gennaio 1982, pp 14-15, sotto il titolo: “Le parole del Cristo sul matrimonio - nuova soglia della verità integrale sull’uomo”. 2 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Ecco cosa disse il Papa: «La rivelazione del corpo penetra, per così dire, nel cuore stesso della realtà che noi esperimentiamo, e questa realtà è soprattutto l’uomo: il suo corpo, il corpo dell’uomo storico. Nello stesso tempo, questa rivelazione ci permette di oltrepassare in due direzioni la sfera della nostra esperienza. Anzitutto, in direzione dell’“origine”... poi, in direzione de “mondo futuro”. Perciò “non possiamo affermare che, in un certo senso, l’uomo possiede queste due dimensioni in fondo del proprio essere, o piuttosto che, in qualche modo, egli si incammina verso esse come le dimensioni che giustificano pienamente il significato stesso del suo proprio corpo, del suo “essere carnale”»?.. “mondo futuro” vada cercato fuori del matrimonio e della procreazione, ma non vi è alcuna ragione di cercarlo fuori di ciò che (indipendentemente dalla benedizione della procreazione) deriva dal mistero stesso della creazione, e che, in seguito, forma anche la più profonda struttura della storia dell’uomo, dato che questa storia è stata profondamente penetrata dal mistero della Redenzione». È chiaro che il matrimonio e la procreazione cesseranno con la risurrezione, come ha detto Gesù, ma ci sarà la distinzione dei sessi, benché Gesù non abbia mai detto alcunché a questo riguardo, Giovanni Paolo II, invece, disse che la sessualità vissuta, nel Paradiso ritrovato, sarà un’altra beatitudine; non solo, ma disse anche che la dualità coniugale è l’immagine e rassomiglianza della Trinità divina: Giovanni Paolo II, dunque, si appoggiava su “il «Nella sua sisubstrato e la tuazione origibase” della nale, è dunque esperimentaziosolo, e nello ne del suo “esstesso tempo, sere carnale” egli diviene per l’uomo nella “maschio” e sua condizione “femmina”; uniti terrena, per scodai due. Nella prirne la condisua solitudine zione originale e “si rivela” a sè lo stato futuro, in come persona, una “ricostruper “rivelare” ad zione teologiun tempo, ca” (?) basata Cracovia (Polonia). In questa immagine, vediamo uno sportivissimo Wojtyla, già Vescovo sulla Parola di di Cracovia, in un pic-nic domenicale, insieme con due amiche e un bambino. Più che nell’unità dei un Vescovo della Chiesa, sembra proprio essere un papà in un momento di relax con la sua due, la comuDio (?). nione delle perMa la Parola di famiglia, con tanto di maglietta e pantaloni corti. (da: “Oggi”, aprile 2005, p. 59). sone. Nell’uno e Dio è ben altra nell’altro stato, che quella predil’essere umano si costituisce quale immagine cata da Giovanni Paolo II, per il quale, il nuovo e rassomiglianza di Dio». stato di vita eterna, pur essendo differente dalla prima, terrena, sarà però, nella stessa linea della Ma allora il sesso sarebbe immagine e rassovita che avevano nel Paradiso perduto. miglianza delle “processioni” delle Persone Dice infatti: divine, delle loro “circumincessioni” e “circuminsessioni” nel senso della vita trinitaria; e «È quindi evidente che il significato d’essere, come Dio è Trinità in Uno, l’uomo e la donna soquanto al corpo, maschio o femmina, nel “Chiesa viva” *** Giugno 2006 3 no di Due, una carne sola. L’atto coniugale, perciò, costituirebbe “la più profonda struttura” dell’essere umano; struttura che si deve ritrovare in tutte le tappe della sua carriera. «Dal principio l’uomo è anche corpo tra i corpi, e nell’unità dei “due” diviene “maschio” e “femmina”, scoprendo il significato “sponsale” del suo corpo a misura di soggetto perso- procreazione sono una dissomiglianza che costituisce uno stato passeggero e inferiore. Il matrimonio e la procreazione sono secondari, superflui; “essi costituiscono uno stato passeggero inferiore. Essi danno solamente una realtà concreta al significato originario, fondamentale, nelle dimensioni della storia”. *** «La risurrezione indica la chiusura della dimensione storica. Il mondo futuro è segnato da un limite veramente nuovo, poiché il matrimonio e l’unione dei due in una sola carne e la fecondità che fanno parte dell’esperienza storica dell’uomo, secondo la volontà del Creatore - non avranno più ragione di essere». «Quel significato “sponsale” di essere corpo, si realizzerà, dunque, come significato perfettamente personale e comunitario insieme». Per me, questo eloquiare di Giovanni Paolo II fu tutto un vaneggiare inspiegabile. Come può essere possibile, infatti, un’esperienza “coniugale” fuori del matrimonio, fuori della procreazione?.. E come potrà essere la stessa unione dei “due” in una sola carne? E co“Le ha voluto bene per tutta la vita”. me potrà esserci la visione Città del Vaticano. Uno dei tanti incontri tra Wojtyla e la sua cara amica beatifica di Dio assieme alla e “collega” attrice, Halina Kròlikiewicz. (da: “Oggi”, aprile 2005, p. 56). gioia erotica?.. Eppure, Giovanni Paolo II ha insistito che la permanenza dell’erotismo che ci fu, che c’è e nale... Il significato originario e fondamentale che ci sarà, ma in meglio, pienamente e perfettadi essere corpo, come anche di essere, in mente, dicendo: quanto corpo, maschio e femmina, - cioè appunto quel significato “sponsale” - è unito al «Sarà questa una esperienza del tutto nuova, fatto che l’uomo viene creato come persona e e contemporaneamente non sarà in alcun mochiamato alla vita “in comunione personado alienata da ciò che, nella dimensione storirum”». ca della sua esistenza, ha costituito in lui la sorgente della tensione tra lo spirito e il corPer Giovanni Paolo II, quindi, il matrimonio e la po, concernente per lo più proprio il significa4 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Un esempio massonico di “dualità” Giovanni Paolo II disse che la sessualità vissuta, nel Paradiso ritrovato sarà un’altra beatitudine; non solo, ma disse anche che la “dualità coniugale” è l’immagine e rassomiglianza della Trinità divina. «Frontespizio del libro “Portae Lucis”, tradotto in latino da Paulus Ricius. Nella figura, l’uomo regge l’albero delle dieci Sephiroth. Al singolare, ciascuna Sephira può definirsi in due modi. Una Sephira è un numero creatore: Dio avrebbe fatto le sue opere pronunciando certe cifre la cui sola evocazione possedeva una potenza creatrice. Ma una sephira è anche un attributo divino più o meno personalizzato. Le entità di cui si compone l’albero sefirotico possono, si dice, ripartirsi in due gruppi: il gruppo maschile, a destra, e il gruppo femminile, a sinistra. In questo modo, l’albero sefirotico è androgino, avendo un lato maschile e uno femminile. Ne consegue che, presso gli ebrei cabalisti, Dio è androgino alla stessa stregua degli antichi miti pagani» (Cfr. Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, Litografia Amorth, Trento, p. 31). “Chiesa viva” *** Giugno 2006 5 Giovanni Paolo II durante dei festeggiamenti nelle Filippine (1981). (da: “Oggi”, aprile 2005, p. 26). to procreativo del corpo e del sesso. L’uomo del “mondo futuro” ritroverà in tale nuova esperienza del proprio corpo appunto il compimento di ciò che portava in sè perennemente e storicamente, in certo senso, come eredità e ancor più come compito e obiettivo, come contenuto dell’ethos». La nostra eredità, quindi, sarà un erotismo eterno; l’erotismo attuale è il nostro compito. L’erotismo celeste è il nostro obiettivo. Fu il pensiero di Giovanni Paolo II. Ma quale sarà, allora, l’amore in cielo?.. Ecco la mens del papa: «La glorificazione del corpo, quale frutto escatologico della sua spiritualizzazione divinizzante, rivelerà il valore definitivo di ciò che dal principio doveva essere un segno distintivo della persona creata nel mondo visibile». Quindi, il primo piacere sarà la “rivelazione del sesso”, “come un mezzo del reciproco comuni6 carsi tra le persone...”; il secondo piacere, quello della “conoscenza mutua per le relazioni coniugali...” e come una autentica espressione della verità e dell’amore, per cui si costruisce la “comunio personarum”. Nel terzo piacere, l’effusione di se stesso ritroverà, nel suo corpo glorificato, la fonte della libertà del dono. La perfetta “libertà dei figli di Dio” (Rom. 8, 149 alimenterà egualmente di questo dono ciascuna delle comunioni (!!) che costituiranno la grande comunità (!!) della Comunione dei Santi (?). Ma come poteva ragionare così un papa che pur doveva sapere che San Paolo ai Galati e ai Romani aveva parlato di anatema e di maledizione contro tali errori e loro fautori, perché «in Cielo non vi sarà più né uomo né donna, ma tutti sarete un essere solo in Cristo» (Gal. 3); «Sì miei fratelli, voi siete stati chiamati a libertà, purché questa libertà non divenga un pretesto per la carne» (Gal. 5, 13). Doveva essere naturale, perciò, che Giovanni “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Paolo II potesse chiedersi che era ben difficile costruire un’immagine pienamente adeguata “di quell’erotismo celeste, totale, spirituale, generalizzato; come pure doveva anche rendersi conto a quell’impossibile “ritorno alla carne” che San Paolo aveva anatemizzato nei falsi profeti e promesso maledizione a quei cristiani che si fossero lasciati sedurre. Giovanni Paolo II, invece, si abbandonò a quella ossessione erotica fino a farne quasi una sua dottrina e predicarla. Le parole che lo avevano ossessionato furono queste: «L’uomo si unirà alla sua donna e i due saranno una sola carne». L’importante dell’essere umano, quindi, per Giovanni Paolo II, era il “corpo”, tutto il corpo, il sesso, vale a dire la “dualità” che lo affascinava della “mascolinità” e della “femminilità”. Ma come poter accettare questo discorso fiabesco e sfasato, anche se di un Papa?.. per noi “pre-conciliari” di fede sicura (che dal Fondatore, Cristo Gesù, seguito dagli Apostoli e poi, via via, dai Padri, dai Dottori della Chiesa, da tutti i Papi fino a Pio XII) non riusciremo mai a inghiottire questa insulsaggine, cioè che in Paradiso l’erotismo costituirà il fondamento della comunione dei Santi. Noi continueremo a credere solo alle infallibili Parole di Gesù, che nel suo Vangelo dice: «Alla risurrezione... non prenderanno moglie né marito, ma saranno come Angeli nei cieli» (Mc. 12, 25). Analogamente lo leggiamo anche in San Matteo e in San Luca: «... Sono uguali agli Angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio» (Lc. 20, 36). *** A chiusura di quanto ho scritto, voglio dire anch’io, qui, quello che disse Indro Montanelli a Giovanni Paolo II, durante un colloquio che ebbe con Lui. Dopo averlo detto “un Papa sovvertitore”, si chiedeva: «... ma quale Chiesa ha in mente?... verso quale tipo di Chiesa, papa Wojtyla intende avviare quella cattolica?...»2. Oggi, quindi, cosa possiamo dire Noi di quel Papa che i post-conciliari vorrebbero addirittura mettere sugli Altari?.. «QUOD DEUS AVERTAT!» NOTE 2 Cfr. “Oggi”, 22 marzo 2.000. Karol Wojtyla... santo? sac. dott. Luigi Villa (pp. 48 - Euro 3) È un panflet di sole 45 pagine, ma che merita attenzione e meditazione. Contiene una raccolta degli ultimi articoli del Direttore di “Chiesa viva” e di altri Autori, scritti in uno stile apologetico, denso di argomentazioni serie, centrate sulla figura di Giovanni Paolo II, in cui si manifesta un parere negativo per una “beatificazione” da molti auspicata, ma perché ignari del contenuto di quel disastroso pontificato! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 7 DOV’E FINITO IL CATTOLICESIMO? della dott.ssa Maria Pia Mancini l senso del divino, nelle sue molteplici definizioni in figure, culti, movimenti e gruppi sociali, evidenzia le diverse vicende religiose attraverso il tempo, senza mostrare un’evoluzione unitaria. Proprio in funzione dell’unità, il Cattolicesimo, oggi, vive una fase di apostasia generalizzata, in cui la scissione tra l’idea di progresso e l’idea di Dio ha generato una religione secolare, in funzione della quale si tenta di conferire alla Fede un carattere più consono ai tempi che viviamo, servendosi persino di un ecumenismo diversamente concepito rispetto al passato. Il sacro, infatti, pur appartenendo alla sfera interiore di ciascuno, si estrinseca, a seconda del tempo e del luogo, in esperienze non di rado tra loro antitetiche, ma che ai nostri giorni sono presentate come tessere di un unico disegno divino, ovvero come parti integranti della continua Rivelazione di dio all’uomo di qualunque latitudine e credo. L’affannosa ricerca di valori comuni sembra, così, rispondere adeguatamente alle sfide della globalizzazione e della sinarchia politica e religiosa. La determinazione di fondere insieme le varie confessioni, prescindendo dagli elementi contrastanti che le dividono, è messa in luce dall’annullamento quasi codificato del divario tra quelle “etniche”, o nazionali, caratterizzanti usi e costumi e quelle “universalistiche”, contraddistinte dall’apostolato e dal proselitismo. C’è nelle nostre Autorità religiose la vocazione estrema di armonizzare in una sola fede il sacrale multiforme, anche se idolatra, perché l’humus che nutre l’uomo contemporaneo e il laicismo che ne influenza azioni e pensieri, ormai scevro dell’anelito divino. I 8 Viene spontaneo chiedersi se il mutato stato di cose non sia la conseguenza delle numerose riforme liturgiche e dottrinali susseguitesi negli ultimi tempi, a causa della scarsa vitalità spirituale di chi le ha promosse, a tutto vantaggio delle problematiche contingenti esistenziali. Se, da un lato, ha favorito la partecipazione attiva del laicato alla vita della Chiesa, sulla base di princìpi innovatori non del tutto convincenti, dall’altro, la moderna prassi ecclesiale ha allontanato non pochi fedeli. Nell’affrontare le questioni pluriconfessionali, certo clero post-conciliare sembra abiurare alla fede cattolica a favore di credenze empie, solo in ossequio alle relazioni interculturali. Nel marasma dei cambiamenti impostigli, il credente non sa più quale via seguire per rimanere saldo sulla sua Chiesa, quella vera, basata sulla Tradizione millenaria. I mutamenti sopravvenuti denotano, inoltre, ingerenze ostili, che vogliono modellare e condizionare il popolo di Dio secondo schemi prettamente utilitaristici. Le pastorali e le iniziative di alcuni membri della Santa sede, anziché chiarire i dubbi, il più delle volte, risultano ambigue, soprattutto quando cercano di giustificare, con discorsi incomprensibili ai più, la nuova posizione dottrinale che vuole insegnare una presunta, comune verità quale fonte di tutti i “credo”. Lo stesso sistema mediatico trascura il problema, incentrando l’attenzione solo sulla Chiesa visibile e presenzialista e chiamando sacro ciò che nn coincide con quanto merita tale attributo. Il progressismo che ha fatto aprire la Chiesa al sociale e all’umanitarismo è, infatti, il punto predominante della cronaca quotidiana che, invece, tace opportunisticamente sulle più importanti questioni connesse con la manifesta agonia del Cattolicesimo. La Chiesa, sostanzialmente, è ridotta alla pari di una qualunque organizzazione o associazione, a comunità di individui senza più nulla di mistico. Lo stesso Clero pare aver accettato i me“Chiesa viva” *** Giugno 2006 todi della sociologia religiosa anche nella ciare alla verità? È quanto, purtroppo, va anche chi deliberatamente Lo rinnega. valutazione dello status delle anime alla attuandosi nel clima di confusione ideoloTeologia e antropologia sono fuse, percui cura è preposto. Si è giunti, di fatto, a gica, civile e morale in cui viviamo ed in tanto, in un’unica disciplina esclusivapersonalizzare la Fede, adattandola alle cui i Cattolici, in particolare, sembrano remente tesa al rinato umanesimo. Il rinnopiù disparate esigenze e consuetudini, sistere al dovere di essere custodi di se vamento ecclesiale, sollecitato anche da nel contesto di un’esperienza umana unistessi. forze progressiste e tenebrose, mentre versalizzata nella secolarizzazione e in Oggi, infatti, la nuova teologia, con il suo indebolisce nella Fede i credenti di buona cui nessuno si premura di eliminare l’apacontinuo riferirsi al Concilio Vaticano II volontà, conferisce maggior vigore e cotico analfabetismo in materia di dottrina che, con il documento “Nostra Aetate”, raggio agli avversari storici di Roma. Socattolica. ha rivoluzionato i rapporti tra le grandi reno diminuite le conversioni e vocazioni; i Si sottopone, anzi, anche la religiosità, ligioni monoteiste, obbliga le coscienze a lontani vanno sempre più lontano, trascicome qualunque fenomeno particolare, scendere a compromessi con gli antichi nando con sè non pochi cattolici; le sacre ad indagini critiche e speculative, al fine avversari di Roma. funzioni sono disertate: la disgregazione di stabilire il ruolo nella collettività e di troNell’ambito delle relazioni interreligiose, di Santa Romana Chiesa è al suo culmivare possibili punti d’incontro tra i bisogni si sono attivati teologi, filosofi e politici, ne! dello spirito e le ideologie positiviste corcon esperimenti peraltro infruttuosi, per Oggi, dunque, i divari sul piano dogmatirenti. fare della Fede la protagonista del La ricerca di ragioni soddisfacenti, riavvicinamento tra le nazioni. Si atte a suffragare la certezza della definiscono, pertanto, spregiativapari valenza di ogni credo in ordine mente fondamentalisti e integralisti della salvezza eterna, è divenuta quanti, vedendo colpita una dottrioggi il punto focale dell’impegno na secolare, male accettano certe dei teologi cattolici, i quali, attraverstrategie interculturali che mirano a so forzature esegetiche della Scritprivarli della loro fisionomia religiotura, si adoperano per risolvere sa, oltre che storica e culturale. “diplomaticamente” lo scoglio inCiò è ampiamente dimostrato ansormontabile dovuto al fatto che che dal fatto che i numerosi tentati“al di fuori di Cristo non v’è salvi di evangelizzazione del passato, vezza”, trascurando volutamente sono ora ridotti a semplici interun dato essenziale: quando si parscambi di conoscenze, dal cui conte da posizioni diverse, si raggiuntesto sono banditi , “tout court”, gono soluzioni diverse. proselitismo e vero ecumenismo. Nella Chiesa post-conciliare è fin Viene continuamente presentata troppo palese l’apertura accomol’urgenza dell’assimilazione ai londante e deleteria di alcuni eminenti tani, senza spiegarne il fine ultimo Pastori che, ne proporre continui che molto al di là della semplice otadattamenti dottrinali, producono timizzazione dei rapporti umani, significativi rovesciamenti di valori, che può essere attuata solo politiper cui l’umano ha finito con l’avere camente, senza compromessi di il sopravvento sul divino. natura religiosa. Il vago deismo, sviluppatosi nelle Sul terreno prettamente storico c’è coscienze, induce al fraintendimenda chiedersi a cosa siano serviti to e alla confusione quanti non soquasi cinquant’anni di apertura e no in grado di recepire il conflitto aggiustamenti dottrinali da parte tra le argomentazioni ecumenicodegli esegeti cattolici a favore delle moderniste e la linearità osservata altre credenze, se a tutt’oggi la padal Cattolicesimo nel corso dei sece sembra ben lontana dall’essere coli. Alla essenzialità di una fede raggiunta. assoluta e inconfutabile, da semSi è giunti addirittura a sostituire La discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e Maria SS.. pre intesa come certezza del tral’attributo “Universale” a quello di scendente e della Rivelazione, è “Cattolica”, riferendosi alla chiestata sostituita la filantropia ibrida e sa, dopo che essa è stata privata, pragmatica che, in veste di razionei fatti, delle sua specifica connonalismo sociale, ha ucciso lo spiritazione Apostolico-Romana; è tualismo, avendo collocato l’uomo al cenvero che i due attributi si equivalgono, esco e dottrinale si sono notevolmente ritro della storia al posto di Dio. sendo sinonimi, ma l’uso del termine Unidotti verso l’omogeneizzazione del vero La nuova evangelizzazione (non si comversale non fa pensare a quella chiesa col falso, conseguentemente all’abitudine prende il perché del termine “nuova”), in sinarchico-massonica nella quale debboinvalsa a negare secoli di tradizione. La tal modo, si coniuga perfettamente con no convergere tutte le fedi? Quanto certe sfida della coabitazione con altre etnie, l’empirismo culturale dei nostri giorni, coAutorità Ecclesiali siano convinte della portatrici di valori alieni da quelli cattolici, me dimostra certa Gerarchia, più interesvalidità del rinnovamento in corso, lo diaggiunge alla necessità di dialogo tra le sata a compiacere i lontani, attraverso il mostra l’ultima istruzione “Redemptoris varie culture la ricerca di nuovi equilibri pericoloso revisionismo dei fondamenti Sacramentum”, impartita dalla Congrereligiosi che vanno ben oltre la tolleranza. cattolici, che il gregge affidatole. Gran gazione per il culto divino e la disciplina Dialogo, significa ascolto, comprensione parte del Magistero, non più genuino, dei sacramenti, a seguito della Lettera dell’altro, pace e compenetrazione perché scisso dalla Verità e dalla TradiEnciclica del Papa “Ecclesia de Euchadell’umana dimensione in ogni sua sfaczione dei Padri, sta foggiando un nuovo, ristia”, in relazione alla Liturgia e alla cettatura: limitatamente alla pace, indefinibile credo nel Dio unico per tutti, santa Comunione. Nel documento, le Auall’ascolto e alla comprensione non vi è non più Trinitario, accortamente reso torità religiose si sono limitate a vietare nulla da eccepire, ma è giusta la compepiù misericordioso e disponibile a salvare qualche abuso evidente in ordine alla fornetrazione con i lontani al punto da rinun“Chiesa viva” *** Giugno 2006 9 ma senza eliminare quanto di grave e ignominioso è portato avanti da decenni, con grave danno della Verità Rivelata. Di fatto, nulla muterà; già il processo di annientamento del Cattolicesimo, a beneficio della Chiesa Universale, è avviato e difficilmente chi ne è fautore invertirà il corso. L’Istruzione, tuttavia, è utile a chiarire i segreti proponimenti di certe pastorali contorte e devianti, nonché ad accontentare i sostenitori della riforma liturgica del Vaticano II che, com’è noto, ha inteso ripulire dagli “orpelli” del passato le sacre funzioni al solo scopo di favorire il dialogo ecumenico. Non è sufficiente eliminare le eccentricità; i dicasteri responsabili, per guadagnare credibilità, dovrebbero ripristinare il valore e il significato veri della S. Messa e della S. Comunione, altrimenti gli stessi princìpi umanitari, che si compiace di enunciare, rimarranno inattuabili. Il fatto che si voglia confondere il popolo di Dio con discorsi ostici e lontani da “sì, si, no, no”, denota da quale spirito siano pervasi certi Pastori che ciecamente calpestano il Dono della Rivelazione: l’unica via di salvezza è in Cristo e nella Sua Chiesa. Se non si ripristina a S. Messa originale; se non si cancella l’iniquità della Comunione sulle mani, se non si cessa di manipolare la Parola di Dio, il mondo continuerà ad essere sconvolto dall’amoralità e dal terrore. Quando si verifica, in ordine al malcontento, all’apostasia e alla carenza di sante vocazioni, è dovuto proprio alla Liturgia ibrida e asservita ai miseri compromessi umani, ispirata dalla malizia che fa scempio della Casa di Dio. Il documento, dunque, risulta insidioso, perché non ridetermina in alcun modo il significato principale de SS.mo Sacramento, né fa alcun cenno al sacrilegio della Comunione sulle mani che ne avrebbe dovuto costituire il fulcro. In merito alla SS. Messa, infatti, l’Istruzione si limita a dare brevi accenni al S. Sacramento, mentre al paragrafo 162Cap. VII, ribadisce il princìpio-base delle moderne Celebrazioni, ormai non più S. Messe, ridotte a raduno di fedeli (assemblea di popolo) per “commemorare, specialmente con la celebrazione della S. Messa, la resurrezione del Signore e tutto il mistero pasquale”. Commemorazione, significa ricordare, rievocare un fatto del passato, quindi il S. Sacramento perde la sua realtà attuale e la sua effettività, rimanendo solo memoria da celebrare; l’avverbio specialmente, poi, attribuisce alla S. Messa solo un qualcosa di più rispetto alle altre preghiere, in base al concerto che il popolo di Dio nella celebrazione festeggia la Resurrezione e tutto il mistero pasquale, ovvero il mistero di salvezza per tutti, non per molti. Il S. Sacrificio della Croce, incruentemente ripresentato sull’altare (non certo sulla mensa) in ogni S. Messa, dov’è finito? Celebrazione, mensa, Eucarestia e sacerdote Presidente non sono forse termini protestanti, ideati al solo fine di modificare nella mente dei fedeli il modo di credere? Non è detto “Lex orandi, lex credendi”? Per comprendere appieno l’incoerenza che pervade l’intero documento in questione, peraltro così pubblicizzato e così entusiasticamente accolto dai più, è opportuno analizzare qualche paragrafo in modo da evidenziare gli artifici linguistici usati per mettersi al riparo da eventuali contestazioni. Si fa largamente ricorso ad un linguaggio rinnovato ineccepibile nella forma, che apparentemente non varia il senso dottrinale degli enunciati, ma genera confusione in chi identifica le verità di Fede anche con una terminologia consolidatasi nel tempo. Sorge il dubbio che si vogliano evitare eventuali critiche che verrebbero stigmatizzate o come erronea interpretazione o come sterili proteste fondamentaliste. L’ecumenismo, infatti, può essere propagato anche attraverso un nuovo gergo, le cui motivazioni sono ignote ai più. Nostro malgrado, viviamo in un’altra Chiesa ben diversa da quella voluta dal Suo Fondatore. Il gesuita massone ed eretico Teilhard de Chardin sac. dott. Luigi Villa (pp. 96 - Euro 10) Chi legge queste pagine su Teilhard de Chardin, si sentirà inchiodato, quale che sia la sua disinvoltura; si sentirà scosso, quale che siano le sue diverse sicurezze; si sentirà turbato, quali che siano le sue conoscenze a suo riguardo. Perché è un libro che vi porta alla conoscenza e alla riflessione di fatti e detti intrisi di errori filosofici, teologici, scientifici, pregni di panteismo, di poligenismo, di neo-darwinismo, della negazione del Peccato Originale, ecc.. Un libro, insomma, che vi scuoterà la mente e l’anima! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Occhi sulla Politica POVERO PADRE PIO, FEDELE A DIO! Ho ricevuto il numero “speciale” Di “Chiesa viva”, intorno a Padre Pio; E, a dire il vero, son rimasto male, Vedendo che il massone ed il giudio, Col nulla-osta, tacito, papale Dove siamo arrivati, Santo iddio! E quello della Curia Episcopale, Han costruito un “tempio” poco pio! L’oscura, dissacrante costruzione grida vendetta al popolo cristiano, Essendo una volgare aberrazione Del duo preposto: Piano-Valenziano, Che ignora la cristiana tradizione, Notissima anche all’ultimo Pievano! Prof. Arturo Sardini È IL GRAN BURATTINAIO CHE MANOVRA, IN SINTONIA CON QUALCHE OSCURA PIOVRA! “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) 10 COME LAVORA LA MASSONERIA E volesse il Cielo che universalmente dai frutti si giudicasse la radice, e dai mali che ci minacciano, dai pericoli che ci sovrastano si riconoscesse il mal seme! Si ha da fare con un nemico astuto e fraudolento che, blandendo popoli e monarchi, con luPapa Leone XIII. singhiere promesse e con fini adulazioni entrambi ingannò. Insinuandosi sotto specie di amicizia nel cuore dei prìncipi, i Frammassoni mirarono ad avere in essi complici ed aiuti potenti per opprimere il Cristianesimo; e a fine di mettere nei loro fianchi sproni più acuti, si diedero a calunniare ostinatamente la Chiesa come nemica del potere e delle prerogative reali. Divenuti con tali arti baldanzosi e sicuri, acquistarono influenza grande nel governo degli Stati, risoluti per altro di minare le fondamenta dei troni, e di perseguitare, calunniare, scacciare chi tra i sovrani si mostrasse restìo di governare a modo loro. Con arti simili, adulando il popolo, lo trassero in inganno. Gridando a piena bocca libertà e prosperità pubblica; facendo credere alle moltitudini che dell’iniqua servitù e miseria, in cui gemevano, tutta della Chiesa e dei sovrani era la colpa, sobillarono il popolo, e lui smanioso di novità aizzarono ai danni dell’uno e dell’altro potere. Vero è bensì che dei vantaggi sperati maggiore è l’aspettazione che la realtà: anzi oppressa più che mai, la povera plebe vedesi nelle miserie sue mancare gan parte di quei conforti, che nella società cristianamente costituita avrebbe potuto facilmente e copiosamente trovare. Ma di tutti i superbi, che si ribellano all’ordine stabilito dalla Provvidenza divina, questo è il consueto castigo che, donde sconsigliatamente promettevansi fortuna prospera e tutta a seconda dei loro desideri, trovino ivi appunto oppressione e miseria. LA CHIESA, I GOVERNANTI E IL BENE DEL POPOLO Contrario alle vignette su Maometto, Del Ministro leghista o chicchessìa, Ai fessi rammentare mi permetto, Che il Figlio della Vergine Maria “Bastardo” dal Talmud è ancora detto, Figlio di prostituta, e così via; Figlio d’un Sacerdote altrove ho letto, Per la purezza della dinastìa! A sputtanare Cristo, in vari modi, Non sono, a dire il vero, i musulmani, Che a Cristo ed a Maria cantano lodi, Ma i “perfidi giudei”, che chiaman cani, Siccome ho riferito in altre “odi”, Tutti i goym, compresi noi cristiani! Prof. Arturo Sardini “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Quanto alla Chiesa, se comanda di ubbidire innanzi tutto a Dio, supremo Signore di ogni cosa, sarebbe ingiuriosa calunnia crederla perciò nemica del potere dei principi, od usurpatrice dei loro diritti. Vuole anzi Essa, che quanto è dovuto alla potestà civile, le si renda per dovere di coscienza. Il riconoscere poi da Dio, come essa fa, il diritto di comandare, aggiunge al potere politico dignità grande, e giova molto a conciliargli il rispetto e l’amore dei sudditi. Amica della pace, autrice della concordia, tutti con affetto materno abbraccia la Chiesa; e, intenta unicamente a far bene agli uomini, insegna doversi alla giustizia unir la clemenza, al comando l’equità, alle leggi la moderazione; rispettare ogni diritto, mantenere l’ordine e la tranquillità pubblica, sollevare al possibile privatamente e pubblicamente le indigenze degli infelici. «Ma per usare le parole di Sant’Agostino, credono o vogliono far credere che non torna utile alla società la dottrina del Vangelo, perché vogliono che lo Stato posi non sul fondamento stabile delle virtù, ma sull’impunità dei vizi» (Epist.CXXXVII, al. III, ad Volusianum c. v, n. 20). Per le quali cose, opera troppo più conforme al senno civile e necessaria al comune benessere sarebbe, che principi e popoli, in cambio di allearsi coi Frammassoni a danno della Chiesa, si unissero alla Chiesa per respingere gli assalti dei Frammassoni. (continua) 11 Documenta-Facta talisti rimangono molto forti e caldeggiano l’adozione della Sharia. Persecuzione: negli anni recenti, i cristiani hanno subito violenze dal Fronte di Salvezza Islamico, tristemente conosciuto perché i suoi membri sono soliti marciare attraverso i paesi e tagliare la gola a chiunque non accolga il loro appello al fondamentalismo islamico. Il proselitismo non è permesso. La Chiesa: la presenza cristiana in Algeria è molto debole. Nelle città, i cristiani tengono un basso profilo, mentre nei villaggi Kabyle le riunioni cristiane sono pubbliche. Negli ultimi anni, però, c’è stata una ripresa delle attività di evangelizzazione. Le chiese cattoliche e protestante sono le uniche riconosciute dallo Stato. BANGLADESH ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA AFGHANISTAN L’Afghanistan non è nuovo ai conflitti. L’invasione sovietica del 1979 portò guerra e distruzione, ma la loro cacciata, dieci anni dopo, condusse ad una nuova guerra civile dalla quale emersero vincitori i Talebani, musulmani estremisti che imposero un regime islamico radicale. Questi sono stati cacciati nel 2001 da una coalizione internazionale, guidata dagli USA. Popolazione: 27.755.775 (2002). Gruppi religiosi: Musulmani 97,89%; Parsi 1,5%; Hindu 0,35%, Etnico/Tradizionale 0,10%; Baha’i 0,10%; Cristiani 0,02%, Non religiosi 0,01%. Forma di governo: Repubblica. Dopo un governo provvisorio di unità nazionale, nel 2004, è stata approvata una nuova Costituzione e sono state effettuate elezioni democratiche. Hanid Karzai è stato nominato Presidente. Persecuzione: La persecuzione pubblica è cessata con la cacciata dei Talebani, ma i cristiani non possono esercitare la loro Fede senza rischiare di essere perseguitati da musulmani radicali che, comunque, esercitano una enorme influenza sull’opinione pubblica. La Costituzione dichiara che l’Islam 12 è la religione di Stato e che nessuna legge può andare contro la Sharia. La Chiesa: l’Afghanistan è considerato una delle nazioni meno raggiunte dal Vangelo. È composto da oltre 70 popoli e quasi nessuno conosce Cristo. Si stima che i cristiani possano essere circa 3.000, ma esercitano la propria fede privatamente e, se vengono scoperti, rischiano la pena di morte. ALGERIA Guerre coloniali e guerre civili, per quasi mezzo secolo, hanno portato decine di migliaia di morti. Due terzi degli algerini sono giovanissimi, e non conoscono altro che la confusione e la povertà portate dal sistema socialista al governo. Popolazione: 32.277.942 (2000). Gruppi religiosi: Musulmani 96,68%; Non religiosi 3,02%; Cristiani 0,29%. Forma di governo: le elezioni del 1992, vinte dai partiti islamici, sono state annullate dai militari. Da allora, e fino al 2000, l’Algeria ha vissuto in uno stato di endemica guerra civile, fino a che la proposta di un’amnistia generale ha portato un po’ di pace. I fondamen- Il Bangladesh è una terra continuamente afflitta da gravi disastri naturali. Quasi la metà del territorio consiste in isole piatte, la maggior parte delle quali emergono a meno di cinque metri dal livello del mare. Questa distribuzione geografica causa un grande numero di perdite di vite umane quando si scatenano le frequenti inondazioni e maremoti. Popolazione: 133.376.684. Gruppi religiosi: Musulmani 85,63%; Hindu 12,38%; Cristiani 0,72%; Buddisti 0,62%; Tradizionale/etnico 0,57%; Non religiosi/altro 0,08%. Forma di governo: Democrazia parlamentare. La corruzione e 18 tentativi di colpo di Stato negli ultimi 25 anni, hanno lasciato gravi ferite. I partiti di opposizione hanno assunto posizioni sempre più vicine all’estremismo islamico e stanno premendo per l’introduzione della legge islamica (Sharia). Nel 1988, l’Islam è stato proclamato Religione di Stato. Persecuzione: la Costituzione garantisce il diritto di professare la propria religione anche pubblicamente, ma nella realtà, i cristiani sono costretti a sottostare a molte limitazioni. Le chiese devono essere registrate e si manifestano molti casi di discriminazione, come il divieto di usare l’acqua dei pozzi musulmani. La Chiesa: negli ultimi 40 anni, le chiese sono cresciute al doppio della popolazione, ma la povertà, l’analfabetismo e la mancanza di leadership esperta stanno frenando l’espansione. C’è grande domanda di letteratura cristiana. Cresce il desiderio di raggiungere, con la Parola di Dio, le altre comunità religiose. “Chiesa viva” *** Giugno 2006 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 13 Il teologo S iamo chiari: il Concilio Vaticano II non è affatto intoccabile. Basti osservare la qualificazione , o “nota teolgoica”, dei Documenti conciliari, alla dottrina del Vaticano II spetta solo la “nota teolgoca” “autenticamente certa”, e cioè di una dottrina nella quale “il Magistero non impegna altro che la sua autorità”. Ne consegue che «se un Decreto, per qualcuno, è certamente falso, o opposto ad una ragione così solida da non essere vinta dalla forza dell’autorità sacra, richiedendosi una “obbedienza ragionevole”, sarà lecito dissentire» (A. Strub, “De cclesia Christi”, n. 968 ss). Su questo argomento hanno trattato seriemanete e autorevolmente: Daniela Sturrioz s.j.: “La autoridad dectrinal de las constituciones y decretos del Concilio Vaticano Segundo” (in Est. Eccl. 40 - 1965 - 283300); Joaquìn Salaverri s.j.: “El misterio de la Iglesia. Criterios de interpretaciòn”, nel volume: “La Iglesia Vaticano Segundo. Constituciòn sobre la Iglesia (BAC 253) Madrid 1966, pp. 126-136 e pp. 521-531. In modo particolare, ha trattato l’argomento: Joaquìn Maria Alonso, C.M.E.: “Constitciòn jerarquica de la iglesia, c. III dela “Lumen gentium”: El valor teologico del texto”, nel volume citato, pp. 327-343. 14 In un articolo su la “Palestra del Clero” (1° luglio 1984), sulla qualificazione o “nota teologica” da attribuire ai Documenti conciliari del Vaticano Ii, il prof. Francesco Spadafora termina così: «Applicando tali presuposti al n. 18 della “Lumen gentium”, il p. Alonso conclude: 1) il Vaticano II conferma in modo solenne la dottrina sul primato del Romano Pontefice , richiamando le definizioni del Concilio Vaticano I; 2) circa la dottrina sull’episcopato, intende continuare la linea del Vaticano I e proporla. Niente vi è definito; 3) pertanto, esiste la reale e certa possibilità di una riconsiderazione teologica, nei limiti della prudenza, della dottrina esposta, tanto sulla sacramentalità dell’episcopato. Gli stessi princìpi sono da applicare, ed a fortiori, a tutti gli altri Documenti conciliari: Decreti, Dichiarazioni... Ci troviamo, per la prima volta nella storia, dinanzi a proposizioni dottrinali (come quelle citate sull’episcopato) promulgate dal più alto Magisero della Chiesa, il quale dichiara espressamente da ritenersi Magistero autentico, ma non infallibile! «Questo ha potuto e può ingannare o meravigliare chi abbìna questo Concilio, in un modo univoco, con i precedenti. Si commetterebbe, così, un grave errore di criteriologia teologica. Questo Concilio, come in genere tutti gli altri, non solamente propone la sua dottrina, ma dichiara anche la sua particolare e propria intenzione di proporla. Deve pertanto essere inteso e spiegato secondo la sua propria criteriologia, espressamente e ripetutamente formulata». E cioè: essendo un “Concilio pastorale”, non dogmatico, perciò non impegnando l’infallibillità, noi teologi possiamo far valere il nostro diritto di giudicarlo, sia pure con tutta la prudenza, sottolineando anche le nostre precise riserve. “Chiesa viva” *** Giugno 2006 PRETI ERETICI A FIRENZE – Don Santoro scrive allo Spirito Santo – del Prof. Dante Pastorelli 1 I l tristemente noto parroco delle Piagge, periferia fiorentina, Alessandro Santoro, ha scritto, sul “blog” di Beppe Grillo, in data 25 novembre u.s., una lettera allo Spirito Santo, ma non sappiamo se l’abbia spedita e, in caso positivo, se per posta celeste o divino corriere e, soprattutto, se sia arrivata a destinazione. Noi, che siam semplici fedeli, ci sforziamo di far giunger la nostra flebile voce solo attraverso la preghiera abbiamo stampato questa ispirata lettera, e l’abbiamo inviata, con terrena affrancatura prioritaria all’Arcivescovo di Firenze, S. Em.za il Cardinal E. Antonelli, ed al Vescovo Ausiliare, S. Ecc.za mons. C. Maniago - alti personaggi di quei centri di potere disprezzati e condannati dallo strano prete no-global. Em.za ed Ecc.za Reverendissime, invio alle SS. VV. copia della lettera in oggetto apparsa sul “Blog” di Beppe Grillo, noto guitto teatrale e televisivo ferocemente anticattolico. Da anni segnalo, anche tramite stampa, gl’inconsulti attacchi portati al cuore della Verità, della Chiesa e delle sue istituzioni da questo sacerdote che pretende d’ergersi ad unico interprete del Vangelo ed a maestro universale. Mi auguro, per il bene della Chiesa fiorentina, e soprattutto delle anime degli umili parrocchiani affidate alle cure di un pericoloso sovvertitore della nostra Fede, che vengano presi alfine, sia pur con eccessivo ritardo, i provvedimenti opportuni per estirpare la mala pianta dell’eresia e della ribellione. Dante Pastorelli “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Ed ecco il risultato delle lunghe e appassionate meditazioni di don Santoro. La lettera è posta sotto una bella immagine di S. Francesco che parla agli uccelli. «Caro Spirito Santo, mi rivolgo a te che sei datore di vita e soffio di speranza per l’umanità intera, perché tu possa penetrare nelle stanze del potere ecclesiastico per restituire quell’ “alito di vita” e di profonda compassione nel cuore di questo nuovo Papa e del suo entourage perché imparino ad ascoltare la tua voce e non continuino, una volta per tutte, a farsi trascinare nei tatticismi e negli intrighi di palazzo e di potere. Fa che questo Papa sia a piedi scalzi, semplice e umile, che diventi compagno di strada e di vita di chi fa fatica e si sente escluso e oppresso, come del resto ha fatto Gesù, che ha scelto la Galilea delle genti, luogo dell’esclusione e della emarginazione per ridare vita al mondo. Fa che questo Papa abbia il coraggio di incarnarsi nella storia degli altri, che abdichi alla Verità assoluta che schiaccia e uccide e senta il bisogno di incontrare e nutrirsi delle Verità dell’altro. Dio non ha un nome, prende ed assume il nome dei volti e delle storie degli emarginati di questo mondo e nessuno detiene la verità di Dio e può pretendere di possederla. Fa che questo Papa scenda nei bassifondi della storia, che abbandoni i palazzi del potere, che non viva più in Vaticano, luogo del potere curiale, e torni ad essere il pastore di tutti, uomo tra gli uomini senza più nessuna enfasi trionfalistica. Non abbiamo bisogno di un Papa con strutture forti e apparati pesanti, proprie dei sovrani e dei potenti, ma di un Papa che si spogli di tutto quello che lo separa e lo divide dalle persone, che sappia lasciare tutto ciò che lo rende ricco e possa concedersi l’unica ricchezza possibile per chi si fa servo, quella in umanità. Siamo stanchi dei troppi orpelli, troppi luccichii, troppi ori che appesantiscono la sua casa, ed è arrivata l’ora che il Papa possa prendere le distanze da questo sfarzo senza senso, e che impari a vivere nella povertà senza ostentazioni. Fa che questo Papa sia capace di Vangelo, testimone e profeta di un Vangelo possibile per tutti, che sappia piangere con chi piange, ridere con chi ride, soffri15 re con chi soffre. Fa che sia intransigente solo nell’amore e continui a gridare forte contro tutte le guerre del mondo e possa aiutarci, e aiutare i grandi della terra, a considerare la guerra, le guerre, e la corsa agli armamenti una assurda follia. Fa che possa far diventare la guerra un tabù inaccettabile e cancelli l’ipocrisia assurda di chi, anche nella nostra Chiesa ritiene ancora plausibile una guerra giusta. Fa che questo Papa sia capace di perdono, che non abbia paura a riconoscere la violenza e le violenze della nostra religione, che sappia soffiare nella nostre vite e nelle nostre comunità umane uno spirito di tenerezza, perché per tutti, chiunque sia, ci possa essere un pezzo di pane, una carezza, un abbraccio e una vera liberazione. Fa che questo Papa non ci riempia di encicliche e di documenti troppe parole hanno inchiostrato la nostra fede; fa che cresca nell’ascolto di quella parola di Dio che è la vita degli uomini e delle donne. L’unica parola possibile da rendere viva e vera nella nostra storia è quella del Vangelo. Rendi questo Papa carico di utopia, capace di vedere oltre e di darci il coraggio di fare un passo più in là, un Papa meno maestro e più fratello, meno grande e più debole, meno forte e più dolce, meno sicuro e più compagno. Gesù sognava e praticava il sogno di Dio, fatto di una politica di giustizia, di una economia di uguaglianza e di un Dio pienamente libero; fà che negli occhi, nelle mani, nel cuore, nella pancia, nei piedi di questo Papa ci possa essere questo stesso sogno, necessario perché questo nostro affaticato mondo riabbia la vita e “l’abbia in abbondanza”. Fa che questo Papa abbia il coraggio di abbandonare i segni del potere e possa ritrovare e concedersi il potere dei segni, perché la nostra Chiesa possa spogliarsi della porpora e rivestirsi del grembiule, possa abbandonare i conservatorismi comodi al potere e recuperare la libertà piena e viva dei figli di Dio. Fa che questo Papa ridìa spazio e attualità alla rivoluzione del Concilio che voleva che le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e dei poveri diventassero pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce del Vicario di Cristo e delle comunità cristiane. Le grandi aperture e novità del Concilio sono state tradite e burocratizzate, la tensione verso il nuovo si è persa nei meandri delle chiusure, delle prudenze e meschinità curiali. Fa che questo Papa possa finalmente ridare spazio ad una collegialità vera ad 16 una chiesa Popolo di Dio, ad una comunione incarnata, ad una conversione senza mezze misure e compromessi. Dagli la forza ed il coraggio di proporre un nuovo Concilio dove la Chiesa ripensi se stessa con il contributo vero e profondo di tutti, proprio di tutti. Fa che questo Papa si apra all’idea di libertà e di responsabilità, che rinneghi una Chiesa moralista e sessuofoba, che possa dare spazio con pari dignità a tutte le relazioni affettive, a quell’amore plurale fatto anche di omossessuali, transessuali, divorziati, separati; è anche attraverso di loro che l’amore di Dio, così grande e universale ritroverà spazio nelle nostre comunità, troppo spesso abituate soltanto a giudicare e a condannare e non ad accogliere e a celebrare la vita. Fa che questo Papa sappia riconoscere il valore imprescindibile delle donne, perché senza la loro sensibilità, la loro capacità di “precederci” e di amare Papa Benedetto XVI. con tenerezza, la Chiesa rimarrà sempre sterile ed incapace di futuro. A Te Spirito Santo l’impegno di portare il respiro di tutti i piccoli e i poveri del mondo e soffiare questa brezza leggera dei perdenti e dei vinti nel cuore del Principe della Chiesa, perché possa rinunciare ai titoli e alle lusinghe del Potere e possa farsi degno del Vangelo di libertà e di pace del nostro fratello Gesù di Nazaret. Così lo sentiremo compagno e amico in questa avventura che è la vita. Buon viaggio….”. (I “grassetti” son nell’originale, come pure gli errori d’ortografia) Alessandro Santoro *** Di questo folkloristico ministro di una religione e d’una Chiesa, tutte personali, difficilmente compatibili con quelle cattoliche che pure ufficialmente continua impunemente a rappresentare, ci siamo occupati più d’una volta, segnalando le sue pubbliche prese di posizione dottrinali e morali che pugnalano al cuore la nostra Fede. Ma inutilmente. Riprendiamo da un nostro intervento su “La Nazione” del 10 marzo 2004, titolato “Preti eretici: il silenzio della Chiesa”, e poi riportato in “Una Voce dicentes”, Anno III N.1, gennaio-giugno 2004, il paragrafo riguardante il grilliano prete vero: “… [dal… al] fiorentino Santoro, che dal piccolo schermo enuncia un suo eretico pensiero circa l’inesistenza di verità assolute e la presunzione del Cattolicesimo di sentirsene, invece, detentore. Solerte protettore e guida di centri sociali, il Santoro, in una intervista al “Tirreno” del 24 ottobre scorso, sostiene che col cardinal Piovanelli aveva “un’intesa molto intelligente che andava al di là dei rispettivi ruoli”, sia per quanto riguarda le sue “attività sociali”, sia, persino!, relativamente all’ammissione ai sacramenti di divorziati risposati, conviventi, coppie irregolari d’ogni tipo, cioè, che per la Chiesa vivono in una situazione di peccato. Il Santoro ora organizza messe per transessuali, per toglierli dall’isolamento, afferma, e dalla discriminazione, senza accorgersi che in tal modo li confina definitivamente in un ghetto. Sempre a suo dire, l’attuale nostro arcivescovo, cardinal Antonelli, è contento della sua attività alle Piagge, benché manifesti qualche preoccupazione (soltanto?) per il modo in cui, in quella parrocchia, si vive la liturgia e si applica la morale familiare. Dettagli trascurabili, insomma! Ma Antonelli, spera Santoro, finirà per adeguarsi alla realtà della Chiesa fiorentina. Io spero, invece, che questa realtà egli modifichi con urgenza ed energia”. Realtà o millantato credito, non sappiamo: siamo certi, tuttavia, che i venerandi cardinali Elia Dalla Costa ed Ermenegildo Florit non avrebbero permesso il protrarsi per tanti anni di una simile opera di devastazione della vigna del Signore. I tempi cambiano, ed oggi, è noto, la mi“Chiesa viva” *** Giugno 2006 sericordia non è più commisurata con la giustizia nei riguardi dei colpevoli. Ma chi rende giustizia e chi abbraccia con misericordia l’indifeso popolo di Dio? La concezione che della Chiesa ha il Santoro (un intrico disumano di tatticismi, trame, ricchezza, isolamento in stanze sfarzose, orpelli, luccichii, ori e smania di potere temporale in cui vivono il Papa e i cardinali) non è certo dissimile da quella che ne avevano due “monumenti” del 1500, i quali l’esponevano in un italiano letterariamente ben più consapevole, ed anche con motivazioni storiche in larga misura non accettabili, ma meglio argomentate ed inquadrate in una visione d’insieme che, nel male più che nel bene, ha lasciato un segno nella storia del pensiero politico italiano. E non accenno alle rampogne di altri illustri personaggi, come Dante, che pur sentì la Chiesa umanamente “noverca” e non madre, perché erano in grado di distinguere tra Chiesa e suoi indegni esponenti ed animati da un amore indistruttibile per il Corpo Mistico e le loro critiche eran vivificate da intenti costruttivi. Sentenzia il Machiavelli, con “ragioni potentissime che… non hanno repugnanzia” (il Manzoni, però, le confutò appropriatamente) nei “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”: «…per gli esempi rei di quella corte (la Chiesa) questa provincia (L’Italia) ha perduto ogni devozione e religione… abbiamo, adunque con la Chiesa e con i preti noi italiani questo primo obbligo, di essere diventati senza religione e cattivi». Ma al cancelliere fiorentino interessa non la vita morale degli italiani, quanto i guasti politici prodotti da “i rei costumi di quella corte” la quale, a suo avviso, ha impedito l’unità d’Italia. Non è da meno il Guicciardini, nelle “Considerazioni sui discorsi del Machiavelli”: «Non si può dire tanto male della corte romana che non meriti se ne dica più, perché è un’infamia, uno scempio di tutti e vituperi e obbrobbrii del mondo». Al giudizio morale che collima con quello del Machiavelli, il Guicciardini fa seguire una valutazione storico-politica opposta: la mancata unificazione è stata un bene, perché, a differenza di altre nazioni europee, l’Italia mai ha amato ridursi sotto un regno, grazie ad un vivo “appetito” di libertà: spentasi la Repubblica Romana, gli imperatori persero presto il potere in Italia. Per cui la Chiesa ha permesso al nostro Paese di conservare “quello modo di vivere che è più secondo la antiquissima consuetudine e inclinazione sua”. Insomma la “felicità”, l’Italia dei particolarismi politici, la deve alla Chiesa. Non più raffinate, anzi più rozze e molto meno “idealistiche” son le aggressioni, e mi limito a quelle verbali, che da alcuni secoli ormai si abbattono sulla Chiesa universale, senza peraltro mai poterne scalfire la grandezza e la bellezza che son di natura divina, al di là delle innegabili colpe di suoi membri, laici ed ecclesiastici. Dagli illuministi, agli odierni atei e agnostici, ai laicisti col paraocchi, ai comunisti d’ogni razza e colore, ai preti senza formazione adeguata ed impregnati di un anticlericalismo ammuffito che vuol nobilitarsi ammantandosi di francescanesimo, di un francescanesimo che non hanno mai né vissuto né capito: è tutt’un coro di inveterato odio contro chi propugna una dottrina ed una morale che voglion distaccare l’uomo dai meri interessi terreni e fargli volger gli occhi verso l’alto. Questa digressione per dire che il Santoro è una piccola ma cancerogena pedina di questo secolare gioco al massacro, e che i suoi sconsiderati fendenti alla Chiesa ed alle sue istituzioni palesemente non nascono da una coscienza religiosa vibrante e risentita, sibbene da un’acrimonia d’ordine politico-economico-sociale che si esprime nei termini di un pauperismo più cataro che francescano, riletto alla luce della concezione marxista della storia, orecchiata da più acuti rappresentanti di quella “teologia della liberazione” che la Chiesa ha condannato ed è, ormai, in completo disarmo anche nel-l’America del Sud, per cui i pochi Santoro residui son dei mollicci reperti archeologici, patetici epigoni senza futuro, privi anche della fosca aura di cultura teologico-filosofica propria dei grandi eresiarchi. Quale futuro può avere chi sogna di far la rivoluzione ponendosi alla testa di cortei no-global rinvoltato in un caldo piumino, con tanto di berrettino di lana sul delicato capo, e ovviamente calzando comode scarpe necessarie per marciare lungo le strade della gloria e del sol dell’avvenire e, nello stesso tempo, chiede con forza al Papa di confondersi alla gente, semplice ed umile servo, a piedi scalzi per ridare vita al mondo? Via, don Alessandro, togliamogli, a Benedetto XVI, palazzi e orpelli, ori e luccichii vari, spogliamolo della “porpora” ecc., però, oltre al grembiule (massonico?) che Lei è così generoso da concedergli, le scarpe ed un paio di calzini ci permette di salvarglieli, anche senza ricambio? (continua) ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 17 ARRIVANO GLI EUROCHIP!! del prof. Francesco Cianciarelli 1 L a Banca Centrale Europea avrebbe già firmato un Contratto con la multinazionale giapponese Hitachi per inserire all’interno delle Banconote in Euro - iniziando da quelle di tagli superiori, ovvero quelle da 200 e 500 Euro - un “chip con radio frequenza”. Si! Perché tecnicamente è possibile, su una Banconota l’integrazione di un’antenna e di un circuito integrato di radio frequenza. Lo spazio non occuperebbe più di un circuito quadrato di 0,4 mm. (ovvero, tanto quanto la testa di uno spillo). Ma a Francoforte (in Germania), sede della Banca Centrale Europea, sono accorsi in tanti. Si sono quindi recati: – Karsten Ottenberg: Vice Presidente e Direttore Generale della Philips, conoscitore profondo dei semiconduttori e responsabile della divisione “Philips Semiconductors”. – Ingo Susemihl: Vice Presidente e Direttore Generale della Infineon, grande esperto delle Identificazioni di Radio Frequenze. – Ma anche importanti Multinazionali votate alla Tecnologia Elettronica, in primis, la STMicroelectronics. Inoltre, seguono personalmente gli sviluppi tecnologi- 18 ci e sono in contatto permanente con la BCE: – Tom Pounds: Vice Presidente del Progetto di Radio Frequenze dell’Alien Technology; – Ryo Imura: Capo Esecutivo della Hitachi Mew Solutions; – Kevin Ashton: Direttore Esecutivo dell’Auto ID Center del Massachusetts Institute of Technology (MIT); – Tres Wiley: Manager per la RfID Systems alla Texas lnstruments; – Gordon Kenneth Andrew Osvalt: Direttore Associato “Arthur D. Little Inc.”, consulente tecnologico alla “Cambridge”, Massachusetts; – Paul Saffo: Direttore dell’ Institute for the Future, Menlo Park, California. Sì! Perché, come se non bastasse che le Banconote degli Euro includano: ologrammi tridimensionali, fibre speciali, fogli particolari, stampe complesse, inchiostri particolari e filigrane di difficile riproduzione, i nostri Banchieri Centrali sentono l’esigenza di aggiungere un’ulteriore protezione per rendere impossibile la vita ai falsari e per seguire gli spostamenti di denaro sospetto. La verità, però, è un’altra: a parte il fatto che i veri falsari sono proprio loro (BCE) perché, pur non es“Chiesa viva” *** Giugno 2006 sendo proprietari delle banconote, le stampano al puro costo tipografico (ovvero, carta ed inchiostro) e poi ce le addebitano come se fossimo noi i debitori, mentre è vero il contrario, in quanto siamo noi i veri creditori di tutta la moneta che è in circolazione! Difatti: La Nazione è composta da tanti cittadini; Questi Cittadini lavorano; Con il Lavoro essi creano ricchezza; La Ricchezza è rappresentata dal denaro; e quindi: Tutto il Denaro in Circolazione è di Proprietà dei Cittadini, ovvero di tutte le Forze vive e troduttive che operano nel contesto nazionale, anzi europeo! Sicchè la BCE, ogni qualvolta emette moneta sul mercato, la deve accreditare alle Nazioni e quindi ai Cittadini, e non già come oggi avviene che l’addebita. Perché i Banchieri NON SONO I PROPRIETARI DELLA MONETA CHE EMETTONO, tuttalpiù sono degli amministratori del denaro dei cittadini, e possono, al massimo, richiederci il pagamento di un servizio prestato per la custodia ed il trasferimento del NOSTRO DENARO. Non hanno, quindi - da semplici amministratori dei Nostri Soldi nessun titolo per appropriarsi illegalmente ed indebitamente di tutta la massa monetaria che è in circolazione Ma non è finita qui! Ora, con la scusa di combattere i falsari e controllare i movimenti di denaro sospetto, vogliono perfino seguire e localizzare i luoghi di tutti quanti noi, attraverso le diverse operazioni monetarie che facciamo. A questo punto è d’obbligo chiedersi nelle mani di chi stiamo, chi ci sta guidando, e verso dove ci vogliono portare e dove stiamo andando. Per non dire poi - amarus in fundo, altro che dulcis! - che è vicino l’impianto che avremo tutti quanti noi con un microchip impiantato sottopelle, più piccolo di un chicco di riso. Saremo tutti al silicio, controllati e sorvegliati a vita! Per non dire poi, il dì in cui un microprocessore al silicio rimpiazzerà - perché tecnicamente possibile - l’ipotalamo, luogo questo che, come si sa vengono immagazzinati i nostri ricordi. Per cui il nostro cervello influenzando l’umore, la memoria e la nostra coscienza, cambierà la nostra stessa identità. Ma, addirittura, l’uomo stesso diventerà un computer, quando la nostra peIle sarà sostituita ed affiancata da fili elettrici, onde radio, raggi infrarossi e quantaltro. Quando cioè, uomo e macchina si confonderanno. Saranno un tuttuno. Si aprirà un nuovo, preoccupante ed inquietante scenario: avremo il Cyborg; il Cybermondo!! So già che alcuni, pur apprezzando da sempre le mie rigorose Ricerche, penseranno che io stia in quest’occasione esagerando. A costoro rispondo semplicemente cosi: Il NOSTRO CORPO è stato già REGISTRATO e BREVETTATO da un “certo” Bill Gates, attraverso la sua Microsoft. Egli - ma successivamente, non solo lui - diventerà il PADRONE DELLE NOSTRE VITE! Il Nostro Corpo è stato Registrato quale: “Apparato per Trasmettere Corrente Elettrica e Dati”, ovvero, come se l’Uomo fosse già un “Nuovo” tipo di “Microprocessore”. Non ci credete? Chi le afferma queste cose? Non certamente Francesco Cianciarelli - che, pur con tutta la sua fantasia, non l’avrebbe mai pensate nemmeno nell’anticamera del suo cervello - ma il BREVETTO USA # 6.752.472 Patent and Trademark Office!!! Informatevi, se volete! Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 19 AGLI ASSASSINI DELLA LITURGIA di Mons. Dominici Celada È me parole di Papa Pio XII, voi da tempo che desideralasciaste la mistica Assisi schiuvo scrivervi, illustri asmando rabbia e veleno. sassini della nostra Ora, ci siete riusciti. Per adesso, santa liturgia. Non già perch’io almeno. Avete creato il vostro speri che le pie parole possono “capolavoro”: la nuova lituravere un qualche effetto su di gia. Che questa non sia opera voi, da troppo tempo caduti nedi Dio è dimostrato, innanzittutgli artigli di Satana e divenuti to, (prescindendo dalle implicasuoi obbedientissimi servi, ma zioni dogmatiche) da un fatto affinché tutti coloro che soffrono molto semplice: è di una brutper gli innumerevoli delitti da voi tezza spaventosa! commessi possano ritrovare la È il culto dell’ambiguità e loro voce. Non illudetevi, signori! dell’equivoco, non di rado il culLe piaghe atroci che voi avete to dell’indecenza. Basterebbe aperto nel corpo della Chiesa Frate... in danza! questo per capire che il vostro gridano vendetta al cospetto di “capolavoro” non proviene da Dio, giusto Vendicatore. Dio, fonte di ogni bellezza, ma Il vostro piano di sovversione dall’antico sfregiatore delle opere di Dio. della Chiesa, attraverso la liturgia, è antichissimo. Ne Sì, avete tolto ai fedeli cattoici le emozioni più pure, tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, derivanti dalle cose sublimi di cui s’è sostanziata la limolto più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre turgia per millenni: la bellezza delle parole, dei gesti, ha già accolto nel suo regno. Ed io ricordo il vostro lidelle musiche. Cosa ci avete dato in cambio? Un vore, il vostro ghigno beffardo, quando auguravate la campionario di brutture di “traduzioni” grottesche morte, una quindicina di anni fa, a quel grandissimo (com’è noto, il vostro padre, che sta laggiù, non posPontefice che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poisiede il senso dell’umorismo), di emozioni gastriche ché questi aveva compreso i vostri disegni e vi si suscitate da miagolii delle chitarre elettriche, di gesti e era opposto con l’autorità del Triregno. di atteggiamenti a dir poco equivoci. Dopo quel famoso convegno di “liturgia pastorale”, Ma se non bastasse, c’è un altro segno che dimostra sul quale erano cadute, come una spada, le chiarissi- 20 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Un frate domenicano danza per il Papa in Sud Africa (1995). come il vostro “capolavoro” non viene da Dio. E sono gli strumenti di cui vi siete serviti per realizzarlo: la frode e la menzogna. Siete riusciti a far credere che un Concilio avesse decretato la disparizione della lingua latina, l’archiviazione del patrimonio della musica sacra, l’abolizione del Tabernacolo, il capovolgimento degli altari, il divieto di piegare le ginocchia dinnanzi a Nostro Signore presente nell’Eucaestia, e tutte le altre vostre progressive tappe, facenti parte (direbbero i giuristi) di un unico atto criminoso. Voi sapevate benissimo che la “lex orandi” è anche la “lex credendi”, e che perciò mutando l’una, avreste mutato l’altra. Voi sapete che puntando le vostre lance avvelenate contro la lingua viva della Chiesa avreste praticamente ucciso l’unità della Fede. Voi sapevate che, decretando l’atto di morte del canto gregoriano della polifonia sacra, avreste potuto introdurre, a vostro piacimento, tutte le indecenze pseudomusicali che dissacrarono il culto divino e gettano un’ombra equivoca sulle celebrazioni liturgiche. Voi sapevate che, distruggendo Tabernacoli, sostituendo gli altari con le “tavole per la refezione eucaristica”, negando al fedele di piegare le ginocchia davanti al Figlio di Dio, in breve, avreste estinto la Fede nella Reale Presenza divina. Avete lavorato ad occhi aperti. Vi siete accaniti contro un monumento, al quale avevan posto mano cielo e terra, perché sapevate di distruggere, con esso, la Chiesa. Siete giunti a portarci via la Santa Messa, strappando addirittura il cuore della liturgia cattolica. (Quella Santa Messa, in vista della quale noi fummo ordinati sacerdoti, e che nessuno al mondo ci potrà “Chiesa viva” *** Giugno 2006 mai proibire, perché nessuno può calpestare il diritto naturale). Lo so, ora potete ridere per quanto sto per dire. E ridete pure. Siete giunti a togliere dalle Litanie dei Santi l’invocazione “a flagello terremotus, libera nos Domine”, e mai come ora la terra ha tremato in ogni latitudine. Avete tolto l’invocazione “a spiritu fornicationis, libera nos Domine”, e mai come ora siamo coperti dal fango del’immoralità e della pornografia nelle sue forme più repellenti e degradanti. Avete abolito l’invocazione “ut inimicos sanctae Ecclesiae umiliare digneris”, e mai come ora i nemici della Chiesa prosperano in tutte le istituzioni ecclesiastiche ad ogni livello. Ridete, ridete! Le vostre risate sono sguaiate e senza gioia. Certo è che nessuno di voi conosce, come noi conosciamo, le lacrime della gioia e del dolore. Voi non siete neppure capaci di piangere. I vostri occhi bovini, palle di vetro o di metallo che siano, guardano le cose senza vederle. Siete simili alle mucche che guardano il treno. A voi preferisco il ladro che strappa la catenina d’oro al fanciullo, preferisco lo scippatore, preferisco il rapinatore con le armi in pugno, preferisco persino il bruto e il violatore di tombe. Gente molto meno sporca di voi, che AVETE RAPINATO IL POPOLO DI DIO DI TUTTI I SUOI TESORI. In attesa che il vostro padre che sta laggiù accolga anche voi nel suo regno, “laddove è pianto e stridor di denti”, voglio che voi sappiate della nostra incrollabile certezza che quei tesori CI SARANNO RESTITUITI . E sarà una “restitutio in integrum”! Voi avete dimenticato che Satana è l’eterno sconfitto! Cane in un Tabernacolo. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Mazzini aveva preso contatti col generale Alber Pike già negli anni 1860, quando il “sudista” ricopriva la carica di Presidente del Supremo Consiglio di Charleston per la Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato. «Le attività rivoluzionaie di Giuseppe Mazzini (anarchismo violento) avevano gettato una cattiva reputazione sul Grande Oriente. Pertanto, Mazzini propose una nuova organizzazione massonica, rigorosamente segreta, che non doveva mai essere menzionata nelle riunoni di Loggia, e neppure nelle congreghe costituite dai soli alti iniziati. Solo una limitata parte scelta di questi alti iniziati doveva essere messa al corrente di questo segreto»1. Per creare questa nuova organizzazione segreta, Mazzini si rivolse al Pike, inviandogli una lettera, datata 22 gennaio 1870, e citata nel libro di Lady Queensborough, “Occult Theocracy”, in cui diceva: «Dobbiamo lasciare che tutte le Federazioni (massoniche) continuino come sono, con i loro sistemi, con le loro autorità centrali e i loro diversi modi di corrispondenza tra gli alti gradi dello stesso rito, organizzate come lo sono attualmente; noi invece dobbiamo creare un Rito Supremo, che rimarrà segreto, nel quale convocheremo quei massoni di alto grado che sceglieremo. Nei confronti degli altri fratelli nella massoneria dobbiamo esigere il più assoluto segreto. Attraverso questo Rito Supremo, governeremo sulla Massoneria che diventerà, così, il centro internazionale ancora più potente perché la sua direzione sarà sconosciuta»2. La scelta dei membri era alquanto semplice, come riferisce Domenico Margiotta: «Per reclutare gli adepti essi pianificarono di far uso di membri di altri riti, ma all’inizio vollero far affidamento principalmente sugli iniziati del Rito Scozzese Antico ed Accettato che erano già dediti all’occultismo»3. «Nel Palladismo erano ammessi, di preferenza, i Cavalieri Kadosch (30° del R.S.A.A.) o gradi equivalenti di altri riti. La gerarchia palladista aveva tre gradi: “Kadosch palladico”, “Gerarca palladico”, “Mago eletto”. Il Palladismo si collocava sopra i Supremi Consigli formati dagli esponenti del 33° grado del R.S.A.A. e, da tali posizioni, discendeva ai gradi inferiori per infiltrazioni successive»4. «Questa P2 ante litteram si chiamava “Nuovo e Riformato Rito Palladiano” o “Nuovo e Riformato Palladium”. Mazzini ne era l’anima politica, lasciando allo squilibrato Pike le fumisticherie simboleggianti e magiche, le formalità e i codici. Quello che Mazzini e Pike avevano riesumato era il mostro millenario della degenerazione gnostica»5. 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. Così lo descrive il Margiotta: «(…) il Palladismo è essenzialmente un rito luciferiano. La sua religione è manichea neo-gnostica, che insegna che la divinità è duale e che Lucifero è uguale ad Adonay, con Lucifero il Dio della Luce e della Bontà, combattente per l’umanità contro Adonay, il Dio delle tenebre e del Male»6. Questo “Nuovo Rito Palladico Riformato” di Pike e Mazzini, ha dei legami con alcune vicende massoniche recenti. Infatti: «La Loggia massonica più infame in Europa è chiamata Loggia P2, la quale è stata interpretata come Loggia “Propaganda 2”, ma che dovrebbe piuttosto essere letta come “Palladismo 2”. La P2, ufficialmente, fu fondata nel 1966 da Giordano Gamberini, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, con 18.000 membri. I fatti dicono che Giuseppe Mazzini e Albert Pike formarono, a Roma, un “Consiglio massonico palladico” che fu trasformato poi, nel 1877, in una Loggia massonica segreta chiamata “Propaganda Massonica”. Questa Loggia serviva ai massoni che visitavano la capitale da tutte le altre parti d’Italia e il re stesso ne era un membro. Più tardi, i suoi 23 Consigli divennero centri di terrorismo»7. 1 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 194. 2 Cfr: Lady Queensborough, “Occult Theocracy”. 3 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi settembre 1895. 4 Cfr. Epiphanius, “Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia”, Ed. Ichtys, Roma, p. 104. 5 Cfr. “Nuova Solidarietà”, 4 marzo 1985, p. 7. 6 Cfr. Domenico Margiotta, op. cit.. 7 Cfr. Juri Lina, op. cit., p. 224. “Chiesa viva” *** Giugno 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Molto Rev.do Mons. Villa, ho ricevuto il suo libro: “Diminuzione del senso del peccato”. Nel ringraziarLa vivamente porgo i miei più sentiti e sinceri auguri per l’Opera, abitualmente meritoria, da Lei svolta in difesa dei valori e della Verità. Cordialmente! (C.N. - GO) *** ... tanti auguri e buon lavoro! Seminiamo il bene e qualcuno raccoglierà! (sac. A.B. - TN) *** Caro P. Villa, (...). La ringrazio della Rivista. Lei continui la sua battaglia per la verità “che ci fa liberi”. Questo Papa ha già fatto qualcosa per i neo-catecumenali; speriamo continui la sua lotta anche in altri campi... A noi la preghiera! Con stima e affetto! (p. L.G. - VR) *** Molto rev.do Don Villa, La ringrazio di cuore per la Rivista “Chiesa viva”. Il problema che ha inquietato di più è la mostra dei Vescovi con stole che sembrano essere colorate coi colori dell’arcobaleno. Se questo è vero, quei vescovi mostrerebbero con ciò di essere omosessuali... Ma non so se questa interpretazione possa essere giusta... Il mio povero e insufficiente italiano non mi permette di esprimere in modo adeguato la mia gratitudine per tutto quello che Lei fa per la Chiesa. Questo “prezioso, rischioso e meritorio lavoro” sarà certamente valutato in modo giusto anche dalla Chiesa quando la catastrofe, come risulta dallo sviluppo presente, arriva alla fine, innegabilmente visibile per ognuno. Con ottimi e cordialissimi saluti! (Dr. Prof. W.W. - Salzburg) *** Caro P. Villa, (...) Speriamo che il Papa Ratzinger, che ha denunciato la spazzatura nella Chiesa, prenda una buona scopa e faccia pulizia! La saluto tanto e Le auguro ogni bene, nel Cuore di Gesù e di Maria! (P. L.G. - VR) *** Rev.mo e carissimo Don Villa, (...). C’è poi un’altra notizia, apparsa sempre su “Il Tempo”, di cui al trafiletto pure qui unito (NB: si tratta di un Crocifisso, dato alle fiamme, sul Sacro Monte di Varese!). È davvero infaticabile l’attività dei “Fratelli” (= massoni) i quali, dopo aver piazzato sul Sacro Monte di Varese l’eloquente monumento a G. B. Montini (... in arte: Paolo VI!) in linea col “Nuovo Cncordato”, tenuto conto che il luogo non è più “sacro”, ma una qualsiasi “località turistica”, diano alle fiamme il SS. Crocifisso! Che Dio ci aiuti!.. e sempre in unione di preghiere! (G.G. - Roma) ROMANO AMERIO della verità e dell’amore di Enrico maria Radaelli All’inverosimile capovolgimento delle essenze metafisiche, Romano amerio rispode con la pacata, ferma, persuasiva logica della ragione filosofica, e Radaelli conduce il cammino seguendo il filo invisibile, però chiaro come seta rilucente al sole, che porta a uscire dalla mota naturalistica dell’attuale convincimento culturale mondiale, oggi, anche cattolico. «La ripresentazione dell’opera di Romano Amerio è allora un’occasione da non perdere per riconsiderare il suo discorso senza le chiusure mentali e le strumentaizzazioni di quegli integralisti che, per motivi opposti ma ugualmente sbagliati, hanno commesso l’errore epistemologico di giudicare gli spunti di riflessione di un filosofo cristiano come se fossero l’enunciazione dogmatica dell’eterodossia oppure dell’ortodossia, tutto questo per poi utilizzare condanne o beatificazioni ai fini di una contesa che con la fede ha ben poco a che fare». (dall’Introduzione di Antonio Livi). Per richieste: Costantino Marco Editore Piazza Garibldi, 16 87010 Lungro di Cosenza RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa viva” *** Giugno 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo Martiri in Cina GIUGNO 2006 di Giancarlo Politi SOMMARIO MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HUBEI Diocesi di Hankou Nel 1696, veniva costituito il Vicariato Apostolico del Hujiang (Houkouang), a cui succedette, nel 1856, il Vicariato Apostolico del Hubei. Nel 1870, il territorio venne suddiviso e costituito il Vicariato Apostolico del Hubei orientale. Nel 1923, prese il nome della città sede episcopale. Era affidata ai francescani italiani della provincia veneta. Melotto Angelico Sacerdote Ofm. Nato in Italia il 16 febbraio 1864, era entrato tra i francescani l’8 dicembre 1884. Fu ordinato sacerdote il 21 settembre 1887. È morto subito dopo il suo rilascio dalla prigione, in Henan, il 4 settembre 1923. Massi Eugenio Arcivescovo di Hankou, italiano, dei Frati Minori. Nato nel 1875, era stato ordinato sacerdote nel 1898. Era Vescovo dal 1910. È morto sotto i bombardamenti giapponesi nel 1944, sepolto nelle rovine della cattedrale. Con lui sono morti: p. Giuseppe Liao e quattro suore canossiane italiane (Carolina Zoia...). Yang Shaohuai Antonio Sacerdote, parroco della cattedrale. Fucilato in dicembre 1954, in città a Wuhan. Diocesi di Hanyang La Prefettura Apostolica era stata costituita il 12 dicembre 1923, staccandola dal Vicariato Apostolico del Hubei orientale. Nel 1927, venne elevata a Vicariato Apostolico. Era affidata ai missionari irlandesi di 24 N. 384 GIOVANNI PAOLO II una sua Catechesi... conturbante San Colombano. Shen Sze-yeng Giuseppe Sacerdote dicoesano. Deceduto nella prigione di Ward Road, a Shanghai, il 10 gennaio 1953, all’età di 35 anni. Era nato intorno al 1916; venne ordinato sacerdote a Roma nel 1942. Shi Xian Sacerdote dicoesano. Morto in prigione dopo numerose sofferenze. 2 Giovanni Paolo II: una sua Catechesi da ossessione erotica? del sac. dott. Luigi Villa 8 Dove è finito il Cattolicesimo? della dott.ssa M. Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta Zhang Paolo Sacerdote diocesano. Nato verso il 1898, era divenuto prete intorno al 1925. È stato giustiziato nella città di Hanyang nel 1956. Ao Giovanni Sacerdote dicoesano. È stato giustiziato nel 1956, nella città di Hanyang. Suor Elisabetta Religiosa delle missionarie di Loretto. Giustiziata in Hanyang, nel 1956. Diocesi di Yichang Il Vicariato Apostolico del Hubei sud-occidentale venne costituito il 2 settembre 1870, staccandolo dal Vicariato Apostolico del Hubei. Nel 1924, prese il nome dalla città sede episcoapale. Era affidato ai francescani belgi. Delbrouck Vittorino Sacerdote, Ofm. Venne decapitato a Sek’eou-chan (Yichang) l’11 dicembre 1898. 14 Il Teologo 15 Preti eretici a Firenze (1) del Prof. D. Pastorelli 18 Arrivano gli Eurochip!! (1) del prof. F. Cianciarelli 20 Agli assassini della Liturgia di Mons. D. Celada 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla Dom. del SS. Corpo di Cristo alla Solennità dei SS. Pietro e Paolo ) (continua) “Chiesa viva” *** Giugno 2006 Chiesaviva ANNO XXXVI - N° 385 LUGLIO-AGOSTO 2006 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Ecumenismo massonico L’ECUMENISMO ATTUALE del sac. dott. Luigi Villa È ormai chiaro che si era più alla guida dei fedeli, ma tratta di prostestantizsemplicemente uno di loro. zare tutta la Chiesa, – Si rifletta anche alla soppresper poi arrivare a dissolverla sione dell’altare per mettervi, nella “Super-Chiesa Univeral suo posto, una tavola, un sale”! Di “prove” ce ne sono a cambiamento che era già stato 1 bizzeffe. imposto nel 1548 dall’arcivescoAlcuni esempi: vo Thomas Crammer, in Inghil– nella redazione della “Nuova terra, quando decise di separarLiturgia”, Paolo VI volle la colsi da Roma. laborazione di cinque proteL’Altare del Santo Sacrificio, stanti: due anglicani (un inglecosì, divenne la tavola della se e un americano); un mem“Cena”; una inversione che bro della Federazione Monportò il prete di fronte al popolo diale Luterana; un membro e la schiena a Dio! del “Consiglio Mondiale” del– Seguì la soppressione del le chiese - di origine massonilatino, facendo perdere alla ca!) e un luterano di Taizé. Ne Chiesa cattolica, di rito latino, la è la prova anche la fotografia in sua unità3. cui si vede Paolo VI in mezzo a Oggi, invece, si fa il lavaggio loro.2 Era il coronamento di un dei cervelli, che uccide l’anima; lungo lavoro in preparazione di il che è ben più grave! quello che Paolo VI voleva avPaolo VI. Come si è certo compreso, con venisse! qeste tre svolte, si è potuto at– Ricordiamo, poi, il permesso taccare la Fede cattolica nei al clero cattolico di vestire in suoi dogmi, nelle sue Verità riclergyman protestante, proprio per compiere la sevelate, sopratutto la santa Messa, il cui nuovo conteparazione tra il prete e il laico. Il sacerdote, così, non nuto, come scrissero i cardinali Ottaviani e Bacci, in 1 Per stare nel facile, si leggano i “plaquettes” di Paul Scortesco: “Les naufrageurs de l’Eglise”, “Les masques tombent”, la “Messe Sacrifice ou Sacrilége?”; sono tutti supplemento della Rivista “Lumière”, M. Duchocheis, Boite Postale 508 H.V., 62 - Boulogne-sur-Ler. 2 Cfr. “Documentation Catholique” del 3 maggio 1970. 2 3 Gli inglesi si erano ribellati a questa soppressione che impone- va la lingua inglese durante la Messa. Crammer, allora, ricorse alla forza armata, come aveva fatto Lutero in Germania. Si ebbero, allora, più di 4 mila uccisi con armi da fuoco, altri calpestati dai cavalli, altri impiccati! “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 Paolo VI con gli “osservatori protestanti” che hanno partecipato alle discussioni sulla “Riforma Liturgica”. un lettera che scrissero a Paolo VI “si allontanava, in modo impressionante, sia nell’assieme che nei dettagli, dalla teologia cattolica della Santa Messa”.4 Lo ammisero gli stessi protestanti. La “Croix” del 10 dicembre 1969 scriveva: «Le nuove preghiere eucaristiche dei cattolici han lasciato cadere la falsa prospettiva di un sacrificio offerto a Dio». E Max Thurian, di Taizé, ha dichiarato che adesso si poteva celebrare la “nuova messa” cattolica, mentre gli era stato impossibile di celebrarla quale era prima». Persino l’Osservatore Romano del 13 ottobre 1969 ha coronato il fatto scrivendo: «La riforma liturgica ha fatto un passo notevole in avanti, avvicinandosi alle forme liturgiche della Chiesa luterana». Secondo la formula “lex orandi, lex credendi”, si dovrebbe oggi dire: «cambiando la Messa, è cambiata la Fede»! Il “nuovo ecumenismo” racchiude questo che ci fa ricordare la profezia dell’eretico Lutero: «Quando la Messa sarà stata rovesciata, io sono convinto che avremo rovesciato con esso il papismo. (...). Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adulteri sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa dei papi!». È per questo che il cardinale Willebrands, il 14 luglio 1967, 450° anniversario della Riforma, ebbe a riconoscere ufficialmente i meriti di Lutero, fino a dire: «Verrà l’ora in cui Noi potremo celebrare insieme il “pasto” (la “Cena”) di Gesù Cristo...». Credete voi che questo cardinale apostata sia stato richiamato all’ordine da Roma?.. Tutt’altro! Fu anzi nominato e mantenuto da Paolo VI alla presidenza dell’unità dei cristiani!.. Questo gesto di Paolo VI fu uno dei primi risultati dell’ecumenismo attuale!.. ECUMENISMO MASSONICO Su “Humanisme” del “Centro di Documentazione del Grand-Oriente” di Francia, del novembre-dicembre 1969, p. 72, si leggeva: «... Non è più il ponte che attende il Papa, ma è la prolificazione delle chiese locali che si organizzano democraticamente, rifiutando le barriere tra chierici e laici, creando loro i propri dogmi, vivendo in una completa indipendenza a riguardo di Roma». È evidente, qui, il disegno di rompere a mezzo la Chiesa per farne una religione sintetica, ossia l’O.R.U., o la “Organizzazione delle Religioni Unite”. Lo esplicitava già un altro scritto su “symbolisme” del maggio 1962: «Non lasciamo dire, o miei fratelli, che la framassoneria è l’Anti-Chiesa... fondamentalmente, la framassoneria vuole una SuperChiesa che le riunisca tutte». 4 Cfr. “Breve Esame critico”, uno studio fatto da un gruppo di validi teologi e presentato a Paolo VI dai cardinali Ottaviani e Bacci. “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 3 dogmi di tutte le religioni. È per questo, allora, che È un parlare chiaro questo volere la parità tra le reliPaolo VI ha permesso il Congresso di Bruxelles gioni, compresa quella cattolica. Paolo VI, il 28 giudel settembre 1970 dove si adoperarono a demolire i gno 1970, fece questa dichiarazione: dogmi della Chiesa? Fu un Congresso presieduto dal «... Frattanto che i contatti si fanno più frequenti cardinale Suenens e animato dall’eretico domenicon i rappresentanti delle religioni non cristiane, cano Schillebeekx, che sostenne che “la teologia e specialmente con i giudei, i musulmani e i buddoveva essere ridotta a un umanesimo sociale”. disti, un dialogo difficile, complesso e delicato si Da qui, quel diabolico raggiro, detto “uno stato di riannoda anche con i diversi rappresentanti cerca”, che valeva servire di pretesto ai teologi prodell’Humanismo». gressisti di attaccare, per demolire i dogmi, senza i Ma cos’è questo “Humanismo”?.. È nient’altro che quali era poi facile integrare lo scibile teologico in un una maschera in cui si camuffa, tra le altre, anche la umanesimo umanitario e soMassoneria. pra-confessionale, creando, Forse che Paolo VI sognava così, la voluta CHIESA UNIanche Lui di inaugurare “il VERSALE! Tempio della ComprensioE allora si potrà elaborare ne”, già esistente a Ne, in un “credo ecumenico”, il USA, in cui la Chiesa di Noquale diventerà lo strumento stro Signore finirebbe col nelle mani di un “Governo dissolversi, e quindi, sparimondiale”! re?.. Ecumenismo luciferiano, Comunque, questo è il soquindi!.. Ma il nostro comgno, lo scopo dell’Ecumenibattimento, alla luce della smo Umanitario”! Divina Provvidenza, farà In “Carefour” del 17 marzo sempre da scudo e da arma 1971, si leggeva: «La riuniocontro questo satanico trane ecumenica di Montgedimento della vera Fede in ron, con l’accordo dell’ArciCristo e nel suo Vangelo! vescovo di Parigi, ha avuto Ma guai a tutti coloro che lacome simbolo la croce, la vorano per la demolizione mezzaluna, una iscrizione della sua Chiesa, insegnanebraica e i simboli del fucile do che la verità la si trova e del martello. Anche nel dovunque, per cui non si deCongresso tenuto a Ginevra ve più scomunicare nessunel maggio 1970, nella cornino. Paolo VI applicò subito ce della “Organizzazione questa regola del “Nuovo delle Religioni Unite”, i rapDiritto Canonico”, che ha presentanti di tutte le cretolto le scomuniche persidenze furono radunati nella no alla framassoneria, agli cattedrale San Pietro a preapostati, agli eretici, agli gare assieme, e per incoragscismatici, sognando pergiarli si disse che “i credenti sino di dare l’amnistia andi tutte le religioni sono inLa Madonna de La Salette. che agli scomunicati del vitati a coesistere nel culto passato, come Lutero, del medesimo Dio...”». Calvino, Huss, ecc... È incredibile che si sia arriDomandiamo a Dio di infondere sempre più coraggio vati fino a voler negare la SS. Trinità e a disconoal Santo Padre perché metta fine e combatta il dragoscere la seconda Persona della SS. Trinità che s’è ne infernale, Satana, e così mettere fine a questa teincarnata per apportarci la Rivelazione e, per Essa, nebrosa epoca della Chiesa! salvarci!.. Non basta tener discorsi che pochi sentono e nessuRiflettendo, per mettere sullo stesso piano Mosè, no conosce. Bisogna anche condannare esplicitaMaometto e il Cristo, bisognerebbe dire che Nostro mente, personalmente, coloro che hanno provocaSignore ci ha mentito quando ci ha detto: «Nessuno 5 to questa frana di anarchia nella Chiesa, compresi i viene al Padre se non attraverso Me” ; e ancora: Capi. «Chiunque nega il Figlio non ha il Padre»6. Riporto, qui, un brano del gran teologo abbé RayPer conseguenza, per realizzare l’ecumenismo somond Dulac, in cui denuncia l’azione principale del pra-confessionale bisognerebbe sopprimere i 5 Cfr. S. Giov. VIII, 6-9. 4 6 Cfr. S. Giov. 1a Epistola, 2-23. “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 pontificato di Paolo VI: «La demolizione del Sant’Ufficio, guardiano dell’ortodossia; l’abrogazione del Giuramento anti-modernista; la scandalosa passività di fronte allo scisma olandese; l’autorizzazione di una edizione italiana del Catechismo degli eretici olandesi; la visita all’Assemblea del Consiglio ecumenico delle chiese; lo sfacelo del tesoro liturgico; la luteranizzazione della Messa; gli omaggi pubblici resi a Lutero; la demolizione della vita religiosa e clericale; la nomina costante di vescovi liberali o progressisti alle sedie rese vacanti in tutto il mondo cattolico.... tutto quell’assieme di “atti” di cui uno solo basterebbe per disonorare un Pontificato..». Non è certo azzardato dire, adesso, che tutto quello che fece Paolo VI ci faccia pensare a un “PIANO” predisposto e meticolosamente applicato con fredda perseveranza. Lo dimostra anche il “Motu proprio” con cui escludeva dai successivi Conclave i cardinali tradizionalisti ottantenni, ma che l’età, però, non era che un pretesto per dare spazio solo ai cardinali progressisti, atti a scegliere un Papa che potrebbe rovinare l’Autorità sovrana e monarchica della Chiesa, così da continuare l’opera nefasta di Paolo VI: la completa democratizzazione, la rovina dei dogmi e, infine, la sua introduzione nella Super-Chiesa massonica-luciferiana! Purtroppo, per tutto il suo pontificato e per quello di Giovanni Paolo II, la Gerarchia progressista ha gettato sul pontificato di questi due pontefici come un manto, quello di Noè, quasi a coprirne le loro malefatte e, soprattutto, le loro negligenze. Paolo VI seppe far credere, con gemiti letterari, che anche Lui subisse l’auto-demolizione della Chiesa, mentre, invece, tesseva la rottura con la Chiesa, prima del Vaticano II; rottura dai Concilii precedenti, con le encicliche dei Papi ante Giovanni XXIII, quali quelle di Pio IX e il suo Sillabo; e quelle di Leone XIII; rotture ache con gli anatemi di S. Pio X e gli insegnamenti di Pio XII. Questo mi richiama alla memoria alcune frasi della Terza parte del segreto di Fatima: «.. anche ai posti più elevati (della Chiesa), sarà Satana che governerà e deciderà sul da farsi» ... «Satana si porrà nel mezzo dei loro ranghi...», «La Chiesa sarà oscurata e il mondo cadrà nel disordine completo». È un castigo di Dio, quindi, quello che stiamo subendo. Dio, cioè, lascia che si sviluppino le gravi conseguenze dei nostri peccati, fin che avremo aperto gli occhi ai satanici frutti della Massoneria con la sua satanica ideologia che è penetrata nella Chiesa, soprattutto durante i due ultimi Pontificati. Ma ogni volta che i Papi hanno vacillato, furono i semplici fedeli che l’hanno salvata; come quella semplice Suora che domandò a Gregorio XI: «Io La scongiuro, mio dolce Padre, di servirvi dei mezzi della vostra potenza...»; come l’avevano fatto, prima, un San Girolamo per Damaso I; un San Bernardo per Eugenio III; un San Filippo Neri per Clemente VIII; come, più tardi, fecero un San Martino, un Sant’Ilario, un San Tommaso Moro, un San Bernardino da Siena, ecc... e come Dio fece, ancora più tardi, umiliando la Gerarchia, indirizzandosi a dei bambini, come a La Salette, a Lourdes, a Fatima... Se il Corpo visibile della Chiesa è morto, la sua anima vive ancora nella moltitudine delle anime umili e in grazia di Dio. È dunque tempo di svegliarci per combattere per la nostra Chiesa. Allora sentiremo squillare le trombe angeliche sotto la volta dei Cieli, perché celebreremo il TE DEUM della risurrezione della Vostra Chiesa, o Signore! Karol Wojtyla... santo? sac. dott. Luigi Villa (pp. 48 - Euro 1) È un panflet di sole 48 pagine, ma che merita attenzione e meditazione. Contiene una raccolta degli ultimi articoli del Direttore di “Chiesa viva” e di altri Autori, scritti in uno stile apologetico, denso di argomentazioni serie, centrate sulla figura di Giovanni Paolo II, in cui si manifesta un parere negativo per una “beatificazione” da molti auspicata, ma perché ignari del contenuto di quel disastroso pontificato! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 5 Per San Padre Pio UN TEMPIO MASSONICO? Avv. Salvatore Macca Presidente emerito della Corte d’Appello di Brescia Presidente on. Aggiunto della Corte di Cassazione Cavaliere di Gran Croce Q uanti sanno che cosa sia, dove si trovi, che cosa faccia, come operi, quali siano i suoi programmi, le sue finalità, quale sia il suo immenso potere? Altri interrogativi si potrebbero porre, ma limitiamoci solo ad alcuni, tra cui quelli accennati. Si può subito affermare, però, che è una piovra, una piovra immensa, che coi suoi smisurati tentacoli avvolge la Terra, esprimendo una potenza impensata. Alcuni sanno soltanto che è una sètta segreta, ma nulla di più. Parlo della massoneria. Fra le numerose battaglie intraprese, di regola vinte, da un anziano sacerdote molto scomodo, un teologo assai dotto, Don Luigi Villa, affiancato da una persona non meno scomoda e altrettando dotta, un giovane ingegnere, Franco Adessa, c’è anche quella di combattere la massoneria, informando nella battagliera ri6 vista mensile “Chiesa viva”, edita a Brescia, ciò che tale sètta è riuscita a realizzare per inseririsi dovunque, e quanto altro ancora si ripromette. La citata rivista, definita “di formazione e di cultura”, è un validissimo strumento di lotta. Nel n. 381 del mese di marzo di quest’anno, affronta e porta avanti il problema della “Nuova Chiesa” inaugurata nel luglio 2004, già aperta al culto e dedicata a San Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. In prima pagina di copertina, nel sottotitolo, pone ai lettori una domanda a dir poco inquietante, cioè se il nuovo Tempio sia veramente dedicato al fraticello di Pietrelcina, o se sia stato, invece, costruito per esaltare una sètta, la massoneria, che alimenta il culto di Satana e costituisce, quindi, un tempio massonico, cioè quello dell’Anticristo. “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 Va premesso, a questo punto, che l’architettura delle diverso. Si è cercato in vari modi, uno meno attendichiese cristiane è tracciata proprio per ricordare il bile dell’altro, da parte di chi aveva le sue brave e insimbolo della Croce, che poi è il simbolo indiscusso confessabili ragioni per farlo, di nascondere il vero della cristianità, la quale, proprio nella Croce, vede il scopo della sconcertante verità. E si è attribuita la ramezzo col quale Gesù Cristo volle consacrare per gione della scelta della nuova struttura nel proposito sempre, e tragicamente, il Suo Sacrificio, compiuto di mettersi al passo coi tempi anche nei luoghi di culper redimere l’umanità, prima, incarnandosi sulla to. E la cosa potrebbe magari essere accettata, con forti Terra, per sperimentare di persona gli stessi sacrifici perplessità storcendo il naso, dato che la forma delle che tutte le creature devono affrontare venendo sulla chiese ha sempre avuto, ed ha ancora, una sua profonmedesima, e poi, col supplizio della crocifissione. da motivazione mistica, non è possibile acuna interE dunque le chiese, col loro simbolismo architettonipretazione della modernità si è invece dato spazio a co, da sempre riproducono la forma della Croce. un edificio che ha tutte le carattersitiche del simboliLa loro parte iniziale, definita “nartece”, simboleggia smo architettonico massonico. lo stato esistenziale di chi si avvicini per la prima volÈ necessario, a questo punto, informare i lettori che ta al cristianesimo. Vicino alla porta d’ingresso si sol’ing. Adessa ha compiuto, in incognito, un accurato e stava, infatti, in attesa meticoloso sopralluodi essere battezzati. go alla nuova basilica, Segue la “navata”, che effettuando, al suo inraffigura la parte più terno, misurazioni milunga della Croce, e crometriche di disesimboleggia il cammigni, luoghi, strutture, no della Fede. Tale dettagli, costruzioni parte è interrotta, a un interne, fabbriche ed certo punto, dal tranedificazioni di vari setto, che è il braccio settori del tempio, mipiù corto del luogo surazioni puntigliosadel culto cristiano. mente riportate e riOltre, nella parte della prodotte nella rivista, Croce dove Cristo per giungere alla poggiò il Capo, viene sconvolgente conclua trovarsi il luogo sione che si è costruichiamato “Santuato un tempio al rio”. G.A.D.U., e cioè al L’antica basilica di Grande Architetto San Pietro, iniziata inDell’Universo. torno al 320 e consaMa chi è il medesimo crata nel 326 da Papa se non Dio, direte voi. Silvestro I, fu uno dei Nient’affatto, non è primi esempi di archiDio, ma il suo antatettura cristiana, a Forma a “spirale” della struttura della “Nuova Chiesa” dedicata a San Padre Pio. gonista, Satana, come pianta basilicale, a ben sa chi conosce il La “spirale” è il simbolo del G.A.D.U., il dio della Massoneria: Lucifero. croce latina. E così si linguaggio della massono sempre costruite soneria. le chiese, i luoghi, Consiglio ai lettori cioè, in cui si celebra il Sacrificio di Cristo. l’esame del numero 381 del marzo c.a. di “Chiesa viL’ing. Adessa, con altre parole, pervase da profondo e va”, dove sono riportati tutti i particolari, le misurasentito spirito cristiano e mistico, illustra le ragioni zioni micrometriche e i numerosissimi dettagli studiaprofonde della architettura costante di tutte le chiese. ti dall’Adessa, per convincersi che non si è di fronte Ma cos’è avvenuto, a un certo punto? ad una montatura passionale e irrazionale, priva di Andiamo allora a vedere il nuovo tempio, dedicato, motivazione, tutt’altro, ma a qualcosa di molto più seapparentemente, a San Padre Pio, la cui costruzione rio e scientifico. ebbe inizio il 19 gennaio 1996. Scopriremo così che, Anche se i giornali italiani, in qualche modo condinel nuovo edificio, mancano del tutto le caratteristizionati dalle autorità religiose, che, in apparenza, che costanti architettoniche che da sempre danno sembra che siano rimaste estranee all’operazione, l’impronta cristiana a tali tipi di costruzioni. Alla non si sbilanciano su un tema di così grande imporChiesa, infatti, si è data una forma a “spirale”. Si potanza ed estrema delicatezza, è certo che le notizie trebbe dire che è la modernità che si fa largo anche in date dalla rivista “Chiesa viva” sono ormai di doquesto campo, come avviene in tante altre cose dei minio pubblico, non solo in Italia, specialmente nel tempi nuovi. Ma non è così, perché in questo campo è luogo di più devozione al Santo, ma anche all’estero. “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 7 LO SCANDALO DEL TEMPIO SATANICO dedicato a San Padre Pio – Lettere di chiarimenti senza risposta – 1a Lettera La lettura, che mi ha costretto ad aggiornarmi sulla materia “massoneRoma 25 marzo 2006 ria”, mi ha lasciato esterrefatto. Nelle mie osservazioni al sindaco, per Reverendo Monsignore (Crispino le “storture” e per l’offesa alla cittadiValenziano), nanza locale della “Chiesa-Piano”, voglia gradire i miei distinti osseesentavo da colpe, ma non giustificaqui. Mi chiamo Angelo Maria Mischivo, i frati cappuccini, perché, per eritelli e sono nativo di S. Giovanni Rogere un tempio degno del loro confratondo, in provincia di Foggia, e, tramitello, si sono rivolti, per la progettaziote la presente, mi rivolgo a Lei per ne e l’esecuzione, al più noto archiavere delle delucidazioni, che sono di tetto italiano, e, per la liturgia, al lisua competenza, sia per la materia turgista più accreditato presso la universitaria che insegna, sia per le Curia romana del Vaticano. consulenze che è chiamato a dare in Con l’irruzione della faccenda di Chiemerito alla sua competenza specifica sa viva-massoneria, la storia acquiriguardante la liturgia ecclesiastica sta elementi preoccupanti e, se il cadella Chiesa cattolica. rattere massonico verrà accertato e Alcuni giorni orsono sono stato a S. confermato, blasfemi. Giovanni Rotondo (...) e un mio parenNella eventuale blasfemia sono natute, un professionista residente nella ralmente coinvolti i frati, specie quelli cittadina garganica, mi ha mostrato delegati alla costruzione, e, soprattutuna Rivista che gli era pervenuta qualto Lei, se, naturalmente, lo studio delche giorno prima: “Chiesa viva”; getla Rivista corrispondesse al vero. Il Tabernacolo della “nuova chiesa”. tandomela, poi, tra le mani in modo ir(...). ridente e in parte sarcastico, accomHo letto le pagine della Rivista. Mi sopagnata da parole che quasi deridevano un po’ anche informato. Sto contino non il mio interesse per Padre Pio, nuando ancora le ricerche. Ho interma la “difesa” che spesso faccio dei frati e degli ecclesiastipellato pure qualche competente in materia. Forse, chiederò dici nei miei scritti, considerandomi un illuso estemporaneo. Crerettamente agli interessati. devo si trattasse di solite chiacchiere da sacrestia e non ho dato Per ora, ho qualche impressione che Le manifesto per avere da importanza alla cosa. Lei smentite, spero categoriche, ma anche documentate, perché In precedenza, avevo scritto una “Lettera aperta” al sindaco di Lei certamente comprenderà che il disagio e, soprattutto, lo S. Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, al quale ponevo dei shock, dato dalla notizia e dallo studio dell’Ing. Franco Adessa, problemi inerenti al rapporto paese-convento e, quindi, non potesono da esplosione planetaria. vo entrare nel merito di alcune storture evidenti della “nuova Personalmente, ho molti dubbi che tutto il complesso costruito in chiesa”, detta di Piano, l’architetto progettista. Facevo notaonore a Padre Pio a S. Giovanni Rotondo sia di cultura e di imre come qualche stortura suonasse come offesa alla cittadinanpronta massonica: mi sembra che scendere nel dettaglio del detza e alla storia paese-convento, chiedendo anche il perché gli taglio sia opera immane e di capacità solo diabolica. uffici comunali avessero autorizzato una tale “assurda” costruPrevedere tutto a tavolino, anche gli squami di pesci, o attenersi zione. matematicamente, a tutti i costi, a certi numeri per le misure delSugli aspetti liturgici della preghiera ho chiamato in causa Lei le dimensioni dei vari angoli, aspetti, strutture, ecc., in un modo (...). Dietro sollecito di qualche amico, che ha letto la mia lettera così segreto e preciso, mi sembra un’operazione di intelligenza aperta al sindaco, ho preso in considerazione anche la Rivista fideistica estrema; sia pure riferita alla Loggia, e nello stesso “Chiesa viva”, n. 381 (anno XXXII), marzo 2006. tempo di una perversità tanto assurda quanto cattiva per avere 8 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 occultato tutto ai committenti, al consulente ecclesiastico, alle autorità comunali di S. Giovanni Rotondo, che hanno deliberato le concessioni, e al mondo che gira intorno a Padre Pio. I miei dubbi traggono fondamento, o illusione, proprio da queste estremità inimmaginabili per uno ingenuo come me. Detto questo, però, bisogna riconoscere che lo studio è condotto con competenza da uno della materia, se si può dire così, con osservazioni dei richiami stringenti, tanto che a prima lettura sono convincenti, o sembrano tali. Certo, l’ingresso, liturgico o non liturgico, facciata o non facciata, trova la sua spiegazione proprio nelle direttive, tradizione e simbologia della massoneria, secondo quanto riportato dalla Rivista “Chiesa viva”: «I massoni costruttori hanno sempre orientato i Templi con l’ingresso ad occidente». È questa una spiegazione di quell’anomalia? (...). Comunque, la cosa è raccapricciante. Vorrei sapere se è raccapricciante anche per Lei!.. Non sto qui ad esaminare il dossier della Rivista, ma Le sottopongo un problema che potrebbe mettere in crisi qualche Sacerdote. Mi riferisco alla Cappella dell’Adorazione e al Tabernacolo. Qui, la faccenda si fa molto intrigante, perché, in effetti, i richiami al simbolismo massonico, i confronti con la Sala di Meditazione dell’ONU, le misure della Cappella e del Tabernacolo corrispondenti ai numeri della Cabala massonica, lasciano amaramente riflettere con la mente sospesa nel vuoto. Personalmente, ripeto, non mi basta lo stringente ragionare dell’Autore del dossier per convincermi dell’enormità della cosa, ma ricordo che un frate, qualche tempo fa, mi raccontava che due o tre giorni dopo l’inaugurazione della “nuova chiesa”, una signora gli si parò davanti e, in tono di aspro rimprovero, gli rovesciò addosso un cumulo di parole pesanti: «Ma padre, che avete fatto nella Cappella del Santissimo?». E giù, pietra nera, massoneria, simboli massonici, ecc. ecc.. Il povero frate, che aveva ancora dentro la gioia dell’apertura al pubblico, non la mandò a quel paese, ma le rispose che non poteva perdere tempo con persone malate di fantasia folcloristica. Mi è ritornato in mente questo piccolo episodio e lo trascrivo quasi a conferma dello scritto dell’Ing. Franco Adessa. Quella si- gnora, che pure frequentava la chiesa ed era devota a Padre Pio, era competente della materia “massoneria”, forse per gli studi personali, o chissà per quale altro motivo. Non credo avesse motivazioni o interessi particolari sulle osservazioni date al frate. Ma... ma... ma Le chiedo: in attesa di accertamenti sulla veridicità dei rilievi riportati nella Rivista “Chiesa viva”, conviene conservare il Santissimo in quel Tabernacolo? La domanda è rivolta a Lei, in qualità non tanto di consulente della fabbrica del complesso, che voleva essere chiesa, quanto a professore di liturgia cattolica alla Pontificia Università di S. Anselmo di Roma. Non è più conveniente, in attesa di eventuali risultati, rimuovere il Santissimo di là, invitando i fedeli a ritornare all’antica chiesetta del convento per l’adorazione, la comunione, la celebrazione della Messa? Questo, solo per precauzione, perché le parole che usa l’autore dello studio pubblicato sono allarmanti: Tabernacolo di quale Dio? Sul Tabernacolo la Triplice Trinità satanica? Santa Trinità massonica, Culto di Lucifero, ecc.. La domanda include una proposta, ma credo che meriti una risposta, anche rifiutando la proposta, perché se qualche Sacerdote, per precauzione, si dovesse rifiutare di celebrare in quella Cappella, si lascerebbero i frati, responsabili del santuario, allo scoperto, inermi, indifesi, allo sbaraglio davanti a insinuazioni false e calunniose, come potrebbero essere quelle riferite ai simboli massonici immessi nella chiesa, nell’impossibilità di dare tranquillità e garanzie. E, se per caso, dopo il primo Sacerdote, venisse il secondo, il terzo e così via? Lei sarebbe comunque chiamato in causa come consulente dell’opera.(...). Attendo una sua risposta alle molte domande che Le ho posto. Chiedo scusa per il disturbo e mi perdoni se ho usato qualche parola di troppo, che fa parte della conversazione e della dialettica tra le persone intelligenti, con esclusione di qualsiasi malizia o disistima da parte mia. Con la buona salute Le auguro buon lavoro. Con stima e rispetto, porgo distinti ossequi. 2a Lettera ha vergato quattro parole senza rispondere agli interrogativi, pur dandomi ragione, e, alla mia replica... è rimasto muto! Mi chiedo: perché certe categorie di persone della Chiesa si comportano come se vivessero in un’associazione segreta, una specie di sètta clandestina, o come in una Loggia massonica? Non rida e mi perdoni il riferimento, non voluto, colpa dei polpacci delle mie dita. Ecco, perché? Ho fatto delle semplici domande per capire, perché non voglio credere che Padre Pio abbia potuto subire un insulto così grave in casa propria, un’offesa alla sua dignità e alla sua missione e, se sarà dimostrato l’assalto della Loggia ai luoghi impreziositi dalla sua presenza, la volgare svendita della sua memoria e della sua nobile figura alla Massoneria. Per non credere chiedevo aiuto a Lei, a P. Saldutto, e l’ho chiesto ad altri, anche all’ingegnere-Autore dello studio, il quale, scusandosi del ritardo, mi ha detto che risponderà punto per punto alla mia missiva (...). Lei, forse, non mi vuole considerare cristiano; allora, mi consideri prossimo: chi è il suo prossimo? Debbo attendere che passi il pubblicano o un diavolo di samaritano? Sono un nemico? Non sono d’accordo. Ma se tale Lei mi considera, e come tale “paganamente” o “laicamente” mi tratta, La invito a leggere il Vangelo, se Lei trova questo libro ancora di attualità, oggi! Pretendo troppo in nome di Gesù Cristo? Finora, ho tenuto nel cassetto la “Lettera aperta” a Lei indirizzata, in attesa di una sua risposta. Posso sperare qualche parola chiarificatrice ai miei interrogativi? Sono sicuro che darà riscontro al presente sollecito. Chiedo scusa del disturbo. Le porgo distinti saluti con gli auguri di buona salute! Roma 15 maggio 2006 Reverendo Monsignore (Crispino Valenziano), Le porgo i miei distinti ossequi. Sono Mischitelli. Qualche tempo fa, Le ho scritto una lettera, datata 25 marzo 2006, per avere delle informazioni da Lei, in qualità di consulente liturgico, circa la “nuova chiesa”, costruita a S. Giovanni Rotondo, soprattutto in merito al carattere massonico impresso nella struttura, secondo il dossier dell’Ing. Franco Adessa, pubblicato sulla rivista “Chiesa via”, n. 381. Lei non mi ha degnato di una risposta, né di un generico riscontro. La presente è solo per sollecitare una risposta, appunto, ai miei interrogativi, che non sono campati in aria, soprattutto se il carattere massonico sarà confermato, come, da altre informazioni reperite, a me sembra. Le confesso che non capisco perché Lei non debba rispondere a una lettera con richiesta di delucidazioni, cosa che mi capita spesso con gli ecclesiastici, dandomi l’impressione che lor-signori si sentano avvolti in un’aura di superiorità e di supponenza impressionanti, e, quindi, di trattare i figli di Dio come se fossero uomini dell’infima razza tra le razze umane, e di scostarli come reprobi impuri e contagiosi solo perché sono in cerca di sapere. Ho scritto per lo stesso motivo anche a P. Gerardo Saldutto, responsabile della costruzione, come Lei lo è stato per gli aspetti liturgici di quel complesso. P. Gerardo, che Lei conosce bene, anzi molto bene, almeno mi ha fatto recapitare una lettera senza alcuna risposta ai miei interrogativi e con l’ammonizione di non scrivergli più, per evitargli la fatica di cestinare i miei fogli. Anche un altro Monsignore Arcivescovo a delle mie osservazioni “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 Angelo Maria Mischitelli Angelo Maria Mischitelli 9 LO SCANDALO DEL TEMPIO SATANICO dedicato a San Padre Pio – una lettera dall’America – V entotto giorni fa, ho ricevuto un numero speciale di “Chiesa viva” che nessuno, nel mondo di lingua inglese, ha ancora visto. Al leggere il contenuto, sono rimasto completamente senza fiato. L’intero numero, di ben sessantaquattro pagine, tratta un solo argomento. Non una sola parola è stata scritta da don Villa o da Adessa, ma questo ha e avrà un effetto devastante per il “Novus Ordo” e per la Gerarchia, fino a Benedetto XVI. Milioni di brave persone in tutto il mondo, saranno, all’inizio, scioccate, poi, allo svanire della loro incredulità, si arrabbieranno veramente tanto! Uno scandalo? Sì, ma molto di più! Diabolico? Sì, ma talmente sfacciato da essere scioccante e spaventoso! Coinvolge denaro? Sì, in enorme quantità! Coinvolge la Fede? Sì, e proprio la radice del10 la Fede di decine di milioni di persone che sono devote a questa causa! Coinvolge la Gerarchia? Sì, e questa, ora, sta tremando! Coinvolge un Santo? Sì, e tanto grande è questo scandalo, che io non sarei sorpreso nello scoprire che questo Santo abbia agito di persona dal Cielo, considerata l’audacia di quanto è accaduto! Questa notizia è stata pubblicata? Sì, sotto un numero speciale di “Chiesa viva”, in Italia; ma nessuno ne parla. La notizia è anco- ra tenuta nascosta. Il mondo Cattolico di lingua inglese e, per gli argomenti trattati, tutti i Cristiani, saranno veramente scioccati di fronte a questa incredibile arroganza! Pensavano, forse, gli artefici di questo scandalo che la verità non venisse mai scoperta? Pensavano essi veramente che tutti fossero senza cervello? Sì, pensavano proprio così! “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 Occhi sulla Politica MODESTISSIMA PREGHIERA “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) Maria, da viva fede sostenuti, In mano la corona del Rosario Peregrinando insieme, siam venuti A salutarTi nel bel Santuario! Accetta i nostri fervidi saluti, In ricorrenza dell’anniversario Dei tuoi prodigi, ovunque conosciuti, Siccome ci ricorda il calendario! Concedici le cose che chiediamo, Per noi e per le famiglie, Madre Pia, Se per il nostro bene! E Ti preghiamo, Per questo nostro mondo, sulla via Dell’autodistruzione! In Te speriamo! Ascoltaci, Signora, e così sia! Prof. Arturo Sardini 10 CONDANNA DELLA MASSONERIA In ogni modo, alla vista d’un male sì grave e già troppo diffuso, è debito Nostro, Venerabili Fratelli, appliPapa Leone XIII. care l’animo a cercarne i rimedi. E poiché sappiamo che nella virtù della Religione divina, tanto più odiata dai Massoni, quanto più temuta, consiste la migliore e più salda speranza di rimedio efficace, a questa virtù sommamente salutare crediamo che prima di tutto sia da ricorrere contro il comune nemico. Tutte queste cose pertanto, che i Romani Pontefici Nostri Antecessori decretarono per attraversare i disegni e render vani gli sforzi della sètta Massonica; tutte quelle che sancirono per allontanare o ritrarre i fedeli da così fatte società; tutte e singole Noi con l’Autorità Nostra Apostolica le ratifichiamo e confermiamo. E qui, confidando moltissimo nel buon volere dei fedeli, preghiamo e scongiuriamo ciascuno di loro per quanto su questo proposito fu prescritto dall’Apostolica Sede. MEZZI DI LOTTA CONTRO LA MASSONERIA REX REGUM ET DOMINUS DOMINANTIUM Se Cristo non si fece mai chiamare Sua Maestà, Sua Altezza, Sua Eminenza, Sua Santità e nemmeno Sua Eccellenza, Andando tra la gente, ad insegnare Modestamente, senza mai ostentare La Sua grandezza e la Sua onnipotenza; Senza arroganza, boria o supponenza, E, soprattutto, senza recitare, Vorrei tanto saper, per qual ragione, I Vescovi, i Prelati, i Cardinali, E i Papi - con palese ostentazione Pretendono, dai poveri mortali, Il baciamano e la genuflessione, Seguiti dal codazzo di curiali!? Prof. Arturo Sardini Preghiamo poi e supplichiamo voi, Venerabili Fratelli, che cooperiate con Noi ad estirpare questo vero veleno, che largamente serpeggia in seno agli Stati. A voi tocca difendere la gloria di Dio e la salvezza delle anime; tenendo, nel combattimento, questi due fini davanti agli occhi, non vi mancherà coraggio né fortezza. Il giudicare quali siano i più efficaci mezzi da superare gli impedimenti e gli ostacoli, è cosa che spetta alla prudenza vostra. FARLA CONOSCERE Pur nondimeno trovando Noi convenienti al Nostro ministero l’additarvi alcuni dei mezzi più opportuni, la prima cosa da farsi si è togliere alla setta Massonica le mentite sembianze, e renderle le sue proprie, ammaestrando con la voce, ed eziandìo con Lettere Pastorali, i popoli, quali siano di tali società gli artifizi per blandire ed allettare; quali la perversità delle dottrine e la disonestà delle opere. Come dichiararono più volte i Nostri Predecessori, chiunque ha cara, quanto deve, la professione cattolica e la propria salute, non si lusinghi mai di poter senza colpa iscriversi, per qualsivoglia ragione, alla sètta Massonica. Nessuno si lasci illudere dalla simulata onestà; imperocchè può ben parere a taluno che i Massoni nulla impongano di apertamente contrario alla Fede e alla Morale: ma essendo essenzialmente malvagio lo scopo e la natura di tali sètte, non può esser lecito di darvi il nome, né di aiutarle in qualsivoglia maniera. (continua) “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 11 Documenta-Facta IL VERO VOLTO DELL’ISLAM, IL CUI DIO DOVREBBE ESSERE ANCHE IL NOSTRO (!!!) Voi, che parlate di globalizzazione, d’intercultura, di dialogo, di ecumenismo, di alterità; voi, ammantati di buonismo e di demagogia; che parole avete per commentare queste immagini? Da voi ci aspettiamo che le fissiate e scaviate in profondità nella vostra coscienza alla ricerca di un briciolo d’onestà intellettuale, se ancora ne possedete. È questo che desiderate anche per l’Occidente, che avete scristianizzato? Avversate il Crocifisso perché turba gli stranieri; forse è bene che al Suo posto attacchiate le immagini qui presentate perché, finalmente, si aprano gli occhi sulla vostra prostituzione morale e religiosa. (dott.ssa Maria Pia Mancini) UN BAMBINO DI 8 ANNI, PRESO AD UN MERCATO IN IRAN, MENTRE RUBAVA DEL PANE... ... VIENE PUNITO, IN NOME DELLA LEGGE ISLAMICA. IL SUO BRACCIO VIENE SCHIACCIATO DA UN AUTOMOBILE. 12 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 IL BIMBO NE PERDERÀ L’USO DEFINITIVAMENTE... RELIGIONE DI PACE, AMORE, PERDONO E TOLLERANZA... ... e noi spendiamo i nostri soldi pubblici per aiutarli a costruire le loro MOSCHEE nel nostro Paese, e ci sentiamo in colpa per aver offeso la loro SENSIBILITÀ (poverini!!!) con delle VIGNETTE irriverenti... e per di più, qualcuno insiste ancora sull’ECUMENISMO a tutti i costi... anche di fronte a tanta barbarie!!! “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 13 Il teologo TEOLOGIA PERSONALE DI KAROL WOJTYLA Prendo, qui, il pensiero completo di Karol Wojtyla da un suo commento alla “Gaudium et Spes” (n. 10): «La nascita della Chiesa, che ebbe luogo sulla Croce, nel momento messianico della morte redentrice del Cristo, fu, nella sua essenza, la nascita dell’uomo, di ogni uomo e di tutti gli uomini; dell’uomo che - lo sappia o no, l’accetti o non l’accetti nella fede si trova già nella nuova dimensione della sua esistenza» (Cfr. “Segno di contraddizione”, c. II). Quindi, la “nascita della Chiesa” s’identifica con la nascita del soprannaturale di “ogni uomo” che “lo sappia o no, l’accetti o non l’accetti nella fede”, si trova già nella “nuova dimensione della sua esistenza”, ossia nella dimensione “soprannaturale”. Ora, tale affermazione annulla ogni distinzione tra redenzione universale e salvezza personale (o giustificazione), il che è assolutamente incompatibile con la dottrina cattolica, la quale ha sempre distinto il “piano oggettivo” della Redenzione, che è universale e incondizionato (Cristo, cioè, è morto per tutti gli uomini!), dal “piano soggettivo”, che è, invece, individuale e condizionato (ossia: ogni uomo può salvarsi solo se aderisce a Gesù Cristo con la Fede!). Wojtyla, perciò, ha fatto confusione tra i due piani, cadendo così nell’eresia propugnata dalla “nouvelle théologie”, la quale, infatti, insegna che la salvezza è incondizionata per tutti gli uomini, perché Cristo, essendo morto per tutti gli uomini, di conseguenza, ogni uomo si salva, indipendentemente dalla Fede e dal Battesimo. “Lo sappia o no, l’accetti o non l’accetti nella fede”. 14 Ma questo vorrebbe dire che l’inferno c’è, ma che è vuoto (come lo diceva già von Balthasar)! Quindi, tutti gli “errori” del “teologo” Wojtyla hanno qui la radice, il loro punto di partenza, ossia: 1) la sua era una “nuova” ecclesiologia: una Chiesa, cioè, che si idendificherebbe con tutta l’umanità; 2) egli avrebbe dato una “nuova” nozione di Rivelazione, perché tutti gli uomini, scienti o no, sarebbero in possesso della Rivelazione, sia pure con diversi gradi di cognizione, di consapevolezza, per cui tutti gli uomini - fedeli e infedeli - e tutte le religioni quella vera e quelle false - sarebbero atte a salvare chiunque; 3) avrebbe notificato, con ciò, una “nuova” nozione di fede; una fede che sarebbe un semplice prender coscienza del “soprannaturale”, preesistente in tutti gli uomini fin dalle origini. Ora, tutto questo cumulo di “errori” erano già stati condannati da S. Pio X nella sua “Pascendi”, perché di natura modernista. Da notare anche che Wojtyla, da cardinale, non ha mai ripudiato questi suoi “errori” e neppure quando divenne Papa. Ba- sta leggere attentamente le sue encicliche, i suoi discorsi, le sue iniziative ecumeniche (come quelle di Assisi, e tutte le altre nello “spirito di Assisi”); ad esempio, da “L’Osservatore Romano” del 6-7 sett. 1993: al termine della preghiera (recitata a Vilnius, in Lituania, sulle tombe dei “Martiri dell’indipendenza”), il Santo Padre ha pronunciato, in italiano, le seguenti parole: «Abbiamo pregato e benedetto tutti i sepolcri, cattolici e non cattolici, cristiani, lituani, polacchi, russi; tutti perché davanti a Dio, in questo grande mistero della morte, tutti siamo una cosa sola, siamo il suo popolo, siamo Comunione dei Santi». Perciò, tutti i cattolici e i non cattolici sarebbero la “Comunione dei Santi”; e di conseguenza, saremmo tutti “Chiesa”. Ma un tale discorso, sia pure di un Papa, sarebbe inaudito, perché mai è stato ammesso dalla dottrina della Chiesa di sempre, questa errata “visione beatifica” dei giusti in contrasto con la Fede tradizionale! È vero che questa “teologia personale” di papa Wojtyla non distrugge l’infallibilità pontificia, la quale riguarda solo i pronunciamenti “ex cathedra”, però, un tale insegnamento non può che portare un gravissino danno alla dottrina cattolica! “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 A PROPOSITO DEL CORANO NELLE SCUOLE... della dott.ssa Maria Pia Mancini D ai recenti avvenimenti si evidenzia, in tutta la sua drammaticità, come le esigenze spirituali dei cattolici siano obbligate, troppo spesso, a confrontarsi con la storia e come debbano piegarsi alle iposizioni ed alle pressioni di carattere pragmatico. Sembra che sia divenuto impossibile concepire un rapporto con l’Assoluto scisso dalle questioni civili e che non ci si riesca a confermare ai sacri princìpi della tradizione, aviliti dalle ingombranti ideologie materialistiche. Tanto, perché il moderno concetto di trascendenza vuole esulare dalle “costrizioni dogmtiche” al fine di favorire l’apertura al mondo e poter, così, consentire una spregiudicata partecipazione alla vita del tempo. Si è diffusa, infatti, una sorta di repulsione verso la Fede dei Padri, ritenuta presa di posizione dispotica e oscurantista. Si tratta di una vasta corrente di pensiero anticristico, anche se in alcuni tratti esso contiene apparenti punti d’incontro con il Cattolicesimo, di cui rifiuta dettami e sistemi. Una volta considerato obsoleto e, quindi, improponibile il Vangelo quale Verità oggettiva, cade il senso dell’universalità della Rivelazione Divina, vista anzi in contrapposizione all’umanitarismo tanto in voga. È da questo laicismo arrogante che scaturisce la valorizzazione enfatica delle altrui esperienze e culture, con la quale si presume anche di restituire a ciascuno la personale libertà di valutazione. “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 Affrancare l’uomo da Cristo comporta la revisione delle certezze, sulle quali da duemila anni si basa il cammino del cattolico, vieppiù fagocitato da ipotesi e congetture in conflitto con i fondamenti del suo credo. Contro l’esclusività del Verbo, è rivendicato, oggi, il diritto alle esperienze soggetive di cui sono rivalutate le componenti terrene che ne costituiscono il contenuto. Perso il senso del peccato, infatti, ci si adopera esclusivamente per migliorare le condizioni materiali di vita nella convinzione che solo dal benessere possano nascere dignità e rispetto. Il tentativo di abbracciare il secolarismo in ogni suo aspetto, servendosi della psicologia, dell’economia, delle guerre e della stessa religione, ha distrutto, però, il predominio del dogma nella coscienza comune e lo ha sostituito con l’esigenza parossistica di accomodamenti etici e dottrinali, in funzione del dialogo e della pace sociale. Da ciò nemmeno i Pastori di Santa Romana Chiesa sono stati risparmiati; anche loro, infatti, in una specie di mercato comune di credenze e teorie, cercano una collaborazione che dovrebbe tendere ad un unico fine: Dio. L’apertura a tutto e a tutti è divenuta, altresì, sinonimo di concezioni più ampie, più ricche delle altrui culture che consentono di stare al passo con il progresso. Religione, filosofia, politica, scienza ed economia sono integralmente protese verso l’uno globale che rompa i legami con le Leggi divine e sovverta completamente il Cattolicesimo, considerato il nemico per antonomasia. Il problema fondamentale per molti è pertanto quello di costruire una nuova fede, adatta a tutti i popoli, che 15 non distingua più il vero dal falso e che possa collegarsi facilmente ai differenti modi di pensare e di essere. La risoluzione dovrebbe consistere in una religione globale di ampio respiro, rispettosa delle molteplici specificità, che frazioni la Verità Assoluta in tante verità di gradimento e, perciò, in grado di adattarsi all’eterogeneità di usi e comportamenti. I teologi, i sociologi, i politici e gli economisti contemporanei, proprio per questo insistono sul dialogo e sull’interazione armonica delle varie etnìe, attivandosi in un libero scambio il cui solo effetto dovrebbe essere la scristianizzazione. Ciò, nel prossimo futuro, potrebbe comportare persino la morte del Cattolicesimo, costretto a cedere il passo all’umanesimo profano. È dunque, in tale prospettiva che s’inquadrano confronto, dialogo e reciprocità con gli avversari di Cristo e della Sua Chiesa; ma Cristo condivide confronti, dialoghi e reciprocità, se a scapito della vera evangelizzazione? La diversa ottica sulle problematiche interreligiose sta rendendo Roma prigioniera di se stessa, mentre non lascia intravedere sbocchi al contradditorio tra la vera, sola religione, e le altre confessioni. L’ambiguità del dialogo, infatti, nella sua radicalità, dà l’idea di appoggiare sia la rivendicazione della non integrale e autentica derivazione divina del Cattolicesimo sia l’intento di conferirgli essezialmente una valenza collettivistica. Le posizioni dottrinali sfumate infiacchiscono la Chiesa, impegnata prioritariamente nella ricerca di una mediazione tra il suo mandato e il mondo che lo rifiuta. Sono probabilmente queste le ragioni che spingono una Autorità Vaticana, qual è il Card. Martino, ad esprimersi favorevolmente sull’ingresso trionfale del Corano nella scuola pubblica, dove peraltro il Crocifisso e il Bambinello sono di disturbo, proprio a quei musulmani dei quali si chiede di rispettare la sensibilità. È comodo parlare di libertà religiosa Il Terrorismo Islamico sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) nel nostro Paese; ma sarebbe altrettanto facile predicare dialogo e reciprocità nei paesi arabi, esibendo Crocifisso e Vangelo? Perché il Card. Martino, anziché appoggiare le pretese degli avversari di Cristo, non si attiva nei territori islamici in cui troppi cristiani muoiono martiri, proprio per mano di coloro che dall’Occidente esigono accoglienza e considerazione? Il Card. Martino ha riflettuto sufficientemente sul fatto che, ponendo l’insegnamento del Corano alla pari di quello della religione Cattolica, nei nostri figli possa formarsi una coscienza indifferente nei confronti della Fede cattolica? Qual è l’urgenza del Corano nelle scuole? Non può essere insegnato nelle moschee dagli Iman? Dopo gli Iman sugli altari, le ammucchiate multireligiose e Budda sul Tabernacolo, certe iniziative sembrano il coronamento dell’apostasia! «È opportuno che gli scandali avvengano...». No vit à Il terrorismo è un problema che interessa tutto il mondo, ma è un problema che non sarà mai sradicato venendo a patti col nemico e tantomeno cedendo alla falsa soluzione della sua eliminazione fisica. Il terrorismo è un terribile ricatto che, attraverso lo spargimento di sangue più crudele e indiscriminato, viene attuato come il modo più rapido, più economico e più sicuro per ottenere la sottomissione di intere popolazioni ad un piano mondiale che, nella sua essenza, punta all’eliminazione della Religione cattolica e della Civiltà cristiana. E allora?.. Leggete. Riflettete. Pregate! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 16 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 PRETI ERETICI A FIRENZE – Don Santoro scrive allo Spirito Santo – del Prof. Dante Pastorelli 2 M a andiamo a sottolineare qualcosa di più serio, ché, qui, siamo alla paranoia populistica. La lettura santoriana del Vangelo, della Parola di Dio, che è “la vita degli uomini e delle donne”, stravolge completamente il messaggio salvifico di Cristo, incarnatosi nella Vergine Maria ed immolatosi sulla Croce per la salvezza delle anime, per ricomporre l’amicizia tra il Padre e l’umanità che il peccato originale aveva rotto. Ma questa liberazione “a malo”, come ripetiamo nel Pater Noster, non è nei fini del nostro pretino, perché il Vangelo, nella sua interpretazione, l’ignora, mentre s’impegna ad instaurare una rivoluzione avente per obbiettivo l’instaurazione di una “liberazione” puramente politica, di un’era di giustizia esclusivamente sociale, di economia egualitaria, di cui lo Spirito Santo deve riempire le mani, gli occhi, i piedi e persino la pancia del Pontefice (sic!). Insomma, come dicevano i vecchi socialisti, e qualche imbecille continua a ripeter pappagallescamente, il primo rivoluzionario socialista è stato Gesù Cristo. È questo il Vangelo “possibile per tutti” di cui il Papa dev’esser testimone e profeta: defraudato d’ogni dimensione spirituale, d’ogni tensione trascendente, d’ogni essenza soprannaturale, impoverito e sbriciolato al livello di un sociologico inconcludente quanto violento chiacchiericcio da casa del popolo, esso offre l’immagine di un Gesù-Robespierre, un Gesù-Lenin, un Gesù-Stalin, un GesùMao, un Gesù-Castro, un Gesù-Menghistu e via sanguinariamente elencando. Un Gesù che deve fermare la mano assassina dei padroni del mondo, impegnati nella corsa agli armamenti ed alle guerre (e chi saranno mai costoro?), ma non deve guardare ai gulag mai chiusi, alle stragi, autentici genocidi, dei cattolici nei paesi islamici, ai milioni di morti all’an“Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 no in Cina, in cui i martiri cristiani aumentano invece di diminuire. Un Cristo strabico, dalla ferula unidirezionale, perché, si sa, lo Spirito soffia dove vuole, ma Santoro può modificarne il corso. L’immagine della Chiesa tutta orizzontale, inchiodata alla terra, che esce dalla penna di don Alessandro, è quella non di una “società perfetta”, perché fondata da e su Cristo, ma di un’istituzione arida, arcigna, intransigente coi peccatori, violenta in se stessa e di violenze fomentatrice, connivente con i signori del terrore elevato a sistema, ipocrita perché ritiene ancora plausibile una guerra giusta, incapace di una carezza, di un gesto d’amore ver- so i poveri e gli emarginati, intransigente coi peccatori perché non sa perdonare né chiedere perdono: lontana, insomma, da un’Utopia vivente nell’iperuranio delle Piagge. Vien da chiedersi dove viva questo ex-giovanotto se chiude gli occhini dinnanzi al miracolo bimillenario di una Chiesa che dispensa dappertutto carità, aiuto spirituale, morale e materiale, attraverso l’impegno di migliaia di uomini e donne pronti a sacrificare la loro vita per salvare quella dei fratelli più derelitti. Gli è che egli auspica una Chiesa “di base”, dove ognuno protestanticamente possa formulare, diffondere ed attuare una sua dottrina, una sua morale; dove ognuno sia orgogliosamente maestro di se stesso, libero di interpretare “i segni” a seconda dei suoi interessi o bisogni particolari contingenti, senza star troppo a riflettere se questi rientrino o meno nell’ambito del diritto divino-naturale. Una Chiesa senza Papa-maestro, ma solo compagno di strada e amico che dà pacche sulle spalle: un Vicario che non eserciti il ministero petrino (che è si di servizio, ma nella predicazione e nella custodia rigorosa del Deposito della Fede), che non deve pascere le pecore e gli agnelli, che non li deve guidare per prati fertili e verso l’ovile sicuro dall’assalto dei lupi e dei mercenari. Un Papa che non risvegli le coscienze dal loro torpore, ponendo interrogativi scomodi. Un Papa che taccia, finalmente, e smetta di scrivere noiose encicliche che “inchiostrano la nostra fede”, come se esse non fossero la voce di Cristo che si rivolge ai suoi figli, li richiama, li riprende, li rimprovera, pone loro limiti e confini in campo teologico e morale, indica le linee-guida per un reale ed armonico progresso sociale, non per coartarne le coscienze e le libertà, come pensa il buon Alessandro, ma per donar loro la vita eterna e l’eterno gaudio nella visione di Dio. Dov’è scritto: “Andate ed 17 ammaestrate per rendere discepole tutte le genti”? Chi mai s’è inventato la promessa del “fratello” Gesù di Nazaret, che avranno la vita eterna soltanto coloro che crederanno in Lui e obbediranno alla Sua legge, che è quella del Padre, confermata e completata? No, la Chiesa lasci perdere queste fandonie, queste favole astutamente propalate all’unico scopo di tener in istato di totale soggezione gli ottentotti. Il Vangelo scritto alla Piagge è un programma partitico d’estrema sinistra. La Chiesa, riappropriandosi della spinta propulsiva e “rivoluzionaria” del Vaticano II, deve riunirsi in un nuovo Concilio che la ricrei (annosa, insoddisfatta aspirazione del card. Martini!), passando una spugna sulla sua struttura verticale, piramidale quale l’ha voluta il suo Fondatore, per diventare una succursale di Rifondazione Comunista, dei movimenti libertari e libertini, magari anarco-insurrezionalisti, ed innalzare al cardinalato i vari Caruso, Casarini, Agnoletto ed ascetica compagnia: al seggio di Pietro don Vitaliano, don Gallo, don Santoro, don Barbero, magari in un quadrunvirato in nome della reclamata “collegialità”. Rinnovata dalla costante pratica d’un Vangelo finora sconosciuto ed inattuato di libertà e di pace (quale pace? Quella del “Vi lascio la pace, vi do la mia pace, la pace che io vi do non è come quella del mondo”? O quella di Cuba, Cina, Vietnam, Sudan, Etiopia?) la Chiesa deve esaltare l’imprescindibile valore delle donne, perché solo con qualche Emma Bonino vescovo, potrà vincere la sterilità maschilista. E, dulcis in fundo, la Chiesa che è abituata soltanto a giudicare e a condannare (mai ad assolvere: i confessionali son notoriamente camere di tortura con a portata di mano le sedie elettriche) deve rinnegare il suo moralismo sessuofobo, aprendosi a riconoscere finalmente la pari dignità di tutte le relazioni affettive. Non po- teva mancare il peana all’amore fuori del matrimonio, al divorzio, alle coppie di fatto, ai rapporti omosessuali che sono strumento indispensabile per la crescita della nostra società e delle comunità locali. Un lungo salmo, ossessivamente ripetitivo, questo del Santoro: un salmo da invasato riformatore che batte e ribatte, in un crescendo wagneriano, sugli stessi chiodi che risuonano cupi come i colpi di martello sui chiodi non metaforici ma tremendamente reali che trapassavano le ossa del Salvatore, preceduti dalla stridula e funerea giaculatoria “Fa che questo Papa…”. Ma tutti i salmi, si sa, finiscono in gloria. E così, ecco il Principe della Chiesa rigenerato dalla santa (?) invettiva di Alessandro Santoro camminare, compagno (col pugno chiuso?) ed amico nell’avventura della vita. E sì, perché la vita è soltanto un’avventura umana, che si esaurisce in se stessa, recisa da ogni prospettiva ultraterrena: essa ormai non è più passaggio di prova, non esistenza spesa nell’amore di Dio, e, attraverso di Lui, del prossimo, non continua lode alla Trinità e quotidiano ringraziamento “per averci creati, fatti cristiani e conservati in questa notte ed in questo giorno”, non gioia e dolore accettati ed offerti nell’adorazione e nella preghiera, non ascesa incessante verso le vette della purificazione e della perfezione. Questa nuova Chiesa di una nuova religione di cui il Santoro è il Giovanni Battista, questo edificio innalzato all’Utopia palingenetica, è costruito sulle sabbie mobili, anzi, addirittura sul vuoto: da questa Chiesa manca Dio, il Dio dei cattolici, il Dio dei cristiani tutti. Il Papa, infatti, su ispirazione dello Spirito Santo, dovrebbe “incarnarsi nella storia degli altri e abdicare alla Verità assoluta che schiaccia e uccide gli altri”. La Verità Rivelata, quindi, deve esser nutrita e perfezionata da altre verità. Nessuno può superbamente pretendere di possedere la Verità assoluta. Qui si va ben oltre l’indifferentismo ed il sincretismo religioso. Infatti, chi è Dio? Il Dio Assoluto-persona, il Padre Onnipotente Creatore per amore e per amore Redentore, l’Uno e Trino, “una sustanza in Tre Persone”, Colui che verrà a giudicare i vivi e i morti? No. Don Alessandro crede in un Dio che, non avendo un nome (?), lo assume via via dai volti e dalle storie degli oppressi e dei vinti. Dio non è più IAHWEH, “Io sono colui che sono”, l’Essere Perfettissimo che, in quanto tale, da niente e nessuno può esser ancor più “perfezionato”, come la Sua parola da nessun’altra può essere menomamente arricchita, perché contiene l’infinita sapienza: il Dio che si adora nella periferia fiorentina non esiste di per sé ma solo in quanto proiezione delle aspirazioni degli emarginati. Una distorsione demenzialmente marxista dell’invito a veder nel fratello bisognoso l’immagine di Cristo. Ne consegue che, insieme all’unicità di Dio, che crolla nel baratro di un nebuloso Pantheon dei diseredati, novelli idoli, viene a negarsi l’essenza della Divinità, e, con essa, la stessa esistenza di Dio. Come lo Spirito Santo possa negare se stesso non comprendiamo: mistero insondabile da occhio cattolico. Questo è dunque il programma che deve attuare il Principe della Chiesa, a cui si volge l’insistente, accorata invocazione di don Santoro. Ma tale programma il Principe della Chiesa, Benedetto XVI, accettando l’onerosa successione sul trono di Pietro, questa sì ispirata davvero dallo Spirito Santo, l’ha ripudiato in partenza, perché in esso si incarna inequivocabilmente l’opera dello sghignazzante “Principe di questo mondo”!.. ASSISI: verso l’apostasia? sac. dott. Luigi Villa (pp. 110 - Euro 14) Noi, oggi, assistiamo ad una profonda mutazione della Chiesa cattolica. Dopo il Vaticano II, venne una nuova teologia dei Sacramenti, un nuovo catechismo, un nuovo Diritto Canonico, dei nuovi Concordati.., ossia, venne una nuova religione uscita da un rimescolamento di presunte religioni umane. Perciò, questo nuovo libro “Assisi: verso l’apostasia?”, chiosato e logico, a confronto col passato teologico della Chiesa ante-Vaticano II, vuol essere un grido d’allarme e una difesa sicura per la nostra Fede, oggi in grave pericolo! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 18 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 MICROCHIP NEL NOSTRO CORPO del prof. Francesco Cianciarelli 2 T braccialetti agli operai); per evitare le evasioni dei detenuti dalle carceri, o seguirli durante la libertà provvisoria; 10) per eliminare le “code” nei supermercati e non solo... 11) per aiutare, in campo medico, i disabili. utte le volte che il Sistema vuole proporre (meglio sarebbe dire: imporre) un ritrovato moderno, anticipa e presenta la “scoperta” tecnologica con una martellante e continua campagna di stampa urbi et orbi - attraverso “5” Agenzie di Stampa che controllano il 90% delle notizie diffuse nel mondo1. Vediamo più in dettaglio ciò che il Sistema vuole riservarci in futuro, cioè, quali sono le ragioni ed i motivi addotti per farci accettare un “microchip” sul nostro corpo come qualcosa di buono, positivo, utile, vantaggioso, ecc. per l’uomo e per la società. Ci dicono, fra le tante cose, che servirà: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 1 per agevolare l’Identificazione dei dipendenti in un’azienda od ente pubblico; per controllare l’accesso in un’area ristretta o riservata, o di un edificio importante; per identificare gli animali domestici, o per ritrovare i cani/gatti smarriti; per riconoscere i pacchi postali; per rintracciare i figli a scuola (assicurandosi che non “marinino” le lezioni) o per localizzarli altrove; per garantire alla frutta, verdure ed ortaggi, la specie, la varietà e la provenienza. (mediante il tatuaggio-laser che lascia un codice numerico o a barre appena leggibile ma resistente sul prodotto); per scopi militari di sicurezza; per aumentare la produttività (mediante l’apposizione dei 9) Se è vero - com’è vero - che alcuni di questi casi possono alleviare lo stress, i dolori o le fatiche umane, è altrettanto certo che gli aspetti negativi sono di gran lunga superiori ed inquietanti, tanto che non c’è davvero comparazione fra vantaggi e svantaggi. Elenchiamone alcuni: 1) 2) 3) 4) 5) 6) l’inserimento di un “microchip” sul nostro corpo intacca la nostra privacy, in quanto si corrono seri pericoli sulla nostra libertà personale e la nostra autonomia decisionale; si ledono i diritti alla riservatezza ed alla proprietà privata; dalle Grandi Banche-Dati Centralizzate, la criminalità e non solo, potrebbero attingere una serie di informazioni su di noi; potrebbero seguire i nostri spostamenti (mediante software). i microprocessori memorizzerebbero l’immagine del volto e le impronte digitali; sulla copertina dei passaporti elettronici verrebbe installato un “microprocessore a radio frequenza” per seguire tutti i nostri spostamenti; conoscendo inoltre i nostri dati personali, medici e patrimoniali; Cfr. “La Stampa” del 15.10.1988. “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 19 7) i Dati Biometrici di tutti noi altererebbero la nostra stessa identità; dopo il “tatuaggio” ed il “piercing” presenteranno il “chip” come la “nuova moda” da portare sottopelle per il resto della vita. i dati inseriti nei “chip” potrebbero essere “decodificati” da altri lettori; la tecnica del “microchip” (o anche chiamato “transponder”, o “identificatore a radiofrequenza” o semplicemente “pulce elettronica” è: innaturale, invasiva, insicura e tossica2; il “microchip” è tanto piccolo quanto ricco di sprechi. Infatti, per costruire un normale microchip di 11 mm del peso di 2 gr. occorre una quantita di combustibili fossili pari ad un peso di circa 1,6 kg., varie sostanze chimiche per un peso approssimativo di 72 gr. ed una certa quantità d’acqua stimata in 32 kg. Senza contare poi, che alcune sostanze utilizzate sono molto dannose per l’ambiente; in futuro, le macchine direttamente collegate al cervello ci comanderanno; avremo una società di Superumani Cybernetici (l’Ingegneria Neurale dell’Università di Genova è gia in cammino in tal senso); ci ritroveremo con i nostri Neuroni nei processori e gli elettrodi nei nostri cervelli; si configurerà una Umanità di Cyborg, ovvero metà uomo e metà macchina con l’impianto di un microcumputer sotto la pelle; il “VeriChip”, è il nome sofisticato di questo marchingegno, contenente alcuni kilobytes di memoria ed una piccolissima radiotrasmittente in grado di dialogare con un normale computer. Pseudo-Umani che possederanno, al loro interno, una sorta di “codice a barre” con il quale ottenere qualsiasi tipo di informazione. Il “VeriChip” sarà collegato direttamente ad un satellite che potrà seguire qualsiasi nostro movimento, secondo per secondo, vita natural durante; tutto ciò comporterà ovviamente serissimi problemi etici e non solo. Senza poi parlare del microprocessore di silicio che potrà perfino rimpiazzare l’ipotalamo, luogo - come si sa dove viene coordinato l’immagazzimento dei nostri ricordi. Il nostro cervello quindi, influirà sull’umore, la coscienza, la consapevolezza e sulla memoria; tutte aree, queste, legate direttamente all’identità della nostra persona; 17) i nostri corpi, quindi, diventeranno dei Computers quando la nostra pelle sarà sostituita o affiancata da fili elettrici, onde radio, raggi infrarossi e chissà cos’altro; quando, cioè, sarà soltanto un inutile sofisma, un lontano ricordo la distinzione tra uomo e macchina; 18) già Bill Gates, attraverso la sua Microsoft, ha Brevettato il Nostro Corpo (Brevetto USA # 6.754.472 - Patent and Trademark Office) diventerà il Padrone delle Nostre Vite!!! Il Nostro Corpo è stato Registrato come: “Apparato per Trasmettere Corrente Elettrica e Dati”, ovvero come se il nostro corpo, fosse già un “Nuovo” tipo di “Microprocessore”!!! Sentite, sentite come Bill Gates ci vorrà: all’orecchio con un auricolare per la riproduzione dei suoni; sull’avambraccio calzando (inizialmente) una tastiera, poi, potremo digitare o scrivere con una penna ottica direttamente sulla pelle; dalla cintura spunteranno il computer palmare ed il cerca persone od il telefonino; sulle scarpe ci sarà l’alimentatore che darà corrente a tutti gli altri dispositivi. L’auricolare riprodurrà i suoni del cellulare ma anche del lettore di mp3. Il piccolo monitor visualizzerà le immagini per conto di ogni apparecchio. E cosi’ via. Ma soprattutto sarà la pelle - sfruttando le sue proprietà di conduttore - a collegare le macchine incorporate, letteralmente, nel network umano. Conseguentemente: niente fili, niente onde radio, niente raggi infrarossi: potrebbero disturbare! 19) questo sarà solo l’inizio: nel frattempo per questa Proprietà Intellettuale i vari “Bill Gates” non solo arrecheranno un irreparabile danno all’umanità ma incasseranno i relativi e pingui “Diritti d’Autore”. Infatti, sono diversi (solo sul Progetto Europeo lavorano “33” Giganti Informatici) coloro che stanno già contribuendo alla costruzione della “Società elettronica cybermondo” del domani nella quasi totale indifferenza e ignoranza della popolazione (tutta presa, come si sa, a seguire il Grande Fratello - per prepararla meglio a questo futuro tetro - o le canzonette di Sanremo. È bene ricordare alcune di queste Aziende: Alien Technologies, Applied Digitale, Microsystems, Mediatec, Nokia, Philips, Sun, Telecom, Texas Instruments, Vodafone, ecc... 20) Conclusione: saremo tutti “Chip... pati” = (S)cippati del nostro Futuro!! Possono - perché è tecnicamente possibile - cambiare perfino il nostro modo di pensare e di agire. Per esempio: Cfr. RfID: Sigla di “Radio-Frequency lDentification”, è una piccolissima radio rice/trasmittente molto simile al Transponder (Transmitter/Responder) usato in applicazioni militari; quando viene interrogata (via radio), risponde inviando un codice di identificazione e, se del caso, altre informazioni. Ci sono diversi tipi di RfID che si differenziano per la presenza o meno di una fonte di alimentazione e per le dimensioni. I più piccoli sono privi di una fonte di alimentazione (batteria o rete) e quindi devono essere alimentati inviando loro un segnale radio ad un frequenza particolare. L’RflD cattura il segnale radio, ne ricava una certa dose di energia e la usa per inviare il suo segnale di risposta. Negli altri casi si usa una normale batteria, di solito al litio o qualcosa di simile. Le batterie durano da 5 a 10 anni. Le dimensioni degli RflD vanno da qualche frazione di millimetro (come un granello di sale) a quello di un cellulare. La “portata radio” va da qualche millimetro, per gli RfID più piccoli e privi di alimentazione, a qualche metro, per gli RflD “tradizionali” dotati di batteria interna, fino a migliaia di km per i Transponder satellitari, usati per tracciare i veicoli. 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 2 20 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 – chi è di destra potrà pensare e passare a sinistra e, viceversa; – chi è normale potrà diventare trans; – chi è pacifista potrà propugnare le guerre; – chi è credente potrà ragionare da ateo; – e così via... Tutto e tutti avranno una copia virtuale, ed il confine fra realtà e mondo virtuale sparirà per sempre. Le Tecnologie saranno invisibili, ma ben presenti nella nostra vita; e perfino gli oggetti inanimati avranno piccole menti che permetteranno loro di captare, comunicare, agire e chissà pure di interagire. – La Privacy verrà completamente spazzata via. – Tutti i nostri beni saranno etichettati. – La Sorveglianza non conoscerà confini. Dagli anni ‘80 vado parlando di queste cose3 ma fui sempre considerato un utopista, un sognatore, un uomo fuori dal tempo, addirittura un anarchico, per non dire un pazzo! Comunque, davanti a siffatto scenario, dobbiamo senza meno reagire! Qui, ne va di mezzo la continuazione del genere umano. Non siamo più padroni del nostro destino. È in pericolo la sacralità e la dignità della persona umana. È in gioco il nostro futuro. Abbiamo il sacrosanto diritto di essere e di rimanere come ci ha voluti il Creatore. Ho sempre pensato e, tuttoggi penso, che l’uomo potrebbe e dovrebbe trascorrere un’esistenza - anche se non priva di impegni e difficoltà - diversa da quella presente, dove sempre di più e con maggiore affanno deve procurarsi il denaro per poter campare; nel terzo mondo si sopravvive arrivando a malapena a 20/30 anni di età. Si muore per fame o per malnutrizione (60 milioni di morti l’anno), ed infine, creature che muoiono nel grembo materno senza che possano vedere la luce del Creato (secondo le statistiche ufficiali, si arriva quasi a 70 milioni di aborti l’anno). In altre parole, ogni secondo, muoiono 2 persone per fame o malnutrizione ed altre 2 per aborto. Non è scritto da nessuna parte, e nemmeno dal destino, che questo tipo di esistenza sia ineludibile né inevitabile. Si dà per scontato che questa è la vita e che non si può far niente per modificarla. Alcuni, addirittura, se la prendono perfino con i genitori, se non con il Padreterno. No! Ce la dobbiamo prendere, sì! Ma con un centinaio di famiglie ed alcune migliaia di Banditi senza cuore e senza onore che li circondano, che mortificano le creature del Creatore, a tal punto da considerarci come una massa di sudditi-consumatori che debbono - in larga parte - vivere quotidianamente sommersi da lacrime, sudore e stridor dei denti, ed ai pochi restanti riservare corruzione, servilismo ed immoralità. Non vogliamo più essere prede predilette di questa Apolide Oligarchia Bancaria-Finanziaria Tecnocratica che ha raggiunto limiti ormai insostenibili ed insopportabili. Diciamo: – Ormai Basta! Non ne possiamo più! – Cambiamo le Regole del Gioco! – Ribelliamoci pacificamente e legalmente! Iniziamo a proporre la Riforma del Sistema Monetario Internazionale. Riprendiamoci i Soldi Nostri. – Il Sistema senza la Moneta è come un Pesce senz’acqua – Sì! Taglieranno, così, i capelli ai neo-Sansoni; – Ridaremo finalmente speranza alle prossime generazioni! NOTE 3 Cfr. Rivista mensile “Chiesa Viva”, nov. 1989 e dic 1989; Francesco Cianciarelli, “Predoni Padroni Planetari”, Ed. Due Emme, 1998, da pp.31 a pp.44. Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Dal fondatore della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, Isaac Long, al successore Albert Pike, al vertice degli Illuminati, Giuseppe Mazzini ed al suo braccio destro, Adriano Lemmi, divenuto poi, a sua volta, Pontefice Supremo della Massoneria Universale, sembra esistere un filo conduttore: il culto di Satana-Lucifero! «Il massone (americano) più fanatico fu l’ebreo Isaac Long, Gran Maestro della Loggia in Charleston (Carolina del Sud). Nel 1795, Long si recò in Europa da dove tornò sei anni più tardi con la statua del “Baphomet” nella sua valigia. Tutti i massoni di Charleston dovettero iniziare ad adorare questo orribile mostro. Long ritornò dall’Europa anche con l’idea di un nuovo rito, formato da 33 gradi, a cui diede il nome di “Rito Scozzese Antico ed Accettato”, le cui Costituzioni furono firmate il 31 maggio 1801. Long mantenne la carica di Gran Maestro fino al 1859, quando subentrò Albert Pike»1. «Il “fratello” Elifas Levi, grande iniziato, nel suo libro: “Il Dogma e il rituale dell’Alta Magìa”, definisce il Baphomet “Il becco del Sabba” - e cioè il Demonio – nonché l’“Immagine panteistica e magica dell’Assoluto” – e cioè di Dio, perché l’Assoluto si identifica con Dio»2. Il paolino Padre Rosario Esposito, appassionato sostenitore e ammiratore della Massoneria, nel suo libro “La Massoneria e l’Italia”, definisce Albert Pike: «massimo dirigente dei massoni luciferiani». adorato come “Il Portatore della Vera Luce”; la fonte di tutte le saggezze e come il più grande degli Esseri Soprannaturali. Satana è adorato come il Primo Ministro di Lucifero. Ci si riferisce a lui come alla vittima innocente del potere dispotico di Dio, che lo ha fatto compagno di catene di tutti gli oppressi. Uno dei saluti usati è: “Vieni Satana, esiliato dai preti, ma benedetto dal mio cuore”»5! Il “Palladismo”, Nuovo Rito massonico, creato da Albert Pike e Giuseppe Mazzini, viene definito dall’Enciclopedia “Larousse du XXe siècle”, come «culto di Satana-Lucifero, vale a dire di Satana considerato come l’Angelo della Luce, il dio umano e benefico»6. Nel libro di Juri Lina: “Architects of deception”, a proposito del Pike, leggiamo: «Abert Pike era chiamato anche “il Diavolo del XIX° secolo”»4. In un discorso, fatto nel 1889 agli alti gradi, Albert Pike affermò: «La religione massonica dovrebbe essere mantenuta, da tutti noi iniziati degli alti gradi, nella purezza della dottrina luciferiana (...). Sì, Lucifero è Dio, e sfortunatamente anche Adonai è Dio (...). La vera e pura religione filosofica è la fede in Lucifero, l’eguale di Adonai; ma Lucifero, Dio della Luce e Dio del bene, sta lottando per l’umanità contro Adonai, il dio delle tenebre e demonio»7. Guy Carr, nel suo libro “Red Fog over America”, sul Pike scrive: «Quando Albert Pike era Sovrano Pontefice della Massoneria Universale e Capo degli Illuminati, negli anni 1870, egli riformò e modernizzò il rituale della “Messa Nera” che doveva essere celebrata per enfatizzare la vittoria di Lucifero nel Paradiso Terrestre e quella contro Cristo, per porre fine alla sua missione redentrice sulla terra. Il celebrante della “Messa Nera” prende il ruolo di Satana. Egli introduce una Sacerdotessa Vergine per la gioia del rapporto sessuale e la mette a conoscenza del mistero della procreazione. La versione del Pike include anche un paradosso del tradimento e della crocifissione di Cristo. La dissacrazione di un’Ostia, consacrata da un Prete della Chiesa cattolica, fa parte di quest’abominio. Lucifero viene 1 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 191. 2 Cfr. C. A. Agnoli, “La Rivoluzione francese nell’opera della Massoneria”, Ed. Civiltà, Brescia 1994. p. 138. 3 Cfr. Peter Haining, “Maghi e magìa”, Ed. Mediterraneee, 1977, p. 61 4 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 197. 5 Cfr. W. Guy Carr, “Red Fog over America”, CPA Book Publishers, P.O. Box 596, Borig, OR 97009, pp. 233-234. 6 Cfr. Enciclopedia “Larousse du XXe Siècle”, Tomo V, voce “Palladisme”. 7 Cfr. Rivista “The Freemason” n° del 19 gennaio 1935. Un altro appellativo dato ad Albert Pike, in un libro apparso nel 1977, presso le massoniche “Edizioni Mediterranee” di Roma, è quello di “satanista di Boston” e “incallito praticante di magìa nera”3. 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo Don Luigi, (...) nel ringraziarLa per il suo coraggio e la sua Fede, Le invio i più cari saluti e auguri. (P.M. - IS) *** Egregio Direttore, prima di tutto, La ringrazio! La Vostra pubblicazione può servire a freno a certi cavallini bizzarri e scalpitanti che non poco danno arrecano alla Nostra Santa Madre Chiesa, che amo immensamente e che vorrei sempre più viva e splendente nelle sue membra!.. Che lo Spirito Santo, anima infallibile della Chiesa, ci illumini tutti e tutti ci converta nella Carità al Suo Amore! Con stima mi firmo. (don D.S. - Arezzo) ger riguardo al Suo disgregante ecumenismo. Amo credere che sia uomo di carattere e, meditando la sua requisitoria, penso che sarà contento di inchinarsi ai suoi apostolici richiami. Vi ringrazio delle Vostre confortanti preghiere. È di gran lunga più prezioso quello che Voi mi date che non quello che io penso di offrirVi. Con i più cordiali auguri, mi segno sempre alla Vostra stima! (G.N. - Gorizia) *** Mons. Villa, Le sono grato delle pubblicazioni e Le auguro salute per continuare la Sua Opera di difesa della Verità. Grazie! (P.V.De B. - Milano) *** *** Rev.do Don Villa, nel ringraziarLa cordialmente per i libri... mi congratulo con Lei per l’enorme lavoro che svolge a fine di tenere accesa la fiaccola della Tradizione cattolica. Le formulo i miei più sentiti e cordiali auguri!.. (Dott. B. T. - Teramo) *** Rev.mo Mons. Villa, Lei è come un contro-veleno in questo tempo nella Chiesa in cui germinano, come zizzania, spacciatori di narcotici. Mirabili sono le Sue esposizioni dotttrinali nei confronti degli errori, premeditati e consapevoli... anche al cardinal Ratzin- Gentilissime Suore, (...). Sono molto affezionato a “Chiesa viva” perché mi trasmettete valori di Fede che non vengono detti più. Prego per Voi. Dio Vi benedica tutti! (R.G. - Grosseto) *** Rev.do Don Villa, (...). Lei è un anziano Sacerdote e Nostro Signore Gesù Cristo La ricompenserà in Cielo per tutto il bene che ha fatto in tanti anni e per tutte le anime che ha salvato. Intanto, Le faccio tanti auguri per il suo Sacerdozio: ad multos annos! Dio La benedica, caro Padre!.. Cordiali saluti! (P.C. - Padova) HALLOWEEN di Giuliano Lilli Molti popoli d’Europa antica festeggiavano la successione delle stagioni mescolando la festa dei morti con quella dei vivi, ma la Chiesa Cattolica, in seguito, rimpiazzò tale festa pagana con quella di “Tutti i Santi”. Se il “Signore della Morte” è il dio celtico Samhain, il Signore della Resurrezione è Gesù Cristo; era, dunque, più che spontanea una tale sovrapposizione. «“La Solennità di Tutti i Santi” - scrive Paolo Pegoraro su “Vita Pastorale” dell’ottobre 2005 - istituita nel settimo secolo da papa Bonifacio IV, a ricordo dei martiri, inizialmente celebrata il 13 maggio, venne spostata al 1° novembre da Gregorio III, nell’anno 834 , con l’esplicito intento di aiutare i fedeli a vivere cristianamente la commemorazione dei defunti, abbandonando usi pagani. Nasceva, così, All Hallows’ Eve, cioé la vigilia di “Tutti i Santi”, celebrata la notte del 31 ottobre. Le tradizioni popolari, sopravvissute nella cattolica (celtica) Irlanda, diedero origine alla festa di Halloween - storpiatura di (All) Hallows’ Eve - celebrata, in parallelo alle festività cristiane. Ma gli elementi pagani sono decaduti a folklorismo: resta la forza coesiva della festa, ma si è indebolito il suo intimo significato (innanzitutto magico)». Per richieste: Edizioni Segno Via E. Fermi, 80 33010 Feletto Umberto Tavagnacco (UD) e-mail: www.edizionisegno.it RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo cescani il 22 settembre 1898. Ordinato sacerdote nel 1905. Venne fucilato il 7 aprile 1931, a Badong. Li Yutang Paolo Sacerdote, Tosf. Nato nel 1865, era divenuto sacerdote il 4 ottobre 1892. È stato decapitato a Shiweiqiao, il 15 novembre 1931. Li Laico, sposato, domestico. Nato intorno al 1899. È stato decapitato a Shiweiqiao, il 15 novembre 1931. (continua) LUGLIO-AGOSTO SOMMARIO Martiri in Cina 2 L’ecumenismo attuale del sac. dott. Luigi Villa 6 Per San Padre Pio un tempio massonico? del Presidente Macca avv. Salvatore 8 Lo scandalo del Tempio satanico dedicato a San Padre Pio - Lettere di chiarimenti senza risposta- MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HUBEI Verhaeghen Frédérick Sacerdote, Ofm. Nato a Malines (Belgio) nel 1872, entrò tra i francescani nel settembre 1891. Venne ucciso a Cha-tse-ti, il 19 luglio 1904. Robberecht Florest Sacerdote, Ofm. Era nato a Thielt il 22 aprile 1875; il 23 settembre 1892 entrava tra i francescani e il 4 settembre 1898 veniva ordinato prete. Destinato alla Cina, alla fine del 1899, venne ucciso a Chatse-ti il 19 luglio 1904. Huang Chaobin, Chang Maria, Jia Francesco, Ho Ten-iu Inservienti e catechisti uccisi a Cha-tse-ti insieme al Vescovo e ai due missionari, il 19 luglio 1904. Adons Mien Sacerdote, Ofm. È stato ucciso il 14 gennaio 1922. Cloods Tiburzio Sacerdote, Ofm. Originario di Antwerpen, in Belgio, dove era nato il 30 settembre 1893. Il 6 gennaio 1915 era entrato tra i francescani. Il 20 agosto 1922 è stato or24 dinato sacerdote. Venne ucciso a Fangshajiang il 25 agosto 1929. Jans Trudo Rupert Vescovo, Ofm. Era originario di Sussen, in Belgio, dove era nato il 4 novembre 1877. Entrato tra i francescani il 20 settembre 1896, venne ordinato sacerdote l’8 settembre 1903. Il 1° maggio 1924 venne ordinato vescovo. È stato ucciso a Xiaotang il 9 settembre 1929. N. 385 Ecumenismo Massonico di Giancarlo Politi Verhaeghen Joseph (Teotimo) Vescovo, Ofm. Era nato a Malines (Belgio) il 19 gennaio 1867. Entrato tra i francescani il 26 settembre 1883, venne ordinato prete il 22 marzo 1890. Partì per la Cina nel settembre 1894, arrivando a Yichang nel novembre successivo. Venne ordinato Vescovo l’11 novembre 1900. Il 19 luglio 1904, venne ucciso a Cha-tse-ti. 2006 10 Lo scandalo del Tempio satanico dedicato a San Padre Pio - Una lettera dall’America 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta Fynaerts Rupert Sacerdote, Ofm. Nato a Konings-HoytlezLierre, in Belgio, il 20 settembre 1900, era entrato tra i francescani il 14 settembre 1919. Nel novembre 1925 venne ordinato prete. È stato ucciso a Xiaotang il 9 settembre 1929. Van Veert Bruno Sacerdote, Ofm. Era nato il 13 febbraio 1894, a Vlytingen, in Belgio. Entrato tra i francescani il 15 settembre 1912, venne ordinato sacerdote il 20 agosto 1922. È stato ucciso a Xiaotang, il 9 settembre 1929. Hong Fangquan Catechista, laico. È stato ucciso a Xiaotang, il 9 settembre 1929. 14 Il Teologo 15 A proposito del Corano nelle scuole... della dott.ssa M. Pia Mancini 17 Preti eretici a Firenze (2) del prof. D. Pastorelli 19 Microchip nel nostro corpo (2) del prof. F. Cianciarelli 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Due cattolici Uno dei quali era catechista. Furono uccisi a Xiaotang il 9 settembre 1929. Epistole e Vangeli Adons Marino Sacerdote, Ofm. Nato a Weyer, Belgio, il 25 dicembre 1881, era entrato tra i fran- (Dalla XIII Domenica del Tempo Ord. alla XXI Domenica del Tempo Ord.) Anno B di mons. Nicolino Sarale “Chiesa viva” *** Luglio-Agosto 2006 Chiesaviva ANNO XXXVI - N° 386 SETTEMBRE 2006 MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) GIOVANNI PAOLO II (... un “San Karol”?) Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità GIOVANNI PAOLO II (... un “SAN KAROL”?) del sac. dott. Luigi Villa L’ attuale Papa Benetità del detto “Servo di Dio”, è detto XVI, nella sua anche un mio dovere morale il permanenza in Polofarlo. nia, dal 25 al 28 maggio 2006, Per questo, offro, qui, all’attena Wadowice, nella casa che zione e riflessione dei miei lettodiede i natali a Karol Wojtyla, ri un’altra serie di “detti” e e poi al Santuario della Madon“fatti” di Giovanni Paolo II na di Kalwaria, ebbe a dire: che ho tolto, soprattutto, da «Vorrei dire anch’io... spero “L’Osservatore Romano”, il che la Provvidenza conceda giornale ufficiale del Vaticano, presto la beatificazione e la perché potrebbero ancora far canonizzazione del nostro dire: «ma come si può mettere amato Papa Giovanni Paolo sugli altari un Papa che ha II». (s)governato la Chiesa a queA questa dichiarazione del Pasto modo?». pa Benedetto XVI, dopo i miei scritti precedenti sui “detti” e *** “fatti” di Giovanni Paolo II, rimasi nuovamente turbato. Pos– Il 17.09.1980, a Mayence, sibile che nessuno abbia fatto Giovanni Paolo II ha affermaconoscere quei miei scritti, e to: «L’Antica Alleanza non è Lui non ne abbia tratto quelle stata revocata da Dio» (sic!). Giovanni Paolo II. conseguenze che Lo avrebbero È una eresia che fu già denuntrattenuto dal fare una tale diciata dagli Apostoli San Pietro chiarazione? Quid facendum, e San Paolo; come, poi, lo sarà allora, se non continuare a formulare le mie obiezioni affermato da S. Tommaso d’Aquino! contro la preannunciata volontà di “beatificare” e persino “canonizzare” Giovanni Paolo II, un fatto – Il 17.11.1980, in Germania, in un tempio luterano, che se riuscisse sarebbe una grossa vittoria per Egli dichiarò: «Io vengo a Voi verso l’eredità spiril’ebraismo-massonico che lavora indefessamente tuale di Martin Lutero, esponendone la “profonda per la definitiva distruzione della Chiesa Cattolica? religiosità”» (!!), (nonostante che questo eresiarca e Comunque, dopo l’editto del cardinale Camillo Ruipersecutore della Chiesa fosse stato un debosciato e ni, Vicario Generale del Papa Benedetto XVI, in cui un modello di vizi; nonostante che avesse messo a invita tutti i fedeli a comunicare direttamente o a fare ferro e sangue la Germania e l’Europa; nonostante pervenire al tribunale diocesano del Vicariato di Roche fece profanare e distruggere migliaia di chiese, ma, tutte le “notizie” dalle quali si possa avere degli assassinare migliaia e migliaia di cattolici, di Preti, di elementi favorevoli o contrari alla riputazione di sanreligiosi!). 2 “Chiesa viva” *** Settembre 2006 – Il 6.03.1982, da Roma, invitò i cattolici a «ritrovarsi coi loro fratelli giudei presso l’eremitaggio comune». (Da ricordare che i giudei sono Talmudisti, quindi, la “Sinagoga di Satana”... coloro che hanno respinto, calunniato e fatto crocifiggere Gesù il Messia!). – Il 25.05.1982, partecipò al culto nella cattedrale anglicana di Camterbery, facendo, così, una grave infrazione al Diritto Canonico. – Il 25.01.1983, pubblicò un nuovo “Diritto Canonico”, violando, in vari punti essenziali, i Canoni della Chiesa. Infatti, in esso, non c’è più l’interdetto a collaborare alle Logge massoniche; autorizza di poter conferire i Sacramenti ai non cattolici, senza che prima si faccia l’abiura. (E questo fu applicato a Soweto dalla Conferenza Episcopale dell’Africa del Sud, nel 1998, che ammise persino Bill Clinton alla Comunione!..). – L’11.12.1983, Wojtyla predicò nel tempio luterano a Roma, esprimendo il desiderio di «rifare il processo di Lutero in maniera più obiettiva», (negando, così, anche l’inerranza della Chiesa in materia religiosa, e insultando la memoria di Leone X!). – II 10.05.1984, in Tailandia, Egli s’inchinò davanti al capo supremo del buddismo, seduto sul suo trono!.. (Lui che si presentava come il Vicario di Cristo sulla terra!)... – L’11.12.1984, Giovanni Paolo II mandò un suo rappresentante a presiedere alla posa della prima pietra Giovanni Paolo II nella moschea di Damasco. della moschea di Roma, (quasi approvando la falsa religione dell’Islam, che nega la divinità di Gesù Cristo e che ha sempre perseguitato i cristiani!..). – Il 14.05.1999, ricevendo a Roma due dignitari musulmani iracheni, Egli baciò il Corano, (sebbene questo incìti a uccidere i cristiani!..). – Il 22.03.1984, ricevette in udienza una Delegazione dei B’nai B’rith, (la sètta massonica giudea di talmudisti che presentano Cristo come un demonio e operano per la distruzione della Chiesa cattolica e, quindi, della religione cristiana!). – Il 18.04.1984, dà udienza e si fa fotografare attorniato dai membri della Commissione Trilaterale, (pur sapendo che essa prepara apertamente il Governo Mondiale, che sarà il regno dell’Anticristo e di Satana!). – Il 24.06.1985, un documento ufficiale del Vaticano invitava i cristiani a «unirsi ai giudei per preparare assieme il mondo alla venuta del Messia» (sic! - DC 1900), (ossia il messia dei giudei, l’Anticristo giudeo e luciferino!..). – L’8.08.1985, Egli assisté, al Togo (Africa Occidentale), nella “foresta santa” di Lomé, a delle cerimonie pagane. Pochi giorni dopo, Egli partecipò a dei riti satanici, a Kara e Togoville. – Il 13.04.1986, nella grande Sinagoga di Roma, Egli recitò un salmo assieme al gran Rabbino, (nemico giurato di Gesù Cristo, e che predica e professa tutte le aberrazioni del Talmud!). – Ancora il 13.04.1986, in una lettera all’Episcopato “Chiesa viva” *** Settembre 2006 3 si, il Congresso-simbiosi delle innumerevoli religioni adoratori quindi di Satana! - del serpente Vaûdou, e anche quelli che non credono in nessun “dio” preciso... profanando così la Basilica di S. Francesco, per dar spazio, sull’altare, a Budda... Purtroppo, una tale profanazione si ripeté (voluta da Wojtyla!) nella basilica di S. Pietro, a Roma il 7.12.1981, e, in seguito, a Bruxelles, a Bologna, a Roma, e in altre diocesi, come ad esempio, nella cattedrale di Amiens... – Il 20.11.1994, concelebrò, a Roma, alla “Cena” luterana assieme all’arcivescovo luterano Werman, nel tempio luterano “Santa Caterina”. – Il 15.02.1994, “L’Osservatore Romano” pubblicò una viscida approvazione del “Cammino dei Neocatecumenali”, (benché sia una sètta segreta che nega persino la divinità di Cristo, la Presenza Reale di Gesù nell’Ostia consacrata, e molte altre chiare eresie!..). Giovanni Paolo II al muro del pianto. brasiliano, Egli dichiarò che la “teologia della liberazione” non era solo “opportuna ma necessaria” (sic!), consacrando, così, la natura di quella “Nuova Evangelizzazione”, qual è il “comunismo”... (Da notare che, poco tempo prima, aveva finto di sanzionare (per sei mesi!) il francescano Leonardo Boff, il padre di quella “Teologia”!..). – Il 24.02.1986, fece aderire la Chiesa cattolica al Consiglio Ecumenico delle Chiese protestanti, (completamente in mano ai massoni!..). – Il 2.02.1986, a Madras, Egli ricevette sulla fronte le “ceneri sacre” da una sacerdotessa indiana. (Era una cerimonia iniziatica della religione fallica di Shiva, ossia, era un “sacramento luciferino” della trinità del Brahmanismo!..). – Il 5.10.1986, in Francia, andò tra la comunità di Taizé, poi dai carismatici pentecostali spiritisti di Paray le Monial, dove disse, perfino, che il culto al Sacro Cuore era “fuori uso”!.. – Il 27.10.1996, Egli convocò e presiedette, ad Assi4 – nel giugno 1994, al corso di un Concistoro segreto (che il card. Oddi denunciò alla stampa!), Giovanni Paolo II fece conoscere i suoi progetti per il gran Giubileo dell’anno 2.000. E cioè: la chiesa cattolica si unirà ai rappresentanti delle religioni giudaica e musulmana, per pregare Dio ai piedi del monte Sinai, e domanderà perdono per i suoi “crimini” passati: Inquisizione, Crociate... Inoltre, verrà rifatto il Martirologio Romano, inserendo anche i passati eresiarchi e scismatici. Alla cerimonia pasquale, al Colosseo del 2000, Wojtyla mise alla pari, celebrando, il pederasta Martin Lutero coi Martiri della Fede!.. – Dopo il 1945, mentre imperversava la persecuzione in Polonia, Wojtyla Kacrovwska figura tra i giudei e i comunisti di alto rango, oltre ad altre rarissime personalità che erano ammesse dal Governo comunista a viaggiare e a soggiornare all’Ovest. Perché? Forse perché era di discendenza giudea (la mamma, infatti, era di origine giudaica!); perché era un prete ritenuto progressista, vicino ai movimenti Znak e Pax, cripto comunisti, e discepolo degli esistenzialisti Max Scheler e Hussert, estimatore del panteista e apostata Teilhard de Chardin e dell’antropologo Rudolf Steiner?.. (Ma Nostro Signore Gesù Cristo non ci aveva avvertiti di fare attenzione ai falsi profeti e ai lupi travestiti d’agnelli e di riconoscerli dai loro frutti? opere?). – Nel 1997, Giovanni Paolo II dichiarò che bisognava riformare il papato (d’istituzione divina!); e questo lo confermerà il 25 febbraio del 2000, in Egitto, chiedendo alle autorità ortodosse e protestanti di “ridefinire” la sua funzione di Papa! (Incredibile!..). – Nel 1999, firmò un accordo con i Luterani, riconoscendo che, per la “giustificazione”, bastava la sola fede, senza le opere! “Chiesa viva” *** Settembre 2006 Giovanni Paolo II all’incntro interreligioso di Assisi. – Il 10.11.1999, durante un incontro inter-religioso, a Roma, dichiarò persino: «Nessuna cultura (i.e. religiosa) non può arrogarsi d’essere esclusiva». (Un’autentica negazione dell’affermazione di Gesù Cristo: “Io sono la Verità!”, venuto al mondo per portarla!..). – Il 28.10.1999, durante un incontro inter-religioso, si fece chiamare “guida e guardiano di tutte le religioni del mondo”, e condannò il “fondamentalismo cattolico”!.. – Il 25.02.2000, al Cairo (Egitto) organizzò una “messa ecumenica” con sei Prelati di culti differenti. – Nell’aprile 2000, egli rese testimonianza del suo giudaismo, inserendo un messaggio nel “Muro del Pianto”, a Gerusalemme, in cui accusò la Chiesa per dei pretesi crimini contro i giudei, e dichiarò “Gerusalemme, madre di tutte le Chiese!”... – Il 21 giugno 2000, volle che Gorbaciov tenesse una “conferenza-stampa”, (pur sapendo che quell’ex dittatore russo era, in quel periodo, anche il presidente dell’Associazione mondiale per l’eugenetica, generalizzata in tutto il mondo!). – Nella sua enciclica “Redenptor Hominis et Dominum vivificantem”, afferma che «Nostro Signore ha assicurato la salute di “ogni carne” con la sua Incarnazione... fin dalla sua concezione»... (ammettendo, così, l’indipendenza dalla Croce, dalla Fede, dal Battesimo e dalle opere!). – Ecc. ecc.. vorrebbe “canon i s izzare o L ”?.. e . .. “Chiesa viva” *** Settembre 2006 5 UNA CONCISA VISIONE DEL LIBRO: “Paolo VI... beato?” da: Inter multiplices UNA VOX I l Reverendo don Luigi Villa ha pubblicato un interessante volume sulla figura del Papa Paolo VI (Paolo VI... beato?), tenuto conto delle iniziative che vorrebbero condurre questo Pontefice alla gloria dell’altare. In questi tempi in cui le beatificazioni abbondano, non stupisce che ci possano essere delle divergenze circa l’opportunità e la correttezza della beatificazione di qualcuno. Ci viene in mente l’esempio clamoroso della pratica di beatificazione di Isabella di Castiglia, ancora bloccata dalle pressioni contrarie esercitate dagli Ebrei e dai loro amici in seno alla Chiesa. Se le pressioni dei non cristiani possono influire sulla beatificazione di una regina cattolicissima, morta alcuni secoli fa, le divergenze dei cristiani sulla beatificazione di un Papa contemporaneo ci sembrano più che legittime; solo che, in questo caso, la questione è molto più complessa, visto che Paolo VI fu il Papa del Concilio e delle conseguenze da questo generate. Se l’albero si riconosce dai suoi frutti, chi potrebbe negare i veneficii del postconcilio? E di chi la colpa se non di colui che ha coltivato l’albero venefico? Chi vorrebbe beatificare Paolo VI si appella alle due presunte qualità morali, illudendosi di distogliere l’attenzione dalle sue reali intenzioni, che don Luigi Villa ben individua dicendo che si tratta di una «manovra per portare sugli altari 6 due Papi del Vaticano II, affinché, così, sarebbe risultato evidente la “soprannaturalità” del Vaticano II e, conseguentemente, di questa “Nuova Chiesa” con le sue “Riforme”...». L’Autore delinea la figura di Paolo VI presentando una mole considerevole di sue dichiarazioni, dalle quali si evince ampia- mente che questo Papa fu mosso da istanze di ordine mondano, secondo un orientamento in cui i presunti diritti umani tenevano il primo posto rispetto ai legittimi diritti divini. La buona fede, la sincerità o l’onestà intellettuale di Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, possono anche ritenersi indiscusse, e che si sia trattato di una brava persona è anche ben possibile, ma non si beatifica qualcuno solo perché è una brava persona, soprattutto trattandosi di un Papa che ha retto le sorti temporali della Santa Chiesa con tanta determinazione e con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti! Semmai, occorre valutare con profonda attenzione se la sua buona fede non sfociasse nell’incoscienza, se la sua sincerità non attenesse alla faciloneria e se la sua onestà intellettuale non si fondasse su una formazione culturale tutta umana e tutta volta ai richiami di “questo mondo”, come testimonia il famoso aneddoto delle novanta casse di libri che lo seguivano ovunque. D’altronde, non è risaputo che le strade dell’Inferno sono lastricate di buone intenzioni? Negli otto capitoli che compongono il libro, don Luigi Villa presenta i convincimenti di questo Papa circa: La Sua “Nuova Religione”; La Sua “apertura al Mondo”; la Sua “apertura al Modernismo”; La Sua “apertura alla Massoneria”; La Sua “apertura alla “Demo“Chiesa viva” *** Settembre 2006 crazia Universale”; La Sua “tolleranza e complicità”; La Sua “apertura al Comunismo”; La Sua “Messa Ecumenica”; delineando la figura di un uomo che aveva più fiducia negli errori degli uomini che nella Onniscienza di Dio. Si potrebbe obiettare che le dichiarazioni siano state scelte con lo scopo preciso di comporre un quadro negativo, ma molte di esse sono così chiaramente indicative di una concezione errata della Religione e della Dottrina che non basterebbero interi libri a favore per capovolgere il giudizio negativo che si può portare su questo Papa e sul suo Pontificato; e lo stesso don Luigi Villa precisa che non ha preteso «... di aver fatto una analisi esaustiva di tutta l’opera di Paolo VI. Ma le Sue citazioni che presento non possono avere certamente un significato differente da quello che contengono; per cui, il presentare altri suoi testi differenti, non può che convalidare la “mens” di questo “Amleto”, ossia della “doppia faccia” di Paolo VI! Comunque, il lettore onesto troverà che i nostri scritti riproducono la Sua vera “mentalità” dominante, e così profondamente radicata in Lui da avere disastrosamente ispirato tutta la Sua Pastorale e il Suo Magistero!». Fra le tante dichiarazioni riportate ne segnaliamo alcune particolarmente indicative: ne delle Nazioni Unite è il più bello: è il suo vero umano più autentico. È l’ideale dell’umanità pellegrina del tempo; è la speranza migliore del mondo; è il riflesso - osiamo dire! - del disegno trascendente e amoroso di Dio circa il progresso del consorzio umano sulla terra; un riflesso dove scorgiamo il messaggio evangelico da celeste farsi terrestre». Ce n’è abbastanza per comprendere che ci troviamo al cospetto di un Papa che era più versato in sociologia politica che in religione; un Papa che faceva confusione nel soprannaturale, scambiando le chimere di Satana con le certezze di Dio: è da qui che si può facil- «... Noi, pure noi non più di ogni altro, noi abbiamo il culto dell’uomo!... La religione del Dio che si è fatto uomo si è incontrata con la religione dell’uomo che si è fatto Dio...»; «Una corrente d’amore e d’ammirazione ha debordato dal Concilio sul mondo umano moderno... I suoi valori sono stati non solo rispettati, ma onorati; i suoi sforzi sostenuti; le sue aspirazioni purificate e benedette». «Noi abbiamo fiducia nella ragione umana... bisognerà che, un giorno, la ragione sia l’ultima parola!». «Una pace che non risulta dal culto vero dell’uomo, non è essa una pace!». «Cosa esprime, dunque, questa coscienza con tale energia? I “Diritti dell’Uomo”! La coscienza dell’umanità diviene sempre più forte. Gli uomini ritrovano questa parte inalienabile di se stessi che li tiene uniti: l’umano nell’uomo!». «Questo aspetto dell’Organizzazio“Chiesa viva” *** Settembre 2006 mente comprendere la su continua “doppiezza”, quasi un inevitabile riflesso del conflitto interiore che lo possedeva: da un lato, i suoi incontrollabili richiami viscerali di tipo umanistico e vitalistico; dall’altro, i suoi freni intellettivi derivati dall’educazione religiosa; conflitto che non trovava equilibrio in una intellettualità chiaramente informata dalla sana dottrina, intellettualità che mancava a questo personaggio tanto vincolato ai richiami delle passioni e della parte più istintiva della coscienza. Don Luigi Villa, giustamente, sottolinea la enormità di un Papa che, dopo aver giurato solennemente, all’atto della sua incoronazione, di nihil de traditione quod a probatissimis prædecessoribus meis servandum reperi, dimiuere vel mutare, aut aliquam novitatem admittere; sed ferventer, ut vere eorum discipulus sequipeda, totis viribus meis conatibusque tradita conservare ac venerari, (non diminuire o cambiare niente di quanto trovai conservato dai miei probatissimi antecessori, e di non ammettere qualsiasi novità, ma di conservare e di venerare con fervore, come vero loro discepolo e successore, con tutte le mie forze e con ogni mio impegno, ciò che fu tramandato), si sia scientemente e caparbiamente fatto strumento dell’esatto contrario, attuando «una chiara e spudorata ribellione alla dottrina della Chiesa cattolica precedente... Perciò, c’è davvero da tremare per la salvezza dell’anima di Paolo VI... Un Paolo VI, cioè, che ha tradito Cristo, la Chiesa, la Storia!». Il libro, corredato da molte illustrazioni, costituisce un documento che non dovrebbe mancare in casa di ogni buon cattolico e che meriterebbe di essere letto, principalmente, da tutti coloro che ritengono che la Chiesa postconciliare segua ancora il solco della Tradizione (se ne potrebbe regalare una copia agli amici e al parroco, per esempio). Il Reverendo don Luigi Villa ha condotto un lungo lavoro di ricerca e di documentazione prima di giungere alla stesura definitiva del libro; e questo suo lavoro avrebbe potuto permettergli di compilare molti volumi, anziché uno solo; ma ben ha fatto a limitarsi a presentare un testo conciso e scorrevole, di facile lettura, con passi ben evidenziati, così da permettere a tutti di seguirlo, e di cogliere soprattutto il reale volto di Papa Montini. C’è da augurarsi che nel corso della causa di beatificazione, l’Avvocato del Diavolo tenga nel giusto conto le osservazioni addotte in questo libro; sempre che, nel frattempo, i “fumi di Satana”, come diceva lo stesso Paolo VI, non abbiano già prodotto tanto danno da far sì che la canonizzazione del Papa, che insieme al suo predecessore, ha prodotto tanto danno alla tradizione, alla Dottrina e alla vita della Santa Chiesa, non si consumi anch’essa a gloria di “questo mondo”. (Sac. Luigi Villa, “Paolo VI... beato?”, Editrice Civiltà, Brescia, 1998, pp. 285 Euro 20. Il volume si può richiedere a: Operaie di Maria Immacolata, Editrice Civiltà, Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia - Tel. e fax. 030 3700003). 7 I CAVALIERI DELL’APOCALISSE di A. Z. I cavalli dell’Algeria galoppano con la testa in giù. Quelli dell’America, sull’emisfero opposto, rispetto ad essi galoppano con la testa in giù. “Come fanno?”, si domandava Newton, e Dio, che gli aveva regalato una goccia della sua Intelligenza divina, e che risolve i problemi più difficili nel modo più semplice possibile, gli fece capire che si trattava della legge di gravità, la miracolosa colla dell’universo che tiene legata la terra al sole, la luna alla terra, gli armadi al pavimento e i cavalli sui versanti opposti del pianeta, senza impedire loro di galoppare. Nel mondo spirituale c’è qualcosa di simile. Una legge più semplice e più ferrea di ogni legge materiale: una gravitazione spirituale per cui ciascuno è premio o castigo a se stesso. Dipende su quale emisfero intenda galoppare: su quello del Bene o su quello del Male. Per gravitazione, ogni cosa ricade sul proprio centro. I Santi hanno la radice in cielo, i demoni nell’infer8 no. I Santi peccano per sbaglio, i laicisti dicono o fanno cose giuste solo per sbaglio. Per gravitazione interiore la loro natura li spinge di male in peggio, e non è saggio attenderci il contrario. Gesù conferma questa legge: «L’uomo buono trae dal tesoro del suo cuore cose buone, e l’uomo cattivo dal suo cuore cattivo tira fuori cose cattive» (Mt. 12, 35). Dai frutti si giudica l’albero, e l’albero è già tutto nel seme: «Non si colgono fichi dagli spini» (Lc. 6, 44). Chi ama Dio e il prossimo ha già il suo premio nel fatto di amare, e, in più, il dono di essere amato e altri regali, come la luminosità degli occhi. Chi commette un peccato ha già il suo castigo nel peccato stesso, che lo deforma nell’intimo, e, in più, lo rende tetro e disamabile. E lo può accecare al punto di accanirsi a cozzare come un calabrone contro la lampada fino a bruciarsi gli occhi. «Chi commette peccato è schiavo del peccato» (Gv. 8, 34), e solo il Figlio dell’Uomo può liberarlo. Ciò spiega la difficoltà che i peccatori induriti trovano a convertirsi: il peccato si insedia nel loro tessuto umano fino a identificarsi con la loro stessa natura. Il peccato è peggiore di tutti i mali da esso generati, peggiore anche dell’inferno, perché la causa è sempre maggiore dei suoi effetti. La Chiesa di Dio è piena di Santi, che sono premio a se stessi già in questo mondo, perché sono Figli della Luce. Sull’altro versante, ci sono i figli delle tenebre, che sono castigo a se stessi per lo stato “Chiesa viva” *** Settembre 2006 in cui si sono ridotti per proprio accanimento nel male. Oggi, i figli delle tenebre si vanno moltiplicando, e vanno unendosi tra loro in coalizioni planetarie: verdi con rossi, ambientalisti e globalisti, massoni e cosche mafiose, fino a eliminare ogni distinzione sotto l’insegna dell’ultimo programma politico: la supercoalizione, che unisce in un unico accordo: fare il Male. Avvengono fatti di vigliaccheria inaudita, come le Torri Gemelle, il moltiplicarsi delle guerre e delle aggressioni terroristiche, le torture più crudeli. I figli delle tenebre avanzano oggi con la furia di cavalli sferzati violentemente da Satana. Non sanno più che mali inventare, che programmi diffondere al di là delle aberrazioni contro natura (v. Rm. 1, 24s). E se la prendono soprattutto con la Chiesa, fomentando la “grande persecuzione”. Lo sfondo del futuro ha per nome Armagheddon. Ne scrive l’Apocalisse: «Vidi uscire dalle bocche del Dragone (Satana), della Bestia (Massoneria) e del Falso Profeta (Islam), tre spiriti immondi come rane. Infatti, sono spiriti dei demoni operatori di prodigi, che si recano presso i re di tutta la terra (ONU, UE, Trilaterale, Nato, ecc.) per radunarli alla battaglia della grande giornata dell’Onnipotente Dio. Li hanno infatti radunati nel luogo che in ebraico si chiama Armagheddon (Ar = Monte + Meghiddo = fortezza sulla quale si risolvevano le guerre contro Israele) (Ap. 16, 13s). Armagheddon è la soluzione finale di quanto sta accadendo. Rileggiamo la storia. La Rivoluzione Universale, programmata da Rothschild nel 1773 (Movimento Rivoluzionario Mondiale) e attuata mediante la “Chiesa viva” *** Settembre 2006 Rivoluzione francese (1789), le guerre napoleoniche, la rivoluzione europea del 1848, l’eliminazione dello Stato Pontificio (1870), la Prima Guerra mondiale con la caduta dell’impero austro-ungarico (1914-1918) e dello zarismo, la Rivoluzione russa, la Seconda Guerra mondiale (1938-1945), l’ascesa di Mao e la diffusione del comunismo in tutto il mondo, fino all’attuale globalismo col dissolvimento totale dei valori nel clima del relativismo assoluto. È un’arrampicata unitaria e pro- I quattro cavalieri dell’Apocalisse.. gressiva della Massoneria che punta alla terza Guerra mondiale già decisa dai vertici massonici. Le rivoluzioni e le guerre suscitate da Satana non hanno mai portato un miglioramento ai popoli. Uno dei massoni, che la sapeva lunga, ammette. «Sono quattrocento anni che noi scalziamo il Cattolicesimo, la machina più forte che sia stata inventata in fatto di spiritualismo: essa è solida ancora, disgraziatamente. La rivoluzione è il trionfo dell’uomo su Dio» (Lafargue, al Congresso di Liegi nel 1865: quindi la rivoluzione risale all’epoca dei Rosacroce). Col globalismo massonico i disordini invadono l’intero pianeta, mentre l’Islam, sotto l’egida massonica, invade l’Occidente e lo minaccia con l’atomica. L’Europa è dominio della “Sinagoga di Satana” non meno che l’America Siamo giunti a una mostruosa diffusione di ogni specie di genere di immoralità con l’irrisione del Bene e l’esalatazione del Male, ammantato di lussuria in tutte le forme di depravazione, non solo accolte, ma esaltate. Ma Dio conclude: «Ecco che Io sopraggiungo come un ladro» (Ap. 16, 15). Come un ladro? Dio è imprevedibile. Lo vediamo nella Bibbia, come interviene d’improvviso a salvare i suoi eletti nei modi più impensati e misteriosi, ma anche a punire coloro che lo bestemmiano e lo odiano. Rileggiamo, ad esempio, l’episodio del re Giosafat, aggredito dai Moabiti. Dio dice a Giosafat: «Non dovete temere né spaventarvi davanti a questa grande moltitudine, perché non contro di voi si appresta la battaglia ma contro di Me». Dio stesso garantisce la vittoria: «Non tocca a voi combattere, questa volta, e vedrete che sarà con voi la vittoria del Signore» (2 Cr. 20, 15s). Il re si prostra davanti a Dio con la faccia a terra, e altrettanto fa il popolo, mettendosi a pregare e a lodare a gran voce il Signore: «Celebrate il Signore, perché perenne è la sua clemenza»! 9 Al momento della preghiera, gli Ammoniti e i Moabiti si gettano contro gli abitanti dei monti di Seir per annientarli; poi, misteriosamente, si voltano tra di loro, Moabiti contro Ammoniti, massacrandosi a vicenda. Giunti sul luogo del combattimento, gli Israeliti volgono lo sguardo verso quella moltitudine e vedono i loro cadaveri stesi a terra senza che alcuno fosse scampato. Un fatto simile avvenne anche nell’assalto di Gedeone contro i Madianiti, quando Dio ordina a Gedeone di rimandare a casa i soldati, salvo un gruppo di pochi valorosi. Basta un grido per far cadere i nemici nel terrore. La battaglia si conclude a un cenno di Dio quando la spada di ogni nemico di Israele si volse contro il proprio alleato (Gdc. 7, 22). «Non contro di voi si apppresta questa battaglia, ma contro di Me». Il Dragone, la Bestia e il Falso Profeta, con apparato poderoso, occupano oggi l’Europa e tutto il pianeta con spiegamento di forze mai viste: atomiche corazzate, aerei, armi chimiche, gas nervino, missili e peggio. Lo scontro è più che mai rivolto contro Cristo, per instaurare sul pianeta l’impero di Satana. È un programma esplicito. Come uno più uno fa due, e in modo ancora più certo, le forze adunate da Satana si distruggeranno tra loro. Avremo, sì, il bagno di sangue per purificare la Chiesa, e sarà la persecuzione più terribile della storia (v. L 21.7.02). Ma è nella logica rigorosissima dei fatti, che Satana non avrà la vittoria, e le forze, fustigate dalla sua sferza, finiranno per annientarsi a vicenda: musulmani contro ebrei, cinesi contro americani, massoni contro globalisti, comunisti contro socialisti, Prodi contro Bertinotti, e così via. Satana odia l’uomo e si diverte a portarlo alla rovina. Non è un esito probabile. È certezza matematica garantita sotto tutti i punti di vista, che già vediamo nella foschia che si diffonde e oscura la terra. L’avanzata del laicismo ateo ha spento uno dopo l’altro i luminari della cultura. Sono scomparsi gli uomini simbolo, non c’è filosofia o letteratura o arte che tenga, i cervelli precipitano uno dopo l’altro nelle sabbie mobili del nulla. La morte avanza sovrana sulla noosfera umana. E ciò che ci attende in avvenire lo vediamo in oceaniche adunate di giovani che acclamano a insignificanti profeti controculturali e dimostrano con le loro lotte l’assenza di idee (Camus). «Se non è Dio a Il Terrorismo Islamico sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) edificare la casa, invano si affaticano i suoi costruttori» (Sal. 126, 1). Il buio più nero occupa i cervelli dei dominatori di questo mondo, che non sanno darci altro che male e puzzano d’inferno come colui che li tiene alle redini sotto il suo sferzante dominio. Anche le più solide (in apparenza) coalizioni mondiali sono castigo a se stesse per un princìpio metafisico: lo spirito con cui agiscono. «Dai frutti si giudica l’albero: non si colgono fichi dagli spini né uva dai rovi» (Lc. 6, 44). Sono forze dominate dallo Spirito del Male, il quale non può portare che male, sconvolgimento e morte. La storia di questi ultimi secoli, e soprattutto di questi ultimi giorni, evidenzia con forza incontestabile il fallimento totale del laicismo anticristiano. Lo smarrimento delle intelligenze è ormai evidente: questi potenti, giunti sull’orlo della pazzia, non sanno fare altro che errori, errori enormi contro la vita, contro la felicità, contro la pace dell’uomo. Sono terribilmente contagiosi e non cessano di trascinare le masse al peggio. Cominciano ad accorgersi che la situazione sfugge loro di mano, ma una strana forza di inerzia impedisce loro di cambiare rotta. No vit à Il terrorismo è un problema che interessa tutto il mondo, ma è un problema che non sarà mai sradicato venendo a patti col nemico e tantomeno cedendo alla falsa soluzione della sua eliminazione fisica. Il terrorismo è un terribile ricatto che, attraverso lo spargimento di sangue più crudele e indiscriminato, viene attuato come il modo più rapido, più economico e più sicuro per ottenere la sottomissione di intere popolazioni ad un piano mondiale che, nella sua essenza, punta all’eliminazione della Religione cattolica e della Civiltà cristiana. E allora?.. Leggete. Riflettete. Pregate! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa viva” *** Settembre 2006 Occhi sulla Politica L’EPIDEMIA POLITICA, LETALE, “HUMANUM GENUS” DELL’AVIARIA (Leone XIII - 20 aprile 1884) È ASSAI PIU ’ MICIDIALE L’epidemia politica, ignorata Sia nazionale sia internazionale A mio modesto avviso, è più letale Di quella Aviaria, tanto sbandierata! La Poli-Epidemia, non nominata, Produce effetto assai più micidiale Di quello del pollaio universale, In quanto non può essere curata, Perché la medicina è inesistente; Non c’è ospedale e non c’è farmacia, Che curino la Poli-Epidemia, Diffusa dalla classe dirigente, Capace di influenzare tanta gente, Che crede ancor nella democrazia! Prof. Arturo Sardini E’ IL GRAN BURATTINAIO CHE MANOVRA IN SINTONIA CON QUACHE OSCURA PIOVRA Contrario alle vignette su Maometto, Del Ministro Leghista o chicchessìa, Ai fessi rammentare mi permetto, Che il Figlio della Vergine Maria, Bastardo dal Talmùd è ancora detto, Figlio di prostituta, e così via; Figlio d’un Sacerdote altrove ho letto, Per la purezza della dinastìa! A sputtanare Cristo, in vari modi, Non sono, a dire il vero, i musulmani, Che a Cristo ed a Maria cantano lodi, Ma i “perfidi giudei”, che chiaman cani, Siccome ho riferito in altre “odi”, Tutti i goym, compresi noi cristiani! Prof. Arturo Sardini “Chiesa viva” *** Settembre 2006 11 FAR COMPRENDERE L’IMPORTANZA DELL’ISTRUZIONE RELIGIOSA TERZ’ORDINE FRANCESCANO Papa Leone XIII. È necessario in secondo luogo, con assidui discorsi ed esortazioni, mettere nel popolo l’amore e lo zelo dell’istruzione religiosa: e a tal fine molto raccomandiamo, che con ragionamenti opportuni a voce e in iscritto si spieghino i princìpi fondamentali di quelle santissime verità, nelle quali consiste la cristiana sapienza. Scopo di ciò è guarire con l’istruzione le menti, e premunirle contro le molteplici forme degli errori, e i vari allettamenti dei vizi, massime in questa gran licenza di scrivere ed insaziabile brama di imparare. Opera faticosa di certo: nella quale tuttavia partecipe e compagno delle fatiche vostre avrete specialmente il Clero, se in grazia del vostro zelo sarà ben disciplinato e istruito. Ma causa così bella e di tanta importanza richiede altresì l’industria cooperatrice di quei laici che, all’amore della religione e della patria congiungono probità e dottrina. Con le forze unite di questi due ordini procurate, Venerabili Fratelli, che gli uomini conoscano intimamente ed abbiano cara la Chiesa; perché quanto più crescerà in essi la conoscenza e l’amore di lei, tanto maggiormente saranno aborrite e schivate le società segrete. Egli è per questo che, giovandoCi della presente occasione, torniamo non senza ragione a ricordare l’opportunità, inculcata altra volta, di promuovere caldamente e proteggere il Terz’Ordine di San Francesco, di cui recentemente con prudente condiscendenza mitigammo la regola. Imperocché, secondo lo spirito della sua istituzione, esso non mira ad altro che a tirare gli uomini all’imitazione di Gesù Cristo, all’amore della Chiesa, alla pratica di tutte le cristiane virtù: e però tornerà efficacissimo a spegnere il contagio delle sètte malvagie. Cresca dunque, di giorno in giorno, questo santo sodalizio, da cui, tra molti altri, può anche sperarsi questo prezioso frutto, di ricondurre gli animi alla libertà, alla fraternità, alla uguaglianza: non quali va sognando assurdamente la sètta Massonica, ma quali Gesù Cristo recò al mondo e Francesco nel mondo ravvivò. La libertà diciamo dei Figliuoli di Dio, che affranca dal servaggio di Satana e dalle passioni, tiranni pessimi; la fraternità, che da Dio piglia origine, creatore e padre di tutti: l’uguaglianza che, fondata sulla giustizia e carità, non distrugge tra gli uomini tutte le differenze, ma dalla varietà della vita, degli offici, delle inclinazioni forma quell’accordo e quasi armonia, voluta da natura a utilità e dignità del civile consorzio. (continua) 11 Documenta-Facta ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA 12 INDONESIA QATAR Una collezione di oltre 13.000 isole nell’Oceano Indiano, l’Indonesia è stata teatro di un fallito colpo di Stato comunista nel 1965. Dagli scontri, emersero vincitori gli islamici che uccisero molti avversari politici. Altri si convertirono al cristianesimo. L’influenza dei partiti islamici si sta estendendo sempre più nella società indonesiana, originariamente laica. Popolazione: 231.328.092. Gruppi religiosi: Musulmani 80,30%; Cristiani16,00%; Hindu 1,90%; Tradizionale/etnico 1,00%; Cinese 0,50%; Buddisti 0,30%. Forma di Governo: Repubblica: secondo la legge, gli indonesiani devonoscegliere una delle quattro principali religioni: Islam, Buddismo, Induismo o Cristianesimo (protestante o cattolico). Questa indicazione viene inserita sulla carta d’identità. Nella realtà, i musulmani ricevono un trattamento preferenziale sugli altri gruppi religiosi e usano questo potere per restringere la libertà delle altre confessioni, soprattutto quella cristiana. Persecuzione: Già dagli inizi degli anni ‘90, molti gruppi islamici hanno lanciato ripetutamente la “jihad” contro la popolazione cristiana, che ha portato a oltre 8.000 morti e oltre 600 chiese distrutte dal 1996. Inoltre, è stata organizzata una massiccia migrazione di musulmani nelle aree tradizionalmente abitate dai cristiani. In questo modo, i cristiani sono sempre più emarginati e il livello della persecuzione continua a salire. La Chiesa: Negli ultimi 40 anni, gli evangelici sono cresciuti in Indonesia da 1,3 milioni a 11,5 milioni. Le persecuzioni hanno compattato la chiesa e accresciuto lo sforzo di evangelizzazione. Il Qatar è quasi interamente coperto di deserti, ma esistono enormi riserve di petrolio nel sottosuolo. Dal momento dell’indipendenza dalla Gran Bretagna (1971), il Qatar si è trasformato da tradizionale emirato a Stato economicamente florido. Eppure la desolazione del paesaggio rispecchia quella del cuore dei cittadini del Qatar, La condizione delle donne è ancora peggiore: a loro non è permesso guidare o viaggiare all’estero senza il permesso dei parenti maschi. Popolazione: 599.065 (2000). Gruppi religiosi: Musulmani 79,43%; Cristiani 10,47%; Hindu 7,20%; Buddisti 1,80%; non religiosi 0,90%; Baha’i 0,20%. Forma di Governo: Monarchia tradizionale: nel 1995, l’attuale Emiro destituì suo padre con un colpo di Stato incruento, e ha dimostrato una certa apertura verso l’esterno e l’interno. Persecuzione: Il proselitismo verso i musulmani è proibito; comunque, ai credenti stranieri è permesso di praticare la propria fede e, nel 2000, l’Emiro ha concesso della terra per poter costruire una serie di edifici per poter praticare i culti religiosi. Criticare la fede islamica o la famiglia regnante è un crimine. La Chiesa: Prima del 1985, non esistevano cristiani indigeni, ma in questi ultimi anni alcuni hanno conosciuto la Parola di Dio e sono venuti a Cristo mentre erano all’estero. Per questo, molti di loro hanno sofferto e stanno soffrendo persecuzioni. SOMALIA La Somalia ha vissuto un lungo periodo di dittatura da quando il potere fu conquistato da Siad Barre, nel 1969, fino alla sua caduta nel 1991. Dopo questo evento, la Somalia si è letteralmente frantumata in decine di gruppi etnici e clan che combattono l’uno contro l’altro. L’assenza di un governo centrale ha favorito l’stituzione di una rigidissima legge islamica. Dopo 13 anni di assenza quasi totale di legge, i signori della guerra somali hanno concordato l’istituzione di un nuovo parlamento che ha eletto come presidente l’ex signore della guerra Abdullahi Yusuf Ahmed. Popolazione: 8.025.190 (impossibile stabilire un numero certo a causa della guerra civile e della carestia prolungata per anni). Gruppi religiosi: Musulmani 99,95%; Cristiani 0,05%. Forma di Governo: Repubblica. Governo parlamentare di transizione. Persecuzione: La fratellanza tra i credenti è molto pericolosa, visto che in molte regioni del Paese la persecuzione da parte dei musulmani è particolarmente forte. Un certo numero di credenti sono stati martirizzati, e molti altri sono stati pubblicamente indicati come obiettivi da eliminare. La Chiesa: Nel 1991, erano presenti circa 500 cattolici somali e qualche centinaio di evangelici, in maggioranza credenti in segreto e quasi tutti concentrati al sud con pochissimi al nord (Somaliland). Alcuni sono fuggiti in nazioni vicine. I credenti rimasti in Somalia sono sottoposti a forte pressione. La distribuzione della Bibbia in somalo è possibile solo nei campi profughi oppure tra i somali residenti all’estero. CUBA La principale isola dei Caraibi è uno degli ultimi bastioni del socialismo reale. Nel 1959, Fidel castro prese il potere al grido di “socialismo o morte”:! Popolazione: 11.224.321 (2002). Gruppi religiosi: Cristiani 46,88%; Non religiosi/altro 35,47%; Spiritisti 17%; Hindu 0,21%; Cinese 0,19%; Altro 0,10%; Musulmani 0,08%; Buddisti 0,05%; Baha’i 0,01%; Ebrei 0,01%. Forma di Governo: Repubblica socialista. Persecuzione: Negli anni sessanta, Castro dichiarò cattolici e protestanti “parassiti sociali” e molti religiosi e laici credenti furono internati nei campi di lavoro in condizioni inumane. La Costituzione di Cuba fu modificata, nel 1992, garantendo libertà di religione, ma ancora oggi i cristiani sono imprigionati e le chiese distrutte. La Chiesa: Servono materiali per l’insegnamento e leadership per le chiese. La Società Biblica Cubana ha riaperto nel 1990 e fino ad ora ha stampato oltre un milione di copie della Bibbia. “Chiesa viva” *** Settembre 2006 “Chiesa viva” *** Settembre 2006 13 Il teologo COME INTERPRETARE IL VATICANO II Il cardinale Ratzinger, nel 1988, scriveva: «L’unica maniera per rendere credibile il vaticano II è presentarlo chiaramente com’è: una parte dell’intera e unica Tradizione della Chiesa e della Fede» (Discorso ai Vescovi cileni, il 13.07.1988). Ora, questo dire non chiude il dovere che hanno i teologi (veri) di studiare le responsabilità dirette del Concilio, facendone l’esame dei testi e dei discorsi papali, tenendo presente che lo stesso Paolo VI ha attribuito, d’autorità, al Vaticano II di essere semplicemente “pastorale”, come era pure stato detto dall’inventore di esso, Giovanni XXIII, dicendo entrambi che il Vaticano II non doveva insegnare con definizioni dogmatiche alcun capo di dottrina. E questo basta per poter dire che detto presunto Concilio non era coperto di infallibilità in nessuna sua parte, perché l’infallibilità è legata solo alle verità insegnate dal Magistero Ordinario Universale e alle verità insegnate, come rivelate, dai Concili Ecumenici nelle definizioni dogmatiche. Così stando le cose, non possiamo non restare esterrefatti e scandalizzati da non poche frasi di Paolo VI nella sua omelia del 7 dicembre 1965, a tutto il Concilio ormai concluso: «Tutta questa ricchezza dottrinale (!) è rivelata in un’unica direzione: servire l’uomo» (!!). 14 C’è da allibire! E Paolo VI proseguì dicendo: «La Chiesa, in un certo modo, si è dichiarata ancella dell’umanità, proprio nel momento in cui maggiore splendore e maggiore vigore hanno assunto, mediante la solennità conciliare, sia il suo Magistero Ecclesiastico, sia il suo Pastorale Governo. L’idea di Ministero ha occupato un posto centrale... Tutto questo e tutto quello che potremo dire sul VALORE UMANO (?) del Concilio, ha forse deviato la mente della Chiesa in Concilio verso la direzione “antropocentrica” della cultura moderna? Deviazione, no, Rivolto, sì»! Ebbene, in questa dichiarazione papale c’è la violazione del principio d’identità (o di contraddizione). Infatti, l’espressione “tutta questa ricchezza dottrinale è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo”, equivale a “direzione antropocentrica della cultura moderna”. Nell’una e nell’altra, quindi, il centro è sempre l’uomo, e Dio sarebbe solo un centro secondario e subordinato all’uomo. Il seguito del discorso di Paolo VI aggrava di più, scrivendo: «Chi bene osserva, questo prevalente interesse del Concilio... per i valori umani e temporali (!!)... non può negare che tale interesse... è dovuto al carattere pastorale che il Concilio ha scelto quasi come programma...». Il richiamo, spesso ricorrente, al carattere pastorale vuol come distinguersi dai precedenti Concili Ecumenici, quasi che questi altri Concili avessero ignorato le ragioni pastorali e pratiche per le quale erano stati indetti, rimanendo nelle astrazioni teologiche. Una tale insinuazione suggerisce un’ombra di sospetto sulla validità dottrinale del Vaticano II, irto di sofismi, di trabocchetti, scritti con un linguaggio talora contorto, pieno di reticenze, di ambiguità, come bene si ravvisa, per esempio, nella risposta, data ai Padri, circa la qualifica teologica da dare ai due documenti: “Lumen gentium” e “Dei Verbum”. Ah, come dovrebbero tremare i Padri responsabili, che hanno inflitto alla Chiesa questo presunto Concilio Vaticano II! “Chiesa viva” *** Settembre 2006 L’IMPERO DELLA DROGA IN MANO ALLA CIA? del Internet: http://digilander.libero.it/weishaupt/cia2.html IL RETROTERRA DEL COINVOLGIMENTO STATUNITENSE NEL TRAFFICO DI STUPEFACENTI La storia di come gli Stati Uniti siano rimasti coinvolti nel traffico di narcotici risale a più di 150 anni fa. Prominenti famiglie dalla grande ricchezza spesso membri di società segrete, come quella esclusiva di Yale dell’Ordine di “Skull and Bones” (Teschio e Tibie), si buttarono sul commercio dell’oppio per produrre benessere e influenza. Una delle famiglie che fondarono “Teschio e Tibie” fu quella dei Russell. Sino ad oggi, il Trust dei Russell è l’entità legale dell’Order of the “Skull and Bones”. Nel 1823, Samuel Russell fondò la compagnia di navigazione “Russell and Company”. Acquisiva le sue forniture d’oppio in Turchia e le contrabbandava in Cina, facendo uso di veloci velieri. Nel 1830, Russell rilevò il cartello dell’oppio di Perkins, a Boston, e fondò la più grande Compagnia per il contrabbando d’oppio del Connecticut. Il suo uomo a Canton era Warren Delano, Jr., nonno di Franklin Delano Roosevelt, che fu Presidente degli Stati Uniti negli anni prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli altri partner di Russell comprendevano le famiglie dei Coolidge, dei Perkins, degli Sturgi, dei Forbes e dei Low. Nel 1832, il cugino di Samuel Russell, William Huntington, formò il primo circolo statunitense dell’Ordine del “Teschio e Tibie”. Vi fece affluire membri dalle più “Chiesa viva” *** Settembre 2006 Il Tempio di “Skull and Bones” (Teschio e Tibie), all’Università di Yale (USA) con il suo stemma. potenti ed influenti famiglie d’America. La lista di appartenenza è quella di chi conta negli Stati Uniti: Lord Whitney, Taft, Jay, Bundy, Harriman, Bush, Weyerhauser, Pinchot, Rockefeller, Goodyear, Sloane, Simpson, Phelps, Pillsbury, Perkins, Kellogg, Vanderbilt, Bush e Lovett, per citare alcuni dei più importanti. È significativo come gli uomini di “Skull and Bones” abbiano sempre avuto un legame molto stretto e duraturo con la comunità dell’intelligence statunitense. L’ex Presidente degli Stati Uniti e membro dell’Ordine, George Bush, fu direttore della CIA nel 1975-76. Non sorprende che il collegamento con l’intelligence risalga al College di Yale, dove quattro diplomati formarono parte del “Culper Ring”, una delle prime operazioni dell’intelligence statunitense, organizzata in gran segreto da George Washington onde raccogliere informazioni vitali sui britannici durante la Guerra d’Indipendenza. Nel 1903, la Divinity School di Yale aveva allestito in tutta la Cina diverse scuole ed ospedali. Mao Tze Tung era un membro dello staff. Negli anni ‘30, l’influenza del collegamento cinese con Yale era tale che i servizi segreti statunitensi si appellarono alla “Yale in Cina” per ottenerne l’aiuto in operazioni di intelligence. È interessante come il sottoprodotto dell’oppio, l’eroina, fosse un nome commerciale della compagnia Bayer, la quale, nel 1898, lanciò il suo prodotto, che dà forte dipendenza, ed è ancora leader mondiale dell’industria farmaceutica. Eroina e cocaina erano legalmente disponibili per l’acquisto sino a che vennero messe fuori legge dalla Società delle Nazioni, l’antesignana delle Nazioni Unite, e dagli USA negli anni ‘20. In seguito al proibizionismo, il consumo di queste droghe cominciò ad aumentare vertiginosamente. Anche così, il periodo di guerra 1939-46 vide l’assuefazione vir15 tualmente sradicata in Europa e in America del Nord; un felice stato di cose che non sarebbe durato a lungo. POI VENNE LA GUERRA IN VIETNAM L’Indocina, gran parte della quale era sotto controllo o influenza francese dalla metà del 19° secolo, venne catturata dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Alla fine delle ostilità, la Francia riguadagnò autorità su Vietnam, Cambogia, Laos e Tailandia. Ma i movimenti di indipendenza avevano iniziato a combattere per sfrattarla, e, alla fine, questo sfociò, nel 1954, nella battaglia di Dien Bien Phu, orchestrata dai Viet Minh, che risultò in una sconfitta della Francia e nel suo conseguente ritiro dall’Indocina, nonché nella sua immediata sostituzione con gli Stati Uniti. Nel frattempo, la Francia aveva sviluppato nella regione un apparato di intelligence ad ampio raggio, finanziato dall’oppio. Maurice Belleux, ex capo del SDECE, l’equivalente francese della CIA, ne confermò l’esistenza durante un’intervista notevolmente schietta con il professor Alfred McCoy, storico. Belleux raccontò a McCoy che «l’intelligence militare francese finanziava tutte le sue operazioni clandestine grazie al controllo del commercio di droga in Indocina». Quest’ultimo servì a sostenere la Guerra Coloniale francese dal 1946 sino al 1954. Belleux rivelò come funzionava. Paracadutisti francesi che combattevano con le tribù sparse nella regione, raccoglievano l’oppio grezzo e lo trasportavano, a bordo di aerei militari francesi, a Saigon, dove passava alla mafia sino-vietnamita per la distribuzione. Pesantemente coinvolte nel traffico d’oppio erano anche le organizzazioni criminali corse, che lo spedivano a Marsiglia, in Francia, per raffinarlo in eroina. Da lì, veniva distribuita in Europa e Stati Uniti: tale rete iniziò ad essere conosciuta come “the French connection”. Si trattava della malavita che lavorava “culo e camicia” col Governo francese - con entrambi a beneficiare finanziariamente dall’accordo. I profitti ricavati venivano incanalati in conti della Banca Centrale, sotto il controllo dei servizi segreti militari francesi. La grande spia del SDECE chiuse la sua intervista affermando di ritenere che la CIA «aveva rilevato tutte le attività francesi e stava perseguendo qualcosa della stessa politica». Il termine “Guerra del Vietnam” è un termine improprio. Più esattamente, il coinvolgimento statunitense nell’intera regione andrebbe chiamato la “Guerra del Sud-est asiatico”. Mentre i combattimenti in Vietnam raggiungevano i massmedia giornalmente, la guerra segreta in Cambogia, Laos e Tailandia rimase tale 16 e continuò sino agli anni ‘80. Questa era la piccola guerra privata della CIA, combattuta con l’assistenza di tribù locali e soldati e aviatori americani “fuori dai libri paga”, i quali, una volta catturati, venivano abbandonati da un agghiacciante Governo segreto, cinico e ingrato. La strategia militare statunitense in Vietnam era singolare. Sebbene gli americani possedessero la superiorità militare, con la capacità di vincere la guerra approssimativamente in un anno, era loro espressamente proibito di farlo dagli artefici della politica estera statunitense. Questa dottrina venne espressa nel National Security Council “Memorandum 68”, che George W. Bush, padre dell’attuale presidente USA, fu Direttore della CIA dal 1975-76 e poi Vice-presidente e Presidente degli Stati Uniti. era l’architrave per la Guerra fredda; era la stessa politica che proibiva la vittoria alleata in Corea - come spiegato dal colonnello Philip Corso, ex Capo Settore Progetti Speciali, Divisione Intelligence, Comando dell’estremo Oriente, in una testimonianza al Congresso nel 1996. Di ritorno dalla Corea, Corso fu assegnato al Comitato Coordinamento Operazioni del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, dove scoprì la politica del “non vincere”. Ne rimase sgomento! Ma se la vittoria militare non era un obiettivo statunitense, assicurarsi il controllo della produzione di oppio della regione sicuramente lo era. Passò poco tempo prima che la CIA avesse un controllo totale sul commercio di oppio. Ne risultò un massiccio incremento della produzione, seguito da un’ondata di assuefazioni da eroina in Nord America ed Europa occidentale. Parallelamente a questo, ci fu un enorme aumento di tossicodipendenti fra le truppe statunitensi che combattevano in Vietnam. Non meno di un terzo di tutte le forze combattenti vennero assuefatte alla “China white”, cortese concessione degli uomini di Spionville, Virginia. Il traffico di droga dilagava presso i comandanti militari sudvietnamiti. Uno dei personaggi principali era il generale Dang Van Quang, Assistente Militare e alla Sicurezza del Presidente Nguyen Van Thieu. Quang allestì una rete di traffici di stupefacenti tramite Forze Speciali vietnamite operanti in Laos. Il Laos, un feudo della CIA, era uno dei principali produttori di oppio sotto il controllo nominale del generale Vang Pao, capo tribù dei Meo che combattevano la guerra segreta della CIA. Vang Pao accoglieva l’oppio grezzo coltivato in tutto il Laos settentrionale e lo trasportava a Long Thien a bordo di elicotteri della compagnia della CIA, la “Air America”. Un enorme complesso costruito disordinatamente dagli Stati Uniti, Long Thien da alcuni era conosciuto come il “Paradiso della Spia” e da altri come “Alternato 20”. Era qui che l’oppio grezzo del generale Pao veniva raffinato in eroina bianca di tipo China No. 4 purissima. A questo punto, il coinvolgimento diretto della CIA nel “prodotto” terminava. Nel frattempo, la CIA fornì a Vang Pao una propria linea aerea - conosciuta da quelli addentro alla questione come “Air Opium” - che avrebbe trasportato la droga a Saigon, atterrando presso la gigantesca base aerea statunitense di Ton Sohn Nut. In seguito, parte del carico veniva suddiviso tra l’organizzazione di Quang, per lo spaccio ai militari statunitensi tossicodipendenti, mentre il resto veniva spedito alla malavita corsa di Marsiglia per la spedizione a Cuba - un punto di passaggio controllato da Santos Trafficante, boss della mafia in Florida - e da lì agli Stati Uniti. Una normale variazione del percorso di consegna avvenne quando sacchetti sigillati di eroina vennero cuciti all’interno dei cadaveri di militari statunitensi che tornavano a casa per la sepoltura. Tornati a casa, ai politici statunitensi non importava proprio niente del problema della droga in aumento tra i militari di truppa. Questo disprezzo fu espresso al meglio dal Segretario di Stato Henry Kissinger che disse ai giornalisti Woodward e Berristein del “Washington Post” che «I militari sono stupidi ed ottusi animali da usarsi come pedine per far politica estera». A questo riguardo potremmo anche seguire un ragionamento collegato. Se i militari sono “stupidi ed ottusi animali” da usare e di cui abusare come “pedine per la politica estera” i normali cittadini contribuenti sono forse visti in maniera diversa quando si arriva alla fornitura di eroina in gran quantità alle città americane? Senz’altro una popolazione tossicodipendente provvede più che adeguatamente ad uno dei requisiti del National Security Council “Memorandum 68”: stabilire la “tranquillità nazionale”. In ogni caso, i proventi dalle vendite di stupefacenti venivano riciclati tramite la “Chiesa viva” *** Settembre 2006 Nugan Hand Bank, in Australia, e utilizzati per finanziare la guerra segreta della CIA in tutta la regione. In seguito all’invasione della Cambogia, appoggiata dagli Stati Uniti nel maggio 1970, fu allestito un altro canale per il traffico di eroina. Regioni della Cambogia, ideali per la coltivazione dell’oppio e in precedenza inaccessibili, vennero immediatamente messe in produzione. La rete di contrabbando era gestita dalla marina vietnamita che disponeva di basi a Phnorn Penh e lungo tutto il fiume Mekong. Entro una settimana dall’incursione cambogiana, una flotta di 140 navi da guerra della marina vietnamita e di quella statunitense, al comando del capitano Nyugen Thaanh Chau, penetrò in Cambogia. Questa fu “acclamata come una ‘brillante mossa tattica’ ed una grande ‘flotta militare umanitaria’”. La flotta si mise immediatamente al lavoro contrabbandando “grandi quantità di oppio ed eroina nel Vietnam del Sud”. Dopo il ritiro statunitense dal Vietnam del Sud, il generale Quang, del quale si dice fosse il più grande spacciatore nel paese, si trasferì tranquillamente a Montreal, in Canada, passando per la base dell’esercito di Fort Chaffee, in Arkansas. Si dice che l’entrata in Canada di Quang fosse dovuta a gentili ma intense pressioni dal Governo degli Stati Uniti. zata o meno, il risultato è chiaramente lo stesso. Portato alla sua logica conclusione, è che i trafficanti approvati e protetti dalla CIA continueranno incessantemente a guadagnare un controllo sempre maggiore sul commercio globale di stupefacenti, facendo del governo statunitense il più grande spacciatore di droga al mondo. Nel frattempo, qualcuno ritiene che questo sia già accaduto e fosse da sempre parte dei piani a lungo termine concertati da oscuri politicanti, da quando gettarono il loro avido sguardo verso le materie prime del pianeta - essendo quella dei narcotici una delle più remunerative. L’eroina in entrata negli Stati Uniti veniva prodotta da due principali monopoli dell’oppio: quello controllato dalla CIA una temuta invasione comunista del SudEst asiatico. Per finanziare questa piccola guerra segreta, la CIA necessitava del tipo di fondi neri che provengono da una vendita di narcotici su vasta scala. Fu lì che le vecchie “mani cinesi” dell’OSS fecero il loro dovere trasformando la regione nel maggior singolo produttore di oppio del mondo, con quasi 1.000 tonnellate prodotte nel 1961. Oggi, i “campi coltivati” birmani rimangono sotto l’attento controllo di Khun Sa, il signorotto locale appoggiato dalla CIA. LA VIA DELL’EROINA DI KHUN SA È qui che si chiude il cerchio della nostra storia. Nella prima parte, abbiamo rivelato il contenuto di un “affidavit” firmato dal colonnello Edward P. Cutolo in merito al suo coinvolgimento in un traffico di cocaina, sanzionato da militari statunitensi, da Bogotà in Colombia a Panama. All’epoca l’ufficiale comandante anziano delle Forze Speciali statunitensi dell’intera regione del Comando Meridionale era il tenente colonnello James “Bo” Gritz. Bo Gritz, per lungo tempo un promotore a favore dei Dispersi in Azione/Prigionieri di Guerra statunitensi (MIA/POWs) dall’epoca del Vietnam, fu uno di quelli che si buttarono discretamente ad indagare sulla morte di Cutolo e di quella di altri ufficiali. COSTRUIRE MERCATI: Gritz venne informato da Ross PeSRADICARE LA CONCORRENZA rot che tre prigionieri di guerra americani erano detenuti da Khun Sa e L’apparente dicotomia di facciata tra che il signorotto aveva acconsentito il commercio di stupefacenti pluridea consegnarli. Tramite contatti ad alcennale della CIA e la “Guerra alla to livello col Governo cinese, Perot Droga” da parte della “Drug Enforprese accordi per ottenere accesso cement Administration” (DEA) è ilal quartier generale di Khun Sa, sullusoria. le sperdute colline di Shanland. Ma Durante un’intervista alla radio nel Gritz, sapendo di poter entrare ed Henry Kissinger sui militari americani si espresse in 1991, il prof. Alfred McCoy spiegò uscire molto più velocemente, utilizquesti termini: «I militari sono stupidi ed ottusi aniquello che lui definiva “il rapporto zando la sua rete di contatti nella remali da usarsi come pedine per far politica estera». istituzionale tra la DEA e la CIA”. gione, partì, nel novembre del 1986, Negli anni ‘30 venne fondato il “Fecon alcuni sceltissimi ex componenti deral Bureau of Narcotics” (FBN), delle Forze Speciali. precursore della DEA, per ridurre Per Gritz e compagni ci vollero tre l’uso e la vendita di narcotici. L’FBN era nel Sud-Est asiatico, e quello dalla giorni di negoziati per accedere al remoto la sola agenzia statunitense ad avere Turchia, uno stretto alleato degli Stati e selvaggio territorio di Shanland, Alla fiagenti operanti in clandestinità prima delUniti. Quando il Presidente Richard ne, Gritz si incontrò con un perplesso la Seconda Guerra Mondiale. Nixon dichiarò la sua “Guerra alla DroKhun Sa il quale gli disse che non c’era Con l’arrivo di quest’ultima, agenti chiave ga” nel 1973, questo provocò la chiumai stato alcun prigioniero di guerra stadell’FBN furono trasferiti all’appena istituisura della connessione turca che fluitunitense. Comunque, nel corso della loro to Office of Strategic Services (OSS), va attraverso Marsiglia sotto il controlconversazione, Gritz chiese perché Khun precursore della CIA, onde insegnare al lo del crimine organizzato corso. Ciò Sa fosse così pesantemente coinvolto personale le “arti clandestine”. McCoy creò una sempre maggiore domanda di con l’oppio, sottolineando quanti problemi dichiara che questa relazione continua a eroina prodotta nel Triangolo D’oro del questo avesse causato in America. La ritutt’oggi. Il risultato è che, in quelle parti Sud-Est asiatico, specialmente in Birsposta fu sconvolgente. del mondo dove la CIA sta conducendo mania. Khun Sa affermò che l’intera fornitura traffici di droga, ufficialmente, la DEA va In precedenza, nel 1949, questa regione di oppio – circa 900 tonnellate l’anno, a dormire. era diventata una ridotta armata per le all’epoca – veniva acquistata dal GoQuesto ha portato a comprendere che il forze nazionaliste cinesi in fuga al coverno statunitense. Il signorotto afprincipale incarico della DEA è quello mando di Chiang Kai-shek, inseguite fermò, poi, di voler cambiare la produziodi impedire l’afflusso di droghe da fondall’Armata Rossa di Mao. La CIA organe, in quanto lui odiava l’oppio, e se Gritz ti diverse da quelle “approvate dalla nizzò una massiccia operazione di supavesse ottenuto che gli Stati Uniti fornisCIA”, e che i successivi programmi statuporto che utilizzò queste forze cinesi per sero appena un decimo di quello che nitensi di “Guerra alla Droga” sono, di raccogliere informazioni all’interno della spendevano per la “Guerra alla Droga” fatto, intrapresi per distruggere la concorCina, ingaggiare battaglie campali con le nella regione, lui avrebbe cambiato la renza. Che questa sia una politica finalizforze comuniste e fare da “allarme” per produzione in altre coltivazioni. “Chiesa viva” *** Settembre 2006 17 I FRUTTI DEL PECCATO della dott.ssa Maria Pia Mancini D i fronte a situazioni ingovernabili, si è soliti andare alla ricerca di capri espiatori, trincerandosi dietro valori apparenti, improntati per lo più ad una stupida demagogia, strumentale, a viltà e opportunismo. Certi politici, in specie in Italia, onestamente parlando, ci hanno stancato con la noiosità delle loro sterili e incomprensibili dissertazioni; essi, oltretutto, sono talmente ciechi da non vedere che non hanno più seguito. Lo dimostra, ampiamente, il caso dell’aviaria: nonostante le affannose e continue rassicurazioni, nessuno li ascolta, mettendo in crisi l’intero settore avicolo. Il Paese non ha fiducia nei propri parlamentari; del resto, è comprensibile, dal momento che essi hanno sempre pensato più agli interessi personali che al benessere della collettività, come mostrano gli innumerevoli scandali che hanno caratterizzato la storia recente della Repubblica. Anche ora, con disinvoltura, si vuole ingannare l’opinione pubblica, sbattendo il “mostro”, Calderoli, in prima pagina, quale responsabile dell’aggressività musulmana nei nostri confronti. Sono anni che si perpetrano atrocità a danno dei cristiani, in tanti paesi arabi, mai denunciate dai moderni guru del liberalismo, del rispetto e dell’uguaglianza che vanno prostrandosi, invece, in sinagoghe e moschee, in ossequio ad una peregrina versatilità religio- 18 sa e dottrinale che proprio non convince soprattutto quanti ancora conservano autonomia di pensiero, capacità di analisi e fermezza nella Fede. Si crede di coinvolgere un’intera nazione in subdoli giochi di potere, attribuendo la colpa dei tumulti non già all’Islam, da sempre coerente con i propri princìpi e obiettivi secolari e fatto passare come moderato, bensì alle avventate azioni di protesta contro la sua forza prevaricatrice, basata essenzialmente sul ricatto energetico. Per Grazia di Dio, c’è ancora chi, coraggiosamente e rischiando il linciaggio morale, ribadisce le proprie radici e la propria identità cristiana, magari con atteggiamenti poco accorti dal punto di vista diplomatico, ma efficaci a risvegliare l’attenzione verso le devianti ideologie che hanno invaso l’intero occidente che ora sembra essersi, finalmente, svegliato. Nei tanti interventi e dibattiti, proposti dal sistema mediatico sul nuovo casus belli, volutamente, ci si astiene dall’affermare che lo scontro di civiltà in atto, benché se ne neghi la veridicità, è voluto e programmato da un potere diabolico che ha tutto l’interesse a fomentare scontri, servendosi particolarmente della religione. Alla classe dominante non interessano affatto le questioni di fede, essendo totalmente impegnata ad imporre idee e comportamenti anticristiani, che fa pas“Chiesa viva” *** Settembre 2006 sare come la summa dell’intelligenza, della cultura e della democrazia; quella stessa democrazia che non vale, quando si tratta di rispettare i cattolici ortodossi, considerati casta inferiore da strumentalizzare, però, in occasione delle tornate elettorali: vige l’antico detto “pecunia, non olet”? Il gioco è scoperto: si vogliono coercizzare le coscienze, sostituendo il male al bene, presentato come moderno, universale valore inalienabile; altrimenti s’incorre nell’isolamento e nel disprezzo. In Occidente domina, ormai, la stoltezza, a tutti i livelli, che produce caos, sfiducia, miseria e scontento, nonostante si mistifichi la realtà con tinte di enfatico ottimismo. Le tensioni internazionali non sono, quindi, causate da qualche “reo” come il Ministro Calderoli o l’imprudente vignettista, bensì dai laicisti apostati che occupano i posti di potere, rinnegatori di Cristo e della Verità assoluta, cui hanno sostituito il loro nefasto razionalismo: dagli stessi che predicano la pace e scatenano le guerre per motivi economici, reticenti sull’affermazione decisa della propria appartenenza, sine qua non per una pace stabile e duratura, basata essenzialmente sulla non ingerenza reciproca. L’armonia tra i popoli non può, dunque, scaturire dall’alterazione fittizia delle singole specificità, l’uno in funzione dell’altro. Lo prova il fatto che la serena convivenza delle varie etnìe è inesistente; soprattutto con i musulmani, essa viene meno, allorquando s’intenda porre un limite ai loro interessi che pretendono di universalizzare. Essi, infatti, con reazioni a catena, finiscono sempre con il rivelare la loro reale natura, sopita solo per ingannare l’inerzia quietista dei pavidi senza fede. Abbiamo spalancato le porte a chiunque, senza imporre regole precise, appellandoci ad un dialogo portato avanti univocamente; abbiamo accolto gente di ogni risma che, in casa nostra, pensa d’imporre le sue tradizioni a scapito di quelle del paese ospitante. Perché dovremmo rinunciare alla nostra identità cattolica, in nome dell’accoglienza? Chi ha il diritto di chiedercelo? Perché l’Occidente dovrebbe rivedere la sua immagine, rinnegando cultura, storia e radici? Perché Cristo deve essere messo sullo stesso piano di altri idoli? I potenti, presi dalle questioni pragmatiche per conquistare seguito, accecati dalla libido di dominio, sono indifferenti alle problematiche della fede e hanno eliminato Dio, pietra d’intralcio ai loro piani; la stessa gerarchia Ecclesiale, avendo abbandonato la dogmatica in funzione del relativismo religioso, è ormai nell’incapacità di arginare il disastro. Oggi, molti intellettuali e politici si sentono progressisti e umanitari a seguito della reinterpretazione interculturale, in chiave sincretista, della Parola di Dio, mentre, in realtà, sono retrogradi e dittatoriali, perché tentano di far prevalere, con vessazioni psicologiche, paganesimo e libertinaggio. Sappiano, però, gli onniscienti dell’ultima ora che non siamo disposti a seguir“Chiesa viva” *** Settembre 2006 li nelle perversioni e nei compromessi: preghino pure da soli nelle sinagoghe e nelle moschee e ossequino da soli il loro padrone! Dov’è, oltretutto, la pace, tanto predicata? Le ribellioni, le sofferenze, la fame, le guerre ed i massacri non sono imputabili, pertanto, a sporadici episodi o all’iniziativa, per altro comprensibile, del singolo, ma al diffuso, voluto rifiuto della Verità Assoluta. Senza Cristo, invano lavorano i costruttori! Le rivolte musulmane, che preludono ad un futuro quanto mai incerto, sono uno delle tante conseguenze del peccato generalizzato e della superba ribellione a Dio e alle Sue Leggi; è inutile cercare altri perché. Quanti, asserviti al principe di questo mondo, vogliono trascinare nell’abisso dell’iniquità e dell’empietà interi popoli, riflettano seriamente sul fatto che non sono, certo, le vignette satiriche o una maglietta alla base dello sdegno musulmano, ma l’ignavia e i continui oltraggi a Cristo. Prudenza, disfacimento etico, apostasia e unitarismo hanno indebolito la Civiltà occidentale, ponendola in un contraddittorio, da cui difficilmente essa uscirà indenne. È un segno dei tempi; probabilmente, l’umanità è giunta al “redde rationem”. Modificato il sensum fidei, annientato Cristo, quali frutti raccoglierà l’umana insipienza che ha elevato a mito il peccato? 19 MUHAMMAD BIN LADEN Apparso su “Clarence”: http://www.clarence.com/contents/societa/speciali/010911torri/osama1.html Q uesta storia comincia negli anni Sessanta. Arriva in Texas, dalla lontana Arabia Saudita, Muhammad bin Laden. Il patriarca ha già un portafoglio ricchissimo (è uno degli uomini più ricchi del suo Paese) e non sbarca come un immigrato clandestino: vuole fare affari. Nel 1968, un misterioso incidente aereo lo toglie, però, di torno. Ma non “uccide” certo la voglia della famiglia bin Laden di fare business negli Usa. Tanto che il nuovo capofamiglia (suo figlio Salem, che è anche fratellastro del futuro e celeberrimo Osama, nel 1973 torna di persona in Texas e fonda, ad Austin, la compagnia aerea Bin Laden Aviation. Fa anche quello che insegnano tutti i manuali del buon manager: cerca i contatti giusti per entrare nei circoli che contano. E chi sceglie come “chiave d’accesso”? Mister George Bush, erede di una delle famiglie del petrolio più ricche di tutto lo Stato, e soprattutto uomo della Cia fin dal 1961, dai giorni della Baia dei Porci (il fallito putsch anticastrista a Cuba, finanziato dagli americani, ndr.). È un connubio che funziona subito: Bush senior fa sempre più soldi e carriera, diventando capo della Cia nel 1976 poi vice di Reagan, nel 1981, e, infine, presidente Usa nel 1988; Salem e i suoi fratelli entrano invece, alla 20 Muhammad bin Laden era il padre di Salem e Osama bin Laden, che erano in società con la famiglia dei due presidenti americani Bush. grande nel business petrolifero e finanziario, diventando addirittura soci dei Bush. Ma qui dobbiamo fare un piccolo passo indietro. Nel 1975, alla prestigiosa Harward Business School prende la laurea George W. Bush Junior. L’attuale capo dello Stato americano se la spassa un po’ e poi, tre anni dopo, entra nel mondo del lavoro. Fondando una sua compagnia petrolifera (il core business di famiglia): la “Arbusto Energy”. Tra i suoi compagni d’avventura c’è, sorpresa sorpresa, lo sceicco Salem bin Laden... E non solo: nel Consiglio d’Amministrazione compaiono, infatti, i nomi di Khaled bin Mahfouz e James Bath. Il primo è, oggi, ritenuto uno degli alleati fondamentali di Osama, mentre entrambi sono diventati “famosi” come uomini chiave dello scandalo della “Bank of Commerce and Credit International” (BCCI). Uno scandalo scoppiato nell’ottobre del 1988, quando i magistrati americani scoprirono che l’istituto bancario é in realtà la “lavatrice” che ricicla il denaro del narcotraffico per finanziare operazioni segrete in mezzo mondo. Detto in soldoni, il “denaro sporco” dei trafficanti di droga veniva ripulito attraverso il sistema bancario - spesso grazie a una compagnia anonima di copertura - e diventava “denaro “Chiesa viva” *** Settembre 2006 nascosto”, usato dalla Cia per foraggiare vari gruppi ribelli e movimenti di guerriglia dall’Iran all’Iraq, dai Contras in Nicaragua per arrivare fino ai mujahadeen della resistenza afgana all’invasione sovietica. A proposito di quest’ultima operazione, ecco un passaggio del reportage pubblicato da “Time Magazine” nel numero del 29 luglio 1991 con il significativo titolo di “The Dirtiest Bank of All” (La banca più sporca di tutte): «Poiché gli Usa volevano fornire ai ribelli mujahadeen, in Afghanistan, missili Stinger e altro materiale militare, c’era il bisogno della piena collaborazione del Pakistan. Dalla metà degli anni ‘80, il distaccamento della Cia a Islamabad fu una delle più grandi sedi di servizi segreti al mondo. Se lo scandalo BCCI è un così forte imbarazzo per gli Usa, tanto che indagini dirette non sono mai state condotte, ciò ha molto a che fare con il tacito via libera che gli stessi americani diedero ai trafficanti di eroina in Pakistan - ci ha detto un agente segreto dell’Agenzia». Da segnalare anche che la Bcci aveva stretti rapporti sia con il Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, sia con la Banca Nazionale del Lavoro di Atlanta. Ma torniamo ora alla connection tra i Bush e i bin Laden. Nel 1982, George junior trasforma la “Arbusto Energy” in “Bush Exploration Oil”, che diventa la calamita che attrae altre compagnie e, infine, dà vita alla “Harken Energy”. Tutte operazioni finanziate in gran parte con capitali provenienti da Arabia Saudita e da altri paesi arabi, ma anche da personaggi legati all’affaire Bcci (come Mafhouz e James Bath...) o da politici intimi al clan Bush: un nome su tutti, James Baker alla faccia del conflitto di interessi! (Baker è stato Segretario di Stato Usa, ndr.). La “Harken Energy” non naviga certo in buone acque: arriva due volte sull’orlo della bancarotta, ma non chiude mai. Bush junior segue le orme del padre, fa un sacco di soldi e comincia pure a pensare alla carriera politica. Un’escalation che non si ferma neppure davanti all’ennesima misteriosa morte di questa storia. Nel 1988, Salem bin Laden scompare in uno strano incidente aereo, sempre in Texas, proprio come suo padre Muhammad. Ma non smettono di fioccare le super commesse per la società dei Bush-bin Laden. Ecco cosa ha scritto Giancarlo Radi- ce in un’inchiesta pubblicata dal “Corriere della sera”: «Nell’89, il Governo del Bahrein straccia improvvisamente un contratto con la Amoco e incarica la “Harken Energy” di un mega-progetto di estrazione petrolifera off shore, ben sapendo che la Harken, fino a quel momento, non ha realizzato altro che qualche piccola estrazione di greggio in Oklahoma e Louisiana (e mai in mare) e si trova in condizioni finanziarie disperate». Dunque, le “strade parallele” tra i Bush, Bath e le famiglie saudite non si fermano, conclude Radice. Anzi, «attraversano buona parte degli anni ‘90, per poi scomparire progressivamente dai rapporti d’intelligence. In Afghanistan, la guerra anti-sovietica è finita da un pezzo. La “pecora nera” deIla famiglia bin Laden, Osama, è ormai la mente occulta del terrorismo internazionale. E George W. Bush comincia la sua marcia verso la Casa Bianca». Il paradosso di questa storia è ora evidente: l’America, la Cia e il piccolo George si trovano, oggi, ad affrontare un nemico che loro stessi hanno provveduto a far crescere, foraggiandolo con i loro sporchi affari. Un business che, alla fine, gli si è rivoltato contro. Nel modo più tragico. Diminuzione del senso del peccato sac. dott. Luigi Villa Ristampa (pp. 140 - Euro 10) Troppe cose ci fanno perdere la coscienza del peccato. Tutto è divenuto, ormai, banale, quasi normale. Si parla d’istinti, di subcoscienza, di impulsi, di condizionamenti, così che il peccato è divenuto come una realtà quotidiana dell’esistenza, un rifiuto dell’amore di Dio. Anche i Santi hanno dovuto combattere tutta la vita le loro debolezze, sia per liberarsi dal peccato, sia per progredire nell’amore di Dio. Anch’essi sentivano in sè – dice S. Paolo – come due uomini: l’uno, che voleva il bene; l’altro, no; l’uno che rifiutava il male, l’altro che cadeva nel peccato. Anche noi, quindi, chiamati dal Signore alla santità, dobbiamo lottare per essere sempre più disponibili all’amore di Dio! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Settembre 2006 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa In una sua lettera a Giuditta, Mazzini scrive: «Vorrei tanto mostrare affetto agli uomini, cioè di far loro del bene, ma non voglio più vederli. Sono malato moralmente – ho convulsioni morali come altri possono avere convulsioni fisiche – ci sono momenti in cui vorrei voltolarmi per terra e mordermi come un serpente (…). Porto un odio per gli uomini! Se tu potessi vedere il riso satanico che porto per essi sulle mie labbra! (…)»1. «È curioso osservare l’atteggiamento di Giuseppe Mazzini nei riguardi anche di certi altri personaggi, come ad esempio, il poeta inglese Swinburne: egli, infatti, “assunse in un certo senso la direzione spirituale dello Swinburne e non tralasciò mai di dare al poeta l’impressione di sorvegliarlo attentamente”2, cosa in sè priva di particolari connotati se John Ruskin - il teorizzatore britannico dell’avvento di una società socialista autoritaria - a commento della tragedia “Atalanta in Claydon”, composta dal giovane poeta inglese, non avesse profferito questo giudizio inquietante: “la cosa più stupenda che un giovane abbia mai fatto: per quanto egli sia un giovane demoniaco”»3. Ecco come Giuseppe Mazzini imparò a sputare su Cristo: il conte Cherep-Spiridovich, nel suo libro “The Secret World Government”, scrive: «Karl Rothschild, l’anima della misteriosa e anti-cattolica “Alta Vendita”, prima di lasciare l’Italia, vi stabilì un suo cugino, Nathan Rothschild, per continuare il suo lavoro satanico di trasformare i patrioti italiani in anarchici e atei. Questo “pig” (maiale) comprò un palazzo con una “Cappella” del cui altare fece una latrina per i suoi massoni. Il fare di un Sacro Altare una latrina entusiasmava i veri massoni, così, il satanista Nathan Rothschild scoprì Mazzini e gli “insegnò” a “sputare” su Cristo, come del resto faceva suo figlio Ernesto Nathan»4. Adriano Lemmi, quindi, non aveva dimostrato molta fantasia quando Domenico Margiotta ci racconta che, fatto affittare al Grande Oriente d’Italia il palazzo Borghese, a Roma, per la sua elezione a Supremo Pontefice della Massoneria Universale «Lemmi fece costruire le latrine del Supremo Consiglio al di sopra della Cappella particolare, facendo dirigere lo scolo delle materie fecali sull’altare medesimo! (...). Vi furono delle proteste e l’architetto, a causa dell’igiene dovette disporre le latrine altrimenti. Ma Lemmi, allora, immaginò un’altra nefandezza: fece collocare nelle latrine un Cristo Crocifisso col capo in giù, e al di sopra fu incollato, per suo ordine, un cartello portante queste precise parole: “Prima di uscire, sputare sul traditore! Gloria a Satana!»5. Scaduto il contratto d’affitto del palazzo Borghese, il “Corriere Nazionale” di quel tempo riportò che l’incaricato d’affari della famiglia Borghese, nel riprendere possesso del palazzo, si trovò davanti ad una porta chiusa che non fu potuta aprire se non sotto minaccia d’invocare la forza pubblica per sfondare la porta. Essa era stata trasformata in un tempio satanico! Il giornale ne fece questa descrizione: «I muri erano coperti di damasco rosso e nero; nel fondo 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. vi era un grande arazzo sul quale spiccava la figura di Lucifero. Lì vicino, era una specie d’altare o di rogo; qua e là dei triangoli ed oltre insegne massoniche. All’intorno, erano collocate delle magnifiche sedie dorate aventi ciascuna, sopra la spalliera, una specie di occhio trasparente e illuminato da luce elettrica. Nel mezzo di questo tempio vi era qualche cosa somigliante ad un trono»6. D’altra parte, il Grande Maestro Adriano Lemmi, a proposito del suo “Dio”, non aveva fatto misteri quando declamò: «A te, sfrenati, s’en vanno i miei versi; io t’invoco, o Satana, re del banchetto (...). Io ti saluto, Satana, o ribellione, o forza indicibile della ragione! A te salgano i voti d’incenso sacro! Satana, tu hai vinto l’Jehovah dei preti!»7. «Quando i massoni italiani, il 22 giugno 1883, scoprirono un monumento al Grande Maestro Giuseppe Mazzini, essi portavano una bandiera nera. Sull’asta di questa bandiera spiccava un’effigie di legno di Lucifero»8. «Dopo questa dimostrazione, il circolo anticlericale di Genova indirizzò all’Università cattolica di Torino una lettera annunciante che si proponevano di porre, quando sarebbe venuto il momento, la bandiera di Satana sopra tutte le chiese d’Italia, specialmente sopra il Vaticano»9! 1 2 3 4 Cfr. Nuova Solidarietà, 25 febbraio 1985, p. 8. Cfr. “Enciclopedia italiana” Vol. XXXIII, Roma 1937, p. 124. Idem. Cfr. Conte Cherep-Spiridovich, “The Secret World Government”, Omni Pubblications, p. 163. 5 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi settembre 1895. P. 234. 6 Cfr. Enrico Deassus, “Il problema dell’ora presente”, Desclée e c. Tipografi-Editori, vol. I, p. 486. 7 Cfr. Leone Meurin, “La Frammassoneria, sinagoga di Satana”, Siena 1895, p. 202. 8 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 135. 9 Cfr. Enrico Deassus, op. cit., p. 484. “Chiesa viva” *** Settembre 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Caro Mons. Villa, avrei voluto scrivere sul card. Martini, scavando nei ricordi e in qualche documento, ma poi ho giudicato non essere opportuno insistere su cose che è meglio tenere segrete per non inveire su un morto. Egli va bollendo ormai nel proprio brodo maleolente, e chi ha fiuto se ne accorge. Nei suoi ultimi interventi si rivela incurante del Magistero della Chiesa. Penso che i suoi stessi scritti, che sono molti, non avranno vita lunga, dato il linguaggio brillante ma vago e poco incisivo sul piano della Fede. Gli resta poco tempo per tornare a Dio: preghiamo per lui! Suo aff.mo (un Sacerdote - Milano) Carissimo Don Villa, rinnovo il mio abbonamento alla Rivista “Chiesa viva” che leggo sempre tutto d’un fiato, imparando cose nuove, ahimé, anche vergognose che riguardano questa attuale Chiesa; cose che gli organi “ufficiali” della stampa, sia laica che “religiosa cattolica” (ma che “cattolica” non è!)... non dicono per vile timore di non essere in sintonia coi diabolici temi di questa sciagurata società alla quale la Chiesa del Vaticano II si è “piegata”, mentre Nostro Signore Gesù Cristo ha detto chiaramente di dire sempre la verità, anche se il mondo avrebbe perseguitato i suoi discepoli... mentre ora non si deve dire ciò che è “politically scorrect”... Qui, nella mia città, assisto, sgomento, sempre alla Comunione data con indifferenza sulle mani, non solo dal sacer- dote, ma anche dal “laico” di turno e dalla “suora” che danno l’Ostia consacrata nelle mani dei fedeli, alcuni dei quali, ragazze discinte e quasi svestite che si mettono in bocca la Particola e, come se avessero mangiato un pasticcino, tornano a sedersi con estrema noncuranza. Dopo la Comunione, il sacerdote riprende la Pisside e la ripone nel tabernacolo senza alcuna genuflessione, né prima di chiuderlo, né dopo averlo chiuso. Disgustato, non mi resta che da pregare per questi poveri “sacerdoti” neo-modernisti... Nel rinnovarLe e sensi della mia più profonda stima e nel formularLe gli auguri più sinceri per la sua opera di apostolato, aggiungo un’offerta... Cristo regni! Cordialmente Suo de.mo. (G. L. - Siena) FLAVIO MAGNO AURELIO CASSIODORO - Spaccati di vita1. I salmi di Gesù di Antonio Caruso Il Salterio, dal nome dello strumento a corde che accompagnava il canto dei Salmi, è la sintesi dell’Antico Testamento in chiave di poesia e di preghiera. Come libro profetico è anche un anticipo del Nuovo. È preghiera ispirata da Dio. Con questo libro, Dio vuole insegnare agli uomini come debbono pregare. È come se egli ci dicesse: «Pregatemi così». I grandi Padri della Chiesa facevanbo a gara nel commentarlo. Ma solo due di essi sono riusciti a passare in rassegna tutte e centocnquanta le composizioni del Salterio: un ex peccatore, poi vescovo: Sant’Agostino; e un ex politico,poi monaco, Flavio Magno Aurelio Cassiodoro. L’Autore, da alcuni anni impegnato nella traduzione di tute le opere di Cassiodoro, presenta ora la sua Esposizione dei Salmi. È uno “spaccato” di vita in più libri distinti. Questo primo è una scelta di Salmi dove più chiaro è l’annuncio della figura di Cristo Signore. Per richieste: Edizioni VIVERE IN Via Acque Salvie, 1/A - Roma Tel. 06 5943323 C.da Piangevino, 224/A - Monopoli Tel. 080 6907030 Fax. 080 6907026 e-mail: edizioniviverein@tin.it RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa viva” *** Settembre 2006 23 Conoscere il Comunismo vincia di Hebei. Oblato Ofm, dal 5 ottobre 1930. Decapitato a Chayuankou, il 15 maggio 1931. contro Dio Zeng Guoxian Bonaventura Sacerdote, Ofm. Nato in Hebei il 23 agosto 1864, era entrato tra i francescani il 1° marzo 1888. Ordinato sacerdote il 12 ottobre 1890. È stato decapitato il 18 maggio 1931, a Laohekou. contro l’uomo Santini Luca Fratello laico, Ofm. Originario di San Salvatore, Rimini, dove era nato il 24 dicembre 1878. Era entrato tra i francescani il 12 febbraio 1903. È morto in una prigione del Hebei l’8 settembre 1931. (continua) SETTEMBRE Martiri in Cina SOMMARIO di Giancarlo Politi Li Shaohui Benedetto Laico, sposato, insegnante. Nato intorno al 1914, è stato giustiziato nell’autunno 1950, a Changyang, Ichang. Gubbels Natale Vescovo, Ofm. Nativo di Boorsheim, Belgio, vi era nato il 29 agosto 1874. Entrato tra i francescani il 22 settembre 1891, venne ordinato sacerdote l’8 settembre 1897. L’11 maggio 1930, a Roma, era stato ordinato Vescovo. È morto a domicilio coatto a Ichang, il 18 nov. 1950. Adons Hubertus Sacerdote, Ofm. Originario di Weyer, Belgio, vi era nato l’8 giugno 1872. Entrato tra i francescani il 23 sett. 1892, era stato poi ordinato sacerdote. È morto a domicilio coatto il 24 marzo 1951, a Tanzishan. Li Shaoping Sacerdote, Tosf. Nato a Tanzishan intorno al 1914, era stato ordinato sacerdote verso il 1940. È morto in prigione, nella città di Ichang, nel 1953. Hu Giovanni Battista Sacerdote, Tosf. Nato intorno al 1880, venno ordinato sacerdote prima del 1915. Eletto vescovo nel 1938, rifiutò l’ordina24 N. 386 GIOVANNI PAOLO II “San Karol”? MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HUBEI Li Marco Sacerdote, diocesano. Nato intorno al 1906 e ordinato prete intorno al 1932, venne ucciso da briganti a Huatai, assieme al suo catechista, il 9 febbraio 1939. 2006 2 Giovanni Paolo II (un “San Karol”?) del sac. dott. Luigi Villa zione episcopale. È morto a Jingzhou, agli arresti domiciliari. 6 Zhou Paolo Sacerdote, Tosf. Nato intorno al 1922, era divenuto sacerdote nel 1949. t stato giustiziato a Ichang, nel dicembre 1954. Una concisa visione del libro: Paolo VI... beato? da: Inter multiplices UNA VOX 8 I cavalieri dell’Apocalisse di A. Z. 11 Occhi sulla politica Zheng Bernardino Sacerdote, Tosf. È morto in prigione a Ichang, prima del 12 luglio 1955. 12 Documenta-Facta Zheng Paolo Sacerdote, Tosf. È stato giustiziato in prigione a Wuhan, prima del 12 luglio 1955. 15 L’impero della droga in mano alla CIA? da Internet Diocesi di Laohekou Il Vicariato Apostolico del Hubei nordorientale era stato costituito l’11 settembre 1870; nel 1924 prese il nome dalla città sede episcopale. Era affidata ai francescani italiani. 18 I frutti del peccato della dott.ssa M. Pia Mancini Hu Gabriele Sacerdote, diocesano. Nato a Laohekou l’11 ottobre 1897, era stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1923. È stato decapitato il 15 maggio 1931, a Chayuankou. 23 Lettere alla Direzione In Libreria Guo Tommaso Sacerdote, diocesano. Nato il 19 novembre 1856, era divenuto sacerdote nel 1886. È stato fucilato il 15 maggio 1931, a Chayuankou. Cheng Francesco Religioso, catechista. Originario della pro- 14 Il Teologo 20 Muhammad Bin Laden da Internet 22 Conoscere la Massoneria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla XXII Domenica del Tempo Ord. alla XXVIII Dom. del Tempo Ord.) “Chiesa viva” *** Settembre 2006 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXVI - N° 387 OTTOBRE 2006 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità card. WALTER KASPER l’eretico teologo tedesco La nostra arma è il Rosario! Così scrive Tito Casini: «... la storia indica nel Rosario l’arma per cui, vinta da noi, essa vince per noi. Lepanto non è che la più celebre delle vittorie invocate e ottenute dalla Fede. Il Senato Veneto, sotto l’affresco destinato a ricordare la battaglia in cui la Repubblica aveva partecipato con tanto valore e sacrficio, fece scrivere: NON VIRES, NON ARMA, NON DUCES, SED MARIA ROSARII FECIT NOS ESSE VICTORES». 2 “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 L’ERETICO TEOLOGO TEDESCO card. WALTER KASPER del sac. dott. Luigi Villa R icordo ancora la scossa che ebbi alla nomina di “Segretario speciale”, nel Sinodo del gennaio 1983, del teologo (?) Walter Kasper, tutt’altro che ortodosso per tutte le eresie che ha sfornato dal Concilio ad oggi. Per necessità di spazio, non posso dare, qui, che rapidi accenni alla sua dottrina nefasta. Ad esempio: nel suo volume: “Ateismo e linguaggio” (Roma 1974) scrive: «... dall’uomo e dal mondo non si può risalire a Dio». L’aver messo a “teologo” del Concilio questo squinternato tedesco è stato come un voler togliere la già poca credibilità dello zoppicante Vaticano II! Kasper fu anche il responsabile principale del cosiddetto “Catechismo Tedesco per Adulti”, zeppo di manchevolezze, inesattezze ed errori dottrinali. Da ricordare che egli fu anche il firmatario, nel 1972, del famoso “Manifesto” dei 32 teologi. Nel 1989, invece, non firmò il “Manifesto” dei 163, solo perché già sapeva della sua infausta nomina a Vescovo. Nel suo libro: “Introduzione alA scrivere su l’aberrante Rivila Fede”, scrive: sta “Concilium”, nella sezione «Certi dogmi possono essere “Ecumenismo”, iniziò con lo totalmente unilaterali, testardi scritto: “La Chiesa sotto la Panel volere avere sempre raIl cardinale Walter Kasper. rola di Dio”. Era l’introduzione gione, stupidi e precipitosaa una dogmatica rinnovata semente prematuri». condo il Vaticano II. I miracoli di Gesù, per Lui, vanLa sua strategia di modernista fu quella di suggerire no visti sotto due aspetti: storici e scientifici, come la che “un uomo moderno non può credere, perché “tempesta sedata”, “la trasfigurazione”, “Gesù incontra ostacoli che non riesce a superare, per che cammina sulle acque”, “la moltiplicazione dei cui deve accettare questa impossibilità”. pani e dei pesci”, “la pesca miracolosa”, ecc., E in un suo articolo del 14 luglio 1989, riportato dalla mentre “i miracoli sulla natura risultano della aggiunte “Schweizerische Katholische Wochensentung”, secondarie alla tradizione originale”. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 3 afferma che è impossibile conservare la fede nella Chiesa, rimasta un misterioso grano di senape. Nel suo libro: “Gesù il Cristo”, scrive, apertis verbis, che Gesù non è Figlio di Dio. È questo in senso vero e proprio, sia in senso metafisico che ontologico. Secondo Lui, infatti, «questa confessione di Gesù Cristo Figlio di Dio... anche oggi viene accolta con notevole diffidenza da parecchi fedeli (sic!). Secondo l’obiezione più corrente, che è poi anche la più importante, qui ci troveremmo di fronte a un residuo di mentalità mitica passivamente accettata»3. Il suo libro “Introduzione alla Fede”, edito dalla Queriniana nel 1973, fu subito criticato dal salesiano Luigi Bogliolo, allora professore nella Pontificia Università Lateranense, nella sua monografia: “Ateismo e linguaggio” dove spiega perché Kasper afferma che è in questione anche la nostra fede, anzi “la Fede stessa”, perché - secondo Kasper - «non è più praticabile per arrivare a Dio, né la via ontologica Nei Vangeli sinottici - secondo Kasper - «Gesù della tradizionale filosofia cristiana sulla base delnon si qualifica mai come Figlio di Dio. Una simile la sola esperienza, perché l’uomo ha trasformato enunciazione deriva, quindi, chiaramente dalla conil mondo in naturale della sua libertà, né la via fessione di fede della Chiesa». delle esigenze interiori della coscienza, che reclaChe cosa ne ha fatto, allora, Kasper della confesma Dio come postulato, al modo di Kant». Il che sisione di Pietro, a Cesarea di Filippo: «Tu sei il Crignificherebbe appunto - secondo Kasper - che sto, il Figlio del Dio vivente»4, subito sanzionata da “dall’uomo e dal mondo non si può risalire a Dio”. Cristo stesso: Ma anche la teolo«Beato te, Simogia, come scienza, ne Bar Jona, perpuò far poco - semché non la carne pre secondo Kané il sangue te sper - perché “non l’hanno rivelato, è possibile una fima il Padre mio losofia che porti che è nei cieli»?.. alla fede quale E la risposta di fondamento umaGesù: «Sì, lo sono della fede stesno!», davanti alsa. Non è possibil’Alto Consiglio, le una teologia fiper Kasper, Gesù losofica capace di lo disse perché “fu dire qualcosa incostretto a dichiatorno a Dio”. rarsi Messia”! L’insignificanza del E quando, dopo la linguaggio teologiPasqua, la comuco si risolve “nelIstanbul: il cardinale Walter Kasper, insieme al card. Miloslav Vlk, al vescovo luterano nità cristiana conl’impossibilità, H enrik Svenungsson e al patriarca ecumenico Bartolomeo I, partecipa ai grandi fefessa che Gesù è il per l’intelligenza steggiamenti per la festa di sant’Andrea, fondatore e patrono del Patriarcato ecumenico. Figlio di Dio, Kaumana, di conosper non Gli ricoscere Dio, prima e nosce “una dignità che andrebbe ben oltre le sue fuori della fede”. pretese”. 1 Affermando, poi, che “nella scuola paolina e negli Ora, questo è in contraddizione con la Rivelazione e col Magistero infallibile della Chiesa: scritti giovannei, si giunge così ad una confessione «Se qualcuno dirà che l’unico e vero Dio, Creatoesplicita della divinità di Gesù”, Kasper viene ad atre e Signore nostro, non può essere conosciuto tribuire la divinità di Gesù ad una invenzione di col lume della ragione, attraverso le cose create, San Paolo e di San Giovanni. sia scomunicato»2. Ma Kasper se ne infischia dell’uno e dell’altro, impre*** gnato com’è di modernismo, cadendo anche sotto gli E per Kasper non ci sono miracoli nel Vangelo. anatemi precisi dell’enciclica “Pascendi” di S. Pio X. Infatti, per Lui, i “miracoli”, sono “leggende”, “rac- 1 Cfr. San Paolo, 2 Cfr. Dz 180. 4 Rom. 1, 20 - Rom. 2, 14 ss. 3 4 Cfr. Walter Kasper, “Gesù il Cristo”, p. 223. Cfr. Mt. 16, 16. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Incredibile! Questo sbruffone della teologia moderna conti non storici”, né costituiscono una prova della fa di tutto il Vangelo una grande impostura della stodivinità di Gesù Cristo; anzi, i miracoli sono “un proria! E, benché ammetta che “Gesù ha compiuto delblema che rende piuttosto strana e difficilmente le opere straordinarie che lasciarono stupefatti i comprensibile all’uomo moderno l’attività di Gecontemporanei”, tuttavia, aggiunge che questo “ha sù”. un’importanza piuttosto relativa”, anche perché Per diminuirne il valore, poi, scrive: questi “miracoli” “possono essere interpretati an«Dal punto di vista letterario, si può notare una che come opera del demonio. In se stessi non sotendenza ad amplificare e moltiplicare i miracoli». no, poi, così chiari, e non contribuiscono necesE continua: sariamente una prova della divinità di Gesù”. «I racconti miracolosi del Nuovo Testamento, soAnche qui, è chiaro come Kasper è contro la Tradino strutturati in modo analogo a quelli che già cozione e contro il Vaticano I, che sentenziò che «i nosciamo nell’antichità»; «Si ha, quindi, l’impresmiracoli di Gesù sono argomenti certissimi della sione che il Nuovo Testamento abbia arricchito la divina Rivelazione e adatti all’intelligenza di tutti»6 figura di Gesù di numerosi motivi extra-cristiani, (“Miracula divinae Revelationis signa sunt certisper sottolinearne la grandezza e l’autorità». sima per omnium intelligentiae accomodata”). E continua a demolirli: Ma per questo traditore della Fede, intriso di su«Alcuni racconti miracolosi si sono dimostrati, perbia satanica, “il concetto apologetico di miraall’indagine della storia delle forme (?!) come colo si rivela formula proiezioni dell’espevuota”, perché i miracoli rienza pasquale sulla «sarebbero sicuravita terrena di Gesù, o mente accertabili solcome anticipazioni tanto nel caso in cui sull’attività del Cristo noi fossimo in grado di glorificato. Tra queste conoscere in modo storie epifaniche vancompleto tutte le leggi no annoverati, ad della natura e di peneesempio, il miracolo trare fino in fondo ogni della tempesta sedata, singolo caso», per cui la scena della trasfigu«queste e altre analorazione, il cammino ghe difficoltà hanno insulle acque, la moltidotto i teologi (?) a suplicazione dei pani per perare, in parte, o del 4-5.000 persone, la petutto, il concetto aposca miracolosa. I raclogetico di miracolo». conti del risveglio delEcco un altro sragionare la figlia di Giairo, del che merita ancora l’altro giovanetto di Naim e anatema del Vaticano I: di Lazzaro, non mira«Se qualcuno dirà che no ad altro che a prei miracoli non sono sentare Gesù come Sipossibili e che, perciò, gnore della vita e sulla Il card. Walter Kasper e il card. Joseph Ratzinger. tutti i racconti miracomorte». losi contenuti anche E prosegue: nella sacra Scrittura «Molte storie miracodevono essere relegati tra le leggende e i miti, o lose riferiteci dai Vangeli devono essere consideche i miracoli non possono giammai essere conorate leggendarie. Molte leggende vanno analizzate sciuti con certezza, né con essi si può debitamennon tanto nel loro contenuto storico, bensì in te dimostrare l’origine divina della religione criquello teologico», e cioè: stiana, sia scomunicato!»7. «questi racconti non storici sono enunciati di fede su significato salvifico della persona e del *** messaggio di Gesù»5. 5 6 Cfr. Walter Kasper, “Gesù il Cristo”, p. 118. Cfr. Denz. 1790. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 7 Cfr. Denz. 1813. 5 Inoltre, per Kasper non c’è stata risurrezione corDio. Perciò, questo scucito mentale di Kasper non porea di Gesù. può non cadere, anche qui, nell’altro anatema del VaDifatti, scrive: ticano I: «Quando si parla di Gesù risorto, il pensiero corre «Se qualcuno dirà che la Rivelazione divina non quasi spontaneamente ai dipinti di Matthias Grûpossa essere fatta credibile da esterni segni, e newald, dove osserviamo un Cristo che esce trache perciò gli uomini non devono essere mossi alsfigurato dal sepolcro. Ma basta gettare un rapido la fede se non da sola interna esperienza, o privasguardo sul dato della Tradizione del Nuovo Teta ispirazione, sia scomunicato!»9. stamento per rendersi conMa anche l’Ascensione di to che un simile quadro Cristo in cielo, per Kasper, non rispecchia affatto il non ci fu, come non ci fureale svolgimento dei rono le apparizioni. fatti»8. E continua: Per Lui, Cristo non è mai «Gli enunciati della Tradiasceso al cielo, perché non zione neo-testamentaria ne era mai disceso: della risurrezione di Gesù «Queste nubi che sottragnon sono affatto neutrali: gono Gesù allo sguardo dei sono confessioni e testidiscepoli attoniti, quindi, monianze prodotte da gennon sono un fenomeno mete che crede». teorologico, ma un simbolo E prosegue con sicumera teologico». che: Come si vede, la sua cristo«dobbiamo supporre che logia è sempre senza Fede: non si tratti di cenni storiniente divinità di Cristo, ci, ma soltanto di artifici niente resurrezione, niente stilistici, escogitati per riAscensione, niente apparichiamare l’attenzione e zioni. creare suspance». Di tutto questo, infatti, Egli E continua ancora: scrive: «In ciò su cui si vuole ri«Questi racconti vanno inchiamare l’attenzione non terpretati alla luce di quanè il sepolcro vuoto; si anto essi vogliono esprimenuncia la resurrezione, e il re», per cui questi testi «dosepolcro viene considerato ve si parla di un Risorto soltanto come segno di che viene toccato con le questa fede»... mani e che consuma dei comunque, pasti coi discepoli 10 non «La Rivelazione di un nuvanno presi alla lettera», cleo storico , presente nei ma solo «sono confessioni racconti del sepolcro vuoIl cardinale Walter Kasper. e testimonianze prodotte to, non costituisce, certo, da gente che crede». una prova della risurrezioQuindi, Kasper sentenzia: ne». «Il sepolcro vuoto rap«Bisognerà dunque partire presenta un fenomeno amdal fatto che questo loro “vedere” è stato reso biguo, aperto a diverse possibilità di interpretapossibile dalla fede, o meglio si è trattato di una zioni». esperienza condotta nella “fede”»... Uno sragionare così può valere per deficienti mentali, E così, Kasper liquida, d’un sol colpo, tutto il Vangelo non perché sa che “obiettivamente” è successo vedelle apparizioni! ramente così, ma perché sa che Gesù è veramente 8 9 6 Cfr. Walter Kasper, “Gesù il Cristo”, p. 175. Cfr.Denz. 1812. 10 Cfr. Lc. 24, 38 ss; Jo. 20, 26 ss. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 *** E così crolla anche la “Mariologia” È la sua logica. Infranta la cristologia, Kasper va all’attacco anche della Mariologia. Infatti, scrive di «difficili problemi teologici-biblici che la tematica (?) del concepimento verginale solleva», per cui la verginale maternità di Maria è «ancora aperta sul piano biblico». E spezza una lancia anche in difesa di Nestorio, il negatore della divina maternità di Maria, scrivendo: «(A Nestorio) vennero attribuite le più gravi deviazioni dottrinali, mentre il Concilio di Efeso lo bollò addirittura con l’appellativo di “Giuda redivivo”. Oggi, però, in seguito alle ricerche condotte dalla teologia storica (?) si è propensi ad una riabilitazione». Un altro “Giuda redivivo”, però, oggi, per noi, è proprio Lui, Kasper, il “Giuda moderno”, che elimina logicamente anche l’infallibilità della Chiesa. Come Hans Küng, suo degno collega in eresie, nega infatti l’infallibilità della Chiesa ed entrambi, con la loro “nuova cristologia”, “ripudiano il Magistero e l’autorità della Chiesa”11. né anatemizzati. E ancora peggio, gli “eretici”, oggi, li vediamo persino protetti dall’alto e anche promossi, com’è stato con questo eretico teologo tedesco, promosso persino a vescovo e, poi, a cardinale! Ancora prima, fu però scelto come membro della “Commissione Teologica Internazionale”; poi, fu eletto a Consulente del “Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani”; dopo, fu “teologo” del Sinodo speciale del 1985; e, a coronamento, infine, fu eletto Vescovo, scrivendogli persino che “per la Chiesa cattolica in Germania, in un periodo turbolento, Lei è un dono prezioso»12. Per me, invece, è uno dei tanti esempi di azione modernista, la più sfacciata e impudente. Altro che “dono”, fatto da Roma alla Germania germanica, ma bensì un fumo per cervelli già annebbiati dall’aura del Vaticano II, impregnata di idealismo, di esistenzialismo e di immanentismo di tante altre filosofie moderne. C’è solo, quindi, da rabbrividire e da sdegnarsi di queste promozioni ecclesiastiche che sembrano insediate per minare, definitivamente, la Chiesa di Cristo! Ma... “Non prevalebunt!”. *** Chiudo, qui, queste enunciazioni di apostasia della Fede cattolica, pubblicate e insegnate addirittura da un cardinale della Chiesa cattolica. Purtroppo, dopo il Vaticano II, gli “errori teologici” vengono solo “dichiarati” e non più condannati NOTE 11 12 Cfr. Leone XIII, “Vigilantiae”. Cfr. Lettera del card. Ratzinger, in “30 giorni”, maggio 1989. Karol Wojtyla... santo? sac. dott. Luigi Villa (pp. 48 - Euro 1) È un panflet di sole 48 pagine, ma che merita attenzione e meditazione. Contiene una raccolta degli ultimi articoli del Direttore di “Chiesa viva” e di altri Autori, scritti in uno stile apologetico, denso di argomentazioni serie, centrate sulla figura di Giovanni Paolo II, in cui si manifesta un parere negativo per una “beatificazione” da molti auspicata, ma perché ignari del contenuto di quel disastroso pontificato! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 7 Il teologo Un altro esempio di denuncia di errori di principio dottrinale del Vaticano II Sarà bene citare, per primo, le Parole di Gesù: «... a fructibus eorum conognoscetis eos!..». «Non potest arbor bona malos fructus facere...» (Mt. VII, 16-18). «Omnis arbor quae non facit fructum bonum... excidetur... et in ignem mittetur...» (Mt. VII, 19). Dopo un delitto, una pubblica calamità o un disastro, è obbligo fare una dovuta inchiesta per una retta cognizione dei fatti, per poi prendere i dovuti provvedimenti e rimedi, oltre le punizioni. In questa mia inchiesta personale sulle responsabilità gerarchiche sul presunto Concilio Vaticano II sono stato appunto spinto anch’io dall’evidenza dei gravi risultati che ha patito la Chiesa con tale autentica rivoluzione, come quella, ad esempio, della Costituzione sulla Liturgia, che lo stesso “Avvenire d’Italia” del 23 marzo 1968, in un articolo-fiume scrisse, chiaro e tondo, che la Commissione Conciliare, incaricata di compilare e stendere definitivamente il testo, ebbe intenzioni esplicite di imbrogliare, mediante un “modo 8 di esprimersi cauto, fluido, talora incerto, in certi casi, ed eliminò il testo della Costituzione per lasciare, nella fase di applicazione, le più ampie possibilità, e non chiudere le porte all’azione vivificante dello Spirito” (senza l’attributo divino: “Santo”!). Cito, per primo, l’introduzione dell’altare “versus populum”, operata mediante un “colpo di mano” dal “Consilium”, mascherato da dolci parole: «È bene che l’altare maggiore sia staccato dalla parete... per potervi facilmente girare intorno (?!)... a celebrare rivolti “versus populum”». Così, le Conferenze Episcopali, fraudolentemente hanno interpretato arbitrariamente di cam- biare un “licet” in “expedit”, un “tribui possit” in un categorico “debet”, senza dare alcuna liceità di alternativa contraria. Una vera “aversio a Deo” per una “conversio ad creaturas”, rimuovendo o manomettendo il monumentale altare maggiore in un tavolaccio da ping pong “versus popolum”! Il celebrante, così, volta le terga al Signore per convergersi (“conversio ad creaturas”) al “popolo di Dio” divenuto, ormai, protagonista della Liturgia, al posto di Dio, per la “celebrazione comunitaria”, come fu detto, nientemeno, dalla “Institutio Generalis Missalis Romani”, art. 14: «indolem comunitariam habeat”, contro il dogma tridentino!.. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 LA SALVEZZA VIENE DA CRISTO O DAL DIALOGO? della dott.ssa Maria Pia Mancini L’ affermazione della libertà religiosa, enunciata sul piano sociale e politico, non deve insidiare la certezza che solo la Chiesa possiede e tramanda la Verità; così come l’appello alla reciproca comprensione non dovrebbe tacere sulle ingiustizie perpetrate ai danni del suo secolare assetto dottrinale, e il diritto all’accoglienza degli stranieri non dovrebbe essere rivendicato in campo religioso. In nome della molteplicità nell’unità; molteplicità che dovrebbe estrinsecarsi solo nelle opere ma anche nella dottrina, assistiamo invece ad un disordinato proliferare di pastorali e atteggiamenti del clero cattolico che, per favorire i dialogo, polverizzano i fondamenti del Cattolicesimo con il chiaro obiettivo di accelerarne il tramonto. Negli ultimi tempi, è stata ridimensionato, oltretutto, il significato dell’evangelizzazione per le pressioni della propaganda ideologica ateo-mondialista (talvolta vistosa e prepotente, talvolta sottile ed occulta) che ambisce ad una specie di koinè spirituale, sincretista, in grado di eliminare differenze e contrasti. Si nota, purtroppo, nei nostri Pastori, l’assenza di una volontà decisa a difendere e riaffermare i secolari princìpi della Tradizione, come dimostra il fatto che essi non avvertono l’interiore esigenza di riedificare i pilastri portanti, segni distintivi della fede cattolica, quali la S. Messa-Sacrifi“Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Gesù davanti a Pilato. cio e la SS.ma Eucarestia, da loro stessi ridotte a semplici simboli conviviali. Ormai, il monolite relativista campeggia su Roma e ci si compiace del rigoglio della rinnovata civiltà umanistica che, con i suoi interscambi dottrinali e liturgici, con le sue rivendicazioni sociologico-relazionali, schernisce la Parola di Dio. Il clero cattolico, per espresso mandato chiamato a comizi strenuamente apologetici, non opinabili, pare assentire alla “docta pietas” delle mediazioni irenistiche, forse perché teme l’accusa di pregiudizi razziali e religiosi e di voler attuare una sorta di controriforma. La moderna teologia, accecata dal fumo sinarchico, rifiutate patristica e scolastica, perché considerate strumento di conservazione di un passato da dimenticare, si muove raramente sul terreno della trascendenza per andare incontro, pragmaticamente, al laicismo col quale non vuole porsi in antitesi. La Gerarchia Ecclesiale approva e, frequentemente accusata di operare sulla base di un arrogante dogmatismo, per rigettare le critiche, rinuncia alle sue prerogative universalistiche, attraverso aperture in grado di rendere meno incisivi i canoni morali e dottrinali ai quali si è sempre attenuta. Allo scopo di mostrarsi al mondo attuali e vitali, certi Pastori s’adoperano, infatti, costantemente nell’opera riformatrice, anche con esegesi rinnovate, insensibili allo scricchiolìo del loro mandato che sta facendo scivolare numerosi fedeli nell’apostasia, nell’abiura e nell’idolatria, evidenziate dalle piazze gremite e dalle chiese deserte. Considerata tramontata la Tradizione dei Padri, si teologizzano disinvoltamente teorie aberranti con le quali, dando per 9 scontato il superamento della fase tridentina, si crede di poter giungere a rompere gli schemi di una Chiesa prevaricatrice e, quindi, di favorire una società armonicamente pluralista in cui la Verità, ogni altra superstizione e tutte le forme di culto abbiano pari importanza ai fini della salvezza. È come voler ammettere e dichiarare che lo stesso Cristo sia arrogante e superbo; ma non ha Egli detto: «Andate e predicate, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo»? Con simili nuovi orientamenti, in base al criterio di giudizio dei modernisti, avremmo già fatto notevoli passi avanti verso il dialogo e la pace; secondo loro, la spinta alla conoscenza diretta delle altrui esperienze di fede dovrebbe favorire, inoltre, in tempi brevi, la revisione della propria in funzione di un’esistenza più attenta alle necessità concrete dell’uomo. Così, più si accentuano i fenomeni di comunicazione di massa, tanto più da certi Pastori è avvertita l’urgenza di riesaminare e censurare quella parte di Verità considerata imbarazzante per i rapporti diplomatici e l’unità, soprattutto con quei popoli che non riconoscono Cristo, ma nelle cui tradizioni si cerca di rinvenire, ad ogni costo, punti di concordanza dottrinale e comuni radici che non vanno oltre Abramo. Si vuole, sostanzialmente, obbligare le coscienze a confrontarsi con realtà diverse, rendendole incapaci di soffermarsi sulla forza che dà la sequela di Cristo, la sola in grado di affrancare dalla tirannia del soggettivismo e del mutamento dei tempi. In tale contesto, fluttuante e mutevole, s’inserisce perfettamente la confusione che regna oggi nella Chiesa Cattolica, dove imperversano, incontrollati, teologi, ministri, Pastori e movimenti di varia na- tura, propagatori di liturgie e princìpi ibridi che allontanano sempre più i fedeli, stanchi di assistere impotenti a scempi sacrilegi e innovazioni che nulla hanno più di cattolico. Le invereconde assemblee interreligiose, le celebrazioni, intrise di ebraismo e protestantesimo, e l’ecumenismo fallace, di fatto, non solo non avvicinano a Cristo i lontani, ma allontanano i veri credenti che si sentono estranei alla nuova prassi che certo autoritarismo vuole loro imporre, nonostante non sia impegnata l’infallibilità. Dall’opuscolo della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana, dal titolo “Lo Spirito di Verità apre il cuore alla Parola di Salvezza”, distribuito in occasione della preghiera comune con la Comunità di Taizè, ospite del Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso (IS) il 30 maggio 2006, apprendiamo cosa insegna il moderno Spirito di Verità per aprire il nostro cuore alla Parola di Salvezza: «La Comunità di Taizè (Parabola di Comunione secondo Frére Roger) è formata da 100 fratelli, cattolici e di differenti origini evangeliche che (...)»; «(...). Vivere oggi in questo contesto musulmano (si parla del Senegal) significa avere su questi fedeli un sguardo che riconosca in loro l’Opera di Dio, uno sguardo che valorizzi il loro cammino di fede, che ammiri l’autenticità della loro preghiera. E poi mostrare un volto della Chiesa che non sia arrogante (...)». «(...). Con loro (i musulmani) sono nate belle amicizie e, talvolta, si evoca la comune appartenenza ad Abramo»; Dalla preghiera comunitaria allo Spirito Santo: «La tua presenza ci fa Chiesa, popolo di carità, unità che è segno di profezia per l’unità del mondo. Tu ci fai chiesa La donna nell’Islam sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) della libertà, aperti al nuovo e attenti alla meravigliosa varietà da Te suscitata nell’amore». Sarebbe da stendere un velo pietoso sull’impegno e il denaro profusi per diffondere certe idee, ma è opportuno che ci si renda conto di quali cambiamenti siano in corso, supportati da catechesi ambigue, propinate alle menti più indifese. Spontanee, pertanto, sorgono alcune domande che rimarranno senza risposta, perché non ve ne sono, a meno che non si dichiari che la Chiesa Cattolica per duemila anni ha insegnato falsità: – Di cosa dovrebbe arricchirci la preghiera insieme con gli evangelici in un Santuario Mariano, data la loro immutata posizione dottrinale sulla SS.ma Madre di Dio? – A chi sono fedeli i musulmani e in quali azioni si traduce la presunta opera di Dio in loro, al punto che bisogna valorizzarne il cammino di fede? – In cosa consiste siffatto cammino di fede? Nel vilipendiare i Crocifissi o nel massacrare fisicamente e spiritualmente i cristiani, come insegnano le loro “gesta” passate e presenti? – L’appartenenza alla comune discendenza di Abramo, uomo giusto, ma pur sempre un uomo è superiore all’appartenenza a Cristo, da loro non riconosciuto quale Dio? – Lo Spirito Santo suscita molteplicità di carismi per raggiugere l’unità in Cristo Gesù non per fondare un’altra Chiesa in cui il Salvatore ancora una volta sia pietra d’intralcio da scartare. Che lo Spirito Santo dia luce ai nostri Pastori affinché ricordino che le sacre Scritture, oltre al Vecchio Testamento, comprendono anche il Vangelo! No vit à Il tema “donna” dovrebbe essere ben più vasto di come l’ho trattato. Ma questo mio breve studio vuol essere solo uno schizzo di un affresco islamico dove nascere donna è come una maledizione. Così ha scritto una di loro: «Laggiù, una donna non ha vita. Le ragazze vengono picchiate, maltrattate, strangolate, bruciate, uccise. E questo è all’ordine del giorno. È così che da noi le donne crescono. Se ti riempiono di botte, è normale. Se ti danno fuoco, è normale. Se ti strangolano, è normale. Persino le pecore valgono più delle donne»! Leggete qui e meditate e pregate, chiedendo al Signore: «Ma fino a quando sarà così per queste tue povere creature schiave dell’Islam?». Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Occhi sulla Politica “IL SUPERUOMO” “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) Fra tutti i tuoi bei libri, Monsignore, L’ultimo, vale a dir: “Diminuzione del senso del peccato”, ho l’impressione Che in campo educativo sia il migliore; Ed io lo raccomando al buon lettore Di “Chiesa viva”, per la diffusione Urbi et Orbi - essendo una lezione, Che ci ammaestra ad evitar l’errore! Diminuisce il senso del peccato, Perché tutto è permesso e consentito, All’uomo sedicente “emancipato”, Ovvero al “superuomo progredito”, Che la Divina Legge ha rovesciato, E al Padreterno s’è sostituito! Prof. Arturo Sardini “CIÈLLE” E DON GIUSSANI A me “Cièlle” non è mai piaciuta! Non so perché! Così... istintivamente! V’è qualche cosa in me che si rifiuta D’avvicinarla: ossia, inspiegabilmente, Per tale Associazione, conosciuta, Sento una repulsione, inconsciamente, Anche se dalla Chiesa benvoluta, Non so se in buonafede o astutamente! Per me tale rifiuto, che è istintivo, Di Don Giussani non ho letto niente! Perdonami, lettor; ma quel che scrivo È ciò che la mia mente avverte o sente, In modo irrazionale, ma intuitivo, Come per l’Opus Dei: molto potente! Prof. Arturo Sardini 12 OPERE SOCIALI A PRO’ DEGLI OPERAI In terzo luogo vi è un’istituzione, attuata sapientePapa Leone XIII. mente dai nostri maggiori, e poi con l’andar del tempo dimessa, la quale può servire ai dì nostri come di modello e di forma a qualcosa di simile. Intendiamo parlare dei Collegi e Corpi di arti e mestieri, destinati, sotto la guida della Religione, a tutela degl’interessi e dei costumi. I quali Collegi, se per lungo uso ed esperienza riuscirono di gran vantaggio ai nostri padri, torneranno molto più vantaggiosi all’età nostra, perché opportunissimi a fiaccare la potenza delle sètte. I poveri operai, oltre ad essere per la stessa condizione loro degnissimi sopra tutti di carità e di sollievo, sono in modo particolare esposti alle seduzioni dei fraudolenti e raggiratori. Vanno perciò aiutati con la massima generosità, e invitati alle società buone, affinché non si lascino trascinare nelle malvagie. Per questo motivo ci sarebbe assai caro che, adattate ai tempi, risorgessero per tutto sotto gli auspici e il patrocinio dei Vescovi a salute del popolo siffatte aggregazioni. E ci è di grandissimo conforto il vederle fondate già in molti luoghi insieme coi Patronati cattolici: due istituzioni, che mirano a giovare la classe onesta dei proletari, a soccorrere e proteggere le loro famiglie, i loro figli, e a mantenere in essi con l’integrità dei costumi l’amore della pietà, e la conoscenza della Religione. E qui non possiamo passare sotto silenzio la Società di San Vincenzo de’ Paoli, insigne per lo spettacolo e l’esempio che porge, e sì altamente benemerita della povera plebe. Le opere e le intenzioni di cotesta società sono ben note: essa è tutta in sovvenire i bisognosi e i tribolati, prevenendoli amorosamente, e ciò con mirabile sagacia, e con quella modestia, che quanto meno vuol comparire, tanto è più opportuna all’esercizio della carità cristiana e al sollevamento delle umane miserie. EDUCAZIONE DELLA GIOVENTÙ In quarto luogo, a conseguire più facilmente l’intento, alla Fede e vigilanza vostra, raccomandiamo caldissimamente la gioventù, speranza dell’umano consorzio. Nella buona educazione di essa, ponete grandissima parte delle vostre cure, e non vi date mai a credere di aver vigilato e fatto abbastanza, per tener lontana l’età giovinetta da quelle scuole e da quei maestri donde sia da temere l’alito pestifero delle sètte. Fate che i genitori, i direttori spirituali, i parroci, nell’insegnare la dottrina cristiana, non si stanchino di ammonire opportunamente i figli e gli alunni intorno alla rea natura di tali sètte, anche perché imparino per tempo le varie e subdole arti, solite usarsi dai propagatori di quelle per irretire la gente. Anzi, quei che apparecchiano i giovanetti alla prima comunione faranno benissimo, se li indurranno a proporre e promettere di non iscriversi, senza saputa dei propri genitori ovvero senza consiglio del parroco o del confessore, a società alcuna. (continua) “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 11 Documenta-Facta ARMI DA GENOCIDIO dI Maurizio Blondet Colleghi zurighesi del giornle Zeit-Fragen mi chiedono di diffondere la lettera e l’appello che seguono. La lettera, scritta in fretta e in cattivo inglese, è di un medico palestinese a Gaza: «... Grazie mille per il vostro interessamento. È un vero crimine quello a cui assistiamo a Gaza. Riceviamo martiri che sono tagliati in centinaia di pezzi, che sono per di più gravemente bruciati e completamente fusi, tanto da rendere impossibile l’identificazione. Le ferite ci colpiscono con gravi ustioni: quando cerchiamo di spegnere il fuoco, esso riprende con odore di fosforo. Tali ustioni danneggiano tutti i tessuti fino all’osso. L’arto colpito dalle schegge (shrapnel) viene immediatamente amputato per nostra decisione, dato il constatato cattivo risultato sulla vita della vittima, entro pochi giorni. All’esterno, troviamo i segni di centinaia di shrapnels che hanno penetrato il corpo e non appaiono ai raggi X. Questi causano gravissime ustioni agli organi interni e cuocciono (sic) il fegato. Altre ferite non mostrano alcun foro d’entrata all’esterno; ma quando esploriamo l’addome chirurgicamente troviamo visceri, milza e fegato spappolati e frammentati. Abbiamo amputato oltre 70 arti. Abbiamo avuto 200 uccisi in questo modo. Abbiamo 1200 feriti, in massima parte invalidi sfigurati. Abbiamo conservato alcuni tessuti delle ferite e campioni delle schegge, ma non possiamo esaminarli perché gli israeliani hanno distrutto il nostro unico laboratorio. 12 Posso mandarvi delle foto per analisi, ma domani perché sono all’ospedale. In attesa di vostre nuove, dottor X». Qualcuno sa di più a proposito di queste ferite? Ci sono medici tra i vostri conoscenti che sanno qualcosa? Occorrono medicazioni speciali? Quali apparati diagnostici o di laboratorio servono? Quale tipo di medico, con quale specializzazione, deve accompagnare la Croce Rossa o l’Agenzia elvetica per lo sviluppo (DEZA/SDC), e con quali ausilii terapeutici? C’è qualcuno di vostra conoscenza che ha una preparazione su questo fenomeno, in modo che possa coordinare gli altri? Ci sono testi e letture scientifiche da raccomandare? Rispondere al seguente indirizzo: Vögeli, Chief Editor Zeit-Fragen, Postfach CH-8044 Zurich Mail: redaktion@zeit-fragen.ch L’USO DI ARMI SCONOSCIUTE E STERMINATRICI VIENE SEGNALATO ANCHE A BEIRUT Come riporta il sito Uruknet1: «Abbiamo un tasso di mortalità del 30% tra i pazienti ricoverati con ferite - dice Bilal Masnri, primario del maggior ospedale di Beirut - Ciò significa che il 30% di ognuno che è stato colpito dalle bombe israeliane sta morendo. È una catastrofe!». Il 55% dei morti e dei feriti presso l’ospedale dell’università di Stato sono bambini sotto i 15 anni. Il tasso di mortalità è innalzato, dice il dottore «dal fatto che gli israeliani usano un tipo di bombe che penetrano nei rifugi. Bombardano i rifugi che sono pieni di gente». Qui almeno sappiamo di che bombe si tratta: le bunker-buster rinforzate con dardi di “uranio impoverito” che Bush ha mandato in fretta ai suoi eletti padroni con voli speciali. Destinate, in teoria, a eliminare i bunker Hezbollah, vengono generosamente usate per sventrare le cantine in cui le famiglie si riparano dai bombardamenti aerei, al punto che a Beirut, quando arrivano i bombardieri, è ormai meglio restare all’aperto invece che correre sotto le case. Simili informazioni - e simile appello internazionale - sono stati diramati dalla professoressa Paola Manduca, docente di genetica all’università di Genova. «Sono ormai numerose le testimonianze, raccolte da ospedali, testimoni, artificieri, giornalisti, che sollevano dubbi gravissimi su alcuni episodi dell’attuale offensiva israeliana in Libano e a Gaza. A parte la dispersione a tappeto di “uranio impoverito” (...), destano particolare preoccupazione i racconti e le immagini che mostrano “sintomi strani e sconosciuti” nelle vittime: – corpi in cui i tessuti sono morti (necrotici), ma che non mostrano ferite apparenti; – corpi apparentemente “rimpiccioliti”; – civili con gravissimi danni agli arti inferiori che richiedono l’amputazione, la quale però è seguita da inarrestabile necrosi e morte; – sono stati descritti casi con ferite interne come da esplosione, ma senza traccia di schegge; “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 – cadaveri anneriti ma non bruciati, o altri gravemente feriti, ma senza sanguinamento... Tutto questo suggerisce che siano utilizzate armi nuove: armi ad energia diretta, ed agenti chimici e biologici, in una specie di macabro esperimento di guerra futura in cui non si rispetta alcunché: regole internazionali (dalla Convenzione di Ginevra ai Trattati sulle armi chimiche e biologiche), rifugiati, ospedali e Croce Rossa, per non parlare delle persone e del loro futuro, dei loro figli, dell’ambiente, avvelenato dall’“uranio impoverito” e dalle sostanze tossiche provenienti dai depositi bombardati». «I problemi per i popoli palestinese e libanese sono urgenti e impellenti, ma questi episodi non devono passare sotto silenzio. Diversi appelli sono stati già rivolti a e da esperti e scienziati perché si indaghi. Abbiamo ritenuto di rispondere a questi appelli, e di mettere a disposizione le nostre esperienze, conoscenze e capacità specifiche. Ci stiamo organizzando per offrire sostegno alle istituzioni sanitarie libanesi e palestinesi che chiedono sostegno e verifiche indipendenti. Abbiamo allestito un gruppo per esaminare le testimonianze, le immagini, e possibilmente le prove materiali disponibili, per formulare ipotesi di indagine che possano essere sottoposte a verifica. Chiediamo un intervento da parte delle istituzioni scientifiche che ci rappresentano, e che hanno il dovere di vigilare e di intervenire in casi come questo. Sosteniamo la richiesta che viene da più parti, e in particolare dai medici delle zone di conflitto, perché l’ONU istituisca una Commissione Internazionale e indipendente dai Governi, per verificare sul campo le denunce sull’uso di armi di nuovo tipo e di distruzione di massa da parte di Israele, nell’attuale conflitto. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Chiediamo con forza che a questo scopo si attivino subito procedure per garantire che i campioni biologici prelevati dalle vittime siano preservati in condizioni adeguate per essere esaminati scientificamente in futuro. Chiediamo, dunque, che questa Commissione Internazionale abbia accesso a tutte le fonti disponibili, sia operativa e rispetti le procedure di controllo incrociato da parte di diversi laboratori che regolano la “scienza civile”, e che quindi porti il caso di fronte alle autorità competenti, inclusi il Tribunale per i Diritti Umani, e le Corti di Giustizia internazionali. “soluzione finale” del problema che più preoccupa lo Stato sionista: l’esplosiva demografia araba. Gli arabi fanno più figli degli ebrei; entro cinquanta o cento anni, il rapporto tra le popolazioni sarà schiacciante a danno di Giuda. Armi che obbligano ad estese amputazioni, inutili perché non arrestano la necrosi e la morte; armi che spappolano gli organi interni; armi che portano a morte sicura il 30% dei feriti, non sono armi concepite contro combattenti. Sono armi studiate contro la popolazione civile e disarmata. Quelle morti di civili non sono “danni collaterali”, sono un genocidio, e coscientemente perseguito. Preghiamo perché gli sforzi della professoressa Manduca, per documentare le atrocità, vadano a buon fine: e che un giorno, il Quarto Reich giudaico debba rispondere di questo orrendo crimine contro l’umanità, davanti a un nuovo Tribunale di Norimberga. 1 Dahr Jamal e Arkan Ahmed, «Mothers wail: “What human would ever do this?”», Uruknet, 9 agosto 2006. Benché sia redatto in inglese per raggiungere un pubblico mondiale, Uruknet è un sito italiano, perto da una coraggiosa docente universitaria romana. Da parte nostra, ci riuniamo il prossimo 25 agosto per dare una forma operativa all’esame di tutti gli elementi sin qui disponibili, e allargare il gruppo di lavoro ad altri esperti. Come persone e come scienziati, mettiamo a disposizione quanto possiamo per giungere alla conoscenza dei fatti, convinti che la giustizia, equità e convivenza pacifica tra popoli siano approssimabili solo con il rispetto delle regole che la Comunità Internazionale si è data sin ora circa i comportamenti delle parti nei conflitti. Chiediamo che il rispetto di tali regole sia sottoposto a verifica nel presente conflitto. Ci rivolgiamo a tutti gli scienziati affinché contribuiscano a questo lavoro portando competenze specifiche. In particolare, cerchiamo tossicologi, chimici, farmacologi, anatomo patologi e medici esperti di ustioni/traumi, e chimici. Possono contattare il nostro gruppo all’indirizzo che abbiamo attivato a questo scopo: nuovearmi@gmail.com». *** Chi scrive non ha, naturalmente, alcuna competenza specifica, ma una cosa è chiara: le “nuove armi” che Israele usa sono concepite per la 13 LO SCANDALO DEL TEMPIO SATANICO dedicato a San Padre Pio – Una lettera di risposta – Lettera di risposta dell’Autore del Numero Speciale di “Chiesa viva” n° 381, sulla “Nuova Chiesa” dedicata a San Padre Pio, al giornalista e scrittore di San Giovanni Rotondo Angelo Maria Mischitelli. 1 Nave 8 luglio 2006 Egregio Sig. Angelo, Le porgo, innanzitutto, le mie scuse per non averle risposto in modo più sollecito, e la ringrazio per la sua lettera del 28 febbraio 2006, per l’onestà, la sincerità, la spontaneità in essa contenute, ma soprattutto per il desiderio che la spinge a saperne di più sullo scabroso argomento del “Tempio satanico” dedicato a San Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Nella mia risposta, però, non intendo limitarmi a rispondere alle domande da Lei postemi su diversi argomenti nella sua lettera, ma cercherò di offrirle una visione più ampia che Le consenta di comprendere l’origine del Numero Speciale di “Chiesa viva” n° 381 e ciò che circonda la realizzazione di questa empietà, che Lei ha giustamente chiamato “shock da esplosione planetaria”. L’origine dello studio sulla “Nuova Chiesa”, dedicata a San Padre Pio, è Padre Pio stesso! Più di cinquant’anni fa, Padre Pio incontrò un certo sac. Luigi Villa al quale impose di dedicare la sua intera vita per combattere la Massoneria ecclesiastica. Questo incarico, il Santo, lo definì in due incontri con don Villa; incontri che ebbero luogo nell’arco di un decennio. Alla fine del secondo incontro, Padre Pio abbracciò don Luigi dicendogli: «Coraggio, coraggio, coraggio!.. perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria!», aggiungendo, poi: «La Massoneria è già arrivata fino alle pantofole del Papa!». In quel tempo, regnava Papa Paolo VI! Questo terribile incarico divenne lo scopo della vita di don Villa, il quale, dopo essersi laureato in teologia dogmatica, divenne come un agente segreto di alcuni cardinali con a capo il card. Ottaviani, Prefetto del Sant’Ufficio. Per combattere questa battaglia, don Villa, nel 1971, fondò la sua Rivista “Chiesa viva” che fu subito bersagliata dai vertici della Chiesa: la Rivista fu messa al bando e i suoi collaboratori, 14 lentamente, furono fatti allontanare. Poi, fu fatta terra bruciata intorno al suo Direttore e ai pochi collaboratori rimastigli. I tentativi di mettere definitivamente in silenzio “Chiesa viva” inclusero anche sei tentativi di assassinio a don Villa! Sono passati tanti anni dal quel 1971, ma la Rivista “Chiesa viva” è ancora “viva”, vegeta e più combattiva che mai, e la mia collaborazione con questa Rivista data da molti anni. Veniamo, ora, alla “Nuova Chiesa” dedicata a San Padre Pio. Circa una decina di anni fa, don Villa m’incaricò di compiere uno studio sul Monumento a Paolo VI sul Sacro Monte di Varese. Il risultato fu il libro: “A Paolo VI un monumento massonico”, pubblicato nel novembre 2000, in cui dimostravo che tale monumento glorificava la vittoria della Massoneria sul Cattolicesimo col porre, di fronte alla statua della Beata Vergine Incoronata, collocata nel Santuario del Sacro Monte, a pochi metri dal monumento di Paolo VI, il “massone” Paolo VI, “incoronato”: “Dio, Pontefice e Re” della Massoneria, con una mitra identica a quella del Faraone eretico della 18.a Dinastia egiziana, Akhenaton, il quale si dichiarava “Dio, Pontefice e Re” del suo regno. Su tutto il monumento non vi è un solo simbolo cristiano, mentre, invece, esso è costellato da una miriade di simboli massonici che, riferendosi al 16°, 17° e 18° grado della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, coi loro significati occulti, “esaltano” l’uomo Paolo VI che, con tanto di “Ephod” sul petto (il monile che Caifa indossava quando condannò a morte Gesù Cristo!), è rappresentato come “Pontefice ebraico” del 18° grado; il grado dei “Cavalieri Rosa Croce”, il cui scopo segreto è quello di “cancellare il Sacrificio di Cristo sulla Croce”! Prima ancora di completare questo libro, don Villa mi incaricò “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 anche di studiare la “Nuova Chiesa” dedicata a Padre Pio, allora in via di costruzione, perché, con tutta probabilità, egli sospettava che la Massoneria, nei confronti del Santo di Pietrelcina, uno dei suoi più accerrimi nemici, non avrebbe perso quest’occasione per prendersi una rivincita contro il frate. Don Villa era determinato a difendere Padre Pio e la sua memoria! Questo incarico mi spaventò, sia per la vastità delle informazioni e delle analisi che esso richiedeva, data la mole e la molteplicità delle parti e delle opere d’arte coinvolte, sia perché si doveva attendere la fine della costruzione per poter essere sicuri dell’esecuzione definitiva, che, come infatti è accaduto con la “Croce di pietra”, ha subìto dei cambiamenti nella fase finale di realizzazione. Dopo l’inaugurazione, avvenuta nel luglio 2004, le sollecitazioni di don Villa a completare questo studio aumentarono di intensità, insieme ai miei dubbi e ai miei timori di non riuscire a scoprire l’“idea unitaria” dell’intero progetto. La questione dell’“idea unitaria” è d’importanza essenziale in questo tipo di studi perché, come in un mosaico, ogni piccola “pietruzza”, nella sua grandezza e diversità di forma e di colore, serve solo per fornire un dettaglio dell’unica immagine finale che si vuole rappresentare e trasmettere, così, in un’opera massonica, che sia meticolosamente e perfettamente eseguita, il significato occulto di ogni simbolo impresso nell’opera è solo la “pietruzza” che fornisce un solo aspetto che, insieme a tutti gli altri, contribuisce a comporre l’“idea unitaria” dell’intero progetto. In assenza dell’“idea unitaria”, quindi, è letteralmente impossibile attribuire il vero significato occulto ad ogni singola parte che compone l’opera, e ciò che rimarrebbe a chi analizza l’opera sarebbe solo un’interpretazione più o meno fantasiosa, soggettiva e opinabile del significato di ogni dettaglio; interpretazione, però, priva di ogni rigorosa e legittima oggettività. tazione del punto focale dello scontro dell’Apocalisse: il tentativo di sostituire il “Culto di Dio” col “Culto di Lucifero”, ciò che è possibile solo con la distruzione della Chiesa Cattolica e della Civiltà cristiana! Questo è lo scopo del Governo Mondiale; un Governo di assatanati che, usando le parole dei vertici della Massoneria mondiale del secolo scorso: Giuseppe Mazzini e Albert Pike, urla queste bestemmie contro il cielo: «Allora, ovunque, i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata alla vista del pubblico; manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità...». Si vuole, quindi, realizzare il vero scopo per il quale è nata la Massoneria; scopo espresso esplicitamente da uno dei suoi capi, il Nubius, che scriveva: «Il nostro scopo è quello di Voltaire e della Rivoluzione francese: l’annichilimento totale della Chiesa cattolica e della stessa idea cristiana...». Come avrà visto, scorrendo le pagine del Dossier sulla “Nuova Chiesa”, il “Culto di Lucifero”, che è il princìpio motore e ispiratore della 3.a serie degli 11 gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato (R.S.A.A.), viene “preparato” e “fatto maturare” nelle menti e nella pratica dei massoni attraverso gli altri due culti: il “Culto del Fallo” e il “Culto dell’Uomo”. Il “Culto del Fallo” è il princìpio motore e ispiratore della 1.a serie di 11 gradi, mentre il “Culto dell’Uomo” è il princìpio motore e ispiratore della 2.a serie di 11 gradi del R.S.A.A.. La geometria dei due Triangoli e delle due Stelle a 5 e 6 punte col Punto centrale, impressa nella struttura della “Nuova Chiesa”, esprimono la “divinizzazione della creazione” che è la premessa per il “CulL’idea unitaria del monumento a Paolo to del Fallo” come culto divino massoniVI sul Sacro Monte di Varese è quella di co, che ha lo scopo di formare “l’uomo porre, di fronte alla Madonna “Incoronasenza Dio” con la conseguente distruziota”, simbolo della Vittoria della Chiesa ne della Virtù Cattolica. sul protestantesimo e baluardo della La stessa geometria, impressa sull’altare, Chiesa Cattolica contro le eresie, un che include la Croce gloriosa sovrastante, Paolo VI “Incoronato” dalla Massoneria, esprime la “divinizzazione dell’uomo” che rappresenta il simbolo della Vittoria che è la premessa per il “Culto dell’uodella Massoneria sulla Chiesa Cattolica mo” come culto divino massonico, che ha e del baluardo di questa “Madre di tutte lo scopo di formare “l’uomo che si fa le eresie” (la Massoneria) contro la DotDio”, con la conseguente distruzione della trina di sempre della Chiesa di Cristo! “Morale Cattolica”. Nella “Nuova Chiesa” dedicata a San PaLa stessa geometria, impressa nel Taberdre Pio, invece, l’“idea unitaria” è quella nacolo, invece, esprime la “divinizzazione Rappresentazione grafica della blasfema e della Glorificazione della Massoneria e di Lucifero”; un Lucifero che si sostituisatanica “Triplice Trinità” massonica. del suo “dio” Lucifero; un Lucifero che sce a Cristo come “Redentore dell’uotrionfa su Cristo e sulla SS. Trinità; mo”, che è la premessa per il “Culto di trionfo, questo, che è stato realizzato Lucifero” come culto divino massonico; con l’eliminazione della SS. Trinità, che è stata sostituita culto che ha lo scopo di formare “l’uomo che combatte Dio” dalla blasfema e satanica Triplice Trinità massonica, e col con la conseguente distruzione della “Autorità Cattolica”. sostituire Gesù Cristo con Lucifero sulla Croce come “ReLa geometria dei due Triangoli, delle due Stelle a 5 e 6 punte col dentore dell’uomo” (vedi Tabernacolo), e, infine, col rapprePunto centrale, impressa nella Croce di pietra di 40 metri, infine, sentare Lucifero come “Re dell’universo”, al posto di Criesprime la “glorificazione di Lucifero”; un Lucifero che si sto (vedi Croce di pietra alta 40 m), in mezzo ad una creazione sostituisce a Gesù Cristo come “Re dell’universo”: un uni“divinizzata” (Stella a 6 punte) e ad un’umanità “divinizzata” verso costituito da una creazione divinizzata e da una umanità (Stella a 5 punte); un’umanità, composta da 70 pietre (i 70 divinizzata, e cioè “satanizzata”, che, nella sua totalità dei 70 popoli che Dio disperse durante la costruzione dell’antica Torre popoli che la compongono, muove guerra a Dio. di Babele), che si accinge, con orgoglio, a ricostruire una seconda “Torre di Babele”, per salvarsi da se stessa, e per L’Ingresso Liturgico e il Battistero, la Croce gloriosa, e le 13 manifestare il suo odio a Dio! formelle, nei loro precisi significati di Grado d’ingresso nella Massoneria, di rappresentazione dettagliata dei tre “Culti” delle Come vede, Sig. Angelo, siamo alla glorificazione e all’esaltre serie di 11 gradi e del piano degli Alti Iniziati di trasformare il “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 15 zione sono tanto ammirevoli nel perseguire i loro intenti quanto incredibili nella loro perfezione. Ossia, per essere così costanti e dettagliati debbo supporre che hanno... una carica ideologica tanto da essere paragonati ai fanatici estremisti delle diverse religioni... Io non li considero tali, Ciò premesso, veniamo alle sue domande. trattandosi di grandi professionisti, che operavano e operano nel terzo millennio». 1) «Il Suo studio è tanto dettagliato da fare emergere qualInnanzitutto, ci si dovrebbe chiedere: chi sono i “veri autori” che sospetto che vi sia un accanimento e una ricerca di del progetto di questa “Nuova Chiesa”? trovare a tutti i costi riferimenti alla Massoneria». Per aiutarla a capire questo punto, le presento questi fatti: Sarebbe come dire che un giudice non può ricostruire in modo l’“idea unitaria” di tutto il progetto risiede, nella sua essendettagliato e meticoloso i moventi e la dinamica di un crimine, za, nella dottrina blasfema e satanica della Triplice Trinità per paura di essere accusato di “accanimento” contro l’imputamassonica e nelle sue rappresentazioni geometriche sopra deto. Tale “accanimento”, però, presuppone una certa deformascritte. Ora, se lei pensa che neppure al 33° grado del R.S.A.A. zione della realtà, una mancanza di oggettività, un accantonail massone viene istruito su questa dottrina, come può pensare mento di prove in favore dell’imputato, ecc.. che dei massoni, anche al più elevato dei gradi, possano essere È possibile provare tale realtà? Allora, che qualcuno si faccia “tanto ammirevoli per perseguire i loro intenti quanto increavanti! dibili nella loro perfezione”? E se, invece, l’“accanimento” esistesse davvero, ma fosse Anche se i vari consulenti liturgici, frati, architetti, ingegneri, tecquello messo in atto dalla Massoneria in modo lucido, coenici e artisti che hanno contribuito alla rearente, meticoloso, perfetto e infernale, per lizzazione della “Nuova Chiesa” fossero costruire e dissacrare un “Tempio cattolimassoni al più alto grado (33°) non avrebco”, con satanica perfezione, per meglio bero potuto neppure concepire ciò che, in gustare la gioia diabolica di un sacrilego inessenza, è stato impresso nella loro opesulto alla SS. Trinità, di una rivincita contro ra. E allora? un San Padre Pio, che ha inferto tanti colpi Non ha mai sentito dire che, in Massonea quella che egli chiamava “infame sètta ria, il membro di ogni grado (incluso il 33°) della Massoneria”, e della beffa colossale deve obbedire al superiore come se fatta a milioni e milioni di fedeli cattolici fosse Dio, se non vuole incorrere nelle che, nella loro buona fede e bontà d’animo, punizioni più atroci? Non ha mai sentito dihanno elargito le loro offerte per erigere un re che in Massoneria ogni grado non co“Santuario Cattolico” e non un “Tempio nosce quello superiore, che ogni grado satanico”? non conosce i “misteri” del grado supePer comprendere questa realtà, si dovrebriore, che tra tutti i milioni di massoni sulla be ricordare, ad esempio, quando, nel faccia della terra, quelli che conoscono i 1883, il circolo anticlericale massonico di veri scopi della Massoneria non raggiunGenova indirizzò all’Università cattolica di gono il centinaio, e che il modo più sicuro Torino una lettera annunciante che si proper nascondere gli “intenti più incredibili ponevano di porre, quando sarebbe vee perfetti”, usato dalla Massoneria, è nuto il momento, la bandiera di Satana quello di non far sapere neppure ai consusopra tutte le chiese d’Italia, speciallenti liturgici, agli architetti e agli artisti, il mente sopra il Vaticano; oppure, quando vero significato di quello che stanno facenin una “messa nera” di una retro loggia do? massonica, a Parigi, fu pronunciato questo Una volta che si riscontri, in un’opera, la discorso: «Noi siamo qui per rifare il represenza di simbologia massonica e di gno di Satana, il Grande, il Bello, il Soasignificati occulti d’importanza capitale, ve. A forza di oltraggiare il Cristo, noi come quelli presenti nella “Nuova Chieaboliremo la sua gloria e riporremo il sa”, ciò deve far comprendere allo studioproscritto nella sua sovra eminente diso che nulla viene lasciato al caso e tantognità. Un giorno, il Principe di questo meno alla “creatività” o alla “fantasia” mondo, Satana, nostro Maestro, triondei vari tecnici e artisti, la cui credibilità, ferà su Cristo e sarà adorato come vero nello spiegare quanto hanno fatto, incontra Dio»; e ricordare tante altre citazioni in cui non tanto l’ostacolo di essere credibili, ma la Massoneria espone, a chiare lettere, il il “timore” che sfugga loro qualche parola suo piano di seppellire il Cattolicesimo, indi troppo. quinandolo e corrompendolo con la sua Certo, come lei afferma, “bisognerebbe dottrina eretica e satanica, usando la sua conoscere i retroscena, ossia i passagfamosa strategia: «Corromperemo il pogi interni ed esterni precedenti l’inizio polo attraverso il Clero e il Clero attradell’opera”, sarebbe interessante discuteverso noi», e con quella complementare: re con l’autore delle 13 formelle il perché «Fate che il Clero marci sotto le nostre delle scelte fatte sugli episodi del Vecchio bandiere, pensando di marciare sotto e Nuovo Testamento, ma l’autore delle 13 quelle delle Chiavi Apostoliche»! Formelle d’argento del Tabernacolo, anNon è questa la strategia massonica Nella 13a Formella del Tabernacolo, che autore del Monumento a Paolo VI sul dell’“accanimento” contro la Chiesa la SS. Trinità è sostituita dalla blasfema Sacro Monte di Varese, lo scultore FloriaCattolica? Non è questa la strategia e satanica “Triplice Trinità” massonica. no Bodini, purtroppo, è improvvisamente dell’“accanimento” contro il popolo catscomparso senza che si desse alcuna notolico e il Clero cattolico che devono estizia. sere corrotti fino alla distruzione finale, persino dell’idea cristiaQuando lei mi chiede: “Dato che di linee e segni incisi su na? ogni formella ve ne sono necessariamente molti, perché lei È dunque chi denuncia questo infernale “accanimento” della ne sceglie solo alcuni, tralasciando gli altri?”, le rispondo Massoneria che deve, invece, essere accusato di “accanirsi” che, nella ricerca dei simboli e dei loro significati non ho mai contro di essa? È chi denuncia un criminale per il suo “accaniavuto la pretesa di averli scoperti tutti e, inoltre, che, quando si mento” contro la sua vittima che deve subire un processo e ancerca qualcosa di nascosto, è necessario che questo “qualcodare in galera al posto del criminale stesso? sa” sia “nascosto” in mezzo a “qualcosa d’altro”; quindi, per queste due ragioni, è più che normale che abbia scelto certi 2) «Ma non le sembra un po’ esasperato tutto il suo convosimboli e trascurato altri. gliare in quell’unica direzione?.. gli autori di quella costruClero cattolico in “classe politica”, sono solo il necessario completamento dell’“idea unitaria” sopra descritta. 16 “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Lei mi chiede ancora: “la sua interpretazione mi sembra forzata allo spasimo cardiaco. Sulla testa del Cristo - sesta formella - arriva a tracciare, anche qui, la stella a cinque punte, trascurando poi vari triangoli e tutte le altre forme del bassorilievo. Perché non ha contato i punti o i cerchi che sono alla base, e altre linee?”. Quando lo studioso individua l’“idea unitaria” dell’opera massonica, solo allora riesce a collocare tutti gli altri significati in modo coerente e complementare per formare il mosaico dell’immagine finale. Nella sesta formella, dato che il rituale del 25° grado si riassume nella sostituzione di Cristo con Lucifero sulla Croce, lo studioso non cerca i significati in modo fantasioso, ma conosce in anticipo l’essenziale che deve scoprire: nella sesta formella si doveva pertanto scoprire Cristo calunniato come “Maestro massonico”, e il “Baphomet” (il dio mostruoso della Massoneria) che sostituiva Cristo sulla Croce. A pagina 38 del Dossier, infatti, compare la geometria della Stella a 6 punte e quella a 5 punte col Punto centrale, che è la rappresentazione del “Maestro massone” e, quindi, Cristo, che si è dichiarato il vero e unico “Maestro”, viene insultato e deriso rappresentandolo come “Maestro massone”; nella stessa pagina in basso, sono stati scelti tutti i simboli sul Cristo in Croce che lo raffigurano come il “Baphomet”, cioè Lucifero che sostituisce Cristo sulla Croce. Certamente anche i punti e i cerchi, a cui lei si riferisce, possono avere altri significati complementari a quelli essenziali esposti, ma sarebbero solo dei dettagli. La difficoltà che sta alla base di gran parte delle sue domande risiede nel fatto che chi ha progettato tutti questi simboli con relativi significati, intendeva rivolgersi non a noi profani (con tutte le nostre domande ingenue e dubbi da “profani”), ma agli alti iniziati, ai quali bastano solo pochissimi indizi per scoprire subito quello che essi sanno di dover trovare! Sarebbe come se ad una persona si mostrasse un orologio trovato, senza che questa persona sappia cosa esso sia: ci si dovrebbe perdere in mille discussioni per far comprendere di cosa si tratti, a cosa serva e quanto valga. Chi invece trova un orologio, sapendo cos’è, a cosa serve e quanto vale, non appena ne intravede la forma, lo coglie e se lo mette in tasca senza dir niente a nessuno. re, più semplicemente, anche lui “obbediva agli ordini”. Che i “veri autori” abbiano qualcosa che richiami il “fanatismo estremista delle diverse religioni” anche questo è fuori dubbio. La “Nuova Chiesa”, dedicata a San Padre Pio, è seconda solo a quella di San Pietro, a Roma. Fare di questa “Nuova Chiesa” un “Tempio satanico” dedicato a Lucifero, il quale apprezza tutte le “diverse religioni”, ad esclusione di quella cattolica, non è, forse, “fanatismo estremista”? Infine, lei pensa che “la perfezione diabolica degli intenti, incredibili nella loro perfezione” nel progetto e realizzazione di questa “Nuova Chiesa” non abbia nulla a che fare con Lucifero stesso? E che la denuncia fatta dal Dossier di “Chiesa viva” sulla “Nuova Chiesa” non abbia nulla a che fare con lo Spirito Santo e con San Padre Pio? Saremmo così secolarizzati e stolti nel pensarlo? 3) «Perché gli autori hanno nascosto nei segni la loro “fe- de” massonica... Possibile che la Massoneria sia ancora una “società segreta” talmente chiusa e “riservata” a pochi, che un suo adepto ne può parlare solo per enigmi o in linguaggio criptico e “manifestare” la propria “fede” per vie occulte o nascoste, comprensibili solo agli altri fratelli?.. Confesso che la cosa mi lascia un po’ perplesso in tempi in cui tutti tendono a manifestare apertamente le proprie idee per procurare nuovi adepti». Come avrà capito da quanto già detto sui “veri autori” del progetto della “Nuova Chiesa” non si tratta di consulenti liturgici, di architetti, di tecnici e di artisti che “nascondono la loro ‘fede’ massonica nei segni”, impressi nella loro opera, perché essi, al di là del loro eventuale grado massonico, non potevano neppure immaginare i veri significati occulti contenuti nell’intera opera. La Massoneria, inoltre, si definisce essa stessa una “società simbolica” e si vanta anche di “nascondere i suoi significati impenetrabilmente sotto i simboli”. Il problema, però, è più complesso: la Massoneria ha un linguaggio che usa verso i profani, per procurarsi nuovi adepti; ha un linguaggio che usa al suo interno, il cui significato, però, è diverso a seconda del grado raggiunto nella scala gerarchica; infine, ha un segreto che non viene mai rivelato a nessuno, perché a tale segreto ogni massone deve arriLa “perfezione” degli intenti e della varci da solo, perché la Massoneria, costruzione della “Nuova Chiesa” è in essenza, è una “società segreta” fuori dubbio, ma i veri autori di questa anche per gli stessi alti iniziati! “perfezione” non possono essere Evidentemente, lei si riferisce solo al quelli che lei chiama “i professionisti linguaggio usato dalla Massoneria nei che operano nel terzo millennio”; confronti dei profani, ma questo non quelli eseguono solo gli ordini, sono ha nulla a che vedere con i suoi veri contenti (e alcuni anche obbligati) di scopi ed i piani che essa formula nel fare quello che devono fare e di ricesegreto delle Retro Logge massoniLa Croce di pietra, rappresenta Lucifero “Re dell’univere il loro compenso. che. verso”, capo della sua “Chiesa” (la Massoneria) e dei Rilegga, infatti, le parole del consulenSi immagina lei quanti adepti e quanti 70 popoli (pietre) che rappresentano l’intera umanità. te liturgico, mons. Valenziano, su soldi avrebbe raccolto la Massoneria Renzo Piano riportate sul Dossier: se avesse pubblicato il vero contenuto «Pur essendo un uomo orgoglioso, dei significati occulti, impressi nella Piano ha saputo ascoltare, come pochi altri, le indicazioni “Nuova Chiesa” dedicata a San Padre Pio? L’Osservatore funzionali legate al luogo di culto, e, in questo, ha dimoRomano del 1° ottobre 1893, scrisse: «La Massoneria è satastrato una grande umiltà». Dunque, Renzo Piano “obbediva nica in tutto: nella sua origine, nel suo organismo, nella agli ordini” di Mons. Valenziano. Lo stesso Piano, infatti, consua azione, nel suo scopo, nei suoi mezzi, nel suo codice e ferma: «Io ringrazio il cielo quando mi danno indicazioni nel suo governo, perché essa è divenuta una sola e medeprecise»! sima cosa col giudaismo». E mons. Valenziano? I casi sono due: o Valenziano è la menSatanica, sì, stupida, no! te che lei chiama dalla “carica ideologica tanto da essere pa(continua) ragonato ai fanatici estremisti delle diverse religioni”, oppu“Chiesa viva” *** Ottobre 2006 17 ORRIBILI DEFORMITà ALLA NASCITA – Armi ad “uranio impoverito” – del dott. Ross B. Mirkarimi del “Centro di Ricerca sul Controllo delle Armi” (2001) Bambino con idrocefalo. H Bimbo con totale deformità del viso. Non si riesce a riconoscere quasi nulla se non un occhio situato nel mezzo della fronte. Non riesco a fornire alcuna spiegazione al carattere traslucido della pelle se non la possibilità del risultato di un flash, scattato a breve distanza. 18 o ricevuto, recentemente, un gran numero di fotografie di orribili deformità di bambini appena nati che si sono riscontrati in Iraq. Sinceramente, non ho mai visto nulla di simile; vi invito, quindi, a fare una copia delle pagine contenenti queste fotografie con l’esortazione a dar loro una diffusione la più vasta possibile. Con un atto di pura crudeltà, la Commissione sulle Sanzioni, dominata dagli Stati Uniti, si rifiuta di permettere all’Iraq di importare le attrezzature di bonifica, disperatamente necessarie per decontaminare la loro nazione da circa 315 tonnellate di polvere residue provocate dalle armi ad “uranio impoverito”, usate dalle truppe USA, durante la Guerra del Golfo del 1990. La Commissione sulle Sanzioni, inoltre, si rifiuta di permettere l’importazione massiccia di medicinali contro il cancro, che, per il fatto di contenere tracce di isotopi radioattivi, sono stati classificati come… “materiali radioattivi”. La maggior parte delle fotografie mi sono state fornite da fonti che, per il momento, preferiscono rimanere anonime. (…). Questi documenti, pervenutemi sotto forma di fotografie a colori, in formato A4, sono stati da me scannerizzati e ripuliti al meglio senza Idrocefalo estremo. Deformità del viso, del corpo e dell’orecchio. Deformità dell’orecchio e possibile deformazione della parte inferiore del corpo. Non si riesce a capire cosa possa essere successo a questo bambino, e non riesco a dare alcuna spiegazione per il colore scuro e le condizioni della pelle. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Enorme buco nella schiena del bimbo, che penso sia una forma estrema di Spina Bifida. Questo bambino è completamente coperto di una sostanza bianca di proprietà sconosciute. È ovvia la deformazione del volto e di entrambi gli occhi. Grave deformazione del corpo, con la testa posta a 90° rispetto al torace. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 apportare alcuna alterazione. In allegato non vi era alcun testo, così ho cercato di descriverle il più accuratamente possibile. La mia convinzione è che queste fotografie sono state scattate nel periodo successivo all’anno 1998. Sarei grato a chiunque potesse fornirmi informazioni su questi tipi di deformità, relativa terminologia medica, ecc.. Fotografie aggiuntive sono state scattate dal Dott. Siegwart HorstGunther, Presidente internazionale della Croce Gialla. La maggior parte di esse sono apparse nel suo libro del 1996: “Proiettili ad uranio – soldati gravemente mutilati, bambini deformi, bambini morenti”, pubblicato da Ahriman-Verlag, ISBN: 389484-805-7). Il libro è un documentario degli effetti postumi provocati dalle armi ad uranio, che copre il periodo che va dal 1993 al 1995. Il Dott. Gunther, inoltre, mi ha fornito altre fotografie, prese dalla sua collezione e non ancora pubblicate, alcune delle quali mostrano deformità alla nascita di bambini nati da soldati veterani americani, che hanno partecipato alla Guerra del Golfo. Ho chiesto e ottenuto dal Dott. Gunther il permesso di poterle pubblicare e di considerarle di “pubblico dominio”, per essere diffuse senza alcuna restrizione; quindi, potete riprodurle e diffonderle come meglio credete. Sia il Pentagono che il Ministero della Difesa Militare Britannica ufficialmente hanno negato l’esistenza di un qualsiasi pericolo derivante dall’esposizione delle munizioni ad uranio impoverito, e mentre è del tutto plausibile che gli attacchi diretti dagli USA alle centrali nucleari dell’Iraq possono essere stati un fattore concomitante, la maggior parte delle ricerche hanno concluso che l’“uranio impoverito” è la fonte più probabile delle deformità e dei cancri. Particolarmente nel Sud dell’Iraq, dove è stata concentrata l’azione bellica a base di armi ad uranio impoverito, il numero crescente dei casi di deformità e cancro sono semplicemente sbalorditivi. I medici iracheni non hanno mai sperimentato nulla del genere, ed hanno evidenziato il fatto che simili casi di cancro e deformità sono stati sperimentati in Giappone dopo i due attacchi atomici su Hiroshima e Nagasaki. I casi di cancro erano aumentati da 7 a 10 volte, mentre le deformità da 4 a 6 volte. Gli Stati Uniti, però, erano perfetta- Presa subito dopo la nascita, questa fotografia mostra dei genitali ambigui, talvolta chiamati col nome: “Non-Viable Children”. Due viste di un bimbo col corpo ricoperto da una sostanza sconosciuta. Sotto, nella vista frontale, si notano le deformità della bocca e degli occhi. Forma grave di idrocefalo: come se si fossero formate due teste. Sopra: Deformità di malformazione della bocca e della mancanza di un occhio, con la sua base deformata. Sotto: un’altra forma di “Non-viable Child”, probabilmente maschio, col pene e i testicoli fusi insieme. mente a conoscenza degli effetti sui civili e sul personale militare della tossicità e delle proprietà radiologiche delle munizioni ad uranio impoverito, e questo molto prima che iniziasse la Guerra del Golfo, come affermano categoricamente questi estratti di un Documento Militare USA: «Le esposizioni dei soldati all’aerosol di uranio impoverito, sul campo di battaglia, potrebbero essere significative con effetti potenziali di tipo radiologico e tossico. (…). In condizioni di combattimento, gli individui maggiormente esposti sono probabilmente le truppe di terra che rientrano in un campo di battaglia dopo l’uso di proiettili perforanti. (…). Noi stiamo semplicemente evidenziando il potenziale dei livelli dell’esposizione all’uranio impoverito, per il personale militare durante i combattimenti, che potrebbe essere accettabile durante le operazioni di pace (…) (l’uranio impoverito è)… un emettitore di radiazioni alfa a basso livello, che è legato al cancro, quando le sue esposizioni sono interne, (ed è) chimicamente tossico da causare lesioni ai reni. (…). Effetti a breve termine per esposizioni a dosi elevate possono portare alla morte, mentre gli effetti a lungo termine, per esposizioni a piccole dosi, sono legati al cancro. (…). Le nostre conclusioni relative all’accettabilità sulla salute e ambiente dell’uso dei proiettili a penetrazione deve tener presente l’uso controllato e la presenza di esercitazioni di gestione di alto livello sulla salute fisica. Le condizioni di combattimento condurranno ad un rilascio incontrollato di uranio impoverito (…). Le condizioni del campo di battaglia, e i rischi a lungo termine per i nativi e per i soldati veterani, possono diventare un problema per l’accettabilità dell’uso continuo dei penetratori dinamici all’uranio impoverito per applicazioni militari»1. Gli Stati Uniti, inoltre, erano ben a conoscenza degli effetti a lungo termine della contaminazione dell’uranio impoverito, ma ne minimizzarono la gravità, come dimostra chiaramente il seguente documento: «Esiste e continuerà ad esistere la preoccupazione sull’impatto dell’ura- 1 Estratto dal Rapporto del luglio 1990 del Science and Applications Internatinal Corporation: “Kinetic Energy Penetrator Environment and Health Considerations”, incluso in: Appenix D –US Army Armaments, Munitions and Chemical Command report: “Kinetic Energy Penetrator Long term Strategy Study”, luglio 1990. 20 Orribile deformità dell’intero corpo e della testa. Mancanza degli occhi e malformazione delle mani e dei piedi. Bimbo con deformazione sconosciuta della bocca, probabilmente un enorme tumore cresciuto durante lo stadio fetale. Malformazione delle mani, con fusione totale delle dita. È evidente la mancanza di un occhio come la deformità della bocca. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Sopra: due bambini con deformità facciali quasi identiche. Il dott. Gunther chiama queste deformità: “Zyklopie”. In alto a sinistra: bambino con precedente malattia renale sconosciuta, diagnosticata per la prima volta dal dott. Gunther. È probabile che il bimbo abbia giocato con bossoli di munizioni ad uranio impoverito. Grave malformazione del volto che il dott. Gunther la chiama: “Zyklopie”. nio impoverito sull’ambiente. Pertanto, se nessuno solleva il caso dell’efficacia dell’uranio impoverito sul campo di battaglia, i proiettili ad uranio impoverito potrebbero diventare politicamente inaccettabili e, quindi, eliminati dall’arsenale. Io credo che dovremo tener presente questo tema delicato quando verranno stilati i rapporti sulle azioni belliche»2. «I soldati possono essere incidentalmente esposti all’uranio impoverito per le polveri e i fumi sui campi di battaglia. Il chirurgo Generale Militare ha stabilito che è improbabile che questi soldati riceveranno un’esposizione interna di uranio impoverito. I trattamenti medici successivi non sono garantiti per i soldati che subiscono esposizioni incidentali da polveri e fumi (…). Per il fatto che le armi a uranio impoverito sono pienamente disponibili sui mercati mondiali, queste armi saranno utilizzate in futuri conflitti. Il numero dei pazienti dovuti agli effetti dell’uranio impoverito, in futuri campi di battaglia, sarà probabilmente più alto, perché anche altri paesi faranno uso di questo tipo di armi. (…). L’uranio impoverito è una scoria radioattiva e pertanto deve essere disposto in depositi autorizzati. (…). Nessuna Legge internazionale, Trattato, Regolamento o Diritto, richiede che gli Stati Uniti debbano risanare i campi di battaglia del Golfo Persico»3. Bimbo nato da un veterano americano del Golfo, con deformità grave alle braccia. 2 Bimbo con grave forma di idrocefalo e difetti ai nervi cerebrali. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Lt. Col. M.V. Ziehman, Los Alamos National Laboratori Memorandum, 1° Marzo 1991. 3 Cfr. http/www.web-light.nl/VISIE/extremedeformities.html. Bimbo con forma grave di idrocefalo e difetti ai nervi cerebrali. 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa Dal Pontefice Supremo della Massoneria Universale, Albert Pike, al vertice degli Illuminati, Giuseppe Mazzini ed al suo braccio destro, Adriano Lemmi, divenuto poi, a sua volta, Pontefice Supremo della Massoneria Universale, esisteva un altro filo conduttore: chiamato in modi diversi: la crociata socialista, il movimento dei lavoratori, i circoli anticlericali operai, con lo scopo dichiarato di “rimestare nel cuore dell’operaio l’odio per la superstizione (Cattolicesimo). Questo è un odio santo che deve essere aizzato senza interruzione”. «I Carbonari appartenevano agli Illuminati di Baviera. Lo stesso valeva per Mazzini»1. «Giuseppe Mazzini entrò nella Carboneria nel 1827, nella “Loggia Speranza” di Genova, col soprannome di “Strozzi”, pagando la cifra di 25 franchi e quella successiva mensile di 5 franchi. Egli fu iniziato subito nel secondo grado, che gli permetteva di reclutare nuovi adepti»2. «Albert Pike divenne Sovrano Pontefice della Massoneria Universale, Capo o Gran Sacerdote della Massoneria mondiale, e membro dell’Ordine degli Illuminati americani»3. Nell’Ordine degli Illuminati di Baviera, ad ogni membro veniva assegnato un nuovo nome. «Il nome degli Illuminati di Albert Pike era “Limud Enhoff”, ma egli era chiamato anche “il Diavolo del XIX° secolo”»4. «Nel 1859, la posizione di Isaac Long (Gran Maestro del Rito Scozzese Antico ed Accettato) fu presa dal cabalista Albert Pike, il quale stabilì una stretta relazione col Capo degli Illuminati, Giuseppe Mazzini»5. «Il nome degli Illuminati di Giuseppe Mazzini era “Emunach Memed”»6. «Nel 1870, il Movimento Carbonaro degli Illuminati fu rimpiazzato dalla più efficace crociata socialista. Alcuni membri della Carboneria passarono alla “Giovane Italia”, fondata (nel 1831) e diretta da Giuseppe Mazzini. Questa società segreta era parte della rete di società “rivoluzionarie” della “Giovane Europa” che operava dalla Svizzera, negli anni 1834-36, sotto le istruzioni di Mazzini»7. «Quando l’Associazione Internazionale dei Lavoratori venne fondata a Londra, il 28 settembre 1864, Luigi Wolff, segretario del Capo degli Illuminati, Giuseppe Mazzini, era presente e persino iniziò il lavoro della stesura degli Statuti della nuova organizzazione, e sottoposta, l’8 ottobre, al Sotto-Comitato formato esclusivamente da massoni (Luber, Cremer ed altri). Le attività dell’Internazionale fu accolta positivamente dai massoni. Il suo scopo era il globalismo»8. «Nell’Enciclopedia ebraica si legge che Giuseppe Mazzini e Carlo Marx furono incaricati di preparare l’indirizzo e la Costituzione della “Prima Internazionale” (Comunista)»9. Carlo Marx, il cui vero nome era Kiessel Mordechai, fu iniziato alla “Loggia Apollo” di Colonia10. Il suo “Manifesto Comunista” non è altro che la codificazione del programma e dei princìpi rivoluzionari che aveva stabilito settant’anni prima il fondatore degli Illuminati di Baviera, Adam Weishaupt. Carlo Marx, nel periodo della stesura del “Manifesto Comunista”, apparteneva alla “Lega degli Uomini Giusti”, un gruppo misterioso che non era atro che un succedaneo dell’Ordine degli Illuminati di Baviera, costretti a riti- 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. rarsi nella clandestinità dopo esser stati smascherati dalla polizia bavarese, nel 1786»11. «Giuseppe Mazzini fu l’organizzatore del “Congresso dei Lavoratori”, tenutosi a Roma nell’ottobre del 1871»12. «Adriano Lemmi, obbedendo alle deliberazioni del Congresso di Milano del 23 settembre -13 ottobre 1881, fondò nella Città santa dieci circoli anticlericali»13. «Vediamo ora che cosa scrisse il Lemmi nella sua “Istruzione d’ordine segreto”, del 29 settembre 1883, ai fratelli delegati segreti del Sovrano Direttorio esecutivo presso i Circoli popolari anticlericali d’Italia: «... Bisogna, per vostra ispirazione far mettere allo studio nei Circoli anticlericali tutte le questioni che piacciono all’operaio, e principalmente quelle che rimescolano nel suo cuore l’odio della superstizione (Cattolicesimo). Quest’odio è santo, ed è necessario aizzarlo senza interruzione»14. Margiotta ci precisa che le “istruzioni” di Lemmi sono seguite in Italia e all’estero, perché «il fine supremo della sètta è quello di scristianizzare i popoli cattolici del mondo intero per sostituire, nella società, la Religione di Dio col culto di Satana, detto “Grande Architetto dell’Universo”, davanti agli imbecilli che non si vuole spaventare troppo presto»15. 1 Cfr. “The Manifesto”, in “American Opinion”, febbr. 1972, pp. 53-55. 2 Cfr. E.E.Y. Hales, “Mazzini and the secret societies - The making of a mith”, London 1956, Eyre & Spottiswoode, pp. 40-47. 3 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 194. 4, 5, 6, 7, 8 Idem, p. 197, Idem, p. 191; Idem, p.197; Idem, p.253; Idem, p.187. 9 Cfr. Richard Wurbrand, “L’altra faccia di Carlo Marx”, Editrice Uomini Nuovi, Varese 1986, p. 101. 10 La notizia è stata riportata sulla Rivista massonica italiana “Hiram”, n° 5, 1990, p. 114. 11 Cfr. Gary Allen, “None Dare Call It Conspiracy”, Concord Press, Seal Beach, Caifornia 1971, pp. 25-26. 12 Cfr. Lady Queenborough, “Occult Theocracy”, 1933, p. 214. 13 Cfr. Domenico Margiotta, “Ricordi di un 33”, Delhomme e Briguet, Editori, Parigi 1895, p. 129. 14 Idem, p. 133. 15 Idem, p. 140. “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.mo e carissimo Don Villa, nella Sua apprezzata e documentata Rivista “Chiesa viva”, da dopo il decesso del Papa Giovanni Paolo II, va documentando i vari errori, se non proprie vere eresie, insegnate nei gesti e nei documenti ufficiali da questo Pontefice nel suo lungo pontificato. Ebbene, il nuovo Papa, Benedetto XVI, che ha vissuto a lungo, gomito a gomito, a capo di una delle più importanti Congregazioni romane curiali, non conosce queste cose?.. Son rimasto molto strabiliato quando ho saputo che in uno dei suoi discorsi in Polonia, ha affermato che molto presto Papa Giovanni Paolo II sarà elevato agli onori degli altari. Ma il primo requisito di un santo non è la Fede integralmente creduta e vissuta e insegnata?.. A me sembra di sognare! Aveva, l’attuale Papa, suscitato delle speranze, con le sue riflessioni, alla Via Crucis del Venerdì Santo, e ai Cardinali. Ma diventato papa, ha dimenticato tutto e va ripetendo i soliti errori, come quello che noi cattolici adoriamo lo stesso Dio, assieme agli ebrei e ai musulmani. Qualche volta, riflettendo su queste tenebre che son cadute sulla Santa Chiesa, mi vien da piangere e prego Dio di prendermi con Sè e di farsi sentire con uno scossone, umiliando i tanti nemici della Santa Chiesa. Mi scuso per questo sfogo, e preghi per me! (Dev.mo sac. M. F. - Firenze) *** Gent.mo Direttore, da molto tempo desideravo aprirLe il mio animo angosciato per le tante storture esistenti nella Chiesa, che si radicano sempre più, perché non vengono - pur- troppo! - eliminate da CHI di dovere, ma ogni volta mi è caduta la penna per lo scoraggiamento. “In primis...” è mai possibile che nessun Prelato, nella sua doverosa responsabilità, ha compreso realisticamente il valore strutturale di chiaro “spirito MASSONICO” della “nuova Chiesa” in onore di P. Pio, come scientificamente dimostrato nel n° 381 del Marzo 2006 di “Chiesa viva”? Ed ora che succederà? Penso “niente” purtroppo! - per lassismo o... per altro? Dobbiamo forse aspettare che uno spettacolare cataclisma la distrugga dalle fondamenta? Inoltre, le allego la fotocopia di una notizia giornalistica relativa al pensiero dell’Arcivescovo Albert Ranjith Patabenge Don, segretario della Congregazione per il culto divino, riguardante la S. Messa, perché ne faccia un adeguato commento. Il nocciolo della questione, che noi conosciamo bene (cioè l’abolizione del latino e la posizione del sacerdote celebrante “rivolto verso il popolo o rivolto col popolo verso Dio”, energicamente criticato dal defunto Mons. Lefebvre, ingiustamente scomunicato) è ancora oggetto di discussione tra... sordi: ma chi sono questi sordi? Infine, che cosa dobbiamo attenderci da Papa Benedetto XVI che, come a me sembra, si sta movendo - purtroppo! sulla scìa del defunto Giovanni Paolo II? Lo scrivente continua ad essere incerto sul futuro di questo pontificato per la completa e radicale soluzione dei tanti problemi che tuttora affliggono la Chiesa! Nel chiedere scusa per la presente, piuttosto lunga missiva, si resta in attesa del suo competente parere al riguardo di quanto segnalato. Con i più cordiali saluti. De.mo (M. D. M - BA) 1900-2000 DUE SOGNI SI SUCCEDONO: LA COSTRUZIONE, LA DISTRUZIONE di Roberto De Mattei Se il secolo XX si aprì in un’atmosfera di fiducia nell’avvenire dell’umanità e nei miti della Scienza, della Ragione e del Progesso, ben diverso è il clima in cui esso si sta concudendo: un’oscura incertezza, conseguente al fallimento storico del “socialismo reale” che ha coinvolto nel suo crollo tutta la Sinistra internazionale. L’idolo della Modernità viene ora abbattuto da chi l’aveva edificato; al sogno della Costruzione succede un sogno di Distruzione che ha il suo esito ultimo nella realizzazione di una società ecologica e tribale. Questo sogno di “distruzione” è lo sfondo del progetto di unificazione europea: suo fulcro è la liquidazione degli Stati Nazionali e di ogni identità storica culturale europea, per realizzare l’autentica méta della Rivoluzione, che è l’edificazione di una società anarchica e autogestionaria. Il progetto della Sinistra, fondato su una aberrante Teoria del caos, viene svelato in questo libro, che ripropone, per il secolo XXI, i princìpi e le istituzioni di quella Civiltà Cristiana che ha reso grande l’Europa. Per richieste: Centro Culturale Lepanto Via Tribuna Tor de’ Specchi, 18a 00186 Roma RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo He Marco Sacerdote. Strangolato nel dicembre 1928. Diocesi di Qizhou (Kichow) La missione indipendente venne costituita il 18 luglio 1929, staccandola dal Vicariato Apostolico di Hankou. Nel 1932 divenne Prefettura Apostolica e nel 1936 Vicariato Apostolico. Era affidata ai francescani italiani. Wan Antonio Sacerdote, diocesano. Ordinato sacerdote nel 1948 e incaricato del distretto di Sia-pa-ho, aveva subito attacchi da parte dei comunisti fin dall’inizio del 1951. Secondo informazioni fornite da cattolici, è morto lo stesso anno in condizioni misteriose, probabilmente avvelenato. (continua) OTTOBRE 2006 Martiri in Cina di Giancarlo Politi SOMMARIO N. 387 Card. WALTER KASPER L’ERETICO TEOLOGO TEDESCO MARTIRI NELLA PROVINCIA DI HUBEI Checcacci Igino Sacerdote, Ofm. Era nato a Casalino (Arezzo), il 7 settembre 1879. Entrato tra i francescani il 7 settembre 1894, era stato ordinato sacerdote il 4 maggio 1902. È morto in una prigione del Hebei il 6 ottobre 1931. Ricci Ermenegildo Vescovo, Ofm. Nato a Montelabreve (Arezzo), il 28 agosto 1886. Era entrato tra i francescani il 4 agosto 1903. Ordinato sacerdote il 29 giugno 1910, era stato ordinato Vescovo il 28 maggio 1923. È morto subito dopo il suo rilascio dalla cattività il 23 novembre 1931, a Chayuankou. Shen Nankai Antonio Sacerdote, delegato episcopale, Tosf. Nato intorno al 1907, era stato ordinato sacerdote nel 1932. Venne arrestato il 28 febbraio 1952. È morto sotto tortura il 22 marzo 1952, nella prigione di Laohekou (secondo Trivière: strangolato nella residenza episcopale). Zhou Pietro Laico, Tosf, catechista, non sposato. Nato a Laohekou verso il 1917, è morto nella prigione di Laohekou nel 1952. Zheng Simone Laico, catechista, sposato. Nato tra il 1875 e il 1876, è morto agli arresti domiciliari il 2 novembre 1952, a Yunyang. 24 Li Chonghou Francesco Sacerdote, Ofm. Nato il 5 dicembre 1904, era entrato tra i francescani nell’agosto 1929. Ordinato sacerdote il 21 maggio 1932 venne fucilato a Laohekou il 30 giugno 1953. Chen Liangzuo Leonardo Sacerdote, Ofm. Nato a Miaotang, Hubei, il 12 febbraio 1913, era entrato tra i francescani il 14 agosto 1932. Fu ordinato prete a Hankou il 16 luglio 1939. Era rettore del seminario di Wuchang. Era stato arrestato il 16 gennaio 1954; venne giustiziato nel dicembre dello stesso anno, con un gruppo di altri undici. Guerra Roberto Sacerdote, Ofm, italiano. Nato a Verghereto (Forlì) il 25 ottobre 1891, era entrato tra i francescani il 9 agosto 1907. Fu ordinato prete il 14 luglio 1915. Era stato arrestato in febbraio 1951 e processato solo il 24 aprile 1954, quando venne condannato all’ergastolo. Mori il 9 gennaio 1955, in prigione. Si trovava in Cina dal marzo 1923. Diocesi di Puqi (Puchi) La Prefettura Apostolica è stata costituita il 12 dicembre 1923, staccandola dal Vicariato Apostolico del Hubei orientale. Venne affidata al clero secolare locale. Il 10 maggio 1951 venne elevata a diocesi. 2 La nostra arma è il Rosario! 3 L’eretico teologo tedesco card. Walter Kasper del sac. dott. Luigi Villa 8 Il Teologo 9 La salvezza viene da Cristo o dal dialogo? della dott.ssa M. Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Lo scandalo del Tempio satanico dedicato a San Padre Pio – Una lettera di risposta – (1) 18 Orribili deformità alla nascita – Armi ad “uranio impoverito” – del dott. Ross. B. Mirkarimi 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla Solennità di Tutti i Santi alla Immacolata Concezione di Maria) “Chiesa viva” *** Ottobre 2006 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXVI - N° 388 NOVEMBRE 2006 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità Sacerdos alter Christus LA DIREZIONE DI “CHIESA VIVA” facendosi interprete del sentimento di dolore di tutti noi per la morte dell’esimio nostro “Collaboratore” Prof. Avv. Giacinto Auriti Giurista, prof. e Rettore d’università, ricco di Fede cristiana cattolica di cultura e d’ingengo di nuove ardite idee d’economia, preghiamo, ora, Lui, vivente in Cristo, perchè invochi per Noi la forza di continuare a credere e vivere nei valori perenni della Fede che anche Lui ci ha consegnato! PRETI, FATE I PRETI, E NON GLI OPERATORI SOCIALI! del sac. dott. Luigi Villa l “Libro biblico della Sapienza” ci dice che i figli delle tenebre sono più abili, nelle loro faccende, dei figli della luce. Anche oggi è vero. Quella gente dell’ombra infernale ha infestato, infatti, anche i nostri Paesi cristiani, le nostre istituzioni più sante, la nostra Chiesa che amiamo, reliquiario di bellezza unica al mondo; il cui inventario di tesori ci mettono in ginocchio perché ci ricolmano l’anima di tenerezza e di amore. Ora, quei figli delle tenebre eterne sono entrati in massa nelle nostre linee, perseguendo i loro loschi scopi con una ostinazione diabolica su una Chiesa in tempesta, ammalata, accerchiando sempre più la sua vittima su cui svolazzano come sciami di mosche: quelle rosse del comunismo, quelle dai riflessi metallici della massoneria, quelle nere dei preti progressisti, quelle verdi dell’ebraismo e suoi affiliati... Così, l’“inimicus homo” ha preso l’aspersorio dorato con la falce e martello intrecciato come il caduceo di Mercurio, e si è messo alla testa della nuova proces- I “Chiesa viva” *** Novembre 2006 sione storica, intonando le litanie del “senso della storia”, del “segno dei tempi” assieme al canto para-liturgico della coesistenza pacifica. E il buon popolo cristiano, gerarchicamente tradito, vede, ormai, una strana folla di liberali-massoni, di operai-marxisti, di sbracato teologi, di scrittori d’avanguardia sinistrorsa, tutti marcianti verso un nuovo cielo su cui vogliono vedere spuntare il nuovo “sole dell’avvenire”! All’orizzonte, intanto, si allineano paesaggi di economia pianificata marxista, in un mondo senza Dio e in una falsa libertà di un socialismo di Stato. È una nuova creazione di barbarie che trascina sempre nuovi minchioni, in marcia verso il “paradiso perduto”, mentre la Chiesa conciliare non pensa più a combattere, anzi! Oggi è occupata ad accordarsi con l’occupante! Così, gli avversari di Cristo vedono la Chiesa d’oggi come una qualunque altra istituzione umana, come una specie di società per azioni, ricca, potente, ma 3 che serve solo per addormentare i fedeli con l’“oppio E voi lo dovete riportare a Cristo, non predicando del popolo”! contro qualcuno, come molti di voi ormai fanno! Mi Perciò, non si convertiranno al certo, accarezzandoli basta citare questa frase scritta dallo sbandato P.V. con la chimerica ost-politik unendosi persino nelle loJoannes, in cui si dice che il carisma passa attraverro manifestazioni e azioni sociali. so nomi di guerriglieri, di preti sospesi a divinis, di stuL’aver lasciato, o quasi, il soprannaturale per darsi denti caricati dalla polizia, di operai che assaltano e all’azione, è un errore che si pagherà in un prossimo occupano le fabbriche!.. domani, tragicamente! Atteggiamenti rivoluzionari questi che furono già bolCerto, oggi, viviamo una realtà storica da cui non lati da Pio XII, scrivendo: «Non la rivoluzione, ma possiamo esserne fuori, ma il non respingere né conuna evoluzione armoniosa apporterà la salvezza e dannare i molti errori anti-religiosi, come lo si è fatto, la giustizia». Invece, molto clero del Vaticano II ha e lo si continua a fare - sia pur velatamente! - il comucreduto di più alle immondezze sonore della radio e nismo, benché Pio XI l’abbia definito “intrinsecadella TV che alle parole eterne del Vangelo. Ma non mente perverso”, ha portato a confondere ideologie potrà durare così! false con quella cattolica, e a non sapere più distinLa Gerarchia deve essersi già accorta dell’enorme guere l’errore dall’errante che ci ha ingannato! scacco matto del loro apostolato (?!) post-conciliare, Sono, quindi, di ben poca spiritualità quei preti che ti fatto di vuoto, di superficialità, di mancanza, quasi asdicono: «Se non ci occupiamo di loro (i fuori ovile delsoluta, di soprannaturale, in un mondo che ha esiliato la Chiesa!), non li faremo più cristiani», dimenticando Dio, così che il Suo Amore sembra non irrigare più la che quello che Gesù ha detto: «I poveri li avrete semSua Chiesa. pre con voi!», come a dire che il nostro dovere è soSi è parlato di “stile nuovo”, di “tono nuovo”, quasi prattutto quello di servire Dio con la predicazione e la che il clero ultimo abbia bisogno di “novità”, di “sipreghiera; e dimentichi di quello che disse San Paolo stematica”, di “forme materiali” per portare i giovadi amare, sì, tutti, anche i nemici della Fede, ma, in ni all’altare. primis, amare di più e lavorare quelli che servono e Possibile che la Gerarchia e il clero medesimo non si vivono la fede: «maxime autem domesticos fidei». siano accorti che i nostri nemici non hanno ceduto di Son poveri preti, perciò, quelli che credono di più al un palmo dinanzi al loro continuo ingenuo cedimenlavoro manuale, trascurando la loro “missione spirito?.. Certo, la Chiesa è sempre “santa”, ma molto di tuale” di parlare di Dio a tutti i ceti di persone, impiequesto suo “nuovo clero” che ha lasciato anche gati, operai, contadini, lavoratori d’ogni tipo. ogni distintivo esterno, segno del suo sacerdozio inteRiflettete, o sacerdoti, a Cristo che esigeva dai suoi riore, non è certo più il clero della Chiesa di Cristo. Apostoli l’abMa perché ha bandono del nascosto sotto loro lavoro il camiciotto, materiale: «resotto un malictis retibus glione, sotto secuti sunt una canadienEum», per il ne, per non Suo lavoro mostrarsi più apostolico di come “precurare i rapti”?.. Eppure, porti tra gli uoin questo nomini e Dio stro mondo senza Sindache va sempre cati né Partiti, più scristianizma solo di anizandosi, punta me: «Pasci i i riflettori della miei agnelli! sua pubblicità L’ultima Cena. Pasci le mie sempre più su pecorelle!. di noi per dire: Siate i Pasto«questo è un ri, cioè del gregge». prete!», questo è un luogotenente di Cristo che getta La missione del prete, quindi, è stata definita due mila su di noi tutti un’ombra che ha la forma di croce. Ma è anni fa! solo così che si salvano le anime! Perché lo spirito Riflettete, o Sacerdoti, a questa vostra “missione”! conta ben più dell’azione. È questa, e solo questa che dovete esercitare nel noIl sacerdote non è sopra un palcoscenico e neppure me del Signore. Davanti a Voi c’è tutta una massa su un sagrato di cattedrale. I suoi atti esteriori non soscristianizzata, c’è un mondo operaio svuotato di anino nulla se non son fatti con Cristo, se non agisce da ma, gettato in braccia al marxismo, come alle belve! crocifisso. Poco importa ciò che può dire la gente. Per 4 “Chiesa viva” *** Novembre 2006 lui, l’essenziale sarà sempre e solo nell’essere sacerdote, nell’aiutare, cioè, il Signore a portare la Croce, offrire il santo Sacrificio dell’altare e il predicare, sine glossa, il Vangelo! Il sacerdote, quindi, non può lavorare con il comunismo per dire “no” allo sfruttamento dell’uomo, rinnegando Dio e la Sua Legge. Inutile dire che non si vuol guardare ai delitti sovietici, ma solo lavorare per una speranza, perché questo agire costituisce la cosa più irrazionale anche dal punto di vista filosofico-teologico. Difatti, il comunismo, negando l’anima, e quindi l’essenza del futuro, non ha un avvenire. Tagliar via da Dio le masse popolari, dando loro lo specchietto del “sole dell’avvenire”, è donare delle illusioni che sfociano sempre, poi, nelle rivoluzioni, che danno del proletariato uno schiacciato dalla vita. Inoltre, il sacerdote deve sapere che ogni idealismo anti-cristiano distrugge la spiritualità cristiana, facendo d’ogni anima terra bruciata. Con la sua falsa fede nel progresso, il loro materialismo non può essere che la scimmia del cristiano, come il loro ispiratore, Satana, è la scimmia di Dio, che fa del mondo un Sahara, senza anima e senza amore, usando la tattica dei metodi dialettici che ubriacano laici e preti, facendo sognare la manna preziosa, le pepite d’oro, il midollo dell’osso, il frutto della ganga, movendo tutto il pattume alla ricerca della perla preziosa, ma in un terreno tutto deserto. *** Sulla scena del mondo, ormai, sono rimasti sue soli protagonisti: l’ateo e il cristiano; ma sono inconciliabili. La loro lotta è sui campi della diplomazia, delle conferenze internazionali, negli incontri tra Capi di Stato, ma, specialmente, nelle coscienze. Il loro è il contrasto tra due opposte concezioni dell’uomo: l’uomo padrone di sè, perché libero figlio di Dio, e l’uomo, schiavo dello Stato, perché seguace di Satana. E allora, che ci stanno a fare i preti progressisti, che si appellano al Vangelo, alle origini, e citano di conti“Chiesa viva” *** Novembre 2006 nuo il Vaticano II come alla riscossa e straparlano anche di Dio a diritto e alla rovescia?.. Ed è qui la matrice di tante inutili “riforme”, dimentichi del bell’adagio di Talleyrand: «Piano, piano; ho fretta!», perché è la giusta lentezza che conserva il progresso. Anche per i Sacerdoti di Cristo ci vuole, prima, l’umile esperienza, la pazienza evangelica, la lentezza degli sforzi, senza fretta. Ricordiamoci che quello che i fedeli vogliono sentire è la voce di Cristo, non la nostra. Gli uomini non sono mai stati delusi dal vero Cristianesimo, mentre, invece, sono sempre stati delusi da quei sacerdoti che non sono stati, contemporaneamente, testimoni messaggeri di Cristo; cioè, quando la loro vita non è esemplata nella fiamma della carità, e in una predicazione aperta, coraggiosa, leale del Vangelo. Il sacerdote deve predicare, insegnare, eseguire il “docete” di Cristo ai suoi Apostoli e discepoli, e non “dialogare”, un fatto umano che serve solo per unire la vita della società. La Fede non va dialogata, perché solo “qui crederit salvatus erit”, mentre “qui non crederit, damnabitur”. La “nuova teologia”, invece, fondata sul “dialogo”, fa sfollare le chiese e perdere la Fede. Si deve tornare all’“irascimini et nolite peccare” per gettare tutti questi malnati teologi e scritturisti d’oggi nelle bidonvilles, come insetti maleodoranti. E a questo ci penserà la Storia, a spazzarli, quando il Cristo tornerà alla Sua Chiesa, perché Cristo è un instancabile pescatore d’anime, è un visitatore instancabile che bussa alla porta del cuore d’ogni uomo. *** Coraggio, allora! Non siete soli, Sacerdoti di Gesù! Davanti alla macchina dell’ateismo e di tutte le luciferine ideologie, c’è ancora Cristo! La sua ora verrà! Quelli che Lo seguiranno, assisteranno all’affondamento di ogni marciume umano, dottrinale e pratico. Il Signore farà rifiorire il deserto nell’ora e nel giorno che solo LUI ha fissato! 5 CONFERMATO: WOJTYLA ERA EBREO (forse frankista) di Maurizio Blondet A Chiesa agli ebrei) ma sulla sua llora era proprio vero: neo-teologia della “elezione”. Giovanni Paolo II era Risale a lui la nuova e malferma ebreo. dottrina “cattolica” secondo cui Lo ha scoperto con gioia Yaakov l’Antica Alleanza persiste Wise, uno studioso di genealogie tutt’ora; la Nuova Alleanza (di ebraiche che abita a Manchester. Gesù) non l’ha fatta decadere - inDa esperto del problema, Wise ha somma, che gli ebrei hanno diritto fatto ricerche sull’ascendenza del di aspettare ancora un messìa, lato femminile della famiglia avendo rifiutato il primo. Wojtyla: per decreto rabbinico soUna “dottrina” che forza alquanno le madri, non i padri, a trasmetto i testi del Vangelo, per negare tere l’ebraicità. la “sostituzione”. La mamma di Karol, che morì Anche l’accettazione dell’Olocauquando lui era lattante, aveva sposto (con la maiuscola) come il sato un polacco cattolico; ma il “sacrificio del sangue” sacrasuo nome, Emilia Kaczorowski, mentale che fa degli ebrei la “vittiè apparso a Wise un adattamento ma” collettiva alternativa alpolacco di un nome ebraico molto l’Agnello, diventa più significativa comune nel mondo yiddish: Katz. alla luce dell’ebraicità di Wojtyla. La nonna si chiamava Marianna Del resto, nel 1998, quando il PaScholz, altro nome ebraico pa polacco chiese perdono agli (Schulze, Schultz). ebrei col documento “Noi ricorE la bisnonna, Zuzanna Rybicka, diamo”, Giovanni Paolo II apaltro nome di suono ebraico. provò il discorso ufficiale dove si Infatti, tali nomi appaiono frequenti Giovanni Paolo II al muro del pianto. diceva che «il popolo ebraico è nelle tombe del cimitero ebraico di crocifisso da duemila anni». Biala-Bielsko, da cui veniva la faNon “perseguitato”, ma “crocimiglia della mamma di Karol. fisso”, come il Salvatore. Wise ne è sicuro: «come storico E non da tremila anni, ma da duemila: ossia dalla nascita ebreo, ho accesso ad informazioni che sono chiuse ad di Cristo. altri storici», dice. Dal solo fatto che Gesù sia nato. Con questo lignaggio materno fino alla terza generazione, Popolo “crocifisso” per il fatto che il Cristianesimo esiste. Karol Wojtyla non solo era un ebreo integrale; avesse chiesto la cittadinanza israeliana, lo Stato ebraico avrebbe Che significa? dovuto riconoscergliela. La frase è assurda per un cattolico credente. Ma esprime i sentimenti di ogni ebreo “offeso” dalla pretesa cristiana di Questo fatto getta una nuova luce non solo sugli atti di essere il Novus Israel. Karol Wojtyla (la visita del primo Papa a una sinagoga, Ma non basta. la preghiera al “muro del pianto”, le “scuse” della 6 “Chiesa viva” *** Novembre 2006 Nel processo di canonizzazione a tappe forzate, sarebbe bene che gli avvocati del diavolo investigassero questo lato del beatificando. Che idea aveva di sè Wojtyla e della sua ebraicità? Perché in Polonia, come noto, nacque e operò Jacob Frank (1726-1791), un israelita che si proclamò messìa; e sull’esempio di Sabbatael Zevi (un precedente “messia” che operò in ambiente islamico e si convertì falsamente all’Islam con tutti i suoi seguaci) anche Frank e 500 famiglie di suoi fedeli si fecero battezzare, nel 1759. Mantenendo però in segreto i loro culti ebraici eretici, spesso licenziosi (vi aveva una parte importante la figlia di Frank, Eva, adorata con un culto copiato da quello della Vergine Nera di Cracovia), la fede nel loro “messia” apostata, e la pratica della più stretta endogamia settaria (i frankisti si sposano solo tra loro, come ordinato da Frank: «non prendete in moglie nessuna delle loro “puttane” cattoliche»). Nota è la giustificazione teologica della loro apostasia e doppiezza: il messia “deve” compiere gli atti più peccaminosi, e la conversione falsa all’odiata “religione di Edom” (Roma) è la peggiore. Perché «la salvezza si ottiene attraverso il peccato», secondo una tipica movenza gnostica detta anti-nomica.1 I frankisti andavano a Messa la domenica, ma il sabato si riunivano nelle loro sinagoghe segrete. Wojtyla era influenzato sicuramente da questa “cultura”, perché personalità frankiste hanno svolto una parte essenziale nel creare il particolare nazionalismo polacco, l’idea della nazione sofferente, “Cristo delle nazioni”. Il poeta nazionale polacco, Adam Mickiewicz (17981855), tanto amato dal Papa, era un frankista: supercattolico a parole, ma amico di Mazzini, con cui partecipò alla Repubblica Romana, la massonica impresa che nel 1849 cacciò da Roma Pio IX; e morì a Costantinopoli, mentre cercava di arruolare una legione ebraica per liberare Gerusalemme: un sionista ante-litteram. Jerzy Turowicz, il potentissimo direttore di “Tygodnik Powsszechny”, l’autorevole rivista cattolico-progressista cui Karol collaborò e che tanto influì sulla sua formazione culturale e spirituale, era un frankista, e, al suo funerale, volle si cantassero cori ebraici. Di altri personaggi ebrei o frankisti che hanno influito e guidato il giovane Wojtyla ho parlato nel mio libro: “Cronache dell’Anticristo” (Effedieffe, 2001). Fra l’altro, è notevole che la comunità ebraica americana si prodigò per sostenere finanziariamente Solidarnosc, organizzazione sindacale cattolica, ma controllata da vicino da tre ebrei di fiducia: Jacek Kuron, Adam Michnitz e Bronis Geremek, figli di funzionari comunisti, di colpo passati al nemico. Ma sapeva Wojtyla di avere sangue ebreo? Wise sostiene di sì. Altrimenti non si spiega perché, nel “Chiesa viva” *** Novembre 2006 1940, il giovane seminarista si sia nascosto ai nazionalsocialisti: se si fosse saputo polacco e dunque “ariano”, non sarebbe stato necessario. Ma se lo sapeva, perché ha taciuto questa sua identità, mentre moltiplicava i favori e le aperture al giudaismo? Questo elemento può indicare una sua appartenenza all’ambiente frankista: celare il proprio ebraismo è un obbligo per la sètta.2 D’altra parte, sua madre Emilia si sposò al di fuori della cerchia ebraica, e questo potrebbe essere un segno contrario; però il mutamento del nome da Katz a Kaczorowski potrebbe essere un indizio a favore. È anche possibile che, a distanza di due secoli, gli stessi elementi frankisti non abbiano più una coscienza netta e separata dalla loro identità, si sentano insieme “cattolici” ed ebrei. Sarà stato il caso di Giovanni Paolo II? È una questione su cui indagare a fondo, anziché proclamarlo “santo subito” senza accurata inchiesta! NOTE 1 “Antinomia” vuol dire “contro la legge” (nòmos in greco). Nell’ebraismo ortodosso, come in quello frankista, l’avvento del messia sancisce l’abolizione della “legge” e di ogni legge, anche morale. Tipicamente, i frankisti - ormai “liberati” dalla legge grazie al loro “messia” - praticavano l’incesto, «perché lassù non esiste divieto». Contro questa credenza giudaica, esplicitamente, Gesù dice la famosa frase: «non crediate sia venuto ad abolire la legge». Voleva dire: benché il Messia sia venuto (era Lui), della legge morale non cadrà uno “jota” fino alla fine dei tempi. 2 Voci che Wojtyla fosse ebreo sono circolate parecchio in Polonia. Del resto, nella polemica politica polacca, è frequente che un avversario venga accusato di essere un “ebreo nascosto”, ossia un frankista. Il regime comunista cercò di far credere che lo stesso Lech Walesa fosse un ebreo, che in realtà si chiamava Laiba Kohne (Choen). Non era vero. Lo stesso Walesa una volta spiegò: “l’antisemitismo in Polonia è dovuto agli ebrei che celano la loro nazionalità”; insomma, un’altra allusione ai frankisti! Giovanni Paolo II con l’ex rabbino di Roma, Toaff, durante la sua prima visita in sinagoga. 7 Il teologo QUALE FEDE AVERE NEL VATICANO II? Come è vero che lo Spirito Santo assiste sempre la sua Chiesa, è anche vero che allo Spirito Santo, l’uomo di qualunque dignità, è sempre capace ed è in grado di resistere, rendendo vana la Grazia stessa, sia per malizia che per abuso della sua libertà. Si ricordi Pietro, il primo Vicario di Cristo, su cui Cristo aveva edificato la sua Chiesa, quando fu squalificato dal primo Paolo apostolo, che «resistit in faciem (eius) quia reprehensibilis erat». Si ricordi il grande vescovo Anastasio che resistette al Papa Onorio (poi, condannato dal Concilio Ecumenico!), perché aveva macchiato l’immacolata Tradizione apostolica. Si ricordi il grandissimo Sant’Agostino che ebbe contro di sè interi Episcopati. Si ricordi che tutto l’Episcopato inglese del secolo XVI si lasciò trascinare allo scisma da Roma dal perfido arcivescovo Kramer, nonostante che lo Spirito Santo assista sempre la Chiesa. E via dicendo!.. ricordando, però, la teologica risposta della Santa Giovanna D’Arco al perfido vescovo Cochon: «Sì, mi sottometto alla Chiesa, ma prima, Dio deve essere glorificato!». 8 È chiaro, quindi, che tutti, sacerdoti e fedeli, devono essere vigilanti anche nei confronti dei propri Pastori, appoggiati dalle Parole del Divino Maestro: «A fructibus eorum cognoscetis eos!», e «attendite a falsis prophetis!». Non chiudendo, quindi, gli occhi alle realtà, quali quelle di oggi che soffocano le coscienze, resistendo alle eresie,agli errori, alle follìe consumate perfino da tanti uomini di Chiesa, a tutti i livelli, in questi tempi apocalittici! Sì, «hora est iam nos de somno surgere!», e pregare «ut Domnum Apostolicum... est omnes Eclesiasticos ordines in Sancta Religione conservare digneris!»... Perché se la Chiesa, prima del’infausto Vaticano II, ha sempre pregato così nelle sue “Litanie dei Santi”, era segno che nessuno è immune dal cadere anche nel naufragio della Fede, nemmeno il “Somnum Apostolicus”! Basta osservare la Chiesa di oggi, in questa Babele post-conciliare, piena di inaudite scemenze rese pubbliche anche dalla stampa, non solo laica, ma anche quella presunta cattolica. Tutto questo mi fa ricordare la pagina di “Pinocchio” ove si parla dell’assassino che, dopo aver perso una gamba, per il morso di Pinocchio, pur continuava a correre, senza che si potesse capire come facesse. È l’immagine della Chiesa d’oggi. Ma, forse, la si può comprendere se si medita l’interrogativo di Gesù: «Quod si sal evanuerit, in quo salietur?». “Chiesa viva” *** Novembre 2006 IL RUMORE DEL NULLA della dott.ssa Maria Pia Mancini N ella società industrializzata si sente la vicenda umana fortemente condizinata da cause esterne che, anche se vissute con atteggiamenti realistici, generano angoscia e rivelano la debolezza dell’uomo. Il tema offre continui spunti di riflessione e di approfondimenti con cui si pretende di motivare anche il sentimento religioso dell’individuo in rapporto alla realtà che lo circonda. In sostanza, si cerca di capire se la religiosità sia frutto di razionalità o di scelte emotive, ma, soprattutto, in qual modo la visione tecnico-specialistica del mondo possa affrancare da Dio, riaffermando l’autonomia dell’uomo e spingendo ciascuno a riappropriarsene. Il costume contemporaneo lascia poco spazio alla libertà interiore del singolo, sempre più dominato dalle nuove forme di pensiero che ne destabilizzano le certezze. Sradicati gli eterni princìpi del Cattolicesimo, cessate le sicurezze teologiche, motivo della fortezza che ha caratterizzato non pochi “Chiesa viva” *** Novembre 2006 La nave dei folli - Bosch. martiri delle passate generazioni, oggi, la Fede è divenuta una specie di superstizione, da correlare esclusivamente alle preoccupazioni fondamentali del corpo: amore, nascita, morte e malattia. A questi si aggiungano la difficoltà dei gruppi più deboli, come i vecchi, i disabili, i poveri e gli oppressi che paiono recuperare, proprio attraverso le accezioni dell’umanitarismo, la possibilità di una presenza sociale dignitosa. In modo semplicistico, si tende anche a considerare la religione cattolica come negazione dell’auto-affermazione, presupponendo essa l’osservanza di leggi ultraterrene, mentre si tace sul fatto che l’individuo, anche il più infelice, proprio attraverso Dio, può esercitare una forma di dominio sulla sua sofferenza, accettandola, perché può proiettarla in un futuro di gioia che lo ripaghi del dolore passato. Ai nostri giorni, l’adesione a Cristo viene, per lo più, presentata come prerogativa del clero e di una classe sociale economicamente e intellettualmente debole nei confronti del nuovo credo professato dalla progredita e acculturata casta politica. Per troppi degli esponenti di quest’ultima, la religione rappresenta 9 un aspetto della controcultura, essendo espressione negativa di quanti si oppongono alla ragione e ai tecnicismi, nuovi idoli da contrapporre a Dio, considerato spregiativamente rifugio di menti primitive in cerca di scampo dalla realtà. Uno studio attento del sistema mediatico ce ne può fornire la prova; esso, infatti, ci permette di rilevare come stampa e dibattiti televisivi si adoperino, uniformemente, ad allontanare l’interesse della massa dalle problematiche inerenti la Fede, cui è dato il giusto rilievo solo quando risulti conveniente contestarne i princìpi in nome della democrazia e della libertà. C’è una specie di moda per la discussione sulla morale e sulla religione, ma al solo scopo di contestarne e di trasmettere idee e comportamenti peccaminosi, avallati dal costante presenzialismo di scienziati, studiosi e pseudo-sacerdoti. In Italia, il fenomeno si è diffuso a tal punto, da aver assunto il significato di rottura con la Tradizione Cattolica, nonché di evoluzione nell’esame del Creatore e dei Suoi rapporti con la creatura. Nell’arco di decenni, abbiamo visto come, piano piano, la linea di svolgimento della reinterretazione della Parola di Dio e delle relazioni con la Chiesa sia giunta ad un livello tale di accanimento contro il dogma, da moltiplicare le adesioni ai nuovi princìpi anticattolici per favorire l’affermazione di un modello culturale che prescinda da Cristo, a solo vantaggio dei cultori delle moderne ideologie. La lotta contro Dio si è caricata, pertanto, di una varietà di significati e sistemi, su cui si calca la mano per addormentare le coscienze inermi. Con faciloneria, si semplificano le problematiche trascendentali, riducendole a vuote definizioni di verità inventate, enfatizzate con menzognera retorica e tese ad esaltare i vizi e a far compiacere del sudiciume. La volontà di approvare, condividere e accarezzare le deviazioni evidenzia, anziché la carità cristiana, superbia, arbitrio e disamore a Dio e turlupina l’uomo, rendendolo incapace di discernere il Bene dal Male. Dovrebbero essere etica, fede e senso di responsabilità ad ispirare le Autorità civili di questo tempo in cui allignano discordie e incertezze, a tutti i lvelli, ed in cui il Cattolicesimo sembra aver esaurito la sua vitalità in funzione della La donna nell’Islam sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) diplomazia e dell’intercultura, senza esito alcuno. A causa di ciò si avvertono: da un lato, il desiderio di liberazione e di bene; dall’altro, l’amore al vizio e al disordine, esaltati sempre più dall’unanime pietismo verso le “umane debolezze”. Nel fare un consuntivo della situazione generale, sarebbe onesto abolire i trionfalismi demagogici e riconoscere, umilmente, che l’uomo, senza Dio, ha sbagliato tutto. Non ci attendono pace e benessere, ma ancora il nulla con il suo frastuono assordante, se continueremo a lasciare liberi, anche col nostro silenzio, quei politici che lottano per tutto ciò che offende Cristo o, peggio, per ragioni di prudenza si astengono dal prendere posizioni precise su aborto, unioni gay, divorzi, malcostume, pornografia e quant’altro esista in materia d’immoralità. I cattolici veri sono persone libere: libere della libertà che scaturisce dalla sequela di Cristo, Signore della storia. In ogni occasione dobbiamo dimostrare che siamo inconciliabili con il male e non accettiamo transazioni, perché «cosa c’entra Cristo con Belial, con Satana, con l’inferno?». No vit à Il tema “donna” dovrebbe essere ben più vasto di come l’ho trattato. Ma questo mio breve studio vuol essere solo uno schizzo di un affresco islamico dove nascere donna è come una maledizione. Così ha scritto una di loro: «Laggiù, una donna non ha vita. Le ragazze vengono picchiate, maltrattate, strangolate, bruciate, uccise. E questo è all’ordine del giorno. È così che da noi le donne crescono. Se ti riempiono di botte, è normale. Se ti danno fuoco, è normale. Se ti strangolano, è normale. Persino le pecore valgono più delle donne»! Leggete qui e meditate e pregate, chiedendo al Signore: «Ma fino a quando sarà così per queste tue povere creature schiave dell’Islam?». Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 10 “Chiesa viva” *** Novembre 2006 Occhi sulla Politica “HUMANUM GENUS” (Leone XIII - 20 aprile 1884) IL SILLABO Se il Sillabo del povero Pio IX L’avesse scritto un fabbro, un contadino, Un calzolaio oppure un imbianchino Un campagnolo, ovverosia un colono, Anziché il Papa assiso nel suo trono Un metro di letame, poverino, Secondo il “misurar” garibaldino* Almeno almeno, gli avrei dato un “buono”! Mastai Ferretti - tanto criticato, Dai sinedristi e poi dai frammassoni, Per gli anatèmi espressi in più occasioni Avea previsto e, quindi, condannato, Ciò che nel nostro tempo s’è avverato, Complici, come sempre, i fessacchioni! Prof. Arturo Sardini * Il massone Giuseppe Garibaldi definì Pio IX: “Un metro cubo di letame”. Chiusa Il Sillabo va letto e meditato, Storicamente e, insiem, profondamente, Non scivolando superficialmente, Su ciò che Rossi-Kaos ha raccontato! Donoso suggerisco e Camilleri Con due Emme - Messori e poi Cardini, Quindi, qualche sonetto del Sardini, Contro i luoghi comuni, menzogneri! 12 ULTIME RACCOMANDAZIONI: PREGHIERA E AZIONE Ma ben comprendiamo, che le comuni nostre Papa Leone XIII. fatiche non sarebbero sufficienti a svellere questa perniciosa semenza dal campo del Signore; se il Celeste Padrone della vigna non ci sarà largo a tale effetto del suo generoso soccorso. Convien dunque implorarne il potente aiuto con fervore veemente ed ansioso, pari alla gravità del pericolo e alla grandezza del bisogno. Inorgoglita dei prosperi successi, la Massoneria insolentisce, e pare non voglia più metter limiti alla sua pertinacia. Per un’iniqua lega ed un’occulta unità di propositi da per tutto i seguaci suoi congiunti insieme, si danno scambievolmente la mano e l’uno rinfocola l’altro a più osare nel male. Assalto sì gagliardo vuole non men gagliarda difesa: vogliamo dire che tutti i buoni debbono collegarsi in una vastissima società di azione e di preghiera. Due cose pertanto domandiamo da loro; da una parte, che unanimi, a schiere serrate, a piè fermo resistano all’impeto ognora crescente, delle sètte; dall’altra, che sollevando con molti gemiti le mani supplichevoli a Dio, implorino a grande istanza, che il Cristianesimo prosperi e cresca vigoroso; che riabbia la Chiesa la necessaria libertà; che i traviati ritornino a salute; che gli errori alla verità, i vizi faccian luogo alla virtù. Invochiamo a tal fine l’aiuto e la mediazione di Maria Vergine Madre di Dio, affinché contro l’empie sètte, in cui veggonsi chiaramente rivivere l’orgoglio contumace, la perfidia indomita, la simulatrice astuzia di Stana, dimostri la potenza sua, essa che trionfò di lui sin dal suo primo concepimento. Preghiamo altresì San Michele, principe dell’angelica milizia, debellatore dell’oste infernale; San Giuseppe, sposo della Vergine Santissima, Celeste e salutare patrono della cattolica Chiesa; i grandi Apostoli Pietro e Paolo, propagatori e difensori invitti della fede cristiana. Per il patrocinio di essi e per la perseveranza delle comuni preghiere confidiamo, che Iddio si degnerà di sovvenire pietosamente ai bisogni della umana società, minacciata da tanti pericoli. A pegno poi delle grazie Celesti e della benevolenza Nostra impartiamo con grande affetto a voi, Venerabili Fratelli, al clero e a tutto il popolo commesso alle vostre cure l’Apostolica Benedizione. (fine) “Chiesa viva” *** Novembre 2006 11 Documenta-Facta POLITICA DI ASSASSINIO Le immagini che seguono sono estremamente dure, però riteniamo doveroso mostrarle, perché fatti così non devono passare inosservati. La piccina nella foto è solo una delle tante, troppe vittime della politica del governo cinese, che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali) con aborto obbligatorio. Ufficialmente, il governo condanna l’uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri “squadroni dell’aborto”. Questi squadroni catturano le donne “illegalmente incinte” e le tengono in carcere finché non si rassegnano a sottoporsi all’aborto. In caso contrario, i figli “nati illegalmente” non hanno diritto alle cure mediche, all’istruzione, né ad alcuna assistenza sociale. Molti padri vendono i propri “figli illegali” ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese. Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite. Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili. Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni tra la popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico delle donne. *** L’unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato: «Credo che stesse per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici». Questa signora ha chiamato l’Emergenza, però non è arrivato nessuno. «Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del Governo e molte persone passavano, ma nessuno faceva nulla… Ho scattato queste foto perché era una cosa terribile…». «I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina…». 12 “Chiesa viva” *** Novembre 2006 “Chiesa viva” *** Novembre 2006 13 LO SCANDALO DEL TEMPIO SATANICO dedicato a San Padre Pio – Una lettera di risposta – Lettera di risposta dell’Autore del Numero Speciale di “Chiesa viva” n° 381, sulla “Nuova Chiesa” dedicata a San Padre Pio, al giornalista e scrittore di San Giovanni Rotondo Angelo Maria Mischitelli. 2 A questo punto, penso di aver risposto a tutte le sue domande, ma ciò che mi preme sottolineare è che molti come lei, dopo aver letto questo Dossier sulla “Nuova Chiesa” dedicata a San Padre Pio, dopo il primo momento di shock e di turbamento, possono essere assaliti da dubbi per la loro mancanza di preparazione sull’argomento Massoneria. Ma più il tempo passa, senza che emerga una chiara posizione ufficiale da parte del Vaticano, e, come da lei sperimentato, anche col silenzio totale da parte dei vertici ecclesiastici, responsabili del progetto e della costruzione della “Nuova Chiesa”, vale sempre di più il detto: “Chi tace, acconsente”! Quando l’incredulità pian piano svanisce, subentra, però, una doverosa domanda: «Com’è stato possibile che il Vaticano abbia potuto costruire un “Tempio satanico” con la beffa a milioni e milioni di fedeli cattolici di tutto il mondo che hanno donato soldi in buona fede?». La risposta implicita è addirittura inquietante: i casi sono due: o si tratta di persone che si sono fatte turlupinare in modo colossale, oppure si tratta di persone che sapevano quel che facevano! 14 Esclusa la prima ipotesi, per evidenti motivi, questo solleva il problema dell’incarico dato da Padre Pio al sac. Luigi Villa di dedicare tutta la sua vita a combattere la Massoneria ecclesiastica, e il suo ammonimento finale: «Coraggio, coraggio, coraggio... perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria!». Questa frase è stata pronunciata negli anni ‘60! E a che punto si trova, oggi, il Vaticano? Per non dilungarmi troppo su questo argomento, le consiglio alcune pubblicazioni e libri che don Villa ha scritto su questi temi. Su “Chiesa viva” del LuglioAgosto 1992, era stata pubblicata la famosa e mai querelata “Lista Pecorelli”, contenente i nomi di più di cento alti Prelati con tanto di giorno, mese, anno di iscrizione alla Massoneria, numero di matricola e sigla, per ciascun nome. Per darle un’idea dei personaggi elencati, le riporto qualche nome: – – – – il Vescovo Alberto Ablondi, il Rettore della Lateranense, Franco Biffi; il cardinale Sebastiano Baggio, il sacerdote Ernesto Balducci, “Chiesa viva” *** Novembre 2006 – – – – – – – – – – – – – – – – – – – il Vescovo Luigi Bettazzi, mons. Annibale Bugnini, il gesuita Giovanni Caprile, il cardinale Agostino Casaroli, il Vescovo Alessandro Gottardi, l’ex Nunzio in Argentina, Pio Laghi, il segretario di Paolo VI, Pasquale Macchi, l’abate Marsili Salvatore, l’attuale cardinale Francesco Marchisano, il Presidente dell’Istituto Opere religose, Paolo Marcinkus, il reggente alla casa pontificia, Mons. Dino Monduzzi, il cardinale Virgilio Noè, il cardinale Salvatore Pappalardo, il cardinale Michele Pellegrino, il cardinale Ugo Poletti, il cardinale Leo Suenens, il p. Maria Turoldo, il cardinale Jean Villot, ecc. ecc.. Come può notare, vi sono i segretari di Stato: Casaroli, Villot; il responsabile della Riforma Liturgica, Bugnini; il segretario personale di Paolo VI, Macchi; ma per avere un’idea precisa delle responsabilità, dell’operato e del tradimento di questi Prelati, e anche per uscire dalle nebbie dei dubbi sull’appartenenza di questi personaggi alla Massoneria, le consiglio di leggere i due libri di don Villa: “Paolo VI, beato?” e “Paolo VI, processo a un Papa”, che sono stati diffusi in migliaia di copie tra il Clero italiano e di cui le offro alcuni stralci, presi dal capitolo “La Sua apertura alla Massoneria”. In questo capitolo del primo libro, viene riportato un elenco di citazioni su Paolo VI che lasciano pochi dubbi sull’appartenenza di questo Papa alla Massoneria, poi, seguono documenti e dettagli di gran parte dei Prelati sopra elencati a cui si aggiungono: – il cardinale arcivescovo di Vienna, Franz Köenig, – il cardinale Achille Lienart. Nel capitolo sulla Massoneria del secondo libro, tra gli altri documenti, invece, è riportata una lettera dell’8 agosto 1978, scritta dal cardinale Sebastiano Baggio al Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che le riporto: Venerabile Gran Maestro, in seguito al decesso repentino di Paolo VI, si presentano due importanti situazioni che mi preme dirvi: la prima è stata già risolta egregiamente da MAPA (Pasquale Macchi, segretario personale di Paolo VI - n.d.r.), cioè salvare tutti i documenti segreti a noi utili e necessari che Paolo VI aveva gelosamente rinchiusi nel suo studio. MAPA, la stessa notte, partì da Castelgandolfo e fece la urgente e segreta operazione. Tali documenti Vi verranno presto consegnati. La seconda è ancora più grave: la successione a Paolo VI, per la quale mi avete promesso tutta la Vostra opera, mobilitando tutte le Vostre forze, affinché sia ricompensata la mia fedele opera. Non Vi do consiglio sapendo assai bene la Vostra capacità. Solo attendo fiducioso. Sperando presto di abbracciarVi. (Firmato con la sua sigla SB, in grandezza più del normale, e iniziali incrociate) Questo è il Cardinale Sebastiano Baggio che implora la sua elezione al Pontificato al... Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia! Viene da chiedersi: chi comanda in Vaticano? Copertina della Rivista “OP”(Osservatore Politico) del 12 settembre 1978, che riporta la cosiddetta “Lista Pecorelli”, contenente “121 tra cardinali, vescovi e alti prelati indicati per numero di matricola e nome codificato come appartenenti alla massoneria”. “Chiesa viva” *** Novembre 2006 In un dossier dal titolo: “Una nomina scandalo!” da noi stampato, in occasione della nomina di Mons. Francesco Marchisano (uno della “Lista Pecorelli”) a Vicario Generale per lo Stato del Vaticano, e diffuso in decine di migliaia di copie tra il Clero di tutt’Italia, si riportano tre lettere che Marchisano ha indirizzato al Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, in cui si dettagliano i piani per disgregare i Seminari italiani. 15 Ecco i testi delle tre lettere: 23 maggio 1961 Illustre e Venerabile Gran Maestro, con molta gioia ho ricevuto, tramite il F. MAPA (Macchi Pasquale), il Vostro delicato incarico: organizzare silenziosamente in tutto il Piemonte e nella Lombardia come disgregare gli studi e la disciplina nei Seminari. Non Vi nascondo che il compito è immane e mi occorrono molti collaboratori, specialmente presso il corpo docente, e che Voi mi dovreste segnalare perché io li avvicini quanto prima e studi insieme la tattica. Mi riservo comunicazioni più precise dopo un incontro e un abboccamento personale con MAPA. Intanto vogliate gradire il mio devoto saluto. Frama *** 12 settembre 1961 Illustre e Venerabile Gran Maestro, dopo aver avvicinato e contattato più volte i FF. Pelmi (Pellegrino Michele) e Bifra (Biffi Franco), sono ritornato da MAPA (Macchi Pasquale) per presentare un primo piano di lavoro. Egli consiglia di iniziare con la disgregazione dei programmi di studio, insistendo presso i nostri fedeli docenti perché, con argomenti di nuova pseudo-teologia e pseudo-filosofia, gettino il seme presso gli alunni, oggi sitibondi di novità In tal modo, la disgregazione disciplinare sarà una semplice conseguenza che verrà spontaneamente, senza che noi ce ne occupiamo: penseranno gli stessi alunni. È pertanto indispensabile che Voi paghiate bene quei docenti, dei quali già avete l’elenco Io farò da solerte sorvegliante e Vi riferirò tutto fedelmente. Con il più devoto e cordiale saluto. Frama *** 14 ottobre 19.. Illustre e Venerabile Gran Maestro, nella riunione di ieri sera, presenti i FF. Pelmi (Pellelgrino Michele), Mapa (Macchi Pasquale), Bifra (Biffi Franco), Salma (Marsili Salvatore), Buan (Bugnini Annibale), Algo (Gottardi Alessandro) e Vino (Vincenzo Noè), ho potuto concludere quanto segue: - anzitutto, si dovrebbe iniziare degli esperimenti presso alcuni Seminari d’Italia, quelli di Trento e di Torino, oppure quello di Udine dove abbiamo un bel numero di FF.; - in secondo luogo, bisogna diffondere, in tutti i Seminari, il nostro concetto di libertà e dignità della persona umana senza alcuna remora né da parte dei su16 periori, né da parte di alcuna legge. Occorre una stampa capillare. A questo punto, urge una riunione con tutti Voi per decidere come agire e a chi affidare i vari compiti. Con il mio devoto saluto. Frama *** Come vede, Sig. Angelo, mons. Marchisano, nel nominare i suoi collaboratori nel piano di distruzione dei Seminari italiani, usa le sigle dei nomi dei Prelati massoni della “Lista Pecorelli” e tra questi traditori, mentre la figura di spicco è sicuramente il segretario personale di Paolo VI, PasquaIl card. Francesco Marchisano, il cui le Macchi, companome compare nella “Lista Pecorelli”. re anche il cardinale Virgilio Noè che, attualmente, mi è stato detto, è il diretto superiore di Mons. Crispino Valenziano che dava ordini all’architetto Renzo Piano. Da questi pochi documenti, pubblicati, diffusi a decine di migliaia di copie e mai contestati da nessuno, risulta evidente che chi comanda in Vaticano è la Massoneria, al cui Venerabile Gran Maestro si rivolgono i vari Prelati quando desiderano essere eletti al Soglio Pontificio! Questa è una vergogna infame alla quale non si potrebbe neppure prestare attenzione se non fosse per gli ammonimenti che la Madonna ci ha fatto pervenire a Il card. Sebastiano Baggio, il cui nome la Salette: compare nella “Lista Pecorelli”. “Chiesa viva” *** Novembre 2006 «Roma perderà la Fede e diventerà la sede dell’Anticristo!», oppure quelli che la Madonna ci ha dato a Fatima nel famoso “Terzo Segreto”: «Cardinale contro Cardinale, Vescovo contro Vescovo, e Satana marcerà in mezzo a loro... Satana s’intrufolerà fino ai vertici della Chiesa... ciò che è marcio a Roma cadrà e ciò che cadrà non si rialzerà più...». Caro Sig. Angelo, dopo lo shock e l’incredulità, su quanto è accaduto con il “Tempio Satanico” a San Giovanni Rotondo, la gente sarà presa da un sacro furore che creerà due gravi problemi, principalmente a quei Prelati che hanno mostrato tanta arroganza e follia nel partecipare alle orribili offese fatte alla SS. Trinità e a San Padre Pio: 1) San Giovanni Rotondo, ma soprattutto quelli che intendevano arricchirsi alle sue spalle col “turismo religioso”, verranno colpiti finanziariamente per il mancato afflusso di pellegrini, perché penso che la presenza di un “Tempio satanico” non sia una 1. Trent’anni dopo la morte di Padre Pio, nello stesso giorno, 23 settembre, alla stessa ora e allo stesso minuto, la terra ha tremato sotto la “Nuova chiesa” a S. Giovani Rotondo di Foggia. 2. Poi, è successo che la processione che portava la statua di Padre Pio dalla Chiesa di S. Maria della Grazie alla “Nuova Chiesa”, è stata assalita da migliaia di cavallette, le quali, dopo il fuggi fuggi generale, sono andate a depositarsi sulle pareti della “Nuova chiesa”. Le cavallette, nelle Sacre Scritture, non rappresentano mai un segno di benedizione divina! “Chiesa viva” *** Novembre 2006 grande attrattiva per chi è devoto a San Padre Pio; 2) la furia della gente, e soprattutto quella di lingua inglese, sarà tale che sicuramente si arriverà a chiedere dove sono finiti e come sono stati spesi tutti i soldi che sono stati donati per edificare un “Santuario cattolico” e non un “Tempio satanico”; infine, si dovrà pur pensare che l’esistenza di un tale “Tempio satanico” è uno scandalo di tali dimensioni da gridare vendetta al cospetto di Dio e poco foriero di benedizioni per S. Giovanni Rotondo; quindi, questo “Tempio satanico” dovrà essere raso al suolo! Rimane, infine, un ultimo problema per i Prelati traditori e per tutti gli ignavi che, con chissà quali pretesti, si opporranno alla distruzione di questo “Tempio satanico”: dovranno vedersela con la SS. Trinità, che è stata tremendamente offesa e con lo stesso San Padre Pio che, prima di morire ci ammonì: «Farò più baccano da morto che da vivo!». Non può immaginarsi con quanta trepidazione io sto aspettando di udire questo baccano! Ringraziandola ancora per la sua lettera e in attesa di risentirla, le porgo i miei più cordiali saluti. Ing. Franco Adessa 3. In seguito, è accaduto che, dopo i rintocchi delle ore 11, la campana più grande della “Nuova chiesa”, del peso di 18 quintali (18 = 666) dedicata a S. Michele Arcangelo e posta ai piedi della croce di pietra alta 40 m, simbolo di Lucifero “Re dell’Universo”, a capo della sua “chiesa” (la Massoneria) e di un’Umanità assatanata e intenta a ricostruire una “Nuova Torre di Babele” in odio a Dio, “inspiegabilmente” si è staccata dal suo ancoraggio ed è precipitata a terra, andando in mille frantumi. 4. .... 17 FRANCOFORTE CALDO LETTO DI DEMONI di A. Z. D opo il messaggio di Natale del 2000, Gesù detta a una mistica queste parole: «Il Padre attende con pazienza la conversione dell’umanità, ma i crimini si triplicano ogni giorno sulla terra, e l’intero pianeta rischia di diventare possesso di Satana. Per salvare ciò che può essere ancora salvato, il Padre interviene nel modo che Egli ritiene più utile per la vostra salvezza. Quindi, non sempre potrete gioire delle sante feste, perché insieme alla miseria e alla fame, ai morti e ai grandi pianti, si scatenerà una forte persecuzione ai danni della santa Chiesa che, apparentemente sconfitta dalla servitù di Satana, risorgerà più bella al mio Ritorno»1. *** L’intero pianeta rischia di diventare possesso di Satana: lo vediamo nei vertici del mondialismo attuale che è tutto sotto il maligno2. Questa situazione è incentivata dalla Massoneria, lo strumento più agguerrito di Satana, che ha spinto l’umanità sulla china dei grandi disastri degli ultimi secoli. La Massoneria, già presente nelle logge del settecento e lanciata al dominio mondiale ebraico nel clan di M. Rothschild e Weishaupt, ha provocato guerre e rivoluzioni da quella francese in poi. Gran massone fu Giuseppe Mazzini, che alle dipendenze di Lord Parlmerston scatenò la Rivoluzione europea del 1848, e in seguito, nel 1870, con Albert Pike, organizzò la sètta massonica del Palladismo con triangoli satanistici diffusi da Charle- 1 2 3 A. L. 30 dicembre 2000. 1 Gv. 5, 19. Su Giuseppe Mazzini, si veda la documentazione di Franco Adessa su “Chiesa viva”, 18 La casa dei Rothschild, a Francoforte sul Meno nel quartiere giudaico Judenstrasse. ston in America sino a Calcutta nell’India.3 Seguirono la Prima Guerra mondiale (1914-1917) e la Rivoluzione russa (1917), poi, la Seconda Guerra mondiale (1939-1945) con l’espansione del comunismo in Cina (1950) e in tutto il mondo. E fu certo ispirato da Satana, il Mazzini, quando profetizzò che la Terza Guerra mondiale sarebbe stata il più grande cataclisma della storia per la competizione tra i sionisti politici e i capi del mondo musulmano, e la loro reciproca distruzione4. nella rubrica “Conoscere la Massoneria”. 4 Dal volume di William Carr, “Pawns in the Game” (Pedine nel gioco), VII Edizione, St. George Press, Glendale USA 1970. Il comunismo nacque con la Massoneria del clan di Rothschild come lo strumento di lotta contro la Chiesa, e il socialismo, con lo stesso scopo, ma metodo più blando, nacque dal clan massonico segreto della Round Table di A. Rothschild, Ruskin, Rhodes, alla fine dell’800. L’intera sinistra rimane ancora oggi di ispirazione e obbedienza massonica. L’intento satanistico della Massoneria è sempre più esplicito. Per una retta conoscenza della Rivoluzione, occorrerà cambiare i libri di storia e riflettere su quanto disse il Gran Maestro Lafargue nel 1865: «Sono quattrocento anni (quindi dall’epoca dei Rosacroce, precursori della Massoneria) che noi scalziamo il Cattolicesimo, la macchina più forte che sia stata mai inventata in fatto di spiritualismo. Essa è solida, disgraziatamente. La Rivoluzione è il trionfo dell’uomo su Dio»5. Oggi, la situazione del Cristianesimo si è indebolita all’interno a causa del modernismo, nel clima del relativismo, denunziato dal Papa. Questo trionfo dell’empietà anticristiana è condotto da Satana, il quale non porta mai del bene: le rivoluzioni e le guerre promosse dal dominio massonico non hanno mai portato alcuna stabilità per i popoli nel passato, e oggi spingono allo scontro delle civiltà con la Terza Guerra mondiale. La Scrittura ci insegna che, al termine di tutte le iniziative sataniche, sta la disfatta e il dissolvimento, come è avvenuto nella guerra di Israele contro i madianiti, quando il Signore volse la spada di ciascuno contro il proprio vicino6, e nella guerra contro i 5 Cfr. E. Delassus, “Il problema dell’ora presente”, vol. I, p. 8. 6 Cfr. Gdc. 7, 22. “Chiesa viva” *** Novembre 2006 moabiti, quando i nemici di Israele si fecero strage gli uni contro gli altri7. Dio aveva avvertito Giosafat, re degli ebrei: «Costoro non vengono contro di voi, ma contro Me». Oggi, i massoni pensano: «Dobbiamo tessere con le nostre agili mani il sudario che seppellirà un giorno tutte le religioni»8. Satana vuole tutto il potere mondiale per sè e domina ai vertici della Massoneria spingendo al dominio dell’intero pianeta. L’esito scontato della sua guerra porterà inevitabilmente al conflitto degli alleati tra loro fino al dissolvimento totale. gare per l’Europa dell’est, nel 1750 decise di stabilirsi a Francoforte sul Meno e aprì un ufficio di contabilità nel quartiere giudaico Judenstrasse. Vi pose come insegna uno scudo rosso (in tedesco: roth schild) Il figlio di Mayer decise di adottare “Roth” “Schild” come nome di famiglia, così nacquero i grandi banchieri Rothschild che dominano ancora oggi l’alta finanza mondiale. Il rosso, simbolo del sangue, divenne il distintivo dell’intera Rivoluzione perseguita dalle sinistre fino ad *** Di Francoforte non si parla molto. Un noto giornalista, buon intenditore di mondialismo, scrive: «Per tutto ciò che riguarda l’ambito economicosociale (l’impero di Mammona, diremmo) la parola decisiva non sono quasi più i parlamentari e i governi nazionali, ma L’Unione Europea. È a Bruxelles e a Francoforte che si decidono i parametri vincolanti e le politiche economico-monetarie da cui dipende tutto. Ed è stato grazie a Bruxelles e a Francoforte che da anni si è imposta dovunque la svolta liberista alla quale oggi i più riottosi ministri di Rifondazione Comunista sono obbligati ad adeguarsi. Insomma, in Italia, come dappertutto, non c’è più spazio per terze vie... o altre sperimentali velleità, alternative a quanto stabilito in sede europea»9. Che la parola decisiva non siano i governi e parlamentari non è affatto una novità. Dalla Rivoluzione francese in poi, nell’alta politica non cade foglia che il giudeo non voglia. È da secoli che tutta la rigorosissima obbedienza di chi si alterna nei governi e parlamenti, dove è difficile arrivare senza il benestare delle logge, è rivolta a quanto fu deciso a Francoforte molto prima che a Bruxelles. Il nome stesso di Francoforte (fortezza franca) è un programma di emancipazione non certo dai démoni, che vi hanno disteso il caldo letto della Rivoluzione mondiale: Rothschild vi ha dato origine alla Massoneria; Weishaupt, al comunismo; Ritter, al nazismo. Un trinomio di risonanza infernale. Ricordiamo. MAYER ROTHSCHILD (1743-1812) E IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO MONDIALE Alle origini del Movimento Rivoluzionario Mondiale (MRM) sta l’ebreo Amschel Mayer Bauer, figlio dell’orafo Amschel Moses Bauer. Moses era un orafo, ma, stanco di girova- 7 8 Cfr. 2 Cr. 20, 23. Cfr. Convegno della Gran Loggia di Francia (vedi “Chiesa viva” gennaio 2006, p. 8). 9 Cfr. E. Galli Della Loggia, “Corriere della sera” 18 giugno 2006, p. 29. “Chiesa viva” *** Novembre 2006 Nathan Rothschild. oggi, cominciando dalla bandiera rossa della Rivoluzione francese fino alla bandiera rossa di Lenin (1917), alla quale aggiunse la falce e il martello e la stella di Davide a cinque punte, adottata dalle istituzioni massoniche, a conferma dell’origine ebraica della Rivoluzione. Dopo la morte del padre (1754), Mayer lavorò come impiegato nella banca Oppenheimer, dimostrando l’eccezionale abilità negli affari bancari trasmessigli dal padre. Nel 1812, Mayer morì, lasciando i cinqui figli istruiti in modo da diventare capi dell’alta finanza. Il figlio Nathan, a 21 anni, andò in Inghilterra ed esercitò il controllo della Banca d’Inghilterra (1830) per collaborare con i fratelli nel mettere a punto e consolidare un Monopolio Bancario Mondiale in Europa. La ricchiezza aggiunta poteva essere usata per realiz- 10 I Poteri Segreti che dirigevano la Rivoluzione Francese affidarono a Choderlos de Laclos e a Balsamo (Cagliostro) la gestione del palazzo reale e le tenute del Duca di Orleans. Essi li condussero a centri di corruzio- zare le ambizioni segrete rivelate dal padre. All’età di trent’anni, nel 1773, Mayer Rothschild invitò a Francoforte una dozzina di persone influenti per convincerle che, se avessero messo insieme le loro risorse avrebbero potuto finanziare un Movimento Rivoluzionario Mondiale come strumento di conquista delle ricchezze e dei poteri del mondo. Spiegò pure ai convenuti come la Rivoluzione inglese (1694) era andata a vuoto per l’eccessiva durata e la mancanza di spregiudicatezza dei promotori, pure ebrei: il regno del terrore da essi instaurato non fu pari alle necessità. Occorreva ritentare con maggiore energia, cominciando dalla Francia con una propaganda abilmente concertata per attizzare nel popolo l’odio contro la classe dominante: il re, la sua corte, i nobili, il clero, i datori di lavoro e diffamando i casi, reali o supposti, di stravaganze, ingiustizie, oppressione e diffamando gli oppositori ai loro piani.10 Mayer Rothschild si dedicò a redigere un piano di azione accuratamente pensato, di cui restano documenti. Ne riassumiamo i princìpi ispiratori. «Gli uomini sono inclini al male più che al bene. Vanno governati con la forza, più che con discussioni accademiche. Per legge di natura, il diritto sta nella forza. «Occorre giungere al potere predicando il liberalismo, mediante il quale i cospiratori concentreranno il potere nelle mani del Governo Mondiale. «La libertà aveva soppiantato la Fede come il potere dell’oro aveva soppiantato il potere dei sovrani. La forza delle masse è cieca, e trasforma la libertà in anarchia: le masse devono obbedire a guide illuminate e autoritarie. «La libertà scatenerà le lotte di classe, e il potere dell’oro, interamente nelle nostre mani, dirigerà le masse. «Onestà e sincerità in politica sono debolezze: il potere va conquistato e difeso con l’astuzia e la capacità di far credere. Il nostro potere deve rimanere invisibile finché sia pienamente consolidato. La conquista del potere esige corruzione morale, provocata dall’uso di alcoolici e droghe, dalla prostituzione e dall’influsso delle nobildonne di società. «Una cieca e immediata sottomissione va ottenuta col terrore. «All’aristocrazia genealogica occorrerà sostituire l’aristocrazia del denaro. «Occorre provocare guerre e dirigere le conferenze di pace, in modo da au- ne sfrenata. La diffamazione della corte reale fu facile incentivo agli orrori della Rivoluzione Francese e all’uccisione dei sovrani Luigi e Antonietta. 19 mentare il debito, sia dei vincitori che dei vinti. WEISHAUPT (1748-1830) E GLI ILLUMINATI DI BAVIERA «Bisogna scegliere funzionari servili e obbedienti ai nostri comandi. I colleghi di Rothschild che aderivano al Movimento Rivoluzionario Mondiale trovarono l’esecutore cel loro piano in Adam Weishaupt, professore trentenne (nato verso il 1748) di diritto canonico e in seguito anche rettore all’Università di Ingolstadt, istituita dai Gesuiti come baluardo intellettuale contro i luterani. Essi lo incaricarono di rielaborare i princìpi talmudici ebraici di antica data per un programma di dominazione politica planetaria.12 «La propaganda, il servizio di agenti di facciata, la dura repressione degli avversari coprirà le nostre imprese redditizie. «Dovremo apparire come protettori degli oppressi, salvatori dei lavoratori. «Sfruttiamo gli impianti occulti della massoneria vigente, infiltrandovi agenti occulti di una massoneria di nostra obbedienza, che a cose mature spazzerà via ogni competizione. «Le masse vanno lusingate con grandi promesse: il contrario che emergerà in seguito non avrà per noi conseguenze. «Una diplomazia segreta e un ingente monopolio sugli affari e le materie prime, con l’appoggio dei sindacati, assoggetterà ogni opposizione, provocando crisi economiche e sociali. «Il Governo Mondiale designerà il dittatore e selezionerà scienziati, economisti, ecc.. Alla fine, l’arbitrato sarà sostituito dalla legge. «Occorre catturare la gioventù con teorie e princìpi che “noi sappiamo essere falsi”. A operazioni compiute, il nome di Dio sparirà dal lessico della vita»11. Adam Weishaupt 1 Cfr: William Carr, “Pawns in the Game” (Pedine nel gioco), VII Edizione, St. George Press, Glendale USA 1970, cap. I. 12 Secondo W. Carr, una persona molto informata, Weishaupt sarebbe stato un Gesuita, uno degli ex Gesuiti sopravvissuti alla soppressione della Compagnia di Gesù con la Bolla “In Eminenti” del 1767, dopo le espulsioni dalla Francia (1764) e da altri Stati. 20 Il termine “Illuminati”, ereditato dalla gnosi manichea, significa “Portatori di Luce” e si ispirava a Lucifero come ad Angelo della ribellione14, e la sètta degli Illuminati rimane ancor oggi come tronco portante di tutto il programma massonico di rovesciamento dell’ordine costituito. Sue prime ramificazioni furono i Giacobini della Rivoluzione francese, i membri dell’Alta Vendita e i Carbonari. Con Giuseppe Mazzini e il generale americano Albert Pike, nel 1871 si diffuse, da Charleston negli Stati Uniti fino a Calcutta in India, il Palladismo, dichiaratamente satanista quale supporto del satanismo imperante fino ad oggi.15 La dottrina degli Illuminati radicalizzava le idee rivoluzionarie al limite dell’anarchia. Dicevano: «Per ristabilire l’uomo nei suoi diritti originari di libertà e uguaglianza, ricevuti dalla natura, occorre cominciare col distruggere ogni religione, ogni società civile, e giungere all’abolizione di ogni proprietà». Il programma di Weishaupt conteneva già i princìpi fondamentali del futuro comunismo: «Grande importanza dovranno avere gli armamenti: lasceranno masse di proletariato di fronte a pochi milionari. Soldati e polizia difenderanno gli interessi del Nuovo Ordine. È quanto vediamo sempre più estesamente messo a punto nei dettati talmudici e nei “Protocolli del Savi di Sion”, di cui si contesta l’origine ebraica, ma non si può contestare la coerenza di contenuto con lo sviluppo della Rivoluzione, e vediamo messo in atto nell’ascesa del mondialismo massonico. Non possiamo escludere l’aspetto finanziario della Rivoluzione: un re costava molto alla nazione, ma da sagaci economisti quali erano gli ebrei, pensarono che, con la repubblica, i proventi delle retribuzioni dei popoli potevano cadere in mani più pulite! E in quantità enormemente maggiori, come vediamo oggi con le operazioni finanziarie dei sistemi bancari di Soros e compagni del globalismo massonico. affidarono il compito di sfruttare gli impianti della massoneria, già molto diffusa in duemila logge francesi. Weishaupt sidedicò a introdurre occultamente i suoi adepti nella massoneria francese. Così, il 1° maggio 1776 nasce, a Francoforte, città dei Rothschild, l’Ordine degli Illuminati di Baviera, fondato da Adam Weishaupt.13 Weishaupt entrava in scena rivoluzionaria con precedenti non edificanti: aveva dovuto rifugiarsi presso il duca di SaxeGotha per aver reso incinta una cugina. Nel delineare il suo ordine, si propose di risuscitare il culto a Mitra, protettore degli omosessuali, di cui Voltaire raccomandava di custodire i misteri insieme coi misteri eleusini. Adottò il calendario manicheo persino ritraendo la data 1776 al 1146 (630 anni indietro). Adottò il soprannone di Spartacus, con emblema di rovesciamento dell’ordine costituito. A lui i finanzieri complici di Rothschild 13 Cfr: William Carr, “Pawns in the Game” (Pedine nel gioco), VII Edizione, St. George Press, Glendale USA 1970, cap. III e seguenti. 14 Cfr. Ap. 12, 3 ss, 15 Cfr. “Chiesa viva”. Adessa. A Francoforte fu iniziato tra gli Illuminati il Duca Filippo d’Orleans, divenuto in seguito Gran Maestro del Grande Oriente di Francia. Vi fu inizito – abolire i governi nazionali; – soffocare il patriottismo e puntare a una repubblica universale comunista; – abolire i diritti ereditari e la proprietà privata per una comunanza dei beni; – abolire il matriomonio e la famiglia per una libertà sessuale illimitata (anticipazione del Piano Maltusiano massonico, ecc.); – abolire ogni religione e instaurare un ateismo e un totalitarismo luciferino.16 Per non destare reazioni, la sètta veniva presentata come forma di cristianesimo esoterico, autentico cristianesimo originario purificato dalle deformazioni clericali. I princìpi di abolizione di uguaglianza, libertà, fraternità, intesi nel senso massonico, furono trasferiti nella Rivoluzione francese e nelle successive rivoluzioni comuniste. Le rivoluzioni che si susseguirono, da quella francese in poi, consolidarono anche Mirabeau, e condotto abilmente con lo stesso Duca di Orleans sulla strada della Primula Rossa, ossia entrambi furono incastrati con debiti che li resero pienamente asserviti agli Illuminati. 16 Cfr: William Carr, “Pawns in the Game” (Pedine nel gioco), VII Edizione, St. George Press, Glendale USA 1970, cap. I. “Chiesa viva” *** Novembre 2006 uno stile rivoluzionario messo a punto da una esperienza sovversiva sempre più astuta per la conquista del potere:17 – propaganda diffamatoria: dalla diffusione dei libretti popolari di Voltaire, all’Enciclopedia (1750), campagne diffamatorie contro individui e classi sociali (tangentopoli) fino ai sofisticati programmi radiotelevisivi attuali. Episodi significativi: diffamazione della monarchia francese; diffamazione del Papato e dello Stato Pontificio; Club di vetro per la destituzione del Primo Ministro inglese Asquith18; diffamazione del cristianesimo all’avanzata di Mao; diffamazione di persone; ecc.. – liberazione dei prigionieri per renderli strumenti fedeli di crudeltà (rivoluzione francese, rivoluzione spagnola, chiusura di manicomi e carceri per fare camere di tortura); – terrorismo spietato: di Robespierre, Lenin, Mao, Castro, foibe carsiche; purghe staliniane, ecc.. – persecuzione religiosa, lotta aperta contro Dio alle dipendenze di satana. L’odio contro Dio diventa abitualmente disaffezione e odio contro l’uomo; – gestione politica poliziesca dello Stato. KARL RITTER (1779-1859) E IL NAZISMO La terza realtà fermentata nel caldo letto dei demoni di Francoforte fu il Nazismo, elaborato da Karl Ritter e fondato sull’antiteismo e sull’idea del superuomo, espressa da Nietzsche e messa in atto da Hitler, con odio accanito verso tutti coloro che rifiutavano il credo materialista. Ritter fu per molti anni professore di storia e scienze geopolitiche all’università di Francoforte; poi, insegnò geografia all’università di Berlino. Era considerato una delle maggiori autorità di storia, geo- di Marx, sostenne che la razza ariana era la migliore del mondo, che doveva trasformarsi in dittatura totalitaria universale. I suoi amici si posero in lotta contro il potere dei banchieri internazionali. Ai signori della guerra ariana tedesca offrì suggerimenti per eludere la cospirazione comunista, e ispirò un piano alternativo a lungo termine per il controllo delle risorse naturali e la dominazione universale. Tale piano includeva i seguenti suggerimenti: – convincere i tedeschi di essere la razza migliore, fisicamente e mentalmente superiore alle razze semitiche; – mediante iniziative militari, assoggettare i paesi europei alla Germania; – liberarsi dal controllo economico dei banchieri internazinali che già dominavano l’Inghilterra, Francia e America; – organizzare una quinta colonna nazista per neutralizzre l’avanzata comunista, coinvolgendo i popoli come alleati dell’armata tedesca; – annientare la razza ebraica per sostituirsi al suo controllo sull’economia mondiale. Sono idee che hanno portato alla Seconda Guerra mondiale. Adolf Hitler. NOTE 17 grafia e scienze politiche, e si interessò anche di religioni comparate. Lo studio della storia lo portò alla scoperta della massoneria e dei banchieri Rothschild, e in antitesi al “Manifesto Comunista” Ne abbiamo molteplici documentazioni, ad esempio nella stria della Rivoluzione spagnola, 1936-39, (cfr. William Carr, “Pawns in the Game” (Pedine nel gioco), VII Edizione, St. George Press, Glendale USA 1970, cap. 12 e ss). 18 Cfr: William Carr, “Pawns in the Game” (Pedine nel gioco), VII Edizione, St. George Press, Glendale USA 1970, cap. 9. Il Terrorismo Islamico sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) Il terrorismo è un problema che interessa tutto il mondo, ma è un problema che non sarà mai sradicato venendo a patti col nemico e tantomeno cedendo alla falsa soluzione della sua eliminazione fisica. Il terrorismo è un terribile ricatto che, attraverso lo spargimento di sangue più crudele e indiscriminato, viene attuato come il modo più rapido, più economico e più sicuro per ottenere la sottomissione di intere popolazioni ad un piano mondiale che, nella sua essenza, punta all’eliminazione della Religione cattolica e della Civiltà cristiana. E allora?.. Leggete. Riflettete. Pregate! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Novembre 2006 21 Conoscere la Massoneria del dott. Franco Adessa È interessante sentire cosa disse di Giuseppe Mazzini il massone di levatura internazionale Raimondo Doria: «L’ho conosciuto nel 1828 (Giuseppe Mazzini, a quel tempo, aveva 23 anni) e devo dire chiaramente che, come membro della sètta (Carboneria) egli è uno dei membri più pericolosi e influenti; quando le sue passioni politiche si risvegliano, non vi è nulla che egli si rifiuti di commettere, come appare chiaro dal suo progetto di assassinare Sua Maestà l’Imperatore d’Austria e il Principe di Metternich»1. Pietro Svegliati, una spia prezzolata dall’Austria, di Mazzini scriveva: «Il carattere di questo giovane entusiasta è estremamente pericoloso perché, essendo libero da ogni interesse personale, egli vive solo per la rigenerazione dell’Italia, e per raggiungerla, è pronto ad affrontare ogni pericolo, a sacrificare ogni cosa, anche se stesso, adottando, qualora fosse necessario, anche l’assassinio...»2. Ma in cosa consisteva la “rigenerazione” o la “liberazione dell’Italia”, per Mazzini? Lo storico Hales scrive: «Mazzini era ossessionato da una sola idea: “liberare l’Italia”. Ma da che cosa? Dall’occupazione dell’Austria di Venezia, di Milano e dal controllo indiretto dell’Austria sul resto della penisola; liberarla dal dispotismo dei principi negli altri Stati, dal privilegio dell’aristocrazia e da quello della Chiesa cattolica. Nell’incertezza di cosa avrebbe dovuto emergere al loro posto, Mazzini, come i rivoluzionari sin dalla nascita, era ossessionato da una cosa sola: la necessità di demolire e non da quella di ricostruire»3. In una parola, per Mazzini, l’Italia doveva essere liberata dal “Cattolicesimo”! Già nei primi anni della sua militanza nella Carboneria a Genova, Mazzini aveva strane compagnie: «Ci si domanda come potesse Mazzini camminare mano nella mano con persone come Doria e come i suoi amici, l’omicida Sgarzaro, e il futuro assassino Argenti, che egli incontrava, “quasi tutti i giorni” a bordo della “Spartano”, la nave di Sgarzaro che era ancorata nel porto di Genova. Di cosa parlavano essi? (...). Noi sappiamo solo che, una volta, Sgarzaro si vantò raccontando: “Quando servivo i Costituzionalisti in Spagna, ebbi l’incarico di occuparmi di 53 frati che portai al largo e che gettai in mare nelle onde, legati a due a due, eccetto l’ultimo che - aggiunse sorridendo - fui obbligato a gettarlo da solo”»4. La Carboneria non aveva pietà per i traditori interni. Juri Lina scrive: «Nella Carboneria, un traditore perdeva la sua testa, il suo corpo veniva bruciato, le ceneri sparse in tutte le direzioni, e l’esecutore della sentenza si lavava con l’acqua»5. Lo storico Hales dice che, nella Carboneria, vi era la regola accettata dai più che solo i traditori dovevano essere assassinati, ma non i nemici aperti. Infatti, scrive: «Argenti, che il governo austriaco aveva rifiutato come console dell’Argentina a Milano, ritenne il Metternich responsabile di questo rifiuto e, roso dal desiderio di vendicarsi, cercò di interessare i Carbonari di Genova ad un piano di assassinio del Metternich. In presenza del Gran Maestro della Loggia “Speranza”, Passano, di Doria e di Mazzini, egli disse che si sarebbe occupato lui stesso di organizzare l’omicidio. I membri dalla Loggia, però, si opposero dicendo 22 Giuseppe Mazzini fu alla direzione del programma rivoluzionario mondiale degli Illuminati, dal 1834 al 1872. che la Costituzione dei Carbonari richiedeva l’assassinio dei traditori interni e non dei nemici; altri dissero che l’assassinio dei nemici poteva essere accettato solo come il “colpo di grazia”, a seguito, però, di una sollevazione popolare... Mazzini, invece, “rimase silenzioso”»6. Nel 1831, Mazzini fondò la “Giovane Italia”, e i membri «non si chiamavano più, tra loro, “cugini” ma “fratelli” (...). Essi dovevano infiltrarsi in posizioni di responsabilità pubbliche e dovevano giurare di “eliminare” (assassinare) sia i traditori sia i tiranni»7. Con la “Giovane Italia” Mazzini mise in atto la sua “dottrina dell’assassinio”, che, oltre i traditori interni, riguardava anche i nemici, detti “tiranni”: Art. XXX: Quelli che non obbediscono agli ordini della società, o quelli che rivelano i suoi misteri, devono essere pugnalati senza alcuna pietà. Lo stesso castigo spetta ai traditori. Art. XXXI: Il Tribunale segreto pronuncerà la sentenza e sceglierà uno o due membri affiliati per la sua immediata esecuzione. Art. XXXII: Chi si rifiuterà di eseguire la sentenza verrà considerato uno spergiuro e, some tale, dovrà essere ucciso sul posto. Art. XXXIII: Se il colpevole fuggirà, egli dovrà essere (...) abbattuto da una mano invisibile... Art. XXXIV: Ogni Tribunale segreto deve essere competente non solo nel giudicare gli adepti colpevoli, ma anche nel far mettere a morte ogni persona che sia stata colpita da anatema.8 1 Cfr. E.E.Y.Hales, “Mazzini and the Secret Societies - The Making of a Mith”, Eyre & Spottiswoode, Londra 1956, p. 47. 2 Idem, p. 47. 3 Idem, p. 36. 4 Idem, p. 49. 5 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 251. 6 Cfr. E.E.Y.Hales, op. cit., p. 48. 7 Idem, p. 48. 8 Cfr. Mons. G.E. Dillon, “Grand Orient, Freemasonry unmasked”, Christian Book Club of America, p. 110. “Chiesa viva” *** Novembre 2006 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Padre Villa, dopo tante lettere di ringraziamento, ricevo ora anche da Lei una lettera di chiusura (“per sempre”) come segno di disperazione. Eppure Lei sa che “non praevalebunt”! Continui! Non solo io, molti altri credenti hanno trovato consolazione nelle Sue visioni chiare della situazione attuale che può solo significare, vivificare certissime speranze! Spero di poter leggere altre Sue visioni che non possono corrispondere a situazini “umane”. “Christus vincit auxiliante Immacolata Virgine Maria!!!”. (un Cardinale) *** Egregio Direttore, sono da vari anni abbonato alla sua benemerita Rivista “Chiesa viva” e sono anche assiduo lettore della sua serie di opere apologetiche in difesa della Fede Cattolica, del Vangelo di Cristo e della Tradizione millenaria dei nostri illustri Padri. Condivido, in toto, con Lei, la ferrea battaglia ingaggiata contro i subdoli errori oggi imperanti che hanno aperto una diabolica breccia nella Chiesa, specie durante l’interregno degli ultimi tre Pontefici. Però, dinanzi alla stragrande mole dei documenti, da Lei sapientemente apportati a comprova dell’errore in cui attualmente versa la Chiesa del postconcilio Vaticano II, mi domando: «Come mai le alte sfere e i capi della Chiesa dormono sonni tranquili e nessuno - dico: nessuno! - in coscienza si degna di frenare il dilagare dell’anarchia nella Chiesa, che Cristo ha affidato alle loro cure di Pastori, con l’obbligo di pascere ed annunziare la Buona Novella?.. Di fronte all’attuale babele di idee malsane, di indiscriminato e forzato dialogo infarcito di ecumenismo massonico, che cozza contro i sani princìpi e l’insegnamento teologico e scritturistico ricevuto negli anni del seminario, in questo clima di modernismo insalubre tutto l’edificio scricchiola. Dinanzi alle tante contraddizioni e alla smania sfrenata di arbitrari rinnovamenti, il mio animo di sacerdote impegnato in mezzo al popolo di Dio, non è esente da preoccupanti turbamenti e da profondo sconcerto. L’attuale Vicario di Cristo, che siede sulla cattera di Pietro, per svariati anni è stato guardiano dell’ortodossia della Fede Cattolica, come mai, ora, non avverte l’onda malsana di questo deleterio disagio che turba la coscienza dei più e stride con la verace millenaria dottrina della Chiesa Cattolica?.. A mio modesto avviso, l’attuale Papa possiede sufficiente dottrina, competenza adeguata ed autorità indiscussa, corredo congruo per erigere dei paletti necessari, da più parti auspicati ed implorati, per arginare il dilagare malefico dell’errore, finché si è ancora in tempo. Certo, la perseverante passività in tal senso, getta sul suo Pontificato un’ombra progressista, che naturalmente, a lungo andare, porta allo straripamento delle cose e alla sicura demolizione della Chiesa di Cristo, di cui Egli è attuale Vicario di Cristo in terra! Chi sa predirci di questo passo dove andremo a finire?!?.. (sac. Don G. S. - Chieti) LA MASSONERIA AMERICANA PADRONA DEL MONDO di Alfonso Sorrenti Dopo la pubblicazione di questo libro ci si può fare un’idea della consistenza e dell’influenza che la massoneria ha negli Stati Uniti d’America, in primo luogo, nell’Occidente, in particolare in Europa ed in tutto il mondo, poi. La massoneria ha, come primo scopo, quello di cercare di sedurre le nazioni, per ingraziarsi per prima cosa i governanti ed impossessarsi così del potere politico, economico-finanziario, militare e culturale. Specialmente dopo la II Guerra Mondiale, ed essendo per sua natura cattolicamente anti-cristiana, la massoneria è, ora, riuscita come potenza egemonica incontrastata, a scristianizzare le Nazioni e i Continenti e a raffreddare lo slancio missionario cattolico. L’autore evidenzia gli effetti, le ombre e le luci abbaglianti della storia americana attraverso l’opera metodica e costante della Massoneria nella “politicamente corretta” democrazia americana e nel mondo. Tutto questo lo fa in stretta relazione con le altre potenze massoniche mondiali e con tutte le armate dell’Anticristo che essa stessa promuove: le cosidette forze atee e laiciste presenti nella società. Per richieste: Telefonare a questo numero: Tel. 090.847055 - 090.712364 RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 “Chiesa viva” *** Novembre 2006 23 Conoscere il Comunismo contro Dio contro l’uomo condotto al supplizio. È sollevato su un grosso palo, ben piantato nel terreno, con le braccia distese e legate all’indietro sopra una traversa orizzontale a forma di croce. Anche le gambe vengono ripiegate e legate strettamente dietro il palo verticale. Al collo gli viene passata una corda. Torcendola con un robusto pezzo di bambù il carnefice stringe e allenta la stretta per tre volte, affinché il martire possa di nuovo respirare e provare lentamente un’atroce agonia per soffocamento. All’ultima torsione sopravviene la morte. Il volto della vittima rimase sereno e ciò colpì i presenti. Il corpo fu ricoperto da un velo e rimase in croce fino al mattino del giorno seguente. Venuti gli incaricati della sepoltura, i cristiani riuscirono ad avere il corpo del martire, che fu sepolto con venerazione. (A. Sylvestre, San Giovanni Gabriele Perboyre, ed. Vincenziane, Roma, 1994). (continua) Martiri in Cina di Giancarlo Politi NOVEMBRE 2006 SOMMARIO N. 388 PRETI, FATE I PRETI MARTIRI ELLA PROVINCIA DI HUBEI Diocesi di Shashi La Prefettura Apostolica è stata costituita il 7 luglio 1936 staccandola dal Vicariato Apostolico di Yichang ed affidandola ai francescani americani. Dong HuaiJing Sacerdote, diocesano. Delegato episcopale. Originario del Shandong. Ordinato sacerdote nel 1945, è morto a Shashi nel novembre 1951, dopo il rilascio dalla prigione della città. Diocesi di Wuchang La Prefettura Apostolica venne creata il 12 dicembre 1923, staccandola dal Vicariato Apostolico del Hubei orientale. Nel 1930, venne elevata a Vicariato Apostolico. Era affidata ai francescani americani. Perboyre Giovanni Gabriele Sacerdote, lazzarista. Nato nel 1802, veniva ordinato sacerdote nel 1826. Dieci anni dopo, nel 1836, era in Cina dove venne assegnato alla provincia del Henan. Vi lavorò due anni, ma nel 1838 si trasferì nel Hubei. Nel settembre 1839 venne catturato; venne giustiziato l’11 settembre 1840. Giovanni Paolo Il l’ha proclamato Santo, il 2 giugno 1996. Shi Xianchang Giovanni Sacerdote, Ofm. Vicario Generale della diocesi. Nato nel 1903, era divenuto prete nel 1931. Era stato ricevuto in diocesi nel 1948, dopo esser stato costretto a lasciare la sua missione a Yenan, Shaanxi. Fu giustiziato nel dicembre 1954. 24 Li Bailu Pietro Sacerdote, diocesano. Giustiziato nel dicembre 1954, a Wuhan. Giovanni Gabriele Perboyre, primo santo della Cina (1802-1840) Vincenziano di origine francese, viene ordinato sacerdote nel 1826 Di intelligenza brillante, trascorre i primi anni di sacerdozio come formatore di seminaristi. Matura la vocazione missionaria nel 1835 e, nel giro di un mese, è già in partenza per la Cina. Arrivato l’anno dopo nella regione montuosa del Henan, si insedia nella residenza che era stata del suo confratello Régis Clet, martirizzato alcuni anni prima. Passato nella confinante regione di Hubei, si dà ad un breve ma intenso lavoro di evangelizzazione. In tre anni si adopera per irrobustire nella fede le piccole comunità cristiane esistenti, amato per la sua dolcezza ed umiltà. La Religione cristiana era stata proscritta nel territorio cinese da un decreto imperiale del 1794. La legge, però, non veniva sempre e ovunque applicata. In maniera inattesa, nel 1839 il viceré locale scatena una retata contro i missionari e i cristiani. Scoperto il luogo del suo nascondiglio, Pèrbóyre viene gettato in prigione. È sottoposto a mille sevizie e ad una serie sfibrante di interrogatori. Sottoscrive di suo pugno la propria condanna pur di non rinnegare la Fede. Dopo l’emissione della sentenza, dovette attendere otto lunghi mesi prima dell’esecuzione. L’11 settembre 1840, Gian Gabriele viene E NON GLI OPERATORI SOCIALI 2 Prof. Avv. Giacinto Auriti 3 Preti, fate i preti e non gli operatori sociali del sac. dott. Luigi Villa 6 Confermato: Wojtyla era ebreo (forse frankista) di Maurizio Blondet 8 Il Teologo 9 Il rumore del nulla della dott.ssa M. Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Lo scandalo del Tempio satanico dedicato a San Padre Pio – Una lettera di risposta – (2) 18 Francoforte: caldo letto di demoni di A.Z. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione In Libreria 24 Conoscere il Comunismo SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno B di mons. Nicolino Sarale (Dalla II Domenica di Avvento alla Solennità del S. Natale) “Chiesa viva” *** Novembre 2006 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXVI - N° 389 DICEMBRE 2006 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Abbonamento annuo: ordinario Euro 35, sostenitore Euro 65 una copia Euro 3, arretrata Euro 3,5 (inviare francobolli). Per l’estero Euro 65 + sovrattassa postale Le richieste devono essere inviate a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà 25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257 I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità “Chiesa viva” augura un S. Natale a tutti i Lettori 2 “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 3 COMUNICARSI CON LA MANO È PECCATO? del sac. dott. Luigi Villa 1 N on è la prima volta che tratto questo delicato problema della “Comunione sulla mano”. Basti ricordare i Numeri 205 (marzo 1990, p. 1-8), N° 206 (aprile 1990, p. 1-6), N° 207 (maggio 1990, p. 2-6). Ma questa satanica azione, voluta dalla Massoneria e ottenuta dopo oltre un secolo di operazioni segrete per arrivare a questo scempio eucaristico, dura ancora. Principalmente per una incompatibile imposizione ecclesiastica, pregna di giuridismo ecclesiale positivista, specie per lo sconvolgimento sulla sacra Liturgia, soprattutto col nuovo rito della “Comunione sulla mano”, e consapevole del mio dovere sacerdotale di “informare e formare” le anime di quei fedeli che, ormai saturi di “spirito di tolleranza” della modernità liberale, hanno accettato, in buona fede, dai sacerdo4 ti, deboli di Fede e di intelligenza, l’abitudine di ricevere la Comunione nelle mani; pratica che sa di grottesco e di cafoneria, oltre che essere diventata mezzo di milioni di atti sacrileghi e di satanica operazione per milioni di oscenità e di nefandezze scurrili in tutte le parti del mondo. Cominciamo con l’essenziale Per primo, diciamo che questa non è una pratica cattolica, né per la pietà cristiana, né per il mancato rispetto alle mani unte del sacerdote - il dispensatore dei sacramenti - né per la successione continua della Tradizione, che ha suggellato l’uso nella Chiesa cattolica di ricevere nella bocca la santa Eucarestia, distribuita dal sacerdote, il solo che agisce in “persona Christi”. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 S. Pio X, nel suo Catechismo Maggiore1, determinò: «... nel momento di ricevere la santa Comunione, bisogna trovarsi in ginocchio, tenere la testa lievemente alzata, gli occhi modestamente rivolti verso la santa Ostia, la bocca sufficientemente aperta, con la lingua un pochino avanzata sul labbro inferiore. Bisogna tenere la tovaglia o il piattello (patena) della Comunione in modo che essi ricevano la santa Ostia se dovesse cadere... Se l’Ostia santa si attaccasse al palato, bisognerebbe distaccarla con la lingua, e giammai con le dita». Sono dettagli, questi, sì, ma che manifestano la costante della Chiesa di promuovere il massimo rispetto per l’Eucarestia. E questo lo fu fin dai primi secoli della sua vita! È storicamente falso, infatti, che la Santa Messa fosse celebrata a domicilio, attorno ad un tavolo. La mancanza di luoghi di culto fu causata dalle persecuzioni, che ridussero la Chiesa alle catacombe. Ma quando fu possibile, i luoghi di culto furono vere “case di Dio”, come le Basiliche e le cripte sepolcrali sulle tombe dei Martiri. Quindi, la “tavola” non fu mai la regola nei primi tempi cristiani!2 Da qui, la precisazione delle reliquie nella pietra d’ogni altare, come volle S. Felice I (Papa dal 269 al 274), fondato sulla Tradizione apostolica, attestato da S. Evaristo (Papa dal 101 al 109) e dal S. Ignazio (Papa dal 137 al 141)3. Anche S. Pio I (Papa dal 141 al 156) inculcava il rispetto della “Chiesa” o “Casa di Dio”. Lo stesso S. Soterio (Papa dal 167 al 175), come pure S. Silvestro (Papa dal 314 al 335). Tertulliano di Cartagine (160250) parla di “Altare cristiano” e “Ara Dei”. S. Ireneo di Lione (130-208) scrisse: «È di frequente che il Sacrificio deve essere offerto sull’altare». Su tutto si può confrontare S. Gregorio di Nissa (335-394), PG. tomo 46, col. 581; S. Agostino di Ippona (354-430), S. Pietro Criologo (406-450), PL. tomo 52, col. 343. 1 S. Pio X, “Catechismo Maggiore”, parte IV, c. IV, & 4. Cfr. Liber Pontificalis, tomo I, p. 158, ediz. Abbé L. Duchesne, II ediz. J. Bayet, Paris, Ed. De Boccard, p. 71 e ss. 2 “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 La moda, invece, di fare la Cena intorno ad un tavolo risale al monaco spretato Martin Lutero, che celebrerà pure la “Cena” rivolto al popolo, e come sarà poi “imposta ai fedeli” dalla Gerarchia modernista progressista del Vaticano II, nonostante che non fosse mai stata in uso antico, come lo annotano J. P. M. Van der Pioeg, domenicano (“Katholieke Stemmer”, N. 7, nov. 1972, p. 23-27) e il E. P. Joseph Braun s.j.: “Der christiche Altar in seiner geschiliche Entwicklung”, Münschen, 1924, 2 vol. P. 700. Persino il Vaticano II non decise nulla a questo riguardo. Né si citi le “agapi” come precedenti delle “tavole” e dei “pasti” perché esse furono solo dei pasti di fraternità cristiana e non un’azione liturgica che acquistava il carattere sacerdotale. Un tale concetto fu condannato da S. Pio X nella proposizione 49 del Decreto “Lamentabili Sane Exitu” del 3 luglio 1907. Gli Apostoli avevano già stabilito determinate regole di culto assai precise, che il Concilio di Trento menzionerà, con “l’uso di candele, di incenso, di paramenti liturgici e di molte altre cose di questo genere”. Quindi, coloro che hanno citato le “agapi” quasi tap- 3 Cfr. Mansi I, 631-668, “Regesta Pontificum Romanorum”, pubbl. Jaffé, ediz. Veit, Bertin, 1851, pp. 919-920. 5 pa intermedia tra il pasto d’inizio e la liturgia codificata in seguito, devono ignorare completamente la lettera di S. Paolo (1 Cor. XI, 22) che afferma chiaramente: «Non avete dunque le vostre case per mangiare e bere? O avete forse in dispregio la Chiesa di Dio e volete fare arrossire coloro che non posseggono nulla? Che vi ho da dire? Vi loderò di ciò? No! In questo non vi lodo». «È nella sua stessa carne che il Signore ha camminato sulla nostra terra, e questa stessa carne Egli ce la dà in cibo per la nostra salvezza. Nessuno la riceva senza averla prima adorata... e adorandola, noi non pecchiamo, ma viceversa noi pecchiamo se non La adoriamo»7. Nell’antichità cattolica, quindi, il Sacramento dell’Eucarestia non veniva preso, ma ricevuto dalla mano del solo sacerdote, come lo afferma Tertulliano: «Nec de aliorum manu suminus»8. L’Apostolo, quindi, fa un chiaro discernimento dell’Eucarestia dal nutrimento ordinario con quest’altre parole: «Se qualcuno ha fame, mangi a casa sua, onde non vi raduniate a vostra condanna» (1 Cor. XI, 34). Purtroppo, quelle parole di S. Paolo vennero dimenticate e gli abusi rinnovati, tanto in Oriente che in Occidente, così che il Concilio di Laodicea (380) fu rigoroso contro le “agapi” nella “Casa di Dio” (can. 28), come pure lo fu il Terzo Concilio di Cartagine (398) “interdicendo quei conviviali” (can. 30). Da notare che S. Agostino4, per esempio, considerava il “digiuno” eucaristico un “costume” nella Chiesa, e questo “costume eucaristico” fu ripetutamente sottolineato da Papa Martino V e dal Papa Benedetto XIV, il 24 marzo 1756, nella sua lettera “Quadam”5. È ancora “falso” affermare che nei primi tempi ci si comunicasse senza adorazione né genuflessione. Infatti, ai tempi di S. Cirillo di Gerusalemme (313-386) bisognava “abbassarsi in avanti, in modo di adorazione e di venerazione”6. Anche S. Agostino di Ippona (354-430) scrisse: Altrettanto attesta questa disciplina di S. Giustino (100166) nella sua “Apologia”, dove annota che sono i «diaconi che distribuiscono la Comunione e la portano ai malati»13. 4 9 Cfr. Cfr. Gasparri, “Fontes”, tomo I, N. 44 e tomo II, N. 439. Cfr. Epistula ad inquisitionis Januaili, c. 6, N. 54, 113 o 153, secondo le edizioni - PL, tomo 33, col. 203. 6 Cfr. Catechesi mystagogiche, V, 21-22-Pg., tomo 33, col. 1125-26. 7 Cfr. “Enarratores in Psalmos”, 98, 99 - PL., tomo 37, col. 1264-65. 8 Cfr. “Liber de Corona”, III, 3-Pl., tomo II, col. 79. 5 6 Il motivo sepolcrale che si dava alla tavola con i commensali, era solo una evocazione della ricompensa dell’Al di là; una illustrazione delle parole del Vangelo 9 : «Affinché voi mangiate e beviate alla mia mensa nel mio Regno, e voi sediate in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele»10. I primi cristiani, quindi, conoscevano bene la dignità dei sacerdoti, “ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio”11. San Sisto (Papa dal 117 al 136) decretò che soltanto i soli ministri del culto, preti e diaconi, erano abilitati a toccare i santi misteri: «Hic constituit ut mysteria sacra non tangerentur, nisi a ministris»12. Lc. XXII, 30. Cfr. “The New Catholic Encyclopedia”, San Francesco, 1967, vol. I, p. 193-4. 11 Cfr. 1 Cor. IV, 1-2. 12 Cfr. Liber Pontificalis, tomo I, p. 57 - Mansi I, 653. Cfr. anche “Degesta Pontificum Romanorum”, p. 919. 13 Cfr. Libro I, c. 13, 47 e 65-67 - PG, tomo VI, col. 427-429. 10 “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 È chiaro, quindi, che la Chiesa primitiva vigilava, ammoniva, dava persino anche sanzioni. San Damaso I (Papa dal 366 al 384), per esempio, privò di tenere in privato l’Eucarestia: «Oblationes sub dominio laicorum detineri vetat»14. Il Concilio di Saragozza, nel 380, lanciò l’anatema (canone III) contro coloro che trattavano il SS.mo Sacramento come ai tempi della persecuzione15. Il Concilio di Toledo, nell’anno 400 (canone XIV), stabilirà la stessa cosa. Ma già prima, Santo Stefano I (Papa dal 254 al 257) aveva scritto: «I laici non devono considerare le funzioni ecclesiastiche come se fossero loro attribuite»16. Anche Sant’Euchiano fece un severo ordine su questo al clero. Sant’Innocenzo I (Papa dal 401 al 417) e San Gerolamo (345-420) lo stabilirono chiaramente nell’Apologia, scritta da San Giustino (100-166)17. Gli unici che si comunicavano in piedi e con le mani erano gli Ariani, perché negavano la divinità di Cristo e nella Eucarestia vedevano solo un simbolo di unione. Ma la Chiesa cattolica manterrà sempre la Tradizione della Comunione con la bocca. Il Concilio di Costantinopoli “in Tullo” (692) minacciò anche la scomunica a chi violava quel precetto. Anche da qui il Concilio Ecumenico di Trento, Sessione XIII, “De Eucharestia”, richiamerà che «i laici ricevano la Comunione dai sacerdoti e i sacerdoti si comunichino essi stessi». (continua) NOTE 14 Cfr. Regesta, p. 931. Cfr. José Saeenz de Arguirra, “Notitia Conciliorum Hispaniae atque no vi orbis, epistolarum decretalium et aliorum monumentorum sacrae Antiquitatis ad ipsam spectantium magna ex parte ineditorum”, Dalmanticae, L. Perez, 1686, p. 495. 16 Cfr. Regesta, p. 925 - Mansi I, 889. 17 Cfr. PG. Tomo VI, col. 427-429 - PL., tomo XX, col. 553 - PL., tomo XXII, col. 1200 - PL., tomo XXIV, col. 755 - PL., tomo XXV, col. 175. 18 Cfr. PL., tomo 54, vol. 452. 15 Era, dunque, il costume tradizionale quello di comunicarsi con la bocca, come lo richiama San Leone I (Papa dal 440 al 461): «noc enim ORE sumitur quod Fide tenetur»18. San Agapito I, nel 536, compì un miracolo mentre diceva la Messa: «Cumque ei Dominicum Corpus mitteret in os». La donna nell’Islam sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) No vit à Il tema “donna” dovrebbe essere ben più vasto di come l’ho trattato. Ma questo mio breve studio vuol essere solo uno schizzo di un affresco islamico dove nascere donna è come una maledizione. Così ha scritto una di loro: «Laggiù, una donna non ha vita. Le ragazze vengono picchiate, maltrattate, strangolate, bruciate, uccise. E questo è all’ordine del giorno. È così che da noi le donne crescono. Se ti riempiono di botte, è normale. Se ti danno fuoco, è normale. Se ti strangolano, è normale. Persino le pecore valgono più delle donne»! Leggete qui e meditate e pregate, chiedendo al Signore: «Ma fino a quando sarà così per queste tue povere creature schiave dell’Islam?». Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 7 Il teologo COME INTERPRETARE IL VATICANO II? Il Cardinale Ratzinger, nel 1988, scriveva: «L’unica maniera per rendere credibile il Vaticano II è presentarlo chiaramente com’è: una parte dell’intera e unica Tradizione della Chiesa e della Fede» (Discorso ai Vescovi cileni, 13.7. 1988). Ora, questo dire non chiude il dovere che hanno i teologi (veri) di studiare le responsabilità dirette del Concilio, facendone l’esame dei testi e dei discorsi papali, tenendo presente che lo stesso Paolo VI ha attribuito d’autorità al Vaticano II di essere semplicemente “pastorale” come era pure stato detto dall’inventore di esso, Giovanni XXIII, dicendo entrambi che il Vaticano II non doveva insegnare, con definizioni dogmatiche, alcun capo di dottrina. E questo basta per poter dire che detto presunto Concilio (?) non era coperto di infallibilità in nessuna parte, perché l’infallibilità è legata solo alle verità insegnate dal Magi8 stero Ordinario Universale, e alle verità insegnate come rivelate, sia dai Concilii Ecumenici nelle definizioni dogmatiche. Così stando le cose, non possiamo non restare esterefatti e scandalizzati da non poche frasi di Paolo VI nella sua omelia del dicembre 1965 a tutto il Concilio, ormai concluso: «Tutta questa ricchezza dottrinale – disse – è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo!» (?!). C’è da sbalordirsi!.. Poi, Paolo VI proseguì dicendo: «La Chiesa, in un certo modo, si è dichiarata ancella dell’umanità, proprio nel momento in cui maggiore splendore e maggiore vigore hanno pre- sunto, mediante la solennità conciliare, sia il suo Magistero Ecclesiastico, sia il suo Pastorale Governo. L’idea di Ministero ha occupato un posto centrale... Tutto questo e tutto quello che potremo dire sul VALORE UMANO (?!) del Concilio, ha forse deviato la mente della Chiesa in Concilio verso la direzione “antropocentrica” della cultura moderna? Deviazione, no; Rivoluzione, sì!». Ebbene, in questa dichiarazione papale c’è la violazione del princìpio di identità, o di contraddizione. Infatti, l’espressione: «Tutta questa ricchezza dottrinale è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo»! “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 NON CI RIMANE CHE PIANGERE della dott.ssa Maria Pia Mancini L’ Occidente, che tenta di uscire dal carcere del Cristianesimo, affronta “l’impresa” con la convinzione che in esso allignino precetti disumani, mentre ritiene apprezzabile ogni forma d’intellettualismo che esalti la carnalità. La vita è oggi improntata alla naturalità, e Dio, del Quale in certo qual modo è concessa l’esistenza, può essere accettato solo in funzione dell’individualismo e purché non urti gli schematismi delle ideologie correnti. Quello attuale è un momento storico intriso di arida, profonda disperazione che, nutrendosi di se stessa, detta l’imperativo della sola realizzazione terrena, divenuto tutt’uno con la necessità di oltrepassare i limiti dell’etica e della religione. Di fronte al trascendente, tuttavia, quasi sempre si finisce, sia pur malvolentieri, con lo scoprire l’inutilità delle ambizioni umane e, allora, ci si pone nella condizione di polemico rifiuto della stessa, in specie quando il freddo culto della ragione s’identifica con quello della forza e della prevaricazione. Oggi, da una parte stanno i veri seguaci di Cristo e per questo isolati dal mondo, dall’altra i potenti, con i loro servi e manovali, impegnati a costruire unicamente opere materiali. E’, quindi, naturale e avvilente che molti non abbiano che una vaga nozione di Dio e Lo intendano, grossolanamente, astratta proiezione delle loto teorie. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 I fanatici del progresso, sordi ai richiami dello Spirito Santo, di fatto, hanno rotto con l’Altissimo, alla sequela dei vani miti di grandezza che non acquietano l’animo, generando quella insoddisfazione che sfocia nell’esausta rassegnazione al male e alla morte spirituale, ineluttabili conseguenze di una vita vuota e fine a se stessa, per l’incapacità di pregare e chinare umilmente la fronte dinanzi a Dio. Anche l’amore, che nel suo autentico si- gnificato è divenuto realtà ignota ai più e ridotto a semplice filantropia o mera vibrazione affettiva e sensuale, mai è rischiarato dalla Grazia luminosa che permette di superare gli angusti limiti temporali. Esso, infatti, non di rado precipita nell’amarezza nevrotica, nel ridicolo, nell’inutile e addirittura nel tragico, con cui si tenta, invano, di riempire il vuoto interiore. Violenze, guerre, soprusi e ingiustizie sono l’intrinsecazione della rabbia incontenibile che stritola i senza Dio, accecati da un’illusoria autonomia e di un malinteso concetto di autoaffermazione. Nel terremoto modernista e apostata s’ingigantiscono, così, i falsi dèi, padri di dannose utopie che annientano nell’intimo l’essere, rendendolo ebbro di frustrazioni e di peccato. Manca, sostanzialmente, la capacità collettiva di una supervisione in cui far confluire, alla luce di Cristo, gli ideali supremi di pace e armonia, gli unici in grado di porre rimedio alle difficoltà di vivere e alla tristezza del pessimismo. In simile contesto, occorrerebbe la volontà critica dei nostri Pastori di ristabilire la giusta relazione tra il finito e l’Infinito; ma è un atteggiamento poco conveniente ai nuovi criteri vigenti che, fatti propri dal clero, impongono diversi metodi di approccio alla Verità assoluta e ne condizionano l’assimilazione. La forte domanda di concretezza, anche 9 in campo religioso, pone, dunque, all’attenzione generale la sola dimensione storico-sociale, esaltando l’uomo, del quale si auspica la personale realizzazione terrena, unicamente nello spazio del pensiero razionale e dell’esperienza pratica, eliminatrice di ogni residuo di misticismo. La presente realtà cattolica, nella sua ansia riformatrice, ricettiva del pensiero liberale, ha rotto con il suo passato, tanto che nella dottrina dei Padri, nella Liturgia, nelle pastorali e nel modo di porsi dinanzi a Dio l’elemento innovatore ha preso il sopravvento sull’elemento conservatore, proprio a causa di peregrine proposizioni teologiche, disgregatrici di antiche certezze. È, pertanto, quasi impossibile sfuggire al diffuso inquinamento dottrinale ad opera dei dotti, sedicenti “esperti” che vanno perfezionando i cambiamenti, da decenni avviati ad onta dell’ortodossia, proprio con il ricorso a nuovi canoni atti a semplificare l’esistenza. Si percepisce la determinazione, aggressiva e radicale, d’ignorare e far ignorare Cristo a esclusivo beneficio di interessi che, se pure non apertamente dichiarati, sono tuttavia evidenti. In tale humus crescono e si moltiplicano i tarli che corrodono il legno della Croce. Le lotte di potere e il diffuso paganesimo sono appunto il frutto della mania di quanti s’impegnano, con diabolica meticolosità, a scomporre i fondamenti del Cattolicesimo. La prospettiva ereditaria delle rivoluzione illuminista, oltre a generare l’attuale crisi della Chiesa Apostolica Romana, è la causa primaria della regressione morale che ha raggiunto una fase estremamente pericolosa, proprio perché aggravata dai contributi degli opinionisti riformatori che, nel proseguire l’omologazione di culture, popoli e credenze, operano contro Cristo, il Vangelo e i Sacramenti. Sembra che la risoluzione delle problematiche mondiali sia individuata esclusivamente nella lotta a Cristo, pietra d’intralcio al perseguimento del nuovo, despiritualizzato assetto organizzativo della Chiesa Cattolica e del pianeta. Il Cattolicesimo, dunque, è ormai snaturato, e certo clero, abdicando al proprio mandato, è divenuto pallida ombra di sé, trascinando nella melma dell’apostasia un “popolo di Dio”, pienamente conformato ai dettami dei moderni “guru del sacro”. Il terzo millennio procede tra le polveri delle macerie di una fede che fu, la cui caduta rovinosa è manifestamente matrice del deterioramento dei principi etici, non contrastato in alcun modo dalla diplomazia Vaticana, unicamente 10 interessata all’accoglimento di proposte più laicamente accettabili. La moderna, tossica ideologia ecumenista, nel proporre il ridimensionamento della prerogativa salvifica della Chiesa Cattolica, nonostante la consapevolezza del danno che arreca alla stabilità di questa, non esita, infatti, a ricorrere ai metodi laicistici, cercando d’imporre una diversa “lex credendi” dopo aver assassinato l’obsoleta e poco egualitaria “lex orandi”, esigendo obbedienza, anche se i suoi enunciati nulla hanno in comune con la verità e santità del Cristianesimo. Certa gerarchia ecclesiale, che pretende di gestire una sorta di fede antropologica, mostra il gelo che la paralizza negli stereotipi relativisti che stanno permeando le anime di materialismo senza scrupoli. È lo stesso gelo che si avverte nelle Chiese dove, abbattute balaustre e altari maggiori, emarginati i Tabernacoli, si celebrano asfittiche cene protestanti senza solennità e calore. È lo stesso gelo che traspare dall’ultimo documento emesso dalla Commissione Ecclesia Dei, il decreto n° 118, firmato l’8 settembre 2006 dal Cardinale Dario Ca- strillon Hoyos, che riconosce l’Istituto religioso del “Buon Pastore”, fondato da alcuni già allontanati dalla Fraternità di S. Pio X. A detto Istituto viene riconosciuta la facoltà di adottare il Messale, in uso prima del “Novus Ordo Missae” di Paolo VI, per la celebrazione della S. Messa Tridentina, detta anche di S. Pio V, ovvero della Messa Cattolica, come proprio rito particolare. Se la vera S. Messa deve essere patrimonio di pochi, significa che alla massa è imposta “ope legis” la nuova celebrazione, ambigua e senza specificità. Sorge il dubbio che le Autorità Vaticane vogliano dimostrare ai tanti fedeli che reclamano la “vecchia” Messa cattolica, non ecumenica, di non avere nulla in contrario al Messale di S. Pio V, benché ne limitino l’uso ad uno sparuto gruppo di nostalgici. La S. Messa Tridentina cessa, così, di essere patrimonio universale e segno di autentica unità dei cattolici. Quale pace può ottenere l’umanità che disconosce Cristo e la Croce? Quale futuro si prospetta, perseverando nella ristrettezza e nella meschinità di opportunistiche valutazioni e conclusioni dottrinali? Quale salvezza eterna se la S. Messa-Sacrificio è divenuta un rito ufficialmente concesso solo a pochi neoconservatori amici, sottomessi alla nuova linea ecclesiale? Perché non s’informano i fedeli che essa mai è stata abolita e che, volendo, può essere celebrata da qualunque Sacerdote, in grado di farlo? Perché non viene più insegnata nei seminari, da cui escono presbiteri che ne ignorano l’esistenza e il profondo significato? Non meravigliamoci, perciò, dell’arroganza musulmana che pretende di ridurre al silenzio il Santo Padre, al quale da più parti non viene più riconosciuto il diritto di esercitare il suo magistero. Considerato che lo stesso Senato italiano, composto anche da membri che si professano cattolici, gli vota contro; considerato che l’Europa massonica rifiuta le sue radici cristiane; considerato, infine, che troppi politici nell’indifferenza generale, continuano a propagare nefandezze liberali e progressiste, l’occidente, in stato di avanzata decomposizione, è pronto per essere passato a filo di spada dai nemici di Cristo, strumenti di Dio per punire l’apostasia e la corruzione. La S. Messa cattolica era la fonte delle grazie necessarie per esercitare la fortezza; eliminatala, non ci resta che piangere e pregare per un rapido intervento dal Cielo. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 Occhi sulla Politica MASSONERIA VATICANA Padre Pio si rivolta, per protesta Contro la frammassonica struttura, Del nuovo “tempio”, dall’architettura Simbolica, ben chiara e manifesta, Tanto che “Chiesa viva”, lancia in resta, È scesa in campo, a dir, senza paura, Che quella costruzione è la misura Del massonismo, che la Chiesa infesta! A Padre Villa, il Santo Cappuccino, Disse che Paolo Sesto era sfiorato Dalla Massoneria! Ci andò vicino, A dir del lungo elenco, pubblicato Dal piduista Pecorelli Mino, Che poi, come si sa, morì ammazzato! Prof. Arturo Sardini PASSI SCELTI DEL MAGISTERO PONTIFICIO “Sapientiae christianae” (1890) «Tendere a Dio, e combattere per possederLo è la legge suprema della vita degli uomini: essi, costituiti ad immagine e somiglianza divina, sono intimamente stimolati a giungere al loro Fattore. Senonché a Dio non si perviene con un movimento o forza fisica, ma con la conoscenza e l’amore. Dio è Prima e Suprema Verità, e di questa si nutre l’Intelligenza: Egli è, inoltre, la Santità Perfetta e il Sommo Bene, cui solo la Volontà può aspirare a giungere, praticando la Virtù». “Immortale Dei” (1890) «Dio solo è il vero e supremo Signore del Mondo, e a Lui debbono sottostare tutte le Creature, e servirLo, in modo tale che chiunque è investito dalla sovranità non la riceve da altri che da Dio, che è il Sovrano Universale». “Annum Sacrum” (1899) IL CRISTO DI CORRADO (dal libro “Inchiesta su Gesù” di Corrado Augias e Mauro Fiore - Mondadori!) «L’impero di Cristo non si estende soltanto sui Popoli Cattolici, o a coloro che, rigenerati nel fonte battesimale, appartengono, a rigore di diritto, alla Chiesa, sebbene errate opinioni né li allontanino o il dissenso li divida dalla carità; ma abbraccia anche quanti sono privi della Fede cristiana, di modo che tutto il Genere Umano è sotto la postestà di Gesù Cristo». “Quas primas” (1925) Corrado Augias, giornalista ebreo, Nell’ultimo suo libro, ha presentato In una “nuova luce” il Galileo: Altro da quello che ci fu insegnato! Il Cristo di Corrado era un giudeo; Un uomo, come è stato anticipato Dal “Codice” - libello fariseo, Che favole a bizzeffe ha raccontato! Il Cristo di Corrado ben somiglia A quello di Dan Brown: un bel duetto, Ebraico, casualmente! Una pariglia, Che sdivinizza Cristo Benedetto, Creando tra i cristiani il parapiglia, Come accennato in altro mio sonetto! Prof. Arturo Sardini «... Né vi è differenza tra gli Individui e il Consorzio domestico o civile, poiché gli uomini, uniti in società, non sono meno sotto la potestà di Cristo di quello che lo siano gli Uomini singoli. È LUI solo la fonte e la salute privata e pubblica. È Lui solo l’autore della prosperità e della vera felicità, sia per i singoli cittadini sia per gli Stati. Non rifiutino, dunque, i capi delle Nazioni di prestare pubblica testimonianza di riverenza e di obbedienza all’impero di Cristo insieme coi loro Popoli, se vogliono l’incolumità del loro potere, l’incremento e il progresso della Patria. Allontanato Gesù Cristo dalle Leggi e dalla cosa pubblica, l’autorità appare, senz’altro, come derivata non da Dio ma dagli uomini, di maniera che anche il fondamento della medesima vacilla: tolta la causa prima, non vi è ragione per cui uno debba comandare e l’altro obbedire. Da questo deriva un generale turbamento della Scietà, la quale non poggia più sui cardini naturali. Se, invece, gli Uomini, privatamente e in pubblico, avranno riconosciuto la sovrana potestà di Cristo, necessariamente segnalati benefici di giusta libertà, di tranquilla disciplina e di pacifica concordia pervaderanno l’intero consorzio umano. La regale dignità di Nostro Signore, come rende in qualche modo sacra l’autorità umana dei Principi e dei Capi di Stato, così nobilità i doveri dei cittadini e la loro obbedienza». (continua) “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 11 Documenta-Facta singoli credenti cristiani, e i buddisti stanno cercando di imporre una legge contro le conversioni che renderebbe illegale qualsiasi forma di evangelizzazione. La Chiesa: negli anni Ottanta e Novanta, si è verificato un notevole fermento evangelico nello Sri Lanka, ma ora, l’opera è divenuta molto più difficile a causa delle reazioni ostili dei fanatici buddisti e delle forti restrizioni poste dalle autorità locali. MALDIVE ATLANTE DELLA CHIESA PERSEGUITATA IRAN La rivoluzione islamica del 1979, guidata da Khomeini, ha instaurato un regime teocratico basato sull’Islam Sciita. Grande preoccupazione suscita in tutto il mondo la ripresa degli esperimenti nucleari e l’ascesa di Mahmoud Ahmadinejad, un ultra-conservatore che mira a smantellare le caute riforme dei precedenti presidenti e che ha dichiarato che Israele dovrebbe essere cancellata dalle carte geografiche. Popolazione: 68.278.826. Gruppi religiosi: Musulmani sciiti 99,02%; Baha’i 0,52%; Cristiani 0,33%; altro 0,10%; Ebrei 0,03%. Forma di Governo: Repubblica teocratica: dal 1990, elezioni democratiche hanno accresciuto l’influenza dei politici più moderati e riformisti, ma il potere rimane saldamente nelle mani dei religiosi. L’elezione di Ahmadinejad, come Presidente nel 2005, ha ulteriormente accentuato il carattere repressivo del governo e l’appoggio pubblico al fanatismo religioso. Persecuzione: nonostante le garanzie costituzionali, tutti i non musulmani sciiti subiscono severe limitazioni. Evangelizzare è proibito, e un iraniano che si converte va incontro all’accusa di apostasia e, quindi, alla morte. Le minoranze religiose sono strettamente controllate e subiscono pesanti discriminazioni sociali, economiche e lavorative. La Chiesa: molte chiese evangeliche sono state chiuse, o ai pastori è stato intimato di condurre i culti solo in Ar- 12 meno o Assiro. La polizia dà la caccia alle chiese clandestine. Ma il popolo dell’Iran è miracolosamente aperto all’Evangelo e un numero crecente di iraniani si sta convertendo a Cristo. SRI LANKA Lo Sri Lanka è una fertile isola tropicale a sud dell’India; un potenziale paradiso, ma le guerre inter-etniche, che si protraggono dal 1963, ne fanno invece una nazione altamente a rischio. Popolazione: 20.064.776. Gruppi religiosi: Buddisti 71,93%; Hindu 12,00%; Musulmani 8,00%; Cristiani 7,62%; Non religiosi/altro 0,20%; Sikh 0,15%; Baha’i 0,10%. Forma di Governo: Repubblica. Di fatto, dai primi anni Ottanta, è in atto una continua guerra civile tra la maggioranza cingalese e la minoranza Tamil, nel nordovest del Paese, che ha causato oltre 60.000 morti. Dal 2002 è in atto un cessate il fuoco, ma i colloqui di pace, favoriti dalla mediazione norvegese, si sono interrotti nel 2003. Persecuzione: il buddismo è la religione di Stato e, per questo motivo, è protetto e incentivato. Sebbene la libertà di culto sia sancita ufficialmente dalla Costituzione, di fatto, i non buddisti vengono discriminati dal punto di vista della tassazione, del lavoro e dell’educazione. In particolare, il cristianesimo è associato al colonialismo e come tale viene percepito come straniero. Negli ultimi anni, sono molto cresciuti gli attacchi contro chiese, ministri e È una striscia di circa 1.200 isole, nell’Oceano Indiano, lunga oltre 700 chilometri. Popolazione: 320.165 (2002). Gruppi religiosi: Musulmani 99,41%; Buddisti 0,45%; Cristiani 0,10%; Non religiosi/altro 0,03; Hindu 0,01%. Forma di Governo: Repubblica. L’Islam è l’unica religione riconosciuta ed è fortemente promossa per assicurare l’unità nazionale e i poteri del Governo. Persecuzione: i turisti che vanno alle Maldive possono solamente fare brevi visite agli abitanti del posto: in questo modo, la loro influenza sulle comunità musulmane è minima. Nel 1998, tutti gli stranieri non musulamni furono espulsi dal Paese e tutti i cristiani locali vennero arrestati, per poi essere rilasciati dopo una forte protesta internazionale. Ora, i pochi cristiani maldiviani sono sotto stretta osservazione. La Chiesa: le Maldive sono tra i Paesi meno evangelizzati: è in corso la traduzione della Bibbia nella lingua locale, il Divehi. MAROCCO Il Marocco è stato invaso da eserciti arabi nel VII secolo, i quali portarono l’Islam con loro. L’attuale re Hassan II ritiene di essere diretto discendente di Maometto. Popolazione: 31.167.783 (2002). Gruppi religiosi: Musulmani 99,85%; Cristiani 0,10%; Ebrei 0,05%. Forma di Governo: Monarchia Costituzionale. L’Islam sunnita è la religione di Stato e il Governo ha il dovere di proteggerla. Persecuzione: il Marocco è un ambiente ostile per i cristiani e per coloro che si convertono dall’Islam. Molti hanno subìto l’allontanamento dalle loro famiglie, la perdita del lavoro e la prigione per la loro fede cristiana. La Chiesa: il lavoro missionario non è permesso, così come la conversione a un’altra religione. Una chiesa locale sta emergendo, ma con grande fatica. Nel 2000, sembra che esistessero circa 20 piccoli gruppi di cristiani in tutto il Marocco. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 Ricordando Giordano Bruno di Michele Ognissanti Diamo un po’ un’occhiata alla sua figura. giunse alle precedenti attività di stregone e Si tratta di un monaco domenicano, dichiaratatruffatore anche quella di spia dell’imperialimente eretico. Eresia che consisteva non certo sosmo britannico. Infatti, molti dei settantamila lo nel dire che ci possono essere uomini anche cattolci inglesi, che furono uccisi, nel corso sulle stelle, come oggi cercano di far credere taludella persecuzione ordinata da Elisabetta I, ni suoi estimatori, come il professor Anacleto erano stati denunciati da lui. Verrecchia, visto che prima Infine, non si sa bene se perdi lui lo aveva detto (o, quanché di nuovo in fuga, in mistomeno non lo aveva esclusione per i servizi segreti inso) S. Tommaso d’Aquino. glesi del tempo (forse un miE neppure nel solo dire, ma sto di entrambi i motivi), se questo è più grave, che l’uone andò a Venezia. La remo non è diverso dagli altri pubblica di San Marco, per animali (professor Verrecdispetto al Papa, con cui alchia, quante specie di anilora stava in guerra, si era mali conosce da cui siano messa a proteggere gli usciti altri “Giordano Brueretici. no”?). Si installò in casa del seBruno non si limitava a nenatore Mocenigo che lo gare ogni differenza tra Dio manteneva in cambio di lee la materia, ma mise in zioni di “arte della memopratica tali tesi anche scriria”. Quando lo scoprì a vendo commedie blasfeme letto con la propria moglie, e praticando apertamente il Mocenigo lo denunciò alle la stregoneria. Autorità, che furono ben felici Vistosi scoperto, gettò il di sbarazzarsene, consesuo accusatore nel Tevere gnandolo all’Inquisizione Giordano Bruno. e scappò oltre le Alpi. Si romana. recò, in primo luogo presso il Allora, Bruno ritrattò tutte le rifugio di tutti gli scomunicati proprie tesi, poi ritrattò la ridell’epoca: dai Calvinisti di trattazione e così via in un Ginevra. balletto che durò anni. Combinò tanti di quei guai anche là, che ne riAlla fine, fu consegnato alle Autorità civili che lo mediò scomuniche e condanne a morte. condannarono a morte perché lo ritennero colpePer inciso, noto che nessun’Autorità svizzera, sia vole d’eresia, stregoneria, veneficio (infatti, il roessa politica o religiosa, pensa minimamente a go era la pena stabilita da Diocleziano per gli avchiedere perdono per tali gesti (a chi, del resto, lo velenatori), spionaggio e cospirazione contro lo dovrebbero chiedere? Al sindaco di Nola?). Stato. Bruno dovette fuggire nuovamente. Ci state ancora a definirlo “martire”? Fu bene accolto solo alla corte inglese, dove agLo ripetiamo: “martire” di cosa? “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 13 il “PATER” guida alla perfezione cristiana di A. Z. 1 V Gesù stesso, dopo le fatiche della giornata, si appartava a pregare (Mt. 14, 23; ecc.) e passava le notti in preghiera a Dio (Lc. 21, 37, ecc.). A imitazione del Maestro, fin dalle origini nella Chiesa si sono sviluppati i luoghi del silenzio, come i romitaggi, le abbazie, le stesse chiese tenute come si deve. E sono nate le varie forme di vita contemplativa che alimentano la santità cristiana. edendo come Gesù pregava, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare». E Gesù insegnò agli Apostoli la preghiera del Pater (Lc. 11, 1 s.; Mt. 6, 5 s). La preghiera manifesta a Dio le necessità, i desideri, le aspirazioni del cuore. Nel dettarci il “Pater”, Gesù ha voluto concentrare in questa preghiera le aspirazioni più profonde del cuore umano, offrirci la somma della spiritualità cristiana, la guida della santità. Tutte le preghiere che noi rivolgiamo a Dio devono rientrare in questo alveo ispiratore della preghiera fatta secondo Dio. Matteo ne riporta la formula più completa nel discorso della montagna con una premessa molto importante: «Quando pregate non fate come gli ipocriti, i quali amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze per farsi vedere dagli uomini: in verità vi dico che hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece quando preghi entra nella tua camera, e chiuso l’uscio, prega il Padre tuo che è presente nel segreto, e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Oggi, in una società secolarizzata, non esiste il pericolo di questo esibizionismo, ma piuttosto il pericolo contrario, di nascondere la propria Fede per rispetto umano, di adeguarsi ai più anche in chiesa, ad esempio stando seduti dopo la Consacrazione o la Comunione, o trascurando le genuflessioni, mentre bisogna capire che Gesù va adorato in ginocchio, come dice la Madonna a un misti14 Gesù istituisce l’Eucarestia. Prosegue Gesù: «Nel pregare non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in grazia della loro loquacità. Non siate dunque simili a loro, perché il Padre vostro sa di che cosa avete bisogno prima che voi preghiate». Ricordiamo come Elia prendeva in giro i sacerdoti di Baal che gridavano e si ferivano a sangue per far scendere Dio sul loro altare, e come oggi certi pagani fanno girare il cilindro su cui hanno scritto le loro invocazioni. co: «Al Signore si va con le braccia aperte e con la fronte chinata fino a terra, per indicare che si accetta da Lui tutto con infinito amore, e che si sia in adorazione, perché Lui è Dio, e noi siamo delle povere creature» (a + M, 4.1.91). Entra nella tua camera. È un invito al silenzio contemplativo. “Dio non parla nella dissipazione”. Il chiasso non aiuta la preghiera, ma la disturba. C’è anche il chiasso interiore provocato dalle preoccupazioni terrene, oppure dalle distrazioni, dalla riluttanza a rientrare in sé, a pregare. Chi entra nella preghiera con la fretta di uscirne è già fuori di essa. “Il Padre vostro sa di che cosa avete bisogno”. Quindi, la preghiera non serve tanto a Dio quanto a noi stessi, per alimentare il giusto senso di dipendenza da Lui, per renderci conto del valore dei suoi doni, per non chiedere in modo indiscreto o sconsiderato. Molte preghiere sono presuntuose, come quando diciamo a Dio “Fa’ questo o quello, fa’ così o cosà”. C’è in questo linguaggio la pretesa di dettare legge a Dio stesso come se fossimo noi il criterio della verità. Dio sa meglio di noi ciò che a noi conviene, e il miglior modo di pregare è di affidarsi totalmente a Lui. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 «VOI PERTANTO PREGHERETE COSI’: “PADRE NOSTRO”...» La prima parola della preghiera insegnata da Gesù è “Padre”. Chi oserebbe chiamare “Padre” il Dio maestoso che ha steso i cieli e sostiene un mondo così vasto? Gesù ci dice: «Nessuno conosce il Padre se non il Figlio, e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare» (Mt. 11, 27). Egli pone una chiara distinzione tra “il Padre mio e il Padre vostro” (Gv. 20, 17) per indicare la differenza che esiste tra la Sua filiazione divina e la nostra filiazione di adozione (2 Pt. 1, 4). Ma al tempo stesso ci apre il cuore a grande fiducia, assicurandoci che, in forza della sua venuta al mondo, “il Padre vostro vi ama” (Gv. 16, 2 7), quindi possiamo rivolgerci al Padre con illimitata fiducia, avendoci amato al punto di darci il suo stesso Figlio (Gv. 3, 16). Il Padre ci viene rivelato da Gesù come nostro Creatore di bontà infinita, Padre più di ogni altro padre perché da Lui “discende ogni paternità sia nei cieli che sulla terra” (Ef. 3, 15), Padre che conosce le nostre necessità e provvede con forza e finezza divina, crea ogni cosa e la mantiene con Provvidenza squisitissima (Mt. 6, 2434), perdona con misericordia inesauribile quando ci vede pentiti (Mt. 5, 43 s). «Se voi pur essendo cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei Cieli darà cose buone a quanti gliele chiedono» (Mt. 7, 11). Quindi “chiedete e vi sarà dato”, esorta Gesù. La preghiera ha una forza irresistibile sul cuore di Dio stesso: «Chi chiede ottiene, chi cerca trova, a chi picchia sarà aperto. E chi di voi al figlio che chiede pane porgerà una pietra? O se chiede un pesce gli darà forse una serpe?» (Mt. 7, 7 s). Tanto maggior forza avrà la preghiera se fatta insieme ad altri: «In verità vi dico che se due di voi si accorderanno sulla terra intorno a qualunque cosa da chiedere, sarà concessa dal Padre mio che è nei Cieli, perché ove due o tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro» (Mt. 18, 19 s). La forza della preghiera è quindi Gesù stesso, soprattutto se fatta durante il suo Sacrificio Eucaristico. Siccome noi non sappiamo che cosa chiedere, «lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza e implora per noi con gemiti inesprimibili (ossia per noi misteriosi), e Colui che scruta i cuori sa che Egli prega per i santi come Dio vuole» (v. Rm. 8, 26 s). La preghiera dello Spirito trascende la nostra per la visione migliore di quanto ci abbisogna: che sa il bambino delle esigenze spirituali dell’adulto? Noi vediamo dal punto di partenza, lo Spirito vede dal punto di arrivo. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 “PADRE NOSTRO” Dopo il rapporto con Dio come Padre, Gesù ci istruisce sul nostro rapporto tra noi suoi figli. Ci insegna a pregare non solo per noi stessi, ma anche per gli altri, tutti gli altri. La preghiera acquista forza dal pregare gli uni per gli altri, ognuno per tutti. Egli stesso si mette nel mezzo di questa preghiera: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, lo sono in mezzo a loro”. Nell’orazione dell’ultima cena, prima di tornare al Padre, Gesù stabilisce questa meravigliosa unità tra i credenti pregando: «Padre, che tutti siano uno, come Tu sei in Me e Io in Te» (v. Gv. 17, 1 s). In questa unità, Gesù comunica la sua È l’unione di amore, che ha in Gesù stesso il suo modello divino: «Amatevi gli uni gli altri come lo ho amalo voi» (Gv. 15, 12; 13, 34). Tutta l’unione di amore che si irradia nella Chiesa si impernia nel gesto supremo di Gesù che “avendo amato i suoi che erano nel mondo, li ha amati sino alla fine” (Gv. 13, 1) sulla croce, e nel Sacrificio Eucaristico che lo rinnova sino alla fine dei tempi. È dal Cuore squarciato di Cristo che nasce la Chiesa sua Sposa (Liturgia). È sulla Croce che Gesù ha glorificato il Padre, ed è intorno all’albero della vita che viene glorificato dai suoi. La preghiera sacerdotale mette in evidenza un altro aspetto importante della comunione: essa non può colmare l’incompatibilità spirituale provocata da Satana nel mondo. «Ho comunicato la tua Parola, ma il mondo li ha odiati», i discepoli. «Il Verbo è la Luce del mondo, ma le tenebre non lo hanno accolto» (Gv. 1, 1 s): lo hanno respinto fuori di Betlemme, fuori di Nazaret, fuori di Gerusalemme, fuori del mondo. “CHE SEI NEI CIELI” Con parole semplici, comprensibili anche ai bambini, Gesù rivela l’indole trascendente del Padre. Nel suo insegnamento ricorre spesso l’espressione “Il Padre che è nei cieli” (Mt. 5, 45; 6, 26; ecc.). Gesù ci dice: «Il cielo è il trono di Dio» (Mt. 5, 34). Il cielo è limpidezza: “Dio è Luce, e in Lui non ci sono tenebre” (1 Gv. 1, 5). Il Padre “abita in una luce inaccessibile” (1 Tm. 6, 16), e “si veste di luce come un manto” (Sal. 103, 1). Parola: «Ho manifestato il tuo Nome agli uomini che Tu mi hai dato... ho trasmesso ad essi le parole che Tu hai comunicato a Me, ed essi le hanno accolte, hanno veramente conosciuto che Io sono uscito da Te, e hanno creduto che Tu mi hai mandato”. È la Parola della Verità che santifica i credenti: «Consacrali nella Verità. La Verità è la tua Parola». La Verità sostanziale è Lui stesso, Gesù, il Verbo, la Parola eterna del Padre: «Sono lo la Verità» (Gv. 14, 6). La Chiesa da Lui istituita, ed essa sola, possiede la Verità e la comunica al mondo. Il cielo è immensità. Tutti contemplando il cielo stellato si rendono conto di questa immensità. Salomone nella preghiera di inaugurazione del tempio esclama: «È proprio vero che abiti sulla terra? Ecco, i cieli, e i cieli dei cieli, non possono contenerti» (1 Re 8, 27). Oggi gli scienziati ci offrono una conoscenza del cielo molto più ricca di quanto si sapeva in passato: questi enormi ammassi stellari si estendono in dimensioni sconfinate che la luce percorre in milioni e miliardi di anni, e ci rivelano la varietà sconvolgente della vita degli astri. Nello stesso tempo ci portano a scoprire le meraviglie dell’infinitesimamente piccolo delle particelle subatomiche che stanno alla base della realtà cosmica e della vita. Mai come oggi “i cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento proclama le opere da Lui compiute” (Sal. 18, 1 s). Il cielo è Onniscienza. Dio è presente a tutto ciò che crea, è presente all’insieme senza perdere di vista i singoli particolari. Dio ci conosce e ci chiama per nome, se15 gue ciascuno come se il cosmo intero fosse in esso. Il Salmista ci aiuta a scrutare la scienza di Dio: «Signore, Tu mi conosci e mi scruti, Tu penetri di lontano il mio pensiero. Non è ancora la mia parola sulla lingua, e Tu già la conosci tutta... Dove potrei sottrarmi alla tua mano?.. Tu hai tessuto le mie viscere e mi hai foggiato nel grembo di mia madre... Per Te le tenebre non hanno oscurità e la notte brilla come il giorno... I tuoi occhi vedevano le mie vicende con i giorni in cui dovevano prodursi, quando non ne esisteva neppure uno» (Sal. 138). In ogni istante “Dio ti vede!”. Il cielo è Provvidenza. Il Padre, che i cieli dei cieli non possono contenere, è presente anche nelle cose più piccole, e non cade foglia che Dio non voglia. Ce lo assicura Gesù stesso nel discorso sulla Provvidenza: nemmeno un passero cade a terra senza il volere del Padre vostro, e “perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (Mt. 10, 30). L’essere nei cieli per la sua onnipotenza creatrice ci infonde sicurezza e fiducia senza limiti. L’onnipotenza di Dio non ha limiti se non nella nostra poca fede, perché “tutto è possibile a Dio” (Mt. 19, 26). La conoscenza di Dio attinta dalla considerazione delle sue opere ci infonde riverenza profonda di fronte alla divina Maestà: «Sta scritto: non tenterai il Signore Dio tuo» (Mt. 4, 7). «Chi scruta con arroganza la divina Maestà, sarà oppresso dalla sua gloria» (Prov. 25, 2 7). La conoscenza di Dio ci insegna a non competere con Lui: «Non come i vostri pensieri sono i miei, né come la vostra condotta è la mia, ma quanto il cielo supera la terra, così i miei pensieri superano i vostri» (Is. 55, 8 s). Ci esorta quindi ad essere prudenti nel giudicare l’operato di Dio, e anche a misurare le nostre richieste: Dio vede ogni cosa nel loro fine, non ne vediamo solo gli inizi, e capiamo poco, capiamo tardi, capiamo male: chi siamo noi per giudicare l’operato di Dio? Ci esorta a fare la sua volontà. Colui che ha fatto cielo e terra sa quello che fa: chi sono io per giudicare l’operato di Dio? Se Dio comanda, è grande stoltezza disobbedire. clami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Fp. 2, 9 s). Nel Gloria noi cantiamo: “Tu solo sei Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l’Altissimo, o Gesù Cristo, nella gloria di Dio Padre”, e anche “dello Spirito Santo”. “SIA SANTIFICATO IL TUO NOME” “Il nome di Dio è santo”, dice la Vergine nel Magnificat (Lc. 1, 49). Che cosa vuol dire santo? Comprendiamo questa parola in modo confuso, che un buon vocabolario traduce inviolabile: la parola sta bene per Colui che è “al di là di tutte le cose”, irraggiungibile nella sua perfezione, santamente perfetto. L’espressione Sia santificato il tuo nome viene resa bene con “Sii glorificato! A Te onore e gloria”. La gloria è l’aureola dell’essere, lo splendore che si irradia da ciò che è buono, bello, perfetto. È attributo di Dio, che “tutto ha creato per la sua gloria” (Prov. 16, 4), e giustamente “geloso” (Es. 34, 14) dice: “La mia gloria non la do ad altri” (Is. 42, 8; 48, 11), perché Dio solo è l’Altissimo, Perfezione infinita, Principio e Fine di ogni cosa da Lui creata. Il Salmista esclama: «Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria» (Sal. 113, 1). Il Verbo si è fatto Uomo anzitutto per rendere gloria al Padre. Gli Angeli sulla sua culla cantano “Gloria a Dio nell’alto dei Cieli” (Lc. 2, 14), e tutta l’azione di Gesù sulla terra è rivolta a glorificare il Padre: «Padre, Io ti ho glorificato sulla terra compiendo l’opera che Tu mi hai affidato...Ho fatto conoscere il tuo nome» (Gv. 17, 26), Poi Gesù come Figlio di Dio chiede: «Padre, glorifica il tuo Figlio, perché il tuo Figlio glorifichi Te» (Gv. 17, 1 s). Gesù glorifica il Padre soprattutto sulla Croce, dimostrandoci fino a che punto Dio va glorificato. Perciò il Padre ha dato a Gesù “un nome che è sopra ogni altro nome, affinché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in Cielo e sulla terra e sotto terra, e ogni lingua pro- Consapevole di questa realtà, l’Apostolo rivolge di frequente nelle sue lettere espressioni di gloria a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo (v. Rm. 1, 36; 16, 27; Gal. 1, 5; 1 Tm. 1, 17; ecc.), e invita i credenti a vivere per la gloria di Dio: «Nessuno di noi vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso, ma sia che viviamo sia che moriamo siamo del Signore» (Rm. 14, 7 s); perciò “mangiate o beviate o facciate qualsiasi cosa, fate tutto a gloria di Dio” (1 Cor. 10, 3 7). “A maggior gloria di Dio” è il motto lasciato da Sant’Ignazio di Loyola ai suoi religiosi, e dovremmo adottarlo come nostro programma di amore. Il riconoscimento più profondo della gloria e della santità di Dio lo esprimiamo nell’adorazione. Adorare deriva da “ad os” e indica l’atto di portare la mano alla bocca, di baciare, quindi l’atto di amore. Noi non possiamo dare nulla a Dio di quanto non abbia già Lui stesso in modo perfetto: possiamo solo riconoscere, ossia accettare la sua sovranità dicendo: “Tu solo sei il Santo, Tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo”, e piegare le ginocchia davanti a Dio in adorazione. Con braccia aperte e il volto a terra... Alla presenza di Dio il volto di Mosè rispecchiava la sua luce, tanto che gli ebrei ne ebbero timore (Es. 34, 28). Dio si lamenta con gli ebrei perché ha dato loro occhi per guardare il cielo, ed essi li tengono rivolti alla terra. Il Salmista canta al Signore: «Presso di Te è la fonte della vita, e nella tua luce vediamo la luce» (Sal. 35, 10). Il Salmo esorta: «Guardate il Signore, e sarete raggianti». Dio è glorificato nella misura che regna in noi. (continua) I NOSTRI LUTTI Egr. Sig. Di Antonio avv. Teofilo Roma 16 A tutti i lettori di “Chiesa viva” Li raccomandiamo alla loro preghiera. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 LE BASI DEGLI USA IN ITALIA LE SIGLE da Internet Usaf Navy Army Nsa : : : : aviazione; marina; esercito; National security agency (Agenzia di sicurezza nazionale); Setaf : South european task force (Task force sudeuropea). Elenco per regioni VENETO TRENTINO ALTO ADIGE 1. 2. Cima Gallina (Bz). Stazione telecomunicazioni e radar dell’Usaf. Monte Paganella (Tn). Stazione telecomunicazioni Usaf. 9. FRIULI VENEZIA GIULIA 3. 4. 5. 6. 7. 8. Aviano (Pn). La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di tlecomunicazioni dell’Usaf in Italia (almeno tremila militari e civili americani). Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell’Usaf (un gruppo di cacciabombardieri) utilizzati in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre, la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell’aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata da Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 (nella guerra contro la Jugoslavia, nel 1999, effettuò, in 78 giorni, 9.000 missioni di combattimento; un vero e prorpio record) e la 16th Air Force. Quest’ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto la U.S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell’Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo qualrtier generale, e la base turca di Incirlik. Sarà appunto quest’ultima la principale base per l’offensiva aerea contro l’Iraq del nord, ma l’impiego degli aerei della 16th Air Force sarà pianificto e diretto dal quartier generale di Aviano. Roveredo (Pn). Deposito armi Usa. Rivolto (Ud). Base Usaf. Maniago (Ud). Poligono di tiro dell’Usaf. San Bernardo (Ud). Deposito munizioni dell’Us Army. Trieste. Base navale Usa. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. Camp Ederle (Vi). Quartier generale della Nato e comando della Setaf della US Army, che controlla le forze americane in italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze di combattimento terrestri normalmente in italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila. 10. Vicenza. Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica (Usaf), Probabile deposito di testate nucleari. 11. Tormeno (San Giovanni a Monte, Vi). Depositi di armi e munizioni. 12. Longare (Vi). Imortante deposito d’armamenti. 13. Oderzo (Tv). Deposito di armi e munizioni. Codogné (Tv). Deposito di armi e munizioni. Istrana (Tv). Base Usaf. Ciano (Tv). Centro telecomunicazioni e radar Usa. Verona. Air Operation (Usaf) e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni (Usaf). Affi (Vr). Centro telecomunicazioni Usa. Lunghezzano (Vr). Centro radar Usa. Erbezzo (Vr). Antenna radar Nsa. Conselve (Pd). Base radar Usa. Monte Venda (Pd). Antenna telecomunicazioni e radar Usa. Venezia. Base navae Usa. Sant’Anna di Alfaedo (Pd). Base radar Usa. Lame di Concordia (Ve). Base di telecomunicazioni Usa. 26. San Gottardo, Boscomantico (Ve). Centro di telecomunicazioni Usa. 27. Ceggia (Vc). Centro radar Usa. 17 LOMBARDIA 28. Ghedi (Bs). Base dell’Usaf, stazione di comunicazione deposito di bombe nucleari. 29. Montichiari (Bs). Base aerea (Usaf). 30. Remondò (Pv). Base Us Army. 108. Sorico (Co). Antenna Nsa. PIEMONTE 31. Cameri (No). Base aerea usa con copertura Nato. 32. Candelo-Masazza (Vc). Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato. LIGURIA 33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant (vedi 35) 34. Finale Ligure (Sv). Stazione telecomunicazioni Us Army. 35. San Bartolomeo (Sp): Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in neccuna mappa dell’Alleanza Atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dala federazione di Rifondazione si parla di “occupazione di aree dello specchio d’acqua per esigenze militari dello stato italiano e non (ricovero della VI Flotta Usa)”. Poi c’è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti (dall’artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee). EMILIA ROMAGNA 36. Monte San Damiano (Pc). Base Usaf copertura Nato. 37. Mone Cimone (Mo). Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 38. Parma. Deposito dell’Usaf con copertura Nato. 39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato. 40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l’attivazione di bombe nucleari. 41. Rimini-Miramare. Centro di telecomunicazioni. MARCHE 42. Ponte Picena (Mc). Centro radar Usa con copertura Nato. TOSCANA 43. Camp Darby (Pi). Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo (tra Pisa e Livorno), con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31th Munition Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, è stoccata una riserva strategica per l’esercito e l’aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato, tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo gruppo di supporto Usa e Base dell’US Army, per l’appoggio delle forze statunitensi a Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell’Africa del Nord e la Turchia. 44. Coltano (Pi). Importante base usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel mediterraneo. Deposito munizini Us Army. Base Nsa. 45. Pisa. (Aeroporto militare). Base saltuaria dell’Usaf. 46. Talamone (Gr). Base saltuaria dell’Us Navy. 47. Poggio Ballone (Gr). Tra Follonica, Castiglione della Pe18 scaia e Tirli: Centro radar usa con copertura Nato. 48. Livorno. Base navale Usa. 49. Monte Giogo (Ms). Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato. SARDEGNA 50. La Maddalena - Santo S Stefano (Ss). Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana “Simon Lake”. 51. Monte Limbara (tra oschiri e tempio, Ss). Base missilistica Usa. 52. Sinis di Cabras (Or). Centro elaborazione dati (Nsa). 53. Isola di Tavolara (Ss). Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy. 54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa. 55. Monte Arci (Or). Stazione di telecomnicazioni Usa con copertura Nato. 56. Capo Frasca (Or). Eliporto ed impianto radar Usa. 57. Santulussurgiu (Or). Stazione di telecomnicazioni Usa con copertura Nato. 58. Perdasdefogu (Nu). Base missilistica sperimentale. 59. Capo Teulada (Ca). Da Capo Teulada a Capo Frasca (Or), all’incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone “off limits”: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della sesta Flotta americana e della Nato. 60. Cagliari. Base navale Usa. 61. Decimomannu (Ca). Aeroporto Usa con copertura Nato. 62. Aeroporto di Elmast (Ca). Base aerea Usaf. 63. Salto di Quirra (Ca). Poligoni missilistici. 64. Capo di San Lorenzo (Ca). Zona di addestramento per la Sesta Flotta Usa. 65. Monte Urpino (Ca). Depositi munizioni Usa e Nato. LAZIO 66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato. 67. Roma Ciampino (aeroporto militare). Base saltuari usaf. 68. Rocca di Papa (Rm). Stazine telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo. 69. Monte Romano (Vt). Poligono saltuario di tiro dell’Us Army. 70. Gaeta (Lt). Base permanente della Sesta Flotta e della Sqaudra navale di scorta alla portaerei “La Salle”. 71. Casale delle Palme (Lt). Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa. “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 CAMPANIA 72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di somergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare. 73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf. 74. Monte Camaldoli (Na). Stazione telecomunicazioni Usa. 75. Ischia (Na). Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 76. Nisida (Na). Base Us Army. 77. Bagnoli (Na). Sede de più grande centro di coordinamento dell’Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo. 78. Agnano (nelle vicinanze del famoso ippodromo). Base dell’us Army. 80. Licola (Na). Antenna di telecomunicazioni Usa. 81. Lago Patria (Ce). Stazione telecomunicazioni Usa. 82. Giugliano (vicino al lago Patria, Na). Comando Statcom. 83. Grazzanise (Ce). Base saltuaria Usaf. 84. Mondragone (Ce); centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra. 85. Montevergine (Av): Stazione di comunicazioni Usa. BASILICATA 79. Cirigliano (Mt). Comando Forze Navali Usa in Europa. 86. Pietraficcata (Mt). Centro telecomunicazioni Usa e Nato. PUGLIA 87. 88. 89. 90. Gioia del Colle (Ba). Base aerea Usa di supporto tecnico. Brindisi. Base navale Usa. Punta della Contessa (Br). Poligono di tiro Usa e Nato. San Vito dei Normanni (Br). Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron; Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group (Nsa). 91. Monte Iacotenente (Fg). Base del complesso radar Nadge. 92. Otranto. Stazione radar Usa. 93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato. 94. Martinafranca (Ta). Base radar Usa. CALABRIA 95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni Usa e Nato. 96. Monte Mancuso (Cz). Stazione di telecomunicazioni Usa. 97. Sellia Marina (Cz). Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato. SICILIA 99. Sigonella (Ct). Principale Base terrestre dell’Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta Flotta (circa 3.400 tra militari e civili americani). Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’Usaf: elicotteri del tipo HC-4, cccia Tomacat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-11 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kiotoni l’una. 100. Motta S. Anastasia (Ct). Stazione telecomunicazioni Usa. 101. Caltagirone (Ct). Stazione di telecomunicazioni Usa. 102. Vizzini (Ct). Diversi depositi Usa. 103. Palermo Punta Raisi (aeroporto). Base saltuari dell’Usaf. 104. Isola delle Femmine (Pa). Deosito munizioni Usa e Nato. 105. Comiso (Rg). La base risulterebbe smantellata. 106. Marina di Marza (Rg). Stazione di telecomunicazioni Usa. 107. Monte Lauro (Sr). Stazione di telecomunicazioni Usa. 109. Centuripe (En). Stazione di telecomunicazioni Usa. 110. Niscemi (Cl). Base del NavComTelSta (comunicazione Us Navy). 111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato. 112. Isola di Pantelleria (Tp). Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato. 113. Isola di Lampedusa (Ag). Base della Guardia costiera Usa. Centro d’ascolto e di comunicazioni Nsa. Questo articolo, ospitato sul sito Kelebek, è tratto da Iraqlibero.net. Può essere riprodotto liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla, che si specifichi la fonte (il sito web Iraqlibero http://www. iraqlibero.net) e che si pubblichi anche questa precisazione. Il Terrorismo Islamico sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) Il terrorismo è un problema che interessa tutto il mondo, ma è un problema che non sarà mai sradicato venendo a patti col nemico e tantomeno cedendo alla falsa soluzione della sua eliminazione fisica. Il terrorismo è un terribile ricatto che, attraverso lo spargimento di sangue più crudele e indiscriminato, viene attuato come il modo più rapido, più economico e più sicuro per ottenere la sottomissione di intere popolazioni ad un piano mondiale che, nella sua essenza, punta all’eliminazione della Religione cattolica e della Civiltà cristiana. E allora?.. Leggete. Riflettete. Pregate! Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 19 una “NUOVA CHIESA” per un “NUOVO ORDINE” un Sacerdote 1 D on Luigi Villa, scrivendo su «La “Nuova Chiesa” di Paolo VI, implicitamente invitava i cattolici a considerare la “smaccante divergenza tra le ‘due chiese’», affinché, a quarantacinque anni del Vaticano II, si possano difendere da questa “svolta ecclesiale che continua ancora a smantellare la Tradizione - quasi con ossessione omicida!...”. La frase fa pensare alla visione del Terzo Segreto di Fatima, della visione di quell’ecatombe cattolica, che sarebbe più chiara, secondo quanto dichiarò la veggente Lucia al cardinale Ottaviani, nel 1960, proprio quando Giovanni XXIII iniziava tale svolta. Per meglio considerare la divergenza tra le due chiese è bene vagliarla alla luce della rivoluzione filosofica moderna. Giovanni XXIII iniziò la mal dissimulata mutazione che aprì la Chiesa cattolica al mondo, con l’idea di “liberarla” dalla sua natura dogmatica e farla “assolvere” dal suo passato. Seguì, secondo Augusto del Noce “il processo di scristianizzazione, portando, negli anni sessanta, in rapida accelerazione ad un silenzioso, ma completo rovesciamento dal primato del religioso alla secolarizzazione”. Alle aperture religiose si aderì come ad una liberazione prometeica maturata per i tempi moderni: “…oggi, che la rivoluzione sessuale e la combinazione marx-freudiana segnano il passo, la lotta contro il cattolicesimo avviene proprio sotto il segno dell’umanitarismo. Che cosa si chiede ai Cattolici, oggi, da qualsiasi parte, se non la riduzione del Cristianesimo ad una morale, in sé separata da ogni metafisica e teologia, capace, nella sua autonomia e nella sua autosufficienza, di raggiungere l’universalità e fondare una società giusta”? Tale richiesta di aggiornamento veniva dal Vaticano a scapito del pensiero cattolico, ritenuto nocivo ai moti ecumenisti, 20 poiché ha per principio che solo la verità può guidare al bene e l’errore non può vantare diritti. Per capire l’inversione dell’iniziativa ecumenista, rivediamo il giudizio basilare del Cristianesimo sulla priorità assoluta della verità su ogni valore, seguendo l’equazione scritta dal giudice Carlo Alberto Agnoli, che si svolge secondo la logica relazione: “Vero = Bene = giustizia = diritto = libertà. E di contro: errore = male = ingiustizia = torto = schiavitù. Gesù ha detto: “La verità vi farà liberi” (Gv. 8. 32) e ha proclamato sé stesso Verità incarnata (Gv. 14. 6), indicando l’operatore di errore come asservito al male. Per vincere l’errore e il male, e raggiungere la vera pace, Gesù insegna a seguire la Verità che conduce al bene, a “fare la verità” (qui autem facit veritatem venit ad lucem - (Gv . 3. 21) e a santificarsi e consacrarsi nella Verità (Gv. 17. 17-19). La separazione tra vero e falso, tra bene e male, alla luce della verità rivelata, è la ragione della Religione e d’ogni retta legge, mentre la libertà di scelta del falso conduce al male e al conflitto. A questa luce, l’asserzione che non c’è pace senza giustizia è incompleta se priva della sua premessa: che non c’è diritto, né giustizia e nemmeno una libertà, degna di questo nome, senza verità. La frase giusta, ma censurata dai conciliaristi ecumenisti, è, quindi, che non c’è pace senza verità. Ecco quanto il pensiero moderno e modernista rifiuta, ritenendo dimostrate le ipotesi dell’evoluzione umana, in opposizione al pensiero tradizionale delle religioni positive che, ritenendo l’uomo sempre bisognoso dell’aiuto divino, vogliono che la Sua Legge sia la norma da applicare alla vita della società. Questo apostolato è però impopolare, frutto della fede religiosa a cui si oppongono i “pensieri laici”, per i quali la cultura della verità legata all’Essere va sostituita dalla praxis progressista legata al pacifismo ecumenista; proposte che barcollano tra l’idea di ritorno alla purezza del selvaggio originale (Rousseau), e l’idea del Cristo cosmico all’orizzonte della storia (Teilhard de Chardin). In tal modo, il pensiero umano è irretito da un dilemma insolubile: è consapevole che la scienza umana non può conoscere da sé la verità sull’origine, natura e fine dell’uomo, ma comunque è diretto a governare la vita umana accantonando la verità rivelata come valore relativo per cui la società va guidata da una mobile prassi laica. In altre parole, è la vita sociale a determinare il pensiero, come nelle telenovelle dei grandi fratelli; pensieri che a “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 loro volta finiscono per indicare quali sono le religioni, le morali, le politiche “sostenibili”. Per addurre un buffo esempio attuale, tale pensiero fa dire al primo ministro spagnolo Zapatero che la verità sociale è quella indicata dal voto, verità estensibile ai paesi della nuova Europa, all’ONU e finalmente a tutto il mondo. Un pensiero che applicato alle fedi, fa desiderare un ordine ecumenista che sia per le religioni quel che l’ONU è per le nazioni. In questo senso si deve considerare quel progetto che ha per nome URI (United Religions Initiative), a cui aderisce, oggi, la Chiesa conciliare. Seguendo queste idee, si può dire che l’umanità, affidando il suo presente ai “princìpi” di un utopico futuro, rappresentati vagamente dai princìpi massonici dell’ONU, va verso una alienazione non solo del suo credere e pensare, ma del proprio governo, affidato ai princìpi che guidano l’ONU, per cui anche l’errore può vantare diritti. Il 2004 iniziò, in Italia, al suono di due apologie convergenti sull’ ONU, del presidente Carlo Azeglio Ciampi e di Giovanni Paolo ll. Il primo, parlò dal Quirinale, ex residenza papale avendo alle spalle le bandiere dell’Italia e dell’Europa e, sulla scrivania, la Costituzione e le opere di Kant. Dopo la nota domanda “che fare?”, Ciampi segnalò la “lucida visione” del Capo del Vaticano che, il giorno dopo, fece lo stesso richiamo alla necessità dell’ONU, “presidio del diritto internazionale e della pace”. Entrambi parlarono dell’educazione alla pace: «Ci aiutino gli esponenti religiosi, di tutte le religioni, ad approfondire sempre di più il valore della pace, educando ad essa i credenti», disse Ciampi. Wojtyla confermò che «diventa indispensabile educare alla pace», attraverso il potenziamento di «un nuovo ordinamento internazionale che metta a frutto l’esperienza e i risultati conseguiti dall’ONU». Si trattava, quindi, di discorsi stranamente allineati sull’educazione al mondialismo ecumenista dominante. Fu la conferma della “normalità” dell’odierna omologazione politico-religiosa globale, rivolta ad un’idea di pace, per cui i poteri nazionali e religiosi vanno “alienati” a favore di un nuovo ordine mondiale e a discapito delle “vecchie identità”. Ad accentuare la stranezza di queste posizioni è il fatto d’essere stato Ciampi, paladino dei simboli nazionali, e Wojtyla, di una religiosità mariana d’aspetto alquanto tradizionale; fatti che vanno piuttosto nel senso di una “alienazione” dell’Ordine cristiano diffuso da Roma. Possono l’inno e la bandiera contare più che l’identità storica, culturale e giuridica di una nazione? Può essere augurabile che una nazione affidi ad un organo multinazionale l’esercizio della propria giustizia? Parimenti, può l’attrattiva delle oceaniche adunate ecumeniste per la pace superare il richiamo millenario all’unicità della Fede cattolica? Poteva un papa aggiornare la legge di Dio a quelle dell’ONU per collaborare ad un utopico piano per la pace in terra? In “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 questo caso, non si dovrebbe dedurre che domina in Vaticano un’idea ecumenista che spinge all’alienazione della propria funzione e identità? In breve, l’alienazione proprio di quella verità immutabile sull’uomo, la sua origine, natura e fine; verità che la Chiesa ha sempre insegnato come formatrice delle leggi che guidano la sua vita personale o sociale? È possibile un aggiornamento che dispensi la necessità di questa verità operando tale mutazione nel seno della stessa Chiesa? Ecco la smaccante divergenza tra le “due chiese”, fondate su due pensieri, che vanno dovutamente individuati. Il pensiero che ha guidato la Chiesa Conciliare di Giovanni Paolo II fu quello della filosofia moderna che a partire da Cartesio, esaspera il primato dell’intelletto sul senso, scivolando dall’oggettivismo della verità alla sua negazione. Nessuno può conoscere la realtà in sé (Kant); poi, la realtà in sé non esiste (Fichte), ma solo l’idea. Tutto ciò porta al dominio dell’idealismo, del fenomenismo e alla negazione della metafisica. In tal modo, ogni opinione filosofica è rispettabile perché la verità è espressione del soggetto. Si giunge così al pensiero di Karol Wojtyla che, esaltando il principio husserliano della coscienza ha giustificato perfino il sincretismo ecumenista. E la sua azione conciliare consistette essenzialmente nella promozione della filosofia moderna e soggettivista per rimpiazzare la Tradizione oggettiva. Eppure, «la filosofia moderna non è, in essenza, una filosofia; è un atteggiamento religioso a livello della religione naturale, una contro-religione naturale, l’opposto dei primi quattro comandamenti del Decalogo; (…) La formidabile eresia del XX secolo consiste nell’affermare cose che non sono vere in nessun ordine reale, in nessun dominio dell’essere, che sembrano vere solo nell’ambito della filosofia moderna e specialmente marxista, e che fuor da codeste farneticazioni ideologiche non hanno né una realtà, né un sen- so» (Jean Madiran, L’eresia del XX secolo, Volpe, Roma, 1972). Qui, si colloca il fatto enigmatico del dialogo interreligioso. Su cosa dovrebbero dialogare i credenti? Sulle verità credute da ciascuno? A questa luce, uno dei fatti più enigmatici del degrado religioso del nostro tempo è stata la riunione ad Assisi delle religioni del mondo per la Pace; come parimenti enigmatico è l’uso ecumenista che si è fatto della visita di San Francesco d’Assisi al Sultano, giustificata come ricerca di dialogo e non di conversione. Il valore del dialogo è messo al disopra del suo scopo: riconoscimento e adesione alla verità sull’uomo, il mezzo preferito al fine, come se a quelli interlocutori potessero interessare più le parole che quanto esse rivelano. Francesco certamente non vi è andato per proporre quel giochetto di parole ecumenistico per cui si deve cercare quel che unisce e ignorare quanto divide. Quel che li divideva era niente meno che la divinità di Gesù Cristo. Solo la sua devota sincerità può aver trovato il rispetto di quel che era ed è rimasto un oppositore religioso. Se ciò era vero ieri, potrebbe non esserlo oggi? La pastorale del Vaticano II promuove il pensiero soggettivo Nel presente momento storico - di scontro di verità - l’episodio di San Francesco può certamente insegnare che il rispetto mutuo tra uomini di pensieri diversi, anche opposti, è solo possibile se le parti sono forti dell’oggettività delle proprie verità. Chi crede “giustamente” nell’esistenza di una verità sull’origine, natura e destino dell’essere umano, non può essere propenso a rispettare né a dialogare con quanti credono solo nelle proprie opinioni soggettive. Questo è il vero scontro: tra la stragrande maggioranza degli uomini che credono, anche sbagliando, in una verità immutabile sulla vita umana, e quanti a ciò contrappongono una sfilata di dubbi senza altro sbocco che il dominio della prassi. A questo secondo gruppo, minoritario, appartengono gli intellettuali moderni, quei traditori del pensiero a cui si aggiungono, oggi, i chierici ecumenisti del Vaticano ll. Essi non sono di certo fautori di guerre, ma di sconfitte; sono i demolitori delle difese di quella Cristianità civilizzatrice, unica forza capace di contenere la barbarie di ieri e il terrorismo di oggi. Chiamatela integralista, ma si dovrebbe trovare allora quale pensiero può sostituirsi alla philosophia perennis, formatrice della nostra civiltà. La “filosofia rivoluzionaria”, volendo sostituire l’amore della verità oggettiva con i lumi delle “ideologie soggettive” ha prodotto solo tragedie; il suo sommo attentato alla verità è stato di insinuare tale pensiero nella dottrina cattolica. Come difendersi da tali inganni? (continua) 21 In Libreria Lettere alla Direzione «Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro». (S. Tommaso d’Aquino) SEGNALIAMO: Rev.do Don Livio, le scrivo con la speranza che Ella voglia leggere questa mia lettera, che si fa portavoce del dissenso di numerosi fratelli, educati come me nell’ortodossia, che non riescono in alcun modo a condividere la posizione assunta dall’emittente da Lei diretta, che peraltro si fregia del santissimo nome di Maria. Come può il Direttore di una radio, che si professa mariana, sostenere e difendere il Cammino Neo-catecumenale? Oltretutto propagando menzogne sul fatto che questo abbia finalmente ottenuto lo Statuto? Sa benissimo che non è vero, e se non lo sa, Ella è stato sicuramente ingannato. Ancora una volta, Kiko si è rifiutato di abiurare alle vergognose eresie che va “annunciando”, ed, ancora una volta, grazie all’illuminato intervento di Mons. Bommarito, Vescovo di Catania, l’insediamento ufficiale dell’ERESIA nella Chiesa Cattolica, Romana, è stato bloccato. Dove sono finiti gli autentici Ministri di Dio? Si rende conto che Ella usa uno strumento potente, qual è Radio-Maria, per ingannare, anche attraverso contorsionismi teologici, la gente che in buona fede l’ascolta? “Il vostro parlare sia sì, si, no, no”! L’onestà, oltre all’apostolato, quello con la A maiuscola per intenderci, esige discorsi chiari e improntati alla verità. La mistificazione e la reticenza, in materia di fede, sono diabolici e sono la caratteristica di chi, come Kiko, comprandosi parrocchie, diocesi e portali radiotelevisivi (da più parti giungono in merito testimonianze veritiere), va nutrendo di protestantesimo le menti e le anime di chi, in buona fede, cerca Dio e non trova sacerdoti, ma solo mestieranti del culto. Legga gli “Orientamenti ai Catechisti” o una delle tante pubblicazioni dei discorsi di Kiko e Carmen, e constati personalmente cosa questi vada predicando in merito alla SS. Eucarestia o alla S. Vergine; vedrà che lo Spirito La illuminerà sulla Verità. Affinché Ella possa fare un raffronto obietti- vo, Le trascrivo alcuni dettati del S. Padre, estrapolati dall’omelia da lui tenuta il 14.06.2001, in occasione della Solennità del Corpus Domini: «Gli sguardi dei credenti si concentrano sul Sacramento, in cui Cristo ha lasciato tutto se stesso: Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Per questo è sempre stato ritenuto il più santo: il “Santissimo Sacramento”, vivo mermoriale del Sacrificio redentore. Nella Santa Eucarestia è presente Cristo Morto e risorto per noi. Nel Pane e nel Vino consacrati rimane con noi lo stesso Gesù dei Vangeli, che i discepoli hanno incontrato e seguito, che hanno visto crocifisso e risorto»! Sa Ella che Kiko irride la Confessione, il Concilio di Trento e tutte le devozioni di Santa Romana Chiesa? Sa Ella che i Catechisti neo-catecumenali preparano i bambini alla 1.a Comunione ed alla S. Cresima, ma ignorano il Catechismo della Chiesa Cattolica, medesimamente ignorato dai parroci che li appoggiano? Sa Ella che Kiko, sulla traccia dei giansenisti, irride il culto ai Santi? Com’è possibile, servendosi del nome di Maria, Madre dell’Eucarestia, da parte di codesta radio appoggiare l’anticristo? Com’è angosciante questa rinnovata Babilonia! Quante preghiere dobbiamo elevare a Dio perché il Santo Padre riesca a sostenere tale, acerbo dolore, causatogli non solo dai lontani? Serpi si annidano nel cuore della Chiesa. È ora d’intervenire coraggiosamente; non è il buonismo lassista e pusillanime che porta le anime a Cristo! Un’ultima osservazione: si dà ampio spazio a chi predica eresie e sta distruggendo dall’interno il Corpo di Cristo: Lutero, ormai, fa da padrone! Ciascuno risponderà dinanzi a Dio del gregge ingannato e sparpagliato! Le auguro buon lavoro e prego affinché lo Spirito guidi Lei e tutti coloro che si tacciano del titolo di Pastori sulla via della Verità. (P.M.) SPACCATI DI VITA – I Salmi di Gesù – Commento e traduzione di Antonio Caruso Il Salterio, dal nome dello strumento a corde che accomagnava il canto dei Salmi, è la sintesi dell’Antico Testamento in chiave di poesia e di preghiera. Come libro profetico è anche un anticipo del Nuovo. È preghiera ispirata da Dio. Con questo libro, Dio vuole insegnare agli uomini come debbono pregare. È come se Egli ci dicesse: «Pregatemi così»! I grandi Padri della Chiesa facevano a gara nel commentarlo. Ma solo due di essi son riusciti a passare in rassegna tutte e centocinquanta le composizioni del Salterio. Un ex peccatore, poi vescovo, sant’Agostino; e un ex politico, poi, monaco, Flavio Magno Aurelio Cassiodoro. L’Autore, da alcuni anni impegnato nella traduzione di tutte le opere di Cassiodoro, presenta, ora, la sua Esposizione dei Salmi. È uno “spaccato” di vita in più libri distinti. Questo primo è una scelta di Salmi dove più chiaro è l’annuncio della figura di Cristo Signore. Per richieste: VIVERE IN Edizioni Via delle Acque Salvie, 1/A 00142 Roma tel. 06 5943323 www.vivere in@tin.it RAGAZZE e SIGNORINE in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie” – sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio, potete mettervi in contatto, scrivendo o telefonando a: “ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO” Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003 22 “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 INDICE GENERALE anno 2006 Gennaio 2 5 9 11 12 14 17 19 20 22 23 24 Una prova storica dell’esistenza del libro ignoto ed eretico del sacerdote Karol Wojtyla Crisi della Chiesa - uno sguardo del sac. dott. Luigi Villa Pastori, avete sbagliato tutto! di D.B. Occhi sulla politica Documenta-Facta Presenza islamica in Italia - preoccupante documentazione - (1) del sac. D.E. I sogni di don Bosco (2) di A.Z. Preti e geologi dell’odio del sac. F.C. Il criterio della verità (2) di Don G.E. Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla II Domenica del Tempo Ord. alla VI Domenica del Tempo Ord.) Febbraio 2 5 8 11 12 14 16 18 19 20 22 23 24 2006 - n° 379 Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla VII Domenica del Tempo Ord. alla II Domenica di Quaresima) Marzo 2006 - n° 381 2 4 5 8 10 12 14 18 22 26 28 32 50 52 57 58 2006 - n° 380 Don Luigi Villa: il vittorioso “avvocato del diavolo” del presidente Macca avv. Salvatore Giovanni Paolo II... santo? del sac. dott. Luigi Villa Il dogma del “Peccato Originale” nelle teorie moderniste (1) del dott. I. Vicardi Occhi sulla politica Documenta-Facta Presenza islamica in Italia - preoccupante documentazione - (2) del sac. D.E. I sogni di don Bosco (3) di A.Z. Nuova Pentecoste? - ignoranza, profanazioni, sacrilegi della prof. M. Pia Mancini I “baci” sono pericolosi? di P. G. Dall’Aglio Beghe internazionali contro la Chiesa, nel secolo scorso di R. Minimi Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 Una “Nuova Chiesa” a San Padre Pio? Tempio massonico? dell’Ing. Franco Adessa La croce che dà forma alla chiesa La “nuova chiesa” dedicata a S. P. Pio Perché una chiesa a forma di spirale? Il tempio massonico Questa “nuova chiesa” è un tempio massonico? Triplice trinità massonica: segreto di questa “Nuova Chiesa”? Porte di bronzo L’altare La croce gloriosa La Cappella dell’Adorazione Il Tabernacolo: di quale Dio? Le 13 formelle d’argento Le 8 aquile La croce... misteriosa Il Tempio della “Contro-Chiesa” ecumenica dell’Anticristo I 33 gradi del Rito Scozzese A. A. Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla III Domenica di Quaresima alla Domenica delle Palme) Aprile 2 3 8 10 Ad Assisi hanno sacrificato anche due polli - Intervista a Vittorio Messori 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 “Extra ecclesia nulla salus” della dott.ssa M. Pia Mancini 16 Il dilemma eucaristico di A.Z. 18 “A morbo Numerario, libera nos Domine!” (1) del prof. F. Cianciarelli 20 Presenza islamica in Italia - preoccupante documentazione - (3) del sac. D.E. 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla Domenica di PASQUA alla IV Domenica di Pasqua ) Maggio 2 3 2006 - n° 382 Pasqua di Risurrezione Vaticano II: una sovversione riuscita (1) del sac. dott. Luigi Villa Il dogma del “Peccato Originale” nelle teorie moderniste (2) del dott. I. Vicardi 9 12 14 15 16 2006 - n° 383 Maggio: mese dedicato alla Madonna Vaticano II: una sovversione riuscita (2) del sac. dott. Luigi Villa Vescovi, riedificate la Chiesa Cattolica! della dott.ssa M. Pia Mancini Documenta-Facta Giovanni Paolo II il “Grande”? da Internet Occhi sulla politica Il dogma del “Peccato Originale” nelle teorie moderniste (3) del dott. I. Vicardi 16 L’arte antichissima di fabbricare il nulla di A.Z. 18 “A morbo Numerario, libera nos Domine!” (2) del prof. F. Cianciarelli 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla V Domenica di Pasqua alla Festa della SS. Trinità) 23 Giugno 2 8 11 12 14 16 18 20 22 23 24 2006 - n° 384 Giovanni Paolo II: una sua catechesi da ossessione erotica? del sac. dott. Luigi Villa Dov’è finito il Cattolicesimo? della dott.ssa M. Pia Mancini Occhi sulla politica Documenta-Facta Il Teologo Preti eretici a Firenze (1) del prof. dott. D. Pastorelli Arrivano gli Eurochip (1) del prf. F. Cianciarelli Gli assassini della Liturgia di Mons. D. Celada Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla Domenica del SS. Corpo di Gesù alla Solennità dei SS. Pietro e Paolo) 19 Microchip nel nostro corpo (2) del prf. F. Cianciarelli 22 Conoscere la Massoneria 23 Lettere alla Direzione - In Libreria 24 Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla XII Domenica del Tempo Ordinario alla XXI Domenica del Tempo Ordinario) 2 5 7 11 12 14 16 Luglio-Agosto 2005 - n° 385 18 L’ecumenismo attuale del sac. dott. Luigi Villa 6 Per San Padre Pio un Tempio massonico? del Presidente Macca avv. Salvatore 8 Lo scandalo del Tempio satanico dedicato a San Padre Pio - Lettere di chiarimeni senza risposta 10 Lo scandalo del Tempio satanico dedicato a San Padre Pio - Una lettera dall’America 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 20 14 Il Teologo 15 A proposito del Corano nelle scuole della dott.ssa M. Pia Mancini 16 Preti eretici a Firenze (2) del prof. dott. D. Pastorelli 2 3 2 22 23 24 11 12 14 18 22 23 24 Giovanni Paolo II (Un “San Karol”?) del sac. dott. Luigi Villa Una concisa visione del libro: “Paolo VI... beato?” da. Inter Multiplices UNA VOX I cavalieri dell’Apocalisse di A. Z. Occhi sulla politica Documenta-Facta Il Teologo L’impero della droga in mano alla CIA? da Internet I frutti del peccato della dott.ssa M. Pia Mancini Muhammad Bin Laden da Internet Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla XXII Domenica del Tempo Ord. alla XXVII Domenica del Tempo Ord.) 22 23 24 La nostra arma è il Rosario! L’eretico teologo tedesco card. Walter Kasper del sac. dott. Luigi Villa La salvezza viene da Cristo o dal dialogo? della dott.ssa M. Pia Mancini Occhi sulla politica Documenta-Facta Lo scandalo del tempio satanico dedicato a San Padre Pio - Una lettera di risposta - (1) Orribili deformità alla nascita - Armi ad “uranio impoverito” del dott. Ross B. Mirkarimi Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno B (Dalla Solennità di tutti i Santi alla Immacolata Concezione di Maria) Novembre 2006 - n° 388 2 3 24 11 12 14 18 2005 - n° 387 Prof. Avv. Giacinto Auriti Preti, fate i preti, non gli operatori sociali del sac. dott Luigi Villa Confermato: Wojtyla era ebreo (forse frankista) di Maurizio Blondet Il Teologo Il rumore del nulla della dott.ssa M. Pia Mancini Occhi sulla politica Documenta-Facta Lo scandalo del tempio satanico dedicato a San Padre Pio - Una lettera di risposta - (2) Francoforte: caldo letto di demoni di A.Z. Conoscere la Massoneria Lettere alla Direzione - In Libreria Conoscere il Comunismo Schemi di predicazione di mons. Nicolino Sarale Epistole e Vangeli - Anno C (Dalla II Domenica di Avvento alla Solennità del Santo Natale) 8 9 Settembre 2006 - n° 386 Ottobre 9 6 DICEMBRE 2006 SOMMARIO N. 389 COMUNICARSI CON LA MANO È PECCATO? 2 È Natale! È nato Gesù! 4 Comunicarsi con la mano è peccato? (1) del sac. dott. Luigi Villa 8 Il Teologo 9 Non ci rimane che piangere della dott.ssa M. Pia Mancini 11 Occhi sulla politica 12 Documenta-Facta 14 Il “Pater”: guida alla pefezione cristiana (1) di A.Z. 17 Le basi USA in Italia da Internet 20 Una “Nuova Chiesa” per un “Nuovo Odine” (1) 22 Lettere alla Direzione In Libreria 23 Indice Generale - Anno 2006 SCHEMI DI PREDICAZIONE Epistole e Vangeli Anno C di mons. Nicolino Sarale (Dalla Festa della S. Famiglia alla VI Domenica durante l’anno) “Chiesa viva” *** Dicembre 2006 Chiesaviva MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa Direzione - Redazione - Amministrazione: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003 Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990 Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) contiene I. R. «LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI» (Jo. 8, 32) ANNO XXXVII - N° 390 GENNAIO 2007 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. 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Dunque, se la consacrazione del Corpo di Cristo appartiene al sacerdote, altrettanto appartiene a lui la distribuzione. – In secondo luogo, il sacerdote è stabilito intermediario tra Dio e il popolo. Di conseguenza, come a lui spetta l’offrire a Dio i doni del popolo, altrettanto spetta a lui donare al popolo i doni santificati da Dio. Ma il demonio entrò tra le fessure del Tempio di Dio, per demitologizzare la pratica apostolica della Comunione con la bocca, insinuando, attraverso liturgisti di- 1 2 2 Cfr. “Summa Theologica”, III.a pars. Qu. 82, aet. 3. – In terzo luogo, per il rispetto dovuto a questo Sacramento, nulla può toccarlo che non sia consacrato. Per questo motivo, il corporale e il calice vengono consacrati, ed altrettanto le mani del sacerdote vengono consacrate per toccare questo Sacramento, e nessun altro ha il diritto di toccarlo se non in caso di necessità; per esempio: se il Sacramento cadesse per terra, o in altro caso di necessità»1. Persino Paolo VI, nella Sua enciclica “Mysterium Fidei” (3.IX.1965) scrisse che non bisognava cambiare il modo tradizionale di ricevere la Comunione2. Cfr. && 61-62. “Chiesa viva” *** Gennaio 2007 Le anime ingenue e la mancanza di apprendimento sonesti, di adottare la pratica di comunicarsi con la catechistico, fa credere a loro che un “permesso” o mano. Un esempio significativo di questa speculaziouna “autorizzazione” faccia lecito il suo oggetto, ne sull’ignoranza dei fedeli e... dei preti, fu la “Nota” perché dato come “legale” da un vescovo o da un del Consiglio permanente dell’Episcopato francesacerdote. se. Nel presentare quella “Nota” del Consiglio, si Ma tutti costoro non sanno che il “legale” deve coinvolle spudoratamente precisare che “La Storia ci incidere con il “lecito”, per dettare un “diritto”. segna che i fedeli hanno ricevuto così la Comunione A conferma, ricordiamo l’Istruzione vaticana “Memodurante i primi dieci secoli della Chiesa”. riale Domini” del 28 maggio 1969, che dice: «Avuto Ma questa era una menzogna, anche se fatta pubbliriguardo alla gravità dell’oggetto e al valore degli arcare sulla “Documentation Catholique” (N. 1544 gomenti invocati, il Sovrano Pontefice non ha pendel 20 luglio 1969, col. 672), in calce alla pagina! sato di dover cambiare il modo tradizionale di diQuello che sorprende di più è che ben pochi sacerstribuire la Santa Comunione ai fedeli. Anche la doti hanno reagito a questa menzogna di un’afferSanta Sede esorta vivamente i vescovi, i sacerdoti mazione gratuita, mai verificata, presentata come ree i fedeli a rispettare attentamente la legge semgola o usanza generale dei primi secoli della Chiesa. pre in vigore, la quale vien di nuovo confermata». E così, quel “fumo di Satana” penetrò nella chiesa, Anche nell’ultima edizione, ufficialmente promulgaTempio di Dio! ta, del “nuovo MesE questa menzogna sale” (26. 05. 1970), fu addirittura garantiche ristabilisce il cota spudoratamente stume tradizionale da Annibale Bugninei suoi diritti, vi sono ni, il 1° giugno 1973, due nuove precisasu l’Osservatore zioni, figuranti negli Romano (pp. 4 e articoli 117 delle nuo11), dove si legge ve rubriche: che la Comunione 1) l’articolo 80 enucon la mano “non mera gli oggetti da era uso particolare preparare per la ceall’uno o all’altra dellebrazione della Mesle chiese, ma comusa: il piattello per la ne in tutto l’orbe criComunione - “patestiano” (sic!). na pro comunione Un’altra bugia, e più fidelium -; seducente, fu quella All’incontro interreligioso di Assisi del 1986, la statuetta di Budda 2) l’articolo 117, in di affermare l’esemè stata posta sopra il Tabernacolo, situato sull’altare. cui si descrive come pio di Gesù Cristo deve svolgersi la Conell’ultima Cena, aumunione: il sacerdote presenta l’ostia al fedele e quetorizzando, così, la licenza di questa “nuova Litursti, tenendo la patena sotto il so volto, riceve il Sacragia”, fondandosi sugli ordini che Egli diede agli Apomento (et tenens patenam sub ore, Sacramentum stoli: l’ordine di prendere e quello di mangiare. accipit”). Ora, il Vangelo ci dice che Gesù quell’ordine l’aveva dato ai suoi Apostoli che faceva preti; inoltre, il teAnche l’Istruzione vaticana “Liturgicae instauratiosto latino della Volgata fa comprendere che gli imnes” del 5 settembre 1970, conferma (art. 12): “As perativi “accipite” e “sumite” indicano il senso della Missam vero quod attinete, omnes facultates exrecezione e non quello della approvazione o della sperimenta exequenti... vim suam amisisse cenpresa, nel qual caso sarebbe stato tradotto in latino sendae sunt”. Ossia: per quanto concerne la Messa, con “capite” o “apprehendite”. Quindi, non c’è un tutti i permessi di fare esperimenti... devono esse“prendite”, ma un “ricevete”. re considerati come aventi perso la loro forza. Del resto, “la Chiesa ha sempre riconosciuto come *** autentiche e ricevibili solo le tradizioni che sono state 3 fr. Concilio di Trento, “Atti pubblicati dalla ‘Gôrres-geselischaft’ 1901 ss.”, ediz. Sebast Merkle, Colonia. “Chiesa viva” *** Gennaio 2007 3 conservate e che ci sono pervenute tramite una successione continua, non essendo più accolte le pratiche abbandonate”3. Quindi, la falsificazione dei testi, usati da Bugnini e seguaci, permette di dire che coloro che comunicano, ingiungendo di comunicarsi con la mano, commettono un atto peccaminoso per vari aspetti. – Primo aspetto: è una disubbidienza alla Tradizione, perché ha il carattere di una rottura con un costume continuo che ci fu nella Chiesa primitiva e dopo, che ci fa pensare a uno spirito di scisma. – Secondo aspetto: è quello di una ingiustizia, sia per l’empietà che mostra verso Dio di cui lede la divina Maestà, sia per l’empietà verso il Sacerdozio cattolico di cui ne usurpa le prerogative. – Terzo aspetto: è che questi peccati non sono solo materiali, ma anche formali; sono anche degli atti peccaminosi, per non dire anche sacrileghi, essendo chiaramente contro i testi dogmatici del Concilio ecumenico di Trento4. Comunque, l’Episcopato e il Clero avrebbero dovuto sapere che il dare la Comunione sulla mano era una volontà che faceva parte di un “piano massonico”5, sognato e agognato da decenni. Eppure la CEI6, nel novembre 1989, durante un raduno su questo tema, approfittando dell’assenza di molti Presuli (e perché?), con un “colpo di mano”, da parte di vescovi progredisti, neo-modernisti e filomassonici, riuscì, con un solo voto in più (e con la truffa di alcuni voti non validi, perché appartenenti a non vescovi!), a far passare la pratica sacrilega della “Comunione sulla mano”. La CEI, quindi, con questo “placet”, dando in mano l’Ostia consacrata, facilitandone le sottrazioni, diede il via a profanazioni sacrileghe, “messe nere”, dispersione di frammenti d’Ostie consacrate, annullamento, o quasi, del ringraziamento dopo la Comunione, e via dicendo di altri gravissimi fatti, sempre sacrileghi. Non mancarono neppure esempi di studenti universitari che risolsero il loro problema finanziario, portando a Logge massoniche Ostie consacrate, ricevute appunto con la “Comunione sulla mano”! Ora, se i due Concili di Firenze e di Trento hanno definito la “Presenza Reale” di Cristo anche nelle “particelle”, o “frammenti” di Pane eucaristico, essendo questi Concili “de fide”, diventa certo e logico l’affermare che la distribuzione della “Comunione sulla mano” diventa un gesto oggettivamente sacrilego. Si legga, ad hoc, la definizione che dà lo stesso Diritto Canonico della parola “sacrilegio”: «sacrilegio è profanazione di persona, cosa e luogo, consacrati con rito religioso». Ora, qui, nella Santa Comunione eucaristica, la “Presenza Reale” non è , forse, la stessa Persona di Gesù, Figlio di Dio e Dio Lui stesso, presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, anche in tutti i “frammenti”? E questi, con la “Comunione sulla mano”, non possono facilmente cadere in terra ed essere calpestati, o finire nelle tasche, o essere messi nei corpi immondi di donne, come accade nelle “messe nere” e in altre profanazioni sataniche? E pur sapendo che questi sacrilegi sono una triste e inevitabile realtà, cosa si fa per evitarlo? Nulla? E quest’orribile omissione non è forse sacrilegio?7 Io mi domando: come si è potuti arrivare fino a questo punto!.. 4 in “El Caso”, aprile 1976). 6 «L’introduzione della “Comunione sulla mano” è dovuta ad una catena di atti di disubbidienza e violazioni di diritto, nonché all’esercizio di forti pressioni...» (dott. Prof. Georg May). 7 «... è riservata la scomunica specialissimo modo alla Sede Apostolica per chi profana le sacre specie, gettandole via, rubandole o trattandole a scopo cattivo...» (Diritto Canonico di S. Pio X - can. 2320). 4 “Chiesa viva” *** Gennaio 2007 «L’uso che solo il sacerdote dia la Comunione con le mani consacrate è Tradizione apostolica» (Concilio di Trento). 5 «Negli anni 1928 e 1929, scoprii alcuni “documenti massonici”... Un “passo” di quell’eminenza grigia delle Logge, qual era Rocca, membro del 33° grado, suona così: “Dobbiamo lavorare attivamente, affinché i fedeli della Chiesa cattolica ricevano la Comunione in piedi. Il giorno in cui l’avremo ottenuto, il nostro trionfo sarà completo!”» (Pablo Maria de la Porcion, Non scrivo di fantasie, ma ben consapevole dell’esistenza di un “piano di sovversione cattolica”, pianificato da decenni nelle Logge massoniche, dove la pratica della “Comunione sulla mano” è stata premeditata da lunga data ed è stata preparata con un’azione progressiva che mirava a sfumare il senso del divino, sviando la spiritualità e specialmente allontanando le anime dal “ringraziamento” dopo la Comunione. Si procedette, cioè, a tappe. Per esempio: mentre nel 1890, in Belgio, sotto il cardinale Goosen, arcivescovo di Malines, si pubblicò un Catechismo in cui si diceva: “dopo essersi comunicati, bisogna fare almeno un quarto d’ora di ringraziamento”, nel 1915, sotto il cardinale Mercier, anch’egli arcivescovo di Malines, nel Catechismo rinnovato, c’era già la variante: dal “bisogna” si passava al “conviene”. Dall’obbligo, si era passati alla “convenienza” di ciascuno. Nel successivo Catechismo, sotto l’arcivescovo di Malines, Van Roey, nel 1954, non si faceva più neppure la menzione di fare quel “ringraziamento”. Dalla “convenienza”, quindi, si era passati al “silenzio”! Un silenzio che dura tuttora! E dopo il Vaticano II, sotto il cardinale Suenens, sparì anche il Catechismo. Non si insegnò più nulla di Catechismo! Si era arrivati, ormai, al mutismo assoluto, come se gli atti di Fede valessero più niente! Questo e altro fece sfumare, dopo la soppressione del “ringraziamento” ogni senso del divino, come l’avevano già fatto i giansenisti e i quietisti. Così, Papa Innocenzo XI condannò la proposizione 32 dello spagnolo Michel Molinos: “Nec ante, nec post communion, alia requiritur oratio, aut gratiarum actio quam permanentia in solita resignatione passiva...”8. Anche l’abluzione delle dita del sacerdote, dopo la Comunione, divenne, nel “nuovo Messale”, convenienza, né le rubriche prevedono più la pulizia e lo sciacquìo del calice. NOTE E questo “ringraziamento”, dopo aver ricevuto la Santa Comunione, è richiesto appunto perché Nostro Signore Gesù Cristo è “presente col Suo Corpo, col Suo Sangue, la Sua Anima e la Sua Divinità” nel Sacramento. È normale, quindi, che esso duri in noi, almeno quanto perdura in noi la Sua presenza eucaristica; ossia circa un quarto d’ora! San Giovanni Bosco, a Frohsdorf, all’invito del conte di Chambord, fattogli due volte, immediatamente subito dopo la sua Messa, accettò con un segno di assenso del capo; nondimeno continuò, prima, fino alla fine, il suo “ringraziamento” a Gesù, appena ricevuto in Sacramento! Così deve essere anche il nostro ringraziamento, “secondo le forze fisiche e l’età. È un dovere di ciascuno che si sia comunicato”9! 8 9 Cfr. Bolla “Coelestis Pater”, 20 novembre 1687. Decreto del 20 dicembre 1905, confermato da S. Pio X al & 4°. La donna nell’Islam sac. dott. Luigi Villa (pp. 78 - Euro 8) No vit à Il tema “donna” dovrebbe essere ben più vasto di come l’ho trattato. Ma questo mio breve studio vuol essere solo uno schizzo di un affresco islamico dove nascere donna è come una maledizione. Così ha scritto una di loro: «Laggiù, una donna non ha vita. Le ragazze vengono picchiate, maltrattate, strangolate, bruciate, uccise. E questo è all’ordine del giorno. È così che da noi le donne crescono. Se ti riempiono di botte, è normale. Se ti danno fuoco, è normale. Se ti strangolano, è normale. Persino le pecore valgono più delle donne»! Leggete qui e meditate e pregate, chiedendo al Signore: «Ma fino a quando sarà così per queste tue povere creature schiave dell’Islam?». Per richieste, rivolgersi a: Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà Via G. Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax. 030. 37.00.00.3 - C.C.P. n° 11193257 “Chiesa viva” *** Gennaio 2007 5 Il teologo CAMBIAMENTO DOTTRINALE NELLA CHIESA D’OGGI? Vediamo almeno un “punto” che direi “nevralgico”, del Vaticano II: quello sulla “libertà religiosa”. Il card. Ratzinger, al suo ritorno dal Canada (aveva tenuto un incontro con teologi del “St. Michel College”, il 15 aprile 1986, e una serie di conferenze a Toronto), intervistato da “30 Giorni”, proprio su questo tema, rispose: «A prima vista, effettivamente, sembra che tra gli insegnamenti di Pio IX e il Decreto conciliare sulla “libertà religiosa” esista un contrasto insuperabile». È una prima ammissione: «sembra... un contrasto insuperabile»!.. È grave!.. anche perché il cardinale non ha fatto niente, affinché questo “contrasto” fosse eliminato, dato che ci sono, di contro, studi seri e approfonditi che dimostrano il contrario! (Ad esempio: “Il card. Ratzinger e la Dichiarazione sulla libertà religiosa”, in “De Rome et d’ailleurs”, sett. 1985; lo studio “Leone XIII, la libertà religiosa e la Dignitatis Humanae” del prof. Spadafora, in “Sì sì No no” del 28 febbraio 1982, pp. 1 ss; ecc..). Forse, il card. Ratzinger intendeva che quell’“insuperabile” “a 6 prima vista” verrebbe poi superato da una “evoluzione tranquilla della dottrina” (cfr. “Rapporto sulla Fede”, p. 39), così che si finirebbe col giustificare i due insegnamenti contrastanti?.. Purtroppo, la “logica inquinata di evoluzionismo” che era propria del card. Ratzinger, mi fa pensare a questo! Comunque, quel “contrasto insuperabile” non è che esista tra la “Dignitatis Humanae” e gli “insegnamenti di Pio IX”, bensì tra il Vaticano II (e il Magistero di oggi!) e i Pontefici Romani di tutti i secoli, che si sono pronunciati, in materia, sempre al contrario! [Cfr. I principali: Bonifacio VII (“Unam Sanctam” - Dz. 469), Martino V (nella condanna di Hus e Wicleff Dz. 773), Gregorio XVI (“Mirari vos”), Pio IX (“Quanta cura” e “Sillabo”), Leone XIII (“Immortale Dei” e “Libertas praestantissimum”), Pio X (“Pascendi”, “Notre Charge Apostolique”, “Vehementer nos” Dz. 1995), Pio XI (“Quas primas” Dz. 2194-2197), Pio XII “Ci riesce”), ecc...]. Quindi, non si può parlare - egregio cardinale Ratzinger - solo di “insegnamenti di Pio IX”, quando sulla “libertà religiosa” si tratta di “dottrina della Chiesa”! Quindi, il “contrasto insuperabile” non è che “sembra”, ma esiste!.. Infatti, quando la “Dignitatis Humanae” insegna che l’uomo ha il diritto di praticare pubblicamente un “falso culto”, io ho il diritto di opporre la dottrina della Chiesa di sempre che ha insegnato che l’uomo non ha questo di“Chiesa viva” *** Gennaio 2007 ritto (Anche qui, gli studi fatti son numerosi e imbattibili!). Invece, la Santa Sede d’oggi, da vent’anni, agisce in contrasto col Diritto Pubblico della Chiesa di sempre, in vigore fino al Vaticano II... Un esempio: in nome di questa “Dignitatis Humanae” il nuovo Concordato Italiano “considera non più in vigore il princìpio, originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato Italiano” (Bel successo cattolico!): “Contrasto insuperabile”, quindi, riconosciuto dai “tradizionalisti” e dai “progressiti”; ma anche dal cardinal Ratzinger, il quale, ad esempio, nel suo libro: “Les principes de la theologie catholique” (ed. Taqui, Paris 1982, alle pagine 423-440, scrive: «Se si cerca una diagnostica globale del testo (“Gaudium et Spes”) si potrebbe dire ch’essa è (in collegamento con i testi sulla “libertà religiosa” e sulle “religioni del mondo”) una revisione del Sillabo di Pio IX; una specie di contro-Sillabo» (p. 426)... E continua: «(prima del Vaticano II) nei Paesi a forte maggioranza cattolica, regnava largamente ancora l’ottica pre-rivoluzionaria: quasi nessuno più contesta, oggi, che i Concordati, spagnoli e italiano, cercano di conservare troppe cose di una concezione (sic!) del mondo che da tempo non corrisponde più ai dati reali. Così, quasi più nessuno può contestare che a questo attaccamento ad una concezione sorpassata (sic!) dei rapporti tra Stato e Chiesa, corrispondevano degli anacronismi consimili nel campo dell’educazione e dell’atteggiamento a riguardo del metodo critico moderno» (p. 427). Ora, siamo in pieno razionalismo e liberalismo massonico: difatti, più avanti, a p. 430, il cardinale parla di “liquidazione” (sic!) del vecchio problema delle relazioni tra Chiesa e Stato: e, a p. 426, parla di “apertura alla concezione liberale” (sic!) dello Stato! È chiaro, quindi, che la Chiesa di Roma, con la “Dignitatis Huma“Chiesa viva” *** Gennaio 2007 nae” ha cambiato dottrina!.. in nome di quel “Liberalismo” la cui condanna, da parte di Pio IX e Leone XIII “non fu altro che l’applicazione, da parte della Chiesa, dei princìpi primi, sia della ragione che della Fede”1. Ma il card. Ratzinger osò dire (sempre in quella intervista!) che «il fatto che nella sua (di Pio IX e degli altri papi susseguitisi!) presa di posizione non erano anticipate tutte le differenze future che, perciò, alla luce dello sviluppo sucessivo, essa deve essere considerata come unilaterale e insufficiente, non cambia nulla della sua necessità storica e della verità di ciò che, al fondo, era in gioco». Come dire: “non siamo più, oggi, ai tempi di Pio IX!”.. e che “i tempi sono cambiati”!.. Sì, è vero! Ma in che senso? Il “Liberalismo” non è cambiato! Infatti, afferma, ancora oggi come ieri, che “la ragione umana è così indipendente che la Fede non può esserle comandata da Dio!” (così fu condannata dal Vaticano I Dz 1810). Allora, ha cambiato il Vaticano II che ha adottato il princìpio liberale della “assoluta libertà di coscienza”, e ha accettato il “laicismo di Stato”, tanto che la stessa Santa Sede si è adoperata per far sparire gli ultimi Stati “confessionali”! Concludendo, bisogna dire che veramente c’è “contrasto insuperabile” tra il Magistero di ieri (e di sempre!) e quello del Vaticano II! Parliamoci chiaro! Il cambiamento dottrinale, introdotto dal Vaticano II, è gravissimo! E noi ci riteniamo in nostro diritto di teologi di discutere e anche di opporci, dov’è necessario, al Vaticano II, al quale si vuole attribuire un valore dogmatico, mentre, invece, fu voluto prettamente “pastorale”, per decisione stessa dei due Papi del Concilio, e, quindi, un Concilio tutto discutibile, oltre che riformabile e perfino annullabile (come io personalmente mi auguro!). In questo caso, è evidente che il Vaticano II venne “gonfiato”, quasi che in esso fosse contenuta tutta la dottrina e la Tradizione della Chiesa. Risibile, quindi, la dichiarazione del card. Ratzinger in “Rapporto sulla Fede” quando dice: «Difendere, oggi, la Tradizione vera della Chiesa significa difendere il Concilio» (p. 29), perché lui stesso - come abbiamo appena visto! - il Magistero solenne dei Papi precedenti l’ha ridotto a una “necessità storica”, e il Magistero della Chiesa di sempre sulla “libertà religiosa” l’ha ridotto alle sole “espressioni di Pio IX”. Occorre, quindi, un ritorno alla serietà teologica, e alla fermezza nella Fede, se si vuole veramente arginare le sempre più ampie e profonde fratture che si sono aperte nel mondo cattolico e che minacciano di diventare... irreparabili! 1 Cfr. Garrigou-Lagrange, “De Revelatione”, v. II, p. 419). 7 SEPOLCRI IMBIANCATI! della dott.ssa Maria Pia Mancini Q uando anche alle donne occidentali sarà imposto il velo? La domanda non è poi così assurda, considerata l’accelerazione degli avvenimenti sempre più strumentali alla sola convivenza civile, espressione dietro cui si cela l’intento, da lungo programmato, di far confluire ogni uso, credo e cultura, in un uniforme miscuglio, in cui, definitivamente, si annienti la specificità cattolica, bersaglio principale degli strati relativisti. I retaggi cristiani dell’Occidentale cattolico sono infatti quelli che più urtano i progressisti che li giudicano antiquati e d’intralcio, in quanto privi della funzionalità diplomatica richiesta dall’intercultura e offensivi di chi non li condivida o non li abbia nel proprio patrimonio genetico. Impoverita e smembrata, la coscienza collettiva dell’Europa è resa schiava del determinismo pluralista e se, da un alto, socialmente prevalgono menzogna e violenza, dall’altro, in ambito religioso domina oggi la scellerata volontà di abbattere del cattolicesimo tutto ciò che mini gli equilibri terreni. Occorre, quindi, secondo il pensiero di tanti, non espresso a parole ma con i fatti, eliminare il ricordo di Cristo Signore, soprattutto perché nemico del “Male”, che Egli fa discernere, anche quando si traveste da “bene”. L’Occidente, alla deriva, dopo aver innalzato a valori inalienabili corruzione e materialismo, orgiasticamente proliferati nei nostri tempi, si compiace di intellettualizzare ogni depravazione, ritenendosi aperto e altruista verso tutti, ma mettendo alla gogna chi osi contrapporsi alla nuova, deleteria etica globale. Quanto esista di più lesivo della dignità umana è ormai approvato, diffuso e ap8 plaudito dai potenti e dalle masse, psicologicamente inermi e povere dottrinalmente, come conquista democratica. Della situazione approfittano gli avversari della Chiesa Cattolica, della quale gestiscono debolezza e lassismo per accaparrare presunti diritti sulla modifica dei princìpi a loro estranei. L’apertura indiscriminata alle pretese di chicchessia, in nome dell’integrazione, mostra la noncuranza e l’opportunismo di gran parte del clero e della classe politica che fingono d’ignorare la destabilizzazione della Chiesa di Roma. Essi, in fondo, evidenziano la dipendenza incondizionata dai dettati delle lobby economico-massone, impegnate ad abbattere i regimi d’ispirazione cattolica, ottenendo dalla collettività consensi pienamente ricettivi dei loro interventi corruttori. I nuovi codici comportamentali sono perciò improntati ad una forma di dialogo che deve svolgersi, sia per il Vaticano sia per gli Stati laicizzati, sul percorso obbligato dall’arrendevolezza agli interlocutori, nemici della civiltà occidentale, e di conseguenza alle loro richieste esose e inaccettabili. La rabbia musulmana per il discorso del Santo Padre in Germania ci dice, senza ombra di dubbio, che il confronto democratico deve prescindere dalla Verità, anche storica, e deve svolgersi su un piano di perfetta parità, perché, in caso contrario, sorgono problemi e questioni internazionali ricattatorie che costringono addirittura alle scuse ufficiali del Papa e lo mettono in condizioni di essere ammonito e corretto dagli IMAM, oltre che di essere oltraggiato. Democrazia, intercultura, dialogo e ac“Chiesa viva” *** Gennaio 2007 coglienza valgono per tutti, tranne che per i cattolici, chiamati ad osservare il silenzio in qualunque occasione! La virtù stessa è ridotta a capacità di vita civile, cioè al saper regolare le forze del mondo a scopi umanistici. Il moderno machiavellismo, dunque, impone a tutti i nuovi ideali pragmatici che, sublimati dal sistema mediatico, spingono a raggiungere gli obiettivi materiali, stabiliti dagli schemi del potere laico e clericale, nemico irriducibile dell’ascetismo che santifica, avendo all’uopo, modificato il concetto di salvezza. Siamo figli di un tempo che ha reso incapaci di sollevarsi al di sopra di esso per guadagnare posizioni spiritualmente levate alla sequela del Salvatore. Oggetto di critica costante è, infatti, il pensiero dei pochi che, fermamente, si oppongono alle nuove categorie della riflessione politica e religioso-moralizzante dei teologi riformati, categorie che, segnando inequivocabilmente la rottura con il passato, risultano assolute e prive di sacralità. Le attuali impostazioni teologiche e dottrinali tendono, sostanzialmente, a definire l’epilogo dell’universalità cattolica e a lacerare l’unità dei credenti a favore dei Giudei e dei Musulmani che dominano sull’Occidente, dove trovano accettazione, sostegno e passiva rispondenza, fino a permeare di sé l’orientamento comune. Nel recente convegno ecclesiale di Verona, da qualche Autorità Ecclesiale, i cattolici sono stati invitati a non giudicare e a porsi in ascolto di tutti, oltre che ad un maggiore incisività, in tal senso, nell’ambiente in cui operano. Ci si chiede cosa dobbiamo ascoltare e imparare dai negatori di Cristo. Si ha la netta sensazione che la Gerarchia Vaticana viva in un mondo lontano dalla realtà delle parrocchie, di cui volontariamente trascura lo stato di cristianizzazione e di desolazione liturgica e dottrinale. Di contro, il Santo Padre ha spronato ad un uso razionale del dialogo; ma le sue parole, giuste e sante, che raccomandano la fermezza della Fede, non possono essere seguite dal vero Cattolico, perché quando questi osi difendere la Tradizione dei Padri e l’incorruttibilità del suo Credo, è accusato di xenofobia, arretratezza, integralismo, nonché di non favorire la pace da quegli stessi Prelati che intendono includere nel significato di “Chiesa” altre credenze e confessioni. “Chiesa viva” *** Gennaio 2007 In tal modo, dal Magistero ecclesiale si è spinti a ritenere tutte le religioni uguali e tutti gli uomini fratelli, nonostante troppi di loro rifiutino il Battesimo che li renderebbe veramente figli di Dio e pecore di un unico Ovile. Siamo costretti ad accettare confusione e ambiguità, propinate da opinabili guide spirituali, non in grado di delineare una via retta e decisa, priva di tortuosità ecumeniste. In simile contesto, frutto di un’eccellente e occulta orchestrazione, è divenuto naturale, per la moltitudine dei fedeli, accettare e fare propri la nuova celebrazione di Bugnini che sostituisce la S. Messa; la Comunione sulla mano, amministrata anche dalle donne; gli incontri interreligiosi; il relativismo dottrinale; la costruzione di moschee, incoraggiate e benedette dai Vescovi cattolici, oltretutto finanziate con denaro pubblico; la riabilitazione del giudaismo anticristico, a vantaggio del quale è opportuno abolire il Limbo e si cercano cavilli “legali” nella Sacre Scritture. La pastorale modernista odia e disprezza la Santa Tradizione, mentre è disponibile ai compromessi e ad abbrac- ciare i negatori di Cristo e della Sua Chiesa; forse, certo clero nutre la speranza di non cadere vittima come il Cattolicesimo, da esso svenduto per trenta denari all’iniquità, senza vergogna Anche il “motu proprio” del Papa sulla liberalizzazione del messale di San Pio V, ovvero della sola, vera Santa Messa Cattolica, spuria di giudaismo e protestantesimo, prima ancora di essere uffi- cialmente pubblicato, ha generato la rabbia e l’ostilità dei novatori riformati alla scuola di Lutero. Basta, ad esempio, esaminare le esternazioni del, purtroppo, liturgista Rinaldo Falsini, per rendersene conto. Il nostro definisce “inconcepibile” l’equiparazione della S. Messa Tridentina a quella attualmente celebrata. Secondo lui, infatti, il Messale di S. Pio V, benché ratificato dal pronunciamento ex cathedra di un Pontefice canonizzato, corrisponde ad una fase storica superata dal Concilio e volerlo reintrodurre significa mangiare “un cibo ormai avariato”; infatti, sarebbe “un hobby sciocco quello di voler usare un vestito che non sta più addosso” (Adista del 21 ottobre 2006). L’illuminato liturgista, senza pudore, cita Annibale Bugnini che definì abrogato per sempre il Messale di San Pio V, sebbene non sia vero, come dimostra l’indulto concesso da Giovanni Paolo II, nel 1984, al riguardo. Dobbiamo credere al Santo Padre, quando afferma che il Concilio non ha rotto con la Tradizione, o alle collegiali conclusioni di simili Pastori, apertamente contrarie? Il disamore al gregge imperversa incontrastato nella Chiesa di Roma e nella lotta alla Santa Messa Cattolica, nelle quotidiane profanazioni eucaristiche, nelle omelie fredde e teologicamente perverse, si nota l’assenza dello Spirito Santo, che troppi chiamano a testimone del loro operato “contra fidem”. Poco interessato al “parlamento vaticano” Cristo Signore e il Suo Sacrificio, antiecumenico sono di ostacolo alla fratellanza universale d’ispirazione giacobina. Si predica che la Chiesa non è il Regno di Dio e che la Chiesa di Dio è tutta l’umanità, fatta di credenti e non credenti, perché Dio è il Padre di tutti. Fino a quarant’anni fa, non è stato insegnato che per essere figli di Dio bisogna battezzarsi, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ossia proprio nel nome della SS. Trinità, che i nostri “fratelli” lontani rifiutano e per la Quale i cattolici sono chiamati “idolatri”? Siamo sicuri che questa Chiesa, così umanitaria ed egualitarista, sia gradita a Colui che l’ha fondata con il Suo Sangue? A Gloria dell’Eterno Dio, Uno e Trino! 9 La blasfema “MESSA-HALLOWEEN” di Maurizio Blondet Celebrazione della Messa con chitarre e... diavoli! Stati Uniti. È accaduto nella diocesi di Orange, California, nella parrocchia di Aliso Viejo, intitolata (ahimè) al Corpus Christi: i preti, giulivi, hanno invitato i fedeli a presentarsi in chiesa mascherati per Halloween. Ecco un passo del volantino d’invito, intitolato: “Lascia uscire il fanciullino che è in te”: «Per il Giorno di All Hallows i parrocchiani sono invitati a venire alla Messa in costume (sì, bambini e adulti). Inoltre, famiglie e singoli sono invitati a preparare una zucca Fred O’Lantern da disporre attorno all’altare. Speciali dolcetti (e pochissimi scherzetti) saranno a disposizione dei giovani, e dei giovani nel cuore, a tutte le Messe. E inoltre, che cominci la domanda su chi o cosa diventerà FKB (Fred K. Bailey, il pastore) alla fine della Messa: io vi amo, voi mi amate. Anche se certe comunità ecclesiali spaventano i loro membri con sciocche storie su Halloween che sarebbe un culto del demonio e altre scemenze, noi cattolico-cristiani comprendiamo che All-Hallows è il giorno di tutti i Santi; una celebrazione d’autunno che onora la nostra eredità spirituale. Sicuri della resurrezione di Gesù, siamo capaci di prenderci gioco delle cose che un tempo ci spaventavano. Il nostro Dio non è minacciato da vegetali scavati, anzi si rallegra di una famiglia parrocchiale che si riunisce per adorare, divertirsi e folleggiare». 10 Le foto della celebrazione neo-liturgica parlano da sole. I fedeli, con parrucche colorate, ingoiano l’Ostia come fosse una caramella o una pasticca, mandandola giù con un sorso di Coke; c’è persino una tizia mascherata da diavolo che distribuisce la Comunione (vedi foto pag. seguente in alto a destra). La diocesi di Orange - 2,7 milioni di abitanti, di cui 1,4 milioni di cattoli